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	<title>Il Fatto Quotidiano &#187; Jacopo Fo</title>
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		<title>La Cgil potrebbe risolvere i problemi della Fiat</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category>
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		<category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category>
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		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Cara compagna Carla Cantone, Scrivo a te perché sei una dirigente della Cgil col senso dell’umorismo. Continuo a scrivere lettere alla Cgil ma nessuno mi prende in considerazione. Allora mi rivolgo a te sperando che magari mi capisci e poi traduci agli altri compagni. Io condivido tutto quel che dice la Cgil fin da bambino, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara compagna <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.spi.cgil.it/MainMenu/Chisiamo/Lepersone/CarlaCantone/tabid/132/Default.aspx" target="_blank">Carla Cantone</a></strong></span>,</p>
<p>Scrivo a te perché sei una dirigente della Cgil col senso dell’umorismo.</p>
<p>Continuo a scrivere lettere alla <strong>Cgil</strong> ma nessuno mi prende in considerazione. Allora mi rivolgo a te sperando che magari mi capisci e poi traduci agli altri compagni. Io condivido tutto quel che dice la Cgil fin da bambino, che i miei mi han cresciuto comunista. C’è però una cosa che la Cgil non dice e non capisco proprio il perché.</p>
<p>Abbiamo un grosso problema di <strong>disoccupazione</strong>.<br />
Abbiamo milioni di tetti, pareti e finestre non isolati termicamente, e milioni di impianti di riscaldamento non efficienti; questo fatto ci costa almeno 100 miliardi di euro l’anno in riscaldamento che se ne va e quindi è sprecato. E si tratta di una stima per difetto: il professor <strong>Fauri</strong> e i fratelli <strong>Savorana</strong> hanno realizzato uno studio nel quale si valuta in 40 miliardi di euro lo <strong>spreco energetico</strong> del solo Stato italiano.</p>
<p>Isolando gli immobili si otterrebbe un risparmio tale che potrebbe <strong>ripagare l’investimento</strong> e contemporaneamente abbassare il costo del riscaldamento. Diciamo che si otterrebbe facilmente un taglio del 50% dei costi. Metà del risparmio potrebbe andare a ripagare, nel giro di una decina di anni, l’investimento e l’altra metà potrebbe essere <strong>risparmio immediato</strong> per le famiglie (o lo Stato o le imprese).</p>
<p>Perché non si fa?<br />
Disinformazione.<br />
Paura di essere truffati.<br />
Le banche difficilmente fanno mutui per migliorie energetiche.<br />
Se lo Stato e i sindacati si mettessero a dare informazioni sui vantaggi di un simile intervento ed esistesse una <strong>certificazione</strong> vera di aziende e tecnologie, con contratti standard sotto il controllo di un’authority, e lo Stato fornisse garanzie alle banche su eventuali insolvenze, otterremmo centinaia di migliaia di posti di lavoro. E l’aumento del gettito Iva da solo coprirebbe facilmente eventuali insoluti bancari.</p>
<p>Ma avrei anche un’altra proposta.<br />
I salari tedeschi sono grossomodo il doppio di quelli italiani ma il sindacato tedesco non si è accontentato. Ha deciso di imitare la Cgil degli anni ’50: ha creato un sistema di <strong>consociazione degli acquisti </strong>che permette agli operai della Volkswagen di aumentare il potere di acquisto del loro denaro del 30% almeno. Hanno convenzioni praticamente su tutto, dal conto bancario all’assicurazione, dagli acquisti di cibo ed elettrodomestici alle vacanze. La Cgil e il movimento cooperativo hanno sperimentato l’efficacia di questo sistema per decenni, poi se ne sono dimenticati.</p>
<p>Ultima questione: perché il sindacato non interviene nelle scelte strategiche delle aziende?<br />
In questo momento Volkswagen sta offrendo ai cittadini tedeschi di autoprodurre energia elettrica con impianti di riscaldamento duale. Cioè, usano il motore di un’auto alimentata a gas per produrre elettricità e ottengono contemporaneamente calore per la loro abitazione.<br />
Volkswagen ha creato una sua <strong>compagnia elettrica</strong> che sta partendo con i primi 100 mila impianti.</p>
<p>Di fronte alla crisi dell’auto, Volkswagen ha diversificato aprendo così un mercato potenziale per milioni di motori trasformati in caldaie duali. La cosa assurda è che quest’idea è la copia del <strong>Totem</strong> che <strong>Fiat</strong> brevettò agli inizi degli anni ’80. Poi il brevetto, basato sul motore di un’utilitaria, venne addirittura venduto. Ma erano troppo impegnati a spiare gli operai sindacalizzati per rendersi conto del tesoro che avevano in mano.</p>
<p>Io credo che la Cgil farebbe il bene degli operai e anche quello delle aziende, se decidesse di mobilitare l’intelligenza dei lavoratori per incidere sulle strategie aziendali. Trovo sbagliato che su questo la Cgil mostri scarso interesse. Ho fatto un’inchiesta sull’<strong>efficienza energetica della Fiat</strong>. Mi sembrava interessante capire se la Fiat aveva fatto il massimo per ottimizzare i sistemi produttivi prima di strizzare gli operai oppure sprecava milioni di euro. Ho così telefonato alla Cgil di Mirafiori e ho parlato con diversi sindacalisti scoprendo con stupore che non  sapevano niente dell’efficienza energetica della Fiat.</p>
<p>A furia di insistere, alla fine ho trovato un operaio che conosceva un altro militante sindacale che aveva fatto una ricerca su questo argomento. Gli ho telefonato e mi ha risposto che non era lui ad aver fatto la ricerca ma che sapeva chi l’aveva fatta. Arrivo finalmente a parlare con questo compagno che mi dà tutte le informazioni sui consumi energetici e mi fornisce documentazione sul fatto che la Fiat non ha installato sui tetti dei suoi immensi capannoni nemmeno un impianto <strong>fotovoltaico</strong>. Solo la Ferrari è coperta di pannelli solari… Marchionne ha rinunciato tagliare i costi energetici, buttando al cesso centinaia di milioni di euro, per potersi dedicare anima e corpo a vessare i lavoratori.</p>
<p>Mi sembra un concetto forte da buttare sul tavolo delle trattative. Volkswagen ha i tetti coperti di pannelli e pure <strong>pale eoliche</strong> gigantesche. Sospetto che se si analizzasse il sistema Fiat si scoprirebbe che questi sono pessimi capitalisti. E magari si arriva a convincere gli azionisti che Marchionne va licenziato.</p>
<p><strong> Cara Carla, che ne dici?</strong></p>
<p>Ps: questo testo fa parte di una serie di articoli dedicati alla Fiat:<br />
<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/20/caro-marchionne-ecco-100-milioni-di-euro/87440/" target="_blank">Caro Marchionne, ecco 100 milioni di euro…<br />
</a><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/24/caro-marchionne-conviene-dare-potere-agli-operai/87995/" target="_blank">Caro Marchionne, dai più potere agli operai<br />
</a><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/caro-marchionne-puoi-aumentare-gli-stipendi-a-costo-zero/89397/" target="_blank">Fiat può aumentare gli stipendi a costo zero<br />
</a><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/21/caro-epifani/42499/" target="_blank">Caro Epifani (lettera alla Cgil)</a></span></p>
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		<title>Se Rutelli era giapponese faceva harakiri</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mio sospetto è che, disgraziatamente per lui, sia innocente. Molti sospettano che Rutelli non potesse non saper nulla su quello che stava succedendo alle casse della Margherita. Tanto più che, nell’estate 2011, promise solennemente trasparenza sui fondi del partito. Ma il mio sospetto è che veramente non si sia accorto dei 13 milioni di euro scippati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio sospetto è che, disgraziatamente per lui, sia innocente.</p>
<p>Molti sospettano che <strong>Rutelli</strong> non potesse non saper nulla su quello che stava succedendo alle casse della Margherita. Tanto più che, nell’estate 2011, promise solennemente trasparenza sui fondi del partito. Ma il mio sospetto è che veramente non si sia accorto dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/dirotto-rimborsi-milioni-sulle-societa-indagato-tesoriere-della-margherita/187919/" target="_blank">13 milioni di euro scippati da <strong>Lusi</strong></a></span>. Rutelli è completamente sprovvisto di senso pratico. È vanesio come un fiordaliso.</p>
<p>Ricordo la puntata di <em>Annozero </em>di Santoro, nella quale ebbi la grande soddisfazione di ribattere a Rutelli, allora vicepresidente del Consiglio, dimostrando che non sapeva un cavolo della legge approvata dal suo governo che finanziava al 100% gli impianti <strong>fotovoltaici</strong>. All&#8217;inizio ironizzò dandomi del disinformato. Poi si rese conto che stava nuotando nel vuoto e abbozzò in modo patetico. Nella stessa puntata ammise, candido come un giglio, di non aver mai sentito parlare della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.amiantomaipiu.it/custom/home.php" target="_blank">strage di operai causata dall’amianto a <strong>Monfalcone</strong></a></span>. Semplicemente Rutelli non vive in Italia in questo millennio.</p>
<p>E vi ricordate quel magnifico invito a visitare l’italia declamato con un <strong>inglese spaventoso</strong>? Cosa ci voleva a esercitarsi un paio d&#8217;ore per pronunciare 100 parole in modo decente? Ma evidentemente per Rutelli la pronuncia dell’inglese è un dettaglio irrilevante… Aveva cose ben più strategiche delle quali occuparsi… Le alchimie politiche…</p>
<p>Il problema di questi leader è che veramente sono barricati nella torre d’avorio. E disprezzano in modo totale i dettagli, persi come sono nell’Olimpo delle idee. E’ una grave malattia morale e culturale. Le quisquilie li annoiano. Ma, come dicono i tedeschi, il diavolo si nasconde nei particolari. L’immenso debito pubblico italiano deriva proprio da 60 anni di inefficienza dovuta all’incapacità di dedicarsi ai dettagli: una diga incompiuta cosa volete che sia? 25 locomotive abbandonate non faranno certo naufragare l’Italia, una pensione faraonica non è la morte di nessuno, qualche evasore fiscale non manderà in fallimento lo Stato, una leggina idiota cosa vuoi che sia&#8230; E così, quisquilia dopo quisquilia, siamo arrivati a quasi <strong>2 mila miliardi di euro di debito pubblico</strong> (quattro milioni di miliardi di lire!!!).</p>
<p>Il marcio della cultura italiana vive di condiscendenza verso i bamboccioni che vengono a scusarsi, e non sentono vergogna quando non sanno far funzionare la vile meccanica del quotidiano. In Giappone, ma anche in Danimarca, a un politico non verrebbe mai in mente di giustificarsi dicendo che non si era accorto di niente. In queste culture, infatti, la <strong>stupidità </strong>è considerata una menomazione ben più grave della disonestà. Un mariuolo può anche redimersi, mentre uno stupido non riuscirà mai a diventare intelligente.</p>
<p>Inoltre, si considera che un capo deve <em>sempre</em> prendersi la<strong> responsabilità morale</strong> di quel che combinano i suoi. A uno che scarica la colpa sul suo subordinato gli sputano in faccia! Il compito del capo è proprio quello di assicurarsi che le decisioni siano messe in pratica. Un capo che ha consentito ai suoi di agire male è quindi uno stupido. Ma la sanzione morale per i giapponesi va ben oltre: si considera infamante non avere il coraggio di prendersi la propria responsabilità. Chi lo fa affronta un<strong> disprezzo sociale</strong> peggiore di una condanna giudiziaria. Non sei solo stupido, sei pure un quaquaraquà!</p>
<p>La nostra cultura mammona è invece tollerante verso i c&#8230;oni, accondiscendente verso l’arte della scusa. <em>“Pioveva, mi è morta la nonna, avevo la bua al pancino…” </em>E’ da qui che nasce l’inefficienza del sistema Italia. Dallo stile di pensiero bamboccione! E, per inciso, è questo l’ecosistema perverso che rende possibile l’esistenza di capitani che ritardano di un’ora l’evacuazione di una nave che affonda e poi salgono per primi sulla scialuppa di salvataggio… Tanto poi in qualche modo mi giustificherò… Povera creatura…</p>
<p>Ma attenzione: il caso di Rutelli è ancora più grave. La Margherita si era dotata di un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/195394/dovera-la-margherita-mentre-lusi-rubava/" target="_blank">sistema rigorosissimo di controllo</a></span>. Ma si è evitato di fare la fatica di applicare le regole stabilite. E questo vuol dire che Rutelli è uno che fa le leggi senza pensare di doverle applicare. E’ <strong>ignavia</strong>! (Parola, ahimè, desueta!)</p>
<p>Comunque Rutelli è in buona compagnia nel mondo dei grandi leader con il senso pratico di un pulcino. Presso altri popoli uno come Waterloo <strong>Veltroni</strong>, che ha lasciato nella m&#8230; (letteralmente) la nettezza urbana di Roma, non riuscendo neppure ad arrivare a livelli minimi nella raccolta differenziata, sarebbe stato cacciato a pedate dalla politica. Invece lo hanno lasciato libero di far cadere Prodi e di organizzare un grande suicidio elettorale (e aveva giurato che sarebbe andato in Africa ad aiutare i bambini affamati!!! Che se ci andava era un’ecatombe…).</p>
<p>E uno come Di Pietro che si è circondato di <strong>Scilipoti</strong> e <strong>De Gregorio</strong>, in un paese normale, sarebbe da tempo un tranquillo salumiere. Per non parlare di <strong>Berlusconi </strong>che vedeva solo ristoranti pieni e organizzava orge sul ponte di comando mentre l’Italia stava affondando (altro che Schettino).</p>
<p>Cari italiani, se vogliamo uscire dalla crisi tocca imparare a vergognarsi.</p>
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		<title>Opere pubbliche, le 320 incompiute</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/ecco-censimento-degli-incompiuti/187625/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono le 320  opere pubbliche mai ultimate in Italia. Il record in Sicilia. Le opere pubbliche abbandonate a metà sono una storia vecchia. Ma oggi, grazie a un lavoro certosino fatto da www.incompiutosiciliano.org possiamo rifarci gli occhi vedendole tutte in fila in un elenco che fa paura. Non esiste una stima globale di questo spreco ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono le 320  opere pubbliche mai ultimate in Italia.<br />
Il record in Sicilia.</p>
<p>Le opere pubbliche abbandonate a metà sono una storia vecchia.<br />
Ma oggi, grazie a un lavoro certosino fatto da <a href="http://www.incompiutosiciliano.org" target="_blank">www.incompiutosiciliano.org</a> possiamo rifarci gli occhi vedendole tutte in fila in un elenco che fa paura.<br />
Non esiste una stima globale di questo spreco ma parliamo di miliardi di euro buttati al cesso.<br />
Questa lista la si dovrebbe far imparare a memoria nelle scuole così magari poi la gente ci pensa quando vota.<br />
<strong>Incompiuto Siciliano</strong> non si è limitato a redarre una lista, ha anche organizzato un tour turistico all&#8217;incompiuto come corrente artistica. E si sono perfino portati una colonna di cemento armato alla Biennale di Venezia.<br />
Insieme alla redazione del <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/ILMALEdiVauroeVincino" target="_blank">Male</a></span></strong> abbiamo deciso di lanciare una campagna di satira per rendere più visibile questo scempio etico e ambientale.<br />
Grazie a un&#8217;idea di <strong>Vincino</strong>, con la collaborazione del Male e di questo gruppo di artisti è stata organizzata nello stadio per il <strong>Polo di Giarre</strong>, abbandonato da 20 anni, la prima partita a Polo con disoccupati al posto dei cavalli. Alla festa happening hanno partecipato centinaia di persone.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/30/ecco-censimento-degli-incompiuti/187625/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>E sulla diga del Chiascio, costata quasi 200 milioni di euro e mai utilizzata, dopo 20 anni, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=M1-1qJs1vVI" target="_blank">abbiamo inscenato l&#8217;inseguimento e l&#8217;abbattimento di uno scimmione</a></span> ad opera di una fantomatica unità militare cinofila. Evento che grazie alla complicità di Legambiente ha avuto grande risalto sui media umbri.<br />
Abbiamo intenzione di collaborare con altri gruppi per progettare altre azioni di <strong>guerriglia comica</strong>.<br />
