<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Matteo Winkler</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/mwinkler/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Wed, 22 May 2013 16:24:01 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>La giornata contro l&#8217;omofobia e i (piccoli) passi dell&#8217;Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/giornata-contro-lomofobia-e-piccoli-passi-dellitalia/595914/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/giornata-contro-lomofobia-e-piccoli-passi-dellitalia/595914/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 May 2013 16:48:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Adozioni Gay]]></category> <category><![CDATA[Assistenza Sanitaria]]></category> <category><![CDATA[Diritti Gay]]></category> <category><![CDATA[Giornata Internazionale contro l’Omofobia]]></category> <category><![CDATA[Lgbt]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category> <category><![CDATA[Omosessualità]]></category> <category><![CDATA[Parlamento]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=595914</guid> <description><![CDATA[Il 17 maggio ricorre la Giornata mondiale contro l&#8217;omofobia. Si celebra l&#8217;anniversario della cancellazione dell&#8217;omosessualità dal novero delle patologie psichiatriche, effettuata dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità nel 1990. Da allora, da quando l&#8217;orientamento omosessuale è considerato non più una malattia o un difetto ma una caratteristica individuale, i tempi sono progressivamente maturati per un riconoscimento dei...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://www.arcigay.it/40933/17-maggio-al-via-campagna-nazionale-contro-l%E2%80%99omo-transfobia-iniziative-in-tutta-italia/" target="_blank">17 maggio ricorre la <strong>Giornata mondiale contro l&#8217;omofobia</strong></a>.</p><p>Si celebra l&#8217;anniversario della cancellazione dell&#8217;<strong>omosessualità</strong> dal novero delle <strong>patologie psichiatriche</strong>, effettuata dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità nel 1990. Da allora, da quando l&#8217;orientamento omosessuale è considerato non più una malattia o un difetto ma una caratteristica individuale, i tempi sono progressivamente maturati per un riconoscimento dei <strong>diritti</strong> discendenti da tale caratteristica.</p><p>Tali diritti sono, in via esemplificativa e non esaustiva: il diritto di <strong>essere se stessi</strong>, cioé di non subire pregiudizi in virtù dell&#8217;essere gay o dell&#8217;essere lesbica; il diritto di <strong>esprimere se stessi</strong>, cioé di dichiararsi e di marciare orgogliosamente per celebrare ciò che si è (<em>Gay Pride</em>); il diritto di <strong>vivere liberamente la propria condizione di coppia</strong>, sancito dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 138/2010, e dunque di mostrarsi nella sfera pubblica così come in quella privata; il diritto fondamentale di <strong>contrarre matrimonio</strong>; il diritto di poter realizzare in pieno il proprio <strong>desiderio di maternità e paternità</strong> mediante accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita; il diritto di adottare un minore ed accoglierlo nella propria famiglia; il diritto, infine, a <strong>non essere discriminati</strong> in virtù del proprio orientamento omosessuale. E così via.</p><p>Tutti diritti, questi, che lungi dall&#8217;essere<em> diritti speciali</em> sono invece diritti di cui le persone <strong>eterosessuali</strong> già godono, come dire, <em>di default</em>, e che per costoro sono quindi del tutto scontati. Inoltre, da Paese a Paese il riconoscimento di ciascuno di questi diritti varia per intensità e contenuto, ma se si guarda al continente europeo e a quello americano, ci si rende conto che la storia va verso un pieno riconoscimento di tutti questi diritti, senza compromessi, in tutti i Paesi democratici.</p><p>Eppure, anche in questo scenario, secondo la Rainbow Europe Map dell&#8217;<a title="Country score sheets according to Rainbow Europe Map 2013" href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10151605232642342.1073741825.11494607341&#038;type=1"><strong>ILGA &#8211; International Lesbian &amp; Gay Association</strong></a>, l&#8217;Italia si colloca <strong>al 36° posto </strong>nel panorama europeo, con una percentuale di protezione dei diritti delle persone gay lesbiche bisessuali e transessuali pari al 19%. Siamo &#8211; per dire &#8211; sotto all&#8217;Albania (38%, al 16° posto) e al Montenegro (27%, al 27° posto).</p><p>Qualche passo, però, nel nostro piccolo lo facciamo anche noi. Infatti nei giorni scorsi il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/14/matrimonio-gay-tribunale-milano-al-comune-riconoscere-unione-contratta-a-londra/594163/" target="_blank">Comune di Milano ha trascritto nel proprio registro delle unioni civili una <em>civil partnership</em></a> contratta nel Regno Unito e, più di recente, l&#8217;Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha riconosciuto <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/parlamentari-gay-scalfarotto-al-m5s-volete-risparmiare-su-tre-deputati-omosessuali/232615/" target="_blank">l&#8217;<strong>estensione della tutela previdenziale</strong> anche al compagno dello stesso sesso.</a> Quest&#8217;ultimo beneficio, che si applica solo ai <strong>deputati</strong>, ha fatto sobbalzare non pochi nella comunità Lgbti, che lo considerano un privilegio al quale i parlamentari dovrebbero rinunciare.</p><p>Il punto è che la <strong>contraddizione</strong> esistente tra la situazione di coloro che siedono in Parlamento e la società civile, proprio perchè non più sostenibile in un ordinamento che si professa democratico, esprime nel concreto l&#8217;esigenza di porre fine a una <strong>necessità costituzionale</strong>: quella di riconoscere alle coppie omosessuali il loro diritto fondamentale di vivere liberamente la loro condizione di coppia attraverso l&#8217;estensione di tutti i diritti fondamentali goduti dai cittadini, incluso il matrimonio.</p><p>Piccoli passi, dunque. Come l&#8217;<a title="Omo e transfobia: 221 parlamentari firmano la proposta di legge" href="http://www.retelenford.it/node/888" target="_blank">avvenuta sottoscrizione</a> da parte di 221 parlamentari della <strong>proposta di legge n. 245 contro l&#8217;omofobia e la transfobia</strong>, sostenuta dagli amici e colleghi di Avvocatura per i diritti Lgbti &#8211; Rete Lenford. Una legge civile, progresso indispensabile per rendere l&#8217;Italia una società più giusta, libera ed equa.</p><p>Chissà se questa proposta di legge troverà il solito fuoco di sbarramento ipocrita e insensato del <strong>Pdl</strong> e quello, ancor peggiore, dei cattolici-quando-mi-conviene del <strong>Pd</strong>, o se prevarrà il buon senso. Intanto, è bene sempre riflettere e ricordarsi di questo anniversario.</p><p>Buona giornata contro l&#8217;omofobia a tutte e tutti!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/giornata-contro-lomofobia-e-piccoli-passi-dellitalia/595914/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Che fine hanno fatto i (nostri) diritti civili?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/10/che-fine-hanno-fatto-nostri-diritti-civili/589388/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/10/che-fine-hanno-fatto-nostri-diritti-civili/589388/#comments</comments> <pubDate>Fri, 10 May 2013 06:56:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Diritti Civili]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category> <category><![CDATA[Omofobia]]></category> <category><![CDATA[Unioni Civili]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=589388</guid> <description><![CDATA[Il governo è ormai pienamente insediato o, come si dice in gergo, nel pieno delle sue funzioni. Si iniziano a stendere i temi importanti per il Paese, quelli sui quali le forze politiche, durante le elezioni, avevano puntato per ottenere consenso, in particolare le misure per la crescita economica. Eppure, ancora una volta abbiamo la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il governo è ormai pienamente insediato o, come si dice in gergo, nel pieno delle sue funzioni. Si iniziano a stendere i temi importanti per il Paese, quelli sui quali le forze politiche, durante le elezioni, avevano puntato per ottenere consenso, in particolare le misure per la crescita economica.</p><p>Eppure, ancora una volta abbiamo la sensazione che manchi qualcosa. Nell&#8217;altalena di dichiarazioni che ci propinano su Imu, lavoro, cassa integrazione, misure a tutela delle donne e così via, pesa ogni giorno che passa l&#8217;assenza pressoché totale, e dunque inquietante, di una minima attenzione per <strong>i diritti delle persone</strong>.</p><p>Sono i diritti delle famiglie formate da persone dello stesso sesso, con o senza figli. Sono i diritti delle persone ad essere libere dalla violenza e dalla discriminazione in virtù del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere. Sono i diritti delle persone di autodeterminarsi liberamente nelle scelte di fine vita, per morire davvero con dignità. Sono i diritti delle coppie che desiderano un figlio, ma non possono averlo per una legge (la n. 40 del 2004) restrittiva, cattiva, e da ultimo indegna di un paese civile. </p><p>&#8220;Civile&#8221;, già, è un aggettivo fin troppo abusato, anche dal sottoscritto. Ma è pure fin troppo fondato il sospetto che della &#8220;<strong>civiltà</strong>&#8221; abbiamo davvero perse le tracce. </p><p>Sono &#8220;civili&#8221; le persone della nostra politica, deputati, senatori e ministri, che rinunciano ai loro programmi elettorali in nome dell&#8217;emergenza economica? E&#8217; civile un Paese nel quale per realizzare la propria vita di coppia è necessario trasferirsi all&#8217;estero? E&#8217; civile un Paese dove la discriminazione colpisce inesorabilmente le persone su ogni luogo di lavoro, coprendone le sofferenze col silenzio della legge, sempre in nome di altre supposte emergenze? E&#8217; civile una società che così facilmente rinuncia alle proprie legittime aspettative per risolvere le esitazioni di una classe politica recalcitrante, ottusa e priva di dignità?</p><p>Prendiamo la promessa, flebile e in verità priva d&#8217;entusiasmo, delle <strong>unioni alla tedesca</strong> tanto sbandierate da Pierluigi Bersani in campagna elettorale. Che fine ha fatto questa promessa? Era solo un modo per ottenere i voti degli omosessuali italiani? E con un governo come questo, soggetto al continuo ricatto da parte di un PDL da sempre oppositore di qualsiasi riconoscimento in materia, come si può pensare di far discutere con serenità disegni di legge come quelli sul <strong>matrimonio egualitario</strong> presentate da alcuni esponenti di PD e M5S nelle scorse settimane?</p><p>Non si può pensare di mettere in moto l&#8217;economia senza contemporaneamente inserire nel circuito del dibattito parlamentare i diritti delle persone, che sono anzitutto i diritti <em>di tutte le persone</em>, uguali e pari in dignità sociale, come recita la splendida formula dell&#8217;<strong>art. 3 della Costituzione</strong>. Quella parità sociale, sogno infranto dei nostri Padri Costituenti, che va rimessa in gioco oggi più che mai, perché solo mettendo al centro la persona è possibile pensare a una società più giusta e libera. </p><p>Il mercato, le alleanze politiche, la lotta alla criminalità, tutto questo serve a poco senza una riflessione seria sui diritti fondamentali. </p><p>Mi piacerebbe che si ponessero ai ministri domande precise su questi diritti: come verrà dato corso alla sentenza della Corte costituzionale n. 138/2010 e alle esortazioni del Presidente della stessa Corte Franco Gallo, che ha sollecitato giustamente il Parlamento ad intervenire sul tema delle coppie gay? Come si intende applicare le numerose raccomandazioni del Parlamento europeo sul tema del matrimonio? E come il governo intende introdurre una legge contro la violenza omofobica che pure di recente ha mietuto le solite, giovani vittime?</p><p>Guardate la foto del governo al momento del giuramento dinanzi al Presidente Napolitano, o le foto dei vari sottosegretari e capi commissione eletti. E ditemi se secondo voi qualcuno è in grado di rispondere a queste domande in modo da infondere una minima fiducia in questo Paese che di diritti fondamentali ha disperatamente bisogno.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/10/che-fine-hanno-fatto-nostri-diritti-civili/589388/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Giovani gay diventano uomini. Ma anche no</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/giovani-gay-diventano-uomini-ma-anche-no/579828/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/giovani-gay-diventano-uomini-ma-anche-no/579828/#comments</comments> <pubDate>Wed, 01 May 2013 07:11:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Diritti Gay]]></category> <category><![CDATA[Diritti Umani]]></category> <category><![CDATA[Gay]]></category> <category><![CDATA[Omosessualità]]></category> <category><![CDATA[Sudafrica]]></category> <category><![CDATA[Violenza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=579828</guid> <description><![CDATA[Giunge dal Sudafrica la sconvolgente notizia della morte brutale e insensata di tre adolescenti in un campo nel quale avrebbero dovuto &#8220;diventare uomini&#8221; (qui la versione inglese). Si tratta di Raymond Buys, 15 anni, Eric Calitz, 18 anni e Nicolaas Van Der Walt, 19 anni, che hanno trovato la morte nel campo Echo Wild Game...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gay.it/channel/attualita/35386/Tre-morti-nel-campo-che-convertiva-gay-effeminati-in-veri-uomini.html" target="_blank">Giunge dal Sudafrica la sconvolgente notizia della morte brutale e insensata di tre adolescenti in un campo</a> nel quale avrebbero dovuto &#8220;<em>diventare uomini</em>&#8221; (<a title="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/southafrica/100159Teen dies after being beaten at camp that makes men out of boys" href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/southafrica/10015978/Teen-dies-after-being-beaten-at-camp-that-makes-men-out-of-boys.html" target="_blank">qui</a> la versione inglese).