<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Lorenzo De Cicco</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ldcicco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Caos Pdl, niente congresso per i giovani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/caos-pdl-niente-congresso-giovani/240454/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/caos-pdl-niente-congresso-giovani/240454/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 May 2012 13:02:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[angelino alfano]]></category> <category><![CDATA[Annagrazia Calabria]]></category> <category><![CDATA[congresso]]></category> <category><![CDATA[giorgia meloni]]></category> <category><![CDATA[giovani pdl]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=240454</guid> <description><![CDATA[Che il Pdl sia un partito ormai in chiusura di esercizio lo si capisce anche da cosa succede nel movimento giovanile. I dirigenti dell’organizzazione under35, dopo avere programmato più volte un congresso nazionale, sono stati costretti ad annullare tutto. L’ultima data era stata fissata per giugno ma il ciclone delle elezioni amministrative ha costretto i...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che il Pdl sia un partito ormai in chiusura di esercizio lo si capisce anche da cosa succede nel movimento giovanile. I dirigenti dell’organizzazione under35, dopo avere programmato più volte un<strong> congresso nazionale</strong>, sono stati costretti ad annullare tutto. L’ultima data era stata fissata per giugno ma il ciclone delle elezioni amministrative ha costretto i vertici della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://giovaneitalia.it/" target="_blank">Giovane Italia</a></span> a sospendere la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/giovani-pdl-congresso-scontro/196474/" target="_blank">conta interna</a></span>. “<em>Inutile programmare un congresso dal momento che non sappiamo neanche se tra due settimane il Pdl esisterà ancora</em>”, spiega un dirigente del movimento molto vicino all’ex ministro della Gioventù. “<em>Che senso ha fare un tesseramento, una campagna nei circoli per poi svegliarsi una mattina e sapere che ci siamo sciolti per formare una nuova Costituente popolare?</em>”</p><p>A lanciare l’assise, il 16 gennaio scorso – un’era geologica fa, quando il Popolo delle libertà sembrava avere ancora un futuro &#8211;  era stata la <strong>deputata berlusconiana</strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.camera.it/29?shadow_deputato=303200" target="_blank">Annagrazia Calabria</a></span>, 29 anni, dal 2009 coordinatrice nazionale dei Giovani Pdl accanto a <a href="http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302103"><span style="text-decoration: underline;">Giorgia Meloni</span></a>, che nella diarchia al vertice del movimento occupa il ruolo di presidente . “<em>Ce n’è bisogno</em> – aveva detto la Calabria incontrando il segretario Alfano – <em>perché non è possibile che siamo ancora alla quota 50-50 tra ex An e ex F</em>i”. Dopo l’annuncio era stata nominata una “cabina di regia” incaricata di stendere un regolamento che sarebbe poi dovuto passare al vaglio della Direzione nazionale. Ma ora gli schemi sono saltati.</p><p>“<em>La verità è che oggi siamo in grande difficoltà e nessuno ci capisce niente</em>”, spiega Cesare Giardina, presidente della Giovane Italia di Roma, uno dei fedelissimi di Giorgia Meloni . “<strong><em>Alle elezioni abbiamo preso una batosta</em></strong><em> di cui ancora dobbiamo capire la portata. Siamo un Paese in cui viene <strong>eletto un sindaco del movimento 5 stelle con i voti nostri</strong>, una cosa impensabile</em>”. Le ricette per uscire dall’impasse, per i giovani pidiellini, non sono molto chiare, “<em>l’unica cosa certa è che serve un ricambio vero, c’è bisogno di una nuova classe dirigente</em>”. E Alfano? Può restare leader, ammesso che lo sia mai stato? “<em>Se vuole rimanere segretario deve diventare un capo vero, in questi mesi è stato troppo morbido. Bisogna capire che in Italia <strong>il fantomatico blocco dei moderati non esiste</strong>, il nostro elettorato non lo è affatto</em>”.</p><p>La discesa in campo di Montezemolo o un eventuale “patto dei moderati” con l’Udc di Casini non entusiasma i giovani dirigenti del Pdl. “<em>A questo punto è meglio la Lega</em>”. <strong>Criticato anche l’appoggio “supino” al governo Monti</strong>, mentre da più parti si invoca maggiore spirito critico. “<em>Se si guardano i commenti sul forum di Spazio Azzurro ci sono solo insulti ai nostri dirigenti per il sostegno al governo tecnico. Dobbiamo dare qualche segnale forte di discontinuità</em>”.</p><p>In questi giorni si continua a parlare di una “scissione” vicina tra gli ex Forza Italia e i colonnelli di An, con questi ultimi pronti a tornare con Storace per rifondare <strong>la vecchia casa della destra italiana. Ma lo scenario non entusiasma </strong>neanche gli ex ragazzi di Azione Giovani. “<em>Secondo me in Italia non c’è spazio per un movimento alla Le Pen </em>- conclude Giardina -<em> Alle ultime comunali il nostro elettorato non ha scelto di votare Storace, ha semplicemente deciso di restare a casa. Non vogliono un’alternativa a destra, ma un grande partito popolare e ideologico</em>”. E allora qual&#8217;è la soluzione? “<em>Posso essere sincero? Secondo me neanche i dirigenti del partito in questo momento sanno davvero cosa fare”.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/caos-pdl-niente-congresso-giovani/240454/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I giovani della Lega vogliono l’espulsione di Renzo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/giovani-della-lega-vogliono-l%e2%80%99espulsione-renzo/232506/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/giovani-della-lega-vogliono-l%e2%80%99espulsione-renzo/232506/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 May 2012 13:36:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Giovani Padani]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[lucio brignoli]]></category> <category><![CDATA[Renzo Bossi]]></category> <category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=232506</guid> <description><![CDATA[Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di Renzo Bossi, nell’organizzazione giovanile della Lega Nord, di stretta osservanza maroniana, si fa largo la richiesta di espellere dal  partito il figlio del Senatur, che intanto ieri, mentre la Procura di Milano lo accusava di  appropriazione indebita, si godeva qualche giorno di relax a Marrakech (avrà messo da...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di Renzo Bossi, nell’organizzazione giovanile della Lega Nord, di stretta osservanza maroniana, si fa largo<strong> la richiesta di espellere dal  partito il figlio del Senatur</strong>, che intanto ieri, mentre la Procura di Milano lo accusava di  appropriazione indebita, si godeva qualche giorno di relax a Marrakech (avrà messo da parte un po’ di “paghette”) in compagnia della badante politica Monica Rizzi, l’ex assessore allo Sport di Formigoni, dimissionata dalla giunta regionale dopo lo scoppio del <em>Trotagate</em>.</p><p>C’è da dire che i <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giovanipadani.org/sito/" target="_blank">Giovani padani</a></span> sono sempre stati ostili alla presenza di Renzo ai vertici del Carroccio e già un mese fa, subito dopo le dimissioni da consigliere regionale, dai dirigenti del movimento under 30 erano arrivate dichiarazioni di giubilo fin troppo esplicite. <strong>“<em>Siamo assolutamente contenti che si sia dimesso</em></strong>”, esultava Eugenio Zoffili, coordinatore nazionale lombardo, affrettandosi ad aggiungere però che“<em>ci dispiace per Umberto Bossi a cui rinnoviamo la stima e l&#8217;affetto</em>”. “<em>Non penso che ci saranno contestazioni</em>” della base, scherzava, perché i militanti “<em>vogliono andare avanti</em>” e chiedono soprattutto “<em>meritocrazia</em>”.</p><p>Dopo gli ultimo sviluppi e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/lega-bossi-indagato-truffa-danni-dello-stato/231372/" target="_blank">l’avviso di garanzia</a> </span>però <strong>il passo indietro dal Pirellone potrebbe non bastare</strong>. “<em>Se fosse accertato quanto emerge dalle ricostruzioni dei giornali e dagli atti dell’inchiesta, sarebbe fin troppo chiaro che le attività di Renzo sono <strong>in contrasto con il Codice etico della Lega</strong></em>”, attacca Lucio Brignoli, numero uno dei Giovani padani.  “<em>Premesso che criticare Renzo Bossi in questi giorni è come sparare sulla Croce rossa, il passo indietro da consigliere regionale è stato importante e significativo ma le accuse sono molto gravi. Ora aspettiamo che emergano i fatti, poi, come ha detto Maroni durante la serata dell’orgoglio leghista, reagiremo senza tenere conto dei cognomi. Ci sono gli organi preposti e saranno loro a valutare</em>”. Sull’attività di Bossi jr da militante Brignoli ricorda che <em>“Renzo non ha mai partecipato alle iniziative del movimento dei Giovani padani sul territorio. Però basta parlare solo di lui, bisognerebbe scrivere anche di Lusi</em>”.</p><p>In attesa di vedere che fine farà il Trota, sotto l’ala protettrice di Maroni,<strong> i giovani padani si sono presi anche la Presidenza del Consiglio regionale</strong> lombardo, con l’elezione, al posto dell’indagato Boni, di Fabrizio Cecchetti, “storico” responsabile degli universitari padani. “<em>È un bel segnale di rinnovamento soprattutto in Regione Lombardia dove la nomenclatura è quella da oltre quindici anni</em>”.</p><p>Sul web intanto è stata lanciata una campagna virale per sostenere la candidatura dell’ex ministro dell’Interno a segretario federale:<strong>  i giovani militanti si fanno fotografare con un paio di occhiali rossi</strong> identici a quelli indossati dal politico varesino. “<span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.facebook.com/pages/La-vedo-come-Maroni/318984894816834" target="_blank">La vedo come Maroni</a></span>” è lo slogan e il titolo di una pagina Facebook inaugurata due settimane fa.  L’iniziativa è stata lanciata dai giovani padani di Varese (non a caso la città dell’aspirante leader) ma in poche ore è diventata un tormentone nell’universo leghista che tifa Bobo. “<em>Da domani su questa pagina saranno dati i vari recapiti provinciali per poter richiedere gli occhiali</em>”, avvertono gli organizzatori della campagna. “<em>L’oggetto più trendy del 2012</em>”, commenta una militante. “<em>Ne voglio una ventina</em>”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/giovani-della-lega-vogliono-l%e2%80%99espulsione-renzo/232506/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I rottamatori incalzano Bersani: primarie del Pd</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/rottamatori-incalzano-bersani-sulle-primarie-pd/223160/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/rottamatori-incalzano-bersani-sulle-primarie-pd/223160/#comments</comments> <pubDate>Tue, 08 May 2012 15:44:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[circolo Arci Bellezza Milano]]></category> <category><![CDATA[Civati]]></category> <category><![CDATA[d'alema]]></category> <category><![CDATA[primarie pd]]></category> <category><![CDATA[Renzi]]></category> <category><![CDATA[rottamatori]]></category> <category><![CDATA[rottamatori primarie Pd]]></category> <category><![CDATA[Serracchiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=223160</guid> <description><![CDATA[I risultati del voto amministrativo agitano le acque nel Pd e i rottamatori ora chiedono a Bersani di fissare al più presto la data delle primarie in vista delle politiche del prossimo anno. Il segretario dei democratici puntava molto su queste elezioni comunali per rafforzare la propria leadership,  ma dentro un contesto di tenuta &#8211;...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I risultati del voto amministrativo agitano le acque nel Pd e i rottamatori ora chiedono a Bersani di fissare al più presto la<strong> data delle primarie</strong> in vista delle politiche del prossimo anno.</p><p>Il segretario dei democratici puntava molto su queste elezioni comunali per rafforzare la propria leadership,  ma dentro un contesto di tenuta &#8211; e in alcuni casi di avanzata &#8211; del centrosinistra il voto degli elettori non ha certo premiato il Partito democratico, che in tre delle quattro città più importanti (Verona, Genova e Palermo) ha addirittura preso <strong>meno voti </strong>rispetto a quelli racimolati dall’Ulivo nelle disastrose amministrative<strong> del 2007</strong>. A volte anche in modo clamoroso, come a Genova, dove rispetto a cinque anni fa il calo è stato del 10% e del 20% (sì, 20%, voti quasi dimezzati) rispetto al 2008. Per non parlare del caso Palermo, dove gli errori di Bersani sono iniziati dalla candidatura della Borsellino alle primarie. Insomma se <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/palermo-primo-exit-poll-orlando-testa-seguito-ferrandelli-male-pd-stelle/221363/">il risultato del centrosinistra</a></span>, dopo i ballottaggi, dovrebbe essere complessivamente buono, quello del Pd è certamente negativo.