<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Ignazio Marino</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/imarino/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>La consapevolezza del paziente è una garanzia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/consapevolezza-paziente-garanzia-tutti/194535/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/consapevolezza-paziente-garanzia-tutti/194535/#comments</comments> <pubDate>Wed, 29 Feb 2012 08:49:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Ignazio Marino</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[ricoveri]]></category> <category><![CDATA[Sanità]]></category> <category><![CDATA[sprechi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194535</guid> <description><![CDATA[La Regione Lombardia ha deliberato che nei prossimi giorni ogni paziente, al momento di congedarsi dall’ospedale riceverà, oltre alla lettera di dimissioni, il conto: una nota a due voci dove saranno registrate separatamente la somma eventualmente pagata dal paziente e i costi sostenuti dal servizio pubblico. E’ una scelta che non ha mancato di aprire...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Lombardia ha deliberato che nei prossimi giorni ogni paziente, al momento di congedarsi dall’ospedale riceverà, oltre alla lettera di dimissioni, <strong>il conto</strong>: una nota a due voci dove saranno registrate separatamente la somma eventualmente pagata dal paziente e i costi sostenuti dal servizio pubblico. E’ una scelta che non ha mancato di aprire un dibattito, in primo luogo tra i medici. E’ stato osservato che parlare di costi può essere umiliante per il malato e controproducente per il medico che non dovrebbe essere distolto dalla sua missione con questioni finanziarie. Sono osservazioni non prive di fondamento, eppure occorre avere la serietà di ripetere che quando si parla di salute <strong>si parla anche di risorse</strong> che non sono, neanche in questo campo, infinite. Lo sanno bene i medici di famiglia, da anni invitati a evitare prescrizioni inutili e superflue, ed è bene che ne siano consapevoli anche i cittadini.</p><p>Se la spesa sanitaria va razionalizzata, allora <strong>è saggio coinvolgere e responsabilizzare</strong> in questo processo proprio gli utenti del servizio sanitario. L’obiettivo non è certo quello di convincerli a non curarsi, o a curarsi di meno, ma quello di ragionare tutti, operatori e utenti, in termini di utilità/inutilità di una prestazione o di un servizio. Prima ancora di bilanci o di tetti di spesa, il criterio cui fare riferimento deve essere quello dell’appropriatezza della cura e dunque della necessità di un intervento sanitario. A prescindere dai costi, se una prestazione è necessaria, va garantita. Se non lo è, è saggio, se non doveroso, evitarla anche perché sottrae risorse economiche preziose per interventi irrinunciabili.</p><p>Nel nostro paese si sprecano fiumi di denaro per i cosiddetti<strong> ricoveri inappropriati</strong>: in altri paesi il paziente fissa la data dell’operazione con il proprio chirurgo, poi si fa visitare dall’anestesista e dagli altri specialisti e il ricovero avviene solo la mattina del giorno stabilito per l&#8217;operazione. Si ha idea di quanto si risparmia? In Italia, solo in Friuli Venezia Giulia il malato è ospedalizzato la notte prima dell&#8217;intervento; nel Lazio i giorni in più precedenti l&#8217;intervento sono in media tre, nel Sud in generale diventano 4 o 5, al costo di mille euro al giorno. E questo per 400.000 interventi programmati ogni anno. Inoltre, potendo scegliere, qual è il malato che opterebbe per stare in una stanza con quattro o cinque letti quando potrebbe stare a casa sua sino al giorno dell’operazione? E quei soldi così sprecati non saranno disponibili per coprire le spese di un esame diagnostico o per ridurre il ticket su di un farmaco.</p><p>E’ in questa logica che i cittadini possono essere invitati a partecipare in prima persona a una riflessione sulla spesa sanitaria. In questo modo potranno avere voce in capitolo ed esprimersi sulle scelte di politica sanitaria delle strutture pubbliche. E’ quanto accade in molti paesi occidentali dove si parla di <strong>consumer-driven health care</strong> e dove gli utenti dei servizi sanitari possono pronunciarsi attraverso appositi comitati. Potremmo pensare all’istituzione di Comitati consultivi di Controllo, costituiti e gestiti da cittadini appartenenti ad una Asl, che potrebbero esprimersi sulla programmazione sanitaria, suggerire modifiche o miglioramenti nell’individuazione delle priorità nell’uso delle risorse. Sarebbe un significativo passo avanti per una maggiore trasparenza ed efficienza del servizio sanitario. E per una democrazia partecipata.