<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; GGirlando</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ggirlando/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Salviamo Villa Adriana dai rifiuti e dal cemento</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/salviamo-villa-adriana-rifiuti-cemento/182759/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/salviamo-villa-adriana-rifiuti-cemento/182759/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Jan 2012 17:49:42 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[bonelli]]></category> <category><![CDATA[cemento]]></category> <category><![CDATA[Corcolle]]></category> <category><![CDATA[discarica]]></category> <category><![CDATA[lottizzazione]]></category> <category><![CDATA[Nathan]]></category> <category><![CDATA[Tivoli]]></category> <category><![CDATA[Villa Adriana]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=182759</guid> <description><![CDATA[“Villa Adriana è un capolavoro che riunisce in maniera unica le forme più alte di espressione delle culture materiali dell&#8217;antico mondo mediterraneo. Lo studio dei monumenti che compongono la Villa Adriana ha svolto un ruolo decisivo nella scoperta degli elementi dell&#8217;architettura classica da parte degli architetti del Rinascimento e del Barocco. Essa ha, inoltre, profondamente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Adriana" target="_blank">Villa Adriana</a> è un capolavoro che riunisce in maniera <strong>unica </strong>le forme più alte di espressione delle culture materiali dell&#8217;antico mondo mediterraneo. Lo studio dei monumenti che compongono la Villa Adriana ha svolto un ruolo decisivo nella scoperta degli elementi dell&#8217;architettura classica da parte degli architetti del Rinascimento e del Barocco. Essa ha, inoltre, profondamente influenzato un gran numero di architetti e disegnatori del XIX e del XX secolo.”</p><p>Villa Adriana è conosciuta in ogni parte del mondo come uno dei capolavori di epoca romana. L&#8217;area che oggi riconosciamo come villa occupa circa 120 ettari e nel 1999 è stata dichiarata patrimonio Unesco. La villa è stata <strong>fonte di ispirazione</strong> di artisti, poeti, scrittori e scultori. Le <a href="http://www.ibs.it/code/9788806174088/yourcenar-marguerite/memorie-adriano-seguite.html?shop=5277" target="_blank"><em>Memorie di Adriano</em></a> è un romanzo scritto da Marguerite Yourcenar, pubblicato nel 1951, che descrive la storia dell&#8217;imperatore romano Adriano e inizia così: &#8220;<em>Animula vagula, blandula, hospes comesque corporis, quae nunc abibis in locapallidula, rigida, nudula, nec ut soles, dabis iocos&#8230;&#8221; P. Aelius Hadrianus, imp. (&#8220;Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t&#8217;appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più&#8230;cerchiamo di entrare nella morte ad occhi aperti&#8221;). </em></p><p>Questa introduzione è per rendere meglio la bellezza della Villa di Adriano e la <strong>necessità di difenderla </strong>sia per la sua memoria storica sia per l’immagine che trasmette in ogni parte del mondo. Ma a quanto pare per l&#8217;attuale giunta Pdl di Tivoli, così come per le precedenti e anche per quella della Regione Lazio, il valore storico-artistico passa in secondo piano rispetto al <strong>profitto</strong>.</p><p>Come se non fosse sufficiente il Piano regionale dei rifiuti, che prevede di aprire una discarica nei pressi del sito, il consiglio comunale di Tivoli, col voto favorevole della giunta e la diserzione in aula del Pd, ha approvato una lottizzazione denominata <strong>Nathan </strong>di 180mila metri cubi di cemento adiacente alla Villa. Rispetto al progetto originario, che negli passati prevedeva una cubatura molto maggiore, oggi questa lottizzazione prevede a detta del comune dei costruttori (Mezzaroma) un certo rispetto ambientale e quindi un <strong>sobrio progetto di rilancio abitativo</strong>. Ora in quell’area verde ci si aspettava di certo tutt’altra opera di riqualificazione del territorio visto e considerato che lo stop al consumo del territorio dovrebbe essere una priorità per qualsiasi Comune che accoglie opere storiche di grande valenza turistica. Tutto questo avviene nel grande silenzio dei media e di una certa parte della popolazione che non si sta rendendo conto di che impatto devastante possa costituire il <strong>binomio rifiuti e cemento</strong>.</p><p>Al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stata recapitata una lettera a firma Angelo Bonelli dove si evidenzia che  “lo stesso Presidente della Commissione Italiana per l’Unesco, Prof. Puglisi, in data 11 novembre aveva espresso in un comunicato stampa,  la sua forte preoccupazione per il destino futuro di Villa Adriana  in caso di approvazione del progetto di realizzazione della discarica di<strong> Corcolle</strong>. Ad aggravare le responsabilità del Comune di Tivoli per la decisione avvenuta di realizzare 120.000 metri cubi di cemento a poche centinaia di metri da Villa Adriana c’è soprattutto  il fatto che il Comune stesso e la Regione Lazio  hanno ritenuto concluso l’iter obbligatorio del <strong>parere paesaggistico,</strong> nonostante la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Lazio abbia preannunciato &#8216;l’emissione di valutazioni complessive&#8217; in merito.”</p><p>Abbiamo il dovere di non far cadere nel vuoto questo appello e rilanciarlo a tutti quei movimenti che si pongono a difesa del territorio , della sua storia e della sua bellezza. Difendere la bellezza e valorizzarla diceva <strong>Peppino Impastato</strong> è l’obiettivo di quella società civile che ha a cuore le sorti di un paese e di una nazione che deve invertire la rotta.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/salviamo-villa-adriana-rifiuti-cemento/182759/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Non lasciamo morire l&#8217;ex Cinema Palazzo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/non-lasciamo-morire-lex-cinema-palazzo/174431/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/non-lasciamo-morire-lex-cinema-palazzo/174431/#comments</comments> <pubDate>Thu, 01 Dec 2011 10:35:57 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Disobbedienza civile]]></category> <category><![CDATA[ex Cinema Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Girlando]]></category> <category><![CDATA[resistenza]]></category> <category><![CDATA[sabina guzzanti]]></category> <category><![CDATA[sigilli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=174431</guid> <description><![CDATA[L’ex Cinema Palazzo, oggi Sala Vittorio Arrigoni, è storia di resistenza civile, di passione e di cultura che sfida il sistema neoliberista, quello dove il profitto è il dogma assoluto e dove la vita delle persone e il loro benessere vengono calcolati attraverso un vecchio strumento come il Pil. La sala si fa strumento di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’ex Cinema Palazzo</strong>, oggi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://salavittorioarrigoni.wordpress.com/" target="_blank">Sala Vittorio Arrigoni</a></span>, è storia di resistenza civile, di passione e di cultura che sfida il sistema neoliberista, quello dove il profitto è il dogma assoluto e dove la vita delle persone e il loro benessere vengono calcolati attraverso un vecchio strumento come il  Pil. La sala si fa strumento di lotta, di libertà e partecipazione.