<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Greenpeace</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/greenpeace/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Pinuccio chiama Enel: consigli per crimini ambientali</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/pinuccio-chiama-enel-consigli-crimini-ambientali/223230/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/pinuccio-chiama-enel-consigli-crimini-ambientali/223230/#comments</comments> <pubDate>Tue, 08 May 2012 15:00:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Agenzia Europea per l'Ambiente]]></category> <category><![CDATA[carbone enel]]></category> <category><![CDATA[Enel]]></category> <category><![CDATA[facciomolucesuenel]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[pinuccio chiama]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=223230</guid> <description><![CDATA[«Pronto? L’Enel? Potrei parlare col dottor Colombo? Pinuccio sono. Sono venuto di notte perché sono inseguito da quelli di Greenpeace che stanno a rompere i c&#8230;&#8230;.. co’ sto fatto del carbone». Ieri sera sotto la sede Enel di Roma, in Viale Regina Margherita, il faccendiere Pinuccio ha chiamato Andrea Colombo, Presidente dell’azienda e gli ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/MKx3RmF338Q" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>«Pronto? L’Enel? Potrei parlare col dottor Colombo? Pinuccio sono. Sono venuto di notte perché sono inseguito da quelli di Greenpeace che stanno a rompere i c&#8230;&#8230;.. co’ sto fatto del <strong>carbone</strong>». Ieri sera sotto la sede Enel di Roma, in Viale Regina Margherita, il faccendiere Pinuccio ha chiamato Andrea Colombo, Presidente dell’azienda e gli ha<strong> proposto</strong> un’acuta strategia per liberarsi di noi e difendersi dall’inchiesta <a href="www.facciamolucesuenel.org" target="_blank">FacciamoLuceSuEnel.org</a>. </p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/PChiama/" target="_blank">Le telefonate del faccendiere barese</a> in contatto con i potenti del mondo sono ormai celebri. Chi avrà suggerito a Enel per <strong>nascondere</strong> i suoi crimini ambientali? E Enel seguirà i suoi consigli?</p><p>Intanto l’azienda numero uno per emissioni di anidride carbonica in Italia – circa 40 milioni di tonnellate l’anno &#8211; ha deciso di querelarci per<a href="http://www.facciamolucesuenel.org/studio-shock-il-carbone-di-enel-fa-un-morto-in-piu-al-giorno/" target="_blank"> i dati che abbiamo diffuso </a>sulla mortalità prematura causata dalle sue centrali a carbone. Vedremo se esiste un giudice disposto a condannarci per aver usato correttamente una metodologia dell’Agenzia Europea per l’Ambiente e dati di emissione ufficiali degli impianti Enel.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/pinuccio-chiama-enel-consigli-crimini-ambientali/223230/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La verità su Enel in 50 secondi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/verita-enel-secondi/209036/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/verita-enel-secondi/209036/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 14:31:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Alluvione Genova]]></category> <category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category> <category><![CDATA[campagna greenpeace]]></category> <category><![CDATA[Carbone]]></category> <category><![CDATA[centrali]]></category> <category><![CDATA[Cinque Terre]]></category> <category><![CDATA[Enel]]></category> <category><![CDATA[messina]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=209036</guid> <description><![CDATA[Abbiamo realizzato la “vera” pubblicità di Enel. Vi ricordate lo spot della pietra che rotola contro una lampadina? Nel nostro video quella pietra diventa un pezzo di carbone. In Italia le centrali a carbone producono il 14% dell’energia elettrica totale, ma emettono il 30% dei gas serra del settore termoelettrico. Si parla di 37,3 milioni di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo realizzato la <strong>“vera” pubblicità di Enel</strong>. Vi ricordate lo spot della pietra che rotola contro una lampadina? Nel nostro <a href="http://www.facciamolucesuenel.org/contro-spot-enel-scopri-la-verita-in-50-secondi/" target="_blank">video</a> quella pietra diventa un pezzo di carbone.</p><p>In Italia le centrali a carbone producono il 14% dell’energia elettrica totale, ma emettono il<strong> 30% dei gas serra</strong> del settore termoelettrico. Si parla di 37,3 milioni di tonnellate soltanto nel 2010. Di queste, oltre 26 milioni sono causate da Enel: l’azienda energetica per il 30% dello Stato è il killer del clima n°1. </p><p>Investe milioni di euro per mostrarsi come l’&#8221;energia che ti ascolta&#8221; e convincerci di essere &#8220;solida come una roccia&#8221; e, invece, è solo un’azienda sporca come il carbone delle sue centrali.</p><p>In questo contro spot abbiamo raccolto le prove dei sui attentati al clima e alla salute delle persone. 50 secondi per rivelare tutta la verità.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/AyHNsZIYZNA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Nel video, alle immagini prese dalla nota pubblicità di Enel si alternano quelle delle<strong> alluvioni di Genova, delle Cinque Terre e di Messina</strong> girate dalle vittime di quelle sciagure. Ricordiamo come sia stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in riferimento ai morti che quegli eventi estremi hanno causato, a parlare di “dolorosi tributi che il nostro Paese paga ai cambiamenti climatici”.</p><p>Gli effetti dei cambiamenti climatici non si limitano allo scioglimento dei ghiacci artici o alla sommersione di qualche remota isola del Pacifico. I <strong>cambiamenti climatici</strong> sono qui, in casa nostra. Dobbiamo fermarli. E non possiamo farlo se non cambiamo i piani di chi si arricchisce usando la fonte più dannosa, il carbone.</p><p>Questo è l’obiettivo della campagna <a href="http://www.facciamolucesuenel.org/" target="_blank">FacciamoLucesuEnel.org</a>. Aiutaci a raggiungerlo, registrandoti sul sito.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/verita-enel-secondi/209036/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Chi boicotta le rinnovabili?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/boicotta-rinnovabili/205927/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/boicotta-rinnovabili/205927/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Apr 2012 10:55:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[campagna greenpeace]]></category> <category><![CDATA[Carbone]]></category> <category><![CDATA[Enel]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[facciamolucesuenel]]></category> <category><![CDATA[fonti fossili]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[pil]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205927</guid> <description><![CDATA[Gli incentivi alle energie pulite costano a una famiglia tipo circa 10 centesimi di euro al giorno e, di tutti i costi in bolletta, sono l’unica spesa che garantisce sviluppo, occupazione e tutela dell’ambiente. Il governo, però, ha deciso di tagliarli. Le rinnovabili oggi costituiscono più dell’1% del Prodotto Interno Lordo nazionale e occupano circa...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gli incentivi alle energie pulite costano a una famiglia tipo circa 10 centesimi di euro al giorno e, di tutti i costi in bolletta, sono l’unica spesa che garantisce <strong>sviluppo</strong>, occupazione e tutela dell’ambiente. Il governo, però, ha deciso di tagliarli.</p><p>Le rinnovabili oggi costituiscono più dell’1% del Prodotto Interno Lordo nazionale e occupano circa 130 mila persone. Far fuori questo settore vorrebbe dire mettere un segno “meno” davanti ai numeri dell’andamento della nostra <strong>economia</strong>. Farebbe risalire i costi dell’elettricità nelle ore di picco diurno e aggraverebbe la dipendenza energetica del Paese dall&#8217;estero. Ma allora perché procedere in direzione sbagliata contro il benessere di tutti e la possibilità di ripresa del Paese?</p><p>Dietro questa strategia apparentemente insensata c’è lo scontro tra due scenari futuri possibili: uno fatto di energia pulita e sviluppo sostenibile; l&#8217;altro di fonti <strong>fossili,</strong> distruzione del clima e potere nelle mani di poche grandi multinazionali. Quest’ultimo scenario è il futuro secondo Enel. L’azienda, per il 30% dello Stato, che fa profitti commettendo reati contro ambiente e salute. E che scarica su noi tutti i costi delle sue scelte disastrose, prima fra tutte quella delle sue centrali a carbone.</p><p>Le energie pulite sono l’unico settore in Italia che ha resistito, in questi anni, alla crisi economica. Per questo Enel le teme ed è il primo &#8220;suggeritore&#8221; di questa manovra sbagliata. Per non far prevalere il profitto sporco del <strong>carbone</strong> dobbiamo fare luce su Enel.</p><p><a href="http://www.facciamolucesuenel.org/"><span style="text-decoration: underline;">Entra nella nostra squadra e </span><span style="text-decoration: underline;">continua a diffondere tutta la verità su Enel.