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/consapevolezza-paziente-garanzia-tutti/194535/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Chi è più italiano, un evasore o un immigrato?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/chi-e-piu-italiano-un-evasore-o-un-immigrato/178941/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/chi-e-piu-italiano-un-evasore-o-un-immigrato/178941/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Dec 2011 08:46:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Ignazio Marino</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Firenze]]></category> <category><![CDATA[ignazio marino]]></category> <category><![CDATA[immigrati]]></category> <category><![CDATA[razzismo]]></category> <category><![CDATA[rom]]></category> <category><![CDATA[senegalesi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=178941</guid> <description><![CDATA[&#8220;Li odiamo più degli stranieri&#8221;. Con questo criterio un gruppo di neonazisti (non voglio citare la sigla con cui si firmano, perché rifiuto l&#8217;idea di dare loro un &#8216;ruolo politico&#8217;) ha selezionato i nomi da mettere in una &#8216;lista nera&#8217;. Requisito principale: essere solidali con i migranti, gestire progetti di assistenza, denunciare il razzismo attraverso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Li odiamo più degli stranieri&#8221;</em>. Con questo criterio un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/sito-neonazista-ecco-blacklist-politici-magistrati-giornalisti-aiutano-allogeni/178900/" target="_blank">gruppo di neonazisti</a></span> (non voglio citare la sigla con cui si firmano, perché rifiuto l&#8217;idea di dare loro un &#8216;ruolo politico&#8217;) ha selezionato i nomi da mettere in una &#8216;lista nera&#8217;. Requisito principale: essere <strong>solidali con i migranti</strong>, gestire progetti di assistenza, denunciare il razzismo attraverso i media, proteggerli dalle vessazioni. In altri tempi, forse, avremmo potuto derubricarlo a gesto inqualificabile di qualche maniaco xenofobo, ma stiamo vivendo un momento difficilissimo. Per l&#8217;economia, per la politica e per la sopravvivenza stessa dell&#8217;idea di società, nel senso di &#8216;unione&#8217; e <strong>&#8216;allenza&#8217;</strong>.</p><p>Non sappiamo più essere alleati e quindi, in questo contesto, i migranti diventano un bersaglio facile (ancor più di altri periodi). La <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/17/firenze-partito-corteo-anti-razzista/178281/" target="_blank">manifestazione di Firenze</a></span>, promossa dalla comunità senegalese per Mor Diop e Samb Modou, deve far riflettere sul modo di guardare agli immigrati. Basta parlare di immigrazione in termini di minaccia alla sicurezza, come abbiamo sempre sentito fare dalla Lega Nord. <strong>L&#8217;integrazione è un dovere civico, una risorsa umana, sociale e produttiva</strong>.</p><p>Chi è più italiano, chi evade il fisco e porta i suoi soldi all&#8217;estero, o il migrante che in Italia lavora come infermiere, come badante, facendo il suo dovere e pagando tasse e contributi?</p><p>Oggi condanniamo la violenza e il razzismo ma gli immigrati domandano anche, e legittimamente, che venga pienamente riconosciuto il loro contributo nella società. Perché legare ancora il diritto di voto alla cittadinanza e non, ad esempio, alla <strong>contribuzione fiscale</strong>? Perché non permettiamo ai tanti <strong>bimbi</strong> nati in Italia da genitori migranti di essere <em>italiani</em>, punto? <strong>Discriminare l&#8217;infanzia</strong>, compromettere la  crescita equilibrata di questi bimbi e bimbe è incivile. Per questo ho anche presentato un <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/37659.htm" target="_blank">disegno di legge</a> che garantisca la cittadinanza a chi è nato in Italia.