<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Giovanna Gabrielli</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ggabrielli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Il bignami, salvatore degli studenti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/il-bignami-salvatore-degli-studenti/193413/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/il-bignami-salvatore-degli-studenti/193413/#comments</comments> <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 18:01:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanna Gabrielli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[bignami]]></category> <category><![CDATA[studenti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/il-fatto-93/193413/</guid> <description><![CDATA[Qualcuno, nella scuola ormai di un secolo fa, lo chiamava “San Bignami, protettore degli studenti”. Per tutti, quei libricini semiclandestini dall’aria appassita, con le copertine mimetiche, perfette per scivolare letteralmente sottobanco, erano una specie di cassetta di pronto soccorso, un refugium peccatorum per ripassi fulminei, un miracolo di sintesi nozionistica ai tempi della generazione pre-Internet....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno, nella scuola ormai di un secolo fa, lo chiamava “San Bignami, protettore degli studenti”. Per tutti, quei libricini semiclandestini dall’aria appassita, con le copertine mimetiche, perfette per scivolare letteralmente sottobanco, erano una specie di cassetta di pronto soccorso, un <em>refugium peccatorum </em>per ripassi fulminei, un miracolo di sintesi nozionistica ai tempi della generazione pre-Internet. Erano semplicemente<strong> “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_Bignami" target="_blank">il bignami</a></span>”</strong>, con la b minuscola, anche se a inventarli era stato un signore in carne e ossa, Ernesto Bignami, nato a Milano il <strong>24 febbraio 1903</strong>, insegnante di Lettere al Liceo Parini, premiato per i suoi saggi all’Accademia dei Lincei e diventato famoso, negli anni &#8217;30, per aver fondato una casa editrice di portentosi riassunti tascabili.</p><p>Circondati da una fama un po’ equivoca, messi all’indice come astute scorciatoie per studenti somari, i servizievoli <strong>bignamini </strong>sono stati rivalutati nel tempo come innocente fenomeno culturale di costume. Da guardare con bonaria indulgenza se si pensa che già Eutropio, nel 370 d. C., si era cimentato con un celebre compendio divulgativo, il<em> Breviarium ab urbe condita</em>, una specie di bignami ante litteram sulla storia della fondazione di Roma.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 24 febbraio 2012 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/il-bignami-salvatore-degli-studenti/193413/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Nino Taranto, grande spalla di Totò</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/nino-taranto-grande-spalla-di-toto/193198/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/nino-taranto-grande-spalla-di-toto/193198/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Feb 2012 06:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanna Gabrielli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Ciccio Formaggio]]></category> <category><![CDATA[Nino Taranto]]></category> <category><![CDATA[Totò]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/il-fatto-93/193198/</guid> <description><![CDATA[L’immagine tipo è quella di Ciccio Formaggio, un ometto bistrattato, con la paglietta a tre punte tagliuzzata dalla fidanzata fedifraga e dispettosa. Sketch intramontabile, anche se Nino Taranto, il guaglione di Forcella che già a dieci anni si esibiva come tenorino nei matrimoni di quartiere col suo piccolo frac cucitogli dal nonno sarto, era molto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’immagine tipo è quella di <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciccio_Formaggio" target="_blank">Ciccio Formaggio</a></span></strong>, un ometto bistrattato, con la paglietta a tre punte tagliuzzata dalla fidanzata fedifraga e dispettosa.</p><p>Sketch intramontabile, anche se <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nino_Taranto" target="_blank">Nino Taranto</a></span></strong>, il guaglione di Forcella che già a dieci anni si esibiva come tenorino nei matrimoni di quartiere col suo piccolo frac cucitogli dal nonno sarto, era molto di più che una macchietta. Un comico di razza, approdato fin dagli anni &#8217;30 all’avanspettacolo d’autore, alla grande rivista della Wandissima e di Macario, al varietà popolare di Raffaele Viviani.