</p><p>E allora è inevitabile che all’interno del partito qualcuno si chieda se sia necessario cambiare timoniere prima dello scontro nazionale, visto che “l’usato garantito” ha dimostrato di essere più una palla al piede che un volano per il Pd. “<strong><em>Le primarie vanno fissate al più presto</em></strong>”, spiega <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.ciwati.it/">Pippo Civati</a></strong></span>, consigliere regionale in Lombardia e leader dei rottamatori di “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.prossimaitalia.it/">Prossima Italia</a></span>”, il gruppo che ha formato con Debora Serracchiani <strong>dopo il divorzio con Renzi</strong>. “<em>Bersani non mi pare si sia ancora candidato ufficialmente</em><em>, ma noi ci saremo sicuramente</em>”.</p><p>Il tempo stringe, “<em>e qui dobbiamo capire quale sarà la coalizione</em>”. La foto di Vasto non lo entusiasma, “<em>preferisco i film</em>”. “<em>A parte gli scherzi abbiamo bisogno del contributo della società civile, ridurre tutto solo ai tre segretari di partito mi sembra illusorio. E non è che aggiungendo un altro segretario cambi qualcosa”. </em>Società civile significa anche Movimento 5 stelle. <em>“Certo, dobbiamo recuperare anche<strong> i voti usciti in direzione Grillo</strong> ma per farlo dobbiamo rinnovare gran parte del gruppo dirigente</em>”.</p><p>Il bilancio del voto che fanno i rottamatori  è lontano dai toni entusiastici professati ieri da D’Alema e Bersani. Secondo Civati bisogna partire da due dati. Il primo sono i voti assoluti. “<em>Contiamo i voti effettivamente presi e non solo le percentuali a cui si riferiscono. Con l’astensionismo crescente, infatti, questa è la disamina più urgente da fare. Altrimenti l’analisi è a metà, e rischia di farci prendere delle sbandate</em>”. Il secondo aspetto chiave è  che “<em>quando crollano gli altri, di solito<strong> vinci le elezioni.</strong> A noi era successo di perderle, nello stesso modo, e non certo per demerito locale, nel 2007 e nel 2009, quando il vento soffiava in direzione contraria. E giganteggiavano gli altri</em>”. E invece questa volta alla disfatta del centrodestra non è corrisposto un successo dei democratici.</p><p>Il percorso dei rottamatori è ripartito a fine marzo dal Circolo Arci Bellezza di Milano, dove il duo Civati-Serracchiani ha radunato le truppe di Prossima Italia per “<em>dare il via alla campagna elettorale per le elezioni politiche del 2013</em>”. A giugno sarà organizzata un’altra convention, sul modello del Big bang renziano, ed è allora che potrebbe essere lanciata ufficialmente la candidatura alla leadership.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/rottamatori-incalzano-bersani-sulle-primarie-pd/223160/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il party da Silvio con i coetanei diciottenni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/berlusconi-festa-diciottenni/208951/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/berlusconi-festa-diciottenni/208951/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 13:45:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[angelino alfano]]></category> <category><![CDATA[Annagrazia Calabria]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=208951</guid> <description><![CDATA[No, stavolta Noemi non c’entra, e neanche Ruby. Il festeggiato la maggiore età l’ha passata da un pezzo, ora va per i settantacinque. Ma diciotto anni fa, nel 1994, discese in campo. E nel Pdl qualcuno ha voglia di festeggiare, invitando “tanti bambini nati nel 1994 e che oggi hanno diciotto anni, che voteranno per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>No, stavolta Noemi non c’entra, e neanche Ruby. Il festeggiato la maggiore età l’ha passata da un pezzo, ora va per i settantacinque. Ma diciotto anni fa,<strong> nel 1994, </strong>discese in campo. E nel Pdl qualcuno ha voglia di festeggiare, invitando “<em>tanti bambini nati nel 1994 e che oggi hanno diciotto anni, che voteranno per le amministrative e che sono iscritti, come risulta dal nostro tesseramento, al partito</em>”, spiega <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilquadernoazzurro.info/2012/04/alfano-presenta-i-tre-pilastri-della.html">Angelino Alfano</a></span>. <em>“È l&#8217;anniversario di una vittoria straordinaria e avendo un presidente in grande forma e con un forte desiderio di contribuire alla costruzione del futuro, intendiamo festeggiare questo evento non in chiave nostalgica, ma guardando al futuro</em>”, ha annunciato  due giorni fa il segretario del Pdl nel corso di una riunione a Montecitorio con lo stesso Berlusconi e i coordinatori regionali del partito<em>. “La modalità per realizzare il nostro obiettivo</em>” (la festa) è quella di <strong>chiamare a raccolta i berlusconiani classe 1994</strong>. “<em>Ai coordinatori arriveranno gli elenchi di questi bambini, oggi diciottenni. Saranno loro a essere coinvolti in prima linea per un bellissimo evento, ricordando quel giorno e guardando al tempo stesso al futuro</em>”.</p><p>Ci si chiede <strong>perché un diciottenne di oggi dovrebbe ringraziare Berlusconi</strong>, che dopo quasi un ventennio passato nei palazzi del potere ha lasciato le nuove generazioni alle prese con un tasso di disoccupazione giovanile al 31,9%, un dato che per la fascia d&#8217;età fino a 24 anni è il peggiore dal 1992, cioè due anni prima dell’annuncio a reti (Mediaset) unificate con la calza sulla telecamera. Per la deputata <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.camera.it/29?shadow_deputato=303200">Annagrazia Calabria</a></span>, 29 anni, berlusconiana doc e coordinatrice nazionale della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://giovaneitalia.it/">Giovane Italia</a></span>, l’organizzazione under35 del Pdl, i motivi non mancano. <em>“<strong>Ci ha salvato dal comunismo</strong>, ha evitato che la gioiosa macchina da guerra di Occhetto andasse al potere in Italia e questo è un dato storico –  </em>spiega <em>- Poi ha introdotto in Italia il bipolarismo, che spero rimanga anche negli anni a venire. E infine ha portato in politica una visione liberale che prima questo paese non aveva”. </em>Un po’ poco forse per festeggiare, di questi tempi. “<em>Ma non è solo una festa è anche una sorta di passaggio di testimone.</em> <em>Certo, vogliamo fare un regalo al presidente Berlusconi ma vogliamo anche spiegare ai ragazzi del nostro partito la storia del centrodestra, a partire dalla nascita di Forza Italia. Perché è grazie a lui se siamo arrivati qui”. </em>Appunto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/berlusconi-festa-diciottenni/208951/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La riforma Fornero e i giovani tagliati fuori</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/riforma-fornero-giovani-tagliati-fuori/205013/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/riforma-fornero-giovani-tagliati-fuori/205013/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Apr 2012 11:54:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Antonio De Napoli]]></category> <category><![CDATA[Elsa Fornero]]></category> <category><![CDATA[Forum giovani]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[riforma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205013</guid> <description><![CDATA[Mario Monti lo ha ribadito anche la settimana scorsa. Nello stesso giorno in cui l&#8217;Istat certificava la perdita in tre anni di un milione di occupati tra i 15 e i 34 anni, il premier sottolineava che “il lavoro per i giovani è lo scopo principale della riforma così come lo è tutta la politica...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mario Mont</strong>i lo ha ribadito anche la settimana scorsa. Nello stesso giorno in cui l&#8217;Istat certificava la perdita in tre anni di un milione di occupati tra i 15 e i 34 anni, il premier sottolineava che “<em>il lavoro per i giovani è lo scopo principale della riforma così come lo è tutta la politica economica del governo</em>”. Anche il ministro <strong>Fornero</strong> due giorni fa ha ricordato che in Italia “<em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20120414_153017.shtml" target="_blank">gli svantaggiati sono i giovani</a></span> e le donne”</em>. Soggetti, “<em>collocati fuori da una sorta di cittadella ben delimitata</em>”, “<em>senza garanzie e protezione</em>”. E che la riforma, quindi, serve principalmente per loro.</p><p>Eppure nei tanti incontri tra il governo e le parti sociali i giovani sono rimasti tagliati fuori. Non solo per l’età anagrafica di chi si è accomodato a quei tavoli (da Monti alla Camusso, tutti irrimediabilmente nell’orbita dei sessanta, se non oltre) ma soprattutto perché gli <strong>organismi di rappresentanza giovanile </strong><strong>non sono stati neanche convocati</strong>.</p><p>E dire che, subito dopo la nomina a premier, Monti aveva voluto lanciare un <strong>segnale di discontinuità</strong> ricevendo a Palazzo Chigi, insieme a sindacati e industriali, anche il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.forumnazionalegiovani.it/home.aspx" target="_blank">Forum nazionale dei giovani</a></span> per <strong>discutere della riforma delle pensioni, il 4 dicembre scorso</strong>. Poi però, proprio per il pacchetto di misure che per stessa ammissione del governo avrebbe dovuto risolvere la gravissima emergenza occupazionale delle nuove generazioni, <strong>nessuno si è più fatto sentire</strong>.</p><p>Certo, ci si può chiedere quanto il Forum sia effettivamente rappresentativo dei giovani italiani. Si può anche protestare, come ha fatto il ministro Fornero a dicembre, per la<a href="http://www.forumnazionalegiovani.it/home.aspx" target="_blank"> <span style="text-decoration: underline;">scarsa presenza femminile</span></a> nelle posizioni apicali del movimento. Però la legge approvata otto anni fa parla chiaro: il Forum è stato riconosciuto dal Parlamento italiano il 30 dicembre 2004, e – anche attraverso la rete dei forum regionali – ad oggi è l&#8217;unica piattaforma nazionale di associazioni giovanili, in grado di rappresentare “circa 4 milioni di giovani”, come si legge sul sito internet dell’organizzazione.</p><p>“<em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.forumnazionalegiovani.it/news/2012/03/ripensare-il-lavoro-per-ripensare-l'italia.aspx" target="_blank">A fine marzo abbiamo inviato le nostre proposte</a></span> al ministro Fornero</em>”, spiega il presidente del Forum, Antonio De Napoli. Ma l’unica risposta che è arrivata dal ministero è stata<strong> </strong><strong>una mail random</strong> della segreteria: <strong>“grazie per il vostro contributo”.  E tanti saluti. </strong><em>“Nel dibattito che si è svolto finora <strong>ci si è concentrati solo sul mercato in uscita e non su quello in entrata</strong>, mentre gli aumenti del costo del lavoro precario rischiano di abbattersi sul lavoratore </em>– continua De Napoli -<em> Ci aspettavamo una riduzione delle oltre 40 forme contrattuali a tempo determinato per poter semplificare un quadro normativo oggi molto complesso”. </em>Nel documento inviato alla Fornero, il Forum chiedeva di<em> “rafforzare il part-time e l’apprendistato, chiedendo una revisione sulle leggi che regolamentano gli stage, leggi che oggi nella maggior parte dei casi non sono rispettate”. </em>Un fenomeno, quello dello “stage selvaggio”, che riguarda anche la pubblica amministrazione. <em>“Basta pensare che oggi non c’è neanche un censimento sugli stagisti che lavorano nelle istituzioni”. </em>Qualcosa di buono il governo lo ha fatto,<em> “come la Srl semplificata per gli under35. Ma se non vengono messe in campo anche politiche di accesso al credito, anche questa misura rischia di diventare solo uno spot”.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/riforma-fornero-giovani-tagliati-fuori/205013/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Giovani padani su Renzo: Fuori se ha sbagliato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/giovani-padani-contro-renzo-%e2%80%9cse-sbagliato-fuori%e2%80%9d/202701/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/giovani-padani-contro-renzo-%e2%80%9cse-sbagliato-fuori%e2%80%9d/202701/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 06:46:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Giovani Padani]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[Renzo Bossi]]></category> <category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202701</guid> <description><![CDATA[La posizione dei Giovani padani è quella di Maroni: Bossi rimane il capo, ma tutti gli altri sono militanti alla pari e “chi sbaglia deve pagare”. “Chiunque è stato coinvolto a qualunque titolo in questa vicenda deve andare fuori dalla Lega a calci nel culo”, spiega al Fattoquotidiano.it il coordinatore nazionale del movimento, Lucio Brignoli,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La posizione dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giovanipadani.org/sito/" target="_blank">Giovani padani</a></span> è quella di Maroni: Bossi rimane il capo, ma tutti gli altri sono militanti alla pari e “<em>chi sbaglia deve pagare</em>”. “<em>Chiunque è stato coinvolto a qualunque titolo in questa vicenda deve andare fuori dalla Lega a calci nel culo</em>”, spiega al Fattoquotidiano.it il coordinatore nazionale del movimento, Lucio Brignoli, che <strong>non fa sconti neanche al figlio del Senatur, Renzo Bossi</strong>.  “<em>Se ha fatto qualcosa deve andarsene, <strong>solo Bossi non si tocca, il figlio è un militante come tutti gli altri</strong></em>”. La sua candidatura nel 2010 è stato un errore? Qualcuno ha parlato di una forzatura,  visto che il rampollo del leader si era iscritto alla Lega solo nel 2009, e prima di assumere lo status di Socio ordinario militante (necessario per candidarsi alle assemblee elettive) occorre una gavetta di tre anni. “<em>Non saprei, oggi non mi sembra più questo il tema, ci sono problemi molto più seri e gravi e dobbiamo concentrarci su quelli per far capire quali sono i valori della Lega, che sono da sempre onestà e trasparenza</em>”.</p><p>Ieri mattina sul sito ufficiale del movimento è apparso un comunicato che chiarisce la posizione delle giovani leve del Carroccio. “<em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giovanipadani.org/sito/2012/04/04/la-lega-e-bossi-non-si-toccano/" target="_blank">La Lega è parte lesa</a></span> di questa preoccupante vicenda</em>”, si legge nella nota.<strong> Nessun attacco a Bossi, che, nonostante le dimissioni, è ancora osannato</strong> come “<em>l’uomo che ha dato una speranza e un progetto politico al Nord schiavizzato da Roma, umiliato dalla classe politica meridionale e democristiana, depredato dall’assistenzialismo”.</em> “<em>Il 90% delle persone che ieri e oggi puntano il dito contro la Lega – </em>aggiunge Brignoli<em> &#8211; non hanno nemmeno fatto lo sforzo di leggere un giornale, uno stralcio di intercettazione”.</em></p><p><strong>Il cerchio magico però è sotto attacco</strong>: perché fatto salvo che “<em>la Lega Nord non si tocca</em>”, per il resto “<em>le idee camminano sulle gambe degli uomini e se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi</em>”. Il messaggio ai fedelissimi del segretario federale è molto chiaro: “<strong><em>Molliamo qualche calcio nel culo</em></strong><em> a chi ha infangato la storia di Bossi e della Lega Nord. Noi, come sempre, ci saremo</em>”.</p><p>L’organizzazione under30 della Lega in questo momento è saldamente in mano ai maroniani e non a caso le dichiarazioni della “base” vanno tutte in direzione di quella <strong>“chiarezza” chiesta esplicitamente dall’ex ministro dell’Interno</strong>.  “<em>C&#8217;è molta rabbia</em> &#8211; spiega Luca Salvetti, coordinatore provinciale dei Giovani Padani della Valle Camonica &#8211; <em>noi dedichiamo al movimento tempo ed energie tolte alle famiglie. A volte ci mettiamo anche i soldi per le sezioni. Poi quando senti di investimenti a Cipro o in Tanzania ti cadono le braccia. Basta con questi personaggi!”</em></p><p>Critiche al cerchio magico arrivano anche da Verona, la città amministrata dal maroniano Flavio Tosi. “<em>Non esiste una Lega nuova e una vecchia</em>”, dichiara Damiano Buffo, esponente dei Giovani padani locali, perchè “l<em>a Lega è una sola</em>”, ma è anche vero che in questo momento “<em>c&#8217;è bisogno di un ricambio generazionale che porti avanti i valori iniziali senza tradirli</em>”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/giovani-padani-contro-renzo-%e2%80%9cse-sbagliato-fuori%e2%80%9d/202701/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Giovani Pd, al congresso vince la linea anti-Monti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/giovani-pd-congresso-vince-linea-anti-monti/199861/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/giovani-pd-congresso-vince-linea-anti-monti/199861/#comments</comments> <pubDate>Sat, 24 Mar 2012 12:27:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Fausto raciti]]></category> <category><![CDATA[giovani Pd]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category> <category><![CDATA[Pierluigi Bersani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=199861</guid> <description><![CDATA[Mentre il Pd discute al suo interno su quali modifiche apportare alla riforma Fornero, l’organizzazione giovanile del partito ha scelto con percentuali putiniane la linea anti-Monti. Domani mattina infatti l’assemblea congressuale dei Giovani democratici confermerà alla guida del movimento il segretario uscente Fausto Raciti, dalemiano rampante, molto vicino al responsabile economico di Bersani, Stefano Fassina,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre il Pd discute al suo interno su quali modifiche apportare alla riforma Fornero, <strong>l’organizzazione giovanile del partito ha scelto con percentuali <em>putiniane</em> la linea anti-Monti</strong>. Domani mattina infatti l’assemblea congressuale dei Giovani democratici confermerà alla guida del movimento il segretario uscente <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://beta.partitodemocratico.it/utenti/profilo.htm?id=3044" target="_blank">Fausto Raciti,</a></span> dalemiano rampante, molto <strong>vicino al responsabile economico di Bersani, Stefano Fassina,</strong> uno abituato a fiancheggiare la linea Fiom sui temi del lavoro e da sempre refrattario nei confronti del governo tecnico.</p><p>Raciti ha raccolto nel voto dei circoli il 74 per cento dei delegati, contro il 26 per cento dello sfidante Brando Benifei, anche lui bersaniano, sostenuto però anche dai dirigenti vicini a Franceschini. Il leader uscente ha fatto l’<em>en-plein </em>nelle regioni rosse e nel Meridione, mentre Benifei si è aggiudicato il Nord &#8211; una vittoria soprattutto simbolica visto che di tessere, dalla Romagna in sù, se ne contano poche.</p><p>Dal congresso emerge una linea tutta spostata a sinistra, che guarda con una certa <strong>diffidenza – per non dire ostilità – al sostegno del Pd all&#8217;esecutivo del Professore</strong>.  “<em>Prima per vincere era necessario convincere, oggi basta l’algida supremazia di un’economia che si è fatta pura tecnica, numeri a cui ci si affida come gli ubriachi si attaccano ai lampioni, per legittimare le politiche pubbliche</em>”, si legge nelle <a href="http://www.giovanidemocratici.net/doc/228324/giovani-democratici-primo-congresso-nazionale-tesi-congressuali.htm" target="_blank">tesi congressuali </a>votate dalla stragrande maggioranza degli iscritti.</p><p>Inevitabile quindi la posizione di<strong> chiusura nei confronti di qualsiasi riscrittura dell’articolo 18</strong>. Aprendo ieri l’assise congressuale di Siena, Raciti è intervenuto sulla riforma del lavoro dicendo subito che Monti sta “<em>tradendo la sua missione</em>”e che il Pd fa bene a opporsi alla modifica delle norme sui licenziamenti. Fin dalla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/monti-monti-scontro-giovani-pd/189312/" target="_blank">presentazione della mozione</a></span> d’altronde emergevano critiche radicate all’economia di mercato che, si legge nel documento, insieme al capitalismo finanziario “<em>nichilista</em>”, <em>“è stata capace di produrre diseguaglianze profonde</em>”.  Per sondare l’umore dei dirigenti del movimento, basta farsi un giro su internet e sui social network, dove da qualche giorno spopola <strong>il manifesto “Giù le mani dall’articolo 18”</strong>, con in calce il logo dei Gd.</p><p>Il<em> parterre </em>degli invitati alla convention senese, del resto, raduna tutti i dirigenti del partito che nelle ultime settimane hanno espresso critiche e perplessità nei confronti della riforma del ministro Fornero. Oltre a Bersani – intervenuto ieri all’apertura dei lavori – tra oggi e domani dal palco di Palazzo Ceccherini parleranno Fassina, Orfini, Cuperlo, Damiano e Rosy Bindi. E ovviamente Massimo D’Alema.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/giovani-pd-congresso-vince-linea-anti-monti/199861/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I “rottamatori” preparano la scalata al Pd</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/19/%e2%80%9crottamatori%e2%80%9d-preparano-scalata-pd/198662/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/19/%e2%80%9crottamatori%e2%80%9d-preparano-scalata-pd/198662/#comments</comments> <pubDate>Mon, 19 Mar 2012 16:28:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[pippo civati]]></category> <category><![CDATA[rottamatori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=198662</guid> <description><![CDATA[I rottamatori non si nascondono più. Quello di sabato prossimo, il 24 marzo, al Circolo Arci Bellezza di Milano, non sarà l&#8217;ennesimo convegno per chiedere al partito un ricambio generazionale: il duo Civati-Serracchiani raduna le truppe di “Prossima Italia” con l&#8217;obiettivo dichiarato di “dare il via alla campagna elettorale per le elezioni politiche del 2013”...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I rottamatori non si nascondono più.  Quello di sabato prossimo, il 24 marzo, al Circolo Arci Bellezza di Milano, non sarà l&#8217;ennesimo convegno per chiedere al partito un ricambio generazionale: il duo Civati-Serracchiani  raduna le truppe di “Prossima Italia” con l&#8217;obiettivo dichiarato di  “<em><strong>dare il via alla campagna elettorale</strong></em><em> per le elezioni politiche del 2013</em>” e allo stesso tempo “<em>iniziare il percorso che ci porterà al prossimo </em><em><strong>congresso del Partito Democratico</strong></em><em>, previsto per la seconda metà dello stesso anno</em>”. La convention  si chiamerà “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.prossimaitalia.it/news/2222/qualcosa-di-nuovo/" target="_blank">Qualcosa di nuovo</a></span>” e, spiegano gli organizzatori, sarà “<em>una convocazione generale per gli attivisti che nel tempo hanno lavorato alle cose di Prossima Italia</em>”. Una chiamata alle armi generale in vista dello scontro interno al centrosinistra che, dopo le amministrative della prossima primavera, dovrà iniziare a definire alleanze e candidature per le elezioni del 2013.</p><p>“<em>Si entra nell’ultimo anno di questa legislatura che pare portare fuori dalla Seconda Repubblica. In che termini, nessuno lo sa: con quali alleanze, con quale legge elettorale, con quale – magari riformata – forma costituzionale: è tutto un work in progress, diciamo</em>”, si legge nel manifesto del 24 marzo. Le parole d&#8217;ordine sono sempre quelle: “candidiamoci tutti, candidiamoci dappertutto”, lo slogan con cui nacque il gruppo di Prossima Italia nel 2010. “<em>Il momento di provarci davvero si avvicina: e di fronte al pericolo – concreto – che ancora una volta gli elettori si trovino di fronte a liste bloccate, a </em><em><strong>una legge elettorale porcata</strong></em><em> (vecchia o nuova), all’impossibilità di scegliere democraticamente e liberamente da chi farsi rappresentare nel futuro Parlamento, Prossima Italia si prende l’impegno di provare a porre il problema, almeno quello. Soprattutto, l’impegno di trovare, dove possibile, persone che siano per bene, rappresentative del loro territorio, competenti e presentabili</em>”.</p><p>Civati  e Serracchiani vogliono<strong> giocare d&#8217;anticipo rispetto all&#8217;ex sodale Matteo Renzi </strong>che dopo il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/matteo-renzi-%E2%80%9Cbig-bang-per-un-nuovo-partito%E2%80%9D-in-effetti-anche-forza-italia-nacque-grazie-a-due-esplosioni/165105/" target="_blank">Big Bang</a></span> dello scorso ottobre &#8211; quando la  “discesa in campo” nazionale del sindaco di Firenze sembrava davvero ad un passo – ha scelto di  ripiegare sulla politica cittadina in attesa di vedere quale sarà il quadro politico dopo l&#8217;esperienza del governo tecnico (quello sì, un vero big-bang).  “<em>Noi intanto vogliamo provare a dare una scossa, a lanciare un sasso nello stagno</em>”, spiega <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.civati.it/" target="_blank">Pippo Civati</a></span> al fattoquotidiano.it. <strong>E Renzi è stato invitato? </strong>“<em>Gli arriverà l’invito, come a tutti quelli inseriti nella nostra mailing-list</em>”. La riconciliazione tra rottamatori rimane comunque difficile. La presenza di Civati alla Leopolda aveva fatto pensare ad un riavvicinamento, ma subito dopo l&#8217;annuncio ufficiale dell&#8217;appuntamento di Milano, dallo staff di Palazzo Vecchio hanno fatto capire che la partecipazione non sarà ricambiata. “<em>A parte le presentazioni del suo libro, Renzi  in questo periodo non si muove da Firenze, abbiamo in cantiere tante iniziative per la città. La sua presenza a Milano è da escludere</em>”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/19/%e2%80%9crottamatori%e2%80%9d-preparano-scalata-pd/198662/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Giovani Pdl, caso Merkel e l’imbarazzo di Alfano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/giovani-pdl-caso-merkel-l%e2%80%99imbarazzo-alfano/197911/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/giovani-pdl-caso-merkel-l%e2%80%99imbarazzo-alfano/197911/#comments</comments> <pubDate>Sat, 17 Mar 2012 09:48:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alfano]]></category> <category><![CDATA[Angela Merkel]]></category> <category><![CDATA[giorgia meloni]]></category> <category><![CDATA[giovani pdl]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=197911</guid> <description><![CDATA[Ai piani alti di via dell&#8217;Umiltà non sono piaciute le manifestazioni anti-Merkel organizzate dai giovani ex An in occasione della visita della cancelliera tedesca a Roma. A molti big del Pdl infatti la protesta è sembrata inopportuna in un momento cosí delicato, in cui Alfano, dopo l’incidente diplomatico sulla “culona inchiavabile”, ha il difficile compito...