<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Pippo Russo</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/prusso/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Wed, 22 May 2013 17:32:36 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Centurioni vs Pizzardoni: e non per finta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/centurioni-pizzardoni-scene-grande-paese/203987/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/centurioni-pizzardoni-scene-grande-paese/203987/#comments</comments> <pubDate>Thu, 12 Apr 2012 13:54:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Colosseo]]></category> <category><![CDATA[Roma]]></category> <category><![CDATA[Vigili Urbani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203987</guid> <description><![CDATA[Giusto per ribadire che la situazione è drammatica ma non seria. Oggi a Roma si è consumato l’ennesimo scontro fra lavoratori a rischio e rappresentanti dello Stato. Solo che in questo caso non c’entrano l’articolo 18, i sindacati e le forze di polizia. A affrontarsi in modo ruvido sono stati i (finti) centurioni e i...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Giusto per ribadire che la situazione è drammatica ma non seria. Oggi a Roma si è consumato l’ennesimo scontro fra lavoratori a rischio e rappresentanti dello Stato. Solo che in questo caso non c’entrano l’articolo 18, i sindacati e le forze di polizia. A affrontarsi in modo <strong>ruvido</strong> sono stati i (finti) centurioni e i (veri) vigili urbani della Capitale.</p><p>I <em>pizzardoni </em>sono intervenuti per allontanare i figuranti che vestiti da antichi soldati romani si fanno fotografare (a pagamento) dai turisti che si muovono per il centro storico. I centurioni sono finiti nelle maglie dei controlli anti-abusivismo disposti dal comune di Roma in un soprassalto di legalismo. Una prima operazione era già stata condotta il 4 aprile, e aveva portato a 30 provvedimenti di <strong>diffida</strong>. Nei giorni trascorsi fra allora e oggi si erano succeduti tentativi di risolvere la situazione. Si è parlato di una serie di misure che porti alla <em>regolarizzazione </em>dei figuranti, consentendo loro di svolgere il lavoro in modo legale. Fra le regole ipotizzate: una lista dei luoghi nei quali muoversi e farsi fotografare, un giro di vite sulle cifre da chiedere ai turisti per una foto, e soprattutto un <em>patentino da centurione </em>. Che non è la Tessera del Tifoso ma poco ci manca. Surreale ma vero.</p><p>Già lo scorso 7 aprile, sabato di Pasqua, quattro figuranti avevano <strong>occupato </strong>l’anfiteatro Flavio per protestare, rimanendo lì 8 ore. E oggi, dopo che nei giorni scorsi un tentativo di trattativa col comune è stato vanificato dal mancato incontro fra i rappresentanti dei figuranti e quelli della Sovrintendenza, ecco la nuova protesta. Due <em>centurioni</em> si sono arrampicati sul Colosseo, e il tentativo da parte dei <em>pizzardoni </em>di farli sfollare è finito in rissa fra le due <strong>fazioni.</strong> Per uno dei figuranti si è reso necessario l’intervento del 118.</p><p>Le cronache raccontano che i turisti presenti si sono divertiti. Forse credevano che fossero figuranti i membri di entrambe le fazioni a confronto. E che dovendo scegliere per chi parteggiare si sono schierati coi centurioni. Magari un giorno sarà dato loro in sorte d&#8217;imbattersi in figuranti di sindaco armato di pala<strong> spazzaneve</strong>. E le foto andranno a ruba.</p><p>Che grande paese siamo stati.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/centurioni-pizzardoni-scene-grande-paese/203987/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pallonate. Un giorno di ordinaria Gazzetta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/pallonate-giorno-ordinaria-gazzetta/202283/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/pallonate-giorno-ordinaria-gazzetta/202283/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 13:22:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Barcellona]]></category> <category><![CDATA[Cagliari]]></category> <category><![CDATA[Inter]]></category> <category><![CDATA[Juventus]]></category> <category><![CDATA[La Gazzetta dello Sport]]></category> <category><![CDATA[Massimo Cellino]]></category> <category><![CDATA[Milan]]></category> <category><![CDATA[Pep Guardiola]]></category> <category><![CDATA[Zlatan Ibrahimovic]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202283</guid> <description><![CDATA[Ci sono giorni in cui quelli della Gazzetta dello Sport danno il meglio. In quelle occasioni vorremmo che Pallonate diventasse una rubrica quotidiana, perché i fenomeni in rosa ammazzano la concorrenza e non c’è mai abbastanza spazio per raccontare le loro gesta. Mercoledì 28 marzo è stato uno di quei giorni. Ve lo raccontiamo. Ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono giorni in cui quelli della Gazzetta dello Sport danno il meglio. In quelle occasioni vorremmo che <em>Pallonate </em>diventasse una rubrica quotidiana, perché i fenomeni in rosa ammazzano la concorrenza e non c’è mai abbastanza spazio per raccontare le loro <strong>gesta.</strong> Mercoledì 28 marzo è stato uno di quei giorni. Ve lo raccontiamo.</p><p>Ha iniziato a pagina 2 Luigi Garlando, che è bravo ma ogni tanto inciampa pure lui. Il pezzo in cui presentava la gara di Champions fra Milan e Barcellona iniziava così: <em>“’A me il gioco difensivo non piace’ ha detto Zlatan Ibrahimovic. Al suo fianco Massimiliano Allegri ha spiegato: ‘Questo Milan fatica a difendere vicino all’area’. Più che una conferenza stampa è stata un’automotivazione, la recita pubblica di un karma (…)”</em>. Forse intendeva dire “un <strong>mantra</strong>”.</p><p>Saltando a pagina 5 si trovava il tremilacinquecentesimo articolo della “Moccina” Alessandra Bocci su Ibrahimovic, il cui inizio recitava: <em>“La filosofia di Zlatan Ibrahimovic, che come si sa è allergico ai filosofi, si riassume in poche parole: vada come deve andare, o anche: viene sempre un altro giorno”</em>. <strong>Banalità </strong>a parte, il pezzo della Moccina fa il “paio filosofico” con quello di Fabiana Della Valle su Guardiola: <em>“Il filosofo tiene il profilo basso, dribbla ogni possibile polemica con chi gli ha affibbiato questo soprannome (…)”</em>. Per la <em>Gazzetta </em>era proprio la giornata dei filosofi.</p><p>A pagina 17 ci si spostava in casa Inter, con un pezzo di Matteo Dalla Vite e Luca Taidelli sul primo allenamento condotto dal nuovo tecnico Andrea Stramaccioni: <em>“Sarà l’aria ‘ggggiovane’, ma fuori da Appiano c’è un bambino che anziché la maglia di Zanetti chiede quella di Bessa e dentro c’è Stramaccioni che allena intensamente e per 5 volte dice ‘Tanta roba!’ come se avesse vinto il primo premio Allunaggio 2012”</em>. Il bello è che credono sul serio di essere<strong> spiritosi</strong>.</p><p>A questo punto formuliamo un quesito: è una cosa tanto complicata pubblicare la scheda di un calciatore? In teoria no. Invece in <em>Gazzetta </em>tutto si complica. A pagina 18 c’era un articolo sul rinnovo fino al 2017 del contratto fra la Juventus e Paolo De Ceglie, difensore nato il 17 settembre 1986. Per il giornale invece il giocatore è nato in data 8 luglio 1977. Non era difficile dare l’informazione corretta: bastava <strong>copiarla</strong> dall’almanacco. Invece è venuto fuori che la Juventus ha rinnovato il contratto a un giocatore trentacinquenne, prolungandoglielo fino all’età di 40 anni. Un bell’investimento per il futuro, non c’è che dire.</p><p>Ma il vero colpo da maestro l’ha messo a segno Mario Frongia. A pagina 21 c’era un suo pezzo dedicato all’eventualità che il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, portasse la squadra a giocare a Trieste le ultime partite interne del campionato. Ecco il <strong>passaggio</strong> da antologia: <em>“Ma il patron vuole l’espatrio di Cossu e soci in Friuli”</em>. Lasciando da parte lo spericolato utilizzo del termine &#8220;espatrio&#8221;, invitiamo Frongia a fare un esperimento. Vada a Trieste, fermi un abitate qualsiasi, e gli si rivolga dicendo: “Scusi, friulano”. Poi coi denti superstiti venga a raccontarci come è andata.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/pallonate-giorno-ordinaria-gazzetta/202283/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Non c&#8217;è pace per Eluana</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/29/pace-eluana/180536/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/29/pace-eluana/180536/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Dec 2011 10:42:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Bioetica]]></category> <category><![CDATA[Eluana Englaro]]></category> <category><![CDATA[Eutanasia]]></category> <category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category> <category><![CDATA[Marco Bellocchio]]></category> <category><![CDATA[pippo russo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=180536</guid> <description><![CDATA[Eluana Englaro ha smesso di essere in vita il 18 gennaio 1992, giorno in cui un terribile incidente stradale la ridusse in stato vegetativo. Dal punto di vista biologico è morta il 9 febbraio 2009, dopo 17 anni di sospensione in uno stato di non vita, gran parte dei quali trascorsi mentre intorno al suo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eluana_Englaro" target="_blank">Eluana Englaro</a></span></strong> ha smesso di essere in vita il 18 gennaio 1992, giorno in cui un terribile incidente stradale la ridusse in stato vegetativo. Dal punto di vista biologico è morta il 9 febbraio 2009, dopo 17 anni di sospensione in uno stato di non vita, gran parte dei quali trascorsi mentre intorno al suo corpo inerte veniva combattuta una durissima battaglia giuridica e bioetica.