<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Piero Ricca</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/pricca/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>L&#8217;Italia è ancora una repubblica fondata sul lavoro?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/litalia-ancora-repubblica-fondata-lavoro/196341/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/litalia-ancora-repubblica-fondata-lavoro/196341/#comments</comments> <pubDate>Fri, 09 Mar 2012 10:46:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[disoccupazione]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[marchionne]]></category> <category><![CDATA[Piero Ricca]]></category> <category><![CDATA[pietro ichino]]></category> <category><![CDATA[precarietà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196341</guid> <description><![CDATA[Alla vigilia della manifestazione della Fiom, per la videorubrica di vox populi &#8220;Uomo da marciapiede&#8221;, Piero Ricca ha rivolto la provocazione a studenti e passanti davanti all&#8217;Università Statale di Milano. Chi risponde, in gran parte esprime un profondo disagio verso un sistema che &#8211; in nome della competizione globale &#8211; s&#8217;è portato via la dignità...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alla vigilia della manifestazione della <strong>Fiom</strong>, per la videorubrica di vox populi  &#8220;Uomo da marciapiede&#8221;, <strong>Piero Ricca</strong> ha rivolto la provocazione a studenti e passanti davanti all&#8217;Università Statale di Milano.<br /> Chi risponde, in gran parte esprime un profondo disagio verso un sistema che &#8211; in nome della competizione globale &#8211; s&#8217;è portato via la dignità del lavoro e non offre alternative alla precarietà. Il rischio di disoccupazione è sempre più concreto anche per i laureati. Chi lavora, difficilmente riesce a rendersi indipendente. Chi non ha santi in paradiso teme di non trovare una collocazione soddisfacente. Molti studenti prevedono di trasferirsi all&#8217;estero.<br /> Ma ci sono anche coloro che sostengono la &#8220;linea Marchionne&#8221;, condividono le proposte di <strong>Pietro Ichino</strong>, pensano che irrigidirsi nella difesa dei diritti dei lavoratori non giovi alle aspirazioni dei giovani e attendono con fiducia le riforme annunciate dal governo, in tema di art. 18 e correttivi alla flessibilità.<br /> Insomma: lo sconforto prevale, ma il dibattito è aperto.</p><p>Partecipa anche tu al nostro sondaggio, votando la risposta che ti convince di più.</p><p><strong>Riprese e montaggio di Franz Baraggino</strong><br /><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1496418938001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1496418938001" /> </object></div><div class="clear"></div> <br /><script type="text/javascript" charset="utf-8" src="https://secure.polldaddy.com/p/6021467.js"></script><br /> <noscript><a href="https://polldaddy.com/poll/6021467/">L&#8217;Italia è ancora una repubblica fondata sul lavoro?</a></noscript></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/litalia-ancora-repubblica-fondata-lavoro/196341/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tav Torino Lione, reprimere o trattare?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/02/torino-lione-reprimere-trattare/195117/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/02/torino-lione-reprimere-trattare/195117/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Mar 2012 18:32:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Milamno Libera]]></category> <category><![CDATA[notav]]></category> <category><![CDATA[Piero Ricca]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category> <category><![CDATA[Val Susa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195117</guid> <description><![CDATA[La nostra rubrica di vox populi &#8220;Uomo da marciapiede&#8221; questa settimana registra le opinioni dei cittadini in merito alla protesta No Tav in Val Susa. 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Che cosa dovrebbe fare il governo Monti? Andare avanti con i lavori, garantendo attraverso le forze dell&#8217;ordine la sicurezza del cantiere e, se necessario, reprimendo chi si mette d&#8217;intralcio, oppure valutare la possibilità di sospendere l&#8217;opera per avviare un &#8220;tavolo&#8221; di dialogo e trattativa con la popolazione locale e con i tecnici del Movimento No Tav?</p><p>Piero Ricca lo ha domandato ai passanti della stazione centrale di Milano e ora ilfattoquotidiano.it lo domanda a voi, invitandovi a votare le principali risposte ricevute in piazza. Per molti l&#8217;opera va portata avanti senza ulteriori indugi, perché è necessaria per agganciare l&#8217;Italia al treno dello sviluppo economico e dell&#8217;integrazione europea. Per altri il progetto non può essere rimesso in discussione, perché ormai è stato approvato nelle legittime sedi istituzionali e la democrazia rappresentativa non può rimanere ostaggio di chi dissente.</p><p>Di parere opposto coloro che ritengono che sia necessario bloccare i lavori, perché quel tunnel è inutile, antieconomico e devastante sul piano ambientale. Infine, quanti sostengono che &#8211; quale che sia il giudizio di merito sul progetto &#8211; al netto dissenso dei valsusini la classe politica non può opporre il muro di gomma: un così diffuso disagio sociale &#8211; sottolineano &#8211; in democrazia comunque va tenuto in considerazione.<br /> E voi, come la pensate? Dite la vostra.</p><p><strong>Servizio di Franz Baraggino</strong></p><p><script type="text/javascript" charset="utf-8" src="https://secure.polldaddy.com/p/5999135.js"></script><br /> <noscript><a href="https://polldaddy.com/poll/5999135/">Tav Torino Lione, il Governo cosa deve fare: reprimere o trattare?</a></noscript></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/02/torino-lione-reprimere-trattare/195117/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Monti è di destra o di sinistra?&#8221; Il vox di Piero Ricca e il nostro sondaggio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/monti-destra-sinistra-piero-ricca-nostro-sondaggio/193653/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/monti-destra-sinistra-piero-ricca-nostro-sondaggio/193653/#comments</comments> <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 09:37:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[destra]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Piero Ricca]]></category> <category><![CDATA[sinistra]]></category> <category><![CDATA[sondaggio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193653</guid> <description><![CDATA[&#8220;Votereste per Mario Monti alle prossime elezioni?&#8221;. 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A cento giorni dall&#8217;insediamento del governo tecnico, inauguriamo con questa domanda <strong>&#8220;Uomo da Marciapiede&#8221;</strong>, i vox di <strong>Piero Ricca</strong>, che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/"><strong>ilfattoquotidiano.it</strong></a> porterà avanti con cadenza settimanale per registrare <strong>senza filtro</strong> opinioni, umori e malumori dei cittadini sui più discussi fatti d&#8217;attualità e sull&#8217;evoluzione politica italiana.<br /> Malgrado le misure di austerity, Monti continua a piacere a molti, perché il governo che presiede è visto come unica possibilità di affrontare le urgenze della crisi economico-finanziaria. Il giudizio sulla classe politica, a cominciare dai partiti che lo sostengono in parlamento, al contrario, è negativo, a causa di corruzione, privilegi e inefficienza. Non pochi voterebbero alle prossime elezioni per l&#8217;attuale presidente del consiglio. Ma con chi si potrebbe candidare Monti? Alcuni lo vedono come leader naturale di un centrodestra postberlusconiano. Per altri è l&#8217;asso nella manica del Pd. Ma anche l&#8217;idea di una grande alleanza elettorale Pd-Pdl, da alcuni non è scartata a priori. Insomma, sono saltati gli schemi. E voi che cosa ne pensate? Rispondete al nostro sondaggio.</p><p><strong>Riprese e montaggio di Franz Baraggino</strong><br /> <iframe width="620" height="480" src="http://www.youtube.com/embed/4u51lTw3_Kw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br /><script type="text/javascript" charset="utf-8" src="http://static.polldaddy.com/p/5976122.js"></script><br /> <noscript><a href="http://polldaddy.com/poll/5976122/">&#8220;Mario Monti è di destra o di sinistra?&#8221; Scegli, tra quelle raccolte da Piero Ricca, la risposta che ti convince di più.</a></noscript></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/monti-destra-sinistra-piero-ricca-nostro-sondaggio/193653/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;La Grecia esca dall&#8217;euro e dichiari il default&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/14/grecia-uscire-dalleuro-e-dichiarare-il-default/163815/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/14/grecia-uscire-dalleuro-e-dichiarare-il-default/163815/#comments</comments> <pubDate>Fri, 14 Oct 2011 06:10:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri video]]></category> <category><![CDATA[Videogallery]]></category> <category><![CDATA[aris chatzistefanou]]></category> <category><![CDATA[atene]]></category> <category><![CDATA[Banche]]></category> <category><![CDATA[crisi greca]]></category> <category><![CDATA[debtocracy]]></category> <category><![CDATA[default]]></category> <category><![CDATA[euro]]></category> <category><![CDATA[Eurozona]]></category> <category><![CDATA[indignati]]></category> <category><![CDATA[Troika]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=163815</guid> <description><![CDATA[Decidere di non pagare il debito e uscire dall&#8217;Eurozona. E&#8217; la soluzione radicale ipotizzata da un settore sempre più largo dell&#8217;opinione pubblica greca di fronte alla gravità della crisi. &#8220;Nel paese balcanico è in corso una strage dello stato sociale &#8211; dice Aris Chatzistefanou, giornalista e co-autore di Debtocracy, documentario che attraverso il web ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Decidere di non pagare il debito e uscire dall&#8217;Eurozona. E&#8217; la soluzione radicale ipotizzata da un settore sempre più largo dell&#8217;opinione pubblica greca di fronte alla gravità della crisi. &#8220;Nel paese balcanico è in corso una strage dello stato sociale &#8211; dice Aris Chatzistefanou, giornalista e co-autore di Debtocracy, documentario che attraverso il web ha fatto il giro del mondo &#8211; Non è possibile pagare un debito così grande se significa imporre un&#8217;austerità destinata a distruggere la società&#8221;. Secondo il cronista, la Grecia &#8220;è una cavia, serve per verificare le reazioni della popolazione e dell&#8217;economia&#8221; di fronte alle cure imposte dalle istituzioni internazionali. Idee che circolano fra i movimenti di &#8220;Indignati&#8221; che stanno riempendo le piazze, non solo ad Atene.  <strong>di Piero Ricca</strong></p><p><strong><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/tEsC7GHIdvE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/14/grecia-uscire-dalleuro-e-dichiarare-il-default/163815/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>100</slash:comments> </item> <item><title>Oggi a Milano in difesa della giustizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/14/domani-a-milano-in-difesa-della-giustizia/104133/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/14/domani-a-milano-in-difesa-della-giustizia/104133/#comments</comments> <pubDate>Thu, 14 Apr 2011 09:23:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[processo]]></category> <category><![CDATA[processo breve]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=104133</guid> <description><![CDATA[Un imputato di gravi reati può organizzare le sue claque a dieci metri dall’ingresso del Palazzo di Giustizia di Milano per diffamare i suoi giudici e autoassolversi in favore di telecamere amiche, in una strada preventivamente ripulita da ogni possibile dissenso dalla polizia. Tutto questo mentre i cittadini non ancora assuefatti alla pratica barbarica dell’impunità per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un imputato di gravi reati può <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=G2kzKM3x9iI" target="_blank">organizzare le sue claque</a></span> a dieci metri dall’ingresso del Palazzo di Giustizia di Milano per diffamare i suoi giudici e autoassolversi in favore di telecamere amiche, in una strada preventivamente ripulita da ogni possibile dissenso dalla polizia. Tutto questo mentre i cittadini non ancora assuefatti alla pratica barbarica dell’<strong>impunità per legge </strong>devono farsi scrupolo di esprimere liberamente il proprio sdegno davanti all’ingresso principale di quello stesso Palazzo di Giustizia, per non concedere ulteriori pretesti a strumentali <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/berlusconi-cerca-lincidente/103825/" target="_blank">campagne vittimistiche finalizzate allo spostamento dei processi</a></span>.</p><p>Anche questo fa parte del quadro di un paese allo sbando, in cui il torto ha più voce del diritto. E sia: saremo più prudenti della prudenza stessa. La <strong>manifestazione di oggi</strong>, giovedì 14 aprile, non la faremo davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, come avevamo ipotizzato all’inizio, ma in piazza dei Mercanti, sede storica di tante nostre Agorà, a cento passi dal Duomo.</p><p>Mentre il Parlamento è occupato, con tutti i suoi cavalli di Caligola appositamente precettati e doverosamente schierati, nella faticosa approvazione dell’ultimo cavillo su misura chiamato prescrizione breve, difenderemo ancora una volta in piazza le nostre buone ragioni: il principio di <strong>uguaglianza dei cittadini davanti alla legge</strong>, l’indipendenza della magistratura, la trasparenza della politica. Con esse l’idea base di una democrazia costituzionale, in cui il consenso è delega a governare, non a comandare.</p><p>Non ragioni di parte, dunque, ma di interesse generale, contro un governo eversivo. Per questo, come ormai d’abitudine, proponiamo di venire in piazza con due soli simboli: la Costituzione e il Tricolore. L’appuntamento è <strong>dalle ore 18 alle ore 21 in piazza dei Mercanti</strong>. Promuovono l’iniziativa: Qui Milano Libera, il Popolo Viola Milano, Movimento delle Agende Rosse.<br /> <em><br /> Ps: </em>C’è poco tempo e i media, perfino quelli che condividono le nostre ragioni, non ci aiutano molto a diffondere la notizia di questa iniziativa. Non ci resta che usare la rete: <strong>ditelo ai vostri amici!</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/14/domani-a-milano-in-difesa-della-giustizia/104133/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>28</slash:comments> </item> <item><title>Cday, Milano 12 marzo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/cday-milano-12-marzo/97108/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/cday-milano-12-marzo/97108/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 Mar 2011 19:39:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[cday]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[Milano 12 mazro]]></category> <category><![CDATA[Piero Ricca]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=97108</guid> <description><![CDATA[Sabato 12 marzo in tutta Italia sarà un&#8217;altra giornata di straordinaria partecipazione a difesa della nostra Costituzione. Con un gruppo di associazioni e movimenti Qui Milano Libera sta dando il suo contributo per l&#8217;organizzazione della manifestazione di Milano. L&#8217;appuntamento è in Largo Cairoli, dalle ore 15 alle 19. Invitiamo tutti a partecipare con una sola...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 12 marzo </strong>in tutta Italia sarà un&#8217;altra giornata di straordinaria partecipazione a difesa della nostra Costituzione. Con un gruppo di associazioni e movimenti Qui Milano Libera sta dando il suo contributo per l&#8217;organizzazione della manifestazione di Milano. L&#8217;appuntamento è in <strong>Largo Cairoli, dalle ore 15 alle 19.</strong> Invitiamo tutti a partecipare con una sola bandiera: il Tricolore. Abbiamo deciso di dare voce ai rappresentanti della società civile, chiedendo agli esponenti dei partiti di aderire, di partecipare sotto il palco e di ascoltare. Anche sul piano economico l&#8217;organizzazione è completamente autonoma da partiti e sindacati. Sul palco si alterneranno personalità note e semplici cittadini. Da <strong>Dario Fo </strong>a un lavoratore Eutelia, da Moni Ovadia agli studenti.</p><p>Ogni blocco di interventi sarà preceduto dalla lettura di un articolo della Costituzione. La difesa della <strong>Scuola Pubblica</strong> sarà uno dei temi forti, con interventi di insegnanti e studenti. Alle 17, lettura di un profetico brano di <strong>Piero Calamandrei</strong>. Un ampio spazio sarà pure dato alla Ricerca e alla Cultura. Gioacchino Genchi e Salvatore Borsellino parleranno di mafia, giustizia e impunità. Interverranno anche Nando dalla Chiesa, la costituzionalista D&#8217;Amico, i giornalisti Giorgio Meletti e Daniele Biacchessi. Leggeremo il comunicato inviatoci da Stefano Rodotà e il brano di un intervento reso disponibile da Gian Carlo Caselli. Il primo degli interventi sarà un esponente del <strong>Comitato Migranti</strong>. Mario Agostinelli partirà dall&#8217;art. 41 per un intervento incentrato sulla difesa dei Beni Comuni, cui seguirà una testimonianza in tema di Acqua Pubblica, e molte altre ancora. Insomma, sarà una manifestazione aperta e plurale, di cittadinanza attiva, capace di autoconvocarsi, con tante sensibilità e una sola anima: lo spirito di una Costituzione bella e disprezzata, sotto attacco da parte di un governo che concentra il potere e vive le regole come un intralcio. Sabato, dalle <strong>ore 15,</strong> in Largo Cairoli, a Milano.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/cday-milano-12-marzo/97108/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>12</slash:comments> </item> <item><title>Nel paese di Craxi e dei Moratti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/21/nel-paese-di-craxi-e-dei-moratti/87643/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/21/nel-paese-di-craxi-e-dei-moratti/87643/#comments</comments> <pubDate>Fri, 21 Jan 2011 16:01:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[censura]]></category> <category><![CDATA[craxi]]></category> <category><![CDATA[giorgio meletti]]></category> <category><![CDATA[nel paese dei moratti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=87643</guid> <description><![CDATA[Allo sdegno da tastiera preferisco da sempre le iniziative in campo aperto. E’ lì che si misura la motivazione delle persone, la volontà di mettersi in gioco e metterci la faccia. Ecco perché, mentre gli opinionisti professionali e amatoriali, su tutte le bacheche dello Stato libero di Berlusconistan, commentano l’ennesima, squallida puntata del Bunga Bunga,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Allo<strong> sdegno da tastiera</strong> preferisco da sempre le iniziative in campo aperto. E’ lì che si misura la motivazione delle persone, la volontà di mettersi in gioco e metterci la faccia. Ecco perché, mentre gli opinionisti professionali e amatoriali, su tutte le bacheche dello Stato libero di Berlusconistan, commentano l’ennesima, squallida puntata del Bunga Bunga, preferisco dare due appuntamenti pubblici, messi in campo insieme ad alcuni amici del gruppo Qui Milano Libera. Temi diversi, ma con un filo che li lega. La scelta di contribuire a <strong>fissare un limite all’irresponsabilità del potere</strong>: quel limite, fatto di principi morali e regole costituzionali, che stabilisce la differenza fra governo e comando.</p><p>Invito chi legge, in particolare da Milano e dintorni, a partecipare attivamente a queste due iniziative.