<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Marco Imperato</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/mimperato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Berlusconi e la lotta alla mafia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/berlusconi-lotta-alla-mafia/228669/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/berlusconi-lotta-alla-mafia/228669/#comments</comments> <pubDate>Mon, 14 May 2012 07:10:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category> <category><![CDATA[Borsellino]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[Lunardi]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[Marcello Dell'Utri]]></category> <category><![CDATA[Pietro Grasso]]></category> <category><![CDATA[Scarpinato]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=228669</guid> <description><![CDATA[Il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso ha pubblicamente criticato Antonio Ingroia per essersi dichiarato un &#8220;partigiano della Costituzione&#8221; e nella stessa occasione ha anche detto che si dovrebbe dare un premio a Silvio Berlusconi per la lotta alla mafia, in quanto le sue norme avrebbero consentito di confiscare ingenti patrimoni. A parte il fatto che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Il Procuratore Nazionale Antimafia <strong>Pietro Grasso</strong> ha pubblicamente criticato <strong>Antonio</strong> <strong>Ingroia</strong> per essersi dichiarato un &#8220;partigiano della Costituzione&#8221; e nella stessa occasione ha anche detto che <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/grasso-elogia-lotta-alla-mafia/197274/" target="_blank">si dovrebbe dare un premio a Silvio Berlusconi per la lotta alla mafia</a>, in quanto le sue norme avrebbero consentito di confiscare ingenti patrimoni.</div><div>A parte il fatto che solo da noi può succedere che un magistrato sia attaccato per aver manifestato la sua<strong> fedeltà alla</strong> <strong>Costituzione</strong>, è paradossale che Ingroia e Berlusconi vengano contrapposti e Grasso pensi all&#8217;ex premier come campione di lotta alla mafia: l&#8217;allievo di Borsellino che vive sotto-scorta viene accusato di fare politica, mentre l&#8217;uomo di Arcore diventa il campione dell&#8217;anti-mafia.</div><div>Lo stesso Berlusconi che quando Ingroia, nell&#8217;ambito delle indagini sul senatore <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>, gli chiese di chiarire da dove venissero gli ingenti fondi che avevano arricchito le casse delle sue società decise di avvalersi della facoltà di non rispondere?</div><div>Lo stesso Berlusconi che ha definito eroico il comportamento di un mafioso pluripregiudicato come Mangano, per lodarne il silenzio? </div><div>Lo stesso Berlusconi leader di Forza Italia, il partito fondato dal senatore Dell&#8217;Utri, ancora sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa e le cui gravissime contiguità mafiose sono in fatto ormai indiscutibili (l&#8217;ultima sentenza della Cassazione in realtà non contesta la configurabilità del concorso esterno ma ha rinviato in Appello per chiedere motivazioni più approfondite con riferimento a un limitato periodo temporale della vicenda)? </div><div>Lo stesso Berlusconi citato da <strong>Borsellino</strong> nell&#8217;ultima intervista prima di morire?</div><div>Lo stesso Berlusconi che ha lasciato che Cosentino fosse sottosegretario nel suo Governo nonostante le gravissime accuse di organicità alla camorra, ancora aperte ma che hanno già condotto a ordinanze cautelari rimaste ineseguite?</div><div>Lo stesso Berlusconi che ha avuto tra i suoi ministri Lunardi, il quale dichiarò che con la mafia ci si deve convivere?</div><div>Lo stesso Berlusconi il cui Governo ha permesso anche ai soldi sporchi delle mafie di rientrare in Italia ripuliti dallo scudo?</div><div>Lo stesso Berlusconi che parla dei magistrati come cancro e che progetta lo smantellamento delle intercettazioni e il processo breve?</div><div>Lo stesso Berlusconi che ha di fatto abolito un reato chiave per la lotta alla corruzione come il falso in bilancio?</div><div>Lo stesso Berlusconi che quando era al governo non ha dato seguito agli impegni in tema di lotta al riciclaggio assunti dall&#8217;Italia in convenzioni internazionali?</div><div>Lo stesso Berlusconi che ha criticato chi, come Saviano, cercava di accendere l&#8217;attenzione pubblica su questo fenomeno purtroppo fortemente radicato nelle nostre terre (una cattiva pubblicità&#8230;)?</div><div>Sì, quel Berlusconi.</div><div>E&#8217; vero che negli ultimi anni si è anche andati avanti nel perfezionamento delle norme in materia di misure di prevenzione, ma i risultati conseguenti sono anzitutto conquistati dalle forze dell&#8217;ordine e della magistratura. Inoltre, come ripete da anni il Procuratore Aggiunto di Caltanissetta <strong>Scarpinato</strong>, il vero salto di qualità va fatto contro la borghesia mafiosa politica ed economica che si avvale e che si allea con l&#8217;ala militare della criminalità organizzata, ovvero quei colletti bianchi che hanno beneficiato di molte scelte che hanno di fatto indebolito la legalità e la magistratura in questi anni (falso in bilancio scomparso, prescrizione breve, norme inefficaci sulla corruzione, impunità della classe politica sempre salvata quando colpita da richiesta di autorizzazioni all&#8217;arresto, mancanza di risorse, procedura sempre più complicate, sistema grandi eventi che ha portato fuori dall&#8217;alveo del controllo di legalità appalti ingentissimi, ecc&#8230;).</div><div>Forse non è ancora il momento dei <strong>premi</strong>.</div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/berlusconi-lotta-alla-mafia/228669/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Seminare legalità contro l&#8217;ipocrisia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/seminare-legalita-contro-lipocrisia/206362/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/seminare-legalita-contro-lipocrisia/206362/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Apr 2012 17:00:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[Ennio Flaiano]]></category> <category><![CDATA[ipocrisia]]></category> <category><![CDATA[legalità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206362</guid> <description><![CDATA[&#8220;Come faccio a parlare di legalità ed etica a mio figlio quando molto di quello che vede attorno a sé contraddice i miei insegnamenti?&#8221; Dialogando con genitori e insegnanti sento ripetermi spesso questa domanda. E&#8217; lo scoraggiamento di chi teme che i figli siano abbagliati da falsi modelli e valori. E&#8217; la paura che le passioni tristi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Come faccio a parlare di <strong>legalità</strong> ed etica a mio figlio quando molto di quello che vede attorno a sé contraddice i miei insegnamenti?&#8221; Dialogando con genitori e insegnanti sento ripetermi spesso questa domanda. E&#8217; lo scoraggiamento di chi teme che i figli siano abbagliati da falsi modelli e valori. E&#8217; la paura che le passioni tristi e vuote rubino spazio agli ideali e ai sogni nostri e dei nostri figli. E invece genitori e insegnanti sono forse gli unici che possono coltivare speranza, perché solo educando i nostri figli possiamo intravedere un futuro diverso e invertire la rotta insensata che stiamo percorrendo.</p><p>Non esistono ricette o garanzie di successo; credo però ci siano alcune condizioni imprescindibili perché i valori in cui crediamo non vadano dispersi. Prima di tutto, i più piccoli non sopportano <strong>l&#8217;ipocrisia</strong>: non possiamo convincerli di nulla se prima non dimostriamo loro coerenza nel quotidiano. Predichiamo meno e razzoliamo meglio, soprattutto nelle piccole cose. Dimostriamo loro nei fatti e nelle scelte che davvero crediamo che il bene comune venga prima del nostro tornaconto personale.</p><p>In secondo luogo loro hanno bisogno di vedere che i comportamenti etici non sono tanto una scelta d&#8217;obbedienza a malincuore, quanto un&#8217;adesione convinta che ne valga comunque la pena. La ricompensa del comportamento giusto ed etico è nel comportamento medesimo e non chiede altro; se invece diventiamo cinici e pensiamo sempre solo a quello che ci è dovuto la legalità diventa grigio legalismo, privo di qualsiasi attrattiva per un giovane.</p><p>Il bello dell&#8217;Italia, si fa per dire, è che qui la legalità non è conformismo borghese ma coraggio rivoluzionario, tanto da far dire a Ennio Flaiano: &#8220;mi accorgo che si può essere sovversivi soltanto chiedendo che le leggi dello Stato vengano rispettate da chi ci governa&#8221;. E da tutti i cittadini, aggiungo io, specie da coloro che hanno potere e responsabilità.Allora la legalità diventa un orizzonte, un viaggio avventuroso, una sfida quotidiana alle paludi degli interessi privati.</p><p>Allora i comportamenti indegni di chi ha<strong> responsabilità pubbliche </strong>non restano solo desolanti scandali ma diventano occasione di impegno, di testimonianza. La legalità, e con essa la nostra bellissima Costituzione, hanno bisogno della nostra passione. E io credo che i giovani possano appassionarsi alla giustizia, che è davvero il potere dei senza potere (come disse Dubcek), la voce degli ultimi. Allora le maschere dei furbetti che rubano e speculano e quelle di chi diventa famoso solo apparendo e per apparire diventeranno idoli da ridicolizzare e non modelli da scimmiottare.</p><p>Facciamo questo gesto folle, profetico e perseverante:<strong> seminiamo legalità</strong> in questi tempi di vuoto etico e ideale. Porteranno frutto. Anche dentro di noi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/seminare-legalita-contro-lipocrisia/206362/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>62 anni trascorsi invano?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/anni-trascorsi-invano/202044/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/anni-trascorsi-invano/202044/#comments</comments> <pubDate>Thu, 05 Apr 2012 14:44:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[legalità]]></category> <category><![CDATA[partiti]]></category> <category><![CDATA[Piero Calamandrei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202044</guid> <description><![CDATA[Quanto risuonano attuali e profetiche queste parole di Calamandrei scritte nel giugno 1950 (62 anni fa!): “Quel che colpisce [...] è la convinzione sempre più diffusa che per mantenersi al potere bisogna in qualche modo lasciare che i propri fidi si arricchiscano a spese pubbliche. […] La frode e la corruzione ammesse come sistema di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quanto risuonano attuali e profetiche queste parole di <strong>Calamandrei</strong> scritte nel giugno 1950 (62 anni fa!):</p><p><em>“Quel che colpisce [...] è la convinzione sempre più diffusa che per mantenersi al potere bisogna in qualche modo lasciare che i propri fidi si arricchiscano a spese pubbliche. […] </em></p><p><em>La frode e la corruzione ammesse come sistema di finanziamento del partito, il quale non si rifiuta di farsi complice di speculatori e di avventurieri a spese dello Stato, purché questi versino nelle casse del partito una parte delle loro ruberie”</em></p><p>Se le cose non sono cambiate, evidentemente non sono il nome di un nuovo partito o una legge in più a poter incidere davvero. Occorre<strong> educazione alla legalità e rispetto delle istituzioni</strong>. Abbiamo bisogno di testimonianze di etica pubblica anche e soprattutto da chi si assume responsabilità pubbliche (magistrati, politici, amministratori). Dobbiamo ritornare a scoprire i principi costituzionali e i valori degli uomini che ci hanno lasciato questo enorme patrimonio.</p><p>Allora saremo di nuovo capaci di indignarci, di reagire e di allontanare dalla<em> &#8220;res publica&#8221;</em> chi si è dimostrato indegno, magari <strong>senza dover aspettare un provvedimento dell&#8217;autorità giudiziaria </strong>(che guarda caso è spesso messa nelle condizioni di non riuscire a &#8220;fare giustizia&#8221; in maniera adeguata e in tempi ragionevoli&#8230;).</p><p>Se faremo tutto questo forse potremo evitare che nel 2074 i nostri figli si ritrovino a citare amaramente Calamandrei.