<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Loris Mazzetti</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/lmazzetti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>La mafia chiede silenzio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/il-binario-morto-del-parlamento/241333/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/il-binario-morto-del-parlamento/241333/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 May 2012 07:36:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Borsellino]]></category> <category><![CDATA[Capaci]]></category> <category><![CDATA[Falccone]]></category> <category><![CDATA[giornalismo]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[mario mori]]></category> <category><![CDATA[stragi]]></category> <category><![CDATA[trattativa stato-mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=241333</guid> <description><![CDATA[Sono trascorsi vent’anni dalla morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In questi giorni le tv e i giornali stanno facendo la gara, giustamente, per ricordare il perché di tanta violenza: 500 chili di tritolo a Capaci, 100 in via D’Amelio. Con i due giudici morirono Francesca Morvillo e 8 agenti di scorta: Antonio Montinaro,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Sono trascorsi vent’anni dalla morte di <strong>Giovanni Falcone e Paolo Borsellino</strong>. In questi giorni le tv e i giornali stanno facendo la gara, giustamente, per ricordare il perché di tanta violenza: 500 chili di tritolo a Capaci, 100 in via D’Amelio. Con i due giudici morirono Francesca Morvillo e 8 agenti di scorta: Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina.</div><div>Quando le luci delle ricorrenze si spegneranno cosa accadrà? I due giudici torneranno nell’oblio? Il processo in corso al generale dei carabinieri <strong>Mario Mori</strong> e al colonnello <strong>Mauro Obinu</strong>, accusati di aver favorito la latitanza del capo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano e la <strong>trattativa</strong> tra la mafia e lo Stato, che portò il ministro Conso a eliminare il 41 bis a 363 mafiosi, continueranno ad essere raccontati come semplici fatti di cronaca? Il rapporto tra mafia e Stato è il cuore del problema. Se questo rapporto non verrà reciso le morti di Falcone, Borsellino e di tutti i caduti di mafia saranno state inutili. I media dopo questa <strong>sbornia di ricordi</strong>continueranno il viaggio nella memoria, dissotterreranno le inchieste o varrà anche per tv e giornali quello che disse a Falcone il pentito Buscetta: “Indagare il   rapporto mafia-politica significa inoltrarsi in un terreno minato”.</p><p>Oggi come allora, forse di più. La maggior parte dei media o appartengono direttamente alla politica o da essa sono controllati, con qualche rara eccezione come il<em> Fatto Quotidiano.</em> Nel libro <em>Assedio alla Toga</em> il pm antimafia di Palermo Nino Di Matteo ha posto una domanda a proposito del ruolo dell’informazione: “In Italia quante persone sanno che in una sentenza divenuta definitiva è sancito che il senatore a vita <strong>Giulio Andreotti</strong> ha avuto piena consapevolezza che i suoi sodali intrattenevano rapporti con alcuni boss mafiosi e coltivato con essi relazioni, li ha incontrati, ha loro chiesto favori”. La mafia ha sempre avuto l’obiettivo che si parlasse di essa il meno possibile. È nel silenzio, nell’ignoranza che<strong> Cosa Nostra</strong> fa affari.</p><p>Purtroppo i media, il più delle volte, sono<strong> assenti o distratti</strong>. Solo quando c’è il grande evento, la cattura di Provenzano o la sentenza Cuffaro o Dell’Utri, si fanno vivi e sempre più spesso l’attenzione dei lettori viene indirizzata verso aspetti folkloristici del personaggio più che sull’analisi di ciò che accade, mentre il processo durante il suo dibattimento non viene seguito. Quanto hanno dato fastidio alle mafie le inchieste di Pippo Fava, Peppino Impastato, Mario Rostagno, Cosimo Cristina, Mario Francese, Giuseppe Alfano, Giovanni Spampinato, Mauro De Mauro, Giancarlo Siani e di altri ancora. Oggi di quel giornalismo si sente la mancanza.</p></div><div><em>Il Fatto Quotidiano, 24 Maggio 2012</em></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/il-binario-morto-del-parlamento/241333/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tv al mercato: serve un vigile</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/mercato-serve-vigile/232164/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/mercato-serve-vigile/232164/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 May 2012 06:38:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Autorità garante comunicazioni]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[canone Rai]]></category> <category><![CDATA[Carlo De Benedetti]]></category> <category><![CDATA[La7]]></category> <category><![CDATA[legge gasparri]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Mediaset premium]]></category> <category><![CDATA[Mtv Italia]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[Telecom]]></category> <category><![CDATA[tv]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=232164</guid> <description><![CDATA[Beppe Grillo, oltre a predicare di cancellare il canone Rai dovrebbe prendere seriamente in considerazione il mercato televisivo a tutela dei cittadini. B. pur ferito (Mediaset e la Mondadori in caduta libera), sta per calare l’asso piglia tutto: maggioranza all’interno dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e accordo con Telecom per la banda larga. Dopo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Beppe Grillo, oltre a predicare di cancellare il canone Rai dovrebbe prendere seriamente in considerazione il mercato televisivo a tutela dei cittadini. B. pur ferito (Mediaset e la Mondadori in caduta libera), sta per calare<strong> l’asso piglia tutto</strong>: maggioranza all’interno dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e accordo con Telecom per la banda larga.</p><p>Dopo la rivoluzione del digitale la tv del futuro è quella <strong>connessa</strong>. Le nuove televisioni hanno la possibilità, attraverso il cavo telefonico, di connettersi alla Rete. Mediaset entrerebbe in Matrix (la società di Telecom che controlla le attività Internet) e nel motore di ricerca Virgilio, in cambio Publitalia diventerebbe la concessionaria per la pubblicità delle società di Bernabè. Il bouquet di Telecom, lievemente aumentato, comprenderà, oltre al telefono e l’adsl, anche Mediaset Premium. TI Media (la società de La7), entro la fine dell’anno sarà messa in vendita divisa in <strong>due aziende</strong>. La prima comprende il marchio e i contenuti della tv: La7, La7 Donna e il 51% di Mtv Italia. Economicamente la meno appetibile (valore 160 milioni), con un buco economico aumentato nel-l’ultimo periodo (circa 100 milioni) grazie ai super contratti con le star della tv e al costo delle loro produzioni nettamente superiore alle entrate pubblicitarie.</p><p>La seconda è Timb (Telecom Italia Media Broadcasting), il vero business, quella che gestisce le infrastrutture di rete, cioè <strong>ripetitori e frequenze</strong>. A questa è interessato Carlo De Benedetti che aggiungerebbe i 3 multiplex de La7 ai 2 già in suo possesso. Se l’operazione andasse in porto sarebbe la nascita del secondo polo privato dopo EI Towers (nata dalla fusione di Elettronica Industriale di Mediaset con Dmt di Alessandro Falciai). Per la Rai sarebbe un’ottima occasione per mettere sul mercato parte di Raiway (la società che gestisce la rete di trasmissione) in modo tale da appianare l’indebitamento con le banche (oltre 300 milioni) e fare cassa, scongiurando l’emorragia di qualche migliaia di lavoratori. Questa nuova società, avendo come scopo non il controllo mediatico ma gli affari, potrebbe dare vita a quel <strong>pluralismo</strong> di mercato che da noi manca da anni.</p><p>Chi, inaspettatamente, sta manovrando nel silenzio assoluto è Mario Monti che, con l’aiuto di Passera, sta pensando seriamente alla vendita di parte della Rai dando così risposta al referendum del 1995 che decretò la <strong>privatizzazione</strong>, prevista anche dall’articolo 19 della legge Gasparri. L’esempio a cui farebbe riferimento Monti è quello della tv francese: privatizzare il canale più appetibile, Rai1. Il rischio è quello che gli acquirenti siano i soliti amici degli amici. Grillo dovrebbe fare quello che i partiti di centrosinistra non hanno fatto in questi vent’anni: vigilare.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 17 Maggio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/mercato-serve-vigile/232164/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Com&#8217;è lenta la Rai di governo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/come-lenta-governo/223728/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/come-lenta-governo/223728/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 May 2012 06:42:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Borsellino]]></category> <category><![CDATA[Falcone]]></category> <category><![CDATA[peppino impastato]]></category> <category><![CDATA[pino maniaci]]></category> <category><![CDATA[Radio Aur]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[Rostagno]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=223728</guid> <description><![CDATA[Il lavoro del governo sulla tv è lento. Aver prorogato il cda della Rai al 9 di giugno non è rock. Ciò significa che gli attuali vertici approveranno anche il palinsesto del prossimo autunno. Spostando sempre più il tempo della rifondazione della Rai. Rifondare la Rai è rock. Sono trascorsi vent’anni dalle morti di Giovanni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Il lavoro del governo sulla tv è lento. Aver prorogato il cda della Rai al 9 di giugno non è rock. Ciò significa che gli attuali vertici approveranno anche il <strong>palinsesto del prossimo autunno</strong>. Spostando sempre più il tempo della rifondazione della Rai. Rifondare la Rai è rock. Sono trascorsi vent’anni dalle morti di Giovanni Falcone (23 maggio 1992 strage di Capaci) e Paolo Borsellino (19 luglio 1992 strage di via D’Amelio), nei prossimi giorni assisteremo alla passerella in tv di politici e istituzioni per ricordare il sacrificio dei due magistrati. Questo è lento. Dov’erano allora i politici e gli uomini delle istituzioni quando <strong>Falcone e Borsellino</strong> denunciavano la loro solitudine? È rock invece quello che stanno facendo da vent’anni Maria Falcone, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/SBorsellino/" target="_blank">Salvatore Borsellino</a>, don Ciotti con <a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_blank">Libera</a>, magistrati come Ingroia, Di Matteo, Caselli, Boccassini e altri ancora, e tanti studenti che chiedono giustizia per i troppi servitori dello Stato uccisi dalle mafie. Le luci, se accese, dei media, soprattutto del servizio pubblico, sarebbero rock, ma purtroppo sono sempre più rare.<br /> </div><div><strong>Peppino Impastato</strong> con un ripetitore comprato da Radio Radicale, con pochissima pubblicità e tanto autofinanziamento, riuscì a far trasmettere Radio Aut e la sua voce entrò nelle case di Cinnisi raccontando gli affari con il comune del boss mafioso Tano Badalamenti. La voce di Peppino fu fatta tacere la notte tra il 9 e il 10 maggio 1978. È da una tv di Trapani, Radio Tele Cine, che un giornalista, <strong>Mauro Rostagno</strong> (per le strade a documentare con la sua telecamera le problematiche della provincia siciliana), diede ai cittadini la possibilità di denunciare attraverso inchieste sui poteri forti: “<em>Ho scelto di non fare televisione seduto dietro a una scrivania, ma in mezzo alla gente, con un microfono mentre i fatti succedono</em>”. Un giorno riprese un C130 dell’Aeronautica italiana che, al posto di medicinali, caricava armi dirette in Somalia. Scoprì il rapporto tra mafia e servizi segreti. Il 26 settembre 1988 la sua telecamera si spense per sempre. Impastato e Rostagno sono rock. È rock anche un giornalista di Partinico, <strong>Pino Maniaci</strong> direttore di <a href="http://www.telejato.it/" target="_blank">Telejato</a> che per 12 anni ha raccontato la mafia, subendo prima minacce poi attentati, oggi, anche lui è destinato a rimanere solo.