<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Giovanni Scardovi</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/gscardovi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 00:16:06 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Lettera dall’Afghanistan. Kabul dicembre 2020</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/29/lettera-dall%e2%80%99afghanistan-kabul-dicembre-2020/150440/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/29/lettera-dall%e2%80%99afghanistan-kabul-dicembre-2020/150440/#comments</comments> <pubDate>Mon, 29 Aug 2011 14:57:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanni Scardovi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Afghanistan]]></category> <category><![CDATA[Benzina]]></category> <category><![CDATA[Borsa]]></category> <category><![CDATA[Burqa]]></category> <category><![CDATA[Cina]]></category> <category><![CDATA[Grandi Opere]]></category> <category><![CDATA[Talebani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=150440</guid> <description><![CDATA[Caro Giovanni, dovresti vedere la gioia degli afghani quando, dopo anni di bombe e massacri, finalmente raggiunta la democrazia, possono accedere al pagamento dell’Irpef sulla prima casa e andare, col ticket da 50 euro, all’ospedale da campo per la risonanza magnetica. Il burqa in Afghanistan non si indossa più, le donne liberate dalle forze Isaf,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giovanni,</p><p>dovresti vedere la gioia degli afghani quando, dopo anni di bombe e massacri, finalmente raggiunta la democrazia, possono accedere al pagamento dell’Irpef sulla prima casa e andare, col ticket da 50 euro, all’ospedale da campo per la risonanza magnetica.</p><p>Il<strong> burqa</strong> in Afghanistan non si indossa più, le donne liberate dalle forze Isaf, ora si coprono il capo e il volto col tanga e sono accompagnate a far la spesa dai marines. Anche qui la <strong>benzina </strong>un giorno aumenta di 1 euro, l’altro cala di 5 centesimi.</p><p><strong>Le grandi opere</strong> vengono finalmente realizzate, come ad esempio l’autostrada Herat-Kandahar a ben cinque corsie, compresa quella per il somaro. Nell’ambito delle grandi opere, a Herat è stato inaugurato da Berlusconi e la Minetti il centro estetico “Il gluteo” per la liposuzione, che darà lustro al territorio richiamando moltissime donne dall’Europa per il ritocchino; centro attraverso il quale la  presidenza del Consiglio creerà “Potenza della democrazia”, il primo concorso di Bunga Bunga del Medio Oriente.</p><p>Ma non è finita qui: <strong>è in costruzione la ferrovia</strong> Jalalabad-Kabul che traforando cento chilometri di montagne, porterà pomodori, cetrioli e patate nella capitale. E’ commovente vedere il tripudio di felicità della popolazione davanti a questa titanica impresa. Se penso a quello che è successo in Italia per un tunnel di cinquanta chilometri in Val di Susa, mi vien da piangere. Ma ora <strong>i soldati italiani</strong> per Natale, davanti a un cespo di insalata (ciò che è rimasto in Italia da mangiare dopo i costi della guerra e della politica) potranno dire “Io c’ero” e anche nel giorno dei morti diranno “Sì, lui c’era”.</p><p>La <strong>raccolta differenziata</strong> ha avuto sviluppi clamorosi, oltre l’umido ci sono i bidoni per le mani, per i piedi, per i nasi e i capelli, tutto viene riciclato. Un grande inceneritore per cadaveri rimasti intatti, che darà luce a tutta Kabul, verrà inaugurato dal ministro Frattini. Brunetta invece, che era stato incaricato di snidare i fannulloni di stato, a Kabul, spaventato da un missile terra-terra passatogli a 5 centimetri dal naso, è tornato in Italia. Bersani, che era stato invitato a organizzare l’opposizione nel parlamento afghano, dopo aver saputo che chiedendo i rimborsi elettorali ti tagliano la gola, ha desistito ed è tornato a Roma, con D’Alema che non ha accettato incarichi perché in Afghanistan ha scoperto che non c’è il mare.</p><p>Gli americani continuano come sempre a<strong> bombardare</strong> in qua e in là, perché per loro, le guerre non finiscono mai, ma ogni volta che sbagliano bersaglio chiedono scusa, anzi sorgerà prossimamente, per massacri ed affini, il Ministero del Perdono, presieduto da Rosy Bindi con il generale Petraeus.