<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Ludovica Amici</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/lamici/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>I Laogai e i diritti negati</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/laogai-diritti-negati/234416/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/laogai-diritti-negati/234416/#comments</comments> <pubDate>Sat, 19 May 2012 07:13:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Fazio]]></category> <category><![CDATA[Folco Terzani]]></category> <category><![CDATA[Harry Wu]]></category> <category><![CDATA[La fine è il mio inizio]]></category> <category><![CDATA[Laogai]]></category> <category><![CDATA[Laogai Researcg Foundation]]></category> <category><![CDATA[Quello che non ho]]></category> <category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category> <category><![CDATA[Tiziano Terzani]]></category> <category><![CDATA[traffico di organi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=234416</guid> <description><![CDATA[Mercoledì sera nel programma di Fazio e Saviano Quello che (non) ho, Harry Wu ha spiegato il significato della parola LAOGAI  concludendo con la richiesta che tale termine non venga più pronunicato. Fra tutte è sicuramente la parola che nei tre giorni di programma mi è rimasta più impressa. Harry Wu venne arrestato in Cina nel...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì sera nel programma di Fazio e Saviano <em>Quello che (non) ho</em>, Harry Wu ha spiegato il significato della parola <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XQGDWjolrsQ" target="_blank">LAOGAI</a> </strong> concludendo con la richiesta che tale termine non venga più pronunicato. Fra tutte è sicuramente la parola che nei tre giorni di programma mi è rimasta più impressa.</p><p>Harry Wu venne arrestato in Cina nel 1956 quando era studente universitario perché <strong>considerato cattolico e controrivoluzionario di destra, </strong>e fu poi detenuto dal 1960 al 1979  in dodici diversi campi Laogai dove fu costretto al lavoro forzato: ad estrarre carbone nelle miniere, costruire strade, lavorare la terra, e costretto alla ricerca di rane e serpenti che poi venivano serviti come pasti per i prigionieri. Molti quelli che tentarono frequentamente il suicidio. Lui compreso.</p><p> I Laogai rappresentano dunque un<strong> processo di riforma attraverso il lavoro per coloro considerati  criminali e controrivoluzionari. Gli ex prigionier</strong>i li definiscono dei campi di concentramento, dei gulag cinesi (anche se risulterebbe illegale chiamarli così) all’interno dei quali vengono applicati la rieducazione politica e religiosa, la tortura, la denutrizione, lo sfruttamento della manodopera, lo schiavismo. Il grado di mortalità dei prigionieri è altissimo. <strong>Per i  diritti umani qui non c’è spazio.</strong></p><p>Wu sostiene che dal 1949 alla metà degli anni Ottanta si debbano contare almeno 50 milioni di prigionieri, e che il numero di prigionieri attuali si aggiri intorno agli 8 milioni. Sempre Wu, nel suo libro <em>Laogai: the Chinese gulag</em> elenca 990 campi, ipotizzando che il numero reale sia da 4 a 6 volte maggiore.</p><p>C’è anche un grande business che riguarda questi laogai: la<strong> conquista dei mercati stranieri.</strong> Mentre infatti, inizialmente, la produzione nei laogai consisteva in articoli destinati soprattutto al mercato interno, oggi vengono prodotti oggetti che coprono soprattutto  l’esportazione. Non a caso, secondo quanto riportato dal <em><a href="http://www.laogai.it/cosa-sono-i-laogai/quale-e-limpatto-economico-dei-laogai/" target="_blank">Laogai Research Foundation</a></em>, di cui Wu ne è il fondatore, il costo del lavoro cinese rappresenta il 5% del costo del lavoro nell’Unione Europea. Inoltre affinchè questo sistema produttivo sia mantenuto, nel 2003 il Ministero della Giustizia Cinese ha elaborato una serie di leggi per aumentare le contribuzioni finanziarie e gli investimenti nei laogai.</p><p> Ma ciò che più mi ha toccato della spiegazione di Wu è quando sul finale ha raccontato che molti di <strong>questi prigionieri vengono utilizzati come donatori di organi.</strong> Le accuse più gravi riguardano infatti l&#8217;espianto forzato di organi a persone mantenute in vita in attesa di una richiesta compatibile ed uccise durante o subito dopo gli interventi chirurgici. Sono dunque <strong>donatori involontari. </strong>Trovarne di volontari è molto difficile perchè nella cultura cinese non viene accettato il prelievo di organi dalle persone morte.</p><p>Quindi questi umani, vivi ma prigionieri, sono utilizzati per arricchire<strong> il business, ormai diffusissimo del traffico degli organi</strong>. In Cina, e non solo, è ormai in corso un vero e proprio <strong>“turismo dei trapianti”</strong>. I profitti sono altissimi. Molti sono gli europei che si recano in varie parti del mondo &#8211; in Cina, India, Nepal, Turchia, Brasile e in alcuni paesi africani &#8211; alla ricerca di un organo, alimentando questo traffico internazionale. Per chi è interessato all’argomento consiglio di vedere il bellissimo documentario di Roberto Orazi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=e1m13-zonlY" target="_blank">“H.O.T. Human Organ Traffic” </a>.</p><p>L’altra sera mi è tornato allora in mente il mio viaggio in Tibet, quando partii speranzosa di vedere un paese affascinante e tornai invece delusa dalla totale <strong>eliminazione della cultura tibetana da parte dei cinesi</strong>. Dalla sensazione di essere tenuti costantemente sotto controllo all’interno dei monasteri da telecamere e guardie-spie, dove non era possibile nemmeno nominare il Dalai Lama. Tutto era vietato. Non vi era libertà. Non c&#8217;era spazio per i diritti.</p><p>E mi vengono in mente alcune parole della chiacchierata di Tiziano Terzani con suo figlio Folco nel libro <em>La fine è il mio inizio</em>, in cui il “babbo” racconta la sua visione della Cina: “Se l’uomo non cambia, se l’uomo non fa questo salto di qualità, se l’uomo non rinuncia alla violenza, al dominio della materia, al profitto, all’interesse, tutto si ripete, si ripete, si ripete”.</p><p> Ed è così, infatti. I diritti umani continuano ad essere violati, in favore di qualche credo ideologico o di qualche interesse da cui se ne trae profitto. Tutto diventa business e spazio per la libertà di pensiero, di credo, o di altro, non ce ne è.</p><p>Difficile oggi sentirsi liberi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/laogai-diritti-negati/234416/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Wikileaks: il corpo di  Bin Laden è negli Usa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/06/wikileaks-rivela-corpo-laden-negli-mare/195670/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/06/wikileaks-rivela-corpo-laden-negli-mare/195670/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Mar 2012 08:05:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[al Qaeda]]></category> <category><![CDATA[Bin Laden]]></category> <category><![CDATA[corpo Bin Laden]]></category> <category><![CDATA[Isi]]></category> <category><![CDATA[Stratfor]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195670</guid> <description><![CDATA[Dalle nuove email della Stratfor (l’agenzia privata che si occupa di intelligence), pubblicate da Wikileaks, sembrerebbe che l’insolita sepoltura in mare di Bin Laden di cui si è tanto parlato non sia mai esistita. Il corpo di Bin Laden, fondatore e leader di al-Qaeda, ucciso da un commando Usa ad Abbottabad in Pakistan il 2 maggio scorso,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dalle nuove email della Stratfor (l’agenzia privata che si occupa di intelligence), pubblicate da Wikileaks, sembrerebbe che l’insolita <strong>sepoltura in mare</strong> di Bin Laden di cui si è tanto parlato non sia mai esistita. Il corpo di Bin Laden, fondatore e leader di al-Qaeda, ucciso da un commando Usa ad Abbottabad in Pakistan il 2 maggio scorso, si troverebbe infatti all’Istituto di Patologia delle Forze armate USA a Bethesda, nel Maryland. E’ quanto risulta da <a href="http://wikileaks.org/gifiles/docs/1094322_-alpha-obl-.html" target="_blank">una serie di email</a> scritte da Fred Burton, vicepresidente di Stratfor, nelle ore successive all’uccisione di Bin Laden.</p><p>Molte furono le polemiche che si accesero l’anno scorso a seguito della notizia della morte del terrorista. Tra chi riteneva che fosse già morto anni prima e chi cercava motivazioni sulla sua sepoltura in mare e sospettava sulla <strong>mancanza di foto ufficiali</strong>. Si  parlò  anche del fatto che i vertici statunitensi hanno sempre disquisito sull’opportunità o meno di diffondere le foto del cadavere di Bin Laden- decidendo poi per non farlo –facendo sospettare che non esistesse in realtà alcun corpo.</p><p>Non è ancora chiaro a chi Burton abbia indirizzato queste email, tuttavia se fossero vere comprometterebbero la versione data dagli Stati Uniti a riguardo. Il condizionale è comunque d’obbligo  perchè a questo punto c’è da domandarsi <strong>quale sia realmente la verità ufficiale sul corpo di Bin Laden e sulla sua morte</strong>. E  allora c’è anche da chiedersi: ma è realmente morto lo scorso maggio?