</p><p><strong>Via Craxi</strong></p><p><strong>Domani sabato 22 gennaio</strong> onorano Bettino Craxi con una via, a Lissone, in provincia di Monza e Brianza. Annunciata la presenza dell’on. Stefania Craxi, dolcissima sottosegretaria agli Esteri per chiara fama, e di Stefano Pillitteri, esponente di primo piano del Pdl di Milano, nonché figlio del cognato. Con un gruppo di amici si pensava di andare – non invitati – a rappresentare l’altra Italia: quella che non è mai invitata alle cerimonie di riprogrammazione della memoria collettiva e di celebrazione dell’impunità dei criminali vip di ieri e di oggi. Perché, di questo, su un piano simbolico, si tratta. <strong>L’appuntamento è alle ore 10</strong>. <strong>In centro, vicino piazza Libertà</strong>. Con garbo, senza alzare i toni, per non far dispiacere il buon de Bortoli e compagnia, ricorderemo la parte di verità negata: Craxi fu un politico condannato in regolari processi per corruzione e altri reati, fuggito in Tunisia, dove rimase latitante, protetto dal dittatore Ben Alì, anch’egli oggi costretto a scappare a furor di popolo. <em>Parce sepultis</em>, d’accordo. Ma rispetto anche per la verità. Non si onorano i latitanti. Proprio come non si fanno leggi per evitare i processi. E’ l’ABC, ma ci tocca ripassarlo. Chi dedica targhe votive ai corrotti e difende a oltranza gli imputati in fuga, come le truppe berluscoleghiste di oggi, almeno non pretenda il nostro silenzio.</p><p><strong> </strong></p><p><strong>Nel Paese dei Moratti</strong></p><p><strong>Venerdì 28 gennaio</strong> abbiamo fissato la presentazione del libro “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/67954/nel_paese_dei_moratti" target="_blank">Nel Paese dei Moratti</a></span>” di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GMeletti/" target="_blank">Giorgio Meletti</a></span>, edizioni Chiarelettere.</p><p>Saranno presenti: l&#8217;autore, il consigliere comunale di Milano Basilio Rizzo (Lista Fo), e Massimiliano Mazzotta, autore del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=bhQCO4YAOfY" target="_blank">documentario &#8220;Oil&#8221;</a></span>, incentrato sull&#8217;impatto ambientale della Saras.</p><p>L&#8217;incontro giunge dopo le polemiche suscitate da un&#8217;iniziativa dei fratelli Moratti i quali, il 13 dicembre 2010, hanno diffuso un comunicato stampa con il quale si ventilavano iniziative giudiziarie per i media che avessero dato spazio al libro di Meletti, ritenuto diffamatorio. Ne abbiamo letto ampiamente anche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=82387" target="_blank">su questo sito</a></span>.</p><p>Senza entrare nel merito delle ragioni, peraltro a noi ignote, che hanno portato i fratelli Moratti a ritenere diffamatorio quel libro (come pure il documentario di Mazzotta), e ad avviare iniziative giudiziarie a difesa della propria reputazione, abbiamo deciso di organizzare l’iniziativa per favorire un momento di informazione e approfondimento, ma anche per reagire nei confronti di questa come di ogni altra forma di censura o intimidazione preventiva dell’informazione e del dissenso. Non è un’iniziativa contro i Moratti. Infatti li abbiamo invitati a partecipare alla presentazione del libro, personalmente o attraverso un proprio rappresentante, per discutere ed eventualmente confutare, dati alla mano, le notizie e le tesi pubblicate da Giorgio Meletti. Si vuole in tal modo favorire un&#8217;occasione di confronto diretto e civile sui contenuti.</p><p>Fatto salvo il diritto di tutela della propria onorabilità, di cui è titolare ogni cittadino, quando sono in gioco responsabilità pubbliche e problemi di notevole rilevanza sociale, in democrazia non devono esistere santuari di potere esenti dalla critica. E il dibattito pubblico non può essere delegato agli avvocati. Tanto più quando chi querela senza rispondere nel merito alle critiche o ventila preventive iniziative giudiziarie, dispone di tutti i mezzi necessari per confutare le opposte tesi con ampia visibilità attraverso i media e nei tradizionali luoghi del dibattito.</p><p><strong>L’appuntamento è in via Tenca 7, presso lo spazio Melampo, dalle ore 20,45. A Milano.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/21/nel-paese-di-craxi-e-dei-moratti/87643/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>76</slash:comments> </item> <item><title>Brescia, un&#8217;altra strage impunita</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/17/brescia-unaltra-strage-impunita/77326/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/17/brescia-unaltra-strage-impunita/77326/#comments</comments> <pubDate>Wed, 17 Nov 2010 10:59:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[cricca]]></category> <category><![CDATA[fascisti]]></category> <category><![CDATA[Piero]]></category> <category><![CDATA[sentenza]]></category> <category><![CDATA[Stragem brescia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=77326</guid> <description><![CDATA[Su suo invito, posto volentieri in questo spazio e diffondo dove posso questo intervento dell’amico Daniele Biacchessi sulla sentenza di ieri relativa alla strage di Brescia. Un Paese che dimentica. Brescia, 28 maggio 1974. 36 anni fa. Il cielo non promette nulla di buono. Entrano in Piazza della Loggia diecimila sindacalisti, operai, studenti, disoccupati, giovani...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/BcVgvWbYKGQ?rel=0" frameborder="0"></iframe></p><p><em>Su suo invito, posto volentieri in questo spazio e diffondo dove posso questo intervento dell’amico Daniele Biacchessi <a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE6AF0F320101116" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">sulla sentenza</span></strong></a> </em><em>di ieri relativa alla strage di Brescia.</em></p><p><strong>Un Paese che dimentica.</strong></p><p><strong>Brescia, 28 maggio 1974. 36 anni fa.</strong></p><p>Il cielo non promette nulla di buono. Entrano in Piazza della Loggia diecimila sindacalisti, operai, studenti, disoccupati, giovani e vecchi, volti di gente comune. E’ il segno di una civile protesta contro numerosi atti di violenza di gruppi di neofascisti che durano ormai da settimane. Attentati contro sedi del sindacato, circoli culturali, sezioni di partiti, aggressioni contro singole persone. Parla <strong>Franco Castrezzati della Cisl. </strong>Sono le 10 e 12 minuti. La pioggia inizia a battere fitta su mille ombrelli aperti, sugli impermeabili, sui giubbotti. Le sue saranno parole ingoiate di traverso.</p><p>“… <em>Sono così venuti alla luce uomini di primo piano che hanno rapporti con gli attentatori di Piazza Fontana e del direttissimo Torino &#8211; Roma, vengono pure alla luce bombe, armi, tritolo, esplosivi di ogni genere. Ci troviamo di fronte a trame intessute segretamente da chi ha mezzi e obiettivi precisi. A Milano. State fermi</em><em>. </em><em>state calmi, state calmi. State all’interno della piazza, il servizio d’ordine faccia cordone intorno alla piazza, state all</em><em>’</em><em>interno della piazza. Invitiamo tutti a portarsi sotto il palco, venite sotto il palco, state calmi, lasciate il posto alla Croce Bianca, lasciate il passo, lasciate il passaggio delle macchine, tutti in piazza della Vittoria, tutti in piazza della Vittoria…”.</em></p><p><strong>Otto morti. Novantaquattro feriti</strong>, alcuni gravi. Cinque insegnanti, due operai, un pensionato. Neanche un sorriso, un sospetto, una parola, nemmeno una frazione di tempo, quanto basta per accorgersi che in un cestino dei rifiuti, sotto i portici di piazza della Loggia, un uomo ha piazzato poco prima un ordigno di altissimo potenziale.</p><p><strong>Brescia, 16 novembre 2010. 36 anni dopo.</strong></p><p>I giudici della Corte d’Assise assolvono per insufficienza di prove cinque imputati dall’accusa di aver organizzato ed eseguito la strage.</p><p>Assolti i due ex appartenenti al gruppo neofascista Ordine Nuovo, Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggi.</p><p>Assolti Maurizio Tramonte, già collaboratore del SID (l’allora servizio segreto militare), e il generale dei carabinieri Francesco Delfino.</p><p>Assolto l’ex segretario del MSI, Movimento Sociale Italiano, Pino Rauti.</p><p>Già 36 anni dopo.</p><p>Cinque istruttorie, un imputato come Ermanno Buzzi ucciso nel carcere di Novara nel 1981 dai neofascisti Pierluigi Concutelli e Mario Tuti mentre stava collaborando con la giustizia, ripetute accuse e ritrattazioni di pentiti, gravissimi depistaggi di uomini delle istituzioni, sottrazione di importanti prove documentali da parte di funzionari infedeli dei servizi, reticenze, silenzi, poi condanne, assoluzioni, condanne e ancora assoluzioni, fino all’ultima.</p><p><strong>Sulla sentenza di ieri</strong> hanno certamente pesato i pronunciamenti assolutori più recenti per le stragi di piazza Fontana e Questura di Milano, poiché alcuni imputati erano comuni alla nuova inchiesta su piazza della Loggia.</p><p>Non è normale un paese che impiega 36 anni per assicurare alla giustizia i colpevoli e i mandanti di <strong>stragi </strong>efferate e politiche come quella di piazza della Loggia, piazza Fontana (12 dicembre 1969), Questura di Milano (17 maggio 1973), treno Italicus (4 agosto 1974), che non cerca i mandanti per la strage alla stazione di Bologna (2 agosto 1980) e del rapido 904 (23 dicembre 1984), soprattutto una politica che non rende ancora oggi operativi i regolamenti applicativi della legge sul segreto di Stato licenziata dal Parlamento quattro anni fa.</p><p>E ciò è potuto accadere perché l’Italia ha perso la sua memoria storica, perché nulla di quanto accaduto nella storia contemporanea (omicidi politici e stragi, centinaia di morti, migliaia di feriti del terrorismo nero e rosso), è scritto sui libri di testo delle nuove generazioni.</p><p>In un paese che dimentica, il passato non passa mai.</p><p>“L’unica cosa a cui penso sono quegli otto morti innocenti”, dice amaro <strong>Manlio Milani</strong>, presidente dell’Associazione delle vittime della strage di piazza della Loggia.</p><p>Si può solo dargli ragione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/17/brescia-unaltra-strage-impunita/77326/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>21</slash:comments> </item> <item><title>Domande a Bersani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/16/domande-a-bersani/77194/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/16/domande-a-bersani/77194/#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Nov 2010 16:35:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[centrosinistra]]></category> <category><![CDATA[coalizioni]]></category> <category><![CDATA[elezioni anticipate]]></category> <category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=77194</guid> <description><![CDATA[Post breve e forse ingenuo da parte di un elettore che vorrebbe chiarezza. Premessa La crisi di governo sembra imminente. Dopo anni molto duri per la nostra malandata democrazia, si apre una prospettiva di cambiamento. Non è detto che lo sbocco della crisi sia un governo di transizione. Rimane possibile il ricorso alle elezioni anticipate,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Post breve e forse ingenuo da parte di un elettore che vorrebbe chiarezza.