<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Marco Pipitone</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/mpipitone/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>La musica? Fuori dall&#8217;Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/musica-fuori-dallitalia/241261/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/musica-fuori-dallitalia/241261/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 May 2012 08:23:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Tecno]]></category> <category><![CDATA[download illegale]]></category> <category><![CDATA[Facebook]]></category> <category><![CDATA[file sharing]]></category> <category><![CDATA[Mark Zuckerberg]]></category> <category><![CDATA[musica in streaming]]></category> <category><![CDATA[pirateria]]></category> <category><![CDATA[spotify]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=241261</guid> <description><![CDATA[Conoscete Spotify? Un programma “multipiattaforma” che consente di ascoltare gratuitamente – in streaming – le canzoni in tempo reale. Tanti saluti all’acquisto dei dischi e alle belle intenzioni: il futuro della musica se non si è ancora capito comincia da qui. Perché spendere soldi quando è possibile ascoltare “la qualunque” in ogni momento, senza spendere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/spotify_logo.gif?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-241416" title="spotify_logo" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/spotify_logo-292x300.gif?47e3a5" alt="" width="292" height="300" /></a>Conoscete <strong><a href="http://www.spotify.com/int/start/" target="_blank">Spotify</a></strong>? Un programma “multipiattaforma” che consente di ascoltare gratuitamente – in streaming – le canzoni in tempo reale. Tanti saluti all’acquisto dei dischi e alle belle intenzioni: il futuro della musica se non si è ancora capito comincia da qui.</p><p>Perché spendere soldi quando è possibile ascoltare “la qualunque” in ogni momento, senza spendere nulla? La rivoluzione è in atto e questa volta include le case discografiche, le quali da un paio d’anni <em>flirtano</em> amabilmente con il software svedese.</p><p>Il programma è realmente rivoluzionario poiché oltre a sovvertire le tradizioni s’impone come alternativa reale alla pirateria. Spotify è attivo in gran parte dell’Europa e del pianeta, tanto che <strong>Mark Zuckerberg</strong> ne ha annunciato – da tempo – l’ integrazione con <strong>Facebook</strong>.</p><p>Non tutto è oro però quello che luccica. Le speculazioni sul ruolo e il futuro della piattaforma si sprecano; i detrattori sostengono che l’industria musicale verrà in tal modo depauperata della propria condizione vitale, ovvero la vendita di cd/download digitali. Esiste inoltre la questione legata alle royalties: le case discografiche e ancor più gli artisti, lamentano introiti troppo bassi. Tutto ciò sarà pur vero ma le band che non vogliono aderire al servizio si contano sulle dita di una mano; forse perché “appartenere” in questo preciso momento storico è più importante che “ottenere”? Cari musicisti, siete davvero così convinti che nel 2012 si possano ancora fare soldi facendo le rock star? L’epoca in cui ci si arricchiva con i dischi è definitivamente sorpassata! Per sopravvivere – al giorno d’oggi – occorre regolarsi tramite i concerti, unica fonte sicura alla quale attingere.</p><p>Spotify esiste <strong>in più versioni</strong>: la <em>free</em> è vincolata all’inserimento di spot pubblicitari tra un brano e l’altro e ad un numero preciso di mega byte scaricabili mensilmente (come il 3G per le compagnie telefoniche); la versione a pagamento – oltre ad evitare la pubblicità –  permette di usufruire dell’intero catalogo in modalità off line, quindi senza rete, con scarico di mega byte illimitato.</p><p>La domanda – a questo punto –  sorge spontanea: “Ma in Italia il servizio funziona”? Ovviamente no! Spotify – perlomeno ufficialmente – non è attivo. Avevate dubbi? Restare ancorati a principi desueti è la realtà alla quale siamo sempre più sottomessi; negli Stati Uniti e nel resto d’Europa è l’argomento del giorno mentre nel nostro paese, si organizzano ancora <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BbCq9BDMFyw" target="_blank"><em>sit-in</em> virtuali </a>ad opera di artisti (ma anche di blogger <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/salvera-musica/203428/" target="_blank">come il sottoscritto</a>) contro la <strong>pirateria musicale.</strong> L’ammirevole intento suscita tenerezza, se rapportato a ciò che accade nel mondo e riflette soprattutto una situazione non al passo con i tempi. Inutile e forviante parlare del downloading illegale se il progresso e la tecnologia spingono in altre direzioni e tutte verso possibili soluzioni.</p><p>Il definitivo shock culturale dovuto a Spotify sta nella reale possibilità di sconfiggere – come già detto – la pirateria. Conti alla mano, dal 2009 (la data del lancio di programma in Svezia), il <strong>file sharing</strong> illegale è diminuito del 25 per cento, una percentuale significativa.</p><p>Sono tante le cose da dire e spotify non è l’unico servizio di questo tipo, <a href="http://grooveshark.com/" target="_blank">ne esistono altri</a>, ognuno con caratteristiche simili, anche se il sito svedese è certamente quello di riferimento.</p><p>Raccontare con precisione l’eventuale “rivoluzione” non è ad oggi possibile, in quanto mancano i riscontri che, per queste pagine, sarebbero più chiari se anche l’Italia si adeguasse a ciò che musicalmente/tecnologicamente succede nel resto del globo.</p><p>Resta in sospeso un altro interrogativo: ”Esistono le condizioni affinchè il futuro della musica possa prima o dopo investire la nostra penisola”?</p><p>Secondo me no.</p><p>&nbsp;</p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; lontano dalle consuetudini</strong></p><p><span style="color: #ff000a;"><strong>Lato A</strong></span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=qO6IW39GXR0">One</a> • Alva Noto &amp; Blixa Bargeld </strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Lk10mtRjLbc">Just Don&#8217;t know</a> • El Guapo</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=u-oZyAKiWsc">We Carry On</a> • Portishead</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=o_P0SKQHnuc">Cat Walk</a> • John Foxx and the Maths</strong></p><p><span class="Apple-style-span" style="color: #ff000a;"><strong>Lato B</strong></span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=om4AcYq4JSw">Disarm</a> • Dk 7</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=R2bI7kRaQEc">Ink Free</a> • Sons and Daughters</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=TjpKGcnEa80&amp;ob=av2n">The Sun</a> • The Naked and the Famous</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0tcBqhdJpM4">Light Skyps Cross Heart</a> • Filthy Dukes</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jlZ_ILr3PEE&amp;feature=related">Night Life</a> • Iamx</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/musica-fuori-dallitalia/241261/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Mr. Talking Heads compie sessant&#8217;anni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/talking-heads-compie-sessantanni/233842/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/talking-heads-compie-sessantanni/233842/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 May 2012 14:44:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[david byrne]]></category> <category><![CDATA[Jonathan Demme]]></category> <category><![CDATA[Jordan Cronenweth]]></category> <category><![CDATA[Mr. Fantasy]]></category> <category><![CDATA[new wave]]></category> <category><![CDATA[Pantages Teathre]]></category> <category><![CDATA[Stop Making Sense]]></category> <category><![CDATA[Talking Heads]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=233842</guid> <description><![CDATA[Proprio in questi giorni David Byrne ha compiuto sessant’anni. La notizia scorre piacevolmente sul web, logico quanto doveroso tributargli gli onori che merita. Non che sul leader dei Talking Heads si possa aggiungere più di tanto, la storia se l’è scritta da solo, prima con il suo gruppo e successivamente peregrinando qua e là alla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/talking-heads-compie-sessantanni/233842/byrne/" rel="attachment wp-att-233972"><img class="alignleft size-full wp-image-233972" title="david byrne" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/byrne.png?47e3a5" alt="" width="350" height="337" /></a>Proprio in questi giorni <strong>David Byrne</strong> ha compiuto sessant’anni. La notizia scorre piacevolmente sul web, logico quanto doveroso tributargli gli onori che merita. Non che sul leader dei <strong>Talking Heads</strong> si possa aggiungere più di tanto, la storia se l’è scritta da solo, prima con il suo gruppo e successivamente peregrinando qua e là alla ricerca di nuovi capitoli da aggiungere alla personale leggenda.</p><p>Senza timore di essere smentiti, è possibile definirlo un genio. Si aggiunga pure che appartiene a quella ristrettissima cerchia di personaggi la cui arte s’impone a prescindere, poiché prevarica il tempo, le tendenze e ancor più le mode.</p><p>Com&#8217;è risaputo, ad ogni genio corrispondono tre desideri: il primo – neanche a dirlo – si realizza con i Talking Heads, il secondo, mediante una carriera solista di tutto rispetto e il terzo tramite le infinite collaborazioni che hanno, se possibile, impreziosito il percorso artistico di un artista a tutto tondo.</p><p>Ora, ragionare su quanto fatto da Byrne “in solitaria” è un discorso complesso; sono molteplici i progetti, molti dei quali <a href="http://www.youtube.com/watch?v=M1D30gS7Z8U" target="_blank">passati inosservati</a>, tanto che la somma di quanto da lui prodotto è – per queste pagine – quantomeno fuori portata.</p><p>Parlare invece di quanto espresso con “le menti parlanti” è forse compito più agevole. Come già detto la discografia è ampia e i fiumi d’inchiostro versati per raccontarla trascendono ogni ragionevole tributo, anche se “ciò che resta” non è mai abbastanza e si tramanda nella segreta speranza che le nuove generazioni – visto l’incerto presente musicale – rivolgano lo sguardo al passato. Soltanto dopo averne conosciuti i dogmi, potranno, infatti “rinnegarlo”. In altre parole, “comincino pure a studiare” – nella fattispecie – facendo riferimento alla voce <strong>New Wave</strong> e solo dopo aver appreso per filo e per segno le antiche parabole potranno fare gli schizzinosi guardando al proprio inquietante futuro. </p><p>E siccome di passato si parla, proviamo ad evocare “il genio”! Strofinando la lampada ci si ritrova come per incanto al suo cospetto, davanti  ai “9 dischi 9” concepiti con la sua band; pescarne uno dal mazzo è cosa assai gradita.</p><p>Volendo rifuggire l’ovvietà della bellezza (<em>1977</em>, <em>More Songs About Buildings and Food</em>), la successiva consacrazione (<em>Fear of Music, Remain in Lights, Speak in Tongue</em>), nonché il canto del cigno (<em>Little Creatures, True Stories, e Naked</em>) si scopre che la fotografia perfetta di una band al culmine del successo è data dal disco live: <em>Stop Making Sense</em> ancora oggi, sconvolge. La rilettura delle canzoni esalta l’ecletticità della band, capace di misurarsi con gli stili musicali più disparati. <em>Psycho Killer</em>, qui, abilmente destrutturata apre un concerto che cresce in linea con la scaletta, focalizzata per metà su <em>Speaking in Tongues</em> e bilanciata con i pezzi che hanno fatto la storia (<em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=-io-kZKl_BI">Once in a Liftime</a>) </em>e alcuni che avrebbero dovuto farla <em>(<a href="http://www.youtube.com/watch?v=eXJgt8rLMC4">What A Day That Was</a>).</em><em> </em>Finale mozzafiato con Byrne <a href="http://www.youtube.com/watch?v=QmEBlrRRMBQ">in abito grigio </a><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=QmEBlrRRMBQ">oversize</a></em> a “giganteggiare”sul palco.</p><p>Come molti di voi sapranno, <em>Stop Making Sense</em> non è soltanto un disco; il video a corredo (ma in questo caso possiamo parlare di film) è uno dei rarissimi esempi in cui il connubio tra musica e immagini funziona perfettamente.</p><p>Era la fine del 1983 e presso il teatro Pantages di Hollywood, <strong>Jonathan Demme</strong>, coadiuvato alla fotografia da <strong>Jordan Cronenweth</strong> e alle luci dallo stesso Byrne, registra in presa diretta. Lo show è magistralmente confezionato e mette in luce la creatività universale di un gruppo in stato di grazia. Sul palco, le canzoni prendono vita ma sono solo una parte di ciò che visivamente accade: suoni ed immagini sono inestricabilmente vincolati all’apparente improvvisazione che si riflette nella riuscita progressiva dell’intera operazione.</p><p>Senza svicolare più di tanto, in quel periodo – in Italia –  esisteva <strong>Mr. Fantasy</strong>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=iMTY9lzpIc8">un programma musicale leggendario</a>. <strong>Carlo Massarini</strong> – altro genio – lanciava i suoi “incantesimi” dalle frequenze di Rai Uno. Le canzoni dei Talking Heads – così come quelle di tanti altri gruppi – <em>non erano altro che</em> piacevoli sortilegi per restare sintonizzati con la musica di un’epoca indimenticabile. La mia generazione ancora ringrazia!</p><p>Nel frattempo il solito dj qualunque, caduto tra le braccia di Morfeo &#8230; sogna di aver trovato la lampada del genio e realizza il primo dei 3 desideri, ritrovandosi “a giganteggiare” sul palco del Pantages Theatre di Hollywood alla fine del 1983; vestito con un abito grigio <em>oversize</em>, davanti ad un pubblico in delirio, ancora inconsapevole del concerto che si porterà nel cuore per tutta la vita.</p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; perché i sogni son desideri</strong></p><p><span class="Apple-style-span" style="color: #ff0000;"><strong>Lato A</strong></span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=9bKW7JkHKm8">Heaven</a> • Talking Heads</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jlbunmCbTBA">Marquee Moon</a> • Television</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=iypUpv9xelg">Dead Man’s Party </a>• Oingo Boingo</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nptMn4YMCCM">Gone Daddy Gone</a> • Violent Femmes</strong></p><p><span class="Apple-style-span" style="color: #ff0000;"><strong>Lato B</strong></span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=VojhqH_zFC0">96 Tears</a> • The Cramps</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tDZy6-fMCw4">Rock Lobster</a> • B-52’S</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tnOtQ4g5MyM">Mongoloid</a> • Devo</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=opIL3Yt0Un8">Pump it Up</a> • Elvis Costello</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BJNRUDfS8-c">Modern Dance</a> • Pere Ubu</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/talking-heads-compie-sessantanni/233842/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Primo Maggio: &#8220;Ma che colpa abbiamo noi?&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/primo-maggio-colpa-abbiamo/216781/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/primo-maggio-colpa-abbiamo/216781/#comments</comments> <pubDate>Thu, 03 May 2012 10:46:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[primo maggio]]></category> <category><![CDATA[sud sound system]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=216781</guid> <description><![CDATA[1 • Che cosa ho fatto, per meritarmi il concerto del Primo Maggio? 2 • Che cosa ho fatto, per meritarmi un livello musicale deprimente a tal punto? 3 • Che cosa ho fatto, per subire l’ennesimo Festival “de’ Noantri”? 4 • Che cosa ho fatto, per meritarmi “i soliti nomi”? 5 • Che cosa...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff000a;">1</span> • Che cosa ho fatto, per meritarmi il concerto del Primo Maggio?</p><p><span style="color: #ff000a;">2</span> • Che cosa ho fatto, per meritarmi un livello musicale deprimente a tal punto?</p><p><span style="color: #ff000a;">3</span> • Che cosa ho fatto, per subire l’ennesimo Festival “de’ Noantri”?</p><p><span style="color: #ff000a;">4</span> • Che cosa ho fatto, per meritarmi “i soliti nomi”?</p><p><span style="color: #ff000a;">5</span> • Che cosa ho fatto, per non meritarmi “i soliti esclusi”?</p><p><span style="color: #ff000a;">6</span> • Che cosa ho fatto, per vedere chi avrebbe potuto alzare il livello, “crollare” sotto le macerie dovute ad esecuzioni imbarazzanti?</p><p><span style="color: #ff000a;">7</span> • Che cosa ho fatto, per meritarmi la serie di canzoni (intoccabili) “deliberatamente coverizzate” senza ritegno?</p><p><span style="color: #ff000a;">8</span> • Che cosa ho fatto per realizzare che 700.000 italiani cantano e ballano la musica dei Sud Sound System ?</p><p>E infine&#8230;</p><p><span style="color: #ff000a;">9</span> • Che cosa ho fatto per meritarmi la musica italiana (o perlomeno questa) ?</p><p><strong><span style="color: #000000;">9 canzoni 9 &#8230; per non sentirsi in colpa </span></strong></p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/primo-maggio-colpa-abbiamo/216781/attachment/9/" rel="attachment wp-att-216849"><img class="alignleft size-medium wp-image-216849" title="9" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/9-254x300.jpg?47e3a5" alt="" width="254" height="300" /></a></p><p><strong>Lato A</strong></p><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8M1V0xkw2ng">Rome</a> • Giardini di Mirò</p><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1LMeTA_QQPg&amp;feature=share">Tremore</a> • Operaja Criminale</p><p><a href="http://soundcloud.com/andrea-franchi/superstiti">Superstiti</a> • Andrea Franchi</p><p><a href="http://soundcloud.com/marco-pipitone/jester-at-work-o-unsolved">Unsolved Mistery (Misery)</a> • Jester at Work</p><p><strong>Lato B </strong></p><p><a href="http://soundcloud.com/lucag/the-devil-in-kate-moss">The Devil in Kate Moss</a> • Julie&#8217;s Haircut</p><p><a href="http://soundcloud.com/maracaffeina/the-zen-circus-milanesi-al">Franco</a> • Zen Circus</p><p><a href="http://www.rockit.it/mariposa/canzone/pterodactyls/143349">Pterodactyls</a> • Mariposa</p><p><a href="http://www.rockit.it/calibro35/canzone/uh-ah-brr/138812">Uh-Ah-Brr</a> • Calibro 35</p><p><a href="http://www.rockit.it/heikehasthegiggles/canzone/i-wish-i-was-cool/138277">I Wish I Was Cool</a> • Heike Has the Giggles</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/primo-maggio-colpa-abbiamo/216781/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cristiano Godano: &#8220;Liberarsi dalle zavorre&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/cristiano-godano-liberarsi-dalle-zavorre/209770/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/cristiano-godano-liberarsi-dalle-zavorre/209770/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 Apr 2012 09:08:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Circolo Arci Fuori Orario]]></category> <category><![CDATA[Cristiano Godano]]></category> <category><![CDATA[marlene kuntz]]></category> <category><![CDATA[Nick Cave]]></category> <category><![CDATA[PJ Harvey]]></category> <category><![CDATA[san remo]]></category> <category><![CDATA[Smashing Pumpkins]]></category> <category><![CDATA[The Independent]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=209770</guid> <description><![CDATA[Cominciamo dalla fine della storia, come fosse uno di quei film dove ad essere svelato inizialmente è l’epilogo. Il concerto dei Marlene Kuntz, al Fuori Orario di Taneto di Gattatico (Re) dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che Godano e soci scoppiano di salute: uno spettacolo in cui a fare la differenza è l’estrema...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/godano.