</p><p>Mi sembra che la politica di questi tempi, anche a livello locale, sia molto impegnata nel rassicurare chi è preoccupato per una &#8220;invasione straniera&#8221; incapace di integrarsi: è una cultura che si nutre di provvedimenti simbolici e di ipertrofia burocratica, di affermazioni e scandalose campagne xenofobe, come il sapone anti-immigrati distribuito qualche mese fa dalla Lega Nord nell&#8217;aretino. Per poi arrivare, <strong>a violenze terrificanti</strong>, come il <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/torino-stuprata-smentisce-fiaccolata-finisce-lincendio-campo/176718/" target="_blank">pogrom</a></span></strong> che si è consumato al <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/11/torino-campo-dato-alle-fiamme/176843/" target="_blank">campo rom di Torino</a></span>.</p><p>Diciamo <strong>no</strong> ai pregiudizi e all&#8217;intolleranza.<br /> <strong><br /> Non è vero</strong> che<em> &#8220;vengono tutti qui&#8221;</em>: da noi gli immigrati rappresentano il 6% della popolazione, contro il 12 dell&#8217;Irlanda, l&#8217;11 della Spagna il 10 dell&#8217;Austria e l&#8217;8 della Germania.<br /> <strong>Non è vero</strong> che<em> &#8220;nei loro paesi non ci fanno costruire le chiese&#8221;</em>: in Marocco, ad esempio, i cattolici sono circa 27mila (su una popolazione di 34 milioni di persone) e hanno 3 cattedrali e 78 chiese.<br /> <strong>Non è vero</strong>, inoltre, che <em>&#8220;vengono qui e ci rubano il posto, lavorando in nero&#8221;</em>: semmai contribuiscono a pagare le nostre pensioni, visto che il 92% degli immigrati con permesso di soggiorno sono iscritti all&#8217;Inps. Di più, contribuiscono alla produzione del Pil per l&#8217;11%, secondo i dati della Caritas.</p><p>Alla luce di ciò, a vostro avviso, chi dovrebbe<strong> &#8220;ciapar el camel o la barchetta&#8221;</strong> (per citare un celebre adagio anti-immigrati) e sparire?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/chi-e-piu-italiano-un-evasore-o-un-immigrato/178941/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Diritti medievali e modernità</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/diritti-medievali-modernita/177266/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/diritti-medievali-modernita/177266/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Dec 2011 19:05:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Ignazio Marino</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Farmacie]]></category> <category><![CDATA[ignazio marino]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Renato Balduzzi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=177266</guid> <description><![CDATA[La minaccia di chiudere per un giorno le farmacie al fine di contrastare la liberalizzazione dei farmaci di fascia C è davvero un paradosso. E&#8217; la protesta di una lobby per la conservazione dei privilegi. Ed è irragionevole minacciare di interrompere un importante servizio per la salute pubblica per arroccarsi nella difesa di un sistema...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La minaccia di <strong>chiudere</strong> per un giorno le <strong>farmacie</strong> al fine di contrastare la <strong>liberalizzazione dei</strong><strong> farmaci</strong> <strong>di fascia C</strong> è davvero un paradosso.<br /> E&#8217; la protesta di una lobby per la conservazione dei privilegi. Ed è irragionevole minacciare di interrompere un importante servizio per la salute pubblica per arroccarsi nella difesa di un sistema di <strong>stampo medievale</strong>.</p><p>Poche righe su quanto sta accadendo in queste ore intorno alla <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/manovra-provincie-vita-fino-2013frenata-tagli-agli-stipendi-della-casta/177117/" target="_blank">manovra</a></strong> a Montecitorio. La sanità non è stata toccata direttamente, ma di sanità e di &#8216;feudi&#8217; si parla comunque. Invece di protestare per la norma proposta dal governo, i farmacisti annuncino la loro disponibilità ad eliminare ciò che <strong>blocca </strong>sul serio lo sviluppo del servizio, ovvero la possibilità di <strong>tramandare la farmacia per diritto ereditario di padre in figlio</strong>, per passare a un sistema moderno di libera competizione che dia a tutti i laureati in farmacia, non solo ai figli dei farmacisti, l’opportunità di gestire una farmacia.</p><p>I farmaci rappresentano una parte essenziale del sistema di cura e per questo <strong>le farmacie devono essere considerate parte integrante</strong><strong> del</strong><strong> Servizio Sanitario Nazionale</strong> ma ciò non significa che questo servizio debba essere svolto in un unico luogo, l’importante è che sia presente una figura professionale all’altezza di garantire la sicurezza per i pazienti.