<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Paolo Ferrero</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/pferrero/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Dalla parte di Syriza e di Alexis Tsipras</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/dalla-parte-syriza-alexis-tsipras/232871/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/dalla-parte-syriza-alexis-tsipras/232871/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 May 2012 15:13:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Alexis Tsipras]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[Grecia]]></category> <category><![CDATA[memorandum]]></category> <category><![CDATA[sinistra]]></category> <category><![CDATA[Syriza]]></category> <category><![CDATA[zonaeuro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=232871</guid> <description><![CDATA[La vicenda europea è arrivata ad un punto di svolta e la vera partita si gioca in Grecia. Questo perché in Grecia può vincere le elezioni un partito chiaramente antiliberista come Syriza. Il contesto europeo in cui la destra ha perso in Francia e nelle regionali tedesche a favore dei socialdemocratici, può dare una mano,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda europea è arrivata ad un punto di svolta e la vera partita si gioca in Grecia. Questo perché in Grecia può vincere le elezioni un partito <strong>chiaramente antiliberista</strong> come Syriza. Il contesto europeo in cui la destra ha perso in Francia e nelle regionali tedesche a favore dei socialdemocratici, può dare una mano, ma la vera questione la sta ponendo la Grecia, cioè l’anello più debole della catena. Ed il punto è semplice: visto il palese fallimento delle <strong>politiche recessive</strong> basate sulla distruzione del welfare e dei diritti dei lavoratori, è sufficiente oggi per uscire dalla crisi affiancare a queste politiche un po’ di investimenti come chiedono i socialisti? E’ del tutto evidente che la risposta è no, mille volte no.</p><p>Non solo perché il Fiscal Compact condannerebbe l’Europa ad una recessione senza fine, ma perché la crisi &#8211; innescata dalla speculazione &#8211; ha le sue radici in una ingiusta distribuzione del reddito e nei meccanismi di fondo di funzionamento della globalizzazione e dell’Unione Europea. Se non si mette mano alle questione di fondo, semplicemente dalla crisi non si esce.</p><p>Per questo la Grecia è importante, perché <strong>Syriza</strong> (che fa parte del Partito della Sinistra Europea come Rifondazione Comunista, il Front de Gauche, Izquierda Unida, la Linke ) ha posto i <strong>nodi di fondo che l’Europa deve affrontare</strong>. Dicendosi indisponibile ad accettare il memorandum che sta demolendo l’economia greca, ha posto la questione centrale per il nostro futuro.</p><p>Se Syriza vince si riapre tutto perché la folle politica europea sta in piedi su un solo presupposto: la <strong>complicità trasversale</strong> tra popolari, liberali e socialisti e le classi dirigenti di tutti i paesi. Il fatto che i governanti tedeschi in questi giorni alternino le minacce alle promesse, cioè il bastone e la carota, ci dice solo della paura che hanno, perché loro sanno benissimo di essere i primi a guadagnarci con l&#8217;Euro.</p><p>Molti dicono che Syriza sia irresponsabile e che se vince rischia di portare la Grecia fuori dall’Euro. E’ vero il contrario: Se la Grecia accetta di proseguire sulla strada del memorandum la sua economia e la sua società vengono semplicemente distrutti e fuori dall’Euro ci finiranno quando farà comodo alle banche. Basti pensare che grazie alle azioni di “salvataggio” praticate dall’Europa la Grecia è <strong>da 5 anni in recessione</strong> e il debito pubblico è quasi raddoppiato.</p><p>Siamo arrivati quindi all’ora delle scelte. Di fronte alla vittoria di Syriza, che auspico con tutte le mie forze, tutti i paesi europei dovranno decidere: si contratta con il nuovo governo Greco o li si butta fuori dall’Euro? Se si sceglie la prima strada e si abbandonano le politiche liberiste l’Europa ha un futuro. Se si sceglie la seconda, comincerà un processo di dissoluzione che porterà alla fine dell’Euro, dell’Unione Europea e ad una crisi sociale di dimensioni bibliche non solo nei paesi del Sud Europa ma anche al centro dell’impero.</p><p>A questo punto il re è nudo, perché Syriza propone una modifica della politica economica a partire dall’azzeramento del <strong>memorandum</strong>. Tutti, ma proprio tutti, a partire dai partiti socialisti, dovranno scegliere se essere complici della catastrofe o mettersi dalla parte della soluzione.</p><p>Noi sappiamo da che parte stare, da quella di Syriza e di Alexis Tsipras.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/dalla-parte-syriza-alexis-tsipras/232871/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bloccare il Fiscal Compact e unire la sinistra</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/bloccare-fiscal-compact-unire-sinistra/206891/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/bloccare-fiscal-compact-unire-sinistra/206891/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Apr 2012 15:18:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Di Pietro]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Francia]]></category> <category><![CDATA[fiscal compact]]></category> <category><![CDATA[Merkel]]></category> <category><![CDATA[Partito democratico]]></category> <category><![CDATA[sinistra europea]]></category> <category><![CDATA[Vendola]]></category> <category><![CDATA[vittoria Hollande]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206891</guid> <description><![CDATA[Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi hanno aperto la strada alla sconfitta di Sarkozy ed alla vittoria di Hollande. Si tratta di un risultato positivo ma se si trattasse solo di questo non sarebbe un grande risultato. Quante volte in Europa la guida dei governi è passata dalla destra al centro sinistra e ai...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi hanno aperto la strada alla sconfitta di Sarkozy ed alla vittoria di Hollande. Si tratta di un risultato positivo ma se si trattasse solo di questo non sarebbe un grande risultato. Quante volte in Europa la guida dei <strong>governi</strong> è passata dalla destra al centro sinistra e ai socialisti senza che cambiasse poi molto?</p><p>Il risultato francese è quindi reso importante dall’affermazione del Front de Gauche guidato da Melenchon, perché l’affermazione della sinistra, su una piattaforma totalmente alternativa alle politiche neoliberiste, è il vero dato qualificante. In Francia, non solo il cameriere della Merkel viene sconfitto, ma Hollande ha dovuto fare una campagna elettorale molto spostata sui temi della redistribuzione della ricchezza e della lotta alla speculazione <strong>finanziaria</strong> e in parlamento dovrà fare i conti con una nutrita pattuglia di parlamentari della sinistra che saranno in grado di condizionarne l’attività. A costo di scandalizzare i benpensanti, ritengo che paradossalmente anche una parte del voto al Front National spinge in questa direzione. Il Front è un partito barbarico e neonazista. Una parte del voto al Fn non è però un voto ideologico ma esprime un disagio sociale che chiede una profonda modifica della politica economica francese ed europea in senso sociale ed egualitario.</p><p>Il voto francese rappresenta quindi una rilevantissima <strong>battuta</strong> d’arresto del folle programma della Merkel basato su politiche recessive finalizzate a demolire lo stato sociale e a comprimere i salari al fine di aumentare la capacità competitiva del sistema produttivo tedesco. Il voto francese apre una possibilità che deve essere utilizzata per rovesciare la politica economica sin qui imposta all’Europa.</p><p>In questo contesto il primo passo consiste nel boicottare l’approvazione del Fiscal Compact. Com’è noto il Fiscal Compact è un accordo europeo – firmato dall’altro cameriere della Merkel che risponde al nome di Mario Monti – che prevede per l’Italia una riduzione del debito pubblico di oltre 40 miliardi all’anno per i prossimi vent’anni. Si tratta di una <strong>massacrata</strong> pazzesca che terrà l’Italia in recessione nei prossimi decenni. Una vera e propria follia. Hollande ha già detto che non intende firmare il Fiscal Compact perché lo vuole modificare.</p><p>Il prode Bersani, che inneggia alla vittoria di Hollande, non ha trovato di meglio che dare una mano a Sarkozy dicendo che il Fiscal Compact va approvato per poi modificarlo. E’ del tutto evidente che se l’Italia approva il Fiscal Compact questo rafforza le destre della Merkel e di Sarkozy e indebolisce Hollande che a questo punto si troverà solo. Già una volta il centro sinistra italiano ha lasciato solo il governo francese di Jospin sulla battaglia per le 35 ore ma questa ignavia <strong>opportunista</strong> del centro sinistra italiano è francamente rivoltante. Il minimo che possa fare il PD è di rifiutarsi di votare a favore del Fiscal Compact per porre l’obiettivo di una sua ricontrattazione dopo le elezioni francesi e Olandesi, che possono cambiare lo scenario europeo.