<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Massimo Donadi</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/mdonadi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Già domani il ddl sui rimborsi ai partiti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/domani-un-ddl-per-regolare-i-rimborsi-ai-partiti/188559/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/domani-un-ddl-per-regolare-i-rimborsi-ai-partiti/188559/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:43:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[ddl]]></category> <category><![CDATA[Donadi]]></category> <category><![CDATA[finanziamenti pubblici]]></category> <category><![CDATA[idv]]></category> <category><![CDATA[partiti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188559</guid> <description><![CDATA[Ci voleva l’ennesimo scandalo per aprire un dibattito sull’annosa questione del finanziamento pubblico ai partiti… Noi ne parliamo da anni, ma finora tutti hanno fatto orecchie da mercante. Oggi, però, più di qualcuno ha avanzato proposte politiche. Noi siamo talmente d’accordo sulla necessità di una disciplina più seria e rigorosa del finanziamento ai partiti, e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci voleva <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/scandalo-margherita-lusi-espulso-gruppo-pd-senato/188237/" target="_blank">l’ennesimo scandalo</a></span> per aprire un dibattito sull’annosa questione del<strong> finanziamento pubblico ai partiti</strong>… Noi ne parliamo da anni, ma finora tutti hanno fatto orecchie da mercante. Oggi, però, più di qualcuno ha avanzato proposte politiche. Noi siamo talmente d’accordo sulla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/proposta-legge-responsabilita-giuridica-partiti-fatto-quotidiano/188287/" target="_blank">necessità di una disciplina più seria e rigorosa</a></span> del finanziamento ai partiti, e stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli della nostra proposta.</p><p>Tra oggi e domani depositeremo un <strong>disegno di legge</strong> volto da un lato a ridurre l’entità dei finanziamenti e dall’altro a vincolarli a regole ben più incisive di rigore e trasparenza. Le linee guida sono le seguenti: il dimezzamento degli attuali rimborsi elettorali e l&#8217;ammissibilità a ricevere questi rimborsi solo per quelle forze politiche che, nelle elezioni corrispondenti, abbiano totalizzato almeno il 2% dei voti validi. Tali rimborsi dovranno essere consegnati solo dopo la presentazione di regolari fatture che documentino con precisione le spese sostenute. Il ddl prevede anche il divieto per le imprese pubbliche o miste pubblico-private di effettuare qualsiasi finanziamento ai partiti.</p><p>Inoltre, vi è l&#8217;introduzione del <strong>reato di finanziamento illecito</strong>, punibile fino a sei anni, per coloro che danno o ricevono sovvenzioni di qualsiasi natura e di qualsiasi entità da aziende pubbliche o miste pubblico-private, nonché da coloro che danno o ricevano contributi oltre i cinquemila euro, senza denunciarli, da aziende o soggetti privati. Viene stabilita la pena accessoria dell&#8217;<strong>ineleggibilità</strong> di chi ha violato la legge di finanziamento pubblico e la decadenza automatica dalla carica elettiva, parlamentare compresa, e l&#8217;ineleggibilità futura. Per quanto riguarda, poi, i partiti che ricevono contributi illeciti, è prevista la soppressione del rimborso della campagna elettorale precedente e la perdita del diritto di futuri finanziamenti.</p><p>E poi vedremo se questo andazzo cambierà e i soldi dei cittadini potranno essere destinati, davvero, a sostenere i veri e legittimi costi della <strong>democrazia</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/domani-un-ddl-per-regolare-i-rimborsi-ai-partiti/188559/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caccia F35: oltre al danno, la beffa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/caccia-f35-oltre-al-danno-la-beffa/180353/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/caccia-f35-oltre-al-danno-la-beffa/180353/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Dec 2011 13:16:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[f35]]></category> <category><![CDATA[massimo donadi]]></category> <category><![CDATA[ministero della Difesa]]></category> <category><![CDATA[soldi pubblici]]></category> <category><![CDATA[spese militari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=180353</guid> <description><![CDATA[L&#8217;F35 è come La corazzata Potëmkin, una &#8220;c&#8230;. pazzesca&#8221;. Non lo dicono i pacifisti miliatanti avvolti nelle bandiere arcobaleno, neanche i padri missionari che operano nelle zone di guerra. Lo dicono gli esperti. Lo scrive addirittura il Pentagono in una nota interna rilanciata dall&#8217;agenzia Afp e ripresa dal Fatto. Si tratta di un aereo inaffidabile,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;F35</strong> è come <em>La corazzata Potëmkin</em>, una &#8220;c&#8230;. pazzesca&#8221;. Non lo dicono i pacifisti miliatanti avvolti nelle bandiere arcobaleno, neanche i padri missionari che operano nelle zone di guerra. Lo dicono gli esperti. Lo scrive addirittura il Pentagono in una nota interna rilanciata dall&#8217;agenzia Afp e ripresa dal <em>Fatto</em>. Si tratta di un aereo inaffidabile, che non funziona come dovrebbe e che avrà bisogno di continui interventi per svolgere i propri compiti.</p><p>Insomma, non è proprio un affare e l&#8217;Italia sta per sprecare un mucchio di soldi che potrebbero essere investiti diversamente. In modo più giusto e proficuo. L&#8217;acquisto di 131 contestatissimi F35 non risponde alle esigenze del Paese. La spesa di una cifra che va <strong>dai 15 ai 18 miliardi di euro</strong> spalmati in un arco di tempo che va sino al 2026 avrebbe potuto essere destinata ad altro. Non è facile demagogia, ma una constatazione di fatto, un ragionamento di buonsenso.</p><p>Se si considera che la riforma delle pensioni porterà un risparmio di 2 miliardi di euro il primo anno, di 6 il secondo, con tutti i costi sociali che ciò significa, si può facilmente comprendere che le priorità del Paese sono altre. In un pariodo di crisi economica, di aumento della povertà e della disoccupazione, di tagli al welfare ed ai servizi ai cittadini, l&#8217;Italia continua a spendere in armi ed in progetti militari ancora troppi soldi. In periodi come questo è meglio spendere per <strong>scuole e ospedali</strong> piuttosto che per caccia, fregate e portaerei. O no? Troppo demagogico? A me non sembra, anzi.</p><p>Se si studia la nostra storia recente e si analizza il nostro impegno all&#8217;estero, non si comprende per quali motivi l&#8217;Italia stia investendo così tanto in sistemi d&#8217;arma così ambiziosi e impegnativi, in costi d&#8217;acquisto e costi di mantenimento. Se poi il sistema d&#8217;arma in questione è anche inaffidabile, come l&#8217;F35, davvero mi sembra che siano saltati tutti i parametri logici. Secondo il sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_stampa.php?intId=3167" target="_blank">Altraeconomia</a></span> che riporta il risultato di uno studio del parlamento canadese, ogni F35 costerà nell&#8217;arco di vita preventivato, quindi vita operativa, circa 450 milioni di dollari. Moltiplicato per 131 fa un pò meno di <strong>60 miliardi di dollari</strong>. Un&#8217;enormità.</p><p>L&#8217;F35 è un programma inutile e costoso. In ogni caso è necessario un <strong>ripensamento dell&#8217;intero comparto Difesa</strong>, dove si annidano sprechi, burocrazie elefantiache e malfunzionamenti. C&#8217;è una pessima gestione del denaro pubblico, che si disperde in mille rivoli. Non sarebbe meglio utilizzarli per altro?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/caccia-f35-oltre-al-danno-la-beffa/180353/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rispondo a Brusco, non solo sugli aerei da guerra</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/09/rispondo-a-sandro-brusco-non-solo-sulla-spesa-militare/176316/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/09/rispondo-a-sandro-brusco-non-solo-sulla-spesa-militare/176316/#comments</comments> <pubDate>Fri, 09 Dec 2011 08:00:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176316</guid> <description><![CDATA[Rispondo con piacere alle due domande del professor Brusco e cercherò di farlo nel modo più puntuale e circostanziato possibile compatibilmente con il fatto che, essendo un giorno di festa (8 dicembre, ndr), non mi trovo in ufficio e non sono quindi in grado di disporre dei documenti cartacei che mi sono stati richiesti e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo con piacere alle due <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/domande-allon-donadi-caccia-bombardieri/175930/" target="_blank">domande del professor Brusco</a></span> e cercherò di farlo nel modo più puntuale e circostanziato possibile compatibilmente con il fatto che, essendo un giorno di festa (8 dicembre, ndr), non mi trovo in ufficio e non sono quindi in grado di disporre dei documenti cartacei che mi sono stati richiesti e che comunque farò pervenire già nei prossimi giorni.</p><p>Non per questo, tuttavia, la risposta sarà meno precisa sui punti fondamentali.</p><p>In primo luogo non ho nessun problema a precisare che la spesa per l&#8217;acquisto di questi velivoli, che a noi risulta di complessivi 18 miliardi di euro, non riguarda il solo periodo 2011-2013 ma è effettivamente spalmata in un arco temporale che arriva fino al 2026 e che impegna il bilancio dello Stato per un importo pari a circa 900 milioni di euro l&#8217;anno. Detto questo ritengo di poter completamente respingere l&#8217;accusa di &#8220;prendere in giro elettori e fare trucchi contabili&#8221;, forse un po&#8217; troppo frettolosamente ipotizzata dal professor Brusco.</p><p>Infatti bisogna tenere conto che l&#8217;intera riforma delle pensioni decisa dal governo produrrà, secondo fonti del &#8220;Sole 24 ore&#8221;, nel biennio 2012-2013 risparmi di spesa per complessivi 8 miliardi di euro dei quali due miliardi e 300 milioni nel 2012 e cinque miliardi e 700 milioni nel 2013. Non solo. Questa riforma è da me largamente condivisa, come ho del resto chiaramente espresso in aula (<a href="http://www.massimodonadi.it/" target="_blank">www.massimodonadi.it</a>). Quello che io propongo pertanto è soltanto una parziale e limitata modifica relativamente ai tempi di piena applicazione della riforma, in sostanza una diluizione dei tempi, e la <strong>tutela di alcune categorie di lavoratori</strong>. Penso ai lavoratori precoci, ovvero di chi ha iniziato a lavorare a 15-16 anni e di quei lavoratori prossimi alla pensione secondo le vecchie regole che, avendo perso il lavoro a seguito degli ultimi anni di crisi rischiano, in alcuni casi, di restare senza alcun sostentamento economico per 5, 6 anni.</p><p>E evidente che le modifiche da me proposte, per quanto significative, incidono sugli 8 miliardi di minor uscite conseguenti alla riforma in misura relativamente modesta e comunque sostanzialmente coperta dai 900 milioni di euro l&#8217;anno che l&#8217;annullamento dell&#8217;acquisto di queste armi comporterebbe.