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/anni-trascorsi-invano/202044/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dell&#8217;Utri e il concorso esterno</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/dellutri-concorso-esterno/196592/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/dellutri-concorso-esterno/196592/#comments</comments> <pubDate>Mon, 12 Mar 2012 14:36:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[CAssazione]]></category> <category><![CDATA[concorso esterno]]></category> <category><![CDATA[corruzione]]></category> <category><![CDATA[Cosa Nostra]]></category> <category><![CDATA[Cosentino]]></category> <category><![CDATA[francesco iacoviello]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[magistratura]]></category> <category><![CDATA[Marcello Dell'Utri]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196592</guid> <description><![CDATA[Il Procuratore Generale (ovvero colui che rappresenta l&#8217;accusa in Cassazione) critica aspramente il concorso esterno durante la requisitoria. La Cassazione annulla la condanna a Dell&#8217;Utri e Cosentino non perde l&#8217;assist e subito dichiara: il concorso esterno non esiste (chissà perché se ne preoccupa tanto). Ancora una volta le parole nascondo i fatti e non aiutano...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il Procuratore Generale (ovvero colui che rappresenta l&#8217;accusa in Cassazione) critica aspramente il concorso esterno durante la requisitoria. La Cassazione annulla la condanna a Dell&#8217;Utri e Cosentino non perde l&#8217;assist e subito dichiara: il <strong>concorso esterno</strong> non esiste (chissà perché se ne preoccupa tanto). Ancora una volta le parole nascondo i fatti e non aiutano a capire.</p><p>Partiamo da Cosentino, perché la questione vista dal punto di vista politico è &#8220;paradossalmente&#8221; più semplice. Anzitutto la Cassazione non ha assolutamente detto che il concorso esterno non esiste, ma ha semplicemente deciso di annullare la decisione di II grado (l&#8217;appello di Palermo) ritenendola viziata, ma ancora non sappiamo per quale aspetto (se le cose stessero come dice l&#8217;ex coordinatore del Pdl, Dell&#8217;Utri sarebbe stato direttamente assolto). Inoltre <strong>dire che il concorso esterno non esiste è una proposizione inaccettabile, </strong>perché se anche si ritenesse imprudente e\o sbagliato contestare un simile reato nei processi alla borghesia mafiosa, resta il fatto che tale tipo di contestazione punta il dito in particolare contro quei colletti bianchi del terzo livello che da sempre sono esistiti e consentono all&#8217;organizzazione criminale di affermare i propri interessi in ambito politico ed economico.</p><p>L&#8217;organizzazione criminale mafiosa non si occupa solo di reati ma è caratterizzata dal voler ottenere e gestire potere e consenso sul territorio, così da condizionare in maniera quasi totalizzante la vita sociale ed economica. Per questo è importante che almeno politicamente siano stigmatizzati anche quei comportamenti tipici del concorso esterno che, seppure più sfumati dal punto di vista del fatto (il concorrente esterno non uccide, non spaccia, non gestisce direttamente soldi sporchi&#8230;), sono comunque molto gravi perché consentono alle mafie di essere in contatto e in dialogo con uomini delle istituzioni. Faccio un esempio: se stasera il Presidente del Consiglio venisse visto a Trastevere a cena con esponenti della &#8216;ndrangheta nessuno potrebbe per ciò solo parlare di concorso esterno (neppure se le cene si ripetessero, in mancanza di ulteriori elementi), ma altrettanto certamente potremmo dire che si tratterebbe di un <strong>comportamento politico gravissimo</strong> e che di fatto testimonia una disponibilità al dialogo con la malavita. Il giudizio politico sarebbe inequivocabile e questo deve essere l&#8217;aspetto centrale nel dibattito pubblico su queste vicende, per far sì che una eventuale assoluzione nel merito dal processo non si tramuti in una beatificazione politica.</p><p><strong>Veniamo</strong> <strong>al Procuratore Generale e alla sua requisitoria</strong>. Anzitutto i resoconti giornalistici non possono essere sufficienti per fare una valutazione nel merito, ma ci sono alcune cose che possono essere dette sin d&#8217;ora. E&#8217; però un&#8217;anomalia del sistema che un processo così importante non possa vedere rappresentata la posizione di coloro che hanno impostato le indagini e contribuito a formare la prova nel I e nel II grado. Ogni pubblico ministero che va in udienza rappresenta formalmente sempre tutto l&#8217;ufficio ed è in ogni momento totalmente indipendente dalle scelte che lo hanno preceduto, così che di per sè non è affatto patologico che dopo una richiesta di rinvio a giudizio il PM in udienza si convinca a chiedere l&#8217;assoluzione. Tuttavia in questo caso c&#8217;erano state già due condanne (Tribunale e Appello) e c&#8217;era anche pendente un ricorso della Procura Generale di Palermo (quella di II grado) per ottenere un aumento di pena; tale posizione però evidentemente non ha potuto spendere le proprie ragioni a favore della conferma o dell&#8217;aggravamento della sentenza d&#8217;appello, in quanto il PG Iacoviello ha espresso un diverso convincimento. Su questo riflettano quelli che parlano sempre dei super-poteri sbilanciati a favore dell&#8217;accusa nel nostro sistema.</p><p>Last, but not least, alcuni  pensieri telegrafici sulla<strong> questione giuridica del concorso esterno </strong>in associazione mafiosa. Premesso che tale figura di reato sussiste quando qualcuno contribuisce a rafforzare l&#8217;esistenza e\o l&#8217;azione dell&#8217;associazione criminale pur non essendo formalmente partecipe della medesima associazione (nota 1), è evidente che i contrasti giurisprudenziali che ci sono sempre stati sono da ricondurre alla difficoltà di attribuire fatti specifici a tale tipo di concorrente. Si rischia, secondo alcuni, di perdere del tutto il contatto con fatti specifici, contestando &#8220;solo&#8221; frequentazioni, amicizie, rapporti personali. Il tutto spesso illuminato da dichiarazioni di pentiti importanti e coincidenti, ma non sempre riscontrabili in maniera adeguata. D&#8217;altra parte è evidente, per le ragioni che dicevo all&#8217;inizio, che si è sempre ritenuto importante e decisivo nel nostro Paese riuscire ad incriminare anche quelle figure, di solito politiche, che hanno utilizzato la mafia per raccogliere voti e potere mettendosi di fatto a disposizione delle organizzazione per influenzare la vita pubblica (il famoso terzo livello cui miravano Borsellino e Falcone).</p><p>D&#8217;altronde il <strong>concorso esterno è un parente stretto della corruzione</strong>, l&#8217;altro grande male di questa povera patria; con la differenza che lì non è in vendita una specifica scelta (ad esempio un appalto&#8230;), ma in un certo senso l&#8217;uomo politico in quanto tale. Una classe politica seria e decisa a difendere la legalità si impegnerebbe per dare ai magistrati strumenti legislativi più chiari per contrastare anche la borghesia mafiosa, così da evitare che le difficoltà giuridiche si tramutino in delegittimazione per chi si impegna contro la mafia ed incertezza e incomprensione trai i cittadini.</p><p>nota 1: <em>Cassazione Sezione VI </em><em>, <strong>Sentenza</strong><strong> n. </strong></em><strong><em>29458</em><em> del </em></strong><em><strong>26/06/2009</strong>: </em><em>In tema di associazione di tipo mafioso, assume il ruolo di </em><em>concorrente</em><em> &#8220;esterno&#8221; colui che, pur non inserito stabilmente nella struttura organizzativa del sodalizio, fornisce tuttavia un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo, di natura materiale o morale, sempre che questo abbia una effettiva rilevanza causale nella conservazione o nel rafforzamento delle capacità operative dell&#8217;associazione, rivelandosi in tal senso condizione necessaria per la concreta realizzazione del fatto criminoso collettivo.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/dellutri-concorso-esterno/196592/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tutte le udienze di Berlusconi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/tutte-le-udienze-di-berlusconi/193641/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/tutte-le-udienze-di-berlusconi/193641/#comments</comments> <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 17:43:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[magistratura]]></category> <category><![CDATA[udienze]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193641</guid> <description><![CDATA[Nel marzo 2011 l&#8217;allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi lamentava di aver dovuto affrontare 2952 udienze a causa dei processi a lui mossi dai pubblici ministeri politicizzati comunisti e in mala fede (affermare di essere perseguitato vuole dire sostenere che un magistrato decide dolosamente di accusarlo di cose false e mi riesce difficile immaginare un&#8217;accusa più grave e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nel marzo 2011 l&#8217;allora presidente del Consiglio<strong> Silvio Berlusconi</strong> lamentava di aver dovuto affrontare 2952 udienze a causa dei processi a lui mossi dai pubblici ministeri politicizzati comunisti e in mala fede (affermare di essere perseguitato vuole dire sostenere che un magistrato decide dolosamente di accusarlo di cose false e mi riesce difficile immaginare un&#8217;accusa più grave e infamante per chi fa il mio lavoro).</p><p><strong>2.952 udienze </strong>corrispondono a 8 anni e 32 giorni, festivi inclusi! E considerate che per legge dal 15 luglio al 15 settembre non si celebrano udienze se non per casi particolari. Se poi ci si mette che molti processi sono stati a lungo sospesi per norme poi dichiarate incostituzionali (lodo alfano e legittimo impedimento), la media è praticamente di un&#8217;udienza al giorno dal lunedì al venerdì dal 1994 a oggi.</p><p>Ieri leggevo che Berlusconi avrebbe affermato invece di aver subito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.dire.it/DIRE-POLITICO/berlusconi_ho.php?c=43001&amp;m=9&amp;l=it" target="_blank">2600 udienze in 14 anni</a></span>: sono sempre tantissime,<strong> una ogni 1,9 giorni</strong> (festivi inclusi, si capisce), però sono 352 in meno rispetto al marzo scorso (ma allora si riferiva forse a un periodo più lungo? O quelle prime 352 udienze erano giuste e non persecutorie e quindi non conteggiate? Non lo so).</p><p>Tutto questo potrebbe avere un suo lato comico, se non fosse una dichiarazione pubblica e reiterata da persona che ha rivestito <strong>alte cariche pubbliche</strong> e che ha una grande responsabilità politica nel Paese. Se non fosse uno degli argomenti usati per convincere l&#8217;opinione pubblica che è perseguitato e che anche per questo non ha potuto fare tutto quello che aveva promesso. Se non fosse un&#8217;iperbolica bugia (ripetuta fino allo sfinimento) per giustificare riforme costituzionali, attacchi personali e la delegittimazione dell&#8217;intera magistratura. Se non fosse che la giustizia versa in condizioni drammatiche da troppo tempo.</p><p>Ecco che allora c&#8217;è poco da ridere. E viene un sospetto sul perchè sino ad oggi non si sia fatto praticamente nulla per rendere la <strong>giustizia penale</strong> davvero più efficace e rapida. Ciò di cui abbiamo davvero bisogno sono notizie vere, questioni concrete, parlare seriamente dei reali problemi della giustizia. Le infiltrazioni mafiose e la corruzione non si vincono delegittimando l&#8217;autorità giudiziaria e ingolfando il processo penale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/tutte-le-udienze-di-berlusconi/193641/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Mani pulite: vent&#8217;anni sembrano pochi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/mani-pulite-ventanni-sembrano-tanti/192196/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/mani-pulite-ventanni-sembrano-tanti/192196/#comments</comments> <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 13:16:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[corruzione]]></category> <category><![CDATA[de gregori]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[magistratura]]></category> <category><![CDATA[Mani Pulite]]></category> <category><![CDATA[Roberto Scarpinato]]></category> <category><![CDATA[tangentopoli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192196</guid> <description><![CDATA[&#8220;Vent&#8217;anni sembrano pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più&#8221; (F. De Gregori). Vent&#8217;anni dopo l&#8217;ondata di scandali e inchieste giudiziarie denominata Mani Pulite sembra che la classe dirigente italiana abbia di nuovo bisogno di una bella insaponata. Ce lo dice la cronaca quotidiana dei giornali che non si limitano a fare eco...