</p><p>Durissima e spesso insensata. Ci si augurava che quantomeno dopo la morte anagrafica le fosse concesso in sorte di riposare in pace, come a qualsiasi anima volata via da questo mondo. Invece no. Eluana e il suo corpo annichilito continuano a essere oggetto d’uno scontro trascinato sull’onda di un<strong> </strong><em><strong>irriducibilismo morale</strong> </em>che si fa cinismo. Quasi che si fosse in presenza d’una guerra non ancora chiusa nonostante la cessazione delle ostilità.</p><p>È notizia di oggi, riportata in prima pagina da <em>la Repubblica</em>: durante una seduta del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, un gruppo di consiglieri regionali del centrodestra spalleggiati dall’Udc  si è opposto al finanziamento regionale in favore del <strong>film </strong>che richiama la vicenda di Eluana. Il finanziamento sarebbe dovuto al fatto che parte della pellicola, diretta da <strong>Marco Bellocchio</strong>, è ambientata nella regione, e per questo motivo beneficerebbe di fondi per la promozione territoriale.</p><p>Ma i consiglieri che hanno firmato l’ordine del giorno contrario al finanziamento sostengono di non voler vedere circolare un’immagine della loro regione associata al caso Englaro. Come se si parlasse di chissà quale turpitudine, di circostanze screditanti per l’immagine di un territorio e della sua comunità, quando invece c’è in ballo un dramma umano dal quale evidentemente non abbiamo ancora imparato abbastanza. E intanto che insistiamo a non capire e a non intenderci, Eluana continuerà a essere chiamata in ballo dentro le <strong>sciocche dispute dei vivi</strong>. Non avendo fatto nulla di male per meritarsi questo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/29/pace-eluana/180536/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Governo tecnico? No, questo è un blind trust</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/governo-tecnico-questo-blind-trust/179338/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/governo-tecnico-questo-blind-trust/179338/#comments</comments> <pubDate>Thu, 22 Dec 2011 10:42:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Democrazia]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[Governo Tecnico]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=179338</guid> <description><![CDATA[È arrivato il momento di dare il nome alla cosa, e etichettare nel modo più corretto quell’aliena creatura chiamata governo Monti. Fin qui le formule più utilizzate per definirlo sono state quelle del Governo Tecnico e del Governo del Presidente. Entrambe approssimate per difetto. Sia perché non dicono tutto di questa bizzarra compagine, sia perché...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>È arrivato il momento di dare il nome alla cosa, e etichettare nel modo più corretto quell’aliena creatura chiamata <strong>governo Monti</strong>. Fin qui le formule più utilizzate per definirlo sono state quelle del <em>Governo Tecnico </em>e del <em>Governo del Presidente</em>. Entrambe approssimate per difetto. Sia perché non dicono tutto di questa bizzarra compagine, sia perché qualsiasi governo <em>diversamente qualificato </em>finisce con l’essere politico per il fatto di dover poggiare su una maggioranza parlamentare. Cioè sui partiti. E dunque, come vogliamo chiamarlo questo Gabinetto Monti?</p><p>Un’idea ce l’avrei. Secondo me questo non è nemmeno un governo. È un <em>blind trust</em>. Ovvero, una formula di governance d’un patrimonio (elettorale, in questo caso) per conto terzi, adottata per scongiurare conflitti d’interessi. Il proprietario di quel patrimonio, impegnato in una carica pubblica, viene reso temporaneamente <em>cieco </em>(traduzione alla lettera) sul modo in cui esso viene gestito. Ne tornerà in possesso quando la sua carica pubblica sarà cessata.</p><p>Gli italiani familiarizzarono con tale formula una decina di anni fa, quando ancora il problema d’arginare il conflitto d’interessi berlusconiano era questione politica. Prima, cioè, che i partiti all’opposizione di Berlusconi cessassero di farne un tema dirimente anziché limitarsi alla lamentazione retorica. Naturalmente il <em>blind trust all’italiana </em>non decollò mai, perché il diretto interessato pretese di <strong>continuare a vederci benissimo </strong>riguardo alle faccende di suo interesse.</p><p>A oltre un decennio di distanza la formula si ripresenta sullo scenario politico in veste inedita. Il suo oggetto non è più il patrimonio economico di una persona, ma il patrimonio politico-elettorale di gran parte dei partiti italiani. I quali hanno delegato a un gruppo di attori terzi non già il governo del paese, ma la <em>governance </em>del loro consenso. E lo fanno <em>ciecamente</em>, nel senso più pieno della parola. Magari dissentendo persino su singoli provvedimenti che poi puntualmente voteranno, perché altrimenti cosa l’hanno messa su a fare quest’operazione? Non possono permettersi un <em>conflitto d’interessi </em>(fra le istanze dei loro elettori e le scelte di segno opposto per il governo del paese), perciò <strong>si legano mani e piedi al trust</strong>.</p><p>Vero, in questo paese la democrazia non è stata sospesa. È stata soltanto by-passata. Il che è anche peggio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/governo-tecnico-questo-blind-trust/179338/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Altre Pallonate: la lingua aliena dei cronisti Sky</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/altre-pallonate-2-la-lingua-aliena-dei-cronisti-sky/177662/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/altre-pallonate-2-la-lingua-aliena-dei-cronisti-sky/177662/#comments</comments> <pubDate>Thu, 15 Dec 2011 11:36:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Inter]]></category> <category><![CDATA[La Gazzetta dello Sport]]></category> <category><![CDATA[pippo russo]]></category> <category><![CDATA[Sky]]></category> <category><![CDATA[Telecronache]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category> <category><![CDATA[Tuttosport]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=177662</guid> <description><![CDATA[I telecronisti di Sky sono i divulgatori di una neolingua. Si sono intestati questa missione perché organici a un progetto neo-televisivo che sta cambiando in profondità i codici di consumo culturale del paese, perciò agiscono e parlano come zelatori d’un verbo post-italiano. E però che palle! Urlano come Olgettine nella sala del bunga bunga, e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I telecronisti di <strong>Sky </strong>sono i divulgatori di una neolingua. Si sono intestati questa missione perché organici a un progetto neo-televisivo che sta cambiando in profondità i codici di consumo culturale del paese, perciò agiscono e parlano come zelatori d’un verbo post-italiano. E però che palle! Urlano come Olgettine nella sala del bunga bunga, e usano un codice che ricorda quello di C2-D2, il robot nano di <em>Guerre Stellari</em>. Si diano una calmata, o altrimenti qualcuno provveda a sedarli.</p><p>Sabato scorso ne abbiamo sentite un paio da psicopatologia linguistica. Al 35’ della ripresa di Siena-Genoa, il senese Rossi, entrato in campo 20 minuti prima, sbagliava un facile passaggio a metà campo. Ciò che dava occasione al telecronista <strong>Gianluca Di Marzio</strong> d’esprimere la seguente valutazione: <em>“Non bene Rossi nell’approccio alla partita e nell’impatto sulla gara”</em>. Quanta inutile fuffa linguistica, quando bastava dire che il nuovo entrato stava giocando male.</p><p>E che dire di <strong>Riccardo Trevisani</strong>? Il modo indecoroso con cui beatifica il Barcellona durante le inascoltabili telecronache sulla Liga spinge a tifare a tutta randa contro i blaugrana. L’apice si è toccato durante l’ultimo Real Madrid-Barcellona. Al 40’ Iniesta ha provato un passaggio bello e complicato per Messi, senza risultati. Lì Trevisani l’ha sparata grossa: <em>“Una sintassi calcistica talmente complicata che neanche Messi l’ha capita, evidentemente Iniesta è un livello ancora più su”</em>. Bisognerebbe cominciare a prendere in considerazione una <em>class action</em> degli abbonati di Sky Sport; che pagano profumatamente per sentirsi annichilire di parole superflue e castronerie pallonare.</p><p>Sono già dei fenomeni quando agiscono individualmente. Sicché figuratevi cosa succede se Andrea Elefante e Matteo Dalla Vite della <em><strong>Gazzetta dello Sport</strong></em> firmano insieme un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.calciosport24.it/2011/12/10/ultima-chiamata-2/" target="_blank">articolo</a></span>. È successo nell’edizione del 10 dicembre. Il pezzo di presentazione della gara fra Inter e Fiorentina iniziava così: <em>“Sembra un film. In parte dell’orrore. Sembra un film sì, perché Snejder se ne sta ancora dietro le quinte col muscolo dolorante e perché in fondo – neanche tanto in fondo – l’Inter si gioca tutto nelle prossime 72 ore: Fiorentina oggi e Genoa martedì. Morale: o la vita cambia in meglio o il meglio della vita sarà lottare per scampare la mediocrità”</em>. Con questi due la mediocrità non si rischia mai.</p><p>Continua la tempesta ormonale di Alberto Manassero su <em><strong>Tuttosport</strong></em>. Il guru dei <em>Toro Boys </em>sta vivendo una nuova stagione testosteronica grazie alla cavalcata del Torino in B. Il suo ingrifamento è talmente forte da contagiare il resto del giornale, che domenica per celebrare la vittoria dei granata sul Pescara è andato in edicola col seguente titolo di prima pagina: <em>“Libidine Toro”</em>. E che dietro quel titolo ci fosse l’influenza di Manassero è dimostrato dall’incipit del suo pezzo sulla partita: <em>“Giampiero Ventura firma il suo capolavoro e il Toro attizza libidine pura dentro i tifosi, che da tanto non entravano allo stadio così caldi e da troppo non ne uscivano così goduti”</em>. Come direbbero gli Squallor, c’ha un Toro nelle mutande.