</p><p>Mi si potrà forse accusare di aver usato, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.massimodonadi.it/blog/contromanovra-idv-dove-togliere-e-mettere" target="_blank">per un post sul mio blog</a></span>, un titolo ad effetto per attirare l&#8217;attenzione ma i conti e la copertura delle modifiche proposte sono corretti e non ingannano nessuno.</p><p>Questi calcoli sono senz&#8217;altro approssimativi ma non può essere diversamente visto che il testo del decreto lo abbiamo ricevuto in versione ufficiale solo nel giorno in cui è stato pubblicato <span style="text-decoration: underline;">il post</span> (6 dicembre ndr). Saremo senz&#8217;altro più precisi nei prossimi giorni dopo aver studiato le singole note presenti nel decreto del governo.</p><p>Non solo. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/dove-togliere-dove-mettere/175661/" target="_blank">Nel post in questione</a></span> specificavo oltretutto che queste erano le prime tre proposte delle molte altre che Idv avrebbe avanzato, non per riscrivere ma <strong>per rendere più equa la manovra</strong> del governo soprattutto sul fronte dell&#8217;evasione e dell&#8217;elusione fiscale. Fronte sul quale ci pare, fino a qui, che questo governo non abbia nessuna intenzione di far bene se dobbiamo giudicare anche in base all&#8217;articolo 9 sugli affrancamenti che garantiscono enormi manovre di elusione fiscale alle grandi imprese e che questa manovra, invece di restringere, addirittura agevola. Sarà forse un caso che di queste pratiche elusive le prime ad avvantaggiarsi per miliardi di euro sono proprio le grandi banche. Altro tema sarà la smilitarizzazione della Guardia di Finanza e la sua incorporazione nella struttura dell&#8217;Agenzia delle entrate.</p><p>Credo e spero, con questo, di aver fugato dubbi e sospetti e di aver chiarito che <strong>non abbiamo preso in giro nessuno</strong> e che vi è adeguatezza con le modifiche da noi proposte. Vorrei chiudere questo intervento, approfittando dell&#8217;ospitalità su questo sito, per rivolgere una domanda al professor Brusco. Non le sembra strana tutta questa attenzione alle coperture proposte da un capogruppo sul suo blog, di fronte al silenzio sulle ragioni buone o cattive (a mio modo di vedere molto cattive) che hanno portato l&#8217;altro ieri il premier <strong>Monti</strong>, in risposta a un mio question time specifico su questo punto, a dire che il suo governo non intende raggiungere con la Svizzera un accordo bilaterale analogo a quello già stipulato da Germania e Inghilterra relativamente ai capitali illegalmente esportati e depositati presso istituti di credito svizzeri?</p><p>Cosa di non poco conto visto che i <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.massimodonadi.it/blog/governo-protegge-capitali-di-evasori-mafiosi-e-criminali" target="_blank">capitali italiani non scudati illegalmente depositati nelle banche elvetiche</a></span> mi risultano stimati dal ministero dell&#8217;Economia in circa 100 miliardi euro e, applicando le aliquote imposte dalla Germania alla Svizzera, tra il 18 e il 34% del capitale potrebbero rapidamente portare nelle casse dello Stato almeno 20 miliardi di euro. Mi sembra che un governo che sta spremendo milioni di famiglie di italiani come limoni su questo punto dovrebbe essere stimolato da un&#8217;informazione e da un&#8217;opinione pubblica libere a fornire motivazioni e giustificazioni ben più solide di quelle, piuttosto burocratiche e fragili date ieri dal governo in aula.</p><p>Un cordiale saluto a lei e a tutti i lettori.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/09/rispondo-a-sandro-brusco-non-solo-sulla-spesa-militare/176316/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Perché 18 miliardi per i caccia bombardieri?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/dove-togliere-dove-mettere/175661/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/dove-togliere-dove-mettere/175661/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Dec 2011 18:05:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Donadi]]></category> <category><![CDATA[idv]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[proposte]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175661</guid> <description><![CDATA[Non servivano alcuni dei migliori cervelli d’Italia per varare una manovra come quella del governo Monti. Bastava un ragioniere. Ma l&#8217;Italia dei Valori è un partito concreto, non fa chiacchiere, né demagogia. Agisce e propone. Queste, dunque, le nostre prime tre proposte per una manovra più equa e ispirata ai principi di solidarietà. Cominciamo da un primo pacchetto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non servivano alcuni dei<strong> migliori cervelli d’Italia </strong>per varare una manovra come quella del governo Monti. Bastava un ragioniere. Ma l&#8217;Italia dei Valori è un partito concreto, non fa chiacchiere, né demagogia. Agisce e propone. Queste,<br /> dunque, le nostre prime tre proposte per una manovra più equa e ispirata ai principi di solidarietà. Cominciamo da un primo pacchetto di proposte. Tre punti chiari e semplici, <strong>da applicare subito</strong>.</p><p><strong> 1. Dove togliere. </strong>Cancellare, subito, il previsto acquisto di 131 caccia bombardieri F35 che costeranno allo Stato 18 miliardi di euro. Cosa se ne dovrebbe fare il nostro Paese di <strong>131 aerei da guerra</strong>, inutilizzabili nelle missioni di pace dove siamo ancora impegnati, in un momento in cui rischiamo il fallimento e tenuto conto che siamo l’ottava potenza militare al mondo? <em>Cui prodest</em> l’acquisto di questi 131 caccia bombardieri quando, secondo uno studio di Ania-consumatori in collaborazione con l’Università di Milano, le condizioni di vita dei bambini e dei minori sono notevolmente peggiorate e pagano il prezzo più alto della crisi?<br /> <strong> Dove mettere</strong>. Con questi soldi, rendiamo più graduale <strong>l’innalzamento dell’età pensionistica </strong>prevista dal decreto, tutelando adeguatamente i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare a 15-16 anni e hanno diritto ad andare in pensione subito; chi è vicino ai 40 anni di contributi ed ha perso il lavoro a causa della crisi e non può vivere altri due o tre anni senza alcun reddito; tutti i lavori usuranti per i quali è impensabile allungare gli anni<br /> dell’attività lavorativa.</p><p><strong> 2. Dove togliere. </strong>Dimezzare per decreto i tre miliardi di euro che le pubbliche amministrazioni spendono ogni anno per <strong>consulenze</strong> e che il più delle volte rispondono a<strong> logiche clientelari</strong>, quando addirittura corruttive, con un<br /> risparmio di un miliardo e mezzo di euro. In Italia abbiamo una pubblica amministrazione pletorica, con al suo interno eccellenti professionalità. Non si capisce la ragione per cui, dunque, si debbano buttare soldi invece che valorizzare le strutture e i dipendenti dell’amministrazione pubblica.<br /> Dimezzare, con decreto, il numero delle <strong>auto blu </strong>presenti in Italia che costano 4 miliardo di euro, con un risparmio netto di 2 miliardi di euro.<br /> <strong> Dove mettere.</strong> Con questi soldi, cancelliamo completamente il <strong>blocco delle indicizzazioni</strong> delle pensioni.</p><p><strong> 3. Dove togliere. </strong>Abbassare a 500 euro l’uso del<strong> contante</strong> ma soprattutto consentire alle Agenzie delle entrate di <strong>incrociare i dati</strong> delle spese di ogni singolo cittadino o società con i dati dei redditi dichiarati. In questo modo<br /> evadere diventerà praticamente impossibile.  Il recupero non è quantificabile ora, ma parliamo sicuramente di decine di miliardi di euro soltanto nei prossimi anni.<br /> <strong>Dove mettere. </strong>Aboliamo l’Ici sulla prima casa e avanzeranno anche un bel po’ di quattrini per aumentare e di molto gli <strong>assegni familiari</strong> in busta paga per le famiglie numerose, che sono state le più colpite in termini di riduzione del<br /> potere d’acquisto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/dove-togliere-dove-mettere/175661/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Referendum, la Rai ruba la democrazia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/04/referendum-la-rai-ruba-la-democrazia/108898/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/04/referendum-la-rai-ruba-la-democrazia/108898/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 May 2011 13:21:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[commissione di vigilanza]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[legittimo impedimento]]></category> <category><![CDATA[lorenza lei]]></category> <category><![CDATA[Nucleare]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=108898</guid> <description><![CDATA[Furto di democrazia con destrezza. Il governo ha presentato una norma per far saltare il referendum sul nucleare e impedire ai cittadini di esprimersi su un tema strategico per il nostro futuro. Hanno paura. La Rai sta venendo meno alla sua mission di servizio  pubblico e sta oscurando il dibattito sui quattro referendum. Il serivizio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Furto di democrazia con destrezza. Il governo ha presentato una norma per far saltare il <strong>referendum sul nucleare</strong> e impedire ai cittadini di esprimersi su un tema strategico per il nostro futuro. Hanno paura. La Rai sta venendo meno alla sua <em>mission </em>di servizio  pubblico e sta oscurando il dibattito sui quattro referendum.  Il serivizio pubblico radiotelevisivo è diventato il braccio  (mediatico) armato del governo, come Mediaset. Una succursale di Arcore.  La gestione Masi è stata la peggiore nella storia della Rai, ora che se  ne è andato, forse c’è qualche speranza di risollevare la più  importante industria culturale italiana. Facciamo gli auguri di buon  lavoro alla nuova direttrice generale, <strong>Lorenza Lei</strong>, ma non  sottoscriviamo cambiali in bianco a nessuno, la aspettiamo alla prova  dei fatti. E uno dei primi banchi di prova sarà la campagna  referendaria: siamo già in ritardo, il tempo stringe e dei quesiti si  parla poco. Gli italiani hanno il diritto di essere informati e la Rai il dovere di informare.</p><p>C’è di più: la <strong>commissione di Vigilanza</strong>, che per legge ha il dovere di varare il regolamento che disciplina la campagna referendaria, è ferma da un mese. L’ostruzionismo del Pdl sta impedendo l’approvazione del regolamento sulla par condicio.  Una situazione illegale e indecente, che dimostra ancora una volta lo  scarso rispetto di queste persone per le istituzioni, per le regole  democratiche e per i cittadini. Una vergogna che non siamo disposti a  tollerare. Per questo abbiamo manifestato davanti alla commissione di Vigilanza e siamo <strong>pronti a occuparla</strong>.</p><p>Ieri in Aula ho sollecitato anche l’intervento dei presidenti delle Camere.  