</p><p>Si tratta di <strong>Raymond Buys</strong>, 15 anni, <strong>Eric Calitz</strong>, 18 anni e <strong>Nicolaas Van Der Walt</strong>, 19 anni, che hanno trovato la morte nel campo <em>Echo Wild Game Rangers</em> diretto da tale Alex de Koker, un 49enne che ha promesso alle famiglie di quei ragazzi di farli diventare veri uomini, estirpando la loro omosessualità. In particolare, Buys era stato lasciato dalla madre e dal patrigno ai cancelli del campo, in modo che i responsabili dello stesso lo prendessero in custodia. &#8220;<em>Le deviazioni comportamentali del giovane erano state subito notate</em>&#8220;, dichiara un rapporto della polizia. Ciò che accomuna i giovani è il fatto di essere ragazzi<strong> effemminati</strong>.</p><p>Chiaro lo scopo del soggiorno nel campo: eliminare la loro omosessualità e renderli &#8220;normali&#8221;. Con un addestramento feroce, soprusi, torture.</p><p>Ecco le conseguenze dell&#8217;<strong>omofobia</strong>, che sono sicuramente conseguenze sociali, psicologiche ed economiche, ma anche <em>personali</em>, <a href="http://www.dailymaverick.co.za/article/2013-04-29-raymond-buys-15-years-old-dead-for-not-being-manly/" target="_blank">umanizzate dallo sguardo spento e dal fisico provato di Buys</a>.</p><p>Ciò che ha portato a queste morti senza senso è la convinzione che dall&#8217;omosessualità si possa guarire. Convinzione errata e mai dimostrata empiricamente, contraria a ogni buon senso e, soprattutto, <strong>disumana</strong> perché non solo mette in discussione una dimensione intima e privata della persona, ma costituisce altresì un&#8217;<strong>indebita e arbitraria intrusione</strong> nella vita dell&#8217;individuo. Poco importa che  i tre ragazzi fossero gay o meno. Il punto è che la dignità personale è e deve essere inviolabile, e la prima forma di <strong>violenza</strong> è la convinzione di <em>dovere</em>, o anche solo di <em>potere</em> cambiare il proprio orientamento sessuale.</p><p>Il volto emaciato e disidratato del giovane Buys è palese manifestazione di dignità negata.</p><p>Quante madri, di fronte a un figlio o una figlia che si dichiara omosessuale, avranno risposto con frasi ritenute risolutive: <em>ma sei sicuro/a? Forse è solo un momento. Ma non è possibile</em>. <em>Alla vostra età non sapete quello che volete, cambiereste un maglione al minuto. Sei sicuro/a che per quello che mi dici non sia lo stesso? </em>E così via. Molti figli ora rideranno al ricordo di tali frasi. Molti no.</p><p>Non saremo civili, e le nazioni che si professano democratiche e basate sul <strong>diritto</strong> non potranno dirsi tali, se non facciamo piazza pulita di queste convinzioni aberranti e di ogni spunto, sistema o disposizione di qualsiasi livello che ne rappresenta la realizzazione pratica.</p><p>Farlo è semplice. Anzitutto, dobbiamo smetterla di <strong>finanziare</strong> gruppi di sedicenti &#8220;guaritori&#8221; o pratici delle <strong>teorie riparative</strong>. I centri o i professionisti che promettono di guarire dall&#8217;omosessualità sono dei truffatori, che fanno soldi sulla pelle delle persone. In secondo luogo, dovremmo <strong>ascoltare</strong>, senza parlare. Ascoltare quello che i nostri figli e le nostre figlie &#8211; i nostri amici, colleghi o allievi &#8211; hanno da dirci. Guardarli mentre giocano da piccoli e mentre crescono da adolescenti, senza pensare a com&#8217;erano o come sarebbero stati, ma a come <em>sono realmente</em>. Infine, <strong>capire</strong>. Capire che non possiamo eliminare l&#8217;omofobia senza ammettere che la dignità è anche quella delle persone omosessuali.</p><p>Sogno una società libera, nella quale ciascuno può essere se stesso indipendentemente dall&#8217;essere gay, lesbica, transessuale, nero, bianco, alto, basso, bello o brutto.</p><p>E quando leggo notizie come quella che ci viene dal Sudafrica, mi rendo conto che forse una società così non la vedrò mai.</p><p>Ma i miei figli forse sì.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/giovani-gay-diventano-uomini-ma-anche-no/579828/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Matrimoni gay in Francia: Mariage pour tous!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/24/francia-mariage-pour-tous/573685/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/24/francia-mariage-pour-tous/573685/#comments</comments> <pubDate>Wed, 24 Apr 2013 11:01:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Adozioni Gay]]></category> <category><![CDATA[Coppie Gay]]></category> <category><![CDATA[Diritti Gay]]></category> <category><![CDATA[Diritto al Lavoro]]></category> <category><![CDATA[Diritto di Famiglia]]></category> <category><![CDATA[Discriminazioni di Genere]]></category> <category><![CDATA[Francia]]></category> <category><![CDATA[Francois Hollande]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=573685</guid> <description><![CDATA[E anche la Francia, dopo Olanda, Belgio, Spagna, Portogallo, Svezia, Norvegia, Islanda e Danimarca (e presto anche il Regno Unito), si è dotata di una legge sul riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. La legge, denominata Mariage pour tous (Matrimonio per tutti) può così sintetizzarsi: Due persone dello stesso sesso, al pari di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E anche la Francia, dopo Olanda, Belgio, Spagna, Portogallo, Svezia, Norvegia, Islanda e Danimarca (e presto anche il Regno Unito), si è dotata di una <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/23/matrimoni-e-adozioni-gay-francia-da-via-definitivo-alla-legge/573330/" target="_blank">legge sul riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso</a>.</p><p>La legge, denominata <em><a href="http://www.assemblee-nationale.fr/14/ta/ta0120.asp" target="_blank">Mariage pour tous</a></em> (Matrimonio per tutti) può così sintetizzarsi:</p><ul><li>Due persone dello stesso sesso, al pari di due persone di sesso opposto, possono ora contrarre matrimonio;</li><li>Possono sposarsi in Francia anche le coppie di cui uno o entrambi gli sposi sono <strong>cittadini stranieri</strong>, anche se la legge nazionale di ciascuno di loro non lo consente;</li><li>Ciascuno sposo acquisisce il <strong>nome</strong> dell&#8217;altro, in sostituzione o in aggiunta al proprio</li><li>Le coppie dello stesso sesso sposate possono <strong>adottare</strong>;</li><li>Il <strong>figlio adottivo</strong> acquisisce il cognome scelto da entrambi i genitori tra i cognomi di entrambi o solo di uno di loro (in caso di disaccordo, prende il cognome di entrambi in ordine alfabetico).</li></ul><p>I grandi esclusi dalla legge sono però l&#8217;accesso alla <strong>procreazione medicalmente assistita</strong> e alla maternità surrogata. La prima consente alle coppie lesbiche di avere un figlio, mentre la seconda serve soprattutto alle coppie gay. Per legiferare sul tema sarà infatti necessario attendere, per la procreazione medicalmente assistita, la <strong>riforma del diritto di famiglia</strong>, mentre per la <strong>maternità surrogata</strong> (<em>gestation pour autrui</em>) il Presidente <strong>Hollande</strong> ha dichiarato che durante il suo mandato il Parlamento non dovrebbe intervenire in materia.</p><p>Dunque, una legge semplice nello scopo (combattere una discriminazione) ma elaborata nel contenuto, soprattutto perché interviene a disciplinare alcuni aspetti normativi attinenti al sistema previdenziale e alle amministrazioni locali. Incidentalmente, la legge modifica il <strong>codice del lavoro</strong> (<em>Code du travail</em>), disponendo che non possa subire alcun trattamento discriminatorio o licenziamento il lavoratore che si sia rifiutato di trasferirsi in un Paese &#8220;<em>incriminant l&#8217;homosexualité</em>&#8220;.</p><p>Già si sono scatenate le reazioni, com&#8217;era da aspettarsi.</p><p>A parte le minacce di &#8220;sangue&#8221; provenienti da sedicenti gruppi di tutela familiare e/o cattolici (o pseudo-tali), che dovrebbero farci riflettere sulla carica di violenza che si nasconde dietro a taluni messaggi di coloro i quali sono contrari all&#8217;estensione del matrimonio alle persone dello stesso sesso ed usano a loro vantaggio argomentazioni ridicole sulle prospettive di sfacelo della famiglia o distruzione della società civile (tutte smentite dall&#8217;esperienza, peraltro), <a title="Clause de conscience" href="http://www.lemonde.fr/societe/article/2012/11/21/mariage-pour-tous-les-limites-de-la-liberte-de-conscience-proposee-par-hollande_1793830_3224.html" target="_blank">alcuni costituzionalisti</a> si sono trincerati dietro alla possibilità di <strong>obiezione di coscienza </strong>per i sindaci. Si tratta della stessa obiezione, che però è espressamente prevista per i medici e il personale sanitario, vigente in materia di interruzione volontaria della gravidanza. Anche la legge dello stato di New York del luglio 2011 prevede una tale possibilità in capo alle organizzazioni di natura religiosa, che però non compare nel testo di legge francese.</p><p>In effetti, poiché impedire a una coppia di sposarsi incide sui suoi <strong>diritti fondamentali</strong>, l&#8217;obiezione di coscienza non dovrebbe essere consentita ai sindaci, che comunque sono nella posizione di poter delegare la celebrazione ad altri consiglieri comunali. M&#8217;immagino la situazione di due uomini o donne che vogliono sposarsi nel loro comune di residenza, governato da un sindaco che vuole far valere l&#8217;obiezione di coscienza.</p><p>C&#8217;è poi da chiedersi con <strong>quale coscienza</strong> si potrebbe obiettare. Non è chiaro in base a quale principio morale si potrebbe negare a due persone che si amano di sposarsi. Che cos&#8217;è veramente in gioco? Quello che qualcuno definisce il &#8220;<em>bene comune</em>&#8221; della società &#8211; che evidentemente è <em>comune </em>solo agli omofobi e agli eterosessuali &#8211; oppure una gigantesca e secolare discriminazione, spesso intrisa di violenza psicologica, e anche fisica talvolta, alla quale non solo è opportuno ma pure necessario porre fine una volta per tutte?</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/24/francia-mariage-pour-tous/573685/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Nozze gay: è finito l&#8217;alibi per il nostro Parlamento</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/12/nozze-gay-e-finito-lalibi-per-nostro-parlamento/560811/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/12/nozze-gay-e-finito-lalibi-per-nostro-parlamento/560811/#comments</comments> <pubDate>Fri, 12 Apr 2013 17:20:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Coppie Gay]]></category> <category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category> <category><![CDATA[Diritti Gay]]></category> <category><![CDATA[Francia]]></category> <category><![CDATA[Gay]]></category> <category><![CDATA[Italia]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=560811</guid> <description><![CDATA[Anche in Francia il matrimonio tra persone dello stesso sesso e le adozioni da parte delle stesse coppie sono diventati legali. Gay e lesbiche, francesi e stranieri, possono finalmente sposare la persona che amano. Essi non sono più cittadini di serie B, ma cittadini di serie A come gli altri, perché godono degli stessi diritti. Certo,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Anche in <strong>Francia</strong> il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/12/francia-senato-approva-legge-sui-matrimoni-e-adozioni-gay/560269/" target="_blank">matrimonio tra persone dello stesso sesso e le adozioni da parte delle stesse coppie sono diventati legali</a>. Gay e lesbiche, francesi e stranieri, possono finalmente sposare la persona che amano. Essi non sono più cittadini di serie B, ma cittadini di serie A come gli altri, perché godono degli stessi diritti.</p><p>Certo, la strada da fare è ancora molto lunga.</p><p>Ad esempio, colpisce e commuove l&#8217;episodio di <a title="Parigi Attacco gay omofobia" href="http://www.vanityfair.it/news/mondo/13/04/09/parigi-attacco-gay-omofobia" target="_blank">Wilfred De Buijn</a>, selvaggiamente picchiato, proprio a Parigi, perché passeggiava a braccetto col compagno. La sua storia e il suo volto, violentato dalle ferite che <strong>l&#8217;omofobia</strong> incide, il più delle volte indelebilmente e comunque non solo visibilmente, dimostrano infatti che vi è ancora molto lavoro da fare per far capire alle persone che una manifestazione di affetto non dovrebbe mai costituire la giustificazione di una simile violenza, ed anzi deve essere protetta dallo Stato col massimo grado di riconoscimento possibile.</p><p>Non ce ne rendiamo conto, ma viviamo in una società dove ci stupiamo per una legge a favore delle persone e ci rassegniamo, invece, ad episodi di violenza tanto gravi.</p><p>Matrimonio e adozione sono due piccoli passi verso l&#8217;affermazione di un principio per cui ciascuno di noi deve poter tessere relazioni<strong> indipendentemente dal proprio orientamento sessuale</strong>. Ed è un principio, questo, che dovrebbe valere anche da noi.</p><p>E&#8217; di oggi il <a title="Gallo: riconoscere i diritti dei gay" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/12/consulta-gallo-riconoscere-diritti-dei-gay-e-sollecita-camere-per-avere-legge/560425/" target="_blank">monito del Presidente della Corte costituzionale</a>, <strong>Franco Gallo</strong>, che ha sollecitato il Parlamento a legiferare in materia.</p><p>Una sollecitazione, peraltro, che risale alla <strong>sentenza n. 138 del 15 aprile 2010</strong>, con la quale la Corte costituzionale aveva affermato che ai gay e alle lesbiche spetta il <strong>diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia</strong>, ottenendone un <strong>riconoscimento giuridico</strong> da parte del Parlamento.</p><p>La sentenza contiene anche indicazioni precise per il legislatore: esso dovrà introdurre una disciplina completa, originale e dedicata unicamente alle coppie omosessuali, attingendo dai modelli di regolamentazione diffusi in Europa.  Si badi, però. &#8220;<em>Il Parlamento è avvisato &#8211; </em>scrive Gilda Ferrando in <a title="Pezzini Lorenzetti" href="http://www.jovene.it/schedaLibro.aspx?idLibro=38546&#038;sezione=&#038;lettera=&#038;valoreComboSezione=&#038;pag=1&#038;testo=Pezzini&#038;isbn=&#038;novita=&#038;idRivista=" target="_blank">questo volume</a>, interamente dedicato alla sentenza citata &#8211; <em>non può limitarsi a tracciare trame esili o confuse come quelle</em> <em>che ci ha presentato fino ad ora (DI.CO., CUS, Di.Do.Re.). Deve</em> <em>offrire una <strong>robusta tutela</strong> alle coppie same-sex, sulla falsariga</em> <em>di quella riconosciuta al matrimonio</em>&#8220;. Robusta tutela. Sulla falsariga del matrimonio.