</p><p>Le arti figurative, data la polvere, stanno avendo uno sviluppo eccezionale, i Morandi sono andati alle stelle e si è manifestata con successo una <strong>nuova tendenza estetica</strong>: il “Polverismo”, dove il quadro e la scultura vengono letteralmente polverizzati con bombe artigianali e fucili mitragliatori.</p><p>Insomma è tutto un proliferare di iniziative senza tregua, tanto che <strong>il Pil afghano</strong>, dopo l’apertura della Borsa e la coltura intensiva del papavero da oppio, è schizzato alle stelle, facendo invidia alla Cina e all’India. Del resto l’Afghanistan è l’unico paese senza debito pubblico, anche perché qui, se i Talebani beccano quei coglioni delle <strong>agenzie di Rating</strong>, la Borsa gliela riempiono loro.</p><p>Dall’alba di un nuovo giorno</p><p>Tuo Sandro</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/29/lettera-dall%e2%80%99afghanistan-kabul-dicembre-2020/150440/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>La pazienza dei popoli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/28/la-pazienza-dei-popoli/147869/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/28/la-pazienza-dei-popoli/147869/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Jul 2011 11:28:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanni Scardovi</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Afghanistan]]></category> <category><![CDATA[Costi della Politica]]></category> <category><![CDATA[Irpef]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[Occidente]]></category> <category><![CDATA[Referendum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=147869</guid> <description><![CDATA[La pazienza dei popoli non è infinita, abusi, tassazioni, latrocini, incapacità, mal governo, aumento indiscriminato del costo della vita, privilegi di casta perpetrati da questa classe politica, stanno sviluppando uno sdegno civile montante, che può trasformarsi col progressivo degrado delle istituzioni, con l’impoverimento e l’indigenza che si diffonde, in violenza di popolo. Se la rabbia...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>La pazienza dei popoli non è infinita</strong>, abusi, tassazioni, latrocini, incapacità, mal governo, aumento indiscriminato del costo della vita, privilegi di casta perpetrati da questa classe politica, stanno sviluppando uno <strong>sdegno civile montante</strong>, che può trasformarsi col progressivo degrado delle istituzioni, con l’impoverimento e l’indigenza che si diffonde, in <strong>violenza di popolo</strong>.</p><p>Se la rabbia dei tartassati s’innesta alle frustrazioni dell’enorme immigrazione indiscriminata di questi anni, può portare a una incontenibile <strong>conflittualità sociale anti-sistema</strong>. O i costi della politica verranno <strong>drasticamente ridotti</strong> e ridotto anche il numero dei politici in breve tempo, o diverranno i <strong>moventi di una conflittualità e di un rancore</strong>, i cui esiti non sono prevedibili; perché la storia non è <em>magistra vitae</em> ma ciclicamente e inesorabilmente si ripete e come si ripetono gli abusi del potere, si ripetono le ribellioni devastanti di chi non ha più voglia di subire.</p><p>Occorre dire che nel nostro paese, in piccolo negli anni Settanta, episodi drammatici si sono già manifestati. Quando la <strong>politica non rappresenta più i cittadini</strong> è giusto subentrino forme di democrazia diretta, a manifestare le necessità trascurate; per cui <strong>occorre che il dissenso si</strong> <strong>organizzi </strong>e si mobiliti per far rinascere un’opposizione che in sostanza sta sviluppandosi. Occorre mobilitarsi per altri referendum, che non siano solo abrogativi ma <strong>anche propositivi</strong>, perché neppure le elezioni possono risolvere con “questi soliti noti” un degrado istituzionale così profondo.</p><p><strong>I referendum costano</strong>? Non quanto i rimborsi ai partiti, i latrocini, gli abusi, i privilegi, le auto blu, le province, le guerre in Afghanistan e in Libia che non servono a nient’altro che a creare nuovo odio per le invasioni dell’Occidente. “Ma lo sapete quanto costa una bomba d’aereo?” “Ma lo sapete che spenderanno <a href="http://www.rosarossaonline.org/art/2011/07/26/missioni-allesterno-strappo-nel-pd-marino-non-votera_16269" target="_blank">29 miliardi per acquistare 300 elicotteri ed aerei militari</a>?” E intanto l’Irpef ritorna sulla prima casa. <strong>Eliminare questi costi è una “manovra”</strong>.