In Vigilanza da troppo tempo stanno prendendo in giro gli italiani, li  stanno ingannando e gli stanno rubando l’informazione. Continueremo la  nostra battaglia per la legalità dell’informazione. Una sola cosa è  certa: hanno sempre più paura. <strong>Mandiamoli a casa con il voto del 12 e 13 giugno</strong>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/hsauZTay0pw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/04/referendum-la-rai-ruba-la-democrazia/108898/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>17</slash:comments> </item> <item><title>Mandiamolo a casa col referendum</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/02/mandiamolo-a-casa-col-referendum/108450/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/02/mandiamolo-a-casa-col-referendum/108450/#comments</comments> <pubDate>Mon, 02 May 2011 13:42:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[beatificazione]]></category> <category><![CDATA[cattolici]]></category> <category><![CDATA[giovanni paolo II]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=108450</guid> <description><![CDATA[Silvio Primo il Narcolettico. Se fosse un sovrano vero, questo sarebbe il suo soprannome. E’ stato capace persino di addormentarsi alla messa di beatificazione di Giovanni Paolo II, seduto tra la alte autorità del pianeta. Una figuraccia in mondovisione. Svegliato da Schifani, ha fatto finta di essere assorto in preghiera. Che attore. Forse stava ripassando il metodo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Silvio Primo il Narcolettico</strong>. Se fosse un sovrano vero, questo sarebbe il suo soprannome. E’ stato capace persino di <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/01/wojtyla-beato-e-berlusconi-dorme-beato/108317/" target="_blank">addormentarsi alla messa di beatificazione di Giovanni Paolo II</a></span>,</strong> seduto tra la alte autorità del pianeta. Una figuraccia in mondovisione. Svegliato da Schifani, ha fatto finta di essere assorto in preghiera. Che attore. Forse stava ripassando il metodo Stanislavskij per entrare in un altro personaggio:<strong> il Silvio Furioso</strong>, quello tutto pimpante che arringa la folla davanti al tribunale di Milano. Sembra una scena del film <em>Il caimano</em>. A proposito, perché <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/01/la-profezia-del-caimano-spaventa-la-rai/108364/" target="_blank">la Rai ha acquistato da anni il film ma si rifiuta ostinatamente di mandarlo in onda</a></span>? Scusate, ma ogni tanto mi piace pormi domande retoriche…</p><p>Silvio il Narcolettico e il Silvio Furioso, dicevo, sono due immagini ugualmente rappresentative ed entrambe svelano l’ipocrisia del personaggio. La prima perché Berlusconi si è posto negli ultimi anni come rappresentante in politica dei valori cattolici, ha supportato al governo e in parlamento le posizioni più conservatrici del Vaticano, il tutto senza crederci minimamente. Tra bestemmie e bunga bunga la sua vita è molto diversa da quella di un uomo profondamente religioso. Questione di marketing politico: <strong>l’uomo devoto piace al suo elettorato medio</strong>. E lui finge per opportunismo. Ma quel pisolino svela molto più di quanto sembri. Apre uno squarcio di verità sulla persona e sull’uomo politico.<br /> <strong><br /> Il Silvio Furioso, invece, è il Berlusconi autentico</strong>, che dimentica anche di essere il presidente del Consiglio italiano. Il Silvio Furioso che attacca tutti, magistrati, opposizione, Corte Costituzionale, presidente della Repubblica, è lui: l’uomo braccato dalla legge che carica come un animale inferocito. Pericoloso per le istituzioni che lui stesso dovrebbe rappresentare. Per tornare a essere una democrazia matura e un paese moderno, l’Italia deve liberarsi sia del &#8220;Narcolettico&#8221; che del &#8220;Furioso&#8221;. Con  loro due a Palazzo Chigi non cresceremo mai.</p><p>Per questo è fondamentale<strong> andare a votare ai referendum</strong> e mandare a casa Berlusconi e questo governo. Hanno paura del voto popolare, tanto da costringere gli artisti che si sono esibiti sul palco di Piazza San Giovanni al concerto a <a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_maggio_1/par-condicio-concertone-polemiche-190547423003.shtml" target="_blank">firmare una liberatoria</a> che vietava loro di parlare di politica e referendum. La loro paura è la consapevolezza della nostra forza.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/02/mandiamolo-a-casa-col-referendum/108450/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>43</slash:comments> </item> <item><title>Il Pd non faccia la stampella del governo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/29/il-pd-non-faccia-la-stampella-della-maggioranza/107940/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/29/il-pd-non-faccia-la-stampella-della-maggioranza/107940/#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 Apr 2011 14:37:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[Opposizione]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=107940</guid> <description><![CDATA[Mercoledì 3 maggio, quando il Parlamento voterà le mozioni sulla Libia, si giocherà una partita importante, una partita tutta politica che riguarda innanzitutto il centrosinistra e la sua credibilità. Il centrodestra è spaccato, diviso, non ha unità di intenti e vedute in politica estera, cardine fondamentale per la credibilità di un governo sia sul fronte...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 3 maggio, quando il Parlamento voterà le <strong>mozioni sulla Libia</strong>, si giocherà una partita importante, una partita tutta politica che riguarda innanzitutto il centrosinistra e la sua credibilità. Il centrodestra è spaccato, diviso, non ha unità di intenti e vedute in politica estera, cardine fondamentale per la credibilità di un governo sia sul fronte interno che internazionale. <strong>E’ l’occasione giusta per mandarli a casa</strong>, per condannarli ad una verità: l’unico collante che li unisce sono le poltrone usate per difendere gli interessi del presidente del Consiglio. Abbiamo l’occasione per rispedirli a casa.</p><p>Non vorremmo mai, però, che il voto del 3 maggio si trasformasse da una Caporetto del centrodestra nella pietra tombale del centrosinistra. Sarebbe di una gravità inaudita se, mercoledì prossimo, di fronte ad un centrodestra senza una propria maggioranza in politica estera, arrivasse il<strong> soccorso delle altre opposizioni</strong>, Pd in testa, garantendo la sopravvivenza a questo governo senza più alcuna prospettiva politica. Tutte le opposizioni devono votare contro la risoluzione del governo e della maggioranza. Parliamoci chiaro e usciamo fuori da ogni ipocrisia. Non si può ripetere, per mesi, che il presidente del Consiglio è un caudillo antidemocratico, un pericoloso eversore e poi al momento buono di farlo cadere il Pd gli fa da stampella, votando la mozione per tenerlo in piedi con la scusa del prestigio internazionale dell’Italia da tutelare. La nostra presenza militare è già significativa ed importante: abbiamo il comando delle operazioni navali, partecipiamo alla <em>no fly zone</em>. Cosa andranno a raccontare quelli del Pd ai loro elettori, se voteranno a favore della risoluzione del governo, dopo aver affermato un giorno sì e l’altro pure che Berlusconi è un <strong>dittatore che attenta alla Costituzione?</strong></p><p>Non è affatto vero che su questo allargamento della presenza militare italiana si giochi la nostra credibilità internazionale, così come non è vero che è in gioco la tenuta dell’alleanza atlantica. Partecipare è una nostra libera scelta che non pregiudica niente perché siamo già significativamente coinvolti. Il Pd apra bene le orecchie: l’unica cosa che è in gioco è la sopravvivenza o meno del governo Berlusconi. Chi li dovesse salvare se ne assumerà tutta la responsabilità davanti ai cittadini e agli elettori. Non è bombardando la Libia che l’Italia riacquisterà la sua credibilità sul piano internazionale. <strong>La ritroverà solo liberandosi di Berlusconi</strong>. I democratici riflettano bene su questo. Altrimenti, fino ad oggi, hanno raccontato balle colossali. <strong>Hanno abbaiato senza mordere</strong>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/LIFDEh1yE5w" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/29/il-pd-non-faccia-la-stampella-della-maggioranza/107940/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>72</slash:comments> </item> <item><title>Il volpone Grillo copia (male) Berlusconi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/28/il-volpone-grillo-copia-male-berlusconi/107672/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/28/il-volpone-grillo-copia-male-berlusconi/107672/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Apr 2011 15:54:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[antonio di pietro]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[Davide Bono]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=107672</guid> <description><![CDATA[&#8220;Il 5 aprile del 1995 Antonio Di Pietro depone la toga ed inizia la sua carriera politica, che già nel 1996 lo vede Ministro ai Lavori Pubblici per il primo governo Prodi. Ministro lo sarà solo per pochi mesi, in quanto indagato e poi assolto dal Gip perché il fatto non sussiste dai giudici di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il 5 aprile del 1995 </em><strong><em>Antonio Di Pietro</em></strong><em> depone la toga ed inizia la sua carriera politica, che già nel 1996 lo vede Ministro ai Lavori Pubblici per il primo governo Prodi. Ministro lo sarà solo per pochi mesi, in quanto indagato e poi assolto dal Gip perché il fatto non sussiste dai giudici di Brescia per non avere indagato accuratamente il più grande faccendiere d&#8217;Italia. Si tratta di quel Pacini Battaglia che poi verrà condannato nel 2005 a 6 anni per appropriazione indebita nella vicenda dei fondi neri Enimont (poi indultato nel 2006), al riguardo della più grossa tangentopoli italiana, quella dei cantieri dell&#8217;Alta Velocità da Milano a Napoli per un valore di 140mila miliardi di euro. Fa pensare che Di Pietro, nel 1994, venga avvicinato una prima volta dal premier Berlusconi, proprio mentre sta indagando su di lui, e quindi nuovamente nel febbraio del 1995. Dalle carte dei pm di Brescia risulta che non disdegnò affatto un incarico da Berlusconi e fu solo Scalfaro, chiamando il suo superiore Borrelli, a farlo desistere. Il 4 luglio del 1993, Di Pietro interroga Prodi su eventuali finanziamenti dell&#8217;Iri ai partiti, di cui Prodi è nuovamente Presidente dal 1993, ma quest&#8217;ultimo ovviamente nega. Diversi pentiti raccontano di come la più grande torta da spartirsi sia quella dell&#8217;Alta Velocità, di cui Prodi è prima garante (poi ci saranno Agnelli e Pininfarina), quindi consulente con Nomisma. E, poi ancora, a capo di uno dei tre general contractor, l&#8217;Iri che accoglierà nelle fila dei propri consorzi temporanei d&#8217;impresa, lIricav Uno e Due, aziende notoriamente in mano alla mafia e alla camorra, come Icla, Condotte o Calcestruzzi. Ma Di Pietro, che con pesci più piccoli è duro fino a sfiorare l&#8217;illecito, con Prodi chiude lì. E nel 1996 è ministro. Illazioni sono state fatte da molti, ma quando si leggono le carte dei processi, processi in cui un ex-pm si rifiuta di entrare nel contraddittorio, viene più di un dubbio. </em><strong><em>Che forse vi sia stato in passato un uso politico della magistratura?