Chi vuole essere informato mandi una mail a <strong>vania chiocciola alcatraz punto it</strong>.</p>
<p><strong>Ecco la lista della vergogna:</strong></p>
<p>Invaso incompleto &#8211; Cammarata (AG)<br />
Variante di Porto Empedocle &#8211; Sicilia &#8211; Porto Empedocle<br />
Viadotto Burgio &#8211; Sicilia &#8211; Burgio<br />
Trenino Cogne-Pila &#8211; Valle D&#8217;Aosta &#8211; Cogne<br />
Ospedale Sant&#8217;Isodoro &#8211; L&#8217;Aquila<br />
Stadio &#8220;Tommaso Fattori&#8221; &#8211; L&#8217;Aquila<br />
Palazzo dello sport &#8211; L&#8217;Aquila &#8211; Paganica<br />
Centro Polifunzionale &#8211; L&#8217;Aquila<br />
Metropolitana &#8211; L&#8217;Aquila<br />
Bretella tra Brignano e Torrione &#8211; L&#8217;Aquila<br />
Depuratore &#8211; Chieti &#8211; Francavilla al Mare<br />
Porto di Francavilla al mare &#8211; Chieti<br />
Ponte &#8211; Chieti<br />
Campus universitario di Madonna delle Piane &#8211; Chieti<br />
Ospedale &#8211; Chieti &#8211; Ripa Teatina<br />
Ospedale Clinicizzato &#8220;Santissima Annunziata&#8221; di Colle dell&#8217;Ara &#8211; Chieti<br />
Villaggio del Fanciullo &#8211; Teramo &#8211; Silvi<br />
Complesso Ospedaliero di Casalena &#8211; Teramo<br />
Ospedale &#8220;Sant&#8217;Egidio alla Vibrata&#8221; &#8211; Teramo<br />
Ponte ciclo pedonale &#8211; Teramo &#8211; Silvi<br />
Autoporto di Castellalto &#8211; Teramo<br />
Autoporto di Roseto &#8211; Teramo &#8211; Roseto degli Abruzzi<br />
Carcere Mandamentale &#8211; Matera &#8211; Irsina<br />
Aeroporto di Pisticci &#8211; Matera<br />
Ferrovia Matera-Ferrandina &#8211; Matera<br />
Cinema Ariston &#8211; Potenza<br />
Ex caserma dei Vigili del Fuoco &#8211; Potenza<br />
Ex-Cip Zoo &#8211; Potenza<br />
Ex-dispensario &#8211; Potenza<br />
Palestra &#8211; Potenza<br />
Stazione autobus extraurbani &#8211; Potenza<br />
Diga sul Monte Marello &#8211; Catanzaro &#8211; Cannalia<br />
Diga di Gimigliano sul fiume Melito &#8211; Catanzaro<br />
Diga sull&#8217;Alaco &#8211; Catanzaro &#8211; San Sostene<br />
Diga del Redisole &#8211; Catanzaro &#8211; Torrente Fiumarella<br />
Ospedale &#8211; Catanzaro &#8211; Girifalco<br />
Centro Polifunzionale &#8211; Catanzaro<br />
Palazzetto dello sport &#8211; Catanzaro &#8211; Borgia<br />
Piscina comunale di San Giovanni in Fiore &#8211; Catanzaro<br />
Diga sul Laurenzana &#8211; Cosenza &#8211; Fiume Trionto<br />
Diga sul Monte Pettinascura &#8211; Cosenza<br />
Grande mattatoio consortile &#8211; Cosenza &#8211; Cetraro<br />
Nuovo mercato coperto &#8211; Cosenza &#8211; Diamante<br />
Mattatoio comunale &#8211; Cosenza &#8211; S. Pietro di Guarano<br />
Diga di Tarsia &#8211; Cosenza<br />
Diga sul Basso Savuto &#8211; Cosenza<br />
Mattatoio consortile di Diamante &#8211; Cosenza<br />
Diga Basso Esaro &#8211; Cosenza<br />
Diga sull&#8217;Alto Esaro &#8211; Cosenza<br />
Mercato coperto di Diamante &#8211; Cosenza<br />
Casa albergo &#8211; Cosenza &#8211; Buonvicino<br />
Diga del Votturino &#8211; Cosenza &#8211; Altopiano della Sila<br />
Mattatoio consortile &#8211; Cosenza &#8211; Casole Bruzio<br />
Sala Conferenze di Diamante &#8211; Cosenza<br />
Casa albergo &#8211; Cosenza &#8211; Saracena<br />
Scuola Materna &#8211; Cosenza &#8211; Diamante<br />
Istituto di riabilitazione &#8220;Papa Giovanni&#8221; &#8211; Cosenza &#8211; Serra d&#8217;Aiello<br />
Ospedale di Scalea &#8211; Cosenza<br />
Stadio di Paola &#8211; Cosenza<br />
Palazzetto dello Sport &#8211; Cosenza &#8211; Cittadella di Capo<br />
Trasversale di Serre &#8211; Cosenza &#8211; Serre<br />
Campo di calcio di Crotone<br />
Diga sul Lordo &#8211; Reggio Calabria<br />
Diga inutilizzata &#8211; Reggio Calabria &#8211; Laureana in Borrello<br />
Diga sul fiume Metrano &#8211; Reggio Calabria &#8211; Gioia Tauro<br />
Diga sul Melito &#8211; Reggio Calabria<br />
Diga sul Menta &#8211; Reggio Calabria &#8211; Roccaforte del Greco<br />
Ospedale di Cittanova &#8211; Reggio Calabria<br />
Ospedale di Gerace &#8211; Reggio Calabria<br />
Palazzetto dello sport &#8211; Reggio Calabria &#8211; Taurianova<br />
Bretella di completamento &#8211; Reggio Calabria &#8211; Lauria<br />
Autostrada A3, Salerno &#8211; Reggio Calabria<br />
Tangenziale Est di Vibo Valentia<br />
Biblioteca comunale &#8211; Caserta<br />
Mattatoio comunale &#8211; Caserta &#8211; Piedimonte Matese<br />
Mattatoio comunale e foro boario &#8211; Caserta<br />
Ospedale &#8220;San Rocco&#8221; &#8211; Caserta &#8211; Sessa Aurunca<br />
Piscina &#8211; Caserta &#8211; Piedimonte Matese<br />
Ospedale di S. Bartolomeo in Galdo &#8211; Benevento<br />
Ospedale “Maria SS. Delle Grazie” &#8211; Benevento<br />
Albergo &#8211; Napoli &#8211; Alimuri<br />
Vasca d´alaggio &#8211; Napoli &#8211; Torre Annunziata<br />
Ospedale &#8211; Napoli &#8211; Boscotrecase<br />
Ospedale “S. Maria di Casascola” &#8211; Napoli &#8211; Gragnano<br />
Spirito nuovo tra antiche mura &#8211; Salerno &#8211; Sassano<br />
Cementificio &#8211; Salerno &#8211; Sapri<br />
Nuova casa comunale &#8220;Spirito nuovo tra antiche mura&#8221; &#8211; Salerno &#8211; Sassano<br />
Ospedale &#8220;San Michele di Pogerola&#8221; &#8211; Salerno &#8211; Amalfi<br />
Ospedale &#8211; Salerno &#8211; Roccadaspide<br />
Palazzetto dello sport &#8211; Salerno &#8211; Cava de&#8217; Tirreni<br />
Rampa di collegamento (Ponte) &#8211; Salerno &#8211; Cava de&#8217; Tirreni<br />
Ex-statale 447 &#8211; Salerno<br />
Ospedale del polo di Cona &#8211; Ferrara<br />
Variante di valico &#8211; Bologna<br />
Bowling &#8211; Pordenone &#8211; Roveredo<br />
Diga Ravedis &#8211; Pordenone &#8211; Montereale Valcellina<br />
Ospedale Nuovo &#8211; Frosinone<br />
Centro Intermodale &#8211; Latina<br />
Autostrada Rieti-Torano<br />
Parcheggio sotterraneo &#8211; Roma<br />
Anello ferroviario, stazione Vigna Clara &#8211; Roma<br />
Colonia Fano &#8211; Genova<br />
Messa in sicurezza del Torrente Sturla &#8211; Genova &#8211; Bavari<br />
Ospedale &#8220;Luigi Frugone&#8221; &#8211; Genova &#8211; Busalla<br />
Ospedale civile &#8220;Arnaldo Terzi&#8221; &#8211; Genova<br />
Sede dell&#8217;Agenzia delle Entrate &#8211; Bergamo<br />
Borgo di Consonno &#8211; Lecco<br />
Canale fluviale Milano-Cremona<br />
Ponte di Vedano &#8211; Milano<br />
Strada provinciale Mirazzano &#8211; Vimodrone &#8211; Milano<br />
Chiusa Golasecca &#8211; Varese<br />
Palazzetto dello sport &#8211; Varese &#8211; Cantù<br />
Pista d&#8217;Atletica Zengarini &#8211; Tribuna &#8211; Pesaro &#8211; Urbino &#8211; Fano<br />
Traforo della Guinza &#8211; Pesaro &#8211; Urbino &#8211; Mercatello sul Metauro (PU)<br />
Centro visite del sito archeologico di Sepino &#8211; Campobasso<br />
Ospedale &#8220;Vietri&#8221; &#8211; Campobasso &#8211; Larino<br />
Ospedale &#8220;SS. Rosario&#8221; &#8211; Isernia<br />
Palafuksas &#8211; Torino<br />
Orfanotrofio ex-Ipai &#8211; Vercelli<br />
Parcheggio interrato Piazza XX Settembre &#8211; Bari &#8211; Trani<br />
Ponte &#8211; Bari &#8211; Palese<br />
L’asilo incompiuto a Trani o rudere di Via Di Vittorio &#8211; Bari<br />
Casa di riposo &#8211; Bari<br />
Stazione ferroviaria di Palese &#8211; Bari<br />
Pretura &#8211; Brindisi<br />
Impianto per il trattamento dei rifiuti solidi urbani &#8211; Brindisi<br />
Istituto &#8220;Tanzarella&#8221; &#8211; Brindisi<br />
Centro per anziani &#8211; Brindisi<br />
Palazzetto dello sport &#8211; Brindisi &#8211; Fasano<br />
Piscina Coperta &#8211; Foggia &#8211; Vieste<br />
Invaso Pappadai &#8211; Lecce<br />
Casa di riposo per anziani &#8211; Lecce &#8211; Nardò<br />
Centro sportivo &#8211; Lecce &#8211; Cesarea Terme<br />
Impianto sollevamento acqua &#8211; Taranto<br />
Scuola elementare &#8211; Cagliari &#8211; Monserrato<br />
Chiesa San Giovanni Evangelista &#8211; Cagliari &#8211; Quartu Sant&#8217;Elena<br />
Elettrificazione della “dorsale sarda” &#8211; Cagliari<br />
Strada &#8220;La Fumosa&#8221; &#8211; Olbia &#8211; Tempio &#8211; Tempio Pausania<br />
Campo sportivo &#8211; Oristano<br />
Teatro &#8211; Sassari &#8211; Villasor<br />
Ufficio senza destinazione d&#8217;uso &#8211; Sassari &#8211; Li Punti<br />
Mercato civico &#8211; Sassari &#8211; Villasor<br />
Nuova caserma dei carabinieri &#8211; Sassari &#8211; Bono<br />
Ospedaletto &#8211; Sassari &#8211; Benetutti<br />
Piscina &#8211; Sassari &#8211; Benetutti<br />
Centro sportivo polivalente &#8211; Sassari &#8211; Benetutti<br />
Ippodromo &#8211; Sassari &#8211; Benetutti<br />
Strada camionale &#8211; Sassari<br />
Teatro popolare Samonà &#8211; Agrigento &#8211; Sciacca<br />
Museo di via Roma &#8211; Agrigento &#8211; Lampedusa e Linosa<br />
Piscina comunale &#8211; Agrigento &#8211; Sciacca<br />
Museo &#8211; Contrada La Salina &#8211; Agrigento &#8211; Lampedusa e Linosa<br />
Pretura &#8211; Agrigento<br />
Deposito d’acqua di Monte Imbriacola &#8211; Agrigento &#8211; Lampedusa e Linosa<br />
Deposito di Aria Rossa &#8211; Agrigento &#8211; Lampedusa e Linosa<br />
Diga di Gibbesi &#8211; Agrigento &#8211; Naro<br />
Deposito d’acqua zona scalo nuovo di Cala Pisana &#8211; Agrigento &#8211; Lampedusa e Linosa<br />
Deposito di Poggio Monaco &#8211; Agrigento &#8211; Lampedusa e Linosa<br />
Case popolari &#8211; Agrigento &#8211; Cattolica Eraclea<br />
Approdo di Cala Pisana &#8211; Agrigento &#8211; Lampedusa e Linosa<br />
Casa per anziani &#8211; Agrigento &#8211; Casteltermini<br />
Deposito d&#8217;acqua di Taccio Vecchio &#8211; Agrigento &#8211; Lampedusa e Linosa<br />
Ospizio &#8211; Agrigento &#8211; Cattolica Eraclea<br />
Ospedale &#8211; Agrigento &#8211; Cattolica Eraclea<br />
Piscina Comunale Ctr Imbriacola &#8211; Agrigento &#8211; Lampedusa e Linosa<br />
Campo di calcio Villaggio Mosé &#8211; Agrigento<br />
Piscina &#8211; Agrigento &#8211; Cattolica Eraclea<br />
Polisportivo coperto &#8211; Agrigento &#8211; Castrofilippo<br />
Campo da rugby Villaggio Mosé &#8211; Agrigento<br />
Palazzetto dello sport &#8211; Agrigento &#8211; Cattolica Eraclea<br />
Piscina Comunale Coperta &#8211; Agrigento &#8211; Sciacca<br />
Stadio d&#8217;atletica &#8211; Agrigento<br />
Linea ferroviaria Canicattì &#8211; Riesi &#8211; Agrigento<br />
Messa in sicurezza della statale SS 115 &#8211; Agrigento &#8211; Sciacca<br />
Carcere mandamentale &#8211; Caltanissetta &#8211; Gela<br />
Diga Disueri &#8211; Caltanissetta &#8211; Gela<br />
Caserma dei carabinieri &#8211; Caltanissetta &#8211; Gela<br />
Diga Comunelli &#8211; Caltanissetta &#8211; Gela<br />
Dissalatore &#8211; Caltanissetta &#8211; Gela<br />
Caserma dei Vigili del Fuoco &#8211; Caltanissetta &#8211; Gela<br />
Piscina comunale &#8211; Caltanissetta &#8211; Milena<br />
Linea ferroviaria Caltanissetta – Misteci &#8211; Caltanissetta<br />
Svincolo Irosa &#8211; Caltanissetta &#8211; Resuttano<br />
Teatro Nuovo &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Teatro di viale Moncada &#8211; Catania<br />
Centro congressi comunale &#8211; Catania &#8211; Mascali<br />
Approvvigionamento idrico della città di Catania &#8211; Piedimonte Etneo<br />
Mercato dei fiori &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Centro diurno e comunità alloggio per anziani &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Case popolari &#8211; Catania &#8211; Bronte<br />
Case popolari &#8211; Catania &#8211; Adrano<br />
Pretura &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Parco tematico dei divertimenti &#8211; Catania &#8211; Fiumefreddo<br />
Diga di Pietrarossa &#8211; Catania<br />
Depuratore delle acque &#8211; Catania &#8211; Biancavilla<br />
Distaccamento provinciale dei Vigili del Fuoco &#8211; Catania<br />
Diga di Pietrarossa &#8211; Catania &#8211; Caltagirone<br />
Parcheggio multipiano &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Pista delle macchinine &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Parco &#8211; Catania<br />
Ponte cosiddetto &#8220;Dei Sospiri&#8221; &#8211; Catania &#8211; Linguaglossa<br />
Mercato ortofrutticolo &#8211; Catania &#8211; Caltagirone<br />
Bambinopoli &#8211; Parco &#8220;Chico Mendes&#8221; &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Ospedale Vittorio Emanuele &#8211; San Marco &#8211; Catania<br />
Nuovo complesso policlinico Universita di Catania<br />
Ospedale &#8211; Catania &#8211; Biancavilla<br />
Ospedale &#8211; Catania &#8211; Grammichele<br />
Ospedale Sant&#8217;Isodoro &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Ospedale &#8211; Catania &#8211; Randazzo<br />
Ospedale &#8220;Rinaldi&#8221; &#8211; Catania &#8211; Vizzini<br />
Casa albergo per anziani &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Campo di polo &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Palestra comunale &#8211; Catania &#8211; Mascali<br />
Campo sportivo &#8211; Catania &#8211; Misterbianco<br />
Velodromo &#8220;Salinelle&#8221; &#8211; Catania &#8211; Paternò<br />
Palestra comunale &#8211; Catania &#8211; Sant&#8217;Alfio<br />
Centro sportivo polifunzionale &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Piscina Olimpionica coperta &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Piscina comunale &#8211; Catania &#8211; Giarre<br />
Palazzetto dello Sport &#8211; Catania &#8211; Palagonia (CT)<br />
Colonnato lungo i binari &#8211; Catania &#8211; Bronte<br />
Ponte &#8211; Catania &#8211; Randazzo<br />
Diga Morello &#8211; Enna &#8211; Villarosa<br />
Teatro &#8220;Garibaldi&#8221; &#8211; Enna<br />
Parco archeologico del castello di Nicosia &#8211; Enna<br />
Invaso Olivo &#8211; Enna<br />
Invaso Pozzillo &#8211; Enna &#8211; Ragalbuto<br />
Mercato ortofrutticolo &#8211; Enna<br />
Mercato ortofrutticolo Leonforte &#8211; Enna<br />
Carcere &#8211; Enna<br />
Diga Ancipa &#8211; Enna &#8211; Troina<br />
Mattatoio comunale &#8211; Enna &#8211; Nicosia<br />
Ospedale &#8220;Ferro Branciforte Capra&#8221; &#8211; Enna &#8211; Leonforte<br />
Sanatorio &#8211; Enna &#8211; Pergusa<br />
Palazzetto dello sport &#8211; Enna &#8211; Leonforte<br />
Piscina &#8211; Enna &#8211; Centuripe<br />
Superstrada nord &#8211; sud &#8211; ss177 &#8211; Enna &#8211; Leonforte<br />
Linea ferroviaria Leonforte &#8211; Nicosia &#8211; Enna<br />
Superstrada NORD-SUD &#8211; ss117 &#8211; Enna &#8211; Nicosia<br />
Carcere &#8211; Messina &#8211; Patti<br />
Dissalatore &#8211; Messina &#8211; Lipari<br />
Carcere &#8211; Messina &#8211; Mistretta<br />
Lavori di consolidamento del torrente Simeto &#8211; Messina &#8211; San Piero Patti<br />
Casa per anziani &#8211; Messina &#8211; Mistretta<br />
Linea ferroviaria Santo Stefano di Camastra &#8211; Mistretta &#8211; Messina<br />
Ponte sullo stretto di Messina<br />
Strada &#8220;Dei due Mari&#8221; &#8211; SS 117 Centrale Sicula &#8211; Messina &#8211; Santo Stefano di Camastra<br />
Diga dello Scanzano &#8211; Palermo &#8211; Lago Scanzano<br />
Diga di Blufi &#8211; Palermo<br />
Diga di Rosamarina &#8211; Palermo &#8211; Termini Imerese<br />
Diga Poma &#8211; Palermo &#8211; Lago Poma<br />
Centro servizi &#8211; Palermo &#8211; Capaci<br />
Diga Garcia di Roccamena &#8211; Palermo &#8211; Termini Imerese<br />
Asilo nido &#8211; Palermo<br />
Scuola media &#8211; Palermo &#8211; Mezzojuso<br />
Azienda ospedaliera &#8220;Villa Sofia&#8221; &#8211; Palermo<br />
Sanatorio &#8211; Palermo &#8211; Piana degli Albanesi<br />
Ospedale “Villa delle Ginestre” &#8211; Palermo<br />
Padiglioni polichirurgici e Ospedale via Ingegneros &#8211; Palermo<br />
Ospedale &#8220;Casa del Sole&#8221; &#8211; Palermo<br />
Azienda Ospedaliera “V. Cervello” &#8211; Palermo<br />
Viadotto sul cuore delle Madonie &#8211; Palermo<br />
Anello metroferroviario &#8211; Palermo<br />
Passante ferroviario. Raddoppio metropolitana Palermo centrale &#8211; Punta Raisi &#8211; Palermo &#8211; Cinisi<br />
Linea ferroviaria Palermo Lolli – Santa Ninfa<br />
Sottovia scatolare &#8211; Palermo &#8211; Bolognetta<br />
Galleria interna al parco delle Madonie &#8211; Palermo &#8211; Petralia Soprana<br />
Raccordo Autostradale &#8211; Palermo<br />
Adduttore del fiume Irminio &#8211; Ragusa<br />
Ex ospedale psichiatrico &#8211; Ragusa<br />
Ospedale &#8220;G.B Odierna&#8221; &#8211; Ragusa<br />
Teatro Comunale di Siracusa<br />
Invaso di Lentini &#8211; Siracusa<br />
Asilo nido &#8211; Siracusa &#8211; Priolo Gargallo<br />
Centro scolastico polivalente per scuole elementari e materne &#8211; Siracusa &#8211; Priolo Gargallo<br />
Scuola-albergo &#8211; Siracusa<br />
Ex Ospedale Neuropsichiatrico &#8211; Siracusa<br />
