<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Ines Tabusso</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/itabusso/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Mon, 20 May 2013 19:28:49 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Presidente della Repubblica, perché Marini sì e Gabanelli no?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/18/presidente-della-repubblica-perche-marini-si-e-gabanelli-no/566750/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/18/presidente-della-repubblica-perche-marini-si-e-gabanelli-no/566750/#comments</comments> <pubDate>Thu, 18 Apr 2013 08:27:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Donne di Fatto]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Elezione Presidente della Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Franco Marini]]></category> <category><![CDATA[Giuliano Amato]]></category> <category><![CDATA[Milena Gabanelli]]></category> <category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Quirinale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=566750</guid> <description><![CDATA[Come dovrebbe essere il Presidente della Repubblica Italiana? Secondo Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera, intervistato da «Radio Anch&#8217;io», su Radio Uno, «Ci vuole una figura, come ha sempre detto il presidente Berlusconi, che non divide ma che unisce, una figura capace di rappresentare l&#8217;Italia a livello internazionale, una figura che abbia esperienza istituzionale, una figura...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Come dovrebbe essere il <strong>Presidente della Repubblica Italiana</strong>?</p><p>Secondo <strong>Renato Brunetta</strong>, capogruppo del Pdl alla Camera, intervistato da «Radio Anch&#8217;io», su Radio Uno, <em>«Ci vuole una figura, come ha sempre detto il presidente Berlusconi, che non divide ma che unisce, una figura capace di rappresentare l&#8217;Italia a livello internazionale, una figura che abbia esperienza istituzionale, una figura che abbia una storia</em> [una qualsiasi? ndr.]<em>, una competenza</em> [quale? ndr.]<em>».</em></p><p>Secondo la Costituzione, può essere eletto ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d&#8217;età, però la norma viene quasi sempre interpretata per eccesso e i nomi più gettonati sono di cittadini maschi, ben ultracinquantenni, considerati, a torto o a ragione, saggi e venerabili, o sulla strada di diventarlo.</p><p>L&#8217;aspirante deve godere dei <strong>diritti civili</strong> e <strong>politici</strong>, che vengono spesso tolti ai delinquenti conclamati, e, almeno fino ad oggi, e limitatamente all&#8217;incarico di Presidente della Repubblica, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/03/lodo-longo/371883/" target="_blank">nessuno</a> ha ancora sostenuto che si tratti di un&#8217;insopportabile discriminazione nei confronti dei cittadini delinquenti.</p><p>Non risultano richieste competenze particolari: nè la conoscenza della Carta Costituzionale, nè qualche rudimento di presidentologia che dimostri la consapevolezza delle caratteristiche e delle facoltà tipiche dell&#8217;incarico.</p><p>Inoltre, anche se la Costituzione non lo prevede, viene comunemente giudicata indispensabile un&#8217;esperienza politica (quindi di parte), ma viene anche auspicato un <strong>nome condiviso</strong> (quindi non troppo di parte).</p><p>Il ritratto che ne esce è quello di un maschio anziano che abbia dimostrato di saper tenere politicamente il piede in due scarpe, o due piedi in quattro scarpe: una vecchia e furba anguilla (nessuna allusione a Giuliano Amato insignito dell&#8217;<a href="http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2012/10/06/news/l-anguilla-d-oro-ad-amato-ecco-tutti-i-premi-di-stasera-1.5818238" target="_blank">Anguilla d&#8217;Oro 2012</a> dal comune di Orbetello) capace di barcamenarsi e di non dispiacere a nessuno dei parlamentari suoi elettori.</p><p>Risultano quindi comprensibili lo sconcerto e l&#8217;incredulità che hanno accolto la proposta di candidare al Quirinale <strong>Milena Gabanelli</strong>. La scelta è stata interpretata da molti come una manifestazione di ingenua speranza, o una boutade, uno scherzo, una provocazione grillesca, senza storia e senza futuro.</p><p>Eppure, se i parlamentari si sentissero davvero i rappresentanti dei cittadini che li hanno eletti, e non un&#8217;oligarchia di nominati, attenti solo agli equilibri e alle <strong>gerarchie partitiche</strong>, non accantonerebbero la candidatura Gabanelli come una battuta, ma si preoccuperebbero delle motivazioni alla base della scelta di tanti italiani.</p><p>Negli Stati Uniti, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ralph_Nader#Presidential_campaigns" target="_blank"><strong>Ralph Nader</strong></a>, un paladino dei diritti dei consumatori che presenta qualche analogia con Milena Gabanelli, si è candidato più di una volta alla Casa Bianca, in un partito terzo rispetto a Democratici e Repubblicani o come indipendente, il tutto in mezzo a polemiche e boicottaggi per i voti che riusciva a sottrarre al partito Democratico, come in Florida nel 2000, quando fu accusato di aver provocato la sconfitta di<strong> Al Gore</strong> e il successo di <strong>George W. Bush</strong>. Un&#8217;esperienza simile a quella toccata a <strong>Grillo</strong> e al <strong>Movimento 5 Stelle</strong> ai quali gli altri partiti attribuiscono la colpa delle loro disgrazie elettorali, senza capire che è stata proprio la loro sordità alle esigenze degli elettori a determinarne il successo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/18/presidente-della-repubblica-perche-marini-si-e-gabanelli-no/566750/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Corruzione e giustizia ad orologeria a New York? consigli dall&#8217;Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/03/corruzione-e-giustizia-ad-orologeria-a-new-york-consigli-dallitalia/549788/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/03/corruzione-e-giustizia-ad-orologeria-a-new-york-consigli-dallitalia/549788/#comments</comments> <pubDate>Wed, 03 Apr 2013 07:23:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Corruzione]]></category> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[New York]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=549788</guid> <description><![CDATA[Sei persone sono state arrestate ieri mattina a New York per corruzione, per aver cercato di influenzare le prossime elezioni per il sindaco della città. Poco prima dell&#8217;alba, Malcolm Smith, senatore democratico dello Stato di New York, è uscito di casa in manette accompagnato dagli agenti dell&#8217;Fbi e, più o meno alla stessa ora, è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sei persone sono state arrestate ieri mattina a New York per corruzione, per aver cercato di influenzare le prossime <strong>elezioni</strong> per il sindaco della città. Poco prima dell&#8217;alba, <strong>Malcolm Smith</strong>, senatore democratico dello Stato di New York, è uscito di casa <a href="http://www.fbi.gov/newyork/press-releases/2013/remarks-by-fbi-assistant-director-george-venizelos-on-public-corruption-arrests-of-new-york-state-senator-malcolm-smith-new-york-city-council-member-daniel-halloran-and-others" target="_blank">in manette accompagnato dagli agenti dell&#8217;Fbi</a> e, più o meno alla stessa ora, è stato arrestato anche il consigliere comunale repubblicano <strong>Dan Halloran</strong>.</p><p>Smith intendeva correre alle elezioni con il <strong>Partito Repubblicano</strong> pur non essendo iscritto al partito ma, per ottenere la <em>nomination</em>, avrebbe avuto bisogno, secondo una legge del 1947 (<em>Wilson Pakula Act</em>), di ottenere il permesso della maggioranza dei cinque leader del partito dei distretti di Manhattan, Queens, Bronx, Brooklyn e Staten Island.</p><p>Secondo<a href="http://s3.documentcloud.org/documents/670361/the-formal-complaint-against-smith-malcolm-et-al.pdf" target="_blank"><strong> l&#8217;accusa</strong></a>, Smith avrebbe pagato Halloran perchè organizzasse alcuni incontri con gli altri esponenti del Partito Repubblicano allo scopo di convincerli ad accettare denaro in cambio delle necessari<em>e</em> autorizzazioni <em>(Wilson Pakula certificates)</em>.</p><p>Smith avrebbe quindi incontrato <strong>Joseph Savino</strong>, del partito repubblicano del Bronx, e <strong>Vincent Tabone</strong>, del Queens, per discutere l&#8217;entità e i termini di pagamento delle <strong>mazzette</strong> ed effettuare i primi versamenti ma, al momento opportuno, un <strong>agente infiltrato </strong>dell&#8217;Fbi ha fornito gli elementi per eseguïre gli arresti e bloccare la truffa. Anche Tabone e Savino sono stati arrestati.</p><p>Smith, Halloran e gli altri dovranno ora presentarsi davanti al giudice presso il tribunale distrettuale di White Plains.</p><p><strong>Preet Bharara</strong>, il procuratore di Manhattan che segue il caso, ha, fra l&#8217;altro, criticato la cultura della mazzetta, la corruzione e l&#8217;avidità che pervadono il governo di New York a tutti i livelli.</p><p>Non sono ancora noti i commenti dei difensori di Savino e Tabone, gli avvocati <strong>Faga</strong> e<strong> Palimieri</strong>, mentre l&#8217;avvocato di Smith, <strong>Gerald L. Shargel</strong>, ha riferito che il suo cliente respinge ogni accusa e ha dichiarato che si tratta di un servitore dello Stato impegnato e molto rispettato. Per la cronaca, non è la prima volta che Malcolm Smith incappa in indagini penali,<a href="http://www.nytimes.com/2010/03/24/nyregion/24aqueduct.html?_r=0" target="_blank"> una delle quali condotta proprio dallo stesso ufficio che lo accusa oggi di corruzione.</a></p><p>In questa vicenda americana non possono passare inosservati alcuni comportamenti che molti commentatori italiani non esiterebbero a definire indegni di una democrazia liberale. A parte l&#8217;uso delle <strong>manette</strong> al quale in Italia si ricorre con criteri molto selettivi e quasi mai nel caso di uomini politici, basterebbe ricordare la <strong>giustizia a orologeria</strong>, il tempismo dell&#8217;accusa, che si inserisce portando scompiglio nell&#8217;ordinato svolgersi di una campagna elettorale, l&#8217;<strong>accanimento della giustizia</strong> nei confronti del senatore Smith, e infine le considerazioni in conferenza stampa del procuratore che, invece di attenersi strettamente al perseguimento del singolo reato, indirizza critiche generiche alla cultura di un altro potere dello Stato.</p><p>Tenuto conto delle analogie con i recenti fatti italiani, perchè non dovremmo offrire due o tre consigli agli americani segnalando alcune possibilità? Che so, una <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/11/processo-ruby-cicchitto-nodo-giustizia-da-risolvere-o-pdl-si-chiama-fuori/526372/" target="_blank">manifestazione di rappresentanti degli eletti dal popolo</a> davanti al tribunale di White Plains, o anche l&#8217;invio di una delegazione di senatori e sindaci alla Casa Bianca, allo scopo di ottenere l&#8217;intervento del Presidente su procuratori e giudici perchè non disturbino l&#8217;attività dei politici coinvolti, consentendo così il normale svolgimento della vita democratica.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/03/corruzione-e-giustizia-ad-orologeria-a-new-york-consigli-dallitalia/549788/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Papa: memorandum delle associazioni cattoliche Usa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/11/dimissioni-del-papa-memorandum-delle-associazioni-cattoliche-usa/496130/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/11/dimissioni-del-papa-memorandum-delle-associazioni-cattoliche-usa/496130/#comments</comments> <pubDate>Mon, 11 Feb 2013 19:06:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Abusi Sessuali]]></category> <category><![CDATA[Cattolici]]></category> <category><![CDATA[Dimissioni]]></category> <category><![CDATA[Papa]]></category> <category><![CDATA[Scandalo]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=496130</guid> <description><![CDATA[Benedetto XVI sarà Papa fino alle 20 del 28 febbraio e &#8220;in questo mese&#8221; ha detto stamattina padre Federico Lombardi, responsabile della Sala stampa vaticana &#8220;ancora avremo il piacere di ascoltare il Papa e la sua voce di pastore in occasione degli angelus e delle udienze e di altri appuntamenti&#8221;. Non se lo fanno ripetere due volte i rappresentanti del &#8220;Survivors...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/11/il-papa-si-dimette-lascera-dal-28-febbraio-sento-il-peso-dell-incarico/495322/" target="_blank"><strong>Benedetto XVI</strong> sarà Papa fino alle 20 del 28 febbraio</a> e <em>&#8220;in questo mese&#8221;</em> ha detto stamattina padre <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/11/dimissioni-papa-padre-lombardi-ci-ha-preso-po-di-sorpresa/495319/" target="_blank"><strong>Federico Lombardi</strong>, responsabile della Sala stampa vaticana </a><em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/11/dimissioni-papa-padre-lombardi-ci-ha-preso-po-di-sorpresa/495319/" target="_blank">&#8220;ancora avremo il piacere di ascoltare il Papa e la sua voce di pastore in occasione degli angelus e delle udienze e di altri appuntamenti&#8221;</a>.</em></p><p>Non se lo fanno ripetere due volte i rappresentanti del <strong>&#8220;Survivors Network of those Abused by Priests&#8221; (SNAP)</strong>, la più grossa rete degli <strong>Stati Uniti</strong> che raccoglie i <strong>superstiti</strong> degli abusi dei sacerdoti, i quali, preoccupati, <a href="http://www.snapnetwork.org/int_snap_to_pope_use_remaining_two_weeks_to_protect_kids" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">chiedono un maggiore impegno</span></a>:<em> &#8221;Non importa quanto </em><em></em><em>il Papa </em>sia stanco o debole: ha ancora due settimane di tempo per usare il suo enorme potere per difendere i più piccoli&#8221;.<br /><em>&#8220;Ci auguriamo che, prima di lasciare, mostri una vera leadership e sia pietoso e agisca in modo tangibile per proteggere i bambini che sono vulnerabili. (Quale sarebbe l&#8217;impatto e quanta speranza potrebbe generare il Pontefice se, nei giorni del tramonto, degradasse, punisse, o costringesse a lasciare la tonaca, anche solo alcuni dei vescovi che hanno coperto i crimini sessuali contro i bambini)&#8221;.</em></p><p>Pur riconoscendo che Benedetto, a differenza del suo predecessore, ha affrontato il problema degli <strong>abusi sui minori</strong> scusandosi almeno a parole, i rappresentanti della rete ricordano che questo non basta, soprattutto perché, una volta scoppiato lo <strong>scandalo</strong>, non sarebbe stato possibile ignorarlo. Le <strong>scuse tardive</strong> per il passato (<em>&#8220;come se crimini sessuali e coperture non continuassero tuttora&#8221;</em>) senza nessun provvedimento utile a impedire gli abusi per il futuro sono <em>&#8220;inutili gesti simbolici&#8221; </em>.</p><p>Per le donne che aspirano al sacerdozio si è invece espressa <strong>Bridget Mary Meehan</strong>, dell&#8217;<strong>Association of Roman Catholic Women Priests (ARCWP)</strong>, in un <a href="http://bridgetmarys.blogspot.it/2013/02/pope-to-resign-holy-shakeup-for-renewal.html?spref=fb" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">comunicato</span></a> che, mutuando il linguaggio aziendale, definisce l&#8217;abdicazione <em>&#8220;un &#8216;santo avvicendamento&#8217;</em> <em>all&#8217;interno della Chiesa Cattolica Romana&#8221;</em> e la rinuncia del Papa <em>&#8220;un segnale positivo che lo Spirito è al lavoro per rinnovare la Chiesa&#8221; </em>perché <em>&#8220;è ora che la Chiesa segua l&#8217;esempio di Gesù e accetti le donne come uguali e associate nel Vangelo&#8221;</em> e quindi &#8220;<em>C&#8217;è bisogno di una riorganizzazione totale e di nuove strutture di rendicontazione. Sacerdoti sposati, donne sacerdote sono solo alcuni dei passi che il Vaticano deve necessariamente compiere per una Chiesa più giusta e pietosa che onori i doni del Signore nel popolo del Signore&#8221;</em></p><p>Auguri all&#8217;ottimista Bridget Mary Meehan, anche se le<a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/02/11/papa-vaticanista-politi-scola-come-possibile-successore-e-francese/220524/" target="_blank"> previsioni</a> sul&#8217;<em>&#8220;avvicendamento&#8221; </em>non paiono nella direzione da lei auspicata. Ma qui potrebbero valere i proverbi. Per esempio: &#8220;chi entra Papa esce cardinale&#8221; e &#8220;la speranza è l&#8217;ultima a morire&#8221;.