<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Giuseppe Pipitone</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/gpipitone/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Placido Rizzotto, la procura di Palermo apre un nuovo fascicolo per l&#8217;omicidio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/palermo-procura-apre-nuova-inchiesta-lomicidio-placido-rizzotto/241906/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/palermo-procura-apre-nuova-inchiesta-lomicidio-placido-rizzotto/241906/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 May 2012 13:52:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Cgil]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Luciano Liggio]]></category> <category><![CDATA[Placido Rizzotto]]></category> <category><![CDATA[Procura di Palermo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=241906</guid> <description><![CDATA[Dopo sessantaquattro anni la procura di Palermo ha aperto un nuovo fascicolo sulla scomparsa e sull’assassinio di Placido Rizzotto, il sindacalista della Cgil ucciso a Corleone il 10 marzo 1948. La nuova indagine deriva dal ritrovamento di alcune ossa nella foiba di Rocca Busambra nel 2009. Il precipizio vicino a Corleone è infatti il posto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo sessantaquattro anni la <strong>procura di</strong> <strong>Palermo</strong> ha aperto un nuovo fascicolo sulla scomparsa e sull’assassinio di <strong>Placido Rizzotto</strong>, il sindacalista della <strong>Cgil</strong> ucciso <strong>a Corleone</strong> il 10 marzo <strong>1948</strong>. La nuova indagine deriva dal ritrovamento di alcune ossa nella foiba di <strong>Rocca Busambra</strong> nel 2009. Il precipizio vicino a Corleone è infatti il posto dove venne gettato il cadavere del sindacalista dopo l’assassinio. Nel marzo scorso la polizia scientifica ha comparato il dna estratto da quei resti con quello di Carmelo Rizzotto, il padre del sindacalista, morto anni fa ma riesumato per l’occasione. Il risultato delle analisi ha lasciato ritenere che quei resti erano proprio le ultime spoglie di Placido Rizzotto.</p><p>L’apertura dell’indagine è dovuta quindi ad esigenze tecniche della procura di <strong>Termini Imerese</strong>, che ha adottato il provvedimento dopo la richiesta di comparazione del dna. Il fascicolo è stato quindi spedito al procuratore aggiunto <strong>Ignazio De Francisci</strong>, per un possibile supplemento d’indagine. L’invio del fascicolo alla direzione distrettuale antimafia era un atto dovuto dato che Rizzotto venne probabilmente assassinato dal boss di Cosa Nostra <strong>Luciano Liggio</strong>, anche se all’epoca dei fatti non esisteva ancora il reato di associazione mafiosa, introdotto solo nel <strong>1982</strong>. Fino ad oggi infatti nessuno è stato mai condannato per l’omicidio di Rizzotto. Subito dopo il delitto le indagini furono affidate a <strong>Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>, allora giovane capitano dei carabinieri a Corleone, che aveva portato alla sbarra il boss Luciano Liggio, <strong>Biagio Cutrupia</strong>, <strong>Vincenzo Collura</strong> e <strong>Pasquale Criscione</strong>. Nel <strong>1959</strong> però la corte decise di assolvere Liggio, Criscione e Collura per insufficienza di prove, mentre Cutrupia venne assolto con formula piena. Liggio si appellò chiedendo l’assoluzione con formula piena, ma la sentenza divenne definitiva nel 1961.</p><p>L’ipotesi degl’inquirenti – che visti i tempi è ormai accreditata come fatto storico &#8211; è che il killer di Rizzotto fu proprio Luciano Liggio, che si giovò della collaborazione di Criscione, amico di Rizzotto. Fu proprio Criscione che avrebbe convinto il sindacalista a fare una passeggiata fuori dal paese dopo una riunione alla camera del lavoro la sera del 10 marzo 1948. Liggio li seguì nell’ombra e giunti fuori dal centro abitato, aspettò che Criscione si dileguasse, prima di uccidere Rizzotto con tre colpi di pistola. Il mandante dell’omicidio Rizzotto fu probabilmente don <strong>Michele Navarra</strong>, boss e medico condotto del paese, che non vedeva di buon occhio le iniziative del sindacalista socialista, in prima linea durante il periodo dell’occupazione delle terre.</p><p>L’unico testimone del delitto era stato il piccolo pastorello <strong>Giuseppe Letizia</strong>, assassinato in seguito proprio dal boss Navarra, che con la scusa di vaccinarlo, lo uccise con un’iniezione letale. Oggi tutti gli attori dell’assassinio di Rizzotto e di Letizia sono deceduti da tempo. Proprio ieri a Corleone si sono celebrati i funerali solenni alla presenza del presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong>, che ha consegnato la medaglia al valor civile all’anziana sorella di Rizzotto, Giuseppa. Durante l’orazione funebre la segretaria della Cgil <strong>Susanna Camusso</strong> ha ribadito che “bisogna individuare mandanti ed esecutori, ma anche per accertare l&#8217;evoluzione dei fatti che hanno portato la mafia corleonese, che è la stessa che uccise Rizzotto, a condizionare la storia recente di questo Paese”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/palermo-procura-apre-nuova-inchiesta-lomicidio-placido-rizzotto/241906/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rizzotto, dopo 64 anni i funerali di Stato: &#8220;Corleone non è solo Riina e Provenzano&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/rizzotto-dopo-anni-funerali-stato-corleone-solo-riina-provenzano/241168/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/rizzotto-dopo-anni-funerali-stato-corleone-solo-riina-provenzano/241168/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 May 2012 20:19:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Bernardo Provenzano]]></category> <category><![CDATA[Corleone]]></category> <category><![CDATA[don michele navarra]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[giuseppe letizia]]></category> <category><![CDATA[Luciano Liggio]]></category> <category><![CDATA[Placido Rizzotto]]></category> <category><![CDATA[portella della ginestra]]></category> <category><![CDATA[salvatore di cristina]]></category> <category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category> <category><![CDATA[Totò Riina]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=241168</guid> <description><![CDATA[Un’urna di marmo bianco e rosso, larga un metro e alta non più di cinquanta centimetri, con inciso nome, cognome, data di nascita e di morte. Sono racchiusi qui dentro gli ultimi resti di Placido Rizzotto, il sindacalista della Cgil assassinato dalla mafia il 10 marzo del 1948: un feretro minimo per il funerale di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un’urna di marmo bianco e rosso, larga un metro e alta non più di cinquanta centimetri, con inciso nome, cognome, data di nascita e di morte. Sono racchiusi qui dentro gli ultimi resti di <strong>Placido Rizzotto</strong>, il sindacalista della Cgil assassinato dalla mafia il 10 marzo del 1948: un feretro minimo per il funerale di Stato più in ritardo della storia. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/mafia-napolitano-funerali-rizzotto-sono-ancora-pericoli-vigileremo/240439/" target="_blank">In una Corleone blindatissima per la presenza del capo dello Stato <strong>Giorgio Napolitano</strong>, </a>si è finalmente potuto scrivere l’ultimo capitolo della tormentata vicenda del sindacalista ammazzato da <strong>Luciano Liggio</strong> con tre colpi di pistola. Da allora sono dovuti passare ben sessantaquattro anni prima che Rizzotto potesse avere una degna sepoltura.</p><p>“A Corleone i mafiosi hanno tutti una tomba nel cimitero, per Placido Rizzotto però non c’è ancora nessun loculo” aveva accusato a più riprese il nipote, omonimo del sindacalista assassinato, di cui non si erano mai identificati i resti. Due mesi fa però la polizia scientifica aveva comparato il dna del padre di Rizzotto (morto anni fa e riesumato per l’occasione) con quello estratto da alcune ossa recuperate dalla foiba di Rocca Busambra, il precipizio dove Liggio aveva probabilmente gettato il cadavere della sua vittima. L’esito delle analisi non aveva lasciato dubbi: quei resti erano di Placido Rizzotto. Il consiglio dei Ministri aveva quindi accolto la proposta per i funerali di Stato a cui oggi è voluto intervenire personalmente Napolitano, per consegnare la medaglia d’oro al valor civile alla sorella di Rizzotto, <strong>Giuseppa</strong>, 81enne.</p><p>Alle esequie di Stato, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/16/anni-dallomicidio-mafia-placido-rizzotto-avra-funerali-stato/197809/">decise dal governo due mesi fa su proposta del presidente del Consiglio <strong>Mario Monti</strong></a> dopo un appello di<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/sindacalista-ucciso-dalla-mafia-1948-appelli-twitter-funerali-stato/196599/" target="_blank"> molte personalità politiche e della società civile</a>, hanno partecipato a nome del governo i ministri dell&#8217;Interno e della Difesa <strong>Anna Maria Cancellieri </strong>e <strong>Giampaolo Di Paola</strong>, oltre al procuratore nazionale antimafia <strong>Piero Grasso</strong>, il prefetto di Palermo <strong>Umberto Postiglione</strong>, il sindaco di Palermo <strong>Leoluca Orlando</strong>. Numerose le autorità e i rappresentanti politici tra cui <strong>Walter Veltroni</strong>,<strong> Rosy Bindi</strong> e una folta rappresentanza della Cgil: oltre al segretario <strong>Susanna Camusso</strong>, anche il suo predecessore <strong>Guglielmo Epifani</strong>. </p><p>I cittadini di Corleone, per troppo tempo associati soltanto a boss come <strong>Totò Riina</strong> e <strong>Bernardo Provenzano</strong>, hanno quindi riempito la basilica di San Martino, in cui era attesa la presenza della segretaria della Cgil <strong>Susanna Camusso</strong>. “I funerali di Stato rappresentano una nuova stagione – ha detto la massima dirigente del sindacato durante l’orazione funebre &#8211; Oggi chiederemo che si faccia giustizia, anche se molti protagonisti sono morti vogliamo che si riaprano i processi per i tanti sindacalisti assassinati dalla mafia”.</p><p>Quella del sindacalista corleonese è una tragica storia in bianco e nero, fatta di impunità, violenza mafiosa e battaglie contadine. Dopo essere stato partigiano socialista al nord, Rizzotto tornò a Corleone per dirigere la camera del lavoro. Dopo la guerra iniziò a guidare i mezzadri verso la stagione dell’ occupazione delle terre, che dalle parti di Corleone erano tutte o quasi degli amici latifondisti di <strong>don Michele Navarra</strong>, medico condotto e boss del paese. L’azione di Rizzotto danneggiava evidentemente gl’interessi dei fedelissimi di Navarra, che per spezzare l’energica azione contadina diede ordini precisi al giovane Liggio, che era ancora il suo killer più fidato (in seguito diverrà il suo assassino). La sera del 10 marzo 1948 Liggio attese Rizzotto fuori dalla camera del lavoro, attirandolo nelle campagne intorno al centro abitato grazie all’aiuto di un complice; favorito dal buio il killer sparò quindi tre colpi di pistola, gettando poi il cadavere nel precipizio di Rocca Busambra.</p><p>Le prime indagini sul caso furono affidate a <strong>Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>, all’epoca giovane tenente dei carabinieri, che mandò a processo gli esecutori dell’assassinio di Rizzotto. Il tribunale però ritenne di non avere prove sufficienti per condannarli e da quel momento la vicenda del sindacalista socialista fu complita dall’oblio. L’unico testimone del delitto era stato il piccolo pastorello <strong>Giuseppe Letizia</strong>, assassinato poi dal boss Navarra, che con la scusa di vaccinarlo lo uccise con un’iniezione letale. “Placido Rizzotto ha continuato a parlare in questi anni, lo ha fatto attraverso il piccolo Giuseppe Letizia, unico testimone del delitto, attraverso il generale<strong> Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>, attraverso <strong>Pio La Torre</strong>&#8221; ha commentato il fondatore di Libera, <strong>don Luigi Ciotti</strong>. “Ciao Zio tu hai vinto, oggi tocca a noi vincere – ha detto invece il nipote di Rizzotto, Placido &#8211; Tocca a noi chiedere ottenere che su casi come la strage di <strong>Portella della Ginestra</strong>, accaduta appena un anno prima della tua morte, sia finalmente rimosso il segreto di Stato&#8221;.</p><p>Nonostante la sacralità del momento però non è mancata la polemica. Ad innescarla <strong>Riccardo Nencini</strong>, segretario del Psi (Rizzotto era socialista), che ha messo sotto accusa l’arcivescovo di Monreale <strong>Salvatore Di Cristina</strong>, &#8220;reo&#8221; di non aver mai citato la mafia durante la celebrazione delle esequie. &#8220;E&#8217; stata la mafia ad uccidere Placido Rizzotto. Non dicendolo, lo uccideremo due volte. Monsignor Di Cristina, durante le esequie, non ha mai citato la parola mafia. Rizzotto morì per la libertà e giustizia, sprezzando un clima mafioso di omertà, per difendere i più deboli. Restituiamogli l&#8217;onore e la dignità”. All’inizio della celebrazione la platea aveva rumoreggiato soprattutto per il fatto che monsignor Di Cristina aveva sbagliato per due volte di seguito il cognome di Rizzotto, chiamandolo Rizzuto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/rizzotto-dopo-anni-funerali-stato-corleone-solo-riina-provenzano/241168/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Vent&#8217;anni dopo Capaci, Napolitano rompe il silenzio di Stato e nomina la &#8220;trattativa&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/anniversario-capaci-napolitano-nomina-trattativa-dopo-ventanni-silenzi-stato/239396/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/anniversario-capaci-napolitano-nomina-trattativa-dopo-ventanni-silenzi-stato/239396/#comments</comments> <pubDate>Wed, 23 May 2012 14:17:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Borsellino]]></category> <category><![CDATA[caltanissetta]]></category> <category><![CDATA[Capaci]]></category> <category><![CDATA[Falcone]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category> <category><![CDATA[Scarantino]]></category> <category><![CDATA[spatuzza]]></category> <category><![CDATA[strage di capaci]]></category> <category><![CDATA[trattativa]]></category> <category><![CDATA[via d'amelio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=239396</guid> <description><![CDATA[Per la prima volta anche il massimo esponente dello Stato parla della trattativa sotterranea tra Cosa Nostra e pezzi delle istituzioni nel 1992/1993. In visita nel capoluogo siciliano per il ventennale della strage di Capaci (qui la cronaca della commemorazione), il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha infatti dedicato un passaggio del suo discorso proprio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta anche il massimo esponente dello Stato parla della <strong>trattativa</strong> sotterranea tra <strong>Cosa Nostra</strong> e pezzi delle istituzioni nel 1992/1993. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/monti-stancarsi-cercare-verita-sulle-stragi-lunica-ragione-stato/238853/">In visita nel capoluogo siciliano per il ventennale della strage di Capaci <strong>(qui la cronaca della commemorazione)</strong></a>, il presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong> ha infatti dedicato un passaggio del suo discorso proprio alle inchieste ancora aperte dalle procure di Palermo e Caltanissetta. E lo ha fatto parlando da un luogo simbolo della lotta a Cosa Nostra, l’aula bunker del carcere Ucciardone, la cosiddetta “astronave verde”, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/obbligo-mondo-decidere-parte-stare-fermarlo-volle-tritolo/238554/">costruita per celebrare il primo maxi processo, istruito proprio da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino <strong>(leggi l&#8217;articolo di Nando dalla Chiesa su Giovanni Falcone)</strong></a>.