<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Lorella Zanardo</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/lzanardo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Murdoch, e ora tocca a Berlusconi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/murdoch-tocca-berlusconi/215142/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/murdoch-tocca-berlusconi/215142/#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 May 2012 06:42:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[agcom]]></category> <category><![CDATA[bbc]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[candidature Rai]]></category> <category><![CDATA[cda Rai]]></category> <category><![CDATA[Murdoch]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[servizio pubblico]]></category> <category><![CDATA[sky]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=215142</guid> <description><![CDATA[L&#8217;Inghilterra non è sulla luna, al contrario è molto vicina. Come ho spesso scritto , ciò che accade in Paesi vicini a noi, può essere preso ad esempio e applicato anche qui. Notizia di ora: Rupert Murdoch, il magnate australiano proprietario di Sky, era stato accusato tempo fa di avere permesso che i giornalisti del...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Inghilterra non è sulla luna, al contrario è molto vicina.</p><p>Come ho spesso scritto , ciò che accade in Paesi vicini a noi, può essere preso ad esempio e applicato anche qui. Notizia di ora: Rupert Murdoch, il magnate australiano proprietario di Sky, era stato accusato tempo fa di avere permesso che i giornalisti del suo gruppo <strong>spiassero</strong> famosi personaggi dello spettacolo invadendone la privacy. Murdoch ieri 1 maggio è stato &#8220;<a href="http://www.guardian.co.uk/media/2012/may/01/rupert-murdoch-not-fit-select-committee?intcmp=239." target="_blank">ritenuto inadatto a guidare un grande gruppo industriale</a>”, dalla speciale Commissione del Parlamento Britannico.</p><p>Dunque si può fare. L&#8217;hanno fatto loro, facciamolo anche noi.</p><p>Altra notizia: Il Cda della Rai è scaduto e va <strong>rinnovato</strong> così come l&#8217;Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Oggi alcune associazioni tra cui <em>Vogliamo Trasparenza</em> e <em>Move ON</em>, porteranno il loro <a href="http://www.articolo21.org/2012/05/nomine-rai-e-autorita-il-2-maggio-alla-camera-incontro-promosso-da-vogliamo-trasparenza/" target="_blank">appello per nomine trasparenti alla Camera</a>.</p><p>A questo indirizzo: redazione@articolo21.info, potete inviare la vostra scelta di candidati e candidate che ci rappresentino in Rai e si facciano fautori e fautrici del cambiamento che auspichiamo.</p><p>Un servizio Pubblico Democratico che rispetti le donne e gli uomini, che non li deumanizzi, che chieda agli autori/trici di <strong>sviluppare</strong> trasmissioni di entertainment divulgative ed educative: si può fare, la Bbc lo fa già. Facciamolo anche noi.</p><p>La tv è un agente di socializzazione potente nell&#8217;età formativa e non solo: chiediamo che <strong>svolga</strong> il ruolo che le spetta in un Paese democratico.</p><p>Tocca a noi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/murdoch-tocca-berlusconi/215142/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Non è cronaca è femminicidio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/cronaca-femminicidio/210436/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/cronaca-femminicidio/210436/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 Apr 2012 12:58:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[assassinio]]></category> <category><![CDATA[Enna]]></category> <category><![CDATA[femminicidio]]></category> <category><![CDATA[femminismo]]></category> <category><![CDATA[Vanessa Scialfa]]></category> <category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=210436</guid> <description><![CDATA[Vanessa Scialfa è stata ammazzata e buttata da un ponte a Enna. Aveva 20 anni. Non è cronaca è femminicidio. Da inizio anno una ragazza o una donna ammazzata ogni due giorni. Molte violentate e picchiate.  Non c’entra nulla con l’essere femministe. Mi chiedo e vi chiedo perché se un extracomunitario viene ammazzato e buttato da...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/confessa-presti-vanessa-scialfa-uccisa/210398/" target="_blank">Vanessa Scialfa è stata ammazzata e buttata da un ponte a Enna</a>. Aveva 20 anni. Non è cronaca è femminicidio.</p><p>Da inizio anno una ragazza o una donna ammazzata ogni due giorni. Molte violentate e picchiate. </p><p><strong>Non c’entra nulla con l’essere femministe</strong>.</p><p>Mi chiedo e vi chiedo perché se un extracomunitario viene ammazzato e buttato da un ponte i giornalisti più importanti ne disquisiscono e ne fanno tema di dibattito di rilevanza sociale, e se viene uccisa una ragazzina diventa cronaca di poco conto. Oggi molti quotidiani non parlano di Vanessa o relegano la notizia in fondo all’homepage.</p><p>E’ un tema di rilevanza sociale è un tema per l’<strong>agenda politica del Paese</strong>.</p><p>Sono certa che è un argomento che interessa, coinvolge e fa soffrire gli uomini come le donne. Affrontiamo insieme il tema della violenza. Sono certa che anche gli uomini vogliano trovare una via perché questo <strong>massacro</strong> si fermi.</p><p>Si chiama femminicidio e non è cronaca. E’ un tema di rilevanza sociale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/cronaca-femminicidio/210436/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Carcere, la Tv è vita?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/carcere-vita/206400/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/carcere-vita/206400/#comments</comments> <pubDate>Sun, 22 Apr 2012 15:13:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[carcere Viterbo]]></category> <category><![CDATA[carceri]]></category> <category><![CDATA[carceri italiane]]></category> <category><![CDATA[Il corpo delle donne]]></category> <category><![CDATA[tv]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206400</guid> <description><![CDATA[“Sì, la tv è vita”, e intanto guardano dritti in camera i detenuti del carcere di Viterbo e io ho un brivido di malessere leggendo nei sottotitoli l’enorme quantità di ore che questi uomini trascorrono davanti allo schermo. Per loro, molti bambini e bambine, per moltissimi anziani e anziane, la Tv è un surrogato di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Sì, la tv è vita”</em>, e intanto guardano dritti in camera i detenuti del carcere di Viterbo e io ho un brivido di malessere leggendo nei sottotitoli l’enorme quantità di ore che questi uomini trascorrono davanti allo <strong>schermo.</strong> Per loro, molti bambini e bambine, per moltissimi anziani e anziane, la Tv è un surrogato di vita.</p><p>“Non mi piace sempre quello che passa in tv, però sono sola e mi fa compagnia” mi ripetono le molte e i molti anziani che incontriamo ai dibattiti in giro per l’Italia. “La mamma lavora, io accendo la tv anche quando faccio i compiti e mi fa compagnia” ci dicono i moltissimi ragazzini/e che incontriamo nelle scuole.</p><p>Giovedi scorso abbiamo presentato il nostro documentario <em>Il Corpo delle Donne </em>all’Università della Tuscia a Viterbo. Giornata <strong>interessante</strong> e viva: che ricaduta hanno le immagini per i ragazzi e le ragazze nell’età evolutiva?</p><p>Alcune studentesse e uno studente e sotto la supervisione del prof. Giovanni Fiorentino, hanno presentato questo video: 15 minuti di testimonianze su come la tv sia ponte verso la vita per migliaia di persone in Italia.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/uHhpu8WNFpI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Proprio per questa sua funzione fondamentale, propio perchè la tv per moltissime persone rappresenta l’unico strumento  di <strong>socializzazione</strong>, e badate che molte dichiarazioni sono simili in modo stupefacente a quelle di bambini/e e anziane/i, diventa fondamentale chiedere una tv che svolga un ruolo educativo e intrattenitivo, una programmazione che non dimentichi di svolgere un ruolo fondamentale di arricchimento e di crescita all’interno di un sistema democratico, una tv che offra strumenti per aiutare anche i più deboli  ad interpretare il mondo.</p><p><em>Il video è stato realizzato dai giovani Elisa Spinelli, Silvia Cerica, Elisa Ponti e Davide M. Paolucci.</em><br /> Grazie.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/carcere-vita/206400/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I massacri raccontati dalla nostra élite culturale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/massacri-nostra-elite-culturale/200654/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/massacri-nostra-elite-culturale/200654/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Mar 2012 10:16:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[editoriale]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[omicidio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200654</guid> <description><![CDATA[“Le tre donzelle che, sulle montagne di Abruzzo, passarono tutte sculettanti davanti a un pastore di pecore macedone che, non sapendo né leggere né scrivere, ma riconoscendo solo i propri istinti, le inchiappettò.” Così scrive Massimo Fini sull&#8217;edizione cartacea di questo giornale, riferendosi a tre ragazze in gita in Abruzzo. 2 delle” ragazze sculettanti” furono...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Le tre donzelle che, sulle montagne di Abruzzo, passarono tutte sculettanti davanti a un pastore di pecore macedone che, non sapendo né leggere né scrivere, ma riconoscendo solo i propri istinti, le inchiappettò.” Così scrive Massimo Fini sull&#8217;edizione cartacea di questo giornale, riferendosi a tre ragazze in gita in Abruzzo.</p><p>2 delle” ragazze sculettanti” furono poi <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1997/agosto/22/pastore_violentate_uccise_co_0_9708226347.shtml" target="_blank">violentate e uccise selvaggiamente</a>.</p><p>Mi interrogo sull’utilità dell’Ordine dei Giornalisti</p><p>Non ho altro da dire.