<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Modena City Ramblers</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/mcramblers/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Tue, 18 Jun 2013 21:36:02 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Don Gallo e Franca Rame: due facce, una stessa moneta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/01/don-gallo-e-franca-rame-due-facce-stessa-moneta/612953/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/01/don-gallo-e-franca-rame-due-facce-stessa-moneta/612953/#comments</comments> <pubDate>Sat, 01 Jun 2013 09:30:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Modena City Ramblers</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Dario Fo]]></category> <category><![CDATA[Don Gallo]]></category> <category><![CDATA[Franca Rame]]></category> <category><![CDATA[Jacopo Fo]]></category> <category><![CDATA[Modena City Ramblers]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=612953</guid> <description><![CDATA[Testa o croce? La testa è laica, quindi Franca, la croce è simbolo di religione, quindi Don Gallo. Ma mai come in questo caso, se tiri la moneta, che venga testa o croce non ti accorgi della differenza. Franca Rame e Don Gallo lottavano e raccontavano le stesse cose. Sempre dalla parte degli ultimi, ma...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Testa o croce? La testa è laica, quindi <strong>Franca</strong>, la croce è simbolo di religione, quindi <strong>Don Gallo</strong>. Ma mai come in questo caso, se tiri la moneta, che venga testa o croce non ti accorgi della differenza. Franca Rame e Don Gallo <strong>lottavano</strong> e raccontavano le stesse cose.</p><p>Sempre dalla parte degli <strong>ultimi</strong>, ma anche da quello dei primi, perché per loro le persone erano tutte uguali, tutte con le contraddizioni proprie dell&#8217;essere umano. Abbiamo avuto la fortuna di <strong>conoscerli</strong> ed entrambi ci hanno insegnato e lasciato qualcosa. E il bello è che che ci hanno insegnato senza insegnare, perché bastava vedere come guardavano e parlavano con le persone.</p><p>Don Gallo lo abbiamo incontrato la prima volta nella sua comunità di <strong>Frascaro</strong>, dove suonammo tantissimi anni fa. Cappello, sigaro e sciarpone colorato, fece irruzione sul palco nel finale del concerto per cantare <strong><em>Bella Ciao</em></strong> con noi. Bella ciao per lui era una canzone di <strong>libertà</strong> a tutto tondo, soprattutto dai pregiudizi e dai moralismi, ci disse. Da allora credo che lo fu anche per noi.</p><p>Franca l&#8217;abbiamo incontrata qualche anno fa ad <strong>Alcatraz</strong>, dove <strong>Jacopo</strong> ci aveva invitati per un progetto teatral-musicale sui Seminole, gli unici indiani d&#8217;America mai vinti dagli Stati Uniti. Era davvero ancora molto bella e pranzare con lei e <strong>Dario Fo</strong> allo stesso tavolo fu emozionante quanto naturale. Ma la sera fu ancora più emozionante, perché ci regalò una recitazione da rimanere a bocca aperta, da seguire in un silenzio talmente intenso da essere quasi rumoroso. Aveva già più di ottant&#8217;anni, e sfidiamo chiunque a non aver pensato, in quel momento, che la vita è davvero bella, fino all&#8217;ultimo.</p><p>Forse non erano d&#8217;accordo sulla vita nell&#8217;Aldilà, ma su quella vita dell&#8217;uomo nell&#8217;Aldiquà, statene certi, lo erano eccome. Erano due facce della stessa moneta. Franca e Don Gallo, grazie per quello che avete fatto nella vostra lunga vita.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/01/don-gallo-e-franca-rame-due-facce-stessa-moneta/612953/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Alcoa: vergognymus</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/10/alcoa-vergognymus/348217/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/10/alcoa-vergognymus/348217/#comments</comments> <pubDate>Mon, 10 Sep 2012 16:03:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Modena City Ramblers</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Alcoa]]></category> <category><![CDATA[Operai]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=348217</guid> <description><![CDATA[Dal sito internet dell&#8217;Alcoa. Quello che scrivono (e quello che pensano) La nostra visione:  Alcoa. Migliorare di generazione in generazione. (Licenziamo i genitori per assumere i figli, e siete fortunati che non restauriamo la mezzadria) I nostri valori: Viviamo i nostri Valori quotidianamente e ovunque, collaborando a beneficio dei nostri clienti, azionisti, dipendenti, comunità e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Dal sito internet dell&#8217;Alcoa. Quello che scrivono (e quello che pensano)</div><div>La nostra visione: </div><div><strong>Alcoa.