</p><p>La posizione di Bersani è vergognosa e per questo invitiamo Di Pietro e Vendola a smettere di inseguire il Pd per ricomporre la foto di Vasto: per fare cosa , per approvare le politiche economiche della Merkel? Occorre al contrario <strong>aggregare</strong> la sinistra e fare anche in Italia un Front de Gauche che dica con chiarezza che per uscire dalla crisi serve la redistribuzione del reddito, la lotta alla speculazione e una forte politica economica pubblica finalizzata all’occupazione e basata sulla costruzione di un polo pubblico del credito.</p><p>Boicottare l’approvazione del Fiscal Compact e unire la sinistra: queste sono le vere urgenze che abbiamo in Italia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/bloccare-fiscal-compact-unire-sinistra/206891/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Occupy piazza Affari,  i media oscurano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/occupy-piazza-affari-oscurata/201981/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/occupy-piazza-affari-oscurata/201981/#comments</comments> <pubDate>Tue, 03 Apr 2012 08:51:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[debito pubblico]]></category> <category><![CDATA[finanza]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[impoverimento]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Occupy Piazza Affari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=201981</guid> <description><![CDATA[Sabato 31 marzo a Milano si è tenuta una bella manifestazione di circa ventimila persone (15.000 per la questura). La manifestazione si è conclusa in piazza affari ed aveva come punti centrali l’opposizione al governo Monti, la lotta alla speculazione finanziaria e alle Banche, il rifiuto di far pagare al popolo il debito pubblico. Questa...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 31 marzo a Milano si è tenuta una bella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/risultati-di-ricerca/?cx=002673224793559243781%3A8d1aivqnhja&amp;cof=FORID%3A11&amp;ie=UTF-8&amp;q=occupy+piazza+affari&amp;sa=Cerca" target="_blank">manifestazione</a> di circa ventimila persone (15.000 per la questura). La manifestazione si è conclusa in piazza affari ed aveva come punti centrali l’opposizione al governo Monti, la lotta alla speculazione finanziaria e alle Banche, il rifiuto di far pagare al popolo il debito pubblico. Questa manifestazione è stata oscurata dai <strong>grandi media di regime</strong> – il regime bipartisan Monti/Napolitano – o addirittura sbeffeggiata, come qualche giornale che ha parlato di 1000 (mille) persone in piazza .</p><p>Il motivo a me pare abbastanza semplice. Il regime bipartisan cerca di presentare il governo Monti non solo come un governo tecnico ma come una <strong>oggettiva necessità storica</strong>. Questi signori cercano di convincerci che il governo Monti non sceglie, il governo Monti applica l’unica ricetta possibile per evitare il disastro. La realtà viene semplicemente ignorata e assorbita dentro questa grande narrazione.</p><p>Che in Italia le <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/01/dieci-paperoni-come-milioni-italiani-giovani-sempre-poveri-degli-adulti/201650/" target="_blank">10 persone più ricche abbiano un patrimonio pari ai 3 milioni più poveri</a> diventa un fatto di cronaca degno di Grand Hotel. Non diventa un fatto politico che obbligherebbe a riflettere sulla necessità di mettere una <strong>tassa sui grandi patrimoni</strong>.</p><p>Che le banche italiane abbiano preso a prestito dalla BCE centinaia di miliardi all’1% di interesse e che usino questi soldi per ricapitalizzarsi e per speculare sui titoli di stato ma che nemmeno un centesimo finisca nel credito alle famiglie o alle imprese viene raccontato come un fatto di cronaca. Non diventa mai un <strong>fatto politico</strong> di prima grandezza che obbligherebbe a riflettere sulla necessità di dar vita ad una banca pubblica che si occupi di finanziare l’economia reale e non di speculare. Eppure molti artigiani, commercianti, piccoli e medi imprenditori – che abbiano votato a destra o a sinistra – sono stritolati dalle banche e dal cosiddetto credit crunch! Così come se un pensionato o un lavoratori deve praticare “la cessione del quinto” del suo stipendio o della sua pensione per cambiare la caldaia, deve pagare interessi che stanno sopra al 9%.</p><p>Che il debito pubblico in Italia e in Europa sia diventato una <strong>emergenza</strong> perché i governi europei – tutti insieme – hanno deciso di impedire alla BCE di comprare direttamente i titoli di stato, non è oggetto di discussione. Eppure se la BCE prestasse i soldi agli stati e non solo alle banche private – cioè agli speculatori – la speculazione sarebbe messa completamente fuori gioco. Non se ne discute perché altrimenti sarebbe chiaro all’opinione pubblica che la speculazione finanziaria non è subita ma è resa possibile ed assecondata dai nostri governi, che la usano come una clava per demolire le conquiste dei lavoratori.</p><p>Per questo la manifestazione di sabato in piazza affari è stata oscurata: perché ha detto che <strong>il re è nudo </strong>e che la finanza e i suoi amici come Monti ci stanno raccontando un mucchio di balle e ci stanno distruggendo la vita. Ovviamente è lo stesso motivo per cui noi continueremo nella mobilitazione!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/occupy-piazza-affari-oscurata/201981/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le balle sulla riforma del mercato del lavoro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/balle-sulla-riforma-mercato-lavoro/200639/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/balle-sulla-riforma-mercato-lavoro/200639/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Mar 2012 09:16:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[ammortizzatori sociali]]></category> <category><![CDATA[articolo 18]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[interinale]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[riforma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200639</guid> <description><![CDATA[Nel dibattito pubblico sul diktat del governo sul mercato del lavoro si è formata una strana vulgata secondo cui non sarebbe buona la parte sull’articolo 18 ma il resto sarebbe positivo. Penso che si tratti di una sciocchezza purtroppo alimentata anche dalle organizzazioni sindacali. Vediamo perché. Per quanto riguarda la precarietà il governo ha stretto qualche...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nel dibattito pubblico sul diktat del governo sul mercato del lavoro si è formata una <strong>strana vulgata </strong>secondo cui non sarebbe buona la parte sull’articolo 18 ma il resto sarebbe positivo. Penso che si tratti di una sciocchezza purtroppo alimentata anche dalle organizzazioni sindacali. Vediamo perché.</p><p>Per quanto riguarda la precarietà il governo ha stretto qualche vite senza abolire le variegate forme di precarietà inventate dal governo Berlusconi. <strong>Supermercato del lavoro era e supermercato rimane</strong>. Inoltre occorre notare come mentre tutti discutono della proposta del Ministro Fornero il governo quatto quatto il 2 marzo ha fatto un Decreto sul lavoro somministrato che allarga a dismisura l’utilizzo di questo strumento. Come ha scritto autorevolmente <em>Il Sole 24 ore</em>, si tratta di un decreto “relativo al lavoro tramite agenzia interinale, che cambia in profondità il regime di utilizzo di questo tipo di contratto”. Il decreto del governo infatti prevede che per<strong> il lavoro interinale a tempo determinato </strong>– il lavoro in affitto – vi siano tre casi in cui si potrà ricorrere alla somministrazione senza indicare la causale, ossia le esigenze di carattere tecnico, organizzativo, produttivo o sostitutivo che rendono necessarie le prestazioni di lavoro somministrato. Si tratta del caso di utilizzo di lavoratori che stiano percependo ammortizzatori sociali da almeno 6 mesi, di quello in cui siano utilizzati “lavoratori svantaggiati” e un terzo caso che verrà definito dai contratti collettivi, che potranno individuare casi aggiuntivi di esonero. È abbastanza evidente che in questo modo il lavoro interinale si dilaterà a dismisura e già si prefigura come lo strumento per ricollocare in una condizione precaria e sfruttata una parte di quei lavoratori cinquantenni che verranno espulsi dalle aziende in virtù delle modifiche sugli ammortizzatori sociali di cui parlo qui sotto.