</p><p>La settimana scorsa erano state pubblicate anche <a href="http://wikileaks.org/gifiles/docs/1146487_re-obl-take-quick-response-needed-.html" target="_blank">delle altre email</a> in cui veniva rivelato che la Stratfor aveva avuto accesso alla documentazione trovata nel compound di Abbottabbad dopo il raid dei Navy Seals che avrebbe portato all&#8217;uccisione del leader di al Qaeda. Ed altre che parlavano di Bin Laden e del suo rapporto con l’Isi, i servizi segreti pachistani. Email che confermavano i <strong>“contatti di routine” tra il terrorista e gli 007 pachistani</strong> e la conoscenza di questi del luogo in cui era nascosto Bin Laden. Ciò proverebbe il doppio gioco del Pakistan già dimostrato anche dai documenti del Cablegate e degli Afghan War Logs, pubblicati l’anno scorso da Wikileaks. Finchè però gli Stati Uniti pagheranno l’esercito pachistano per combattere le sue guerre,  i litigi e le accuse di infedeltà continueranno, ma il divorzio probabilmente non avverrà mai.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/06/wikileaks-rivela-corpo-laden-negli-mare/195670/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Global Intelligence Files,  il ritorno di Wikileaks</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/global-intelligence-files-tornata-wikileaks/194087/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/global-intelligence-files-tornata-wikileaks/194087/#comments</comments> <pubDate>Mon, 27 Feb 2012 13:19:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Anonymous]]></category> <category><![CDATA[assange]]></category> <category><![CDATA[Global Intelligence Files]]></category> <category><![CDATA[Stratfor]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194087</guid> <description><![CDATA[Lo aveva annunciato Assange, lo scorso novembre, che avrebbero pubblicato nel corso dell’anno degli altri documenti scottanti. E così, dopo tre mesi in silenzio, ha mantenuto la parola. Il sito ha infatti pubblicato oggi, in collaborazione con i suoi media partners, i documenti chiamati “Global Intelligence Files”. Si tratta della pubblicazione di oltre cinque milioni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lo aveva annunciato Assange, lo scorso novembre, che avrebbero pubblicato nel corso dell’anno degli altri documenti scottanti. E così, dopo tre mesi in silenzio, ha mantenuto la parola. Il sito ha infatti pubblicato oggi, in collaborazione con i suoi media partners, i documenti chiamati <a href="http://wikileaks.org/the-gifiles.html" target="_blank">“Global Intelligence Files”</a>.</p><p>Si tratta della pubblicazione di oltre <strong>cinque milioni di email</strong>, per un periodo compreso tra luglio 2004 e dicembre 2011, provenienti dalla società di intelligence <strong>Stratfor,</strong> con sede in Texas. Email probabilmente ottenute da un attacco hacker alla Stratfor da parte di Anonymous nel dicembre 2011-  piuttosto che da un whistleblower &#8211; come dichiarato dal gruppo lunedì <a href="https://twitter.com/#!/AnonymousIRC" target="_blank">sull’account di Twitter @AnonymousIRC</a> : <em>&#8220;We promised you those emails and now they&#8217;ll finally be delivered. Five million (that&#8217;s 5,000,000) emails at your pleasure. There&#8217;s a treasure trove of nasty details in those emails. We think there&#8217;s something for everyone”</em>. (Vi avevamo promesso queste email e ora finalmente verranno pubblicate. Cinque milioni di email a vostra disposizione. C’è un tesoro colmo di dettagli sporchi in queste email. Pensiamo ci sia qualcosa per tutti”.</p><p>Un ampio materiale che rivelerebbe i meccanismi interni con i quali la Stratfor fornisce informazioni ad aziende, come la Bhopal Dow Chemical Co.,la Lockheed Martin, la Northrop Grumman, la Raytheon e agenzie governative americane, tra le quali il Dipartimento di stato, il corpo dei Marines e l&#8217;agenzia di intelligence per la difesa.</p><p>Fonti governative e diplomatiche di tutto il mondo avrebbero inoltre fornito informazioni in anticipo alla Stratfor in cambio di denaro. La Stratfor avrebbe infatti <strong>reclutato una rete globale di informatori</strong>, occulti e palesi, comprendenti dipendenti statali, giornalisti e personale dell’ambasciata, disseminati in tutto il mondo e pagati con i conti delle banche svizzere o con carte di credito pre-pagate. Il materiale pubblicato mostra anche gli <strong>attacchi del governo degli Stati Uniti contro Julian Assange e WikiLeaks</strong>, che vengono citati in più di 4mila emails. Ma anche i tentativi della Stratfor stessa di sovvertire Wikileaks.</p><p>Wikileaks dichiara di “aver costruito una partnership investigativa con più di venticinque organizzazioni di media e attivisti che stanno valutando queste email e aiuteranno ad informare il pubblico su questo corpo enorme di documenti che verrà pubblicato nel corso delle prossime settimane&#8221;. Un pò come è stato per il Cablegate.</p><p>Bentornato Wikileaks!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/global-intelligence-files-tornata-wikileaks/194087/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Essere uccise per aver messo al mondo una figlia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/essere-uccise-aver-messo-mondo-bambina/187790/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/essere-uccise-aver-messo-mondo-bambina/187790/#comments</comments> <pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:56:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Afghanistan]]></category> <category><![CDATA[diritti delle donne]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[lapidazione]]></category> <category><![CDATA[Rawa]]></category> <category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=187790</guid> <description><![CDATA[Un marito e una suocera uccidono una donna. La strangolano. La sua colpa è aver messo al mondo una bambina. La terza femmina non desiderata. E’ successo a una trentenne, Storay, in Afghanistan, nella provincia di Kunduz. Il marito l’aveva avvertita che se avesse partorito un’altra bambina e non gli avesse dato il tanto desiderato maschio,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un marito e una suocera uccidono una donna. La strangolano. La sua colpa è <strong>aver messo al mondo una bambina</strong>. La terza femmina non desiderata. E’ successo a una trentenne, Storay, in Afghanistan, nella provincia di Kunduz. Il marito l’aveva avvertita che se avesse partorito un’altra bambina e non gli avesse dato il tanto desiderato maschio, l’avrebbe uccisa. E così ha brutalmente mantenuto la promessa.</p><p>Questo è l’ennesimo episodio di abuso capitato in un Paese in cui le <strong>violenze sulle donne</strong> sono all’ordine del giorno. In particolare le donne che abitano nei villaggi e nelle zone rurali. Non stiamo parlando di qualcosa che è avvenuto in un’altra epoca, ma di ciò che avviene oggi, in alcune zone dell’Afghanistan, dove le donne sono ancora considerate inferiori. Schiavizzate dagli uomini e segregate in casa con il solo obiettivo di procreare. E come l’episodio sopra dimostra, il più delle volte <strong>maltrattate o persino uccise</strong> se mettono al mondo a altre donne.</p><p>Sul <a href="http://www.rawa.org/women.php" target="_blank">sito della Rawa</a>, l&#8217;organizzazione che dal 1977 si occupa dei diritti delle donne afghane, si possono leggere i numerosi casi di questo tipo. Giorni fa era stato riportato ad esempio un altro caso altrettanto agghiacciante, quello della ragazza di quindici anni, Sahar Gul, <strong>picchiata e torturata</strong> dal marito trentenne perché si era <strong>rifiutata di prostituirsi.</strong> La ragazza era riuscita a fuggire e sporgere denuncia, ma era poi stata riportata a casa dalle autorità locali in nome delle consuetudini tribali dei matrimoni combinati. Qui era stata maltrattata anche dai suoi stessi familiari. Le erano state strappate le unghie e i capelli, ed era stata poi rinchiusa per sei mesi in una cantina priva di finestre e salvata poi per caso da un cugino. Spesso succede che le bambine afghane vengano date in mogli a degli uomini anche adulti. La legge afghana permette infatti alle ragazze di sposarsi all’età di 16 anni. Molte sono, però, quelle che si sposano anche prima e sono costrette a subire le violenze.</p><p>C’è stato anche l&#8217;episodio avvenuto lo scorso novembre vicino a Kabul, dove un gruppo di uomini aizzati dall’imam locale ha <strong>lapidato a morte</strong> due donne, una giovane vedova e la figlia, perchè considerate adultere.</p><p>Nell’ultimo anno, <a href="http://www.rawa.org/temp/runews/2011/12/29/horrific-abuse-of-girls-and-women-acceptable-in-afghanistan.html)" target="_blank">secondo la Commissione Indipendente dei Diritti Umani Afghani,</a> sarebbero stati <strong>2.700</strong> i casi di violenze contro le donne. Il più delle volte sono vittime di abusi senza una motivazione. Semplicemente perchè sono donne.</p><p>La popolazione considera la <strong><em>sharia</em></strong> come l’unica legge valida. E le donne devono subirla e sottostare alla condizione di vivere prive dei principali diritti: diritto all&#8217;istruzione, diritto di poter scegliere il marito, diritto al lavoro. Private, insomma, delle minime libertà e costrette alle violenze.</p><p>Possibile, allora, che in alcuni Paesi, e in Afghanistan in particolare, l’uomo non riesca ancora ad <strong>accettare l’evoluzione del sesso femminile</strong> e arrivi persino a uccidere per la vergogna o il rifiuto di mettere al mondo una bambina?