<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Francesca Moccia</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fmoccia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Depressione e obesità: la crisi incide sulla salute</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/01/crisi-incide-sulla-salute-degli-italiani/214448/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/01/crisi-incide-sulla-salute-degli-italiani/214448/#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 May 2012 08:29:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca Moccia</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[depressione]]></category> <category><![CDATA[Salute]]></category> <category><![CDATA[sanità privata]]></category> <category><![CDATA[ticket]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=214448</guid> <description><![CDATA[La fotografia della salute pubblica che emerge dal rapporto Osservasalute descrive un’Italia in cui si fa sempre più fatica a sostenere il servizio sanitario e in cui la spesa privata in sanità è cresciuta in modo esponenziale (+25% in 10 anni). Non poteva che essere così, visto il peso dei tagli e dei ticket sempre più pesanti per le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La fotografia della salute pubblica che emerge dal <a href="http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=8557" target="_blank">rapporto Osservasalute</a> descrive un’Italia in cui si fa sempre più fatica a sostenere il servizio sanitario e in cui la spesa privata in sanità è cresciuta in modo <strong>esponenziale</strong> (+25% in 10 anni). Non poteva che essere così, visto il peso dei tagli e dei ticket sempre più pesanti per le tasche degli italiani.</p><p>Ma emerge anche che le persone <strong>trascurano sempre di più la propria salute</strong> e si impegnano sempre meno nella prevenzione delle malattie. Per questo gli italiani sono sempre di più obesi, fumano e consumano antidepressivi, con punte più alte in alcune Regioni. In Campania, ad esempio, si è troppo <strong>sedentari</strong> e i livelli di mortalità sono alti per le malattie metaboliche, in Veneto si consuma troppo <strong>alcol</strong>, nel Lazio si fuma di più che nelle altre Regioni, in Basilicata ci sono più obesi e in Toscana si consumano più <strong>antidepressivi</strong>.</p><p>Tutto questo inciderà sulla salute delle nuove generazioni con <strong>costi elevati e sempre meno tutele</strong>, a partire dalle pensioni. Ma la situazione emergeva già chiaramente nel Rapporto Pit Salute, in particolare dalle segnalazioni al Tribunale per i diritti del malato di mancato o difficile accesso alle cure, che nell’ultimo anno sono addirittura raddoppiate, passando dal 5,5 al 9,7% (<a href="http://www.cittadinanzattiva.it/primo-piano/salute/2186-lanno-dei-qdiritti-al-taglioq.html" target="_blank">Rapporto Pit Salute 2011, Diritti al taglio</a>).</p><p><strong>E quali sono i problemi più segnalati?</strong> La riduzione improvvisa  di servizi, dai posti letto in Rsa a quelli per la dialisi, dai centri per la riabilitazione alle lungodegenze; le attese sempre più lunghe per visite, esami e interventi; i costi  crescenti, per usufruire di ore in più di assistenza domiciliare o per acquistare ausili e protesi più moderni e funzionali rispetto a quelli che eroga la Asl ; infine i ticket, che, pur essendo diversificati Regione per Regione, sono sempre più pressanti e in alcuni casi rendono più conveniente la sanità privata.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/01/crisi-incide-sulla-salute-degli-italiani/214448/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le emergenze dei pronto soccorso</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/emergenze-pronto-soccorso/192410/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/emergenze-pronto-soccorso/192410/#comments</comments> <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 14:32:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca Moccia</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Cittadinanzattiva]]></category> <category><![CDATA[emergenze]]></category> <category><![CDATA[pronto soccorso]]></category> <category><![CDATA[san camillo]]></category> <category><![CDATA[servizio sanitario]]></category> <category><![CDATA[Tribunale diritti malato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192410</guid> <description><![CDATA[Niente di nuovo al San Camillo, si potrebbe tristemente dire. Un anno fa eravamo noi del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva gli “ispettori” del pronto soccorso. Lì come in altri 111 ospedali in tutta Italia, per promuovere una grande campagna nazionale sul tema dell’emergenza. Ed è così che abbiamo trovato ambulanze che sostano all’ingresso e non ripartono...