<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; MMerighi</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/mmerighi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Di Pietro e Orlando a Palermo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/01/pietro-condannato-orlando/212590/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/01/pietro-condannato-orlando/212590/#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 May 2012 09:40:02 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Di Pietro]]></category> <category><![CDATA[Diego Cammarata]]></category> <category><![CDATA[Ferrandelli]]></category> <category><![CDATA[Leoluca orlando]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=212590</guid> <description><![CDATA[Alla fine Antonio Di Pietro l’ha fatto davvero. È arrivato a Palermo per Leoluca Orlando quando aveva dato la sua parola che sarebbe venuto nel capoluogo siciliano a fare campagna elettorale al vincitore delle primarie del centrosinistra. E invece s’è rimangiato la parola e adesso appoggia il suo portavoce Leoluca Orlando che si presenta, puntuale...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine Antonio Di Pietro l’ha fatto davvero. È arrivato a Palermo per <strong>Leoluca Orlando</strong> quando <a href="http://www.youtube.com/watch?v=P1nHbu-wkZM" target="_blank">aveva dato la sua parola</a> che sarebbe venuto nel capoluogo siciliano a fare campagna elettorale al vincitore delle primarie del centrosinistra. E invece s’è rimangiato la parola e adesso appoggia il suo portavoce Leoluca Orlando che si presenta, puntuale come una cambiale, a ogni elezione.</p><p>Ora, a parte il fatto che pagare Orlando per fare il portavoce di Di Pietro (<strong>quando è sempre Di Pietro che parla</strong>) è veramente uno spreco di soldi (nostri), ma vogliamo veramente che Orlando diventi sindaco di Palermo ancora una volta? Lo stesso Leoluca Orlando Cascio (da anni senza l’ultimo cognome, troppo imbarazzante) che ha creato i <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/04/26/caro-leoluca-guarda-gli-atti-la-gesip.html" target="_blank">7000 Lavoratori Socialmente Utili</a> (gente che per anni è stata pagata per non lavorare)? Lo stesso Leoluca Orlando che <a href="http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&amp;file=%2Farchivio%2Funi_1990_06%2F19900606_0003.pdf" target="_blank">accusava Giovanni Falcone</a> di tenere “le carte nei cassetti” e di fare, proprio contro il magistrato, un esposto al CSM? Lo stesso Orlando che nel 2007 <a href="http://www.cataniaomnia.it/politica/1782?format=pdf" target="_blank">si allea con l’Udeur di Mastella</a>?</p><p><strong>Ma ricordiamoci che Leoluca Orlando è anche</strong> lo stesso che, <a href="http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&amp;file=%2Farchivio%2Funi_1990_06%2F19900606_0003.pdf " target="_blank">decidendo di non pagare la Farsura Costruzioni</a> (quando era sindaco), sta esponendo il Comune di Palermo a un contenzioso che potrebbe costargli 130 milioni di euro e anche di più. Ma cosa ben più grave è che Leoluca Orlando è lo stesso che quando era sindaco di Palermo ha lasciato la carica per presentarsi alle elezioni regionali dove ha perso (e di brutto) contro Totò Cuffaro. E grazie a questa mossa Palermo s’è ritrovata<strong> nelle mani di Diego Cammarata per dieci lunghi anni.</strong> E in questi dieci anni, Leoluca Orlando s’è presentato anche (ci mancherebbe) alle elezioni a sindaco nel 2007 dove ha perso di brutto anche stavolta e, come da copione orlandiano, ha gridato subito ai brogli (che effettivamente c’erano ma che non avrebbero inficiato la vittoria di Cammarata).</p><p><strong>Adesso il copione si ripete:</strong> altre votazioni, altri brogli. E non importa se il collegio dei garanti (nominato anche da Orlando e Italia dei Valori) composto da Giuseppe Verde, Antonio Scaglione e Giuseppe Di Lello (mica la Banda Bassotti) abbia esaminato gli atti e i conteggi e decretato la validità delle primarie vinte da Ferrandelli. Oggi Leoluca Orlando, per l’ennesima volta si presenta alle elezioni a sindaco di Palermo perché lui “il sindaco lo sa fare”. E lo abbiamo visto (poche righe sopra).</p><p><strong>Ma chi pensa che Leoluca Orlando</strong> si sia candidato per il bene di Palermo, commette un grande errore. Leoluca Orlando si sta candidando solo ed esclusivamente perché, finché Orlando sarà in vita, nessuno deve essere ricordato come un buon sindaco. Né tanto meno quello che una volta era il suo pupillo e che oggi dimostra di essere un ragazzo che, a soli trentuno anni, ha il carattere e la voglia (oltre alla capacità) di fare davvero il sindaco perché ama Palermo e non se n’è mai andato dalla città.</p><p><strong>E tornando a Tonino Di Pietro: l’ho sempre ammirato</strong> per la sua schiettezza, per il suo essere “pane al pane, vino al vino”. Ma questa volta, mi sa che con il vino ha un po’ esagerato. Eh sì, perché se si dice che basterebbe la regola secondo la quale “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=CFTEltC1aJI" target="_blank">i condannati non possono essere candidati</a>” e poi non ci si ricorda che Leoluca Orlando è un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leoluca_Orlando#Vicende_giudiziarie" target="_blank">condannato in via definitiva</a> per diffamazione, mi sa che è arrivato il momento di cominciare a bere solo acqua.</p><p>Anche perché, avere un sindaco condannato in via definitiva sarebbe l’ennesima umiliazione per Palermo. E i palermitani, da Ciancimino a oggi, sono stanchi di essere umiliati a causa dei soliti quattro vecchi che non vogliono che Palermo cambi in meglio.</p><p>di Tony Troja</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/01/pietro-condannato-orlando/212590/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lettera a Tonino Di Pietro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/25/lettera-tonino-pietro/208263/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/25/lettera-tonino-pietro/208263/#comments</comments> <pubDate>Wed, 25 Apr 2012 17:20:01 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Di Pietro]]></category> <category><![CDATA[Ferrandelli]]></category> <category><![CDATA[primarie]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=208263</guid> <description><![CDATA[Onorevole Di Pietro, la stiamo ancora aspettando a Palermo per la sua campagna elettorale a favore di Fabrizio Ferrandelli. 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Qualunque sia il candidato, io gli do la mano adesso, gli do la mano dopo e mi ritroverete qua, a fare campagna elettorale per il centrosinistra, per Italia dei Valori e per chi vince. Io, se vince Ferrandelli le primarie, non solo son contento ma vengo a fare campagna elettorale insieme a lui. Io vengo a fare campagna elettorale a chi vince. Ci mancherebbe altro. Ci mancherebbe altro. Ci mancherebbe altro&#8221;.</p><p>Caro Tonino, ma Lei ci fa o ci è?</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/UGUf0CgCmPg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/25/lettera-tonino-pietro/208263/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Perdere l&#8217;onore</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/perdere-lonore/203758/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/perdere-lonore/203758/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Apr 2012 15:33:29 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[Leoluca orlando]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category> <category><![CDATA[primarie]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203758</guid> <description><![CDATA[Povero Leoluca, c&#8217;è rimasto davvero male! Pensava di vincere facile e invece il ragazzino gli ha fatto le scarpe. Ma soprattutto povero Tonino (Di Pietro) che s&#8217;è visto avverare la profezia del cetriolo]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Povero Leoluca, c&#8217;è rimasto davvero male! Pensava di vincere facile e invece il ragazzino gli ha fatto le scarpe.<br /> Ma soprattutto povero Tonino (Di Pietro) che s&#8217;è visto avverare la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ewz1wFq3oTU" target="_blank">profezia del cetriolo</a></p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/nlP0ey5dvz8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/perdere-lonore/203758/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Forconi, fra reale e virtuale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/21/forconi-reale-virtuale/185508/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/21/forconi-reale-virtuale/185508/#comments</comments> <pubDate>Sat, 21 Jan 2012 13:23:06 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Forconi]]></category> <category><![CDATA[proteste]]></category> <category><![CDATA[sicilia]]></category> <category><![CDATA[social network]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185508</guid> <description><![CDATA[Palermo. A viale Michelangelo, poco prima delle nove di stasera, siamo passati accanto ad una lunghissima fila di auto in coda. Una coda ordinata, motori spenti, che si interrompeva agli incroci per riprendere subito dopo. Un paio di chilometri, forse qualcosa di più. Eppure non uno strombazzare di clacson, non un lampeggiare rabbioso di fari....