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-210068" title="Cristiano Godano cantante dei Marlene Kuntz" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/godano-208x300.jpg?47e3a5" alt="" width="208" height="300" /></a>Cominciamo dalla fine della storia, come fosse uno di quei film dove ad essere svelato inizialmente è l’epilogo. Il concerto dei <strong>Marlene Kuntz</strong>, al <strong>Fuori Orario</strong> di Taneto di Gattatico (Re) dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che Godano e soci scoppiano di salute: uno spettacolo in cui a fare la differenza è l’<strong>estrema tensione poetica</strong> di certi passaggi, i quali lasciano intuire che il live, in una dimensione teatrale, certo non sfigurerebbe. Inoltre, sarebbe con ogni probabilità l’unico modo per contrastare “il vociare obsoleto” di uno sparuto gruppo di fans, decisamente pedanti nel chiedere “Sonica” sin dall’inizio. Poco male, anche perché non saranno accontentati; tuttavia, i Marlene – nel corso della serata – troveranno comunque il modo per “spettinarli”, quindi nessun rimpianto.</p><p>La trama del (mio) film si fa interessante perchè ad essere rivelata, infatti, non è la serata in quanto tale ma una bella chiacchierata con <strong>Cristiano Godano</strong>. Un prequel andato in scena qualche giorno fa e qui “proiettato”. Mettetevi comodi, fate silenzio e per favore evitate i pop-corn.</p><p><strong>1 • Un anno fa, ho scritto: “I Marlene, a San Remo non ci vanno”, evidentemente mi sbagliavo.<br /></strong>Speriamo di non averti deluso&#8230;</p><p><strong>1 bis  • Deluso no ma sorpreso sì.<br /></strong>Premessa: ogni gruppo porta avanti le proprie strategie, noi vogliamo continuare a vivere della nostra musica. San Remo – in Italia –  è l’unico contenitore musicale che ti permette di arrivare al maggior numero di persone possibile.</p><p><strong>2 • L’obiettivo quindi è quello di arrivare a tante persone?<br /></strong>Dopo otto dischi, utilizzando i canali tradizionali non siamo riusciti a raggiungere il grande pubblico; ci girano le scatole, da anni abbiamo la sensazione che intorno a noi esistano persone che se conoscessero la nostra musica potrebbero apprezzarla. Purtroppo il nostro è un Paese assurdo dove anche i media di riferimento non aiutano.</p><p><strong>2 bis • Spiegati meglio.<br /></strong>Parlo dei quotidiani nazionali, di quei giornalisti che se non sei funzionale ai loro gusti, stanne certo che non parleranno della tua musica.</p><p><strong>3 • Proviamo a fare una proporzione: PJ Harvey sta all’Inghilterra come i Marlene Kuntz stanno all’Italia.<br /></strong>Quando <strong>PJ Harvey</strong> uscì con <em>White Chalk</em>, <strong>L’Independent</strong> le dedicò una pagina intera. I Marlene Kuntz – a seguito di un disco – non hanno mai avuto una pagina su quotidiani nazionali di riferimento; l’avranno adesso (cfr. <em>La Repubblica</em>) ma nel frattempo sono passati vent’anni di carriera. Se diamo per lecita la tua proporzione, sta in questo la differenza tra noi e un paese come l’Inghilterra.</p><p><strong>3 bis • Qual è la conclusione?<br /></strong>Viviamo in un Paese dove ci sono giornalisti superstar che se la tirano e dove esiste un popolo che, a prescindere, non  è interessato culturalmente al rock.</p><p><strong>4  • Parliamo delle critiche dopo San Remo.<br /></strong>Sono stato attaccato perché a detta di certi non ho tirato fuori la voce. Ma cosa si aspettavano “il bel canto”? Non sono un epigone di Claudio Villa, con tutto il rispetto parlando.</p><p><strong>4 bis • Perdonami Cristiano ma se vai a San Remo cosa ti puoi aspettare?<br /></strong><strong>Afterhours</strong>, <strong>Subsonica</strong>, Marlene Kuntz, hanno portato al festival la propria musica, con coerenza. Che poi il popolo italiano sia abituato ad altro è un dato di fatto.</p><p><strong>5 • Noi abbiamo San Remo, negli Stati Uniti il “David Letterman Show”, contenitori televisivi diversi che però hanno in comune la grande audience.<br /></strong><strong>Sonic Youth</strong>, <strong>Nick Cave</strong>, <strong>Wild Beasts</strong>, tanto per fare qualche nome… tutta gente che per farsi conoscere va “al Letterman”. I Marlene per lo stesso motivo finiscono a San Remo. Non è colpa mia se l’unico programma televisivo in cui è previsto il passaggio di musicisti in Italia è San Remo.</p><p><strong>6 • Con i fans come va? In passato c’è stato qualche problema…<br /></strong>Perlomeno con una parte. Gente che non ha capito le nostre scelte artistiche, puristi del suono che ci accusano di essere diventati commerciali: bisognerebbe capire che cosa si intende con questo termine.</p><p><strong>6 bis • Anche perché il disco più commerciale in termini di vendite dei Marlene è “Catartica”…<br /></strong>Quindi è commerciale? Lo vogliamo definire un disco pop? Ci sono persone che ci criticano e poi scopri che il loro gruppo preferito si chiama <strong>Smashing Pumpkins</strong>, in altre parole un gruppo che ha venduto milioni di dischi, che ha fatto musica pensata per essere venduta. E questi vengono “a rompere i coglioni” a noi? Ascoltatevi chi volete ma state lontani da me, smettetela di succhiarmi energia! (Sospira)</p><p><strong>7 • Da tutto questo come se ne esce?<br /></strong>A dirla tutta vorrei potermi liberare da certe zavorre ma purtroppo non esiste un altro pubblico (sorride). Quello che posso aggiungere è che tutto si può dire dei Marlene ma non che sia un gruppo paraculo: abbiamo provato e stiamo cercando altre strade, in linea con il nostro sentire.</p><p><strong>7 bis • Un iter comune a molti gruppi.<br /></strong>Che io conosca, solo i <strong>Sonic Youth</strong> hanno mantenuto inalterata la propria cifra stilistica dall’inizio alla fine.</p><p><strong>8 • La summa del cantautorato italiano unita contro il download illegale: un’iniziativa piuttosto criticata in rete, che ne pensi?<br /></strong>Premesso che non ho visto il video ma vorrei poter svelare “alla rete” cosa mi entra in tasca per ogni cd venduto. I dischi li comprano in pochi, questo è un dato di fatto ergo i guadagni sono talmente irrisori da risultare paradossalmente irreali. </p><p><strong>9 • Il nome di Nick Cave, nelle tue interviste, ricorre spesso&#8230;<br /></strong>Una figura che conosco piuttosto bene, tanto da poter essere presa ad esempio. La sua carriera è sinonimo di coerenza e qualità.</p><p><strong>9 bis • Qualche tempo fa eravamo a cena con lui, vi vedevo “parlare fitto”. Dopo qualche giorno mi ritrovai a leggere un’intervista da te curata per Rumore. Che ricordi hai di quell’esperienza?<br /></strong>In quel caso fu interessante il lavoro a corredo di quella chiacchierata. Ma con Nick esiste un rapporto che pur rimanendo in superficie è consolidato. Mi è capitato di volare a Londra da lui invitato per seguire un concerto. Generalmente sono sempre bei momenti.</p><p>Ringraziamenti a parte, il saluto è soltanto un arrivederci e guarda caso coincide con la fine del film. Restano le parole di un artista che con il suo gruppo vuole continuare a mettersi in gioco.</p><p>Cos’altro resta? L’<em>Happy End</em> è assicurato! Le nove canzoni consigliateci da Cristiano “spaccano”! Forse bisognerebbe inserire “i titoli di coda” ma se volete, quelli, possiamo scriverli insieme. </p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; di Cristiano Godano</strong></p><p><strong>LATO <span style="color: #ff000a;">A</span></strong></p><p><strong><a href="http://soundcloud.com/marco-pipitone/heaven-help-the-child?utm_campaign=timeline&amp;utm_content=http%3A%2F%2Fsoundcloud.com%2Fmarco-pipitone%2Fheaven-help-the-child&amp;utm_medium=facebook&amp;utm_source=soundcloud">Heaven Help the Child</a> • Mickey Newbury</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=M7n20NsFXy8&amp;feature=fvst" target="_blank">Still Doing Time</a> • George Jones</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=bqJu1tFFEII" target="_blank">Lost</a> • Lee Ranaldo</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WCtoVoE5Mm4&amp;ob=av2n" target="_blank">Show Me The Place</a> • Leonard Cohen</strong></p><p><strong>LATO <span style="color: #ff000a;">B</span></strong></p><p><strong></strong><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5v1eFVOj4is" target="_blank">Medicine</a> • Tindersticks</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=cqoYI13KX9I" target="_blank">Filtered Throuhg Prejudice</a>  • Demdike Stare</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JMBxBM6DBTU" target="_blank">Ezz-Thetics</a> • George Russell</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JrNf4KL_9SI" target="_blank">Jazz Workshop</a> • George Russell</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=HO4hMRreCKk" target="_blank">Wintered Debts</a> • Of Montreal</strong></p><p><em>(Foto: LaPresse)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/cristiano-godano-liberarsi-dalle-zavorre/209770/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Guerra di Vasco</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/guerra-vasco/205298/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/guerra-vasco/205298/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 Apr 2012 13:39:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Alessandro Alfieri]]></category> <category><![CDATA[amedeo minghi]]></category> <category><![CDATA[Claudio Baglioni]]></category> <category><![CDATA[Paolo Talanca]]></category> <category><![CDATA[Piero Pelù]]></category> <category><![CDATA[tania sachs]]></category> <category><![CDATA[Vasci Rossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205298</guid> <description><![CDATA[Capire cosa passi per la testa a Vasco Rossi in questo periodo è difficile. Senz’altro più facile tradurre ciò che manda in onda sul web! “I clippini” postati su Facebook non smettono di animare la sua pagina; trattasi di lezioni di vita, destinate ad un esercito di volontari, subordinato ai proclami “del proprio Komandante”, il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/VASCO-IL-MALE.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-205340" title="VASCO, IL MALE" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/VASCO-IL-MALE-203x300.jpg?47e3a5" alt="" width="203" height="300" /></a>Capire cosa passi per la testa a <strong>Vasco Rossi</strong> in questo periodo è difficile. Senz’altro più facile tradurre ciò che manda in onda sul web! “I clippini” postati su Facebook non smettono di animare la sua pagina; trattasi di lezioni di vita, destinate ad un esercito di volontari, subordinato ai proclami “del proprio Komandante”, il quale distribuisce ad ogni adunata, perle di saggezza.</p><p>Uno spasso per chi lo ama, un tormento per chi lo detesta, infine una tragedia per chi cerca di porre rimedio alle sue malefatte. Ad ogni comandante, infatti, corrisponde un generale e quello di Vasco si chiama <strong>Tania Sachs</strong>, ovvero colei che amministra da tempi immemori la sua carriera; più che un generale, un sergente di ferro, sicuramente poco incline alle sortite su Facebook del suo assistito. La questione non è di poco conto. È di qualche giorno fa, infatti, il post con il quale il blasco “<a href="http://www.italiaglobale.it/2012/04/14/vasco-rossi-ecco-laltra-biografia/" target="_blank">si è lavato la bocca</a>” attaccando a bruciapelo <strong>Claudio Baglioni</strong>, <strong>Amedeo Minghi</strong> e <strong>Piero Pelù</strong>. Evitando di ripetere le male parole da lui pronunciate, ci si chiede quale possa essere l’intento, forse quello di vendere “L’altra Biografia”? È difficile credere che la questione possa ridursi al semplice calcolo economico, più facile immaginare la figura del cantante vittima di un<strong> ego debordante</strong>, fuori da ogni logica di controllo.</p><p>Si narra che “la signora” &#8211; e tutto lo staff &#8211; non riesca a controllare le sue irruzioni sul web: Vasco, non ne vuole sapere di battere in ritirata e rilancia semmai, da una Linea Maginot personale, con successivi assalti, se possibile più mirati. Da quel muro invalicabile <em>va ora in onda</em> &#8230; “Il Mondo secondo Vasco” in cui tutto è pertinente: lezioni di sesso che ricordano di farlo proteggendosi, moniti precisi su quanto la droga faccia male e poi, la disoccupazione, un cancro della società; in altre parole, un campionario di luoghi comuni imbarazzante, sicuramente peggiore di quanto espresso “dal povero Baglioni” trent’anni fa nelle sue canzoni.</p><p>Sarà pur vero che un esercito indivisibile si prepara a contestare quanto affermato dal sottoscritto, ma lo è altrettanto prendere atto che un’armata intera è invece pronta a scendere sul piede di guerra per porre fine al teatrino pietoso.</p><p>In cerca di risposte, sono andati <strong>Alessandro Alfieri</strong>, dottore di ricerca in Scienze Sociali e Filosofiche e <strong>Paolo Talanca</strong>, critico musicale e saggista. È uscito proprio in questi giorni &#8220;<a href="http://www.amazon.it/Vasco-trionfo-logica-dellidentico-filosofi/dp/8857508811" target="_blank">Vasco, il Male</a>&#8221; (pubblicato da <a href="http://www.mimesisedizioni.it/" target="_blank">Mimesis Edizioni</a>), un libro che analizza da un punto di vista artistico/sociologico e filosofico “il fenomeno Vasco Rossi”. Abbiamo incontrato Paolo Talanca per approfondire la questione.</p><p><strong>1 • Paolo cosa sta succedendo a Vasco? Siamo tutti così preoccupati&#8230;<br /> </strong>Non so cosa succeda all&#8217;uomo Vasco, non mi sono mai sognato di discutere l&#8217;uomo, nemmeno nel mio libro.</p><p><strong>2 • Tuttavia, A leggere il vostro libro, pare che non vada tutto liscio.<br /> </strong>Beh, dal punto di vista artistico succede molto. Semplicemente: dalla metà degli anni Novanta in poi è un altro artista rispetto al periodo precedente.</p><p><strong>3 • Ma come? Se adesso le sue canzoni sono entrate in pompa magna anche alla Scala…<br /> </strong>Sì ma quali canzoni? Sarà un caso ma praticamente si fermano al 1995.</p><p><strong>4 •  Quindi, considerando gli ultimi album, credi che farebbe meglio a smettere di suonare per dedicarsi ai clippini? In fondo sono paradossalmente geniali&#8230;<br /> </strong>Mah sì, forse sarebbe un&#8217;idea, però penso che il massimo sarebbe, per assurdo, convogliare tutta l&#8217;energia più o meno salubre dei clippini dentro le canzoni. Oramai è un gioco di specchi: credo che l&#8217;esaltazione esponenziale e incondizionata dei fans non faccia altro che alimentare l&#8217;idea che &#8220;non c&#8217;è niente che non va&#8221;. È una specie di cane che si morde la coda, compiacendosi della prelibatezza del pasto.</p><p><strong>5 • Cosa ne pensi dei recenti attacchi a Baglioni, Minghi e Piero Pelù?<br /> </strong>Penso che rientrino nella logica dell’identico: un elemento importante di Vasco è sempre stato quello della provocazione. Ma la provocazione nelle canzoni degli anni Ottanta e Novanta ha sempre affondato in temi sociali importanti; oggi mi sembra puro gusto di provocare. Oggi è riproporre una formula che funziona, ma vuota, senza contenuti. Però, certo, funziona: più o meno come funzionano i culi in tv.</p><p><strong>6 • Strana coincidenza: tu nel libro parli molto del rapporto Vasco/Baglioni…<br /> </strong>Sì esatto. Prendi proprio la polemica con Baglioni: per buona parte del libro io metto a confronto Vasco e Baglioni. È davvero interessante paragonarli in riferimento agli anni Ottanta, per le folle oceaniche e tutto il resto. Oggi invece il confronto si traduce in polemica sterile. Piuttosto è interessante notare come anche la creatività artistica di Baglioni sembra si sia fermata agli anni Novanta. Strane coincidenze, in effetti.</p><p><strong>7 • A chi si rivolge il vostro libro? Sei consapevole del fatto che toccare Vasco &#8230; “porta rogne”?<br /> </strong>Sì ma dipende da come se ne parla. Chi leggerà il libro capirà che non è un attacco sconclusionato. Si rivolge a tutti, perché davvero Vasco piace a tutti i livelli di ceto sociale e istruzione. Il libro lo vedo bene tanto per un corso universitario quanto per un lettore medio che vuole conoscere un punto di vista nuovo su Vasco Rossi.</p><p><strong>8 • Ma a Paolo Talanca piace Vasco Rossi?<br /> </strong>Guarda: per un certo modo di intendere la canzone è stato il Maradona della canzone italiana.</p><p><strong>9 • Ti aspetti reazioni dall’entourage di Vasco?<br /> </strong>Non so, di certo non ne cerco. Sia io che Alessandro nel libro abbiamo cercato di motivare il più possibile ogni giudizio, sia negativo che positivo. Fare critica pare sia ancora permesso e a noi piace da pazzi.</p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; per disertare</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato A</span></strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=sahgoBDuIrg">Guerra</a> • Litfiba</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ik6lvUDbfDc">E Se Ci Diranno</a> • Luigi Tenco</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=AI1NYziTn-k&amp;feature=relmfu">Ninna Nanna (per il caro armato)</a> • Ivan Cattaneo</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=okVJSIOXJd4">Odore di Polvere da Sparo</a> • Franco Battiato</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato B</span></strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=6w2fNOEzR9Y">Bullet the Blue Sky</a> • U2</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eWzIlCJAw-o&amp;ob=av2e">Youth Against Fascism</a> • Sonic Youth</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=INMQBT-k77U&amp;feature=fvst">Bulls on Parade</a> • Rage Against the Machine</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=zUzd9KyIDrM&amp;ob=av2n">BYOB</a> • System of a Down</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=9xYjz9T4U64">Ode an Die Freude</a> • Ludwig Van Beethoven</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/guerra-vasco/205298/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Chi salverà la musica?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/salvera-musica/203428/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/salvera-musica/203428/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 14:35:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[album]]></category> <category><![CDATA[Andrea Scarfone]]></category> <category><![CDATA[disco]]></category> <category><![CDATA[Julie's Haircut]]></category> <category><![CDATA[Luca Giovanardi]]></category> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[produzione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203428</guid> <description><![CDATA[La musica non è gratis, mettetevelo in testa una volta per tutte! Scriverla, suonarla e infine produrla, costa! Quindi occorre sostenerla. Non ci credete? Proviamo allora ad entrare nello specifico, facendo (orientativamente) i conti della spesa. Fatti salvi “i soliti noti”, in Italia le band – anche quelle con un discreto seguito – si autoproducono...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La musica non è gratis, <strong>mettetevelo in testa una volta per tutte!</strong> Scriverla, suonarla e infine produrla, costa! Quindi occorre sostenerla.</p><p>Non ci credete? Proviamo allora ad entrare nello specifico, facendo (orientativamente) i conti della spesa.</p><p>Fatti salvi “i soliti noti”, in Italia le band – anche quelle con un discreto seguito – si autoproducono o perlomeno scendono “a patti” con la casa discografica. Significa mettere in preventivo una serie di costi per arrivare al prodotto finito, ovvero il cd o qualsivoglia press kit digitale del progetto.</p><p>Da dove si vuole cominciare se non dallo studio di registrazione? Per editare un disco possono servire almeno due settimane di lavoro, tenendo presente che una giornata lavorativa con il fonico potrebbe costare circa trecentocinquanta euro.