</p><p>Per quanto riguarda le garanzie sociali di chi è senza lavoro infatti il governo <strong>ha sbandierato una copertura universalistica </strong>per tutti i disoccupati. Si tratta di una balla perché i criteri per accedere al sussidio (che dura un anno e comincia a scendere dopo 6 mesi) sono piuttosto stretti. Non a caso noi abbiamo proposto di creare un reddito sociale per i disoccupati da finanziarsi attraverso una patrimoniale sulle grandi ricchezze e di allargare gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori. Il governo al contrario ha messo a disposizione pochissime risorse e ha utilizzato questa riforma per abolire la CIG in deroga e la mobilità, dando mano libera alle aziende per licenziare dopo un anno i lavoratori in esubero e dimezzare il periodo per cui i lavoratori hanno diritto ad avere gli ammortizzatori sociali. In una situazione in cui è stata molto aumentata l’età per andare in pensione questo significa che nei prossimi anni avremo centinaia di migliaia di lavoratori ultra cinquantenni che saranno licenziati e non avranno nessuna possibilità di andare in pensione. Questo provvedimento produrrà quindi<strong> nuovi poveri</strong>: oltre ai giovani precari anche i cinquantenni espulsi dalle aziende. Non si dica che questo problema verrà coperto dalla garanzia di sussidi a chi mancano meno di 4 anni per raggiungere la pensione. Infatti questi sussidi sono in larga parte a carico delle aziende e queste tenderanno a buttare fuori chi è più distante dalla pensione dei 4 anni previsti in modo da non dover pagare nulla in aggiunta.</p><p>Sull’articolo 18 non aggiungo nulla al mio ultimo post perché è del tutto evidente che l’abolizione del diritto di reintegra per i licenziamenti economici determina la sostanziale inefficacia dell’articolo 18 in quanto tale.</p><p>Queste poche considerazioni solo per sottolineare come il provvedimento del governo sia complessivamente negativo per tutti i lavoratori, dai giovani agli anziani. Chi sostiene che il provvedimento va complessivamente bene e basta una modifica sull’articolo 18 – magari scambiata con una ulteriore precarizzazione del lavoro – mente sapendo di mentire.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/balle-sulla-riforma-mercato-lavoro/200639/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le balle del governo sull’articolo 18</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/balle-governo-sull%e2%80%99articolo/199145/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/balle-governo-sull%e2%80%99articolo/199145/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Mar 2012 15:54:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[articolo 18]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[licenziamento]]></category> <category><![CDATA[reintegro]]></category> <category><![CDATA[riforma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=199145</guid> <description><![CDATA[Attorno alla vicenda dell’articolo 18 raccontano un mucchio di balle. La principale è che la tutela dei licenziamenti discriminatori sarebbe stata estesa a tutti i lavoratori e le lavoratrici, anche quelli che lavorano in aziende con meno di 15 dipendenti. Dipinta in questo modo sembrerebbe che l’articolo 18 sia stato addirittura migliorato. Vediamo perché è una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Attorno alla vicenda dell’articolo 18 raccontano un mucchio di balle. La principale è che la <strong>tutela dei licenziamenti discriminatori</strong> sarebbe stata estesa a tutti i lavoratori e le lavoratrici, anche quelli che lavorano in aziende con meno di 15 dipendenti. Dipinta in questo modo sembrerebbe che l’articolo 18 sia stato addirittura migliorato. Vediamo perché è una balla:</p><p>Il governo ha deciso di togliere l’applicazione dell’articolo 18 per quanto riguarda i licenziamenti individuali motivati da <strong>ragioni economiche o tecnico organizzative</strong>. Che cosa succederà se questa norma andrà in vigore? Il datore di lavoro che vuole licenziare Paolo Ferrero che fa? Semplicemente licenzia il sottoscritto motivandolo con ragioni organizzative, ad esempio che il mio lavoro non c’è più, oppure che la mia professionalità non serve più all’azienda. Dopodiché, io faccio ricorso contro il licenziamento perché la motivazione è falsa in quanto l’azienda ha semplicemente messo un altro lavoratore a fare il lavoro che prima svolgevo io. Il tribunale verifica che ho ragione io e dichiara nullo il licenziamento ma a quel punto non può più ordinare la mia reintegrazione sul posto di lavoro ma solo condannare l’azienda a pagarmi una indennità. In quel modo io non ho più il posto di lavoro e l’azienda mi ha fatto fuori pagando una “multa” di alcune decine di migliaia di euro. Questo perché la motivazione adottata dall’azienda nel licenziarmi non sarebbe più “coperta” dall’articolo 18 che è proprio la norma che permette al magistrato di ordinare la reintegrazione sul posto di lavoro.</p><p>L’articolo 18 infatti, al contrario di quel che viene detto, non è una norma contro le discriminazioni ma una norma che prevede la reintegrazione sul posto di lavoro del lavoratore licenziato ingiustamente. Se si toglie la copertura dell’articolo 18, non è più possibile per la magistratura riportare al lavoro chi viene ingiustamente licenziato.</p><p>In queste condizioni è evidente che qualsiasi datore di lavoro voglia licenziare un dipendente perché comunista, omosessuale o perché fa rispettare la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro o si rifiuta di svolgere mansioni non previste dal contratto o perché si lamenta che il padrone non gli paga tutto lo stipendio, non dovrà far altro che licenziare questa persona per <strong>ragioni economiche o tecnico organizzative</strong> e il gioco è fatto. Quella persona non rientrerà mai più nel suo posto di lavoro.</p><p>Qualcuno potrebbe dire: ma a quel punto si fa una causa per dimostrare che il padrone ti ha licenziato non per ragioni economiche ma per ragioni politiche. Sembra facile, ma è pressoché impossibile provare questo fatto, sarebbe una specie di processo alle intenzioni, alle opinioni del datore di lavoro.</p><p>La manomissione dell’articolo 18 operata dal governo coincide quindi alla <strong>totale libertà di licenziamento</strong> da parte dei datori di lavoro in ogni azienda, grande o piccola che sia. Invece di ridurre la precarietà il governo ha reso precari di colpo tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici.<br /> In pratica il governo ha tolto ai lavoratori la possibilità di essere cittadini nell’ambito del rapporto di lavoro riducendoli a una merce, <strong>che ha un certo costo -la multa- ma nessun diritto</strong>. Un’altra buona ragione per mandare a casa il più in fretta possibile questo governo dei poteri forti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/balle-governo-sull%e2%80%99articolo/199145/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Speculazione: la truffa per tagliare le pensioni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/truffa-della-speculazione-tagliare-pensioni/197519/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/truffa-della-speculazione-tagliare-pensioni/197519/#comments</comments> <pubDate>Thu, 15 Mar 2012 14:32:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bce]]></category> <category><![CDATA[fiscal compact]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[pensioni]]></category> <category><![CDATA[speculazione]]></category> <category><![CDATA[spread]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=197519</guid> <description><![CDATA[Nei mesi scorsi l&#8217;Italia è stata descritta come sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso. Gli spread salivano quotidianamente e in nome dell&#8217;emergenza sono state fatte 3 manovre finanziarie pesantissime. Come ho sostenuto sin dall&#8217;inizio risulta sempre più evidente che non vi era nulla di oggettivo in quanto stava accadendo e che vi è stata la costruzione di una emergenza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nei mesi scorsi l&#8217;Italia è stata descritta come sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso. Gli spread salivano quotidianamente e in nome dell&#8217;emergenza sono state fatte 3 manovre finanziarie pesantissime. Come ho sostenuto sin dall&#8217;inizio risulta sempre più evidente che non vi era nulla di oggettivo in quanto stava accadendo e che vi è stata la <strong>costruzione di una emergenza</strong> voluta al fine di tagliare il welfare e demolire le pensioni. L&#8217;operazione dura tutt&#8217;ora e infatti Monti giustifica la volontà di manomettere l&#8217;articolo 18 con la necessità di dare un ulteriore segnale ai mercati.</p><p>Qualcuno può pensare che io sia un pazzo paranoico, per cui vorrei portare alcuni <strong>dati con cui suffragare questa mia tesi</strong>.