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Palermo. A viale Michelangelo, poco prima delle nove di stasera, siamo passati accanto ad una lunghissima fila di auto in coda. <strong>Una coda ordinata</strong>, motori spenti, che si interrompeva agli incroci per riprendere subito dopo. Un paio di chilometri, forse qualcosa di più. Eppure non uno strombazzare di clacson, non un lampeggiare rabbioso di fari. <strong>Un&#8217;atmosfera da pasquetta</strong>, piuttosto. Stanchi della solitudine dei propri abitacoli, gli automobilisti improvvisavano capannelli da bar, con la familiarità di chi condivide lo stesso destino, impegnandosi in chiacchierate e fumando appoggiati agli sportelli, in attesa dello scorrere lento della coda. La coda, s&#8217;intende, per fare il pieno a uno dei distributori ancora aperti.</p><p><strong>Distributore presidiato</strong> da una macchina della polizia e una camionetta di carabinieri. Ma non ce n&#8217;era bisogno: la fila scorreva lenta, i benzinai riempivano serbatoi e incassavano banconote, e le forze dell&#8217;ordine e l&#8217;Arma fraternizzavano chiacchierando appoggiati ai rispettivi mezzi. E l&#8217;atmosfera pareva quella delle<strong> domeniche di austerity </strong>di quando eravamo bambini, tutti a piedi, in bicicletta o a cavalcioni sulle spalle dei nostri padri.</p><p>Quello che sta accadendo qui in Sicilia, in questi giorni, ha un<strong> sapore di riscossa</strong>. La protesta dei forconi non è solo la protesta dei forconi, è la protesta dei siciliani. Di tutti i siciliani, anche quelli che non fanno i pescatori, non fanno gli agricoltori, non fanno i trasportatori. E&#8217; la protesta di un popolo stanco che non vuole più promesse ma risposte, non vuole più contentini, avanzi, regalie ma pretende diritti, certezze, dignità. E i siciliani lo sanno. Lo sanno senza bisogno di troppe parole, ché in quest&#8217;isola si sa che le parole son fatte per imbrogliare, per confondere, per annacquare. E siccome lo sanno fanno due chilometri di coda per fare il pieno, rinunciano alla pasta Garofalo se trovano lo scaffale vuoto al supermercato, e non dicono niente. C&#8217;è come un orgoglio sopito troppo a lungo, in questo silenzio. L&#8217;orgoglio di chi rialza la testa, e dopo aver a lungo incassato si accorge con una sorta di stupore che l&#8217;avversario non è riuscito a metterlo a tappeto.</p><p>Ecco, <strong>quest&#8217;orgoglio, questa dignità</strong>, non sono stati scritti da nessuno, non sono stati raccontati da nessuno. Perché qui, a guardare in faccia i <em>forconi</em>, sono venuti in pochi. E quei pochi sono arrivati già carichi di preconcetti, di teorie, di etichette. E non si sono preoccupati di guardare la realtà, si son solo preoccupati di cercare conferme. Hanno confuso il vero col verosimile, il reale col virtuale, la protesta vera della gente reale con le pagine di facebook e il numero di click sul tasto &#8220;Mi piace&#8221;.</p><p><em>&#8220;Verosimile</em>&#8220;, dice il vocabolario della lingua italiana Zingarelli, &#8220;<em>è quello che sembra vero e che, quindi, è credibile</em>&#8220;. Sempre nello Zingarelli leggiamo la definizione di vero. <em>&#8220;Vero è ciò che si è effettivamente verificato, che è pienamente conforme alla realtà oggettiva&#8221;. </em>Alla voce <em>vero</em> troviamo, fra le altre, la locuzione: &#8220;sembrare vero&#8221;. Lo Zingarelli spiega che questa espressione, <em>sembrare vero</em>, si usa a proposito di una cosa artificiale che imita perfettamente la realtà. Come il mondo virtuale di facebook, per esempio. E nulla, come quello che sta accadendo, qui e adesso, è più lontano dall&#8217;universo verosimile di facebook.</p><p>Basta guardare le facce di questa gente, per capire la differenza. <strong>Gente vera, reale,</strong> che non ha molto tempo per gli avatar e farmville. Gente concreta, che protesta per sfamare figli veri, non Tamagotchi. E mentre nelle strade, nei porti, agli imbarchi dei traghetti, sulle autostrade, la gente vera si ribella, nel mondo virtuale la protesta assume la forma di una farsa. Sì, perchè <strong>nel virtuale</strong> tutto diventa farsa, tutto diventa labile, incontrollabile, e chiunque può millantare crediti che non ha. Chiunque può aprire <strong>decine di pagine sui social network</strong>, intestarsi la paternità di battaglie che non ha mai combattuto, spacciarsi per chi non è. Perfino qualche povero esaltato, figlio di qualche partitucolo nostalgico del ventennio. Gente che nella vita vera, nel <em>reale</em>, non è mai riuscita neppure a mettere insieme un numero sufficiente di persone per una partitella a calcetto.</p><p>E nella confusione di vero e verosimile, unica vera malattia dei nostri tempi, esplodono &#8220;casi&#8221; da inquisizione, ci si dissocia, no, si inneggia, no, si prendono le distanze, no, si parteggia&#8230; Si assiste a tutto e al contrario di tutto, ad interminabili discussioni su improbabili dietrologie, ipotesi di complotti massonici, congetture di stratagemmi politici o pseudopolitici. Ne discutono gli avatar, si capisce, le persone virtuali. E a quegli avatar che ci chiedono, attraverso le pagine di Facebook, i post, i commenti, le infinite discussioni, di aiutarli a capire cosa stia davvero accadendo, come possiamo rispondere?</p><p>La vita, quella vera, è altrove.</p><p><em>di Massimo Merighi e Tony Troja</em></p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/n9lHaMVnPCs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/21/forconi-reale-virtuale/185508/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quando la musica fa bene al Sud</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/quando-musica-bene/178921/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/quando-musica-bene/178921/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Dec 2011 16:31:26 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[alluvione]]></category> <category><![CDATA[Bonarma Day]]></category> <category><![CDATA[roy paci]]></category> <category><![CDATA[sicilia]]></category> <category><![CDATA[solidarietà]]></category> <category><![CDATA[volontariato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=178921</guid> <description><![CDATA[Roy Paci, icona siciliana della musica nel mondo, qualche ora dopo l’alluvione che ha colpito la zona orientale della Sicilia, era sul posto, armato di pala, per dare il suo contributo. Ma il buon Roy è voluto andare oltre. E con il supporto di amici e colleghi ha messo in piedi il Bonarma Day, concerto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Roy Paci, icona siciliana della musica nel mondo, qualche ora dopo l’alluvione che ha colpito la zona orientale della <strong>Sicilia</strong>, era sul posto, armato di pala, per dare il suo contributo. Ma <strong>il buon Roy è voluto andare oltre</strong>. E con il supporto di amici e colleghi ha messo in piedi il <strong><a href="http://bonarmaday.org/" target="_blank">Bonarma Day</a></strong>, concerto benefit a favore delle popolazioni alluvionate del messinese, in programma il 30 dicembre a Barcellona Pozzo di Gotto.</p><p>Il link dell’<a href="http://www.facebook.com/events/109372475847931/" target="_blank">evento Facebook</a> recita: <em>&#8220;</em>912 ore fa la zona del messinese veniva invasa da un impetuoso fiume di fango. Gli abitanti di<strong> Barcellona e Saponara </strong>si sono trovati catapultati in uno scenario imprevisto, secondo i palazzi comunali e i fatalisti, in una tragedia annunciata, secondo gli studiosi. Quello di cui abbiamo le prove, però, è lo spirito con cui si è risposto al disagio. Erano le 17 del 22 novembre 2011 e i <strong>volontari </strong>erano già per strada, armati di pala e giacca a vento, in barba all&#8217;allerta meteo continuativa lanciata a scoppio ritardato dalle istituzioni. Tutti insieme ad asciugarsi il sudore con altro sudore, accomunati dalla voglia di un rapido ritorno alla normalità. Tutti insieme a tempo indeterminato, come i contratti che noi giovani sogniamo. Sarà stata la chiusura al traffico dei primi 3 giorni o il desiderio di non rimanere a mettere &#8220;mi piace&#8221; e condividere video della devastazione dalla campana che è camera nostra&#8230; fatto sta che i giorni della tragedia sono stati percepiti un po’ da tutti come<strong> l&#8217;inizio della rinascita</strong>, un&#8217;agitazione spontanea di operose formiche &#8220;sciaminate&#8221; in lungo e in largo! E tra queste formiche una si è alzata in piedi, convocando in maniera altrettanto spontanea e sinergica tutte le forze schierabili per un evento memorabile, un momento di condivisione, danza, solidarietà e soprattutto <strong>memoria</strong>. Eh si, facciamo i nomi! C&#8217;è lo zampino dell&#8217;incosciente coraggio di Roy Paci dietro tutto quello a cui assisterete!