<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Fabio Marcelli</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fmarcelli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Fri, 24 May 2013 22:28:17 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Comunali Roma 2013 &#8211; Salviamo Roma da Alemanno, salviamo Marino dal Pd!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/23/salviamo-roma-da-alemanno-salviamo-marino-dal-pd/602378/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/23/salviamo-roma-da-alemanno-salviamo-marino-dal-pd/602378/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 May 2013 08:26:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2013]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alfio Marchini]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative Roma 2013]]></category> <category><![CDATA[Gianni Alemanno]]></category> <category><![CDATA[Ignazio Marino]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=602378</guid> <description><![CDATA[Cattivi sindaci Roma ne ha avuti fin troppi, ma Gianni Alemanno li batte tutti. Nonostante la sfilza di bugie che ha messo in giro, noi romani sappiamo perché. Inefficienza crassa, clientelismo sfrenato, orientamenti pesantemente discriminatori nei confronti di buona parte della città. Liberarsi di un tale sindaco, fra l&#8217;altro fascista non pentito, rappresenta oggi quindi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Cattivi <strong>sindaci Roma</strong> ne ha avuti fin troppi, ma <strong>Gianni Alemanno</strong> li batte tutti. Nonostante la sfilza di bugie che ha messo in giro, <strong>noi romani sappiamo perché</strong>. Inefficienza crassa, clientelismo sfrenato, orientamenti pesantemente discriminatori nei confronti di buona parte della città. Liberarsi di un tale sindaco, fra l&#8217;altro fascista non pentito, rappresenta oggi quindi una priorità assoluta per la nostra città, che sarà pure eterna, ma, se continua così, minaccia di finire male. </p><p>Fino a qualche tempo fa potevamo stare ragionevolmente tranquilli che così sarebbe avvenuto. Ma <strong>la sfilza di incredibili errori compiuti dal Pd</strong> a livello nazionale, culminati nell&#8217;appoggio al governo <em>monstre</em> Alfano-Letta, ha rimesso in gioco il buon Gianni. </p><p>Ciò è avvenuto perché la gente, a giusto titolo, non distingue più un partito dall&#8217;altro. E visto che sono tutti uguali tanto vale votare chi ha più potere e, con qualche promessa preelettorale, guadagna il consenso di un popolo oramai ridotto a plebe. Anzi, la plebe romana era molto più compatta e dotata di coscienza di classe di questa.</p><p>Bisogna reagire a questo andazzo.</p><p>Come ho già scritto su questo blog, ho deciso di candidarmi alle elezioni comunali nella lista Sinistra per Roma che sostiene la candidatura a sindaco di <strong>Sandro Medici</strong>. Ciò, non certo perché abbia voglia di fare il consigliere comunale, ma per contribuire al progetto politico che ritengo oggi più che mai necessario per salvare il nostro Paese.<br />Un&#8217;affermazione, sia pure piccola, ma significativa, della coalizione attorno a Sandro Medici (Repubblica Romana, Sinistra per Roma, Partito Pirata) può significare l&#8217;inizio della <strong>riscossa della sinistra</strong>.<br />Le idee per cambiare in meglio questa nostra città esistono: sono quelle praticate dai movimenti di lotta per la casa, l&#8217;ambiente, i trasporti, la salute, la cultura, l&#8217;istruzione, la ricerca. Ci serve una forza politica in grado di tradurle in fatti.<br />Ci vuole una forza politica in grado di dire basta alla speculazione edilizia e ai palazzinari che da troppi anni decidono come dev’essere questa nostra bella città, deturpandola. Esistono a Roma migliaia di appartamenti sfitti che vanno posti a disposizione di chi ne ha bisogno.<br />Bisogna varare un piano per il lavoro basato sulla valorizzazione dei beni comuni che impieghi decine di migliaia di giovani nei settori di pubblico interesse. Per questo bisogna dire no al <em>fiscal compact</em> e alle attuale politiche europee.<br />Vanno costituiti in ogni strada <strong>comitati di cittadini</strong> per controllare le scelte urbanistiche e l’erogazione dei servizi pubblici. E’ questa la vera democrazia che travalica di gran lunga il rituale di domenica prossima.</p><p>Su questa linea vanno unificate tutte le forze che si oppongono a un&#8217;infausta riconferma di Alemanno che è oggi purtroppo possibile. Se, com&#8217;è sicuro, andremo al ballottaggio, si opporranno da un lato Alemanno e dall&#8217;altro, con ogni probabilità, <strong>Ignazio Marino</strong>. Quest&#8217;ultimo, degna figura di medico e scienziato, si è imposto nelle primarie contro buona parte delle conventicole di potere che dominano il Pd. E&#8217; accertato che queste ultime non vedono quindi di buon occhio la sua candidatura. Vari settori appoggiano anzi quella di <strong>Marchini</strong>, che, a quanto si dice, potrebbe a sua volta stipulare un accordo con Alemanno.</p><p>Tanto più importante diventa una decisa affermazione delle forze, da Repubblica Romana al Movimento Cinque Stelle, che hanno in sé le potenzialità per un&#8217;alternativa effettiva a Roma. Se Marino dovesse andare al ballottaggio, tali forze dovrebbero muoversi in modo unitario per stipulare con lui un patto per l&#8217;alternativa per Roma basato su alcuni punti. E Marino, con Sel e settori del Pd, dovrebbe <strong>sottrarsi al ricatto</strong> della destra interna e firmare tale patto. Se invece dovesse prevalere il candidato di Cinque Stelle o quello di Repubblica Romana, i voti dovrebbero convergere su di loro. Unica strada per battere la destra, restituire Roma a un governo degno di questo nome e aprire la prospettiva di un&#8217;alternativa più che mai necessaria anche e soprattutto a livello nazionale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/23/salviamo-roma-da-alemanno-salviamo-marino-dal-pd/602378/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Porcellum: allo spiedo! Sarebbe ora</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/21/porcellum-allo-spiedo-sarebbe-ora/600381/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/21/porcellum-allo-spiedo-sarebbe-ora/600381/#comments</comments> <pubDate>Tue, 21 May 2013 10:38:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Cassazione]]></category> <category><![CDATA[Diritto di Voto]]></category> <category><![CDATA[Legge Elettorale]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Porcellum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=600381</guid> <description><![CDATA[Se è vero che disponiamo di una dei peggiori ceti politici esistenti sulla faccia della Terra, ci sono per fortuna istituzioni che riescono a svolgere ancora un ruolo a volte positivo. Mi riferisco alla decisione della Cassazione di rimettere alla Corte costituzionale la questione della legittimità del porcellum, la peggiore legge elettorale che mai Parlamento...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se è vero che disponiamo di una dei peggiori ceti politici esistenti sulla faccia della Terra, ci sono per fortuna istituzioni che riescono a svolgere ancora un ruolo a volte positivo. Mi riferisco alla <strong>decisione della Cassazione</strong> di rimettere alla Corte costituzionale la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/17/legge-elettorale-cassazione-boccia-premio-di-maggioranza-del-porcellum/597196/" target="_blank">questione della legittimità del <strong>porcellum</strong></a>, la peggiore legge elettorale che mai Parlamento riuscisse a concepire.</p><p>Si tratta di una buona decisione da vari punti di vista.</p><p>Intanto dal punto di vista dell&#8217;ampiezza accordata al riconoscimento dell&#8217;interesse di agire dei ricorrenti. A tale proposito l&#8217;ordinanza afferma quanto segue: &#8220;L&#8217;espressione del voto &#8211; attraverso la quale si manifestano la <strong>sovranità popolare</strong> (art. 1, comma 2, Cost.) e la stessa dignità dell&#8217;uomo &#8211; costituisce oggetto di un diritto inviolabile (artt. 2, 48, 56 e 58 Cost., art, 3 prot. 1 Cedu) e &#8220;permanente&#8221; dei cittadini, i quali possono essere  chiamati ad esercitarlo in qualunque momento e devono poterlo esercitare in modo conforme a Costituzione). Lo stato di incertezza al riguardo è fonte di un pregiudizio concreto e ciò è sufficiente per giustificare la meritevolezza dell&#8217;interesse ad agire in capo ai ricorrenti&#8221;.</p><p>Nel merito, gli aspetti che destano i sospetti di incostituzionalità sono com&#8217;è noto due: premio di maggioranza e assenza delle preferenze. Il primo viene ritenuto manifestamente irragionevole, nonché lesivo dei principi di <strong>uguaglianza del voto</strong> e rappresentanza democratica. Per non parlare delle ulteriori problematiche che scaturiscono dall&#8217;esistenza di un meccanismo regionale per il Senato. L&#8217;abolizione delle <strong>preferenze</strong> fa invece sorgere il dubbio che il voto non sia più né diretto né libero come vuole la Costituzione.</p><p>Ora vedremo cosa sapranno inventarsi i rappresentanti della casta per salvaguardare una legge ignobile ma ben rispondente ai loro interessi. La sola strada per rispondere in modo adeguato alle censure sollevate è quella dell&#8217;introduzione di una legge retta dal principio di <strong>proporzionalità</strong> del voto. Unico principio che risponde alle esigenze di democrazia reale cui pure il sistema rappresentativo deve soggiacere.</p><p>Nel frattempo peraltro la casta non desiste dall&#8217;attacco al libero voto degli elettori, come dimostrato dal <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/20/pd-in-senato-proposta-per-bloccare-movimenti-alle-elezioni/599868/" target="_blank">tentativo di settori del Pd di mettere fuorilegge il <strong>Movimento Cinque Stelle</strong></a>, introducendo nuovi limiti, non previsti dalla Costituzione, al diritto di voto e ai diritti politici in genere. Ennesimo attacco antidemocratico che va respinto con forza.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/21/porcellum-allo-spiedo-sarebbe-ora/600381/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Crisi, senza sinistra non c&#8217;è salvezza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/19/crisi-senza-sinistra-non-ce-salvezza/598985/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/19/crisi-senza-sinistra-non-ce-salvezza/598985/#comments</comments> <pubDate>Sun, 19 May 2013 14:35:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bankitalia]]></category> <category><![CDATA[Cgil]]></category> <category><![CDATA[Fiom]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Povertà]]></category> <category><![CDATA[Reddito Cittadinanza]]></category> <category><![CDATA[Sinistra]]></category> <category><![CDATA[Sistema Fiscale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=598985</guid> <description><![CDATA[Ci sono due dati, che emergono da un recente studio della Cgil, che fotografano meglio di ogni discorso l&#8217;attuale situazione in cui si trovano oggi il nostro ed altri Paese e le cause profonde e reali della crisi. Il primo: il 47% della ricchezza italiana è in mano al 10% delle famiglie. Il secondo: c&#8217;è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono due dati, che emergono da <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2013/05/18/Crisi-piu-disuguaglianza-47-ricchezza-10-famiglie_8727024.html" target="_blank">un recente studio della Cgil</a>, che fotografano meglio di ogni discorso l&#8217;attuale situazione in cui si trovano oggi il nostro ed altri Paese e le cause profonde e reali della <strong>crisi</strong>.</p><p><strong>Il primo</strong>: il 47% della ricchezza italiana è in mano al 10% delle famiglie.</p><p><strong>Il secondo</strong>: c&#8217;è un rapporto di 1 a 163 fra lo stipendio medio di un lavoratore dipendente e quello di un <em>top manager</em>.</p><p>Il <strong>terzo</strong> dato su cui riflettere è invece estratto <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/18/lavoro-e-pensioni-manifestazione-fiom-a-roma-adesione-del-m5s-silenzio-pd/597979/" target="_blank">dall&#8217;intervento di Maurizio Landini alla manifestazione della <strong>Fiom</strong> di ieri</a>: secondo la <strong>Banca d&#8217;Italia</strong> negli ultimi vent&#8217;anni c&#8217;è stato un passaggio di 15 punti di Pil, pari a 230 milardi di euro dagli stipendi ai profitti e alle rendite.</p><p>Ovviamente nessuna forza politica o quasi mette questi dati elementari ma tanto significativi al centro della propria riflessione. Non il Pd che da tempo non è più un partito di sinistra. Non il <strong>Movimento Cinque Stelle</strong> che di sinistra non è mai stato.</p><p>Eppure, se non partiamo da qui non andiamo da nessuna parte. Una società iniqua e afflitta da tali disuguaglianze è votata alla catastrofe. Non solo morale, ma anche economica. Che sviluppo ci può essere, infatti, se non c&#8217;è domanda e se i consumi sono destinati ad essere sempre più quelli di lusso?</p><p>Bisogna quindi ricostruire una sinistra che sia all&#8217;altezza di questa sfida, quella di costruire una società egualitaria e realmente democratica.</p><p>Come scriveva tempo fa il cardinale <strong>Bergoglio</strong>, attuale Papa Francesco I, &#8220;un progetto di sviluppo integrale, per essere autentico, deve offrire deve raggiungere e offrire possibilità a tutti. Un ruolo fondamentale è svolto dalla redistribuzione della ricchezza prodotta dall&#8217;intera società&#8221;.</p><p>Un discorso ben più a sinistra di quelli pronunciati dai piddini con o senza elle. </p><p>Quel dieci per cento, quei <em>top manager</em> vanno colpiti col <strong>prelievo fiscale</strong> per consentire il <strong>reddito di cittadinanza</strong>, un piano per dare lavoro a milioni di giovani, la tutela dei beni e servizi pubblici oggi duramente colpiti dal taglio della spesa. Così come, allo stesso fine, vanno tagliate le spese inutili (armamenti, grandi opere, appannaggi e privilegi delle varie caste).</p><p>Tutto il resto sono chiacchiere demagogiche, armi di distrazione di massa, roba da Letta, Alfano &amp; C. </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/19/crisi-senza-sinistra-non-ce-salvezza/598985/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bangladesh: l&#8217;orrore del capitalismo reale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/bangladesh-lorrore-del-capitalismo-reale/594931/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/bangladesh-lorrore-del-capitalismo-reale/594931/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 May 2013 15:20:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Bangladesh]]></category> <category><![CDATA[Benetton]]></category> <category><![CDATA[Capitalismo]]></category> <category><![CDATA[Diritti dei Lavoratori]]></category> <category><![CDATA[Disoccupazione]]></category> <category><![CDATA[Incidenti sul lavoro]]></category> <category><![CDATA[Sfruttamento]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=594931</guid> <description><![CDATA[Dicesi capitalismo il sistema economico nel quale la produzione è finalizzata al profitto di chi ha capitale da investire e non al benessere della società nel suo complesso. Tale sistema è contrassegnato da una profonda iniquità e da una profonda irrazionalità. Iniquità perché determina le condizioni per lo sfruttamento e la miseria crescente della maggioranza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dicesi <strong>capitalismo</strong> il sistema economico nel quale la produzione è finalizzata al profitto di chi ha capitale da investire e non al benessere della società nel suo complesso. Tale sistema è contrassegnato da una profonda iniquità e da una profonda irrazionalità. <strong>Iniquità</strong> perché determina le condizioni per lo <strong>sfruttamento</strong> e la <strong>miseria</strong> crescente della maggioranza della società. Irrazionalità perché rende impossibile ogni gestione e programmazione dell&#8217;economia in conformità ai bisogni reali delle persone.