<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Paolo Hutter</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/phutter/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>La mania del complotto che non ci fa andare avanti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/grande-macchinazione-andare-avanti/235609/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/grande-macchinazione-andare-avanti/235609/#comments</comments> <pubDate>Sun, 20 May 2012 11:38:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[attentato]]></category> <category><![CDATA[Brindisi]]></category> <category><![CDATA[complottismo]]></category> <category><![CDATA[emilia romagna]]></category> <category><![CDATA[immobilismo]]></category> <category><![CDATA[macchinazione]]></category> <category><![CDATA[norme antisismiche]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=235609</guid> <description><![CDATA[Dunque esistono anche l&#8217;imprevedibilità, l&#8217;irrazionalità, la follia omicida e i capannoni che crollano per un terremoto in Pianura. In 24 ore la nostra capacità di capire come è e come va l&#8217; Italia e quali sono i rischi che viviamo è stata messa a dura prova. Il  giornalismo, la comunicazione, la discussione nei social network  ...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dunque esistono anche l&#8217;imprevedibilità, l&#8217;irrazionalità, la follia omicida e i capannoni che crollano per un terremoto in Pianura.</p><p>In 24 ore la nostra capacità di capire<strong> come è e come va l&#8217; Italia</strong> e quali sono i rischi che viviamo è stata messa a dura prova. Il  giornalismo, la comunicazione, la discussione nei social network   dovrebbero servirci a indagare e approfondire le cose, non a ripetere con monotona ossessione formulette più o meno sempre uguali, che addebitano sempre il male a un complotto dell&#8217;avversario, salvo poi non saper neanche bene definire chi è questo avversario.  </p><p>Personalmente non avevo subito pensato che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/militare-interrogato-nella-notte-testimone-avrebbe-visto-preparativi/235353/" target="_blank">l&#8217;attentato di Brindisi</a> fosse opera di un folle, ma dopo qualche ora ho cominciato a metterlo nel conto e poi a pensarci sempre di più, quando mi son reso conto che non ci vuole un forte gruppo per far esplodere tre bombole di gpl, forse lo si può persino fare da soli.  (Ho visto D&#8217;Alema a metà pomeriggio in tv che non lo aveva ancora capito&#8230;presidente del Copasir.)  </p><p>Intanto nel mio Facebook  i commenti degli anti-mafia sembravano i più logici e pacati  accanto a quelli che attribuivano le bombe a una nuova P2 del malaffare e c&#8217;era persino chi attribuiva al Governo<strong> il ruolo di mandante</strong>. Chissà perchè ci possono essere  i folli che sparano ai ragazzini negli Stati Uniti, in Francia, in Norvegia ma da noi no, da noi tutto dev&#8217;essere una grande macchinazione.  Siamo in un mondo di 7 miliardi di persone, siamo in un paese di oltre 60 milioni, non siamo mai stati così tanti, e pieni di tecnologie di ogni genere: possono succedere tante cose.</p><p>Non esiste la capacità di prevedere e prevenire tutto. Come non si prevengono le singole scosse di terremoto. L&#8217;unica certezza è che si devono rispettare le<strong> norme antisismiche</strong> e che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/terremoto-richter-alle-emilia-romagna/235305/" target="_blank">4 operai sono morti sotto capannoni crollati.</a> Al momento in cui scrivo non ho elementi per sapere, ma posso dire che dubito che quei capannoni, in cui si lavora anche la notte tra sabato e domenica, fossero sicuri.  Questi sono certamente problemi della sicurezza dell&#8217;Italia.</p><p>Le  paranoie securitarie e complottistiche sono come delle formule superstiziose che non ci fanno affrontare la realtà.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/grande-macchinazione-andare-avanti/235609/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Avigliana laboratorio politico nazionale?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/avigliana-laboratorio-politico-nazionale/223016/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/avigliana-laboratorio-politico-nazionale/223016/#comments</comments> <pubDate>Tue, 08 May 2012 13:19:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Angelo Patrizio]]></category> <category><![CDATA[Avigliana Città Aperta]]></category> <category><![CDATA[coalizione sinistra]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012 Avigliana]]></category> <category><![CDATA[Grande Avigliana]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=223016</guid> <description><![CDATA[Una singolare alleanza che va dai settori di sinistra del Pd al Movimento 5 stelle, passando per Sel Idv e Prc, con molti indipendenti, lavoratori professori. Avigliana laboratorio politico nazionale? Sono andato a vedere, lunedì sera sotto la pioggerella, col treno che va ogni mezz&#8217;ora fino alla mezza. Son salito nell&#8217;incantevole borgo storico, dove un bel...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Una singolare alleanza che va dai settori di sinistra <strong>del Pd al Movimento 5 stelle, passando per Sel Idv e Prc</strong>, con molti indipendenti, lavoratori professori. Avigliana laboratorio politico nazionale? Sono andato a vedere, lunedì sera sotto la pioggerella, col treno che va ogni mezz&#8217;ora fino alla mezza. Son salito nell&#8217;incantevole borgo storico, dove un bel gruppone di gente entrava e usciva dalla sala comunale trasformata in sala di festa improvvisata.</p><p>Ha vinto il professor Angelo Patrizio, insegnante di scuola media, staccando di oltre dieci punti l&#8217;avversario Aristide Sada, commerciante ed ex presidente della Pro Loco. Essendo un comune inferiore ai 15 mila abitanti, non c&#8217;è doppio turno e le coalizioni si comprimono in una unica lista per ogni candidato Sindaco. I nomi scelti sono significativi: Avigliana Città Aperta per la coalizione di sinistra più grillini, Grande Avigliana per la lista di Sada sostenuta dai vertici del Pd (tra parentesi Fassino è di Avigliana) ma anche dal Pdl e dalla Udc.</p><p>A spaccare, a determinare i due schieramenti, le due inedite liste di coalizione è stata la <strong>questione della Tav</strong>. Ma il tema può essere esportato e declinato in tanti modi: è la questione del cemento, dei lavori pubblici, è il tema dello sviluppo, della crescita.</p><p>Ho trovato sul sito di <a href="http://www.aviglianacittaaperta.it/" target="_blank">Aviglianacittaaperta</a> &#8211; molto meno professionale di <a href="http://www.grandeavigliana.it/" target="_blank">GrandeAvigliana</a>, che godeva evidentemente di più fondi &#8211; la seguente descrizione del candidato sindaco che poi ha vinto.</p><p>Il lavoro non è una merce ma un bene comune. Non è solo uno slogan.<br />Il nostro candidato Angelo Patrizio a 15 anni ha iniziato a lavorare come operaio, prima alla Moncenisio di Condove e poi successivamente alla Bertone di Grugliasco, facendo parte come delegato del Consiglio di fabbrica. Poi lavorando e studiando si è diplomato al Conservatorio, diventando insegnante di musica presso la scuola media di Avigliana.</p><p>Quello della cittadina a metà strada tra Torino e Susa era<strong> uno dei risultati più attesi e delicati di queste elezioni</strong>. Può sembrare strano , eppure era così perchè se avesse vinto il candidato Pro Tav Pd e Pdl sarebbero cambiati gli equilibri nella Comunità Montana Bassa Val Susa, l&#8217;unica &#8220;istituzione&#8221; che sostiene la battaglia contro il megaprogetto. E avrebbe potuto rafforzarsi anche una tentazione più generale, quella di proporre l&#8217;attuale alleanza nazionale transitoria che sostiene Monti (Pdl Pd Udc) come <strong>alleanza politica vera e propria</strong>.</p><p>La giunta uscente di Carla Mattioli comprendeva insieme la maggioranza del Pd locale e i Notav, e alle elezioni del 2007 non aveva avuto rivali a sinistra. Ma il lavoro da Torino del<strong> Pd ProTav</strong> aveva spezzato questa situazione. Inoltre la Mattioli, già sindaca per due volte, non poteva ricandidarsi.</p><p>E&#8217; in questo contesto, per un riflesso innanzitutto di difesa di una esperienza, che è maturata l&#8217;inedita svolta. Con una paziente e difficile discussione, i 5 stelle aviglianesi si sono convinti a fare una scelta per loro difficilissima: non presentare una propria lista alle elezioni e addirittura <strong>confluire attivamente nella coalizione con la sinistra</strong>.</p><p>Avigliana Città aperta ha staccato Grande Avigliana di ben 10 punti, vincendo con un ampio margine. Sotto la pioggerellina nel Borgo Antico arrivavano via via gli altri Sindaci della Bassa Valle a <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=PLeYG5hjAFY" target="_blank">festeggiare</a> lo scampato pericolo. E da Torino il segretario provinciale di Sel Michele Curto a festeggiare l&#8217;esperimento politico di valore nazionale. Intanto il neo sindaco <strong>Angelo Patrizio </strong><a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=lRWBeOgkQic" target="_blank">impugnava la chitarra</a>. E già pensava di convincere i ragazzi che suonano folk, ad animare con la musica il mercatino settimanale del biologico.</p><p>Ascoltavo la rassegna stampa stamattina e pensavo : ma sarebbe possibile una grande coalizione &#8220;all&#8217;avigliana&#8221; per l&#8217;ecologia il territorio e la giustizia sociale , e per il meglio dei valori europei? Potrebbe nascere solo<strong> come reazione a un pericolo,</strong> a una nuova macchina politica considerata insidiosa? Ma non abbiamo già sufficienti pericoli concreti &#8211; sociali economici territoriali paesaggistici- a cui reagire?</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1626489968001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1626489968001" /> </object></div><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/avigliana-laboratorio-politico-nazionale/223016/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>1 maggio a Tunisi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/maggio-tunisi/216076/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/maggio-tunisi/216076/#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 May 2012 16:16:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[1 maggio]]></category> <category><![CDATA[Ennahda]]></category> <category><![CDATA[Hamadi Jebali]]></category> <category><![CDATA[opposizine]]></category> <category><![CDATA[rivoluzione]]></category> <category><![CDATA[sindacato UGTT]]></category> <category><![CDATA[tunisi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=216076</guid> <description><![CDATA[Le bandiere tunisine son già rosse di per sé e frusciavano leggere alla brezza ormai quasi estiva. C’erano ragazze che giravano avvolte. Il secondo Primo Maggio dopo la Rivoluzione è stato il primo veramente sentito, un appuntamento vissuto con un crescendo persino esagerato di crucialità politica. Al di là del numero cospicuo di partecipanti, è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/maggio-tunisi/216076/hut/" rel="attachment wp-att-216183"><img class="alignleft size-medium wp-image-216183" title="Tunisi" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/hut-300x225.png?47e3a5" alt="" width="300" height="225" /></a>Le bandiere tunisine son già rosse di per sé e frusciavano leggere alla brezza ormai quasi estiva. C’erano ragazze che giravano avvolte.<strong> Il secondo Primo Maggio dopo la Rivoluzione</strong> è stato il primo veramente sentito, un appuntamento vissuto con un crescendo persino esagerato di crucialità politica.</p><p>Al di là del numero cospicuo di partecipanti, è stato un trionfo – sotto tutti i punti di vista – della <strong>Ugtt</strong>, (Unione generale dei lavoratori tunisini) lo storico sindacato tunisino già così importante nella indipendenza dalla Francia come nell’abbattimento del regime di Ben Alì. Ed è stata una soddisfazione per tutti, perché la giornata si è svolta senza incidenti nonostante le abbondanti “gufate” da più parti. La vittoria tattica della Ugtt era già stata evidente nei giorni precedenti, quando – mentre ancora i partiti laici di governo esitavano – il gruppo dirigente di Ennahda, il partito islamista di maggioranza, decideva di invitare la sua base a partecipare, senza bandiere di partito, al corteo della Ugtt.