<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Luciano Casolari</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/lcasolari/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Suicidio e crisi economica sono interconnessi?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/suicidio-e-crisi-economica-sono-interconnessi/228437/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/suicidio-e-crisi-economica-sono-interconnessi/228437/#comments</comments> <pubDate>Sun, 13 May 2012 15:55:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[crisi economica]]></category> <category><![CDATA[suicidio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=228437</guid> <description><![CDATA[La serie di suicidi che negli ultimi mesi avvengono in relazione, più o meno diretta, con situazioni di difficoltà economica interroga ognuno di noi. Ho incontrato diversi pazienti che mi hanno espresso i loro dubbi: &#8220;Dottore ce la farò a non impazzire di fronte al fallimento dell&#8217;azienda di famiglia?&#8221;. &#8220;Se, finita la cassa integrazione, non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La serie di suicidi che negli ultimi mesi avvengono in relazione, più o meno diretta, con situazioni di difficoltà economica interroga ognuno di noi. Ho incontrato diversi pazienti che mi hanno espresso i loro dubbi: &#8220;Dottore ce la farò a non impazzire di fronte al fallimento dell&#8217;azienda di famiglia?&#8221;. &#8220;Se, finita la cassa integrazione, non trovo un nuovo lavoro non è che cadrò in depressione ed arriverò a suicidarmi?&#8221;. &#8220;Sono talmente arrabbiato e frustrato che a volte penso di fare qualcosa di eclatante!&#8221;. Questo <strong>clima di tensione e angoscia esistenziale</strong> appare quasi palpabile per cui occorre provare a fornire qualche  risposta seppur parziale.</p><p>Vorrei proporre alcune domande che sottopongo ai lettori. Per ogni domanda cercherò, come base di discussione, di fornire elementi frutto della mia esperienza trentennale come psichiatra psicoanalista.</p><p><strong>1. E&#8217; in atto un aumento dei suicidi?</strong> <br />Le statistiche ufficiali le avremo fra circa un anno. Se guardiamo al trend storico scopriamo che le variazioni in passato non hanno molto risentito delle fasi di espansione o contrazione dell&#8217;economia. In Italia i suicidi annuali secondo le statistiche sono circa 1 ogni 20 mila abitanti con enorme differenza fra Nord e Sud. In particolare al Nord sono 4 volte di più che al Sud. La ricca e prosperosa (economicamente) Germania ha il doppio di suicidi rispetto all&#8217;Italia mentre il picco, quattro volte superiore,  lo troviamo nei paesi scandinavi. Il benessere economico parrebbe, quindi, ininfluente rispetto al fenomeno. Su questi dati statistici aleggiano seri dubbi. Se il suicida non viene culturalmente accettato può esserci la volontà di occultamento da parte dello stesso suicida che, per evitare che la sua famiglia debba vergognarsi, può nascondere il proprio suicidio facendolo apparire come incidente stradale, sul lavoro o accidentale. Oppure volontà dei familiari che, con l&#8217;appoggio più o meno compiacente dei medici o delle forze dell&#8217;ordine, possono, ad esempio, registrare come caduta accidentale un defenestramento. La cultura dell&#8217;accettazione del suicidio ha, quindi, una grande importanza nell&#8217;incidere sulla statistica. Ricordiamo che fino al secolo scorso al suicida veniva negata la cerimonia religiosa e la tumulazione nei normali cimiteri. Volendo provare a rispondere alla domanda la mia ipotesi è che non ci sia un reale aumento dei suicidi, ma piuttosto una <strong>sovraesposizione mediatica</strong>. Forse gli atti suicidi non facevano più notizia mentre ora sono maggiormente considerati?</p><p><strong>2. Che rapporto c&#8217;è fra crisi economica e suicidio?</strong> <br />La perdita della sicurezza economica, dell&#8217;immagine sociale o gli stenti di una situazione di precarietà sicuramente fungono da fattori di malessere esistenziale e provocano momenti di intensa angoscia. Nella mia attività come medico ho conosciuto centinaia di persone che avevano attuato atti suicidi. In quasi tutti i casi emergeva una sofferenza profonda presente da parecchi mesi o anni che si innestava su un evento, a volte anche relativamente poco rilevante, che fungeva da momento scatenante. La descrizione più frequente è quella di una persona che si dibatte fra depressione, autosvalutazione e malesseri psicofisici da molto tempo che, d&#8217;un tratto, incorre in un evento che &#8220;fa traboccare il vaso&#8221;. Improvvisamente quella persona si descrive come lucida e calma perché ha superato un limite mentale e la decisione suicida appare chiara e semplice. In base a queste valutazioni e esperienze sarei portato a ritenere che la crisi economica, con le sue conseguenze, non sia la causa dei suicidi, ma possa fungere da <strong>fattore scatenante</strong>. Quello che possiamo chiederci è se non ci fosse stata la difficoltà economica cosa sarebbe successo? Sarebbe stato sventato definitivamente il pericolo? O invece un altro evento come una crisi di coppia, una malattia o altro avrebbe portato allo stesso esito?</p><p><strong>3. L&#8217;attenzione mediatica è positiva o negativa?</strong> <br />Il comportamento suicida interroga i familiari e la società. Spesso si cercano dei significati che possono variare molto &#8220;Non mi avete capito!&#8221;. &#8220;Scusate non riuscivo a reggere la situazione!&#8221;, per cercare di farsene una ragione. Proprio l&#8217;integrazione mentale, attraverso l&#8217;incasellamento all&#8217;interno di un ragionamento che abbia un senso logico, è quello che la società, ma soprattutto i familiari cercano disperatamente. Nessuno riesce ad accettare il buco vuoto, il gesto senza  alcuna ragione perché lascerebbe una ferita troppo lacerante. Se non c&#8217;è una ragione, infatti, qualsiasi evento diviene ancora più pauroso e terrifico. Tutto questo il suicida lo sa e spesso cerca, per quanto riesce, di lenire la sofferenza nelle persone che gli sono care o di gettare la colpa su chi odia. Quando l&#8217;attenzione mediatica comincia ad essere più forte per eventi suicidi si assiste a <strong>una sorta di epidemia</strong> di episodi analoghi. Si può pensare che ci siano decine di persone che meditano da mesi il suicidio le quali, influenzate dai mezzi di comunicazione, prendono la decisione di porlo in atto in quel momento e con quelle modalità perché il loro gesto non cada nel vuoto ma venga ricordato. A volte si tratta di un gesto di accusa verso qualcuno che in qualche modo deresponsabilizza altri. Ad esempio se risulta che mi sono suicidato per colpa delle tasse è evidente che i miei familiari soffriranno meno e si interrogheranno meno su eventuali loro manchevolezze nei miei confronti. La mia risposta alla domanda è che l&#8217;attenzione mediatica non incide sulle cause profonde ma può fungere da fattore che determina la decisione finale.</p><p><strong>4. Cosa si può fare per aiutare chi soffre e ridurre gli eventi suicidi?<br /></strong>Gli uomini si suicidano dalle cinque alle dieci volte di più delle donne perché nell&#8217;educazione loro impartita esiste ancora il mito della forza d&#8217;animo. &#8220;Devi essere forte, farcela da solo, essere come James Bond che anche nella situazione più disperata se la cava, non devi essere una femminuccia&#8221;. Le donne educate a essere più umili e accettare la loro fragilità  quando soffrono ne parlano fra di loro, con l&#8217;amica del cuore, non hanno timore a recarsi dal medico, ad assumere farmaci se necessario, ad accettare consigli. La mia risposta a questa domanda è che occorre che i mezzi di comunicazione <strong>descrivano l&#8217;uomo come esso è</strong>, una persona fragile con problemi esistenziali, con dubbi difficili da dirimere e con la necessità di stare vicino ad altri esseri umani. Sarebbe opportuno che i mezzi di comunicazione parlassero del suicidio anche quando non fa notizia e sdoganassero la depressione come una malattia &#8220;normale&#8221; che può capitare nella vita di ognuno di noi dal ricco al povero, intelligente e stupido, famoso o sconosciuto. </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/suicidio-e-crisi-economica-sono-interconnessi/228437/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I problemi e i dubbi della sesta stella del Movimento</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/problemi-dubbi-della-sesta-stella-movimento/206570/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/problemi-dubbi-della-sesta-stella-movimento/206570/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 Apr 2012 10:29:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[crisi Grecia]]></category> <category><![CDATA[freud]]></category> <category><![CDATA[Kierkegaard]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Pragmatica della comunicazione umana]]></category> <category><![CDATA[suicidi Grecia]]></category> <category><![CDATA[Watslawich]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206570</guid> <description><![CDATA[Sono la sesta stella, quella esclusa dal movimento. Mi sono domandata perché solo 5 stelle? Forse per assonanza con quelle degli Hotel che denotano eccellenza? O per qualche altro strano motivo? Comunque era inevitabile che si determinasse un&#8217;esclusione. Se le stelle fossero state sei sarebbe stata esclusa la settima e così via. E&#8217; proprio questo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono la sesta stella, quella esclusa dal movimento. Mi sono domandata perché solo 5 stelle? Forse per <strong>assonanza </strong>con quelle degli Hotel che denotano eccellenza? O per qualche altro strano motivo? Comunque era inevitabile che si determinasse un&#8217;esclusione. Se le stelle fossero state sei sarebbe stata esclusa la settima e così via. E&#8217; proprio questo il punto: come affermava il filosofo Kierkegaard l&#8217;esistenza è <strong>costellata </strong>di &#8220;aut-aut&#8221;.</p><p>Quando un individuo o un movimento sono giovani possono essere inclusivi, pensare di poter fare tutto,  esulando dal principio di contraddizione. Man mano che si diventa adulti gli aut &#8211; aut proliferano. Una scelta ne preclude un&#8217;altra, inevitabilmente ogni  strada che cominciamo a percorrere  ci condizionerà per il resto della nostra <strong>esistenza</strong>. Il  problema per ogni sistema vivente sia esso individuo, famiglia, gruppo amicale movimento politico o sociale è che la scelta giunge immancabilmente ed inesorabilmente durante la crescita. Anche la decisione esplicita di non scegliere, come afferma Watslawich in &#8220;Pragmatica della comunicazione umana&#8221;,  arriva ad essere gravida di conseguenze. Ad esempio il movimento 5 stelle, da cui io sono esclusa in quanto sesta, dovrà scegliere con chi attuare alleanze, compromessi politici o decisioni <strong>condivise</strong>.  Se non vorrà scegliere dovrà accettare le conseguenze, buone o cattive, che si determineranno. Dobbiamo ricordare che il Berlusconismo in Italia si è imposto in tre tornate elettorali proprio per l&#8217;incapacità degli avversari di coalizzarsi e trovare un terreno comune. Quando è riuscito a costruire un faticoso compromesso preelettorale il centro sinistra ha vinto per poi, di nuovo, sfaldarsi dopo pochi anni.</p><p>E&#8217; chiaro che il termine compromesso mette la pelle d&#8217;oca e sembra qualcosa di estremamente distante da un movimento che vorrebbe nascere spontaneo, travolgente e puro. Io però sono la sesta stella e sono lì a dimostrare che non tutto è <strong>possibile</strong>, che occorre includere ed escludere. Se scegli 5 stelle escludi inevitabilmente tutte le altre. Allo stesso modo sarà necessario includere ed escludere nel momento della costituzione delle liste elettorali, dei programmi e delle decisioni operative. In alternativa, come è capitato in Emilia Romagna, le contraddizioni verranno al pettine più tardi.</p><p>Nel suo libro sul motto di spirito Freud afferma che lo scopo e la bellezza della battuta arguta è quello di &#8220;risparmiare energia psichica&#8221; in quanto non si devono rispettare il principio di realtà e di non contraddizione. Dal sito Spinoza.it prendo la seguente battuta: &#8220;Monti: <em>In Grecia 1.725 suicidi</em>. È bello sapere che mentre tu muori lui ti conta&#8221;. Questa battuta permette di trattare una questione dolorosissima quale il suicidio, che interroga ogni essere umano, <strong>scaricando</strong> due emozioni contrapposte e coesistenti: il sollievo per il fatto che noi non siamo nella situazione di pensare al suicidio e la pena per le persone che sono arrivate a quella sofferenza.</p><p>Sarà perché l&#8217;ideatore del movimento 5 stelle ha passato gran parte della sua vita a fare il comico che il <strong>movimento</strong> se la può cavare di fronte a evidenti contraddizioni, mancate scelte o decisioni opinabili con una battuta?