<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Giorgio Airaudo</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/gairaudo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Giustizia &#8220;prima di Cristo&#8221; in Fiat</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/giustizia-prima-cristo-fiat/194084/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/giustizia-prima-cristo-fiat/194084/#comments</comments> <pubDate>Mon, 27 Feb 2012 12:22:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Giorgio Airaudo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[Fiom]]></category> <category><![CDATA[formigli]]></category> <category><![CDATA[reintegri]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194084</guid> <description><![CDATA[Giustizia e fatta! I tre operai di Melfi sono stati reintegrati al lavoro con sentenza della corte di appello di Potenza. Non c&#8217;è stato sabotaggio come sosteneva la Fiat, quindi la fabbrica non era ingovernabile come voleva Fiat per giustificare le procedure e le sanzioni sulla esigibilità degli accordi che con il contratto specifico di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Giustizia e fatta! I tre operai di Melfi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/fiat-melfi/193323/" target="_blank">sono stati reintegrati</a></span> al lavoro con sentenza della corte di appello di Potenza. <strong>Non c&#8217;è stato sabotaggio</strong> come sosteneva la Fiat, quindi la fabbrica non era ingovernabile come voleva Fiat per giustificare le procedure e le sanzioni sulla esigibilità degli accordi che con il contratto specifico di lavoro ha esteso a tutti i suoi 86200 addetti in Italia, portandoli fuori dal contratto nazionale dei metalmeccanici.</p><p><strong>C&#8217;è solo l&#8217;antisindacalità del comportamento di Fiat</strong> che ha costruito su questi lavoratori un teorema e una sceneggiatura dal Luglio 2010 a oggi. Fa piacere innanzitutto per Giovanni, Marco e Antonio, che hanno dovuto sopportare personalmente e materialmente la fatica e il peso del licenziamento, delle insinuazioni e dei sospetti e tutto ciò per aver difeso e rappresentato i loro compagni e le loro compagne di lavoro. Simboli loro malgrado di un tentativo ancora in corso di mutare i rapporti sociali e la natura della rappresentanza sindacale dentro la crisi, nella più grande azienda manifatturiera italiana.</p><p>Ma poi c&#8217;è il modo &#8220;prima di cristo&#8221; con cui Fiat applica l&#8217;ordine di reintegro, &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/melfi-fiat-lavoratori-reintegrati-restate-casa/193617/" target="_blank">vi pago lo stipendio ma non venite a lavorare non mi servite</a></span>&#8220;; una umiliazione &#8220;giustificata&#8221; secondo i legali della Fiat con l&#8217;attesa della Cassazione, ma in verità un vecchio comportamento, un riflesso &#8220;vendicativo&#8221;, che Fiat fin dai primi anni 70 applica con quasi tutti coloro che ottengono il reintegro.</p><p>Se proprio si vuole fare &#8220;solo&#8221; la manutenzione dell&#8217;art. 18, si rendano più brevi i tempi di giudizio e<strong> si rendano effettivi i rientri al lavoro</strong>, contrastando la precarietà con il lavoro a tempo indeterminato.</p><p>E infine se per un confronto tra prodotti &#8211; 3 automobili con le loro prestazioni su pista &#8211; la trasmissione Annozero e il giornalista Corrado Formigli vengono <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/io-la-rai-e-fiat-tanti-saluti-al-diritto-di-critica/192810/" target="_blank">condannati ad un danno morale di oltre 3,5 milioni di euro</a></span> verso la casa automobilistica Fiat che si sente danneggiata, cosa sarà il danno morale di <strong>tre esseri umani</strong>, lavoratori, che dal luglio 2010 sono accusati di aver sabotato il processo produttivo della loro azienda? Possibile che le merci sopravanzino gli uomini anche nei danni morali?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/27/giustizia-prima-cristo-fiat/194084/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ecco come la Fiat ci ha cacciati da Mirafiori</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/cos-la-fiat-ci-ha-cacciati-da-mirafiori/186516/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/cos-la-fiat-ci-ha-cacciati-da-mirafiori/186516/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:20:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Giorgio Airaudo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[Fiom]]></category> <category><![CDATA[marchionne]]></category> <category><![CDATA[Mirafiori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/cos-la-fiat-ci-ha-cacciati-da-mirafiori/186516/</guid> <description><![CDATA[A Mirafiori ce ne siamo andati, una mattina di gennaio. Poche ore per sbaraccare 110 anni di storia: i ritratti di Enrico Berlinguer e le foto di Bruno Trentin, sgombrate in camion insieme con le bandiere. A Mirafiori come nel resto d’Italia, nel silenzio generale, la Fiom è stata cacciata da tutte le fabbriche Fiat....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/mirafiori.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-186686" title="La fiom lascia mirafiori" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/mirafiori-300x200.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="200" /></a>A Mirafiori ce ne siamo andati, una mattina di gennaio. Poche ore per sbaraccare <strong>110 anni di storia</strong>: i ritratti di Enrico Berlinguer e le foto di Bruno Trentin, sgombrate in camion insieme con le bandiere. A Mirafiori come nel resto d’Italia, nel <strong>silenzio generale</strong>, la Fiom è stata cacciata da tutte le fabbriche Fiat. Siccome non abbiamo firmato il contratto imposto da Sergio Marchionne, ci tolgono l’agibilità democratica.<br /> Questo rito si compie con un accanimento che se non fosse drammatico risulterebbe farsesco. <strong>A San Mauro, alla CNH</strong>, dove si producono le macchine di movimento terra, il nostro delegato, Marco, mi ha raccontato che nelle notti tra il 25 e il 31 dicembre, l’azienda ha approfittato del Natale per cambiare le serrature della saletta sindacale. Alla Marelli di Caivano invece, è accaduta una cosa buffa. Il nostro compagno, sei anni prima, era stato sottoposto a un rito burocratico: gli era stato fatto firmare un documento di consegna per le chiavi. Così, quando la Fiat gliele ha chieste indietro lui ha preteso una richiesta scritta e una ricevuta firmata: mentre aspettava ha traslocato.