</p><p>Immaginate che tutto a un tratto, nello storico quartiere di San Lorenzo a <strong>Roma</strong>, un vecchio cinema debba diventare un <strong>casinò </strong>per sconvolgere una vita di quartiere fatta di studenti e giovani generazioni che hanno lasciato un pezzo della loro vita da tutta Italia. Un casinò che porta droga e riciclaggio di denaro sporco, un elemento estraneo alla storia e alla quotidianità di San Lorenzo. In barba all&#8217;etica e al rispetto del territorio, prevalgono logiche liberiste, per cui il profitto può tutto e l’arte niente.</p><p>La magistratura ha deciso di attenersi alla legge senza valutare l’eticità della questione e quindi a breve ci sarà lo sgombero e la messa dei sigilli. Noi abbiamo deciso di intraprendere una strada di <strong>disobbedienza civile</strong>, per cui l’unica obbedienza è dovuta alla storia del quartiere di San Lorenzo e dei suoi cittadini. Ci faremo trovare pronti all’arrivo delle autorità giudiziarie, rusponderemo con una grande prova di resistenza, fatta di musica, arte e un presidio permanente. Ma abbiamo bisogno di tutti quei <strong>cittadini </strong>che non vogliono rimanere in silenzio a guardare la morte di uno spazio sociale funzionale alla rinascita del quartiere.</p><p>Nell’ex Cinema Palazzo sono venuti a trovarci da Don Andrea Gallo, a Dario Fo, a tanti amici artisti e attori. Grazie all&#8217;esperienza di <strong>Sabina Guzzanti </strong>è nato un bellissimo corso di satira per tantissimi ragazzi e ragazze. Come possiamo rinunciare a questo patrimonio?</p><p>Chiudere un teatro, un cinema, in nome del profitto è un delitto. In questi giorni abbiamo deciso di lanciare iniziative in maniera continua per spiegare come prepararci alla resistenza. Abbiamo bisogno di voi per una <strong>sottoscrizione straordinaria</strong> e un tam tam in rete per il giorno della messa dei sigilli e del tentativo di porre fine alla grande esperienza della Sala Vittorio Arrigoni. Come ci ha detto <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Arrigoni" target="_blank">Vik</a></span>, restiamo umani.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/non-lasciamo-morire-lex-cinema-palazzo/174431/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La guerra è un fallimento delle diplomazie</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/22/la-guerra-e-un-fallimento-delle-diplomazie/99215/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/22/la-guerra-e-un-fallimento-delle-diplomazie/99215/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 Mar 2011 08:12:51 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[diplomazia]]></category> <category><![CDATA[Gino Strada]]></category> <category><![CDATA[Guerra]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[pacifisti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=99215</guid> <description><![CDATA[Mi unisco alle parole del fondatore di Emergency Gino Strada, chiedendo ai tanti pacifisti che in queste ore sentono la necessità di agire. La nostra Costituzione non può essere messa in secondo piano per volontà precise di interessi economici da una guerra che è sempre più per il petrolio più che per i diritti civili....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mi unisco alle parole del fondatore di Emergency <strong>Gino Strada</strong>, chiedendo ai tanti pacifisti che in queste ore sentono la necessità di agire. La nostra Costituzione non può essere messa in secondo piano per volontà precise di interessi economici da una guerra che è sempre più per il petrolio più che per i diritti civili. Abbiamo già visto i vari film dell&#8217;esportazione della democrazia con le armi. Risultato? L&#8217;Afghanistan è ancora in una situazione di guerra, L&#8217;Iraq è instabile e di ora in ora nel Medioriente si accendono focolai che portano a scontri e violenze. Il clima guerrafondaio che in queste ore è alimentato sia dalla posizione del governo italiano sia dalle decisioni prese nel vertice di Parigi deve farci riflettere.</p><p>Abbiamo il dovere di dire no perchè <strong>non c&#8217;è un pacifismo a targhe alterne</strong> e perchè è nostro dovere sostenere l&#8217;appello di Gino Strada fondatore di Emergency che in queste ore ha detto “<em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/20/strada-%E2%80%9Cbisognava-pensarci-prima-la-guerra-non-si-deve-fare-mai%E2%80%9D/98894/" target="_blank">La guerra è stupida e violenta</a></span>. Ed è sempre una scelta, mai una necessità: rischia di diventarlo quando non si fa nulla per anni, anzi per decenni</em>”. Voglio fare una proposta più aperta e condivisa possibile. La risoluzione Onu sancisce di fatto la creazione di una <em>no fly zone</em>, è i raid ortati avanti da una coalizione franco-americana col sostegno dell&#8217;Italia non risolveranno certo una crisi diplomatica che riguarda non solo la Libia ma l&#8217;intera stabilità del Medioriente e del Magreb.</p><p>La guerra è un fallimento delle diplomazie e mostra l&#8217;incapacità delle classi dirigenti italiana ed europea di risolvere crisi economiche e sociali. L&#8217;azione impulsiva dell&#8217;uso militare è un danno alle popolazioni civili che già sangue hanno versato in Libia, Egitto, Tunisia, Algeria, Yemen, Bahrein e che vedono i loro diritti limitati e violati.</p><p>Occorre ripensare una piattaforma civile, culturale che dia voce ai cittadini che sostengono l&#8217;appello di Gino Strada. <strong>L&#8217;ennesima guerra del petrolio</strong> e una politica neoliberista dissennata sono strumenti che non ci appartengono e che abbiamo il dovere di condannare. Mobilitiamoci da subito a sostegno di Emergency per un sit-in pacifista a Roma portando tantissime bandiere arcobalenoe riempiendo la piazza di musica e colori. Non perdiamo il nostro tempo e costruiamo un futuro di pace.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/22/la-guerra-e-un-fallimento-delle-diplomazie/99215/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>L’Italiano Federale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/14/l%e2%80%99italiano-federale/97537/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/14/l%e2%80%99italiano-federale/97537/#comments</comments> <pubDate>Mon, 14 Mar 2011 15:01:35 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[12 marzo]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category> <category><![CDATA[Tony Canto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=97537</guid> <description><![CDATA[La manifestazione di sabato a difesa della Costituzione è stata un successo di popolo e di partecipazione. In tutta Italia abbiamo visto tricolori e Costituzioni sventolate, smentendo la consuetudine calcistica in cui i simboli della nazione appartengono al grande sport nazionale. Da registrare anche una notizia data in secondo piano, quella della vittoria storica dell’Italia...