</p><p>Nell&#8217;attuale situazione di <strong>globalizzazione</strong>, derivante dall&#8217;abbattimento delle frontiere per le merci e soprattutto per i capitali, non già per le persone, il capitalismo assume varie caratteristiche ulteriori, se possibile ancora più dannose di quelle classiche. Mi limiterò in questa sede a citarne due. La prima, che ho avuto più volte occasione di citare su questo blog, è la prevalenza della finanza che si ritorce anche contro la stessa produzione reale, provocando crisi senza uscita apparente come quella che stiamo vivendo. La seconda è la sua estensione su scala planetaria, che sfrutta per penetrare i posti nei quali è più facile lo sfruttamento della <strong>forza lavoro</strong> e la <strong>devastazione dell&#8217;ambiente</strong>. Questa seconda caratteristica viene utilizzata per disinvestire in patria, provocando <strong>disoccupazione</strong> e spostarsi su mercati del lavoro più favorevoli.</p><p>Nessuno osi dire che la <strong>presenza delle multinazionali</strong> in Paesi come il <strong>Bangladesh</strong> costituisce un&#8217;opportunità per le popolazioni che ci vivono. La realtà è che vengono stravolte le tradizionali economie di sussistenza, si demolisce preventivamente ogni possibile ruolo dei sistemi pubblici e si creano quindi le condizioni per il reclutamento di manodopera che vede come unica possibilità di sopravvivenza lo sfruttamento selvaggio in luoghi come quelli dove pochi giorni fa sono morte sotto le macerie circa mille fra operaie e operai.</p><p>Situazioni che, tendenzialmente, si vorrebbero introdurre anche in Paesi come il nostro, dove del resto continuano a intensificarsi gli <strong>incidenti sul lavoro</strong>, cui si accompagnano sempre più spesso <strong>suicidi di</strong> <strong>disoccupati</strong> e altri fenomeni di disperazione, dei quali fanno le spese ignari passanti o appartenenti alle forze dell&#8217;ordine.</p><p>La classe politica che fa finta di governarci è ovviamente del tutto sorda e cieca di fronte a fenomeni di questo genere. Innanzitutto perché, nella sua gran parte, è stata acquistata da tempo un tanto al chilo dai padroni del vapore o ne fa parte direttamente. In parte perché priva di cultura e consapevolezza storica.</p><p>Qualcuno spieghi a Pd e grillini che esiste la <strong>lotta di classe</strong>. Solo che, almeno in Italia e da molti anni a questa parte la fanno solo i padroni. Gli altri subiscono e si disperano. E il mondo va a rotoli. Obiettivo Bangla Desh?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/15/bangladesh-lorrore-del-capitalismo-reale/594931/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cosa porta la sinistra alla sconfitta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/cosa-porta-la-sinistra-alla-sconfitta/592499/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/cosa-porta-la-sinistra-alla-sconfitta/592499/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 May 2013 14:42:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Crisi Finanziaria]]></category> <category><![CDATA[Diritto di cittadinanza]]></category> <category><![CDATA[Governo Letta]]></category> <category><![CDATA[Ius Soli]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Sinistra]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=592499</guid> <description><![CDATA[La lotta per la liberazione dal berlusconismo non è certo finita con la sciagurata scelta del gruppo dirigente del Pd di accodarsi al Caimano per dar vita a quello che sarà ricordato come il più disastroso governo dell&#8217;Italia repubblicana. Essa entra solo in una nuova decisiva fase nella quale anche ad orbi, ciechi e guerci...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La lotta per la <strong>liberazione dal berlusconismo</strong> non è certo finita con la sciagurata scelta del gruppo dirigente del <strong>Pd</strong> di accodarsi al Caimano per dar vita a quello che sarà ricordato come il più disastroso governo dell&#8217;Italia repubblicana. Essa entra solo in una nuova decisiva fase nella quale anche ad orbi, ciechi e guerci di ogni genere è oramai evidente il vero carattere del Partito democratico, accozzaglia di gruppetti di potere subalterni ad ogni tipo e genere di poteri forti, compresi quelli radunati attorno a Mr. Bunga Bunga.</p><p>Né qualcuno osi dire che non si poteva fare diversamente dato che il Pdl aveva ottenuto molti <strong>voti</strong> alle ultime elezioni. Intanto non si è perseguita, da parte del Pd gonfio di estrogeni filoberlusconiani e comunque profondamente di destra, con la sufficiente tenacia, l&#8217;alternativa basata sull&#8217;accordo con il <strong>Movimento Cinque Stelle</strong>. Poi è più che mai valido quanto affermato da Manuel Castells su <em>Internazionale</em> di questa settimana a proposito della situazione in <strong>Islanda</strong> e in Italia: non è un programma radicale che porta alla sconfitta la sinistra, ma il mancato rispetto di tale programma. </p><p>Dalla crisi non si esce certo con le ricettucole di <strong>Letta</strong>, che sembra la caricatura di <strong>Monti</strong>. Tutt&#8217;al più si darà ossigeno a Berlusconi soddisfacendo le sue richieste in materia di <strong>Imu</strong>, con le quali il furbo individuo ha del resto colto un&#8217;esigenza diffusa, e allontanando in tutti i modi le minacce giudiziarie che giustamente si addensano sul suo capo.</p><p>Intanto la resistenza antiberlusconiana riparte da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/manifestazione-pdl-brescia-piazza-spaccata-fischi-e-applausi-per-berlusconi/591135/" target="_blank">Brescia, con la manifestazione a sostegno della magistratura</a> da parte dei centri sociali e da Roma, con l<a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/12/no-allaborto-a-roma-contromanifestazione-nel-ricordo-di-giorgiana-masi/232083/" target="_blank">a manifestazione a ricordo di Giorgiana Masi</a> che ha avuto luogo ieri nonostante il divieto di <strong>Alemanno</strong> e della questura, contro la sfilata filoclericale che aveva luogo contemporaneamente.</p><p>Il berlusconismo è anche questo, una capacità davvero spregiudicata di combinare il libertinaggio e il clericalismo più sfacciati. Anche su questo piano del tutto inconsistente appare il Pd, oggi dominato fra l&#8217;altro da ex democristiani che in fatto di <strong>clericalismo</strong> non hanno nulla da imparare dalla destra. </p><p>Un fatto positivo in questo quadro è anche costituito dall&#8217;inizio dell&#8217;emancipazione del Movimento Cinque Stelle dal suo padre fondatore, che pure qualche merito lo ha avuto. Ed è positivo che tale emancipazione avvenga su di un terreno come quello della concessione della <strong>cittadinanza agli immigrati</strong> di seconda generazione. Chi, da Grillo a <strong>Grasso</strong>, si esprime contro questa norma, vuole confondere le acque e attingere alla peggiore demagogia di stampo razzista. In discussione infatti non è un astratto <em>jus soli</em>, ma il diritto di chi in Italia è nato e ha vissuto di accedere concretamente alla cittadinanza. Nei termini previsti dalla <a href="http://www.litaliasonoanchio.it/" target="_blank">proposta di legge di iniziativa popolare</a> che ho voluto mettere in appendice al mio ultimo libro su &#8220;Immigrazione, asilo e cittadinanza universale&#8221;.</p><p><strong>Cittadinanza</strong>, <strong>diritti</strong> <strong>civili</strong>, <strong>crisi</strong>. Pare proprio che la lotta su tutti questi piani, che si intrecciano fra di loro, sarà lunga e complessa, e che per liberarci davvero di Berlusconi e tutto ciò che rappresenta dovremo liberarci di molte altre cose, primo fra tutti il Pd. Ma probabilmente anche <strong>Beppe Grillo</strong>, quantomeno nella sua veste di <em>guru</em> indiscusso. Come ricordava il candidato del Movimento Cinque Stelle alla presidenza dell&#8217;VII municipio romano, alla manifestazione convocata sabato dal Comitato NoPUP indignati, il vero cambiamento di paradigma è dato dallo spostamento del baricentro decisionale da una classe politica nella sua massima parte inadeguata e spesso indegna ai cittadini. Cittadini vecchi e nuovi, aggiungo io.</p><p>Appunto per questo è necessario <strong>ridare vita e linfa a una sinistra di cui si sconta drammaticamente oggi in Italia la mancanza</strong>. Che certo dovrà essere profondamente diversa da quella che finora abbiamo conosciuto e che giustamente è oramai pressoché defunta. Oltre alle manifestazioni indicate voglio ricordare l&#8217;iniziativa di <strong>Sel</strong> a Roma con la partecipazione di <strong>Rodotà</strong> e <a href="https://www.contropiano.org/news-politica/item/16519-a-bologna-%C3%A8-nata-ross?tmpl=component&#038;print=1" target="_blank">l&#8217;assemblea di Bologna per la costituzione di un nuovo polo anticapitalista</a>, che ha assunto la suggestiva denominazione di <strong>Ross@</strong>. Nonché ovviamente, il necessario successo della <a href="http://www.repubblicaromana.org/" target="_blank">Repubblica Romana</a>, la coalizione di liste per Sandro Medici sindaco alle prossime elezioni del Comune di Roma, che già nel suo nome rievoca uno dei più importanti esperimenti costituzionali dell&#8217;Italia preunitaria sul piano della democrazia e della laicità. </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/13/cosa-porta-la-sinistra-alla-sconfitta/592499/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Elezioni amministrative Roma: Sandro Medici e la riscossa della sinistra</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/elezioni-amministrative-roma-sandro-medici-e-riscossa-della-sinistra-romana/578182/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/elezioni-amministrative-roma-sandro-medici-e-riscossa-della-sinistra-romana/578182/#comments</comments> <pubDate>Wed, 01 May 2013 07:51:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2013]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative Roma 2013]]></category> <category><![CDATA[Ignazio Marino]]></category> <category><![CDATA[Marcello De Vito]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[Sinistra]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=578182</guid> <description><![CDATA[Una canzone che mi è particolarmente cara definisce Roma “città ribelle e mai domata”. In effetti, nonostante la retorica di bassa..lega dei leghisti, protagonisti a loro volta di numerosi episodi di corruzione, Roma, pur essendo un centro di potere, non è certamente riducibile alle squallide caste e cosche che pure vi risiedono ed operano. Si tratta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Una canzone che mi è particolarmente cara definisce Roma <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7S-heITM2D8" target="_blank">“città ribelle e mai domata”</a>. In effetti, nonostante la retorica di bassa..lega dei leghisti, protagonisti a loro volta di numerosi episodi di corruzione, Roma, pur essendo un centro di potere, non è certamente riducibile alle squallide caste e cosche che pure vi risiedono ed operano. Si tratta di una città con tradizioni di lotta millenarie, che risalgono alla ben nota secessione dei plebei sul Monte Sacro, o per risalire a tempi più recenti, ad esperienze come gli arditi del popolo, la resistenza <strong>antifascista</strong>, la guerra partigiana, il luglio sessanta contro Tambroni, il sessantotto e il settantasette, fino alle più recenti mobilitazioni e alle occupazioni delle case e di spazi sociali.</p><p>Le prossime <strong>elezioni comunali di Roma</strong> potrebbero, dopo l’imperdonabile <em>débauche</em> del Pd e i suoi connubii con il peggio del peggio (leggi Berlusconi e c.) costituire un passaggio importante per il rilancio di quella <strong>sinistra</strong> che, come sostengo da tempo, costituisce l’unica possibilità di salvezza per l’Italia oggi sempre più alla deriva.</p><p>Ne parlo con Sandro Medici, presidente del decimo municipio di Roma e candidato a sindaco di una coalizione che raccoglie<a href="http://www.repubblicaromana.org/" target="_blank"> Repubblica Romana</a>, Sinistra per Roma e Partito Pirata. Preciso che anch’io sono candidato a consigliere comunale nella seconda delle liste ora citate.</p><p>Ecco le quattro domande che ho posto a Sandro e le sue risposte.</p><p><strong>Qual è il significato della presentazione della tua candidatura nell’attuale contesto romano e nazionale? </strong></p><p>Il senso della candidatura è promuovere uno spazio politico plurale e indipendente, che accolga le tante esperienze sociali e politiche che a Roma intendono emanciparsi dalle relazioni parassitarie finora intercorse con i partiti. E&#8217; un tentativo di autorappresentazione e<br />autodeterminazione, che oggi sceglie di misurarsi sul terreno elettorale ma che ambisce a diventare punto di riferimento politico e culturale permanente, ambito di ricerche e pratiche che superino la forma partito e inaugurino una nuova modalità partecipata e condivisa.</p><p><strong>Quale rapporto pensi di mettere in campo con la coalizione raccolta attorno a Marino?</strong></p><p>Noi pensiamo soprattutto a esaltare la nostra indipendenza e il nostro collocarci fuori dal coro, fuori dalle oligarchie e dai rapporti di convenienza con cui il centrosinistra ha scelto di formarsi. E cerchiamo di offrire all&#8217;elettorato una scelta nitida e libera, che finalmente si<br />sottragga alla logica del male minore o del meno peggio. Essendo poi un composto politico plurale decideremo insieme a tutta la coalizione come comportarci al secondo turno elettorale.</p><p><strong>Quale rapporto con il Cinque stelle?</strong></p><p>La relazione con il movimento cinquestelle soffre dell&#8217;indisponibilità di quest&#8217;ultimo a stabilire rapporti e confronti con chicchessia. Ed è pertanto difficile (se non impossibile) misurarsi con le loro proposte e con le loro modalità politiche. Confermiamo tuttavia la nostra disponibilità: ma per sviluppare una politica d&#8217;incontro bisogna essere in<br />due.</p><p><strong>Tre cose da fare subito.