</p><p>Più tradizionale il <a href="https://lcwr.org/media/lcwr-statement-resignation-pope-benedict-xvi" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">comunicato </span></a>delle religiose della <strong>Leadership Conference of Women Religious (LCWR)</strong> che ringraziano Benedetto XVI per tutti i suoi contributi, <em>&#8220;come teologo, come capo della Congregazione per la Dottrina della Fede e come Papa&#8221;</em> e promettono di pregare per lui nel momento in cui si accinge a lasciare il papato, aggiungendo<em> infine</em> (più generosamente dei rappresentanti di SNAP e ARCWP): <em>&#8220;Possa Egli ricevere ogni benedizione per la sua profonda dedizione al servizio del Vangelo&#8221; </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/11/dimissioni-del-papa-memorandum-delle-associazioni-cattoliche-usa/496130/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Fiona, Gina, Pamela e la campagna elettorale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/19/fiona-gina-pamela-e-campagna-elettorale/450314/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/19/fiona-gina-pamela-e-campagna-elettorale/450314/#comments</comments> <pubDate>Wed, 19 Dec 2012 10:22:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Campagna Elettorale]]></category> <category><![CDATA[Educazione Civica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=450314</guid> <description><![CDATA[Quiz al concorsone per gli insegnanti; premessa: “Pamela, Fiona e Gina, sono tre ragazze newyorkesi. Stanno prendendo il sole in una piscina della loro città. Pamela indossa un costume intero. Fiona legge un libro, Pamela e Gina sono cugine”. La risposta esatta, come ci racconta Alex Corlazzoli nel suo blog, andava scelta tra quattro conclusioni:...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quiz al concorsone per gli insegnanti</strong>; premessa: <em>“Pamela, Fiona e Gina, sono tre ragazze newyorkesi. Stanno prendendo il sole in una piscina della loro città. Pamela indossa un costume intero. Fiona legge un libro, Pamela e Gina sono cugine”</em>.</p><p>La risposta esatta, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/17/lettera-ai-miei-allievi-oggi-hanno-bocciato-maestro/448870/" target="_blank">come ci racconta <strong>Alex Corlazzoli </strong>nel suo blog</a>, andava scelta tra quattro conclusioni: <em>“Fiona è una studentessa universitaria;  Pamela è grassa; a Roma non sono le 9 del mattino; Pamela e Fiona sono cugine”.</em></p><p>Seguono un bel po&#8217; di commenti sdegnati per l&#8217;astrusità e l&#8217;assurdità del quiz, e un altro bel numero di messaggi di lettori che, al contrario, lo considerano un buon test per valutare la capacità di ragionare logicamente o che, come scrive <strong>Fabio Scacciavillani</strong>, ritengono che <em>&#8220;onestamente, il quiz è abbastanza elementare&#8221;</em> e non vedono <em>&#8220;nulla di scandaloso nel pretendere che un educatore sappia cos&#8217;è il fuso orario&#8221;</em>.</p><p>Eppure in questo quiz, che non è né stupido né assurdo, se non nel senso che vi chiede di isolare ed eliminare alcune frasi assurde, c&#8217;è qualcosa di più della pretesa che un educatore sappia cos&#8217;è il fuso orario. C&#8217;è anche la pretesa che sappia individuare, in un coacervo di notizie inutili, le poche informazioni che gli saranno indispensabili per arrivare alla risposta.</p><p>Essere capaci di farlo e riuscire a spiegare come farlo ad altri esseri umani non è una sciocchezza e sarebbe <strong>un risultato eccellente per un insegnante</strong>. Pensate alle applicazioni che l&#8217;apprendimento di un metodo simile potrebbe avere in un mondo sovrainformato e male informato come il nostro. Sarebbe non solo un corso di geografia, ma soprattutto di <strong>educazione civica</strong>. Pensate alle dichiarazioni in campagna elettorale sottoposte al vaglio di questo metodo: che cosa e quanto ne resterebbe? Applicatelo alle balle che ci vengono inflitte nei nostri orribili <em>talk show</em> e avrete dei cittadini e degli elettori più consapevoli.</p><p>Il quiz è scarno e la materia è ridotta all&#8217;osso in modo che, nel giro di pochi secondi, vi possiate rendere conto della pazzia di alcune risposte. Ciò non toglie che vi sia del metodo in quella pazzia e che, con qualche orpello in più, un oratore disonesto riuscirà a mascherare la pazzia travestendola con panni apparentemente logici.</p><p>Si tratta, in fondo, della stessa teoria del sillogismo svirgolato elaborata dal <strong><a href="http://www.golemindispensabile.it/index.php?_idnodo=6054&#038;_idfrm=62" target="_blank">prof. Pennypeepy</a> </strong>dell’Università di Notre Dame a proposito delle campagne elettorali di Silvio Berlusconi, ma nulla vieta di applicarla in tutti i casi in cui si rendesse opportuno. Secondo Pennypeepy &#8220;il principio analogico fondamentale del Berlusconi sarebbe il seguente: <em>&#8220;siccome è evidente che mi sono arricchito quando non potevo fare proprio tutto quel che volevo, a maggior ragione quando sarò al potere arricchirò tutti voi&#8221;</em>. La premessa avrebbe dovuto logicamente portare alla conclusione <em>&#8220;quindi quando potrò fare quello che voglio mi arricchirò ancora di più&#8221;</em>, ma bisogna ammettere che la conclusione usata da Berlusconi aveva certamente più appeal per quelli che ricchi non sono. Il sillogismo svirgolato di Berlusconi evocava un ragionamento del tipo<em> &#8220;se seguirete sempre Taricone al Grande Fratello diventerete come lui, pettorali compresi&#8221;</em>, ciò che non corrisponde alle regole della logica, mentre sullo stesso principio di analogia si poteva costruire anche il seguente ragionamento (certamente errato): <em>&#8220;io ho avuto successo pur essendo molto piccolo, se votate per me diventerete piccoli come me&#8221;</em>.</p><p>Ora analizzate il quiz del concorsone: c&#8217;è <strong>Pamela </strong>che indossa un costume intero, quindi &#8211;&gt; <em>Pamela è grassa</em>. Sottinteso: le donne grasse sperano di apparire più slanciate e attraenti indossando un costume intero. Non si tiene conto di tutte le donne magre che indossano un costume intero perché quest&#8217;anno il bikini non va di moda, o perché amano tuffarsi e, con il due pezzi, temono di perdere la parte inferiore del loro bikini, e quindi potrebbe anche darsi che &#8211;&gt; <em>Pamela sia una fashion victim</em> o che &#8211;&gt; <em>Pamela sia una tuffatrice</em>.</p><p>Poi c&#8217;è <strong>Fiona</strong> che legge un libro, quindi &#8211;&gt;<em> Fiona è una studentessa universitaria</em>. E&#8217; vero che le studentesse universitarie sono solite leggere libri, tuttavia molte altre donne che non sono studentesse universitarie leggono libri: quasi tutte, ad eccezione delle donne analfabete. Quindi l&#8217;unica cosa che si potrebbe dire con sicurezza di questa Fiona sarebbe: &#8211;&gt; <em>Fiona non è analfabeta,</em> una conclusione che però non compare fra le quattro possibili risposte al test.</p><p>Inoltre sappiamo che Pamela e <strong>Gina </strong>sono cugine: dunque anche &#8211;&gt; <em>Pamela e Fiona sono cugine</em>? Qui manca un&#8217;informazione necessaria: Gina e Fiona sono tra loro sorelle?  Oppure: sono fra loro sorelle o fratelli i genitori di Pamela, Gina e Fiona? Nemmeno il <strong>ministro Profumo</strong> pretenderebbe da un insegnante italiano la conoscenza dei rapporti di parentela che intercorrono tra i genitori di Pamela, Fiona e Gina ed è chiaro che, senza conoscerli, nessuno può affermare con sicurezza che Pamela e Fiona sono cugine.</p><p>In realtà le uniche informazioni utili per rispondere al quiz sono 1) che<em> &#8220;Pamela, Fiona e Gina, sono tre ragazze newyorchesi&#8221;</em> e 2) che <em>&#8220;stanno prendendo il sole in una piscina della loro città&#8221; </em>e siccome, da parte di un insegnante, si presuppone la conoscenza, anche approssimativa, dei fusi orari di New York e Roma, la risposta da scegliere era  &#8211;&gt; <em>a Roma non sono le 9 del mattino</em>.</p><p>Ma forse anche no, perché Pamela, Fiona e Gina sono tre buontempone che prendono il sole artificiale in piscina, di notte, e stanno solo cercando di speculare contro gli insegnanti precari italiani, proprio come certi loro connazionali che, a dar retta ad alcuni nostri politici, muovono la speculazione finanziaria contro l&#8217;Italia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/19/fiona-gina-pamela-e-campagna-elettorale/450314/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Paradisi fiscali: giornalisti investigativi meglio dei governi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/29/paradisi-fiscali-giornalisti-investigativi-meglio-dei-governi/430113/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/29/paradisi-fiscali-giornalisti-investigativi-meglio-dei-governi/430113/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Nov 2012 13:39:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Bbc]]></category> <category><![CDATA[Capitale]]></category> <category><![CDATA[Offshore]]></category> <category><![CDATA[Paradisi Fiscali]]></category> <category><![CDATA[The Guardian]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=430113</guid> <description><![CDATA[In tempi di crisi, tasse, e sacrifici destinati, come sempre, ai soliti noti, cresce il senso di fastidio verso i soliti ignoti (al fisco) che tali sembrano destinati a rimanere, grazie soprattutto all&#8217;inerzia dei governi di tutto il mondo che, pur condannandoli a parole, continuano a tollerare l&#8217;esistenza dei paradisi fiscali e delle prassi che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In tempi di crisi, <strong>tasse</strong>, e sacrifici destinati, come sempre, ai soliti noti, cresce il senso di fastidio verso i soliti ignoti (al <strong>fisco</strong>) che tali sembrano destinati a rimanere, grazie soprattutto all&#8217;inerzia dei governi di tutto il mondo che, pur condannandoli a parole, continuano a tollerare l&#8217;esistenza dei <strong>paradisi fiscali</strong> e delle prassi che li caratterizzano.</p><p>Questa esasperante e ingiustificabile indifferenza è stata scossa pochi giorni fa dal <em>Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi</em> (sede a Washington e aderenti sparsi in una sessantina di paesi) che ha fornito al quotidiano britannico <strong>The Guardian </strong>e ad un programma della <strong>Bbc, Panorama</strong>, i dati raccolti nel corso di un&#8217;inchiesta in grande stile nel mondo dei paradisi fiscali e delle società offshore.</p><p>L&#8217;<strong>ICIJ<em> (International Consortium of Investigative Journalists)</em> </strong>si è impegnato con successo a verificare chi si cela sotto i nomi di fantasia delle società anonime registrate offshore, soprattutto alle Isole Vergini Britanniche, che si stanno comprando interi stabili nel centro di Londra, sfruttando una serie di scappatoie del tutto legali che permettono la massima riservatezza sull&#8217;identità degli effettivi acquirenti.</p><p><img class="alignnone" title="map" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://www.icij.org/sites/icij/files/projects/icijfullsizepropertymap.gif" alt="" width="500" height="400" /><noscript><img class="alignnone" title="map" src="http://www.icij.org/sites/icij/files/projects/icijfullsizepropertymap.gif" alt="" width="500" height="400" /></noscript></p><p>I risultati inglesi sono stati pubblicati dal Guardian completi di <a href="http://www.guardian.co.uk/uk/interactive/2012/nov/26/offshore-secrets-uk-property-purchases-interactive-map" target="_blank">mappe interattive molto dettagliate</a> con <strong>proprietà e nomi dei titolari effettivi, </strong> mentre l&#8217;ICIJ, che ha esteso le proprie ricerche a molti altri paesi, promette di rendere noti a breve anche altri dati.</p><p>La riservatezza e la segretezza, che permettono di risparmiare su imposte di successione e di bollo, su capital gains e trasferimenti di proprietà, e in qualche caso consentono di investire denaro di provenienza dubbia, si <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/29/paradisi-fiscali-giornalisti-investigativi-meglio-dei-governi/430113/nomineetrick/" rel="attachment wp-att-430723"><img class="alignleft size-medium wp-image-430723" title="nomineetrick" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/11/nomineetrick-300x238.gif?adf349" alt="" width="300" height="238" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-430723" title="nomineetrick" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/11/nomineetrick-300x238.gif?adf349" alt="" width="300" height="238" /></noscript></a>comprano in <a href="http://www.icij.org/offshore/how-nominee-trick-done" target="_blank">agenzie che di solito forniscono la società completa di un amministratore nominale</a> (<em>nominee director</em>), cioè un residente nel paradiso fiscale che cede &#8220;in affitto&#8221; il suo nome e la sua firma, ma si impegna a fare solo quello che l&#8217;effettivo titolare gli dirà di fare, consegnandogli una lettera di dimissioni in bianco e una procura con la quale gli restituisce il controllo completo della società.</p><p>Com&#8217;è facile immaginare, l&#8217;attività di questi <em>nominee director</em> non richiede particolari energie e dedizione tanto che ognuno di loro, da solo, è in grado di &#8220;amministrare&#8221; anche un migliaio di società, come nel caso di una coppia di inglesi, attualmente residenti ai Caraibi, nell&#8217;isola di Nevis, dalla quale amministrano decine di immobili, siti pornografici, e casinò on line.</p><p>Un tempo i due vivevano a<strong> Sark</strong>, una delle<strong> Isole del Canale</strong>, dove svolgevano la stessa attività per conto di società registrate nelle isole di <strong>Jersey</strong> e <strong>Guernsey</strong>, allora esenti dal fisco britannico a condizione che operassero fuori dalle due isole.</p><p>Una decina di anni fa, il governo di Londra, preoccupato per l&#8217;arrivo di associazioni criminali con relativi capitali da riciclare, era però riuscito ad ottenere una modifica di queste regole, facendo di conseguenza venir meno agli abitanti della vicina isola di Sark, diventati il principale serbatoio di prestanome, un&#8217;importante fonte di guadagno. Da qui l&#8217;esodo dall&#8217;isola, a partire dal 1999, di un folto numero di &#8220;finti amministratori&#8221; britannici, ormai esperti e referenziati, pronti a piantare le tende nei paradisi fiscali di mezzo mondo (Cipro, Dubai, Vanuatu, Mauritius…).</p><p>Panorama, il programma della Bbc, nella puntata trasmessa lunedì, ha filmato di nascosto i propri giornalisti in visita a due agenzie che propongono società offshore, una alle Mauritius e una in patria, nell&#8217;Hertfordshire.</p><p><iframe style="border: 0; overflow: hidden;" src="http://gu-embedded-video.appspot.com/?a=false&amp;u=/uk/video/2012/nov/25/offshore-secrets-bbc-panorama-undercover-video" scrolling="no" width="460px" height="397px"></iframe></p><p>Si chiedono lumi per poter evadere il fisco e subito viene prospettata una struttura offshore in Belize. Si suggerisce di servirsi di amministratori di facciata che <em>&#8220;non sanno neppure chi sei e non ti hanno mai sentito nominare… Non sapranno nemmeno di essere gli amministratori, verranno solo pagati… Abbiamo un timbro con la loro firma… Lo teniamo in cassaforte… Così il finto amministratore i documenti non li vede neppure&#8221;.</em></p><p>La segretezza è assicurata: <em>&#8220;Il fisco non ha le risorse per inseguire tutti. Le probabilità che riescano a risalire ai veri beneficiari? Come quelle di vincere alla lotteria&#8221;.</em></p><p>In seguito agli abusi denunciati dall&#8217;ICIJ, dal Guardian e da Panorama, il sottosegretario <strong>Vince Cable</strong> ha promesso un&#8217;indagine sul traffico di finti amministratori: <em>&#8220;Vi assicuro che andremo a fondo di tutte le accuse e faremo sì che vengano presi gli opportuni provvedimenti. Se, dopo i controlli, ravviseremo la necessità di adottare ulteriori misure, non avremo timore di agire&#8221;.