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.adifesadellacostituzione.it/" target="_blank">manifestazione di sabato</a></span></strong> a difesa della Costituzione è stata un successo di popolo e di partecipazione. In tutta Italia abbiamo visto tricolori e Costituzioni sventolate, smentendo la consuetudine calcistica in cui i simboli della nazione appartengono al grande sport nazionale. Da registrare anche una notizia data in secondo piano, quella della vittoria storica dell’Italia del rugby al Torneo Sei nazioni contro la Francia: come a dire, lo sport non è solo il calcio e il messaggio di grande fair-play delle due tifoserie è l’ennesima lezione di cultura in un paese pervaso dall’ignoranza e dal malcostume imperante, che non fa sconti in nessuna delle discipline sportive e artistiche.</p><p>Sul palco di Piazza del Popolo, grandi nomi della musica come Roberto Vecchioni e Francesco Baccini: quest’ultimo ci ha portato indietro nel tempo a quando il giovane e compianto Luigi Tenco ci raccontava un paese da ricostruire con canzoni ancora attuali. Non è un caso, visto che l&#8217;autore genovese proviene da una scuola che ha creato nomi come Lauzi e De Andrè, troppo spesso relegati ai margini del grande show. Perché lo <strong>show italiano</strong> non porta a pensare, ma la tv, oggi quanto mai caduta in basso al servizio del manovratore e dei suoi cortigiani, è stata per molti anni il laboratorio del pensiero unico del potente di turno. Artisti che girano il Belpaese, mettendo in musica la nostra vita quotidiana, sono la noia e il disturbo del MinzulPop e degli amici di Maria.</p><p>Tra i cantastorie e i menestrelli è stata una bellissima sorpresa la presenza di <strong>Tony Canto</strong>. Il menestrello della Trinacria, con una valigia al seguito con su scritto Brescia stato lombardo-veneto, è stato il biglietto da visita di una manifestazione che federa il paese. Tony è spensierato, felice ed irriverente quanto basta. L’Italia è un bel paese da amare e nelle sue canzoni, quando lo descrive, arrichisce di vita quotidiana un racconto pieno di contraddizioni, di bellezza e amara realtà. Un sorriso amaro quello di Tony, dell’Italiano Federale che ama la sua terra incondizionatamente e ce la racconta nelle sue due canzoni che aprono la cornice di Piazza del popolo e che conquista la piazza con il suo estro.</p><p>Tony calza a pennello le sensazioni di questa manifestazione. La voglia di <strong>riprendersi il Belpaese</strong> e di tornare a dipingerlo con grande facilità con una miriade di colori, cosa che già il menestrello della Trinacria ha fatto sabato aprendo un palco che prometteva belle sorprese. Questa Italia carbonara, romantica e resistente che abbiamo ascoltato nelle parole e nella musica di Tony , è proprio quella che in piazza lo ha ricoperto di applausi. Complimenti menestrello, la strada è lunga ma l’Italia è bella e la bellezza va difesa, come diceva il tuo compaesano Peppino Impastato.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/14/l%e2%80%99italiano-federale/97537/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il mio 12 Marzo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/il-mio-12-marzo/96516/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/il-mio-12-marzo/96516/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 Mar 2011 17:35:16 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[12 marzo]]></category> <category><![CDATA[costituzione day]]></category> <category><![CDATA[giancarlo siani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=96516</guid> <description><![CDATA[In qualità di blogger, aderisco con convinzione al Costituzione Day, la manifestazione del 12 marzo promossa da una rete di associazioni e movimenti. In queste ore gli appelli si susseguono nel web e la raccolta fondi è in corso nel migliore dei modi. E’ doveroso il ringraziamento all&#8217;associazione Articolo 21, e in particolare a Beppe Giulietti,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In qualità di blogger, aderisco con convinzione al Costituzione Day, la manifestazione del 12 marzo promossa da una rete di associazioni e movimenti. In queste ore gli appelli si susseguono nel web e la raccolta fondi è in corso nel migliore dei modi. E’ doveroso il ringraziamento all&#8217;associazione Articolo 21, e in particolare a Beppe Giulietti, Tommaso Furfaro e Nicola Tranfaglia, per il lavoro che stanno svolgendo con gli altri movimenti.</p><p>Esiste un&#8217;unità di intenti per fermare un disegno eversivo autoritario mirato a svuotare le istituzioni del Paese e mettere in seria discussione la Carta costituzionale, ma è altrettanto vero che poco è stato fatto dagli organi di informazione, conniventi sul disegno. Un paese di smemorati, dove esiste un organo superiore che chiameremo MinzulPoP, è il terreno migliore per applicare un totalitarismo moderno, fatto di corruzione, mancanza di etica, responsabilità e visione progressista per il futuro.</p><p>Quando riflettiamo sul diritto di informazione sancito proprio dall’articolo 21 della Costituzione, dovremmo abbinare il dovere di cronaca del giornalismo italiano. Per rendere meglio l’idea, voglio raccontarvi una storia che molti lettori del <em>Fatto Quotidiano</em> conoscono: è la storia di<strong> Giancarlo Siani</strong>. Giancarlo era un giovane collaboratore del <em>Mattino</em> di Napoli, con base a Torre Annunziata. Grazie alle sue inchieste sulla camorra accusò il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clan_Nuvoletta" target="_blank">clan Nuvoletta</a></span>, alleato dei Corleonesi di Totò Riina, e il clan Bardellino, esponenti della &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nuova_Famiglia" target="_blank">Nuova Famiglia</a></span>&#8220;, di voler spodestare e vendere alla polizia il boss Valentino Gionta, divenuto pericoloso. Fu per questo che la camorra sentenziò la sua morte a 26 anni, il 23 settembre 1985. La sua foto più conosciuta è l’emblema del suo martirio: il viso dipinto col simbolo della libertà  in una marcia della pace a Roma.