Ospedale civile &#8211; Siracusa &#8211; Pachino<br />
Casa albergo per anziani &#8211; Siracusa &#8211; Priolo Gargallo<br />
Ospedale &#8220;E. Muscatello&#8221; &#8211; Siracusa &#8211; Augusta<br />
Centro diurno per gli anziani &#8211; Siracusa &#8211; Priolo Gargallo<br />
Nuovo ospedale generale &#8211; Siracusa &#8211; Lentini<br />
Sopraelevata SP26 &#8211; Siracusa &#8211; Rosolini<br />
Porto di Pantelleria &#8211; Trapani<br />
Teatro di Gibellina &#8211; Trapani<br />
Monumento ai Mille &#8211; Trapani &#8211; Marsala<br />
Pista ciclabile &#8211; Trapani &#8211; Mazara del Vallo<br />
Chiesa Madre (c.d. Chiesa di Quaroni) &#8211; Trapani &#8211; Gibellina<br />
Dissalatore &#8211; Trapani &#8211; Nubia<br />
Ponte &#8211; Trapani &#8211; Mazara del Vallo<br />
Acquedotto di Montescuro-ovest &#8211; Trapani<br />
Alloggi della polizia &#8211; Trapani &#8211; Gibellina<br />
Serbatoi Paceco, Trinità, Rubino, Zafferana &#8211; Trapani<br />
Centro turistico &#8211; Trapani &#8211; Gibellina<br />
Cimitero &#8211; Trapani &#8211; Contrada Ciappola &#8211; Cutusio<br />
Scuola &#8211; Trapani &#8211; Erice<br />
Piscina comunale &#8211; Trapani<br />
Ospedale &#8220;San Biagio&#8221; &#8211; Trapani &#8211; Marsala<br />
Ospedale &#8220;Vittorio Emanuele II&#8221; &#8211; Trapani &#8211; Castelvetrano<br />
Centro cure per disabili &#8211; Trapani &#8211; Castellammare del Golfo<br />
Ospedale Nuovo &#8211; Trapani &#8211; Marsala<br />
Palestra &#8211; Trapani &#8211; Erice<br />
Litoranea Nord &#8211; Trapani<br />
Porto &#8220;Banchine versante Ronciglio&#8221; &#8211; Trapani<br />
Linea ferroviaria Kaggera &#8211; Vita &#8211; Salemi &#8211; Trapani<br />
Porto di Castellammare del Golfo &#8211; lavori di prolungamento e messa in sicurezza &#8211; Trapani<br />
Galleria tra la Valle dell&#8217;Adige e il lago di Garda &#8211; Trento<br />
Linea tramviaria Scandicci &#8211; Santa Maria Novella &#8211; Firenze<br />
Acquario pubblico &#8220;Diacinto Cestoni&#8221; &#8211; Livorno<br />
Porta del parco Appennino Tosco Emiliano &#8211; Massa Carrara &#8211; Filattiera<br />
Scolmatore acque &#8211; Pisa &#8211; Pontedera<br />
La strada quadrilatero umbro-marchigiana &#8211; Perugia<br />
Superstrada Perugia-Ancona<br />
Nuovo ospedale comprensoriale &#8211; Terni<br />
Superstrada Terni &#8211; Rieti<br />
Metropolitana &#8211; Terni<br />
Diga di Beauregard &#8211; Aosta &#8211; Valgrisenche<br />
MO.S.E. &#8211; MOdulo Sperimentale Elettromeccanico &#8211; Venezia<br />
Idrovia Venezia &#8211; Padova<br />
Ospedale &#8220;San Bortolo Nuovo&#8221; &#8211; Vicenza<br />
Istituto Elioterapico &#8211; Vicenza &#8211; Roana</p>
<p>(<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.incompiutosiciliano.org/opere" target="_blank">Qui</a></span> trovi descrizioni, foto e mappa satellitare degli incompiuti suddivisi per regione&#8230;)</p>
<p><strong>SEGNALA CASI DI OPERE PUBBLICHE INCOMPIUTE A REDAZIONEWEB@ILFATTOQUOTIDIANO.IT</strong></p>
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		<title>Ecco chi salva l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 18:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un bla bla di sinistra che non raggiunge nessun risultato. Sono solo chiacchiere. Ma c&#8217;è chi lavora&#8230;Di fronte al tracollo economico i partiti di sinistra e molte organizzazioni progressiste sembrano ipnotizzati. Sarebbe invece il momento di scatenare una campagna di iniziative capaci di offrire opportunità di cambiamento alle persone in difficoltà. Ci sono per fortuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>C&#8217;è un </strong><strong>bla bla di sinistra</strong> che non raggiunge nessun risultato. Sono solo chiacchiere. Ma c&#8217;è chi lavora&#8230;Di fronte al tracollo economico i partiti di <strong>sinistra</strong> e molte organizzazioni progressiste sembrano ipnotizzati.</p>
<p>Sarebbe invece il momento di <strong>scatenare una campagna di iniziative </strong>capaci di offrire opportunità di cambiamento alle persone in difficoltà. Ci sono per fortuna i mille gruppi di base che non si arrendono all&#8217;idea che la politica si faccia con i discorsi in Parlamento e che basti fare qualche corteo o qualche blocco stradale, per sentirsi a posto con la propria coscienza progressista. La cosiddetta <strong>Società Civile</strong> si sta muovendo un po’ dovunque e dimostra con i fatti di essere<strong> l’unica alternativa</strong> alla vecchia politica e alla cultura marcia che ci ha portato al tracollo. Sono questi volontari i soli capaci di costruire una via d&#8217;uscita dallo sfascio di questa Italia che assomiglia sempre più a una nave da crociera spiaggiata. Sono invisibili per i partiti e per i media. Non fanno notizia, non vengono citati nei comizi, non vengono presi ad esempio dai ministri, non ispirano i programmi elettorali.</p>
<p>Un esempio di questa concretezza ce lo dà l&#8217;associazione <strong>L&#8217;Altra Napoli Onlus</strong>, fondata da Ernesto Albanese, che in collaborazione con don Antonio Loffredo<strong> </strong>ha realizzato un piccolo miracolo in un contesto difficile come il <strong>Rione Sanità</strong> a Napoli.  L’Associazione, insieme alle cooperative e alle associazioni di cittadini già presenti nel quartiere, hanno recuperato luoghi dismessi o dimenticati, tra cui le spettacolari catacombe di <em>San Gennaro,</em> affidandone la gestione – sostenuta anche dalla Diocesi di Napoli – alla cooperativa sociale “La Paranza”, formata da giovani del Rione. Oggi, dopo soli 18 mesi, il numero dei visitatori è <strong>triplicato</strong>.</p>
<p>E’ stata riaperta dopo 41 anni l’antica Basilica paleocristiana di <em>San Gennaro extra moenia</em>, adiacente alle Catacombe, utilizzata dal 1967 come magazzino dell&#8217;ospedale San Gennaro. Poi l’ex chiesa di <em>San Vincenzo</em> <em>e dell’Immacolata</em>, oggi Accademia della Sanità, da tempo anch’essa abbandonata e oggi trasformata in un teatro e centro polifunzionale per attività di danza e psicomotricità infantile. E’ stato risistemato e aperto al pubblico il giardino della Chiesa di <em>San Severo</em>: oggi il <em>Giardino degli Aranci</em> è uno dei pochissimi spazi verdi del Rione Sanità, aperto ai bambini e gestito e custodito dalla gente del posto. La cancellata del giardino, che ha sostituito il vecchio muro di tufo, è stata realizzata da una nascente <strong>cooperativa</strong> di cinque giovani artigiani del quartiere, gli <em>Iron Angels</em>, specializzatisi nella particolare lavorazione dei metalli poveri, sotto la guida del Maestro Riccardo Dalisi. La casa parrocchiale, annessa al <em>Giardino degli Aranci</em>, è diventata invece “L’Altra Casa”, un centro di <strong>assistenza post-scolastica</strong> per i bambini e per le mamme in difficoltà. In uno spazio adiacente alla chiesa di San Severo sarà a breve inaugurato uno studio di registrazione che verrà affidato ad un gruppo di giovani che si stanno formando come tecnici del suono. Tra i primi interventi dell’Associazione, la ristrutturazione dell’antico Chiostro della <em>Basilica della Sanità </em>– cuore pulsante delle iniziative del quartiere <em>– </em>che è ora uno spazio aperto all’<strong>aggregazione sociale</strong> per i ragazzi, mentre nell’adiacente <em>Cappella del Rosario</em> avviene oggi uno dei più begli esempi di valorizzazione e recupero dei giovani in città. La Cappella, infatti, è la sede delle prove dell’Orchestra Giovanile Sanitansamble, composta da 34 bambini e ragazzi del Rione Sanità che da 4 anni studiano insieme musica classica su ispirazione del modello venezuelano fondato 30 anni fa dal Maestro J. A. Abreu.</p>
<p>Ernesto Albanese racconta: “Non ne abbiamo perso uno di questi ragazzini, e dopo un anno siamo riusciti a farli suonare di fronte a un pubblico di mille persone…”. E lo scorso 1 ottobre 2011 la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=riaVizl6oGk" target="_blank">Sanitansamble ha suonato per il Presidente Napolitano</a>, nella Basilica di <em>San Gennaro extra moenia</em>.</p>
<p>Tra le più recenti iniziative, va anche menzionato il progetto “<em>Una vela per sperare</em>” che, in collaborazione con la Fondazione L’Albero della Vita e la Lega Navale Italiana, organizza corsi di vela per bambini di quartieri difficili della città.  E quanto tempo c’è voluto per questa valanga di iniziative? 5 anni. Oltretutto si sono attuate iniziative basate sulla <strong>filosofia della sostenibilità</strong>: creare posti di lavoro duraturi e diffondere professionalità e micro impresa. Don Antonio Loffredo – parroco del Rione Sanità &#8211; mi racconta che tutte queste attività nel loro insieme hanno generato una cinquantina di posti di lavoro <strong>gratificanti</strong>. Non solo un salario ma anche cultura, passione e professionalità. Quindi un confronto vincente rispetto alle offerte dell’economia criminale. Suonare, occuparsi di arte, audiovisivi, teatro, turismo, ferro battuto, restauro, sono attività appaganti molto più che fare i manovali per la camorra.</p>
<p>E tutto quanto è stato realizzato senza usare un <strong>euro di denaro pubblico</strong>. Hanno speso oltre 3,5 milioni di euro. Come li hanno trovati? Anche questo è interessante. Spesso i gruppi solidali non si pongono in modo pragmatico la questione dell’autofinanziamento. Invece l’associazione L’Altra Napoli ha creduto che se fosse stata capace di comunicare usando un linguaggio adatto agli sponsor e avesse dimostrato efficienza e rapidità negli interventi, sarebbe riuscita a ottenere la fiducia di aziende, fondazioni e organizzazioni sociali e religiose. E hanno in effetti ottenuto il sostegno iniziale del Cardinale di Napoli e della fondazione <em>Clinton Global Initiative</em>, che ha permesso in seguito di ottenere la fiducia e il sostegno di altre numerose fondazioni e aziende, la lista degli <a href="http://www.altranapoli.it/?id=5" target="_blank">sponsor</a> è in effetti impressionante.</p>
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		<title>Soffrire è di sinistra?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 09:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per creare arte, imparare una professione, migliorare il mondo, bisogna affrontare dolore e sacrifici? L’essere umano cresce solo patendo e tribolando? Nel mio ultimo post dicevo che la scuola italiana è estremamente noiosa e astratta dalla realtà, incapace di insegnare la passione. In molti mi hanno risposto: “Allora sei contro la cultura!” Il fatto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per creare arte, imparare una professione, migliorare il mondo, bisogna affrontare dolore e sacrifici? L’essere umano cresce solo patendo e tribolando?</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/05/scuola-uccide-noia/181735/" target="_blank">Nel mio ultimo post</a></span> dicevo che la <strong>scuola</strong> italiana è estremamente noiosa e astratta dalla realtà, incapace di insegnare la passione.<br />
In molti mi hanno risposto: “Allora sei contro la <strong>cultura</strong>!”<br />
Il fatto che io scrivessi che la cultura è essenziale per la crescita umana e professionale non è stato recepito.<br />
Non si tratta di sola distrazione. Discutendo di questo argomento con alcuni compagni mi sono reso conto di quanto sia diffusa l’idea che le grandi conquiste umane richiedano comunque sofferenza.<br />
Quindi, sostenere come ho fatto che bisogna insegnare la passione per la conoscenza in modo divertente e affascinante è stato giudicato talmente assurdo da non essere preso neppure in considerazione.<br />
Molti, dopo l’ubriacatura sessantottina del rifiuto del lavoro, ora credono che solo una via di sacrifici possa portare all’eccellenza.<br />
Ma vi chiedo di considerare l’ipotesi che vi sia <strong>un altro punto di vista</strong>.<br />
Credo che nella vita concetti a volte disprezzati da certa sinistra, siano essenziali: professionalità, puntualità, rigore, senso dell’onore e della parola data… Tutte parole lasciate per troppo tempo nell’arsenale verbale della destra.<br />
La sottovalutazione di questi concetti ha fatto sì, ad esempio, che le manifestazioni di sinistra siano famose per i malfunzionamenti degli amplificatori. L’importante è avere la linea politica giusta… se poi l’audio fischia chissenefrega….</p>
<p>Io credo invece che gente che non è capace di far funzionare un impianto audio per un comizio difficilmente saprà migliorare il mondo.<br />
E sono pure assolutamente favorevole allo studio, all’impegno, alla disciplina.<br />
Ma credo che eccellere in quel che si fa richieda, innanzi tutto, <strong>passione</strong>.<br />
E’ la caratteristica che ho visto lavorando con decine di grandi professionisti. Sono perfezionisti, totalmente dediti alla qualità in modo maniacale, senza sofferenza… Al contrario è gente che ama talmente quello che fa e si diverte talmente a farlo che fa fatica ma in modo gioioso, senza sacrificarsi. Un sacrificio sarebbe per queste persone non portare a termine un progetto o non realizzarlo al meglio.<br />
E’ chiaro che se segui la tua ispirazione profonda dovrai combattere duramente. Ma questo lo fai per ritagliarti il diritto al grande godimento che dà realizzare i propri progetti.<br />
Ho visto i miei genitori faticare allo stremo ma era la fatica del maratoneta, che si stanca ma è anche nell’estasi del movimento. Non c’era dolore.<br />
Certo poi, <strong>se la </strong><strong>Rai</strong> ti censura, è duro e sacrificante tenere la testa alta e affrontare emarginazione, violenze fisiche eccetera.<br />
E se ti massacrano di botte come è successo a mia madre, certamente soffri. Ma non soffri mentre crei un nuovo spettacolo, è un piacere. E non soffri quando reciti. E’ un altro piacere. Non soffre lo scienziato che scopre un nuovo rimedio.</p>
<p>Credo che sia importante affermare questo punto di vista. E negare che la conoscenza scolastica, <strong>basata sulla noia e sull’interrogazione</strong>, sia il modo migliore per far crescere nei giovani la passione per il lavoro. E mi sembra che i fatti mi diano grandemente ragione. Il livello della formazione in Italia è universalmente considerato basso.<br />
Non è astuto dire agli studenti: soffrite per studiare e poi dovrete soffrire pure per realizzare qualche cosa di importante.<br />
Meglio dir loro la verità: realizzare i sogni è un’impresa meravigliosa che ti può dare un piacere e una soddisfazione profonda enormi. E dà pure un senso alla tua vita. Studiare, lavorare, sperimentare, sono attività eccelse.<br />
Se segui la tua via poi potrai trovarti a combattere per il diritto di farlo. Il che a volte è estremamente sgradevole. Ma lo fai perché seguire la tua via è tra le cose migliori della vita.<br />
E’ vero che ci sono artisti, professionisti e scienziati che praticano in modo doloroso la loro professione autoimponendosi sacrifici e privazioni. E non nego che anche su questa via si siano ottenuti risultati potenti.<br />
Ma io voglio un mondo migliore e credo che solo dall’intelligenza migliore, quella del piacere della passione, nascano idee e realizzazioni capaci di migliorare il mondo.</p>
<p>L’ideologia del dolore è fortemente presente nella cultura italiana, curioso mix tra un <strong>cattolicesimo</strong> che propugna la sofferenza come via di redenzione e un <strong>comunismo</strong> che esalta il sacrificio supremo per la causa. Entrambi ammantati dal culto della personalità del martire, dell’eroe, del santo, del leader.<br />
Ma difficilmente chi si autoflagella riesce a rendere migliore la vita degli altri. Gesù diceva: “Ama il prossimo tuo come te stesso.” E si dedicava a trasformare l’acqua in vino per allietare feste di matrimonio diffondendo l’ebrezza e l’eccitazione. Poi lo hanno crocefisso. Ma quello, a mio modesto parere, era un effetto collaterale indesiderato.<br />
Gesù avrebbe potuto aprire le porte dell’inferno anche senza morire sulla croce.</p>
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		<title>La scuola uccide di noia!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 10:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il figlio di un mio amico non vuole più andare a scuola. Cosa gli puoi dire? Bel problema. Il figlio di questo mio amico dice: “So leggere e scrivere, non voglio fare né il medico né l’ingegnere, voglio fare il webmaster. Mi spiegate cosa mi serve andare a scuola?” Questo ragazzo non è contro la conoscenza in sé. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il figlio di un mio amico non vuole più andare a scuola. Cosa gli puoi dire? Bel problema. Il figlio di questo mio amico dice: “So leggere e scrivere, non voglio fare né il medico né l’ingegnere, voglio fare il <strong>webmaster</strong>. Mi spiegate cosa mi serve andare a <strong>scuola</strong>?” Questo ragazzo non è contro la conoscenza in sé. Ma le cose che gli serve di sapere per gestire il suo blog nessuna scuola gliele insegna. Lui sa già come manipolare i motori di ricerca e scalare le pagine di Google&#8230;</p>