</p><p><em>Link: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/chiedo-scusa-lettori/200651/" target="_blank">Massimo Fini scrive una lettera di scuse ai lettori</a></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/massacri-nostra-elite-culturale/200654/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Un post per soli uomini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/post-soli-uomini/190953/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/post-soli-uomini/190953/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 12:54:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[parità]]></category> <category><![CDATA[stupri]]></category> <category><![CDATA[Uomini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190953</guid> <description><![CDATA[Ieri una ragazza è stata stuprata. In corso le indagini. L’uomo si dichiara innocente. Qualche giorno fa il mio post Uomini che odiano le donne? ha suscitato un grande dibattito anche tra uomini. Ci sono due punti importanti da tenere in considerazione: - molti uomini faticano a discutere del tema stupro: sviano, parlano d’altro, non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri una ragazza <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lettera43.it/attualita/39539/l-aquila-20enne-stuprata-fuori-dalla-discoteca.htm" target="_blank">è stata stuprata</a></span>. In corso le indagini. L’uomo si dichiara innocente.</p><p>Qualche giorno fa il mio post <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=9648" target="_blank"><em><strong>Uomini che odiano le donne?</strong></em></a></span> ha suscitato un grande dibattito anche tra uomini.</p><p>Ci sono due punti importanti da tenere in considerazione:</p><p>- molti uomini faticano a discutere del tema stupro: sviano, parlano d’altro, non affrontano l’argomento;</p><p>- molti uomini faticano a farsi carico del problema: “Io non sono uno stupratore” dicono. Certo. Però chiediamo di farvi carico non per assumervi colpe che non avete, ma per <strong>provare a capire</strong>. Noi donne  spesso ci analizziamo e discutiamo per capire cosa muove il nostro genere, non solo  la singola donna. E’ un processo di analisi utile.</p><p>Trovo ormai inutile che dello stupro si discuta tra donne. Ne parliamo da anni. I numeri raccontano che i nostri sforzi non sono sufficienti.</p><p>Questo post è per voi ragazzi, è <strong>per voi uomini</strong>.</p><p>Chiedo alle ragazze, alle donne di <strong>non intervenire</strong>. Sono certa che capirete.</p><p>Vi lascio questo spazio, e spero che serva, che vi serva. Ho ancora molta fiducia, so che il momento epocale di passaggio vi chiede uno sforzo enorme e forza interiore: da relazioni di dipendenza millenarie di noi  donne verso voi uomini, si sta faticosamente ma inesorabilmente passando a relazioni di parità, di<strong> uguale dignità</strong>. E’ difficile, lo capiamo.</p><p>Serve che chi tra voi è più stabile e forte  prenda la parola, inizi un percorso, si faccia portavoce e <strong>arresti questo femminicidio atroce</strong>. Serve un uomo che riproponga qualità del maschile che siano di ispirazioni agli altri uomini e che migliorino la società tutta. Serve mettersi in ascolto: noi ci siamo.</p><p>Questa violenza  distrugge ragazze, donne e famiglie. Ma  non arresterà il processo verso la  pari dignità che è  in corso.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/post-soli-uomini/190953/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Morire assiderati &#8220;per scelta&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/povera-assiderata-scelta/188528/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/povera-assiderata-scelta/188528/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:57:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[poveri]]></category> <category><![CDATA[sistema]]></category> <category><![CDATA[vecchi]]></category> <category><![CDATA[Zanardo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188528</guid> <description><![CDATA[Se arrivasse  il terremoto, pensavo giorni fa mentre tremava il pavimento di casa sotto i miei piedi. Qualcosa di grande e indolore che ci inghiottisse tutti. Non un terremotello così. Tutte e tutti fuorchè i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi. Che così potrebbero cominciare da capo. Leggeri, senza il fardello delle...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se arrivasse  il <strong>terremoto</strong>, pensavo giorni fa mentre tremava il pavimento di casa sotto i miei piedi. Qualcosa di grande e indolore che ci inghiottisse tutti. Non un terremotello così. Tutte e tutti fuorchè i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi. Che così potrebbero cominciare da capo. Leggeri, senza il fardello delle nostre colpe da portarsi sulla schiena.</p><p>L’ho pensato oggi alle ore 15 di nuovo. Con intensità ho voluto che la mia città fosse inghiottita insieme a me. L’ho pensato per disperazione e per vergogna.<br /> Arrivo in Stazione Centrale: freddo siberiano, ghiaccio sull’asfalto, nevischio gelido negli occhi. Esco dalla Stazione e con passo rapido vado a prendere il bus. Inciampo in qualcosa. Guardo: non è un fagotto, si muove. Mi chino: è una <strong>donna vecchissima</strong>, quasi sdraiata sul marciapiede, vestita con una gonna lunga di cotone e una giacchetta lurida. Pare intontita. La tocco e le parlo. E’ rumena. Capisco: si tratta di una delle tante anziane/i che vengono rapite dai loro villaggi da gruppi di delinquenti per sbatterle in strada da noi. Pare che per compassione molti diano loro dei soldi. Che gli aguzzini a sera raccolgono. Se i soldi raccolti non sono quelli ritenuti sufficienti, gli aguzzini bastonano le vecchie, che dormono in stamberghe al gelo. Questo <strong>racket dei vecchi</strong> è noto alle forze dell’ordine.</p><p>L’anziana trema in modo impressionante. Io voglio urlare. Vado di corsa a cercare un poliziotto. Ne trovo tre, due uomini e una giovane donna. <em>“C’è una donna vecchissima che sta morendo letteralmente dal freddo, è sdraiata sul ghiaccio”</em>.<em> “L’abbiamo vista, signora. Non possiamo fare niente.” “Come niente? Come niente? Domani il </em>Corriere <em>titolerà che un altro anziano è morto nella ricca Milano. A cosa servono questi articoli? Evitiamo che crepino!”</em> A questo punto interviene la giovane poliziotta, direi trentenne, mi guarda infastidita e alle mie orecchie incredule dice: <em>“Cara signora, la vecchia sceglie di stare lì. E’ una sua scelta. Noi non possiamo fare nulla.”</em></p><p><strong>E’ una sua scelta stare lì. Sdraiata a 80 anni nel ghiaccio con una giacchetta di cotone. Sceglie di stare lì</strong>.</p><p><em>“L’accattonaggio non è più un reato da vent&#8217;anni signora, non lo sa?”</em>, mi inseguono le parole del poliziotto mentre mi allontano. Mi avvicino alla donna che mi pare mormori <em>“fame”</em>. Entro in stazione, faccio la fila al bar. <em>“Un panino con la cotoletta”</em> dico al barista che a sua volta mi domanda<em> “caldo?”</em>.  Penso alla vecchia sul ghiaccio.<em> “Caldo, sì”</em> e penso con strazio a quanto poco inciderà il panino caldo nel suo corpo ormai assiderato.<br /> Le porgo il panino, abbozza qualcosa che pare un sorriso. Non riesce a stringere la mano congelata intorno al pane. Resto finchè lo afferra e piano dà un morso. In stazione ci sono i City Angels. Ma so che non serve. La vecchia donna verrà sempre riportata al freddo dai suoi aguzzini che da lei guadagnano, così come dai bambini. Finchè morirà.</p><p>Strano vero? Non è India, trattasi di Europa. Cosa si fa in questi casi? La porti a casa tua? La fai vivere con te? E le mille altre e altri?<br /> <strong>Sconfitta</strong>.<br /> Sono e siamo sconfitte e sconfitti. Il sistema che abbiamo creato è questo.<br /> Mi risuona nella mente la frase della giovane poliziotta: <em>“Sta lì perchè è una sua scelta. Noi glielo chiediamo e lei dice che vuole stare lì”.</em><br /> Assomiglia tanto a quella frase, proprio a quella che mi sono sentita dire tante volte: <em>“Guardi Zanardo che la gente vuole vedere questa tv, accende autonomamente e <strong>quindi vuol dire</strong> che vuole vedere questa tv. E’ una libera scelta”</em>.</p><p>Se ci fosse stato  un terremoto oggi nella piazza della Stazione Centrale e ci avesse inghiottiti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/povera-assiderata-scelta/188528/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tu quoque, Gianni?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/quoque-gianni/187716/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/quoque-gianni/187716/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 15:53:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Ivana Maratzova]]></category> <category><![CDATA[maschilismo]]></category> <category><![CDATA[Morandi]]></category> <category><![CDATA[Rocco Papaleo]]></category> <category><![CDATA[sanremo]]></category> <category><![CDATA[sessismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187716</guid> <description><![CDATA[Come ho ripetuto più volte, il problema non era Berlusconi. O almeno non era solo Berlusconi. L&#8217;ex premier ha potuto esprimere tutti i peggiori stereotipi verso le donne, perchè l&#8217;Italia è un Paese che glielo ha consentito. Il fatto Sanremo 2012, il Festival di musica più importante a livello italiano ed anche europeo. I personaggi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/rcXWRemCREQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> </span>Come ho ripetuto più volte, il problema non era Berlusconi. O almeno non era solo Berlusconi.</p><p>L&#8217;ex premier ha potuto esprimere tutti i peggiori stereotipi verso le donne, perchè l&#8217;Italia è un Paese che glielo ha consentito.</p><p><strong>Il fatto<br /> </strong>Sanremo 2012, il Festival di musica più importante a livello italiano ed anche europeo.</p><p><strong>I personaggi</strong><br /> Gianni Morandi, 68 anni. Cantante da sempre. Presentatore.<br /> Rocco Papaleo,53 anni. Comico, attore.<br /> Ivana Maratzova, 20 anni, grechina.</p><p><strong>Dove<br /> </strong>Sulla rete pubblica Rai durante il telegiornale, dove dovrebbero essere date le notzie rilevanti della giornata.</p><p>Non credo ci sia bisogno di analizzare, i <strong>peggiori stereotipi</strong> sono stati applicati come da manuale:<br /> L&#8217;<strong>anziano presentatore</strong>, quasi nonno per Ivana, prima invita la telecamera a riprenderle il corpo, poi le sposta la giacca per mostrare meglio il seno al pubblico a casa.<br /> L&#8217;<strong>altro presentatore</strong>, quasi padre per Ivana, la guarda con occhio seduttore, direi inquietante;  le chiede un bacio come si fa, purtroppo, anche con le bambine. Entrambi la trattano da deficiente, umiliandola, oggettivizzandola.<br /> La <strong>ragazza</strong> è straniera, non capisce la lingua e viene trattata come avesse 2 anni.</p><p>Ricordiamo che non ci interessa giudicare le persone ma la <strong>RAPPRESENTAZIONE</strong> e gli effetti di questa sulle/sugli spettatrici.