</p><p>In pochi, purtroppo e volutamente, ricordano nelle istituzioni il sacrificio del giovane Siani. C’è voluto il film Fortapàsc di Marco Risi per riportare in auge il lavoro del giornalista. Io credo che non sia sufficiente delegare a seppur bravi uomini di cultura la memoria postuma e l’azione anche politica della legalità e della giustizia sociale. In occasioni come quella del 12 marzo , la società civile e i cittadini hanno il dovere di mobilitarsi e informare il più possibile quelle persone a cui sta a cuore il futuro del paese. Per attuare un disegno eversivo occorre che ognuno di noi resti nella vita privata e si disimpegni dalla cosa pubblica , in fondo non è difficile se grazie ai media in mano ad una persona sola è delegata l’informazione. Sempre meno sono i giornalisti liberi , sempre più i funzionari , i cortigiani e i pappagalli di corte. Per questo motivo il 12 marzo non dovrà fermarsi la mobilitazione  . Io credo che sia importante rilanciare messaggi come La Rai ai cittadini , fuori la partitocrazia dal servizio pubblico e stop ai finanziamenti pubblici ai quotidiani. Occorre ripulire la nostra fragile democrazia ridando una moralità alle istituzione e difendere costantemente il dovere di cronaca e di informazione. Giancarlo è morto a soli 26 anni e quando penso a lui penso anche a Mauro Rostagno,Pippo Fava,Beppe Alfano,Walter Tobagi , parliamo di loro parliamone a chiunque e riprendiamoci la memoria di questi martiri.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/il-mio-12-marzo/96516/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>In Italia gli insegnanti li trattiamo così</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/03/in-italia-gli-insegnanti-li-trattiamo-cosi/94962/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/03/in-italia-gli-insegnanti-li-trattiamo-cosi/94962/#comments</comments> <pubDate>Thu, 03 Mar 2011 16:31:42 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[insegnanti]]></category> <category><![CDATA[Istruzione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=94962</guid> <description><![CDATA[Avrei voluto scrivere belle pagine con i racconti di insegnanti e professori che giorno dopo giorno si dedicano al proprio lavoro con la dedizione che fu di grandi esempi, come don Lorenzo Milani o Maria Montessori. Invece scrivo del presidente del Consiglio Berlusconi che avalla di fatto le scelte del ministro Gelmini e tratta il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Avrei voluto scrivere belle pagine con i racconti di <strong>insegnanti </strong>e professori che giorno dopo giorno si dedicano al proprio lavoro con la dedizione che fu di grandi esempi, come don Lorenzo Milani o Maria Montessori. Invece scrivo del presidente del Consiglio Berlusconi che avalla di fatto le scelte del ministro Gelmini e tratta il corpo docente come fosse il corpo da ballo del bunga bunga di Arcore: la deriva totalitaria che prende il nostro paese è segno non solo del delirio politico, ma anche di una cultura berlusconiana ormai radicata nelle viscere del paese.</p><p>Mi è giunta una lettera da parte di una insegnante elementare che mi ha lasciato di stucco, tanto che ogni commento pare superfluo. Per dovere di cronaca, ma soprattutto per dovere di chi il 12 marzo sarà in piazza a difendere la Costituzione e il <strong>ruolo centrale dell&#8217;istruzione</strong> in Italia, vi racconto il contenuto mantenendo l&#8217;anonimato dei protagonisti.</p><p>Seppur in malattia, l&#8217;insegnante in questione si premura di preparare i compiti a un bambino, ma il giorno del rientro ritrova il quaderno bianco. Chiede spiegazioni alla famiglia e la risposta è tale da chiedersi perché siamo <strong>caduti così in basso</strong>: il genitore di fatto la accusa di fannullonaggine, sostenendo che, pur facendo il tempo pieno, non si sarebbe impegnata a fondo nel suo lavoro, a differenza di lui che, avendo in mano un&#8217;azienda, si dà da fare.</p><p>Ora, vorrei sapere chi ha fatto maturare questo clima nei confronti delle istituzioni. Ci (e mi) stanno giungendo troppe lamentele dal mondo dell&#8217;istruzione, in primis dagli insegnanti che subiscono aggressioni verbali e accuse di lavatismo. La risposta è scontata, ma non basta rispondere, abbiamo il dovere morale di fare molto di più, il riscatto di una nazione passa attraverso la libertà e la partecipazione. Dobbiamo ribaltare il <strong>modello televisivo</strong> che ha di fatto sostituito la cultura italiana riprendendoci gli spazi sociali e il nostro tempo, che non può avere il fine di produrre denaro, specie illegalmente. L&#8217;Italia non è un paese sudamericano, né un paese dell&#8217;Est che, assoggettato per anni ad un regime comunista, ha maturato un moloch di pensiero unico. La plurità e le differenze sono una risorsa di crescita e progresso.</p><p>Il 12 e il 17 marzo a Roma e a Napoli ci saranno due importanti manifestazioni : la prima è il <strong>C-Day</strong>, a difesa della Costituzione italiana, dell&#8217;istruzione e del lavoro, la seconda è<strong> &#8220;150 proposte per l&#8217;Italia&#8221;</strong> come 150 sono gli anni che fa il Paese. Non c&#8217;è più molto tempo a disposizione, non possiamo aspettare oltre. I diritti non sono immutabili, ma devono essere difesi giorno per giorno&#8230; e giorno per giorno matura la nostra resistenza.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/03/in-italia-gli-insegnanti-li-trattiamo-cosi/94962/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Svegliatevi Italiani&#8230; canta un gitano romano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/25/svegliatevi-italiani-canta-un-gitano-romano/93966/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/25/svegliatevi-italiani-canta-un-gitano-romano/93966/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 Feb 2011 11:05:54 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Alessandro Mannarino]]></category> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[Svegliatevi italiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=93966</guid> <description><![CDATA[Alle 21 l&#8217;Auditorium Parco della musica di Roma è già pieno e, per essere un mercoledì, l&#8217;effetto visivo è travolgente. Quando Alessandro Mannarino sale sul palco, il pubblico è già carico di passione e pronto al viaggio del gitano romano. Alessandro affronta la platea da artista navigato, la incanta e la trascina via con sé,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alle 21 l&#8217;Auditorium Parco della musica di Roma è già pieno e, per essere un mercoledì, l&#8217;effetto visivo è travolgente. Quando <strong>Alessandro Mannarino</strong> sale sul palco, il pubblico è già carico di passione e pronto al viaggio del gitano romano. Alessandro affronta la platea da artista navigato, la incanta e la trascina via con sé, nelle sue rumbe gitane, nel folk e nella pizzica per passare allo swing anni Sessanta. Il racconto è uno spaccato di vita reale, un paese, l&#8217;Italia, da amare e da svegliare.</p><p>E&#8217; nel rapporto tra amore, donne e vino che Mannarino da il meglio di sé. Il cantautore romano torna sul <strong>teatro musica</strong> che fu di Gaber, seppur con un accostamento a Vinicio Capossela, e rimane un artista unico. E&#8217; malinconico, irriverente anche quando nei suoi testi e nelle sue ballate romanesche ci porta davvero indietro nel tempo, a quando Gabriella Ferri cantava <em>Le mantellate</em>. La carica emozionale non manca mai e quando vedi gli <em>aficionados </em>ballare e strepitare ti accorgi di quanta gavetta Alessandro ha fatto.