<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Januaria Piromallo</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/jpiromallo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Mon, 20 May 2013 16:32:17 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Grillo, lo sai quanto ci costa il Quirinale?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/05/grillo-lo-sai-quanto-ci-costa-il-quirinale/583852/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/05/grillo-lo-sai-quanto-ci-costa-il-quirinale/583852/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 May 2013 12:59:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Casa Bianca]]></category> <category><![CDATA[Quirinale]]></category> <category><![CDATA[Sprechi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=583852</guid> <description><![CDATA[Altro che Quirinarie! Altro che paese di santi e navigatori, siamo un mezzo stivale di tartassati fiscali e di evasori. E quelli che non evadono, sprecano. Ti rendi conto, 1200 stanze per un solo &#8220;inquilino&#8221;! Mantenere questo palazzo costa a noi contribuenti 245 milioni di euro all&#8217;anno. E i conti continuano a salire (o comunque...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="LEFT">Altro che Quirinarie! Altro che paese di santi e navigatori, siamo un mezzo stivale di tartassati fiscali e di evasori. E quelli che non evadono, sprecano. Ti rendi conto, 1200 stanze per un solo &#8220;inquilino&#8221;! Mantenere questo palazzo costa a noi contribuenti 245 milioni di euro all&#8217;anno. E i conti continuano a salire (o comunque a non scendere) proporzionalmente alla mia incazzatura.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">La casa del presidente costa già il triplo rispetto al 1986. E il quadruplo di Buckingham Palace. </p><p lang="it-IT" align="LEFT"><a href="http://maurosuttora.blogspot.it/2013/05/1200-stanze-per-una-persona-sola.html" target="_blank">Lo scrive Mauro Suttora, inviato di Oggi, dati alla mano</a><strong>.</strong> I più parchi sono i tedeschi, la loro presidenza della Repubblica costa appena 20 milioni di euro all&#8217;anno. La regina Elisabetta, che ai suoi sudditi appare come una spendacciona, se la cava con 60 milioni annui. Il presidente francese ne spende solo 90.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Il Quirinale, ex residenza papale estiva, poi trasformato in palazzo di corte sabauda, ha sempre voluto mantenere inalterati gli sfarzi di un tempo. Ogni sala, pomposamente decorata, affrescata, ha una sua (utilissima?) funzione: nello Studio alla Vetrata il presidente riceve gli altri capi di Stato. Nella Sala degli Ambasciatori (ex del trono) gli ambasciatori freschi di nomina. Nella Sala degli Specchi giurano i giudici nominati alla Corte Costituzionale. La Cappella Paolina (grande quanto la Sistina) ospita i concerti domenicali trasmessi da Radio 3. Nel salone dei Corazzieri si tengono altre cerimonie di pennacchi e investiture&#8230; E la lista continua per un pezzo.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Suttora riporta cifre da paura: <strong>un esercito di 1.720 dipendenti, tra cui 260 corazzieri, 21 vigili, 16 guardie forestali. </strong>Fra gli uomini del presidente: due addetti con specifica funzione di dare la corda agli orologi a pendolo, sei tappezzieri, 14 addetti all&#8217;ufficio posta interna (che ai tempi di Internet sembrano veramente eccessivi), 41 autisti, 10 cuochi, 26 camerieri. </p><p lang="it-IT" align="LEFT">Lo scoop di Suttora, rispetto al libro di Gianantonio Stella e Sergio Rizzo &#8216;La Casta&#8217;, è che il Quirinale è pure a corto di stanze: non gliene bastano 1.200. Negli ultimi tempi si è espanso in tre palazzi nelle vicinanze, di quelli belli e monumentali pari al suo standard, mica due <em>cosarelle</em>: &#8220;Fra le sue crescenti esigenze ci sono anche quelle di concedere appartamenti privati a vari dirigenti&#8221;, spiega Suttora. &#8220;Me ne sono accorto per caso camminando in via della Dataria, direzione fontana di Trevi. Costeggiavo due palazzi, quello di San Felice e della Panetteria, e vedo una nuova targa: &#8216;Segreteria generale della Presidenza della Repubblica&#8217;&#8230;&#8221; </p><p lang="it-IT" align="LEFT"><strong>Secondo lei, Suttora, da dove dovrebbe cominciare a risparmiare il presidente?</strong><br />&#8220;Dagli stipendi d&#8217;oro. Il segretario generale Donato Marra guadagna il doppio del presidente. E solo pochi giorni fa ha subìto un taglio del 15%. Da 542mila euro ridotto a 512. Ci sono una marea di funzionari. I presidenti passano, ma i grandi burocrati rimangono&#8230;&#8221;. Povero Marra.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Napolitano ha tagliato 460 dipendenti. Poca roba, rispetto allo scialacquamento  generale.</p><p lang="it-IT" align="LEFT"><strong>Una domanda da porre a Grillo</strong>, il “Savonarola” degli sprechi, oltre ad abolire le Provincie succhiasoldi, non si potrebbe smettere di pompare i nostri denari all&#8217;over budget del Quirinale?  </p><p lang="it-IT" align="LEFT">Chennesò, utilizzare alcune delle 1200 stanze per uffici pubblici ora dislocati in affitto in altre parti di Roma. </p><p lang="it-IT" align="LEFT">Chennesò, trasformare una parte del Quirinale in un museo. Anche Versailles ha una magnifica Sala degli Specchi, ed è tra le mete più visitate del mondo!</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Intanto Obama, che alla<strong> Casa Bianca</strong> ha solo un mezzo migliaio di impiegati, è proprio un pezzente!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/05/grillo-lo-sai-quanto-ci-costa-il-quirinale/583852/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Olanda, la regina Maxima che a vent&#8217;anni voleva fare la giornalista</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/olanda-regina-maxima-che-a-ventanni-voleva-fare-giornalista/580307/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/olanda-regina-maxima-che-a-ventanni-voleva-fare-giornalista/580307/#comments</comments> <pubDate>Wed, 01 May 2013 14:37:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Olanda]]></category> <category><![CDATA[Paesi Bassi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=580307</guid> <description><![CDATA[Devo ammettere che ieri mi ha fatto un certo effetto vedere Maxima incoronata regina d&#8217;Olanda. Composta ed elegante. Dalle pampas argentine al trono dei Paesi Bassi. Io la conoscevo piuttosto bene e vi racconto la vera Maxima, allegra e scapigliata, come solo a vent&#8217;anni puoi esserlo. Me l’hanno presentata amici comuni di Buenos Aires e nacque...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Devo ammettere che ieri mi ha fatto un certo effetto vedere <a href="http://www.agi.it/estero/notizie/201304301846-est-rt10397-olanda_la_regina_abdica_guglielmo_alessandro_incoronato_re" target="_blank">Maxima incoronata regina d&#8217;Olanda</a>. Composta ed elegante. Dalle pampas argentine al trono dei <strong>Paesi Bassi</strong>. Io la conoscevo piuttosto bene e vi racconto la vera Maxima, allegra e scapigliata, come solo a vent&#8217;anni puoi esserlo. Me l’hanno presentata amici comuni di Buenos Aires e nacque una bella amicizia. </p><p>Mi trovavo  lì a intervistare il <strong>presidente Menem</strong>. Maxima, una ragazza della buona borghesia sudamericana, coltivava altri sogni, come quello di fare la <strong>giornalista</strong>. Mi chiese d&#8217;accompagnarmi alla Casa Rosada, voleva a tutti i costi stringere la mano al suo presidente. Insiste, pregandomi di portarla con me. Non è facile intrufolarla bypassando il rigido protocollo di palazzo. Spigliata, intraprendente, carismatica. Insomma, una che non molla. Già si capiva di che pasta era fatta&#8230;Infine lei ha un guizzo: &#8220;Ti faccio da interprete&#8221;. Impossibile dirle no. Già si intuiva che sarebbe arrivata dove voleva. Intanto arriviamo al palazzo presidenziale. Un quarto d&#8217;ora d&#8217;anticamera e ci riceve Menem. Il segretario mi consegna le risposte già scritte, sigillate in una busta. Le domande le avevo mandate una decina di giorni prima via fax.</p><p>L&#8217;incontro con Mr. President è solo una formalità: ci mettiamo in posa per la foto ricordo. Maxima la scatta a me e viceversa. La parlantina di Maxima è accattivante, prende la scena: dopo pochi minuti si invertono i ruoli. Sono io a sentirmi la sua portaborse. Un&#8217;unica delusione: non se lo aspettava così basso di statura. Beh, lui bassino lo è davvero, ma lei “sua altezza” lo sovrasta. Maxima ha già il fisique du role. Dalle foto ufficiali che ogni tanto vedo sui giornali ha cambiato look: via gli abiti un po&#8217; sexy. La <strong>principessa d’Orang</strong>e si è infilata in quelli da sciura e ha raccolto la lunga chioma in uno chignon per meglio portare la tiara. Adesso porterà il diadema da regina, un monumento di pietre rare e preziose, provenienti dall’India intorno a un diamante principale di 36 carati di una nuance “bianca e blu”. Donna di carattere e di coraggio. Come un treno è passata sopra ogni maldicenza: suo padre, <strong>Jorge Zorreguieta</strong>, ex <strong>ministro dell’Agricoltura</strong>, durante la giunta militare non era certo il migliore biglietto da visita. Rimase in carica solo dal 1979 al 1981, ma furono i famigerati anni durante i quali il dittatore <strong>Videla</strong> fece eliminare tutti i dissidenti politici (le stime parlano oggi di 30mila desaparecidos).</p><div>Il padre provò poi a  giustificarsi: disse era un ministro “civile” e non era a conoscenza della “sporca guerra”. Vero?  Non gli credettero e l&#8217;ingombrante genitore non fu invitato al matrimonio reale nel 2002. Seguì la figlia che saliva sulla carrozza dorata trainata da cavalli bianchi (proprio come in una favola) in mondovisione. Il padre è ancora sotto inchiesta per &#8220;complicità civile&#8221;. Dunque, niente invito neppure all’<strong>incoronazione</strong> della figlia. Invitate invece le tre sorellastre (figlie del padre, nate da un primo matrimonio), la sorella e i due fratelli (che sono figli della seconda moglie, Maria del Carmen Cerruti, di origine italiana). Maxima è la prima <strong>regina “borghese”</strong> a salire sul trono. Ma la strada non è stata sempre in discesa per lei. All’inizio, nella nuova patria, solo diffidenza: una straniera, non blasonata, e per di più cattolica. Non era certo la meglio referenziata.</div><div>Adesso i <strong>sondaggi</strong> di pubblica opinione le danno il massimo indice di popolarità. Maxima ha conservato la sua religione e con l’Argentina mantiene un legame stretto. Laureata in economia, ha cercato di contribuire a risollevare l’economia del suo paese (chi non ricorda il tonfo dei tango-bond?) promuovendo un sistema di <strong>micro/credit</strong>o che tutelasse i piccoli risparmiatori.</div><div>Niente stress per lei nel dover mettere al mondo un erede maschio ad ogni costo: il protocollo reale olandese riconosce anche alle figlie femmine identico diritto di successione al trono. E di figlie femmine ne ha avute tre! Non ci siamo perse di vista, io e Maxima, ci siamo sentite al telefono quando lei lavorava a New York in una banca d’affari. &#8220;Fu colpo di fulmine &#8211; mi confessò- ci siamo conosciuti alla Fiera di Siviglia. Lui si presentò solo con il nome. Non disse che era principe. Quando me lo comunicò non gli credetti”. Ogni week end a turno sorvolavano l’Oceano per vedersi. Poi le è toccato imparare in tempo record l&#8217;olandese. Insieme ad una <em>full immersion</em> nella Storia dei Paesi Bassi. E i risultati sono stati eccellenti: il giorno del fidanzamento ufficiale, un anno dopo, si rivolse alla nazione in diretta televisiva in perfetto olandese.  </div><div>La prima cosa che colpisce di Maxima è il suo modo di fare accattivante, che conquista la gente. Con me qualche formale scambio di auguri per Natale. Maxima ha abbracciato i doveri della Real Casa. Dell’altra Maxima, quella del broncio alla Brigitte Bardot, quella che ballava scatenata sulle note di Barry White, non c’è più traccia. Nessuno si aspettava l’abdicazione della regina Beatrice. Vuole stare solo più vicina a suo figlio Friso, da un anno in coma perché travolto da una valanga facendo un fuoripista. E dopo 123 anni di trono al &#8220;femminile&#8221; cede lo scettro.</div><div>Un nuovo trono d’Orange tutto al maschile? Maxima non è certo tipo da farsi metter da parte.</div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/olanda-regina-maxima-che-a-ventanni-voleva-fare-giornalista/580307/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grillo è un cane da tartufo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/20/grillo-e-cane-da-tartufo/570426/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/20/grillo-e-cane-da-tartufo/570426/#comments</comments> <pubDate>Sat, 20 Apr 2013 17:55:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Psicologia]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=570426</guid> <description><![CDATA[Ottimo fiuto e straordinarie doti di resistenza al lavoro anche sotto le &#8220;intemperie&#8221;. I capelli scapigliati sono simili alle antenne che possono sintonizzarsi con l&#8217;&#8221;inconscio collettivo&#8221;, ossia interpretare mugugni e scontentezze degli altri. Sarcastico, apostolico. E&#8217; la descrizione che lo psicologo Francesco Padrini fa del leader del Movimento 5 Stelle alla presentazione milanese del libro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="LEFT">Ottimo fiuto e straordinarie doti di resistenza al lavoro anche sotto le &#8220;intemperie&#8221;. I capelli scapigliati sono simili alle antenne che possono sintonizzarsi con l&#8217;&#8221;inconscio collettivo&#8221;, ossia interpretare mugugni e scontentezze degli altri. Sarcastico, apostolico. E&#8217; la descrizione che lo psicologo <strong>Francesco Padrini</strong> fa del leader del Movimento 5 Stelle alla presentazione milanese del libro &#8220;<strong>Il linguaggio segreto del corpo e del volto&#8221; </strong>(Ed. De Vecchi). A un parterre incuriosito spiegava come il Grillo, il guru anti/sistema, avesse una faccia dilatata e accogliente con i tre piani in armonia: cerebrale, affettivo/sociale e istintivo/terreno. La comunicativa del Grillo risiede nel suo naso con narici aperte pronte al fiuto. La barba copre la mandibola e quindi nasconde la sua potenzialità aggressiva. Tende a rimuovere la naturale aggressività con il sarcasmo. Sono accentuati i solchi ai lati della bocca (le pieghe dell’amarezza) che indicano un vissuto antico e aspro, oggi ben compensato con un soddisfacente rapporto con il suo pubblico, diretto e corporeo. &#8220;E alla fine il cane da tartufo si è trasformato in <em>tartufaio</em>, ossia addestratore di talenti in erba.