<p>Ora chiedo: serve sapere il teorema di <strong>Pitagora</strong> o cosa pensava <strong>Platone</strong> per realizzare una applicazione per gli <strong>smartphone</strong>? Io so che serve. So che la cosiddetta cultura generale è essenziale perché è ripensando a quello che è successo negli ultimi 10mila anni che posso trarre spunti e indicazioni per capire che cosa potrebbe succedere domani.<br />
Ma io questo l’ho imparato quando ho abbandonato la scuola a 18 anni, ho iniziato a lavorare e mi sono accorto che la cultura serviva. D’altra parte nella mia vita ho fatto solo professioni nelle quali nessuno ti chiede il titolo di studio, nel teatro come nell’editoria vale quel che sai fare. Allora cosa posso dire a un ragazzo che vuole abbandonare la scuola per fare una nuova professione?</p>
<p>Posso dire che è un peccato, perché credo che comunque andare a scuola sia utile… Ma non posso evitare di addolorarmi perché la scuola non ottempera al suo primo dovere: insegnare ai giovani la <strong>passione per la conoscenza</strong>. La scuola italiana è innanzi tutto avulsa dalla realtà. Di tutte le cose che un ragazzo vuole sapere o avrebbe bisogno di sapere non se ne parla neppure. Niente sul sesso, sui sentimenti, sulle relazioni, sulla salute, sul parto, sull’educazione dei figli, sul funzionamento delle leggi. Niente sulle<strong> scoperte scientifiche più recenti</strong>. I ragazzi escono dalla scuola superiore senza saper nulla di come è scritta una busta paga, come si fa un mutuo, quanto costa una carta di credito, come si apre una società, come funziona un permesso edilizio o un processo. Niente si sa sulla situazione politica ed economica del mondo. I difensori dell’insegnamento tradizionale sostengono che comunque il <strong>latino e la matematica ti insegnano a ragionare</strong>. Siamo sicuri?</p>
<p>Secondo me per ragionare, come per fare qualunque altra cosa, serve<strong> imparare la passione</strong>, il gusto per la sfida. E su questo la scuola fa proprio poco. Ci sono, è vero, alcune formidabili eccezioni, insegnanti meravigliosi che riescono a instillare passione… Ma sono eroi che fanno a calci ogni giorno con il sistema, i programmi, le idee stantie degli stessi genitori. La prima cosa che abolirei di questo metodo didattico sono le <strong>interrogazioni e i voti</strong>. Sono un sistema eccellente per demotivare gli studenti e far loro odiare la cultura. Studi per il voto!</p>
<p>Insensato. Non sto dicendo di promuovere anche chi non studia. Mi spiego: con un liceo scientifico di Firenze, insieme a professori e studenti, abbiamo realizzato un progetto per una <strong>scuola diversa</strong>. I ragazzi analizzano la <strong>situazione energetica della scuola</strong>, individuano le soluzioni, contattano le aziende, contrattano i prezzi, propongono all’amministrazione pubblica il progetto e ne seguono la realizzazione, ottenendo al contempo un risparmio per la società e una percentuale dalle ditte che poi possono investire in gite di studio e feste.<br />
Poi estendono questa metodologia alle loro famiglie e alle imprese della zona diventando consulenti energetici, ottenendo un pagamento per il loro lavoro e creando così un’azienda scolastica che lavora sul territorio.</p>
<p>Il tutto con la consulenza-tutoraggio degli insegnanti, ognuno per le competenze specifiche della materia che insegna. E’ chiaro che in un lavoro di squadra così complesso salta subito agli occhi chi non si impegna e quello lo si boccia. Perché è importante che i ragazzi capiscano che nella vita nessuno ti fa sconti. Ma non credo che ci sarebbero molti bocciati. I ragazzi adorano le grandi imprese. Ed è evidente che un ragazzo che per<strong> 5 anni di liceo </strong>partecipa con passione a una realizzazione di questo tipo, concreta, poi non avrà difficoltà a trovare un lavoro in un settore ancora praticamente vergine come quello delle <strong>ecotecnologie</strong>. Il progetto ha avuto un grande successo tra gli studenti e i professori. Anche il preside e il provveditore si sono trovati d’accordo. Abbiamo fatto una conferenza stampa e i giornali hanno dato grande risalto alla notizia cogliendone favorevolmente il carattere concreto e appassionante.<strong> Poi il progetto è stato bloccato </strong>(questo accadeva ormai parecchi anni fa).</p>
<p>Vedi anche <em>“<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/01/cara-gelmini-ti-scrivo/46581/" target="_blank"><strong>Cara Gelmini ti scrivo…</strong></a>”</em></p>
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		<title>Non cedere al terrorismo economico!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 11:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dove siete compagni? Cosa state facendo? Ditemelo perché mi sento solo. Il telegiornale mi martella nel cervello i numeri tragici di questo tracollo artificiale. Un fenomeno talmente enorme che ti senti impotente. I mercati internazionali, più misteriosi degli extraterrestri, stanno banchettando con la ricchezza del mondo. Questa crisi è artificiale: un trucco speculativo. Un gioco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dove siete compagni? Cosa state facendo?<br />
Ditemelo perché mi sento solo.</p>
<p>Il telegiornale mi martella nel cervello i numeri tragici di questo tracollo artificiale.<br />
Un fenomeno talmente enorme che ti senti impotente.<br />
I <strong>mercati</strong> internazionali, <strong>più misteriosi degli extraterrestri</strong>, stanno banchettando con la ricchezza del mondo. Questa crisi è artificiale: un trucco speculativo.<br />
Un gioco assassino in un mondo straricco, che produce il doppio del cibo necessario e fa morir di fame 10 milioni di persone.<br />
Non ha senso!<br />
E ora la <strong>speculazione</strong> azionaria pretende milioni di ettolitri di sangue per <strong>ungere gli ingranaggi dei mercati</strong>.<br />
Distinti signori scommettono sui disastri perchè così si guadagna più velocemente.<br />
E di fronte a tutto questo la reazione è tenue.<br />
Ma è proprio l’ora di darsi una mossa.</p>
<p>Se non ora, quando?<br />
Quando non ci sarà più un ospedale che funzioni?<br />
Quando chiamando la polizia per un’emergenza ti chiederanno di fare loro prima un bonifico per la benzina?<br />
Quando i più disperati bruceranno le città?<br />
Il paradosso è che questa crisi artificiale può far crollare veramente una nazione, farla morire d’infarto per la paura.<br />
Cosa si sta aspettando?<br />
Un leader? Un programma unitario? Una parola d’ordine avvincente?<br />
Puoi aspettare fino a quando ti cresce il muschio sotto i piedi… Non verrà nessun leader. Sono finiti come i piccioni viaggiatori.<br />
<strong> Tocca a me, tocca a te, tocca a tutti.</strong><br />
Esercitare l’arte di pensare, di agire…<br />
Mi vien da dire “Ho un sogno…”<br />
Ma i sogni ce li abbiamo tutti. E sogniamo già tutti la stessa cosa. Il problema è fare.</p>
<p>Adesso.</p>
<p>Perché poi sarà troppo tardi. E abbiamo già perso troppo tempo con la nipote di Mubarak.<br />
Dobbiamo andare casa per casa e dirlo: lo Stato Italiano butta più di 500 miliardi di euro ogni anno.<br />
Non c’è crisi quando si comprano <strong>bombardieri</strong> e <strong>Maserati</strong> blindate, si raddoppiano gli stipendi dei manager più bastardi, si regalano le<strong> frequenze televisive</strong>, quando ci sono ospedali con 26 malati e più di 100 dipendenti.<br />
Questa non è crisi economica. Questo è un sistema vergognoso, insostenibile e illegale.</p>
<p>Tocca rivedere le regole del gioco, perché sono truccate.</p>
<p>Ma non succederà fino a quando questa depressione terrà incatenati i progressisti a una lacrima da bar, a un mugugno da assemblea.<br />
Io so che se venissero di nuovo i nazisti con le loro baionette e i carri armati voi tutti vi sollevereste come un sol uomo. Lo so che vi scorre ancora nelle vene il sangue dei nostri padri e nonni che hanno combattuto e sono morti per un futuro migliore…<br />
Ma ora non ci sono gli stivali chiodati delle orde del male che sfilano per le strade della città.<br />
Ci hanno messo la criptonite della paura in quel posto e siamo così… Delusi, disillusi, demotivati, depressi.<br />
Lo so che è dura, <strong>sento anch’io il disorientamento</strong>.<br />
Ma secondo me tocca iniziare a pregare. Intensamente. E se non hai un Dio da pregare fattene uno.<br />
Un Dio di quelli tosti. E prega che domani mattina il popolo progressista italiano si svegli con un minimo di ovaie e di coglioni.<br />
Sennò dovrai raccontare ai tuoi nipoti che mentre si mangiavano la nostra nazione non siamo riusciti a fare niente.<br />
Invece potevamo approfittare della confusione per dare inizio a una nuova <strong>filosofia economica</strong>, a una nuova repubblica fondata sulla cooperazione e sul buon senso.</p>
<p>È questo il momento che se ci rimettiamo in piedi possiamo veramente cambiare. E’ adesso che il sistema sta andando a pezzi.</p>
<p>Dobbiamo spiegare bene ai soliti potenti che <strong>noi non stiamo a questo gioco</strong>.<br />
E, innanzi tutto, potremmo iniziare a fargli male sul serio, non lanciando i sassi ai poliziotti, che non c’entrano niente, ma smettendo di comprare le auto della disoccupazione e i prodotti dei furbi, ritirando i nostri soldi dalle banche del dolore: in Usa lo hanno fatto in centinaia di migliaia, quanti in Italia?<br />
<strong> Non con i miei soldi!</strong> Non ti permetterò di affamare i bambini con i miei soldi. Non ti permetterò di buttare in mezzo alla strada le famiglie con i miei soldi.<br />
Questo sistema siamo noi a finanziarlo con le nostre scelte, voti ogni volta che fai la spesa.</p>
<p>Basta!<br />
Serve un movimento capace di usare <strong>la forza più potente del mondo</strong>: i <strong>soldi</strong>.<br />
Un movimento che finalmente decida che un’altra economia è possibile, un’altra economia è indispensabile.<br />
Possiamo benissimo vivere ottimamente facendo lo sciopero dei consumi immorali.<br />
Però bisogna smettere di discutere e iniziare a zappare, <strong>riciclare</strong>, riusare, barattare, <strong>condividere</strong>.<br />
E’ difficile?<br />
Sì. Certo.<br />
Ma tanto così come stanno le cose il destino è quello. Ed è meglio farlo come forma di lotta per evitare questo crollo economico artificiale piuttosto che doverlo fare come in Argentina, perché il sistema economico non c’è più e le banche hanno chiuso.<br />
Oppure credi veramente che il governo dei tecnici, impastoiato dalle risse tra i partiti, sia capace di cambiare la musica?<br />
Se non ci credi la prima domanda è: hai un conto con<strong> Banca Etica</strong>?<br />
E se non ora, quando?</p>
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		<title>Monti mi ha telefonato</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 10:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Credevo fosse uno scherzo. E l’ho mandato al diavolo. Invece era proprio lui. “Buon giorno, sono Mario Monti.” Ho risposto con il classico: “E io sono Napoleone.” Poi ovviamente mi ha preso un colpo quando mi ha passato Gad Lerner che mi ha detto: “Guarda che è proprio lui…” In due parole è successo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credevo fosse uno scherzo. E l’ho mandato al diavolo.<br />
Invece era proprio lui.</p>
<p>“Buon giorno, sono Mario <strong>Monti</strong>.” Ho risposto con il classico: “E io sono Napoleone.” Poi ovviamente mi ha preso un colpo quando mi ha passato Gad Lerner che mi ha detto: “Guarda che è proprio lui…”<br />
In due parole è successo che Monti ha capito che se non modificava la manovra scoppiava la guerra civile. Cioè, non puoi togliere la rivalutazione della pensione a uno che vive con meno di 1500 euro al mese e poi aumentargli l’Iva e la benzina… Succede che s’incazza. E anche i pensionati sono capaci di fare i black bloc se gli gira…</p>
<p>Così ho preso il treno a Foligno e sono andato a Roma.</p>
<p>C’era tutto un gruppo di tipi strani che era stato convocato per tirar fuori qualche idea che potesse salvare l’Italia dalla bancarotta (questo vuol dire “default”) senza creare masse di persone lacere e affamate.</p>
<p>C’erano i cattolici dei <strong>Bilanci di Giustizia</strong> veneti, con i loro parroci, una delegazione di una consociazione di onlus che in Africa hanno costruito mille pozzi autofinanziati, c’erano i volontari che vanno a fare i clown negli ospedali, Biggeri di <strong>Banca Etica</strong>, <strong>don Ciotti</strong> di Libera, <strong>Gesualdi </strong>del Manuale del Consumo Critico, <strong>Alex Zanotelli</strong>, <strong>Don Gallo</strong>, Marco <strong>Boschini</strong> dei Comuni Virtuosi, Michele <strong>Dotti</strong> dei Verdi Civici, Fabio <strong>Roggiolani</strong> specialista di efficienza energetica e imprese ecosostenibili del Sel, Cristiano <strong>Bottone</strong> delle Città in Transizione, Carlo <strong>Petrini</strong>, Marco <strong>Travaglio</strong>, <strong>Santoro</strong>, Peter Gomez, Luigi <strong>Rambelli</strong> di Lega Ambiente e la mia mamma… C’era anche Beppe <strong>Grillo</strong>. Monti ci ha brevemente spiegato che dopo aver sentito le parti sociali aveva deciso di sentire anche le parti Asociali, che eravamo noi. “Asociali un cazzo!” ha sbottato Beppe. “Gli asociali siete voi che sparate miseria sui vecchi e sui bambini.”</p>
<p>E tutti abbiamo fatto di sì con la testa.</p>
<p>Comunque poi si è passato a parlare di fatti, e nel giro di due ore gli abbiamo manifestato la possibilità di raggranellare non 30 ma 60 miliardi di euro senza colpire i più deboli.</p>
<p>Se si approvassero le proposte anti corruzione del <em>Fatto Quotidiano</em>, le proposte di legge per tagliare i costi e i tempi della giustizia di D’Ambrosio, un po’ di <strong>efficienza amministrativa ed energetica</strong>, un paio di modifiche al codice per combattere meglio la mafia, un diverso sistema di controllo sul lavoro nero, incrociare i dati finanziari per beccare gli evasori, un taglio vero ai costi militari e a quelli della Casta, e sistemi di controllo dell’efficienza dei servizi pubblici, altro che 60 miliardi di euro ti saltano fuori.</p>
<p>E con un po’ meno burocrazia delirante e lentezze giudiziarie lavoro nero, incidenti sul lavoro e corruzione ci sarebbe anche un bel rilancio dell’economia. E anche liberalizzare la canapa e depenalizzare il consumo delle altre droghe potrebbe essere un grande risparmio per lo Stato e rivedendo il sistema detentivo per una serie di reati minori, come l’immigrazione clandestina, si svuoterebbero pure un po’ le carceri e i centri di accoglienza…</p>
<p>Poi si è passati ad alcune proposte per un progetto di solidarietà nazionale.<br />
Costituire con l’appoggio del governo una borsa delle merci offerte ai gruppi di acquisto territoriali e aziendali, un piano di sostegno all’autocostruzione cooperativa della prima casa, con possibilità di recupero di strutture industriali in disuso, un sistema di certificazione dei servizi.</p>
<p>E poi sistemi per tagliare strutturalmente alcuni costi. Ad esempio, una rateizzazione che permetta di comprare computer agli studenti in modo da eliminare la spesa dei libri scolastici e di dimezzare così i costi per le famiglie. E anche un’integrazione di reddito alle famiglie disagiate e ai <strong>pensionati</strong> con la minima basato sulla costruzione di impianti fotovoltaici di Stato che permettano di azzerare la bolletta elettrica.</p>
<p>E orti pubblici sulle terre del demanio, migliaia di poderi abbandonati di proprietà pubblica dati in comodato ai giovani nullatenenti, idem per le centinaia di strutture pubbliche inutilizzate.</p>
<p>Corsi tenuti dagli artigiani pensionati ai giovani disoccupati così che imparino ad aggiustare elettrodomestici e computer, mobili, vestiti, in modo da sviluppare il riuso e il riciclo.</p>
<p>Incoraggiare sistemi di banca del tempo, mercati dell’usato e del baratto, monete complementari, car sharing, lavanderie collettive.</p>