</p><p>In breve la storia era stata la seguente: dopo alcuni episodi di scontri ( per la verità non gravissimi) tra salafiti e laici, il Ministero degli Interni aveva avuto la pensata, a fine marzo, di <strong>proibire la Avenue Bourguiba</strong> alle manifestazioni. Il 9 aprile si era scatenata addirittura la violenza poliziesca, comprese aggressioni a giornalisti. La Ugtt aveva dichiarato l’intenzione di svolgere comunque il suo Primo Maggio nella Avenue Bourguiba. Erano fioccate le adesioni di tutti gli ambienti della opposizione e della società civile, desiderosi di rifarsi del<strong> 9 aprile</strong>. Tutte le cause aperte di questo secondo anno di “Primavera Araba” sono confluite sotto l’ombrello della Ugtt, dai “martiri” della Rivoluzione in attesa di indenizzo ai “Diplomati Disoccupati” ai giornalisti per l’indipendenza dei media , dalle città del Sud sempre un po’ in subbuglio alle femministe e ai laici in genere, ai partiti della opposizione.</p><p>Il Primo maggio stava diventando appannaggio dell’opposizione e <strong>Ennadha</strong> – che pure è ancora fortissima nei sondaggi – non poteva permetterselo. Così, dopo che il Governo ha autorizzato la manifestazione, il partito ha chiamato a essere in piazza. E gruppi combattivi ma pacifici e beneducati di suoi militanti si sono piazzati presto sotto la sede del Ministero degli Interni e dell’adiacente sindacato dei poliziotti, scandendo slogan semplici ma sottili per disinnescare i conflitti, tipo “Il popolo vuole l’Unità nazionale” o “Il lavoro è una dignità dell’uomo”. (Singolare il cartello di uno dei Diplomati Disoccupati:&#8221;oggi ci sentiamo come gli orfani alla Festa della Mamma&#8221;). <br />Poche ore prima della manifestazione il segretario generale aggiunto Ahmed Dhifalli mi aveva dichiarato “non abbiamo nulla contro gli islamisti, purchè rispettino il nostro ruolo e siamo sempre pronti a collaborare col governo, purchè davvero intervenga per il lavoro. Abbiamo 700 mila iscritti! (I tunisini sono in tutto poco più di 10 milioni).”</p><p>Al tempo stesso la Ugtt faceva uscire un bilancio molto critico sui <strong>primi mesi del governo capeggiato da Hamadi Jebali</strong>, accusandolo di non aver mantenuto le <strong>promesse di impegno sociale</strong>. Sulla difensiva, il primo ministro, che sa di non avere molte risorse da investire per fronteggiare la disoccupazione, ha lanciato un Fondo Nazionale per l’impiego, da finanziarsi attraverso sottoscrizioni volontarie. Con molta pressione verso il settore pubblico. Per dare l’esempio i ministri devolveranno l’equivalente di 6 giornate mensili del loro stipendio.</p><p>Forte del successo del 1 maggio la Ugtt <strong>non si accontenterà di collette</strong>. C’è chi la invoca come unica possibilità di mettere insieme le disperse forze della sinistra laica e costruire un’alternativa competitiva a Ennadha per le prossime elezioni. Ma il nuovo gruppo dirigente Ugtt vuole giocare il ruolo sociale del sindacato fino in fondo, al riparo da fortune politico –elettorali. E gode del rispetto del padronato locale. Addirittura la Utica, la Confindustria tunisina , ha creato una commissione mista paritetica con la Ugtt, senza presenza del governo, per un confronto diretto sui principali problemi sociali ed economici del paese.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/qQvDi9CW8Zo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>(<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/maggio-tunisi/216076/hut/" target="_blank">Clicca qui per ingrandire la foto</a>)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/maggio-tunisi/216076/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>GLBT film festival, storie che raccontano il mondo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/torino-storie-guardare-mondo/206876/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/torino-storie-guardare-mondo/206876/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Apr 2012 14:06:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[film]]></category> <category><![CDATA[GLBT film festival]]></category> <category><![CDATA[omosessualità]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206876</guid> <description><![CDATA[Torino 2012. A uno dei festival cinematografici GLBT più importanti del mondo. In una piovosa città del sud del Cile un commesso mobbizzato dalla figlia del padrone del negozio (che lo corteggia invano) conosce un pugile dilettante che fa anche il parrucchiere. Fanno amicizia, scocca l&#8217;attrazione, bacio con lingua e tutto il resto  e quando il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Torino 2012. A uno dei <a href="http://www.tglff.com/" target="_blank">festival cinematografici</a> GLBT più importanti del mondo.<br /> In una piovosa città del <strong>sud del Cile</strong> un commesso mobbizzato dalla figlia del padrone del negozio (che lo corteggia invano) conosce un pugile dilettante che fa anche il parrucchiere. Fanno amicizia, scocca l&#8217;attrazione, bacio con lingua e tutto il resto  e quando il commesso viene licenziato e al pugile viene diagnosticata una cardiopatia incompatibile con la boxe, partono insieme  per la capitale Santiago a cambiar aria.<br /> In una tranquilla stradina di un quartiere semicentrale di <strong>Manila</strong> una decina di anziani vivono in modo molto comunitario nella <strong>House of the Golden Gays</strong>. Sono tutti piuttosto effeminati, di modeste condizioni sociali, hanno avuto vite difficili, alcuni lavorano ancora e sono molto contenti di questa soluzione che li mette al riparo dalla solitudine, dalla omofobia e li fa divertire.<br /> <strong>Ancora anziani</strong>: in una città statunitense un azzimato cinquantenne entra con un pacchetto regalo in quella che appare come una clinica. La infermiera  all&#8217;ingresso lo guarda perplessa e gli chiede chi è, lui risponde polemico: &#8220;deve rassegnarsi, sono un familiare&#8221;. Entra a visitare uno molto piu anziano, un signore con lo sguardo disorientato, malato di Alzheimer. L&#8217;incontro è intenso e difficile, l&#8217;anziano cambia spesso umore e pensieri. Si fa raccontare un episodio della loro vita sentimentale di tanti anni prima, sembra assopirsi abbracciato col visitatore, poi si risveglia agitato e arrabbiato: &#8220;sta rientrando mia moglie, devi uscire ! fuori, vai..&#8221;</p><p>In <strong>Uganda</strong> un curioso gruppo misto di uomini un po&#8217; effeminati e donne mascoline, gente di città, accompagnato da un paio di giornalisti, fa visita alla modesta casa di campagna dove vive la madre del leader del movimento, <strong>David Kato</strong>. Si scherza sulla mamma che lo vede comiziare in tv ma che continua a chiedergli quando si sposerà (con una donna). Poi tutti quanti si va nella terra rossa a raccogliere la manioca. Più avanti rivedremo la madre nella tragedia dell’assassinio del figlio, vittima di un omofobo: un episodio commentato da leader politici di tutto il mondo.</p><p>Invece , in chiave teatrale ed immaginaria, un incontro erotico che sfocia in un assassinio omofobo lo seguiamo passo per passo, gesto per gesto, in una specie di loft vista mare, in un’atmosfera che volutamente richiama <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Querelle_de_Brest_(film)" target="_blank">Querelle de Brest</a></strong>. Solo che siamo all’Havana, Cuba, e quello che stiamo vedendo è da anni il primo film “a tematica gay” finanziato con<strong> soldi pubblici cubani</strong>.<br /> Un omosessuale velato omofobo e perverso è il <strong>piccolo imprenditore di provincia sudafricano</strong>, ovviamente bianco, che ci accompagna nella sua cupezza e nella passione distruttiva per il ragazzo della figlia.<br /> Ma poco dopo ci sdraiamo sulle sponde dell’<strong>Oceano Pacifico </strong>tra i due deliziosi ragazzini cileni sempre sull’orlo di un bacio liberatorio, tra padri assenti e simpatiche mamme complici un po’ ubriacone.<br /> A Londra il fratellino minore  del belloccio egiziano che capeggiava una piccola banda di spacciatori, è sbalordito e indignato quando si rende conto che il suo fratello-mito ha una relazione con un fotografo. <strong>Arabo e musulmano</strong>.</p><p>Il motto del festival di Torino è – da anni – “i film che cambiano la vita”. Ma vent’anni fa – o anche meno – in questi festival dominava la “questione omosessuale”: il racconto del desiderio, del senso di colpa o viceversa dell’accettazione e la nascita di un ambiente gay o GLBT.  Ora continuano ad abbondare  le storie in cui dominanti sono<strong> la scoperta e l’iniziazione</strong> ma si svolgono in un mondo sembra più vasto e articolato, fuori dall’Occidente bianco e ricco in cui è nata la moderna omosessualità gay. A guardare questo festival, il mondo non è più solo lo sfondo per guardare ossessivamente la nostra intimità gay:  ma sono le storie del desiderio e del sentimento omosessuale ( e anche –perchè no- bisessuale) a raccontarci il mondo, a farci andare vicino e dentro situazioni che altrimenti non avremmo visto o guardato.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/torino-storie-guardare-mondo/206876/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rimpatriati, il problema non è solo il cerotto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/problema-solo-cerotto/205568/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/problema-solo-cerotto/205568/#comments</comments> <pubDate>Thu, 19 Apr 2012 09:14:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Alitalia]]></category> <category><![CDATA[immigrazione]]></category> <category><![CDATA[rimpatrio]]></category> <category><![CDATA[Ritorno]]></category> <category><![CDATA[roma-tunisi]]></category> <category><![CDATA[scotch]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205568</guid> <description><![CDATA[Con un piccolo sforzo di indignazione civile e con un fotogramma -benedetta la crescente possibilità di fare foto e video- un bravo collega è riuscito a creare un caso sui due tunisini espulsi e costretti a viaggiare incerottati. Bene, siamo ancora un paese con grandissime risorse di civiltà e di umanità, se questo episodio è  diventato un caso su...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Con un piccolo sforzo di indignazione civile e con un fotogramma -benedetta la crescente possibilità di fare foto e video- un bravo collega è riuscito a creare un c<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/clandestini-rimpatriati-scotch-sulla-bocca-volo-roma-tunisi-alitalia/205332/" target="_blank">aso sui due tunisini espulsi e costretti a viaggiare incerottati</a>. Bene, siamo ancora un paese con <strong>grandissime risorse di civiltà e di umanità</strong>, se questo episodio è  diventato un caso su tutti i media. Non si trattano così nè i fermati, nè i carcerati, nè gli espulsi.</p><p>Ma a me la vicenda ha suggerito altre riflessioni. Per i due rimpatriati a forza la cosa peggiore è stata proprio quella di dover tornare in patria senza poter più fare ritorno in Italia (credo si tratti di un termine di almeno 5 anni), <strong>più che il cerotto</strong>.  E&#8217; quello che succede ad alcune migliaia di persone all&#8217;anno, spinte via a forza da un paese della speranza, in cui però non sono riuscite  a inserirsi e ad essere riconosciute.  E lo spettro di quella <strong>espulsione coatta</strong> inquieta quasi permanentemente molte più persone -più centinaia che decine di migliaia- che si vedono negata in Italia ogni possibilità di regolarizzazione, che non vengono di fatto espulsi ma che al tempo stesso sono costretti a vivere tra la condizione del fantasma e quella del cittadino di serie B.</p><p>Aiutiamoli a casa loro, ovvero aiutiamoli a tornare a casa, han detto per anni le destre e in generale tutti i sostenitori di  una gestione severa della presenza degli extracomunitari. Parole a vuoto, buone solo a far da alibi-pretesto per qualche ragionamento a favore delle espulsioni.<strong> Chi davvero ha lavorato sul tema: aiutiamoli a tornare ?</strong> Temo pochissimi o nessuno. Direi di più: ammesso che ci sia da &#8220;aiutare a tornare&#8221;, questo andrebbe inteso non come armamentario sbirresco per rimpatri coatti, ma come  un lavoro di formazione e cooperazione per poter alleviare la frustrazione di tornare a casa senza quei soldi che si presumeva di poter guadagnare e mettere da parte in Italia.  Tanto si è lavorato, discusso, immaginato, recitato, ripreso, litigato sul tema dell&#8217;arrivo/non arrivo, ingresso/non ingresso, accettazione/non accettazione dell&#8217;extracomunitario e tanto poco si è invece lavorato<strong> sul tema del ritorno</strong>, parziale e provvisorio o totale e definitivo che esso sia.</p><p>Mi fa impressione quando sento i giovani immigrati  che preferiscono una vita di stenti e di rischi continui qua in Italia , che affermano di non poter sopportare neanche l&#8217;idea di tornare alla terra d&#8217;origine; non ora, non così. Eppure <strong>tutti vogliono tornare</strong>, almeno per un periodo, a riabbracciare la città e la famiglia d&#8217;origine.  Su questa apparente contraddizione bisognerebbe lavorare seriamente, seriamente intendo dai punti di vista sociologico ed amministrativo, per far partire da subito dei progetti di aiuto al ritorno. Non per cacciarli via  - con o senza cerotto &#8211; ma per aiutarli a sdrammatizzare quella che ora vedono solo come una umiliazione.