<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Gianni Marsilli</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/gmarsili/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Trieste, Cosolini ha abbattuto il tabù</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/31/trieste-cosolini-ha-abbattuto-il-tabu/114988/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/31/trieste-cosolini-ha-abbattuto-il-tabu/114988/#comments</comments> <pubDate>Tue, 31 May 2011 15:57:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Amministrative 2011]]></category> <category><![CDATA[Riccardo Illy]]></category> <category><![CDATA[roberto cosolini]]></category> <category><![CDATA[trieste]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=114988</guid> <description><![CDATA[Colpisce, nel voto amministrativo, l’intelligenza dell’elettorato. Il popolo napoletano ha pensato da solo a sbrogliare matasse come quella di Napoli, che i partiti (Pd in testa) avevano grandemente contribuito ad aggrovigliare; la borghesia milanese ha affidato Milano a Pisapia, trattato fino a sabato come un brigatista; le partite Iva di Novara e Gallarate, per citarne...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Colpisce, nel voto amministrativo, l’intelligenza dell’elettorato. Il popolo napoletano ha pensato da solo a sbrogliare matasse come quella di Napoli, che i partiti (Pd in testa) avevano grandemente contribuito ad aggrovigliare; la borghesia milanese ha affidato Milano a Pisapia, trattato fino a sabato come un brigatista; le partite Iva di Novara e Gallarate, per citarne che due, hanno detto basta con le prese per i fondelli… E persino a <strong>Trieste</strong>, che è la mia città, c’è stato il ribaltone. Dico «persino» perché il muro da abbattere, a Trieste, non era solo quello berlusconiano. Ad abbattere quel muro, del resto, ha pensato per prima la stessa destra, dividendosi tra baruffe e ripicche assai spettacolari. Il vero muro che è stato abbattuto è stato quello, tutto novecentesco, del peso della storia e delle sue tragedie. Parlo ovviamente della Risiera, delle foibe, dell’esodo dall’Istria e Dalmazia, della contrapposizione nazionale tra italiani e sloveni. Quel peso che ci si trascina dietro per generazioni, come se i figli, e anche i nipoti, dovessero pagare in eterno le colpe o le responsabilità di padri e nonni. Così è stato per tutto il dopoguerra a Trieste. Il Pci, volente o nolente, era il partito erede dello slavo-comunismo, quello delle foibe. Chi ci avesse militato non poteva accedere direttamente alle massime responsabilità. Poteva farlo, eventualmente, solo se ben accompagnato da un garante di democrazia: fu il caso di Riccardo Illy negli anni ’90.</p><p>Il neosindaco <strong>Roberto Cosolini </strong>ha invece abbattuto il tabù. E’ stato del Pci anche lui (è del ’56), e per quel che lo conosco non se ne è mai vergognato. E’ stato anche brillante assessore regionale con Illy. Ha fatto una campagna elettorale di porta in porta, rione per rione, presentandosi come servitore laico ed entusiasta della cosa pubblica, innamorato della sua città. E finalmente, a quasi settant’anni dalla guerra, la diffidenza si è dissolta, il bando è stato tolto. Merito suo, certo. Ma merito anche di un elettorato che ha detto basta ai fantasmi, e basta a una destra che di quei fantasmi aveva fatto una rendita che pensava vitalizia, ben prima che arrivasse Berlusconi. Lo segnalo perché non sto nella pelle dalla gioia, ovviamente, ma anche perché la ricchezza dell’Italia è fatta delle sue diversità. E ogni vittoria elettorale si porta dietro le sue peculiari fatiche: quelle di Trieste, credetemi, non erano dappoco. Credo sia bene saperlo, tutto qua.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/31/trieste-cosolini-ha-abbattuto-il-tabu/114988/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;abisso tra B. e Sarkozy</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/25/labisso-tra-sarkozy-e-b/88248/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/25/labisso-tra-sarkozy-e-b/88248/#comments</comments> <pubDate>Tue, 25 Jan 2011 12:39:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[conferenza stampa]]></category> <category><![CDATA[dibattito pubblico]]></category> <category><![CDATA[gad lerner]]></category> <category><![CDATA[giornalisti]]></category> <category><![CDATA[Nicolas Sarkozy]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=88248</guid> <description><![CDATA[So che è inutile e oramai stucchevole, ma non resisto. Il paragone è di rara flagranza, e ancora una volta la dice lunga a proposito dell’anomalia italiana. Da noi il presidente del Consiglio si illustra in una sarabanda di insulti. Telefona a Gad Lerner e giù un monologo rabbioso e ingiurioso. Il giorno dopo, ci...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>So che è inutile e oramai stucchevole, ma non resisto. Il paragone è di rara flagranza, e ancora una volta la dice lunga a proposito dell’anomalia italiana. Da noi il <strong>presidente del Consiglio</strong> si illustra in una sarabanda di insulti. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/25/berlusconi-a-linfedele-puntata-vergognosa-lerner-lei-e-un-cafone/88113/" target="_blank">Telefona a Gad Lerner</a></span> e giù un monologo rabbioso e ingiurioso. Il giorno dopo, ci mancherebbe, ha diritto ai titoloni dei giornali, al filmato su You Tube, allo spregio degli uni e al tifo cieco e viscerale di altri. Il presidente del Consiglio di tutti gli italiani, ancora una volta, ha aizzato e <strong>invelenito il dibattito pubblico</strong>. In una parola ha fatto opera di divisione, ha introdotto elementi di fanatismo, parole da ultima spiaggia, e rifiutato ogni contraddittorio.</p><p>Nelle stesse ore <strong>Nicolas Sarkozy</strong>, all’Eliseo, teneva la sua conferenza stampa d’inizio anno. Cinquecento giornalisti da tutto il mondo, due ore di dialogo serrato. Un tema, soprattutto, all’ordine del giorno: la situazione internazionale, il G8, il G20, la crisi economica, l’enormità di quanto accade in Tunisia (<em>“non abbiamo colto la misura della sofferenza del popolo tunisino”</em>), l’Afghanistan, il Medio Oriente.</p><p>Con i <strong>giornalisti </strong>Sarkozy ha sempre amato azzuffarsi, anche all’inizio della sua presidenza. Poi ha capito che la trasparenza e l’incidenza del suo operato e della sua condotta non possono fare a meno di loro, per quanto possano essergli fastidiosi. Eccolo allora rispondere in maniera assai schietta, non eludere nulla, fare autocritica e poi, alla fine della conferenza stampa, chiacchierare cordialmente qua e là, anche di come passa le serate con Carla (dvd, cinema italiano, amici). Insomma il presidente ha fatto il presidente, come si conviene.