</span></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/boicotta-rinnovabili/205927/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Facciamo luce su Enel</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/facciamo-luce-enel/203711/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/facciamo-luce-enel/203711/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Apr 2012 13:50:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[AEA]]></category> <category><![CDATA[Agenzia Europea per l'Ambiente]]></category> <category><![CDATA[Enel]]></category> <category><![CDATA[facciamolucesuenel]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[r.i.c.]]></category> <category><![CDATA[reati contro il clima]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203711</guid> <description><![CDATA[Enel è colpevole di reati contro il clima, contro l’ambiente e contro la salute. L’arma che utilizza è il carbone. Per questo Greenpeace ha consegnato al colosso dell’energia un “avviso di garanzia” e ha messo sulle sue tracce una squadra di agenti speciali, il R.i.c. (Reparto Investigazioni Climatiche), che per i prossimi mesi gli staranno col...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Enel <a href="http://www.facciamolucesuenel.org/indiziato/" target="_blank">è colpevole di reati contro il clima</a>, contro l’ambiente e contro la salute. L’arma che utilizza è il carbone. Per questo Greenpeace ha consegnato al colosso dell’energia un “avviso di garanzia” e ha messo sulle sue tracce una squadra di <strong>agent</strong><strong>i</strong> speciali, il R.i.c. (Reparto Investigazioni Climatiche), che per i prossimi mesi gli staranno col fiato sul collo.</p><p>I R.i.c. di Greenpeace sono entrati per la prima volta in azione lo scorso 29 marzo presso la sede di Enel a Roma, in Viale Regina Margherita. Tre attivisti si sono calati dal tetto dell’edificio e hanno aperto uno striscione di 70 metri quadri con la scritta “Enel killer del clima&#8221;, altri hanno <strong>transennato </strong>l’ingresso per marcare la “scena del crimine”. Ma questo è stato solo l’inizio. Ogni giorno su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.FacciamoLuceSuEnel.org/">www.FacciamoLuceSuEnel.org</a></span> viene pubblicato un nuovo indizio contro Enel.</p><p>Ora l’indagine ha bisogno di migliaia di investigatori online. Sul sito anche tu puoi entrare a far parte del R.i.c, diffondere gli indizi e cercare nuove “reclute” tra i tuoi amici. Obbligheremo Enel a tirar giù la maschera: non è “energia che ti ascolta”, è energia che uccide il clima, e lo fa con i <strong>soldi</strong> delle nostre bollette e a spese della nostra salute.</p><p>A livello globale, il carbone è responsabile di più del 40% di tutte le emissioni di CO2. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (Aea), la centrale a carbone di Enel Federico II di Brindisi è l’impianto industriale più inquinante in Italia per<strong> emissioni</strong> in atmosfera. Ogni anno causa danni ambientali, climatici e sanitari stimati tra i 536 e i 707 milioni di euro. Brindisi è solo uno degli 8 impianti a carbone che Enel ha in Italia e l’intenzione dell’amministratore delegato dell’azienda Fulvio Conti è di raddoppiare quasi la produzione. E non dimentichiamoci che l’azionista di maggioranza di Enel è il Ministero del Tesoro.</p><p>Greenpeace chiede a Enel di cambiare i suoi piani, eliminando il carbone e puntando sulle fonti di energia rinnovabile. Entra anche tu nella squadra su <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.FacciamoLuceSuEnel.org/">www.FacciamoLuceSuEnel.org</a></span> per denunciare tutti i crimini <strong>collegat</strong><strong>i</strong> allo sporco business del carbone. Incastriamo il serial killer del clima!</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/nFO4EYxpVfQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/facciamo-luce-enel/203711/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il bandito del clima è libero</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/bandito-clima-libero/194619/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/bandito-clima-libero/194619/#comments</comments> <pubDate>Wed, 29 Feb 2012 16:05:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[attivismo]]></category> <category><![CDATA[bandito del clima]]></category> <category><![CDATA[foglio di via]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category> <category><![CDATA[Salvatore Barbera]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194619</guid> <description><![CDATA[Dopo quasi 80 giorni di allontanamento dalla capitale, la scorsa settimana è arrivata la notizia che la Questura di Roma ha revocato il bando per due anni del nostro attivista Salvatore Barbera. Finalmente può tornare nella città in cui lavora. Ringraziamo i 10.610 banditi del clima che insieme a Greenpeace si sono mobilitati fin da subito contro questo provvedimento...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/barbera.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-194624" title="Salvatore Barbera" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/barbera-248x300.jpg?47e3a5" alt="" width="248" height="300" /></a>Dopo quasi 80 giorni di allontanamento dalla capitale, la scorsa settimana è arrivata la notizia che la Questura di Roma ha revocato il<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/salvatore-%E2%80%9Cbandito%E2%80%9D-clima/176609/" target="_blank"> bando per due anni del nostro attivista Salvatore Barbera</a>. Finalmente può tornare nella città in cui lavora. Ringraziamo i <a href="http://www.banditidelclima.org/" target="_blank">10.610 banditi del clima</a> che insieme a Greenpeace si sono mobilitati fin da subito contro questo provvedimento che associa <strong>l&#8217;attivismo a un crimine</strong>.</p><p>Salvatore, infatti, è stato costretto a lasciare Roma lo scorso 6 dicembre, per aver preso parte a un’azione nonviolenta in difesa del clima, davanti a Palazzo Chigi. Oggi la decisione della Questura conferma <strong>l’assoluta insostenibilità giuridica </strong>di bandire un attivista.</p><p>La revoca emanata dalla Questura è motivata dal fatto che Salvatore lavora a Roma. Tutto questo era stato immediatamente fatto presente dal nostro attivista quando gli è stato notificato il bando. Ma la Questura pretendeva che Salvatore avesse con se il contratto di lavoro. Nessun italiano gira con questo documento in tasca: la Questura non ha voluto chiederlo a Greenpeace Italia che avrebbe facilmente messo a disposizione la documentazione relativa.</p><p>D&#8217;ora in poi speriamo in una maggiore attenzione verso chi manifesta in modo pacifico per difendere l&#8217;ambiente. Basta multe e limitazioni della libertà personale. Gli attivisti non sono criminali. Le loro azioni sono un atto di responsabilità civile.</p><p>Ringraziamo ancora una volta le migliaia di persone, che anche da questo blog, hanno partecipato alla nostra protesta, mettendoci la firma e la faccia. Grazie a tutti i 10.610 banditi del clima.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/bandito-clima-libero/194619/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sbrigati Ministro. Il ritardo “Costa”</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/sbrigati-ministro-ritardo-%e2%80%9ccosta%e2%80%9d/188461/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/sbrigati-ministro-ritardo-%e2%80%9ccosta%e2%80%9d/188461/#comments</comments> <pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:13:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Costa Concordia]]></category> <category><![CDATA[giglio]]></category> <category><![CDATA[legge 51]]></category> <category><![CDATA[passera]]></category> <category><![CDATA[rotte]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188461</guid> <description><![CDATA[C&#8217;è un decreto che, se approvato subito, potrà tutelare le aree di mare sensibili da disastri come quello della Costa Concordia. Ma il ministro dei Trasporti, Corrado Passera, continua a ignorarlo. Tocca a noi chiedergli di sbrigarsi. Attraverso il sito di Greenpeace, più di 17 mila persone gli hanno già inviato una mail con una richiesta precisa:  l’approvazione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/rotte-a-rischio.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-188462" title="rotte a rischio" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/rotte-a-rischio-300x197.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="197" /></a><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/rotte-a-rischio.jpg?47e3a5"></a>C&#8217;è un decreto che, se approvato subito, potrà tutelare le aree di mare sensibili da disastri come quello della <strong>Costa Concordia</strong>. Ma il ministro dei Trasporti, Corrado Passera, continua a ignorarlo. Tocca a noi chiedergli di sbrigarsi. Attraverso il <a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/" target="_blank">sito di Greenpeace</a>, più di 17 mila persone gli hanno già inviato una mail con una richiesta precisa:  l’approvazione di regole severe per la navigazione.</p><p><strong>La legge 51 del 2001</strong> (art. 5, comma 2) permette, infatti, di regolamentare con un decreto del ministro dei Trasporti di concerto con il ministro dell&#8217;Ambiente, il traffico marittimo nelle aree &#8220;a rischio&#8221; come il <strong>Santuario dei Cetacei</strong>. Il ministro dell’Ambiente, Clini, si è già espresso a favore. Ora è il ministro dei Trasporti che deve assumersi le sue responsabilità e agire per scongiurare futuri disastri come il naufragio all&#8217;Isola del Giglio.</p><p>Oltre alla perdita di decine di vite umane, la  Concordia rischia di provocare un grave disastro ambientale nel bel mezzo del Santuario, un&#8217;area che dovrebbe essere protetta dal 2001. <strong>La priorità è la rimozione del carburante ma ci sono molte altre sostanze inquinanti nel relitto</strong>: centinaia di litri di vernici, smalti, insetticidi, detergenti, circa 1300 metri cubi di acque nere e grigie, tonnellate di cibo e bevande.