<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Federico Mello</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fmello/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Uno vale uno (tranne Tavolazzi)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/vale-tranne-tavolazzi/240352/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/vale-tranne-tavolazzi/240352/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 May 2012 11:58:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[movimento cinque stelle]]></category> <category><![CDATA[Parma]]></category> <category><![CDATA[pizzarotti]]></category> <category><![CDATA[tavolazzi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=240352</guid> <description><![CDATA[Uno vale uno. Siamo tutti uguali. Decidono i cittadini e non esistono vertici. Questo il mantra del Cinque Stelle. Sarà anche così, ma nel movimento c&#8217;è almeno una eccezione. Riguarda Valentino Tavolazzi, consigliere comunale a Ferrara. Come abbiamo già scritto su questo blog (“Epurazioni a cinque stelle”) Tavolazzi, a detta di molti 5S è il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Uno vale uno. Siamo tutti uguali. Decidono i cittadini e non esistono vertici. Questo il mantra del Cinque Stelle.</p><p>Sarà anche così, ma nel movimento c&#8217;è almeno una eccezione. Riguarda Valentino Tavolazzi, consigliere comunale a Ferrara. Come abbiamo già scritto su questo blog (“<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/epurazioni-stelle/195611/" target="_blank">Epurazioni a cinque stelle</a>”) Tavolazzi, a detta di molti <strong>5S è il “più bravo” dei consiglieri comunali eletti dal movimento</strong> (Grillo appoggiò la sua lista civica), il più competente: fino ad poco tempo fa sempre a fianco di Grillo in numerose occasioni pubbliche a ricoprire il ruolo del &#8220;tecnico competente&#8221;.</p><p>Poi è successo, a marzo, che alcuni simpatizzanti Cinque Stelle abbiamo <strong>organizzato a Rimini</strong> un incontro per interrogarsi su come rafforzate la democrazia nel movimento. Tavolazzi vi partecipò, e per lui e gli altri partì all&#8217;istante una bella scomunica grillesca con la quale <a href="http://www.beppegrillo.it/2012/03/_primo_consigli/index.html" target="_blank">vennero espulsi</a> dal movimento.</p><p>Veniamo ad oggi. Dopo l&#8217;incredibile successo di Federico Pizzarotti a Parma, Tavolazzi si è candidato a direttore generale del comune della città (lui <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/movimento-stelle-grillo-cerca-tecnico-parma-riesplode-caso-tavolazzi/240288/" target="_blank">smentisce</a>, ma non è escluso che a volergli dare questo ruolo ci stia pensando lo stesso Pizzarotti). Tavolazzi avrebbe tutte le carte in regola per svolgere quel ruolo: sia la competenza <strong>che la stessa visione “politica” del neo-sindaco</strong>. Però, secondo Grillo, il sindaco Pizzarotti non può decidere da solo i destini della sua Parma. Questa mattina è partita un&#8217;altra scomunica, sempre dal <a href="http://www.beppegrillo.it/2012/05/la_rete_non_deve_lasciare_soli_i_sindaci_del_m5s/index.html" target="_blank">blog di Grillo</a>: “<em>A Tavolazzi</em> – scrive il blogger &#8211; <em>è stato inibito l&#8217;uso congiunto del suo simbolo con quello del MoVimento 5 Stelle qualche mese fa</em>”. La sua nomina “<em>è una scelta impossibile, incompatibile e ingestibile politicamente. Mi meraviglio che Tavolazzi si ripresenti ancora sulla scena per spaccare il MoVimento 5 Stelle e che trovi pure il consenso di un consigliere dell&#8217;Emilia Romagna</em>” (il bravo &#8211; a questo punto forse troppo &#8211; Giovanni Favia? chiediamo noi).</p><p>Non finisce qui. Grillo invita &#8220;<em>chiunque fosse interessato alla posizione invii il suo curriculum a questa mail</em>”. <strong>Il link porta ad un form per a segnalazioni su BeppeGrillo.it</strong>. Vi sembra normale? Vi sarebbe sembrato normale se, appena eletto <strong>Luigi De Magistris</strong> sindaco di Napoli, Antonio Di Pietro avesse chiesto a chi volesse diventare assessore nel comune partenopeo, <strong>di mandare un curriculum alla sua mail personale?</strong></p><p>La situazione, per ora è di stallo: quando bisogna confrontarsi sui fatti, d&#8217;altronde, gli insulti e le epurazioni servono a poco. Sarà interessante però <strong>vedere cosa sceglierà Pizzarotti</strong>, e vedere anche come si comporterà Grillo se i suoi cittadini, ora amministratori, sceglieranno di testa loro come trasformare in realtà, la &#8220;nuova politica&#8221;.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/#!/fedemello">twitter.com/fedemello</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/vale-tranne-tavolazzi/240352/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il grillismo è una questione di stile</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/grillismo-questione-stile/239176/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/grillismo-questione-stile/239176/#comments</comments> <pubDate>Wed, 23 May 2012 13:00:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[comunicazione politica]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Internet]]></category> <category><![CDATA[movimento cinque stelle]]></category> <category><![CDATA[obama]]></category> <category><![CDATA[Porta a porta]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=239176</guid> <description><![CDATA[Su questo blog non abbiamo mai fatto sconti a Beppe Grillo. Eppure, dobbiamo ammetterlo, una puntata di Porta a Porta strapiena di &#8220;vecchi politici&#8221;, ieri sera ci ha fatto capire tante cose. Diciamo la verità. Molte sparate di Grillo suonano esagerate, provocatorie, distruttive, a tesi e a prescindere – uscire dall&#8217;euro, tanto per dirne una,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Su questo blog <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/epurazioni-stelle/195611/" target="_blank">non abbiamo</a> mai <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/pirati-tedeschi-siamo-vero-movimento-popolare/230759/" target="_blank">fatto</a> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/cinque-stelle-democrazia/237045/" target="_blank">sconti</a> a Beppe Grillo. Eppure, dobbiamo ammetterlo, una puntata di <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8b946882-727e-4daa-b691-b06a6411bb5c.html#p=0" target="_blank">Porta a Porta</a> strapiena di &#8220;vecchi politici&#8221;, ieri sera ci ha fatto capire tante cose.</p><p>Diciamo la verità. Molte sparate di Grillo suonano esagerate, provocatorie, distruttive, <strong>a tesi e a prescindere</strong> – uscire dall&#8217;euro, tanto per dirne una, per me rimane una follia: l&#8217;Europa unita è un sogno di pace.</p><p>Eppure è altrettanto vero che, come detto più volte, i Cinque Stelle “sono meglio” di Grillo. Hanno delle caratteristiche che gli altri partiti, schiacciati dal peso del loro ceto politico, non potranno mai avere se non si rivolteranno come un calzino. <strong>La forza del Cinque Stelle</strong> si basa prima di tutto su una impostazione generale, su uno stile. Con queste caratteristiche. </p><ol><li><strong>Faccia a faccia</strong><br />Non essendo politici di professione, gli esponenti del movimento <strong>danno “del tu” agli elettori e ai cittadini</strong>. È uno stile tipico della Rete, dove tutto è orizzontale e nessuno si sognerebbe di dare “del lei” a un direttore di giornale, a un conduttore tv o a un politico &#8211; su Twitter per esempio. In confronto all&#8217;ampollosità e agli arzigogoli dei partiti, è un atteggiamento che funziona.</li><li><strong>Rispetto per l&#8217;intelligenza degli elettori e dei cittadini</strong><br />Dare del tu a cittadini ed elettori, vuol dire rispettarne l&#8217;intelligenza, <strong>non considerarli popolo bue</strong>. Prendiamo il caso di Parma. Pd e Pdl dicono che Pizzarotti ha vinto perchè  lo hanno votato gli elettori di centrodestra.  I Cinque Stelle replicano: “<em>I cittadini non appartengono ai partiti, decidono liberamente da chi vogliono essere rappresentati</em>”. Voi in quale scenario vi sentite più rispettati?  Quando qualcuno si impegna a rendere la propria candidatura credibile agli occhi di tutti, a prescindere; o quando vi considerano semplicemente truppe cammellate? Gli italiani, non sono più quelli degli anni settanta, nè quelli degli anni novanta. Con il web si informano, confrontano, decidono. E non ci stanno a farsi considerare mezzi-deficienti utili solo a fare una croce dove ha deciso il segretario di partito. Chiedono e meritano rispetto.</li><li><strong>Dare opportunità a tutti</strong> <br />Saranno inesperti e improvvisati, ma i Cinque Stelle, di certo, scommettano su facce nuove. Avete presente come funzionano le riunioni di partito? Tutti i &#8211; pochi &#8211; partecipanti hanno delle storie, scazzi e amicizie, legami, <strong>tutti rispondono ad una gerarchia</strong>. Il Movimento, invece, prende persone sconosciute, e “le butta a mare”. È rischioso, certo, ma rispetto ai soliti noti, sempre quelli, al tutto già scritto di ogni partito, risulta un modo efficace di innovare e portare aria fresca nelle stanze “dei bottoni”.</li><li><strong>Sanno fare la nuova politica </strong><br />Essendosi formatisi sul web, sono riusciti a realizzare un buon mix tra politica virtuale e politica reale. Ci sono i social network, naturalmente, ma anche i banchetti e i volantinaggi. Una struttura aperta come la loro, nella quale tutti possono entrare, <strong>raduna persone che “vogliono fare politica”</strong> e che nel farla si sentono protagonisti. Chi fa oggi “politica” nei partiti? Chi fa le pagine Facebook e i banchetti? I soliti, che si conoscono tutti, gruppi chiusi che non aggregano perchè preferiscono la fedeltà al capibastone, rispetto all&#8217;impegno spontaneo. Solo ribaltando questo meccanismo si può fare politica senza grandi somme, e prendere una grande città con 6000 euro. </li></ol><p>Se ci pensate bene, tutti questi punti, <strong>potrebbero benissimo essere fatti propri dai partiti</strong>, e dal Pd in prima istanza. Barack Obama ha vinto le elezioni del 2008 anche grazie “ai social network”. Sono passati quattro anni: quanto ha investito in risorse e persone il Pd sul piano digitale in questi anni? Perchè non ha aperto le sue stanze a <strong>giovani motivati e connessi</strong>, disposti a spendersi se lasciati liberi di esprimersi? No, al Nazareno piuttosto, hanno preferito affidarsi alle solite agenzie di comunicazione, lanciando campagne di comunicazioni disastrose – che hanno creato <a href="http://yfrog.com/es5lxvpj" target="_blank">il famoso detto</a>: “<em>Ogni volta che esce una nuova locandina del PD, un grafico muore</em> ”.