</p><p>La cacciata è stata simultanea, ma non ha ottenuto il primo effetto desiderato: <strong>spegnere un sindacato</strong>, con la stessa facilità con cui si schiaccia un moscerino. La risposta dei nostri compagni in queste ore è commovente. Mi ha chiamato Mauro, dalla Iveco di Mantova: davanti allo stabilimento la Fiom è in una roulotte della Protezione civile, intervenuta su richiesta del sindaco. Anche a Pregnana Milanese, dove si producono motori speciali, siamo ospiti della Protezione civile, in una tenda per terremotati (per fortuna riscaldata!). Non è curioso? <strong>L’emergenza della rappresentanza</strong> è considerata più drammatica da chi si occupa di calamità naturali, che dai leader del centrosinistra. A Brescia i nostri compagni sono molto organizzati. Davanti all’ingresso della Iveco hanno montato una casetta prefabbricata attrezzata come ufficio. Anche a Torino ci siamo dovuti ingegnare: il camper della Fiom le 16 porte aperte da cui (quando riescono a lavorare) entrano gli operai. A Modena, dove si costruiscono marchi del lusso, è arrivato un altro camper. A Pomigliano, con un bellissimo gesto di solidarietà, i pensionati dello Spi ci hanno regalato un camion-ufficio. In queste ore siamo appoggiati con i nostri delegati nei patronati e negli uffici vertenze, per non far venire meno i servizi fiscali che da sempre offriamo agli operai. Mi è difficile capire perché in questo Paese opinionisti, grandi giornali, conduttori dei programmi di informazione non si accorgano che questa diaspora non è solo un atto di violenza fisica, ma una sospensione dei diritti per molti lavoratori imposta interpretando in modo improprio <strong>l’articolo 19</strong>.</p><p>In tutte queste fabbriche, nella maggior parte delle quali siamo il primo sindacato, il nostro tesseramento è stato cancellato, non riconosciuto dalla Fiat, ai fini della<strong> trattenuta in busta paga</strong>. Che significa? Un bel paradosso: a gennaio l’azienda pagherà regolarmente (e giustamente) a Cisl e Uil, e anche ai Cobas le trattenute dei suoi iscritti, ma si rifiuta di consegnare a noi quelle dei nostri. Come mai? Perché la Fiat si rifiuta di fare da sostituto di imposta per il sindacato. E questo malgrado noi, con uno sforzo straordinario, abbiamo rifatto il tesseramento da zero in tutti gli stabilimenti. Di più: l’azienda rifiuta di ricevere raccomandate con le deleghe per coloro a cui girare l’incasso delle trattenute, e siamo stati costretti a inviarle attraverso ufficiali giudiziari. Abbiamo eletto in tutti gli stabilimenti le nostre rappresentanze sindacali: ma la Fiat non le riconosce. Così ricorre al ridicolo escamotage di farci scrivere per ogni fabbrica da uno studio di avvocati, dicendoci che non ne abbiamo diritto.</p><p>In virtù di questo accordo non ci è permesso di <strong>affiggere in fabbrica nemmeno un volantino</strong>. Dopo l’applicazione del “contratto Marchionne”, infatti, sono state sbullonate delle bacheche di ferro battuto affisse alla Liberazione, nel 1946. Nemmeno <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Valletta" target="_blank">Vittorio Valletta</a></strong> si era spinto così oltre. Certo, non ci siamo fatti intimidire: abbiamo iniziato a fare attività durante la pausa mensa e durante le pause alle macchinette del caffè, persino negli spogliatoi, dove il divieto di propaganda e informazione non può essere applicato, perché la legge 300 consente proselitismo sindacale, <strong>in tutti gli spazi in cui non si interrompe la produzione</strong>.<br /> Ecco perché i lavoratori hanno ripreso a fare i giornali parlati con i megafoni, durante l’orario del pasto, davanti agli occhi increduli dei capireparto. Visto che il diritto di sciopero non può essere – per fortuna – cancellato, sono state dichiarate le prime serrate, convocate con cartelloni attaccati con lo scotch ai cancelli esterni delle fabbriche. Questo non succede in qualche reparto di confino, ma in 80 stabilimenti italiani, per 86 mila lavoratori usciti, con un colpo di penna di Sergio Marchionne, dal contratto nazionale e dai diritti elementari che quel contratto garantiva. In queste condizioni abbiamo raccolto<strong> 20 mila firme</strong> per un referendum sul contratto. L’azienda non ha ancora risposto a questa richiesta di un rito democratico, che lei stessa ha brandito come una clava a Mirafiori e a Pomigliano (quando ancora pensava di vincere a mani basse) e ora nega (perché evidentemente teme di perdere).</p><p><strong>Vorremmo chiedere a Bersani, a Vendola, a Di Pietro e anche a Casini</strong>, di chiedere che sia sanato un deficit di democrazia. A Mirafiori gli impianti – stando a quello che aveva promesso la Fiat – avrebbero già dovuto produrre il monovolume LO, che invece sarà fatto in Serbia, con buona pace dello spot tutto spaghetti e tricolore che reclamizza la Nuova Panda. E&#8217; la <strong>prima grande diaspora sindacale</strong> dopo il fascismo: dal 1891 a oggi, solo un regime era riuscito a cancellare la presenza della Cgil nelle fabbriche. Colpisce che le reazioni siano timide o nulle, con l’importante eccezione dell’interpellanza presentata da Sergio Cofferati e Andrea Cozzolino al Parlamento europeo, seguita da una dei deputati Pd e Idv a Montecitorio. Cosa pensa il ministro Fornero? Ci piacerebbe che <em>Il Fatto</em> tenesse alta l’attenzione, che chiedesse ai leader del centrosinistra, se una nuova stagione di buongoverno non debba essere preparata prima di tutto, da una lotta per i più elementari diritti democratici.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 26 Gennaio 2012</em></p><p>(Foto di Alessandro Contaldo)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/cos-la-fiat-ci-ha-cacciati-da-mirafiori/186516/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Futura Termini non è in Fabbrica Italia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/07/futura-termini-non-e-in-fabbrica-italia/162701/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/07/futura-termini-non-e-in-fabbrica-italia/162701/#comments</comments> <pubDate>Fri, 07 Oct 2011 07:32:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Giorgio Airaudo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[Futura Termini]]></category> <category><![CDATA[operai]]></category> <category><![CDATA[Sergio Marchionne]]></category> <category><![CDATA[Termini Imerese]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=162701</guid> <description><![CDATA[Ieri sono stato insieme a Maurizio e Enzo davanti allo stabilimento Fiat di Termini Imerese ad un&#8217;assemblea, dopo 10 giorni di sciopero, di lavoratrici e lavoratori della Fiat e del suo indotto. Un&#8217;assemblea  partecipata e piena di emozioni ed orgoglio come solo i lavoratori metalmeccanici del sud sanno esprimere. Quella di Termini è una comunità...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono stato insieme a Maurizio e Enzo davanti allo stabilimento Fiat di<strong> Termini Imerese </strong>ad un&#8217;assemblea, dopo 10 giorni di sciopero, di lavoratrici e lavoratori della Fiat e del suo indotto. Un&#8217;assemblea  partecipata e piena di emozioni ed orgoglio come solo i lavoratori metalmeccanici del sud sanno esprimere. Quella di Termini è una comunità di lavoratori e cittadini che si sente <strong>tradita dalla Fiat e da Marchionne</strong>.