</p><p>Premessa</p><p>La crisi di governo sembra imminente. Dopo anni molto duri per la nostra malandata democrazia, si apre una prospettiva di cambiamento. Non è detto che lo sbocco della crisi sia un governo di transizione. Rimane possibile il ricorso alle elezioni anticipate, alle quale sarebbe bello prepararsi con un <strong>progetto competitivo</strong> al fine di non riconsegnare il Paese a Berlusconi e alla Lega. In questo quadro la minoranza parlamentare sembra soltanto interessata a evitare le elezioni: comportamento bizzarro per un&#8217;opposizione politica, ma giustificato dalla necessità di cambiare una <strong>legge elettorale</strong> invero contraria allo spirito della Costituzione. Il governo di transizione finalizzato a tale riforma, anche nelle intenzioni dei promotori, si annuncia di breve durata. Dunque le elezioni anticipate sarebbero soltanto rimandate.</p><p>Fino ad ora nulla si percepisce con chiarezza tuttavia della strategia politica del centrosinistra: punti essenziali del <strong>programma</strong>, candidato primo ministro, perimetro della coalizione, metodo di selezione dei candidati al parlamento. A cominciare dalle alleanze.</p><p><strong>Domande</strong></p><p>Con quali formazioni politiche il Pd intende stringere un&#8217;alleanza in vista delle prossime elezioni? Con Di Pietro e Vendola o con Fini e Casini? Oppure non ritiene incompatibili tra loro queste opzioni?</p><p>E ancora: nel primo caso, cioé nell&#8217;eventualità di un&#8217;alleanza con Di Pietro e Vendola, intende selezionare il <strong>candidato primo ministro</strong> attraverso le elezioni primarie? Se sì, quando ne prevede lo svolgimento e attraverso quali regole?</p><p>Se qualcuno lo vede prima di me, potrebbe gentilmente rivolgere a Bersani queste domande?</p><p>Devo anche aggiungere che a me non sarà facile rivolgerle direttamente a lui o a qualcuno degli altri dirigenti nazionali del Pd. Quando vengono in visita a MIlano per qualche incontro pubblico, infatti, sono talmente blindati che diventa pressochè<strong> impossibile interpellarli </strong>con serenità con domande fuori copione da parte di un notorio &#8220;provocatore&#8221; come me.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/16/domande-a-bersani/77194/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>71</slash:comments> </item> <item><title>Vince Pisapia, perde il Pd</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/15/vince-pisapia-perde-il-pd/76994/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/15/vince-pisapia-perde-il-pd/76994/#comments</comments> <pubDate>Mon, 15 Nov 2010 13:27:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Giuliano Pisapia]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[primarie]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=76994</guid> <description><![CDATA[Ha vinto Giuliano Pisapia. Ha perso il Pd. Questo l’esito delle elezioni primarie svoltesi ieri a Milano. L’affluenza è stata più bassa del previsto e inferiore alla volta precedente. E non è un segnale incoraggiante in vista delle prossime elezioni comunali e nazionali. Pisapia ha avuto il coraggio di crederci fin dall’inizio, autocandidandosi per primo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ha vinto Giuliano Pisapia. Ha perso il Pd.</p><p>Questo l’esito delle elezioni primarie svoltesi ieri a Milano. L’affluenza è stata più bassa del previsto e inferiore alla volta precedente. E non è un segnale incoraggiante in vista delle prossime elezioni comunali e nazionali. Pisapia ha avuto il coraggio di crederci fin dall’inizio, autocandidandosi per primo e impostando una campagna elettorale capace di <strong>superare gli steccati di partito</strong>. Il Pd si scontra ancora una volta con la propria distanza dalla società reale.</p><p>A nulla è valsa la disponibilità dell’unico (sia pur ridotto) apparato di partito rimasto sulla piazza politica di centrosinistra. Quando i cittadini dispongono di un’<strong>alternativa</strong>, in Puglia come a Milano, la scelgono. E bene ha fatto, come si legge mentre scrivo, il gruppo dirigente provinciale e cittadino di quel partito a rassegnare le proprie <strong>dimissioni</strong>. E’ un primo passo, un’assunzione di responsabilità: come sosteniamo da tempo, l’intero gruppo dirigente nazionale è da azzerare, ma temo che sarà inevitabile una nuova bruciante sconfitta per arrivare a quel momento.</p><p>Tornando alle primarie di ieri, da segnalare anche la buona prova del professor <strong>Valerio Onida</strong>, che si è presentato all’insegna di una proposta politica sobria e pulita, anche se, per curriculum ed età, più che a un incarico operativo, sarebbe adatto a presiedere un’istituzione di garanzia. <strong>Michele Sacerdoti</strong>, il generoso candidato indipendente di taglio ambientalista, insieme a Onida, può dare un significativo contributo in fase di stesura del programma per le elezioni della prossima primavera.</p><p>Ora è il tempo dell’unità, questa è la regola delle primarie. Vedremo nelle prossime settimane se davvero sarà così, se cioé tutti i contendenti si batteranno con impegno per la vittoria finale del prescelto. Naturalmente la modalità di voto a doppio turno non sconsiglia di presentare liste e candidati indipendenti all’interno dell’area di opposizione alla giunta Moratti, al di là dell’esito delle primarie. Anzi, secondo una teoria non peregrina (escludendo l’eventualità di una vittoria con maggioranza assoluta del centrodestra al primo turno,  vista la presentazione di una lista finian-centrista) più liste si presentano al primo turno meglio è, perché in tal modo si attraggono al voto le più varie frange di elettorato. <strong>L’importante è ritrovare unità al secondo turno</strong>. Da più di un segnale si rafforza la sensazione che, non solo a Milano, in questa fase di crisi della politica, sia destinato a prevalere alle elezioni chi riuscirà a contrastare con maggiore efficacia la tentazione di astensione del proprio elettorato potenziale.</p><p>Inizia dunque una lunga campagna elettorale, che certamente sarà influenzata dall’evoluzione del quadro politico nazionale. Questa volta ci sarà il tempo per girare in lungo e in largo la città per costruire e diffondere il programma e far conoscere il candidato in tutti i quartieri. A fronte della potenza mediatica ed economica dell’avversario, chiamare alla mobilitazione e all’impegno le decine di migliaia di persone che hanno partecipato ieri alle primarie, per Giuliano Pisapia e il suo staff sarà un’autentica priorità.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/15/vince-pisapia-perde-il-pd/76994/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>168</slash:comments> </item> <item><title>Non è il 25 aprile</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/11/non-e-il-25-aprile/76415/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/11/non-e-il-25-aprile/76415/#comments</comments> <pubDate>Thu, 11 Nov 2010 16:41:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category> <category><![CDATA[Opposizione]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[rottamatori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=76415</guid> <description><![CDATA[Dopo il discorso di Fini e la debacle parlamentare dell&#8217;altro ieri, ormai una formale crisi di governo sembra imminente. Lo fa capire anche Gianni Letta, di solito una sfinge, ed è tutto dire. L&#8217;esito è incerto: c&#8217;è chi scommette su un governo di transizione e chi non esclude le elezioni anticipate, che però sono in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il discorso di Fini e la debacle parlamentare dell&#8217;altro ieri, ormai una formale crisi di governo sembra imminente. Lo fa capire anche Gianni Letta, di solito una sfinge, ed è tutto dire. L&#8217;esito è incerto: c&#8217;è chi scommette su un governo di transizione e chi non esclude le elezioni anticipate, che però sono in pochi a chiedere. Molti danno Berlusconi per finito. Il quotidiano <em>la Repubblica </em>si è spinto a intitolare un editoriale  di prima pagina: &#8220;E&#8217; arrivato il 25 aprile&#8221;. Non ne sarei così sicuro. Non solo perché questo &#8220;imbecille morale&#8221; (la definizione è psichiatrica) è a capo di una alleanza elettorale ancora competitiva con la Lega e di un gruppo di potere<strong> capace di tutto</strong>, dotato di una forza economica e mediatica micidiale, ma soprattutto per <strong>l&#8217;inconsistenza dell&#8217;opposizione</strong>, che non ha ancora messo in campo un progetto politico alternativo. E questo peraltro spiega l&#8217;anomalia dell’attuale crisi: di solito il partito che si vuole distaccare dalla maggioranza a cui appartiene sfiducia il governo in Parlamento, mentre chi sta all&#8217;opposizione, di fronte a un governo in crisi, chiede le elezioni immediate. Qui accade il contrario: Fini lancia il suo ultimatum davanti alle telecamere quindici giorni dopo aver rinnovato la fiducia al governo, Bersani propone un governo tecnico “con chiunque ci stia”, al fine di cambiare la legge elettorale, peraltro definita “vergognosa” dallo stesso Fini, che a suo tempo la votò.