&#8221;</p><p lang="it-IT" align="LEFT">&#8220;Il nostro corpo parla mandando continuamente messaggi attraverso la mimica, la gestualità. &#8211; Spiega Padrini, docente di ricerche in bio/energetica e medicina naturale dell&#8217;Università degli Studi di Milano &#8211; Certe dinamiche comportamentali corrispondono ai nostri stati d&#8217;animo, alla nostra educazione, perfino al nostro bagaglio genetico. E così una parola dolce se pronunciata con sguardo duro e severo e accompagnata da atteggiamento corporeo chiuso e ritratto, avrà un tono tutt&#8217;altro che carezzevole&#8230; &#8220;.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Dove sta allora la verità? Nelle parole dette o nel linguaggio del corpo? Padrini non ha dubbi: &#8220;Noi possiamo essere bugiardi ma il corpo non mente. Rivela a noi e agli altri le nostre intenzioni e i nostri sentimenti più segreti&#8221;. Ancora un esempio che avvalora le tesi del professore ci viene dalla politica.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Se il nostro corpo parla, quello di <strong>Berlusconi</strong> straparla. La sua procace verbalità compensa la non-svettante altezza. Ma il santone salva/casta con le parole seduce, domina e alla fine<strong> annienta l&#8217;avversario</strong>. E per finire in bellezza una curiosità: tutti i suoi tocchi, tiraggi e ritocchi estetici ne hanno alterato la fisiognomica? L&#8217;ultima parola all&#8217;esperto: &#8220;A prima vista sembrerebbe di sì, ma sotto sotto, narcisista era e narcisista rimane&#8221;. In fin dei conti il meno leggibile fisionomicamente è proprio Berlusconi. D&#8217;altra parte i suoi tratti e i suoi colori non esistono in natura&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/20/grillo-e-cane-da-tartufo/570426/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caro De Magistris, agli sfollati della Riviera di Chiaia non importa un tubo dell&#8217;America&#8217;s Cup&#8230;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/10/a-quelli-che-dellamerican-cup-non-gliene-frega-tubo/557696/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/10/a-quelli-che-dellamerican-cup-non-gliene-frega-tubo/557696/#comments</comments> <pubDate>Wed, 10 Apr 2013 09:21:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Abusi Edilizi]]></category> <category><![CDATA[America's Cup]]></category> <category><![CDATA[Crollo]]></category> <category><![CDATA[Luigi De Magistris]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[Sicurezza]]></category> <category><![CDATA[Ztl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=557696</guid> <description><![CDATA[&#8220;Io apro le porte delle chiese ai fedeli. Non gliele chiudo in faccia&#8221;. Con queste parole dure come la pietra il parroco napoletano don Franco Rapulino ha violato il divieto e ha celebrato domenica scorsa la messa nell&#8217;antica chiesa cinquecentesca di Santa Maria delle Neve, quella cara ai pescatori. Era stata dichiarata inagibile visto che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/04/crollo-Napoli-e1365587974909.jpeg?adf349"><img class="alignleft size-full wp-image-557811" title="crollo-Napoli" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/04/crollo-Napoli-e1365588002726.jpeg?adf349" alt="crollo-Napoli" width="280" height="372" /><noscript><img class="alignleft size-full wp-image-557811" title="crollo-Napoli" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/04/crollo-Napoli-e1365588002726.jpeg?adf349" alt="crollo-Napoli" width="280" height="372" /></noscript></a>&#8220;Io apro le porte delle chiese ai fedeli. Non gliele chiudo in faccia&#8221;. Con queste parole dure come la pietra il parroco napoletano <strong>don Franco Rapulino</strong> ha violato il divieto e ha celebrato domenica scorsa la messa nell&#8217;antica chiesa cinquecentesca di <strong>Santa Maria delle Neve</strong>, quella cara ai pescatori. Era stata dichiarata inagibile visto che dista appena un centinaio di metri dal palazzo che si è &#8220;accasciato&#8221; inerme il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/04/napoli-crolla-edificio-sotto-le-macerie-un-autobus-e-diverse-automobili/519369/" target="_blank">mese scorso alla Riviera di Chiaia</a>. C&#8217;erano solo una cinquantina di fedeli, ma il messaggio era forte. Quello di un tentato ritorno alla normalità. &#8220;È come dire messa a porte chiuse, come cristiani nelle catacombe &#8211;  scherzava dal pulpito Don Franco &#8211;  Se va male, portatemi le arance&#8230;&#8221;. </p><p>Occhi senza lacrime davanti al palazzo sbudellato. Un tappetto penzolante dalle macerie dell&#8217;ultimo piano (sì, proprio quello sotto la piscina abusiva), quadri ancora appesi alle pareti, sono i frammenti di una<strong> quotidianità interrotta all&#8217;improvviso</strong>. I detriti non sono ancora stati rimossi (del tutto) e i curiosi scattano foto con i loro iphone come se fosse un monumento da Grand Tour. Sì, l&#8217;ultima lapide al degrado.</p><p>Con quella dose di fatalismo che fa la differenza fra<strong> chi si piange addosso e chi &#8220;guarda oltre&#8221;</strong>, Maurizio della Morte, che da queste parti chiamano il <em>costruttore gentiluomo,</em> uffici al primo piano del palazzo &#8220;ferito a morte&#8221;, non impreca, non se la prende con la cattiva amministrazione: &#8220;Hanno detto che entro la fine del mese potrò riaprire l&#8217;ufficio&#8221;. Ed è fiducioso. Ma è il solo. </p><p>Il malessere di un&#8217;intera città lo esprime invece<strong> Rita Sarno</strong> nella lettera nella quale si firma<strong> &#8220;prigioniera della Ztl</strong>&#8220;. Ho ritenuto doveroso darle voce.</p><p>&#8220;Questa mia è una protesta scaturita dall&#8217;assurda situazione che si è creata nel mio quartiere per la superficialità e la megalomania di un sindaco che ho votato e che oggi mi ritrovo amaramente e con rabbia a detestare. Rabbia per la Riviera di Chiaia, una delle più belle strade del mondo, ridotta a un cumulo di macerie dopo il crollo avvenuto il 4 Marzo. Rabbia perché <strong>il comune conosceva il pericolo e non ha fatto nulla</strong>. Rabbia per un palazzo lasciato sventrato  alla mercé degli sguardi dei passanti come una violenza. Rabbia perché  i 400 sfollati dei palazzi vicini a quello crollato sono stati costretti ad allontanarsi in attesa di controlli di sicurezza  che a tutt’oggi non avvengono. Rabbia nel vederli tutte le mattina ai limiti della zona di sicurezza attendere con le loro borse della spesa che i vigili li accompagnino nelle case per recuperare beni di prima necessità, oppure seduti sui muretti a guardare il loro quartiere e le loro certezze  sgretolarsi come il palazzo. Rabbia perché<strong>  la messa in sicurezza dei palazzi e dei negozi è lentissima</strong> poiché si preferisce dare precedenza e attenzione alla <strong>Coppa America</strong> che oltretutto sta creando gravi problemi di viabilità ai noi cittadini. Rabbia perché passo tutte le mattine guardando quei balconi chiusi, piante abbandonate, negozi serrati, e mi si stringe il cuore. </p><p>Provo rammarico e delusione per aver creduto in un uomo che definirei soltanto il &#8220;Sindaco dell’apparire&#8221;. A noi della Coppa America non importa niente. A noi abitanti e commercianti della Riviera non porterà indotto. Quale indotto economico può arrivare da una manifestazione  indirizzata solo a un pubblico privilegiato ed elitario? Intanto mia madre anziana deve fare ogni giorno chilometri a piedi per andare a comprare uno sfilatino di pane. Cosa altro dobbiamo subire prima di poter ritornare &#8216;liberi&#8217; in casa nostra? Non basta che il vento cambi direzione&#8221;.</p><p>P.S. Nel momento in cui scrivo è iniziato<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Campania/Napoli-manifestazione-in-piazza-Municipio-contro-piano-mobilita-Comune_3255306163.html" target="_blank"> il corteo di protesta che arriverà fino a Palazzo San Giacomo per consegnare simbolicamente le <strong>chiavi delle proprie attività al sindaco</strong></a>. Negozi, bar e uffici chiusi, sfilano commercianti, professionisti e cittadini, contro la ZTL, abusivismo e illegalità, degrado urbano e sicurezza.  </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/10/a-quelli-che-dellamerican-cup-non-gliene-frega-tubo/557696/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cooperare per crescere: &#8220;L&#8217;egoismo è finito&#8221;!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/06/pinocchi-e-grilli-parlanti-legoismo-e-finito/554024/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/06/pinocchi-e-grilli-parlanti-legoismo-e-finito/554024/#comments</comments> <pubDate>Sat, 06 Apr 2013 18:05:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Cooperazione]]></category> <category><![CDATA[Lavoro]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[Social Network]]></category> <category><![CDATA[Zurigo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=554024</guid> <description><![CDATA[Smettiamola con il far ruotare tutto intorno all&#8217;io, escludendo il noi. Siamo davvero tutti cresciuti con il gene dell&#8217;egoismo? Antonio Galdo, giornalista, scrittore e blogger di nonsprecare.it, sostiene di  no. E torna in libreria con un pamphletino molto smart: &#8220;L&#8217;egoismo è finito. La nuova civiltà dello stare insieme&#8221; (Einaudi). Il suo pensiero è chiaro, pulito...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Smettiamola con il far ruotare tutto intorno all&#8217;io, escludendo il noi. Siamo davvero tutti cresciuti con il gene dell&#8217;egoismo?</p><p>Antonio Galdo, giornalista, scrittore e blogger di <a href="http://www.nonsprecare.it" target="_blank">nonsprecare.it</a>, sostiene di  no. E torna in libreria con un pamphletino molto smart: <em>&#8220;L&#8217;egoismo è finito. La nuova civiltà dello stare insieme</em>&#8221; (Einaudi). Il suo pensiero è chiaro, pulito è sostenibile: la Grande Crisi ci spinge verso nuovi modelli: dal <strong>cohousing</strong> al <strong>coworking</strong>, dalla Rete al welfare in fabbrica. Passando per la condivisione del verde con la creazione di orti verticali, i &#8220;grattaverdi&#8221; di New York.</p><p>Lo sapevate che la città più <em>smart</em>, ossia più vivibile d&#8217;Europa (vista attraverso vari indicatori sulla qualità di vita) è <strong>Zurigo</strong>. Beh, in realtà, è un braccio di ferro fra Zurigo e Vienna, il tempio del rigore (e dei treni puntuali che spaccano il secondo) deve vedersela con la capitale della Mitteleuropa. Quale sarebbe la mossa vincente di Zurigo? Ha puntato sullo <em><strong>shared space</strong>, </em>lo spazio condiviso, la forma più avanzata di una nuova convivenza fra le tribù dell&#8217;egoismo metropolitano. Espressione estrema dell&#8217;altruismo metropolitano, lo <em>shared space,</em> affonda le sue radici nel pensiero dell&#8217; urbanista olandese Hans Monderman: &#8220;Nelle grande aeree metropolitane dobbiamo tornare all&#8217;idea del villaggio&#8230;dove i cittadini si comportano meglio e hanno più voglia di stare insieme&#8221;. Perché come diceva Aristotele, non si può essere felici da soli. In questa nuova visione anche il <strong>downshifting</strong>, scalare le marce, il <strong>rallentare</strong> diventa una necessità utile allo spirito della collettività.</p><p>Per affinità di nascita e (di scelta) ho apprezzato e condiviso il capitolo che riguarda <strong>Napoli</strong> dove l&#8217;autore scrive: &#8220;Sono fuggito da una città che vedevo soffocare. Mi sono arreso di fronte a una città egoista, come la sua borghesia sottoproletaria, indolente e insofferente, incapace di pensare a un <em>noi . </em>Vent&#8217;anni di migrazione mi hanno fatto attraversare tutti gli stadi dell&#8217;addio: la rabbia, il dolore, il rigetto&#8230;&#8221;. Ma Galdo, affacciato al balcone dei suoi ricordi, sogna ancora una Napoli che risorga.</p><p>Ha solo 20 anni <strong>Davide Dattoli</strong>, cofondatore di <strong>Talent Garden</strong>, con sede  a Brescia per la sua vocazione di territorio ideale dell&#8217;impresa e del fare insieme. Visionari? Forse. Intanto lavorano gomito a gomito programmatori, videomaker, webdisegner&#8230; guardano oltre la nebbia della recessione, smuovono idee in un clima eccitante di metamorfosi professionali. Lì tengono d&#8217;occhio i <em>business angel</em>, finanziatori/mecenati di nuove idee. La loro comunità è fondata su <em>coworking</em> e <em>copassion</em>, ossia condivisione di lavoro e passione. E già la chiamano la <strong>Silicon Valley</strong> del bresciano.</p><p>Condivisione e solidarietà, sono questi concetti alla base della diffusione planetaria dei <strong>social network</strong>. Nel campo della sociologia già da tempo si parla di intelligenza collettiva, secondo cui le singole intelligenze devono <strong>cooperare</strong> per poter gestire un sapere in crescita esponenziale. </p><p>Saggi, governanti e pseudo tali, fate finta anche voi di credere che l&#8217;egoismo sia finito. A furia di ripeterlo, magari succede sul serio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/06/pinocchi-e-grilli-parlanti-legoismo-e-finito/554024/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grillo, ti consiglio &#8216;Solo Andata&#8217;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/23/grillo-ti-consiglio-solo-andata/540287/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/23/grillo-ti-consiglio-solo-andata/540287/#comments</comments> <pubDate>Sat, 23 Mar 2013 18:35:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cervelli in fuga]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Cervelli in Fuga Francia]]></category> <category><![CDATA[Fuga dei Cervelli]]></category> <category><![CDATA[Futuro]]></category> <category><![CDATA[Giovani]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[Lavoro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=540287</guid> <description><![CDATA[&#8220;Non ho votato Grillo ma se mette fine alla fuga del capitale umano, quasi quasi ci ripenso&#8230; Basta che non urli troppo perché mi piace la politica dai toni pacati e dai gesti forti!