</p><p>Se i partiti vogliono salvarsi – ritengo ancora importante il loro ruolo – <strong>hanno solo questa di strada</strong>. Rispettare l&#8217;intelligenza degli elettori, dare del tu, aprire le porte e fare entrare tutti. Voi direte, ma loro vengono da un&#8217;altra stagione, da un&#8217;altra mentalità, non possono fare tutto ciò perchè si delegittimerebbero all&#8217;istante. Vero, ma devono capire che c&#8217;è un ultima caratteristica  fondamentale nella nuova politica: ad un certo punto della propria carriera bisogna capire quanto sia importante saper fare un passo indietro. <strong>Meglio finire nell&#8217;ombra con onore</strong>, come fanno i politici in tutta Europa,  piuttosto che farsi cacciare quando si è perso tutto ciò che si poteva perdere.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">twitter/fedemello</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/grillismo-questione-stile/239176/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cinque stelle: e ora democrazia!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/cinque-stelle-democrazia/237045/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/cinque-stelle-democrazia/237045/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 May 2012 15:51:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[ballottaggi 2012]]></category> <category><![CDATA[copyrigth]]></category> <category><![CDATA[democrazia]]></category> <category><![CDATA[Gianroberto Casaleggio]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Parma]]></category> <category><![CDATA[Pirati tedeschi]]></category> <category><![CDATA[pizzarotti]]></category> <category><![CDATA[sindaco parma]]></category> <category><![CDATA[tv]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=237045</guid> <description><![CDATA[La vittoria del movimento 5 stelle è innegabile. Nonostante fossero senza soldi, senza esperienza, senza ceto politico, i “cittadini” delle liste autorizzate da Grillo si sono affermati in comuni e regioni e hanno conquistato il governo di città importanti. Li vedremo all&#8217;opera, capiremo se riusciranno a trasformare le promesse in realtà (a Parma, per esempio,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/cinque-stelle-democrazia/237045/5stelle/" rel="attachment wp-att-237146"><img class="alignleft size-medium wp-image-237146" title="5stelle" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/5stelle-300x199.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="199" /></a>La vittoria del movimento 5 stelle è innegabile. Nonostante fossero senza soldi, senza esperienza, senza ceto politico, i “cittadini” delle liste autorizzate da Grillo si sono affermati in comuni e regioni e hanno conquistato il governo di città importanti.</p><p>Li vedremo all&#8217;opera, capiremo se riusciranno a trasformare le promesse in realtà (a Parma, per esempio,<strong> verrà chiuso l&#8217;inceneritore</strong> quasi pronto e <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/02/parma-sigilli-al-cantiere-dellinceneritore-iren/136110/">costato 200 milioni di euro</a>? Non sarebbe un enorme spreco?).<br />Comunque, buona fortuna!</p><p>Ma il prossimo orizzonte, senza dubbio, è quello delle <strong>elezioni politiche</strong>. Il Cinque Stelle viene valutato intorno al 14-15 per cento dei voti, praticamente una carovana grillina guidata da 70-80 parlamentari è pronta al sacco di Roma.</p><p>Come verranno eletti questi deputati? È molto probabile che nel 2013 andremo a votare ancora con l&#8217;orrido Porcellum. Tutti i candidati, quindi, sia delle nuove liste che di ogni altro partito “morto”, verranno designati dal leader del singolo partito o del movimento, da chi ne è detentore del simbolo.</p><p>Il Cinque Stelle, movimento ormai grande e maturo, come sceglierà la sua classe dirigente, i suoi deputati? Con quali regole?</p><p>È risaputo che Grillo ha il copyright del simbolo del movimento. È agli atti inoltre che abbia proceduto ad espulsioni unilaterali per chi voleva affrontare il tema delle elezioni politiche, e di reprimende per gli esponenti delle liste colpevoli di andare in tv.</p><p>I Pirati tedeschi, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/pirati-tedeschi-siamo-vero-movimento-popolare/230759/">in un intervista al Fatto</a>, invitavano <strong>Grillo a “mollare l&#8217;osso”</strong> e a passare la gestione del movimento ad una piattaforma “certificata” di iscritti come il loro “liquid feedback”. Possibile che un “guru di Internet” come Gianroberto Casaleggio, sicuro che nel futuro sarà “la Rete” a farsi carico delle decisioni collettive, non sia grado di realizzare uno strumento del genere?</p><p>La democrazia è la base del vivere civile. Può una forza politica nuova, innovativa, ora anche credibile e di governo, essere l’unica che ne fa a meno e delega tutto al suo padre-padrone? Se così fosse, risulterebbe un partito nato, cresciuto, e subito “morto”.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">twitter.com/fedemello</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/cinque-stelle-democrazia/237045/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Brindisi per noi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/brindisi/235129/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/brindisi/235129/#comments</comments> <pubDate>Sat, 19 May 2012 16:53:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[bombe]]></category> <category><![CDATA[Brindisi]]></category> <category><![CDATA[melissa]]></category> <category><![CDATA[Provincia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=235129</guid> <description><![CDATA[Siete mai stati da quelle parti? In fondo all&#8217;Italia, là dove finisce la terra, nel Salento orientale che non arriva mai nei tg nazionali, non fa mai capolino sui giornali, non dà appuntamento ai vacanzieri per l&#8217;aperitivo all&#8217;ultimo grido? Questi posti hanno una caratteristica fondamentale dettata dalla geografia. Sono lontani dalla Lombardia industriale, dal Veneto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Siete mai stati da quelle parti? <strong>In fondo all&#8217;Italia</strong>, là dove finisce la terra, nel Salento orientale che non arriva mai nei tg nazionali, non fa mai capolino sui giornali, non dà appuntamento ai vacanzieri per l&#8217;aperitivo all&#8217;ultimo grido?</p><p>Questi posti hanno una caratteristica fondamentale dettata dalla geografia. Sono lontani dalla Lombardia industriale, dal Veneto che intraprende, dall&#8217;Europa degli scambi: prendere un treno vuol dire sempre viaggiare, mettersi il cuore in pace e impiegare ore per attraversare lo stivale.</p><p>Qualche anno fa ero anche io un ragazzo di giù, uno di loro. In quelle città e in quei paesi, spesso, non ci sono offerte culturali, circoli ricreativi: senza macchina non si arriva neanche alle dance hall estive più a sud, verso Torre dell&#8217;Orso e i laghi Alimini.</p><p>A sedici anni, a Brindisi, a San Pietro Vernotico, a Mesagne <strong>c&#8217;è la piazza del Paese</strong> al massimo, dove incontrarsi; quando va bene l&#8217;Oratorio per giocare a pallavolo sotto un sole che spacca le pietre. Tutto intorno, appena si esce dal Paese, gli ulivi a perdita d&#8217;occhio da attraversare in motorino per andare a mare.</p><p>Per la scuola, ci sono le corriere, come quelle che prendevano Melissa, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/brindisi-ordigno-esplode-scuola-cinque-studenti-feriti-gravi/234446/" target="_blank">morta stamattina a 16 anni</a>, e la sua amica Veronica, che lotta per sopravvivere. Figli, famiglie e persone normali, nate e cresciute dove la natura è ancora protagonista, la politica lontana, le economie scarse: il lavoro quando va bene è nei call center che crescono come funghi, o al centro commerciale, nei campi o sui cantieri.</p><p>Eppure a Brindisi le ragazze e i ragazzi &#8211; come tutti i ragazzi – sognano. Un futuro migliore, un posto nel mondo, una prospettiva. Magari in una scuola superiore dove si studia moda, un mondo fatato di passerelle, stoffe, forbici: una strada per esprimere se stessi,<strong> per inventarsi il futuro</strong>.</p><p>Quelle bombe sono esplose in mezzo a tutto questo. In un&#8217;Italia di provincia dove tutto scorre senza scossoni, rassicurante, bellissimo e spesso immobile. Questo lascia ancora più attoniti. Perché colpire i sogni di quei ragazzi? Perché instillare il terrore nelle mille Italie di provincia che sono la dorsale della nostra identità? Forse, per dire a tutti che nessuno può stare tranquillo a casa sua, sotto il proprio campanile. Che ciascuno, ovunque, rischia di essere travolto dalla follia.</p><p>Davanti al più vile dei terrorismi, di bello c&#8217;è solo chi si è messo in treno, in macchina, e parte o sta partendo per andare a Brindisi: una città dove forse non avrebbe mai pensato di finire se non per prendere il traghetto per la Grecia. Solo questo si può fare. Andare lì, come nelle piazze delle nostre città, e dire: noi ci siano, non siete soli, non permetteremo più alla follia di vincere. Brindisi per noi, in queste ore, è l&#8217;Italia intera.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/brindisi/235129/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I Pirati tedeschi: &#8220;Siamo un vero movimento popolare&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/pirati-tedeschi-siamo-vero-movimento-popolare/230759/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/pirati-tedeschi-siamo-vero-movimento-popolare/230759/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 May 2012 17:00:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[Carlo Von LynX]]></category> <category><![CDATA[Piratenpartei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=230759</guid> <description><![CDATA[Sono la novità politica del momento. Nei sondaggi veleggiamo oltre le due cifre e anche nel Nord-Reno Vestfalia, la regione più popolata della Germania, domenica hanno portato a casa il 7,7 per cento. Parliamo del Piratenpartei, naturalmente, il partito dei pirati informatici tedeschi. Si battono per la difesa della privacy e del file sharing, prendono...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono la novità politica del momento. Nei sondaggi veleggiamo oltre le due cifre e anche nel <strong>Nord-Reno Vestfalia</strong>, la regione più popolata della Germania, domenica hanno portato a casa il 7,7 per cento. Parliamo del <em>Piratenpartei</em>, naturalmente, il partito dei pirati informatici tedeschi. Si battono per la difesa della privacy e del <em>file sharing</em>, prendono le distanze da <strong>Grillo</strong> ma, soprattutto, con la loro formazione “hacker” puntano tutto su strumenti informatici di confronto orizzontale. Di ciò abbiamo parlato con Carlo Von LynX.<strong></strong></p><p><strong>Carlo, come è cominciato tutto?</strong></p><p>I politici erano sempre molto interessati ai temi digitali,ma poi alla fine facevano sempre quello che dicevano i lobbisti. Quando in Germania hanno proposto una legge che con la scusa di colpire la pedopornografia voleva censurare Internet, ci siamo dati da fare.</p><p><strong>Tu come ti sei avvicinato?</strong></p><p>Dopo l’europee del 2009: prendemmo l’un per cento, ma capimmo che potevamo crescere.