</p><p>Non vorrei che dopo essere stati da questi “rappresentanti del popolo”(?) turlupinati, tartassati, defraudati delle possibilità, <strong>si dovesse anche salvarli</strong> dalla conflittualità violenta che rischiano di scatenare e di trovarci dentro ad una situazione incontrollabile, perché <strong>l’anti-politica l’hanno</strong> <strong>creata loro</strong>, governando non per noi ma contro di noi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/28/la-pazienza-dei-popoli/147869/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>I dannati del Pil e l’incubo della crescita</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/i-dannati-del-pil-e-l%e2%80%99incubo-della-crescita/132816/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/i-dannati-del-pil-e-l%e2%80%99incubo-della-crescita/132816/#comments</comments> <pubDate>Sun, 03 Jul 2011 07:42:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanni Scardovi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Grandi Opere]]></category> <category><![CDATA[Luigi Bisignani]]></category> <category><![CDATA[Parlamento]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[Pil]]></category> <category><![CDATA[Progresso]]></category> <category><![CDATA[Referendum]]></category> <category><![CDATA[Tav]]></category> <category><![CDATA[Val di Susa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=132816</guid> <description><![CDATA[L’incubo della crescita è una delle ossessioni del mondo contemporaneo e prende forma nella dittatura paranoide dello sviluppo. Non importa di quale crescita si tratti, se abbia un senso, l’importante è che “l’affare continui e la mazzetta giri”, che le “grandi opere” vengano appaltate, magari giustificate dal dare posti di lavoro, ma quale lavoro? A...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’incubo della crescita è una delle ossessioni del mondo contemporaneo e prende forma nella dittatura paranoide dello sviluppo. Non importa di quale crescita si tratti, se abbia un senso, l’importante è che <em>“l’affare continui e la mazzetta giri”</em>, che le “grandi opere” vengano appaltate, magari giustificate dal dare posti di lavoro, ma quale lavoro? A che prezzo? Lavoro che mentre si offre a qualcuno, nega spesso quello di altri e priva salute, benessere e la felicità del vivere.</p><p>Tutti gl’incubi del nostro tempo hanno origine nel mercato globale del <strong>Dio Denaro</strong>. Occorre un’anoressia dell’avidità, occorre uscire dalla bulimia moderna e contemporanea del progresso; il progresso è tempo che venga misurato sulla<strong> felicità che produce</strong>, non sull’angoscia del Pil. Ma per la crescita occorrono sacrifici umani al Pil, ecco la parola magica, il mantra dell’economia contemporanea: “Prodotto Interno Lordo”.</p><p>Il delirio della produzione si coniuga con la maniacalizzazione di uno sviluppo che non può aver tregua, costi quel che costi, perché la crescita produce ricchezza ma la ricchezza cosa produce? Perché alcuni dei <a href="http://speciali.espresso.repubblica.it/pdf/Coca-Cola_2010_Happiness_Barometer%20.pdf" target="_blank">popoli più felici</a> producono poco? Dicevamo sviluppo, tecnologico, industriale, “della ricerca”, altra parola magica dell’imbecillità contemporanea. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pablo_Picasso" target="_blank">Picasso</a> diceva: <em>“io non cerco, io trovo”</em>, allora via a nano e macro tecnologie, ma guarda caso nella crescita della quantità, la qualità del vivere e lo spessore dell’intelligere umano decrescono.</p><p>E’ in atto una tribalizzazione comportamentistica, etica ed estetica nel sociale che va verso un medioevo tecnologico. Tutto è in eccesso. Le strade invase da tir ed auto sono impraticabili, i morti per incidenti sono quelli delle guerre, mentre l’incoscienza amministrativa e politica continua nell’imperativo delle “grandi opere”. <strong>Opere che non servono a niente</strong>, come la Tav: <em>“cetrioli e zucchine ad alta velocità nella tratta Lione-Torino”</em>, non bastano gli aerei che portano a destinazione la verdura e i gamberetti con viaggi intercontinentali, ci vuole anche il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_sullo_Stretto_di_Messina" target="_blank">ponte sullo Stretto</a>, che da lavoro alla criminalità organizzata ed ai Bisignani dell’ultima ora.