<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Luca De Carolis</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ldecarolis/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>E&#8217; morto Carlo Petrini, denunciò la corruzione e il doping nel calcio italiano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/morto-carlo-petrini-denuncio-corruzione-doping-calcio-italiano/204761/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/morto-carlo-petrini-denuncio-corruzione-doping-calcio-italiano/204761/#comments</comments> <pubDate>Mon, 16 Apr 2012 12:50:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[bergamini]]></category> <category><![CDATA[calcio-sporco]]></category> <category><![CDATA[calcioscommesse]]></category> <category><![CDATA[doping]]></category> <category><![CDATA[Glaucoma]]></category> <category><![CDATA[Kaos edizioni]]></category> <category><![CDATA[le iene]]></category> <category><![CDATA[monticiano]]></category> <category><![CDATA[nel fango del dio pallone]]></category> <category><![CDATA[petrini]]></category> <category><![CDATA[rocco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204761</guid> <description><![CDATA[Attaccava in campo, e ha attaccato fuori, sino all&#8217;ultimo, per denunciare il doping che aveva rovinato tantissime vite. 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Compresa la sua. <strong>Carlo Petrini</strong>, ex calciatore di Roma, Milan e Torino, è morto questa mattina a 64 anni, nell&#8217;ospedale di <strong>Lucca</strong>. Era stato ricoverato sabato scorso nel reparto oncologico, in condizioni gravissime. Il tumore contro cui Petrini lottava da anni era diventato troppo forte. E ha sopraffatto un uomo già devastato da un <strong>glaucoma</strong>, che gli era costato la quasi cecità all&#8217;occhio sinistro e seri problemi al destro.</p><p>Probabilmente, il prezzo dei tanti farmaci dopanti che il giocatore aveva assunto durante la sua carriera. Quei medicinali, e quelle pratiche,  Petrini le aveva raccontate in un libro, &#8220;<em>Nel fango del dio pallone</em>&#8221; (<strong>Kaos Edizioni</strong>, 2000), ritratto scioccante del calcio italiano tra gli anni &#8217;60 e &#8217;80. Un mondo in cui Petrini aveva vissuto da protagonista, nella Serie A dove giocava come attaccante. Cresciuto nelle giovanili del Genoa, nel 1968 approdò al Milan di <strong>Rocco</strong>, con cui (da riserva) vinse la Coppa dei Campioni. Poi diverse squadre, tra cui Torino, Fiorentina e Roma. Nell&#8217;80, inciampò nello scandalo del calcio scommesse. Si prese tre anni e mezzo di squalifica, poi ridotti due grazie all&#8217;amnistia dell&#8217;82. Ma la sua carriera era ormai compromessa.</p><p>Chiuso con il calcio, aprì una società finanziaria. Andò malissimo, e scappò in <strong>Francia</strong>. Sarebbe dovuto tornare in Italia per rivedere il figlio, morente per un tumore, ma non fece in tempo. Povero e malato, decise di raccontare la melma dietro i lustrini del campionato. &#8220;Iniezioni e flebo, vent&#8217;anni fa prendevamo di tutto: al confronto ormoni e creatina sono caramelle&#8221; la sintesi cruda delle sue denunce. Non  solo sul <strong>doping</strong>. Petrini ha parlato spesso e molto di calcioscommesse. L&#8217;ultima accusa l&#8217;aveva lanciata poche ore fa, nel programma <strong><em>Le Iene</em></strong>: &#8220;Bologna-Juventus del 13 gennaio 1980 fu truccata, le due società si misero d&#8217;accordo e chi quel giorno non avesse accettato quell&#8217;accordo non avrebbe giocato&#8221;.</p><p>Erano subito arrivate diverse smentite. Ma spesso le sue bordate venivano accolte da un imbarazzato silenzio. Nel 2001 pubblicò &#8220;<em>Il calciatore suicidato</em>&#8220;, libro-inchiesta sulla misteriosa morte del calciatore del Cosenza <strong>Donato Bergamini</strong>. Ufficialmente un suicidio, di fatto un caso su cui i magistrati sono tornati a indagare, perché troppe cose non tornavano. Petrini nel suo scritto fu chiaro: &#8220;Bergamini venne ucciso dalla criminalità organizzata&#8221;. Niente metafore, nei suoi libri. L&#8217;ultimo, &#8220;<em>Piedi nudi</em>&#8220;, era uscito nel 2010. Qualche volta interveniva nelle radio, dalla sua <strong>Monticiano </strong>(Siena), dove si era ritirato da anni. Lo stesso paese di<strong> Luciano Moggi</strong>, da cui era tanto diverso. Petrini viveva in povertà, stremato da cinque interventi agli occhi e dal tumore. Oggi se ne è andato, ma rimarranno le sue parole. Come dita puntate, contro il pallone che non vuole vedersi dentro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/morto-carlo-petrini-denuncio-corruzione-doping-calcio-italiano/204761/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>In difesa di Ranieri</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/difesa-ranieri/200679/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/difesa-ranieri/200679/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Mar 2012 11:17:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Calciopoli]]></category> <category><![CDATA[champions league]]></category> <category><![CDATA[Chelsea]]></category> <category><![CDATA[Claudio Ranieri]]></category> <category><![CDATA[coppa del Re]]></category> <category><![CDATA[Inter]]></category> <category><![CDATA[Juventus]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category> <category><![CDATA[supercoppa]]></category> <category><![CDATA[Thiago Motta]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200679</guid> <description><![CDATA[Sa comportarsi, e sa parlare. E’ partito dal basso, vincendo in campionati minori. Ha vinto anche nei tornei importanti: non molto (una Coppa Italia e una Supercoppa italiana, una Coppa del Re in Spagna), ma più di altri tecnici celebrati e richiesti. Ha sfiorato uno scudetto con la Roma, tra la sorpresa generale, ed è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sa comportarsi, e sa parlare. E’ partito dal basso, vincendo in campionati <strong>minori</strong>. Ha vinto anche nei tornei importanti: non molto (una Coppa Italia e una Supercoppa italiana, una Coppa del Re in Spagna), ma più di altri tecnici celebrati e richiesti.</p><p>Ha sfiorato uno scudetto con la Roma, tra la sorpresa generale, ed è arrivato in semifinale di Champions League con il Chelsea (che non era quello degli anni più opulenti). La Juventus <strong>tramortita</strong> da Calciopoli, piaccia o non piaccia, l’ha rimessa in piedi lui.</p><p>Insomma, Claudio Ranieri è un buon allenatore, e un uomo più che stimabile. Non meritava di essere <strong>immolato </strong>come capro espiatorio per i guai di un’Inter che è, fisiologicamente, alla fine di un ciclo. E che doveva tenere a Milano il suo regista, Thiago Motta: ad ogni costo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/difesa-ranieri/200679/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il cucchiaio di legno  è rimasto nel cassetto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/cucchiaio-legno-rimasto-cassetto/198161/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/cucchiaio-legno-rimasto-cassetto/198161/#comments</comments> <pubDate>Sat, 17 Mar 2012 16:47:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Olimpico Sei Nazioni]]></category> <category><![CDATA[rugby]]></category> <category><![CDATA[Rugby Sei Nazioni]]></category> <category><![CDATA[Scozia Italia]]></category> <category><![CDATA[Sei Nazioni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=198161</guid> <description><![CDATA[Il cucchiaio di legno è rimasto nel cassetto delle paure, e tanta gente ha sorriso dagli spalti, perché ha bisogno di questo sport. Quel rugby che se ne frega dei lustrini e pretende sudore e lealtà, come codici che proprio non si discutono. La Nazionale è stata più forte, della Scozia e del suo ruolo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il cucchiaio di legno è rimasto nel cassetto delle paure, e tanta gente ha sorriso dagli spalti, perché ha bisogno di questo sport. Quel rugby che se ne frega dei lustrini e pretende sudore e lealtà, come codici che proprio <strong>non si discutono</strong>.</p><p>La Nazionale è stata più forte, della Scozia e del suo ruolo di eterna comprimaria al Sei Nazioni. Il 13 a 6 con cui la Nazionale ha battuto gli scozzesi a Roma vale come un bel risultato, di quelli su cui costruire un futuro da protagonista, o almeno da veloce <strong>nave corsara</strong> della palla ovale.</p><p>Niente cucchiaio di legno, insomma, simulacro di trofeo che pesa su chi perde tutte e cinque le partite del torneo. Ma tanti, tantissimi spettatori. All&#8217;Olimpico erano in 72mila, a tifare con ordine. Felici di respirare aria pura, senza curve che si insultano, senza striscioni a spargere razzismo e invocare violenza, e senza giocatori (?) a buttarsi in terra, simulando infarti o <strong>ferite irricubili</strong>.</p><p>Roba da alieni, a leggerla. Roba da rugby. Di cui abbiamo tutti un po&#8217; bisogno.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/cucchiaio-legno-rimasto-cassetto/198161/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Inter salvata dai tweet: Fiorello in azione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/19/linter-salvata-dai-tweet-fiorello-in-azione/192320/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/19/linter-salvata-dai-tweet-fiorello-in-azione/192320/#comments</comments> <pubDate>Sun, 19 Feb 2012 17:04:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Beppe Severgnini]]></category> <category><![CDATA[Calcio]]></category> <category><![CDATA[fiorello]]></category> <category><![CDATA[Francesco Facchinetti]]></category> <category><![CDATA[Inter]]></category> <category><![CDATA[Twitter]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/19/linter-salvata-dai-tweet-vip-in-azione/192320/</guid> <description><![CDATA[Salvate il soldato Ranieri: firmato Fiorello. Sopra l’allenatore dell’Inter volano corvi minacciosi, dopo il 3 a 0 rimediato venerdì contro il Bologna, terza sconfitta di fila per una squadra senza ordine e idee. Le voci su un suo esonero corrono veloci, assieme ai nomi dei possibili sostituti (si parla del duo Beppe Baresi-Luis Figo). Ma...