</p><p>Ha capito che la <strong>rissa </strong>(fu lui a dire a un tizio che si rifiutava di stringergli la mano <em>“fuori dai piedi, coglione”</em>: c’è da scommettere che non lo farà mai più), la rissa, dicevo, non paga. Poi ci sono i contenuti della sua politica: discutibili, ovviamente, e democraticamente discussi e contestati. Ma il giudizio delle opposizioni, dopo la sua conferenza stampa, ha riguardato G8, G20, Tunisia e quant’altro. Quel che si chiama <strong>dibattito pubblico</strong>: dove va il mondo, dove va l’Europa, dove va la Francia. Non dove va Ruby, non cosa fa Nicole.</p><p>Segnalo la cosa per due motivi. Il primo è per misurare <strong>l’abisso </strong>che, obiettivamente, in questi giorni divide due grandi democrazie europee. Il secondo è per rispondere ai tanti che considerano <strong>Sarkozy alla stregua di Berlusconi</strong>: <em>sorry</em>, non sono assimilabili, se non per la loro non vertiginosa altezza.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/25/labisso-tra-sarkozy-e-b/88248/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>34</slash:comments> </item> <item><title>Il bunga-bunga ha spazzato via la politica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/19/la-politica-non-ce-pu/87167/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/19/la-politica-non-ce-pu/87167/#comments</comments> <pubDate>Wed, 19 Jan 2011 09:23:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Casini]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[Opposizione]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Ruby]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=87167</guid> <description><![CDATA[In questi giorni non ho letto una riga, se non gli inevitabili titoloni o quasi, a proposito delle peripezie sessuali più o meno consumate ad Arcore e dintorni. Non lo rivendico, è che proprio non posso, non ci riesco più. Di Iris, Iona o Clarabella, come si dice, non me ne puo’ fregar di meno,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni non ho letto una riga, se non gli inevitabili titoloni o quasi, a proposito delle peripezie sessuali più o meno consumate ad Arcore e dintorni. Non lo rivendico, è che proprio non posso, non ci riesco più. Di Iris, Iona o Clarabella, come si dice, <strong>non me ne puo’ fregar di meno</strong>, sinceramente. La nausea che monta spontanea all’idea di un miliardario ultrasettantenne che pastrugna una ragazzina minorenne o di un ottantenne che gli procura mandrie di scervellate trattate come quarti di manzo, è almeno pari a quella che provo verso me stesso se perdo un minuto di più a guardare dentro quel buco di serratura, a leggermi i dettagli del bunga bunga, <strong>le telefonate tra quelle disgraziate</strong>, le più o meno esplosive interviste a Ruby, diciotto anni appena compiuti.</p><p>Il presidente del Consiglio dei ministri non solo si comporta da vecchio satiro disperato, non solo infanga e ridicolizza l’Italia intera, ma la costringe a diventare guardona, abietta, segaiola, vergognosa di sé. E a dividersi tra terminali e feroci complicità e sterile moralismo, altroché “destra” e “sinistra”, governo e opposizione. <strong>La politica non c’è più</strong>, svanita, annichilita, la democrazia perde i suoi parametri, i suoi poli naturali di rivalità e discussione. Sarà Ruby, eventualmente, ad allontanare Casini da Berlusconi, non la “politica delle alleanze” di Bersani. Sarà Iona coscialunga, eventualmente, a dare a Fini un’arma in più per tornare a galla, non la sua “destra europea”. Sarà una foto di Nicole, o come si chiama, eventualmente, a far salire B. al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Oppure saranno tutte queste figliole insieme, in un <strong>delirio nazional-pornografico</strong>, a fargli rivincere le eventuali elezioni.</p><p>Per questo mi fa paura il dopo-Berlusconi. Il fatto che venga punito e magari cacciato da un’intercettazione telefonica o da una foto compromettente invece che da un voto di sfiducia <strong>apre un abisso, non una prospettiva</strong>. Il “basta che se ne vada” non credo sia più una base di ripartenza. Il cosiddetto sistema-paese, che già non sta bene in salute, ne uscirà a pezzi. L’Italia dovrà fare uno sforzo di ricostruzione civile enorme, del quale è molto difficile intravedere i protagonisti (Tremonti? Auguri). Settant’anni  fa, almeno, sapevi che stavano a Ventotene, o in esilio. Oggi no, non si vede un tubo, tantomeno a sinistra. Ditemi, esagero?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/19/la-politica-non-ce-pu/87167/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>99</slash:comments> </item> <item><title>Assange e Cantona, disturbatori pubblici</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/07/loro-disturbano-la-politica-trema/80711/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/07/loro-disturbano-la-politica-trema/80711/#comments</comments> <pubDate>Tue, 07 Dec 2010 18:34:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[christine lagarde]]></category> <category><![CDATA[Eric Cantona]]></category> <category><![CDATA[franco frattini]]></category> <category><![CDATA[Julian Assange]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=80711</guid> <description><![CDATA[Frattini e Hillary e molti altri si fregano finalmente le mani, soddisfatti che il lupo Assange sia in galera, lontano dal gregge di pecorelle che si chiama diplomazia internazionale. Eppure nessuna guerra è scoppiata, nessun ambasciatore è stato ritirato e nemmeno convocato. Vedremo dopo la pubblicazione dei prossimi files. Ma per ora niente, neanche un’increspatura...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Frattini e Hillary e molti altri si fregano finalmente le mani, soddisfatti che il lupo <strong>Assange </strong>sia in galera, lontano dal gregge di pecorelle che si chiama diplomazia internazionale. Eppure nessuna guerra è scoppiata, nessun ambasciatore è stato ritirato e nemmeno convocato. Vedremo dopo la pubblicazione dei prossimi files. Ma per ora niente, neanche un’increspatura degna di nota, a conferma che ciò che disturba non sono le rivelazioni (che tali non sono), ma la loro disarmante <strong>assenza</strong>. E’ già stato scritto: ci vuole un’informativa top secret dell’ambasciatore americano per sapere che Berlusconi fa festini il sabato sera, che trappola in segreto con Gazprom, o che Sarkozy è filoamericano e che soffriva per Cecilia? La figura più magra la fa l’ambasciatore, non Berlusconi né Sarkozy, che si arrangiano benissimo da soli.