</p><p>Garbato e ironico nella commedia leggera, nella sceneggiata partenopea come nel ruolo di “spalla” di <strong>Totò</strong>, diversa, per complicità e assenza di protagonismo, da quelle tradizionali, del genere Fabrizi o Peppino. Un sodalizio speciale quella col Principe, con Taranto discreto, sempre un passo indietro, al servizio della scoppiettante comicità del maestro, quasi in inconsapevole soggezione. <em>“Totò voleva che gli dessi del tu </em>– raccontava – <em>ma non ci sono mai riuscito, anche dopo quarant’anni di amicizia gli davo del voi…”</em>.</p><p>Artista e gentiluomo, Taranto se ne andrà il <strong>23 febbraio 1986</strong>. Sulla bara scura, come ultima civetteria, la paglietta bianca di sempre.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/BHkThol7U5o" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/nino-taranto-grande-spalla-di-toto/193198/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;italiano che voleva uccidere Roosevelt</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/litaliano-che-voleva-uccidere-roosevelt/191338/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/litaliano-che-voleva-uccidere-roosevelt/191338/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:48:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanna Gabrielli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[attentato]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Zangara]]></category> <category><![CDATA[Italiano]]></category> <category><![CDATA[Roosevelt]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/il-fatto-88/191338/</guid> <description><![CDATA[Storia di un ragazzo di Calabria che voleva uccidere Franklin Delano Roosevelt. Storia di Giuseppe Zangara, muratore dell’Aspromonte, partito carico di speranza verso il nuovo mondo e approdato nell’America del ’29, flagellata dalla Great Depression. Un emigrante “con la pelle scura, tipico della sua razza”, come diranno poi, finito a far la fame tra i...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Storia di un ragazzo di Calabria che voleva uccidere <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franklin_Delano_Roosevelt" target="_blank">Franklin Delano Roosevelt</a></span></strong>. Storia di <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Zangara" target="_blank">Giuseppe Zangara</a></span></strong>, muratore dell’Aspromonte, partito carico di speranza verso il nuovo mondo e approdato nell’America del ’29, flagellata dalla Great Depression. Un emigrante <em>“con la pelle scura, tipico della sua razza”</em>, come diranno poi, finito a far la fame tra i diseredati del New Jersey e a covare, nel suo recinto da <em>homeless</em>, un odio sordo contro i capitalisti ricchi e oppressori.</p><p>Lo chiamavano Little Joy, un infelice dalla nascita, malato nel fisico e nell’anima, tirato su a botte da un padre padrone. Tra gli scantinati di Paterson si unisce agli anarchici e lì coltiva la sua idea indecente, uccidere Fdr, il presidente che sta per insediarsi alla Casa Bianca. Con gli ultimi otto dollari compra una pistola al banco dei pegni e la mattina del <strong>15 febbraio ‘33</strong>, a Miami, si avventa sull’uomo, di passaggio in Florida. Nella mischia, con Roosevelt illeso, ci andrà di mezzo <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Anton_Cermak" target="_blank">Anton Cermak</a></span></strong>, sindaco di Chicago, morto poco dopo per le ferite. Per Little Joy è la sedia elettrica. Fritto da una scarica di volt, morirà con la sua <em>“faccia tipica da italiano”</em>, gridando <em></em><em>“</em>pidocchiosi capitalisti, schiacciate il bottone…”.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/litaliano-che-voleva-uccidere-roosevelt/191338/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Il Vaticano e la pena di morte abolita 11 anni fa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/il-vaticano-e-la-pena-di-morte-abolita-11-anni-fa/190864/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/il-vaticano-e-la-pena-di-morte-abolita-11-anni-fa/190864/#comments</comments> <pubDate>Sun, 12 Feb 2012 18:52:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanna Gabrielli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Chiesa]]></category> <category><![CDATA[giovanni paolo II]]></category> <category><![CDATA[pena di morte]]></category> <category><![CDATA[Vaticano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190864</guid> <description><![CDATA[Fa una certa impressione, eppure la pena di morte nella Città del Vaticano è stata definitivamente cancellata solo undici anni fa, il 12 febbraio 2001. Giuridicamente legittima fino al pontificato di Woytila, la pena capitale uscirà infatti per sempre dalle mura vaticane solo con la revisione della “Legge Fondamentale”, l’equivalente della nostra Costituzione, firmata da...