</p><p>Chiamarla “opposizione” è eccessivo, più calzante il termine “minoranza”. Il problema è qui e l&#8217;abbiamo detto  tante volte: fin quando il gruppo dirigente del maggior partito di minoranza parlamentare sarà composto più o meno dalle stesse persone che negli ultimi quindici anni si sono rivelate, con diversi gradi di responsabilità,<strong> i più fedeli alleati di Berlusconi</strong>, e dunque i corresponsabili di questa distruttiva involuzione della democrazia, nessun colpo d&#8217;ala e nessuna autentica alternativa saranno mai possibili. Ecco perché desta interesse, come un inatteso segno di vita, l&#8217;iniziativa dei cosiddetti <strong>&#8220;rottamatori&#8221; di Firenze</strong>, i quali chiedono innanzitutto il rispetto dello Statuto del partito, che stabilisce un tetto di tre mandati parlamentari e il metodo delle primarie per la selezione dei candidati in presenza di qualsiasi legge elettorale. Sarebbe una mezza rivoluzione in quell&#8217;ambiente.</p><p>Il sistema Berlusconi sta implodendo per manifesta indegnità. Le sue contraddizioni interne sembrano insanabili con il vecchio metodo della corruzione e dell&#8217;intimidazione. La sua putrefazione morale e la sua incapacità di governo sono sotto gli occhi del mondo. Dall&#8217;altra parte ci sono i comprimari di sempre: quelli che in Campania non trovano di meglio che candidare <strong>De Luca </strong>e in Sicilia si alleano con <strong>Raffaele Lombardo</strong>, ora sotto indagine per collusione con la mafia. Complementari, forse un po&#8217; meno impresentabili, ma di sicuro non alternativi. Con loro siamo costretti ancora una volta a fare i conti perché sono riusciti in tutti questi anni a congelare i meccanismi del cambiamento interno e a disinnescare ogni mobilitazione di piazza.</p><p>L&#8217;ultimo biennio, il più torbido e violento dell&#8217;era berlusconiana, era da impiegare per la costruzione di un nuovo progetto politico. Così avviene in ogni democrazia dopo una grave sconfitta elettorale. Invece è stato buttato per le solite rivalità interne di una casta di impiegati del potere che hanno come priorità la propria sopravvivenza politica. Guardare con compiacimento alla caduta di un governo infame che si annunciava solidissimo, è umano. Ma sarebbe meglio non farsi troppe illusioni, perché non è una vittoria dell&#8217;altra Italia. Con un&#8217;opposizione seria, alle prossime elezioni, indipendentemente dalla legge elettorale, non ci sarebbe partita. Questa minoranza di sopravvissuti, al contrario, difficilmente riuscirà a dotarsi in tempo utile di una strategia convincente, davvero in grado di mobilitare la cittadinanza attiva e di riportare al voto gli astenuti di sinistra.</p><p>Una <strong>strategia</strong> politica ed elettorale che, secondo me, non può che essere fondato su questi elementi:</p><p>- un candidato primo ministro, da selezionare al più presto con le elezioni primarie;<br /> - un programma di ricostruzione nazionale, da scrivere insieme ai movimenti della società civile e ben comunicato, di pochi punti essenziali che toccano i problemi reali del paese, a cominciare dal precariato;<br /> - una coalizione omogenea di partiti che aderiscono al programma e sottoscrivono un patto per il governo;<br /> - la selezione dei candidati al parlamento con metodo partecipativo;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/11/non-e-il-25-aprile/76415/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>65</slash:comments> </item> <item><title>Lorella Zanardo e il &#8220;corpo delle donne&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/02/lorella-zanardo-e-il-corpo-delle-donne/74838/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/02/lorella-zanardo-e-il-corpo-delle-donne/74838/#comments</comments> <pubDate>Tue, 02 Nov 2010 14:24:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Il corpo delle donne]]></category> <category><![CDATA[lorella zanardo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=74838</guid> <description><![CDATA[&#8220;Si è sottovalutato il potere della televisione, ignorandone le conseguenze e lasciando gestire con chiari fini commerciali &#8211; di cui il corpo delle donne è stato strumento principale &#8211; il più potente mezzo di comunicazione in Italia”. Così scrive Lorella Zanardo nel suo “Il corpo delle donne” (Feltrinelli), il libro che racconta e porta avanti...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Si è sottovalutato il potere della televisione, ignorandone le conseguenze e lasciando gestire con chiari fini commerciali &#8211; di cui il corpo delle donne è stato strumento principale &#8211; il più potente mezzo di comunicazione in Italia</em>”.</p><p>Così scrive Lorella Zanardo nel suo “<strong>Il corpo delle donne</strong>” (Feltrinelli), il libro che racconta e porta avanti la fortunata esperienza dell’<strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89" target="_blank">omonimo documentario</a></span></strong>, realizzato con Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemi, incentrato sull’analisi critica del modello di donna plasmato attraverso l’intrattenimento televisivo e la comunicazione pubblicitaria.</p><p>E ancora: “<em>… la gente vuole questa televisione perché è questa la televisione che guarda da venticinque anni&#8230; La tv crea dei modelli, educa e propone stili di comportamento e di vita. In particolar modo laddove le proposte alternative sono carenti</em>”.</p><p>Libro e documentario centrano un punto vivo e hanno fatto molto discutere: l’Italia del “ciarpame senza pudore”, delle adolescenti che trovano naturale vendersi al pappone di turno, delle <strong>veline che fanno carriera in politica</strong>, è figlia di quel modello culturale di mercificazione del corpo e di annullamento dell’identità femminile. Tra i molti guasti culturali del regime berlusconiano, questo non è secondario.</p><p>Lorella ha gettato un sasso nello stagno dell’assuefazione estetica e dello snobismo intellettuale. Oggi è costantemente invitata a dibattiti in giro per l’Italia. Una molteplicità di media si sono occupati dell’argomento che lei ha sollevato. Da questo percorso è nato un progetto di formazione.</p><p>Per costruire un modello alternativo, infatti, occorre puntare sulla crescita della consapevolezza e sull’aggiornamento della formazione, perché “<em>spegnare la tv oggi non serve, il vero atto innovativo è guardarla. Insieme a chi normalmente la guarda</em>”.</p><p>Sarà un lavoro lungo e faticoso, perché il sistema dominante rema in direzione opposta. Ma qualcuno deve pur cominciare a seminare. E Lorella è tra le persone che sentono questa responsabilità. “<em>Sono convinta che tutto mi riguardi e che le mie azioni possano determinare un cambiamento del Tutto</em>”. Per questo la stimo e seguo con attenzione il suo lavoro.</p><p>Il prossimo 2 dicembre l’avremo come ospite del nostro Cabaret Voltaire, a Milano.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89" target="_blank">Qui trovate il suo blog</a></strong></span></p><p>Post scriptum<br /> Mercoledì 3 novembre <strong>Agorà speciale</strong> sull&#8217;ultimo abuso di mister B.: le menzogne sulla minorenne e le pressioni indebite sulla questura.<br /> Piazza Mercanti, dalle 17,30 alle 21.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/02/lorella-zanardo-e-il-corpo-delle-donne/74838/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>69</slash:comments> </item> <item><title>La &#8220;nipote di Mubarak&#8221;, vogliamo chiarezza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/28/vogliamo-un-chiarimento/74125/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/28/vogliamo-un-chiarimento/74125/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Oct 2010 16:45:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[degrado morale]]></category> <category><![CDATA[Emilio Fede]]></category> <category><![CDATA[Piero Ostuni]]></category> <category><![CDATA[questura Milano]]></category> <category><![CDATA[Ruby]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=74125</guid> <description><![CDATA[Quanti reati esattamente sono stati commessi fino ad ora per coprire le fregole del presidente del Consiglio in carica? A quanti ricatti è esposto quotidianamente per i suoi vizi privati il leader del Family Day? Mentre il parlamento si appresta a votare l’ennesima legge ad personam, le ultime cronache aprono un nuovo squarcio su quest’Italia...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quanti reati esattamente sono stati commessi fino ad ora per <strong>coprire le fregole del presidente del Consiglio</strong> in carica? A quanti ricatti è esposto quotidianamente per i suoi vizi privati il leader del <strong>Family Day</strong>? Mentre il parlamento si appresta a votare l’ennesima legge ad personam, le ultime cronache aprono un nuovo squarcio su quest’Italia da basso Impero del tardo berlusconismo.</p><p>Gossip? No, un <strong>degrado morale e politico</strong> da voltastomaco, al quale gran parte degli italiani guardano con ammirazione o si sono assuefatti. C’è di tutto. L’agente di spettacolo trash che fa da lenone al presidente del Consiglio. Ministre e veline, deputate e attricette che compongono l&#8217;harem a pagamento del Capo del Partito dell&#8217;Amore. Il telegiornalista che, scortato dai carabinieri, preleva una minorenne e la porta in omaggio al sultano. L’avvocato di corte che s’affretta a disinnescare l’indagine penale grazie a una provvidenziale fuga di notizie.</p><p>In questo quadro pietoso un dettaglio nuovo attira attenzione. Secondo la ricostruzione pubblicata dal quotidiano <em>la Repubblica</em> nell’edizione odierna, la bella minorenne marocchina scappata da casa, accusata di furto e senza documenti, lo scorso maggio fu portata alla questura di Milano per la procedura di fotosegnalazione. Dopo una telefonata da palazzo Chigi, che l’accreditava come “<strong>nipote di Mubarak</strong>”, venne però rilasciata con tante scuse, senza un verbale. A prelevarla sarebbe accorsa la nota &#8220;igienista orale&#8221; <strong>Nicole Minetti</strong>, devota al sultano, ora consigliera regionale. Così abbiamo letto increduli.</p><p>Questa storia è vera o falsa? Ci piacerebbe tanto saperlo, per verificare se <strong>il principio di uguaglianza di fronte alla legge</strong> abbia ancora un senso nel tardo impero berlusconiano. Per capire come si comporta con le predilette dell’imperatore quella polizia (di Stato, non di Governo) che usa identificare meccanicamente e sequestrare megafoni e striscioni ai cittadini che non rinunciano a esprimere la propria opinione in pubblico. Può gentilmente chiarire quel che avvenne quella sera in <strong>via Fatebenefratelli</strong> il capo di gabinetto presso la questura di Milano, dottor <strong>Pietro Ostuni</strong>?