</em></p><p>Sarà, ma, secondo il Guardian, sono ormai dieci anni che i funzionari del dipartimento attualmente guidato da Cable tentano senza successo di<strong> mettere un freno alla fiorente industria dei falsi amministratori</strong>, il cui nucleo più rappresentativo è costituito dai magnifici e instancabili 28 emigrati di Sark che, almeno in teoria, dovrebbero riuscire ad amministrare circa 21.500 società. </p><p>E senza contare che lo stesso dipartimento controlla anche gli Uffici del Registro Immobiliare del Regno Unito, e che sarebbe sufficiente non permettere ai compratori di nascondere la propria identità registrando come acquirenti le società anonime offshore al solo scopo di mascherare la proprietà effettiva. Ma qui si erge un muro e un portavoce dichiara che non esiste alcun progetto in questo senso perché &#8220;il Regno Unito intende incoraggiare gli investimenti stranieri&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/29/paradisi-fiscali-giornalisti-investigativi-meglio-dei-governi/430113/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Montanelli, Risi, Sartori, Merlo&#8230; e Grillo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/14/montanelli-risi-sartori-merlo-e-grillo-2/413379/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/14/montanelli-risi-sartori-merlo-e-grillo-2/413379/#comments</comments> <pubDate>Wed, 14 Nov 2012 16:55:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Giovanni Sartori]]></category> <category><![CDATA[Indro Montanelli]]></category> <category><![CDATA[Populismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=413379</guid> <description><![CDATA[Era un bel pomeriggio d&#8217;ottobre del 1997 e, siccome la gente non ci stava tutta, le porte dell&#8217;aula magna del liceo Parini erano state aperte per sfruttare anche il cortile. L&#8217;occasione era la presentazione de Il Mago dei Numeri, l&#8217;ultimo libro di Hans Magnus Enzensberger, presenti l&#8217;autore e un ospite segreto la cui identità era...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Era un bel pomeriggio d&#8217;ottobre del 1997 e, siccome la gente non ci stava tutta, le porte dell&#8217;aula magna del liceo Parini erano state aperte per sfruttare anche il cortile. L&#8217;occasione era la presentazione de <em>Il Mago dei Numeri</em>, l&#8217;ultimo libro di <strong>Hans Magnus Enzensberger</strong>, presenti l&#8217;autore e un ospite segreto la cui identità era stata tenuta nascosta (ma non troppo) fino all&#8217;ultimo.</p><p>Per discutere di numeri chi meglio di un ragioniere? E l&#8217;Einaudi ne aveva trovato uno, anche se mancato: il ragionier <strong>Beppe Grillo</strong>, che adesso era là al tavolo, pronto a giurare che il libro di Magnus, come lo chiamava lui, perché il cognome era troppo ostico, lo aveva riconciliato con la matematica.</p><p>Anche Magnus avrebbe detto volentieri qualche parola al pubblico e ogni tanto cercava di interloquire, ma era difficile, un&#8217;impresa quasi impossibile. Parlava sempre Beppe e non c&#8217;era niente da fare: la platea scoppiava in risate irrefrenabili e contagiava il tavolo dei relatori e lo stesso autore.</p><p>E&#8217; inevitabile, e lui lo sa bene, quel che succede quando Grillo si trova davanti una platea. Infatti sostiene di non volersi candidare personalmente alle elezioni: è genovese e di certo troverebbe profondamente ingiusto che, a Montecitorio, ai deputati, in aggiunta all&#8217;indennità e a tutti gli altri benefit, <strong>venisse offerto regolarmente anche uno spettacolo gratuito</strong>: il suo.</p><p>Gli spettacoli si facevano a teatro per chi comprava il biglietto. In televisione niet, ma non per volere di Grillo. Nel 1996 il capo dell&#8217;ufficio legale della Rai aveva sentenziato:<em> &#8220;La satira di Grillo sconfina nella denigrazione e nella diffamazione. La Rai manderà in onda il suo recital soltanto se avrà la possibilità di riconfezionarlo, tagliando le battute a rischio&#8221;</em>. Risultato: <em>&#8220;La Rai sospende lo show di Grillo perchè diffama&#8221;. </em><br /> <em><br />&#8220;Non ha idea di quanto ciò mi riempia di gioia! </em>- aveva scritto a <strong>Indro Montanelli</strong> la signora Sestilia Pellicano -  <em>Era pur ora che qualcuno fermasse costui, in qualche modo! Semplicemente, direi che Beppe Grillo dovrebbe decidere cosa voglia fare da grande: se il comico, cerchi prima di imparare come si fa, considerato che l&#8217; immagine che tutti noi abbiamo di lui è quella di un essere che dimena corpo e mani sul palcoscenico, urlando battutacce a squarciagola. Se l&#8217;opinion leader, sarebbe opportuno che si documentasse prima di esporre le proprie idee, e si attenesse ad un comportamento più consono e serio&#8221;</em>.</p><p><em>&#8220;A me, invece, Grillo piace</em> &#8211; le aveva risposto Montanelli &#8211; <em>Lo considero il più efficace comico in circolazione. Anzi: &#8220;comico&#8221; non è la parola giusta. Grillo non è un comico, non è un moralista, non è un predicatore: è tutte queste cose insieme. Nel panorama dello spettacolo italiano, dove abbonda il bollito misto, è un&#8217; eccezione ambulante (e urlante). Non soltanto esagera; provoca anche, e insulta, e offende. Ma tutte le categorie di giudizio, con un tipo così, risultano inadeguate. Grillo appartiene ad una specie animale particolare, formata da un solo esemplare: lui. O lo strozziamo o lo applaudiamo. Io, appena posso, lo applaudo. Perché i suoi eccessi, a differenza di quelli di Sgarbi, odorano di bucato&#8221;.<br /> </em><br />Poi però, essendo un po&#8217; snob, aveva espresso anche qualche dubbio: <em>&#8220;Non rischiamo che qualcuno lo prenda alla lettera? E&#8217; opportuno che a un personaggio del genere venga concessa la platea della prima serata Rai? Ebbene: su questo punto, mi astengo. Non sono certo che il grande pubblico sia in grado di capire che Beppe Grillo costituisce la versione genovese del folletto dispettoso delle fiabe, un incubo esilarante, il rigurgito della nostra cattiva coscienza. Chissà: forse è meglio che rimanga &#8220;off limits&#8221;, per il suo stesso bene. Anche se mi mancherà&#8221;.</em></p><p>Sono trascorsi quindici anni, Grillo è passato dal teatro alla piazza e, secondo <strong>Francesco Merlo</strong>,<em> &#8220;il grillismo da mediocrità dispettosa sta mutandosi in populismo velenoso&#8221;.  </em></p><p>Non sappiamo che cosa direbbe oggi Montanelli, ma un altro toscano, uno che se ne intende, come il professor <strong>Giovanni Sartori,</strong> scriveva, nel 2007, dopo il V-Day, che <em>&#8220;il grillismo non ha sottintesi o implicazioni antidemocratiche&#8221;</em> e definiva il populismo <em>&#8220;una genuina democrazia «immediata» che nasce dal basso e che, per questo rispetto, è l&#8217;esatto contrario di demagogia&#8221;</em>. Poi indicava il vero punto debole: <em>&#8220;il populismo così definito ha la forza di essere una democrazia embrionale genuina, ma al contempo la terribile debolezza di incarnare un infantilismo politico (direbbe Lenin) incapace di costruire alcunché. Le sue proposte «al positivo» sono, appunto, puerili e inconsistenti&#8221;</em>. E talvolta, verrebbe da dire, pericolose, come lo è anche il solo parlare di referendum sull&#8217;Euro.</p><p>Negli stessi giorni compariva l&#8217;intervista, citata da Merlo, a <strong>Dino Risi</strong> che, nel 1985, aveva diretto Grillo in un film poco fortunato:<em> &#8220;La cosa che gli è riuscita meglio è la sua svolta antipolitica: è più attore oggi che fa politica, di quando tentava di far l&#8217; attore. Credo guadagni un sacco di soldi, adesso. Ha capito cosa rende e se la sta inventando. Ha intuito che dire le cose da bar è un&#8217; attività redditizia<strong>. </strong>Niente di meglio per gli italiani, che aspettano sempre il capopopolo di turno. Ha fatto un po&#8217;, con maggior successo, quello che hanno tentato Celentano e tanti altri. Anche Umberto Bossi, se vogliamo&#8221;.</em></p><p>Sarà, ma a pensarci bene, chi è stato, negli ultimi anni, l&#8217;<em>opinion leader</em> più gettonato nei discorsi da bar e da scompartimento ferroviario? Grillo o Berlusconi?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/14/montanelli-risi-sartori-merlo-e-grillo-2/413379/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La libertà di stampa nel favoloso mondo di Essebì</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/30/liberta-di-stampa-nel-favoloso-mondo-di-essebi/368145/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/30/liberta-di-stampa-nel-favoloso-mondo-di-essebi/368145/#comments</comments> <pubDate>Sun, 30 Sep 2012 07:32:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Alessandro Sallusti]]></category> <category><![CDATA[Ddl Intercettazioni]]></category> <category><![CDATA[Intercettazioni]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Renato Farina]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=368145</guid> <description><![CDATA[Promessa solenne del 25 gennaio 2008: &#8220;Oggi abbiamo dato avvio alla campagna elettorale per la libertà&#8221;. E giù una serie di ddl da approvare come primi provvedimenti del futuro governo Berlusconi, fra cui, al quinto posto, le intercettazioni da autorizzare &#8220;soltanto per indagini che riguardano il terrorismo, la mafia, la camorra&#8221;. &#8220;Per il resto&#8221; in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Promessa solenne del 25 gennaio 2008:<em> &#8220;Oggi abbiamo dato avvio alla campagna elettorale per la libertà&#8221;</em>. E giù una serie di ddl da approvare come primi provvedimenti del futuro governo <strong>Berlusconi</strong>, fra cui, al quinto posto, <strong>le intercettazioni</strong> da autorizzare <em>&#8220;soltanto per indagini che riguardano il terrorismo, la mafia, la camorra&#8221;. <br /> </em><br /><em>&#8220;Per il resto&#8221;</em> in omaggio alla <strong>libertà</strong> <em>&#8220;Chi le ordinasse: cinque anni di prigione! Chi le eseguisse: cinque anni di prigione! Chi le divulgasse: cinque anni di prigione! Chi le pubblica: due milioni di multa per l&#8217;editore&#8221;<strong>.</strong></em> Quest&#8217;ultima forse in omaggio al principio di precauzione, che non è mai troppa, soprattutto per chi sia padre e fratello di editori.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/n5TGpdaD_WM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Poi capita che, l&#8217;altro giorno, condannino a 14 mesi, per <strong>diffamazione a mezzo stampa</strong>, il  direttore del Giornale, <strong>Alessandro Sallusti</strong>, all&#8217;epoca dei fatti direttore di Libero, e subito arriva il commento di Berlusconi: <em>&#8220;La carcerazione inflitta al direttore Alessandro Sallusti appare a chiunque assolutamente fuori da ogni logica e contro il buonsenso. Chiederemo al governo di intervenire urgentemente affinché casi come questi non si possano più verificare e nessuno possa essere incarcerato per avere espresso un’opinione&#8221;.</em></p><p>Come ha ben spiegato il collaboratore del Fatto <a href="http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201209/due-o-tre-cosucce-sul-caso-del-martire-sallusti-e-perche-non-e-il-caso-di-piangere/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Alessandro Robecchi</span></a>, l&#8217;<a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=DHQW1" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">articolo</span></a> pubblicato dal quotidiano diretto da Sallusti non conteneva solo opinioni, ma soprattutto una notizia non corrispondente al vero corredata da opinioni e, come precisato in un <a href="http://www.leggioggi.it/allegati/cassazione-sallusti-ecco-il-perche-della-condanna/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">comunicato stampa della Cassazione</span></a> del 26 Settembre 2012, <em>&#8220;la non corrispondenza al vero della notizia (pubblicata da <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#038;currentArticle=DHGYL" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">“La Stampa” il 17 febbraio 2007</span></a>) era già stata accertata e dichiarata lo stesso giorno 17 febbraio 2007 (il giorno prima della pubblicazione degli articoli incriminati sul quotidiano “Libero”) da quattro dispacci dell’Agenzia Ansa (in successione sempre più precisa, alle 15,30, 19,56, 20,25 e 20,50) e da quanto trasmesso dal TG3 Regionale e dal Radiogiornale (tant’è che il <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&#038;currentArticle=DHRMZ" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">18 febbraio 2007 </span></a>tutti i principali quotidiani, tranne “Libero”, ricostruivano la vicenda nei suoi esatti termini)&#8221;.</em></p><p>Quindi tenete presente: nel favoloso mondo di Essebì e delle sue libertà, se vi inventate il testo di un&#8217;intercettazione e lo pubblicate come vero, nessuno vi può giudicare ma, se non inventate niente e divulgate un&#8217;intercettazione vera, state ben attenti, perchè sono cinque anni di prigione!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/30/liberta-di-stampa-nel-favoloso-mondo-di-essebi/368145/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Abuso sui minori, indovina chi può essere il più soddisfatto dal ddl?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/24/abuso-sui-minori-indovina-chi-potrebbe-essere-piu-soddisfatto-dal-ddl/361698/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/24/abuso-sui-minori-indovina-chi-potrebbe-essere-piu-soddisfatto-dal-ddl/361698/#comments</comments> <pubDate>Mon, 24 Sep 2012 10:18:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Camera dei deputati]]></category> <category><![CDATA[Consiglio d’Europa]]></category> <category><![CDATA[Ddl]]></category> <category><![CDATA[Prostituzione Minorile]]></category> <category><![CDATA[Senato]]></category> <category><![CDATA[Tratta di Minori]]></category> <category><![CDATA[Violenza Sessuale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=361698</guid> <description><![CDATA[Non è ancora in vigore, ma dicono che non dovremo aspettare molto. Taglia di qua, aggiungi di là, modifica su, rimodifica giù, pare sia stato fatto un buon lavoro e con soddisfazione di molti. Provate a leggere il testo del disegno di legge  che &#8220;Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non è ancora in vigore, ma dicono che non dovremo aspettare molto.</p><p>Taglia di qua, aggiungi di là, modifica su, rimodifica giù, pare sia stato fatto un buon lavoro e con soddisfazione di molti.</p><p>Provate a leggere il testo del <a href="http://www.senato.it/documenti/repository/leggi_e_documenti/ultimi_atti_stampati/mer/1969-d.pdf" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">disegno di legge</span></strong> </a> che &#8220;Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale&#8221; approvato il 19 settembre e indovinate chi potrebbe essere il più soddisfatto:</p><p><em>Il Senato della Repubblica, il 19 settembre 2012, ha approvato il seguente disegno di<br />legge d’iniziativa del Governo, già approvato dalla Camera dei deputati, modificato dal Senato, nuovamente modificato dalla Camera dei deputati, ulteriormente modificato dal<br />Senato e di nuovo modificato dalla Camera dei deputati:</em></p><p>Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio<br />d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento<br />e l’abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché<br />norme di adeguamento dell’ordinamento interno</p><p>[...]</p><p>Capo II<br />DISPOSIZIONI DI ADEGUAMENTO<br />DELL’ORDINAMENTO INTERNO</p><p>[...]</p><p>g) l’articolo 600-bis è sostituito dal seguente:</p><p>«Art. 600-bis. – (Prostituzione minorile). –</p><p>E&#8217; punito con la reclusione da sei a dodici<br />anni e con la multa da euro 15.000 a euro<br />150.000 chiunque:<br />1) recluta o induce alla prostituzione<br />una persona di età inferiore agli anni diciotto;<br />2) favorisce, sfrutta, gestisce, organizza<br />o controlla la prostituzione di una persona<br />di età inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti<br />ne trae profitto.<br /><strong>Salvo che il fatto costituisca più grave<br />reato, chiunque compie atti sessuali con un<br />minore di età compresa tra i quattordici e i<br />diciotto anni, in cambio di un corrispettivo<br />in denaro o altra utilità, anche solo promessi,<br />è punito con la reclusione da uno a sei anni e<br />con la multa da euro 1.500 a euro 6.000»;</strong></p><p>[...]</p><p>p) dopo l’articolo 602-ter, è inserito il<br />seguente:<br />«Art. 602-quater. &#8211; (Ignoranza dell’eta`<br />della persona offesa). – <strong>Quando i delitti previsti<br />dalla presente sezione sono commessi in<br />danno di un minore degli anni diciotto, il<br />colpevole non può invocare a propria scusa<br />l’ignoranza dell’età della persona offesa,<br />salvo che si tratti di ignoranza inevitabile»</strong>;</p><p>[...]