</em></strong><em> Per trovare </em><strong><em>i colpevoli bisogna sempre guardare a chi ci ha guadagnato: Prodi e Di Pietro</em></strong><em>, le banche e le aziende private. Saremmo interessati a sentire Di Pietro chiarire le zone d&#8217;ombra che ancora pesano sul suo conto&#8221;.</em></p><p><strong>Chi ha scritto questa biografia?</strong></p><p>Silvio Berlusconi? No</p><p>Maurizio Gasparri? No</p><p>Ignazio La Russa? No</p><p>Sandro Bondi? No</p><p>Maurizio Belpietro? No</p><p>Filippo Facci? No</p><p>No, né Berlusconi né uno dei suoi sgherri. E’ tutta farina del sacco di<strong> Davide Bono</strong>, <strong>presidente del Movimento Cinque Stelle del Piemonte</strong>. Per rispondere alla <a href="http://affaritaliani.libero.it/politica/donadi_grillo250411.html" target="_blank"></a><a href="http://affaritaliani.libero.it/politica/donadi_grillo250411.html" target="_blank">mia intervista su affaritaliani</a> ha fatto ricorso a tutto l’armamentario berlusconiano di vecchie e false (basta leggere <a href="http://www.antoniodipietro.com/2010/06/lettera_al_corriere_della_sera.html" target="_blank">qui</a>) accuse nei confronti di Di Pietro. Per rispondere alla mia critica di essere funzionali a Berlusconi, il movimento di Grillo ha risposto esattamente come avrebbe risposto Berlusconi. Quale miglior conferma per la mia tesi? Questa è<strong> la nuova linea di Grillo nei confronti di Antonio Di Pietro</strong>. Proprio lo stesso Antonio Di Pietro che fino a poche settimane fa chiamava <strong>‘Kryptonite Di Pietro’</strong>, che descriveva come l’unico politico italiano degno di fiducia. Cos’è successo? Avendo fondato un partito, <strong>ora Grillo si comporta come un vecchio volpone della politica</strong>. E, per guadagnare consenso, attacca chi gli è più vicino, nel tentativo di sottrargli voti. Dispiace che molte delle cose giuste che Grillo ed il Movimento 5 Stelle sostengono passino in secondo piano rispetto a questo modo vecchio e berlusconiano di fare politica. In questo modo, purtroppo, fanno solo il gioco di Berlusconi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/28/il-volpone-grillo-copia-male-berlusconi/107672/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>389</slash:comments> </item> <item><title>Ci provano con l&#8217;acqua. Ma il Quirinale dice no</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/20/ci-provano-con-lacqua-ma-il-quirinale-dice-no/105746/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/20/ci-provano-con-lacqua-ma-il-quirinale-dice-no/105746/#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Apr 2011 12:19:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[acqua pubblica]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[legittimo impedimento]]></category> <category><![CDATA[Nucleare]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category> <category><![CDATA[stefania prestigiacomo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=105746</guid> <description><![CDATA[Hanno fermato (temporaneamente) il nucleare per paura del voto sul legittimo impedimento. E ci hanno provato anche con l’acqua. Un esponente del governo (del quale non farò mai il nome) mi ha confidato in camera caritatis che un analogo emendamento al decreto Omnibus è stato presentato anche per bloccare il referendum sull’acqua, ma è stato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Hanno fermato (temporaneamente) il nucleare per paura del voto sul legittimo impedimento. E ci hanno provato anche con l’acqua. Un esponente del governo (del quale non farò mai il nome) mi ha confidato in camera caritatis che un analogo emendamento al decreto Omnibus è stato presentato anche per <strong>bloccare il referendum sull’acqua</strong>, ma è stato <strong>respinto dal Quirinale</strong> per estraneità di materia. Hanno tentato di svuotare di contenuto anche i referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Una tattica per depotenziare il referendum sul legittimo impedimento.</p><p>Berlusconi ed il suo governo hanno dimostrato ancora una volta di utilizzare gli istituti democratici a proprio uso e consumo. Il dietrofront sul nucleare, quindi, non ci lascia tranquilli, perché <strong>ci riproveranno</strong> appena passata la tornata amministrativa e quando l’impatto della tragedia di Fukushima sull’opinione pubblica si sarà affievolito. Per questo non ci fidiamo di questo governo. Vorremmo poter gioire oggi. Vorremmo poter dire che l’incubo nucleare, dopo la decisione assunta ieri dal Governo, si è allontanato per sempre dall’Italia. Ma non è così e parliamo con cognizione di causa. Nel testo che il Governo ha inviato al Senato si legge, infatti, che la decisione assunta di abrogare il nucleare non è<em> &#8220;al fine di uscire dal nucleare&#8221;</em>, ma che <em>&#8220;<strong>al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche</strong> sulla bontà del nucleare si procede nel frattempo alla sua abrogazione&#8221;</em>.</p><p>Se prima era solo timore, ora siamo alla certezza di essere di fronte ad un governo di avventurieri che fino all’altro ieri cavalcava il nucleare come la panacea di tutti i mali della politica energetica dell’Italia e oggi, <strong>alla chetichella</strong>, fa un clamoroso passo indietro. Veramente singolare che un governo, che assume una decisione di dimensioni epocali e che smentisce completamente tutta la sua politica pregressa, decida di passare dalla scelta del nucleare come energia strategica per il futuro del nostro paese all’abbandono di quella strategia, e adottare quella delle rinnovabili perché altre non ce ne sono. E per informare i cittadini di una decisione tanto epocale non fa una conferenza stampa, non comunica al Paese questa scelta che cambia la politica energetica del governo, ma infila lì un emendamento e lascia che siano le altre forze politiche a commentare.Per un governo che fa della <strong>comunicazione </strong>la cartina di tornasole della sua intera azione politica c’è di che preoccuparsi per chi ritiene che il nucleare sia un incubo per il futuro del nostro paese.</p><p>Quindi, il sospetto che si tratti soltanto di un inganno fatto da politici irresponsabili. E a questo punto tornano alla mente <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/nucleare-marcia-indietro-del-governo-prestigiacomo-non-possiamo-rischiare-le-elezioni/98385/" target="_blank">le parole della <strong>Prestigiacomo</strong></a></span>, che in un retroscena dice: <em>&#8220;Abbandoniamo in fretta e furia per un po’ il nucleare perché altrimenti perdiamo le amministrative&#8221;</em> e al primo giorno della campagna elettorale delle amministrative il nucleare scompare, salvo approfondimenti e verifiche di carattere scientifico. Noi chiediamo con forza, e lo faremo anche con dei subemendamenti, che o c’è una presa di posizione chiara da parte del governo, che dice che l’uscita dell’Italia da ogni progetto nucleare è una rinuncia per sempre, totale e definitiva, oppure dovrà essere davvero chiaro per tutti, al di là di Ruby o non Ruby, che c’è un governo che sistematicamente utilizza <strong>l’azione legislativa all’unico fine di perseguire interessi privati </strong>ed ingannare il consenso degli italiani acquisendo un consenso sulla base della mistificazione della realtà.</p><p>Per questo noi oggi non possiamo gioire. Vorremmo tanto poterlo fare ma siamo consapevoli di chi ci sta davanti. Solo la <strong>verifica parlamentare</strong> ci dirà se ci troviamo di fronte all’uscita dal nucleare o alla truffa del secolo.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/2E3JAXowcs4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/20/ci-provano-con-lacqua-ma-il-quirinale-dice-no/105746/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>74</slash:comments> </item> <item><title>Elezioni anticipate, s’è svegliato pure Casini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/19/elezioni-anticipate-persino-casini-s%e2%80%99e-svegliato/105522/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/19/elezioni-anticipate-persino-casini-s%e2%80%99e-svegliato/105522/#comments</comments> <pubDate>Tue, 19 Apr 2011 16:28:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[elezioni anticipate]]></category> <category><![CDATA[Emilio Fede]]></category> <category><![CDATA[Mani Pulite]]></category> <category><![CDATA[Nicole Minetti]]></category> <category><![CDATA[Opposizione]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=105522</guid> <description><![CDATA[Segnali di sgretolamento. Clima da fine impero. L’inner circle del presidente del consiglio si fa la guerra interna. Lo scambio di accuse tra Nicole Minetti e Emilio Fede è fantastico, come il titolo del Fatto di oggi: &#8220;Scaricatori di porco&#8221;. Roba da vecchio film di Pierino con Alvaro Vitali. Sarebbe addirittura una vicenda divertente se lui non fosse...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Segnali di sgretolamento. Clima da fine impero. L’<em>inner circle</em> del presidente del consiglio si fa la guerra interna. Lo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/18/caso-ruby-la-difesa-di-nicole-minetti-a-portarele-ragazze-ad-arcore-erano-fede-e-mora/105224/" target="_blank">scambio di accuse</a></span> tra <strong>Nicole Minetti </strong>e <strong>Emilio Fede</strong> è fantastico, come il titolo del <em>Fatto </em>di oggi: <em>&#8220;Scaricatori di porco&#8221;</em>. Roba da vecchio film di Pierino con Alvaro Vitali. Sarebbe addirittura una vicenda divertente se lui non fosse il direttore di un telegiornale nazionale e lei una consigliera regionale in Lombardia. Sarebbe divertente se il bunga bunga, il giro di prostituzione, i festini con minorenni non fossero ormai una vicenda di Stato.</p><p>Eppure qualcosa sta cambiando, <strong>l’opinione pubblica ha perso la fiducia</strong> nel capo del governo, se si votasse ora <a href="http://www.repubblica.it/politica/sondaggi/2011/04/17/news/berlusconi_c_un_crollo_di_fiducia_intenzioni_di_voto_centrosinistra_avanti-15066891/" target="_blank">il centrosinistra vincerebbe</a>. E sarebbe strano il contrario, visto che in qualsiasi altra democrazia occidentale, con questa situazione economica e sociale, le opposizioni avrebbero percentuali di consenso bulgare. Clima da fine impero dicevo, di decadenza. Lasciamo perdere l’ormai abusata immagine del Titanic che affonda mentre in prima classe si brinda e si balla, questo paese si avvicina sempre di più al baratro. Le imprese arrancano, il lavoro manca, le famiglie hanno sempre più difficoltà. E di cosa si occupa Berlusconi? Delle sue vicende giudiziarie. Storia vecchia. Trita e ritrita. Ma con un significato preciso: a Berlusconi dell’Italia, non gli frega niente.