</p><p>Mi auguro che il Parlamento sappia rispondere con determinazione alle <strong></strong><strong>pressioni</strong> di chi mira ad accontentare, ancora una volta, i privilegi di pochi a scapito della modernizzazione e dello sviluppo del Paese.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/diritti-medievali-modernita/177266/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Senza donne?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/11/senza-donne/176827/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/11/senza-donne/176827/#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Dec 2011 12:17:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Ignazio Marino</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[ignazio marino]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[Se non le donne chi?]]></category> <category><![CDATA[se non ora quando]]></category> <category><![CDATA[Snoq]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176827</guid> <description><![CDATA[Inizio dalla realtà che conosco più da vicino, gli ospedali. Se si proseguirà con la lentezza che abbiamo oggi, la parità di accesso alla carica di primario tra uomini e donne si raggiungerà solo nel 2094. Mancano più di ottant&#8217;anni, un orizzonte che forse solo i nostri figli e le nostre figlie vedranno in tarda...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Inizio dalla realtà che conosco più da vicino, gli ospedali. Se si proseguirà con la lentezza che abbiamo oggi, la <strong>parità</strong> di accesso alla carica di primario tra uomini e donne si raggiungerà <strong>solo nel 2094</strong>. Mancano più di ottant&#8217;anni, un orizzonte che forse solo i nostri figli e le nostre figlie vedranno in tarda età.</p><p>Sono tante le difficoltà con cui le donne sono costrette a misurarsi. A Roma, ad esempio, durante questi anni di giunta Alemanno sono stati tolti i sostegni, 50 euro per bimbo, a 200 asili nido accreditati. In questo momento ci sono <strong>8 mila famiglie</strong> che hanno chiesto di avere il proprio figlio ospitato in asilo nido e sono in lista d&#8217;attesa. Questo, evidentemente, e&#8217; un peso inaccettabile per le donne.</p><p>E citando questo enorme problema, esco dalle mura degli ospedali ed entro nelle case di <strong>milioni di italiani</strong>.</p><p>Ecco un motivo concreto per cui il comitato <a href="http://www.senonoraquando.eu/" target="_blank"><strong>Se non ora, quando?</strong></a> secondo me scende giustamente in piazza e deve continuare a farlo. Parliamo di welfare, di assistenza, di un fondo all&#8217;infanzia che è stato ridotto a zero euro; parliamo dell&#8217;innalzamento dell&#8217;età pensionabile per le donne che però non è stato accompagnato da un impulso ai servizi e alle tutele necessarie.</p><p>E parliamo della <strong>maternità</strong> che nel nostro Paese viene vissuta come una colpa e <strong>non come una risorsa</strong>. Altrimenti come spiegare le recenti stime fatte dalla Cgil? Solo nel 2010 sono state circa 800 mila le donne che hanno dovuto lasciare il lavoro per cause legate alla maternità. Quasi un milione di donne lancia l&#8217;allarme: in Italia coniugare maternità e vita professionale è impossibile, soprattutto per le donne giovani che vivono al Sud e hanno un basso livello di istruzione.</p><p>Ma ci possiamo permettere di perpetuare questa discriminazione, anche ora che la crisi economica ci ha colpito in pieno e gettato a terra? L&#8217;Italia ha un tasso di occupazione femminile tra i più bassi dell&#8217;Ue, il 46,3% secondo secondo la Banca d&#8217;Italia. Palazzo Koch stima che se si raggiungesse l&#8217;obiettivo europeo del 60%, <strong>il Pil potrebbe aumentare del 7%.<br /> </strong><br /> Si tratta quindi di una perdita da sanare al più presto. Come? Non c&#8217;è dubbio, per arrivare a un&#8217;eguaglianza di fatto tra i due sessi, la strada da seguire è quella della <strong>cultura del merito</strong>. Se si applica davvero il merito non c&#8217;è bisogno di introdurre quote che decidano per legge quante posizioni devono essere occupate dalle donne. Ma oggi in una società maschilista come quella italiana credo sia necessario introdurre<strong> &#8216;quote rosa&#8217;</strong> come è avvenuto per i consigli di amministrazione.</p><p>Destiniamo il risparmio generato dall’innalzamento dell’<strong>età pensionabile</strong> per le donne imposto dall’Unione Europea a interventi che ci aiutino a sostenere il percorso delle donne verso la parità con gli uomini nel lavoro: sgravi fiscali, telelavoro, part-time verticale, ingressi flessibili, job sharing. E&#8217; prioritario poi introdurre il congedo dopo il parto, diviso obbligatoriamente alla pari tra il padre e la madre.