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/essere-uccise-aver-messo-mondo-bambina/187790/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Manning: rischiare l&#8217;ergastolo per Wikileaks</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/19/manning-whistleblower-rischia-lergastolo/178543/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/19/manning-whistleblower-rischia-lergastolo/178543/#comments</comments> <pubDate>Mon, 19 Dec 2011 11:06:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Barack Obama]]></category> <category><![CDATA[Bradley Manning]]></category> <category><![CDATA[Cablegate;]]></category> <category><![CDATA[Daniel Ellsberg]]></category> <category><![CDATA[David Coombs]]></category> <category><![CDATA[ergastolo]]></category> <category><![CDATA[Iraq]]></category> <category><![CDATA[Julian Assange]]></category> <category><![CDATA[Ludovica Amici]]></category> <category><![CDATA[SIPRnet]]></category> <category><![CDATA[whistleblowers]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=178543</guid> <description><![CDATA[Sabato ha compiuto ventiquattro anni. E forse altrettanti dovrà trascorrerli in carcere. È Bradley Manning, il militare (analista informatico) arrestato nel maggio 2010 in Iraq perchè accusato di esser stato lui il responsabile della fuga del famoso video Collateral Murder che mostrava l’uccisione di civili iracheni da un elicottero americano. E soprattutto perchè incolpato di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sabato ha compiuto ventiquattro anni. E forse altrettanti dovrà trascorrerli in carcere. È <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bradley_Manning" target="_blank">Bradley Manning</a></span></strong>, il militare (analista informatico) arrestato nel maggio 2010 in Iraq perchè accusato di esser stato lui il responsabile della fuga del famoso video <em>Collateral Murder</em> che mostrava l’uccisione di civili iracheni da un elicottero americano. E soprattutto perchè incolpato di essere la <strong>gola profonda dei 250 mila dispacci</strong> provenienti dalle ambasciate americane. Quelli del Cablegate: la più grande diffusione di informazioni riservate della storia, che ha messo in grave imbarazzo gli Stati Uniti.</p><p>Il 16 dicembre c’è stata <strong>la sua prima udienza </strong>presso la base militare di Fort Meade nel Maryland. Un’ udienza preliminare per decidere se dovrà essere giudicato dalla Corte marziale, arrivata dopo diciannove mesi di detenzione durissima e nove in condizioni inumane. Dal 2 marzo 2011, Manning è infatti costretto a vivere in isolamento, a dormire senza vestiti, e gli è stato imposto di portare un grembiule antisuicidio. Mentre il Pentagono ha affermato che si tratta di misure di routine per i detenuti a rischio suicidio,</p><p>Bradley sostiene che <em>“la sua detenzione è al di fuori della legge, e che da quando ha chiesto un trattamento meno duro le sue condizioni sono peggiorate”</em>. Per ottenere un regime di detenzione meno severo, Manning aveva chiesto che gli venisse tolto il <em>&#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Suicide_watch" target="_blank"><strong>suicide watch</strong></a>&#8220;</em> 24 ore su 24. Hanno poi tentato più volte di farlo crollare e di fargli confessare quello che le autorità volevano sentirsi dire. Se avesse infatti testimoniato contro <strong>Assange </strong>avrebbe probabilmente avuto una riduzione della pena. In <a href="http://www.wikileaksitalia.org/c/news/" target="_blank">un’intervista</a> di John Pilger, Assange ha così affermato: <em>“Incrinare Bradley Manning è il primo passo. Lo scopo è chiaramente di spezzarlo e di costringerlo a confessare che in qualche modo ha cospirato con me per danneggiare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Di fatto non ho mai sentito il suo nome prima che venisse pubblicato sulla stampa”</em>.</p><p>Per l&#8217; accusa il ragazzo è responsabile di “collusione con il nemico” e di “divulgazione di informazioni militari”. Per il primo reato è prevista anche la pena di morte, ma le autorità hanno fatto sapere che non la chiederanno e in alternativa invocheranno <strong>l&#8217;ergastolo</strong>. Secondo alcuni, inoltre, Manning non avrebbe fatto tutto da solo ma si ipotizza la presenza di complici. Il suo avvocato, David Coombs, ha invece affermato che <em>“tutte le informazioni che si suppone siano state rivelate erano o datate o opinioni di basso livello oppure risapute e già conosciute in base a precedenti divulgazioni”</em>. La difesa tenta così di dimostrare la sostanziale <strong>innocuità delle rivelazioni di WikiLeaks</strong> e l’assenza di un reale danno alla sicurezza nazionale.</p><p>Nel luglio 2010 Manning era stato accusato di avere trasferito sul suo computer <strong>materiale classificato </strong>recuperato da SIPRnet, la rete Intranet utilizzata dal dipartimento della Difesa e dal dipartimento di Stato per condividere documenti segreti. Manning avrebbe poi inviato il materiale a Wikileaks che lo ha successivamente pubblicato. È quanto risulterebbe da sue esplicite rivelazioni in una <a href="http://www.wired.com/threatlevel/2011/07/manning-lamo-logs." target="_blank">conversazione via chat</a> con l’ex hacker Adrian Lamo, poi pubblicata da <em>Wired</em>. Nella chat Manning spiega a Lamo di  aver deciso di inviare i documenti dopo essersi <strong>disilluso sulla Guerra in Iraq</strong>, dopo aver visto i documenti che dimostrano la corruzione e le violenze commesse dal suo Paese e dai suoi alleati. Ha spiegato che voleva che il mondo sapesse e vedesse la verità.</p><p>Da alcuni  è considerato un traditore e dai più invece un eroe. Dalla sua parte c’è sempre stato <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Ellsberg" target="_blank">Daniel Ellsberg</a></span></strong>, la gola profonda dei Pentagon Papers, che si è paragonato a Bradley Manning. È stato persino arrestato due volte a marzo 2011 durante una campagna in suo favore. E se la prese anche con il presidente <strong>Obama</strong>, che non fece nulla per cambiare le condizioni di detenzione di Manning. Nonostante si sia parlato infatti dell&#8217;amministrazione americana più trasparente della storia, il presidente Obama è in realtà ossessionato con il perseguire i <em>whistleblower</em>. Il suo Dipartimento di Giustizia sembrerebbe averne perseguiti di più di tutte le amministrazioni precedenti. Il trattamento oppressivo di Manning è stato progettato per creare un <strong>clima di paura</strong><em>.</em> Il messaggio sembrerebbe essere: “Se stai meditando di dire ciò che hai scoperto, guarda ciò che abbiamo fatto a Manning e pensaci due volte”.</p><p>Bradley ha poi ottenuto il sostegno di una vasto schieramento al quale si sono aggiunti di recente gli attivisti di Occupy Wall Street. E anche il gorno della prima udienza, un sostenitore di Manning, un veterano di nome Nate Goldschlager, ha gridato appena il ragazzo ha lasciato la stanza della Corte: <em>&#8220;Tu sei un eroe.&#8221;</em></p><p>E forse lo è! Perchè Manning ha avuto il coraggio di far emergere <strong>gli inganni, le corruzioni e le illegalità commesse da parte degli attori politici più potenti del mondo</strong>. Dispiace però pensare che per averci mostrato la verità su questi fatti,  è stato trattato e punito duramente, e ora rischia persino l&#8217;ergastolo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/19/manning-whistleblower-rischia-lergastolo/178543/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8216;La mia scelta&#8217;, il primo network cheraccoglie le ultime volontà del popolo del web</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/scelta-primo-network-raccoglie-ultime-volonta-popolo/174821/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/scelta-primo-network-raccoglie-ultime-volonta-popolo/174821/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Dec 2011 16:24:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Convenzione di Oviedo]]></category> <category><![CDATA[Dat]]></category> <category><![CDATA[Dichiarazione di trattamento anticipata]]></category> <category><![CDATA[lamiascelta.it]]></category> <category><![CDATA[Lucia Coscioni]]></category> <category><![CDATA[testamento biologico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=174821</guid> <description><![CDATA[“Nessuno può né deve decidere della mia vita. Solo io posso farlo. Ed io ho deciso: qualora dovessi trovarmi in una condizione psico-fisica di morte voglio che sia interrotta qualsiasi terapia perché ciò significherebbe accanimento terapeutico. Vivere significa capire, farsi capire, ragionare, esprimersi, poter scegliere e decidere, anche se non totalmente, pienamente”. Queste sono solo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/lamiascelta_interna.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-174829" title="lamiascelta_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/lamiascelta_interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>“Nessuno può né deve decidere della mia vita. Solo io posso farlo. Ed io ho deciso: qualora dovessi trovarmi in una condizione psico-fisica di morte voglio che sia interrotta qualsiasi terapia perché ciò significherebbe accanimento terapeutico. Vivere significa capire, farsi capire, ragionare, esprimersi, poter scegliere e decidere, anche se non totalmente, pienamente”. Queste sono solo alcune parole prese dalle intenzioni  rilasciate su <a href="http://www.lamiascelta.it/" target="_blank"><em><strong>www.lamiascelta.it</strong></em></a>, il primo network italiano che raccoglie le volontà del popolo di internet riguardo il proprio testamento biologico.</p><p>Un progetto, online da maggio scorso, e realizzato dall’agenzia di comunicazione <strong>Holly Water</strong>, che si occupa spesso di campagne a sfondo sociale.  “L’idea nasce dall’intento di mettere a disposizione questo network  per tenere conto delle volontà dei cittadini e rispettare ciascuna opinione. Non vuole essere quindi una battaglia politica, bensì un passo avanti verso un maggiore garantismo, affinché ogni individuo possa essere libero di determinare le proprie intenzioni”, spiega <strong>Chiara Sansoni</strong>, direttore creativo della campagna sociale. “Uno strumento dunque di sensibilizzazione nei confronti del legislatore perché emetta norme in armonia con quanto stabilito dalla <strong>Convenzione di Oviedo</strong>” (per la protezione dei diritti dell’uomo e la dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina, <em>ndr</em>).</p><p>Gli utenti, per aderire all’iniziativa, possono inserire la propria <strong>Dichiarazione di trattamento anticipata</strong> (Dat) allegando un testo, una propria foto o un video. I contenuti che vengono caricati hanno l’obiettivo di creare un grande archivio virtuale delle volontà di coloro che credono nel diritto all’autodeterminazione, e riportare l’attenzione dei legislatori sulle Dat.</p><p>Un tema scelto dall’agenzia proprio per le sue lacune legislative e per sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso il web con una campagna creative ed efficace. “Abbiamo avuto dei risultati che, per un progetto indipendente come il nostro, si possono dire eccezionali &#8211; racconta <strong>Camilla Porlezza</strong>, copywriter della campagna &#8211; Più di duemila risultati su Google, tra articoli, post, tweet e condivisioni. Più di tremila visitatori unici e trecento iscritti che hanno prenotato la loro scheda. Ma c’è un dato interessante che fa riflettere: se migliaia di persone hanno condiviso e diffuso il progetto, solo in 150 hanno messo nero su bianco le loro volontà. Perché? Crediamo sia perché il tema è delicato. È facile parlarne, più difficile mettere nero su bianco, pubblicamente, le proprie volontà di fine vita”.</p><p>In Italia, nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/12/biotestamento-la-camera-approva/144845/" target="_blank">proposta di legge approvata alla Camera, che deve ancora passare in Senato</a>, il paziente malato può dichiarare esplicitamente quali trattamenti ricevere, ma non escludere quelli a cui non desidera essere sottoposto. Le Dat non sono quindi vincolanti per i medici ed escludono la possibilità di sospendere nutrizione e idratazione, a eccezione dei casi in cui per il paziente è stata accertata l’assenza di attività cerebrali. Dunque il paziente non è libero di scegliere.</p><p>Alcuni comuni italiani hanno deciso allora di unirsi &#8211; <a href="http://www.lucacoscioni.it/articoloagenda/nasce-la-lega-degli-enti-locali-il-registro-delle-dichiarazioni-anticipate-di-trattam" target="_blank">anche a seguito della campagna iniziata nel 2009 dall’<strong>associazione di Luca Coscioni</strong> &#8211; nella “Lega degli enti locali per il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento”</a>, per tutelare le Dat espresse dai cittadini nei municipi, e far in modo che abbiano valore giuridico, anche nel caso fosse approvato l&#8217;attuale ddl sul testamento biologico in discussione al Senato.</p><p>Il testamento biologico (con la denominazione di “Living will”) è stato introdotto per legge negli Stati Uniti nel 1991. Uno dei principi della legge è quello relativo all’idratazione e all&#8217;alimentazione artificiale, considerate a tutti gli effetti come terapie e in quanto tali rifiutatabili attraverso il testamento biologico. Stesso principio è seguito anche in altri paesi occidentali. Alcuni italiani decidono di andare in <strong>Svizzera</strong> (<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/29/suicidio-assistito-svizzera-morto-fondatore-manifesto-lucio-magri/173896/" target="_blank">come recentemente <strong>Lucio Magri</strong>, ndr</a>), paese più vicino all’Italia, dove è possibile fare la propria scelta perché la legge si basa sul principio di allargare il diritto all’autodeterminazione del malato, che può rinunciare preventivamente all’idratazione artificiale e designare un custode della sua volontà anche al di fuori dalla cerchia dei familiari. La Chiesa cattolica elvetica non è favorevole ad un diritto alla morte, ma preferisce comunque non intervenire su queste tematiche. L’Olanda, invece, è il primo Paese al mondo che, nel 2001, ha modificato il Codice penale per rendere legali, in alcune circostanze rigorosamente normate, sia l&#8217;eutanasia che il suicidio assistito dal medico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/scelta-primo-network-raccoglie-ultime-volonta-popolo/174821/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Assange e le conseguenze di un&#8217;estradizione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/03/assange-e-le-conseguenze-di-unestradizione/168046/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/03/assange-e-le-conseguenze-di-unestradizione/168046/#comments</comments> <pubDate>Thu, 03 Nov 2011 08:39:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Anna Ardin]]></category> <category><![CDATA[estradizione]]></category> <category><![CDATA[Julian Assange]]></category> <category><![CDATA[Sofia Wilden]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=168046</guid> <description><![CDATA[L&#8217;Alta Corte di Londra ha dato ieri il via libera per l&#8217;estradizione di Julian Assange in Svezia, dove è stato accusato da due donne svedesi di violenza sessuale durante un soggiorno dell&#8217;australiano nell’agosto 2010 nel Paese. Assange ha però sempre negato le accuse, sostenendo che le due donne erano consenzienti. A febbraio un giudice britannico aveva...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Alta Corte di Londra ha dato ieri il via libera per <strong>l&#8217;estradizione di Julian Assange in Svezia,</strong> dove è stato accusato da due donne svedesi di violenza sessuale durante un soggiorno dell&#8217;australiano nell’agosto 2010 nel Paese. Assange ha però sempre negato le accuse, sostenendo che le due donne erano consenzienti.</p><p>A febbraio un giudice britannico aveva già dato parere favorevole all&#8217;estradizione in Svezia, ma il fondatore di Wikileaks<strong> aveva presentato appello</strong>. Assange, poi libero su cauzione, ha accusato gli Stati Uniti di fare pressione sulla Gran Bretagna, sulla Svezia e sui media.</p><p>Secondo la ricostruzione fatta da <a href="http://www.elpais.com/articulo/reportajes/Assange/vista/elpepusocdmg/20110206elpdmgrep_6/Tes" target="_blank">El Pais</a> lo scorso febbraio, Assange si sarebbe recato a Stoccolma l’11 agosto 2010 per partecipare ad una conferenza organizzata da <strong>Anna Ardin</strong>, la quale aveva organizzato il viaggio ad Assange offrendogli anche il suo appartamento come alloggio. E’ il 13 agosto quando i due vanno a cena fuori e al rientro, secondo la testimonianza della donna, avrebbero avuto rapporti sessuali protetti. Miss Ardin sostiene che l’australiano utilizzò poi il peso del suo corpo per immobilizzarla e per <strong>costringerla ad avere rapporti senza preservativo e senza la sua esplicita volontà</strong>. Motivo per cui è accusato di molestie sessuali.</p><p>Il 14 agosto è il giorno del convegno e qui incontra l’altra donna, <strong>Sofia Wilden</strong>, sua presunta fan. I due vanno al cinema e hanno un primo flirt. La donna racconta alla polizia di aver contattato Assange il 16 agosto per incontrarlo di notte al suo appartamento ad Enkoping, vicino Stoccolma. Durante la notte, i due avrebbero avuto rapporti con il preservativo, nonostante la riluttanza iniziale dell’australiano. Il mattino seguente Miss Wilden racconta però di essersi svegliata mentre Assange stava “approfittando” di lei senza un preservativo. Questo comunque è l’episodio su cui si basa un&#8217;altra accusa, forse la più difficile per la difesa di Assange. <strong>La Wilden accusa Assange di aver avuto rapporti con lei senza preservativo e mentre dormiva.</strong></p><p>E’ il 20 agosto quando le due donne, la Ardin e la Wilden, entrano in contatto perché si rendono conto di aver subito esperienze simili con Assange, e decidono di andare alla polizia per capire come procedere. Ma come facevano le due donne a sapere l&#8217;una dell&#8217;altra, si conoscevano? C&#8217;è chi in questi mesi, tra cui la testata cubana <em><a href="http://www.granma.cu/espanol/noticias/7diciem-detras.html" target="_blank">Granma</a></em>, ha sostenuto che la Ardin sarebbe una <strong>collaboratrice della Cia</strong>. E anche la rete la accusa di aver deliberatamente teso una trappola ad Assange.</p><p>Julian Assange ha ora 14 giorni di tempo per presentare alla Corte Suprema <strong>un nuovo ricorso sulla sua estradizione</strong> in Svezia. Gli avvocati di Assange, nel frattempo, sostengono che l&#8217;estradizione verso la Svezia sarà solo un trampolino di lancio per poi <strong>estradarlo in seguito negli Stati Uniti</strong>, dove c&#8217;è il rischio concreto che il capo di Wikileaks possa andare incontro alla pena capitale. O in alternativa essere recluso a Guantanamo.</p><p>In un’intervista a <em><a href="http://www.guardian.co.uk/media/2010/dec/23/julian-assange-fate-david-cameron" target="_blank">The Guardian</a></em>, Assange aveva detto che se venisse estradato negli Stati Uniti avrebbe &#8220;grandi possibilità di essere fatto fuori nello stesso modo in cui Jack Ruby ammazzò nel 1963 Lee Harwey Oswald&#8221;, l&#8217;assassino del presidente John F. Kennedy che venne ucciso dal malavitoso Ruby. Precisando poi che &#8220;legalmente la <strong>Gran Bretagna ha il diritto di rifiutare una estradizione per motivi politici</strong>. Lo spionaggio sarebbe un classico esempio di crimine politico. Sta alla discrezione del governo britannico sollevare o no questa eccezione&#8221;.