</p><p>Da più parti, in questi ultimi due anni, si son fatti paragoni col periodo di <strong>Mani Pulite</strong>, con quella stagione che portò grandi speranze di cambiamento, che stimolò la partecipazione e riavvicinò i cittadini alla politica. Poi venne Berlusconi, si spacciò per il nuovo, gli italiani gli diedero credito e iniziò una nuova fase di declino, alternata a boccate d’ossigeno quando al governo c’era il centrosinistra. Tornando al confronto tra il &#8217;93 ed oggi, ci sono molti elementi di similitudine: la gente è stanca, contesta Berlusconi e i ministri ad ogni occasione, a volte anche con lancio di monetine, come avvenne per Craxi all’Hotel Raphael. La magistratura con le sue inchieste ha scoperchiato un vaso di Pandora che sta facendo uscire fuori la corruzione, il malcostume, le magagne dei politici e delle cricche. Gli alleati si sfilano e prendono le distanze, come ha fatto Fini, ormai da mesi. Tutte le opposizioni, infine, chiedono le<strong> elezioni anticipate. </strong>Persino Casini s’è svegliato.</p><p>Cosa manca per mandarlo a casa? Manca ancora il progetto, manca l’alternativa vera e credibile. Non basta un’alleanza virtuale per dare la scossa al Paese, serve un programma vero, concreto e credibile. Dopo aver sopportato Berlusconi, gli italiani meritano un governo serio, energie politiche fresche, persone competenti ed oneste. Dobbiamo dare una risposta a tutte quelle persone che alla domanda <em>&#8220;vuoi mandare a casa Berlusconi?&#8221; </em>rispondono <em>&#8220;sì, ma dall’altra parte chi c’è?&#8221;</em>.<strong> Rispondiamo noi </strong>per primi a questa domanda (vero Bersani?) e vinceremo le elezioni senza problemi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/19/elezioni-anticipate-persino-casini-s%e2%80%99e-svegliato/105522/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>21</slash:comments> </item> <item><title>Hanno ucciso l&#8217;articolo 3 della Costituzione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/14/hanno-ucciso-larticolo-3-della-costituzione-2/104382/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/14/hanno-ucciso-larticolo-3-della-costituzione-2/104382/#comments</comments> <pubDate>Thu, 14 Apr 2011 11:45:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[angelino alfano]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[leggi ad personam]]></category> <category><![CDATA[parlamento]]></category> <category><![CDATA[processo breve]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=104382</guid> <description><![CDATA[Clinica Santa Rita: nessuna giustizia. Processo Cirio: nessuna giustizia. Caso Tarantini: nessuna giustizia. Fincantieri Palermo: nessuna giustizia. Processo Eternit: nessuna giustizia. Ilva di Taranto: nessuna giustizia. Rogo Thyssenkrupp: nessuna giustizia. Crollo casa dello studente: nessuna giustizia. Strage di Viareggio: nessuna giustizia. Questi sono alcuni degli effetti del processo breve, solo per rimanere ai processi più...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Clinica Santa Rita: nessuna giustizia. Processo Cirio: nessuna giustizia. Caso Tarantini: nessuna giustizia. Fincantieri Palermo: nessuna giustizia. Processo Eternit: nessuna giustizia. Ilva di Taranto: nessuna giustizia. Rogo Thyssenkrupp: nessuna giustizia. Crollo casa dello studente: nessuna giustizia. Strage di Viareggio: <strong>nessuna giustizia</strong>.</p><p>Questi sono alcuni degli effetti del processo breve, solo per rimanere ai processi più importanti. Ma altre migliaia di vittime e di familiari non avranno giustizia. E il ministro <strong>Alfano </strong>ha il coraggio di affermare che il processo breve influirà solo sullo 0,2 per cento dei processi. Ci vuole coraggio, pelo sullo stomaco per affermare certe cose. Però ci sono anche vantaggi, infatti Berlusconi ha annunciato che <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/14/berlusconi-dopo-il-2013-non-mi-ricandidoil-successore-potrebbe-essere-angelino-alfano/104173/" target="_blank">sarà proprio Alfano il suo successore</a></span> nel 2013. Bella carriera Angelino, complimenti. <strong>L’obbedienza cieca </strong>è apprezzata dalle parti di Palazzo Chigi. E pure altre cose, ma non voglio scadere nella volgarità dei bunga bunga.</p><p>Ieri la Camera dei Deputati ha commesso un delitto giuridico: ha assassinato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131276/131279/articolo.htm" target="_blank"><strong>l’articolo 3 della Costituzione</strong></a></span>. Quello che dice: <em>&#8220;Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali&#8221;</em>. E poi continua: <em>&#8220;E&#8217; compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese&#8221;</em>. Non tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, perché <strong>uno è più uguale degli altri</strong> e la farà franca al processo Mediatrade. E la Repubblica ha rimosso non gli ostacoli alla partecipazione, ma il principio di legalità politica.</p><p>Ieri si è scritta una pagina nera, scura per la nostra democrazia e per la nostra storia parlamentare. Una maggioranza raffazzonata e prezzolata ha approvato una<strong> vergognosa norma ad personam</strong>. Ancora non è legge, perché deve essere approvata anche al Senato e la nostra battaglia continua. In Aula e nelle piazze, nelle città e nei comuni di tutta Italia. Anche per ricordare che il 12 giugno si vota per i referendum, compreso quello per abrogare il legittimo impedimento. Andiamo a votare, mandiamolo a casa.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/c31bERS8zmc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/14/hanno-ucciso-larticolo-3-della-costituzione-2/104382/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>35</slash:comments> </item> <item><title>Il deputato va dove lo porta la pensione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/22/il-deputato-va-dove-lo-porta-la-pensione/93407/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/22/il-deputato-va-dove-lo-porta-la-pensione/93407/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 Feb 2011 13:04:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[deputati]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[legislatura]]></category> <category><![CDATA[parlamentari]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[stipendio parlamentari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=93407</guid> <description><![CDATA[Cari amici, oggi osserveremo il parlamentare, nel suo ambiente naturale, il Palazzo. Questa razza, che ama pascolare tra il Transatlantico e la buvette, ha nel suo Dna il rito della transumanza. Da tempo, però, gli osservatori più attenti sono preoccupati perché il rito della transumanza ha assunto ritmo frenetico e proporzioni che non si erano...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici, oggi osserveremo il <strong>parlamentare</strong>, nel suo ambiente naturale, il Palazzo. Questa razza, che ama pascolare tra il Transatlantico e la buvette, ha nel suo Dna il rito della <strong>transumanza</strong>. Da tempo, però, gli osservatori più attenti sono preoccupati perché il rito della transumanza ha assunto ritmo frenetico e proporzioni che non si erano mai riscontrate neppure in molti decenni di studio della specie. Alcuni ipotizzano addirittura sia dovuta ai cambiamenti climatici. In realtà, da una ricerca che ho condotto in prima persona, studiandone molti esemplari e raccogliendo un grandissimo numero di dati e riscontri, posso affermare con certezza che ad aver sconvolto le placide abitudini del parlamentare non sono i cambiamenti climatici, bensì i <strong>cambiamenti pensionistici</strong>.</p><p>Ora mi spiego. Dalla scorsa legislatura, in un apprezzabile quanto raro sforzo anti-privilegi, la Camera dei Deputati si è mossa nella direzione che i cittadini auspicavano da decenni, rendendo molto più stringenti le regole per ottenere la <strong>pensione di parlamentare</strong>. Mentre prima, infatti, per avere la pensione bastava maturare due anni e mezzo di permanenza alla Camera, sommati anche in più di un mandato, dalla scorsa legislatura, su iniziativa della coalizione di centrosinistra, per maturare la pensione è necessario che il parlamentare rimanga in carica per cinque anni, ovvero per l’intero corso del mandato, non essendo più possibile cumulare i cinque anni in più legislature.</p><p>Quello che non si era sufficientemente considerato è che il parlamentare, a parte il breve periodo della transumanza, è fondamentalmente uno <strong>stanziale</strong>, poco incline ai cambiamenti, soprattutto quando questi comportano il trasloco da Montecitorio. Ecco allora che di fronte alla prospettiva di una seconda legislatura, dopo quella 2006-2008, che sta per finire anzitempo e, quindi, come la precedente, senza pensione, l’istinto primario alla conservazione della specie ha portato fino ad oggi ben 120 parlamentari a <strong>zompare agili e veloci da un gruppo all’altro</strong> e da uno schieramento all’altro, a seconda di chi – bada ben, bada ben &#8211; settimana per settimana, a volte giorno per giorno, dava maggiori garanzie di portare a termine il mandato. Ecco che allora, di fronte all’ipotesi di un governo tecnico, giudicata molto probabile, Fini fa il pieno di parlamentari per il suo nuovo gruppo. Qualora il governo fosse caduto, vi sarebbero state sicuramente mandrie di parlamentari pronti a intervenire passando dal centrodestra al Terzo Polo, cementando questa nuova maggioranza e garantendole i numeri per arrivare a fine legislatura.</p><p>Vi ricordate che nei giorni in cui si parlava della probabile caduta di Berlusconi nessuno pronunciava la parola elezioni? Perché, da quando il sistema per il raggiungimento della pensione è cambiato, la parola elezioni, che a dire il vero non è mai piaciuta più di tanto al parlamentare, ora provoca delle vere e proprie epidemie allergiche, con rosacee pruriginose violente nei palazzi del potere. Fallito, dunque, questo tentativo, grazie ai quattrini di Berlusconi e agli errori del Terzo Polo, è tornato ad essere il presidente del Consiglio il cavallo sul quale puntare per mantenere in vita la legislatura. Ed ecco quindi la <strong>transumanza all’indietro</strong>, con il ritorno al pur sempre confortevole ovile berlusconiano.</p><p>La morale della favola? Più dell’amor per l’ideale pote’ il digiuno dalla pensione. Triste ma vero: il parlamentare <strong>va dove lo porta la pensione</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/22/il-deputato-va-dove-lo-porta-la-pensione/93407/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>122</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;imbroglio che chiamano federalismo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/limbroglio-che-chiamano-federalismo-2/90216/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/limbroglio-che-chiamano-federalismo-2/90216/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 Feb 2011 15:40:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[comuni]]></category> <category><![CDATA[federalismo]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[imposte comunali]]></category> <category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category> <category><![CDATA[tasse]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=90216</guid> <description><![CDATA[Questo federalismo è irricevibile. Lo dice Napolitano. La bocciatura solenne di metodo si aggiunge a quella di merito data ieri dalla Commissione bicamerale. Non sappiamo cosa succederà ora. Sappiamo quello che è successo ieri. Il governo, dopo la bocciatura della bicamerale, cedendo all’ennesimo ricatto della Lega, alla quale, giunti a questo punto, interessa solo di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Questo federalismo è <strong>irricevibile</strong>. Lo dice Napolitano. La bocciatura solenne di metodo si aggiunge a quella di merito data ieri dalla Commissione bicamerale. Non sappiamo cosa succederà ora. Sappiamo quello che è successo ieri. Il governo, dopo la bocciatura della bicamerale, cedendo all’ennesimo ricatto della Lega, alla quale, giunti a questo punto, interessa solo di piantare una bandierina qualunque in vista di probabili elezioni, ha convocato in fretta e furia un Consiglio dei ministri alle 8 della sera e ha riadottato lo stesso provvedimento.