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Salvate il soldato <strong>Ranieri</strong>: firmato <strong>Fiorello</strong>. Sopra l’allenatore dell’Inter volano corvi minacciosi, dopo il 3 a 0 rimediato venerdì contro il Bologna, terza sconfitta di fila per una squadra senza ordine e idee. Le voci su un suo esonero corrono veloci, assieme ai nomi dei possibili sostituti (si parla del duo Beppe Baresi-Luis Figo). Ma c’è chi rimane al suo fianco, come l’interista doc Fiorello.</p><p>Proprio lui, che a inizio stagione su <strong>Twitter </strong>aveva regalato una formidabile imitazione dell’ex allenatore nerazzurro Gasperini, licenziato dopo tre gare di campionato. Ieri, sempre sul suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://twitter.com/#!/sarofiorello" target="_blank">profilo Twitter</a></span>, l’artista ha preso posizione con un video, girato in un bar: <em>“Per favore non diamo la colpa a Ranieri. Abbiamo tutti rotto. E poi vogliamo parlare della presidenza? Moratti ha cacciato fuori i soldi, ma ha anche cacciato i calciatori: Eto’o, Thiago Motta&#8230; Abbiamo preso Forlan rotto, ora è arrivato un altro, come si chiama? Guarin? È rotto pure lui! Il fatto è che all’Inter piace curarli, i giocatori…”</em>.</p><p>Analisi esilarante ma per nulla surreale. Il cui succo rimane quello: “per favore non prendetevela con Ranieri, perché è questa la squadra che gli hanno consegnato”. Parola di Fiorello, che durante il calvario nerazzurro di venerdì sera aveva già twittato commenti da applauso. Uno su tutti: <em>“Voglio la <strong>Camusso </strong>in difesa!”</em>. La leader della Cgil però non è disponibile, e allora bisogna arrangiarsi. Magari dando ancora fiducia a Ranieri, tutto sommato salvato dal popolo interista sul web. Duro, ma consapevole che la rosa è logora e che i trofei in serie degli anni precedenti stanno presentando il conto.</p><p>Ma altri nerazzurri da copertina mordono, eccome. Sempre su Twitter, il giornalista e scrittore <strong>Beppe Severgnini</strong> spara fiele, ambivalente: <em>“Dopo Inter-Bologna passo su Sanremo e trovo Siani. Bravo attore, come comico vale Castaignos (giocatore interista, ndr) centravanti. Al peggio non c’è mai fine”</em>. Un utente allora gli dà dello Schettino <em>“perché ha abbandonato la nave nerazzurra. Finite le vittorie, finiti i commenti quotidiani”</em>. E Severgnini replica: <em>“Ho raccontato l’Inter dal disastro (2000) al trionfo (2010) in 4 libri, raccolti nel Manuale del perfetto interista. Non basta?”</em>.</p><p>Il conduttore <strong>Francesco Facchinetti </strong>invece opta per l’appello: <em>“Fratelli interisti non preoccupatevi, anche se le perdiamo tutte non andiamo in B”</em>. Frase che non pare proprio una dimostrazione di fiducia nel futuro prossimo delle squadra.</p><p>Nel frattempo, un bimbo è diventato la nuova star della Milano nerazzurra. Trattasi di <strong>Filippo</strong>, che venerdì a San Siro aveva chiesto con apposito cartello: <em>“Potete vincere? Altrimenti a scuola mi prendono in giro! Grazie, Filippo”</em>. L’Inter ora lo cerca, per invitarlo al campo di allenamento della Pinetina e regalargli una maglia. Mentre Sky ha pubblicato sul web un appello con richiesta di intervista al piccolo nerazzurro, <em>“ovviamente con il consenso dei genitori”</em>.</p><p>Ieri l’Inter è tornata ad allenarsi. Ranieri ha parlato a lungo alla squadra. Mercoledì si gioca contro il <strong>Marsiglia</strong>, in Champions League, e non si può sbagliare. Perché non sono tutti pazienti come Filippo.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 18 febbraio 2012 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/19/linter-salvata-dai-tweet-fiorello-in-azione/192320/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Calcio sporco, da Carrobbio allo zingaro  Ecco tutto il dizionario delle scommesse</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/dizionario-delle-scommesse/179532/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/dizionario-delle-scommesse/179532/#comments</comments> <pubDate>Fri, 23 Dec 2011 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Atalanta]]></category> <category><![CDATA[Calcio]]></category> <category><![CDATA[cremona]]></category> <category><![CDATA[inchiesta]]></category> <category><![CDATA[Salvini]]></category> <category><![CDATA[scommesse]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/dizionario-delle-scommesse/179532/</guid> <description><![CDATA[Non è finita. Ci sarebbero ancora altre partite truccate. Lo avrebbe raccontato ieri Carlo Gervasoni, il giocatore del Piacenza arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulle partite truccate, nel corso del suo interrogatorio davanti al gip Guido Salvini e al procuratore Roberto Di Martino, a Cremona. Sarebbero gare di categorie minori oltre a quelle contenute nell’ordinanza di custodia...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non è finita. Ci sarebbero ancora altre partite truccate. Lo avrebbe raccontato ieri <strong>Carlo Gervasoni</strong>, il giocatore del Piacenza arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulle partite truccate, nel corso del suo interrogatorio davanti al gip <strong>Guido Salvini</strong> e al procuratore <strong>Roberto Di Martino</strong>, a Cremona. Sarebbero gare di categorie minori oltre a quelle contenute nell’ordinanza di custodia cautelare con la quale è stato disposto il carcere per il giocatore e altre 17 persone. “Il mio assistito sarà sentito di nuovo” ha spiegato l’avvocato del calciatore, Giulio Alleva. “Presentare istanza di scarcerazione? Faremo le riflessioni che dobbiamo fare con gli altri difensori &#8211; taglia corto Alleva &#8211; Il ragazzo è sereno? Come può esserlo uno che sta in carcere per quattro giorni per la prima volta nella sua vita?”.</p><p>Ieri è stato sentito anche <strong>Luigi Sartor</strong>. L’ex difensore però si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Sfatto, con le lacrime agli occhi, con la barba lunga e gli stessi vestiti da tre giorni” è invece apparso <strong>Cristiano Doni</strong>, in carcere, a Daniele Belotti, l&#8217;assessore regionale e tifoso atalantino, che lo ha visitato assieme al deputato <strong>Giacomo Stucchi</strong>. “Siamo andati per vedere dal punto di vista umano in che condizioni fosse” ha spiegato Belotti, per cui gli sviluppi dell’inchiesta sono stati uno choc: “A giugno con tanti tifosi ci siamo spesi per difendere l’onore dell’Atalanta per un attacco mediatico che allora era basato sul nulla. Tornerei a farlo, ma &#8211; ha aggiunto &#8211; con le prove di ora il quadro cambia”.</p><p>Promesse e bestemmie, sfoghi e calcoli, comicità involontarie e terrore puro. Nel vocabolario e nelle storie dei (presunti) protagonisti del calcioscomesse grottesco e illecito vanno di pari passo, sullo sfondo di un unico denominatore comune: la sete di denaro, che accomuna campioni da copertina a carneadi del pallone, sino a mediatori oscuri. Degni di un film tragico, ma pure comico.</p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Filippo Carobbio</span></strong> &#8211; <strong>Il rigore sbagliato dal “negro”</strong></p><p>Centrocampista dello Spezia (Prima Divisione), 32 anni, per gli inquirenti è uno dei cinque, principali referenti italiani dell’organizzazione di Singapore, che muoveva tutto. Carobbio avrebbe contribuito a truccare almeno cinque partite di Serie B tra il 2009 e il 2011. Quattro gare del Grosseto, con cui ha giocato il campionato 2009-2010, e una del Siena (Siena-Piacenza), con cui ha disputato la scorsa stagione. Davanti al gip di Cremona, Guido Salvini, il mediano avrebbe ammesso di “essere stato a disposizione” degli scommettitori. Secondo Carobbio, sarebbero state manipolate anche alcune partite dell’Albinoleffe, dove ha giocato tra il 2007 e il 2009. A inchiodare il centrocampista sono (anche) 25 sms che il 23 maggio 2010 scambia con Almir Gegic: il capo degli “zingari”, ovvero i rappresentanti per l’Est Europa del clan di Singapore. Quel giorno si giocava Grosseto-Reggina, una delle gare sotto inchiesta. Secondo gli accordi, dovevano vincere i calabresi. E Carobbio, allora nel Grosseto, doveva “garantire” il risultato. Ma all’ 88 esimo, sul 2 a 1 per la Reggina, arriva un rigore. Sul dischetto va il capitano dei toscani, Consonni che segna. “Sono andato io a tirare per togliere qualche mio compagno dall’imbarazzo” dirà poi il giocatore. Dopo la gara, Carobbio si sfoga con gli zingari: “Stava andando tutto bene e già avevamo fatto un miracolo, perché la Reggina non superava metà campo. Purtroppo quel negro (il suo compagno Joelson, ndr) non ha tirato il rigore, che avrebbe dovuto sbagliare”.</p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Roberto Di Martino</span> &#8211; Il pm della “sensazione”</strong></p><p>Lunedì scorso, quando ancora le agenzie battevano le notizie dei 17 arresti, ha subito chiarito: “Questo è solo un punto di partenza”. Perché Roberto Di Martino, pm di Cremona che gestisce “Last Bet”, è convinto che quello delle scommesse nel calcio sia un pozzo senza fondo. E vuole scendere in profondità, per più metri possibile. La scorsa estate, quando deflagrò il primo troncone dell’inchiesta, <strong>Di Martino</strong> fece discutere per la sua loquacità con la stampa. E per una frase: “Ho la sensazione che ci siano stati accordi tra le società di Serie A per determinare certi risultati: sensazione, non una prova”. Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, lo rampognò: “Auspichiamo che tutto questo possa portare all’accertamento di fatti e responsabilità e non sensazioni”. Il procuratore di Cremona controreplicò subito: “È difficile criticare senza conoscere le situazioni. In molti mi hanno parlato di combine in A”. L’obiettivo principale di Di Martino che va a caccia grossa, e non ha paura di dirlo.</p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Cristiano Doni </span>- “Fantozzi, è lei?” </strong></p><p>È l’uomo-copertina dello scandalo, l’asso passato pure per la Nazionale e inciampato nella giustizia per l’ennesima volta. Cristiano Doni, 38 anni fantasista ed ex-idolo intoccabile dell’Atalanta, viene iscritto sul registro degli indagati di Cremona lo scorso 31 maggio. Per gli inquirenti era il principale referente dell’organizzazione per le partite truccate in Serie B. In particolare, avrebbe combinato tre partite della sua Atalanta. Un paio di mesi dopo, Doni viene squalificato dalla giustizia sportiva per tre anni e mezzo. Il giocatore continua a proclamarsi innocente. Quattro giorni fa, all’alba, Doni viene arrestato nella sua casa di Bergamo. Alla vista degli agenti tenta di fuggire verso il garage. Secondo i magistrati, Doni avrebbe pagato la parcella dell’avvocato a <strong>Nicola Santoni</strong>, altro indagato, per spingerlo a non parlare. La certezza è che i suoi colloqui con Santoni, intercettati, regalano scampi da film di genere. “Fantozzi, è lei?” risponde Doni al suo amico. Un improbabile trucco per difendersi dalle intercettazioni, seguito da una raccomandazione a Santoni: “Fai il falsetto, fai il falsetto”. In un’altra telefonata, con il suo avvocato, Doni semina bestemmie. E si lamenta così di Santoni: “Mi ha messo nella merda”.</p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Almir Gegic</span> &#8211; Lo “zingaro” di Chiasso</strong></p><p>Come calciatore ha una biografia minima, ma secondo gli inquirenti era un capo. Lo slovacco Almir Gegic, 32 anni, ex centrocampista degli svizzeri del Chiasso, quest’anno al Rancate, è rincorso da giugno dalla giustizia italiana. Sei mesi fa, la Procura di Cremona aveva emanato per lui un primo mandato di arresto. Ma le autorità svizzere, dopo aver verificato i suoi conti correnti, l’avevano dichiarato estraneo ai fatti. Ora per Gegic (latitante da 15 giorni) è arrivata la seconda richiesta di arresto. Per i magistrati, aveva un ruolo “di primissimo piano” negli “zingari”, gruppo in diretto contatto con Singapore. “Corrompevano i giocatori, tenevano i contatti con i vertici asiatici e scommettevano cifre importanti, sino al milione e mezzo di euro” ha spiegato il pm Di Martino. La base operativa di Gegic e sodali era a Cernobbio (Como). Con i suoi presunti compagni di scommesse, tra cui i macedoni <strong>Hristyan Ilievskì e Rade Trajkovski</strong>, faceva il giro degli stadi italiani. Gegic sugli spalti anche il 1 ° aprile 2010, per assistere a Brescia-Mantova. Secondo gli accordi, il difensore del Mantova, Carlo Gervasoni, doveva favorire il risultato combinato. Ma quel giorno Gervasoni salva un gol fatto. E in una telefonata, uno degli zingari esplode: “Non ci si può credere, che imbecille!”. Un bel problema per Gegic, che alla vigilia dell’incontro aveva parlato 36 volte al telefono con Gervasoni. I magistrati sono convinti che abbia manipolato anche diverse partite del Chiasso.</p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Nicola Santoni</span> &#8211; Amico sino in fondo</strong></p><p>Ex portiere, transitato anche per il Palermo in Serie A, il 32 enne Santoni allenava i numeri uno del Ravenna, dove aveva concluso la carriera per un’anomalia cardiaca. E truccava partite, stando ai magistrati. Nell’interrogatorio dopo l’arresto, avrebbe ammesso di aver combinato Atalanta-Piacenza del 19 marzo (3-0), corrompendo i giocatori ospiti perché perdessero. Su quella gara Santoni avrebbe scommesso 30 mila euro, vincendone il doppio. Davanti al gip, ha difeso stoicamente Doni, con cui parlava di continuo al telefono. “Non so” avrebbe replicato più volte alle domande sui suoi legami con l’ex capitano dell’Atalanta. E i soldi per la parcella dell’avvocato, che gli sarebbero arrivati proprio da Doni? Secondo Santoni, il suo amico si sarebbe offerto di pagarla, ma alla fine il denaro sarebbe arrivato da Alessandro Ettori di Cervia (Ravenna), per conto di non meglio precisati “amici”. Il magistrato non è rimasto convinto. Pesa un’intercettazione del 1 ° agosto, in cui Santoni, prima di essere convocato dalla giustizia sportiva, confidava: “Niente, per me possono morire tutti, lunedì&#8230; mercoledì faccio le mie memorie”. Proposito che, sempre secondo gli inquirenti, avrebbe convinto Doni a pagare le spese legali a Santoni. Per farlo tacere.</p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Luigi Sartor </span>- Il contabile</strong></p><p>Gli appassionati lo ricordano con le maglie di Parma, Inter e Roma. Ma per gli inquirenti Luigi Sartor, ex difensore di 36 anni, è il “contabile”. L’uomo di raccordo tra Singapore e gli scommettitori di Bologna, con l’ex laziale Giuseppe Signori in prima fila. In un’intercettazione, Sartor trabocca di preoccupazione: “Io ero stato in Oriente, lo sai? E ora, questo discorso che parlano delle cose orientali&#8230;”. La procura ha decine di sue intercettazioni con i personaggi coinvolti nell’inchiesta. In un’occasione, Sartor incontra all’aeroporto di Malpensa un certo <strong>Pho Hock Kheng</strong>. Un altro possibile mediatore, che voleva parlare con il “collega” italiano.</p><p><strong><span style="color: #ff0000;">Eng Tan Seet</span> &#8211; Il burattinaio </strong></p><p>Il grande tessitore del filo oscuro di scommesse da capogiro e corruzioni assortite, che dall’altro capo del mondo sgonfiava il pallone a suo piacimento: ovunque. Eng Tan Seet, detto Dan, sarebbe il gran capo dell’organizzazione di Singapore. Capace di arrivare ai campionati di tutto il mondo, con la sua lunga teoria di sodali, per truccare e guadagnare: tantissimo. Per gli inquirenti, solo in Asia la sua organizzazione muove 90 miliardi di dollari. Il suo braccio destro, Wilson Perumal, è stato arrestato lo scorso febbraio in Finlandia. Una delle tante nazioni dove il clan imperava. Agli inquirenti scandinavi, ha spiegato il funzionamento della cupola: “Ci sono sei persone chiave, ed Eng dirige il gruppo. Lui ha manipolato partite della Serie A. Ha scommesso su quelle gare in Cina, servendosi di un gruppo di scommesse creato dai cinesi”.</p><p>da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 23 dicembre 2011</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/dizionario-delle-scommesse/179532/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Alluvione a Genova, Don Gallo: “Fa male  l&#8217;indifferenza. La città deve unirsi”</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/05/don-gallo-fa-male-lindifferenza-la-citt-deve-unirsi/168598/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/05/don-gallo-fa-male-lindifferenza-la-citt-deve-unirsi/168598/#comments</comments> <pubDate>Sat, 05 Nov 2011 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[alluvione]]></category> <category><![CDATA[dissesto idrogeologico]]></category> <category><![CDATA[don andrea gallo]]></category> <category><![CDATA[genova]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/05/don-gallo-fa-male-lindifferenza-la-citt-deve-unirsi/168598/</guid> <description><![CDATA[&#8220;Questa alluvione non è certo una novità per noi, e questo è triste. Ma le cose peggiori sono l’indifferenza della gente e lo scaricabarile dei politici&#8221;. Don Andrea Gallo, 83 anni trascorsi a lottare per gli emarginati e contro i pregiudizi, parla dal suo studio vicino al porto di Genova, la sua città. Nella voce,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/don-gallo-pezzo.jpg?47e3a5"><img class="size-full wp-image-168662 alignleft" title="don gallo pezzo" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/don-gallo-pezzo.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>&#8220;Questa alluvione non è certo una novità per noi, e questo è triste. Ma le cose peggiori sono l’indifferenza della gente e lo scaricabarile dei politici&#8221;. <strong>Don Andrea Gallo</strong>, 83 anni trascorsi a lottare per gli emarginati e contro i pregiudizi, parla dal suo studio vicino al porto di <strong>Genova</strong>, la sua città. Nella voce, la consapevolezza di chi ne ha viste parecchie.</p><p><strong>Don Gallo, dopo le Cinque Terre la natura se l’è presa con Genova.</strong><br /> I ragazzi della mia comunità (San Benedetto al porto, ndr) vengono di continuo a portarmi notizie terribili, la città è sconvolta. Io dovevo andare a Sant’Arcangelo di Romagna, pensi che lì oggi (ieri, ndr) c’era il sole. Abbiamo telefonato, per spiegare che io non potevo partire con l’autostrada allagata e con questa situazione. Sono morti anche dei bambini&#8230;</p><p><strong>L’opposizione accusa il sindaco Vincenzi di non aver fatto abbastanza per prevenire l’alluvione. </strong><br /> Guardi, i tagli del governo alle amministrazioni sono stati tremendi, e questo pesa tanto. Però bisognava organizzarsi meglio. Dalla parte del Bisagno, sul Levante, non hanno previsto nulla. E dire che c’era l’allerta, dopo quello che è successo alle Cinque Terre. E poi, perché non hanno chiuso le scuole questa mattina?</p><p><strong>Il sindaco replica che la chiusura avrebbe ingolfato la viabilità (“i genitori avrebbero portato i bimbi dai nonni”), e che “comunque tanta gente che era in giro si è potuta rifugiare nelle scuole”.