</strong></p><p>A). Estensione immediata dei diritti civili con la raccolta dei testamenti biologici e il riconoscimento delle unioni civili (riforme che non costano e che avrebbero effetto immediato). B). Pedonalizzazione totale di via dei Fori e di via dei Cerchi, con il ricongiungimento storico-ambientale della grande area archeologica centrale. C). In ogni<br />Municipio localizzare e inaugurare una Casa delle donne, come servizio di promozione dei diritti delle donne, oltreché di accoglienza e sostegno sociale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/elezioni-amministrative-roma-sandro-medici-e-riscossa-della-sinistra-romana/578182/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Italiani che emigrano in Cina: scambio e cooperazione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/28/italiani-che-emigrano-in-cina-scambio-e-cooperazione/576032/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/28/italiani-che-emigrano-in-cina-scambio-e-cooperazione/576032/#comments</comments> <pubDate>Sun, 28 Apr 2013 17:23:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cervelli in fuga]]></category> <category><![CDATA[Cervelli in Fuga Cina]]></category> <category><![CDATA[Cina]]></category> <category><![CDATA[Crisi Economica]]></category> <category><![CDATA[Fuga dei Cervelli]]></category> <category><![CDATA[Italiani]]></category> <category><![CDATA[Italiani all'Estero]]></category> <category><![CDATA[Partito Comunista Cinese]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=576032</guid> <description><![CDATA[Il Progetto A.M.I.C.O., Analisi della Migrazione degli Italiani in Cina Oggi, finanziato dalla Fondazione Migrantes, è frutto dell’inventiva della giovane sinologa Giovanna Di Vincenzo e della dottoranda di ricerca in diritto internazionale Maria Francesca Staiano, cui si è accodato il sottoscritto. Tale progetto si propone di effettuare un&#8217;analisi approfondita delle caratteristiche, motivazioni e prospettive dell&#8217;emigrazione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il Progetto <strong>A.M.I.C.O.</strong>, <em style="text-align: justify;">Analisi della Migrazione degli Italiani in Cina Oggi</em>, finanziato dalla Fondazione <strong>Migrantes</strong>, è frutto dell’inventiva della giovane sinologa Giovanna Di Vincenzo e della dottoranda di ricerca in diritto internazionale Maria Francesca Staiano, cui si è accodato il sottoscritto. Tale progetto si propone di effettuare un&#8217;analisi approfondita delle caratteristiche, motivazioni e prospettive dell&#8217;<strong>emigrazione italiana in Cin</strong>a. Si tratta di un fenomeno molto interessante che presenta aspetti vari, molteplici e complessi. Intervistando numerose persone di origine italiana che hanno deciso di trascorrere vari anni della loro vita nell&#8217;affascinante e dinamica realtà cinese, ci siamo resi conto di quanto importante e feconda di positivi risultati possa rivelarsi la relazione fra le due culture.</p><p>Una motivazione di particolare interesse viene manifestata dai <strong>giovani italiani</strong>, i quali, spinti inizialmente da un acuto desiderio di conoscere, approfondire e praticare la lingua e la cultura cinese, pervengono al fine a costruirsi in questo ambiente una vera e propria prospettiva di vita, a fronte anche delle difficoltà di vario tipo in cui si imbattono in patria, specie a causa dell&#8217;attuale devastante <strong>crisi economica</strong>. Lo sforzo di innovazione e miscela culturale che queste persone riescono ad effettuare porta loro un <strong>arricchimento</strong> personale che costituisce una carta di notevole valore nell&#8217;attuale mondo globalizzato, dato anche il ruolo di crescente importanza che la Cina è destinata a svolgere in tale contesto. Da questo punto di vista, essi manifestano un peculiare apprezzamento per i livelli di intreccio <strong>cosmopolitico</strong> che le megalopoli cinesi riescono ad offrire in modo sempre più sostenuto. Le esperienze concretamente portate a termine sono della natura più svariata: dal piccolo imprenditore che mette su, insieme a <em>partners</em> di origine geografica più disparata, luoghi di ricreazione e socialità, al “cinese di ritorno” che apre un locale <em>à la page</em> di impronta nettamente italiana, all&#8217;<strong>artista</strong> affermato che entra in contatto con i settori più dinamici degli ambienti culturali. Ci si rende conto di quanto essenziale e da promuovere possa risultare la miscela tra l&#8217;impronta italiana e quella cinese.</p><p>Un discorso a parte va svolto per i rappresentanti del mondo accademico e della ricerca, i quali danno un apporto davvero notevole al trasferimento di <em>know-how</em> tra i due paesi in differenti campi.</p><p>Analogo ruolo di messaggeri della cultura italiana <em>latu sensu </em>va attribuito poi a molti operatori professionali ed economici, specie in <strong>settori strategici</strong> per l&#8217;Italia come la moda, il <em>design</em>, la gastronomia, la sostenibilità ambientale, il turismo, ma anche altri, come il calcio, fenomeno in forte espansione in Cina, ben rappresentato dal vecchio leone Marcello Lippi, allenatore dell&#8217;Evergrande di Guangzhou vincitore l’anno scorso del campionato e della Coppa di Cina. Per quanto riguarda la gastronomia, basti citare l’apostolo della <strong>cucina partenopea</strong>, Rino De Feo, <em>chef</em> presso il ristorante <em><a href="http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g298555-d3659207-Reviews-Anima_Core-Guangzhou_Guangdong.html" target="_blank">Anema e core</a></em> di Guangzhou, che produce sul posto mozzarella di bufala e altri ingredienti tipicamente italiani, offrendo un menù che fa davvero onore al nostro Paese nel suo complesso.</p><p>Il mondo delle <strong>Ong</strong>, inoltre, appare in tale contesto destinato a fornire contributi progressivi sul piano delle relazioni sociali, con particolare riguardo a settori sensibili come quello della disabilità, dando un contributo importante al raggiungimento dell’obiettivo dell’<strong>inclusione sociale</strong>, come pure più in generale al fenomeno, che è in corso tra varie difficoltà, dell&#8217;emersione piena della società civile cinese come interlocutore del sistema politico istituzionale basato sul <strong>partito comunista</strong>.</p><p>Le dimensioni quantitative del fenomeno dell&#8217;immigrazione italiana sono di tutto rispetto. Secondo i dati più recenti dell&#8217;A.I.R.E. (Anagrafe italiani residenti all&#8217;estero), che pure per vari motivi non rappresentano una fotografia completa della situazione, gli italiani residenti in Cina sono circa 6000, il che ne fa l&#8217;ottava meta per quantità dell&#8217;attuale emigrazione italiana all&#8217;estero. Una  comunità dotata anche di varie realtà associative  come l&#8217;Associazione dei giovani italiani in Cina (<a href="http://www.assogic.com/index.php/sondaggi/17-agic-e-progetto-a-m-i-c-ohttp://" target="_blank">AGIC</a>), e le varie strutturate su base locale fra le quali voglio ricordare le due esistenti a <strong>Guangzhou</strong> (<a href="https://www.facebook.com/ItalianiNelGuangdong?fref=ts" target="_blank">Italiani  nel Guangdong</a> e <a href="http://www.cameraitacina.com/index.php?nav0=94&#038;nav1=93&#038;viewnews=453" target="_blank">Italiani nel Sud della Cina</a>), con le quali abbiamo avuto incontri molto interessanti.</p><p>Il generoso impegno delle istituzioni italiane, rappresentate da elementi sovente di elevato spessore personale, sconta però i limiti di un approccio ancora eccessivamente frammentario e mirato sulla contingenza e sul breve periodo. Un abisso ci divide, purtroppo, da altri Stati europei, ben più abili e organizzati nella costruzione della presenza del loro sistema-Paese in Cina. Alcuni giovani imprenditori italiani hanno inoltre espresso il loro malcontento per forme di rappresentanza degli<strong> interessi economici</strong> spesso incapaci di cogliere effettivamente le problematiche locali dando voce  a chi opera sul terreno. Difetti, entrambi questi ora accennati, che rinviano ovviamente a storiche carenze dell&#8217;Italia in quanto tale, aggravate dall&#8217;attuale momento di crisi anche politica permanente.</p><p>Ci sembra, quindi, che molto possa e debba essere fatto per cogliere a pieno i frutti del rapporto fra Italia e Cina in termini di reciproche migrazioni. Il quale costituisce un aspetto per nulla secondario di un rapporto di <strong>scambio</strong> e cooperazione bilaterale da condurre sempre su di un piede di parità e nel reciproco rispetto, per una crescita non solo economica comune e condivisa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/28/italiani-che-emigrano-in-cina-scambio-e-cooperazione/576032/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il Pd si è suicidato ma il 25 aprile è più vivo che mai!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/26/pd-si-e-suicidato-ma-25-aprile-e-piu-vivo-che-mai/566838/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/26/pd-si-e-suicidato-ma-25-aprile-e-piu-vivo-che-mai/566838/#comments</comments> <pubDate>Fri, 26 Apr 2013 15:05:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[25 aprile]]></category> <category><![CDATA[Enrico Letta]]></category> <category><![CDATA[Governissimo]]></category> <category><![CDATA[Inciucio]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Sinistra]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=566838</guid> <description><![CDATA[Di ritorno dalla Cina, ancora frastornato per il cambio di fuso orario, mi trovo di fronte a una situazione politica nazionale davvero raccapricciante. Era però tutto sommato prevedibile. Ha alla fine prevalso, nelle eterogenee file del Pd, il peso dell&#8217;establishment da sempre propenso a sciagurate ammucchiate consociative con la destra e con Monti. Si tratta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Di ritorno dalla Cina, ancora frastornato per il cambio di fuso orario, mi trovo di fronte a una situazione politica nazionale davvero raccapricciante. Era però tutto sommato prevedibile. Ha alla fine prevalso, nelle eterogenee file del Pd, il peso dell&#8217;<em>establishment</em> da sempre propenso a sciagurate ammucchiate consociative con la destra e con Monti.</p><p>Si tratta del resto degli stessi personaggi che non hanno perso occasione, in passato, per <strong>salvare il soldato Berlusconi</strong> evitando sistematicamente di affrontare in modo risoluto i molteplici problemi di natura politica e giuridica creati dallo stesso e dell&#8217;aggregazione attorno a lui della peggiore formazione politica esistente a livello europeo.</p><p>Ora è definitivamente chiaro a tutti perché l&#8217;Italia, fra la sorpresa e i lazzi del mondo intero, continui a soffrire del fenomeno Berlusconi. Ciò avviene perché, a monte di tale fenomeno, esiste un Pd in sua non trascurabile parte affetto dalle stesse patologie politiche, in termini di corruzione e rappresentanza di interessi consolidati che costituiscono un ostacolo enorme a ogni futuro per il nostro Paese. E comunque votato a compromissorie alleanze senza principi la cui unica <em>ratio</em> è la salvaguardia ad ogni costo di un sistema politico, economico e sociale che fa acqua da tutte le parti e di cui la maggioranza degli italiani  vuole disfarsi una volta per tutte.</p><p>Il senso profondo di questa scelta sciagurata è quello di una <strong>resa senza condizioni alla governabilità fine a se stessa</strong>, nel segno della continuità con il disastroso governo Monti ma, se possibile, con un ruolo ancora più incisivo ed egemone del Caimano. Ed anche quello del tradimento delle aspirazioni a un effettivo cambiamento espresse da milioni di elettori che hanno in buona fede votato per il Pd alle ultime elezioni.</p><p>L&#8217;alternativa era a portata di mano. Sarebbe bastato appoggiare la proposta, formulata dal Movimento Cinque Stelle, dell&#8217;autorevole candidatura di <strong>Stefano Rodotà</strong>, in precedenza del resto avanzata da varie organizzazioni e settori importanti del nostro Paese. Invece hanno scelto<strong> il compromesso, la continuità e l&#8217;inciucio</strong> senza principi con la destra peggiore che il nostro Paese abbia mai conosciuto. Inevitabile conseguenza: l&#8217;attribuzione a <strong>Enrico Letta</strong> (nipote di tanto zio) di un governo nel quale Berlusconi è destinato ancora una volta a svolgere un ruolo dominante. Il programma è chiaro: salvare Berlusconi, evitare ogni legge seria contro criminalità, corruzione e conflitto d&#8217;interessi, far pagare la crisi agli stessi di sempre (donne, lavoratori, pensionati, giovani, piccoli imprenditori), imporre le grandi opere a tutti i costi, salvaguardare gli interessi degli intoccabili (caste, cricche e coste).</p><p>Non c&#8217;è più spazio per un partito insulso e gelatinoso come il Pd sulla scena politica italiana, la cui ragione d&#8217;essere ultima è quella di garantire un&#8217;immeritata sopravvivenza al berlusconismo e al montismo.</p><p>Per affrontare l&#8217;attuale momento di estrema difficoltà che il Paese sta attraversando, sono necessarie politiche ispirate ai principi dell&#8217;equità sociale e della condivisione dei costi della crisi, di investimento nel sociale e nella tutela dei beni comuni. Proprio l&#8217;opposto di quanto le forze ammucchiate oggi attorno a Napolitano, senza alcun principio che non sia la difesa del loro ruolo istituzionale oramai disfunzionale e votato alla difesa ad ogni costo del vecchio ordine, si siano dimostrate in grado di fare da almeno vent&#8217;anni a questa parte.</p><p>E&#8217; ora di cambiare. E il cambiamento, sia ben chiaro, è solo rimandato. Né vi saranno ammucchiate partitiche in grado di contenerlo. In questo senso occorre<strong> dissentire da Beppe Grillo</strong>.<strong> Il 25 aprile non è morto</strong>, ma anzi è più vivo che mai, perché del suo spirito si fanno interpreti forze che scaturiscono dal vivo del nostro popolo, chiedendo a gran voce una nuova stagione politica di effettiva democrazia. Muoia definitivamente il Pd, ritorni la sinistra, ritrovando le ragioni della propria storia e andando a un rapporto fecondo, dialettico e costruttivo con le nuove realtà come il Movimento Cinque Stelle.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/26/pd-si-e-suicidato-ma-25-aprile-e-piu-vivo-che-mai/566838/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quirinale 2013: perché Rodotà?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/09/quirinale-perche-rodota/556285/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/09/quirinale-perche-rodota/556285/#comments</comments> <pubDate>Tue, 09 Apr 2013 08:56:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category> <category><![CDATA[Diritti Umani]]></category> <category><![CDATA[Elezione Presidente della Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Laicità]]></category> <category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Quirinale]]></category> <category><![CDATA[Stefano Rodotà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=556285</guid> <description><![CDATA[Al momento mi trovo in Cina e questo spiega il netto rallentamento della mia frenetica attività di blogger del Fatto. Questa realtà cinese, estremamente complessa ed avvincente, merita ovviamente un&#8217;attenzione particolare e ci tornerò in seguito. Al momento voglio invece dedicarmi alla vicenda italiana che, dalle eco sia pure attutite che qui giungono da quella...