</p><p>“Procedere con profonda sicurezza circa l&#8217;esito della lotta alla mafia – ha detto il capo dello Stato &#8211; non significa nasconderci la gravità degli errori che in sede giudiziaria possono compiersi, come se ne sono compiuti nei procedimenti relativi alla strage di via D&#8217;Amelio. In tali casi non si deve esitare a rimettere in discussione le conclusioni a cui si era pervenuti, non si deve esitare pur di raggiungere la verità&#8221;. Il riferimento diretto è proprio alle prime indagini sulla strage di via d’Amelio, che a causa di un clamoroso depistaggio in diretta portarono alla sbarra e alla successiva condanna di sette innocenti, tutti accusati dal falso pentito <strong>Vincenzo Scarantino</strong>, che si dichiarò a sua volta organizzatore dell’eccidio.</p><p>Le dichiarazioni di Scarantino e la conclusione dei primi processi sono stati però smentiti nel 2009 dal collaboratore di giustizia <strong>Gaspare Spatuzza</strong>, autoaccusatosi del massacro. Proprio in relazione alle dichiarazioni di Spatuzza la procura generale di Caltanissetta ha dato il via alla revisione del processo Borsellino Bis pochi mesi fa. Nel frattempo la procura retta da <strong>Sergio Lari</strong> continua ad indagare sulle reali dinamiche che portarono all’eccidio del giudice Paolo Borsellino.</p><p>Subito dopo la riapertura dell’inchiesta sulla strage di via d’Amelio, l’allora premier <strong>Silvio Berlusconi</strong> aveva bollato le indagini di Palermo e Caltanissetta come “vecchie storie, non è   per questo che dobbiamo spendere i soldi degli italiani”. In un’aula bunker in cui per la prima volta non era presente alcun esponente politico del centrodestra (oltre al neo sindaco di Palermo <strong>Leoluca Orlando</strong> c’era soltanto il senatore del Pd <strong>Beppe Lumia</strong>) Napolitano ha invece voluto parlare per la prima volta anche della “trattativa”, il patto sotterraneo che vide pezzi delle istituzioni sedersi allo stesso tavolo di Cosa Nostra nel 1992, oggetto dell’indagine in corso dal 2007 alla procura di Palermo. “Bisogna raggiungere verità rigorosamente accertate e non schemi precostituiti, indispensabili anche per far luce sui rapporti tra rappresentanti dello Stato e Cosa Nostra, anche per quella trattativa di cui si dibatte da vent&#8217;anni. Falcone è stato tra coloro che hanno ben colto e analizzato le storiche debolezze e ambiguità dell&#8217;impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata”.</p><p>Stamattina anche il premier <strong>Mario Monti</strong> si era espresso in relazione alle indagini sulla trattativa e sulle stragi, sottolineando che “l’unica ragione di Stato è la ricerca della verità”. Napolitano si è espresso anche in relazione all’atavico problema della condotta dei magistrati che da anni assilla alcuni ex ministri della giustizia. &#8221;La magistratura deve avere ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino prendendone l’esempio anzitutto sulla fedeltà alla Costituzione, come robusta e responsabile capacità di porsi al servizio del cittadino e rimanendo al di fuori di una irreale pretesa di onniscienza&#8221;.</p><p>Secondo il capo dello Stato &#8221;l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza che a Falcone erano care, si esprimevano nella sua libertà di giudizio e nel rispetto per le istituzioni, in una inequivoca distanza da posizioni di partito&#8221;. Il presidente ha analizzato anche il momento attuale, a più riprese paragonato al 1992, soprattutto dopo la strage di Brindisi. “Siamo preoccupati per la persistente gravità della pressione e della minaccia mafiosa, non la sottovalutiamo, ma ci sentiamo ben più forti che in quei tragici momenti del 1992. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/strage-brindisi-video-diventa-boomerang-indagini-affiorano-nuovi-sospetti/238825/">Coloro hanno osato stroncare la vita di <strong>Melissa</strong> e minacciare quella di altre sedicenni, se lo hanno fatto poi a <strong>Brindisi</strong>, in quella scuola, per offendere la memoria di una martire come <strong>Francesca Morvillo Falcone</strong></a>, la pagheranno e saranno assicurati alla giustizia”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/anniversario-capaci-napolitano-nomina-trattativa-dopo-ventanni-silenzi-stato/239396/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La quarta volta di Orlando 27 anni dopo: &#8220;La politica perde quando è marcia&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/quarta-volta-leoluca-orlando-vinto-politica-pensa-bene-comune/237458/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/quarta-volta-leoluca-orlando-vinto-politica-pensa-bene-comune/237458/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 May 2012 19:28:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[aluzzo]]></category> <category><![CDATA[Cracolici]]></category> <category><![CDATA[Di Pietro]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012 Agrigento]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012 Palermo]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012 trapani]]></category> <category><![CDATA[Ferrandelli]]></category> <category><![CDATA[Leoluca orlando]]></category> <category><![CDATA[Lumia]]></category> <category><![CDATA[massimo donadi]]></category> <category><![CDATA[Raffaele Lombardo]]></category> <category><![CDATA[Vendola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=237458</guid> <description><![CDATA[A 27 anni dalla prima volta e dopo dodici dall’ultima, Leoluca Orlando torna a fare il sindaco di Palermo. Lo schiacciante 48 per cento del primo turno non lasciava molto spazio ai ribaltamenti, ma alla fine il ballottaggio ha regalato al leader di Italia dei Valori un risultato molto simile a certe elezioni bulgare: 150mila...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A 27 anni dalla prima volta e dopo dodici dall’ultima, <strong>Leoluca Orlando</strong> torna a fare il sindaco di Palermo. Lo schiacciante 48 per cento del primo turno non lasciava molto spazio ai ribaltamenti, ma alla fine il ballottaggio ha regalato al leader di Italia dei Valori <a href="http://elezioni.ilfattoquotidiano.it/amministrative-2012/ballottaggi/palermo/" target="_blank">un risultato molto simile a certe elezioni bulgare: 150mila voti, ovvero il 73 per cento dei consensi, sessantamila in più rispetto al primo turno. </a>Quasi un plebiscito che però il nuovo sindaco non ha voluto festeggiare. Non stasera almeno. “Per festeggiare c’è tempo. Dopo i fatti di Brindisi e il terremoto in Emilia Romagna c’è poco da festeggiare. Non vorremmo che l’attentato davanti la scuola pugliese fosse un presagio di altre violenze” ha detto il professore con gli occhi lucidi di commozione e felicità, attorniato dalla sua giunta di assessori, chiedendo un minuto di silenzio nel momento in cui la bara di <strong>Melissa Bassi</strong> usciva dalla basilica di Masagne.</p><p>Orlando però ha tenuto a sottolineare l’imponenza della sua vittoria. Un’imponenza che si misura nei numeri: “I dati dicono che al primo turno per il sindaco avevano votato 220mila persone. Al ballottaggio, sono diventate 224mila. E dunque c&#8217;è stata una partecipazione maggiore. E&#8217; arrivata una risposta alla gestione fallimentare della città degli ultimi anni. Una gestione basata sull&#8217;appartenenza e non sulla competenza. La situazione è difficile, ma siamo pronti non solo a combattere ma a vincere la nostra battaglia”.</p><p>Con i conti della città sul lastrico, le elezioni regionali programmate per ottobre e le politiche in vista per l’anno prossimo, la vittoria di Orlando arriva in un momento cruciale per i destini politico economici della città. Il neosindaco non ha rinunciato a citare il premier <strong>Mario Monti</strong> che “non può essere un tecnico senz’anima, e deve liberarsi dall’abbraccio mortale della <strong>Merkel</strong>” e ha analizzato la sua vittoria anche in relazione alle prossime consultazioni per eleggere il governatore della Regione Sicilia. “Questo risultato è una lezione per i partiti perchè dove c’è un esperto della politica, un appartenente alla Casta come sono io, che però si è speso per il bene comune e per il benessere di tutti, l’antipolitica non vince e non è la soluzione. <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/palermo-nasce-terza-repubblica/197960/" target="_blank">Alle regionali bisognerà ricordarsi invece che la politica marcia è destinata a perdere. Bisognerà ricordarsi di questa vittoria che è la vittoria di tutti. È per questo che ringrazio tutti i palermitani onesti, di qualsiasi estrazione politica che hanno creduto in una rinascita della città. Ringrazio anche quegli appartenenti agli altri partiti di centro sinistra che hanno capito cosa voleva la città”.</a></p><p>Le stoccate peggiori infatti l’ex leader della Rete le ha riservate ai dirigenti dei partiti di centro sinistra e al governatore siciliano <strong>Raffaele Lombardo</strong>. “Al contrario – ha detto- non posso certo ringraziare i leader del Pd come Bersani e i leader degli altri partiti come <strong>Nichi Vendola</strong>, che hanno osteggiato la mia vittoria. Devono capire che non possono venire qui a decidere i destini di Palermo, della mia città. Se continuano così non possono decidere neanche i destini del paese. D’Alema è venuto qui a fare come faceva Andreotti, ha detto di votare per tutti quelli dal numero due in poi. Lombardo? E&#8217; come sparare sulla croce rossa, solo che sulla croce rossa sono saliti Vendola e quella parte del Pd che fa accordi con quella politica che abbassa la guardia e fa accordi che alza gli steccati e incontra i mafiosi”. Il riferimento diretto è a <strong>Peppe Lumia</strong> e a <strong>Antonello Cracolici</strong>, sostenitori di Fabrizio Ferrandelli e registi dell’accordo con <strong>Raffaele Lombardo</strong> all’Ars. “Lumia, Cracolici e Lombardo sono in tre ma ragionano come se avessero due teste” ha detto sornione Orlando che durante tutta la conferenza stampa non ha mai citato il suo avversario, l’ex allievo<strong> Fabrizio Ferrandelli</strong>, fermatosi al 27 per cento, che dopo la sconfitta si è autodefinito “il secondo cittadino di Palermo”.</p><p>“Non ho fatto il suo nome durante la campagna elettorale e non lo farò ora. Mi rivolgerò a tutti i cittadini palermitani senza privilegiare nessuno, ma il sindaco sono io, punto e a capo” ha risposto Orlando galvanizzandosi per un attimo. Al quartier generale del neosindaco erano presenti i principali leader del partito di <strong>Antonio Di Pietro</strong>, compreso il capogruppo alla Camera <strong>Massimo Donadi</strong>. Con questa vittoria Italia dei Valori diventa ufficialmente il primo partito a Palermo, dove grazie al premio di maggioranza ha conquistato 30 seggi in consiglio comunale su 50.</p><p>Il primo degli eletti è <strong>Salvatore Orlando</strong>, solo omonimo del sindaco, che ha ottenuto 1.544 preferenza, l&#8217;ultima eletta della lista invece è <strong>Federica Aluzzo</strong>, che si è fermata a quota 192. “In ogni caso, nonostante i numeri non sono un uomo solo al comando – ha chiarito Orlando &#8211; Non sfrutterò la maggioranza in Consiglio per le decisioni più importanti, diciamo che la maggioranza sarà la mia clausola di sicurezza, un&#8217;assicurazione, ma cercherò di coinvolgere tutte le forze politiche”.</p><p>E se a Palermo dopo undici anni di strapotere berlusconiano il successo di Orlando ha creato un vero e proprio terremoto politico negli altri partiti, lo stesso non si può dire nelle altre città della Sicilia dove ha vinto la continuità. A Trapani il Pdl rimane alla guida della città dopo dieci anni di amministrazione di <strong>Girolamo Fazio</strong>: il nuovo sindaco è l’ex generale dei servizi segreti <strong>Vito Damiano</strong> che ha battuto il candidato del terzo polo <strong>Peppe Maurici</strong>. Ad Agrigento, città di <strong>Angelino Alfano</strong>, il candidato del Pdl <strong>Totò Pennica</strong> è stato surclassato da Marco Zambuto (Udc), che si riconferma primo cittadino della città dei templi con il 74 per cento dei voti. Ad Alcamo, da 20 anni roccaforte del centro sinistra, il candidato del Pd <strong>Sebastiano Bonventre</strong> continua la tradizione per appena 39 voti, ovvero quelli che lo distanziano dall’avversario <strong>Niclo Solina</strong>, sostenuto da una lista civica.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/quarta-volta-leoluca-orlando-vinto-politica-pensa-bene-comune/237458/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Orlando: “Vinto contro la Casta. A Bersani dico basta con Lombardo”</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/orlando-vittoria-dire-basta-alla-casta-tecnici/237170/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/orlando-vittoria-dire-basta-alla-casta-tecnici/237170/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 May 2012 16:30:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[amministrative]]></category> <category><![CDATA[ballottaggio]]></category> <category><![CDATA[idv]]></category> <category><![CDATA[Orlando]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=237170</guid> <description><![CDATA[&#8220;Questo risultato straordinario manda un messaggio e dice: basta con il clientelismo della casta e dice basta a un governo Monti che ha un tecnicismo senz&#8217;anima&#8221;. 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Lo ha detto il sindaco neo eletto di Palermo Leoluca Orlando incontrando i giornalisti dopo il risultato elettorale. &#8220;Mi auguro che questa elezione venga presa dal sistema dei partiti e che si affrettino per evitare che mentre loro stanno chiusi dei palazzi a discutere di cose astratte che non fanno riferimento ai problemi reali del Paese &#8211; ha continuato Orlando &#8211; la gente sceglie altre strade, a Parma come a Palermo&#8221;. Poi la stoccata contro il Pd: &#8220;Non parlo a D&#8217;Alema che è come Andreotti, ma lo dico a Bersani. Il messaggio che viene da Palermo è chiaro e dice &#8216;basta con l&#8217;alleanza con Lombardo&#8217;&#8221;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/orlando-vittoria-dire-basta-alla-casta-tecnici/237170/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cui prodest?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/prodest/235157/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/prodest/235157/#comments</comments> <pubDate>Sat, 19 May 2012 17:15:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giovanni Falcone]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[maggiani chelli]]></category> <category><![CDATA[Strage di Brindisi]]></category> <category><![CDATA[trattativa stato-mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=235157</guid> <description><![CDATA[Un governo puramente tecnico e bancario. Una situazione economica da collasso. La vecchia classe politica in disgregazione continua tra indagini giudiziarie e flop di consenso elettorale. I grandi comitati affaristico criminali senza più referenti, schiacciati al muro da maxi sequestri di capitali. Il 41 bis, il carcere duro per detenuti mafiosi, che è ormai una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un governo puramente tecnico e bancario. Una situazione economica da collasso. La vecchia classe politica in disgregazione continua tra indagini giudiziarie e flop di consenso elettorale. I grandi comitati affaristico criminali senza più referenti, schiacciati al muro da maxi sequestri di capitali. Il 41 bis, il carcere duro per detenuti mafiosi, che è ormai una certezza. Le urne dei penitenziari siciliani che rimangono per la prima volta vuote. I boss di primo piano che si dichiarano incapaci d&#8217;intendere mentre qualcuno ci racconta dei loro “tentativi di suicidio dimostrativo”. Nel frattempo un&#8217;inchiesta giudiziaria che a distanza di 20 anni sta svelando protagonisti e comparse di quel patto scellerato che portò mafia e Stato a sedersi allo stesso tavolo dopo una lunga Trattativa a suon di bombe. Di nuovo. Poi il ventennale, il ricordo della strage di Capaci e una scuola che porta quei nomi: Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. La carovana antimafia che passa da quella città, Brindisi, e il ricordo, la lungimiranza del ricordo.