</p><p>Nasce il sospetto che prossimamente saranno inevitabili lunghe e dotte discussioni di linguisti di opposte fazioni sull&#8217;etimologia, il significato, le implicazioni del termine &#8220;<strong>inevitabilità&#8221;. </strong></p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/15/caso-ruby-il-gip-ha-deciso-rito-immediato-per-berlusconi/92148/" target="_blank">Qui il tradizionale <em>aiutino</em></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/24/abuso-sui-minori-indovina-chi-potrebbe-essere-piu-soddisfatto-dal-ddl/361698/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ingroia: perché in Guatemala?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/14/ingroia-perche-in-guatemala-2/352365/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/14/ingroia-perche-in-guatemala-2/352365/#comments</comments> <pubDate>Fri, 14 Sep 2012 10:22:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category> <category><![CDATA[Procura di Palermo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=352365</guid> <description><![CDATA[Antonio Ingroia sta per partire. Dice che dall&#8217;indagine condotta a Palermo con i suoi colleghi non è ancora emersa tutta la verità ma che, oggi, quell&#8217;indagine è il massimo risultato realizzabile. Poi aggiunge:&#8220;Il futuro è nelle vostre mani&#8221;. Ingroia collaborerà con la Comisión Internacional contra la Impunidad en Guatemala  (CICIG), un&#8217;entità indipendente voluta dal governo guatemalteco e nominata...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Antonio Ingroia </strong>sta per partire. Dice che dall&#8217;indagine condotta a <strong>Palermo</strong> con i suoi colleghi non è ancora emersa tutta la verità ma che, oggi, quell&#8217;indagine è il massimo risultato realizzabile. Poi aggiunge:<strong><em>&#8220;Il futuro è nelle vostre mani&#8221;.</em></strong></p><p>Ingroia collaborerà con la <em><strong>Comisión Internacional contra la Impunidad en Guatemala </strong> </em>(CICIG), un&#8217;entità indipendente voluta dal governo guatemalteco e nominata dall&#8217;Onu. La CICIG ha il compito di indagare sulla presenza e l&#8217;attività di gruppi paramilitari, corpi illegali e apparati di sicurezza clandestini, allo scopo di smantellarli e disperderli. Si tratta di unità create ai tempi della guerra civile e collegate ai servizi segreti, che avrebbero dovuto essere eliminate e che invece continuano ad agire impunemente, commettendo gravissimi crimini, mantenendo uno stretto vincolo con l&#8217;apparato statale e infiltrandosi in posizioni di potere. In particolare, è proprio l&#8217;aspetto della contiguità con il potere che rende questi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.elespectador.com/opinion/columna-367524-cosa-nostra-y-los-paramilitares" target="_blank">gruppi </a></span><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.elespectador.com/opinion/columna-367524-cosa-nostra-y-los-paramilitares" target="_blank">simili alla criminalità organizzata di tipo mafioso</a>.</span></p><p>L&#8217;attuale commissario, <strong>Francisco Dall’Anese Ruiz</strong>, già procuratore generale del Costa Rica, appena giunto in Guatemala, per non creare illusioni, ha voluto indicare i limiti della CICIG:<em> &#8221;La Commissione, alla fine, non ha facoltà di decidere. Propone delle leggi, ma dipende dai legislatori del Guatemala farle approvare, compila rapporti tematici di cui tener conto nell&#8217;indirizzare le politiche pubbliche, ma dipende dal presidente adottarle, porta alcuni casi a processo, ma le condanne dipendono dai giudici del Guatemala. Dunque gli effetti del lavoro della Commissione dipendono da variabili che le sono estranee. Se il Guatemala non si crea una forza di polizia professionale, in grado di proteggere vittime e testimoni, e un sistema di giudici e procuratori indipendenti, non c&#8217;è Commissione che tenga. E&#8217; come se la CICIG volesse corteggiare una ragazza: tutto poi dipende da lei&#8221;.</em></p><p>Vale anche per la ragazza Italia: il suo futuro è nelle sue mani.</p><p>Non molto tempo fa, a questo giornale, <strong>Andrea Camilleri</strong> spiegava: <em>&#8220;Siccome chi ha trattato con la mafia è ancora al potere, non possiamo certo illuderci che si dia da fare per far emergere la verità&#8221;</em>.  Lo stesso ragionamento illustrato sei anni fa dal vicepresidente del Guatemala, <strong>Eduardo Stein</strong>, quando il governo guatemalteco, impotente davanti al montare di violenza e corruzione, decise di rivolgersi all&#8217; Onu per ottenere aiuto contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto delle istituzioni: <em>&#8220;Ormai, chiedere al sistema giudiziario di autoriformarsi è utopico, come mettere alla catena un cane legandolo con una stringa di salsicce&#8221;</em> spiegò Stein.</p><p>Il primo commissario, il magistrato spagnolo <strong>Carlos Castresana</strong>, nominato nel 2007, dovette affrontare subito il problema  della &#8220;collaborazione&#8221; offerta dai gruppi criminali locali ai cartelli della droga provenienti dal Messico e dalla Colombia, che trovano conveniente insediare i loro traffici in Guatemala grazie alla debolezza dei suoi organi di giustizia e polizia (decine di omicidi al giorno e un tasso di impunità dei reati del 98%).</p><p>Castresana ha resistito in Guatemala per quasi due mandati ma, dopo il successo di alcune indagini che hanno coinvolto alti papaveri, sono arrivati attacchi personali e pesanti critiche alla Commissione e, nel giugno del 2010, Castresana ha dato le dimissioni: era stato nominato ministro della Giustizia <strong>Conrado Reyes</strong>, ritenuto inadatto dal magistrato spagnolo, che lo accusava di mantenere contatti con studi legali i cui clienti erano membri della criminalità organizzata coinvolta nel narcotraffico e nelle adozioni illegali. Secondo Castresana, Reyes, appena nominato, si era affrettato ad effettuare sostituzioni nella squadra di impiegati del pubblico ministero che avevano lavorato con la CICIG, compresi quelli della delicata sezione delle intercettazioni telefoniche, e aveva avocato a sè casi ad alto impatto, come quello di un ex procuratore accusato di ostacolare le indagini.</p><p>Francisco Dall’Anese, il nuovo commissario, ha incontrato Antonio Ingroia nel novembre scorso, in Guatemala, in occasione della presentazione di un libro,  <span style="text-decoration: underline;"><em><a href="http://www.dijuris.com/index.php?page=shop.product_details&#038;flypage=garden_flypage.tpl&#038;product_id=7203&#038;category_id=553&#038;option=com_virtuemart&#038;Itemid=92" target="_blank">&#8220;Herramientas para combatir la delincuencia organizada&#8221;</a></em></span>, che ospita, fra gli altri, un contributo del magistrato siciliano e, il 19 luglio, nel ventesimo anniversario della strage di via D&#8217;Amelio, ha analizzato e illustrato in una conferenza presso l&#8217;Istituto Italiano di Cultura, i metodi di indagine e i risultati raggiunti dalla procura di Palermo (<span style="text-decoration: underline;"><em>&#8220;<a href="http://cicig.org/uploads/documents/2012/0027-20120730-DOC01-EN.pdf" target="_blank">Fighting the Mafia: lessons learned</a>&#8220;</em></span>).</p><p>Sono state le indagini di Ingroia sulle relazioni della mafia nel mondo della politica e dell&#8217;economia e i suoi studi sul traffico internazionale di stupefacenti, il traffico di esseri umani e il riciclaggio di capitali che hanno attirato l&#8217;interesse della CICIG, che gli ha proposto di guidare la sua unità di indagine.</p><p>Ingroia collaborerà con un nuovo organismo, creato da una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.scribd.com/doc/101404279/R3%C2%A3Decreto-15-2012" target="_blank">legge</a></span> recentissima: la  <em>Dirección General de Investigación (Digicri),</em> la cui istituzione è stata salutata con favore della CICIG, perché riceverà ordini solo dal pubblico ministero, pur dipendendo dal ministero dell&#8217;Interno per quanto riguarda l&#8217;inquadramento amministrativo.</p><p>Anche in Italia l’art. 109 della Costituzione sancisce che <em>“L’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria”</em> ma, invece di tenercelo stretto, preferiamo fare il contrario del Guatemala e proporre di cambiarlo così: <em>&#8220;Il giudice e il pubblico ministero dispongono della polizia giudiziaria secondo le modalità stabilite dalla legge&#8221;</em>. Ed è facile immaginare che tipo di legge potrebbe approvare un parlamento che non gradisce il controllo di legalità.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/14/ingroia-perche-in-guatemala-2/352365/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Alzatevi e allontanatevi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/12/alzatevi-e-allontanatevi/349661/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/12/alzatevi-e-allontanatevi/349661/#comments</comments> <pubDate>Wed, 12 Sep 2012 07:12:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category> <category><![CDATA[Festa del Fatto Quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Nino di Matteo]]></category> <category><![CDATA[Procura di Palermo]]></category> <category><![CDATA[Ruby]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=349661</guid> <description><![CDATA[La sera del 24 gennaio 2011 il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, telefonava in diretta alla trasmissione &#8220;L&#8217;Infedele&#8221;, che aveva dedicato una puntata al caso Ruby: ”Mi hanno chiamato invitandomi a sintonizzarmi sull&#8217;Infedele: sto vedendo una trasmissione disgustosa, una conduzione spregevole, turpe, ripugnante […] Invito cordialmente l&#8217;onorevole Iva Zanicchi ad alzarsi e a venire via da questo incredibile postribolo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La sera del 24 gennaio 2011 il presidente del Consiglio, <strong>Silvio Berlusconi</strong>, telefonava in diretta alla trasmissione <strong>&#8220;L&#8217;Infedele&#8221;</strong>, che aveva dedicato una puntata al caso Ruby: <em>”Mi hanno chiamato invitandomi a sintonizzarmi sull&#8217;Infedele: sto vedendo una trasmissione disgustosa, una conduzione spregevole, turpe, ripugnante […] Invito cordialmente l&#8217;onorevole Iva Zanicchi ad alzarsi e a venire via da questo incredibile postribolo televisivo”.</em></p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/ZcVwjg6Kg0E " frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>E&#8217; passato un anno e mezzo. Leggi le cronache e ti vien da pensare che, sì, l&#8217;occasione e i personaggi coinvolti sono molto diversi, il tono è più educato, ma il metodo resiste: <em>&#8220;E’ il massimo esponente dell<strong>’Anm, il presidente Rodolfo Sabelli</strong>, a lanciarsi contro il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia e il suo collega Nino Di Matteo, (entrambi componenti del pool che ha indagato sulla presunta trattativa Stato-mafia e presenti alla giornata finale della <strong>festa del Fatto Quotidiano</strong>), per la mancata reazione alle critiche al Colle, cioè alla “manifestazione plateale di dissenso nei confronti del capo dello Stato”: <strong>“<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/09/10/Anm-Ingroia-Basta-comportamenti-politici-_7455002.html" target="_blank">In una situazione così – dichiara Sabelli – un magistrato deve dissociarsi e allontanarsi”</a>.</strong></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/12/alzatevi-e-allontanatevi/349661/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Putin, il becco e le gru</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/07/putin-becco-e-gru/345170/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/07/putin-becco-e-gru/345170/#comments</comments> <pubDate>Fri, 07 Sep 2012 08:10:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Consenso]]></category> <category><![CDATA[gru]]></category> <category><![CDATA[Vladimir Putin]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=345170</guid> <description><![CDATA[&#8220;Non tra due o trecento, ma fra un milione di anni la vita resterà sempre la stessa. Seguiterà il suo cammino secondo leggi immutabili e che per noi sono e saranno un mistero. Gli uccelli migratori, le gru, per esempio, volano, volano… Le loro teste potranno ospitare i pensieri più alti, più ignobili, eppure esse...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Non tra due o trecento, ma fra un milione di anni la vita resterà sempre la stessa. Seguiterà il suo cammino secondo leggi immutabili e che per noi sono e saranno un mistero. Gli uccelli migratori, le gru, per esempio, volano, volano… Le loro teste potranno ospitare i pensieri più alti, più ignobili, eppure esse continueranno sempre a volare, senza sapere dove o perché. Volano e voleranno sempre, checchè ne pensino i loro filosofi. Filosofate pure, ma volate&#8221;.</em></p><div id="attachment_345178" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/09/putingru.jpg?adf349"><img class="size-medium wp-image-345178" title="Vladimir Putin in deltaplano guida migrazione gru siberiane" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/09/putingru-300x225.jpg?adf349" alt="Vladimir Putin in deltaplano guida migrazione gru siberiane" width="300" height="225" /><noscript><img class="size-medium wp-image-345178" title="Vladimir Putin in deltaplano guida migrazione gru siberiane" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/09/putingru-300x225.jpg?adf349" alt="Vladimir Putin in deltaplano guida migrazione gru siberiane" width="300" height="225" /></noscript></a><p class="wp-caption-text">Vladimir Putin in deltaplano guida migrazione gru siberiane - Foto: LaPresse</p></div><p>E le gru continuano a volare, a dispetto di tutto e di tutti, anche se neppure <a href="http://www.youtube.com/watch?v=oQ1jlbKCl-w" target="_blank"><strong>Cechov</strong></a> avrebbe potuto immaginare come avrebbero volato nell&#8217;anno 2012.</p><p>Ieri, alla riserva naturale di <strong>Kushavet</strong>, nella penisola di <strong>Yamal</strong>, le gru non erano troppo convinte: una ventina di giovani esemplari siberiani, allevati in cattività e a rischio estinzione, non erano in grado di trovare la rotta verso il Sud senza un pennuto più esperto che facesse da guida, Per loro, gli ornitologi hanno organizzato un &#8220;Volo della Speranza&#8221; guidato da falsi pennuti a bordo di deltaplani a motore.</p><p><em>&#8220;Per le gru la guida adulta, il genitore, è un uomo intabarrato in un ampio abito bianco&#8221;</em> ha spiegato alla radio russa <strong>Yuri Markin</strong>, direttore della riserva dove sono cresciute le gru<em>: &#8220;loro non ricordano una persona in particolare. Ricordano l&#8217;abito bianco e il cappuccio, o il casco bianco, e poi uno speciale becco che va fissato sulla testa” </em>.</p><p>Un&#8217;occasione ghiotta per il leader russo, un po&#8217; ammaccato dopo le contestazioni culminate nel processo alle <strong>Pussy Riot</strong>: Il regno animale è vario e vasto e, se i mammiferi deludono, meglio cercare di riaffermare la propria leadership con gli uccelli, deve aver pensato Putin, annunciando la sua intenzione di <strong>guidare il deltaplano travestito da piccolo-padre-gru.</strong></p><p>Ribattendo implicitamente a un<a href="http://graphics8.nytimes.com/packages/pdf/world/2012/120827_Russia_Pamphlet.pdf" target="_blank"> recente rapporto pubblicato dall&#8217;avversario Nemtsov</a>, che lo ha presentato ai compatrioti come uno scroccone a causa dei <strong>fringe benefit</strong> di cui gode, Putin ha deciso di acquistare a sue spese un apparecchio che sarà regalato agli ornitologi, e ieri, circondato da un gruppetto di uccelli sospettosi, avvolto nell&#8217;ampia tuta bianca, indossati il casco candido e gli occhialoni neri, dopo aver invitato a bordo un pilota esperto, ha preso il volo riuscendo a rimorchiare un esemplare di gru, che, poco dopo, ha tuttavia preferito cambiare strada.</p><p>E&#8217; andata meglio al secondo tentativo: in un primo momento cinque gru gli hanno dato fiducia e si sono accodate al deltaplano presidenziale ma, nel giro di poco, sono rimaste solo due superstiti, mentre le altre tre, forse disgustate da un genitore senza becco, che Putin, per motivi ignoti ma intuibili, non aveva fissato alla testa, si sono dileguate.</p><p>I rapporti tra Putin e le gru siberiane sembrano segnati dalla diffidenza e in Russia oggi circolavano in rete vignette maligne. <a href="http://goodknews.com/images/2012/09/putin-leads-flock-of-cranes-in-hangglider_ccr-l_0.jpg" target="_blank">Una ritrae Putin che, infilate sulle braccia due ali di cartone, si rivolge ad alcune gru,</a> che lo guardano un po&#8217; seccate, dicendo:<em>&#8220;Definiamo subito i vari ruoli. Io sarò la Gru-Alfa!