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/altre-pallonate-2-la-lingua-aliena-dei-cronisti-sky/177662/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Gli Usa, la giustizia e la clemenza di razza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/05/giustizia-clemenza-razza/175351/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/05/giustizia-clemenza-razza/175351/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Dec 2011 16:11:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Barack Obama]]></category> <category><![CDATA[George W. Bush]]></category> <category><![CDATA[pippo russo]]></category> <category><![CDATA[Razzismo]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175351</guid> <description><![CDATA[Fin qui era soltanto un sospetto, ma adesso a suffragarlo giungono i dati: negli Usa il colore della pelle è una variabile determinante per ottenere un’attenuazione delle pene. Così è stato durante la presidenza di George W. Bush, così continua a essere durante la presidenza di Barack Obama. È quanto emerge da un lungo e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Fin qui era soltanto un sospetto, ma adesso a suffragarlo giungono i dati: negli Usa il <strong>colore della pelle</strong> è una variabile determinante per ottenere un’attenuazione delle pene. Così è stato durante la presidenza di George W. Bush, così continua a essere durante la presidenza di <strong>Barack Obama</strong>.</p><p>È quanto emerge da un lungo e dettagliato reportage pubblicato da <em><a href="http://http://www.propublica.org/" target="_blank"><strong>Pro Publica</strong></a></em>, un sito web la cui missione è racchiusa nello slogan che campeggia accanto alla testata: <em>Journalism in the Public Interest</em>. Il reportage, suddiviso in più puntate e scritto da Dafna Linzer e Jennifer LaFleur, è intitolato <em><a href="http://www.propublica.org/article/shades-of-mercy-presidential-forgiveness-heavily-favors-whites" target="_blank">Presidential Pardons. Shades of mercy</a></em> (Perdoni presidenziali. Gradazioni di pietà). Analizzando i dati sull’accoglimento delle domande di <em>presidential pardon </em>presentate durante gli otto anni in cui Bush jr. ha governato gli Usa, le due giornaliste hanno scoperto che i condannati di pelle bianca hanno, rispetto ai condannati appartenenti a altre minoranze, una probabilità quattro volte superiore di vedere accolte le proprie istanze di clemenza.</p><p>I dati dicono che delle 1.918 richieste accolte fra il 2001 e il 2008, soltanto 13 riguardavano i casi di condannati non bianchi. Non sono invece disponibili i dati sulle richieste rigettate, e proprio su quelli Linzer e LaFleur hanno lavorato. Giungendo così a corroborare la tesi di partenza: che, quantomeno in termini statistici e senza guardare alla specificità dei casi, negli Usa la <strong>variabile razziale</strong> ha ancora una forte incidenza nell’atteggiamento che il sistema penale assume verso il reo. Una tendenza che durante la presidenza di Obama non pare essersi attenuata, se è vero che sulle 22 domande di <em>presidential pardon </em>accettate dal presidente in carica soltanto 2 hanno riguardato membri delle cosiddette <em>minoranze</em>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/05/giustizia-clemenza-razza/175351/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Altre Pallonate 1: la Gazzetta dello Spot</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/23/altre-pallonate-1-la-gazzetta-dello-sport/172380/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/23/altre-pallonate-1-la-gazzetta-dello-sport/172380/#comments</comments> <pubDate>Wed, 23 Nov 2011 09:56:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Alessandro Del Piero]]></category> <category><![CDATA[Gianluigi Buffon]]></category> <category><![CDATA[Giornalismo]]></category> <category><![CDATA[La Gazzetta dello Sport]]></category> <category><![CDATA[marchio]]></category> <category><![CDATA[Pubblicità Occulta]]></category> <category><![CDATA[Sponsor]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=172380</guid> <description><![CDATA[Sul versante infomercial, cioè della pubblicità spacciata per informazione, la Gazzetta dello Sport non riposa mai. Nell’edizione di oggi, la pagina numero 5 ne è un esempio da manuale. In apparenza essa è dedicata alla Juventus, con due interviste rilasciate da Alessandro Del Piero e Gigi Buffon, titolate con dei virgolettati in cui vengono riportate...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sul versante <em>infomercial</em>, cioè della pubblicità spacciata per informazione, la<strong> <em>Gazzetta dello Sport </em></strong>non riposa mai.</p><p>Nell’edizione di oggi, la pagina numero 5 ne è un esempio da manuale. In apparenza essa è dedicata alla Juventus, con due interviste rilasciate da <strong>Alessandro Del Piero</strong> e <strong>Gigi Buffon</strong>, titolate con dei virgolettati in cui vengono riportate dichiarazioni dei due. Quello che sovrasta l’intervista con Alessandro Del Piero, firmata da <strong>G. B. Olivero</strong>, ha come titolo: <em>“Restare in panchina mi brucia troppo”</em>. Per quanto riguarda il titolo dell’intervista con Buffon, firmata da Fabio Bianchi, esso recita: <em>“Un po’ più di credibilità/ Così i rivali tremeranno”</em>.</p><p>Ma poi basta leggere le prime righe dell’articolo per scoprire che l’informazione c’entra poco. L’intervista con Del Piero viene introdotta da questo passaggio: <em>“Ieri mattina Ale doveva lanciare il nuovo prodotto del suo <strong>sponsor </strong>tecnico e il programma prevedeva anche una rapida comparsata durante le partite giocate prima tra giornalisti e poi tra ragazzi scelti da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.fubles.com/" target="_blank">Fubles</a></span> (il social network dello sport giocato)”</em>.</p><p>Ecco invece l’incipit dell’intervista con Buffon: <em>“Qualche tempo fa, sarebbe stato difficile accostare l’aggettivo saggio a Gigi Buffon. Risuona ancora il discorso che ha commosso [</em>sic!<em>] il presidente Napolitano. In tutta altra veste, da giocatore di <strong>texas hold’em</strong>, ora Gigi dice: ‘Era una grande occasione, potevo star lì a dire le solite cose o sfruttarla’.”</em>.</p><p>A corredo degli articoli, le foto dei due impegnati nelle performance griffate dagli sponsor, i cui nomi e <strong>marchi </strong>vengono citati e ben esposti.</p><p>Il resto della pagina viene dedicato a un’inserzione pubblicitaria. Esplicita, almeno quella.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/23/altre-pallonate-1-la-gazzetta-dello-sport/172380/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>La Liga all&#8217;assalto della tv asiatica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/08/la-liga-allassalto-della-tv-asiatica/169075/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/08/la-liga-allassalto-della-tv-asiatica/169075/#comments</comments> <pubDate>Tue, 08 Nov 2011 10:07:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Calcio]]></category> <category><![CDATA[Cina]]></category> <category><![CDATA[Liga]]></category> <category><![CDATA[Real Madrid]]></category> <category><![CDATA[Serie A]]></category> <category><![CDATA[TV]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=169075</guid> <description><![CDATA[Quante volte durante una stagione capita di vedere giocare il Real Madrid sotto la luce naturale? Pochissime. Di norma le gare di campionato delle merengues e quelle del Barcellona vengono disputate in notturna, il sabato o la domenica. Così vogliono le tv spagnole che, quando possono, fissano addirittura le gare dei due club in chiusura...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte durante una stagione capita di vedere giocare il <strong>Real Madrid </strong>sotto la luce naturale? Pochissime. Di norma le gare di campionato delle <em>merengues </em>e quelle del Barcellona vengono disputate in notturna, il sabato o la domenica. Così vogliono le tv spagnole che, quando possono, fissano addirittura le gare dei due club in chiusura della giornata: una alle 20, l’altra alle 22. Sicché si può intuire quale snaturamento si sia avuto domenica scorsa, quando alla squadra di José Mourinho è toccato scendere in campo a <strong>mezzogiorno </strong>per affrontare l’Osasuna Pamplona. Specie per i tifosi, sia quelli presenti al <em>Santiago Bernabeu </em>che quelli sistemati davanti ai teleschermi, lo spiazzamento deve essere stato fortissimo.</p><p>Alla fine però il risultato è stato formidabile. E non mi riferisco al 7-1 rifilato dai madridisti all’Osasuna, quanto agli indici d’ascolto fatti registrare dalla partita sui mercati televisivi asiatici, il vero obiettivo di un orario così fuori norma per una gara del Real. Come riferisce il sito web del quotidiano portoghese <em><a href="http://http://desporto.publico.pt/noticia.aspx?id=1519797" target="_blank">Publico</a></em>, soltanto in Cina i telespettatori sono stati <strong>60 milioni</strong>. Cifre impressionanti, che purtroppo da qui in avanti detteranno legge sulle abitudini dei tifosi spagnoli. Soprattutto di quelli del Real e del Barça, che sempre più spesso dovranno rassegnarsi a orari da <em>brunch </em>per le gare delle loro squadre. Perché è ovvio che certi indici d’ascolto siano alla portata soltanto se a scendere in campo sono i club di maggiore impatto mediatico.