<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Maurizio Cevenini</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/mcevenini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Sat, 18 May 2013 18:10:54 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Manovra, quello che Tremonti non dice</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/22/manovra-quello-che-tremonti-non-dice/152824/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/22/manovra-quello-che-tremonti-non-dice/152824/#comments</comments> <pubDate>Mon, 22 Aug 2011 10:34:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Maurizio Cevenini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[Comuni]]></category> <category><![CDATA[Giulio Tremonti]]></category> <category><![CDATA[Manovra]]></category> <category><![CDATA[Maurizio Cevenini]]></category> <category><![CDATA[Tagli Spesa Pubblica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=152824</guid> <description><![CDATA[Insostenibile, iniqua, allarmante. Sono tanti gli aggettivi che potremmo accostare alla manovra bis del ministro Giulio Tremonti, ma sfido chiunque a trovarne uno positivo. Ci dicono che dobbiamo stringere la cinghia, risparmiare e, soprattutto in politica, che non dobbiamo sprecare nemmeno un euro ma, anzi, tagliare i costi più che possiamo. E questo va bene....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Insostenibile, iniqua, allarmante. Sono tanti gli aggettivi che potremmo accostare alla<strong> manovra bis del ministro Giulio Tremonti</strong>, ma sfido chiunque a trovarne uno positivo. Ci dicono che dobbiamo stringere la cinghia, risparmiare e, soprattutto in politica, che non dobbiamo sprecare nemmeno un euro ma, anzi, tagliare i costi più che possiamo. <strong>E questo va bene</strong>. Ci dicono che la crisi non è finita e che dobbiamo ancora pazientare, chissà fino a quando. Mentre le famiglie boccheggiano e faticano ad arrivare a metà mese ormai, e i giovani precari sono sempre più spaventati dal futuro, tanto da non avere più nemmeno il coraggio di sognarla, quella famiglia.</p><p>Quello che non ci dicono è che se questa manovra dovesse passare così com’è, gli enti locali non avranno nemmeno di che risparmiare, perché non ci saranno soldi. E se non ci sono soldi, saranno a rischio tutta una serie di servizi fondamentali come la <strong>sanità, le politiche sociali, il trasporto pubblico</strong>. Per capire di cosa stiamo parlando, vediamo di fare un po’ di conti.</p><p>Per quanto riguarda il <strong>Comune di Bologna</strong>, questo decreto sommato ai precedenti rischia di sottrarre un quinto del bilancio comunale in due anni, riducendolo di <strong>120 milioni di euro</strong>. Ai<strong> 50 milioni di euro </strong>che sono venuti meno nel 2011 con il taglio dei trasferimenti, bisogna infatti aggiungerne altri 12 milioni in meno sul bilancio del 2012. A questo, va sommato poi l’inasprimento del Patto di Stabilità, che obbliga il <strong>Comune </strong>a trovare<strong> 60 milioni di euro</strong> in più da mettere in cassa, senza però poterli utilizzare.</p><p>I tagli peseranno moltissimo anche sulla <strong>Regione Emilia Romagna</strong>. Il bilancio del 2012 dovrà infatti fare i conti con <strong>130 milioni</strong> di trasferimenti in meno, da sommare ai 390 milioni di tagli già previsti più altri 65 milioni nel 2013. Centinaia di milioni di euro da aggiungere ai <strong>740 milioni </strong>già decurtati nell’ultimo biennio in Emilia Romagna. E alla sorpresa dei ticket sanitari.</p><p>Non ci deve dunque sorprendere l’allarme lanciato prima dall&#8217;assessore regionale ai Servizi, Teresa Marzocchi («Così il welfare non esiste più»), poi dal vicesindaco di Bologna <strong>Silvia Giannini</strong> («Questa manovra così com&#8217;è non è sostenibile»), perché senza fondi non si va avanti, non esiste autonomia per gli enti locali, non ci possono essere aiuti per i lavoratori in crisi e le famiglie, il welfare rischia di scomparire.