<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Pino Petruzzelli</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ppetruzzelli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Seo, il rom che voleva nuotare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/voleva-nuotare/200923/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/voleva-nuotare/200923/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Mar 2012 09:24:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[comunità europea]]></category> <category><![CDATA[cortometraggio Marco Di Gerlando]]></category> <category><![CDATA[Marco Doria]]></category> <category><![CDATA[regione liguria]]></category> <category><![CDATA[SEO]]></category> <category><![CDATA[Sergio Cizmic]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200923</guid> <description><![CDATA[Solo la cultura permette di gettare un ponte tra mondi distanti. A Genova il regista Marco Di Gerlando ha iniziato le riprese del cortometraggio “SEO” su un soggetto di Sergio Cizmic. Sergio Cizmic è l’unico mediatore culturale rom presente in Liguria. Si è formato presso il corso di formazione che abbiamo tenuto a Genova tre...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Solo la cultura permette di gettare un ponte tra mondi <strong>distanti</strong>.</p><p>A Genova il regista Marco Di Gerlando ha iniziato le riprese del cortometraggio “SEO” su un soggetto di Sergio Cizmic.</p><p>Sergio Cizmic è l’unico <strong>mediatore </strong>culturale rom presente in Liguria. Si è formato presso il corso di formazione che abbiamo tenuto a Genova tre anni fa con la collaborazione della Comunità di Sant’Egidio e della Regione Liguria. Sergio oltre al lavoro di mediatore, svolge anche quello di istruttore di nuoto presso una delle principali società sportive di Genova.</p><p>Incontro Sergio e Marco in una pausa del loro lavoro.</p><p>- <strong>Sergio, di cosa parla il cortometraggio?</strong></p><p>- E’ la mia storia. La storia di un bambino rom il cui unico sogno era quello di nuotare. Da piccolo volevo andare in <strong>piscina</strong>, ma il cassiere non mi faceva mai entrare. Andavo con il mio soldo per fare il biglietto e lui mi diceva sempre che la piscina era occupata. Sentiva il mio accento, mi riconosceva rom e mi mandava via. Un giorno, poi, grazie a un istruttore di nuoto riuscii ad entrare e la mia vita cambiò.</p><p>- <strong>In piscina, ora che sei istruttore, sanno che sei rom?</strong></p><p>- Si, insegno nuoto ai bambini e alcuni genitori lo sanno. Mai avuto problemi con loro e, anzi, spesso mi chiedono di raccontargli del mio popolo. Anche con il personale della piscina non ho <strong>problem</strong>i. Lavoriamo insieme senza pregiudizi.</p><p><strong>- Qual è l’obbiettivo del cortometraggio?</strong></p><p>- Far conoscere ciò che la piazza non sa. Quanti rom onesti subiscono discriminazioni per essere assimilati a uno stereotipo. Quanti sogni di bambini si infrangono sui pregiudizi. Io non nego l’esistenza di rom che rubano, dico solo che esistono anche rom onesti. Purtroppo noi rom non scendiamo mai in piazza per difendere il diritto ad essere rispettati. Per fortuna ci sta pensando la Comunità Europea a bacchettare l’Italia per le discriminazioni nei confronti delle minoranze rom e sinte. E’ notizia di questi giorni la pubblicazione delle Osservazioni Conclusive sull’Italia del Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale, in cui si dice che permangono serie <strong>preoccupazioni</strong> per quanto accade nel nostro Paese a proposito delle discriminazioni istituzionali subite da rom e sinti.  Purtroppo queste notizie non vanno mai sui giornali. Come sui giornali non è mai andata la notizia che anche noi rom di Genova siamo andati a spalare il fango per ripulire la città dopo l’alluvione. Speriamo che Marco Doria, se diverrà nuovo sindaco, si ricordi anche di noi rom e sinti.</p><p>Mi rivolgo a Marco Di Gerlando.</p><p>- <strong>Eri mai entrato in un campo nomadi?</strong></p><p>- Mai. Avevo letto la sceneggiatura di Sergio e mi aveva emozionato subito. Quando sono entrato per la prima volta nel campo, non mi aspettavo di vedere nulla di simile. Ho provato un’emozione fortissima. In quella situazione soffocante, ho trovato però uno straordinario spirito di gruppo tra i rom. Non è facile conservarlo in situazioni estreme come quelle di un campo nomadi.</p><p>E’ stata un’esperienza indimenticabile. Non avevo mai conosciuto rom prima di allora. Avevo come tutti dei pregiudizi, ma è bastato entrare lì dentro per capire tante cose. Il pregiudizio frena il nostro arricchimento culturale e limita il <strong>pensiero</strong>.</p><p>Il nostro cortometraggio, ad ogni modo, non fa la morale a nessuno, vuole solo raccontare una storia che vale la pena di essere raccontata.</p><p>Questo è il trailer:</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/SiVafpTMXWQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/voleva-nuotare/200923/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>C&#8217;è chi legge Mussolini e chi Rigoni Stern</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/16/legge-diari-mussolini-rigoni-stern/177975/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/16/legge-diari-mussolini-rigoni-stern/177975/#comments</comments> <pubDate>Fri, 16 Dec 2011 09:24:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[compagni]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[mussolini]]></category> <category><![CDATA[Rigoni Stern]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=177975</guid> <description><![CDATA[Ognuno, nel corso della propria vita, rilegge gli autori che trova più affini. Chi i diari di Mussolini e chi invece, come me, Mario Rigoni Stern. “Cari Compagni, sì, compagni, perché è un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino cum panis che accomuna coloro che mangiano lo stesso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ognuno, nel corso della propria vita, rilegge gli autori <strong>che trova più affini</strong>. Chi i diari di Mussolini e chi invece, come me, Mario Rigoni Stern.</p><p>“Cari Compagni,</p><p>sì, compagni, perché è un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino <em>cum panis</em> che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono anche l’esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze.</p><p>E’ molto più bello Compagni che <em>Camerata </em>come si nominano coloro che frequentano lo stesso luogo per dormire, e anche di <em>Commilitone </em>che sono i compagni d’arme.</p><p>Ecco, noi della resistenza siamo Compagni <strong>perché abbiamo diviso il pane</strong> quando si aveva fame ma anche, insieme, vissuto il pane della libertà che è il più difficile da conquistare e mantenere.</p><p>Oggi che, come diceva Primo Levi, abbiamo una casa calda e il ventre sazio, ci sembra di aver risolto il problema dell’esistere e ci sediamo a sonnecchiare davanti alla televisione. All’erta Compagni! Non è il tempo di riprendere in mano un’arma ma di non disarmare il cervello sì, e l’arma della ragione è più difficile da usare che non la violenza.</p><p>Meditiamo su quello che è stato e non lasciamoci lusingare da una civiltà che propone per tutti autoveicoli sempre più belli e ragazze sempre più svestite.</p><p>Altri sono i problemi della nostra società: la pace, certo, ma anche un lavoro per tutti, la libertà di accedere allo studio, una vecchiaia serena; non solo egoisticamente per noi, ma anche per tutti i cittadini. Così nei diritti fondamentali della nostra Costituzione nata dalla Resistenza.”</p><p>Così scriveva ai Compagni dell’Anpi, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Rigoni_Stern" target="_blank">Mario Rigoni Stern</a></span>. Era il 2007.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/16/legge-diari-mussolini-rigoni-stern/177975/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Due &#8220;zingari&#8221; mi hanno violentata</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/zingari-hanno-violentata/177113/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/zingari-hanno-violentata/177113/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Dec 2011 09:30:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[diritti umani]]></category> <category><![CDATA[flavio tosi]]></category> <category><![CDATA[giancarlo gentilini]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Pino Petruzzelli]]></category> <category><![CDATA[razzismo]]></category> <category><![CDATA[rom]]></category> <category><![CDATA[Thomas Hammarberg]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category> <category><![CDATA[violenza sessuale]]></category> <category><![CDATA[zingari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=177113</guid> <description><![CDATA[Un centinaio di giovani, armati di spranghe, bastoni e bombe carta, hanno dato l’assalto al campo abusivo abitato da rom a Torino. Lo hanno fatto per vendicare una ragazza stuprata da due &#8220;zingari&#8221;. La ragazza, però, ha mentito: nessuno zingaro l’ha violentata. Non mi interessa sapere il motivo per cui la ragazza ha dichiarato il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un centinaio di giovani, armati di spranghe, bastoni e bombe carta, hanno dato l’assalto al campo abusivo abitato da rom a Torino. Lo hanno fatto per vendicare una <strong>ragazza stuprata</strong> da due &#8220;zingari&#8221;. La ragazza, però, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/torino-stuprata-smentisce-fiaccolata-finisce-lincendio-campo/176718/" target="_blank">ha mentito</a></span>: nessuno zingaro l’ha violentata.</p><p>Non mi interessa sapere il motivo per cui la ragazza ha dichiarato il falso, a questo penserà la magistratura. Ciò che mi pare preoccupante è constatare, che la prima persona ad essere venuta in mente alla sedicenne è stata uno <strong>“zingaro”</strong>. All’epoca del delitto di Novi erano gli albanesi i primi a cui si pensava in caso di violenza, oggi, invece, sono gli “zingari”. Ma, a ben conoscere la storia del popolo rom, lo “zingaro” è stato da sempre uno splendido e indifeso capro espiatorio. Più di ogni altra etnia, lo “zingaro” mette d’accordo tutti: compatta l’opinione pubblica. Non c’è bisogno di dimostrare niente: lo zingaro è responsabile sulla fiducia. A prescindere.</p><p>Mi viene da pensare a quante <strong>campagne elettorali </strong>si sono vinte agitando al primo punto del proprio programma elettorale la “risoluzione del problema zingari”. E’ risaputo che affrontare problemi quali la scuola o la salute o il lavoro per vincere le elezioni, non è conveniente. E allora, quando siamo a corto di idee, va bene agitare lo spettro degli zingari. In questo modo ognuno può sentirsi parte attiva perché tutti abbiamo a portata di mano la soluzione giusta al “problema zingari”. Teorie più o meno strampalate da spiegare e sventolare in faccia a quei “buonisti” degli studiosi o dei docenti universitari o dei volontari dell’Arci o di Sant’Egidio o della Caritas o di altre associazioni.