</p><p>Dopo l’udienza di ieri Assange ha fatto comunque una breve dichiarazione esortando la gente a rivolgersi al sito  <a href="http://www.swedenversusassange.com" target="_blank">swedenversusassange.com</a> per sostenerlo e per cercare di capire cosa stia realmente accadendo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/03/assange-e-le-conseguenze-di-unestradizione/168046/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>13</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Wikileaks needs you&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/wikileaks-needs-you/166291/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/wikileaks-needs-you/166291/#comments</comments> <pubDate>Wed, 26 Oct 2011 07:46:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[blocco economico]]></category> <category><![CDATA[cablogrammi]]></category> <category><![CDATA[Collateral Murder]]></category> <category><![CDATA[hillary clinton]]></category> <category><![CDATA[Julian Assange]]></category> <category><![CDATA[PayPal]]></category> <category><![CDATA[Visa]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=166291</guid> <description><![CDATA[“Se Wikileaks non sarà in grado di rompere il blocco di finanziamenti non saremo più in grado di continuare oltre la fine dell&#8217;anno”. Questo l’annuncio di Assange. Il sito rischia così di chiudere a causa del blocco economico senza precedenti di tutte le donazioni da parte di Visa, MasterCard, PayPal, Western Union, Bank of America,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Se Wikileaks non sarà in grado di rompere il blocco di finanziamenti non saremo più in grado di continuare oltre la fine dell&#8217;anno”. Questo <strong>l’annuncio di Assange</strong>. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://wikileaks.org/" target="_blank">Il sito</a></span> rischia così di chiudere a causa del <strong>blocco economico senza precedenti</strong> di tutte le donazioni da parte di Visa, MasterCard, PayPal, Western Union, Bank of America, che erano per Wikileaks un’importante fonte economica.</p><p>Evidente che il sito è diventato scomodo per molti, soprattutto dopo la pubblicazione dei documenti sulle guerre in Iraq e in Afghanistan. E sui dispacci del Dipartimento di Stato americano. Era stato PayPal il primo ad interrompere le donazioni a seguito di una <strong>lettera del Dipartimento di Stato di Hillary Clinton</strong> in cui chideva di bloccare le donazioni a Wikleaks. E gli altri giganti hanno poi seguito l’esempio.</p><p>In un’<a href="http://www.youtube.com/watch?v=aqdLZHV1kd8" target="_blank">intervista esclusiva</a> alla testate indiana <em>NDTV</em>, Assange parla della sospensione della pubblicazione di documenti dovuta alla mancanza di fondi al sito e di come questo blocco sia illegale: <em>“Wikileaks ha il consenso del 75% della popolazione mondiale, ma nonostante questo le compagnie finanziarie con base negli Stati Uniti hanno continuato, da dicembre scorso, a condurre un blocco extragiudiziale. Questo blocco delle istituzione finanziarie corrotte continua. Ha <strong>distrutto il 95% dei nostri fondi</strong> e oggi stiamo sopravvivendo grazie ai contanti rimasti. Se dovesse continuare questa situazione Wikleaks finirebbe con il restare completamente senza soldi e quindi significherebbe la fine dell’organizzazione. Abbiamo quindi deciso di fermarci e di chiedere aiuto alla popolazione per cercare di uscirne fuori e domandare politicamente che questo blocco venga rimosso e di investigare in queste organizzazioni. Quello che ci auguriamo è che Visa, Mastercard e Bank of America vengano bandite”. </em>Ha dichiarato Assange.</p><p>Nell’ultimo anno WikiLeaks ha vissuto dunque con le riserve accumulate grazie ai grandi scoop, quali il famoso <strong><a href="http://www.collateralmurder.com/" target="_blank">video “Collateral Murder”</a></strong>. Assange però non si arrende e ha annunciato che il 28 novembre prossimo lancerà una nuova piattaforma per l&#8217;invio di documenti segreti in modo sicuro e anonimo. Lo farà quindi nel giorno dell’anniversario della pubblicazione di 250mila cablogrammi delle ambasciate americane, che diede inizio al cosiddetto <em>Cablegate</em>, dichiarando di essere <strong>in possesso di più di 100mila documenti</strong>.</p><p>Ad oggi Wikileaks, seppur con molti nemici e molti contrari alla diffusioni di documenti “top secret”, non è stato incriminato di alcun reato quindi si può considerare un sito legale. Ci si chiede allora se sia legittimo questo blocco economico. Perché è ancora possibile finanziare terroristi, trafficare droga, comprare armi con carte di credito, ma non è possibile invece supportare un sito il cui intento è quello di <strong>smascherare i governi</strong>?</p><p>In realtà, come scritto anche <a href="http://wikileaks.org/" target="_blank">sul sito</a>, ci sono altri sistemi per donare a Wikileaks, ma siccome oggi fare un bonifico bancario o firmare un assegno può risultare a molti troppo arcano e quasi fastidioso, il blocco dei pagamenti tramite carta di credito è per il sito un grosso limite. Rimane comunque il fatto che tagliare i fondi e le donazioni tramite carte di credito al sito rappresenta uno dei tanti esempi, purtroppo attualissimi, di come <strong>limitare la pubblicazione di qualcosa scomodo</strong> per qualcuno. Esempio che va però contro il Primo Emendamento degli Stati Uniti e l’Art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti Umani.</p><p>Dunque coloro che difendono la libertà d’espressione, che gli piaccia o meno Wikileaks, dovrebbero essere contrari a questo tipo di censure. <em>“Wikileaks needs you”, </em>dice Assange.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/aqdLZHV1kd8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/wikileaks-needs-you/166291/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Cellule staminali: si riaccende il dibattito</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/cellule-staminali-si-riaccende-il-dibattito/164632/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/cellule-staminali-si-riaccende-il-dibattito/164632/#comments</comments> <pubDate>Tue, 18 Oct 2011 16:59:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[cellule staminali]]></category> <category><![CDATA[cellule staminali embrionali umane]]></category> <category><![CDATA[distruzione dell'embrione]]></category> <category><![CDATA[James Thomson]]></category> <category><![CDATA[morbo di parkinson]]></category> <category><![CDATA[Oliver Brustle]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=164632</guid> <description><![CDATA[La Corte di Giustizia dell&#8217;Unione europea ha stabilito oggi che non è brevettabile un procedimento che, ricorrendo al prelievo di cellule staminali ricavate da un embrione umano nello stadio di blastocisti &#8211; cioè la prima fase di sviluppo dell’embrione &#8211; comporti la distruzione dell&#8217;embrione. Si è conclusa così la causa avviata da Greenpeace contro il ricercatore...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Giustizia dell&#8217;Unione europea <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE79H03C20111018" target="_blank">ha stabilito oggi</a></span> che non è brevettabile un procedimento che, ricorrendo al prelievo di cellule staminali ricavate da un embrione umano nello stadio di blastocisti &#8211; cioè la prima fase di sviluppo dell’embrione &#8211; comporti la distruzione dell&#8217;embrione. Si è conclusa così <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cellfate.com/CellFate/News/Entries/2011/3/20_Brustle_v_Greenpeace__Counter_Opinion.html" target="_blank">la causa avviata da Greenpeace</a></span> contro il ricercatore tedesco <strong>Oliver Brustle</strong>, dell&#8217;Università di Bonn, che voleva convertire <strong>cellule staminali embrionali umane</strong> in cellule nervose per poter brevettare un medicinale che potesse combattere il morbo di Parkinson. La Corte europea ha diffuso oggi una nota nella quale afferma che &#8220;l&#8217;utilizzazione per finalità terapeutiche o diagnostiche che si applichi all&#8217;embrione umano e sia utile a quest&#8217;ultimo può essere oggetto di brevetto ma la sua utilizzazione a fini di ricerca scientifica non è brevettabile&#8221;. La Corte sostiene la sua tesi sottolineando che &#8220;sin dalla fase della sua fecondazione qualsiasi ovulo umano deve essere considerato come un embrione umano, dal momento che la fecondazione è tale da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano&#8221;.</p><p>Ma facciamo un passo indietro per spiegare meglio cosa sono le <strong>cellule staminali</strong> e quali quelle ricavate da embrione umano. Le cellule staminali sono cellule che si trovano in tutti gli organismi biologici pluricellulari e che si distinguono dagli altri tipi di cellule perchè sono non specializzate e in grado di rigenerarsi attraverso la divisione cellulare. A volte anche dopo periodi di lunga inattività. Inoltre si distinguono perché  in determinate condizioni fisiologiche o sperimentali, possono essere indotte a diventare cellule di tessuto specifiche con speciali funzioni. Molti ricercatori sostengono infatti che le cellule staminali potranno potenzialmente <strong>rivoluzionare la medicina</strong>, permettendo ai medici di riparare specifici tessuti o di riprodurre organi.