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Vent&#8217;anni sembrano pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più</em>&#8221; (F. De Gregori). Vent&#8217;anni dopo l&#8217;ondata di scandali e inchieste giudiziarie denominata<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/16/subito-5-leggi-contro-le-mazzette/191576/" target="_blank">Mani Pulite</a></span> </strong>sembra che la classe dirigente italiana abbia di nuovo bisogno di una bella insaponata. Ce lo dice la cronaca quotidiana dei giornali che non si limitano a fare eco al potere; ce lo dice la Corte dei Conti che quest&#8217;anno ha parlato di un costo per la collettività di 60 miliardi di euro; ce lo dicono gli organismi internazionali, secondo i quali l&#8217;Italia è il Paese occidentale con il più alto tasso di corruzione (Transparency International).</p><p>Tutto doveva cambiare perché nulla cambiasse (il Gattopardo docet) e così oggi sono in pochi a credere ancora alla leggenda metropolitana della<strong> Seconda Repubblica</strong>: quella fauna torbida di furbetti ancora tira i fili della politica e dell&#8217;economia, ancora la legalità è un&#8217;eccezione mal sopportata (il rifugio dei deboli), ancora la democrazia formale fa da paravento a oligarchie e conflitti d&#8217;interessi, mentre l&#8217;informazione indossa troppo spesso i ridicoli panni della propaganda. Evidentemente non sono bastate le centinaia di condanne passate in giudicato. Evidentemente gli scandali passano e la vergogna non è virtù diffusa tra i molti impresentabili membri del potere politico ed economico, tanto che ci fa sorridere la dimissione del presidente tedesco a fronte di una vicenda che in Italia sarebbe liquidata con qualche battuta e magari qualche insulto agli accusatori.</p><p>Evidentemente le <strong>gestione del potere tramite scambi di favore</strong>, pressioni illecite e ruberie non è una mera patologia del sistema, ma una propensione presente nel Dna italiano: nessun altro paese mischia una simile corruzione con alcune tra le mafie più potenti e antiche del mondo e con rigurgiti di terrorismo di stato. Una magistratura capace e indipendente è indispensabile come l&#8217;ossigeno in un simile contesto, ma non basterà mai da sola. E nemmeno basterebbe il migliore possibile dei disegni di legge sulla corruzione.</p><p>Il contrasto meramente giudiziario non porta risultati duraturi ed efficaci se a ciò non si accompagna una presa di consapevolezza profonda dei cittadini, un <strong>percorso culturale che apra gli occhi a tutti</strong> e non usi la legalità solo come bandiera da tirare fuori quando ci torna utile, per poi rimetterla in soffitta quando costringe a scelte scomode.</p><p>&#8220;<em>In quella manciata di anni [...] il primato della legge sulla politica garantito mediante l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza dell&#8217;ordine giudiziario diviene ordinamento reale [...]. La Costituzione scritta diviene Costituzione vivente rivelando tutta la sua portata rivoluzionaria e destabilizzante degli assetti del potere</em>&#8221; (<em>Il ritorno del principe</em>, R. Scarpinato e S. Lodato). Le parole di Roberto Scarpinato sono di insuperabile chiarezza e ci devono ricordare che quello che è avvenuto vent&#8217;anni fa, ovvero l&#8217;<strong>applicazione equanime della legge anche ai potenti </strong>(al netto delle polemiche su alcuni possibili casi di eccessivo uso delle misure cautelari, che non spostano il dato di fondo accertato da innumerevoli condanne). Non è stata una stagione eversiva, ma semmai l&#8217;immagine fugace di quello che dovrebbe essere il Paese sognato dai nostri Padri: un luogo di democrazia, libertà e legalità, dove la politica è al servizio dei cittadini e non viceversa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/mani-pulite-ventanni-sembrano-tanti/192196/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Violenza di gruppo e informazione demagogica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/violenza-gruppo-informazione-demagogica/188802/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/violenza-gruppo-informazione-demagogica/188802/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:01:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[anna maria franzoni]]></category> <category><![CDATA[carfagna]]></category> <category><![CDATA[corte di cassazione]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[custodia cautelare]]></category> <category><![CDATA[magistratura]]></category> <category><![CDATA[violenza sessuale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188802</guid> <description><![CDATA[La Cassazione ha stabilito che non deve applicarsi obbligatoriamente la misura cautelare della custodia in carcere per gli indagati del reato di violenza sessuale di gruppo. La notizia si è rapidamente sparsa sul web facendo ritenere che la Suprema Corte avrebbe detto che gli stupratori non devono più andare in carcere e così risultando in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La Cassazione ha stabilito che non deve applicarsi obbligatoriamente la misura cautelare della custodia in carcere per gli indagati del <strong>reato di violenza sessuale di gruppo</strong>. La notizia si è rapidamente sparsa sul web facendo ritenere che la Suprema Corte avrebbe detto che gli stupratori non devono più andare in carcere e così risultando in un&#8217;umiliazione per le donne o quanto meno in una grave e incomprensibile sottovalutazione di un delitto particolarmente odioso.</p><p>Ovviamente ne sono seguite le varie reazioni indignate in difesa delle donne. E chi non sta dalla parte della donna e della persona offesa in generale in fatti simili? La Cassazione allora è composta da maschilisti retrogradi e insensibili? Capisco che la notizia presentata così sia più appetitosa e stimoli maggiormente il populismo forcaiolo, ma le cose stanno diversamente e la Cassazione non solo non è impazzita ma ha applicato un <strong>principio addirittura di rango costituzionale</strong>. Proviamo a fare chiarezza.</p><p>Anzitutto qui non si sta parlando della pena, ma della <strong>misura cautelare applicabile</strong>. Quindi si tratta di capire quali misure applicare a indagati (non stupratori, ma indagati) ancora non dichiarati colpevoli con sentenza definitiva e che quindi godono ancora della presunzione di colpevolezza. L&#8217;ordinamento sacrifica parzialmente questo principio laddove qualcuno sia accusato di reati gravi e in presenza di due fondamentali e ulteriori presupposti: presenza di gravi indizi (che però appunto non sono prova certa e garanzia di condanna) e sussistenza di esigenze cautelari, ovvero se c&#8217;è il rischio che l&#8217;indagato commetta altri reati gravi oppure che si dia alla fuga o ancora che cerchi di inquinare le prove. Solo in presenza di questi rigidi presupposti è possibile infliggere una limitazione della libertà personale anche ad una persona ancora non giudicata in maniera definitiva colpevole.</p><p>E&#8217; una <strong>scelta sempre difficile e anche dolorosa</strong> perchè la presunzione di non colpevolezza è una cardine del nostro diritto, ma di fronte a determinati rischi e pericoli si giustifica la scelta di applicare una misura cautelare. Ciò detto si tratta di decidere quale misura. Il codice ci fornisce una regola di fondo: &#8220;la custodia cautelare in carcere può essere disposta soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata&#8221;. Il carcere, insomma, è l&#8217;ultima spiaggia, e si deve ricorre a tale estremo strumento solo se ogni altra strada appare insufficiente. Quali sono le altre strade? Gli arresti domiciliari, l&#8217;obbligo di dimorare in un certo comune o di non andare in un certo posto, il divieto di vivere con la famiglia (per determinati reati &#8220;domestici&#8221;), ecc&#8230;</p><p>Può anche accadere che nonostante si tratti di un reato molto grave sia sufficiente una misura meno grave del carcere e vi faccio un esempio per farmi capire. Esiste un reato più grave e orribile che uccidere un neonato? Non credo, eppure <strong>Anna Maria Franzoni </strong>ha atteso la sentenza definitiva da persona libera e solo dopo è andata in carcere. Un paradosso? Non direi, e che si sia trattato di una scelta equilibrata lo dimostra il fatto che nel frattempo ella non ha commesso altri reati: quindi da questo punto di vista i giudici hanno giustamente ritenuto che non fosse necessario adottare misure restrittive nonostante l&#8217;estrema gravità del delitto e la presenza di indizi gravissimi che infatti poi hanno condotto alla condonna e alla pena detentiva.</p><p>Per tornare al reato di violenza sessuale di gruppo, il legislatore aveva tentato di obbligare i magistrati a tenere sempre in carcere gli indagati per taluni reati (tra cui quelli di violenza sessuale). La Corte Costituzionale ha bocciato una simile scelta, priva di razionalità giuridica e di buon senso: la<strong> presunzione di innocenza</strong> non può essere gettata alle ortiche e dovrà sempre valutarsi caso per caso e persona per persona se è necessario applicare una misura e quale tra le varie misure sia la più idonea e quella comunque sufficiente a garantire le esigenze cautelari.</p><p>Aggiungo solo che lo Stato ogni anno paga svariati milioni di euro per <strong>risarcire persone ingiustamente detenute</strong>, ovvero che sono state tenute in carcere e poi assolte nel processo: questo dato, che non sto qui adesso a commentare, ci dice quanto meno che anche in fase cautelare ci si può sbagliare e quindi serve grande equilibrio. Equilibrio nel saper tutelare e proteggere la persona offesa e la sicurezza pubblica in generale da un lato, garantendo però i diritti dell&#8217;indagato e difendendo i principi fondamentali dello Stato di diritto, che non deve mai cedere alla paura.</p><p>Che l&#8217;ex ministro <strong>Carfagna</strong> dica che così &#8220;si manda un messaggio sbagliato&#8221; la dice lunga sul senso del diritto di certa politica: i magistrati con i loro provvedimenti non mandano messaggi, ma accertano fatti e applicano la legge e la Costituzione a casi specifici e persone specifiche. Esistono sistemi in cui le persone vengono usate per mandare messaggi tramite provvedimenti esemplari e non calibrati sul caso specifico: sono i sistemi fascisti e illiberali.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/violenza-gruppo-informazione-demagogica/188802/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lobby al sole anche da noi?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/lobby-sole-anche/186784/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/lobby-sole-anche/186784/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:43:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[corruzione]]></category> <category><![CDATA[lobby]]></category> <category><![CDATA[magistratura]]></category> <category><![CDATA[Parlamento europeo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=186784</guid> <description><![CDATA[In queste settimane osserviamo la protesta forte di molte categorie: dai camionisti ai notai, passando per farmacisti e avvocati. Ogni categoria è portatrice di legittimi interessi e di una specifica visione, e nel recente passato analoghe battaglie di categoria sono state portate avanti anche dalla magistratura, che si riteneva aggredita nelle sue prerogative costituzionali (e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In queste settimane osserviamo la <strong>protesta forte di molte categorie</strong>: dai camionisti ai notai, passando per farmacisti e avvocati. Ogni categoria è portatrice di legittimi interessi e di una specifica visione, e nel recente passato analoghe battaglie di categoria sono state portate avanti anche dalla magistratura, che si riteneva aggredita nelle sue prerogative costituzionali (e sotto tale nobile e giusto vessillo ha volte ha difeso posizione di rendita e piccoli privilegi).</p><p>E&#8217; fin troppo facile osservare che quasi tutti noi siamo d&#8217;accordo quando le riforme riguardano gli altri e invece opponiamo resistenza nel momento in cui ci toccano direttamente: siamo tutti molto corporativi e forse c&#8217;è anche una certa diffidenza che i sacrifici chiesti a qualcuno servano davvero a tutti. Non entro nelle luci ed ombre del progetto governativo, ma vorrei approfittare di queste vicende per una piccola <strong>riflessione sulle lobby</strong>.