</p><p>Dal 2010, però, le cose sono profondamente cambiate. Se si guarda all&#8217;Europa, quello del matrimonio è ormai divenuto il modello dominante: niente più <em>PaCS</em>, registrazioni, diritti dimezzati o negati. Anche il nostro Parlamento dovrà prenderne atto. Niente più &#8220;<em>unioni alla tedesca</em>&#8220;, quindi, come aveva promesso Bersani in campagna elettorale. Unioni che forse la dirigenza del Partito democratico manco sa cosa siano, dal momento che ad oggi nessuno ha proposto una legge di tal fatta, mentre sono stati presentati diversi <strong>disegni di legge</strong> sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, a firma di diversi esponenti del PD e del M5S. Segno che ci stavano raccontando un mucchio di balle.</p><p>Che sia proprio il matrimonio il prossimo traguardo? Me lo auguro, anche perché è un passo di civiltà inevitabile e, soprattutto, indispensabile. Un passo di civiltà di cui abbiamo assolutamente bisogno, per mettere fine a un&#8217;emergenza costituzionale di cui tutti soffriamo da fin troppo tempo.</p><p>Perché quello della <strong>Rai</strong>, che<a href="http://www.arcigay.it/rassegna/il-web-denuncia-la-rai-censura-lo-spot-sullomofobia/" target="_blank"> censura un video in tema di non discriminazione ed omofobia perché contiene le parole &#8220;gay&#8221; e &#8220;lesbica&#8221;</a> non è un caso che capiterebbe in un Paese civile. Esso dimostra di quanta civiltà abbiamo ancora bisogno.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/12/nozze-gay-e-finito-lalibi-per-nostro-parlamento/560811/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Case popolari e razzismo strisciante</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/10/case-popolari-e-razzismo-strisciante/557648/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/10/case-popolari-e-razzismo-strisciante/557648/#comments</comments> <pubDate>Wed, 10 Apr 2013 09:32:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Case Popolari]]></category> <category><![CDATA[Diritti Umani]]></category> <category><![CDATA[Immigrati]]></category> <category><![CDATA[Razzismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=557648</guid> <description><![CDATA[Girano sui social network delle notizie, rimbalzate qua e là anche in qualche giornale, di statistiche degli enti deputati all&#8217;assegnazione di case popolari, dalle quali emergerebbe che ora le case popolari vengono assegnate in numero maggiore agli stranieri rispetto agli italiani. Ovviamente, non mancano i commenti. Per alcuni, è una vergogna. Altri si chiedono perché...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Girano sui social network delle notizie, rimbalzate qua e là anche in qualche giornale, di statistiche degli enti deputati all&#8217;<strong>assegnazione di case popolari</strong>, dalle quali emergerebbe che ora <a href="http://www.ilmessaggero.it/roma/occupazioni_abusive_campidoglio_prefetto_roma_pecoraro_intervista/notizie/264249.shtml" target="_blank">le case popolari vengono assegnate</a> in numero maggiore agli stranieri rispetto agli italiani.</p><p>Ovviamente, non mancano i commenti. Per alcuni, è una vergogna. Altri si chiedono perché il governo dia di più agli stranieri e di meno agli italiani. Altri, infine, inneggiano al Duce, pubblicando immagini di Mussolini con a fianco una sorta di fumetto, nel quale gli fanno dire &#8220;<em>Io davo agli italiani i sussidi per la casa. Ora li danno agli stranieri. E io sarei un dittatore?</em>&#8220;. E cose così.</p><p>Quasi tutti, poi, che spendono parole e frasi per autoassolversi preventivamente da eventuali <strong>accuse di razzismo</strong>.</p><p>Colpisce al riguardo <a title="Lettera aperta alla Boldrini. Non esistono solo gli immigrati, esistono anche gli italiani" href="http://dietrolequintee.wordpress.com/2013/04/07/lettera-aperta-alla-boldrini-non-esistono-solo-gli-immigrati-esistono-anche-gli-italiani/" target="_blank">una lettera</a> pubblicata nei giorni scorsi, nella quale si fa presente che non esistono solo gli immigrati, ma ci sono anche gli <strong>italiani</strong>.</p><p>Questa polemica è del tutto assurda e sterile. E temo nasconda un razzismo strisciante.</p><p>Infatti, il <strong>diritto a un&#8217;abitazione</strong> è un diritto fondamentale della persona che prescinde &#8211; per usare le parole della nostra Corte costituzionale &#8211; dall&#8217;appartenenza a una determinata comunità politica. Esso spetta ad <strong>ogni persona</strong>, quindi anche agli stranieri che decidono di vivere regolarmente nel nostro Paese.</p><p>Occorre guardare nelle pieghe delle cose, non fermarsi ai numeri. Dietro ai quali si celano persone, con le loro situazioni tragiche, le loro storie e i loro affetti. Se si pensa che una persona sia più meritevole di considerazione di altre sulla base di caratteristiche personali come la <strong>razza</strong> o l&#8217;etnia, si è razzisti. Se si pensa che una persona sia inferiore ad un&#8217;altra per via della sua appartenenza etnica, si è razzisti. Se si nega un <strong>diritto fondamentale sulla base della razza</strong>, si è razzisti. Chiamiare le cose col loro nome che si addice loro è un segno di maturità, prima che di civilità.</p><p>Fanno sorridere, soprattutto, le <strong>autoassoluzioni di razzismo</strong>. Noi italiani siamo bravissimi ad autoassolverci da tutto. Abbiamo fatto le leggi razziali nel 1938, ma per carità, altri tempi. Le abbiamo eseguite spietatamente, ma per carità, in Germania facevano di peggio, non avete visto? Abbiamo stretto alleanze &#8220;di ferro&#8221; con dittatori razzisti, antisemiti e xenofobi, ma per carità, il fascismo ha fatto anche tante cose buone.</p><p>Abbiamo fatto il &#8220;<strong>Pacchetto sicurezza</strong>&#8221; (era il 2009, non il 1930!), dichiarando con un colpo di penna illegali migliaia di persone, chiedendo ai medici di denunciarli se chiedono cure ma sono irregolari, vietando loro di sposarsi se non possono mostrare un certificato di regolarità. Mandandoli tutti in galera, in serie, solo perchè stranieri, per poi indignarsi se, rinchiusi in 20 in una cella di due metri cubi per un periodo illimitato, senza accuse e senza avvocato, si ribellano o si lamentano. Ma per carità, <strong>prima gli italiani</strong>!</p><p>Per poi scoprire, guarda caso, che neppure le statistiche citate sono esatte. <a title="Case popolari agli stranieri a scapito degli italiani, vero o falso" href="http://www.you-ng.it/blog/3925-case-popolari-agli-stranieri-a-scapito-degli-italiani,-vero-o-falso.html" target="_blank">Qualcuno</a> infatti ha approfondito la questione, scoprendo che in verità &#8220;<em>a vedersi assegnare un alloggio, sono più spesso gli italiani rispetto agli stranieri, con il rapporto di 1 a 5 per le famiglie italiane e 1 a 10 fra gli stranieri che ne fanno richiesta</em>&#8220;. Vi è poi un altro elemento da prendere in considerazione: spesso le famiglie straniere sono più numerose ed includono figli a carico, mentre quelle italiane sono per lo più formati da coppie o da anziani soli.</p><p>Prima di crescere demograficamente o economicamente, <strong>dovremmo forse crescere di più di testa</strong>. O sforzarci di farlo, quantomeno. Senza cercare di autoassolverci se non ci riusciamo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/10/case-popolari-e-razzismo-strisciante/557648/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Omogenitorialità: il matrimonio fa bene ai figli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/25/omogenitorialita-matrimonio-fa-bene-ai-figli/541287/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/25/omogenitorialita-matrimonio-fa-bene-ai-figli/541287/#comments</comments> <pubDate>Mon, 25 Mar 2013 11:36:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Adozioni Gay]]></category> <category><![CDATA[Bambini]]></category> <category><![CDATA[Chiesa]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category> <category><![CDATA[Stefano Rodotà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=541287</guid> <description><![CDATA[E&#8217; stato pubblicato da poco uno studio dell&#8217;American Academic of Pediatrics (AAP) dal quale risulta che il riconoscimento del diritto al matrimonio a favore delle coppie dello stesso sesso comporta un beneficio, in termini di benessere e salute mentale, per i loro figli. La ricerca si pone all&#8217;interno di una ormai ampia letteratura scientifica, che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato pubblicato da poco uno <a href="http://pediatrics.aappublications.org/content/early/2013/03/18/peds.2013-0376" target="_blank">studio dell&#8217;<em>American Academic of Pediatrics</em> (AAP)</a> dal quale risulta che il riconoscimento del diritto al <strong>matrimonio</strong> a favore delle <strong>coppie dello stesso sesso</strong> comporta un beneficio, in termini di benessere e salute mentale, per i loro figli.</p><p>La ricerca si pone all&#8217;interno di una ormai ampia<strong> letteratura scientifica</strong>, che accomuna psicologi, psichiatri, sociologi e ora pediatri, in virtù della quale non soltanto viene dato per pacifico e assodato che crescere in una famiglia incentrata su una persona o una coppia omosessuale, e dunque l&#8217;<strong>orientamento sessuale dei o del genitore</strong>, non dà luogo a differenze negative sul bambino in confronto con la famiglia nucleare tradizionale, formata da due genitori di sesso diverso, ma anche che il consolidamento dell&#8217;unione tra i due genitori attraverso l&#8217;istituto del matrimonio comporta effetti positivi sui bambini.</p><p>La ragione di questa conclusione, peraltro, è del tutto ovvia. Se il matrimonio svolge la funzione di &#8220;strutturare&#8221; l&#8217;unione dandole un riconoscimento formale e vincolando i coniugi a un maggiore impegno l&#8217;uno nei confronti dell&#8217;altro, ciò non può non essere vero anche per le coppie <em>same-sex</em>.</p><p>Più in generale, la letteratura in materia di omogenitorialità rivela che i <strong>figli delle famiglie omogenitoriali</strong> &#8220;<em>hanno necessità di sviluppo ed emozionali simili e crescono in modo simile a prescindere che essi crescano con genitori dello stesso o di diverso sesso</em>&#8220;. Quindi, se il bambino ha due genitori, il suo benessere richiede necessariamente che &#8220;<em>le istituzioni giuridiche e sociali permettano loro di sposarsi e li supportino in tal senso, indipendentemente dall&#8217;orientamento sessuale</em>&#8220;.</p><p>Se, invece, il bambino risulta privo di genitori, secondo l&#8217;Aap, &#8220;<em>sono opzioni accettabili l&#8217;adozione e l&#8217;affidamento familiare, a prescindere dall&#8217;orientamento sessuale dei genitori</em>&#8220;. Il riferimento è, ovviamente, anche al tanto vituperato (almeno da noi) istituto dell&#8217;adozione dei single.</p><p>Queste conclusioni, che oltre ad essere supportate dal buon senso appaiono oggi sostenute, in modo sempre più forte, da autorevoli associazioni di studiosi ed esperti, ci dicono che le famiglie omogenitoriali sono <strong>una realtà che merita un suo posto</strong> sul piano sociale e giuridico, e del dibattito politico. Merita un pieno riconoscimento incentrato sia sulla coppia, sia sui loro figli. E&#8217; dunque tempo di prendere atto che quelle che, vuoi per semplificazione giornalistica, vuoi per motivazione ideologica, sono chiamate le &#8220;adozioni gay&#8221;, non sono affatto dannose per i bambini, e anzi meritano considerazione da parte del diritto proprio in virtù del loro ruolo nella crescita dei figli.</p><p>Le prossime generazioni non avranno più un padre e una madre sposati, magari in chiesa. Avranno un padre e una madre conviventi, due padri, due madri o un solo genitore, eterosessuale o omosessuale. Vogliamo chiudere gli occhi di fronte a queste realtà o prenderne atto e iniziare a parlarne anche qui da noi in Italia? Vogliamo fingere che le famiglie omogenitoriali non esistano, oppure essere consapevoli che non è con le battute o con gli slogan che si fa (buona) politica nell&#8217;interesse delle generazioni future? Soprattutto, vogliamo continuare a privilegiare il dato biologico rispetto a quello affettivo?</p><p>A questo proposito, ieri a Parigi migliaia di persone hanno manifestato contro il progetto di legge sui matrimoni e le adozioni da parte di coppie gay e lesbiche. Una delle argomentazioni usate è quella del benessere del bambino. Ma il punto vero, che peraltro nessuno nella manifestazione ha affrontato, è come il <strong>legame biologico tra genitori</strong> e figli possa rappresentare, da solo, l&#8217;indice del benessere di una famiglia. Come scrive <strong>Stefano Rodotà</strong>, &#8220;<em>il dato biologico non deve prevalere sull&#8217;impegno che i genitori hanno messo nella costruzione della famiglia. Insistere sul legame di sangue rischia di svilire l&#8217; importanza degli affetti</em>&#8220;.</p><p>Colpisce che associazioni che si professano cattoliche o pseudo-tali preferiscano dare rilevanza a un elemento spesso casuale piuttosto che a quello di un affetto e di un amore che si rivelano, sin dal loro inizio, genuinamente tali.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/25/omogenitorialita-matrimonio-fa-bene-ai-figli/541287/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Elezioni 2013. Diritti civili: questo non è il mio Paese</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/26/diritti-civili-questo-non-e-il-mio-paese/513899/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/26/diritti-civili-questo-non-e-il-mio-paese/513899/#comments</comments> <pubDate>Tue, 26 Feb 2013 16:26:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2013]]></category> <category><![CDATA[Diritti Gay]]></category> <category><![CDATA[Discriminazione]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Politiche 2013]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=513899</guid> <description><![CDATA[Leggevo sul New York Times che decine di membri del Partito repubblicano al Congresso hanno firmato un documento, da depositare dinanzi alla Corte Suprema, a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Tra essi, un tale Jon M. Huntsman, che si è sempre distinto per la sua opposizione al matrimonio gay specialmente nell&#8217;ultima campagna...