</p><p>Poco conta che questo modo di procedere sia <strong>incostituzionale</strong>, come confermato oggi dal Quirinale, poco conta che si sia calpestata la volontà del Parlamento. Sappiamo bene che a lor signori delle regole e della costituzione poco importa. Ma il problema vero, a questo punto, è rappresentato dal fatto che qui si stanno scrivendo le regole che reggeranno lo Stato per i prossimi decenni e che, a seconda che siano buone o cattive, consentiranno il rilancio del Paese oppure lo affosseranno per sempre.</p><p>Italia dei Valori si è sempre assunta la responsabilità di dire con chiarezza, e poi di votare in modo conseguente, che noi nel federalismo crediamo davvero perché lo vediamo come uno strumento straordinario di moralizzazione della spesa pubblica e di responsabilizzazione dei pubblici amministratori. Il problema è che fino a qui non dico che si sia scherzato, ma poco ci è mancato, nel senso che sono state approvate sempre e solo <strong>norme quadro</strong>, insomma principi generici, senza un solo numero o una sola scelta concreta.</p><p>Il f<strong>ederalismo municipale</strong> era il primo vero banco di prova per capire se questa riforma del centrodestra sarebbe stata un vero federalismo oppure no e subito&#8230; è cascato l’asino. La riforma toglie, se è possibile, ancora più autonomia ai Comuni e centralizza ancora di più nella mani dello Stato le scelte tributarie.  Non c’è nessuna possibilità di controllo degli elettori sugli eletti, nessuna speranza di responsabilizzazione degli amministratori, in quanto non si è scelta la strada trasparente d’istituire <strong>un’unica imposta comunale</strong>, nella quale far confluire tutte le entrate, ma, al contrario, si è accentuato l’attuale spezzatino, per cui ai Comuni spetteranno compartecipazioni in decine d’imposte statali, senza che i cittadini possano minimamente capire quanti soldi ha incassato il Comune e come li ha spesi.</p><p>Ma non basta. Smentendo clamorosamente la promessa ventennale che con il federalismo le tasse sarebbero scese, questo decreto prevede<strong> nuove e maggiori tasse</strong>, a valanga, per tutti. L’Ici sulle attività produttive raddoppia e sulle seconde case aumenta, e di molto. L’addizionale Irpef aumenta. In più viene introdotta una tassa di scopo, che ogni Comune potrà applicare, come e quando vorrà. Viene introdotta una nuova tassa di soggiorno e così il turismo italiano, che sconta la fiscalità più punitiva d’Europa, verrà ulteriormente penalizzato. Gli unici a venire avvantaggiati sono i <strong>proprietari immobiliari</strong>, ma non quelli proprietari della casa in cui vivono, bensì solo quelli che ne hanno tante altre e che le affittano, e che su questi redditi non pagheranno più l’Irpef, ma un’imposta fissa del 21%. Insomma si penalizzano le attività produttive e si premiano le rendite socialmente improduttive. Complimenti!</p><p>Qualcuno potrebbe obiettare che quasi tutti gli aumenti d’imposta sono facoltativi e che i Comuni potrebbero decidere di non applicarli. Peccato però che, con la manovra finanziaria del 2010, lo Stato abbia<strong> tagliato loro i fondi </strong>per 6 miliardi di euro solo nel 2011. Sicché, se vorranno chiudere i bilanci e non presentare i libri in tribunale, gli aumenti d’imposta avranno bisogno di usarli tutti, fino all’ultimo. Ecco, in sintesi, in cosa consiste l’imbroglio che chiamano federalismo.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/nYj-4EbLEJY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/limbroglio-che-chiamano-federalismo-2/90216/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>73</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Puttaniere&#8221;, in tv si può dire?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/25/puttaniere-in-tv-si-puo-dire/88246/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/25/puttaniere-in-tv-si-puo-dire/88246/#comments</comments> <pubDate>Tue, 25 Jan 2011 11:55:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Bonaiuti]]></category> <category><![CDATA[Donadi]]></category> <category><![CDATA[idv]]></category> <category><![CDATA[Porta a porta]]></category> <category><![CDATA[prestigiacomo]]></category> <category><![CDATA[puttaniere]]></category> <category><![CDATA[Ruby]]></category> <category><![CDATA[Vespa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=88246</guid> <description><![CDATA[Ieri durante la puntata di Porta a Porta, ho cercato – invano &#8211; di confrontarmi razionalmente con Stefania Prestigiacomo e Paolo Bonaiuti. Impossibile, semplicemente impossibile affrontare seriamente il discorso. Hanno fatto ricorso a tutte le loro tatticucce per evitare di parlare dell’inchiesta, delle responsabilità del premier, del declino cui costringe l’Italia, del lavoro che non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/nOYVmvv92fs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> Ieri durante la puntata di <strong><em>Porta a Porta</em></strong>, ho cercato – invano &#8211; di confrontarmi razionalmente con <strong>Stefania Prestigiacomo</strong> e <strong>Paolo Bonaiuti</strong>. Impossibile, semplicemente impossibile affrontare seriamente il discorso. Hanno fatto ricorso a tutte le loro tatticucce per <strong>evitare di parlare</strong> dell’inchiesta, delle responsabilità del premier, del declino cui costringe l’Italia, del lavoro che non c’è, delle imprese che chiudono. Insomma, non si è potuto parlare con raziocinio dei problemi del governo e quindi del Paese, e, soprattutto, delle soluzioni.</p><p>Ora, però, i fatti sono fatti, e non c’è modo di tenerli nascosti. Almeno non a tutti. Non si può negare l’evidenza. Le <strong>parole </strong>hanno un peso, un senso ed un significato. Troppo spesso vengono pronunciate a cuor leggero, e questo in politica non va bene, perché le parole, per un politico, sono anche un <strong>impegno</strong>. Ed allora dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà e chiamare le cose col loro nome.</p><p>Se un uomo paga per avere prestazioni sessuali, come lo definireste? In italiano c’è una parola, magari poco elegante: <strong>puttaniere</strong>. Quando ho detto che il leader del centrosinistra non sarà un puttaniere, Bonaiuti e Prestigiacomo hanno scatenato una rissa verbale. Ma, tant’è, le cose stanno proprio così. La verità è sotto gli occhi di tutti ed è che il presidente del Consiglio fa il puttaniere. E lo scandalo sarebbe dirlo? Non siamo <strong>ipocriti </strong>per favore…</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/25/puttaniere-in-tv-si-puo-dire/88246/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>281</slash:comments> </item> <item><title>Montecitorio resort, a spese dei cittadini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/02/montecitorio-resort-in-vacanza-a-spese-dei-cittadini/79961/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/02/montecitorio-resort-in-vacanza-a-spese-dei-cittadini/79961/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Dec 2010 17:38:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[chiusura parlamento]]></category> <category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=79961</guid> <description><![CDATA[E’ inutile bussare tanto non vi aprirà nessuno. La Camera dei Deputati chiude i battenti fino al 13 dicembre. Parlamento chiuso per crisi. Dieci giorni di stop imposti dalla maggioranza a tutto il Parlamento per i venti di crisi che l’attanagliano. Siccome loro non sono più in grado di governare il Paese, sono ormai il pallido...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E’ inutile bussare tanto non vi aprirà nessuno. La Camera dei Deputati chiude i battenti fino al 13 dicembre. <strong>Parlamento chiuso per crisi</strong>. Dieci giorni di stop imposti dalla maggioranza a tutto il Parlamento per i venti di crisi che l’attanagliano. Siccome loro non sono più in grado di governare il Paese, sono ormai il pallido ricordo pallido di una maggioranza unita e coesa, se ne fregano dei problemi del Paese e decidono di non fare nulla per due settimane, in attesa di ricucire strappi e leccarsi le ferite. <strong>Non è mai accaduto</strong> nella storia della Repubblica che si imponesse una chiusura forzata di Montecitorio perché il governo non c’è più. In tempi normali e in un paese normale si salirebbe al Quirinale per ammettere i propri fallimenti e restituire il mandato. Ma questa è fantascienza nell’era Berlusconi, abbarbicato alla poltrona come non mai perché terrorizzato dai suoi fantasmi giudiziari. Ieri, ci siamo opposti con tutte le nostre forze a questa chiusura forzata ma ci siamo scontrati contro un <strong>muro di gomma</strong>, contro una maggioranza ed un governo che hanno assunto davanti ai cittadini la responsabilità di governare ma che se ne fregano bellamente.</p><p>Con bella faccia tosta, <strong>Fabrizio Cicchitto</strong>, il presidente dei deputati del Pdl, ha avuto il coraggio di dire che non è una vacanza ma una situazione di crisi politica che avrà una verifica il 14 dicembre ed è meglio impiegare il tempo per vedere se si trova un accordo tra le forze politiche. Il Fli, ex partito di maggioranza, ha avvallato la richiesta del Pdl di imporre lo stop forzato e la Lega, quella di Roma ladrona e fannullona, idem. Un atto di incoerenza e irresponsabilità, non c’è che dire, in entrambi i casi. La chiusura di Montecitorio è un doppio schiaffo in faccia che noi denunciamo con forza. A tutta quella realtà di piccole e medie imprese che sono attanagliate da una <strong>crisi economica</strong> e finanziaria senza precedenti e che sono costrette a chiudere i battenti. A tutti quei lavoratori, operai in cassa integrazione, insegnanti condannati al precariato a vita, famiglie che non arrivano alla fine del mese. A tutti coloro che hanno perso il proprio posto di lavoro o stanno per perderlo a causa dell’incapacità di questo esecutivo di <strong>dare risposte</strong> alla crisi. In questi tempi di crisi economica e finanziaria, concedersi il lusso di una settimana di vacanza a spese dei cittadini contribuenti, perché di questo si tratta, è uno schiaffo in faccia al Paese. Vergogna!