&#8221;</p><p>L&#8217;accesso all&#8217;area concerto sarà totalmente<strong> gratuito</strong> e acquistando le magliette, il cibo e le bevande presso gli stand all&#8217;interno dell&#8217;area concerto, si contribuirà alla raccolta fondi. Inoltre, si potrà anche donare direttamente nei punti di &#8220;raccolta fondi&#8221;. <strong>L&#8217;intero ricavato verrà versato sul conto corrente IT 38 E 05018 04600 000000 140686. </strong>La gestione del conto, la distribuzione degli aiuti, le modalità di erogazione dei contributi saranno rese pubbliche sul <a href="http://bonarmaday.org/" target="_blank">sito</a> (al momento in elaborazione) e con una campagna informativa che mirerà a raggiungere anche chi non ha  accesso al web. Dal 30 dicembre sarà possibile compilare le richieste di contributo attraverso un apposito form che sarà distribuito presso i punti di &#8220;raccolta fondi&#8221;.</p><p><em>Per informazioni sugli artisti presenti all’evento e sulla campagna di raccolta fondi: <span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:info@bonarmaday.org">info@bonarmaday.org</a></span>.</em></p><p><em>di Tony Troja e Massimo Merighi</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/quando-musica-bene/178921/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Buon compleanno, vecchio! (Berlusconi)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/05/buon-compleanno-vecchio-berlusconi/162266/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/05/buon-compleanno-vecchio-berlusconi/162266/#comments</comments> <pubDate>Wed, 05 Oct 2011 09:56:18 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=162266</guid> <description><![CDATA[I nostri auguri (volutamente in ritardo) a Silvio Berlusconi. Compie gli anni e ormai tutti lo sanno. Non può più nasconderli&#8230;]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I nostri auguri (volutamente in ritardo) a Silvio Berlusconi. Compie gli anni e ormai tutti lo sanno. Non può più nasconderli&#8230;</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/HJWcomWCeHA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/05/buon-compleanno-vecchio-berlusconi/162266/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Silvio ha perso la testa (per la patonza)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/02/silvio-ha-perso-la-testa-per-la-patonza/161607/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/02/silvio-ha-perso-la-testa-per-la-patonza/161607/#comments</comments> <pubDate>Sun, 02 Oct 2011 09:22:42 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[Lavitola]]></category> <category><![CDATA[patonza]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[tarantini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=161607</guid> <description><![CDATA[Non ce la si può fare a stargli dietro. Ogni giorno che passa ce n&#8217;è una nuova. La satira dovrebbe esagerare le cose, per farne una caricatura&#8230; ma con lui è impossibile. E&#8217; lui a fare la caricatura alla satira e la realtà supera ampiamente la fantasia.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/u_FzWtJqtjU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Non ce la si può fare a stargli dietro. Ogni giorno che passa ce n&#8217;è una nuova. La satira dovrebbe esagerare le cose, per farne una caricatura&#8230; ma con lui è impossibile. E&#8217; lui a fare la caricatura alla satira e la realtà supera ampiamente la fantasia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/02/silvio-ha-perso-la-testa-per-la-patonza/161607/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>19</slash:comments> </item> <item><title>M5S, il partito che non c&#8217;è</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/27/m5s-il-partito-che-non-ce/160309/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/27/m5s-il-partito-che-non-ce/160309/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Sep 2011 12:58:30 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[Gianroberto Casaleggio]]></category> <category><![CDATA[M5S]]></category> <category><![CDATA[satira]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=160309</guid> <description><![CDATA[Perfino quando tocca un comico come Beppe Grillo, una canzone satirica può essere un buon pretesto per suscitare il dubbio riguardo a ciò che spesso si dà per scontato: ad esempio, riguardo all&#8217;esistenza o meno di interessi diversi da quelli esplicitati in pubblico dietro alla costituzione del MoVimento 5 Stelle. In genere la satira mira proprio a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Perfino quando tocca un comico come Beppe Grillo, una canzone satirica può essere un buon pretesto per suscitare il dubbio riguardo a ciò che spesso si dà per scontato: ad esempio, riguardo all&#8217;esistenza o meno di interessi diversi da quelli esplicitati in pubblico dietro alla costituzione del <strong>MoVimento 5 Stelle</strong>. In genere la <strong>satira </strong>mira proprio a questo e si può rilevare la sua efficacia in base alla scomposta reazione che suscita in certi casi in coloro che ne sono oggetto, i quali talvolta giungono perfino alla “censura”. Mi fa forte di questa convinzione <a href="http://www.youtube.com/watch?v=PLjaEwKsMrI" target="_blank">l&#8217;opinione di due dei massimi esperti</a> di satira e di censura che abbiamo in Italia: Dario Fo e Daniele Luttazzi.</p><p>Obiettivo raggiunto, potremmo dunque dire.</p><p>Frattanto stiamo assistendo, al di là della caciara di quei grillini che invece continuano a dare il peggio di sé nei vari commenti in rete, a una interessante presa di coscienza che lascia ben sperare da parte di alcuni attivisti del MoVimento 5 stelle che &#8211; per ovvie esigenze di democrazia e trasparenza &#8211; desiderano mettere meglio a fuoco il <strong>ruolo di Beppe Grillo e di Gianroberto Casaleggio</strong> all&#8217;interno del Movimento, alcuni dei quali addirittura auspicherebbero un incontro pubblico e chiarificatore con i due, essendosi di recente appresa <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Cxj7lrE-LnI" target="_blank">la loro disponibilità</a> a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FGU-pOB2vNc" target="_blank">rispondere</a> alle <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BTgK6h6VVmE" target="_blank">domande che da tempo in tanti vorrebbero porgli</a></span>.</p><p>Vorremmo sperare che le risposte siano un minimo attinenti alle domande, a differenza di quella fornita da Grillo alla giornalista del <em>Fatto </em>che gli chiedeva conto della censura al nostro video: “<em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=VmohHlO76og#t=03m06s" target="_blank">E perché&#8230; io mica sono un candidato?!</a></em>” (non negando e ammettendo dunque implicitamente di aver richiesto la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/02/beppe-grillo-da-censurato-a-censorerimosso-video-per-violazione-di-copyright/154722/" target="_blank">rimozione del video</a>). Vorremmo sperare che almeno nei confronti di Grillo non sia necessaria la pubblicazione di<strong> “dieci domande”</strong> pubbliche. Pensavamo almeno che porre le domande sotto forma di canzoncina potesse ottenere un esito diverso e scongiurare simili ipotesi.</p><p>E chissà che il nostro ultimo video sull&#8217;”universo Grillo” non aiuti a comprendere meglio la <strong>distinzione fra i fanatici grillini e i più responsabili attivisti </strong>del movimento: un video satirico – come abbiamo visto – può far molto, anche per mettere in luce (bastano poche candele) certi aspetti “religiosi” del carismatico Beppe Grillo. Accendiamo dunque le candele e&#8230; buona meditazione!</p><p>Ps: apprendo da alcuni commenti su questo blog e in rete che il sottoscritto ricoprirebbe ruoli di coordinamento all&#8217;interno del Partito del Sud, come si evincerebbe dal <a href="http://partitodelsudnapoli.blogspot.com/2011/04/nuovo-organigramma-partito-del-sud-in.html" target="_blank">blog della sezione napoletana del Partito del Sud.</a><br /> Ovviamente sarebbe bastata la doverosa <a href="http://www.partitodelsud.eu/news/nuovo-organigramma-partito-del-sud-in-sicilia.html" target="_blank">verifica delle fonti</a>, magari contattando il sottoscritto o un referente del partito, per scoprire che si trattava evidentemente di un disguido comunicativo interno al partito.<br /> In verità gli amici del Partito del sud, (una realtà politica promettente per cui non nego di simpatizzare, come è altrettanto evidente ed esplicita la mia simpatia per Luigi De Magistris che certuni sembrano voler rimarcare quasi fosse un&#8217;offesa o una cosa di cui doversi vergognare) mi avevano tempo fa offerto un ruolo simbolico di rappresentanza, ma già ai tempi non mi sono sentito di accettare tale proposta proprio in virtù del ruolo pubblico e neutrale che come autore satirico ho voluto garantire.