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Fa una certa impressione, eppure la <strong>pena di morte</strong> nella <strong>Città del Vaticano</strong> è stata definitivamente cancellata solo undici anni fa, il 12 febbraio 2001. Giuridicamente legittima fino al pontificato di Woytila, la pena capitale uscirà infatti per sempre dalle mura vaticane solo con la revisione della “Legge Fondamentale”, l’equivalente della nostra Costituzione, firmata da Giovanni Paolo II.</p><p>Pur nonessendo mai stata applicata, val la pena di ricordare che la pena di morte nello Stato del Vaticano, prevista solo in caso di tentato <strong>omicidio del papa</strong>, appariva perfettamente legale dalla firma del Concordato al ’67, anno in cui, de facto, ma non de jure, Paolo VI provvedeva a renderla nulla. In ritardo di 20 anni rispetto alla legislazione italiana.</p><p>Del resto, in fatto di condanne in nome di Dio, la Chiesa aveva una solida tradizione, se si pensa che, tra impiccagioni e taglio della testa, lo Stato Pontificio, tra il 1796 e il 1870, era arrivato al record di <strong>527 esecuzioni</strong>, un vero primato per <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mastro_Titta" target="_blank">Mastro Titta</a></span></strong>, “il boia di Roma”. Iniziate col cappio e lo squartamento di Nicola Gentilucci in quel di Foligno e finite con la decapitazione di tale Agatino Bellomo. L’ultima ghigliottina dello Stato Pontificio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/il-vaticano-e-la-pena-di-morte-abolita-11-anni-fa/190864/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lunga vita ai Simpson</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/17/il-fatto-45/178189/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/17/il-fatto-45/178189/#comments</comments> <pubDate>Sat, 17 Dec 2011 16:06:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanna Gabrielli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[matt groening]]></category> <category><![CDATA[Simpson]]></category> <category><![CDATA[springfield]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/17/il-fatto-45/178189/</guid> <description><![CDATA[Più che una sit-com, il ritratto implacabile della famiglia e dell’uomo qualunque occidentale, consumatore torpido di merci e di frottole mediatiche, ordinario cultore di luoghi comuni. Esilarante caricatura di un goffo way of life made in Usa, i Simpson, “il serial pop migliore del secolo”, secondo il Time, approdano alla tv americana, come talk di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Più che una sit-com, il ritratto implacabile della famiglia e dell’uomo qualunque occidentale, <strong>consumatore torpido </strong>di merci e di frottole mediatiche, ordinario cultore di luoghi comuni. Esilarante caricatura di un goffo <em>way of life made in Usa</em>, i <strong>Simpson</strong>, “il serial pop migliore del secolo”, secondo il Time, approdano alla tv americana, come talk di prima serata, il <strong>17 dicembre ‘ 89,</strong> diventando il più indiscutibile classico dei cartoon di fine &#8217;900 e, ad oggi, il più longevo.</p><p>Come mai la saga dei <strong>mostriciattoli gialli,</strong> volgarotti, maleducati e petulanti, si sia conquistata l’adorazione di un pubblico trans generazionale e battuto ogni record d’ascolto, è semplice, visto che la stramba famiglia di <strong>Springfield</strong>, pseudo-simbolo del villaggio globale, è lo specchio più azzeccato del nucleo-tipo americano, conformista e postideologico, così aderente alla quotidiana routine della middle class da creare inesorabili identificazioni.</p><p>Rivisitati in chiave satirica, tutti i<strong> cliché culturali più triti </strong>compaiono nel domestico mondo dei Simpson. Dall’ottusità crapulona di Homer al buonismo sacrificale della moglie Margie, ai sogni frustrati dei figli. Per gli antieroi usciti dal genio di <strong>Matt Groening</strong>, lunga vita.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 17 Dicembre 2011</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/17/il-fatto-45/178189/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Addio flipper, soppiantato dal videopoker</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/26/requiem-flipper-soppiantato-videopoker/173384/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/26/requiem-flipper-soppiantato-videopoker/173384/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 Nov 2011 16:13:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanna Gabrielli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[flipper]]></category> <category><![CDATA[Videopoker]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=173384</guid> <description><![CDATA[Biglie, buche, palette e quell’emozione a gettone chiamata flipper. Ormai oggetto di modernariato ludico, il “pinball”, come lo chiamavano