<br /> </div><div>A far tacere la sua voce non è Cosa Nostra, <strong>ma lo Stato</strong> che per recuperare frequenze chiude le tv comunitarie, le tv onlus, perché il passaggio dall’analogico al digitale terrestre è previsto solo per quelle commerciali che hanno come editore una società di capitale. Lo Stato è molto lento. Diceva Falcone: “<em>Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni, non le parole</em>”.<br /> </div><div><em>Il Fatto Quotidiano, 9 maggio 2012</em></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/come-lenta-governo/223728/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Anche per la Rai è l’ora dei tecnici</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/anche-l%e2%80%99ora-tecnici/218920/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/anche-l%e2%80%99ora-tecnici/218920/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 17:51:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[conflitto d'interessi]]></category> <category><![CDATA[Enrico Bondi]]></category> <category><![CDATA[freccero]]></category> <category><![CDATA[mediaset]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[Santoro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=218920</guid> <description><![CDATA[Non c’è crisi economica che smuova B. dai vari impegni con le sorelle di Ruby. Solo quando Mediaset chiama, lui risponde. Gli affari prima di tutto. Per la tv di famiglia non tira buon vento: la pubblicità nel primo trimestre dell’anno è calata del 12%, un indebitamento finanziario vertiginoso, la svendita obbligata di Endemol, il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>Non c’è crisi economica che smuova B. dai vari impegni con le<strong> sorelle di Ruby</strong>. Solo quando Mediaset chiama, lui risponde. Gli affari prima di tutto. Per la tv di famiglia non tira buon vento: la pubblicità nel primo trimestre dell’anno è calata del 12%, un indebitamento finanziario vertiginoso, la svendita obbligata di Endemol, il crollo del titolo in Borsa e gli ascolti in picchiata. Va in visita al Quirinale, parla con il governo, incontra <strong>Enrico Bondi</strong>, credendolo il futuro commissario della Rai, invece Monti, a sorpresa, lo nomina alla Spesa pubblica. B. sa che per il bene di Mediaset deve continuare a mantenere la Rai sotto controllo. Tenta di imbonire Monti raccontandogli che la legge Gasparri risolve ogni problema, gli fa notare che la Rai ha il bilancio in positivo: inutile cambiare la sua governance. B. però non racconta che l’attivo è un mix tra tagli economici e alchimie contabili. Nulla di illecito, ma l’economista Monti sa che l’attuale indebitamento della Rai rischia di aumentare grazie al meno 17% delle entrate pubblicitarie (l’andamento negativo persiste da tre anni), in assenza di un vero intervento strutturale e tecnologico. <strong>Il prodotto è come al solito l’ultimo dei pensieri</strong>.</div><div>Nel 2009 il budget di Rai3 era di 70 milioni di euro, oggi, con la sforbiciata della scorsa settimana (meno 1 milione 500 mila), è poco più di 50 milioni, ovvero meno 30% in due anni e mezzo. Anche il direttore generale Lei tenta di smarcarsi da B., in un’intervista a <em>La Stampa</em> dichiara che “la Rai ha la necessità di rinnovare la sua missione”.<strong> Monti, che non cade nel tranello di B.</strong>, va oltre: “In Rai la logica della trasparenza, del merito, dell’indipendenza non è garantito”. Finalmente, erano mesi che aspettavamo un segnale dal governo. Il gatto e la volpe (Gasparri e Cicchitto) vorrebbero la proroga del cda fino alle elezioni politiche, ma Sergio Zavoli non ci sta, il capo della Commissione di vigilanza convoca l’ufficio di presidenza con l’obiettivo, dopo l’assemblea dei soci, di rinnovare immediatamente il cda della Rai. Tutti a casa.</div><div>Ancora una volta la<strong> società civile</strong> è stata fondamentale per sboccare la situazione: Articolo21, Libertà e Giustizia, Move on e<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/29/santoro-voglio-originale-disordinata-multimediale-questo-candido/212886/" target="_blank"> l’auto candidatura alla direzione generale e alla presidenza Rai, tramite curricula, di Santoro e Freccero</a>. Mai come questa volta per il Servizio pubblico ci vogliono persone con competenze specifiche oltre che intellettualmente indipendenti, non solo dai partiti, ma anche dai Bisignani di turno, dalle varie cricche, P3, P4. Si tratta, dopo 10 anni dall’editto bulgaro, di rendere finalmente libera l’informazione e di salvare la più importante azienda culturale italiana. <strong>Per Monti è l’ora dei fatti</strong>: diminuire il numero dei componenti del cda, comunicare immediatamente il nome del consigliere di riferimento, designare il presidente e indicare il direttore generale. Così, anche in assenza di una legge, è possibile arginare il conflitto d’interessi di B.</div><div><em>Il Fatto Quotidiano, 4 maggio 2012</em></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/anche-l%e2%80%99ora-tecnici/218920/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caro Grillo, la Tv non è tutta uguale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/caro-grillo-tutta-uguale/208511/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/caro-grillo-tutta-uguale/208511/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 06:33:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Panella]]></category> <category><![CDATA[Porta a porta]]></category> <category><![CDATA[qualunquismo]]></category> <category><![CDATA[radicali]]></category> <category><![CDATA[Santoro]]></category> <category><![CDATA[tv]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=208511</guid> <description><![CDATA[Diceva Charlie Chaplin: “Il successo rende simpatici”. Non è il caso di Beppe Grillo. Da quando i sondaggi lo danno al 7,5% è mediaticamente vivisezionato: accusato di essere il padre padrone del Movimento 5 Stelle e di averlo trasformato in un’azienda che fa affari. Che male c’è se questo gli permette di far sopravvivere il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Diceva Charlie Chaplin: “Il successo rende simpatici”. Non è il caso di Beppe Grillo. Da quando i sondaggi lo danno al 7,5% è <strong>mediaticamente</strong> vivisezionato: accusato di essere il padre padrone del Movimento 5 Stelle e di averlo trasformato in un’azienda che fa affari. Che male c’è se questo gli permette di far sopravvivere il movimento senza i soldi della collettività?</p><p>Tutti i partiti hanno un padre padrone, a cominciare dai Radicali di Pannella fino a B. (che ha trasformato l’azienda in un partito mettendo i dipendenti a fare i politici), in altri, alcuni del centrosinistra, il capo è sotterraneo e manovra il <strong>segretario</strong> civetta, spesso a sua insaputa. Non vi è un partito in cui la base conti qualche cosa. La dimostrazione è ciò che sta accadendo oggi nella Lega, il cui popolo, ogni giorno che passa, viene sempre più umiliato da ciò che la magistratura scopre e da insopportabili discorsi di ex e futuri segretari privi di contenuti, valori, di morale, con un unico obiettivo: salvare le chiappe e avere il comando. Bossi avrà concordato con qualcuno la candidatura del Trota o ha fatto tutto da solo?</p><p>Il tesoriere Belsito si è autonominato vicepresidente della Fincantieri? Dov’erano quelli che oggi vanno in giro con la ramazza? Chi non ha controllato ha le stesse responsabilità di chi ha rubato. Di Grillo, un po’ Don Chisciotte, un po’ Masaniello, condivido la lotta all’illegalità e ammiro la caparbia <strong>volontà</strong> di fare pulizia in Parlamento. Sono quasi cinque anni che ha depositato, inutilmente, 350 mila firme dei cittadini al Senato con tre proposte di legge: nessuno può essere candidato se condannato anche solo nei primi due gradi di giudizio; nessuno può essere eletto per più di due mandati; basta con i candidati nominati dai capi partito. Perché il centrosinistra non gli ha dato una mano?</p><p>L’ultima di Grillo è quella di contestare i talk-show invitando i suoi a non <strong>parteciparvi</strong> perché sono “spazi poco igienici”. Il Movimento 5 Stelle può fare a meno di andare in tv, comunica straordinariamente attraverso Internet, ma quel cittadino che non naviga, perché anziano, ha il diritto di essere informato come iRl giovane che ha deciso di non guardare più la tv. È vero, il talk è uno spazio per i soliti noti. La società civile, che in questi ultimi 10 anni è stata la vera opposizione al berlusconismo, non ha spazio. Travaglio è invitato solo perché fa ascolto non per quello che scrive.</p><p>È lontano il tempo in cui Biagi diceva: “La tv è per chi ha qualche cosa da dire”. Grillo non dovrebbe fare di ogni erba un fascio: Sevizio Pubblico di Santoro non è <strong>uguale</strong> a Porta a Porta di Vespa.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 26 Aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/caro-grillo-tutta-uguale/208511/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Tv resta cosa sua</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/resta-cosa/205234/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/resta-cosa/205234/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 Apr 2012 06:40:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[beauty contest]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[editto bulgaro]]></category> <category><![CDATA[mediaset]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[tv]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205234</guid> <description><![CDATA[Diciotto aprile 2002, con l’editto bulgaro si compì l’apoteosi del conflitto d’interessi. B. accusò Biagi, Santoro e Luttazzi di “aver fatto un uso criminoso della tv”. La risposta di Biagi fu immediata: “Quale sarebbe il reato? Stupro, assassinio, rapina, furto, incitamento alla delinquenza, falso e diffamazione? Denunci?” Quel giorno di dieci anni fa cambiò radicalmente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Diciotto aprile 2002, con l’editto bulgaro si compì l’apoteosi del conflitto  d’interessi. B. accusò Biagi, Santoro e Luttazzi di “aver fatto un uso  criminoso della tv”. La risposta di Biagi fu <strong>immediata</strong>: “Quale sarebbe  il reato? Stupro, assassinio, rapina, furto, incitamento alla  delinquenza, falso e diffamazione? Denunci?” Quel giorno di dieci anni  fa cambiò radicalmente la televisione italiana nel suo valore più alto:  il pluralismo, minando la stessa democrazia. Le truppe del Cavaliere  conquistarono il ponte di comando della Rai. Da quel momento la  subalternità a Mediaset      ha portato la tv di Stato a un  lento e <strong>inesorabile</strong> declino. Oggi l’indebitamento dell’azienda è di  250/300 milioni di euro. Il vero obiettivo del Cavaliere è sempre stato  quello di avere il controllo industriale del mercato: frequenze,  digitale terrestre, pay tv, neutralizzando di volta in volta  l’avversario di turno: prima la Rai, poi La 7, infine Sky.</p><p>Tutto ciò è potuto accadere grazie  alla debolezza degli oppositori politici, a leggi ad personam e  all’incapacità della concorrenza di comprendere che il digitale sarebbe  stata la rivoluzione industriale del sistema delle telecomunicazioni. Il       governo Monti, lunedì scorso, ha  abolito <strong>definitivamente</strong> il beauty contest, ma B. avrà lo stesso quello  che il fido Romani gli aveva promesso: un nuovo canale a costo zero. La  sceneggiata napoletana di Confalonieri, urla, pianti, vesti strappate, è  servita solo a metter fumo negli occhi a quei politici incompetenti o  in malafede che per l’ennesima volta fanno finta di non      capire cosa sta accadendo.