</p><p><strong>Per iscriversi bisogna prendere una tessera?</strong></p><p>Sì, anche se in realtà si tratta di un foglio di carta che si può anche mandare via posta. Online non ci si può iscrivere: è troppo rischioso per la riservatezza dei dati</p><p><strong>Un iscritto che diritto ha?</strong></p><p>Il diritto più bello è la partecipazione al <em><strong>LiquidFeedback</strong></em>, il software al centro della proposta pirata, uno strumento di partecipazione ideato da scienziati politici vicini al partito che non fa altro che simulare un’assemblea permanente. Si discutono idee e proposte, dalle iniziative ai volantini. Ogni discussione è votabile ed emendabile in tempo reale: vince chi riceve più consensi. Questo vale anche per nominare delegati, incarichi ed esperti sui singoli tempi.</p><p><strong>In quanti siete?</strong></p><p>In Germania trentamila.</p><p><strong>LiquidFeedback è uno strumento solo per i membri?</strong></p><p>Sì, è necessario avere una identificazione per essere sicuri che dietro ogni account ci siano persone.</p><p><strong>Quanto costa iscriversi?</strong></p><p>36 euro l’anno, 3 euro al mese</p><p><strong>Quali strutture avete?</strong></p><p>Il minimo necessario previsto dalla legge tedesca sui partiti: board regionali e nazionali, loro rappresentanti e figure amministrative. Devono tutti riflettere esattamente le decisioni che abbiamo preso collettivamente.</p><p><strong>Come li eleggete?</strong></p><p>In assemblee tradizionali anche se nel nostro caso partecipa chiunque lo voglia. Si vota usando le classiche schede. Fondamentale è il voto segreto.</p><p><strong>L’ultima assemblea?</strong></p><p>Qualche settimana fa, con circa 1500 partecipanti.</p><p><strong>Non votate su Internet?</strong></p><p>No: riteniamo insormontabile il problema di rendere davvero sicuro un voto online.</p><p><strong>Siete virtuali e reali&#8230;</strong></p><p>Siamo diventati un partito molto reale: tantissimo lavoro si fa nei raduni settimanali nei quartieri. Solo qui a Berlino abbiamo cinque gruppi locali</p><p><strong>A qualcuno di voi sono scappate frasi tipo “cresciamo come i nazisti”&#8230;</strong></p><p>Siamo nuovi all’agone politico. Dobbiamo imparare ad aspettarci che una nostra frase possa essere estrapolata. Ma siamo assolutamente anti-nazi.</p><p><strong>Avete a cuore solo i diritti “digitali”?</strong></p><p>Siamo entrati in politica per difendere i nostri spazi di libertà su Internet. Ma abbiamo capito presto che la politica è dominata dal lobbismo e che dobbiamo occuparci di tutto. Col LiquidFeedback abbiamo una piattaforma nella quale il lobbismo non ha possibilità di esprimersi</p><p><strong>Chi vota i pirati?</strong></p><p>Un recente sondaggio, lo stesso che ci assegna il 12-13 per cento a livello nazionale, dice che veniamo percepiti come “di centro” e siamo votati da tutte le età, a destra e a sinistra, all’est e all’ovest . Siamo un vero movimento popolare</p><p><strong>Grillo dice di essere il vostro corrispettivo italiano</strong></p><p>Beppe Grillo mi è sempre piaciuto. Ma ha imposto al Movimento Cinque Stelle uno statuto che lo rende capo di tutto: è un leader politico anche se dice di non esserlo. Lui e la sua ditta tengono il “copyright” del logo e del nome del movimento, possono espellere singoli, o gruppi di persone, quando gli pare. In questo modo il suo non è un movimento sufficientemente democratico: se Beppe Grillo mollasse l’osso e permettesse al 5 Stelle di diventare un movimento orizzontale; se cedesse il potere a una tecnologia come il LiquidFeedback, allora potrebbe essere assimilabile a noi.</p><p><strong>Siete contro qualsiasi alleanza politica?</strong></p><p>L’opposizione fondamentale a ogni alleanza è una delle caratteristiche della vecchia politica. Suona un po’ come “o siamo al governo o vi blocchiamo tutto”.</p><p><strong>E voi?</strong></p><p>Se abbiamo preso una decisione condivisa nel partito e se una proposta corrisponde a quella di un governo, o di un’altra forza politica, non abbiamo problemi a votare a favore. Gli unici con i quali non ci accorderemmo mai sono i nazisti. Per il resto dipende dai contenuti. Chi ci viene incontro può collaborare con noi. Chi ci chiede voti su cose con le quali non siamo d’accordo non avrà mai il nostro sostegno.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">twitter.com/fedemello</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/pirati-tedeschi-siamo-vero-movimento-popolare/230759/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il &#8220;multitasking&#8221; è una bufala</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/multitasking-bufala/225742/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/multitasking-bufala/225742/#comments</comments> <pubDate>Thu, 10 May 2012 15:17:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Alessandro Baricco]]></category> <category><![CDATA[Fantozzi]]></category> <category><![CDATA[multitasking]]></category> <category><![CDATA[wall street journal]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=225742</guid> <description><![CDATA[Alla notizia qualche inguaribile ottimista potrebbe rimanerci male. Molti altri, però, schiacciati dal peso di cellulari che squillano in ogni momento, mail che intasano la casella di posta, schermi che ammiccano a ogni angolo di strada, potrebbero invece abbandonarsi finalmente a un urlo liberatorio in stile Fantozzi: “Il multitasking è una cagata pazzesca!”. Per i...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alla notizia qualche inguaribile ottimista potrebbe rimanerci male. Molti altri, però, schiacciati dal peso di <strong>cellulari</strong> che squillano in ogni momento, mail che intasano la casella di posta, schermi che ammiccano a ogni angolo di strada, potrebbero invece abbandonarsi finalmente a un urlo liberatorio in stile Fantozzi: “Il multitasking è una cagata pazzesca!”. Per i non addetti ai lavori, va spiegato che per “multitasking” si intende<strong> l’attività</strong> di svolgere più compiti contemporaneamente. Si parla al telefono e si spizzicano siti web, si guarda la tv e si twittano pensieri icastici di 140 caratteri, si parla con un amico e si guarda un partita di campionato.</p><p>Alessandro Baricco, nel 2006, spiegava il multitasking come un modo “di svuotare tanti gesti che sarebbero importanti”, per “farne uno solo, molto importante”. Per quanto possa sembrare clamoroso, i suoi “barbari”, venivano descritti come persone che “non hanno l’istinto a isolare ciascuno di quei gesti per compierlo con più attenzione e in modo da cavarci il meglio. È un istinto che è loro <strong>estraneo</strong>. Dove ci sono gesti, vedono possibili sistemi passanti per costruire costellazioni di senso: e quindi esperienza. Pesci, se capite cosa voglio dire”. Ci sarà di mezzo anche l’oroscopo , ma se l’esperienza quotidiana ci dice quanto sia difficile fare più cose in una volta sola, ora anche una <strong>bibbia</strong> della scienza come la rivista Nature – a cui ha dato ampio risalto il Wall Street Journal – ci conferma che solo il 2,5 per cento di tutti noi (detti “super-taskers”) sono in grado di fare più cose insieme. Gli altri, ovvero la stragrande maggioranza, può anche pensare di essere in pieno “multitasking”, ma in realtà sta solo spostando velocemente la propria attenzione da un obiettivo a un altro – rischiando in questo modo di<strong> far male</strong> entrambe le cose.</p><p>In realtà, spiega sempre il Wsj, siamo in grado di affrontare alcune “task” <strong>contemporaneamente</strong>: è il caso di attività “automatiche”, quali pulire o lavorare a maglia, che non ci impediscono di ascoltare la musica o di guardare la tv; ma anche di compiti che vengono specificamente selezionati dal nostro cervello. Se a una festa, per esempio, nonostante la musica alta riusciamo a parlare con qualcuno, questo è possibile perché il nostro cervello interpreta le nostre volontà facendoci focalizzare l’attenzione sul nostro interlocutore. Per tutti gli altri compiti, a partire da quello che riguardano schermi e <strong>computer</strong>, c’è poco da fare (ormai molte orecchie sono sempre più allenate nel capire se chi è dall’altra parte della cornetta, durante una telefonata, sta smanettando sul web mentre ci offre ben poca attenzione).</p><p>Questa ricerca risulta più importante di quanto potrebbe sembrare: anche molti “business” <strong>sperimentali</strong> fanno affidamento al multitasking – pensiamo soltanto ai tentativi di rendere interattiva la tv. Eppure, con tutta la volontà, difficilmente riusciremo mai a farcela: siamo sempre esseri umani d’altronde, mica macchine.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">Twitter/fedemello </a></p><p style="text-align: left;"><em>Il Fatto Quotidiano, 9 Maggio 2012 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/multitasking-bufala/225742/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Moccia batte Alfano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/moccia-batte-alfano/222048/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/moccia-batte-alfano/222048/#comments</comments> <pubDate>Mon, 07 May 2012 16:49:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alfano]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Federico Moccia]]></category> <category><![CDATA[Federico Moccia Rosello]]></category> <category><![CDATA[Federico Moccia sindaco]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=222048</guid> <description><![CDATA[Alfano l&#8217;aveva detto: “Dopo le amministrative arriverà la più grande novità della politica italiana”. 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Oggi, a guardare i risultati che stanno arrivando da tutta Italia, si capisce di quale “novità” parlava: <strong>il Pdl rischia di liquefarsi</strong>, quasi ovunque è sotto il 20 per cento e in città grandi e piccole è scalzato ai ballottaggi dai Cinque Stelle.</p><p>Forse ci hanno messo un po&#8217; – ben 18 anni – ma alla fine gli italiani l&#8217;hanno capito. Dopo lo sfascio al quale ci hanno portato, che senso ha votare ancora Pdl? “<em>Abbiamo sbagliato i candidati</em>” dice La Russa. Ma lui stesso, e Alfano, Cicchitto, La Russa, Gasparri, Quagliariello, Lupi, Gelmini, avrebbero preso più voti? Cosa sono senza Berlusconi? Senza un padrone da difendere, quali sono le loro idee per il futuro, l&#8217;amministrazione della cosa pubblica, l&#8217;economia, i territori?</p><p><strong>Federico Moccia</strong>, lui, l&#8217;autore di Tre metri sopra il cielo, è diventato invece sindaco di un paesino di 300 abitanti, a Rosello, in Abruzzo: “Ho intenzione di portare i lucchetti dell&#8217;amore a Rossello &#8211; spiega ora &#8211; Ci sono delle magnifiche vallate verso Agnone, romantiche, piene di bellezze naturali, di cascate”.