</strong> Migliorare di generazione in generazione. (Licenziamo i genitori per assumere i figli, e siete fortunati che non restauriamo la mezzadria)</div><div>I nostri valori:</div><div>Viviamo i nostri Valori quotidianamente e ovunque, collaborando a beneficio dei nostri clienti, azionisti, dipendenti, comunità e partner: (&#8220;ops, scusate, abbiamo scritto dipendenti,non volevamo&#8221;)</div><div> </div><div><strong>Integrità</strong></div><div>Siamo disponibili, onesti e responsabili. (&#8220;-disposti a tutto- era il nostro slogan, ce lo avete rubato,dipendenti ingrati!)</div><div> </div><div><strong>Ambiente, Salute e Sicurezza</strong></div><div>Lavoriamo in sicurezza, promuoviamo il benessere e salvaguardiamo l’ambiente. (&#8220;chiudiamo così non inquiniamo,vi pare poco?&#8221;)</div><div> </div><div><strong>Innovazione</strong></div><div>Trasformiamo in modo creativo le idee in valore. (&#8220;questa ci e&#8217; uscita così, ma non sappiamo cosa voglia dire&#8221;)</div><div> </div><div><strong>Rispetto</strong></div><div>Trattiamo tutte le persone con dignità e offriamo un ambiente di lavoro multietnico ed accogliente. (&#8220;scusate,abbiamo rotto la pulitrice quindi dobbiamo chiudere, non ce la sentiamo di farvi lavorare in un ambiente sporco e malsano..lo facciamo per voi&#8221;)</div><div> </div><div><strong>Eccellenza</strong></div><div>Perseguiamo con continuità  risultati eccellenti e sostenibili. (&#8220;estikazi!!)</div><div> </div><div>Franco D&#8217;Aniello</div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/10/alcoa-vergognymus/348217/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bruce Springsteen &amp; the E-Street band (un concerto tra amici)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/10/bruce-springsteen-the-e-street-band-un-concerto-tra-amici/289156/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/10/bruce-springsteen-the-e-street-band-un-concerto-tra-amici/289156/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Jul 2012 07:46:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Modena City Ramblers</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Bruce Springsteen]]></category> <category><![CDATA[Concerti]]></category> <category><![CDATA[Milano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=289156</guid> <description><![CDATA[Stadio di S.Siro 7giugno 2012. Ricevo una telefonata da un amico all&#8217;ora di pranzo.&#8221; Ho un biglietto per Bruce stasera a S.Siro,vieni?Alle tre ti passiamo a prendere&#8221; . Dubbi? Nessuno! Parto con Marco e Cesare con la sua utilitaria con macchie strane dappertutto, anche sul soffitto (abbiamo cercato di capirne le origini ma dopo cento...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Stadio di S.Siro 7giugno 2012.</p><p>Ricevo una telefonata da un amico all&#8217;ora di pranzo.&#8221; Ho un biglietto per Bruce stasera a S.Siro,vieni?Alle tre ti passiamo a prendere&#8221; . Dubbi? Nessuno! Parto con Marco e Cesare con la sua utilitaria con macchie strane dappertutto, anche sul soffitto (abbiamo cercato di capirne le origini ma dopo cento versioni differenti ci siamo arresi) e per il resto del viaggio l&#8217;unico passatempo è stato il raccontarci i nostri vecchi concerti di<strong> Bruce</strong>.</p><p>Al nostro arrivo non abbiamo potuto esimerci dal rito birra e panino con salsiccia nella bancarella più unta di tutto il parcheggio, a due km a piedi dallo stadio. Cesare già sudatissimo nella sua maglietta abusiva del Boss, in preda ad un raptus corre a comprarne una nuova. Abusiva anch&#8217;essa . Ci separiamo ed entriamo nello stadio, avevamo posti differenti, loro nel secondo anello, io nel terzo, ma fronte palco. Dopo due ore d&#8217;attesa un ometto tutto vestito di nero sale sul palco ed attacca<strong> le scalette</strong> probabilmente appena decise e dopo dieci minuti la band sale sul palco. Alle 20.40 sale Bruce, saluta e attacca con &#8220;We Take Care Of Our Own&#8221; seguita da &#8220;Wrecking Ball&#8221;. Lo stadio esulta, l&#8217;audio è pessimo ma il fonico sta lavorando, la band e lui sembrano sotto tono , il pensiero va alla sua età , starà micca invecchiando?