</p><p>Le cellule staminali vengono classificate secondo la sorgente di derivazione, come: <em>adulte</em> (o anche chiamate somatiche), reperibili tra le cellule  di un tessuto specifico non necessariamente di un adulto e già utilizzate per le cure di oltre cento malattie e patologie; <em>amniotiche </em>che si trovano nel liquido amniotico che circonda il feto durante la gestazione; <em>fetali</em> che sono presenti nell&#8217;utero nel corso dello sviluppo del feto e vengono ottenute da feti abortiti spontaneamente o da interruzioni di gravidanza: e poi ci sono le <em>embrionali </em>che sono quelle di cui parla appunto la Corte di Giustizia.</p><p>La maggior parte delle cellule staminali embrionali derivano da embrioni crescituti da <strong>ovociti fertilizzati in vitro</strong> che vengono donati con il consenso dei donatori. Non derivano da ovociti fertilizzati nel corpo di una donna. Le cellule staminali embrionali possono dividersi senza limiti, mantenendo la capacità di creare tutte le cellule del corpo. Questo le rende particolarmente utili per la ricerca sulle funzionalità del corpo umano, per la scoperta di nuovi farmaci, e come fonte di cellule per la medicina dei trapianti e dei tessuti.</p><p>Nel 1998, il biologo americano <strong>James Thomson</strong>, fu il primo a segnalare l&#8217;isolamento di cellule staminali embrionali con successo. Il 6 novembre 1998, la rivista <em>Science</em> pubblicò un articolo di questa ricerca che titolò con &#8220;Linee di cellule staminali embrionali derivate da blastocisti umane&#8221;, denominandola poi &#8220;la scoperta scientifica dell&#8217;anno&#8221;. Nel 2007 il gruppo del Dott. Thomson ha inoltre riportato un metodo di convertire le cellule della pelle umana in cellule molto simili a quelle delle cellule staminali embrionali umane.</p><p>Nonostante il loro grande potenziale ai fini della ricerca e della cura di molte malattie, le cellule staminali embrionali hanno però sempre creato numerose polemiche e <strong>dibattiti di carattere etico</strong> perchè l’ottenimento di questo implica la distruzione di un embrione umano. Un dibattito questo che vede contrapposti da una parte coloro che sono contrari all&#8217;utilizzo degli embrioni umani per fini di ricerca perchè collegano l’inizio della vita umana al concepimento e coloro che condividono e sostengono la necessità di ricerca sulle cellule embrionali umane pur  implicando essa la <strong>distruzione dell&#8217;embrione</strong>. Questo perchè verrebbero utilizzati solo embrioni congelati che sarebbero comunque poi &#8220;eliminati&#8221; in un secondo momento. Sono gli stessi che sostengono che l’embrione non possa considerarsi in possesso delle caratteristiche che ne fanno una persona perché non possiede ancora tutti gli organi dell&#8217;adulto. Negli Stati Uniti l’utilizzo di staminali embrionali è già possibile per la ricerca su numerose patologie.</p><p>Il dibattito sul se e sul quando l&#8217;embrione debba essere considerato una persona, è più che mai aperto e non privo di difficoltà etiche e le correnti di pensiero contrastanti si affrontano a spada tratta.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/cellule-staminali-si-riaccende-il-dibattito/164632/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>159</slash:comments> </item> <item><title>C&#8217;è un&#8217;età per essere genitori?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/28/ce-uneta-per-essere-genitori/160565/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/28/ce-uneta-per-essere-genitori/160565/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Sep 2011 15:39:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[Eshre]]></category> <category><![CDATA[eta]]></category> <category><![CDATA[figli]]></category> <category><![CDATA[genitori]]></category> <category><![CDATA[mamme-nonne]]></category> <category><![CDATA[padri]]></category> <category><![CDATA[Uomini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=160565</guid> <description><![CDATA[Negli ultimi giorni si è parlato molto di genitori over 50-60. C’è stato il caso della coppia alla quale, secondo una decisione del Tribunale per i Minori di Torino, è stata tolta la loro figlia naturale di un anno e mezzo perché considerati genitori inadatti o forse troppo anziani (il padre ha 70 anni e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni si è parlato molto di <strong>genitori over 50-60. </strong>C’è stato il caso della coppia alla quale, secondo una decisione del Tribunale per i Minori di Torino, è stata tolta la loro figlia naturale di un anno e mezzo perché considerati genitori inadatti o forse troppo anziani (il padre ha 70 anni e la madre 57). Mi domando come si possa togliere una figlia dalle braccia dei suoi genitori e darla in adozione. Non è questo il caso di una figlia che viene spontaneamente abbandonata dai suoi genitori. E&#8217; la storia piuttosto di una figlia desiderata a lungo e con tanta voglia di essere amata. Se questi genitori sono imperfetti, come molti lo sono perchè credo sia questo il mestiere più difficile, potranno semmai essere affiancati da aiuti specifici. Pensiamo a quanti genitori accompagnano i loro figli da specialisti, da psicoterapeuti per chiedere aiuto. Ma qualcuno si è chiesto se questa figlia, che oggi si dice di voler tutelare, non possa ritrovarsi un giorno con delle problematiche serissime perchè non ha potuto conoscere i suoi genitori che tanto l&#8217;hanno desiderata?</p><p>C&#8217;è stato poi il caso della mamma salernitana, anche lei cinquantasettenne che ha dato alla luce due gemelline con una gravidanza trascorsa con non pochi problemi. Ma le gravidanze ottenute in età avanzata sono state in realtà non solo negli ultimi giorni, ma direi negli ultimi anni, oggetto di enormi <strong>dibattiti e controversie</strong>. Pensiamo anche quanto fece parlare l’anno scorso la nascita di Penelope, figlia di Gianna Nannini.</p><p>Due sono le scuole di pensiero su questo tema: da una parte coloro che sono <strong>contrari alla maternità in età avanzata</strong> sulla base dei rischi per la salute che possono intercorrere sia per la mamma che per il bambino e che pensano che questi genitori, in particolar modo le mamme, non possano prendersi cura del proprio figlio a lungo. E poi ci sono coloro che ritengono invece che diventare genitori sia un diritto fondamentale, ed è<strong> l’impegno per il benessere del bambino </strong>e non l’età ciò che conta. Sono numerosi i casi, sia in Italia che all’estero, di figli ormai maggiorenni cresciuti dalle cosiddette “mamme-nonne”. E sembrerebbero ragazzi sereni. Chi ha ragione allora?</p><p>Al congresso europeo dell&#8217;<a href="http:///www.eshre.eu/home/page.aspx/2" target="_blank">Eshre</a>, la società europea di riproduzione umana ed embriologia, che si è svolto lo scorso luglio a Stoccolma e in cui si sono riuniti 9.000 specialisti da 115 paesi del mondo, è stata presentata una ricerca che indica le possibilità di aumento di alterazioni cromosomiche nei casi di stimolazione farmacologica su donne non più giovani. Interessante notare però che l’Eshre ha inteso per <strong>&#8220;donne anziane” le over 35</strong>, cioè l’età in cui spesso in Italia si comincia a pensare di poter avere un figlio. Nella società di oggi la ricerca del primo figlio si è infatti spostata in età più avanzata rispetto ad anni passati. E il risultato è l’indebolimento della fertilità. La costruzione della famiglia stessa sembra essere rimandata. E forse è proprio la società a non far nulla per aiutare le famiglie: precarietà sul lavoro, poche agevolazioni per le scuole, alti costi per crearsi una casa e molto altro ancora.</p><p>Ma è l’età avanzata per la ricerca di un figlio ad accendere i dibattiti o il fatto che nella maggior parte di questi casi si ricorre alle tecniche di fecondazione assistita? Certo è che fino a qualche anno fa, quando erano soltanto gli uomini ad avere figli anche ad 80 anni con donne più giovani, nessuno ha aperto bocca. Non si è  mai parlato del futuro dei bambini nati da <strong>padri ottantenni</strong>, magari al loro terzo matrimonio<strong>. </strong>Però se è la donna ad averne uno dopo i 50 ecco che subito piovono le critiche. Se deve esserci quindi una &#8220;regolamentazione&#8221; che tuteli il nascituro, è bene che ci sia per <strong>entrambi i sessi</strong>. Se si pensa che una donna over 50 non possa garantire le dovute attenzioni per il proprio figlio, lo stesso credo valga per un uomo over 50.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/28/ce-uneta-per-essere-genitori/160565/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>65</slash:comments> </item> <item><title>Ultime da Wikileaks, tra dimissioni e abusi sessuali</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/ultime-da-wikileaks-tra-dimissioni-e-abusi-sessuali/159030/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/ultime-da-wikileaks-tra-dimissioni-e-abusi-sessuali/159030/#comments</comments> <pubDate>Thu, 22 Sep 2011 09:48:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[abusi sessuali]]></category> <category><![CDATA[Ahmed bin Jassim Al Thani]]></category> <category><![CDATA[al jazeera]]></category> <category><![CDATA[Iraq]]></category> <category><![CDATA[torture]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category> <category><![CDATA[Wadah Khanfar]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=159030</guid> <description><![CDATA[Il direttore generale di Al Jazeera, Wadah Khanfar, si è dimesso. E’ di ieri la notizia del suo abbandono del network, che ha subito fatto parlare. Nei suoi otto anni alla guida della rete, Khanfar ha trasformato Al Jazeera in un potente media nel Medio Oriente suscitando spesso le ire degli Stati Uniti. Il canale...