</p><p>Da anni denunciamo la totale mancanza di tutela del Santuario. Gli incidenti si ripetono (vedi <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/08/rifiuti-tossici-santuario-cetaceia-livorno-protesta-degli-ecologisti/182423/" target="_blank">lo sversamento della Grimaldi Lines al largo di Livorno</a>), i rischi e il degrado aumentano. Non vogliamo attendere il prossimo disastro.</p><p>Meno di una settimana fa gli attivisti di Greenpeace -<strong> </strong>in tute bianche sporche di petrolio &#8211; sono andati a consegnare una lettera direttamente al Ministero dei Trasporti con il messaggio: “Rotte a rischio. Decreto subito”. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Siamo sicuri che migliaia di cittadini convinceranno Corrado Passera a rompere il suo silenzio. Partecipa anche tu alla mobilitazione e <strong>manda la tua mail al Ministro</strong>. Un altro disastro quanto ci “Costa”?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/sbrigati-ministro-ritardo-%e2%80%9ccosta%e2%80%9d/188461/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Salvatore Barbera: attivista o criminale?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/attivista-criminale/184631/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/attivista-criminale/184631/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:39:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[attivismo]]></category> <category><![CDATA[banditi del clima]]></category> <category><![CDATA[foglio di via]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[Salvatore Barbera]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=184631</guid> <description><![CDATA[È più di un mese che Salvatore, il responsabile della nostra campagna Energia e Clima, non mette piede a Roma, la città in cui lavora. Non può. Il foglio di via obbligatorio &#8211; che gli ha imposto il Questore per la protesta non violenta in difesa del clima davanti a Palazzo Chigi &#8211; non è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>È più di un mese che Salvatore, il responsabile della nostra campagna Energia e Clima, non mette piede a Roma, la città in cui lavora. Non può. Il<strong> foglio di via obbligatorio</strong> &#8211; che gli ha imposto il Questore per la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/salvatore-%E2%80%9Cbandito%E2%80%9D-clima/176609/" target="_blank">protesta non violenta in difesa del clima davanti a Palazzo Chigi</a> &#8211; non è ancora stato ritirato.</p><p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=35186584&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=c20000&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=35186584&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=c20000&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p><p><strong>Nel nostro Paese l’attivismo è come un crimine</strong>. Se protesti per denunciare gli impatti dei cambiamenti climatici vieni allontanato come si fa con le persone pericolose, moleste o dedite ad attività mafiose. E diventi bandito.</p><p>Se un attivista di Greenpeace è bandito, tutti noi siamo banditi del clima. Se credi anche tu che difendere il clima sia un atto di responsabilità civile &#8211; e non un atto criminale &#8211;  scegli di far parte dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.banditidelclima.org/"><strong>www.banditidelclima.org</strong></a></span>. Vai sul sito, compila il form e carica la tua foto.</p><p>Il foglio di via imposto a Salvatore per due anni è un provvedimento grave e inaccettabile. Per denunciare quest’ingiustizia e fare rumore, dobbiamo essere in tanti. Partecipa alla protesta e diffondi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.banditidelclima.org/">www.banditidelclima.org</a></span> tra i tuoi contatti, sul tuo profilo Facebook e Twitter. Quanti banditi riusciremo a localizzare?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/attivista-criminale/184631/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dal clima agli ogm, un anno in azione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/anno-azione/180590/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/anno-azione/180590/#comments</comments> <pubDate>Fri, 30 Dec 2011 15:15:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[2011]]></category> <category><![CDATA[Ambiente]]></category> <category><![CDATA[bilancio]]></category> <category><![CDATA[Campagne]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=180590</guid> <description><![CDATA[Com&#8217;è stato il 2011 di Greenpeace Italia? Una conferma che le proteste creative, pacifiche e nonviolente funzionano. Investigare e denunciare in modo spettacolare gli abusi ambientali. Negoziare nelle “stanze dei bottoni” per promuovere pratiche sostenibili. Mobilitare le persone online. Fare banchetti per le strade. È il modo in cui da sempre affrontiamo le sfide ambientali...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Com&#8217;è stato il 2011 di Greenpeace Italia? Una conferma che le <strong>proteste creative, pacifiche e nonviolente </strong>funzionano. Investigare e denunciare in modo spettacolare gli abusi ambientali.     Negoziare nelle “stanze dei bottoni” per promuovere pratiche sostenibili. Mobilitare le persone online. Fare banchetti per le strade. È il modo in cui da sempre affrontiamo le sfide ambientali e riusciamo a vincerle, grazie al contributo di volontari e attivisti, di chi ci sostiene economicamente, di chi partecipa alle nostre campagne sul web.</p><p>Ecco i successi di quest&#8217;anno. Te li raccontiamo campagna per campagna:</p><p><strong>Fuori dal nucleare</strong><br /> - Il 12 e 13 giugno l&#8217;Italia vota <a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Video/Vittoria-storica-nucleare-fermato-per-sempre-in-Italia/" target="_blank"><strong>Sì al Referendum sul nucleare</strong></a> fermando una volta per tutte il ritorno dell&#8217;atomo nel Paese. Si spalanca la porta per un futuro basato sulle energie rinnovabili e l&#8217;efficienza energetica.<br /> - Dopo il disastro di <strong>Fukushima</strong>, Germania, Belgio e Svizzera ripensano le proprie strategie energetiche e i piani di sviluppo sul nucleare. La Germania &#8211; prima potenza economica d&#8217;Europa &#8211; annuncia l&#8217;uscita dall&#8217;atomo nel 2022 e l&#8217;innalzamento del target al 35 per cento della domanda elettrica coperta dalle rinnovabili al 2020.</p><p><strong>Salviamo il clima</strong><br /> - <strong><a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/Chi-cambia-il-clima/Emissioni-hi-tech/Facebook/" target="_blank">Facebook diventa verde</a></strong> e annuncia la collaborazione con Greenpeace per promuovere le energie rinnovabili e coinvolgere utenti e community in scelte a favore della sostenibilità.<br /> - Il tribunale olandese dà ragione a Greenpeace e chiede alla <strong>Cairn Energy</strong>, proprietaria dell&#8217;unica piattaforma offshore attualmente attiva nel Mare Artico, di rendere pubblici i propri piani di emergenza in caso di disastro petrolifero.<br /> - In Italia, oltre 70 mila persone aderiscono alla campagna contro <a href="http://vwdarkside.com/ita" target="_blank">Volkswagen</a> per chiedere al colosso automobilistico tedesco maggiori perfomance ambientali e un appoggio alle leggi di riduzione delle emissioni di CO2 in Europa.<br /> - Obiettivo 30 per cento: IKEA, MANGO e il Gruppo PPR prendono un impegno sul clima e si uniscono alle aziende promotrici della riduzione delle emissioni di CO2 del 30 per cento al 2020.</p><p><a href="http://www.flickr.com/slideShow/index.gne?user_id=16093524@N00&amp;set_id=72157628048986405/" target="_blank">Guarda la galleria fotografica</a></p><p><strong>Deforestazione zero</strong><br /> - <a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/vittoria-barbie/" target="_blank"><strong>Barbie dice no</strong></a> al packaging che distrugge le foreste. Grazie alla campagna di Greenpeace &#8220;Barbie ti mollo&#8221;, il gigante del settore dei giocattoli Mattel, insieme a Lego e Hasbro, interrompe i rapporti commerciali con aziende che distruggono la foresta indonesiana.<br /> - Dopo anni di campagna in difesa delle ultime foreste torbiere, Greenpeace spinge la multinazionale indonesiana della <strong>palma da olio GAR</strong> (Golden Agri Resources), ad adottare una nuova politica di sostenibilità.</p><p><strong>Agricoltura e Ogm</strong><br /> - Dopo l&#8217;intervento diretto di Greenpeace per smascherare e isolare campi illegali di mais Ogm in <strong>Friuli </strong>e il lavoro congiunto di associazioni nazionali e regionali, a marzo viene approvata la legge regionale che vieta le coltivazioni Ogm in Friuli.</p><p><strong>Liberi da sostanze tossiche</strong><br /> - Dopo mesi di indagini sul campo, Greenpeace rende nota la spedizione sospetta di quasi 25 mila tonnellate di rifiuti tossici provenienti dalle operazioni di bonifica dell&#8217;<strong>ex Sisas di Pioltello-Rodano</strong> nella discarica spagnola di Nerva e documenta i mancati trattamenti di inertizzazione di almeno una parte dei rifiuti spediti in Spagna.<br /> - <strong>Campagna Detox</strong>: Adidas, H&amp;M, Nike, Puma, C&amp;A e Li Ning si impegnano a eliminare i prodotti tossici dalle proprie filiere produttive entro il 2020.