in America fin dagli anni ’30, sbarcò in Italia il 26 novembre ‘56, troneggiando in ogni bar con i suoi scampanellii e sfarfallii intermittenti. Uno strano altare luminoso a portata di disoccupati, con pochi spiccioli in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Biglie, buche, palette e quell’emozione a gettone chiamata flipper. Ormai oggetto di modernariato ludico, il “pinball”, come lo chiamavano in America fin dagli anni ’30, sbarcò in Italia il <strong>26 novembre ‘56</strong>, troneggiando in ogni bar con i suoi scampanellii e sfarfallii intermittenti. Uno strano altare luminoso a portata di disoccupati, con pochi spiccioli in tasca e molto tempo libero, simbolo di un divertimento casareccio da soddisfare nel retro di salette fumose a colpi di palline metalliche sparate contro bizzarre sagome di cartone. <strong>Sfida eccitante e solitaria contro il perfido tilt</strong>, corto circuito funesto, segno della morte istantanea della partita.</p><p>Grande passatempo di massa, la flippermania non avrà tuttavia vita facile, dovendosela vedere col proibizionismo degli anni ’60 quando i flipper verranno prima vietati, su input del governo, come gioco d’azzardo e poi depurati dal rischio di vincere partite o palline. Arrugginite, scolorite e infilate ancora in qualche mesto caffè di provincia, le sgargianti macchine con la monetina, sono oggi solo un <strong>cult per collezionisti</strong>. Per il vecchio flipper, soppiantato da videopoker, playstation e macchinette mangia soldi, non resta che un nostalgico requiem.</p><p><em>(Il fatto di ieri 26 novembre 1956)</em></p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 26 novembre 2011</em></p><p><strong> </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/26/requiem-flipper-soppiantato-videopoker/173384/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>12</slash:comments> </item> <item><title>La notte delle matite spezzate, 35 anni fa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/16/la-notte-delle-matite-spezzate-35-anni-fa/157956/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/16/la-notte-delle-matite-spezzate-35-anni-fa/157956/#comments</comments> <pubDate>Fri, 16 Sep 2011 16:26:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanna Gabrielli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Argentina]]></category> <category><![CDATA[desaparecidos]]></category> <category><![CDATA[Jorge Videla]]></category> <category><![CDATA[studenti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=157956</guid> <description><![CDATA[Erano solo sei ragazzi, sei chicos impegnati nel movimento degli studenti medi di La Plata, negli anni del terrore militare argentino di Jorge Videla. Militanti in erba, decisi a rivendicare il boleto estudiantil, una tessera-sconto sui libri di testo e sul prezzo del biglietto dell’autobus. Tutti già pedinati e schedati nelle loro inoffensive marce di protesta....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Erano solo sei ragazzi, sei <em>chicos </em>impegnati nel movimento degli studenti medi di La Plata, negli anni del terrore militare argentino di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Rafael_Videla" target="_blank"><strong>Jorge Videla</strong></a></span>. Militanti in erba, decisi a rivendicare il <em>boleto estudiantil</em>, una tessera-sconto sui libri di testo e sul prezzo del biglietto dell’autobus. Tutti già pedinati e schedati nelle loro inoffensive marce di protesta. Per gli uomini delle <em>patotas</em>, le squadracce della polizia politica, sovversivi da annientare in una notte, la famosa <em>Noche de los Lápices</em>, la <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Notte_delle_matite_spezzate" target="_blank">Notte delle Matite Spezzate</a></span></strong>, come è rimasto, nella storia dell’Argentina golpista, quel terribile <strong>16 settembre ‘76</strong>, quando, in uno spietato raid punitivo, i ragazzini di La Plata verranno arrestati nel sonno, condotti nel centro di detenzione clandestina di Arana, torturati a colpi di unghie strappate e scosse elettriche, e poi fatti sparire. <em><strong>Desaparecidos</strong></em>.</p><p>Tutti tranne il 17enne <strong>Pablo Diaz</strong>, unico sopravvissuto, seviziato e finito in galera senza processo per lunghi anni. Il solo testimone in grado di ricostruire l’orrore del’76. Degli altri, i primi dei 30mila <em>desaparecidos</em> d’Argentina, non si saprà più nulla. Piccole, fragili matite spezzate, inghiottite dalle fauci della dittatura.