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Leggevo sul <a title="Promiennt Republicans Sign Brief in Support of Gay Marriage" href="http://www.nytimes.com/2013/02/26/us/politics/prominent-republicans-sign-brief-in-support-of-gay-marriage.html?hp&#038;_r=0" target="_blank">New York Times</a> che decine di membri del <strong>Partito repubblicano</strong> al Congresso hanno firmato un documento, da depositare dinanzi alla Corte Suprema, a favore del <strong>matrimonio tra persone dello stesso sesso</strong>. Tra essi, un tale Jon M. Huntsman, che si è sempre distinto per la sua opposizione al matrimonio gay specialmente nell&#8217;ultima campagna elettorale, ha invece deciso che è ora di sottoscrivere un appello al riconoscimento di tale diritto per le coppie gay e lesbiche, perché solo tale riconoscimento, recita il documento, garantisce la libertà e l&#8217;uguaglianza che si presumono dovuti in un Paese civile.</p><p>Tale mossa segue <a title="Obama presenta una memoria alla Corte Suprema a favore della dichiarazione di incostituzionalità del DOMA" href="http://www.retelenford.it/node/859" target="_blank">quella</a> del Governo degli Stati Uniti, che ha ufficialmente optato, sempre dinanzi alla Corte, a favore dell&#8217;estensione del matrimonio alle coppie <em>same-sex</em>.</p><p>Tanto per capirci: un Presidente che ci tiene al proprio Paese, di un partito che si definisce <strong>Partito democratico</strong>, chiede a una Corte di cancellare una discriminazione, realizzando una politica che era tra i suoi programmi elettorali e che porterà maggiore libertà e benessere alla popolazione, senza danneggiare nessuno. Questa è la destra americana. <strong>La destra</strong>, capite? Non stiamo parlando di esseri alieni che, sbarcati da un altro pianeta, ci propongono di vivere sugli alberi o di mangiare sassi &#8211; anche se mi rendo conto che qualcuno, neanche troppo povero d&#8217;intelletto, ha veramente osato sostenere che dal matrimonio gay discenderebbero conseguenze terribili per l&#8217;umanità, compreso l&#8217;uragano Katrina, ma si tratta più che altro di un caso da TSO.</p><p>E da noi? Da noi l&#8217;unico partito (<strong>il Pd</strong>) che aveva assicurato &#8220;<em>le unioni alla tedesca</em>&#8220;, ha di fatto perso le elezioni senza neanche avere avuto il tempo di capire cosa fossero esattamente. L&#8217;altra compagine politica che forse potrebbe fare qualcosa per la Comunità LGBT è il <strong>M5S</strong>, dal quale mi aspetto delle sorprese positive in questo senso. D&#8217;altro canto, molti esponenti e candidati del M5S hanno aderito, nel corso della campagna elettorale, alle proposte di legge formulate da Avvocatura per i diritti LGBT &#8211; Rete Lenford sul matrimonio egualitario, la lotta all&#8217;omotransfobia e la modificazione di sesso.</p><p>Il mio, tuttavia, è un <strong>ottimismo cauto</strong>. Cauto anzitutto perché il fatto che il 30% degli italiani abbia ancora creduto in Berlusconi la dice lunga sulle capacità di questo Paese di votarsi realmente al cambiamento. Secondo, il popolo italiano ha confermato la propria fiducia ai detentori di <em>golden share</em> nella società &#8220;Omofobia &amp; Co. S.p.A.&#8221;, cioé <strong>Casini, Buttiglione, Giovanardi, Formigoni</strong> e compagni. Quelli per cui essere gay è una malattia, ho-tanti-amici-gay-ma-la-famiglia-no, una-volta-li-mettevano-dentro ecc. Quelli del <em>si-ai-diritti </em>però no a questo, no a quello e a quell&#8217;altro. Infine, queste elezioni hanno indebolito i partiti d&#8217;ispirazione confessionale (quelli su cui puntava la Cei, per intenderci), che però <strong>non sono scomparsi</strong>.</p><p>Dall&#8217;America ci separa non un oceano. Di più. Chissà quanti, leggendo i risultati delle elezioni di ieri, hanno pensato: <em>questo non è il mio Paese</em>.</p><p>E leggendo i giornali di altre nazioni, ne hanno una conferma.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/26/diritti-civili-questo-non-e-il-mio-paese/513899/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Adozioni gay: crolla un altro muro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/19/strasburgo-crolla-altro-muro-sulle-adozioni-gay/505361/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/19/strasburgo-crolla-altro-muro-sulle-adozioni-gay/505361/#comments</comments> <pubDate>Tue, 19 Feb 2013 18:35:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Adozioni Gay]]></category> <category><![CDATA[Corte Europea dei Diritti dell’Uomo]]></category> <category><![CDATA[Pier Ferdinando Casini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=505361</guid> <description><![CDATA[Oggi la Corte europea dei diritti umani si è pronunciata in materia di second-parent adoption, cioè l&#8217;adozione, da parte del partner del genitore, del figlio di quest&#8217;ultimo, in particolare nel contesto di una coppia di persone dello stesso sesso. Certe sentenze vanno lette più volte, e quindi meditate e poi discusse. Ma questa già di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/19/diritti-gay-corte-di-strasburgo-da-via-libera-alladozione-dei-figli-del-partner/504995/">Corte europea dei diritti umani si è pronunciata in materia di <em><strong>second-parent adoption</strong></em></a>, cioè l&#8217;adozione, da parte del partner del genitore, del figlio di quest&#8217;ultimo, in particolare nel contesto di una coppia di persone dello stesso sesso.</p><p>Certe sentenze vanno lette più volte, e quindi meditate e poi discusse. Ma questa già di suo ha una particolarità che merita sin d&#8217;ora la nostra attenzione. Essa contiene una<strong> lunga motivazione</strong>, tipica di un giudice che va al di là delle apparenze &#8211; e degli slogan ideologici &#8211; e si inserisce invece nelle pieghe del caso concreto, esaminandolo da più angolazioni e senza aver paura dell&#8217;insuccesso o dell&#8217;impopolarità che potrebbero insorgere in relazione al tema trattato. Una <strong>attenzione al vissuto umano</strong>, insomma, che è rara di questi tempi e che manca in molti dei politici, anche nostrani, che si riempiono la bocca di sciocchezze in questa materia.</p><p>Tema che risiede, come si diceva, nell&#8217;<strong>adozione da parte delle coppie gay e lesbiche</strong>. Qui la Corte fa il punto della propria giurisprudenza passata. Nota anzitutto che non c&#8217;è ancora stato un caso sulle adozioni congiunte da parte di coppie di persone dello stesso sesso, ma che già almeno tre decisioni importanti sono state prese in materia. Nei due casi <em>Fretté</em> (2002) e <em>E.B. contro Francia</em> (2008) veniva in rilievo l&#8217;istituto dell&#8217;adozione ai <em>single</em>. Qui la Corte ha chiarito che non sono ammesse discriminazioni fondate sull&#8217;orientamento sessuale del richiedente l&#8217;adozione, neppure sotto la forma della (pluriutilizzata) giustificazione dell&#8217;assenza di figura paterna o materna. Nel caso <em>Gas e Dubois contro Francia</em> (2012), inoltre, la Corte ha precisato che non vi è discriminazione tra una coppia di donne pacsate e una coppia sposata in termini di accesso all&#8217;adozione del figlio del partner, trattandosi di due situazioni diverse.</p><p>Nella sentenza di oggi la Corte ha aggiunto considerazioni importanti.</p><p>In via generale, la Corte ribadisce che <strong>la tutela della famiglia &#8220;tradizionale&#8221;</strong> è un fine legittimo, idoneo astrattamente a giustificare una discriminazione basata sull&#8217;orientamento sessuale. Nondimeno, non c&#8217;è stato fino ad ora un solo caso, nell&#8217;ultimo decennio almeno, in cui la Corte abbia considerato concretamente fondata tale giustificazione. Infatti, lo Stato deve &#8220;<em>provare che </em><em>escludere una determinata categoria di persone</em><em> appare come una misura necessaria al fine di raggiungere tale scopo</em>&#8220;; in altre parole, che per proteggere la famiglia tradizionale è <strong>necessario</strong> (e non semplicemente proporzionale) escludere le coppie gay e lesbiche dall&#8217;adozione del figlio del partner. La Corte rileva al riguardo che &#8220;<em><strong>il Governo non è stato in grado di addurre alcuna argomentazione specifica, alcuno studio scientifico o la minima prova che dimostri che una famiglia con due genitori dello stesso sesso non sia in grado di provvedere, in alcuna circostanza, ai bisogni di un bambino</strong></em>&#8220;.</p><p>Ecco un altro muro che cade. E non è l&#8217;unico.</p><p>&#8220;<em>La Corte vede forza nell&#8217;argomentazione, avanzata dalle ricorrenti, che le famiglie di fatto fondate su una coppia omosessuale <strong>esistono ma si vedono rifiutata la possibilità di ottenere un riconoscimento e una protezione da parte del diritto</strong>&#8220;</em>. Peraltro, dei 10 Stati del Consiglio d&#8217;Europa che oggi riconoscono la <em>second-parent adoption</em> ben sei &#8211; dunque la maggioranza &#8211; ne attribuiscono l&#8217;accesso anche a coppie dello stesso sesso.</p><p>Alla luce di tutte queste considerazioni, la Corte conclude che l&#8217;Austria ha violato la Convenzione europea dei diritti umani per non aver offerto alle coppie gay la possibilità di accedere alla <em>step-parent adoption</em> al pari delle coppie di fatto eterosessuali. Come spesso accade, le conclusioni celano un ragionamento che inciderà profondamente sulla giurisprudenza successiva.</p><p>Un punto, però, è molto chiaro: Strasburgo ci avverte, qualora ce ne dimenticassimo, che le coppie gay e lesbiche non vivono su un altro pianeta. Le loro richieste sono perfettamente legittime ed esigono una risposta da parte del diritto. Non siamo dunque lontani da uno scenario in cui anche le persone omosessuali godranno di pieni e pari diritti degli altri cittadini. Anch&#8217;essi sono nati <strong>uguali in dignità e diritti</strong>, come recitano molti strumenti internazionali.</p><p>Pierferdinando Casini ha al riguardo testé <a title="Casini: adozioni gay aspetto involutivo inquientante" href="http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2013/casini-adozioni-gay-aspetto-involutivo-inquietante/119874/118356" target="_blank">dichiarato</a> che le adozioni gay costituiscono una &#8220;<em>inquietante involuzione</em>&#8220;.</p><p>La mancata considerazione del vissuto umano da parte del prossimo Parlamento italiano, questo sì, costituirebbe un&#8217;inquietante involuzione per il nostro Paese.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/19/strasburgo-crolla-altro-muro-sulle-adozioni-gay/505361/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le nozze gay sono il suicidio dell&#8217;Europa?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/06/le-nozze-gay-sono-il-suicidio-delleuropa/491204/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/06/le-nozze-gay-sono-il-suicidio-delleuropa/491204/#comments</comments> <pubDate>Wed, 06 Feb 2013 16:52:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Chiesa]]></category> <category><![CDATA[Coppie Gay]]></category> <category><![CDATA[Diritti Gay]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Gay]]></category> <category><![CDATA[Lesbiche]]></category> <category><![CDATA[Magdi Allam]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category> <category><![CDATA[Omosessuali]]></category> <category><![CDATA[Omosessualità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=491204</guid> <description><![CDATA[Oggi 226 milioni di persone in Europa possono scegliere liberamente chi sposare. Ieri la Camera dei Comuni inglesi ha approvato, per 400 voti a favore e 175 contrari, la nuova legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso (qui i testi di riferimento, a cura dei colleghi di Avvocatura per i diritti Lgbt &#8211; Rete...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi <strong>226 milioni di persone</strong> in <strong>Europa</strong> possono scegliere liberamente chi sposare. Ieri la Camera dei Comuni inglesi ha approvato, per 400 voti a favore e 175 contrari, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/05/matrimoni-gay-legge-passa-alla-camera-dei-comuni-inglese/490573/" target="_blank">la nuova legge sui </a><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/05/matrimoni-gay-legge-passa-alla-camera-dei-comuni-inglese/490573/" target="_blank">matrimoni tra persone dello stesso sesso</a> </strong>(qui i <a title="La House of Commons dice il primo sì al matrimonio tra persone dello stesso sesso" href="http://www.retelenford.it/node/850" target="_blank">testi</a> di riferimento, a cura dei colleghi di Avvocatura per i diritti Lgbt &#8211; Rete Lenford).</p><p>Sabato scorso pure la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/02/francia-passa-primo-articolo-sulle-nozze-gay-siamo-fieri-di-questo-percorso/487407/" target="_blank">Francia ha compiuto questo passo</a>, approvando a maggioranza l&#8217;art.1 della nuova legge che apre il matrimonio alle coppie omosessuali.</p><p>Dunque, due nazioni d&#8217;Europa con una popolazione simile alla nostra, con tradizioni giuridiche e democratiche analoghe alle nostre, con le stesse radici storiche e religiose cristiane, hanno deciso, dopo averne ampiamente discusso, che le <strong>coppie gay e lesbiche</strong> meritano di veder riconosciute le proprie <strong>unioni</strong> con la parola matrimonio. La loro esperienza di unioni civili (rispettivamente <em>registered partnership </em>e <em>Pacs</em>, in vigore dal 2005 e dal 1999) sono ormai superate. In entrambi i Paesi, la <strong>Chiesa</strong> ha presentato le proprie critiche, senza astenersi dall&#8217;approntare manifestazioni di piazza e proteste. In entrambi i Paesi, tali manifestazioni e proteste sono state disattese dai governi, molto semplicemente, perché la <strong>politica</strong> conserva &#8211; o dovrebbe conservare &#8211; una sua dignità senza doversi necessariamente piegare alla piazza, alla religione o alle gerarchie ecclesiastiche.</p><p>Ciò detto, vorrei riferirmi a un agghiacciante <a title="Matrimonio omosessuale uguale imperversare della dittatura" href="http://ioamolitalia.it/editoriale/matrimonio-omosessuale-uguale-imperversare-della-dittatura.html" target="_blank">articolo</a> apparso su un quotidiano non proprio progressista come <em>Il Giornale</em>, a firma di un personaggio non proprio progressista come <strong>Magdi Cristiano Allam</strong>, che ha fatto della fede religiosa la propria bandiera, promuovendola a sponsor di un &#8220;<em>amore per l&#8217;Italia</em>&#8221; che nulla ha a che fare, evidentemente, con l&#8217;amore per gli italiani, quantomeno per gli italiani gay, lesbiche e bisessuali. Tutto in nome di verità e valori non compromettibili.