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il direttore generale di <strong>Al Jazeera</strong>, <strong>Wadah Khanfar</strong>, si è dimesso. E’ di ieri la notizia del suo abbandono del network, che ha subito fatto parlare. Nei suoi otto anni alla guida della rete, Khanfar ha trasformato Al Jazeera in un potente media nel Medio Oriente suscitando spesso le ire degli Stati Uniti. Il canale satellitare, finanziato dal Qatar, è stato infatti  fortemente critico riguardo la politica estera degli Stati Uniti in Afghanistan, Iraq e nei territori palestinesi. Il caso però ha voluto che secondo alcuni dispacci pubblicati da Wikileaks lo scorso 30 agosto, Al Jazeera avrebbe avuto rapporti stretti con un partner sorprendente: gli <strong>Stati Uniti</strong>. E sembrerebbe che siano stati proprio i dispacci delle ambasciate a suscitare l’imbarazzo di Khanfar e a portarlo verso la strada delle dimissioni.</p><p>Secondo i <a href="http://wikileaks.org/cable/2005/10/05DOHA1765.html#par1" target="_blank">dispacci</a> che risalgono all’ottobre 2005, i funzionari americani avrebbero consegnato, durante un incontro con il direttore di Al Jazeera, la copia di un rapporto della Dia (United States Defense Intelligence Agency) che accusava Al Jazeera di coprire la <strong>guerra in Iraq</strong> da una prospettiva anti-americana. Durante quell’incontro e a seguito delle pressioni degli americani, Khanfar avrebbe dato il suo <strong>assenso all&#8217;intelligence Usa</strong> a mantenere toni bassi, non mostrando immagini ritenute &#8220;scomode&#8221; come quelle delle truppe statunitensi sotto il fuoco degli insorti e quelle di donne e bambini feriti.</p><p>In <a href="http://english.aljazeera.net/video/middleeast/2011/09/2011921121515194101.html" target="_blank">un’intervista</a> rilasciata ad Al Jazeera, Khanfar giustifica però le sue dimissioni affermando di aver completato i suoi otto anni di lavoro nel network con l’obiettivo, raggiunto, di trasformare Al Jazeera in un network internazionale. Ha poi continuato a proposito dei cablogrammi pubblicati da Wikileaks dicendo: <em>“Non abbiamo mai avuto alcuna relazione con agenzie o governi che possano averci detto cosa fare o non fare, sono i nostri standard professionali che decidono cosa fare. Non è un segreto che<strong> gli americani abbiano fatto pressioni su di noi</strong>, in particolar modo durante l’amministrazione Bush. E su Wikileaks questo emerge. Abbiamo avuto pressioni affinchè Al Jazeera potesse tenere una linea morbida nei confronti della Guerra in Iraq e Afghanistan, ma noi abbiamo continuato a trattare le notizie come sempre abbiamo fatto”.</em></p><p>Ma se le dimissioni di Khanfar sono venute a seguito della scarsa credibilità di Al Jazeera, la sua sostituzione con lo sceicco <strong>Ahmed bin Jassim Al Thani</strong>, membro della famiglia reale del Qatar, non cambia di certo la situazione. Al Thani non è un giornalista, ma un dirigente di Qatargas, tra i primi produttori di gas naturale al mondo. Se prima, dunque, ci si domandasse quanto fosse realmente indipendente il network, ora sarà una domanda d&#8217;obbligo.</p><p>E l’Iraq è sempre al centro dei documenti pubblicati da Wikileaks. Era della settimana scorsa, infatti, la notizia passata abbastanza inosservata dai media tradizionali, in cui venivano accusate le truppe Usa di aver ucciso nel 2006 alcuni civili brutalmente, di cui molti <strong>bambini</strong>. <a href="http://www.mcclatchydc.com/2011/08/31/122789/wikileaks-iraqi-children-in-us.html" target="_blank">La foto</a> ha girato a lungo su internet. Poi ne è uscita un’altra  altrettanto agghiacciante: alcuni giovani detenuti avrebbero subito <strong>abusi sessuali </strong>da parte degli interrogatori iracheni per essere indotti a confessare. Da un cablogramma di Wikileaks risulterebbe infatti che, durante un’ ispezione congiunta tra Usa e Iraq, vennero trovati 1.400 detenuti in pessime condizioni e in spazi angusti. E sul corpo, i segni evidenti di esser stati vittime di abusi sessuali costanti.</p><p>Purtroppo non è la prima volta che sentiamo di <strong>abusi e torture </strong>avvenute in Iraq. Già nel 2005 era stato scoperto il Jadriyah Bunker, una prigione scoperta a Baghdad nel quartiere di Jadriyah, da cui prende il nome. Altrettanto noti i casi di torture che si sono verificati nella prigione di Abu Ghraib. La tortura fisica e psicologica è di routine in queste carceri. Gli scherni contro la religione, il disprezzo e gli insulti contro i detenuti arabi e musulmani, e non solo, sono delle costanti. Denudati, incappucciati, rasati, molestati, picchiati, insultati, e purtroppo molto altro ancora. Sono questi i modi utilizzati per “far parlare”. Stessi metodi utilizzati a Bagram in Afghanistan e a Guantanamo.</p><p>Secondo il diritto internazionale lo Stato è l’unico responsabile degli atti di tortura commessi dai suoi funzionari, siano essi poliziotti o personale di prigione. <strong>Ma h</strong><strong>anno pagato questi Stati?</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/ultime-da-wikileaks-tra-dimissioni-e-abusi-sessuali/159030/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>I figli della fecondazione assistita sono più felici?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/15/i-figli-della-fecondazione-assistita-sono-piu-felici/157589/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/15/i-figli-della-fecondazione-assistita-sono-piu-felici/157589/#comments</comments> <pubDate>Thu, 15 Sep 2011 11:02:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[bioetica]]></category> <category><![CDATA[fecondazione assistita]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[louise brown]]></category> <category><![CDATA[Patrick Steptoe]]></category> <category><![CDATA[Robert G. Edwards]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=157589</guid> <description><![CDATA[Sono più di cinquantamila le coppie che ogni anno si sottopongono alla fecondazione assistita in Italia. E nel resto del mondo la situazione è la medesima, con dati in continuo aumento. Queste coppie affrontano un percorso difficile e impegnativo soprattutto dal punto di vista psicologico. Spesso infatti per riuscire ad avere il figlio a lungo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="en-US">Sono più di cinquantamila le coppie che ogni anno si sottopongono alla<strong> fecondazione assistita</strong> in Italia. E nel resto del mondo la situazione è la medesima, con dati in continuo aumento.   Queste coppie affrontano  un percorso difficile e impegnativo soprattutto dal punto di vista psicologico. Spesso infatti per riuscire ad avere il figlio a lungo desiderato si devono sottoporre a molteplici tentativi, che creano un enorme stress nella vita della coppia stessa.</p><p lang="en-US">Non vorrei in questo post parlare degli aspetti tecnici della fecondazione che non mi spettano. Ma vorrei cercare di umanizzare la tematica, che mi sta a cuore e a cui mi sto dedicando da circa un anno per la scrittura di un libro d’inchiesta.</p><p><strong>L’aumento dell’infertilità </strong>nelle coppie è ad oggi un problema molto diffuso. Però è una tematica ai più sconosciuta, sulla quale c’è poca informazione e soprattutto poca comprensione.</p><p>Sono molte le coppie  spesso ostacolate o in difficoltà nel percorrere la strada della ricerca di un figlio e costrette ancora a vergognarsi quando ricorrono alla procreazione assistita per averne uno. La procreazione naturale è ammessa, mentre quella artificiale viene spesso negata o, quando autorizzata, comunque non vista positivamente, in Italia soprattutto. Diffusa è l’idea che tutte queste tecniche di manipolazione della procreazione dovrebbero essere rifiutate perché scindono la dimensione unitivo-affettiva dell’atto sessuale da quella procreativa. Chi ci dice, però, che i figli nati con le tecniche di fecondazione assistita non saranno altrettanto <strong>felici </strong>come quelli nati naturalmente? Con loro lo saranno pure i genitori, forse anche di più, perché magari desiderano un figlio da anni. E allora perché giudicare negativamente?</p><p>Emergono anche delle difficoltà quando si tenta di determinare quali sono le coppie che, in quanto sterili, possono sottoporsi alla cura del loro problema con le tecniche di fecondazione assistita.</p><p>Spesso si esige che la coppia sia <strong>sposata legalmente</strong>. Nei casi più permissivi in cui non viene richiesto il matrimonio, si chiede comunque da quanto tempo la coppia convive per capirne la stabilità. Personalmente penso che il criterio migliore per decidere se e in che modo possono nascere degli esseri umani, sia quello di assicurare al nascituro una buona qualità di vita. Garantendogli serenità e amore. Anche perché non mi risulta che ci sia qualche tipo di regolamentazione per i figli nati da una notte di passione e magari poi non riconosciuti dal padre.