</p><p>L&#8217;auditorium ha una certa sacralità classica e per accogliere la musica di Alessandro forse non è proprio il luogo adatto. Ma al gitano interessa poco, perché non distoglie mai lo sguardo dal pubblico nemmeno un attimo. Di strada ne farà tanta perché, oltre alle donne e al vino, c&#8217;è il Mannarino che nel campo Rom ci racconta di una vita ai margini della società e <em>Tevere Grand Hotel </em>è il pezzo che lo consacra. In <em>Svegliatevi italiani</em> c&#8217;è tutto <strong>l&#8217;impegno politico</strong> speso nel contrastare l&#8217;Italia del botulino, delle veline a Sanremo e degli <em>Amici di Maria De Filippi</em>. Il bello è vedere che c&#8217;è ancora posto in questo paese per quelli come lui e per quelli come noi che lo seguiamo. Sta di fatto che per Alessandro l&#8217;amore è davvero un&#8217;altra melodia, perché è reale e tagliente. La vita vera, di strada, non lascia spazio all&#8217;immaginario evanescente e ai drammi adolescenziali.</p><p>Svegliatevi italiani brava gente, qua la truffa è grande e congegnata. Oggi artisti così ci raccontano di cosa avremmo bisogno per <strong>riprenderci questo paese</strong>. I pagliacci alle volte diventano pericolosi, ma lui no, perché il suo sorriso amaro ci fa ricordare quei menestrelli che hanno lasciato un segno nel nostro paese.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/25/svegliatevi-italiani-canta-un-gitano-romano/93966/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;ultimo Sultano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/22/lultimo-sultano/93364/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/22/lultimo-sultano/93364/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 Feb 2011 09:21:17 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Altiero Spinelli]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[Martin Schulz]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[sultanato]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=93364</guid> <description><![CDATA[Un po&#8217; di tempo fa, uscì un bellissimo libro di Giovanni Sartori dal titolo Il Sultanato che fece scalpore perché il famoso politologo parlò della nostra amata e tanto agognata democrazia come un vero e proprio regno con a capo ovviamente lui, B. il Sultano. Lo definì tale per via della sua politica interna, cioè...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un po&#8217; di tempo fa, uscì un bellissimo libro di Giovanni Sartori dal titolo <em><strong>Il Sultanato</strong></em> che fece scalpore perché il famoso politologo parlò della nostra amata e tanto agognata democrazia come un vero e proprio regno con a capo ovviamente lui, B. il Sultano.</p><p>Lo definì tale per via della sua <strong>politica interna</strong>, cioè il modo di procedere forzando qualsiasi legge e qualsiasi istituzione aprendo conflitti con i vari poteri dello Stato, nel continuo tentativo di assomigliare sempre più ad un monarca. Ma anche per i suoi <strong>usi e costumi libertini</strong>, primo fra tutti il bunga-bunga, che, più che un monarca, lo fa apparire semplicemente come l&#8217;ultimo dei sultani del Mediterraneo, in fondo degnamente accompagnato nelle sue amicizie da Ben Alì, Mubarak, Gheddafi e l&#8217;ultimo tiranno d&#8217;Europa, Lukashenko. Non potevamo non aspettarci una deriva autoritaria anche nel nostro paese.</p><p>In queste ore Tripoli è in un bagno di sangue, con aerei e mercenari a difesa del colonnello contro il suo popolo, e ciò che l&#8217;Italia, grande partner economico valutato la bellezza di dodici miliardi di euro l&#8217;anno, è riuscita a fare è stato condannare le violenze <strong>in maniera timida e contraddittoria</strong> dando piena simpatia al colonnello Gheddafi. Siamo praticamente fuori dalla linea politica comune dell&#8217;Europa per quanto riguarda gli esteri e lo saremo anche per quella economica se il popolo italiano non avrà in toto il coraggio di ribellarsi a quello che è l&#8217;ultimo sultano del Mediterraneo.</p><p>Abbiamo conosciuto davvero momenti migliori, perchè siamo stati quelli che l&#8217;Europa l&#8217;hanno immaginata e l&#8217;hanno costruita. Pensiamo ad <strong>Altiero Spinelli</strong>, prigioniero e dissidente politico a Ventotene durante il ventennio: riuscì a scrivere un manifesto dell&#8217;Europa nel peggior momento dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa stessa. E mentre la destra provieniente da De Gaulle in Francia,  i cristianodemocratici tedeschi e anche, nelle loro peculiarità e distinguo, i conservatori inglesi hanno sempre mantenuto un forte europeismo, questo centrodestra barbaro tutto italiano si è distinto per il suo irrefrenabile senso autarchico, xenofobo e <strong>antieuropeo</strong>, emarginando l&#8217;Italia da paese cofondatore a <em>dependance </em>degli ultimi regimi totalitari extraeuropei.</p><p>Basta, se non ora quando? Le parole che usiamo hanno un peso se il nostro senso etico della responsabilità sa dargli seguito. Mentre i sultani ad uno ad uno cadono per mano del popolo sovrano, il nostro sultanato addormentato rappresenta l&#8217;anomalia europea. Già qualche tempo fa il capogruppo dei Socialisti europei <strong>Martin Schulz</strong> ha attaccato Berlusconi frontalmente, parlando molto chiaramente di un uomo che non solo fa male all&#8217;Italia, ma umilia tutta l&#8217;Ue sia con i suoi dubbi comportamenti etici, morali e politici, sia con le sue dubbie amicizie.</p><p>Il nostro sultano ha concluso da tempo il mandato conferitogli non da una precisa volontà del Paese, ma da una <strong>minoranza spregiudicata</strong> che mina il tessuto sociale e l&#8217;unità d&#8217;Italia. Intendiamo festeggiare degnamente questi centocinquant&#8217;anni facendo cadere l&#8217;ultimo sultanato del vecchio continente.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/22/lultimo-sultano/93364/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>150 volte viva l&#8217;Italia e il vento dell&#8217;Africa araba</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/18/150-volte-viva-litalia-e-il-vento-dellafrica-araba/92829/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/18/150-volte-viva-litalia-e-il-vento-dellafrica-araba/92829/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Feb 2011 15:47:45 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Africa]]></category> <category><![CDATA[cultura]]></category> <category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[medio oriente]]></category> <category><![CDATA[Propaganda]]></category> <category><![CDATA[rivolta]]></category> <category><![CDATA[sultanato]]></category> <category><![CDATA[unità d'Italia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=92829</guid> <description><![CDATA[Guardando Sanremo non ho potuto fare a meno di poter scrivere e dedicare qualche parola a quello che in questo periodo appare più come il festival della Propaganda, non tanto per quello che accade sul palco, ma per lo schieramento della prima fila: ministri, pseudo-giornalisti, lacchè, maggiordomi e servitù di passaggio. E&#8217; la scena dell&#8217;orchestra...