<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Mario Cotelli</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/mcotelli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Riflessioni sull&#8217;abolizione delle province</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/03/riflessioni-sullabolizione-delle-province/149576/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/03/riflessioni-sullabolizione-delle-province/149576/#comments</comments> <pubDate>Wed, 03 Aug 2011 08:13:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Mario Cotelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[abolizione province]]></category> <category><![CDATA[accorpamento comuni]]></category> <category><![CDATA[Comunità montana]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=149576</guid> <description><![CDATA[Eliminare le Province ? No, accorpare i Comuni e azzerare le Comunità Montane. Basta analizzare quanto accade nelle province alpine, Sondrio ad esempio: 220 km da un capo all’altro della valle, 240 km dai paesi più distanti per raggiungere Milano, sono sufficienti per giustificare la continuità di un ente intermedio. La stessa provincia conta 77...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Eliminare le Province ? No, accorpare i Comuni e azzerare le Comunità Montane.</p><p>Basta analizzare quanto accade nelle province alpine, <strong>Sondrio </strong>ad esempio: 220 km da un capo all’altro della valle, 240 km dai paesi più distanti per raggiungere Milano, sono sufficienti per giustificare la continuità di un ente intermedio. La stessa provincia conta 77 comuni e 5 Comunità Montane per un totale di 177.000 abitanti. Comuni in qualche caso microscopici come Pedesina, 32 abitanti più  gli altri 3 comuni che compongono la valle  Gerola per un totale di poco più di 600 abitanti (sic!!).  Comuni che hanno diritto ognuno alla nomina di 3 rappresentanti all’assemblea della Comunità Montana al pari del capoluogo Morbegno, forte di ben 12.000 residenti. La rappresentanza democratica va a farsi benedire.</p><p>Così si spiega<strong> l’ostracismo dei partiti</strong> all’accorpamento dei Comuni: più municipi, più sedie, più clientela, soprattutto più possibilità di gestire i canoni che ogni anno le aziende idroelettriche versano alle Comunità Montane che non hanno alcuna funzione se non quella di distribuire finanziamenti in quanto i Comuni non riconoscono la delega alla pianificazione territoriale propria delle Comunità. Territorio suddiviso tra comuni micro significa prevalenza del campanile, impossibilità di programmazione, negazione di qualsiasi progettualità di largo respiro a valenza sociale in quanto basta l’ostracismo di una famiglia per far saltare la giunta comunale. Eppure, per risolvere la situazione, <strong>basterebbe applicare la legge 142/90</strong> che prevede l’accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti, la sostituzione delle Comunità Montane,  la creazione delle città metropolitane, e il mantenimento delle Province. Una legge che da 21 anni attende di essere applicata. Ma nessuno ha il coraggio di eliminare centinaia e centinaia di <strong>posti clientelari</strong>. Meglio demagogicamente far la guerra alla province, che richiedono l’eliminazione di un minor numero di peones.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/03/riflessioni-sullabolizione-delle-province/149576/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>67</slash:comments> </item> <item><title>Lo sci italiano decapitato, anzi no</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/lo-sci-italiano-decapitato-anzi-no/79548/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/lo-sci-italiano-decapitato-anzi-no/79548/#comments</comments> <pubDate>Tue, 30 Nov 2010 13:44:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Mario Cotelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Federazione Italiana Sport Invernali]]></category> <category><![CDATA[federsci]]></category> <category><![CDATA[giovanni morzenti]]></category> <category><![CDATA[sci]]></category> <category><![CDATA[soldi pubblici]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=79548</guid> <description><![CDATA[Il presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, Giovanni Morzenti, è stato ritenuto colpevole, in prima istanza, del reato di concussione dal Tribunale di Cuneo e condannato ad una pena di 4 anni e 6 mesi, oltre alla interdizione perpetua dai pubblici uffici. Risultato: mentre la Federazione Internazionale lo ha &#8220;dimissionato&#8221; immediatamente dal Consiglio dell&#8217;organismo che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, <strong>Giovanni Morzenti</strong>, è stato ritenuto colpevole, in prima istanza, del reato di concussione dal Tribunale di Cuneo e condannato ad una pena di 4 anni e 6 mesi, oltre alla interdizione perpetua dai pubblici uffici. Risultato: mentre la Federazione Internazionale lo ha &#8220;dimissionato&#8221; immediatamente dal Consiglio dell&#8217;organismo che governa lo sci mondiale,  solo sette membri, una minoranza, del CdA del Federsci nazionale lo ha sfiduciato, permettendo che rimanga imperterrito al suo posto.