</p><p><strong>Difendiamo mari e oceani</strong><br /> - In Gran Bretagna<strong> solo tonno sostenibile</strong>: grazie alla campagna di Greenpeace tutte le più importanti catene di supermercati e marchi privati di tonno in scatola distribuiti sul mercato inglese si impegnano a vendere solo tonno pescato con metodi sostenibili.<br /> - A ottobre, i presidenti di regione Liguria e Toscana prendono un impegno con Greenpeace per salvare il<strong> Santuario dei Cetacei</strong>. L&#8217;obiettivo è sviluppare misure concrete contro l&#8217;inquinamento di quest&#8217;area di mare protetta.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/anno-azione/180590/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Salvatore, il “bandito” del clima</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/salvatore-%e2%80%9cbandito%e2%80%9d-clima/176609/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/salvatore-%e2%80%9cbandito%e2%80%9d-clima/176609/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Dec 2011 08:53:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category> <category><![CDATA[Corrado Clini]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[roma]]></category> <category><![CDATA[Salvatore Barbera]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176609</guid> <description><![CDATA[Bandito da Roma per due anni! Il nostro responsabile della campagna Energia e Clima, Salvatore Barbera, ha dovuto lasciare la città in cui lavora, dopo l’azione di martedì scorso davanti a Palazzo Chigi per denunciare l’impatto dei cambiamenti climatici. Il foglio di via viene motivato con il reiterarsi del reato di manifestazione non autorizzata. Salvatore, 32...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/Salvatore-Barbera-Greenpeace.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-176610" title="Salvatore Barbera - Greenpeace" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/Salvatore-Barbera-Greenpeace.jpg?47e3a5" alt="Salvatore Barbera, l'attivista di Greenpeace &quot;bandito&quot; da Roma" width="270" height="199" /></a>Bandito da Roma per due anni! Il nostro responsabile della campagna Energia e Clima, <strong>Salvatore Barbera</strong>, ha dovuto lasciare la città in cui lavora, dopo l’azione di martedì scorso davanti a Palazzo Chigi per denunciare l’impatto dei cambiamenti climatici. Il foglio di via viene motivato con il reiterarsi del reato di manifestazione non autorizzata.</p><p>Salvatore, 32 anni di Pistoia, è un attivista da molti anni e negli ultimi mesi è stato impegnato a tempo pieno nello sviluppo della campagna Clima e per il Referendum sul nucleare di giugno, prendendo parte a diverse azioni nonviolente.</p><p>Lui non è il primo attivista &#8220;bandito&#8221; di Greenpeace. Era già successo nel 2007 a <strong>Brindisi</strong>, quando dopo un’azione nella centrale a carbone più inquinante d&#8217;Italia, dodici attivisti furono banditi per tre anni. Pochi mesi dopo, il Tar di Lecce annullava il decreto di polizia. É successo di nuovo a fine maggio, dopo l&#8217;azione allo Stadio Olimpico di <strong>Roma </strong>nella campagna contro il nucleare, e anche in quel caso il Tar si è pronunciato all&#8217;inizio di settembre.</p><p>Opporsi ai rischi del nucleare e denunciare l&#8217;impatto dei cambiamenti climatici è un atto dovuto di responsabilità civile. Il questore di Roma, invece, ha ritenuto opportuno applicare a un <strong>attivista pacifista</strong> una misura restrittiva concepita per i criminali. Martedì scorso, davanti a Palazzo Chigi, i nostri <em>climber </em>hanno piazzato una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/cartoline-dal-caos-climatico-per-il-ministro-clini/174421/" target="_blank">cartolina dal caos climatico</a></span> formato 14&#215;5. Una foto della tragica alluvione di Genova accompagnata dalla scritta: <em>&#8220;Il clima cambia. La politica deve cambiare&#8221;</em>. Una protesta per chiedere al Governo e al ministro dell’Ambiente di assumere a Durban una posizione forte e ambiziosa per la salvaguardia del clima e per il rinnovo del protocollo di Kyoto.</p><p>Criminalizzare chi manifesta in modo spettacolare ma pacifico per difendere l&#8217;ambiente e il clima globale, un bene comune dell&#8217;umanità, è un errore grave. In queste ora a Durban stanno decidendo il futuro del clima del pianeta. E noi stiamo continuando a fare pressione sui politici con le nostre richieste. Unisciti a noi. Manda al ministro dell&#8217;Ambiente Clini una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/Il-clima-cambia-la-politica-deve-cambiare/" target="_blank"><strong>cartolina dal caos climatico</strong></a></span>. La morte del protocollo di Kyoto non è un&#8217;opzione possibile!</p><p><em>Nella foto, Salvatore Barbera. Per ingrandire <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/Salvatore-Barbera-Greenpeace.jpg?47e3a5" target="_blank">clicca qui</a></span> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/salvatore-%e2%80%9cbandito%e2%80%9d-clima/176609/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cartoline dal caos climatico per Clini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/cartoline-dal-caos-climatico-per-il-ministro-clini/174421/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/cartoline-dal-caos-climatico-per-il-ministro-clini/174421/#comments</comments> <pubDate>Thu, 01 Dec 2011 09:19:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category> <category><![CDATA[corradi clini]]></category> <category><![CDATA[Durban]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[Protocollo di Kyoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=174421</guid> <description><![CDATA[A Durban sono già a lavoro. Capi di Stato e di Governo stanno decidendo le sorti del protocollo di Kyoto, l’unico accordo internazionale esistente per la salvaguardia del clima. Anche il nostro ministro dell&#8217;Ambiente, Corrado Clini, parteciperà ai negoziati di Durban. “Caro Ministro, le chiedo di assumere una posizione forte e ambiziosa per il clima”...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/cartolina.jpg?47e3a5"><img class="size-medium wp-image-174425 alignleft" title="cartolina" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/12/cartolina-300x112.jpg?47e3a5" alt="Una delle &quot;cartoline dal caos climatico&quot; di Greenpeace per il ministro dell'Ambiente Clini" width="300" height="112" /></a>A <strong>Durban </strong>sono già a lavoro. Capi di Stato e di Governo stanno decidendo le sorti del protocollo di Kyoto, l’unico accordo internazionale esistente per la salvaguardia del clima. Anche il nostro ministro dell&#8217;Ambiente, Corrado Clini, parteciperà ai negoziati di Durban. “Caro Ministro, le chiedo di assumere una posizione forte e ambiziosa per il clima” è il messaggio che gli abbiamo recapitato su una cartolina, anzi su più di 10 mila cartoline.</p><p><strong>“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/Il-clima-cambia-la-politica-deve-cambiare/" target="_blank">Cartoline dal caos climatico</a></span>” </strong>è la nuova campagna che abbiamo lanciato sul nostro sito. Chiediamo a chi ci segue online di mandare al ministro una cartolina con le foto dei disastri climatici che hanno colpito l’Italia in questi giorni. Le tragiche alluvioni a Genova, Roma e Messina sono chiari segnali che anche il nostro Paese è vittima dei cambiamenti climatici.</p><p>A subire le conseguenze del clima che muta non sono solo gli orsi polari, che vedono il ghiaccio della banchisa scomparirgli sotto le zampe, o gli abitanti delle Maldive, che rischiano di finire sott’acqua. Le prove generali di <strong>cambiamento climatico</strong> sono arrivate anche da noi: la desertificazione del Meridione, il ritirarsi dei ghiacciai di montagna, lo slittamento dei cicli agricoli e l&#8217;intensificarsi della frequenza di eventi meteorologici estremi quali alluvioni, temperature estremamente alte d&#8217;estate o basse d&#8217;inverno.</p><p>Negli ultimi cento anni le temperature medie in Italia sono <strong>aumentate di 1,3 gradi</strong> centigradi rispetto al periodo di riferimento: più della media mondiale (circa 0,8 gradi centigradi). Il fenomeno ha avuto un’accelerazione negli ultimi decenni: 2003, 2001, 2007, 1994, 2009, 2000, 2008, 1990, 1998, 1997, sono questi, nell’ordine, gli anni più caldi degli ultimi due secoli.</p><p>L’Italia, però, da troppo tempo ha una posizione di retroguardia rispetto agli altri Paesi europei e si è sempre opposta, in sede internazionale, all’adozione di leggi e politiche più ambiziose sul clima. Durban è l’occasione per voltare pagina. <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/Il-clima-cambia-la-politica-deve-cambiare/" target="_blank">Manda a Clini una cartolina</a></strong></span> dal caos climatico. Chiedigli di contribuire, in nome dell’Italia, al raggiungimento di accordi internazionali per la salvaguardia del clima.