</p><p>Lo stabilimento Fiat di Termini apre nel 1970. In 41 anni di attività ha prodotto la vecchia 500, la 126, la Punto ed infine la y. Nel1983 con 3000 dipendenti, oggi sono 1500 i dipendenti del gruppo Fiat e 700 dell&#8217;indotto, si arrivò a produrre più di 190.000 vetture. Nel 2002 la Fiat di Morchio prova a chiudere lo stabilimento una prima volta. La fabbrica si salva grazie a una tenace lotta che coinvolge <strong>tutta la comunità</strong> Termitana e arriva anche al presidio dello stabilimento. Nell&#8217;aprile del 2008 l&#8217;ad di Fiat Marchionne firma un&#8217;intesa per produrre a Termini 220.000 nuove y, quelle che sono oggi prodotte in Polonia, lanciando il piano &#8220;Futura Termini&#8221; con tanto di magliette, gadget e opportuno logo, una trinacria rossa. Si sa! <strong>Marchionne non sottovaluta mai la comunicazione</strong>. Per realizzare il progetto si dice che si investiranno 550.000 € e si fanno 250 assunzioni avviando corsi di formazione, si acquista addirittura un capannone attiguo allo stabilimento Fiat, costo circa 6 milioni di € per collocare lì temporaneamente la vecchia lastratura mentre se ne prepara una nuova. Quella nuova y avrebbe dovuto essere lanciata nel 2009. E&#8217; invece avvenuto ad aprile del 2011, 2 anni dopo.</p><p>Marchionne allora dichiarava che &#8220;la manodopera di Termini e capace e qualificata&#8221;. Nel dicembre 2008, solo 9 mesi dopo tutto si blocca! Improvvisamente si scoprono problemi logistici e di costo, vengono meno i finanziamenti Europei, è difficile il rapporto con gli enti locali e il governo. Si annuncia quindi la chiusura per il 1° gennaio 2012. Tutto questo <strong>pesa sulla credibilità di Fiat</strong> e sul risentimento dei lavoratori siciliani, che oggi sono circa 2200 compreso l&#8217;indotto e pesa ancor di più su Salvatore che ieri mi chiedeva dei suoi vecchi compagni delle presse di Mirafiori, lui che è sopravvissuto al 1980 trasferendosi alla Fiat Termini in riva al mare per vederla finire oggi. E così è capitato anche a Vincenzo che invece aveva lasciato Milano per scampare alla chiusura di Arese. Vecchi immigrati di ritorno, non rassegnati, <strong>che hanno acquisito dignità e diritti con il lavoro</strong>, preoccupati per il futuro dei loro figli e di un Sud a rischio di desertificazione industriale. Uniti a giovani assunti negli ultimi anni per rilanciare Termini che si ritrovano precipitati di nuovo nella precarietà senza diritti da cui pensavano di essere finalmente usciti e che, come mi ha raccontato Massimiliano, sposato da poco con un insegnante disoccupata che trova solo da fare ripetizioni private,   i figli hanno rinunciato a farli nella crisi.</p><p>Per tutti loro oggi l&#8217;incertezza industriale e di futuro con i nuovi imprenditori, la DR di Di Risio, il timore di un&#8217;agonia con una chiusura in differita magari attraverso prestanome, la richiesta di garanzie e la certezza che la Fiat di Marchionne con loro non ha rispettato un accordo, non ha mantenuto l&#8217;investimento. Futura Termini non è in Fabbrica  Italia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/07/futura-termini-non-e-in-fabbrica-italia/162701/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>25</slash:comments> </item> <item><title>Fiat in soccorso al governo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/fiat-in-soccorso-al-governo/161985/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/fiat-in-soccorso-al-governo/161985/#comments</comments> <pubDate>Tue, 04 Oct 2011 08:02:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Giorgio Airaudo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[Sergio Marchionne]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=161985</guid> <description><![CDATA[La Fiat di Marchionne da più di un anno sottopone il paese, le lavoratrici e i lavoratori a continui esami di affidabilità senza essere mai chiamata a rispondere delle sue intenzioni e dei suoi risultati nei confronti dell&#8217;Italia. Da ieri ha di nuovo &#8220;alzato l&#8217;asticella&#8221; lasciando Confindustria per applicare un proprio contratto nazionale &#8220;fai da te&#8221;, l&#8217;accordo di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="en-US">La Fiat di Marchionne da più di un anno sottopone il paese, le lavoratrici e i lavoratori a continui esami di affidabilità senza essere mai chiamata a rispondere delle sue intenzioni e dei suoi risultati nei confronti dell&#8217;Italia. Da ieri ha di nuovo &#8220;alzato l&#8217;asticella&#8221; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/03/fiat-esce-da-confindustria-marchionne-scrive-alla-marcegaglia/161688/" target="_blank">lasciando </a></span><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/03/fiat-esce-da-confindustria-marchionne-scrive-alla-marcegaglia/161688/" target="_blank">Confindustria</a></span> per applicare un proprio contratto nazionale &#8220;fai da te&#8221;, l&#8217;accordo di Pomigliano esteso dal 1 Gennaio prossimo in tutti gli stabilimenti Fiat auto e Fiat industrial. Dando in questo modo un colpo alla credibilità e alla rappresentatività di Confindustria e una spinta ulteriore alla cancellazione del contratto nazionale di lavoro in Italia.</p><p>E tutto questo continua ad avvenire senza che si conoscano i dettagli degli investimenti nel nostro paese. A oggi sappiamo cosa faranno e quando solo a Pomigliano (panda) e alla ex Bertone (piccola Maserati), a Mirafiori più che una conferma abbiamo la notizia del rinvio di un anno della produzione di un suv Jeep dal secondo semestre 2012 al secondo semestre 2013, di questi tempi nel mercato dell&#8217;auto in crisi un anno è un&#8217;eternità che lascia più incertezze che convinzioni. Sugli altri stabilimenti compresa la Industrial nata dallo spin-off, buio più assoluto, tranne per le annunciate chiusure di Termini Imerese e di Irisbus ad Avellino.</p><p>Nei primi 9 mesi dell&#8217;anno la Fiat ha immatricolato in Italia, comprese le Km 0, 407.000 vetture, -14,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in Europa non va meglio. Il titolo in borsa oscilla intorno ai 4 euro, negli stabilimenti aumenta l&#8217;uso della cassa integrazione e a Pomigliano non si sa se i volumi della nuova Panda consentiranno il rientro di tutti i lavoratori.</p><p>Ebbene, in un contesto di questo tipo e con una legge fatta ad hoc per la Fiat (l&#8217;articolo 8 dell&#8217;ultima manovra finanziaria correttiva), l&#8217; amministratore delegato Marchionne, sente il dovere di soccorrere Berlusconi e aiutare il molto ringraziato ministro Sacconi facendo lo sgambetto alla Marcegaglia, nel pieno di un attacco di Confindustria al governo. Una vera e propria azione di &#8220;riconoscenza&#8221; in soccorso del governo , alla faccia di chi non si occupa di politica , che però si fonda su un calcolo molto miope, quello di riuscire a guadagnare ancora del tempo per decidere cosa fare, che cosa lasciare in Italia sperando che in Usa tutto fili liscio, sindacati, mercato ed elezioni di medio termine permettendo.