</p><p>Il  ministro Passera, pur rispondendo ad una direttiva dell’Eu, è stato  costretto ad inserire nella riforma del Codice delle Comunicazioni  elettroniche una norma che consentirà la conversione per decreto al  digitale terrestre (senza costi per le società) dei tre canali già  assegna-ti a suo tempo a Mediaset, Rai e H3G (la telefonica 3), cioè a  quelle società che nel 2005 avevano tentato, inutilmente, il business  della tv sul cellulare. Il canale designato per Mediaset è il 38,  ovviamente il migliore, guadagno<strong> possibile</strong>: 300 milioni. Quello della  Rai è l’11, il più scadente, pressoché inutilizzabile come canale  televisivo.</p><p>Dov’è finita la Rai? Perché non fa  sentire la sua voce? Ancora una volta l’esclusa è La7 se vorrà aumentare  la propria capacità trasmissiva (indispensabile per coprire tutto il  territorio), dovrà concorrere fra 120 giorni all’asta delle frequenze.  Il condizionamento industriale di Mediaset su La7 parte da lontano. Nel  2001 quando B. tornò a Palazzo Chigi, come primo atto      favorì il passaggio di proprietà  della Telecom da Colaninno a Tronchetti Provera, questo gli consentì di  bloccare sul nascere La 7 (l’ex Tmc acquistata da Cecchi Gori dalla  Telecom di Colaninno), che si proponeva sul <strong>mercato </strong>come il terzo polo  tv con un obiettivo d’ascolto in prima serata del 5%. La trasmissione  d’inaugurazione (festa per la Roma campione d’Italia, condotta da Fabio  Fazio), raggiunse il 15% di share.</p><p>Il rapporto tra B. e Tronchetti  Provera è proseguito negli anni, nel 2006, Telecom si unì alla Rai e  alla H3G per costruire la tv via cellulare, invece di affittare la  frequenza dalla controllata TimB (Telecom Italia Media Broadcasting),  stipulò un contratto con Mediaset (utilizzando il canale 38) fino a  dicembre 2010. Grazie a ciò Mediaset      è riuscita a digitalizzare la  frequenza a spese della Tele-com. Non c’è stato un politico che abbia  fatto un’interrogazione parlamentare su questa “bizzarria”. Quanto è  costata alla Telecom la vicenda Tavaroli?      Solo B. e Tronchetti Provera  conoscono la risposta. Una delle ragioni perché oggi, nonostante  l’aumento d’ascolto, La7 vale solo il 2% del mercato è data dalla  mancanza di indipendenza industriale negli anni in cui era <strong>importante</strong> investire sul digitale. Servono a poco i ricorsi al Tar e le lettere al  presidente della Repubblica dell’amministratore delegato Stella, fino a  quando il mercato rimarrà in mano a Mediaset.</p><p>Un inizio di libertà e  pluralismo potrebbe arrivare da un atto del ministro Passera, che  segnerebbe la fine dell’anomalia italiana: vietare che l’operatore di  rete, cioè il gestore delle frequenze, sia contemporaneamente anche il  produttore dei <strong>contenuti</strong>. Cinque anni dopo l’editto bulgaro, aprile  2007, Enzo Biagi, pur molto malato tornò in onda con Rt Rotocalco      televisivo e B. fu costretto,  grazie ad una domanda di un radioascoltatore in diretta su Radio1, a  fargli i complimenti. La volontà di Biagi fu più forte del conflitto di  interessi. La lezione però non è servita alla politica.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 18 Aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/resta-cosa/205234/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Questa Rai gioca al ribasso</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/questa-rai-gioca-al-ribasso/203818/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/questa-rai-gioca-al-ribasso/203818/#comments</comments> <pubDate>Fri, 13 Apr 2012 06:52:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[ascolti Rai]]></category> <category><![CDATA[Emilio Fede]]></category> <category><![CDATA[giuliano ferrara]]></category> <category><![CDATA[Internet]]></category> <category><![CDATA[investimenti pubblicitari Tv]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[sky]]></category> <category><![CDATA[Tg1]]></category> <category><![CDATA[tg4]]></category> <category><![CDATA[TV di Stato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/questa-rai-gioca-al-ribasso/203818/</guid> <description><![CDATA[Perché Emilio Fede è stato licenziato da Mediaset? Per la storia del viaggio in Svizzera con tanto di valigia? Per aver fatto combriccola con Lele Mora? Sciocchezze. Fede era e rimane il più fedele servitore del Cavaliere. Il metodo usato è stato un po’ brusco, ma tipico di Pier Silvio che fece la stessa cosa...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perché Emilio Fede è stato licenziato da Mediaset?</strong> Per la storia del viaggio in Svizzera con tanto di valigia? Per aver fatto combriccola con Lele Mora? Sciocchezze. Fede era e rimane il più fedele servitore del Cavaliere. Il metodo usato è stato un po’ brusco, ma tipico di Pier Silvio che fece la stessa cosa con Mike Bongiorno.</p><p>Mediaset è messa male in Borsa, in crisi d’ascolti e di pubblicità, in più Passera le ha tolto il beauty contest. Fra <strong>nove giorni</strong> <strong>il famoso canale 58</strong> (quello avuto in prova da Romani su cui già sono stati fatti cospicui investimenti), il biscione, se lo vuole, lo dovrà pagare. L’informazione-propaganda di Fede non serve più e il suo Tg fa acqua (6 % di share), mentre il TgCom, sempre su Rete 4, è in ascesa, anche se il risultato, per ora raggiunto, non è pari all’investimento. Cosa darebbe al servizio pubblico Corradino Mineo con Rai News se avesse le stesse risorse del Tg Com e di Sky News 24?</p><p>Il regalo alla concorrenza è <strong>incomprensibile</strong>. In Rai tutto ruota attorno all’attivo di bilancio. Poco importa se il risultato arriva non dalle scelte editoriali, dalla strategia degli investimenti umani e industriali, ma dal taglio dei budget. Ricordo un’indimenticabile audizione in Commissione di vigilanza dell’ex dg Masi (giugno 2010), convocato per rendere conto della sua <strong>decisione</strong> di non rinnovare il rapporto tra Rai e Sky (la Rai rinunciò a 50 milioni di euro all’anno per 7 anni), in cui raccontò che la cifra era già stata recuperata dalla pubblicità venduta sui canali digitali. In precedenza Masi (estate 2009) aveva raccontato un’altra favola: “La centralità del digitale terrestre è l’obiettivo su cui andranno concentrati gli sforzi editoriali e gestionali”. Ad oggi l’unico tra i nuovi canali che supera di poco l’1% di share nella media giornaliera è Rai 4 (direttore Carlo Freccero), ed è anche il solo che attrae un po’ gli investitori.</p><p>Morale: nel 2010 la tv di Stato è stata battuta negli introiti sia da Mediaset che da Sky. Recentemente la società Nielsen ha pubblicato i dati pubblicitari di gennaio 2012 rispetto allo stesso mese del 2011, la tv meno 6,3%, i quotidiani meno l’ 8,9%, solo <strong>Internet</strong> incrementa: più 10 %. Dove sono finiti i tanto promessi “sforzi editoriali e gestionali”? Minzolini è stato sostituito da alcuni mesi, ma l’ascolto del Tg1 non è cambiato. Anzi il Tg con annesso “Qui radio Londra” è il vero problema di chi vende gli spazi pubblicitari. La redazione è di prima qualità, gli Speciali Tg1 lo dimostrano. Possibile che non ci sia tra questi un giornalista in grado di prendere il posto di Ferrara o di fare il 9% di Vespa in prima serata? Se la sostituzione avvenisse sarebbe utile anche alle tasche della Rai.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 12 Aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/questa-rai-gioca-al-ribasso/203818/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Dieci cose da sapere sul Tav</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/dieci-cose-da-sapere-sul-tav/203354/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/dieci-cose-da-sapere-sul-tav/203354/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:15:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Ambiente]]></category> <category><![CDATA[corruzione]]></category> <category><![CDATA[criminalità organizzata]]></category> <category><![CDATA[Il treno della discordia]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[libro]]></category> <category><![CDATA[merci]]></category> <category><![CDATA[Piemonte]]></category> <category><![CDATA[proteste]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/dieci-cose-da-sapere-sul-tav/203354/</guid> <description><![CDATA[Un&#8217;anticipazione dal mio libro “Tav, il treno della discordia”, Aliberti editore A giorni in libreria Amleto, oggi, invece di chiedersi “Essere o non essere”, forse si domanderebbe: “Tav o No Tav, questo è il problema: se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em></em><em>Un&#8217;anticipazione dal mio libro <a href="http://www.ibs.it/code/9788874247295/gramellini-massimo/tav-treno-della.html?shop=5277" target="_blank">“Tav, il treno della discordia”</a>, Aliberti editore</em></p><p>A giorni in libreria Amleto, oggi, invece di chiedersi “Essere o non essere”, forse si domanderebbe: “<strong>Tav o No Tav, questo è il problema</strong>: se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli”. (&#8230;) le parole di William Shakespeare, potrebbero essere declamate dai tanti abitanti della Val di Susa che hanno deciso l’occupazione permanente del territorio, ovvero “lotta dura senza paura”. “Morire, dormire, nulla di più, e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte”.</p><p>Alcuni di loro hanno deciso per l’intransigenza contenuta in queste parole di Shakespeare, che rappresentano perfettamente il loro stato d’animo. Anche il migliore dei pacifisti, per tanto tempo inascoltato e sotto pressione, può farsi prendere dal fanatismo: soprattutto quando sente che a essere violato è il proprio territorio. L’esasperazione dell’oltraggio fa sì che Amleto si domandi <strong>se è giusto sopportare o reagire,</strong> il che non vuol dire necessariamente arrivare alla violenza ma<strong> a qualcosa di peggio</strong>: la rottura del patto sociale con lo Stato, la fine della democrazia rappresentativa. Questo è ciò che sta accadendo in tante parti dell’Italia.</p><p>(&#8230;)<br /> Per il momento non andiamo oltre: mescoliamoci con la maggioranza degli abitanti della Valle, la Comunità montana, alcune amministrazioni locali, i vari Comitati No Tav, per tentare di capire <strong>cosa c’è dietro la protesta</strong>. Le loro denunce sono prima di tutto ambientali. Valutiamone i contenuti. Il cantiere porterebbe danni alle falde acquifere. C’è chi denuncia che il tunnel eliminerebbe acqua per un milione di persone. A sostegno di questo vengono citati alcuni esempi di grandi opere pubbliche già realizzate (&#8230;) è sufficiente fare un salto in Toscana, esattamente nel <strong>Mugello</strong>, dove i danni ambientali creati sono evidenti e hanno procurato un grave impoverimento delle falde (&#8230;).</p><p>La seconda ragione per dire no al Tav è contenuta nella denuncia di Roberto Saviano in un’<a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2012/03/06/news/tav_saviano-31013967/" target="_blank">inchiesta</a> su <em>Repubblica </em>dal titolo: “Tav, da Napoli alla Val di Susa le mani della mafia sui cantieri”. Tutti parlano di Tav, ma prima di ogni cosa bisognerebbe partire da un dato di fatto: negli ultimi trent’anni l’alta velocità è diventata uno strumento per la diffusione della <strong>corruzione e della criminalità organizzata,</strong> un modello vincente di business (&#8230;) l’Italia al momento non è in grado di garantire che questo cantiere non diventi la più grande miniera per le mafie (&#8230;). Nella relazione annuale (2011) la Direzione nazionale antimafia ha inserito il Piemonte al secondo posto per la penetrazione della ‘ ndrangheta dopo la Lombardia, escludendo la Calabria (&#8230;). Le imprese mafiose in Piemonte vinsero gli appalti per la costruzione della nuova autostrada e del traforo del Frejus verso la Francia (fatto confermato anche dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 362 del 2009).</p><p>Infine i <strong>dati del traffico</strong> (&#8230;). Nel 1997 si raggiunse il massimo dell’utilizzo della linea, circa dieci milioni di tonnellate di merci all’anno. Un flusso comunque inferiore alla portata massima, che è di 17, 5 tonnellate. Con il passare degli anni, contrariamente alle aspettative, l’utilizzo è costantemente diminuito, fino a raggiungere le attuali quattro milioni di tonnellate di merci. Osservando questi dati non ci sarebbe ragione per costruire una nuova ferrovia (&#8230;).