<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Giancarlo Granero</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ggranero/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 18:25:05 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>25 aprile: la favola</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/28/25-aprile-favola/577198/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/28/25-aprile-favola/577198/#comments</comments> <pubDate>Sun, 28 Apr 2013 14:57:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[25 aprile]]></category> <category><![CDATA[Festa della Liberazione]]></category> <category><![CDATA[Gianni Rodari]]></category> <category><![CDATA[Guerra]]></category> <category><![CDATA[Liberazione]]></category> <category><![CDATA[Nazifascismo]]></category> <category><![CDATA[Partigiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=577198</guid> <description><![CDATA[Lo so, sono in ritardo per il 25 aprile. Però leggendo ai miei figli le “Favole al telefono” di Gianni Rodari mi sono imbattuto in una che mi sembra molto adatta all&#8217;occasione. In estrema sintesi: otto famiglie dividono una cascina ma non si fidano gli uni degli altri e quindi, per tirare l’acqua dall’unico pozzo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, sono in ritardo per il <strong>25 aprile</strong>. Però leggendo ai miei figli le “Favole al telefono” di<strong> Gianni Rodari</strong> mi sono imbattuto in una che mi sembra molto adatta all&#8217;occasione.</p><p>In estrema sintesi: otto famiglie dividono una cascina ma non si fidano gli uni degli altri e quindi, per tirare l’acqua dall’unico pozzo nel cortile, tengono ben nascoste nelle rispettive case otto catene e otto secchi.</p><p>Scoppia la <strong>guerra</strong> e gli uomini partono al fronte. Donne e bambini, rimasti a casa, perpetuano la tradizione di diffidenza. Un giorno arriva un <strong>partigiano</strong> ferito e una delle donne, vedendo in lui la stessa condizione e sofferenza del marito di cui non ha notizie, lo ripara nel suo granaio. La notizia fa presto il giro delle otto famiglie e, un po’ alla volta, ogni donna porta qualcosa per aiutare il partigiano a riprendersi. Questi infatti si riprende e si accorge con stupore del pozzo senza catena. Le donne sono imbarazzate e accettano volentieri la proposta dell’uomo di comprare assieme una catena comune; l’empatia generata da quell&#8217;uomo, immagine di tutti i loro uomini e della loro condizione comune, rende ridicole le ostilità.</p><p>Ecco, per me uno dei messaggi del 25 aprile è questo: non dobbiamo mai più aspettare il Male supremo della guerra per combattere il Male interno e più subdolo della <strong>diffidenza</strong> tra popoli, Stati, razze, etnie. Perché, quasi settant&#8217;anni fa, ci costò un enorme sacrificio di sangue toccare il fondo e risalire dalla tragedia del <strong>Nazifascismo</strong> (non dimentichiamolo mai: Male interno e Male esterno).</p><p>E anche perché, semplicemente, se la guerra appare oggi praticamente impossibile, otto catene costano più di una; e le altre cascine del mondo ci fanno concorrenza agguerrita.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella </em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_self"><em>bio</em></a><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/28/25-aprile-favola/577198/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Larghe intese: le chiavi di lettura mancanti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/27/larghe-intese-chiavi-di-lettura-mancanti/576528/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/27/larghe-intese-chiavi-di-lettura-mancanti/576528/#comments</comments> <pubDate>Sat, 27 Apr 2013 13:03:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Governo di Larghe Intese]]></category> <category><![CDATA[Governo Letta]]></category> <category><![CDATA[Inciucio]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Napolitano Bis]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=576528</guid> <description><![CDATA[Alcune immagini delle recenti vicende politiche italiane rimangono, a mio avviso, inspiegabili ed inspiegate. I presunti errori a valanga di Bersani e del Pd nelle candidature a Presidente della Repubblica subito impallinate, il “congelamento” dei 5Stelle, l’abbraccio pubblico di Bersani e Alfano, gli applausi dell’Aula di fronte alle sferzate del Napolitano rieletto: il tutto degno...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alcune immagini delle recenti vicende politiche italiane rimangono, a mio avviso, inspiegabili ed inspiegate. I presunti errori a valanga di <strong>Bersani</strong> e del <strong>Pd</strong> nelle candidature a <strong>Presidente della Repubblica</strong> subito impallinate, il “congelamento” dei <strong>5Stelle</strong>, l’abbraccio pubblico di Bersani e Alfano, gli applausi dell’Aula di fronte alle sferzate del <strong>Napolitano</strong> rieletto: il tutto degno del teatro dell’assurdo e apparentemente privo di ogni logica.</p><p>Certo, tentativi di spiegazione ne sono stati fatti. Prevalgono, mi pare, le <strong>tesi di stupidità congenita ed irrimediabile del Pd</strong> o – per chi, come me alla stupidità congenita non ci crede – la tesi dell’<strong>inciucio ventennale</strong>. Sarà, ma a me non convince nemmeno quella. E trovo indegna la tesi secondo cui sarebbero le &#8220;<strong>influenze di Bruxelles</strong>&#8221; a determinare il corso della politica italiana, manco ci fosse una sorta di Spectre per di più schizofrenica, che un giorno butta giù Berlusconi e il giorno dopo lo piazza al governo di nuovo.</p><p>Mi pare invece che si dimentichino due fattori fondamentali e determinanti per capire la nostra attualità. Il primo è – manco a dirlo – il fatto che il <strong>leader del Pdl</strong> sia uno degli uomini più ricchi del mondo e i <strong>soldi</strong>, si sa, comprano tante cose. Non è più così inusuale nelle democrazie occidentali, ma è di fatto un’anomalia già conclamata con passate <strong>compravendite di senatori e deputati</strong> e aggravata dal fatto che questa ricchezza si fondi su attività economiche legate a doppio filo all&#8217;<strong>informazione</strong> dei cittadini.</p><p>Il secondo fattore mi è venuto in mente ascoltando una canzone di <strong>Bruce Springsteen</strong>:</p><p style="text-align: left;" align="center"><em>Take a look around you (come on now)<br />It ain&#8217;t too complicated<br />You&#8217;re messin&#8217; with murder incorporated</em></p><p>Già, tendiamo a dimenticarlo ma in Italia esistono e prosperano <strong>organizzazioni criminali</strong> note in tutto il mondo sotto il nome di “<strong>mafie</strong>”. Pensare che queste siano, al posto dell’Europa, la Spectre dietro ogni scelta politica italiana rientra nel dominio delle <em>conspiracy theories</em>. Ma dimenticarne il potere e l’influenza rientra nel dominio dell’<strong>ingenuità colpevole</strong>, soprattutto se a dimenticare sono i mezzi di informazione. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/23/una-classe-politica-sotto-ricatto/572802/">Giovanna Maggiani Chelli</a> lo spiega, a mio avviso, molto bene nel suo blog.</p><p>Mi sembra che il monito di Napolitano ai <strong>mezzi di informazione perché “collaborino”</strong>, visto alla luce di questi due fattori, assuma un significato più chiaro ma non per questo meno preoccupante.</p><p>Speriamo che Bruce si sbagli quando canta: “<em>You can&#8217;t compete with murder incorporated</em>”.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella </em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_self"><em>bio</em></a><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/27/larghe-intese-chiavi-di-lettura-mancanti/576528/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bilancio Ue, le contraddizioni dei leader</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/13/bilancio-ue-le-contraddizioni-dei-leader/528535/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/13/bilancio-ue-le-contraddizioni-dei-leader/528535/#comments</comments> <pubDate>Wed, 13 Mar 2013 11:39:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Zonaeuro]]></category> <category><![CDATA[Bilancio Europeo]]></category> <category><![CDATA[Consiglio Europeo]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=528535</guid> <description><![CDATA[Esiste un detto, in inglese, per esortare alla coerenza tra affermazioni ed azioni: put your actions where your mouth is. Forse in italiano corrisponderebbe – in negativo – al predicare bene e razzolare male. Leggendo le conclusioni del Consiglio europeo del 7-8 febbraio scorso sul bilancio UE 2014-2020 (tecnicamente il &#8220;quadro finanziario pluriannuale&#8221;) è la prima cosa che mi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Esiste un detto, in inglese, per esortare alla coerenza tra affermazioni ed azioni: <em>put your actions where your mouth is</em>. Forse in italiano corrisponderebbe – in negativo – al <strong>predicare bene e razzolare male</strong>. Leggendo le <a href="http://www.consilium.europa.eu/press/press-releases/latest-press-releases/newsroomloaddocument?id=&#038;lang=it&#038;directory=it/ec/&#038;fileName=135375.pdf" target="_blank">conclusioni del Consiglio europeo del 7-8 febbraio scorso sul bilancio UE 2014-2020 </a>(tecnicamente il &#8220;quadro finanziario pluriannuale&#8221;) è la prima cosa che mi è venuta in mente.</p><p>Dopo un&#8217;introduzione a base di formulette vane (tipo: il bilancio deve servire a far uscire l&#8217;UE dalla crisi, deve stimolare la crescita e l&#8217;impiego, l&#8217;innovazione, la ricerca, eccetera eccetera) segue il <strong>primo taglio in termini reali del già microscopico bilancio dell&#8217;UE</strong>, con una distribuzione degli obiettivi di spesa che ricorda più gli anni &#8217;50 che il ventunesimo secolo, e soprattutto con la bocciatura di tutte le proposte della Commissione per passare da un approccio intergovernativo (ogni Stato paga un tanto – e quindi si aspetta di ricevere altrettanto) ad uno più federale (con risorse proprie UE svincolate dai versamenti degli Stati).</p><p>Con un risultato del genere, si potrebbe immaginare che i 27 leader siano stati messi alla berlina dalla stampa dei loro Paesi. Macché: tutti esultanti, tutti contenti, tutti osannati: il miglior accordo possibile. Come mai? Semplice: più o meno ognuno ha avuto la garanzia di riportare a casa i soldi che mette nella cassa &#8220;comune&#8221;; chi con le politiche di coesione, chi con l&#8217;agricoltura, chi con &#8220;sconti&#8221; ad hoc sulla quota da pagare. Con buona pace della coerenza tra parole e azioni.