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/02/montecitorio-resort-in-vacanza-a-spese-dei-cittadini/79961/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>50</slash:comments> </item> <item><title>Maroni blinda Montecitorio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/maroni-blinda-montecitorio/79550/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/maroni-blinda-montecitorio/79550/#comments</comments> <pubDate>Tue, 30 Nov 2010 14:14:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[ddl Gelmini]]></category> <category><![CDATA[forze dell'ordine]]></category> <category><![CDATA[proteste]]></category> <category><![CDATA[riforma]]></category> <category><![CDATA[università]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=79550</guid> <description><![CDATA[Oggi in aula c’è il voto finale sul ddl Università. Abbiamo detto ampiamente quello che pensiamo sulla riforma Gelmini, in una sola parola pessima. Le Università sono occupate. Gli studenti sono sui tetti, insieme a ricercatori e professori. Ma fuori dal palazzo sta accadendo qualcosa che non si era mai vista prima. Decine di camionette...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi in aula c’è il voto finale sul ddl Università. Abbiamo detto ampiamente quello che pensiamo sulla riforma Gelmini, in una sola parola pessima. Le Università sono occupate. Gli studenti sono sui tetti, insieme a ricercatori e professori. Ma fuori dal palazzo sta accadendo qualcosa che non si era mai vista prima. <strong>Decine di camionette</strong> di carabinieri, poliziotti e Guardia di Finanza hanno circondato Montecitorio e Palazzo Chigi per impedire agli studenti di avvicinarsi, con un dispiegamento di forze impressionante.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/OGhd7lLnSAQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> Il ministro degli Interni, <strong>Roberto Maroni</strong>, ha ordinato alle forze dell’ordine di predisporre un rigido blocco di tutte le strade che circondano piazza Montecitorio. Il sit in degli studenti era stato autorizzato dalla questura ma le strade sono state chiuse e piazza Montecitorio è irraggiungibile, off limits. Una scelta sbagliata quella del ministro Maroni, una scelta che, siamo i primi a scongiurarlo, potrebbe far accendere gli animi ed avere conseguenze, Dio non voglia, ben più gravi.</p><p>In aula, <strong>Valentina Aprea</strong> del Pdl, relatrice del provvedimento Gelmini, ha invitato tutti i partiti al senso di responsabilità e a mantenere toni bassi nel confronto politico per evitare che fuori dal palazzo possa accadere il peggio. Parole condivisibili, ma la decisione del governo di porre un blocco rigidissimo, seppure vogliamo sperare assunta in buona fede per scongiurare possibili scontri, rischia di apparire come una <strong>provocazione </strong>per centinaia di studenti in protesta pacifica. C’è un silenzio assordante in queste ore intorno ai palazzi, un silenzio che ferisce la nostra democrazia.</p><p>Guardate le immagin<a href="http://www.youtube.com/watch?v=OGhd7lLnSAQ" target="_blank">i</a> che abbiamo fatto per voi. Un muro umano di carabinieri, ferro e acciaio delle camionette delle forze dell’ordine è il segnale di un palazzo che si chiude a riccio, che si fa <strong>sordo alle istanze</strong> degli studenti, dei professori, dei ricercatori, degli insegnanti avviliti ed umiliati da questa riforma. Le forze dell’ordine hanno l’obbligo di salvaguardare l’integrità degli edifici delle sedi istituzionali e di evitare scontri fisici, ma al contempo il ministro Maroni ha il dovere di garantire il <strong>diritto di manifestare</strong> degli studenti. Bisognava ottemperare alle due esigenze, con uguale rispetto, perché <strong>non c’è democrazia se cala il silenzio</strong> sulla piazza.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/maroni-blinda-montecitorio/79550/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>55</slash:comments> </item> <item><title>Wikileaks e gli alibi dell&#8217;opposizione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/29/wikileaks-e-gli-alibi-dellopposizione/79373/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/29/wikileaks-e-gli-alibi-dellopposizione/79373/#comments</comments> <pubDate>Mon, 29 Nov 2010 14:17:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[centrosinistra]]></category> <category><![CDATA[Opposizione]]></category> <category><![CDATA[rivelazioni]]></category> <category><![CDATA[Silvio Belusconi]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=79373</guid> <description><![CDATA[“Incapace, vanitoso, inefficace”. E poi: “Stanco per le feste selvagge, non dorme a sufficienza”. E ancora: “Un leader politicamente e fisicamente debole”. Sono i giudizi tranchant su Silvio Berlusconi, che WikiLeaks ha messo in rete. Vado un po’ controcorrente rispetto al clima di queste ore, anzi di questi giorni. Non c’è nessuna rivelazione clamorosa, a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Incapace, vanitoso, inefficace</em>”. E poi: “<em>Stanco per le feste selvagge, non dorme a sufficienza</em>”. E ancora: “<em>Un leader politicamente e fisicamente debole</em>”. Sono i giudizi <em>tranchant </em>su Silvio Berlusconi, che <em>WikiLeaks </em>ha messo in rete. Vado un po’ controcorrente rispetto al clima di queste ore, anzi di questi giorni. Non c’è <strong>nessuna rivelazione clamorosa</strong>, a mio avviso, solo ciò che è sotto gli occhi di tutti. Per arrivare a quelle conclusioni bastava un po’ di buonsenso, nulla più. In molti hanno atteso quasi messianicamente la pubblicazione dei documenti di <em>WikiLeaks</em>, nella speranza che fossero così scandalose da costringere Berlusconi alle dimissioni. Errore.</p><p>Non dall’esterno, ma <strong>al proprio interno</strong> le forze dell’opposizione devono trovare la forza per far cadere politicamente Berlusconi. Altrimenti non saremmo molto diversi da lui e dal suo governo, che per tirarsi fuori dai guai ha avuto il coraggio di evocare un complotto internazionale ai suoi danni. Hanno messo sullo stesso piano il crollo di Pompei, l’emergenza rifiuti in Campania, l’inchiesta Finmeccanica e <em>WikiLeaks</em>. Roba da non credere.</p><p>Può anche darsi che nei prossimi giorni su <em>WikiLeaks </em>esca di più e di peggio, ma non è questo il punto politico. Non oggi. Se in Italia ancora governa questo imbonitore televisivo nonostante i ripetuti fallimenti, <strong>dobbiamo farci delle domande</strong>. E assumerci delle responsabilità. Non possiamo più continuare a dire che governa perché controlla le tv e l’informazione. E’ senz’altro vero, ma è un’analisi incompleta.</p><p>Ci sono anche altri fattori. Crogiolarsi nell’impossibilità di scalfire il suo controllo sui media è diventata un’abitudine, un alibi, un modo per deresponsabilizzarsi. Invece no, dobbiamo essere coraggiosi e dire la verità: il centrosinistra non ha saputo proporre ai cittadini un <strong>programma alternativo serio e credibile</strong>. E di certo non aiuta avanzare ogni giorno formule sempre più ardite di alleanza. Per spodestare il satrapo e tornare al governo, non si deve far contro sull’alchimia dei numeri, che non è una scienza esatta, ma su una proposta politica e programmatica seria e credibile. Continuare a sperare ancora in fattori esterni, in nuovi scandali, in altre rivelazioni sarebbe l’ennesimo errore.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/29/wikileaks-e-gli-alibi-dellopposizione/79373/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>72</slash:comments> </item> <item><title>Quello che non vi hanno raccontato sul ddl Gelmini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/26/baroni-intoccabili-ordini-della-casta/78944/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/26/baroni-intoccabili-ordini-della-casta/78944/#comments</comments> <pubDate>Fri, 26 Nov 2010 12:30:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[baroni]]></category> <category><![CDATA[ddl Gelmini]]></category> <category><![CDATA[emendamento]]></category> <category><![CDATA[parentopoli]]></category> <category><![CDATA[riforma]]></category> <category><![CDATA[università]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=78944</guid> <description><![CDATA[La riforma Gelmini sull’Università è una colossale porcata. Una presa per i fondelli. Non riforma nulla, lascia tutto com&#8217;è. E’ solo un gattopardiano specchietto per le allodole ad uso del governo e del ministro da spacciare per cosa buona e giusta in campagna elettorale. Lo hanno capito Italia dei Valori e gli studenti che in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>riforma Gelmini</strong> sull’Università è una colossale porcata. Una presa per i fondelli. Non riforma nulla, lascia tutto com&#8217;è. E’ solo un gattopardiano specchietto per le allodole ad uso del governo e del ministro da spacciare per cosa buona e giusta in <strong>campagna elettorale</strong>. Lo hanno capito Italia dei Valori e gli studenti che in questi giorni stanno dando vita ad una pacifica rivolta. In questa settimana, Italia dei Valori è salita sui tetti dell’università per ascoltare la voce degli studenti e ha dato battaglia in Parlamento per provare a cambiare sul serio le cose, per mettere una toppa a questo buco nero della riforma targata Maria Stella. Abbiamo presentato due emendamenti per tentare di spezzare il sistema perverso che soffoca le università e impedisce la crescita di futuri talenti per il Paese.</p><p>Con il primo emendamento, abbiamo chiesto <strong>l’abolizione dei vitalizi degli ex parlamentari</strong> – proposta già avanzata in sede di discussione di bilancio dal collega <strong>Antonio Borghesi</strong> e già sonoramente bocciata da  tutte le forze politiche -  e che le risorse derivanti da tale abolizione fossero destinate al ripristino delle borse di studio cancellate dal ministro Gelmini. La casta ha alzato, per la seconda volta, un muro alto ed impenetrabile, per difendere le sue prerogative ed immunità, per mantenere in vita un privilegio senza senso a danno delle future generazioni. Ex parlamentari, con magari una sola legislatura alle spalle, garantiti a vita, studenti meritevoli puniti: questo è stato il verdetto finale stabilito da Pdl, Fli, Pd e Lega, con l’unica eccezione dell’Udc che, all’ultimo momento, quando aveva chiaro che il nostro emendamento non sarebbe mai passato, ha votato a favore <strong>per salvare almeno la faccia</strong>.</p><p>Ieri, siamo tornati alla carica e, con coraggio e determinazione, siamo tornati a sfidare la faccia di bronzo della casta, quella che predica bene ma razzola male. Con il nostro <strong>emendamento anti-parentopoli</strong>, abbiamo cercato di scalfire il potere dei baroni universitari, quelli che si passano le cattedre di padre in figlio come fosse un bene di famiglia, quelli che si spartiscono le cattedre tra parenti ed affini, quelli che si fanno i concorsi dove “il figlio di” ha già vinto ancor prima di cominciare. Ci sono interi atenei in questo Paese, dal Nord al Sud, che sembrano gli alberi genealogici di grandi dinastie familiari, con buona pace del talento e del merito. Il Fli e la Lega, in un sussulto di onestà, hanno annunciato che avrebbero votato a favore del nostro emendamento anti-baroni. A quel punto, la maggioranza è andata nel pallone e ha chiesto l&#8217;accantonamento del nostro emendamento che verrà quindi ripresentato in Aula per il <strong>voto di martedì prossimo</strong>. Anche se l&#8217;Aula, a quel punto, è stata sospesa, le trattative sono proseguite e la maggioranza, resasi conto che Lega e Fli non avevano nessuna intenzione di tornare indietro e che avrebbero votato il nostro emendamento, ha scelto il male minore ed ha deciso quindi di sostenere compattamente il nostro emendamento.