<p>E campagne di educazione alimentare e posturale per aumentare il benessere nazionale e tagliare i costi della sanità, e piedibus in tutte le scuole per contrastare l’obesità infantile.</p>
<p>Monti aveva la faccia strana. Poi disse che in effetti era un po’ stupito e che ci doveva pensare su.<br />
Uscendo gli ho detto: “Presidente, e cerchi anche di ridere un po’… Non dico che debba raccontare barzellette idiote… Ma qui si tratta di uscire da una crisi morale depressiva. Un po’ di comico ci sta bene.”<br />
Mi ha guardato perplesso: “Ma i giornali hanno scritto che sono molto spiritoso!”<br />
Ho inclinato la testa: “Presidente quelli sono leccaculo. Lei è allegro come una rana a un funerale.”<br />
Poi ce ne siamo andati tutti in un ristorante dello <strong>Slow Food </strong>ad abboffarci di carciofi alla romana e spaghetti alla carbonara a chilometro zero.<br />
Poi mi sono svegliato.</p>
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		<item>
		<title>La crisi non esiste!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 16:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ solo terrorismo dei media. Nessuno si vuol comprare il debito italiano? E a noi che ce ne frega? Devo fare autocritica. Sono caduto anch’io nella rete dei mass media. Mi ha aperto gli occhi una lunga discussione con Vincino. La storia della crisi è una favola inventata dagli speculatori dell’alta finanza e tutta quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ solo terrorismo dei media. Nessuno si vuol comprare il <strong>debito</strong><strong> italiano</strong>? E a noi che ce ne frega?</p>
<p>Devo fare autocritica. Sono caduto anch’io nella rete dei mass media.<br />
Mi ha aperto gli occhi una lunga discussione con <strong>Vincino</strong>.<br />
<strong> La storia della </strong><strong>crisi</strong> è una favola inventata dagli speculatori dell’alta <strong>finanza</strong> e tutta quella roba lì!<br />
Non rischiamo di precipitare in un nuovo medioevo con città incendiate, bambini affamati e bande mercenarie che controllano il territorio.<br />
E’ la solita favola che serve per spaventare la gente, far fare le montagne russe agli indici azionari e lucrare vergognosamente sui <strong><em>future</em></strong> sugli <strong>spread</strong> dei Btp.<br />
Tutta roba sporca che se fossimo in un paese civile se la tocchi ti danno 10 anni di lavori forzati. E poi ti picchiano.<br />
Le prove dell’imbroglio erano sotto i miei occhi e non le vedevo.</p>
<p>Punto primo: aveva ragione Berlusconi a dire che la nostra economia va a gonfie vele. Solo bisogna imparare l’aritmetica. E’ vero o non è vero che un terzo dell’economia italiana è <strong>in nero</strong>? Come si fa a calcolare il Pil solo sull’economia legale in un paese dove l’illegalità trionfa? Rifacciamo i conti aggiungendo l’economia illegale, l’evasione fiscale e quella contributiva e vediamo che il rapporto tra debito pubblico e Pil in Italia è il migliore d’Europa. Forse del mondo.</p>
<p>Secondo: l’Italia non è piccola come la <strong>Grecia</strong> o il <strong>Portogallo</strong>.<br />
L’Italia è l’ottava potenza industriale del mondo! Siamo grossi e siamo grassi, vecchi e scaltri. Sono millenni che spagnoli, francesi, arabi, vichinghi, tedeschi, austriaci e americani cercano di fare i prepotenti con noi ma siamo sempre riusciti a svicolare.<br />
È vero abbiamo un problema di debito. Ma c’è tanta gente piena di debiti che campa benissimo. Basta non pagarli, i debiti. Noi non abbiamo un debito qualsiasi: abbiamo un debito colossale, un super cazzutissimo debito astronomico! Se noi semplicemente smettiamo di pagare <strong>salta l’economia mondiale</strong>.<br />
È la storia della mela: se rubi una mela finisci in galera, se rubi una nazione ti fanno re. Se hai un piccolo debito la banca ti sequestra tutto ma se hai un debito colossale la banca è tua!<br />
Allora è meglio se tutti si danno una calmata perché se saltiamo noi tutto il pianeta torna all’economia medioevale.<br />
Riconosciamo che abbiamo un debito ma vogliamo uno spread più basso della Cina. E lo vogliamo al limone, possibilmente sopra un piatto d’argento e servito in guanti bianchi.<br />
E ce lo dovete chiedere per favore.<br />
Sennò son cavoli acidi!</p>
<p>L’unica cosa che dobbiamo fare è incaricare uno con le palle<strong> per trattare con il resto del pianeta</strong>. Monti non ha la faccia abbastanza cattiva. Mandiamoci Totò Riina a spiegare come stanno le cose a Obama, alla Merkel, ai cinesi e ai brasiliani.<br />
<strong> Riina va lì e gli dice</strong>: “Avete presente l’Apocalisse? Ecco, metteteci pure il Diluvio Universale, e le trombe di Gerico… E ancora non siete arrivati a capire quello che vi succede se ci rompete le palle a noi italiani. Fino a oggi ci siamo limitati a insegnarvi a mangiare la PIZZA. È ora che impariate il PIZZO.”</p>
<p>E anche la storia della macelleria sociale non è vera.</p>
<p>Adesso vedrete che <strong>Monti</strong> mi dà retta e finalmente parte la rivoluzione ecotecnologica. Abbiamo 10 milioni di tetti da isolare e ricoprire di <strong>pannelli solari</strong>, 10 milioni di caldaie e 100 milioni di finestre da sostituire, 20 milioni di automezzi da convertire a gas e elettricità. I soldi ci sono: lo Stato italiano spreca nell’inefficienza energetica almeno 40 miliardi di euro all’anno, cittadini e imprese almeno 3 volte tanto. E i tetti delle case italiane non si possono mandare in Cina per isolarli. Bisogna isolarli qui! Ecco dove trovare 4 milioni di posti di lavoro, altro che disoccupazione.</p>
<p>E poi vedrete che <strong>Bersani</strong> scopre che non solo gli operai tedeschi guadagnano quasi il doppio di quelli italiani ma grazie ai gruppi di acquisto globali, gestiti in collaborazione con i sindacati, il loro denaro ha un potere d’acquisto superiore del 20%. E quando mai le lotte contrattuali hanno ottenuto aumenti del 20%?<br />
Mai.</p>
<p>E per concludere: il <strong>delirio burocratico </strong>e lo spreco dello Stato, la corruzione, l’evasione fiscale, l’esosità della Casta e le criminalità ci costano 500 miliardi di euro all’anno.</p>
<p>Quando si buttano 20 metri cubi di banconote, ogni anno, non si possono rompere le scatole con la crisi!</p>
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		<title>Gli Indignati vogliono vincere?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 08:35:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi ha un po’ preoccupato l’intervento a Servizio Pubblico di alcuni giovani. Spero rappresentino una piccola minoranza sennò son dolori… Durante la trasmissione di Santoro alcuni Indignados italiani si sono presentati con la maschera dell’eroe del film V per Vendetta. Questo eroe è un terrorista giustiziere che in un mondo dittatoriale del futuro uccide una serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha un po’ preoccupato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150374256576448" target="_blank">l’intervento a<strong> <em>Servizio Pubblico</em></strong> di alcuni giovani</a></span>. Spero rappresentino una piccola minoranza sennò son dolori…</p>
<p>Durante la trasmissione di <strong>Santoro</strong> alcuni <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/05/guy-fawkes-v-e-gli-indignati/168423/" target="_blank">Indignados italiani si sono presentati con la maschera</a></span> dell’eroe del film <strong><em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/V_per_Vendetta" target="_blank">V per Vendetta</a></span></em></strong>. Questo eroe è un terrorista giustiziere che in un mondo dittatoriale del futuro uccide una serie di potenti malvagi e alla fine organizza un mega attentato con un treno imbottito di esplosivo scagliato contro il Parlamento dittatoriale.</p>
<p>Tra un assassinio e l’altro salva una fanciulla di incomparabile bellezza, che diventa sua complice. Ma siccome non è sicuro dell’affidabilità di lei, la sequestra e la porta in una finta prigione della polizia, la <strong>tortura </strong>per un lungo periodo di tempo e poi le fa credere di essere stata condannata a morte. La ragazza nonostante tutto non cede alle torture, non rivela i segreti che conosce e viene quindi accettata nel club terrorista.</p>
<p>Ora, scusate, non solo questo è un film che inneggia alla violenza militare, ma è pure un film che vende una <strong>visione fascista</strong> dei rapporti umani, a cominciare dal fine che giustifica i mezzi. Un’immagine della costruzione di un mondo nuovo basata sull’eroe, una specie di superman, che si erge al di sopra della morale umana per mondare i peccati. In questo film c’è l’idea che l’amore, l’empatia, il rispetto, possano essere negati e uccisi in nome di un obiettivo superiore.</p>
<p>Io avevo capito che il mondo nuovo si costruisce facendo rete, praticando la via dei piccoli passi, del pensiero trasversale, della spinta gentile, della sacralità del ridere. Avevo capito che la qualità del mezzo contiene la qualità del fine, che il viaggio è altrettanto importante della meta da raggiungere. Avevo capito pure che siamo <strong>pacifisti</strong>. Che siamo il 99% del mondo e che possiamo cambiare il corso della storia mettendo insieme la nostra sensibilità, la nostra creatività, la nostra capacità di cooperare e amare.</p>
<p>E credo che una società che nasce da un terrorismo individualista da super eroe, disposto perfino al <strong>sadismo</strong>, è una società nella quale non voglio vivere. Mi fa schifo.</p>
<p>Ora qualcuno mi dirà: <em>“Ma ti attacchi ai dettagli, non vedi il quadro d’insieme, il desiderio di giusta rivolta che se ne frega delle sottigliezze della grammatica.” </em>Mi dispiace dirlo ma siamo nell’era della <strong>comunicazione</strong> e dei <strong>simboli</strong>. Puoi ribellarti a tutto quel che vuoi, ma se usi dei simboli che rappresentano il contrario di quel che dici di volere fai una pirlata pazzesca.</p>
<p>Ma il guaio è che non solo questi <strong>Indignados</strong> sono andati a <em>Servizio Pubblico</em> con la maschera sbagliata, ma pure (alcuni) hanno parlato con una modalità aggressiva. E oltretutto hanno portato proposte nelle quali non c’erano idee di cambiamento reale, ma solo rivendicazioni iperboliche. Dire: <em>“Ora ci devono dare indietro tutti i soldi che hanno rubato!”</em> E’ molto bello. Ma è solo demagogia.</p>
<p>Da parecchio dico che uno dei nostri obiettivi deve essere quello di cambiare le leggi sulla prescrizione dei reati e imporre a chi ha succhiato il sangue dell’Italia, formando logge segrete, corrompendo e organizzando un complotto mafioso colossale, di <strong>pagare i danni</strong>. Ma non penso che si possa fare ora, con questo Parlamento e il 25% degli italiani che è ancora convinto che Berlusconi sia vergine.</p>
<p>Oggi tocca rendersi conto che la situazione è tragica, che, se non riusciamo a ottenere alcuni essenziali cambiamenti, milioni di italiani rischiano di non avere più le medicine salvavita. In <strong>Grecia</strong> sta succedendo questo. In questo momento dovremmo impegnarci a bloccare il tentativo di far pagare la crisi al popolo individuando obiettivi sui quali realizzare una grande alleanza tra gli italiani onesti: basta burocrazia folle, basta sprechi (e spese militari e regali alla <strong>Casta</strong>), basta corruzione, basta evasione fiscale, basta tolleranza verso le mafie e l’illegalità, nuove regole per banche e mercato azionario (e magari anche la fine del segreto bancario e dei paradisi fiscali).</p>
<p>Sono argomenti capaci di convincere il 99% degli italiani di buona volontà. Di questo dovrebbe parlare chi ha modo di farlo. E si dovrebbe dimostrare con i numeri e le statistiche che la crisi non esisterebbe se recuperassimo solo una parte dei <strong>500 miliardi </strong>circa che lo Stato Italiano oggi spreca o si fa rubare.</p>
<p>La maschera spaventosa di V e gli obiettivi al momento irrealizzabili non sono utili. Fare i duri in tv <strong>danneggia tutto il movimento</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Colpire il portafoglio della Casta</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 17:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Italia non uscirà da questo disastro se non ci sarà un vero cambiamento. Dobbiamo quindi chiederci quale sia l’architrave di questo sistema corrotto. La Casta continua a bloccare il sistema Italia grazie al potere di decidere chi può ottenere una Tac immediatamente, oppure aspettare sei mesi. La Casta decide se puoi aprire subito un ristorante o costruire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia non uscirà da questo disastro se non ci sarà un <strong>vero cambiamento</strong>. Dobbiamo quindi chiederci quale sia l’architrave di questo sistema corrotto. La <strong>Casta </strong>continua a bloccare il sistema Italia grazie al potere di decidere chi può ottenere una Tac immediatamente, oppure aspettare sei mesi. La Casta decide se puoi aprire subito un ristorante o costruire una casa. Il passaporto puoi averlo oggi, domani o tra 15 giorni… O magari… Chissà, potrebbe esserci un intoppo…</p>
<p>Siamo una Repubblica fondata sul permesso, sul codicillo, sul regolamento che contrasta con la disposizione, il <strong>cavillo</strong>, la deroga, la scadenza termini. In Italia ci sono due leggi: la prima dice che tutto è vietato, la seconda dice che tutto è permesso. Se hai gli amici giusti hai il parcheggio riservato anche in Paradiso. L’insieme delle leggi e delle procedure amministrative è un’immensa macchina progettata per mungere e sodomizzare i cittadini!</p>
<p>Un solo piccolo esempio: un allevatore illuminato decide di costruire un <strong>biodigestore</strong> che permette di trasformare la cacca delle vacche in biogas e produrre energia elettrica. Ma il tecnico comunale, regolamenti alla mano, gli dice che la cacca nasce come prodotto agricolo, ma siccome viene utilizzata da un processo industriale di produzione di elettricità, all’uscita è uno scarto industriale che <em>non </em>si può più spargere sui campi, quindi va caricata sui camion e portata in discarica e smaltita al costo di 10 centesimi al chilo. Questa storia ben illustra il problema dell’Italia.</p>
<p>La Casta ha dedicato decenni a costruire un sistema estremamente efficiente per aumentare il proprio potere, una diabolica macchina per controllare i cittadini. Ma come si può pensare che arrivino in Italia gli investimenti stranieri quando una causa per incassare un credito dura nove anni? Abbiamo bisogno di una radicale riforma del sistema normativo, abbiamo bisogno di una legge che cancelli la lettura capziosa della legge. Abbiamo bisogno della <strong>certezza della legge</strong>. E questo si può ottenere rapidamente: in Germania non chiedi il permesso per fare una casa, fai una semplice comunicazione, ma se costruisci qualche cosa che non ti è permesso costruire o non è corrispondente ai criteri di sicurezza o qualità, te la demoliscono immediatamente e non ti puoi appellare a un bel cavolo di niente.</p>
<p>C’è un tappo che soffoca il Sistema Italia bruciando energie colossali e spegnendo entusiasmi. E oggi, prima di tutto, non possiamo spegnere entusiasmi, perché solo una grande esplosione di passione e di voglia di collaborare tutti insieme può evitare dolori tremendi al nostro popolo. E, se vogliamo ridare fiducia alla gente, per prima cosa dobbiamo togliere dalla schiena degli italiani il macigno della follia burocratica, dobbiamo rompere il sistema di mungitura che nutre la Casta, tassa nascosta per cittadini e imprese, terreno di coltura di sprechi assurdi, <strong>evasione</strong> <strong>fiscale</strong>, evasione contributiva, <strong>corruzione</strong>, nepotismo, incompetenza, mancanza di professionalità, sperpero di soldi per la politica, elefantiasi organizzativa dello Stato.</p>
<p>E questa inefficienza globale costa allo Stato, ogni anno, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/30/ma-quanto-mi-rubi-sprechi-di-stato/132821/" target="_blank">almeno 400 miliardi di euro</a></span>. Una cifra stratosferica in grado di evitare di far precipitare nella povertà buona parte dei cittadini italiani. Non abbiamo bisogno di tagliare lo Stato Sociale dobbiamo tagliare l’inefficienza dello Stato! La<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/burocrazia-lo-stato-italiano-e-cretino/153486/" target="_blank">lotta al burocratismo</a></span> </strong>è l’unica in grado di fronteggiare il tentativo dell’uno per cento, ricchissimo, della popolazione di far pagare la crisi 99% della popolazione!</p>