</p><p>E&#8217; urgente inoltre programmare una reale attuazione della legge che istituì gli asili nido, che ha ormai 40 anni: è la 1044 del 1971. Secondo Cittadinanzattiva, tra il 1972 e il 1976 si sarebbero dovuti aprire <strong>3.800 nidi pubblici</strong>. Fino al 1983 ne sono stati aperti 1.388; al 2007 ne sono stati aperti <strong>3.184. </strong>In Finlandia, Norvegia e Svezia i nidi sono largamente finanziati. Lo Stato in Italia quanto spende? Secondo l&#8217;Istat circa lo 0,15% del Pil. I tagli agli enti locali, ricordano i sindacati, ricadono anche sull&#8217;infanzia.</p><p>C&#8217;è poi il capitolo delle <strong>dimissioni in bianco</strong>, denunciato dai sindacati. Con l&#8217;abrogazione della legge 188 del 2007 (attuata dal governo Berlusconi), si dà nei fatti la possibilità che un datore di lavoro faccia firmare alle proprie dipendenti una dimissione senza data, su un foglio da compilare in caso di gravidanza futura.</p><p><strong>Voi cosa aggiungereste?</strong></p><p>Per chi volesse approfondire, c&#8217;è la puntata<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-97cbc237-7305-4d48-90de-5bcab4ef39f4.html" target="_blank"><em>&#8220;Senza donne&#8221;</em> di <strong><em>Presa Diretta</em></strong></a></span></strong>: tutti sanno che in Italia le donne contano poco, ma quanto poco?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/11/senza-donne/176827/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Opg, mettiamo fine alla tortura di Stato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/08/mettiamo-fine-alla-tortura-stato/176099/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/08/mettiamo-fine-alla-tortura-stato/176099/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Dec 2011 10:16:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Ignazio Marino</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[marino]]></category> <category><![CDATA[ospedali psichiatrici giudiziari]]></category> <category><![CDATA[Sanità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176099</guid> <description><![CDATA[Immaginate un ospedale dove un uomo rimane immobilizzato su una sedia a rotelle con una gamba in gangrena che peggiora ogni giorno e non riceve l&#8217;assistenza adeguata. Servirebbero cure e riabilitazione, ma l&#8217;attesa per riceverle si allunga: da un mese si passa a cinque, poi a otto, infine a un anno senza ricevere notizie. Varcando la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Immaginate un ospedale dove un uomo rimane immobilizzato su una sedia a rotelle con una gamba in gangrena che peggiora ogni giorno e non riceve l&#8217;assistenza adeguata. Servirebbero cure e riabilitazione, ma l&#8217;attesa per riceverle si allunga: da un mese si passa a cinque, poi a otto, infine a un anno senza ricevere notizie. Varcando la soglia degli <strong>Ospedali psichiatrici giudiziari </strong>(OPG) si esce dall&#8217;immaginazione e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/non-chiamateli-ospedali-viaggio-nell%E2%80%99inferno-dei-manicomi-criminali/98209/" target="_blank">si entra nella realtà più nera e drammatica</a></span>. Una realtà in cui si dovrebbe curare l&#8217;infermità mentale, ma l&#8217;assistenza medica viene garantita da un infermiere ogni 25-30 internati e l&#8217;assistenza psichiatrica è assicurata per <strong>trenta minuti al mese</strong>; dove stanze da quattro ospitano nove internati su letti a castello, condizione che è stata definita &#8216;tortura&#8217; da una delegazione del Consiglio d&#8217;Europa; dove se un internato ha un attacco di cuore (e il rischio c&#8217;è, soprattutto per i molti pazienti ultraottantenni presenti) è molto difficile salvargli la vita; dove in alcuni periodi dell&#8217;anno bisogna scegliere se utilizzare l&#8217;acqua per il sistema antincendio o per lo sciacquone dei bagni.</p><p>Gli OPG in Italia sono sei (Barcellona Pozzo di Gotto in Sicilia, Montelupo Fiorentino in Toscana, Aversa e Napoli Secondigliano in Campania, Reggio Emilia in Emilia Romagna, Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova): dovrebbero essere ospedali, come dice la definizione stessa, ma quasi tutti sono invece<strong> discariche sociali</strong> in cui sono stati chiusi, e per lo più dimenticati, <strong>malati scomodi</strong>. La malattia mentale non si cura con una pillola, se si tratta poi di autori di aggressioni o peggio di omicidi, l&#8217;assistenza diventa ancora più impegnativa. Meglio chiudere un cancello e non sapere cosa accadrà dopo.