</p><p>Cerchiamo però ora di capire le ragioni che spingono i favorevoli al Tav a non indietreggiare di un passo (&#8230;). Il <strong>Sì Tav </strong>considera l’opera una questione d’interesse nazionale (&#8230;). Servirà un bacino di 17 milioni di abitanti, un milione e mezzo di imprese, con un ipotetico volume d’affari di oltre dieci miliardi di euro. Porterà l’aumento dell’occupazione nella valle: gli stessi cantieri daranno lavoro direttamente a circa duemila persone e ad altre seimila come indotto attraverso subappalti, forniture e accoglienza. Pur in assenza di una legge che obblighi a spostare le merci da gomma a rotaia, almeno nei valichi alpini, la nuova infrastruttura trasporterà seicentomila tir ogni anno, spostandoli dalla strada alla ferrovia</p><p>(&#8230;)<br /> Lo Stato da una parte e i No Tav dall’altra: la <strong>solita vecchia storia </strong>che divide i cittadini in buoni e cattivi a seconda dei punti di vista, i moderni e gli antichi, chi vive per il futuro e chi pensa solo al passato (&#8230;). La mancanza di informazione attorno al Treno alta velocità mi ha spinto a scrivere questo libro. L’idea mi è venuta assistendo a due trasmissioni televisive: la prima “<em><a href="http://www.youtube.com/playlist?list=PL7B896615C2B4E5FE" target="_blank">Servizio Pubblico</a></em>” del primo marzo 2012. A confrontarsi sul Tav c’erano il segretario del Pd Bersani e quello della Fiom Landini. Due uomini che da sempre si battono per i diritti dei più deboli. In questo dibattito risultavano totalmente diversi tra loro. E “<a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e4e62375-5708-4dc7-819a-01825c50b911.html#p=0" target="_blank">Ultima parola</a>” del 2 marzo (&#8230;). Il programma parte con un servizio di fronte a Montecitorio, in cui la giornalista pone una semplice domanda ai parlamentari: “Che cos’è il Tav?”.</p><p>Scioccato dalle risposte, mi sono posto alcune<strong> domande</strong> che non hanno trovato spazio, se non in rete e su pochi quotidiani:<br /> 1) L’opera serve realmente o è diventata più un fatto di principio?<br /> 2) Qual è il rapporto tra costi e benefici?<br /> 3) È corretto investire nell’infrastruttura in un momento di profonda crisi economica mentre si taglia il sociale?<br /> 4) È solo la questione di una valle o riguarda tutti gli italiani?<br /> 5) È a rischio il patto sociale?<br /> 6) Si è tenuto conto del forte disagio che verrà procurato alla vita nella valle? Quale sarà la compensazione?<br /> 7) A causa della presenza dell’amianto nella rocciasi può garantire una reale protezione per chi lavora e per la popolazione?<br /> 8) Quante probabilità ci sono di poter realizzare l’opera contro la volontà dei valligiani? È meglio trovare un accordo o procedere lentamente sotto la scorta della polizia?<br /> 9) La Val di Susa non rischia di diventare un ghetto?<br /> 10) A chi è utile la macelleria informativa?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/dieci-cose-da-sapere-sul-tav/203354/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>La doppia faccia del governo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/doppia-faccia-governo/200622/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/doppia-faccia-governo/200622/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Mar 2012 07:09:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[corrado passera]]></category> <category><![CDATA[gasparri]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[massimo vari]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[roberto sambuco]]></category> <category><![CDATA[sottosegretario]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200622</guid> <description><![CDATA[Questo governo sempre meno Robin Hood sempre più Sceriffo di Nottingham. Sull’articolo 18 Elsa Fornero non arretra di un passo. La sua più che a una riforma assomiglia sempre più a una relazione di Marchionne al cda della Fiat. Il presidente Monti arriva al ricatto minacciando le dimissioni “se il Paese non è pronto posso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Questo governo sempre meno Robin Hood sempre più Sceriffo di Nottingham. Sull’articolo 18 Elsa Fornero non arretra di un passo. La sua più che a una riforma assomiglia sempre più a una relazione di Marchionne al cda della Fiat. Il presidente Monti arriva al ricatto <strong>minacciando le dimissioni</strong> “se il Paese non è pronto posso anche lasciare”.</p><p>Il Parlamento va sempre ascoltato altrimenti è la democrazia a perdere. L’immagine all’estero di Monti e dei sui tecnici è molto positiva. Oggi il presidente Obama si alza per andare a stringergli la mano mentre prima faceva finta di non sentire B. quando lo chiamava ad alta voce. L’aspetto del governo parrebbe solido, ma nel momento in cui si occupa di settori di interesse del Cavaliere, come Rai e Giustizia, <strong>d’incanto i duri e puri diventano teneri come ricotta</strong>.</p><p>Il primo giorno di primavera è stato pubblicato in Gazzetta il decreto di delega del ministro Passera che assegna al professor <strong>Massimo Vari </strong>la competenza, in qualità di sottosegretario, degli affari che riguardano i settori delle telecomunicazioni: poste, radio e televisioni, informatica e telematica, rete e frequenze. L’amico di Gianni Letta, che B. avrebbe voluto a capo dell’Agcom (Autorità di garanzia nelle comunicazioni ) e che al momento della nomina a sottosegretario lo ha fatto esultare: “Grande Passera”, ha reso felice anche Fedele Confalonieri che prima aveva minacciato seri licenziamenti a Mediaset, fa annunciare a Pier Silvio il cambio di rotta: “Nessuna cacciata solo tagli ai costi”. Vari nella vita si è sempre occupato di Pubblica amministrazione e <strong>mai di telecomunicazioni</strong>. Ciò significa che il vero stratega del ministero sarà <strong>Roberto Sambuco, l’uomo di Bisignani</strong> (dalla P2 alla P4). Il primo atto ufficiale di Passera appena insediato allo Sviluppo economico è stato quello di confermare Sambuco (noto per aver inventato il beauty contest) a capo del Dipartimento delle telecomunicazioni del ministero. Tanto valeva lasciare Paolo Romani che aveva trasformato il <strong>ministero nella sede romana di Mediaset</strong>.</p><p>La nota conclusiva riguarda <strong>il solito Gasparri</strong>. Se fossi nei panni del direttore generale Lei starei attento a usarlo come avvocato difensore d’ufficio. L’ultima riguarda il debito della Rai che, a detta degli esperti, ammonterebbe a circa 350 milioni, previsto a suo tempo dall’ex Mauro Masi, oggi negato da Gasparri nonostante gli ultimi dati pubblicitari dell’azienda registrino una perdita del 17% nel primo trimestre del 2012 sull’anno precedente che a sua volta era in perdita rispetto al 2010. Domanda alla portata dell’avvocato Gasparri: come fa Mediaset a perdere solo l’8,1% di pubblicità pur battuta in tutte le fasce orarie dalla Rai?</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 28 Marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/doppia-faccia-governo/200622/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Alla Rai non serve un commissario</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/alla-rai-non-serve-un-commissario/198956/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/alla-rai-non-serve-un-commissario/198956/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Mar 2012 14:25:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[all news]]></category> <category><![CDATA[commissario]]></category> <category><![CDATA[concorrenza]]></category> <category><![CDATA[gasparri]]></category> <category><![CDATA[Pippo Baudo]]></category> <category><![CDATA[politici]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/alla-rai-non-serve-un-commissario/198956/</guid> <description><![CDATA[È ora di dire basta. È ora di liberare la Rai dalle infiltrazioni politiche che hanno portato solo incapacità gestionale, indebitamento e perdita di qualità. Il bene comune deve tornare a essere di tutti, indistintamente. Per fare questo è necessario che la Rai sia affidata a professionisti che sappiano di televisione, di comunicazione, di nuovi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>È ora di dire basta</strong>. È ora di liberare la Rai dalle infiltrazioni politiche che hanno portato solo incapacità gestionale, indebitamento e perdita di qualità. Il bene comune deve tornare a essere di tutti, indistintamente. Per fare questo è necessario che la Rai sia affidata a professionisti che sappiano di televisione, di comunicazione, di nuovi media, di strategie editoriali, che sappiano di conti e di investimenti in nuove tecnologie, che non abbiano in tasca solo forbici per tagliare una volta il budget, l’altra un ufficio di corrispondenza. Basta con la Rai collocamento di politici più o meno trombati e degli amici degli amici.</p><p>È sufficiente dire che nel cda non ci devono essere consiglieri che provengono dalla politica, ma <strong>uomini di cultura ed esperti del settore</strong>. <strong>Non se ne può più </strong><strong>di sentire</strong> ex fascisti, piduisti, inventori di televendite o di trasmissioni porno, pontificare sul servizio pubblico. È insopportabile <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/18/pd-terzo-polo-daccordo-commissario-alla-pdl-pronto-alle-barricate/198471/" target="_blank">Gasparri che si permette di insultare </a><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/18/pd-terzo-polo-daccordo-commissario-alla-pdl-pronto-alle-barricate/198471/" target="_blank">Pippo Baudo</a> </strong>per aver espresso un’opinione: “La legge Gasparri fa schifo”. In sintesi è poi il pensiero dell’Unione europea la cui Commissione adottò, nei confronti della legge, procedimenti d’infrazione dopo averla ritenuta incompatibile con il diritto comunitario.<br /> <strong>Gasparri</strong> – ovvero il lupo perde il pelo ma non il vizio – il 26 marzo 2001, durante la trasmissione <em>Iceberg</em> su Telelombardia, quando il conduttore chiese ai suoi ospiti quali erano le trasmissioni Rai che B. riteneva condotte da attivisti politici, fu il più solerte nello stilare quello che i media chiamarono la lista di proscrizione: Biagi, Santoro, Luttazzi, Mar-razzo e tutto il Tg 3. Lista da cui B. prese spunto, un anno dopo, per emettere <strong>l’editto bulgaro</strong>: via Biagi, Santoro e Luttazzi con l’accusa di uso criminoso della tv.</p><p><strong>Alla Rai serve tornare alla concorrenza</strong>, avere una vera linea editoriale per i nuovi canali digitali, consentire a Corradino Mineo di poter fare<strong> finalmente una tv all news</strong>, investire su Internet con l’obiettivo di diventare leader, progettare trasmissioni interattive, entrare nella pay tv digitale togliendo così il monopolio a Mediaset, costruire finalmente una vera tv regionale, come ci chiede il contratto di servizio, recuperare quei professionisti regalati alla concorrenza, prima fra tutti Santoro, riportandolo a Rai 2 che ne ha bisogno come del pane, il 2 % di share di Minoli in prima serata è un allarme che deve essere ascoltato. Alla Rai non serve un commissario al suo interno, vi sono professionisti in grado di rilanciarla. Monti e Passera informatevi,<strong> leggete i curricula</strong>.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 21 Marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/alla-rai-non-serve-un-commissario/198956/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Perché Monti al governo aiuta B.</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/14/perche-monti-governo-aiuta/197169/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/14/perche-monti-governo-aiuta/197169/#comments</comments> <pubDate>Wed, 14 Mar 2012 16:46:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[canale 58]]></category> <category><![CDATA[Garimberti]]></category> <category><![CDATA[Masi]]></category> <category><![CDATA[mediaset]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[riforma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=197169</guid> <description><![CDATA[Ha ragione Alfano quando sostiene che “Rai e Giustizia non sono una priorità”. I fatti lo dimostrano. La Cassazione salva Dell’Utri dal carcere, il procuratore generale Iacoviello dichiara che il concorso esterno in associazione mafiosa è un reato inventato, delegittimando centinaia di indagini, processi in corso e condanne definitive di politici e uomini delle istituzioni....