<p>Stiamo buttando ogni giorno una cifra di denaro spaventosa perché la macchina dello Stato è impegnata a distinguere la merda agricola da quella industriale e poi non ha le forze per far pagare le tasse, i contributi, le concessioni dei video giochi, eccetera eccetera. I soldi ci sono… Vogliamo tagliare i tentacoli alla Casta? Partiamo dalla certezza e dalla semplicità della legge. E’ lì che hanno<strong> il cuore e il portafoglio</strong>.</p>
<p>Dico questo con tanto impeto perché vedo questo obiettivo sempre relegato agli ultimi posti nei progetti dei politici, ma anche nei sondaggi all’interno del movimento e nella lista delle priorità proposte da tante associazioni di base. Perché non è riconosciuto come <strong>prioritario</strong>? Sinceramente non capisco. E mi chiedo se anche altri pensano che sia da qui che si riparte.</p>
<p>Sei d’accordo? Facciamoci sentire! Ti chiedo di esprimere la tua eventuale adesione a questo modo di vedere con un <strong>commento </strong>a questo post. E ti chiedo anche di darmi una mano a fare rete, coinvolgendo in questa raccolta di adesioni le comunità alle quali partecipi e dando vita a iniziative. Se riusciamo a evidenziare questa prospettiva credo che potremmo riuscire a convincere il movimento che è di questo che dobbiamo discutere ora.</p>
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		<title>La priorità è la burocrazia?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 08:25:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tito Boeri]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Tito Boeri, Perché nelle proposte  de Lavoce.info si dà così poco spazio a inefficienza e delirio burocratico? Ho letto il primo capitolo del tuo libro, visitato il vostro sito, ascoltato il tuo video e trovo ottime le vostre proposte di grandi riforme a costo zero, che dimostrano che la mancanza di fondi è solo una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lavoce.info/lavocepuntoinfo/autori/-redazione_lavoce/pagina3.html" target="_blank">Tito Boeri</a></span>,</p>
<p>Perché nelle proposte  de <span style="text-decoration: underline;"><em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/lavoce/" target="_blank"><strong>Lavoce.info</strong></a></em></span> si dà così poco spazio a inefficienza e delirio burocratico?</p>
<p>Ho letto il primo capitolo del tuo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/le-riforme-a-costo-zero.php" target="_blank">libro</a></span>, visitato il vostro <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lavoce.info/" target="_blank">sito</a></span>, ascoltato il tuo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.beppegrillo.it/2011/11/passaparola_lit/index.html" target="_blank">video</a></span> e trovo ottime le vostre proposte di grandi <strong>riforme a costo zero</strong>, che dimostrano che la mancanza di fondi è solo una scusa per la Casta per non fare nulla. Molto si potrebbe fare per far ripartire il sistema Italia che costerebbe solo un po’ di intelligenza.</p>
<p>Trovo però che si potrebbe dedicare più spazio a quelle che secondo me sono le priorità assolute. Secondo l’ultimo sondaggio di <em>Ballarò </em>il 40% degli italiani è convinto che basterebbe tagliare le<strong> spese della politica</strong> per salvare l’economia italiana. E leggendo i <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.beppegrillo.it/risultati.html" target="_blank">risultati</a></span> delle votazioni sulle riforme economiche, sul sito di Beppe Grillo, si ha conferma della diffusione di questa idea. Il giusto odio verso la Casta si è trasformato nell’idea che basti tagliare i soldi ai politici per risolvere tutti i problemi. E questa è un’illusione ottica che si dovrebbe sanare.</p>
<p>Tagliare lo sperpero della politica italiana è prioritario. Ma lo è soprattutto per il significato di un simile taglio: darebbe ai cittadini la sensazione che qualche cosa inizia a <strong>cambiare</strong>. Però il taglio dei costi della politica, da solo, inciderebbe per qualche miliardo di euro, mentre il nostro problema è nell’ordine di un centinaio di miliardi all’anno (tanto per iniziare a risanare). Inoltre le radici dello strapotere della Casta non poggiano tanto sulla quantità oscena di soldi che intascano legalmente, quanto sul potere che ricavano dall’essere <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/burocrazia-lo-stato-italiano-e-cretino/153486/" target="_blank">arbitri dell’applicazione dei <strong>regolamenti</strong></a></span>.</p>
<p>Bisogna che gli italiani capiscano che il nostro sistema di regole è strutturato per poter vietare tutto o permettere tutto, a seconda del <strong>favore dei politici</strong>. Oggi i politici, come i sacerdoti medioevali, sono gli unici a possedere la chiave che permette di tradurre le leggi. Da questa “traduzione” dipende se puoi aprire un ristorante o costruire una casa e dopo quanti anni ti arriva l’autorizzazione. E’ la forma cavillosa e bizantina delle leggi e dei regolamenti che dà il potere alla Casta. L’interpretazione favorevole o sfavorevole dei regolamenti attuativi è la moneta di scambio tra i politici e i cittadini ed è lo strumento principale per colpire chi dà fastidio ai potenti. Strumento di premio e di ricatto. E anche questa riforma del sistema normativo è a costo zero.</p>
<p>Inoltre, il sistema delle postille e dei regolamenti attuativi è inscindibilmente legato al sistema dello <strong>spreco </strong>e dell’inefficienza. Perché è lo spreco a determinare una cultura inefficiente che umilia i funzionari pubblici, li demotiva, li avvilisce e li rende quindi più malleabili e obbedienti alla Casta. Se vogliamo far funzionare la macchina dello Stato dobbiamo dare la possibilità ai funzionari pubblici di ritrovare il senso del loro lavoro, l’orgoglio di essere servitori di uno Stato che non promulga regole assurde. Burocrazia irrazionale e inefficienza sono il papà e la mamma della corruzione.</p>
<p>Quindi se vogliamo rilanciare il Sistema Italia dobbiamo partire da qui! Dobbiamo innanzi tutto rimuovere questa pietra secolare dalla schiena e dal cervello degli italiani. <strong>Dobbiamo togliere questo tappo burocratico!</strong> Questa è la madre di tutte le riforme! Una macchina dello Stato basata su regole semplici e certe, finalizzate a far funzionare il settore amministrativo, organizzativo e giudiziario!</p>
<p>Ma oltre alla questione strategica c’è la questione dei costi, essenziale in questo momento di crisi. Qui non si tratta solo di una riforma a costo zero, qui ci sono un sacco di soldi che possiamo smettere di buttare dalla finestra: si calcola che le lentezze e le follie burocratiche e giudiziarie siano oggi una <strong>tassa occulta</strong> per le imprese intorno al 10%. E sicuramente sono migliaia i piccoli imprenditori che ogni anno falliscono a causa di questo sistema. Ed è innegabile che il crollo degli investimenti stranieri sia strettamente legato al non funzionamento della giustizia italiana.</p>
<p>Ma oltre a questi costi generali, burocrazia, inefficienza e corruzione hanno anche un costo spaventoso per lo Stato. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/30/ma-quanto-mi-rubi-sprechi-di-stato/132821" target="_blank">Fornisco qualche numero</a></span> tanto per dare un ordine di grandezza:<br />
- Burocrazia delirante:<strong> 60 miliardi</strong>;<br />
- Spreco e inefficienza: <strong>dai 50 agli 80 miliardi</strong>, a seconda se lo spreco energetico si calcoli in 10 o in 40 miliardi all’anno (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.darioflaccovio.it/pdfdescr/444-DF8050.pdf" target="_blank">vedi Fernando Savorana, Maurizio Fauri, Antonio Savorana</a></span>);<br />
-Corruzione di politici e funzionari: <strong>60 miliardi</strong>.</p>
<p>Concludo dicendo che spero tu vada avanti con successo nella tua campagna, ma spero anche che metterai in maggior risalto la questione della burocrazia e dello spreco e ti auguro il coronamento dei tuoi sforzi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alluvioni criminali, non fatalità!</title>
		<link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/07/alluvioni-criminali-non-fatalita/168905/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 08:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 1966, quando ci fu l’alluvione a Firenze, io frequentavo la seconda media, e ci spiegarono che la tremenda inondazione aveva cause ben precise. I grandi boschi italiani, con alberi centenari, enormi, erano stati abbattuti, lasciando il posto ad alberelli. Così si era ridotta in gran parte la copertura di foglie. La pioggia non veniva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1966, quando ci fu<strong> l’alluvione a Firenze</strong>, io frequentavo la seconda media, e ci spiegarono che la tremenda inondazione aveva cause ben precise.</p>
<p>I grandi <strong>boschi </strong>italiani, con alberi centenari, enormi, erano stati abbattuti, lasciando il posto ad alberelli. Così si era ridotta in gran parte la copertura di foglie. La pioggia non veniva rallentata dall’impatto con le chiome frondute e dallo strato di foglie morte che ricopriva il suolo per diversi centimetri. Alberi più piccoli e meno foglie per terra facevano sì che la pioggia scendesse a valle più velocemente.</p>
<p>Inoltre la pioggia, colpendo direttamente il terreno, trascinava a valle una maggior quantità di terriccio che andava a saturare il letto dei <strong>fiumi</strong>. In questo modo diminuiva progressivamente la quantità di acqua che essi potevano contenere. Dimezzando la copertura arborea delle montagne e dimezzando la portata dei fiumi si era ottenuto che bastassero pioggie poco potenti per provocare lo straripamento dei fiumi.</p>
<p>E questo non lo dicevano solo a scuola. Anche in televisione parecchi esperti ripetevano questo concetto. E i politici promisero politiche lungimiranti di <strong>protezione dei boschi</strong> e di <strong>scavo del letto dei fiumi</strong>.</p>
<p>Sono passati 40 anni e si è continuato ad abbattere i boschi e a non dragare il letto dei fiumi. È vero che la <strong>superficie boscata </strong>in Italia è aumentata notevolmente, a causa della crisi agricola, ma il volume dei boschi, l’altezza delle piante, ha continuato a diminuire grazie a tagli selvaggi.<br />
Inoltre, per secoli, il sistema più efficiente per ridurre i danni delle piogge è stato quello di creare vaste aree di sfogo per le acque, cioè <strong>bacini </strong>che le acque dei fiumi in sovrappiù riempivano invece di tracimare.</p>
<p>In questi 40 anni si è costruito in modo demenziale lungo le rive dei fiumi, andando a distruggere questo “polmone” di sicurezza. Ma si è realizzata anche un’altra str&#8230;ata pazzesca: la <strong>cementificazione dei corsi d’acqua</strong>. L’Italia batte ogni record per via che i cementificatori sono molto generosi con i politici. Così abbiamo interi fiumi e torrenti che sono colate di cemento, a volte addirittura condutture sotterranee. È evidente che un fiume, pieno di anse, slarghi e ostacoli, rallenta naturalmente la velocità dell’acqua. Invece nelle condutture cementate l’acqua raggiunge il massimo della velocità possibile.</p>
<p>Aggiungiamo che <strong>l’abbandono dei terreni</strong> ha diminuito la loro capacità di assorbire acqua in modo simile a una spugna. Un terreno arato è permeabile. E se invece dell’aratura usiamo le tecniche della permacultura, che portano a coprire il terreno di uno spesso strato di sostanze organiche, favorendo il lavoro di scavo di insetti e vermi, otteniamo un aumento ulteriore della capacità di assorbimento. Un terreno abbandonato è invece maggiormente impermeabile.</p>
<p>E sono pure aumentate le <strong>aeree asfaltate</strong> o edificate che hanno un livello di assorbimento delle acque vicine allo zero.</p>
<p>Quel che succede è che una pioggia che 100 anni fa non creava nessun disagio, oggi scende tutta a valle alla velocità di un colpo di fucile, senza essere assorbita e rallentata dai boschi e dalle terre coltivate. Arriva in fiumi intasati di terriccio o cementificati e poi succede <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/04/allarme-maltempo-colpita-ancora-la-liguria-genova-in-ginocchio/168447/" target="_blank">quel che è successo a <strong>Genova</strong></a></span>: un torrente traformato in un tubo sotterraneo esplode, allaga le strade con una violenza inaudita e travolge le persone uccidendole.</p>
<p>Ma questa non è fatalità, è essere cretini. E anche un po’ <strong>criminali</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Cavaliere suicida l’Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 10:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha detto bene Corradino Mineo, l’altra mattina nella sua sempre validissima rassegna stampa: nella lettera di B. all’Unione Europea non c’è nulla su evasione fiscale e corruzione. E io aggiungo che non c’è nulla neanche su spreco e burocrazia. E sì che l’Europa ce lo aveva detto chiaro che, se non si fa funzionare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha detto bene Corradino Mineo, l’altra mattina nella sua sempre validissima rassegna stampa: nella <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/berlusconi-a-bruxelles-per-convincere-la-ue-ma-il-testo-della-lettera-non-e-ancora-pronto/166488/" target="_blank"><strong>lettera di B. all’Unione Europea</strong></a></span> non c’è nulla su evasione fiscale e corruzione. E io aggiungo che non c’è nulla neanche su spreco e burocrazia. E sì che l’Europa ce lo aveva detto chiaro che, se non si fa funzionare la macchina dello Stato e della giustizia, l’Italia affonda.</p>
<p>Ma da quest’orecchio i politici italiani ci sentono poco. La linea B. sulla crisi è fare poco e quel poco possibilmente contro i lavoratori. Ora c’è da dire che le misure del governo, oltre che ingiuste, sono assolutamente inefficaci, tant’è che già B. avvisa che, se ce ne sarà bisogno, si dovranno varare <strong>altre manovre</strong>. E che ce ne sarà bisogno è una certezza.</p>
<p>Sulle <strong>pensioni </strong>poi B. piglia per il c&#8230;: alzando l’età pensionabile a 67 anni, ma nel 2026. Una misura certamente utile per evitare oggi il crollo economico. E poi è veramente vergognoso che con <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/30/ma-quanto-mi-rubi-sprechi-di-stato/132821/" target="_blank">465 miliardi di euro buttati ogni anno</a></span> si vada a prendere i soldi ai pensionati. Vergogna!<br />
E c’è da dire che questo calcolo vien fatto conteggiando 10 miliardi all’anno di spreco energetico di Stato, ma ora un nuovo studio di Maurizio Fauri, professore dell’università di Trento, ipotizza uno spreco energetico molto più consistente: 40 miliardi di euro l’anno. Il che porterebbe il conteggio della dissipazione economica nazionale a <strong>595 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>Probabilmente B. vuol fare cifra tonda, visto che nel frattempo la presidenza del Consiglio, che ha già 4.600 dipendenti, ne assume altri 33 e il Ministero della difesa compra <strong>4 Maserati </strong>blindate da 100 mila euro l’una. Avanti così verso i 500 miliardi di euro buttati dalla finestra ogni anno! Evviva!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/22/pompei-crolla-un-muro-romano-il-sottosegretario-ai-beni-culturali-e-molto-grave/165646/" target="_blank"> Crollano i muri di Pompei</a></span>, e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/alluvione-liguria-quando-mi-sono-voltato-la-via-principale-di-monterosso-era-un-fiume-in-piena/166540/" target="_blank">7 persone muoiono nelle Cinque Terre</a></span> grazie al dissesto idrogeologico. Mentre si progettano <strong>opere colossali</strong> in Val di Susa e sullo stretto di Messina, si lascia in stato di abbandono il territorio. Sono dodici anni che il fiume Magra non viene drenato, e c’avevano lì i soldi. Maniaci!</p>
<p>(Beh, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/27/la-camera-ha-deciso-niente-piu-soldi-per-il-ponte-sullo-stretto-di-messina/166752/" target="_blank">sul Ponte sullo stretto ci hanno ripensato</a></span>… <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/28/dietrofront-del-governo-il-ponte-sullo-stretto-di-messina-si-fara/167049/" target="_blank">O forse no</a></span>? Anche sulle centrali nucleari. Peraltro anche sul non mettere le mani nelle tasche degli italiani…)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Compagni del Pd, io vi imploro!</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 16:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Serve rifondare il sistema. Non si può continuare a giocare coi cavilli. Cari compagni del Pd, ho tra di voi molti amici che stimo sinceramente, e credo che il Pd sia una grande forza progressista essenziale per cambiare finalmente l’Italia, perché raccoglie e rappresenta milioni di persone oneste e capaci. Ma serve che finalmente il Pd [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Serve rifondare il sistema. Non si può continuare a giocare coi cavilli.</p>