&#8221;, ha le idee chiarissime la multitasking Annalisa De Simone. Nata a L&#8217;Aquila, anche lei emigrata a diciott&#8217;anni, attirata da luci e lustrini...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="JUSTIFY">&#8220;Non ho votato Grillo ma se mette fine alla fuga del capitale umano, quasi quasi ci ripenso&#8230; Basta che non urli troppo perché mi piace la politica dai toni pacati e dai gesti forti!&#8221;, ha le idee chiarissime la multitasking Annalisa De Simone. Nata a L&#8217;Aquila, anche lei emigrata a diciott&#8217;anni, attirata da luci e lustrini della capitale, una laurea di Scienze Umanistiche appesa al muro, attrice, ballerina, coreografa e adesso anche scrittrice con <em><strong>Solo Andata </strong></em>(Dalai Editore, Baldini e Castoldi). Titolo suggestivo per un romanzo d’esordio, anche se non del tutto originale. Nel 2005 Erri De Luca ha pubblicato un&#8217; omonima raccolta di poesie. </p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="JUSTIFY">In Italia, ahinoi, si scrive più di quanto si legga. Per questo i due protagonisti del romanzo, per non rimanere talenti sprecati in patria,  se ne vanno e non tornano più (Solo Andata). Annalisa sa bene che <strong>l&#8217;immigrazione intellettuale</strong> è un tema di grande attualità. I giovani, sempre più disillusi, sono costretti ad andare via da un paese alle prese con la propria sopravvivenza. Edoardo, genietto in fuga, si è trasferito a Parigi  per cercare lavoro come insegnante di lettere e dove ha esordito con il suo primo romanzo. L&#8217;altra protagonista, Daphne, è una ragazza romana che raggiunge la Ville Lumière  per uno stage al settimanale &#8220;Le Nouvel Observateur&#8221;.</p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="JUSTIFY">Le vicende si intrecciano intorno al registro dell’irreversibilità.</p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="JUSTIFY"> &#8221;<strong>Solo Andata</strong> è stata la prima intuizione che ho avuto quando ho pensato alla storia”, spiega Annalisa. Ma vuole anche essere un messaggio politico: &#8220;Sono molto spaventata per questa impasse di governo che, anche a causa di Grillo, tarda a prendere una forma netta e chiara. Il governo Berlusconi tagliò fondi all&#8217;Università. Tanto il suo elettorato non era quello&#8230; Il risultato è stato 50mila iscritti in meno l&#8217;anno scorso&#8221;. Un dato inquietante. Le famiglie non sono più disposte a fare sacrifici per fare studiare un figlio. <strong>Tanto il lavoro, anche con una laurea, non si trova</strong>.</p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="JUSTIFY">Meditate Grillo e grillini: meno s’investe in ricerca e in sviluppo, più ai giovani (laureati e non) non resta che trovare altri mercati di sbocco. Tutt&#8217; al più fate vostro il motto di <strong>Marco Piana</strong>, candidato Pd alla Camera per il Nord e Centro America e specializzato, guarda caso, in energie rinnovabili: &#8220;Import di talenti ed Export di cultura&#8221;.</p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT">&#8220;In altri Paesi europei, durante i cicli economici negativi, non si fanno politiche di tagli, bensì di investimenti &#8211; fa notare Marika Borrelli, ora docente di Comunicazione Aziendale, ma per una dozzina d&#8217;anni agguerrita sindacalista. S&#8217;investe quasi totalmente nella cultura, nell&#8217;istruzione e nella ricerca, perché solo le intelligenze nuove, giovani, stimolate, possono tirare i Paesi fuori dai guai. La migliore scuola di Stoccolma è quella di periferia, frequentata dai figli degli immigrati: perché è lì il futuro. Noi, in Italia, invece che facciamo? Tagliamo tutto: i negozi chiudono, le aziende falliscono, le pensioni non bastano. E i ragazzi perdono i sogni. La porta di un nuovo paradiso si apre con un biglietto di sola andata. Appunto.&#8221;</p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT"> </p><p lang="it-IT" align="LEFT"> </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/23/grillo-ti-consiglio-solo-andata/540287/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Elezioni 2013, Bersani: l&#8217;approssimazione perfetta!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/19/elezioni-2013-bersani-lapprossimazione-perfetta/535085/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/19/elezioni-2013-bersani-lapprossimazione-perfetta/535085/#comments</comments> <pubDate>Tue, 19 Mar 2013 11:11:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Crisi Economica]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Politiche 2013]]></category> <category><![CDATA[Germania]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=535085</guid> <description><![CDATA[Ricevo e pubblico sul mio blog la lettera di Maurizio Berté, un&#8217;opinione che credo vada assolutamente condivisa e valorizzata: Cara Janu ti scrivo così ti distrai un pò, pensavo di aver capito male la prima volta che l’avevo sentito, invece no, Bersani dice proprio “la” pidielle. Ma come c’è arrivato, che giornali legge al mattino,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo e pubblico sul mio blog la lettera di Maurizio Berté, un&#8217;opinione che credo vada assolutamente condivisa e valorizzata:</p><p><em>Cara Janu ti scrivo così ti distrai un pò, </em></p><p><em>pensavo di aver capito male la prima volta che l’avevo sentito, invece no, <strong>Bersani</strong> dice proprio “la” pidielle. Ma come c’è arrivato, che giornali legge al mattino, che radio ascolta a mezzogiorno, che televisione guarda la sera, con chi parla tutto il giorno? Come continua, da due settimane ormai, più volte al giorno con l’orrido, la “sue” responsabilità, parlando di <strong>Grillo</strong>, senza che nessuno, con tutto lo staff che ha, gli suggerisca che sarebbe meglio dire “proprie”. Bagatelle dirai, mica tanto dico io, intanto sono già passati 24 giorni dal conteggio dei voti ma, non ci posso credere, nessuno ci può credere, non è ancora successo niente, niente, zero virgola zero. L’unica cosa certa è l’approssimazione perfetta, titolo giusto per il film nel quale ci troviamo e nel quale Bersani, sempre lui gioca il ruolo da protagonista, me lo ricordo in qualche talk dove la cosa più precisa che diceva era: “un pò’”, ma anche “qualcosina”, eccetera eccetera. </em></p><p><em>Del resto non è la prima volta che l’insipienza è al potere. <strong>John Kenneth Galbraith</strong>, nel suo libro &#8220;Il Grande Crollo&#8221; ci racconta che politici, economisti, banchieri e affini non capirono nulla della famosa, troppo famosa, <strong>crisi del 1929</strong>, né come evitarla né come superarla. Ma anche oggi, con tutti i genialoni che abbiamo in giro per il mondo, non c’è nessuno, diconsi nessuno, che dica qualcosa di serio sulla crisi, se ne stanno lì, a guardare l’orizzonte. Mah, perché poi le cose cambiano alla velocità della luce, e quando si arriva agli incroci la storia diventa matematica, pim, pum pam e chi s’è visto. </em></p><p><em>Per esempio guarda cosa è successo in <strong>Germania</strong> negli anni che vanno dal 1928 in poi. C’era un partito, indovina quale, sì hai indovinato quello nazista che nel 1928 prende circa 800.000 voti pari al 2,6%. Ma nel Settembre 1930 passano a 6,4 milioni di voti pari al 18,3%, che nell’Aprile 1932 salgono a 13,4 milioni di voti pari al 36,8% e nel Luglio 1932 arrivano a 13,7 milioni di voti, pari al 37,4%&#8230; Eh beh, dài e dài… </em></p><p><em>di Maurizio Bertè</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/19/elezioni-2013-bersani-lapprossimazione-perfetta/535085/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grillo, una Napoli agonizzante chiede il tuo aiuto!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/06/grillo-napoli-agonizzante-chiede-tuo-aiuto/522216/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/06/grillo-napoli-agonizzante-chiede-tuo-aiuto/522216/#comments</comments> <pubDate>Wed, 06 Mar 2013 12:38:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Città della Scienza]]></category> <category><![CDATA[Corruzione]]></category> <category><![CDATA[Crollo]]></category> <category><![CDATA[Dissesto-idrogeologico]]></category> <category><![CDATA[Incendio Doloso]]></category> <category><![CDATA[Luigi De Magistris]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[Palazzine]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=522216</guid> <description><![CDATA[&#8220;La tua città sta morendo. Scrivilo, denuncia, flagella&#8230;&#8221;. La voce al telefono di mia madre è un singhiozzo. Tra i singhiozzi si è lasciato trascinare Guido di Marzo, 92 anni, ufficiale di Marina durante la Seconda Guerra Mondiale, ex direttore della Rai di Napoli dei tempi d&#8217;oro degli anni &#8217;70. Pochi minuti prima che il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="LEFT">&#8220;La tua città sta morendo. Scrivilo, denuncia, flagella&#8230;&#8221;. La voce al telefono di mia madre è un singhiozzo. Tra i singhiozzi si è lasciato trascinare <strong>Guido di Marzo</strong>, 92 anni, ufficiale di <strong>Marina</strong> durante la <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>, ex direttore della <strong>Rai</strong> di <strong>Napoli</strong> dei tempi d&#8217;oro degli anni &#8217;70. Pochi minuti prima che<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/04/napoli-crolla-edificio-sotto-le-macerie-un-autobus-e-diverse-automobili/519369/" target="_blank"> il palazzo dove è nato e vissuto gli si sbriciolasse davanti agli occhi come un castello di sabbia</a>. Proprio lì di fronte al cantiere della metropolitana.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Un palazzo nobiliare in pietra di bugnato, fiore all&#8217;occhiello della Napoli storica, una volta sede del consolato francese, che guardava il mare da oltre duecento anni. Inghiottito dal ventre molle della città. Non voleva lasciare il suo palazzo, come un comandante  non vuole abbandonare la nave che sta per affondare. Guido si accascia inerme fra le macerie. Il figlio giunto di corsa da Roma se lo porta via come un burattino spezzato, un ultimo sguardo a quello che è rimasto della sua vita sotto lo sfasciume di una città.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">A dodici ore di distanza un <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/05/napoli-incendio-devasta-citta-della-scienza-quattro-capannoni-in-fiamme/520401/" target="_blank">devastante incendio divampava a La Città della Scienza</a>, altro fiore all&#8217;occhiello della Napoli &#8220;illuminata&#8221;. Vanno in fumo 20 milioni di euro e l&#8217;ultimo sogno di normalità di una città che voleva guardare &#8220;oltre&#8221;. </p><p lang="it-IT" align="LEFT">Adesso lo chiamano <strong>Cassandra,</strong> <strong>Riccardo Caniparoli</strong>, geologo, più volte aveva segnalato alle autorità (che beffa chiamarle ancora così) il <strong>rischio idrogeolocico</strong> della <strong>Riviera di Chiaia:</strong> «Durante lo scavo della galleria della Linea 6, sono state intercettate, lungo il percorso, 3 tipi di acque sotterranee, che prima erano in equilibrio tra loro: le acque dolci della falda superficiale che dalle colline di <strong>Posillipo</strong> e del <strong>Vomero</strong> si versavano in mare&#8230;poi le acque salate della<strong> falda</strong> di intrusione marina con una direzione di flusso opposta alla precedente&#8230;tutti i fabbricati della Torretta e della Riviera di Chiaia oggi si allagano anche in mancanza di precipitazioni abbondanti». Scriveva sul numero di <em>Chiaia magazine</em> dell&#8217;aprile 2012. E&#8217; come se si fosse formata una <strong>diga sotterranea</strong> che imprigiona l&#8217;acqua e ne impedisca il deflusso, mettendo a rischio di cedimento le fondamenta dei palazzi. </p><p lang="it-IT" align="LEFT">I fischi al sindaco <strong>De Magistris</strong>, accorso sul luogo del crollo, tuonano all&#8217;inefficienza e all&#8217;inezia di un&#8217;intera <strong>classe politica</strong>. E meno male che non c&#8217;è scappato il morto, urlano gli sfollati. E solo grazie al tempismo del portiere che ha dato l&#8217;allarme citofonando agli inquilini (&#8220;Scendete subito il palazzo sta crollando&#8230;!&#8221;) si è evitata la <strong>tragedia</strong> da troppo tempo annunciata. Incriminato anche il sovraccarico di auto della Riviera dopo la chiusura al traffico del Lungomare.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">E solo adesso ci si ricorda come uno <strong>Studio di Impatto Ambientale</strong> della zona altamente urbanizzata, sia misteriosamente sparito dagli uffici della Regione il 10 marzo 2009&#8230;</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Basta così. Vogliamo continuare ancora a chiederci perché è successo?</p><p lang="it-IT" align="LEFT"><strong>Grillo</strong>, mi rivolgo a te (a chi altro, se no?) che ormai vesti l&#8217;abito scomodo di salvatore della patria. Fai qualcosa, se sei ancora in tempo. In fondo tra <strong>Napoli</strong> e <strong>Genova</strong> c&#8217;è un gemellaggio dell&#8217;anima e manda a <em>vaffa</em> quelli che dicono che Napoli è  la punta di iceberg di un&#8217;Italia, schiacciata ormai da anni di <strong>corruzione</strong> dei politici. Dimostraci che non sarà più così. E vedrai che ci sarà pure chi invocherà Grillo SantoSubito!