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/28/vogliamo-un-chiarimento/74125/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>104</slash:comments> </item> <item><title>Forza Lussemburgo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/23/forza-lussemburgo/73215/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/23/forza-lussemburgo/73215/#comments</comments> <pubDate>Sat, 23 Oct 2010 09:33:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Dolce&Gabbana]]></category> <category><![CDATA[evasione]]></category> <category><![CDATA[Letizia Moratti]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[palazzo marino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=73215</guid> <description><![CDATA[Dolce e Gabbana sono prossimi al rinvio a giudizio per un’evasione fiscale da un miliardo di euro. L’indiscrezione di stampa è di pochi giorni fa. A giugno il Comune di Milano srotolava loro il tappeto rosso per il Ventennale del marchio, proposto come un grande evento culturale. Maxischermi, celebrità, il municipio trasformato in un set...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dolce e Gabbana</strong> sono prossimi al <strong>rinvio a giudizio</strong> per un’evasione fiscale da un miliardo di euro. L’indiscrezione di stampa è di pochi giorni fa. A giugno il <strong>Comune di Milano</strong> srotolava loro il tappeto rosso per il <strong>Ventennale del marchio</strong>, proposto come un grande evento culturale. Maxischermi, celebrità, il municipio trasformato in un set pubblicitario, un drink offerto al popolo nei bar del centro. L’indagine fiscale e giudiziaria era già nota ma si è preferito sorvolare, in nome del <strong>Made in Italy</strong> e del suo indotto. Nel silenzio della città, interrotto solo dalla nostra voce.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/g6ANyplF5aI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Leggi il <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.pieroricca.org/2010/06/21/forza-lussemburgo/" target="_blank">resoconto a caldo sul mio blog</a></span></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/23/forza-lussemburgo/73215/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>69</slash:comments> </item> <item><title>Il ministero della paura</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/16/il-ministero-della-paura/72014/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/16/il-ministero-della-paura/72014/#comments</comments> <pubDate>Sat, 16 Oct 2010 08:28:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[dissenso]]></category> <category><![CDATA[Fiom]]></category> <category><![CDATA[manifestazione 16 ottobre]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=72014</guid> <description><![CDATA[Sbaglierò, ma sono legato a una concezione sobria e austera della funzione del ministero dell’Interno. Chi sta al Viminale dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini. Non partecipare a manifestazioni di partito di stampo secessionista, né creare allarme sui giornali e in tv. In quest’ultima specialità sembra concentrato il ministro Maroni. Mi riferisco ad esempio alla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT">Sbaglierò, ma sono legato a una concezione sobria e austera della funzione del ministero dell’Interno. Chi sta al Viminale dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini. Non partecipare a manifestazioni di partito di stampo secessionista, né <strong>creare allarme</strong> sui giornali e in tv.</p><p>In quest’ultima specialità sembra concentrato il ministro <strong>Maroni</strong>. Mi riferisco ad esempio alla criminalizzazione degli immigrati irregolari contro l’evidenza dei dati ufficiali sulla criminalità diffusa, da diversi anni tutti in ribasso.</p><p>Più recentemente,<strong> inadeguati al ruolo</strong> sono apparsi i suoi commenti a caldo dopo il (presunto) tentato agguato al direttore del quotidiano <em>Libero</em>. “<em>Prevedo altri attentati</em>”, dichiarò il ministro, convinto dal primo momento della matrice politica del vile gesto e premurandosi a render noto il rischio di una nuova stagione di terrorismo. A proposito, si sa nulla delle indagini?</p><p>In questi giorni, anziché lavorare sodo sulla prevenzione, l’ex extraparlamentare di sinistra, da poco coinvolto in un’indagine su una ben retribuita “consulenza” fornita a un’azienda (ma perché, dico io, non ci si accontenta del più che dignitoso stipendio di parlamentare?), ci ha messo in allarme sulla manifestazione della Fiom. “<em>Prevedo disordine per l’infiltrazione di gruppi stranieri</em>”, ha dichiarato.</p><p>Non è il suo ruolo: alla vigilia di una grande manifestazione (proprio come alla vigilia di una importante partita di calcio che si annuncia problematica) il ministro dell’Interno deve stare in sala macchine, riunito con i tutori dell’ordine pubblico e i capi dell’intelligence, al fine di prevenire qualsiasi disordine e sorvegliare al meglio la piazza. Possibile che un uomo intelligente in tanti anni di politica non l’abbia ancora capito? Oppure lo fa di proposito, perché ritiene che <strong>criminalizzare preventivamente il dissenso</strong> sia un gioco che torna sempre utile?</p><p>Sono le dieci di sabato mattina mentre scrivo. Mi auguro davvero che la manifestazione della Fiom oggi a Roma si svolga in modo <strong>pacifico e sereno</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/16/il-ministero-della-paura/72014/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>60</slash:comments> </item> <item><title>Tre leggi pro-democrazia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/15/tre-leggi-pro-democrazia/71812/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/15/tre-leggi-pro-democrazia/71812/#comments</comments> <pubDate>Fri, 15 Oct 2010 09:11:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Annozero]]></category> <category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category> <category><![CDATA[legge antitrust]]></category> <category><![CDATA[Masi]]></category> <category><![CDATA[nomina dirigenza rai]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=71812</guid> <description><![CDATA[Giriamola in positivo. L’ultimo episodio di sabotaggio nei confronti di Annozero rappresenta l’occasione per riproporre all’attenzione generale, e prima di tutto alle forze politiche della minoranza parlamentare, il vero problema dell’informazione in Italia, che è a monte delle singole censure e dei ripetuti attacchi a programmi e autori non graditi al presidente del consiglio. Parlo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Giriamola in positivo. L’ultimo episodio di sabotaggio nei confronti di <strong>Annozero</strong> rappresenta l’occasione per riproporre all’attenzione generale, e prima di tutto alle forze politiche della minoranza parlamentare,<strong> il vero problema</strong> dell’informazione in Italia, che è a monte delle singole censure e dei ripetuti attacchi a programmi e autori non graditi al presidente del consiglio.</p><p>Parlo della <strong>concentrazione di potere</strong> mediatico, economico e politico nelle mani di Silvio Berlusconi . Un abuso di potere permanente. Una condizione di privilegio inaccettabile. Un’anomalia divenuta abitudine. La definizione “conflitto di interessi” non basta più a descrivere un fenomeno eversivo che da molti anni condiziona e progressivamente svuota di sostanza la democrazia italiana.</p><p>Faremo bene a mobilitarci nelle prossime ore in piazza e sul web (noi a Milano abbiamo indetto una manifestazione per <strong>domenica pomeriggio dalle ore 15</strong> in piazza San Babila), per difendere non l’icona Santoro, che peraltro sa difendersi benissimo da solo e si rafforza nella lotta, ma il nostro diritto ad un’informazione televisiva indipendente. Perché la Rai è <strong>dei cittadini</strong>, non di Masi e di Berlusconi.</p><p>Ma la nostra mobilitazione non deve fermarsi all’ultimo caso Santoro. La vera questione che grava sulla qualità dell’informazione e dunque sulla qualità della democrazia è quell’abnorme concentrazione di potere e di interessi, che consente al titolare di <strong>tre concessioni</strong> televisive nazionali, la cui moralità abbiamo imparato bene a conoscere, di diventare <strong>presidente del consiglio</strong> e in quanto tale di <strong>controllare l’azienda del”servizio pubblico”</strong>, in un Paese in cui la gran maggioranza dei cittadini ancora s’informa e si forma un’opinione attraverso la tv generalista.</p><p>Fin quando non si metterà mano a questa anomalia, la nostra democrazia non farà passi in avanti. Ecco dunque che l’ultimo sabotaggio a Santoro può servire come occasione per <strong>interpellare su tre questioni</strong> (lasciando stare per carità di patria responsabilità, errori e omissioni del passato) coloro i quali alle prossime elezioni ci chiederanno il voto in alternativa, almeno dichiarata, all’attuale governo<strong>.</strong></p><p>1 <strong>Una legge antitrust</strong>, per aprire al pluralismo e alla concorrenza il sistema televisivo e il mercato pubblicitario, con dei tetti rigorosi per ciascun operatore</p><p>2 <strong>Una legge di regolamentazione dei conflitti di interesse</strong>, per rendere incompatibili le condizioni di azionista di un’azienda di comunicazione e titolare di concessioni pubbliche (anche attraverso familiari o prestanome) con lo status di candidato ad assemblee elettive o di titolare di funzioni di governo</p><p>3 <strong>Una legge di riforma del criterio di nomina della dirigenza Rai</strong>, da affidare a una fondazione indipendente dai partiti.</p><p>Queste tre riforme sono prioritarie per la qualità della democrazia. Per riconquistare credibilità agli occhi dei tanti italiani che in questi anni non si sono assuefatti alla Rai di Minzolini e all’Italia di Berlusconi, i dirigenti del Centrosinistra (o come si chiamerà) dovrebbero inserirle, dettagliatamente articolate, tra i primi punti del proprio <strong>programma di governo</strong>, con buona pace di quanti la pensano ancora come <strong>Piero Fassino</strong> che nel 2006 mi disse: “<em>il conflitto di interessi non dà più lavoro a nessuno… ed è tempo che si stabilisca una gerarchia giusta di quelli che sono i principali temi intorno a cui si scandisce l’agenda politica del Paese</em>”.