</p><p>Non siete convinti? Che cosa ne penserete allora nello scoprire che il concepimento del <em>mastering</em> è un’operazione in grado di comportare una spesa almeno di mille euro? Parlare poi di estetica del progetto non è certamente di poco conto; i saldi, infatti, non abitano le boutiques dei grafici. Photoshop e In Design saranno pur la risposta snella e filante dell’immagine ma costano! Per evitare una copertina amatoriale è facile ipotizzare almeno ottocento euro. Resta la stampa e relativa produzione del disco; il prezzo di 1000 copie con cd in due colori e relativo booklet di dodici facciate è di un euro e cinquanta per copia. Aggiungeteci infine il tedio procurato dalla contestatissima Siae (secondo il numero di copie e altre amenità varie) e se, nonostante tutto, continuerete a rimanere scettici, ci penseranno gli oltre diecimila euro dello scontrino (prezzo ivato) finale a fugare ogni dubbio residuo.</p><p>Abbiamo chiesto a <strong>Luca Giovanardi</strong> – leader dei <strong>Julie’s Haircut </strong>– di illustrarci la questione. La band sassolese, proprio in questi giorni in studio, è un chiaro esempio di quanto espresso.</p><p><strong>1 • Caro Luca, facciamo i conti in tasca ai Julie’s. Quanto sostenuto corrisponde a verità?</strong></p><p>Difficile dirlo. I calcoli proposti sopra si riferiscono a una produzione di media grandezza realizzata in modo tradizionale. Più o meno quello che facciamo noi ma non è l’unica via. Ecco, quello che mi pare mancare sono i costi di promozione e ufficio stampa, che sono fondamentali. Che te ne fai di un garage pieno di dischi se lo sai solo tu?</p><p><strong>2 • Qual è l’iter al quale si affidano i Julie’s?</strong></p><p><strong> </strong>La registrazione dei dischi dei Julie’s Haircut da un punto di vista artistico ed economico è auto prodotta. Solo in un secondo momento il master viene ceduto – in licenza e a tempo determinato – ad un’etichetta esterna.</p><p><strong>3 • E a quel punto cosa succede?</strong></p><p><strong></strong>La casa discografica si occuperà della stampa e della commercializzazione, tenendo presente che ad essa corrispondono tutti i costi (stampa, grafica, distribuzione, promozione). Il gruppo solo in un secondo momento, percepirà una percentuale sulle royalties.</p><p><strong>4 • La gestione del progetto cosa prevede?</strong></p><p>La cosa importante da capire è quali possono essere le proprie potenzialità e quindi muoversi di conseguenza, tenendo presente i costi che devi affrontare e le probabilità di rientrarne.</p><p><strong>5 • Una regola che può valere anche per un esordiente?</strong></p><p>Non esiste una regola precisa valevole per tutti. In questi casi far circolare gratuitamente qualche pezzo può risultare il miglior biglietto da visita; se sei uno che colpisce, le cose si muoveranno.</p><p><strong>6 • Rientrare dalle spese è un’utopia?</strong></p><p>Occorre capire che per gli artisti il disco è un investimento, i guadagni eventuali arrivano dalle tournée e questo vale per i piccoli quanto per i grandi.</p><p><strong>7 • Tutto questo riguarda soltanto il mercato indipendente oppure vale anche per le Major?</strong></p><p>La differenza la fanno i soldi i quali mancano a tutte le latitudini, quindi i calcoli valgono in generale. Non avendo mai lavorato per una grossa casa discografica, suppongo che da un lato si possano avere più garanzie, ma dall’altro esistono ovviamente anche più obblighi.</p><p><strong>8 • Cosa pensi del Download illegale?</strong></p><p><strong></strong>Che è un dato di fatto. Le generazioni più giovani non hanno conosciuto l’epoca in cui la musica o la compravi o non la sentivi, per cui per loro non viene vissuto come un reato o un torto. Questo rispecchia anche il forte senso materialista che si avverte oggi: la musica è una roba immateriale, perché mai dovrei pagarla?</p><p><strong>9 • Come sopravvivere a tutto questo?</strong></p><p>Come dicevo sopra: conoscendo molto bene come stanno le cose e agendo di conseguenza, costruendo giorno per giorno.</p><p>La play list di questa settimana è stata gentilmente consigliataci dai Julie’s Haircut! <strong>Andrea Scarfone </strong>chitarrista/bassista della band ha selezionato per noi “9 gruppi 9” italiani. In molti casi i link permettono il download <strong>gratuito e legale</strong>, non solo del brano in questione ma dell’intero album.</p><p>Enjoy!</p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; per salvare la musica</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato A</span></strong></p><p><strong><a href="http://soundcloud.com/lavaligetta/quakers-mormons-parting" target="_blank">Parting and Weeping</a> • Quakers and Mormons </strong></p><p><strong><a href="http://www.mediafire.com/?xayjm45umg2" target="_blank">Piovono Pietre</a> • Fine Before You Came</strong></p><p><strong><a href="http://www.julieshaircut.com/?page=download" target="_blank">Heart &amp; Soul</a> (Live in Luxembourg) • Julie&#8217;s Haircut </strong></p><p><strong><a href="http://www.mediafire.com/file/9yrddarq9ekdnr0/Gazebo%20Penguins%20-%20LEGNA.zip" target="_blank">Troppo Facile</a> • Gazebo Penguins </strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato B</span></strong></p><p><strong><a href="http://www.foolica.com/?download=HHTG_cover.zip" target="_blank">Crazy in Love</a> • Heike Has The Giggles </strong></p><p><strong><a href="http://www.naufragati.com/index.php/discografia/sanremo/" target="_blank">Sanremo</a> • Mariposa </strong></p><p><strong><a href="http://www.paywithatweet.com/pay/connect.php?id=04b0edf98984a6492e1a93f5034522e4" target="_blank">Plumy Tale</a> • Dumbo Gets Mad </strong></p><p><strong><a href="http://www.marquezonline.com/?p=828" target="_blank">Figlio del Diavolo </a>• Marquez </strong></p><p><strong><a href="http://www.latempesta.org/ltd_041.php" target="_blank">Thomas</a> • Cosmetic </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/salvera-musica/203428/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Madonna, l&#8217;eterna giovinezza non esiste</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/30/madonna-leterna-giovinezza-esiste/200990/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/30/madonna-leterna-giovinezza-esiste/200990/#comments</comments> <pubDate>Fri, 30 Mar 2012 14:36:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Benny Benassi]]></category> <category><![CDATA[Gesù Cristo]]></category> <category><![CDATA[Gigi D'Agostino]]></category> <category><![CDATA[lady gaga]]></category> <category><![CDATA[Madonna]]></category> <category><![CDATA[Martin Solveig]]></category> <category><![CDATA[Orietta Berti]]></category> <category><![CDATA[William Orbit]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200990</guid> <description><![CDATA[Aveva detto che sarebbe apparsa sul finire di marzo e così è stato.  Migliaia di fedeli radunatisi davanti ai negozi di dischi in tutto il mondo, hanno atteso imploranti l’uscita del disco, puntualmente avvenuta dopo la mezzanotte del 26 Marzo 2012. Per chi non l’avesse capito la Madonna cui facciamo riferimento non è “La Madre di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/MDNA.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-201256" title="MDNA" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/MDNA-300x200.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="200" /></a><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/MDNA.jpg?47e3a5"></a>Aveva detto che sarebbe apparsa sul finire di marzo e così è stato.  Migliaia di fedeli radunatisi davanti ai negozi di dischi in tutto il mondo, hanno atteso imploranti l’uscita del disco, puntualmente avvenuta dopo la mezzanotte del 26 Marzo 2012. Per chi non l’avesse capito la Madonna cui facciamo riferimento non è “La Madre di Gesù Cristo” ma Madonna Louise Veronica Ciccone – in arte soltanto <strong>Madonna</strong> –  la quale con i miracoli nulla c’entra, fatti salvi quelli riusciti con il conto in banca.</p><p>MDNA è finalmente uscito!</p><p>Faceva meglio a tenerlo chiuso nel cassetto: il disco ricorda &#8211; se mai ce ne fosse bisogno &#8211; che la signora Ciccone, da qualche anno a questa parte, <strong>non ha più niente da dire</strong>. Per mettere insieme il coacervo di canzoni ottenute, sono accorsi a sostegno “una manica” di deejay &#8211; produttori che, considerato il risultato, avrebbero fatto “cosa buona e giusta” nel rimanere dietro la consolle. Qualche nome? <strong>Martin Solveig</strong>, <strong>William Orbit</strong>, <strong>Benny Benassi </strong>ovvero la summa del meglio o del peggio (dipende dai punti di vista) che la musica dance impone da anni.</p><p>Dopo aver sentito il primo singolo, lo sbigottimento non lascia scampo. Sconvolge ancor più il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cItHOl5LRWg" target="_blank">video</a> a supporto, nel quale la <em>Material Girl</em> fornisce di sé l’immagine patetica di una signora di cinquantaquattro anni che aspira a dimostrarne venticinque, ovvero l’età che &#8211; guarda caso &#8211; sostiene il talento (???) di <strong>Lady Gaga</strong>. Il “nuovo che avanza” vuole forse scaraventare giù dal trono la regina madre del pop? Prima che la Germanotta possa solamente avvicinarsi a quel podio, dovrà concepire almeno una decina di album, sovvertire altrettante volte le coordinate del pop e infine ridisegnare moda e tendenze in egual misura. Solo a quel punto, forse, se ne potrà riparlare. Giusto e sensato “dare a Cesare quel che è di Cesare”.</p><p>Tornando a MDNA, già il titolo appare quantomeno equivoco: l’intento era forse quello di strizzare l’occhio ai teenagers utilizzando “la modalità messaggistica da cellulare” tra loro in voga? Considerando l’ascendente esercitato dalla figlia quindicenne sulla madre, l’obiettivo potrebbe essere davvero quello, specie dopo aver ascoltato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=KEgrruyXn8o" target="_blank">Girl Gone Wild</a>; “la musica adolescenziale” che invade l’udito rievoca “certe ballate mozzafiato” di <strong>Gigi D’Agostino</strong>. Non è poco!!!</p><p>Concentrandosi sull&#8217;album, si scopre suddiviso in canzoni dance, pop e ballad. Nessuno dei tre segmenti riesce però a soddisfare pienamente  “l’arsura dei fans”.  Il disco – ancor prima di uscire – ha rischiato di non accontentare nemmeno la frangia estesa della comunità gay russa, furibonda con la diva poiché – a parer loro – sarebbe  indifferente alle leggi discriminatorie passate in questo periodo da quelle parti.  Incidente diplomatico risoltosi in men che non si dica: la pop star ha promesso di immolarsi alla causa una volta atterrata a San Pietroburgo. “La mossa”, le fa certamente onore ma non è possibile fare a meno di chiedersi se il bailamme generato intorno alla faccenda sia una semplice coincidenza oppure un&#8217;abile strategia, magari concepita per “il giorno dell’avvento”. Il disco, infatti, è uscito dopo la querelle e certi messaggi trapelati sui vari social network della cantante, risultano perlomeno “di facciata”.</p><p>Non stiamo parlando delle dinamiche che governano la carriera di <strong>Orietta Berti </strong>ma delle strategie adiacenti a quella di Madonna, quindi “ci piace” pensare tutto e il contrario di tutto.</p><p><em>Confessions on a Dancefloor</em> rimane “l’ultimo lavoro” degno di nota. Uscito nel 2005, le canzoni sono ispirate e la magia che fluttua nei solchi di quelle splendide pop song è la cosa più vicina al miracolo che la cantante abbia prodotto in tutta la sua carriera. Dopo quel momento il crollo, se possibile verticale.  <em>Hard Candy</em> – uscito quattro anni fa – riconduce a quanto di peggio la star abbia saputo fare in trent’anni. Il tutto tristemente avvalorato con l’ultima improbabile fatica discografica.</p><p>Esistono quelli che la detestano a prescindere e chi invece sostiene sia la migliore, qualunque cosa faccia; l’equilibrio sta sempre nel mezzo. Un artista dovrebbe capire quando è il momento di virare, o addirittura ritirarsi. Madonna avrebbe le capacità e i mezzi per stupire<strong> reinventandosi nuovamente</strong>: buon gusto e intuizioni in passato  non le sono certo mancati. L’età, nonostante lo sgambettamento continuo e incipiente, impone se non la badante, quantomeno un <strong>reset</strong>.</p><p>Che voto darebbe il solito dj qualunque al nuovo disco di Madonna? Facendosi prima il segno della croce, sperando di non incappare negli strali di “Sua Santità&#8221; e  in quelli dei &#8220;suoi devoti&#8221;, il giudizio rivelatore, non potrebbe in nessun modo essere equivocato, poiché sarebbe nettamente uno &#8230; zero.</p><p><span style="color: #000000;"><strong> 9 canzoni 9 &#8230; per non invecchiare</strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">Lato A</span></strong></span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=e5jkFI14yyk">Strychnine</a> • Fuzztones</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=n7t7cGwN7_0" target="_blank">Private Idaho</a> • B-52&#8242;S</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=opIL3Yt0Un8" target="_blank">Pump it Up</a> • Elvis Costello &amp; the Attractions</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=rW3rb5fZRb8" target="_blank">Shake It Up</a> • The Cars</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato B</span></strong></p><p><strong> </strong><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WPOVmWzeqEo" target="_blank">Human Fly</a> • The Cramps</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=uuUQWpzxSmQ&amp;feature=related" target="_blank">The Dredg</a> • Fleshtones</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=trfadrieyHE" target="_blank">Sex Beat</a> • The Gun Club</strong></p><p><strong> </strong><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=sHY1xCl4Qak" target="_blank">I Only Want You </a>• Eagles of Death Metal</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gLlovqWeYw8" target="_blank">Dum Dum</a> • Butthole Surfers</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/30/madonna-leterna-giovinezza-esiste/200990/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Battiato: incontri ravvicinati del terzo tipo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/battiato-incontri-ravvicinati-terzo-tipo/200447/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/battiato-incontri-ravvicinati-terzo-tipo/200447/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Mar 2012 15:14:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[E.T]]></category> <category><![CDATA[franco battiato]]></category> <category><![CDATA[Onda Rock]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200447</guid> <description><![CDATA[Franco Battiato Nato parecchi anni fa a Jonia (Ct), compositore-cantante e regista. Negli anni settanta con la sua musica di ricerca ha attraversato le avanguardie europee. Alla fine degli anni settanta passa alla musica di larga comunicazione alternandola a opere classiche (cfr. F. Battiato, Blog, Il Fatto Quotidiano). Battiato: “Ho alle spalle trent&#8217;anni di meditazione, quindi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Franco Battiato</strong> Nato parecchi anni fa a Jonia (Ct), compositore-cantante e regista. Negli anni settanta con la sua musica di ricerca ha attraversato le avanguardie europee. Alla fine degli anni settanta passa alla musica di larga comunicazione alternandola a opere classiche (cfr. F. Battiato, Blog, Il Fatto Quotidiano).</p><p>Battiato: “Ho alle spalle trent&#8217;anni di meditazione, quindi mi posso ritenere forse un professionista&#8230; E senza non potrei più vivere. Dovunque io viva, sento il bisogno di ritirarmi. Lo faccio due volte al giorno, come gli antichi egizi: mi ritiro all&#8217;imbrunire e al mattino prima di fare colazione e dopo aver fatto le abluzioni mattutine&#8230; Non è mai cambiato il sapore di questa dimensione metafisica (che poi per me è fisica), dai primi tempi a oggi, sono cambiate le tecniche, ma il sapore resta identico”. […]. Io vivo così. Anche quando vado in giro difficilmente inseguo il tempo. Ci sono le stanchezze di una tournée, quando ti sposti per trecento chilometri al giorno. Non le posso sottovalutare. Però per quella mezz&#8217;ora in cui mi ritiro ritrovo il mio mondo (cfr. F. Battiato, <em>Alla ricerca di un oceano di silenzio</em>, <strong>Onda Rock</strong>).</p><p>Senza scadere nella più becera ruffianeria, è sorprendente ritrovarsi a leggere un blog di <strong>Franco Battiato</strong>. La sua figura non è annoverabile alla voce “persone comuni”. Se in Italia esiste un artista che pare venire da un altro pianeta quello è proprio Battiato; un alieno “atterrato” dentro le pagine virtuali de Il Fatto Quotidiano.</p><p>Che voglia stabilire un contatto con noi? Nessun timore non è un essere ostile. Dicesi (in tal caso) extraterrestre, colui che proviene da un altro mondo, capace di aiutare mediante le proprie conoscenze. Resta da capire quanto sufficientemente sia illuminata “la fauna” alla quale si rivolge. Facendo riferimento ai commenti – spesso imbarazzanti – nei suoi post, si può tranquillamente affermare che gli incontri ravvicinati del terzo tipo dovranno proseguire lenti e pazienti. La lista di persone cui arrivare è infinita! Per non parlare della strada in grado di condurre a loro: “Caro Franco, il viaggio che ti si prospetta, sarà lungo e tortuoso”.</p><p>E a tal proposito, iscrivermi alla fila qui sopra, è logico quanto doveroso; post dopo post, un lumino, poi un barlume, infine un bagliore… potrebbe squarciare quel buio che al momento pare ottenebrare parte delle mie percezioni.</p><p>La cosa che al momento rassicura, è scoprire il piacere inaspettato e la gioia sincera, nell’aver stabilito un contatto con “E.t.”. Realizzare poi che, ogni tanto, la foto del blog di un dj qualunque compaia nel sito de Il Fatto Quotidiano, sotto o sopra quella di Franco Battiato, rientra in quelle cose che non ti aspetti, appartenenti – decisamente – a un altro mondo.</p><p><strong>9 canzoni 9 … di Franco Battiato</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato A</span></strong></p><p><strong>• <a href="http://" target="_blank">Aria di Rivoluzione</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=w_isE2pKcWk" target="_blank">L’Esodo</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=okVJSIOXJd4" target="_blank">Odore di Polvere da Sparo</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=v48lVT8sYsA" target="_blank">Mesopotamia</a></strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato B</span></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=hTScilnHJJo" target="_blank">L’Ombra della Luce</a></strong></p><p><strong>•<a href="http://www.youtube.com/watch?v=G1So2IFpwiY" target="_blank"> Il Re del Mondo</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=u3DaVsiWCsU" target="_blank">L’era del Cinghiale Bianco</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nGQS6H0uJyk" target="_blank">Up Patriots To Arms</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mzAKeZ0kImU" target="_blank">Cafè de la Paix</a></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/battiato-incontri-ravvicinati-terzo-tipo/200447/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Mark Lanegan  non è un impiegato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/23/mark-lanegan-impiegato/199600/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/23/mark-lanegan-impiegato/199600/#comments</comments> <pubDate>Fri, 23 Mar 2012 11:58:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Alice in Chains]]></category> <category><![CDATA[Isobel Campbell]]></category> <category><![CDATA[Mark Lanegan]]></category> <category><![CDATA[Mudhoney]]></category> <category><![CDATA[Nirvana]]></category> <category><![CDATA[Pearl Jjam]]></category> <category><![CDATA[Screaming Trees]]></category> <category><![CDATA[Sub Pop]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=199600</guid> <description><![CDATA[Pare che l’inverno si regali nel fine settimana l’ultimo colpo di coda. Sono previste, infatti, nuvole e addensamenti al nord. Non temete, non stiamo parlando di maltempo, bensì…del cantante del momento, ovvero Mark Lanegan, il quale si appresta a colpire la nostra penisola come fosse un tornado; due sole le città: Bologna (sabato 24 marzo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/Lanegan-1.