</p><p>Vengono infrante le regole che dovrebbero governare i<strong> rapporti intergenerazionali</strong>, la stessa modalità che adotta <em>Striscia la Notizia</em> da anni: la generazione degli adulti maschi italiani viene rappresentata come non volesse crescere, incapace di rapportarsi in maniera adulta con ragazzine di quasi 50 anni piu giovani. Ricordiamo che la tv è il più efficace strumento di socializzazione e che il Festival di Sanremo viene visto da un quinto degli italiani e delle italiane: potrebbe essere una grande occasione per proporre giovani donne realmente rappresentative delle ragazze italiane. Nessun moralismo: che siano pure carine, che circoli pure seduzione! Qui però assistiamo all&#8217;ennesima rappresentazione <strong>vecchio/arrapato-giovane/oggetto</strong>.</p><p>In questo modo si contribuisce a <strong>disgregare la coesione sociale</strong> e il patto tra generazioni: bisogna smettere di pensare che il rapporto tra una ventenne e un settantenne possa essere <strong>solo orizzontale</strong>. Le ragazze e i ragazzi sentono la mancanza di una  figura simbolica adulta portatrice di valori positivi che sia di ispirazione per la loro vita. Nessuno vieta la galanteria e la seduzione: qui però il rapporto è impari e la ragazza viene presentata in una situazione di inferiorità, spogliata, senza conoscere la lingua, molto più giovane; una situazione che la pone in una posizione di sudditanza, da cui è obbiettivamente difficile uscire.</p><p><strong>Gianni, perché?</strong> Immagino che qualche autore miserabile gli abbia suggerito questa scenetta da avanspettacolo, ma perché ha accettato, lui professionista serio da decenni? Quando ormai Fiorello ha ampiamente dimostrato che si possono raggiungere 10milioni di persone senza mostrare neanche un paio di mutande?</p><p>Da ultimo potete confrontare: ecco cosa il Paese guardava 40 anni fa.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/koac3biFapE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Prima di Berlusconi. Non è cambiato granché.</p><p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.facebook.com/events/313194748717285/" target="_blank">Qui</a></span> il mail bombing alla Rai</strong></p><p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.associazionepulitzer.it" target="_blank">Qui</a></span> la petizione rivolta al direttore generale della Rai Lorenza Lei</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/quoque-gianni/187716/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I nostri suicidi assistiti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/nostri-suicidi-assistiti/184706/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/nostri-suicidi-assistiti/184706/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:23:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Giancarla Codrignani]]></category> <category><![CDATA[Giovani]]></category> <category><![CDATA[liberismo]]></category> <category><![CDATA[lorella zanardo]]></category> <category><![CDATA[Lucio Magri]]></category> <category><![CDATA[speranza]]></category> <category><![CDATA[suicidio assistito]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=184706</guid> <description><![CDATA[Sono rimasta molto colpita quando, qualche settimana prima di Natale, Lucio Magri, ha deciso di porre termine alla sua vita. Ho poi letto la lettera scritta da Giancarla Codrignani, e ho trovato un filo da cui ripartire: Lucio e il volo di Giancarla Codrignani Come siamo piccoli davanti alla grande incognita! Quando muore un amico,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono rimasta molto colpita quando, qualche settimana prima di Natale, <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/lucio-magri-bello-comunista-e-intellettuale/174084/" target="_blank">Lucio Magri</a></span></strong>, ha deciso di porre termine alla sua vita. Ho poi  letto la lettera scritta da Giancarla Codrignani, e ho trovato un filo da cui ripartire:</p><p><em><strong>Lucio e il volo</strong><br /> di Giancarla Codrignani<br /> </em><br /> <em>Come siamo piccoli davanti alla grande incognita! Quando muore un amico, tanto più se di morte “diversa”, parliamo soprattutto di noi. Ed è giusto, perché l’altro è ormai “fuori” e i discorsi diventano commemorazioni e, poi, storia.<br /> </em><br /> <em>Continueremo per un po’ a parlare delle depressioni, discuteremo forse a lungo di eutanasia, e anche di libertà, di amore, perfino di dipendenza coniugale. Non diciamo anche che cosa succede se uno ha sempre creduto a cose grandi che non si realizzeranno e non suppone che l’intelligenza non sia la bacchetta magica che realizza i tempi. Lucio Magri era <strong>un uomo di fede</strong>. Laica, laicissima; ma l’essere stato democristiano presuppone la precedente esperienza cattolica: la fede è pericolosa, soprattutto quando un dio viene sostituito da un’idea – oggi solo aristocraticamente esigente – di salvezza umana.  Se un Papa avesse una fede così e volesse chiamare cristiano “questo” mondo, si suiciderebbe: mai visti anni così avvilenti in cui il mercato ha mercificato tutto, anche i corpi, ormai in vendita aperta perfino in Parlamento. Viviamo male. Soprattutto uno che credeva che toccasse alla sua generazione vincere, come Pisacane a Sapri.</p><p>Lucio sapeva che dirsi <strong>“comunista” </strong>in senso proprio e non traslato oggi è perfino una civetteria; tuttavia se fossero state in circolazione nuove proposte trascinanti lui, che della politica aveva accettato le altrui mediazioni almeno per combatterle, non si sarebbe negato la partecipazione e la polemica. Ma oggi nessuno sa come venir fuori da crisi e ignoranze, nessuno ridà smalto a una politica infangata che trascina nel fango anche chi vuole uscirne, e nessuno ignora la persistente sconfitta della sinistra, qualunque idea, gruppo o persona  la rappresenti. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Th%C3%A9roigne_de_M%C3%A9ricourt" target="_blank">Théroigne de Méricourt</a></span>, quando la macchina del Terrore soffocò le speranze della rivoluzione francese, impazzì: anche lei aveva esaurito la speranza, che non a caso è la più difficile delle virtù teologali. Forse, a un certo punto, neppure l’amore può più salvare: l’uomo che, a suo modo, ha amato (“sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai”) e che pure non è  stato fedele, non ha trovato riparo nei figli, nei nipoti, negli amici, perché ha investito il tempo di vita in ideali che sembravano a portata di mano ed erano il deserto. Non c’è più la speranza e neppure la disperazione. Il “sarto di Ulm” credeva di poter volare e si è sfracellato. Lucio sapeva lucidamente che non si vola. Ma aveva volato, senza sapere di non avere le ali.<br /> </em><br /> <em>Per chi continua, senza ali, con i piedi per terra, a fare politica, cioè alimenta per sé e per altri la speranza, il <strong>sentimento del limite umano</strong> incomincia a far male dentro….</em></p><p>Dice Codrignani<em>: “Se fossero state in circolazione nuove proposte  trascinanti lui, che della politica aveva accettato le altrui mediazioni almeno per combatterle, non si sarebbe negato la partecipazione e la polemica”</em>… o da qui si può ripartire, mi chiedo, riconoscendo ad alta voce, senza reticenze, che <strong>senza speranza si può morire</strong>? Di molte morti, non solo quella apparente e fisica.</p><p>Morire è leggere gli articoli che giornalmente ribadiscono che un giovane su tre è senza lavoro e non sta studiando, in pratica non esiste. Articoli che ne danno notizia, asettica, da sala operatoria. Qual’è l’obbiettivo di questa <strong>informazione</strong>? Ormai lo sappiamo, non serve ricordarcelo. E non ci si chieda più perchè i giornali non vendono, chi ha voglia – e voi l’avete? – di leggere ogni giorno che inutile pare vivere, se vivere è, come io credo, fortemente sperare e lavorare per un futuro migliore?</p><p>E invece aumentano i lettori di alcuni  quotidiani online dite? Sappiamo però che una moltitudine di quei ragazzi e ragazze che non facciamo esistere si annullano cliccando fino allo stordimento sulle <strong>notizie della sidebar</strong> a destra degli articoli, notizie che paiono star lì per far cadere in un oblio di deficienza, di stordimento: <em>“La donna che bacia il coccodrillo, guarda qui Kyle dopo l’operazione, alle Hawaii il pesce con 5 pinne!, il nuovo video che fa impazzire i koreani”</em>.</p><p><em>“Se ci fossero state in circolazione <strong>nuove proposte trascinanti</strong></em>” dice Codrignani, se ci fossero state in giro nuove proposte trascinanti… sarebbe ancora vivo? Vivo per combattere, vivo ad appoggiarle, vivo? E noi, se ci fossero in giro proposte trascinanti saremmo in piazza a stare insieme invece che rinc&#8230; davanti al computer?</p><p>Quest’epoca si distingue particolarmente per la pochezza della sua <strong>gioventù</strong>, dicono: “Perchè non si ribellano? Perchè sono così remissivi?” Di quelli che si ribellano e che incontro posso testimoniare che hanno una tempra che noi ce la sogniamo. Sono pochi, pochissimi e sono eroici. Restare vivi oggi significa farcela contro una società che ammazza ogni speranza, ma ancor più, e noi &#8211; ammettetelo &#8211; questo nemico non ce l’avevamo o almeno non così armato, contro il liberismo più potente, quello che ti fa far la coda davanti al centro commerciale per avere un iPhone da 800 euro prima degli altri. Un iPhone che a 16-18 anni non ti serve a nulla, se non a fare giochini idioti. Ma quel desiderio ti ottenebra tutti gli altri e ti pare veramente che con quel nuovo gadget la vita sarà migliore. <strong>Chi resiste è eroico</strong>. Ma sono per forza pochi.</p><p>E dunque, insisto e ripeto fino allo sfinimento, è dalla <strong>scuola </strong>che può partire il cambiamento. A questo governo tecnico vorrei dire che lo sappiamo che hanno mille problemi contingenti gravissimi da risolvere, che capisco. Ma che la riforma della scuola è un tema di primaria importanza e che va trattato con la stessa urgenza dei temi più impellenti. E che se è necessario andare all’estero per suicidarsi fisicamente e in modo assistito, ricordo che ci sono suicidi di massa che ci ostiniamo a non vedere e che sono quelli che investono la voglia di vivere, la volontà di andare avanti. Sbrighiamoci. In altro modo ci troveremo ad avere salvato l’Europa, forse, ma a non avere più una generazione a cui affidarla.