</p><p>Banale? Sicuro! Ma sembra un gigante in confronto ad Alfano. Che ha dedicato la sua vita a B., gli ha fatto il lodo, ne ha preso l&#8217;eredità, e ora verrà additato come il vero responsabile di questa disfatta. I nodi, prima o poi, vengono al pettine. I dreadlock del Pdl-partito-di-plastica potrebbero questa volta liberarci della masnada che ci ha governato finora. Che già l&#8217;abbiamo pagata troppo cara.</p><p style="text-align: right;">                      <a href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">twitter/fedemello</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/moccia-batte-alfano/222048/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sei omofobo? Allora forse sei gay</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/omofobo-allora-forse/218062/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/omofobo-allora-forse/218062/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 09:33:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[gay]]></category> <category><![CDATA[New york times]]></category> <category><![CDATA[politiche anti gay]]></category> <category><![CDATA[studio New York Times]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=218062</guid> <description><![CDATA[In molti l’avranno pensato: personaggi pubblici particolarmente duri contro gay e lesbiche, nascondono in realtà un’omosessualità latente. Ora il New York Times sembra dare basi scientifiche a questo “sentore”. Il quotidiano Usa ha pubblicato ieri uno studio, disponibile anche online, in cui due psicologi spiegano i risultati di un esperimento condotto con 784 studenti universitari...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In molti l’avranno pensato: personaggi pubblici particolarmente duri contro gay e lesbiche, nascondono in realtà un’omosessualità latente. Ora il New York Times sembra dare basi scientifiche a questo “sentore”.</p><p>Il quotidiano Usa ha pubblicato ieri uno studio, disponibile anche <a href="http://www.nytimes.com/2012/04/29/opinion/sunday/homophobic-maybe-youre-gay.html " target="_blank">online</a>, in cui due <strong>psicologi</strong> spiegano i risultati di un esperimento condotto con 784 studenti universitari di ambo i sessi. Agli studenti è stato prima chiesto di dichiarare il loro orientamento sessuale, poi sono state mostrate immagini e parole che andavano segnalate, tramite un <strong>apposito</strong> pulsante, come “gay” o “etero”. Fondamentali i tempi di reazione: prima di ogni immagine, infatti, era stato inserito un fotogramma di 35 millesimi di secondo con la scritta “io” o “gli altri”, visibile ma non percepibile a livello conscio.</p><p>Ebbene, per un sotto-gruppo di “tester”, nei casi in cui le immagini “omosessuali” venivano precedute dalla scritta “io”, i tempi di reazione si accorciavano: erano gli studenti che, nonostante essersi dichiarati “etero”, mostravano una qualche attrazione per lo stesso sesso. Guarda caso, in questo sotto-gruppo, una percentuale “significativa” si diceva molto <strong>favorevole</strong> a politiche anti gay. Una relazione che fa riflettere. E che forse può far fischiare le orecchie anche a qualche italiano/a omofobo/a e molto in vista.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">twitter.com/fedemello</a></p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 4 Maggio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/omofobo-allora-forse/218062/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>E basta co &#8216;sto Twitter</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/basta-twitter/217144/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/basta-twitter/217144/#comments</comments> <pubDate>Thu, 03 May 2012 13:52:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[festival di perugia]]></category> <category><![CDATA[giornalismo Twitter]]></category> <category><![CDATA[john kennedy]]></category> <category><![CDATA[Pippo Baudo]]></category> <category><![CDATA[Trending Topic]]></category> <category><![CDATA[Twitter]]></category> <category><![CDATA[Twitter Italia]]></category> <category><![CDATA[Vincenzo Cosenza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=217144</guid> <description><![CDATA[Secondo voi, se Twitter fosse esistito quando hanno ammazzato John Kennedy, cosa sarebbe svettato in cima ai Trending Topic mondiali? E se fosse stato già online negli anni &#8217;80, ai tempi di Fantastico, secondo voi Pippo Baudo non avrebbe spopolato tra le hashtag? Le risposte a queste domande sono così scontate che non c&#8217;è manco...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Secondo voi, se Twitter fosse esistito quando hanno ammazzato John Kennedy, cosa sarebbe svettato in cima ai Trending Topic mondiali? E se fosse stato già online negli anni &#8217;80, ai tempi di Fantastico, secondo voi <strong>Pippo Baudo</strong> non avrebbe spopolato tra le hashtag?</p><p>Le risposte a queste domande sono così scontate che non c&#8217;è manco bisogno di scriverle. E di simili ipotesi ne potremmo fare altre decine. Tutte per dire una cosa semplice: che Twitter è quasi sempre cassa di risonanza virtuale di ciò che succede nel mondo reale e negli altri media: <strong>raramente produce contenuti suoi</strong> &#8211; e quando questo avviene, lo fa solo in quanto un utente si trova ad essere “testimone diretto” di avvenimenti o fatti di cronaca.</p><p>Direte, sai che novità. E no, perchè invece la stampa italiana è stata presa da una febbre da cavallo per Twitter. Al Festival del giornalismo di Perugia, se ne è parlato in ogni salsa. Conduttori dei talk show d&#8217;informazione, addirittura, <a href="http://webtv.festivaldelgiornalismo.com/doc/1434/toda-tv-cambia-social-network-e-nuovi-format-della-politica-in-tv.htm" target="_blank">hanno dibattuto</a> su come resuscitare la tv “morente” coinvolgendo gli utenti dell&#8217;uccellino – ed esimendosi poi dal farsi fare domande dal pubblico in sala: prima i follower e poi le persone in carne e ossa, devono aver pensato.</p><p>Non devo ripetere di che strumento performante e personalizzabile sia per seguire notizie e personaggi. Epperò ci dobbiamo chiarire una volta per tutte: di cosa parliamo quando parliamo di Twitter? Quanti sono gli utenti &#8211; sempre più spesso assurti, da giornalisti neofiti ed entusiasti, a “specchio del Paese”?</p><p>Secondo <a href="http://www.chefuturo.it/2012/05/twitter-gonfiato-pinterest-piccolo-gplus-misterioso-la-verita-sui-social-media-in-italia/">gli ultimi dati del super-esperto</a> Vincenzo Cosenza, in Italia Twitter conta<strong> circa tre milioni e mezzo di iscritti</strong>. Da notare, però, che appena <strong>un milione</strong> sono coloro che hanno pubblicato almeno un aggiornamento (non mi stupisce: tanto per dire mia sorella Novella si è iscritta ma non si è mai appassionata veramente).</p><p>Numeri da “minoranza strutturale” verrebbe da dire, o da “sparuta moltitudine” se preferite. E comunque niente rispetto, per dire, alle attuali platee televisive.</p><p>Allora perchè tutta questa attenzione mediatica, perchè tutto questo voler “buttare” Twitter in tv? Io un sospetto ce l&#8217;ho. Parte della stampa sente che il giornalismo ha perso il prestigio di un tempo. E per correre ai ripari, si augura che una spruzzata di “comunicazione orizzontale”, <strong>di confronto con “la gente”</strong>, possa risolvere i problemi.</p><p>Eppure, cari colleghi, oltre che a perdere grandi quantità di tempo e di risorse per avere molto poco in cambio, così si rischia di snaturare due strumenti che strutturalmente fanno fatica a parlarsi. Non è sufficiente fare <strong>buona televisione o buon giornalismo e basta</strong>? Ci penserà poi anche Twitter a diffonderlo ai quattro venti. Proprio come avrebbe fatto ai tempi di Kennedy.</p><p style="text-align: right;">                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         <a style="text-align: right;" href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">twitter/fedemello</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/basta-twitter/217144/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Fenomenologia di un troll</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/disturbatori-e-disturbati-fenomenologia-di-un-troll/205853/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/disturbatori-e-disturbati-fenomenologia-di-un-troll/205853/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Apr 2012 17:40:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Facebook]]></category> <category><![CDATA[flamer]]></category> <category><![CDATA[Jordan Agar]]></category> <category><![CDATA[Liam Stacey]]></category> <category><![CDATA[Patrice Muamba]]></category> <category><![CDATA[troll]]></category> <category><![CDATA[troll su Internet]]></category> <category><![CDATA[trollismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/disturbatori-e-disturbati-fenomenologia-di-un-troll/205853/</guid> <description><![CDATA[La cronaca ci ha regalato ultimamente numerosi episodi di forme accese di odio su Internet. È noto il caso del giocatore Patrice Muamba, camerunense in forza al Bolton, nella Premier League inglese, che si è accasciato in campo durante la partita contro il Tottenham a causa di un infarto. Muamba, di lì a breve, ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La cronaca ci ha regalato ultimamente numerosi episodi di forme accese di odio su Internet. È noto il caso del giocatore Patrice Muamba, camerunense in forza al Bolton, nella Premier League inglese, che si è <strong>accasciato</strong> in campo durante la partita contro il Tottenham a causa di un infarto.</p><p>Muamba, di lì a breve, ha stupito il mondo per uno straordinario e velocissimo recupero. Ma il suo caso ha fatto parlare anche per un episodio indiretto scaturito dal suo malore. Mentre il calciatore era boccheggiante in campo, un tifoso gallese, Liam Stacey, esultava su Twitter con messaggi razzisti e rispondeva con lo stesso tono a utenti che gli scrivevano indignati. Stacey, successivamente, è stato individuato e condannato a 56 giorni di carcere con una sentenza che ha diviso l’opinione pubblica ma che, per la prima volta, ha confermato il carattere “pubblico” di un <strong>media</strong> come Twitter.</p><p>Anche se è difficile da immaginare, un episodio peggiore è accaduto, sempre in Inghilterra, solo pochi giorni fa. Jordan Agar, un ragazzo di Tutbury, nelle Midlands, muore il giorno dopo il suo sedicesimo compleanno andandosi a <strong>schiantare</strong> su un muro con la sua macchina – aveva preso la patente solo il giorno prima. Bridget, sua madre, già distrutta da un dolore terribile, si è dovuta confrontare con uno scherzo di orrido gusto. Degli anonimi avevano creato un falso profilo Facebook a nome del figlio scomparso. Non solo: da questo account hanno contattato direttamente la madre di Jordan scrivendole messaggi come “Non sono morto davvero”; inviando dei <strong>fotomontaggi </strong>osceni e, addirittura, invitandola a un party per il figlio morto. Naturalmente, vista la gravità di tale “trollismo”, le autorità sono subito intervenute mettendosi alla ricerca dei crudeli autori del sadico scherzo. Facebook, invece, ha immediatamente cancellato il profilo dichiarando: “Non c’è spazio per il trolling su Face-book”.