</p><p>Eppure <strong>Frattini </strong>parla di Assange come di un terrorista internazionale. Evidentemente ha paura: forse di qualche documento a venire, ma più probabilmente della nudità improvvisa, della pochezza disvelata di mastodontici apparati, americani e non solo, e soprattutto della <strong>fine dell’esoterismo geloso</strong> che protegge la politica, anche in campo internazionale. Solo che siamo nel XXI secolo, che si presume secolo di cittadinanza, più che di sudditanza. E allora ben venga Assange, e tanto peggio per i Frattini di questo mondo.</p><p>La stessa reazione di Frattini l’ha avuta in Francia il ministro dell’Economia, madame <strong>Christine Lagarde</strong>. Non in relazione a Wikileaks, ma al più modesto <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/rivoluzione-basta-ritirare-i-soldi-dalle-banchelidea-di-eric-cantona-spopola-sul-web/79561/" target="_blank">Eric Cantona</a></span></strong>. Avrete letto che l’ex stella del Manchester United ha invitato i francesi a ritirare dalle banche tutti i loro averi: <em>“Così il sistema crolla”</em>, ha gongolato. Il giorno X è venuto, e ovviamente non c’è stato nessun ritiro e nessun crollo. Però la signora Lagarde era tutta in fibrillazione, proprio come Frattini. Non ha chiesto l’arresto di Cantona, ma l’ha trattato da “irresponsabile”.</p><p>Temevano davvero, nei piani alti del ministero e delle banche, che i francesi sarebbero andati dietro a Cantona come si va dietro al <strong>pifferaio magico</strong>. Non gli è venuto in mente che il francese medio, monsieur Dupont, ha l’affitto da pagare, le rate della macchina, che funziona tutto con domiciliazioni bancarie a tutto spiano, che la chiusura di un conto costa&#8230; e che soprattutto è dotato di un <strong>cervello tutto suo</strong>, che di Cantona condivide magari il messaggio politico, ma non necessariamente il passaggio all’atto. Erano seriamente allarmati, ministri e banchieri. Come Frattini, pensavano che è più prudente che la gente, poco avvezza alle cose di governo, non disturbi il manovratore. Le banche? Lasciamole fare, che sanno quel che fanno (si è visto negli ultimi due anni). I diplomatici? Lasciamoli in pace con i loro cablogrammi, che son cose da adulti. Credo che un giorno li ringrazieremo, i <strong>pubblici disturbatori </strong>Assange e Cantona.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/07/loro-disturbano-la-politica-trema/80711/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>17</slash:comments> </item> <item><title>Sveglia sinistra, il tempo è scaduto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/06/sveglia-sinistra-il-tempo-e-scaduto/68611/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/06/sveglia-sinistra-il-tempo-e-scaduto/68611/#comments</comments> <pubDate>Wed, 06 Oct 2010 16:06:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[achille occhetto]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[montezemolo]]></category> <category><![CDATA[papa straniero]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[primarie]]></category> <category><![CDATA[Vendola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=68611</guid> <description><![CDATA[Studiare e studiare e ancora studiare per capire i mutamenti d’epoca e di società, così dice oggi Achille Occhetto nell’intervista a Repubblica. Vecchia e sorpassata e patetica scuola? Può darsi. Però quanti ritardi a sinistra. Ci ha (abbiamo) messo anni a capire che la Lega non era solo roba da valligiani subalpini e subnormali, fino...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Studiare e studiare e ancora studiare per capire i mutamenti d’epoca e di società, così dice oggi <strong>Achille Occhetto</strong> nell’intervista a <em>Repubblica</em>. Vecchia e sorpassata e patetica scuola? Può darsi. Però quanti ritardi a sinistra. Ci ha (abbiamo) messo anni a capire che <strong>la Lega</strong> non era solo roba da valligiani subalpini e subnormali, fino a ritrovarceli, ohibò che sorpresa, al governo di Piemonte, Veneto, che dico, dell’Italia intera. Si fosse “<em>studiato</em>” un po’ di più forse ci si sarebbe accorti che Bossi e compagnia ponevano domande legittime, alle quali fornivano risposte aberranti o balorde, ma le fornivano. Ci abbiamo messo anni a capire che <strong>Berlusconi</strong> era un <strong>prototipo d’italiano</strong>, non certo un’eccezione, perfetto perché in tanti vi si riconoscano con transfert da manuale. Abbiamo passato anni a sbertucciarlo e denunciarlo per le sue buffonate, per la sua disonestà, per la sua volgarità, facendo finta di non vedere l’enorme display che si porta in fronte, dove c’è scritto in stampatello bello chiaro: io sono un corruttore, io sono un puttaniere, io sono un impunito&#8230;Almeno in questo, l’uomo è di cristallina onestà, gli andrà pur riconosciuto. Dei suoi vizi mena vanto, ed è qui la sua forza. L’uomo è falso come la moneta, ma non è un’ipocrita. Avessimo “<em>studiato</em>” un po’ di più (non lui, che è esattamente quel che sembra, ma il suo pubblico), ci saremmo forse accorti che così tanti italiani erano già da tempo nel “<em>post</em>” o “<em>pre</em>” politico, pronti a cadere nella rete telelettorale dell’illusionista bestemmiatore, nel Paese dei santi e dei bestemmiatori.</p><p>Ora, credo che sarebbe colpevole non tener conto del fatto che in vent’anni <strong>il Paese si è berlusconizzato</strong> o comunque assentato dalla politica, al di là dei numeri in parlamento. Voglio dire che, se nei prossimi mesi si andrà al voto, il messaggio di fondo che verrà da quella parte sarà uno solo e verrà urlato in tutti i modi: “<em>con le loro alchimie da faccendieri della politica mi rubano il potere che mi sono legittimamente conquistato</em>”. Messaggio rozzo e pure istituzionalmente eversivo, ma, aggiungo, messaggio di semplicità terribilmente efficace. Il problema è che dall’altra parte, per ora, si continua invece a sentire un chiacchiericcio indistinto, un po’ di <strong>Montezemolo</strong> e un po’ di <strong>Vendola</strong>, un po’ di <strong>papa straniero</strong> e un po’ di <strong>primarie</strong>, che ancora non si è capito se sono da fare o da evitare. Oppure dotte e certamente ineccepibili dissertazioni sul carattere parlamentare di questa Repubblica, e sulla perfetta legittimità di cambi di maggioranza e di governo senza che la legislatura si interrompa, e sulla crisi definitiva del sistema Berlusconi. Ecco, non vorrei che sfugga, alla mia cara sinistra, un obbligo dettato dai tempi: l’urgenza. Per carità di patria, si scelga presto un papa, che sia straniero o che sia