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/nostri-suicidi-assistiti/184706/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il Tempo dei Pigmei</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/tempo-pigmei/180774/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/tempo-pigmei/180774/#comments</comments> <pubDate>Fri, 30 Dec 2011 13:02:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[churchill]]></category> <category><![CDATA[Einaudi]]></category> <category><![CDATA[mobbing]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category> <category><![CDATA[politici]]></category> <category><![CDATA[Reset]]></category> <category><![CDATA[Roosevelt]]></category> <category><![CDATA[Tony Judt]]></category> <category><![CDATA[valori morali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=180774</guid> <description><![CDATA[Il Presidente Napolitano ha risposto in questi giorni con una lettera di grande spessore, ad alcune domande che il direttore di Reset gli pose qualche mese fa. La più importante delle quali, a me pare, è quella che indaga la ragione per cui l&#8217;epoca in cui viviamo abbia prodotto solamente dei pigmei della politica, nulla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente Napolitano ha risposto in questi giorni con <strong><a href="http://www.reset.it/focus/127" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">una lettera di grande spessore</span></a></strong>, ad alcune domande che il direttore di <strong><em>Reset</em></strong> gli pose qualche mese fa. La più importante delle quali, a me pare, è quella che indaga la ragione per cui l&#8217;epoca in cui viviamo abbia prodotto solamente dei pigmei della politica, nulla di paragonabile agli Einaudi, Roosevelt, Churchill che li hanno preceduti.<br /> Provo a dare il mio parere qui.</p><p>Gentile Direttore,<br /> Le scrivo in qualità di cittadina italiana, per molti anni dirigente in multinazionali e testimone diretta di quell’economia liberista che oggi appare in grave crisi.<br /> Le scrivo perché coinvolta dalle sue domande e dalla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.reset.it/focus/127/285" target="_blank">lettera del Presidente Napolitano</a></span> per cui mi sento chiamata ad azzardare risposte.<br /> Terminai i miei studi laurea e master in Bocconi negli anni &#8217;80: eravamo una quarantina tra uomini e alcune donne con profili eccellenti e molto richiesti dalle aziende:<strong> a nessuno di noi venne in mente di intraprendere una carriera politica</strong>, né ricordo che in quegli anni ’80, che videro l’adesione totale dei mercati all’economia liberista, circolasse l’idea che entrare in politica potesse essere una scelta giusta e etica.<br /> La politica appariva la scelta per i meno capaci, un luogo fuori dai giochi che contavano.<br /> Ricordo che mi stupii quando, anni dopo, mi venne offerto un incarico internazionale che mi condusse a vivere in Francia e lì scoprii l’ENA, <em>Ecole Normale Administratif</em> che sfornava i futuri dirigenti governativi tanto bravi da essere richiestissimi anche dalle aziende private. Conservo chiaro però il ricordo che in quegli anni né in Italia né in Francia fosse dato alcun peso al concetto di etica del business, che solo molti anni dopo avrebbe trovato ascolto, poco ascolto a dire il vero. Ciò che contava era fare profitti, il fine ha giustificato i mezzi per molti anni con tutto ciò che ne è conseguito. Le lauree più richieste erano quelle in discipline economiche, lauree da “vincenti”. Ricordo per certo che la cultura di base era ridotta ai minimi termini: se devi produrre, se sei valutato su quanto profitto fai fare all’azienda, se lavori 14 ore al giorno, ti stai preparando ad essere un grande manager, più raramente una grande persona. <strong>Come è possibile che ci si sia dimenticati che per vent’anni nessuno ha mai pronunciato parole come valore umano, responsabilità morali, scelte etiche?</strong> Come avremmo potuto discutere di valori quando in quegli anni si producevano aberrazioni all’interno delle aziende che venivano fatte passare per procedure “normali”? Il mobbing è un&#8217;invenzione degli anni ’80 che trova la sua massima applicazione negli anni ’90: in pratica si “faceva fuori” psicologicamente un dirigente per non riconoscergli la buonuscita che gli sarebbe spettata. Mi capitò di fare una ricerca per una Associazione Industriale e intervistai alcuni “mobbizzati”, che avevano &#8220;scelto&#8221; di licenziarsi: fu un’esperienza terribile, uomini 50enni in isolamento dal mondo. Se l’operaio trova infatti nella tragedia del licenziamento almeno la solidarietà dei compagni, il dirigente mobbizzato vive in solitudine come una vergogna la colpa di essere stato allontanato dall’<strong>azienda: in quegli anni il Luogo dove Esistere per eccellenza</strong>.<br /> Trent’anni in cui l’economia prima e la finanza poi hanno dettato legge alla Politica. Sarebbe ridondante fare l’elenco degli orrori a cui abbiamo assistito: le migliori società di certificazione di bilancio che fallivano per avere certificato il falso e che risorgevano solo dopo pochi mesi senza che nessuno si opponesse, industriali che distruggevano investimenti fatti crescere pazientemente negli anni con spericolati investimenti in quella finanza che avrebbe condotto al disastro a cui abbiamo poi assistito.</p><p>“<em>Durante il lungo secolo del liberalismo costituzionale (…) le democrazie occidentali sono state dirette da una classe di uomini di Stato visibilmente superiore. A prescindere dallo schieramento politico, Léon Blum e Winston Churchill, Luigi Einaudi e Willy Brandt, David Lloyd George e Franklin Roosevelt rappresentavano una classe politica profondamente sensibile alle proprie responsabilità morali e sociali. Resta il dubbio se furono le circostanze che produssero quei politici o se fu la cultura dell’epoca che indusse uomini di quel calibro a entrare in politica. Oggi non agisce nessuno di questi incentivi. </em><strong><em>Politicamente parlando, la nostra è un’epoca di pigmei».</em></strong> Scrive Tony Judt nel suo libro <em>Guasto è il mondo</em>, Laterza<strong>.</strong><br /> <strong>Cosa fa di un uomo un grande uomo?</strong> Cosa rendeva Luigi Einaudi un uomo sensibile alle proprie responsabilità morali e sociali? Forse la sua natura? O l’educazione ricevuta? Certamente, ma ancor più io credo che abbia molto contato <strong>un contesto che premiava i valori morali sociali.</strong> Valori come coraggio, rigore, serietà, rettitudine, capacità di indignarsi, abnegazione, perseveranza, impegno per un fine sociale comune, paiono tutti appartenere ad un altro secolo. Forse oggi ne cominciamo a risentirne la necessità.</p><p>Un contesto come quello in cui siamo cresciuti negli ultimi anni non poteva che produrre pigmei. Qualunque epoca incapace di progettare a lungo termine, e in azienda a lungo termine ha significato al massimo un arco temporale di cinque anni, può produrre solo pigmei. Uomini programmati per produrre. <strong>Resi inadatti a progettare per un fine comune capace di varcare l’arco temporale di una vita</strong>. Questa capacità mi pare avesse Luigi Einaudi e altri come lui.<br /> L’economia e la  finanza sono strumenti della politica, non viceversa.</p><p>E allora, se vogliamo sperare in una futura classe politica sensibile alle proprie responsabilità morali e sociali, forse più che rinnovare lo sforzo verso una qualificazione culturale e morale della politica italiana ed europea, dobbiamo con urgenza rivolgerci ai ragazzi e alle ragazze nelle scuole per indirizzare a loro il nostro improrogabile desiderio attraverso una riforma della scuola tesa alla costruzione di una società finalmente migliore.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/tempo-pigmei/180774/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>11 dicembre: Se non le donne, chi?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/dicembre-donne/176660/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/dicembre-donne/176660/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Dec 2011 14:11:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[11 dicembre]]></category> <category><![CDATA[Aung San Suu Kyi]]></category> <category><![CDATA[Dilma Rousseff]]></category> <category><![CDATA[femminismo]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category> <category><![CDATA[maschilismo]]></category> <category><![CDATA[Sheryl Sandberg]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176660</guid> <description><![CDATA[The World in 2012, magazine annuale dell’Economist con le previsioni per l’anno a venire, mette 3 nomi di donna tra i sei della copertina: la presidenta del Brasile Dilma Rousseff, Aung San Suu Kyi attivista politica birmana e la giovane Sheryl Sandberg vicepresidente di Facebook. Siamo la metà del mondo, contiamo almeno per il 50%...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/2828-poster-11-dicembre-2011-Se-Non-Ora-Quando1.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-176667" title="Se non ora quando" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/2828-poster-11-dicembre-2011-Se-Non-Ora-Quando1-215x300.jpg?47e3a5" alt="" width="215" height="300" /></a>The World in 2012</strong>, magazine annuale dell’<a href="http://www.economist.com/" target="_blank"><em>Economist</em></a> con le previsioni per l’anno a venire, mette 3 nomi di donna tra i sei della copertina: la presidenta del Brasile <strong>Dilma Rousseff</strong>, <strong>Aung San Suu Kyi </strong>attivista politica birmana e la giovane <strong>Sheryl Sandberg</strong> vicepresidente di Facebook.</p><p>Siamo la metà del mondo, contiamo almeno per il 50% della sua forza e della sua  energia. Come ho già avuto modo di ripetere più e più volte, il <strong>CAMBIAMENTO</strong> è già avvenuto, siamo entrate/i in un’epoca in cui le donne avranno il peso che loro spetta. Saremo DUE, noi e gli uomini. Complementari.</p><p>Questo a cui stiamo assistendo è il colpo di coda del patriarcato. Il colpo di coda di un maschilismo duro a morire, in un Paese dove alcuni uomini, non tutti, sono impauriti da questa rivoluzione. Lo capisco, è un cambiamento epocale. Basterà adeguarsi, stare in ascolto. E’ già avvenuto, accogliamolo. Nessuna paura, si tratta solo di valorizzare il 50% delle energie che ora sono bloccate. Tutte e tutti ne guadagneremo.</p><p>Ma il Paese del 74esimo posto del <em>gender gap</em>, è anche quello delle sorprese, dell’inspiegabile, dei contrasti incredibili. E dunque è proprio qui che negli anni si è fatta strada il <strong>femminismo della differenza</strong>, grande intuizione che nulla ha a che vedere con una parità che ci condurrebbe ad una penosa omologazione.