</p><p>Gli zingari sono meravigliosi perché permettono a tutti di non sentirsi, almeno una volta nella vita, l’ultima ruota del carro. E così a Torino un gruppo di persone si sono sentite nel giusto organizzando un <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/11/torino-campo-dato-alle-fiamme/176843/" target="_blank">pogrom</a></span></strong> per eliminare “il problema zingari”.</p><p>Ma “il problema zingari” si risolve solo affrontando “il problema che hanno i rom”. Diventa perciò importante l’azione che svolge la <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://comitatoromsinti.blogspot.com/" target="_blank">Federazione Rom e Sinti Insieme</a></span></strong> nel cercare il dialogo con il governo, ponendo all’ordine del giorno il diritto a beneficiare di diritti. In Italia, i rom e i sinti non sono nemmeno considerati una minoranza linguistica al pari di quella occitana piemontese o catalana di Alghero. In molti campi nomadi si vive con tre bagni per trecento persone e se si prova a costruirne uno, si è accusati, come fece in mia presenza un consigliere comunale di Udine, di abuso edilizio. A Ponticelli i rom vivono in baracche con tetti di eternit e senza acqua né corrente elettrica. In diversi comuni è una rete metallica a separare i campi nomadi ufficiali dalle discariche. Potrei andare avanti chissà quanto.</p><p>Solo riconoscendo dei <strong>diritti </strong>è possibile chiedere il rispetto delle regole.</p><p>Per anni ho studiato e toccato con mano i problemi in cui si dibattono quotidianamente i rom e così mi sembra utile offrire punti di vista controcorrente. Non mi interessa evangelizzare nessuno, voglio solo provare a riflettere su fatti e dati ufficiali. Per questo riporto di seguito alcune notizie che ad alcuni possono essere sfuggite:</p><p>- <strong>Giancarlo Gentilini</strong>, esponente di primo piano della Lega, incita la folla vantandosi di aver bruciato due campi nomadi.</p><p>- A Pesaro una ragazza rom incinta è presa a calci in un bar nell’indifferenza generale.</p><p>- A Brescia una dottoressa <strong>rifiuta di curare</strong> una ragazza di etnia rom: <em>«Non ti curo. Voi rom mi fate schifo»</em>.</p><p>- A Bussolengo, in provincia di Verona, tre famiglie italiane di etnia rom sono sequestrate, picchiate e torturate dai carabinieri.</p><p>- Nei confronti degli zingari esponenti del governo Berlusconi invocano la «tolleranza zero<em>»</em>.</p><p>- Il sindaco di Verona <strong>Flavio Tosi</strong> è condannato in via definitiva a due mesi di carcere per propaganda di idee razziste.</p><p>- Il quotidiano britannico <em>The Indipendent</em><em> </em>accusa l’Italia di comportarsi in maniera «incivile» nei confronti di clandestini e rom.</p><p>- Il sindaco di Adro escogita un innovativo metodo per contrastare l’arrivo degli zingari: scavare dei fossati lungo il perimetro del paese rendendolo inaccessibile a roulotte e camper.</p><p>- <strong>Thomas Hammarberg</strong>, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, accusa l’Italia di violare i diritti umani.</p><p>- I manifesti di Forza Nuova riportano l’immagine di una donna distesa a terra con le gambe allargate e una macchia di sangue sui vestiti laceri. Sul manifesto si legge: <em>“Se capitasse a tua madre, tua moglie o tua figlia? Stupratori, immigrati è giunta la vostra ora…. Chiudete i campi nomadi ed espellete i rom subito.”</em></p><p>- <em>“La situazione dei rom e dei sinti in Italia resta fonte di grande preoccupazione. È opportuno porre l’accento non sui provvedimenti coercitivi, come le espulsioni e gli sgomberi forzati, ma piuttosto sull’<strong>integrazione sociale</strong> e la lotta contro la discriminazione e l’antiziganismo”</em>, ha dichiarato ancora una volta il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg.</p><p>- Sei bambini rom su otto nati negli ultimi due anni presentano <strong>gravi patologie </strong>dalla nascita. Un campo rom costruito sopra un&#8217;ex-discarica di rifiuti. C&#8217;è un legame tra questi due dati? A questo quesito stanno cercando di dare una risposta i ricercatori di OsservAzione, un&#8217;associazione che si prefigge di lottare contro la discriminazione di rom e sinti in Italia. Secondo Lorenzo Monasta, epidemiologo dell&#8217;associazione, <em>&#8220;in Italia c&#8217;è l&#8217;abitudine di costruire i campi sopra o vicino a discariche. In Campania i campi rom si trovano nell&#8217;area della più grande discarica di rifiuti abusiva d&#8217;Europa e anche lì si sono verificate molte nascite con gravi patologie, oltre ad un&#8217;alta incidenza di tumori e malattie respiratorie&#8221;</em>.</p><p>- Matteo Legnani sul quotidiano <em>Libero </em>scrive un editoriale dove si legge: <em>“Gli zingari sono ladri. Parassiti che campano a spese nostre rubando, scippando, truffando”</em>.</p><p>- Torregaveta (Na). La foto dei corpi di due ragazzine rom morte annegate nell’indifferenza dei bagnanti, fa il giro del mondo.</p><p>- Cerreto Guidi (Fi). Una molotov colpisce e incendia una carovana di rom.</p><p>- Pesaro. Un ragazzino rom è picchiato da un commerciante perché chiede l’elemosina.</p><p>- Rapporto annuale di <strong>Amnesty International</strong> 2011. Duro j&#8217;accuse nei confronti del nostro Paese: i rom e i sinti continuano a essere discriminati nel loro diritto all&#8217;istruzione, all&#8217;alloggio, all&#8217;assistenza sanitaria, all&#8217;occupazione e<em> &#8220;alcuni politici e rappresentanti del governo alimentano un clima di intolleranza e xenofobia&#8221;</em>. Inoltre, <em>&#8220;l&#8217;atteggiamento dispregiativo di alcuni politici ha contribuito ad alimentare un clima di intolleranza&#8221;</em>. Il rapporto evidenzia come nel corso del 2010 in tutto il Paese sono proseguiti gli sgomberi forzati di rom, che<em> &#8220;hanno disgregato le loro comunità, il loro accesso al lavoro e hanno reso impossibile ai bambini la frequenza scolastica&#8221;</em>.</p><p>- L’europarlamentare ungherese Viktória Mohácsi, dopo un viaggio nel nostro paese, dichiara di non aver mai assistito a <strong>violazioni dei diritti umani</strong> così gravi come in Italia. Le violazioni si riferiscono al popolo rom e sinto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/zingari-hanno-violentata/177113/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bambini zingari? Adottateli tutti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/bambini-zingari-adottateli-tutti/174165/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/bambini-zingari-adottateli-tutti/174165/#comments</comments> <pubDate>Wed, 30 Nov 2011 08:15:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[adozioni]]></category> <category><![CDATA[rom]]></category> <category><![CDATA[sinti]]></category> <category><![CDATA[tribunale dei minori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=174165</guid> <description><![CDATA[I bambini rom dovrebbero essere tolti alle rispettive famiglie e dati tutti in adozione? Stando alla ricerca di Carlotta Saletti Salza, professoressa presso l’Università di Verona, su un totale di 8.830 procedure di adottabilità, i minori rom e sinti dichiarati adottabili in sette sedi di Tribunali Minorili italiani nel periodo compreso tra il 1985 e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I bambini rom dovrebbero essere tolti alle rispettive famiglie e dati tutti in adozione?</p><p>Stando alla ricerca di<strong> Carlotta Saletti Salza</strong>, professoressa presso l’Università di Verona, su un totale di 8.830 procedure di adottabilità, i minori rom e sinti dichiarati adottabili in sette sedi di Tribunali Minorili italiani nel periodo compreso tra il 1985 e il 2005 sono stati 258. Quello che è oggi uno dei maggiori studiosi di cultura romanì in Italia, il professor <strong>Leonardo Piasere</strong>, commenta i dati: “Se consideriamo che la popolazione dei rom e dei sinti in Italia ammonta allo 0,15% circa della popolazione totale, capiamo che la percentuale di procedure di adottabilità dello 0,15%, cioè in sintonia con la proporzione della popolazione, corrisponderebbe a circa 13 procedure sulle 8.830. Ora il numero di procedure riguardanti rom e sinti, è superiore del 1700% a tale cifra!”</p><p>Questo mio intervento non è contro il sistema delle adozioni, perché, lo dico chiaramente, ci sono casi in cui togliere il bambino a una famiglia rom o sinta è cosa sacrosanta.</p><p><strong>Ciò che mi interessa è porre alcune domande</strong>.</p><p>Stando alla legge italiana sono dichiarati in stato di adottabilità i minori di cui sia accertata la situazione di “abbandono” (legge 184 del 2001), ma nella legge 149 dello stesso anno, si dice che:</p><p>“1) Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto.</p><p>2) Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie competenze, sostengono, con idonei interventi, nel rispetto della loro autonomia e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, i nuclei famigliari a rischio, al fine di prevenire l’abbandono e di consentire al minore di essere educato nell’ambito della propria famiglia….”</p><p>L’interpretazione del termine “abbandono” è così lasciato alla discrezionalità del <strong>Tribunale dei Minori</strong>. Ma cosa si intende per abbandono?</p><p>Ipotizziamo ci siano due bambini rom di sette e dieci anni, Alin e Mari, che a causa della povertà dei genitori sono costretti a vivere sotto un ponte. Vengono sgomberati e i Vigili Urbani li portano sotto un altro ponte. Lì assistono all’incendio della loro baracca e all’orribile morte di quattro amichetti. Vengono sgomberati nuovamente e ritornano sotto il primo ponte. I genitori non trovano lavoro (chi di noi assumerebbe uno zingaro che vive sotto un ponte?) e tirano avanti solo con gli aiuti che forniscono loro alcuni volontari della Caritas e dell’Arci. Ogni mattina i genitori di Alin e Mari, però, accompagnano i figli a scuola dove i bambini arrivano sempre puliti e ben vestiti anche grazie all’aiuto dei sopra citati volontari. Aggiungo che i bambini, a detta delle maestre, seguono con sufficiente profitto le lezioni. I pomeriggi dei bambini, però, trascorrono sotto il ponte.</p><p>Voglio ora porre alcune domande:</p><p>1) Se vedessimo Alin e Mari sotto il ponte e non sapessimo nulla di loro, penseremmo giusta l’affidabilità? E sapendo la loro storia e la loro quotidianità, riterremmo lo stesso giusto toglierli alla famiglia e darli in adozione?</p><p>2) Può un’Amministrazione pubblica, di qualunque appartenenza politica, sentirsi priva di responsabilità nel lasciare che una famiglia di rom continui a sopravvivere sotto un ponte?