</p><p>E allora ecco apparire dall’incubo il Ministro Maroni, che a differenza di un tempo non dice più: <em>“padroni a casa nostra”</em> ma manganella i Valligiani della Val di Susa. E’ la Lega che voleva proteggere, sostenere, dar corpo alle identità dei territori, che voleva il federalismo, <strong>ora è il</strong> <strong>centro che nega l’identità delle periferie</strong>. E’ la democrazia dello sviluppo che avanza, schiacciando ogni dissenso, sventrando montagne, manganellando pareri contrari, insultando il buon senso. Vedremo come i partiti sapranno rispettare le opzioni popolari dei referendum.</p><p><a href="http://www.ibs.it/code/9788833918693/latouche-serge/breve-trattato-sulla.html" target="_blank">Non si può “crescere” all’infinito</a>! Pena la negazione della qualità della vita, della felicità d’esistere, dell’impossibilità di vivere un possibile, perché la grande angoscia contemporanea diffusa è quella di <strong>non vedere un possibile</strong>.</p><p>Tutto è calato in un <em>“adesso, subito” </em>della merce, nelle idiozie parlanti o pre-registrate dei grandi ribassi: <em>“sono il call center delle grandi occasioni e ti romperò i coglioni fino alla morte”</em>, <em>“compra, compra, compra, anche il culo è nei saldi di fine stagione”</em>. “Libera concorrenza” maschera di una finzione come questi partiti che si dichiarano governo e opposizione; ma perché per la Tav non hanno indetto un referendum, per sapere se c’era il consenso della popolazione, come hanno fatto in Francia?</p><p>E’ impressionante vedere in un mesto silenzio, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NO_TAV" target="_blank"> popolazione Valligiana</a> avanzare nel buio della notte a lume delle fiaccole, <strong>accompagnando il feretro della democrazia umiliata</strong> dai vari: Mercedes Bresso, Cota, Fassino, dall’abbronzata supponenza di D’Alema e dalla tracagnotta veemenza polemica da cattolica sinistrata di  Rosy Bindi, che dopo i referendum sembrava che le firme le avesse raccolte lei. Da quel <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1Q3pASyjvCU" target="_blank">“Ferrini di Bersani” in “Quelli della notte”</a>.</p><p>Credete sarebbe ancora Presidente del Consiglio quella caricatura ambulante dell’ottavo nano di Biancaneve con annesso parrucchino, <strong>se quelli del Pd avessero manifestato</strong> in questi anni vere alternative civili e sociali? Il fatto è che per non navigare a vista occorre aver coscienza di un disagio e di un malessere che questa contemporaneità comporta. Ma come possono sentire <strong>disagio e malessere</strong> questi politici, dato <a href="http://www.dillinger.it/stipendi-parlamentari-58603.html" target="_blank">quello che percepiscono di denaro pubblico</a>?  Come possono <strong>dimettersi dal Parlamento</strong> perdendo i privilegi che si sono assegnati?</p><p>Diceva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ren%C3%A9_Gu%C3%A9non" target="_blank">René Guénon</a>: “in quello che la modernità celebra come progresso, io colgo spesso una caduta, una decadenza profonda”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/i-dannati-del-pil-e-l%e2%80%99incubo-della-crescita/132816/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>54</slash:comments> </item> <item><title>5 Stelle e i morti viventi della politica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/08/5-stelle-e-i-morti-viventi-della-politica/116292/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/08/5-stelle-e-i-morti-viventi-della-politica/116292/#comments</comments> <pubDate>Wed, 08 Jun 2011 10:46:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanni Scardovi</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[Campagna Elettorale]]></category> <category><![CDATA[Casta]]></category> <category><![CDATA[Hera]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Ravenna]]></category> <category><![CDATA[Romagna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=116292</guid> <description><![CDATA[Iniziando questo percorso sull’attraversamento della notte dei morti viventi della politica italiana degli ultimi anni e interrogandoci sullo svilupparsi di una denuncia civile e sociale del Movimento 5 Stelle e del “Grillo parlante”, occorre porsi domande sul perché in un paese in cui i partiti che per anni hanno vinto o perso elezioni, con oscillazioni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Iniziando