</strong><br /> Sarà, ma in certe scuole per salvarsi sono dovuti arrivare al quarto piano. Se parliamo di viabilità che non funzionava, ma di chi è la colpa? Ricominciamo con lo scaricabarile dei politici. La pioggia sarà pure stata eccezionale, però a Genova le alluvioni non sono certo una novità. E si capisce: basta guardare come hanno deturpato le colline in 50 anni. Ma c’è un’altra cosa che mi preoccupa.</p><p><strong>Ovvero?</strong><br /> L’indifferenza. Tanta gente ti dice: ‘ L’alluvione? Non mi ha toccato, quindi pazienza’. E non va bene, perché stare in una città significa condividere delle cose, partecipare alla vita di tutti.</p><p><strong>Vede troppa indifferenza nella sua Genova?</strong><br /> Sì, anche tra i giovani. Qualche sera fa sono stato a una premiazione, a Pegli, e spiegavano che qui in città è molto peggiorata la situazione del volontariato per la pubblica assistenza.</p><p><strong>Eppure quando ci fu un’altra alluvione nel 1970 furono proprio i giovani a rimettere in piedi la città.</strong><br /> Certo, io ero con loro in mezzo a quel fango. Pensi che al tempo volevano costruire il monumento al giovane, per celebrare quell’impegno. Ma oggi è diverso. I ragazzi sono scoraggia-ti, delusi. Non cercano più lavoro, sognano di andarsene altrove, all’estero. E questa città è preda di una lenta eutanasia. Non c’è quel vento del cambiamento che soffia da qualche anno a Milano. Le persone e la politica si mobilitano solo per vietare. Per esempio, per impedire la costruzione della moschea.</p><p><strong>Lei sembra mettere in correlazione l’alluvione con i problemi di Genova. </strong><br /> Penso che questo dramma faccia emergere le ferite della nostra città. Dobbiamo utilizzare quanto accaduto per un momento di riflessione, per guardarci dentro. Io voglio bene a Genova, è la mia città e la conosco molto bene. Ma dobbiamo tornare tutti a partecipare, ad aiutarci. Lo ripeto: la pioggia è stata eccezionale, ma la non-partecipazione è la normalità.</p><p><strong>Ora come si riparte?</strong><br /> I ragazzi delle nostre comunità sono pronti ad aiutare, come sempre. Pur essendo stati emarginati in questa città, sono molto felici di aiutarla. Per loro, è uno stimolo a migliorarsi. In diversi sono già andati nelle Cinque Terre per aiutare la Protezione Civile. E poi abbiamo raccolto scorte e fondi. Lo faremo anche nella nostra Genova.</p><p><strong>Don Gallo, cosa chiederebbe a Dio dopo un dramma come l’alluvione?</strong><br /> Gli chiederei perché non ha dato a Mosè l’ 11 ° comandamento: “Rispetta la natura”. Padre Zanotelli (missionario, ndr) me lo ripete sempre: la Bibbia è una contemplazione della natura e delle sue bellezze.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/05/don-gallo-fa-male-lindifferenza-la-citt-deve-unirsi/168598/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>Crevalcore, quel signore del calcio che si chiama Gigi Simoni. E la vittoria senza età</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/il-leone-di-gubbio-gigi-simoni-la-vittoria-senza-et/166374/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/il-leone-di-gubbio-gigi-simoni-la-vittoria-senza-et/166374/#comments</comments> <pubDate>Wed, 26 Oct 2011 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[allenatore]]></category> <category><![CDATA[cremonese]]></category> <category><![CDATA[crevalcore]]></category> <category><![CDATA[Gigi Simoni]]></category> <category><![CDATA[gubbio]]></category> <category><![CDATA[Inter]]></category> <category><![CDATA[piacenza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/il-leone-di-gubbio-gigi-simoni-la-vittoria-senza-et/166374/</guid> <description><![CDATA[Un’impresa, di quelle che ti sogni la notte. Una faticaccia che a 72 anni ti toglie dalla bocca i dubbi, prima della gioia: “Non so se ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/simoni_er.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-166478" title="simoni_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/simoni_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>Un’impresa, di quelle che ti sogni la notte. Una faticaccia che a <strong>72 anni</strong> ti toglie dalla bocca i dubbi, prima della gioia: “Non so se continuo, ho fatto quasi mille panchine e non vorrei esagerare. E poi c’è lo stress da serie B”. L’adrenalina e i titoli dei giornali pesano come montagne, per<strong> Gigi Simoni</strong>. Eppure sabato prossimo a guidare il <strong>Gubbio </strong>contro il Livorno sarà ancora lui, che lunedì sera è tornato in panchina appena in tempo per battere il <strong>Torino</strong> capolista e imbattuto.</p><p>Proprio lui, che da direttore tecnico si è inventato una bella porzione del miracolo Gubbio, riportato in serie B dopo <strong>64 anni di sereno purgatorio</strong>. Proprio lui, che dopo anni da dirigente proprio non voleva tornarci in panchina. Meglio godersi il pallone dalla tribuna, nel verde dell’Umbria. Poi però la squadra della favola è inciampata nella realtà della B. Risultato, una sola vittoria in dieci partite e l’esonero del tecnico Fabio Pecchia, otto giorni fa. Ci voleva una cura prodigiosa, per crederci ancora. Simoni assicura di aver contattato altri allenatori: “Ma non erano disponibili, e quelli che si proponevano non andavano bene”.</p><p>Così  è toccato al veterano con <strong>915 panchine</strong> tra i professionisti e tante vittorie con <strong>Inter</strong>, <strong>Napoli, Lazio, Piacenza e Cremonese</strong>. “Solo per la prossima partita, poi vediamo”, la premessa di Simoni alla società. Poi, sotto con una settimana di allenamenti con cui ha ridato al Gubbio ordine e voglia di giocarsela. Così anche il Torino, distante 19 punti, è parso avversario alla portata. E gli umbri si sono presi la vittoria, con un 1 a 0 che vale platino. Copertina, inevitabile, per Simoni. Che a fine gara ricordava: “Ho vinto, proprio contro la squadra <strong>per cui tifo da quando ho nove anni</strong>”.</p><p>Un rammarico da romantico del pallone. Un rammarico da Simoni, quello stimato da tutti. Perché in una vita consacrata al pallone, anche da (buon) calciatore, qualche partita l’ha persa, ma il senso della misura mai. Persino quando l’<strong>Inter </strong>lo mandò via, dopo un’annata in cui aveva vinto la <strong>Coppa Uefa</strong> e sfiorato lo scudetto, spostato altrove da bizzarri arbitraggi. Per il tecnico di Crevalcore (Bologna) l’esonero arrivò nel novembre successivo, poche ore dopo una vittoria contro <strong>Salernitana</strong> e, soprattutto, a qualche giorno da un successo per 3 a 1 contro il Real Madrid. Un altro, nei suoi panni, avrebbe fatto l’inferno. Simoni si limitò a dire quello che pensava tutta Italia: “È assurdo”. Poi se ne andò, senza trovare altrove il filo delle vittorie.</p><p>Dal <strong>Piacenza </strong>al <strong>Siena</strong>, passando per <strong>Torino</strong> e <strong>Napoli</strong>, per l’allenatore sono state stagioni storte. In mezzo, un dramma infinito come la morte del figlio Adriano, per un incidente stradale. Un lutto vissuto nel massimo silenzio. Tutte le curve italiane srotolarono striscioni di condoglianze, perché in Simoni vedevano l’uomo, molto prima dell’avversario. A Gubbio è arrivato nel febbraio 2009, da direttore tecnico, quando la squadra era in Seconda Divisione. In un anno e mezzo, l’allenatore Torrente e Simoni l’hanno portata in B. Ora il veterano proverà a salvarla. Sabato prossimo, a Livorno, Simoni sarà in panchina, per un quasi derby (“<strong>sono un po ’ pisano</strong>)”. Poi si vedrà. Forse verrà affiancato da un collaboratore. O forse no. Perché quel peso gli piace: eccome.</p><p>da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 26 ottobre 2011</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/il-leone-di-gubbio-gigi-simoni-la-vittoria-senza-et/166374/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>12</slash:comments> </item> <item><title>La parola di Tremonti: sintesi delle ultime puntate</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/24/la-parola-di-tremonti-sintesi-delle-ultime-puntate/166085/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/24/la-parola-di-tremonti-sintesi-delle-ultime-puntate/166085/#comments</comments> <pubDate>Mon, 24 Oct 2011 18:35:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[condono]]></category> <category><![CDATA[decreto sviluppo]]></category> <category><![CDATA[Giulio Tremonti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=166085</guid> <description><![CDATA[Un condono è per sempre, almeno per certi governi e per certi ministri. Giulio Tremonti, che da ministro ha cambiato sanatorie come giacche, lo sa. Questa volta, come tante altre, aveva assicurato che di condoni non ce ne sarebbero stati. Alle 19 del 24 ottobre 2011, nella bozza del Dl sviluppo ce n&#8217;erano 12. Poi sono arrivate le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un <strong>condono </strong>è per sempre, almeno per certi governi e per certi ministri. <strong>Giulio Tremonti</strong>, che da ministro ha cambiato sanatorie come giacche, lo sa. Questa volta, come tante altre, aveva assicurato che di condoni non ce ne sarebbero stati. Alle 19 del 24 ottobre 2011, nella <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/Bozza-decreto-sviluppo.pdf" target="_blank">bozza del Dl sviluppo</a></span> ce n&#8217;erano 12. Poi sono arrivate le smentite, altri spifferi, forse aggiustamenti. Nell&#8217;attesa di nuove epifanie dal governo che fa (<var></var>sor)ridere il globo, ripasso delle ultime due puntate.