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/problemi-dubbi-della-sesta-stella-movimento/206570/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;auto blu sul lettino</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/02/lauto-lettino/201717/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/02/lauto-lettino/201717/#comments</comments> <pubDate>Mon, 02 Apr 2012 07:56:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[auto blu]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[potere]]></category> <category><![CDATA[psicoanalisi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=201717</guid> <description><![CDATA[Psicoanalista: Buongiorno. Mi dica tutto quello che le viene in mente. Lancia Thesis: Sono proprio euforica. Finalmente sono stata rivalorizzata. Pur essendo, come automobile, un poco vecchiotta ora sono tornata in uso al Presidente del Consiglio. Per tre anni ero stata relegata ad accompagnare personaggi di contorno in quanto l’ex inquilino di palazzo Chigi aveva...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Psicoanalista</strong>: Buongiorno. Mi dica tutto quello che le viene in mente.</p><p><strong>Lancia Thesis</strong>: Sono proprio euforica. Finalmente sono stata rivalorizzata. Pur essendo, come automobile, un poco vecchiotta ora sono tornata in uso al Presidente del Consiglio. Per tre anni ero stata relegata ad accompagnare personaggi di contorno in quanto l’ex inquilino di palazzo Chigi aveva le sue auto. Ora sono tornata come automobile di rappresentanza. E’ stata una soddisfazione enorme quando qualche settimana fa è salita anche la Cancelliera tedesca.</p><p>Ho sentito sa Dottore…. Lei ha tossicchiato… Ho immaginato che pensasse all’epiteto offensivo di  “Culona inchiavabile”  formulato dall’ex Presidente del Consiglio. Vorrebbe sapere com’è il posteriore della cancelliera?&#8230;. Non dice nulla ma so che è curioso. Dal mio punto di vista è un bel sedere solido e affidabile. Altro che i culi ossuti delle veline che dovevo, mio malgrado, accompagnare. L’immagine femminile era molto svilita in quegli anni.</p><p><strong>Psicoanalista</strong>: Secondo alcune teorie antropologiche e psicologiche il maschio primitivo, impaurito dal potere femminile di dare la vita, ha istituito il patriarcato per supplire, col potere sociale, al suo senso di inferiorità. Circondarsi di donne che accettano il ruolo succube e che pensano solo alla dieta esprime un intimo senso di svilimento personale oltre che dei propri valori di riferimento. La frase da lei citata è offensiva, oltre che verso la persona, anche verso tutte le donne e esprime il senso di inferiorità inconscio verso la Cancelliera che era molto più stimata e potente.</p><p><strong>Lancia Thesis</strong>: Non mi parli di senso di inferiorità verso le tedesche! Io ne ho sempre sofferto e ancora mi sento turbata. Credo che in generale molti italiani nutrano un senso di inferiorità verso altri popoli che hanno una tradizione, come nazione, più lunga della nostra. Lo “spread” oltre che economico mi pare che spesso sia anche psicologico. Nelle principali nazioni produttrici di automobili oltre il 50% degli acquisti sono indirizzati verso prodotti nazionali. Questo sciovinismo ha una certa logica per due ragioni. Da un lato i componenti meccanici ormai sono molto simili se non identici, dall’altro comprare prodotti del proprio paese aumenta l’occupazione, gli introiti fiscali e la bilancia dei pagamenti. Passare da 30 a 50 per cento di automobili nazionali corrisponderebbe a mezzo milione di posti di lavoro e una manovra finanziaria.</p><p>Certo, però, che se tutti tenessero l’automobile per oltre 15 anni, come risulta fare il Presidente del Consiglio attuale, secondo i dati forniti relativi al suo stato patrimoniale, ci sarebbe poco da scialacquare! Secondo lei dottore perché lo fa? Forse perché è tirchio e, pur guadagnando un milione e mezzo di euro, non acquista una Ferrari ma guidava una vecchia lancia k di 15 anni ed ora me Lancia Thesis vecchiotta? A proposito so che lei, che abita a Maranello, ha scritto un libro sul mito Ferrari.</p><p><strong>Psicoanalista</strong>: L’automobile, più di altri oggetti svolge un ruolo simbolico. A differenza degli immobili, case uffici, segue l’individuo nei suoi spostamenti. Rappresenta lo status sociale, l&#8217;eventuale successo ottenuto e colui che la possiede viene contagiato dalla sua immagine. La potenza e la velocità, oltre che simboli sessuali, inconsciamente ci permettono di sentirci in grado di dominare spazi sempre più ampi.</p><p><strong>Lancia Thesis</strong>: Come al solito non ha risposto alla mia domanda. Voi psicoanalisti pontificate sui principi generali ed astratti senza prendere posizioni definite. Sono consapevole che gli uomini ci desiderano non solo per spostarsi ma per quello che rappresentiamo. Ma cosa rappresento io per il Presidente del Consiglio attualmente in carica?</p><p>Le ipotesi che ho formulato sono tre.</p><ol><li>Tenere una vecchia auto italiana piuttosto che una nuova Maserati o un’auto straniera vuole forse rimarcare una superiorità rispetto all’ideologia piccolo borghese imperante, una sorta di snobismo e senso inconscio di superiorità?</li><li>O invece con questa scelta vuole rappresentare simbolicamente l’austerità  e il risparmio necessari alla nuova Italia?</li><li>Terza ipotesi è che voglia rifiutare il giovanilismo e il consumismo imperante: mostrarsi coi capelli bianchi, la moglie coetanea e una vecchia auto potrebbe rappresentare il rifiuto della prassi, spesso comune fra i ricchi ed i Vip, di mostrarsi, a tutti i costi, giovanili?</li></ol> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/02/lauto-lettino/201717/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>No Tav incontra Freud</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/14/incontra-freud/197212/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/14/incontra-freud/197212/#comments</comments> <pubDate>Wed, 14 Mar 2012 15:46:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Eros e Thanatos]]></category> <category><![CDATA[freud]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[psicoanalisi Freud]]></category> <category><![CDATA[psicoanlisi]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=197212</guid> <description><![CDATA[Psicoanalista: Buongiorno. Di solito ho a che fare con esseri umani, un’idea è qualcosa di insolito ma interessante da analizzare. Ci possiamo provare. Mi dica tutto quello che le viene in mente. Idea No tav: Dottore non capisco perché ci sono io qui a farmi analizzare? E’ un arbitrio! Ci dovrebbe essere &#8220;l’idea Si Tav&#8221;....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Psicoanalista:</strong> Buongiorno. Di solito ho a che fare con esseri umani, un’idea è qualcosa di insolito ma interessante da analizzare. Ci possiamo provare. Mi dica tutto quello che le viene in mente.</p><p><strong>Idea No tav: </strong>Dottore non capisco perché ci sono io qui a farmi analizzare? E’ un arbitrio! Ci dovrebbe essere &#8220;l’idea Si Tav&#8221;. Questa idea dovrebbe  spiegare tutto l’accanimento che porta pervicacemente ad insistere per un’opera dannosa ed inutile. Le mie ragioni sono palesi; troppi soldi da spendere, distruzione ambientale, rischio di infiltrazioni mafiose&#8230;.…. Ma lei mi ascoltata? Si è convinto delle mie ragioni? Sento che rimane in silenzio……. In questo silenzio si racchiude una sorta di disapprovazione? O, invece, è dalla mia parte? Sa, anche io mi chiedo alcune volte se sia giusto drammatizzare fino al punto di farne una questione di &#8220;vita o di morte&#8221;. La morte da qualche tempo aleggia sinistra e sembra attendere che un poliziotto o un attivista che crede in me, finisca nella sua rete.</p><p>In psicoanalisi si parla della propria infanzia, quindi vorrei parlare di quando circa venti anni fa sono nata. Fin dagli inizi si è trattato di contrappormi all&#8217;idea Si Tav. Lei era coccolata e vezzeggiata dal potere politico, economico e finanziario. Allora si pensava e si prevedeva che lo sviluppo economico sarebbe stato inarrestabile e  continuo. Gli estensori dell&#8217;idea della Tav ritenevano che le merci nell&#8217;era della globalizzazione sarebbero aumentate a dismisura e che, quindi, occorressero sempre nuove linee di collegamento ferroviario. Io, l&#8217;idea No Tav, sono nata in sordina, piano piano, sono cresciuta di fronte allo spettacolo offerto in Italia da altre grandi opere che divenivano immancabilmente oggetto di inchieste giudiziarie per tangenti e che non rispettavano mai i tempi e i costi prefissati.  Attualmente sono cresciuta e mi sono fatta forte, molte persone credono in me anche se a volte mi domando se non ci siano anche tante persone che tentano di usarmi per i loro scopi politici, ideologici, di immagine.</p><p>Il fatto che negli ultimi tempi si sia sempre più ricorso alla violenza in mio nome mi ha provocato un grande malessere. Oramai si è arrivati al muro contro muro, al bisogno di credere ciecamente. Le ragioni dell&#8217;altro non vengono più menzionate ed addirittura si afferma che chi esprime un dissenso non lo fa sinceramente ma in malafede per ragioni subdole. Non c&#8217;è più il dialogo, tanto che si sono evocati i fenomeni storici più orribili quali il nazismo, la dittatura, la mafia.  Cosa ne pensa dottore?</p><p><strong>Psicoanalista:</strong> Vorrei non esprimere un giudizio per poter così tentare di comprendere gli elementi inconsci. Quando si creano contrapposizioni così nette negli opposti schieramenti ci si vuole autoconvincere che l&#8217;avversario non ha alcuna ragione, che tutte le ragioni sono dalla nostra parte. Guardi quello che avviene, per citare un esempio meno drammatico, fra opposte tifoserie di calcio riguardo ad episodi di gioco. Il gruppo dei tifosi A pretende ed è convinto di avere tutte le ragioni, allo stesso modo di quello che penseranno i B. Questi meccanismi psicologici servono a diradare i dubbi e a liberarsi dai sensi di colpa nel momento in cui si prevaricano gli avversari. Capisco che anche per lei sia difficile essere presa in ostaggio da radicalismi eccessivi.</p><p><strong>Idea No Tav:</strong> Io sono un&#8217; idea con positività e negatività con  limiti ed opportunità. Certamente anche l&#8217;idea Si Tav ha lati positivi accanto a quelli oscuri. In fin dei conti stiamo parlando di costruire un tunnel per fare passare un treno. Non certo qualcosa di distruttivo e sconvolgente. Si potrebbero elencare i pro e i contro  dell’una e dell’altra idea per poi formulare una decisione. Naturalmente ritengo che le ragioni contro quest’opera prevalgano. In particolare l’inutilità di un’opera troppo costosa e caratterizzata da parecchi pericoli. Oramai mi rendo conto di essere stata presa in ostaggio da tutti coloro che vogliono essere contro ad altri e che cercano la &#8220;prova di forza&#8221; per distruggere o indebolire l&#8217;avversario.</p><p>E&#8217; per questo che, purtroppo, ritengo che un giorno o l&#8217;altro, avendone fatto una ragione di &#8220;vita o di morte&#8221;, la morte drammaticamente potrebbe arrivare. Io mi sento già in colpa ora per quello che potrebbe succedere. Mi sono presentata alla seduta per affrontare questa angoscia.</p><p><strong>Psicoanalista:</strong> Freud, che possiamo definire pioniere della psicoanalisi, in un suo scritto intitolato &#8220;Al di là del principio del piacere&#8221; ipotizzò l’esistenza dell’&#8221;Istinto di morte&#8221;. Secondo lui  accanto a una spinta biologicamente innata verso l’esistenza e il piacere (Eros) è riscontrabile, più nascosta e meno evidente, una forza che induce a ricercare la morte (Thanatos). Freud spiegava in questo modo la guerra e altre follie umane. Si tratterebbe di una spinta a ritornare  allo stato originario inorganico che precede l’esistenza.  Di fronte all’incertezza, ai dubbi, alle paure l’unica certezza di cui disponiamo è la morte. Poter decidere sulla fine della nostra vita, paradossalmente, è l’unico modo per sentirci al pari di Dio, svincolati dai capricci del destino. Per questo è così bello ed esaltante mettere a rischio la vita per un’idea in cui crediamo vivamente. Immolarsi per un ideale è esaltante perché in un solo gesto si soddisfano l’istinto di vita ( fare  qualcosa per un ideale che cambi il mondo) e istinto di morte (l’immolarsi).</p><p><strong>Idea No Tav: </strong>Sinceramente non ho capito tutto quello che mi ha detto. Mi paiono elucubrazioni cervellotiche tipiche di voi psicoanalisti. Riflettevo mentre lei parlava e sono arrivata finalmente a capire cosa voglio. Non voglio che qualcuno si immoli per me! Non mi ritengo un’idea come la libertà, l&#8217;uguaglianza o la democrazia. Non voglio questa responsabilità né sentirmi in colpa per la morte di qualcuno. Io sono un&#8217;idea come le altre, con  pregi e difetti. Mi ritengo un&#8217;idea giusta e corretta, ma non tale da giustificare la morte.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/14/incontra-freud/197212/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Stiamo ipercompensando anche sull&#8217;articolo 18?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/26/ipercompensare-tipico-errore-psicologico-rischia-manifestarsi-anche-sullart/193921/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/26/ipercompensare-tipico-errore-psicologico-rischia-manifestarsi-anche-sullart/193921/#comments</comments> <pubDate>Sun, 26 Feb 2012 10:27:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[articolo 18]]></category> <category><![CDATA[ipercompensazione]]></category> <category><![CDATA[pensioni di invalidità]]></category> <category><![CDATA[psicologia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193921</guid> <description><![CDATA[Uno degli errori psicologici più frequenti che ognuno di noi tende a compiere di fronte a qualcosa di sgradito è quello di ipercompensare. Per fare un esempio concreto se in auto abbiamo freddo tendiamo a regolare il termostato a temperature molto elevate, sperando di avere un sollievo veloce. In realtà il tempo che occorre all&#8217;auto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Uno degli errori psicologici più frequenti che ognuno di noi tende a compiere di fronte a qualcosa di sgradito è quello di<strong> ipercompensare</strong>.