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Guardando Sanremo non ho potuto fare a meno di poter scrivere e dedicare qualche parola a quello che in questo periodo appare più come il <strong>festival della Propaganda</strong>, non tanto per quello che accade sul palco, ma per lo schieramento della prima fila: ministri, pseudo-giornalisti, lacchè, maggiordomi e servitù di passaggio. E&#8217; la scena dell&#8217;orchestra del Titanic che continua il suo lavoro mentre la nave affonda. Lo spettacolo deve continuare e bisogna festeggiare i 150 anni.</p><p>Non avevamo dubbi che nella ammiraglia della Rai ci fossero riposte le ultime speranze di difesa ad oltranza del sultano, <strong>l&#8217;ultimo dei sultani</strong> in un Mediterraneo in fiamme. Mentre da Algeri a Bengasi al Cairo, il popolo si ribella per inseguire il sogno della libertà e di notte i canti di protesta fanno eco in tutto il Medio Oriente, l&#8217;Italia appare intontita, attonita e si mostra immutabile di fronte a un cambiamento che nel suo mare sta facendo la storia orientale e non solo. E&#8217; immutabile questo paese preda della<strong> paura di cambiare</strong>, il paese che preferisce il botulino e i festini <em>burlesque </em>alla voglia di cambiamento che le giovani generazioni hanno mostrato nelle piazze italiane. Il paese che attende Sanremo per celebrare i fasti dei 150 anni , che era storia e non fa più storia se non nelle prime pagine dei quotidiani esteri tra bunga-bunga, barzellette, festini, escort, il tutto per compiacimento dell&#8217;ultimo sultano.</p><p>La propaganda prima di tutto, lo spettacolo deve continuare e, mi raccomando, nessuno spari sul pianista. Celebrare l&#8217;anniversario nel migliore dei modi e, se fuori il vento dell&#8217;Africa spira forte anche sulla penisola, distraiamo il popolo. Eppure il vento soffia ancora e quando sul palco sale Davide Van De Sfroos a cantare <em>Viva L&#8217;Italia</em>, ecco uno <strong>schiaffo in pieno volto alla Lega Nord</strong> e ai leghisti che avevano preso ad icona il menestrello del lago di Como. Si sbavagliano perchè i cantautori raccontano sempre che esiste una società migliore, in questo caso l&#8217;Italia migliore, e, se avevamo dubbi che il festival della Propaganda potesse davvero essere un concentrato di amenità, ecco che Gianni Morandi canta <em>Rinascimento</em>, testo scritto da Mogol e Gianni Bella che ci riporta indietro per ricordare i fasti di un Paese che tra le sue corti produceva <strong>cultura </strong>e non i festini e il bunga bunga. Il principe di Machiavelli poteva avere i suoi difetti ma di certo anche pregi.</p><p>Le corti illuminate ci mancano, ci manca la cultura che giorno dopo giorno è colpita al cuore da cortigiani biechi e ciechi. Che si accendano i lumi della ragione in una povera patria che muta assiste al vento dell&#8217;Africa araba, scandito nella notte dai canti di protesta di popoli oppressi da anni e che oggi hanno in mente una parola mai potuta pronunciare e urlare con forza: <strong><em>libertà!</em></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/18/150-volte-viva-litalia-e-il-vento-dellafrica-araba/92829/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>B. voleva il processo breve? Accontentato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/15/b-voleva-il-processo-breve-accontentato/92212/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/15/b-voleva-il-processo-breve-accontentato/92212/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 Feb 2011 18:44:56 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[12 marzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category> <category><![CDATA[processo breve]]></category> <category><![CDATA[rito immediato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=92212</guid> <description><![CDATA[Oggi il gip di Milano Cristina Di Censo ha disposto il giudizio immediato per Silvio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile nell&#8217;ambito del caso Ruby. La data fissata è quella del 6 aprile e a quanto pare saranno tre donne a giudicarlo. Ora non si dica che i magistrati sono toghe rosse...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il gip di Milano Cristina Di Censo ha disposto il giudizio immediato per Silvio Berlusconi per i reati di concussione e prostituzione minorile nell&#8217;ambito del caso Ruby. La data fissata è quella del 6 aprile e a quanto pare saranno tre donne a giudicarlo. Ora non si dica che i magistrati sono toghe rosse che lo perseguitano, anzi io dopo oggi rimango sconcertato di come gli stessi abbiano accolto così tout-court le richieste del governo per una riforma giudiziaria basata in primis sul <strong>processo breve</strong>. Berlusconi ha sempre sostenuto che la lentezza dei processi era un problema per il paese e che la macchina giudiziaria spendeva i soldi dei cittadini italiani per una burocrazia che non garantiva la certezza della pena e il giusto processo. Oggi la svolta è evidente: i giudici sono schierati con Berlusconi e il sistema giudiziario si dimostra come non mai<strong> efficientissimo</strong>. Si dovrà di fatto presentare il 6 aprile a meno di eventuali colpi di scena presso il tribunale di Milano e il finale appare tutt’altro che scontato. In molti evocano la fine sul modello del film “Il Caimano” di Moretti dove lui a margine della condanna parla di una magistratura eversiva che mira a ribaltare il voto popolare e il giudice naturale è il popolo.</p><p>Ha ragione <strong>Giuliano Ferrara</strong> a tal proposito il Berlusconi del 1994 quello della rivoluzione liberale, i principi liberali sono basati su una indipendenza dei poteri, una netta divisione che garantisce la salute pubblica di una democrazia. Ci sembra che tutto questo sia un tantino contradditorio e che l’attuale presidente del Consiglio più che ai principi di Don Sturzo e De Gasperi sia ispirato ai principi dei regimi totalitari dove il populismo è la matrice principale della politica di quegli stati a sovranità unica, dove il principe, il monarca o il sultano è <strong>al di sopra della legge</strong>. E’ vero anche che il vento della rivoluzione che spira dal Medi Oriente e che giorno dopo giorno sta sfaldando quei regimi è presagio di una presa di coscienza dei popoli oppressi. La sovranità appartiene al popolo, sì, ma il giudizio di fronte alla legge può e deve essere garantito solo ed esclusivamente da un sano principio liberale di separazione dei poteri. Sta di fatto che aldilà della mia vena satirica io sostengo in pieno il lavoro dei magistrati e oggi posso dire<strong> grazie a chi non si è piegato</strong> né alle minacce di una piazza che in realtà era fatta di figuranti e comparse e che la piazza reale ha già dimostrato nei giorni scorsi grazie alle donne, agli studenti, agli operai che sta solo da una parte: quella della Costituzione italiana. Ora dobbiamo saper dimostrare che manterremo fede agli impegni e dobbiamo rilanciare una mobilitazione a difesa della democrazia. Il <strong>12 Marzo a Roma </strong>terremmo una grande manifestazione per la Costituzione e se è vero che libertà è partecipazione, partecipiamo!