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 16 settembre 2011 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/16/la-notte-delle-matite-spezzate-35-anni-fa/157956/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Ci vuole un fisico bestiale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/02/ci-vuole-un-fisico-bestiale/94784/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/02/ci-vuole-un-fisico-bestiale/94784/#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 Mar 2011 18:24:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanna Gabrielli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[intercettazioni]]></category> <category><![CDATA[media]]></category> <category><![CDATA[minorenni]]></category> <category><![CDATA[ruby-gate]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=94784</guid> <description><![CDATA[Diciamoci la verità. Siamo tutti un po’ sfiniti. Seguire l’estenuante tira e molla delle “bombe mediatiche” è qualcosa che logora i nervi. Hai appena finito di raccattare un po’ d’entusiasmo per qualche exploit che sembra accorciare i tempi dell’agonia di questa indecente politica, ed ecco che ti ritrovi depresso per la contromossa che arriva fulminante...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Diciamoci la verità. Siamo tutti un po’ sfiniti. Seguire l’estenuante tira e molla delle <strong>“bombe mediatiche”</strong> è qualcosa che logora i nervi. Hai appena finito di raccattare un po’ d’entusiasmo per qualche exploit che sembra accorciare i tempi dell’agonia di questa indecente politica, ed ecco che ti ritrovi  depresso per la contromossa che arriva fulminante e che fa sembrare già vecchia quella piccola ebbrezza provata per l’insperato passo avanti.</p><p>Ci vuole un fisico bestiale. Nervi d’acciaio per non farsi prendere dallo sconforto.  Leggi e ascolti <strong>di tutto</strong>. Da anni, ormai. Sai che ci saranno rivelazioni choc sulle bombe del ’94, roba che solo a nominarla fa tremare le vene e i polsi. E non succede nulla. Sfogli video hard di pseudo-orge nelle ville di Sardegna, con tanto di leader internazionali arrapati in posa. E non succede nulla. Sai che in Parlamento e al Governo arrivano batterie di “favorite”. E non succede nulla. Sai, leggi i testi delle telefonate, che c’è  una cricca di malfattori che ha in pugno il Paese  e che se la ride sui terremotati de L’Aquila. E, in fondo,<strong> non succede nulla</strong>.</p><p>Poi, forse, è la volta buona. C’è qualcuno che vuota il sacco sul lettone di Putin a luci rosse. Qualche sussulto e dissolvenza. Un giorno Roma va in fiamme, sembra la guerra. E in poche ore <strong>l’oblio </strong>avvolge tutto. Saltano come birilli lodi, scudi e quant’altro. Cambia poco. Ti rivolti ascoltando intercettazioni da suburra. La vita continua in questo meraviglioso mondo. Attenzione. Arriva il colpo di grazia, pensi. Minorenni a gogo avvistate nei sacri palazzi precedono la cannonata Ruby. Sembra il<strong> the end di un film horror</strong>.</p><p>Ma non è finita. Come a Berlino, c’è un giudice a Milano, per fortuna. L’ora X della giustizia è suonata. Cos’altro può accadere? Suspence. Un tremolio nei sondaggi. Ma può  anche accadere che non accada nulla. Nell’attesa frenetica che non solo la Giustizia, ma il vecchio, caro buon senso, il filo semplice degli eventi, abbattano il muro di gomma, aspettiamo, confusi e sgomenti, la bomba del giorno dopo. Ci vuole un fisico bestiale. <strong>Alleniamolo</strong>, insieme al cervello. Per essere<strong> pronti a usarlo</strong> (il cervello).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/02/ci-vuole-un-fisico-bestiale/94784/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>28</slash:comments> </item> <item><title>Sussulti e grida</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/sussulti-e-grida/89546/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/sussulti-e-grida/89546/#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 Feb 2011 13:06:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanna Gabrielli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Ciarpame senza pudore]]></category> <category><![CDATA[dignità]]></category> <category><![CDATA[indignazione]]></category> <category><![CDATA[manifestazione donne]]></category> <category><![CDATA[Veronica Lario]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=89546</guid> <description><![CDATA[Finalmente, con (tardiva) indignazione, anche per le donne è arrivato il momento del “Basta!” pubblico, della rivolta, della mobilitazione di piazza. Sarà, speriamo, un nuovo grande girotondo in difesa della dignità femminile. E’ un fatto nuovo, bello, che apre alla speranza di una non transitoria stagione di sdegno. Certo, a voler essere tignosi, c’è voluto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente,  con (tardiva) indignazione, anche per le donne  è arrivato il momento  del “Basta!” pubblico, della rivolta, della mobilitazione di piazza. Sarà, speriamo, un nuovo grande girotondo in difesa della dignità  femminile.  