</p><p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/3EDxoP02USE?rel=0" frameborder="0"></iframe></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/15/tre-leggi-pro-democrazia/71812/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>41</slash:comments> </item> <item><title>Perché difendere Annozero</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/13/perche-difendere-annozero/71463/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/13/perche-difendere-annozero/71463/#comments</comments> <pubDate>Wed, 13 Oct 2010 17:30:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Annozero]]></category> <category><![CDATA[bavaglio]]></category> <category><![CDATA[Masi]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[Santoro]]></category> <category><![CDATA[sospensione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=71463</guid> <description><![CDATA[L’eterno ritorno del sempre uguale. Ancora nel mirino di provvedimenti punitivi Annozero di Michele Santoro. L’ultima volta fu alla vigilia delle elezioni regionali, quando &#8211; per sospendere Annozero &#8211; si fece tacere pure Vespa, al fine di non turbare la serenità degli elettori in campagna elettorale. Ora il problema è l’orazione di Santoro in apertura...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’eterno ritorno del sempre uguale. Ancora nel mirino di provvedimenti punitivi <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.annozero.rai.it/dl/portali/site/page/Page-d50a80cb-73ce-4885-830d-c77e45b4885d.html" target="_blank">Annozero</a></span></strong> di <strong>Michele Santoro</strong>. L’ultima volta fu alla vigilia delle elezioni regionali, quando &#8211; per sospendere Annozero &#8211; si fece tacere pure <strong>Vespa</strong>, al fine di non turbare la serenità degli elettori in campagna elettorale.</p><p>Ora il problema è l’orazione di Santoro in apertura di stagione, contro il <strong>sabotaggio</strong> (inconcepibile sul piano dell’interesse dell’Azienda, visti ascolti e ricavi pubblicitari) a cui era ed è sottoposto il programma. Il direttore generale della Rai <strong>Mauro Masi</strong> ha stabilito dieci giorni di sospensione per Santoro, buoni per far saltare due puntate.</p><p>Insomma, cambiano i pretesti ma l’obiettivo è sempre lo stesso: bloccare uno spazio di informazione che, nel piattume generale, e comunque lo si giudichi, fa passare in tv, con alti indici di ascolto, notizie e opinioni non gradite al manovratore. Eliminare la sbavatura, una delle ultime, in quella piazza linda e ben ordinata che è diventata l’informazione televisiva italiana.</p><p>Non sono uno spettatore abituale di Annozero. Mi piacciono i servizi esterni, ma non sopporto i battibecchi in studio. Santoro a volte non mi convince, per non dire altro, come quando, nella puntata del dopo-Tartaglia, chiosò che in fondo il can can della strumentalizzazione era colpa dei contestatori di piazza.</p><p>Tuttavia penso che di nuovo ci toccherà, come altre volte in passato &#8211; un nome su tutti: <strong>Enzo Biagi</strong> &#8211; <strong>difendere</strong> da un atto di servile arroganza non lui e il suo modo di fare tv, che può piacere o non piacere, ma &#8211; attraverso di lui &#8211; <strong>la libertà e l’indipendenza dell’informazione</strong>. So che alcuni, nello stesso ambiente dei nostri movimenti, storcono il naso. Basta occuparsi di tv, basta difendere questi privilegiati che usano il mezzo come pare e piace a loro, basta difendere una trasmissione che comunque dà la parola sempre agli stessi. Così dicono. D’accordo, ma l’alternativa nei fatti qual è, se non quella di lasciare campo libero al giornalismo su misura e alla tv che tanto piace al manovratore?</p><p>Domenica in piazza a Milano<br /> <strong><br /> Domenica 17 ottobre a Milano</strong> dedicheremo alla vicenda e al suo contesto la settimanale <em>Agorà</em> del gruppo <strong>Qui Milano Libera</strong>. <strong>Ore 15-19</strong>,  <strong>piazza San Babila</strong>. Chiederemo le dimissioni di Masi e il ritiro della sospensione per Annozero.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/13/perche-difendere-annozero/71463/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>81</slash:comments> </item> <item><title>Fare RETE con la Fiom</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/11/fare-rete-con-la-fiom/70990/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/11/fare-rete-con-la-fiom/70990/#comments</comments> <pubDate>Mon, 11 Oct 2010 10:06:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[16 ottobre]]></category> <category><![CDATA[Fiom]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=70990</guid> <description><![CDATA[La dignità economica e sociale della persona, sottoposta a un attacco senza precedenti, deve essere rimessa al centro della politica e della riflessione collettiva come vera priorità del tempo in cui viviamo. 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Ecco perché ho condiviso e rilancio da qui l&#8217;appello di un gruppo di blogger a sostegno della manifestazione nazionale convocata dalla Fiom per <strong>sabato 16 ottobre a Roma</strong>. Sopra il video in cui Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, spiega le ragioni della manifestazione: Di seguito il manifesto del gruppo &#8220;Facciamo RETE con la FIOM&#8221;.</p><p>&#8220;La manifestazione nazionale indetta dalla FIOM per il prossimo 16 ottobre assume un valore che va oltre la dimensione sindacale. Dentro e fuori le fabbriche sono in gioco diritti e libertà fondamentali. La nostra Costituzione all’articolo 1 dichiara che &#8216;L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro&#8217;. Ed è il lavoro che oggi subisce l’attacco più violento in nome di un <strong>profitto senza etica</strong>, di un mercato senza regole, di una globale guerra tra poveri.</p><p>Per noi realtà della rete che ogni giorno facciamo informazione dal basso dando voce a idee, progetti, persone e lotte che non trovano spazio altrove è quindi naturale schierarci con la FIOM nel momento in cui questa organizzazione, sottoposta a pressioni e tentativi di criminalizzazione, porta in piazza le ragioni di quel mondo del lavoro che sono state cancellate dalla comunicazione dei grandi media.</p><p>La RETE è uno spazio dove ancora vive una <strong>battaglia delle idee</strong> contro la logica dominante che ci vorrebbe tutti sudditi passivi del dominio dei poteri forti.</p><p>Noi quindi facciamo RETE con la FIOM e cioè dedicheremo, da qui in avanti, gran parte delle nostre energie comunicative per sostenere la mobilitazione verso la manifestazione. Il 16 ottobre poi ci impegniamo a dedicare le nostre home page, i nostri blog, le nostre bacheche, le nostre pagine alla FIOM, alle sue ragioni, alla sua battaglia perché il lavoro, come l’acqua, sia un bene comune, un diritto reale, un presidio di dignità ed uno strumento di emancipazione&#8221;.</p><p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.fiom.cgil.it/" target="_blank">Sito della Fiom</a></span></strong></p><p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=152915428081196&amp;ref=mf" target="_blank">Gruppo facebook di Facciamo RETE con la FIOM</a></span></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/11/fare-rete-con-la-fiom/70990/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>Cabaret Voltaire</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/06/cabaret-voltaire/68576/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/06/cabaret-voltaire/68576/#comments</comments> <pubDate>Wed, 06 Oct 2010 15:07:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[arci]]></category> <category><![CDATA[cabaret voltaire]]></category> <category><![CDATA[cicco simonetta]]></category> <category><![CDATA[Daniele Biacchessi]]></category> <category><![CDATA[Emilio Molinari]]></category> <category><![CDATA[Mario Agostinelli]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[qui milano libera]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=68576</guid> <description><![CDATA[C&#8217;è bisogno di moltiplicare le occasioni di formazione e partecipazione, come antidoto alla drammatica crisi della democrazia in cui ci dibattiamo. Per dare un contributo in questa direzione, accanto alle Agorà, delle quali ho parlato nel precedente post, con alcuni amici del gruppo Qui Milano Libera abbiamo deciso di portare avanti un ciclo di incontri...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è bisogno di moltiplicare le occasioni di formazione e partecipazione, come antidoto alla drammatica crisi della democrazia in cui ci dibattiamo.</p><p>Per dare un contributo in questa direzione, accanto alle <strong>Agorà</strong>, delle quali ho parlato nel precedente post, con alcuni amici del gruppo <strong>Qui Milano Libera</strong> abbiamo deciso di portare avanti un ciclo di incontri tematici, dando <strong>continuità</strong> (ecco un&#8217;altra parola chiave) a quel percorso di dibattiti pubblici che portiamo avanti da tempo.</p><p><strong>Cabaret Voltaire</strong> è il nome di questo nuovo ciclo di incontri, scelto in omaggio alla vitalità culturale di quel Cabaret  zurighese in cui iniziò l&#8217;avventura del dadaismo. La sede delle serate Cabaret Voltaire, che intendiamo organizzare un paio di volte al mese, è un piccolo e simpatico circolo Arci del centro di Milano, il circolo <em>Cicco Simonetta</em>. L&#8217;ingresso è libero, necessaria la tessera Arci. Gli incontri non saranno conferenze ma conversazioni, in un clima disteso e informale. Il contributo che si vorrebbe dare con queste iniziative, è di formazione, più che di divulgazione, di orientamento all&#8217;impegno civile, in particolare rivolto a persone già attive nel proprio ambiente, in associazioni, movimenti di opinione ecc, o che vogliono attivarsi impossessandosi di adeguati strumenti critici e organizzativi.