questo percorso sull’attraversamento della notte dei morti viventi della politica italiana degli ultimi anni e interrogandoci sullo svilupparsi di una denuncia civile e sociale del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MoVimento_5_Stelle" target="_blank">Movimento 5 Stelle</a> e del <strong>“Grillo parlante”,</strong> occorre porsi domande sul perché in un paese in cui i partiti che per anni hanno vinto o perso elezioni, con oscillazioni che andavano dall’uno al due per cento, si manifesti oggi un improvviso balzo elettorale di questo Movimento, che nell’arco di poco tempo ha raggiunto a tratti, <strong>percentuali del nove o del dieci </strong>in un elettorato i cui spostamenti, a parte alcuni rari casi, non erano mai stati così vistosi, salvo che nel tempo della berlusconite degli anni Novanta.</p><p>Occorre pensare allora ad <strong>un carsico torrente di indignazione</strong> che è andato crescendo negli ultimi tempi <strong>nei confronti delle caste privilegiate</strong> di politici e amministratori in Italia, caste che per altro guadagnano cifre enormi di denaro senza produrre niente che assomigli ad una vera rappresentanza democratica o civile, e in cui moltitudini di politici di destra e di sinistra, sono rispetto questi privilegi, tutti d’accordo e in cui anche i ruoli, di governo e opposizione sono apparenti e fittizi.</p><p>Di fatto in questo sistema vincono i comitati d’affari, prioritari rispetto alla rappresentanza e all’ascolto dei cittadini, per cui <strong>destra e sinistra</strong> pur trovandosi di fronte a momenti come questi di profondo disagio sociale, <strong>non discutono sui privilegi che gli addetti ai lavori della politica si danno</strong>, con stipendi, indennità e pensioni che dopo pochi anni di attività parlamentare vengono da loro stessi sanciti, mentre noi poveri cristi, oltre tirare la cinghia veniamo turlupinati, vessati, insultati in questo dettato imposto che decide quale sia il meglio o il peggio per la nostra esistenza.</p><p>Allora via agl’inceneritori, che “noi stanziamo anche se non volete”, via alle bollette che aumentano anche senza reali motivazioni o a guadagni di ditte appaltatrici, via all’euro che in Italia raddoppia i prezzi senza che ne sindacati ne governi dicano niente, via all’aumento della benzina anche se il petrolio cala, tutto tace: i nuovi posti di lavoro sono precari e tutti a tempo determinato, <strong>i nuovi stipendi vengono dimezzati ma le pensioni della </strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_casta" target="_blank"><strong>casta</strong></a><strong> dopo pochi anni sono garantite</strong>; pensioni, esenzioni da tutti i costi, perché chi ci rappresenta, anche se non fa niente per migliorare la nostra esistenza, va privilegiato, gratificato, accudito ed esentato da umane preoccupazioni, non il contrario, come dovrebbe essere logico nei confronti di chi ti elegge.</p><p>A questo punto in questo <strong>tripudio di finto liberismo della miseria</strong>, in cui solo loro fanno il cazzo che gli pare e tutti coloro che dovrebbero essere rappresentati arrancano, ecco “passare un grillo per la testa” ed <strong>essendo la situazione sociale e civile tragicomica è appunto questo comico che da voce al rassegnato taciuto</strong>, che il sistema della contemporaneità impone ad una vita che perde progressivamente ogni qualità. Un sistema questo che si manifesta come apoteosi di comitati d’affari, vessanti il cittadino.</p><p><strong>Destra e sinistra diventano così finzioni di una identica logica</strong>, in cui la sovranità del mercato globale si perde in se stessa: per cui il cetriolo che arriva in aereo dalla Spagna (trionfo dell’Unione Europea) viene accusato di morte, mentre il problema di contagio è chissà dove; nel frattempo le centrali giapponesi continuano a perdere radioattività, ma non se ne parla più, le piattaforme petrolifere esplodono avvelenando un golfo e le angosce di finitudine incombono perché tutto il sistema del globalismo contemporaneo avanza verso l’incubo. Non esiste settore sociale e civile contemporaneo che non debba affrontare il delirio di una libera concorrenza, e del mercatismo ossessivo e demenziale che porta in se catastrofi.