</p><p>3) La famiglia di Alin e Mari va sgomberata? E, se si, può lo sgombero di un sottoponte, senza una reale alternativa abitativa, bastare a tutelare i minori che vi abitano?</p><p>4) Cosa si fa per prevenire le situazioni di estrema miseria in cui sono costretti a vivere alcuni bambini rom e sinti?</p><p>5) Togliere un bambino alla propria famiglia deve essere l’ultima strada percorribile o la prima? E se deve essere l’ultima, perché il numero di procedure riguardanti rom e sinti, è superiore del 1700% a quello delle procedure totali nelle sette sedi dei Tribunali dei Minori che ha preso in esame la professoressa di Verona nel suo libro “Dalla tutela al genocidio?”</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/bambini-zingari-adottateli-tutti/174165/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Genova, vittima di un progresso sbagliato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/07/genova-vittima-di-un-progresso-sbagliato/168944/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/07/genova-vittima-di-un-progresso-sbagliato/168944/#comments</comments> <pubDate>Mon, 07 Nov 2011 08:51:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[alluvione]]></category> <category><![CDATA[dissesto idrogeologico]]></category> <category><![CDATA[economia]]></category> <category><![CDATA[genova]]></category> <category><![CDATA[politici]]></category> <category><![CDATA[progresso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=168944</guid> <description><![CDATA[Lo so anch’io che qui, nella mia Genova, è venuta giù acqua dal cielo come non mai. Lo so anch’io che è venuto giù un diluvio in diciassette minuti. Lo so come lo sanno tutti. Proprio per questo mi piace ricordare che il rispetto per la vita è la priorità. La salute di questo pianeta e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lo so anch’io che qui, nella mia <strong>Genova</strong>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/allarme-maltempo-colpita-ancora-la-liguria-genova-in-ginocchio/168447/" target="_blank">è venuta giù acqua dal cielo come non mai</a></span>. Lo so anch’io che è venuto giù un diluvio in diciassette minuti. Lo so come lo sanno tutti. Proprio per questo mi piace ricordare che il rispetto per la vita è la priorità. La salute di questo pianeta e dei suoi abitanti deve essere il fine ultimo di ogni nostro sforzo.</p><p>Cosa vuol dire progresso? Costruire a Genova la <strong>“gronda”</strong>, una bretella autostradale con più di venti chilometri di gallerie? Forse per alcuni lo è, ma per me e tanti altri genovesi, no. Noi non crediamo che forare montagne per velocizzare il traffico sia di primaria importanza. Anzi, crediamo sia inutile e anche dannoso per la salute della natura (eccessiva cementificazione) e dell’uomo (polveri di amianto). Sono altre le priorità e a ricordarcelo ci hanno pensato l’acqua e il fango.</p><p>A noi piccoli e comuni cittadini, basterebbero progetti anche meno costosi e ambiziosi, ad esempio:</p><p>1) che il governo non tagliasse i fondi per la <strong>manutenzione del territorio</strong> e prendesse atto dei mutamenti climatici che obbligano a rendere le nostre città sicure in modi diversi da quelli attuali, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/carlo-petrini-i-carnefici-del-territorio/" target="_blank">come ci ricorda Carlo Petrini</a></span>.</p><p>2) che gli amministratori locali tenessero sempre in <strong>“sicurezza”</strong> (parola che piace tanto se si parla di zingari e clandestini) i propri terreni, i propri corsi d’acqua, i propri monti, che non lasciassero i pochi polmoni verdi cittadini abbandonati alla malasorte e che magari, in caso di previsioni meteorologiche preoccupanti, chiudessero anche le scuole.</p><p>Il <strong>progresso </strong>è tale se non dimentica nessuno. Della tecnologia al servizio del potere possiamo farne davvero a meno. <em>“A pensare a grandi cose, avremo sempre pronta una scusa per non fare nemmeno le piccole. Lo sai che cos’è questa Italia? Una pietra, se la lucidi diventa bella, ma se la lasci andare diventa una discarica.”</em> Mi diceva, dal basso della sua quinta elementare, un amico ignorante.</p><p><em>“Nel presente abbiamo posto le basi di possibili e future <strong>catastrofi</strong>”</em> sosteneva anche il regista russo Andrej Tarkovskij <em>“e noi, pur sapendolo, non facciamo nulla per evitarle. Sono i cosiddetti sani che hanno portato il mondo sull’orlo di una catastrofe.”</em></p><p>I miglioramenti vengono solo sbandierati. In realtà domina il massacro della natura. Conservatori e progressisti a darsele di santa ragione, ma entrambi uniti sotto la grande<strong> religione dell’economia</strong>: il paradiso a buon mercato offerto a tutti a patto di distruggere se stessi e la natura. <em>“E intanto la Terra scricchiola sotto i piedi.”</em> Diceva la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Ortese" target="_blank">Ortese</a></span>.</p><p>A noi piccoli e insignificanti cittadini non resta altro da fare che urlare un no all’assassinio della natura. Ma il nostro urlo resta in gola e ammutoliamo sgomenti, quando vediamo una <strong>bambina</strong> travolta da un fiume d’acqua e fango. Una bambina che, per il potente di turno, prende a esistere e ad avere un’identità solo quando muore in simili condizioni.</p><p>Oggi nella mia Genova, quella dove tanti stupendi ragazzi armati di pala sono andati volontariamente a togliere fango dalle strade, è stato decretato il <strong>lutto cittadino</strong> per ricordare i sei morti di questa alluvione. Si farà silenzio. Anche chi ha deciso di tagliare i fondi per la manutenzione del territorio, mi auguro faccia silenzio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/07/genova-vittima-di-un-progresso-sbagliato/168944/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>13</slash:comments> </item> <item><title>Se picchio mio figlio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/02/se-picchio-mio-figlio/154879/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/02/se-picchio-mio-figlio/154879/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Sep 2011 07:24:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Corriere Della Sera]]></category> <category><![CDATA[figli]]></category> <category><![CDATA[Isabella Bossi Fedrigotti]]></category> <category><![CDATA[violenza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=154879</guid> <description><![CDATA[Se tiro una sberla al figlio del mio vicino, il padre mi denuncia. Se tiro una sberla a mio figlio la faccio franca. Nell’uno e nell’altro caso un bambino subisce una violenza. “Ma una sberla non ha mai fatto male a nessuno e anzi, a volte è pure utile!” Ragionando in questo modo anche le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se tiro una sberla al figlio del mio vicino, il padre mi denuncia.<br /> Se tiro <strong>una sberla a mio figlio</strong> la faccio franca.<br /> Nell’uno e nell’altro caso un bambino subisce una violenza.</p><p><em>“Ma una sberla non ha mai fatto male a nessuno e anzi, a volte è pure utile!”</em></p><p>Ragionando in questo modo anche le percosse di un marito alla moglie potrebbero passare sotto silenzio: <em>“L’ho picchiata per il suo bene! Per farla crescere! Non vuol capire! Mi sfinisce!” </em>Allo stesso modo i <strong>poliziotti </strong>che irruppero nella scuola Diaz durante il G8 di Genova potrebbero dire: <em>“Le nostre erano sberle paterne! Erano ragazzetti da rimettere sulla retta via!”</em></p><p>Non credo esistano schiaffi di serie A e schiaffi di serie B. Certo, esistono violenze ripetute nel tempo e violenze saltuarie e la pena non può essere la stessa, ma <strong>l’atto umiliante e brutale</strong> resta. Se è segno di inciviltà picchiare un adulto, perché non dovrebbe esserlo il picchiare il proprio figlio? Per quale ragione un autoritarismo duro e brutale non dovrebbe essere sanzionato?</p><p>In un articolo, apparso ieri sul <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/agosto/31/divieto_scandinavo_troppo_co_9_110831025.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a></span></em>,<strong> Isabella Bossi Fedrigotti</strong> sostiene che la legge svedese, che sanziona con il <strong>carcere </strong>ogni violenza sui figli, è eccessiva e conclude chiedendosi se<em> “è giusto mandare in galera un padre o una madre che molla una sberla al figlio, quando, almeno da noi, in galera non ci vanno, a volte, nemmeno i veri assassini.”</em></p><p>Isabella Bossi Fedrigotti, però, dimentica che se un vero assassino a volte non finisce in galera è solo perché riesce a farla franca e non perché non ha commesso reato.</p><p>E’ vero, a volte può essere faticoso non farsi sfuggire una sberla quando nostro figlio ci fa perdere la pazienza, ma se crediamo nel<strong> rispetto della dignità umana</strong> come valore fondante dell’ esistenza nostra e dei nostri figli, sarà più difficile lasciarsi andare ad una violenza che non lascia vincitori sul campo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/02/se-picchio-mio-figlio/154879/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>562</slash:comments> </item> <item><title>La spazzatura</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/30/la-spazzatura/132855/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/30/la-spazzatura/132855/#comments</comments> <pubDate>Thu, 30 Jun 2011 17:37:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Lampedusa]]></category> <category><![CDATA[riciclo]]></category> <category><![CDATA[rifiuti]]></category> <category><![CDATA[spazzatura]]></category> <category><![CDATA[Thermo Poli Rock]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=132855</guid> <description><![CDATA[Un’azienda inglese ha inventato il Thermo Poli Rock: un materiale impermeabile e ignifugo per la creazione di pannelli da usare per costruire prefabbricati. Il Thermo Poli Rock è prodotto con il riutilizzo di rifiuti provenienti da discariche: vecchi televisori, cavi, sedie, tavoli e roba simile. Con prezzi contenuti la piccola ditta inglese è in grado...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un’azienda inglese ha inventato il <strong>Thermo Poli Rock</strong>: un materiale impermeabile e ignifugo per la creazione di pannelli da usare per costruire prefabbricati.</p><p>Il Thermo Poli Rock è prodotto con il<strong> riutilizzo di rifiuti </strong>provenienti da discariche: vecchi televisori, cavi, sedie, tavoli e roba simile.</p><p>Con prezzi contenuti la piccola ditta inglese è in grado di fornire abitazioni riciclando diciotto tonnellate di rifiuti per la realizzazione di ogni prefabbricato. La ditta, attraverso il recupero e la lavorazione dei rifiuti, ha creato anche nuovi posti di lavoro.</p><p>Una cosa meravigliosa, vero progresso.