</p><p>Un dato su tutti: <strong>da qui al 2020 il bilancio annuale dell&#8217;UE non potrà superare l&#8217;1% del prodotto interno lordo dell&#8217;UE stessa</strong>. Per fare un paragone, verso la fine degli anni &#8217;30 il bilancio degli Stati Uniti era già oltre il 7% del PIL. Questa austerità comunitaria si fonda su una serie di luoghi comuni (leggi: menzogne passate per buone da tutti i mezzi di informazione). Primo: era giusto che &#8220;Bruxelles&#8221; facesse la sua parte, visto che i bilanci degli Stati si riducono. In realtà, <strong>20 sui 27 bilanci nazionali sono in espansione</strong>. Secondo: finalmente sono state tagliate le ingenti spese di amministrazione di &#8220;Bruxelles&#8221;. In realtà, l&#8217;UE ha un&#8217;amministrazione molto più efficace (e staff molto meno pagato e peggio trattato) di molti Stati e di quasi tutte le organizzazioni internazionali. In totale, la <strong>spesa dell&#8217;amministrazione UE è pari a 8,3 miliardi di euro, quella dei 27 è pari a 2200 (duemiladuecento) miliardi di euro</strong>. Terzo: i soldi saranno spesi al livello dove fruttano di più (europeo, nazionale o regionale). In realtà, molti programmi che hanno dimostrato il loro valore aggiunto e la loro efficacia saranno tagliati drasticamente, riportando ancor più spesa a livello dei 27 con evidenti duplicazioni e perdite di sinergie.</p><p>Quando, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/05/ue-deficit-democratico-no-mediatico/304001/" target="_blank">in un precedente post</a>, ho detto che l&#8217;UE è, dal punto di vista della sua natura giuridica, un&#8217;organizzazione internazionale come un&#8217;altra, molti lettori hanno reagito inorriditi: come si fa a dire una simile bestialità? Ebbene, questo Consiglio europeo ha dimostrato che è proprio così: sono i rappresentanti dei governi degli Stati membri, all&#8217;unanimità, a decidere quanti soldi possono essere spesi dall&#8217;UE per i prossimi sette anni. Certo, c&#8217;è ancora bisogno dell&#8217;assenso del Parlamento, ma tutto lascia pensare che, al momento della verità, il Parlamento si accontenterà di un po&#8217; più di flessibilità tra i capitoli di spesa lasciando le cifre invariate.</p><p>Esiste un principio di base e di buon senso: si può, a parole, sostenere con fervore un progetto e indicare une visione per il futuro. <strong>Se però non si mettono sul tavolo i mezzi non si è credibili</strong>. Il collettivo dei nostri governanti, nonostante tutte le buone parole sul futuro dell&#8217;Europa, a mio avviso <strong>ha fallito la prova di credibilità</strong>.</p><p><em><strong>Disclaimer</strong>: Come riportato nella </em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_self"><em>bio</em></a><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/13/bilancio-ue-le-contraddizioni-dei-leader/528535/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Come i belgi vedono le nostre elezioni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/24/come-i-belgi-vedono-le-nostre-elezioni/511026/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/24/come-i-belgi-vedono-le-nostre-elezioni/511026/#comments</comments> <pubDate>Sun, 24 Feb 2013 16:37:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2013]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Belgio]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Politiche 2013]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=511026</guid> <description><![CDATA[Nel giornale belga &#8220;De Standaard&#8221; del fine settimana del 23/24 febbraio 2013 c&#8217;è un articolo sulle elezioni italiane; come spesso (o sempre?) accade, i soggetti esteri sono trattati con superficialità e drastiche semplificazioni, ma a volte colgono un po&#8217; nel segno.Questa foto, per esempio, dà un&#8217;idea abbastanza rappresentativa di come i belgi vedono le nostre...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/voto-belgio.jpg?adf349"><img title="Voto Italia Belgio" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/voto-belgio-630x470.jpg?adf349" alt="Voto Italia Belgio" width="630" height="470" /><noscript><img title="Voto Italia Belgio" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/02/voto-belgio-630x470.jpg?adf349" alt="Voto Italia Belgio" width="630" height="470" /></noscript></a></div><p>Nel giornale belga &#8220;De Standaard&#8221; del fine settimana del 23/24 febbraio 2013 c&#8217;è un articolo sulle elezioni italiane; come spesso (o sempre?) accade, i soggetti esteri sono trattati con superficialità e drastiche semplificazioni, ma a volte colgono un po&#8217; nel segno.<br />Questa foto, per esempio, dà un&#8217;idea abbastanza rappresentativa di <strong>come i belgi vedono le nostre elezioni</strong>: l&#8217;inesplicabile (per i Belgi e tutti popoli oltralpe, mi pare) <strong>ritorno di Berlusconi</strong> con, in sottofondo, le altrettanto inesplicabili donne italiane, oggetto (ma anche soggetto consenziente) di una<strong> società sessista</strong> e delle vicende a sfondo sessuale che, tra i vari scandali dello stivale, sono più impresse nella memoria dei Belgi. <br />Chissà se i risultati potranno confermare questi stereotipi?</p><p><em>Foto: © Alessandro Bianchi/Reuters</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/24/come-i-belgi-vedono-le-nostre-elezioni/511026/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Elezioni 2013, ho votato (turandomi il naso)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/13/ho-votato-turandomi-naso/495117/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/13/ho-votato-turandomi-naso/495117/#comments</comments> <pubDate>Wed, 13 Feb 2013 09:42:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2013]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Italiani all'Estero]]></category> <category><![CDATA[Voto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=495117</guid> <description><![CDATA[È fatta. Il mio voto, in busta sigillata, giace in una buca delle lettere in attesa che un solerte postino belga, di buon&#8217;ora (come sapete, al nord ci alziamo prima) la consegni al Consolato italiano a Bruxelles. A ogni tornata elettorale questo esercizio del mio diritto-dovere democratico mi riesce più difficile. Aperto il lenzuolo-scheda comincio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>È fatta. Il mio <strong>voto</strong>, in busta sigillata, giace in una buca delle lettere in attesa che un solerte postino belga, di buon&#8217;ora (come sapete, al nord ci alziamo prima)<strong> la consegni al Consolato italiano a Bruxelles</strong>.</p><p>A ogni tornata elettorale questo esercizio del mio diritto-dovere democratico mi riesce più difficile. Aperto il lenzuolo-scheda comincio ad andare per esclusione: buona parte dei simboli non avrebbero la mia croce nemmeno sotto tortura. Questa volta però, forse anche perché il lenzuolo era meno lenzuolo del solito, una volta andato per esclusione non è rimasto nulla. Non un singolo simbolo. Insomma, tocca turarsi il naso: votare scheda bianca e delegare la scelta ad altri non mi è mai sembrato utile.</p><p>Mi sono consolato al pensiero che, con tutta probabilità, l&#8217;esercizio si ripeterà presto; non vedo come il Paese possa risultare governabile <strong>viste le premesse</strong>. Quale maggioranza di governo? Pd+Montiani? Pdl+Grillini? Grande coalizione? Al momento, non darei a nessuna di queste combinazioni più di qualche mese di vita (anche se, evidentemente, una volta al potere ci si adopera per mantenerlo).</p><p>Certo, a ben guardare, tra le lettere e mail dei candidati che mi hanno scritto e le centinaia di Tweet dei candidati che ho cercato di seguire, le ricette non differiscono molto: sono di una tale generalità che è difficile immaginare uno schieramento opposto con idee molto diverse.</p><p>E questo, a mio parere,<strong> include il M5S</strong>: anche Grillo batte sul tasto della prima casa, assortito di proposte impossibili &#8211; perché incostituzionali oltre che praticamente suicide - come il referendum sull&#8217;euro.</p><p>Intendiamoci, personalmente vedo le piazze piene di gente come un salutare segno di risveglio dal sonno dell&#8217;ultimo ventennio. Al tempo stesso, però, il &#8220;cambiamento&#8221; auspicato, gratta gratta, consiste nel sostituire degli incapaci disonesti con degli incapaci dalla fedina penale pulita. È già qualcosa, ma <strong>credo che ci meriteremmo di più</strong>. E, soprattutto, troppo di questa retorica del &#8220;piazza pulita&#8221; mi ricorda il Berlusconi del 1994.</p><p>Forse esagero. Ma sappiamo tutti come è andata a finire.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella </em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_self"><em>bio</em></a><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/13/ho-votato-turandomi-naso/495117/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Berlusconi, tra film e realtà</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/21/berlusconi-tra-film-e-realta/469834/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/21/berlusconi-tra-film-e-realta/469834/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 Jan 2013 13:24:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Cinema]]></category> <category><![CDATA[Film]]></category> <category><![CDATA[La7]]></category> <category><![CDATA[Michele Santoro]]></category> <category><![CDATA[Servizio Pubblico]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=469834</guid> <description><![CDATA[Non ho resistito: mi sono guardato la puntata di Servizio pubblico in cui ospite unico era Silvio Berlusconi, e pure gli spezzoni della sua intervista a Euronews. 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In particolare, tre le <em>special features,</em> <a title="http://www.youtube.com/watch?v=UOzduhbXTPM" href="http://www.youtube.com/watch?v=UOzduhbXTPM" target="_blank">le interviste </a>(finte, ovviamente) a Baron Coehn &#8220;dittatore di Wadiya&#8221; sono drammaticamente simili a quelle della nostra tv (vera!), con l&#8217;intervistato che devia le domande &#8211; già edulcorate &#8211; e si autoincensa, dimentico dell&#8217;assurdità delle proprie affermazioni. Trovate voi la differenza tra Berlusconi che ricusa le iniziative del governo Monti, da lui appoggiato, e il dittatore che rifiuta di ammettere problemi di diritti umani in quanto&#8230; lui stesso è presidente del comitato per i diritti umani di Wadiya!</p><p>Certo, si possono trovare altri riferimenti cinematografici per confortarci con un &#8220;così fan tutti&#8221;; per esempio &#8220;<a title="http://www.imdb.com/title/tt0031679/?ref_=fn_al_tt_1" href="http://www.imdb.com/title/tt0031679/?ref_=fn_al_tt_1" target="_blank">Mr Smith goes to Washington</a>&#8220;, di <strong>Frank Capra</strong>, annata 1939.  