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-199618" title="Lanegan (1)" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/Lanegan-1-276x300.jpg?47e3a5" alt="" width="276" height="300" /></a>Pare che l’inverno si regali nel fine settimana l’ultimo colpo di coda. Sono previste, infatti, nuvole e addensamenti al nord.</p><p>Non temete, non stiamo parlando di maltempo, bensì…del cantante del momento, ovvero Mark Lanegan, il quale si appresta a colpire la nostra penisola come fosse un tornado; due sole le città: Bologna (sabato 24 marzo all’ Estragon) e Milano (domenica 25 all’Alcatraz).</p><p>E siccome dopo la tempesta sopraggiunge sempre la quiete, a rischiarare il cielo ci pensa la carriera del Nostro, cominciata con gli <strong>Screaming Trees </strong>nel 1986: una band giovane e inconsapevole ma sufficientemente randagia per sdoganare certe sonorità che gruppi come <strong>Alice in Chains</strong>, <strong>Mudhoney</strong>, <strong>Nirvana </strong>e <strong>Pearl Jam </strong>–  giusto per citarne alcune – renderanno più definite qualche anno più tardi.</p><p>Vento e pioggia, dove se non dalle parti di Seattle? Musicalmente parlando in queste zone non si fanno sconti. Dimenticate quindi gli anni 80; tastiere e ammennicoli vari non esistono nemmeno a prezzo di saldo. Chitarre e pedaliere rinnovano le tendenze, tornate ad essere “virilmente” rumorose.</p><p>Tutto qui? Nemmeno per sogno. La nebbia al crepuscolo non è un optional, Lanegan è inquieto e lo dimostra con le produzioni a seguire: sette album all’attivo come solista (ma io parlerò soltanto di quelli che mi hanno “toccato”), collaborazioni varie, su tutte quella con <strong>Isobel Campbell</strong> (da cui nascono tre album), il ragazzo però ha flirtato anche con <strong>Pj Harvey</strong>, <strong>I Queens Of The Stone Age</strong>, i <strong>Gutter Twins </strong>e i <strong>Soulsavers</strong>.</p><p>In mezzo a questo <em>maremagnum</em> piove sempre più spesso. Una serie infinita di problemi personali mina qualunque resistenza: eroina e alcool rincorrono il personaggio, così la leggenda non manca di sottolineare le cadute improvvise, come quando si lascia arrestare per possesso di stupefacenti. Ordinaria amministrazione, non stiamo parlando del quotidiano di un impiegato con figli a carico ma di una giovane rockstar…</p><p>Ma è la musica a fare la differenza, nella fattispecie quella legata alla carriera solista.</p><p><em>The Winding Sheet</em> ( Sub Pop 1990) rispolvera la tradizione americana nel segno di una metamorfosi annunciata. Lanegan sembra lontano parente del giovane sfrontato adiacente agli Screaming Trees.</p><p><em>Whiskey For the Holy Ghost (Sub Pop, 1994)</em> – il suo capolavoro – unitamente a  <em>Field Songs (Sub Pop, 2001)</em> e <em>Bubblegum (Bianco y Negro records, 2004)</em>, glorificano il percorso introducendosi definitivamente nelle curve sinuose del  Blues e del Folk. L’oracolo a cui votarsi è il suono sulfureo di ballate convulse e cariche di pathos, anche se la profezia si completa soltanto attraverso il fervore lucente di frenetiche cavalcate.</p><p>Facendola breve, sperando che non piova, arriviamo ai giorni nostri. <em>Blues Funeral (4AD, 2012)</em> evoca per intero i tratti distintivi della poetica di Mark; le incursioni velate nelle distese a cielo aperto della musica elettronica sono inattese e soprattutto un tentativo – a mio parere – riuscito per emanciparsi dal proprio passato.</p><p>Che altro resta? Le previsioni per i concerti italiani raccontano di valori musicali in costante aumento. I fenomeni d’alta e bassa pressione condizioneranno l’umore di un rocker in stato di grazia; il tutto si ripercuoterà sulla scaletta di uno show da non perdere.  Saranno possibili – durante la serata – “rovesciamenti consistenti”, direttamente dal passato e dal futuro, con “improvvise schiarite” nel presente di un artista tra i più imponenti del rock attuale.</p><p>Subito dopo il concerto dell’Estragon sono attesi “violenti temporali” in consolle, il sottoscritto e Mingo – infatti – faranno “la malora” fino a notte fonda.</p><p>Vietato mancare.</p><p><strong>9 canzoni 9 … “virilmente” rumorose</strong></p><p><strong></strong><span style="color: #ff0000;"><strong>LATO A</strong></span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=brQ-EWzgEX0" target="_blank">Up The Beach</a> • Jane&#8217;s Addiction</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=bAXPUN2z2CE&amp;ob=av2e" target="_blank">Feel Good Hit Of The Summe</a>r • Queens of the Stone Age</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=iB4vszOVAek&amp;feature=fvst" target="_blank">State Of Love And Trust</a> • Pearl jam</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=pBZs_Py-1_0&amp;ob=av2e" target="_blank">Again</a> • Alice in Chains</strong></p><p><span style="color: #ff0000;"><strong>LATO B</strong></span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=pBZs_Py-1_0&amp;ob=av2e" target="_blank">Rusty Cage</a> • Soundgarden</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vujMy_r5NsY&amp;ob=av2e" target="_blank">Shadow Of The Season </a>• Screaming Trees</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=OQZmrdwK7YM" target="_blank">Feel the Pain</a> • Dinosaur Jr.</strong></p><p><strong></strong><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=C26BI1kJdkk" target="_blank">Debonair</a> • The Afghan Whigs</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=V5UOC0C0x8Q&amp;ob=av2e" target="_blank">Plush</a> • Stone  Temple Pilots</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/23/mark-lanegan-impiegato/199600/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Paolo Benvegnù: la costruzione di un artista</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/paolo-benvegnu-costruzione-artista/199067/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/paolo-benvegnu-costruzione-artista/199067/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Mar 2012 12:46:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Andrea Franchi]]></category> <category><![CDATA[Guglielmo Gagliano]]></category> <category><![CDATA[Lars von Trier]]></category> <category><![CDATA[Luca Baldini]]></category> <category><![CDATA[Michele Pazzaglia]]></category> <category><![CDATA[Paolo Benvegnù]]></category> <category><![CDATA[Scisma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=199067</guid> <description><![CDATA[Conoscete Paolo Benvegnù? Se così fosse, trovereste certamente interessanti le sue “9 risposte 9”. Se invece questo nome non vi dice nulla, potrebbe essere questa l’occasione per scoprire che, nel panorama musicale italiano, esiste un piccolo pertugio, all’interno del quale si rifugia una cerchia ristretta di artisti in grado di contrapporsi compiutamente all’immondizia musicale che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/securedownload.jpeg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-199103" title="Paolo BenvegnÃ¹ - Premio Tenco 2011" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/securedownload-227x300.jpg?47e3a5" alt="" width="227" height="300" /></a>Conoscete <strong>Paolo Benvegnù</strong>? Se così fosse, trovereste certamente interessanti le sue “9 risposte 9”. Se invece questo nome non vi dice nulla, potrebbe essere questa l’occasione per scoprire che, nel panorama musicale italiano, esiste un piccolo pertugio, all’interno del quale si rifugia una cerchia ristretta di artisti in grado di contrapporsi compiutamente all’immondizia musicale che pare governare la proposta generalizzata dei più.<br /> La musica di Paolo Benvegnù non è incentrata sulla volontà di sedurre con ogni mezzo possibile l’ascoltatore: dimenticatevi frasi spot tipo “Oggi voglio stare spento”, lasciate da parte anche i paraculismi pop di alcuni untori equivoci; le dinamiche che governano la poetica di questo signore restituiscono indiscutibile bellezza, poiché la ricerca e la cultura – applicata allo sforzo e all’umiltà – portano inequivocabilmente a questo.</p><p>Ascoltate quello che ha da dire.</p><p><strong>1 • Caro Paolo, parlaci di <a href="http://www.ibs.it/disco/8012622828025/paolo-benvegnugrave/hermann.html?shop=5277" target="_blank">Hermann<br /> </a></strong><br /> Che dire? È un disco “presuntuoso”. Io e i mei compagni abbiamo avuto l’ardire di parlare dell’uomo e dei suoi comportamenti, non ultimo i suoi desideri. L’ambizione del progetto racchiude in se&#8217; anche il suo fallimento, ovvero il nostro, l’illusione di credere di poter fare una cosa del genere è la base da cui siamo partiti.</p><p><strong>2 • La metafora è parte integrante di questo disco. Ti va di raccontarci quali mondi hai evocato?</strong></p><p>La mia è una cultura da sussidiario, perciò sono partito da ciò che ho studiato da ragazzo; ho cercato di approfondire le mie conoscenze ripartendo dai grandi classici. Non faccio fatica a confessarti che il mio più grande obiettivo è quello di tornare studente.</p><p><strong>3• Sei riuscito nell’intento di fare il disco che volevi?<br /> </strong><br /> L’obiettivo principale era quello di scrivere con i miei compagni (<strong>Luca Baldini</strong>, <strong>Andrea Franchi</strong>, <strong>Guglielmo Gagliano</strong>, <strong>Michele Pazzaglia</strong>) e ci sono riuscito. Per quanto riguarda gli episodi da me descritti, all’interno di questa “Barbagia sull’uomo”, esistono momenti &#8211; secondo il mio umile parere &#8211; piuttosto definiti ed altri invece, ancora da limare. Avendo quarantasette anni suppongo e spero di avere tempo.</p><p><strong>4 • Esiste un File Rouge con i dischi precedenti oppure Hermann rappresenta il cambiamento?</strong></p><p>In verità il filo rosso esiste da quando esistono gli <strong>Scisma</strong> ed è nettissimo. Sento tutte le cose che faccio come un ideale e sequenziale disposizione di piccoli mattoncini in un prato; non che questo significhi per forza qualcosa, anzi. Ma è  il mio istinto, il quale mi porta a confrontarmi con altre persone. La mia natura è quella della condivisione, riesco ad andare avanti solo se affiancato, non sono uno di quelli bravi ad “autofinanziarsi sentimentalmente”.</p><p><strong>5 • Il tuo background musicale è piuttosto eterogeneo, alla luce del tuo ultimo disco è possibile immaginarti dalle parti della miglior tradizione cantautorale italiana?</strong></p><p><strong> </strong>Qualche anno fa cercavo di spostarmi proprio verso questa direzione ma, come sai, più si invecchia e meno gli schemi diventano rigidi; per grazia e fortuna si capisce “sempre meno di più”! Perciò non mi pongo limiti, mi lascio trasportare e ogni cosa “che esce” è fantasticamente un miracolo.</p><p><strong>6 • Cosa ne pensi della nuova scena cantautorale italiana?<br /> </strong><br /> Credo che questo sia un momento molto positivo. Mi sembra che ci sia meno desiderio di emulazione rispetto agli anni 90. Io stesso ai tempi provavo a rifare, con i miei mezzi, cose altrui. Ai giorni nostri, vince il desiderio di “mettersi a nudo”, con le proprie forze.</p><p><strong>7 • Quanto può interessare a Paolo Benvegnù il primo posto in classifica o magari partecipare a San Remo/ XFactor?</strong></p><p>Ti rispondo citandoti un film uscito nel 2011, <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Melancholia_(film_2011)" target="_blank">Melancholia</a></em> di <strong>Lars Von Trier</strong>. Pur non amando particolarmente i film del regista danese, riconosco che quella pellicola è epocale dal punto di vista del sentire quanto lo è stato <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metropolis_(film_1927)" target="_blank">Metropolis</a></em> dal punto di vista del vedere. Nonostante ciò, <em>Melancholia</em> è passato come  fosse un film normale; ecco, non lo era. Mi vien da dire, forse presuntuosamente, che “I Paoli Benvegnù” hanno il talento per scrivere cose del genere, con la stessa densità, ma ovviamente e ingiustamente non possono essere di grande presa per il pubblico. Ma questo, credimi, non è un rammarico né per me né per i miei compagni, quindi rispondendo alla tua domanda, direi che il primo posto in classifica, non è una cosa alla quale miriamo.</p><p><strong>8 • Cover e tribute band, che ne pensi ?</strong></p><p>Esistono musicisti/fruitori che fanno ricerca e si muovono uniti nella stessa direzione e questo è rassicurante. Suonare cose di altri non è sbagliato può essere inizialmente formativo ma un musicista dovrebbe esplorare e completarsi mediante una ricerca personale, qualunque essa sia.</p><p><strong>9 • Dove ti porta il presente e soprattutto il futuro? </strong></p><p>Faremo una serie di concerti ma poi cominceremo a pensare al disco nuovo che uscirà presumibilmente nel 2013. Quello che vorrei continuare ad avere è la stessa pulsione di vita e comprensione delle cose che mi anima attualmente; al contempo, la volontà stessa di riuscire a contemplare il tutto con sufficiente lucidità. Un obiettivo che mi pongo come essere umano e artista.</p><p>•••</p><p>Caro Paolo a termine di questa bella chiacchierata ti chiedo di regalarci le tue &#8220;9 canzoni 9&#8243;, che ne dici?</p><p>Devi darmi tempo, proverò a selezionarle e te le invierò per messaggio quanto prima. (Arrivate, nel corso della sera&#8230;)</p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; di Paolo Benvegnù</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato A</span></strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ksej3U1pZlE" target="_blank">Cheer Leader</a> • Grizzly Bear</strong></p><p><strong><a href="http://soundcloud.com/search?q%5Bfulltext%5D=andrea+franchi+superstiti" target="_blank">Superstiti</a> • Andrea Franchi</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=86emFMXIu0M" target="_blank">The Raimbow </a>• Talk Talk</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1IujcGUNabM" target="_blank">La Mia Rivoluzione</a> • Marco Parente</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato B</span></strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=rz0sz_Ry-Yg" target="_blank">Else Lied</a> • Giancarlo Onorato</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8KA65XptHMY" target="_blank">La Canzone dei Cani</a> • Cesare Basile </strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=xBUs7blstzc" target="_blank">Era di Notte</a> • Andrea Chimenti </strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JJdv2DGu-qc" target="_blank">TnT </a>• Tortoise</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=zwMzoMW2U6s" target="_blank">Confutatis maledictis</a> (quinto movimento del requiem) • Wolfang Amadeus Mozart</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/paolo-benvegnu-costruzione-artista/199067/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il Gioco di Società degli Offlaga Disco Pax</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/gioco-societa-degli-offlaga-disco/196957/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/gioco-societa-degli-offlaga-disco/196957/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Mar 2012 15:16:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Be Forest]]></category> <category><![CDATA[Daniele Carretti]]></category> <category><![CDATA[Dente]]></category> <category><![CDATA[Enrico Fontanelli]]></category> <category><![CDATA[max collini]]></category> <category><![CDATA[Museo del Cinema di Torino]]></category> <category><![CDATA[offlaga disco pax]]></category> <category><![CDATA[Ustmamò]]></category> <category><![CDATA[Virginiana Miller]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196957</guid> <description><![CDATA[I lavori in corso sono terminati. Gli Offlaga Disco Pax ritornano nei negozi con Gioco di Società, &#8220;9 canzoni 9&#8243; a corredo di un disco che racconta le nuove traiettorie della band reggiana. Daniele Carretti, Enrico Fontanelli e Max Collini si definiscono un collettivo neosensibilista, a conti fatti ne hanno ben donde! Potranno piacere oppure...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/odp1.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-197011" title="odp" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/odp1-300x193.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="193" /></a>I lavori in corso sono terminati. Gli <strong>Offlaga Disco Pax </strong>ritornano nei negozi con <em>Gioco di Società</em>, &#8220;9 canzoni 9&#8243; a corredo di un disco che racconta le nuove traiettorie della band reggiana.</p><p><strong>Daniele Carretti</strong>, <strong>Enrico Fontanelli </strong>e <strong>Max Collini </strong>si definiscono un collettivo neosensibilista, a conti fatti ne hanno ben donde! Potranno piacere oppure no ma gli Offlaga alla terza fatica discografica rifuggono i compromessi, rivendicando semmai uno stile divenuto maturo e personale.  Di questo e di altro abbiamo parlato, lasciandoci attraversare da nove domande e altrettante risposte, cercando di capire quali sono gli intenti e le prospettive di un gruppo tornato prepotentemente alla ribalta.</p><p><strong>1 • Facciamo il punto della situazione. Da dove siete ripartiti? Quali sono state le consapevolezze all’indomani del successo di Bachelite?</strong></p><p><strong>Daniele<span style="font-weight: normal;">) Dopo Bachelite sono successe un sacco di cose, tra cui un EP e un tour di brani risuonati con le sole tastiere Casio e una colonna sonora di un film del 1912 &#8220;I Mille&#8221; per il </span>Museo del Cinema di Torino<span style="font-weight: normal;">. Una volta rientrati in carreggiata avevamo voglia di fare cose nuove e ci siamo rimessi al lavoro. Personalmente non ho dato peso a consapevolezze varie, c&#8217;era la voglia di novità e di suonarle poi dal vivo. Detto questo, le cose nuove possono piacere o meno, a prescindere dovevano in primo luogo soddisfare noi stessi.</span></strong></p><p><strong>Enrico</strong>) Non so se definirei quello di <em>Bachelite</em> un successo, ma poco importa, meglio proseguire senza considerare le possibili interferenze provenienti dall&#8217;esterno. Così è stato.</p><p><strong>Max</strong>) Dopo i due anni di tour di <em><strong>Bachelite</strong></em> e un 2010 in cui ci siamo dilettati con il “Prototipo” Ep e concerti annessi, era ora di ripartire. Il terzogenito ha dunque aspettato quattro anni per vedere la luce, ma al momento non mi pare che la sua nascita bisesta gli stia portando male, del resto non ha portato male nemmeno a Bachelite, a ben pensarci.</p><p><strong>2 • Tra l’altro la cosiddetta prova del terzo disco è sempre uno spartiacque. Come avete preparato questo momento?</strong></p><p><strong>Daniele) </strong>Abbiamo lavorato come al solito, addirittura improvvisando più di quanto avessimo fatto per Bachelite e quindi risultando più liberi e meno legati a schemi, cercando di fare quello che ritenevamo interessante fare.</p><p><strong> </strong><strong>Enrico) </strong>La prova è comunque sempre dietro l&#8217;angolo. Personalmente ho vissuto con difficoltà il possibile paragone con Bachelite, un disco che ritengo oggettivamente molto buono. Ma al momento, se di prova si vuol parlare, direi che ho il cuore in pace ora che “Gioco di società” è completato<strong>.</strong></p><p><span style="font-weight: bold;">Max) </span>Siamo stati molto insieme per fare il disco nuovo: in sala prove al Calamita di Cavriago in una prima fase e successivamente in una cucina abitabile in collina, presa a scrocco come sempre. Dopo tanti anni passati ovunque con chiunque per me è stato importante ritrovarci senza alcuna interferenza esterna. Noi tre soli, gli strumenti, un microfono, qualche biscotto, un bicchiere di vino con un panino… Mi pare abbia funzionato anche stavolta.</p><p><strong> </strong><strong>3 •. È possibile individuare i punti essenziali del nuovo corso e quali sono le connessioni con il passato?