</p><p>A Lampedusa un <strong>amico maestro d’ascia</strong>, ha deciso di diminuire i desideri per dare più spazio al necessario. Un mattino si è svegliato e davanti allo specchio si è domandato:</p><p>- Pasquale, hai bisogno di una casa?<br /> - Si.<br /> - Soldi ne hai per comperarla?<br /> - No.<br /> - E allora?<br /> - E allora, voglio proprio vedere cosa riesco a fare con le tasche vuote.</p><p>Un pezzettino di terra lo aveva, doveva solo recuperare il materiale per costruire una casa. Ma il materiale costava e così gli venne in mente di <strong>unire due necessità</strong>: togliere la spazzatura dalla sua isola e nello stesso tempo farsi una casa.</p><p>Andò così nelle discariche e recuperò blocchi di cemento di case abbattute, mattonelle ancora in buone condizioni, pavimenti, lavandini e rubinetti. Li portò nel suo piccolo terreno e con santa pazienza, li ripulì. Impianti sanitari, idraulici e rivestimenti non erano più un problema.</p><p>Poi fece il giro delle spiagge e raccolse le bottiglie di vetro e le cicche “dimenticate” dai turisti. A bordo della sua Vespa 50 portò questa spazzatura nei suoi 500 metri quadri di terreno e lì riempì le bottiglie con le cicche. Unì anche della sabbia per renderle più compatte, quindi le infilò nel cemento con cui tirò su la casa. Una volta chiusa là dentro, la spazzatura, <strong>non si vedeva più</strong>.</p><p>L’unica cosa che oggi si vede ancora sono i pezzettini di vetro che impastò con l’intonaco, ma quelli sono belli perché con il sole o con la luna la casa brilla tutta.<strong> Sembra dorata</strong>.</p><p>Eppure per molti il mio amico lampedusano è una specie di pazzo mentre per me è un <strong>genio innovatore</strong> che per necessità di sopravvivenza va davvero controcorrente. Si, è un innovatore! È uno che per necessità rivoluziona il nostro modo di vedere le cose.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/30/la-spazzatura/132855/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>18</slash:comments> </item> <item><title>Alemanno, i campi rom e i diritti negati</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/11/campi-rom-alemanno-come-dio/110390/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/11/campi-rom-alemanno-come-dio/110390/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 May 2011 06:52:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Alemanno]]></category> <category><![CDATA[nomadismo]]></category> <category><![CDATA[rom]]></category> <category><![CDATA[sinti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=110390</guid> <description><![CDATA[Per l’ultimo sgombero Alemanno ha fatto scrivere un “no” in rosso sulle case-baracche dei rom con bambini in età scolare: queste non dovranno essere toccate. Almeno fino a giugno quando le scuole termineranno. Il provvedimento è stato attuato per salvaguardare i bambini rom che potranno così continuare ad andare a scuola. Il resto delle case-baracche...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p><p>Per l’ultimo sgombero Alemanno ha fatto scrivere un “no” in rosso sulle case-baracche dei rom con bambini in età scolare: queste non dovranno essere toccate. Almeno fino a giugno quando le scuole termineranno. Il provvedimento è stato attuato per salvaguardare i bambini rom che potranno così continuare ad andare a scuola. Il resto delle case-baracche è stato abbattuto dalle ruspe che sono passate sopra a tutto ciò che gli abitanti non sono riusciti a portar via.  I rom senza casa, costretti al nomadismo, si sono <strong>dispersi chissà dove</strong>. Nel campo, ridotto ora a un cumulo di macerie, sono rimaste in piedi solo alcune baracche.</p><p>L’accaduto, con le debite distanze, mi ricorda un passo della Bibbia in cui Dio disse agli israeliti di tingere, con il sangue degli agnelli, le porte di casa per distinguerle da quelle degli egiziani perché nella notte sarebbe passato l’angelo della morte a uccidere i primigeniti.</p><p>Nel caso di Alemanno, invece, il segno rosso salva i bambini lasciandogli un tetto sulla testa.</p><p>E’ vero, ognuno è libero di scegliere il proprio modello: il sindaco di Roma ha scelto Dio.</p><p>Non mi interessa comunque fare ironia, perché voglio prendere spunto da questo sprezzante episodio per parlare ancora una volta di <strong>diritti negati</strong> a rom e sinti.</p><p>Gli italiani di etnia rom e i sinta ci sono, che fare per favorirne l’interazione? Sì, italiani di etnia rom e sinta perché il 70% dei residenti nel nostro Paese lo sono. Esattamente come gli italiani di etnia ebraica.</p><p>Se si vuole ricevere il rispetto di regole si devono dare diritti: gli stessi che hanno gli altri italiani. Nessun non zingaro vive in campi nomadi. Qualche disinformato, tanto di destra quanto di sinistra, obietterà che gli “zingari” sono nomadi. Nessun antropologo al mondo vi darà ragione. Se hanno viaggiato per anni, è solo perché la loro è una storia simile a quella del popolo ebraico che fu <strong>costretto alla fuga</strong> a causa delle continue persecuzioni. E’ possibile che qualcuno abbia notizie più fresche delle mie sul nomadismo degli “zingari”, ma sappia che si trova in buona compagnia: per i medici nazisti gli “zingari” erano portatori del terribile <em>Wandertrieb</em>, ovvero del gene dell’istinto al nomadismo.</p><p>Quindi i rom e i sinti non sono nomadi.</p><p>Come tutti vorrebbero delle case e se a volte preferiscono restare nei campi nomadi è solo per paura. Il sentimento che prevale tra i rom e i sinti nei nostri confronti è quello di <strong>paura</strong>, come ben sa chi li frequenta. La paura di essere aggrediti, discriminati, odiati, disprezzati. E’ la loro storia a condurli verso un atteggiamento guardingo nei nostri confronti. Chi avesse voglia di approfondire il tema può farlo attraverso i libri che raccontano le persecuzioni subite da rom e sinti.</p><p>La paura regola la loro quotidianità, tanto da fargli preferire il campo nomadi a una casa. La loro situazione è simile a quella di tutti gli immigrati, italiani compresi, che pur sapendo di condividere lo spazio con persone che delinquono, preferiscono quella realtà al rischio di finire in un condominio abitato da <strong>gente che li odia</strong>. E’ fuori dubbio che nessuno accoglierebbe volentieri degli “zingari” nel proprio caseggiato.</p><p>La prima cosa da fare oggi è smantellare i campi nomadi regolari e distribuire i rom e i sinti di etnia italiana in appartamenti ubicati nello stesso quartiere. Questo permetterebbe loro di non distruggere le relazioni già esistenti con i non zingari e ai bambini di continuare a frequentare le stesse scuole.</p><p>Si dirà: “Eh, sì a loro la casa e a noi no!”</p><p>Giusto, ma se questi sono cittadini italiani e vengono sfrattati (perché lo sgombero equivale a uno sfratto) hanno diritto a ricevere un alloggio, come chiunque altro. Dare questo diritto significa potere, poi, <strong>esigere il rispetto delle regole</strong>. Altrimenti perché dovrebbero rispettare le regole degli italiani che vengono costretti a vivere tra i topi e in prossimità delle discariche?</p><p>Si riceve rispetto se si da rispetto. Si riceve civiltà se si da civiltà.</p><p>E se gli “zingari” non ci sono simpatici, pazienza perché i diritti non si concedono solo agli amici o a quelli col portafoglio gonfio. La civiltà non fa preferenze in termini di diritti. O almeno non dovrebbe.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/11/campi-rom-alemanno-come-dio/110390/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>38</slash:comments> </item> <item><title>Tra le macerie dell&#8217;Aquila</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/26/tra-le-macerie-dellaquila/107121/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/26/tra-le-macerie-dellaquila/107121/#comments</comments> <pubDate>Tue, 26 Apr 2011 11:18:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Casa dello Studente]]></category> <category><![CDATA[l'Aquila]]></category> <category><![CDATA[studenti]]></category> <category><![CDATA[terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=107121</guid> <description><![CDATA[La memoria guarda avanti e porta con se lo sguardo mite degli ultimi: degli studenti universitari fuori sede morti a l’Aquila a causa del terremoto. Ma chi oggi ha interesse a ricordare o a recuperare ciò che è rimasto dopo che tanti hanno banchettato? Vorrei lasciare questo spazio a una lettera che mi è appena giunta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La memoria guarda avanti e porta con se lo sguardo mite degli ultimi: degli studenti universitari  fuori sede morti a <strong>l’Aquila </strong>a causa del terremoto. Ma chi oggi ha interesse a ricordare o a  recuperare ciò che è rimasto dopo che tanti hanno banchettato? Vorrei lasciare questo spazio a una lettera che mi è appena giunta invitandoci a non dimenticare quegli studenti morti durante il terremoto del 6 aprile 2009.</p><p><em>“…gli </em>ultimi<em>.</em><br /> <em>Gli ultimi sono i primi</em><br /> <em>a restare vuoti</em><br /> <em>a perdere</em><br /> <em>il cammino per ottenere giustizia</em><br /> <em>è cemento che crolla sempre</em><br /> <em>carne schiacciata</em><br /> <em>morso sul collo</em></p><p><em>c&#8217;è una piccola associazione<br /> di ultimi<br /> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.avus6aprile2009.it/" target="_blank">www.avus6aprile2009.it<br /> </a></span>che raccoglie i genitori di studenti universitari fuori sede morti a L&#8217;Aquila,<br /> per sostenere un esame, seguire una lezione.<br /> Ultimi perché inascoltati<br /> umiliati da leggi farsa<br /> dimenticati.”</em></p><p>Ricordare affinché  il<strong> processo breve</strong> non finisca col togliere ai genitori dei ragazzi morti la legittima voglia di giustizia.<br /> Valori come la verità e la giustizia si difendono solo con la memoria.</p><p><em>“I nostri figli<br /> non possono essere resti<br /> i nostri figli<br /> mai sotto i resti<br /> i nostri figli.”</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/26/tra-le-macerie-dellaquila/107121/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Rom e sinti, alle parole non seguono i fatti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/rom-e-sinti-alle-parole-non-seguono-i-fatti/103835/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/rom-e-sinti-alle-parole-non-seguono-i-fatti/103835/#comments</comments> <pubDate>Tue, 12 Apr 2011 07:20:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Integrazione]]></category> <category><![CDATA[lingua]]></category> <category><![CDATA[minoranze]]></category> <category><![CDATA[rom]]></category> <category><![CDATA[sinti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=103835</guid> <description><![CDATA[I nostri occhi scuri, i vostri chiari. Con i vostri chiari, voi vedete il mondo come noi. E noi, con i nostri occhi scuri, lo vediamo come voi. Papusza Non c’è nessuno Che capisca la mia lingua. Quando dico bianco capiscono nero, quando dico la verità capiscono menzogna. Ho ragionato a lungo E ho imparato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I nostri occhi scuri,<br /> i vostri chiari.