</p><p>Molto probabile che ciò abbia conseguenze anche sul calendario del <strong>campionato italiano</strong>. Nel quale raramente i club maggiori vengono chiamati a giocare il <em>match </em>domenicale delle 12.30. Più facile che a quell’ora venga mandato in onda un Siena-Chievo, con quali indici d’ascolto sul mercato asiatico è facile immaginare. Se la Liga schiera le big, la Serie A sarà costretta a fare altrettanto per non giocarsi definitivamente un mercato fondamentale. Naturalmente del giudizio dei tifosi italiani frega niente a nessuno. Conta solo che sottoscrivano l’abbonamento alla pay-tv e la tessera del tifoso.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/08/la-liga-allassalto-della-tv-asiatica/169075/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Berlusconi e Bossi, i veri Sgommati</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/27/berlusconi-e-bossi-i-veri-sgommati/166728/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/27/berlusconi-e-bossi-i-veri-sgommati/166728/#comments</comments> <pubDate>Thu, 27 Oct 2011 11:10:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Angela Merkel]]></category> <category><![CDATA[Nicolas Sarkozy]]></category> <category><![CDATA[sbadigli]]></category> <category><![CDATA[Sgommati]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=166728</guid> <description><![CDATA[Quando il lato ridicolo della realtà supera la fantasia, ecco che la satira rischia la morte per estinzione della propria ragione sociale. Mi ritrovo a fare questa riflessione tutte le volte che seguo Gli Sgommati, il programma in onda su Sky che ironizza sui personaggi della vita pubblica italiana utilizzando le marionette create a loro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando il lato ridicolo della realtà supera la fantasia, ecco che la <strong>satira </strong>rischia la morte per estinzione della propria ragione sociale.</p><p>Mi ritrovo a fare questa riflessione tutte le volte che seguo <em><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://glisgommati.sky.it/glisgommati/home.html" target="_blank">Gli Sgommati</a></span></strong></em>, il programma in onda su Sky che ironizza sui personaggi della vita pubblica italiana utilizzando le marionette create a loro immagine e somiglianza. Tutto molto bello e azzeccato. Ma poi? Poi guardi la realtà e scopri che la caricatura fatta attraverso l’imitazione non ha ragion d’essere. Perché è la realtà stessa a essere caricaturale. E a quel punto quale spazio rimane per satira e s<em>gommature </em>varie? Tanto più quando la <em>realtà caricaturale</em> è costituita non soltanto da atti e comportamenti, ma persino dal <em>materiale fisiognomico </em>di cui sono costituiti i personaggi che colonizzano la nostra quotidianità. Se sono già <em>sgommati </em>al naturale, come pretendere di <em>gommificarli</em>?</p><p>Messa in questi termini, la coppia B&amp;B (<strong>Berlusconi e Bossi</strong>) è emblematica. Più che due personaggi della vita pubblica, due maschere in disfacimento sospese fra il tragico e il ridicolo. Due <em>gomme </em>avariate nel mondo reale, rispetto alle quali l’operazione di <em>sgommatura </em>può avere soltanto effetto migliorativo. E quando mai la satira, a meno di volere sconfinare nel <em>Bagaglino</em>, può intestarsi un’operazione di <em>riduzione del danno d’immagine</em>?</p><p>Guardate alcune immagini dei due, fra le più emblematiche passate di recente sui massmedia. Il Berlusconi che la scorsa domenica affrontava le telecamere a Bruxelles, mentre a pochi passi da lì <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/23/crisi-sarkozy-italia-e-grecia-siano-responsabili/165910/" target="_blank">Merkel e Sarkozy ridevano di lui</a></span>, faceva tornare alla mente il <em><strong>Sommario di decomposizione</strong> </em>di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.google.it/url?sa=t&#038;rct=j&#038;q=sommario%20di%20decomposizione&#038;source=web&#038;cd=1&#038;ved=0CCgQFjAA&#038;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FEmil_Cioran&#038;ei=2TqpTo9MiPvhBIm9zQU&#038;usg=AFQjCNFnWyYnFmx96KcNXfHbTowYjANfVQ" target="_blank">Emil Cioran</a></span>. Non protetto dal gioco amico delle telecamere orchestrate dai suoi <em>entourage</em>, ma mostrato nel suo reale stato attuale, egli mostrava una cera grumosa, decadente. Impietosa innanzitutto verso se stessa.</p><p>E che dire di Bossi? Le sue facce e i <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/il-governo-dello-sbadigliare/163629/" target="_blank">12 (dodici!) sbadigli</a></span> </strong>esibiti durante il discorso in cui il sodale chiedeva l’ennesima fiducia, dopo la bocciatura dell’articolo 1 del Rendiconto Generale dello Stato, sono da agguato situazionista. Un contrappunto costante che mandava in cenere le già improbabili pretese di serietà brandite dall’altro B. Cosa mai volete che ci sia da sgommare, partendo da una faccia e un campionario d’espressioni siffatte?</p><p>Certo, poi si pensa che è dal gioco d’equilibrio reciproco di due cosi così che dipendono le sorti del paese. E allora sì che <strong>c’è poco da ridere</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/27/berlusconi-e-bossi-i-veri-sgommati/166728/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Portogallo e Italia: cosa (non) cambia in dieci anni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/portogallo-e-italia-cosa-non-cambia-in-dieci-anni/164640/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/portogallo-e-italia-cosa-non-cambia-in-dieci-anni/164640/#comments</comments> <pubDate>Tue, 18 Oct 2011 15:57:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Antonio Guterres]]></category> <category><![CDATA[Manuel Barroso]]></category> <category><![CDATA[Pedro Passos Coelho]]></category> <category><![CDATA[Portogallo]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=164640</guid> <description><![CDATA[Come alcuni fra voi avranno notato leggendo l’edizione odierna del Fatto Quotidiano, la scorsa settimana sono stato in Portogallo. Un paese che amo profondamente, e nel quale tornerei ogni mese se potessi. Ci sono stato cinque volte in dieci anni, con intervalli irregolari. E in questo lasso di tempo l’ho visto attraversato da molti cambiamenti....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Come alcuni fra voi avranno notato leggendo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/l%E2%80%99austerita-servita-all%E2%80%99ora-di-cena/164444/" target="_blank">l’edizione odierna del<em> Fatto Quotidiano</em></a></span>, la scorsa settimana sono stato in <strong>Portogallo</strong>. Un paese che amo profondamente, e nel quale tornerei ogni mese se potessi. Ci sono stato cinque volte in dieci anni, con intervalli irregolari. E in questo lasso di tempo l’ho visto attraversato da molti cambiamenti.</p><p>Andai per la prima volta nell’estate del 2001, quando ancora si dovevano cambiare le lire in <em>escudos</em> e il Portogallo faceva parte orgogliosamente dell’Europa a 15. La situazione economico-sociale non era al livello dei grandi paesi del continente, ma pareva florida abbastanza. Il governo era retto dal socialista <strong>Antonio Guterres</strong>, presidente in carica dell’Internazionale Socialista, nonché fino a due mesi prima buon timoniere durante il semestre portoghese di presidenza europea.</p><p>Tornai un anno dopo, estate 2002. Gli scudi erano stati sostituiti dagli euro, e il governo socialista era stato sostituito da uno di centrodestra. In marzo il Ps e le forze di centro-sinistra avevano perso le elezioni regionali, e Guterres volle andare a elezioni politiche anticipate per giocarsi l’ultima carta. Perse. A guidare il nuovo governo andò il leader del Psd (Partito Social Democratico, storica formazione di centro-destra), un personaggio apparentemente di non grande spessore: <strong>José Manuel Durao Barroso</strong>. A lui toccava governare un paese che s’apprestava a essere il primo a subire una procedura d’infrazione Ue per deficit eccessivo. Certo pochi si sarebbero aspettati che, solo due anni dopo, egli potesse essere chiamato a presiedere la Commissione Ue in sostituzione di Romano Prodi.</p><p>Invece accadde proprio questo. A luglio 2004, poco dopo che il paese aveva ospitato con successo gli Europei di calcio, Durao Barroso si trasferì a Bruxelles. Sta ancora lì. A sostituirlo nella carica di primo ministro venne chiamato il sindaco di Lisbona, <strong>Pedro Santana Lopes</strong>. Un personaggio dalla fama d’inguaribile sottaniere, nonché ex presidente dello Sporting Lisbona. In questa veste di grande appassionato di calcio soleva tenere una rubrica settimanale su uno dei tre quotidiani sportivi nazionali, <em>A Bola</em>. Purtroppo per il Psd, Santana Lopes era (è) anche un imbattibile <em>gaffeur</em>, e in meno di un anno erose il consenso che il suo partito aveva conquistato nel paese. Si tornò a elezioni anticipate nel marzo 2005, e a vincere furono i socialisti guidati da <strong>José Sócrates</strong>.</p><p>Nel 2010 sono stato due volte in Portogallo, a maggio e ad agosto. La parabola di Sócrates, nonostante la rielezione avvenuta meno di un anno prima (settembre 2009), era già in fase di precipizio. Colpa di una <strong>crisi economica </strong>che il premier non ha mai dimostrato di saper governare, ma soprattutto dei ripetuti scandali in cui è stato coinvolto. Era chiaro che avesse i mesi contati.</p><p>L’ultimo viaggio è stato, appunto, la settimana scorsa. Al governo, ancora una volta dopo elezioni politiche anticipate, è tornato il centrodestra con una coalizione guidata dal socialdemocratico <strong>Pedro Passos Coelho</strong>. Tocca a lui far ingoiare ai portoghesi un bilancio d’inusitata durezza.</p><p>Sì, in dieci anni ne ho viste cambiare di cose, in Portogallo.