&#8221;</em>. In un&#8217;altra Putin ne arringa alcune promettendo:<em> &#8221;Io vi salverò&#8221;</em>, mentre una di loro bofonchia: <em>&#8220;Forse è meglio se mi estinguo&#8221;</em>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/oQ1jlbKCl-w" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/07/putin-becco-e-gru/345170/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grande Italia: il partito più buono dopo il tuo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/23/grande-italia-partito-piu-buono-dopo-tuo/331927/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/23/grande-italia-partito-piu-buono-dopo-tuo/331927/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Aug 2012 10:13:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Marco Cappato]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=331927</guid> <description><![CDATA[Libero: &#8220;Lo scorso 18 luglio il Cavaliere ha registrato il nome del nuovo partito: “GrandeItalia&#8221;. Il nuovo marchio, informa Il Velino, è stato depositato all’Ufficio europeo dei brevetti ed è sotto esame dell’autorità competente con il numero di assegnazione 011104742. Per stare sicuro che nessuno gli freghi l’idea, l’ex presidente del Consiglio ha registrato lo stesso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Libero: &#8220;Lo scorso 18 luglio il Cavaliere ha registrato il nome del nuovo partito: <strong>“GrandeItalia&#8221;</strong>. Il nuovo marchio, informa Il Velino, è stato depositato all’Ufficio europeo dei brevetti ed è sotto esame dell’autorità competente con il numero di assegnazione 011104742. Per stare sicuro che nessuno gli freghi l’idea, l’ex presidente del Consiglio ha registrato lo stesso brand, ma diviso, staccato in due parole <strong>“Grande Italia”</strong>. &#8220;</em></p><p><em>&#8220;Sembra un sugo&#8221;</em>, ha commentato acutamente <strong>Marco Cappato </strong>che curava oggi la rassegna stampa di Radio Radicale. E non ricordava male: <em>&#8220;Alle vongole, ai funghi e al ragù: il sugo più buono dopo il tuo&#8221;</em>, assicurava una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=xegcJah_0Lg" target="_blank">pubblicità</a> </span>di <strong>Grand&#8217;Italia Sughi</strong> del 1984. E pare che, per il mercato estero, ne esista una<span style="text-decoration: underline;"> </span><a href="http://granditalia.com/product/123-grand%E2%80%99italia_sugo_con_aglio_biologica" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">versione biologica con aglio</span> </a>(una specie di contrappasso per un uomo come B. che, preoccupato per le conseguenze sull&#8217;alito, lo fa sempre escludere dalle ricette del suo cuoco)</p><p>Ma Grande Italia è anche un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.hotelgrandeitalia.com/" target="_blank">albergo</a></span> a Chioggia munito di <em>&#8220;Area benessere  in una suggestiva mansarda attrezzata con nuovissime macchine per il fitness, sauna (a pagamento) e piscina idromassaggio, doccia idromassaggio e bagno turco, con splendide tessere di mosaico&#8221;</em>, ed è pure un <a href="http://www.ristorantegrandeitalia.com/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">ristorante </span></a>di pesce a Rapallo, e poi una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.marinetraffic.com/ais/showallphotos.aspx?imo=9227912" target="_blank">nave</a> </span>da carico attualmente nel porto di Anversa e ancora un <a href="http://www.caffegrandeitalia.it/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">caffè storico</span></a> di Teramo che ogni venerdì sera propone <em>&#8220;un aperitivo cenato a base di pesce&#8221;</em>.</p><p>Un <em><strong>&#8220;</strong><a href="http://www.marcogiunco.com/dischi/002074.htm" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">progetto</span></a> <strong>Grande Italia </strong>fu concepito intorno al 1973/74 da <strong>Dodo Veroli</strong>, all&#8217;epoca produttore dei <strong>Nomadi </strong>e <strong>Pier Farri</strong>, uomo della Emi, entrambi frequentatori del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it-it.facebook.com/pages/Grande-Italia/216193495108876" target="_blank">bar Grande Italia</a></span>, a Modena. L&#8217;intenzione era quella di riunire in un disco i musicisti più o meno noti che frequentavano l&#8217;omonimo locale, in quel periodo punto d&#8217;incontro di un&#8217;umanità varia affascinata dal fenomeno beat e dal movimento hippie, sia dal punto di vista musicale che da quello artistico letterario. Al disco avrebbe poi dovuto far seguito una serie di concerti. Il  disco rimase per un pò nelle vetrine dei negozi  poi sparì dalla circolazione ed anche le persone coinvolte, occupate in altre faccende, non se ne curarono troppo&#8221;.<br /></em><br />Ugualmente sfortunato un precedente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_Italia" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">progetto Grande Italia o Italia imperiale </span></a>con il quale il fascismo italiano aspirava a creare un impero italiano nell&#8217;area del bacino del Mediterraneo. Il progetto della Grande Italia venne anticipato già nelle linee programmatiche dell&#8217;adunata di piazza San Sepolcro (con il programma omonimo del 24 marzo 1919) e nel Manifesto dei Fasci italiani di combattimento del 6 giugno 1919. Esso consisteva in una Grande Italia che includesse: Nizza, Savoia, Ticino, Venezia Giulia, Dalmazia, Corfù, Malta e Corsica, popolate in parte anche da italiani da secoli, e ampie zone dell&#8217;Africa settentrionale e orientale: Libia, Egitto, Sudan e Corno d&#8217;Africa, alcune delle quali abitate da italiani dal XIX secolo. L&#8217;espansione in questi territori avrebbe permesso all&#8217;Italia di riprendere il dominio del Mediterraneo (che veniva considerato dai fascisti come Mare nostrum) perso dopo la caduta dell&#8217;Impero romano.</p><p>Si sa com&#8217;è andata: meglio il sugo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/23/grande-italia-partito-piu-buono-dopo-tuo/331927/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>De Caro, ossessione del ministro Galan</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/13/de-caro-ossessione-del-ministro-galan/262125/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/13/de-caro-ossessione-del-ministro-galan/262125/#comments</comments> <pubDate>Wed, 13 Jun 2012 12:26:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Giancarlo Galan]]></category> <category><![CDATA[Girolamini]]></category> <category><![CDATA[Lorenzo Ornaghi]]></category> <category><![CDATA[Massimo De Caro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=262125</guid> <description><![CDATA[&#8220;Gestire il nuovo, conservare l’antico. Le biblioteche nel XXI secolo&#8221;. Per quella conferenza nazionale dei direttori delle biblioteche pubbliche statali, l&#8217;anno scorso, a Napoli, il direttore della biblioteca dei Girolamini, nonché consulente speciale del ministro Galan, Marino Massimo de Caro aveva preparato un intervento con un&#8217;introduzione significativa, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi: &#8220;Quando il ministro è stato nominato, appunto,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.librari.beniculturali.it/generaNews.jsp?id=487" target="_blank">&#8220;Gestire il nuovo, conservare l’antico. Le biblioteche nel XXI secolo&#8221;</a>.</em> Per quella conferenza nazionale dei direttori delle <strong>biblioteche pubbliche statali</strong>, l&#8217;anno scorso, a Napoli, il direttore della <strong>biblioteca dei Girolamini</strong>, nonché consulente speciale del ministro <strong>Galan</strong>, <strong>Marino Massimo de Caro</strong> aveva preparato un intervento con un&#8217;introduzione significativa, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi: <em>&#8220;Quando il ministro è stato nominato, appunto, ministro per i Beni culturali, e mi ha chiesto di seguirlo in questa avventura, io gli ho detto: <strong>&#8220;Pensaci bene, perché diventerò la tua ossessione&#8221;</strong>. Al che lui, per fortuna &#8211; diciamo &#8211; perché è una persona che capisce quali sono le esigenze, quali sono le emergenze, mi ha detto: &#8221;Massimo, per le biblioteche hai carta bianca&#8221;".<br /> </em><br /> E Massimo, conscio delle esigenze e delle emergenze, si era lanciato, tanto che i carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico di Roma pare abbiano sequestrato a Verona già tre depositi contenenti parte dei libri rubati dalla biblioteca dei Girolamini, mentre lui, arrestato con l’accusa di associazione a delinquere e peculato ha ammesso le accuse: <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/26-maggio-2012/girolamini-de-caro-confessasi-ho-preso-quei-libri-201343714709.shtml" target="_blank"><em>&#8220;È vero, ho preso quei libri, riconosco che è un fatto molto grave&#8221;.</em><em> </em></a></p><p>Scrive il gip Francesca Ferri nell&#8217;ordinanza di custodia cautelare notificata al direttore che i libri antichi <em>&#8220;venivano trasferiti da Napoli a Verona per essere poi spostati in altre regioni d&#8217;Italia e all&#8217;estero&#8221; </em>da una<em> &#8220;vera e propria organizzazione criminale che ha in Marino Massimo De Caro il capo e promotore&#8221;</em> e che <em>&#8220;la facilità con cui i libri uscivano dall&#8217;Italia per essere consegnati, ad esempio, a case d&#8217;asta straniere è tale da consentire la qualificazione dell&#8217;associazione in argomento come transnazionale&#8221;. </em></p><p>Massimo De Caro, solo pochi mesi fa, forniva una diversa interpretazione della propria attività: <em>&#8220;L&#8217;inizio è stato difficoltoso. La biblioteca aveva molti &#8216;buchi neri&#8217;, siamo stati costretti a ricostruire gran parte della storia dei volumi&#8221;</em>. <strong>Poi indossava i panni del detective</strong>: <em>&#8220;Chi si è impossessato dei libri è stato accorto. Oltre ai volumi ha sottratto anche le schede. Praticamente ha cancellato le tracce della presenza dei volumi&#8221;</em>, e non trascurava di spiegare i motivi di un&#8217;apparente trascuratezza nel denunciare la sparizione dei libri: <em>&#8220;Ci rivolgevamo ai carabinieri denunciando ogni singolo volume del quale notavamo l&#8217;assenza. Adesso abbiamo deciso di proseguire in maniera più completa. Raccogliamo il materiale e, a scadenze fisse, presentiamo denunce cumulative, per evitare di rivolgerci a loro per volumi che, magari, sono semplicemente fuori posto&#8221;.</em></p><p>Ogni tanto qualcosa tornava indietro: per esempio una serie di volumi del &#8217;500 e del &#8217;600  scoperti, casualmente, in vendita all&#8217;asta a Londra: <a href="http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&#038;id=94707" target="_blank"><em>&#8220;E’ un altro pezzo della storia di Napoli che torna in città, si tratta di 28 rarissimi volumi&#8221;</em></a> dichiarava entusiasta il direttore.</p><p>Purtroppo molti di più sono i pezzi della storia di Napoli che la città l&#8217;hanno lasciata. Solo nel deposito di Verona, almeno 257 volumi provengono dai Girolamini, e il numero potrebbe aumentare ma, come spiegava De Caro, concludendo il suo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kCN2w3ka62s" target="_blank">intervento</a> alla Conferenza nazionale dei Direttori delle Biblioteche,<em> </em><em>&#8220;viviamo in un mondo che è scuro, in qualche modo, che è fatto di luci e ombre. Però, come diceva Camus: &#8216;Se il mondo non fosse chiaro, non ci sarebbe l&#8217;arte&#8217;, quindi &#8216;Se il mondo fosse chiaro, non ci sarebbe l&#8217;arte&#8217; </em>(sic)<em>, quindi, diciamo, <strong>dobbiamo imparare a capire come, e farci guidare in questo mondo oscuro</strong> </em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=42jSU5lHV8M" target="_blank">(ricorda qualcuno? Ndr)</a><em>. </em><em>E veramente voglio terminare dicendo questo: le biblioteche sono, da una parte, centri di conservazione del nostro patrimonio, quindi, come si diceva un tempo, dei musei, però sono allo stesso tempo dei musei che hanno un compito molto più importante: hanno il compito di educare, e poi hanno un altro aspetto fondamentale: hanno il senso della memoria, cioè le nostre biblioteche rappresentano la memoria storica dell&#8217;Italia, ma di tutto il genere umano </em>(sic)<em>, perché il nostro patrimonio librario, nella sua vastità, rappresenta tutto lo scibile del genere umano, quindi noi, in questo momento, stiamo conservando la memoria storica dell&#8217;individualità umana, dell&#8217;essere umano e la cosa importante, secondo me, è che questa memoria non si perda nei meandri del tempo come lacrime sotto la pioggia&#8221;. </em></p><p>Quanto ai modi di raggiungere l&#8217;importante obiettivo non era sceso in particolari, anche se la Procura di Napoli, in seguito, si sarebbe fatta una sua idea. </p><p>Un po&#8217; Quelo, un po&#8217; Roy Batty, chissà che impressione aveva fatto De Caro ai colleghi che, educatamente, applaudivano. Seduto accanto a lui al tavolo degli oratori lo ascoltava, ironia della sorte, <a href="http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/girolamini-giancaspro-lavoro-riaprire-biblioteca/cm-170903" target="_blank">Mauro Giancaspro</a>, direttore per dieci anni della Biblioteca Nazionale di Cosenza, e da dodici della Biblioteca Nazionale di Napoli, nominato, il 18 aprile scorso, dalla Procura partenopea, custode giudiziario della biblioteca dei Girolamini e poi scelto come nuovo direttore della stessa biblioteca dal ministro <strong>Ornaghi</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/13/de-caro-ossessione-del-ministro-galan/262125/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Renzo, o, come dicevan tutti, Trota</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/renzo-come-dicevan-tutti-trota/202840/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/renzo-come-dicevan-tutti-trota/202840/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 17:09:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Dimissioni]]></category> <category><![CDATA[Famiglie]]></category> <category><![CDATA[Il Trota]]></category> <category><![CDATA[Leader]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Renzo Bossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202840</guid> <description><![CDATA[Nel 2005, in occasione del voto sulla riforma federalista dello Stato, era comparsa al Senato la famiglia al completo. Lui, Renzo, allora aveva 17 anni e assicurava di essere emozionato per il coronamento del sogno di una vita (quella del padre). Non si ricordano invece parole memorabili del fratello Roberto Libertà: un tipo pratico che poi si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nel <strong>2005</strong>, in occasione del voto sulla riforma federalista dello Stato, era comparsa al Senato la famiglia al completo. Lui, <strong>Renzo</strong>, allora aveva 17 anni e assicurava di essere emozionato per il coronamento del sogno di una vita (quella del padre).<br /> Non si ricordano invece parole memorabili del fratello <strong>Roberto Libertà</strong>: un tipo pratico che poi si è fatto conoscere e apprezzare più per le azioni che per  le dichiarazioni, come il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/02/bossi-figlio-roberto-liberta-condannato-lancio-gavettoni-alla-candeggina/201836/" target="_blank">lancio di alcuni gavettoni con dentro candeggina contro i militanti di Rifondazione Comunista</a>, che stavano attaccando manifesti elettorali a Laveno Mombello.<br /> Al Senato, nel gran giorno, era presente anche il fratellino più piccolo, <strong>Sirio Eridano</strong>, che, secondo Renzo, si era annoiato, <em>&#8220;e poi era tutto preoccupato, non capiva questa cosa del voto e me lo ha chiesto: ma cos&#8217;è, quando arriva?&#8221;</em>. Un bimbo ancora in tenera età e, pare, di abitudini anomale perché, sempre a detta di Renzo, <em>&#8220;poi era felice e ha fatto i pollici all&#8217;insù&#8221;</em>, dimostrando di non essere in sintonia con i familiari, tutti fan del <strong>dito medio</strong>.</p><p>Nel<strong> 2009</strong>, dopo tre soli tentativi, Renzo era finalmente maturo, almeno scolasticamente. <em>&#8220;Bastonato agli esami perché aveva presentato una tesina sul federalista Carlo Cattaneo. Questi sono crimini contro il nostro popolo e devono finire&#8221;</em> aveva sentenziato babbo Umberto, ma il Trota poi minimizzò: <em>&#8220;Mi interessavo già di politica, fai fatica quando hai questa passione a dedicarti anche agli impegni scolastici, semplicemente ho riservato poco tempo allo studio&#8221;</em> ma <em>&#8220;sul comodino ho parecchi saggi di politica e filosofia della politica. In particolare amo <strong>Popper</strong>&#8220;</em> e <em>&#8220;poi, grazie a un amico di famiglia come <strong>Giorgio Albertazzi</strong> ho potuto apprezzare la cosiddetta cultura alta, come il teatro classico&#8221;.