</p><p>Chissà come mai, peraltro, quando si tratta di temi unilateralmente definiti &#8220;non negoziabili&#8221; &#8211; guarda a caso qualificati tali proprio ed esclusivamente da chi non li vuole negoziare! &#8211; si moltiplica il ricorso a luoghi comuni, a paure irrazionali, ad argomentazioni tanto lontane dalla realtà quanto lo è, rispetto al Cristianesimo, il messaggio che esse sottendono. Allam sostiene che il <strong>matrimonio</strong> tra persone dello stesso sesso sarebbe contrario &#8220;<em>alla ragione e all&#8217;amor proprio</em>&#8220;, perché contrario alla &#8220;<em>famiglia naturale</em>&#8220;, che sarebbe l&#8217;unica dalla quale può generarsi la vita. Se l&#8217;Europa continuasse per la strada del matrimonio <em>same-sex</em>, la popolazione si estinguerebbe.</p><p>Ma ne è sicuro? E&#8217; proprio così? Suona molto strano che una <strong>maggiore estensione dei diritti</strong> <strong>individuali</strong> possa comportare, in futuro, che coloro che li hanno sempre avuti smettano di esercitarli. Mi spiego. Se si sposano i gay e le lesbiche, gli eterosessuali smetterebbero di fare figli? Come dire, se conferiamo agli immigrati il diritto di voto, gli italiani smetteranno di andare a votare? Se concediamo la cittadinanza agli stranieri nati in Italia, i figli di italiani nati in Italia smetteranno di essere italiani?</p><p>L&#8217;unica vera ragione per cui questi conservatori-oppositori-della-dittatura-del-relativismo si oppongono al matrimonio <em>same-sex</em>, ragione che nel dibattito pubblico appare sempre meno perché del tutto priva di supporto razionale, è <strong>il disgusto</strong> per le persone omosessuali, per il fatto di apparire in pubblico, di tenersi per mano, di esprimere il proprio affetto, il proprio amore. Non c&#8217;è veramente molto altro da dire.</p><p>Risulta anche strano che la politica italiana fatichi a capire ciò che è evidente in altri Paesi: che la <strong>parità dei diritti</strong> è fatta anche per proteggere le persone. Già, perchè una categoria di cittadini discriminata è una categoria di cittadini esposta a dileggio, violenza ed abusi costanti. Solo la parità dei diritti è dignità, come recita lo splendido articolo 3 della nostra Costituzione. Solo l&#8217;eguaglianza è garanzia di cittadinanza. E allora se <a title="Vendola: io gay a roma non posso uscire da solo la sera" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/05/omofobia-vendola-io-gay-a-roma-non-posso-uscire-da-solo-sera/490052/" target="_blank">Nichi Vendola denuncia di non poter andare in giro da solo la sera</a> e <a title="Omofobia se tutti dicessero sono anch'io" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/05/omofobia-se-tutti-dicessero-sono-anchio/490184/" target="_blank">fa un appello a tutte le persone omosessuali</a> affinché dicano &#8220;<em>anch&#8217;io sono gay</em>&#8220;, lo fa perché la sua condizione è la stessa di centinaia di migliaia di cittadini, che nel nostro Paese sono ancora cittadini di serie B. Che ancora di nascondono per paura, che ancora temono e vivono discriminazioni quotidiane in famiglia, al lavoro, a scuola.</p><p>Il perdurare di due diverse cittadinanze, distinte per l&#8217;orientamento sessuale di chi le compone; questo sì, rappresenta per l&#8217;Europa il vero suicidio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/06/le-nozze-gay-sono-il-suicidio-delleuropa/491204/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Diritti gay: loro hanno Obama, noi Galli della Loggia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/24/diritti-gay-loro-hanno-obama-noi-galli-della-loggia/477912/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/24/diritti-gay-loro-hanno-obama-noi-galli-della-loggia/477912/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 Jan 2013 08:05:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Barack Obama]]></category> <category><![CDATA[Diritti Gay]]></category> <category><![CDATA[Ernesto Galli della Loggia]]></category> <category><![CDATA[Gay]]></category> <category><![CDATA[Giuramento]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category> <category><![CDATA[Partiti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=477912</guid> <description><![CDATA[Nel suo discorso in occasione del giuramento come Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha detto esplicitamente che la battaglia per l&#8217;uguaglianza voluta dai Padri Fondatori include le persone omosessuali, che lui considera propri &#8220;fratelli e sorelle&#8220;. E&#8217; la prima volta che un Presidente americano cita esplicitamente la categoria, segno che l&#8217;America sta profondamente cambiando, e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nel suo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/21/usa-barack-obama-giura-e-parla-alla-nazione-dobbiamo-agire-come-solo-popolo/476432/" target="_blank">discorso in occasione del giuramento come Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama</a> ha detto esplicitamente che la battaglia per l&#8217;uguaglianza voluta dai Padri Fondatori include le <strong>persone omosessuali</strong>, che lui considera propri &#8220;<em>fratelli e sorelle</em>&#8220;. E&#8217; la prima volta che un Presidente americano cita esplicitamente la categoria, segno che<strong> l&#8217;America sta profondamente cambiando</strong>, e lo sta facendo in meglio, perché un paese dove le persone possono vivere liberamente la propria condizione è un paese più libero.</p><p>Chiunque può vedere nel messaggio del Presidente Obama un messaggio <strong>controcorrente</strong>. Un messaggio, insomma, che esprime una forte volontà politica nel senso di un&#8217;inclusione che ancora non è completa, e che auspica possa avvenire in futuro. Obama sa che si tratta di un percorso difficile, ma è cosciente di aver fatto già molto per la causa, in particolare prendendo una posizione netta a favore del <strong>matrimonio</strong> tra persone dello stesso sesso. Non a caso parla a un popolo nel quale il matrimonio <em>same-sex</em> è legale solo in <strong>9 Stati </strong>(più il District of Columbia) su 50.</p><p>Noi italiani, si sa, siamo messi un po&#8217; maluccio su questo tema.</p><p>Mentre i candidati del M5S si stanno confrontando apertamente sia con il tema del matrimonio, sia con le esperienze delle famiglie omogenitoriali, alla chiusura totale di taluni partiti come il Pdl, l&#8217;Udc e di Mario Monti si accompagna l&#8217;esitazione ormai imperante del Pd (ma lo sanno cosa sono le &#8220;unioni alla tedesca&#8221;?), nel quale <strong>Anna Finocchiaro</strong> l&#8217;altra settimana ha potuto dichiarare che <a href="http://darlingmichele.wordpress.com/tag/anna-finocchiaro/" target="_blank">la famiglia nella Costituzione è solo quella eterosessuale</a>, come se il pluralismo delle famiglie, che la nostra Costituzione saldamente garantisce al di là delle maggioranze politiche, fosse un concetto inesistente. Per non parlare delle <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/01/19/albertini-figlio-di-coppia-gay-e-quasi-obbligato-a-essere-gay/217443/" target="_blank">scandalose parole di <strong>Gabriele Albertini</strong></a>, che è convinto che nascere e crescere in una famiglia composta da persone dello stesso sesso <em>obblighi</em> i bambini alla <em>scelta</em> di diventare omosessuali.</p><p>Di tutte quelle che siamo abituati a sentire, credo che queste due siano, per <strong>testardaggine, vuotezza, pregiudizio e inconsistenza giuridica</strong>, le peggiori (o le migliori, a seconda dei punti di vista).</p><p>Ecco i due opposti: la genuinità di un leader americano che sostiene idee coerenti di libertà ed uguaglianza sulle quali modella il proprio pensiero politico anche a costo di rendersi  impopolare, a confronto con la <strong>povertà intellettuale de &#8216;noantri&#8217;</strong>, che continuiamo &#8211; come se la società italiana non fosse in grado di distinguere una panzana ideologica o un puro pregiudizio &#8211; a modellare le proprie idee, sempre originali, di libertà ed uguaglianza al gioco delle <strong>dinamiche elettorali</strong>, sperando così di non inimicarsi questa o quella categoria di cittadini (siano essi i cattolici, sempre che esistano; o i moderati-di-sinistra, i moderati-rinnovatori-europeisti-di-destra, o quelli-di-estremo-centro, <em>et coetera</em>).</p><p>In questa combinazione di ossimori pantagruelici emergono due pezzi di <strong>Ernesto Galli della Loggia</strong>, apparsi sul Corriere della Sera a <a title="Ernesto Galli della Loggia" href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/dicembre/30/Religioni_che_sfidano_Conformismo_sui_co_0_20121230_6f25a394-5248-11e2-b6fa-b83cb0fbff5f.shtml" target="_blank">fine dicembre</a> e <a title="Ernesto Galli della Loggia" href="http://27esimaora.corriere.it/articolo/il-mondo-gay-e-le-vestali-di-un-certo-conformismo/" target="_blank">in questi giorni</a>, i quali parlano del matrimonio e dell&#8217;0mogenitorialità come se fossero richieste del <em>mainstream</em> contro un&#8217;esigua minoranza di gente onesta e caparbia, che resiste al &#8220;<em>conformismo dei gay</em>&#8220;. Cioè una minoranza che, forte delle proprie convinzioni religiose, reagisce alle richieste di libertà e di uguaglianza espresse dalla popolazione omosessuale proprio per rispetto dell&#8217;identità di ciascuno, anche di chi non la pensa come i gay o le lesbiche che vogliono il matrimonio o sostengono che è ammissibile per un bambino crescere in una famiglia omogenitoriale.</p><p>Il vero punto di tutto questo <strong>delirio</strong> di chi fa a pezzi la realtà della società e delle famiglie &#8211; quelle sì, che <em>esistono</em>, etero od omosessuali, senza intenzione di attribuirsi alcuna qualifica di <em>mainstream</em> &#8211; è che le tesi di Galli della Loggia o di Albertini, sebbene espresse su piani e con fonti diversi, sono pericolose sul piano della<strong> propaganda elettorale</strong>, perché gettano fumo negli occhi su questioni che sono invece molto semplici: <em>chi</em> decide la persona che ciascuno di noi può sposare; <em>chi</em> decide la persona con la quale ciascuno di noi può fondare una famiglia.</p><p>Chi di noi è profondamente convinto che a decidere debba essere ciascun individuo può stare certo che sia proprio questa l&#8217;unica ferma convinzione a contare, in questo periodo nel quale altri Paesi parlano di libertà, uguaglianza, progresso e fratellanza, e noi di anticonformismo, vestali e religione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/24/diritti-gay-loro-hanno-obama-noi-galli-della-loggia/477912/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Famiglie omosex, sono solo pregiudizi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/11/crescere-nelle-famiglie-omogenitoriali-non-e-dannoso/467428/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/11/crescere-nelle-famiglie-omogenitoriali-non-e-dannoso/467428/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 Jan 2013 16:11:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Affidamento]]></category> <category><![CDATA[Cassazione]]></category> <category><![CDATA[Genitori]]></category> <category><![CDATA[Omosessuali]]></category> <category><![CDATA[Omosessualità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=467428</guid> <description><![CDATA[E&#8217; di poco fa la notizia della sentenza n. 601/2013 della prima sezione della Suprema Corte di Cassazione, che fa breccia in una convinzione completamente errata ma fin troppo diffusa. Il caso riguardava una coppia di genitori, una donna e un uomo, che si contendevano la custodia e la visita del figlio minore. La madre...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/11/famiglie-gay-cassazione-bambino-puo-crescere-bene/467382/" target="_blank">E&#8217; di poco fa la notizia della <strong>sentenza n. 601/2013 </strong>della prima sezione della Suprema Corte di Cassazione</a>, che fa breccia in una convinzione completamente errata ma fin troppo diffusa.</p><p>Il caso riguardava una coppia di genitori, una donna e un uomo, che si contendevano la custodia e la visita del figlio minore. La madre convive con una donna. Il padre aveva sostenuto in giudizio che l&#8217;ambiente familiare della donna, in particolare il suo legame sentimentale con una persona dello stesso sesso, sarebbe pregiudizievole per il bambino, e ne aveva chiesto così l&#8217;affidamento.</p><p>La Corte ha finalmente rigettato questa assunzione, scrivendo che la tesi avanzata dal padre &#8220;<em>dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino</em>&#8220;. Nello specifico, i giudici hanno ritenuto che quello espresso dal padre non sia altro che &#8220;<em><strong>mero pregiudizio</strong></em>&#8220;, come lo è credere che &#8220;<em>sia dannoso per l&#8217;equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale</em>&#8220;.</p><p>Il caso è di straordinaria attualità, alla luce di quello che sta avvenendo nel nostro Paese.</p><p>Piano piano i giudici stanno riconoscendo le <strong>famiglie formate da persone dello stesso sesso</strong> (sulle quali Gabriele Strazio ed io l&#8217;anno scorso abbiamo scritto <a title="Le famiglie omogenitoriali agli occhi del diritto" href="http://www.rivistailmulino.it/news/newsitem/index/Item/News:NEWS_ITEM:1578" target="_blank">questo articolo</a>), le quali trovano già piena legittimazione alla luce dell&#8217;attuale contesto sociale italiano. Questa presa d&#8217;atto della realtà, che non costituisce un&#8217;invenzione o una manifestazione anticonformistica o rivoluzionaria, rappresenta piuttosto una sfida per tutti quelli che, con argomenti assurdi e spesso intrisi di omofobia e pregiudizio, ancora sostengono che crescere in una famiglia di persone dello stesso sesso costituisca un ostacolo alla maturazione del bambino. La sentenza della Cassazione ci dice che non è così, rendendo quindi giustizia di questa conclusione e, affermando il principio esattamente contrario, stabilendo in maniera definitiva un precedente che sarà utilizzato nei sempre più numerosi casi di <strong>omogenitorialità</strong> che i giudici di merito si trovano a dover affrontare.</p><p>Soprattutto, non si potrà più dire che l&#8217;adozione da parte di coppie dello stesso sesso è contraria al benessere del minore.</p><p>Il caso segna anche una<strong> vittoria della società sulla politica</strong>. In un momento in cui, quando si parla delle coppie dello stesso sesso, i nostri politici tendono a compiere gesti mimici, quasi esoterici, come strizzare gli occhi in segno di intensa riflessione (come <a title="Monti a Skytg24 - Diritti delle coppie omosessuali" href="http://video.sky.it/news/politica/speciale_monti_a_skytg24_14_diritti_coppie_omosessuali/v146369.vid" target="_blank">Mario Mont</a>i) o a fare cenni col capo (come <a title="Coppie etero e gay stessi diritti - Berlusconi fa si con la testa" href="http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2013/coppie-di-fatto-e-gay-stessi-diritti-berlusconi-fa-si-con-la-testa/115443/113847" target="_blank">Silvio Berlusconi</a>), mettere nero su bianco in una sentenza una considerazione ovvia, cioé che per il benessere dei figli è essenziale l&#8217;amore e la cura, non l&#8217;orientamento sessuale, è forse il gesto più significativo di questo 2013 appena agli inizi.