</p><p><em>di Massimo Merighi<br /> </em><br /><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/QPT5IOJxEo4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/27/m5s-il-partito-che-non-ce/160309/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>100</slash:comments> </item> <item><title>La vera qualifica della Gelmini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/25/la-vera-qualifica-della-gelmini/159990/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/25/la-vera-qualifica-della-gelmini/159990/#comments</comments> <pubDate>Sun, 25 Sep 2011 17:30:46 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[cern]]></category> <category><![CDATA[Gran Sasso]]></category> <category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category> <category><![CDATA[tunnel]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=159990</guid> <description><![CDATA[Un tunnel fra il Cern e il Gran Sasso? I talent scout della politica che l&#8217;hanno scelta sorridono soddisfatti e compiaciuti: a riprova che a Mariastella Gelmini il fiuto per gli appalti non manca di certo. Ma per ricoprire quel ruolo non bastavano di certo le attitudini base richieste ad un politico. La &#8221;rinascita democratica&#8221; di un paese non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/24/i-neutrini-del-cern-piu-veloci-della-luce-lelogio-della-gelmini-per-il-tunnel-che-non-ce/159769/" target="_blank">tunnel fra il Cern e il Gran Sasso</a></span>? I talent scout della politica che l&#8217;hanno scelta sorridono soddisfatti e compiaciuti: a riprova che a<strong> Mariastella Gelmini</strong> il fiuto per gli appalti non manca di certo. Ma per ricoprire quel ruolo non bastavano di certo le attitudini base richieste ad un politico. La &#8221;rinascita democratica&#8221; di un paese non si può mica affidare al caso: per quel delicato compito &#8211; il ministro della Distruzione &#8211; occorreva una qualifica specifica&#8230;</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/LDiDQPLWM_w" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/25/la-vera-qualifica-della-gelmini/159990/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>42</slash:comments> </item> <item><title>Povero De Rubeis, scaricato da Silvio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/povero-de-rubeis-scaricato-da-silvio/159225/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/povero-de-rubeis-scaricato-da-silvio/159225/#comments</comments> <pubDate>Thu, 22 Sep 2011 12:53:06 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Lampedusa]]></category> <category><![CDATA[Raffaele Lombardo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=159225</guid> <description><![CDATA[Era il 30 marzo 2011. Berlusconi, giunto a Lampedusa, rassicurava gli abitanti sulla situazione immigrati nell’isola. E come al solito, non aveva perso tempo per mostrare buona parte del suo repertorio di balle spaziali, questa volta ad insulam: “in 48-60 ore, gli immigranti andranno via da Lampedusa”; “apriremo un casinò e un campo da golf”;...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Era il 30 marzo 2011. Berlusconi, giunto a Lampedusa, rassicurava gli abitanti sulla situazione immigrati nell’isola. E come al solito, non aveva perso tempo per mostrare buona parte del suo repertorio di balle spaziali, questa volta <strong>ad insulam</strong>:</p><ul><li><em>“in 48-60 ore, gli immigranti 	andranno via da Lampedusa”;</em></li><li><em>“apriremo un casinò e un 	campo da golf”;</em></li><li><em>“abbiamo 	dato incarico a Rai e Mediaset di fare servizi che attirino gli 	italiani (a Lampedusa)”;</em></li><li><em>“verranno 	stanziati fondi straordinari per Lampedusa”;</em></li><li><em>“una 	moratoria fiscale”;</em></li><li><em>“la 	richiesta all’Unione Europea che l’isola sia zona franca”;</em></li><li><em>“candidiamo 	Lampedusa al Nobel per la pace”.</em></li></ul><p>E per ultima, perla delle perle: “<em>Mi sono, ieri mattina, domandato: ma incontrando i lampedusani, come posso dargli io la sicurezza che tutti i piani che annuncerò saranno davvero trasformati in realizzazioni concrete? Mi sono detto </em><em><strong>DEVO DIVENTARE LAMPEDUSANO ANCH’IO!</strong></em><em> Mi sono attaccato ad internet, ho scovato una casa bellissima di fronte a Cala Francese, si chiama Due Palme&#8230; e l’ho comperata! Quindi, adesso, avete, nel governo un interlocutore assolutamente interessato</em><em>”.</em></p><p>Accanto, <strong>Raffaele Lombardo </strong>che, come al solito, è presente solo fisicamente (lo sguardo è totalmente assente) e che sbadiglia durante il discorso del premier; il sindaco De Rubeis che si preoccupa che Berlusconi non cada dal muretto dal quale parla (un’altezza vertiginosa di qualche decina di centimetri) e una signora sconosciuta che annuisce per tutto il Berlusconi Show.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/KlJRDdFOfP0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Inutile aggiungere che nessuna delle promesse di cui sopra sia stata mantenuta, salvo la prima e per poche ore (il tempo di un nuovo sbarco di disperati). Lombardo, ovviamente, nella sua sconfinata assenza di uomo politico, si limita a dire che Lampedusa è a rischio epidemia per poi sparire anche lui come un mal di testa dopo un analgesico.</p><p>Intanto gli immigrati continuano a sbarcare sull’isola durante questi sei mesi. E oggi, dopo l&#8217;incendio doloso che ha distrutto il centro di prima accoglienza, De Rubeis si sfoga dicendo di “<em>essere ancora in attesa di potere parlare con Berlusconi e con il ministro Maroni per sapere cosa intendono fare</em>”. E mentre è in attesa, il sindaco alza il tiro: davanti alle telecamere, non si rivolge più al Presidente del Consiglio ma direttamente a quello della Repubblica: “<em><strong>Napolitano</strong> parla tanto di Unità d’Italia? Bene, muova il culo</em>”.</p><p>Berlusconi, Maroni e Napolitano? De Rubeis, visti i nomi e i personaggi, le do un consiglio: chi fa da sé fa per tre. E sicuramente di più di questi tre. Con rispetto parlando. Ma anche no.</p><p>di Tony Troja</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/povero-de-rubeis-scaricato-da-silvio/159225/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>26</slash:comments> </item> <item><title>Sindacalisti italiani che perepè quaquà</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/14/sindacalisti-italiani-che-perepe-quaqua/157426/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/14/sindacalisti-italiani-che-perepe-quaqua/157426/#comments</comments> <pubDate>Wed, 14 Sep 2011 17:32:21 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Cgil]]></category> <category><![CDATA[don andrea gallo]]></category> <category><![CDATA[Fiom]]></category> <category><![CDATA[Maurizio Calà]]></category> <category><![CDATA[maurizio landini]]></category> <category><![CDATA[sciopero]]></category> <category><![CDATA[sindacati]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=157426</guid> <description><![CDATA[E alla fine, i sindacati ce l’hanno fatta, come al solito. Hanno convinto migliaia di lavoratori in tutta Italia a partecipare allo sciopero generale del 6 settembre organizzato dalla Cgil, hanno convinto i lavoratori dicendo che è giusto scioperare per i propri diritti ma solo per un giorno e hanno convinto i lavoratori a perdere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E alla fine, i sindacati ce l’hanno fatta, come al solito. Hanno convinto migliaia di lavoratori in tutta Italia a partecipare allo sciopero generale del 6 settembre organizzato dalla Cgil, hanno convinto i lavoratori dicendo che è giusto scioperare per i propri diritti ma solo per un giorno e hanno convinto i lavoratori a <strong>perdere otto ore di stipendio</strong>, come direbbe Franco Scoglio, “ad minchiam”.</p><p>Qualche giorno prima, avevo lanciato una provocazione: anziché fare sciopero generale, mettersi tutti in malattia per un giorno. Una “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=-3AMBZip8xc" target="_blank">malattia generale</a></span>”. Certo, dichiararsi malati e non esserlo per davvero è una truffa ma almeno per una volta sarebbe rendere “pan per focaccia”, visto che per anni i vari governi, <strong>con il beneplacito dei sindacati</strong>, hanno sempre truffato i lavoratori. Ed è chiaro che, anche per la malattia, lo stipendio che viene detratto è proporzionale alla sospensione lavorativa. Ma mai quanto lo sciopero.</p><p>Adesso, non so quante persone abbiano realmente risposto alla provocazione a mezzo video mettendosi in malattia il 6 settembre. Ma proprio il giorno dello sciopero generale sono stato in mezzo ai lavoratori (nella mia città, Palermo) per conoscere le loro opinioni sull’evento che li ha visti protagonisti. I lavoratori da me intervistati hanno tutti dichiarato di essere d’accordo su questo sciopero ma non a queste condizioni.<strong> </strong>Otto ore di stipendio in meno, in questo momento di crisi, non fanno comodo per niente ai lavoratori ma solo allo Stato e alle aziende.</p><p>A Palermo, dopo il segretario generale della Cgil (del capoluogo siciliano) <strong>Maurizio Calà</strong> (con un interessante intervento sulla lotta all’evasione fiscale che restituirebbe 130 miliardi allo Stato e quindi il costo delle due manovre) e il presidente dell’Anpi, è toccato a <strong>Maurizio Landini</strong>, segretario generale della Fiom-Cgil, chiudere la manifestazione, con un attacco al governo e agli imprenditori che hanno le fabbriche in Italia e i capitali all’estero (stoccata di Landini alla Marcegaglia).</p><p>Che lo sciopero sia la forma di protesta e di lotta più giusta, non ci piove. Ma a cosa serve uno sciopero generale di otto ore che si svolge manifestando dentro una via/piazza chiusa al traffico? <strong>A queste condizioni si può essere paragonati a delle pecore che pascolano liberamente dentro un recinto ben delimitato.