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/cartoline-dal-caos-climatico-per-il-ministro-clini/174421/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Gli &#8220;ambasciatori&#8221; di Ogm</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/gli-ambasciatori-di-ogm-dimenticano-la-fame/166445/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/gli-ambasciatori-di-ogm-dimenticano-la-fame/166445/#comments</comments> <pubDate>Wed, 26 Oct 2011 09:31:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[EuropaBio]]></category> <category><![CDATA[fame nel mondo]]></category> <category><![CDATA[Ogm]]></category> <category><![CDATA[The Guardian]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=166445</guid> <description><![CDATA[Ogni tanto il lavoro sporco della lobby biotech viene a galla. Pochi giorni fa il quotidiano inglese “The Guardian” ha pubblicato documenti riservati che svelano come gli EuropaBio, il gruppo di lobbisti pro-OGM di Bruxelles, stia provando a mettere in piedi un&#8217;artificiosa campagna di supporto pubblico agli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), coinvolgendo personalità di alto profilo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto il lavoro sporco della lobby biotech viene a galla. Pochi giorni fa il quotidiano inglese “The Guardian” <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.guardian.co.uk/environment/2011/oct/20/europabio-gm-ambassadors-europe?intcmp=122" target="_blank">ha pubblicato documenti riservati </a></span>che svelano come gli EuropaBio, il gruppo di lobbisti pro-OGM di Bruxelles, stia provando a mettere in piedi un&#8217;artificiosa campagna di supporto pubblico agli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), coinvolgendo personalità di alto profilo internazionale.</p><p>EuropaBio vuole spingere le vendite di prodotti OGM e prendere il controllo della catena alimentare con una <strong>strategia fredda e calcolata</strong> che punta sulla più grande menzogna: insinuare che cittadini e decisori politici europei stiano bloccando le soluzioni dell&#8217;industria biotech al problema della fame del mondo.</p><p>La sicurezza alimentare, però, non sarà raggiunta attraverso soluzioni tecniche e problematiche come l&#8217;ingegneria genetica. <strong>Il caso dell&#8217;Argentina</strong>, il secondo produttore di OGM nel mondo mostra chiaramente che gli organismi transgenici non comportano un aumento della sicurezza alimentare: milioni di tonnellate di soia OGM vengono esportati ogni anno dall&#8217;Argentina per nutrire il bestiame dei Paesi occidentali, mentre moltissimi argentini non hanno la sicurezza di un pasto.</p><p>Il vero obiettivo dei produttori di Ogm non è la fame nel mondo ma<strong> la proprietà delle sementi</strong>, che impoverisce proprio i contadini più poveri. La fame non è legata ai livelli produttivi, ma a un problema di ripartizione della ricchezza che l&#8217;agricoltura biotech può solo peggiorare.</p><p>L&#8217;industria biotech è senza scrupoli. È pronta a manipolare il pubblico europeo, puntando su personalità bene intenzionate ma male informate. Come? Mettendogli le parole in bocca, pagando i loro conti degli alberghi, restando dietro le quinte e facendo finta di non essere coinvolta.</p><p>Secondo i documenti ottenuti dal<em> Guardian</em>, gli “ambasciatori” non saranno pagati direttamente da EuropaBio, per non far vedere “l&#8217;affiliazione”, ma i lobbisti si sono offerti di scrivere per loro discorsi, ricerche, organizzare interviste con media internazionali, interventi a grandi conferenze e pagare le spese di alberghi e viaggi.</p><p>Secondo i sondaggi (Eurobarometro sulle biotecnologie, 2010), oltre il 60% degli europei si oppongono al cibo OGM in Europa. Ed è un dato in aumento. Ma davvero le aziende biotech pensano che una campagna artificiosa di pubbliche relazioni sia sufficiente a far cambiare idea ai cittadini europei? Davvero pensano di poterci convincere a privilegiare i profitti di poche agrochimiche <strong>a scapito della sicurezza alimentare</strong>?</p><p>La lobby OGM dovrà rassegnarsi. Abusare cinicamente della fame nel mondo per aumentare i profitti di poche aziende, tramite le vendite di prodotti transgenici e delle sostanze chimiche che li accompagnano non funziona. È vergognoso. È un insulto nei confronti delle persone.</p><p>L&#8217;unica soluzione per lottare contro la fame nel mondo &#8211; preservando la biodiversità &#8211; è <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.srfood.org/images/stories/pdf/officialreports/20110308_a-hrc-16-49_agroecology_en.pdf" target="_blank">l&#8217;agricoltura sostenibile</a></span>, che si basa su diversità di colture e pratiche agricole, protezione degli ecosistemi, più basso consumo di energia, di acqua, pesticidi e nessun brevetto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/gli-ambasciatori-di-ogm-dimenticano-la-fame/166445/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>160</slash:comments> </item> <item><title>In 40 anni le abbiamo fatte girare a molti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/23/in-40-anni-le-abbiamo-fatte-girare-a-molti/159499/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/23/in-40-anni-le-abbiamo-fatte-girare-a-molti/159499/#comments</comments> <pubDate>Fri, 23 Sep 2011 07:41:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[Nestlè]]></category> <category><![CDATA[Phyllis Cormack]]></category> <category><![CDATA[Trattato Antartico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=159499</guid> <description><![CDATA[Abbiamo compiuto 40 anni. Impegno, sfide, azioni ci hanno accompagnato fin dalla nostra nascita quando il 15 settembre 1971 quel piccolo gruppo di attivisti salpò a bordo del peschereccio Phyllis Cormack per protestare contro i test nucleari nel Pacifico settentrionale. Oggi Greenpeace è diventata un’organizzazione internazionale che può contare su milioni di sostenitori in tutto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/DOjEKu9N1lk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Abbiamo compiuto 40 anni. Impegno, sfide, azioni ci hanno accompagnato fin dalla nostra nascita quando il 15 settembre 1971 quel piccolo gruppo di attivisti <strong>salpò a bordo del peschereccio Phyllis Cormack per protestare </strong>contro i test nucleari nel Pacifico settentrionale.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/15/quarantanni-fa-il-primo-arrembaggio-verdeoggi-greenpeace-ha-tre-milioni-di-soci/157655/" target="_blank">Oggi Greenpeace è diventata un’organizzazione internazionale</a></span> che può contare su milioni di sostenitori in tutto il mondo. Ma siamo sempre motivati dagli stessi principi:<strong> indipendenza, nonviolenza e creatività.</strong></p><p>In questi 40 anni siamo andati contro governi, aziende e potenti lobby, li abbiamo fatti infuriare, li abbiamo costretti ad ascoltarci e a cambiare. Nel video in alto, un po’ sopra le righe, abbiamo cercato di raccontare chi siamo e come facciamo campagna.</p><p>Multinazionali, come <strong>Nestlè</strong>, convinte a non distruggere più le foreste per l&#8217;olio di palma. Aziende hi-tech che decidono di eliminare gradualmente le sostanze tossiche dai propri prodotti. Il divieto di scarico di rifiuti radioattivi in mare o la fine della caccia commerciale alle balene. Il <strong>Trattato Antartico</strong> o l&#8217;introduzione di nuova tecnologia verde per i frigoriferi.</p><p>In tutti questi casi, Greenpeace è stata una forza per il cambiamento. <strong>Mai come nel 21esimo secolo l&#8217;unica pace possibile è verde: per evitare le guerre tra gli uomini bisognerà proteggere le risorse del Pianeta.</strong><strong></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/23/in-40-anni-le-abbiamo-fatte-girare-a-molti/159499/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>22</slash:comments> </item> <item><title>Di chi è questo?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/08/di-chi-e-questo/156144/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/08/di-chi-e-questo/156144/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Sep 2011 15:09:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[inquinamento]]></category> <category><![CDATA[Isola del Giglio]]></category> <category><![CDATA[rifiuti]]></category> <category><![CDATA[Santuario dei cetacei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=156144</guid> <description><![CDATA[Scarpe, bottiglie di plastica, lattine e… una lavatrice. L’estate è finita e si lascia dietro un mare che assomiglia a un cassonetto. All&#8217;Isola del Giglio ci aspettavamo di esplorare le bellezze sommerse dei fondali e, invece, abbiamo fotografato rifiuti di vario genere. Di chi sono? Troppo spesso sotto la superficie del mare si nasconde ciò...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/greenpeace.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-156147" title="greenpeace" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/greenpeace-300x199.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="199" /></a>Scarpe, bottiglie di plastica, lattine e… una lavatrice. L’estate è finita e si lascia dietro un mare che assomiglia a un cassonetto. All&#8217;<strong>Isola del Giglio</strong> ci aspettavamo di esplorare le bellezze sommerse dei fondali e, invece, abbiamo fotografato rifiuti di vario genere. Di chi sono? Troppo spesso sotto la superficie del mare si nasconde ciò che non vogliamo vedere: spazzatura, sostanze inquinanti, fondali distrutti dalla pesca e da attività ricreative ben poco rispettose dell&#8217;ambiente.</p><p>Le immersioni sono state fatte dai volontari di Greenpeace insieme al Diving Isola del Giglio lunedì scorso a Cala Cupa e alle secche di Zannea. I rifiuti sono stati portati in spiaggia per essere contati e poi differenziati con l&#8217;aiuto del Comune dell&#8217;isola. L&#8217;isola del Giglio è uno dei siti più importanti per immersioni in Italia. Praterie di posidonia, meravigliose gorgonie e coloratissime spugne rendono la zona un vero e proprio <strong>patrimonio naturale</strong>.