</p><p>Con buona pace di quelli che ancora oggi ritengono che le famiglie omogenitoriali siano una minaccia alla famiglia. E&#8217; il momento di spegnere il pregiudizio e far parlare l&#8217;esperienza.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/11/crescere-nelle-famiglie-omogenitoriali-non-e-dannoso/467428/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Kill the gay!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/14/kill-the-gay/446386/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/14/kill-the-gay/446386/#comments</comments> <pubDate>Fri, 14 Dec 2012 15:33:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Adozioni Gay]]></category> <category><![CDATA[Coppie Gay]]></category> <category><![CDATA[Diritti Gay]]></category> <category><![CDATA[Gay]]></category> <category><![CDATA[Guerra]]></category> <category><![CDATA[Joseph Ratzinger]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category> <category><![CDATA[Pace]]></category> <category><![CDATA[Papa]]></category> <category><![CDATA[Uganda]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=446386</guid> <description><![CDATA[Come diversi quotidiani (tra i quali proprio il Fatto) hanno annunciato, oggi Papa Benedetto XVI, nell&#8217;anticipare il messaggio della Giornata per la Pace, ha affermato che i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono &#8220;un&#8217;offesa contro la verità della persona umana&#8221; e &#8220;una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace&#8220;. L&#8217;affermazione si accompagna alla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Come <a title="Il Papa contro le nozze gay" href="http://www.corriere.it/cronache/12_dicembre_14/papa-nozze-gay_4c665dce-45e3-11e2-9abc-e1073f0961e6.shtml" target="_blank">diversi quotidiani</a> (tra i quali proprio <a title="Papa: I matrimoni gay sono ferita alla giustizia e alla pace" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/14/papa-matrimoni-gay-sono-ferita-alla-giustizia-e-alla-pace/446131/?preview" target="_blank">il Fatto</a>) hanno annunciato, oggi <strong>Papa Benedetto XVI</strong>, nell&#8217;anticipare il messaggio della <strong>Giornata per la Pace</strong>, ha affermato che i <strong>matrimoni tra persone dello stesso sesso </strong>sono &#8220;<em>un&#8217;offesa contro la verità della persona umana&#8221;</em> e &#8220;<em>una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace</em>&#8220;. L&#8217;affermazione si accompagna alla <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/14/papa-benedice-promotrice-legge-che-prevede-pena-di-morte-per-gay-in-uganda/446392/" target="_blank"><strong>benedizione</strong> di ieri ad una elegante signora proveniente dall&#8217;Uganda, laureata in <em>diritto delle donne</em>, tale <strong>Rebecca Kadaga</strong>, la quale è portavoce del Parlamento ugandese e prima promotrice del progetto di legge destinato ad introdurre nel Paese la </a><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/14/papa-benedice-promotrice-legge-che-prevede-pena-di-morte-per-gay-in-uganda/446392/" target="_blank">pena di morte per omosessualità</a> </strong>(inclusiva di pene severissime per chi non denuncia l&#8217;omosessualità altrui). Proprio per tale suo contenuto, il progetto di legge è denominato <em>Kill the gay bill</em>.</p><p>Entrambe le vicende rivelano senz&#8217;ombra di dubbio che la barbarie è tornata tra noi in due versioni differenti, ma con la stessa radice.</p><p>La radice è quella del <strong>cattolicesimo</strong>, trasformato in messaggio rivolto non solo ai cattolici ma &#8230; a tutti! Già, proprio così.</p><p>Papa Benedetto XVI aggiunge infatti che &#8220;<em>l&#8217;azione della Chiesa nel promuover[e il matrimonio tra uomo e donna] non ha carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa</em>&#8220;. Capite? Non parla solo ai cattolici, ma <strong>a tutte le religioni</strong>, offrendo una visione del mondo che è definita <em>naturale</em>, <em>universale, intrinsecamente umana</em>. D&#8217;altra parte, la signora Kadaga aveva a suo tempo dichiarato pubblicamente che il <em>Kill the gay bill</em> è un &#8220;regalo cristiano&#8221; alla popolazione dell&#8217;<strong>Uganda</strong>, che lo chiede con forza. Entrambi si scagliano direttamente e senza esitazione contro le persone omosessuali: l&#8217;uno incita a discriminarle in materia matrimoniale, proprio il giorno dopo rispetto alla risoluzione del <strong>Parlamento europeo</strong> che raccomandava agli Stati membri di introdurre il matrimonio o le unioni civili per le coppie gay e lesbiche; l&#8217;altra li vuole uccidere.</p><p>Non vi è alcuna differenza tra un messaggio che incita alla discriminazione e uno che si augura la morte di un&#8217;intera categoria di cittadini. La morte sociale è anche fisica, come ben sapeva <strong>Hannah Arendt</strong> quando affermava che &#8220;<em>la società ha inventato la discriminazione come arma idonea ad uccidere le persone senza spargimento di sangue&#8221;.</em></p><p>La vera domanda, però, a questo punto non è se il Papa debba tacere su precetti della Bibbia o limitare espressamente il proprio messaggio ai credenti, né se la signora Kadaga debba astenersi dal proporre una legge che introduce la pena di morte per le persone omosessuali. La vera domanda è <strong>fino a quando saremo disposti a sopportare tutto questo</strong>. Fino a quando i cattolici e i cittadini comuni &#8211; che sanno benissimo distinguere la pace dalla <strong>guerra</strong>, la <strong>libertà</strong> dal totalitarismo, il rispetto dell&#8217;altro dall&#8217;ipocrisia di chi usa il crocifisso e la Bibbia come delle spade contro il prossimo &#8211; saranno disposti ad accettare col silenzio, la <strong>tolleranza</strong> e l&#8217;acquiescenza l&#8217;incitamento all&#8217;odio, l&#8217;irrazionale giustificazione della violenza e la negazione dell&#8217;evidenza, e cioè che maggiori libertà e diritti per tutti non sono una minaccia alla <strong>pace</strong>, bensì il suo presupposto, sulla base della fonte dalla quale tali affermazioni provengono?</p><p>I Paesi e le istituzioni internazionali che chiedono a gran voce una maggiore inclusione delle coppie dello stesso sesso nel godimento dei diritti fondamentali non lo fanno perché sono impazzite, per puro autolesionismo o perché hanno perso la retta via. Lo fanno, al contrario, perché hanno capito benissimo che <strong>le loro società saranno migliori</strong> se gli stessi diritti sono riconosciuti a tutti senza distinzione di orientamento sessuale, e se le giovani generazioni di gay, lesbiche e bisessuali possono sperare in un futuro di relazione, affetto ed amore con la persona di loro scelta e non con quella che il governo o il legislatore qualificano come tale.</p><p>Due secoli fa, Edmund Burke diceva: &#8220;<em>Affinché il male trionfi è sufficiente che le persone buone non facciano nulla</em>&#8220;. E aggiungeva che &#8220;<em>Nessuno commette errore più grande di chi si rifiuta di fare qualcosa perché ritiene di poter fare poco</em>&#8220;. Aveva ragione.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/14/kill-the-gay/446386/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Morire a 15 anni per omofobia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/23/morire-a-15-anni-per-omofobia/423913/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/23/morire-a-15-anni-per-omofobia/423913/#comments</comments> <pubDate>Fri, 23 Nov 2012 10:53:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Coppie di Fatto]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category> <category><![CDATA[Omofobia]]></category> <category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category> <category><![CDATA[Rosy Bindi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=423913</guid> <description><![CDATA[Si può morire a 15 anni per omofobia, nell&#8217;Italia dell&#8217;ormai-quasi 2013. Si muore a Roma, di solitudine, di bullismo, di incomprensione, di amarezza, di sensi di colpa. Come Davide, adolescente sbeffeggiato dai compagni perché indossava degli indumenti rosa. Rimproverato dall&#8217;insegnante perchè si era presentato a scuola con lo smalto sulle unghie. Davide, nome di fantasia...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/22/quindicenne-suicida-a-roma-procura-apre-uninchiesta/422985/" target="_blank">Si può morire a 15 anni per omofobia</a>, nell&#8217;Italia dell&#8217;ormai-quasi 2013. Si muore a <strong>Roma</strong>, di solitudine, di <strong>bullismo</strong>, di incomprensione, di amarezza, di sensi di colpa.</p><p>Come Davide, adolescente sbeffeggiato dai compagni perché indossava degli <strong>indumenti rosa</strong>. Rimproverato dall&#8217;insegnante perchè si era presentato a scuola con lo <strong>smalto sulle unghie</strong>. Davide, nome di fantasia ovviamente, si è <strong>suicidato impiccandosi</strong> nella sua cameretta sotto gli occhi del fratellino, ora sotto choc.</p><p>Questo evento, terribile ma forse non del tutto inaspettato in un Paese come il nostro, dove i politici si riempiono la bocca di anatemi nei confronti delle persone <strong>omosessuali, gay e lesbiche, e transessuali</strong>, dovrebbe portarci tutti a<strong> riflettere sulle nostre parole</strong>, ogni volta che affrontiamo l&#8217;argomento.</p><p>Per quanto riguarda chi, come me e gli amici e colleghi di Avvocatura per i diritti LGBTI &#8211; Rete Lenford, da anni si occupa dei diritti delle persone omosessuali e transessuali, mi chiedo se abbiamo tutti fatto e facciamo abbastanza. Mi chiedo se i nostri messaggi passano. Mi chiedo se quando approcciamo il tema non siamo, come dire, troppo giuristi, troppo tecnici, e troppo poco persone.</p><p>Della classe politica, poi, penso il peggio possibile.<strong> Nessuno escluso</strong>. La povertà del dibattito sui diritti sui mass media, l&#8217;incapacità di gestire il tema senza franare in derive religiose, intrise di omofobia e omonegatività, l&#8217;ottusità e l&#8217;ignoranza di chi quando è chiamato a parlare della legge contro l&#8217;omofobia, dei matrimoni, delle adozioni, adotta distinguo surreali, trascurano un dato fondamentale: le future generazioni, quelle che oggi vivono l&#8217;adolescenza e gli anni più sensibili e delicati della loro vita, soffrono nel profondo della loro intimità e coltivano, inconsciamente o meno, sentimenti di disgusto per se stessi se noi, oggi, non diamo loro un messaggio decisamente e chiaramente contrario.</p><p>Quando<strong> Bruno Tabacci</strong> dice che non vuole le adozioni per le coppie dello stesso sesso perché ciò che per lui conta è l&#8217;interesse del minore, trascura che non si può distinguere il minore quando ha uno o due genitori dello stesso sesso e il minore che si scopre gay o lesbica. Quando <strong>Pier Luigi Bersani</strong> dice che siamo in Italia e il matrimonio gay non si può fare, priva centinaia di migliaia di giovani della speranza di un futuro di coppia. Quando <strong>Rosy Bindi</strong> dice che volere il matrimonio è da massimalisti, condanna i giovani gay e le giovani lesbiche alla convinzione che essere moderati è sinonimo di compromesso, quindi di rinuncia ad essere se stessi.</p><p>Caro ragazzo gay, cara ragazza lesbica, tu non sei sol*, non sei sbagliat*, avrai un futuro di affetti, amore e comprensione esattamente al pari del tuo o della tua compagna di banco. E sei una persona, hai dignità, cuore e anima, anche se metti lo smalto, ti colori i capelli e indossi pantaloni rosa.</p><p>Davide è morto per il bullismo dei compagni. Ma è morto anche per colpa nostra. <strong>Perché non facciamo abbastanza, perché facciamo poco e perché non facciamo nulla</strong>.</p><p>Forse perché nel suo complesso il nostro Paese non merita i giovani che si ritrova. O non ci riflettiamo abbastanza.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/23/morire-a-15-anni-per-omofobia/423913/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sui gay l&#8217;Italia è quarto mondo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/08/sui-gay-litalia-e-quarto-mondo/407762/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/08/sui-gay-litalia-e-quarto-mondo/407762/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Nov 2012 17:14:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Coppie Gay]]></category> <category><![CDATA[Diritti Gay]]></category> <category><![CDATA[Gay]]></category> <category><![CDATA[Legge]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category> <category><![CDATA[Omofobia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=407762</guid> <description><![CDATA[Ieri è avvenuta l&#8217;ennesima sconfitta del movimento omosessuale italiano e della civiltà giuridica di un Paese che continua a sostenersi europeo, occidentale, democratico e liberale, ma che lo è sempre meno o forse non lo è affatto. La Commissione Giustizia della Camera, infatti, per effetto del blocco opposto da Pdl, Udc e Lega, ha bocciato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri è avvenuta l&#8217;ennesima sconfitta del <strong>movimento omosessuale italiano</strong> e della <strong>civiltà giuridica</strong> di un Paese che continua a sostenersi europeo, occidentale, democratico e liberale, ma che lo è sempre meno o forse non lo è affatto.</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/07/omofobia-bocciato-testo-base-in-commissione-giustizia/406770/" target="_blank">La Commissione Giustizia della Camera, infatti, per effetto del blocco opposto da Pdl, Udc e Lega, ha bocciato il <strong>progetto di legge contro l&#8217;omofobia</strong></a>. Esso prevedeva un&#8217;estensione della <strong>Legge Mancino</strong> sui crimini d&#8217;odio ai crimini ispirati da omofobia e transfobia. Tale legge prevede una serie di strumenti, ben più efficaci della singola aggravante, per prevenire e reprimere i crimini ispirati dall&#8217;odio contro le vittime in relazione alla loro nazionalità, etnia e religione, quali la perseguibilità d&#8217;ufficio e la predisposizione di misure di pena alternative, che una semplice aggravante non sarebbe stata in grado di contemplare (<a href="http://www.retelenford.it/articolo/parere-sul-progetto-di-legge-sullaggravante-inerente-lorientamento-sessuale" target="_blank">qui un parere di Avvocatura per i diritti LGBT &#8211; Rete Lenford</a> sul tema).