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/15/b-voleva-il-processo-breve-accontentato/92212/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>Il 12 febbraio come le Madri di Plaza de Mayo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/il-12-febbraio-come-le-madri-di-plaza-de-mayo/91070/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/il-12-febbraio-come-le-madri-di-plaza-de-mayo/91070/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Feb 2011 17:00:11 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Argentina]]></category> <category><![CDATA[desaparecidos]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[madri di plaza de mayo]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category> <category><![CDATA[pentole]]></category> <category><![CDATA[Popolo viola]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=91070</guid> <description><![CDATA[Mentre le donne si preparano alla manifestazione del 13, nella rete sta prendendo forma per il giorno precedente, 12 febbraio, una manifestazione promossa dal Popolo Viola che giorno per giorno sta crescendo di adesioni. In quasi tutte le città più importanti d’Italia , gruppi spontanei si stanno organizzando per una rumorosa protesta di pentole e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre le donne si preparano alla manifestazione del 13, nella rete sta prendendo forma per il giorno precedente, 12 febbraio, una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://violapost.wordpress.com/12-febbraio-in-piazza-in-tutta-italia-con-pentole-e-coperchi/" target="_blank">manifestazione promossa dal Popolo Viola</a></span> che giorno per giorno sta crescendo di adesioni. In quasi tutte le città più importanti d’Italia , gruppi spontanei si stanno organizzando per una rumorosa<strong> protesta di pentole e coperchi</strong>. C’è chi, storcendo il naso, pensa che non sia sufficiente il folklore per far vacillare il governo e il consenso di Berlusconi, chi, per nulla timoroso di una giornata di “semplice” contestazione tra percussioni e musica , non si cura del crescente malcontento popolare.</p><p>Eppure su queste <em><strong>cacerolas </strong></em>all’italiana c’è un precedente storico che pochi conoscono in realtà. Dobbiamo fare uno sforzo mentale e culturale tornando indietro con gli anni fino al 1977, quando, il 30 aprile, le 14 componenti storiche dell&#8217;associazione <strong>Madri di Plaza de Mayo</strong> iniziarono insieme le loro manifestazioni pacifiche di fronte alla Casa Rosada, ovvero il palazzo presidenziale argentino. Azucena Villaflor de De Vincenti venne in seguito arrestata e detenuta in una delle prigioni segrete dell&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ESMA" target="_blank">Esma</a></span> a partire dal 10 dicembre 1977. Il loro emblema, un fazzoletto bianco annodato sulla testa, è il loro simbolo di protesta che in origine era costituito dal primo pannolino, di tela, utilizzato per i loro figli neonati. Il loro nome è originato dal nome della celebre piazza di Buenos Aires, Plaza de Mayo, dove queste donne coraggiose si riunirono per la prima volta e da allora, ogni giovedì pomeriggio, esse si ritrovano nella piazza e la percorrono in senso circolare, attorno alla piramide che si trova al centro, per circa mezz&#8217;ora, accompagnate dal suono rumoroso di pentole e coperchi.</p><p>Lo hanno fatto per quasi trent’anni donne che hanno tutte lo stesso obiettivo:<strong> rivendicare la scomparsa dei loro figli</strong> e ottenerne la restituzione. I figli delle Madri di Plaza de Mayo sono stati tutti arrestati e tenuti illegalmente prigionieri dagli agenti della Polizia argentina in centri clandestini di detenzione durante il periodo che nella storia argentina viene annoverato come la Guerra sporca, così chiamata per i metodi illegali ed estranei ad ogni diritto utilizzati dalla giunta militare. La maggioranza di loro è stata prima torturata, poi assassinata, quindi fatta sparire nella più assoluta segretezza: da qui l&#8217;appellativo <em>desaparecidos</em>, &#8220;scomparsi&#8221; in spagnolo.</p><p>Immaginate voi, di fronte a tanta crudeltà di un regime sostenuto attraverso la violenta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Condor" target="_blank">Operazione Condor</a> anche da servizi segreti italiani e P2, cosa potevano ottenere le madri coraggiose. Noi oggi abbiamo il compito, care amiche e compagne donne, di esprimere con lo stesso coraggio la nostra più totale indignazione e<strong> chiedere verità</strong>, che non si fermi alle notti di Arcore e ai festini ma che si alzi forte nei confronti delle inchieste sulle stragi mafiose del &#8217;92-&#8217;93. Perchè mentre i maggiori media sono concentrati sul reato ipotizzato di concussione e prostituzioni minorile, al tribunale di Firenze si sta svolgendo nel più totale silenzio un processo in cui quattro pentiti hanno dichiarato che l’attuale presidente del Consiglio e il suo braccio destro Marcello Dell’Utri sono gli ispiratori delle bombe e gli utilizzatori finali di una <strong>trattativa tra Stato e mafia</strong>.</p><p>A chi può pensare che sia azzardato paragonare il regime militare di Videla all’attuale governo Berlusconi, ricordo la triste e vera frase a mò di<strong> battuta del presidente del consiglio Berlusconi </strong>sui voli della morte praticati per sbarazzarzi degli oppositori politici del regime argentino. Berlusconi è a conoscenza di pratiche così efferate? Forse quella tessera 1816 potrebbe raccontare molte cose. Per farlo abbiamo il dovere, il 12 e il 13 febbraio, di mettere in piedi una grande <strong>protesta popolare di madri, figlie e figli</strong>. Non solo per la dignità di una donna , ma di migliaia di donne che fanno una nazione, pensando soprattutto ai familiari delle vittime di mafia e terrorismo. Riprendiamoci la piazza e riprendiamoci l’Italia e le nostre donne, madri e figlie, seguano il coraggio delle Madri di Plaza de Mayo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/il-12-febbraio-come-le-madri-di-plaza-de-mayo/91070/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>30</slash:comments> </item> <item><title>La Costituzione vince sempre</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/05/la-costituzione-vince-sempre/90369/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/05/la-costituzione-vince-sempre/90369/#comments</comments> <pubDate>Sat, 05 Feb 2011 10:48:39 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[dittatori]]></category> <category><![CDATA[istituzioni]]></category> <category><![CDATA[Norberto Bobbio]]></category> <category><![CDATA[Repubblica]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=90369</guid> <description><![CDATA[“Una Costituzione stabilisce le regole del gioco. Non stabilisce come si deve giocare, una volta date quelle regole. Anche il modo di giocare è stabilito da regole ma ognuno vede la differenza fra le prime e le seconde. Le prime fissano le condizioni essenziali e pregiudiziali in base alle quali un qualsiasi gioco fra più...