</p><p>Per fare un esempio concreto se in auto abbiamo freddo tendiamo a regolare il termostato a temperature molto elevate, sperando di avere un sollievo veloce. In realtà il tempo che occorre all&#8217;auto per raggiungere la temperatura ideale è sempre lo stesso e non cambia se noi alziamo a dismisura i gradi per ipercompensare. Se poi persistiamo,  raggiunta la temperatura ideale, l&#8217;auto comincia a scaldare in eccesso, per cui dovremo tornare a regolare verso il basso il termostato. Anche in questo caso, a volte, tenderemo a ipercompensare.</p><p>Addentrandoci in<strong> psicologia </strong>può capitare che per anni siamo altruisti e poi, di fronte a un episodio di ingratitudine, diventiamo, per ipercompensazione, estremamente egoisti . Altro esempio tipico in campo amoroso è il caso del ragazzo che crede fermamente nell&#8217;amore e nella fidanzata fino a che non incorre in una delusione amorosa. Da quel momento diventerà, per ipercompensazione,  scettico, sfiduciato e tenderà ad avere rapporti superficiali in cui usare l&#8217;altro senza lasciarsi coinvolgere.</p><p>Mi pare che<strong> anche in campo politico si corra il rischio di ipercompensare</strong>.</p><p>Un esempio sono le<strong> pensioni di invalidità</strong>. Ricordo quando giovane medico nel lontano 1984 feci parte per qualche seduta di una commissione per l&#8217;invalidità. Essendo l&#8217;ultimo arrivato mi adeguavo alle regole generali che erano molto ampie in fatto di concessione di emolumenti. Bastava essere affetto da certi tipi di patologie, anche in forma lieve, per ottenere l&#8217;assegno. Da allora il mio lavoro clinico è andato in altra direzione per cui non ho più partecipato a queste commissioni. Diversi casi di pazienti mi hanno però mostrato che attualmente è divenuto quasi impossibile avere una pensione di invalidità. I criteri sono divenuti <strong>estremamente rigidi</strong> e, a mio avviso per ipercompensazione,  si è arrivati <strong>all&#8217;eccesso opposto</strong>. Mentre negli anni &#8217;70 e &#8217;80 si erogavano pensioni di invalidità con grande facilità con una mentalità in cui la pensione diveniva una sorta di ammortizzatore sociale per le persone disagiate,  negli ultimi anni si è determinata una sorta di rigetto per cui viene erogata solo in casi eccezionali.</p><p>Nel campo della <strong>tutela del posto di lavoro </strong>abbiamo assistito nei vari decenni a sentenze di giudici sempre favorevoli alla parte debole, che è il lavoratore di fronte all&#8217;azienda, indipendentemente dalla situazione e dalle motivazioni. Ora si corre il rischio, per ipercompensazione, di voler smantellare tutte le protezioni dell&#8217;articolo 18.</p><p>Occorre stare attenti di fronte al rischio di incorrere nell&#8217;ipercompensazione perchè poi questo atteggiamento, inevitabilmente, provoca altri problemi. Psicologicamente purtroppo è più facile schierarsi su <strong>opposte barricate</strong>.  Secondo i lettori trovare il giusto equilibrio, sicuramente complesso e difficile, è possibile?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/26/ipercompensare-tipico-errore-psicologico-rischia-manifestarsi-anche-sullart/193921/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Discussione sul lavoro degli altri</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/discussione-lavoro-degli-altri/190904/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/discussione-lavoro-degli-altri/190904/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 09:33:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[contratti]]></category> <category><![CDATA[Fornero]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[posto fisso]]></category> <category><![CDATA[psicologia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190904</guid> <description><![CDATA[Uno dei problemi fondamentali che si incontra in psicologia è la tendenza comune delle persone ad attribuire agli altri il proprio modo di pensare mentre, al contrario, le modalità di funzionamento mentale sono varie e diverse da individuo a individuo. Queste differenze sono una fortuna perché la variabilità in natura porta ad una maggiore capacità...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei problemi fondamentali che si incontra in psicologia è la tendenza comune delle persone ad <strong>attribuire agli altri il proprio modo di pensare</strong> mentre, al contrario, le modalità di funzionamento mentale sono varie e diverse da individuo a individuo. Queste differenze sono una fortuna perché la variabilità in natura  porta ad una maggiore capacità di adattamento.</p><p>Quando il presidente del Consiglio <strong>Monti </strong>afferma: <em>&#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/lavoro-monti-posto-fisso-monotono-sullo-spread-scendera-ancora/188328/" target="_blank">Che monotonia il lavoro fisso per tutta la vita!</a></span>&#8220;</em> pensa come persona abituata a considerare l&#8217;impegno lavorativo un luogo ove realizzare le proprie aspirazioni.</p><p>Fortunatamente non tutti la pensano come lui. Così come in natura ci sono i biondi e i mori, gli alti e i bassi, gli smilzi e i tarchiati, allo stesso modo da un punto di vista mentale <strong>l&#8217;approccio al lavoro </strong>varia molto.</p><p>Provo a elencare le principali variabili che ho incontrato nella mia attività trentennale come psicologo e psichiatra e che desidererei arricchire con l&#8217;apporto dei lettori del blog:<br /> - lavoro per realizzare introiti economici;<br /> - lavoro per realizzare degli ideali;<br /> - lavoro per realizzare i propri bisogni altruistici;<br /> - lavoro per soddisfare i propri bisogni narcisistici;<br /> - lavoro per soddisfare il proprio bisogno di potere;<br /> - rifiuto psicologico del lavoro sentito come opprimente.</p><p>Per brevità non mi soffermo a descrivere queste variabili che al loro interno trovano ulteriori differenziazioni. Mi preme sottolineare che, stante la variabilità degli approcci al lavoro, forse non ha molto senso irrigidirsi su un unico modello che dovrebbe valere per tutti. Quando la ministra Fornero afferma che in Italia ci sono oltre 40 diverse tipologie di <strong>contratti lavorativi</strong> e si pone l&#8217;obiettivo di sfoltirli per proporre un unico modello, dovrà tenere presente che le esigenze, non solo economiche, ma soprattutto psicologiche, sono molto varie e occorre stabilire un <strong>modello molto duttile </strong>che lasci ai singoli individui la possibilità di trovare il lavoro adatto ad ognuno.</p><p>Per parafrasare la frase di Monti affermerei: <em>&#8220;Che monotonia un progetto di vita e di lavoro uguale per tutti!&#8221;</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/discussione-lavoro-degli-altri/190904/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Psicologia dei tassati Italici</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/psicologia-tassati-italici/188449/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/psicologia-tassati-italici/188449/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:03:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[cittadini]]></category> <category><![CDATA[evasione fiscale]]></category> <category><![CDATA[Robin Hood]]></category> <category><![CDATA[savonarola]]></category> <category><![CDATA[stato.]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188449</guid> <description><![CDATA[Dopo aver scritto sull&#8217;argomento tasse ho avuto colloqui e discussioni con diversi amici che avevano letto il blog. Prevalgono, dalla descrizione dei comportamenti collettivi riguardo all&#8217;argomento, alcune figure psicologiche.  Oggi ne provo a descriverne due che mi paiono emblematiche. 1. Il Robin Hood: si tratta di colui che vive lo Stato come l&#8217;odiato sceriffo di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/08/stimolare-piacere-pagare-tasse/182359/" target="_blank">scritto sull&#8217;argomento tasse</a> ho avuto colloqui e discussioni con diversi amici che avevano letto il blog. Prevalgono, dalla descrizione dei comportamenti collettivi riguardo all&#8217;argomento, <strong>alcune figure psicologiche</strong>.  Oggi ne provo a descriverne due che mi paiono emblematiche.</p><p>1. <strong>Il Robin Hood</strong>: si tratta di colui che vive lo Stato come l&#8217;odiato sceriffo di Nottingham e quindi si sente assolutamente nel giusto ad evaderne i balzelli. Quando incontra un altro cittadino con cui ha una transazione finanziaria cerca di instaurare una<strong> comunanza emotiva </strong>per cui questi diviene il Little John con cui attuare delle scorribande. Questa tipologia di evasore cerca di essere sempre più furbo dello Stato. Sentendosi nel giusto non ha rimorsi,  ma anzi può vantarsi delle sue performance. Se per caso verrà scoperto si lamenterà delle vessazioni cui è sottoposto. Per sentirsi in pace con la coscienza, come Robin, devolve parte del ricavato ad organizzazioni benefiche, anche se la maggior parte dei proventi viene destinata alla propria famiglia.</p><p>2.<strong> Il Savonarola</strong>: costui sul piano teorico è certamente dalla parte della correttezza anche nel campo dell&#8217;imposizione fiscale. Pretende però che tutti, ma proprio tutti, siano ligi ai doveri. Vuole che lo Stato non sprechi neppure un euro e che tutte le iniziative governative siano &#8220;come pensa lui&#8221;. Visto che deve arrendersi all&#8217;evidenza che ci sarà sempre qualcuno che non si comporta in modo corretto e che gli sprechi sono ineludibili, cede le armi al triste destino e decide, <strong>per ripicca, di evadere pure lu</strong>i.  Questo personaggio evade suo malgrado nel senso che vorrebbe comportarsi in un altro modo, ma si sente costretto ad azioni difformi dal suo convincimento. Il suo evadere serve a distruggere, a portare il sistema ad un livello di implosione che poi permetta una rinascita morale verso il mondo perfetto tanto agognato.</p><p>A ben vedere questi due personaggi, così apparentemente diversi, sono le due facce della stessa medaglia. Sono il frutto psicologico di diversi fattori concomitanti. Il primo dipende e rappresenta il forte senso della famiglia da contrapporre allo Stato, frutto della storia Italica, in cui  si sono succeduti diversi dominatori sentiti lontani ed estranei. Il secondo incarna il concetto dell&#8217;indulgenza  e del perdono che, immancabilmente, compaiono nel nostro paese sotto forma di <strong>condono, ravvedimento operoso, sanatoria </strong>etc. Il terzo elemento infine è il forte individualismo per cui quello che costui pensa e fa è sempre meglio di quello che fanno gli altri.</p><p>Per questi due personaggi la repressione dell&#8217;evasione non serve quasi a nulla. Il Robin Hood infatti si sentirà sempre più ingaggiato nella sfida alle regole alla ricerca dell&#8217;ultima furbata. Il Savonarola si straccerà ancora di più le vesti scoprendo che, immancabilmente, la repressione è parcellare, iniqua e incapace di sanare il mondo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/psicologia-tassati-italici/188449/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Celentano e l&#8217;approccio psicologico al canone Rai</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/celentano-lapproccio-psicologico-canone/187707/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/celentano-lapproccio-psicologico-canone/187707/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 15:32:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[benigni]]></category> <category><![CDATA[canone Rai]]></category> <category><![CDATA[Celentano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187707</guid> <description><![CDATA[In questi giorni scade la data per pagare il canone Rai. Da poco è stato siglato un accordo con Celentano per la partecipazione a Sanremo che prevede un esborso da parte della Rai di 300 mila euro a serata. Notizie giornalistiche riportano che l&#8217;azienda Rai presenta un deficit strutturale molto rilevante. Qualcuno paventa la possibilità...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni scade la data per pagare il canone Rai. Da poco è stato siglato un accordo con Celentano per la partecipazione a Sanremo che prevede un esborso da parte della Rai di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=300.000+euro+a+Celentano+per+Sanremo%2C+la+protesta+su+Facebook&amp;idSezione=14290" target="_blank">300 mila euro</a></span> a serata. Notizie giornalistiche riportano che l&#8217;azienda Rai presenta un deficit strutturale molto rilevante. Qualcuno paventa la possibilità che in un prossimo futuro saremo chiamati come collettività a ripianarlo, al pari di quanto fatto con l&#8217;Alitalia.