</p><p>Sorprende l&#8217;atteggiamento del Coni che non ha assunto alcuna decisione  in proposito. Il dimissionamento immediato dal Consiglio della Federazione Internazionale priva l&#8217;Italia del suo rappresentante in campo mondiale. Un&#8217;Italia che nei prossimi mesi sarà  completamente <strong>tagliata fuori</strong> della stanza dei bottoni (aggiudicazione di manifestazioni, Campionati Mondiali e rassegne iridate) perchè Morzenti non può essere sostituito. L&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici dovrebbe precludere ad un condannato qualsiasi possibilità di gestire <strong>soldi pubblici</strong>. A meno che i contributi che il Coni deriva direttamente dal Governo e poi trasferisce alle Federazioni non siano da considerare soldi pubblici. Un presidente condannato, anche se ancora in via non definitiva, contribuisce a gettare molte ombre sull&#8217;immagine della stessa Federsci con il rischio di disincentivare ancor più i pochi<strong> sponsor </strong>ancora disponibili ad investire nello sport.</p><p>Ma c&#8217;è di più. Pende un <strong>ricorso </strong>sulla regolarità delle elezioni federali di maggio vinte da Morzenti su Ghirardi, per poche centiania di voti. Il ricorso è sostenuto da Iaia Ercolani, ex atleta azzurra negli anni &#8217;70, figlia dell&#8217;ex direttore generale della Banca d&#8217;Italia e presidente del Sai Roma, uno dei più anticihi e prestigiosi sodalizi sciistici della penisola.<br /> Ma nessuno ancora si è mosso e Morzenti resiste. Un altro <strong>scandalo all&#8217;italiana</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/lo-sci-italiano-decapitato-anzi-no/79548/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>85</slash:comments> </item> <item><title>Abete dovrebbe andarsene</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/25/abete-dovrebbe-andarsene-2/31110/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/25/abete-dovrebbe-andarsene-2/31110/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 Jun 2010 13:39:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Mario Cotelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Abete]]></category> <category><![CDATA[azzurri]]></category> <category><![CDATA[Calcio]]></category> <category><![CDATA[lippi]]></category> <category><![CDATA[Sport]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=31110</guid> <description><![CDATA[In Italia i  Presidenti delle Federazioni non pagano mai anche quando i loro errori sono evidentissimi. Quando Abete diventò Presidente della FIGC trovò Donadoni quale CT che stava preparando gli Europei. Fece di tutto per manifestare la sfiducia al giovane tecnico ancor prima dei Campionati Europei dimostrando apertamente di volerlo cambiare con Marcello Lippi. Gli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In Italia i  Presidenti delle Federazioni non pagano mai anche quando i loro errori sono evidentissimi. Quando Abete diventò Presidente della FIGC trovò Donadoni quale CT che stava preparando gli Europei.<br /> Fece di tutto per manifestare la sfiducia al giovane tecnico ancor prima dei Campionati Europei dimostrando apertamente di volerlo cambiare con Marcello Lippi.</p><p>Gli Europei  furono affrontati da Donadoni senza alcuna copertura &#8220;politica&#8221;, anzi con la certezza che solo in caso di vittoria finale sarebbe stato riconfermato.</p><p>Quindi delegittimato dallo stesso Presidente nei confronti della squadra. L&#8217;Italia uscì ai rigori nei quarti di finale contro la Spagna, che poi vinse il titolo, ed a Donadoni non fu rinnovato il contratto.</p><p>La cocente delusione degli azzurri ai mondiali sudafricani è da addebitare ad una conduzione tecnica quantomeno discutibile di Marcello Lippi, ultimi in un girone di 4 scartine. Lippi, voluto a tutti i costi da Abete due anni fa,  aveva già anticipato l&#8217;intenzione di andarsene. La stessa cosa dovrebbe fare Abete, al pari del suo collega francese  dopo il disastro mondiale dei transalpini, ultimi come noi nel girone di qualificazione, ha rassegnato immediatamente le dimissioni.</p><p>Ma nello sport italiano i Presidenti di Federazione non pagano mai perchè ormai  non sono sostenuti come nell&#8217;altro secolo  dai risultati, ma solo dagli appoggi politici.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/25/abete-dovrebbe-andarsene-2/31110/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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