</p><p>Scommettendo sulla memoria corta degli Italiani, immagino si scorderanno velocemente di associare il Berlusconi decadente al Marchionne reticente, e se così non fosse? Vedo ulterioriproblemi di consenso per il manager, anche tra qualche uomo dell&#8217;opposizione che si è molto esposto per la sua azienda, vedo il rischio di una conflittualità sotterranea, permanente e rancorosa nelle sue fabbriche e ulteriori problemi per le vendite dei prodotti Fiat che oramai cominciano ad avere, quando ci sono, anche un valore sociale di mercato negativo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/fiat-in-soccorso-al-governo/161985/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>24</slash:comments> </item> <item><title>Indigniamoci ma non fermiamoci</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/01/indigniamoci-ma-non-fermiamoci/154625/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/01/indigniamoci-ma-non-fermiamoci/154625/#comments</comments> <pubDate>Thu, 01 Sep 2011 09:29:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Giorgio Airaudo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Cgil]]></category> <category><![CDATA[Fiom]]></category> <category><![CDATA[manifestazioni]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[sciopero generale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=154625</guid> <description><![CDATA[Indignarsi non basta ma cominciamo a farlo! La manovra non è solo sbagliata perché non prevede la possibilità di investimenti per il rilancio dell&#8217; economia, non è solo ingiusta perché colpisce i soliti cittadini che pagano tutte le tasse (tra questi tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati) e mantengono il sistema pubblico di questo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="en-US">Indignarsi non basta ma cominciamo a farlo! La <strong>manovra </strong>non è solo sbagliata perché non prevede la possibilità di investimenti per il rilancio dell&#8217; economia, non è solo ingiusta perché colpisce i soliti cittadini che pagano tutte le tasse (tra questi tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati) e mantengono il sistema pubblico di questo paese e la sua coesione sociale, ma è anche <strong>inutile e vendicativa</strong>.</p><p>Inutile perché non affronta strutturalmente il problema del debito proponendo, ad esempio, agli italiani un <strong>nuovo patto fiscale</strong> in cui tutti progressivamente paghino le tasse a partire da chi ha di più, azzerando evasione ed elusione fiscale.  Vendicativa perché continua ad accanirsi sulle <strong>nuove generazioni</strong> espropriandole definitivamente della possibilità di avere prima o poi un contratto nazionale di lavoro che dia un minimo  di  certezza e di sicurezza nel lavoro e nella vita, perché svuota l&#8217;articolo 18 dello statuto dei lavoratori aprendo la strada ai licenziamenti a maggioranza,  per accordo sindacale, facendo pagare a tutti i lavoratori Italiani le promesse d&#8217;investimento della ex azienda nazionale Fiat.</p><p>Il <strong>5 settembre</strong>, quando dovrebbe essere quasi concluso l&#8217;iter della manovra al Senato e dovrebbe iniziare la discussione alla Camera dei deputati, la <strong>Fiom-Cgil</strong>, come annunciato, promuove  l&#8217;occupazione simbolica di alcune piazze per far sentire la voce dell&#8217;indignazione dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori privati e pubblici, dei pensionati e dei giovani, precarie e precari per questo  furto di futuro. Ci troveremo a partire dalle ore 18 in piazza Carignano a Torino (sede del primo Parlamento italiano), davanti alla borsa di Milano, a Bologna e in altre città italiane, mentre il 6 toccherà a Roma in piazza Navona</p><p>E&#8217; ora di farci ascoltare unendo le differenze di tutti quei movimenti che resistono nella crisi, che cercano soluzioni alternative per uscire dalla crisi con giustizia ed equità . Dobbiamo farci ascoltare! Dobbiamo immaginare di durare e di ritornare <strong>anche in modo permanente e continuativo nelle nostre piazze</strong>, con appuntamenti settimanali o  giornalieri, facendole vivere anche tutta la notte. Il Parlamento deve sentire la presenza e le richieste delle italiane e degli italiani mentre discute, non possono decidere da soli! Serve un&#8217;alternativa che non usi l&#8217; emergenza per colpire i più deboli e limitare diritti e libertà  come vuol fare la manovra economica e in particolare l&#8217;articolo 8.</p><p>Queste iniziative possono incontrare i sindaci e le loro comunità lasciate sole  e disarmate nella crisi, far incontrare la generazione di chi  ha costruito la democrazia del nostro paese anche con il 25 aprile, il 1 maggio e il 2 giugno  che non valgono meno delle riconosciute feste religiose, con i giovani di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/SPrecario" target="_blank">San Precario</a></span> e ancora accompagnare  e dare continuità allo <strong>sciopero generale</strong> della Cgil del 6 settembre che non è un &#8220;rituale&#8221; isolato ma il possibile punto di partenza di un cambiamento, di un&#8217;alternativa di governo necessaria.</p><p>Il  protagonismo, la partecipazione del popolo dei referendum sui beni comuni, che si è protratta in mille dibattiti estivi molto partecipati,  deve e può farsi pratica sociale e soggettività politica, supplire alla fragilità dell&#8217;opposizione, ridare linfa all&#8217;esausta nostra  democrazia. Facciamolo, <strong>indigniamoci adesso!</strong> E non fermiamoci, non basta!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/01/indigniamoci-ma-non-fermiamoci/154625/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>41</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Italia, ex colonia Fiat</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/ex-colonia-fiat/153455/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/ex-colonia-fiat/153455/#comments</comments> <pubDate>Thu, 25 Aug 2011 09:08:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Giorgio Airaudo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[diritti]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[freemont]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[lavoratori]]></category> <category><![CDATA[Luca Cordero di Montezemolo]]></category> <category><![CDATA[Sergio Marchionne]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=153455</guid> <description><![CDATA[Il presidente della Fiat John Elkan con il suo azionariato familiare coeso solo dal non spendere nelle attività industriali in particolare in Italia &#8211; visti anche i nuovi interessi finanziari asiatici &#8211; dopo aver dato l&#8217;incarico al suo ad di salvarlo con l&#8217;avventura americana da investimenti che nel mercato mondiale dell&#8217;auto, la famiglia Agnelli non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Fiat <strong>John Elkan </strong>con il suo azionariato familiare coeso solo dal non spendere nelle attività industriali in particolare in Italia &#8211; visti anche i nuovi interessi finanziari asiatici &#8211; dopo aver dato l&#8217;incarico al suo ad di salvarlo con l&#8217;avventura americana da investimenti che nel mercato mondiale dell&#8217;auto, la famiglia Agnelli non è più in grado di sostenere, pensa di coprire la <strong>ritirata industriale</strong> dall&#8217;Italia scaricando le responsabilità ora sui lavoratori, ora sul Paese.