</p><p>Queste notizie interrogano ognuno di noi sulla congruità di un esborso così elevato per una partecipazione di mezz&#8217;ora. Certamente qualcuno dirà: &#8221; é il mercato, bellezza&#8230;&#8221; ricordando che anche altri artisti dello stesso calibro, ad esempio Benigni, hanno avuto analoghi compensi. Qualche dubbio però rimane e alcuni di noi si possono chiedere se i dirigenti Rai avrebbero pagato la stessa cifra, nel caso il denaro fosse di loro proprietà? A proposito di mercato poi possiamo domandare chi fossero le altre imprese pronte a pagare cifre analoghe? Forse mediaset  dopo gli attacchi di Celentano a Berlusconi? O chi altro? I Benaltristi diranno che sono ben altri gli sprechi della Tv di stato e che i compensi del  conduttore e  delle veline di Sanremo sono ancora più ingenti. Scrivo riguardo a Celentano proprio perché personalmente apprezzo questo artista, anche se di solito non amo Sanremo. In un momento di zapping potrei sintonizzarmi per sentire la sua performance. Non sono, quindi, pregiudizialmente contrario, ma mi chiedo se in un periodo di austerità sia ragionevole pagare cifre simili. Può darsi che in termini di fatturato la Rai farà un affare con i ricavi pubblicitari e l&#8217;audience indotta dall&#8217;artista, ma in termini di immagine psicologica credo proprio che accentuerà l&#8217;idea di un &#8220;carrozzone pubblico dedito agli sprechi&#8221;.</p><p>Come si farà, quindi, a convincere i cittadini a pagare di buon grado il canone Rai?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/celentano-lapproccio-psicologico-canone/187707/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il senso delle regole sulla Costa Concordia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/senso-delle-regole-sulla-costa-concordia/185273/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/senso-delle-regole-sulla-costa-concordia/185273/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Jan 2012 14:19:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Concordia]]></category> <category><![CDATA[perdono]]></category> <category><![CDATA[qualunquismo]]></category> <category><![CDATA[regole]]></category> <category><![CDATA[schettino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185273</guid> <description><![CDATA[Se fossi stato un passeggero della Costa crociere mi sarei attenuto alle indicazioni emanate dal capitano tramite altoparlanti. Sono infatti abituato, forse per passività, a rispettare le regole, anche quando possono apparire assurde . Mi capita così di andare ai 50 km orari lungo una circonvallazione, rispettando i limiti di velocità anche quando tutte le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se fossi stato un passeggero della Costa crociere mi sarei attenuto alle indicazioni emanate dal capitano tramite altoparlanti. Sono infatti abituato, forse per passività, a rispettare le regole, anche quando possono apparire assurde . Mi capita così di andare ai 50 km orari lungo una circonvallazione, rispettando i limiti di velocità anche quando   tutte le altre auto, dopo avermi suonato o lampeggiato, mi sorpassano ai 90 all&#8217;ora. Avrei accettato la spiegazione fornita dal capitano che si trattava di un guasto temporaneo. Certo sarebbe stato un errore che poteva portarmi ad essere fra le vittime. Forse mi avrebbe salvato mia moglie che certo non avrebbe creduto alle rassicurazioni e si sarebbe ammutinata (è per questa differenza di carattere che stiamo bene assieme).</p><p><strong>Il naufragio ci interroga sul senso delle regole</strong> per diversi motivi:</p><p>- il comandante ha infranto le regole della prudenza, della navigazione ma soprattutto l&#8217;obbligo di assistere fino all&#8217;ultimo passeggero (facendo molto male);</p><p>- diversi marinai hanno cominciato l&#8217;evacuazione e si sono ammutinati contravvenendo alla regola che impone loro di ubbidire alle indicazioni del comando(facendo bene).</p><p>Nella nostra storia di Italiani troviamo regole infrante che hanno portato a dei disastri &#8230; il Re d&#8217;Italia che incurante del suo ruolo fugge senza lasciare ordini per i soldati dopo l&#8217;8 settembre  e  infrazioni che, al contrario, hanno storicamente  evitato ulteriori gravi danni,  come  la tendenza a boicottare e non applicare  le deliranti leggi razziali emanate dal fascismo, salvando molte vite .</p><p>Il senso delle regole e del loro rispetto, secondo la psicoanalisi, è radicato dentro ognuno di noi in quella componente psichica definita Super-Io che, per Freud, rappresenta la continuazione dell&#8217;immagine paterna nella società in cui il padre dettava le regole. Le regole della figura paterna possono essere fastidiose, a volte dure, ma ci sono state insegnate per evitare danni maggiori (non fare il bagno subito dopo aver mangiato anche se ne avresti voglia, studia e frequenta la scuola, anche se preferiresti divertirti e &#8221; fare un cabò&#8230;&#8221;). Ci sono però momenti in cui occorre superare le regole per costruirne di nuove, per liberare lo spirito creativo dell&#8217;uomo e per innovare.</p><p>Quando infrangiamo le regole scattano due meccanismi: da un lato il <strong>senso di colpa</strong> che ci fa soffrire e dall&#8217;altro un <strong>senso di libertà</strong>. Spesso succede che una volta che abbiamo rotto una regola a cascata, ormai che è fatta, ne infrangiamo molte altre  e questa forse potrebbe essere la spiegazione dello strano comportamento del capitano: dopo il primo errore, a catena, ne ha inanellati molti altri.</p><p>Una peculiarità italiana, che ci rende molto diversi da altri popoli, è l&#8217;abitudine al perdono. Il cattolicesimo con l&#8217;idea della confessione riparatrice è la base di questo concetto che, portato al limite, diventa in modo positivo  saper mettersi nei panni degli altri, in modo negativo  mancanza del senso dello Stato e qualunquismo. Le divisioni fratricide di cui è costellata la nostra storia  ci hanno  intimamente convinto che non si può affermare con certezza una regola, visto che oggi siamo borbonici e domani garibaldini.  In Italia i condoni, i ravvedimenti operosi, gli scudi,  le amnistie, le scuse più o meno verosimili si sprecano (come nel caso del  ragazzo di Roma che lanciava un estintore e poi  si  scusava dicendo che forse serviva a spegnere un fuoco).</p><p>Anche nel caso della Costa Crociere fra poco compariranno le scuse più o meno verosimili. Ce n&#8217;è una già pronta ed usata con un certo successo di recente a livello politico: &#8220;Ho abbandonato il comando per senso di responsabilità, perché la mia permanenza era di ostacolo&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/senso-delle-regole-sulla-costa-concordia/185273/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Si può stimolare il piacere di pagare le tasse?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/08/stimolare-piacere-pagare-tasse/182359/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/08/stimolare-piacere-pagare-tasse/182359/#comments</comments> <pubDate>Sun, 08 Jan 2012 11:31:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[evasione fiscale]]></category> <category><![CDATA[Iva]]></category> <category><![CDATA[reddito]]></category> <category><![CDATA[tasse]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=182359</guid> <description><![CDATA[Nello scrivere questa idea sono certo di andare contro il sentire comune per il quale le tasse sono negative. La motivazione principale è che l&#8217;uomo è naturalmente avido con argomenti a corollario che servono come scuse (le imposte possono essere sprecate dallo Stato, non sono eque, chi evade è furbo). Da questo ragionamento deriva la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nello scrivere questa idea sono certo di andare contro il <strong>sentire comune </strong>per il quale le tasse sono negative. La motivazione principale è che l&#8217;uomo è naturalmente avido<strong> </strong>con argomenti a corollario che servono come scuse (le imposte possono essere sprecate dallo Stato, non sono eque, chi evade è furbo). Da questo ragionamento deriva la convinzione che, per diminuire l&#8217;evasione fiscale, l&#8217;unica strada valida sia la colpevolizzazione e la repressione.</p><p>Come psichiatra psicoanalista sono abituato immancabilmente a scoprire che nell&#8217;animo umano <strong>ogni realtà emotiva ha in sé anche il suo contrario</strong>. Sono certo, quindi, che accanto a una preponderante avversione una piccola percentuale di adesione positiva alle tasse ci sia in ognuno di noi. Un naturale senso di altruismo è presente nel nostro animo, stimolato anche, paradossalmente, dall&#8217;egoismo, in quanto siamo consapevoli che nei momenti di difficoltà (salute, invalidità, vecchiaia) solo la solidarietà comune potrà aiutarci.</p><p>Vorrei quindi proporre al comandante della Guardia di finanza e al sottosegretario alle Finanze di provare anche manovre di stimolo all&#8217;<strong>adesione positiva alle tasse</strong>, accanto alla doverosa repressione.</p><p>Ho provato a elaborare alcune proposte che sottopongo ai giudizi e ai suggerimenti del blog:</p><p>1. Ogni anno ogni Comune italiano potrebbe <strong>premiare</strong> con una cerimonia ad hoc i migliori contribuenti del comune per ogni categoria professionale (es: tre idraulici, tre medici, tre avvocati, tre venditori di scarpe etc). Negli anni successivi andrebbero premiati a scalare, se la graduatoria rimanesse invariata;</p><p>2. offrire la possibilità<strong> </strong>( e non l&#8217;obbligo) di <strong>mettere online i propri redditi lordi</strong> per stimolare l&#8217;orgoglio (assieme alla vanità) dei contribuenti che stanno aiutando il nostro paese;</p><p>3. quando si <strong>inaugurano scuole, ospedali </strong>o altro chiamare come madrine i contribuenti migliori degli ultimi 10 anni (cioè coloro che hanno maggiormente contribuito con le tasse alla realizzazione dell&#8217;opera);</p><p>4. istituire una <strong>lotteria riservata </strong>ai contribuenti che nell&#8217;anno hanno avuto il maggior incremento fiscale (mentre al punto 1 ci si riferiva al valore assoluto qui è l&#8217;incremento; ciò consente di premiare anche piccoli contribuenti). I vincitori potrebbero essere invitati in una trasmissione televisiva costruita su questo target per comunicare agli altri come hanno fatto ad aumentare il loro reddito;</p><p>5<strong>. spot televisivi</strong> con persone normali che da anni pagano alte tasse in modo che possano raccontare la loro esperienza (tv locali e nazionali);</p><p>6. premio per <strong>lavoratori dipendenti</strong> che hanno accumulato più fatture con iva pagate nell’anno (per incentivare la richiesta di scontrini, ricevute e fatture da parte di chi paga nella busta paga ma potrebbe colludere, facendosi fare uno sconto, con elettricista, medico, avvocato, etc,)</p><p>7. ogni anno il presidente della Repubblica<strong> </strong>potrebbe premiare i dieci <strong>comuni più virtuosi per tasse pagate</strong> pro capite (naturalmente anno dopo anno a scalare e depurando il dato da aziende che inficiano le medie).</p><p>Il compianto ministro <strong>Padoa Schioppa </strong>tra le risate collettive disse che le &#8220;tasse sono bellissime&#8221;. Non credo sia realistico arrivare a far aderire la collettività a questa visione, ma ritengo possibile stimolare elementi di orgoglio, altruismo, desiderio del bene comune, voglia di primeggiare, vanità, desiderio di sentirsi importanti e di poter incidere nel proprio territorio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/08/stimolare-piacere-pagare-tasse/182359/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ci possiamo affidare agli economisti?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/02/possiamo-affidare-agli-economisti/181060/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/02/possiamo-affidare-agli-economisti/181060/#comments</comments> <pubDate>Mon, 02 Jan 2012 07:53:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Bohr]]></category> <category><![CDATA[economia]]></category> <category><![CDATA[Einstein]]></category> <category><![CDATA[scienze esatte]]></category> <category><![CDATA[scienze umane]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=181060</guid> <description><![CDATA[Da quando le sorti dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa sembrano affidate, in parte, ad economisti (in Grecia e Italia direttamente come primi ministri) mi sto chiedendo, da persona che non ha mai studiato direttamente l&#8217;argomento, quale tipo di scienza sia questa benedetta economia? Quando studiavo medicina un mio professore poneva spesso la distinzione fra Scienze Esatte (o della...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da quando le sorti dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa sembrano affidate, in parte, ad economisti (in Grecia e Italia direttamente come primi ministri) mi sto chiedendo, da persona che non ha mai studiato direttamente l&#8217;argomento, <strong>quale tipo di scienza sia questa benedetta economia</strong>?</p><p>Quando studiavo medicina un mio professore poneva spesso la distinzione fra<strong> Scienze Esatte (o della natura)</strong> e <strong>Scienze Umane (o sociali).