</p><p>“<em>Si indaghi, si indaghi pure su tutti i fronti , è giusto, ma forse sono tornati</em>” dice <strong>Giovanna Maggiani Chelli</strong>, presidente dell&#8217;Associazione Familiari delle Vittime della strage di via dei Georgofili, l&#8217;eccidio in cui il 27 maggio 1993 morirono 5 innocenti, tra cui la piccola <strong>Caterina Nencioni</strong> di appena 50 giorni.</p><p>Questa volta l&#8217;innocente vittima sacrificale di chissà quale strategia superiore si chiama <strong>Melissa Bassi</strong>, aveva 16 anni, e stava soltanto andando a scuola.</p><p>“<em>Un contenitore di liquido infiammabile o una bombola di gas, sono segnali di grande intimidazione</em>” disse <strong>Giovanni Brusca</strong> al processo per la strage di via Palestro. A Brindisi le bombole di gas esplose sono tre. “<em>Potrebbe non essere mafia</em> – ha detto il procuratore della Dda di Lecce <strong>Cataldo Motta</strong> &#8211; <em>In un momento in cui le organizzazioni mafiose locali sono alla ricerca di un<strong> </strong>consenso sociale. Sarebbe un atto in controtendenza perché questo sicuramente aliena ogni simpatia nei confronti di chi lo ha commesso. Bisogna comunque chiedersi cui prodest cioè a chi interessa e chi se ne avvantaggia.</em>” Già, <strong>cui prodest?</strong> A chi giova un eccidio del genere, in un posto del genere e in un momento del genere?</p><p>In questo paese si susseguono ciclicamente periodi d’equilibrio e fasi di passaggio, di evoluzione, in cui i poteri ridiscutono gli assetti di spartizione delle influenze. Ma poiché l’Italia è una nazione composta essenzialmente da alcune cosche di diversa natura e in perenne lotta tra loro, nelle fasi di passaggio, bombe e stragi, morte e terrore non si fanno attendere. Quasi mai.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/prodest/235157/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Mannino temeva di essere ucciso e diede il via alla trattativa Stato-mafia&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/mannino-temeva-essere-ucciso-diede-alla-trattativa-stato-mafia/234314/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/mannino-temeva-essere-ucciso-diede-alla-trattativa-stato-mafia/234314/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 May 2012 19:58:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Amurri]]></category> <category><![CDATA[Cosa Nostra]]></category> <category><![CDATA[dc]]></category> <category><![CDATA[Gargani]]></category> <category><![CDATA[Guazzelli]]></category> <category><![CDATA[Lima]]></category> <category><![CDATA[Mannino]]></category> <category><![CDATA[mori]]></category> <category><![CDATA[trattativa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=234314</guid> <description><![CDATA[Già prima del marzo del 1992 Calogero Mannino temeva di essere assassinato da Cosa Nostra. Preoccupato per la sua vita, l’ex ministro della Democrazia Cristiana avrebbe confidato i suoi timori al maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli, poi assassinato a Porto Empedocle il 4 aprile del 1992. A raccontarlo davanti la quarta sezione penale di Palermo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Già prima del marzo del 1992 <strong>Calogero Mannino</strong> temeva di essere assassinato da Cosa Nostra. Preoccupato per la sua vita, l’ex ministro della Democrazia Cristiana avrebbe confidato i suoi timori al maresciallo dei carabinieri <strong>Giuliano Guazzelli</strong>, poi assassinato a Porto Empedocle il 4 aprile del 1992. A raccontarlo davanti la quarta sezione penale di Palermo è stato <strong>Riccardo Guazzelli</strong>, il figlio del maresciallo ucciso da Cosa nostra, che ha deposto come teste al processo contro il generale <strong>Mario Mori</strong> e il colonnello <strong>Mauro Obinu</strong>, accusati di favoreggiamento aggravato alla mafia per la mancata cattura di <strong>Bernardo Provenzano</strong> nel 1995.</p><p>Il dibattimento si è incrociato negli ultimi mesi con l’inchiesta della procura palermitana sulla &#8220;trattativa&#8221; avviata tra pezzi delle istituzioni e Cosa nostra nel 1992. Proprio in questa chiave rientra la testimonianza di Guazzelli Junior, che nonostante qualche “buco” di memoria, alla fine ha confermato quanto raccontato ai magistrati già nel 1994. Tra suo padre e Mannino ci sarebbero stati tre incontri: due prima dell’omicidio <strong>Salvo Lima</strong> e uno dopo l’agguato in cui il 12 marzo 1992 fu assassinato l’allora europarlamentare democristiano.</p><p><span style="color: #c4161c;"><strong>VIDEO: LE TESTIMONIANZE DI GUAZZELLI E  AMURRI</strong></span></p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1646112731001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1646112731001" /> </object></div><div class="clear"></div></p><p>&#8220;Ricordo che, prima che uccidessero Lima, mio padre mi raccontò che l&#8217;onorevole Mannino gli disse: o uccidono me o uccidono Lima. Mannino aveva detto a mio padre di avere ricevuto a casa una corona di fiori e temeva per la sua vita&#8221; ha detto Guazzelli, all’epoca appena ventenne. Il pm <strong>Nino Di Matteo</strong> però ha fatto notare che in quel periodo l’ex ministro democristiano non denunciò nessuna intimidazione ai magistrati. L’esponente della Dc avrebbe incontrato di nuovo il maresciallo Guazzelli dopo l’agguato di Mondello in cui fu assassinato Lima. “In quell’occasione disse a mio padre: &#8216;Il prossimo potrei essere io&#8217;” ha raccontato Guazzelli Junior. In realtà dopo Lima, Cosa Nostra assassinò proprio il maresciallo dei carabinieri, in un agguato mai del tutto chiarito. Il figlio di Guazzelli ha anche fatto cenno agli stretti rapporti che suo padre aveva con l’allora capo del Ros <strong>Antonio Subranni</strong>. “Mio padre e Subranni rimasero in buoni rapporti anche quando mio padre venne trasferito alla polizia giudiziaria di Agrigento&#8221;.</p><p>Secondo gl’investigatori Guazzelli, oltre a raccogliere le paure di Mannino, avrebbe fatto anche da trait d’union tra il leader della Dc e Subranni. L’ipotesi è che l’omicidio mai del tutto chiarito del maresciallo sarebbe stato un segnale inviato da Cosa Nostra a Mannino. Secondo gl’inquirenti da quel momento Mannino si sarebbe attivato tramite Subranni per trovare un “contatto” diretto con Cosa Nostra e salvarsi quindi la vita: è l’input originario di quella che sarà la trattativa.<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/palermo-mannino-risponde-sfoga-nessuna-trattativa-stato-mafia/194187/"> Per questo motivo l’ex ministro della Dc è indagato dallo scorso febbraio per attentato a corpo politico dello Stato nell’inchiesta sul patto sotterraneo tra la mafia e lo Stato</a>.</p><p>Sempre a proposito del coinvolgimento di Mannino nell’inchiesta sulla trattativa è stata sentita come teste in aula anche <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/mannino-fuorionda-sulla-trattativa-hanno-capito-tutto-stavolta-fottono/196466/">la giornalista del <em>Fatto Quotidiano</em> <strong>Sandra Amurri</strong>, testimone diretta di un clamoroso fuori onda dell’esponente democristiano, svelato sulle pagine di questo giornale due mesi fa. La Amurri ha raccontato di aver carpito un colloquio tra Mannino e l’europarlamentare del Pdl <strong>Giuseppe Gargani</strong> la mattina del 21 dicembre 2011 al bar Giolitti di Roma</a>. “Vidi per caso Mannino che parlava con quest’altra persona che poi appresi essere Gargani. Era molto concitato, nervoso, ripeteva sempre le stesse parole: &#8216;Hai capito, questa volta ci fottono, questa volta ci incastrano. A Palermo hanno capito tutto. Perché quel cretino del figlio di <strong>Ciancimino</strong> ha raccontato tante cazzate, ma su di noi ha detto la verità. Glielo devi dire a <strong>Ciriaco de Mita</strong>, dobbiamo stare uniti e dare tutti la stessa versione, perché lui ora i magistrati lo sentiranno&#8221;. </p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/manovre-portare-governo-amato-trattativa-stato-mafia-sentito-mita/183395/">De Mita fu sentito dalla procura di Palermo nel gennaio scorso, ma in effetti già a dicembre i magistrati avevano deciso di interrogarlo nell’ambito dell’indagine sulla trattativa</a>. Il pm <strong>Nino Di Matteo</strong> ha depositato la notifica con cui la procura aveva convocato De Mita il 19 dicembre 2011. Appena due giorni dopo la Amurri avrebbe assistito al clamoroso fuori onda in cui Mannino fa cenno proprio all’audizione dell’ex presidente del consiglio.  </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/mannino-temeva-essere-ucciso-diede-alla-trattativa-stato-mafia/234314/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Archiviazione per il generale Subranni, accusato di aver &#8220;tradito&#8221; Borsellino</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/archiviazione-generale-subranni-agnese-borsellino-accusava-aver-tradito-giudice/231403/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/archiviazione-generale-subranni-agnese-borsellino-accusava-aver-tradito-giudice/231403/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 May 2012 12:06:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Borsellino]]></category> <category><![CDATA[caltanissetta]]></category> <category><![CDATA[Di Carlo]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category> <category><![CDATA[Piraino Leto]]></category> <category><![CDATA[Ros]]></category> <category><![CDATA[stragi]]></category> <category><![CDATA[Subranni]]></category> <category><![CDATA[trattativa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=231403</guid> <description><![CDATA[A due anni dall’iscrizione nel registro degli indagati la procura di Caltanissetta chiede l’archiviazione della posizione di Antonio Subranni. Il generale del Ros era indagato per concorso esterno a Cosa Nostra, ma dopo 24 mesi d’indagine i pm nisseni hanno chiesto l’archiviazione per decorrenza dei termini. I giudici al momento non hanno trovato elementi probatori...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A due anni dall’iscrizione nel registro degli indagati la procura di Caltanissetta chiede l’archiviazione della posizione di <strong>Antonio Subranni</strong>. Il generale del Ros era indagato per concorso esterno a Cosa Nostra, ma dopo 24 mesi d’indagine i pm nisseni hanno chiesto l’archiviazione per decorrenza dei termini. I giudici al momento non hanno trovato elementi probatori tali da chiedere il rinvio a giudizio dell’ex capo del Reparto Operativo Speciale dei carabinieri.</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/strage-damelio-inchiesta-quattro-nuovi-arresti-anche-boss-madonia/196119/">La principale accusatrice di Subranni è <strong>Agnese Piraino Leto</strong>, la vedova di <strong>Paolo Borsellino</strong>, che aveva raccontato ai magistrati come &#8220;il 15 luglio 1992, verso sera, conversando con mio marito in balcone lo vidi sconvolto. Mi disse testualmente: ho visto la mafia in diretta, perché mi hanno detto che il generale Subranni era <em>punciutu</em></a>. Tre giorni dopo, durante una passeggiata sul lungomare di Carini, mi disse che non sarebbe stata la mafia a ucciderlo, della quale non aveva paura, ma sarebbero stati i suoi colleghi ed altri a permettere che ciò potesse accadere&#8221;. </p><p>Il termine <em>punciutu</em>, ovvero punto, equivale a dire che Subranni fosse formalmente affiliato a Cosa Nostra. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/borsellino-scoppio-piangere-disse-amico-tradito/218013/"><strong>Alessandra Camassa</strong> e <strong>Massimo Russo</strong>, magistrati ed ex allievi di Borsellino, incontrarono il giudice assassinato in via D’Amelio alla fine di giugno del 1992. “Si distese sul divanetto del suo ufficio  -  ha detto la Camassa  -  e mentre gli sgorgavano le lacrime dagli occhi, disse: &#8216;Non posso pensare che un amico mi abbia tradito&#8217;”</a>. Russo ha aggiunto che “qualche giorno prima Borsellino era stato a Roma e aveva avuto un pranzo, forse una cena, con alti ufficiali dei carabinieri. Fu lo stesso Borsellino a parlarcene a un certo punto&#8221;.</p><p>Anche i magistrati nisseni si sono convinti che il traditore di Borsellino forse a quella cena. “E&#8217; probabile  che il traditore fosse tra le persone incontrate&#8221; scrivono infatti i pm di Caltanissetta nell’ordinanza di custodia cautelare che a marzo ha ridisegnato le dinamiche della strage di via d’Amelio. Appena ieri la gip <strong>Alessandra Giunta</strong> ha ammesso l&#8217;incidente probatorio per sentire quattro collaboratori di giustizia: <strong>Giovanni Brusca</strong>, <strong>Antonio Giuffrè</strong>, <strong>Tullio Cannella</strong> e <strong>Gaspare Spatuzza</strong>.</p><p>E se a Caltanissetta la posizione di Subranni va verso l’archiviazione, a Palermo invece rimane ancora tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa tra Cosa Nostra e pezzi dello Stato. Secondo gli inquirenti palermitani, l&#8217;alto ufficiale del Ros sarebbe stato a conoscenza della natura degli incontri avuti dal generale <strong>Mario Mori</strong> e dal capitano <strong>Giuseppe De Donno</strong> con don V<strong>ito Ciancimino</strong> nell’estate del 1992. Appena due mesi fa Subranni era stato sentito dai magistrati ma si era avvalso della facoltà di non rispondere.</p><p>Venerdì invece a Palermo è prevista la deposizione di Agnese Piraino Leto, che sarà sentita come teste nel processo che vede imputati Mori e <strong>Mauro Obinu</strong> per la mancata cattura di <strong>Bernardo Provenzano</strong> nel 1995 a Mezzojuso.</p><p>Subranni è anche coinvolto <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/impastato-sfida-distanza-tano-seduto-fratello-depisto-fatto-carriera/224619/">nella nuova inchiesta sui depistaggi che si verificarono subito dopo l’omicidio di <strong>Peppino Impastato</strong></a>: fu lui a coordinare l’indagine che liquidò la morte del militante di Democrazia Proletaria come “un attentato finito male”, non tenendo completamente conto del ruolo di Cosa Nostra e di don <strong>Tano Badalamenti</strong>.