</p><p>Da noi il termine lobby è avvolto da un&#8217;area esclusivamente negativa, richiamando l&#8217;azione di corporazioni solitamente danarose per influenzare l&#8217;azione pubblica a loro interesse, muovendosi nei corridoi e nel backstage della vita pubblica. Quasi nessuno sa che nel Parlamento Europeo i &#8220;<strong>lobbisti</strong>&#8221; devono (o dovrebbero) essere tutti registrati e agiscono (o dovrebbero agire) in maniera trasparente. Un assurdo? Non direi&#8230;</p><p>Se ad esempio si discutesse di una direttiva sulle automobili, entrerebbero in campo le lobby a rappresentare e sostenere le ragioni provenienti dalle varie parti: i produttori di auto, le associazioni ambientali, i sindacati dei lavoratori, ecc&#8230; Non dovranno (non dovrebbero) fare telefonate subdole, corteggiamenti serrati o imbarazzanti proposte, bensì si presenterebbero in Parlamento chiedendo ufficialmente di essere ricevuti dai vari parlamentari al fine di convincerli delle loro ragioni. Nessuna parte va demonizzata in assoluto, avendo conoscenze specifiche e una propria legittima visuale: l&#8217;importante è che la loro azione di pressione si svolga in maniera trasparente: poi la palla passa alla politica che nel dibattito dovrà bilanciare i diversi interessi ma soprattutto cercare il bene della collettività presente e futura.</p><p>Facile a dirsi, certo. Però almeno si cerca di<strong> portare alla luce del sole un fenomeno</strong> che altrimenti si alimenta di comportamenti scorretti ed è da sempre (e forse sarà per sempre) una delle più tipiche occasioni di corruzione degli uomini che si occupano di politica. Nessuna relazione pericolosa e segreta (si spera), ma incontri regolarmente registrati così che eventualmente l&#8217;opinione pubblica possa rendersi conto e valutare se il singolo parlamentare è stato portare di interessi di parte o ha avuto la capacità di ascoltare tutti formandosi un&#8217;autonoma opinione.</p><p>Naturalmente il meccanismo ha speranza di funzionare solo se esiste una stampa libera e una cittadinanza dotata di una minima capacità di senso critico e solo se esistono autorità serie di controllo che vigilano; inoltre credo anche che si dovrebbero prevedere regole per impedire che le<strong> lobby economicamente più forti </strong>possano diventare &#8220;troppo convincenti&#8221;. Si tratta di una sfida non scontata, insomma, ma che presenterebbe grandi opportunità.</p><p>L&#8217;Italia, affetta da <strong>cronica corruzione pubblica</strong>, ha bisogno di liberarsi di tanto buonismo ipocrita (fingiamo tutti di perseguire nobili fini ma poi facciamo pressione perché nessuno tocchi il nostro orticello) per affrontare in maniera più moderna e trasparente anche il fenomeno delle lobby, così che pian piano maturi la consapevolezza che al di sopra degli interessi di categoria c&#8217;è il bene comune.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/lobby-sole-anche/186784/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Uscire dalla trincea</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/uscire-dalla-trincea/182003/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/uscire-dalla-trincea/182003/#comments</comments> <pubDate>Sat, 07 Jan 2012 14:21:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[anm]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[legalità]]></category> <category><![CDATA[magistrati]]></category> <category><![CDATA[magistratura]]></category> <category><![CDATA[pm]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=182003</guid> <description><![CDATA[La magistratura è da molto, troppo tempo in trincea. Attacchi alla Costituzione, proposte di riforma capaci di minare la separazione dei poteri e l&#8217;autonomia dei pubblici ministeri e poi le leggi ad personam, l&#8217;abolizione di fatto del falso in bilancio, i tentativi di demolire le intercettaazioni e di estendere sempre di più un istituto che già ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>magistratura</strong> è da molto, troppo tempo<strong> in trincea</strong>. Attacchi alla Costituzione, proposte di riforma capaci di minare la separazione dei poteri e l&#8217;autonomia dei pubblici ministeri e poi le leggi ad personam, l&#8217;abolizione di fatto del falso in bilancio, i tentativi di demolire le intercettaazioni e di estendere sempre di più un istituto che già ha degli effetti abnormi nel nostro paese come la prescrizione. E ancora gli attacchi dalla classe politica: antropologicamente diversi, il cancro del paese, fannulloni, ecc&#8230;</p><p>Era quasi inevitabile che la magistratura, già di per sè auto-referenziale per deformazione professionale, finisse per andare in trincea, per arroccarsi e difendere la linea del Piave. Ho spesso condiviso questa<strong> &#8220;difesa&#8221; della legalità</strong>, della Costituzione e del ruolo della magistratura, ma opporsi a questi cambiamenti pericolosi ed errati non vuol dire non riconoscere il bisogno di riforme in assoluto.</p><p>L&#8217;Associazione Nazionale della Magistratura ha spesso cercato anche di formulare proposte costruttive cercando di indicare temi concreti (basta vedere i comunicati ufficiali degli ultimi anni): quello che è mancato davvero è il coraggio di fare <strong>riforme significative al nostro interno</strong>.</p><p>La magistratura non è la principale colpevole dello stato patologico della nostra giustizia: i dati dell&#8217;istituzione europea CEPEJ dimostrano che siamo ai vertici per carico di lavoro e produttività. Tuttavia è evidente anche a chi non lavora nei tribunali che ci sono <strong>nodi importanti da sciogliere</strong>; ne indico due in particolare:</p><p>- le scelte dei capi degli uffici sono ancora troppo spesso inquinate da logiche correntizie e non sempre prevale il merito (e quindi non sempre prevale l&#8217;interesse a una migliore amministrazione della giustizia nell&#8217;interesse della collettività)</p><p>- il sistema disciplinare è diventato più severo ma tende a colpire più che altro il singolo errore o la singola anomalia, lasciando spesso tranquilli quelli che lavorano poco<span style="text-decoration: underline;"> </span>e si nascondono tra le carte.</p><p>Da entrambi questi gravi problemi si può uscire solo in due modi: aprendoci almeno in parte al contributo e alla valutazione degli altri operatori (avvocature, polizia giudiziaria, personale amministrativo e cittadini utenti degli uffici giudiziari) e utilizzando parametri oggettivi (non solo la quantità di provvedimenti sfornati ma anche la loro tenuta nei diversi gradi per esempio, dato del tutto sconosciuto ad oggi). Ci sono dei<strong> rischi in questa sfida</strong>, ma soprattutto tante opportunità.</p><p>Oggi finalmente siamo in un momento di tregua e non abbiamo più la &#8220;scusa&#8221; di doverci difendere dagli attacchi dalla politica (altro che scontro, in questi anni siamo stati investiti&#8230;). Approfittiamo di questo momento per mettere a nudo i nostri errori e le nostre mancanze: apriamoci al confronto con i cittadini e con gli altri operatori della giustizia (gli avvocati facciano lo stesso) e cerchiamo di <strong>superare le logiche corporative</strong>. Io credo che solo una maggiore trasparenza e apertura possa rimettere pienamente al passo coi tempi la magistratura italiana (che vive ancora troppe contraddizioni). Solo così si potrà così evitare che dopo questa fase di tregua si torni in trincea e giungano ancora riforme punitive, ideologiche o ancor peggio dettate da una classe dirigente che ancora non sembra aver davvero deciso da che arte stare tra corruzione e legalità.</p><p>Il rispetto delle leggi è questione troppo complicata e delicata in questo Paese perché la magistratura possa permettersi cadute sul piano della credibilità etica e dell&#8217;autorevolezza professionale. Per fare questo abbiamo bisogno che l&#8217;opinione pubblica ci stimoli su questi temi: raramente nel nostro Paese le riforme arrivano se non si diffonde una forte percezione della necessità ed urgenza delle stesse. Soprattutto le riforme che andrebbero realizzate anche da coloro a cui si rivolgono.</p><p>La miglior difesa è l&#8217;attacco: ovvero, in questo caso, la <strong>miglior difesa della legalità è l&#8217;avanguardia nelle riforme</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/uscire-dalla-trincea/182003/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Che metterei sotto l&#8217;albero (e nella Costituzione)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/cosa-metterei-sotto-lalbero-nella-costituzione/178607/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/cosa-metterei-sotto-lalbero-nella-costituzione/178607/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Dec 2011 08:23:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[evasione fiscale]]></category> <category><![CDATA[immigrazione]]></category> <category><![CDATA[pareggio di bilancio]]></category> <category><![CDATA[scuola pubblica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=178607</guid> <description><![CDATA[Rigore e austerità sono importanti e li dobbiamo soprattutto ai nostri figli, ma credo che se proprio dobbiamo toccare la nostra bellissima Costituzione io non mi limiterei al pareggio in bilancio. Per carità, principio sacrosanto per la sostenibilità dello Stato, ma proviamo a volare alti. Oggi sono in molti a dire che l&#8217;Europa sta rischiando...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Rigore e austerità sono importanti e li dobbiamo soprattutto ai nostri figli, ma credo che se proprio dobbiamo toccare la nostra bellissima <strong>Costituzione</strong> io non mi limiterei al pareggio in bilancio. Per carità, principio sacrosanto per la sostenibilità dello Stato, ma proviamo a volare alti.</p><p>Oggi sono in molti a dire che l&#8217;Europa sta rischiando di fallire proprio perché è quasi esclusivamente percepita come uno spazio di mercato, un&#8217;istituzione lontana che si occupa di finanza e commercio, e si è dimenticata di parlare agli europei, di farci sentire un popolo, di investire in dialogo, cultura e di aiutarci a sognare e progettare insieme un futuro di pace.</p><p>Allora, cominciamo dalla nostra Costituzione:<strong> perché non dire che </strong>la nostra Repubblica ripudia, come la guerra, anche ogni tipo di organizzazione mafiosa e affaristica volta ad avvantaggiare pochi a discapito di molti? Perché non parlare espressamente del rispetto della legge e di legalità come presupposto imprescindibile della convivenza sociale? Perché non diciamo forte e chiaro che qualsiasi forma di evasione fiscale è un&#8217;offesa al principio di solidarietà? Perché non mettiamo nero su bianco che il contrasto ad ogni genere di corruzione deve essere priorità e patrimonio comune di qualsiasi progetto politico?Perché non inserire il libero accesso alla Rete e l&#8217;indipendenza dei mezzi di informazione tra i cardini della democrazia del terzo millennio? Perché non ricordiamo che il conflitto di interessi è una minaccia agli interessi della collettività? Perché non porre il principio della trasparenza della Pubblica Amministrazione come primo baluardo per essere cittadini e non sudditi? Perché non riaffermiamo fortemente la laicità dello Stato che sola può garantire davvero la reciproca indipendenza di Istituzioni e Chiesa? Perché non mettere ancora più in chiaro che la Scuola Pubblica è la pietra angolare del futuro? Perché tra i nostri principi fondamentali non inserire l&#8217;accoglienza degli immigrati?</p><p><em></em>Sono tutte<strong> declinazioni di principi in realtà già presenti in Costituzione</strong>, ma purtroppo in questi anni abbiamo assistito anche allo svuotamento delle parole, alla strumentalizzazione di qualsiasi idea e credo che abbiamo invece tanto bisogno di tornare a condividere un terreno di valori comuni, non negoziabili, non soggetti al compromesso politico di basso livello.</p><p>Abbiamo bisogno di dire che la <strong>dignità delle persone</strong> e la loro libertà devono essere al centro della politica: il diritto e l&#8217;economia sono al loro servizio e non viceversa.