</strong></p><p>E cosa abbiamo concluso? I lavoratori ci hanno rimesso otto ore di stipendio senza farsi sentire da nessuno, se non attraverso la giusta esposizione mediatica di una giornata. Ma quello che ha lasciato, più di tutto, l’amaro in bocca è stato sentire Landini (persona che stimo) dire che quello del 6 settembre non sarà l’unico sciopero generale ma il primo di una lunga serie.</p><p>A quando il prossimo?</p><p>Per il resto, io la penso come <strong>Don Andrea Gallo</strong>: “Altro che una giornata di sciopero. Dovremmo bloccare l’Italia per un mese intero”.</p><p>Ma il popolo delle etichette, dei loghi, delle bandiere di partito/movimento non lo farà mai. <strong>Ci saranno sempre sindacalisti e politici travestiti da artificieri</strong>, pronti a disinnescare il popolo che sta per esplodere.</p><p>di Tony Troja</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/14/sindacalisti-italiani-che-perepe-quaqua/157426/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>35</slash:comments> </item> <item><title>Odiano la macchina del fango ma la usano bene</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/06/odiano-la-macchina-del-fango-ma-la-usano-bene/155690/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/06/odiano-la-macchina-del-fango-ma-la-usano-bene/155690/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Sep 2011 18:30:31 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Alessandro Marmiroli]]></category> <category><![CDATA[censura]]></category> <category><![CDATA[grillini]]></category> <category><![CDATA[M5S]]></category> <category><![CDATA[macchina del fango]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=155690</guid> <description><![CDATA[Faccio una premessa al fine di evitare stupide reazioni polemiche riguardo all’uso di questo spazio. La redazione de Il Fatto Quotidiano, a gennaio, ci propose l’apertura di un blog e noi accettammo. Ora, se noi andiamo a cercare su Wikipedia cosa è un blog, troviamo questa definizione: “Un blog è un sito web, generalmente gestito...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Faccio una<strong> premessa</strong> al fine di evitare stupide reazioni polemiche riguardo all’uso di questo spazio. La redazione de <em>Il Fatto Quotidiano</em>, a gennaio, ci propose l’apertura di un blog e noi accettammo. Ora, se noi andiamo a cercare su Wikipedia cosa è un blog, troviamo questa definizione: <em>“Un blog è un sito web, generalmente gestito da una persona o da un ente, in cui l&#8217;autore (blogger) pubblica più o meno periodicamente, come in una sorta di diario online, i propri pensieri, opinioni, riflessioni, considerazioni ed altro, assieme, eventualmente, ad altre tipologie di materiale elettronico come immagini o video”.</em></p><p>Va bene, lo ammetto: il post <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/30/essere-grillini-a-propria-insaputa/154201/" target="_blank">Essere grillini a propria insaputa</a></span></em>, nella sua totalità, è stato abbastanza provocatorio. Prendere tre esempi di fanatici adoratori del guru Grillo non serve ad identificarli tutti come tali. Però è servito a far sapere che non si tratta di casi isolati ma di una vera e propria “pandemia”.</p><p>A parte i commenti più o meno stupidi riguardo al mio cognome (molti grillini non sanno che il mio primo blog, ancora attivo, si chiama <em>Gran figlio di Troja, Beppe Grillo d’Italia</em>, quindi forte ironia sul mio cognome e riconoscimento al Beppe nazionale), la cosa sconvolgente è l’enorme quantità di <strong>menzogne</strong> scritte solo per cercare di screditare me e il mio socio Massimo Merighi. Enorme quantità che gravita sempre sulle due stesse leggende metropolitane grilline:</p><p>1) <strong>“Tony Troja è stipendiato da Italia dei Valori”</strong>: questa leggenda grillina nasce dal fatto che, ad aprile, per l’evento creato da Di Pietro (o chi per lui) “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/pages/LE-MANI-SULLA-CITTA-IMPEDIRLO-E-LEGITTIMO/215273838486995?v=info" target="_blank">Le mani sulla città? Impedirlo è legittimo</a></span>” sono stato invitato ad esibirmi. Al Teatro delle Celebrazioni di Bologna, sullo stesso palco con me, altri artisti come Shel Shapiro, Moni Ovadia e Antonio Cornacchione.</p><p>Apro una piccola parentesi: a marzo (quindi un mese prima dell’evento di Idv), alcuni amici del Movimento 5 Stelle di Genzano di Roma, per la nascita dell’omonimo Movimento, mi invitarono a fare uno spettacolo. Pagato, ovviamente. Chiusa parentesi. L’aver partecipato prima, come artista, ad un evento creato dal M5S e poi ad un altro creato da Idv, ha fatto sì che, per la filosofia grillina, io fossi un “venduto”. Ma ora mi sorge un dubbio: nel 2006, <strong>Antonio Cornacchione</strong> (presente con me a Bologna da Di Pietro) fu ospite dell’evento “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=EKICxAzmqa0" target="_blank">L’Italia imbavagliata</a></span>” organizzato dagli “Amici di Grillo”. È un venduto anche lui? Certo che no, solo io. Ma non solo: non avendo mai fatto video satirici su Di Pietro il sospetto che io sia un dipietrista è legittimo. Ma, volendo, non ho fatto nemmeno video satirici su Casini, Vendola e Storace. Ciò vuol dire che sono anche “demofasciocomunista”. A mia insaputa, ovviamente.</p><p>Come Scajola. Chiamatemi Tony Trojola.</p><p>2) <strong>“Tony Troja ce l’ha con Grillo perché non ha cantato al Woodstock 5 Stelle</strong>”: da quando io e Massimo Merighi ci occupiamo di fare chiarezza (anche attraverso la satira) sui controversi aspetti dell’universo Grillo (uno vale uno, i certificati, il non statuto, le direttive Casaleggio sugli incarichi all’interno del M5S) è saltata fuori quest’altra leggenda.</p><p>E si è scomodato anche il Consigliere a 5 Stelle <strong>Alessandro Marmiroli</strong> (consigliere di cosa non si sa) che tira in ballo, addirittura, le cospirazioni ai danni del nuovo evento, organizzato da Beppe Grillo, “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.beppegrillo.it/2011/09/cozza_day/index.html" target="_blank">Cozza Day</a></span>”, in programma a Roma il 10 settembre davanti a Montecitorio. Fossero solo le teorie complottiste&#8230; Il Consigliere a 5 Stelle scrive sulla mia pagina fan: <em>“Salve, sono un consigliere a 5 stelle. Colui che ha chiesto a YouTube di censurare il video è un perfetto idiota, chiunque sia, che non ha nessun appoggio dentro il movimento per azioni di questo genere. Tuttavia va sottolineata una cosa: da quando Tony non è stato invitato a Woodstock ha sviluppato un grande astio contro il movimento 5 stelle”</em>.</p><p>E alcune cose non sono ancora saltate fuori: i più curiosi le troveranno<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.tonytroja.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=221:ci-sono-un-paio-di-cose-che-pero-ancora-non-sono-saltate-fuori-sulla-vicenda-woodstock-5-stelle&amp;catid=35:blog&amp;Itemid=68" target="_blank">nel mio blog</a></span>.</strong></p><p>Insomma, cari amici, cosa aggiungere ancora ai goffi tentativi di screditare me e Massimo Merighi, agli insulti sulle pagine Facebook, ai tentativi malriusciti di cercare di offendere per una dentatura non perfetta o per qualche chilo di troppo, ai maldestri suggerimenti di querela al comico genovese e alle risposte incredibili pur di svicolare davanti all’evidenza dei fatti? I grillini (da non confondere con gli attivisti del Movimento 5 Stelle) <strong>odiano la macchina del fango ma la usano bene</strong>.</p><p>E per il resto, se ci accusano di aver montato ad arte la storia della rimozione del video solo per avere visibilità, noi rispondiamo che in realtà lo facciamo per dare <em>loro </em>tutta la visibilità che occorre affinché la gente capisca che cosa sono. La cosa che gli rode della censura non è che noi abbiamo avuto visibilità. Gli rode il fatto che si stia dando <strong>visibilità alle loro miserie</strong>, a questa vergogna di cui molte persone erano all&#8217;oscuro. E più noi gli diamo corda (visibilità), più la gente vede questo squallore.</p><p>È l&#8217;unico modo per consentire alle <strong>persone per bene, attiviste del Movimento 5 Stelle</strong>, di farsi valere con le proprie idee, le proprie critiche e di non rimanere isolati col rischio che, come accade sempre, prima o poi si stanchino e se ne vadano. Noi facciamo il tifo per loro.</p><p>Ps: e in tutto questo, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=45S7erDsuas" target="_blank">il video rimosso <em>“per violazione del copyright”</em></a></span> è stato magicamente ripristinato. Non c’è più il copyright, adesso? Boh&#8230; Mi diranno. Forse.