<p>Cari compagni del <strong>Pd</strong>, ho tra di voi molti amici che stimo sinceramente, e credo che il Pd sia una grande forza progressista essenziale per cambiare finalmente l’Italia, perché raccoglie e rappresenta milioni di persone oneste e capaci. Ma serve che finalmente il Pd faccia una scelta di chiarezza. Di cosa abbiamo bisogno? Qual è il primo punto del programma riformista?</p>
<p>Io credo che più di tutto si abbia bisogno di<strong> regole chiare</strong>, in tutti i campi! Abbiamo bisogno di politici che fanno quel che dicono. E di uno Stato che fa quel che dice. Abbiamo bisogno di stroncare finalmente l’orgia dei cavilli, dei “<strong>ma anche</strong>”, delle ambiguità. I cavilli sono la sabbia che blocca il motore, sono il veleno che toglie fiducia alla gente. In Italia tutto è smussato, ritrattabile, impapocchiabile, appellabile. E’ un vizio nazionale mortale che dobbiamo finalmente stroncare. Abbiamo bisogno di un po’ di bianco o nero, di vero o falso, di giusto o sbagliato. Il “ma anche” ha rotto i santissimi!</p>
<p>Faccio un esempio semplice: la media nazionale della mortalità per tumori ai polmoni ogni 100 mila uomini è di 54 decessi in Italia, 97 a Savona e 112 a Vado. Un dato allucinante: a Vado si muore più del doppio del resto d’Italia. Vado non è la succursale dell’Inferno, ma un comune vicino a Savona dove due centrali elettriche bruciano ogni giorno tonnellate di <strong>carbone</strong>. Qualunque persona di buon senso vorrebbe che si facesse qualche cosa per limitare questa orribile moria. Il Pd proclama la scelta ecologista, la difesa dei cittadini: infatti tutti i sindaci Pd della zona sono schierati a difendere la salute dei cittadini a fianco della popolazione.</p>
<p>Ma nel PD c’è <strong>anche</strong> un apparato che, grazie a una serie di sofismi, bizantinismi e <strong>maanchismi</strong>, appoggia la costruzione di una terza centrale a carbone grande quanto le due esistenti (insieme al Pdl). E la cosa che rende ancor più assurda la situazione è che la scelte delle centrali a carbone, oltre ai costi umani e economici, non è conveniente neppure dal punto di vista economico. Potrebbero guadagnare di più producendo la stessa quantità di elettricità, sfruttando un mix di<strong> impianti fotovoltaici</strong>, <strong>eolici</strong> e <strong>idrico marino</strong> (le onde e le correnti che danno energia 24 ore su 24).</p>
<p>E tutto funziona così in Italia, la politica come la legge. Abbiamo bisogno innanzitutto di <strong>coerenza</strong>. E’ da qui che si comincia. Distruggendo la Muraglia dei Cavilli.</p>
<p>Si devono pagare le tasse, ma se non le paghi hai sempre un cavillo per salvarti. La Finanza accerta l’evasione, commuta multe notevoli, ma alla fine lo Stato incassa una briciola di queste multe. Tanto poi arriva il condono!<br />
Ammazzi una persona e vai in galera, ma poi c’è il permesso, l’amnistia, l’indulto, lo sconto per buona condotta, il vizio di forma…</p>
<p>La magistratura sequestra tesori mafiosi per miliardi ma poi ben poco di queste ricchezze viene effettivamente sequestrato. Parimenti lo Stato ti ammazza coi tempi biblici della burocrazia: aspetti anni i permessi… <strong>Ma anche no!</strong> Se tiri su una palazzina abusiva alla fin fine non te la buttano giù. In Germania presenti il progetto e ti assumi la responsabilità di dichiarare che è conforme alla legge. Non hai bisogno di un’autorizzazione edilizia! Presenti oggi il progetto e domani mattina inizi a costruire. Se poi costruisci una villetta che non è in regola con la legge arrivano le ruspe in mezz’ora e te l’abbattono. E non ti appelli a niente! (Questa cosa strana si chiama <strong>certezza della legge</strong>).</p>
<p>In Italia ci sono in realtà <strong>solo due leggi</strong>: la prima dice che non si può fare niente, la seconda dice che si può fare tutto.</p>
<p>Compagni del Pd, dobbiamo dire basta a questa storia! E’ questa la riforma a costo zero che ridarebbe fiducia nel sistema Italia. Una riforma dello Stato, della politica e dei cervelli. Ma perché la fine della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/02/la-burocrazia-e-nemica-del-popolo/154688/" target="_blank">cultura dei cavilli</a></span> non diventa il primo punto del programma del Pd? Io credo che riscuoterebbe un grande successo.</p>
<p>Sento in tv che il governo taglia le spese della scuola, delle pensioni, della sanità. Il Pd giustamente sostiene che si dovrebbero tagliare l’evasione fiscale e i privilegi. Ma nessuna di queste ricette può salvare l’Italia dal tracollo… Il sistema Italia non cresce più, soffocato dal <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/burocrazia-lo-stato-italiano-e-cretino/153486/" target="_blank">cavillismo bizantino</a></span></strong>!</p>
<p>La situazione è grave, il popolo italiano rischia di dover pagare il crollo economico con immense ingiuste sofferenze. È ora di cambiare musica. Di stroncare il male alle radici. Vi imploro compagni: immaginiamo un vero cambiamento! <strong>Facciamo fuori i cavilli!</strong></p>
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		<title>Via i Black Bloc, problemi risolti? Io non ci sto</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 14:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E Di Pietro pensa di risolvere tutto con le leggi speciali? Patetico! Quando le condizioni di vita di un popolo peggiorano e non c’è in vista nessuna via pacifica per migliorare la situazione, succede che alcuni decidono che l’unica è menare le mani. E’ legittimo indignarsi per le violenze dei Black Bloc, ma è vergognoso che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E Di Pietro pensa di risolvere tutto con le<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/17/scontri-a-roma-di-pietro-legge-reale-2-per-combattere-lemergenza/164337/" target="_blank">leggi speciali</a></span></strong>? Patetico!</p>
<p>Quando le condizioni di vita di un popolo peggiorano e non c’è in vista nessuna via pacifica per migliorare la situazione, succede che alcuni decidono che l’unica è menare le mani. E’ legittimo indignarsi per le violenze dei<strong> Black Bloc</strong>, ma è vergognoso che lo faccia chi ha costruito il disastro italiano, che di queste violenze è causa. Chi ha portato la benzina e ha distribuito i fiammiferi non può scagliarsi contro una banda di ragazzini infiltrati da provocatori che ha dato fuoco alla benzina.</p>
<p>Che <strong>Berlusconi </strong>ammetta che è sua la colpa delle violenze di piazza mi par difficile. E altrettanto difficile mi sembra che la sinistra ufficiale ammetta che l’incapacità di aprire in Italia una fase di lotte pacifiche ed efficaci sia concausa di queste violenze. Ma altrettanto difficile è che gli <strong>Indignados </strong>nazionali ammettano che l’attuale scelta delle forme di lotta è sbagliata, non perché non sia giusto scendere in piazza, ma perché quel che si è fatto non ha impedito che un gruppo di velleitari e infiltrati espropriasse centinaia di migliaia di manifestanti. Qualche incendio ha conquistato in una fiammata l’attenzione dei media facendo scomparire le voci della protesta pacifica.</p>
<p>Non siamo stati capaci (mi ci metto ovviamente anch’io) di inventare un<strong> movimento veramente diverso</strong>, strumenti di lotta veramente efficaci capaci di ottenere risultati e dare speranza alla gente. E devo dire che questo tema non è neppure entrato nel dibattito all’interno del movimento.</p>
<p>Cerco di spiegarmi. Noi abbiamo individuato i colpevoli del disastro e pure i rimedi. Ma abbiamo sottovalutato gli strumenti di lotta. Ad esempio, <strong>Martin Luther King </strong>non riuscì a far decollare il movimento per i diritti civili degli afroamericani fino a quando una gentile signora nera, a bordo di un autobus, si rifiutò di alzarsi dal sedile riservato ai bianchi, sul quale stava comodamente seduta. Un piccolo evento, una piccola donna che rifiutava il razzismo e King che genialmente capisce che quello è il fatto che può scatenare la lotta. E lancia lo sciopero dei trasporti a Montgomery: mai più su un autobus fino a quando ci saranno posti riservati ai bianchi.</p>
<p>Attenzione, il boicottaggio dei trasporti si svolge solo lì, ma nel resto degli Stati Uniti i neri appoggiano la battaglia e tutte le forze si concentrano per sostenere l&#8217;impossibile scontro. Questo è un esempio di grande realismo e raffinatezza tattica. King propone di concentrare tutta la forza del movimento su un <strong>unico obiettivo</strong> apparentemente secondario, chiedendo a ogni afroamericano di Montgomery viaggi lunghissimi a piedi. Vengono organizzati servizi di auto private per le emergenze, e auto collettive per chi abita troppo lontano. E vincono.</p>
<p>Io non so cosa potremmo pensare in <strong>Italia</strong>. Ma mi sembra evidente che o si trovano iniziative che abbiano veramente la forza di colpire l’immaginazione e accendere le speranze, oppure resteremo impotenti di fronte allo sfacelo che si prepara.</p>
<p>Prendiamo ad esempio la lotta per la legalità. Non esiste nessuno che si occupi di costruire battaglie legali contro le evidenti <strong>illegalità dello Stato</strong>. Ad esempio città come Acerra, dove c’è quasi il doppio della diossina che c’era a Seveso quando fu evacuata, dovrebbero essere immediatamente abbandonate. Ma non succede. E la magistratura non interviene perché <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/13/caro-di-pietro/39536/" target="_blank">nessuno dà inizio a una battaglia legale</a></span> contro gli amministratori che non applicano le <strong>leggi sanitarie</strong>.</p>
<p>Si parla poi molto di <strong>lavoro nero</strong>. Ma perché nessuno organizza squadre di vigilanza che, armate di videocamere, si piazzino di fronte a laboratori e cantieri riprendendo chi va a lavorare in nero per poi denunciare il tutto alle autorità competenti? E perché, invece di urlare soltanto contro le <strong>banche</strong>, non ci organizziamo per chiudere i nostri conti correnti in tutte le banche furbastre? La disobbedienza bancaria secondo me li terrorizza. Mi rendo conto che nessuna di queste idee ha la forza dello sciopero dei passeggeri neri dei pullman, ma credo che vadano in una direzione giusta. Manca ancora l’invenzione che le faccia volare ma credo che sia in questa direzione che si debba riflettere e discutere.</p>
<p>Il mondo è cambiato improvvisamente. Servono <strong>metodi di lotta adatti </strong>a questo nuovo mondo. E’ ora di uscire dal passato se non vogliamo essere schiacciati dal presente.</p>
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		<title>Equipariamo la speculazione all&#8217;omicidio</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 10:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gente che guadagna un miliardo in un’ora… E negli ospedali greci mancano le medicine. Scommettere sul crollo conviene. A scuola non ti spiegano come funziona la finanza. Se lo facessero avremmo già le barricate per strada. Se la gente sapesse come funziona il sistema comprenderebbe anche che è naturalmente indirizzato a creare crolli economici, semplicemente perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gente che guadagna un miliardo in un’ora… E negli ospedali greci mancano le medicine. Scommettere sul crollo conviene.</p>
<p>A scuola non ti spiegano come funziona la finanza. Se lo facessero avremmo già le barricate per strada. Se la gente sapesse come funziona il sistema comprenderebbe anche che è naturalmente indirizzato a creare <strong>crolli economici</strong>, semplicemente perché quando si scatena il caos e la bancarotta gli speculatori guadagnano di più. E’ una caratteristica fisiologica del sistema. E’ più facile scatenare una crisi di panico che una crisi di ottimismo. Questo è essenzialmente il motivo per il quale la <strong>finanza</strong> <strong>mondiale</strong> e nello sterco fino al collo.</p>
<p>In questo momento l’umanità sta permettendo che un esercito di persone senza scrupoli, guadagni cifre colossali di denaro distruggendo la vita di milioni di persone. O si regolamenta il <strong>sistema finanziario</strong>, si chiudono con l’aviazione i paradisi fiscali e si demolisce il segreto bancario, oppure col cavolo che si esce da questa crisi. Anche dopo il disastro finanziario del 1929 si arrivò alla conclusione che erano necessarie regole. Poi i controlli negli anni &#8217;80 furono gettati al cesso.</p>
<p>In questo momento da Madrid a Milano e a New York masse crescenti di persone stanno scendendo <strong>in piazza</strong>. Chiedono come sia possibile che milioni di persone si trovino rovinate mentre i dirigenti delle grandi banche che hanno causato il disastro e che sono state poi salvate con i soldi pubblici, si distribuiscano premi di miliardi di euro. Come è possibile che banche che hanno prestato denaro a governi che non potevano pagare, pretendano oggi che i cittadini paghino i danni?</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/02/lalternativa-allausterity-greca-lislanda/136104/" target="_blank"> Gli <strong>islandesi</strong> hanno fatto una pernacchia</a></span> a questo meccanismo perverso e hanno detto alle banche che pretendevano decine di migliaia di euro da ogni islandese di attaccarsi al tram: <em>“Sapevate che l’Islanda era sull’orlo del fallimento e avete continuato a prestare denaro a un governo corrotto e incapace. Voi siete complici! Non è colpa nostra se avete finanziato dei dementi. Se volete indietro i vostri soldi fate causa ai ministri, non venite a prendervela con noi…“</em></p>
<p>Si tratta di rovesciare un paradigma. Non so se è una battaglia che potremo vincere, ma se ci sarà una grande reazione popolare dura e pacifica, abbiamo quanto meno la possibilità di temperare le pretese delle banche e di cambiare le regole del gioco trasformando in un <strong>reato grave</strong> la speculazione finanziaria selvaggia.</p>
<p>Ma per capire perché questa battaglia è così importante è necessario rendersi conto di dove sta il trucco perverso e intrinsecamente amorale e illegale. La borsa è molto più complicata da capire di una pistola, ma gli effetti possono essere gli stessi. Quel che sta distruggendo le economie di interi popoli è la possibilità di <strong>scommettere</strong> sulle borse, che è cosa ben diversa dall’<strong>investire</strong> in borsa.</p>
<p>Una volta io potevo solo comprare le azioni della Fiat e sperare che il loro valore aumentasse. Un meccanismo elementare che permetteva alle aziende di finanziare il proprio sviluppo… Poi la questione si complicò quando si iniziarono a vendere <strong>opzioni sui prodotti agricoli</strong>. I produttori di arance vendevano in anticipo prenotazioni sui raccolti, con le quali si fissava il costo di vendita a raccolto avvenuto. Magari avevano paura che ci fossero raccolti troppo abbondanti e che questo provocasse il crollo del prezzo delle arance. Emettevano quindi <em>future </em>garantendosi così prezzi di vendita mediamente più bassi ma sicuri.</p>
<p>Nacque poi un prodotto finanziario completamente diverso, che permette di giocare in borsa senza comprare azioni od opzioni, ma scommettendo solo sulla <strong>differenza tra il prezzo</strong> delle arance di oggi e quello delle arance tra 3 mesi. Mi gioco quindi non il valore di un quintale di arance ma i 10 euro di differenza ipotetica tra il prezzo di oggi e quello futuro.</p>
<p>Infine posso anche <strong>rivendere quote di un debito</strong>. Siccome ho paura che la Grecia fallisca, ti rivendo delle quote di questo debito, proponendoti un interesse alto, visto che comprandole ti esponi al rischio che la Grecia non ripaghi il debito. E posso contemporaneamente scommettere che il valore delle azioni che ho emesso crollerà (del che son certo perché la polpetta avvelenata l’ho cucinata io).</p>