</p><p>Noi buoni o buonisti che non amiamo le espulsioni con o senza cerotto dovremmo riflettere di più sul tema di sdrammatizzare e aiutare il ritorno, in una strategia di normalizzazione vera dei rapporti tra le sponde del Mediterraneo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/problema-solo-cerotto/205568/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Notav, Milano (finora) deludente</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/notav-milano-finora-deludente/200726/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/notav-milano-finora-deludente/200726/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Mar 2012 15:07:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Antimafia]]></category> <category><![CDATA[caselli]]></category> <category><![CDATA[contestazione]]></category> <category><![CDATA[dibattito]]></category> <category><![CDATA[grandi opere]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200726</guid> <description><![CDATA[L&#8217;episodio della contestazione &#8211; o semioccupazione, se la si vuole chiamare così &#8211; della  iniziativa con Caselli al palazzo del Consiglio Comunale di Milano è stato almeno linguisticamente  attribuito ai No tav, ascritto alle vicende del conflitto valsusino, e ha provocato una nuova ondata di solidarietà col noto Procuratore. Come volevasi dimostrare, come già accaduto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/irruzione-palazzo-marino-protesta-contro-visita-caselli/200440/" target="_blank">L&#8217;episodio della contestazione</a> &#8211; o semioccupazione, se la si vuole chiamare così &#8211; della  iniziativa con Caselli al palazzo del Consiglio Comunale di Milano è stato almeno linguisticamente  attribuito ai No tav, ascritto alle vicende del conflitto valsusino, e ha provocato una<strong> nuova ondata di solidarietà col noto Procuratore</strong>. Come volevasi dimostrare, come già accaduto più volte in questi mesi, lo scontro diretto col Procuratore (dovuto, ndr, al fatto che le richieste di carcerazione preventiva nei confronti di vari manifestanti notav portano la sua firma) o comunque la personalizzazione della protesta contro quegli arresti è del tutto perdente per il movimento Notav.</p><p>Se si fa &#8220;inCASELLARE&#8221; il movimento scava la<strong> trincea di un suo isolamento minoritario</strong>.  Prima di tornare su questo concetto, chiariamo comunque le dimensioni della vicenda. Non stiamo parlando del risorgere del terrorismo in Italia anche se qualcuno &#8211; in malafede o in buonafede, e non si sa cosa sia peggio &#8211; lo ha ipotizzato. Non stiamo parlando di aggressioni  , e nemmeno, nel caso di Milano, di volti mascherati da sciarpe. Non siamo parlando  neanche di un petardo a Bonanni e  nemmeno di una torta in faccia.  Undici ragazzi, a mani nude e volto scoperto, come dovrebbe sempre essere, sono andati a rompere le scatole, come invece bisognerebbe fare solo in casi ben motivati, e hanno lasciato una certa ambiguità  interpretativa tra  il &#8220;non vogliamo far parlare&#8221; e il &#8220;vogliamo protestare mentre parla o almeno che ci facciano intervenire anche noi&#8221;.  Di questo stiamo parlando.</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1532688690001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1532688690001" /> </object></div><div class="clear"></div></p><p>E infatti i contestatori, trascinati via dalla polizia, sono stati denunciati, anzi per ora segnalati, solo per &#8220;manifestazione non autorizzata&#8221;.</p><p>Chi ha preso questa iniziativa sapeva però benissimo che i meccanismi mediatici più o meno universali  e le nevrosi politiche italiane  e l&#8217;elemento Caselli  avrebbero dato un rilievo eccezionale alla contestazione. In particolare avrebbero <strong><big>oscurato</big></strong>, così come puntualmente è accaduto, la conferenza stampa tenuta dai  Notav  ( notav doc!) a Torino in cui hanno sono state presentate  varie testimonianze sulle violenze poliziesche del 3 luglio scorso a Chiomonte.  Violenze poliziesche che, secondo chi ha tenuto la conferenza stampa, la Procura di Torino non avrebbe ritenuto <strong>degne di indagine</strong>.</p><p>Due pesi e due misure?  Rischiamo di non saperlo mai, perchè appena ci si avvicina alla sfera &#8220;Caselli&#8221; scattano allarmi ed allarmismi.  A mio parere, se si vogliono contestare  gli arresti, i prolungamenti della detenzione preventiva, la indifferenza nei confronti delle violenze poliziesche, Caselli non lo si dovrebbe neanche <strong>nominare</strong> e si dovrebbe stare testardamente e caparbiamente sul merito delle questioni.  Se si presenta all&#8217;opinione pubblica l&#8217;opzione di scegliere se stare con Caselli o con i Notav, non c&#8217;è partita. Finisce che ci obbligano a fare il Tav per dimostrare che stiamo con l&#8217;antimafia (il contrario del rozzo, troppo rozzo, slogan Tav=mafia).</p><p>Il punto però è che il tema Tav in quanto tale è importantissimo e strategico a prescindere da qualunque implicazione  -da qualunque parte &#8211; sull&#8217;ordine pubblico e la libertà d&#8217;espressione. Così come i temi di Genova 2001   erano -e sarebbero tuttora- nuovi e strategici a prescindere da qualunque vicenda di pestaggi polizieschi e di devastazioni black block.  E&#8217; deludente che la Milano arancione, la Milano dell&#8217;expo, la Milano dell&#8217;area C, la Milano capitale, insomma al di là delle battute, è deludente che una città come Milano non abbia finora dato<strong> nessun significativo contributo alla discussione e al conflitto sulle grandi opere e le priorità infrastrutturali</strong>.  Eppure per nobilitare il progetto tav Torino Lione, Mario Monti  ha tirato in ballo (in modo mendace, ma questo lo vedremo a parte)  proprio i tempi tra Milano e Parigi. Eppure risiedono a Milano molti dei pochi seri trasportisti italiani. Eppure Milano dovrebbe essere più che mai un luogo di revisione e discussione delle politiche economiche. Non un posto dove si usa la sigla Notav a capocchia, per confermarsi antagonisti o legalitari.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/notav-milano-finora-deludente/200726/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Milano-Parigi, 3 ore in meno. E anche se fosse?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/milano-parigi-meno-anche-fosse/196365/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/milano-parigi-meno-anche-fosse/196365/#comments</comments> <pubDate>Fri, 09 Mar 2012 12:34:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Documento governo Tav]]></category> <category><![CDATA[Milano-Parigi]]></category> <category><![CDATA[motivazioni Monti Tav]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category> <category><![CDATA[Tav Milano-Parigi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196365</guid> <description><![CDATA[In attesa di un&#8217;analisi più approfondita e di nuove iniziative di conflitto sul Tav vi invito a soffermarvi sul punto chiave della cosiddetta  propaganda governativa. Tra i vantaggi elencati dal documento del governo c’è quello che è stato definito dimezzamento dei tempi di percorrenza dei passeggeri grazie alla diminuzione della pendenza dall’attuale 33 al 12,5...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In attesa di un&#8217;analisi più approfondita e di nuove iniziative di <strong>conflitto sul Tav</strong> vi invito a soffermarvi sul punto chiave della cosiddetta  propaganda governativa.<em> Tra i vantaggi elencati dal documento del governo c’è quello che       è stato definito dimezzamento dei tempi di percorrenza dei       passeggeri grazie alla diminuzione della pendenza dall’attuale 33       al 12,5 per cento: “Da Torino a Chambery si passa da 152 minuti a       73; da Parigi a Milano da 7 a 4 ore, mentre si realizza       un’importante incremento della capacità nel trasporto merci       (portata da 1050 a 2050 tonnellate e lunghezza fino a 750 metri       per treno) con costi di esercizio quasi dimezzati”. </em></p><p>Era da anni che l&#8217;argomento della velocità per i passeggeri non     veniva più usato, ma forse qualche comunicatore  ha suggerito al     Governo che i raffinati ragionamenti sulle merci non colpiscono più     di tanto l&#8217;opinone pubblica.  Quindi eccoci tornare alla cara vecchia sana  Alta Velocità per i <strong> passeggeri che hanno fretta</strong>. Allora, parliamone. Come si fa a passare da 7 a 4 ore da Milano a     Parigi se il progetto interviene tra Torino e Chambery, anzi adesso     dicono per soli 50-60 chilometri a cavallo delle Alpi?  Se dicono     che tra Torino e Chambery si risparmiano 80 minuti  gli altri 100     minuti dove li risparmiano?</p><p>Non escludo che ci possa essere una risposta valida a questa mia     domanda<strong>. Ma in ogni caso e anche se fosse vero che fa Parigi a Milano si risparmiano 3 ore, davvero questo risparmio di tempo sta a cuore a tanti italiani? A quanti? </strong>In base     a cosa scegliamo che mezzo prendere per un viaggio? O meglio: quanti sono i cittadini disposti a  pagare decine se non     centinaia  di euro in più di biglietto per stare tre ore in meno su     un treno come il Milano-Parigi? Forse chi fa quel viaggio tutti i giorni è     contento&#8230; mah..Di Chambery non parlatemi neanche, da Torino non     ci va nessuno, non ha motivo. Per quanto riguarda Parigi non     avevo mai sentito nessuno lamentarsi che il treno sia lento. C&#8217;è     piuttosto un altro problema e cioè che a Modane fanno ancora     controlli di frontiera e un po&#8217; per quel motivo un po&#8217; per altri, i     treni dalla Francia arrivano parecchio in ritardo a Torino.</p><p>Il     governo dice che tutto ciò costera solo 3 miliardi. Anche se fosse     vero, io non spenderei euro per accellerare il treno tra Milano e     Parigi ma caso mai per sovvenzionare il passivo d&#8217;esercizio     consentendoci di avere biglietti abbordabili. Viceversa si viaggia     in pulmann o in aereo, perchè costano meno. <strong>Quasi tutta la gente che conosco sceglie in base al costo del biglietto</strong>. <strong> </strong><big><strong></strong></big>Io faccio Torino-Milano almeno 4 volte al     mese  e in tanti anni l&#8217;Alta Velocità l&#8217;avrò preso tre o quattro     volte. E&#8217; vero che mi dimezza i tempi di viaggio ma mi costa 22 euro     in più rispetto all&#8217;interregionale. Non ho motivi né possibilità di     spendere tanto. Infatti cercano di costringermi a prenderlo     lasciando sempre più  lenti e malandati i treni interregionali.       Tra il treno Tav  e il treno NoTav prendiamo il treno NoTav perchè     costa meno. Questo al governno non risulta, perchè loro prendono il Tav.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/milano-parigi-meno-anche-fosse/196365/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A Torino la polizia temeva azioni non violente?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/torino-polizia-temeva-azioni-violente/195929/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/torino-polizia-temeva-azioni-violente/195929/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Mar 2012 08:09:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Manifestazione No Tav Torino]]></category> <category><![CDATA[Napolitano a Torino]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[No Tav Torino]]></category> <category><![CDATA[Pd No Tav]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195929</guid> <description><![CDATA[Che giornata, quella di martedì 6 marzo, nell&#8217;insorgere dello stato d &#8216;emergenza per imporre il Tav Torino Lione nonostante lo stato dei bilanci pubblici italiani ed europei.  Al mattino  il centro di Torino è stato blindato come non ricordo. Proprio non ricordo negli anni. Non solo non si poteva entrare  in piazza Castello, che è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che giornata, quella di martedì 6 marzo, nell&#8217;insorgere dello stato d &#8216;emergenza per imporre il Tav Torino Lione nonostante lo stato dei bilanci pubblici italiani ed europei.  Al mattino  il centro di Torino è stato blindato come non ricordo. Proprio non ricordo negli anni. Non solo non si poteva entrare  in piazza Castello, che è una piazza molto grande che tocca tante vie al centro della quale c&#8217;è il palazzo Madama dove si è tenuto il convegno col Presidente. Ma <strong> blindati e poliziotti e carabinieri</strong> in tenuta da scontro di piazza bloccavano anche, in tutte le direzioni, il primo isolato oltre piazza Castello.