</p><p>I <strong>lavoratori</strong> vengono costretti in modo improbabile  a &#8220;garantire&#8221; con l&#8217;aumento della propria fatica, con la limitazione delle libertà e con la cancellazione del contratto nazionale, piani industriali che hanno sempre bisogno da parte aziendale  di nuove e ulteriori conferme, in un gioco dell&#8217;oca che  riparte sempre dal via. E il Paese è trattato da questa Fiat e da questi Agnelli come una <strong>ex colonia</strong> che deve meritarsi investimenti e soddisfare prove, un peso per gli stessi lavoratori e i lavoratori utilizzati come scudi umani, veri e propri ostaggi di una riorganizzazione produttiva e proprietaria.</p><p>La Fiat, complice l&#8217;<strong>arrendevolezza delle classi dirigenti </strong>protese a soddisfare per abitudine e scarsa autonomia il potere della ex azienda nazionale, ha prodotto in un gioco di specchi una estraniazione dal Paese quasi che la Fiat non fosse italiana, non avesse responsabilità nella storia d&#8217;Italia, nella sua crisi anche morale e nel suo declino. Quasi che la Fiat fosse una nuova azienda appena nata, capace addirittura di proporre &#8220;nuove&#8221; classi dirigenti fino a sostenere la discesa in politica di quel <strong>Montezemolo</strong> che l&#8217;ad Marchionne considerava poco più di un fastidio nella fase di coabitazione in Fiat.</p><p>Oggi la Fiat pretende nuove leggi, vuole visionare il testo definitivo che strumentalmente e surrettiziamente il governo ha inserito nella manovra di risanamento e che con essa nulla c&#8217;entra, per decidere se investire in Italia, imponendo con una pesante <em>moral suasion,</em> qualcuno suggerisce &#8220;ricatto&#8221;, leggi che cambiano le condizioni  di vita, di lavoro e di libertà per i singoli lavoratori. Lo fa perché sa di aver prodotto nell&#8217;ultimo anno accordi al limite e oltre  le leggi nazionali, usando la crisi internazionale e  il debito pubblico. Ma questa Fiat, che tenta di <strong>rianimare il proprio titolo con le comparsate al meeting di Cl</strong>, nonostante i segnali di disponibilità di sindacati arrendevoli o di ministri interessati come Sacconi, che usano l&#8217;azienda per saldare vecchi conti ideologici introducendo la libertà di licenziamento, non si fida di queste disponibilità e sopratutto non si fida di se stessa, non sa se sarà in grado di mantenere gli impegni sino ad oggi solo propagandati. Con quali prodotti raddoppierà la produzione in Italia? Non certo con la <strong>Freemont</strong> <strong>messicana</strong> e con la nuova Panda che è ancora troppo poco. In quale mercato europeo, con quale mercato americano e in quanto tempo restituirà i debiti contratti per rilevare Chrysler e gli stessi debiti che Chrysler porta in dote?</p><p>Non è ancora tardi per pretendere da Fiat, dai suoi proprietari e dal suo management impegni veri, prodotti europei per l&#8217;Italia pensati nel rispetto delle leggi e dei lavoratori. Non ci servono consigli sulla libertà di sciopero, ci serve un&#8217;impresa che difenda l&#8217;Italia con nuovi prodotti italiani. E&#8217; la Fiat che deve dare garanzie al Paese e ai lavoratori ! E il Paese che deve pretendere rispetto con un altro governo che difenda gli interessi dei cittadini italiani che lavorano.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/25/ex-colonia-fiat/153455/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>91</slash:comments> </item> <item><title>Gli &#8220;ostaggi&#8221; della Fiat</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/21/gli-ostaggi-della-fiat/146845/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/21/gli-ostaggi-della-fiat/146845/#comments</comments> <pubDate>Thu, 21 Jul 2011 10:32:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Giorgio Airaudo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Cgil]]></category> <category><![CDATA[Chrysler]]></category> <category><![CDATA[condanna]]></category> <category><![CDATA[condotta antisindacale]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[Fiom]]></category> <category><![CDATA[lavoratori]]></category> <category><![CDATA[pomigliano]]></category> <category><![CDATA[sentenza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=146845</guid> <description><![CDATA[Ogni volta che la Fiat viene contraddetta o dal voto con eccessivo dissenso, secondo lei, di Pomigliano e di Mirafiori, o da un sindacato rappresentativo come la Fiom-Cgil, o dai rari commentatori economici (si legga Mucchetti e pochi altri che pongono dubbi e chiedono chiarimenti sul piano fabbrica Italia), o dai rari i dissensi dei...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ogni volta che la <strong>Fiat </strong>viene contraddetta o dal voto con eccessivo dissenso, secondo lei, di Pomigliano e di Mirafiori, o da un sindacato rappresentativo come la Fiom-Cgil, o dai rari commentatori economici (si legga Mucchetti e pochi altri che pongono dubbi e chiedono chiarimenti sul piano fabbrica Italia), o dai rari i dissensi dei politici, o ancora dalla sentenza di un tribunale, reagisce<strong> minacciando di</strong> <strong>non realizzare o di bloccare gli investimenti </strong>per il nostro Paese, magari, come questa volta, non dicendolo direttamente ma facendo trapelare indiscrezioni attraverso giornali e giornalisti &#8220;vicini&#8221; o ancor meglio attraverso il sindacato aziendale Fismic assente nelle assemblee con i lavoratori e le lavoratrici ma presente nei comunicati stampa e nelle indiscrezioni  aziendali.</p><p>Io non credo che dobbiamo considerare normale questo comportamento da parte di un&#8217;impresa privata, anche se si  chiama Fiat, anche se questa si sta internazionalizzando. Intanto perché non conosciamo i dettagli degli investimenti per l&#8217;Italia, propagandati oramai due anni fa, addirittura con una campagna pubblicitaria. <strong>Su 20 miliardi di euro ne conosciamo 2,2</strong>; 700 milioni per la nuova Panda a Pomigliano, 1 miliardo a Mirafiori per una jeep e un Suv Alfa e 500 milioni per una piccola Maserati alla ex Bertone.