</strong> Le prime (fisica, chimica, matematica, astronomia etc) si basano sul metodo Galileiano sperimentale per cui lo scienziato interroga la natura formulando ipotesi che devono essere sottoposte a delle prove riproducibili da altri ricercatori. Le scienze umane (filosofia, legge, politica, psicologia, sociologia etc) derivano dallo studio dell&#8217;uomo nella società e nei suoi comportamenti. La legittimazione delle teorie e delle regole formulate in queste discipline deriva dal consenso fra i vari ricercatori, dalla storia dell&#8217;uomo e dalle consuetudini maturate nei secoli.</p><p>Naturalmente la distinzione è grossolana e vi sono tante eccezioni. <strong>Ad esempio la medicina </strong>può in parte annoverarsi fra le discipline esatte o della natura e in parte fra le discipline umane. Anche le scienze esatte sono mutate negli ultimi cento anni. Riporto una osservazione che parte da uno scritto di Einstein: &#8220;le teorie di Bohr sulla radiazione mi interessano moltissimo, tuttavia è intollerabile l’idea che un elettrone esposto a radiazione scelga spontaneamente non solo il momento di “saltare” ma anche la direzione del salto. In questo caso preferirei fare il croupier di casinò piuttosto che il fisico”. Oggi Einstein farebbe il croupier, difatti le <strong>teorie di Bohr</strong> hanno vinto, perlomeno per tutto ciò che riguarda i fenomeni dell’infinitesimamente piccolo.</p><p>Senza aver mai studiato economia ero convinto che questa disciplina fosse annoverabile fra le Scienze Umane e non fra quelle Esatte. Ritenevo che le leggi economiche e i vari marchingegni del mercato fossero frutto della storia dell&#8217;uomo, delle sue consuetudini e del consenso fra gli economisti.</p><p>Il piglio con cui sui giornali o in televisione gli economisti parlano della loro visione degli eventi negli ultimi mesi mi ha posto alcune perplessità in quanto molti di essi <strong>propongono certezze assolute</strong> e leggi economiche inviolabili. Qualche dubbio compare quando su un giornale un economista propugna fieramente uno scenario frutto delle leggi economiche e su un altro, applicando leggi simili, si descrive tutt&#8217;altro scenario. Veri e propri timori insorgono quando si leggono le cronache degli errori che gli economisti e i politici dell&#8217;epoca fecero nel periodo della Grande Depressione. Un senso di terrore mi pervade quando penso che quasi nessun economista aveva previsto gli sconvolgimenti degli ultimi anni e che i consulenti che hanno proposto ai politici le regole per l&#8217;<strong>Euro</strong> non avevano chiaro che poteva porre seri problemi ancorare a una stessa moneta paesi così diversi.</p><p>Nel campo psicologico-psichiatrico, di cui mi occupo, esistono tante teorie, fra loro anche parecchio divergenti, che si fronteggiano. Le più rilevanti sono fra gli estimatori e i denigratori degli psicofarmaci e fra gli psicoterapeuti di formazione psicoanalitica, quelli sistemici o quelli cognitivo comportamentali. Nella mia pratica clinica ritengo necessario, durante le prime visite, informare il paziente sulle varie possibilità di cura, sui diversi approcci terapeutici disponibili e sul mio particolare tipo di formazione per permettergli di fare una scelta.</p><p>Per similitudine mi attenderei che gli economisti, chiamati al capezzale dell&#8217;Italia spiegassero a quali teorie economiche fanno riferimento, quali sono gli scenari contraddittori che si prospettano, eventuali dubbi che si pongono. Per tornare all&#8217;aneddoto su Einsten: <strong>se stiamo giocando al casinò, bisogna almeno che ne siamo consapevoli!</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/02/possiamo-affidare-agli-economisti/181060/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sindrome da astinenza dal potere</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/sindrome-astinenza-potere/178687/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/sindrome-astinenza-potere/178687/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Dec 2011 10:22:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[crisi d'astinenza]]></category> <category><![CDATA[potere]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=178687</guid> <description><![CDATA[Premetto che questa sindrome non esiste fra i malesseri codificati in psicologia o psichiatria. Si tratta di una mia ipotesi volta a spiegare i comportamenti di alcune personalità che hanno avuto la fortuna/sfortuna di vivere, per un certo periodo, al centro dell&#8217;attenzione mediatica e di gestire il potere politico, economico o sociale. Il potere risulta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che questa sindrome non esiste fra i malesseri codificati in psicologia o psichiatria. Si tratta di una <strong>mia ipotesi </strong>volta a spiegare i comportamenti di alcune personalità che hanno avuto la fortuna/sfortuna di vivere, per un certo periodo, <strong>al centro dell&#8217;attenzione mediatica</strong> e di gestire il potere politico, economico o sociale.</p><p>Il potere risulta per tutte le persone esaltante in quanto conferisce all&#8217;individuo la sensazione, <strong>momentanea</strong>,  di controllo sulla propria esistenza  attraverso l&#8217;influenza che oggettivamente si ha su quella degli altri. Ognuno di noi vive in un mondo di cui non conosce le regole (cos&#8217;è l&#8217;universo? perchè è fatto così come lo percepiamo o immaginiamo?) con la consapevolezza  di un&#8217;assoluta precarietà (non sappiamo quando moriremo). Questa situazione esistenziale potenzialmente angosciosa viene mitigata nel momento in cui tante altre persone pendono dalle nostre labbra e hanno bisogno di noi. Accade fisiologicamente e in misura naturale al genitore col figlio, all&#8217;insegnate con l&#8217;allievo, al medico col paziente etc. Nel caso di chi gestisce il potere politico il livello emotivo aumenta in modo esponenziale fino ad occupare <strong>gran parte della personalità</strong>. Presumibilmente (non ci sono studi) nel cervello del potente si liberano neuromediatori (dopamina e serotonina) simili a quelli presenti nell&#8217;innamoramento o dopo l&#8217;assunzione di droghe che aiutano a sentirsi meglio e più attivi. Quando il potere e la notorietà  si affievoliscono o cessano il rischio che ipotizzo è quello di una vera e propria <strong>sindrome da astinenza</strong>. Come un tossicodipendente che perde la sua droga  il potente detronizzato cercherà brandelli di notorietà e di potere.</p><p>Queste riflessioni mi sono venute in mente negli ultimi tempi per spiegare comportamenti tragici e comici che si sono determinati sulla scena mediatica.</p><p>Provo a elencarne alcuni:</p><p>- un dittatore  che dopo 40 anni di potere non ha potuto accettare la detronizzazione;<br /> - un ex premier che coglie tutte le occasioni per affermare &#8220;continuo a comandare io! decido io!&#8221;;<br /> - un deputato arrivato agli onori delle cronache in quanto il suo voto era determinate che ora, divenuto ininfluente,  inventa stratagemmi astrusi e cerca di spararle sempre più grosse per  farsi riconoscere;<br /> - un ex direttore di giornale detronizzato che fa ora uno scoop su fatti del passato;<br /> - da ultimo un ex ministro del tesoro e delle finanze che dopo aver portato a un disastro economico pontifica su nuove ricette economiche salvifiche.</p><p>Non ho elementi per parlare delle singole persone che certamente hanno una loro complessità emotiva e ottime ragioni per i loro comportamenti. Vorrei cercare inoltre di rispettare il più possibile la sofferenza che emerge, in modo più o meno intenso, in queste vicende.</p><p>La domanda che pongo a voi è: cosa ci dice di questi personaggi il loro comportamento una volta perso il potere? E poi, se lo si usasse diversamente, cioè per fare davvero il bene della collettività finché lo si ha, non si dovrebbe soffrire di meno nel perderlo? Che ne pensate?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/sindrome-astinenza-potere/178687/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Che bella questa crisi!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/bella-questa-crisi/175809/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/bella-questa-crisi/175809/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Dec 2011 09:10:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[pensione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175809</guid> <description><![CDATA[Sabato mattina nella mia attività di psicoanalista ho incontrato alcune persone che mi hanno, immancabilmente, parlato della crisi: - un giovane da poco sposato, felice e innamorato, mi ha raccontato che, parlando con la moglie, è emerso il desiderio di avere un figlio. Lei però a un certo punto ha gelato il loro entusiasmo dicendo: &#8220;Però...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sabato mattina nella mia attività di psicoanalista ho incontrato alcune persone che mi hanno, immancabilmente, parlato della crisi:</p><p>- <strong>un giovane</strong> da poco sposato, felice e innamorato, mi ha raccontato che, parlando con la moglie, è emerso il desiderio di avere un figlio. Lei però a un certo punto ha gelato il loro entusiasmo dicendo: &#8220;Però con questa crisi ha senso mettere al mondo un bimbo? Tu sei ancora precario. Come potremmo fare se la crisi peggiorasse?&#8221;;</p><p>- <strong>un imprenditore</strong>, titolare di una ditta che sta andando a gonfie vele, avrebbe la possibilità di vendere almeno un 20% in più di quello che produce. Ha pensato di prendere in affitto un capannone, di metterci alcuni macchinari, assumere altri 15 dipendenti per aumentare la produzione ma poi è andato dal commercialista che gli ha detto: &#8221; Ma sei sicuro? Sei poi la crisi peggiora e diminuiscono le vendite?&#8221;;</p><p>- <strong>un&#8217;insegnante</strong> che nel 2012 raggiunge 40 anni di contribuzioni e 60 di età era protesa verso la pensione per poi dedicarsi a tempo pieno all&#8217;accudimento della nipotina di tre mesi. Si lamenta perché la costringeranno a lavorare qualche anno in più. Nel corso della seduta emerge che, negli ultimi mesi, l&#8217;idea di &#8220;perdere&#8221; il lavoro che la gratifica, la rende vitale a contatto coi giovani e interessata ad aggiornarsi ha fatto emergere l&#8217;immagine della madre che a 50 anni aveva cominciato ad autodefinirsi  &#8220;vecchia&#8221;. Viveva con terrore l&#8217;idea di identificarsi con la figura materna che dopo il pensionamento si era &#8220;lasciata andare&#8221;.</p><p>- <strong>una ragazza neo laureata</strong> ha pensato di  frequentare un master in Spagna. Il padre sarebbe felice di pagarle questo percorso formativo. Lei però ha timore &#8220;di fargli spendere troppi soldi&#8221;. Presumibilmente si tirerà indietro e accetterà un lavoretto sottopagato e poco gratificante.</p><p>Dopo una mattinata di questo tipo ho deciso che: <strong>mi sono rotto di questa crisi e dell&#8217;idea depressiva che evoca!</strong></p><p>Noi psicoanalisti cerchiamo di indurre nel paziente la crisi perché solo attraverso la messa in discussione dei suoi normali meccanismi di difesa egli può vedere il mondo in un altro modo con la possibilità di far emergere i suoi lati creativi.</p><p>L&#8217;etimologia della parola crisi, di derivazione greca &#8220;<em>separare, discernere, in senso lato valutare, giudicare</em>&#8221; ci porta all&#8217;idea che la crisi possa essere un momento di riflessione, valutazione e discernimento per poter poi trasformarsi in un progetto di miglioramento. Ricordiamo che tutte le fasi importanti della nostra vita passano attraverso una crisi. La nascita è il frutto della crisi di un equilibrio precedente fra madre e figlio che stava benissimo nel grembo materno e che deve passare attraverso una strettoia della vita per poter essere autonomo. <strong>L&#8217;adolescenza </strong>è una tipica messa in crisi dei valori e delle impostazioni di vita precedenti.</p><p>Ho pensato di ideare questo gioco, un poco sofista, ma a mio avviso necessario da lanciare sul blog.</p><p><strong>Vorrei che chi legge il blog cercasse di trovare un motivo di soddisfazione che questa crisi economica, sociale, ideologica (messa in crisi del capitalismo) gli evoca</strong>.</p><p>Naturalmente comincio io con alcuni spunti (non vorrei offendere con questo gioco/divertimento chi perde il lavoro o ha seri problemi economici ma credo che anche per costoro un sorriso possa essere utile):</p><p>- la crisi ha tolto dalle scatole un governo inefficiente , corrotto e palesemente schiavo dei suoi conflitti;</p><p>- vengono vendute meno automobili: ci sarà meno inquinamento, meno rottami da smaltire, meno effetto serra;</p><p>- Sarkozy e la Merkel avranno meno da ridere pensando all&#8217;Italia;</p><p>- il cinepanettone di Natale avrà meno spettatori;</p><p>- verranno stampati meno libri e quindi &#8220;meno stupidaggini messe nero su bianco&#8221;;</p><p>- mangeremo meno carne: sta a vedere che il mio colesterolo va a posto;</p><p>- se smettiamo di costruire altre case forse un prato su cui correre rimane;</p><p>- (per i lettori leghisti) meno lavoro- meno immigrati,;</p><p>- (per i lettori cattolici super osservanti) sta a vedere che non ci sono i soldi per i preservativi;</p><p>- (per i lettori di sinistra) non ci sono i soldi per comperare una portaerei: magari a sinistra non si dividono su questo acquisto;</p><p>- (per quelli di destra) il <em>Fatto Quotidiano </em>e la <em>Repubblica</em> vendono meno copie e questo blog non lo legge nessuno…</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/bella-questa-crisi/175809/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Es, Io e Super-Io e i governi italiani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/20/super-governi-italiani/172008/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/20/super-governi-italiani/172008/#comments</comments> <pubDate>Sun, 20 Nov 2011 15:19:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[governo berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[psicanalisi]]></category> <category><![CDATA[Sigmund Freud]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=172008</guid> <description><![CDATA[Quando elaborò la sua teoria psicoanalitica Sigmund Freud ipotizzò che nella vita psichica di ognuno di noi vi siano tre componenti. L&#8217;Es, che rappresenta i desideri inconfessati, le pulsioni primitive volte a sopraffare gli altri, privi del principio di non contraddizione ma tesi alla semplice ricerca del piacere immediato; il Super-Io, che rappresenta le regole...