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Al momento mi trovo in Cina e questo spiega il netto rallentamento della mia frenetica attività di blogger del Fatto. Questa realtà cinese, estremamente complessa ed avvincente, merita ovviamente un&#8217;attenzione particolare e ci tornerò in seguito.</p><p>Al momento voglio invece dedicarmi alla vicenda italiana che, dalle eco sia pure attutite che qui giungono da quella lontana provincia dell&#8217;Impero, mi pare sia al momento strategicamente contrassegnata dalla <strong>corsa al Quirinale</strong>, che sta assumendo un carattere cronologicamente e logicamente prioritario rispetto sia a un eventuale governo che più in generale agli sviluppi dell&#8217;intricata e per certi versi apparentemente inestricabile situazione politica nostrana.</p><p>Ciò conferma, sia detto per inciso, ad onta di ogni visione formalisticamente ingenua e riduttiva dei poteri del presidente della Repubblica, il loro carattere invero fondamentale come punto di equilibrio di tutto il sistema istituzionale, vieppiù esaltati in un <strong>momento di crisi e transizione</strong> come quello che attualmente sta vivendo il nostro Paese.</p><p>Che caratteristiche deve quindi avere il nuovo presidente della Repubblica che le Camere, debitamente integrate dalle delegazioni regionali si avviano ad eleggere?</p><p>La prima è che gli deve rappresentare una <strong>netta cesura</strong> e un indispensabile cambio di passo rispetto al deludente settennio di Napolitano. Quest&#8217;ultimo, dopo essersi timidamente opposto alla mostruosità politica e giuridica di Berlusconi, ha alfine acconsentito a liberarci da questo, ma solo per riaffermare la propria piena subalternità ai diktat e desiderata della finanza internazionale, regalandoci il <strong>catastrofico governo di Monti &amp; C.</strong> di cui è stato con ogni evidenza il principale mentore e sponsor. Da ultimo, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/08/governo-bersani-non-cambia-idea-no-al-governissimo-serve-cambiamento/554879/" target="_blank">come giustamente denunciato dal senatore del Pd Corradino Mineo</a>, ha ostacolato il pur generoso tentativo di Bersani cui, con tutti i suoi limiti, va riconosciuta, almeno finora, coerenza e la lucidità di capire che il governissimo sarebbe<strong> una disgrazia per il Paese e per il suo partito</strong>. Lucidità di cui invece appare del tutto privo il suo antagonista interno, il Fonzie <strong>Renzi</strong>. Ora Napolitano si spinge a rievocare, del tutto a sproposito fra l&#8217;altro, la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/09/governo-bersani-larghe-intese-mio-modo-proposte/556256/" target="_blank">presunta positività della stagione del 1976</a> per caldeggiare, in un contesto interno e internazionale totalmente differente, un governo &#8220;di larghe intese&#8221; con Renzi, a quanto pare, nella parte che fu di Berlinguer e Berlusconi, si suppone, in quella che fu di Moro. In sostanza una riproposizione, in una situazione economica, politica e sociale ancora più deteriorata, del funesto governo Monti. Che Dio, se esiste, ce ne scampi e liberi!</p><p>La seconda caratteristica deve consistere in una dirittura morale e in una competenza professionale assolute e unanimente rispettate e riconosciute.</p><p>La terza caratteristica deve invece avere ad oggetto una sensibilità comprovata nei confronti dei tre pilastri dello Stato di diritto che vanno salvaguardati e sviluppati, in Italia come altrove:</p><p>1. <strong>L&#8217;equilibrio fra i poteri</strong>, con particolare attenzione alla piena tutela dell&#8217;autonomia della magistratura che deve essere posta in grado di esercitare nel migliore dei modi le sue funzioni.</p><p>2. <strong>La democrazia</strong>, con il pieno riconoscimento della sovranità popolare, specie nella forme di partecipazione diretta, a partire da quelle di tipo referendario, destinate ad essere ulteriormente esaltate dall&#8217;attuale conclamata crisi del sistema dei partiti.</p><p>3. <strong>I diritti umani</strong>, specie nelle loro dimensioni economiche, sociali e culturali, gravemente messi a repentaglio dalla crisi e dalla gestione antipopolare che ne e&#8217; stata operata prima da Berlusconi e poi da Monti. Ma anche nelle dimensioni squisitamente civili che potranno essere garantite solo dalla piena assunzione della laicità dello Stato come valore fondante e imprescindibile della Repubblica.</p><p>Da tutti e tre i punti di vista ora menzionati la figura di <strong>Stefano Rodotà</strong>, giurista insigne che ho la fortuna di conoscere da vari anni, riveste una sua precisa pertinenza. Ben più di un pur abile politicante egli infatti potrebbe contribuire a garantire alla nostra Costituzione repubblicana una nuova stagione di continuità e di rilancio.</p><p>Di questo ben dovrebbero essere consapevoli <strong>Beppe Grillo</strong> e il Movimento Cinque Stelle, che si muovono nella sacrosanta ottica della riappropriazione popolare delle istituzioni, come pure Sel e i settori di gran lunga maggioritari (come dimostrato dall&#8217;esito delle primarie romane) del Pd, che rifiutano il mortifero abbraccio con la destra peggiore e l&#8217;altrettanto devastante ossequio ai poteri forti.</p><p>Rivolgo quindi un appello a tutti i sinceri democratici presenti nel Parlamento italiano e nelle delegazioni regionali destinate ad integrarlo affinché, con l&#8217;elezione di Rodotà alla presidenza della Repubblica ci consegnino un futuro realmente innovativo e denso di promesse dal punto di vista istituzionale come da quello sociale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/09/quirinale-perche-rodota/556285/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Rivoluzione Civile e quell&#8217;insopprimibile voglia di sinistra</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/03/rivoluzione-civile-e-quellinsopprimibile-voglia-di-sinistra/547786/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/03/rivoluzione-civile-e-quellinsopprimibile-voglia-di-sinistra/547786/#comments</comments> <pubDate>Wed, 03 Apr 2013 07:46:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2013]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative Roma 2013]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Politiche 2013]]></category> <category><![CDATA[Rivoluzione Civile]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=547786</guid> <description><![CDATA[I recenti rovesci elettorali di Rivoluzione Civile, che hanno replicato quelli del 2008, fanno pensare che la sinistra in Italia sia oramai morta. Si è trattato di un tentativo generoso e coraggioso e voglio qui pubblicamente ringraziare Antonio Ingroia che si è assunto il difficile compito di guidarla, pagando per questo un prezzo anche personale....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/02/25/elezioni-2013-ingroia-rivoluzione-civile-prosegue/222576/" target="_blank">I recenti rovesci elettorali di <strong>Rivoluzione Civile</strong></a>, che hanno replicato quelli del 2008, fanno pensare che la <strong>sinistra</strong> in Italia sia oramai morta. Si è trattato di un tentativo generoso e coraggioso e voglio qui pubblicamente ringraziare <strong>Antonio Ingroia</strong> che si è assunto il difficile compito di guidarla, pagando per questo un prezzo anche personale. Certamente essa ha scontato vari limiti e soprattutto la brevità dei tempi dettati dalle elezioni.</p><p>Oltre le sconfitte, che vanno analizzate e capite, tuttavia, oggi più che mai c&#8217;è bisogno di sinistra. Le basi della sinistra da ricostruire devono essere secondo me contenute nei seguenti principi. </p><p><strong>Primo principio.</strong> Eguaglianza nella distribuzione del reddito. I meccanismi &#8220;spontanei&#8221; dell&#8217;<strong>economia capitalista</strong> (ovvero per chi non ci crede l&#8217;azione nefasta delle varie <em>lobbies</em>, cricche, caste e cosche) producono sempre più intollerabili aumenti nelle diseguaglianze di reddito che vanno aboliti perché sono in insanabile contrasto con il principio dell&#8217;eguaglianza fra le persone.</p><p><strong>Secondo principio.</strong> Lavorare meno lavorare tutti. Reddito sociale garantito. La <strong>disoccupazione</strong> rappresenta una fonte d&#8217;angoscia per milioni di individui e un intollerabile spreco di risorse umane. Occorre un piano pubblico per riorientare il lavoro alla fornitura dei servizi pubblici essenziali, a partire da sanità, cultura e istruzione. Va previsto un reddito garantito socialmente di cittadinanza per tutti coloro che non hanno altre fonti di reddito.</p><p><strong>Terzo principio.</strong> Valorizzazione dei beni comuni. Uno degli effetti più deleteri della <strong>crisi</strong> economica e finanziaria è costituito dalla spinta alla privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici. Questo è stato l&#8217;obiettivo principale dell&#8217;asse Monti/Napolitano e continuerà ad essere nel futuro lo scopo principale della classe dominante che si vuole appropriare di ogni spazio e servizio pubblico.</p><p><strong>Quarto principio.</strong> Libertà individuale. Al di là delle ipocrite chiacchiere sul liberalismo, il capitalismo rappresenta la maggiore fonte di violazione della libertà individuale negando agli individui la possibilità di realizzare la propria personalità e riducendoli a merce. Questo discorso riguarda in particolare le <strong>donne</strong> che costituiscono la maggioranza della società. In più, si innestano in Italia e in altri Paesi i divieti di stampo clericale e fondamentalista che impediscono alle persone di determinare liberamente il proprio futuro negando ad esempio il matrimonio alle <strong>coppie gay</strong>.</p><p><strong>Quinto principio.</strong> Democrazia diretta. La democrazia dei partiti è in crisi ovunque. Si tratta di strutture che pensano prevalentemente alla loro autoperpetuazione e hanno perso da tempo il ruolo di cinghia di trasmissione della volontà popolare. L&#8217;unica soluzione a questa crisi è rappresentata dall&#8217;estensione dei momenti di democrazia diretta su scala locale (sulla scorta del fondamentale esempio del movimento No-tav) e generale, come i referendum, avvalendosi anche dei nuovi strumenti di tipo telematico come internet.</p><p><strong>Sesto principio</strong>. Solidarietà. Dalla <strong>globalizzazione</strong> emerge sempre di più il concetto dell&#8217;unità di destini dell&#8217;umanità che si basa su solidi principi di stampo religioso (cristiano, islamico, buddista,ecc.) e marxista (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manifesto_del_Partito_Comunista" target="_blank">proletari di tutti i Paesi unitevi!)</a>. Nell&#8217;attuale situazione di crisi le forze della destra accentuano le loro caratteristiche razziste tentando di lucrare una squallida rendita di posizione dal discorso della contrapposizione tra italiani e migranti. Si tratta di un tentativo pienamente funzionale alle classi dominanti perché mira alla divisione fra gli sfruttati.</p><p>Tra le forze attualmente rappresentate in Parlamento non ce n&#8217;è una che si faccia carico fino in fondo di questi sei principi. Non il Pd (e nella misura in cui ne è alleato Sel) che da tempo è subalterno all&#8217;ideologia dominante. Non il Cinquestelle, che pur esprimendo talune posizioni dettate dal diffuso stato d&#8217;animo di rifiuto e sfiducia nei confronti del sistema, presenta varie contraddizioni e oscurità nel suo discorso. Per non parlare dei montiani e della destra, votati a principi esattamente opposti a quelli qui elencati e anche, nel caso di <strong>Berlusconi</strong> e della sua accozzaglia di servi, alla salvaguardia di una persona che ha violato varie leggi dello Stato.</p><p>Ciò significa che la sinistra deve continuare a proporsi e informare sempre più la propria azione a quei principi. Il terreno locale può essere per certi versi più favorevoli, come dimostrano i successi di Orlando a Palermo, de Magistris a Napoli, come pure di Zedda a Cagliari, Pisapia a Milano, Doria a Genova, ed altri.</p><p>Le prossime <strong>elezioni di Roma</strong> vedranno la scesa in campo di una formazione come <a href="http://www.repubblicaromana.org/" target="_blank">Repubblica Romana</a>, che propone Sandro Medici a sindaco di Roma. Tale coalizione di movimenti e partiti va sostenuta nell&#8217;ottica dell&#8217;indispensabile rilancio della sinistra nel nostro Paese. Così pure va ripresa l&#8217;esperienza di<a href="http://www.cambiaresipuo.net/" target="_blank"> Cambiare si può</a> che è stata abbandonata a causa delle urgenze elettorali. Il presente grave stato di crisi del nostro Paese non richiede un&#8217;accolita di bacucchi espressione dell&#8217;<em>establishmen</em>t dominante che siedano fra loro a straparlare,  ma una ripresa del protagonismo di massa. Anche e soprattutto a questo deve servire la sinistra che dobbiamo rilanciare e riproporre.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/03/rivoluzione-civile-e-quellinsopprimibile-voglia-di-sinistra/547786/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cinque stelle: è questo il cambiamento che si aspettavano gli Italiani?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/31/cinque-stelle-e-questo-cambiamento-che-si-aspettavano-italiani/545973/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/31/cinque-stelle-e-questo-cambiamento-che-si-aspettavano-italiani/545973/#comments</comments> <pubDate>Sun, 31 Mar 2013 11:58:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Cambiamento]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Parlamento]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=545973</guid> <description><![CDATA[Non credo che nuove elezioni segnerebbero un passo in avanti nella tormentata crisi politica, economica, sociale e ideale che sta vivendo il nostro Paese. Al contrario, potrebbero costituire una nuova inutile torsione e un aggravamento della situazione, aumentando sofferenze, malessere e angosciosa in quella grandissima parte della popolazione italiana che si trova a malpartito per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non credo che nuove elezioni segnerebbero un passo in avanti</strong> nella tormentata crisi politica, economica, sociale e ideale che sta vivendo il nostro Paese. Al contrario, potrebbero costituire una nuova inutile torsione e un aggravamento della situazione, aumentando sofferenze, malessere e angosciosa in quella grandissima parte della popolazione italiana che si trova a malpartito per effetto delle malaugurate scelte dei governi precedenti da Berlusconi a Monti.</p><p>Né costituirebbe una soluzione un nuovo deprecabile governissimo che non ci consentirebbe di avanzare di un millimetro sulla strada obbligata della deberlusconizzazione e provocherebbe sicuramente un ulteriore degrado e discredito della classe politica.