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Niente di nuovo al </strong><strong>San Camillo</strong>, si potrebbe tristemente dire. Un anno fa eravamo noi del Tribunale per i diritti del malato di <em>Cittadinanzattiva </em>gli “ispettori” del pronto soccorso. Lì come in <strong>altri 111 ospedali </strong>in tutta Italia, per promuovere una grande <a href="http://www.anaao.it/userfiles/monitoraggio_PS_TDM-ANAAOdoc.pdf" target="_blank">campagna nazionale sul tema dell’emergenza</a>.</p><p>Ed è così che abbiamo trovato ambulanze che sostano all’ingresso e non ripartono finché non restituiscono la lettiga, letti e barelle aggiunte nei corridoi, persone in attesa per giorni di un posto letto, come in un reparto ospedaliero, e ancora attese lunghe per un codice giallo, senza un servizio di mediazione per gli immigrati.<br /> Ci ha colpito molto la professionalità di medici e infermieri, che lamentavano di essere pochi e stanchi per soddisfare tutti. E di non poter ricoverare subito chi ne avrebbe avuto bisogno, per mancanza di posti letto.</p><p>Dopo quasi un anno da questa esperienza,<strong> la situazione non poteva che peggiorare,</strong> non avendo integrato il personale e avendo continuato a<strong> </strong>tagliare posti letto. Qualcuno ricorderà che il <strong>Ministro Fazio</strong> aveva fatto una proposta, separare i codici bianchi e verdi dagli altri e assegnarli a servizi territoriali di emergenza. Una trovata originale in quel momento, ma difficile da realizzare.<br /> Nel frattempo <a href="http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=7438" target="_blank">altri ospedali sono stati chiusi</a>, e migliaia di persone si sono riversate nei DEA dei grandi ospedali. E&#8217; successo questo ad esempio al <strong>Cardarelli di Napoli</strong>, che viveva già una situazione drammatica.</p><p>Per anni hanno provato a convincerci che <strong>siamo tutti irresponsabili </strong>se al primo malore corriamo al pronto soccorso, ma abbiamo continuato a farlo non avendo, in situazioni che percepiamo di pericolo, fiducia in nient’altro. Dove trovi, nonostante tutto, un triage che funziona come al pronto soccorso? Perché perdere tempo a contattare una guardia medica che non ci rassicura affatto quando il medico di famiglia non è disponibile? Temo che le cose resteranno così per molto tempo ancora, almeno fino a quando non avremo la certezza di <strong>servizi territoriali </strong>adeguati alle reali esigenze di salute delle persone, disponibili 24 ore su 24, come un pronto soccorso.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/emergenze-pronto-soccorso/192410/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Neve, un banco di prova per la sanità</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/neve-banco-prova-sanita/190050/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/neve-banco-prova-sanita/190050/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:00:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca Moccia</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[emergenza neve]]></category> <category><![CDATA[ospedali]]></category> <category><![CDATA[Sanità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190050</guid> <description><![CDATA[Per favore, se nevica, non vi ammalate! Perché le ambulanze non possono transitare sulle strade, perché i farmaci non possono essere distribuiti e l’assistenza al domicilio non arriva… Non è una provocazione, ma solo il bollettino di questa emergenza neve, perché la sanità è andata in tilt in molte zone del Paese, anche se è una delle cose che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per favore, se nevica,<strong> non vi ammalate!</strong> Perché le ambulanze non possono transitare sulle strade, perché i farmaci non possono essere distribuiti e l’assistenza al domicilio non arriva… Non è una provocazione, ma solo il bollettino di questa emergenza neve, perché la sanità è andata in tilt in molte zone del Paese, anche se è una delle cose che ha funzionato di più, nonostante le difficoltà.</p><p>Nel Lazio a<strong> </strong>Subiaco<strong> </strong>per giorni e giorni l’ospedale è rimasto <strong>senza riscaldamento</strong> perché il gruppo elettrogeno si è esaurito, nella stessa zona c’è stato un caso in cui i medicinali sono stati lanciati dall’elicottero in luoghi altrimenti non raggiungibili, in Puglia nel foggiano ha avuto difficoltà chi doveva spostarsi necessariamente per fare ad esempio la <strong>dialisi</strong>, in Abruzzo nella zona dell’Aquila, molte farmacie sono rimaste chiuse, le ambulanze non potevano percorrere strade che erano diventate impraticabili, alcune mamme hanno percorso a piedi chilometri per raggiungere i propri <strong>neonati </strong>in ospedale, altre per partorire non sono riuscite ad arrivare.