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando elaborò la sua teoria psicoanalitica Sigmund Freud ipotizzò che nella vita psichica di ognuno di noi vi siano tre componenti. L&#8217;<strong>Es</strong><strong>,</strong> che rappresenta i desideri inconfessati, le pulsioni primitive volte a sopraffare gli altri, privi del  principio di non contraddizione ma tesi alla semplice  ricerca del piacere immediato; il <strong>Super-Io</strong><strong>,</strong> che rappresenta le regole morali in cui primeggiano i divieti e le proibizioni; e infine l<strong>&#8216;Io</strong><strong>,</strong> che  funge da parte organizzata della personalità che deve bilanciare e trovare dei compromessi.</p><p>Il <strong>governo </strong>italiano da poco caduto, a mio avviso, poneva in essere per la collettività le caratteristiche  dell&#8217;Es.  In questo governo controllati e controllori potevano essere la stessa persona, le donne erano scelte per la loro avvenenza e l&#8217;immagine coreografica che offrivano al capo,  essere inquisiti dalla magistratura risultava un merito. Chi faceva pagare le tasse poteva dire che era giusto non pagarle. Le barzellette, gli sberleffi, il dito medio da infilare, il gesto dell&#8217;ombrello, le intemperanze verbali erano abituali. Si spendeva e spandeva esibendo auto da 100mila euro rigorosamente tedesche (alla faccia dello spread), stuoli di guardie del corpo, sottosegretari e portaborse. Si poteva fare finta di essere giovani attingendo a tutte le chirurgie plastiche possibili.</p><p>Il <strong>nuovo governo</strong> che si è insediato rappresenta plasticamente l&#8217;immagine collettiva del Super-Io normativo. Capelli grigi, pochi sorrisi, auto italiana vetusta dal valore di poche migliaia di euro, donne poco appariscenti non certo scelte per fare coreografia ma per competenza.  il nuovo esecutivo entra in scena per fare pagare le tasse e per approntare sacrifici.</p><p>Un poco come quando <strong>dopo il carnevale giunge la quaresima</strong><strong>,</strong> il popolo italiano, un tempo affascinato da chi prometteva libertà sfrenate, felicità a buon mercato e piaceri proibiti, si accinge ad accettare le dure regole per cui tutto deve essere guadagnato col sudore e l&#8217;impegno. <strong>Fino a quando?</strong></p><p>Noi psicoanalisti sappiamo che se l&#8217;Es tende a prendere il sopravvento inevitabilmente ci sarà, successivamente, una caduta nel senso di colpa e nella necessaria espiazione. Quando prende sopravvento il Super-Io, nel lungo termine l&#8217;individuo si sentirà talmente costretto e inibito da desiderare ardentemente di essere <strong>liberato </strong>dal giogo delle regole.</p><p>Il rischio che corriamo come collettività è proprio quest&#8217;ultimo. Un governo troppo super-egoico dopo un anno di quaresima potrebbe fare desiderare al popolo di <strong>tornare alla follia dell&#8217;Es</strong>, ridando vigore al desiderio collettivo di poche regole e libertà sfrenate. Su questi sentimenti potrebbe avere buon gioco un nuovo populismo fatto di facili promesse per arrivare al &#8220;paese dei balocchi&#8221;.</p><p>Come psicologo mi sento quindi di consigliare al nuovo governo di non insistere troppo nella quaresima e negli atteggiamenti super-egoici (che per un breve periodo per contrappasso sono necessari) ma di trovare un necessario compromesso. Il compromesso di chi riesce a dare speranza anche nei momenti difficili riuscendo a fare capire che la felicità non risiede nell&#8217;egoismo individuale ma nel <strong>benessere collettivo</strong>: un ricco in un castello assediato da persone che soffrono è certo più triste di chi vive bene in un paese in  cui collettivamente c&#8217;è un discreto, anche se umile, tenore di vita.</p><p>Un altro scopo che dovrà essere condiviso anche sul piano emotivo è riuscire a  fruire delle grandi risorse culturali, paesaggistiche e di folclore che ha l&#8217;Italia. Dunque, il fine del governo non può essere solo quello di far quadrare i conti ma anche di <strong>organizzare meglio la convivenza</strong>, eliminando le fonti di ansia per l&#8217;individuo (precarietà, paure per il futuro, paura del vicino). Perché in un governo di professori non designare anche, fra i sottosegretari, un professore di psicologia?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/20/super-governi-italiani/172008/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>18</slash:comments> </item> <item><title>Gay, ex gay, non gay</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/gay-ex-gay-non-gay/166439/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/gay-ex-gay-non-gay/166439/#comments</comments> <pubDate>Wed, 26 Oct 2011 08:49:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[erotismo]]></category> <category><![CDATA[omosessualità]]></category> <category><![CDATA[sessualità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=166439</guid> <description><![CDATA[Quando ho letto sul fattoquotidiano.it la notizia sull’ex gay che sarebbe “guarito” dalla sua precedente omosessualità ho subito pensato: “Difficile commentare questa notizia nel blog! E’ un argomento troppo controverso e delicato che scatena opposte fazioni e ideologie assolutamente contrapposte”. In un recente libro che ho scritto sulla sessualità dal titolo “Ama e fà ciò che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho letto sul fattoquotidiano.it <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/23/ero-gay-ma-sono-guarito-e-polemica-sulla-conversione-di-adamo-creato/165847/" target="_blank">la notizia sull’ex gay<strong> </strong>che sarebbe “guarito”</a></span> dalla sua precedente omosessualità ho subito pensato: “Difficile commentare questa notizia nel blog! E’ un argomento troppo controverso e delicato che scatena opposte fazioni e ideologie assolutamente contrapposte”.</p><p>In un recente libro che ho scritto sulla sessualità dal titolo “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788874247806/CASOLARI-LUCIANO/AMA-FA-CIO-CHE-VUOI-MANUALE-DAMORE-ED-EROTISMO.html?shop=5277" target="_blank">Ama e fà ciò che vuoi</a></span>” edito da Aliberti affermo che è molto difficile parlare di sessualità per tre motivi:<br /> - questo argomento è così intimo, nascosto e pervasivo da <strong>impedire una visione distaccata e razionale</strong>. Le fantasie e l’esperienza reale dello scienziato ricercatore saranno sempre così presenti da impedirgli di vedere la realtà nella sua completezza;<br /> - le ricerche scientifiche sull’amore e la sessualità si basano per lo più su interviste o questionari cui si sottopongono dei volontari<strong>. Il valore e la veridicità di queste testimonianze è bassissimo</strong>. In un campo come questo prevale la falsificazione della realtà;<br /> - l’inconscio, cioè una parte della nostra mente per definizione sconosciuta<strong>, </strong>gioca in questa rappresentazione un ruolo fondamentale.</p><p>Verrebbe quindi voglia di seguire l’indicazione del filosofo<strong> </strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_Wittgenstein" target="_blank">Wittgenstein</a></span> che afferma: “Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere” se non fosse che <strong>non si può non avere un’opinione</strong> su un argomento così importante come la sessualità. Il rischio sarebbe di lasciare questi aspetti della vita alle argomentazioni strumentali di chi, come i pubblicitari, vuole trarne vantaggio.</p><p>Fatta questa lunga premessa provo ad affrontare l’argomento omosessualità. Il primo problema che si pone è quello di <strong>definire cosa essa sia</strong>. Non esiste un test o un esame che ci possano aiutare, ma dobbiamo convenire che l’omosessualità nell’uomo deriva da una <strong>autodefinizione di sé</strong>. E’ quindi l’individuo che ci dirà quale sia il suo orientamento sessuale a prescindere dai comportamenti che metterà in atto. Per rendere più chiaro il concetto vi parlo di un mio paziente che, sposato con due figli, aveva una sessualità molto promiscua caratterizzata da scambi di coppia, orge e rapporti omosessuali. Lui si sentiva un eterosessuale che, saltuariamente, desiderava provare delle altre esperienze. Un comportamento simile portava, viceversa, un altro signore a considerarsi omosessuale. Un ulteriore elemento di complicazione è <strong>il dato culturale</strong>. Ad esempio alcuni pazienti mi hanno riferito che nei paesi arabi viene considerato, tra i maschi, omosessuale chi è penetrato, ma non chi penetra. In altre civiltà, come la Grecia antica, le pratiche omosessuali venivano considerate alla stregua di tutte le altre.</p><p>Il secondo problema che si pone è quello della <strong>collocazione dell’omosessualità nello sviluppo dell’individuo,</strong> dall’infanzia, all’età adulta, fino alla senescenza. Gli studi psicoanalitici evidenziano che una fase di attrazione omosessuale è spesso presente nel corso dello sviluppo  nel bambino o nell’adolescente. Recentemente ho incontrato una giovane che durante le scuole superiori ha intrattenuto rapporti omosessuali con una compagna di studio (l’amica del cuore) per poi iniziare una relazione eterosessuale, a seguito dell’allontanamento da lei per studi universitari in città diverse. Viceversa ricordo un signore che fino a cinquant’anni gestì una relazione eterosessuale per iniziare una relazione omosessuale a seguito della morte della moglie.</p><p>Il terzo problema riguarda il rapporto fra l’omosessualità e l’<strong>idea del mondo che governa l’agire di quella persona</strong>. Ad esempio  una persona aderente ad una religione che rifiuta l’omosessualità potrà cercare di inibire determinati comportamenti. Mi è capitato di parlare con un  signore che pur provando forte attrazione omosessuale nell’infanzia, per ottemperare ai dettami religiosi, ha inibito per tutta la vita ogni espressione sessuale.</p><p>Alcune persone erigono una sorta di barriera ideologica per proteggersi da <strong>impulsi omosessuali inconsci</strong>. Sarà per questo motivo che fra i più acerrimi omofobi vi sono persone che hanno nascostamente comportamenti omosessuali. Ricordo una signora che aveva un ruolo politico in un raggruppamento visceralmente anti omosessualità che, di tanto in tanto, ricadeva in quello che lei definiva il suo <em>vizio</em>. Viceversa chi frequenta raggruppamenti ideologicamente pro gay potrà sentirsi spinto a porre in atto esperienze di questo tipo. Una ragazza che si era imposta di provare delle esperienze omosessuali, che non desiderava, per dimostrare a se stessa di essere sufficientemente libera e autonoma rispetto ai dettami familiari e sociali.</p><p>Secondo l’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.who.int/en/" target="_blank">Organizzazione mondiale della sanità</a></span> l’omosessualità è una <strong>variante normale della sessualità umana</strong>. Ciò non toglie che alcune persone con impulsi omosessuali in contrasto col loro modo di concepire la vita vivano un profondo conflitto interiore che può sfociare in un disturbo ansioso.</p><p>Spesso chi si schiera in modo acerrimo contro l’omosessualità porta come argomentazione il fatto che sia <strong>contro natura</strong>. In realtà in natura molte specie hanno comportamenti omosessuali. Sono andato a consultare un testo e ho scoperto che ne sono state catalogate 1500 . L’argomentazione per la quale si tratta di una sessualità malata, non essendoci la possibilità procreativa, è fallace in quanto la finalità della sessualità in natura <strong>non è solo quella di mantenere la specie</strong>, ma anche quella di costruire delle relazioni fra individui diversi e, in ultima analisi, permettere la costruzione di legami sociali.</p><p>Da tutte queste considerazioni emerge come l’argomento sia complesso. Nel libro che ho scritto  metto in evidenza come la sessualità possa essere suddivisa in 4 elementi : <strong>erotismo</strong> (la parte legata alla fantasia, spesso di origine inconscia determinata da esperienze infantili), <strong>istinto</strong> (la componente fisica legata alla genetica e agli ormoni),  <strong>razionalità</strong> (la componente decisionale che si esprime nella capacità di assumere impegni e porre in essere progetti di vita) e <strong>amore</strong> (la componente affettiva legata all’incontro emotivo fra le persone che trovano affinità peculiari fra loro).