</p><p><em>Nel corso di un<var></var> intervento alla commissione Bilancio del Senato, tenutosi ieri, il ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti ha dichiarato che nella manovra finanziaria <strong>non saranno inseriti nuovi condoni </strong>fiscali o un nuovo scudo per il rimpatrio dei capitali. Il responsabile del dicastero ha dichiarato che un condono non sarebbe corretto, visto che </em>&#8220;si tratterebbe di un intervento una tantum che genera introiti di cassa ma che non modifica l&#8217;assetto della finanza pubblica&#8221;<em>. </em><br /> <a rel="nofollow" href="http://www.soldionline.it/notizie/economia-politica/tremonti-non-ci-saranno-nuovi-condoni" target="_blank">www.soldionline.it</a>, 2 settembre 2011</p><p><em>Non uno, ma ben </em><strong>12 diversi condoni</strong><em> sono presenti nella bozza del Decreto sviluppo in discussione al consiglio dei ministri di stasera, secondo le anticipazioni dell’agenzia Ansa, che elenca alcuni di questi provvedimenti. C’è il concordato fiscale e molto altro, sempre in materia di imposte non pagate: riapertura dei termini per gli anni pregressi; regolarizzazione delle scritture contabili; accertamento con adesione per i periodi di imposta pregressi; definizione dei ritardati od omessi versamenti; definizione degli atti di accertamento e di contestazione, degli avvisi di irrogazione delle sanzioni, degli inviti al contraddittorio e dei processi verbali di constatazione; definizione delle liti pendenti; definizione dei tributi locali; definizione agevolata ai fini delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni (proroga di termini); definizione degli importi non versati; regolarizzazione di inadempienze di natura fiscale; proroga di termini per risolvere la violazione dell’obbligo della dichiarazione Iva; cumulabilità delle definizione agevolate. </em><br /> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/24/dodici-condoni-nel-decreto-sviluppo-anche-per-i-manifesti-elettorali-abusivi/166059/" target="_blank">www.ilfattoquotidiano.it</a>, 24 ottobre 2011</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/24/la-parola-di-tremonti-sintesi-delle-ultime-puntate/166085/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Alfonso Papa e la baruffa Fini-Pdl</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/alfonso-papa-e-la-baruffa-fini-pdl/164530/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/alfonso-papa-e-la-baruffa-fini-pdl/164530/#comments</comments> <pubDate>Tue, 18 Oct 2011 08:07:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alfonso Papa]]></category> <category><![CDATA[Amedeo Laboccetta]]></category> <category><![CDATA[Fabrizio Cicchitto]]></category> <category><![CDATA[Gaetano Quagliariello]]></category> <category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=164530</guid> <description><![CDATA[Se le sono dette di santa ragione, perché tra Fini e il Pdl è guerra continua. Miccia, il deputato Alfonso Papa, in carcere a Napoli per il caso P4. Ieri tre del Pdl, Gaetano Quagliariello, Fabrizio Cicchitto e Amedeo Laboccetta, sono andati a trovarlo. All’uscita, Quagliariello affermava: “Papa ha chiesto al presidente della Camera di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se le sono dette di santa ragione, perché tra <strong>Fini </strong>e il Pdl è guerra continua. Miccia, il deputato <strong>Alfonso Papa</strong>, in carcere a Napoli per il caso P4.</p><p>Ieri tre del Pdl, <strong>Gaetano Quagliariello</strong>, <strong>Fabrizio Cicchitto</strong> e <strong>Amedeo Laboccetta</strong>, sono andati a trovarlo. All’uscita, Quagliariello affermava: <em>“Papa ha chiesto al presidente della Camera di concedergli l’attività indiretta di parlamentare che si può espletare anche senza la presenza fisica, ma non ha avuto risposta”</em>. Pronta replica di Fini: <em>“Da Papa e dai suoi collaboratori non è arrivata nessuna richiesta”</em>. E comunque, precisava la nota, nel trattare il suo caso la Presidenza ha osservato le norme della Costituzione e del regolamento della Camera.</p><p>Controreplica di Quagliariello, Cicchitto e Laboccetta: <em>“La Presidenza liquida con <strong>burocratico cinismo</strong> una questione che investe il cuore della democrazia parlamentare. Si autorizza il sospetto che il conteggio di Papa ai fini del numero legale, nonostante la sua esclusione dal voto, sia funzionale a tentativi di ribaltare maggioranze parlamentari attraverso espedienti infimi”</em>.</p><p>Nuova risposta di Fini: <em>“Definire burocratico cinismo l’applicazione della <strong>Costituzione </strong>e dei regolamenti prova quale concezione hanno della democrazia parlamentare”.</em></p><p><em> </em></p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 18 ottobre 2011 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/alfonso-papa-e-la-baruffa-fini-pdl/164530/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>Star academy, l’antiSantoro che chiude in fretta su Raidue</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/16/star-academy-l%e2%80%99antisantoro-che-chiude-in-fretta/164173/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/16/star-academy-l%e2%80%99antisantoro-che-chiude-in-fretta/164173/#comments</comments> <pubDate>Sun, 16 Oct 2011 06:10:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Annozero]]></category> <category><![CDATA[Raidue]]></category> <category><![CDATA[Share]]></category> <category><![CDATA[Star Academy]]></category> <category><![CDATA[Televisione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=164173</guid> <description><![CDATA[La presunta alternativa si è inabissata alla terza puntata. E ora il vuoto lasciato da Annozero assomiglia a una voragine di cui non si vedono i confini. La dimostrazione plastica del suicidio della Rai è il naufragio di Star Academy, la trasmissione che viale Mazzini aveva voluto in prima serata il giovedì su Raidue, al...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/FrancescoFacchinetti_interna.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-164434" title="FrancescoFacchinetti_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/FrancescoFacchinetti_interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>La presunta alternativa si è inabissata alla terza puntata. E ora il vuoto lasciato da <strong>Annozero</strong> assomiglia a una voragine di cui non si vedono i confini. La dimostrazione plastica del suicidio della Rai è il naufragio di <strong>Star Academy</strong>, la trasmissione che viale Mazzini aveva voluto in prima serata il giovedì su Raidue, al posto dell’esiliato <strong>Michele Santoro</strong>. La gara tra giovani cantanti (sulla falsariga di X-Factor) avrebbe dovuto reggere il confronto con Annozero, che nella stagione scorsa viaggiava con uno share del <strong>20%</strong> abbondante e 6-7 milioni di spettatori a puntata.</p><p>Ma la scommessa buffa dei dirigenti Rai ha sbattuto contro numeri da depressione. Dopo il flop delle due prime puntate, con share al 6,41% e 5,94%, giovedì scorso il “talent” condotto da <strong>Francesco Facchinetti</strong> è sprofondato al 4,61%, che è valso solo un milione e 27mila spettatori. Cifre lontane anni luce da quelle dei suoi rivali del giovedì: Don Matteo, che su Raiuno ha avuto oltre sette milioni di spettatori, con share del 25,7%, e Io Canto su Canale5 (oltre 4 milioni, con share sopra il 17%). Visto il disastro, viale Mazzini ha calato un frettoloso sipario. Star Academy si concluderà sabato prossimo, e neppure in prima serata. La finale è stata programmata di pomeriggio, al posto della consueta appendice del programma, Sabato Academy.</p><p>Per di più, pare, in studio non ci sarà Facchinetti, e neppure orchestra e giuria. Gli artisti saranno accompagnati solo da basi registrate, in un malinconico clima da smobilitazione. Insomma, non è andata male: è andata peggio. Innanzitutto alla Rai, che aveva abbandonato X-Factor, ufficialmente perché troppo costoso e poi ha ripiegato su una trasmissione dello stesso genere. Ma la botta è dura anche per Facchinetti. Che, ironia della sorte, da conduttore di X-Factor se l’era cavata bene. Venerdì sera la Rai ha cercato di proteggerlo con una nota: “Facchinetti è uno dei giovani volti su cui punta la Rete, per cui sono già allo studio nuovi progetti”. Comprensibilmente scossi i cantanti del programma. Come il 22enne <strong>Gaetano Civello</strong>, che ieri sul suo profilo Facebook annunciava una rivolta degli artisti: “La finale di sabato, questa ennesima buffonata, si svolgerebbe senza Francesco Facchinetti, senza i quattro giudici e, soprattutto, senza l’orchestra. Naturalmente ci siamo rifiutati, e neanche questa puntata di sabato andrà in onda”.</p><p>In serata però dalla Endemol, la società che ha prodotto il format del programma, minimizzava: “Quello di Civello è stato solo uno sfogo, la puntata di sabato si farà”. Sullo sfondo, si intravede il declino dei talent show, che cominciano a pagare l’evidente inflazione. Lo conferma un altro flop: quello di <strong>Baila</strong>, il programma su Canale5 basato su sfide tra ballerini.  Come per Star Academy, alla trasmissione di Mediaset è stata fatale la terza puntata, con “soli” due milioni e mezzo di spettatori. E così domani sera il programma chiuderà con la finale anticipata.