domestico, l’importante è che sia contundente. Si scelgano due o tre priorità, e ci si faccia grazia dei programmi di cento pagine. Ma si faccia presto, prestissimo, perché quello, per quanto acciaccato, è già pronto e saltella sul ring. Non vorrei che, dopo aver sbagliato le analisi, la sinistra adesso sbagliasse i tempi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/06/sveglia-sinistra-il-tempo-e-scaduto/68611/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>26</slash:comments> </item> <item><title>Carlà: languida première dame</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/21/carla-premiere-dame-che-delude/63106/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/21/carla-premiere-dame-che-delude/63106/#comments</comments> <pubDate>Tue, 21 Sep 2010 17:14:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Carla Bruni]]></category> <category><![CDATA[chirac]]></category> <category><![CDATA[Francia]]></category> <category><![CDATA[Merkel]]></category> <category><![CDATA[obama]]></category> <category><![CDATA[sarkozy]]></category> <category><![CDATA[Zapatero]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=63106</guid> <description><![CDATA[In questi giorni qui in Francia è un gran parlare di Carla Bruni Sarkozy (più in tv che nei bistrot o al mercato, a dire il vero). Sono usciti due libri a lei dedicati, uno “pro”, se si può dire, e uno “contro”. Nessuno dei due, come ha detto lei stessa alla CNN, “autorizzato”. Per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni qui in <strong>Francia</strong> è un gran parlare di <strong>Carla Bruni Sarkozy</strong> (più in tv che nei bistrot o al mercato, a dire il vero). Sono usciti due libri a lei dedicati, uno “pro”, se si può dire, e uno “contro”. Nessuno dei due, come ha detto lei stessa alla <em>CNN</em>, “autorizzato”. Per cui lei smentisce quel che vuol smentire: che per esempio <strong>Michelle Obama</strong> le abbia confidato quanto soffra alla <strong>Casa Bianca</strong>, “quell’inferno”. Insomma, quisquilie. Diventa invece interessante, ormai, osservare il percorso della “première dame” in questi tre anni di vita presidenziale. Io credo che abbia perso una grande occasione, e mi spiego. E’ vero, come disse saggiamente <strong>Bernadette Chirac</strong>, che la moglie del presidente conta “come un soprammobile” nella vita politica nazionale. E’ anche vero pero’ che “la presidenza” è una formidabile messa in scena, a cominciare dal privato, <strong>esibito</strong> che sia (come quello di <strong>Sarkozy</strong>), o <strong>dissimulato</strong> (come quello di <strong>Mitterrand</strong> con la sua doppia famiglia). Lo capì bene <strong>Bernadette</strong>, che con i suoi modi da damazza di <strong>San Vincenzo</strong> ha però costruito, facendo leva sulla sua condizione di first lady, parecchi ospedali per bambini sofferenti. Ebbe l’idea di raccogliere “les pieces jaunes”, le monetine gialle, insomma i centesimi dell’euro, in ogni luogo pubblico del paese. Ancora oggi si sente dire dal tabaccaio, dove troneggia un salvadanaio: “et voilà, questo è per madame Chirac”. Non è una riforma politica, d’accordo. Ma una struttura per alleviare le sofferenze di migliaia di bambini è meglio di una fumosa riforma, è un fatto. Concreto, tangibile, duraturo e nel caso specifico anche ben organizzato e gestito. Mi ricordo anche di <strong>Danielle Mitterrand</strong>, che andai a trovare un paio di volte nella sede della sua organizzazione “<strong>France Libertès</strong>”. Diceva: “<em>Magari François non è d’accordo, ma io solidarizzo con i curdi</em>”, e dai curdi ci andava (una volta i turchi o gli iracheni, non ricordo, bombardarono il convoglio che l’ospitava), così come andava a <strong>Cuba</strong> dal suo amico <strong>Fidel Castro</strong> o in <strong>Marocco</strong> a testimoniare delle malefatte del re e dei suoi sgherri. Una militante, un po’ arruffona ma autentica e generosa. Nei due casi queste due donne sono state (e sono tuttora) coerenti con sé stesse. Hanno trovato, ciascuna a modo suo, un equilibrio tra l’assenza di una funzione e l’obbligo di un ruolo.</p><p>Ecco, Carla Bruni mi pare ancora quella di tre anni fa. La bella italiana che dice a sé stessa guardandosi intorno nei saloni dell’<strong>Eliseo</strong>: visto che roba?, ho sposato un presidente. <strong>Cherie Blair</strong> è un avvocato, <strong>Michelle Obama</strong> anche, il signor <strong>Merkel</strong> un ingegnere, la signora <strong>Zapatero</strong> una cantante lirica. Carla, beata lei, è un’ex top model. Da quando abita all’Eliseo ha fatto un cd (un fiasco, oltretutto). E’ ambasciatrice della fondazione per la lotta contro l’Aids, bene, ottimo. Ma la sua voce è flebile, per non dire inaudibile. Gli anni passano, tra meno di due forse dall’Eliseo dovrà sloggiare. Rischia di non lasciare traccia, che non sia quella del suo profumo, sicuramente delizioso. Per i francesi, nel migliore dei casi, resterà una bella presenza, un’aggraziata silhouette, una melodia appena sussurrata. Nel peggiore, un esemplare delle odiate élites, tutte arroganza e privilegio. Lo confesso: da italiano avrei voluto qualcosa di più generoso, da parte sua.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/21/carla-premiere-dame-che-delude/63106/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Pd, il dibattito è su un binario morto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/31/pd-il-dibattito-e-sul-binario-morto/55076/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/31/pd-il-dibattito-e-sul-binario-morto/55076/#comments</comments> <pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:09:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[legge elettorale]]></category> <category><![CDATA[maggioritario]]></category> <category><![CDATA[Partito democratico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=55076</guid> <description><![CDATA[Considero l’invidia uno spreco di energie, oltretutto nocivo. Dall’invidia non nascono soluzioni, soltanto rancori. E però eccomici dentro fino al collo. Parlo di politica, non di persone. Seguo, per quanto possibile, il dibattito nel Pd e dintorni su primarie, legge elettorale, bipolarismo e altre cose essenziali (sì, essenziali), ma ho già perso il bandolo della...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Considero l’invidia uno spreco di energie, oltretutto nocivo. Dall’invidia non nascono soluzioni, soltanto rancori. E però eccomici dentro fino al collo. Parlo di politica, non di persone. Seguo, per quanto possibile, il dibattito nel Pd e dintorni su <strong>primarie, legge elettorale, bipolarismo</strong> e altre cose essenziali (sì, essenziali), ma ho già perso il bandolo della matassa. Non c’è gerarchia di obiettivi, non c’è uno scadenzario chiaro, non c’è una sede appropriata di discussione, che non siano le interviste o  le articolesse sparse dell’uno o dell’altro.