</p><p>Anche nel caso dell’omosessualità questi 4 elementi giocano, a seconda dell’individuo, ruoli più o meno rilevanti. Ci saranno persone in cui l’istinto sarà molto forte e determinato, altre in cui sarà preminente una componente amorosa. Il modo in cui questi elementi si intrecceranno con l’erotismo e le decisioni del soggetto, renderanno ogni persona unica.</p><p><strong>Per questo motivo ritengo che nessuno possa arrogarsi il diritto di dire: &#8220;io so cosa sia essere omosessuale e, di conseguenza, cosa si debba fare&#8221;.</strong> Le persone non devono essere catalogate e definite a priori, ma lasciate libere di vivere la complessità della loro vita sessuale.</p><p>Per commentare, quindi, la notizia che ha dato spunto a questa riflessione ritengo che il ragazzo che si sentiva gay e che ora si sente eterosessuale, a seguito di una conversione religiosa, debba essere rispettato come individuo che ha fatto un suo percorso. <strong>Non deve però ergersi come modello da imitare</strong> definendo una regola valida per tutti sulla base di una personalissima esperienza. Su questo livello questo ragazzo risulta un cattivo maestro che tende, anche se in buona fede, a fare del male ad altri instillando dei sensi di colpa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/gay-ex-gay-non-gay/166439/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>409</slash:comments> </item> <item><title>Tremonti: psicologia di un (ex) primo della classe</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/tremonti-psicologia-di-un-ex-primo-della-classe/164569/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/tremonti-psicologia-di-un-ex-primo-della-classe/164569/#comments</comments> <pubDate>Tue, 18 Oct 2011 09:29:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[finanziaria]]></category> <category><![CDATA[Giulio Tremonti]]></category> <category><![CDATA[primo della classe]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=164569</guid> <description><![CDATA[Il ministro Tremonti viene definito da molti giornalisti come colui che si atteggia a primo della classe. In effetti in mezzo alla compagine sgangherata degli altri ministri, per alcuni anni, è apparso quasi come un lord inglese. Nell&#8217;ultimo anno questo primo della classe è stato però ferocemente bocciato; inizialmente dai giudici che hanno mostrato come...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro Tremonti viene definito da molti giornalisti come colui che <strong>si</strong> <strong>atteggia a primo della classe</strong>. In effetti in mezzo alla compagine sgangherata degli altri ministri, per alcuni anni, è apparso quasi come un lord inglese. Nell&#8217;ultimo anno questo primo della classe è stato però ferocemente bocciato; inizialmente dai giudici che hanno mostrato come pagasse in nero l&#8217;affitto, poi dalle agenzie di rating e infine dai risparmiatori che non si fidano più delle sue rassicurazioni.</p><p>D&#8217;altronde negli anni ha pontificato in modo <strong>quantomeno contraddittorio</strong> dichiarando che;</p><p>- nel 2008  l&#8217;Italia non era toccata dalla crisi,<br /> - nel 2009  la crisi era già passata (ma se non c&#8217;era stata prima come era passata?)<br /> - nel 2010 la crisi c&#8217;era, ma i conti dello Stato erano in ordine (naturalmente grazie a lui),<br /> - nel 2011 ha ammesso che siamo sull&#8217;orlo di un baratro, dopo una prima manovra in luglio ha rassicurato i risparmiatori, ma poi, in agosto, ne ha dovuta fare un&#8217;altra e si appresta ora alla terza manovra in ottobre.</p><p>L&#8217;atteggiamento da primo della classe, anche se bocciato sonoramente, continua, tanto che a un convegno recente di economia si è librato a parlare dei massimi sistemi filosofici senza dare risposte ai problemi emergenti che sarebbe suo compito affrontare.</p><p>Lascio ai politici e agli economisti le valutazioni sul loro terreno. A me interessa il <strong>lato psicologico del primo della classe</strong>.</p><p>Di solito il primo della classe diviene tale per i seguenti motivi:<br /> - per<strong> scarsa autostima</strong>: reagisce a questo sentimento, che tiene gelosamente celato dentro di sé, con grande impegno nello studio per rivalersi verso gli altri;<br /> - perché <strong>gli viene facile</strong>: ha sviluppato da piccolo una propensione all&#8217;attività intellettuale, scoprendo di eccellere in questo settore (mentre spesso in infanzia sul piano delle prestazioni fisiche c&#8217;è stata qualche difficoltà);<br /> - per <strong>intuito empatico</strong>: capisce la psicologia del professore, quali siano i temi o i terreni che il professore preferisce e in modo empatico (immedesimandosi in lui) si adegua, lo blandisce  e lo rende fiero. Questa capacità empatica spesso deriva dal contatto nei primi anni di vita con la sofferenza di un adulto amato (esempio una madre depressa, un grave lutto familiare).</p><p>Le reazioni degli altri componenti della classe di solito sono:<br /> - <strong>aggressività</strong>: &#8220;è un secchione, uno sfigato, un lecchino&#8221;, il primo della classe viene denigrato, a volte anche a ragione, perché dedica tanto tempo allo studio, blandisce e capisce i professori e sembra dedicarsi poco alle altre attività tipiche della sua età quali lo sport o le relazioni affettive;<br /> - <strong>ammirazione</strong>: gli altri capiscono che ha delle qualità e per timore (il primo della classe sa bene come escluderli o farli apparire negativamente agli occhi dei compagni o dei professori) o per affetto lo seguono nei suoi progetti;<br /> - <strong>invidia</strong>:  gli altri affermano che mai e poi mai vorrebbero essere come lui ma spesso, in cuor loro, desidererebbero emularlo ed essergli amici, si chiedono come faccia ad essere sempre preparato ed efficiente. Arrivano a pensare che lui sia geniale, inimitabile.</p><p>Tornando alla politica scopriamo che i leader primi della classe sono capaci di suscitare grandi passioni, di imporre la loro personalità, di parlare dei massimi sistemi senza confrontarsi con la realtà troppo terrena.</p><p>A questo punto vorrei proporre qualche riflessione:<br /> - ma noi Italiani <strong>abbiamo proprio bisogno di leader primi della classe</strong>?<br /> - leader di apparente secondo livello<strong> </strong>non sarebbero più efficaci ed efficienti?<br /> - dobbiamo come cittadini riconoscere di ammirare e desiderare i leader primi della classe? Anche se poi siamo invidiosi e quando decadono diveniamo aggressivi;<br /> - corriamo il <strong>rischio di cercarne sempre di nuovi</strong>?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/tremonti-psicologia-di-un-ex-primo-della-classe/164569/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>17</slash:comments> </item> <item><title>Lo stato e la dipendenza dal gioco d&#8217;azzardo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/06/lo-stato-e-la-dipendenza-dal-gioco-dazzardo/162536/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/06/lo-stato-e-la-dipendenza-dal-gioco-dazzardo/162536/#comments</comments> <pubDate>Thu, 06 Oct 2011 12:06:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[dipendenza]]></category> <category><![CDATA[gioco d'azzardo]]></category> <category><![CDATA[gratta e vinci]]></category> <category><![CDATA[slot machine]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=162536</guid> <description><![CDATA[Ieri sono entrato in una ricevitoria per fare una ricarica al telefono di mio figlio. Sono rimasto impressionato nel vedere un numero rilevante di persone &#8220;con l&#8217;atteggiamento e lo sguardo da zombi&#8220;. Non si accorgevano degli altri attorno a loro ma, assorti nei loro pensieri, continuavano a pigiare sulle macchinette o a grattare le schedine...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono entrato in una ricevitoria per fare una ricarica al telefono di mio figlio. Sono rimasto impressionato nel vedere un numero rilevante di persone &#8220;con <strong>l&#8217;atteggiamento e lo sguardo da zombi</strong>&#8220;. Non  si accorgevano degli altri attorno a loro ma, assorti nei loro pensieri, continuavano a pigiare sulle macchinette o a grattare le schedine per cercare una improbabile vincita.</p><p>Negli anni, svolgendo l&#8217;attività di psicoterapeuta, ho incontrato molte persone che mi hanno parlato del loro coniuge, genitore o figlio<strong> dipendente dal gioco d&#8217;azzardo</strong>. Raramente ho incontrato anche il diretto interessato,  solitamente coinvolto in situazioni in cui aveva portato alla rovina la sua famiglia.</p><p>Ogni essere umano vive la condizione esistenziale di sapere di essere al mondo per un fine che non conosce, in un universo sconosciuto e con la prospettiva di una sicura morte in un momento che lui non può decidere. Il gioco d&#8217;azzardo,<strong> per fronteggiare questa angoscia esistenziale</strong>, assolve a due funzioni: la prima è quella di spegnere temporaneamente il lavorio del cervello tenendolo impegnato in una attività che lo assorba totalmente, la seconda è quella di forzare  Dio (o il destino per chi non crede) a prendere una posizione nei suoi confronti (ti amo e quindi ti faccio vincere o ti odio e perderai).</p><p>Mi sono documentato e le cifre sono impressionanti: nel 2010 si stima che siano stati giocati <strong>61 miliardi </strong>di euro cioè circa mille per ogni italiano (per capire la cifra ricordiamo che per automobili si sono spesi 38 miliardi, per il cibo si stimano 100 miliardi).</p><p><strong>Lo stato lucra</strong> su questo immenso mare di denaro prendendosi il <strong>15% (circa 9 miliardi</strong> all&#8217;anno) e chiude un occhio sul fatto che accanto a operatori onesti una fetta consistente di questo fiume di denaro viene utilizzato dalla <strong>criminalità organizzata</strong>. In ogni nuova legge finanziaria il gioco viene liberalizzato e incentivato.</p><p>L&#8217;opinione pubblica appare disinteressata perché prevalgono i seguenti ragionamenti:</p><p>- il gioco è una produzione positiva e creativa della mente umana. La dipendenza colpisce i deboli, le persone con poca cultura e raziocinio, <strong>a me non capiterà</strong><br /> - non si può proibire la <strong>speranza</strong>; si tratta dell&#8217;unico rifugio quando si è disperati<br /> - in fin dei conti è una <strong>scelta personale</strong>, libera; non si può impedire a qualcuno di rovinarsi,</p><p>Vorrei analizzare criticamente queste tre argomentazioni:</p><p>- purtroppo la dipendenza patologica dal gioco <strong>può colpire tutti</strong>, ricchi poveri, belli brutti, intelligenti o stupidi, acculturati o persone semplici. L&#8217;idea che sia retaggio di persone deboli e con poca cultura è una favola consolatoria per tirarsi fuori. I dati dimostrano che tutti noi siamo deboli e potremmo incorrere in questa patologia (come sempre la malattia non guarda in faccia nessuno);<br /> - non è vero che chi gioca in modo patologico è un disperato; piuttosto è il contrario, cioè chi gioca diviene, a medio termine, disperato;<br /> - è vero che non ha senso l&#8217;atteggiamento proibizionista, ma non si dovrebbe arrivare all&#8217;incentivazione, alla pubblicità e alla messa a disposizione <strong>indiscriminata</strong> degli strumenti per favorire la dipendenza dal gioco.</p><p>Qualcuno si chiederà: &#8221; Ma che senso ha questo moralismo? E poi , in fin dei conti, quei 9 miliardi all&#8217;anno come Stato ci fanno comodo&#8221;.</p><p>Non ho una risposta a questa critica ma solo delle domande che metto in rete:<br /> - quanti saranno i costi sociali e sanitari conseguenti al gioco patologico? A fronte di 9 miliardi di entrate ci sono certamente spese sanitarie e sociali (famiglie da assistere, lavoro perso),<br /> - il disinteresse di tutti noi verso chi soffre di dipendenza dal gioco deriva forse dal timore inconscio che la sofferenza depressiva di cui questa malattia è un&#8217;espressione ci possa colpire? Meglio quindi non andare vicino e non interessarsi per non essere &#8220;contagiati&#8221;,<br /> - una classe politica che lucra sulla sofferenza altrui cosa si merita?  Forse di trovarsi a vivere un&#8217;analoga e speculare dipendenza come quella del sesso patologico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/06/lo-stato-e-la-dipendenza-dal-gioco-dazzardo/162536/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>23</slash:comments> </item> <item><title>Ideologia del Bunga Bunga e sesso per esami</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/sesso-per-esami-e-lideologia-del-bunga-bunga/159177/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/sesso-per-esami-e-lideologia-del-bunga-bunga/159177/#comments</comments> <pubDate>Thu, 22 Sep 2011 09:03:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[bunga bunga]]></category> <category><![CDATA[esami]]></category> <category><![CDATA[raccomandazioni]]></category> <category><![CDATA[sesso]]></category> <category><![CDATA[università]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=159177</guid> <description><![CDATA[Il 24 agosto il portale italiano UniversiNet.it ha pubblicato un’indagine condotta su 16128 ragazzi di tutta Italia che si stanno preparando ai test di ammissione all’Università. Emerge che il 57 per cento delle ragazze e il 39 degli uomini sarebbero disposti a offrire prestazioni sessuali ai professori per superare gli esami. Alla domanda: “Secondo te...