</p><p>E  poi perché oggi ci dicono che 25 manager dirigeranno le piattaforme sia dei prodotti Fiat che di quelli Chrysler sui cinque mercati regionali anticipando di fatto la <strong>fusione tra Fiat e Chrysler</strong> che seguirà a breve. E infine, perché tutte queste scelte e queste reticenze della ex azienda nazionale ci portano alla gestione di un <strong>allontanamento dal Paese</strong>, a diventare uno dei mercati regionali: io credo poco all&#8217;autonomia dei cinque mercati con cinque direzioni policentriche. Credo poco a un&#8217;impresa che probabilmente prepara, con la fusione e il rientro nella borsa americana della nuova società, anche altri assetti proprietari: da tempo gli azionisti di controllo di Fiat Auto ritengono auspicabile una loro diluizione in un nuovo azionariato.</p><p>E allora perché si tengono <strong>in &#8220;ostaggio&#8221; le lavoratrici e i lavoratori</strong> dell&#8217;autoveicolo illudendo il Paese che basti prendere atto di una presunta &#8220;verità&#8221; di mercato? Intervenendo sulle pause in modo da aumentare la fatica e ridurre le agibilità sindacali dei lavoratori per la governabilità delle fabbriche, che non sono nel frattempo diventate delle palestre di democrazia o dei moderni soviet?</p><p>Bisognerebbe liberare gli &#8220;ostaggi&#8221; pretendendo trasparenza e impegni per l&#8217;Italia, e questo, con una multinazionale in ritirata dal Paese, <strong>può farlo solo la politica</strong>, i governi, che devono però avere un&#8217;idea propria nell&#8217;interesse del Paese, dello sviluppo e dei prodotti, in questo caso la mobilità e gli autoveicoli&#8230; Ma questa politica non c&#8217;e! O non c&#8217;e ancora, visto che questo governo fa altro e di peggio. Meno male che ci sono ancora le <strong>sentenze </strong>come quella del tribunale di Torino che, garantendo rappresentanza a tutte le opinioni dei lavoratori, consentono almeno  di guadagnare tempo, e questa è una risorsa. Infine, fino a prova contraria, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/16/fiat-tribunale-riconosce-legittimita-accordo-di-pomigliano-respinte-tutte-le-richieste-della-fiom/145955/" target="_blank"><strong>la Fiat è stata </strong></a></span><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/16/fiat-tribunale-riconosce-legittimita-accordo-di-pomigliano-respinte-tutte-le-richieste-della-fiom/145955/" target="_blank">condannata</a></span> </strong>per attività antisindacale ed è chi è condannato che sbaglia e perde in un&#8217;aula di tribunale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/21/gli-ostaggi-della-fiat/146845/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>66</slash:comments> </item> <item><title>La Fiat ci governa, ma nessuno l&#8217;ha eletta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/16/la-fiat-ci-governa-ma-nessuno-lha-eletta/145874/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/16/la-fiat-ci-governa-ma-nessuno-lha-eletta/145874/#comments</comments> <pubDate>Sat, 16 Jul 2011 11:56:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Giorgio Airaudo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Cgil]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[Fiom]]></category> <category><![CDATA[lavoratori]]></category> <category><![CDATA[legge]]></category> <category><![CDATA[pomigliano]]></category> <category><![CDATA[sindacati]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=145874</guid> <description><![CDATA[E&#8217; in corso l&#8217;udienza conclusiva a cui sto assistendo, presso il tribunale di Torino, sulla causa intentata dalla Fiom-Cgil per verificare l&#8217;esistenza di un&#8217;attività antisindacale nella costituzione di una nuova società  in quel di Pomigliano. Nuova società che, come più volte dichiarato, è stata costituita da Fiat per evitare che i lavoratori dissenzienti dalle condizioni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; in corso l&#8217;udienza conclusiva a cui sto assistendo, presso il tribunale di Torino, sulla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/14/melfi-il-giudice-accetta-il-ricorso-di-fiat-contro-gli-operai-licenziati/145353/" target="_blank">causa intentata dalla <strong>Fiom-Cgil</strong></a></span> per verificare l&#8217;esistenza di un&#8217;attività antisindacale nella costituzione di una nuova società  in quel di <strong>Pomigliano</strong>. Nuova società che, come più volte dichiarato, è stata costituita da Fiat per evitare che i lavoratori dissenzienti dalle condizioni che la Fiat stessa ha preteso e ottenuto da accordi sindacali separati e referendum non liberi, abbiano la rappresentanza sindacale della Fiom-Cgil (principale sindacato non firmatario) per Pomigliano e per gli altri stabilimenti che seguiranno nel piano Fabbrica Italia (riguardante Mirafiori ed ex Bertone ), mai presentato completamente.</p><p>Al di là e con la giusta rilevanza che avrà la sentenza del tribunale di Torino, comunque vada (ne parleremo), io continuo a pensare che un&#8217;impresa non può pretendere tutto da un Paese libero di legare i suoi investimenti al cambio di leggi che riguardano tutti i cittadini, agendo in modo da forzare il quadro legislativo e le regole della <strong>coesione sociale</strong>, che sono ovunque frutto di lunghi processi sociali, culturali e legislativi, spesso assai complessi anche nell&#8217;equilibrio tra ceti sociali (e purtroppo in Italia si è legiferato poco, quando si poteva, a favore dei lavoratori).</p><p>Però, visto che la Fiat-Chrysler (abituiamoci a chiamarla così vista l&#8217;imminente fusione) è oramai un&#8217;azienda italo-americana &#8211; con quali pesi specifici nel comando, lo scopriremo a breve &#8211; proviamo a chiederci se in Usa o in qualunque Paese a regime democratico si può forzare l&#8217;ordinamento per ottenere una<strong> legge <em>ad aziendam</em></strong>. E ancora, chiediamoci se è giusto che un&#8217;impresa possa scegliere i sindacati di volta in volta più vicini, fino a costituire il  proprio sindacato aziendale, che peraltro Fiat ha sempre avuto e cercato, dal Sida al Fismic. E infine, perché un&#8217;impresa oramai multinazionale dovrebbe rispondere a vincoli speciali di diritto e di legge oltre e sopra i cittadini? E a vincoli speciali per le agibilità sindacali dei propri lavoratori?</p><p>Tutto ciò è possibile per il combinato disposto nel nostro Paese  di una grave crisi economica e di un&#8217;altrettanto grave <strong>crisi di rappresentanza politica </strong>che rende i nostri governi e spesso anche gran parte delle attuali opposizioni deboli, non autonomi e ricattabili, più di altri Paesi, da soggetti economici e finanziari. Soprattutto, questo ha lasciato soli le lavoratrici e i lavoratori del gruppo Fiat esposti a un pericoloso esperimento di &#8220;suggerimenti&#8221; di governo del Paese affidato a un&#8217;impresa oramai non più nazionale, ma che da un anno ci dice se siamo moderni o no, innovativi o conservatori, efficienti o inefficienti, entra ed esce dai contratti nazionali  e dalle associazioni d&#8217;impresa inseguiti da quasi tutti. Ma noi, cittadini, lavoratori e no, <strong>la Fiat non l&#8217; abbiamo eletta</strong> a governare  il  paese.