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>“Una Costituzione stabilisce le regole del gioco. Non stabilisce come si deve giocare, una volta date quelle regole. Anche il modo di giocare è stabilito da regole ma ognuno vede la differenza fra le prime e le seconde. Le prime fissano le condizioni essenziali e pregiudiziali in base alle quali un qualsiasi gioco fra più persone può essere condotto. Le seconde sono quelle che insegnano a condurre il gioco in modo da vincerlo”</em>. Con queste parole <strong>Norberto Bobbio</strong> in un bellissimo saggio sulla Costituzione esprime tutta l&#8217;importanza del rispetto delle istituzioni delle regole comuni e del senso di unità del paese.</p><p>Probabilmente oggi a qualcuno la Costituzione<strong> non piace proprio </strong>e provando ad evocare repubbliche giudiziarie, complotti rossi e internazionali cerca di superare, non potendo ovviamente farlo, la questione principale: l&#8217;Italia è una repubblica costituzionale e, piaccia o no a l&#8217;una o l&#8217;altra parte politica, queste sono le regole del gioco comune. Ne è prova la risposta della Presidenza della Repubblica che spiega come non possano essere legittimi decreti leggi in materia fiscale e che il ruolo legislativo spetta al parlamento. Una qualsiasi riforma strutturale pur essa economica non può non passare se non attraverso un corretto iter parlamentare. E se il federalismo è davvero di interesse nazionale, a maggior ragione occorre un serio dibattito politico.</p><p>Ci dispiace caro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi , ma noi amiamo l&#8217;Italia, il tricolore e la Costituzione. Ci dispiace che lei <strong>non rispetti i ruoli istituzionali </strong>di Camera, Senato, Quirinale e Corte costituzionale. Ma d&#8217;altronde la saggezza non gli appartiene, visto che in casa sua in questo momento vige la regola del “facciamo come ci pare”. “Bordello” è la parola che Dante nella Divina Commedia evoca in quell&#8217;Italia di guelfi e ghibellini, e quanto di moderno e reale c&#8217;è in quella parola. Noi ci rifacciamo ai saggi del nostro paese, mentre lei, caro presidente, si rifà ad altri saggi quali <strong>dittatori </strong>del Mediterrano e ultimi regimi totalitari europei. Se un Mubarak, un Ben Alì o un Lukashenko per lei rappresentano un modello di saggezza e democrazia, le do un consiglio: li vada a trovare e si riposi perchè noi ci riprenderemo il nostro paese. Noi siamo pronti ad una grande manifestazione di popolo a difesa della Costituzione e dell&#8217;unità d&#8217;Italia, noi, caro presidente, abbiamo realmente a cuore le sorti del paese.</p><p>Continui a pensare ai festini<strong> lasci stare la politica</strong>, lei non è di certo uno statista, ma un impresario.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/05/la-costituzione-vince-sempre/90369/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>25</slash:comments> </item> <item><title>Quel sogno del Partito del Lavoro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/laltra-italia-e-quel-sogno-del-partito-del-lavoro/89417/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/laltra-italia-e-quel-sogno-del-partito-del-lavoro/89417/#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 Feb 2011 16:52:23 +0000</pubDate> <dc:creator>GGirlando</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[partito del lavoro]]></category> <category><![CDATA[sciopero]]></category> <category><![CDATA[sinistra]]></category> <category><![CDATA[socialismo]]></category> <category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=89417</guid> <description><![CDATA[Potendosi occupare solo delle seratine ad H-ArDcore , la stampa internazionale e anche quella nostrana dimentica ovviamente l&#8217;altra Italia, quella che il 28 gennaio si è ritrovata a scioperare nelle piazze e fuori i cancelli di Mirafiori, Cassino e Melfi. 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Quell&#8217;<strong>Italia dello sciopero generale</strong> mancato dalla segretaria della Cgil Susanna Camusso, i cui fischi recenti non devono scandalizzare perchè ci ricordano un parallelismo con Luciano Lama nel 1978 fuori dall&#8217;università La Sapienza di Roma. Ci mettiamo davvero troppo poco tempo per condannare i <strong>fischi </strong>ai sindacalisti che sbagliano, i fischi ai politici che sbagliano, a quelli che vanno in carcere per qualche condanna esemplare e quelli che in carcere non vorrebbero andare, usando escamotage e impedimenti legittimi o meno.</p><p>Ma <strong>l&#8217;Italia che fischia e resiste </strong>è fatta dal movimento studentesco, dagli operai della Fiom, dalle mamme vulcaniche e dai militanti dei social forum, un&#8217;Italia ben radicata in tutte le questione sociali e che deve suo malgrado sopperire a quella mancanza di sbocco politico. La sinistra, quella giornalistica, dei palazzi e del Parlamento, probabilmente, non avendo fatto autocritica, non si è accorta di <strong>un&#8217;altra sinistra</strong> che da mesi e mesi, passando per le proteste di Roma, per Marghera, arrivando al 28 gennaio, ha ben presente qual è la reale piattaforma politica per un&#8217;alternativa credibile al berlusconismo che mette insieme corruzione, neoliberismo e neoconservatorismo.</p><p>Un vero e proprio laboratorio di economia dei disastri che in America la giornalista Naomi Klein ha abilmente definito <em><strong>dottrina dello shock</strong></em>, mentre le attuali proposte politiche non sembrano inquadrare il punto centrale. Manca o meno un partito del lavoro? Un moderno partito europeista che metta al centro le questioni fondanti del welfare, per un&#8217;Europa meno di banche e più di diritti sociali. Potete dare voi una definizione adatta per un nuovo partito di sinistra, fatto sta che non potendoci girare più attorno i movimenti studenteschi e degli operai hanno già adottato questa alternativa alle barbarie del neoliberismo. <em><strong>&#8220;Socialismo contro le barbarie&#8221;</strong></em>, diceva Rosa Luxemburg e penso che di questo socialismo dobbiamo riappropriarci al più presto, essendo non solo una parola, ma una vera prospettiva.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/laltra-italia-e-quel-sogno-del-partito-del-lavoro/89417/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>32</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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