</p><p>Non ci interessano i grandi numeri (anche perché il &#8220;<em>Cicco</em>&#8221; è un guscio di noce e non ospita più di cinquanta persone per volta). Ma la <strong>qualità del discorso e dell&#8217;ascolto</strong>. E soprattutto la possibilità che da ogni incontro si aprano possibilità di nuove relazioni e ulteriori iniziative. Quel &#8220;<em>fare rete</em>&#8221; di cui spesso si parla e che appare sempre più necessario a chi si prefigge di cambiare  le cose &#8220;<em>dal basso</em>&#8220;.</p><p>Al Cabaret Voltaire inviteremo personaggi che stimiamo per cultura e impegno, all&#8217;opposto di coloro che andiamo a contestare.</p><p>La prima serata è stata una conversazione con il giornalista <strong>Daniele Biacchessi</strong>, che ha presentato il suo ultimo libro, di storie italiane raccontate attraverso il <strong>Teatro Civile</strong>. La prossima conversazione sarà con <strong>Giulio Cavalli</strong>, teatrante e politico. I temi sui quali discuteremo saranno la mafia al nord e l&#8217;esperienza di Giulio come coordinatore di Idv a Milano.</p><p>Seguirà un incontro con <strong>Mario Agostinelli</strong>, che ci illustrerà le ragioni del <strong>no al nucleare</strong> e ci parlerà della proposta di legge di iniziativa popolare in favore delle energie rinnovabili. E poi ancora un incontro con <strong>Emilio Molinari</strong>, tra i più autorevoli esponenti del movimento per l&#8217;<strong>acqua pubblica</strong>. che presenterà il suo ultimo libro sul tema.</p><p>Chi vuole segnalare un tema e un personaggio da invitare può scrivere all&#8217;indirizzo <a href="mailto:quimilanolibera@gmail.com">quimilanolibera@gmail.com</a>.</p><p>L&#8217;appuntamento con Giulio Cavalli è giovedì 7 ottobre al Circolo Arci Cicco Simonetta, via Cicco Simonetta 16, Milano, dalle ore 21,00.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/06/cabaret-voltaire/68576/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>21</slash:comments> </item> <item><title>Le nostre Agorà</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/04/le-nostre-agora/67722/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/04/le-nostre-agora/67722/#comments</comments> <pubDate>Mon, 04 Oct 2010 15:51:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Piero Ricca</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[critica]]></category> <category><![CDATA[Internet]]></category> <category><![CDATA[qui milano libera]]></category> <category><![CDATA[speaker's corner]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=67722</guid> <description><![CDATA[Ieri, domenica 3 ottobre, l&#8217;Agorà di Qui Milano Libera è ripartita da piazza San Babila. Mi piace raccontare questa esperienza di impegno civile anche ai lettori de ilfattoquotidiano.it. Le Agorà sono speaker&#8217;s corner che da un anno teniamo nelle piazze del centro di Milano, al sabato o la domenica pomeriggio, quasi ogni settimana,  in assoluta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, domenica 3 ottobre, l&#8217;Agorà di <strong>Qui Milano Libera</strong> è ripartita da piazza San Babila. Mi piace raccontare questa esperienza di impegno civile anche ai lettori de ilfattoquotidiano.it.</p><p>Le Agorà sono <strong>speaker&#8217;s corner</strong> che da un anno teniamo nelle piazze del centro di Milano, al sabato o la domenica pomeriggio, quasi ogni settimana,  in assoluta indipendenza, con regolare preavviso alla questura.</p><p>Il gruppo promotore è formato da poche persone, ventenni e trentenni, che hanno deciso di uscire dalla passività e di esprimere pubblicamente il proprio sdegno. Quel che ci unisce è la volontà di riprenderci la parola e di <strong>riattivare la partecipazione critica</strong>. Quel che proviamo a fare è un lavoro di semina culturale, per diffondere informazione e dissequestrare la politica alle oligarchie.</p><p>La bussola è la <strong>Costituzione</strong>, il simbolo è il <strong>tricolore</strong>, il punto di vista è una intransigente opposizione all&#8217;attuale governo e ai suoi falsi oppositori.</p><p>La parola chiave dell&#8217;Agorà è <strong>responsabilità</strong>. Quel che chiediamo a chi ascolta non è di crederci, ma di verificare se quel che diciamo è vero. Quel che cerchiamo non è il consenso, ma la condivisione di un metodo di cittadinanza attiva. Quel che testimoniamo è un&#8217;alternativa all&#8217;indifferenza e all&#8217;assuefazione.</p><p>Gli elementi fissi dell&#8217;Agorà sono questi: un tavolo, uno striscione con una scritta che cambia di settimana in settimana (di fronte alla Rai di corso Sempione fu: &#8220;<strong>il Tg4 vi fa una pippa!</strong>&#8220;), migliaia di volantini, cartelli, un impianto voci che è andato a sostituire l&#8217;iniziale e mai rinnegato megafono. Presto ci doteremo di un gazebo e di un paio di sedie. In prospettiva c&#8217;è un impianto di proiezione video, per portare in piazza le immagini negate al pubblico Raiset.</p><p>Dopo il rodaggio del primo anno, ora ci vogliamo organizzare meglio, raccogliendo nomi e indirizzi mail in modo sistematico; coinvolgendo le tante persone che si offrono di partecipare attivamente, dando vita a iniziative tematiche di informazione.</p><p>Il metodo dell&#8217;Agorà è tutt&#8217;uno con il suo senso: l&#8217;<strong>integrazione fra web e piazza</strong>: ci si ritrova sul web per convocarci in piazza. Riflettiamoci: la rete internet è uno strumento meraviglioso, ma senza uno sbocco reale l&#8217;attivismo virtuale diventa sterile. Anche per questo non pubblichiamo video delle Agorà. Vogliamo che le persone escano di casa: chi non può verrà la prossima volta. Chi abita lontano, prima o poi con i suoi amici potrà convocare un&#8217;Agorà nella propria città: questo contagio è lo sbocco che cerchiamo.</p><p>Anche l&#8217;Agorà ha i suoi costi, sia pure non elevati, e noi li copriamo con i<strong> contributi volontari</strong> &#8211; ogni volta facciamo girare una cassetta &#8211; consapevoli che l&#8217;autofinanziamento è l&#8217;unico modo per essere liberi.</p><p>Poi c&#8217;è la voce e la personalità, le ossessioni e la mimica di chi prende la parola, per lo più improvvisando, per leggere un brano di un libro, per abbozzare un&#8217;analisi politica o per commentare una notizia di cronaca. All&#8217;Agorà il microfono passa di mano in mano, ognuno può intervenire, anche in dissenso rispetto alle idee del gruppo promotore. Quante organizzazioni politiche porgono il microfono senza filtri alla platea? Ma è solo così che può rinascere un confronto fra i cittadini, e prima ancora fra esseri umani pensanti, contro ogni logica binaria &#8220;amore-odio&#8221; o da tifoseria calcistica.</p><p>All&#8217;Agorà si fermano centinaia di persone, molte si siedono per terra. Tanti, sempre di più ci conoscono e vengono a respirare<strong> un&#8217;ora d&#8217;aria</strong>, ad ascoltare idee che condividono. Altri obiettano e qualcuno ci contesta. Capitano anche i pazzi e i fanatici, inevitabili. Ma in decine di uscite in piazza non è mai accaduto un solo incidente.</p><p>Tra i passanti, i <strong>berlusconiani di stretta osservanza</strong> sono inconfondibili. Guardarli e starli a sentire con attenzione è un&#8217;inchiesta sugli effetti del regime mediatico. Dal loro livore verso chi la pensa diversamente capisci come la propaganda si deposita nel cervello delle persone, e le incattivisce. In un anno di Agorà ce ne hanno dette di tutti i colori: comunisti, andate a lavorare, siete invidiosi, fatevi una vita, voi e i vostri giudici che dovrebbero andare in galera. E poi epiteti irriferibili, gratuiti, spesso provenienti da signori anziani all&#8217;apparenza rispettabili, individui fanatizzati che fanno gestacci, stracciano platealmente i nostri volantini o ripetono come dogmi di fede slogan privi di senso ascoltati in tv. Cercare un confronto basato sui fatti con loro ormai è impossibile.</p><p>Quasi tutti i ragazzi del gruppo hanno iniziato a parlare in pubblico all&#8217;Agorà: la prima volta fu alle Colonne di San Lorenzo nel luglio 2009 (venne a trovarci a sorpresa Salvatore Borsellino), e poi piazza Cordusio (ancora ricordo un&#8217;Agorà tematica contro il metodo Feltri, che ci valse un grazioso articolone in seconda pagina del Giornale); piazzetta san Carlo, le tante e tante volte in piazza Mercanti, a venti passi dalla famosa Banca Rasini.</p><p>Ogni tanto l&#8217;Agorà intercetta polemiche calde di cronaca: con Grillo e Di Pietro, il 9 gennaio, sotto la pioggia, dicemmo NO a via Craxi; con Carlo Smuraglia, Peter Gomez e tanti altri, il primo luglio, a 40 gradi all&#8217;ombra, spiegammo le ragioni del dissenso alla<strong> legge bavaglio</strong>; in concomitanza con la manifestazione di Roma per la libertà di informazione, il 3 ottobre 2009 demmo vita a un memorabile speaker&#8217;s corner in piazza Mercanti davanti a tremila persone. Era una notizia, ma il <em>Corsera</em> non pubblicò nemmeno mezza riga nelle cronache cittadine. Dovetti scrivere direttamente a De Bortoli per veder pubblicato un trafiletto riparatorio due giorni dopo.</p><p>L&#8217;Agorà è un metodo, una formula aperta, antitetica al qualunquismo. Abbiamo intenzione di valorizzare ogni pratica di buona politica,dando spazio e facendo rete con ogni gruppo o comitato che abbia un&#8217;idea condivisibile, dal movimento che propone i referendum cittadini per la qualità dell&#8217;aria ai movimenti che si battono per l&#8217;acqua pubblica o per una proposta di legge popolare in favore delle energie rinnovabili. <strong>Basilio Rizzo</strong>, ottimo consigliere comunale di opposizione a MIlano, spesso viene a trovarci per raccontarci fatti e misfatti di Palazzo Marino.</p><p><strong>Nando dalla Chiesa</strong> ha definito questi nostri nostri spazi di parola libera &#8220;prove tecniche di democrazia&#8221;. Una definizione bella e lusinghiera, un&#8217;intuizione e insieme un auspicio. Se in tanti, fra la cospicua minoranza di persone informate e consapevoli, decidessimo di metterci davvero in gioco in prima persona, un grande cambiamento rispetto a un presente così indegno e incivile sarebbe ancora possibile.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/04/le-nostre-agora/67722/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>56</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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