</p><p>E allora, certamente favorito dal fatto di risiedere all’estero, mi consolo con altre sinistre, e ritrovo di botto il gusto della politica, del dibattito di idee, anche della lotta per il potere. I militanti del <strong>Labour</strong> hanno cominciato a votare : il 25 settembre si saprà chi sarà il loro portacolori, leader del partito e candidato premier. Si profila un duello tra i due <strong>fratelli Miliband</strong>, David e Ed, 45 e 41 anni. Rappresentano due anime diverse : David, piuttosto New Labour , guarda anche al centro dell’elettorato, Ed, che pare più radicale, mira all’elettorato tradizionale laburista. L’esito del duello ovviamente mi interessa, ma per il momento mi piace questa cosa che a fine settembre tutti i britannici sapranno con chi avranno a che fare per i prossimi anni. Ma il moto d’invidia non si limita ai britannici.</p><p>Invidio addirittura la<strong> sinistra francese</strong>, raramente esemplare, normalmente rissosa e invelenita al suo interno. I socialisti pare abbiano finalmente  tirato la lezione del 2007 : hanno capito che si è più forti quando alla battaglia si va uniti. Hanno scoperto l’acqua calda, direte voi. Ma loro, almeno, l’hanno scoperta. Invidio anche il loro sistema elettorale, questo <strong>maggioritario a due turni</strong> : al primo si sceglie, al secondo si elimina : alle comunali, alle politiche, alle presidenziali. Lo so, lo so, storie diverse, culture diverse, sistemi diversi.  Ma ho l’impressione che tutti i treni partano, magari in ritardo, meno il mio, che arrugginisce su un binario morto. E questo, purtroppo,<strong> a prescindere da Berlusconi</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/31/pd-il-dibattito-e-sul-binario-morto/55076/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>94</slash:comments> </item> <item><title>Forza Giorgio, punto e basta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/16/forza-giorgio-punto-e-basta/50748/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/16/forza-giorgio-punto-e-basta/50748/#comments</comments> <pubDate>Mon, 16 Aug 2010 16:27:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Mitterand]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category> <category><![CDATA[Pertini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=50748</guid> <description><![CDATA[Per certi versi Giorgio Napolitano mi ricorda altri grandi vecchi, tonificati anziché fiaccati dalle loro alte funzioni. Penso a François Mitterrand, e all’energia che trovò, pur gravemente minato nel fisico, nell’esercizio del suo secondo settennato. Penso naturalmente all’ottuagenario Sandro Pertini e alla sua inesauribile vitalità. Adesso trovo sinceramente e globalmente ammirevole il nostro presidente della...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per certi versi Giorgio <strong>Napolitano</strong> mi ricorda altri grandi vecchi, tonificati anziché fiaccati dalle loro alte funzioni. Penso a François <strong>Mitterrand</strong>, e all’energia che trovò, pur gravemente minato nel fisico, nell’esercizio del suo secondo settennato. Penso naturalmente all’ottuagenario Sandro <strong>Pertini</strong> e alla sua inesauribile vitalità.</p><p>Adesso trovo sinceramente e globalmente ammirevole il nostro presidente della Repubblica, anche se ritengo anch’io che delle «campagne di stampa» il Quirinale non dovrebbe occuparsi, e lasciare che Fini, grandicello com’è, faccia chiarezza da solo. Epperò. Da una parte Di Pietro e altri, un giorno sì e un giorno no, vorrebbero che il presidente si comportasse come il capo dell’opposizione al governo in carica, e non come il garante della Costituzione. Dall’altra parte gli arrivano, due giorni sì e uno no, bordate tanto offensive quanto campate in aria, da berlusconiani di prima e seconda fila. Mi è quindi sembrata di perfetto e indiscutibile nitore costituzionale la risposta che Napolitano ha riservato all’onorevole Bianconi, che l’aveva accusato di «tradire la Costituzione»: la prego onorevole, si accomodi, mi metta sotto impeachement, la Carta lo prevede in caso di tradimento.</p><p>Secco e indiscutibile. Il resto è politica politicante, o come si chiama adesso.  M’immagino l’ira fredda del capo dello Stato davanti a simili insulti e torsioni strumentali. In questo guazzabuglio è diventato un solido appiglio, l’ultimo, ecco che cos’è, e teniamocelo stretto così com’é. Forza Giorgio!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/16/forza-giorgio-punto-e-basta/50748/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>21</slash:comments> </item> <item><title>In Europa restiamo un paese nano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/11/in-europa-restiamo-un-paese-nano/49599/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/11/in-europa-restiamo-un-paese-nano/49599/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Aug 2010 17:41:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=49599</guid> <description><![CDATA[L’Economist non è il Vangelo, ma è cosa nota che quella redazione abbia naso fino e occhio lungo, e che il giornale pesi di conseguenza. Ho dato un’occhiata agli ultimi numeri. Il 10 luglio articolo esaustivo sulla vicenda Brancher. Il 17 luglio pezzo sulla ‘ndrangheta, sulla sua forza, su come funziona. Il 24 luglio un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’Economist non è il Vangelo, ma è cosa nota che quella redazione abbia naso fino e occhio lungo, e che il giornale pesi di conseguenza. Ho dato un’occhiata agli ultimi numeri. Il 10 luglio articolo esaustivo sulla vicenda Brancher. Il 17 luglio pezzo sulla ‘ndrangheta, sulla sua forza, su come funziona. Il 24 luglio un paio di fitte colonne dedicate alla P3, e a come Berlusconi abbia fatto muro. Il 31 luglio una paginata intera (la rubrica «Charlemagne», che parla di Europa) dedicata all’analisi di un fenomeno cosi’ titolato : «Perché l’Italia gioca in categorie cosi’ lontane dal suo peso reale?». Interrogativo politico, ovviamente, e non sportivo. L’Italia è «underperforming», marginale. Certo, dice l’Economist, la prima causa è la noia esibita che l’impegno europeo genera in Silvio Berlusconi, che preferisce frequentare la tenda di Gheddafi piuttosto che confrontarsi seriamente con la Merkel o con Zapatero. Ma più in generale c’è una specie di divorzio in atto. Se infatti in Francia, Germania e persino Gran Bretagna l’opinione pubblica vede sempre di più nell’Unione europea la sede per risolvere conflitti d’interesse di carattere nazionale (magari poi con l’Ue s’incazza, ma almeno nutre un sentimento), in Italia questa percezione non c’è.