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ha ragione Alfano quando sostiene che “Rai e Giustizia non sono una priorità”. <strong>I fatti lo dimostrano</strong>. La Cassazione salva Dell’Utri dal carcere, il procuratore generale Iacoviello dichiara che il concorso esterno in associazione mafiosa è un <strong>reato inventato</strong>, delegittimando centinaia di indagini, processi in corso e condanne definitive di politici e uomini delle istituzioni. Come si sarebbe comportato il Csm nei confronti dei magistrati Ingroia e Di Matteo se avessero contestato la validità di un reato qualsiasi? Nel caso di Iacoviello avviene il miracolo: la politica, da Violante a Cicchitto, allo stesso Alfano, in <strong>perfetta par condicio</strong>, apre il dibattito per abolire il reato di cui è accusato Dell’Utri, tutto per la gioia della mafia.<br /> <strong></strong></p><p><strong>La Rai ovvero chi tocca muore</strong>. Al momento solo inutili promesse: “Faccia passare qualche settimana poi lei vedrà” (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Dnaq6Su0rRQ" target="_blank">Monti da Fazio l’8 gennaio</a>). Monti e Passera, sempre più Bibì e Bibò, stanno dimostrando di essere insensibili agli allarmi lanciati dal presidente Garimberti: “La Rai è un’azienda ingovernabile”, dall’ex consigliere Rizzo Nervo, che durante l<em>’Infedele</em>, ha detto: “La Rai ha un forte indebitamento e grossi problemi industriali”, dal presidente dell’Upa Sassoli De Bianchi: “L’azienda culturale più importante del Paese sta rischiando il fallimento”.</p><p>Il primo a chiedere aiuto fu l’<strong>ex dg Masi </strong>appena arrivato in viale Mazzini: “Se la Rai continua così rischiamo di arrivare nel 2013 con un indebitamento di oltre 600 milioni”. Da allora <strong>nulla è stato fatto</strong>, anzi la prima operazione (a firma dello stesso Masi), fu quella di interrompere il rapporto con Sky rinunciando a un contratto di 370 milioni, contestualmente alla chiusura di Rai Sat (l’unica consociata in forte attivo). Storia recente: <em>Vieni via con me </em>ha regalato a La7 nonostante un ascolto superiore al 30% con la pubblicità che ha coperto i costi, mentre programmi di grande successo come quello di Fiorello o il Festival di Sanremo hanno portato vari milioni di passivo, per non parlare di quello di Sgarbi (voluto dal solito Masi) chiuso dopo la prima puntata (8% di share), alcuni milioni di euro dei contribuenti buttati al vento.</p><p>Di solito si dice squadra vincente non si cambia e <strong>quando non è all’altezza della situazione che si fa?</strong> Bibì e Bibò nel frattempo sono impegnati a dare a Confalonieri quelle “regole certe” di cui ha bisogno Mediaset: il famoso<strong> canale 58</strong> (il migliore del beauty contest), quello che secondo la “gara” sarebbe dovuto andare gratuitamente alle tv del Cavaliere che il suo ministro Romani, udite udite, gli aveva già dato in prestito per 7 mesi, per dargli la possibilità di organizzare, per tempo, le “prove tecniche” necessarie.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 14 Marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/14/perche-monti-governo-aiuta/197169/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Giustizia senza opinioni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/la-giustizia-senza-opinioni/194506/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/la-giustizia-senza-opinioni/194506/#comments</comments> <pubDate>Wed, 29 Feb 2012 17:20:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Aldo Grassi]]></category> <category><![CDATA[articolo 18]]></category> <category><![CDATA[carnevale]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[gian carlo caselli]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[lavoratori]]></category> <category><![CDATA[luca abbà]]></category> <category><![CDATA[Melfi]]></category> <category><![CDATA[neofascisti]]></category> <category><![CDATA[Polizia]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/la-giustizia-senza-opinioni/194506/</guid> <description><![CDATA[L’Italia è un Paese strano, quando si parla di Giustizia ancora di più. Per Veltroni (il cui mal d’Africa va e viene a seconda delle stagioni), l’articolo 18 non deve essere un tabù. A questo proposito 3 operai della Fiat di Melfi e 5 lavoratori della Rai di Bologna sono stati reintegrati al loro posto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia è un Paese strano, quando si parla di Giustizia ancora di più. Per <strong>Veltroni</strong> (il cui mal d’Africa va e viene a seconda delle stagioni), l’articolo 18 non deve essere un tabù. A questo proposito <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/fiat-melfi/193323/" target="_blank">3 operai della Fiat di Melfi</a> e 5 lavoratori della Rai di Bologna sono stati reintegrati al loro posto di lavoro, a dimostrazione che la causa della loro cacciata non era poi così giusta.</p><p>Il 9 marzo il giudice Aldo Grassi (amico e discepolo del famoso Carnevale noto come l’Ammazzasentenze per le tante condanne di mafia annullate), dovrà decidere <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/mafia-cassazione-manovre-dellutri/193146/" target="_blank">le sorti del senatore Dell’Utri</a> (condannato in appello a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa), di cui si apprende che un altro pentito, oltre a Spatuzza, Giuseppe Monticciolo, lo ha accusato con B. di avere responsabilità sulle stragi del ’93. Il giudice Grassi, presidente della V e VII sezione penale della Corte di Cassazione, noto <strong>per il silenzio mentre Carnevale insultava Giovanni Falcone</strong>, è un provetto lessicografo.<br /> Nel maggio 2010, durante un dibattito, dopo aver precisato che “i processi si fanno sui media, sui giornali, sulla fuga di notizie”, ha puntato l’indice su alcuni colleghi per essere affetti da <strong>Wandaosirismo</strong>, consigliando un parlamentare, a proposito di riforme, “di prevedere che ai magistrati, e agli inquirenti, con il superamento del concorso, venga data in dotazione una scala, così che possano scenderla alla Wanda Osiris”.</p><p>Da un altro magistrato <strong>Gian Carlo Caselli </strong>(a cui deve andare il nostro rispetto per la sua lotta al terrorismo e alla mafia), ci attendiamo altrettanta meticolosità nelle indagini per accertare le eventuali responsabilità per ciò che è accaduto a <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/cominciate-operazione-allargamento-cantiere-presidio-permamente-solo-dieci-attivisti/194028/" target="_blank">Luca Abbà</a></strong>, uno dei leader del No Tav il cui slogan è: “Alle manifestazioni andiamo disarmati”. Era il caso di mandare un rocciatore della Polizia sul traliccio? Non ricordo che, nei confronti dei lavoratori che per protesta sono saliti su tetti o su gru, sia stata presa, dalle forze dell’ordine, una decisione così reazionaria.</p><p>A Roma, città governata dall’<strong>ex fascista Alemanno</strong>, il 25 febbraio scorso si sono svolti ben due raduni di camerati, uno organizzato da Forza Nuova, l’altro da skinhead italiani a cui hanno partecipato quelli francesi assieme a movimenti nazifascisti greci, spagnoli, belgi al grido: “L’Europa appartiene a noi”. Le forze dell’ordine (così solerti a intervenire contro chi, a Bologna e a Torino, ha manifestato per solidarietà con Luca Abbà), perché nei confronti di chi professa <strong>l’apologia di fascismo </strong>non vede, non sente, non parla?</p><p>La Giustizia non è una coperta che ognuno la può tirare come vuole.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 29 Febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/la-giustizia-senza-opinioni/194506/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Formigli-Fiat, non basta il diritto di replica?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/caso-formigli-alla-fiat-bastava-diritto-replica/193225/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/caso-formigli-alla-fiat-bastava-diritto-replica/193225/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Feb 2012 07:56:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Annozero]]></category> <category><![CDATA[condanna]]></category> <category><![CDATA[Corrado Formigli]]></category> <category><![CDATA[diritto di replica]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[libertà di stampa]]></category> <category><![CDATA[Loris Mazzetti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193225</guid> <description><![CDATA[Credo di essere al di sopra di ogni sospetto, sono sempre stato dalla parte della giustizia e per l’indipendenza dei magistrati, a questo proposito mi onoro di aver scritto recentemente un libro su questi temi insieme al magistrato antimafia di Palermo Nino Di Matteo. Sulla vicenda Formigli-Fiat non ci sto. Non ho dubbi, sto con...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Credo di essere al di sopra di ogni sospetto, sono sempre stato dalla parte della giustizia e per l’indipendenza dei magistrati, a questo proposito mi onoro di aver scritto recentemente un libro su questi temi insieme al magistrato antimafia di Palermo Nino Di Matteo. Sulla <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/condanna-annozero-puntata-alfa-mito-risarcimento-record-favore-fiat/192561/" target="_blank">vicenda Formigli-Fiat</a></span></strong> non ci sto.</p><p>Non ho dubbi, sto con <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/io-la-rai-e-fiat-tanti-saluti-al-diritto-di-critica/192810/" target="_blank">Corrado</a></span>, che, in una delle puntate di <em>Annozero</em>, ha realizzato un servizio dove è stato confermato ciò che in precedenza era stato scritto sull’autorevole rivista <em>Quattroruote</em>: sullo stesso percorso <strong>l’Alfa Romeo Mito</strong> era risultata più lenta della Mini Cooper e della Citroen DS3. Anche il giornale è stato querelato dalla società torinese?</p><p>Il giudice ha condannato la Rai e Riccardo Formigli a pagare <strong>1 milione 750 mila euro</strong> per danno patrimoniale e <strong>5 milioni 250 mila euro</strong> per danno non patrimoniale, cioè morale e d’immagine.</p><p>Conosco Formigli, so quanto vale professionalmente, lo ha dimostrato lavorando nella squadra di Santoro, a Sky, ora tutti i giovedì andando in onda su La7 con <em>Piazzapulita</em>. Non conosco il giudice che ha emesso la sentenza, avrà avuto le sue buone ragioni, ma in questa brutta storia, che mette in discussione la libertà di opinione, <strong>qualche cosa che non quadra</strong> c’è.</p><p>Lo ha scritto puntualmente <strong>Milena Gabanelli</strong> sul <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/inchieste/12_febbraio_21/fiat-formigli-gabanelli-reportime_c17141f8-5cda-11e1-beff-3dad6e87678a.shtml" target="_blank">Corriere della sera</a></span></em>: il collegio di esperti, a cui il tribunale ha affidato la perizia, era composto dal professor <strong>Francesco Profumo</strong> (oggi ministro nel governo Monti), allora rettore del Politecnico di Torino che, grazie al finanziamento dalla Fiat (rinnovato fino al 2014), ha potuto istituire il corso di laurea in ingegneria dell’autoveicolo; il professor <strong>Federico Cheli</strong>, responsabile di una serie di contratti di ricerca tra Politecnico di Milano e Pirelli pneumatici, Bridgestone, Centro Ricerche Fiat, Ferrari Auto, Fiat Auto; <strong>Salvatore Vicari</strong>, docente della Bocconi, è stato nel consiglio di amministrazione della Valdani-Vicari &amp; Associati, all’interno della quale vi è l’ex direttore generale di Taksid France (griuppo siderurgico fondato dalla Fiat). Dalla Valdani-Vicari proviene uno dei massimi dirigenti di Fiat Service.</p><p>Forse, senza mettere in discussione le capacità dei tre esperti, qualcuno potrebbe obiettare che nella loro scelta vi è la presenza di un vizio, molto comune nel nostro Paese, di <strong>conflitto di interessi</strong>.