</p><p>Banale, scontato; ma se guardiamo a quello che è accaduto al Paese ci rendiamo conto che nessun valore e nessuna libertà sono davvero conquistati una volta per tutte: l&#8217;illegalità è diffusa, <strong>l&#8217;evasione</strong> <strong>fiscale</strong> tollerata, la <strong>scuola</strong> <strong>pubblica</strong> assediata, gli <strong>immigrati</strong> rifiutati e sfruttati, la laicità a rischio, la trasparenza un&#8217;utopia, il <strong>conflitto d&#8217;interessi </strong>una condizione permanente. Torniamo alle radici dell&#8217;Italia che vorremmo, riprendiamoci la Costituzione e non affidiamo il nostro futuro soltanto al bilancio. Allora torneranno anche i conti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/cosa-metterei-sotto-lalbero-nella-costituzione/178607/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Perché la giustizia sia un valore e non un peso</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/perche-giustizia-valore-peso/175306/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/perche-giustizia-valore-peso/175306/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Dec 2011 12:58:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[CAssazione]]></category> <category><![CDATA[falso in bilancio]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[ministro]]></category> <category><![CDATA[riforma giustizia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175306</guid> <description><![CDATA[Caro Ministro, credo che questa stagione politica di transizione possa rappresentare una grande opportunità per affrontare le tante questioni tecniche e concrete che ingolfano il motore della giustizia e la rendono lenta per i cittadini onesti e utilmente lunga e inefficace per i furbi. Mettiamo da parte i vari specchietti per le allodole (processo breve), le questioni ideologiche (separazione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro Ministro, credo che questa stagione politica di transizione possa rappresentare una grande opportunità per affrontare le tante questioni tecniche e concrete che ingolfano il <strong>motore della giustizia </strong>e la rendono lenta per i cittadini onesti e utilmente lunga e inefficace per i furbi. Mettiamo da parte i vari specchietti per le allodole (processo breve), le questioni ideologiche (separazione carriere) e quelle legate solo a interessi di pochi (intercettazioni): niente di tutto questo renderebbe la giustizia più efficace e meno costosa.</p><p>Lei è anche un avvocato e quindi conosce benissimo le tante irrazionalità che dilatano inutilmente i tempi e fanno lievitare i costi: eccessi di garantismo che alimentano la corsa alla prescrizione, bizantinismi medioevali per le notifiche, una quantità di processi e di ricorsi sino in Cassazione che non hanno eguali tra i paesi occidentali e che ci rendono le pecore nere dell&#8217;Europa per i tempi della giustizia, nonostante gli organismi europei dicano che i magistrati italiani sono tra quelli più produttivi e più carichi di lavoro.</p><p>Torniamo allora a parlare di <strong>questioni concrete</strong> che possano portare insieme un beneficio al cittadino che chiede giustizia ed anche alle casse dello Stato:</p><p>- revisione della<strong> geografia giudiziaria</strong>, con l&#8217;accorpamento dei tribunali minori;</p><p>- semplificazione delle <strong>notifiche</strong> e dei riti;</p><p>- reale <strong>informatizzazione</strong> (e non quella solo fatta di slogan e che poi ci lascia sommersi di carte);</p><p>- studiare forme di <strong>depenalizzazione</strong>;</p><p>- filtrare e diminuire il <strong>contenzioso civile</strong>, valutando la possibilità di saltare il grado di appello per i casi di modesta rilevanza (dico questo perché per toccare il ricorso in Cassazione si dovrebbe modificare la Costituzione e si tratta quindi di questione su cui ragionare, ma troppo complessa forse per un governo di emergenza come il vostro);</p><p>- ripensare le <strong>sanzioni</strong>, andando verso forme non carcerarie ma di assunzione della responsabilità e di risarcimento effettivo del danno causato alla vittima e allo Stato&#8230;</p><p>&#8230;avrei poi un sogno nel cassetto, anche se temo che parte della maggioranza che vi sostiene non lo gradirebbe troppo.</p><p>Siete un Governo con una forte sensibilità europea (come dovrebbero esserli tutti visto che abbiamo scritto e firmato tutti i trattati): allora perché non ripristinare in maniera seria e severa il <strong>reato di falso in bilancio</strong> (come Bruxelles ci chiede ma non ci può costringere a fare), così da restituire credibilità anche all&#8217;intero sistema di imprese e finanziario italiano, troppo spesso macchiato da vicende di corruzione e da truffe miliardarie?</p><p>Lo so, mi son fatto prendere la mano. Ma sognare, almeno questo, non costa nulla.</p><p>Cordialmente</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/perche-giustizia-valore-peso/175306/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Un magistrato su misura, di chi?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/25/magistrato-misura/172890/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/25/magistrato-misura/172890/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 Nov 2011 08:22:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Csm]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[magistratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=172890</guid> <description><![CDATA[Il Presidente Napolitano si è rivolto all&#8217;organo di auto-governo della magistratura (il Consiglio Superiore) sottolineando tra l&#8217;altro l&#8217;importanza di trasmettere  &#8221;un valido codice deontologico volto ad affermare il necessario rigore nel costume e nei comportamenti del magistrato&#8221;. Premesso che un codice etico (non siamo un ordine professionale, per ora) c&#8217;è ed è stato rinnovato proprio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente Napolitano si è rivolto all&#8217;organo di auto-governo della magistratura (il Consiglio Superiore) sottolineando tra l&#8217;altro l&#8217;importanza di trasmettere  &#8221;un valido codice deontologico volto ad affermare il necessario rigore nel costume e nei comportamenti del magistrato&#8221;. Premesso che un <strong>codice etico</strong> (non siamo un ordine professionale, per ora) c&#8217;è ed è stato rinnovato proprio di recente a seguito delle non isolate vicende di preoccupante e avvilente connivenza di magistrati rispetto a più o meno illeciti comitati d&#8217;affari (<a href="http://www.associazionenazionalemagistrati.it/codice-deontologico.aspx" target="_blank">http://www.associazionenazionalemagistrati.it/codice-deontologico.aspx</a>); inoltre esiste una vastissima giurisprudenza che negli anni ha sanzionato i comportamenti di fatto deontologicamente scorretti (è un sistema disciplinare con luci e molte ombre nonostante le molte condanne, ma questa è un altro questione).</p><p>Sono profondamente convinto che per selezionare (e poi formare) un <strong>buon magistrato</strong> sia necessario verificarne molte qualità, poiché è senz&#8217;altro vero che essere un ottimo giurista è condizione indispensabile ma non sufficiente. Un genio della matematica potrebbe essere un pessimo insegnante se gli mancano doti di comunicazione ed empatia coi ragazzi, mentre una grande penna, brillante e lucida, può diventare un pessimo giornalista se non ha indipendenza e coraggio.</p><p>Io stesso ho provato a segnalare questo tema all&#8217;interno dell&#8217;associazione magistrati ma c&#8217;è molta chiusura per due ragioni fondamentali: una cattiva e una buona. La cattiva ragione per evitare valutazioni anche di tipo extra-giuridico nella nostra selezione/formazione è ovviamente quella corporativa, che si oppone ad ogni controllo a prescindere, quella di chi non vuol vedere toccati i propri spazi di movimento e teme giudizi negativi, sentendosi auto-referenzialmente al di sopra di ogni giudizio. Questo è inaccettabile. Molti altri, e in parte mi metto tra questi, temono che queste valutazioni possano non essere affidabili, soprattutto se concepite da una classe dirigente politica complessivamente poco autorevole, soprattutto sul piano della legalità (siamo pur sempre il paese con la più alta infiltrazione mafiosa nei partiti e con il tasso di corruzione più elevato tra i paesi OCSE).</p><p>Insomma, ci sarebbe oggettivamente il rischio che poi ci si sceglie e si plasma solo il <strong>giudice e il pubblico ministero che ci piace</strong>, burocrate, a propria somiglianza, potenzialmente cordiale e non fastidioso, come certi che indagano dappertutto senza guardare in faccia a nessuno, tanto per dire. A me piacerebbe che ci fosse un clima di maggiore apertura e fiducia che consentisse di predisporre valutazioni credibili anche in tema di organizzazione del lavoro, equilibrio, pensiero critico, capacità di gestire lo stress e la pressione, tutte qualità che io ritengo fondamentali per fare bene il nostro lavoro.</p><p>Speriamo che il futuro ci porti un contesto istituzionale, politico e culturale nel quale fare riforme non punitive e di retroguardia, ma coraggiose e di modernizzazione. Allora sono convinto che gran parte della magistratura avrà solo da guadagnarci e con essa il servizio giustizia e quindi i cittadini.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/25/magistrato-misura/172890/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Le Br in procura e il silenzio al Ministero</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/18/procura-silenzio-ministero/171352/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/18/procura-silenzio-ministero/171352/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Nov 2011 10:27:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Br]]></category> <category><![CDATA[legalità]]></category> <category><![CDATA[magistrati]]></category> <category><![CDATA[ministro degli interni]]></category> <category><![CDATA[procura milano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=171352</guid> <description><![CDATA[&#8220;Via le Br dalla Procura di Milano&#8221;, tuonava su sfondo rosso un grottesco manifesto in piena campagna elettorale in vista dell&#8217;elezione del sindaco del capoluogo lombardo nella primavera di quest&#8217;anno. Vi ricorderete forse che dopo pochi giorni si scoprì che dietro l&#8217;anonimo manifesto si celava un candidato del centro-destra, poi estromesso con tante scuse da...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Via le Br dalla Procura di Milano&#8221;, tuonava su sfondo rosso un grottesco <strong>manifesto in piena campagna elettorale </strong>in vista dell&#8217;elezione del sindaco del capoluogo lombardo nella primavera di quest&#8217;anno. Vi ricorderete forse che dopo pochi giorni si scoprì che dietro l&#8217;anonimo manifesto si celava un candidato del centro-destra, poi estromesso con tante scuse da parte della stessa Letizia Moratti.</p><p>Al coro di sdegnata condanna si unirono praticamente tutti, compreso il ministro degli Interni Maroni (il quale annunciò “verifiche” per individuare i responsabili dell’affissione “da condannare” anche perché la Procura di Milano “è stata duramente colpita dalle Br&#8221;) e il Ministro della Giustizia Angelino Alfano (che ricordò come l’autorità giudiziaria, diceva Alfano, “è garante dell’applicazione dei principi di legalità e di giustizia e sull’altare di questi ha versato un tributo di sangue che nessuno può dimenticare”). Forse solo l<strong>&#8216;ex presidente del Consiglio non intervenne </strong>in maniera tempestiva ed esplicita, dando l&#8217;impressione (ma è solo una mia opinione) che quel manifesto aveva detto in maniera solo un po&#8217; troppo colorita e aggressiva quello che tutto sommato una certa parte di politica pensava e diceva tra le righe da molto tempo (d&#8217;altronde la rassegna stampa sulle accuse violentissime rivolte dall&#8217;ex premier in particolare alla Procura di Milano richiederebbe un intero libro).</p><p>In effetti si tratta di una vicenda paradigmatica del<strong> rapporto tra politica e magistrati</strong> nella Seconda Repubblica, i cui tratti salienti sono : 1) diffondere la leggenda metropolitana che la magistratura agisca per fini politici, così da non dover parlare e spiegare il contenuto delle accuse; 2) delegittimare l&#8217;accusatore e l&#8217;istituzione magistratura nel suo complesso: accusare è la miglior difesa; 3) far credere che un&#8217;indagine sia politica per il solo fatto che si occupa di uomini politici, laddove invece sarebbe politica se fosse infondata, mentre è perfettamente normale e doverosa se si occupa di comportamenti illeciti che commettono anche i politici in questo Paese (che gli effetti di un&#8217;indagine siano anche politici è altra questione che non può e non deve influenzare l&#8217;azione dei pubblici ministeri i quali hanno l&#8217;obbligo di accertare i reati e perseguirli nei confronti di chiunque); 4) difendersi &#8220;dal processo&#8221; e non &#8220;nel processo&#8221; (tecnica peraltro legittimata anche da Enrico Letta sul <em>Corriere</em>).