</p><p>Purtroppo abbiamo documentato zone con gorgonie spezzate e chiari segni di degrado legato ad ancoraggi impropri. Un danno ambientale che potrebbe essere evitato con il posizionamento di boe per l&#8217;ancoraggio e il controllo delle imbarcazioni turistiche nelle aree di maggior valore ecologico.</p><p>Eppure quest’isola si trova nell&#8217;area protetta del <strong>Santuario dei cetacei</strong>, un triangolo di mare compreso tra la  Liguria e la  Costa Azzurra, e tutt’intorno alla Corsica che ha una ricchezza incredibile di vita: balenottere comuni ma anche capodogli, zifii, globicefali, stenelle e tante altre specie animali.</p><p>Il prossimo mese saranno passati dieci anni dalla legge con cui l&#8217;Italia sanciva la creazione del Santuario dei Cetacei ma qui non c’è <strong>nessuna regola</strong> specifica contro l&#8217;inquinamento, nessuna misura per limitare il traffico marittimo nelle zone più sensibili o controlli per evitare l&#8217;abbandono di rifiuti dalle imbarcazioni come previsto dalla normativa internazionale.</p><p>Nessuna sorpresa, quindi, se anche al largo dell&#8217;isola si vedono sempre meno delfini, mentre il degrado dell&#8217;ecosistema marino aumenta. È ora che il Ministero dell&#8217;Ambiente, insieme alle Regioni che si affacciano sull&#8217;area, mettano in atto un preciso piano di gestione per tutelare l&#8217;ambiente e gli interessi delle comunità locali &#8211; come quella del Giglio &#8211; la cui economia si basa sul patrimonio naturale.</p><p>Foto di Greenpeace, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/greenpeace.jpg?47e3a5" target="_blank">clicca qui per ingrandire</a></span></p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/6Gpcoio-I5Y" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/08/di-chi-e-questo/156144/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>14</slash:comments> </item> <item><title>Questa estate il “Detox” è contagioso!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/05/questa-estate-il-%e2%80%9cdetox%e2%80%9d-e-contagioso/150010/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/05/questa-estate-il-%e2%80%9cdetox%e2%80%9d-e-contagioso/150010/#comments</comments> <pubDate>Fri, 05 Aug 2011 06:44:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[adidas]]></category> <category><![CDATA[Detox]]></category> <category><![CDATA[Dirty Laundry]]></category> <category><![CDATA[nike]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=150010</guid> <description><![CDATA[Sembra che il “Detox” vada molto di moda quest’anno. Pechino, Roma, Bangkok, Amsterdam… Non stiamo parlando di una nuova dieta estiva, ma della campagna di Greenpeace contro l’inquinamento dei fiumi in Cina. Ve l’eravate persa? Strano, perché abbiamo deciso di sfidare due colossi dell’abbigliamento sportivo come Adidas e Nike. Obiettivo: convincerli a diventare campioni contro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sembra che il “<strong>Detox</strong>” vada molto di moda quest’anno. Pechino, Roma, Bangkok, Amsterdam… Non stiamo parlando di una nuova dieta estiva, ma della <strong>campagna di</strong> <strong>Greenpeace contro l’inquinamento dei fiumi in Cina</strong>. Ve l’eravate persa? Strano, perché abbiamo deciso di sfidare due colossi dell’<a href="http://www.youtube.com/watch?v=o8OB68YeMmc&amp;feature=player_embedded" target="_blank">abbigliamento sportivo come Adidas e Nike</a>. Obiettivo: convincerli a diventare campioni contro l’inquinamento!</p><p>La campagna Detox parte da un’indagine condotta da Greenpeace tra il 2010 e il 2011.  In quei mesi abbiamo raccolto e analizzato diversi campioni di acqua presso gli scarichi di due complessi industriali cinesi, lo <strong>Youngor Textile Complex</strong> e il <strong>Well Dyeing Factory Limited</strong>. I due siti si trovano rispettivamente sul delta del <strong>fiume Yangzte</strong> &#8211; il fiume più lungo della Cina che fornisce acqua potabile a circa 20 milioni di persone &#8211; e del fiume delle Perle.</p><p>La nostra allarmante scoperta è riportata nel dossier “<strong>Dirty Laundry</strong>”, <a href="http://bit.ly/qftHY1" target="_blank">di cui potete consultare la versione ridotta</a>.</p><p><strong>I fiumi sono contaminati da sostanze pericolose</strong>, usate in alcune fasi della produzione tessile, in grado di alterare il sistema ormonale dell’uomo anche a basse concentrazioni. Un problema, questo, che può essere risolto se i maggiori brand sportivi – <strong>Adidas e Nike</strong> per primi – guideranno l’industria tessile verso una chimica pulita.</p><p>La nostra richiesta è chiara:<strong> raggiungere l’obiettivo “scarichi zero”.</strong></p><p>Mentre Adidas e Nike sono ancora in fase di dialogo e contrattazione, c’è chi è già salito sul podio dei virtuosi. <strong>Puma</strong>, la terza azienda al mondo per l’abbigliamento sportivo, ha risposto alla nostra campagna <strong>assumendosi l’impegno ad eliminare entro il 2020 l’uso delle sostanze chimiche pericolose dall’intera catena produttiva e dai prodotti in commercio.</strong> Una bella notizia che in rete sta facendo il giro del mondo.</p><p>Nel frattempo, in Cina, c’è chi affronta le gravi conseguenze dovute alla contaminazione dei corsi d’acqua. <strong><em>Zhong Yu </em></strong>è una ricercatrice di Greenpeace che ha contribuito attivamente alla realizzazione del rapporto “Dirty Laundry”. Durante un campionamento presso il fiume Fenghua<strong>,</strong> <strong>ha perso temporaneamente l’uso di un piede</strong> entrando in contatto con le sostanze scaricate da uno stabilimento tessile nel fiume. Nei giorni seguenti il contatto con l’acqua, infatti, la sua pelle ha iniziato a squamarsi come fosse quella di un serpente, strato dopo strato. Il fiume Fenghua bagna un’antica città nella provincia dello Zhejiang dove vivono oltre 2 milioni di persone. Cosa accadrà ai milioni di abitanti della Cina se si continuerà a ignorare il problema?</p><p>Chiedi ad Adidas e Nike di vincere la sfida contro l’inquinamento. Sul sito di <a href="http://act.gp/DetoxNow" target="_blank">Greenpeace International è attiva la petizione</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/05/questa-estate-il-%e2%80%9cdetox%e2%80%9d-e-contagioso/150010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>La deforestazione che uccide le tigri indonesiane</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/26/la-deforestazione-che-uccide-le-tigri-indonesiane/147833/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/26/la-deforestazione-che-uccide-le-tigri-indonesiane/147833/#comments</comments> <pubDate>Tue, 26 Jul 2011 08:55:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[app]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[Deforestazione]]></category> <category><![CDATA[Pefc]]></category> <category><![CDATA[tigri]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=147833</guid> <description><![CDATA[Attenzione! Le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità. Un esemplare adulto di tigre di Sumatra muore, dopo sette giorni di agonia, per le ferite provocate da una trappola per cinghiali. Il luogo del delitto si trova a poca distanza da un insediamento umano, in Indonesia, ai margini di una delle concessioni di APP...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Attenzione!</strong> Le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità. <strong>Un esemplare adulto di tigre di Sumatra muore, dopo sette giorni di agonia, per le ferite provocate da una trappola per cinghiali.</strong> Il luogo del delitto si trova a poca distanza da un insediamento umano, in Indonesia, ai margini di una delle concessioni di APP (Asia Pulp and Paper).</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/8PxDPeiENSM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Questo concentrato di tristezza e follia ha un lungo elenco di responsabili. Il primo colpevole si chiama <strong>Asia Pulp and Paper</strong>, il gigante della carta più volte denunciato da Greenpeace per l’abitudine criminale di trattare preziosi ecosistemi forestali come carta straccia. <strong>L’attività distruttiva di App costringe le tigri ad avvicinarsi agli insediamenti umani, dove sono vittima di trappole non destinate a loro. </strong></p><p>App converte le ultime foreste torbiere indonesiane in prodotti di carta usa e getta come il packaging utilizzato dalle multinazionali del giocattolo come Mattel, Disney e Hasbro.</p><p>Questa tigre è morta in una concessione di App soggetta alle verifiche dal più grande ente di certificazione forestale al mondo: il <strong>Pefc </strong>(Programme for Endorsement of Forest Certification schemes). L’operato del Pefc è già stato messo in discussione da molte associazioni ambientaliste, e ora speriamo che le prove di distruzione forestale contenute nel video <strong>spingano l’ente a interrompere immediatamente ogni legame con App</strong>.</p><p>Tutte le aziende che utilizzano carta certificata Pefc devono sapere che i loro prodotti potrebbero contenere fibre di cellulosa provenienti dall’area dove è morta una delle ultime 400 tigri di Sumatra. In Indonesia ogni anno, nella sola provincia di Riau, 1.600 kmq di foresta vengono distrutti a causa della produzione di polpa di cellulosa e olio di palma. Parliamo di una superficie superiore all’intera area urbana di Roma.</p><p><em>Quante tigri dovranno ancora morire in Indonesia, prima che App venga fermata?</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/26/la-deforestazione-che-uccide-le-tigri-indonesiane/147833/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>88</slash:comments> </item> <item><title>Zaia ha il vizio del carbone. Digli di smettere!