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/16/la-fiat-ci-governa-ma-nessuno-lha-eletta/145874/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>31</slash:comments> </item> <item><title>Fiat, due sentenze in pochi giorni per fare giustizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/14/fiat-due-sentenze-in-pochi-giorni-per-fare-giustizia/145288/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/14/fiat-due-sentenze-in-pochi-giorni-per-fare-giustizia/145288/#comments</comments> <pubDate>Thu, 14 Jul 2011 10:50:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Giorgio Airaudo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Antonio Lamorte]]></category> <category><![CDATA[Cgil]]></category> <category><![CDATA[condotta antisindacale]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[Fiom]]></category> <category><![CDATA[Giovanni Barozzino]]></category> <category><![CDATA[Marco Pignatelli]]></category> <category><![CDATA[operai]]></category> <category><![CDATA[Pino Capozzi]]></category> <category><![CDATA[sentenza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=145288</guid> <description><![CDATA[Oggi Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, i tre operai dello stabilimento Fiat-Sata di Melfi Iscritti alla Fiom-Cgil che quasi un anno fa vennero licenziati per &#8220;sabotaggio&#8221; dalla Fiat, affronteranno la sentenza di opposizione al loro reintegro in fabbrica (vi farò sapere l&#8217;esito), dopo che il tribunale di Melfi in prima istanza ha accertato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="en-US">Oggi Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, i  tre <strong>operai dello stabilimento Fiat-Sata di Melfi </strong>Iscritti alla Fiom-Cgil che quasi un anno fa vennero licenziati per &#8220;sabotaggio&#8221; dalla Fiat, affronteranno la <strong>sentenza </strong>di opposizione al loro reintegro in fabbrica (vi farò sapere l&#8217;esito), dopo che il tribunale di Melfi in prima istanza ha accertato l&#8217;antisindacalità del loro licenziamento dando torto alla Fiat. Sarebbero dovuti rientrare al lavoro il 23 agosto scorso, ma la Fiat ha preferito retribuirli senza farli lavorare, per quasi un anno, in attesa di questo secondo grado di giudizio.</p><p>Questi tre lavoratori &#8211; i primi due sono anche delegati sindacali &#8211; sono &#8220;ostaggi&#8221; del teorema che la Fiat ha voluto costruire, io credo artatamente,  per giustificare le sue richieste di superamento del contratto nazionale e di limitazione delle libertà individuali e collettive, dell&#8217;azione sindacale e del diritto di sciopero. Insieme a <strong>Pino Capozzi</strong>, delegato Fiom impiegato di Mirafiori licenziato per l&#8217;invio di una mail &#8211; vincitore anch&#8217;egli della causa contro la Fiat ma reintegrato al lavoro &#8211; sono stati usati per dimostrare la presunta ingovernabilità delle  fabbriche Fiat, la sopravvivenza nostalgica di una conflittualità sindacale immotivata di fronte all&#8217;oggettività immodificabile  della nuova globalizzazione. Servivano degli  esempi per dire ai lavoratori Fiat che non è più possibile, nelle fabbriche del dopo crisi globale, nella nuova multinazionale dell&#8217;auto italo-americana, ammettere la soggettività delle lavoratrici e dei lavoratori, ma che è necessario garantire <strong>più disponibilità, meno libertà</strong> e comando dell&#8217;impresa indiscutibile.</p><p>Ecco Giovanni, Antonio e Marco sono stati usati in questo (per loro lungo) anno, si sono difesi e non sono stati lasciati soli. La sentenza di oggi dirà se verrano restituiti alla loro comunità di fabbrica che difendevano anche quella notte che sono stati licenziati, perché  scioperavano per chiedere che un aumento di lavoro sul turno di notte venisse redistribuito sugli altri turni per far rientrare lavoratori in cassa integrazione. Il calendario giuridico, in modo del tutto casuale e  beffardo, ha messo il loro giudizio in anticipo di pochi giorni rispetto alla <strong>sentenza sulla presunta antisindacalità di Fiat Auto</strong> nella costituzione della newco di Pomigliano, che verrà emessa sabato 16 Luglio a Torino e di cui parlerò nei prossimi giorni. Ma forse vi è una logica nel ristabilire il  diritto nell&#8217;ordine in cui l&#8217;ingiustizia è iniziata, almeno lo speriamo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/14/fiat-due-sentenze-in-pochi-giorni-per-fare-giustizia/145288/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>28</slash:comments> </item> <item><title>Dopo Tav e referendum, il cambiamento al governo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/09/dopo-tav-e-referendum-il-cambiamento-al-governo/144203/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/09/dopo-tav-e-referendum-il-cambiamento-al-governo/144203/#comments</comments> <pubDate>Sat, 09 Jul 2011 09:32:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Giorgio Airaudo</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[beni comuni]]></category> <category><![CDATA[cambiamento]]></category> <category><![CDATA[fiaccolata]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[partecipazione]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=144203</guid> <description><![CDATA[Ho scritto questo post all&#8217;una di notte, appena rientrato a casa dalla fiaccolata in centro a Torino &#8220;No Tav per il bene comune&#8220;. Una manifestazione enorme preparata in 2 giorni, in un venerdì sera funestato anche da un po&#8217; di pioggia. Un caro amico ex sindacalista della Fim-Cisl, Adriano Serafino, che ho incontrato alla fine...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto questo post all&#8217;una di notte, appena rientrato a casa dalla fiaccolata in centro a Torino <strong>&#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/09/no-tav-in-marcia-a-torino-uniti-per-il-bene-comune/144199/" target="_blank">No Tav per il bene comune</a></span>&#8220;</strong>. Una manifestazione enorme preparata in 2 giorni, in un venerdì sera funestato anche da un po&#8217; di pioggia. Un caro amico ex sindacalista della Fim-Cisl, Adriano Serafino, che ho incontrato alla fine della manifestazione, ha contato i manifestanti con un vecchio metodo sindacale: fermarsi in un punto e contare quante persone passano in un minuto (circa 500 in questo caso) e poi contare in quanto tempo sfila per quel punto il corteo. Adriano dice che sono stati 38 minuti, quindi secondo lui c&#8217;erano <strong>circa 19mila persone</strong> alla fiaccolata, la questura ha detto<strong> 6.000</strong> , <em>La Stampa </em>di Torino scriverà di <strong>10mila</strong>,<strong> </strong>decidete voi chi ha ragione.