</p><p>Se ci pensiamo bene, tutto questo ha dell&#8217;incredibile.</p><p>L&#8217;altro ieri la <a title="In Spagna il matrimonio è same-sex" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/06/spagna-il-matrimonio-e-same-sex-per-la-corte-costituzionale/404560/" target="_blank">Corte costituzionale spagnola</a> ha dichiarato costituzionale la legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso del 2005. Ieri <strong>Obama</strong>, che si era pronunciato espressamente a favore dell&#8217;estensione del <strong>matrimonio alle coppie gay e lesbiche</strong>, ha vinto le elezioni, accompagnate dall&#8217;approvazione del matrimonio <em>same-sex</em> in 3 Stati e dal rigetto, in un quarto, di un emendamento costituzionale che voleva impedirli. Sempre ieri, il <strong>governo francese</strong> ha approvato una proposta di legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, in un Paese che ha da almeno una generazione una legge contro l&#8217;omofobia.</p><p>E noi dove stiamo in tutto questo?</p><p>Forse che in Italia non c&#8217;è odio. Beh, è falso. Non è vero che in Italia non c&#8217;è odio e che le persone omosessuali non sono discriminate. Proprio ieri <a href="http://www.gay.it/channel/attualita/34493/Aggredita-coppia-a-Firenze-Si-stavano-baciando-per-strada.html" target="_blank">una coppia di ragazzi ha subito a Firenze un&#8217;aggressione fisica e verbale</a>. Il che dimostra non solo che di questa legge c&#8217;è disperatamente bisogno, ma anche che si tratta di una necessità urgente, di un&#8217;<strong>emergenza sociale e costituzionale</strong>. Non possiamo continuare ad avere cittadini che, nell&#8217;esercizio di un loro diritto fondamentale e di libertà riconosciute a tutti, rischiano in continuazione di subire violenze alla propria integrità fisica e alla loro dignità. L&#8217;emergenza è attuale e impellente: <strong>tocca al governo intervenire</strong>, e presto.</p><p>L&#8217;unica speranza che mi viene da esprimere riflettendo sul progresso fatto da altri Paesi e sul raccapricciante e autolesionista regresso del nostro è che questa attuale classe politica, espressione delle più tristi creatività bigotte ed autoreferenziali del suo piccolo mondo, sia spazzata via nelle prossime elezioni, sempre che chi la sostituirà abbia a cuore il cambiamento radicale di cui necessita il nostro ordinamento, perchè così non si può più andare avanti.</p><p>Così andiamo solo indietro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/08/sui-gay-litalia-e-quarto-mondo/407762/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Spagna, il matrimonio è same-sex per la Corte costituzionale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/06/spagna-il-matrimonio-e-same-sex-per-la-corte-costituzionale/404560/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/06/spagna-il-matrimonio-e-same-sex-per-la-corte-costituzionale/404560/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Nov 2012 08:06:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category> <category><![CDATA[Diritti Gay]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category> <category><![CDATA[Matrimonio]]></category> <category><![CDATA[Omosessualità]]></category> <category><![CDATA[Spagna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=404560</guid> <description><![CDATA[Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è in vigore in Spagna dal 2005. Solo oggi però la Corte costituzionale emetterà una sentenza, attesa da 7 anni, sulla legittimità costituzionale della legge approvata da Zapatero. Il verdetto, che secondo El Pais ha già ottenuto la maggioranza, porrà finalmente fine alla diatriba, generata dal ricorso promosso dal Partito Popolare, sulla compatibilità della legge...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>matrimonio tra persone dello stesso sesso</strong> è in vigore in <strong>Spagna</strong> dal 2005. Solo oggi però la <strong>Corte costituzionale</strong> emetterà <a href="http://politica.elpais.com/politica/2012/11/05/actualidad/1352117743_682213.html" target="_blank">una sentenza, attesa da 7 anni, sulla legittimità costituzionale della legge</a> approvata da Zapatero. Il verdetto, che secondo El Pais ha già ottenuto la maggioranza, porrà finalmente fine alla diatriba, generata dal ricorso promosso dal Partito Popolare, sulla compatibilità della legge in parola con l&#8217;art. 32 della Costituzione spagnola, ai sensi del quale &#8220;<em>El hombre y la mujer tienen derecho a contraer matrimonio con plena igualdad jurídica</em>&#8220;.</p><p>Pur non avendo ancora a disposizione la motivazione della pronuncia, è possibile fare alcune osservazioni.<br />In primo luogo, viene finalmente fatta giustizia di una concezione molto diffusa, secondo la quale la definizione di matrimonio scritta nella costituzione (di qualunque paese) sarebbe sacra e inviolabile. Questo modo di pensare è tipico di chi intende il matrimonio come <strong>l&#8217;istituto del diritto canonico,</strong> celebrato in chiesa davanti a un prete, e pretende di estendere quel concetto anche a chi non ci crede. E&#8217; utile ricordare, al riguardo, che<strong> il</strong> <strong>matrimonio è un istituto del mondo del diritto</strong>, che non ha niente di naturale e, quindi, non è immutabile ma cambia col mutare della sensibilità della società. Una volta era la condizione della donna, oggi è il genere degli sposi.</p><p>Secondo, è ipocrita usare la Costituzione come un&#8217;arma contro il <strong>riconoscimento di nuovi diritti</strong>. Ovviamente, se si fa leva sull&#8217;argomento storico, cioè sull&#8217;intenzione di chi la Costituzione l&#8217;ha scritta, il risultato sarebbe facile da raggiungere: i costituenti hanno certamente inteso il matrimonio come l&#8217;unione tra uomo e donna. Ma sta proprio qui il punto: l&#8217;intenzione dei costituenti non è mai decisiva quando si tratta di interpretare le norme costituzionali, perché la società evolve ben oltre il tempo, mentre è sempre vero l&#8217;argomento contrario, per cui non tutto ciò che era vero ieri è vero oggi, così come non tutto ciò che è vero per i credenti, è tale anche per il resto del mondo.</p><p>Spesso si dice che il matrimonio è in crisi e che non ha senso estenderlo alle <strong>coppie gay e lesbiche</strong>. Niente di più falso. Occorre rendersi conto che il matrimonio è in crisi non per colpa degli omosessuali ma per colpa degli eterosessuali, che in tanti secoli non son mai riusciti a coltivarlo per fondare un modello di famiglia accettabile per tutti. Offrirlo anche agli omosessuali, anzi, potrebbe aiutare a capirne le funzioni. L&#8217;amore, il sostegno reciproco, la comunione materiale e spirituale sono ormai patrimonio anche delle coppie e delle<strong> famiglie omosessuali</strong>: privarle di questo diritto è, più che un imperativo morale, <strong>una violenza vera e propria.</strong></p><p>Andrew Sullivan scriveva nel 1994 che privare le coppie gay del loro diritto al matrimonio &#8220;<em>è il più grave affronto possibile alla loro uguaglianza&#8221;</em>. Aveva ragione. Ma lo diceva nel 1994. Ci è voluta una generazione per accorgerci di quanto tale frase sia vera. Gli spagnoli ci sono arrivati ieri. </p><div>Noi italiani dovremo attendere la prossima generazione?</div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/06/spagna-il-matrimonio-e-same-sex-per-la-corte-costituzionale/404560/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Marsiglia, un bacio (saffico) ci salverà</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/25/bacio-saffico-ci-salvera/393221/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/25/bacio-saffico-ci-salvera/393221/#comments</comments> <pubDate>Thu, 25 Oct 2012 14:00:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Adozioni Gay]]></category> <category><![CDATA[Coppie Gay]]></category> <category><![CDATA[Diritti Gay]]></category> <category><![CDATA[Famiglie]]></category> <category><![CDATA[Gay]]></category> <category><![CDATA[Manifestazioni]]></category> <category><![CDATA[Marsiglia]]></category> <category><![CDATA[Matrimoni Gay]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=393221</guid> <description><![CDATA[Alla manifestazione di Marsiglia di qualche giorno fa si sono riunite famiglie e persone che non vogliono che il legislatore francese introduca il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l&#8217;adozione a favore delle coppie gay/lesbiche. Vogliono, invece, che il matrimonio rimanga un&#8217;istituzione riservata esclusivamente agli eterosessuali, come lo è tuttora. La mascotte della manifestazione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alla manifestazione di <strong>Marsiglia</strong> di qualche giorno fa si sono riunite famiglie e persone che non vogliono che il legislatore francese introduca il <strong>matrimonio tra persone dello stesso sesso</strong> e l&#8217;<strong>adozione a favore delle coppie gay/lesbiche</strong>. Vogliono, invece, che il matrimonio rimanga un&#8217;istituzione riservata esclusivamente agli eterosessuali, come lo è tuttora.</p><p>La mascotte della manifestazione era un uomo che, armato di due ali rispettivamente dedicate alla madre (<em>Maman</em>) e al padre (<em>Papa</em>), danzava in modo goffo e barcollando, a simboleggiare <strong>i figli</strong> delle coppie eterosessuali che, già in balia di una società decadente, faticano a farsi strada e attendono l&#8217;inesorabile colpo di grazia che sarà loro inferto dal legislatore, se passasse il progetto di legge attualmente in discussione.</p><p>Ha però fatto scalpore la scelta di <a href="http://www.huffingtonpost.fr/2012/10/24/photo-baiser-de-marseille-mariage-gay_n_2007950.html?utm_hp_ref=tw" target="_blank"><strong>due ragazze</strong>, Julia e Auriane, di 17 e 19 anni, di darsi un bacio appassionato proprio davanti alla manifestazione</a>, scatenando così le reazioni schifate delle spettatrici. Ed ecco piovere gli insulti, contro due ragazze il cui gesto ha fatto già il giro del mondo.</p><p>Molti penseranno: che sconsiderate! Insultare così delle persone riunite nell&#8217;esercizio di una loro libertà. Che poi, le facessero a casa loro queste cose, senza mostrarcele in pubblico.</p><p>Beh, udite udite! Anche per i <strong>gay</strong> e le <strong>lesbiche</strong> esiste una cosa chiamata libertà, che è soprattutto la <strong>libertà di vivere liberamente la loro condizione di coppia</strong>, nel pubblico come nel privato. Se non ci piace ciò che vediamo, possiamo sempre voltarci dall&#8217;altra parte.</p><p>Colpisce poi la reazione delle donne, ben visibile nelle foto relative all&#8217;episodio. Il <strong>disgusto</strong> che si legge nei loro volti è palese. Ed è proprio questo il punto: se da una parte abbiamo una coppia di giovani ragazze che esprimono il proprio affetto, il proprio amore, il proprio <strong>legame</strong> che non può essere, in quanto tale, innaturale, artificiale o disgustoso, dall&#8217;altra abbiamo delle persone la cui unica ragione che le ha portate a trovarsi lì è l&#8217;odio, l&#8217;insulto, lo scontro.</p><p>Si rivela così l&#8217;autentica motivazione dietro il rifiuto dei matrimoni e delle adozioni gay: la totale <strong>assenza di empatia</strong>, la mancata conoscenza delle <strong>realtà omogenitoriali</strong>, la volontà di non vedere l&#8217;ovvio e l&#8217;evidente, cioè che gli eterosessuali continueranno a sposarsi e ad adottare bambini anche se tale possibilità è aperta alle coppie dello stesso sesso.</p><p>L&#8217;unica provocazione che vedo è quella di chi vorrebbe che due ragazze di quasi vent&#8217;anni si baciassero solo all&#8217;ombra delle proprie mura domestiche e non alla luce del sole.</p><p>L&#8217;unica provocazione che vedo è quella di chi vorrebbe allargare la propria libertà fino a soffocare quella degli altri, semplicemente perché non gli piace.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/25/bacio-saffico-ci-salvera/393221/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>California, un passo avanti contro l&#8217;omofobia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/02/california-vieta-cure-riparative-passo-avanti-contro-lomofobia/369860/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/02/california-vieta-cure-riparative-passo-avanti-contro-lomofobia/369860/#comments</comments> <pubDate>Tue, 02 Oct 2012 10:23:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[California]]></category> <category><![CDATA[Cure]]></category> <category><![CDATA[Gay]]></category> <category><![CDATA[Legge]]></category> <category><![CDATA[Omofobia]]></category> <category><![CDATA[Omosessualità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=369860</guid> <description><![CDATA[Il legislatore dello Stato della California ha approvato una legge che vieta ai medici di sottoporre i loro pazienti alle teorie riparative. Si tratta di un notevole passo avanti nella lotta contro l&#8217;odio, il pregiudizio e l&#8217;omofobia. Le teorie riparative professano la convinzione che sia possibile guarire le persone omosessuali e trasformarle in eterosessuali. Ci...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il legislatore dello Stato della California ha approvato una <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2210901/Senate-Bill-1172-California-state-ban-gay-cure-therapy-minors-Jerry-Brown-signs-new-law.html" target="_blank">legge che vieta ai medici di sottoporre i loro pazienti alle teorie riparative</a>. Si tratta di un notevole <a title="California mette al bando cura anti-gay" href="http://www.lettera43.it/cronaca/usa-california-mette-al-bando-cura-anti-gay_4367566254.htm" target="_blank">passo avanti</a> nella lotta contro<strong> l&#8217;odio, il pregiudizio e l&#8217;omofobia</strong>.</p><p>Le <strong>teorie riparative</strong> professano la convinzione che sia possibile <strong>guarire le persone omosessuali</strong> e trasformarle in eterosessuali. Ci sono medici e organizzazioni &#8211; che ovviamente non rinunciano a farsi pagare fior di compensi &#8211; dedite alla cura dei gay e delle lesbiche dalla loro presunta &#8220;patologia&#8221;. In effetti, pensare che sia possibile, e in qualche modo anche doveroso, fornire una cura alle persone omosessuali presuppone logicamente che si intenda l&#8217;omosessualità come <strong>una malattia</strong> o comunque come <strong>un incidente di percorso</strong> o <strong>un difetto</strong> nella crescita e nella maturità dell&#8217;individuo.