</p><p>La vicenda, oltre che gravissima e indegna, è significativa anche per il seguito processuale, che però nessuno o quasi ancora conosce. Dovete sapere che la Procura di Milano ha contestato agli indagati il reato di &#8220;<strong>vilipendio alla magistratura</strong>&#8220;, previsto dall&#8217;art. 291 del codice penale. Per tale reato è previsto una particolare procedura in quanto l&#8217;azione penale può essere esercitata dalla Procura se e solo se il Ministro della Giustizia concede l&#8217;autorizzazione a procedere (si tratta di una clausola eccezionale predisposta forse per evitare che i magistrati perseguissero chiunque li contestasse in maniera pretestuosa, abusando della fattispecie penale).</p><p>La Procura ha inoltrato sin dallo scorso maggio la <strong>richiesta di autorizzazione al Ministero</strong> ma in oltre 5 mesi (e nonostante un sollecito) né Alfano né Palma hanno evidentemente trovato il tempo per mettere la firma e consentire che si celebri il processo contro chi ha così gravemente infamato il nome della Procura di Milano. Evidentemente non si può negarla questa autorizzazione, perché l&#8217;accusa è assolutamente fondata; allora ci si limita al silenzio, si impedisce che la giustizia vada avanti, forse per un malinteso senso di solidarietà politica o di difesa corporativa? Il rifiuto avrebbe potuto suscitare polemiche e accuse, mentre <strong>il silenzio è una medicina docile</strong> che questo Paese assume compiaciuto, anche per non ricordarsi troppo spesso quanta illegalità, corruzione e mancanza di rispetto delle istituzioni lo inquinano.</p><p>Se vogliamo anche solo provare a sognare di aprire una fase nuova della nostra Repubblica, dobbiamo avere il coraggio della chiarezza e partire anzitutto dall&#8217;affermazione della legalità, senza scuse, senza coni d&#8217;ombra di impunità, senza silenzi imbarazzanti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/18/procura-silenzio-ministero/171352/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>La Costituzione viene prima del Porcellum</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/costituzione-viene-prima-porcellum/169785/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/costituzione-viene-prima-porcellum/169785/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 Nov 2011 12:59:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[democrazia]]></category> <category><![CDATA[legge elettorale]]></category> <category><![CDATA[Porcellum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=169785</guid> <description><![CDATA[Ognuno farà le sue valutazioni sulle vicende politiche di queste ore, ma quello che non è accettabile è sentir dire che qualsiasi esito diverso da nuove elezioni sarebbe non democratico. La concezione di democrazia di chi dice una simile frase è alquanto rozza e segnala una grande propensione al populismo e alla demagogia piuttosto che alla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ognuno farà le sue valutazioni sulle vicende politiche di queste ore, ma quello che non è accettabile è sentir dire che qualsiasi esito diverso da <strong>nuove elezioni</strong> sarebbe non democratico. La concezione di democrazia di chi dice una simile frase è alquanto rozza e segnala una grande propensione al populismo e alla demagogia piuttosto che alla democrazia in senso alto.</p><p>La sovranità è indubbiamente del &#8220;popolo&#8221; , ma questi la esercita &#8220;nelle forme e nei limiti della Costituzione&#8221; (<strong>articolo 1 Carta Costituzionale</strong>): se non vogliamo trasformarci del tutto in una versione europea di peronismo dobbiamo capire che anche le istituzioni non direttamente elette svolgono un ruolo fondamentale per la difesa della Repubblica (penso al Presidente della Repubblica, ma anche alla Corte Costituzionale).</p><p>La <strong>democrazia</strong> è molto di più del diritto di andare a votare chi si vuole. Le sorti del Parlamento non sono legate alla vita dei governi: un simile principio non esiste nella Costituzione anche perchè altrimenti si negherebbe l&#8217;indipendenza del potere legislativo dall&#8217;esecutivo (o almeno quel che ne rimane); non è un caso che la riforma costituzionale dello Stato più volte immaginata da Berlusconi attribuisse di fatto al Primo Ministro la possibilità di decidere la fine della legislatura (e così tenere ancor più sotto scacco i parlamentari).</p><p>E&#8217; evidente che il sistema della fiducia mette in relazione questi due poteri, ma non devono essere confusi e non può essere ridotto al lavoro di un passacarte il ruolo centrale di equilibrio, filtro e garanzia che deve svolgere il <strong>Presidente della Repubblica</strong>. E&#8217; il Quirinale che sceglie se sciogliere anticipatamente le camere e tale scelta evidentemente dipende dalla possibilità di formare un nuovo governo (e di qui le consultazioni che di fatto sono già in corso). Certamente la modifica in senso maggioritario della legge elettorale ha ormai da molto tempo modificato gli assetti politici, ma questo non può travolgere gli equilibri e le dinamiche previste dalla &#8220;legge delle leggi&#8221; (la Costituzione, appunto).</p><p>Se poi le<strong> leggi elettorali</strong>, e in particolare l&#8217;ultima versione degenerata (il c.d. <em>porcellum</em> a detta del suo stesso estensore), sono in parte incompatibili con la Costituzione, questo sarà un problema del <em><strong>porcellum</strong></em> e non certo della Carta Fondamentale del &#8217;48. Ciò dimostra &#8211; semmai - l&#8217;urgenza non solo di modificare la legge elettorale in senso più rispettoso del principio democratico (restituendo quindi la possibilità scegliere gli eletti ai cittadini), ma anche di inserire la nuova disciplina delle elezioni nella Carta Costituzionale, così da renderla strutturalmente compatibile e condivisa da una larga maggioranza.</p><p>Lo so, sto sognando, ma una classe politica responsabile e lungimirante lo dovrebbe fare. In attesa di essa, e quindi acnor prima di un popolo italiano responsabile e lungimirante, cerchiamo di capire che la democrazia non è un sondaggio, non è uno scontro di tifoserie o una gara di proselitismo e propaganda. <strong>La democrazia è un bene fragile e prezioso</strong>. E non è sempre è quello che pensiamo che sia. Talvolta dietro chi invoca il popolo e la democrazia si nasconde il loro primo nemico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/costituzione-viene-prima-porcellum/169785/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>Chi vuole un giudice a Parma?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/chi-vuole-un-giudice-a-parma/168408/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/chi-vuole-un-giudice-a-parma/168408/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 Nov 2011 16:45:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[anm]]></category> <category><![CDATA[Berselli]]></category> <category><![CDATA[corruzione]]></category> <category><![CDATA[Csm]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[laguardia]]></category> <category><![CDATA[Parma]]></category> <category><![CDATA[pm]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=168408</guid> <description><![CDATA[“C’è un giudice a Berlino” è la celebre affermazione che avrebbe pronunciato un mugnaio prussiano quando, di fronte alla prepotenza del sovrano, il suddito vessato esprimeva così la sua fiducia nell’intervento di un giudice che avrebbe rimesso le cose a posto. Qualcuno sembra non volere un giudice a Parma… Nelle ultime settimane polemiche strumentali e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“<strong><em>C’è un giudice a Berlino</em></strong>” è la celebre affermazione che avrebbe pronunciato un mugnaio prussiano quando, di fronte alla prepotenza del sovrano, il suddito vessato esprimeva così la sua fiducia nell’intervento di un giudice che avrebbe rimesso le cose a posto.</p><p>Qualcuno sembra non volere un giudice a <strong>Parma</strong>…</p><p>Nelle ultime settimane polemiche strumentali e interrogazioni parlamentari hanno cercato di <strong>delegittimare e indebolire l’autorità giudiziaria di Parma </strong>e in particolare la Procura e il suo Capo: nel tentare di distrarre l’attenzione dalle gravi inchieste ancora in corso, si è arrivati a ipotizzare gravi situazioni di incompatibilità personale del tutto infondate, come i comunicati stampa che riporto al termine di questo post spiegano e testimoniano.</p><p>Non intendo usare questo blog per parlare di vicende processuali: sono profondamente convinto che sulle questioni di merito i magistrati parlino solo tramite i provvedimenti e con comunicazioni formali. Quello che mi preoccupa è il ripresentarsi anche in questo caso di due tecniche di difesa molto pericolose :</p><p>- la <strong>difesa dal processo</strong>, invece che nel processo;</p><p><strong>- l’attacco all’accusatore</strong>, per distogliere l’attenzione dai fatti contestati all’accusato.</p><p>Le critiche sono legittime e anzi indispensabili in un sistema democratico e il lavoro della Procura di Parma deve essere e verrà verificato nei diversi gradi di giudizio che garantiscono ampio spazio al diritto di difesa, ma non è accettabile cercare di trasformare in azione politica questioni squisitamente giurisdizionali.</p><p>E’ importante ribadirlo: <strong>indagare e processare uomini politici</strong> sarebbe un atto politico solo se emergesse con evidenza l’assoluta infondatezza e pretestuosità delle accuse, ma allo stato questo non può certamente dirsi, vista la gravità dei fatti emersi, le misure cautelari confermate e le dimissioni di molti amministratori della cosa pubblica. Il rispetto della presunzione di colpevolezza non può comportare una delegittimazione sistematica dell’azione inquirente.</p><p>Il procedimento penale riguarda i fatti posti in essere dalle persone e non le persone medesime o le loro appartenenze politiche; dopo di che anche un bambino capisce che normalmente la corruzione si insinua e si espande tra coloro che detengono il potere e non si preoccupa certo di che colore siano le bandiere o le idee.</p><p>Siamo notoriamente il Paese occidentale e sviluppato con i <strong>più alti tassi di corruzione</strong>: quando una Procura, cercando di fare il suo dovere al meglio, approfondisce fenomeni corruttivi le istituzioni dovrebbero solo auspicare trasparenza, tempestività e legalità: tutte cose che attacchi strumentali all’ufficio non aiutano.</p><p>Ecco perché è importante che anche i Pubblici Ministeri restino indipendenti: perché la forza di affermazione della legalità e del principio di uguaglianza della legge si nutre in concreto anzitutto della capacità di accertamento dei fenomeni corruttivi e criminali da parte delle Procure, che non devono avere alcun programma o criterio politico ma solo l’obiettivo di far rispettare la legge, per tutti e da tutti.</p><p><em><span style="text-decoration: underline;">Il Comunicato della Giunta Distrettuale <strong>dell&#8217;ANM</strong> :</span></em></p><p><em>Il <strong>Procuratore</strong> della Repubblica presso il Tribunale di Parma dr. <strong>Gerardo Laguardia</strong> è pienamente compatibile con la sede che ricopre.</em></p><p><em>Lo ha deliberato ieri all’unanimità, in seduta pubblica plenaria, il Consiglio Superiore della Magistratura, conformemente alla proposta di archiviazione della 1^ Commissione, competente in materia.</em></p><p><em>Era stato lo stesso magistrato a segnalare tempestivamente per le valutazioni del caso, come previsto dalle norme di Ordinamento Giudiziario, la situazione relativa allo svolgimento delle sue funzioni l’Ufficio Giudiziario penale da lui diretto in Parma e all’esercizio della professione di avvocato, in campo esclusivamente civile, della figlia.</em></p><p><em>La decisione del <strong>CSM</strong> è in linea con la legge e con i precedenti in materia, che di norma escludono interferenze laddove i campi di rispettiva attività dei soggetti interessati siano ben distinti.</em></p><p><em>Si conferma l<strong>’infondatezza dei contenuti dell’interrogazione</strong> al Ministro della Giustizia presentata sul tema in data 27 ottobre scorso dal <strong>Sen. Avv. Filippo Berselli</strong>.</em></p><p><em>Una non difficile verifica presso il C.S.M. sullo stato avanzato delle pratica avrebbe dissolto non i dubbi, ma le certezze manifestate nell’interrogazione sulla mancanza di correttezza deontologica del magistrato.