</strong></p><p><strong>Daniele)</strong> Musicalmente parlando ho guardato alla strumentazione di cui disponevo aggiungendo qualcosa qua e là ma spostando di più “il suonato” verso tastiere e basso, lasciando la chitarra in &#8220;disparte&#8221; ma senza sminuirne l&#8217;importanza.</p><p><strong>Enrico)</strong> Nonostante il titolo o forse anche a partire da quello “Gioco di società” è forse un disco più adulto e consapevole.</p><p><strong>Max)</strong> La mia scrittura nel tempo credo sia cambiata. E’ diventata più dimessa – mi si passi il termine –  meno strampalata, più riflessiva. Doso di più gli aggettivi, le metafore. Non saprei spiegare bene il perché, ma suppongo che non si possano sempre dire o fare le stesse medesime cose, o almeno non nello stesso modo.</p><p><strong>4 • Ascoltando il disco si ha l’impressione che lo stile della band sia marcatamente a fuoco. Il suono è immediatamente riconoscibile così come l’estetica del progetto, Parlatecene.</strong></p><p><strong> </strong><strong>Daniele)</strong> Come sempre l&#8217;approccio alla musica è simile alla composizione di una colonna sonora, scegliendo assieme il testo e cercando di trovare le giuste atmosfere per accompagnarlo. Poi magari capita di accorgersi che la musica e il testo non si sposino come dovrebbero, in verità non capita spesso, l’intento è sempre quello di trovare testo e musica  in perfetto allineamento.</p><p><strong>Enrico)</strong> Terminato il periodo delle collaborazioni esterne, messo il cuore in pace con la strumentazione Casio, messo da parte il di più e il di troppo, rimane l&#8217;essenziale, e se svela la natura primaria come scrivi, e riconoscibile, è di soddisfazione.</p><p><strong>5 • Nonostante questo “Gioco di Società” in termini musicali, è anche un gioco di citazioni. Siete d’accordo? Non è questo un limite, ricollegandomi alla domanda precedente diviene semmai una dichiarazione d’intenti.</strong></p><p><strong>Daniele)</strong> Si arriva da ascolti ben definiti anche se poi gli stessi vanno in varie direzioni e non si limitano a generi o gruppi precisi. Le citazioni spesso ci ricordano da dove veniamo e quello che ci piace, ma ci si ferma sempre un attimo prima, anche se non mi pare che siamo per forza citazionisti, suoniamo quello che abbiamo a disposizione cercando di fare qualcosa che ci piace e ci arriva nuovo e interessante alle nostre orecchie.</p><p><strong>Enrico)</strong> A questo giro, vista anche la precedente risposta, se emergono citazioni le trovo inconsapevoli, a differenza del passato quando infilare cose qui e là era un esercizio divertente e a volte passato inosservato.</p><p><strong>Max)</strong> In merito ai testi le mie derive citazioniste sono diventate nel tempo più misurate. Se non sono funzionali espressamente alla narrazione, vedi per esempio quella degli <strong>Ustmamò</strong> in “Sequoia”, mi trattengo. In “Respinti all’uscio” un paio di passaggi li ho proprio cancellati in corso d’opera. Una volta ne avrei aggiunte, ora invece le tolgo. Tendo di più alla moderazione, insomma, ma per adesso non penso di iscrivermi all’Udc.</p><p><strong>6 • Quali sono gli ascolti della band e da un punto di vista musicale cosa ha ispirato il nuovo disco?</strong></p><p><strong>Daniele)</strong> Gli ascolti come già accennato prima vanno in varie direzioni, nel periodo di composizione / registrazione del disco ascoltavo molto <strong>Sunn o)))</strong> e <strong>John Zorn</strong> da un lato e <strong>Everything But the Girl</strong> dall&#8217;altro. L&#8217;ispirazione per i dischi di solito più che dalla musica che ascolto arriva dagli strumenti che mi ritrovo a suonare e a come collegarli a strumenti che suonerà Enrico, poi magari c&#8217;è un richiamo a un disco ascoltato la sera prima o magari no.</p><p><strong><span style="font-weight: normal;"><strong>Enrico)</strong></span><span style="font-weight: normal;"> Ascolto di tutto senza troppo correre appresso alle cosiddette novità, nuovo è se è nuovo al mio orecchio, e con le novità spesso non capita. Da </span></strong><strong>Ravel</strong><span style="font-weight: normal;"> ai </span><strong>Drexciya</strong><span style="font-weight: normal;">, a </span><strong>Raymond Scott</strong><span style="font-weight: normal;">, </span><strong>Pj Harvey</strong><span style="font-weight: normal;">, </span><strong>Rino Gaetano</strong><span style="font-weight: normal;">, </span><strong>Ivor Cutler</strong><span style="font-weight: normal;">…</span>L&#8217;ispirazione per quanto mi riguarda è l&#8217;attimo figlio di un concentrato di momenti della vita, fatti sì di ascolti, ma anche di paesaggi oltre che di persone, gioie e dolori.</p><p><strong>Max)</strong> Ho ascoltato molto nel periodo in cui lavoravamo al disco i <strong>Virginiana Miller</strong> e i <strong>Be Forest</strong>, ma questi ascolti possono solo marginalmente avere influenzato i testi del disco, se non per la loro vaga doglianza di fondo.</p><p><strong>7 • Una domanda per Max. Ad ogni disco degli ODP esiste perlomeno la curiosità di scoprire se le consuetudini del tuo parlare possano essersi spostate di due o tre gradi verso il cantato. A giudicare dai risultati la coerenza della proposta artistica non vi fa certo difetto: ti sentiremo mai cantare? Se vuoi puoi anche “mandarmici” so benissimo che questa è una domanda che ti rincorre.</strong></p><p><strong>Max)</strong> Io non so cantare, sono stonato di brutto e non è con quel registro che potrei sentirmi a mio agio. <strong>Dente</strong> mi ha convinto a farlo in un suo spettacolo un anno e rotti fa. Abbiamo fatto insieme in teatro una cover di Battisti (Don Giovanni) e in una parte del brano la cantai proprio. I commenti su youtube furono: “avete massacrato un capolavoro”. La colpa è tutta mia, giuro!</p><p><strong>8 • Ragazzi? A conti fatti siete sopravvissuti agli anni 80?</strong></p><p><strong>Daniele)</strong> Non credo che sia necessario &#8220;sopravvivere&#8221; ad annate passate. Per me gli anni &#8217;80 hanno significato tantissimo e continuano a significarlo. Ma potrei dire la stessa cosa degli anno &#8217;90 o degli anni &#8217;60&#8230;ecco, mi sento un po&#8217; orfano degli anni &#8217;70, se non per gli ultimi anni della decade.</p><p><strong>Enrico)</strong> Al momento sono concentrato sugli anni dieci.</p><p><strong>Max)</strong> Io me la sono cavata meglio negli anni ’90, ma la mia adolescenza inquieta e militante degli anni ottanta è stata (ed è) una fonte inesauribile di aneddoti e contraddizioni formidabili. Ma è questo eterno presente che tutti dovremmo cercare di interpretare e, se possibile, cambiare almeno un poco.</p><p><strong>9 • Per quanto riguarda il tour imminente, che cosa dobbiamo aspettarci?</strong></p><p><strong> </strong><strong>Daniele)</strong> Cassa dritta</p><p><strong>Enrico)</strong> Tubi catodici</p><p><strong>Max)</strong> Fumi e raggi laser!</p><p><strong>Gli ospiti di questo blog generalmente salutano i lettori con  una selezione musicale di nove canzoni, quattro sul lato A e cinque sul lato B. In fondo anche questo è un gioco di società. </strong><strong>Fuori le vostre nove!</strong></p><p><strong></strong>Vediamo&#8230; Da mescolarsi a piacere.</p><p><span style="font-weight: bold;">9 canzoni 9 &#8230; degli Offlaga Disco Pax</span></p><p><span style="font-weight: bold; color: #ff0000;">Lato A</span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8JwXCBi-Eh8" target="_blank">St. Vincent</a> •  Strange Mercy • (Daniele)</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3-rYQRxzaJM" target="_blank">10 Miles Stereo</a> • Beach House (Enrico)</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=DcZLabdOutQ" target="_blank">La Carezza del Papa</a> • Virginiana Miller  (Max)</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5oqxz6hpGbs" target="_blank">Circumambient</a> • Grimes (Daniele)</strong></p><p><span style="color: #ff0000;"><strong>Lato B</strong></span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=FOSv6OVj95g&amp;feature=fvsr" target="_blank">Uno di Questi Giorni Ti Sposerò</a> • Luigi  Tenco (Enrico)</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=6n3f24ZyqT4" target="_blank">Florence</a> •  Be Forest (Max)</strong></p><p><strong><a href="w.youtube.com/watch?v=sgVqMKtUMsA" target="_blank">Halogen (I Could be a Shadow) </a>• Neon Indian (Daniele)</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2yonw-u_UGc" target="_blank">Lardossen Funk</a> • Drexciya (Enrico)</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y6jZDlpEAoY" target="_blank">Io Non Esisto</a> •  The Giornalisti (Max)</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/gioco-societa-degli-offlaga-disco/196957/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La musica è morta alla fine degli anni &#8217;70?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/musica-morta-alla-fine-degli-anni/196381/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/musica-morta-alla-fine-degli-anni/196381/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Mar 2012 09:08:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Beatles]]></category> <category><![CDATA[First Aid Kit]]></category> <category><![CDATA[Jester At Work]]></category> <category><![CDATA[Mark Lanegan]]></category> <category><![CDATA[Massive Attack]]></category> <category><![CDATA[Nirvana]]></category> <category><![CDATA[Oasis]]></category> <category><![CDATA[robert smith]]></category> <category><![CDATA[Rolling Stones]]></category> <category><![CDATA[The Cure]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196381</guid> <description><![CDATA[Facciamo riferimento alla musica del 2012 oppure proseguiamo rivolgendo lo sguardo al passato? Si preferisce rincorrere il mito o meglio fermarsi e riprendere fiato? Dal punto di vista musicale far fronte al periodo in cui viviamo è certamente difficile: i luoghi comuni (ammesso che lo siano), dominano le nostre incertezze. “La musica è morta alla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo riferimento alla musica del 2012 oppure proseguiamo rivolgendo lo sguardo al passato? Si preferisce rincorrere il mito o meglio fermarsi e riprendere fiato?</p><p>Dal punto di vista musicale far fronte al periodo in cui viviamo è certamente difficile: i luoghi comuni (ammesso che lo siano), dominano le nostre incertezze. “La musica è morta alla fine degli anni 70!” qualcuno afferma. Vero o falso che sia, il passato rappresenta indubbiamente un rifugio sicuro ma uscire allo scoperto, per scrutare l’orizzonte, può regalare <strong>improvvise soddisfazioni</strong>.</p><p>Pare già di sentire i soliti cori a difesa del “tempo che fu”. I nati negli anni 50, posti in prima fila, rivendicano l’opera omnia dei <strong>Beatles</strong> e dei <strong>Rolling Stones</strong>. I sessantottini, ancor più rapidi, invocano il <em>Flower Power,</em> per non parlare di quelli cresciuti a pane e anni 80: non vedono l’ora di cotonarsi i capelli, nella speranza che un giorno <strong>Robert Smith</strong> possa tornare ad illuminare la strada. Poveri illusi! Per gettarli nell’inesorabilità dello sconforto è bastato un pugno di pischelli, maturati al suono corposo degli anni 90, i quali a detta loro, sono ingiustamente sottovalutati: <em>“Perché <strong>Nirvana Massive Attack</strong> e <strong>Oasis</strong> – </em>concludono <em>– a quei tempi non pettinavano certo le bambole”! </em></p><p>E ai giorni nostri? Cosa combinano le nuove generazioni? Quali sarebbero i loro ascolti? Ammesso che vi siano, dovrebbero essere supportati da un corso accelerato sulle dinamiche che storicamente regolano la musica, la quale si sostiene <strong>comprandola e non scaricandola</strong>, rinnovando in tal modo tradizione, cultura e speranze. Dite che mancano i soldi? Quelli della mia generazione a diciotto anni, per accaparrarsi il disco nuovo dei <strong>Bauhaus</strong>, erano disposti a tutto, anche a fare la fame.</p><p>Tornando al presente musicale, è l’onestà d’intenti il focolaio al quale attingere e non la ricerca forsennata del futuro. In tempi come questi può essere sufficiente anche e solo individuare lo spirito rinnovato di un grande artista, il quale, se ben indirizzato, può sempre fare la differenza. È il caso di <strong>Mark Lanegan</strong>. Un ritorno che agita i territori sconfinati dell’inquietudine e restituisce alle nostre incertezze la giusta dignità. <em>Blues Funeral </em>funziona almeno quanto un lifting facciale: via i segni del tempo (gli esordi), fuori le ruvidità (<strong>Screaming Trees</strong>), soppresse pure le negligenze passate (dischi solisti). Il lavoro che ne consegue esalta l’opera di un rocker in stato di grazia. Compratelo (e non scaricatelo), ne vale la pena.</p><p>Conoscete le <strong>First Aid Kit</strong>? Le due sorelline svedesi arrivate alla terza fatica discografica, sono capaci di rispolverare la miglior tradizione cantautorale americana, decifrandone i dogmi con cognizione di causa. <em>The Lion’s Roar</em> è il frutto di un’integrità artistica che, seppur derivativa, lascia senza fiato. Provare per credere.</p><p>In Italia invece che succede? Nell’attesa di ascoltare <em>Padania</em> (se è bello come il titolo “siamo a posto”) degli <strong>Afterhours</strong>, è la casualità a governare gli ascolti. La rotta intrapresa porta in Abruzzo, più precisamente a Pescara, <strong>Antonio Vitale</strong> in arte <strong>Jester at Work</strong> ha dato vita a <em>Magellano</em>, un album che illumina a giorno il fantasmagorico sottobosco musicale. L’analogico flirta con l’elettronica misurata mentre i toni virati delle chitarre evidenziano una voce da brividi. Difficile fare meglio.</p><p>Dunque, in attesa che la nuova frontiera della musica si riveli, il solito dj qualunque, a sostegno della propria tesi ha trovato soltanto <strong>tre</strong> dischi su <strong>nove, </strong>e preoccupandosi, si chiede come farà a trovare i restanti <strong>sei </strong>prima che il passato torni prepotente a bussare alla sua porta.</p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; per (non) dimenticare il passato</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato A</span></strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=q6qnczWhmbo" target="_blank">This Night Will Be Death</a> • Jester At Work</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=iBdl6NxIK8w" target="_blank">In the Hearts of Men</a> • Firs Aid Kit</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=6X1URP5eg6I" target="_blank">No Future, No Past</a> • Cloud Nothings</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=zuehlm0aNfs" target="_blank">Another Bad</a> • The Twilight Sad</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato B</span></strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=TLc-JE4oRLM" target="_blank">Queen of Denmark</a> • Sinead  O&#8217;Connor</strong></p><p><strong><a href="http://soundcloud.com/search?q%5Bfulltext%5D=ode+to+sad+disco" target="_blank">Ode to Sad Disco</a> • Mark Lanegan</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3bx-KWrVP70" target="_blank">Show me Everything</a> • Tindersticks</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5lnq9Add25M&amp;ob=av2e" target="_blank">I Spit Roses</a> • Peter Murphy</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WCtoVoE5Mm4" target="_blank">Show Me the Place</a> • Leonard Cohen</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/musica-morta-alla-fine-degli-anni/196381/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A proposito di Jovanotti&#8230;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/proposito-jovanotti/194064/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/proposito-jovanotti/194064/#comments</comments> <pubDate>Mon, 27 Feb 2012 14:28:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Afterhours]]></category> <category><![CDATA[Alejandro Sanz]]></category> <category><![CDATA[area]]></category> <category><![CDATA[Bruce Springsteen]]></category> <category><![CDATA[Csi]]></category> <category><![CDATA[Francesco De Gregori]]></category> <category><![CDATA[Francesco Guccini]]></category> <category><![CDATA[Ivano Fossati]]></category> <category><![CDATA[jovanotti]]></category> <category><![CDATA[luigi tenco]]></category> <category><![CDATA[Rolling Stones]]></category> <category><![CDATA[Vinicio Capossela]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194064</guid> <description><![CDATA[Proprio in questi giorni, sul sito di Repubblica spiccava in bella mostra un link che non ha mancato di destare curiosità: “Quel ritmo di Jovanotti che omaggia il Boss”. Una notizia posta in evidenza grazie al video a corredo, il quale rivelerebbe una certa somiglianza di Ora – canzone di Jovanotti – con Streets of...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Proprio in questi giorni, sul sito di Repubblica spiccava in bella mostra un link che non ha mancato di destare curiosità: “Quel ritmo di Jovanotti che omaggia il Boss”. <a href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/02/23/news/jovanotti_springsteen-30283487/index.html?ref=search">Una notizia posta in evidenza</a> grazie al video a corredo, il quale rivelerebbe una certa somiglianza di <em>Ora</em> – canzone di <strong>Jovanotti</strong> – con<em> Streets of Philadelphia</em>, vecchia hit di <strong>Bruce Springsteen</strong>.</p><p>Senza entrare nel merito della questione (bisognerebbe allora riesumare <a href="http://musica.excite.it/jovanotti-accusato-di-plagio-N34541.html">la similitudine</a> di <em>A Te</em> con la canzone di Alejandro Sanz di qualche anno), la notizia è di per sé un motivo per scambiare<strong> “2 parole 2”</strong> sull’artista di Cortona, passato nell’arco di vent’anni da Dj a protagonista indiscusso della musica italiana.</p><p>Inutile sottolineare quanto la musica di  Jovanotti rifletta i gusti degli italiani; i suoi dischi sono da anni autentici blockbuster, i concerti rigorosamente sold out raccontano la crescita inesorabile del cantante, se possibile supportata dalla supervisione di musicisti ineccepibili a servizio di un carrozzone musicale divenuto, dopo quello di Vasco e Ligabue, il <strong>più redditizio del paese</strong>.</p><p>A differenza dei due (perlomeno per il sottoscritto), Jovanotti suscita simpatia. La sua verve, la sua energia non è di poco conto e diciamolo pure, dal punto di vista “radiofonico”, qualche pezzo gli è pure riuscito.</p><p>Molte le opinioni che cercano di definirlo, tanto che il <strong>campionario di luoghi comuni</strong> per lui spendibili suscita indubbio interesse. Gli italiani lo ritengono il ragazzo della porta accanto, quello che “ce l’ha fatta”, un riflesso contemporaneo del sogno che si avvera tanto per intenderci; qualcuno si spinge addirittura nel definirlo un artista libero e compiuto&#8230; Ecco, su questo si può dissentire, sempre che il termine venga utilizzato con cognizione di causa. Se è vero che a questa voce corrisponde una figura svincolabile dai clichè e in grado di raggiungere l’apice del proprio percorso grazie a ricerca e coerenza, allora la discussione merita un approfondimento. La parabola di Cherubini è cominciata con <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Xm2zl7C-kL4" target="_blank">Gimme Five</a></em>, passando per <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3ZY3bm93Wk4" target="_blank"> L’Ombelico del Mondo</a> </em>per poi arrivare a <em>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=aESaXzvfs78" target="_blank">Più Grande Spettacolo Dopo il Big Bang</a></em>.</p><p>Ora, Lorenzo sarà pur simpatico, saprà anche indurre come nessun altro alle danze più sfrenate, “illuminare i propri fans” con la <a href="http://www.kataweb.it/tvzap/video/jovanotti-lancia-la-twit-dance/?ref=HRESS-20">Tweet Dance</a>… ma tra l’autorevolezza della cifra stilistica di un artista libero e compiuto e l’onestà derivativa che pare governare la sua carriera, intercorre quantomeno lo spazio per una piccola indagine.