</p><p>Nel <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/stime-ribasso-nelleurozona-italia-cala-fiducia-consumatori/197463/" target="_blank">bollettino emesso oggi dalla Bce</a></span> si può leggere che i due maxi-prestiti a lungo termine sborsati dalla Banca centrale europea a dicembre e febbraio sono stati decisi &#8220;a fronte di circostanze straordinarie nell&#8217;ultimo trimestre del 2011&#8243; e &#8220;potrebbero aver contribuito a contenere gli effetti di contagio della crisi del debito sovrano&#8221;. Ecco svelato l&#8217;arcano. Con lo spread altissimo<strong> Berlusconi</strong> ha fatto due stangate e poi ha tolto le tende e il governo Monti ha fatto una ulteriore stangata pazzesca sul popolo italiano, compreso un arbitrario aumento dell&#8217;età per andare in pensione. Dopodiché la Bce ha prestato più di mille miliardi alle banche all&#8217;1% di interessi e gli spread hanno cominciato a calare. Evidentemente le banche &#8211; che continuano a non prestare soldi alle imprese &#8211; hanno investito il prestito per comprare titoli di stato, guadagnando per altro un bel po&#8217; di miliardi.</p><p>E&#8217; del tutto evidente che se la Bce avesse cominciato prima del 21 dicembre le emissioni, lo spread sarebbe calato e non vi sarebbe stata la pressione psicologica per fare le manovre antipopolari di Berlusconi e di Monti. Cosa impediva alla Bce di fare prima le emissioni del prestito alle banche: nulla! Ci troviamo quindi di fronte ad una manica di truffatori che utilizzano la speculazione finanziaria come una clava per demolire i diritti dei lavoratori e obbligare gli stati alle privatizzazioni, cioè alla svendita dell&#8217;argenteria di famiglia. In questo caso la speculazione è servita anche per far approvare in sede europea il<em> fiscal compact</em>, una autentica follia monetarista che obbligando l&#8217;Italia a tagli continui per un ventennio &#8211; oltre 45 miliardi l&#8217;anno &#8211; terrà il bel paese in recessione &#8211; o in stagnazione &#8211; per i futuri decenni. Speculazione finanziaria che &#8211; una volta servita per giustificare il lavoro sporco &#8211; viene tranquillamente fatta rientrare, alla faccia dei giudizi delle agenzie di rating. <strong>Il taglio delle pensioni non ha quindi alcuna giustificazione esterna</strong>, è una pura aggressione ai diritti dei lavoratori fatta dalla manica di speculatori che ci governano. La speculazione finanziaria viene evocata come un &#8220;fenomeno soprannaturale&#8221;, una specie di divinità incontrollabile che giudica senza appello i popoli spendaccioni. Non è così. La speculazione finanziaria è gestita da una decina di istituti finanziari, che hanno nome e cognome e la Bce &#8211; nonostante il suo statuto &#8211; è del tutto in grado di intervenire &#8211; se ritiene opportuno &#8211; per bloccare la speculazione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/truffa-della-speculazione-tagliare-pensioni/197519/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Da Vasto a Piazza San Giovanni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/dalla-foto-vasto-quella-piazza-giovanni/196700/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/dalla-foto-vasto-quella-piazza-giovanni/196700/#comments</comments> <pubDate>Mon, 12 Mar 2012 09:53:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Fiom]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category> <category><![CDATA[sinistra]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196700</guid> <description><![CDATA[La manifestazione della Fiom di venerdì è stata la prima grande manifestazione di opposizione sociale a Confindustria e al governo Monti. Colorata, allegra e combattiva è stata una gran bella manifestazione. Il suo significato non è però solo sindacale. Venerdì la politica si è divisa tra chi si è schierato con il governo Monti e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La manifestazione della Fiom di venerdì è stata la prima grande manifestazione di opposizione sociale a Confindustria e al governo Monti. Colorata, allegra e combattiva è stata una gran bella manifestazione. Il suo significato non è però solo sindacale. <strong>Venerdì la politica si è divisa</strong> tra chi si è schierato con il governo Monti e chi si è schierato con i lavoratori metalmeccanici. La linea di divisione è passata esattamente dentro il centrosinistra, con il Pd che non ha partecipato.</p><p>A questo punto  le strade sono due: continuare ad inseguire il Pd che a sua volta insegue l’Udc, che a sua volta insegue il centrodestra. A me pare una strada senso e senza prospettive: il governo Monti è un governo costituente e non scomparirà con la fine della legislatura. In un modo o nell’altro il prossimo governo sarà la prosecuzione del centrismo di Monti, un po’ spostato da una parte o dall’altra, e il Pd vi sarà impegolato dentro.</p><p>Per questo propongo a Sel e Idv un&#8217;altra strada: quella di sostituire la foto di Vasto con la foto di Piazza San Giovanni. La gente che era in piazza non ha solo la necessità ma anche <strong>il diritto </strong>di avere una aggregazione politica di riferimento. E’ possibile oggi in Italia dare vita a una aggregazione a sinistra del Pd che costruisca l’opposizione al governo Monti e alla Confindustria, dia una sponda politica e un punto di riferimento politico alle persone che erano in piazza venerdì e costituisca una aggregazione elettorale unitaria? Io credo che oltre alla Federazione della Sinistra sarebbero disponibili a questo percorso molte realtà sociali, liste civiche, aggregazioni e comitati territoriali. Un<strong> polo della sinistra</strong> di questo tipo sarebbe significativo anche sul piano elettorale e costituirebbe la vera alternativa alla ristrutturazione neocentrista del sistema politico che il governo Monti sta producendo. Conosco bene le differenze che ci sono tra di noi e infatti non propongo di fare il “partito unico della sinistra”. Propongo di dar vita a una aggregazione stabile, che permetta di mettere in comune le cose che ci uniscono e lasciare fuori dalla porta le cose che ci dividono, in primo luogo la storica tendenza alla divisione che aleggia nella sinistra italiana.</p><p><strong>Oggi in Italia abbiamo due destre</strong>, quella populista di Berlusconi e quella tecnocratica di Monti ma non abbiamo nessuna sinistra. Invece di continuare a lamentarsi di cosa fanno queste due destre forse sarebbe ora di costruire insieme una sinistra degna di questo nome!</p><p>Noi di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra ci siamo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/dalla-foto-vasto-quella-piazza-giovanni/196700/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Napolitano e i sindaci No Tav: un&#8217;occasione persa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/06/napolitano-sindaci-unoccasione-persa/195902/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/06/napolitano-sindaci-unoccasione-persa/195902/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Mar 2012 18:36:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[dialogo]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category> <category><![CDATA[sindaci]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195902</guid> <description><![CDATA[Ritengo che la decisione del Presidente Napolitano di non incontrare i sindaci No Tav a Torino costituisca una importante occasione mancata, un errore. Proprio il suo ruolo super partes avrebbe potuto aprire uno spazio di confronto che sposti il dibattito dall’ordine pubblico alle reali ragioni della popolazione valsusina. La decisione sull’opera, è vero ed evidente,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ritengo che la decisione del Presidente Napolitano di<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/cancellieri-fara-prove-forza-convengono-cota-pronte-compensazioni/195600/" target="_blank"> non incontrare i sindaci No Tav a Torino</a> costituisca una importante <strong>occasione mancata, un errore</strong>. Proprio il suo ruolo super partes avrebbe potuto aprire uno spazio di confronto che sposti il dibattito<strong> dall’ordine pubblico alle reali ragioni </strong>della popolazione valsusina.</p><p>La decisione sull’opera, è vero ed evidente, non compete al Capo dello Stato ma la sua posizione al di sopra delle parti politiche poteva facilitare<strong> la ripresa del dialogo</strong>, di un dialogo pacifico e costruttivo sui motivi alla base del movimento contro l’alta velocità sulla Torino-Lione. Ritengo infatti che oggi sia necessario riaprire il dialogo. Occorre in tutti i modi evitare che il problema politico della Tav diventi un <strong>problema di ordine pubblico</strong>. In una democrazia la politica ha il dovere di interloquire con la popolazione e proprio lo stato democratico nato dalla resistenza ha riconosciuto la questione sociale come questione politica superando ogni tentazione di ridurre le rivendicazioni sociali a questione di ordine pubblico.