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ai piani alti di via dell&#8217;Umiltà non sono piaciute le manifestazioni anti-Merkel organizzate dai giovani ex An in occasione della visita della cancelliera tedesca a Roma. A molti big del Pdl infatti la protesta è sembrata  inopportuna in un momento cosí delicato, in cui Alfano, dopo<strong> l’incidente diplomatico sulla “culona inchiavabile”</strong>, ha il difficile compito di<strong> ricostruire il rapporto con la Cdu</strong> tedesca, vero e proprio architrave del Partito popolare europeo. Ecco perché i dirigenti della <a href="http://www.giovaneitalia.it/" target="_blank">Giovane Italia</a> (l’organizzazione giovanile pidiellina) di provenienza Forza Italia hanno deciso di organizzare un vertice con i loro omologhi tedeschi della Cdu. Ma il meeting, se da un lato riconcilia i rapporti “esterni” con il partito della Merkel, dall’altro rischia di far saltare definitivamente i rapporti interni con i dirigenti vicini a <strong>Giorgia Meloni</strong>, proprio a pochi mesi dal <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/giovani-pdl-congresso-scontro/196474/" target="_blank">congresso del movimento giovanile</a>, dove si va profilando uno <strong>scontro all’arma bianca tra ex An e ex Fi</strong>.</p><p>Nonostante il clima sia teso, i quadri di stretta osservanza berlusconiana non intendono fare passi indietro. Il presidente di Giovani per la Libertà, Marco Casella, il responsabile esteri dei giovani Pdl, Carlo De Romanis, e il vicepresidente dei giovani del Ppe, Emanuele Occhipinti andranno avanti per la loro strada, con il <strong><em>placet</em> del correntone azzurro</strong>. “<em>A seguito del vertice bilaterale tra i nostri capi di governo </em>- affermano i tre -<em> abbiamo ritenuto opportuno condividere con i coetanei tedeschi alcune tematiche da porre sul tavolo dei nostri governi per risolvere la crisi in Europa, a partire dall&#8217;occupazione giovanile</em>”. D&#8217;altronde sia il <em>chairman</em> della Junge Union, Philippe Missfelder, sia la coordinatrice nazionale dei giovani Pdl, Annagrazia Calabria, sono giovani parlamentari “<em>e quindi possiamo, anzi dobbiamo, porre attenzione su alcuni temi che interessano le nuove generazioni. Per questo serve dialogo</em>”. Ma al di là dei generici intenti di facciata, il motivo vero è fin troppo palese ed è una<strong> risposta alle proteste anti-tedesche dell’ala destra del movimento</strong>. “<em>Inutile manifestare contro l&#8217;asse Merkel-Sarkozy: dobbiamo invece far sentire la nostra voce, ponendo sul tavolo, con serietà e senso di affidabilità, temi concreti</em>”.</p><p><strong>Gli ammiccamenti alla Cdu però hanno fatto infuriare gli ex An</strong>, creando una frattura sempre più marcata con i giovani azzurri. “<em>Temi concreti? Anche la nostra manifestazione aveva temi concreti, è stato un atto di denuncia nei confronti delle ingerenze che hanno permesso e contribuito alla caduta del governo Berlusconi </em>– attacca Cesare Giardina presidente della Giovane Italia di Roma, uno degli organizzatori della protesta e fedelissimo della Meloni –<em> È stata una manifestazione di orgoglio tricolore contro le risatine di Merkel e Sarkozy nei confronti del nostro Paese. Si andassero a leggere le dichiarazioni che ha fatto all’epoca Berlusconi e poi ne riparliamo</em>”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/giovani-pdl-caso-merkel-l%e2%80%99imbarazzo-alfano/197911/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Giovani Pdl a congresso, scontro tra ex An e Fi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/giovani-pdl-congresso-scontro/196474/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/giovani-pdl-congresso-scontro/196474/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Mar 2012 09:50:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[angelino alfano]]></category> <category><![CDATA[Annagrazia Calabria]]></category> <category><![CDATA[giorgia meloni]]></category> <category><![CDATA[giovani pdl]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196474</guid> <description><![CDATA[Mentre il segretario Angelino Alfano è alle prese con lo scandalo dei tesseramenti gonfiati, nel Pdl anche il congresso dell’organizzazione giovanile rischia di diventare un caso, con tutte le correnti del partito pronte a darsi battaglia per “tutelare” i propri candidati. A lanciare l’assise, un mese fa, era stata la deputata Annagrazia Calabria, 29 anni,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre il segretario Angelino Alfano è alle prese con lo scandalo dei tesseramenti gonfiati, nel Pdl anche il congresso dell’organizzazione giovanile rischia di diventare un caso, con tutte le correnti del partito pronte a darsi battaglia per “tutelare” i propri candidati. <strong>A lanciare l’assise</strong>, un mese fa, era stata la deputata <a href="http://www.camera.it/29?shadow_deputato=303200" target="_blank">Annagrazia Calabria</a>, 29 anni, scelta nel 2009 da Berlusconi in persona come coordinatrice nazionale della Giovane Italia accanto a Giorgia Meloni, che nella diarchia al vertice del movimento under35 occupa il ruolo di presidente. “Ce n’è bisogno – aveva detto la Calabria <a href="www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/giovani-pdl-alla-resa-finale/184639/" target="_blank">incontrando Alfano</a> &#8211; perché non è possibile che siamo ancora alla quota 50-50 tra ex An e ex Fi”.</p><p>Dopo l’annuncio – che risale al 16 gennaio – è stata individuata una <strong>“cabina di regia”</strong> incaricata di stendere un regolamento che nei prossimi giorni sarà passato al vaglio della Direzione nazionale. Uno dei temi più dibattuti è quello del tesseramento. Il correntone azzurro preferisce un modello di organizzazione giovanile legato più strettamente alle <strong>dinamiche del partito senior </strong>e vorrebbe far partecipare al congresso tutti i ragazzi con meno di 35 anni iscritti al Pdl. “In questo caso entrerebbero nella partita anche le truppe cammellate, ridimensionando il ruolo dei militanti”, maligna più di un dirigente vicino alla Meloni.  I ragazzi che provengono da Azione Giovani – il movimento giovanile di Alleanza Nazionale – infatti spingono per un tesseramento distaccato, un modo per rimarcare l’autonomia della Giovane Italia dai vertici del Pdl. Probabilmente si troverà un compromesso a metà strada, con la possibilità per gli under35 iscritti al Pdl di <strong>compilare un modulo</strong> che, facoltativamente, li iscriva anche alla giovanile.</p><p>Altra questione spinosa è quella del calendario. I “meloniani” spingono perché il congresso si chiuda entro l’estate. “Dobbiamo eleggere il nuovo leader entro giugno-luglio – spiega il dirigente nazionale Michele Piglicci, fedelissimo dell’ex ministro della Gioventù – Altrimenti se rinviamo il congresso all’autunno rischia di saltare definitivamente, visto che ad aprile 2013 ci saranno le elezioni politiche e sarebbe da pazzi <strong>disperdere energie per una conta interna</strong>”.</p><p>Al di là delle questioni procedurali, il problema vero – attorno al quale gli  ex di Forza Italia e An rischiano di spaccarsi &#8211; è quello delle candidature. Entrambi gli schieramenti sembrano concordi nel mandare in soffitta l’anomala “diarchia” che oggi governa il movimento. “D’ora in poi ci dovrà essere un leader unico”, spiega Marco Perissa, membro della cabina di regia dell’organizzazione. “Ora bisognerà vedere se saremo in grado di costruire un congresso unitario – come mi auguro – o se invece qualcuno vorrà andare allo scontro”. Scontro significa una cosa sola: giovani di Forza Italia da una parte, ex aennini dall’altra. Con buona pace di chi aveva creduto che, almeno per i militanti più giovani, la nascita del Pdl non sarebbe stata solo una fusione a freddo. “Ovviamente in questa fase sono aperti molti scenari”, compreso quello di un <strong>compromesso</strong> che metta d’accordo tutti. Di sicuro si sa che Giorgia Meloni lascerà il ruolo di presidente per <strong>raggiunti limiti di età</strong>, mentre la berlusconiana Calabria sembra orientata a ripresentarsi, puntando alla leadership unica. Ma la Calabria è considerata troppo di parte, troppo berlusconiana. Non ha il profilo adatto per unire le diverse anime del movimento. Se si candidasse davvero sarebbe inevitabile la discesa in campo di uno sfidante della corrente meloniana e lo scontro con gli ex An sarebbe totale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/giovani-pdl-congresso-scontro/196474/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>F35, la protesta degli universitari</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/protesta-degli-universitari/193784/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/protesta-degli-universitari/193784/#comments</comments> <pubDate>Sat, 25 Feb 2012 12:11:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[f35]]></category> <category><![CDATA[Giampaolo Di Paola]]></category> <category><![CDATA[Istruzione]]></category> <category><![CDATA[Michele Orezzi]]></category> <category><![CDATA[tagli]]></category> <category><![CDATA[università]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193784</guid> <description><![CDATA[Stamattina in un centinaio di piazze in tutta Italia gli attivisti della Tavola della Pace, di Rete Disarmo e di Sbilanciamoci hanno dato vita a flash mob, sit-in e conferenze per chiedere al governo Monti di  bloccare i fondi previsti per l’acquisto dei cacciabombardieri F-35. Alla protesta contro la spesa per gli aerei da combattimento...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina in un centinaio di piazze in tutta Italia gli attivisti della Tavola della Pace, di Rete Disarmo e di Sbilanciamoci hanno dato vita a flash mob, sit-in e conferenze per chiedere al governo Monti di  bloccare i fondi previsti per l’acquisto dei <strong>cacciabombardieri F-35</strong>. Alla protesta contro la spesa per gli aerei da combattimento (che verrebbero acquistati dal ministero della Difesa al costo di 115 milioni a velivolo) si è aggiunta la mobilitazione di <strong>studenti </strong>e universitari per chiedere al premier di dirottare i soldi risparmiati da un’eventuale rinuncia verso Istruzione e Ricerca.</p><p>Il progetto iniziale di Palazzo Chigi prevedeva lo stanziamento di circa<strong> 15 miliardi di euro</strong>, pochi giorni fa però il ministro Di Paola ha annunciato che il numero di aerei acquistati sarà <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/taglio-personale-degli-giampaolo-paola-ristruttura-difesa/191368/" target="_blank">ridotto da 131 a 90</a></span>. “<em>Ma questa decisione non cambia di una virgola il quadro d’insieme</em>”, spiegano dalla delegazione dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giovanidivalore.it/" target="_blank">giovani dell’Italia dei Valori</a></span> che due giorni fa ha consegnato al ministro dell’Università Francesco Profumo una petizione per chiedergli di portare al premier Monti le istanze degli studenti.</p><p>Come spiega Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.unionedegliuniversitari.it/" target="_blank">&#8216;Unione degli universitari</a></span>, nel 2013 il governo investirà nel diritto allo studio solo 13 milioni di euro, grazie ad un <strong>taglio del 95% del fondo per le borse di studio</strong>. L’ennesimo gioco al ribasso, dopo gli otto miliardi di euro tagliati in tre anni dalla Gelmini al mondo della scuola (più un miliardo e mezzo per l’università) e la sfacciata e costante <strong>violazione degli accordi di Lisbona</strong> in cui i paesi membri dell’Unione europea si erano impegnati a destinare il 3% del Pil in ricerca e sviluppo (percentuale che, per quanto riguarda l’Italia, è scivolata addirittura sotto l’1%).<br /> <em><br /> “A queste condizioni non è neppure pensabile che si possano investire <strong>10 miliardi </strong>per comprare cacciabombardieri e solo <strong>13 milioni </strong>per il diritto allo studio: decidiamo di investire in strumenti di morte invece che nei giovani che sono il futuro del nostro Paese?</em>&#8220;, attacca il leader del sindacato studentesco vicino alla Cgil.