</p><p><em>di Tony Troja</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/06/odiano-la-macchina-del-fango-ma-la-usano-bene/155690/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>106</slash:comments> </item> <item><title>Essere grillini a propria insaputa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/30/essere-grillini-a-propria-insaputa/154201/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/30/essere-grillini-a-propria-insaputa/154201/#comments</comments> <pubDate>Tue, 30 Aug 2011 11:11:16 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[commenti]]></category> <category><![CDATA[grillini]]></category> <category><![CDATA[M5S]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=154201</guid> <description><![CDATA[A parte essere il popolo delle manifestazioni autorizzate e dei grandi scioperi generali della durata esagerata di ben otto ore (vedi il prossimo 6 settembre), noi italiani siamo anche il popolo delle etichette. Ci sentiamo tanto rappresentati da loghi e bandiere che ogni tanto questi prendono il sopravvento sulla personalità. Faccio una premessa. Un po’...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A parte essere il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/29/dove-sono-gli-indignati-italiani/114539/" target="_blank">popolo delle manifestazioni autorizzate</a></span> e dei grandi scioperi generali della durata esagerata di ben otto ore (vedi il prossimo 6 settembre), noi italiani siamo anche il popolo delle etichette. Ci sentiamo tanto rappresentati da loghi e bandiere che ogni tanto questi prendono il sopravvento sulla personalità.</p><p>Faccio una premessa. Un po’ lunga ma indispensabile.</p><p>Sulla mia bacheca di Facebook, da quando io e il mio socio Massimo Merighi abbiamo pubblicato il video satirico<em> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=45S7erDsuas" target="_blank"><strong>Beppe Grillo come fa?</strong></a></span></em>, gli adoratori di Grillo se la sono un po’ presa. Paradossalmente non abbiamo mai ricevuto nessun commento negativo dagli elettori del Pdl. E chi ci conosce sa che proprio il nostro (ahinoi) premier è l’oggetto dei nostri strali satirici. Ma perché se la sono presa così tanto? Un po’ per aver offeso (secondo loro) il guru Grillo (perché finché si prendono in giro Berlusconi e soci va tutto bene. Grillo è intoccabile) e un po’ per quella rima “<em>il populismo instilla, ai giovani Balilla”</em> contenuta all’interno della parodia . E le risposte, da parte dei grillini, non hanno tardato ad arrivare: <em>“Balilla lo dici a tua sorella!”</em>, <em>“Fascista ce sarai te, co****ne!”</em> e oltre.</p><p>Beata ignoranza (la Gelmini non c’entra)!</p><p>Ma se avessimo voluto dare del fascista a qualcuno, avremmo utilizzato delle parole più dirette e una rima più semplice. In ogni caso, l’ignoranza sta nel non conoscere il termine Balilla. Infatti, quelle poche persone vicine all’ambiente del Movimento 5 Stelle che sanno cosa sia la satira e che conoscono la storia, hanno fatto un sorriso guardando il nostro video (anche complimentandosi) e facendo notare ai fanatici grillini che il Balilla in questione era <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovan_Battista_Perasso" target="_blank"><strong>Giovan Battista Perasso</strong></a></span>, vissuto nel 1700 e non il modo in cui Mussolini chiamava i suoi giovani (anche se un’attinenza, effettivamente, c’è). Questo solo per mettere i puntini sulle “i”. Adesso veniamo al sodo.</p><p>Da un po’ di tempo a questa parte, adoro leggere certi <strong>commenti grillini</strong>. Li leggi e vedi tutta l’arroganza di chi ti guarda dall’alto (di non si sa cosa) e ti dice che l’unica salvezza per il Paese è proprio il Movimento 5 Stelle. E magari lo è. Ma i modi e gli argomenti sono un po’, come dire, discutibili. E tutto ciò escludendo le risposte a pappagallo che ti propinano quando poni delle domande ben precise.</p><p>Tuttavia, la cosa che mi ha fatto venire voglia di scrivere questo post è stato leggere i commenti di <strong>tre grillini in particolare</strong>. Ovviamente per rispetto della privacy non farò i loro nomi, ma i commenti ve li devo proprio riportare. Per sommi capi, perché altrimenti ci vorrebbero ore solo per leggerli tutti.</p><p>Al primo ho chiesto: “Come pretendete di cambiare il Paese se non vi sedete sulle poltrone?”<br /> - Si possono prendere i seggi anche facendo parte di una lista civica!<br /> - Cos’è un seggio?<br /> - Posto assegnato al Comune o alla Regione dopo essere stato eletto.<br /> - Visto che allora vi sedete sulle poltrone?<br /> - Veramente no, perché nella nostra città <strong>non ci sono poltrone ma banchetti di legno</strong>.</p><p>Ho aspettato qualche minuto sperando che l’ultima fosse una risposta simpatica seguita da una ben più seria. Ma purtroppo non è stato così. <strong>Quella era la risposta definitiva</strong>. Inutile dire che non ho voluto più proseguire il discorso, chiudendolo con un gelido<em> “Ho capito”</em>.</p><p>Un altro episodio è dato da una grillina che, alla mia affermazione <em>“Il <strong>calciatore</strong> è un mestiere”</em> (riferendomi esclusivamente a ciò che concerne preparazione atletica e fisica e contratto di lavoro. Gli stipendi stellari non c’entrano nulla), ha chiesto <em>“Troja, tu che lavoro fai?”</em>. Alla mia risposta <em>“Il <strong>musicista</strong>”</em> (e sono professionista iscritto al Ministero del Lavoro sezione Collocamento dei Lavoratori dello Spettacolo dal 2001), la grillina ha ribadito dicendo: <em>“Ecco, allora, perché ritieni che anche il calciatore sia un lavoro”. </em>E quando le ho fatto notare che anche quello del <strong>comico</strong>, come Grillo, è un mestiere, la risposta è stata: <em>“Grillo fa un mestiere intelligente. Quanti musicisti possono dire lo stesso?”</em>, seguita da <em>“Alcuni si mettono a fare dei mestieri per non lavorare”</em>. Boh! Non vi riporto altri commenti perché vi siete fatti già un’idea del personaggio.</p><p>Ma il primo premio lo vince quel grillino che attribuisce al Movimento 5 Stelle l’esclusiva di valori come vocazione al servizio del bene comune, attivismo e onestà, aggiungendo che proprio il partito di Grillo è <em>“</em><em>un partito-movimento che coinvolgerà un intero popolo, nazionale, di massa, che rifugge il populismo, che non sovverte l&#8217;ordinamento istituzionale, che conosce la storia, che ha obiettivi politici seri e condivisi, in gr</em><em>ado di rimettere in piedi un Paese in ginocchio, di ricreare sviluppo, di far sognare le persone”</em>. E aggiunge che i valori di cui sopra sono <em>“gli stessi che hanno i cittadini onesti e sensati (che io chiamo del Movimento 5 Stelle, anche se alcuni <strong>non sanno di esserlo</strong>)”</em>.</p><p>Quindi, ricapitolando: noi cittadini onesti siamo <strong>grillini a nostra insaputa</strong>.</p><p>Mio nonno direbbe:<em> “E Mussolini voleva vincere la guerra&#8230;”</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/30/essere-grillini-a-propria-insaputa/154201/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>406</slash:comments> </item> <item><title>Due domeniche senza andare allo stadio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/27/due-domeniche-senza-andare-allo-stadio/153888/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/27/due-domeniche-senza-andare-allo-stadio/153888/#comments</comments> <pubDate>Sat, 27 Aug 2011 17:05:22 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Calcio]]></category> <category><![CDATA[sciopero calciatori]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[sponsor]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=153888</guid> <description><![CDATA[Diciamoci la verità: a noi italiani potrebbero togliere anche l’aria che respiriamo e resteremmo in apnea fino alla morte. Ma se ci tolgono il calcio&#8230;. Onestamente pensavo che con lo sciopero dei calciatori la gente si riversasse per le strade a spaccare tutto. Macchè! Nemmeno se gli toccano il sacro calcio. Fanno bene (relativamente parlando)...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong>Diciamoci la verità: a noi italiani potrebbero togliere anche l’aria che respiriamo e resteremmo in apnea fino alla morte. Ma se ci tolgono<strong> il calcio&#8230;.</strong> Onestamente pensavo che con lo sciopero dei calciatori la gente si riversasse per le strade a spaccare tutto. Macchè! Nemmeno se gli toccano il sacro calcio.</p><p>Fanno bene (relativamente parlando)<strong> </strong><a href="http://www.ilpost.it/2011/08/25/perche-scioperano-i-calciatori-2/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">i calciatori a<strong> scioperare</strong></span></a>, perché comunque, non si parla solo di grandi e ricchissimi talenti calcistici ma si tratta di tutelare anche i giocatori delle serie minori. Ambiente dove i milioni non circolano. Non voglio difendere la categoria anche perché non mi interessa il calcio. Per me potrebbero chiudere gli stadi e trasformarli benissimo in canili. I calciatori delle serie minori percepiscono uno stipendio simile a quello di un operaio e magari con l’unica differenza che il lavoro che fanno (perché il calciatore è un mestiere) gli piace.</p><p>Però non è questo il punto. <strong>Per molti italiani, il calcio è una passione</strong>, certe volte esagerata ma pur sempre una passione. Escludendo i tifosi (ossia gente ottusa con la quale non si può discutere assolutamente), si va allo stadio anche per svagarsi, magari per incontrare gli amici, in alcuni casi ci si va anche con prole al seguito. Un momento di aggregazione accompagnata da una manifestazione sportiva.