</p><p>In genere  <strong>quando viene Napolitano</strong> passo per piazza Castello e riesco a vederlo passare. Pur essendoci  sempre un servizio d&#8217;ordine, c&#8217;era  un clima festoso quando veniva Napolitano le altre volte. Questa volta è come se ci fosse stata l&#8217;improvvisa visita di un.. che so di un George Bush in un paese ostile. Con l&#8217;elicottero che esplorava il centro. A un cordone di poliziotti  ho detto : ma se io volessi andare alla farmacia che è proprio dietro di voi?<strong> &#8220;Non si può, signore&#8221;.</strong> Ho brontolato non so cosa e poi, dopo un breve conciliabolo mi hanno richiamato : &#8220;Se vuole l&#8217;accompagnamo.&#8221; A quel punto non mi potevo tirare indietro. Di carabinieri ne son venuti ben due e sono anche entrati con me nella farmacia, ovviamente deserta. (Stavo per fare la scena di chiedere un Tav-or, ma mi sono limitato al  mio antigastrite.)</p><p>Più tardi mi sono imbattutto nell&#8217;episodio rivelatore dei motivi dello stato d&#8217;assedio. Tenete conto che <strong>non erano preannunciate manifestazioni</strong>. Ma è arrivato il pacifista Turi Vaccaro che due giorni prima si era arrampicato su un traliccio, e prima ancora su un albero. Quando alla Digos si sono accorti che il clamoroso Turi era nel centro di Torino lo hanno aspettato al varco : sei agenti in borghese all&#8217;uscita del Centro Studi Sereno Regis sotto i nostro occhi allibiti gli hanno ordinato di seguirli in Questura. Turi si è aggrappato al cancello, e quelli hanno insistito trasformandosi in<strong> ruspe umane</strong>. Ufficialmente dovevan fargli la notifica del foglio di via che per un anno gli impedirebbe di andare in Val di Susa. Provvedimento della Questura. (Ma cos&#8217;è? una sanzione comminata <strong>senza processo</strong>?)  In sostanza il centro di Torino è stato blindato per impedire a Turi e agli eventuali suoi pochi emuli di salire su non so cosa, dato che non ci sono tralicci in piazza Castello.</p><p>Mi sembra infatti davvero difficile che la Questura veramente temesse azioni violente. Più probabile che temesse <strong>azioni non violente</strong>. E di sicuro, che lo si volesse deliberatamente o no, il risultato è stato  quello di far salire artificialmente la tensione attribuendone la colpa ai No Tav (salvo per chi invece se la prende con la polizia). Per gli organi di informazione la presenza di Napolitano a Torino in chiave  <strong>No-Notav</strong> era la principale notizia. Quasi non si è detto cosa veniva fare a Torino! Solo a dire che i sindaci No Tav, quelli non li riceve?    Nel frattempo il <strong>Pd  che non riesce a far quadrato</strong> quasi mai e quasi su niente, faceva o fingeva quadrato contro la presenza dei No Tav sul palco della manifestazione Fiom di venerdì prossimo. Il responsabile economico Fassina ha ritirato la sua adesione, ha detto che non poteva stare sullo stesso palco dei No Tav. Trattasi  del presidente della Comunità Montana, iscritto al Pd, ma non importa, è lì in chiave NoTav. Al diavolo le ragioni dei metalmeccanici, mica possiamo rischiare di sederci vicino a un No Tav.  Tantomeno mentre Monti studia un piano per controbilanciare la nefasta influenza che i No Tav hanno sui mass media italiani. (I promotori delle prossime manifestazioni, per qualunque buona causa siano, sono avvertiti?  Se invitano i No Tav, addio Pd?)</p><p>E&#8217;  triste  constatare che il triangolo <strong>Napolitano -Monti-Pd</strong> , che pure tanti meriti ha avuto nel portarci fuori da Berlusconi, stia assumendo <strong>toni e comportamenti così fanatici </strong> emergenziali e settari per difendere l&#8217;operazione Torino Lione. E&#8217; triste, non è scontato, non è l&#8217;inevitabile disvelamento del loro presunto essere nemici della giustizia o del bene comune. Ma è anche &#8211; questo loro schieramento fanatico e grossolano &#8211; <strong>irresistibilmente irritante</strong>. Fa venir voglia di impegnarsi. Vero?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/torino-polizia-temeva-azioni-violente/195929/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>No Tav, sì a nuove priorità</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/02/nuove-priorita-italia-europa/195104/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/02/nuove-priorita-italia-europa/195104/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Mar 2012 15:33:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Corridoio 5]]></category> <category><![CDATA[fondi europei Tav]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category> <category><![CDATA[torino lione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195104</guid> <description><![CDATA[Il muro contro muro in Val di Susa e le manifestazioni militanti di solidarietà  non possono da sole portare a uno sbocco positivo della opposizione al Tav. Per trovare  nuove idee di iniziative  bisogna innanzitutto cercare di capire la situazione, sulla quale propongo alcuni ragionamenti .  (Non pretendo di aver capito bene, ci provo soltanto)....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il muro contro muro in Val di Susa e le manifestazioni militanti di solidarietà  non possono da sole portare a uno <strong>sbocco positivo</strong> della opposizione al Tav. Per trovare  nuove idee di iniziative  bisogna innanzitutto cercare di capire la situazione, sulla quale propongo alcuni ragionamenti .  (Non pretendo di aver capito bene, ci provo soltanto). Perchè il Governo Monti che pure ha avuto la capacità e la saggezza  di bocciare la candidatura di Roma alle Olimpiadi  e ha fermato &#8211; sia pure senza dichiararlo del tutto &#8211; la progressione verso il <strong>Ponte sullo Stretto </strong>difende invece quadratamente l&#8217;insensato progetto di seconda linea ferroviaria  Torino Lione?  Davvero  Mario Monti non capisce che si tratta di soldi pubblici buttati per un&#8217;opera inutile mentre la situazione sta portando a tagliare spese  e7o investimenti  necessari?  Sembra strano&#8230;</p><p>Forse un buon motivo per cui il Governo non mette in discussione il Torino Lione bis è che <strong>non lo deve finanziare</strong>. Non nell&#8217;arco della sua durata, da qui alla fine della primavera del 2013. Da qui ad allora , per costruire o tentare di costruire il tunnel di servizio ovvero cunicolo esplorativo di Chiomonte, si utilizzeranno fondi già stanziati dalla Commissione Europea  e assegnati fondamentalmente alla Cmc di Ravenna per i lavori di Chiomonte. Va  da sè che la Cmc &#8211; come  avrebbe fatto anche un altro vincitore dell&#8217;appalto &#8211; farà lavorare ditte locali, anche per ridurre i costi di trasporto di macchinari e materiali.  In ciò principalmente consiste l&#8217;interesse locale torinese alla realizzazione del Tav Torino Lione, dato che è evidente che l&#8217;interesse consiste nella realizzazione, cioè nei lavori pagati con denaro pubblico da Roma ( più avanti) e da Bruxelles (meno, ma subito), e non nella futura utilizzazione della linea.</p><p>Ecco delineato un secondo motivo dell&#8217;atteggiamento del Governo, come di quelli che l &#8216;avevano preceduto: c&#8217;è una forte e ormai antica azione lobbyistica torinese che si è esercitata nei partiti ai più alti livelli, come in Confindustria e credo anche nei sindacati. Al di fuori di Torino, l&#8217;interesse alla realizzazione della seconda linea Torino Lione è basso nel resto del Piemonte ed <em><strong></strong><strong>è del tutto assente nelle classi dirigenti locali delle altre città italiane. </strong></em><em>(</em>Anzi l&#8217;anno scorso Burlando presidente della Liguria aveva parlato contro la Torino Lione insensata mentre insisteva sui progetti che coinvolgono Genova).<br /> (Tra parentesi ciò dimostra contemporaneamente la forza e la debolezza di Torino. Forza perchè è in grado di imporre le priorità della sua classe dirigente molto più di quel che riescano a fare Messina Reggio Calabria o la stessa Roma. Debolezza perchè si aggrappa ai lavori pubblici del Tav come se fosse &#8220;alla canna del gas&#8221;).</p><p>La azione lobbistica torinese non è però forse sufficiente a spiegare la forza del<strong> fronte Si Tav </strong>che da una parte si autoalimenta come dogma politico ideologico e dall&#8217;altra effettivamente ha peso e potere a Bruxelles. Anche se non è vero che &#8220;l&#8217;Europa&#8221; abbia deciso che il tratto alpino del cosiddetto Corridoio 5 debba per forza essere una seconda linea ferroviaria, indubbiamente la Commissione ha fatto <strong>da sponda alle lobby dei costruttori di linee ferroviarie</strong>. La stessa conferma dello stanziamento dei primi 600 milioni per i primi lavori in Val di Susa  è piuttosto clamorosa, se si pensa al massacro che si sta imponendo alla Grecia e alla spesa pubblica in genere.</p><p>A livello nazionale bisognerebbe rivendicare da subito, anzi addirittura proporre, un piano delle priorità degli investimenti e delle spese  nel campo dei trasporti, con una ri-analisi del rapporto costi benefici anche delle decisioni già prese. Forse adesso l&#8217;opinione pubblica è più matura per sostenere una rivendicazione del genere. Un&#8217;analisi indipendente o comunque onesta delle priorità italiane escluderebbe la Torino Lione bis.</p><p>Contemporaneamente un&#8217;azione andrebbe condotta a <em><strong>livello europeo</strong></em> dove- se si rimane nel chiuso del Parlamento o della Commissione &#8211; i vari gruppi di pressione regionali e nazionali non si ostacolano tra di loro più di tanto: ma se ci fosse la capacità di attirare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica innanzitutto unificando i vari movimenti contro le Grandi Opere Inutili si potrebbe arrivare a una svolta. C&#8217;è molto lavoro da fare anche per chi non può o non vuole stare in piazza o a bloccare l&#8217;autostrada ma volesse collaborare raccogliendo e diffondendo informazioni in più lingue.</p><p><a href="http://www.notav.eu/modules.php?name=ePetitions&amp;op=more_info&amp;ePetitionId=1" target="_blank">Appello a Monti  per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino-Lione</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/02/nuove-priorita-italia-europa/195104/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grazie alla crisi o grazie al governo Monti?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/grazie-alla-crisi-grazie-governo-monti/192452/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/grazie-alla-crisi-grazie-governo-monti/192452/#comments</comments> <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 11:54:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[caccia F35]]></category> <category><![CDATA[carceri]]></category> <category><![CDATA[Chiesa]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[ici]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Olimpiadi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192452</guid> <description><![CDATA[Alcune delle notizie e delle decisioni degli ultimi giorni dovrebbero suscitare più applausi di quelli che hanno suscitato e danno ragione a chi, da posizioni ecologiste e di sinistra, ha criticato negli ultimi anni i paradigmi dominanti. E non mi riferisco solo alla lotta all&#8217;evasione fiscale, molto più credibile che in precedenza. Prendiamo l&#8217;esercito e l&#8217;acquisto dei caccia F...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alcune delle notizie e delle decisioni degli ultimi giorni  dovrebbero suscitare più applausi di quelli che hanno suscitato e danno ragione a chi, da posizioni ecologiste e di sinistra, ha criticato negli ultimi anni i <strong>paradigmi dominanti</strong>. E non mi riferisco solo alla lotta all&#8217;evasione fiscale, molto più credibile che in precedenza.</p><p>Prendiamo   l&#8217;esercito e  l&#8217;acquisto dei <strong>caccia F 35</strong>. Il governo ha annunciato  un ridimensionamento notevole della pianta organica militare e del numero di Caccia che verranno acquistati. Si tenga conto, oltretutto, che si tratta di aerei prevalentemente italiani (Finmeccanica, Alenia) e che per questo motivo il programma di espansione era particolarmente appoggiato. Non sono un esperto, ma credo che quello deciso dal governo Monti sia il ridimensionamento più significativo varato in un così breve arco di tempo.  Contemporaneamente c&#8217;è stato l&#8217;annuncio della intenzione di rivedere l&#8217;esenzione dall&#8217; <strong>Ici-Imu </strong>dei beni ecclesiastici.  Occhio a come la cosa si concretizzerà, perchè c&#8217;è il rischio di arrivare a tassare tutte le proprietà del Terzo Settore no profit, ma è comunque significativo, culturalmente, che il governo abbia aperto a una verifica su questo tema.</p><p>Il <strong>sovraffollamento delle carceri</strong> è stato affrontato promuovendo in Parlamento una legge che riduce la carcerazione, e che difficilmente un governo di centrosinistra avrebbe avuto la forza e la convinzione di promuovere.  