</p><p>Un&#8217;iniziativa pacifica e pacificata per ridare la parola alle ragioni dei <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.notav.eu/" target="_blank"><strong>No Tav</strong></a></span>, che sono forti e non hanno bisogno né di gesti sconsiderati, né di essere un problema di ordine pubblico. Si vogliono spendere per l&#8217;Italia, a progetto non ancora avviato, <strong>15 miliardi </strong>di euro proprio nei giorni in cui si dice agli italiani che dovranno risanare il debito con manovre che in quattro anni vanno, a seconda dei calcoli, <strong>da 48 a 62 miliardi</strong> di euro. Il costo prevalente di questi tagli colpirà l&#8217;assistenza e i servizi, e pagheranno i più deboli: giovani senza lavoro, pensionati al minimo, lavoro autonomo povero e lavoro dipendente. Quei 15 miliardi andrebbero spesi diversamente, se ci sono, e ieri sera, nel primo incontro di massa tra No Tav valsusini e cittadini torinesi, si è visto che cosa ha messo e può mettere in moto il <strong>movimento dei beni comuni</strong>, che ha vinto i referendum nella freddezza di quasi tutte le forze politiche tradizionali.</p><p>E&#8217; incomprensibile che il principale partito del centro sinistra, il <strong>Pd</strong>, non capisca la mutazione di comportamenti sociali che sta avvenendo all&#8217;interno della crisi, con un <strong>ritorno alla partecipazione</strong> (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/06/27/news/atlante_diamanti-18265261/?ref=HREC1-9" target="_blank">come ha notato anche Ilvo Diamanti</a></span>) che accorcia la delega: i cittadini vogliono decidere sulla spesa pubblica e premiano, dove ci sono, quei politici che accettano di condividere le scelte con la popolazione (Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli). Va quindi invertita la rotta rispetto a un consenso bipartisan (quel famigerato <em>Washington Consensus</em>) che non è più in grado di proporre un modello di sviluppo sostenibile ed accettabile.</p><p>L&#8217;esito referendario, la vertenza della Val di Susa contro la Tav e il grande consenso popolare che è stata capace di raggiungere in tutto il Paese mostrano come la sensibilità per i beni comuni, categoria politico-giuridica feconda e di grande significato, sia stata capace di conquistare l’egemonia del Paese. Esiste oggi un discrimine fra chi sostiene che un mondo diverso, basato sul pieno riconoscimento dell&#8217;interesse collettivo, è possibile e chi, per incapacità culturale di interpretare il mutamento della società, si trincera dietro un decisionismo autoritario che, lungi dall’essere realista, appare, nell’attuale situazione economica ed ecologica, sempre più velleitario. Chi si candida a guidare l’Italia del dopo Berlusconi deve costruire un&#8217;alternativa cercando i voti per <strong>portare al governo del Paese un processo di cambiamento</strong> che ascolti i movimenti e le rappresentanze sociali dei beni comuni, compresa l&#8217; opposizione alla tav in Val di Susa. Il tempo dell&#8217;autosufficienza si è concluso!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/09/dopo-tav-e-referendum-il-cambiamento-al-governo/144203/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>50</slash:comments> </item> <item><title>No Tav: proclamazione di cittadinanza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/no-tav-proclamazione-di-cittadinanza/137827/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/no-tav-proclamazione-di-cittadinanza/137827/#comments</comments> <pubDate>Sun, 03 Jul 2011 10:57:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Giorgio Airaudo</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[alta velocità]]></category> <category><![CDATA[Chiomonte]]></category> <category><![CDATA[cittadinanza]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[Val di Susa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=137827</guid> <description><![CDATA[Sono sul treno locale che da Torino sale in Val di Susa con il mio amico di tante lotte Francesco e sto andando alla manifestazione No Tav di Chiomonte. Il treno è stracolmo di famiglie, bambini e giovani come non mai. Alle stazioni lungo la valle non si riesce più a salire e molti restano...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono sul treno locale che da Torino sale in Val di Susa con il mio amico di tante lotte Francesco e sto andando alla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/no-tav-via-ai-cortei-in-val-susaquesta-opera-non-si-fara-mai/137809/" target="_blank">manifestazione No Tav</a></span> di Chiomonte. Il treno è stracolmo di famiglie, bambini e giovani come non mai. Alle stazioni lungo la valle non si riesce più a salire e molti restano a terra. Non è un movimento sconfitto e minoritario quello che vedo ma una proclamazione di cittadinanza pacifica e non violenta. Appare farsesco di fronte a questa popolazione in movimento il <strong>tentativo di ridurre tutto a un problema di ordine pubblico</strong>, di minoranze violente. E&#8217; un tentativo destinato a fallire.</p><p>Questo movimento che da 20 anni opera ed è cresciuto in Val di Susa e che 10 anni fa era a Genova con il movimento dei movimenti, ha saputo raccordarsi con tanti movimenti locali in Italia e in Europa, non ha mai perso il contatto con le istituzioni locali del territorio val susino, ha costruito un rapporto con i metalmeccanici della Fiom-Cgil che difendono il contratto nazionale nella democrazia guardando ad un modello di sviluppo diverso da quello che ha generato questa crisi. <strong>Sempre in autonomia dai partiti </strong>che hanno tentano di parteciparlo, o che ogni volta ne decretano la morte che non arriva. Non capiscono questa partecipazione popolare dal basso, sono sempre più attenti agli interessi forti della finanza e dell&#8217;economia che sfrutta i finanziamenti pubblici.</p><p>Oggi si ripresenta in Italia con questa manifestazione nazionale enorme, organizzata in 4 giorni soprattutto via web, quasi un segno di contatto con le rivolte democratiche dei giovani del Medio Oriente, come uno degli incubatori del popolo dei beni comuni che ha vinto i referendum nonostante tutti. E la politica <strong>che vuole l&#8217;alternativa</strong> dovrebbe nutrirsi di questa partecipazione e di proposte che vadano oltre le &#8220;grandi opere&#8221; finanziate con soldi pubblici che non abbiamo e non avremo, per merci che non avranno bisogno di velocità ma di innovazione di prodotto che tenga conto della riduzione energetica, dei limiti ambientali del pianeta e di garantire il diritto al lavoro per tutte e tutti nella libertà.</p><p>Vedranno tutto ciò? O è un problema di ordine pubblico anche per il centrosinistra?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/03/no-tav-proclamazione-di-cittadinanza/137827/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>50</slash:comments> </item> </channel> </rss>
<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using memcached
Page Caching using memcached (User agent is rejected)
Object Caching 1208/1209 objects using memcached
Content Delivery Network via st.ilfattoquotidiano.it

Served from: www.ilfattoquotidiano.it @ 2012-05-27 06:51:15 -->
