<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Maurizio Torrealta</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/mtorrealta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Le menzogne sull&#8217;uranio da Hiroshima a Falluja</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/25/le-menzogne-sulluranio-da-hiroshima-a-falluja/43933/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/25/le-menzogne-sulluranio-da-hiroshima-a-falluja/43933/#comments</comments> <pubDate>Sun, 25 Jul 2010 10:42:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Maurizio Torrealta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[atomica]]></category> <category><![CDATA[Falluja]]></category> <category><![CDATA[Iraq]]></category> <category><![CDATA[Uranio]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=43933</guid> <description><![CDATA[La notizia che i sopravvissuti a Falluja in Iraq mostrano danni prodotti dalla radioattività peggiori di quelli rilevati tra i sopravvissuti alle esplosioni nucleari di Hiroshima e Nagasaki, è una notizia che merita di essere analizzata con attenzione per varie ragioni: la prima è che si comincia a delineare l&#8217;arma che ha provocato la presenza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La notizia che i sopravvissuti a <strong>Falluja</strong> in <strong>Iraq</strong> mostrano danni prodotti dalla radioattività peggiori di quelli rilevati tra i sopravvissuti alle esplosioni nucleari di <strong>Hiroshima</strong> e <strong>Nagasaki</strong>, è una notizia che merita di essere analizzata con attenzione per varie ragioni: la prima è che si comincia a delineare l&#8217;arma che ha provocato la presenza la radioattività e le sue conseguenze. La seconda è che se non fosse stato per la buona volontà e la straordinaria determinazione di questi tre ricercatori, <strong>Christ</strong> <strong>Busby</strong>, <strong>Malak</strong> <strong>Hamdan</strong> e <strong>Entesar</strong> <strong>Ariabi</strong>, le voci sull&#8217; alto tasso di malformazioni alla nascita e sull&#8217; aumento di tumori sarebbero rimaste al livello di leggende orali in una zona che non ha ancora avuto un censimento dall&#8217;ultimo conflitto del golfo. Se questi ricercatori non si fossero affrettati nel raccogliere i quasi 5000 questionari che hanno poi elaborato, avrebbero incontrato reazioni molto pericolose: pochi giorni dopo la consegna dell&#8217;ultimo questionario la televisione irachena ha trasmesso la notizia che i ricercatori che raccoglievano questi dati erano terroristi.</p><p>Cerchiamo di ragionare su quale arma sia stata usata. Se le due battaglie a Falluja (quella dell&#8217; <strong>Aprile</strong> e quella del <strong>Novembre</strong> <strong>2004</strong>) hanno provocato sulla popolazione effetti simili e <strong>peggiori</strong> (in estensione e gravità) a quelli prodotti dalle radiazioni delle due bombe nucleari esplose a Hiroshima e Nagasaki, pur non evidenziando gli effetti sismici tipici di una esplosione nucleari classica, questo significa una cosa molto precisa: che è stato superato il problema della massa critica che obbligava una bomba nucleare ad essere molto potente o a non esistere. In altre parole una bomba nucleare classica aveva bisogno di  almeno <strong>8 chili</strong> di <strong>uranio</strong> altrimenti non sarebbe stata in grado di innescare il processo a catena della fissione. E una bomba nucleare classica non poteva utilizzare meno di circa 8 chili di uranio e dunque era così potente da lasciare traccia nei sismografi delle esplosioni che provocava o altrimenti non esisteva..</p><p>In questi anni, se si trova uranio arricchito in un cratere nel sud del <strong>Libano</strong> dopo il conflitto del <strong>2006</strong>, (<strong>URANIO</strong> <strong>ARRICCHITO</strong> !!! AVETE IDEA DELPROCESSO E DEL COSTO PER PRODURLO) se lo si trova a <strong>Beirut</strong>, se si trovano effetti sulla popolazione civile provocati dalle radiazioni a Bassora e a Falluja, a tutti questi apparenti misteri c&#8217;è un&#8217;unica spiegazione: il problema della massa critica è stato superato e la bomba nucleare può essere piccola come una pallottola e calibrata negli effetti da distruggere solo palazzi o rifugi sotterranei. Qualcuno potrebbe ribattere che questi effetti sono provocati dal cosidetto uranio impoverito. E qui arriviamo all&#8217; inganno che ha permesso di usare questa nuova