<p>Tutto questo complicatissimo gioco di scommesse e coperture di scommesse è poi diventato una specie di Golem con l&#8217;avvento dei <strong>computer </strong>grazie ai quali posso comprare o vendere su tutte le piazze del mondo alla velocità della luce e mantenere <strong>l&#8217;anonimato </strong>utilizzando società domiciliate nei paradisi fiscali&#8230; e scatenare il panico tra milioni di piccoli risparmiatori che se ne stanno in pantofole di fronte a un pc creando graziosi <strong>effetti valanga</strong>.</p>
<p>Già la situazione sarebbe pericolosa, ma va aggiunta la progressiva <strong>demolizione dei controlli</strong> sulla finanza, che è stata perseguita dai governi di mezzo mondo (da Reagan in poi). Se non c&#8217;è più nessuno che controlla che il denaro venga prestato a persone che possono restituirlo, posso guadagnare moltissimo stipulando mutui inaffidabili e poi rivendere il rischio che mi sono accollato a ignari risparmiatori.</p>
<p>Vuoi che tutto questo finisca? <strong>Indignati</strong>!</p>
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		<title>Fate un corso di economia per i ministri!</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 06:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quello di La Russa non è stato un lapsus, un qui pro quo, una svista. Il ministro è evidentemente convinto che la situazione economica italiana sia paragonabile a quella tedesca. Tragico! Quel che pensa La Russa è chiaro, all’interno di un discorso, di un’idea globale del mondo… Un discorso “analitico” (si fa per dire), non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello di <strong>La Russa</strong> non è stato un lapsus, un qui pro quo, una svista. Il ministro è evidentemente convinto che la <strong>situazione economica</strong> italiana sia paragonabile a quella tedesca. Tragico!</p>
<p>Quel che pensa La Russa è chiaro, all’interno di un discorso, di un’idea globale del mondo… Un discorso “analitico” (si fa per dire), non una battutina&#8230; Egli dice in diretta tv, dandosi l’aria di sapiente: <em>“Pochi sanno che le borse europee sono in picchiata da 10 anni. La borsa tedesca ha perso il 30%, l’Italia il 60%, la Francia il 50%.”</em></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/01/fate-un-corso-di-economia-elementare-per-i-ministri/161273/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>E meno male che lo sanno in pochi, infatti quel che dice il ministro è totalmente, assolutamente falso, la <strong>Germania</strong> ha avuto un incremento del 30%, esattamente il contrario di quel che ha detto il ministro, Parigi invece ha perso, ma solo il 25%, e anche a Milano è andata meglio di quel che crede il ministro, ha perso “solo” il 50%.</p>
<p>Questi semplici dati dimostrano che il ministro non ha neppure un’idea generale ed elementare della situazione economica del paese. Anzi ha una <strong>visione rovesciata della realtà</strong> ed evidentemente non si rende conto del baratro di efficienza tra il sistema tedesco e quello italiano, quindi non si rende conto dell’impatto positivo che avrebbe sulla nostra economia un minimo di razionalità e onestà dei governanti. Una cosa patetica. Ma come si fa?</p>
<p>Comunque si trova in buona compagnia, visto che la <strong>Gelmini</strong>, al di là del lapsus, non si rende conto che un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/24/il-tunnel-dellistruzione/159802/" target="_blank">tunnel dal <strong>Gran Sasso</strong> a <strong>Ginevra</strong></a></span> sarebbe un’opera leggermente colossale (della serie “La grande muraglia cinese mi fa una pippa”). Ma come si può pretendere che un ministro sappia dov’è il Gran Sasso? O forse si è confusa con sua zia Ginevra che abita giusto sotto il Gran Sasso…</p>
<p>Ma non bisogna prendersela troppo con i politici. Anche gli imprenditori fanno un po’ pena, visto che un largo fronte di associazioni di capitalisti, artigiani, commercianti e cooperative si è riunito per redigere un manifesto con 5, irrinunciabili, urgentissime, richieste al governo. E si sono dimenticati di chiedere la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/02/la-burocrazia-e-nemica-del-popolo/154688/" target="_blank">semplificazione del sistema burocratico</a></span>… Alla faccia del desiderio di tutti i loro iscritti e della maggioranza degli italiani che sanno benissimo che se fossimo la <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/burocrazia-lo-stato-italiano-e-cretino/153486/" target="_blank">burocrazia psicotica</a></span></strong> è una spaventosa tassa nascosta e una palla al piede per le imprese.</p>
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		<title>Bce chiede meno burocrazia, B. non molla</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 11:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E anche i media riassumono la lettera segreta di Trichet glissando sulla richiesta centrale di rendere razionale l&#8217;amministrazione pubblica. Le follie burocratiche italiane sono al centro del diktat al governo italiano. La Bce ha capito che l’inefficienza bizantina dell’amministrazione pubblica è tra i principali assassini della nostra economia. Ma il governo, partiti e media fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E anche i media riassumono la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml" target="_blank">lettera segreta</a></span> di <strong>Trichet</strong> glissando sulla richiesta centrale di rendere razionale l&#8217;amministrazione pubblica.</p>
<p>Le follie burocratiche italiane sono al centro del diktat al governo italiano. La <strong>Bce</strong> ha capito che l’inefficienza bizantina dell<strong>’amministrazione pubblica</strong> è tra i principali assassini della nostra economia.<br />
Ma il governo, partiti e media fanno quadrato per difendere la fonte del potere della <strong>Casta</strong>, l’irrazionalità degli iter amministrativi e dei codicilli è una colonna essenziale del Sistema Italia.<br />
Un pezzo della lettera viene quasi del tutto taciuto, strano, perché è il primo punto indicato da Trichet: “Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici…”<br />
Ma Trichet ha evidentemente paura di non essere capito e quindi ribadisce la questione dedicando all’efficienza burocratica il punto 3: Incoraggiamo inoltre il <strong>Governo</strong> a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione)….”</p>
<p>Più chiaro di così!<br />
Ma visto che si tratta di una questione principale e così poco considerata, vorrei chiarire meglio come funziona l’assassinio dell’economia italiana e come l’elefantiasi burocratica <strong>alimenta il sistema della Casta</strong>.<br />
E per farlo vorrei raccontarti una storia.</p>
<p>Un mio amico sta fallendo per un tubo.<br />
Non riesce ad avere l’autorizzazione a installare il camino per il forno della pizza.<br />
Ha aperto una pizzeria ma non può fare la pizza perché un cavolo di codicillo determina che lui non possa infilare un tubo nel muro per far uscire il fumo del forno per la pizza. Tu dirai: “Poteva informarsi prima di mettere su la pizzeria!”<br />
Ma come fa uno a immaginarsi di vivere in una nazione scema che non ti fanno infilare un tubo dentro un muro? Gli imprenditori appassionati sono tutti presi a studiare i menù, trovare gli ingredienti migliori, trovare i collaboratori, fare la pubblicità. Non ci pensi proprio che fai la pizzeria e poi non puoi aprire per un tubo!<br />
Il mio amico è un ragazzo volonteroso, uno che non si è arreso allo slogan dei giovani senza futuro. Si è rimboccato le maniche per creare una cosa bella. Lui fa una pizza fantastica… E avrebbe creato 5 posti di lavoro per i suoi amici e la sua fidanzata. Adesso è praticamente rovinato e la sua fidanzata lo ha mollato per via che è diventato leggermente isterico.</p>
<p>La burocrazia demenziale è uno strazio per qualunque cittadino comune ma è una minaccia cosmica se vuoi aprire un’attività economica. Chiedete al popolo delle partite Iva come vivono l’angoscia di regolamenti privi di senso, che vengono contraddetti da altri regolamenti.<br />
Così che non sei mai sicuro di cosa puoi fare e cosa non puoi.<br />
In un ospedale di una città che non ti posso dire, un assessore del quale non posso farti il nome, si trova davanti un medico che gli dice: “Assessore, sarebbe carino appendere in corridoio, nell’ospedale, la lista delle prenotazioni per le tac.”<br />
E l’assessore risponde: “Se c’è una lista pubblica delle prenotazioni io cosa ci sto a fare?”<br />
Credo che lo sai anche tu che la base del potere dei politici risiede in questo.<br />
Devi fare la tac? <strong>Ci sono due liste</strong>: quella per i poveracci e quella per chi ha qualche amico…<br />
E se conosci le persone giuste il codicillo 36 dell’articolo 2 del regolamento 728 si può interpretare anche in un altro modo… E di tubi nel muro te ne fanno mettere 2… Devi leggere bene: c’è la virgola…</p>
<p>Vai in giro a chiedere e scopri che milioni di italiani sanno benissimo che anneghiamo nella burocrazia. Vengono bruciate risorse immense.<br />
Una tassa nascosta sulla dignità, sulla libertà, sull’intelligenza.<br />
Una burocrazia folle che uccide la voglia di lavorare dei funzionari pubblici onesti, costretti ad applicare leggi demenziali e illogiche.<br />
Si parla di 60 miliardi di euro all’anno, ma sono molti di più. E poi c’è il danno collaterale: <strong>un popolo avvilito</strong> da un’amministrazione pubblica incomprensibile quanto una casta di sacerdoti atzechi.</p>
<p>Allora io mi chiedo: cavolo, ma come mai la questione della sburocratizzazione del sistema Italia non sta<strong> al primo posto nei programmi</strong> dei partiti?<br />
C’è nei programmi, in tutti i programmi, ma è un po’ defilata…<br />
E la cosa divertente, se hai voglia di ridere, è che eliminare la burocrazia demenziale è una riforma che si fa alla svelta e non costa niente. E darebbe istantaneamente una spinta all’economia.<br />
Basterebbe scrivere una sola legge di poche righe: “I regolamenti attuativi non sono vincolanti nella forma ma nella sostanza. Qualunque eventuale contraddizione formale o uso cavilloso della lettera della legge è azione capziosa e pertanto priva di sostanza giuridica”.<br />
Io sono pronto a scommettere che un partito che si presentasse alle elezioni con questo solo punto di programma (demolire la <strong>burocrazia</strong> idiota) le vincerebbe.</p>
<p>PS. Ben sapendo che è inutile (perché chi non vuol capire non capisce) preciso che non propongo di abolire la struttura amministrativa dello Stato ma l’idiozia del vigente sistema di codici e codicilli e razionalizzare la macchina amministrativa.</p>
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		<title>Perché laviamo i piedi alla Marcia della Pace</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 15:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Fo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ rivoluzionario fare i pediluvi a chi ha marciato per la pace? Vorrei parlarvi della politica, del corpo, delle sensazioni, delle emozioni e del perché da 17 anni B. ce le suona. Domenica mattina saremo alla Rocca di Assisi, dove c’è il traguardo della Marcia della Pace. Come già abbiamo fatto più volte negli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ rivoluzionario fare i pediluvi a chi ha marciato per la pace? Vorrei parlarvi della politica, del corpo, delle sensazioni, delle emozioni e del perché da 17 anni B. ce le suona.</p>
<p>Domenica mattina saremo alla <strong>Rocca di Assisi</strong>, dove c’è il traguardo della <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.perlapace.it/" target="_blank">Marcia della Pace</a></span></strong>.<br />
Come già abbiamo fatto più volte negli anni scorsi noi parteciperemo alla manifestazione con i nostri abiti da <strong>clown</strong>, i nostri tamburi, i corni, distribuendo limonate biologiche e, muniti di bacinelle di acqua fresca, massaggeremo con unguenti miracolosi a base di essenze preziose, i piedi affaticati dei manifestanti.<br />
La Marcia della Pace è una prova fisicamente impegnativa, si tratta di camminare da Perugia a Assisi, e ci dà grande soddisfazione vedere i sorrisi entusiasti di chi mette i piedi in ammollo.<br />
Ma questa nostra pratica podalica ha anche un significato simbolico, è un modo di comunicare che le lotte, per essere vincenti, devono contenere momenti di festa, di gioco, di arte, di piacere.<br />
E’ possibile organizzare un grande <strong>movimento progressista</strong> senza occuparsi di organizzare il modo di far mangiare bene i progressisti?<br />
Ti prego di prendere veramente in considerazione questa domanda.<br />
La qualità dei panini che si mangiano durante i cortei ha un effetto diretto sull’efficacia della manifestazione?<br />
Il panino stantio con la fetta di prosciutto ai polifosfati è il nemico da battere nello scontro con il governo delle destre isteriche?</p>
<p>Negli ani ’70 il movimento di <strong>contestazione</strong> si spaccò sullo slogan “tutto è politica”.<br />
I leninisti ci dicevano che prima dovevamo costruire il socialismo e poi avremmo potuto occuparci delle disuguaglianze tra uomini e donne (che sono una contraddizione “in seno al popolo”).<br />
Le <strong>femministe</strong> risposero che non si può pensare di costruire un mondo migliore se non si impara a far l’amore in modo diverso.<br />
La sessualità, il modo di nascere, l’educazione dei bambini, la cultura del tempo libero, il cibo, l’arte, il gioco, la socialità, la qualità dei consumi non sono condimenti secondari. Sono l’anima del processo di formazione di persone capaci di inventare il cambiamento. Non cambi il mondo se non cambi la tua cultura, la tua testa, il tuo olfatto.<br />
Quest’idea in questi decenni si è grandemente diffusa ma ancora è poco messa in pratica dai partiti e dai movimenti politici.<br />
Negli ultimi anni ho partecipato a molte riunioni di formazioni ecopacifiste. Si passa un gran tempo a discutere del programma, del modo di garantire democrazia interna e partecipazione ma ci si pone poco il problema di come inventare metodi di lotta e di comunicazione capaci di emozionare, divertire, scioccare e bucare così il muro della censura dei media.</p>
<p>E questo è doppiamente assurdo perché <strong>internet</strong> ci mette a disposizione strumenti di comunicazione formidabili.<br />
Due ragazzi, con una telecamera da 50 euro e un foglio di carta sono usciti per strada. Uno s’è appeso al collo la scritta “<strong>Abbracci gratis</strong>” e ha iniziato ad abbracciare i passanti mentre l’altro riprendeva. Hanno messo il video su You Tube che in pochi giorni ha superato il milione di download.<br />
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/24/perche-laviamo-i-piedi-alla-marcia-della-pace/159786/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><br />
Ne è nato un movimento mondiale, di gente che si ritrova per distribuire abbracci gratis (anche noi lo abbiamo fatto, è veramente divertente).<br />
Dire che vogliamo più amicizia e affetto tra gli esseri umani non basta: devi inventarti un modo pazzesco, capace di far arrivare un’emozione a milioni di persone. Sennò sono solo chiacchiere impotenti.</p>
<p>Sinceramente mi altero un poco quando sento qualcuno che dice “la nostra lotta è fallita perché le tv non ci hanno dato spazio perché sono nelle mani dei caimani”.<br />
Che le tv siano in mano alla feccia dell’umanità <strong>lo devi dare per scontato</strong> se vuoi migliorare il mondo.<br />
L’abilità dei ribelli deve per forza essere quella di inventarsi modi di comunicare fuori dal coro.<br />
Ma per farlo bisognerebbe organizzare gruppi creativi che si dedicano a inventare azioni spettacolari. Invece si passano mesi a discutere di teorie, sottilizzando sulle sfumature ideologiche, le raffinatezze teoriche, con gran sfoggio di leader e di scissioni assurde, e poi, quando si decide cosa fare in concreto, si prende la prima idea che viene in testa senza dar vita a un vero processo creativo, senza coinvolgere la gente nella cosa più importante da decidere: come si fa a realizzare un’iniziativa vincente?</p>
<p>E’ ora di dirlo che per 17 anni siamo stati sconfitti da un esercito di maghi della <strong>comunicazione falsificata</strong>, perché loro lavoravano 20 ore al giorno per fregarci in modo geniale mentre noi disprezzavamo la ricerca delle forme efficaci per raccontare le nostre ragioni, buone e giuste.</p>
<p>Non puoi parlarmi della <strong>rivoluzione</strong> se non mi baci in maniera rivoluzionaria.<br />
Non puoi vincere una rivoluzione se non inventi un modo straordinario per farmi provare emozioni.<br />
Il resto sono chiacchiere fumose.</p>
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