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 24 agosto il portale italiano UniversiNet.it <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universinet.it/facolta-notizie/universita-news/4436-sesso-arma-segreta-per-i-test-di-ammissione.html" target="_blank">ha pubblicato un’indagine</a></span> condotta su 16128 ragazzi di tutta Italia che si stanno preparando ai test di ammissione all’Università. Emerge che il 57 per cento delle ragazze e il 39 degli uomini sarebbero disposti a <strong>offrire prestazioni sessuali</strong> ai professori per superare gli esami. Alla domanda: “Secondo te è più importante studiare o trovare una raccomandazione?” solo il 12 per cento, contro l’86, risponde studiare.</p><p>I dati non sono statisticamente corretti (campione non idoneo) e  sono viziati dalla voglia dei giovani di fare i cinici o di spararla grossa. Rimane però il dubbio: l&#8217;ideologia del Bunga Bunga si è ormai imposta nell’immaginario collettivo?</p><p>Questa idea del mondo afferma che non ha senso voler proclamare le proprie convinzioni morali o etiche perché “così fan tutti”. Tutti cioè sono deboli e, in certe condizioni, accettano qualsiasi compromesso e se per caso si ribellano è perché sono stupidi. <strong>Le donne devono vendere la loro avvenenza e sessualità al migliore offerente e gli uomini cercare di ingraziarsi o circuire il potente di turno.</strong></p><p>Chi la propugna è portatore di una visione negativa dei propri valori di vita (<strong>bassa autostima</strong>) che compensa col pensiero inconscio: “Anche gli altri in fondo sono come me! Mal comune mezzo gaudio”. Il confine fra lecito e illecito, fra legale o illegale, fra morale e immorale sparisce per offrire un momento di disinibizione in cui si può fare tutto. Anzi “si deve” provare tutto. Tutte le esperienze sessuali sono lecite o addirittura si devono praticare. Se c’è un limite morale, legale o religioso deve essere infranto. La ricerca di una sessualità che, per queste caratteristiche, possiamo definire come perversa è attivamente ricercata. Alla base scopriamo una mancanza della vera gioia che la vita intima e la sessualità matura possono donare.</p><p>Nella professione di medico psicoanalista sono spesso venuto a contatto con le brutture dell&#8217;essere umano per poi, immancabilmente, scoprire come nella stessa persona alberghino spinte ideali e desideri altruistici profondi. L&#8217;uomo ha una sua irrinunciabile complessità: per usare una metafora fisica potremmo dire che è vero che tutti fanno la cacca ma, allo stesso tempo, tutti hanno la capacità di sorridere.</p><p>La <strong>civiltà consiste nel mettere fra parentesi le parti egoiste, avide e rabbiose del nostro io</strong> tenendole confinate entro dei limiti decisi dalla collettività e fare emergere le componenti ideali, altruiste e generose.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/sesso-per-esami-e-lideologia-del-bunga-bunga/159177/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>Marrazzo, B. e DSK: fra sesso e potere</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/marrazzo-b-e-dsk-lambiguo-rapporto-fra-sesso-e-potere/152193/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/marrazzo-b-e-dsk-lambiguo-rapporto-fra-sesso-e-potere/152193/#comments</comments> <pubDate>Thu, 18 Aug 2011 13:10:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[piero marrazzo]]></category> <category><![CDATA[potere]]></category> <category><![CDATA[sessualità]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Strauss Kahn]]></category> <category><![CDATA[transessuale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=152193</guid> <description><![CDATA[In certi gruppi animali viene descritto come le femmine siano nella disponibilità dei maschi dominanti che con forza o abilità dimostrano di essere più potenti degli altri. Per fare un esempio citiamo il cervo che si impone a cornate sugli altri. Questo comportamento ha un significato evolutivo positivo in quanto il maschio dominante e potente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In certi gruppi animali viene descritto come le femmine siano nella disponibilità dei maschi dominanti che con forza o abilità dimostrano di essere più potenti degli altri. Per fare un esempio citiamo il cervo che si impone a cornate sugli altri. Questo comportamento ha un significato evolutivo positivo in quanto il maschio dominante e potente avrà geni più utili per la sopravvivenza da trasmettere alla prole.</p><p>Fra gli esseri umani è frequente il riscontro di donne attratte dal potere e di statisti che <strong>devono far conoscere agli altri</strong> le loro plurime prestazioni sessuali. Sottolineo la parola &#8220;devono&#8221; in quanto come psicoanalista ritengo che inconsciamente, senza cioè rendersene conto,  diversi uomini di potere si sentano obbligati a esercitare attività sessuali smodate. Le molte e intrecciate motivazioni inconsce sono state oggetto di studio e riflessione in un recente libro, che ho scritto, edito da Aliberti dal titolo &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.alibertieditore.it/?pubblicazione=ama-e-fa-cio-che-vuoi-manuale-damore-ed-erotismo" target="_blank">Ama e fà ciò che vuoi: manuale d&#8217;amore ed erotismo</a></span>&#8220;.</p><p>Il rapporto fra sesso e potere certamente esiste, è <strong>ambiguo e complesso</strong>.</p><p>Mi chiedo se la sessualità di chi esercita grandi poteri sia piacevole o se invece sia <strong>una specie di droga</strong> da cui dipendono?</p><p>Le vicende di Marrazzo, Berlusconi e Strauss Kahn esprimono una <strong>ricerca del piacere o piuttosto il terrore di perdere il potere</strong>? (visto che inconsciamente sesso e potere per certe persone equivalgono)</p><p>Non ho risposte, o almeno non tutte, a questi quesiti.</p><p>Una possibilità è che la sessualità portata oltre i limiti codificati dalla morale e dalla legge (con transessuali, minorenni o persone solo parzialmente consenzienti) sia <strong>l&#8217;unico modo che l&#8217;uomo di potere ha per eccitarsi</strong>. L&#8217;eccitamento deriva dall&#8217;idea inconscia di stare superando il limite che la società impone. E&#8217; come se l&#8217;uomo di potere inconsciamente pensasse: &#8220;Tutti gli altri, meno potenti di me, devono rispettare le leggi e le regole morali. Io invece sono così potente da poterle infrangere senza essere punito. Voglio vedere fino a che punto posso spingermi, arrivare al limite oltre al quale rischio di essere punito, anche se io riuscirò, tramite il mo potere, ad evitare le peggiori conseguenze.&#8221; Sempre inconsciamente insomma: &#8220;Vogliono far sapere agli altri di essere al di là e al di sopra della legge&#8221;.</p><p>Chissà se Marrazzo riuscirà a tornare alla politica? Se Berlusconi e Strauss Kahn diverranno i nuovi presidenti delle rispettive repubbliche?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/marrazzo-b-e-dsk-lambiguo-rapporto-fra-sesso-e-potere/152193/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>44</slash:comments> </item> <item><title>La depressione da Vasco ai nostri governanti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/10/la-depressione-da-vasco-ai-nostri-governanti/150926/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/10/la-depressione-da-vasco-ai-nostri-governanti/150926/#comments</comments> <pubDate>Wed, 10 Aug 2011 17:37:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Luciano Casolari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[depressione]]></category> <category><![CDATA[disagio mentale]]></category> <category><![CDATA[vasco rossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=150926</guid> <description><![CDATA[Nei giorni scorsi Vasco Rossi ha parlato, tramite Facebook, del suo stato di salute e, in particolare, di una sindrome depressiva che lo avrebbe colpito negli ultimi anni. Ha ringraziato i medici che lo stanno curando e spiegato che l&#8217;uso di alcuni farmaci, assieme a interventi psicologici, lo stanno aiutando a risolvere positivamente il suo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi Vasco Rossi ha parlato, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/notes/vasco-rossi/approfitto-della-vostra-pazienza/10150266227892633" target="_blank">tramite Facebook</a></span>, del suo stato di salute e, in particolare, di una sindrome depressiva che lo avrebbe colpito negli ultimi anni. Ha ringraziato i medici che lo stanno curando e spiegato che l&#8217;uso di alcuni farmaci, assieme a interventi psicologici, lo stanno aiutando a risolvere positivamente il suo malessere.</p><p>Questo &#8220;outing&#8221; è lodevole perché sdogana agli occhi di molte persone la malattia psicologica come un evento che nella vita <strong>può capitare</strong>, che può colpire persone intelligenti, creative e di grande successo. Insomma non è qualcosa di cui ci si debba vergognare come espressione di scarsa capacità o volontà.</p><p>Purtroppo l&#8217;immagine sociale della sofferenza psichica è ancora intrisa di pregiudizi per cui chi ne viene colpito tende a nascondere i suoi problemi per non essere deriso, emarginato o <strong>perdere di credibilità</strong>. L&#8217;elemento di maggior rischio è la frequente possibilità che la persona sofferente non voglia ammettere, neppure con se stesso, questa difficoltà e rifiuti ogni cura. In questi casi il malessere progressivamente tende a peggiorare e a condizionarne l&#8217;operato.</p><p>Come medico esperto di problemi psichici mi chiedo se coloro che ci governano abbiano<strong> il coraggio di riconoscere le proprie difficoltà</strong>, accettare l&#8217;aiuto medico e soprattutto calibrare il proprio impegno in relazione allo stato di salute psichica?<strong> </strong>Se una persona con una gamba rotta non può camminare anche una persona depressa o sofferente non  deve, temporaneamente, svolgere funzioni di governo di una società complessa.</p><p>Dalla lettura dei giornali negli ultimi anni emergono elementi che rendono questo interrogativo particolarmente attuale:</p><p>- la ex moglie del presidente del Consiglio dice che &#8220;dovrebbe farsi curare&#8221;;</p><p>- deputati, senatori e ministri affermano in alcune circostanze che il loro collega &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/07/clamoroso-fuori-onda-di-tremonti-brunetta-e-un-cretino/143679/" target="_blank">è un cretino</a></span>, non capisce, è rimbambito, deve essere interdetto, è un caso psichiatrico&#8221;;</p><p>- personaggi di vario spessore politico si addormentano in varie occasioni e affermano di dormire solo poche ore a notte (nota: uno dei primi sintomi di varie malattie psicologiche è l&#8217;insonnia);</p><p>- ministri e onorevoli, a dispetto del proprio alto ruolo, esplodono in atteggiamenti aggressivi pubblici sia a parole &#8220;siete l&#8217;Italia peggiore&#8221; &#8220;non capite nulla&#8221; &#8220;siete tutti cretini&#8221; sia nei fatti <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/12/la-russa-il-ministro-scalcia-giornalisti/91656/" target="_blank">con calci</a></span> e pugni (nota: il mancato controllo degli impulsi e l&#8217;esplosività della rabbia sono segnali di sofferenza);</p><p>- resoconti di serate, che appaiono sulla stampa, appalesano comportamenti al limite della perversione sessuale;</p><p>- molti commentatori politici affermano che i governanti negli ultimi mesi non hanno una visione strategica, sembrano inerti, incapaci di prendere decisioni, affermano oggi quello che immancabilmente smentiranno domani, vengono diretti da enti esterni quali l&#8217;Europa o le parti sociali (nota: l&#8217;abulia, l&#8217;incapacità decisionale sono espressioni di malessere).</p><p>Si potrebbe obbiettare che lo stato di salute psichica dei nostri governanti è &#8220;affar loro e tutelato dalla privacy&#8221;. Qualcuno potrebbe affermare che porsi l&#8217;interrogativo riguardo alla salute psichica dei governanti è espressione di pregiudizio verso tali patologie. Ritengo che, per sconfiggere il pregiudizio,  occorra<strong> rendere trasparente </strong>la situazione in cui una persona è ansiosa o depressa e accettare che temporaneamente, come in ogni cura, sia necessario astenersi dallo svolgere attività.</p><p>In un frangente particolarmente delicato e difficile, da un punto di vista economico e sociale come quello che stiamo attraversando, avere alla guida del paese governanti con difficoltà psichiche potrebbe essere una iattura. Nella storia ci sono episodi in cui la patologia dei governati<strong> ha inciso sul corso di eventi drammatici</strong>. Ricordiamo come esempi più eclatanti la paranoia di Hitler coi suoi influssi sulla guerra o la fase iniziale di demenza di Roosevelt che condizionò, secondo alcuni storici, gli accordi post bellici.</p><p>Nel caso di un grande cantautore come Vasco Rossi possiamo ritenere che un travaglio emotivo e gli scossoni di una malattia possano ancora di più affinare la sua sensibilità e farlo maturare da un punto di vista artistico senza conseguenze per altre persone. Nel caso di sofferenze psichiche, non riconosciute e curate, nei governanti, purtroppo, le conseguenze sarebbero scontate da tutti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/10/la-depressione-da-vasco-ai-nostri-governanti/150926/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>20</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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