<br />Il terzo pezzo cancella tutto!<strong> &#8220;Badlands&#8221;</strong>, l&#8217;audio magicamente si aggiusta ed è rock, la folla è in delirio, <strong>il boss è tornato</strong>, sul suo volto si stampa il sorriso e nei suoi occhi la voglia di dare tutto al suo pubblico. Scaletta eccezionale, giusto mix tra brani nuovi e vecchi, un brano abbastanza sconosciuto come &#8220;The promise&#8221; cantata e suonata da lui al pianoforte , e poi &#8220;Born in the USA&#8221; e &#8220;Born to run&#8221; eseguite una dopo l&#8217;altra. La E Street Band in forma come negli anni ottanta nonostante l&#8217;assenza di Clarence celebrato con &#8220;10th Avenue freeze Out&#8221; e sostituito dal nipote Jakie, stesso fraseggio e quasi stesso suono.</p><p>Tre ore e quaranta di concerto, trentatré canzoni , voglia di improvvisare, di divertirsi , di darsi al pubblico, tre ore e quaranta di musica impeccabile, di puro rock&#8217;n'roll, di sudore, di mani sporche , di poesia! Andare ad un concerto di <strong>Bruce Springsteen &amp; the E Street Band</strong> è guardare negli occhi il rock! Alla fine eravamo tutti esausti assieme a lui, Cesare era talmente sconvolto che al ritorno ho guidato io e mentre dormiva sul sedile posteriore io e Marco ,tra un commento e l&#8217;altro sul concerto, ci siamo di nuovo interrogati su quelle macchie strane presenti sui sedili e sul soffitto della sua Cinquecento. <strong>Puro rock&amp;roll</strong></p><p><em>Leo Sgavetti</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/10/bruce-springsteen-the-e-street-band-un-concerto-tra-amici/289156/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Salerno-Reggio Calabria: ai confini della realtà</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/22/salerno-reggio-calabria-ai-confini-della-realta/272260/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/22/salerno-reggio-calabria-ai-confini-della-realta/272260/#comments</comments> <pubDate>Fri, 22 Jun 2012 16:13:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Modena City Ramblers</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Salerno-Reggio Calabria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=272260</guid> <description><![CDATA[22 Giugno 2012, ore 01,20, area di servizio di Sala Consilina, autostrada Salerno-Reggio Calabria. Una sosta dopo settecento chilometri di viaggio giusto per prendere un caffè, per affrontare ancora da svegli gli ultimi centosettanta chilometri che ci separano da Cosenza, meta del viaggio e del concerto che faremo domani sera. Caffè, brioche e acquisto compulsivo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>22 Giugno 2012, ore 01,20, <strong>area di servizio di Sala Consilina</strong>, autostrada Salerno-Reggio Calabria.</p><p>Una sosta dopo settecento chilometri di viaggio giusto per prendere un caffè, per affrontare ancora da svegli gli ultimi centosettanta chilometri che ci separano da Cosenza, meta del viaggio e del concerto che faremo domani sera. Caffè, brioche e acquisto compulsivo di un libro in offerta, &#8220;Ai confini della realtà, guida completa agli episodi classici&#8221;. Imperdibile, per un appassionato come me di quella serie.</p><p>Si riparte. &#8220;Dai che fra poco più di un&#8217;ora siamo a letto in albergo&#8221;, <strong>dice qualche ottimista</strong> sulla poltrona di dietro del pulmino. Chi ha parlato non sa ancora che stiamo entrando in un episodio di &#8220;Ai confini della realtà&#8221;. Lagonegro è la porta d&#8217;ingresso di questo tratto della Inferno-Reggio Calabria&#8230; pardon, Salerno-Reggio Calabria. E allora vai con cambi di corsia improvvisi da video gioco, chicane invisibili, buche inverosimili, gradini, paletti e birilli ovunque, cartelli surreali con su scritto &#8220;strada a carreggiata ridotta&#8221; (no, ma dai!! siamo deficienti, non l&#8217;avevamo notata, la carreggiata ridotta!).