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/BTlfNn5yhsk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Con la Commissione d&#8217;inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, ci stiamo occupando di questi luoghi da 538 giorni: questa estate dopo un anno e mezzo di denunce, sopralluoghi a sorpresa e dopo il trasferimento di molti internati in ospedali o in comunità di cura, abbiamo preso provvedimenti estremi sequestrando parte degli OPG di Montelupo Fiorentino e Barcellona Pozzo di Gotto, data la situazione di drammatico abbandono. Ma non basta. Perché il degrado chiama a sé altro degrado, perché lo Stato italiano per chi è autore di reato e viene dichiarato incapace di intendere e di volere <strong>non prevede misure alternative</strong> all&#8217;internamento in OPG. Quindi chi non si è macchiato le mani di sangue ma è colpevole di un reato bagatellare (abbiamo incontrato ad esempio un uomo che si è vestito da donna ed è andato davanti a una scuola venticinque anni fa, chi nel 1992 ha fatto una rapina da settemila lire in un&#8217;edicola fingendo di avere una pistola in tasca) non solo non ha alternativa all&#8217;OPG, ma rischia di non uscire più per la mancanza di una rete assistenziale sul territorio (che dovrebbe essere garantita dalle regioni) anche quando non è più un pericolo per la società.</p><p>Questo &#8216;estremo orrore&#8217;, così come lo ha definito il presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong>, va fermato disponendo tempi certi di chiusura e superamento. Abbiamo depositato un disegno di legge (il numero 3036) che reca la firma di tutti i senatori della Commissione, non solo del centrosinistra e del Pdl ma anche della Lega Nord. Si indica la data del <strong>31 marzo 2012</strong> per vedere &#8216;definitivamente chiusi&#8217; questi luoghi, da sostituire con strutture interamente sanitarie ristrutturando o utilizzando, per esempio, i piccoli ospedali dismessi sul territorio, con un sistema di protezione esterno gestito dalla polizia penitenziaria. Quindi, una sanità degna di questo nome all&#8217;interno, e una bilanciata e non invasiva forma di sorveglianza fuori.</p><p>Viviamo senza dubbio un momento drammatico. Il punto centrale dell&#8217;emergenza e&#8217; evidentemente la questione economica, ma non per questo a mio avviso possiamo rinunciare alle battaglie di civiltà. Non possiamo accettare che nel nostro Paese esistano tragedie di serie B: circa 400 persone, mentre scrivo, non sono più socialmente pericolose ma non possono uscire<strong> per la mancanza di un programma di assistenza sanitaria</strong>. Ricollocarle significherebbe inserire in ciascuna regione italiana venti o trenta persone in più da assistere. Non mi pare uno sforzo inaffrontabile. Credo ormai che solo un atto forte da parte del governo possa mettere fine a questo scempio: se il contenuto del nostro disegno di legge fosse assorbito dall&#8217;esecutivo in uno dei prossimi decreti, avremmo l&#8217;occasione di procedere a un reale cambiamento.</p><p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Commissioni/0-00084.htm" target="_blank">Vai al sito della Commissione d&#8217;inchiesta</a></span></strong></p><p><strong>OPG, per informarti sul web:<br /> </strong><a style="font-weight: bold;" href="http://webtv.senato.it/webtv/291151/291198/337267/wtvpagina.htm" target="_blank">Guarda il documentario della Commissione<br /> </a><a style="font-weight: bold;" href="http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/servizio_sanitario16/Relazione_OOPPGG_doc_XXII-bis_4.pdf" target="_blank">Leggi le proposte di riforma presentate dalla Commissione<br /> </a><a style="font-weight: bold;" href="http://www.ignaziomarino.it/Archivio/2/disegno_di_legge_per_il_definitivo_superamento_degli_opg.pdf" target="_blank">Consulta il disegno di legge per la chiusura degli OPG presentato dalla Commissione</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/08/mettiamo-fine-alla-tortura-stato/176099/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rimontiamo la manovra?