</p><p>da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 16 ottobre 2011</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/16/star-academy-l%e2%80%99antisantoro-che-chiude-in-fretta/164173/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>137</slash:comments> </item> <item><title>Cinquant&#8217;anni in marcia della Pace</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/25/50-anni-in-marcia-della-pace/159893/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/25/50-anni-in-marcia-della-pace/159893/#comments</comments> <pubDate>Sun, 25 Sep 2011 09:10:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Marcia della Pace]]></category> <category><![CDATA[Palstina]]></category> <category><![CDATA[perugia-assisi]]></category> <category><![CDATA[stampa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=159893</guid> <description><![CDATA[Cinquant’anni dopo, ancora in cammino per dire no a tutte le guerre. Oggi si svolge la 19° edizione della Marcia della Pace Perugia-Assisi, a 50 anni esatti dal suo debutto. A inventarla fu Aldo Capitini, il “Gandhi italiano”. Un fautore della non violenza, che raccolse attorno a sé tanti giovani (e non). Alcuni dei ragazzi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Cinquant’anni dopo, ancora in cammino per dire no a tutte le guerre. Oggi si svolge la 19° edizione della <strong>Marcia della Pace Perugia-Assisi</strong>, a 50 anni esatti dal suo debutto. A inventarla fu <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Capitini" target="_blank">Aldo Capitini</a></span>, il “Gandhi italiano”. Un fautore della non violenza, che raccolse attorno a sé tanti giovani (e non). Alcuni dei ragazzi d’allora marciano anche oggi, e passeranno la bandiera della pace ad altri giovani, in una consegna del testimone che sarà tra i momenti principali della manifestazione.</p><p>Alla Marcia, che è partita alle 9 dai Giardini del Frontone di Perugia per arrivare alle 15 alla Rocca Maggiore di Assisi, hanno aderito più di mille tra associazioni, enti locali e scuole. <em>“Eppure siamo stati<strong> ignorati dalla stampa nazionale</strong>”</em>, sostiene la Tavola della Pace, che cita numeri eloquenti: <em>“L’ingombro totale occupato dai temi della Marcia e del Meeting sta in una pagina e rappresenta lo 0,6% del totale delle pagine nazionali. Quattro pagine complessive rispetto alle 15 dedicate ad Amanda e a Raffaele Sollecito”</em>. La cronaca nera batte nettamente la pace, insomma.</p><p>Ma la Marcia va avanti ugualmente. Con le bandiere arcobaleno, e anche con diverse<strong> bandiere palestinesi</strong>. A invocarle è Luisa Morgantini, portavoce dell’Associazione per la Pace ed ex europarlamentare: <em>“Abbiamo chiesto di portarne tante, per ricordare che il popolo della pace non abbandona il popolo palestinese, che soffre di una occupazione militare violenta che toglie ogni libertà e resiste con una lotta popolare non violenta”</em>.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 25 settembre 2011 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/25/50-anni-in-marcia-della-pace/159893/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>Roma, omicidio in pieno centro  Ucciso con nove colpi di pistola</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/05/roma-omicidio-in-pieno-centro-ucciso-con-sette-colpi-di-pistola/141581/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/05/roma-omicidio-in-pieno-centro-ucciso-con-sette-colpi-di-pistola/141581/#comments</comments> <pubDate>Tue, 05 Jul 2011 19:01:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Alemanno]]></category> <category><![CDATA[ceccarelli]]></category> <category><![CDATA[gambizzato]]></category> <category><![CDATA[magliana]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[prati]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category> <category><![CDATA[simmi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=141581</guid> <description><![CDATA[Un agguato nello stile della malavita organizzata, in pieno giorno e in pieno centro. Nella Roma dove il sangue scorre sempre più spesso. E ora la paura si mescola anche a vecchi fantasmi, perché il padre della vittima era stato processato (e poi assolto) con l’accusa di riciclare beni della banda della Magliana. Uno degli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un agguato nello stile della malavita organizzata, in pieno giorno e in pieno centro. Nella Roma dove il sangue scorre sempre più spesso. E ora la paura si mescola anche a vecchi fantasmi, perché il padre della vittima era stato processato (e poi assolto) con l’accusa di riciclare beni della banda della Magliana. Uno degli elementi da approfondire riguardo la morte di <strong>Flavio Simmi</strong>, 33 anni, ucciso questa mattina con diversi colpi di pistola in quella che pare un’esecuzione.</p><p>Sono le 9.30, quando in via Grazioli Lante, nel quartiere Prati, Simmi è fermo a un semaforo con la sua auto, una Ford Ka grigia, in compagnia della moglie. Sono appena usciti dalla loro casa, distante pochi metri, quando alla macchina si affianca una moto scura con a bordo due uomini, con i volti coperti da caschi: inizia l’inferno. I due sparano nove colpi calibro 22: alcuni contro Simmi, altri alle gomme, per non farlo scappare. L’uomo prova a fuggire a piedi, ma è incastrato nell’abitacolo. Rimane riverso sull’asfalto, mentre la moto sparisce, lasciando il posto terrore e polemiche.</p><p>L’opposizione di centrosinistra tuona contro il sindaco <strong>Gianni Alemanno</strong> e invoca l’intervento del ministro dell&#8217;Interno <strong>Roberto Maroni</strong>, parlando di emergenza sicurezza, sull’onda anche del pestaggio di pochi giorni fa nel Rione Monti, che ha quasi ucciso un ragazzo. Alemanno invece chiede con una lettera un incontro proprio a Maroni e parla “di modalità che indicano sicuramente un intervento della criminalità organizzata”. La pista principale per gli inquirenti. Non a caso, a coordinare le indagini sarà la Direzione distrettuale antimafia, guidata dal procuratore <strong>Giancarlo Capaldo</strong>.</p><p>Simmi, con precedenti per lesioni e rissa, era già reduce da un altro agguato. Lo scorso 7 febbraio era stato gambizzato con due colpi di pistola davanti all’oreficeria che gestisce con il padre, Claudio. Nel 1993, proprio Simmi senior era stato arrestato assieme al fratello nell’ambito dell’operazione Colosseo contro la banda della Magliana, eterno crocevia degli affari illeciti nella Capitale. Accusato di essere un riciclatore di beni della banda, <strong>Claudio Simmi </strong>era stato poi assolto nel processo. Ora gestisce un ristorante nei pressi del ministero della Giustizia, oltre all&#8217;oreficeria in piazza Monte di Pietà, di cui si occupava assieme al figlio. Oggi è crollato sul corpo di Flavio, inconsolabile.</p><p>Gli inquirenti indagheranno anche nel passato e nelle attività del padre, alla ricerca di possibili moventi per l’agguato. Ma la pista principale porta a una vendetta, da parte di persone legate alla malavita organizzata. Forse la ritorsione per uno “sgarro”, per dirla alla romana. Probabilmente, la stessa ragione dell’agguato di cinque mesi fa, analogo per modalità a quello di questa mattina. Anche quel 7 febbraio gli assalitori erano due, a bordo di una moto, e anche quella sera spararono nove colpi. Due lo ferirono alla gamba, in modo non grave. Dentro l’oreficeria c’era la madre, che uscì urlando: “I figli non si toccano”. Frase significativa, come significativo è il precedente di poche settimane fa, sempre nel quartiere Prati. Un imprenditore, <strong>Roberto Ceccarelli</strong>, è ucciso davanti al Teatro delle Vittorie, quello di mille spettacoli della Rai: probabilmente da <strong>Daniele Pascarella</strong>, 35 anni, pregiudicato residente nella Magliana, anche se dell’omicidio si era accusato lo zio 70enne, Attilio.</p><p>Di certo c’è che in Prati, zona “borghese” che ospita la sede Rai di viale Mazzini e tanti studi di professionisti, la paura monta. Perché in strada si vedono agguati da film e perché si parla e si indaga su strani giri di affari. Dopo il delitto Ceccarelli il presidente del Municipio, <strong>Antonella De Giusti</strong>, è stata chiara: “Abbiamo avuto un’attività sequestrata per ‘ndrangheta e un’altra chiusa per reati finanziari”. Di contorno, voci su negozianti ricattati dalla malavita. A chiudere il cerchio, oggi, Alemanno: “Il fatto che il reato si ripeta in quel quartiere può indicare la presenza di una realtà di criminalità organizzata che deve essere debellata”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/05/roma-omicidio-in-pieno-centro-ucciso-con-sette-colpi-di-pistola/141581/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Il caso Scazzi e l&#8217;orrore multimediale che si impenna</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/27/delitto-scazzi-e-lorrore-mediatico/114211/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/27/delitto-scazzi-e-lorrore-mediatico/114211/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 May 2011 15:41:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Alberto Abruzzese]]></category> <category><![CDATA[avetrana]]></category> <category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category> <category><![CDATA[Cosima Misseri]]></category> <category><![CDATA[delitto]]></category> <category><![CDATA[matrix]]></category> <category><![CDATA[Sabrina Misseri]]></category> <category><![CDATA[salvo Sottile]]></category> <category><![CDATA[Sarah Scazzi]]></category> <category><![CDATA[taranto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=114211</guid> <description><![CDATA[Gli ennesimi colpi di scena in un orrore infinito, che fa impennare share e tirature. Giovedì sera Cosima Serrano, la zia di Sarah Scazzi, è stata arrestata ad Avetrana (Taranto) per le accuse di concorso in omicidio e soppressione di cadavere, mentre ieri sua figlia, Sabrina Misseri, è stata formalmente accusata di omicidio volontario. Sarebbe...