</p><p>Ps: Dimenticavo: quando dieci anni fa visitai per la prima volta il Portogallo, l’Italia era guidata da un premier chiamato <strong>Silvio Berlusconi</strong>; dieci anni dopo, l’Italia è guidata da un premier chiamato Silvio Berlusconi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/portogallo-e-italia-cosa-non-cambia-in-dieci-anni/164640/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>L’austerità servita all’ora di cena</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/l%e2%80%99austerita-servita-all%e2%80%99ora-di-cena/164444/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/l%e2%80%99austerita-servita-all%e2%80%99ora-di-cena/164444/#comments</comments> <pubDate>Tue, 18 Oct 2011 15:32:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Crisi Economica]]></category> <category><![CDATA[Pedro Passos Coelho]]></category> <category><![CDATA[Portogallo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=164444</guid> <description><![CDATA[Lisbona. L’austerità servita a cena. È accaduto ai portoghesi lo scorso giovedì, un 13 ottobre che a Lisbona ricorderanno a lungo. Pareva un giorno come tanti, in questa lunghissima crisi che per il paese collocato sull’estremo occidente d’Europa dura dall’inizio degli anni Duemila. Ma nel tardo pomeriggio si è avuto il preavviso che qualcosa di cruciale...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lisbona</strong>. L’austerità servita a cena. È accaduto ai portoghesi lo scorso giovedì, un 13 ottobre che a Lisbona ricorderanno a lungo. Pareva un giorno come tanti, in questa lunghissima crisi che per il paese collocato sull’estremo occidente d’Europa dura dall’inizio degli anni Duemila. Ma nel tardo pomeriggio si è avuto il preavviso che qualcosa di cruciale stesse per accadere. Sulle pareti in piastrelle bianche della fermata Baixa-Chado (quella vicina al caffè “A Brasileira”, famoso per la statua di Pessoa seduto al tavolino), al pari di quanto accadeva nelle altre stazioni della metropolitana, veniva proiettato un messaggio in cui si avvertiva che <em>“As 20 h. Passos fala ao pais”</em>.</p><p>Il primo ministro socialdemocratico (che in Portogallo significa centrodestra), al potere da soli quattro mesi, s’apprestava a <em>“parlare al paese”</em> in diretta televisiva, sulle frequenze dell’emittente di stato Rtp. E non era difficile immaginare quale fosse l’argomento, dato che da settimane c’è un solo tema a occupare l’agenda politica: quello che viene racchiuso nell’acronimo ‘OE’,<em> “Orçamento de Estado”</em> (bilancio dello Stato). Ma per quanto ci si potesse attendere un preannuncio di sacrifici, pochi avrebbero immaginato che la misura fosse così pesante. E invece l’effetto del discorso di <strong>Passos Coelho </strong>è stato quello perfettamente fotografato dal quotidiano I: il primo ministro<em> “estragou o jantar”</em> (ha rovinato la cena) ai portoghesi.</p><p>Non solo quella, invero. Anche le vacanze di fine anno, e le ferie degli anni 2012 e 2013. Tutte cadute sotto la scure delle misure di <strong>austerità</strong>, animate da uno zelo che anche secondo gli osservatori meno inclementi verso la coalizione guidata dal leader ‘socialdemocrata’ ha superato le richieste della famigerata troika (Fmi, Bce e Ue). Qualcuno si spinge a parlare di una dichiarazione di guerra al popolo portoghese.</p><p>Di sicuro c’è che l’atto di ostilità è rivolto soprattutto ai dipendenti del <strong>settore pubblico</strong> e ai <strong>pensionati</strong>. Per 1,3 milioni di portoghesi (tra funzionari dello stato, dipendenti di aziende pubbliche e beneficiari della previdenza) il 2012 e il 2013 saranno anni di tredicesime e quattordicesime saltate, e di ferie non pagate. La misura scatta per tutti i salari, e per le pensioni al di sopra della minima (che in Portogallo è fissata a quota 485 euro). Il<em> Correio da Manha</em> ha fatto notare che la vittima più illustre della sforbiciata sarà il presidente della repubblica, Anibal Cavaco Silva: nelle due annate vedrà alleggeriti i suoi appannaggi per 40.168 euro. Un’altra stima, offerta dal <em>Diario de Noticias</em>, parla di un 22% di perdita del potere d’acquisto da parte dei dipendenti pubblici. Colpite anche le feste laiche e religiose, per le quali si prevede lo slittamento nei weekend più vicini. Una cura che rischia di accoppare il malato.</p><p>Le opposizioni politiche e sociali hanno usato parole in linea con la durezza delle misure. Qualcuno si è spinto a parlare di una dichiarazione di guerra contro il popolo portoghese, mentre i sindacati si preparano a indire lo <strong>sciopero generale</strong>. Il precedente era stato tenuto meno di un anno fa, 24 novembre 2010, e aveva paralizzato il paese. Anche in quell’occasione oggetto della protesta erano le misure di austerità inserite nel bilancio dello stato. Solo che allora il governo era guidato dal socialista José Socrates, catastrofico premier rispetto al quale la coalizione guidata da Passos Coelho pretendeva di marcare una discontinuità.</p><p>Tutto intorno c’è un paese che sente tutto intero il momento d’inquietudine. Sabato scorso, in una Lisbona bella e struggente come mai, il percorso degli <strong>Indignados </strong>ha deviato verso l’Assembleia da Republica e lì ha istituito un presidio permanente. Erano lì ancora ieri pomeriggio, mentre il ministro delle Finanze, Vitor Gaspar, presentava il provvedimento al Parlamento. Nella stessa aula in cui venerdì, all’indomani del messaggio al paese, Passos Coelho difendeva grintosamente la linea dell’austerità rispondendo una a una alle dure eccezioni provenienti dai banchi delle opposizioni. Ancora una volta ci metteva la faccia, come la sera prima. E certo si può dissentire sul merito delle misure; ma facendo il confronto con quel suo collega che va in tv solo per parlare di intercettazioni e inscenare la pantomima con la cornetta in mano, ecco che allora il primo ministro portoghese <strong>ne esce da gigante</strong>.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 18 ottobre 2011 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/l%e2%80%99austerita-servita-all%e2%80%99ora-di-cena/164444/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Della Valle dice basta ai politici. E alla grammatica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/03/della-valle-dice-basta-ai-politici-e-alla-grammatica/161785/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/03/della-valle-dice-basta-ai-politici-e-alla-grammatica/161785/#comments</comments> <pubDate>Mon, 03 Oct 2011 15:52:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Diego della Valle]]></category> <category><![CDATA[Messaggio]]></category> <category><![CDATA[Politici]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=161785</guid> <description><![CDATA[Chi lo conosce sostiene che Diego Della Valle sia convinto d’essere un genio della comunicazione. E fin qui, fatti suoi. Ciascuno è libero di farsi ogni convinzione su se stesso; specie se è ricco e potente, tanto da non trovare nessuno (a cominciare dai più stretti collaboratori) disposto a metterne in discussione le certezze. Ma...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Chi lo conosce sostiene che<strong> Diego Della Valle</strong> sia convinto d’essere un genio della comunicazione. E fin qui, fatti suoi. Ciascuno è libero di farsi ogni convinzione su se stesso; specie se è ricco e potente, tanto da non trovare nessuno (a cominciare dai più stretti collaboratori) disposto a metterne in discussione le certezze. Ma se poi c’è da giudicare i contenuti e la qualità delle sue comunicazioni, allora il discorso cambia.</p><p>Il suo <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/30/limprenditore-della-valle-compra-pagine-sui-giornali-per-criticare-i-politici/161267/" target="_blank"><strong>messaggio a pagamento</strong></a> pubblicato sabato 1 ottobre da diversi quotidiani, e intitolato <em>“Politici ora basta”</em>, genera parecchie perplessità. Non  solo quanto a contenuti, ma anche nella <strong>forma</strong>. Farlo pubblicare gli sarà costato diverse decine di migliaia di euro, ad andar cauti. Se avesse speso altri cento euro per farlo rivedere da un medio studente di liceo si sarebbe risparmiato qualche scivolone grammaticale.</p><p>Per esempio, ecco il seguente passaggio: <em>“Anche una parte del mondo economico (intendo quella che non vive di mercato e di concorrenza) ha le sue gravi responsabilità della condizione in cui ci troviamo ora: per troppo tempo ha infatti avuto rapporti con tutta la politica (in base alle opportunità e alle conseguenze del momento) sostenendola in tanti modi, senza mai richiamarli al senso del dovere e nell’interesse dell’Italia”</em>. Notate bene: il <em>mondo economico</em> ha avuto rapporti <em>con la politica</em>, <em>sostenendola </em>e senza mai <em>richiamarli </em>al senso del dovere. Se la frase ha un senso, a essere richiamata sarebbe la <em>politica</em>. E allora, perché <em>richiamarli </em>anziché <em>richiamarla</em>? Inoltre, quel <em>“e nell’interesse dell’Italia” </em>pare buttato lì a casaccio. Come se dovesse mettercelo per forza.</p><p>Ancora: <em>“Ora la gravità della situazione impone che le componenti della società civile più serie e responsabili, che hanno veramente a cuore le sorti del Paese (politici-mondo delle imprese-mondo del lavoro) si parlino e si adoperino tra di loro e lavorino con la competenza e la serietà necessaria questo momento difficile”</em>. Poiché le qualità richiamate per <em>lavorare</em> sono due (la competenza e la serietà), l’aggettivo dovrebbe essere al plurale (<em>necessarie</em>, non <em>necessaria</em>).</p><p>Infine, ecco uno stupendo anacoluto a chiudere il messaggio: <em>“A quei politici (…) saremo sicuramente in molti a volergli dire di vergognarsi”</em>.