</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/19/servizio-pubblico-mafia/198581/">A raccontare nel dettaglio quale fosse il ruolo di Subranni negli &#8217;80 e &#8217;90 ci ha provato, poche settimane fa, il collaboratore di giustizia <strong>Francesco Di Carlo</strong>, intervistato da <strong>Sandro Ruotolo</strong> per Servizio Pubblico</a>. “Il generale Subranni non può essere <em>punciutu</em> &#8211; ha detto Di Carlo – Può essere mafioso, distinguendo Cosa Nostra dalle istituzioni che sono mafiose e sono vicine a Cosa Nostra. Perché se uno è finanziere, carabiniere, non può essere affiliato formalmente in Cosa Nostra. Il generale Subranni, l’ho visto più di una volta negli uffici dei cugini Salvo (potenti esattori mafiosi e grandi elettori della Dc, ndr). Nel caso di Impastato, si è mosso <strong>Nino Salvo</strong> che voleva aiutare Badalamenti. Salvo si è rivolto al generale Subranni per fare chiudere bene questa faccenda”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/archiviazione-generale-subranni-agnese-borsellino-accusava-aver-tradito-giudice/231403/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tra colpi proibiti e maxi inciuci sfiorati clima rovente al ballottaggio di Palermo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/colpi-sotto-cintura-maxi-inciuci-evitati-appoggi-inattesi-clima-rovente-ballottaggio/230803/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/colpi-sotto-cintura-maxi-inciuci-evitati-appoggi-inattesi-clima-rovente-ballottaggio/230803/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 May 2012 17:41:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Barbera]]></category> <category><![CDATA[Cammarata]]></category> <category><![CDATA[Cracolici]]></category> <category><![CDATA[d'alia]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012 Palermo]]></category> <category><![CDATA[Ferrandelli]]></category> <category><![CDATA[Finocchiaro]]></category> <category><![CDATA[giusto catania]]></category> <category><![CDATA[Lombardo]]></category> <category><![CDATA[Lumia]]></category> <category><![CDATA[lupo]]></category> <category><![CDATA[margchetti]]></category> <category><![CDATA[Massimo Costa]]></category> <category><![CDATA[Monastra]]></category> <category><![CDATA[musotto]]></category> <category><![CDATA[Orlando]]></category> <category><![CDATA[Schifani]]></category> <category><![CDATA[scoma]]></category> <category><![CDATA[spicola]]></category> <category><![CDATA[titti de simone]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=230803</guid> <description><![CDATA[Maxi inciuci sfiorati, appoggi bipartisan incassati, colpi vietati sotto la cintura e una bella stretta di mano finale su pubblica piazza. A Palermo, a pochi giorni dallo storico ballottaggio tutto interno al centrosinistra, il clima elettorale sta toccando temperature incandescenti. Il match point per andare al governo del capoluogo siciliano ha offerto negli ultimi giorni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Maxi inciuci sfiorati, appoggi bipartisan incassati, colpi vietati sotto la cintura e una bella stretta di mano finale su pubblica piazza. A <strong>Palermo</strong>, a pochi giorni dallo storico ballottaggio tutto interno al centrosinistra, il clima elettorale sta toccando temperature incandescenti. Il <em>match point</em> per andare al governo del capoluogo siciliano ha offerto negli ultimi giorni uno scenario appassionante. Anche per gli amanti della kick boxing.</p><p>Da una parte c’è <strong>Leoluca Orlando</strong>, l’esperto sindaco della primavera che al primo turno ha raccolto il 48 per cento dei consensi; dall’altra<strong> Fabrizio Ferrandelli</strong>, il suo giovane ex pupillo, approdato alla corte del Pd alleato di <strong>Raffaele Lombardo</strong> pur di sfidare l’ex maestro. Uno scontro aspro, cominciato poco prima delle primarie e che subito dopo il voto del primo turno si è trasformato in una rissa in piena regola con tanto di colpi vietati sotto la cintura.</p><p>“Orlando? Un cialtrone. Ha preso i voti di<strong> Diego Cammarata</strong>” è stato lo slogan con cui Fabrizio Ferrandelli si è preparato al face to face con il suo ex mentore. “Ferrandelli? Non parlo degli scomparsi” era stata invece la risposta sorniona dell’ex leader della Rete, mentre dal suo staff facevano sapere che “in diverse zone della città circolano delle persone che offrirebbero banconote da cento euro in cambio della promessa del voto per il ballottaggio”. Un botta e risposta continuo quello tra i due contendenti interrotto soltanto dalla presentazione dei rispettivi assessori in pectore. Ferrandelli ha chiamato in giunta quattro donne: la contendente (sconfitta) delle primarie <strong>Antonella Monastra</strong>, l’insegnante <strong>Mila Spicola</strong> del Pd, l’ex parlamentare di Rifondazione Comunista <strong>Titti De Simone</strong> e la direttrice del carcere Ucciardone <strong>Rita Barbera</strong>. Se il candidato dei democratici dovesse diventare sindaco una di loro sarà la sua vice. Orlando invece ha annunciato che il ruolo di suo secondo sarà ricoperto a turno da tutti i suoi dieci assessori: tra gli altri spiccano l’ex europarlamentare di Rifondazione Comunista <strong>Giusto Catania</strong> e il generale della Guardia di Finanza <strong>Ugo Marchetti</strong>, chiamato a risanare il disastrato bilancio del comune palermitano.</p><p>La polemica è tornata però a farla da padrona quando il dibattito si è spostato su un nodo cruciale: a chi andranno i voti del centrodestra? Perché i voti del Pdl, nella città simbolo dello strapotere berlusconiano, a qualcuno dovranno pur andare, nonostante siano parecchio diminuiti. Ad infiammare il clima ci ha pensato (come ormai capita da mesi) <strong>Antonello Cracolici</strong>, capogruppo del Pd all’Assemblea Regionale Siciliana e sostenitore del giovane Ferrandelli insieme a <strong>Peppe Lumia</strong>. “Quando in tempi non sospetti ho parlato di un accordo fra Orlando e <strong>Massimo Costa</strong> (il candidato del Pdl che si è fermato al 12 per cento, nda), qualcuno ha sorriso, ma il tempo è galantuomo e adesso la verità è sotto gli occhi di tutti. <strong>Cascio</strong>, che è il big-sponsor di Costa, dichiara di votare Orlando. Lo stesso fanno <strong>D&#8217;Alia</strong>, <strong>Scoma</strong> e gli uomini di <strong>Schifani</strong>. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se uno solo di loro avesse dichiarato di votare Ferrandelli&#8221;.</p><p>Pochi giorni dopo il voto del 7 maggio l’ipotesi più accreditata era un apparentamento tra Ferrandelli e tutti i partiti del centro destra per sottrarre a Orlando il premio di maggioranza. Un maxi inciucio di dimensioni oceaniche che era stato subito smentito dal giovane pupillo di Lumia: “Un apparentamento aprirebbe scenari sconfinati ma noi vogliamo vincere con dignità e correttezza noi siamo leali e coerenti. Per noi è ovvio che non ci saranno apparentamenti.”. Quindi in caso di vittoria di Leoluca Orlando al ballottaggio, Italia dei Valori conquisterà 30 seggi su 50 in consiglio comunale, diventando di fatto il primo partito palermitano.</p><p>Ad oggi l’ex leader della Rete ha incassato sulla carta il sostegno del capogruppo del Movimento per l’Autonomia <strong>Francesco Musotto</strong>, migrato nell’Udc subito dopo il voto, del luogotenente siciliano di Casini <strong>Giampiero D’Alia</strong> e del presidente dell’Ars <strong>Francesco Cascio</strong>. Un largo consenso bipartisan che, ad eccezione del governatore <strong>Raffaele Lombardo</strong>, si è esteso anche ad<strong> Anna Finocchiaro</strong>. La capogruppo del Pd al Senato, già poco dopo la chiusura delle urne, aveva parlato entusiasta di “un risultato straordinario di Orlando”.</p><p>Dichiarazioni che hanno irretito immediatamente Ferrandelli, candidato ufficiale del Pd, che per l’occasione ha parlato di “apparato romano tutto a favore di Orlando. Mentre io rispetto gli impegni e rifiuto gli apparentamenti con chi ha distrutto Palermo, l&#8217;altro candidato accetta il sostegno di Musotto, di Cascio, degli uomini di Schifani”. A questo punto per sedare gli animi e dipanare oscuri dubbi è dovuto intervenire direttamente il segretario regionale dei democratici <strong>Giuseppe Lupo</strong>, assicurando che “ll Pd sosterrà lealmente il candidato uscito vincitore dalle primarie, ma ci auguriamo che ci sia un confronto civile fra i candidati”.</p><p>Ferrandelli ha capito l’antifona e si è subito adeguato stringendo platealmente la mano di Orlando alla prima occasione pubblica. “Sia da sindaco che da sconfitto – ha detto l’ex golden boy di Orlando &#8211; mi rivolgerò a Italia dei Valori e Federazione della sinistra per governare insieme&#8221;. Il leader di Idv da parte sua gongola: “Il voto di esponenti politici di centrodestra o del Pd annunciato nei giorni scorsi in mio favore è il segno che si è compreso qual è la volontà vera del popolo palermitano. E in democrazia in genere ci si adegua alla volontà della maggioranza”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/colpi-sotto-cintura-maxi-inciuci-evitati-appoggi-inattesi-clima-rovente-ballottaggio/230803/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Di Matteo: &#8220;Nessun premio a governo che ha minato indipendenza magistratura&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/matteo-nessun-premio-governo-minato-lindipendenza-della-magistratura/230494/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/matteo-nessun-premio-governo-minato-lindipendenza-della-magistratura/230494/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 May 2012 15:02:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[articolo 21 bis]]></category> <category><![CDATA[Articolo 416 ter]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[corruzione]]></category> <category><![CDATA[criminalità]]></category> <category><![CDATA[di matteo]]></category> <category><![CDATA[Falcone]]></category> <category><![CDATA[grasso]]></category> <category><![CDATA[Ingroia]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[premio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=230494</guid> <description><![CDATA[&#8220;Ad un governo che ha spesso violentemente attaccato i magistrati e le loro inchieste quando queste riguardavano i rapporti tra mafia e politica, che ha sostenuto progetti di riforma costituzionale tendenti a comprimere l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza della magistratura non si può attribuire nessun premio&#8221;. Dopo Antonio Ingroia anche il sostituto procuratore della dda di Palermo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ad un governo che ha spesso violentemente attaccato i <strong>magistrati</strong> e le loro inchieste quando queste riguardavano i rapporti tra mafia e politica, che ha sostenuto progetti di riforma costituzionale tendenti a comprimere l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza della magistratura non si può attribuire nessun premio&#8221;. Dopo <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/ingroia-premio-berlusconi-diamo-meriti/197389/" target="_blank"><strong>Antonio Ingroia</strong> </a>anche il sostituto procuratore della dda di Palermo <strong>Nino Di Matteo</strong> replica alla provocatoria proposta di <strong>Pietro Grasso</strong>. Il capo della procura nazionale antimafia aveva proposto nei giorni scorsi di dare &#8220;un premio speciale a <strong>Silvio Berlusconi</strong> e al suo governo per la lotta alla mafia, perché hanno tradotto delle leggi che ci hanno consentito di sequestrare in tre anni moltissimi beni ai mafiosi: siamo arrivati a quaranta miliardi di euro&#8221;. Un suggerimento quello di Grasso che aveva fatto fare un balzo dalla sedia ad Antonio Ingroia. <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/ingroia-premio-berlusconi-diamo-meriti/197389/" target="_blank">&#8220;Un premio a Berlusconi per la lotta del suo Governo contro la mafia? Non diamo meriti a chi non ce li ha&#8221; aveva subito commentato il procuratore aggiunto dell&#8217;<strong>antimafia</strong> palermitana</a>.</p><p>Stamattina anche Di Matteo, che è il presidente distrettuale dell&#8217;Associazione Nazionale Magistrati, ha voluto replicare a <strong>Grasso</strong>, spiegando perché la sua proposta non può essere condivisibile. E lo ha fatto passando in rassegna i principali provvedimenti legislativi in chiave di giustizia dell&#8217;ultimo governo Berlusconi. &#8220;Credo – ha detto Di Matteo – che non si possa attribuire nessun premio e nessun riconoscimento ad un governo che ha sostenuto progetti di riforma in tema di intercettazioni telefoniche e ambientali, che ove approvati avrebbero definitivamente spuntato e reso meno efficace l&#8217;arma più incisiva nella <strong>lotta</strong> alla mafia, ad un governo che non ha fatto nulla per rendere più incisiva, nonostante le raccomandazioni anche europee, la lotta alla <strong>corruzione</strong> e a tutti quei fenomeni criminali che costituiscono il grimaldello con cui le organizzazioni mafiose penetrano la politica e le pubbliche amministrazioni. Nessun riconoscimento ad un governo che è stato sostenuto da forze politiche che hanno candidato anche soggetti <strong>condannati</strong> in primo e secondo grado per fatti di mafia. Per questo non credo che questo governo abbia dato dimostrazione pratica di volere a 360 gradi, e in tutte le direzioni, contrastare il fenomeno mafioso&#8221;.</p><p>La replica di<strong> Nino Di Matteo</strong> a Grasso è arrivata durante di una conferenza stampa organizzata al palazzo di giustizia di Palermo per illustrare una proposta di legge della Fondazione Progetto e Legalità. A quasi 20 anni dalle stragi di Capaci e di via d&#8217;Amelio la fondazione ha infatti proposto l’approvazione di una legge intitolata a <strong>Paolo Borsellino</strong> che preveda una maggiore punibilità del reato di voto di scambio politico mafioso. La proposta prende spunto da un incontro con alcuni studenti di Bassano del Grappa che Paolo Borsellino ebbe 1989: in quell&#8217;occasione il magistrato ucciso in via d&#8217;Amelio il 19 luglio del 1992 manifestò infatti la difficoltà per la magistratura di punire il reato di voto di scambio. &#8220;Il ricordo di <strong>Falcone</strong> e Borsellino &#8211; ha commentato sempre Di Matteo &#8211; non può essere solo uno sterile esercizio di memoria. Deve essere accompagnata da uno stimolo ad applicare quelle leggi di cui entrambi sentivano il bisogno, soprattutto per reprimere meglio il fenomeno pericolosissimo del patto politico-elettorale-mafioso&#8221;.</p><p>Nella fattispecie la proposta di legge prevede una modifica estensiva dell&#8217;<strong>articolo 416 ter</strong> del codice penale che disciplina la punibilità del voto di scambio politico mafioso. &#8220;Oggi il 416 ter del codice penale è uno strumento inadeguato &#8211; ha spiegato Di Matteo &#8211; perché punisce solo nel caso in cui il candidato paghi in denaro il sostegno delle cosche. Un&#8217;ipotesi molto rara nella pratica. Vorremmo stimolare le forze politiche a punire la <strong>stipula</strong> del patto anche quando questo patto non prevede l&#8217;erogazione di denaro, ma altre utilità come raccomandazioni favori, promesse di appalti. In questo modo si potrebbe fare un vero salto di qualità nella lotta alla mafia che fino ad ora nessun governo fino ha voluto fare&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/matteo-nessun-premio-governo-minato-lindipendenza-della-magistratura/230494/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Trapani: il primato del neoconsigliere. Eletto e subito rinviato a giudizio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/trapani-eletto-consigliere-finisce-giudizio-primato-dellesponente-grande/227090/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/trapani-eletto-consigliere-finisce-giudizio-primato-dellesponente-grande/227090/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 May 2012 16:55:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Damiano]]></category> <category><![CDATA[gianno]]></category> <category><![CDATA[Mangano]]></category> <category><![CDATA[maurici]]></category> <category><![CDATA[micciché]]></category> <category><![CDATA[ruggirello]]></category> <category><![CDATA[Trapani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=227090</guid> <description><![CDATA[Con 310 voti è stato riconfermato a furor di popolo al consiglio comunale di Trapani. Per l’esponente di Grande Sud Giuseppe Ruggirello però non c’è stato il tempo di festeggiare la vittoria. Appena 24 ore dopo la rielezione è stato infatti rinviato a giudizio per corruzione dal gup di Trapani Claudia Spiga, che ha ordinato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Con 310 voti è stato riconfermato a furor di popolo al consiglio comunale di Trapani. Per l’esponente di Grande Sud <strong>Giuseppe Ruggirello</strong> però non c’è stato il tempo di festeggiare la vittoria. Appena 24 ore dopo la rielezione è stato infatti rinviato a giudizio per corruzione dal gup di Trapani <strong>Claudia Spiga</strong>, che ha ordinato il processo anche per altre 13 persone, accusate di sfruttamento della prostituzione, falsificazione di documenti per il rilascio del permesso di soggiorno, tentata estorsione e corruzione. L’inchiesta nasce dalla cosiddetta operazione Matrioska, l’indagine della squadra mobile di Trapani che l‘anno scorso aveva portato alla scoperta di un giro di prostituzione attivo all’interno del Laguna Blu, un locale notturno cittadino: con 50 euro si potevano trascorrere 10 minuti d’intimità con spogliarelliste straniere, alzando la cifra si potevano ottenere anche prestazioni diverse. Nel locale erano stati sequestrati anche permessi di soggiorno per le ballerine straniere e dosi di cocaina. L’operazione aveva fatto scattare le manette ai polsi di sei persone.