arma per ormai vent&#8217;anni senza che nessuno se ne rendesse conto: l&#8217;uranio impoverito. L&#8217;uso dell&#8217;uranio impoverito nei campi di battaglia inizia ufficialmente nella prima guerra del Golfo, nei primi anni dopo la caduta dell&#8217;Unione Sovietica, quando la rincorsa alle testate nucleari più potenti non era più necessaria, quando la politica ufficiale del segretario di Stato di allora James <strong>Baker</strong> era quella della «<strong>Calculated Ambiguity Doctrine</strong>»: se si usava la forza nucleare non lo si rivendicava, se ne contemplava l&#8217;uso ma lo si poteva mascherare e negare. Esattamente allora compare il cosidetto uranio impoverito.</p><p>C&#8217;è qualcuno che ha davvero calcolato se la presenza dell&#8217;isotopo <strong>U235</strong> nella pallottole al cosidetto uranio impoverito è superiore o inferiore allo 0.7% (soglia sotto la quale si parla di uranio impoverito)? Quelli che lo hanno fatto, hanno sempre trovato un presenza dell&#8217;isotopo 235 leggermente superiore all&#8217;unità. Dunque sui campi di battaglia non viene usato l&#8217;uranio impoverito ma viene usata un&#8217;arma che è radioattiva ed inquina le falde acquifere e il ciclo alimentare, ma non è la sola fonte di radiazioni. C&#8217;è la seconda arma, la bomba nuclare grande come una pallottola, che produce radiazioni in modo più massiccio e che viene coperta e giustificata dall&#8217;uso dei cosidetti proiettili al cosìddetto uranio impoverito (che impoverito non è).</p><p>E&#8217; un inganno a tre livelli: si parla di proiettili all&#8217;uranio impoverito che sono davvero meno radioattivi dell&#8217;uranio naturale, si usano però proiettili all&#8217;uranio leggermente arricchito, che una volta polverizzati durante l&#8217;esplosione, producono microfissioni e radiazioni alfa che si diffondono ed inquinano il territorio. Questa radioattività «ambigua e calcolata» maschera l&#8217;uso della mini-nukes, bombe nucleari minuscole che possono avere una potenza esplosiva pari a tonnellate di tritolo in pochi grammi di uranio arricchito. E&#8217; un delitto perfetto. Le conseguenze sulla popolazione si maifesteranno dopo alcuni anni e nessuno si preoccuperà di andare in un luogo così inquinato a studiarle. Nessuno eccetto Christ Busby, Malak Hamdan e Entesar Ariab, ai quali va il nobel della pace, non quello inventato dallo scopritore della dinamite del quale facciamo volentieri a meno, ma quel nobel immaginario che le persone semplici, ma non stupide, sanno a chi attribuire.</p><p>per approfondimenti vedere la relazione in inglese al link:</p><p>The first epidemiological study of health problems in Fallujah (2004-2010) by Busby, Hamdan and Ariabi is published this week and online in the International Journal of Environmental Research and Public Health</p><p><a href="http://www.mdpi.com/journal/ijerph" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">http://www.mdpi.com/journal/ijerph</span></a> . Download PDF copy at: <a href="http://www.mdpi.com/1660-4601/7/7/2828/pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">http://www.mdpi.com/1660-4601/7/7/2828/pdf</span></a> .</p><p>Citation as follows:</p><p>Chris Busby, Malak Hamdan and Entesar Ariabi Article:</p><p>Cancer, Infant Mortality and Birth Sex-Ratio in Fallujah, Iraq 2005–2009</p><p>Int. J. Environ. Res. Public Health 2010, 7(7), 2828-2837;</p><p>doi:10.3390/ijerph7072828 Published: 6 July 2010</p><p>Al Jazeera did an extended interview with Chris Busby about this study, 30th June</p><p>- online in Arabic at <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VAp7vlExcCM"><span style="text-decoration: underline;">http://www.youtube.com/watch?v=VAp7vlExcCM</span></a></p><p>A YouTube version with English soundtrack may come later but a</p><p>synopsis written by Layla Anwar on 2nd July</p><p>is online at <a href="http://www.uruknet.de/?p=67560" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">http://www.uruknet.de/?p=67560</span></a> , PDF copy attached.</p><p>A press release for the study is quoted at <a href="http://www.uruknet.de/?p=67564" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">http://www.uruknet.de/?p=67564</span></a> .