</p><p>Dunque chi decide di avere un figlio naturalmente o tramite procreazione assistita, dovrebbe semplicemente assumersi questa responsabilità. E questa dovrebbe essere la regola generale sia per le coppie sposate, per le coppie di fatto, per coppie omosessuali e per le mamme single. Senza discriminazioni per nessuno. Altrimenti, non accettando questa realtà, gli italiani saranno costretti ad andare <strong>all’estero </strong>dove a riguardo c’è più tolleranza. E l’Italia continuerà a rimanere sempre un passo indietro. Come in altre cose.</p><p>Nel 2010 il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina è stato consegnato a <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Geoffrey_Edwards" target="_blank">Robert G. Edwards</a></span></strong>, padre della fecondazione in vitro assieme al defunto <strong>Patrick Steptoe</strong>. Sono coloro che, dopo numerosi anni di ricerca e di esperimenti, sono riusciti a dare una figlia, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Louise_Brown" target="_blank">Louise Brown</a></span>, a una coppia infertile, che desiderava un figlio da dieci lunghi anni. Era il 1978. Consiglio la lettura del loro libro <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CBoQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.amazon.com%2FMatter-Life-Story-Medical-Breakthrough%2Fdp%2F0091391806&amp;ei=3thxTqnHCYeCOtPX3aIJ&amp;usg=AFQjCNHoVFZUznd-C1VFwFoVvXJIPGtmeQ&amp;sig2=RaKnlnnzvwhxg7cAdpn1Rg" target="_blank">A Matter of life</a></span></em> del 1980, in cui raccontano tutti gli esperimenti che li hanno poi portati a rendere possibile la fecondazione in vitro.</p><p>Da quell’anno ha così inizio la fecondazione di ovociti umani in vitro, cioè in un terreno di coltura fuori dal corpo della madre, con l’intento di produrre embrioni da trasferire in utero. Da qui il nome a questa tecnica di <em>Fertilization in vitro and embryo transfer</em> (<strong>Fivet</strong>). L’annuncio della nascita della prima bambina nata con questa tecnica ebbe una forte risonanza: oltre a chi la vedeva come una svolta epocale per la scienza e per risolvere i problemi della sterilità, c’erano anche molti che la consideravano una follia contro ogni principio morale. Con quella nascita, però, sono state rivoluzionate le tecniche di trattamento dell’infertilità, che continuano tuttora ad essere migliorate e che soprattutto hanno messo al mondo tantissimi bambini: la gioia più grande.</p><p>Questo è solo un piccolo accenno alla tematica a cui se ne collegano molte altre concernenti la <strong>bioetica</strong>, che devono essere trattate. Io cercherò di farlo nel migliore dei modi nei prossimi post. Spero che qualche coppia abbia voglia di commentare questa storia con la sua esperienza personale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/15/i-figli-della-fecondazione-assistita-sono-piu-felici/157589/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>88</slash:comments> </item> <item><title>Wikileaks, chi ha ragione sul PasswordGate?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/11/wikileaks-e-il-passwordgate-chi-ha-ragione/156847/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/11/wikileaks-e-il-passwordgate-chi-ha-ragione/156847/#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Sep 2011 17:33:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Ludovica Amici</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[al jazeera]]></category> <category><![CDATA[cables]]></category> <category><![CDATA[Julian Assange]]></category> <category><![CDATA[The Guardian]]></category> <category><![CDATA[Twitter]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=156847</guid> <description><![CDATA[Da poco più di una settimana l’intero archivio del Cablegate è stato messo online integralmente da Wikileaks. Senza più i filtri dei media. Un’azione di emergenza necessaria secondo l’organizzazione perché la password per decriptare tutti i documenti si stava diffondendo a macchia d’olio già da qualche mese. La password era stata infatti resa pubblica dal...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da poco più di una settimana l’intero archivio del Cablegate è stato messo online integralmente da <strong>Wikileaks</strong>. Senza più i filtri dei media. Un’azione di emergenza necessaria secondo l’organizzazione perché la password per decriptare tutti i documenti si stava diffondendo a macchia d’olio già da qualche mese. La password era stata infatti resa pubblica dal giornalista del <em>Guardian </em>David Leigh nel suo libro pubblicato a febbraio insieme a Luke Harding <em>WikiLeaks: Inside Julian Assange’s War on Secrecy</em>. Ed è la seguente:<br /> <strong><br /> CollectionOfHistorySince_1966_ToThe_PresentDay#<br /> </strong><br /> In più andava aggiunta la parola<em> “Diplomatic”</em> prima di<em> “History”</em>.</p><p>Gli autori del libro hanno così rivelato al mondo intero la chiave per decriptare tutti i cablogrammi di Wikileaks. E l’organizzazione di Assange ha condannato la negligenza del <em>Guardian</em>, suo media partner fino a pochi mesi fa. Dunque, dopo che per oltre un anno numerosi media e governi hanno criticato Wikileaks per aver messo <strong>in pericolo molti informatori </strong>e vite umane con i suoi documenti “top secret”, in particolar modo quelli sulla Guerra in Afghanistan, l’ironia della sorte vuole che siano stati i media stessi (il <em>Guardian </em>nello specifico) a pubblicare “la chiave magica” che avrebbe permesso agli utenti di accedere ai cablo e identificare alcuni nomi sensibili.</p><p>Secondo l’organizzazione di Assange, il <em>Guardian </em>avrebbe così <strong>violato l’accordo di sicurezza</strong> firmato da Wikileaks e l’editore del quotidiano britannico, Alan Rusbridger. Accordo che includeva anche che i cablogrammi non pubblicati venissero messi al riparo dai servizi segreti. Ciò significava tenerli custoditi in computer non connessi a Internet. Condizione tuttavia mai rispettata dal <em>Guardian</em>.</p><p>Ma la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/sep/01/unredacted-us-embassy-cables-online" target="_blank">risposta</a></span> del media britannico non si è fatta attendere. Sintetizzando il <em>Guardian </em>ha contrabbattuto che, sì, la password è stata pubblicata sul libro, ma credevano fosse una <strong>password temporanea</strong>. E se le menti di Wikileaks pensavano che questa avrebbe potuto compromettere la sicurezza dei documenti, avevano sette mesi per cambiarla.</p><p>Nel frattempo tramite <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://twitter.com/#!/wikileaks" target="_blank">l’account di Wikileaks su Twitter</a></span>, è stato chiesto agli utenti di <strong>votare </strong>se fossero stati d’accordo o meno alla pubblicazione dei documenti senza essere redatti.  Potevano dare il proprio voto su Twitter scrivendo &#8220;WLVoteYes&#8221; o &#8220;WLVoteNo&#8221;. Così Wikileaks ha deciso di pubblicare integralmente tutti i documenti, ora definiti <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.wikileaks.org/cablegate.html" target="_blank">Cablegate2</a></strong></span>.  E ha creato due fazioni opposte: da un lato coloro, tra cui la maggior parte dei media, che hanno condannato il gesto di Assange, e dall’altro quelli che approvano la pubblicazione integrale. Gli stessi che già su Twitter appoggiavano l’organizzazione.</p><p>Adesso, secondo molti, i documenti del Dipartimento di Stato Americano sono online senza filtri e potrebbero mettere in pericolo gli attivisti e gli informatori, che risulterebbero esposti a ritorsioni.  Così, la<strong> protezione delle proprie fonti</strong>, principio cardine del giornalismo, è stata messa in discussione. I critici di Wikileaks e del suo funzionamento sono ora più duri che mai. E&#8217; altrettanto vero però che i cablogrammi, come ha affermato anche Assange in una intervista rilasciata al <em>New Scientist</em>, erano già di pubblico dominio ancor prima che Wikileaks decidesse di metterli tutti online. Molti cablo, infatti, giravano già su Twitter non redatti. Inoltre spesso i documenti venivano filtrati da una stampa internazionale faziosa. Allora<strong> chi ha ragione?<br /> </strong><br /> Intanto <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://english.aljazeera.net/news/americas/2011/09/20119214591524307.html" target="_blank"><strong>Al Jazeera</strong> chiede aiuto agli utenti</a></span> per selezionare l’enorme mole di cablo. A loro spetterà il compito di cercare qualche storia piccante tra i 250mila documenti per poi rispedirla ad Al Jazeera che si occuperà di trasformare le segnalazioni in storie. In alternativa le informazioni identificate potranno essere condivise attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #wlfind. Questo perché, secondo quanto dichiarato dall’organizzazione di <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Whistleblower" target="_blank">whistleblower</a></span></em>, <em>“il mondo intero della stampa non ha sufficienti risorse e ci sono notevoli pregiudizi”.<br /> </em><br /> Dunque <strong>che ne sarà di Wikileaks?</strong> Le indiscrezioni, gli errori e la confusione degli ultimi mesi potrebbero far crollare il sito di Assange e i “siti cloni”, ormai numerosi. Forse i <em>whistleblower </em>non si sentiranno più sicuri di parlare. Ma di certo si è formato per la prima volta un archivio pluralista di informazioni, lontano dai controlli politici, economici e statali, che incoraggia la gente a partecipare alle informazioni e a commentarle.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/11/wikileaks-e-il-passwordgate-chi-ha-ragione/156847/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>15</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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