</p><p>Un bel banco di prova per la rete dell’emergenza in uno “stato di emergenza”, che ha fatto vedere le debolezze del sistema, ma anche la capacità di trovare soluzioni in tempi rapidi - medici accompagnati in ospedale dal corpo forestale, farmaci consegnati dai carabinieri e da volontari. E si è visto anche che in certe condizioni <strong>piccoli ospedali in zone montane o molto isolate non sono poi così inutili</strong>, anzi possono salvare la vita a molte persone. E se proprio dobbiamo chiuderli, lasciamo aperti i punti di primo soccorso, inseriti nella rete dell&#8217;emergenza, senza limitarsi a chiudere ospedali e a promettere a chi vive nella zona che un giorno saranno riconvertiti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/neve-banco-prova-sanita/190050/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Sanità e gli sprechi del parto cesareo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/la-sanita-e-gli-sprechi-del-parto-cesareo/177687/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/la-sanita-e-gli-sprechi-del-parto-cesareo/177687/#comments</comments> <pubDate>Thu, 15 Dec 2011 10:37:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca Moccia</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[cesareo]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[Francesca Moccia]]></category> <category><![CDATA[parto]]></category> <category><![CDATA[Sanità]]></category> <category><![CDATA[sprechi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=177687</guid> <description><![CDATA[Come donna non posso proprio restare indifferente di fronte a quello che è emerso ancora una volta dalla Relazione sullo stato sanitario del Paese di ieri mattina: il 10% dei parti in Italia si fanno ancora in piccoli ospedali, poco sicuri, che garantiscono meno di 500 parti all’anno… mentre gli esperti dicono che se in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Come donna non posso proprio restare indifferente di fronte a quello che è emerso ancora una volta dalla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.rssp.salute.gov.it/rssp/homeRssp.jsp" target="_blank"><strong>Relazione sullo stato sanitario del Paese</strong></a></span> di ieri mattina: il 10% dei <strong>parti </strong>in Italia si fanno ancora in piccoli ospedali, poco sicuri, che garantiscono meno di 500 parti all’anno… mentre gli esperti dicono che se in un ospedale non se ne fanno 1.000 all’anno, rischiano di più la vita sia la mamma che il bambino. Ancora, emerge che quasi il 40% dei parti avviene con taglio cesareo, con notevoli differenze tra le Regioni, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica che dovrebbe essere il 15-20%. Se poi vediamo cosa accade nelle case di cura private accreditate, la percentuale di cesarei sale addirittura al 60%.</p><p>Che cosa significa tutto ciò? Diciamo che le ragioni sono diverse, alcune fisiologiche (le donne italiane partoriscono tardi), altre patologiche (un cesareo è più remunerativo per un ospedale rispetto a un parto fisiologico, è più facilmente programmabile e viene percepito come migliore strumento di medicina difensiva). Se poi aggiungiamo che spesso sono le donne stesse che lo chiedono perché temono il dolore e non possono usufruire dell&#8217;analgesia epidurale, e perché pochi spiegano loro che un cesareo è un vero e proprio intervento chirurgico e come tale ha di per sé dei rischi, il quadro è chiaro. E questo è anche un esempio dello <strong>spreco di risorse</strong> economiche che avviene nella nostra sanità, e la Relazione del ministro lo spiega bene, portando altri dati interessanti sui ricoveri inutili.</p><p>Ma è tempo di ristrettezze e il futuro non è roseo. Se non <strong>spendiamo bene quel poco che ci resta</strong>, a farne le spese saremo sempre noi, perché per risparmiare si taglierà ad esempio sulle terapie innovative per curare malattie gravi. Tra queste ci sono le neoplasie, come si legge nella Relazione del ministro, tra le principali cause di morte in Italia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/la-sanita-e-gli-sprechi-del-parto-cesareo/177687/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A nome di chi ancora crede nella sanità</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/22/a-nome-di-chi-ancora-crede-nella-sanita/172414/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/22/a-nome-di-chi-ancora-crede-nella-sanita/172414/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 