E’ un fatto nuovo, bello, che apre alla speranza di una non transitoria <strong>stagione di sdegno</strong>. Certo, a voler essere tignosi, c’è voluto del tempo per svegliarsi. C’è voluta l’overdose di indecenza emersa nell’ultimo mese, il porno spettacolo andato in onda su scala mondiale, l’escalation seriale del bunga bunga.</p><p>C’è voluto che il famoso “tappo” saltasse.  Non è mai troppo tardi, è vero, ma perché il coraggio di gridare la propria rabbia pubblicamente, di chiamarsi a raccolta addirittura in termini bipartisan, si è manifestato solo ora, quando tutto è reso più semplice e popolare dal verosimile avvicinarsi del crollo dell’impero? Forse è solo un acre retropensiero. Forse no. Perché sono ormai anni, dal<strong> “ciarpame” svelato da Veronica</strong>, alla squallida vicenda di Casoria, alle ammucchiate di Villa Certosa, documentate sui media e sul web di mezzo mondo, alle performance, di rilievo planetario, sul lettone di Putin, che tutto già si sapeva sul grande mercato del sesso all’ombra del sultano, della scalata senza scrupoli, verso l’eden della politica o del privilegio, di arrampicatrici determinate, dell’allegro via vai più o meno compiaciuto di veline, meteorine, schedine in carriera, aerotrasportate nel paese dei balocchi, sotto la zelante protezione di  una scandalosa  cricca di favoreggiatori.</p><p>Diciamolo. <strong>Si poteva fare di più e farlo prima</strong>. Certo. Alcuni (alcune) hanno provato a gridare allo scandalo, a impegnarsi perché lo stesso mondo femminile provasse a fermare quell’onda senza ritorno, a trasformare un fenomeno deprimente  in dibattito collettivo. Anche al femminile. Ma la rabbia dei singoli non  è mai  sfociata in vero, compatto, movimento di piazza. Succede ora ed è comunque un bene. Poi sarebbe magnifico che non fosse solo una ribellione spot, ma l’inizio di una grande  sfida  per la riconquista di una femminilità e  di una libertà sessuale non asservita al dio soldo o al dio potere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/sussulti-e-grida/89546/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>122</slash:comments> </item> <item><title>Eppure, qualcosa è successo alle donne…</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/21/eppure-qualcosa-e-successo-alle-donne%e2%80%a6/87662/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/21/eppure-qualcosa-e-successo-alle-donne%e2%80%a6/87662/#comments</comments> <pubDate>Fri, 21 Jan 2011 18:27:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanna Gabrielli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[mercificazione]]></category> <category><![CDATA[prostituzione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=87662</guid> <description><![CDATA[Avevo chiesto, a proposito dell’inquietante declino di un certo mondo femminile, …”Parliamone”. E, come un sasso buttato nello stagno, il dibattito si è aperto, ampio, appassionato, aggressivo, anche. Com’è bene che sia. Segno che è materia viva, che scotta, forse.  Sintetizzando i commenti, alcuni uomini, con qualche sbandata di maschilismo, hanno detto che non c’è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/20/cosa-e-successo-alle-donne/87429/" target="_blank">Avevo chiesto</a></span>, a proposito dell’inquietante declino di un certo mondo femminile, …”Parliamone”. E, come un sasso buttato nello stagno, il dibattito si è aperto, ampio, appassionato, aggressivo, anche. Com’è bene che sia. Segno che è materia viva, che scotta, forse.  Sintetizzando i commenti, alcuni uomini, con qualche sbandata di maschilismo, hanno detto che <strong>non c’è niente di nuovo sotto il sole</strong>, che la prostituzione è routine antica, e che insomma è un po’ da grulli scandalizzarsi per qualcosa che non avrà mai fine. Alcune donne, punte nel vivo, hanno tenuto a prendere le distanze dalle “femmine perdute” (non siamo mica tutte così…), altre, risentite, hanno replicato che ci sono anche i gigolò, di cui nessuno parla, altre ancora, con<strong> tenero e inutile senso di colpa</strong>, hanno parlato di emancipazione fallita, di rassegnazione passiva al velinismo imperante. Qualcuna se l’è presa con i troppi  genitori disattenti o addirittura complici nell’investire e  lucrare sul fisico da top model delle proprie figlie.</p><p>Molti hanno poi interpretato il mio j’accuse come un bigottismo insensato per i nostri tempi o come un risibile tentativo di dividere il femminile in <strong>sante e puttane</strong>. Per parecchi è la Tv la madre di tutte le corruzioni, mentre altri (direi molti), con disarmante sincerità, hanno confessato che i famosi “soldi maledetti e subito” sono comunque una tentazione irresistibile e che, al di là di moralismi sempliciotti, con la crisi che c’è, si può anche essere un po’ indulgenti verso certe forme di guadagno facile. Poi, altri commenti, articolati, affettuosi, riflessivi. Insomma, tanta carne al fuoco. Ed è un bene, anche se qualche precisazione è d’obbligo.