</p><p>Quello che rovina lo sport calcio è<strong> la trasformazione in business</strong> da parte di società e sponsor che vogliono assolutamente che la “propria” squadra vinca, in barba al principio di de Coubertin <strong>“</strong><em>L’importante non è vincere ma partecipare”</em>. Uniamo ai milioni (se non miliardi) la presunzione di migliaia di commentatori, opinionisti, calciofili, commissari tecnici ed esperti del pallone che alimentano la malattia del tifo, da non confondersi con quel tifo provocato dal batterio del genere Salmonella, e otterremo un mix letale. Più che altro, gli italiani se la sono presi con i calciatori perché vedono solo i giocatori delle grandi e blasonate squadre fare la parte di bambini viziati, quando, fondamentalmente, non c’entrano nulla.</p><p>Bisogna dare una bella batosta a quelle società e quegli sponsor che stanno rovinando il calcio. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZUHrM3llGoM" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">E come dice questo tifoso indignato,</span></a> il <strong>potere</strong>, paradossalmente, non ce l’hanno le società e gli sponsor, ma i <strong>tifosi</strong>. Perché senza persone allo stadio, i calciatori giocano lo stesso e vengono retribuiti mentre <strong>società e sponsor ci perdono</strong>.</p><p>Di certo non andrebbero in fallimento ma qualche soldo glielo faremmo perdere. Volete mettere la soddisfazione?</p><p><em>di Tony Troja</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/27/due-domeniche-senza-andare-allo-stadio/153888/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>33</slash:comments> </item> <item><title>Gli italiani sono “pronti alla morte”?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/16/gli-italiani-sono-%e2%80%9cpronti-alla-morte%e2%80%9d/151758/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/16/gli-italiani-sono-%e2%80%9cpronti-alla-morte%e2%80%9d/151758/#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Aug 2011 11:13:51 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Giovanni Falcone]]></category> <category><![CDATA[inno nazionale]]></category> <category><![CDATA[italiani]]></category> <category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category> <category><![CDATA[patriottismo]]></category> <category><![CDATA[tricolore]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=151758</guid> <description><![CDATA[Mi fanno impazzire tutti quegli italiani che, prima o dopo le manifestazioni sportive, cantano l’inno nazionale. Calciatori, rugbisti, nuotatrici, tifosi. Tutti a cantare e anche in maniera convinta. Ma sentono realmente l’appartenenza a questo Paese? O la sentono solo ed esclusivamente perché qualche milionario in pantaloncini o qualche bella chiappa sportiva vince una medaglia? Ho...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mi fanno impazzire tutti quegli italiani che, prima o dopo le manifestazioni sportive, cantano <strong>l’inno nazionale</strong>. Calciatori, rugbisti, nuotatrici, tifosi. Tutti a cantare e anche in maniera convinta. Ma sentono realmente l’appartenenza a questo Paese? O la sentono solo ed esclusivamente perché qualche milionario in pantaloncini o qualche bella chiappa sportiva vince una medaglia?</p><p>Ho sempre fatto a meno di sport (ahimé, la pancia lo dimostra) ma non ho mai fatto a meno di amare l’Italia, un Paese dove sempre di più ci si attacca a loghi, simboli e bandiere. Ed è un peccato che soprattutto queste ultime siano sempre tutte di partito, movimenti, associazioni, sindacati. Il nostro tanto “amato” Tricolore viene “sfruttato” ogni quattro anni per i campionati del mondo di calcio o per qualche parata militare in pompa magna.</p><p>L’ultima volta che ho visto sventolare bandiere italiane è stata durante la manifestazione del 23 maggio a Palermo: tanti giovani, giovanissimi studenti (scuole elementari e medie) che tenevano alti, per quel che potevano, i loro piccoli tricolore, durante il corteo, per ricordare <strong>Giovanni Falcone e Paolo Borsellino</strong>. E non ho visto bandiere tricolore per il 2 giugno, Festa della Repubblica. Neanche una che sventolasse da qualche balcone o appesa in qualche vetrina di negozi. Niente.</p><p>Ma a parte tutto questo patriottismo “a orologeria”, gli italiani conoscono il senso del nostro inno nazionale? Sanno di cosa parla? O ancora, sanno perché i colori della nostra bandiera sono proprio il verde, il bianco e il rosso? Sicuramente in molti sapranno rispondere a queste domande ma anche no. Il punto, però, non è questo. Nell’Inno di Mameli, alla fine di ogni strofa, c’è scritto: <em>“Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò”</em>.</p><p><strong>L’Italia chiama da troppo tempo e gli italiani non rispondono.</strong> E oggi, malgrado questa crisi economica sempre più pesante, questi ciarlatani che si spacciano per politici in grado di risollevare il Paese eliminando disoccupazione, criminalità, debito pubblico, mafia, in grado di aumentare la sicurezza nelle città, di diminuire le tasse e rendere le scuole migliori, gli italiani continuano a non rispondere.</p><p>Io ho risposto alla chiamata dell’Italia da molto tempo e lotto ogni giorno segnalando, pubblicando, denunciando e, perché no, anche attraverso la satira, cantando le nefandezze di politicanti che in molti, magari, non conoscono. Continuo a pensare che in questo Paese esistano tre categorie di persone: <strong>i mafiosi, gli omertosi e gli uomini</strong>. Io, per mia fortuna, faccio parte dell’ultima categoria. Uomo, con schiena dritta, onestà e dignità, così come mi hanno fatto crescere i miei genitori.</p><p>E mi rifiuto di pensare che di uomini ce ne siano pochi in Italia. Sono sicuro che anche voi che state leggendo, facciate parte dell’ultima categoria. E allora cominciamo a far vedere che gli uomini con la schiena dritta, onesti e pieni di dignità possono fare la propria parte senza aspettare, senza delegare e senza affidarsi al leader, al guru o al messia di turno. Perché come diceva Gandhi: <strong>“</strong><a href="http://www.quotationspage.com/quote/27184.html" target="_blank"><strong>You must be the change you want to see in the world”</strong></a>. E se non sapete cosa significhi, cercare la traduzione di questo pensiero sarà il primo passo verso il fare la propria parte.</p><p>di Tony Troja</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/16/gli-italiani-sono-%e2%80%9cpronti-alla-morte%e2%80%9d/151758/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>26</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Italia sta fallendo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/litalia-sta-fallendo/151418/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/litalia-sta-fallendo/151418/#comments</comments> <pubDate>Sat, 13 Aug 2011 08:00:08 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Bce]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[Draghi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=151418</guid> <description><![CDATA[Tra rigori e pareggi (di bilancio), il Bel Paese sta per ricevere il colpo di grazia dal Governo Berlusconi IV (faraone dei giorni nostri). E se prima il Premier si vantava di non aver mai &#8220;messo mano alle tasche degli italiani&#8220;, come sempre, i fatti lo smentiscono. Questa volta con il cuore che gronda sangue. Aspettavamo anche le lacrime...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tra rigori e pareggi (di bilancio), il Bel Paese sta per ricevere <strong>il colpo di grazia </strong>dal Governo Berlusconi IV (faraone dei giorni nostri). E se prima il Premier si vantava di non aver mai &#8220;<em>messo mano alle tasche degli italiani</em>&#8220;, come sempre, i fatti lo smentiscono. Questa volta con il cuore che gronda sangue. Aspettavamo anche le lacrime di coccodrillo, anzi, di caimano. Interpretazione non da Oscar ma almeno da <em>nomination</em>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/ICWK4a_kRuA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/litalia-sta-fallendo/151418/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>40</slash:comments> </item> <item><title>Roy Paci &amp; Aretuska: niente fermerà la musica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/03/roy-paci-aretuska-niente-puo-fermare-la-musica/149574/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/03/roy-paci-aretuska-niente-puo-fermare-la-musica/149574/#comments</comments> <pubDate>Wed, 03 Aug 2011 07:51:40 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Aretuska]]></category> <category><![CDATA[Nuntereggae più]]></category> <category><![CDATA[roy paci]]></category> <category><![CDATA[unplugged]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=149574</guid> <description><![CDATA[1 Agosto 2011, Cinisi (Palermo), ore 22.30. Gli Aretuska (con una buona oretta di ritardo) escono dai camerini e si dirigono verso il palco. Tutti sorridenti, carichi di energia positiva. Esce anche Roy, mi vede, si ferma a scambiare quattro chiacchiere e poi via sul palco. Ancora qualche minuto perché un presentatore (inutile, a mio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>1 Agosto 2011, Cinisi (Palermo), ore 22.30. Gli Aretuska (con una buona oretta di ritardo) escono dai camerini e si dirigono verso il palco. Tutti sorridenti, carichi di energia positiva. Esce anche Roy, mi vede, si ferma a scambiare quattro chiacchiere e poi via sul palco. Ancora qualche minuto perché un presentatore (inutile, a mio avviso) vuole fare da scaldapubblico ma non ci riesce. Per fortuna lo strazio dura pochi secondi e lo spettacolo può cominciare.