</p><p>Anche secondo l’Udu il taglio dichiarato dal governo dei 40 aerei, rispetto all&#8217;ordine iniziale di 131, non è sufficiente:<em> “Ne rimangono 91, per una spesa di 10 miliardi di euro. In un momento di sofferenza grande per il Paese, in cui a tutti è chiesto un sacrificio pensiamo che l&#8217;Italia debba assolutamente rinunciare a tutti i cacciabombardieri e spendere di più per la formazione delle nuove generazioni.  La Spagna, nonostante la crisi, per il diritto allo studio quest&#8217;anno ha speso <strong>780 milioni</strong> di euro; Germania e Francia quasi <strong>due miliardi </strong>a testa. Noi invece dal 2008 ad oggi non abbiamo fatto altro che tagliare</em>&#8220;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/protesta-degli-universitari/193784/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Da vandalismo padano a libertà di espressione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/da-vandalismo-padano-a-liberta-di-espressione/190391/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/da-vandalismo-padano-a-liberta-di-espressione/190391/#comments</comments> <pubDate>Fri, 10 Feb 2012 15:29:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Attilio Fontana]]></category> <category><![CDATA[degrado]]></category> <category><![CDATA[Giovani Padani]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190391</guid> <description><![CDATA[Nelle cronache del Nord Italia in questi giorni sta trovando spazio una polemica nata dall’ultima trovata dei Giovani padani. Due giorni fa tre militanti dell’organizzazione giovanile del Carroccio sono stati denunciati per vilipendio delle istituzioni costituzionali e imbrattamento perché sorpresi dagli agenti della Polizia di Varese a scrivere su un muro “Monti buffone” (si sono...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nelle cronache del Nord Italia in questi giorni sta trovando spazio una polemica nata dall’ultima trovata dei Giovani padani. Due giorni fa tre militanti dell’organizzazione giovanile del Carroccio sono stati denunciati per <strong>vilipendio delle istituzioni costituzionali</strong> e imbrattamento perché sorpresi dagli agenti della Polizia di Varese a scrivere su un muro <em>“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/09/Scritta_sul_muro_Monti_buffone_co_7_120209045.shtml" target="_blank">Monti buffone</a></span>”</em> (si sono fermati a <em>“Monti buf”</em>, poi se la sono data a gambe, prima di essere rintracciati dalle forze dell’ordine).</p><p>Anziché chiedere scusa – o quantomeno far finta di niente &#8211; per avere contribuito al degrado della “Città Giardino”, peraltro amministrata proprio da un leghista, Attilio Fontana, i vertici nazionali dei Giovani Padani ora hanno promesso di “<em><strong>scrivere &#8216;Monti buffone&#8217; su ogni muro del Nord</strong></em>”. Per il coordinatore del movimento in Lombardia, Eugenio Zoffili, l’automatica denuncia scattata dopo l’intervento delle forze dell’ordine sarebbe in realtà “<em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/589344/" target="_blank">un’aberrazione da Stato di polizia</a></span></em>”, “<em>un episodio gravissimo di intimidazione alla libertà di espressione che da sempre in politica è passata anche attraverso le scritte sui muri</em>”. La verità è che il movimento under 35 della Lega da anni rivendica il <strong>diritto a sporcare pareti e facciate</strong> con scritte politiche. “<em>Ce l’ha insegnato Bossi, i muri sono i libri dei popoli</em>”. E infatti sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giovanipadani.leganord.org/articoli.asp?ID=10855" target="_blank">sito internet</a></span> dell’organizzazione c’è un’apposita sezione dedicata alle migliori imbrattature realizzate dai militanti. Nessuna azione “clandestina” dunque, anzi, lo sfregio diventa un vanto da esibire. E allora i “centomila fucili” evocati da Bossi in passato, oggi si trasformano in “<em>decine di migliaia</em>” di giovani pronti a scrivere “<em>su ogni muro che il re è nudo</em>”, perché, spiega ancora Zoffili, “<em>abbiamo vernice e braccia abbastanza per scrivere molte altre pagine, vilipendio o no</em>”.</p><p>Quasi comica la dichiarazione del deputato <strong>Paolo Grimoldi</strong>, leader del movimento dal 2002 al 2011, che non esclude di procedere “<em>con iniziative parlamentari per chiedere al governo chiarezza circa le sue priorità: difendere i cittadini dai criminali o inseguire dei ragazzi che hanno fatto il solo errore di scrivere la verità</em>”. Secondo Grimoldi insomma Monti dovrebbe ammettere di essere un buffone e consentire a qualche banda di giovani bossiani di dare libero sfogo alla loro voglia di impataccare i muri di mezza Italia, in barba alla legge e al decoro urbano.</p><p>E il sindaco che dice? Il maroniano <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.comune.varese.it/si4web/common/AmvSezione.do?MVPD=0&amp;MVSZ=177" target="_blank"><strong>Attilio Fontana</strong></a></span>, in carica dal 2006 e numero uno dell’Anci in Lombardia, si mostra piuttosto indulgente nei confronti dei <em>writer </em>padani (che qualcuno su internet ha persino definito &#8220;<em>patrioti</em>&#8220;). Innanzitutto ci tiene a sottolineare che “<em>sui muri c’è scritto solo ‘Monti buf’</em>” e che quindi “<em>Monti buffone è solo un’interpretazione. Parlo da avvocato, la polizia non può supporre quello che volevano scrivere. Magari volevano solo dire: ‘Monti bufera del Nord’ o ‘Monti bufera delle tasse’</em>”. I comunicati stampa usciti dopo la denuncia &#8211; in cui si fa esplicito riferimento alla frase “Monti buffone” &#8211; sembrano smentire questa ricostruzione. “<em>Ma sono due piani diversi, uno è quello legale, altro è quello politico</em>”.</p><p>A proposito di piano legale, il primo cittadino sembra abbastanza permissivo. “<em>Ci sono due tipi di scritte: alcune hanno un <strong>valore politico </strong>che credo – pur essendo da un certo punto di vista contestabili per via dell’imbrattamento &#8211; siano sempre state il metodo con cui la politica si esprime, dai tempi di Don Camillo e Peppone, anche se oggi quest’abitudine è venuta meno, sostituita da altri mezzi di comunicazione</em>”.  Altra cosa sono invece “<em>certi graffitari che imbrattano e basta. Anche qui: alcuni sono bravi, altri scrivono solo ‘Amo Giulia’, e di questo tipo di scritta –a parte a Giulia – non importa a nessuno</em>”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/da-vandalismo-padano-a-liberta-di-espressione/190391/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Monti sì, Monti no: lo scontro nei giovani del Pd</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/monti-monti-scontro-giovani-pd/189312/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/monti-monti-scontro-giovani-pd/189312/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:49:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[congresso]]></category> <category><![CDATA[giovani Pd]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Stefano Fassina]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189312</guid> <description><![CDATA[Con Monti o contro Monti? Lo scontro interno ai giovani del Pd si sposta sul sostegno al governo tecnico. Dopo la reprimenda dei Garanti nazionali del partito, che due settimane fa avevano bocciato il Regolamento blindato con il quale i vertici dei Giovani democratici avrebbero voluto andare a congresso – perché presentava “alcune violazioni dei principi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Con Monti o contro Monti? Lo scontro interno ai giovani del Pd si sposta sul sostegno al governo tecnico. Dopo la reprimenda dei Garanti nazionali del partito, che due settimane fa avevano<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/giovani-pd-%E2%80%9Cbocciati%E2%80%9D-democrazia/185861/" target="_blank"> bocciato il Regolamento</a></span> blindato con il quale i vertici dei <a href="http://www.giovanidemocratici.net/" target="_blank">Giovani democratici</a> avrebbero voluto andare a congresso – perché presentava “<em>alcune violazioni dei principi fondamentali di democrazia e partecipazione</em>” – la Commissione di Garanzia dell’organizzazione giovanile ha modificato le regole, rendendo più accessibile la presentazione di candidature alternative a quella del <strong>segretario uscente, il bersaniano <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.partitodemocratico.it/utenti/profilo.htm?id=3044" target="_blank">Fausto Raciti</a></span></strong>, sostenuto dall’ala dalemiana del movimento.</p><p>In campo ci sarà sicuramente <strong>un altro bersaniano, Brando Benifei</strong>, ex responsabile Esteri dei Gd e promotore del ricorso che ha reso più democratico il percorso congressuale, evitando che si trasformasse in una corsa in solitaria del vecchio gruppo dirigente. I termini per presentare le mozioni scadono tra una settimana, il 13 febbraio e proprio in queste ore sta prendendo corpo l’ipotesi di <strong>una terza candidatura </strong>basata su<strong> posizioni decisamente più filo-montiane</strong> rispetto a quelle di Raciti, che nella sua tesi congressuale sparava a zero contro “<em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giovanidemocratici.net/doc/228324/giovani-democratici-primo-congresso-nazionale-tesi-congressuali.htm" target="_blank">l’algida supremazia di un’economia</a></span> che si è fatta pura tecnica</em>”. L’idea di una terza candidatura, più vicina al sostegno del partito all’esecutivo del Professore, parte dall’area Letta-Franceschini e si sta allargando a veltroniani e pezzi sparsi di bersaniani delusi e cigiellini dell’Unione degli Universitari (il cui stato maggiore però sta con Benifei).</p><p>“<em>Questo non è il nostro governo, ma sta facendo molte cose buone</em>”, spiega Giacomo Possamai, capofila dei lettiani e segretario provinciale di Vicenza. “<em>Al di là della possibilità o meno di presentare una terza mozione, vogliamo mettere al centro della discussione i temi del lavoro, partendo da una posizione vicina a quella formulata da Boeri e Garibaldi, che non tocca l’articolo 18 ma introduce il contratto unico di inserimento</em>”.  L’idea di una terza candidatura convince poco Benifei, che vorrebbe invece costruire un fronte unitario “<em>alternativo alla gestione poco trasparente e poco attenta ai territori di Raciti</em>”. “<em>Il punto di partenza sui temi del Lavoro e del sostegno all’esecutivo è quello della maggioranza interna Bersani-Franceschini, ma c’è apertura nei confronti di tutti quelli che vogliono cambiare questa giovanile</em>”. E non è detto che alla fine tra gli sfidanti non prevalga proprio la linea dell’unità, dando vita ad un “<em>grand rassemblement</em>” che metta <strong>insieme i filo-montiani più accaniti e i sostenitori più tiepidi</strong> per rompere l’asse di ferro tra gli attuali vertici dei Gd e le posizioni marcatamente anti-ichiniane del <strong>responsabile Economia di Bersani, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/fassina-monti-lo-contesto-dalluniversit/174137/" target="_blank">Stefano Fassina</a></strong>. Un’operazione che – se andasse in porto – potrebbe evitare al partito l’imbarazzo nei confronti di un’organizzazione giovanile che platealmente mal sopporta un governo di cui il Pd in Parlamento è costretto a reggere le fila.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/monti-monti-scontro-giovani-pd/189312/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Alemanno jr, giovani finiani divisi sul pestaggio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/29/alemanno-giovani-finiani-spaccano-pestaggio/187392/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/29/alemanno-giovani-finiani-spaccano-pestaggio/187392/#comments</comments> <pubDate>Sun, 29 Jan 2012 15:55:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alemanno]]></category> <category><![CDATA[fli]]></category> <category><![CDATA[Generazione Futuro]]></category> <category><![CDATA[Giovani finiani]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[neofascismo]]></category> <category><![CDATA[pestaggio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187392</guid> <description><![CDATA[Il pestaggio a cui avrebbe assistito il figlio del sindaco di Roma Gianni Alemanno divide in due il movimento giovanile del partito di Fini. La polemica parte da un articolo pubblicato sul sito ufficiale di Futuro e Libertà che condannava il presunto “attacco mediatico” subito dal primo cittadino della Capitale e si sposta sull’atteggiamento dei...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/nero-pesto/186237/" target="_blank">Il pestaggio a cui avrebbe assistito</a></span> il <strong>figlio del sindaco di Roma Gianni Alemanno</strong> divide in due il movimento giovanile del partito di Fini. La polemica parte da un articolo pubblicato sul sito ufficiale di Futuro e Libertà che condannava il <strong>presunto “attacco mediatico”</strong> subito dal primo cittadino della Capitale e si sposta sull’atteggiamento dei vertici del partito nei confronti dei rigurgiti neofascisti da sempre collaterali al movimentismo giovanile di destra.