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/20/zaia-ha-il-vizio-del-carbone-digli-di-smettere/146734/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/20/zaia-ha-il-vizio-del-carbone-digli-di-smettere/146734/#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Jul 2011 15:52:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Carbone]]></category> <category><![CDATA[porto tolle]]></category> <category><![CDATA[Zaia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=146734</guid> <description><![CDATA[Chiamiamola legge “salva carbone”, legge ad aziendam o meglio regalo a Enel. È quello che stanno discutendo ora nel Consiglio Regionale del Veneto: cambiare il regolamento di un parco già fragilissimo – quello del Delta del Po – per consentire la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle. La risposta di Greenpeace è arrivata...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/zZI7p7i4qIo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div>Chiamiamola legge</strong><strong> </strong>“salva carbone”, legge <em>ad aziendam</em> o meglio regalo a Enel. È quello che stanno discutendo ora nel Consiglio Regionale del Veneto: cambiare il regolamento di un parco già fragilissimo – quello del Delta del Po – per consentire la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle.</p><p>La risposta di Greenpeace è arrivata di prima mattina. I nostri attivisti hanno portato una barca di carbone davanti alla sede del Consiglio, a Palazzo Ferro-Fini, sul Canal Grande a Venezia. Chiaro il messaggio: “Il carbone pulito non esiste”. Abbiamo anche installato una ciminiera alta tre metri e aperto un altro striscione, rivolto al governatore della Regione Veneto: <strong>“Il futuro secondo Zaia? Nero come il carbone”</strong><strong>.</strong></p><p>Il progetto di riconversione a carbone è già stato bocciato dal Consiglio di Stato: <strong>vogliono cambiare la legge del Parco per aggirare la sentenza e favorire Enel.</strong></p><p>La centrale di <strong>Porto Tolle </strong>comporterebbe l’emissione di oltre 10 milioni di tonnellate l’anno di Co2: più di 4 volte le emissioni annuali di una città come Milano. Porto Tolle diventerebbe così la seconda fonte “clima killer” in Italia, dopo la centrale Enel di Brindisi.</p><p>In più, l’impianto a carbone emetterebbe 2.800 tonnellate l’anno di ossidi di azoto (quanto 3,5 milioni di auto nuove in un anno) e 3.700 tonnellate di ossidi di zolfo, cioè più del doppio delle emissioni annue dell&#8217;intero settore trasporti in Italia.</p><p><strong>L&#8217;occupazione e lo sviluppo industriale non c&#8217;entrano nulla.</strong> Davanti alla vecchia centrale c&#8217;è il terminal gasifero <em>offshore </em>più grande del mondo: convertire la centrale a gas costerebbe la metà, occuperebbe poco meno e inquinerebbe molto meno. Se poi Enel spendesse i 2,5 milioni di euro, previsti per la riconversione, in fonti energetiche rinnovabili, creerebbe fino a 17 volte più posti di lavoro.</p><p>Abbiamo poche ore prima che la legge “salva carbone” diventi realtà. <strong><a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/pericolo-carbone/" target="_blank">Sul sito di <em>Greenpeace </em>è attiva una petizione online</a> </strong>per scrivere al governatore della Regione Veneto. <strong>Zaia ha il vizio del carbone. Digli anche tu di smettere!</strong><strong> </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/20/zaia-ha-il-vizio-del-carbone-digli-di-smettere/146734/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Il Lato Oscuro di Volkswagen</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/12/il-lato-oscuro-di-volkswagen/144754/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/12/il-lato-oscuro-di-volkswagen/144754/#comments</comments> <pubDate>Tue, 12 Jul 2011 12:41:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Ambiente]]></category> <category><![CDATA[Darth Vader]]></category> <category><![CDATA[gas serra]]></category> <category><![CDATA[Passat]]></category> <category><![CDATA[Pubblicità]]></category> <category><![CDATA[Volkswagen]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=144754</guid> <description><![CDATA[Uno degli spot più cliccati in rete è quello della Volkswagen Passat. Protagonista un piccolo Darth Vader di Star Wars che si esercita nell’uso della Forza. Volkswagen si presenta come un’azienda amica delle famiglie e impegnata in termini di responsabilità ambientale. Con il nostro contro-spot sveliamo il Lato Oscuro del colosso tedesco: la più grande...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Uno degli spot più cliccati in rete è quello della Volkswagen Passat. Protagonista un piccolo Darth Vader di Star Wars che si esercita nell’uso della Forza. Volkswagen si presenta come un’azienda amica delle famiglie e impegnata in termini di responsabilità ambientale. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.vwdarkside.com/it" target="_blank">Con il nostro contro-spot</a></span> sveliamo il Lato Oscuro del colosso tedesco: la più grande azienda produttrice d&#8217;auto d&#8217;Europa è <strong>impegnata a bloccare l&#8217;adozione di leggi fondamentali per salvare il clima</strong>.</p><p>Nell’episodio I della nostra parodia una legione di bambini di sette anni armati di spade laser, ognuno nelle vesti di un personaggio di<strong> </strong>Star<strong> </strong>Wars<strong>, sfida Darth Vader,</strong> mentre la gigantesca stazione da battaglia spaziale, la “Morte Nera”, con il marchio Volkswagen minaccia di distruggere la Terra.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/wqpjY7aqt3Q" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Nell’episodio II uno striscione con la scritta “Save your Planet” viene aperto sulla Morte Nera targata VW, mentre i bambini dell’Alleanza Ribelle festeggiano la vittoria.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/a78OWcVsZTk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Questa campagna <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://vwdarkside.com/ita" target="_blank">“Volkswagen darkside”</a></span> serve a svelare come VW non sia affatto l’azienda “produttrice d’auto più eco-friendly del mondo”, come recitano le sue pubblicità da milioni di euro. Nel <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.vwdarkside.com/it/pages/vw-report" target="_blank">nuovo rapporto “Il Lato Oscuro di Volkswagen”</a></span> spieghiamo come il colosso tedesco:<br /> - Impieghi il suo enorme peso politico per fare <strong>lobby contro alcune leggi decisive </strong>per la salvaguardia dell’ambiente;<br /> - Non abbia ridotto i <strong>consumi di carburanti dei suoi veicoli</strong> come le altre aziende concorrenti;<br /> - Non abbia introdotto la sua<strong> </strong><strong>tecnologia a basse emissioni di gas serra</strong> – la ‘Blue Motion – come opzione standard nell’equipaggiamento della sua produzione.</p><p>Per convincere Volkswagen ad abbandonare il Lato Oscuro della Forza, <strong>abbiamo bisogno che la nostra Alleanza Ribelle cresca sempre di più. </strong>Ora possiamo contare su un esercito di 200.000 Jedi che ha già scritto a VW e sta diffondendo la chiamata.</p><p>Aiutaci anche tu a costruire l’Alleanza Ribelle e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.vwdarkside.com/it" target="_blank">comincia il tuo addestramento Jedi</a></span>: chiedi a Volkswagen di dotare la sua produzione delle migliori tecnologie per l’efficienza di cui dispone e smettere di remare contro le leggi per salvare il clima.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/12/il-lato-oscuro-di-volkswagen/144754/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>23</slash:comments> </item> <item><title>Il cambiamento siamo noi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/14/il-cambiamento-siamo-noi/118153/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/14/il-cambiamento-siamo-noi/118153/#comments</comments> <pubDate>Tue, 14 Jun 2011 15:11:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[cambiamento]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[Nucleare]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category> <category><![CDATA[rinnovabili]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=118153</guid> <description><![CDATA[Quando la protesta de Ipazzisietevoi.org è iniziata, più di un mese fa, non avremmo mai creduto a un risultato del genere. Eravamo arrabbiati perchè ci volevano imporre una scelta deleteria prima di tutto per le persone e poi per l’economia del Paese. Avevamo paura di una società che sembrava scoraggiata e rassegnata dopo aver perso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando la protesta de <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ipazzisietevoi.org/public/" target="_blank">Ipazzisietevoi.org</a></span> è iniziata, più di un mese fa, non avremmo mai creduto a un risultato del genere. Eravamo arrabbiati perchè ci volevano imporre una scelta deleteria prima di tutto per le persone e poi per l’economia del Paese. Avevamo paura di una società che sembrava scoraggiata e rassegnata dopo aver perso numerose battaglie, disinteressata e inebetita da tutte le stupidaggini inutili che fanno vedere in televisione. Credevamo di essere in pochi ad avere ancora la <strong>speranza di poter cambiare qualcosa</strong> e la volontà di metterci tutto l’impegno e la collaborazione possibili.