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gli ennesimi colpi di scena in un orrore infinito, che fa impennare share e tirature. Giovedì sera <strong>Cosima Serrano</strong>, la zia di <strong>Sarah Scazzi</strong>, è stata arrestata ad Avetrana (Taranto) per le accuse di concorso in omicidio e soppressione di cadavere, mentre ieri sua figlia, Sabrina Misseri, è stata formalmente accusata di omicidio volontario. Sarebbe stata lei, sino a giovedì accusata di concorso in omicidio, a uccidere la 15enne Sarah, sua cugina, strangolandola con una cintura. Un <strong>assassinio</strong> sulla spinta della gelosia: Sabrina era invaghita di un ragazzo del paese, Ivano Russo, e temeva che la cugina glielo potesse &#8220;rubare&#8221;. La madre Cosima avrebbe assistito, dopo averla aiutata a preparare la <strong>follia</strong>. Madre e figlia avrebbero costretto Sarah a salire sulla loro auto e poi l’avrebbero portata nella loro abitazione. La madre della vittima, Concetta, ha già emesso la sua sentenza contro Cosima, sua sorella: &#8220;Se ce l’avessi di fronte le direi che è un’assassina&#8221;. Poche parole, rilasciate a un nugolo di <strong>telecamere e taccuini</strong>.</p><p>Il <strong>caso Scazzi</strong> piace ancora moltissimo a pubblico e lettori, perché è una storia di degrado e miserie sempre nuove, sullo sfondo di un sacrificio da tragedia greca. <strong>Alberto Abruzzese</strong>, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’<strong>università Iulm di Milano</strong>, non si sorprende: &#8220;Vicende di questo tipo hanno sempre suscitato grande interesse, perché toccano <strong>aspetti ancestrali</strong>, quasi sacrali, del nostro essere, andando a toccare il nostro <strong>inconscio</strong>&#8220;. &#8220;Per essere chiari: questo interesse verso l’omicidio Scazzi non può essere letto come il sintomo di un degrado sociale&#8221;. Certo, qualcosa di nuovo c’è: &#8220;Anni fa questi casi erano raccontati molto bene da alcuni giornali, che avevano cronisti specializzati nella cronaca nera. Oggi &#8211; continua &#8211; con i nuovi <strong>mezzi di comunicazione</strong>, c’è un <strong>tam tam mediatico</strong> che rende tutto più rapido e intenso. Compresi gli sviluppi di un fatto di sangue, dove indubbiamente c’è un tasso di <strong>morbosità</strong> che attira molta gente&#8221;.</p><p>Viene da chiedersi se <strong>l’informazione odierna</strong> è più morbosa di quella <strong>pre-Internet</strong>. Abruzzese risponde: &#8220;Non credo, l’informazione è sempre stata una droga, volendo  usare una parole forte. Certo, nei palinsesti di rete questi fatti andrebbero compensati con una pari attenzione su temi diversi. Ma forse in quel caso cambierebbe anche il modo di descrivere gli omicidi, diventando più sofisticato. Quindi, meno utile ai fini di share, perché più ci sono filtri, meno si fa ascolto&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/27/delitto-scazzi-e-lorrore-mediatico/114211/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>E&#8217; finito il campionato. Bruttissimo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/23/e-finito-il-campionato-bruttissimo/113113/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/23/e-finito-il-campionato-bruttissimo/113113/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 May 2011 12:39:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Calcio]]></category> <category><![CDATA[campionato]]></category> <category><![CDATA[Marco Parolo]]></category> <category><![CDATA[serie A]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=113113</guid> <description><![CDATA[Una quindicina d’anni fa, in piena ubriacatura economica e televisiva, i giornali italiani parlavano della serie A come del campionato più bello, e forse più importante, del mondo. Ora nessuno si azzarderebbe neppure a pensarlo. Il torneo appena finito è stato di una bruttezza desolante, con pochissimo gioco e isterie assortite. Di partite decenti se...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Una quindicina d’anni fa, in piena ubriacatura economica e televisiva, i giornali italiani parlavano della serie A come del campionato più bello, e forse più importante, del mondo. Ora nessuno si azzarderebbe neppure a pensarlo. Il torneo appena finito è stato di una bruttezza desolante, con <strong>pochissimo gioco</strong> e isterie assortite. Di partite decenti se ne sono viste una decina, di talenti italiani zero.</p><p>In un anno, l’unico (possibile) nome nuovo per la Nazionale è spuntato a Cesena, dove un buon mediano (<strong>Marco Parolo</strong>) si è messo in luce per continuità e qualche bel gol. Perché il pallone è così sgonfio? Perché la serie A è anche lo specchio di un Paese. Quindi, niente spazio o valorizzazione per i giovani, pochi investimenti mirati e pochissime idee. Il calcio italiano ha lo stesso respiro della nazione dove va in scena: <strong>affannoso</strong>. Qualcuno se ne preoccupi, perché un pallone che non rimbalza è un problema anche economico. E non da poco.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/23/e-finito-il-campionato-bruttissimo/113113/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>17</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Precari di tutta Italia uniamoci il 9 aprile&#8221; L&#8217;appello de &#8216;Il nostro tempo è adesso&#8217;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/04/precari-di-tutta-italia-uniamoci-il-9-aprile-lappello-de-il-nostro-tempo-e-adesso/102086/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/04/precari-di-tutta-italia-uniamoci-il-9-aprile-lappello-de-il-nostro-tempo-e-adesso/102086/#comments</comments> <pubDate>Mon, 04 Apr 2011 15:40:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[9 aprile]]></category> <category><![CDATA[Il nostro tempo è adesso]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category> <category><![CDATA[precari]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=102086</guid> <description><![CDATA[Sperano di riempire “centinaia di piazze” in Italia e in Europa, anche con l’aiuto dei partiti. Questa mattina, in una conferenza stampa a Roma, i promotori hanno presentato “Il nostro tempo è adesso”, giornata di mobilitazione dei precari che si terrà il prossimo 9 aprile. Un sabato in cui la lotta contro la precarietà e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sperano di riempire “centinaia di  piazze” in Italia e in Europa, anche con l’aiuto dei partiti. Questa mattina, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XIr4FX-D3yk" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>in  una conferenza stampa a Roma</strong></span></a>, i promotori hanno presentato “Il nostro tempo è  adesso”, giornata di mobilitazione dei precari che si terrà il prossimo 9  aprile. Un sabato in cui la lotta contro la precarietà e per i diritti dei  lavoratori terranno banco in tante città, non solo italiane. L’appuntamento  principale sarà a Roma, in <strong>piazza della Repubblica</strong>, a partire dalle <strong>15</strong>, con un  corteo che passando da piazza Vittorio arriverà sino al <strong>Colosseo</strong>. A Milano si  inizierà alle 15 con un concerto alle Colonne di San Lorenzo, mentre a Napoli la  manifestazione sarà in piazza Mancini. I precari si faranno sentire anche da <strong>Bruxelles </strong>e in altre città europee. Il programma è comunque ancora in via di  definizione, per una giornata che si reggerà “il più possibile sulle  sottoscrizioni”, come spiegano (e auspicano) gli organizzatori. Ma sarà molto  importante anche il ruolo dei maggiori partiti del centrosinistra.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/XIr4FX-D3yk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Il 9 aprile, <strong>Pd, Idv e Sel</strong> saranno  nelle piazze italiane con i loro militanti e parecchi dirigenti. Sul come, c’è  ancora da ragionare. Ad esempio, i partiti aspettano di sapere dal comitato  organizzatore se sabato prossimo potranno esporre le proprie bandiere. Un  aspetto che andrà presto chiarito, tenuto conto che quasi sempre, nelle  manifestazioni organizzate dalla società civile, è stato chiesto di lasciare  fuori simboli di partito. Una cautela degli organizzatori  per tutelare la propria indipendenza. Ma sabato l’apporto dei partiti conterà  molto, anche perché è la prima volta che i precari si “riuniscono” per una  manifestazione di massa. Dai Democratici spiegano che vanno “<strong>definite</strong>” le  modalità della partecipazione.</p><p>“Stiamo lavorando perché la giornata  riesca al meglio, su tutti i territori” spiega Stefano Fassina, responsabile  Economia e Lavoro del Pd. Che rivendica: “Per noi partecipare sarà fisiologico,  perché i temi del lavoro sono al centro della nostra politica. La scorsa  settimana abbiamo tenuto una conferenza stampa per illustrare le nostre proposte  contro la precarietà, a cui hanno partecipato membri del comitato organizzatore  della mobilitazione”. Lavori in corso anche per l’Idv, che aveva aderito alla  manifestazione lo scorso 22 marzo con un comunicato a firma di Antonio Di  Pietro. Massimo Donadi, capogruppo alla Camera del partito, afferma: “Saremo in  piazza, perché il precariato sta diventando un problema sociale enorme e va  affrontato al più presto, con nuove norme e adeguati strumenti di <strong>welfare</strong>.  L’Italia dei Valori darà il massimo sostegno, politico e organizzativo, alla <strong>mobilitazione</strong>”.