</p><p>I responsabili ancora non sono stati individuati. La vicenda però, ha riportato in auge la spinosa<strong> questione</strong> dei comportamenti molesti sul web, quella appunto, dei “troll”. Badare bene, quando si usa questa definizione, non ci si riferisce ai terribili personaggi de Il signore degli anelli. Per “troll” si intende, piuttosto, “un piccolo e ben identificato segmento di utenti web che scrivono post provocatori e offensivi per ottenere una specifica reazione” (definizione del Guardian). Casi di troll in azione, sono numerosi anche in Italia: il più noto, ma non certo l’unico, è il caso di un gruppo Facebook, (poi chiuso) chiamato “giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down”.</p><p>Per individuare meglio la fattispecie, abbiamo voluto <strong>individuare</strong> le categorie del “trollismo”.</p><p>1) Troll puri. Intervengono in ogni discussione spostando in continuazione i termini del dibattito per il solo gusto di farlo. Sono sempre tenaci e quasi sempre la discussione termina tirando in ballo la Germania nazista. Raramente offendono: sono <strong>fastidiosi</strong>, ma in fin dei conti inoffensivi</p><p>2) I disturbati. Come nel caso di Jordan o dei bimbi down, sono personalità sadiche che hanno grande soddisfazione dell’eco mediatica che <strong>suscitano</strong>. Sono pochi ma le loro scorribande molto “rumorose”. Solo il deterrente di conseguenze penali può intimorirli.</p><p>3) I flamer. Così sono detti quei troll che si lasciano andare in insulti (come il caso di Stacey). Imperversano nei momenti di <strong>cronaca</strong>, durante episodi di decessi o di violenze. Sono personalità che hanno una percezione aumentata della distanza che crea qualsiasi comunicazione via schermo, e non percepiscono appieno il peso delle loro azioni. Il flamer, a ben guardare, a seconda dei casi può essere nascosto dentro ognuno di noi. È bene saperlo: almeno possiamo provare a dare il nostro piccolo contributo per abbassare il livello di odio su Internet.</p><p>twitter. com / fedemello</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 20 Aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/disturbatori-e-disturbati-fenomenologia-di-un-troll/205853/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Il Pulitzer premia ancora il web</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/il-pulitzer-premia-ancora-il-web/205197/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/il-pulitzer-premia-ancora-il-web/205197/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 Apr 2012 07:30:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Huffington Post Media Group]]></category> <category><![CDATA[pulitzer]]></category> <category><![CDATA[Pulitzer Huffinghton Post]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/il-pulitzer-premia-ancora-il-web/205197/</guid> <description><![CDATA[Ormai è un appuntamento fisso. Due giornalisti di altrettanti media online sono stati insigniti quest’anno del premio Pulitzer, considerato l’Oscar del giornalismo mondiale. Si tratta dell’inviato di guerra David Wood dell’Huffington Post, e del vignettista Matt Wuerker di Politico. com. “La più grande sorpresa quest’anno è arrivata dai nuovi media”, ha scritto il New York...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è un appuntamento fisso. Due giornalisti di altrettanti media online sono stati insigniti quest’anno del premio Pulitzer, considerato l’Oscar del giornalismo mondiale. Si tratta dell’inviato di guerra David Wood dell’Huffington Post, e del vignettista Matt Wuerker di Politico. com. “La più grande sorpresa quest’anno è arrivata dai nuovi media”, ha scritto il New York Times che a sua volta ha visto assegnare il premio a due suoi giornalisti, così come sono stati premiati altri media <strong>tradizionali</strong> (a cominciare dal-l’Ap, Associated Press).</p><p>Nella sezione foto, ha trionfato invece per la prima volta Agence France Press (Afp): a portare a casa il <strong>prestigioso</strong> premio nella categoria “breaking news” il fotografo afgano Massoud Hossaini, 30 anni, autore della istantanea, dura e bellissima, di una ragazzina, circondata dai cadaveri della sua famiglia, che piange urlando dopo un attentato kamikaze. Già lo scorso anno i media online si erano fatti largo tra il premio di giornalismo.</p><p>A vincere nel 2011 era stato infatti un reportage del sito ProPublica – realtà che anche tramite donazioni online ha l’obiettivo di finanziare inchieste indipendenti – con un reportarge sulla situazione di New Orleans <strong>devastata</strong> dall’uragano Katrina; ma anche il sito del San Francisco Chronicle sfgate. com, premiato per le sue vignette-editoriali. Un successo per le testate online che si ripete quest’anno: “Siamo felicissimi e profondamente onorati per il premio, che riconosce sia il valore esemplare degli articoli di David, sia l’impegno dell’HuffPost verso un’informazione originale che riferisce sia del dibattito nazionale che della vita della gente reale”, ha commentato Arianna Huffington, presidente e direttore dell’Huffington Post Media Group – che si appresta a sbarcare anche in Italia. Il sito Politico. com è stato invece fondato cinque anni fa, e come dice il nome è incentrato in massima parte sulla vita politica di Washington, con un focus costante sul presidente. Il suo direttore, Bill Nichols, ha accolto che grande soddisfazione il riconoscimento tributato a Wuerker, sottolineando che il suo lavoro rappresenta una delle “più grandi sfide, per afferrare l’essenza e l’immagine del panorama di Washington, inghiottito da polemiche, ostinazione e menzogna”.</p><p>In Italia le due vittorie hanno suscitata una <strong>vasta</strong> eco e qualche alzata di sopracciglio. “La prossima volta, per vincere l’ambìto Pulitzer, il mio peggior articolo lo scrivo su un blog figo” ha scritto Pierluigi Battista su Twitter. “Quando vuoi” si è autocandidato il direttore de Il Post Luca Sofri. Contenti loro&#8230;</p><p>twitter. com / fedemello</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 18 Aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/il-pulitzer-premia-ancora-il-web/205197/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;indispensabile (per noi)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/lindispensabile-2/204226/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/lindispensabile-2/204226/#comments</comments> <pubDate>Fri, 13 Apr 2012 11:28:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Angelo Mai]]></category> <category><![CDATA[felicità]]></category> <category><![CDATA[google]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204226</guid> <description><![CDATA[La ricerca lascia a bocca aperta. Perché riguarda proprio noi: l&#8217;Italia e gli italiani. Ci riguarda nel profondo. L&#8217;ho letto sulla brochure di alcune – belle – iniziative di un locale/centrosociale romano, l&#8217;Angelo Mai. La rassegna si chiama “L&#8217;indispensabile #2 B-FREE”. Spiegano nella brochure che, cercando su Google “E&#8217; indispensabile&#8230;” il primo suggerimento che fornisce...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/indi-1.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-204232" title="è indispensabile..." src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/indi-1-300x165.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="165" /></a>La ricerca lascia a bocca aperta. Perché riguarda proprio noi: l&#8217;Italia e gli italiani. Ci riguarda nel profondo.</p><p>L&#8217;ho letto sulla brochure di alcune – belle – iniziative di un locale/centrosociale romano, <a href="http://www.angelomai.org/" target="_blank">l&#8217;Angelo Mai</a>. La rassegna si chiama “L&#8217;indispensabile #2 B-FREE”. Spiegano nella brochure che, cercando su Google “E&#8217; indispensabile&#8230;” il primo suggerimento che fornisce il motore di ricerca è il seguente: “<strong>E&#8217; indispensabile essere ricchi per essere felici</strong>” (è proprio così, potete provare voi stessi).</p><p>La funzione di suggerimento che gira su Google, si basa sulla frequenza delle ricerche: il primo suggerimento indica la frase o la parola più cercata.</p><p>Quell&#8217;“<em>è indispensabile essere ricchi per essere felici</em>”, perciò, non solo è la frase più cercata con Google riguardo il concetto di “indispensabile”. È anche e solo tutta nostra perché riguarda le ricerche in Italia. Non gli svizzeri pasciuti tra le loro cliniche e le loro banche, non è l&#8217;America patria del capitalismo, del “self made man”, terra di opportunità e di “animal spirit”.</p><p>Questo google-suggerimento, ve lo confesso, <strong>mi atterrisce</strong>. Non voglio trarre morali, condanne etiche, analisi sociologiche. Ritorno piuttosto al testo pubblicato sulla brochure dell&#8217;Angelo Mai: “Nel nostro motore di ricerca, invece – scrivono i ragazzi &#8211; la prima frase che si completa da sola è <strong>&#8216;E&#8217; indispensabile essere liberi</strong>&#8216; insieme a &#8216;<strong>E&#8217; indispensabile essere felici</strong>&#8216;, scegliete voi quale mettere per prima”.</p><p>Ecco, concordo. liberi e felici. Questo è indispensabile. Checché ne dica Google.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">twitter.com/fedemello</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/13/lindispensabile-2/204226/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Lost in Google&#8221;  reinventa le web-serie</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/lost-in-google-reinventa-le-web-serie/202198/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/lost-in-google-reinventa-le-web-serie/202198/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 08:30:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/lost-in-google-reinventa-le-web-serie/202198/</guid> <description><![CDATA[Molti si interrogano su come far parlare due media molto diversi: televisione e web. Alcune reti televisive hanno provato a lanciare esperimenti in questa direzione, ma spesso i risultati si sono rivelati piuttosto estemporanei: difficilmente lasceranno traccia nei manuali di comunicazione. A vincere in pieno la sfida, invece, è un gruppo di web-creativi autori “a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Molti si interrogano su come far parlare due media molto diversi: televisione e web. Alcune reti televisive hanno provato a lanciare esperimenti in questa <strong>direzione</strong>, ma spesso i risultati si sono rivelati piuttosto estemporanei: difficilmente lasceranno traccia nei manuali di comunicazione. A vincere in pieno la sfida, invece, è un gruppo di web-creativi autori “a costo zero” di un progetto che, puntata dopo puntata, si sta guadagnando sempre più <strong>seguito</strong>.