</p><p>Ma dopo il 13 giugno 2011 non possiamo che ricrederci. <strong>L’Italia ci ha sorpreso</strong> e meravigliato, vorremmo poter abbracciare e ringraziare ognuno dei 27 milioni che hanno votato e che hanno messo una croce sul Sì per migliorare la propria vita e quella delle generazioni future. In quest’ultimo mese, gli italiani hanno giustamente preteso e ottenuto la possibilità di esprimersi sui piani di un governo che pensa esclusivamente al tornaconto personale fregandosene del benessere delle persone. Il 13 giugno abbiamo dimostrato a questa classe politica, noncurante della sovranità popolare, che non si può oscurare un’ingiustizia sociale e ambientale pilotando le televisioni nazionali e cercando di boicottare la democrazia.</p><p>Il 13 giugno 2011 abbiamo fatto un passo fondamentale per <strong>uscire dalla crisi </strong>economica e sociale. Con questo voto popolare, anche l&#8217;Italia, come la Germania e la Svizzera, boccia l&#8217;energia nucleare, eliminandola definitivamente dai propri piani energetici per il futuro.</p><p>Ma la battaglia non è finita, ora che abbiamo fatto sentire forte la nostra voce, con il 55% di presenza alle urne e il 95% dei Sì, dobbiamo pretendere &#8211; come dice Greenpeace &#8211; che i 60 miliardi di euro che sarebbero stati investiti nella costruzione di nuove centrali nucleari vengano utilizzati nel settore delle <strong>energie rinnovabili</strong>. In questo modo in pochi anni potremo ottenere il doppio dell’energia elettrica e dieci volte più posti di lavoro, e tutto senza correre alcun rischio.</p><p>La nostra lotta contro il nucleare si conclude qui, ma noi non smetteremo mai di combattere per far valere i nostri diritti. Come disse Gandhi:<em><strong> &#8220;Sii tu il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo&#8221;</strong></em>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/AR_C72kX1a0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/14/il-cambiamento-siamo-noi/118153/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>14</slash:comments> </item> <item><title>Saranno i cittadini a fermare il nucleare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/10/fuori-dal-rifugio-per-il-si-al-referendum/117510/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/10/fuori-dal-rifugio-per-il-si-al-referendum/117510/#comments</comments> <pubDate>Fri, 10 Jun 2011 19:48:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[Nucleare]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=117510</guid> <description><![CDATA[Sappiamo che la battaglia per il Referendum e per un futuro migliore si può vincere solo uniti. Quando noi Pazzi ci siamo rinchiusi nel rifugio e nel bidone, l’abbiamo fatto nella convinzione che fosse il modo migliore per arrivare alla gente. Poi abbiamo deciso di uscire per far crescere ancora di più la protesta diffondendo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/JPX9TIHaN6s" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Sappiamo che la battaglia per il Referendum e per un futuro migliore si può vincere solo uniti. Quando noi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ipazzisietevoi.org/public/" target="_blank">Pazzi</a></span> ci siamo rinchiusi nel rifugio e nel bidone, l’abbiamo fatto nella convinzione che fosse il modo migliore per arrivare alla gente. Poi abbiamo deciso di uscire per far crescere ancora di più la protesta diffondendo a viva voce il <strong>nostro messaggio antinucleare</strong>.</p><p>Abbiamo fatto tutto questo perché la nostra motivazione è grande e perché sappiamo che avere ragione non basta per vincere le battaglie, <strong>bisogna lottare!</strong> Negli ultimi mesi questa è stata la dura realtà con cui ci siamo dovuti confrontare tutti, dentro e fuori dal rifugio.</p><p>Oggi abbiamo fatto un altro passo in avanti nella nostra protesta <strong>unendoci agli attivisti di Greenpeace</strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/10/referendum-blitz-di-greenpeace-striscioni-su-colosseo-ponte-vecchio-e-san-marco/117368/" target="_blank">in azione al Colosseo</a></span>. Mentre loro aprivano uno striscione di 300 metri quadrati, anche noi abbiamo steso il nostro piccolo banner per dimostrare l’importanza dell’impegno di tutti, ognuno secondo le proprie possibilità. Nelle stesse ore anche a Firenze da Ponte Vecchio e a Venezia dal campanile di San Marco sventolava lo stesso messaggio: “ITALIA, FERMA IL NUCLEARE, VOTA SI”.</p><p>Non sono state le grandi organizzazioni e tanto meno i partiti politici i maggiori protagonisti della campagna in difesa del Referendum. Poche volte nella storia di questa nazione il governo è stato così colpevolmente assente dalla vita pubblica, una scelta dettata dalla paura del confronto con gli elettori, una scelta che pagheranno cara. Sono stati finora e <strong>continueranno ad essere i cittadini a fare la grande differenza</strong>. Domenica 12 e lunedì 13 giugno <strong>facciamola noi la storia</strong>, andando a votare e moltiplicare i Sì!</p><p>Roma, venerdì 10 giugno 2011</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/10/fuori-dal-rifugio-per-il-si-al-referendum/117510/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Nucleare: dai vita alla tua protesta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/nucleare-dai-vita-alla-tua-protesta/117048/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/nucleare-dai-vita-alla-tua-protesta/117048/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Jun 2011 16:17:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Greenpeace</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[i pazzi siete voi]]></category> <category><![CDATA[Nucleare]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=117048</guid> <description><![CDATA[Un mese, 720 ore, 43.200 minuti, tanto è passato dal nostro ingresso nel rifugio. Un sacrificio fatto di poco sonno, poco cibo e soprattutto poca aria. Non è stata certo una passeggiata, alcuni momenti sono stati veramente duri. Avevamo voglia di uscire, andare per le strade a gridare quanto sia stupido tornare al nucleare mentre...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/NBxDTB47p4E" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Un mese, 720 ore, 43.200 minuti, tanto è passato dal nostro ingresso nel rifugio. Un sacrificio fatto di poco sonno, poco cibo e soprattutto poca aria. Non è stata certo una passeggiata, alcuni momenti sono stati veramente duri. Avevamo voglia di uscire, andare per le strade a gridare quanto sia stupido tornare al nucleare mentre il vento della storia soffia fortissimo verso le <strong>rinnovabili</strong>. In certi momenti ci saremmo accontentati di uscire anche solo per un&#8217;ora, fare una passeggiata e goderci un po’ di sole. La nostra determinazione però ci ha spinti a rimanere, cercando di comunicare la nostra esperienza a chi in quel momento ci stesse leggendo, guardando, ascoltando.</p><p>Abbiamo fatto interviste alla radio, scritto sui giornali, realizzato video, risposto ai commenti sul nostro sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ipazzisietevoi.org/" target="_blank">www.ipazzisietevoi.org</a></span>&#8230;Volevamo aprire gli occhi anche alle persone che la pensano diversamente da noi, persone con cui difficilmente ci era capitato di condividere qualcosa prima. Abbiamo avuto molti riscontri e grandi soddisfazioni, ma se siamo riusciti nel nostro intento oppure no<strong> lo sapremo lunedì 13</strong>, quando avremo i dati sull&#8217;affluenza alle urne.</p><p>Quello che ci fa ben sperare sono le notizie degli ultimi giorni, <strong>Margherita Hack</strong> che <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/margherita-hack-no-al-nucleare-in-italia-ma-si-alla-ricerca-puntare-su-rinnovabili-e-solare/" target="_blank">dichiara di votare Sì al Referendum</a></span> e il Presidente dell&#8217;Associazione Italiana Oncologia Medica che <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201106011715-eco-rt10233-nucleare_oncologi_bene_cassazione_ora_votare_si" target="_blank">stronca senza mezzi termini</a></span> la posizione &#8220;politica&#8221; del Prof. <strong>Veronesi sul nucleare</strong>: “sono troppi i probabili pericoli per giustificare gli eventuali benefici; la lotta ai tumori è già di per sé molto dura, non è il caso di aumentare i rischi. Un oncologo non può essere favorevole al nucleare”. Quando abbiamo detto che gli unici motivi per fare le centrali sono gli enormi appalti, gli interessi personali di pochi e il giro di soldi che ruotano intorno al nucleare non avevamo torto&#8230;</p><p>Ma la battaglia è tutt&#8217;altro che finita. Quello che dobbiamo fare adesso è mobilitare le persone, far capire a tutti che questa è un&#8217;occasione unica e irripetibile. Questo referendum non è una questione di destra o sinistra. Questo voto è mille volte più importante perché <strong>siamo noi a decidere</strong>, in maniera diretta. Negli ultimi anni la distanza tra la politica e i cittadini non ha fatto che aumentare, portando molte persone a perdere fiducia nel sistema e nella democrazia. Il referendum è l&#8217;occasione per riavvicinare le persone alla politica, per ridurre questa distanza e restituire importanza al voto. Dai credenti agli atei, dai leghisti agli anarchici, dai rassegnati ai militanti, portiamo tutti ad esprimere il loro Sì.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/nucleare-dai-vita-alla-tua-protesta/117048/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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