</p><p>Democraticamente mi sento in dovere di esprimere un’opinione in contrasto con quella del giudice e di contestare la decisione della Fiat per aver portato la Rai e Formigli in tribunale. E’ una sentenza che va <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/liberta-di-stampa-addio-chi-tocca-fiat-paga-caro/192746/" target="_blank">contro la libertà di opinione</a></span></strong>, rischia, se confermata, di seppelliree quella giurisprudenza che assegna al giornalista il ruolo di “cane da guardia della democrazia”, che può anche sbagliare purché in buona fede. E’ una sentenza che rischia di scatenare l’autocensura quando il fatto ha come protagonista una grande azienda.</p><p>Marchionne e Formigli non possono essere messi sullo stesso piano: è il reddito che li divide. Per questa sentenza che <em>sputtanata</em> si sta prendendo, la Fiat poteva risolvere chiedendo semplicemente ad <em>Annozero </em>il <strong>diritto di replica</strong>.</p><p><strong>Aggiornamento del 24 febbraio 2012, ore 13.51:<br /> </strong><br /> Ricevo e pubblico la lettera di rettifica inviata da Salvatore Vicari, con una mia breve controreplica:</p><p><em>Caro Direttore,</p><p></em><em>Leggo su questo sito che è stato ripreso un articolo di Milena Gabanelli pubblicato sul Corriere della Sera di mercoledì 22 febbraio 2012 &#8211; dal titolo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/inchieste/12_febbraio_21/fiat-formigli-gabanelli-reportime_c17141f8-5cda-11e1-beff-3dad6e87678a.shtml" target="_blank">La Rai, la Fiat e il risarcimento milionario</a></span>-, su cui ho già provveduto a inviare una replica.  Nel soprastante post di Loris Mazzetti viene insinuato che  nella mia  qualità di Ctu nominato dal Tribunale di Torino nella  causa Fiat – Rai, avrei eseguito non correttamente  il mandato conferitomi dal Giudice di Consulente d’ufficio e quindi organo super partes, essendo in conflitto di interessi ed effettuando dunque considerazioni tecniche non nell’interesse della giustizia, ma nell’interesse della Fiat. L’affermazione, gravemente diffamatoria, non ha alcun fondamento, né hanno significato i collegamenti capziosamente menzionati nell’articolo per suggerirne l’esistenza.</em></p><p><em>L’ex direttore generale di Teksid France &#8211; società del gruppo  Fiat &#8211; non è più socio di Valdani Vicari &amp; Associati (Vva) dallo scorso anno e, in ogni caso, la carica dirigenziale in seno alla Teksid France quale collegamento della mia presunta collusione con la Fiat, è cessata nel 1981 cioè oltre 30 anni fa e addirittura 10 anni prima che la società Vva venisse costituita: tramite questo ex socio di Vva non vi è mai stato, pertanto, alcun collegamento, neanche indiretto, con Fiat o con società dalla stessa controllate o partecipate.</em></p><p><em>L’attuale massimo dirigente di Fiat Service, invece, è un giovane brillante di 28 anni che si è formato professionalmente presso la Vva con la quale ha collaborato fino al marzo 2011. L’anno scorso ha scelto di lasciare Vva accettando una proposta di lavoro: è evidente che Fiat, in quest’ottica, è stata una società concorrente con Vva, la quale ha subìto un danno per aver perso una risorsa preziosa che era impegnata su diversi progetti di Vva. Alla luce di queste precisazioni, è evidente che Loris Mazzetti ha volutamente ripreso e utilizzato circostanze del tutto irrilevanti e inveritiere per indurre il lettore a ritenere la sussistenza di una fantomatica collusione tra il sottoscritto e Fiat.</em></p><p><em>E’ quindi inaccettabile che sulle colonne del sito della sua testata possano trovare spazio articoli così approssimativi e denigratori: ho svolto il ruolo di Ctu nella causa Fiat-Rai rispondendo puntualmente ai quesiti formulati dal Tribunale di Torino con correttezza ed imparzialità, applicando le competenze professionali maturate in oltre 30 anni di carriera come docente e studioso, nonché la mia esperienza maturata nel settore consulenziale. In ragione della esposizione che il mio ruolo mi conferisce, sia in ambito accademico sia in ambito consulenziale, in Italia e all’estero, La invito a pubblicare questa lettera ai sensi dell’art. 8 legge 47, 8 febbraio 1948.</p><p>Cordiali saluti</p><p>Salvatore Vicari</em></p><p><strong>La mia contrereplica:</strong></p><p>Gentile professor Vicari,</p><p>Prendo atto della Sua richiesta di rettifica e mi scuso per non aver verificato le informazioni pubblicate sul <em>Corriere </em>da Milena Gabanelli, e da me citate. Nel mio post soprastante, comunque, non si mette in discussione né la Sua professionalità né si entra nel merito del lavoro svolto, si esercita, nei confronti del giudice, il diritto di critica, che confermo, per aver scelto illustri personaggi che nel passato o nel presente, direttamente o indirettamente, hanno avuto contatti con Fiat.</p><p>Cordialmente</p><p>Loris Mazzetti</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/caso-formigli-alla-fiat-bastava-diritto-replica/193225/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Rai non è (ancora) la Bbc</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/la-rai-non-ancora-la-bbc/191355/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/la-rai-non-ancora-la-bbc/191355/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 12:34:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[bbc]]></category> <category><![CDATA[pubblico]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[servizio pubblico]]></category> <category><![CDATA[sondaggio]]></category> <category><![CDATA[Upa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/la-rai-non-ancora-la-bbc/191355/</guid> <description><![CDATA[Che la Rai non è la Bbc l’aveva ben spiegato Renzo Arbore qualche tempo fa, oggi la lezione arriva autorevolmente dall’Upa (Utenti pubblicitari associati), l’organizzazione che riunisce le più importanti aziende industriali, commerciali e di servizi che investono in pubblicità. L’Upa si è sentita in dovere di occuparsi della Rai “sia per il ruolo che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che la Rai non è la Bbc l’aveva ben spiegato Renzo Arbore qualche tempo fa, oggi la lezione arriva autorevolmente dall’<strong><a href="http://www.upa.it/ita/index.html" target="_blank">Upa</a></strong> (Utenti pubblicitari associati), l’organizzazione che riunisce le più importanti aziende industriali, commerciali e di servizi che investono in pubblicità. L’Upa si è sentita in dovere di occuparsi della Rai “sia per il ruolo che ricopre nel Paese sia perché gli investimenti pubblicitari rappresentano il 50 % dell’entrate della tv pubblica”. L’investimento vale all’incirca <strong>1 miliardo di euro</strong>. L’associazione ha fatto esattamente quello che fece la Bbc negli anni di profonda crisi societaria, d’immagine e di qualità del prodotto prima di decidere quale strada intraprendere per il rinnovamento: <strong>sondare gli utenti</strong>.</p><p>“Cosa pensano della tv. La qualità dei programmi. Vi va di pagare il canone. Il servizio pubblico è ancora utile. Cosa si vuole dal servizio pubblico. La società lavora per il servizio pubblico”. Oggi la Bbc (sempre in contatto con i telespettatori attraverso i social network), ha raggiunto il suo obiettivo: la più autorevole in Europa; al <strong>70 % degli utenti</strong> va di pagare il canone (la cui evasione rappresenta il minimo europeo: 4 %); la politica non interferisce sulla linea editoriale e chi sbaglia paga come dimostrano i licenziamenti dei direttori di Tv 1 e Radio 2. L’Upa ha fatto<strong> quello che avrebbe dovuto fare la Rai </strong>se non fosse così sensibile ai voleri del Cavaliere e poco a quelli dei telespettatori.</p><p>Un esempio: permettere a Saviano e Fazio di fare a maggio <em>Vieni via con me </em>su La 7 invece che a Rai 3. Sono convinto che per il pubblico non sarà la stessa cosa. L’Upa ha distribuito un questionario a 4 mila imprenditori, marketing manager, comunicatori e opinion leader. <strong>Il risultato, assai prevedibile</strong>, denuncia che la Rai è un’azienda in grave difficoltà, con “l’urgenza di una riforma per risanare e salvare la maggior industria culturale del Paese, mal gestita, asservita alla politica, priva di strategia e ingovernabile, iperburocratica con troppi livelli decisionali tutti inefficaci; il ruolo di servizio pubblico è passato in secondo piano penalizzando la qualità a favore della quantità; la Rai è decaduta rispetto al passato e ai principali concorrenti, in progressivo calo di reputazione, con <strong>meno attrattiva</strong> per gli ascoltatori e meno interessante per investitori; la Rai è depressa con molti talenti non o mal utilizzati e con un sempre minor orgoglio aziendale”. Nel sondaggio vi sono anche delle positività che fa pensare che non tutto è perduto: “La Rai è esperta, con un grande patrimonio di competenze e know how”. Da qui, dopo il tutti a casa alla scadenza del Cda, si può ripartire.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 15 Febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/la-rai-non-ancora-la-bbc/191355/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Telepadania, Saviano e le caricature giornalistiche</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/telepadania-attacca-saviano/190548/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/telepadania-attacca-saviano/190548/#comments</comments> <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 13:15:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[canone]]></category> <category><![CDATA[Lombardia]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[Saviano]]></category> <category><![CDATA[Telepadania]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/telepadania-attacca-saviano/190548/</guid> <description><![CDATA[Che la Lega sia in grande confusione come il suo leader sta nei fatti. Bossi: “B. è una mezza cartuccia. B. via, problema risolto”. Poi la solita cena ad Arcore del lunedì. Fondano il parlamento della Padania e contemporaneamente giurano fedeltà a Roma ladrona; stringono la mano al presidente della Repubblica (italiana) con alle spalle...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che la Lega sia in grande confusione come il suo leader sta nei fatti. Bossi: “B. è una mezza cartuccia. B. via, problema risolto”. Poi la <strong>solita cena ad Arcore del lunedì</strong>. Fondano il parlamento della Padania e contemporaneamente giurano fedeltà a Roma ladrona; stringono la mano al presidente della Repubblica (italiana) con alle spalle la bandiera che Bossi usa come carta igienica. In questa confusione sta lo<strong> <a href="http://www.cadoinpiedi.it/2012/02/05/telepadania_lo_spot_contro_il_canone_rai_-_video.html" target="_blank">spot</a> trasmesso da Telepadania sulla Rai</strong>: “Se questo è servizio pubblico pagarlo non può essere un obbligo”. I lùmbard che lo hanno ideato omettono che se la tv di Stato rappresenta il disservizio pubblico per il quale non dovrebbe esserci l’obbligo di pagare il canone, una parte di responsabilità è anche la loro.</p><p>Con la nomina di <strong>Letizia Moratti </strong>alla presidenza della Rai (voluta da B. nel lontano 1994), sono sbarcati in azienda i leghisti (alcuni direttamente dal partito altri dalla direzione del quotidiano la Padania, altri ancora riciclati nell’azienda con un atto di fede), per ricoprire incarichi di vertice e strategici per la realizzazione dei programmi. Presenti anche nei vari cda, il cui voto spesso è stato determinante nelle decisioni editoriali. Nello spot vi sono alcune immagini tratte da <em>Vieni via con me</em> (considerato dai telespettatori un esempio di qualità televisiva).<br /> Vi ricordate la polemica dell’allora ministro dell’Interno Maroni dopo il <strong>monologo di Saviano </strong>sulla presenza della criminalità organizzata nelle regioni governate anche dalla Lega? La trasmissione fu precettata e il ministro intervenne per poi essere smentito nella puntata successiva dal procuratore capo dell’Antimafia Piero Grasso.