</p><p>Così come rischiano di scomparire inutilmente i simboli della libertà, del lavoro e della Repubblica, grazie alla vergognosa norma che chiede l’abolizione delle feste civili: 25 aprile, primo maggio e 2 giugno. Abolire le feste civili è pericoloso, perché sono un elemento forte di coesione di un Paese.</p><p>Di fronte a tutto questo proviamo rabbia, paura. Ma non basta. Cittadini, associazioni, forze sociali e politiche devono scendere in piazza, mobilitarsi, lottare perché siano modificate in modo rilevante le misure contenute nel decreto approvato dal Governo.</p><p>Cambiamo la manovra, possiamo farcela.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/22/manovra-quello-che-tremonti-non-dice/152824/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>35</slash:comments> </item> <item><title>2 agosto, noi ci saremo. Il governo no</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/31/2-agosto-noi-ci-saremo-il-governo-no/148976/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/31/2-agosto-noi-ci-saremo-il-governo-no/148976/#comments</comments> <pubDate>Sat, 30 Jul 2011 23:39:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Maurizio Cevenini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[Edward Luttwak]]></category> <category><![CDATA[Guerra Fredda]]></category> <category><![CDATA[Henry Kissinger]]></category> <category><![CDATA[Strage di Bologna]]></category> <category><![CDATA[Stragi]]></category> <category><![CDATA[Terrorismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=148976</guid> <description><![CDATA[“Bello è il brutto, brutto è il bello: voliamo nell’aria sozza”. Cantavano così le streghe del Macbeth. Cantavano così le comprimarie di una delle più belle opere di William Shakespeare. E le streghe tante, troppe volte hanno volato attorno alla storia della Strage di Bologna. Anzi, troppe volte negli anni difficili del terrorismo hanno volato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>“Bello è il brutto, brutto è il bello: voliamo nell’aria sozza”</em>. Cantavano così le streghe del <strong><em>Macbeth</em></strong>. Cantavano così le comprimarie di una delle più belle opere di William Shakespeare. E le streghe tante, troppe volte hanno volato attorno alla storia della<strong> Strage di Bologna</strong>. Anzi, troppe volte negli anni difficili del terrorismo hanno volato attorno alla nostra città. Martedì saranno trentuno anni da quel giorno, caldo, di agosto in cui la mano assassina dello<strong> stragismo fascista</strong> colpì ancora una volta la nostra città.</p><p>No. Non lo fece perché Bologna è un importante nodo ferroviario.</p><p>No, non lo fecero scegliendo a caso l’obiettivo sulla cartina geografica dell’Italia.</p><p>Io lo so perché loro come gli altri <strong>scelsero Bologna</strong>. Noi lo sappiamo perché la nostra città ha pagato un tributo in termini di morti sotto la becera mano del terrorismo che non ha eguali nell’Europa occidentale del secondo dopoguerra.</p><p>Noi sappiamo perché i bolognesi hanno sofferto più degli altri degli aspetti deteriori della<strong> Guerra Fredda</strong>.</p><p>Scelsero Bologna, fecero pagare i bolognesi perché la nostra città era ed è crocevia di <strong>progresso, democrazia, integrazione, sviluppo.</strong></p><p>Lo hanno detto le carte della <strong>commissione </strong><strong>Gualtieri</strong>, lo hanno detto le sentenze di molti processi. Noi e voi lo abbiamo sempre saputo: il terrorismo serviva a bloccare lo sviluppo democratico, il frutto del fermento degli anni Sessanta e Settanta.</p><p>Lo ha detto perfino un “destro a stelle e strisce” come <strong>Edward Luttwak</strong>. Lo ha lasciato intendere nelle sue memorie quel “gran manovratore d’Oltreoceano” che risponde al nome di <strong>Henry Kissinger</strong>.</p><p>Noi la storia la sappiamo. Ma non ci basta: vogliamo la verità. Vogliamo giustizia. Lo chiede Bologna. Lo chiedono i morti. Lo esigono i vivi che ancora una volta, il<strong> 2 agosto</strong>, ripercorreranno quel gran <strong>pellegrinaggio laico</strong> che da Palazzo d’Accursio porta alla Stazione, al luogo dove tutto ebbe inizio. La strage, la morte,<strong> </strong>le <strong>bugie </strong>di chi cercava di camuffare in diretta tv un attentato per uno scoppio di una caldaia. Dove ebbe inizio la generosità e l’orgoglio dei bolognesi, dei tranvieri che facevano i barellieri, dei bus (e chi si dimentica del 37?) trasformati in ambulanze.