E&#8217; la storia di un giovane idealista, leader di un movimento giovanile, che viene piazzato nel Senato americano con il compito implicito di non fare domande scomode. Quando però, per un caso, mette i piedi in un affare sporco ma redditizio di alcuni imprenditori che controllano le pedine politiche a Washington, il povero neo-senatore viene sottoposto al trattamento Boffo <em>ante litteram</em>. I media dell&#8217;epoca erano ovviamente limitati alla carta stampata e alla radio (entrambe controllate (almeno localmente) dall&#8217;imprenditore in questione &#8211; ricorda qualcosa?). Solo che, anziché arrendersi e abbandonare i suoi ideali per un &#8220;compromesso&#8221;, Mr. Smith prende la parola al Senato e, sfruttando una regola che garantisce il diritto di parola illimitato purché non si sieda o lasci l&#8217;aula, la tiene fino allo sfinimento &#8211; e fino a convincere un altro senatore a pentirsi e sputare il rospo.</p><p>Perché vi racconto questo film (bellissimo, tra l&#8217;altro, e vincitore di un Oscar)? Perché, durante il <strong>monologo berlusconiano da Santoro</strong> in cui il procedimento di formazione di una legge nei due rami del Parlamento veniva descritto con fastidio e disprezzo, come se il dibattito parlamentare fosse un&#8217;inutile perdita di tempo o, peggio, un rallentamento di decisioni già prese, ho sentito fortemente la mancanza di qualcuno, in studio o magari tra il pubblico, che reagisse e spiegasse che no, non è così, anzi è proprio il contrario; che una democrazia si regge sui dibattiti tra parlamentari eletti, sull&#8217;equilibrio tra i poteri, sul rispetto di regole condivise. Ho sentito la mancanza di qualcuno che, all&#8217;ennesimo riferimento alle modifiche costituzionali come panacea, prendesse la parola per leggere tutti i testi fondamentali su cui si basano le democrazie moderne, senza interrompersi fino allo sfinimento.</p><p>Certo, non siamo a Hollywood e non c&#8217;è il lieto fine. Tra l&#8217;altro, non è detto che si troverebbe il senatore, o deputato, capace di riscoprire la legge morale dentro di lui e spezzare il sistema. Al giorno d&#8217;oggi, si direbbe, tutto si compra.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella </em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank"><em>bio</em></a><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/21/berlusconi-tra-film-e-realta/469834/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ricchezza e solidarietà. Lettera a Veronica Lario</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/12/ricchezza-e-solidarieta-lettera-a-veronica-lario/433549/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/12/ricchezza-e-solidarieta-lettera-a-veronica-lario/433549/#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 Jan 2013 11:04:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Alimenti]]></category> <category><![CDATA[Beneficenza]]></category> <category><![CDATA[Ricchezza]]></category> <category><![CDATA[Solidarietà]]></category> <category><![CDATA[Veronica Lario]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=433549</guid> <description><![CDATA[Gentile Signora Lario, innanzitutto vorrei congratularmi con lei per l’accordo trovato recentemente sulla sua separazione da Silvio Berlusconi. Immagino che, come ogni separazione, si sia trattato di un evento doloroso e le auguro che poter voltare pagina sia benefico. Le confesso che, leggendo i giornali, ho anche rivisitato la mia visione del mondo, piuttosto in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Signora Lario,</p><p>innanzitutto vorrei congratularmi con lei per <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/28/berlusconi-lario-separazione-ufficiale-a-lei-3-milioni-al-mese-a-lui-patrimonio/456543/" target="_blank">l’accordo trovato recentemente sulla sua separazione da Silvio Berlusconi</a>. Immagino che, come ogni separazione, si sia trattato di un evento doloroso e le auguro che poter voltare pagina sia benefico.</p><p>Le confesso che, leggendo i giornali, ho anche rivisitato la mia visione del mondo, piuttosto in profondità. Io pensavo di avere avuto un po&#8217; di meriti e molta fortuna e di appartenere a una fascia di cittadini con molte possibilità, insomma privilegiata. I commenti dei lettori ad alcuni articoli di questo blog mi hanno poi confermato (se ce ne fosse bisogno) che nell&#8217;immaginario collettivo io sono un super-privilegiato e che il mio <em>status</em> (nonostante sia in gran parte proprio immaginario) desta invidia e persino odio.</p><p><strong>Grazie a lei riscopro che tutto è relativo</strong>.</p><p>Leggo che lei incasserà dal suo ex-marito tre milioni di euro al mese (immagino che non si possa parlare di “alimenti” in questo caso). Io, privilegiato tra i privilegiati, tre milioni di euro non so cosa siano e con tutta probabilità (non escludiamo una vincita al lotto) non lo saprò mai. Allora mi permetto di rivolgerle un invito.</p><p>Mi creda, non sono un vetero-comunista che odia i ricchi. Io stesso pago una rendita mensile (con diversi zeri in meno della sua) al mio padrone di casa, un finto disoccupato che vive di rendita visto che in Belgio i redditi da affitto non sono tassati. Mi irritano i finti disoccupati come lui che, di fronte alla scelta tra alzarsi ogni mattina e andare a lavorare oppure starsene a letto e guadagnare un po&#8217; meno, non hanno dubbi e scelgono il sussidio. Mi rode che, quando la sua compagna ha perso il lavoro, siano partiti per una lunga vacanza oltre Atlantico (a spese nostre e dei contribuenti belgi), mentre io e mia moglie continuavamo ad alzarci tutte le mattine per andare a lavorare e lottavamo per avere qualche giorno di ferie al di fuori delle feste comandate. Capisco quindi che il semplice fatto di avere possibilità economiche non implichi l’obbligo di sperperarle.</p><p>Non credo però che le intesserà bere un cappuccino al secondo, né comprarsi uno scooter all’ora o un appartamento al giorno. Magari il primo mese si potrà comprare uno yacht, il primo anno un jet privato, ma poi? Quanti yacht, jet, ville sono non dico necessari, ma utili a fare una vita da nababbi? Ho l’impressione – magari mi sbaglio, me ne scusi ma ho poca familiarità con certe fortune – che presto avrà un problema:<strong> cosa fare dei soldi</strong>.</p><p>Ed ecco il modesto consiglio: con una mensilità ogni sei, per esempio, lei <strong>può fare la differenza per un buon numero di cittadini</strong>, di esseri umani. Scelga lei: ospedali, ricerca sul cancro, associazioni di assistenza ai disabili, ai più bisognosi, c’è l’imbarazzo della scelta. Io stesso, nel mio piccolo, sostengo progetti di varie dimensioni e fini in varie parti del mondo.</p><p>In ogni caso si faccia consigliare, è un investimento importante ed è importante che non venga disperso, ma che crei dei cambiamenti duraturi. Sia esigente,<strong> pretenda risultati concreti</strong> e – quando li ha ottenuti – li pubblicizzi. Perché no, ci metta la faccia e il nome e si faccia un po’ di pubblicità, ne avrà tutto il diritto.</p><p>Magari potrà dimostrare, glielo auguro, che ricchezza può voler dire solidarietà, non solo lusso e fuga nei paradisi fiscali.</p><p>Per finire mi scuso di aver scelto lei, tralasciando vip di pari fortune come Ronaldo, Beckam o Tiger Woods (e ovviamente il suo ex marito). Ma loro sono uomini e lei, chissà perché, mi pare avere una sensibilità diversa.</p><p>Cordialmente,</p><p>Giancarlo Granero</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella </em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank"><em>bio</em></a><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/12/ricchezza-e-solidarieta-lettera-a-veronica-lario/433549/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Videocrazia e conflitti di interessi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/31/videocrazia-e-conflitti-di-interessi/455692/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/31/videocrazia-e-conflitti-di-interessi/455692/#comments</comments> <pubDate>Mon, 31 Dec 2012 09:13:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Conflitto di interessi]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Stampa]]></category> <category><![CDATA[Televisione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=455692</guid> <description><![CDATA[Anche ora che sono qui, in Italia per le vacanze, evito di guardare la televisione: non ce la faccio proprio. In compenso ho il piacere di leggere il Fatto in versione cartacea (con il ritardo delle Poste italiane: sabato e domenica niente consegna). Del resto, per sapere cosa &#8216;succede&#8217; in televisione, non è nemmeno necessario...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Anche ora che sono qui, in Italia per le vacanze, evito di guardare la televisione: non ce la faccio proprio. In compenso ho il piacere di leggere il Fatto in versione cartacea (con il ritardo delle Poste italiane: sabato e domenica niente consegna).</p><p>Del resto, per sapere cosa &#8216;succede&#8217; in televisione,<strong> non è nemmeno necessario guardarla</strong>: tutti i giornali ne parlano, internet ne parla. Vista con gli occhi di un alieno quale mi sento in questi giorni, l’Italia resta una<strong> <em>videocrazia</em> nella forma e nella sostanza</strong>. Vista con gli occhi di un alieno col diritto di voto (e che quindi segue il dibattito politico con interesse), questa <em>videocrazia</em> presenta sostanziali, vistose e gravi anomalie.</p><p><strong>Primo</strong>: l’esistenza stessa della <em>videocrazia</em> è non solo tollerata, ma <strong>metabolizzata come normale</strong>. Non mi sembra di scorgere neanche in embrione una discussione sulle regole di base del gioco democratico in campagna elettorale. La situazione è grave al punto che il padrone stesso delle televisioni dichiara pubblicamente il legame tra le sue ore di apparizione sullo schermo e la percentuale di gradimento del suo partito, con tanto di obiettivo da raggiungere (di ore e quindi di voti). I <strong>cosiddetti giornalisti</strong> (e mi riferisco qui alla carta stampata) si limitano a riportarne la dichiarazione, senza sentire il bisogno di riflettere (e far riflettere) sul suo senso. Unico lumino nel buio dell’informazione: per la prima volta in vent&#8217;anni un conduttore ha provato &#8211; senza peraltro riuscirci &#8211; a fare una parvenza di domanda al padrone. Troppo poco per parlare di un’informazione con standard qualitativi fondamentalmente diversi da quelli di molte<strong> economie emergenti</strong>.