</p><p>Che fare quindi?</p><p>Vero è che occorre <strong>restituire fin da subito centralità al Parlamento</strong>, istituzione umiliata oramai da decenni sia dalla complessiva svalutazione della democrazia operata dai poteri forti, che dalla tendenza dell&#8217;esecutivo a legiferare in proprio a colpi di decreto-legge. Restituendo dignità e potere decisionale al Parlamento (e tagliando i privilegi feudali dei suoi componenti) si restituiscono dignità e potere decisionale ai cittadini e si dà una boccata di ossigeno alla democrazia in affanno per i motivi accennati ed altri ancora. Va però tenuto parallelamente conto del fatto che ci troviamo in un sistema parlamentare governato dal principio della fiducia del Parlamento al governo e non in un sistema assembleare.  Tralascio qui ogni disquisizione sulla possibilità del transito dall&#8217;uno all&#8217;altro a Costituzione immutata.</p><p>E&#8217; poi il caso di fare tre precisazioni. La prima, è che, se è vero che comunque il Parlamento sovrano può legiferare senza bisogno di un governo nella pienezza dei suoi poteri, sarebbe ad ogni modo meglio, dal punto di vista dell&#8217;efficacia dell&#8217;azione complessiva del sistema che un tale governo, sia pure a termine e con compiti ben delimitati, esistesse. In questo senso si potrebbe incaricare <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/29/governo-grillo-fai-nome/546155/" target="_blank">una figura di garanzia</a> che riesca a concordare, sui punti che elencherò e magari anche altri, un programma che veda l&#8217;adesione di Cinquestelle da un lato e Pd-Sel dall&#8217;altro più chiunque altro si voglia aggregare. Sono d&#8217;accordo con Travaglio che si è presentata un&#8217;occasione da non perdere in questo senso che la posizione eccessivamente rigida del Cinque Stelle ha contribuito a sciupare. Ma vorrei aggiungere che <strong>forse siamo ancora in tempo</strong> a coglierla.</p><p>La seconda, è che ripristinare la centralità del Parlamento ha senso se si riprende un rapporto forte con il Paese. Da questo punto di vista mi sarei aspettato da parte dei Cinque Stelle un maggiore sforzo di inventiva anche nell&#8217;uso degli strumenti telematici sulla scorta fra l&#8217;altro di esperienze recenti come quella islandese. Buona l&#8217;idea della consultazione in rete sul presidente della Repubblica da eleggere. Vediamo come sarà attuata.</p><p>La terza riguarda invece la recente iniziativa del presidente Napolitano di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/30/napolitano-sceglie-dieci-saggi-per-riformare-paese-ma-vince-vecchia-politica/547569/" target="_blank">nominare dieci &#8220;saggi&#8221;</a>. La loro saggezza è tutta da dimostrare, si vedano ad esempio <strong>Violante e Quagliarello</strong>. Non è comunque chiaro fino in fondo che cosa tali più o meno saggi dovrebbero fare.</p><p>E&#8217; ora che il Movimento Cinque Stelle, e chi lo ha votato, si interroghi a fondo sulla sensatezza delle proprie posizioni che hanno prodotto finora solo un governo<em> zombie</em> e la nomina di &#8220;saggi&#8221; tutti più o meno organici al sistema di potere esistente.</p><p><strong>E&#8217; questo il cambiamento che si aspettavano gli Italiani?</strong></p><p>Saggi o meno, governo o no, igruppi parlamentari possono prendere fin da subito l&#8217;iniziativa e votare leggi sui seguenti temi:</p><p>1. riforma elettorale, abolizione del <em>porcellum</em> e introduzione della proporzionale pura, unico metodo democratico e conforme alla Costituzione;</p><p>2. conflitto d&#8217;interessi;</p><p>3. pagamento immediato alle imprese dei debiti della pubblica amministrazione;</p><p>4. leggi per l&#8217;asilo e la cittadinanza;</p><p>5. leggi per svuotare le carceri abolendo le odiose disposizioni della Fini-Giovanardi, della Bossi-Fini e della Cirielli che le hanno riempite di poveracci;</p><p>6. reddito minimo di cittadinanza;</p><p>7. riduzione di tutti gli appannaggi dei politici a massimo 5.000 euro;</p><p>8. Annullamento definitivo delle &#8220;grandi opere&#8221; e dell&#8217;acquisto degli F-35;</p><p>9. Apertura di un&#8217;inchiesta sul debito pubblico per adottare misure in materia.</p><p><strong>Vi pare poco?</strong> Saranno almeno vent&#8217;anni, ma sicuramente di più, che governi di ogni salsa, dotati a volte di robuste maggioranze parlamentari, traccheggiano su questi ed altri temi senza cavare un ragno dal buco. Ci provi il Parlamento sovrano eletto a  febbraio, possibilmente  nominando un governo tenuto a realizzare questi o altri punti di programma. I gruppi parlamentari prendano l&#8217;iniziativa. I giuristi democratici mettono gratuitamente le proprie competenze al servizio del Paese, per avanzare su questi ed altri temi, tenendo presente che l&#8217;Italia si può salvare solo rinnovandosi a fondo e liberandosi dai parassiti che lo infestano, comunque essi si chiamino.  </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/31/cinque-stelle-e-questo-cambiamento-che-si-aspettavano-italiani/545973/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Marò, se davvero vogliamo riportarli a casa un modo c&#8217;è</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/28/maro-se-davvero-vogliamo-riportarli-a-casa-modo-ce/542386/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/28/maro-se-davvero-vogliamo-riportarli-a-casa-modo-ce/542386/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Mar 2013 15:43:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Giulio Terzi di Sant’Agata]]></category> <category><![CDATA[Ignazio La Russa]]></category> <category><![CDATA[India]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Marò]]></category> <category><![CDATA[Oceano Indiano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=542386</guid> <description><![CDATA[La davvero pessima gestione del caso dei due marò da parte del governo italiano conferma la pessima qualità del nostro personale politico, sia di quello appartenente a pieno titolo alla casta parlamentare  sia dei &#8220;tecnici&#8221;, originari a loro volta di caste varie, reclutati per dare una parvenza di affidabilità alle istituzioni.   Alla base del...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La davvero <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/03/28/maro-a-napoli-ministro-di-paola-si-commuove-dolore-ma-scelta-necessaria/226494/" target="_blank">pessima gestione del caso dei due marò da parte del governo italiano</a> conferma la pessima qualità del nostro personale politico, sia di quello appartenente a pieno titolo alla casta parlamentare  sia dei &#8220;tecnici&#8221;, originari a loro volta di caste varie, reclutati per dare una parvenza di affidabilità alle istituzioni.  </p><p>Alla base del pasticciaccio c&#8217;è una <strong>pessima legge</strong>, fortemente voluta dall&#8217;epoca ministro (speriamo mai più) <strong>La Russa</strong>, che prevede una sorta di commercializzazione su richiesta dei servizi di difesa, a disposizione di chiunque paghi una determinata somma. Si tratta di una legge che coniuga tutti i difetti del &#8220;patriottismo&#8221; di bassa lega, da sempre triste carattere distintivo della più o meno fascista destra nostrana con quelli della galoppante tendenza alla privatizzazione. In sostanza tale legge permette di imbarcare gruppetti di militari italiani su <strong>navi mercantili</strong> per assicurarne la difesa contro eventuali attacchi di pirati o simili. E&#8217; il decreto-legge n. 197 del 12 luglio 2011, convertito in legge 2 agosto 2011 n. 130, il cui art. 5 istituisce per l&#8217;appunto i cosiddetti <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/enrica-lexie-maro-rischiano-pena-morte-cortei-anti-italiani/192505/" target="_blank">&#8220;nuclei militari di protezione&#8221;</a>. Si tratta dell&#8217;ennesima deviazione dai principi costituzionali e dalle funzioni costituzionalmente previste per le <strong>Forze armate</strong>, il cui compito è com&#8217;è noto, ai sensi dell&#8217;art. 52 della Costituzione, la difesa della Patria. E che comporta, come abbondantemente dimostrato dall&#8217;infelice caso in oggetto, una frammentazione operativa e una serie di catastrofici disguidi decisionali. Un deprecabile ibrido fra vocazioni e necessità diverse che porta necessariamente a comportamenti poco funzionali.</p><p>Non che non sussista un&#8217;esigenza pratica di protezione dei navigli mercantili dalla pirateria, fenomeno complesso che va contrastato in vario modo incluso l&#8217;uso della forza armata in conformità agli accordi internazionali esistenti. Ma tale esigenza va soddisfatta mediante l&#8217;impiego in <em>souplesse</em> di personale specializzato e non già coinvolgendo le Forze armate nazionali nel modo poco perspicuo previsto dal detto decreto-legge.</p><p>Altrimenti succede che, a seguito di un incidente come quello che è costato la vita a due pescatori indiani innocenti, Ajesh Pinky di 25 anni e Selestian Valentine di 45 anni, si coinvolgano la reputazione e le relazioni internazionali dello Stato, con gli effetti micidiali che si sono visti nel caso dei due marò, ivi compresa la pesante strumentalizzazione politica operata dalle forze di destra con l&#8217;attiva partecipazione della stampa di questa tendenza, in particolare il Giornale.</p><p>E&#8217; oramai accertato che l&#8217;incidente è avvenuto a 20,5 miglia marine dalla costa indiana, nella cosiddetta zona contigua disciplinata dall&#8217;art. 33 della <a href="http://www.un.org/Depts/los/convention_agreements/texts/unclos/unclos_e.pdf" target="_blank">Convenzione di Montego Bay sul diritto del mare</a>, nella quale lo Stato costiero può esercitare poteri di controllo al fine di prevenire violazioni alle proprie legge o di reprimere violazioni avvenute nel mare territoriale. Il codice penale indiano prevede d&#8217;altronde la giurisdizione del Paese sui delitti di cui sono vittima cittadini indiani. Né pare facilmente invocabile, alla luce della prassi internazionale in materia, l&#8217;immunità funzionale dei marò. Ma tutti questi aspetti dovrebbero essere oggetto di chiarimento in sede giurisdizionale internazionale, qualora l&#8217;Italia invocasse l&#8217;intervento della Corte internazionale di giustizia che potrebbe essere possibile nonostante i limiti posti dall&#8217;India con la sua<a href="http://www.icj-cij.org/jurisdiction/?p1=5&#038;p2=1&#038;p3=3&#038;code=IN" target="_blank"> dichiarazione del 18 settembre 1974</a>. Da giurista devo constatare che, tutto sommato, potrebbero esserci buoni motivi per contestare la giurisdizione indiana in materia.</p><p>Il caso si è tuttavia caricato di significati politici che vanno al di là del dato esclusivamente normativo. Pensate d&#8217;altronde che sarebbe successo se, in ipotesi, una nave indiana avesse mitragliato un peschereccio italiano vicino alle nostre acque territoriali uccidendo due persone. A mio avviso, quindi, se davvero vogliamo che tornino a casa i due marò, occorre abbassare i toni, recuperare un&#8217;unità di intenti ed atteggiamenti gravemente compromessa dalle baruffe in seno al governo culminate con le <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/26/maro-terzi-mi-dimetto-per-salvare-lonorabilita-dellitalia/542777/" target="_blank">dimissioni di <strong>Terzi</strong></a> e avviare un dialogo costruttivo con le autorità indiane, ammettendo le <strong>responsabilità</strong> che non sono prevalentemente quelle dei due autori del deprecabile errore che è costato la vita a due lavoratori innocenti. E rivedere subito una legge ispirata da un&#8217;ottica di espansione di potenza militare che si rivela sempre meno idonea ad affrontare i complessi problemi dell&#8217;epoca attuale. E mettere un <strong>silenziatore</strong> definitivo alle patetiche strumentalizzazioni della destra,<a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=10639" target="_blank"> dettagliatamente ricostruite dal sito Wu Ming</a>, destra pronta a tutto pur di lucrare qualche voto in più riesumando un inaccettabile spirito patriottardo sulla pelle di tutte le vittime di questa infausta vicenda, compresi i due marò.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/28/maro-se-davvero-vogliamo-riportarli-a-casa-modo-ce/542386/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cipro e Slovenia: sinistri scricchiolii dell&#8217;edificio europeo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/26/cipro-slovenia-ecc-sinistri-scricchiolii-delledificio-europeo/542436/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/26/cipro-slovenia-ecc-sinistri-scricchiolii-delledificio-europeo/542436/#comments</comments> <pubDate>Tue, 26 Mar 2013 10:44:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Zonaeuro]]></category> <category><![CDATA[Angela Merkel]]></category> <category><![CDATA[Cipro]]></category> <category><![CDATA[Crisi Cipro]]></category> <category><![CDATA[Crisi Economica]]></category> <category><![CDATA[Euro]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Moneta Unica]]></category> <category><![CDATA[Prelievo Forzoso]]></category> <category><![CDATA[Slovenia]]></category> <category><![CDATA[Speculazione Finanziaria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=542436</guid> <description><![CDATA[Quando un sistema è marcio e il suo funzionamento entra in insanabile contraddizione con la realtà basta un nonnulla per farlo crollare. Cipro conta davvero per una parte infinitesima del prodotto lordo europeo, eppure la crisi che si è registrata in quella isola pare un indizio davvero sinistro, anche per la radicalità dei provvedimenti adottati,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando un sistema è marcio e il suo funzionamento entra in insanabile contraddizione con la realtà basta un nonnulla per farlo crollare. <strong>Cipro</strong> conta davvero per una parte infinitesima del <strong>prodotto lordo europeo</strong>, eppure la crisi che si è registrata in quella isola pare un indizio davvero sinistro, anche per la radicalità dei provvedimenti adottati, che paiono aver messo solo una toppa su di un <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/26/crisi-ue-dopo-cipro-ce-slovenia-pronta-per-chiedere-aiuti/542217/" target="_blank">edificio che comincia oramai a scricchiolare da varie parti</a>. E continuerà a farlo fino al crollo definitivo che coinciderà con lo sganciamento degli Stati più ricchi.</p><p>Due sono gli elementi che entrano in gioco.</p><p>Il primo, l&#8217;esposizione dell&#8217;isola alle <strong>speculazioni finanziarie</strong> per il carattere di <strong>paradiso fiscale</strong> e porto tranquillo per ogni genere di riciclaggio di denaro da essa assunto, a dimostrazione ulteriore del carattere fittizio della &#8220;crescita&#8221; basata sulla finanza. In una situazione globale caratterizzata sempre di più tra lo squilibrio tra ricchezza virtuale e povertà reale. Basti pensare ai derivati che, come ricorda Massimo Riva sull&#8217;<em>Espresso</em> di questa settimana, hanno ormai raggiunto la dimensione di 639 mila miliardi di dollari pari a nove volte il prodotto lordo mondiale.