</p><p>Nelle indagini, coordinate dal capo della mobile <strong>Giovanni Leuci</strong>, era rimasto coinvolto anche Ruggirello, all’epoca consigliere comunale di Forza del Sud (eletto nel 2007 in Alleanza Nazionale) che era finito agli arresti domiciliari: secondo gli inquirenti avrebbe approfittato del suo ruolo di funzionario dell’Agenzia delle Entrate per ottenere in cambio favori sessuali. L’ipotesi è che il consigliere comunale informasse preventivamente i gestori del night club su eventuali controlli fiscali che erano stati predisposti dall’Agenzia delle Entrate nei loro confronti. In cambio avrebbe ricevuto prestazioni sessuali gratuite da parte delle spogliarelliste: per questo è accusato di corruzione. Durante le indagini però era stata ipotizzata anche la concussione, dato che durante un controllo fiscale Ruggirello avrebbe chiesto sostegno elettorale al gestore dell’attività commerciale ispezionata: il commerciante avrebbe evitato una contestazione fiscale di circa 100 mila euro in cambio della promessa di voto per l’esponente di Grande Sud alle amministrative seguenti (ovvero quelle di domenica e lunedì).</p><p>L’inchiesta ha sfiorato anche il medico <strong>Leonardo Gianno</strong>, ex vice sindaco e in passato candidato alle elezioni regionali con l’Aquilone, la lista personale dell’ex governatore <strong>Salvatore Cuffaro</strong>. Gianno è accusato di aver rilasciato un certificato medico falso al figlio di Ruggirello per posticipare le prove di un concorso per vigile del fuoco.</p><p>Dopo essere finito indagato nell’operazione della mobile, Ruggirello era stato sospeso dal partito di <strong>Gianfranco Miccichè</strong>. Dopo un anno, con le indagini ancora in corso e l’imminente udienza per il rinvio a giudizio, è stato ricandidato con successo da Grande Sud che a Trapani appoggia il candidato sindaco <strong>Peppe Maurici</strong>, volato al ballottaggio con il 27 per cento dei consensi contro il candidato del Pdl <strong>Vito Damiano</strong>.</p><p>A sostenere Maurici c’è anche la lista civica dei Riformisti, che ha eletto in consiglio l’imprenditore <strong>Silvio Mangano</strong> con ben 448 preferenze. Anche per Mangano la festa per l’elezione è durata poco: poche ore dopo la fine dello spoglio è finito in un’indagine per una presunta compravendita di voti in un quartiere popolare trapanese.</p><p>A pochi giorni dal ballottaggio tutto interno al centrodestra le amministrative trapanesi rischiano quindi di battere il record di neo eletti coinvolti in vicende giudiziarie . Gli unici a storcere il naso di fronte al caso dei due consiglieri subito imputati e indagati sono stati, fino ad ora, soltanto gli esponenti dei partiti di opposizione.</p><p>“Credo che Ruggirello non avrebbe dovuto neanche candidarsi visto che sulla tua testa incombevano accuse così pesanti. Il fatto che lo abbiano votato in tanti dimostra ancora una volta come si prendano i voti a Trapani e in quale buco nero sia ancora questa città” ha detto <strong>Francesco Bellina</strong> di Rifondazione Comunista. “La rielezione in consiglio comunale di Giuseppe Ruggirello, rinviato a giudizio per corruzione &#8211; commenta <strong>Maria Pia Erice</strong> di Sinistra Ecologia e Libertà - racconta una città che è lo specchio di un Paese in cui la politica fa fatica ad uscire dall&#8217;angolo in cui è stata messa da una certa gestione del potere” .</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/trapani-eletto-consigliere-finisce-giudizio-primato-dellesponente-grande/227090/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Palermo, il più votato è un 5 Stelle, ma non va in consiglio. E parte il ricorso</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/palermo-votato-stelle-consiglio-parte-ricorso/224788/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/palermo-votato-stelle-consiglio-parte-ricorso/224788/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 May 2012 17:47:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012 Palermo]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Nuti]]></category> <category><![CDATA[Orlando]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=224788</guid> <description><![CDATA[Con i suoi 3168 voti è di gran lunga il candidato al consiglio comunale più votato a Palermo. Aver superato il record delle tremila preferenze però non è bastato a Riccardo Nuti per varcare la soglia di Sala delle Lapidi, la sede del consiglio comunale. Il giovane leader del Movimento Cinque Stelle è stato stoppato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Con i suoi 3168 voti è di gran lunga il candidato al consiglio comunale più votato a Palermo. Aver superato il record delle tremila preferenze però non è bastato a <strong>Riccardo Nuti</strong> per varcare la soglia di Sala delle Lapidi, la sede del consiglio comunale. Il giovane leader del Movimento Cinque Stelle è stato stoppato per un soffio dalla soglia di sbarramento. La lista dei Cinque Stelle palermitani non è riuscita infatti a superare la soglia dei 5 punti percentuali: trentanove candidati hanno messo insieme 11.674 preferenze totali, fermandosi al 4,3 per cento. Nuti da candidato sindaco ha preso invece 10.873 voti sfiorando il 5 per cento.</p><p>Un buon risultato in un turno amministrativo totalmente governato dal ciclone <strong>Leoluca Orlando</strong> (candidato sindaco, ma non al consiglio comunale), che con Italia dei Valori potrebbe raggiungere addirittura 30 posti in consiglio comunale. Per il Movimento Cinque Stelle, però, potrebbe ancora esserci la possibilità di conquistare un seggio in consiglio. I portavoce del movimento hanno infatti annunciato la volontà di fare ricorso. Secondo i ragazzi del movimento sarebbero avvenute diverse “anomalie” nel corso del lunghissimo spoglio che si è concluso ufficialmente ben 48 ore dopo la chiusura dei seggi. “E’ accaduto &#8211; racconta Nuti &#8211; che non sono stati attribuiti alla nostra lista numerosi voti solo perché non era stato apposto nessun segno sul nostro simbolo, quando la volontà di voto era stata chiaramente espressa dall’elettore con l’indicazione del nome di un nostro candidato a fianco del logo del Movimento 5 Stelle. Un fenomeno questo che potrebbe essere perfino sottodimensionato, considerato che avevamo rappresentanti di lista solo in alcune sezioni”.</p><p>In pratica molti elettori del cinque stelle si sarebbero limitati a scrivere il nome del consigliere senza segnare il simbolo della lista. La nuova legge elettorale chiarisce che in effetti il simbolo della lista deve essere barrato, ma anche nei casi in cui viene indicato solo il nome di un candidato al consiglio comunale, il voto dovrebbe essere valido. “Chiederemo subito l’accesso ai verbali &#8211; continua Nuti &#8211; Se le notizie arrivateci da tantissime parti dovessero trovare riscontro nelle carte, i nostri legali procederanno a presentare ricorso e a chiedere il riconteggio dei voti, chiedendo l’assegnazione di quelli ingiustamente non attribuiti al Movimento”.</p><p>Per superare lo soglia del 5 per cento di sbarramento e il Movimento Cinque Stelle avrebbe bisogno di almeno altre 1500 preferenze. I quasi 12 mila voti raccolti fin qui rappresentano in ogni caso un successo<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/beppe-grillo-politica-strangola-mafia-parla-come-mafioso-senza-essere-originale/213609/"> dopo una campagna elettorale low cost tutta improntata sul rispetto dell’ambiente e sulla lotta al diffusissimo fenomeno del voto di scambio</a>.</p><p>Dai dati definitivi delle urne intanto spunta un’altra sorpresa. <strong>Vincenzo Ganci</strong>, candidato nella lista Amo Palermo collegata a <strong>Marianna Caronia</strong>, ha raccolto 156 voti. Un vero record anche questo se si considera che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/palermo-candidato-arrestato-mafia-scaricabarile-udc-nostri/205020/">Ganci è un detenuto, arrestato tre settimane fa in un’operazione antimafia: è accusato di voto di scambio per i suoi rapporti con la cosca di Misilmeri</a>. Dopo l’arresto la Caronia aveva più volte provato a buttarlo fuori dalla sua lista senza successo: secondo la legge infatti la rinuncia compete soltanto al candidato. E Ganci aveva preferito rimanere in lista certo di racimolare qualche voto. Anche da dietro le sbarre.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/palermo-votato-stelle-consiglio-parte-ricorso/224788/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sicilia, scrutinio delle schede valido dopo il caos per la nuova legge elettorale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/sicilia-finisce-caos-conteggio-voti-colpa-della-nuova-legge-elettorale/222925/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/sicilia-finisce-caos-conteggio-voti-colpa-della-nuova-legge-elettorale/222925/#comments</comments> <pubDate>Tue, 08 May 2012 12:22:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Erice]]></category> <category><![CDATA[misterbianco]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category> <category><![CDATA[sicilia]]></category> <category><![CDATA[Villabate]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=222925</guid> <description><![CDATA[In Sicilia le elezioni amministrative rischiavano di passare alla storia come un pasticcio epocale. Invece saranno ricordate per un corto circuito doppio degli uffici elettorali. A 24 ore dalla chiusura dei seggi i calcoli delle quote percentuali di ogni candidato alla carica di sindaco erano stati bollati come &#8220;falsati&#8221;. Secondo le valutazione dell&#8217;Assessorato regionale alle...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In <strong>Sicilia</strong> le elezioni amministrative rischiavano di passare alla storia come un pasticcio epocale. Invece saranno ricordate per un corto circuito doppio degli uffici elettorali. A 24 ore dalla chiusura dei seggi i calcoli delle quote percentuali di ogni candidato alla carica di sindaco erano stati bollati come &#8220;falsati&#8221;. Secondo le valutazione dell&#8217;Assessorato regionale alle Autonomie Locali era in corso un clamoroso errore di conteggio che aveva fatto precipitare nel caos gli uffici elettorali.</p><p>La svista riguardava la corretta interpretazione della nuova legge elettorale siciliana: le stime quindi erano tutte da rifare. Poche ore dopo però era arrivata la marcia indietro direttamente dall&#8217;assessore regionale alle autonomie locali <strong>Caterina Chinnici</strong>: nessun errore, i dati diffusi ieri sono quelli ufficiali. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/palermo-leoluca-orlando-testa-verso-ballottaggio-ferrandelli/221590/">Confermato quindi a Palermo <strong>Leoluca Orlando</strong> al 47,34% che andrà al ballottaggio con <strong>Fabrizio Ferrandelli</strong> (17%)</a>. Nei 147 comuni dell’isola in cui si è votato gli uffici elettorali sono entrati nel panico: avevano calcolato le quote percentuali soltanto sulla base di tutti i voti attribuiti ai candidati sindaco. Secondo la prima interpretazione della legge invece la base su cui calcolare le percentuali doveva essere costituita non solo da tutti i voti attribuiti ai candidati sindaco ma anche dai voti espressi per le liste e i candidati al consiglio comunale, sommate alle schede bianche.</p><p>In pratica le quote percentuali dei candidati sindaco si calcolavano &#8211; secondo il primo <em>diktat</em> del dipartimento regionale &#8211; su tutte le schede valide, anche quelle in cui l’elettore ha scelto di non esprimere la preferenza per il sindaco. Secondo la nuova legge elettorale (la 6 del 2011) infatti il voto alla lista o al consigliere comunale non si estende più automaticamente al candidato sindaco collegato. I dirigenti della <strong>Regione Sicilia</strong> però sono stati tratti in errore credendo che anche con la nuova legge il sistema di calcolo delle percentuali sarebbe rimasto lo stesso della vecchia norma (la 35 del 1997) che disciplinava le votazioni in Sicilia, quando il voto per il consigliere si estendeva invece automaticamente al sindaco collegato. Il risultato è che nel totale dei voti espressi dovevano essere inseriti anche quelli che non avevano sbarrato la casella del candidato sindaco, fermandosi al voto per il consiglio comunale.</p><p>Il totale delle percentuali dei candidati sindaco quindi avrebbe raggiunto il 100 per cento soltanto sommato anche alle quote degli astenuti, che in una città come Palermo superavano i voti raccolti da Leoluca Orlando. Il pesante abbaglio amministrativo sta tutto qui. Un abbaglio doppio, causato quindi da un’ errata interpretazione della nuova norma che in realtà non è altro che un “frullato” di vecchie leggi con l&#8217;aggravante di un vuoto normativo.</p><p>Nel giro di 24 ore le percentuali dei candidati sindaco sono state quindi prima ricalcolate per difetto, e poi riportate alle quote originarie. A Palermo per esempio i 103 mila voti di Leoluca Orlando per qualche ora non hanno rappresentato più il 47 per cento del totale ma si sono abbassate soltanto al 30 per cento. Anche le 38mila preferenze raccolte dallo sfidante Fabrizio Ferrandelli dai 17 punti percentuali erano precipitate quasi sotto il 10 per cento, fino alla marcia indietro dell&#8217;assessore Chinnici. A Palermo il ballottaggio tutto interno a sinistra sarebbe stato confermato ma la base elettorale per il conteggio dei sindaci si è allargata per un pomeriggio: ai 217 mila elettori che hanno segnato il nome di un candidato sindaco sono stati sommati i 139 mila voti espressi soltanto per il consiglio comunale. Il vero pasticcio però si è verificato in quei comuni in cui il cambiamento delle percentuali avrebbe alterato completamente l’esito delle elezioni. A Villabate, Misterbianco e Sciacca i candidati sindaco<strong> Francesco Cerrito</strong>,<strong> Antonino Di Guarda </strong>e<strong> Fabrizio Di Paola</strong> credevano di aver vinto di misura al primo turno.