</p><p>Noi siamo « europeisti » per definizione (sempre meno, a dire il vero), ma non diamo seguito alcuno. Ne deriva che l’Italia, sostanzialmente, non partecipa al gioco. Per esempio, è rarissimo che l’Italia costruisca alleanze privilegiate (a meno che non glielo chieda George Bush prima di andare in Iraq), e poi si ritrova al carro di Francia-Germania, oppure di Gran Bretagna-Polonia, e cosi’ via. E’ al traino, mai davanti come dovrebbe competere ad un paese fondatore dell’Ue. Mi veniva in mente questa paginata dell’Economist leggendo le cronache politiche di questi giorni. Il destino politico del Paese avvitato attorno ad una casa a Montecarlo abitata da un fanfarone in Ferrari, ma si puo’? Mi direte: che c’entra? Che c’azzecca Fini con la Ue ? Purtroppo c’azzecca, eccome. Non lui, ma la piega che ha preso il dibattito politico. Oltre le Alpi avevano pensato che stesse accadendo qualcosa di interessante :  Berlusconi/Chavez contro Fini/Merkel (insomma destra peronista contro destra europea), dibattito che poteva avere la sua dignità e il suo interesse, nel momento in cui l’encefalogramma della sinistra appare piuttosto piatto. E invece no. Si è tutto rapidamente italianizzato secondo secolari clichés: volano gli stracci nel Paese della commedia dell’arte. E per i nostri partners europei restiamo il Paese di Pulcinella, tutto coltello e mandolino, fantastico nel suo caos ma sempre politicamente nano, immaturo, torbido, civicamente incolto.  Credo sia questo che spiazzi il buon Bersani, oltre al fatto di «dirigere» una ben strana baracca. Lo sventurato gioca sempre in trasferta, su campi sconosciuti e avversari in maschera.  Inevitabile che sbagli i passaggi, e recentemente anche i rigori.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/11/in-europa-restiamo-un-paese-nano/49599/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Sarkozy fa il verso a Corona</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/06/sarkozy-fa-il-verso-a-corona/48174/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/06/sarkozy-fa-il-verso-a-corona/48174/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 Aug 2010 11:15:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Allen]]></category> <category><![CDATA[bruni]]></category> <category><![CDATA[Carla]]></category> <category><![CDATA[De]]></category> <category><![CDATA[Gaulle]]></category> <category><![CDATA[Mitterand]]></category> <category><![CDATA[parigi]]></category> <category><![CDATA[sarkozy]]></category> <category><![CDATA[Woody]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=48174</guid> <description><![CDATA[Giusto ieri avevo scritto di Sarkozy “sbirro di giorno e liberal di notte”. Dicendo “liberal” pensavo a Woody Allen, al film che sta girando con la partecipazione di Carla Bruni Sarkozy, “Midnight in Paris”. Eccomi clamorosamente smentito dal settimanale VSD, che non è l’Economist ma neanche un gossiparo del piffero. Insomma, racconta oggi VSD che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Giusto ieri avevo scritto di Sarkozy  “sbirro di giorno e liberal di notte”. Dicendo “liberal” pensavo a Woody Allen, al film che sta girando con la partecipazione di Carla Bruni Sarkozy, “Midnight in Paris”. Eccomi clamorosamente smentito dal settimanale VSD, che non è l’Economist ma neanche un gossiparo del piffero. Insomma, racconta oggi VSD che il molto poco liberal Monsieur le President de la Republique, alle due della notte tra mercoledi’ e giovedi’ scorsi, è piombato a bordo di limousine presidenziale e con manipolo di guardie del corpo sul set del film nell’amena piazza del Pantheon a Parigi, che s’è preso a male parole con i fotografi presenti, che ha tentato di portar via madame, che madame, fumando nervosamente, l’ha trattenuto a stento, che Lui era scravattato e che aveva la camicia tutta sbottonata, che insomma sembrava più Fabrizio Corona incazzato che il successore di De Gaulle e Mitterrand, e che infine Woody l’ha presa male perché la scenata gli aveva perturbato gli attori. Vero, non vero, non so, ma perfettamente verosimile.</p><p>Pero’ l’idea che il capo dello Stato si lasci andare ad una pubblica scenata di gelosia in una calda notte parigina, francamente mi diverte. C’è qualcosa, nella perpetua agitazione di Sarkozy, di molto pericoloso (ha pur sempre la bomba a disposizione) ma al contempo di autentico e ruspante. Lui s’innamora, spesso, ma s’innamora. Le rincorre, le molesta, le irrita, le sfianca. Ma almeno non le paga, le signore.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/06/sarkozy-fa-il-verso-a-corona/48174/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>Sarkozy, sbirro di giorno, liberal di notte</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/04/sarkozy-sbirro-di-giorno-liberal-di-notte/47655/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/04/sarkozy-sbirro-di-giorno-liberal-di-notte/47655/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Aug 2010 17:48:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Francia]]></category> <category><![CDATA[Le Pen]]></category> <category><![CDATA[sarkozy]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=47655</guid> <description><![CDATA[Colpisce, in Nicolas Sarkozy, il carattere pavloviano della sua reattività politica. Le presidenziali si avvicinano (primavera 2012), il Fronte nazionale pare abbia il vento in poppa, e lui gioca a fare il Le Pen, o meglio la Le Pen, visto che è la figliola Marine ormai a rappresentare quel partito. Fu cosi’ che vinse nel...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Colpisce, in Nicolas <strong>Sarkozy</strong>, il carattere pavloviano della sua reattività politica. Le presidenziali si avvicinano (primavera 2012), il <strong>Fronte</strong> <strong>nazionale</strong> pare abbia il vento in poppa, e lui gioca a fare il <strong>Le</strong> <strong>Pen</strong>, o meglio <strong>la</strong> Le Pen, visto che è la figliola Marine ormai a rappresentare quel partito. Fu cosi’ che vinse nel 2007, malgrado avesse di fronte Ségolène Royal, non propriamente una macchina da guerra: facendo il Le Pen frego’ all’originale qualche punto in percentuale, quel che bastava, e si ritrovo’ all’Eliseo. Adesso ci riprova. Prima con il “dibattito” sull’identità nazionale, diventato, com’era logico, una logorroica tribuna xenofoba. Poi con proposte di legge tanto balorde quanto liberticide, come quella che prevede la privazione della nazionalità francese per i genitori di giovani che si rendano colpevoli di delitti particolarmente gravi (e i genitori dei genitori, perché no? Avranno pure qualche responsabilità). Poi con l’indice puntato contro i rom, direttamente indicati da <em>monsieur le president</em> come delinquenti. In questi ultimi giorni, infine, è tutto un armeggiare di gruppi speciali di pronto intervento, incappucciati e armati e vestiti come Rambo, che con gran rinforzo di telecamere penetrano all’alba in territorio nemico, vale a dire le <em>banlieues</em>, e ne escono tenendo per le manette qualche ladro di polli, al quale hanno messo uno straccio in testa mentre lo trascinano via.