<br /> E’ anche il Paese dove, mentre si celebrava il rito increscioso delle donne di spettacolo al potere, contemporaneamente si diffondeva un <strong>movimento forte, capillare, eterogeneo, energico, inarrestabile di ragazze e donne sul web</strong> che davano vita a una delle forme di ribellione più concrete e fruttuose che si siano mai viste in Europa: dunque nel Paese che l’Europa guarda con sdegno per l’imbarazzante posizione di palese inferiorità che le donne ricoprono, prendeva vita un movimento modernissimo di blogger che, senza fondi e senza organizzazione dall’alto, riusciva a fermare campagne pubblicitarie offensive, a far riflettere autori di trasmissioni idiote per la loro misoginia, a innalzare il livello di consapevolezza sul tema della valorizzazione di genere, a far sorgere e risorgere comunità di donne, insomma a dar vita a un MIRACOLO. All’estero si guarda oggi alla nostra grande forza con ammirazione, e ce lo meritiamo. Lavorando <strong>due ore in più al giorno</strong> rispetto alle altre donne europee, siamo riuscite a occuparci dei nostri diritti e di quello delle ragazze che arriveranno.</p><p>E dunque queste energie che in modo carsico, nascoste ma presenti, circolavano da decenni, dagli Anni ’70?, hanno prodotto quell’incredibile movimento in rete che sta cambiando il Paese. E quell’incredibile movimento della rete ha dato vita a quella forza che è stata la manifestazione del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/13/se-non-ora-quando-le-piazze-del-mondo/91873/" target="_blank">13 febbraio</a></span>: difficilmente in Europa si era mai vista una quantità tale di donne mobilitate nelle piazze per affermare di esistere e di volere esserci, oggi più che mai.</p><p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senonoraquando.eu/ " target="_blank">“Se non le Donne, Chi?”</a></span></strong> ci chiederemo dunque <strong>domani a Roma </strong>e nelle Piazze di molte città italiane. Se non le donne che rappresentano il Welfare in Italia, se non le ragazze che combattono tutti i giorni sul web, se non le donne mature che si prendono cura  dei nipoti, dei più anziani senza che questo Stato talvolta ingrato pronunci mai almeno un doveroso GRAZIE, se non le ragazze che studiano con volontà per costruirsi un futuro migliore. Se non le donne, su chi questo Paese vorrà investire? Su quali forze, energie, coraggio, se non quelle delle donne italiane di oggi?<br /> Domani in Piazza. Da lunedì in rete, nei posti di lavoro, in famiglia, nelle scuole, abbracciate al proprio compagno, insieme ai figli. Mai come ora è vero che <strong>il privato è politico </strong>e che far comprendere, educare, aumentare la consapevolezza si può fare anche a cena, tra le lenzuola, abbracciati sul divano, mentre si gioca.</p><p><strong>Buona manifestazione a tutte. E a tutti.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/dicembre-donne/176660/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Fiorello e le donne</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/fiorello-donne/175509/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/fiorello-donne/175509/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Dec 2011 09:43:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[fabio fazio]]></category> <category><![CDATA[fiorello]]></category> <category><![CDATA[Il più grande spettacolo dopo il weekend]]></category> <category><![CDATA[lorella zanardo]]></category> <category><![CDATA[Michele Santoro]]></category> <category><![CDATA[tv]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175509</guid> <description><![CDATA[Credo che Gramsci, se fosse in vita, si occuperebbe di Fiorello e di cosa guarda la gente in tv, perché è dall’analisi di ciò che la gente guarda e a ciò a cui si appassiona che possiamo cominciare a comprendere e di conseguenza provare a cambiare il mondo. Si è molto parlato del programma Il più...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Credo che Gramsci, se fosse in vita, si occuperebbe di <strong>Fiorello </strong>e di cosa guarda la gente in tv, perché è dall’analisi di ciò che la gente guarda e a ciò a cui si appassiona che possiamo cominciare a comprendere  e di conseguenza provare a cambiare il mondo.</p><p>Si è molto parlato del programma <em><strong>Il più grande spettacolo dopo il weekend</strong></em>. Non è importante se Fiorello ci piace o no. Non serve dichiarare con sussiego: <em>“</em>Io ho di meglio da fare, è una trasmissione popolare”;  affermarlo denuncia un atteggiamento elitario, proprio perché è nazional- popolare occupiamocene!</p><p>Possiamo avere certo altro e di meglio da fare, ma è un dato inconfutabile che gli/le italiani/e guardano <strong>tanta tv</strong>. Ricordiamo che la televisione è uno dei grandi agenti di socializzazione, quello che oggi funziona maggiormente essendo la scuola e la famiglia in crisi profonda. Quindi osserviamo e cerchiamo di capire.</p><p>L’elemento più rilevante dello show <em>Il più grande spettacolo dopo il weekend</em> consiste nel fatto che Fiorello si fa portatore di una <strong>modalità nuova e contemporanea di relazionarsi alle donne.<br /> </strong><br /> In generale: Fiorello è un <em>entertainer </em>a tutto tondo: canta, balla, imita, caratterizza, si relaziona a personaggi di alto profilo internazionale con<em> savoir faire</em>. Non abbiamo in Italia un’altra figura a lui paragonabile. Se confrontato con gli attuali conduttori italiani, è un gigante. Solitamente al presentatore si richiede solo di sapere parlare, nessuno o quasi dimostra di sapere fare altro. Ultimamente il ruolo del conduttore si è ancora più svilito da  personaggi di basso profilo che fanno battutacce, sghignazzano e coprono la loro incompetenza con volgarità ridanciane.</p><p>Fiorello al pubblico a casa suscita simpatia, ma comunica anche che per condurre un <em>one man show</em> <strong>bisogna avere molto lavorato</strong>, comunica anche che lo spettacolo è un business serio che richiede <strong>professionalità</strong> e che se ti vuoi relazionare a Tony Bennett devi prepararti poiché non basterà fare la gara delle pernacchie. Se riflettiamo su come l’entertainment è stato condotto finora – <em>“che entrino le bocce di Cristina e Francesca”</em> gridava Barbara D’Urso in un programma tv– Fiorello in quattro serate restituisce all’intrattenimento il ruolo che gli spetta, cioè di svago che non significa per forza sbracamento.</p><p><strong>Però. </strong>Qualcuna/o potrebbe obiettare che sì, è tutto vero, ma Fiorello non spicca per graffio e satira. Infatti è vero, non è questa la sua cifra, non è questo il suo ruolo. Fiorello è un intrattenitore che non provoca innalzamento di consapevolezza. Non è però servile. E sottolineerei che certe sue caratterizzazioni forniscono <strong>un’immagine molto ironica</strong> di alcuni personaggi noti normalmente intoccabili (guardate l’esilarante caratterizzazione della <em>première dame</em> Carla Bruni: <em>“Come dite voi italiani…? Oh c’est terribile”</em> che fa il verso a uno snobbissimo modo di relazionarsi al popolo della moglie di Sarkozy.</p><p>Ma il vero salto in alto che compie Fiorello è <strong>la relazione che intrattiene con le donne. Da pari. </strong></p><p>Esaminiamo due casi:</p><p>1. Nella seconda puntata Fiorello ha ospite <strong>Elisa</strong>, cantante italiana di peso e piglio internazionale.<br /> Fiorello la introduce e da subito <strong>maiueticamente</strong>, la mette in condizione di mostrare le sue doti, oltre a quelle di cantante. Si toglie dalla scena, non è bulimico della telecamera, e introduce Elisa come caratterista.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/Os21tjPBOOI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> Elisa, messa a suo agio compie due azioni (da 2’20″ a 6’40″):<br /> - si produce in un imitazione gustosissima di Laura Pausini e di Carmen Consoli;<br /> - è così a suo agio che esce da ruolo imbalsamato in cui le donne spesso sono costrette, ed è se stessa.</p><p>Ascoltate la risata di Elisa: avete mai sentito niente di più <strong>liberatorio </strong>in tv? Abituate ai sorrisini di meteorine e di grechine varie, vi accorgete della potenza del ridere a crepapelle? Una donna che ride così, forse vive così, forse gode così. Accade in tv. Ad una trasmissione popolare. Non è poco, pensate  alle ragazzine e ai ragazzini a casa. Niente supergnocca, niente riprese del culetto, c’è una quasi coetanea che ride libera incurante della telecamera. Mentre il conduttore se la ride con lei. Senza fare allusioni al suo seno, al suo sedere. Si può fare dunque. Ed è importante farlo perché la tv crea modelli che vengono poi seguiti.</p><p>2. Sempre nella seconda puntata, Fiorello ospita la <strong>nazionale di pallavolo femminile</strong> che ha vinto la Coppa del Mondo recentemente. Per chi non lo sapesse la nazionale di volley è famosa in Italia sia per la grandissima capacità, ma ancor più per essere composta da ragazze molto attraenti. Così attraenti che ovunque vegano invitate, si fanno battutacce sulle loro parti fisiche migliori. Ora Fiorello le introduce, chiede alla telecamera solo per un attimo di <em>“inquadrare queste meraviglie”</em> dopodiché non c’è una battuta, un sorriso allusivo, un’occhiata che rimandi al fatto che sul palco ci sono delle bellissime ragazze.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/jRiEQ6-k8NA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Tutto è giocato intorno alla professionalità delle ragazze, si parla della coppa del mondo che è lì sul palco, si fa una partitina, si ricorda che andranno alle Olimpiadi, si sottolinea che sono <strong>le pallavoliste più brave che esistano</strong>. A casa le quasi coetanee penseranno:<em> “Anch’io gioco a pallavolo, magari anch’io potrò gareggiare. E vedi un po’!, per una volta la telecamera non ha inquadrato il culo della giocatrice mentre schiaccia.” </em></p><p>Si può fare, dunque, di parlare di donne, della loro professionalità senza rimandare tutto al sesso. Vi chiedo di non pensare solo alla  vostra reazione, alla vostra capacità di selezionare programmi, di cambiare canale. Le e gli italiani guardano molta tv generalista.<br /> Ricordiamo che le ricerche ci raccontano che le donne nella tv italiana vengono solitamente presentate come oggetti sessuali o come <em>donne del dolore</em>. E accade solo in Italia, ricerca Censis <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.censis.it/20?resource_144=5128&amp;relational_resource_146=5128&amp;relational_resource_400=5128&amp;relational_resource_404=5128&amp;relational_resource_147=5128&amp;relational_resource_406=5128&amp;relational_resource_407=5128&amp;relational_resource_408=5128&amp;relational_resource_409=5128&amp;relational_resource_430=5128" target="_blank">Donne e Media in Europa</a></span></em>.