</p><p>La serie Lost in google – da lunedì online la terza puntata ( a questo indirizzo: <a href="http://lostingoogle.fanpage.it/" target="_blank">lostingoogle. fanpage. it</a>) –, è in realtà un piccolo capolavoro, a metà tra Lost e Matrix, ma in grado di valorizzare i famosi “contributi degli utenti” – spesso sopravvalutati, questa volta invece sfruttati alla perfezione. A realizzare il <strong>progetto</strong>, l’agenzia di web-comunicazione The Jackal di Napoli. Lo spunto narrativo parte da una ricerca su Internet: cosa succede cercando Google su&#8230; Google? Nella web-serie, la ricerca apre una porta di comunicazione tra mondo reale e realtà virtuale. Il protagonista, Simone – già interprete delle precedenti produzioni Jackal – viene risucchiato nel web e parte una classica avventura, tra risate e trovate originali, per “riaprire il portale” in modo che l’eroe possa tornare a<strong> casa</strong>.</p><p>L’idea che fa fare un salto a tutto il progetto è contenuta in un appello che accompagna ogni puntata. “Aiutaci a trovare Simone! I commenti degli utenti verranno selezionati e inseriti negli episodi successivi”. Non è una promessa vuota. “Selezionare i commenti potenzialmente sceneggiabili – ci spiega Alfredo, tra gli autori del progetto – è un lavoro massacrante. Al primo episodio ne sono arrivati 1 ’ 000, al secondo 9 ’ 000”. Le richieste degli utenti (per esempio: “Vorrei che qualcuno leggesse un libro di pagine bianche”), sono visualizzati mentre scorre la scena corrispondente. Il tutto dà allo spettatore una <strong>sensazione </strong>di vera interazione, come se fosse in corso un duello tra lo sceneggiatore (Fausto Rio) e gli utenti You-Tube. In Lost in Google nient’altro è lasciato al caso.</p><p>Ottime le musiche degli Electrophilia, bravi gli interpreti Simone Ruzzo, “Proxy Riccio”, Ciro Priello; di calibro le special guest: Caparezza, Roberto Giacobbo e l’attore Patrizio Rispo. Anche dal punto di vista visivo la serie riesce a centrare la cultura diffusa del web social, i suoi miti e i suoi tormentoni: un <strong>quartiere</strong> cittadino diventa Google Map; una biblioteca la sede di Wikipedia; ci sono perfino combattimenti con pugni e calci, parati grazie&#8230; all’aiuto di Twitter.</p><p>Le puntate previste sono sei, i tre video già realizzati finora (oltre ad un numero zero) hanno già superato la soglia di mezzo milione di visualizzazioni. Un posto nei<strong> manuali </strong>di comunicazione dei prossimi anni, potrebbe anche saltare fuori.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/fedemello" target="_blank">twitter.com/fedemello<br /> </a><span style="font-style: italic;">Il Fatto Quotidiano, 4 Aprile 2012</span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/lost-in-google-reinventa-le-web-serie/202198/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>A chi hai detto &#8220;dalemasessuale&#8221;?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/a-chi-hai-detto-dalemasessuale/200866/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/a-chi-hai-detto-dalemasessuale/200866/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Mar 2012 14:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/a-chi-hai-detto-dalemasessuale/200866/</guid> <description><![CDATA[É uno psicodramma online quello che ha investito i Giovani democratici, la giovanile del Pd. Un articolo in punta di penna li fa a fettine (“Abbiamo vent’anni, ma ne dimostriamo cinquantasei”) e porta migliaia di clic inaspettati al sito de L’Avanti! – testata online che sta cercando di darsi nuovo smalto dopo essere stata scambiata...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/dalemasessuali.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-201006" title="dalemasessuali" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/dalemasessuali.jpg?47e3a5" alt="" width="278" height="214" /></a>É uno psicodramma online quello che ha investito i Giovani democratici, la giovanile del Pd. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.avantionline.it/2012/03/noi-giuovani-democratici-e-dalemasessuali/#.T3Ro9GEaPgI" target="_blank">Un articolo in punta di penna li fa a fettine</a></span> (“Abbiamo vent’anni, ma ne dimostriamo cinquantasei”) e porta migliaia di clic inaspettati al sito de L’Avanti! – testata online che sta cercando di darsi nuovo smalto dopo essere stata scambiata per il foglio truffaldino di Lavitola. I giovani Pd però non ci stanno, si arrabbiano, e dalle loro tastiere si scagliano contro l’autrice dell’articolo sfoggiando il solito repertorio destro-maschilista (“escort”; “psicopatica”). Ma ecco che scendono in campo altri navigatori a difesa della libertà di satira, i clic si impennano, i “condividi su Facebook” superano in scioltezza la soglia delle migliaia, e il caso è servito.</p><p>La polemica nasce su avantionline. it, sito che ci tiene a precisare: “Niente c’entriamo con l’imbroglio messo in piedi dall’esule volontario e dal fuggiasco Lavitola” il quale “con ingegno criminale mise in piedi un’operazione per accedere ai finanziamenti per l’editoria registrando una testata di egual nome alla nostra storica”. L’autrice del pezzo è invece la brillante <strong>Martina Alice de Carli</strong>, 32enne solitamente dedita agli articoli di moda e per una volta al servizio della satira politica – dopo il can can sollevato dal suo post, peraltro, si è trincerata dietro un forse eccessivo “no comment”.</p><p>Il suo articolo si intitola “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.avantionline.it/2012/03/noi-giuovani-democratici-e-dalemasessuali/#.T3Ro9GEaPgI" target="_blank">Noi Giuovani Democratici e Dalemasessuali</a></span>” ed è una divertente fenomenologia del “giovane democratico”. “Noi siamo giuovani democratici – la voce narrante che prende a prestito la prima persona plurale –, e liberalizziamo pensieri al plurale maiestatico. Lanciamo una fatwa contro <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://twitter.com/#!/lucatelese" target="_blank">Luca Telese</a></span> ché su Twitter attacca il nostro Segretario. Se tocchi Bersani ti facciamo male. Se tocchi D’Alema ti muore la mamma. D’Alema è il più lucido pensatore del panorama politico italiano, e ha sempre ragione. Walter Veltroni non esiste”. Ce n’è per tutti: “Il nostro pilastro luddista, Stefano Fassina, è un eroe: sopravvissuto all’ostico ambiente bocconiano. Matteo Renzi è uno yuppie. Noi preferiamo la Cina agli Stati Uniti”. Non manca naturalmente il finto politichese: “Le primarie si devono svolgere solo sulla base di un accordo con le parti sociali. Il pensiero cattolico può aiutare il Partito democratico a sconfiggere le drammatiche piaghe del liberismo, della finanza, e del libero mercato”. “Indossiamo giacche larghe e stropicciate come le nostre occhiaie. Per San Valentino organizzeremo una veglia di lettura (perché chiamarla ‘ reading’?) dedicata alla storia d’amore tra Nilde e Palmiro”. E ancora, “le nostre amiche e compagne pensano all’articolo 18 non al tacco 12, e hanno deciso di non depilarsi le ascelle per ricordare l’insopportabile selva di contratti precari. Gli amish sono nuovisti. Pippo Civati è un trasgressivo. <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://twitter.com/#!/lucasappino/media/slideshow?url=pic.twitter.com%2FNakzjg2m" target="_blank">Prendere la birra al bar da soli, è bello</a></span>. Non siamo eterosessuali. Non siamo omosessuali. Siamo dalemasessuali”. Una satira che ai giovani democratici fa male come sale sulle ferite – non così al segretario appena rieletto, <strong>Fausto Raciti</strong>, che replica senza astio su Facebok.</p><p>In molti sul social network si scagliano contro l’autrice che è “bionda”, “fa pena”, è “da prendere a schiaffi” in quanto “psicopatica” e “dannata decerebrata”. Online, naturalmente, altrettanti difendono la giornalista. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ciwati.it/2012/03/28/per-poter-riderci-sopra/" target="_blank">Pippo Civati sul suo blog</a></span> esprime “solidarietà a Martina e a tutti quelli che riescono ancora a non prendersi troppo sul serio”. Una categoria forse più rara tra alcuni giovani Pd, soprattutto tra quelli “dalle giacche larghe e stropicciate” che sognano una vita alla D’Alema.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">twitter.com/fedemello</a></p><p style="text-align: right;"><em>Il Fatto Quotidiano, 29 marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/a-chi-hai-detto-dalemasessuale/200866/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Il mondo visto da Capitan Padania</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/mondo-visto-capitan-padania/200428/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/mondo-visto-capitan-padania/200428/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Mar 2012 12:44:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200428</guid> <description><![CDATA[É tutto vero, anche se sembra uno scherzo. Un supereroe mascherato e padano in lotta contro il male. È stato risputato da Internet un fumetto di ben 23 pagine e risalente al 2006 (si scarica qui). Si intitola Capitan Padania e racconta le gesta di un bullo con casco e spada laser, congegni elettronici e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/padania.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-200430" title="padania" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/padania-203x300.jpg?47e3a5" alt="" width="203" height="300" /></a>É tutto vero, anche se sembra uno scherzo. Un supereroe mascherato e padano in lotta contro il male.</p><p>È stato <a href="http://www.laprivatarepubblica.com/capitan-padania-contro-lasse-del-male/" target="_blank">risputato da Internet</a> un fumetto di ben 23 pagine e risalente al 2006 (si scarica <a href="http://www.mediafire.com/?e9a6p62h67bma38" target="_blank">qui</a>). Si intitola <strong>Capitan Padania</strong> e racconta le gesta di un bullo con casco e spada laser, congegni elettronici e “scudo telecomandanto” che sguazza tra i leghisti e vuole la “Padania libera”.</p><p>La “storia” è ambientata ai tempi del dibattito sull&#8217;ingresso della Turchia in Europa. Durante una manifestazione leghista in cui si inneggia “alla radici cristiane” e si urla contro il pericolo islamico, un gruppo di kamikaze “turchi” (sic!) si presenta per &#8220;spazzare via gli infedeli”. Invece di farsi esplodere, i kamikaze lanciano un missile di bazooka contro Bossi (con trent&#8217;anni di meno) ma è il super-scudo dell&#8217;eroe a salvare il Senatur.</p><p>Il tutto continua con dialoghi assurdi (“<em>Turco, turchino, turchese, chi sarà il primo ad andare a quel paese?</em>”); frasi in dialetto,<strong> stereotipi della peggior specie</strong>, scazzottate,  anatemi di Bossi  (“<em>Contro il terrorismo e la macchinazione eversiva&#8230;</em>”).</p><p>Il fumetto colpisce perchè inquadra perfettamente la dotta analisi politica leghista. Il mondo è ridotto a un fumetto dove i leghisti che vorrebbero vivere “nella Padania libera” <strong>sono sempre minacciati dai cattivi &#8211; </strong>è solo un caso che questa volta si tratti dei turchi, con  l&#8217;anello al naso tipo i colossal esotici anni quaranta.