</p><p>Chi meglio del Presidente della Repubblica, che rappresenta <strong>l&#8217;unità nazionale</strong>, può avere un ruolo decisivo nel riconoscimento e nella riattivazione del dialogo tra le diverse posizioni in campo? Si tratta di un fatto istituzionale, perché la comunità nazionale, anche e soprattutto in un momento di forte conflitto, è tutelata e resa evidente dalla figura del capo dello stato. Il riconoscimento della comunità nazionale è propedeutico al riconoscimento delle diverse posizioni politiche che concorrono alla formazione della dialettica democratica. Non posso quindi che esprimere il mio profondo rincrescimento per la decisione del Presidente Napolitano che, con questa sua decisione, non ha mantenuto la figura del Presidente della Repubblica al di fuori e al di sopra del confronto e dello scontro politico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/06/napolitano-sindaci-unoccasione-persa/195902/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caso Goracci e questione morale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/caso-goracci-questione-morale/192193/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/caso-goracci-questione-morale/192193/#comments</comments> <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 12:24:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[arresto]]></category> <category><![CDATA[elezione]]></category> <category><![CDATA[gubbio]]></category> <category><![CDATA[Orfeo Goracci]]></category> <category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category> <category><![CDATA[sindaco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192193</guid> <description><![CDATA[L’arresto dell’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci è purtroppo il principale motivo per cui si è parlato di Rifondazione Comunista in questi ultimi giorni. Per chiarezza di comportamenti e trasparenza nei confronti dei lettori di questo blog voglio qui riassumere cosa ha fatto Rifondazione Comunista e cosa ne penso. A novembre, Goracci e alcune altre persone...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/umbria-arrestato-vicepresidente-della-regione-goracci/191145/" target="_blank">L’arresto dell’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci</a> è purtroppo il principale motivo per cui si è parlato di Rifondazione Comunista in questi ultimi giorni. Per chiarezza di comportamenti e trasparenza nei confronti dei lettori di questo blog voglio qui riassumere cosa ha fatto Rifondazione Comunista e cosa ne penso.</p><p>A novembre, Goracci e alcune altre persone hanno ricevuto un avviso di garanzia. Goracci si è <strong>autosospeso dal partito</strong> e gli altri indagati iscritti a Rifondazione sono stati immediatamente sospesi. Nei giorni immediatamente successivi Rifondazione ha chiesto a Goracci di dimettersi da vicepresidente del Consiglio regionale dell’Umbria perché noi riteniamo incompatibile che un indagato per reati di quel tipo possa ricoprire incarichi istituzionali. Goracci, contro il nostro parere ha ritenuto di non dare le dimissioni e su questo abbiamo avuto una polemica pubblica.</p><p>Qualche giorno fa Goracci e altre persone sono state arrestate. Abbiamo immediatamente sospeso dal partito gli arrestati iscritti a Rifondazione che non avevano ricevuto avvisi di garanzia. Parallelamente abbiamo preso una posizione pubblica molto chiara in cui si ribadiva la piena fiducia nell’azione della Magistratura e l’auspicio che si arrivasse in tempi brevi al processo in modo da fare piena luce sulla vicenda. Su questo è possibile ascoltare<a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/caso-goracci-ferrero-sopresa-enorme/190837/" target="_blank"><strong> l’intervista telefonica</strong></a> che mi è stata fatta dal Fatto Quotidiano</p><p>Ieri abbiamo deciso nella segreteria nazionale di Rifondazione Comunista di costituirci <strong>parte civile</strong> nell’eventuale processo che seguirà alle indagini. Il deliberato della segreteria è il seguente: “Rifondazione Comunista ritiene di inaudita gravità i reati che vengono contestati ad Orfeo Goracci ed agli altri indagati. L’accertamento sul piano giurisdizionale  e delle responsabilità penali, spetta alla magistratura, nella quale riponiamo la massima fiducia. Il Prc ritiene, peraltro, che l’espletamento delle responsabilità politiche ed i comportamenti dei rappresentanti istituzionali debbano essere trasparenti e cristallini ben oltre le responsabilità penali, per questa ragione, quando Goracci ha ricevuto l’avviso di garanzia, gli abbiamo chiesto le dimissioni da vice  Presidente del Consiglio regionale dell’Umbria. Riteniamo che esista un dovere civico, una questione morale, una responsabilità costituzionale fondativa della rappresentanza. A partire da questi convincimenti il Prc, si ritiene parte lesa, di fronte ai propri iscritti ed all’opinione pubblica. Decide, pertanto, sin da ora, che si costituirà parte civile, per difendere l’onore e la militanza generosa e cristallina dei propri iscritti, nella udienza di apertura dell’eventuale processo.”</p><p>Questo è quanto ha fatto Rifondazione Comunista in merito alla vicenda, nel modo più trasparente possibile e nella consapevolezza di essere parte lesa. Rifondazione è oggi un partito di uomini e donne che fanno politica nel loro tempo libero, in modo disinteressato e pagando con il loro denaro il funzionamento del partito. <strong>Siamo parte lesa </strong>perché un episodio come questo – nella misura in cui verrà provato &#8211; danneggia la nostra credibilità, la nostra azione politica e offende gli ideali per cui si battono gli uomini e le donne di Rifondazione Comunista.</p><p>Qualcuno ci ha detto: “ma non vi eravate accorti di nulla?” No. In tutta franchezza no. Ho avuto<strong> conflitti politici con Goracci</strong> – e con lo stesso circolo di Gubbio – ma non ho mai avuto il minimo sospetto sul fatto che vi potessero essere illegalità nella gestione dell’amministrazione e nei rapporti con le persone. Né ho mai ricevuto alcuna segnalazione in proposito. Sottolineo questo fatto perché se avessi avuto segnalazioni sarei andato io dall’<strong>autorità giudiziaria</strong>. Mi è infatti capitato mesi fa di ricevere una lettera anonima in cui si affermava che un nostro consigliere regionale aveva preso voti dalla &#8216;ndrangheta. Immediatamente ho preso il treno e ho consegnato la lettera al Procuratore della repubblica di Reggio Calabria chiedendo di indagare e fare piena luce sulla vicenda. Solo dopo ho avvisato il consigliere regionale perché ritengo che sulla legalità &#8211; nella gestione della cosa pubblica &#8211; non si transiga.</p><p>Forse questo mio comportamento ha qualcosa a che vedere con il fatto che il consigliere, dopo qualche tempo, ha ritenuto di abbandonarci per passare al PD, ma di questo non me ne dispiaccio.</p><p>Questo è quanto. Sono mortificato per questa situazione ma non ritengo in coscienza che il Partito della Rifondazione Comunista abbia alcuna responsabilità per quanto è successo a Gubbio e su cui l’autorità giudiziaria dovrà fare piena luce &#8211; il più rapidamente possibile &#8211; con un processo.</p><p>Detto questo io penso che il problema è<strong> modificare le regole </strong>per impedire che un sindaco o un amministratore locale possa incidere nel modo ipotizzato dal giudice sulle regole di funzionamento di una amministrazione. Occorre non solo<strong> separare più nettamente l’indirizzo politico dalla gestione amministrativa</strong>. Un sindaco è eletto per realizzare un programma non per decidere come devono essere gestiti i concorsi. Occorre costruire forme di democrazia partecipata che permettano il controllo da parte della popolazione sulla gestione della pubblica amministrazione. Occorre obbligare le amministrazioni a tutti i livelli ad aprire porte e finestre e a sancire regole per il controllo popolare. Affinché questo sia possibile io penso sia necessario rimuovere quella deformazione plebiscitaria che c’è nella <strong>elezione diretta del sindaco</strong>.<br /> Questa elezione da un potere che il sindaco non dovrebbe avere. L’elezione diretta trasforma il Sindaco in un a specie di podestà, è un pezzo di berlusconismo istituzionale. Si è molto detto sul fatto che l’elezione diretta permetterebbe al popolo di scegliere la persona più giusta e onesta al di fuori delle manfrine dei partiti. A me pare che non sia vero: in realtà esiste una distanza tra l’apparenza, l’immagine e la realtà e più la persona in questione ha il sostegno dei media e meno il popolo è in grado di conoscere la realtà. Per questo penso che la <strong>questione morale</strong>, oltre ad un problema di onestà personale sia un problema di regole trasparenti nella gestione della pubblica amministrazione, di controllo dal basso sulla stessa, di abolizione dell’elezione diretta dei “capi”.</p><p>Sottolineo per chiarezza che sono per il più rigoroso rispetto della legalità nella gestione della cosa pubblica. Questo non mi ha impedito di far obiezione fiscale alle spese militari, di partecipare a blocchi stradali con i lavoratori in lotta, di partecipare fino in fondo le lotte NO TAV e di oppormi alla repressione delle stesse. La legalità nella pubblica amministrazione è un dovere e per me lo è anche la lotta per cambiare le decisioni sbagliate.