</p><p>Non <strong>si tratta di accontentarsi</strong>. Si tratta di essere realisti. Veniamo da 30 anni di gare a chi ce le ha più grosse e a chi sorride di più senza motivo, <strong>Fiorello compie un reale passo avanti</strong>, importante nella rappresentazione delle donne in tv. E facendolo durante una trasmissione nazional-popolare, lo rende visibile e ripetibile. Altre trasmissioni con audience paragonabile sono Miss Italia e Sanremo. Inutile ricordare come le donne vengano in queste trasmissioni rappresentate.</p><p>Sul blog di Giovanna Cosenza viene ricordato che anche <strong><em>Che Tempo Che Fa</em></strong> ha raggiunto 10 milioni di spettatori. E’ vero. Ritengo però che i due programmi richiamino spettatori diversi, solo in parte sovrapponibili. Ritengo che le persone vogliano anche e giustamente divertirsi  e si potrebbe chiedere a una televisione pubblica di avere entrambe le tipologie di programmi.</p><p>Finisco dicendo che per quanto riguarda la relazione con le donne durante le trasmissioni tv,<strong> ha fatto più il nazional popolare Fiorello in un mese che Fazio e Santoro in vent’anni.</strong> Non c’è scuola in tutt’Italia dove non si alzi almeno un/una ragazzo/a che  chieda <em>“scusi ma la Filippa di Fazio non è un po’ trattata come una velina”</em>?</p><p>Per quello che qui ci riguarda, ciò che conta è che si riesca finalmente a proporre  una rappresentazione veritiera di femminile nelle trasmissioni più popolari. E Fiorello riesce a farlo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/fiorello-donne/175509/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L’onore da rottamare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/12/l%e2%80%99onore-rottamare/170245/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/12/l%e2%80%99onore-rottamare/170245/#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 Nov 2011 09:45:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Corriere Della Sera]]></category> <category><![CDATA[enzo iacchetti]]></category> <category><![CDATA[Ezio Greggio]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Gori]]></category> <category><![CDATA[opportunisti]]></category> <category><![CDATA[Sette]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[striscia la notizia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=170245</guid> <description><![CDATA[Tempo fa uscì un librettino, Indignatevi!, di un vecchio filosofo francese. Contro ogni supposizione, quella parola desueta che pareva ormai dimenticata attrasse migliaia di lettori e lettrici che dicevano di provare ancora forte il sentimento dell’indignazione, la nostra capacità di non soccombere al cinismo, ma al contrario di provare forte vergogna e sdegno verso ciò che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa uscì un librettino, <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/03/indignatevi-e-il-libretto-di-un-93enne-partigiano-francese-diventa-un-caso-editoriale/84612/" target="_blank"><strong>Indignatevi!</strong></a></span></em>,<em> </em>di un vecchio filosofo francese. Contro ogni supposizione, quella parola desueta che pareva ormai dimenticata attrasse migliaia di lettori e lettrici che dicevano di provare ancora forte il sentimento dell’indignazione, la nostra capacità di non soccombere al cinismo, ma al contrario di provare forte vergogna e sdegno verso ciò che è ingiusto, illecito e offensivo.</p><p>Significava che siamo ancora vivi,  che sentiamo che <strong>vale la pena di lottare</strong>.</p><p>Qualche settimana fa <em>Sette</em>, il magazine del <em>Corriere</em>, dedicava la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.scribd.com/doc/64273011/Sette-De-Il-Corriere-Della-Sera-08-09-11" target="_blank">copertina a <strong>Ezio Greggio</strong></a></span>,  conduttore di <em>Striscia la Notizia</em>,  il programma popolare di Antonio Ricci che va in onda da 24 anni tutte le sere raggiungendo 7-8 milioni di persone.  Con mio stupore Greggio, nuovo <em>maître à penser</em>, nelle molte pagine che a lui dedicava uno dei piu autorevoli quotidiani, si diceva preoccupato della casta dei politici che approfittano dei loro privilegi e sdegnato di quanto accade in Italia.</p><p>Leggevo sbalordita: <em>“Ma quella casta”</em>, pensavo, <em>“è quella che molto spesso risponde al <strong>suo editore</strong>, quel padrone che da 24 anni gli permette di condurre una vita agiatissima”</em>.</p><p>Pochi giorni fa <strong>Enzo Iacchetti</strong> diffondeva un video su YouTube: <em>“Vaff…!”</em> intimava al ministro Brunetta e non solo,  sdegnato dal comportamento dei personaggi della politica.</p><p><em>“Ma”</em>, pensavo sbigottita, <em>“questi politici sono nel partito del suo editore, quello per cui lavora da molti anni e che gli fa condurre una vita privilegiata”</em>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/Dwk5IiBpros" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Le idee mi si sono chiarite quando è comparso il nome di <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/02/giorgio-gori-e-un-riciclato-di-lusso-il-guru-di-renzi/167937/" target="_blank">Giorgio Gori</a></span></strong> a fianco di Matteo Renzi. Gori, uomo di Berlusconi per lunghi anni, direttore di Canale 5 e successivamente di  Magnolia  che produce format tv, decide di dedicarsi con dedizione al Paese e sceglie di farlo ora.</p><p>E allora mi è tornato in mente quel detto che ricorda che quando la nave affonda, <strong>i topi scappano</strong>. Scappano all&#8217;asciutto, scappano dalle acque che potrebbero inghiottirli. Fuggono dopo avere mangiato, dormito e vissuto  a bordo per anni, dopo avere dato fondo alle provviste. Fuggono senza riconoscenza, né rammarico.</p><p>Certo, cosa ci aspetteremmo, mi direte, sono topi.</p><p>Del berlusconismo ci resterà anche questa triste immagine degli <strong>uomini del premier che fuggono</strong>, fuggono appena prima che la nave affondi, negando l’evidenza di molti anni a servizio di quel capo che ora paiono rinnegare.</p><p>E se è chiaro che ci sarà molto da lavorare sui valori dai quali ripartire, resta un mistero come questi evidenti opportunisti trovino agevolmente e velocemente altri approdi <strong>pronti ad accoglierli</strong>, nella stampa autorevole e persino insieme a uomini che appartengono a un partito una volta detto “di sinistra”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/12/l%e2%80%99onore-rottamare/170245/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>21</slash:comments> </item> <item><title>Qualcuno in cui credere</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/02/qualcuno-in-cui-credere/167890/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/02/qualcuno-in-cui-credere/167890/#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 Nov 2011 12:12:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[femminile]]></category> <category><![CDATA[giovanna cosenza]]></category> <category><![CDATA[leader]]></category> <category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=167890</guid> <description><![CDATA[Negli ultimi giorni abbiamo letto analisi di tutti i generi su Matteo Renzi e i 100 punti del suo programma. Sappiamo anche del disappunto di Bersani. Renzi piace a molti ma non a tutti. Forse diverrà segretario del Pd, o forse no. Alcune chiedono a gran voce un&#8217;altra manifestazione: non se ne può più e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni abbiamo letto analisi di tutti i generi su <strong>Matteo Renzi</strong> e i 100 punti del suo programma. Sappiamo anche del disappunto di Bersani. Renzi piace a molti ma non a tutti. Forse diverrà segretario del Pd, o forse no.</p><p>Alcune chiedono a gran voce un&#8217;altra manifestazione: non se ne può più e parrebbe che un&#8217;altra manifestazione potrebbe servire a qualcosa. A cosa? Mi chiedo.<br /> Non riesco ad appassionarmi alla cronaca politica, vorrei ma proprio non ce la faccio.</p><p>Mi sento come quando anni fa in India mi trovai in mezzo ai monsoni, diluvio e fango che mi portava via, nessun appiglio, quintali di acqua sulla testa: tentai di aprire un ombrellino che fu subito spazzato via e io mi sentii stupida per avere opposto uno strumento così ridicolo alla forza della natura.<br /> Il mondo precipita, la crescita continua non ci sarà più, la gente nel sud del mondo continua a morire di fame, i ghiacciai si sciolgono, il riscaldamento terrestre non trova soluzione, gli esseri umani non trovano senso: e noi apriamo gli ombrellini? <strong>E&#8217; un altro il cambiamento che attendiamo, che vorremmo e per cui stiamo in tante e tanti lavorando.</strong></p><p><strong>C&#8217;è una differenza di genere nella percezione di come sarà il futuro</strong>? Talvolta mi pare di sì. Senza generalizzare mi pare che le donne in ascolto e capaci di agire il femminile, percepiscano che il cambiamento sarà altro rispetto a eleggere un candidato A o B. Donne che silenziosamente producono modificazioni impercettibili, movimenti carsici, lenti ma che smuovono le montagne. Non si percepisce nulla e d&#8217;un tratto la montagna non è più dov&#8217;era. Donne con il fiuto raffinato da anni di allenamento percettivo e pazienti perché sanno che la posta in gioco è alta.</p><p>&#8220;<em>Ha bisogno di qualcuno o qualcosa in cui credere subito, senza aver riflettuto, senza averci pensato sopra almeno qualche giorno, e pensava di averlo trovato in Renzi? Ha bisogno di riposarsi e credere, smettendo di pensare? È per questo che si arrabbia tanto con me?</em><em>&#8220;.</em><br /> Così chiedeva <strong>Giovanna Cosenza</strong> a un lettore che si diceva spazientito dall&#8217;analisi del programma di Renzi che leggeva  sul suo blog <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://giovannacosenza.wordpress.com/" target="_blank">Disambiguando</a></span>.</p><p>E così, stanchi e impauriti, vogliamo credere che <em>Qualcuno</em> ci salverà, ci toglierà d&#8217;impiccio, si occuperà di noi. Ci siamo disabituati a pensare e a riflettere e ad avere in mano le nostre vite che da tempo deleghiamo ad altri. Chi ci chiede di riflettere spesso ci infastidisce e privilegiamo i venditori di promesse facili.<em><br /> </em><em><strong>&#8220;Ha bisogno di qualcuno o qualcosa in cui credere subito senza avere riflettuto, senza averci pensato?&#8221;</strong></em><br /> Credo si potrebbe cominciare da qui, partire da questa domanda.