<br /> Con i vostri chiari,<br /> voi vedete il mondo<br /> come noi.<br /> E noi,<br /> con i nostri occhi scuri,<br /> lo vediamo come voi.<br /> <em>Papusza</em></p><p>Non c’è nessuno<br /> Che capisca la mia lingua.<br /> Quando dico bianco<br /> capiscono nero,<br /> quando dico la verità<br /> capiscono menzogna.<br /> Ho ragionato a lungo<br /> E ho imparato le loro parole.<br /> Ma non mi capiscono ancora.<br /> <em>Tosen Ramar </em></p><p>Noi zingari abbiamo una sola religione:<br /> la libertà.<br /> In cambio di questa rinunciamo<br /> alla ricchezza e al potere,<br /> alla scienza e alla gloria.<br /> Viviamo ogni giorno come se fosse l&#8217;ultimo.<br /> Quando si muore, si lascia tutto:<br /> un miserabile carrozzone come un grande impero.<br /> E noi crediamo che in quel momento<br /> sia molto meglio essere stati zingari che re.<br /> Noi non pensiamo alla morte.<br /> Non la temiamo. Ecco tutto.<br /> Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno<br /> le piccole cose che la vita ci offre<br /> e che gli altri uomini non sanno apprezzare:<br /> una mattina di sole,<br /> un bagno nella sorgente,<br /> lo sguardo di qualcuno che ci ama.<br /> E&#8217; difficile capire queste cose, lo so.<br /> Zingari si nasce.<br /> Si raccontano strane storie sugli zingari.<br /> Si dice che leggano l&#8217;avvenire nelle stelle<br /> e che possiedano il filtro dell&#8217;amore.<br /> La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.<br /> Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.<br /> La nostra è una vita semplice, primitiva.<br /> Ci basta avere<br /> per tetto il cielo,<br /> un fuoco per riscaldarci<br /> e le nostre canzoni quando siamo tristi.<br /> <em>Vittorio Mayer Pasquale<br /> </em><br /> Il 8 aprile si è celebrata la <strong>Giornata Internazionale dei Diritti del Popolo Rom e Sinti</strong>. Mi piace ricordarla con i versi di alcuni loro poeti. Due anni fa il vice Presidente della Camera on. Maurizio Lupi, dichiarò:</p><p><em>“Vedo possibili ambiti di confronto politico e di costruzione comune nel luogo principe del confronto politico che è il Parlamento. Primo, quello relativo all’individuazione di condizioni basilari di<strong> inserimento delle minoranze rom e sinte</strong> nei contesti residenziali, lavorativi, sociali e sanitari che garantiscano loro una dignità di condizioni di vita, ed alimentino nella collettività una percezione positiva della loro presenza sul territorio.<br /> In secondo luogo quello relativo ad un percorso teso al <strong>riconoscimento dello status di minoranze linguistiche </strong>ribadendone in tal modo la titolarità a particolari forme di tutela. In terzo luogo quella di un’azione informativa conoscitiva ed educativa a vasto raggio, attraverso cui alimentare una diffusa consapevolezza che grazie al miglioramento delle condizioni di vita e di interazione di questa etnia con la società italiana è possibile innescare circuiti virtuosi di rispetto reciproco e di pacifica convivenza sociale.”<br /> </em><br /> A, quelle parole, pronunciate alla Camera dei Deputati (Sala del Mappamondo) davanti a centinaia di rom e sinti arrivati da ogni parte d’Italia, <strong>non sono ancora seguiti fatti</strong>. I rom e i sinti continuano a vivere in orribili campi nomadi e non sono ancora stati riconosciuti minoranze linguistiche al pari degli occitani piemontesi o dei catalani di Alghero.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/rom-e-sinti-alle-parole-non-seguono-i-fatti/103835/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>22</slash:comments> </item> <item><title>Una via d’uscita</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/24/una-via-d%e2%80%99uscita/99775/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/24/una-via-d%e2%80%99uscita/99775/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 Mar 2011 18:21:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[immigrati]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[Lampedusa]]></category> <category><![CDATA[razzismo]]></category> <category><![CDATA[rom]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=99775</guid> <description><![CDATA[E’ possibile intravedere una via d’uscita tra il sesso o il non sesso di Berlusconi con Ruby e l’arroganza dei potenti, tra gli inviti alla delazione del sindaco leghista di San Martino dall’Argine e l’auto esaltazione di Giancarlo Gentilini che si vanta di avere bruciato due campi nomadi, tra la “cattiveria” invocata da Maroni contro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E’ possibile intravedere una <strong>via d’uscita</strong> tra il sesso o il non sesso di Berlusconi con Ruby e l’arroganza dei potenti, tra gli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/il-comune-di-san-martino-dallargine-mantova-invita-la-popolazione-a-denunciare-i-clandestini-157353/" target="_blank">inviti alla delazione</a></span> del sindaco leghista di San Martino dall’Argine e l’auto esaltazione di Giancarlo Gentilini che <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2011022317977960-1" target="_blank">si vanta di avere bruciato due campi nomadi</a></span>, tra la “cattiveria” invocata da Maroni contro i clandestini e il massacro operato dal governo alla Cultura, tra il Comune di Coccaglio che <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/natale-a-coccaglio/natale-a-coccaglio/natale-a-coccaglio.html" target="_blank">ha inneggiato a un Natale senza extracomunitari</a></span> e le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/cronache/200712articoli/28374girata.asp" target="_blank">panchine anti-barbone di Verona</a></span>, tra gli slogan: <em>“Sì alla polenta, no al cous-cous” </em>e gli insulti ai calciatori con la pelle nera, tra i calci dati da “civili italiani” ad una ragazza rom incinta e i centralini anticlandestini di Cantù, tra i rifiuti del barista romano a servire un senegalese e il raddoppio del costo del caffè per clienti rom, tra gli striscioni che negano la Shoa e la nascita su Facebook del gruppo denominato: <em>“Immigrati clandestini: torturarli! E’ legittima difesa”</em>?</p><p>Esiste una possibilità in questo Paese di <strong>sperare </strong>ancora?</p><p>Malgrado tutto, io credo di sì. A dare speranza non sono i grandi cambiamenti, ma gli<strong> appena-appena</strong>, ovvero quelle piccole scintille di umanità che fanno ancora respirare. Quelle personali assunzioni di responsabilità che fanno credere in possibili e futuri cambiamenti. Questi appena-appena, operati da silenziosi cittadini, rappresentano il meglio di questo Paese.</p><p>Provate a guardare questo video in cui <strong>un’Italia migliore </strong>ancora resiste. Forse i protagonisti non cambieranno il mondo, ma il giorno della loro morte potranno affermare con certezza di non essere stati dalla parte di chi ha sporcato questo Paese.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/NCT-TOIxoFM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/24/una-via-d%e2%80%99uscita/99775/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>Lampedusa controil razzismo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/03/lampedusa-contro-il-razzismo/94941/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/03/lampedusa-contro-il-razzismo/94941/#comments</comments> <pubDate>Thu, 03 Mar 2011 08:57:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[accoglienza]]></category> <category><![CDATA[immigrazione]]></category> <category><![CDATA[Lampedusa]]></category> <category><![CDATA[turismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=94941</guid> <description><![CDATA[“Andare in vacanza a Lampedusa è uno schiaffo al razzismo!” E’ questo il motto che i ragazzi dell’associazione Askavusa di Lampedusa stanno portando avanti in questi giorni. La parte migliore di quest’isola si sta chiedendo come unire la tradizione di accoglienza che ha sempre contraddistinto Lampedusa, senza perdere turisti. Come rispondere a chi disdice la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Andare in vacanza a  Lampedusa è uno schiaffo al razzismo!</em>”</p><p>E’ questo il motto che i ragazzi dell’associazione Askavusa di Lampedusa stanno portando avanti in questi giorni. La parte migliore di quest’isola si sta chiedendo come unire la tradizione di accoglienza che ha sempre contraddistinto Lampedusa, senza perdere turisti. Come rispondere a chi disdice la vacanza per paura di ritrovarsi in un paese afflitto dai problemi di un’immigrazione clandestina selvaggia e di “proporzioni catastrofiche” come ripete il ministro Maroni?</p><p>I ragazzi di Lampedusa hanno provato a lanciare un’idea: urlare il loro no all’immagine di una terra depressa e sconfitta dall’immigrazione. E per farlo sono andati a ripescare il loro passato di grande apertura. Sono andati a recuperare le loro <strong>radici culturali</strong>. A Lampedusa c’è un Santuario che in passato veniva usato tanto dai cristiani quanto dai musulmani per pregare e nessuno vi trovava contraddizione. A Lampedusa ognuno che vi è passato ha lasciato le proprie tracce rendendo più affascinante e magico il clima che pervade questo avamposto d’Italia. E’ questa <strong>storia di accoglienza</strong> a rendere l’isola un vero posto moderno. Lampedusa è ricca della sua apertura tanto al turista quanto al profugo in difficoltà. Chi l’ha detto che accoglienza, solidarietà, empatia non possono andare d’accordo con il turismo? L’invito proposto dagli amici lampedusani è quello di andare sulla loro isola e scoprire, a fianco delle belle spiagge, le ancora più splendide caratteristiche umane dei suoi abitanti. Ci si potrà così innamorare della natura e dell’energia che questa scheggia di Mediterraneo emana attraverso una gioventù vivace, attiva e soprattutto umana.</p><p>L’urlo che arriva dai ragazzi di Lampedusa, è un bel messaggio di speranza per un futuro liberato da paure.