</em></p><p>Renzo, o, come ormai dicevan tutti, <strong>Trota</strong>, ora trascorreva a Roma tutta la settimana: <em>&#8220;Scendo pagandomi il biglietto del treno da solo</em> -  precisava compiaciuto, e subito il nostro pensiero correva ai tempi del frugale <strong>Sandro Pertini</strong> - <em>Seguo tutti i dibattiti parlamentari. Lo faccio perché ho un ideale. Sono uno dei pochi ad averlo ancora fra i ragazzi della mia età&#8221;</em> e naturalmente, per difendere gli ideali, doveva tenersi aggiornato e stare all&#8217;erta: <em>&#8220;La Lega non è un partito familiare, ma se mi chiama sono pronto. Sono cresciuto politicamente. Sto capendo come funzionano i meccanismi della politica&#8221;</em></p><p><em>&#8220;Andrà all&#8217;università in Inghilterra?&#8221;</em> sondava un giornalista incuriosito da tanta genuina passione. <em>&#8220;Possibile. Non ho ancora deciso. Stiamo vagliando le alternative&#8221;.</em> Poi, dopo attenta e meditata riflessione, devono aver vinto le alternative, ma intanto Renzo, dopo le traversie scolastiche, faceva notizia per le sue scelte in campo ludico, come il gioco on line <strong><em>&#8216;Respingi il clandestino&#8217;</em></strong>, adatto a &#8216;<em>sensibilizzare i giovani leghisti impegnati a difendere in questo modo le coste italiane, circondate da fittizie imbarcazioni di disperati. Chi riesce ad arginare gli sbarchi passa ai livelli successivi&#8217;</em>.</p><p>Piovvero le critiche e la riprovazione generale. Tanto rumore per nulla, che non si ammazzava mica nessuno: <em>&#8220;<strong>Non c&#8217;era nessuno che sparava o altro. Solo delle reti che mandavano indietro degli omini.</strong> Se quello è razzismo, fa solo ridere. Chi l&#8217;ha inventato ha fatto una stupidata. Ciò non toglie che i respingimenti siano necessari&#8221;</em>. Se qualcuno poi moriva, lo faceva per conto suo, non certo per colpa di una pallottola leghista.</p><p>Finalmente nel <strong>2010</strong> arrivò la chiamata, ma non perché la Lega fosse un partito familiare:<em> &#8220;Sono un ragazzo di 22 anni che ha preso 13mila preferenze a Brescia, non mi hanno messo dall&#8217;alto&#8221;</em> spiegava Renzo, una volta eletto, ai maligni che facevano insinuazioni antipatiche.</p><p>Durante la campagna elettorale per le elezioni regionali gli avevano chiesto perché, a suo parere, la Lega attirasse tanti giovani in tempi di disaffezione per la politica. Il Trota ci aveva pensato un po&#8217; su e poi aveva risposto sicuro: <em>&#8220;I giovani, pensando al domani, vedono nella Lega una famiglia che cerca di disegnare per loro un futuro migliore&#8221;</em>. E certamente ci deve essere stato anche un qualche giovane che ha visto nella propria famiglia una Lega che cercava di disegnare un <strong>futuro migliore per lui</strong>.</p><p>Il Trota è consapevole che <em>&#8220;chi si comporta male, nel giro di poco finisce fuori dalla Lega&#8221;</em>, ma non si è lasciato intimidire da accuse come quelle di <em>Repubblica, </em>che ha immediatamente respinto: <em>&#8220;A parte le risate a crepapelle che si è fatta la mia fidanzata, con la quale convivo da nove mesi e che forse mi conosce meglio di qualsiasi giornalista, voglio ringraziare tutte quelle persone che davvero  sanno chi sono e che sono rimaste nauseate da questa esilarante farsa. Ribadisco: sono giovane, ma proprio grazie agli insegnamenti che i miei genitori mi hanno impartito <strong>so riconoscere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, la vita dalla morte</strong>. Onestamente ho troppe cose che mi stanno a cuore da fare e da portare avanti per perdermi in droghe e prostituzione. Magari sono interessanti per qualcun altro, non per me&#8221;</em>.</p><p>Oggi papà <strong>Umberto</strong> non pare troppo convinto: <em>&#8220;Mi avete preso per il culo. Ma la cazzata più grande l&#8217;ho fatta io, tutta da solo: non avrei dovuto far entrare i ragazzi in politica&#8221;.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/renzo-come-dicevan-tutti-trota/202840/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lotta all&#8217;evasione fiscale (alla tedesca)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/lotta-allevasione-fiscale-alla-tedesca/202215/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/lotta-allevasione-fiscale-alla-tedesca/202215/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 09:19:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202215</guid> <description><![CDATA[Spionaggio economico: questo il reato contestato a tre funzionari del fisco tedesco contro i quali la Svizzera, che punisce penalmente la violazione del segreto bancario, ha spiccato un mandato d&#8217;arresto. Il confronto che si sta svolgendo tra Svizzera e Germania, e la relativa discussione fra i partiti tedeschi, è un buon esempio di quanto seriamente uno stato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Spionaggio economico: questo il reato contestato a tre funzionari del fisco tedesco contro i quali la Svizzera, che punisce penalmente la violazione del segreto bancario, ha spiccato un mandato d&#8217;arresto.</p><p>Il confronto che si sta svolgendo tra <strong>Svizzera</strong> e <strong>Germania</strong>, e la relativa discussione fra i partiti tedeschi, è un buon esempio di quanto seriamente uno stato sovrano intenda lottare contro l&#8217;evasione.</p><p>Secondo il domenicale <strong><a href="http://www.bild.de/politik/inland/spionage/spionage-anklage-23437452.bild.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Bild am Sonntag</span></a></strong> i tre funzionari sono stati accusati di aver partecipato alle trattative per ottenere un Cd contenente i nomi di centinaia di clienti del <strong>Credit Suisse</strong>. il Cd fu acquistato nel 2010, per 2,5 milioni di euro, dal land del <strong>Nordreno-Westfalia</strong> allo scopo, poi raggiunto, di scovare gli evasori fiscali tedeschi.</p><p>Il ministero delle finanze del Nordreno-Westfalia ha confermato la notizia e il procuratore della Confederazione Svizzera, <strong>Michael Lauber</strong>, ha affermato che<em> &#8220;sussistono sospetti concreti che in Germania siano stati dati chiari ordini per spiare informazioni del Credit Suisse&#8221;</em>. E infatti la Germania non estraderà i propri funzionari, che rischiano l&#8217;arresto solo recandosi in Svizzera.</p><p>Nel settembre scorso Germania e Svizzera hanno firmato un accordo preliminare sulla tassazione dei depositi bancari dei cittadini tedeschi nella Confederazione grazie al quale, a partire dal prossimo anno, in cambio di un prelievo fiscale del 26,4%, retroattivo fino al 2000, i titolari dei conti potranno restare ancora anonimi. Ma l&#8217;accordo non è ancora stato approvato dai rispettivi parlamenti e la notizia dei mandati d&#8217;arresto non ha contribuito ad appianare i contrasti tra i partiti tedeschi.</p><p>La governatrice del Nordreno-Westfalia, <strong>Hannelore Kraft</strong>, dell&#8217;Spd, ha definito i mandati d&#8217;arresto svizzeri <em>&#8220;un&#8217;offesa&#8221;</em> in quanto <em>&#8220;gli ispettori del fisco stavano solo facendo il loro lavoro, mettendosi sulle tracce degli evasori fiscali tedeschi che nascondono denaro non dichiarato nelle banche svizzere&#8221;</em>.</p><p>Spd e Verdi non sono favorevoli all&#8217;accordo, che considerano, nonostante le concessioni della Svizzera, ancora troppo favorevole agli evasori, grazie a scappatoie esageratamente ampie, e chiedono al ministro delle Finanze, <strong>Wolfgang Schäuble</strong>, che è stato criticato anche dal presidente del sindacato dei funzionari del fisco, <strong>Thomas Eigenthaler</strong>, di prendere una posizione chiara a difesa delle leggi fiscali tedesche.</p><p>Schäuble, che ha parlato alla radio, ha detto che<em> &#8220;la Svizzera è uno Stato di diritto, proprio come  il nostro, e non ha senso attaccarci tra di noi&#8221;</em>, ma ha anche definito <em>&#8220;molto, molto buono&#8221;</em> il lavoro dei funzionari del fisco, aggiungendo che <em>&#8220;secondo la legge tedesca, tutto quello che hanno fatto  era legalmente corretto, e stavano solo facendo il loro dovere&#8221;.</em></p><p>Intanto rappresentanti del governo di <strong>Angela Merkel</strong> premono sull&#8217;opposizione per l&#8217;approvazione di quello che considerano un buon compromesso, che servirà a chiarire le questioni aperte tra Germania e Svizzera.</p><p>Secondo il quotidiano conservatore <em>Die Welt</em> <em>&#8220;siccome la Svizzera è uno stato sovrano europeo, e non una colonia dove si manda la cavalleria, non c&#8217;era e non c&#8217;è nessun&#8217;altra possibilità: bisogna trattare&#8221;</em>perché <em>&#8220;chi vuole ottenere tutto, spesso non ottiene nulla&#8221;.</em></p><p>E, per la <em>Frankfurter Allgemeine Zeitung</em>, <em>&#8220;la Germania non è senza colpe perché ha trattato con dei ladri di dati, offrendo il fianco all&#8217;accusa di traffico di merce rubata. In tal modo la Germania ha istigato a un comportamento criminale in Svizzera. Basterebbe immaginare le reazioni tedesche se il governo cinese dovesse acquistare i progetti di un&#8217;automobile dagli impiegati di un&#8217;industria automobilistica tedesca allo scopo di accelerare lo sviluppo industriale, sostenendo che in Occidente le leggi sui brevetti sono troppo restrittive&#8221;.</em></p><p>Per il <em>Financial Times Deutschland</em> non ha senso ipotizzare una manovra politica da parte della Svizzera: <em>&#8220;L&#8217;ufficio del procuratore federale di Berna è indipendente e non riceve ordini dal governo&#8221; </em>e, inoltre, l&#8217;anonimato degli investitori tedeschi sarebbe sufficiente a proteggere il settore finanziario svizzero, mentre il prelievo fiscale del 26,4%, retroattivo farebbe un gran bene alle casse del governo tedesco.</p><p>E&#8217; triste paragonare questa vicenda con quanto <strong>non</strong> sta facendo l&#8217;<strong>Italia</strong> sul tema dei capitali evasi che trovano rifugio all&#8217;estero. L&#8217;Italia &#8211; ha spiegato l&#8217;onorevole <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.camera.it/412?idSeduta=559&#038;resoconto=stenografico&#038;tit=00060&#038;fase=00040" target="_blank">Donadi dell&#8217;Idv</a></span></strong> <em>- &#8220;non ha nessuna intenzione di attivarsi, così come hanno fatto Inghilterra e Germania, per cercare di recuperare i circa 100 miliardi di euro illecitamente trasferiti da italiani in Svizzera e che ancora oggi, nonostante lo scudo fiscale, lì si trovano&#8221;</em></p><p>Il governo Monti paventa procedure d&#8217;infrazione da parte dell&#8217;Unione Europea. Oggi sappiamo che i tedeschi non solo non temono le procedure di infrazione, ma sono anche disposti a violare le leggi svizzere pur di combattere l&#8217;evasione fiscale</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/lotta-allevasione-fiscale-alla-tedesca/202215/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ciò che l&#8217;Ocse ci ha detto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/locse-detto/199167/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/locse-detto/199167/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Mar 2012 17:21:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Concussione]]></category> <category><![CDATA[Donatella Ferranti]]></category> <category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category> <category><![CDATA[Massimo D’Alema]]></category> <category><![CDATA[OCSE]]></category> <category><![CDATA[Prescrizione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=199167</guid> <description><![CDATA[Baffetto fremente, piega della bocca sprezzante, risolino acido, e, alla fine, a malincuore, Massimo D&#8217;Alema risponde alla domanda che l&#8217;eroico redattore del fattoquotidiano.it non si stanca di rivolgergli ormai da qualche minuto sull&#8217;emendamento proposto dal Pd per eliminare il reato di concussione: &#8220;E&#8217; una richiesta dell&#8217;Ocse. L&#8217;Ocse, in un suo recente documento, in cui si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Baffetto fremente, piega della bocca sprezzante, risolino acido, e, alla  fine, a malincuore, <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/03/19/modifica-alla-concussione-chiede-locse/192819/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Massimo D&#8217;Alema</strong> risponde</span></a> alla domanda che l&#8217;eroico  redattore del <a href="http://fattoquotidiano.it/" target="_blank">fattoquotidiano.it</a> non si stanca di rivolgergli ormai da qualche minuto sull&#8217;emendamento proposto dal Pd per eliminare il reato di concussione: <em>&#8220;E&#8217; una richiesta dell&#8217;Ocse. L&#8217;Ocse, in un suo recente <a href="http://www.oecd.org/dataoecd/59/47/49377261.pdf">documento</a>, in cui si occupa dei problemi della corruzione,<cite></cite>affronta il problema della legislazione in diversi paesi  tra cui l&#8217;Italia, e avanza una serie di richieste per rendere più  efficace la lotta contro la corruzione [...] il problema, ripeto, è  quello di aggiornare la nostra legislazione tenendo conto degli standard  esistenti a livello internazionale e delle richieste degli organismi  internazionali, da cui credo bisognerebbe partire&#8221;</em></p><p>Oggi, dalle pagine del<em> <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-21/chiesto-eliminare-concussione-064246.shtml?uuid=AbCD4dBF" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Sole 24 Ore</span></a></em>, raggiunto da Donatella Stasio, gli risponde, indirettamente, <strong>Nicola Bonucci</strong>, direttore del servizio giuridico  dell&#8217;Ocse dal 2005 e fonte affidabile in quanto ha seguito la vicenda  italiana in tutte le sue fasi: <em>&#8220;La posizione dell&#8217;<strong>Ocse</strong> è  relativamente semplice. Nell&#8217;ordinamento italiano esiste il reato di  concussione in base al quale il corruttore, cioè colui che ha pagato la  tangente, è considerato vittima di chi ha esercitato la violenza (il  corrotto). <strong>Questo schema ha una sua logica in un ambito meramente  domestico</strong>: lo Stato vuole mandare un segnale forte sulle politiche  pubbliche, quello dell&#8217;integrità dei suoi funzionari. Tant&#8217;è che il  reato è stato molto usato durante la stagione di Mani pulite e ha avuto  un&#8217;elaborazione giurisprudenziale nella cosiddetta concussione  ambientale. <strong>Trasferito in ambito internazionale &#8211; quello che interessa  l&#8217;Ocse &#8211; questo schema diventa un problema </strong>perché davanti ai tribunali  italiani abbiamo chi dice &#8220;sì, in Nigeria ho pagato una mazzetta al  ministro o al funzionario tal dei tali, ma sono stato concusso&#8221;. Il  Tribunale esonera il corruttore dalla responsabilità e il corrotto non  viene perseguito perché i Tribunali italiani non hanno giurisdizione.  Quindi, se in un&#8217;ottica puramente italiana c&#8217;è almeno l&#8217;alternativa (o  si punisce il corrotto o il corruttore) nella corruzione internazionale  quest&#8217;alternativa non c&#8217;è. Perciò il gruppo di lavoro sostiene che  nell&#8217;ambito della corruzione internazionale si debba eliminare questo  caso.<strong> L&#8217;Ocse non ha mai chiesto l&#8217;eliminazione della concussione in  blocco, ma solo che fosse eliminato questo caso particolare. Così va  letta la nostra raccomandazione.</strong> Non spetta a noi entrare nel  merito, purché, ripeto, sia chiaro che mai è stato chiesto di eliminare  la concussione altogether&#8221;.</em></p><p>E non basta; sollecitato da Donatella Stasio sull&#8217;ordine di priorità  che l&#8217;Ocse  indicherebbe all&#8217;Italia, Bonucci non ha dubbi: &#8220;<em><strong>Ora come ora il problema principale è</strong><strong> la prescrizione</strong><strong> perché è chiaramente un problema, soprattutto per la corruzione  internazionale,</strong><strong> viste le difficoltà per ottenere le prove e l&#8217;assistenza  giudiziaria. </strong>La questione concussione è soprattutto una questione di  principio, importante, anche se finora &#8211; è vero &#8211; non s&#8217;è mai verificato  ancora un caso, a differenza della prescrizione&#8221;.</em></p><p>Pare  quindi molto più urgente far approvare un paio di articoli che incidano  sui tempi di prescrizione (nel senso, tanto per essere chiari, di  renderli più lunghi e non più corti) e, da queste pagine, tutti si  augurano che <em>&#8220;la parlamentare che si occupa di questi problemi&#8221;</em>,  (forse <strong><a href="http://www.donatellaferranti.it/Documents.asp?DocumentID=1141" target="_blank">Donatella Ferranti</a></strong>, di cui D&#8217;Alema fatica tanto a ricordare il  nome?) decida di rivolgere i suoi sforzi soltanto in questa direzione.