</p><p>Avvallamenti continui, fari abbaglianti che ti sfiorano continuamente. Qui la natura ha compiuto un miracolo, è riuscita a fondere insieme una cunetta con un dosso, con buona pace del Trio Reno che diceva &#8220;O è cunetta o è dosso!&#8221;. <strong>Il pulmino rimbalza come in un flipper</strong>. Si narra che una famiglia di francesi con una Citroen Pallas stia ancora rimbalzando da dieci anni fra le montagne. Non è una strada per Pallas.</p><p>La prima volta che suonammo in Calabria, più o meno vent&#8217;anni fa, iniziavano i primi lavori di rifacimento e noi passando pensavamo &#8220;ma allora non è una leggenda che sia un eterno cantiere&#8221;.</p><p>Oggi, anno di grazia 2012, mi vengono spontanee tre domande. Retoriche, perché so che sono senza risposta. Ma me le faccio lo stesso. La prima è: ma quanto è costata, fin&#8217;ora, questa autostrada? La seconda: ma quanto costerà ancora? La terza: ma<strong> chi ci guadagna con tutto ciò?</strong></p><p>Ce ne sarebbe un&#8217;altra, tipo, quando finiranno i lavori? Ma questa non me la faccio. Perché? Perché siamo dentro ad un episodio di &#8230;..&#8221;Ai confini della realtà&#8221;</p><p>Ps. Ah, domani dopo il concerto si gira il secondo episodio: &#8220;Il ritorno&#8221;</p><p>Franco </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/22/salerno-reggio-calabria-ai-confini-della-realta/272260/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Non c&#8217;è pace per Fossoli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/16/non-ce-pace-per-fossoli/265253/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/16/non-ce-pace-per-fossoli/265253/#comments</comments> <pubDate>Sat, 16 Jun 2012 10:30:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Modena City Ramblers</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Campi di Concentramento]]></category> <category><![CDATA[Fossoli]]></category> <category><![CDATA[Modena City Ramblers]]></category> <category><![CDATA[Primo Levi]]></category> <category><![CDATA[Terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=265253</guid> <description><![CDATA[Ai fantasmi di Fossoli, che poi non erano tanto fantasmi, ma persone in carne e ossa sono cadute le baracche. Ancora una volta. Il campo di Fossoli, vicino Carpi, è l&#8217;ex campo di concentramento da dove Primo Levi partì per Auschwitz. Da dove migliaia di persone partirono anch&#8217;esse per i campi nazisti, molte delle quali...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ai fantasmi di <strong>Fossoli</strong>, che poi non erano tanto fantasmi, ma persone in carne e ossa sono cadute le baracche. Ancora una volta.</p><p>Il campo di Fossoli, vicino Carpi, è l&#8217;<strong>ex campo di concentramento da dove Primo Levi partì per Auschwitz</strong>. Da dove migliaia di persone partirono anch&#8217;esse per i campi nazisti, molte delle quali non tornando mai più. Il terremoto, o meglio, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/13/gravi-danni-al-campo-di-fossoli-il-terremoto-sfigura-la-memoria-dellolocausto/261338/" target="_blank">i terremoti di queste settimane non hanno risparmiato le baracche del campo</a> che è stato chiuso alle visite a tempo indeterminato per numerosi <strong>crolli</strong>. Ora il silenzio, l&#8217;oblio, potrebbe fare più <strong>danni del terremoto</strong> stesso.</p><p>È un <strong>patrimonio culturale</strong> importante, non solo per la <em>bassa modenese</em> o per l&#8217;Italia, ma per il mondo intero. Di fronte ai morti nei capannoni, alle tendopoli e al dramma personale di migliaia di persone colpite nel profondo in questi giorni può sembrare l&#8217;ultima cosa a cui pensare, il campo di Fossoli. Eppure non è così, e passata l&#8217;<strong>emergenza</strong> (passerà mai? sprizziamo ottimismo emiliano, ma sappiamo bene che sarà durissima, siamo pur sempre in Italia&#8230;) dovremo pensare anche ai fantasmi di Fossoli. <strong>Fantasmi</strong> che ci ricordano come gli orrori dell&#8217;uomo siano sempre in agguato, proprio lì, dietro l&#8217;angolo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/16/non-ce-pace-per-fossoli/265253/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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