La più preziosa, a mio parere, delle decisioni virtuose è stata quella di non appoggiare la candidatura di Roma alle Olimpiadi. Certo, nelle motivazioni esplicite e nelle parole dette, Monti non ha contestato l&#8217;impianto cementificatore del progetto romano  ( le associazioni ambientaliste erano già entrate nel merito, argomentando che si poteva benissimo fare un progetto più sobrio), anzi si è detto dispiaciuto di non poter dare la garanzia della copertura economica da parte del governo. Ma nella sostanza la decisione è fortissima perchè capovolge il dogma secondo il quale i <strong>Grandi Eventi sono un investimento  di interesse generale.</strong> No, le Olimpiadi sono state tagliate come una spesa che non ci si può permettere in tempi di crisi. E&#8217; un messaggio di portata internazionale. I Grandi Eventi  sono un onore, e un onere, ma sono un affare solo per qualcuno, non per il bilancio pubblico.</p><p>Anche questa decisione sarebbe stata assai difficile &#8211; politicamente costosa - per un governo di centrosinistra.  Sono meriti del Governo Monti o semplicemente della crisi, che costringe e costringerebbe chiunque a una maggiore ragionevolezza? A voi la sentenza.</p><p>(P.S : Sul lato della crisi ci sono poi altri dati interessanti: processi che avvengono, non decisioni.  A parte un attimo di picco dovuto al gelo, sono in calo i consumi energetici ed elettrici. L&#8217;Italia si avvia a rispettare almeno gli obiettivi del Protocollo di Kyoto. La produzione dei rifiuti è in calo, come dovrebbe essere per rispetto dell&#8217;ambiente, non per costrizione economica. Diminuisce anche il traffico privato nelle grandi città. Ne parliamo alla prossima puntata.)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/grazie-alla-crisi-grazie-governo-monti/192452/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grattacieli volanti tra Torino e Milano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/grattacieli-volanti-torino-milano/190944/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/grattacieli-volanti-torino-milano/190944/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 16:31:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[grattacielo]]></category> <category><![CDATA[master]]></category> <category><![CDATA[Politecnico di Torino]]></category> <category><![CDATA[renzo piano]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category> <category><![CDATA[urbanistica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190944</guid> <description><![CDATA[Milano ha un numero crescente di grattacieli vuoti e sta pervicacemente continuando a costruirne per via delle decisioni prese negli anni dalle amministrazioni di centro destra. Ma perlomeno non se ne vanta. Alle inaugurazioni di grattacieli il sindaco non partecipa. Solo il presidente della Regione Formigoni batte la grancassa al proprio Pirellone Bis. Politecnico di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Milano ha un numero crescente di grattacieli vuoti  e sta pervicacemente continuando a costruirne per via delle decisioni prese negli anni dalle amministrazioni di centro destra. Ma perlomeno non se ne vanta. Alle inaugurazioni di grattacieli il <strong>sindaco non partecipa</strong>. Solo il presidente della Regione Formigoni batte la grancassa al proprio Pirellone Bis.<br /> <strong>Politecnico di Torino</strong> attiverà invece un master per insegnare a costruire grattacieli, finanziato da Intesa San Paolo e dalla Camera di Commercio. Il dibattito e la cerimonia di inaugurazione al magnifico Castello del Valentino hanno visto un concorso impressionante di autorità cittadine: oltre al prorettore del Politecnico, erano presenti l&#8217;amministratore delegato di Intesa San Paolo, il Sindaco Fassino, il direttore della Stampa Calabresi e persino il Procuratore Capo della Repubblica Caselli.  Neanche all’inaugurazione dei master di Ingegneria dell&#8217;Auto erano presenti queste diverse personalità.</p><p>Torino crede di passare da<strong> città dell’auto a città dei grattacieli?</strong> Sicuramente non nell&#8217;immediato: da mesi ad esempio sta andando deserta ogni gara che mette in vendita i diritti volumetrici per una torre di 166 metri ai margini del centro di Torino, gemella di quella che si sta costruendo per la Banca Intesa San Paolo (progetto iniziato quando l’attuale ministro dei trasporti Passera ne era ancora l’amministratore delegato). Tuttavia la Regione &#8211; prima con Bresso e adesso con Cota – sta sperperando centinaia di milioni nella costruzione di una <strong>torre di 200 metri al Lingotto</strong>, progettata dal celebre Massimiliano Fuksas. Insomma sta seguendo l&#8217;esempio del Comune di Torino e del gigante progettato da Renzo Piano che ospiterà gli uffici di Intesa San Paolo, che ormai è in piena fase di realizzazione. Il master del Politecnico di Torino è una vera e propria glorificazione di quel progetto e <strong>Renzo Piano</strong>, che si è lasciato usare come cavallo di Troia dello sfondamento del paesaggio sobrio e storico di Torino, ne è il nume tutelare.  Replicando agli interventi critici dei professori Montanari e Faraggiana, Piano ha però riconosciuto il ruolo positivo dei comitati anti-grattacieli come quello di Torino: positivo &#8211; ha detto &#8211;  perché può apportare dei miglioramenti al suo progetto ma anche perché può prevenire un’eccessiva proliferazione di grattacieli.</p><p>Nell&#8217;impostazione dei lavori del master, ha detto il direttore Caldera, si dovrà dare spazio anche ai punti di vista contrari. Questo atteggiamento così pluralistico e tollerante nei confronti del dissenso è emerso però solo dalle parole del momento, frutto della contingenza. Il comitato <a href="http://www.nongrattiamoilcielo.org/" target="_blank">Non Grattiamo il Cielo</a> infatti è venuto a sapere del dibattito in maniera fortuita – sul sito del Politecnico non c’era alcun comunicato, cosa molto strana per una cerimonia ufficiale – ed è riuscito ad entrare nella sala con molte difficoltà. Ci si è dovuti accordare con alcune testate giornalistiche minori per accreditarsi come giornalisti e solo così è stato ottenuto il lasciapassare. Inoltre, l’unico intervento è stato possibile solamente infilandosi con decisione nella parte &#8220;domande del pubblico&#8221;. Gli<strong> agenti Digos </strong>perlomeno hanno lasciato che si esibisse sul terrazzo lo striscione “Non grattiamo il cielo di Torino” e quello con la panoramica della città che la torre di Intesa San Paolo stravolgerà.</p><p>La più recente intervista di Renzo Piano sulla &#8220;sua&#8221; creatura è stata intitolata dalla <em>Stampa</em> sulla &#8221; Leggerezza del grattacielo che non toccherà terra&#8221;. <strong>Un grattacielo volatile, per una grande banca</strong>. Ci vorrebbero invece banche coi piedi per terra e a misura d&#8217;uomo. E non si capisce soprattutto perché adesso la classe dirigente di Torino si entusiasmi per espansioni di edilizia gigante “alla milanese” che la città si era finora saggiamente risparmiata. (Se mai il Politecnico di Milano dovesse inaugurare un master in grattacieli &#8211; e ne dubito &#8211; a De Bortoli e Bruti Liberati non passerebbe neppure per l&#8217;anticamera del cervello di andare all&#8217; inaugurazione.)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/grattacieli-volanti-torino-milano/190944/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Non solo Alemanno, siamo tutti impreparati</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/solo-alemanno-siamo-tutti-cittadini-impreparati/189197/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/solo-alemanno-siamo-tutti-cittadini-impreparati/189197/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Feb 2012 09:25:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Alemanno]]></category> <category><![CDATA[cittadini]]></category> <category><![CDATA[neve]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category> <category><![CDATA[servizi comunali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189197</guid> <description><![CDATA[Adesso saltano fuori l&#8217;appello ai cittadini perchè collaborino a spalare e la richiesta all&#8217;esercito di intervenire. Allora c&#8217;è chi dice che Alemanno poteva dirlo già da giovedì e il sindaco di Roma replica che la Protezione Civile non gli aveva passato le informazioni giuste. E&#8217; evidente che c&#8217;è una tensione politica permanente che aspetta, in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Adesso saltano fuori l&#8217;appello ai cittadini perchè collaborino a spalare e la richiesta all&#8217;esercito di intervenire. Allora c&#8217;è chi dice che Alemanno poteva dirlo già da giovedì e il sindaco di Roma replica che la Protezione Civile non gli aveva passato le informazioni giuste.<br /> E&#8217; evidente che c&#8217;è una<strong> tensione politica permanente</strong> che aspetta, in ogni città, che il sindaco &#8220;scivoli sulla neve&#8221;, quand&#8217;è neve, o sulla pioggia, quando è pioggia. A Milano (un po&#8217; meno, anche perchè ha nevicato di meno) e a Torino sono Pdl e Lega ad accusare i sindaci di non saper gestire la situazione.  Ho l&#8217;impressione che il dibattito su come gestire le emergenze maltempo nelle città &#8211; e tanto per cominciare su come distinguere una vera da una parziale emergenza &#8211; sia molto superficiale ed emotivo, privo di qualunque memoria storica e di qualunque approfondimento.</p><p>Vi dico quanto mi sembra  - da osservatore abbastanza attento delle vicende ambientali cittadine &#8211; di poter dire, in modo che i lettori aggiungano le loro idee, auspico meditate. Innanzitutto, dato che<strong> i fenomeni più o meno estremi non diminuiranno ma aumenteranno</strong>, bisogna che da qualche parte qualcuno li studi e socializzi questo studio. Studi cioè la gestione sociale e comunale del maltempo. Non so se i servizi di spazzamento neve sono più deboli che in passato. Prima di giudicare, si guardi al fatto che sempre ci si lamenta, da anni.. E&#8217; come se la gente volesse tutto spazzato gratis e senza sforzi cittadini.  E&#8217; invece certo, o quasi certo, che si sono indebolite le capacità dele ferrovie di funzionare con la neve , e che comunque sono più deboli di quelle di altri paesi europei. <strong>Altro che Tav!! </strong>Altra cosa che mi sembra evidente è che le scuole vengono chiuse più facilmente che in passato, e più a lungo. Su questo c&#8217;è una complicità collettiva che coinvolge, per pigrizia, quasi tutti i soggetti. E invece, come ho scritto nel <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/neve-scuole-chiuse-unoccasione-persa/188171/" target="_blank">precedente post</a>, la scuola dovrebbe essere una risorsa in questi casi, un servizio nelle intemperie oltre che un luogo di formazione alla <strong>protezione civile</strong>.</p><p>Può darsi che la neve sotterri per sempre le fortune politiche di Alemanno, sindaco eletto per impopolarità di Rutelli in una città dove il centro sinistra è maggioritario. Ma il problema non è Alemanno, è discutere e imparare <strong>cosa possiamo pretendere</strong> dai servizi comunali, da quelli statali, dall&#8217;esercito e soprattutto da noi stessi cittadini in casi come questi. Senza pretendere l&#8217;impossibile e cioè di cancellare la neve.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/solo-alemanno-siamo-tutti-cittadini-impreparati/189197/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La neve e le scuole chiuse, un&#8217;occasione persa?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/neve-scuole-chiuse-unoccasione-persa/188171/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/neve-scuole-chiuse-unoccasione-persa/188171/#comments</comments> <pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:23:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[chiusura]]></category> <category><![CDATA[emergenze]]></category> <category><![CDATA[neve]]></category> <category><![CDATA[scuole]]></category> <category><![CDATA[servizio sociale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188171</guid> <description><![CDATA[Mentre scrivo arrivano ghiaccio e freddo sul Centro Nord e dilaga, o almeno si spande, la prassi di chiudere le scuole, in genere su disposizione del Sindaco. Non è una questione solo italiana, ma forse da noi  capita più di frequente che le si chiuda per pochi centimetri di neve o per qualche esondazione minore. Vorrei mettere in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre scrivo arrivano ghiaccio e freddo sul Centro Nord e dilaga, o almeno si spande, la prassi di <strong>chiudere le scuole</strong>, in genere su disposizione del Sindaco. Non è una questione solo italiana, ma forse da noi  capita più di frequente che le si chiuda per pochi centimetri di neve o per qualche esondazione minore. Vorrei mettere in discussione questa prassi, anche se rischio di dimenticare qualche aspetto del problema che sicuramente i lettori faranno notare.