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/06/grillo-napoli-agonizzante-chiede-tuo-aiuto/522216/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pistorius in libertà su cauzione: Reeva è stata ammazzata due volte</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/24/liberta-su-cauzione-per-pistorius-reeva-e-stata-ammazzata-due-volte/510569/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/24/liberta-su-cauzione-per-pistorius-reeva-e-stata-ammazzata-due-volte/510569/#comments</comments> <pubDate>Sun, 24 Feb 2013 08:58:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Donne di Fatto]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[cauzione]]></category> <category><![CDATA[Femminicidio]]></category> <category><![CDATA[Libertà]]></category> <category><![CDATA[Omicidio]]></category> <category><![CDATA[Oscar Pistorius]]></category> <category><![CDATA[Reeva Steenkamp]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=510569</guid> <description><![CDATA[Non mi è mai piaciuto Blade Runner. Adesso che gli hanno pure concesso la libertà su cauzione mi fa orrore. E come se avesse ammazzato Reeva due volte. C&#8217;è una schizofrenia da personaggio pubblico che gli ha fatto perdere la sua dimensione. Noi diventiamo qualcuno davanti agli altri se veramente lo siamo. Lui era solo un bluff....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="LEFT">Non mi è mai piaciuto Blade Runner. Adesso che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/22/pistorius-giudice-dice-si-alla-liberta-su-cauzione/508989/" target="_blank">gli hanno pure concesso la libertà su cauzione</a> mi fa orrore. <strong>E come se avesse ammazzato Reeva due volte</strong>.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">C&#8217;è una schizofrenia da personaggio pubblico che gli ha fatto perdere la sua dimensione. Noi diventiamo qualcuno davanti agli altri se veramente lo siamo. Lui era solo un bluff. Anche se molto ben costruito. Il mostro dentro di lui correva più veloce.</p><p lang="it-IT" align="LEFT"><strong>Pistorius</strong> è voluto andare al di là di certi limiti che sono imposti all&#8217;uomo dalla natura. Capisco e ammiro chi è nato svantaggiato e vuole recuperare uno spazio vitale che gli è precluso, ma nel caso di <strong>Pistorius</strong> lui ha voluto strafare. E&#8217; il suo<strong> delirio di onnipotenza</strong> che ha sempre generato in me un rifiuto nei suoi riguardi.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Il delirio paranoide spesso si accompagna al desiderio- oserei dire diabolico &#8211; di voler stravolgere l&#8217;ordine naturale delle cose. Non sa di straordinario, ma solo di qualcuno che non si ferma davanti a nulla. Pistorius  sembra qualcuno che voglia manipolare violentemente le cose, la realtà, financo le prove schiaccianti della sua colpevolezza.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Ho trovato il Vangelo di domenica scorsa illuminante a tal proposito. Quando Satana tenta Gesù nel deserto, gli propone di trasformare la pietra in pane. Facile poiché Gesù aveva fame, essendo stato quaranta giorni digiuno a pregare. Ma Gesù rifiuta. Non c&#8217;è in gioco la tentazione della gola ma l&#8217;ordine naturale delle cose. La pietra è pietra e tale deve restare: non può diventare pane. In fondo Satana tenta Gesù proprio su questo punto: &#8220;Tu che sei il Figlio di Dio, dimostralo&#8221;. Mostra al mondo che puoi tutto. </p><p lang="it-IT" align="LEFT">E anche Pistorius ha voluto mostrare alla platea mondiale che lui poteva tutto: anche sfidare alle Olimpiadi i normodotati. Lui senza gambe correva contro quelli che le gambe le hanno.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Ma non gli bastava. Voleva conquistare anche le donne più belle.  Per ricavarne notorietà e vantaggi per la sua <strong>carriera di atleta</strong>. E per accarezzare un ego -quello sì- monco. Non conosco il movente del suo gesto, ma se è la <strong>gelosia</strong>, come si suppone, forse avrà capito che al delirio di onnipotenza deve corrispondere il controllo dei propri istinti. E a chi si vende come un <strong>supereroe</strong>, l&#8217;autogestione delle proprie pulsioni è richiesta in modo intransigente. Troppo assolutorio scrivere &#8220;è una vittima dello star system&#8221;. Per me Pistorius, oggi, è<strong> un assassino in libertà che ha ucciso una donna indifesa.</strong> E come ultimo gesto d&#8217;amore a chi gli offriva la libertà, in mezzo a un ovazione da stadio di parenti e amici, l&#8217;atleta poteva lavarsi la coscienza (ma solo in parte) con un: &#8220;No grazie, rimango in galera&#8221;. Avrebbe recuperato le sue gambe. Quelle morali.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Intanto la rabbia delle donne di tutto il mondo si fa sentire nelle parole dure come cristallo di Cecile Greboval, segretario generale della European Women&#8217;s Lobby: «È un clamoroso esempio di impunità nei casi di violenza e omicidio contro le donne».</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/24/liberta-su-cauzione-per-pistorius-reeva-e-stata-ammazzata-due-volte/510569/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grillo, davanti le quinte di un comizio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/20/grillo-davanti-quinte-di-comizio/506112/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/20/grillo-davanti-quinte-di-comizio/506112/#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Feb 2013 10:52:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2013]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Duomo Milano]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Politiche 2013]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Regionali Lombardia]]></category> <category><![CDATA[Milano]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Toni Servillo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=506112</guid> <description><![CDATA[C&#8217;ero anch&#8217;io fra i 50mila, 90mila. Non saprei, comunque la piazza era gremitissima. Di giovani e meno giovani. C&#8217;ero anch&#8217;io a gridare: &#8220;Tutti a casa. Arrendetevi&#8221;. Che come un&#8217;onda anomala montava sulla folla. C&#8217;ero anch&#8217;io sul sagrato del Duomo sotto il manifesto della Via Crucis . Ed è altrettanto dura la lunga marcia di Grillo. Non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>C&#8217;ero anch&#8217;io fra i 50mila, 90mila. Non saprei, comunque la piazza era gremitissima. Di giovani e meno giovani. C&#8217;ero anch&#8217;io a gridare: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/19/grillo-in-piazza-duomo-a-milano-arrendetevi-siete-circondati/505501/">&#8220;Tutti a casa. Arrendetevi&#8221;</a>. Che come un&#8217;onda anomala montava sulla folla.</div><div>C&#8217;ero anch&#8217;io sul sagrato del <strong>Duomo</strong> sotto il manifesto della Via Crucis . Ed è altrettanto dura la lunga marcia di <strong>Grillo</strong>. Non ha più un filo di voce e finito questo comizio deve correre a quello di Monza. Urla: &#8220;Sono gli ultimi giorni di fuoco&#8230;Sarà un bagno di sangue per tutti. Diranno che odio le donne, che odio i gay e che nel camper nascondo 5 chili di cocaina&#8230;&#8221;. Mitraglia battute davanti alle attonite televisioni straniere, la Bbc, la tivù greca, norvegese e danese. <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/02/20/tsunami-tour-a-milano-grillo-siete-circondati/221777/" target="_blank">Tutte lì  a registrare gli ultimi battiti dello<strong> Tsunami Tour</strong></a>. Lascio Piazza Duomo, un uomo è accasciato sul marciapiede. E&#8217; un suonatore ambulante. Non ha più nulla da vendere che il suo sax. Cosa se ne fa della musica se non ha i soldi per pagarsi l&#8217;operazione alla gamba. Non ce la fa ad arrivare sotto il palco di Grillo, la barriera umana è invalicabile.</div><div><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/20/grillo-davanti-quinte-di-comizio/506112/1-9/" rel="attachment wp-att-506179"><img class="alignleft size-full wp-image-506179" title="1" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/1.jpg?adf349" alt="" width="400" height="300" /><noscript><img class="alignleft size-full wp-image-506179" title="1" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/1.jpg?adf349" alt="" width="400" height="300" /></noscript></a> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/20/grillo-davanti-quinte-di-comizio/506112/2-8/" rel="attachment wp-att-506180"><img class="alignleft size-full wp-image-506180" title="2" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/22.jpg?adf349" alt="" width="400" height="300" /><noscript><img class="alignleft size-full wp-image-506180" title="2" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/22.jpg?adf349" alt="" width="400" height="300" /></noscript></a>&#8220;Questo Paese è stanco e marcio. Dove vuoi arrivare? No, non è Grillo a inveire. Lo sussurra sibillino il politicante a Toni Servillo, protagonista del film liberatorio &#8221;Viva La Libertà&#8221;. E l&#8217;attore (che interpreta le parti di due gemelli, un leader politico e un filosofo appena dimesso da una casa di cura) risponde: &#8220;A liberare gli italiani dalla paura&#8221;. Intransigente, non ammette alleanze il leader <strong>Servillo</strong> &#8220;Se non quelle con la propria coscienza&#8221;. Come Grillo che continua a non attaccarsi a nessuno. Mentre tutti lo attaccano.</div><div>A Grillo danno del pazzo, del visionario. Eppure in 3 anni, senza soldi, snobbato da televisione e giornali, partendo da un blog, ha rivoltato il paese come un pedalino. A pedate sta prendendo l&#8217;elefantiaco establishment: &#8220;Hanno disintegrato il paese. Si sono mangiati la grande industria. Adesso ci provano con la media e piccola impresa. La colonna vertebrale della nostra economia. Ne falliscono una trentina al giorno&#8221;. E poi snocciola cifre: un top manager non può guadagnare 1000 volte un suo dipendente. Attacca <strong>Profumo</strong> affossatore di banche coperto di liquidazioni d&#8217;oro. E  <strong>Tronchetti Provera</strong> disintegratore di Telecom. Le provincie costano 11 miliardi, sono da abolire. Il <strong>made in Italy</strong> è da salvaguardare, spetta solo a chi produce in Italia, non in Cina.</div><div><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/20/grillo-davanti-quinte-di-comizio/506112/3-5/" rel="attachment wp-att-506183"><img class="alignleft size-full wp-image-506183" title="3" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/3.jpg?adf349" alt="" width="400" height="300" /><noscript><img class="alignleft size-full wp-image-506183" title="3" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/3.jpg?adf349" alt="" width="400" height="300" /></noscript></a></div><div>E la battuta finale del film sembra scritta ad hoc per Grillo: &#8220;Ti sei fidato di un pazzo&#8221;, così si rivolge Servillo al suo portaborse. Esco dal <strong>cinema</strong>, in un angolo di Piazza San Carlo, alcuni volontari della comunità di Sant&#8217;Egidio distribuiscono un piatto caldo. No, non sono barboni o extracomunitari, sono il nostro vicino di casa, gente normale, non vestiti di stracci, sguardo basso, scorticati nell&#8217;anima, umiliati. Alcuni di loro avevano ancora in mano il palloncino &#8220;Vota 5 Stelle&#8221;. E&#8217; la loro ultima speranza.  E si unisce al grido di dolore come una <em>Stabat Mater</em> ai piedi dell&#8217;Italia in croce Dario Fò invitato al Grillo show: &#8221;Non molliamoli&#8221;. Io ho già votato e lo rivoterei una, due, centomila volte. </p><div>Ps: come Massimo Fini ha analizzato Grillo darà voce alla categoria più temuta, quella degli astensionisti. E saranno botte di fatto!</div></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/20/grillo-davanti-quinte-di-comizio/506112/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ho votato Grillo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/16/ho-votato-grillo/502358/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/16/ho-votato-grillo/502358/#comments</comments> <pubDate>Sat, 16 Feb 2013 15:09:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2013]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Politiche 2013]]></category> <category><![CDATA[Italiani all'Estero]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Voto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=502358</guid> <description><![CDATA[Il voto è segreto. Il mio no. E lo voglio rendere pubblico. Da poco sono residente all&#8217;estero, dunque mi è arrivato il &#8216;famoso&#8217; plico.  Perfino con la busta già affrancata per rispedire alle autorità consolari la cartella elettorale. Devo ammettere che hanno fatto le cose per benino pur di raccattare voti. Confesso che non votavo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="LEFT">Il voto è segreto. Il mio no. E lo voglio rendere pubblico. Da poco sono residente all&#8217;estero, dunque mi è arrivato il &#8216;famoso&#8217; plico.  Perfino con la busta già affrancata per rispedire alle autorità consolari la cartella elettorale. Devo ammettere che hanno fatto le cose per benino pur di raccattare voti. Confesso che non votavo da una vita.</p><p lang="it-IT" align="LEFT"><strong>Grillo mi ha convinto. Ecco i miei 10 motivi.</strong></p><p lang="it-IT" align="LEFT">1) Voto Grillo per protesta. E&#8217; l&#8217;unico fuori dal coro. Mentre tutti si attaccano a tutti. Lui è l&#8217;unico che si attacca a se stesso. Non si è alleato con nessuno. Mica come quelli della Lega che avevano giurato: &#8220;Mai più un&#8217;alleanza con Berlusconi&#8221;. E invece adesso sono di nuovo pappa e ciccia con Silvio. Mica come Monti: &#8220;Non mi candido&#8221;. E invece eccolo là. </p><p lang="it-IT" align="LEFT">2) Voto Grillo&#8230;.parafrasando Rosy Bindi &#8220;Se Grillo è il greggio&#8230;&#8221;, gli altri sono barili &#8216;vuoti&#8217; di idee e di programmi.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">3) Voto Grillo perché non ne posso più delle boutade da cabaret di Berlusconi: dopo quella di  restituire agli italiani l&#8217;Imu. Adesso promette quattro milioni di posti di lavoro. Intanto durante il suo governo non ha realizzato neanche il primo milione. (Ma la cosa che mi fa più rabbrividire è che c&#8217;è chi gli crede ancora!)</p><p lang="it-IT" align="LEFT">4) Voto Grillo perché si è autofinanziato la sua campagna. Mica l&#8217;ha fatta con i soldi nostri.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">5) Voto Grillo perché mi riconosco e mi unisco all&#8217;urlo: &#8220;Mandiamoli tutti a casa&#8221;. <em>I partiti hanno creato un sistema marcio di ruberie generalizzato, e ancora ci provano promettendo ai cittadini cose irrealizzabili per fotterli questa volta definitivamente&#8230;&#8221; </em>tuona dal suo blog.