</p><p>Così <strong>il Movimento 5 stelle diviene l’unica denuncia reale e l’unica alternativa ad un mondo omologato di politici tutti d’accordo per garantirsi privilegi</strong> esorbitanti rispetto ai reali servizi di pubblica utilità che dovrebbero svolgere. Ma non bastano i lauti compensi che la politica dà a se stessa. Questo è l’impero delle gare d’appalto, delle guerre per bande, dell’esportazione armata della democrazia, a chi giustamente non la vuole, del taciuto sui costi di <strong>guerre condotte per esportare modelli di “infelicità democratica” prodotta dal dio mercato e dal dio denaro</strong>.</p><p>I sinistrati della sinistra che ci amministrano in Romagna, hanno creato le nuove multi comunali dell’energia, dei rifiuti e dell’acqua, incontrollabili dai cittadini e con bollette che arrivano sempre più cariche di fogli e sempre meno chiare e trasparenti, bollette che per altro crescono spesso aumentando i reali consumi, costringendo i cittadini a continue verifiche e aggiustamenti nei confronti di Hera. Ecco <strong>la “nuova Hera” del PD</strong>, che si sviluppa anche con lo stanziamento di inceneritori che la popolazione osteggia e non vuole, come nel caso del<a href="http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2010/08/la-farsa-dellinceneritore-di-russi-salza-il-velo.html" target="_blank"> Comune di Russi</a> (RA).</p><p>Allora qual è la differenza tra gli abusi della berlusconite e la gestionalità del PD? Il fatto è che <strong>questo finto e velleitario liberismo da anni è stato condiviso sia da destra che da sinistra</strong>. Da qui l’accusa di “cadaverismo” mossa da Beppe Grillo nei confronti di una classe politica di “morti viventi” che avanzano come in un thrilling horror rispetto le esigenze dei cittadini, il cui esercizio di dissenso viene trascurato o addirittura ignorato da questa imprenditoria affarista e arbitraria.</p><p>Queste si che sono le metastasi delle amministrazioni politiche sviluppatesi in questi anni, nessuno controlla niente, e questi gestori della cosa pubblica si comportano come multinazionali intoccabili, <strong>i dirigenti hanno stipendi da top manager, mentre gli uffici non sono neppure in grado di organizzare i conti delle bollette.</strong></p><p>Circa il nucleare, e <a href="http://violapost.wordpress.com/2011/03/14/ecco-la-lista-segreta-del-governo-dei-45-siti-nucleari-in-italia/" target="_blank">uno dei siti possibili a Ravenna</a>, occorre dire che la scelta non ammette errori: il disastro può avvenire da incapacità tecniche, cadute catastrofiche di aerei, eventi sismici da noi frequenti, terrorismi vari. <strong>Non può esistere forma di energia tecnologica che non abbia possibilità di errore</strong>, il nucleare è questa.</p><p>Nella storia umana non si è verificato spesso che un bene comune venga amministrato in modo dittatoriale, escludendo qualsiasi trasparenza, per le implicazioni tragiche che contiene. Ecco allora come dai cimiteri segreti delle scorie, non solo nucleari ma civili, nella notte dei “morti viventi”, avanzare “le caricature” della politica di professione, mentre <strong>a Bologna i giovani del Movimento 5 Stelle con 4.000 euro donati dai cittadini, hanno fatto campagna elettorale arrivando quasi al 10%.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/08/5-stelle-e-i-morti-viventi-della-politica/116292/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>21</slash:comments> </item> <item><title>Festival di Faenza: arte o imbecillità estetica?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/08/arte-o-imbecillita-estetica/109849/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/08/arte-o-imbecillita-estetica/109849/#comments</comments> <pubDate>Sun, 08 May 2011 15:43:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanni Scardovi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Arte Contemporanea]]></category> <category><![CDATA[cattelan]]></category> <category><![CDATA[Faenza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=109849</guid> <description><![CDATA[Si svolge dal 20 al 22 maggio a Faenza una delle sagre, rassegne, appuntamenti più inutili, insignificanti e dispendiosi che si potessero realizzare nell&#8217;ambito dell’arte e della cultura come intrattenimento, perché oggi ciò che per lo più si considera cultura non è altro che intrattenimento o informazione da bancarella, dal momento che non si pongono...