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/02/qualcuno-in-cui-credere/167890/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>113</slash:comments> </item> <item><title>Santanchè versus Libertà e Giustizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/santanche-versus-liberta-e-giustizia/163503/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/santanche-versus-liberta-e-giustizia/163503/#comments</comments> <pubDate>Thu, 13 Oct 2011 07:10:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[analfabetismo]]></category> <category><![CDATA[comunicazione]]></category> <category><![CDATA[Daniela Santanchè]]></category> <category><![CDATA[giustizia e libertà]]></category> <category><![CDATA[intellighenzia]]></category> <category><![CDATA[Roberta De Monticelli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=163503</guid> <description><![CDATA[Da un punto di vista di tecnica della comunicazione, Daniela Santanchè fa un ottimo lavoro. All&#8217;interno di un partito allo sfascio, è presente ovunque nei programmi tv di destra e di sinistra, offre allo spettatore medio pigro e passivo, un&#8217;immagine di donna attiva, forte, che sa il fatto suo. Non porta dati, fatti, spiegazioni, ma...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da un punto di vista di tecnica della comunicazione, <strong>Daniela Santanchè</strong> fa un ottimo lavoro. All&#8217;interno di un partito allo sfascio, è presente ovunque nei programmi tv di destra e di sinistra, offre allo spettatore medio pigro e passivo, un&#8217;immagine di donna attiva, forte, che sa il fatto suo. Non porta dati, fatti, spiegazioni, ma nel circo televisivo che ci viene proposto da trent&#8217;anni, nessuno pare accorgersene. quindi da un punto di vista di forma e non di contenuto, Santanchè è abile.</p><p>Dimostra di conoscere il<strong> target</strong> a cui si sta rivolgendo, una massa di qualunquisti, resi tali dal vuoto televisivo. Non ha <strong>obbiettivi</strong> maieutici, le basta ottere consenso e di conseguenza si comporta.</p><p>Sabato a Milano c&#8217;è stato l&#8217;incontro di Libertà e Giustizia: migliaia di persone si sono radunate condividendo lo slogan: <em>Ricucire l&#8217;Italia</em>. Zagrebelski, Saviano in collegamento, De Monticelli, ecc.<br /> Questo è il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8Ga5BGAJPdY" target="_blank"><strong>video di Roberta de Monticelli</strong></a>.<br /> A chi si rivolge? Cioè chi è il suo<strong> target</strong> di comunicazione?<br /> Che <strong>obbiettivi</strong> si prefigge?</p><p>Affronto qui un tema spinoso e dibattuto: la differenza tra affermare chi si è, orgogliosi della propria cultura e status, e l&#8217;umiltà prevista da chi si vuole mettere in relazione con il mondo. Credo che l&#8217;<em>intellighenzia</em> italiana stia commettendo un<strong> errore madornale</strong>: non volere capire che è tempo di rendere i propri messaggi divulgativi. Si può anche ritenere che conoscere Dante salverebbe il mondo, sarei anche d&#8217;accordo, ma se davanti a noi c&#8217;è un Paese che presenta dati di analfabetismo di ritorno preoccupanti, vedi <a href="http://slowforward.wordpress.com/2008/04/13/tullio-de-mauro-analfabeti-ditalia-da-httpinternazionaleit/" target="_blank"><strong>i dati di Tullio De Mauro</strong></a>, è necessario TROVARE PAROLE CHE RAGGIUNGANO IL PUBBLICO A CUI VOGLIAMO RIVOLGERCI.<br /> In altro modo sarà necessario cambiare il titolo della manifestazione e i suoi obbiettivi: non si ricuce l&#8217;Italia parlando di Dante con linguaggio comprensibile a pochissimi. Allora si potrà invece affermare che ci si vuole trovare tra colti per discutere di questa &#8220;nave senza nocchiero in gran tempesta&#8221;. Nessuna possibilità di ricucire un Paese senza linguaggio faticosamente indirizzato a chi si deve mettere in azione per ricucire.</p><p>E&#8217; quello che ripetiamo da tempo attraverso il lavoro di analisi della televisione che da due anni portiamo nelle scuole.</p><p>Non c&#8217;è più tempo e gli intellettuali ne prendano coscienza: mentre la Santanchè raggiungeva 150mila visioni sul sito di <em>Repubblica</em> con la sua ultima esternazione: &#8220;il partito della gnocca è un idea del c&#8230;o&#8221;, i partecipanti allla manifestazione di liberta e giustizia faticavano a raggiungerne poche migliaia. Mi si dirà che questi dipendenti dai video sono irrecuparabili? Non credo, anzi affermo che non è così. Basta avere l&#8217;umiltà di VOLERSI METTERE IN RELAZIONE, adattando il proprio linguaggio a chi ci si trova di fronte. E&#8217; quello che sta alla base del nostro lavoro <strong>Nuovi occhi per la Tv</strong>: non serve affermare &#8220;spegnete la tv&#8221; poichè la tv è un diritto. Serve educare ad una corretta visione della televisione.<br /> In altro modo daremo, e il pericolo è evidente ed enorme, sempre piu spazio agli abili comunicatori di nulla. Che sanno però come parlare alla gente.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/santanche-versus-liberta-e-giustizia/163503/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>108</slash:comments> </item> <item><title>La questione maschile</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/25/la-questione-maschile/64517/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/25/la-questione-maschile/64517/#comments</comments> <pubDate>Sat, 25 Sep 2010 09:29:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=64517</guid> <description><![CDATA[Attraverso la strada  a piedi sulle strisce, tengo la bici alla mia destra. Una moto velocissima mi passa a un centimetro non fermandosi come dovrebbe, faccio un salto indietro, lui mi evita, poi, sgasando, riparte gridando: &#8220;Spostati, scema”. Monto in bici, lo seguo, almeno al semaforo si fermerà. Infatti è lì che accelera impaziente. Ora...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Attraverso la strada  a piedi sulle strisce, tengo la bici alla mia destra. Una moto velocissima mi passa a un centimetro non fermandosi come dovrebbe, faccio un salto indietro, lui mi evita, poi, sgasando, riparte gridando: &#8220;<em>Spostati, scema</em>”.<br /> Monto in bici, lo seguo, almeno al semaforo si fermerà. Infatti è lì che accelera impaziente. Ora lo vedo, <strong>abbronzato</strong>, camicia aperta,  faccia “che non deve chiedere mai”. Mi guarda e mi riconosce. Nessun imbarazzo, io lo fisso e mi avvicino.<br /> Lui pare sorpreso.<br /> <strong>Io voglio capire</strong>.<br /> Chi è ?</p><p>Sono quelli incapaci di relazione con le donne. Sono quelli che vanno a donne pagando, sono quelli a cui piace umiliarci. Quelli che parlano di f… e calcio. Quelli che vanno in Lettonia che è l’ultima piazza piena di <strong>gnocca</strong>. Quelli che se è anche minorenne… Quelli che con gli amici è tutto un <strong>parlare di tette</strong>. Quelli che vanno di cialis e viagra così ci danno dentro. Sono gli uomini che ascoltano lo <em>Zoo di 105</em>: è un’esperienza, ascoltate la trasmissione almeno una volta.</p><p>Mi metto davanti alla moto, lui non sgasa più.<br /> Le altre auto ripartono, lui no.<br /> Mi guarda allibito e io lo guardo.</p><p>“<em>Scema perché?</em> &#8221; gli chiedo calma,  “<em>perché non mi facevo da parte per lasciarti passare?</em>”<br /> “<em>Togliti che blocchi il traffico</em>” fa lui  come se si preoccupasse della viabilità di Milano.<br /> “<em>Rispondi</em>” incalzo.</p><p>E’ nervosissimo, io non mi sposto, le auto ci evitano.<br /> Non parla, io non mollo lo sguardo, lui abbassa il suo.<br /> “<em>Dai togliti, andavo di fretta</em>” dice e guarda di lato. Mi tolgo, lui riparte, piano.</p><p>Come dicono Marina Terragni, Natalia Aspesi e altre c’è una <strong>questione maschile</strong> di cui è urgente che gli uomini si occupino. Questo era semplicemente un pirla, certo. Uno dei tanti che usano gli altri, le donne, la città. Incapaci di relazione. Io sono stufa di sentire <strong>donne che si mettono in discussione</strong>. Che gli uomini, non tutti ma molti uomini, comincino a chiedersi il perché di tanta violenza e rapacità. Che nulla ha a che fare con il maschile selvaggio di cui si favoleggia e che tanto ci piacerebbe. Incapaci di relazione. E se provi  ad avvicinarti e a provare ad entrarci in una relazione qualsiasi, fuggono spaventati.</p><p>Non tutti. Lo so bene che al mondo ci sono uomini meravigliosi.</p><p>Ma una questione maschile c’è. E la sola ragione per la quale non viene affrontata è che gli uomini possono fare a meno di interrogarsi: ci sono sempre molte donne disposte a <strong>prenderseli anche così</strong>, violenti e egoisti. Donne insicure che vivono col terrore, spesso inconscio, di venire rifiutate alla prima richiesta di <strong>Relazione</strong>. Incapaci di autostima. E’ per questo che per noi donne è così difficile portare avanti le nostre  giuste rivendicazioni.</p><p>Bisogna lavorare sull’<strong>innalzamento di consapevolezza</strong> delle ragazze perché si reputino degne di potere avere una vera Relazione, senza abbassarsi, senza umiliarsi.</p><p>Per una volta, forse la prima volta, gli uomini potrebbero imparare la relazione dalle donne. Che non è una questione di chi è più brava, ma un reciproco scambiarsi. E sul relazionarsi all’Altro, le donne, non tutte le donne ma molte donne, hanno qualcosa da insegnare ai loro compagni, al mondo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/25/la-questione-maschile/64517/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1419</slash:comments> </item> <item><title>Senza aria si muore</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/17/senza-aria-si-muore/61733/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/17/senza-aria-si-muore/61733/#comments</comments> <pubDate>Fri, 17 Sep 2010 16:31:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[aria]]></category> <category><![CDATA[bonino]]></category> <category><![CDATA[effetto]]></category> <category><![CDATA[inquinamento]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category> <category><![CDATA[serra]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=61733</guid> <description><![CDATA[Prendetevi per favore 3 minuti per vedere questo video: questo fine settimana si votano i 5 referendum  per provare a frenare l&#8217;inquinamento che sta uccidendo noi milanesi. Servono 15mila firme, subito. Grazie. Senza aria si muore. www.ilcorpodelledonne.net]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Prendetevi per favore 3 minuti per vedere questo <strong>video</strong>: questo fine settimana si votano i 5 referendum  per provare a frenare l&#8217;inquinamento che sta uccidendo noi milanesi. Servono 15mila firme, subito. Grazie. Senza aria si muore.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/UC7i1XnjC_8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p><a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/" target="_blank">www.ilcorpodelledonne.net</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/17/senza-aria-si-muore/61733/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>42</slash:comments> </item> <item><title>Zitte o zittite?