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">6) Voto Grillo perché è stato &#8220;ispirato&#8221; dal Grande Saggio Massimo Fini. </p><p lang="it-IT" align="LEFT">7) Voto Grillo perché mi piace il suo programma ecologico. Lui l&#8217;auto ibrida ce l&#8217;ha da un pezzo (vista con i miei occhi) mica la usa solo per propaganda elettorale.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">8) Voto Grillo, ma sì, pure per allegria. Prima faceva il comico, adesso Berlusconi gli ha scippato il mestiere ( e non vorremo mica lasciare il Grillo disoccupato).</p><p lang="it-IT" align="LEFT">9) Voto Grillo perché ha i capelli bianchi, indicatore di una certa sapienza. Non si è mica pittato la chioma per esigenze di look. Ieri sera mi ha colpito la sfumatura della capigliatura del &#8220;rieccolo&#8221;, una via di mezzo fra il rosso Biscardi e il rosso tiziano su un mascherone di cerone. Cos&#8217;è un richiamo subliminale ai conti dello Stato, o ai nostri?</p><p lang="it-IT" align="LEFT">10) Voto Grillo perché rappresenta un principio di responsabilità. E un principio di speranza. In fondo meglio l&#8217;<em>imagination au  pouvoir</em> che il malaffare al governo. E poi lui non vuole vincere le elezioni, vuole solo fare il <strong>cane da guardia all&#8217;opposizione.</strong></p><p lang="it-IT" align="LEFT">Italiani sveglia, la situazione è peggiore di quello che immaginate. Buon voto a tutti!</p><p lang="it-IT" align="LEFT"> </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/16/ho-votato-grillo/502358/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Evasione al cubo (di Rubik)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/10/evasione-al-cubo-di-rubik/494591/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/10/evasione-al-cubo-di-rubik/494591/#comments</comments> <pubDate>Sun, 10 Feb 2013 08:55:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Zonaeuro]]></category> <category><![CDATA[Banche]]></category> <category><![CDATA[Banche Europee]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Evasione Fiscale]]></category> <category><![CDATA[Italia]]></category> <category><![CDATA[Offshore]]></category> <category><![CDATA[Svizzera]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=494591</guid> <description><![CDATA[Dicevamo, la Svizzera, sotto pressione internazionale, è da tempo oggetto di &#8220;attenzioni&#8221; volte a farle modificare la propria legislazione in materia bancaria e fiscale. Le si richiede, in primo luogo, una riqualificazione del reato di evasione fiscale e di assistenza all&#8217;evasione fiscale, da infrazione amministrativa a reato penale.  Per realizzare l&#8217;Unione Fiscale Europea bisogna passare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/08/paradisi-fiscali-berlusconi-non-scambi-laccordo-rubik-con-ruby/493075/" target="_blank">Dicevamo, la <strong>Svizzera</strong>, sotto pressione internazionale, è da tempo oggetto di &#8220;attenzioni&#8221; volte a farle modificare la propria legislazione in materia <strong>bancaria e fiscale</strong></a>. Le si richiede, in primo luogo, una riqualificazione del <strong>reato di evasione fiscale</strong> e di assistenza all&#8217;evasione fiscale, da infrazione amministrativa a reato penale. </p><p>Per realizzare l&#8217;<strong>Unione Fiscale Europea</strong> bisogna passare anche per la Svizzera. Occorre che tutti i paesi abbiano lo stesso regime fiscale, come suggeriscono l&#8217;insieme di norme anti/elusione che vanno sotto il nome di <strong>Rubik</strong>, il cubo rompicapo. Non possono coesistere nella stessa Comunità paesi come la Germania dove il 95% della popolazione paga le tasse e la Grecia dove le pagano  un risicato 2 o 3%. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/30/ue-italia-deve-impegnarsi-contro-levasione-fiscale-preoccupano-crisi-spagna-e-belgio/246834/" target="_blank">Mentre in Italia l’<strong>evasione fiscale</strong> è superiore al gettito d&#8217;imposta, mangiandosi circa </a><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/30/ue-italia-deve-impegnarsi-contro-levasione-fiscale-preoccupano-crisi-spagna-e-belgio/246834/" target="_blank">160 miliardi di euro all&#8217;anno</a>.</strong></p><p><strong></strong>Negli <strong>Stati Uniti</strong> chi non paga le tasse va in prigione e paga fino a 5 volte il montante sottratto. L&#8217;Europa per realizzare il suo piano di efficienza fiscale ha bisogno che la Svizzera si adegui. Il conflitto Stati Uniti vs. <strong>Ubs </strong>ha portato il il più grande colosso bancario svizzero a consegnare la <strong>lista nera</strong> dei cittadini americani con conti non dichiarati al Fisco. E a  pagare una salatissima multa di quasi un miliardo di franchi. </p><p>La Comunità Europea vuole che l&#8217;evasione fiscale  in tutti i paesi diventi perseguibile come <strong>reato penale</strong> e non più come illecito amministrativo. Chi non paga le tasse, o ha un conto non dichiarato, viene punito come un criminale. E&#8217; immaginabile che nell&#8217;arco di due anni le banche svizzere avranno l&#8217;obbligo di denunciare i non residenti, titolari di conti. Le banche inadempienti rischieranno  fino alla revoca della licenza di operatore finanziario.</p><p>Possibili scenari: parte del settore bancario si trasformerà da <em>offshore</em> a <em>onshore.</em> La Svizzera eccelle anche in altri campi, come il farmaceutico, la ricerca, il settore turistico, la meccanica di precisione e i servizi. Ginevra, negli ultimi dieci annni, è diventata uno dei centri mondiali di <strong>trading</strong> di materia prime, impiegandovi  più personale che del settore bancario.</p><p>E&#8217; finito un ciclo, quello del segreto bancario. Anche negli anni &#8217;70 la manifattura orologiera, perno dell&#8217;economia svizzera, crollò a discapito di quella più a buon mercato giapponese (Casio, Seiko). La risposta della Svizzera fu lo Swatch, che invase il mondo. In fondo è bastato solo cambiare meccanismo. </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/10/evasione-al-cubo-di-rubik/494591/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Paradisi fiscali, Berlusconi non scambi l&#8217;accordo Rubik con Ruby</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/08/paradisi-fiscali-berlusconi-non-scambi-laccordo-rubik-con-ruby/493075/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/08/paradisi-fiscali-berlusconi-non-scambi-laccordo-rubik-con-ruby/493075/#comments</comments> <pubDate>Fri, 08 Feb 2013 09:27:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Evasione Fiscale]]></category> <category><![CDATA[Paradisi Fiscali]]></category> <category><![CDATA[Ruby]]></category> <category><![CDATA[Scudo Fiscale]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Svizzera]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=493075</guid> <description><![CDATA[Continua a spararle grosse Berlusconi. Come una valanga. E non basterebbe Wikipedia per contenerle tutte. L&#8217;ultima trovata è choccante. Rieccolo a  promettere di restituire agli italiani (in contanti) i quattro miliardi di Imu versati sulla prima casa compensando la spesa con il concordato fiscale con la Svizzera sui capitali esportati in nero. Ed ecco che tempestivamente Michele Santoro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT">Continua a spararle grosse <strong>Berlusconi</strong>. Come una valanga. E non basterebbe Wikipedia per contenerle tutte. L&#8217;ultima trovata è choccante. Rieccolo a <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/03/elezioni-promessa-day-di-berlusconi-via-limu-al-primo-cdm/487982/" target="_blank"> promettere di restituire agli italiani (in contanti) i quattro miliardi di <strong>Imu</strong></a> versati sulla prima casa compensando la spesa con il concordato fiscale con la <strong>Svizzera</strong> sui capitali esportati in nero. Ed ecco che tempestivamente <strong>Michele Santoro</strong> spedisce la troupe televisiva di &#8220;<strong>Servizio Pubblico</strong>&#8221; in loco.</p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT"><div style="display:none"></div><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience2149424697001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="2149424697001" /> </object></div><div class="clear"></div><script async="async" type="text/javascript">brightcove.createExperiences();</script></p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT"><div style="display:none"></div><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience2149417202001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="2149417202001" /> </object></div><div class="clear"></div><script async="async" type="text/javascript">brightcove.createExperiences();</script></p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT">Capeggiata dalla bella e inquisitiva <strong>Francesca Fagnani</strong>, è sbarcata a <strong>Gstaad</strong> per indagare nel &#8220;cuore di tenebra&#8221; della<strong> ricchezza nascosta</strong>. E ha intervistato la sottoscritta. Che c&#8217;entro io con i patrimoni a nove zeri? Assai poco, ma fanno comunque parte del paesaggio. E mentre il resto dell&#8217;Europa tira la cinghia (e non sono rimasti più buchi), Gstaad rimane una specie di &#8220;riserva indiana&#8221; dei <strong>paperoni</strong> d&#8217;Europa. Divisa in caste, in alto i miliardari in euro, tra cui spiccano <strong>Ecclestone</strong>, <strong>Bertarelli</strong>, <strong>Hoffman</strong> più una decina di famiglie greche (che in banca hanno due volte l&#8217;equivalente del Pil del loro paese). Tutti beneficiano del <strong>forfait</strong> fiscale. Poi ci sono i ricchi. La categoria indigenti non è prevista.</p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT">Intanto l&#8217;ecologista <strong>Franz Weber</strong>, 84 anni, il &#8220;Grillo&#8221; della politica cantonale, ha portato a casa un&#8217; inaspettata vittoria contro la <strong>speculazione edilizia.</strong></p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT">L’iniziativa di Weber, &#8220;Basta con l’invasione della costruzione di seconde case&#8221;,  ha imposto un massimo che non deve superare il 20% di seconde case nei Comuni. Sull&#8217;altro fronte è stato invece bocciato il <strong>referendum</strong> che puntava da 4 a 6 settimane di <strong>vacanze</strong> retribuite. In Italia sarebbe stato  un plebiscito, altroché.</p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT">E sullo sfondo una <strong>Svizzera</strong> che per la prima volta nella sua storia finanziaria si trova a fare i conti con una <strong>crisi mondial</strong>e da un lato, e una crisi d&#8217;identità dall&#8217;altro. Il <strong>segreto bancario</strong>, pilastro della sua economia, non è più un segreto. L&#8217;<strong>accordo fiscale fra l&#8217;Italia e la Confederazione</strong> però ancora non è stato firmato. Chapeau a <strong>Monti</strong>, stava lì lì per firmare e poi? Boh, le solite cose all&#8217;italiana. Chiudere le stalle dopo che i buoi sono già scappati. Adesso ci pensa Superman, il caro Berlusca, a varcare la linea d&#8217;ombra della ricchezza.</p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT">Intanto molti capitali  &#8221;anonimi&#8221; hanno già preso il volo verso altri paradisi fiscali: Dubai, Hong Kong, Shanghai, America del Sud, Asia Centrale, ma anche verso il vicino Liechtenstein.   Accordi internazionali, molto più tempestivamente, sono invece stati  sottoscritti alla fine del 2011 dai governi inglesi e austriaci (i tedeschi ci stanno ripensando) in materia di <strong>trasparenza bancaria</strong> e <strong>evasione fiscale</strong>. </p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT">Accordi che vanno sotto il nome di <strong>Rubik</strong>, dal cubo rompicapo, <strong>praticamente &#8220;inventato&#8221; per salvare la faccia alla Svizzera. </strong>E il buon nome dei suoi evasori.</p><p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="LEFT">Tranquilli, a noi provvede B.B., il &#8220;badante&#8221; Berlusconi&#8230;(purché non scambi Rubik per <strong>Ruby</strong>).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/08/paradisi-fiscali-berlusconi-non-scambi-laccordo-rubik-con-ruby/493075/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Viaggio nel Polo Nord alla ricerca dell&#8217;aurora boreale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/02/polo-nord-non-esiste/487441/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/02/polo-nord-non-esiste/487441/#comments</comments> <pubDate>Sat, 02 Feb 2013 14:58:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Artico]]></category> <category><![CDATA[Aurora]]></category> <category><![CDATA[Norvegia]]></category> <category><![CDATA[polo nord]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=487441</guid> <description><![CDATA[Con lo spirito degli esploratori artici (de&#8217; noantri) mi sono imbarcata su una nave della compagnia &#8220;Hurtigruten&#8221;: la prima linea commerciale norvegese fondata nel 1893 a collegare il sud della penisola scandinava con i porti della Siberia occidentale, passando per l&#8217;estrema punta del Nord. Da Bergen a Kirkenes abbraccio dal 60esimo al 71esimo grado di latitudine...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Con lo spirito degli <strong>esploratori artici</strong> (de&#8217; noantri) mi sono imbarcata su una nave della compagnia &#8220;Hurtigruten&#8221;: la prima linea commerciale norvegese fondata nel 1893 a collegare il sud della penisola scandinava con i porti della Siberia occidentale, passando per l&#8217;estrema punta del Nord. Da <strong>Bergen</strong> a Kirkenes abbraccio dal 60esimo al 71esimo grado di latitudine nord. In mezzo a fiordi innevati. Tra le mani &#8220;L&#8217;uomo che inventò il Polo Nord&#8221; della raffinata casa editrice &#8220;Nutrimenti&#8221;, regalo di Girlie  Camperio, non a caso nipote di Manfredo, il grande esploratore italiano. &#8220;Provo ad immedesimarmi con quei pionieri del Gotha che consideravano il Polo Nord l&#8217;ombelico del mondo e la sua conquista il compito più importante dell&#8217;umanità.  <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/02/polo-nord-non-esiste/487441/dsc_3310/" rel="attachment wp-att-487457"><img class="alignleft size-medium wp-image-487457" title="DSC_3310" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/DSC_3310-300x199.jpg?adf349" alt="" width="300" height="199" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-487457" title="DSC_3310" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/DSC_3310-300x199.jpg?adf349" alt="" width="300" height="199" /></noscript></a></p><p>Un concetto puramente mentale, quello del Polo Nord, un&#8217;astrazione matematica, ricavata da calcoli di trigonometria.  Un luogo non luogo, di fatto inesistente che, forse proprio per questo, ha sempre esercitato uno straordinario <strong>fascino</strong>. Che cosa voleva significare trovarsi in un punto dal quale, in qualsiasi direzione si procedesse, si poteva andare solo e sempre verso sud? E poi, quanto era grande il Polo? Come un quarto di dollaro, come un cappello o come una piccola città?&#8221;, scrive l&#8217;autore Philip Felsh, professore di storia delle scienze umane alla Humboldt Universitat di Berlino. Anche se mi trovo un bel po&#8217; all&#8217;interno del <strong>Circolo Polare Artico</strong> (che incomincia a 66° latitudine nord),  non sento il richiamo dello zero geografico; in realtà le mie aspettative sono assai più modeste. Sono a caccia delle cangianti luci del Nord. Le mitiche Northern Lights. E&#8217; il fenomeno dell&#8217;<strong>aurora boreale</strong>, dal nome che gli antichi greci avevano dato al &#8220;Regno di Borea&#8221; le terre nell&#8217;estremo nord a loro sconosciute. La destinazione della crociera artica è il mitico Capo Nord, 71°, 10&#8242;, 21&#8243;, latitudine nord. Consulto il calendario e faccio i miei calcoli. L&#8217;ultimo giorno di luce solare a North Cape è stato il 18 novembre, il primo giorno in cui riappare, finita la unga notte polare, è il 23 gennaio. In mezzo, un&#8217;atmosfera rarefatta, ovattata, di lontani bagliori.</p><p>Un mondo blu scuro che mi avvolge. Se le condizioni meteorologiche lo consentono, pennellate di verde, giallo e viola bucano all&#8217;improvviso l&#8217;oscurità. Sono le magiche luci del grande nord, che arrivano dallo spazio. Si tratta, in realtà, di una<strong> turbolenza cosmica</strong>, che ci giunge dal sole. Utilizzate per secoli dai primitivi <strong>navigatori</strong> dei mari artici come bussola (si muovono all&#8217;incirca da est verso ovest), oggi mandano in confusione radar aeronavali e navigatori satellitari e sono oggetto di studio continuo da parte degli scienziati aerospaziali.  In questo ambito, la <strong>Norvegia</strong> è da sempre all&#8217;avanguardia e si è, negli anni, ritagliata un importante ruolo nella comunità astronautica mondiale. Nel 2012 sono stati ricavati dalle operazioni spaziali norvegesi oltre 7 miliardi di corone (oltre un miliardo di euro), prevalentemente derivanti dal trasferimento di suoni, immagini e dati via satellite. E intanto l&#8217;<strong>aurora boreale</strong> sta diventando sempre di più oggetto di ricerca per meglio capire gli effetti sul nostro pianeta delle dinamiche fisiche dello spazio.</p><p>La terra sta vivendo un periodo di particolare attività geomagnetica ed è previsto che le esplosioni solari (che provocano il fenomeno della Northen Light) quest&#8217;anno saranno le più intense degli ultimi trent&#8217;anni. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/02/polo-nord-non-esiste/487441/dsc_3538/" rel="attachment wp-att-487459"><img class="alignleft size-full wp-image-487459" title="DSC_3538" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/DSC_3538.jpg?adf349" alt="" width="360" height="239" /><noscript><img class="alignleft size-full wp-image-487459" title="DSC_3538" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/DSC_3538.jpg?adf349" alt="" width="360" height="239" /></noscript></a>Da queste parti l&#8217;aurora boreale è seguitissima, quasi come l&#8217;apparizione della Madonna a Medjugorie, ed esiste perfino un&#8217;applicazione sull&#8217;ultimo modello IPhone che allerta sull&#8217;attività solare che provoca il fenomeno. Strettamente connessa anche con l&#8217;attività vulcanica della terra, la <strong>tempesta solare</strong> è provocata da particelle di luce che interagiscono con la ionosfera della terra in collisione con atomi e molecole che assorbono le particelle d&#8217;energia. Non ci sono previsioni. L&#8217;orario ideale è dopo le otto di sera fino alle prime ore del mattino che, comunque, è sempre buio pesto. Incomincia a schiarire sommessamente intorno alle 10 e ritorna l&#8217;oscurità dopo le 14. Il<strong> sole è quasi un figurante</strong>, un fantasma, non compare mai oltre la linea dell&#8217;orizzonte. Il periodo più favorevole per la visione delle aurore boreali è tra fine ottobre e marzo. Poi si scivola poco alla volta nel fenomeno opposto, il sole di mezzanotte. &#8220;Midnatson&#8221;, sole di <strong>mezzanotte</strong> in norvegese, è il nome della nave. Il ponte ha uno strato di ghiaccio e nevischio, ne è ricoperto pure l&#8217;enorme fumaiolo, l&#8217;atmosfera ha un non so che di magico e di spettrale. Il mare è di un colore cupo, piccole isole di ghiaccio (sembrano punte d&#8217;iceberg)  galleggiano qua e là.  Il termometro segna sempre una temperatura tra i meno cinque e i meno 15, ma può scendere verticalmente all&#8217;improvviso.</p><p>Il tempo a queste latitudini è assolutamente imprevedibile. Tira sempre una vivace brezza polare che soffia a 90 kilometri all&#8217;ora e anche oltre. Una tempesta artica ha invece fermato, l&#8217;anno scorso, gli anemometri a 280 kilometri. Oltre non andavano, ci informa la guida.  Di spedizioni a Capo Nord ne cancellano mediamente due alla settimana.</p><p>Malgrado il <strong>blizzard</strong> che mi tagliava la faccia come la lama di un coltello, ho messo anche io la mia &#8220;bandierina mentale&#8221; sul ghiaccio del punto più settentrionale d&#8217;Europa. Preceduta da uno spazzaneve di dimensioni spaventose che spianava la strada che congiunge il porticciolo dell&#8217;isola al punto di osservazione di Nordkapp. La vista dall&#8217;alto sulle falaises frastagliate lambite dal mare di Barent è spettacolare.  Passo davanti al monumento intitolato ai &#8220;Children of the World&#8221;, inaugurato nel 1989 (che è anche diventato un premio con borsa di studio ). Sette bambini provenienti da ogni angolo del pianeta sono stati invitati a disegnare una moneta unica. Riprodotte poi in bronzo in dimensioni ciclopiche sono state innalzate lì a simboleggiare che tra bambini, gli adulti di domani, non esistono differenze di razza, religione e cultura.</p><p>Sarà, forse, per questo che è stato messo in capo al mondo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/02/polo-nord-non-esiste/487441/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caso Aldrovandi, sono disgustata di essere italiana</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/28/caso-aldrovandi-sono-disgustata-di-essere-italiana/482269/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/28/caso-aldrovandi-sono-disgustata-di-essere-italiana/482269/#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Jan 2013 15:32:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Diffamazione]]></category> <category><![CDATA[Federico Aldrovandi]]></category> <category><![CDATA[Omicidio Aldrovandi]]></category> <category><![CDATA[Patrizia Moretti Aldrovandi]]></category> <category><![CDATA[Polizia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=482269</guid> <description><![CDATA[Sono disgustata di appartenere a uno Stato che non si fa garante dei diritti di una madre alla quale &#8216;quattro soggetti che lascio a voi definire&#8217; e che portano ancora la divisa insozzata di sangue, le hanno ammazzato il figlio di botte, per pubblica sicurezza. Paolo Forlani, Luca Pollastri e Monica Segatto e Enzo Pontanie...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="LEFT">Sono disgustata di appartenere a uno Stato che non si fa garante dei diritti di una madre alla quale &#8216;quattro soggetti che lascio a voi definire&#8217; e che portano ancora la divisa insozzata di sangue, le hanno ammazzato il figlio di botte, per pubblica sicurezza.</p><p lang="it-IT" align="LEFT"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/21/caso-aldrovandi-la-cassazione-conferma-le-condanne-ai-poliziotti/271326/" target="_blank">Paolo Forlani, Luca Pollastri e Monica Segatto e Enzo Pontanie sono stati condannati</a> dalla Cassazione a soli ( ribadisco a soli) 3 anni e 6 mesi che per l’indulto non sconteranno. Da<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/26/solidarieta-a-patrizia-moretti-giustizia-per-federico-aldrovandi/275370/" target="_blank"> questo blog partì subito una campagna di sdegno</a>, largamente condivisa, perché i <strong>quattro poliziotti fossero allontanati a vita</strong> dal servizio di pubblica sicurezza. Vista l’accertata pericolosità del loro comportamento.</p><p lang="it-IT" align="LEFT"><a href="http://www.ossigenoinformazione.it/?p=19070#more-19070" target="_blank">Mentre la madre di Federico Aldrovandi è stata denunciata per diffamazione.</a> Ma vi rendete conto in che pattumaio viviamo! </p><p lang="it-IT" align="LEFT">Scese in piazza anche Beppe Grillo al grido di “<a href="http://www.beppegrillo.it/2012/06/la_cultura_della_violenza.html" target="_blank">Licenziate i killer di Federico</a>“. Io come madre (e a nome di tutte le madri del mondo)  li spedirei a pedate a scontare almeno i sei mesi di carcere. E poi, ripeto, sospensione a vita dalla Polizia. <br />Anche per onorare la memoria di chi alle Istituzioni ha sacrificato la propria vita (come ho già ripetutamente scritto).</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Sono disgustata che nel mio post di ieri i commentari criticavano punti e virgole invece di  unirsi in una class action (come  proponevo nel post <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/21/caro-babbo-natale-ci-regali-class-action-contro-politici/452804/" target="_blank">Caro babbo natale ci regali una class action contro i politici</a>). Perché no, ci starebbe anche una<strong> class action contro la giustizia</strong> che è tutto, fuorché giusta.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Grillo dove sei?  Ti sei dichiarato intenzionato a scardinare il sistema affollato di cialtroni, tagliaborse e mignotte. Fai (ri)sentire la tua voce. Siamo tartassati da un fisco che vuole sapere ogni giorno come spendiamo i nostri soldi ma che non ci dice come spende quelli che ci toglie. Di cui in parte vanno a pagare gli stipendi ai quattro poliziotti.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Sono disgustata dal mio paese a tal punto che ho cambiato residenza. Avrei  piuttosto dovuto chiedere asilo politico. E per la prima volta quest&#8217;anno voterò con il plico che mi arriva a casa  dal consolato. Ma voterò solo quel politico che mi promette di allontanarli a vita dal servizio pubblico.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Gentile signora Patrizia Moretti, condivido pienamente il suo sdegno per il comune sentire della nostra miseranda epoca in generale.  Faccia la stessa cosa. Questo non è un paese per chi chiede giustizia. <strong>Federico Aldrovandi</strong> per noi esiste ancora.</p><p lang="it-IT" align="LEFT"> </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/28/caso-aldrovandi-sono-disgustata-di-essere-italiana/482269/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lapponia, il prezzo della globalizzazione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/26/lapponia-prezzo-della-globalizzazione/480667/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/26/lapponia-prezzo-della-globalizzazione/480667/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 Jan 2013 09:54:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Globalizzazione]]></category> <category><![CDATA[Helsinki]]></category> <category><![CDATA[Imprese]]></category> <category><![CDATA[Welfare]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=480667</guid> <description><![CDATA[E&#8217; un piccolo imprenditore dell&#8217;artico, testardo e cocciuto.Ma Erkki Jamsen, un vichingo dalla barba folta e dall&#8217;occhio glauco, 55 anni, alla fine si è dovuto arrendere alla globalizzazione. Ha impiegato vent&#8217;anni per mettere in piedi un business fatto di spedizioni artiche con cani da slitte. Proprio lì sulle sponde del lago di Ivari, dove un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un piccolo imprenditore dell&#8217;artico, testardo e cocciuto.<br />Ma <strong>Erkki Jamsen</strong>, un vichingo dalla barba folta e dall&#8217;occhio glauco, 55 anni, alla fine si è dovuto arrendere alla <strong>globalizzazione</strong>. Ha impiegato vent&#8217;anni per mettere in piedi un <strong>business</strong> fatto di <strong>spedizioni artiche</strong> con cani da slitte. Proprio lì sulle sponde del lago di <strong>Ivari</strong>, dove un suo antenato lappone negli anni &#8217;30 si era installato piantando una tenda di pelli di renna. Ora c&#8217;è una piccola fattoria e un allevamento di <strong>husky</strong> groenlandesi.