<br /> Premetto che trovo giusto che in condizioni di forte maltempo le città e i comuni e la vita sociale in genere <strong>non facciano come se niente fosse</strong>, e trovo giusto che  si rassegnino serenamente a vivere quel che succede,  a collaborare per spalare neve o secchiare acqua, senza pretendere che tutto funzioni come al solito, senza pretendere che chissà quali migliaia di addetti mettano continuamente tutto a posto.</p><p>Ma è utile chiudere le scuole? Beh se il problema fosse solo quello di ridurre il <strong>traffico</strong> certo che è utile, ma in tal caso sarebbe forse meglio limitare il traffico privato in quanto tale. Mediamente per i genitori è più difficile gestire l’improvvisa indisponibilità di asili e scuole di quanto sarebbe difficile accompagnare i figli a scuola. Ma non banalizziamo la questione e non sottovalutiamo le difficoltà degli amministratori. Immagino che durante le riunioni coi Sindaci  per decidere se chiudere le scuole qualcuno dica : “ci sarà chi protesterà se le lasciamo aperte e chi protesterà se le chiudiamo” e che “è meglio sbagliare per eccesso di prudenza che per eccesso di fiducia”. Buonsenso, certo. Il problema però è che piano piano,negli anni,  ragionando in questi termini, stiamo arrivando ad abituarci a chiudere le scuole per condizioni atmosferiche che erano frequenti (20 centimetri di neve, un po’ di ghiaccio, una piena del Po) e che resteranno frequenti anche nel “riscaldamento globale”. E’ come se inconsciamente si volessero <strong>eliminare i fenomeni naturali dalla vita di una città</strong>, per cui non ci devono essere il freddo, il caldo, il buio, la pioggia, la neve, e se nonostante tutto fanno irruzione è emergenza, ci si chiude in casa.</p><p>Se si può, se non si perdon soldi. La scuola non ha un valore economico immediato per cui la si può chiudere più facilmente. Dando poi per scontato che a scuola si vada con l’automobile, se si prevede un traffico accidentato o pericoloso per neve o ghiaccio, si chiudono le scuole per ridurre il traffico. La mobilità da casa a scuola invece dovrebbe essere <strong>la più sostenibile di tutte</strong>, l&#8217;uso dell&#8217;auto per andare a scuola dovrebbe essere raro e condiviso.  La scuola aperta  nelle intemperie potrebbe essere insieme contemporaneamente <strong>servizio sociale, educazione ambientale e protezione civile</strong>. Preparando le “emergenze” con insegnanti, genitori e allievi, in modo che siano accettate e accettabili anche le giornate a mezzo servizio, anche se manca qualcuno o qualcosa, anche si arriva in ritardo: un’esperienza da vivere insieme, imparando dalle difficoltà e giocandoci dentro. A che serve la scuola se non ci insegna o aiuta a vivere nel secolo dei cambiamenti climatici?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/neve-scuole-chiuse-unoccasione-persa/188171/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>In Tunisia, un anno dopo la rivoluzione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/28/tunisia-anno-dopo-rivoluzione/187174/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/28/tunisia-anno-dopo-rivoluzione/187174/#comments</comments> <pubDate>Sat, 28 Jan 2012 08:49:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[ben alì]]></category> <category><![CDATA[islam]]></category> <category><![CDATA[Persepolis]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[rivoluzione]]></category> <category><![CDATA[Tunisia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187174</guid> <description><![CDATA[Dovevo proprio andare di persona in Tunisia per capire che le cose non sono messe male, come può sembrare a distanza basandosi sulle notizie e sui servizi Tv. Il documentario realizzato da Iacona e trasmesso in Presa Diretta dell&#8217;8 gennaio è bellissimo, fatto benissimo , con scene forti e cose vere. Lo consiglio a chi non l’abbia visto. Si trova sul...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dovevo proprio andare di persona in<strong> Tunisia</strong> per capire che le cose non sono messe male, come può sembrare a distanza basandosi sulle notizie e sui servizi Tv. <strong>Il documentario</strong> realizzato da Iacona e trasmesso in <em>Presa Diretta </em>dell&#8217;8 gennaio è bellissimo, fatto benissimo , con scene forti e cose vere. Lo consiglio a chi non l’abbia visto. Si trova sul loro <a href="http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-c5ec1bfa-e447-4042-bfc2-2031a53eab81.html" target="_blank">sito</a>. Ma ha le caratteristiche di un giornalismo di denuncia, che mette inevitabilmente <strong>in secondo piano le cose positive</strong> e il buon umore, perché questi non fanno altrettanto notizia. E’ vero l’economia è in difficoltà e a livello politico e di piazza bisogna fronteggiare i problemi delle contestazioni salafiste -un integralismo vero da non confondere con la prudenza liberale di Ennahda, partito di maggioranza relativa. Ma i festeggiamenti dell’anniversario hanno mostrato che tutto ciò si svolge in un quadro di <strong>ottimismo nei sentimenti popolari.</strong></p><p>Questa è una piccola grande differenza col quadro di un paese allo sbando. Scrivo questo breve post per darvi la possibilità di ascoltare due miei interlocutori che stanno nell’area politica laica. <strong>Omezzine Khelifa</strong> ha deciso di tornare a vivere in Tunisia dalla Francia ed è una dirigente del partito Ettakatol, aderente all’Internazionale Socialista, un partito che adesso sta nel governo di coalizione con Ennahda. A <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MC5NwRpxp3o" target="_blank">questo link</a> la sua intervista nella festa del 14 gennaio.</p><p><strong>Taarek Chabbouni</strong> è un dirigente di Ettjadid un partito di sinistra in contatto col nostro Pd, un partito che invece dalla coalizione di governo è rimasto fuori. Eppure Taarek esprime fiducia non acredine..sentiamo perché.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/yggtn1Z35uQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Poi ci sono le notizie sulle<strong> complicate vicende della libertà di espressione</strong>.<br /> Il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/tunisia-nessma-alla-sbarra-proiezione-film-persepolis/186333/" target="_blank">processo al direttore della Tv Nesma</a> per la proiezione del film <strong>Persepolis</strong>, seguita da diffuse proteste islamiste è stato rinviato a metà aprile ma la sua prima giornata è stata un’eccezionale test sul rapporto tra Islam e libertà nel paese pilota delle rivoluzioni arabe. Il film franco-iraniano era stato proiettato &#8211; in chiave antiislamista - dieci giorni prima delle elezioni dello scorso ottobre da Nessma Tv successivamente contestata da aspre manifestazioni.</p><p>E per capire la contestazione alla tv Nesma si ricordi che i suoi proprietari sono considerati ex sostenitori di Ben Ali e che nella proprietà ci sono Ben Ammar e Berlusconi. Tutte le<br /> associazioni di respiro internazionale &#8211; diritti dell’uomo,giornalisti,femministe – si sono mobilitate contro il processo “alla libertà d’espressione” – e a sorpresa all’udienza si è presentato <strong>vestito da avvocato</strong> anche l’ex primo ministro della transizione,l’84 enne Caid Essebsi. Dall’altra parte <strong>i salafiti </strong>erano presenti in massa davanti al Tribunale. Alcuni di loro hanno contestato vivacemente tre noti giornalisti laici, che la polizia ha scortato nel vicino commissariato. Sui giornali on line si parla di <a href="http://www.businessnews.com.tn/Vid%C3%A9o-de-l%20agression-sauvage-contre-Zyed-Krichen-et-Hamadi-Redissi-,534,28925,1" target="_blank">selvaggia aggressione</a> (video nel link), ma fossero tutte così le “selvagge aggressioni” con due spintoni e un mezzo pugno sulla spalla… Ed è stato l&#8217;episodio più grave.</p><p>In mezzo tra i due fronti c’è un’<strong>opinione pubblica che non vuole questo scontro</strong>, ma nella quale è prevalente l’idea che comunque la proiezione televisiva di Persepolis , di quella scena, sia stata una provocazione da non ripetere. “Avrei semplicemente rimosso quei 30 secondi” mi ha detto la neo direttrice della tv pubblica Tunisia 2, Imen Bagroun, non velata, prima donna a capo di una tv pubblica “e poi l’avrei proiettato perché è un bel fim.” Affermando che la soluzione non può essere penale Ennahda compie un piccolo capolavoro diplomatico, perché non si contrappone a nessuna delle parti in conflitto e riporta la questione al terreno del<strong> consenso</strong>.</p><p>Contemporaneamente lo stesso partito Ennahda è riuscito a evitare la trappola tesagli da qualche polemico attivista informatico, che ha postato in rete come video una vecchia e lunga sequenza di un rapporto omoerotico ripreso presumibilmente da una telecamera nascosta nel soffitto di una cella. Il video era già circolato nei primi anni 90 come videocassetta per screditare l&#8217;allora prigioniero politico e dirigente islamista Ali Larrayed,oggi ministro degli Interni. Invece di chiedere chiarimenti o di polemizzare sull&#8217;incoerenza <strong>tra vita sessuale e fede islamica</strong> tutta la politica tunisina, islamista e no, di maggioranza e di opposizione, ha solidarizzato col Ministro. Affermando che si trattava di una vecchia manovra della polizia del dittatore Ben Ali, e molto probabilmente di un video montaggio. In questo modo Ennhada non ha dovuto prendere posizione nel merito della <strong>questione omosessuale</strong> e ha difeso il ruolo del suo Ministro degli Interni, uomo chiave in un paese dove manifestazioni e conflitti socio-sindacali sono all&#8217;ordine del giorno.</p><p>Continuerò a tenervi informati sul paese pilota delle rivoluzioni arabe.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/28/tunisia-anno-dopo-rivoluzione/187174/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tunisia, Nessma Tv alla sbarra  per la proiezione del film Persepolis</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/tunisia-nessma-alla-sbarra-proiezione-film-persepolis/186333/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/tunisia-nessma-alla-sbarra-proiezione-film-persepolis/186333/#comments</comments> <pubDate>Wed, 25 Jan 2012 11:28:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Ennadha]]></category> <category><![CDATA[Marianne Satrapi]]></category> <category><![CDATA[Nessma tv]]></category> <category><![CDATA[Persepolis]]></category> <category><![CDATA[salafiti]]></category> <category><![CDATA[Tarak Ben Ammar]]></category> <category><![CDATA[Tunisia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=186333</guid> <description><![CDATA[Il processo al direttore della televisione tunisina Nesma per la proiezione di Persepolis, accompagnato da vivaci proteste islamiste è stato rinviato a metà aprile. Ciò nonostante la prima udienza si è dimostrata un importante test sul rapporto tra Islam e libertà d&#8217;espressione nel paese pilota della Primavera araba. Il film incriminato è basato sull&#8217;omonima graphic...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/Persepolis-pezzo.jpg?47e3a5"><img class="size-full wp-image-186342 alignleft" title="Persepolis pezzo" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/Persepolis-pezzo.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>Il processo al direttore della televisione tunisina <strong>Nesma</strong> per la proiezione di <strong>Persepolis</strong>, accompagnato da vivaci proteste islamiste è stato rinviato a metà aprile. Ciò nonostante la prima udienza si è dimostrata un importante test sul rapporto tra Islam e libertà d&#8217;espressione nel paese pilota della Primavera araba.</p><p>Il film incriminato è basato sull&#8217;omonima <strong>graphic</strong> <strong>novel</strong> autobiografica di <strong>Marianne</strong> <strong>Satrapi</strong>. La pellicola racconta le speranze infrante per la <strong>Rivoluzione</strong> <strong>iraniana</strong> del 1979 e si conclude con la protagonista, ormai ventiduenne, costretta ad espatriare dal Paese ormai governato dal regime oscurantista degli ayatollah.</p><p>Il film d&#8217;animazione era stato proiettato dall&#8217;emittente magrebina (di proprietà di <strong>Tarak Ben Ammar</strong> e <strong>Mediaset</strong>) dieci giorni prima delle elezioni dello scorso ottobre e nel Paese scoppiò un putiferio: manifestazioni di massa, aspre contestazioni da quella larga parte della società più legata ai valori dell&#8217;<strong>Islam</strong>. Ma c&#8217;è di più: un esposto presentato da una serie di avvocati (non solo <strong>salafiti</strong>) aveva chiesto alla magistratura di intervenire. E così è stato.