</p><p>Alla gentile Ferranti, onorevole e magistrato, il gentile <strong>Travaglio</strong> lo spiega oggi sul<em> Fatto</em> (<em>Diritto di replica)</em>: troppo pericoloso metter  mano alla concussione in questo momento.  Il mondo della politica è  infido, la maggioranza è quella che è, e il risultato finale potrebbe  risolversi in una sorpresa che con l&#8217;Ocse e le sue raccomandazioni  avrebbe poco a che vedere, ma molto con gli auspici dei fedelissimi del  Pdl e del suo leader, imputato di concussione.</p><p>Ma l&#8217;onorevole Ferranti non ha bisogno di venir messa sull&#8217;avviso.  Che qualcosa non funzionasse l&#8217;aveva percepito subito, appena eletta e  lo scriveva nel suo sito: &#8220;&#8230;<strong><em>la mia vita</em></strong><em><strong> cambia davvero quando divento parlamentare </strong>[...] Mi è stato assegnato sin dall’inizio della legislatura l’incarico  parlamentare assai impegnativo di capogruppo in Commissione Giustizia e  componente della Giunta per le autorizzazioni a procedere.<strong> E’ un vero sconvolgimento</strong><strong>: un mondo del tutto diverso, dove spesso  l’aver svolto l’attività di magistrato viene guardato con diffidenza</strong>&#8220;</em>.</p><p>E che mondo era? Dov&#8217;era entrata l&#8217;onorevole Ferranti? A Rebibbia? O a  Sing Sing? O a San Vittore? Certo in un posto dove un po&#8217; di sana  diffidenza nei confronti dei magistrati va considerata quasi doverosa.  Ma no, nemmeno per idea: aveva solo cominciato a frequentare il  Parlamento italiano.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/locse-detto/199167/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cecchi, Michelangelo e l&#8217;attribuzione inspiegabile</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/22/cecchi-da-dove-viene-lattribuzione-a-michelangelo/193050/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/22/cecchi-da-dove-viene-lattribuzione-a-michelangelo/193050/#comments</comments> <pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:47:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Crocifisso]]></category> <category><![CDATA[Michelangelo]]></category> <category><![CDATA[Roberto Cecchi]]></category> <category><![CDATA[Sandro Bondi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193050</guid> <description><![CDATA[Sono più o meno le otto di sera del 21 dicembre 2008 quando, nel corso del Tg1, compaiono in video il volto soave, tondeggiante e glabro del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, accanto a quello barbuto e accigliato del direttore generale, Roberto Cecchi. Scorrono le immagini del Crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo, appena venduto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono più o meno le otto di sera del 21 dicembre 2008 quando, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Multimedia/Sandro-Bondi/visualizza_asset.html_2005693724.html" target="_blank">nel corso  del Tg1</a></span>, compaiono in video il volto soave, tondeggiante e glabro del  ministro dei Beni culturali, <strong>Sandro Bondi</strong>, accanto a quello barbuto e accigliato del direttore generale, <strong>Roberto Cecchi. </strong></p><p>Scorrono le immagini del Crocifisso ligneo attribuito a <strong>Michelangelo</strong>,  appena venduto al Mibac da un antiquario torinese per più di tre  milioni, e i due ospiti si alternano per illustrare agli italiani la  bontà dell&#8217;acquisto: <em>&#8220;Abbiamo ritenuto di doverlo acquisire </em>- spiega Bondi dalla voce di miele -<em> in modo da evitare  che potesse essere acquistato da altre persone o istituzioni private,  non soltanto italiane ma anche internazionali</em>&#8220;.</p><p>E sì che il  pericolo non pareva imminente: non c&#8217;era la fila per accaparrarsi la  scultura, né in Italia (nel 2006 la Cassa di Risparmio di Firenze aveva  già detto no all&#8217;acquisto dall&#8217;antiquario Gallino per le <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-michelangelo-della-discordia%3Cbr%3Estudiosi-contro-bondi%3Cbr%3Eacquisto-propaganda/2065568" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">perplessità di <strong>Mina Gregori</strong></span></a>), né all&#8217;estero, dove studiosi come <strong><a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_de.pl?t_idn=u132670r" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Lisner</span></a>, <a href="https://www.search.zurich.com/web/rep/s/search/kno_quickview_popup.jhtml?docId=8718&#038;Links=HISTORIAN,HORN,ROME,DISCOVERI,ITALIAN,RESTOR,MASTER&#038;image=thetimes" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Beck</span></a>, <a href="http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2004/may/17/art.italy" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Wallace</span></a></strong> si sono espressi con scetticismo sull&#8217;attribuzione.</p><p>Concluso il turno del ministro, la giornalista si rivolge al direttore barbuto: <em>&#8220;Dottor Cecchi, a chi apparteneva questo crocifisso e come si è arrivati all&#8217;attribuzione a Michelangelo?&#8221;</em></p><p>Il direttore pesa le parole, serio e autorevole: <em>&#8220;Questo crocifisso apparteneva, quando l&#8217;abbiam comprato, a un antiquario torinese, ma la derivazione è sicuramente fiorentina&#8221;</em>. Lui è sicuro, gli italiani gli devono credere e pazienza se non li mette al corrente dei fatti su cui fonda le sue sicurezze.</p><p>Eppure c&#8217;è un aspetto curioso in questa storia della derivazione del  Cristino, perché è sì sicura, ma allo stesso tempo è misteriosa. Gli  italiani che hanno letto qualche giorno prima sulla <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/stampa.asp?ID_blog=242&#038;ID_articolo=67" target="_blank">Stampa.it</a></span> </em>le parole della soprintendente al Polo Museale Fiorentino, <strong>Cristina  Acidini</strong>, hanno già avuto modo di apprezzare questa singolarità. Per il Cristino di legno di tiglio, ha spiegato la soprintendente, <em> &#8220;continuiamo a usare la formula &#8216;attribuito&#8217; in quanto non  abbiamo un documento di riferimento, per cui la sua provenienza è  misteriosa&#8221;</em>. Ma il mistero  diventa subito un po&#8217; meno misterioso. La soprintendente aggiunge infatti che  Il Cristo Crocifisso <em>&#8220;proviene da una famiglia fiorentina&#8221;</em>. Respiro di  sollievo? Nemmeno per sogno perché il mistero si rifà anche più fitto  quando Acidini dichiara che della famiglia <em>&#8220;non conosciamo il nome&#8221;.<br /> </em><br /> Anche il professor <strong>Gentilini</strong>, dell&#8217;Università di Perugia, parlando al <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=K6HS3" target="_blank"><em>Messaggero</em></a>, non si sbottona troppo:<em> &#8220;Il  capolavoro acquistato oggi dallo Stato da un antiquario torinese proviene dalla collezione di un mercante fiorentino,  che a sua volta lo aveva comprato da una famiglia che lo conservava nel  suo palazzo in città da varie generazioni: un indizio importante per  l&#8217;autografia michelangiolesca&#8221;.<br /> </em><br /> Sarà che forse l&#8217;antiquario <strong>Giancarlo  Gallino</strong> si era dimostrato avaro di notizie sulla provenienza dell&#8217;opera che  desiderava vendere. Non sarebbe stata la prima volta. In passato, al pm che lo interrogava in qualità di indagato per  tentata truffa (accusa subito caduta) in occasione della trattativa con il comune di Torino  per la vendita di un altro crocifisso, in quel caso del Giambologna,  l&#8217;antiquario si era avvalso della facoltà di  non rispondere sull&#8217;identità di chi gliel&#8217;aveva venduto e sull&#8217;entità  della somma sborsata. L&#8217;avvocato Fulvio Gianaria, che lo assisteva,  interpellato dai giornalisti, spiegò che il suo assistito riteneva di  essere vincolato  dall&#8217;obbligo della riservatezza nei confronti della famiglia che gli  aveva ceduto il crocifisso, ma che aveva comunque ricostruito al pm la  storia del pezzo.</p><p>Anche in quell&#8217;occasione apparve stravagante  non tanto il comportamento dell&#8217;antiquario che, cercando di vendere al  prezzo più alto, stava solo facendo il suo mestiere, quanto la  superficialità degli acquirenti.</p><p>A questo proposito, all&#8217;epoca, <strong>Marco Travaglio</strong> <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/07/11/giambologna-ultima-stoccata.html" target="_blank">raccontava</a>: <em>&#8220;Il documento di dieci pagine firmato dal  procuratore aggiunto  Maurizio Laudi e dal sostituto Cristina  Bianconi, al termine di nove  mesi di indagini, è  politicamente peggio di una requisitoria (&#8230;) sul conto  della giunta comunale, e in  particolare dell&#8217;assessore alla  Cultura Ugo Perone e del Comitato  tecnicoscientifico, che un anno  fa suggerì l&#8217;acquisto del crocifisso  per la ragguardevole  cifra di quattro miliardi e duecento milioni: cioè  a un  prezzo quattordici volte superiore a quello di trecento milioni   pagato da Gallino nel &#8217;92 quando, come hanno appurato le indagini   dell&#8217;ispettore Salvatore Neglia, acquistò l&#8217;opera dalla  famiglia Villa  di Bergamo. «La trattativa fra il privato  (Gallino, ndr) e il Comune &#8211;  scrivono i pm &#8211; fu sconsideratamente  superficiale, in quanto priva di  qualsivoglia supporto  documentale». In pratica, l&#8217;assessore e i suoi  incauti  consiglieri non avrebbero acquisito alcuna documentazione   sulla provenienza e sul valore del crocifisso, né presso  il gallerista  proprietario (che pure la possedeva), né  presso altri esperti &#8220;fuori  dal giro&#8221;, prima di suggerirne  l&#8217;acquisto: lo fecero soltanto dopo  l&#8217;approvazione della delibera  comunale, quando esplosero le polemiche e  furono aperte le  indagini penale e amministrativa&#8221;.<br /> </em><br /> E&#8217; significativo che, a distanza di anni, appunti simili vengano  mossi oggi dalla <strong>Corte dei Conti</strong> per la vicenda del Cristino Gallino:  omissioni &#8220;<em>sulla storia e provenienza del bene&#8221;, </em>mancata acquisizione &#8220;<em>di un <a href="http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/assemblea/html/sed0210/bt05.htm" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">più ampio riscontro critico</span></a> sull&#8217;attribuibilità dell&#8217;opera&#8221;</em>, assenza di motivazioni sul &#8220;<em>corretto impiego delle risorse del bilancio ministeriale&#8221;</em> (vedi <em>Il Fatto</em> di oggi a pagina 18).</p><p>Al valore dell&#8217;opera il direttore Cecchi aveva accennato anche quella sera al telegiornale: <em>&#8220;Il valore dell&#8217;opera è abbastanza  complesso</em> &#8211; diceva, nel tentativo di metterci al corrente, almeno per sommi capi, di un processo decisionale lungo e meditato &#8211; <em>ma sostanzialmente gli argomenti su cui si è fatto leva per  riconoscerne il valore sono sostanzialmente tre&#8221;.</em></p><p>A questo punto vale la pena di passare all&#8217;<a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Multimedia/Sandro-Bondi/visualizza_asset.html_2005693724.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>ascolto diretto</strong></span></a> dei tre argomenti sostanziosi, per non perdere l&#8217;effetto di una voce  suadente e ben modulata. Poi, però, dopo aver preso qualche appunto,  chiedetevi se in base a tanta sostanza, avreste ritenuto opportuno  sottrarre più di tre milioni al magro bilancio del Ministero. Forse no.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/22/cecchi-da-dove-viene-lattribuzione-a-michelangelo/193050/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;antiquario, il ministero, e un povero Cristo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/lantiquario-ministero-povero-cristo/192417/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/lantiquario-ministero-povero-cristo/192417/#comments</comments> <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 13:03:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Cristo]]></category> <category><![CDATA[Michelangelo]]></category> <category><![CDATA[Sandro Bondi]]></category> <category><![CDATA[Vittorio Sgarbi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192417</guid> <description><![CDATA[Ipse dixit: &#8220;D&#8217;ora in poi, chi dubiterà, dovrà portare prove a danno dell&#8217;opera&#8220;. Così intimava Vittorio Sgarbi, nel dicembre del 2008, a chiunque non volesse riconoscere la paternità del giovane Michelangelo per il Cristo ligneo appena acquistato dal ministero dei Beni culturali. E per quale motivo? Perché &#8221;prima di tutto bisogna affidarsi agli occhi. E&#8217; un&#8217;opera bella,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ipse <a href="http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&#038;id=49977" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">dixit</span></a>: <em>&#8220;D&#8217;ora in poi, chi dubiterà, dovrà portare prove a danno dell&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://blogs.artinfo.com/secrethistoryofart/files/2011/06/mich.jpg" target="_blank">opera</a></span>&#8220;. </em><br /> Così intimava <strong>Vittorio Sgarbi</strong>, nel dicembre del 2008,  a chiunque non volesse riconoscere la paternità del giovane <strong>Michelangelo</strong> per il <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/cecchi-inchiodato/192115/?__a=36&amp;ajaxpipe=1&amp;ajaxpipe_token=AXiyfckY7rTqBR9E&amp;quickling[version]=511645%3B0&amp;__user=100002071167522" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Cristo ligneo</span></a> appena acquistato dal ministero dei Beni culturali. E per quale motivo? <em></em><em>Perché &#8221;</em><a style="font-style: italic;" href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=K6HS3" target="_blank">prima di tutto</a><em> bisogna affidarsi agli occhi. E&#8217; un&#8217;opera bella, nella sua dolcezza,  nella misura. Esprime una gentilezza di un momento aurorale della sua  produzione, che si esprimerà poi con la forza e potenza delle forme&#8221;</em>, e poi l&#8217;offerta era conveniente, il prezzo stracciato: <a href="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/commentiRub.asp?page=3&#038;ID_blog=242&#038;ID_articolo=67&#038;ID_sezione=524&#038;sezione=Oltretevere" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><em>&#8220;un Michelangelo comprato al prezzo di un Sansovino&#8221;</em></span></a>.</p><p><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/di_pietro_pianga_ma_vittime_tangentopoli/19-02-2012/articolo-id=572921-page=0-comments=1" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Oggi apprendiamo</span></a> dallo stesso Sgarbi che il ministro <strong>Bondi</strong>, il primo dicembre del 2008, gli&#8221;<em>comunicò con entusiasmo di avere firmato un decreto di acquisto del crocifisso attribuito a Michelangelo&#8221;,</em> ma che non ricevette i complimenti del noto storico dell&#8217;arte: <em>&#8220;Dissi  al ministro che se mi avesse chiamato una settimana prima, gli avrei  dato ogni elemento per evitare l&#8217;acquisto dell&#8217;opera interessante, ma  senza alcun fondamento documentario che ne avvalorasse l&#8217;attribuzione.  Un&#8217;opera bella, ma non certa, non si compra. Neanche a un prezzo  considerato vantaggioso, che doveva insospettire&#8221;.</em></p><p>Che ingenuo il ministro! Continua Sgarbi, insolitamente accomodante: <em>&#8220;Il  crocefisso era stato offerto a 18 milioni di euro al ministero, a  banche, a privati, per poi essere ceduto a 3,2 milioni. Nel suo candore,  e lo comprendo, a Bondi la cifra sembrava conveniente. Era stato  d&#8217;altra parte orientato dall&#8217;autorevolezza degli esperti, ma era stato  mal consigliato dal <strong>Comitato di settore</strong> che ha l&#8217;esclusiva  responsabilità dell&#8217;incauto acquisto&#8221;.</em></p><p>Giusto, mai fidarsi degli esperti, soprattutto se sostengono che <em>&#8220;prima di tutto bisogna affidarsi agli occhi&#8221; </em>(ma non ti informano su quello che andrebbe fatto dopo). Gli studiosi ti possono orientare, poi però occorre fare attenzione ai cattivi consiglieri del Comitato di settore.