</p><p>Lui invece sarà<strong> fiero di quanto scritto</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/03/della-valle-dice-basta-ai-politici-e-alla-grammatica/161785/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>57</slash:comments> </item> <item><title>La lingua impossibile del cardinal Bagnasco</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/27/la-lingua-impossibile-del-cardinal-bagnasco/160340/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/27/la-lingua-impossibile-del-cardinal-bagnasco/160340/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Sep 2011 14:57:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Cei]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=160340</guid> <description><![CDATA[Toh, la Cei prende posizione contro il governo del bunga bunga. Lo fa con qualche annetto di ritardo per bocca del cardinal Bagnasco, e col solito stile generico e impersonale che ha subito offerto ai servi sciocchi del signor B. l’opportunità di dire: “Ma non stava mica parlando di lui!”. Il solito balletto. Ciò non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Toh, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/bagnasco-grave-questione-morale-bisogna-bonificare-laria/160096/" target="_blank">la <strong>Cei </strong>prende posizione</a></span> contro il governo del bunga bunga.</p><p>Lo fa con qualche annetto di ritardo per bocca del cardinal Bagnasco, e col solito stile generico e impersonale che ha subito offerto ai servi sciocchi del signor B. l’opportunità di dire:<em> <strong>“Ma non stava mica parlando di lui!”</strong></em>. Il solito balletto.</p><p>Ciò non toglie, ovviamente, che il messaggio inviato dalle gerarchie ecclesiastiche italiane al governo sia stato forte. Che poi sia anche <strong>chiaro da un punto di vista lessicale</strong>, è un altro discorso. Per capirci, basta scorrere la frase del discorso di Bagnasco maggiormente riportata dai giornali: <em>“Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica”</em>.</p><p>Ma cosa sarà mai una<em> &#8220;mesta sollecitudine&#8221;</em>? E poi, sarà mica che quel <em>&#8220;rilevano&#8221;</em><em> </em>voleva essere un <em>&#8220;rivelano&#8221;</em>?</p><p>Forse un giorno sapremo, a Dio piacendo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/27/la-lingua-impossibile-del-cardinal-bagnasco/160340/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>20</slash:comments> </item> <item><title>Calcio, i presidenti preferiscono lo sciopero</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/24/calcio-i-presidenti-padroni-preferiscono-lo-sciopero/153305/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/24/calcio-i-presidenti-padroni-preferiscono-lo-sciopero/153305/#comments</comments> <pubDate>Wed, 24 Aug 2011 17:07:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Aic]]></category> <category><![CDATA[Calcio]]></category> <category><![CDATA[Contratto Collettivo Nazionale]]></category> <category><![CDATA[Sciopero]]></category> <category><![CDATA[Serie A]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=153305</guid> <description><![CDATA[Adesso è chiaro che i presidenti dei club volevano lo scontro. Il voto schiacciante (18-2, soltanto Cagliari e Siena in posizione contraria) con cui l’assemblea della Lega di Serie A ha rigettato oggi pomeriggio l’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto collettivo di lavoro, scaduto da un anno, estingue ogni finzione. Le proprietà dei club...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Adesso è chiaro che i presidenti dei club volevano lo scontro. Il voto schiacciante (18-2, soltanto Cagliari e Siena in posizione contraria) con cui l’assemblea della <strong>Lega di Serie A</strong> ha rigettato oggi pomeriggio l’ipotesi di accordo sul rinnovo del <strong>contratto collettivo di lavoro</strong>, scaduto da un anno, estingue ogni finzione. Le proprietà dei club avevano nel mirino non già l’articolo 7 (quello che dovrebbe impedire l’allenamento differenziato, imposto ai calciatori sgraditi), ma lo stesso istituto della contrattazione collettiva. L’hanno dimostrato vanificando persino il tentativo di mediazione da parte del presidente federale Abete, che stavolta ce l’aveva messa davvero tutta. E hanno persino mandato al macello l’inadeguatissimo Maurizio Beretta, eletto un anno fa per imprimere una svolta manageriale alla Lega e attualmente presidente uscente (da marzo è responsabile della comunicazione del gruppo Unicredit) ma non ancora uscito in mancanza di un sostituto. Giusto per dare un’idea di come funzionino le cose nella cosiddetta Confindustria del calcio.</p><p>I presidenti vogliono la <strong>deregulation</strong>. E forse l’otterranno, perché comunque <strong>l’Associazione Italiana Calciatori</strong> esce indebolita dalla vicenda. Il sindacato dei calciatori è stato troppo a lungo timido, ha reagito tardi, e soprattutto non ha saputo comunicare le proprie ragioni. Anche sulla questione del contributo di solidarietà da far pagare ai calciatori (che nulla c’entra col rinnovo dell’accordo collettivo, anche se i presidenti hanno fatto di tutto per associare le due partite e sfruttare il potenziale demagogico della cosa), l’Aic non ha saputo spiegare pubblicamente le proprie ragioni. Adesso il suo presidente, Damiano Tommasi, sarà costretto a proclamare uno <strong>sciopero </strong>che avrebbe voluto evitare in qualunque modo. Perché impopolare, e perché verrà motivato da una rivendicazione della quale al pubblico frega nulla.</p><p>Il giocattolo del calcio italiano <strong>sta per sfasciarsi definitivamente</strong>, e ciascuna delle parti dovrà prendersi il proprio pezzo di responsabilità e incapacità quando sarà il momento di attribuire le colpe.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/24/calcio-i-presidenti-padroni-preferiscono-lo-sciopero/153305/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>17</slash:comments> </item> <item><title>Oscar Pistorius e la sua richiesta di normalità</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/23/oscar-pistorius-e-la-sua-richiesta-di-normalita/153081/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/23/oscar-pistorius-e-la-sua-richiesta-di-normalita/153081/#comments</comments> <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 16:37:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Atletica]]></category> <category><![CDATA[Disabili]]></category> <category><![CDATA[Oscar Pistorius]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=153081</guid> <description><![CDATA[L’edizione dell’Equipe andata in edicola ieri riportava un’ampia intervista con Oscar Pistorius, realizzata in vista della sua partecipazione ai prossimi mondiali d’atletica a Daegu. Un documento bellissimo, denso di umanità, con numerosi passaggi degni di menzione. Il più sentito fra essi è quello in cui l’atleta sudafricano dice: “La cosa che non ho mai amato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’edizione dell’<em>Equipe </em>andata in edicola ieri riportava un’ampia intervista con <strong>Oscar Pistorius</strong>, realizzata in vista della sua partecipazione ai prossimi <strong>mondiali d’atletica</strong> a Daegu. Un documento bellissimo, denso di umanità, con numerosi passaggi degni di menzione.</p><p>Il più sentito fra essi è quello in cui l’atleta sudafricano dice: <em>“La cosa che non ho mai amato è la pietà”</em>. E gli si può credere. Il trauma dell’<strong>amputazione</strong> vissuto in un’età nella quale era già consapevole ha alimentato in lui una <strong>voglia di vivere </strong>cui dar corso nella forma della sfida per la riconquista di un senso di normalità. Una sfida da condurre sui campi di gara, e in una disciplina che come tutte quelle dell’atletica leggera si basa sulla massimizzazione della performance fisica.</p><p>Mi sono trovato a scrivere più volte del caso-Pistorius e dei laceranti dilemmi (etici, prima che sportivi) da esso generati. E mi sono sempre schierato dalla parte del suo diritto di <strong>gareggiare contro i <em>normodotati </em></strong>(termine orrendo). Non soltanto per ragioni di umana solidarietà, ma soprattutto sulla base di una considerazione sociologica relativa a quella che dovrebbe essere la missione dello sport per disabili. Se esso deve avere come funzione principale la riduzione d’una condizione (fisica e psicologica) di svantaggio avvertita dal portatore di handicap nei confronti delle persone normodotate, allora i risultati ottenuti da Pistorius ci direbbero che questa funzione è stata assolta nel modo più efficace possibile: quale risultato più elevato, in questo senso, di un disabile che batte la gran parte dei colleghi normodotati?</p><p>Invece scopriamo che quel grado di performance viene giudicato spurio a causa del ricorso alle <strong>protesi </strong>(inevitabile, per consentire a un portatore di handicap la partecipazione alle gare). E dunque, ecco il paradosso: vogliamo che i portatori di handicap annullino lo svantaggio attraverso lo sport, ma non che lo colmino del tutto fino a minacciare di superare i normodotati. Ha un senso tutto questo?</p><p>Aggiungo che molte delle argomentazioni portate da chi sostiene la posizione opposta, riguardante l’<em>addiction </em>tecnologica determinata dall’uso di protesi nell’espressione della performance, sono anch’esse sensate. E che dunque ci troviamo al centro di una questione difficile da dirimere, e per la quale si richiederebbe umiltà nel confronto anziché arroccamento sulle rispettive posizioni. Le parole di Pistorius sono un innanzitutto questo: un invito a <strong>deporre le armi ideologiche </strong>e a discutere in cerca d’una soluzione.