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/caso-goracci-questione-morale/192193/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L’antiberlusconismo non funziona</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/l%e2%80%99antiberlusconismo-funziona/190595/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/l%e2%80%99antiberlusconismo-funziona/190595/#comments</comments> <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:01:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Arisio]]></category> <category><![CDATA[Berlusconismo]]></category> <category><![CDATA[destra]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190595</guid> <description><![CDATA[Uno dei motivi per cui Monti ha goduto e continua a godere di grandi speranze è dato dal fatto che ha posto fine al governo Berlusconi. Adesso però diventa chiaro che al di là della diversa moralità dei due personaggi la politica è rimasta la stessa: strenuamente schierata con le classi dominanti nel fare una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei motivi per cui Monti ha goduto e continua a godere di grandi speranze è dato dal fatto che ha posto fine al governo Berlusconi. Adesso però diventa chiaro che al di là della diversa moralità dei due personaggi <strong>la politica è rimasta la stessa</strong>: strenuamente schierata con le classi dominanti nel fare una politica pesantemente antipopolare.</p><p>Potremmo dire che la forza dell’antiberlusconismo è stata la carta principale che ha avuto Monti: fino ad ora non viene giudicato per cosa fa ma sostenuto perché Berlusconi è peggio. L’antiberlusconismo è una coperta che copre molte cose diverse.</p><p>Io penso che Berlusconi e Monti sono le <strong>due facce della stessa medaglia</strong>:</p><p>Berlusconi è l’erede della Milano da bere, dei tangentari gaudenti e amorali che con i soldi pubblici hanno fatto la bella vita.</p><p>Monti è l’erede di Arisio – il capo dei capi &#8211; e della marcia dei 40.000 con cui la Fiat nel 1980 spezzò le ossa al movimento operaio. Monti è l’espressione del capitalismo austero, sabaudo e clericale, bacchettone ma innovatore in quanto padronale. Arisio adorava la Fiat e la presunta oggettività della tecnologia con cui sfruttare il lavoro, Monti adora il mercato e la presunta oggettività della speculazione finanziaria con cui spolpare il popolo.</p><p><strong>Si tratta di due destre a cui va contrapposta una sinistra</strong>. Anche sul piano antropologico.</p><p>In Italia non sono esistiti solo i socialisti ladri e i capi della Fiat, non esistono solo Berlusconi e Monti, non esiste solo la commedia all’italiana e il paternalismo autoritario.</p><p>In Italia esistono anche milioni di persone che sono responsabili socialmente, egualitarie, democratiche e partecipanti. <strong>È a questa Italia che dobbiamo dar voce</strong>. In Italia non basta sconfiggere Berlusconi e il berlusconismo. In Italia vanno sconfitte le destre per costruire un percorso di trasformazione che abbia al centro la partecipazione, il lavoro, lo sviluppo dei beni comuni. Il mio italiano non si chiama né Monti né Berlusconi, è una delegata della Fiom.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/l%e2%80%99antiberlusconismo-funziona/190595/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Legge elettorale e democrazia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/legge-elettorale-democrazia/190170/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/legge-elettorale-democrazia/190170/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 18:47:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[legge lelettorale]]></category> <category><![CDATA[Paolo Ferrero]]></category> <category><![CDATA[politiche economiche]]></category> <category><![CDATA[proporzionale]]></category> <category><![CDATA[sinistra]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190170</guid> <description><![CDATA[La discussione sulla legge elettorale deve partire dalla drammatica perdita di fiducia nelle istituzioni. Metà del popolo italiano non ritiene utile andare a votare e il prestigio dei partiti è sotto zero. Per discutere di legge elettorale occorre quindi partire dal fallimento della Seconda Repubblica. Questa, da un lato, ha coinciso con un progressivo svuotamento...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La discussione sulla<strong> legge elettorale</strong> deve partire dalla drammatica perdita di fiducia nelle istituzioni. Metà del popolo italiano non ritiene utile andare a votare e il prestigio dei partiti è sotto zero. Per discutere di legge elettorale occorre quindi partire dal fallimento della Seconda Repubblica.</p><p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p><p>Questa, da un lato, ha coinciso con un progressivo svuotamento di poteri dello Stato a favore dei mercati finanziari e delle decisioni europee, assunte al di fuori di qualsiasi percorso democratico. Non è un caso che le <strong>politiche economiche</strong> dei diversi governi si assomiglino sempre più e che oggi in Italia abbiamo addirittura un governo che, lungi dall&#8217;essere tecnico, ci parla dell’obiettiva convergenza dei più grandi partiti su queste politiche. La Seconda Repubblica, nell&#8217;esaltare il tema dell’alternanza, ha in realtà visto un’imbarazzante continuità sul versante delle politiche economiche.</p><p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p><p>Dall’altro, la Seconda Repubblica si è caratterizzata con il bipolarismo e il porcellum, che hanno contribuito alla distruzione di ogni prestigio della politica, dando vita a un parlamento di nominati. Anche in virtù della contiguità di scelte economiche, la politica è stata trasformata in una specie di <strong>tifo calcistico </strong>in cui si vota più contro la coalizione avversaria che a favore della propria.</p><p>La strada maestra per uscire da questa situazione è quella di partire dal popolo e non dalle forze politiche. Occorre ridare potere ai cittadini. Questo richiede una modifica delle politiche economiche ma impone – per quanto riguarda la legge elettorale &#8211; di ridare ai cittadini la possibilità di scegliere chi votare, senza costrizioni o voti utili di sorta: la strada maestra si chiama <strong>proporzionale</strong>, in cui i cittadini possano liberamente scegliere sia i partiti che le persone. Se le scelte più rilevanti sono fatte al di fuori dai parlamenti e dai governi nazionali, se i governi si muovono in una strada che è in larga parte segnata a priori, è necessario che i parlamenti abbiano almeno la funzione di rappresentare i popoli, senza sbarramenti o coalizioni che non hanno ragion d’essere.</p><p>Anche per questo, se la modifica della legge elettorale dovesse portare a un sistema fatto unicamente per conservare la posizione di rendita dei grandi partiti, ritengo necessario dar vita a una<strong> grande lista di sinistra </strong>in cui confluiscano la Federazione della Sinistra, Sel, l&#8217;Idv, comitati e associazioni della società civile e tutti coloro condividano il progetto, così come ha proposto in questi giorni anche Antonio di Pietro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/legge-elettorale-democrazia/190170/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Finanziamenti ai partiti, non sono tutti uguali</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/finanziamenti-partiti-sono-tutti-uguali/189768/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/finanziamenti-partiti-sono-tutti-uguali/189768/#comments</comments> <pubDate>Wed, 08 Feb 2012 08:29:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[finanziamenti pubblici]]></category> <category><![CDATA[Paolo Ferrero]]></category> <category><![CDATA[partiti]]></category> <category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189768</guid> <description><![CDATA[In questi giorni si discute molto dei bilanci dei partiti e della loro irregolarità. Vorrei far notare che non tutti sono uguali. Nel libro Partiti SpA di Paolo Bracalini, autore non sospettabile per simpatie comuniste, si afferma infatti testualmente che “Rifondazione Comunista è lodevole e presenta un bilancio regolarissimo”. Mi piace farlo notare perché per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni si discute molto dei <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://isegretidellacasta.blogspot.com/2012/02/la-vera-storia-dei-bilanci-dei-partiti.html" target="_blank">bilanci dei partiti</a></span></strong> e della loro irregolarità. Vorrei far notare che non tutti sono uguali. Nel libro <em>Partiti SpA</em> di Paolo Bracalini, autore non sospettabile per simpatie comuniste, si afferma infatti testualmente che <em>“Rifondazione Comunista è lodevole e presenta un bilancio regolarissimo”</em>.