</em></p><p><em>La tesi formulata in due precedenti interrogazioni, citate in quest’ultima, della presunta faziosità del lavoro della Procura della Repubblica di Parma in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione ne esce indebolita. </em></p><p><em>Bologna, 3 novembre 2011</em></p><p><em>Il Presidente della Giunta distrettuale dell’A.N.M. – Emilia Romagna</em></p><p><em>Pier Luigi di Bari</em></p><p><em> </em></p><p><em><span style="text-decoration: underline;">Il comunicato della sottosezione ANM di Parma</span></em></p><p><em>Il presidente ed il segretario della sottosezione di Parma dell’Associazione Nazionale Magistrati esprimono viva <strong>preoccupazione per i contenuti ed i toni delle polemiche </strong>che hanno investito i magistrati titolari delle indagini attualmente in corso presso gli uffici giudiziari di questa città in ordine a varie ipotesi di reato contro la Pubblica Amministrazione.</em></p><p><em>Respingono con forza la tesi secondo la quale la magistratura farebbe deliberatamente un uso aberrante delle sue funzioni per perseguire scopi politici od addirittura vantaggi personali e sottolineano che questa distorta rappresentazione della realtà produce il gravissimo effetto di delegittimare nella sua interezza agli occhi dell’opinione pubblica una delle articolazioni fondamentali dello Stato.</em></p><p><em>Respingono con forza l’idea stessa che la magistratura sia un soggetto protagonista della lotta politica, pronto a scontrarsi con formazioni politiche o con altri poteri dello Stato.</em></p><p><em>Auspicano che le legittime critiche che in un ordinamento democratico possono essere formulate anche nei confronti dei provvedimenti giurisdizionali non degenerino nella sistematica e gratuita denigrazione dei magistrati di volta in volta chiamati ad occuparsi di vicende delicate e complesse, che potranno essere chiarite non con il clamore di impropri processi mediatici, ma con gli strumenti previsti dal codice di procedura penale e nel rispetto di tutte le garanzie previste dalla legge a tutela di chiunque si trovi ad essere sottoposto ad un’indagine penale.</em></p><p><em>Il presidente della sottosezione                                                Il segretario della sottosezione</em></p><p><em>dottor Gennaro Mastroberardino                                                   dottoressa Lucia Russo</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/chi-vuole-un-giudice-a-parma/168408/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Golpe linguistico</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/24/golpe-linguistico/165686/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/24/golpe-linguistico/165686/#comments</comments> <pubDate>Sun, 23 Oct 2011 23:12:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[golpe]]></category> <category><![CDATA[parole]]></category> <category><![CDATA[Procura di Milano]]></category> <category><![CDATA[tangentopoli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=165686</guid> <description><![CDATA[Il Presidente del Consiglio ha dichiarato pubblicamente che Tangentopoli fu un Golpe Giudiziario, ovvero un colpo di stato, un sovvertimento violento o comunque abusivo delle istituzioni repubblicane. Curioso che tale definizione venga da colui che più di ogni altro ha detenuto il potere a seguito del presunto golpe (neanche un po&#8217; di riconoscenza!?). Soprattutto appare incredibile...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente del Consiglio ha dichiarato pubblicamente che Tangentopoli fu un <strong>Golpe Giudiziario</strong>, ovvero un colpo di stato, un sovvertimento violento o comunque abusivo delle istituzioni repubblicane.</p><p>Curioso che tale definizione venga da colui che più di ogni altro ha detenuto il potere a seguito del presunto golpe (neanche un po&#8217; di riconoscenza!?). Soprattutto appare incredibile che sia vista come sovversiva una stagione in cui in realtá la magistratura (finalmente) era riuscita a mettere <strong>sotto accusa un intero sistema di gestione del potere economico e politico</strong> fondato sulla corruzione e la spartizione.</p><p>La crisi economica e l&#8217;indebolimento dei partiti avevano aperto falle enormi da cui fuoriscivano imprenditori e pubblici ufficiali che si mettevano in coda fuori dagli uffici dei PM milanesi per confessare tangenti e abusi. Vi furono migliaia di condanne e patteggiamenti che riguardarono tutti i partiti, anche se ovviamente con una prevalenza di quelli che detenevano il potere in Lombardia (problema, ripeto, di potere, non di colori o ideologie).</p><p>Molti straparlano di scorrettezze dei magistrati e abuso delle custodie cautelari (spesso senza portare alcun argomento concreto), ma anche laddove vi siano stati<strong> errori nella gestione di singole vicende</strong> (penso ad esempio al caso Burlando), questo non potrebbe cancellare il significato di fondo di quella stagione: l<strong>&#8216;esercizio dell&#8217;azione penale in maniera eguale per tutti</strong>, potenti compresi.</p><p>Interessi di lobby e di partito avevano sostituito gli interessi collettivi e rubato denaro pubblico: accertare questi gravi e diffusi reati è esattamente il compito della magistratura, che in altre stagioni vi era riuscita solo parzialmente (ed anche oggi fatica ad accertare e contrastare il diffuso e dannosissimo fenomeno della corruzione). La Procura di Milano stava applicando e difendendo la Costituzione, violata e tradita dai corrotti: come è possibile accettare che uomini delle istituzioni continuino da anni a dire il contrario? <strong>E&#8217; un golpe linguistico, non certo giudiziario</strong>!</p><p>Non si tratta di tifare per la magistratura, ma semplicemente di riconoscere che quello era il suo dovere. Si discuterà del fatto che si potesse fare meglio o di piú o che talvolta si cadde in errori di valutazione, ma non potremo dire che la difesa della legalità e mandare a processo una classe dirigente criminale fosse un colpo di Stato!</p><p>Erano i politici a invadere il campo dell&#8217;illecito penale e non i magistrati a invadere il territorio della politica.</p><p>E&#8217; destino di questo paese che chi vuole difendere la Costituzione e la legalità finisca per passare come sedizioso sovversivo. Speriamo che in futuro almeno le<strong> parole vengano usate correttamente</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/24/golpe-linguistico/165686/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A qualcuno conviene</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/19/a-qualcuno-conviene/164720/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/19/a-qualcuno-conviene/164720/#comments</comments> <pubDate>Wed, 19 Oct 2011 07:32:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[falso in bilancio]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[intercettazioni]]></category> <category><![CDATA[Lord Bingham]]></category> <category><![CDATA[magistratura]]></category> <category><![CDATA[reato]]></category> <category><![CDATA[testimoni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=164720</guid> <description><![CDATA[A qualcuno conviene una giustizia lenta. A qualcuno conviene che ci vogliano molti mezzi economici per potersi difendere e per fare una causa. A qualcuno conviene che un lungo e faticoso processo accerti un reato, ma rinunci a punire perché è passato troppo tempo. A qualcuno conviene che la lista dei testimoni sia interminabile. A...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A qualcuno conviene una <strong>giustizia lenta</strong>.</p><p>A qualcuno conviene che ci vogliano molti mezzi economici per potersi difendere e per fare una causa.</p><p>A qualcuno conviene che un lungo e faticoso processo accerti un reato, ma rinunci a punire perché è passato troppo tempo.</p><p>A qualcuno conviene che la lista dei testimoni sia interminabile.</p><p>A qualcuno conviene che si facciano<strong> meno intercettazioni</strong> e che se ne parli ancora meno.</p><p>A qualcuno conviene che il falso in bilancio non esista.</p><p>A qualcuno conviene che non si riescano a fare processi per riciclaggio di denaro sporco al nord.</p><p>A qualcuno conviene che ci siano troppe cause e le cose vadano per le lunghe.</p><p>A qualcuno conviene che un problema con le notifiche faccia saltare l&#8217;udienza.</p><p>A qualcuno conviene che le <strong>leggi siano complicate e poco chiare</strong>.</p><p>A qualcuno conviene che costi meno fare una causa ingiusta piuttosto che pagare il dovuto.</p><p>A qualcuno conviene che non venga adottata la convenzione internazionale contro la corruzione.</p><p>A qualcuno conviene che la magistratura sia delegittimata.</p><p>A qualcuno converrebbe che le procure e i tribunali facessero solo quel che è gradito alla maggioranza.</p><p>Quel qualcuno non è l&#8217;innocente che vuole vedere giustizia. Quel qualcuno non è la vittima di un sopruso o di un reato. Quel qualcuno non è <strong>qualcuno a cui stia a cuore la nostra Costituzione</strong>.</p><p>‎&#8221;<em>Esistono al mondo paesi in cui tutte le decisioni dei tribunali incontrano il favore del governo, ma non sono posti dove si desidererebbe vivere</em>&#8221; (Lord Bingham)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/19/a-qualcuno-conviene/164720/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Amanda e dintorni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/05/amanda-e-dintorni/162284/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/05/amanda-e-dintorni/162284/#comments</comments> <pubDate>Wed, 05 Oct 2011 14:32:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Amanda Knox]]></category> <category><![CDATA[appello]]></category> <category><![CDATA[assoluzione]]></category> <category><![CDATA[magistratura]]></category> <category><![CDATA[Raffaele Sollecito]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=162284</guid> <description><![CDATA[&#8220;Silvio come Amanda&#8220;. Perseguitati? E chi paga per i quattro anni di carcere sofferti da Amanda e Raffaele? Non ho letto gli atti del processo e nemmeno la sentenza di primo grado, come il 99,9 % di coloro che si stanno esercitando in acrobatici e sferzanti commenti in un senso o nell&#8217;altro. Tuttavia, al di là del...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youkioske.com/prensa-europea/libero-04-10-2011-/" target="_blank">Silvio come Amanda</a></span>&#8220;</em>. Perseguitati? E chi paga per i quattro anni di carcere sofferti da Amanda e Raffaele?</p><p>Non ho letto gli atti del processo e nemmeno la sentenza di primo grado, come il 99,9 % di coloro che si stanno esercitando in acrobatici e sferzanti commenti in un senso o nell&#8217;altro. Tuttavia, al di là del merito di questa singola (e singolare) vicenda, vi propongo qualche<strong> riflessione generale sulla giustizia italiana</strong>:</p><p>Primo: se non si ritenesse possibile un ipotetico errore da parte di chi giudica in primo grado sarebbe inutile che esistessero <strong>Appello e Cassazione</strong>, il cui ruolo fisiologico è proprio controllare e vagliare le decisioni, così da tentare di avvicinare il più possibile la verità processuale a quella storica. Assolvere in Appello, in generale, non è un segnale della patologia del sistema, ma semmai un indizio del suo funzionamento effettivo e delle garanzie del sistema. Se nessuno venisse mai assolto dopo una condanna in primo grado dovremmo ipotizzare o che i giudici di primo grado sono infallibili (e non lo è nessuno, nemmeno quelli di secondo) oppure che in realtà l&#8217;Appello si risolve in un falso e vuoto controllo che mette un timbro sulla decisione già presa.</p><p>Secondo: che tristezza strumentalizzare questa vicenda per attaccare i pubblici ministeri (la prima pagina di <em>Libero </em>di ieri lascia senza parole); qualcuno dovrebbe ricordare a chi si scaglia contro i pm che:<br /> - <strong>c&#8217;è ancora la Cassazione </strong>che deve stabilire se la decisione dei giudici di secondo grado è corretta;<br /> - in questo caso l&#8217;eventuale <strong>responsabilità di un giudizio errato </strong>sarebbe condivisa anche e soprattutto dai giudici della Corte d&#8217;Assise, che è composta da due magistrati e da cinque cittadini &#8220;non togati&#8221;, e quindi come la mettiamo?<br /> - il giudizio processuale è un&#8217;operazione spesso difficile e quindi non è affatto impossibile o raro che due professionisti in buona fede che conoscono le carte possano pervenire a risultati almeno parzialmente diversi, tanto più che per l&#8217;assoluzione non è necessaria la sicurezza dell&#8217;innocenza ma il ragionevole dubbio che non sia del tutto provata la colpevolezza (non si tratta di due opposti). In altre parole: <strong>l&#8217;assoluzione in secondo grado non è necessariamente il segnale di gravi errori commessi in primo grado</strong>, ma più laicamente l&#8217;esito di un ulteriore ripensamento e approfondimento delle carte processuali e delle eccezioni giuridiche; certamente il cambio di decisione non deve essere l&#8217;ordinario, ma non per questo è sempre patologico.