</p><p>E qui, se è consentito, si vorrebbe proporre un nome per il prossimo Comitato di settore, se mai in futuro ce ne fosse bisogno per altri acquisti. Si tratta del dottor <strong>Giuseppe Castronovo</strong>,  il consigliere comunale di Torino che il 3 febbraio 2006, avuta notizia  che presso la Biblioteca Reale, in occasione delle olimpiadi invernali,  sarebbe stato esposto al pubblico un crocifisso ligneo (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crocifisso_di_legno_di_tiglio" target="_blank">sì, sempre lui, sempre lo stesso</a>), che alcuni esperti attribuivano a Michelangelo Buonarroti, decise di interpellare il sindaco e l&#8217;assessore competente per sapere <a href="http://www.comune.torino.it/consiglio/sedute/testi/00867.htm" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">due o tre cosette</span></a> di cui anche Bondi, due anni dopo, avrebbe fatto bene a tenere conto.</p><p>Chiedeva Castronovo:<br /> <em><br /> &#8220;quali fondamenti abbia tale attribuzione, attestata da  perizie di alcuni esperti che formulano considerazioni e valutazioni  alquanto generiche, <a href="http://www.claudiogiunta.it/2011/03/777/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">senza elementi certi </span></a>che possano farlo considerare  opera autografa di Michelangelo;</em></p><p><em>se corrispondano a verità le voci relative all&#8217;intenzione della  città di acquisirlo, dopo essere stato visionato nello scorso mese di  giugno (insieme con il proprietario) dal sindaco e dall&#8217;assessore  Alfieri;</em></p><p><em>se non si tratti di una <a href="http://www.artribune.com/2011/07/ma-a-che-serve-michelangelo/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">&#8220;operazione mediatica&#8221;</span></a> abilmente costruita  tramite altre esposizioni preliminari avvenute precedentemente, prima a  Firenze e poi a Tokyo;</em></p><p><em>sulla base di quali elementi ne sia stata  fatta una valutazione pari a 18 milioni di Euro, certamente superiore  rispetto al reale interesse di detta scultura, con attribuzione non  adeguatamente documentata;&#8221;</em></p><p>Evidentemente le risposte all&#8217;interpellanza  suggerirono di rinunciare all&#8217;acquisto del crocifisso, ma al ministero  nessuno deve averci fatto caso. Come nessuno ha tenuto conto delle  opinioni che <a href="http://www.eosarte.eu/?p=6034" target="_blank">altri studiosi</a> avevano espresso <a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_de.pl?t_idn=u132670r" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">dopo che il crocifisso era stato esposto a Firenze, al museo Horne.</span></a></p><p><a href="http://arthistory.artsci.wustl.edu/people/wallace_william" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">William Wallace</span></strong></a>, Professore di Storia dell&#8217;arte alla Washington University di St Louis, un&#8217;autorità su Michelangelo, nel 2004, notava, giustamente guardingo, che <em>&#8220;la  frequenza dei ritrovamenti michelangioleschi &#8211; compresi documenti,  disegni, e anche un candeliere &#8211; è passata dall&#8217;uno ogni due anni del  secolo scorso ai due all&#8217;anno, in media, a partire dal 1996. Nell&#8217;ultimo  anno le scoperte di nuovi Michelangelo sono state tre, la più recente è  una piccola scultura in legno raffigurante Cristo che è stata  presentata in una mostra al museo Horne di Firenze&#8221;</em>.</p><p>Secondo Wallace <em>&#8220;non  si tratta più di una semplice questione di prestigio che riguarda  alcuni miliardari in giro per il mondo. <strong>L&#8217;arte è diventata una commodity</strong> per investitori e mercanti&#8221;</em>. E, per quanto riguarda le &#8220;scoperte&#8221;, <em>&#8220;la  gente muore dalla voglia di farle. E&#8217; una prospettiva eccitante per  qualsiasi amante dell&#8217;arte. Ma c&#8217;è anche un incentivo economico. Se si  può provare l&#8217;autenticità di un oggetto, e si trova un compratore, in  quattro e quattr&#8217;otto si comincia a parlare di centinaia di milioni&#8221;</em>.</p><p>Anche uno dei più accreditati esperti di arte rinascimentale, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/James_Beck_%28art_historian%29" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>James Beck</strong></span></a>, professore di Storia dell&#8217;Arte alla Columbia University, ora scomparso, aveva espresso dei dubbi:<em> &#8220;A quanto pare ogni anno o due assistiamo alla scoperta di un nuovo Caravaggio o di un nuovo Michelangelo&#8221;.</em></p><p>Secondo il professor Beck, che presiedeva <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/ArtWatch_International" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>ArtWatch International</strong></span></a></em>, un organismo che si prefigge di controllare restauri poco rispettosi e attribuzioni troppo ottimistiche<em> &#8220;le ridotte dimensioni dell&#8217;opera e il fatto che fosse stata scolpita  nel legno sarebbero dovuti bastare per ritenere poco probabile  l&#8217;attribuzione a Michelangelo, il quale, ai tempi della presunta  creazione, eseguiva le sue opere unicamente in marmo di Carrara&#8221;</em> ma <em>&#8220;ancora  più disastrose erano le strane proporzioni della figurina: la testa  piccola, il torso compatto, e le gambe lunghe e pesanti&#8221;.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/lantiquario-ministero-povero-cristo/192417/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Panama: c&#8217;è posta da Finmeccanica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/panama-posta-finmeccanica/188926/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/panama-posta-finmeccanica/188926/#comments</comments> <pubDate>Sat, 04 Feb 2012 10:43:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Finmeccanica]]></category> <category><![CDATA[Giancarlo Curcio]]></category> <category><![CDATA[Panama]]></category> <category><![CDATA[Ricardo Martinelli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188926</guid> <description><![CDATA[Mentre in Italia il caso Finmeccanica/Lavitola non fa più notizia, soppiantato da scandali più freschi, a Panama i contratti conclusi con il gruppo italiano (con Selex per un sistema di sorveglianza costiera, con Telespazio per un sistema cartografico digitalizzato e con AgustaWestland per una fornitura di sei elicotteri AW139) continuano a procurare grattacapi al presidente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in Italia il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/04/finmeccanica-e-la-megatangente-su-panama/175132/" target="_blank"><strong>caso Finmeccanica/Lavitola</strong></a></span> non  fa più notizia, soppiantato da scandali più freschi, a Panama i  contratti conclusi con il gruppo italiano (con Selex per un sistema di  sorveglianza costiera, con Telespazio per un sistema cartografico  digitalizzato e con AgustaWestland per una fornitura di sei elicotteri  AW139) continuano a procurare grattacapi al presidente della Repubblica <strong>Ricardo Martinelli.<br /> </strong><br /> I deputati del Prd (Partido revolucionario democrático),  attualmente all&#8217;opposizione, chiedono perché un sistema radar Lyra-50 di  Selex costi alla Turchia 33 milioni di dollari (24 radar), mentre  Panama deve pagarlo quasi <strong>cinque volte di più </strong>(125 milioni per 19 radar)  e avanzano il sospetto di una maxitangente.</p><p>Martinelli, pressato dalle critiche, ha quindi incaricato il ministro della Sicurezza pubblica, <strong>José Raúl Mulino</strong>,  di incontrare il vicecommissario economico-finanziario e commerciale  presso l’Ambasciata italiana a Panama, Saverio Rosini, per chiedere al  governo italiano chiarimenti sulla commessa.</p><p>I chiarimenti sono arrivati con una <a href="http://www.presidencia.gob.pa/admin/gal/3240/files//ORIGINAL%20EN%20ITALIANO.pdf" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">nota</span></strong></a>, datata 19 gennaio, a firma di <strong>Massimo Pugnali</strong>, responsabile del Coordinamento Commerciale e Sviluppo Mercati del gruppo Finmeccanica, con oggetto <em>&#8220;Programmi Finmeccanica a Panama&#8221;</em>, indirizzata all&#8217;ambasciatore d&#8217;Italia a Panama <strong>Giancarlo Curcio</strong>,  che il 20 gennaio l&#8217;ha inoltrata al presidente Martinelli e ai ministri  degli Esteri, Roberto Henriquez, della Sicurezza, Mulino, e  delle Opere pubbliche, Federico Suárez.</p><p>Prevedibilmente, nonostante questa lunga <em>&#8220;nota in merito alla comprovata regolarità e trasparenza dei predetti contratti&#8221; </em>e <em>&#8220;la  convinzione di Finmeccanica che le forniture delle tre aziende del  Gruppo rappresentino quanto di meglio esiste sul mercato, oltre che  pienamente rispondenti ai requisiti richiesti dal Governo panamense e  che i loro prezzi siano congrui&#8221;</em>, i rappresentanti dell&#8217;opposizione sono rimasti tutt&#8217;altro che convinti.</p><p>Secondo <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Mitchell_Doens" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Mitchell Doens</strong></span></a>, segretario generale del Prd, Martinelli,  nel tentativo di giustificarsi, avrebbe sfiorato le vette del ridicolo  pubblicando la nota e accompagnandola con un <a href="http://www.presidencia.gob.pa/noticia-presidente-numero-3240.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">comunicato</span></a> in cui si dichiara che <em>&#8220;Finmeccanica smentisce l&#8217;opposizione di Panama&#8221;</em>.<br /> <em><br /> &#8220;Questo comunicato </em>- ha detto &#8211; <em>non ha nessun valore e il  presidente Martinelli cerca di assolvere se stesso, le persone del suo  governo e la sua famiglia, con uno scritto di gente invischiata negli  stessi problemi&#8221;</em>.</p><p>&#8220;<em>E&#8217; come</em> &#8211; ha spiegato Doens &#8211; <em>se <strong>Al Capone</strong> mandasse una lettera al popolo panamegno per discolpare <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pablo_Escobar" target="_blank">Pablo Escobar Gaviria</a></strong>, da boss a boss&#8221;</em>.</p><p>I siti dei giornali locali raccolgono intanto i commenti di lettori  inferociti, cittadini di Panama che si rifiutano di credere sia ai  comunicati del loro governo che alle note di un&#8217;azienda italiana sotto  inchiesta in Italia e che, soprattutto, non vogliono essere trattati  come <em>&#8220;una manica di imbecilli&#8221;</em>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/panama-posta-finmeccanica/188926/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bogart, Scajola, B., Malinconico et al.</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/humphrey-bogart-scajola-b-malinconico-et-al/188294/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/humphrey-bogart-scajola-b-malinconico-et-al/188294/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 12:45:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Ines Tabusso</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Carlo Malinconico]]></category> <category><![CDATA[Claudio Scajola]]></category> <category><![CDATA[Luigi Lusi]]></category> <category><![CDATA[Margherita]]></category> <category><![CDATA[Maurizio Paniz]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188294</guid> <description><![CDATA[Che cosa accomuna un galeotto evaso dal penitenziario francese dell&#8217;Isola del Diavolo alla fine dell&#8217;ottocento e alcuni rappresentanti dei governi italiani più recenti? Ovviamente niente, verrebbe da dire, non fosse altro che per evadere da un carcere bisogna, prima di tutto, entrarci, e in Italia, nel caso di rappresentanti delle istituzioni, molto si fa per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa accomuna un galeotto evaso dal penitenziario francese  dell&#8217;Isola del Diavolo alla fine dell&#8217;ottocento e alcuni rappresentanti dei  governi italiani più recenti? Ovviamente niente, verrebbe da dire, non  fosse altro che per evadere da un carcere bisogna, prima di tutto,  entrarci, e in Italia, nel caso di rappresentanti delle istituzioni,  molto si fa per scongiurare questa possibilità, che è già remota di per  sé, grazie all&#8217;indiscutibile levatura morale di ministri e sottosegretari.</p><p>Eppure ieri, sul televisore di casa, all&#8217;improvviso, l&#8217;evaso<strong> Humphrey Bogart </strong>mi ha fatto capire che un&#8217;affinità esiste.</p><p>La trama del film <em><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Non_siamo_angeli_%28film_1955%29" target="_blank">Non siamo angeli</a></strong> </em>è  semplice: tre galeotti, appena fuggiti e già pronti a derubare una  famiglia francese, poi rivelatasi in cattive acque, rendendosi conto  delle difficoltà delle vittime prescelte, decidono di risparmiarle e di  rendersi utili in vari modi. Addirittura, il giorno di Natale,  vogliono  contribuire alla preparazione del pranzo e Bogart, uno dei tre, si  presenta in cucina con un tacchino evidentemente rubato. <em>&#8220;Che bel tacchino! </em>- esclama stupita l&#8217;ignara padrona di casa &#8211; <em>Dove l&#8217;ha preso?</em>&#8221; E Bogart: <em>&#8220;Mi ha seguito, contro la mia volontà&#8221;</em>. La battuta è spiritosa, così immediata, eppure ricercata nella sua assurdità.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/kVXQrLW8Sz0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Sembra quasi una frase archetipica: <em>&#8220;Mi ha seguito, contro la mia  volontà&#8221;</em>. Eh, sì, perché recentemente il modello si è imposto con un  certo successo: pensate alla casa scajoliana comprata <em><strong>&#8220;<a href="http://www.fondazionecristoforocolombo.it/pdf/via-del-fagutale-adesso-ne-possiamo-parlare-fcc.pdf" target="_blank">a mia insaputa</a>&#8220;</strong></em>, a <em>&#8220;l&#8217;abitazione nella quale vivo a Roma… pagata da altri <a href="http://www.youtube.com/watch?v=SCPAz3DBDnY" target="_blank"><strong>senza saperne io il motivo</strong></a>, il tornaconto e l&#8217;interesse&#8221;</em>, e poi riflettete sulla telefonata berlusconiana<em> &#8220;a un funzionario della questura&#8221;</em> fatta, secondo l&#8217;on. Paniz e la maggioranza del Parlamento, <em>&#8220;senza  esercitare pressioni di sorta, per chiedere un’informazione, nella  convinzione, vera o sbagliata che fosse, che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=R-MErDJjl9U" target="_blank">Karima El Mahroug fosse  parente di un presidente di Stato&#8221;</a></em>. E ancora, dopo le <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/malinconico-quelle-vacanze-gratis-pagate-dallimprenditore-della-cricca/182205/" target="_blank">rivelazioni</a> sulle vacanze economiche all&#8217;hotel Pellicano, leggete i chiarimenti del sottosegretario Malinconico che ha appreso <em>&#8221;solo  ora che Piscicelli avrebbe pagato di propria iniziativa e <strong><a href="../../../../../2012/01/10/vacanze-di-lusso-malinconico-ammett/182602/" target="_blank">per ragioni a  me del tutto ignote</a> </strong>alcuni dei miei soggiorni presso la struttura  alberghiera&#8221;</em>.</p><p>L&#8217;assurdità delle risposte accomuna <strong>Bogart, Scajola, Berlusconi,  Paniz, Malinconico</strong>. Le differenzia il fatto che la battuta di Bogart  viene pronunciata con l&#8217;intento di far ridere grazie alla sua  singolarità, mentre le giustificazioni degli altri vengono fornite nella  convinzione che possano essere accolte come serie e credibili. Bogart  si rivolge a un pubblico che reputa abbastanza intelligente per capire  la battuta. I nostri trattano gli italiani come una mandria di  deficienti pronti a bersi qualsiasi baggianata.</p><p>Ed è perché non è piacevole sentirsi trattare da deficienti che oggi ringraziamo il senatore<strong> Lusi </strong>il  quale, ammettendo di aver dirottato a fini personali circa 13 milioni  di euro di fondi della Margherita, il partito di cui era tesoriere, non  ha cercato giustificazioni stravaganti, ma ha detto una cosa credibile e  disarmante nella sua semplicità:<em><strong> &#8220;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/tesoriere-davanti-confessa-tuttoavevo-bisogno-quei-soldi-presi/188165/" target="_blank">Avevo bisogno di quel denaro di cui avevo la disponibilità e l’ho preso</a>&#8220;</strong></em>.</p><p>Come tutti, fatta eccezione per San Francesco e qualche stilita  cristiano, aveva bisogno di soldi, gli servivano. Certo, li ha presi nel  posto sbagliato. Non tutti quelli che hanno bisogno di denaro se lo  vanno a prendere dove capita, anche senza averne titolo, ma, in fondo,  si sa, <strong>&#8220;</strong><em><strong>nessuno è perfetto!&#8221;</strong></em></p><p><em> </em></p><p><em><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/wXTamlJKQBA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/humphrey-bogart-scajola-b-malinconico-et-al/188294/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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