</p><p><strong>Secondo</strong> (probabilmente legato a doppio filo al primo): il dibattito (uso questo termine, evidentemente inadatto, per mancanza di altri) sembra aver luogo <strong>in una bolla staccata dalla realtà</strong>. Prendo ad esempio il programma del <strong>M5S</strong>: mi chiedo (e ho chiesto, senza ottenere risposta) se qualcuno si sia occupato di verificare la sua compatibilità con gli impegni internazionali dell&#8217;Italia. Insomma, si può fare così com’è o bisogna uscire dall’euro, dal <em>fiscal compact</em>, dall&#8217;UE?Non mi sembrano dettagli, vorrei saperlo con chiarezza prima di mettere una croce su un simbolo. Non mi aspetto che, se il Grillo è nominato coscienza ufficiale del Pinocchio Italia, quest&#8217;ultimo diventi per magia… un Paese vero. Da questo punto di vista <strong>l&#8217;agenda Monti</strong> mi sembra anni luce davanti agli altri documenti di programma che ho letto, proprio perché prende atto del contesto in cui ogni democrazia europea funziona oggi. Non vi sorprenderà di certo sentirlo dire dal sottoscritto. Sorprende invece me vedere che quasi nessuno pare esserne cosciente, anzi che fiocchino critiche al suono di &#8216;troppa Europa, poca Italia&#8217;. Come se si potesse lavorare sull’una a prescindere dall’altra.</p><p><strong>Terzo</strong> (legato a doppio filo al primo e al secondo): persiste il <strong>desiderio dell&#8217;uomo forte</strong>, del <strong>balcone</strong>, come spiegava magistralmente Giorgio Bocca. Chi se ne frega dello <em>spread</em> e del debito, dàgli ai tedeschi cattivi, aboliamo le tasse sulla casa eccetera. Resta, mi pare, un&#8217;anomalia solo italiana che si possano promettere tagli alle tasse senza che nessun giornalista senta il dovere professionale di chiedere dove sarebbero presi i soldi, vista la situazione dei conti (e, di nuovo, visti gli impegni dell&#8217;Italia con i suoi partner oltralpe). In parallelo, c’è una <strong>pulsione di cambiamento</strong> benefica ma – mi pare, purtroppo &#8211; velleitaria. Il &#8216;tutti a casa&#8217; è comprensibile e al limite condivisibile visto lo stato del Paese, ma non so quanto consenso potrà trovare vista la credibilità delle alternative e, soprattutto, vista la <em>videocrazia</em> imperante.</p><p>Queste tre osservazioni delle vacanze mi pare si condensino in tre parole: <strong>conflitto di interessi</strong>. Ho l&#8217;impressione che sia diventato &#8220;<em>the elephant in the room</em>&#8220;: tutti sanno che c&#8217;è, tutti fanno come se non ci fosse. Eppure, per cambiare l&#8217;Italia, per rendere il dibattito politico <strong>meno surreale</strong>, non si può prescindere dal correggere questa enorme anomalia, inaccettabile in una democrazia funzionante.</p><p>Una speranza c’è: la salita in politica di Monti ne allargherà i confini estendendolo al di là della singolare, personale enormità del conflitto di interessi berlusconiano. L’opinione pubblica potrebbe essere più sensibile alla <strong>regolamentazione dei conflitti dei banchieri </strong>e quindi il terreno potrebbe essere propizio per un salto di qualità.</p><p>Meglio tardi (vent’anni troppo tardi, e dopo le elezioni, cioè a frittata fatta) che mai. Speriamo.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/31/videocrazia-e-conflitti-di-interessi/455692/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ritorno in Italia: il primo impatto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/29/ritorno-in-italia-primo-impatto/455152/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/29/ritorno-in-italia-primo-impatto/455152/#comments</comments> <pubDate>Sat, 29 Dec 2012 09:52:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cervelli in fuga]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Estero]]></category> <category><![CDATA[Italia]]></category> <category><![CDATA[Senso Civico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=455152</guid> <description><![CDATA[Di ritorno per le vacanze in Italia, ho finalmente un po&#8217; di tempo da dedicare a questo blog. Ogni anno che passa mi sento sempre più un alieno in patria, ma credo che proprio questo sia il valore aggiunto che posso dare scrivendo qui: un punto di vista in qualche modo &#8216;esterno&#8217;, che non vuol...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Di ritorno per le vacanze in Italia, ho finalmente un po&#8217; di tempo da dedicare a questo blog.</p><p>Ogni anno che passa mi sento sempre più un <strong>alieno in patria</strong>, ma credo che proprio questo sia il valore aggiunto che posso dare scrivendo qui: <strong>un punto di vista in qualche modo &#8216;esterno&#8217;</strong>, che non vuol necessariamente dire &#8216;obiettivo&#8217; e che non pretende di essere &#8216;corretto&#8217;, ma che può avvalersi di un distacco impossibile per chi vive immerso nel blob quotidiano del Belpaese.</p><p>Ormai ho anche l&#8217;aiuto (non necessariamente richiesto) dei miei figli, che hanno l&#8217;età delle domande che spiazzano. Allora quando, dopo mille chilometri di viaggio, arriviamo finalmente a Torino, al primo semaforo (e non esagero: al <strong>primo</strong> semaforo) mio figlio si scuote dal torpore e chiede: &#8220;<em>Papà, perché quei signori passano col rosso</em>?&#8221;. Gli spiego che sono maleducati e che non si dovrebbe fare, ma mi sento anche in obbligo di avvertirli che ne vedranno altri: <strong>qui ci sono tanti maleducati</strong> – e quindi fate molta attenzione quando attraversate la strada, anche con il verde!</p><p>Per fortuna non si sono resi conto che, da quando abbiamo passato le Alpi, ho rischiato più incidenti (grazie a idioti sfreccianti al doppio del limite di velocità e alla segnaletica surrealista) che in tutta la tratta Belgio-Lussemburgo-Francia.</p><p>Nei giorni che seguono mi ritrovo a fare <strong>predicozzi </strong>di tenore simile: fate attenzione a dove mettete i piedi, perché qui ci sono dei maleducati che non raccolgono la cacca dei loro cani. E così via.</p><p>Non ci metto molto a chiedermi se non stia esagerando: possibile che debba<strong> presentare il mio paese ai miei figli in questo modo?</strong> Leggendo i giornali non trovo conforto: la sala d&#8217;aspetto di un ospedale pubblico coperta di graffiti in italiano improbabile come se fossero i bagni di uno stadio di calcio: un Comune del torinese che ha ridotto i morti e i feriti gravi di un terzo semplicemente piazzando degli autovelox (e, si suppone, dopo una bella serie di multe); l&#8217;intero piano del Comune di Torino per il <em>bike sharing</em> in balìa del parcheggio selvaggio davanti alle bici.</p><p>Leggo anche dell&#8217;agenda Monti, mi incuriosisco e la scarico da internet. Al paragrafo 4 trovo &#8220;<strong><em>Cambiare mentalità, cambiare comportamenti</em></strong>&#8220;. Non posso che essere d&#8217;accordo.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a></em><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/29/ritorno-in-italia-primo-impatto/455152/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il premio Nobel per la pace va… ai cittadini europei</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/09/premio-nobel-per-pace-vaai-cittadini-europei/439930/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/09/premio-nobel-per-pace-vaai-cittadini-europei/439930/#comments</comments> <pubDate>Sun, 09 Dec 2012 11:43:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Zonaeuro]]></category> <category><![CDATA[Cerimonia]]></category> <category><![CDATA[Nobel per la Pace]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=439930</guid> <description><![CDATA[Ho già espresso la mia opinione sul Nobel per la pace assegnato all&#8217;Unione europea e non intendo qui ripetermi. Vorrei invece invitarvi a seguire la cerimonia di premiazione in diretta streaming o a rivederla sul sito web creato per l&#8217;evento o su Europe by Satellite (EbS). Il premio verrà consegnato a Oslo lunedì 10 dicembre,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho già espresso la mia opinione sul <a title="Abbiamo vinto il Nobel. O no?" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/31/europa-abbiamo-vinto-nobel-o-no/381931/" target="_blank">Nobel per la pace assegnato all&#8217;Unione europea</a> e non intendo qui ripetermi.</p><p>Vorrei invece invitarvi a seguire la cerimonia di premiazione in diretta streaming o a rivederla sul <a title="Sito web premio Nobel per la Pace UE" href="http://europa.eu/about-eu/basic-information/eu-nobel/index_it.htm" target="_blank">sito web creato per l&#8217;evento</a> o su <a title="Europe by Satellite" href="http://ec.europa.eu/avservices/ebs/schedule.cfm" target="_blank">Europe by Satellite (EbS)</a>.<strong> Il premio verrà consegnato a Oslo lunedì 10 dicembre</strong>, diretta dalle 13:00.</p><p>Come tutti i vincitori, l&#8217;Unione europea lo riceverà dal presidente del comitato norvegese per il Nobel. L&#8217;UE sarà rappresentata dal presidente del Consiglio europeo (Herman Van Rompuy), dal presidente della Commissione europea (José Manuel Barroso) e dal presidente del Parlamento europeo (Martin Schultz). La tradizionale &#8220;<strong>Nobel lecture</strong>&#8221; sarà pronunciata a nome dell&#8217;Unione dai presidenti Van Rompuy e Barroso</p><p>Alla delegazione ufficiale che si recherà a Oslo per ricevere il premio parteciperanno anche i quattro giovani vincitori del concorso online organizzato dall&#8217;UE. <strong>La sedicenne italiana Elena è una di loro</strong>.</p><p>Troverete tutte le informazioni, anche su dove e quando festeggiare dal vivo l&#8217;evento, sul sito <a title="Prmeio Nobel UE - sito Italia" href="http://ec.europa.eu/italia/attualita/primo_piano/aff_istituzionali/consegna_premio_nobel_it.htm" target="_blank">della rappresentanza della Commissione europea in Italia</a>.</p><p>Per finire, vi invito anche ad inserire la <strong>colomba della pace</strong> sul vostro account Facebook o Twitter. <a href="http://eupeace.stormsocialapps2.com/?keepThis=true&#038;TB_iframe=true&#038;height=800&#038;width=525" target="_blank">Potrete farlo a partire da qui</a>.