</p><p>Il tema, in realtà, era: dato per scontato il millenario fenomeno prostituzione, c’è o non c’è <strong>qualcosa di inedito</strong> sul fronte del mercato del sesso, dal punto di vista femminile? C’è stato o non c’è stato un “salto di qualità” nella trasformazione di donne, libere (ma in molti casi, anche costrette), di decidere del proprio corpo con un’autonoma e spesso sofferta disinvoltura, in donne spavalde e narcisisticamente fiere dello scambio proficuo soldi/sesso? Dello scambio sesso/potere? Dello scambio sesso/privilegi? Perché qui non si tratta più, mi sembra, di vendere semplicemente il corpo/merce, ma di vere operazioni seriali di mega-autopropaganda. Come per una merce globalizzata, tanto per capirci.  E’ un po’ diverso, no?  Riparlarne…?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/21/eppure-qualcosa-e-successo-alle-donne%e2%80%a6/87662/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>280</slash:comments> </item> <item><title>Cosa è successo alle donne?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/20/cosa-e-successo-alle-donne/87429/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/20/cosa-e-successo-alle-donne/87429/#comments</comments> <pubDate>Thu, 20 Jan 2011 13:36:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Giovanna Gabrielli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[escort]]></category> <category><![CDATA[madri]]></category> <category><![CDATA[prostituzione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=87429</guid> <description><![CDATA[Per favore, parliamo di donne. Ora che si è materializzata tutta le desolante melma attorno al satrapo incontinente e alla sua corte dei miracoli di bacati, papponi, sfruttatori, per favore vogliamo parlare di donne? Cosa diavolo è dunque successo a questo ingordo mondo femminile, a una parte di quella “metà del cielo” finita nei gironi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per favore, parliamo di donne.  Ora che si è materializzata tutta le desolante melma attorno al satrapo incontinente e alla sua corte dei miracoli di bacati, papponi, sfruttatori, per favore vogliamo parlare di donne? Cosa diavolo è dunque successo a questo ingordo mondo femminile, a una parte di quella “metà del cielo” finita nei gironi dell’inferno? Quando, come e perché il diritto gioioso alla seduzione, alla provocazione maliziosa o anche spavalda, all’erotismo intrigante, si è trasformato in <strong>umiliante capitolazione al ribasso</strong>, in trionfo di un’inconscia disistima del sé, in deprimente calcolo su come sfruttare allo spasimo il capitale-corpo? Che sta succedendo sul fronte di Eva?</p><p>Ne parlano in parecchi, ci provano, con tocchi di sublime volgarità. Vaneggiano di moralismo da strapazzo, si rifanno, secondo stantii stereotipi, al mestiere più antico del mondo o, con subdolo maschilismo, alla “millenaria vocazione femminile” ad essere etére, cortigiane, favorite, geishe, mantenute. Per carità. Ma cosa c’entrano Frine, Nanà, La Bella Otero, con le starlette da tv trash, con le escort da condominio, con l’orda di squillo assatanate, pronte a vendere anche singole porzioni di corpo all’anziano utilizzatore,<strong> per un’ospitata via etere</strong>, per un effimero passaggio in qualche reality spazzatura, per una scalata sgomitante nel rassicurante risiko della politica simulata? Cosa c’è dietro l’indecente rincorsa alla “prima del bordello”, all’ “acchiappa tutto quel che puoi”? Bisogni primari, fame, precariato, famiglie devastate alle spalle, traumi infantili, depressione remota? Sarebbe consolante. Ma non pare. Perché dietro a quel triste smottamento, ci sono i telefonini agguerriti, i ricatti, il senso del lucro maledetto e subito, un’aggressività sfrontata, la complicità col corruttore, la menzogna fai da te. E soprattutto la voglia incontenibile di esibire, monetizzare fatti e fattacci, ostentare una grinta che di fatto cancella ogni residuo interesse per la reputazione.</p><p>E allora interroghiamoci. <strong>In cosa, noi donne, madri, abbiamo sbagliato?</strong> Cos’è accaduto a un pezzo di generazione che, con tanta disinvoltura, ha abdicato alla sua preziosa “donnità”?  Al suo diritto di rivendicare una sana libertà di donarsi, senza finire nel sordido suk di una prostituzione issata come vessillo di successo e fama? Parliamone.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/20/cosa-e-successo-alle-donne/87429/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>423</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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