</p><p>Le mode del momento ispirano storicamente usi e costumi del Nostro: rock, pop, rap, house e chi più ne ha più ne metta! I testi sono infarciti di parole-spot, in grado di creare neologismi deprimenti da utilizzare in rima. In altre parole, “paraculismo-pop”.</p><p>Restate sereni, come dice <strong>Battiato</strong>, “<em>Niente è come sembra”</em>. Il personaggio è trasparente &#8211; come già detto &#8211; non è antipatico e in Italia questo serve sempre. <strong>S’impegna all’inverosimile</strong>, anche nel sociale, sebbene poi i testi, nell’affrontare alcuni temi &#8211; lascino pochi spiragli, soprattutto quando è richiesta una certa profondità e, in tutta risposta, si ottiene la quiete della superficie. È riuscito a guadagnarsi nell’ambiente il rispetto, flirtando con nomi insospettabili e, ancora, la migrazione da Mediaset al Pd (Veltroni fece del pezzo “mi fido di te” <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dpfkek1J5_4">l&#8217;inno del suo partito</a>) è avvenuta per tempo.</p><p>Ma è il percorso artistico maturato a contraddistinguerlo, poiché figlio di una proposta in linea con quanto questo paese, riesce mediamente a percepire.</p><p><strong>Rolling Stones</strong> lo cita al quinto posto nella classifica dei 100 dischi migliori della storia musicale italiana (<em>Lorenzo 1994)</em>. Logico a questo punto associarlo ai grandi di casa nostra.</p><p>Qualche nome? In ambito cantautorale (e in termini di compiutezza), sfilano rigorosamente dietro di lui <strong>Fossati</strong>, <strong>Guccini</strong>, <strong>Tenco </strong>e, non potendo citarli tutti, rivolgiamo lo sguardo anche all’ambito rock dove, anche lì, sono soddisfazioni: <strong>Area</strong>, <strong>CSI</strong>, <strong>Afterhours</strong>, giusto per citarne alcuni, tutti in fila indiana.</p><p>Calma e sangue freddo, capire quale strano delirio possa portare un disco come <em>Ovunque Proteggi</em> di <strong>Vinicio Capossela</strong> indietro di posizione, non è dato saperlo. Intuire le dinamiche che hanno relegato <em>Rimmel</em> di De Gregori al ventesimo posto, induce quantomeno a farsi alcune domande. Anche se le risposte – a ben vedere – non sono così difficili da trovare, è sufficiente guardare quale disco cappeggia <a href="http://spettacoli.blogosfere.it/2012/01/rolling-stone-magazine-classifica-i-100-migliori-album-italiani-la-follia.html" target="_blank">al primo posto</a> per chiudere il cerchio.</p><p>Se è vero che la poetica di Lorenzo Jovanotti viaggia dalle parti dei generi succitati, allora il confronto con gli artisti suddetti risulta quantomeno scomodo e imbarazzante, soprattutto per quella piccola percentuale di persone non in linea con quanto l’Italia musicalmente riesce a percepire; quindi, evitando accuratamente di affondare la lama nel burro&#8230;lascio a voi ogni possibile considerazione.</p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; Libere e compiute</strong></p><p><span style="color: #ff0000;"><strong>Lato A </strong></span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=s-QrAphrEz0" target="_blank">Misty Mountain</a> • Silver Apples</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=EAXYMOgHQI4" target="_blank">Hallogallo</a> • Neu!</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=N8RzLdf34Ow" target="_blank">Mushroom</a> • Can</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XGLJoXpKo4U" target="_blank">Ghost Rider</a> • Suicide</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato B</span></strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7EgB__YratE&amp;ob=av2e" target="_blank">Just Like Honey</a> • Jesus and Mary Chain</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Lf8j1bUgwJ8" target="_blank">Only Shallow </a>• My Bloody Valentine</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4zb8YltfZ0I" target="_blank">Revolution</a> • Spaceman 3</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=bToet4R7Hec" target="_blank">Into the White</a> • Pixies</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eWzIlCJAw-o" target="_blank">Youth Against Fascism</a> • Sonic Youth</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/proposito-jovanotti/194064/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I Marlene Kuntz non sono San Remo (noi nemmeno)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/marlene-kuntz-sono-remo-nemmeno/191466/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/marlene-kuntz-sono-remo-nemmeno/191466/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 Feb 2012 07:58:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[A Classic Education]]></category> <category><![CDATA[Cristiano Godano]]></category> <category><![CDATA[estero]]></category> <category><![CDATA[festival]]></category> <category><![CDATA[Festival di San Remo]]></category> <category><![CDATA[Les Fauves]]></category> <category><![CDATA[Lilies on Mars]]></category> <category><![CDATA[marlene kuntz]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191466</guid> <description><![CDATA[Circa un anno fa, scrissi un articolo sui Marlene Kuntz, nel quale l&#8217;analisi a corredo puntava sul fatto che a governare la carriera del gruppo di Cuneo, non erano certamente state &#8220;le concessioni&#8221; bensì le scelte lucide e coerenti protrattesi nel tempo. Tra queste, era menzionato che, contrariamente ad altri gruppi italiani come Afterhours, Subsonica...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/marlenekuntz.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-191638" title="62mo Festival della canzone italiana - Seconda serata" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/marlenekuntz-300x179.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="179" /></a>Circa un anno fa, scrissi <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/9-canzoni-9-i-marlene-a-sanremo-non-ci-vanno/116719/" target="_blank">un articolo</a> sui <strong>Marlene Kuntz</strong>, nel quale l&#8217;analisi a corredo puntava sul fatto che a governare la carriera del gruppo di Cuneo, non erano certamente state &#8220;le concessioni&#8221; bensì le scelte lucide e coerenti protrattesi nel tempo. Tra queste, era menzionato che, contrariamente ad altri gruppi italiani come <strong>Afterhours</strong>, <strong>Subsonica</strong> e <strong>Bluvertigo</strong>, Godano e soci non erano mai scesi a patti con la ritualità nazional-popolare del <strong>Festival di San Remo</strong> e questo poteva a quel tempo essere un indiscutibile motivo di vanto.</p><p>Ai giorni nostri i Marlene che fanno?  Ma è chiaro, vanno a San Remo! La tesi avanzata dal sottoscritto viene a cadere in un nano secondo, frantumandosi in mille pezzi. La formazione piemontese cambia strategie, disorientando perlomeno in parte i propri fans e andando a nutrire la folta schiera di band di cui si parlava. <strong>Godano</strong> e Co. nel rispetto delle parti, hanno cercato di<strong> nobilitare la propria scelta</strong>, mantenendo alte le  certezze, dichiarando tramite <a href="http://www.soundsblog.it/post/18155/sanremo-2012-i-marlene-kuntz-scrivono-una-lettera-ai-fan-sulla-loro-partecipazione-al-festival" target="_blank">lettera ufficiale</a>, le ragioni di tale decisione.</p><p>Pur non entrando nel merito, l’operazione sanremese, evidenzia – ancora una volta &#8211; sempre e solo &#8220;la canzone italiana&#8221;, capace di fagocitare – &#8220;Nel Nome del Santo&#8221; – anche chi non avrebbe mai pensato di appartenervi. Se lo mettano in testa coloro che ritengono possibile sfuggire ai più beceri luoghi comuni: all’estero non ci conoscono certo per la musica del Teatro degli Orrori; la classifica dei cantanti italiani più celebri è guidata da <strong>Andrea Bocelli</strong> e, a seguire, <strong>Modugno</strong> e <strong>Pavarotti</strong>. Chi altri? Certo non i <strong>Verdena</strong> e tantomeno i <strong>Marlene Kuntz</strong>.</p><p>Tornando a San Remo, ognuno ha il festival che si merita, il nostro più importante è indubbiamente quello della città ligure. Negli States le tradizioni in tal senso sono variegate e “leggermente” diverse: proprio in questo periodo prende vita – sullo sfondo di una torrida Austin (Texas) – il <a href="http://sxsw.com/" target="_blank">SXSW Festival</a>. La ricetta è decisamente invitante, gli ospiti di fama mondiale incorniciano una situazione elegiaca in cui a brillare è proprio la città, adoperatasi a tutte le ore e in ogni luogo possibile, affinchè la musica diventi protagonista. Non solo grandi nomi ma anche e soprattutto il sottobosco musicale, proveniente da tutte le parti.  In passato vi hanno suonato diverse band italiane: nomi noti e non, come <strong>Afterhours</strong> e <strong>Carmen Consoli</strong>. Ma il gusto della ricerca si è concentrato prevalentemente su artisti semi-sconosciusti. Conoscete gli <strong><a href="http://aclassiceducation.tumblr.com/" target="_blank">A Classic Education</a></strong>? Che dire dei <strong><a href="http://www.myspace.com/lesfauves" target="_blank">Les Fauves</a></strong>? E le <strong><a href="http://liliesonmars.com/" target="_blank">Lilies on Mars</a></strong>? Giusto il trio (già in rampa di lancio con <strong>Battiato</strong>), si prepara ad atterrare ad Austin tra qualche giorno.</p><p>Parliamo di realtà inequivocabili che hanno trovato e troveranno se non il successo, perlomeno una chance per affermarsi. Lontano dall’Italia s’intende. Sì perché dalle nostre parti, <strong>“l’indipendenza” rimane ostaggio dell’incompetenza</strong> che trafigge pedissequamente il fantomatico mondo musicale nostrano, abilmente supportato dai media di settore, nessuno escluso.</p><p>Vogliamo parlare dei Festival Europei? Girando la ruota, la pallina si ferma su Barcellona, il <strong><a href="http://www.sonar.es/" target="_blank"> Sonar</a></strong> per tradizione e qualità, riesce ogni anno a stupire: andatevi a vedere il programma del 2012! Preferite viaggiare verso est? Budapest è la città che fa per voi. Lo <strong><a href="http://www.szigetfestival.it/" target="_blank">Sziget</a></strong> musicalmente è quanto di meglio si possa immaginare in seno ad un festival. Se invece volete andare sul sicuro, esiste <strong><a href="http://www.glastonburyfestivals.co.uk/" target="_blank">Glastonbury </a></strong>che non ha certo bisogno di presentazioni.</p><p>Istruzioni per l&#8217;uso: occorre sapere che in in questi paesi, difficilmente troverete teatri e poltrone in velluto rosso; farete fatica anche a vedere in prima fila Mara Venier e non troverete nemmeno Celentano pronto a fare sermoni fuori fuoco. Quello cui andrete incontro, sarà un’esperienza semplicemente fantastica, perché all’estero la musica è suonata e vissuta per quello che è.</p><p>L&#8217;eliminazione  dei Marlene Kuntz, ieri sera, davanti a quella pletora di matusa cresciuti <strong>a pane e Al Bano</strong>, semmai ce ne fosse bisogno ci  ricorda che – in casa nostra – l’ignoranza in termini musicali regna sovrana. Inutile anche solo abbozzare ipotesi di risanamento, questa è la realtà. L’Italia molto banalmente è un paese per vecchi e quindi ben venga l&#8217;esclusione! La gara a prescindere non interessa, i Marlene a conti fatti &#8220;non sono&#8221; San Remo e nemmeno noi.</p><p>Nel frattempo il solito dj qualunque, alla ricerca del suo yogurt preferito, ha sentito vagheggiare – nell’aria del supermercato – <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NkaWHiuyMd4" target="_blank">Canzone per un figlio</a></em>, mixata piuttosto abilmente con <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=LvR9eLGiu2k" target="_blank">Respirare</a></em>, il pezzo di <strong>Gigi D’Alessio</strong> e <strong>Loredana Bertè</strong>.<br /> Robe da matti.</p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; per non essere San Remo</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato A </span></strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WCtoVoE5Mm4" target="_blank">Show Me The Place</a> • Leonard Cohen</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=zP5GWYXp4d0" target="_blank">The Gravedigger&#8217;s Song</a> • Mark Lanegan</strong></p><p><strong><a href="http://" target="_blank">Around the Lake</a> • Paul Weller</strong></p><p><strong><a href="Show Me The Place • Leonard Cohen" target="_blank">Immaculate</a> • Shearwater</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato B</span></strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BeT_MtR4wus" target="_blank">Video Games </a>• Lana Del Ray </strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5v1eFVOj4is" target="_blank">Medicine</a> • Tindersticks</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=h-NpUXtuzc8&amp;feature=related" target="_blank">The Dustlands</a> • The Walkabouts</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ntGL2N2WDqg" target="_blank">You Never Loved This City</a> • Piano Magic ft. Brendan Perry</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mCGirvU_dbs" target="_blank">La Vampa 2</a> • Giardini di Mirò</strong></p><p><em>(Foto: LaPresse)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/marlene-kuntz-sono-remo-nemmeno/191466/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Marky, l&#8217;ultimo dei Ramones</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/marky-lultimo-ramones/190048/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/marky-lultimo-ramones/190048/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:34:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Blondie]]></category> <category><![CDATA[Cbgb]]></category> <category><![CDATA[Clash]]></category> <category><![CDATA[Cramps]]></category> <category><![CDATA[Dead Boys]]></category> <category><![CDATA[Hilly Cristal]]></category> <category><![CDATA[Johnny Thunders & the Heartbrakers]]></category> <category><![CDATA[Malcom Mc Laren]]></category> <category><![CDATA[Marky Ramone]]></category> <category><![CDATA[Pub-rock]]></category> <category><![CDATA[punk]]></category> <category><![CDATA[Ramones]]></category> <category><![CDATA[Richard Hell]]></category> <category><![CDATA[Rolling Stones]]></category> <category><![CDATA[Sex Pistols]]></category> <category><![CDATA[Sham 69]]></category> <category><![CDATA[Talking Heads]]></category> <category><![CDATA[Television]]></category> <category><![CDATA[UK Subs]]></category> <category><![CDATA[Undead]]></category> <category><![CDATA[Wilson Picket]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190048</guid> <description><![CDATA[Siamo lontani dal 1977 ma sembra proprio che del punk, non se ne possa fare a meno; la musica di quell’epoca continua imperterrita a ispirare il nostro tempo. Ispirare è forse una parola “grossa”, oggi “tutti copiano tutto”, quindi, anziché rivolgere l’attenzione al presente – anche perché non si saprebbe bene dove guardare – l’ennesima...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Siamo lontani dal 1977 ma sembra proprio che del <strong>punk</strong>, non se ne possa fare a meno; la musica di quell’epoca continua imperterrita a ispirare il nostro tempo.</p><p>Ispirare è forse una parola “grossa”, oggi “tutti copiano tutto”, quindi, anziché rivolgere l’attenzione al presente – anche perché non si saprebbe bene dove guardare – l’ennesima capriola all’indietro ci porta diritti nel mondo dei <strong>Ramones</strong> o perlomeno in quello di <strong>Marky Ramone</strong>, l’unico sopravvissuto della storica band newyorkese.</p><p>Proprio in questi giorni il rocker suonerà in Italia. Domani aprirà la tournèe al Bò Live di Fidenza (in provincia di Parma), il giorno dopo sarà a Moncalieri, presso l’Auditorium, mentre il 17 suonerà al Controsenso di Prato, per poi chiudere il mini tour al Pascià Disco Club di Olbia.</p><p>Incontrarlo si è rivelato più difficile del previsto. L’<em>entourage</em> al seguito è degno delle più grandi rockstar ma, nonostante questo, Marky si è reso disponibile, prestandosi con piacere alle rituali “9 domande 9”.<br /> <span style="font-weight: bold;"><br /> 1• Hai cominciato a suonare con i Ramones nel 1978. A quei tempi a New York esisteva un solo locale: il Cbgb. Che ricordi hai di quel posto?<br /> </span>Era l’unico luogo in città che ci permetteva di suonare la nostra musica. Questo grazie a Hilly Cristal, padrone del locale e una sorta di mecenate per tutte le band che hanno cominciato a suonare lì.</p><p><span style="font-weight: bold;">2 • Cramps, Blondie, Television, Talking Heads, Ramones&#8230; La storia è stata scritta al Cbgb. Cosa ne pensi?<br /> </span>Richard Hell e Tom Verlaine hanno scoperto quel posto. Le band cui tu fai riferimento sono venute dopo, compresi i Ramones.</p><p><strong>3 • Quali altre band ricordi di quel periodo?<br /> </strong>Penso ai Dead Boys, a Johnny Thunders &amp; the Heartbrakers, a Blondie. Tutti insieme. Un periodo indimenticabile.</p><p><strong>4 • Domanda da un milione di dollari: il punk è nato prima negli States oppure in Inghilterra?<br /> </strong>Il punk è nato al Cbgb un anno e mezzo prima che gli inglesi sapessero della sua esistenza. In Uk a quei tempi suonavano pub-rock.<br /> <span style="font-weight: bold;"><br /> 5 • Malcom Mc Laren poco prima di lanciare Rotten e soci, venne a New York e rimase impressionato da Richard Hell. Tutto lascia supporre che i Sex Pistols siano stati concepiti proprio dopo quel viaggio. È possibile?<br /> </span>È proprio così. Mc Laren venne a Ny e non fece altro che clonare il look di Richard, veicolandolo in Inghilterra e facendolo diventare, grazie ai Sex Pistols, un fenomeno di massa.</p><p><strong>6 • Fermo restando che in Uk sono nate diverse band importanti per il periodo&#8230;<br /> </strong>Sì, è vero, ma hanno copiato tutti dai Ramones e da Richard Hell o perlomeno sono cose venute in risposta a quanto succedeva negli States. Ti faccio un esempio, <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=uffZe4HKTh8" target="_blank">Pretty Vacant </a></em>dei Sex Pistols è una risposta a <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=-HMXuL0SShA" target="_blank">Blank Generation</a></em> di Hell. Non è un caso che la canzone di Richard sia uscita un anno e mezzo prima…<br /> <span style="font-weight: bold;"><br /> 7 • A prescindere dai Sex Pistols, la scena inglese a quei tempi ha prodotto cose piuttosto interessanti. Quali sono, a tuo parere, i gruppi che hanno fatto la differenza?<br /> </span>I Sex Pistols per qualche mese a quei tempi fecero davvero la differenza. Penso anche ai Clash ma c’erano un sacco di altre band, come gli UK Subs e gli Sham 69 che mi piacevano parecchio.</p><p><strong>8 • Vorresti svelarci un ricordo dei tuoi compagni che ti porterai sempre nel cuore? </strong><span style="font-style: italic;">(Nel corso degli anni sono venuti a mancare tre membri della band: Joey, Johnny e Dee Dee Ramone)<br /> </span>Noi abbiamo creato un sound e questo nessuno può contestarlo. Loro erano i miei migliori amici e mi mancheranno per sempre.<br /> <span style="font-weight: bold;"><br /> 9 • Che cosa dobbiamo aspettarci da questa mini tournée?<br /> </span>Insieme agli Undead, suonerò alcune canzoni dei Ramones, ma ci sarà il tempo anche per una<em> drum clinic </em>e il consueto <em>meet and greet </em>con i fan. Mi cimenterò anche come dj; a Fidenza, salirò in consolle per un set rigorosamente rock: da Wilson Pickett agli Stones, tanto per intenderci.</p><p><strong>A corredo di questa piacevole chiacchierata avresti voglia di consigliare ai lettori una piccola play list?  “9 canzoni 9 di Marky Ramones”&#8230;</strong></p><p>Potrei pensarne nove dei Ramones, vediamo&#8230;</p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; dei Ramones (selezionate da Marky Ramone)</strong></p><p><strong> </strong></p><p><strong><span style="color: #000000;">Lato A</span></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Eajk2uDWaP0" target="_blank">I Wanna Be Sedated</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zGgfHZ02I2k" target="_blank">Shena is a Punk Rocker</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BIab7F6KSRw&amp;feature=fvst" target="_blank">Kkk Took My Baby Away</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=c5vh0QHUA1w" target="_blank">Rock &#8216;n&#8217; Roll High School</a></strong></p><p><strong> </strong></p><p><strong><span style="color: #000000;">Lato B</span></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=oHITbssu9RE" target="_blank">Teenage Lobotomy</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=RyICQHhtR4I" target="_blank">Beat on the Brat</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=F3J0iwwsq-w" target="_blank">Pet Cemetery</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mZBpq-nOm2c" target="_blank">Judy is Punk</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kJizV-d3sEQ" target="_blank">Rock ’n’ Roll Radio</a></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/marky-lultimo-ramones/190048/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>The Cure, la messa (non) è finita</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/cure-messa-finita/189327/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/cure-messa-finita/189327/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:18:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Heineken Jammin Festival]]></category> <category><![CDATA[robert smith]]></category> <category><![CDATA[Rock in Roma]]></category> <category><![CDATA[Simon Reynolds]]></category> <category><![CDATA[The Cure]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189327</guid> <description><![CDATA[I Cure tornano a esibirsi in Italia il 7 luglio a Rho per l’Heineken Jammin Festival e il 9 al Rock in Roma. Le due date italiane s’inseriscono in un tour europeo che partirà, a maggio, dall’Olanda e attraverserà Spagna, Svezia, Germania, Francia e Danimarca, prima di giungere nel nostro paese. Che dire? Un motivo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/robert-smith1.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-189348" title="Robert Smith" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/robert-smith1-200x300.jpg?47e3a5" alt="" width="200" height="300" /></a>I Cure</strong> tornano a esibirsi in Italia il 7 luglio a Rho per l’<a href="http://metalitalia.com/articolo/heineken-jammin-festival-2012-data-prezzi-nuova-location-e-il-primo-headliner/" target="_blank">Heineken Jammin Festival </a>e il 9 al <a href="http://www.rockinroma.com/" target="_blank">Rock in Roma</a>. Le due date italiane s’inseriscono in un tour europeo che partirà, a maggio, dall’Olanda e attraverserà Spagna, Svezia, Germania, Francia e Danimarca, prima di giungere nel nostro paese.</p><p>Che dire? Un motivo per parlare dei Cure si trova a prescindere: tour, cambi di formazione, album, rossetti sbavati, occhi bistrati e capelli cotonati. Fino a prova contraria, il gruppo ha scritto pagine importanti del rock, ispirando uno stuolo di ragazzini, capaci di ricalcare uno stile in verità unico e inimitabile. Non tutto è oro quello che luccica, parlare della discografia ad esempio, genera qualche ansia, ciò che <strong>Robert Smith</strong> ha fatto della sua creatura dopo l’uscita di <strong><em>Wish</em></strong> nel lontano ‘92 resta, in termini musicali, una delle più grandi &#8220;tragedie&#8221; della storia recente.</p><p>A rischiarare cuore e mente ci pensa però “Il Vangelo secondo Robert”. Rileggendo le antiche parabole, si scopre che il contributo dei Cure allo sviluppo della New Wave è pressoché fondamentale. Per farsene un’idea, si faccia riferimento “ai salmi” descritti da <strong>Simon Reynolds</strong> in <a href="http://www.ibs.it/code/9788876380457/reynolds-simon/post-punk-1978.html?shop=5277" target="_blank"><em>Post-punk 1978-84</em></a>. Affermare che quel tomo sia la bibbia dell’intero periodo non è certo un’esagerazione. Un musicofilo attento e severo dovrebbe tenerlo – accanto al rosario – sul comodino del letto, da sfogliare ogni sera “prima delle preghiere”.</p><p>E se è vero che la fede alimenta la verità, <strong><em>Seventeen Seconds</em></strong>, <strong><em>Faith</em></strong> e <strong><em>Pornography</em></strong> sono gli oracoli a cui aggrapparsi, concepiti – “senza peccare” – tra il 1980 e la fine del 1982. I dischi esaudiscono ogni supplica e sono la risposta concreta per chi crede che la musica possa rappresentare una manifestazione divina in terra. <em>A Forest</em>, <em>Primary</em> e <em>A Strange Day</em>: valgano le suddette per descrivere, in parte, la magia intonsa di un trittico da consegnare ai posteri ma, se dovesse rimanere tempo, si provi a dare uno sguardo a quanto successo “prima e dopo”.</p><p>Gli esordi del gruppo raccontano la ricerca di “un centro di gravità permanente”: <strong><em>Three Immaginary Boys</em> </strong>(1979) e <strong><em>Boys Don’t Cry</em></strong> (1980) divertono e raccontano come sia possibile generare in soli <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BD1uGPkxQfA">due minuti e ventuno secondi</a> autentici capolavori.<br /> Poiché manca spazio per scrivere nei dettagli, “queste Mie” siano da ritenere semplici impressioni a corredo di “un viaggio senza ritorno”. Volendo approfondire, esiste la rete; “la qualunque” è a portata di tutti: approfittatene!</p><p>Tornando ai Cure, i cinque album d’inediti usciti dopo <em>Pornography</em>, rivelano la precisa volontà di cercare nuovi orizzonti. La conversione è in atto e<em> <strong>The Top</strong> </em>(1984) ne anticipa le dinamiche; sostenere dunque che un disco meriti di trovare spazio nella propria collezione, anche solo per un pezzo-capolavoro, è un inno alle proprie contraddizioni! Ma se la canzone si chiama <em>Shake Dog Shake</em>, la logica non ha ragione d’essere.<br /> A proposito di contraddizioni, ci sarebbe <strong><em>The Head on the Door (1985)</em></strong>. <em>Close to Me</em> se la ricordano tutti, così come <em>In Between Days</em> e <em>A Night Like This</em> ovvero, tre splendide pop song in grado di traghettare la band nel mare magnum delle classifiche commerciali; le considerazioni a riguardo sono logiche e scontate, pertanto da evitare.<br /> Il disco incompreso però è<strong><em> Kiss Me Kiss Me Kiss Me</em></strong> (1987), il quale anziché proseguire lungo la strada maestra, s’inerpica nei sentieri impervi della sperimentazione, se così vogliamo chiamarla: un territorio sdrucciolevole che non si confà alle abitudini della band anche se il risultato – a conti fatti –  è lodevole, soprattutto quando a prendere il sopravvento sono <a href="http://www.youtube.com/watch?v=n3nPiBai66M&amp;ob=av2e">le consuetudini</a>.<br /> La maturità si chiama <strong><em>Disintegration </em></strong>(1989), canzoni come <em>Fascination Street</em> e <em>Disintegration</em> svelano la nuova identità della band, capace di autorigenerarsi, mettendo a fuoco in maniera compiuta il passato. Se non fosse per tutte quelle tastiere, il disco “potrebbe gareggiare” senza timore con i lavori migliori.</p><p>Il viaggio come già detto termina ufficiosamente nel ’92: <strong><em>Wish</em> </strong>è il canto del cigno, vagamente stonato se possibile, ma anche in questo caso esistono <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jcw7XIDGqFI">perle da lucidare</a>. Da allora la fede ha lasciato il posto al dubbio: <strong><em>Wild Mood Swing </em></strong>(1996), <strong><em>Bloodflower </em></strong>(2000<strong><em>)</em></strong>, <strong><em>The Cure</em></strong> (2004) e infine <strong><em>4:13 Dream</em></strong> (2008) sono “la profezia capovolta” da cui fuggire; album concepiti – “peccando” – tra il ‘93 e la fine del 2008. I dischi esaudiscono ogni maledizione e sono una risposta concreta per chi crede che la musica possa essere invece una manifestazione profana sulla terra.</p><p>Non rimane che attendere “Il Messia”: Robert Smith è pronto a risorgere e soprattutto a salvarci, con un “Live” che promette miracoli in serie. In scaletta – infatti – ci saranno soltanto “le laudi” incluse negli album in odore di santificazione. Che i Cure siano con voi e con il vostro spirito; andate in pace, la messa (non) è finita.</p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; per celebrare la parabola dei Cure</strong></p><p><strong><span style="color: #3366ff;">Lato A</span></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pF-m7Qet6xo" target="_blank">10:15 Saturday Night</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4jTcTIc25Ck" target="_blank">Jumping Someone Else&#8217; s Train</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=AyebnhDD5Cw" target="_blank">A Forest</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0xrZ61cuKLk&amp;ob=av2e" target="_blank">Primary</a></strong></p><p><strong> </strong></p><p><strong><span style="color: #3366ff;">Lato B</span></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=TyG3AtzN1OM" target="_blank">A Strange Day</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=_qg6xNslnpM" target="_blank">Shake Dog Shake</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4KeII31qyck" target="_blank">Charlotte Sometimes</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FISdkTWPi4g" target="_blank">Fascination Street</a></strong></p><p><strong>• <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vMHU8brIsSQ" target="_blank">Open</a></strong></p><p><em>(Nella foto Robert Smith, LaPresse)</em></p><p><strong> </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/cure-messa-finita/189327/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Umberto Palazzo, poeta del nostro tempo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/umberto-palazzo-poeta-nostro-tempo/188190/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/umberto-palazzo-poeta-nostro-tempo/188190/#comments</comments> <pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:51:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Allison Run]]></category> <category><![CDATA[Aut Aut]]></category> <category><![CDATA[Il Santo Niente]]></category> <category><![CDATA[Massimo Volume]]></category> <category><![CDATA[Ugly Things]]></category> <category><![CDATA[Umberto Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Wake Up]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188190</guid> <description><![CDATA[Conoscete Umberto Palazzo? È una delle figure di spicco della recente musica italiana, capace di agitare i meandri infiniti del sottobosco musicale nostrano, grazie all’uscita di un disco che molto ha fatto parlare: Canzoni della Notte e della Controra, in altre parole il debutto solista di un poeta del nostro tempo. Provando a saltare i...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/coppalazzp1.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-188231" title="coppalazzp" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/coppalazzp1-300x267.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="267" /></a>Conoscete <strong>Umberto Palazzo</strong>? È una delle figure di spicco della recente musica italiana, capace di agitare i meandri infiniti del sottobosco musicale nostrano, grazie all’uscita di un disco che molto ha fatto parlare: <em><a href="http://www.ibs.it/disco/8012622835528/umberto-palazzo-1/canzoni-della-notte.html?shop=5277" target="_blank">Canzoni della Notte e della Controra</a></em>, in altre parole il debutto solista di un poeta del nostro tempo.</p><p>Provando a saltare i convenevoli, vorrei lasciare spazio alle &#8220;<strong>9 domande 9</strong>&#8221; poste ad Umberto, il quale si appresta a riprendere il tour a supporto dell’album con l’arrivo della primavera.</p><p><strong>1 • Umberto, in verità la tua carriera pone le radici in un passato vicino e soprattutto lontano. Proviamo a tracciare le tue coordinate…<br /> </strong>Nel 1981 ho fondato una band post punk, gli <strong>Aut Aut</strong>. Dopo essermi trasferito a Bologna ho suonato con gli <strong>Allison Run</strong> e <strong>Ugly Things</strong>.  Nel &#8217;91 ho fondato i <strong>Massimo Volume </strong>e due anni dopo <strong>il Santo Niente</strong>, gruppo con il quale sono entrato a far parte della scuderia del Consorzio Suonatori Indipendenti. Il ritorno in Abruzzo, coincide con la mia attività da Dj e con la direzione artistica del <strong>Wake Up</strong>: in nove anni ho organizzato circa trecento concerti, rifondato il Santo Niente e dato il via ad altri progetti discografici come <strong>El Santo Nada</strong> (una guitar band dedita al recupero delle atmosfere spaghetti western). Ai giorni nostri è uscito il mio disco solista.</p><p><strong>2 • Se dico Massimo Volume cosa rispondi?<br /> </strong>Alla fine degli anni ottanta, in Italia c&#8217;erano meno band alternative, ma la situazione era simile ad oggi, vale a dire che i gruppi di maggior successo erano piuttosto anacronistici rispetto ai fermenti che agitavano le avanguardie mondiali ed erano ancorati a modelli e stilemi di almeno un decennio prima. Massimo Volume è stata la mia reazione prima di tutto intellettuale a ciò, ma poi il progetto mi è sfuggito di mano ed è andato da un&#8217;altra parte; comunque ha svolto egregiamente la sua funzione.</p><p><strong>3 • Che rapporto hai con i ricordi?<br /> </strong>Penso che l&#8217;immaginazione sia molto più importante della memoria e che un buon narratore debba essere un credibile bugiardo prima di tutto.</p><p><strong>4 • La musica in Italia: sei d’accordo se dico che il fermento collegato al sottobosco musicale è tornato ad essere più vivo che mai?<br /> </strong>L&#8217;underground sotto l&#8217;underground è una terra incognita piena di meravigliose sorprese, molto più interessanti dei gruppi alternativi che hanno successo, che hanno successo anche perché in fondo non rappresentano una sfida per l&#8217;ascoltatore underground medio.</p><p><strong>5 • Cosa pensi delle tribute band?<br /> </strong>A volte l&#8217;operazione è condotta con grande ironia e allora posso persino divertirmi, ma in generale quelle &#8220;serie&#8221; mi fanno tristezza.</p><p><strong>6 • Parliamo del tuo disco, partendo dal titolo.<br /> </strong>S&#8217;intitola &#8220;Canzoni della notte e della controra&#8221;.  Ho provato ad immaginare come sarebbe stata la musica d&#8217;autore se il rock non ci fosse mai stato, quindi ho cercato di creare un genere immaginario che ho chiamato pre-rock, fatto con i materiali musicali che esistevano all&#8217;alba degli anni sessanta e la tecnologia di oggi, più lo spirito un po&#8217; sinistro della contemporaneità.</p><p><strong>7 • Proviamo ad immaginare una telefonata di Morandi a Umberto Palazzo: Andresti a San Remo</strong>?<br /> Sì, se mi facessero fare quello che voglio e quello che voglio è un&#8217;esibizione in bianco e nero. Scherzi a parte, quello che ho cercato di riprodurre è il cosiddetto &#8220;suono grigio&#8221;, il suono che avevano i dischi quando la TV era in bianco e nero. Ho usato solo un riverbero a molle, un eco a nastro e quella bella compressione valvolare un po&#8217; distorta tipica delle interpretazioni vocali in diretta. L&#8217;immaginario delle edizioni storiche del Festival fa parte delle &#8220;Canzoni della notte e della controra&#8221;, quindi, a livello romantico, non potrei dire di no.</p><p><strong>8 • Cosa pensi di gruppi come Subsonica Afterhours e Marlene Kuntz? Ritieni coerente la loro scelta di andare a San Remo?<br /> </strong>Sono band che devono tantissimo alla televisione. Non c&#8217;è differenza  fra San Remo, MTV e il Concertone; sempre di televisione si tratta e in TV si gioca sempre con le regole della TV. L&#8217;importante è che la canzone sia la migliore possibile o che sia in qualche modo significativa.</p><p><strong>9 • Parliamo di Facebook, più che un account il tuo è a tutti gli effetti una piccola comunity. Quello che voglio dire è che il seguito che hai sulla tua pagina è incredibile! </strong><strong>La gente ti vuole bene, è quello che balza subito all’occhio. La tua popolarità sembra fondata proprio su questo…<br /> </strong>Credo che dipenda dal fatto che il mio punto d&#8217;osservazione  è piuttosto particolare: gioco in molti ruoli, ho vissuto molte vite, intrattengo rapporti con l&#8217;estero, conosco un sacco di persone, so come vanno le cose in certi ambienti, ma non me ne approfitto. Diciamo che mi viene riconosciuto, con tutti i difetti che ho e tutte le cazzate che posso dire, un certo fair play.</p><p><strong>Il blog che tengo su <em>Il Fatto</em>, si chiama “9 canzoni 9 di … Marco Pipitone”: ad ogni cosa, situazione o persona, corrispondono nove canzoni ideali. Vorresti dirmi quali potrebbero essere le “9 canzoni 9 … di Umberto Palazzo”?<br /> </strong>Credo che uno dei mali nazionali sia l&#8217;ossessivo attaccamento al passato, una psicosi collettiva. &#8220;Novità&#8221; per l&#8217;italiano ormai vuol dire una differente cosa vecchia.  Io sto facendo l&#8217;esercizio di ascoltare solo musica prodotta negli ultimi dodici mesi.</p><p>Quindi&#8230;</p><p><strong>9 canzoni 9 del 2011 &#8230; di Umberto Palazzo</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato A </span></strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=yWP4bI37mCE" target="_blank">Art Of Almost</a> • Wilco</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=YQ1LI-NTa2s&amp;ob=av2e" target="_blank">Bizness </a>• Tune Yards</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=YcZ0kAEbxsU" target="_blank">Tree By The River</a> • Iron And Wine</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=O_jhV6f62g8" target="_blank">Bardo Thodol </a>• Demdike Stare</strong></p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Lato B</span></strong></p><p><strong> </strong></p><p><strong> </strong><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=N9FmoYZBIwc" target="_blank">Desert Raven</a> • </strong><strong>Jonathan Wilson</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=k9YJM2GCvk8" target="_blank">Judges </a>•  Colin Stetson</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gWpChHkvrvs" target="_blank">La Bianchezza Della Balena</a> • Vinicio Capossela</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=T94Pf3nFV98" target="_blank">The Heart Is Willing</a> • AA Bondy</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jsuQUP1lfDA" target="_blank">Black Water</a> • Timber Timbre</strong></p><p><strong> </strong></p><p><strong> </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/umberto-palazzo-poeta-nostro-tempo/188190/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Teatro degli Orrori, il rock che lotta per l&#8217;utopia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/teatro-degli-orrori-il-rock-che-lotta-per-lutopia/187624/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/teatro-degli-orrori-il-rock-che-lotta-per-lutopia/187624/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:32:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category> <category><![CDATA[Gianni Morandi]]></category> <category><![CDATA[il teatro degli orrori]]></category> <category><![CDATA[Marco Pipitone]]></category> <category><![CDATA[Piepaolo Capovilla]]></category> <category><![CDATA[Universal]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187624</guid> <description><![CDATA[Esce proprio oggi Il Mondo Nuovo, la terza fatica discografica de Il Teatro degli Orrori. L’incontro con Pierpaolo Capovilla – leader e cantante del gruppo – si è rivelato una piacevole opportunità per parlare del disco e non solo: “9 domande 9”  per mettere a fuoco, passato, presente e futuro della band italiana del momento....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Esce proprio oggi<em> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/mondo-nuovo-teatro-degli-orrori/187035/" target="_blank">Il Mondo Nuovo</a>,</em> la terza fatica discografica de <strong>Il Teatro degli Orrori</strong>. </span>L’incontro con <strong>Pierpaolo Capovilla</strong> – leader e cantante del gruppo – si è rivelato una piacevole opportunità per parlare del disco e non solo: “9 domande 9”  per mettere a fuoco, passato, presente e futuro della band italiana del momento.