</p><p>&nbsp;</p><p><embed src="http://ec.europa.eu/avservices/mediaplayer/player.swf" width="670" height="378" allowfullscreen="true" wmode="transparent" flashvars="config=http://ec.europa.eu/avservices/video/config.cfm?id=9507A90A0D1ABDAC2B96651D4BEACB8C"></embed></p><p><embed src="http://ec.europa.eu/avservices/mediaplayer/player.swf" width="670" height="378" allowfullscreen="true" wmode="transparent" flashvars="config=http://ec.europa.eu/avservices/video/config.cfm?id=80EDC06F02BB6028FA013540C0B80772"></embed></p><p><em><strong>Disclaimer</strong></em><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a></em><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/09/premio-nobel-per-pace-vaai-cittadini-europei/439930/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La giusta paga delle Caste</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/04/giusta-paga-delle-caste/377760/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/04/giusta-paga-delle-caste/377760/#comments</comments> <pubDate>Sun, 04 Nov 2012 09:00:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Zonaeuro]]></category> <category><![CDATA[Casta]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Funzionari Pubblici]]></category> <category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=377760</guid> <description><![CDATA[Si fa un gran parlare di tagli a stipendi e privilegi di varie Caste: nazionali, regionali, comunali, politici e funzionari, banchieri e finanzieri, faccendieri vari. Ma quale sarebbe il punto di arrivo ideale di questi tagli? Quale la &#8220;giusta remunerazione&#8221; di queste svariate categorie? Su quali principi tarare la scure? Si parla di equità, si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si fa un gran parlare di tagli a stipendi e privilegi di varie Caste: nazionali, regionali, comunali, politici e funzionari, banchieri e finanzieri, faccendieri vari.</p><p>Ma quale sarebbe il punto di arrivo ideale di questi tagli? <strong>Quale la &#8220;giusta remunerazione&#8221; di queste svariate categorie?</strong> Su quali principi tarare la scure? Si parla di equità, si confrontano emolumenti milionari con paghette misere di precari e insegnanti, insomma si fanno numerosi esercizi intellettuali senza, mi sembra, un&#8217;idea chiara dell&#8217;obiettivo.</p><p>Ora, anche io faccio parte di una Casta odiata, quella dei <strong>funzionari pubblici</strong>, con l&#8217;aggravante di Bruxelles. Non vi preoccupate, la scure è arrivata anche qui (temo soprattutto qui), e molto presto vedrete la macchina della disinformazione a pieno regime; Ivo Caizzi deve avere già le bozze calde e pronte per le rotative del Corriere. Insomma, è sentire comune che quelli come me sono strapagati, e bisogna tagliare. Già, ma quanto?</p><p>Il mio datore di lavoro, la Commissione, ha fatto la sua proposta: più ore di lavoro, meno 5% di personale, altri aggiustamenti tra tasse, pensioni, cassa malattia eccetera per un totale di <strong>un miliardo risparmiato entro il 2020 </strong>che si aggiunge ai cinque (di cui tre già incamerati) della riforma, sanguinosa sebbene pre-crisi, del 2004.</p><p>I <strong>Ministri delle Finanze dell&#8217;Ue</strong> non ci stanno e rispondono: bisogna tagliare <strong>almeno il 10%,</strong> arrangiatevi un po&#8217; come volete. I sindacati minacciano sciopero, senza capire che con i Caizzi d&#8217;Europa rischia di trasformarsi in un boomerang micidiale.</p><p>Io ho un punto di vista diverso. Mi piacerebbe che chi ci rappresenta, sindacato o datore di lavoro, dicesse semplicemente:</p><ol><li>C&#8217;è bisogno di un numero minimo di persone per far funzionare l&#8217;Ue.</li><li>Questi funzionari devono essere motivati a venire a vivere e lavorare a Bruxelles per un lungo periodo (spesso tutto il resto della loro vita) e devono essere <strong>di buon livello</strong>, <strong>anzi ottimo</strong>, se no l&#8217;Ue avrà un&#8217;amministrazione di bassa qualità.</li><li>Per trovare questa gente sul mercato del lavoro siamo in<strong> concorrenza con le altre organizzazioni internazionali, </strong>con le multinazionali e con le amministrazioni statali (che hanno anche funzionari all&#8217;estero, e un esercito a Bruxelles per rappresentarli, tra le altre cose, nel Consiglio).</li><li>Quindi: <strong>mettiamo sul tavolo i numeri</strong>. Quanto sono pagati i &#8220;pari&#8221;, i <em>peers</em> delle persone che cerchiamo o che vogliamo trattenere? Facciamo una media ponderata (ci saranno differenze importanti tra Stati) e non se ne parli più: <strong>né un euro di più, né un euro di meno</strong>. Ancora meglio: calcoliamo questa media regolarmente e adattiamo i salari di conseguenza. Austerità negli Stati? Austerità a Bruxelles. Generosità negli Stati? Generosità a Bruxelles.</li></ol><p>L&#8217;unico passo in questa direzione l&#8217;ha fatto <strong>Martin Schultz, il Presidente del Parlamento europeo</strong>, mandando 27 lettere alle 27 rappresentanze permanenti chiedendo i dati su salari e benefit dei loro funzionari di stanza all&#8217;estero (in altre parole, i salari e benefit di quelli cui scriveva!). Risultato: il rappresentante danese (presidente di turno del Consiglio) gli risponde con quattro dati in croce relativi a funzionari&#8230;nel loro paese d&#8217;origine!</p><p>Infuriato, Schultz ha preso carta e penna e scritto una lettera di quelle che non si vedono due volte in una carriera: ha accusato apertamente gli Stati di voler nascondere i dati sui salari (per motivi che si possono facilmente immaginare) ed è arrivato a dire al rappresentante permanente danese, chiamandolo con un minimo di disprezzo non ambasciatore ma<em> civil servant</em>, che &#8220;<em>come rappresentante di un Paese che, giustamente, si vanta della sua trasparenza, <strong>dovrebbe vergognarsi di se stesso</strong></em>&#8220;.</p><p>Qualcosa mi dice che, se questi dati venissero fuori, dai tagli si passerebbe agli aumenti&#8230;</p><p><em><strong>Disclaimer</strong></em><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a></em><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/04/giusta-paga-delle-caste/377760/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tassa sulle transazioni finanziarie: brava Italia!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/02/tassa-sulle-transazioni-finanziarie-brava-italia/383783/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/02/tassa-sulle-transazioni-finanziarie-brava-italia/383783/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Nov 2012 16:10:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Zonaeuro]]></category> <category><![CDATA[Commissione Europea]]></category> <category><![CDATA[Finanza]]></category> <category><![CDATA[Finanza Internazionale]]></category> <category><![CDATA[Tassa sulle Transazioni Finanziarie]]></category> <category><![CDATA[Tobin Tax]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=383783</guid> <description><![CDATA[L&#8217;Italia è stata il nono Stato membro UE a mandare una lettera alla Commissione per lanciare la cooperazione rafforzata sulla famosa (o famigerata?) tassa sulle transazioni finanziarie (FTT, Financial Transactions Tax, meglio nota sotto lo pseudonimo di Tobin Tax). A mio avviso è una notizia storica. Con buona pace di chi parla di &#8220;Europa delle...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia è stata il nono Stato membro UE a mandare una lettera alla Commissione per lanciare la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/09/l%E2%80%99italia-dice-si-alla-tobin-tax-via-alla-cooperazione-rafforzata/377270/">cooperazione rafforzata sulla famosa (o famigerata?) tassa sulle transazioni finanziarie</a> (<strong>FTT</strong>, Financial Transactions Tax, meglio nota sotto lo pseudonimo di <strong>Tobin Tax</strong>).</p><p>A mio avviso è<strong> una notizia storica</strong>.</p><p>Con buona pace di chi parla di &#8220;Europa delle banche&#8221;, la FTT venne proposta dalla Commissione l&#8217;anno scorso, nel contesto del cosiddetto &#8220;quadro finanziario multiannuale 2014-2020&#8243;. In soldoni, il tetto massimo di spesa dell&#8217;Ue ogni anno fino al 2020. La FTT dovrebbe servire a <strong>riformare il lato &#8220;entrate&#8221; del bilancio</strong>, rendendo l&#8217;UE &#8211; anche da questo punto di vista &#8211; qualcosa di più che un mero club di Stati che pagano il loro contributo in proporzione al Pil (come avviene, in larga parte, adesso).</p><p>Soprattutto, <strong>la FTT è uno strumento di equità</strong>: tassa un settore relativamente sotto-tassato ed incoraggia una<strong> finanza più responsabile</strong>. Mi pare una tassa giusta, intelligente ed anche urgente, perché dalla crisi finanziaria del 2008 poco o nulla è stato fatto, nel mondo, per regolamentare un settore che ha mandato in ginocchio i bilanci statali e familiari di buona parte del globo e che continua a macinare <strong>guadagni e bonus milionari</strong> come se nulla fosse successo.</p><p>D&#8217;accordo, mi sono fatto un po&#8217; prendere la mano: sarà perché ho appena guardato &#8220;<em>Capitalism, a love story</em>&#8221; di Michael Moore? Resta la sostanza: finalmente può partire il vero lavoro sulla FTT a livello europeo, anche senza gli assenti previsti (Londra, Lussemburgo, Vienna, insomma i maggiori centri finanziari europei che desiderano mantenere la loro &#8220;autonomia&#8221;, intesa chissà come).</p><p>Che l&#8217;Italia sia nel gruppo di testa, dopo essersi messa fuori gioco in dossier importanti come la patente europea, è un&#8217;ottima notizia.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella </em><em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a></em><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/02/tassa-sulle-transazioni-finanziarie-brava-italia/383783/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Europa, abbiamo vinto il Nobel. O no?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/31/europa-abbiamo-vinto-nobel-o-no/381931/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/31/europa-abbiamo-vinto-nobel-o-no/381931/#comments</comments> <pubDate>Wed, 31 Oct 2012 08:49:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Zonaeuro]]></category> <category><![CDATA[Balcani]]></category> <category><![CDATA[Diritti Umani]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Pace]]></category> <category><![CDATA[Premio Nobel]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=381931</guid> <description><![CDATA[Il premio Nobel per la pace è stato assegnato quest&#8217;anno all&#8217;Unione europea. La motivazione sono i sessant&#8217;anni di contributo alla pace, alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani in Europa. Ne sono orgoglioso e penso che sia stata una scelta saggia e tempestiva. Pensavo anche che quello che avevano sentito i membri del comitato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a title="Nobel per la pace all'UE" href="http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/peace/laureates/2012/" target="_blank">Il premio Nobel per la pace è stato assegnato quest&#8217;anno all&#8217;Unione europea.</a></p><p>La motivazione sono i <strong>sessant&#8217;anni di contributo alla pace, alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani in Europa</strong>.