</p><p>Terzo: il vero scandalo è, eventualmente, la<strong> durata del processo</strong> e conseguentemente della <strong>custodia cautelare</strong>.</p><p>Diciamolo chiaro, o si rinuncia sempre a mettere le persone in carcere prima della decisione definitiva (lasciando liberi di fuggire o reiterare reati anche imputati di gravissimi reati come omicidio, mafia, estorsioni, violenze sessuali), oppure si deve prendere in considerazione la possibilità (rara ma sussistente) che un detenuto venga poi assolto (magari per insufficienza di prove). La vera soluzione è garantire almeno un processo il più rapido possibile. In questo caso si trattava di procedimento molto complesso e inevitabilmente lungo, ma se si evitasse di fare troppi processi inutili e si semplificassero alcuni passaggi potremmo comunque ridurre l&#8217;attesa di una decisione definitiva.</p><p>Quarto e ultimo: dovremmo essere preoccupati dalla <strong>sovraesposizione di queste vicende di cronaca</strong>. Tutte queste luci e attenzioni morbose non aiutano noi a comprendere quello che accade in maniera equilibrata e sicuramente non giovano alla serenità di chi deve occuparsi del processo. Ma purtroppo tutto in queste paese è occasione di audience e di polemica strumentale, mentre il rispetto delle persone (imputati e vittime) e delle istituzioni è dimenticato e umiliato.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/05/amanda-e-dintorni/162284/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>32</slash:comments> </item> <item><title>Bavaglio a chi?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/29/bavaglio-a-chi/160944/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/29/bavaglio-a-chi/160944/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Sep 2011 20:51:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[ddl intercettazioni]]></category> <category><![CDATA[evasione fiscale]]></category> <category><![CDATA[falso in bilancio]]></category> <category><![CDATA[intercettazioni]]></category> <category><![CDATA[magistratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=160944</guid> <description><![CDATA[Ci stanno riprovando e le ragioni sono sotto gli occhi di tutti. Gli scandali del potere devono restare osceni, &#8220;fuori dalla scena&#8221;. Non importa se siamo il Paese occidentale con i più alti tassi di corruzione (secondo le rilevazioni di Transparency International, oltre che le disperate denunce della Corte dei Conti). Non importa che la spesa...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ci stanno riprovando </strong>e le ragioni sono sotto gli occhi di tutti. Gli scandali del potere devono restare osceni, &#8220;fuori dalla scena&#8221;.</p><p>Non importa se siamo il Paese occidentale con i più alti tassi di corruzione (secondo le rilevazioni di Transparency International, oltre che le disperate denunce della Corte dei Conti). Non importa che la spesa pubblica sia fuori controllo e l&#8217;evasione fiscale impedisca di riequilibrare i conti e investire sulla crescita, magari lasciando qualche soldo in tasca in più a chi le tasse le paga. Non importa che l&#8217;Europa ci chieda di punire adeguatamente il falso in bilancio, vero cardine per garantire la fiducia del sistema commerciale e oggi praticamente impunito. Non importa che proprio tramite evasione fiscale e falso in bilancio si possano creare i fondi neri per pagare le tangenti. Non importa che la criminalità organizzata abbia dimostrato di sapersi infiltrare anche in terra padana.</p><p>No,<strong> la vera emergenza</strong> che detta l&#8217;agenda del Parlamento <strong>è quella banda di delinquenti che va sotto il nome di magistratura</strong>.<br /> E, vi prego, non credete alla favola che la disciplina per i reati di mafia non verrà modificata!</p><p>Primo: non è vero, almeno nell&#8217;ultima bozza licenziata dal Senato c&#8217;erano rilevanti e peggiorative modifiche in tema di tabulati, tanto per fare un esempio sensibile. Secondo: se non sono in grado di indagare e contrastare efficacemente la corruzione, il riciclaggio e il falso in bilancio, sarà per me quasi impossibile risalire ai fenomeni di criminalità organizzata che proliferano grazie a questi reati, soprattutto al nord.</p><p><strong>Privacy? </strong>Non voglio certo pretendere di stabilire io cosa debba restare riservato e cosa meriti di essere conosciuto dai cittadini, ma questo argomento è solo una foglia di fico per coprire il vero obiettivo: la possibilità stessa di fare indagini. Che le cose stiano così lo dimostra il fatto che non si vuole adottare lo strumento dell&#8217;<strong>udienza filtro</strong>, ovvero di un&#8217;udienza che faccia da spartiacque tra le intercettazioni rilevanti e quelle irrilevanti. Anche l&#8217;Anm da tempo ha indicato questo passaggio procedurale come la via maestra per salvaguardare le indagini e il diritto di informazione.</p><p>Il punto, ovviamente, è che sono proprio e soprattutto le intercettazioni rilevanti a dare fastidio e sono quelle che devono sparire dai giornali e andare &#8220;fuori scena&#8221; (d&#8217;altronde spesso oscene lo sono davvero). Sarebbe gravissimo per le indagini e per la trasparenza del sistema politico e della gestione del potere. E in ultima analisi quindi anche un danno per la<strong> credibilità del nostro Paese e per la crescita </strong>(che passa necessariamente per la lotta alla corruzione e all&#8217;illegalità).</p><p>Perché il bavaglio non si pensa di metterlo a uomini delle istituzioni che, nonostante abbiano (sper)giurato sulla Costituzione, poi invocano secessioni e, mostrando il dito medio, invocano di scegliere i massimi vertici istituzionali in base al luogo di nascita? Speriamo che a Bruxelles e New York siano occupati a fare e vedere altro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/29/bavaglio-a-chi/160944/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>13</slash:comments> </item> <item><title>Battisti e i nostri pregiudizi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/20/battisti-e-i-nostri-pregiudizi/158716/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/20/battisti-e-i-nostri-pregiudizi/158716/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Sep 2011 17:21:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Marco Imperato</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[alessandrini]]></category> <category><![CDATA[Armando Spataro]]></category> <category><![CDATA[Cesare Battisti]]></category> <category><![CDATA[pac]]></category> <category><![CDATA[Pertini]]></category> <category><![CDATA[terrorismo]]></category> <category><![CDATA[tobagi]]></category> <category><![CDATA[turone]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=158716</guid> <description><![CDATA[Le polemiche internazionali e le leggende che circolano sul caso Battisti dimostrano come le nostre idee possano essere completamente scollegate dalla realtà. Per un verso le ricerche scientifiche hanno dimostrato che la nostra mente non sempre si forma un&#8217;opinione in base ai fatti, ma più spesso seleziona i fatti (le notizie) in base alle opinioni....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Le polemiche internazionali e le leggende che circolano sul<strong> caso Battisti</strong> dimostrano come le nostre idee possano essere completamente scollegate dalla realtà. Per un verso le ricerche scientifiche hanno dimostrato che la nostra mente non sempre si forma un&#8217;opinione in base ai fatti, ma più spesso seleziona i fatti (le notizie) in base alle opinioni. Ovvero leggiamo e ascoltiamo e sentiamo solo quello che tranquillizza e conferma le nostre idee.</p><p>Un altro fattore che inquina il nostro pensiero è <strong>l&#8217;ideologia</strong>: quando leggiamo la realtà con questo filtro rischiamo di non vedere quello che ci circonda ma di deformare tutto in base alle nostre aspettative, ovvero ai nostri pregiudizi. Cercare la verità dei fatti costa fatica e spesso ci mette nella scomoda posizione di dover cambiare idea e di riconoscere i nostri errori, ma solo in questo modo diventiamo davvero liberi di pensare, uomini e donne capaci di elaborare un&#8217;idea critica di quel che accade.</p><p>Veniamo al caso Battisti: leggendo il<strong> libro dell&#8217;ex magistrato Giuliano Turone (&#8220;il caso Battisti&#8221; </strong>, ed. Garzanti) si resta davvero sbalorditi dal fatto che si possa essere sollevato un simile polverone attorno al nulla. Anzitutto attorno al desolante nulla delle finte idee che muovevano questi falsi paladini degli ultimi, capaci solo di trovare giustificazione ad ogni scorciatoia e violenza e che non a caso si accanirono proprio contro quegli uomini dello Stato e della società civile che rappresentavano una possibilità di un&#8217;Italia migliore e più giusta, come il giornalista Walter Tobagi e il giudice Alessandrini. E poi c&#8217;è il nulla degli argomenti pretestuosi e incoerenti di coloro che dipingono Battisti come un innocente perseguitato e oggi gli consentono di passeggiare per le spiagge di Rio de Janeiro apprezzando le bellezze sudamericane (parole del nostro&#8230;).</p><p><strong>Turone ricostruisce pacatamente gli omicidi, le indagini e i processi</strong>, sottoponendo a un esame severo gli standard di prova in base ai quali Battisti e i suoi sodali dei PAC (i proletari armati per il comunismo) furono condannati. Ebbene, delle accuse contro la presunta ingiustizia di quei processi non resta in piedi nulla di sostanziale, come d&#8217;altronde affermato dalla Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, che aveva rigettato il ricorso di Battisti contro le sentenza passate in giudicato in Italia. E&#8217; desolante osservare però che le prove e gli argomenti non siano serviti a bucare quel<strong> muro difensivo costruito da presunti intellettuali, soprattutto francesi</strong>, i quali hanno semplicemente ritenuto inattendibili e inaffidabili tutte le fonti ufficiali e hanno mischiato argomenti fumosi con dati inesatti per confondere le idee (anzitutto le loro).</p><p>La parola dei magistrati è diventata voce dei torturatori e persecutori, mentre la versione di un uomo condannato per innumerevoli reati violenti (omicidi e rapine) è diventata verità rivelata, metro di misurazione e di verifica di tutti gli altri fatti (nonostante il libro chiarisca in maniera evidente che le prove a carico di Battisti sono numerose e riscontrate).</p><p>Questo ribaltamento della realtà e della logica è particolarmente offensivo per un paese che per quanto possa e debba migliorare, garantisce da molto tempo tutele difensive tuttora sconosciute in molti paesi occidentali: era un <strong>vanto di Sandro Pertini quello di aver visto le istituzioni dello Stato sconfiggere il terrorismo nel rispetto delle regole</strong> e senza ricorrere alle sordide e ciniche eccezioni che, per esempio, hanno usato gli Stati Uniti nella lotta al terrorismo. Lo racconta benissimo <strong>&#8220;Ne valeva la pena&#8221;, il libro di Armando Spataro</strong>, pubblico ministero paradossalmente e significativamente accusato di essere fascista &#8211; quando indagava il terrorismo di sinistra &#8211; e poi toga rossa quando volle mettere di fronte alle sue responsabilità agenti della Cia e dei servizi italiani coinvolti nel rapimento dell&#8217;imam di Milano, Abu Omar, poi consegnato alle autorità egiziane che lo torturano.</p><p><strong>La giustizia, quando funziona, non ha bandiere o colori</strong>. Non tifa per nessuno e non ha bisogno di tifosi. La legge non deve fare differenze e non dovrebbe mai sposare ideologie o dogmi. Se ciò succedesse dovremmo ricordarci che l&#8217;obbedienza non sarebbe più una virtù (Don Milani).</p><p><strong>I nostri pregiudizi e la nostra faziosità ci impediscono di guardare le cose per quelle che sono </strong>e di accettare anche le decisioni sgradite, anche quando correttamente motivate e frutto di un processo regolare, come avvenne nel caso di Battisti.<br /> Non lasciamo che la storia sia scritta dalla propaganda. Guardiamo i fatti, leggiamo i documenti, anche quando possono dirci qualcosa di scomodo, anche quando possono darci torto. <strong>L&#8217;Italia ha sete di verità </strong>e forse se incominciamo a fare luce sul passato, vedremo meglio anche questo squallido e pericoloso presente.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/20/battisti-e-i-nostri-pregiudizi/158716/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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