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/03/lampedusa-contro-il-razzismo/94941/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>E’ più facile educare un cagnolino che un rom</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/e%e2%80%99-piu-facile-educare-un-cagnolino-che-un-bimbo-rom/91073/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/e%e2%80%99-piu-facile-educare-un-cagnolino-che-un-bimbo-rom/91073/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Feb 2011 16:43:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[genicidio rom]]></category> <category><![CDATA[nazismo]]></category> <category><![CDATA[olocausto]]></category> <category><![CDATA[rom]]></category> <category><![CDATA[tiziana maiolo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=91073</guid> <description><![CDATA[Stavo scrivendo alcune righe sulla morte dei bambini rom a Roma, quando mi è arrivata notizia di ciò che ha detto Tiziana Maiolo, portavoce di Futuro e Libertà, durante un&#8217;intervista a Radio24. “E’ più facile educare un cagnolino che un bambino rom.” “Tutte le etnie sono integrabili tranne i rom.” “I rom non vogliono assolutamente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Stavo scrivendo alcune righe sulla morte dei bambini rom a Roma, quando mi è arrivata notizia di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/rom-tiziana-maiolo-si-dimette-da-portavoce-fli-milano" target="_blank">ciò che ha detto Tiziana Maiolo</a></span>, portavoce di Futuro e Libertà, durante un&#8217;intervista a Radio24.</p><p>“<em>E’ più facile educare un cagnolino che un bambino rom.</em>”</p><p>“<em>Tutte le etnie sono integrabili tranne i rom.</em>”</p><p>“<em>I rom non vogliono assolutamente lavorare.</em>”</p><p>“<em>A noi ci odiano e pensano soltanto a sfruttarci.</em>”</p><p>“<em>Non hanno il senso dell’igiene.</em>”</p><p>“<em>Fanno i bambini perché li mandano a rubare.</em>”</p><p>“<em>In molti casi avviano i bambini alla prostituzione minorile.</em>”</p><p>Ho lasciato la penna sul tavolo e sono uscito di casa. Sono andato al campo nomadi della mia città. Ho bussato alla roulotte di un mio caro amico, insieme abbiamo preso un caffè poi abbiamo raggiunto i bambini e i ragazzi del campo che stanno preparando lo spettacolo che terranno sabato a Palazzo Ducale di Genova. E’ un lavoro dedicato al <strong>genocidio dei rom durante il nazismo</strong>. Il titolo è “L’olocausto dimenticato.”</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/e%e2%80%99-piu-facile-educare-un-cagnolino-che-un-bimbo-rom/91073/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>614</slash:comments> </item> <item><title>A proposito del Giorno della Memoria</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/25/a-proposito-del-giorno-della-memoria/88234/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/25/a-proposito-del-giorno-della-memoria/88234/#comments</comments> <pubDate>Tue, 25 Jan 2011 11:13:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[medici]]></category> <category><![CDATA[nazisti]]></category> <category><![CDATA[norimberga]]></category> <category><![CDATA[olocausto]]></category> <category><![CDATA[processo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=88234</guid> <description><![CDATA[1946. La guerra è oramai finita da quasi un anno e i più famosi medici tedeschi che hanno appoggiato la politica genocida nazista riprendono la loro attività. Fritz Lenz: medico. Uno dei principali ideologi del programma nazista di “Igiene razziale” e fautore della sterilizzazione, viene nominato professore all’Università di Göttingen. Otmar Von Verschuer: medico genetista direttore dell’Istituto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold;">1946</span>.<span style="font-weight: normal;"> L</span>a guerra è oramai finita da quasi un anno e i più famosi medici tedeschi che hanno appoggiato la politica genocida nazista riprendono la loro attività.</p><p><strong>Fritz Lenz</strong>: medico. Uno dei principali ideologi del programma nazista di “Igiene razziale” e fautore della sterilizzazione, viene nominato professore all’Università di Göttingen.</p><p><strong>Otmar Von Verschuer</strong>: medico genetista direttore dell’Istituto di Antropologia, Eredità umana e Genetica a Berlino, portò avanti ricerche sui gemelli con organi umani, inviatigli dal suo allievo dottor Joseph Mengele, provenienti dal lager di Auschwitz. Terminata la guerra conserva il suo posto di professore all’Università di Münster.</p><p><strong>Karl Heinze</strong>:<strong> </strong>medico, direttore dell’Istituto Statale di Golden al cui interno un reparto infantile pratica l’eutanasia, la morte pietosa, di bambini disabili. Terminata la guerra viene nominato direttore di un istituto pediatrico in Germania Ovest.</p><p><strong>1947</strong>. Durante il “processo ai medici” di Norimberga, il dottor <strong>Karl Brandt</strong> principale imputato, medico personale di Hitler, generale di divisione delle SS, nonché plenipotenziario del Reich per l’Igiene e la Sanità, basa la sua linea difensiva dichiarando che le teorie naziste in merito alla soppressione di disabili erano basate su quelle statunitensi. Cita a tal proposito il medico americano <strong>Madison Grant</strong>, che dichiara: <em>“Una selezione severa per lo sterminio dei deficienti, degli incapaci, in altre parole della feccia della società, ci permetterebbe di liberarci degli elementi indesiderabili che popolano le nostre prigioni e i nostri ospedali”</em>.</p><p><strong>1959</strong>. ll dottor <strong>Albert Hegnauer</strong> negli annali della New York Academy of Sciences scrive che gli esperimenti nazisti sulla resistenza dell’uomo a basse temperature rappresentano importanti fonti di informazione scientifica.</p><p><strong>1980</strong>. Negli Stati Uniti è il New York Times rivela che in Virginia tra il 1927 e il 1972 sono state sterilizzate 1300 donne giudicate dal medico curante <em>“affette da turbe mentali”</em>.</p><p><strong>1988</strong>. E’ resa pubblica la notizia che in diverse facoltà di medicina tedesche si usano a scopi didattici reperti anatomici provenienti da vittime dell’olocausto.</p><p><em>I dati sono estratti dall’interessante libro </em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=230.70" target="_blank">In nome di Ippocrate</a></span><em> di Raffaella De Franco.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/25/a-proposito-del-giorno-della-memoria/88234/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>21</slash:comments> </item> <item><title>Vivere sotto un ponte</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/22/vivere-sotto-un-ponte/82893/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/22/vivere-sotto-un-ponte/82893/#comments</comments> <pubDate>Wed, 22 Dec 2010 17:55:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[rom]]></category> <category><![CDATA[senzatetto]]></category> <category><![CDATA[teatro ipotesi]]></category> <category><![CDATA[zingari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=82893</guid> <description><![CDATA[Gli Stati si impegnano ad assicurare al fanciullo la protezione e le cure necessarie al suo benessere (Convenzione sui diritti dell’infanzia) La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. (Articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) Li vidi sul greto del fiume. Pescavano. Erano bambini dolcissimi. Malgrado tutto. Li raggiunsi. Erano...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli Stati si impegnano ad assicurare al fanciullo la protezione e le cure necessarie al suo benessere</strong> (<em>Convenzione sui diritti dell’infanzia</em>)<strong></strong><br /> <strong>La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza.</strong> (<em>Articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani</em>)</p><p>Li vidi sul greto del fiume. Pescavano.<br /> Erano bambini dolcissimi. Malgrado tutto.<br /> Li raggiunsi.<br /> Erano un maschio e una femmina: Alin e Mari. Lui avrà avuto dieci anni e lei otto.<br /> Erano seduti su due sassi. Alin reggeva tra le mani una canna da pesca. Mari gli stava accanto.<br /> Erano fermi, immobili. Davanti a loro il fiume e sulla riva opposta i palazzoni di un quartiere popolare.</p><p>Li salutai e sedetti vicino.<br /> Ero di lato e riuscivo a vederli solo di profilo. Pelle e capelli scuri. Bellissimi, come lo sono tutti i bambini di tutte le razze.</p><p>“E’ molto che hai imparato a pescare?” Chiesi ad Alin.<br /> “No, è poco. Da quando sono qui.”<br /> “E la canna di chi è?”<br /> “L’ho trovata. Un giorno c’era un signore che stava pescando qui vicino e a un certo punto si è arrabbiato. Ha preso la canna e l’ha buttata via. Per fortuna non nell’acqua. Tanto ne aveva altre e ha continuato a pescare con quelle. Io lo guardavo da lontano e lui non mi ha visto. Quando se n’è andato gli ho preso la canna che aveva buttato. Adesso ci pesco io.”<br /> “E ne prendi di pesci?”<br /> “Si, ogni tanto. Papà è più bravo.”<br /> “E tu non peschi?” Provai a rivolgermi alla piccola Mari.<br /> “No.”<br /> “Però ti piace stare qui con Alin?”<br /> “Si.”<br /> La vedevo ripararsi continuamente gli occhi con le mani e così le chiesi se le desse fastidio il sole. Fu Alin a rispondere per lei: “Ha una malattia agli occhi e quando c’è il sole vede poco.”</p><p>Restammo in silenzio a fissare lo scorrere del fiume.</p><p>Fu Alin il primo a parlare.<br /> “Anche tu abiti in questa città?”<br /> ”No, sono di Genova.”<br /> “La città del Genoa e della Sampdoria?”<br /> “Si,” risi “proprio quella. Le hai mai viste giocare?”<br /> “No. Ma so che ci sono.”<br /> Alin tirò a secco la lenza e prendendo l’amo tra le dita sorrise.<br /> “Se l’è mangiata.”<br /> “Cosa gli dai?”<br /> “Non lo so. E’ una roba rossa che prepara papà.”<br /> “E i pesci che peschi li mangi?”<br /> “Si, li prepara la mamma.”<br /> “E li cucina bene?”<br /> Questa volta fu Mari a rubare il tempo al fratello: “Si, cucina bene. Ma adesso dobbiamo andare. Dobbiamo fare i compiti. Su, Alin andiamo nella nostra villa.”<br /> “Nella vostra villa?” Domandai stupito.<br /> “Si, nella nostra villa. Anche se in questi giorni c’è un po’ tanto rumore. Abbiamo i muratori in casa. Guarda, ce la stanno aggiustando.” E indicò qualcosa alle mie spalle. Mi voltai. Vidi un ponte e sopra degli operai del Comune che stavano rifacendo il manto stradale. Sotto quel ponte e vicino all’acqua mi parve di intravedere come un materasso, un paio di sedie e del fumo proveniente da un fuoco.<br /> “Su, andiamo, Alin.”<br /> “Sì, andiamo Mari.”</p><p>Alin e Mari vivevano sotto un ponte e pochi mesi prima avevano visto morire, in un incendio divampato sotto un altro ponte, il loro cuginetto Mangji. A distanza di mesi da quella morte, nulla era cambiato nelle vite di quei due bambini se non il numero dei cugini ancora in vita.<br /> Questo episodio, che ho voluto inserire nel mio spettacolo <em>Non chiamarmi zingaro</em>, accadde pochi anni fa in una tranquilla città italiana.