</p><p>Detto questo, a Daegu <strong>farò il tifo per lui</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/23/oscar-pistorius-e-la-sua-richiesta-di-normalita/153081/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>37</slash:comments> </item> <item><title>Certo, anzi improbabile: come i titoli dello sport</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/23/certo-anzi-improbabile-come-i-titoli-dello-sport/152964/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/23/certo-anzi-improbabile-come-i-titoli-dello-sport/152964/#comments</comments> <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 11:01:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Federica Pellegrini]]></category> <category><![CDATA[Filippo Magnini]]></category> <category><![CDATA[Gazzetta dello Sport]]></category> <category><![CDATA[Titoli]]></category> <category><![CDATA[Tuttosport]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=152964</guid> <description><![CDATA[I titoli sono importanti, e alla Gazzetta dello Sport lo sanno. Per questo ci si sbizzarriscono, confezionando ogni giorno trovate che prima o poi dovranno pur essere inserite in un’antologia. E figurarsi se nei giorni in cui l’Inter trattava la cessione di Samuel Eto’o all’Anzhi Makhachkala non ci si doveva aspettare numeri funambolici. Per esempio,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>titoli </strong>sono importanti, e alla <em><strong>Gazzetta dello Sport</strong></em> lo sanno. Per questo ci si sbizzarriscono, confezionando ogni giorno trovate che prima o poi dovranno pur essere inserite in un’antologia. E figurarsi se nei giorni in cui l’Inter trattava la cessione di Samuel Eto’o all’Anzhi Makhachkala non ci si doveva aspettare numeri funambolici. Per esempio, ecco il titolo di prima pagina andato in edicola il 19 agosto, giorno in cui venivano riportate le cronache della vittoria nerazzurra nel triangolare di Bari contro Juventus e Milan: <em>“E toh, Milito”</em>. Da pelle d’oca. Il giorno prima un titolo di pagina interna recitava: <em>“La centrale di energia Eto’omica”</em>. Questa formula apriva la strada alla lettura di un articolo firmato da Matteo Dalla Vite, il cui incipit era il seguente: <em>“Mo, Mou e Ma”</em>. Si riferiva al trio Moratti-Mourinho-Materazzi, a suo dire fondamentale per l’esperienza interista di Eto’o.</p><p>Ma, al di là dei colpi a effetto, talvolta le trovate più notevoli sono quelle <strong>involontarie</strong>. Come, per esempio, quelle che non tengono conto di come la mancanza del “punto e a capo” nei titoli possa dar luogo a effetti tragicomici. Ecco quello ottenuto dalla rosea nell’edizione del 21 agosto: <em>“Alvarez sogna Maicon sotto i ferri stasera”</em>. Cioè, alla lettera, il nuovo acquisto argentino della squadra nerazzurra si augurava che il compagno venisse spedito fra le mani del chirurgo entro la serata. Quando si dice, lo spirito di squadra.</p><p>Ricordate <strong>Pierfrancesco Loche</strong>? Faceva parte della banda di <em>Avanzi</em>, e impersonava il ruolo di un giornalista stralunato. In particolare, aveva due caratteristiche: indossava un paio d’occhiali neri con una lente rotonda e una ovale; e premetteva a ogni notizia la formula <em>“pare, sembra, forse, non garantisco la verità”</em>, facendo così il verso a un certo modo prudente di fare giornalismo. Ebbene, leggendo <em><strong>Tuttosport</strong> </em>del 17 agosto, abbiamo finalmente trovato un emulo di Loche: <strong>Marco Bo</strong>. Ecco il primo periodo dell’articolo, con una mirabile raffica di virgole: <em>“Se, come sembra molto, molto, probabile, la Juventus entro la fine del mese rinforzerà la difesa acquistando un centrale, la musica potrebbe cambiare tra i difensori juventini”</em>. Quindi, ecco il secondo periodo: <em>“Soprattutto se, come sembra, dovesse arrivare un giocatore dai piedi buoni e di altro </em>(sarà un refuso? ndr)<em> profilo come appunto il brasiliano Alex del Chelsea”</em>. Marco Boh.</p><p>A chi dice “Stai tranquillo”, c’è un fulminante modo di dire toscano, in risposta: “Tranquillo aveva casa sull’Arno nel ‘66”. E poi venne l’alluvione, sottinteso. Chissà perché, quella storiella ci è tornata in mente leggendo sulla <em>Gazzetta dello Sport</em> del 21 agosto, con richiamo in prima pagina, l’intervista rilasciata da <strong>Filippo Magnini </strong>a proposito della sua fresca relazione con <strong>Federica Pellegrini</strong>. Efficacissima la sintesi riportata in prima pagina: <em>“Federica mi rende sereno”</em>. Per la serie: Sereno oltrepassava l’uscio senza bisogno di chinare la testa, fino ad agosto 2011.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 23 agosto 2011 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/23/certo-anzi-improbabile-come-i-titoli-dello-sport/152964/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Pera &amp; Martino, postumi forzitalioti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/19/pera-martino-la-premiata-ditta-dei-postumi-forzitalioti/152426/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/19/pera-martino-la-premiata-ditta-dei-postumi-forzitalioti/152426/#comments</comments> <pubDate>Fri, 19 Aug 2011 15:28:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Antonio Martino]]></category> <category><![CDATA[Crisi Economica]]></category> <category><![CDATA[Forza Italia]]></category> <category><![CDATA[Marcello Pera]]></category> <category><![CDATA[Milton Friedman]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=152426</guid> <description><![CDATA[La fine di un impero si nota anche da dettagli come questo: la fuoriuscita di vecchi arnesi dai relativi sarcofaghi, con la pretesa d’essere loro a reggere in mano il malfermo lume della ragione. Così avviene durante le settimane in cui il berlusconismo si consuma nella necrosi. Gran parte dei topi scappano o s’apprestano a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La fine di un impero si nota anche da dettagli come questo: la <strong>fuoriuscita di vecchi arnesi</strong> dai relativi sarcofaghi, con la pretesa d’essere loro a reggere in mano il malfermo lume della ragione. Così avviene durante le settimane in cui il berlusconismo si consuma nella necrosi. Gran parte dei topi scappano o s’apprestano a farlo; altri rosicchiano un altro po’ del residuo rosicchiabile, ché quando ricapita. E nel mezzo di tanta convulsione, guarda un po’ chi riprende fiato? Il duo dei prof. ex forzitalioti, <strong>Antonio Martino</strong> e <strong>Marcello Pera</strong>, pretesi portatori dell’<em>originario spirito liberale</em>. Che solo loro credono ancora sia mai esistito, e vabbe’. Il fatto è che, in questi giorni di follia in libera uscita, i due si ringalluzziscono. E del resto, se un ministro in carica rilascia frasi del tipo “le pensioni stanno bene come stanno”, volete che non anche il Martino-Pera non si senta autorizzato a dire la propria?</p><p>E dunque, eccoli in prima fila a criticare <strong>dall’interno</strong> la manovra finanziaria del governo. L’uno a interpretare come al solito la parte dell’allievo (l’ennesimo) di <strong>Milton Friedman</strong>, e a sciorinare da ogni tribuna un fiacco catechismo ultraliberista; l’altro per lungo tempo scimmiottatore di Popper, poi antipopperiano convinto, e adesso? “Puppa!”, direbbero a Livorno. Dopo essersene stati per un lustro in letargo deciso di non risparmiare colpi al governo morente. Che come il leone dell’apologo di Fedro, vistosi infierire addosso persino dall’asino, vorrebbe dir loro: “<em>E adesso che mi colpite anche voi, mi sembra di morire due volte</em>”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/19/pera-martino-la-premiata-ditta-dei-postumi-forzitalioti/152426/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>Cosa pensiamo di calciatori e sciopero</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/17/cosa-pensiamo-dei-calciatori-e-dello-sciopero/152010/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/17/cosa-pensiamo-dei-calciatori-e-dello-sciopero/152010/#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Aug 2011 15:38:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Calciatori]]></category> <category><![CDATA[Contributo di solidarietà]]></category> <category><![CDATA[Sciopero]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=152010</guid> <description><![CDATA[Se a un giorno di distanza torno sul tema dei possibili scioperi organizzati in Italia e Spagna dai calciatori professionisti, non lo faccio per ribadire le ragioni esposte. Ciò che avevo da dire l’ho scritto ieri, e null’altro ho da aggiungere. Né ritorno sull’argomento per controbattere alle opinioni contrarie (quasi tutte espresse in modo civile)...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se a un giorno di distanza torno sul tema dei <strong>possibili scioperi </strong>organizzati in Italia e Spagna dai calciatori professionisti, non lo faccio per ribadire le ragioni esposte. Ciò che avevo da dire l’ho scritto ieri, e null’altro ho da aggiungere. Né ritorno sull’argomento per controbattere alle opinioni contrarie (quasi tutte espresse in modo civile) che in misura maggioritaria sono contenute nei <strong>commenti</strong> degli internauti al mio post. Tutte le opinioni hanno diritto di cittadinanza in questo spazio, purché non sfocino nell’intolleranza o nell’insulto.</p><p>Ritorno sull’argomento perché il post di ieri, così come altri che avevo lanciato nei miei due profili su <em>Facebook</em> durante i giorni scorsi, mi hanno fatto toccare con mano una verità: che la figura del <strong>calciatore</strong>, in questo paese e di questi tempi, è una fra quelle alle quali si guarda con maggiore <strong>insofferenza</strong>. La si percepisce come quella di un tipo socialmente viziato, privilegiato, irresponsabile e insofferente. E a questo punto, da parte mia, non conta insistere sul fatto che in questa descrizione si può far rientrare non più di qualche centinaio di individui impegnati nel massimo campionato, e che la stragrande maggioranza di coloro che fanno questo mestiere nelle categorie inferiori vive ben alte realtà.