</p><p>Il secondo, gli intrinseci elementi di debolezza della <strong>costruzione europea</strong>, presenti fin dal principio ma aggravati dall&#8217;irresponsabile gestione della Merkel degli ultimi anni, che ha visto la connivenza di tutti gli altri e la complicità attiva dei britannici, che all&#8217;Europa non hanno mai creduto. Come ho scritto nel mio saggio &#8220;Capitalismo finanziario e diritto internazionale: una partita aperta&#8221; nel libro &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788854845732/marcelli-fabio/diritto-contro-crisi.html" target="_blank">Il diritto contro la crisi</a>&#8221; da me curato insieme a Irene Tagliamonte: &#8220;La reazione dell’Unione europea alla crisi in atto è indubbiamente condizionata in modo negativo da tre fattori di fondo. In primo luogo il fatto che ne fanno parte Stati a livelli di sviluppo alquanto differenti, in assenza, nonostante l’effettuazione di vari tentativi in questo senso, di concreti risultati da parte delle politiche volte al superamento degli squilibri territoriali. In secondo luogo la sua ispirazione esasperatamente neoliberista. In terzo luogo i limiti delle possibilità di manovra delle istituzioni europee, le quali, pur in presenza di una valuta comune, non possono avvalersi di comuni strumenti di governo dal punto di vista della politica economica e fiscale&#8221;. </p><p>E come scrivono Bruno Amoroso e Jesper Jespersen in una delle prefazioni a questo stesso volume. &#8220;la moneta unica è divenuta il problema invece di essere la soluzione. La Germania e i suoi Paesi associati hanno un vantaggio competitivo del 30 per cento in termini di costo, che dà alle merci tedesche una posizione dominante a spese dei Paesi dell&#8217;Europa del Sud. L&#8217;egemonia dei Paesi del Nord Europa è possibile perché i Paesi del Sud sono paralizzati dalla camicia di forza della moneta unica e perciò incapaci di migliorare le capacità produttive delle loro imprese private sui mercati esteri. L&#8217;Europa del Sud è chiusa in una trappola di alta disoccupazione e di crescita continua del <strong>debito pubblico</strong> e estero&#8230;Il paradosso è che i Paesi che generano questi squilibri nel sistema economico europeo (Germania) esportando disoccupazione e <em>deficit</em> in altri Paesi minacciano oggi i Paesi più deboli di espulsione dalla “sala da ballo” se non accettano di pensare come i tedeschi e di effettuare tagli draconiani di bilancio&#8221;</p><p>Se si vuole che l&#8217;Europa sopravviva bisogna quindi pensare a drastici ed urgenti <strong>correttivi</strong> in termini di riequilibrio delle posizioni fra gli Stati che la compongono e di lotta senza quartiere alla speculazione finanziaria.  Parallelamente occorre pensare ad alternative e compensazioni, nei termini  suggeriti da Agamben, sulla Repubblica, di riesumazione dell&#8217;<a href="http://emilianorizzo.com/2013/03/18/limpero-latino-di-alexandre-kojeve/" target="_blank">Impero Latino</a> di Kojève, o in quelli, propugnati da Luciano Vasapollo ed altri nel libro <a href="http://www.jacabook.it/ricerca/schedalibro.asp?idlibro=3665" target="_blank"><em>Il risveglio dei maiali</em>,</a>  che prevede  l’uscita dall&#8217;euro dei Paesi dell’Europa mediterranea, articolata nei seguenti quattro “momenti”: a) La determinazione di una nuova <strong>moneta comune</strong>…all&#8217;Europa mediterranea; b) la <strong>rideterminazione</strong> del debito nella nuova moneta dell’area periferica… relazionata al cambio ufficiale che si stabilisce; c) il rifiuto e azzeramento almeno di una parte consistente del debito, a partire da quello con le banche e le istituzioni finanziarie, e l’imposizione di una rinegoziazione dello stesso residuo; c) la nazionalizzazione delle banche e la stretta regolazione (inclusa la proibizione momentanea) della fuoriuscita dei capitali dall&#8217;area stessa&#8221;.</p><p>Due strade, quella della rifondazione dell&#8217;Europa e quella della creazione di <strong>spazi alternativi</strong> in quella stessa area regionale e ai suoi confini, che convergono in realtà verso di un unico superiore obiettivo: l&#8217;affermazione di un&#8217;economia ispirata ai bisogni e ai diritti delle persone e dell&#8217;ambiente e non agli imperativi dei mercati assetati di profitti monetari.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/26/cipro-slovenia-ecc-sinistri-scricchiolii-delledificio-europeo/542436/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;alternativa passa per la Val di Susa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/24/lalternativa-passa-per-val-di-susa/540458/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/24/lalternativa-passa-per-val-di-susa/540458/#comments</comments> <pubDate>Sun, 24 Mar 2013 09:43:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Cambiamento]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[SEL]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Tav]]></category> <category><![CDATA[Val di Susa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=540458</guid> <description><![CDATA[L&#8217;attenzione dei media, come al solito servili o quantomeno conformisti, è tutta rivolta allo squallido happening del declinante Berlusconi di fronte a qualche migliaio di comparse pagate (alcune delle quali addirittura, a quanto pare, a spese dei contribuenti, se è vera la denuncia del presidente del XVII Municipio di Roma contro alcune municipalizzate, che dovrebbe...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attenzione dei <em>media</em>, come al solito servili o quantomeno conformisti, è tutta rivolta allo squallido<em> happening</em> del declinante <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/23/b-capo-dello-stato-sia-di-centrodestra-noi-pronti-a-nuova-campagna-elettorale/539954/" target="_blank"><strong>Berlusconi</strong> di fronte a qualche migliaio di comparse</a> pagate (alcune delle quali addirittura, a quanto pare, a spese dei contribuenti, se è vera <a href="http://romachespera.com/2013/03/23/pdl-a-piazza-del-popolo-comparse-da-municipalizzate-con-i-soldi-dei-cittadini/" target="_blank">la denuncia del presidente del XVII Municipio di Rom</a>a contro alcune municipalizzate, che dovrebbe essere chiarita al più presto mediante esercizio di idonee azioni in sede penale, contabile ed amministrativa).</p><p>Ma Berlusconi, anche se continua ad agitarsi in modo sempre più scomposto, è già nella pattumiera della storia. Quale che sia la sua destinazione futura, più o meno accogliente località estera, le patrie galere o gli arresti domiciliari. Più attenzione dovrebbe essere invece riservata alla <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/23/val-susa-parlamentari-5-stelle-ai-cantieri-tav-militarizzazione-assurda/539765/" target="_blank">grande manifestazione svoltasi alla Val di Susa contro l&#8217;inutile, dannoso e pericoloso Tav</a>.</p><p>Infatti, tale manifestazione, oltre a una moltitudinaria partecipazione di popolo, ha visto presente un consistente e qualificato drappello di neoeletti, dai <strong>Cinque Stelle</strong> a <strong>Sinistra ecologia e libertà</strong>. Sarebbe opportuno per qualsiasi presente e futuro candidato al governo del Paese tener conto di questa realtà. E delle aspirazioni che essa rappresenta: democrazia partecipativa e tutela dell&#8217;ambiente e dei beni comuni.</p><p>Grande da questo punto di vista è l&#8217;autocritica che ci si dovrebbe aspettare da parte del <strong>Partito democratico</strong>, e che alcuni suoi esponenti hanno cominciato timidamente a pronunciare. Non è che del resto talune esperienze del Cinque stelle, a cominciare <a href="http//www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/02/parma-si-accende-linceneritore-pizzarotti-non-ce-lha-fatta/517865/" target="_blank">dalla vicenda dell&#8217;inceneritore di Parma</a>, siano da questo punto di vista del tutto confortanti.</p><p>A tutte le forze politiche spetta dunque confrontarsi e rispettare il movimento di massa che si esprime nei territori contro il loro definitivo asservimento agli interessi delle cosche. </p><p>Per dirla con Marco Revelli sul manifesto di oggi: &#8220;Certo è che visto da qui, da questo &#8220;margine&#8221;, lo <strong>tsunami</strong> che ha terremotato la politica italiana lo si capisce molto meglio, scaturito non da un palco di comizio, o dalla testa di un leader, ma da una pressione tellurica di gente che non ne può più di espropriatori, monopolizzatori (interessati) della scelta e dei beni collettivi, decisori dall&#8217;alto&#8221;.</p><p>Parole sante. Il popolo italiano è stufo di questa classe politica. Ma dobbiamo essere altresì consapevoli del fatto che sono nel loro complesso il sistema dei partiti e la democrazia rappresentativa ad essere giunti alla frutta. Due sono quindi le strade che si aprono: una regressione di tipo fascista o comunque autoritario, di cui abbiamo sperimentato nel recente passato un antipasto con il <strong>governo Monti</strong> degli pseudotecnici, ovvero un ampliamento degli spazi di democrazia diretta per ridare linfa e significato alla stessa democrazia rappresentativa, che d&#8217;altronde non è l&#8217;unica né la principale specie di democrazia.</p><p>Chi volesse leggere il libro<a href="http://www.ibs.it/code/9788854836792/incorvati-giovanni/crisi-della-democrazia.html" target="_blank"> Crisi della democrazia e crisi dei partiti in Italia e nel mondo</a>, da me curato con Giovanni Incorvati e pubblicato nel 2010, e inparticolare il mio saggio introduttivo dal titolo &#8220;La democrazia in crisi: un problema globale&#8221;, troverà qualche spunto in questo senso, sai dal punto di vista dell&#8217;analisi delle cause che dell&#8217;identificazione delle proposte.</p><p>E&#8217; quindi oggi più che mai il momento dell&#8217;ampliamento della democrazia: rafforzamento dell&#8217;<strong>istituto referendario</strong> e delle proposte di legge di iniziativa popolare, ma soprattutto costituzione di comitati popolari che sappiano cominciare ad esercitare il contropotere territoriale nei quartieri, nelle scuole e nei posti di lavoro. Attivazione di un circuito virtuoso tra questo tessuto di democrazia diretta e le istituzioni centrali. Abolizione dell&#8217;attuale <strong>legge porcata elettorale</strong> e sua sostituzione con una legge autenticamente democratica, basata sul metodo della proporzionale pura.</p><p>Queste sono le sfide che attendono le forze politiche ma soprattutto il popolo italiano. Da queste sfide uscirà vincitrice la democrazia o altrimenti emergerà un destino di disgregazione sociale e politica che vedrà necessariamente il prevalere dei poteri forti, anche e soprattutto di quelli di natura squisitamente criminale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/24/lalternativa-passa-per-val-di-susa/540458/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il modello kurdo per il Medio Oriente</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/22/modello-kurdo-per-medio-oriente/538589/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/22/modello-kurdo-per-medio-oriente/538589/#comments</comments> <pubDate>Fri, 22 Mar 2013 12:23:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Guerra in Iraq]]></category> <category><![CDATA[Iraq]]></category> <category><![CDATA[Kurdistan]]></category> <category><![CDATA[Medio Oriente]]></category> <category><![CDATA[Turchia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=538589</guid> <description><![CDATA[Si stanno svolgendo in questi giorni in tutto il Kurdistan le celebrazioni del Newroz, il capodanno kurdo. Si tratta di una festività che ha radici antichissime, risalendo a una sollevazione popolare contro un tiranno avvenuta intorno al 1.ooo avanti Cristo. Si tratta quindi di una ricorrenza a forte caratterizzazione democratica. Anche a Roma il Newroz...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si stanno svolgendo in questi giorni in tutto il <strong>Kurdistan</strong> le celebrazioni del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Newroz_as_celebrated_by_Kurds" target="_blank">Newroz</a>, il capodanno kurdo. Si tratta di una festività che ha radici antichissime, risalendo a una sollevazione popolare contro un tiranno avvenuta intorno al 1.ooo avanti Cristo. Si tratta quindi di una ricorrenza a forte caratterizzazione democratica. Anche a Roma il Newroz è stato festeggiato dalla comunità kurda e altri, l&#8217;altro ieri sera al centro culturale Ararat e ieri sera al <strong>Teatro Valle occupato</strong>.</p><p>Quest&#8217;anno il Newroz è stato anche l&#8217;occasione per un importante passaggio politico, una lettera inviata da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abdullah_%C3%96calan" target="_blank">Abdullah Ocalan</a>, leader kurdo imprigionato oramai da oltre quattordici anni nell&#8217;isola di Imrali. La lettera è stata letta alla manifestazione organizzata a Dyarbakir (in kurdo Amet), la capitale del Kurdistan turco, alla quale hanno partecipato un milione e mezzo di Kurdi.</p><p>La lettera contiene una precisa presa di posizione contro i &#8220;<strong>confini artificiali</strong>&#8221; imposti dall&#8217;imperialismo occidentale ai popoli del Medio Oriente, che &#8220;ha l&#8217;obiettivo di lasciare che le popolazioni si uccidano l&#8217;un l&#8217;altra&#8221;. Quindi, lancia uno storico appello alla pace: &#8220;E&#8217; tempo che le armi tacciano e che le idee parlino. Lo spargimento di sangue sta andando avanti, danneggiando tutte le popolazioni in questo territorio. La politica andrà oltre le armi in questo momento&#8221;.</p><p>La lettera contiene l&#8217;indicazione alle forze armate kurde di <strong>abbandonare la Turchia</strong> e un preciso invito a Turchi e Kurdi di lavorare insieme per un futuro condiviso e pacifico nel reciproco rispetto.</p><p>Si tratta di una presa di posizione la cui importanza va al di là del pure importantissimo conflitto fra Kurdi e Turchi. L&#8217;abbandono delle pretese settarie deve costituire la condizione per un nuovo inizio in tutto il Medio Oriente. Anziché fomentare le guerre in atto, come in <strong>Siria</strong>, l&#8217;Occidente, e in primo luogo l&#8217;Europa, dovrebbero operare per la pace, incentivando il dialogo e promuovendo un&#8217;effettiva democrazia. Non lo fanno,  perché, per imporre il loro predominio e lo sfruttamento delle risorse della zona, preferiscono favorire contrapposizioni sanguinose e guerre fratricide. Si tratta di una visione incredibilmente miope e di una responsabilità storica tremenda. L&#8217;invasione dell&#8217;<strong>Iraq</strong> di cui si ricorda in questi giorni il decimo anniversario, ha lasciato il Paese in condizioni pietose e devastato da una guerra civile di cui non si vede la fine. Un modello che le potenze dominanti vorrebbero imporre a tutto il Medio Oriente.