</p><p>Ne sono orgoglioso e penso che sia stata una scelta saggia e tempestiva. Pensavo anche che quello che avevano sentito i membri del comitato per il Nobel lo sentissero, come me, molti, moltissimi europei. Invece, una volta arrivata la notizia alla stampa, c&#8217;è stata la corsa all&#8217;elenco dei motivi per cui l&#8217;Ue non avrebbe dovuto ricevere questo prestigioso riconoscimento (<a href="http://www.google.be/url?sa=t&#038;rct=j&#038;q=&#038;esrc=s&#038;source=web&#038;cd=2&#038;cad=rja&#038;ved=0CC4QFjAB&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2012%2F10%2F12%2Fperche-l%E2%80%99unione-europea-non-meritava-nobel-per-pace%2F380405%2F&#038;ei=bMx5UMqeJsmYhQfW6IDwCg&#038;usg=AFQjCNF5JrwIdhwUG97t5jGXHAYCq6m4Lg" target="_blank">purtroppo anche sul Fatto</a> &#8211; uno dei pochi articoli <a href="http://www.washingtonpost.com/blogs/ezra-klein/wp/2012/10/12/five-reasons-why-the-e-u-deserved-the-nobel-peace-prize/" target="_blank">in positivo l&#8217;ho trovato sul Washington Post</a>).</p><p>Ancora peggio quando si leggono i commenti agli articoli o i tweet sull&#8217;argomento: la lista di ragioni proposte per cui l&#8217;Ue non avrebbe dovuto vincere è lunghissima e dimostra, a mio avviso, che: 1) i cittadini dell&#8217;Unione non si sono nemmeno resi conto di avere vinto loro (anche perché nei giornali trovano la notizia alla voce &#8220;Esteri&#8221;! 2) tutto il male del mondo è attribuito all&#8217;Ue, ma i cittadini paiono ciechi di fronte ai suoi benefici; 3) di conseguenza i norvegesi hanno fatto una buona scelta e sta a noi farne uso per correggere questa situazione preoccupante.</p><p>No, non è il discorso dell&#8217;élite che vuole imporre un progetto ai cittadini. Ognuno è libero di pensare quello che vuole e votare di conseguenza, ma <strong>quando si parla di Ue esiste un&#8217;asimmetria fondamentale nell&#8217;informazione</strong>: le idee che circolano (come quelle in reazione al Nobel) non sono fondate su una visione corretta, completa e fattuale.</p><p>Ora, i norvegesi ci ricordano che proprio dalla nascita dell&#8217;Ue l&#8217;Europa ha smesso di essere la polveriera del globo e<a href="http://www.youtube.com/watch?v=DWgEcw6R7NQ" target="_blank"> ha goduto di sessant&#8217;anni di pace</a>. Che il potere di attrazione dell&#8217;Ue ha contribuito a portare un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nhS55x8J7pw" target="_blank">cambiamento democratico nei paesi dell&#8217;Europa dell&#8217;est, ormai da più di 20 anni</a>. E ai critici che obiettano ricordando le guerre nei <strong>Balcani</strong> bisognerebbe ricordare che la pace arriva e rimane in quella regione anche con il prospetto di adesione all&#8217;Ue e il conseguente monitoraggio dei progressi della democrazia e dello Stato di dritto in Montenegro, Serbia, Kosovo eccetera. Che l&#8217;Ue è il maggiore fornitore di aiuti allo sviluppo del mondo. Che&#8230; potrei continuare ma mi fermo qui. Non voglio convincere nessuno con una lotta di Davide contro Golia, un micro-blog con quattro followers contro praticamente tutta l&#8217;informazione nazionale.</p><p>Però mi piacerebbe se, dopo aver guardato i due video sulla pace e la democrazia, qualcuno capisse che questi risultati sono, oggi, invisibili proprio perché è diventato impensabile che non ci siano. E&#8217; così grazie, anche e soprattutto, al fatto che 27 nazioni coesistono pacificamente in un&#8217;Unione basata sulle regole e sui <strong>diritti umani.</strong></p><p>Quindi il premio Nobel ce o siamo meritati noi tutti, noi cinquecento milioni. E c&#8217;è da andarne fieri.</p><p><em><strong>Disclaimer</strong></em><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a></em><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/31/europa-abbiamo-vinto-nobel-o-no/381931/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il bilancio europeo e il teatrino dei ministri delle Finanze</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/05/bilancio-europeo-e-teatrino-dei-ministri-delle-finanze/373213/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/05/bilancio-europeo-e-teatrino-dei-ministri-delle-finanze/373213/#comments</comments> <pubDate>Fri, 05 Oct 2012 10:33:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Zonaeuro]]></category> <category><![CDATA[Bilanci]]></category> <category><![CDATA[Bruxelles]]></category> <category><![CDATA[Commissione Bilancio]]></category> <category><![CDATA[Erasmus]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=373213</guid> <description><![CDATA[Questa volta non vi propongo una mia opinione, ma traduco semplicemente parti di una dichiarazione di Alain Lamassoure, presidente della Commissione di bilancio del Parlamento europeo. Fatevi voi un&#8217;opinione. &#8220;Come negli anni precedenti, il dibattito sul bilancio Ue diventa un gioco delle parti tanto inesorabile quanto detestabile: da un lato, gli spendaccioni incontrollabili, che sarebbero...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta non vi propongo una mia opinione, ma traduco semplicemente parti di una <a href="http://www.aqui.fr/politiques/tribune-libre-alain-lamassoure-budget-europeen-les-ministres-marquent-contre-leur-camp,7370.html?rss" target="_blank">dichiarazione di <strong>Alain Lamassoure</strong>, presidente della <strong>Commissione di bilancio del Parlamento europeo</strong></a>.</p><p>Fatevi voi un&#8217;opinione.</p><p>&#8220;Come negli anni precedenti, il dibattito sul<strong> bilancio Ue </strong>diventa un gioco delle parti tanto inesorabile quanto detestabile: da un lato, gli <strong>spendaccioni incontrollabili</strong>, che sarebbero la Commissione e il Parlamento europeo, dall&#8217;altro<strong> i sobri ministri</strong>, saggi amministratori dei soldi dei contribuenti. Immaginate un po&#8217;: proprio quando tutti i paesi stanno tagliando eroicamente nei loro bilanci nazionali, Bruxelles si propone di aumentare la spesa di quasi il 7%! Su quale pianeta abitano questi eurocrati incorreggibili? (&#8230;)</p><p>Come in tutti i bilanci pubblici, ci sono gli impegni di spesa e i pagamenti. Un&#8217;operazione può essere avviata solo se si è sicuri di avere i soldi: si tratta degli impegni di spesa (&#8230;). Se il processo richiede diversi anni, le prestazioni vengono pagate progressivamente.</p><p>La vera <strong>decisione politica</strong> si centra pertanto sugli impegni di spesa: una volta iniziata l&#8217;esecuzione il pagamento non è che una conseguenza tecnica, legale, contabile, inevitabile. (&#8230;) Ma poiché la crisi del debito  porta pesanti tensioni sui bilanci nazionali, negli ultimi tre anni i governi non hanno mostrato alcun interesse nel dibattito politico sul bilancio dell&#8217;Ue, lasciando i loro rappresentanti battersi unicamente per ridurre i pagamenti.</p><p>Questa è una battaglia sbagliata: <strong>i pagamenti</strong> non riflettono le scelte politiche. E&#8217; inoltre una battaglia persa: <strong>la scadenza</strong> è solo rimandata di qualche settimana o pochi mesi. E, soprattutto, è una doppia sconfitta, per gli Stati membri così come per la politica europea. (&#8230;)</p><p>Gli stanziamenti di pagamento richiesti dalla Commissione sono semplicemente l&#8217;addizione delle richieste da parte degli Stati membri, richieste che corrispondono a spese già decise da loro e, in molti casi, già effettuate. Pertanto, gli stanziamenti di pagamento non sono<strong> &#8220;soldi di Bruxelles&#8221;, </strong>ma piuttosto<strong> &#8220;il denaro dei 27 stati membri,&#8221;</strong> diritto di prelievo che essi legittimamente esercitano nei confronti dell&#8217;Unione. Eppure, ogni anno in autunno, quando i 27 ministri delle Finanze incontrano la delegazione di 27 deputati per decidere l&#8217;importo del bilancio annuale, ogni giocatore gioca al contrario: <strong>i ministri si battono per ridurre i rimborsi cui hanno diritto, </strong>e i deputati chiedono di onorare gli impegni degli Stati! Il peggio è che tutti lo fanno in buona fede.</p><p>Come è possibile questa situazione grottesca? Semplicemente perché, nella maggior parte degli Stati membri, l&#8217;autorità che richiede i rimborsi a Bruxelles non è la stessa che negozia il bilancio dell&#8217;Unione europea. (&#8230;) Non è raro che un ministro del bilancio ignori la somma delle richieste fatte a Bruxelles dai membri del suo stesso governo. Altri hanno i mezzi per conoscerla, ma a quanto pare preferiscono non guardare troppo da vicino. (&#8230;)</p><p>Nell&#8217;autunno del 2012, questo processo aberrante ha raggiunto un apice tale da rimettere in causa le decisioni prese dal Consiglio europeo nel giugno scorso. (&#8230;) Le richieste di stanziamenti di pagamento fatte dagli stessi Stati membri e corrispondenti ad operazioni già completate o in fase di completamento sono stimati a circa dieci miliardi aggiuntivi per il solo anno 2012. Se questi fondi<strong> non sono erogati, </strong>non è il Parlamento europeo che soffrirà, né la Commissione, ma le collettività locali e i<strong> bilanci nazionali che non saranno rimborsati per le spese sostenute.</strong></p><p>(&#8230;) Ai primi di ottobre, il <strong>Fondo Sociale Europeo</strong> è insolvente. L&#8217;<strong>Erasmus</strong> lo sarà la prossima settimana. Il programma quadro per la <strong>ricerca e il sostegno per l&#8217;innovazione</strong> lo saranno alla fine del mese. Quindi chi potrà avere fiducia nella capacità dell&#8217;Unione di onorare i suoi impegni? Né l&#8217;opinione pubblica né i mercati finanziari.</p><p>Così, i governi sono bloccati in una logica che è in contrasto con gli interessi di ciascuno e in palese contraddizione con gli impegni solenni di rafforzare la <strong>solidarietà europea</strong> e sostenere la <strong>crescita</strong>. E&#8217; tempo di uscire da questa logica.</p><p>Per il bilancio 2013 il Parlamento ha intenzione di impegnarsi in un dibattito politico, e quindi di negoziare sul bilancio e sulle priorità politiche a partire dagli impegni di spesa. Riteniamo che per gli stanziamenti di pagamento l&#8217;onere della prova spetti a quegli stati che negano che due più due fa quattro. (&#8230;) Ognuno sarà messo pubblicamente di fronte alle proprie responsabilità.&#8221;</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a></em><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/05/bilancio-europeo-e-teatrino-dei-ministri-delle-finanze/373213/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Genitori gay: il punto di vista di un bimbo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/23/genitori-gay-punto-di-vista-di-bimbo/360770/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/23/genitori-gay-punto-di-vista-di-bimbo/360770/#comments</comments> <pubDate>Sun, 23 Sep 2012 10:48:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Adozioni Gay]]></category> <category><![CDATA[Bambini]]></category> <category><![CDATA[Coppie Gay]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=360770</guid> <description><![CDATA[All&#8217;erudito dibattito in corso sulle adozioni gay e sull&#8217;opportunità o meno che un bimbo abbia due genitori dello stesso sesso, vorrei contribuire con il semplice punto di vista di un bimbo di quattro anni (il mio). Qualche tempo fa abbiamo notato che uno dei suoi compagni di classe alla materna era sempre accompagnato dalla mamma,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;erudito dibattito in corso sulle <strong>adozioni gay</strong> e sull&#8217;opportunità o meno che un bimbo abbia due genitori dello stesso sesso, vorrei contribuire con il semplice punto di vista di un <strong>bimbo di quattro anni</strong> (il mio).