</p><p>É un mondo semplice, facile da capire, quello della Lega Nord, un mondo nel quale piangersi addosso perchè viene sempre incontro <strong>un nemico</strong> da agitare come spauracchio: “<em>Oggi abbiamo sconfitto alcuni terroristi, domani tutti i nostri nemici</em>” urla Capitan Padania in una delle strisce finali.</p><p>Ecco sì, ora non ridete. Che hanno governato l&#8217;Italia per vent&#8217;anni. E  animati da odio cieco, nella parte dei cattivi si sono sempre trovati benissimo.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">twitter.com/fedemello</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/mondo-visto-capitan-padania/200428/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Online una rondine  fa primavera</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/rondini-a-rischio-diminuite-del-40-per-cento/199023/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/rondini-a-rischio-diminuite-del-40-per-cento/199023/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Mar 2012 12:35:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[21 marzo]]></category> <category><![CDATA[Lipu]]></category> <category><![CDATA[primavera]]></category> <category><![CDATA[rondini]]></category> <category><![CDATA[Spring alive]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/rondini-a-rischio-diminuite-del-40-per-cento/199023/</guid> <description><![CDATA[In questo 2012 bisestile la primavera è arrivata ieri, venti marzo (anche Google ha celebrato la bella stagione con uno dei suoi loghi animati). Ma è oggi, il 21 marzo, che per tutti segna ufficialmente la fine dell’inverno. Primavera, naturalmente, vuol dire rondini, anche se i pennuti simbolo della natura che rinasce, sono sempre più...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In questo 2012 bisestile la primavera è arrivata ieri, venti marzo (anche Google ha celebrato la bella stagione con uno dei suoi loghi animati). Ma è oggi, il 21 marzo, che per tutti segna <strong>ufficialmente</strong> la fine dell’inverno.</p><p>Primavera, naturalmente, vuol dire rondini, anche se i pennuti simbolo della natura che rinasce, sono sempre più minacciate: &#8220;Almeno 16 milioni di coppie provenienti dall’Africa – annuncia la Lipu, la lega italiana per la protezione degli uccelli – dopo un viaggio di migliaia di chilometri, arriveranno la prossima settimana in Europa. Troveranno un habitat trasformato: l’intensificazione dell’agricoltura, l’uso di prodotti chimici e la modernizzazione di <strong>stalle e fienili</strong>, hanno già causato un grave declino di questa specie, calata del 40 per cento negli ultimi decenni. Questi effetti si sommano a quelli dovuti ai cambiamenti climatici in Africa, dove le rondini che svernano nell&#8217;area tropicale a sud del deserto del Sahara, rischiano di perdere consistenti fette di popolazione&#8221;.</p><p>In questo quadro, chi ama la natura e gli animali, può dare una mano alla Lipu, passando un po&#8217; di tempo all&#8217;aria aperta e <strong>utilizzando Internet</strong>. Basta partecipare al progetto educativo &#8220;Spring alive&#8221;, basato sul birdwatching (l’osservazione degli uccelli), che è partito a febbraio e si concluderà a giugno. È sufficiente riconoscere, per la prima volta in questa stagione, una rondine o una delle altre quattro specie simbolo della primavera (rondone comune, gruccione, cuculo e cicogna bianca), collegarsi al sito <a href="http://www. springalive.net" target="_blank">www. springalive. net</a> e inserire l’osservazione. &#8220;Potrà così crearsi una mappa animata sul web – spiega la Lipu – risultante dalle migliaia di osservazioni provenienti da tutta Europa. Potremo in questo modo renderci conto di quanta primavera sia già arrivata in Italia o in un altro paese europeo, verificare la precocità degli arrivi e, di conseguenza, gli effetti dei cambiamenti climatici sulla migrazione degli uccelli&#8221;.</p><p>Spring alive, inoltre, avrà una sua prima importante tappa domenica 25 marzo: le segnalazioni delle rondini e delle altre specie verranno effettuate nelle 14 tra oasi, riserve e centri della Lipu. La giornata sarà caratterizzata anche da giochi, laboratori, escursioni, visite guidate e<strong> molte liberazioni </strong>pubbliche di uccelli selvatici curati nei centri recupero. Si tratta anche di &#8220;un invito a tutti i pubblici amministratori affinché approvino nel proprio Comune una delibera ‘ Salva rondine’, che vieti la distruzione dei nidi e impedisca il restauro degli edifici nel periodo della nidificazione. Sarebbe davvero un bel gesto verso la natura e un contributo concreto alla salvaguardia delle rondini&#8221; afferma Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu. E sarebbe, aggiungiamo noi, anche un bel modo per festeggiare la primavera.</p><p>D&#8217;altronde chi non si ritrova <strong>nei versi</strong> del grande Lucio Dalla: &#8220;Vorrei girare il cielo come le rondini/E ogni tanto fermarmi qua e là /Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici /E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità&#8221;?</p><p>Buona primavera!</p><p>@fedemello</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 21 Marzo 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/rondini-a-rischio-diminuite-del-40-per-cento/199023/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Ma io difendo Michele Serra</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/difendo-michele-serra/198118/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/difendo-michele-serra/198118/#comments</comments> <pubDate>Sat, 17 Mar 2012 11:47:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Michele Serra]]></category> <category><![CDATA[Twitter]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=198118</guid> <description><![CDATA[All’epoca di Twitter, un’amaca di 1000 battute fa più rumore di una marea di pensieri in 140 caratteri. Ieri Michele Serra ha dedicato la sua rubrica quotidiana su Repubblica a Twitter. L’editorialista ha raccontato una serata davanti alla tv in compagnia di “un amico molto interconnesso”. A colpirlo, “l’assoluta drasticità” dei Tweet pubblici con i...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>All’epoca di Twitter, un’amaca di 1000 battute fa più rumore di una marea di pensieri in 140 caratteri. Ieri <strong>Michele Serra</strong> ha dedicato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/03/16/amaca.html" target="_blank">la sua rubrica quotidiana</a></span> su <em>Repubblica </em>a Twitter. L’editorialista ha raccontato una serata davanti alla tv in compagnia di “un amico molto interconnesso”. A colpirlo, “l’assoluta drasticità” dei Tweet pubblici con i quali gli utenti commentavano una trasmissione televisiva e il suo conduttore: “Per alcuni era un genio, per altri un coglione totale, non esisteva un territorio intermedio”. Da qui, Serra si augura che sia “altrove, rispetto a quel cicaleccio impotente, che si impara a leggere e a scrivere”. Dovessi twittare il concetto, la chiosa, “direi: Twitter mi fa schifo. Fortuna che non twitto”.</p><p>Questa “amaca”, e il suo autore, naturalmente sono stati ieri l’argomento più discusso sul social network. L’attacco è frontale: si va da “sti cazzi”, alle accuse: “matusa”, “paleolitico”, “istiga un conflitto generazionale/digitale”. Ai media piace parlare di sé. E così su Twitter: quasi sempre le discussioni più calde si interrogano su chi meriti o meno di finire nelle hashtag. Gli utenti a volte si sentono una setta: come se oggi la più moderna forma di socialità possibile, sia quella dei retweet. Eppure Serra esprime un punto di vista, disconnesso, ma legittimo e profondo &#8211; oltre che vero. Gli rispondono solo con brevi insulti e non potrebbe essere altrimenti: non di tutto si può parlare in 140 caratteri.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/difendo-michele-serra/198118/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Lega e la marcia sull&#8217;odio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/14/lega-marcia-sullodio/197193/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/14/lega-marcia-sullodio/197193/#comments</comments> <pubDate>Wed, 14 Mar 2012 15:45:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[davide boni]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[legge Turco]]></category> <category><![CDATA[legge Turco-Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Mare chiuso]]></category> <category><![CDATA[Piero Citati]]></category> <category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category> <category><![CDATA[Tangenti Lega Nord]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=197193</guid> <description><![CDATA[Lo abbiamo sempre saputo. Ma ora ad ammetterlo è Roberto Maroni in persona. Sulla xenofobia – ha detto ieri l&#8217;ex ministro dell&#8217;interno all&#8217;Università di Varese &#8211; “a volte la Lega Nord ci ha marciato”, con l’obiettivo di “raggiungere consensi”. &#8220;Il mio obiettivo &#8211; ha aggiunto &#8211; è quello di correggere i pregiudizi nei confronti della Lega,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/maroni.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-197210" title="maroni" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/maroni-300x199.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="199" /></a>Lo abbiamo sempre saputo. Ma ora ad ammetterlo è Roberto Maroni in persona. Sulla xenofobia – ha detto ieri l&#8217;ex ministro dell&#8217;interno all&#8217;Università di Varese &#8211; “<em>a volte la Lega Nord ci ha marciato</em>”, con l’obiettivo di “<em>raggiungere consensi</em>”. &#8220;<em>Il mio obiettivo</em> &#8211; ha aggiunto &#8211; <em>è quello di correggere i pregiudizi nei confronti della Lega, perchè difendere la propria identità territoriale non significa essere razzisti</em>”</p><p>Visto com&#8217;è facile? Dopo anni di odio, basta una scrollata di spalle e la giostra si rimette in moto. <strong>Ci abbiamo marciato, dice</strong>. Sì è cosi, ce n&#8217;eravamo accorti. E sappiamo bene cos&#8217;è la Lega.</p><p>E&#8217; quella di Bossi che nel 99 contro la legge sull&#8217;immigrazione Turco-Napolitano se ne uscì con un ragionamento del tipo: “<em>Il progetto mondialista americano è chiaro: vogliono importare in Europa 20 milioni di extracomunitari</em>” il tutto “<em>per i propri interessi</em>” da perpetrare “<em>attraverso l’economia mondialista dei banchieri ebrei e attraverso la società multirazziale</em>”. (<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/04/il-mein-kampf-del-senatur.html" target="_blank">Piero Citati ci sentì <strong>&#8220;echi da Mein Kampf&#8221;</strong></a>).</p><p>E&#8217; quella di Salvini che nel 2009 propose di “<em>pensare a posti o vagoni sui tram riservati ai milanesi</em>” per “<em>proteggere</em>” quelle donne “<em>che non possono sentirsi sicure per l&#8217;invadenza e la maleducazioni di molti extracomunitari</em>”.