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/rimontiamo-manovra/175632/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/rimontiamo-manovra/175632/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Dec 2011 16:28:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Ignazio Marino</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[ignazio marino]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[proposte]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175632</guid> <description><![CDATA[Le misure della manovra non si coniugano con i principi di rigore ed equità a cui lo stesso presidente Monti aveva detto di voler ispirare la propria azione di governo. A pagare sono sempre gli stessi. Noi parlamentari, pur essendo consci della gravità del momento, dobbiamo impegnarci a cambiare, a &#8216;rimontare&#8217; questa manovra. Le mie...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Le misure della manovra non si coniugano con i principi di rigore ed equità a cui lo stesso presidente Monti aveva detto di voler ispirare la propria azione di governo. <strong>A pagare sono sempre gli stessi.</strong> Noi parlamentari, pur essendo consci della gravità del momento, dobbiamo impegnarci a cambiare, a &#8216;rimontare&#8217; questa manovra. Le mie proposte in quattro punti.</p><p><strong>1) Tagli agli armamenti.</strong> Con il solo costo di due cacciabombardieri F-35 si potrebbero trovare fondi per il sostegno ai giovani precari, o per ricondurre a una maggiore equità gli interventi sulle pensioni, o ancora evitare rincari sulle aliquote. Mentre viviamo la crisi più drammatica dei nostri tempi abbiamo mantenuto l’impegno di spesa di 29 miliardi di Euro per 121 aerei da caccia, 131 F-35 e 100 elicotteri da combattimento NH90.<br /> Non si può infierire su pensionati e famiglie a medio e basso reddito di quei <strong>29 miliardi di euro</strong>, per esempio, 2,5 potrebbero essere usati per una indennità di disoccupazione di 700 euro per sei mesi destinata ai precari con reddito inferiore ai 20.000 euro. Una riduzione significativa degli sprechi, un provvedimento concreto per chi è in difficoltà.</p><p><strong>2) Patrimoniale.</strong> Nel nostro Paese l&#8217;1% degli italiani detiene il 13% della ricchezza nazionale. Introducendo una tassa patrimoniale dello 0,5%, sul modello francese, si otterrebbe un gettito di 5 miliardi di euro, chiedendo un piccolo contributo ai più ricchi.</p><p><strong>3) Frequenze e vendita del patrimonio dello Stato. </strong>Se si parla di sviluppo ed equità si devono valorizzare le frequenze digitali radiotelevisive che invece stanno per essere assegnate gratis ai principali soggetti che operano da anni sul mercato nazionale. Secondo alcune stime lo spettro di frequenze pubbliche ammonterebbe a circa 16 miliardi di euro. Chiediamo quindi al governo di rivedere i criteri di assegnazione delle frequenze digitali assegnandole con <strong>asta pubblica</strong>, cosi&#8217; come e&#8217; stato fatto per quelle di telecomunicazioni che hanno portato nelle casse dello Stato più di 4 miliardi di euro, sborsati dagli operatori telefonici, per ridurre il debito pubblico. Non si faccia l&#8217;errore di considerare l&#8217;asta pubblica come una &#8220;ritorsione&#8221; verso alcuni soggetti imprenditoriali che a nostro avviso dovrebbero essere i primi a contribuire al risanamento del sistema Paese.</p><p>In aggiunta a ciò, dismettere del patrimonio immobiliare dello Stato con investimenti finalizzati alla <strong>ricerca e alla cultura</strong>, che sono fattori di crescita economica, non di spesa. Valore dell&#8217;operazione: almeno 15 miliardi di euro.</p><p><strong>4) Equità sull&#8217;ICI. </strong>Con la reintroduzione di una tassa sulla casa, i patrimoni immobiliari della Chiesa, come quelli di altre organizzazioni destinati all&#8217;assistenza e a scopi umanitari, dovrebbero essere protetti dalla tassazione. Ma sugli immobili che determinano un profitto credo che <strong>anche la Chiesa debba fare la sua parte.</strong><br /> La crisi economica impone più equità e in un momento di così grave difficoltà italiana ed europea, la Chiesa stessa proporrà di fare la propria parte. Non vedo come si possa diffondere il Vangelo, che è il principale compito della Chiesa, senza prendersi le proprie responsabilità verso lo Stato.</p><p>Giusto? Sbagliato? Sono curioso di leggere le vostre opinioni.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/rimontiamo-manovra/175632/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using memcached
Page Caching using memcached (User agent is rejected)
Object Caching 906/907 objects using memcached
Content Delivery Network via st.ilfattoquotidiano.it

Served from: www.ilfattoquotidiano.it @ 2012-05-27 07:05:38 -->