</p><p>Ma c&#8217;è un inghippo. Per non lasciare ad Italia dei Valori la vittoria politica di quella che sarebbe l&#8217;unica vera norma antibaroni contenuta nella riforma Gelmini, la presidente della Commissione ha annunciato che presenterà lei un <strong>emendamento identico al nostro</strong> che, in base al regolamento della Camera, verrà votato prima del nostro, precludendone di conseguenza l&#8217;esame. Una carognata, fatta con l&#8217;unico scopo di toglierci la dignità parlamentare della proposta, di renderci invisibili. Una carognata tale che persino la Lega si è inalberata, chiedendo addirittura al ministro Gelmini di accettare il nostro emendamento. Ma quello che proprio non ci saremmo mai aspettati è che un solo gruppo è letteralmente sceso sulle barricate contro il nostro emendamento, il Partito Democratico, che, ieri in Aula, è stato<strong> l&#8217;unico ad avversarlo</strong>, cercando in ogni modo di convincere la maggioranza a non  votarlo. L&#8217;on. Nicolais del Pd ha letteralmente implorato Valentina Aprea del Pdl, relatrice del provvedimento, perché l’anti-baroni targato IdV non venisse discusso e votato, e si è arresa solo di fronte alle rassicurazioni della relatrice che ha sussurrato: <em>&#8220;Tranquilla, tanto alla fine questa riforma al Senato sarà stravolta”</em>. Non aggiungo altro. Lascio a voi ogni altra considerazione. Non voglio aggiungere sale alle <strong>ferite già sanguinanti del centrosinistra</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/26/baroni-intoccabili-ordini-della-casta/78944/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>108</slash:comments> </item> <item><title>Carfagna, Fini e Casini: soap opera all&#8217;italiana</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/22/carfagna-fini-e-casini-soap-opera-allitaliana/78181/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/22/carfagna-fini-e-casini-soap-opera-allitaliana/78181/#comments</comments> <pubDate>Mon, 22 Nov 2010 15:33:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category> <category><![CDATA[mara carfagna]]></category> <category><![CDATA[Nicola Cosentino]]></category> <category><![CDATA[Pier Ferdinando Casini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=78181</guid> <description><![CDATA[La politica italiana, ormai, è ridotta ad una soap opera. Anche se hai perso cento puntate, ritrovi subito il filo. Gli attori  sono stereotipi e fanno sempre le stesse mosse. Dopo 29.999 puntate ti ritrovi sempre al via, come nel gioco del Monopoli. Il menù Italia di queste ultime settimane offre un’eroina e due eroi a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La politica italiana, ormai, è ridotta ad una soap opera. Anche se hai perso cento puntate, ritrovi subito il filo. Gli attori  sono stereotipi e fanno sempre le stesse mosse. Dopo 29.999 puntate ti ritrovi sempre al via, come nel gioco del Monopoli. Il menù Italia di queste ultime settimane offre un’eroina e due eroi a prezzi stracciati. Se questo passa il convento, non ci resta che piangere. <strong>Mara Carfagna</strong>, salutata addirittura come la Giovanna d’Arco del centrodestra per aver semplicemente puntato i piedi per una questione di potere, si è attaccata alle sottane del suo padre politico, <strong>Silvio Berlusconi</strong>, per spuntarla nella guerra tra bande che gestisce il Pdl in Campania, ovvero, mister <strong>Cosentino</strong>. Berlusconi prima ha detto a Mara “<em>in Campania comandi tu</em>”, poi, ahimè, si è rimangiato tutto dicendo  a Cosentino “<em><strong>no, comandi tu</strong></em>” e Mara si è impuntata, minacciando le dimissioni.</p><p>Stiamo parlando di quella stessa Mara che, riguardo alle vicende <strong>D’Addario</strong>, <strong>Ruby</strong> e <strong>Nadia</strong>, ha detto “<em>non sono vere</em>” e che, con il suo voto, ha contribuito a salvare mister Cosentino. Per questi meriti oggi, colei che, con disinvoltura e nonchalance, è passata, senza soluzione di continuità, dal concorso di <strong>Miss Italia</strong> alla poltrona di <strong>ministro della Repubblica</strong>, colei che più di tutti rappresenta il <strong>berluscharem al potere</strong>, ovvero come far carriera senza meriti, qualità particolari ma con la faccia e l’immagine giusta, è salutata da giornali e tv come la coraggiosa mondina che “<strong>col suo corpo sulle rotaie, ha fermato il vile sfruttator</strong>”, con buona pace delle eroiche mondine vercellesi che hanno reso grande il nostro Paese.</p><p><strong>Pier Ferdinando Casini</strong>, nella soap opera, è l’eterno fidanzato bello, ricco e capriccioso che punta ad un buon matrimonio di interesse, ovvero l’insostenibile leggerezza dell’essere al potere, che va dove lo porta la brezza di governo, chiude, apre, richiude e riapre la bottega dell’<strong>Udc</strong> a seconda delle ghiotte offerte di mercato. Ed infine, c’è lui, <strong>Gianfranco Cuor di Leone</strong>, colui che ci ha messo quarant&#8217;anni a capire che <strong>Mussolini</strong> era fascista e altri quindici per capire che <strong>Berlusconi</strong> era… Berlusconi. I treni passano e lui pretende di salirvi sopra con trent’anni di ritardo. Il centrodestra è messo proprio male se chi, fino a ieri, faceva parte della sua corte di nani e ballerine, nel vero senso della parola, ora vuole puntare i piedi e fare la morale al Re. Ma siamo messi male anche noi se qualcuno dalle parti del <strong>Pd</strong> ha pensato o pensa di costruire un’alternativa con questi eroi. Solo un ex socialdemocratico come <strong>Bersani</strong> poteva e può guardare a Casini e Fini come il <strong>sol dell’avvenire</strong>, senza capire che il futuro o lo scrivi da te o non ce l&#8217;hai. Noi il nostro futuro ce lo scriviamo da soli. Non lasciamo che siano altri a scriverlo per noi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/22/carfagna-fini-e-casini-soap-opera-allitaliana/78181/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>35</slash:comments> </item> <item><title>Su Bondi e Calderoli Fli fa don Abbondio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/18/su-bondi-e-calderoli-fli-fa-don-abbondio/77538/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/18/su-bondi-e-calderoli-fli-fa-don-abbondio/77538/#comments</comments> <pubDate>Thu, 18 Nov 2010 11:51:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Massimo Donadi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bondi]]></category> <category><![CDATA[Calderoli]]></category> <category><![CDATA[fli]]></category> <category><![CDATA[Pompei]]></category> <category><![CDATA[Tremonti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=77538</guid> <description><![CDATA[La difesa della legalità prescinde, o almeno, dovrebbe prescindere dal credo politico o religioso . E’, o almeno, dovrebbe essere una sorta di cromosoma in più nel Dna di ciascuno di noi, attivo e vigile, a maggior ragione se si ha l’onere e l’onore di rivestire un ruolo istituzionale. Fino a qualche tempo fa, c’eravamo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La difesa della legalità prescinde, o  almeno, dovrebbe prescindere dal credo politico o religioso . E’, o almeno,  dovrebbe essere una sorta di cromosoma in più nel Dna di ciascuno di noi, attivo  e vigile, a maggior ragione se si ha l’onere e l’onore di rivestire un ruolo  istituzionale. Fino a qualche tempo fa, c’eravamo solo noi a difendere la <strong>legalità</strong>, a chiedere che fosse condizione “sine qua non” in  politica e non solo. Per questo, in tutti questi anni, ci siamo sempre presi,  urbi et orbi, epiteti ed insulti di ogni colore e forma, tra cui il più gentile  era “sporco giustizialista”. Ora, se l’illegalità si conferma ai primi posti  nella hit parade di palazzo Chigi, <strong>la legalità sembra essere diventata  un abito di gran moda per Fli</strong>, da indossare con disinvoltura, ad  intermittenza, quando si vuole, qualche giorno si e qualche giorno no, a seconda  del tempo, dell’umore, dell’abbinamento di colori, quasi fosse un accessorio  divertente, a la page, e che dà quella certa allure in più. Futuro e Libertà,  infatti, è notizia di oggi non voterà le mozioni di sfiducia nei confronti del <strong>ministro dei Mali culturali Sandro Bondi</strong>, e <strong>del  ministro salva-Lega Roberto Calderoli</strong>. Tanto per la cronaca, il  ministro Sandro Bondi ha gravi responsabilità non solo per quanto riguarda il  crollo della <strong>Casa dei Gladiatori di Pompei</strong>, ma per il degrado in cui versa il  patrimonio culturale, architettonico e archeologico del nostro Paese. E’ il  ministro dei Beni Culturali che passerà alla storia per il <strong>crollo di  Pompei</strong>. E’ colui che, in tutti i consigli dei ministri non ha mai  alzato la voce e protestato per gli ingenti tagli che il governo, per mano di  Tremonti, ha effettuato al settore cultura. Ha assistito, molle ed inerme,  all’irresponsabile sforbiciata ai fondi per la cultura, l’arte e l’immenso  patrimonio storico ed architettonico italiano. Il ministro Calderoli ha fatto  anche di peggio.</p><p>Nella sua funzione di ministro per la semplificazione  legislativa, ha cancellato una norma gravissima  per salvare 36 attivisti  leghisti sul quale pendeva un processo per il reato di banda armata. Ha mentito  in Parlamento, ha ignorato gli ordini di palazzo Chigi, abusando del suo potere  di ministro. Ce ne è abbastanza, in tutte e due i casi, per sentire<strong> il  dovere morale, civile e politico di votare a favore della mozione di sfiducia  nei confronti di Bondi e Calderoli</strong>. Se non solo questi due casi  evidenti di violazione del principio di legalità, cosa lo è? Il maltempo? La  brutta annata per la raccolta dell’olio? La mayonese che impazzisce o il pane  che non lievita per la troppa umidità nell’aria? Ma forse siamo troppo  esigenti noi. Del resto, se ci hanno messo 15 anni a capire che Berlusconi era  Berlusconi, votandogli nel frattempo tutte le leggi ad personam servite a  salvargli la pellaccia, non possiamo certo pretendere che in quattro e  quattrotto Fini e il Fli diventino cuor di leoni. Molto meglio fare il Don  Abbondio, quello sì che aveva capito tutto nella vita. La mozione non s’ha  daffare. Con buona pace della  legalità.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/18/su-bondi-e-calderoli-fli-fa-don-abbondio/77538/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>58</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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