</p><p>Scene allucinanti, doverosamente siringate da alcune tv (la privata TF1 e la pubblica France 2, che con Sarkozy di solito è tutt’altro che tenera) nella speranza che qualche decina di migliaia di cerebrolesi battano un pugno sulla tavola e dicano: ecco, finalmente qualcuno che mette un po’ d’ordine. Dopo aver impartito questo genere di ordini, il presidente ha ritrovato la sua dolce metà, reduce dalle riprese dell’ultimo film di Woody Allen, per tre settimane di vacanza a Cap Negre, dove i Bruni Tedeschi hanno una splendida dimora. Non occorrono molti sondaggi per capire che i francesi sono alquanto sconcertati da questo strano Ufo che hanno scelto come presidente, sbirro di giorno e liberal di notte. Ma forse è un problema delle destre in tutta Europa: vincono quando vanno al centro (Cameron, Merkel), si ridicolizzano quando fanno la faccia feroce. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa <strong>Fini</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/04/sarkozy-sbirro-di-giorno-liberal-di-notte/47655/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Hanno ammazzato Michel Germaneau</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/26/hanno-ammazzato-michel-germaneau/44258/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/26/hanno-ammazzato-michel-germaneau/44258/#comments</comments> <pubDate>Mon, 26 Jul 2010 15:12:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Michel Germaneau]]></category> <category><![CDATA[Nicolas Sarkozy]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=44258</guid> <description><![CDATA[L’hanno ammazzato, come si temeva. Michel Germaneau aveva 78 anni ed era cardiopatico. Sarkozy dice che non si è potuto far nulla per salvarlo dalle grinfie della frangia qaedista sahariana. Altri dubitano: giovedì scorso c’erano anche soldati francesi in un raid in pieno deserto. Forse si è cercata la soluzione di forza, forse è fallita,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’hanno ammazzato, come si temeva. Michel <strong>Germaneau</strong> aveva <strong>78</strong> <strong>anni</strong> ed era cardiopatico. Sarkozy dice che non si è potuto far nulla per salvarlo dalle grinfie della frangia qaedista sahariana. Altri dubitano: giovedì scorso c’erano anche soldati francesi in un raid in pieno deserto. Forse si è cercata la soluzione di forza, forse è fallita, forse l’hanno ammazzato per vendetta. Forse. Le certezze, in questa storia, sono altre. Sono nelle testimonianze dei vicini del villaggio di Marcoussis, a una trentina di chilometri da Parigi. Parlano di un uomo buono, sempre pronto “a dare una mano”.</p><p>Il sindaco socialista, quasi alle lacrime, lo addita ad esempio, perché aveva una virtù fattasi rara: aveva a cuore gli altri, i deboli in particolare. Germaneau era un ingegnere da tempo in pensione, non aveva figli, della famiglia non gli era rimasto nessuno. Era solo. L’Africa gli era rimasta nel cuore, dopo averci lavorato. Ci andava regolarmente con una ong, stava costruendo una scuola da qualche parte nella terra dei tuareg. Alla soglia degli ottanta e con il cuore malandato. La sua preoccupazione era quella, il senso della sua vita era nel regalare tempo e competenze. La redistribuzione, dopo l’accumulo. Le lezioni di vita si fanno sempre più sobrie e più semplici, man mano che ci cresce il chiasso intorno.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/26/hanno-ammazzato-michel-germaneau/44258/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Il calciatore si diverte, ci rimettono le banlieues</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/21/il-calciatore-si-diverte-ci-rimettono-le-banlieues/42567/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/21/il-calciatore-si-diverte-ci-rimettono-le-banlieues/42567/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Jul 2010 11:43:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Sport & miliardi]]></category> <category><![CDATA[Bachelot]]></category> <category><![CDATA[Benzema]]></category> <category><![CDATA[Ribery]]></category> <category><![CDATA[Zahia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=42567</guid> <description><![CDATA[l fogliettone del calcio francese non conosce soste. I Bleus un mese fa erano spettacolari ciofeche, adesso sono anche volgari puttanieri e corruttori di minorenni. Il problema è che, essendo a nord delle Alpi, il fatto di andare a mignotte non inorgoglisce nessuno, né primi ministri né calciatori. Naturalmente parlo di Ribery, Benzema, Govou. E...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>l fogliettone del calcio francese non conosce soste. I Bleus un mese fa erano spettacolari ciofeche, adesso sono anche volgari puttanieri e corruttori di minorenni. Il problema è che, essendo a nord delle Alpi, il fatto di andare a mignotte non inorgoglisce nessuno, né primi ministri né calciatori. Naturalmente parlo di Ribery, Benzema, Govou. E della biondona Zahia, che era insospettabilmente minorenne quando Ribery le pagò il viaggio da Parigi a Monaco di Baviera per spassarsela un po’ (poi si è comprato un jet privato, “no commercial flight”).</p><p>Ora, di come dove quando e con chi Ribery e compagnia si sollazzano, come si dice, non me ne puo’ fregar di meno. Questi ragazzoni pero’ stanno combinando un bel guaio. Ne ho avuto la prova stamane al caffé, per quanto vale (e ormai vale, vale). “Ecco – mi ha detto François il cameriere – questi sono dei ‘sauvageons’”. Che vuol dire “sauvageon”? Selvatico, maleducato, burino, ignorante. Il non detto del pur mite François è il seguente: si confermano ragazzacci di banlieue, lì dove non si puo&#8217; che crescere male. Altroché lo sport come riscatto, il football educativo, l’esempio comportamentale ecc&#8230;Teppistelli arricchiti, ecco cosa sono. Quanti sono in Francia a pensarla cosi’? Sospetto siano tanti, ma proprio tanti. Ed è un gran peccato, perché le banlieues con questa storia fanno un altro passettino indietro, i loro abitanti si confermano irredimibili, il governo di Sarkozy monta in cattedra come una badessa incattivita.