</p><p>In April Lisa Holland reported that the WHO may arrange health studies in Fallujah, or more widely in Iraq. This study used a survey method developed by Chris in the UK where official cancer data was not readily accessable but validated the results later. This is relevant for use in Iraq. The Fallujah results are compared with reference data from other regions in the Middle East (Egypt, Jordan) and indicate seriously high levels of cancers and leukaemia, as well as the birth defects reported by Lisa Holland in several reports on Sky in the last 2-3 years.</p><p>The study covers health/illness data &#8211; sufficient to indicate widespread exposure to some serious genotoxic source(s) during (and possibly ongoing since) intense military operations in Fallujah in 2004. It includes the possibility that these events may have exacerbated potential delayed onset health consequences from earlier military operations in 1991 and 2003. Further human and environmental studies are needed to identify possible causes of these severe community health anomolies – including the types of weapons used during military operations in Fallujah.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/25/le-menzogne-sulluranio-da-hiroshima-a-falluja/43933/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>26</slash:comments> </item> <item><title>Mangano e il Salvaladri</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/03/mangano-e-il-salvaladri/35945/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/03/mangano-e-il-salvaladri/35945/#comments</comments> <pubDate>Sat, 03 Jul 2010 15:14:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Maurizio Torrealta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[41 bis]]></category> <category><![CDATA[custodia cautelare]]></category> <category><![CDATA[Decreto Biondi]]></category> <category><![CDATA[Mangano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=35945</guid> <description><![CDATA[Quello che successe dopo le stragi non è ancora molto conosciuto dall&#8217;opinione pubblica. L&#8217;interruzione delle stragi non fu netta, Salvatore Cucuzza, affiliato alla famiglia di Porta nuova di cui Mangano conservava il ruolo di capomandamento, racconta che nel 1994 durante il governo Berlusconi, Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca progettavano un grosso attentato a Palermo. Cucuzza,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quello che successe dopo le stragi non è ancora molto conosciuto dall&#8217;opinione pubblica. L&#8217;interruzione delle stragi non fu netta, Salvatore Cucuzza, affiliato alla famiglia di Porta nuova di cui Mangano conservava il ruolo di capomandamento, racconta che nel 1994 durante il governo Berlusconi, Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca progettavano un grosso attentato a Palermo. Cucuzza, che nel 92 si trovava in carcere e ricordava le conseguenze che gli attentati ebbero sui carcerati mafiosi, suggerì di utilizzare l&#8217;amicizia di Mangano con DellUtri per ammorbidire le condizioni dei carcerati ed evitare gli attentati. Nel 1994, secondo Spatuzza, ci furono due incontri a Como tra Dell&#8217;Utri e Mangano e Dell&#8217;Utri si impegnò a presentare proposte favorevoli a Cosa Nostra in cambio di un atteggiamento più pacifico. Il 13 Luglio &#8217;94 fu presentato il Decreto Biondi che consentiva, per la maggior parte dei crimini, gli arresti domiciliari. Ci furono reazioni fortissime: in quel periodo fu coniata l&#8217;espressione “popolo dei fax” per definire quelli che in massa protestarono inviando fax. Cucuzza racconta che Mangano gli spiegò “che erano stati scoperti”. Lo stesso ministro Maroni spiegò in una intervista al Tg3 il 17 Luglio 1994 che il decreto che lui aveva firmato era diverso. Cosa successe?</p><p>Di norma in materia di reati di mafia e di 416, si presume l’esigenza cautelare, salvo che non emergano elementi contrari. Il decreto Biondi modifica il terzo comma dell’articolo 275, che fissava quella presunzione e imponeva al giudice di verificare di volta in volta la necessità di esigenza cautelare; inoltre, per quanto riguarda «il pericolo di fuga», la formula della legge era stata cambiata da «quando sussiste il pericolo di fuga» a «quando stia per darsi alla fuga».</p><p>A proposito di piccole modifiche, c’era stato un piccolo ritocco individuabile nel testo finale del decreto Biondi, nell’espressione «fermo quanto previsto dall articolo 273-74»: si tratta della piccola modifica che faceva scomparire la presunzione delle esigenze di custodia cautelare. Difficile non vedere che questo racconto presenta riscontri pratici verificabili.