</p><p>Roy non risparmia frecciate ai politici italiani e ai personaggi dello star-system e insieme a Cico carica il pubblico di “paci e amuri”. Meraviglioso e toccante il momento in cui proprio Cico (visibilmente emozionato), con la complicità di Manu Pagliara alla chitarra, canta “Redemption song” di Bob Marley. Il fratello africano ringrazia e il ritmo riprende. I groove di “Jah-Sazzah” Azzaro alla batteria e “Mike” Minerva al basso (insieme a Manu alla chitarra e Filippo Fratangeli alle tastiere) fanno saltellare tutti. La sezione fiati (Massimo, Giorgio e Gaetano) è instancabile e non smette mai di fare coreografie. Lo spettacolo continua e i ragazzi del service meritano un plauso perché il suono è spettacolare. Aspettiamo anche la versione di “<strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wIDYqvodKjM" target="_blank">Nuntereggae più</a></span></strong>” ma proprio sul più bello, uno sbalzo di corrente guasta l’intero impianto audio/luci.</p><p>Roy chiede di fare silenzio alla piazza e spiega (ovviamente senza microfono) che purtroppo non si può andare avanti con il concerto. Ovviamente il pubblico non gradisce ma uno spettatore grida: “Suonate i fiati e basta!”. Roy non se lo fa dire due volte, raggruppa gli Aretuska e, dopo aver smontato la batteria ed averla “suddivisa” tra gli elementi della band, ecco un <strong>improvvisato “unplugged”</strong>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/zt14yerFKug" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Quindici minuti durante i quali la gente canta, balla e salta senza mai fermarsi. C’è tempo anche per Cico e Roy per fare <strong><em>crowd surfing</em></strong> per poi ricominciare a suonare “senza la spina” brani come <em>“Toda joia toda beleza”</em>, <em>“Ciuri ciuri”</em>, <em>“Bella ciao”</em> e simpatici cori da stadio riprendendo canzoni come <em>“O mamma mamma mamma”</em> e <em>“Seven Nation Army”</em>.</p><p>Onestamente non so quanti altri artisti avrebbero regalato un’emozione simile ai propri spettatori.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roy_Paci_%26_Aretuska" target="_blank">Roy Paci &amp; Aretuska</a></span> sono andati oltre, dimostrando che <strong>l’amore e la musica non si fermano davanti a nulla.</strong></p><p>di Tony Troja</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/03/roy-paci-aretuska-niente-puo-fermare-la-musica/149574/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>Agende Rosse e Azione Giovani, è un rischio?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/22/agende-rosse-e-azione-giovani-e-un-rischio/147203/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/22/agende-rosse-e-azione-giovani-e-un-rischio/147203/#comments</comments> <pubDate>Fri, 22 Jul 2011 15:38:32 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[agende rosse]]></category> <category><![CDATA[azione giovani]]></category> <category><![CDATA[Casa Pound]]></category> <category><![CDATA[via D’Amelio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=147203</guid> <description><![CDATA[Ogni anno, in via d’amelio, si tiene un minuto di silenzio in ricordo di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta. Ogni anno, da quando sono stati assassinati. C’è chi sostiene che l’assassinio sia opera della mafia, chi sostiene che sia opera dello Stato e chi sostiene che sia opera della trattativa tra Stato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno, in <strong>via d’amelio</strong>, si tiene un minuto di silenzio in ricordo di <strong>Paolo Borsellino</strong> e degli agenti della sua scorta. Ogni anno, da quando sono stati assassinati. C’è chi sostiene che l’assassinio sia opera della mafia, chi sostiene che sia opera dello Stato e chi sostiene che sia opera della trattativa tra Stato e mafia. L’unica certezza è che, ancora, la verità non è saltata fuori.</p><p><strong>Quest’anno</strong>, però, <strong>è accaduto qualcosa che non doveva accadere</strong>. Sia alle <strong>Agende Rosse </strong>di Salvatore Borsellino che ai ragazzi di <strong>Azione Giovani</strong> guidati dal loro segretario provinciale Davide Gentile (ho visto anche qualche maglietta di <strong>Casa Pound</strong>), è stata concessa l’autorizzazione per manifestare nello stesso luogo e alla stessa ora.</p><p>Saputa la notizia,<strong> conoscendo le contrapposte ideologie di pensiero</strong>, abbiamo chiesto spiegazioni alle Forze dell’Ordine. Visto che non c’erano né il questore né il suo vice, il più alto in carica è risultato essere un funzionario della <strong>digos</strong>. Quest’ultimo, su richiesta di qualche semplice cittadino, non ha voluto assolutamente fornire il suo nome. Siamo solo riusciti ad ottenerne uno, facendo qualche domanda in giro: <strong>Di Blasi</strong>. Ma forse non era neanche questo quello giusto.</p><p>Ho avuto modo di conoscere i rappresentanti delle Agende Rosse e di Azione Giovani e, mettendo da parte le ideologie più o meno politiche, l’idea che mi sono fatto è stata quella di avere a che fare con persone civili e ben educate che volevano solo ricordare Paolo Borsellino.</p><p>L’unica cosa che nessuno, però, ha pensato è che al di là delle ideologie politiche, dell’essere persone civili e ben educate, erano comunque presenti <strong>due “masse” di persone</strong>. E nelle masse, soprattutto quelle in cui ci sono simboli, loghi e/o bandiere, ci possono essere infiltrati e/o fanatici.</p><p>Non vi nascondo che trovandomi in mezzo con la mia telecamera, <strong>avvertivo la tensione</strong> del momento. E la stessa tensione la leggevo negli occhi di qualcuno. Bastava uno sguardo, una parola o un gesto di troppo e sarebbe scoppiata la rissa.</p><p>Per fortuna non è successo niente. Ma qui mi chiedo e vi chiedo: concedere l’autorizzazione per manifestare nello stesso luogo e alla stessa ora a due gruppi così diversi anche se accomunati dal ricordo di Paolo Borsellino, è stato dettato dall’<strong>incompetenza</strong> o dalla <strong>malafede</strong>? Chi ha concesso tutto ciò era convinto che sarebbe stato tutto tranquillo o<strong> sperava nel caos?</p><p></strong><em>di Tony Troja</em><strong></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/22/agende-rosse-e-azione-giovani-e-un-rischio/147203/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>28</slash:comments> </item> <item><title>Renato Renato Renato (Brunetta)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/20/renato-renato-renato-brunetta/120619/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/20/renato-renato-renato-brunetta/120619/#comments</comments> <pubDate>Mon, 20 Jun 2011 10:32:28 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[fabrizio de andré]]></category> <category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=120619</guid> <description><![CDATA[De Andrè ci aveva pure avvisato&#8230; Ma si può andare più in basso di così?]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7zHHoKM1JeQ" target="_blank">De Andrè ci aveva pure avvisato</a></span>&#8230;  Ma si può andare più in basso di così?</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/IgbPvCWZm1k" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/20/renato-renato-renato-brunetta/120619/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>38</slash:comments> </item> <item><title>La guerra di Hassad</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/16/la-guerra-di-hassad-oggi-piero-si-chiama-hassad/118602/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/16/la-guerra-di-hassad-oggi-piero-si-chiama-hassad/118602/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 Jun 2011 16:41:13 +0000</pubDate> <dc:creator>MMerighi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[la guerra di piero]]></category> <category><![CDATA[permesso di soggiorno]]></category> <category><![CDATA[profughi libici]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=118602</guid> <description><![CDATA[Attualizzazione de &#8220;La guerra di Piero&#8221; di Fabrizio De Andrè. 2 giugno 2011 &#8211; Festa della Repubblica: uno scafo carico di profughi libici affonda al largo della costa tunisina: oltre 150 i morti e 200 i dispersi degli 850 salpati da Tripoli. Succede troppo spesso, tanto spesso&#8230; che non ci facciamo neppure più caso!]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Attualizzazione de &#8220;La guerra di Piero&#8221; di Fabrizio De Andrè.</p><p>2 giugno 2011 &#8211; Festa della Repubblica: uno scafo carico di profughi libici affonda al largo della costa tunisina: oltre 150 i morti e 200 i dispersi degli 850 salpati da Tripoli.</p><p>Succede troppo spesso, tanto spesso&#8230; che non ci facciamo neppure più caso!</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/cu4E532JT1c" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/16/la-guerra-di-hassad-oggi-piero-si-chiama-hassad/118602/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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