</p><p><strong>1 • ll disco è il risultato di un processo lungo e paziente di autoapprendimento, le canzoni vivono sospese fra musica e parole ed evocano situazioni inequivocabilmente inedite. Quali sono le differenze con il passato?<br /> </strong>Sono convinto che le differenze con il passato, che nel nostro caso coincidono con i dischi pubblicati prima, stiano tutte in quel processo di autoapprendimento a cui accenni. Stiamo cercando un nostro suono e una poetica originale. Questo disco rappresenta il nostro sforzo di crescere e di cambiare. Crescere non significa invecchiare, ma diventare più consapevoli e responsabili di ciò che stiamo facendo:<em> Il Mondo Nuovo</em> non è soltanto un punto d&#8217;arrivo: è un punto di partenza, la cui destinazione è sconosciuta.</p><p><strong><span style="color: #000000;">2 • Cercare un sound più accessibile è parte della vostra maturazione artistica oppure è l&#8217;attitudine specifica ed esclusiva attuata per questo lavoro?<br /> </span></strong>Vuoi dire che questo disco è più commerciale dei precedenti? Io non sono d&#8217;accordo. Penso che sia né più né meno ciò che volevamo fare da molto tempo, e che finalmente siamo riusciti a fare.</p><p><strong><span style="color: #000000;">3 • <em>Il Mondo Nuovo</em> narra il viaggio e la speranza, la lontananza e la solitudine, l&#8217;amore la violenza e la morte, e tenta un affresco dell&#8217;Italia di oggi. La considerazione istintiva è che per convivere con il presente non resta che l’utopia, sei d’accordo?<br /> </span></strong>L&#8217;utopia non è che un&#8217;idea a cui tendere. L&#8217;importante non è l&#8217;utopia in quanto tale, ma il percorso che ci spinge verso essa. Una società giusta e uguale è un obiettivo impossibile, ma vivere perseguendo quell&#8217;obiettivo è non soltanto possibile, ma bello e utile. Voglio dire, il decorso storico che stiamo vivendo è certo frustrante, ma ciò non mi fa pensare che l&#8217;idea del progresso sia diventata inutile, anzi. Lottare per ciò che è bello e giusto rende la vita più degna d&#8217;esser vissuta, e la rende anche, lasciamelo dire, più divertente.</p><p><strong><span style="color: #000000;"><strong>4 • E a proposito di utopia, è ancora possibile immaginare la musica rock libera dai cliché e dal potere delle multinazionali?<br /> </strong></span></strong>Noi siamo completamente liberi dal potere di chicchessia. Punto. Facciamo la musica che vogliamo e desideriamo, senza nessun condizionamento di sorta: le multinazionali non condizionano in nessun modo e ad alcun livello il nostro lavoro. Siamo dunque la dimostrazione che è possibile fare del rock autentico e genuino anche se il distributore nei negozi si chiama Universal.<br /> <span style="font-weight: bold;"><br /> 5 • Facendo qualche riflessione al riguardo in Italia ci si accorge che il carrozzone è trainato dai soliti noti. Eppure esistono nuove realtà. Nemmeno il cosiddetto sottobosco riesce più ad emergere. Perché?</span></p><p>Il sottobosco, come tu lo chiami, è popolato di innumerevoli proposte di scarsa qualità. Alcune invece sono di grande valore, e alcune di esse emergono, altre no. Dipende dalla tenacia di ognuno, da un po&#8217; di fortuna certamente, dalla convinzione con cui continui a credere in ciò che fai. Non puoi certo aspettare che arrivi il<em> talent scout</em> che ti faccia diventare famoso, anzi: se lo aspetti sei fregato in partenza, perché hai accettato le regole dello show business. <em>X-Factor</em> docet.</p><p><strong><span style="color: #000000;">6 • Il successo per una band è un valore aggiunto oppure distoglie l’attenzione dagli intenti? Ai giorni nostri Il Teatro degli Orrori è ancora un omaggio ad Artaud?<br /> </span></strong>Questa domanda è subdola. Ti risponderò così: Il Teatro degli Orrori è oggi un omaggio ad Artaud molto più di prima e, per come la vedo io, il successo è la cifra della bontà di ciò che fai. Abbiamo pubblicato un disco che rappresenta esattamente ciò che siamo e vogliamo essere, senza pensare a quanti soldi guadagneremo nel futuro prossimo o in quello remoto. Peraltro, dei soldi non ce ne frega niente: siamo già ricchi dentro. I nostri intenti non solo non sono cambiati, ma incominciano a prender forma sul serio.</p><p><strong><span style="color: #000000;">7 • Che cosa dobbiamo aspettarci in questo tour?<br /> </span></strong>Suoneremo come abbiamo sempre suonato, con il cuore.</p><p><strong><span style="color: #000000;">8 • Subsonica, Afterhours e Marlene Kuntz tre nomi per un unico denominatore comune: Sanremo. Che cosa ne pensi? E soprattutto è possibile immaginare in un futuro ipotetico “Il Teatro” al Festival?<br /> </span></strong>Non mi sembra che il denominatore comune dei gruppi di cui parli sia Sanremo. Ognuno ha la sua storia, e saremmo ingenerosi nello schiacciarla alla partecipazione al festival, non credi? Gli Afterhours, per esempio, a Sanremo ci sono andati con grande coerenza. Il Teatro degli Orrori ci andrà solo quando non ci saranno dei Gianni Morandi e consimili a dirigere la baracconata, cioè mai. Questi personaggi rappresentano il peggio assoluto della musica leggera in Italia. Sono dove sono solo ed esclusivamente nella misura in cui rappresentano le loro ben specifiche ignoranze.</p><p><strong><span style="color: #000000;">9 • Sfatiamo qualche luogo comune. Non credi che il potere drammaturgico della lingua italiana si confaccia perfettamente a un certo modo di intendere la musica rock? Quello che voglio dire è che la tua voce, il potere evocativo dei testi nonché il tuo modo di cantare inducono a pensare che la nostra lingua sia in verità perfetta per fare musica rock. </span></strong><span style="font-weight: bold;">Cosa ne pensi?<br /> </span>Dio santo, sì. Il potere drammaturgico della lingua italiana è lì che aspetta d&#8217;essere espresso da chiunque lo voglia esprimere. Io, io non sono che un povero attore, che si pavoneggia sul palcoscenico e poi, si spera, non se ne sentirà più parlare.</p><p><span style="color: #000000;"><br /> </span></p><p><span style="color: #000000;"><strong>9 canzoni 9 &#8230; per <span style="color: #ff0000;">evitare</span> Sanremo</strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong>Lato A</strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0r5zTZthbFo" target="_blank">Kerosene</a> • Big Black</strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gsQkrJWOIYE" target="_blank">Eyeball </a>• Scratch Acid </strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3gW6g0jV3ZU" target="_blank">Doris</a> • Shellac</strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=xW19xRFwxQ0" target="_blank">Steak and Black Onions</a> • Rapeman</strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><br /> </strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong>Lato B </strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=P1ghFtc9Dxk" target="_blank">Io Cerco Te</a> • Il Teatro degli Orrori </strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=R0a6qm6GNU8" target="_blank">Trapianti Giapponesi</a> • Bologna Violenta</strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=K4Ff6n-GAfk" target="_blank">Tell Me Marie</a> • One Dimensional Man</strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=SrMqnXqH6Bc" target="_blank">Like The Sea</a> • Super Elastic Bubble Plastic</strong></span></p><p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NUxl3bPUvHU" target="_blank">Carbon</a> • Zu</strong></span></p><p><strong> </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/teatro-degli-orrori-il-rock-che-lotta-per-lutopia/187624/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Il Mondo Nuovo&#8221; de Il Teatro degli Orrori</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/mondo-nuovo-teatro-degli-orrori/187035/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/mondo-nuovo-teatro-degli-orrori/187035/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:18:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[A sangue freddo]]></category> <category><![CDATA[Capovilla]]></category> <category><![CDATA[Il mondo nuovo]]></category> <category><![CDATA[il teatro degli orrori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187035</guid> <description><![CDATA[Chi sostiene che il rock è morto non ha fatto i conti con Il Mondo Nuovo, il nuovo album de Il Teatro degli Orrori in uscita il 31 gennaio, che arriva dopo il clamoroso successo di A Sangue Freddo, uscito nel 2009, capace di portare alla ribalta le gesta di una band indubbiamente fuori dalle...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/teatrodegliorrori_interna.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-187036" title="teatrodegliorrori_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/teatrodegliorrori_interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>Chi sostiene che il rock è morto non ha fatto i conti con <em>Il Mondo Nuovo</em>, il nuovo album de <strong>Il Teatro degli Orrori </strong>in uscita il 31 gennaio, che arriva dopo il clamoroso successo di <em>A Sangue Freddo</em>, uscito nel 2009, capace di portare alla ribalta le gesta di una band indubbiamente fuori dalle convenzioni. Chi conosce il percorso artistico del gruppo veneziano sa che non hanno mezze misure. La strada fin qui tracciata li conduce nei sentieri rassicuranti della musica di qualità, concepita attraverso un suono potente e intrigante, abilmente contrapposto ai contenuti romantici dei testi.</p><p><strong>Pierpaolo Capovilla</strong> e soci ripartono dalla consapevolezza di essere una delle attuali figure di riferimento del rock “made in Italy”. <em>Il Mondo Nuovo</em> è “un disco a concetto” e offre uno sguardo lucido e disincantato dei giorni nostri: sedici istantanee come “piccole biografie” in cui a svelarsi sono proprio i contrasti ineluttabili dell’esistenza. Lontananza, solitudine, desolazione, si riflettono nei bagliori improvvisi elargiti dalla speranza. Ma è solo un’illusione, la luce serve soltanto per illuminare a giorno il mondo in cui viviamo e, nella fattispecie, l’Italia dell’oggi.</p><p>A conti fatti il disco è inevitabilmente politico, le traiettorie che lo dirigono sono manifeste e si mescolano tramite le consuetudini che regolano – da sempre – le dinamiche del quartetto. In ambito letterario sono infatti diverse le citazioni per così dire “alte”: da <strong>Essenin</strong> a <strong>Céline</strong>, passando per <strong>Stratanovskij</strong> e <strong>Brodskij</strong>, senza dimenticare i versi di <strong>Rimbaud</strong>, arruolato per  decodificare le strategie di <em>Adrian </em><em>il sicario</em> (canzone scritta insieme all’amico <strong>Marco Catone</strong>).</p><p>Le caratteristiche narrative, divenute un vero e proprio marchio di fabbrica, trovano la massima esposizione in <em>Ion</em>, canzone d’amore nella quale si cela la tragedia di <strong>Ion Cazacu</strong>, operaio rumeno “ucciso dal fuoco” a seguito di gravi ustioni, nel 2000, a Varese.</p><p>In ambito musicale – invece – a permeare la cifra stilistica del gruppo sono le declinazioni vicine al rock contemporaneo e agli sviluppi in parte recenti ad esso collegato. L’opera – in verità – risente del desiderio e soprattutto dell’ambizione di esplorare territori nuovi e diversi: le canzoni inducono a pensare che siano state concepite immaginandole nel senso e nella direzione di una dialettica fra musica e parole, con lo scopo di generare evocazioni inedite.</p><p>Spazio anche alle rivisitazioni “<em>e non alle cover</em>” come tiene a specificare Capovilla: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3gW6g0jV3ZU"><strong>Doris</strong></a></span> – canzone degli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shellac."><strong>Shellac</strong></a></span> – rivive nel disco in omaggio alla band di Chicago. Ed è proprio questo tipo di operazione che crea il <em>fil rouge</em> con gli esordi; basti pensare a<em> </em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=21y04LMclZQ,"><em>Dio Mio</em></a></span><em>, </em>pezzo in grado di rivisitare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gsQkrJWOIYE">Eyeball</a></span> degli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Scratch_Acid"><strong>Scratch Acid</strong></a></span>, non a caso band storicamente attigua agli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shellac."><strong>Shellac</strong></a></span><strong>.</strong></p><p>La terza fatica <em>full-lenght </em>de Il Teatro degli Orrori è una dichiarazione d’intenti; settanta minuti di “nuovo rock italiano” sono sufficienti per risvegliare le coscienze di chi sostiene che la musica sia in crisi: <em>Il Mondo Nuovo</em> dimostra che rock e poesia possono felicemente sposarsi, generando anzi un connubio da cui è possibile far nascere un album qualitativamente ineccepibile e, al contempo, distante dalle noiose abitudini che regolano l’asfittico panorama musicale odierno.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/mondo-nuovo-teatro-degli-orrori/187035/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lo squalo si è mangiato  i Litfiba</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/19/squalo-mangiato-litfiba/184979/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/19/squalo-mangiato-litfiba/184979/#comments</comments> <pubDate>Thu, 19 Jan 2012 14:48:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Diaframma]]></category> <category><![CDATA[Garbo]]></category> <category><![CDATA[Ivan Cattaneo]]></category> <category><![CDATA[litfiba]]></category> <category><![CDATA[neon]]></category> <category><![CDATA[Piero Pelù]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=184979</guid> <description><![CDATA[Proprio in questi giorni è uscito il nuovo album dei Litfiba. Vi dico subito che non lo comprerò e nemmeno lo scaricherò. Mi è bastato ascoltare il singolo per fare ciò che ho fatto nel 2011 con i Coldplay, ovvero stendere un velo sulla incapacità di riproporre – se non proprio sé stessi – almeno...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Proprio in questi giorni è uscito il nuovo album dei <strong>Litfiba</strong>. Vi dico subito che non lo comprerò e nemmeno lo scaricherò. Mi è bastato ascoltare il singolo per fare ciò che ho fatto nel 2011 con i Coldplay, ovvero stendere un velo sulla incapacità di riproporre – se non proprio sé stessi – almeno un progetto credibile.</p><p>A nulla serviranno le grida accorate dei fans pronti a giurare vendetta! Così come a nulla servono le rassicurazioni “del duo” capace di rilasciare in questo periodo una serie d’interviste “improbabili” <strong>dal sapore filo-maccheronico</strong>. <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tGLx6zNs-m0" target="_blank">Lo Squalo</a></em> è un pezzo imbarazzante che poggia le proprie fondamenta sull’inconsistenza di un presente qualitativamente discutibile.</p><p>Non che da suddetto ritorno ci si aspettasse granché. La carriera del gruppo fiorentino – interrottasi tredici anni fa – arrancava già da qualche tempo: ai giorni nostri Litfiba è più che altro un <strong>marchio capace di vendere</strong> e, considerando i sold out dei concerti, riempire palazzetti. Se facciamo riferimento a questo, la voce del sottoscritto è certamente fuori luogo ma se, facendo un piccolo sforzo, provassimo a ricordare l’esatto periodo in cui la musica dei Litfiba faceva realmente la differenza, tali affermazioni avrebbero motivo di esistere.<br /> I Litfiba “scrivono il loro epitaffio” nel <strong>1990</strong>. Dopo essersi autocelebrati (<em>Pirata),</em> sugli scaffali dei negozi arriva <em>El Diablo; </em>il processo di spettacolarizzazione del personaggio Pelù comincia a dare frutti. Tutto ruota intorno alla figura sulfurea del cantante, il magnetismo che lo contraddistingue è un dato di fatto, lo sono anche le chitarre di Ghigo, divenute – nel nuovo corso – preponderanti e al contempo invasive.</p><p>Anzichè perdere tempo passando in rassegna gli album a seguire (anche perché – secondo il mio parere – sono uno peggio dell’altro, compreso  <em>Terremoto), </em>riavvolgiamo il nastro. Per trovare soddisfazione, occorre andare a ritroso nel tempo, scoprendo così <strong>capolavori manifesti</strong>, difficilmente contestabili. “In random”, la data estratta è dicembre 1986; proprio sotto Natale, viene concepito “il miracolo”: <em>17Re</em> illumina a giorno il firmamento della musica italiana o se vogliamo essere più precisi, il sottobosco ad esso collegato. <strong>La new wave</strong> inglese – morta e sepolta in patria da anni – resuscita a Firenze in via De’ Bardi ed è la base sulla quale poggia il progetto: basso, batteria, tastiere e chitarre fanno riferimento a Maroccolo, De Palma, Aiazzi e Renzulli. “A processo di santificazione in atto”, i quattro confezionano il disco della vita.<strong> <em>17 Re</em> </strong>è senza mezzi termini un capolavoro, divenuto tale grazie anche alle gesta del suo indiscutibile profeta: Piero Pelù. Valgano “poche parole” per descriverlo: un frontman straordinario, un animale da palco di rara bellezza a supporto di una voce ispirata e unica; affermare che &#8220;nessuno mai&#8221; – in Italia – sia riuscito ad eguagliare il delirio evocativo che lo governava non è certo un’eresia.</p><p>Non vado oltre, “Operazione Amarcord” si ferma sul più bello, infrangendosi violentemente contro un presente chiaro ed inequivocabile: i Litfiba – a mio modo di vedere le cose – “vivono della risacca delle proprie onde”, scavando sotto la sabbia e pescando nel torbido delle ultime produzioni.</p><p>Dite che prima di parlare bisognerebbe ascoltare <em>Grande Nazione</em>? Tutto può essere, ma ho ragione di credere che “Il buongiorno, si veda sempre dal mattino”. Se invece volete fare notte&#8230;Riscoprire gli esordi è un dovere! Quelli collegati alla “scena fiorentina” (tra il 1979 e il 1984), di cui facevano parte tra gli altri i <strong>Diaframma</strong> e i <strong>Neon</strong>, tanto per intenderci. La vostra megalomania non conosce confini? Guardate allora verso nord; ciò che succedeva in Lombardia – nello stesso periodo – diviene logica conseguenza. La cosiddetta “scena milanese” brillava di luce propria con i vari <strong>Faust’O</strong>, <strong>Cattaneo</strong>, <strong>Garbo</strong>, ma nel calderone ci potrebbero finire altri nomi, altre realtà. Il rischio, però, di finire fuori tema incombe.</p><p><em>À la prochaine.</em></p><p><strong>9 canzoni 9 &#8230; celebrando “La New Wave Italiana”</strong></p><p><span style="color: #ff0000;"><strong>Lato A</strong></span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=R5xtUVxnKbc" target="_blank">Benvenuti tra i rifiuti</a> • Faust’O</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tdyzQyfwFcE" target="_blank">Boys &amp; Boys</a> • Ivan Cattaneo</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=kYZoYahlF64" target="_blank">Radioclima</a> • Garbo</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=CtRhg_wuAaw" target="_blank">Aurora B</a> • Krisma</strong></p><p><span style="color: #ff0000;"><strong>Lato B</strong></span></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=VKrDrWBUz0k" target="_blank">Guerra</a> • Litfiba,</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=m-sNFSgTd-k" target="_blank">Recall</a> • Frigidaire Tango</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JXykLkGr0zs" target="_blank">Siberia</a> • Diaframma</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=l2xekaDT8eY" target="_blank">My Blues is You</a> • Neon</strong></p><p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fDXJYXxjfDc" target="_blank">Staticità Malata</a> • Detonazione</strong></p><p><strong> </strong></p><p><strong> </strong></p><p><strong> </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/19/squalo-mangiato-litfiba/184979/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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