</p><p>Mi piace farlo notare perché per noi la <strong>questione morale</strong> posta da Enrico Berlinguer non è solo un vuoto slogan con cui riempirsi la bocca.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/finanziamenti-partiti-sono-tutti-uguali/189768/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le liberalizzazioni e gli affari di Montezemolo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/liberalizzazioni-governo-affari-montezemolo/188793/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/liberalizzazioni-governo-affari-montezemolo/188793/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:28:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[contratto nazionale di lavoro]]></category> <category><![CDATA[ferrovie]]></category> <category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category> <category><![CDATA[montezemolo]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188793</guid> <description><![CDATA[La vicenda delle ferrovie mi pare un buon esempio di cosa significa la parola liberalizzazioni. Un tempo sulle ferrovie circolavano solo i treni dello Stato. Adesso, con le liberalizzazioni, anche i privati possono far circolare i loro treni. Così tra poco Montezemolo farà circolare i suoi treni ad alta velocità tra Roma e Milano. Qui...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda delle ferrovie mi pare un buon esempio di cosa significa la parola liberalizzazioni. Un tempo sulle ferrovie circolavano solo i treni dello Stato. Adesso, con le liberalizzazioni, anche i privati possono far circolare i loro treni. Così tra poco Montezemolo farà circolare i suoi treni ad alta velocità tra Roma e Milano. Qui vi è la prima fregatura. Sappiamo infatti che <strong>non tutte le linee ferroviarie rendono nello stesso modo</strong>. Sull’alta velocità da Roma a Milano c’è da guadagnare mentre sulla linea tra Roma e Avezzano – per non fare che un esempio – probabilmente il servizio è in perdita. Mentre prima i ricavi di una linea potevano coprire la perdita di un’altra e dare luogo a quello che chiamiamo un “servizio pubblico”, adesso le tratte dove ci si guadagna vedranno i privati prendersi una fetta di guadagni, mentre <strong>le tratte in perdita rimarranno allo Stato</strong> e probabilmente nei prossimi anni ci diranno che non ci sono i soldi per farle funzionare. Montezemolo guadagna e lo Stato e i cittadini ci perdono.</p><p>A questo primo passo il governo Monti ne ha aggiunto un altro. Nel decreto sulle liberalizzazioni è previsto il superamento del contratto nazionale di lavoro per le ferrovie. In altre parole Montezemolo non sarà obbligato ad applicare il contratto delle ferrovie e potrà applicare un <strong>contratto peggiore per i suoi dipendenti</strong>. Monti ha fatto per legge quello che Marchionne ha fatto con i suoi diktat alla Fiat. In questo modo potrà fare concorrenza alle Fs a partire dallo sfruttamento dei lavoratori. Immagino che dopo qualche mese di concorrenza al ribasso, Moretti dirà che deve licenziare dei ferrovieri a meno che non accettino anche loro di lavorare ad un costo inferiore.</p><p>Non è finita qui, perché, se passa la porcheria che vuole fare la <strong>Fornero</strong>, i lavoratori assunti da Montezemolo oltre a non avere il contratto non avranno nemmeno l’articolo 18 e saranno quindi licenziabili in ogni momento. Immagino il livello di ricatto che si determinerà nei confronti di quei lavoratori e così l’azienda di Montezemolo diventerà <strong>ancora più competitiva</strong>.<span style="text-decoration: underline;"> </span>Alla fin della fiera avremo Montezemolo che guadagnerà molti soldi, lo Stato che perderà molti soldi, meno lavoratori con diritti, più lavoratori senza diritti e meno servizi per il cittadino.</p><p>Io sono comunista e penso che le ferrovie siano un<strong> monopolio naturale </strong>che deve essere gestito integralmente dal pubblico attraverso un controllo democratico sulle scelte dell’azienda da parte dei lavoratori e degli utenti, un controllo sui vertici dell’azienda, in modo da garantire che non si facciano gli “affari propri”. Ritengo che invece di un ibrido tra pubblico e privato sia auspicabile un servizio pubblico gestito con trasparenza. Penso anche che <strong>Moretti andrebbe licenziato</strong>, per come ha gestito in questi anni la compagnia ferroviaria.</p><p>Mi piacerebbe sapere, infine, dai liberali che cosa c’entrano queste liberalizzazioni con il benessere dei cittadini e con il progresso sociale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/liberalizzazioni-governo-affari-montezemolo/188793/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Due proposte per i giovani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/proposte-giovani/187622/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/proposte-giovani/187622/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:36:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[articolo 18]]></category> <category><![CDATA[disoccupati]]></category> <category><![CDATA[Giovani]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[Paolo Ferrero]]></category> <category><![CDATA[reddito minimo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187622</guid> <description><![CDATA[Si parla molto di dare una opportunità ai giovani e il tutto si risolve nella proposta di abolire l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Avanzo due proposte alternative e concrete: 1. Istituire in Italia un reddito sociale per i disoccupati finanziato con una tassa sui grandi patrimoni. Facendo pagare una piccola tassa dell’1% sui patrimoni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si parla molto di dare una opportunità ai giovani e il tutto si risolve nella proposta di abolire <strong>l’articolo 18 </strong>dello statuto dei lavoratori. Avanzo due proposte alternative e concrete:</p><p>1. Istituire in Italia un <strong>reddito sociale</strong> per i disoccupati finanziato con una tassa sui grandi patrimoni. Facendo pagare una piccola tassa dell’1% sui patrimoni che eccedono gli 800 mila euro (solo sulla parte che eccede ovviamente), e aumentandola proporzionalmente fino al 2% per i patrimoni sopra i 10 milioni di euro, si ricaverebbero 20 miliardi di euro, del tutto sufficienti a garantire il reddito sociale ad oltre due milioni di disoccupati.</p><p>2. Dar vita a un <strong>piano per il lavoro</strong> centrato sul riassetto idrogeologico del territorio e sulla riconversione energetica di tutti gli edifici pubblici (coibentazione e pannelli solari sul tetto). Le risorse possono essere recuperate attraverso l’abolizione delle opere inutili e dannose: non acquistare i 130 cacciabombardieri, chiudere definitivamente ogni spesa sul Ponte sullo stretto, chiudere i lavori sulla Tav in Val di Susa, facendo normalmente circolare i treni ad alta velocità sulla linea attuale, senza farne una nuova. Si renderebbero disponibili diversi miliardi di euro che sommati ai fondi europei per le aree svantaggiate permetterebbero di mettere al lavoro almeno 500 mila persone.</p><p>Ovviamente queste due misure, oltre ad essere rilevanti sul piano della giustizia sociale, aumenterebbero i <strong>consumi popolari</strong>, dando un contributo fondamentale ad un positivo rilancio dell’economia di almeno un punto di Pil.</p><p>Questo è un modo concreto per affrontare il problema dei giovani opposto a quello del governo, che invece vuole togliere l’articolo 18 per i nuovi assunti, cioè garantire per legge la libertà di licenziamento per i nuovi assunti, giovani o meno giovani che siano. Faccio anche notare che togliere l’articolo 18 ai nuovi assunti <strong>non aumenta i posti di lavoro</strong> per il semplice motivo che il numero di occupati non dipende dalla possibilità di licenziare la gente ma dalla possibilità di farli lavorare. Il problema è quindi sostenere i consumi e gli investimenti &#8211; come avviene con la proposta che avanzo – altrimenti i posti di lavoro non crescono.</p><p>Mi pare evidente che il governo non voglia aumentare i posti di lavoro, ma a ridurre i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Questo non è un governo tecnico, ma il <strong>governo dei poteri forti</strong>, contro i lavoratori: giovani, di mezza età, anziani.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/proposte-giovani/187622/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>No Tav, nessuno parla dell&#8217;esperienza politica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/grande-esperienza-politica/186972/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/grande-esperienza-politica/186972/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:22:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[arresti]]></category> <category><![CDATA[media]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[Val di Susa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=186972</guid> <description><![CDATA[Gli arresti e le denunce praticati ai danni di esponenti del movimento No Tav sono l’ennesimo tentativo di delegittimare e dividere il movimento, cercando di presentarlo come un problema di ordine pubblico. Questa strategia è in atto da tempo: delle ragioni del movimento No Tav, delle manifestazioni pacifiche, del fatto che la Valle è contraria...