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/03/mangano-e-il-salvaladri/35945/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Surfisti sull&#8217;onda del web</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/25/surfisti-sullonda-del-web/31026/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/25/surfisti-sullonda-del-web/31026/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 Jun 2010 12:01:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Maurizio Torrealta</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[notes]]></category> <category><![CDATA[penna]]></category> <category><![CDATA[raiperunanotte]]></category> <category><![CDATA[Televisione]]></category> <category><![CDATA[videocamera]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=31026</guid> <description><![CDATA[Questo che segue non è un augurio e nemmeno un desiderio, ma una valutazione di mercato e quindi politica: il mercato dell&#8217;informazione nel nostro paese è oggettivamente arretrato: la televisione pubblica trasmette ancora a 4/3, l&#8217;alta definizione, che è ormai lo standard a livello europeo, è lontana a venire nel nostro paese. 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Nei canali televisivi <strong>digitali </strong>alla fine si è venuto a replicare lo stesso schema della televisione generalista, limitando la nascita di nuovi poli informativi nel <strong>Paese</strong>.</p><p>Eppure dal tavolo di casa e sempre più spesso dalla poltrona del salotto, le nuove generazioni guardano i video sul <strong>web </strong>e si collegano nel mondo, scaricando i contenuti video che preferiscono. La trasmissione di Michele <strong>Santoro </strong><em>Raiperunanotte</em>, sponsorizzata dalla <strong>Federazione </strong>Nazionale della Stampa, ha dimostrato di riuscire a creare una rete che ha raggiunto 12 milioni di persone senza possedere una emittente. Le Case <strong>Editrici</strong>, le case di produzione cinematografiche e televisive, interi settori di <strong>giornalismo </strong>scientifico e medico che potrebbero attirare quote interessanti del mercato pubblicitario mirato, stanno aspettando il momento in cui nascerà un nuovo polo che possa offrire <strong>contenuti </strong>diversi e più profondi, che possa risvegliare il mercato <strong>pubblicitario</strong>.</p><p>Se è vero che per un certo periodo storico la nascita di televisioni <strong>private </strong>ha rappresentato una maggiore libertà rispetto alle trasmissioni della <strong>Rai </strong>molto più rigide e tradizionali, ora è vero il contrario: l&#8217;<strong>immobilismo</strong> televisivo generalista delle televisione privata fa rimpiangere i canali della Rai e i loro <strong>contenuti</strong>, ma anche la Rai ora è in preda ad immobilismo mortifero ed il momento della notte sembra essere quello più scuro. Ma la richiesta di contenuti nuovi e più approfonditi è una esigenza del <strong>mercato</strong>, è una conseguenza ineluttabile della diffusione massiccia di nuove <strong>tecnologie </strong>alla portata di tutti.</p><p>La nascita di un nuovo polo informativo è imminente e il suo <strong>collocamento </strong>non potrà non essere che nel luogo senza centro per eccellenza: <strong>internet</strong>. Chi prende in mano un sito di informazione web oggi deve essere consapevole che sta operando sul media che sussumerà tutti gli altri media , sul media che sarà il perno di questo nuovo polo <strong>informativo</strong>, e questo non per motivi ideologici o etici o morali, ma per ineluttabili ragioni di mercato. Dunque Peter <strong>Gomez </strong>attrezza il sito in modo che regga a picchi di partecipazione inaspettati, crea una grafica che lo renda familiare anche per i tanti nuovi venuti che ora tu non puoi nemmeno <strong>immaginare </strong>ora.</p><p>Crea una squadra di nuovi giornalisti che assieme alla <strong>penna </strong>ed al <strong>notes </strong>abbiano una piccola ma efficiente <strong>telecamera </strong>nella loro borsa. Fornisci contributi video tanti quanti saranno gli articoli, in modo che quando si alzerà l’ onda lunga del nuovo polo sarai in grado di scivolare sopra di essa come un <strong>atletico surfista</strong>. Perche questo succederà.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/25/surfisti-sullonda-del-web/31026/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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