</p><p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/01/lapponia1.jpg?adf349"><img class="alignleft size-medium wp-image-480685" title="Lapponia" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/01/lapponia1-300x225.jpg?adf349" alt="Lapponia" width="300" height="225" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-480685" title="Lapponia" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/01/lapponia1-300x225.jpg?adf349" alt="Lapponia" width="300" height="225" /></noscript></a></p><p>Oggi per Erkki è giorno di festa: &#8220;beauty&#8221;,  che è il nome dell&#8217;husky  di 3 anni e mezzo dal pelo argentato e dagli occhi color ghiaccio, ha partorito 9 cuccioli. &#8220;Appena avranno raggiunto il primo anno  di età potrò già allenarli per il traino della slitta&#8221;. Poi un mezzo sorriso: &#8220;A chi lascerò tutto questo? Non certo ai miei figli&#8221;. Ne ha avuti tre, hanno tra i 24 e i 30 anni. Appena hanno potuto si sono trasferiti a sud nella capitale. Hanno studiato, uno fa l&#8217;avvocato, gli altri due sono manager. Rimanere sarebbe stato per loro una scelta suicida. Hanno lasciato antenati lapponi e tradizioni alle spalle, le aurore boreali le googlano su Internet. &#8220;I giovani vogliamo oggi una vita facile, guadagni e divertimento. Qui è dura -aggiunge Erkki- Sopratutto durante la lunga Notte Polare  da novembre a fine gennaio. Pochi bagliori di luce per poche ore al giorno. Nel ravintola (ristorante) in paese, tra le foto dei vecchi cercatori d&#8217;oro, considerati l&#8217;aristocrazia del luogo, si servono oggi grassi hamburgers e graveolenti patatine fritte, nel peggior stile americano. E&#8217; la penetrazione della globalizzazione sino alle latitudini artiche. I <strong>suomi</strong> non vestono più le loro eleganti casacche di lana blu bordate di ricami rossi, ma tute in Goretex cucite a Taiwan. Ai piedi non portano più i graziosi ed esotici calzari di pelle di foca dalla punta all&#8217;insù, ma moon boot plastificati.</p><p>La prima cosa che colpisce, oltre al freddo da brivido che buca la faccia come una carezza di spilli, è la gentilezza della gente della Lapponia. Terra di frontiera, abituata a flussi migratori da tutta l&#8217;Europa del Nord, scarsamente abitata da popolazioni nomadi, ha mantenuto il calore di chi è abituato a vivere in solitudine e che considera gli altri  una piacevole compagnia oltre che un aiuto nelle mansioni quotidiane. Altro che <strong>Facebook</strong>.</p><p>Erkki si è dovuto arrendere anche alla volontà della seconda moglie e, solo l&#8217;anno scorso, ha costruito la strada di accesso alla farm, sacrificando una fetta di abeti della foresta. Prima ci arrivava solo con la motoslitta d&#8217;inverno e d&#8217;estate con una piccola barca a motore.<br />Anche Erkki ha avuto un intermezzo imprenditoriale fra la Polonia e la Cecoslovacchia, ma poi il richiamo dell&#8217;Artico ha avuto il sopravvento. E&#8217; ritornato e ha ripreso in mano il business del safari polare.</p><p>Come se la cava al tempo della crisi economica planetaria? &#8221; Qui si sente poco. C&#8217;è più disoccupazione ad Helsinki, anche se non supera il 5/ 6 per cento. Ma c&#8217;è un <strong>welfare</strong> che assicura una certa protezione. Chi perde il lavoro ha diritto a un sussidio di disoccupazione pari al 60% dell&#8217;ultimo salario percepito. Tuttavia anche questa politica sociale ha le sue storture. Accade sovente che venga rifiutata un&#8217; offerta di lavoro perché il relativo stipendio non si discosta molto dal <strong>sussidio</strong> erogato senza fare niente&#8221;. Ovviamente, questo pesa molto sugli <strong>oneri sociali</strong> del paese, ma per il momento qui se lo possono ancora permettere. I ragazzi che lavorano da Erkki, tutti molto giovani, guadagnano sui 2000 euro al mese, accudiscono i cani da slitta, si occupano dei cavalli norvegesi, fanno la manutenzione alle motoslitte, spaccano legna. Chattano e twittano poco, nonostante l&#8217;isolamento.</p><p>Coltiva una speranza il vichingo Erkki che i suoi nipoti, nati e cresciuti nella più confortevole e globalizzante <strong>Helsinki</strong>, un domani, stanchi di meetings, di <strong>mutui</strong>, di <strong>shopping center</strong>, di viaggi all-inclusive, possano tornare alla loro radici ed ereditare, apprezzare ed espandere il business che lui ha costruito con sacrificio e dedizione.<br />Benritrovati in Lapponia. Hyvaa Paivaa (scritto però con tutti i puntini sulle a), come si direbbe in dialetto suomi.</p><p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/01/lapponia.jpg?adf349"><img class="alignleft size-medium wp-image-480688" title="Lapponia" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/01/lapponia-300x168.jpg?adf349" alt="Lapponia" width="300" height="168" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-480688" title="Lapponia" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/01/lapponia-300x168.jpg?adf349" alt="Lapponia" width="300" height="168" /></noscript></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/26/lapponia-prezzo-della-globalizzazione/480667/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Napoli e i panni stesi sull&#8217;antico anfiteatro romano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/27/napoli-e-i-panni-stesi-sullantico-anfiteatro-romano/455847/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/27/napoli-e-i-panni-stesi-sullantico-anfiteatro-romano/455847/#comments</comments> <pubDate>Thu, 27 Dec 2012 10:39:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Anfiteatro]]></category> <category><![CDATA[Girolamini]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[Olgettine]]></category> <category><![CDATA[Presepe]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=455847</guid> <description><![CDATA[&#8220;Berlusconi va a ruba. Dopo Giuseppe e Maria, è il più venduto. A soli dieci euro, prezzo di saldi&#8221;, parola di Marco Ferrigno, mastro presepaio da tre generazioni di San Gregorio Armeno. E&#8217; stato il primo a sfornare insieme ai pastori della tradizione settecentesca napoletana personaggi più &#8220;ispirati&#8221; della attualità. E così Berlusconi, &#8220;dall&#8217;alto&#8221;, si fa...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/presepe.png?adf349"><img class="alignleft size-medium wp-image-455864" title="berlusconi presepe" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/presepe-168x300.png?adf349" alt="berlusconi presepe" width="168" height="300" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-455864" title="berlusconi presepe" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/presepe-168x300.png?adf349" alt="berlusconi presepe" width="168" height="300" /></noscript></a>&#8220;Berlusconi va a ruba. <strong>Dopo Giuseppe e Maria, è il più venduto</strong>. A soli dieci euro, prezzo di saldi&#8221;, parola di Marco Ferrigno, mastro presepaio da tre generazioni di San Gregorio Armeno. E&#8217; stato il primo a sfornare insieme ai pastori della tradizione settecentesca napoletana personaggi più &#8220;ispirati&#8221; della attualità. E così Berlusconi, &#8220;dall&#8217;alto&#8221;, si fa per dire, dai suoi 25 cm di terracotta, sorride sornione sotto la scritta &#8220;Torno&#8221;. Ma eccolo anche &#8220;incensato&#8221; dalla corte delle olgettine o in versione superman (ma formato mignon) in braccio al<strong> Grillo</strong> &#8220;incoronato&#8221;. Mentre un<strong> Benigni</strong> in veste di predicatore si affaccia da una casetta presepiale a mo&#8217; di pulpito. E questa la natività contemporanea creata da Ferrigno. Oltre la soglia dello sbigottimento c&#8217;è la meraviglia che lascia senza parole. Pochi metri più in là, da un &#8220;basso&#8221; spunta all&#8217;improvviso un anfiteatro romano. La scoperta risale a poco più di un anno fa quando la signora abitante del basso decide di allargare la sua cantina e scavando, trova il tesoro nascosto nel ventre di Napoli:<strong> i resti dell&#8217;antico teatro</strong>. Poco distante, in Vico Cinquesanti, appena a ridosso dell’agorà, dalla bottega di un falegname rispuntano altri frammenti del teatro del 64 d.c.. Nello spazio ristretto di 150 metri quadrati, ma dalla considerevole altezza di 12, c’è quel che resta della “summa cavea”, ovvero l’anello superiore della gradinata di quel teatro da seimila posti dove l&#8217;imperatore Nerone si dilettava a recitare.</p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-455868" title="cucina" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/cucina-300x168.png?adf349" alt="" width="300" height="168" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-455868" title="cucina" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/cucina-300x168.png?adf349" alt="" width="300" height="168" /></noscript></p><p>Oltre la meraviglia del reperimento, l&#8217;indignazione: tra i ruderi di muratura romana l&#8217;involucro in calce di una cucina abusiva (si spera in attesa di sfratto) mentre sull&#8217;altra volta delle vestigia continua ad affacciarsi &#8211; ci spiega la guida- la finestra di una camera da letto. Molto più di una camera con vista, basta sporgersi dalla finestra e si tocca con mano l&#8217;anfiteatro (shhhhhhhh, non ditelo a Scaloja, lui si è dovuto accontentare di una casa solo con vista su Colosseo). L&#8217;uscita dell&#8217;anfiteatro, invece, è sotto una &#8220;bandiera&#8221; di panni appesi del vicolo. Neanche una commedia di Eduardo De Filippo avrebbe potuto partorire una scena di simile <strong>folklore</strong>. <a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/panni.png?adf349"><img class="alignleft size-medium wp-image-455872" title="panni" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/panni-168x300.png?adf349" alt="" width="168" height="300" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-455872" title="panni" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/panni-168x300.png?adf349" alt="" width="168" height="300" /></noscript></a>Il sito inaugurato di recente è visitabile grazie a un gruppo di ragazzi che appartengono alla Associazione Culturale &#8220;Napoli Sotteranea&#8221; che, armati di tanta buona volontà, non si risparmiano nemmeno nei giorni di Natale e Capodanno. </p><p>Caro collega <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/acapezzuto/" target="_blank">Capezzuto</a> nel tuo post che ho apprezzato ti chiedevi: <em>Dov’è finita la generosità, la solidarietà, l’umanità del popolo napoletano?</em> Basta fare qualche metro e Umberto Bile, curatore del complesso <strong>Girolamini</strong>, è lì anche la vigilia di Natale a mostrare le bellezze, per troppo tempo tenute sotto chiave, della magnifica chiesa settecentesca. Bile insieme all&#8217;altro &#8220;paladino&#8221; Generoso Di Meo (ideatore, tra l&#8217;altro, dell&#8217;Associazione Di Meo Vini ad Arte) si è fatto promotore dell&#8217;iniziativa &#8220;Adottate un Luca Giordano&#8221;: con poche migliaia di euro si può<strong> salvare un dipinto dall&#8217;incuria secolare</strong>. Si può dunque scegliere fra Curia (l&#8217;8-5 per mille) o &#8220;incuria&#8221;. Ovviamente anche un eventuale contributo alla pinacoteca sarebbe detraibile fiscalmente.</p><p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/girolamini.jpeg?adf349"><img class="alignleft size-medium wp-image-455884" title="girolamini" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/girolamini-300x168.jpg?adf349" alt="" width="300" height="168" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-455884" title="girolamini" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/12/girolamini-300x168.jpg?adf349" alt="" width="300" height="168" /></noscript></a>Napoli non è solamente camorra e &#8216;<em>na carta sporca </em>(come cantava Pino Daniele), Napoli è fatta anche di<strong> eroi silenziosi della quotidianità</strong>. Non sono molti ma li ho incontrati. Come Regina, che vive di piccoli proventi che derivano dalla sua attività di badante a ore, va ad assistere gratuitamente Maria Noviello che vive sulla sedia a rotella in un &#8220;basso&#8221; di via Egiziaca. Come Alessandro e Diana Pagano, lui fa il giudice, lei insegna filosofia al Liceo Umberto, con le loro tre figlie il giorno di Natale sono andati a servire alla mensa della comunità di Sant&#8217;Egidio i più miserabili della città dalle 10 del mattino alle sei del pomeriggio.</p><p>Dai, Capezzuto, diamo una mano a Napoli. <em>Give Naples a chance</em>.</p><p><a href="https://www.facebook.com/pages/Januaria-Piromallo/251801044930644" target="_blank">Seguimi su Facebook</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/27/napoli-e-i-panni-stesi-sullantico-anfiteatro-romano/455847/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Buon Natale dal Medio Oriente</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/24/buon-natale-dal-medio-oriente/454625/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/24/buon-natale-dal-medio-oriente/454625/#comments</comments> <pubDate>Mon, 24 Dec 2012 11:01:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Hezbollah]]></category> <category><![CDATA[Iran]]></category> <category><![CDATA[Israele]]></category> <category><![CDATA[Libri]]></category> <category><![CDATA[Medio Oriente]]></category> <category><![CDATA[Palestina]]></category> <category><![CDATA[Teheran]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=454625</guid> <description><![CDATA[Una spy story con tutti gli effetti del genere letterario, ma immersa nel clima di attualità di un instant book. Ne “Il tunnel” (Di Renzo Editore), Gianni Perrelli ripercorre i drammatici scenari mediorientali a lungo visitati come inviato dell’Espresso prendendo spunto da una fornitura di sofisticati armamenti in partenza da Teheran verso i santuari di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Una spy story con tutti gli effetti del <strong>genere</strong> <strong>letterario</strong>, ma immersa nel clima di attualità di un <strong>instant book</strong>. Ne “<em>Il tunnel</em>” (Di Renzo Editore), Gianni Perrelli ripercorre i drammatici scenari <strong>mediorientali</strong> a lungo visitati come inviato dell’Espresso prendendo spunto da una fornitura di sofisticati armamenti in partenza da <strong>Teheran</strong> verso i santuari di <strong>Hezbollah</strong>. L’eterna minaccia rivolta contro <strong>Israele</strong> che, pur in un teatro differente, è stata la causa scatenante della recente guerra a <strong>Gaza</strong>. La storia spazia dall’<strong>Iran</strong> degli ayatollah alle turbolenze <strong>libanesi</strong>, dalla guerra civile siriana ai tormenti irrisolti del popolo <strong>palestinese</strong>. Una panoramica in cui l’autore prova ad immaginare le reazioni di un professionista occidentale, estraneo a quelle dinamiche, improvvisamente sbalzato in un mondo denso di intrighi e misteri.