</p><p>Da sociologo, ho il dovere di registrare questa tendenza d’opinione e provare a rifletterci sopra. Per questo ho voluto riproporre l’argomento: per dibattere con voi sull’<strong>im</strong><strong>magine del calciatore </strong>percepita in società. Vi sarei grato se mi aiutaste a far partire questo confronto. Magari alla fine avremo tutti quanti le idee un po’ più chiare.</p><p><strong>P. S. </strong>Voglio inoltre precisare che i miei argomenti in favore dei calciatori si fermano alla disputa sul <strong>rinnovo del contratto nazionale di lavoro. </strong>Per quello che si riferisce alla polemica di queste ore, sul rifiuto aprioristico dei calciatori di versare il<strong> contributo di solidarietà</strong> imposto dal governo, ritengo che essi abbiano torto marcio. Quello sì che è un comportamento da viziati.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/17/cosa-pensiamo-dei-calciatori-e-dello-sciopero/152010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>52</slash:comments> </item> <item><title>Anche i calciatori hanno diritto di scioperare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/16/anche-i-calciatori-hanno-diritto-di-scioperare/151790/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/16/anche-i-calciatori-hanno-diritto-di-scioperare/151790/#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Aug 2011 14:41:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Calciatori]]></category> <category><![CDATA[Sciopero]]></category> <category><![CDATA[Serie A]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=151790</guid> <description><![CDATA[Mentre da più parti viene intonata la litania sullo sciopero dei privilegiati, i calciatori spagnoli che s’apprestano a far slittare di due settimane l’inizio della Liga hanno ricevuto un endorsement forse inatteso. A giungere in loro soccorso sono state infatti le principali confederazioni sindacali del paese, la Union General de Trabajadores (UGT) e le Comisiones Obreras...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre da più parti viene intonata la litania sullo <em>sciopero dei privilegiati</em>, i calciatori spagnoli che s’apprestano a far slittare di due settimane l’inizio della Liga hanno ricevuto un <em>endorsement </em>forse inatteso. A giungere in loro soccorso sono state infatti le principali confederazioni sindacali del paese, la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lavanguardia.com/deportes/futbol/20110812/54199407975/ugt-cree-que-la-huelga-de-futbolistas-es-justa-y-que-tienen-razones-evidentes-para-protestar.html" target="_blank">Union General de Trabajadores</a></span> (UGT) e le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.periodistadigital.com/deportes/futbol/2011/08/12/ccoo-apoya-la-huelga-de-futbolistas.shtml" target="_blank">Comisiones Obreras</a></span> (CC.OO.). A giudizio di chi fa sindacato fuori dal mondo dello sport, la mobilitazione dei calciatori è più che legittima, poiché è organizzata per la tutela di diritti reali. Diritti del calciatore in quanto lavoratore, e in quanto persona. E non ha senso fare ironia, o brandire l’indignazione verso ciò che si ritiene essere un <em>capriccio da miliardari</em>. I calciatori spagnoli della massima serie scioperano soprattutto per difendere la causa di molti colleghi che giocano nelle categorie inferiori (ma alcuni anche nel massimo campionato), colpiti dalle conseguenze di una crisi economica che<strong> non risparmia nessuno</strong>. In Spagna il calcio sta vivendo un momento molto difficile (il debito complessivo della sola Liga è stimato in 4 miliardi di euro), con conseguenze devastanti sulla salute economico-finanziaria dei club. Dal punto di vista dei calciatori, la situazione è aggravata dalle conseguenze perverse dell’applicazione della <em>Ley Concorsual</em>, che consente ai club in stato pre-fallimentare di sospendere o dilazionare su lunghi periodi il pagamento dei debiti senza essere dichiarati falliti. Qualcuno si sentirebbe di giudicare non legittima la scelta di scioperare per motivi come questo?</p><p>Altrettanto legittimo è lo sciopero minacciato dall’Associazione Italiana Calciatori, che ipotizza di far saltare la disputa della prima giornata di serie A in calendario per il 27-28 agosto. Anche nel caso italiano, i commenti prevalenti si sono concentrati sull’inopportunità della mossa, tanto più perché essa cadrebbe in  un momento di crisi economica generale del paese. Argomento che non comprendo. Purtroppo il momento in cui si prende la decisione di scioperare è quasi mai determinato da una scelta fatta a freddo. Piuttosto, esso è conseguenza di un conflitto che giunge al punto di rottura. E se questo punto di rottura arriva in un momento che fa giudicare a qualcuno <em>inopportuna </em>l’opzione dello sciopero, non è colpa di chi quella decisione la prende. Giocare la carta dello sciopero in un tempo precedente sarebbe stato prematuro, farlo più avanti (e quando, poi?) potrebbe essere troppo tardi. Va ricordato che i calciatori italiani sono pronti a rifiutarsi di scendere in campo perché da oltre un anno la Lega di serie A (cioè i presidenti-padroni) <strong>rifiuta di firmare il rinnovo del contratto collettivo</strong>; e soprattutto perché, nello specifico, essa non vuole accettare una norma che sopprimerebbe sui campi d’allenamento l’equivalente dei reparti-confino nelle fabbriche. Scioperare contro una cosa del genere è cosa buona e giusta. Se poi c’è chi pensa che i calciatori in quanto tali  non abbiano diritti come qualsiasi altro lavoratore o cittadino, allora lo dica chiaramente.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/16/anche-i-calciatori-hanno-diritto-di-scioperare/151790/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>31</slash:comments> </item> <item><title>Gil Vicente: squadra di calcio e drammaturgo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/gil-vicente-squadra-di-calcio-e-massimo-drammaturgo/151432/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/gil-vicente-squadra-di-calcio-e-massimo-drammaturgo/151432/#comments</comments> <pubDate>Sat, 13 Aug 2011 11:09:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Pippo Russo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Portogallo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=151432</guid> <description><![CDATA[Agosto è il mese d’inizio per gran parte dei campionati europei, e nella giornata di ieri è toccato a un torneo che presso il grande pubblico non trova particolare appeal: la Liga Zon Sagres portoghese. L’anticipo della prima giornata ha visto come protagonista il Benfica, che pareggiando 2-2 in trasferta dopo essere stato avanti di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-weight: normal;">Agosto è il mese d’inizio per gran parte dei campionati europei, e nella giornata di ieri è toccato a un torneo che presso il grande pubblico non trova particolare appeal: la </span><em><span style="font-weight: normal;">Liga Zon Sagres </span></em><span style="font-weight: normal;">portoghese. L’anticipo della prima giornata ha visto come protagonista il </span>Benfica<span style="font-weight: normal;">, che pareggiando 2-2 in trasferta dopo essere stato avanti di due gol ha confermato la </span>tradizione negativa<span style="font-weight: normal;"> che da 7 anni lo vede esordire in campionato senza vittorie. A rovinare la prima degli </span><em><span style="font-weight: normal;">encarnados </span></em><span style="font-weight: normal;">allenati dal tecnico-filosofo </span>Jorge Jesus<span style="font-weight: normal;"> è stata una squadra con sede nella cittadina di Barcelos. Che è un comune di 20.000 nel distretto di Braga, e va famoso per essere la patria del famoso “<em>gallo portoghese</em>”, uno dei simboli dell’identità nazionale.</span></strong></p><p><strong>La peculiarità del club calcistico di Barcelos sta nel nome: Gil Vicente<span style="font-weight: normal;">. Che è </span>uno dei massimi drammaturghi <span style="font-weight: normal;">nella storia della letteratura portoghese, vissuto a cavallo fra i secoli XV e XVI. La decisione di dare al club una denominazione così eccentrica deriva dal fatto che il gruppo di fondatori soleva giocare a calcio tutti i pomeriggi nei pressi del teatro comunale, intitolato appunto a Gil Vicente. Fu così che, il 3 maggio del 1924, dalla fusione di Barcelos Sporting Club e Uniao Football Club Barcelense nacque il Gil Vicente F. C.</span></strong></p><p><strong><span style="font-weight: normal;">Il club di Barcelos è tornato nella massima divisione dopo 4 anni in </span><em><span style="font-weight: normal;">Liga de Honra</span></em><span style="font-weight: normal;"> (la B portoghese). In quel caso la retrocessione non avvenne sul campo, ma a tavolino, a causa d’una vicenda di tesseramento irregolare del centrocampista angolano </span>Mateus<span style="font-weight: normal;">. In quell’occasione la vicenda, che portò al ripescaggio del Belenenses (il terzo club di Lisbona, retrocesso poche settimane prima) si trascinò presso i tribunali ordinari, senza che il club di Barcelos si vedesse dare ragione. Col pareggio in rimonta di ieri sera, le amarezze di allora vengono ricacciate un po’ più indietro. E il nome del grande bardo portoghese torna a farsi onore sui campi di calcio della massima serie.</span></p><p></strong></p><p><strong> </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/gil-vicente-squadra-di-calcio-e-massimo-drammaturgo/151432/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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