</p><p>Stamattina hanno scoperto di essere soltanto al ballottaggio. Nel pomeriggio hanno rivinto le elezioni al primo turno. Ad Erice, in provincia di Trapani, il sindaco uscente del centro sinistra Giacomo Tranchida ha vissuto scene da cardiopalma: era andato a letto sognante, credendo di aver appena sbaragliato i suoi avversari con un sonante 62 per cento che lo riconfermava primo cittadino al primo turno. Al risveglio l’amara sorpresa: il suo ampio vantaggio si è abbassato ad uno striminzito 46 per cento che lo avrebbe sbattuto al ballottaggio in zona Cesarini. Stasera è stato di nuovo confermato sindaco. Ovviamente salvo sorprese dell&#8217;ultimissima ora. A questo punto è il caso di aspettarsi di tutto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/sicilia-finisce-caos-conteggio-voti-colpa-della-nuova-legge-elettorale/222925/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Palermo: ballottaggio tutto a sinistra Scintille tra Orlando e Ferrandelli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/palermo-leoluca-orlando-testa-verso-ballottaggio-ferrandelli/221590/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/palermo-leoluca-orlando-testa-verso-ballottaggio-ferrandelli/221590/#comments</comments> <pubDate>Mon, 07 May 2012 15:00:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012 Palermo]]></category> <category><![CDATA[Leoluca orlando]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=221590</guid> <description><![CDATA[Qualcuno lo aveva predetto sotto voce durante il week end. 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Lo scontro fratricida e dal sapore quasi epico tra <strong>Leoluca Orlando</strong> e il suo ex delfino <strong>Fabrizio Ferrandelli</strong> avrà quindi bisogno di un ultimo round per risolversi definitivamente: dopo gli screzi delle primarie e i veleni della campagna elettorale il match point Orlando – Ferrandelli si giocherà il 20 e 21 maggio.</p><p>Nel capoluogo siciliano dopo undici anni di amministrazione del pidiellino <strong>Diego Cammarata</strong> al centro destra non rimane che contare i cocci: spazzati via<strong> Massimo Costa</strong> del Pdl, <strong>Marianna Caronia</strong> del Pid e <strong>Alessandro Aricò</strong>, sostenuto da Fli e dal Movimento per l’Autonomia del governatore Raffaele Lombardo. Che adesso guarda con interesse a Ferrandelli, che è sostenuto da <strong>Peppe Lumia</strong> e <strong>Antonello Cracolici</strong>, suoi alleati all’Assemblea Regionale Siciliana. Quella del governatore dell’isola però è una scommessa difficile.  <div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1626581734001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1626581734001" /> </object></div><div class="clear"></div> Per il momento infatti il vero vincitore di queste amministrative palermitane è sicuramente <strong>Leoluca Orlando</strong>. Il tre volte sindaco di Palermo ha sfiorato costantemente l’elezione al primo turno attestandosi in serata sul 47 per cento dei consensi: non è un plebiscito ma quasi un palermitano su due ha scelto di votarlo 27 anni dopo la sua prima elezione a sindaco. Già poco dopo l’inizio dello spoglio nel comitato elettorale del leader di<strong> Idv</strong> l’atmosfera era euforica. &#8220;I palermitani hanno capito. I palermitani vogliono cambiare&#8221; esclamavano quasi sognanti i sostenitori di <strong>Orlando</strong> che ad ogni nuova proiezione si lanciavano in boati da stadio.</p><p>L’ex leader della <strong>Rete</strong> è arrivato in conferenza stampa poco dopo le 18 mimando con le dita della mano sinistra la &#8220;V&#8221; di vittoria. &#8220;Credo che lo strepitoso risultato elettorale ottenuto sia la conferma che occorreva dare un segnale di speranza a questa città e i palermitani hanno chiarito che non hanno nessun laccio al collo, non vogliono avere collari e non votano gente con i collari. <strong>Pablo Picasso</strong> diceva che ci si mette molto tempo a diventare giovani: io sono da poco diventato giovane e sapete che faccio? Vado a Palazzo delle Aquile a fare il sindaco (il palazzo del comune n.d.a.). Costa e Ferrandelli? Non parlo degli scomparsi. Ma il fatto che il Pd e Sel continuino a sostenere il presidente Lombardo, imputato per mafia, è una chiara perversione etica. Quando io sarò sindaco non so se <strong>Lombardo</strong> ci sarà ancora&#8221; ha glissato Orlando che è poi sceso ad arringare la folla che lo aspettava sotto il comitato elettorale.</p><p>Nel frattempo a poche centinaia di metri di distanza, in un teatro <strong>Zappalà</strong> colmo di giovani supporters, <strong>Fabrizio Ferrandelli</strong> ha analizzato in diretta i dati in arrivo dai seggi elettorali. A fargli compagnia l’eurodeputato democratico <strong>Rosario Crocetta</strong> e poi Peppe Lumia e Antonello Cracolici, i registi dell’accordo Pd-Mpa all’Assemblea Regionale Siciliana. Per l’ex golden boy di Orlando &#8211; da qualche mese suo acerrimo antagonista – i risultati non sono buoni: dopo una partenza stentata che aveva fatto temere il peggio, si è attestato sul 18 per cento, afferrando (salvo sorprese dell’ultima ora) il secondo posto utile per il ballottaggio. I quasi 30 punti percentuali di distacco da <strong>Orlando</strong> però bruciano e il giovane Ferrandelli va già duro contro il suo ex maestro: &#8220;Orlando è arrivato dov&#8217;è grazie ai voti degli uomini della vecchia amministrazione di Cammarata: ha fatto gli inciuci. Il dato dimostra che se <strong>Orlando</strong> non avesse rotto il patto delle primarie avremmo potuto vincere direttamente al primo turno. Spero che in caso di ballottaggio Palermo possa guardare avanti verso il rinnovamento e non indietro verso la restaurazione&#8221;.</p><p>L’enorme successo ottenuto da Orlando ha fatto da traino anche alle due liste che lo appoggiavano: l’<strong>Italia dei Valori</strong> rischia di essere il primo partito palermitano con il 12 per cento dei consensi, mentre la Federazione della Sinistra arriva addirittura ai 6 punti percentuali. Deludente invece il risultato delle liste che sostenevano Ferrandelli: il Partito Democratico si ferma al 9 per cento, la lista collegata <strong>Ora Palermo</strong> sfiora il 6, mentre Sel e i Riformisti di <strong>Carlo Vizzini</strong> non superano il 3 per cento. Sfondano il 5 per cento dello sbarramento invece i ragazzi del Movimento Cinque Stelle: il candidato sindaco <strong>Riccardo Nuti</strong> potrebbe addirittura superare i sei punti percentuali.</p><p>I risultati peggiori però sono ovviamente quelli del centrodestra. Il candidato di punta <strong>Massimo Costa</strong> raccoglie solo il 13 per cento dei consensi: ben 40 punti in meno rispetto a quelli di Cammarata nel 2007. Il Pdl, storicamente il primo partito palermitano, si schianta sotto l’8 per cento. Udc e Grande Sud sfiorano i sei punti percentuali. Supera lo sbarramento del 5 per cento anche Amo Palermo, lista collegata a<strong> Marianna Caronia</strong> del Pid di Saverio Romano: tra i candidati al consiglio c’è anche Vincenzo Ganci, che però è stato arrestato pochi giorni fa in un’operazione antimafia. E a proposito di carceri, ha destato scalpore il dato arrivato dai penitenziari: all’Ucciardone e al Pagliarelli infatti i detenuti hanno deciso di astenersi in massa dal voto.   Per il procuratore nazionale antimafia <strong>Pietro Grasso</strong> &#8221;non solo nelle carceri nessuno ha votato  ma non è stato richiesto neppure il seggio volante, quindi non c’era nemmeno la richiesta preventiva. Ciò può dar luogo a diverse interpretazioni: una è una sorta di protesta nei confronti della politica. Però ci potrebbe essere anche un’altra motivazione, che è positiva, e cioè che nessuno ha dato indicazioni sul voto come si pensava una volta, perché mancano strutture capaci di farlo&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/palermo-leoluca-orlando-testa-verso-ballottaggio-ferrandelli/221590/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tra concerti e veleni, a Palermo è corsa a tre. All&#8217;ombra dei big nazionali</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/05/concerti-veleni-palermo-corsa-ballottaggio-allombra-nazionali/219613/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/05/concerti-veleni-palermo-corsa-ballottaggio-allombra-nazionali/219613/#comments</comments> <pubDate>Sat, 05 May 2012 18:32:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Borsellino]]></category> <category><![CDATA[brogli]]></category> <category><![CDATA[Costa]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012 Palermo]]></category> <category><![CDATA[Ferrandelli]]></category> <category><![CDATA[Lumia]]></category> <category><![CDATA[Orlando]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=219613</guid> <description><![CDATA[“Per sapere qualcosa sui presunti brogli alle primarie forse avremmo dovuto essere a una cena elettorale che si è tenuta sabato a Mondello alla quale hanno partecipato, oltre al candidato sindaco Leoluca Orlando, alcuni pm di Palermo che seguono le indagini sulla vicenda”. La battuta al vetriolo di Antonello Cracolici, capogruppo all’Ars del Pd e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Per sapere qualcosa sui presunti brogli alle primarie forse avremmo dovuto essere a una cena elettorale che si è tenuta sabato a Mondello alla quale hanno partecipato, oltre al candidato sindaco <strong>Leoluca Orlando</strong>, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/16/primarie-centrosinistra-palermo-indaga-anche-gazebo-piazza-indipendenza/197879/">alcuni pm di Palermo che seguono le indagini sulla vicenda”</a>. La battuta al vetriolo di <strong>Antonello Cracolici</strong>, capogruppo all’Ars del Pd e sostenitore di <strong>Fabrizio Ferrandelli</strong>, allunga la scia di veleni e colpi bassi che ha caratterizzato la campagna elettorale per le elezioni amministrative a Palermo. “I magistrati della Procura della Repubblica di Palermo non hanno preso parte ad alcuna cena elettorale in favore dell’onorevole Orlando. Hanno partecipato a un ricevimento in una casa privata di una collega e amica per festeggiarne l’inaugurazione. A detto ricevimento erano presenti numerosi altri magistrati pure di altri uffici e, per qualche tempo, anche l’onorevole Orlando” è stata l’immediata replica della procura, a testimoniare come a poche ore dal voto la temperatura nel capoluogo siciliano sia altissima. I giochi per il toto ballottaggio sono ancora apertissimi: con undici candidati sindaco ai nastri di partenza, sostenuti da ben ventisei liste, le previsioni non sono facili.</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/09/palermo-voto-dopo-caos-primarie-candidati-inquisiti-spettro-della-bancarotta/203033/">Il dato importante a livello elettorale è che su undici pretendenti alla carica di primo cittadino, appena tre detengono oltre il 60 per cento del consenso: la sfida per un posto al ballottaggio è tutta tra <strong>Massimo Costa</strong>, Fabrizio Ferrandelli e Leoluca Orlando</a>. E nonostante l’abbondanza di candidati a sindaco, dovrebbe essere alta anche la storica percentuale degli astenuti. Di certo c’è che dall’esito delle amministrative palermitane dipende anche lo scenario politico delle alleanze a livello regionale e nazionale. Costa, sostenuto da Pdl, Udc e Grande Sud, è indicato da più parti come il concorrente più forte del centrodestra. Dopo una campagna elettorale esplosiva, densa di eventi e slogan sparati, adesso sembra aver perso qualche punto.</p><p>In ripresa c’è invece l’indice di gradimento di <strong>Alessandro Aricò</strong>, candidato di Futuro e Libertà su cui ha “ripiegato” anche il Movimento per l’Autonomia del governatore <strong>Raffaele Lombardo</strong> che aveva inizialmente puntato proprio su Costa. Aricò è sostenuto da ben sette liste: molte probabilmente non supereranno lo sbarramento del 5 per cento, ma faranno comunque da traino per il giovane pupillo di <strong>Gianfranco Fini</strong>. L’incognita nel centrodestra è rappresentata dal rendimento di <strong>Marianna Caronia</strong>, sostenuta dal Pid di <strong>Saverio Romano</strong>, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/palermo-candidato-arrestato-mafia-scaricabarile-udc-nostri/205020/">che ha candidato nella sua lista Amo Palermo anche <strong>Vincenzo Ganci</strong>, finito in manette appena due settimane fa in un’operazione antimafia</a>.</p><p>La vera sfida per un posto al ballottaggio del 20 maggio, però, si gioca tutta nel centrosinistra, dove il vincitore delle primarie Fabrizio Ferrandelli combatte voto su voto contro il suo ex maestro Leoluca Orlando. I diverbi tra il giovane ex capogruppo di Idv in consiglio comunale e lo storico sindaco della primavera sono cominciati con la decisione di Ferrandelli di candidarsi alle primarie sostenuto dal senatore <strong>Peppe Lumia</strong>, il regista dell’accordo Pd–Mpa all’Assemblea regionale siciliana, nonostante Orlando avesse già deciso di appoggiare <strong>Rita Borsellino</strong>. Dopo la vittoria di Ferrandelli – su cui si sono allungate le ombre dell’indagine per i presunti brogli elettorali – Orlando ha “riflettuto” diciotto giorni prima di candidarsi per la quinta volta a sindaco della città. Adesso, dopo una campagna elettorale tutta improntata sulla sua esperienza, l’ex leader della Rete è considerato da parecchi sondaggi il candidato più forte del centrosinistra.</p><p>Un piccolo problema per Orlando potrebbe però essere il fatto che è sostenuto soltanto da Idv e dalla Federazione della Sinistra. Ferrandelli al contrario può contare sull’appoggio del Pd, di Sinistra Ecologia e Libertà (che ha perso però qualche pezzo in direzione orlandiana) e dei Riformisti di <strong>Carlo Vizzini</strong>: soltanto con i voti di lista il favorito di Peppe Lumia dovrebbe partire da una base di poco superiore al 23 per cento. Per il ballottaggio dovrebbe bastare il 25/28: il voto disgiunto e la nuova legge elettorale (che non assegna automaticamente la preferenza al candidato sindaco collegato alla lista votata) annullano però qualsiasi previsione della vigilia.</p><p>Dopo due mesi di accesi diverbi nel frattempo la diatriba Ferrandelli-Orlando è approdata anche in ambito musicale: giovedì il violoncellista <strong>Giovanni Sollima</strong> si è esibito per il leader di Italia dei Valori. Il giorno dopo Ferrandelli ha subito risposto con <strong>Edoardo Bennato</strong> e il <strong>Teatro degli Orrori</strong>, band rock molto conosciuta tra i giovani. Appena una settimana fa il candidato del Pd aveva assistito allo Zen all’esibizione del cantante neomelodico <strong>Gianni Celeste</strong>, autore di canzoni contestate come <em>‘Nu Latitante</em>: un repentino e radicale cambio di generi musicali che testimonia come la battaglia per gli ultimi voti utili sia ormai accesissima.</p><p>E mentre i candidati al consiglio comunale danno la caccia al voto porta a porta (citofonando anche personalmente alle prime ore del mattino) il Movimento Cinque Stelle, che dovrebbe superare ampiamente il 5 per cento di sbarramento, ha scritto alla prefettura chiedendo di togliere le tendine dalle cabine elettorali. “Il fenomeno della compravendita – spiega il candidato sindaco <strong>Riccardo Nuti</strong> nella lettera – è purtroppo una pratica molto diffusa, specialmente nelle zone economicamente svantaggiate della città e si può concretizzare, per esempio, fotografando la scheda elettorale col cellulare”.</p><p><span style="color: #ff000a;"><strong><a href="http://elezioni.ilfattoquotidiano.it/amministrative-2012/ultimenotizie/"><span style="color: #ff000a;">Mille Comuni al voto, vai allo Speciale amministrative di ilfattoquotidiano.it</span></a></strong></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/05/concerti-veleni-palermo-corsa-ballottaggio-allombra-nazionali/219613/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Processo Mori: teste Cristella confuso, &#8220;Non è il generale l&#8217;uomo del motorino&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/processo-mori-teste-cristella-appare-confuso-identifica-generale-come-luomo-motorino/218973/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/processo-mori-teste-cristella-appare-confuso-identifica-generale-come-luomo-motorino/218973/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 18:50:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Cronaca]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=218973</guid> <description><![CDATA[“C’è una tale discrasia tra le sue dichiarazioni alla procura di Firenze, quelle fatte a questa procura e le sue parole di oggi in quest’aula che lei per convincerci della sua attendibilità ci deve spiegare se alla base della sua progressione dichiarativa ci siano delle ragioni diverse dai non ricordo e non so”. La domanda...