</p><p>Il protagonista è un affermato avvocato internazionale, con studio a Roma, turbato all’apice della carriera dalla concomitanza di tre crisi personali: le ristrettezze economiche dovute alla grande <strong>crisi</strong>, il raffreddamento del rapporto con la fidanzata, l’angoscia per le mail di un ragazzo che afferma di essere suo figlio. Durante un party all’ambasciata dell’Iran un’avvenente agente della <strong>Cia</strong> lo circuisce per fargli una proposta indecente: spiare l’amico del cuore (un collega cresciuto con lui e trasferitosi a Damasco dopo aver sposato una ragazza palestinese) che è una pedina importante nella spedizione di armi destinata agli Hezbollah.</p><p>L’avvocato sulle prime tentenna, ma pressato dalle urgenze economiche e affascinato dalla 007, decide di “passare le linee”. Entra così in un mondo di ombre per lui del tutto sconosciuto, dove i fili delle sue crisi si ingarbuglieranno fino a un tragico epilogo.</p><p>Al di là della trama serrata e dei ripetuti colpi di scena, il libro  è anche una riflessione sul nostro rapporto con il <strong>Medio Oriente</strong>, terra geograficamente vicina ma culturalmente distante. “Per scoprire anche quanto di mediorientale c’è in ognuno di noi”, ironizza l’autore. Siamo affacciati sulle stesse sponde del <strong>Mediterraneo</strong> ma sappiamo poco o nulla dei popoli che vivono dirimpetto a noi. Ci sorprendiamo per l’arrivo dei <strong>flussi migratori</strong> che scaraventano sulle nostre coste migliaia di <strong>clandestini</strong> attratti dalle illusioni di un facile benessere ma rimaniamo perlopiù sordi alle loro ragioni. E anche quando, da <strong>turisti</strong>, affolliamo le loro spiagge o i loro mercatini, raramente ci interessa approfondire la radice dei loro costumi e le pulsioni che alimentano le loro ribellioni. Un atteggiamento superficiale in un mondo globalizzato, in cui tutto si intreccia e si tiene. Perfino ingeneroso verso popoli che, nonostante i nostri difetti, continuano a guardare all’Italia come a un faro negli sforzi incessanti per uscire dalle angustie del terzo mondo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/24/buon-natale-dal-medio-oriente/454625/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caro Babbo Natale, ci regali una class action contro i politici?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/21/caro-babbo-natale-ci-regali-class-action-contro-politici/452804/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/21/caro-babbo-natale-ci-regali-class-action-contro-politici/452804/#comments</comments> <pubDate>Fri, 21 Dec 2012 15:11:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Cassa Integrazione]]></category> <category><![CDATA[Class Action]]></category> <category><![CDATA[Clochard]]></category> <category><![CDATA[Corruzione]]></category> <category><![CDATA[Crisi]]></category> <category><![CDATA[Esodati]]></category> <category><![CDATA[Franco Fiorito]]></category> <category><![CDATA[Imu]]></category> <category><![CDATA[Iva]]></category> <category><![CDATA[Licenziati]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=452804</guid> <description><![CDATA[Un anno è passato. E&#8217; successo di tutto e stiamo peggio di prima. Siamo arrivati ben oltre l&#8217;indignazione, l&#8217;esasperazione. Siamo disgustati.  Una volta si diceva &#8220;travolto dallo scandalo&#8221; eccetera, eccetera. Adesso no, ma davvero no. Stanno tutti lì, statuari, e chi li sposta&#8230; Il cuore mi si è stretto in una morsa, quando ho visto la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="LEFT">Un anno è passato. E&#8217; successo di tutto e stiamo peggio di prima. Siamo arrivati ben oltre l&#8217;indignazione, l&#8217;esasperazione. Siamo disgustati. </p><p lang="it-IT" align="LEFT">Una volta si diceva &#8220;travolto dallo scandalo&#8221; eccetera, eccetera. Adesso no, ma davvero no. Stanno tutti lì, statuari, e chi li sposta&#8230;</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Il cuore mi si è stretto in una morsa, quando ho visto la foto di una signora che, senza avere affatto l’aria di una <strong>clochard</strong> ma di una nonna come tante, rovistava in un cassonetto dell&#8217;immondizia!  A questo ci siamo ridotti! Era la brochure di un movimento di <strong>protesta <a href="http://www.cittadiniesasperati.it " target="_blank">cittadiniesasperati.it </a></strong>sotto un grido di disperazione: Casta adesso Basta!</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Babbo natale, ho sfogliato per te qualche titolo di giornale degli ultimi mesi:</p><p lang="it-IT" align="LEFT"><strong>Fiorito</strong> è un capolavoro. Nemmeno Martin Scorsese te lo poteva inventare. Ha quello che si dice il &#8220;physique du role&#8221; . Impassibile, vagamente sorridente, quando una povera crista  gli urlava in faccia: “Facciamo cambio di stipendio. Io prendo il suo e vediamo se lei con il mio arriva a fine giornata”.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Stiamo consegnando il paese a un <strong>comico</strong>. Ma meglio lui di tanti politici ridicoli come pagliacci.</p><p lang="it-IT" align="LEFT"><strong>Yacht</strong>, soldi all&#8217;estero e feste a <strong>Portofino</strong>: la vita d&#8217;oro dell&#8217;esattore. </p><p lang="it-IT" align="LEFT">Altra archistar dello <em>scuorno</em>, <strong>Giuseppe Saggese</strong>, concessionario della riscossione delle imposte per 460 Comuni italiani. La sua società <strong>Tributi</strong> <strong>Italia</strong> ha fatto sparire 105 milioni. Agli amici diceva &#8220;per lavorare mi sono rovinato&#8230;!&#8221; Come argent de poche prelevava dalla cassa, contanti, diecimila euro al giorno, preparati ogni mattina dalla sua segretaria. </p><p lang="it-IT" align="LEFT">Formidabile, la realtà surclassa la fantasia!!!</p><p lang="it-IT" align="LEFT"><strong>Berlusconi</strong> si <strong>ricandida</strong>. Ma non è la peggiore delle notizie. Anche perché con i suoi interventi nel salotto <em>vespasiano</em> ci farà ancora sbellicare dalle risate.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Ci faranno diventare tutti dei manettari <strong>forcaioli</strong>. Forca per tutti! Per fare tabula rasa di questa melma, l&#8217;unico modo è una rivolta. Scendere in piazza. Ma siamo diventati tutti troppo fraccomodi, <strong>iPhone</strong> da un lato e <strong>iPad</strong> dall&#8217;altro, inebetiti elettronicamente da <strong>droghe telematiche</strong> che ci stordiscono per sopportare la miseria delle nostre esistenze. Chiniamo ancora la testa, chiudiamo ancora gli occhi, subiamo l’ennesimo affronto, l’ennesima <strong>ruberia</strong>, e per non pensarci, facciamoci un giro su <strong>Facebook</strong> o facciamo al coda al freddo per assicurarci un iPhone 5, così ci parrà vero che siamo tutti in un bel paese democratico, con la più bella costituzione del mondo, tutti felici e benestanti, grazie al bel lavoro dei nostri affezionati (dis)onorevoli.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Nell&#8217;<strong>antica Roma</strong> chi derubava lo stato finiva sulla <strong>croce</strong>, a riflettere sul buon utilizzo della res publica. Ora non si può. Eppure tutte le volte che, nella Storia, qualche governante si comportava come i nostri, perdeva la testa. Nel senso che gliela tagliavano. Gliela tagliava il popolo inferocito. Bastava anche meno. Ma noi, noi<strong> democratici costituzionali</strong>, che ci diamo vanto di aver le più belle leggi del mondo, noi no, noi subiamo. In silenzio. Ci facciamo calpestare il volto dai piedi di coloro che devono difendere queste leggi. Ci hanno insegnato che non sta bene appendere i <strong>ladri</strong>, i <strong>corrotti</strong> e i <strong>corruttori</strong>, che non usa più. E non diciamo nulla. Eppure Qualcosa di legale potremmo anche farlo. Forse.  </p><p lang="it-IT" align="LEFT">Come suggeriva una mia cara e saggia amica, la <strong>zarina dell&#8217;editoria</strong>, potremmo almeno tentare  di fare una <strong>class action</strong> (in America si portano assai) contro lo Stato. Una bella causa, impacchettata con un bel nastro, a firma di tutti gli italiani <strong>offesi</strong>,  <strong>licenziati</strong>, <strong>esodati</strong>, spolpati, cassintegrati, mobilitati, <strong>Imu</strong>-nizzati, <strong>Iva-</strong>ti, accertati e, soprattutto, quotidianamente infinocchiati. Oppure, continuare a far finta di niente, borbottando improperi mentre sorseggiamo il caffè, leggendo il giornale sperando che un giorno qualcun&#8217;altro ci pensi. A cambiare le cose. Tanto che ci vuoi fa’&#8230;? Dobbiamo tutti tirare a fine mese, la politica è per chi non ha pensieri.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Dai <strong>Babbo Natale</strong>, pensaci, ce la fai trovare una class action infiocchettata sotto l&#8217;albero? In fondo, con un solo regalo fai contenti tanti di noi.</p><p lang="it-IT" align="LEFT">Intanto buon Natale!</p><p lang="it-IT" align="LEFT"><em><a href="https://www.facebook.com/januaria.piromallo?fref=ts" target="_blank">seguimi sulla mia pagina Facebook</a></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/21/caro-babbo-natale-ci-regali-class-action-contro-politici/452804/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Un Benigni da manicomio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/18/benigni-da-manicomio/449372/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/18/benigni-da-manicomio/449372/#comments</comments> <pubDate>Tue, 18 Dec 2012 14:24:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Januaria Piromallo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Aldo Moro]]></category> <category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category> <category><![CDATA[Costituzione]]></category> <category><![CDATA[Ignazio La Russa]]></category> <category><![CDATA[John Lennon]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[Roberto Benigni]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=449372</guid> <description><![CDATA[&#8220;Toglietemi tutto, ma non toglietemi il fatto che sono italiano, perché ne vado fiero&#8221;, ci vuole coraggio di questi tempi cupi ad esordire così. Invece ieri sera su Rai Uno Roberto Benigni lo ha detto e si è guadagnato  applausi a scrosci. L&#8217;attore toscano, due volte premio Oscar, a &#8220;La più bella del mondo&#8221; ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Toglietemi tutto, ma non toglietemi il fatto che sono italiano, perché ne vado fiero&#8221;, ci vuole coraggio di questi tempi cupi ad esordire così. Invece ieri sera su <strong>Rai Uno</strong> <strong>Roberto</strong> <strong>Benigni</strong> lo ha detto e si è guadagnato  applausi a scrosci. <a href="http://www.tuttobenigni.it/" target="_blank">L&#8217;attore toscano, due volte premio <strong>Oscar</strong></a>, a &#8220;<strong>La più bella del mondo</strong>&#8221; ha riletto a modo suo la Carta fondamentale della Costituzione. </p><p>Prima <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/12/18/show-di-benigni-su-berlusconi-e-tornato-pieta/214492/" target="_blank">spara battute al vetriolo su <strong>Berlusconi</strong></a>, sempre apprezzate: &#8220;Tutti gli italiani vogliono andare in pensione. Ce n&#8217;è uno che ci potrebbe andare e non c&#8217;è verso di mandarcelo. S&#8217;è ripresentato, Signore Pietà. Dice che ce l&#8217;avete con lui. No, è lui che ce l&#8217;ha con noi&#8230;&#8221;.</p><p>Poi punta al cuore della <strong>Costituzione</strong>, recita gli articoli come fossero versi, li declama con anema &#8216;e core. Suda, si asciuga il sudore con un fazzoletto, si commuove. Confesso che non li avevo mai sentiti interpretati con tanto ardore. Quel suo modo di fare un po&#8217; da burattino dinoccolato, scattante come un furetto, ha incantato pure mia figlia di 12 anni. Cos&#8217;è la Costituzione? mi chiede. Ascolta lui. </p><p>Ecco, Benigni dovrebbe andare nelle <strong>scuole</strong> a diffondere il verbo costituente  fra gli alunni che di senso patriottico hanno ben poco. Dire di lui che è un comico, come d&#8217;altronde dirlo di <strong>Grillo</strong>, è assolutamente una deminutio. Ci insegnano e comunicano molto meglio di tanti professionisti della politica. </p><p>Grande elogio della Costituzione e a un ragazzo pugliese che allora aveva 29 anni, di nome <strong>Aldo Moro</strong>, uno dei padri fondatori. Promuove, incoraggia: &#8220;Mentre la legge vieta, ti trattiene, fa paura, la Costituzione spinge, ti protegge, ti vuole bene. E&#8217; la nostra mamma, è tutto a favore. I <strong>dieci comandamenti</strong> sono tutti un no, la Costituzione è tutta un sì. E&#8217; la legge del desiderio&#8221;.</p><p>Benigni si esalta mentre legge l&#8217;articolo 3 che prescrive <strong>l&#8217;uguaglianza</strong> dei <strong>cittadini</strong> davanti alla <strong>legge</strong>, senza distinzione di sesso, razza, lingua e  religione, di opinioni politiche. &#8220;Siamo stati i primi al mondo a scriverlo&#8221;. Poi commenta: &#8220;Questa è<em> Imagine</em> di <strong>John Lennon</strong> composta trent&#8217;anni prima. L&#8217;avranno scritta a Woodstock. Me li immagino a <strong>Montecitorio</strong>, come frichettoni, che si passano il &#8220;cannone&#8221;.</p><p><strong>Yoko Ono</strong> dovrebbe pagare le royalties ai nostri padri, De Gasperi, Togliatti, Nenni&#8230;</p><p style="text-align: left;">Legge l&#8217;articolo 11: L&#8217;Italia ripudia la <strong>guerra</strong>&#8230;.E Benigni si sofferma sulla grandezza del verbo ripudiare, a lui suona quasi biblico. &#8220;Grandi sono stati i nostri Padri costituenti. Moderni e visionari, me li andrei ad abbracciare ad uno ad uno&#8230; Mi mandano al manicomio&#8221;, sbraita. Al manicomio sarebbero da mandare i nostri (dis)onorevoli.</p><p>Dopo il vibrante Benigni show, si cambia giro. Ospite del salotto vespasiano, c&#8217;è <strong>Ignazio La Russa</strong>,  dicasi un professionista della politica, emozionante quanto uno sbadiglio. Il meglio di La Russa? Quando <strong>Fiorello</strong> fa l&#8217;imitazione.</p><p style="text-align: left;">E ho cambiato canale.</p><p>P.S. C&#8217;era da aspettarselo: Berlusca dice che abolirà l&#8217;<strong>Imu.</strong> Chi di voi ci crede?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/18/benigni-da-manicomio/449372/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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