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/15/zitte-o-zittite/60931/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/15/zitte-o-zittite/60931/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 Sep 2010 12:32:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[veline]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=60931</guid> <description><![CDATA[“Ci dica ” mi chiedono i giornalisti: “ cosa pensa del concorso di Miss Italia?” “ E  del velinismo politico?” “ E delle gheddafine?” Ora io credo che ci sia solo una domanda  urgente che nulla ha a che fare con le precedenti e  che  molto però ha a che fare con la corretta rappresentanza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Ci dica ” mi chiedono i giornalisti: “ cosa pensa del concorso di <strong>Miss Italia</strong>?” “ E  del <strong>velinismo politico</strong>?” “ E delle <strong>gheddafine</strong>?”</p><p>Ora io credo che ci sia solo una domanda  urgente che nulla ha a che fare con le precedenti e  che  molto però ha a che fare con la corretta rappresentanza politica dei cittadini, trattandosi della maggioranza dei cittadini:</p><p>Dove sono le donne?<strong> Intendo le donne reali.</strong> Che lo sappiamo tutti che l’Italia non è fatta solo di prostitute e  veline.</p><p>Da un anno e mezzo vengo invitata da regioni, comuni, università e  scuole per dibattere intorno al documentario &#8220;Il corpo delle donne&#8221;. Incontro moltissime donne, giovani e vecchie, belle brutte colte, semplici, professoresse, studentesse, casalinghe, artigiane: come mai queste donne, <strong>le donne italiane non hanno visibilità?</strong> <strong>Perché si parla solo di qualche centinaia  di escort?</strong></p><p>Perché i giornalisti non mi chiedono altro? Perché non mi domandano  per esempio come mai in questa estate di candidature e autocandidature non è stata mai nominata una donna?</p><p>Non esiste una donna nei partiti che possa sfidare gli attuali contendenti? E <strong>non esiste nella società civile una donna valida da far emergere?</strong> Cioè <strong>non esiste una donna della levatura, chessò, di un Bersani? Di un Casini? Di un Rutelli? Non c’è proprio?</strong></p><p>Il PD l’ha cercata e non l’ha trovata? E gli altri partiti nemmeno?</p><p>Mi sono occupata di gestione di organizzazioni anche complesse e so per certo che non funzionerà a lungo un sistema che non tiene conto della maggioranza dei suoi cittadini, in questo caso le donne.</p><p>Finora questa vistosa rimozione ha funzionato solo  perché nel faticoso processo di emancipazione, molte donne, e donne politiche in particolare, hanno preferito rinunciare alla battaglia per i propri diritti, sposando il modello maschile in toto. Perché? Perché è più facile adottare un modello che già esiste e per lo più  vincente.</p><p>A breve non sarà più possibile:  le giovani donne premono per una maggiore rappresentatività, e la politica è cieca e lenta nel registrare i cambiamenti.</p><p>Sarebbe inoltre una scelta anche di marketing vincente dare la giusta visibilità e rappresentanza alle donne.</p><p>Dunque?</p><p>Ho provato giorni fa a stilare <strong>un elenco di donne da proporre</strong>, anche in questo blog, anche al direttore di questo giornale. Mi parrebbe giusto che <em>il fatto quotidiano</em> non si limitasse a proporre 6 candidati tutti uomini.</p><p>Ebbene<strong> ho avuto difficoltà a trovare i nomi.</strong></p><p>Le donne italiane, come ho avuto modo di esprimere anche nel mio libro, <strong>non sono zitte. Sono però zittite da tempo</strong>. Come ci avessero messo il silenziatore.</p><p>La copertura mediatica data quasi unicamente alle donne di spettacolo ha completamente cancellato le <strong>tantissime donne valide che operano in molti settori</strong>. Esiste una interessante ricerca del Censis in  merito.</p><p>E’ importante quindi affermare che ci sono moltissime donne capaci in vari settori, di varie professioni. Molte di queste sarebbero certamente in grado di ricoprire importanti  ruoli politici: è necessario ed urgente dare loro visibilità e spazio, nell’interesse delle donne, degli uomini ma principalmente della Società tutta.  E’ già così in moltissimi altri Paesi.</p><p>Chiedo che gli uomini insieme alle donne provino a farsi carico della soluzione di questo problema. E’ imbarazzante anche solo ipotizzare che del rispetto dei diritti di una categoria di cittadini debba occuparsi solo la categoria medesima. Sarebbe  come dire che dei diritti dei neri americani si debbano occupare  solo i neri, di quelli degli  albanesi solo  gli albanesi e dei diritti delle donne..solo le donne.</p><p><a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/" target="_blank">http://www.ilcorpodelledonne.net/</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/15/zitte-o-zittite/60931/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>227</slash:comments> </item> <item><title>Lech Lecha!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/09/lech-lecha/58781/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/09/lech-lecha/58781/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Sep 2010 17:16:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorella Zanardo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Avallone]]></category> <category><![CDATA[Bruno]]></category> <category><![CDATA[campiello]]></category> <category><![CDATA[Gad]]></category> <category><![CDATA[Lerner]]></category> <category><![CDATA[Lorella]]></category> <category><![CDATA[Michela]]></category> <category><![CDATA[Murgia]]></category> <category><![CDATA[Silvia]]></category> <category><![CDATA[Tette]]></category> <category><![CDATA[Vespa]]></category> <category><![CDATA[Zanardo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=58781</guid> <description><![CDATA[Interrogato su che cosa augurerebbe ad una bambina appena nata, Gad Lerner risponde: &#8220;Lech Lecha!&#8221; cioè Vattene! Esci dalla casa del Padre!&#8221;, che sono poi le primissime parole pronunciate dal Signore ad Abramo e significano &#8220;Costruisci la tua autonomia, impara a disubbidire&#8221;. Michela Murgia, vincitrice del Premio Campiello (e a cui è stata rubata l&#8217;attenzione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Interrogato su che cosa augurerebbe ad una bambina appena nata, <strong>Gad Lerner </strong>risponde: <strong>&#8220;Lech Lecha!&#8221;</strong> cioè <strong>Vattene!</strong> Esci dalla casa del Padre!&#8221;, che sono poi le primissime parole pronunciate dal Signore ad Abramo e significano &#8220;Costruisci la tua autonomia, impara a disubbidire&#8221;.</p><p><strong>Michela Murgia</strong>, vincitrice del Premio <strong>Campiello</strong> (e a cui è stata rubata l&#8217;attenzione al suo romanzo <strong>Accabadora</strong> a causa dell&#8217;uscita miserabile di <strong>Vespa </strong>circa il décolleté della scrittrice <strong>Silvia Avallone</strong>) è della stessa opinione: &#8220;La prima parola non sia mamma o babbo. Sia invece &#8220;NO&#8221; e che per farti dire “SI” debbano darti ogni volta un buon motivo.&#8221;</p><p>Sono d&#8217;accordo. Sono però anche consapevole che sia oggi più difficile, rispetto ad anni fa, andarsene dalla c<strong>asa del Padre,</strong> essere in grado di dire <strong>&#8220;NO&#8221;</strong>.<br /> Non solo per i noti problemi pratici &#8211; dove vado se non trovo lavoro? Dove vado se ho un lavoro che mi fa guadagnare 800 euro al mese? &#8211; ma principalmente per la diffusa difficoltà a capire chi si è e quindi a formulare una volontà di futuro che corrisponda ai nostri desideri profondi. E in seguito consenta di unirsi a chi ci assomiglia.</p><p>E&#8217; indubbiamente più difficile oggi di quanto non fosse negli anni &#8217;70 ascoltarsi e manifestare la propria individualità quando i diktat dei media sono così imperativi nei confronti dei giovani uomini e ancor più delle giovani donne.<br /> E&#8217; inutile negare che esiste una misoginia pericolosa poiché mascherata da adulazione. Se guardi <strong>Striscia la Notizia</strong> e hai 15 anni, non è subito evidente che ti stanno fregando, che ti stanno mettendo in gabbia: le veline sono al centro dell&#8217;attenzione, i due vecchi presentatori sbavano per loro. E pochi insegnano ai ragazzi e alle ragazze a leggere i messaggi nascosti: &#8220;Perché le ragazze stanno in ginocchio? Mettiamo Greggio a sedere all&#8217;aria e vediamo che effetto fa?&#8221;.</p><p>&#8220;LECH LECHA!&#8221; ragazze e ragazzi. E&#8217; l&#8217;unica possibilità, anche se durissima.</p><p>Questi padri non sapranno darvi le risposte che cercate.<br /> Anche i padri più presentabili, quelli da cui ci si aspetterebbe rispetto e capacità maieutica, quelli borghesi, colti e apparentemente rispettosi.</p><p>C&#8217;è una rubrica su <strong>&#8220;Style&#8221;</strong>, settimanale del <strong>Corriere della Sera</strong>, storica testata a cui fa riferimento la <strong>borghesia italiana</strong>, che si chiama &#8220;La ragazza da sposare&#8221;, è in ultima pagina tutti i mesi.<br /> Giovani donne in posa, solitamente di ottima famiglia, vengono presentate come le figurine di un catalogo.</p><p>Perché sono da sposare? Cosa vuol dire? Non era questo un concetto e un&#8217;espressione che non si usava più da decenni? Non è un modo subdolo di ingabbiarci in uno stereotipo?<br /> Sempre su Style &#8211; non c&#8217;è fine al mio stupore &#8211; appare la rubrica &#8220;Le impossibili&#8221;, ragazze inarrivabili, da sognare.<br /> Nel mese di settembre &#8220;l&#8217;impossibile&#8221; per i maturi lettori del Corriere, ha 16 anni, fa parte della ricca imprenditoria veneta, è bella, suona l&#8217;arpa, legge e monta a cavallo.<br /> &#8220;Non come le sue coetanee che ascoltano <strong>Lady Gaga</strong> e passano il tempo a truccarsi&#8221;.</p><p>Veloci ragazze: Lech Lecha!</p><p>Questi padri non meritano rispetto, mandateli a quel paese.</p><p>Qualche adulto decente è rimasto che vi potrà dare una mano se volete, se vi è utile. Finché non sarete adulti. Dopo, fatene a meno.</p><p>Pare che Lech Lecha, se suddiviso, significhi anche &#8220;Vai verso te stesso&#8221;. E&#8217; da qui che si ricomincia.</p><p><em>Letture consigliate &#8220;Cattive ragazze- Storia di artiste guerriere&#8221; Shake edizioni.</em><br /> <a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/" target="_blank"><strong><em></em></strong></a></p><p><a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/" target="_blank"><strong><em>www.ilcorpodelledonne.net</em></strong></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/09/lech-lecha/58781/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>145</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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