</p><p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.teatroipotesi.org/" target="_blank">www.teatroipotesi.org</a></span></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/22/vivere-sotto-un-ponte/82893/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>50</slash:comments> </item> <item><title>I rom lo fanno vomitare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/03/i-rom-lo-fanno-vomitare/80081/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/03/i-rom-lo-fanno-vomitare/80081/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Dec 2010 08:29:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[razzismo]]></category> <category><![CDATA[rom]]></category> <category><![CDATA[Tobias Portschy]]></category> <category><![CDATA[Vittorio Aliprandi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=80081</guid> <description><![CDATA[I rom lo fanno “proprio vomitare” e gli fanno venir voglia di “prenderli a calci”. Così il consigliere comunale di Padova, Vittorio Aliprandi, che, sulla sua pagina di Facebook, prosegue: “Non ho mai conosciuto dei rom che volessero integrarsi, se lo fanno è per fregare i bambini, bisogna toglierli alle famiglie appena nati se li...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p><p>I rom lo fanno “proprio vomitare” e gli fanno venir voglia di “<em>prenderli a calci</em>”. Così il consigliere comunale di Padova, <strong>Vittorio Aliprandi</strong>, che, sulla sua pagina di Facebook, prosegue: “<em>Non ho mai conosciuto dei rom che volessero integrarsi, se lo fanno è per fregare i bambini, bisogna toglierli alle famiglie appena nati se li vuoi cambiare…</em>”</p><p>L’autore, a scusante, definisce le sue dichiarazioni: “<em>delle goliardate</em>”. Se lo dice, perché non credergli? Ma è anche vero che una persona che ha in odio il razzismo mai farebbe goliardate su certi argomenti. Tuttavia è possibile che io sbagli a malignare e per fugare ogni dubbio mi piacerebbe sapere cosa pensa Aliprandi  della lettera che, nel 1938, il Governatore della Stiria, <strong>Tobias Portschy</strong>, indirizzò al ministro nazista Lammers:</p><p>&#8220;<em>Per ragioni di salute pubblica e, in particolare, per la dose di accentuata ereditarietà a cui gli zingari sono notoriamente soggetti, (perchè essi costituiscono un gruppo di criminali inveterati che in seno al nostro popolo non sono altro che parassiti), conviene impedir loro di riprodursi, e sottometterli all&#8217;obbligo dei lavori forzati.</em></p><p><em>Gli argomenti a favore di una sterilizzazione zingara possono essere tacitamente sviluppati al punto di arrivare, con la sola legge per la profilassi contro la progenitura portatrice di malattie ereditarie, a prendere misure efficaci contro l&#8217;accrescersi della polluzione zigana. Dobbiamo servirci arditamente e senza reticenze di questa legge. Almeno, non daremo modo alla stampa straniera di lanciare alte grida, per la buona ragione che potremo sempre sostenere che questa legge per la profilassi contro la primogenitura portatrice di malattie ereditarie, è altrettanto valida per i cittadini del Reich tedesco. Così, i principi dei paesi democratici, secondo cui tutti devono essere uguali davanti alla legge, saranno pienamente rispettati.</em></p><p><em>In conformità del principio che in uno Stato dagli elevati costumi, e in particolare nel Terzo Reich, può soltanto vivere colui che lavora e che produce </em>&#8220;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/03/i-rom-lo-fanno-vomitare/80081/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>440</slash:comments> </item> <item><title>Il vero nemico</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/il-vero-nemico/79544/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/il-vero-nemico/79544/#comments</comments> <pubDate>Tue, 30 Nov 2010 14:04:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Chiesa]]></category> <category><![CDATA[generalizzazione]]></category> <category><![CDATA[preti pedofili]]></category> <category><![CDATA[responsabilità]]></category> <category><![CDATA[rispetto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=79544</guid> <description><![CDATA[“Buttiamo a mare i preti (con macina d’asino al collo).” “La pedochiesa.” “Vorrei i preti giudicati a Norimberga.” Così recitava un commento a un mio precedente post su dei politici che in una chiesa di Monaco avevano ruttato e bestemmiato. Non voglio replicare a queste affermazioni, ma soltanto prenderne spunto perché credo che la generalizzazione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>“Buttiamo a mare i preti (con macina d’asino al collo).”</em> <em>“La pedochiesa.” “Vorrei i preti giudicati a Norimberga.”<br /> </em>Così recitava un commento a un mio <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/rutti-parolacce-e-una-bestemmia-in-chiesa/77738/" target="_blank">precedente post</a> su dei politici che in una chiesa di Monaco avevano ruttato e bestemmiato.</p><p>Non voglio replicare a queste affermazioni, ma soltanto prenderne spunto perché credo che la <strong>generalizzazione </strong>sia il nemico che tutti noi dovremmo combattere. Ogni violenta e volgare generalizzazione legittima ciascuno di noi a sostenere le teorie più assurde e pericolose: <em>“Tutti gli extracomunitari sono delinquenti e sfaticati”</em>, <em>“Tutti gli zingari rubano”</em>, <em>“Tutti i preti sono pedofili”, “Tutti i meridionali sono mafiosi”</em>, <em>“Tutti gli studenti che in questi giorni protestano, lo fanno perché non hanno voglia di studiare”</em>.</p><p>E’ incivile e ingiusta ogni generalizzazione.</p><p>Esiste la <strong>responsabilità individuale</strong>.</p><p><em>“Perché</em> - mi diceva un amico romeno &#8211; <em>io devo portare avanti una battaglia non mia? Io non rappresento la totalità dei romeni in Italia. Io rappresento solo me stesso e non i romeni delinquenti. Io vado valutato solo per ciò che faccio o non faccio io.”</em></p><p>Non mi interessa prendere le parti della Chiesa, ma è certo che <strong>ogni comunità</strong> di persone ha nella propria storia infiniti elenchi di nefandezze. Non per questo riteniamo tutti i tedeschi nazisti e tutti gli italiani fascisti e tutti gli arabi attentatori. O almeno, io non lo ritengo.</p><p>Così anche la Chiesa cristiana ha una storia piena di orrori: dall’Inquisizione al rogo di Savonarola e a tanto altro fino alle Ss di Dio in periodo nazista, ma è anche vero che della Chiesa hanno fatto parte anche tanti <strong>preti e pastori finiti nei lager nazisti</strong> per essersi opposti al regime hitleriano. Ed è anche vero che oggi ci sono preti come <strong>don Gallo </strong>e come lui tanti altri, che non possono essere inclusi in un generico disprezzo per “i preti”.</p><p>Ripeto, non è della Chiesa che mi interessa parlare, ma di ogni generalizzazione. Il generalizzare porta sempre ad un’assoluta <strong>mancanza di rispetto</strong>. Quel rispetto che tutti noi chiediamo e per cui davvero tutti dovremmo combattere. Si può e si deve essere duri nel prendere posizione e, al tempo stesso, portare avanti il nostro principio di rispetto. Se il rispetto dell’altro da me è un principio fondante della mia vita, non è perché qualcuno lo trasgredisce che smetto anch’io di rispettare.</p><p>Dobbiamo provare a considerare la generalizzazione e la mancanza di rispetto nei confronti di un essere umano o di una comunità di persone come un oltraggio alla nostra stessa persona. Se continueremo a ragionare per generalizzazioni, a turno, anche noi ne saremo vittime. L’unica alternativa alla barbarie è il <strong>rispetto</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/il-vero-nemico/79544/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>112</slash:comments> </item> <item><title>Rutti, parolacce e una bestemmia in chiesa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/rutti-parolacce-e-una-bestemmia-in-chiesa/77738/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/rutti-parolacce-e-una-bestemmia-in-chiesa/77738/#comments</comments> <pubDate>Fri, 19 Nov 2010 13:23:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[comune di opera]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[responsabilità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=77738</guid> <description><![CDATA[Del comportamento incivile di alcuni politici di Opera (paese alle porte di Milano) avevo già scritto nel mio libro. Oggi è arrivata la notizia che alcuni consiglieri leghisti del Comune di Opera sono entrati in una cattedrale di Monaco di Baviera ubriachi. Nel video disponibile in rete, che potete vedere qui sotto, si possono sentire...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p><p>Del comportamento incivile di alcuni politici di Opera (paese alle porte di Milano) avevo già scritto nel mio libro. Oggi è arrivata la notizia che alcuni consiglieri leghisti del Comune di Opera sono entrati in una cattedrale di Monaco di Baviera ubriachi. Nel video disponibile in rete, che potete vedere qui sotto, si possono sentire parolacce, rutti e anche una bestemmia.</p><p>Mi chiedo se sono questi i valori di cristianità che tanto sbandierano nelle piazze. Si potrebbe dire, a loro scusante, che fossero ubriachi. Si sa che la birra, a volte, può tirare fuori il peggio di noi, ma l’inciviltà non cambia.</p><p>Non è un discorso di cristiani e non cristiani, <strong>qui viene meno il rispetto e la coerenza</strong>. A questo punto, dopo ciò che di vergognoso ci viene proposto da alcuni politici, noi cittadini non possiamo più esimerci dal dovere di assumerci la nostra parte di responsabilità. Se questa “Storia” ci piove addosso è solo perché noi lo stiamo permettendo con la nostra passività, con il nostro far nulla, con le nostre leggerezze, con il nostro disinteresse per ciò che ci accade intorno.</p><p>In poche parole <strong>dobbiamo tutti sentirci responsabili di ciò che sta accadendo in questo Paese</strong>. A imporci questa riflessione è il nostro senso di responsabilità. Scegliere i politici che ci rappresentano, tanto di sinistra quanto di destra, impone un impegno preciso e responsabile. Nessuno ci chiede di governare questo Paese, ma almeno di approfondire i temi e i valori di chi dice di poter parlare anche a nome nostro. Se io, con il mio voto, delego qualcuno a rappresentarmi, quel qualcuno parla e agisce anche a nome mio che l’ho preferito ad altri.</p><p>Allora io vi propongo di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fUkWLqpEhlI" target="_blank">guardare il video</a></span> ripetendo quanto segue:</p><p><em>&#8220;</em><em>Io (nome e cognome),</em></p><p><em>mi sento pienamente responsabile di ciò che sta accadendo all’Italia.</em></p><p><em>Io, in quanto singolo individuo, sono pienamente responsabile dello scempio che alcuni politici (ognuno metta il nome che meglio crede) stanno facendo della cultura e della civiltà in questo Paese.</em></p><p><em>Io sono corresponsabile dell’immagine di ignoranti che di me e dei miei figli, in quanto italiani, questi politici (come sopra) proiettano nel mondo</em>.&#8221;</p><p>Io ho provato a farlo e devo dire che mi è venuta una gran voglia di aumentare l’impegno in difesa della “civiltà” e del “rispetto”.