</p><p>Ma la vera notizia è la presa di posizione del partito islamico moderato <strong>Ennadha</strong> uscito vincitore dalle recenti consultazioni: “In occasione del processo, il partito esprime il suo attaccamento alla libertà d’espressione come diritto indivisibile dai diritti dell’uomo. Considera che i procedimenti giudiziari contro il direttore di Nessma non rappresentino la migliore soluzione per rispondere alla problematica sull’identità del nostro popolo e il suo attaccamento al sacro da una parte, e alla libertà di parola dall’altra. Su questo rapporto bisogna costruire un consenso tra i media, la società civile e la politica”.</p><p>Parole testuali, frasi meditate. Per capire ancora meglio la questione bisogna tener presente che il clamore suscitato dalla proiezione di Persepolis è concentrato su una sequenza di neanche un minuto in cui appare dio e parla, con barba bianca su una nuvoletta, come immaginato dalla bambina che dialoga con lui. Disegnare dio è un tabù per i musulmani sunniti. E per capire la contestazione alla tv Nesma si ricordi che i suoi proprietari sono considerati ex sostenitori di <strong>Ben Ali </strong>e che nella proprietà oltre a Ben Ammar figura anche lo stesso Silvio Berlusconi.</p><p>Tutte le associazioni di respiro internazionale &#8211; diritti dell’uomo, giornalisti e femministe – si sono mobilitate contro il processo “alla libertà d’espressione” – e a sorpresa all’udienza si è presentato vestito da avvocato anche l’ex primo ministro della transizione, l’84 enne <strong>Caid Essebsi</strong>.</p><p>Dall’altra parte i salafiti erano presenti in massa davanti al Tribunale. Alcuni di loro hanno contestato vivacemente tre noti giornalisti laici locali, che la polizia ha scortato nel vicino commissariato. Sui giornali on line si parla di selvaggia aggressione anche se il parapiglia si è limitato a poco più di due spinto.</p><p>In mezzo alla diatriba fra laici e religiosi c&#8217;è un paese appena affacciatosi alla democrazia che è ancora in cerca della sua identità. L&#8217;idea prevalente è comunque che la proiezione di quella scena del film sia stata una provocazione da non ripetere. “Avrei semplicemente rimosso quei 30 secondi”, dice la neo direttrice della tv pubblica Tunisia 2 <strong>Imen Bagroun </strong>“E poi l’avrei proiettato perché è un bel film.” Così sostiene la prima donna direttrice di una televisione pubblica. Dal canto suo il partito Ennahda, con la sua presa di posizione contro  la &#8220;soluzione giudiziaria&#8221;, ha fatto un piccolo capolavoro diplomatico: non si è contrapposta a nessuna delle parti in conflitto e ha riportato la questione sul terreno del consenso e dell&#8217;autoregolamentazione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/tunisia-nessma-alla-sbarra-proiezione-film-persepolis/186333/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Che c&#8217;è di male a fotografare il relitto?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/male-fotografare-relitto/185877/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/male-fotografare-relitto/185877/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:32:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Costa Concordia]]></category> <category><![CDATA[giglio]]></category> <category><![CDATA[relitto]]></category> <category><![CDATA[turismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185877</guid> <description><![CDATA[Dato che si moltiplicano in rete i post e gli articoli che stigmatizzano come sciacallaggio chi va a vedere la nave semiaffondata davanti all&#8217;Isola del Giglio, vorrei contro-corrente prendere posizione non dico a favore, ma almeno a difesa, degli innocui turisti gitanti e curiosi che vanno a vedere lo spettacolare relitto. Non capisco lo stupore...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dato che si moltiplicano in rete i post e gli articoli che stigmatizzano come <strong>sciacallaggio</strong> chi va a vedere la nave semiaffondata davanti all&#8217;Isola del Giglio, vorrei contro-corrente prendere posizione non dico a favore, ma almeno a difesa, degl<strong>i innocui turisti gitanti e curiosi</strong> che vanno a vedere lo spettacolare relitto. Non capisco lo stupore e sono quasi scandalizzato dallo scandalo.</p><p>Il naufragio della Concordia è stato un grandioso spettacolo, una storia che ha catturato l&#8217;attenzione dei media non perchè costituisca un <strong>grave e frequente dramma sociale</strong> ma perchè sembra un grande film di effetti speciali, la grandezza della nave, e di grottesca tragedia mista persino ad aspetti comici, nel suo svolgimento. Non ho nulla di specifico e di intelligente da dire nel merito di una vicenda che ho seguito poco. Vorrei solo che fossimo tutti coscienti dei motivi per cui questa è stata la <strong>notizia numero uno</strong> in Italia per così tanti giorni di fila, e abbia avuto anche così tanta eco internazionale. Si tratta &#8211; se non vado errato &#8211; di una trentina di morti, tra vittime accertate e dispersi che difficilmente saranno trovati vivi. E da nove giorni questa notizia occupa uno spazio enorme nel flusso informativo, solo adesso sta un po&#8217; calando.</p><p>Se mi perdonate l&#8217;espressione &#8211; che può sembrare cinica &#8211; la copertura mediatica in proporzione al numero delle vittime è stata altissima. Nello stesso periodo temo ci siano stati più di cento morti per incidenti stradali o sul lavoro ma neanche lo posso sapere. Se quindi c&#8217;è stata tanta Tv su questa tragedia grazie alla <strong>clamorosa immagine </strong>dell&#8217;enorme nave rovesciata, perchè riprenderla e guardarla in tv va bene, e andarla a fotografare no? E&#8217; una mancanza di rispetto per le vittime? Ma , scusate, dopo quanto tempo guardare un relitto &#8211; o una rovina derivante da bombardamenti &#8211; è <strong>legittimo turismo? </strong>C&#8217;è un limite preciso tra il presente e il passato? Non so se abitando vicino sarei andato al Giglio a fotografare i miei cari col relitto alle spalle. Ma non capisco sulla base di quali certezze etiche venga condannato chi lo fa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/male-fotografare-relitto/185877/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Treni, grattacieli, Passera e la crescita</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/treni-grattacieli-passera-crescita/180315/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/treni-grattacieli-passera-crescita/180315/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Dec 2011 11:03:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[banda larga]]></category> <category><![CDATA[corrado passera]]></category> <category><![CDATA[crescita]]></category> <category><![CDATA[Paolo Hutter]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category> <category><![CDATA[treni notturni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=180315</guid> <description><![CDATA[Tra le soluzioni per la crescita vedo riapparire la pericolosa parola infrastrutture.  Tra i pochi vantaggi della crisi poteva esserci quello di esserci  liberati del gigantismo a spese  “dei contribuenti” che incombe in varie zone del paese e invece rischia di resistere  e risorgere ammantato  dalla missione salvifica di far ripartire la crescita. Per quale...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tra le soluzioni per la crescita vedo riapparire la pericolosa parola <strong>infrastrutture</strong>.  Tra i pochi vantaggi della crisi poteva esserci quello di esserci  liberati del <strong>gigantismo a spese  “dei contribuenti”</strong> che incombe in varie zone del paese e invece rischia di resistere  e risorgere ammantato  dalla missione salvifica di far ripartire la crescita. Per quale motivo  autostrade  e linee ferroviarie farebbero bene alla crescita? Forse perché la nostra economia soffre di trasporti troppo lenti, siamo un paesino isolato che ha bisogno che gli asfaltino la strada?</p><p>Ma no, dovrebbe essere chiaro che non è così. E anche dove così può sembrare – che so, in alcun tratti autostradali che portano a Milano – ciò di cui avremmo bisogno è capacità di organizzazione ed <strong>uso più efficiente dei mezzi di trasporto</strong>, non di sacrificare altro territorio per ampliare le autostrade. Che poi quando le linee ci sono si tagliano i servizi, come i <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/ferrovie-dietro-licenziamenti-treni-notte-guerra-dellalta-velocita-solita-malapolitica/179731/" target="_blank">treni notturni</a></strong> che hanno fatto l’Unità d’Italia. Perché sono in perdita, si dice. A quali astronomiche tariffe si dovrebbe viaggiare sui Treni ad Alta Velocità Torino Lione perché non siano in perdita, signori<strong> Moretti</strong> e <strong>Passera</strong>? Nei giorni scorsi il governo italiano ha rinnovato l’accordo con la Francia per l’inutile Tav. A cosa serve un governo tecnico dei professori se non è capace di interrompere la subalternità alle lobby del cemento e del movimento terra?  Sono solo capaci di “superare i tabù” dell’età pensionabile. Ci pensavo in questi giorni mentre seguivo la coraggiosa e impegnativa impresa dei <strong>tre cuccettisti licenziati </strong>che hanno <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9dNRq8z7kqA&amp;feature=player_embedded" target="_blank">occupato per due gelide notti</a> un pezzo del cantiere del grattacielo Intesa San Paolo a Torino.</p><p><strong>L’inutile mastodonte</strong> per il quale Passera come amministratore delegato di Intesa San Paolo ha trovato mezzo miliardo – e lo ha confermato pochi mesi fa quando gli abbiamo chiesto invano di ridimensionare il progetto. Lo stesso Passera che ha avallato l’abolizione dei treni notturni per il Sud e firmato l’accordo per il Tav con Parigi.  Ma la benedetta crescita e le benedette infrastrutture non potrebbero essere fatte di qualcosa di utile, per esempio<strong> banda larga</strong> in tutti i comuni italiani?</p><p><em>(Dedicato a <strong>Giorgio Bocca</strong> che negli ultimi anni era diventato quasi un portavoce della critica a questa fasulla “modernizzazione”).</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/treni-grattacieli-passera-crescita/180315/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le versione delle province. &#8220;No allo svuotamento, non si risparmia&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/11/versione-delle-province-allo-svuotamento-risparmia/176886/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/11/versione-delle-province-allo-svuotamento-risparmia/176886/#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Dec 2011 18:10:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Antonio Saitta]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[province]]></category> <category><![CDATA[tagli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176886</guid> <description><![CDATA[“Abolire le Giunte e i Consigli Provinciali così come previsto dal decreto Monti fa risparmiare all’anno solo 35 milioni di euro, provoca caos e sforzi inediti nel sistema degli Enti Locali mentre il trasferimento del personale delle Province alle Regioni costerebbe 650 milioni in più l’anno.” Il vice presidente dell’Unione delle Province Italiane, Antonio Saitta,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Abolire le Giunte e i Consigli Provinciali così come previsto dal decreto Monti  fa risparmiare all’anno solo  35 milioni di euro, provoca caos e sforzi inediti nel sistema degli Enti Locali mentre il trasferimento del personale delle Province alle Regioni costerebbe 650 milioni in più l’anno.”  Il vice presidente dell’Unione delle Province Italiane, <strong>Antonio Saitta</strong>, presidente della Provincia di Torino, spiega l’argomento principale che ha illustrato alla Commissione Bilancio della Camera per cercare di convincere il Parlamento a evitare il “provinci-cidio”. Nel decreto di Monti ci sono tre punti convergenti, ma differenti, nel tentativo di abolire di fatto le Province senza poterle abolire anche formalmente del tutto, perché sono previste dalla Costituzione.  C’era lo scioglimento in pochi mesi  dei Consigli e delle Giunte vigenti, poi sostituito dal riferimento a “una legge che regolerà” tempi  e modi dello scioglimento. C’è la sostituzione di Giunte e Consigli con 10 consiglieri eletti dai consigli comunali e coordinati da un Presidente, che non è chiaro cosa dovrebbero fare perché nel frattempo &#8211;  è il terzo punto &#8211; con leggi regionali gli attuali compiti delle Province verrebbero attribuiti alle Regioni o ai Comuni.  E  se il personale – come ipotizzato già dal Governo Berlusconi – dovesse essere spostato alle Regioni, costerebbe per ragioni contrattuali il 25% in più. (Maggior costo del contratto dei dipendenti regionali rispetto a quelli provinciali).