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“C’è una tale discrasia tra le sue dichiarazioni alla procura di Firenze, quelle fatte a questa procura e le sue parole di oggi in quest’aula che lei per convincerci della sua attendibilità ci deve spiegare se alla base della sua progressione dichiarativa ci siano delle ragioni diverse dai non ricordo e non so”. La domanda finale del procuratore aggiunto Antonio Ingroia sintetizza perfettamente la testimonianza che Nicola<strong> Cristella</strong> ha reso oggi in aula a Palermo al processo contro l’ex generale dei Ros <strong>Mario Mori</strong> e il colonnello Mario Obinu, imputati di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995. L’ispettore di polizia penitenziaria era già stato sentito nei mesi scorsi dalla procura di Palermo e da quella di Firenze nel 2003. Solo che oggi la sua testimonianza è apparsa confusa e in certi punti contraddittoria suscitando anche l’ira del presidente Mario Fontana che lo ha ripreso più volte. “Lei non può dire che non le sembra di ricordare: o ricorda oppure non ricorda”.</p><p>Cristella era il caposcorta del giudice Francesco Di Maggio, numero due del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria nel periodo in cui non vennero rinnovati 373 provvedimenti di 41 bis: secondo gl’inquirenti l’allentamento del carcere duro per detenuti mafiosi uno degli oggetti principali della patto sotterraneo tra pezzi delle istituzioni e <strong>Cosa Nostra.</strong> Cristella ha provato a ricostruire le frequentazioni e i contatti del giudice Di Maggio nel 1993, nel periodo delle <strong>stragi</strong> a Milano, Firenze e Roma. “Aveva frequentazioni conviviali, nel senso che andava spesso a cena, con il generale Giampaolo Ganzer, con Mario Mori e con il colonnello Umberto Bonaventura, che lavorava anche nei servizi. Ricordo che uno di questi veniva agli incontri con il motorino”. Negli interrogatori precedenti Cristella aveva individuato in Mario Mori l’uomo che si recava gli incontri in motorino. Oggi però, quando è stato chiamato ad <strong>identificare</strong> lo stesso uomo in motorino, è entrato nel pallone: prima ha tirato in ballo un civile che lavorava nei servizi, poi ha ammesso che forse si trattava dello stesso Mori. Che ha preso la parola per fare dichiarazioni spontanee “Non ho mai usato un motorino e non c&#8217;è persona al mondo che possa affermare il contrario&#8221;.</p><p>Da uomo ombra del giudice<strong> Di Maggio</strong>, Cristella ha anche parlato di tutti i movimenti che si verificarono nel periodo in cui quei provvedimenti di carcere duro non furono rinnovati. “Con Di Maggio si era creato un ottimo rapporto – ha raccontato Cristella – Mi aveva detto che c’erano pressioni per allentare il 41 bis: mi diceva che lui era figlio di carabiniere e non potevano chiedergli di passare dall’altra parte. Io poi percepii frammenti di dialoghi da cui sembrava che Di Maggio stesse parlando di<strong> Mannino</strong>. A conversazioni dirette tra Di Maggio e Mannino non ho assistito. Questo nome uscì durante una conversazione con un personaggio che non so chi sia&#8221;. L’ex ministro della Democrazia Cristiana Calogero Mannino è indagato dallo scorso febbraio per attentato a corpo politico dello Stato: secondo gl’inquirenti sarebbe venuto da lui l’input istituzionale per avviare un contatto con Vito Ciancimino, e quindi con Cosa Nostra, nel giugno del 1992. Secondo il racconto dell’ex caposcorta di Di Maggio Mannino si sarebbe però anche adoperato anche un anno dopo per allentare il 41 bis. Solo che nel 2003, quando fu sentito dal pm Gabriele Chelazzi a Firenze, Cristella non tirò in ballo l’esponente della Dc. “Mi chiesero se ci fossero state pressioni sul 41 bis, non mi dissero però da parte di chi. Mi domandarono di un tale Inzerillo ma non di Mannino. Se non me lo chiedono perché avrei dovuto dirlo?”</p><p>Alla fine della deposizione, densa di “forse non ricordo” e “mi pare di non ricordare”, il pm <strong>Antonio Ingroia</strong> ha chiesto netto: “Perché non ha raccontato prima di Mannino e Mori, perché non ha raccontato queste cose a Firenze nel 2003? Aveva timore di minacce o denunce, visto che si trattava di persone importanti?” “Si anche &#8211; ha risposto Cristella &#8211; ma diciamo che queste storie volevo tenerle per me. Non volevo tirare in ballo niente di queste storie qui”. “Non prendiamoci in giro” ha chiosato il pm.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/processo-mori-teste-cristella-appare-confuso-identifica-generale-come-luomo-motorino/218973/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Amministrative: a Sciacca Idv con Turco, ex Dc vicino al presidente Lombardo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/amministrative-sciacca-lidv-candida-democristiano-vicino-governatore-lombardo/218398/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/amministrative-sciacca-lidv-candida-democristiano-vicino-governatore-lombardo/218398/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 13:05:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Elezioni amministrative Sciacca]]></category> <category><![CDATA[idv]]></category> <category><![CDATA[Raffaele Lombardo]]></category> <category><![CDATA[sicilia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=218398</guid> <description><![CDATA[È cresciuto nella Dc di Calogero Mannino, poi si è spostato nel Centro cristiano democratico di Clemente Mastella, quindi è stato candidato alle elezioni regionali con i Democratici Autonomisti, lista civetta di Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia. Il curriculum da vero e proprio globetrotter dell’arco costituzionale appartiene a Pippo Turco che per le prossime amministrative...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>È cresciuto nella Dc di Calogero <strong>Mannino</strong>, poi si è spostato nel Centro cristiano democratico di Clemente <strong>Mastella</strong>, quindi è stato candidato alle elezioni regionali con i Democratici Autonomisti, lista civetta di Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia. Il curriculum da vero e proprio <strong>globetrotter</strong> dell’arco costituzionale appartiene a <strong>Pippo Turco</strong> che per le prossime amministrative di domenica e lunedì cambierà un’altra volta casacca. L’ex fedelissimo di Mannino sarà infatti il candidato sindaco di <strong>Italia dei Valori</strong> a Sciacca, città di 40 mila abitanti in provincia di Agrigento, famosa soprattutto per lo storico carnevale.</p><p>Turco è già stato sindaco di Sciacca negli anni ’80 con la <strong>Dc</strong>, quando veniva considerato un “manniniano di ferro”. Fino a poco tempo fa era un sostenitore del governatore Raffaele Lombardo, che lo aveva candidato (senza successo) alle regionali del 2008. L’anno dopo è stato eletto al consiglio comunale. Con un passato così sono in tanti in Italia dei Valori ad avere storto il naso dopo la sua candidatura. “Non sarà mica un altro<strong> Scilipoti</strong>?” si chiedono dalla base del partito. Lui risponde piccato: “Ma quale Scilipoti! La dignità non si compra dal fruttivendolo! E’ un reato essere stato democristiano? Direi proprio di no. Per quanto riguarda Lombardo posso dire che il <strong>Movimento per l’Autonomia</strong> non mi ha mai candidato direttamente: sono sempre stato in liste civiche. Ho sempre fatto il bene della mia città. Se <strong>Idv</strong> mi chiede di candidarmi sindaco non vedo perché avrei dovuto rifiutare. Sono legato a Ignazio Messina da un’amicizia ventennale”. Ignazio Messina, deputato nazionale e responsabile degli enti locali di Idv, è il suo main sponsor. E ovviamente lo difende a spada tratta: “Turco non è assolutamente un nuovo Scilipoti. Semmai il contrario: ha lasciato la maggioranza in consiglio comunale due anni fa ed è venuto con noi all’opposizione. Vuol dire che condivide la nostra visione”. Sindaco di Sciacca negli anni ’90 con la Rete di Leoluca Orlando, Messina aveva combattuto aspramente gli esponenti della vecchia politica democristiana di Mannino. Tra i quali c’era anche lo stesso Pippo Turco. Che oggi però è diventato il suo candidato. “E’ vero Turco è stato mio avversario – spiega &#8211; Ma ci sono democristiani buoni e democristiani cattivi. Fare il sindaco a <strong>Sciacca</strong>, soprattutto nella prima repubblica, non era semplice. Qui la situazione è disastrosa: dovevamo puntare su un candidato super partes per il bene della città. Con Turco mi sono confrontato: è passato da una vecchia visione della politica ad una nuova”.</p><p>Il segretario siciliano dell’Idv Fabio Giambrone, braccio destro di <strong>Leoluca Orlando</strong>, appoggia totalmente l’operazione. “Sottoscrivo completamente la scelta dell’onorevole Messina – spiega &#8211; non credo che Turco sia un nuovo Scilipoti, semplicemente può capitare di candidare persone con storie politiche diverse, basta che siano persone per bene”. Nella città di sant’Accursio non tutti però l’hanno presa bene. Soprattutto i militanti di Sinistra Ecologia e Libertà che dopo la deriva centrista del <strong>Pd</strong> (che appoggia il candidato sindaco del terzo polo Gioacchino Marsala) avevano provato a stringere un accordo proprio con l’Idv. La candidatura di Turco però ha fatto saltare tutto. “Sono io l’unico candidato di sinistra” annuncia Enzo Guirreri, candidato sindaco del partito di <strong>Nichi Vendola</strong>. “La candidatura di Turco nell’Idv dimostra quello che diciamo da tempo: ormai sono dei <strong>professionisti della politica</strong>, non importa quale casacca abbiano” rincara la dose Emma Giannì candidata del Movimento Cinque Stelle.</p><p>A Sciacca in effetti non è la prima volta che le scelte di Italia dei Valori fanno discutere. Nel 2004 per esempio il partito di <strong>Antonio Di Pietro</strong> scelse incredibilmente di allearsi con il candidato sindaco di <strong>Forza Italia</strong> Mario Turturici. Anche lì il regista dell’operazione fu proprio Messina che dopo la vittoria andò ad occupare la vice presidenza del consiglio comunale, eletto dai consiglieri fedelissimi di Angelino Alfano. “Mi contestò anche Flores D’Arcais – ricorda – risposi che tra una brava persona di destra e una cattiva di sinistra scelgo la prima. Questa è la terra di <strong>Pirandello</strong>, qui va tutto al rovescio”. Come dargli torto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/amministrative-sciacca-lidv-candida-democristiano-vicino-governatore-lombardo/218398/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Alcamo, centrosinistra unito sul candidato Bonventre. Iscritto al Pdl a sua insaputa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/alcamo-centrosinistra-unito-candidato-bonventre-iscritto-pdl-insaputa/215743/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/alcamo-centrosinistra-unito-candidato-bonventre-iscritto-pdl-insaputa/215743/#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 May 2012 14:03:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bonventre]]></category> <category><![CDATA[dalì]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012 Alcamo]]></category> <category><![CDATA[idv]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[romano]]></category> <category><![CDATA[SeL]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=215743</guid> <description><![CDATA[È una delle poche città in Sicilia in cui il centrosinistra si presenta unito alle prossime amministrative. Ma il candidato sindaco della coalizione “formato Vasto” (Pd, Idv e Sel) figura però tra le liste dei simpatizzanti del Pdl. L’imbarazzante intoppo per i democratici si registra ad Alcamo, 50 mila abitanti in provincia di Trapani e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>È una delle poche città in Sicilia in cui il centrosinistra si presenta unito alle prossime amministrative. Ma il candidato sindaco della coalizione “formato Vasto” (Pd, Idv e Sel) figura però tra le liste dei simpatizzanti del Pdl. L’imbarazzante intoppo per i democratici si registra ad Alcamo, 50 mila abitanti in provincia di Trapani e un comune con settecento precari.</p><p>Adesso, dopo i due mandati del presidente dell’Anci Sicilia <strong>Giacomo Scala</strong>, ai nastri di partenza il Pd ha schierato <strong>Sebastiano Bonventre</strong>, medico e docente universitario. Che però il giorno della candidatura ha scoperto di essere stato inserito a sua insaputa tra i tesserati del Pdl, insieme a tutta la sua famiglia. “Non lo sapevo neppure, in ogni caso non si tratta nemmeno di una tessera vera e propria” spiega Bonventre che racconta come la piccola défaillance sia stata provocata dalla sua personale battaglia contro i rimborsi elettorali. “I partiti non devono vivere di finanziamenti pubblici per questo verso piccoli contributi a tutti i partiti che me li chiedono, l’ho fatto anche con Futuro e Libertà. Solo che da quest’anno Berlusconi ha deciso che chiunque dia contributi al suo partito debba essere inserito in una lista di simpatizzanti, e così mi sono ritrovato lì insieme a tutta la mia famiglia. Ma, ripeto, non ne sapevo nulla. Se me l’avessero detto avrei rifiutato perché la mia storia non è assimilabile a quella del Pdl.”</p><p>Il centrosinistra ad Alcamo ha puntato su Bonventre dopo il ritiro del “sindaco in pectore”, il senatore del Pd <strong>Antonino Papania</strong>, vero e proprio dominus dei democratici in provincia. “Mi sono fatto fare un sondaggio e ho visto che sarei stato eletto con una certa facilità, quindi ho detto: va bene un passo di lato lo posso fare. Perché per questa città non ci vuole un uomo di potere, ma ci vogliono uomini nuovi”, ha raccontato in pubblico il senatore del Pd, recentemente condannato in primo grado dalla Corte dei Conti a risarcire con 16 mila euro la Regione Sicilia per danni all’immagine. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/16/a-montecitorio-gli-spazzoloni-del-movimento-5-stelle-per-ripulire-il-parlamento/104962/">Nel 2002 Papania, ex assessore regionale al Lavoro, aveva patteggiato una condanna a 2 mesi e 20 giorni per abuso d’ufficio</a>. Oggi ci ha ripensato annunciando che per quel patteggiamento chiederà la revisione del processo. Nel 2009, invece, il suo factotum <strong>Filippo Di Maria</strong> era finito in manette nell’ambito dell’operazione delle forze dell’ordine Dioscuri che decapitò il clan mafioso locale. Papania, però, non fu mai sfiorato dall&#8217;inchiesta.</p><p>Ad Alcamo dal 1993 governa ininterrottamente il centrosinistra: un caso più unico che raro in una provincia in cui Pdl e Udc hanno sempre fatto il pieno di voti in tutte le competizioni elettorali. Un dominio che sembra destinato a continuare dato che alle prossime elezioni il centrodestra non è riuscito ad esprimere un candidato unico, dividendosi su tre pretendenti alla carica di primo cittadino. L’Udc punta forte sul presidente della provincia <strong>Mimmo Turano</strong>, figlio d’arte dato che il padre Vito è stato più volte sindaco di Alcamo (vicino a <strong>Calogero Mannino</strong>) e in passato indagato ( e poi archiviato) per fatti di mafia.