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/scontri-chiomonte-della-scorsa-estate-quaranta-arresti-tutta-italia/186568/" target="_blank">Gli arresti e le denunce</a> praticati ai danni di esponenti del movimento No Tav sono l’ennesimo tentativo di delegittimare e dividere il movimento, cercando di presentarlo come un <strong>problema di ordine pubblico</strong>. Questa strategia è in atto da tempo: delle ragioni del movimento No Tav, delle manifestazioni pacifiche, del fatto che la Valle è contraria all’opera, i grandi media non parlano. Parlano solo degli scontri e degli arresti, costruiti ai fini della comunicazione: in Val di Susa ci sono i terroristi.  È l’ennesimo punto di continuità tra il governo Berlusconi e il governo Monti: non si riconoscono le ragioni di chi protesta, non si tratta, ma si agisce <strong>militarmente</strong>, si determina un clima di tensione e poi si processa sulla base degli scontri che avvengono.</p><p>Il 28 giugno e il 3 luglio ho partecipato alle manifestazioni in Val di Susa, sono stato abbondantemente gasato &#8211; un dirigente torinese di Rifondazione Comunista è tra i denunciati -  e voglio affermare ancora una volta che il movimento No Tav non è un problema di ordine pubblico ma una <strong>grande esperienza politica</strong> in cui una comunità vuole decidere democraticamente sul proprio futuro, così come democraticamente decide le forme e i contenuti delle mobilitazioni. Il movimento No Tav ha ragione quando dice che l’opera è inutile: in Val di Susa esiste una ferrovia che collega al Francia che è utilizzata solo al 30%. Perché non utilizzare quella invece di costruirne un’altra? Perché sprecare 17 miliardi di euro che l’Italia dovrebbe pagare per fare un’opera inutile? Perché non usare quei soldi per fare un grande piano di <strong>riassetto idrogeologico</strong> del territorio che farebbe posti di lavoro veri ed eviterebbe i danni ed i morti che vi sono in Italia tutte le volte che piove due giorni di seguito?</p><p>In secondo luogo l’opera è dannosa, perché trasformerebbe una valle in cui passano già una linea ferroviaria a doppio binario, un’autostrada, due statali, tre elettrodotti, in un cantiere per decine di anni. <strong>Il territorio non è un puro supporto materiale</strong> per le grandi opere delle imprese che guadagnano col cemento, il territorio è un patrimonio ambientale, sociale e relazionale in cui vive la gente e in cui la gente ha diritto di vivere decentemente. Per questo esprimo non solo la mia solidarietà ma il mio pieno sostegno al Movimento No Tav. Contro chi vuole trasformare la Val di Susa in un problema di ordine pubblico continuiamo la lotta affinché quello sperpero di danaro pubblico, inutile e dannoso, venga fermato e la Val di Susa non sia più una terra militarizzata.</p><p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p><p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/grande-esperienza-politica/186972/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grillo e l&#8217;indifferenza ai contenuti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/grillo-lindifferenza-contenuti/186365/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/grillo-lindifferenza-contenuti/186365/#comments</comments> <pubDate>Wed, 25 Jan 2012 13:03:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[cittadinanza]]></category> <category><![CDATA[grilli]]></category> <category><![CDATA[seconde generazioni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=186365</guid> <description><![CDATA[Beppe Grillo si è dichiarato contrario a riconoscere la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati che siano nati in Italia. La motivazione è che questa questione sarebbe fuorviante dai veri problemi. Considero questa posizione opportunista e molto dannosa. È dannosa per le motivazioni, per il modo di ragionare. Se il rispetto dei diritti delle persone,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Beppe Grillo si è dichiarato <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/grillocittadinanza-nasce-italiae-senza-senso/186201/" target="_blank">contrario a riconoscere la cittadinanza</a> italiana ai figli degli immigrati che siano nati in Italia. La motivazione è che questa questione sarebbe <strong>fuorviante dai veri problemi</strong>. Considero questa posizione opportunista e molto dannosa. È dannosa per le motivazioni, per il modo di ragionare. Se il rispetto dei diritti delle persone, quando rappresentano una minoranza, non deve essere affrontato, questo apre le porte alla<strong> dittatura della maggioranza</strong>, alla distruzione della democrazia. Io ritengo che il rispetto dei diritti di tutti, a partire dalle minoranze, sia il punto decisivo della democrazia che vogliamo. Lo dico da comunista che ha praticato una radicale rottura con le esperienze del socialismo reale, dove i diritti degli individui non erano rispettati. Io ritengo che il rispetto dei diritti di tutti – a partire dai più deboli – sia un punto irrinunciabile per cambiare in meglio la società.</p><p>La posizione è opportunista perché è evidente che Grillo dice solo le cose che secondo i <strong>sondaggi di opinione</strong> sono utili a prendere voti. Questo opportunismo a mio parere rappresenta il peggio della politica perché segnala una indifferenza ai contenuti e tende a cancellare la differenza tra la politica e la televendita dei prodotti di consumo. Io penso che la <strong>battaglia al razzismo</strong> sia un punto decisivo e che deve essere fatta anche quando è impopolare. Mi piace ricordare a questo riguardo cosa diceva Martin Niemoller tanti anni fa: «<em>Prima di tutto vennero a prendere gli zingari</em><em> </em><em>e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare».</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/grillo-lindifferenza-contenuti/186365/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Monti: un governo da mandare a casa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/monti-governo-mandare-casa/186138/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/monti-governo-mandare-casa/186138/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:18:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Ferrero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[destra]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category> <category><![CDATA[Paolo Ferrero]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=186138</guid> <description><![CDATA[Quando è caduto Berlusconi abbiamo tutti festeggiato. Invece delle elezioni è però arrivato il governo Monti che ha promesso equità sociale e l’uscita dalla crisi. A distanza di un paio di mesi è possibile trarre un primo bilancio. L’equità sociale non si è vista: hanno pagato i soliti noti mentre di patrimoniale o di taglio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando è caduto Berlusconi abbiamo tutti festeggiato. Invece delle elezioni è però arrivato il<strong> governo Monti</strong> che ha promesso equità sociale e l’uscita dalla crisi. A distanza di un paio di mesi è possibile trarre un primo bilancio.</p><p><strong>L’equità sociale</strong> non si è vista: hanno pagato i soliti noti mentre di patrimoniale o di taglio delle spese militari nemmeno l’ombra. Non si è vista nemmeno <strong>l’uscita dalla crisi</strong>: la manovra di Monti, tagliando il welfare e aumentando le tasse, è recessiva e sta aggravando pesantemente la crisi. Quanto alla <strong>lotta alla speculazione finanziaria </strong>– dovuta alle politiche europee  di stampo neoliberista e non certo a un destino cinico e baro – Monti non ha nemmeno speso una parola per cambiare le regole.</p><p>Adesso sono arrivate le <strong>liberalizzazioni</strong>, che non toccano i grandi poteri ma al contrario demoliscono diritti in basso: dall’obbligo di liberalizzare i servizi pubblici locali, all’abolizione del Contratto nazionale di lavoro nel settore ferroviario, all’abolizione del valore legale del titolo di studio, etc etc.</p><p>In definitiva, il governo Monti sta utilizzando la speculazione finanziaria come una sorta di “nemico esterno” per giustificare una politica di pesantissima compressione dell’occupazione, dei diritti dei lavoratori pubblici e privati, dipendenti e autonomi. Una <strong>politica di destra</strong>, simile a quella della Tatcher totalmente favorevole al capitale finanziario e alle grandi imprese. Un governo da mandare a casa il prima possibile.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/monti-governo-mandare-casa/186138/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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