</p><p>A spaccare i dirigenti di <strong>Generazione Futuro</strong> è un editoriale apparso sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.futuroeliberta.it/stories/home/1632_faccette_nere_faccette_rosse_gioco_a_perdere/" target="_blank">portale di Fli</a></span>, firmato da Annalisa Terranova, nel quale si afferma che “<em>la campagna iniziata dal Fatto quotidiano contro Gianni Alemanno con il pretesto di una rissa in una festa privata finita male è sgradevole e ricorda le tecniche del linciaggio mediatico</em>”. L’autrice dell’articolo afferma poi che “<em>l’allarme sul fascismo adolescenziale è sciocco e fuori tempo</em>”.</p><p>Apriti cielo. Non tutti i dirigenti finiani infatti hanno gradito questa difesa a spada tratta di Alemanno, vista anche la gravità delle accuse, né tantomeno la presa di distanza da un problema invece molto sentito, come quello del <strong>rapporto tra partiti di destra e neofascismo</strong>. E così hanno deciso di scrivere una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.generazionefuturoroma.com/2012/01/27/lettera-aperta-dallon-di-pietro-a-lon-flavia-perina/" target="_blank">lettera aperta a Flavia Perina</a></span>, deputata e leader del Fli di Roma, per chiederle di prendere una posizione chiara sulla vicenda. L’appello è firmato da <strong>Pietro Zamparelli</strong>, dirigente romano della giovanile futurista, e sostenuto da molti altri quadri. “<em>E’ evidente che la signora Terranova non ha letto con sufficiente attenzione l’articolo</em> – scrive Zamparelli - <em>dove non si parla ne di rissa, ne di un’ipotetica festa privata, ma si parla di pestaggio da parte di 10-12 persone nei confronti di un ragazzo di 15 anni, avvenuto, non durante una festa privata, ma in una residenza privata, nella quale il figlio di Alemanno e alcuni suoi amici erano entrati senza autorizzazione</em>”. I firmatari della lettera non ravvisano “<em>alcun intento di linciaggio mediatico nell’aver raccontato un fatto accaduto due anni e mezzo fa, cui è seguita solo una denuncia per violazione di domicilio, poiché il ragazzo malmenato non ha sporto denuncia per paura di ritorsioni, come racconta il Fatto; denuncia che stava per essere archiviata senza che fosse stata fatta chiarezza su quanto avvenuto</em>”. “<em>Liquidare con quelle parole la gravità di quanto raccontato, è assolutamente inopportuno e superficiale</em>”, concludono i dirigenti di Generazione futuro.</p><p>L’ex direttore del<em> Secolo d’Italia</em> – che aveva già affrontato l’argomento in un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.futuroeliberta.it/stories/home/1651_violenza_e_fasciobar_un_ragazzo_ci_scrive/#.TyM9iNRNY4c.facebook" target="_blank">editoriale</a></span> di pochi giorni fa &#8211; risponde su Facebook, poche righe per spiegare che “<em>tutti conoscono il mio livello di condivisione per le politiche di Alemanno” </em>ma che<em>“usare suo figlio per attivare una macchinetta del fango non va bene. Altre sono le responsabilità, altro il problema della rincorsa di suggestioni estremiste</em>”. I giovani futuristi che avevano lanciato l’appello però non sembrano soddisfatti. “<em>Non bisogna sottovalutare certi aspetti altrimenti l&#8217;azione politica della destra in ambito giovanile continuerà ad essere monopolizzata da questi atteggiamenti</em>”.</p><p>Il dibattito si sposta quindi sul neofascismo che serpeggia nelle organizzazioni giovanili di destra. <strong>Tollerare o condannare?</strong> Chiudere gli occhi davanti ad alcuni atteggiamenti “nostalgici” &#8211; con il rischio che poi sfocino nella violenza &#8211; o sgombrare il campo subito, al prezzo però di perdere la parte dei giovani militanti più sensibili al “fascino” di un Ventennio mitizzato? La discussione sul social network è animata, ma la tesi prevalente è abbastanza chiara. “<em>Il partito dei ‘nostalgici ma non troppo’ può puntare al 2-3% </em>- si legge in un commento <em>- Il partito di Zamparelli, ben oltre</em>”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/29/alemanno-giovani-finiani-spaccano-pestaggio/187392/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I giovani del Pd “bocciati” in democrazia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/giovani-pd-%e2%80%9cbocciati%e2%80%9d-democrazia/185861/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/giovani-pd-%e2%80%9cbocciati%e2%80%9d-democrazia/185861/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:41:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Brando Benifei]]></category> <category><![CDATA[congresso]]></category> <category><![CDATA[democrazia]]></category> <category><![CDATA[Fausto raciti]]></category> <category><![CDATA[giovani Pd]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[Luigi Berlinguer]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[regolamento]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185861</guid> <description><![CDATA[Mentre l’Assemblea nazionale del Pd ha cestinato, sabato scorso, l’ordine del giorno sulle primarie per i parlamentari, l’organizzazione giovanile del partito – che già nel lontano maggio 2009 aveva seppellito in fretta e furia le consultazioni con i simpatizzanti per eleggere i propri organismi dirigenti, scegliendo un congresso ristretto ai soli tesserati – in questi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre l’Assemblea nazionale del Pd ha cestinato, sabato scorso, l’ordine del giorno sulle primarie per i parlamentari, l’organizzazione giovanile del partito – che già nel lontano maggio 2009 aveva seppellito in fretta e furia le consultazioni con i simpatizzanti per eleggere i propri organismi dirigenti, scegliendo un congresso ristretto ai soli tesserati – in questi giorni è costretta a misurarsi con la <strong>bocciatura del proprio regolamento congressuale</strong> da parte della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.partitodemocratico.it/doc/89283/la_commissione_di_garanzia" target="_blank">Commissione nazionale di Garanzia</a></span>. Per i vertici dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giovanidemocratici.net/" target="_blank">Giovani democratici</a></span> è stato un piccolo terremoto,  visto che l’organismo presieduto da Luigi Berlinguer ha detto chiaro e tondo che le norme stabilite dalla direzione nazionale degli Under 30 presentano “<em>alcune <strong>violazioni dei principi fondamentali di democrazia</strong> e partecipazione che rischiano di rendere illegittimo il percorso congressuale</em>”.</p><p>Non è una grana da poco per il segretario uscente <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://beta.partitodemocratico.it/utenti/profilo.htm?id=3044" target="_blank"><strong>Fausto Raciti</strong></a></span>, bersaniano di fede dalemiana, che a fine dicembre era riuscito a far approvare un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/primarie-addio-anche-lelezione-nuovo-segretario-giovani-diventa-caso-pd/183081/" target="_blank">regolamento blindato</a></span> che riabilitava il “congresso a tesi”, ovvero una relazione unica presentata dall’esecutivo uscente che i vari livelli territoriali (cittadino, provinciale e regionale) avrebbero poi potuto emendare, fino alla platea nazionale. Con questa impostazione gli iscritti dei circoli non hanno la possibilità di eleggere direttamente il segretario, ma solo di selezionare dei delegati, i quali andranno a far parte di assemblee che avranno il compito di nominare i nuovi vertici. Con questo metodo il segretario viene eletto da qualche centinaio di quadri, molto più “controllabili” dai capibastone delle varie correnti rispetto alle decine di migliaia di tesserati.</p><p>Gli iscritti avrebbero potuto scegliere direttamente il nuovo leader solo nel caso in cui si fosse fatto vivo uno sfidante. Ma le nuove norme non favorivano la “discesa in campo” di altri candidati, visto che chiunque avesse voluto presentare una mozione alternativa avrebbe dovuto raccogliere in soli tre giorni (“<em>dal 20 al 23 dicembre</em>”) “<em>le firme del 33% della direzione</em>”. Eppure, alla fine, uno sfidante c’è stato: un altro bersaniano, <strong>Brando Benifei</strong>, ex responsabile Esteri del movimento. Ma viene estromesso subito, perchè ha presentato la sua mozione cinque giorni dopo la chiusura dei (rigidissimi) termini previsti dal regolamento. “<em>Anche Raciti però ha presentato le sue tesi in ritardo, il 21 dicembre anziché il 20</em>”,  ha obiettato il candidato escluso, che è ricorso prima alla Commissione garanzia dell’organizzazione giovanile e poi a quella del partito.</p><p>E <strong>i garanti dei “grandi” hanno bloccato tutto</strong>: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/notes/brando-benifei/deliberazione-commissione-di-garanzia-del-partito-democratico/10151173638775593" target="_blank">il regolamento non è democratico</a></span> e deve essere modificato per allargare la partecipazione. La palla è tornata alla Commissione di garanzia junior. Probabile a questo punto che si vada verso la classica conta per mozioni o, quantomeno, a un congresso per tesi contrapposte. Presentare una candidatura poi dovrebbe essere molto più accessibile: basterà ottenere una ventina di firme dei membri della Direzione nazionale (sono oltre 150) o, in alternativa, millecinquecento sottoscrizioni tra i tesserati.</p><p>I termini ovviamente saranno riaperti. Con la possibilità che, a questo punto, <strong>i candidati siano più di due</strong>. Oltre a Raciti e Benifei infatti in questi giorni sta prendendo quota la possibilità di una <strong>candidatura “anti-dalemiana”</strong>, che parta da dirigenti di area franceschiniana e popolare e si estenda a bersaniani delusi, veltroniani e lettiani. A tirare le fila della nuova cordata sono in due: <span style="text-decoration: underline;"><a style="text-decoration: underline;" href="http://www.filipposilvestri.eu/?p=424" target="_blank"><strong>Filippo Silvestri</strong></a>,</span> presidente della Direzione nazionale, vicino al capogruppo democratico alla Camera e<strong> Salvo Nicosia</strong>, segretario dei Gd siciliani, legato a Fioroni. Silvestri è il primo firmatario di un documento che chiede innanzitutto maggiore partecipazione interna, con la possibilità di restaurare – non subito, ma dal prossimo congresso – le primarie tanto frettolosamente archiviate. “<em>Se non le avessimo mai abolite </em><em>oggi, probabilmente, ci saremmo sottratti a questi stillicidi pubblici e privati </em>- spiega – <em>A questo punto l’importante è che il congresso sia il più aperto e partecipato possibile</em>”.</p><p>Non tutti i dirigenti che hanno sottoscritto il documento però vorrebbero dare vita a una terza mozione. Molti spingono per creare un fronte comune contro Raciti insieme a Benifei, che proprio nelle prossime ore presenterà un nuovo documento politico con l&#8217;obiettivo di raggranellare nuovi alleati.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/giovani-pd-%e2%80%9cbocciati%e2%80%9d-democrazia/185861/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I giovani del Pdl alla resa finale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/giovani-pdl-alla-resa-finale/184639/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/giovani-pdl-alla-resa-finale/184639/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 Jan 2012 11:36:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[angelino alfano]]></category> <category><![CDATA[Annagrazia Calabria]]></category> <category><![CDATA[giorgia meloni]]></category> <category><![CDATA[giovani pdl]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=184639</guid> <description><![CDATA[I giovani pidiellini vanno alla conta e il duello tra ex An ed ex Forza Italia si riaccende di colpo, con tutti i big del partito – da Cicchitto alla Meloni – pronti a scendere in campo per tutelare i “propri” candidati. La fusione a freddo tra i due partiti, all’interno dell’organizzazione giovanile del Pdl...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I giovani pidiellini vanno alla conta e il <strong>duello tra ex An ed ex Forza Italia</strong> si riaccende di colpo, con tutti i big del partito – da Cicchitto alla Meloni – pronti a scendere in campo per tutelare i “propri” candidati.</p><p>La fusione a freddo tra i due partiti, all’interno dell’organizzazione giovanile del Pdl è stata addirittura glaciale, con i dirigenti della vecchia Azione Giovani e quelli dei Giovani Azzurri che continuano a guardarsi in cagnesco. I primi più strutturati, eredi del <strong>Fronte della Gioventù</strong>, i secondi decisamente più “fluidi” – soprattutto dal punto di vista delle tessere – ma ugualmente disposti a difendere le poltrone negli organismi dirigenti del movimento. A lanciare l’assise è stata la deputata berlusconiana <strong>Annagrazia Calabria</strong>, 30 anni a maggio, scelta nel 2009 dall’ex premier come coordinatrice nazionale della <a href="http://www.giovaneitalia.it/" target="_blank">Giovane Italia</a> accanto a Giorgia Meloni, che nella diarchia al vertice del movimento occupa il ruolo di presidente. Lunedì la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2012/01_gennaio/16/pdl_calabria_serve_congresso_movimento_giovanile,33222166.html" target="_blank">Calabria ha incontrato Angelino Alfano</a></span> e <strong>ha chiesto un congresso</strong>.  “<em>Ce n’è bisogno </em>- ha spiegato -<em> perché non è possibile che siamo ancora alla quota 50-50 tra ex An e ex Fi. Dobbiamo essere liberi di scegliere ciò che riteniamo più giusto, verrà eletto chi proporrà la cosa più giusta</em>”.</p><p>Il correntone azzurro in realtà punta tutto su una <strong>regia dietro le quinte di Berlusconi e Alfano</strong> per evitare, nelle nuove nomine, squilibri che favoriscano gli ex An, mentre i “Meloni boys” – forti dello “zoccolo duro” dei militanti &#8211; faranno di tutto per “cannibalizzare” l’organizzazione e rendere sempre più marginali i dirigenti vicini al Cavaliere. L’obiettivo è quello di trasformare la Giovane Italia nel fortino elettorale dell’ex ministro della Gioventù per la sua scalata all’interno del Pdl. Per avere gioco facile però, i meloniani devono riuscire a vincere la<strong> battaglia sulle regole del tesseramento</strong>: molti ex forzisti vorrebbero far votare tutti gli under30 iscritti al partito, senza un tesseramento autonomo della giovanile. “<em>In questo caso entrerebbero nella partita anche <strong>le truppe cammellate</strong>, ridimensionando non poco il voto dei militanti</em>”, spiega un importante dirigente vicino all’ex ministro della Gioventù.</p><p>Lo scontro riguarda anche la legge elettorale. La coordinatrice dei giovani pidiellini, durante il vertice con il segretario, ha difeso – almeno in teoria -<strong> il Porcellum </strong>di Calderoli, il metodo elettorale grazie al quale anche lei è approdata sugli scranni di Montecitorio. “<em>Questa legge elettorale</em> – ha sottolineato la giovane deputata, figlia di Luigi Calabria, direttore finanziario di Finmeccanica &#8211; <em>andrebbe anche bene se tutti i partiti scegliessero dei candidati rispettando i requisiti del merito. Purtroppo quest&#8217;era deve ancora venire</em>”. Gli aennini – giocando di sponda con alcuni berlusconiani delusi &#8211; da tempo chiedono al partito una battaglia per il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/giorgia-meloni-porcellum-elette-veline-1027146/" target="_blank">ripristino delle preferenze</a></span>.</p><p>La data del congresso è stata fissata orientativamente per giugno, ma molti quadri si dicono scettici. “<em>Prima bisogna chiudere il congresso nazionale del partito, che ancora deve iniziare</em>”. Il rischio insomma è che <strong>la conta slitti al prossimo autunno</strong> e che poi, con l’approssimarsi delle elezioni politiche, tutto venga rinviato a data da destinarsi. Con tutti i fedelissimi del Cavaliere ben piazzati nelle liste bloccate.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/giovani-pdl-alla-resa-finale/184639/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Primarie addio. E anche l&#8217;elezione del nuovo segretario dei Giovani diventa un caso nel Pd</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/primarie-addio-anche-lelezione-nuovo-segretario-giovani-diventa-caso-pd/183081/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/primarie-addio-anche-lelezione-nuovo-segretario-giovani-diventa-caso-pd/183081/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Jan 2012 16:31:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[benifei]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[Democratici]]></category> <category><![CDATA[Franceschini]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[primarie]]></category> <category><![CDATA[raciti]]></category> <category><![CDATA[Veltroni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=183081</guid> <description><![CDATA[“Basta divisioni” ha detto Pier Luigi Bersani una settimana fa. L’invito del leader del Pd però sembra essere rimasto inascoltato perché le falle interne ai dirigenti del partito si allargano ogni giorno di più. Non è solo il tema del lavoro a creare fratture, anche il congresso dei Giovani democratici rischia di diventare una miccia...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/partito-democratico-interna.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-183087" title="partito democratico interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/partito-democratico-interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>“Basta divisioni” ha detto <strong>Pier Luigi Bersani</strong> una settimana fa. L’invito del leader del Pd però sembra essere rimasto inascoltato perché le falle interne ai dirigenti del partito si allargano ogni giorno di più. Non è solo il tema del lavoro a creare fratture, anche il congresso dei Giovani democratici rischia di diventare una miccia esplosiva. Lo scontro interno all’organizzazione giovanile peraltro è tutto tra bersaniani, con il segretario uscente, <strong>Fausto Raciti</strong>, appoggiato dall’ala dalemiana del movimento, che in queste ore sta facendo di tutto per tagliare fuori dalla corsa lo sfidante <strong>Brando Benifei</strong>, anche lui vicino al numero uno dei democratici e fino a pochi giorni fa responsabile Esteri dei Gd.</p><p>Fin dal loro insediamento, nel dicembre 2008, i vertici del movimento giovanile (tanto Raciti quanto Benifei) hanno lavorato per un congresso che restringesse il più possibile la platea elettorale: già a maggio 2009 hanno  smantellato le primarie senza troppo clamore, approvando uno statuto che riabilitava il congresso vecchia maniera, valido solo per gli iscritti, con un numero più ristretto di votanti e quindi molto più facile da gestire. Eppure i big del partito hanno sempre sostenuto le primarie come metodo di selezione degli organismi dirigenti: prima Veltroni, poi, anche se con molto meno entusiasmo, Bersani. Le primarie nel documento dei &#8220;giovani&#8221; sono una parola tabù, non vengono neanche menzionate. Si parla solo e soltanto di congresso. Ogni tre anni, si legge, “l’esecutivo in carica convoca la direzione nazionale per proporre regolamento congressuale e modalità di svolgimento del congresso”. La posta in gioco d’altronde è alta: chi vince avrà quasi sicuramente un seggio alla Camera alle prossime elezioni del 2013.</p><p>Ecco perché il 13 dicembre scorso la direzione ha approvato all’unanimità un regolamento blindato che prevede due scenari. Il primo imposta la “base della discussione del congresso – si legge all’articolo 4 &#8211; su un documento politico per tesi proposto dal segretario e dall’esecutivo”. Si tratta del cosiddetto “congresso a tesi”, modello vecchio Pds, ovvero un documento unico presentato dall’esecutivo uscente (quindi dallo stesso Raciti) che può poi essere emendato dai vari livelli territoriali, fino alla platea nazionale.  In poche parole con questo metodo i tesserati dei vari circoli hanno la possibilità di scegliere solo i delegati, i quali andranno poi a far parte di assemblee che avranno il compito di nominare i nuovi vertici. Nessuna elezione diretta quindi, con tutto il tempo per i capicorrente di organizzarsi e spartirsi le poltrone.</p><p>Il secondo scenario invece è la classica conta per mozioni, in cui gli iscritti votano direttamente i candidati segretari. Le regole però non sono state fatte per incoraggiare eventuali competitors, visto che chiunque avesse voluto presentare una mozione alternativa avrebbe dovuto raccogliere in soli tre giorni (“dal 20 al 23 dicembre”)  “le firme del 33% della direzione”. La stessa direzione che ha approvato all’unanimità il regolamento blindato.</p><p>Con queste regole la rielezione di Raciti sembrava scontata. Invece è arrivato il colpo di scena: uno sfidante c’è. Benifei appunto, che raccoglie le firme necessarie ma viene estromesso subito dalla competizione. Perché? Perché ha presentato la sua mozione con cinque giorni di ritardo. “Anche Raciti però ha presentato le sue tesi oltre i termini, il 21 dicembre anziché il 20 – obbietta il candidato escluso -. Le regole devono essere uguali per tutti. E poi è importante che il segretario sia scelto dalle decine di migliaia di iscritti dei Gd piuttosto che da qualche centinaio di delegati”. Da regolamento, il segretario uscente avrebbe dovuto rendere pubbliche le tesi il 20 dicembre, invece sono state pubblicate online solo il 21. Il primo ricorso Benifei lo ha presentato alla Commissione di garanzia della giovanile e dopo il parere negativo di quest’ultima (con molte ombre sulle modalità della decisione: i commissari hanno deciso a maggioranza e sono stati contattati via mail e telefono, senza una vera e propria riunione finale) l’aspirante segretario ha deciso di interpellare la Commissione di garanzia nazionale del Partito, che prenderà una decisione domani. Il presidente dell’organismo, <strong>Luigi Berlinguer</strong>, al momento non vuole sbilanciarsi. “Valuteremo il caso con attenzione &#8211; dice a ilfattoquotidiano.it &#8211; ma prima del 12 non possiamo dare nessun orientamento, neanche per quanto riguarda la competenza”.</p><p>Il problema è proprio questo: se la Commissione dovesse dichiararsi incompetente il fascicolo arriverebbe direttamente sulla scrivania di Bersani e del suo responsabile organizzazione <strong>Nico Stumpo</strong>. Il rischio è che l’organizzazione giovanile venga commissariata e che le beghe congressuali degli under 30 diventino una grana nazionale. A quel punto molti big del partito potrebbero chiedere un intervento deciso del segretario, a partire da Veltroni e Franceschini che non hanno mai digerito la cancellazione delle primarie. I franceschiniani, che nella giovanile hanno una corrente di peso, sono marcatamente a favore della pluralità di candidature. Un dirigente molto vicino al capogruppo alla Camera ricorda di quando “nel 2009 aiutammo noi Parisi a raccogliere  le firme per  candidarsi in assemblea contro Franceschini”. Più tiepidi i veltroniani, a cui la restaurazione del congresso non è mai andata giù. “A noi le questioni burocratiche interessano poco”, spiega <strong>Walter Verini</strong>, braccio destro dell’ex ledaer, “di certo è inconcepibile che un’organizzazione di giovani che si definiscono democratici non si apra alle nuove generazioni con le primarie”.</p><p><em>(l&#8217;autore dell&#8217;articolo, giornalista e <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ldcicco/?bio" target="_blank">blogger del nostro sito</a>, fu eletto nel 2007 &#8211; a soli 16 anni &#8211; nei Giovani democratici)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/primarie-addio-anche-lelezione-nuovo-segretario-giovani-diventa-caso-pd/183081/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bersani, Lombardo e i “ribelli” del Pd siciliano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/bersani-lombardo-%e2%80%9cribelli%e2%80%9d-pd-siciliano/180827/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/bersani-lombardo-%e2%80%9cribelli%e2%80%9d-pd-siciliano/180827/#comments</comments> <pubDate>Sat, 31 Dec 2011 09:18:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Cracolici]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Ciraolo]]></category> <category><![CDATA[Lumia]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[Pierluigi Bersani]]></category> <category><![CDATA[Raffaele Lombardo]]></category> <category><![CDATA[rita borsellino]]></category> <category><![CDATA[sicilia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=180827</guid> <description><![CDATA[Il referendum sull’appoggio a Lombardo si farà. A poche ora dall’uscita dell’Udc dalla giunta siciliana, la Commissione nazionale di garanzia del Pd ha imposto ai vertici regionali di indire entro la metà di febbraio una consultazione tra elettori e simpatizzanti del partito per decidere se continuare o meno a far parte della maggioranza a Palazzo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il referendum sull’appoggio a Lombardo si farà. A poche ora dall’uscita dell’Udc dalla giunta siciliana, la Commissione nazionale di garanzia del Pd ha imposto ai vertici regionali di indire <strong>entro la metà di febbraio una consultazione tra elettori e simpatizzanti</strong> del partito per decidere se continuare o meno a far parte della maggioranza a Palazzo dei Normanni. Il voto, a dirla tutta, era già stato fissato per il 19 settembre scorso ma venne annullato all’ultimo per un intoppo burocratico (da statuto le operazioni referendarie avrebbero dovuto essere coordinate dal presidente dell&#8217;assemblea del partito, ruolo vacante perché finora non è stato trovato un accordo tra le varie correnti).</p><p>Ora che l’ostacolo è stato superato (a gestire le votazioni sarà la segreteria),<strong> per Bersani si apre una partita molto complicata</strong>. Tra i suoi infatti c’è una <strong>spaccatura difficile da sanare</strong>. Da una parte c’è la corrente guidata dal duo <strong>Cracolici-Lumia</strong>. Il primo è capogruppo regionale del Pd all’Assemblea siciliana, il secondo è stato presidente della Commissione Antimafia e oggi siede a Palazzo Madama. Sono loro i grandi registi dell’operazione Lombardo, così vicini al governatore da pensare, prima che l’accordo andasse in porto nel dicembre 2009, di fuoriuscire dal partito per aderire alla Forza del Sud di <strong>Miccichè</strong>. Poi il Pd è entrato in maggioranza e il transito è saltato, anche se potrebbe essere slittato solo di qualche mese visto che due giorni fa un deputato regionale molto vicino a Lumia, in un incontro pubblico a Caltanissetta, ha fatto sapere che se non ci sarà subito una nuova giunta politica con dentro il Pd, la corrente potrebbe abbandonare il partito.