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si svolge <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.festivalartecontemporanea.it/" target="_blank">dal 20 al 22 maggio a Faenza</a></span> una delle sagre, rassegne, appuntamenti più inutili, insignificanti e dispendiosi che si potessero realizzare nell&#8217;ambito dell’arte e della cultura come intrattenimento, perché oggi ciò che per lo più si considera cultura non è altro che intrattenimento o informazione da <strong>bancarella</strong>, dal momento che non si pongono mai quesiti sul senso dell’essere e sul dissesto che si prova nell&#8217;abitare la contemporaneità, ma si intrattiene un pubblico tendenzialmente <strong>passivo</strong> con argomentazioni irrisorie o inutili rispetto quello che è il senso dell’incubo tragico e comico contemporaneo.</p><p>Con i costi di questo festival (giunto alla quarta edizione) e dei precedenti si poteva realizzare ben altro e per “altro” intendo stanziare e collocare opere nel <strong>tessuto urbano</strong> della città. La ceramica di Faenza che al di là delle botteghe è relegata oramai in quel ghetto architettonicamente mal concepito che è il Museo della Ceramica, non ha presenza esistente nella città. Invece vince la militanza della chiacchiera che invade e pervade il centro, producendo l’effimerismo performativo di un <strong>decadimento critico</strong> che dopo l’ubriacatura delle neo-avanguardie neo-dada del novecento, non produce altro che una patetica fiera delle vanità, tra l’irrisorio di un pubblico autoreferenziale dell’arte.</p><p>Ora la domanda che si pone è appunto: perché l’arte ha per lo più un <strong>pubblico autoreferenziale</strong> e così limitato, e tende sempre più a ridurlo? Questo si che sarebbe il motivo per un convegno, assieme al porre un’interrogazione sui guasti e il degrado che il mercatismo del quadro e della scultura ha prodotto negli ultimi decenni tra gallerie e musei, che detengono l’apartheid delle arti figurative. Invece no, questi manager dell’estetica fieristica, questi rabdomanti critici del banale, questi “Orler” da bancarella del quadro per cui “grandi ribassi… vendo tutto e me ne vado”, teorici di un nomadismo globale della cultura che omologando <strong>desertificano il gusto </strong>e dibattono sulla contaminazione dell’imbecillità estetica, che nella danza macabra instaura la comica finale della contemporaneità delle arti figurative, creano festival, mentre perfino quel trovatore di icone figurali che è <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Cattelan" target="_blank">Cattelan</a></span> si è rotto le palle del sistema.</p><p>Ma veniamo al tema del festival: “Forms of collecting”, argomento che induce una grande mobilitazione per affrontare le domande: “Quanto il successo commerciale o il miraggio di raggiungerlo cambia l’opera? Quanto l’operato di un artista nasce per vocazione e quanto per vendere? Ci sono collezionisti in grado di mettere l’artista a suo agio e di fargli fare di nuovo ciò che sarebbe <strong>parte del suo sogno</strong> invece che del suo calcolo? Quanto passa la visibilità attraverso la cruna del prezzo?” Queste le domande che assillano la visione del mondo secondo la Vettese, una delle menti pensanti del festival, e noi aggiungiamo: “quanto costano al comune di Faenza questi interrogativi, che si potevano rivolgere anche ai partecipanti del <strong>Grande Fratello </strong>o ai marchettari della confezione?”.</p><p>Questi i quesiti che assillano il mondo dell’arte contemporanea. Ora si capisce perché nelle <strong>televendite </strong>si dicono impunemente tante coglionate. Il fatto è che la critica attuale ha la stessa weltanschaung di Orler, e l’incubo della contemporaneità dell’arte è per loro il presenzialismo della vetrina, è il collezionista che fa sognare l’artista; a questo punto non si capisce perché invece delle opere non si mettano in mostra quei quattro gatti di collezionisti e galleristi. Ma forse aveva ragione <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jeff_Koons" target="_blank">Jeff Koons</a></span></strong>, quando con grande afflato etico, con tacchi a spillo senza le mutande, ruotando la borsetta sotto il lampione, disse: “la vera opera d’arte non è fare un quadro ma venderlo”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/08/arte-o-imbecillita-estetica/109849/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>27</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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