</p><p>Un&#8217;impostazione di questo tipo è viziata su diversi piani.</p><p>Anzitutto, sul piano medico, la maggioranza degli scienziati ha chiarito da tempo che l&#8217;omosessualità non è una malattia, ma una <strong>variante naturale</strong> del comportamento umano. L&#8217;ha detto l&#8217;<em>American Psychiatric Association </em>nel 1973, quando ha cancellato dall&#8217;elenco delle psicopatologie contenuto nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (<em>Diagnostic and Statistical Manual &#8211; DSM</em>) e l&#8217;ha ribadito nel 1990, a livello globale, l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità.</p><p>Qualcuno obietterà che la parola della maggioranza non è <em>vox Dei</em>. Vero. Ma è proprio in virtù del loro contenuto che le riparative andrebbero completamente bandite, medicalmente e giuridicamente parlando.</p><p>Esse infatti alimentano la <strong>falsa colpa</strong> dei giovani gay e delle giovani lesbiche, inducendoli a percepirsi come sbagliati e immeritevoli e a spendere energie inutili nello sforzo di cambiare sé e il proprio rapporto con gli altri. La domanda non è tanto &#8211; o soltanto &#8211; <em>se </em>essi possano in qualche modo cambiare, cosa che certamente, come l&#8217;esperienza ben insegna, non è possibile, quanto invece <em>perché</em> essi dovrebbero farlo. Non si tratta forse di un&#8217;invasione di campo della sfera intima e privata della persona? Oltretutto, i minori godono di un <strong>diritto alla salute</strong> che impedisce a chiunque, a un estraneo così come al genitore, di interferire nel loro sviluppo e che di conseguenza vieta di indurre, come in effetti accade ai minori sottoposti a teorie riparative, il senso di inadeguatezza e la distruzione dell&#8217;autostima che rappresentano i tipici effetti di queste teorie.</p><p>Si parla troppo di <strong>diritti del minore</strong> perché queste convizioni non passino al vaglio di una severa e giusta critica.</p><p>Le teorie riparative, dunque, non solo non funzionano, ma sono altamente dannose. Ben venga la legge californiana, nella speranza che venga subito adottata anche da altri Stati.</p><p>Per un approfondimento, si rinvia a <a href="http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/curare-i-gay-l-intervista-agli-autori.html" target="_blank">questo volume</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/02/california-vieta-cure-riparative-passo-avanti-contro-lomofobia/369860/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dareste un bimbo a Nichi Vendola?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/20/dareste-bimbo-a-nichi-vendola/358210/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/20/dareste-bimbo-a-nichi-vendola/358210/#comments</comments> <pubDate>Thu, 20 Sep 2012 15:00:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Adozioni Gay]]></category> <category><![CDATA[Libero]]></category> <category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=358210</guid> <description><![CDATA[La domanda è stata posta da Libero, partendo dalla premessa logica che se la Sinistra vincesse alle prossime elezioni Nichi Vendola potrebbe avere un figlio. Tradotto in italiano: la Sinistra al governo riconoscerebbe le adozioni a favore delle coppie dello stesso sesso, quelle che nel lessico corrente si chiamano, molto impropriamente, adozioni gay. La domanda...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La domanda è stata posta da<em> <a title="Libero - Con la sinistra avremo mammo-Nicki" href="http://www.liberoquotidiano.it/news/Personaggi/1080593/Con-la-sinistra-avremmo-mammo-Nichi.html" target="_blank">Libero</a></em>, partendo dalla premessa logica che se la Sinistra vincesse alle prossime elezioni Nichi Vendola potrebbe avere un figlio. Tradotto in italiano: la Sinistra al governo riconoscerebbe le adozioni a favore delle coppie dello stesso sesso, quelle che nel lessico corrente si chiamano, molto impropriamente, <strong>adozioni gay</strong>.</p><p>La domanda è deficiente. Non perchè stupida, ma nel senso che difetta (dal latino <em>deficere</em>) di ogni elemento idoneo a valutarne la serietà.</p><p>Primo. La premessa è errata. <strong>La Sinistra non ha, ad oggi, alcuna intenzione di introdurre le adozioni gay</strong>. Nella fantapolitica con la quale <em>Libero</em> si distingue sempre, si immagina un governo presieduto da Vendola con una maggioranza del primo partito della Sinistra, il Pd. Il Pd ha come presidente <strong>Rosy Bindi</strong>, non dimentichiamolo, e come segretario Pierluigi Bersani, che ha promesso ai gay, per ora, solo le <strong>unioni alla tedesca</strong>, espressione tanto intelligibile quanto lo sono i maccheroni all&#8217;amatriciana o gli spaghetti alla puttanesca. Che non è matrimonio, non sono le adozioni, e forse non c&#8217;è nulla di più lontano dalle realtà di altri Paesi democratici vicini al nostro.</p><p><em>Libero</em> agita dunque uno spauracchio per niente. Bersani non è David Cameron e la Bindi non è Barack Obama. <strong>Siamo in Italia.</strong></p><p>Secondo. La domanda è <strong>capziosa</strong>, perchè fa leva sul senso comune dell&#8217;italiano medio &#8211; quello tecnicamente, ma pure volgarmente, chiamato &#8220;uomo della strada&#8221; &#8211; il quale immagina (con tanto di foto presente nell&#8217;articolo) Vendola col compagno al parco con in braccio due bambini. In questa immagine i giornalisti di<em> Libero</em> vedono questo: <em>due gay</em> (che schifo!) che <em>si mostrano</em> in pubblico (ma per carità!) vicino a dei <em>bambini</em> (oddio&#8230;) dei quali si prendono <em>cura</em> (terribile!). Il messaggio è subliminale, perchè evoca immagini sulle quali si può liberamente scatenare la fantasia dell&#8217;uomo della strada.</p><p>La domanda corretta, invece, sarebbe la seguente: cosa faresti se tu e la persona che ami e con la quale vuoi passare il resto della tua vita foste privati della possibilità di avere e di crescere dei figli?</p><p>Ovviamente, di una domanda simile non c&#8217;è traccia nel dibattito scatenato da <em>Libero</em>. <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1080592/-Libero--ha-fatto-un-sondaggio---dareste-un-figlio-a-Nichi----e-i-vendoliani-ci-insultano.html" target="_blank">Che poi si lamenta se piovono gli insulti.</a></p><p>Terzo. La domanda è posta malissimo. Chiedersi se dareste un figlio a qualcuno non ha alcun senso, e per fortuna non sono i sondaggi a decidere se una determinata persona è meritevole di svolgere il ruolo di madre o di padre. Chi stabilisce se si può essere dei <strong>buoni padri o delle buone madri</strong>? Il legislatore? Il governo? Con un Parlamento come il nostro, dominato da gente con famiglie allargate, bunga-bunga, relazioni extraconiugali o intraconiugali e con presidenti di regione dediti alla castità, di certo &#8211; qui sì &#8211; la società sarebbe destinata all&#8217;estinzione.</p><p>Quarto ed ultimo punto. Udite udite: <strong>esistono già coppie gay con dei figli</strong>. Sono le <strong>famiglie omogenitoriali</strong>, che esistono in tutti gli Stati occidentali e crescono dei figli che &#8211; udite udite di nuovo! &#8211; sono bambini felici e stanno benissimo. Chi non ci crede può guardare il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=yMLZO-sObzQ" target="_blank">video di Sach Wahls</a>, un ragazzo ventenne che ha svolto un intervento presso il parlamento dell&#8217;Iowa: &#8220;<em>Sono cresciuto in una con due mamme e sto benissimo</em>&#8220;, spiega Zach. &#8220;<em>E&#8217; l&#8217;amore che ci lega a fare una famiglia</em>&#8220;, non la politica!</p><p>Per fortuna.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/20/dareste-bimbo-a-nichi-vendola/358210/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rosy Bindi e la sentenza in tasca</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/04/rosy-bindi-e-sentenza-in-tasca/341974/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/04/rosy-bindi-e-sentenza-in-tasca/341974/#comments</comments> <pubDate>Tue, 04 Sep 2012 14:38:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Matteo Winkler</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Matrimonio]]></category> <category><![CDATA[Omosessualità]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category> <category><![CDATA[Rosy Bindi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=341974</guid> <description><![CDATA[Le tasche di Rosy Bindi sono evidentemente come la borsa di Mary Poppins. Talmente capienti che capita talvolta di perdersi qualcosa. Alla Festa Democratica di Reggio Emilia è emerso di nuovo il dibattito sulla regolamentazione delle coppie dello stesso sesso. Una regolamentazione che, lo ricordiamo anche per coloro che sono stanchi di sentirselo dire, è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Le tasche di <strong>Rosy Bindi</strong> sono evidentemente come la borsa di Mary Poppins. Talmente capienti che capita talvolta di perdersi qualcosa.</p><p>Alla <strong>Festa Democratica di Reggio Emilia </strong>è emerso di nuovo il <a title="Nozze Gay, Vendola &quot;Voglio sposarmi&quot; Bindi: &quot;Si ai diritti, no al matrimonio&quot;" href="http://www.repubblica.it/politica/2012/09/03/news/nozze_gay_vendola_e_bindi_divisi-41924362/?ref=HREC1-2" target="_blank">dibattito </a>sulla regolamentazione delle coppie dello stesso sesso. Una regolamentazione che, lo ricordiamo anche per coloro che sono stanchi di sentirselo dire, è una vera e propria <strong>emergenza costituzionale</strong>, sulla quale la giurisprudenza e più in generale una parte vivace e riflessiva del mondo del diritto ha impresso negli ultimi anni una spinta irresistibile. Ma è soprattutto la società che lo chiede: una simile lacuna giuridica, in un contesto europeo in cui tutti i nostri maggiori partner politici del continente hanno già da anni (alcuni addirittura da 20!) una disciplina organica al riguardo, diventa ogni giorno sempre più insostenibile.</p><p>Protagonisti del dibattito sono <strong>Nichi Vendola</strong> e Rosy Bindi. Mentre Vendola &#8211; finalmente, verrebbe da dire &#8211; tira fuori il tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso, Bindi di nuovo sviscera la <strong>sentenza n. 138/2010 della Corte costituzionale</strong>, facendole dire quello che in realtà non dice affatto.</p><p>&#8220;<em>Non è un obiettivo possibile. &#8211; </em><a title="Vendola: &quot;Voglio sposarmi&quot;. Bindi: &quot;Non puoi&quot;" href="http://www.gay.it/channel/attualita/34196/Vendola-Voglio-sposarmi-Bindi-Non-puoi.html" target="_blank">spiega </a>imperterrita la Bindi in relazione al matrimonio -<em> Spero di dare ai gay i <strong>diritti</strong> civili nella prossima legislatura. La Costituzione vieta le <strong>nozze gay</strong> e da quando sono stata criticata dai gay mi porto dietro la sentenza della Corte Costituzionale che dice che la Costituzione non consente i matrimoni tra persone dello stesso sesso</em>&#8220;.</p><p>Deve aver perso qualche pagina della sentenza nella sua tasca, la nostra Rosy, anche se <em>Repubblica</em> sembra non averlo sufficientemente messo in luce, perché la Corte costituzionale non ha mai detto questo. Bisogna infatti distinguere tre questioni. Anzitutto, vi è la domanda se la nostra Costituzione imponga i matrimoni dello stesso sesso; se, cioé, l&#8217;impianto del nostro codice civile è incostituzionale nella misura in cui consente di sposarsi solo alle coppie di sesso diverso. Vi è in secondo luogo l&#8217;altra questione, tutta diversa della prima, se la Costituzione <strong>vieti</strong> <strong>il matrimonio <em>same-sex</em></strong>. Infine, vi è il problema di capire se la Costituzione consenta al legislatore di introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso.</p><p>La Corte costituzionale ha risposto solo al primo quesito, chiarendo che: no, la Costituzione non impone il matrimonio <em>same-sex</em>. Non ha affrontato le altre due questioni, semplicemente, perchè esse non erano richieste nei quesiti sollevati in sede di incidente di <strong>legittimità costituzionale</strong>. La Corte non ha mai detto che la Costituzione vieta il matrimonio <em>same-sex</em>, né che la Costituzione non lo consenta, lasciando libero il legislatore, se lo vuole, di introdurlo in Italia. D&#8217;altronde, in un significativo passaggio della decisione in parola la Corte demanda al <strong>Parlamento</strong> di legiferare in materia adoperandosi a favore del &#8220;<em>riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri &#8230; del diritto fondamentale di vivere liberamente la propria condizione di coppia</em>&#8220;.</p><p>Forse la Bindi dovrebbe cambiare borsa, perchè non si possono leggere le pronunce giudiziarie nel modo che ci fa più comodo. L&#8217;attuale classe politica, checché si permetta di accusare gay e lesbiche (loro elettori, magari!) di essere massimalisti, intransigenti o radicali, non ha nessun titolo di interpretare i diritti civili secondo la propria visione parziale, faziosa e ideologicamente orientata, magari a Santa-Romana-Chiesa-piacendo&#8230;</p><p>E a <strong>Pierluigi Bersani</strong>, che da parte sua, alla festa democratica di Torino, chiede a tutti i gay e le lesbiche d&#8217;Italia di rassegnarsi, perché &#8220;<a title="Il corsaro" href="http://ilcorsaro.info/Glbtqi/siamo-in-italia-il-p-e-il-suo-conservatorismo-sulle-questioni-glbtqi.html" target="_blank"><em>siamo in Italia</em></a>&#8220;, bisognerebbe rispondere che l&#8217;Italia non è il Pd, non è la Bindi e non è Bersani. Questa costante tiritera del volete-troppo-quindi-vi-diamo-una-schifezza-quindi-accontentatevi denota un&#8217;arroganza e una tendenza all&#8217;autoreferenzialità che il Pd, oggi, non può più permettersi di mostrare.</p><p>P.S.: Per gli interessati, il testo della sentenza citata sopra si trova <a title="Corte costituzionale" href="http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&#038;numero=138" target="_blank">qui</a>; per un volume di studi tutti dedicati alla pronuncia si veda <a title="Pezzini-Lorenzetti" href="http://www.jovene.it/schedaLibro.aspx?idLibro=38546&#038;sezione=&#038;lettera=&#038;valoreComboSezione=&#038;pag=1&#038;testo=Pezzini&#038;isbn=&#038;novita=&#038;idRivista=" target="_blank">qui</a>. Consigliata la lettura a tutti, Rosy Bindi inclusa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/04/rosy-bindi-e-sentenza-in-tasca/341974/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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