</p><p>Tra i sostenitori della mozione Bersani al congresso del 2009 però ci sono anche i due principali oppositori dell’accordo con il governatore, il senatore <strong>Crisafulli </strong>e <strong>Mattarella</strong>. Sono stati loro ad aver promosso la raccolta di firme per il referendum sul sostegno dei democratici alla giunta e oggi possono contare sull’appoggio di una larga fetta di <strong>società civile arcistufa dell’intesa col leader dell’Mpa</strong>. “<em>Siamo andati al governo per scardinare il sistema di potere di Cuffaro e degli ex Forza Italia ma oggi ci stiamo comportando nello stesso modo</em>”, attacca Mila Spicola, “ribelle” dell’Assemblea regionale del Pd. Le grandi questioni, spiega, sono tutte rimaste inevase. “<em>Dai rifiuti, alla sanità, all’istruzione. L’unica novità è che ora anche noi partecipiamo alla spartizione di poltrone</em>”.</p><p>I maggiorenti del partito però sono quasi tutti schierati con il governatore. Anche perché con il crollo della maggioranza ed il voto anticipato,<strong> molti <a href="http://www.ars.sicilia.it/default.jsp" target="_blank">deputati regionali</a> temono di perdere la poltrona</strong>. Dalla prossima legislatura infatti il numero dei seggi passerà da 90 a 70 e nessuno ha voglia di rischiare.</p><p>L’altra grande contraddizione che il segretario del Pd dovrà provare a sciogliere riguarda <strong>la partita palermitana</strong>. Dei cinque candidati-sindaco alle primarie del centrosinistra, solo uno, <strong>Ninni Terminelli</strong>, ex segretario dei Ds e uomo di Lumia, si è detto favorevole all’appoggio alla giunta Lombardo. Gli altri, compresa la favoritissima <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ritaborsellino.it/" target="_blank">Rita Borsellino</a></span>, hanno già dichiarato la propria contrarietà. Il partito di Bersani rischia quindi di ritrovarsi con un candidato che farà campagna elettorale sparando a zero contro una giunta regionale che il Pd appoggia e di cui forse, tra poco, farà anche parte.</p><p>Chi, da dentro il partito, ha sempre contrastato l’accordo con il governatore è pronto a dare battaglia. “<em>Se il Pd non </em><em>cambierà linea organizzeremo altre iniziative, non ci arrenderemo</em>”, attacca <strong>Giuseppe Ciraolo</strong>, dirigente dei giovani democratici, primo firmatario dell’<strong>appello degli anti-lombardiani</strong> pubblicato a maggio sull’Unità. “<em>Troppi dirigenti nazionali continuano a fare finta di nulla, a partire dal segretario che ora dovrà prendere una posizione chiara. Altrimenti ci sentiremo traditi</em>”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/bersani-lombardo-%e2%80%9cribelli%e2%80%9d-pd-siciliano/180827/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I giovani del Pd ripartono da Marx (Groucho)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/giovani-pd-ripartono-marx-groucho/179125/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/giovani-pd-ripartono-marx-groucho/179125/#comments</comments> <pubDate>Thu, 22 Dec 2011 08:18:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Giovani democratici]]></category> <category><![CDATA[Groucho Marx]]></category> <category><![CDATA[karl marx]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[primarie]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=179125</guid> <description><![CDATA[Marx chi? Groucho, il comico. I giovani del Partito democratico, provano a far dimenticare le polemiche suscitate da un regolamento congressuale modello vecchio Pds (gli iscritti non votano il segretario &#8211; a nessun livello &#8211; ma scelgono dei delegati che solo in un secondo momento esprimono i vertici dell’organizzazione) “svecchiando” il documento unico varato dall’esecutivo uscente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Marx chi? Groucho, il comico. I <a href="http://www.giovanidemocratici.net/" target="_blank">giovani del Partito democratico</a>, provano a far dimenticare le polemiche suscitate da un <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/la-conta-interna-del-pd-parte-dai-giovani/174243/" target="_blank">regolamento congressuale modello vecchio Pds</a></strong> (gli iscritti non votano il segretario &#8211; a nessun livello &#8211; ma scelgono dei delegati che solo in un secondo momento esprimono i vertici dell’organizzazione) “svecchiando” il documento unico varato dall’esecutivo uscente con citazioni in stile new-age. E allora, oltre alla battuta dell’attore americano (<em>“Il futuro mi interessa. E&#8217; lì che passerò il resto della mia vita”</em>) che apre l’elenco delle Tesi che verranno sottoposte al vaglio dei circoli territoriali, tra una definizione tratta dal rapporto Burtland del 1987 sullo sviluppo sostenibile e una citazione di Bruno Trentin, trovano spazio anche la frase del mitico <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gordon_Gekko" target="_blank">Gordon Gekko</a></span></strong>, spietato affarista della <em>Wall Street</em> raccontata da Oliver Stone (<em>“Non sarai tanto ingenuo da credere che viviamo in una democrazia, vero Buddy? È il libero mercato”</em>) e una battuta di <strong>Morpheus</strong> di <em>Matrix</em>, piazzata al termine della riflessione sul capitalismo: <em>&#8220;Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente.”</em></p><p>Battute a parte, la posizione dell’organizzazione è tutta a sinistra. Contro <strong>l’economia di mercato </strong>che, si legge nel <a href="http://www.giovanidemocratici.net/doc/228324/giovani-democratici-primo-congresso-nazionale-tesi-congressuali.htm" target="_blank">documento</a>, <em>“è stata capace di produrre diseguaglianze profonde”</em>, contro il capitalismo finanziario “nichilista”, a difesa dell’economia sociale. Contro le <strong>coalizioni</strong> presentate agli elettori prima del voto, a favore di un sistema che <em>“consenta a ciascun partito di valutare in Parlamento quali alleanze costruire”</em>. Dal testo emerge anche qualche critica, neanche troppo velata, al <strong>sostegno del Pd</strong> <strong>al governo Monti </strong>– un fatto positivo, che quanto meno segnala una certa autonomia di pensiero rispetto ai vertici del partito &#8211; quando si legge che <em>“prima per vincere era necessario convincere, oggi basta l’algida supremazia di un&#8217;economia che si è fatta pura tecnica, numeri a cui ci si affida come gli ubriachi si attaccano ai lampioni, per legittimare le politiche pubbliche”</em>. In coda alla prima parte c’è spazio anche per una stoccatina di <strong>Vittorio Foa </strong>contro la politica-spettacolo, con la quale <em>“i cittadini possono solo applaudire o star zitti. I politici non fanno domande sul futuro cui associare i cittadini, essi danno solo, o fingono di dare, risposte sul presente&#8221;</em>.</p><p>Il colmo però si tocca nella seconda parte della mozione, quando gli organismi dirigenti che hanno abolito le primarie per la selezione dei vertici e impedito agli iscritti di votare i candidati segretari, scrivono di voler <em>“coltivare la democrazia come strumento anche <strong>al nostro interno</strong>, allargando gli spazi di partecipazione”</em>. Una battuta del genere non sarebbe riuscita neanche a Marx. Groucho ovviamente.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/giovani-pd-ripartono-marx-groucho/179125/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I giovani del Pdl rompono con il partito</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/09/i-giovani-del-pdl-rompono-con-il-partito/176376/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/09/i-giovani-del-pdl-rompono-con-il-partito/176376/#comments</comments> <pubDate>Fri, 09 Dec 2011 13:34:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo De Cicco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[angelino alfano]]></category> <category><![CDATA[giorgia meloni]]></category> <category><![CDATA[giovane italia]]></category> <category><![CDATA[Giovani]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo De Cicco]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176376</guid> <description><![CDATA[Il Pdl è in maggioranza, ma l’organizzazione giovanile si colloca orgogliosamente all’opposizione. È una delle tante contraddizioni di un partito schiacciato tra l’incudine del governo e il martello della lotta, un atteggiamento bifronte che rischia di scavare una frattura sempre più marcata tra chi sostiene – magari a malincuore &#8211; l’esecutivo Monti e chi lo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Pdl </strong>è in maggioranza, ma l’organizzazione giovanile si colloca orgogliosamente all’opposizione. È una delle tante contraddizioni di un partito schiacciato tra l’incudine del governo e il martello della lotta, un atteggiamento bifronte che rischia di scavare una frattura sempre più marcata tra chi sostiene – magari a malincuore &#8211; l’esecutivo Monti e chi lo contrasta apertamente.</p><p>A dettare la linea dei giovani “ribelli” è <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/10/alfano-meloni-coppia-da-premier-per-i-giovani-pdl/169687/" target="_blank">Giorgia Meloni</a></span></strong>, leader indiscussa del movimento under 35 dai tempi di Alleanza Nazionale. Proprio l’ex ministro della Gioventù, ancor prima che Monti si insediasse a Palazzo Chigi, sparava ad alzo zero contro “i tentati dal ribaltone”, chiedendo al Pdl di non cedere “agli interessi di lobby e di palazzo”. Ma visto che alla fine Alfano ha ceduto, l’ex vicepresidente della Camera è dovuta rientrare nei ranghi per non dare l’immagine di un partito spaccato. A tenere alta la voce della contestazione però ci hanno pensato i “suoi” ragazzi, organizzando un giorno sì e l’altro pure una manifestazione, un sit-in, un volantinaggio per <strong>ribadire il loro no alla linea del partito</strong>.</p><p>Tre giorni fa, tanto per dire, i militanti di Officina Futura, un’associazione giovanile vicina all’ex sottosegretario Andrea Augello, hanno organizzato un blitz sotto il Ministero del Lavoro, attaccando le “<a href="http://www.officinafutura.org/it/page.asp?VisImg=S&amp;Art=2967&amp;Cat=1&amp;I=immagini/Articoli/manifestazione_ministero_art.JPG&amp;IdTipo=0&amp;TB=News&amp;CCA=9" target="_blank"><em>lacrime di coccodrillo</em></a><em> del ministro Fornero</em>”. Ma è solo una delle tante proteste inscenate dai ragazzi della <a href="http://www.giovaneitalia.it/" target="_blank">Giovane Italia</a> in queste settimane.</p><p>La contestazione non investe solo la cosiddetta “base”, anche i dirigenti hanno iniziato ad alzare la voce. Ieri per esempio l’organizzazione <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/313879__giovani_pdl_rottura_col_partito_no_a_monti_serve_coerenza/?refresh_ce" target="_blank">giovanile del Veneto</a></span>, con tutte le sezioni provinciali, si è smarcata ufficialmente dalla linea di Alfano, sostenendo, per bocca del presidente regionale Silvio Giovine, di avere “<em>ben chiara la posizione nei confronti di questo governo: <strong>opposizione</strong></em>”. Le critiche non riguardano solo l’operato dell’esecutivo, definito a più riprese “illegittimo”, ma soprattutto il comportamento ambiguo del Pdl nazionale e di quei parlamentari che scelgono di  “<em>uscire sui giornali criticando la manovra per poi approvarla alla Camera e al Senato</em>”.  “<em>È un atteggiamento poco coerente</em>”. Al Nord poi le federazioni giovanili sono <strong>preoccupate per l’avanzata della Lega</strong>, che in Parlamento come nei territori, cavalca la tigre dello scontento.</p><p>Ma anche a Roma si stanno muovendo. Basta sentire cosa dice il presidente capitolino del movimento giovanile, Cesare Giardina. “<em>Non ci servivano i professori della Bocconi per fare una manovra lacrime e sangue</em>”, attacca. Nella finanziaria, spiega, non vengono toccate le superpensioni  dei dirigenti pubblici, viene reintrodotto il <strong>fondo salva-banche</strong>, “<em>un provvedimento paradossale che tutela chi questa crisi l’ha provocata</em>”, e soprattutto vengono ripristinati Ici ed <strong>Ice</strong>, l’Istituto del commercio estero. “<em>Dicono di voler tagliare gli enti pubblici e poi ne rimettono in piedi un altro che serve solo a far delocalizzare le imprese italiane, a danno dei lavoratori”</em>. Tra le misure più contestate anche il taglio al gettone per i consiglieri municipali. “<em>Se la prendono con chi guadagna 600 euro al mese, rischiando di distruggere la politica di prossimità. Con che faccia poi <strong>Catricalà </strong>a </em><em>Ballarò </em><em>ha detto che con questa legge ‘saranno distrutti i potentati locali della politica’&#8221;</em>. Ma Catricalà è un uomo di Gianni Letta. “<em>Vabbè, ma se dice str&#8230;ate…</em>”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/09/i-giovani-del-pdl-rompono-con-il-partito/176376/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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