</p><p>In questo Paese non abbiamo bisogno di geni della politica o di strateghi raffinati. Ciò di cui abbiamo urgente bisogno è di <strong>persone semplici, coerenti e chiare</strong>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/fUkWLqpEhlI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/rutti-parolacce-e-una-bestemmia-in-chiesa/77738/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>108</slash:comments> </item> <item><title>Gli zingari che denunciano la Moratti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/12/gli-zingari-che-denunciano-la-moratti/76537/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/12/gli-zingari-che-denunciano-la-moratti/76537/#comments</comments> <pubDate>Fri, 12 Nov 2010 10:18:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[campi rom]]></category> <category><![CDATA[flavio tosi]]></category> <category><![CDATA[Gruppo di Sostegno Forlanini]]></category> <category><![CDATA[Letizia Moratti]]></category> <category><![CDATA[razzismo]]></category> <category><![CDATA[sgomberi]]></category> <category><![CDATA[zingari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=76537</guid> <description><![CDATA[A Milano gli zingari hanno denunciato il sindaco Letizia Moratti e il vice sindaco Riccardo De Corato. L’accusa è di aver sgomberato circa duecento accampamenti lasciando i rom, che vi sopravvivevano, al proprio destino. Gli sgomberi sono avvenuti senza preavvisi o con avvisi verbali che precedevano di poche ore lo sgombero. Che le baracche siano...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A Milano gli zingari hanno denunciato il sindaco <strong>Letizia Moratti</strong> e il vice sindaco Riccardo De Corato. L’accusa è di aver sgomberato circa duecento accampamenti lasciando i rom, che vi sopravvivevano, al proprio destino.</p><p>Gli <strong>sgomberi</strong> sono avvenuti senza preavvisi o con avvisi verbali che precedevano di poche ore lo sgombero.</p><p>Che le baracche siano da eliminare è fuori di discussione, ma come non porsi il problema di dove sistemare le persone che vi sopravvivevano?</p><p>Gli sgomberi hanno posto anche fine alle tante esperienze scolastiche che stavano facilitando <strong>l&#8217;inserimento di bambini Rom nella scuola</strong>. “<em>Il diritto all’istruzione è l’unica possibilità per questi bambini di poter pensare a un futuro diverso</em>”. Hanno dichiarato le loro maestre.</p><p>Agli sgomberi quindi non sono seguite azioni, da parte del Comune, volte alla ricerca di una reale alternativa alle baracche. Un Comune civile deve porre rimedio al problema che ha questa gente.</p><p>In realtà il Comune di Milano, come dichiarato nella denuncia presentata da 39 firmatari presso la Procura della Repubblica, ha avanzato solo “<em>proposte di sistemazione che prevedono lo smembramento delle famiglie (gli uomini da una parte, le donne e i bambini dall’altra) e a volte la separazione dei figli dai genitori; in ogni caso sistemazioni temporanee, spesso in dormitori pubblici o in strutture di accoglienza fatiscenti.</em>”</p><p>Eppure, si legge sempre nella denuncia, “<em>il 29 agosto 2008 il Comune di Milano ha ricevuto € 13.115.700 dal Fondo per la sicurezza urbana e la tutela dell’ordine pubblico del Ministero dell’Interno.</em>”</p><p>Il finanziamento è stato ottenuto dal Comune di Milano per un progetto avente come scopo: “<em>la riqualificazione, la messa in sicurezza, l’alleggerimento delle aree adibite a campi nomadi e l’integrazione sociale e lavorativa</em>” dei rom.</p><p>Dei tredici milioni stanziati, undici milioni sono stati usati per “<em>sgomberi, misure di controllo e segregazione delle famiglie rom</em>”, mentre due milioni saranno destinati, “<em>ma ad oggi nessun reale progetto si è concretizzato</em>”, a percorsi d’integrazione sociale.</p><p>La denuncia mette anche in evidenza come “<em>Milioni di Euro sono stati sperperati sull&#8217;altare della sicurezza e le popolazioni coinvolte non hanno ricevuto alcun giovamento ma al contrario un peggioramento delle loro già misere condizioni di vita e un accentuato isolamento ai margini della società.</em>”</p><p>Tutto questo nonostante “<em>La Regione Lombardia, mediante le disposizioni della legge regionale N° 77/89, disciplina gli interventi a favore delle popolazioni nomadi e seminomadi, intesi a favorire rapporti con le comunità locali ed a migliorare le interrelazioni con le istituzioni pubbliche per una più ampia tutela sociale nel rispetto della identità culturale e delle abitudini di vita.</em>”</p><p>L’episodio di Milano mi fa tornare in mente quello avvenuto a Verona dove il sindaco <strong>Flavio Tosi</strong> fu condannato per “propaganda di idee razziste”.</p><p>Nel 2001 il sindaco di Verona avviò una campagna razzista contro i Sinti veronesi. Intere famiglie italiane di etnia sinta furono sgomberate dal loro luogo di residenza e costrette a viaggiare da uno spiazzo all’altro per tutta l’estate. Al tutto si aggiunse una violenta campagna mediatica fatta di toni accesi e manifesti inneggianti l’operato del sindaco Tosi.</p><p><strong>La Cassazione condannò il sindaco di Verona</strong> a due mesi di carcere per “propaganda razzista”, oltre al versamento di 50.000 euro alle vittime e al pagamento di tutte le spese legali.</p><p>Naturalmente il sindaco non scontò i due mesi in carcere, ma l’episodio rappresentò un traguardo di civiltà che ci invita oggi a guardare con speranza al futuro.</p><p>Confidiamo che il sindaco di Milano trovi una valida sistemazione per i rom.</p><p>Nel frattempo mi sento in dovere di ringraziare il <strong>Gruppo di Sostegno Forlanini</strong>, il gruppo dei genitori che affiancano le famiglie rom e gli avvocati, per il profondo senso di civiltà che emana la loro lotta.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/12/gli-zingari-che-denunciano-la-moratti/76537/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>75</slash:comments> </item> <item><title>La cultura rubata</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/09/la-cultura-rubata/76034/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/09/la-cultura-rubata/76034/#comments</comments> <pubDate>Tue, 09 Nov 2010 19:06:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Pino Petruzzelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[furto]]></category> <category><![CDATA[inferiori]]></category> <category><![CDATA[Italiano]]></category> <category><![CDATA[medie]]></category> <category><![CDATA[superiori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=76034</guid> <description><![CDATA[Negli ambienti della letteratura gialla lo chiamavano “Lo strano caso della scuola e della cultura italiana”. Negli ambienti della magistratura la chiamavano “Operazione salviamo il salvabile”. Fatto sta che la vicenda era senza precedenti. Da un po’ di anni nelle scuole italiane si stavano verificando dei furti che avevano dell’incredibile. Dapprima iniziarono a scomparire i...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Negli ambienti della letteratura gialla lo chiamavano “Lo strano caso della scuola e della cultura italiana”.</p><p style="text-align: justify;">Negli ambienti della magistratura la chiamavano “Operazione salviamo il salvabile”.</p><p style="text-align: justify;">Fatto sta che la vicenda era senza precedenti.</p><p style="text-align: justify;">Da un po’ di anni nelle scuole italiane si stavano verificando dei furti che avevano dell’incredibile.</p><p style="text-align: justify;">Dapprima iniziarono a scomparire i gessi.</p><p style="text-align: justify;">Immediatamente la colpa si  addossò sugli scolari più indisciplinati che avrebbero sottratto i gessi per tracciare sulle strade di periferia i bordi di un illegale campo da calcio.</p><p style="text-align: justify;">Successivamente scomparve la carta igienica.</p><p style="text-align: justify;">Questa volta la responsabilità cadde su alcune bidelle afflitte da problemi economici, anche se alcuni genitori ritennero più probabile l’ipotesi di un blitz di qualche ambientalista più attento alla salvezza di un albero che all’igiene degli scolari.</p><p style="text-align: justify;">Il caso però iniziò ad interessare gli ambienti della magistratura solo quando dalle aule cominciarono a sparire i primi insegnati di sostegno. Improvvisamente i piccoli allievi afflitti da handicap non trovarono più al loro fianco gli insegnanti che fino ad un minuto prima li avevano sostenuti. Gli unici a dar peso all’accaduto furono i genitori dei bambini afflitti da disagio e gli insegnati che iniziarono a far sentire le loro voci. Voci che la maggioranza tacitò con frasi del tipo “Basta, siete i soliti comunisti disfattisti che vedono ladri da tutte le parti!”.</p><p style="text-align: justify;">Tuttavia la magistratura avviò delle indagini.</p><p style="text-align: justify;">Indagini che divennero più approfondite quando dalla scuola iniziò a sparire addirittura il “tempo pieno tradizionale”.</p><p style="text-align: justify;">Magistratura e polizia italiana si unirono in uno sforzo congiunto ma le ricerche non portarono a nulla di nuovo. Il ladro, stimolato nel suo ego, cominciò a irridere i magistrati e si fece più scaltro tanto che, in un colpo solo, riuscì a far sparire addirittura due secoli di Storia dai libri degli alunni di scuola media. Il furto ricevette l’inspiegabile plauso di alcuni genitori derubati che iniziavano a provare simpatia per quel ladro così sfacciato e scaltro.</p><p style="text-align: justify;">Si andò avanti così per anni e la gente, occupata da altri problemi, a poco a poco cominciò a disinteressarsi a questo genere di furti. Alcuni studiosi ritennero che tale atteggiamento derivasse da una certa abitudine ad essere derubati. Fatto sta che il disinteresse generale provocò sia il quasi abbandono delle indagini da parte di magistrati e poliziotti sia l’aumento di audacia del ladro che continuò indisturbato i suoi furti.  Sparirono così due ore di italiano nelle scuole medie e, alla fine, oramai esaurito il capitolo Scuola, si passò al capitolo Cultura.</p><p style="text-align: justify;">Anche teatri e musei furono visitati dal ladro e senza che nessuno potesse correre in loro aiuto. Difatti i magistrati, stanchi dei continui maltrattamenti, erano emigrati all’estero e le auto della polizia erano ferme nei garage senza più un goccio di benzina.</p><p style="text-align: justify;">Il caso poi fu definitivamente archiviato quando la maggior parte della gente identificò il ladro con un nostrano Robin Hood in grado di tutelare gli interessi dei derubati.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/09/la-cultura-rubata/76034/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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