</p><p>Cara Telepadania i fatti successivi e gli <strong>arresti in Lombardia</strong> a chi hanno dato ragione al ministro o allo scrittore? Lo spot contro la Rai della tv della Lega rappresenta solo una <strong>caricatura giornalistica </strong>come lo furono i brindisi per i trasferimenti di Rai 2 a Milano e dei ministeri a Monza. Roberto Saviano rappresenta la notizia sgarzula della settimana (come direbbe la Littizzetto): è tornato, purtroppo per un sol giorno, a Rai 3. La Rai è la sua casa tv. A <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nxwfh6iXNKw&amp;feature=player_embeddedhttp://www.youtube.com/watch?v=nxwfh6iXNKw&amp;feature=player_embedded" target="_blank">Che tempo che fa</a></em> ha dimostrando (se mai ce ne fosse stata la necessità) di essere sempre il grande intellettuale di <em>Vieni via con me </em>e soprattutto che “giocando sul proprio terreno” (il servizio pubblico) si può coniugare la poesia (Wislawa Szymboska) con i grandi ascolti. In un colpo solo Rai 3 ha spazzato via gli appannamenti derivati dalle sue ultime apparizioni tv. I vertici della Rai bloccando <strong>il trasloco di Fazio e Saviano su La 7</strong> hanno l’occasione di dimostrare che lo spot di Telepadania è una bufala. Chi e cosa impedisce a Saviano di tornare? Il contratto con La 7? I contratti non sono mai stati un problema: si fanno e si disfano. Parliamone.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 11 Febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/telepadania-attacca-saviano/190548/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Frequenze tv: basta giochi, la Ue ci guarda</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/basta-giochi-sulle-frequenze-tv-la-ue-ci-guarda/188138/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/basta-giochi-sulle-frequenze-tv-la-ue-ci-guarda/188138/#comments</comments> <pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:50:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[beauty contest]]></category> <category><![CDATA[frequenze tv]]></category> <category><![CDATA[legge gasparri]]></category> <category><![CDATA[mediaset]]></category> <category><![CDATA[passera]]></category> <category><![CDATA[Raimondo Lagostena]]></category> <category><![CDATA[Ue]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/basta-giochi-sulle-frequenze-tv-la-ue-ci-guarda/188138/</guid> <description><![CDATA[Che Mediaset (e non solo) sia “disturbata” per la vicenda beauty contest è evidente dopo che, per circa trent’anni, sua Emittenza ha potuto disporre a suo piacimento, grazie a politici compiacenti, del mercato tv. Che il ministro Passera sia in “imbarazzo” perché costretto ad intervenire lo dimostra la decisione di sospendere il beauty contest e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che Mediaset (e non solo) sia “disturbata” per la vicenda beauty contest è evidente dopo che, per circa trent’anni, <strong>sua Emittenza </strong>ha potuto disporre a suo piacimento, grazie a politici compiacenti, del mercato tv. Che il ministro Passera sia in “imbarazzo” perché costretto ad intervenire lo dimostra la decisione di <strong>sospendere il beauty contest e non abolirlo</strong>, quando bastava applicare le direttive dell’Unione europea, ma il sistema televisivo per il governo di Mario Monti è terreno minato, toccarlo si mette a rischio la fiducia.</p><p>Dal 2008 la Corte di Giustizia accusa l’Italia di vivere in un regime che ha consentito l’occupazione abusiva delle frequenze, grazie a leggi che hanno impedito la crescita della concorrenza e del pluralismo: “Tale regime non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e spropositati”. È un’accusa diretta alle Autorità preposte al controllo per <strong>non aver svolto il loro lavoro</strong>, la cui anomalia sta nella nomina dei commissari sempre di parte (il più delle volte politici trombati) e mai al di sopra di ogni sospetto. L’Italia è il Paese delle mafie, delle cricche della P 2 e derivati, dei “furbetti”, quelli del quartierino sono andati in galera, mentre quelli dell’etere si sono arricchiti usando a loro piacimento un bene comune, le frequenze radiotelevisive, grazie a leggi che non regolamentavano ma si limitavano a prendere atto dell’esistente rendendo legittimo ciò che non lo era. Tra questi, oltre al Cavaliere, <strong>Raimondo Lagostena</strong> il proprietario del circuito Odeon Tv, il network che nel 2008 mise in onda Venerabile Italia condotta da Licio Gelli, arrestato con l’ex assessore lombardo Prosperini, per corruzione, turbativa d’asta e tangenti per promozione in tv; Lucio Garbo titolare di Canale Italia che, grazie alla sua amicizia con l’ex ministro Gasparri, è riuscito a far diventare la sua tv, poco più che regionale, il quarto network italiano.<br /> Tra i furbetti va inserito <strong>l’ex ministro Paolo Romani </strong>che prima di essere folgorato da B. diventando il suo uomo della tv, ha lavorato per Grauso, Peruzzo, per Ligresti a Telelombardia, poi in proprio con Lombardia 7 rischiando fallimento e bancarotta, salvato solo dalla cessione delle frequenze che l’acquirente tentò, a sua volta, di cedere sottobanco alla Rai diretta da Flavio Cattaneo per la bella cifra di 24 milioni di euro. Chissà chi aveva fatto da tramite?</p><p>Grazie al mancato controllo le frequenze non sono mai state assegnate, il più delle volte rubate. L’etere è diventato una sorta di Far West con<strong> oltre 500 tv</strong>. Per riuscire a “disboscare” dal canale 61 al 69, lo Stato è costretto a sborsare 174 milioni a quelle tv che hanno occupato, più o meno gratuitamente, le frequenze. Negli altri paesi europei sin dall’inizio le tv illegali sono state immediatamente chiuse, da noi, invece, quando un pretore si permise di applicare la legge oscurando i canali della Fininvest che trasmettevano irregolarmente a livello nazionale, il presidente del Consiglio <strong>Craxi</strong> tornò appositamente dall’estero, abbandonando un vertice internazionale, per firmare il famoso decreto “salva Berlusconi”. I “furbetti” si sono arricchiti commercializzando i diritti d’uso delle frequenze ottenute gratuitamente grazie a legge come la Maccanico e la Gasparri che addirittura ha autorizzato il trading privato come “strumento ordinario di assegnazione per la costituzione delle reti digitali”.</p><p>Perché l’urgenza di Romani di rendere esecutivo il beauty contest? (Ideato da Roberto Sambuco, il lobbista di Wind e Mister Prezzi, a sua volta uomo del piduista Bisignani, confermato da Passera &#8211; alla faccia della trasparenza e del cambiamento &#8211; a capo del dipartimento per le Telecomunicazione del ministero). Nel beauty contest è presente un articolo che assegna le <strong>frequenze gratuitamente per 20 anni</strong>, rinnovabili, ma dopo 5 anni possono essere cedute, l’urgenza era dettata dalla volontà di anticipare la normativa dell’UE che lo renderà illegittimo. Perché impone agli Stati, alla fine dello switch off (2012), l’adeguamento del codice delle Comunicazioni elettroniche, che contiene come principale emendamento “il divieto di trasferimento dei diritti d’uso se il diritto è stato ottenuto inizialmente a titolo gratuito”, bloccando così di fatto il business garantito dalla legge Gasparri che ha permesso alle tv che erano in possesso di frequenze analogiche di ottenere gratuitamente quelle digitali. Ciò significa che le frequenze ottenute gratuitamente non possono essere commercializzate, se inutilizzate devono essere restituite all’unico proprietario: lo Stato.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 1 Febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/basta-giochi-sulle-frequenze-tv-la-ue-ci-guarda/188138/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Giglio, dov&#8217;era il servizio pubblico?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/dovera-il-servizio-pubblico/184288/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/dovera-il-servizio-pubblico/184288/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Jan 2012 07:50:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Concordia]]></category> <category><![CDATA[copertura]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[sky]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/dovera-il-servizio-pubblico/184288/</guid> <description><![CDATA[Ogni volta che avviene una tragedia nel nostro Paese per l’informazione scatta la corsa all’oro. Arrivare per primi sulla notizia non è sinonimo di qualità, ma chi arriva dopo fa nascere il sospetto di averla sottovalutata. Quello che è accaduto in questi giorni in occasione della tragedia della nave Concordia ha sollevato il dubbio se...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ogni volta che avviene una tragedia nel nostro Paese per l’informazione scatta la<strong> corsa all’oro</strong>. Arrivare per primi sulla notizia non è sinonimo di qualità, ma chi arriva dopo fa nascere il sospetto di averla sottovalutata. Quello che è accaduto in questi giorni in occasione della tragedia della nave Concordia ha sollevato il dubbio se il servizio pubblico deve essere <strong>prerogativa solo della Rai</strong>.</p><p>Le prime notizie sulla tragedia della nave, affondata a pochi metri dall’Isola del Giglio, sono arrivate venerdì notte. Tutti salvi gli oltre 4 mila passeggeri, qualche collegamento telefonico con giornalisti locali, più o meno così hanno raccontato tutti i tg. La Concordia capovolta con 2.380 tonnellate di gasolio a bordo e il conseguente rischio della tragedia ecologica, avrebbe dovuto fare scattare immediatamente<strong> l’allarme dell’approfondimento</strong>. Questo è accaduto in casa Sky. Alle 2: 30 di sabato mattina SkyTg 24 ha dato l’informazione del primo morto; alle 6 sull’isola è arrivato il primo inviato e alle 8 il tg di Murdoch ha cominciato a trasmettere le prime immagini, seguito a ruota da Tgcom 24,<strong> solo alle 12: 30</strong> si sono accese le telecamere di Rainews.</p><p>Gli speciali dei tg delle reti generaliste sono partiti quando la notizia della tragedia con i primi 3 morti e l’ipotesi di 70 dispersi era già stata diffusa. Lo speciale del Tg 3 è andato in onda alle 17: 14, quello del Tg La 7 alle 19: 19 (unica tv a cambiare la programmazione della prima serata). La tv di Stato sta discutendo il nuovo piano industriale, mi auguro non sia fatto solo di tagli, ma di investimenti in nuovi mezzi di ripresa che possano trasformare <strong>il pachiderma Rai in gazzella</strong>. Mi auguro anche che finisca il dibattito attorno al direttore di Rainews <strong>Mineo</strong> (va o resta?) che, visti gli straordinari risultati, gli vengano date le stesse risorse che hanno le tv all news di Sky e Mediaset. Quale è il bene primario del servizio pubblico? La qualità dell’informazione. È ora che lo dimostri anche la Rai.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 17 Gennaio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/dovera-il-servizio-pubblico/184288/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Rai: chi tocca i fili muore</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/riforma-chi-tocca-i-fili-muore/182911/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/riforma-chi-tocca-i-fili-muore/182911/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Jan 2012 07:52:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[che tempo che fa]]></category> <category><![CDATA[gasparri]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/riforma-chi-tocca-i-fili-muore/182911/</guid> <description><![CDATA[Il presidente del Consiglio Mario Monti è stato ospite di Che tempo che fa. Questa non è una notizia visti gli oltre 6 milioni di telespettatori. La sensazione che ho avuto incontrandolo è quella di essere di fronte a una persona che odora di pulito, parla con competenza ed è credibile. Lo dico nonostante non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente del Consiglio <strong>Mario Monti </strong>è stato ospite di <em>Che tempo che fa</em>. Questa non è una notizia visti gli oltre 6 milioni di telespettatori. La sensazione che ho avuto incontrandolo è quella di essere di fronte a una persona che odora di pulito, parla con competenza ed è credibile. Lo dico nonostante non condivida buona parte della manovra fatta dal suo governo. Finalmente un presidente che non vuole imbonire gli italiani. È a Palazzo Chigi da meno di due mesi, sembra trascorsa un’eternità dall’addio di B. Il tempo del pecoreccio, dei gesti goliardici, della barzelletta a tutti i costi, della cortigianeria, della seduzione, è finito.