</p><p>L’ineffabile Roselyne Bachelot, ministro dello sport, impartisce già ordini a Laurent Blanc, successore di Raymond Domenech: “Non ho consigli da dare, ma io non integrerei nella nazionale un giocatore indagato”.  Lo Stato forte, da queste parti, non riguarda solo l’economia. E’ un bene o un male?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/21/il-calciatore-si-diverte-ci-rimettono-le-banlieues/42567/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Ti libero? Voglio il rimborso spese</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/ti-libero-voglio-il-rimborso-spese/37956/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/ti-libero-voglio-il-rimborso-spese/37956/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Jul 2010 14:16:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[3]]></category> <category><![CDATA[France]]></category> <category><![CDATA[Francia]]></category> <category><![CDATA[giornalisti]]></category> <category><![CDATA[Ostaggi]]></category> <category><![CDATA[sarkozy]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=37956</guid> <description><![CDATA[Decisamente stiamo sulle scatole a tutti. Noi giornalisti, voglio dire. Di Berlusconi si sa, non insisto. Ma la prepotenza del nostro appare quasi un capriccio infantile rispetto all&#8217;allergìa violenta che sprigiona l&#8217;Eliseo. Sarkozy nomina la categoria e gli viene una smorfia che pare un conato di vomito. Ma c&#8217;è di peggio, all&#8217;ombra della torre Eiffel....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Decisamente stiamo sulle scatole a tutti. Noi giornalisti, voglio dire. Di Berlusconi si sa, non insisto. Ma la prepotenza del nostro appare quasi un capriccio infantile rispetto all&#8217;allergìa violenta che sprigiona l&#8217;Eliseo. Sarkozy nomina la categoria e gli viene una smorfia che pare un conato di vomito. Ma c&#8217;è di peggio, all&#8217;ombra della torre Eiffel. Lunedì scorso è stato approvato un progetto di legge che prevede la cosa seguente: che lo Stato possa pretendere il rimborso per le spese sostenute al fine di liberare un ostaggio. Accadrebbe nel caso di persone “che si sono deliberatamente esposte, salvo legittimo motivo, a rischi che non potevano ignorare”.</p><p>La pregevole iniziativa cade giusto al sesto mese di prigionia per due colleghi di France 3, Hervé Ghesquière e Stephane Taponier, rapiti in Afghanistan. Già in febbraio lo Stato maggiore dell&#8217;esercito francese aveva molto elegantemente fatto sapere di aver speso già 10 milioni di euro per le ricerche. Poi era intervenuto addirittura il segretario generale dell&#8217;Eliseo, Claude Gueant, qualificando i due giornalisti come “imprudenti” e dicendo che “non avevano niente da fare lì” (considerazione oltretutto campata in aria). E adesso, giusto per incoraggiare i due sventurati e le loro famiglie, arriva il progetto di legge.</p><p>Palpabile l&#8217;imbarazzo del ministro degli Esteri, l&#8217;ex socialista Bernard Kouchner, immemore fondatore di Medecins sans frontières: la legge riguarderà “soltanto i turisti”. Bel tipo questo Kouchner, uno di questi giorni gli dedicheremo un pensierino tutto per lui.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/ti-libero-voglio-il-rimborso-spese/37956/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Citoyen Bersani!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/21/citoyen-bersani-2/27919/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/21/citoyen-bersani-2/27919/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 Jun 2010 17:11:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Gianni Marsilli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[bolscevichi]]></category> <category><![CDATA[comunisti]]></category> <category><![CDATA[Stalin]]></category> <category><![CDATA[Vidali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=27919</guid> <description><![CDATA[Leggo di questa storia di chiamarsi compagni o meno tra gente del Pd, e mi viene in mente di quando, negli anni ’70, ero cronista dell’Unità a Trieste (all’epoca c’era una pagina locale) con tanto di ufficio al pianterreno della fortezza che ospitava la federazione comunista. Ogni mattina ricevevo la visita del “vecio”, che era...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/06/bersani1.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-27190" title="bersani" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/06/bersani1.jpg?47e3a5" alt="" width="250" height="166" /></a>Leggo di questa storia di chiamarsi <strong>compagni </strong>o meno tra gente del <strong>Pd</strong>, e mi viene in mente di quando, negli anni ’70, ero cronista dell’<strong>Unità </strong>a Trieste (all’epoca c’era una pagina locale) con tanto di ufficio al pianterreno della fortezza che ospitava la federazione <strong>comunista</strong>.</p><p>Ogni mattina ricevevo la visita del “<strong>vecio</strong>”, che era nientemeno che Vittorio <strong>Vidali</strong>, alias Carlos <strong>Contreras</strong>, commissario politico delle Brigate internazionali, grande rivoluzionario professionale o sanguinario sicario di <strong>Stalin </strong>in tutti i continenti, a seconda dei punti di vista. “Allora <strong>citoyen </strong>– diceva Vidali – quali sono le notizie?”.</p><p>Essendo le otto e mezza, nove del mattino, la mia risposta tendeva a <strong>svicolare</strong>: “Per ora <strong>calma </strong>piatta, vedremo più tardi”. “Ah ah, <strong>citoyen</strong>, la verità è che le notizie ci sono, ma tu non le conosci, ah, ah, buona giornata, citoyen”. Le due ore successive, ovviamente, le passavo cercando disperatamente improbabili <strong>notizie</strong>, nella speranza di offrirle in dono due piani sopra, dove albergava il “<strong>vecio</strong>”.</p><p>A parte questo, quel “citoyen” aveva pero’ il merito di ricordarmi da dove si veniva, o da dove mi piaceva che venissimo: dall’89 <strong>francese</strong>, prima che dal ’17 <strong>bolscevico</strong>. E poi “citoyen” mi pareva più elegante di “<strong>compagni</strong>”, che era fraterno in teoria, ma anche neutro e freddo come un capannone industriale. Provai ad usarlo qua e là, ma i compagni mi guardavano strano. Chissà, magari è venuto il momento, più di trent’anni dopo. Che ne dici, <strong>citoyen Bersani</strong>?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/21/citoyen-bersani-2/27919/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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