</p><p>La Lega è quella di<strong> Borghezio</strong> certo, dei treni disinfettati dalla prostitute.<br /> É quella di <strong>Calderoli</strong>, e della passeggiata con un maiale al guinzaglio sul terreno dove doveva nascere una moschea.<br /> E quella del vice-sindaco di Treviso <strong>Giancarlo Gentilini</strong> che si distinse in un comizio urlando: “<em>Gli immigrati  andrebbero vestiti da leprotti per fare pim pim pim col fucile. Io li schederei a uno a uno. Purtroppo la legge non lo consente. Errore: portano ogni tipo di malattia: Tbc, Aids, scabbia, epatite&#8230;</em>”.</p><p>La Lega, soprattutto, <strong>è quella di Maroni</strong> che da titolare del Viminale diceva: “<em>Per contrastare l&#8217;immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi</em>”, lo stesso che si spese per le ridicole “ronde”. Maroni è quello che si ha ideato e messo la propria faccia sui respingimenti indiscriminati in mare dei profughi preveniente dal Nord Africa – per i quali l&#8217;Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i diritti umani. Respingimenti che, come scrive oggi Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera (<a href="http://www.corriere.it/cronache/12_marzo_14/telefonino-migranti-gheddafi_df7db802-6dab-11e1-98c2-a788cd669a01.shtml" target="_blank">raccontando il film</a> in uscita, <strong>Mare Chiuso</strong>, dedicato a questa pagina buia della nostra storia), portavano profughi e clandestini a “<em>essere accalappiati come cani</em>” dopo essere stati respinti in Africa, per poi essere “<em>abbandonati a migliaia in mezzo al deserto del Sahara</em>”. “<em>Non possiamo tollerare che le persone rischino la vita siano torturate, e che l&#8217;85 per cento delle donne che arrivano a Lampedusa siano state violentate</em>” faceva sapere il servizio informazione della Chiesa Cattolica.</p><p>Tutto ciò cosa è stato allora? Un modo “di marciare” per “guadagnare consensi” spiega  Maroni. Semplice no? Cosa importa poi la vita di persone in carne e ossa; l&#8217;esistenza e la pelle di uomini e donne arrivate o nate in Italia? Meglio lo spaccio intensivo di odio che, di certo, ha dato i suoi frutti: qualche assessore, qualche sindaco, carriere in parlamento e posti di responsabilità per smerciare affari – come suggeriscono le indagini su <strong>Boni</strong> in Lombardia.</p><p>Come poi, Maroni e compagni, possano guardarsi allo specchio la mattina, o guardare in faccia i loro figli dopo aver &#8220;marciato&#8221; su tutto questo dolore, questo rimane un mistero.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/14/lega-marcia-sullodio/197193/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cosa vorremmo vedere in tv?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/cosa-vorreste-vedere/197017/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/cosa-vorreste-vedere/197017/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Mar 2012 17:01:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[ascolti]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[guzzanti]]></category> <category><![CDATA[manifesto]]></category> <category><![CDATA[Share]]></category> <category><![CDATA[talk show]]></category> <category><![CDATA[Televisione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=197017</guid> <description><![CDATA[Gli ascolti parlano chiaro. E sono tutti in picchiata. Il talk televisivo, non tira più, ma stesso discorso si può fare anche per i tg, che hanno visto i loro ascolti sgonfiarsi come soufflè uscito male, e anche per alcuni programmi di infotainment e di satira. Conduttori e programmi sono noti. Dalla Dandini alla Bignardi,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gli ascolti parlano chiaro. E sono tutti in picchiata. Il talk televisivo, non tira più, ma stesso discorso si può fare anche per i tg, che hanno visto i loro ascolti sgonfiarsi come soufflè uscito male, e anche per alcuni programmi di infotainment e di satira.</p><p>Conduttori e programmi sono noti. Dalla <strong>Dandini alla Bignardi</strong>, dall&#8217;esperimento – per ora non premiato dall&#8217;audience – di Luisella Costamagna a Telese-Porro a “In Onda”; lo share cala, in alcuni casi di molto &#8211; o semplicemente, arranca. Non si possono non citare, naturalmente, i casi Santoro, Formigli, Ballarò; <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/03/12/ritorno-della-guzzanti/192360/" target="_blank"><strong>Sabina Guzzanti</strong>, che parte domani con il suo “Un due tre Stella”</a> sembra voler mettere le mani avanti: “<em>Il sistema dell&#8217;Auditel è molto discutibile viene spacciato come oro colato e in ogni caso, corrisponde al populismo in politica</em>” ha detto al nostro Malcom Pagani (auguri, cmq!).</p><p>Certo, ci sono programmi che resistono (Fazio, Gabanelli, Iacona); senza citare l&#8217;intrattenimento &#8211; che fa storia a sé -, è però evidente che la tv di approfondimento è in crisi. Una crisi cominciata con l&#8217;arrivo di<strong> Mario Monti </strong>e dalla quale pochi sembrano conoscere una via d&#8217;uscita.</p><p>Un gruppo di blog ha lanciato un bel “<a href="http://www.tvblog.it/post/32043/widg-io-lauditel-carlo-freccero-lauditel-e-il-mio-guru-il-mio-feticcio-il-mio-incubo-ma-in-futuro-non-si-potra-prescindere-dal-commento-su-internet" target="_blank">manifesto</a>”per una tv di qualità. Ottima iniziativa. Il discorso però, è anche <strong>politico, culturale</strong>. Come raccontare il Paese? Come dare spazio a nuove idee, e a quali, dove trovare nuovi protagonisti? A queste domande non è facile rispondere. La verità è che finito il Truman Show di Berlusconi, ed è come se il paese si fosse scongelato di colpo scoprendo, in un tratto, di avere vent&#8217;anni di troppo sulle spalle.</p><p>Allora, quando diciamo “vorrei qualcosa di nuovo in tv”, chiedo: <strong>a cosa pensiamo?</strong> Io, qualche idea, ce l&#8217;avrei (possibile, per esempio, che nessuno sia in grado di  parlare del mondo connesso in modo maturo e divertente, andando oltre il solito mix tra “strano ma vero” e “sapevatelo” &#8211; non so se avete presente i vari Daniele Bossari e soci). Potrebbe funzionare? Lo chiedo a tutti voi. E aggiungo: cosa vorreste vedere in tv al passo coi tempi che viviamo? E&#8217; tempo di aria fresca. Il dibattito è aperto.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">twitter.com/fedemello</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/cosa-vorreste-vedere/197017/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Epurazioni a 5 Stelle</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/epurazioni-stelle/195611/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/epurazioni-stelle/195611/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 14:33:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Federico Mello</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[M5S]]></category> <category><![CDATA[valentino tavolazzi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195611</guid> <description><![CDATA[I partiti saranno pure morti, i politici tutti uguali, i giornali carta straccia. Ma se Beppe Grillo parte con le epurazioni e manda un bel Vaff pure alla democrazia, c’è poco da fare il tifo per “il nuovo”. Il 5 stelle è in subbuglio. In un suo post di venerdì, Grillo ha messo alla berlina...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I partiti saranno pure morti, i politici tutti uguali, i giornali carta straccia. Ma se Beppe Grillo parte con le epurazioni e manda un bel <em>Vaff</em> pure alla democrazia, c’è poco da fare il tifo per “il nuovo”.</p><p>Il 5 stelle è in subbuglio. In un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.beppegrillo.it/2012/03/_primo_consigli/index.html" target="_blank">suo post</a></span> di venerdì, Grillo ha messo alla berlina alcuni consiglieri sparsi in tutta Italia che in una chat privata discutevano del futuro del movimento; insieme a loro, ha scomunicato anche una serie di “cittadini a 5 stelle” <strong>rei di <a href="http://www.beppegrillo.it/2012/03/_primo_consigli/index.html" target="_blank">aver organizzato</a> un incontro a Rimini per “guardarsi in faccia” </strong>e elaborare delle proposte da rilanciare online.</p><p>Grillo aveva accusato questi consiglieri e simpatizzati di “partitocrazia”. Oggi fa un passo in avanti: <a href="http://www.beppegrillo.it/2012/03/valentino_tavolazzi/index.html" target="_blank">caccia dal suo movimento</a> (ma non dovevano essere tutti uguali? Una testa un voto?) un consigliere colpevole di aver partecipato all’incontro di Rimini. Si tratta di<strong> Valentino Tavolazzi</strong>, consigliere comunale a  Ferrara. Tavolazzi, a detta di molti 5S era il “più bravo” dei consiglieri comunali eletti dal movimento, il più competente.</p><p>Ora viene cacciato perché il suo compito, a detta del blogger, non sarebbe “<em>certamente quello di organizzare o sostenere fantomatici incontri nazionali in cui si discute dell&#8217;organizzazione del M5S, della presenza del mio nome nel simbolo, del candidato leader del M5S o se il massimo di due mandati vale se uno dei due è interrotto</em>”. In realtà, non può pensare con la sua testa, non può riflettere sull’organizzazione dei 5S se non ha l&#8217;autorizzazione di Grillo stesso. &#8220;<em>Ha violato il non-statuto</em>&#8221; si scrive anche, senza spiegare dove, come e in che modo. Bella democrazia, non c&#8217;è che dire.</p><p>Il problema è quello delle elezioni politiche del 2013. Nel movimento nato online non ci sono tesserati, segretari, delegati. Si decide tutto in assemblee pubbliche. E le cose funzionano. Solo che in vista delle politiche molti si interrogano: <strong>come organizzarsi, come decidere?</strong> Questo lo spirito dei consiglieri e dei “cittadini” di Rimini, ritenuto sufficiente per far partire la scomunica.</p><p>A voler pensare male, si potrebbe dire che Grillo <strong>preferisca tenersi le mani libere</strong>: cosa c’è da decidere quando è lui a dover avere l’ultima parola su tutto, lui in totale solitudine a poter <strong>far partire le epurazioni staliniste</strong> (almeno nel Pdl, paradossalmente, c’erano i fantomatici “<strong>probiviri</strong>”).</p><p>Il movimento Cinque Stelle ha raccolto voti e simpatie ovunque. Ma potrà mai &#8220;cambiare la politica&#8221; se decide tutto un leader in barba a ogni basilare regola di democrazia interna? Amministratori e militanti 5 Stelle fanno sapere questa volta non ci stanno a subire, si preparano a reagire e a dire  la loro. Sarebbe una cosa buona e giusta. Si sente dire spesso: “<em><strong>I </strong></em><strong><em>cinque stelle sono molto meglio di Beppe Grillo</em></strong>”. È ora che si decidano a spiccare il volo.</p><p style="text-align: right;"><a href="https://twitter.com/#!/fedemello" target="_blank">twitter.com/fedemello</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/epurazioni-stelle/195611/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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