</p><p>In piena attività Sel, che lavora da tempo alla giornata del 9  aprile. Marco Furfaro, responsabile Politiche giovanili del partito: “Noi siamo  dentro i comitati organizzatori sin dall’inizio, seppure in modo informale. Non  volevamo invadere con la politica questa mobilitazione, ma dare il nostro  massimo contributo per la sua riuscita”. Alle 19 di oggi Sel la rilancerà con un <strong><em>flash  mob</em> </strong>a piazza  di Spagna, a Roma. “Nelle prossime ore uscirà un videomessaggio di Vendola sulla  mobilitazione” spiega Furfaro, che spera in una “buona partecipazione”, ma  sottolinea: “L’importante sarà dare un segnale forte, su un tema che tocca tutta  la società”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/04/precari-di-tutta-italia-uniamoci-il-9-aprile-lappello-de-il-nostro-tempo-e-adesso/102086/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>18</slash:comments> </item> <item><title>Dei valori e della carta (non per scrivere)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/26/dei-valori-e-della-carta-non-per-scrivere/94162/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/26/dei-valori-e-della-carta-non-per-scrivere/94162/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 Feb 2011 16:17:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[famiglie]]></category> <category><![CDATA[insegnanti]]></category> <category><![CDATA[scuola pubblica]]></category> <category><![CDATA[soldi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=94162</guid> <description><![CDATA[Oggi un signore, che di mestiere fa il presidente del Consiglio, ha sostenuto che &#8220;gli insegnanti della scuola pubblica inculcano agli studenti valori diversi rispetto a quello delle famiglie&#8221;. Beh, questo signore dai tantissimi amici e dalle tantissime amiche ha in parte ragione. Nelle famiglie, ad esempio, insegnano ai bambini i valori della pulizia e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi un signore, che di mestiere fa il presidente del Consiglio, ha sostenuto che <em>&#8220;gli insegnanti della <strong>scuola pubblica</strong> inculcano agli studenti valori diversi rispetto a quello delle famiglie&#8221;</em>. Beh, questo signore dai tantissimi amici e dalle tantissime amiche ha in parte ragione. Nelle famiglie, ad esempio, insegnano ai bambini i valori della pulizia e dell&#8217;igiene. Gli insegnanti invece, cosacchi e agit-prop che non sono altro, non possono soffermarsi più di tanto sul tema.</p><p>Come potrebbero, visto che in tante scuole manca la carta igienica? A provvedere in molti istituti di Roma (città che conosco bene) devono essere le mamme e i papà, che in molti casi devono anche fare i turni per pulire le aule. Già, perché <strong>mancano anche i soldi</strong> per le pulizie. Nel Paese governato dal signore con tanti amici e amiche.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/26/dei-valori-e-della-carta-non-per-scrivere/94162/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>20</slash:comments> </item> <item><title>La fermezza del pallone</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/07/la-fermezza-del-pallone/85264/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/07/la-fermezza-del-pallone/85264/#comments</comments> <pubDate>Fri, 07 Jan 2011 15:24:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[adrian mutu]]></category> <category><![CDATA[Antonio Cassano]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[fiorentina]]></category> <category><![CDATA[riccardo garrone]]></category> <category><![CDATA[Sampdoria]]></category> <category><![CDATA[sandro mencucci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=85264</guid> <description><![CDATA[Ha iniziato Garrone, che quegli insulti proprio non li ha mandati giù. E allora via Cassano, anche se era il pezzo migliore della bacheca della Samp, perché il rispetto viene prima dei punti (e dei ricavi). Ora è il turno della Fiorentina, che ha messo fuori rosa Mutu ed è pronta a venderlo subito. “D&#8217;ora...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ha iniziato <strong>Garrone</strong>, che quegli insulti proprio non li ha mandati giù. E allora via <strong>Cassano</strong>, anche se era il pezzo migliore della bacheca della Samp, perché il rispetto viene prima dei punti (e dei ricavi).</p><p>Ora è il turno della Fiorentina, che ha messo fuori rosa <strong>Mutu </strong>ed è pronta a venderlo subito. <em>“D&#8217;ora in poi lo incontreremo solo nelle aule dei collegi federali”</em> sintetizza l&#8217;ad viola, <strong>Sandro Mencucci</strong>.</p><p>I club hanno riscoperto il pugno duro, anche contro i talenti. Perché in tempi di crisi i capricci costano troppo, in campo e fuori.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/07/la-fermezza-del-pallone/85264/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>21</slash:comments> </item> <item><title>Il contropiede</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/22/il-contropiede/83311/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/22/il-contropiede/83311/#comments</comments> <pubDate>Wed, 22 Dec 2010 17:11:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Inter]]></category> <category><![CDATA[Mourinho]]></category> <category><![CDATA[Rafa Benitez]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=83311</guid> <description><![CDATA[Rafa Benitez è un allenatore, ma anche una matassa difficile da districare. Parola di Moratti, che di fatto non sa cosa fare. E&#8217; rimasto sorpreso, il patron dell&#8217;Inter, perché “quello che è successo è stato abbastanza sorprendente”. Ovvero, un allenatore che aveva appena vinto il Mondiale per club ha sparato ad alzo zero contro i...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Rafa Benitez</strong> è un  allenatore, ma anche una matassa difficile da districare. Parola di  Moratti, che di fatto non sa cosa fare. E&#8217; rimasto sorpreso, il patron  dell&#8217;Inter, perché “<em>quello che è successo è stato abbastanza  sorprendente</em>”. Ovvero, un allenatore che aveva appena vinto il Mondiale  per club ha sparato ad alzo zero contro i suoi dirigenti e contro il suo  predecessore, <strong>Mourinho</strong>. Tutti si aspettavano il licenziamento pronto  cassa. E invece Benitez è ancora sulla panchina dei pluricampioni,  perché ha un contratto sino al 2012 da 3,5 milioni, e trovare un  sostituto non è poi così semplice.</p><p>“<em>L&#8217;allenatore è lui, almeno finché è  lì</em>” sospira il rassegnato Moratti, che ha smentito con fastidio ogni  interesse per l&#8217;ex milanista <strong>Leonardo</strong>. Una soluzione andrà comunque  trovata, e in fretta. Ma Benitez ha già vinto, con il suo contropiede.  Perché ora il gioco lo<strong> comanda lui</strong>, che si è infilato  negli spazi: del non detto, e del non deciso.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/22/il-contropiede/83311/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>19</slash:comments> </item> <item><title>La donna che non aveva paura</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/02/la-donna-che-non-aveva-paura/79894/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/02/la-donna-che-non-aveva-paura/79894/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Dec 2010 08:39:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Hermila Garcia Quinones]]></category> <category><![CDATA[narcos]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=79894</guid> <description><![CDATA[Hermila Garcia Quinones, 38 anni, era il capo della sicurezza pubblica a Meoqui, 70 chilometri a sud di Chihuahua, in Messico. Una terra dove i narcos imperversano, mentre poliziotti onesti e testimoni scomodi finiscono al cimitero. Hermila era una poliziotta, onesta e scomoda. Due mesi fa, aveva accettato quell’incarico che tutti rifiutavano perché “qualcuno dovrà pur fermare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong><div id="attachment_79896" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><strong> </strong><strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/12/meoqui.jpg?47e3a5"><img class="size-medium wp-image-79896" title="meoqui" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/12/meoqui-300x199.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="199" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Posto di blocco della Polizia federale messicana dopo l&#39;agguato - Foto LaPresse</p></div>Hermila Garcia Quinones, 38 anni, era il capo della sicurezza pubblica a  Meoqui, 70 chilometri a sud di Chihuahua, in Messico. Una terra dove i <strong>narcos</strong> imperversano, mentre poliziotti onesti e testimoni scomodi finiscono al cimitero. Hermila era una poliziotta, <strong>onesta e scomoda</strong>.</p><p>Due  mesi fa, aveva accettato quell’incarico che tutti rifiutavano perché  “<em>qualcuno dovrà pur fermare questa mattanza</em>”. Lunedì l’hanno ammazzata  con tre colpi in pieno volto, per ricordare a tutti che da quelle parti <strong>comandano i trafficanti</strong>. Hermila è rimasta in terra per un’ora e mezza,  prima che arrivasse la polizia municipale. Sola, con il suo coraggio.</p><p><em>(Posto di blocco della Polizia federale messicana dopo l&#8217;agguato &#8211; Foto LaPresse)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/02/la-donna-che-non-aveva-paura/79894/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>28</slash:comments> </item> <item><title>Trova l&#8217;errore</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/25/trova-lerrore/78761/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/25/trova-lerrore/78761/#comments</comments> <pubDate>Thu, 25 Nov 2010 15:22:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Luca De Carolis</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Antimafia]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[nicola gratteri]]></category> <category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=78761</guid> <description><![CDATA[Roberto Maroni, ministro dell’Interno: “La nostra azione di contrasto alla criminalità organizzata non ha nessun paragone possibile con precedenti governi. 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Il merito quando si fanno operazioni importanti contro la mafia è al 90% della polizia giudiziaria</em>” (<em>Niente di Personale</em>, La7, 22 novembre 2010).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/25/trova-lerrore/78761/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>52</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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