</p><p>I 65 milioni di risparmio sarebbero invece quelli sui compensi di  assessori e consiglieri provinciali. Ma Saitta fa presente che a partire dai rinnovi elettorali del 2012 questi organi politici sarebbero dimezzati  &#8211; come numero di consiglieri e assessori – da decisioni già prese, e potrebbero diminuire ancora se si procedesse al riaccorpamento di alcune province. Per questo parla di un risparmio di soli 30-35 milioni mentre l’aumento del costo del personale arriverebbe a  ben 650 milioni l’anno. I 12 miliardi di spese che qualcuno aveva detto che si risparmierebbero sono incomprimibili. A meno di pensare che abolendo le Province si possano abolire le spese per le scuole e le strade&#8230;</p><p>L’Unione delle Province italiane era riunita in assemblea il 5 dicembre quando sono arrivati i dettagli della manovra Monti e il Consiglio straordinario si riunisce martedì prossimo.  Sono rimasti spiazzati perché non si aspettavano che Monti intervenisse  sull’aspetto “ordinamentale”, avevano già molti problemi dal taglio ai trasferimenti per fare i bilanci.  Tra i partecipanti all’incontro circolavano i risultati di uno <a href="http://www.upi.it" target="_blank">studio della Bocconi</a> sulla produttività della spesa delle Province  &#8211; non a caso anche le Regioni decidono di passare alcune loro competenze alle Province, dice  tra l’altro lo studio – e quelli di un sondaggio Ipsos  secondo cui gli italiani favorevoli all’abolizione di tutte le province sarebbero  solo il 28% (il 31% è  favorevole alla abolizione di quelle più piccole) e il 60% sarebbe contrario ad abolire la propria, quella dove abitano.</p><p>“Monti ha inventato l’abolizione delle Province, e innanzitutto dei suoi organi politici, all’ultimo minuto, per avere qualcosa da offrire  all’opinione pubblica oltre alla rinuncia al suo proprio stipendio (uno dei due).” aggiunge Saitta. “ Nei colloqui diretti che abbiamo in questi giorni coi leader politici e parlamentari tutti in privato ammettono che abolire le province crea molti più problemi di quelli che risolve ma molti dicono anche che non se la sentono di affrontare la polemica dei giornali.”</p><p>La conferenza delle Regioni è contraria ad abolire le province, mentre tra i Comuni, nell’Anci prevale la posizione di chi le vorrebbe mantenere  con un esecutivo eletto dai consigli comunali (elezione di secondo grado). Al Senato si sta esaminando da mesi un Codice delle Autonomie che rivede gradualmente le competenze degli Enti Locali ma non prevedeva di abolire le province. Peraltro – ricorda Saitta – organismi analoghi su analoghe dimensioni  territoriali sono presenti in tutti paesi europei tranne la Svizzera (dove i cantoni sono in media più piccoli delle Regioni italiane). Se comunque  se alla fine il testo della manovra dovesse confermare il provinci-cidio  l’Unione delle Province italiane è pronta al ricorso alla Corte Costituzionale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/11/versione-delle-province-allo-svuotamento-risparmia/176886/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>17</slash:comments> </item> <item><title>Smog, Milano blocca il traffico venerdì e sabato. E&#8217; la prima volta che succede in Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/08/smog-milano-blocca-traffico-venerdi-sabato-prima-volta-succede-italia/176131/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/08/smog-milano-blocca-traffico-venerdi-sabato-prima-volta-succede-italia/176131/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Dec 2011 13:45:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[blocco del traffico]]></category> <category><![CDATA[domenica a piedi]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[palazzo marino]]></category> <category><![CDATA[pm 10]]></category> <category><![CDATA[polveri sottili]]></category> <category><![CDATA[smog]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176131</guid> <description><![CDATA[Come fosse una domenica a piedi, ma questa volta le macchine e i motorini si fermeranno il venerdì e il sabato: succede a Milano, il 9 e 10 dicembre, dalle 10 alle 18. E’ la prima volta che succede in Italia da quando nel 1999 le ordinanze lombarde hanno dato il via a una fase...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/milano-smog-pezzo.jpg?47e3a5"><img class="size-full wp-image-176132 alignleft" title="Presidio comitati Antismog a Milano" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/milano-smog-pezzo.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>Come fosse una domenica a piedi, ma questa volta le macchine e i motorini si fermeranno il venerdì e il sabato: succede a <strong>Milano</strong>, il 9 e 10 dicembre, dalle 10 alle 18.</p><p>E’ la prima volta che succede in <strong>Italia</strong> da quando nel 1999 le ordinanze lombarde hanno dato il via a una fase di maggiore attenzione e contrasto contro le micro-polveri: le famigerate <strong>Pm 10</strong>. Ma non c’è nessuna legge che obblighi a fermare completamente il traffico dopo tot giorni di superamento dei livelli di guardia: la Direttiva europea recepita dall’Italia dice che non si devono (o dovrebbero) superare i 35 giorni annuali con concentrazioni superiori a 50 microgrammi per metro cubo, ma non dice cosa si deve fare nello specifico. La responsabilità principale è stata posta in capo alle Regioni, ognuna delle quali si comporta in modo differente delegando alcune scelte operative alle Province. Ciò nonostante, il potere di limitare o no il traffico resta ai Comuni.</p><p>Il risultato? In tutti capoluoghi padani sono in vigore blandi e differenziati blocchi  dei veicoli più inquinanti, in genere fino ai diesel Euro 2 (ma Verona blocca solo gli Euro 1), stagionali o permanenti.</p><p>Milano per il momento è una delle poche città – insieme a <strong>Roma</strong> e <strong>Firenze</strong> – ad adottare provvedimenti “emergenziali” in caso di sforamento consecutivo per più giorni dei livelli di Pm 10 nell&#8217;aria.</p><p>In particolare – secondo la delibera milanese –<strong> dopo 14 giorni consecutivi di smog</strong> alto bisogna attuare provvedimenti drastici. La <strong>Giunta Pisapia</strong> arriva all’inedito blocco totale feriale dopo una fase convulsa e intensa: da una parte la cresciuta sensibilità ambientalista di <strong>Palazzo Marino</strong>, dall&#8217;altra le pressioni dei commercianti timorosi che il blocco del trasporto privato su gomma possa penalizzare lo shopping natalizio.</p><p>Dieci giorni prima della decisione, il sindaco aveva stoppato all’ultimo momento l’attuazione di un provvedimento nuovo, che la sua stessa Giunta aveva introdotto: il blocco feriale del centro più quello dei veicoli diesel Euro 3 24 ore su 24. Troppo anche per la giunta arancione che ha sostituito la normativa con un fermo di 8 ore dei diesel Euro 3, ma concordato con decine di comuni dell’hinterland.</p><p>La marcia indietro è stata contestata duramente da associazioni ambientaliste e media locali, una pressione che ha portato Palazzo Marino a inventare il sorprendente blocco totale feriale. Facilitato però dalla data in cui si svolge: nel mezzo ponte dopo l’Immacolata. Gli si è addirittura aggiunta una misura non ripetibile e cioè la chiusura delle scuole che non facevano già il ponte.</p><p>Milano si prende così il rischio di essere vista come la città in cui più è acuta l’emergenza smog. In realtà non è mai la peggiore tra le città della Pianura padana, concentrazioni analoghe a quelle del capoluogo lombardo si sono registrate anche a <strong>Verona</strong>, <strong>Alessandria</strong> e <strong>Torino</strong>. E’ solo quella in cui c’è più sensibilità. L’unica città in cui anni fa c’è stato già un <strong>referendum</strong> per misure antismog, poi svuotato dal colpo di mano del sindaco <strong>Albertini</strong> che lo fece svolgere a luglio. La capitale del Nord è addirittura l’unica città al mondo in cui l&#8217;introduzione di un pedaggio per entrare in auto nell’area centrale e semi-centrale ha raccolto il si dell’80 per cento dei votanti alla consultazione popolare.</p><p>Gli ultimi dati disponibili risalenti al 7 dicembre parlano chiaro: la concentrazione di polvere sottili a Milano è fra i 55 e i 60 microgrammi per metro cubo a Milano, ben al di sotto di Torino che si attesta a quota 70. <strong>Piero Fassino</strong> ha seguito con imperturbabile freddezza i turbamenti di Giuliano Pisapia: per non turbare lo shopping natalizio, nel capoluogo sabaudo sono state tolte persino le domeniche a piedi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/08/smog-milano-blocca-traffico-venerdi-sabato-prima-volta-succede-italia/176131/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Le Province vanno rinforzate!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/province-vanno-rinforzate/175803/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/province-vanno-rinforzate/175803/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Dec 2011 09:17:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Hutter</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[enti locali]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[province]]></category> <category><![CDATA[tagli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175803</guid> <description><![CDATA[Non credo che possa tradursi in realtà l&#8217;intenzione del governo di sciogliere consigli e giunte provinciali prima della scadenza del loro mandato. Per decreto poi.  Mi sembra un colpo di stato, essendo questi organi elettivi. Ma anche se si addivenisse  (verbo da professori) alla più legale intenzione di scioglierle alla scadenza naturale del mandato, si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che possa tradursi in realtà l&#8217;intenzione del governo di sciogliere consigli e giunte provinciali prima della scadenza del loro mandato. Per decreto poi.  Mi sembra un colpo di stato, essendo questi organi elettivi.<br /> Ma anche se si addivenisse  (verbo da professori) alla più legale intenzione di scioglierle alla scadenza naturale del mandato, si tratta di un puro e semplice <strong>cedimento alla semplificazione demagogica e populista</strong> senza nessuna visione di insieme degli enti locali.</p><p>Molte delle nuove Province create negli ultimi anni sono forse superflue. Ma l&#8217;entità territoriale delle Province <strong>non lo è affatto</strong>. Innanzitutto perché sono profondamente radicate nella storia e nell&#8217;identità nazionale. Tanto che sulle province (intendo quelle storiche) e sui loro capoluoghi sono organizzate/i  anche le associazioni economiche e sindacali, la polizia, i partiti, non solo le targhe delle auto. Ma soprattutto: è  su una dimensione come quella delle province &#8211; cioè abbastanza larga da essere efficace, abbastanza vicina ai cittadini per essere  afferrabile e condizionabile dal basso &#8211; che si possono impostare tutte le<strong> politiche ecologiche e moderne</strong>: piani del traffico, dell&#8217;energia, dei rifiuti, gestioni delle strade etc.</p><p>Non si deve pensare alle grandi città, a Milano Roma Torino e Napoli attorno alle quali dovrebbero sorgere le istituende Città Metropolitane. Si deve pensare alle decine di altre realtà. Se si tratta di diminuire i costi della politica, se si tratta di scegliere tra diminuirli a livello parlamentare nazionale, a livello regionale, a livello provinciale o comunale, beh sarebbe meglio avere, al contrario, <strong>più forza alle Province </strong>e un po&#8217; meno agli altri tre livelli. La stessa Grecia (la Grecia) ha ridotto il numero di Comuni, Province e Regioni  procedendo ad accorpamenti ma non ha abolito un<strong> livello politico di governo</strong> come si vuole fare qui. La colpa &#8211; se vogliamo dire così &#8211; delle Province è di non essersi profilate abbastanza. Di Pietro ha fatto il resto con le sue raccolte di firme.</p><p>Non credevo che un governo capace di essere così impopolare sulle pensioni fosse così superficiale e populista sugli enti locali. Non sanno neanche cosa sono, temo, né cosa possono essere. Speriamo che qualcuno li faccia ragionare altrimenti nei prossimi anni il sistema complessivo degli enti locali sarà impantanato in <strong>confusi traslochi senza senso</strong>, risparmiando solo spiccioli (le indennità a consiglieri e assessori) e facendo trionfare sempre più i localismi più piccoli.</p><p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/manovra-cosa-prevede-pacchetto-salva-italiadal-superbollo-alle-detrazioni-imprese/175557/" target="_blank">Gli articoli sugli enti locali nel testo della manovra (14-22)</a></span></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/province-vanno-rinforzate/175803/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using memcached
Page Caching using memcached (User agent is rejected)
Object Caching 1806/1807 objects using memcached
Content Delivery Network via st.ilfattoquotidiano.it

Served from: www.ilfattoquotidiano.it @ 2012-05-27 08:32:32 -->