</p><p>Non è finito il servilismo nei confronti di sua Emittenza. Tra i tanti temi trattati da Monti durante l’intervista di Fazio quello che ha fatto scattare in piedi il Pdl è stato il passaggio sulla tv di Stato: “<em>La Rai è una forza del panorama culturale e civile italiano è una forza che credo abbia anch’essa bisogno di ulteriori passi in avanti</em>”, poi ha aggiunto, “<em>Mi dia ancora qualche settimana e lei vedrà</em>”. Apriti cielo, il “lei vedrà” è risultato indigesto ai vari <strong>Gasparri, Cicchitto, Casoli</strong>: “Monti si concentri sui tanti impegni di governo. La Rai è compito del Parlamento e non dell’esecutivo. Parole frutto di imperizia più di non conoscenza delle cose”. Più che un consiglio una <strong>raffica di minacce</strong>. Morale: se Monti si azzarderà a toccare la Rai fine del governo tecnico.</p><p>Saranno i tanti anni di militanza parlamentare che hanno logorato la memoria dei soliti pidiellini da pronto intervento. Cosa ha fatto B. con Alitalia? La Rai non è un bene comune come la Compagnia di bandiera? Quisquilie, direbbe il grande Totò. Quando loro parlano si ha la sensazione che trattino gli affari della bottega e non del Paese. Monti andrà avanti per la sua strada e cercherà di dare una sistemata alla Rai, rendendola <strong>indipendente dai partiti</strong> (il vero cancro), riportandola al servizio dei cittadini, liberandola dall’occupazione militare di B.</p><p>Giovanni Valentini su <em>Repubblica</em> ha lanciato una proposta condivisibile. Visto il poco tempo che rimane alla scadenza del cda, si rimetta al presidente Napolitano, d’intesa con i presidenti di Camera e Senato, la nomina del prossimo consiglio. Ormai sono anni che il dibattito sulla Rai riguarda esclusivamente la sua governance (controllo e direzione), mentre non si parla mai dell’altro problema: <strong>la qualità del prodotto</strong>. Non sarebbe male portare a Palazzo Chigi un po’ di tecnici del settore per un confronto lasciando fuori dalla porta i politici. Che ne dice presidente?</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 11 gennaio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/riforma-chi-tocca-i-fili-muore/182911/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Saviano, torna in Rai con Lei</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/saviano-torna-in-rai-con-lei/181399/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/saviano-torna-in-rai-con-lei/181399/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Jan 2012 13:06:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[lorenza lei]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[Saviano]]></category> <category><![CDATA[Televisione]]></category> <category><![CDATA[Vieni via con me]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/saviano-torna-in-rai-con-lei/181399/</guid> <description><![CDATA[Anno nuovo vita nuova. Il detto popolare vale anche per la Rai? Voci autorevoli come quelle di Carlo Freccero, Angelo Guglielmi e del dg Lorenza Lei hanno prospettato per il 2012 scenari completamente diversi. Per Freccero è fondamentale “il ritorno alla tv pensata … il pubblico ha bisogno di essere informato sempre più”. A conferma...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Anno nuovo vita nuova. Il detto popolare vale anche per la Rai? Voci autorevoli come quelle di Carlo Freccero, Angelo Guglielmi e del dg Lorenza Lei hanno prospettato per il 2012 <strong>scenari completamente diversi. </strong>Per Freccero è fondamentale “il ritorno alla tv pensata … il pubblico ha bisogno di essere informato sempre più”. A conferma di questo vi è il successo di Santoro con<em> Servizio pubblico </em>che per poter andare in onda si è dovuto inventare la piattaforma trasmissiva e anche <em>Piazza pulita</em> di Formigli su La 7.</p><p>L’informazione rappresenta il<strong> bene primario</strong> del servizio pubblico, nella lunga telenovela sul caso Minzolini e la perdita drammatica di ascolti del Tg 1 a favore del tg di Mentana, qualcuno lo ha dimenticato. Guglielmi, invece, auspica “il raffreddamento totale della comunicazione e la necessità di scelte coraggiose”. È ’ importante comprendere che nel momento in cui avviene una maggior distribuzione degli ascolti tra le varie piattaforme, digitale, satellitare, pay e l’identificazione di un pubblico che fruisce della tv prevalentemente su internet, a vincere è ancora la <strong>tv generalista</strong>. A essa non esiste una vera alternativa, soprattutto in questo periodo di grave crisi economica.<br /> Lo conferma il dato di ascolto del 31 dicembre: tra le 20, 30 e le 24 il bacino di ascolto totale è stato di oltre 17 milioni di telespettatori, uno in più dello scorso anno e alla scoccare della mezzanotte la differenza ha raggiunto il milione e mezzo superando complessivamente i 18 milioni di telespettatori con il 75 % di share in prima sera sulle tv generaliste. Le ragioni sono molteplici:<strong> </strong>una popolazione anziana, la crisi ha fatto preferire<strong> la casa come luogo della festa</strong>.</p><p>La realtà è che<strong> la tv generalista va difesa come fa il WWF con gli animali e l’ambiente</strong>. Per il dg “la Rai è servizio pubblico: deve essere vissuta e condivisa tra i dipendenti e i telespettatori”. I dipendenti sono in attesa di condividere, mancano solo tre mesi alla scadenza del mandato dell’attuale cda. Credo che prioritario su tutto sia il recupero dell’immagine Rai. Ciò può avvenire solo aumentando la qualità dei programmi e dell’informazione come richiesto dal contratto di servizio pubblico e con l’attuazione di un <strong>piano industriale</strong> in grado di far tornare l’azienda nuovamente centrale nel sistema. Per capire quanto c’è da lavorare basta leggere le proteste dei cittadini a causa dell’adeguamento Istat del canone.</p><p>Il disastro parte da lontano, dall’<strong>editto bulgaro</strong> (18 aprile 2012), da allora l’immagine della Rai si è progressivamente sgretolata grazie a chi ha eseguito gli ordini del Cavaliere che pubblicamente chiese la chiusura di programmi “criminosi”. Da quel momento è partita la macchina del fango che interviene tutte le volte che un politico si alza storto alla mattina. Allora Enzo Biagi fu accusato di aver perso appeal. Santoro e Luttazzi di faziosità, nonostante che fossero vincenti sia negli ascolti che negli introiti pubblicitari. Anche il tira e molla sul rinnovo dei contratti di Fazio, Saviano, Santoro, Dandini, Floris, Gabanelli, bene non ha fatto all’immagine del servizio pubblico.<br /> <strong><br /> Un altro problema sta per scoppiare</strong>. Nessuno ne parla perché nei confronti del suo nome da oltre un anno vi è<strong> il veto</strong>: Roberto Saviano. Il grande Fiorello nel suo straordinario successo non è arrivato al livello della coppia Fazio-Saviano che, nelle quattro puntate di <em>Vieni via con me</em>, ha portato di fronte alla tv circa tre milioni di telespettatori in più della media del periodo. Prima o poi qualcuno lo dovrà dire a chi paga il canone che <em>Che tempo che fa</em> finirà un mese prima del solito per permettere a Fazio (contratto in esclusiva Rai) di rifare a maggio il programma non su <em>RaiTre</em> ma su <em>La 7</em>. Se la Lei ha intenzione di far seguire i fatti alle parole faccia il possibile per riportare <em>Vieni via con me</em> in Rai.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 4 Gennaio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/saviano-torna-in-rai-con-lei/181399/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Tv, subito la riforma del sistema</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/subito-la-riforma-del-sistema/180288/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/subito-la-riforma-del-sistema/180288/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Dec 2011 08:06:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Loris Mazzetti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[cattolica]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[legge]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[ricerca]]></category> <category><![CDATA[riforma]]></category> <category><![CDATA[servizio pubblico]]></category> <category><![CDATA[telespettatori]]></category> <category><![CDATA[Televisione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/subito-la-riforma-del-sistema/180288/</guid> <description><![CDATA[L’Università Cattolica di Milano ha fatto un’interessante ricerca sul cambiamento del servizio pubblico nella percezione dei telespettatori che seguono l’informazione. Risultato: la Rai ha perso il ruolo (fatta eccezione per il Tg Regionale), sostituita da “diversi editori e da diverse fonti informative” come il Tg La7 dopo l’arrivo di Mentana e SkyTg 24. Sul Corriere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’Università Cattolica di Milano ha fatto un’interessante ricerca sul cambiamento del servizio pubblico nella <strong>percezione dei telespettatori </strong>che seguono l’informazione. Risultato: la Rai ha perso il ruolo (fatta eccezione per il Tg Regionale), sostituita da “diversi editori e da diverse fonti informative” come il Tg La7 dopo l’arrivo di Mentana e SkyTg 24.</p><p>Sul Corriere della Sera il guru<strong> Aldo Grasso</strong> si è posto la fatidica domanda: “Ha ancora senso parlare di servizio pubblico?”. Dando la seguente risposta: “Servizio pubblico è chi lo fa, non chi lo è”. Un po’ come Pilato che davanti all’innocenza di Gesù preferì lavarsi le mani. L’analisi fatta dal professor Scaglione va al cuore del problema. “Perché la Rai si è ridotta a essere considerata dai teleutenti un disservizio? Cosa deve accadere prima che sia troppo tardi?”. Le tv private, in particolare quelle di proprietà dei grandi gruppi economici non possono sostituirsi al servizio pubblico. <strong>È la democrazia bellezza!</strong> In Rai c’è bisogno di personaggi alla <strong>Simone Farina</strong> pronti a denunciare le combine fatte da incontri privati con capi di governo, ministri o semplici leader politici; da pranzi in cui si decidono le nomine dei direttori di tg e di reti, da cene a base di crostate e liste con nomi di conduttori i cui contratti non vanno rinnovati.</p><p>Se lo hanno capito i telespettatori che in massa hanno abbandonato il Tg 1, lo avrà compreso anche il presidente Monti che è vitale per la Rai un decreto legge per cambiare la sua governance per sottrarla ai partiti entro la scadenza del cda (28 marzo) e subito dopo in Parlamento per una<strong> nuova legge </strong>che regolamenti il sistema radiotelevisivo e che elimini le ingiustizie della Gasparri frutto del <strong>conflitto di interessi di sua Emittenza</strong>.</p><p>Alcuni conflitti: le <strong>telepromozioni </strong>sono escluse dal calcolo dell’affollamento pubblicitario, incanalando così le risorse verso il mercato televisivo a discapito della carta stampata; il famoso<strong> Sic</strong> (Sistema integrato delle comunicazioni), un grande paniere che contiene tutte le risorse (pubblicità, canone, sino alle affissioni), di cui un singolo soggetto non può superare il 20 % che ammonta a 5 miliardi di euro, una cifra elevatissima che non ha modificato minimamente il duopolio anzi lo ha rafforzato; infine le norme Antitrust che si basano sul principio del libero mercato e della tutela della concorrenza senza prendere in considerazione il diritto al pluralismo (art. 21 della Costituzione). Attenzione, attenzione presidente Monti: alla fine del 2012 chi è proprietario di tv può diventare proprietario di giornali e viceversa.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 28 Dicembre 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/28/subito-la-riforma-del-sistema/180288/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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