</p><p>Saremo tutti di nuovo lì a chiedere <strong>verità e giustizia</strong>, e a sognare che il profumo delle gerbere bianche, simbolo di questo giorno, resti chiaro in città tutto l’anno. E serva da monito a tutti. <strong>Il Governo non ci sarà</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/31/2-agosto-noi-ci-saremo-il-governo-no/148976/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>20</slash:comments> </item> <item><title>Un blog su Bologna. Ma prima faccio outing</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/20/un-blog-su-bologna-ma-prima-faccio-outing/146694/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/20/un-blog-su-bologna-ma-prima-faccio-outing/146694/#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Jul 2011 13:28:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Maurizio Cevenini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[Doppio Incarico]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=146694</guid> <description><![CDATA[Ormai la polemica è nota ai più, ma nel caso ve la foste persa faccio subito outing: io ho un doppio incarico. Sono un consigliere regionale e anche un consigliere comunale. Sia chiaro a tutti, però: ho un solo stipendio. E visto che “tu is megl che uan”, ma “non c’è due senza tre”, ho...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ormai la polemica è nota ai più, ma nel caso ve la foste persa faccio subito <em>outing</em>: io ho un <strong>doppio incarico</strong>. Sono un consigliere regionale e anche un consigliere comunale. Sia chiaro a tutti, però: ho <strong>un </strong><strong>solo stipendio</strong>. E visto che<em> “tu is megl che uan”</em>, ma “non c’è due senza tre”, ho deciso di assumere il mio triplo compito, ovvero scrivere su questo blog.</p><p>Vi dirò, quando si prendono tanti voti e non si chiede nulla, come ho fatto io, assistere alle polemiche di chi ti guarda dall’alto in basso perché ti considera un bulimico di poltrone, può anche fare molto male. Di sicuro a volte viene voglia di mollare tutto. Soprattutto quando ti candidi <strong>in cambio di nulla</strong> in uno scenario dove, ahimè, la consuetudine è assistere alle giravolte dei voltagabbana e alle richieste di ricattatori. Ma la politica è anche questo e ci vuole un bel pelo sullo stomaco per accettare le critiche con filosofia.</p><p>Io sto imparando sulla mia pelle che anche per farsi scivolare addosso delusioni e amarezza ci vuole allenamento. E non è detto, poi, che la preparazione sia sufficiente: ve lo dice uno che fa politica da <strong>più di 30 anni</strong>. Di bocconi amari ne ho ingoiati tanti. L’ultimo che ho faticato a buttare giù è stato il mio <strong>ritiro dalla corsa a sindaco</strong> di Bologna, per ragioni di salute. Ma anche questo è un fatto noto e se a me continua a far male, per voi giustamente non fa più notizia.</p><p>Quando mi è stato chiesto di aprire un blog su questo sito, ho accettato con entusiasmo, pur sapendo che io e voi siamo molto diversi. Una differenza che non ci impedisce certo di <strong>dialogare</strong>, anzi. Io sono cattolico e, nella sinistra, un po’ a destra, pur conoscendo bene le differenze tra i due schieramenti. Sono anche stato additato come “leggero” perché, memore dei miei inizi, quando la politica si faceva stando tra la gente, continuo a voler parlare e ascoltare le persone, celebrare matrimoni, andare allo stadio.</p><p>Da oggi posso parlare anche con voi, e ovviamente voi con me, commentando i miei post. In questo blog, inutile dirlo, affronterò prevalentemente i temi che riguardano la <strong>città che amo</strong>: <strong>Bologna</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/20/un-blog-su-bologna-ma-prima-faccio-outing/146694/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>181</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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