Nov 2011 18:11:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca Moccia</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Ospedale Loreto Mare]]></category> <category><![CDATA[Salute]]></category> <category><![CDATA[Sanità]]></category> <category><![CDATA[SSN]]></category> <category><![CDATA[ticket]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=172414</guid> <description><![CDATA[Caro Ministro della Salute, ci sono molte cose che vorrei chiederle. Innanzi tutto per dare delle risposte a molte famiglie che vivono un problema di salute, in un Paese che ha creduto fortemente nel Servizio sanitario nazionale e nella possibilità di essere curati nel migliore dei modi possibile. Eppure in italia succede, a chi sceglie la sanità pubblica, perché...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro Ministro della Salute,<br /> ci sono molte cose che vorrei chiederle. Innanzi tutto per dare delle risposte a molte famiglie che vivono un problema di salute, in un Paese che ha creduto fortemente nel <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Servizio_sanitario_nazionale" target="_blank">Servizio sanitario nazionale</a></span> e nella possibilità di essere curati nel migliore dei modi possibile.</p><p>Eppure in italia succede, a chi sceglie la sanità pubblica, perché evidentemente non può permettersi altro, di mettersi in coda per troppo tempo fino allo sfinimento, di <strong>aspettare fino a 12 mesi per una mammografia</strong>, 10 mesi per una TAC o per una risonanza magnetica, più di 8 mesi per una ecografia. E mentre i tempi si allungano, i costi aumentano, basti pensare al nuovo ticket di dieci euro su ogni ricetta, che si aggiunge al costo del ticket sull&#8217;esame o sulla visita specialistica.</p><p>Lo scenario, non nelle realtà eccellenti, ma in alcune zone d&#8217;Italia è molto preoccupante. Se gli ospedali piccoli chiudono, i<strong> posti letto</strong> diminuiscono troppo in rapporto ai bisogni, e si affolla il <strong>Pronto soccorso</strong> più vicino fino a esplodere, le condizioni di lavoro peggiorano, i rischi aumentano e i conflitti si acuiscono.</p><p>Mi ha colpito un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.napolitoday.it/cronaca/loreto-mare-sala-operatoria-sporca.html" target="_blank">recente gravissimo caso accaduto a Napoli</a></span>, all&#8217;<strong>Ospedale Loreto Mare</strong>. Siccome le ditte delle pulizie scioperano, la struttura non è in condizioni di sicurezza e chi viene ricoverato lì per un intervento chirurgico, viene sottoposto a un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/16-novembre-2011/rischi-infenzione-se-ti-vuoioperare-firma-prima-1902189653856.shtml" target="_blank">doppio consenso informato</a></span>&#8230; firma il consenso ad un rischio aggiuntivo di contrarre infezioni per le cattive condizioni igieniche della struttura. E&#8217; incredibile, non sarebbe meglio dirottare le persone altrove? Dove il riscio è inferiore o almeno nella norma? Come trattiamo gli esseri umani, usiamo un modulo burocratico per fare un patto contro la salute?</p><p>Sono queste situazioni che meritano governo, governo dal centro, se non arrivano le Regioni incapaci. E il Fondo sanitario nazionale va ripartito in base ai bisogni, all&#8217;età e all&#8217;indice di deprivazione sociale, poi se chi governa è incapace, va sanzionato e sostituito, senza penalizzare i servizi per i cittadini di quella Regione.</p><p>E&#8217; questo, Signor Ministro, che le chiedo, a nome di tutti i cittadini che ancora credono di potersi affidare alla sanità di questo Paese.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/22/a-nome-di-chi-ancora-crede-nella-sanita/172414/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>22</slash:comments> </item> <item><title>La politica si è finalmente accorta degli Opg</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/07/la-politica-si-e-finalmente-accorta-degli-opg/162816/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/07/la-politica-si-e-finalmente-accorta-degli-opg/162816/#comments</comments> <pubDate>Fri, 07 Oct 2011 17:32:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca Moccia</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[ignazio marino]]></category> <category><![CDATA[infermità mentale]]></category> <category><![CDATA[Opg]]></category> <category><![CDATA[ospedale psichiatrico]]></category> <category><![CDATA[Stopopg]]></category> <category><![CDATA[Tribunale diritti malato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=162816</guid> <description><![CDATA[Quando ho visto per la prima volta il video girato nei manicomi giudiziari italiani ho provato una grande indignazione e un senso di impotenza di fronte a uno spettacolo che non credevo possibile nel nostro Paese. Soffitti scrostati, vetri rotti, incuria, sporcizia e abbandono. E poi persone con ulcere non curate e ferite non medicate....