</p><p>Qualche tempo fa abbiamo notato che uno dei suoi compagni di classe alla materna era sempre accompagnato dalla mamma, però ci pareva&#8230; che non fosse sempre la stessa. Gli abbiamo allora chiesto se per caso il bimbo in questione avesse <strong>due mamme</strong>. La risposta è stata una lezione di vita.</p><p>Con l&#8217;aria di quello a cui hanno fatto una domanda completamente stupida ci ha risposto: &#8220;No, ha un papà e una mamma. E il suo papà è anche una mamma&#8221;.</p><p>Ecco.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a></em><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/23/genitori-gay-punto-di-vista-di-bimbo/360770/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Impressioni dall&#8217;Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/20/impressioni-dallitalia/304003/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/20/impressioni-dallitalia/304003/#comments</comments> <pubDate>Thu, 20 Sep 2012 17:18:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Genova]]></category> <category><![CDATA[Italia]]></category> <category><![CDATA[Liguria]]></category> <category><![CDATA[Pregiudizi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=304003</guid> <description><![CDATA[Mi ci è voluto un po&#8217; di tempo prima di scrivere le mie impressioni del rientro estivo in Italia, complice il carico di lavoro al rientro a Bruxelles. Nel frattempo altri hanno già scritto in buona sostanza quello che volevo scrivere io e cercherò di non ripetere. Gli stereotipi positivi li conoscete: clima mite, ottimo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mi ci è voluto un po&#8217; di tempo prima di scrivere le mie impressioni del rientro estivo in Italia, complice il carico di lavoro al rientro a Bruxelles. Nel frattempo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/24/torno-in-italia-e-vedo-il-ballo-sul-titanic/303932/" target="_blank">altri</a> hanno già scritto in buona sostanza quello che volevo scrivere io e cercherò di non ripetere.</p><p>Gli <strong>stereotipi positivi</strong> li conoscete: clima mite, ottimo cibo, dolce vita, gente rilassata che ama vivere bene. Tutto vero, se arrivate da oltralpe. Non posso spiegarvi quanto mi mancano, già dopo pochi giorni, questi aspetti del Belpaese.</p><p>Un turista straniero sarebbe riconfortato dal veder confermati tutti questi pregiudizi, ma non sarebbe deluso nemmeno su altri meno positivi. L&#8217;aeroporto di Genova non è un bel biglietto da visita. Piccolo, sporco, affollato, con segnalazioni in un inglese improbabile (e vergognoso) nonostante il suo aggettivo &#8220;internazionale&#8221;.</p><p>Aprendo i giornali il turista straniero sarebbe &#8211; se conoscesse l&#8217;italiano &#8211; stupito dalla <strong>bassa qualità dell&#8217;informazione</strong>, e magari anche &#8211; se conoscesse bene l&#8217;italiano &#8211; dall&#8217;alto numero di errori di ortografia da scuola elementare. E se accendesse la <strong>televisione</strong>&#8230; beh, <em>no comment</em>.</p><p>Al tempo stesso, recandosi nelle località di villeggiatura, il turista sarebbe, come me, stupito dall&#8217;Italia. Stupito perché si aspetterebbe di vedere i segni della crisi che morde e troverebbe invece agio, belle macchine, bagni affollatissimi a prezzi impagabili, barche di tutte le taglie in ogni porticciolo, belle ville e villette arroccate sulle colline.  Non parlo, attenzione, di Montecarlo o Portofino. Parlo di paesini &#8220;popolari&#8221; di turismo di famiglia, i papà dal venerdì sera alla domenica, le mamme e i nonni con i bimbi tutta l&#8217;estate.</p><p>Allora come spiegare al turista questo <strong>benessere inaspettato</strong>?</p><p>Ho letto e sentito spiegazioni plausibili. Questo tipo di destinazioni registrerebbe un aumento delle presenze proprio a causa della crisi: non si va più in vacanza all&#8217;estero, in destinazioni esotiche, ma si &#8220;risparmia&#8221; villeggiando nella seconda casa al mare. Oppure non si investe più in seconde case e si preferisce spendere il poco che si ha in villeggiatura con i figli. Come dire: <strong>crisi si, ma è tutto relativo</strong> e molti concittadini sono, per loro fortuna, seduti su un patrimonio che permette loro un atterraggio più o meno morbido.</p><p>Certo, esistono anche realtà meno fortunate veramente annientate dalla crisi; ma quelle non si vedono, penso, al mare in estate.</p><p>Quella che si vede è una via di mezzo tra <em>fiction</em> e realtà, una sorta di bolla che rifiuta (per ora con successo) di essere raggiunta dalla realtà delle statistiche. Il loro simbolo: la bandiera nera sventolante sui bagni a concessione, con stampato il &#8220;no&#8221; della Liguria alla liberalizzazione dei servizi. Liberalizzazione che, per sfortuna loro, è stata decisa anni fa. Ma si sa, in Italia l&#8217;attuazione riserva molti margini di manovra. E la realtà della <strong>concorrenza leale</strong>, quella, proprio non vogliamo che ci raggiunga.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a></em><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/20/impressioni-dallitalia/304003/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>30 domande per l&#8217;Olanda</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/13/30-domande-per-lolanda-al-voto/350030/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/13/30-domande-per-lolanda-al-voto/350030/#comments</comments> <pubDate>Thu, 13 Sep 2012 17:02:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Zonaeuro]]></category> <category><![CDATA[Elezioni]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Olanda]]></category> <category><![CDATA[Sanità]]></category> <category><![CDATA[Tasse]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=350030</guid> <description><![CDATA[L&#8217;Olanda ha votato. L&#8217;elettorato, nonostante una campagna fortemente polarizzata su temi euroscettici, ha ripiegato sui partiti &#8220;tradizionali&#8221;.  Ho seguito la vicenda di riflesso per motivi personali e sono stato colpito dal sistema messo in piedi da una Ong per orientare gli olandesi nella giungla dei partiti. E&#8217; un questionario on-line di 30 domande che alla fine...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/13/olanda-vincono-partiti-pro-euro-debacle-dellultradestra/350817/" target="_blank"><strong>L&#8217;Olanda ha votato.</strong> L&#8217;elettorato, nonostante una campagna fortemente polarizzata su temi euroscettici, ha ripiegato sui partiti &#8220;tradizionali&#8221;</a>. </p><p>Ho seguito la vicenda di riflesso per motivi personali e sono stato colpito dal sistema messo in piedi da una Ong per orientare gli olandesi nella giungla dei partiti. E&#8217; un <a title="www.stemwijzer.nl" href="http://www.stemwijzer.nl/TK2012/index.html#/intro" target="_blank">questionario on-line</a> di <strong>30 domande</strong> che alla fine propone un quadro completo di affinità e differenze tra le risposte date e le posizioni dei partiti in lizza. Non ricordo di aver visto nulla di simile in Italia, forse anche perché i partiti dovrebbero prendere posizioni chiare sui temi scottanti&#8230;</p><p>Già, perché la lista delle 30 questioni fondamentali su cui si deciderà democraticamente il prossimo parlamento olandese è vasta e a volte dall&#8217;apparenza bizzarra: s<strong>i va dalla tassazione</strong> (ma non in generale &#8220;volete meno tasse&#8221;, che non avrebbe senso: si parla concretamente di detrazione del mutuo, tassa sulla carne, rimborsi delle spese di viaggio&#8230;) alla <strong>sanità</strong> (assicurazione dei medici, concorrenza tra ospedali&#8230;); dal numero dei parlamentari alla chiusura dei coffee shop; dalle borse di studio agli affitti; passando dagli investimenti per la difesa, il deficit, la supervisione bancaria, la donazione degli organi e, per non farsi mancare nulla, il <strong>limite dei 130 km/h</strong> in autostrada.</p><p>Buona parte delle 30 domande richiederebbero una lunga spiegazione ad un non olandese e non sarebbero direttamente applicabili, penso, in nessun altro Paese. Però stanno evidentemente a cuore all&#8217;elettore olandese molto di più della visione del mondo e della globalizzazione.</p><p>Penso che in quel sito web si racchiudano molte lezioni sul funzionamento attuale della democrazia nei Paesi europei. Il compito degli eletti non è solo quello di proporre una visione, dare una direzione, insomma mostrare <strong><em>leadership</em></strong>. E&#8217; anche quello di declinare questa visione, che non può che essere europea e globale, alla scala della vita quotidiana dei cittadini. Sarebbe utile che la nostra classe politica ne tirasse qualche conseguenza.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a></em><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/13/30-domande-per-lolanda-al-voto/350030/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Per un&#8217;Unione di Fatto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/07/per-ununione-di-fatto/303999/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/07/per-ununione-di-fatto/303999/#comments</comments> <pubDate>Tue, 07 Aug 2012 07:36:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Zonaeuro]]></category> <category><![CDATA[Giornalisti]]></category> <category><![CDATA[Opinione Pubblica]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=303999</guid> <description><![CDATA[Riassunto della puntata precedente: il solo deficit democratico dell&#8217;Ue è, a mio avviso, legato al fatto che mentre i leader si parlano, negoziano e decidono insieme sempre più frequentemente, le opinioni pubbliche (cioè noi) continuano a vivere segregate in compartimenti stagni e quindi ad essere facile preda di verità distorte e accomodate a piacimento. Si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/05/ue-deficit-democratico-no-mediatico/304001/" target="_blank">Riassunto della puntata precedente</a>: il solo deficit democratico dell&#8217;Ue è, a mio avviso, legato al fatto che mentre i <em>leader</em> si parlano, negoziano e decidono insieme sempre più frequentemente, le opinioni pubbliche (cioè noi) continuano a vivere segregate in compartimenti stagni e quindi ad essere facile preda di <strong>verità distorte</strong> e accomodate a piacimento. Si aggiunga, ciliegina sulla torta, che di giornalisti in grado di capire e raccontare al di là dei comunicati ufficiali io in giro non ne vedo molti.