</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/21/mafia-chiusa-linchiesta-su-antonio-dali-il-senatore-pdl-legato-al-boss-messina-denaro/121403/">Il Pdl del senatore <strong>Antonio D’Alì</strong>, indagato per concorso esterno a Cosa Nostra</a>, e il Pid <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/19/mafia-il-boss-disse-abbiamo-nelle-mani-saverio-romano/158500/">dell’ex Ministro <strong>Saverio Romano</strong>, imputato per lo stesso reato</a>, sostengono invece una donna, <strong>Francesca De Luca</strong>, ex dirigente della Forestale finita un anno fa in un’inchiesta per una presunta truffa all’Ue e poi completamente scagionata. Ha fatto il salto di barricata invece <strong>Francesco Orlando</strong>, ex assessore nella giunta di centro sinistra, che si proclama “il sindaco dei poveri”. A sostenerlo c’è Noi Sud, il micro partitino rappresentato nella zona da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/30/adesso-b-punta-sugli-impresentabili-delludc-per-puntellare-il-governo/45916/"><strong>Norino Fratello</strong>, ex deputato regionale dell’Udc che nel 2006 ha patteggiato18 mesi di carcere per concorso esterno a Cosa Nostra: aveva ammesso di aver chiesto voti a mafiosi e aver favorito imprese colluse, l’anno scorso è riuscito ad ottenere la riabilitazion</a>e. A chiudere il conto un movimento cittadino: si chiama Abc (Alcamo Bene Comune), si è sviluppato tra internet e le assemblee civiche ed ha candidato <strong>Niclo Solina</strong>, un ex consigliere comunale della Rete di <strong>Leoluca Orlando</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/alcamo-centrosinistra-unito-candidato-bonventre-iscritto-pdl-insaputa/215743/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Trapani: nella città dei misteri il Pdl punta tutto sull&#8217;ex generale dei Servizi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/trapani-nella-citta-misteri-pdl-punta-tutto-sullex-generale-servizi/214050/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/trapani-nella-citta-misteri-pdl-punta-tutto-sullex-generale-servizi/214050/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Apr 2012 19:13:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Damiano]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012 trapani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=214050</guid> <description><![CDATA[Nella città dei misteri per antonomasia, il Pdl ha deciso di candidare come sindaco un generale dei servizi segreti. Accade a Trapani, città famosa per l&#8217;antica processione pasquale dei Misteri, ma anche per gli enigmi irrisolti a cavallo tra gli affari di Gladio, della Massoneria e di Cosa Nostra. Alle amministrative di domenica e lunedì...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nella città dei misteri per antonomasia, il Pdl ha deciso di candidare come sindaco un generale dei servizi segreti. Accade a <strong>Trapani</strong>, città famosa per l&#8217;antica processione pasquale dei Misteri, ma anche per gli enigmi irrisolti a cavallo tra gli affari di <strong>Gladio</strong>, della <strong>Massoneria</strong> e di <strong>Cosa Nostra</strong>. Alle amministrative di domenica e lunedì il partito di <strong>Silvio Berlusconi</strong> ha deciso di puntare tutto su un uomo dei servizi: il candidato alla carica di sindaco è infatti il generale dei carabinieri <strong>Vito Damiano</strong>, andato da poco in pensione dopo essere stato ai vertici del controspionaggio dell&#8217;Aise (l&#8217;ex <strong>Sismi</strong>).</p><p>Tre anni fa Damiano era stato citato in un&#8217;interpellanza parlamentare dell&#8217;ex presidente della Repubblica <strong>Francesco Cossiga</strong>, in cui si denunciavano alcuni strani contatti diretti tra appartenenti all&#8217;intelligence e la magistratura. In particolare Cossiga parlò di una chiamata che sarebbe avvenuta il 13 novembre 2008 da una cabina telefonica ubicata all&#8217;interno della sede dell&#8217;Aise di <strong>Forte Braschi</strong>. Nell&#8217;interpellanza il senatore a vita Cossiga non specificava il nome del magistrato destinatario della chiamata, ma indicava invece il nome dello 007: lo stesso Damiano. Che adesso è stato voluto dal senatore <strong>Antonio D&#8217;Alì</strong> (imputato davanti al gip per concorso esterno a Cosa Nostra) per mantenere la città delle saline nell&#8217;orbita del centrodestra e <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/trapani-recita-scolastica-trasformata-spot-elettorale/213840/" target="_blank">succedere a Girolamo Fazio</a>. Una sfida difficile.</p><p>Trapani è infatti la città che doveva tenere a battesimo il patto tra il Pd e il Terzo Polo per le amministrative. Ma nonostante gli abboccamenti siano durati per più di un anno alla fine il Pd stava quasi per rimanere senza un pretendente alla carica di sindaco. Dai piani alti del partito di <strong>Pierluigi Bersani</strong> sarebbe arrivato infatti lo stop per i dirigenti locali: vietato appoggiare il candidato sindaco del Terzo Polo <strong>Peppe Maurici</strong>. Almeno al primo turno.</p><p>Il nome dell’ex presidente dell’Asi ed ex deputato regionale di <strong>Forza Italia</strong> Maurici è recentemente venuto fuori durante il processo per l’omicidio del giornalista <strong>Mauro Rostagno</strong>. Il pentito<strong> Angelo Siino</strong>, ex &#8220;ministro degli lavori pubblici&#8221; di Cosa Nostra, ha infatti raccontato alla Corte d’assise che il boss di Trapani <strong>Vincenzo Virga</strong> “voleva uccidere una persona che io conoscevo, il barone Giuseppe Maurici, perché questi gli aveva mancato di rispetto acquisendo un’ impresa senza chiedere il suo permesso. Maurici lo conoscevo perché ci univa la passione per le corse. Lo salvai dicendo a Virga che Maurici gli portava grande rispetto. Io avvisai il Maurici per dirgli il pericolo che stava correndo e lui non si occupò più di questa impresa”. Nella sua corsa a sindaco Maurici è sostenuto da ben sette liste. Tra queste Grande Sud che propone tra i candidati al consiglio<strong> Giuseppe Ruggirello</strong>, attuale consigliere comunale arrestato l’anno scorso perché da funzionario dell’Agenzie delle Entrate avrebbe favorito i gestori di un night club in cambio di favori sessuali. Adesso è imputato davanti al gip e nel frattempo si è ricandidato al consiglio comunale.</p><p>Il divieto assoluto di appoggiare il candidato del Terzo Polo ha spiazzato i dirigenti locali del Pd che dopo aver incassato il rifiuto dell’archeologo<strong> Sebastiano Tusa</strong> (motivo: è candidato a Palermo con Futuro e Libertà) hanno dovuto appoggiare obtorto collo<strong> Sabrina Rocca</strong>, candidata di Sel. La Rocca è una professoressa di filosofia, “democratica dissenziente” che aveva rotto con il Pd proprio per le aspirazioni centriste dei dirigenti locali. Dopo essere stata proposta sindaco dal partito di <strong>Vendola</strong> ora è riuscita ad incassare anche l’appoggio del Pd. Che però non è bastato per unire tutto il centrosinistra, che va alle elezioni frammentato come si è verificato in gran parte della Sicilia. A Trapani ci sono addirittura tre candidati sindaco: oltre alla Rocca anche l’avvocato <strong>Giuseppe Caradonna</strong>, sostenuto da Idv e dai giovani militanti di Rifondazione Comunista, e il verde <strong>Vincenzo Maurizio Marrone D’Alberti</strong>. Chiudono il conto dei candidati alla poltrona di primo cittadino <strong>Stefano Nola</strong> dei Popolari d’Italia Domani e <strong>Luigi Fasoni</strong> del movimento Fratelli d’Italia.</p><p><span style="color: #ff000a;"><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/amministrative-2012-speciale-ilfattoquotidiano/"><span style="color: #ff000a;">Mille Comuni al voto, vai allo Speciale amministrative di ilfattoquotidiano.it</span></a></strong></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/trapani-nella-citta-misteri-pdl-punta-tutto-sullex-generale-servizi/214050/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Per Beppe Grillo la politica strangola, Cosa nostra no. &#8220;Parole da mafioso &#8220;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/beppe-grillo-politica-strangola-mafia-parla-come-mafioso-senza-essere-originale/213609/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/beppe-grillo-politica-strangola-mafia-parla-come-mafioso-senza-essere-originale/213609/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Apr 2012 11:30:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Giuseppe Pipitone</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Cosa Nostra]]></category> <category><![CDATA[di matteo]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012 Palermo]]></category> <category><![CDATA[Fava]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[Nuti]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category> <category><![CDATA[stragi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=213609</guid> <description><![CDATA[Ha lasciato l’amaro in bocca a parecchie persone l’ultima esibizione di Beppe Grillo per le imminenti elezioni amministrative del 6 e 7 maggio. Il leader del Movimento 5 Stelle, di passaggio a Palermo per sostenere la candidatura a sindaco del giovane Riccardo Nuti, ha infatti tirato in ballo Cosa Nostra utilizzandola come termine di paragone per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ha lasciato l’amaro in bocca a parecchie persone l’ultima esibizione di <strong>Beppe Grillo</strong> per le imminenti elezioni amministrative del 6 e 7 maggio. Il leader del Movimento 5 Stelle, di passaggio a Palermo per sostenere la candidatura a sindaco del giovane <strong>Riccardo Nuti</strong>, ha infatti tirato in ballo Cosa Nostra utilizzandola come termine di paragone per gli effetti devastanti della crisi economica.</p><p>“Noi abbiamo candidato Toto&#8217; u curtu e u Malpassotu come vicesindaco, vediamo come va – aveva detto il comico genovese prima di salire sul palco &#8211; . La mafia non ha mai strangolato il proprio cliente, la mafia prende il pizzo, il 10 per cento. Qui siamo nella mafia che ha preso un&#8217;altra dimensione, strangola la propria vittima.&#8221; Una battuta al vetriolo per criticare la politica e il governo, che ha immediatamente innescato una furiosa polemica, amplificata anche dal fatto che proprio oggi a Palermo si commemora l’anniversario dell’assassinio di <strong>Pio La Torre e Rosario Di Salvo</strong>, uccisi da Cosa Nostra esattamente 30 anni fa. <strong>Fiorello</strong>, in una rassegna stampa postata su youtube risponde: &#8221;Grillo&#8230; hai detto una cazzata. Hai detto una grande cazzata&#8221; Poi continua: &#8220;Ne sa poco di mafia, si andasse a vedere tutti i pilastri delle autostrade che ci sono in Sicilia. Grillo, ti posso dire una cosa? Ma vattela a piglia &#8216;nder pizzo&#8221;.</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1612730561001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1612730561001" /> </object></div><div class="clear"></div></p><p>&#8220;Grillo parla come un mafioso senza essere nemmeno originale. Gli stessi argomenti prima di lui li hanno già utilizzati <strong>Vito Ciancimino e Tano Badalamenti</strong>. E come l&#8217;ultimo dei mafiosi non ha nemmeno il coraggio di confrontarsi pubblicamente sulle sue patetiche provocazioni&#8221;, è stato il duro commento di <strong>Claudio Fava</strong>, figlio del giornalista <strong>Pippo Fava</strong> (ucciso da Cosa Nostra nel 1984), e ora nella segreteria di Sinistra Ecologia e Libertà.</p><p>L&#8217;uscita del comico genovese ha costretto il candidato del Movimento 5 stelle a un&#8217;immediata replica: “Ancora una volta &#8211; ha detto Nuti &#8211; abbiamo avuto la conferma che ci sono mezzi di ‘informazione’ che tentano solo di denigrare il Movimento. Beppe Grillo nei suoi interventi utilizza spesso dei paradossi ed estrapolare una frase dal contesto è pretestuoso oltre che ridicolo: la dichiarazione che alcuni hanno contestato, fa infatti parte di un ragionamento molto più ampio e complesso. D&#8217;altra parte le nostre azioni parlano chiaro, essendo certi che le mafie siano il cancro che strangola l&#8217;economia legale e priva i cittadini di diritti e libertà.”</p><p>Questo, però, non è bastato a frenare le reazioni. Durissime, soprattutto, quelle arrivate dal mondo dell’associazionismo antimafia. “Le affermazioni di Beppe Grillo non possono essere giustificate neanche se fatte provocatoriamente. Il sistema di potere mafioso è purtroppo una questione ancora molto seria e in quanto tale non può essere oggetto di speculazioni politico elettorali”, ha fatto sapere l’associazione Addiopizzo.</p><p><strong>Cristina Musumeci</strong>, dell’associazione Cittadinanza per la Magistratura, ha invece sottolineato il possibile effetto boomerang delle parole pronunciate da Grillo che “denotano una scarsa conoscenza del fenomeno mafioso e danno il fianco a chi continua a perpetrare il mito della mafia buona, la mafia che non minaccia, che non uccide, che si sostituisce allo Stato assente e protegge i suoi sudditi chiedendo in cambio una piccola controprestazione economica.  Grillo – prosegue la Musumeci &#8211; si dimentica così della mafia che non si ferma neanche di fronte ai bambini, ma soprattutto dimentica che la mafia è  cointeressi e connivenze  che deturpano l&#8217; amministrazione comunale, l&#8217;amministrazione regionale e quella statale togliendo ogni possibilità di sviluppo alla nostra terra”. </p><p>E se il comico genovese aveva fatto cenno al “pizzo”, una replica è arrivata anche da <strong>Pina Maisano</strong>, vedova di Libero Grassi, l&#8217;imprenditore ucciso da Cosa Nostra proprio per essersi ribellato al racket delle estorsioni. “Grillo dice che la mafia non ha mai strangolato i suoi clienti limitandosi a prendere il pizzo? Forse dimentica che ha anche ucciso le persone che il pizzo non hanno voluto pagarlo”.</p><p>&#8221;Come si permette Grillo a fare l&#8217;elogio della mafia in una città che gronda sangue di vittime innocenti? Perchè non era in piazza con noi il 21 marzo scorso, nella sua Genova, per la Giornata della memoria organizzata da Libera in ricordo di tutte le vittime della mafia?”. Si chiede invece <strong>Angela Ogliastro</strong>, sorella di <strong>Serafino Ogliastro</strong>, poliziotto ucciso dalla famiglia mafiosa di Brancaccio nel 1991.</p><p>Critica anche la reazione di <strong>Giovanna Maggiani Chelli</strong>, presidente dell’Associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili. “Non so quanto Grillo e altri abbiano preso coscienza delle stragi del 1993, non so se Grillo ricorda che mentre il paese saltava in aria l’argomento principale era il debito pubblico – ha detto la Chelli a <em>ilfattoquotidiano.it</em> &#8211; . Non capisco perché adoperare espressioni di questo tipo che fanno tanto bene alla mafia e non a noi. Grillo poi dimentica che la mafia ha strangolato un sacco di persone, penso per esempio al piccolo <strong>Giuseppe Di Matteo</strong>. Grillo dovrebbe rileggersi quegli atti processuali, e capirebbe cosa è in grado di fare la mafia alla gente per bene e forse allora proverebbe a tacere su argomenti di questo tipo”.</p><p><span style="color: #ff000a;"><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/amministrative-2012-speciale-ilfattoquotidiano/"><span style="color: #ff000a;">Mille Comuni al voto, vai allo Speciale amministrative di ilfattoquotidiano.it</span></a></strong></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/beppe-grillo-politica-strangola-mafia-parla-come-mafioso-senza-essere-originale/213609/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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