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho visto per la prima volta il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-697fcca4-893f-4a92-aaa2-318de7b0d127.html" target="_blank">video girato nei manicomi giudiziari italiani</a></span> ho provato una grande indignazione e un senso di impotenza di fronte a uno spettacolo che <strong>non credevo possibile </strong>nel nostro Paese. Soffitti scrostati, vetri rotti, incuria, sporcizia e abbandono. E poi persone con ulcere non curate e ferite non medicate. Eppure non sono carceri, dovrebbero essere ospedali, ma di fatto sono lager. E ancora persone costrette su letti di contenzione in condizioni disumane, una vera e propria forma di tortura. Basta una rissa e nel nostro Paese se sei considerato infermo di mente finisci in questi lager, <strong>possono passare anni</strong>, con proroghe di sei mesi in sei mesi, fino a vivere l’incubo di un ergastolo “bianco” e la tua vita è finita, la tua dignità azzerata. Meglio finire in carcere, dove ti trattano in modo più umano.</p><p>In Italia ci sono sei Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) nei quali sono recluse circa 1500 persone. Per questo credo che la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cittadinanzattiva.it/files/notizie/Senato_Carceri_27sett11.pdf" target="_blank">Risoluzione votata al Senato lo scorso 27 settembre</a></span>, che impegna il Governo su questo fronte, sia davvero <strong>un esempio di buona politica</strong>. Un “passo storico”, ha detto <strong>Ignazio Marino</strong>, che con orgoglio rivendica il fatto che la Commissione di inchiesta sul servizio sanitario nazionale che presiede ha ottenuto un impegno ufficiale da parte del Governo. Questa risoluzione non risolve il problema in Italia, ma la politica <strong>si è finalmente posta il problema </strong>e ha intrapreso una strada verso la soluzione, fatta di vari impegni: interventi urgenti per adeguare locali, personale, attrezzature e standard ospedalieri; tutela della salute mentale negli Istituti di pena in caso di infermità mentale sopravvenuta, poteri sostitutivi dello Stato in caso di non attuazione delle norme da parte delle Regioni, convenzioni con le Regioni sede di OPG per individuare strutture più idonee di quelle attuali; riformare la legislazione di tutto il settore per introdurre dei correttivi.</p><p>L’impegno più rilevante che si è assunto il Governo è quello di considerare possibile l’abolizione  dell’istituto della <strong>“non imputabilità” per infermità mentale</strong> e del conseguente ricovero in OPG previsti dal nostro Codice Penale, in vista di una riforma complessiva dell’intera materia.  Tutto questo si farebbe &#8211; si legge nel testo della risoluzione &#8211;  “nelle more del completo superamento dell’istituto dell’OPG, che resta l’obiettivo da perseguire quale scelta definitiva a regime”.<br /> <strong><br /> Mi resta un dubbio</strong>, nonostante l’ottimismo: che con questo voto del Senato le Regioni abbiano un alibi per non dismettere gli OPG &#8211; che tra l’altro, per la Corte Costituzionale, sono già fuori dal nostro ordinamento &#8211; ma per sostituirli con nuovi Ospedali Psichiatrici. Non è questo lo spirito della Risoluzione, ma è un rischio reale che corriamo tutti, se non controlliamo questo processo di cambiamento tappa per tappa, responsabilizzando Regioni, Aziende sanitarie e Comuni, come stiamo facendo, per esempio, con la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stopopg.it/" target="_blank">Campagna Stopopg</a></span>. Sono i Dipartimenti di salute mentale, le case famiglia, le cooperative sociali<strong> la vera alternativa</strong> a questo istituto anacronistico e disumano,  le esperienze della Toscana, del Friuli, dell’Emilia,  di Trento, che accolgono, prendono in carico, curano, integrano queste persone nella società e nel mondo del lavoro, che coinvolgono malati e familiari per valorizzare il loro sapere e per salvare delle vite.  E accade che malati, anche gravi, non devono ricorrere neanche più al pronto soccorso o al TSO.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/07/la-politica-si-e-finalmente-accorta-degli-opg/162816/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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