</p><p>Lasciatemi fare un esempio &#8220;alla Di Pietro&#8221;: una signora fiamminga intervistata per strada ha recentemente dichiarato: &#8220;<em>il prosciutto di Parma proprio mi fa schifo; con tutto quel grasso lo trovo disgustoso</em>&#8220;. Chiunque abbia vissuto qui abbastanza a lungo sa che non bisogna biasimare la signora: la sua esperienza del prosciutto di Parma, in Belgio, è con tutta probabilità effettivamente tale da giustificare il suo disgusto. E purtroppo per lei (e per il consorzio prosciutto di Parma) non conosce affatto il prosciutto di Parma che conosciamo io e voi. Non è questione di gusti, ma di frontiere (culturali).</p><p>Fuor di metafora (e scusate il livello da bar sport), non mi stupisce che molti trovino l&#8217;Unione europea repellente come il prosciutto di Parma per la signora: <strong>non la conoscono</strong>, e quello che è stato loro propinato è effettivamente indigesto.</p><p>Come se ne esce (non per il prosciutto, ma per l&#8217;Ue)? Io propongo di iniziare con qualche accorgimento facile facile.</p><p>Per esempio: prendere la redazione di un giornale più attento degli altri a raccontare la realtà – avete presente &#8220;<em>Quello che gli altri non dicono</em>?&#8221; – e provare a collaborare con altri giornali per raccontare il punto di vista dei nostri vicini, degli <em>stranieri.</em></p><p>Forte, no? Si può fare anche in austerità, cominciando con l&#8217;esplorare le testate degli altri Paesi, magari scrivendo qualche articolo post-vertice a quattro o più mani con giornalisti tedeschi, francesi, inglesi, estoni… ci vorrà qualche traduttore o interprete in più o qualche corso di lingua per i giornalisti più dinamici, ma ha il potenziale di fare breccia nel mondo dell&#8217;informazione stagna. Ho visto qualcosa di simile su <em>La Stampa</em> durante le vacanze e, nonostante la pessima traduzione dei tre o quattro pezzi di opinionisti stranieri, era sicuramente la pagina più interessante del giornale.</p><p>Da qui in poi <em>the sky is the limit</em><em> </em>e <strong>ho un sogno</strong>: accendere la televisione l&#8217;estate prossima e al posto – beh, non esageriamo, diciamo <em>oltre</em> alle porcherie che vedo quest&#8217;estate, vedere opinionisti <em>stranieri</em> spiegare cosa pensano le <em>loro</em> opinioni pubbliche di noi, delle decisioni prese, e perché. E poi vedere la stessa cosa fatta al contrario: nostri giornalisti e intellettuali andare ospiti di trasmissioni e giornali esteri a spiegare il <em>nostro </em>punto di vista e rompere il muro dell&#8217;omertà che permette ai nostri leader di fare una cosa e annunciarne un&#8217;altra.</p><p>Forse questa è l&#8217;Unione politica che ci vorrebbe. È sicuramente quella che io vorrei.</p><p>Per cominciare bisognerebbe che <em>il Fatto</em> sentisse la voce di suoi lettori chiedere l&#8217;inizio di questo esperimento. Vi chiedo dunque di fare sentire la vostra voce, a favore o contro. È estate, e farò del mio meglio per partecipare al dibattito.</p><p>Grazie.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a></em><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/07/per-ununione-di-fatto/303999/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ue: deficit democratico? No, mediatico</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/05/ue-deficit-democratico-no-mediatico/304001/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/05/ue-deficit-democratico-no-mediatico/304001/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Aug 2012 13:34:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Democrazia]]></category> <category><![CDATA[G20]]></category> <category><![CDATA[Relazioni Internazionali]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=304001</guid> <description><![CDATA[Non mi hanno mai convinto gli argomenti a sostegno del presunto &#8220;deficit democratico&#8221; dell&#8217;Unione europea. In sostanza si giudica un&#8217;organizzazione internazionale secondo i parametri di uno Stato e si conclude che c&#8217;è &#8220;meno democrazia&#8221;, quindi un deficit. Salvo poi urlare al lupo quando, progredendo verso un&#8217;Unione più &#8220;unita&#8221; e quindi colmando il presunto deficit, si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non mi hanno mai convinto gli argomenti a sostegno del presunto &#8220;deficit democratico&#8221; dell&#8217;Unione europea. In sostanza si giudica un&#8217;organizzazione internazionale secondo i parametri di uno Stato e si conclude che c&#8217;è &#8220;meno democrazia&#8221;, quindi un deficit. Salvo poi urlare al lupo quando, progredendo verso un&#8217;Unione più &#8220;unita&#8221; e quindi colmando il presunto deficit, si agita <strong>lo spauracchio del &#8220;super-Stato&#8221; malvagio</strong>.</p><p>Giudichiamo invece con i parametri corretti, e chiediamoci: quante altre organizzazioni internazionali (che so, l&#8217;Onu, la Nato, l&#8217;Esa…) hanno un Parlamento eletto direttamente dai cittadini e che prende decisioni legislative e di bilancio? Che risulti a me, nessuna.</p><p>In quante altre organizzazioni internazionali tutte (tutte!) le proposte di politica e di legge sono sottoposte al vaglio preventivo dei Parlamenti nazionali degli Stati membri, i quali possono esprimere pareri e se del caso bloccare le proposte? Che risulti a me, in nessuna.</p><p>In quante altre organizzazioni internazionali i cittadini possono chiedere (e ottenere, a meno di un rifiuto giustificato) che si legiferi in un certo campo? Che risulti a me, nessuna.</p><p>La lista potrebbe continuare, ma il punto che mi interessa è un altro. Un deficit a mio avviso c&#8217;è, ma non è dovuto ai Trattati o alla <em>governance</em> dell&#8217;Unione: è causato da noi cittadini e dai mezzi di informazione.</p><p>Mi spiego: recentemente si parla molto delle varie riunioni di &#8220;vertice&#8221; tra capi di Stato e di governo dei 27 (o dei vari G20 e combinazioni diverse). Ma se ne parla sempre e soltanto in funzione nazionale e in termini di competizione: ha vinto l&#8217;Italia, ha perso la Germania e così via. Non ci vuole una laurea in relazioni internazionali per capire che, dal momento che in quelle occasioni tutto si decide per consenso, per definizione <strong>non ci possono essere vincenti e perdenti</strong>. Evidentemente ognuno dei partecipanti ai &#8220;vertici&#8221; deve concedere qualcosa per ottenere qualcosa, ed altrettanto evidentemente, una volta fuori della sala, ognuno parla alla propria opinione pubblica (e ai propri giornalisti) &#8220;vendendo&#8221; la sua vittoria incondizionata e totale.</p><p>È anche così che, negli ultimi mesi in particolare, le opinioni pubbliche si sono polarizzate le une contro le altre: i &#8220;nordici virtuosi&#8221; contro i &#8220;mediterranei scialacquatori&#8221; o i &#8220;poveri mediterranei vittime dei mercati&#8221; contro i &#8220;tedeschi (e nordici) egoisti&#8221;, per esempio. O gli scambi di offese in prima pagina come tra <em>Der Spiegel</em> e <em>il Giornale</em> su Schettino, evento vergognoso per il giornalismo di entrambe le parti.</p><p>Come se ne esce? Non dovrebbe essere difficile: visto che, volenti o nolenti, siamo legati a doppio filo con i nostri partner europei, tanto vale parlarsi e provare a capirsi.</p><p>Qualche proposta concreta la troverete nel prossimo post, e riguarda direttamente <em>il Fatto Quotidiano</em> e ognuno di voi lettori.</p><p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank">bio</a></em><em>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/05/ue-deficit-democratico-no-mediatico/304001/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Riflessioni sulla democrazia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/03/riflessioni-sulla-democrazia/311248/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/03/riflessioni-sulla-democrazia/311248/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Aug 2012 16:07:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Giancarlo Granero</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Commissione Europea]]></category> <category><![CDATA[Romania]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=311248</guid> <description><![CDATA[Indovinello: a quale Paese si riferiscono le raccomandazioni seguenti? Richiedere a tutti i partiti politici e alle autorità governative di rispettare l&#8216;indipendenza del potere giudiziario, con un impegno a disciplinare qualsiasi membro di governo o di partito che mina la credibilità dei giudici o mette pressione sulle istituzioni giudiziarie; Astenersi dal nominare ministri con condanne...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Indovinello: a quale Paese si riferiscono le raccomandazioni seguenti?</p><ul><li>Richiedere a tutti i partiti politici e alle autorità governative di rispettare l<strong>&#8216;indipendenza del potere giudiziario</strong>, con un impegno a disciplinare qualsiasi membro di governo o di partito che mina la credibilità dei giudici o mette pressione sulle istituzioni giudiziarie;</li><li>Astenersi dal nominare ministri con condanne per mancanza di integrità; ministri in tali situazioni dovrebbero dimettersi;</li><li>Adottare procedure chiare che richiedano le dimissioni dei membri del Parlamento a seguito di decisioni definitive su incompatibilità e conflitto di interessi o di condanne definitive per corruzione ad alto livello.</li></ul><p>Se avete pensato all&#8217;Italia è probabilmente a causa della mia approssimativa traduzione dall&#8217;inglese.</p><p>Si tratta invece di un estratto dell&#8217;<a href="http://ec.europa.eu/cvm/docs/com_2012_410_en.pdf" target="_blank">ultimo rapporto della Commissione sulla Romania</a>, nel quadro del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (CVM). I punti qui sopra fanno parte di quelle che vengono definite (altra traduzione approssimativa mia) &#8220;<em>indispensabili fondamenta del diritto e dell&#8217;indipendenza del potere giudiziario</em>&#8220;, in altre parole le basi della democrazia.</p><p>Il premier rumeno si è impegnato per iscritto a dare seguito a tutte le raccomandazioni, incluse quelle qui sopra.</p><p>Certo c&#8217;è da riflettere. E ci sarebbe da discutere, se solo i nostri media non trovassero queste questioni irrilevanti.</p><p><em><strong>Disclaimer</strong></em><em>: Come riportato nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GGranero/" target="_blank"><em>bio</em></a>, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/03/riflessioni-sulla-democrazia/311248/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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