</p><p>Contro questo modello di morte e distruzione occorre difendere e rilanciare quello propugnato dal popolo kurdo. Pronto al dialogo e alla convivenza pacifica in Turchia, e che, in Siria, difende la propria autonomia e <strong>neutralità</strong> rispetto al conflitto insensato che oppone il regime di Assad ai gruppi armati fondamentalisti. Conflitto che va superato mediante un cessate il fuoco immediato e la promozione di elezioni effettivamente democratiche per rinnovare la <em>leadership</em>. Processo di pace che l&#8217;Unione europea dovrebbe sostenere con determinazione anziché alimentare la guerra con il traffico d&#8217;armi e le prese di posizione politiche a senso unico.</p><p>Le prime reazioni dei mass-media turchi all&#8217;appello di Ocalan sembrano positive. Che sia giunto il momento di porre fine a un conflitto fratricida che ha causato in oltre trent&#8217;anni la morte di quarantacinquemila persone? Occorre sperare e mobilitarsi affinché ciò avvenga. La liberazione dello stesso Ocalan, chiesta da molte organizzazioni e personalità, è a sua volta necessaria per concretizzare questa svolta, verso una nuova Turchia e un nuovo Medio Oriente. Come ricorda il leader kurdo nella sua lettera &#8220;i Turchi e i Kurdi hanno inaugurato insieme il Parlamento nel 1920. Abbiamo costruito insieme il passato ed adesso abbiamo bisogno di mantenerlo insieme&#8221;.</p><p>Come da tempo vado sostenendo, i  Kurdi, presenti in tutti i Paesi dell&#8217;area (Iran, Iraq, Turchia, Siria) e che presentano un&#8217;ideologia essenzialmente laica e democratica,  possono costituire un elemento di <strong>stimolo</strong> verso un&#8217;unione regionale medio-orientale che veda la coesistenza di tutte le molteplici e variegate etnie e religioni esistenti. Per questo è preciso dovere dell&#8217;Unione europea e dei Paesi che la compongono sostenerli anziché continuare ad alimentare la guerra e il terrorismo nella zona.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/22/modello-kurdo-per-medio-oriente/538589/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Mollare Berlusconi, se non ora quando?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/20/mollare-berlusconi-se-non-ora-quando/534473/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/20/mollare-berlusconi-se-non-ora-quando/534473/#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Mar 2013 15:09:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Politiche 2013]]></category> <category><![CDATA[Inciucio]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=534473</guid> <description><![CDATA[Che Silvio Berlusconi sia un grande combattente, è poco ma sicuro. Propongo di rendergli l&#8217;onore delle armi. Ciò detto, tre considerazioni.  Primo, per chi combatte Berlusconi? La risposta è facile, per se stesso e per salvaguardare l&#8217;enorme potere che è riuscito ad accumulare sfruttando ogni possibile situazione, da Craxi in poi. Secondo, Berlusconi rappresenta il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che Silvio Berlusconi sia un grande combattente, è poco ma sicuro. Propongo di rendergli <strong>l&#8217;onore delle armi</strong>. Ciò detto, tre considerazioni. </p><p>Primo, <strong>per chi combatte Berlusconi?</strong> La risposta è facile, per se stesso e per salvaguardare l&#8217;enorme potere che è riuscito ad accumulare sfruttando ogni possibile situazione, da Craxi in poi.</p><p>Secondo, Berlusconi rappresenta il peggior concentrato delle peggiori caratteristiche nazionali. </p><p>Terzo, Berlusconi rappresenta un forte ostacolo al tentativo del nostro Paese di uscire dalla crisi. Non l&#8217;unico certo. Ma uno dei fondamentali ostacoli.</p><p>Come superare quest&#8217;ostacolo? Non certo con le fallimentari politiche di unità nazionale alla Monti, fortemente volute da Napolitano e dai vertici del Pd. Oggi potrebbe essere venuto  il momento di liberarsi di Berlusconi come <strong>soggetto politico</strong>. Non ci si può far disorientare dal consenso che ha strappato alle ultime elezioni. Consenso dovuto in parte alla dabbenaggine di chi voleva farsi restituire l&#8217;Imu&#8230; <br />Berlusconi non è solo un fantasma che evoca i peggiori difetti storici e caratteriali di un certo tipo di italiani, da sempre attenti principalmente al proprio &#8220;particulare&#8221;. E&#8217; anche la testimonianza vivente dell&#8217;inadeguatezza di chi dovrebbe effettivamente rinnovare questo Paese. </p><p>Per questi motivi la questione Berlusconi assume una portata che va anche al di là della sua pur ragguardevole persona. Oggi, il successo del <strong>Movimento Cinque Stelle</strong> e quello, più limitato e problematico, del Pd-Sel offrono un&#8217;occasione storica senza precedenti e da non perdere per approvare tutte le leggi necessarie a cancellare l&#8217;anomalia berlusconiana, da quella sul conflitto d&#8217;interessi, al falso in bilancio, a una legge elettorale non truffaldina come il porcellum, ecc.  Parallelamente, come avviene normalmente in ogni Stato di diritto,  Berlusconi, come ogni soggetto sospettato di essersi macchiato di reati, ne è chiamato a rendere conto da parte della magistratura. Tanto più se, come nella <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/28/berlusconi-indagato-de-gregorio-mi-diede-tre-milioni-per-passare-con-lui/515581/" target="_blank">scandalosa vicenda della <strong>compravendita dei deputati</strong></a>, tali reati si intrecciano con la vita politica e la dialettica parlamentare, venendo a configurare un vero e proprio attentato ai diritti politici dei cittadini.</p><p>Se ci fossero in Parlamento forze politiche degne di questo nome ci saremmo del resto da tempo liberati di Berlusconi. </p><p>Lui lo sa bene e, al di là dei suoi patetici proclami insurrezionali, <strong>punta sull&#8217;inciucio</strong>. E non è detto che non trovi nel Pd interlocutori disposti a dargli retta, da Renzi a D&#8217;Alema, con la benedizione di Napolitano.  Ed è per ottenere un nuovo inciucio che B. sta facendo la voce grossa e, minacciando addirittura improbabili disordini di piazza.</p><p>Un tale inciucio sarebbe un duro colpo per le speranze di rinnovamento del popolo italiano e segnerebbe probabilmente la fine politica del Pd . </p><p>Occorre tenere duro sulla linea di espungere Berlusconi dalla vita politica del nostro Paese. Eliminata tale anomalia si potrà passare ad occuparsi di cose più serie.  Altrimenti, se ci sarà chi cederà alle sirene dell&#8217;inciucio, continueremo a galleggiare nella melma più o meno tecnica che ha arrecato danni gravi al nostro Paese, preparando fra l&#8217;altro le condizioni della parziale riscossa berlusconiana.</p><p>Non è possibile d&#8217;altronde pensare di rimuovere l&#8217;anomalia berlusconiana senza porre mano energicamente a una profonda <strong>democratizzazione</strong> e al risanamento della sfera politica, nonché a una redistribuzione del reddito e all&#8217;assunzione di una linea fortemente determinata a respingere le ingerenza delle forze dominanti a livello europeo. In altri termini, la sfida della deberlusconizzazione coincide oggi necessariamente con quella dell&#8217;effettivo rinnovamento della politica italiana in termini di lotta alla corruzione e di recupero effettivo della sovranità nazionale. Un vasto programma, rispetto al quale spicca invero l&#8217;inadeguatezza delle forze politiche esistenti, dalle verbose astrattezze massimalistiche di Grillo alle modeste pretese di Bersani.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/20/mollare-berlusconi-se-non-ora-quando/534473/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il ruolo strategico dei migranti per l&#8217;Italia di domani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/18/ruolo-strategico-dei-migranti-per-litalia-di-domani/533767/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/18/ruolo-strategico-dei-migranti-per-litalia-di-domani/533767/#comments</comments> <pubDate>Mon, 18 Mar 2013 11:46:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Diritto di cittadinanza]]></category> <category><![CDATA[Immigrazione]]></category> <category><![CDATA[Laura Boldrini]]></category> <category><![CDATA[Migranti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=533767</guid> <description><![CDATA[Sto leggendo l&#8217;interessante libro scritto a sei mani da Dario Fo, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, dal titolo &#8220;Il Grillo canta sempre al tramonto&#8221;. Un punto particolarmente importante che i tre affrontano nel corso delle loro lunghe conversazioni riguarda l&#8217;immigrazione nel nostro Paese. Afferma al riguardo Dario Fo: &#8220;Se permettete, io contesto anche questa idea...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sto leggendo l&#8217;interessante libro scritto a sei mani da <strong>Dario Fo, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio</strong>, dal titolo <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/grillo-canta-sempre-tramonto-dialogo/libro/9788861904293?gclid=CJ-p_qKFhrYCFchd3god7nIAEg" target="_blank">&#8220;Il Grillo canta sempre al tramonto&#8221;</a>. Un punto particolarmente importante che i tre affrontano nel corso delle loro lunghe conversazioni riguarda <strong>l&#8217;immigrazione nel nostro Paese</strong>. Afferma al riguardo Dario Fo: &#8220;Se permettete, io contesto anche questa idea leghista che l&#8217;immigrato, specie se clandestino, sia assolutamente artefice di criminalità e che il suo ingresso abusivo crei anche danno economico al nostro Stato. Tanto per cominciare, è risaputo che il lavoro degli immigrati crea ogni anno l&#8217;entrata della bellezza di sei  miliardi di euro di tasse nelle casse dello Stato e che gli stranieri, in rapporto, sono quelli che evadono meno il fisco.. Ancora, voglio ricordare che la percentuale di nuovi nati da coppie straniere salva dal collasso la crescita demografica nel nostro Paese&#8221;.</p><p>Queste parole inconfutabili evidenziano il ruolo positivo che i migranti sono chiamati a svolgere <strong>nel futuro dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa</strong>. Occorre un atteggiamento culturale e istituzionale che sia adeguato a gestire il fenomeno e lo faccia nel segno dell&#8217;eguaglianza fra cittadini e migranti, sotto la cui egida è possibile quella modernizzazione che permetterà a tutte le persone residenti nel nostro Paese, quale che ne sia l&#8217;origine, di godere dei loro sacrosanti diritti. A tale fine peraltro occorre anche sottolineare come sia necessario un totale rovesciamento delle attuali politiche recessive europee basate su principio del pareggio di bilancio e del mantenimento di privilegi e disuguaglianze economiche e sociali.</p><p>Nell&#8217;introduzione al libro da me curato, di prossima pubblicazione, sul tema &#8216;<em>Immigrazione, asilo e cittadinanza universale&#8217;</em>, cui hanno partecipato una ventina di studiose/i e operatrici del settore, affermo fra l&#8217;altro che: &#8220;Le migrazioni sono, con ogni evidenza, uno dei terreni di sfida più importanti per l’affermazione effettiva dei diritti umani nel mondo, proprio per l’evidente debolezza di coloro che ne sono i protagonisti&#8230; i movimenti di popolazione avvengono, dato che rispondono da un lato all’insopprimibile volontà degli emigranti di evadere da contesti sempre meno vivibili, e dall’altro a un interesse economico dei Paesi di destinazione. Ma, le migrazioni, <strong>se correttamente governate</strong> nel rispetto dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, possono risultare un <strong>fattore di progresso a livello non solo e non tanto economico, ma soprattutto sociale, culturale e civile</strong>, dato che da tempo immemorabile l’incontro, e perfino lo scontro, tra raggruppamenti differenti per origine, mentalità e valori costituisce un motore senza eguali per l’avanzamento del genere umano. Oltre ad essere il terreno d’elezione per la promozione e l’insegnamento di quell’“identità terrestre” la cui importanza è stata affermata fra gli altri da Edgar Morin&#8221;.</p><p>Nel mio saggio &#8216;<em>Razzismo istituzionale v. cittadinanza universale&#8217;</em> affermo poi che &#8220;Sul piano strutturale, agendo su di uno degli elementi fondamentali dello Stato, e cioè la sua popolazione, il fenomeno migratorio opera in effetti una sorta di mescolanza che, se adeguatamente gestita e condotta a termine, può consentire l’emersione di nuove prospettive culturali e di una consapevolezza ben più all’altezza delle presenti sfide globali. Valorizzare questa circostanza è possibile a condizione di<strong> innovare l’ordinamento statale</strong> in modo tale da recepire a pieno questo nuovo apporto, trasformandolo in ulteriore fattore propulsivo della democrazia e non già in elemento di crisi della stessa. Siamo, al momento, nel bel mezzo del guado contrassegnato da questa per molti versi drammatica e sicuramente decisiva scelta alternativa&#8221;.</p><p>E&#8217; a tutti evidente come la sfida dell&#8217;immigrazione sia decisiva per estendere le frontiere della democrazia e dei diritti, non solo per gli immigrati ma anche e soprattutto per gli indigeni. <strong>Battere le strategie dei razzisti</strong> che, come Alba Dorata in Grecia, battono la grancassa della discriminazione come via d&#8217;uscita dalla crisi, si rivela quindi fondamentale. Vanno approvate anche al più presto le leggi sulla cittadinanza e sull&#8217;asilo. Da tale punto di vista è certamente segnale molto positivo che sia stata <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/16/camera-boldrini-presidente-al-senato-grasso-vince-ballottaggio-contro-schifani/532263/" target="_blank">eletta alla presidenza della Camera una donna come Laura Boldrini</a> da sempre impegnata su questi temi. </p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/18/ruolo-strategico-dei-migranti-per-litalia-di-domani/533767/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Presidente della Repubblica, per il rinnovamento</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/16/presidente-della-repubblica-per-rinnovamento-e-garanzia-costituzionale/485592/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/16/presidente-della-repubblica-per-rinnovamento-e-garanzia-costituzionale/485592/#comments</comments> <pubDate>Sat, 16 Mar 2013 09:40:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Elezione Presidente della Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=485592</guid> <description><![CDATA[E&#8217; legittimo dubitare che Giorgio Napolitano sia stato un buon Presidente della Repubblica italiana. Chiamato a gestire una fase indubbiamente complessa e convulsa della sua storia non pare invero che egli abbia fatto granché per esigere il rispetto della Costituzione italiana in tutti i suoi aspetti, sebbene la validità del suo impianto fosse stata di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; legittimo dubitare che <strong>Giorgio Napolitano</strong> sia stato un buon Presidente della Repubblica italiana. Chiamato a gestire una fase indubbiamente complessa e convulsa della sua storia non pare invero che egli abbia fatto granché per esigere il rispetto della <strong>Costituzione</strong> italiana in tutti i suoi aspetti, sebbene la validità del suo impianto fosse stata di recente riaffermata da un importante referendum che aveva respinto, con un voto maggioritario e convinto, i tentativi neoautoritari e, al tempo stesso, centrifughi di minarne i principi fondamentali.  </p><p>Da ultimo,<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/14/berlusconi-colle-carfi-sono-deluso-da-napolitano-non-se-mai-visto-nulla-del-genere/530550/" target="_blank"> l&#8217;atteggiamento incredibilmente cerchiobottista</a> assunto nei confronti del patetico tentativo del Partito cosiddetto delle libertà di aggredire la <strong>magistratura</strong> e la sua indipendenza, conferma tale imperdonabile inadeguatezza. Non si poteva del resto ragionevolmente pretendere di più da un personaggio che è stato fino in fondo un esponente dell&#8217;<em>ancien régime</em> italiano. Passato dalla comprensione manifestata a suo tempo per l&#8217;attacco repressivo sovietico nei confronti dell&#8217;Ungheria alla condiscendenza nei confronti di banca e finanza, le nuove forze dominanti a livello globale.</p><p>Sebbene Napolitano abbia vissuto, per effetto dei complimenti attribuitigli da media in buona misura come al solito servili, un suo momento di gloria al momento della sostituzione di <strong>Monti</strong> a Berlusconi, si può oggi, anche con il senno di poi, capire fino in fondo il significato reale di quella operazione. Essa era volta per un verso a offrire una carta di ricambio a un regime, quello berlusconiano, oramai logorato e screditato a livello sia intero che internazionale. Per un altro a mantenere tale ricambio nei limiti delle compatibilità imposte dai poteri finanziari dominanti e dalle forze egemoni a livello europeo, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/30/merkel-chiamo-napolitano-berlusconi-necessario-nuovo-governo/180760/" target="_blank">innanzitutto la Merkel</a>. Per un altro ancora a impedire <strong>elezioni</strong> immediate che avrebbero senza dubbio sancito la fine ingloriosa e definitiva di Berlusconi e del Pdl. A un anno e mezzo di distanza è a tutti chiaro quanto all&#8217;epoca avevamo affermato, e cioè che il conferimento del mandato a Monti era volto ad offrire un&#8217;ancora di salvezza anche e soprattutto a Berlusconi che infatti ha potuto giovarsi di questo periodo per <strong>recuperare</strong> in vario modo una propria presenza a livello della società italiana stressata dalle politiche antipopolari e della macelleria sociale di Monti.</p><p>E oggi? C&#8217;è da ritenere e temere  che <strong>Pd</strong> e <strong>Pdl</strong> veleggino verso un nuovo inciucio. Forze importanti dentro il Pd stanno preparando in modo alacre e consapevole tale esito. Che avrebbe evidentemente un suo preciso passaggio a livello di elezione presidenziale. Non sono mai stato un teorico del tanto peggio tanto meglio e quindi penso che esso vada combattuto ed evitato per quanto possibile.</p><p>Il tormentone del presunto <strong>conflitto</strong> tra politica e magistratura non può nascondere il vero problema, e cioè l&#8217;esigenza di chiamare a rendere conto tutta quella parte del ceto politico (Berlusconi ma non solo lui) che si è giovata delle <strong>immunità</strong> vere o presunte per farsi gli affari propri a scapito della nazione. La magistratura deve essere oggi  messa in condizione di poter svolgere a pieno il proprio ruolo di garanzia dello Stato di diritto reprimendo tutti i comportamenti devianti. Come e più che ai tempi di &#8220;<strong>mani pulite</strong>&#8220;, considerando anche il peso economico della corruzione e la necessità di depurare la democrazia dalle incrostazioni di potere parassitario che rischiano di mandarla a ramengo e che hanno nel sistema dei partiti attuale, che è con ogni evidenza degenerato rispetto ai dettati costituzionali e nei suoi rapporti con i cittadini,  un preciso focolaio di infezione. La <strong>democrazia</strong> italiana va oggi rilanciata tornando allo spirito originario della Costituzione e potenziando taluni suoi aspetti qualificanti: eguaglianza formale e  sostanziale, unità nazionale, democrazia partecipativa, estensione e qualificazione della cittadinanza attiva.</p><p>Occorre quindi che il nuovo o la nuova presidente della Repubblica sia figura che, in questa chiave, si faccia effettivamente e pienamente delle istanze di rinnovamento espresse dal corpo elettorale.  Ci sono varie persone in grado di simboleggiare questo rinnovamento: da Stefano Rodotà a Margherita Hack a Salvatore Settis, per fare solo qualche nome&#8230; </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/16/presidente-della-repubblica-per-rinnovamento-e-garanzia-costituzionale/485592/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Napoli, chi ha bruciato la Città della Scienza?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/13/napoli-chi-ha-bruciato-citta-della-scienza/528353/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/13/napoli-chi-ha-bruciato-citta-della-scienza/528353/#comments</comments> <pubDate>Wed, 13 Mar 2013 14:49:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Scienza]]></category> <category><![CDATA[Camorra]]></category> <category><![CDATA[Città della Scienza]]></category> <category><![CDATA[Incendio Doloso]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[Ricerca Scientifica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=528353</guid> <description><![CDATA[Il ritrovamento da parte degli inquirenti di alcuni reperti con tracce di benzina avallerebbe incredibilmente la tesi che l&#8217;incendio della Città della Scienza sia stato doloso. Verrebbe quindi meno la tesi, avanzata da talune autorità (in)competenti, che si sarebbe trattato di autocombustione dovuta al torrido caldo ferragostano di questi giorni o al solito incivile che getta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/03/incendio-citta-scienza.jpg?adf349"><img class="alignleft size-medium wp-image-528946" title="Incendio nella città della scienza di Napoli" src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/plugins/lazy-load/images/1x1.trans.gif?adf349" id="no-script-hide" data-lazy-src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/03/incendio-citta-scienza-300x199.jpg?adf349" alt="Incendio nella città della scienza di Napoli" width="300" height="199" /><noscript><img class="alignleft size-medium wp-image-528946" title="Incendio nella città della scienza di Napoli" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/03/incendio-citta-scienza-300x199.jpg?adf349" alt="Incendio nella città della scienza di Napoli" width="300" height="199" /></noscript></a><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/12/citta-della-scienza-procura-napoli-tracce-di-benzina-in-quattro-aree/528071/" target="_blank">Il ritrovamento da parte degli inquirenti di alcuni reperti con tracce di benzina</a> avallerebbe incredibilmente la tesi che<strong> l&#8217;incendio della Città della Scienza sia stato doloso</strong>. Verrebbe quindi meno la tesi, avanzata da talune autorità (in)competenti, che si sarebbe trattato di autocombustione dovuta al torrido caldo ferragostano di questi giorni o al solito incivile che getta il mozzicone su materie infiammabili.</p><p>Chi c&#8217;è dietro? Probabilmente una speculazione sul futuro di quelle aree, un gesto di provocazione politica, ma sicuramente anche una divergenza più di fondo, di carattere direi culturale, su quello che debba essere il futuro del nostro Paese.</p><p>Ricordo che alla Città della Scienza tenemmo, negli anni Novanta, varie riunioni di redazione della gloriosa rivista <em>Giano</em>, diretta dall&#8217;indimenticabile Luigi Cortesi, e nel cui Comitato direttivo sedeva <strong>Vittorio Silvestrini</strong>, che della Città della Scienza è stato, allora come oggi, l&#8217;infaticabile animatore.</p><p>Di fronte alla sua distruzione provo ovviamente una grande tristezza. Si è trattato con ogni evidenza di un <strong>atto politico</strong>. Chiunque siano stati gli esecutori materiali non è certo casuale che tale atto sia avvenuto in un territorio dove la malavita organizzata svolge da tempo un ruolo importante. La camorra, come la mafia e la ndrangheta, è diretta da persone dotate di una loro precisa intelligenza strategica. Il momento dell&#8217;attentato è stato scelto proprio all&#8217;indomani delle ultime elezioni, che ci hanno consegnato il quadro di un&#8217;Italia spaccata, dove avanzano le forze del cambiamento ma quelle della reazione, forti della compravendita dei voti e della corruzione di massa, si asserragliano a difesa dei loro privilegi e del loro modello di sottosviluppo basato sul gioco d&#8217;azzardo e sulla prostituzione non solo e non tanto dei corpi.</p><p>Il mondo della ricerca e della scienza è già duramente provato dai  tagli imposti dalle scelte a livello europeo, dalle insulse normative e dalle false meritocrazie (ANVUR), attività che hanno visto in prima linea i recenti governi Berlusconi e Monti. Ecco ora scendere in campo anche gli incendiari della camorra, per distruggere ogni possibile alternativa a questo modello di sottosviluppo e condannare tutto il nostro Paese, e in particolare i giovani, a un futuro di ignoranza, ignavia e ignominia.</p><p>Tutto questo in una città, come Napoli, con i noti gravissimi problemi strutturali ma che ha anche una <strong>tradizione scientifica di primo piano</strong>. Come ricorda il mio amico Enrico Alleva, accademico dei Lincei e dirigente dell&#8217;Istituto superiore di sanità, &#8220;Napoli ha segnato la storia del pensiero europeo (e non solo)&#8221; e si chiede &#8220;Quando sarà rimesso in sesto il luogo dove ci riunivamo per riflettere coralmente sul futuro dell&#8217;innovazione nazionale ed europea, con un deciso accento su un progetto scientifico innovativo per il Meridione italiano?&#8221;. Occorre reagire in fretta, seguendo le indicazioni del sindaco De Magistris e delle <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/03/10/napoli-in-migliaia-alla-citta-della-scienza-servizio-di-skytg24/224211/" target="_blank">migliaia di napoletani che hanno manifestato dopo l&#8217;incendio</a>!</p><p>Perché la scienza, anche se è difficile farlo capire alla nostra classe dirigente economica composta in maggioranza da gretti bottegai opportunisti capaci solo di sfruttare la forza-lavoro e le occasioni di arricchimento qualsivoglia, costituisce la principale forza produttiva. Una forza produttiva, fra l&#8217;altro, che risiede in un organo collettivo, che, parafrasando la citazione marxiana, definirei  &#8221;general intellect&#8221; sociale-Una risorsa che gli immondi politicanti che ci hanno governato finora hanno fatto di tutto per affossare, costringendo i giovani a partire o ad accettare lavori umilianti, precari e dequalificati.</p><p>Il <em>general intellect</em> sociale va invece rilanciato e potenziato, in ossequio al preciso principio costituzionale di cui all&#8217;art. 33, e  nell&#8217;interesse del Paese, specie in un momento come quello attuale. Al suo consolidamento e sviluppo va finalizzato il<strong> reddito di cittadinanza</strong> per giovani e disoccupati. Tale reddito infatti  va collegato ad effettive attività di formazione e conoscenza consolidando la pletora dei precari attivi nella ricerca e nell&#8217;istruzione e introducendo nuove forme di ricerca collettiva che segnino avanzamenti nell&#8217;acquisizione di conoscenze.  </p><p>Su di un disegno di questo tipo  potrebbero convergere le migliori energie presenti  nel Parlamento e nel Paese, dal Movimento Cinque Stelle alla sinistra  a settori consistenti del centrosinistra. <strong>Promuovere la ricerca e la scienza costituisce il miglior antidoto alla crisi</strong> e potrebbe rappresentare la base del rinnovamento politico, sociale e culturale dell&#8217;Italia. Ci sono forze reazionarie, che fanno capo alla malavita organizzata e non solo ad essa, che hanno tutto l&#8217;interesse a bloccare questo rinnovamento. Per questo bruciano le città della scienza&#8230;</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/13/napoli-chi-ha-bruciato-citta-della-scienza/528353/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Elezioni 2013. Napolitano incarichi Ingroia!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/11/elezioni-2013-napolitano-incarichi-ingroia/526710/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/11/elezioni-2013-napolitano-incarichi-ingroia/526710/#comments</comments> <pubDate>Mon, 11 Mar 2013 16:41:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2013]]></category> <category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Politiche 2013]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Nuovo Governo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=526710</guid> <description><![CDATA[Nell&#8217;esercizio delle sue delicatissime e strategiche funzioni di equilibrio e garanzia dell&#8217;indirizzo politico costituzionale, e in particolare nell&#8217;assegnazione dell&#8217;incarico a formare il governo,  il presidente della Repubblica è chiamato a tenere conto in modo preciso dei sentimenti espressi dal corpo elettorale. Alle ultime elezioni italiane tali sentimenti possono essere sintetizzati, seguendo in questo l&#8217;analisi dell&#8217;Economist,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;esercizio delle sue delicatissime e strategiche funzioni di equilibrio e garanzia dell&#8217;indirizzo politico costituzionale, e in particolare nell&#8217;assegnazione dell&#8217;incarico a formare il governo,  il presidente della Repubblica è chiamato a tenere conto in modo preciso dei sentimenti espressi dal corpo elettorale. <strong>Alle ultime elezioni italiane</strong> tali sentimenti possono essere sintetizzati, seguendo in questo l&#8217;analisi dell&#8217;<em>Economist</em>, in due punti: ripudio del sistema dei partiti e ripudio dell&#8217;austerità.</p><p><strong>L&#8217;affermazione del Movimento Cinque Stelle</strong>, che costituisce l&#8217;evento principale di tale elezioni, ci fornisce oggi l&#8217;occasione storica per procedere in modo rapido e deciso su una serie di terreni:</p><p>1. liquidazione definitiva dell&#8217;anomalia berlusconiana e affossamento del suo blocco sociale di riferimento che è cresciuto e si è consolidato nell&#8217;illegalità diffusa, varando leggi precise in tema di conflitto d&#8217;interessi, lotta senza quartiere alla mafia e all&#8217;evasione fiscale, annullamento delle situazioni di monopolio ed oligopolio illegittime;</p><p>2. riforma elettorale proporzionale che garantisca l&#8217;elementare principio democratico &#8220;una testa un voto&#8221; e leggi severe per impedire la lottizzazione partitica in ogni settore, ridimensionamento dei privilegi dei parlamentari e tetto massimo di retribuzioni per tutti i funzionari e manager pubblici o privati, seguendo il recente esempio della Svizzera;</p><p>3. ridiscussione del debito estero e del rapporto con l&#8217;Europa, lanciando un&#8217;inchiesta di massa sull&#8217;indebitamento e tagliando ali e unghie alla speculazione finanziaria;</p><p>4. garanzia dei diritti dei lavoratori ma anche dei disoccupati, tramite in particolare l&#8217;introduzione del reddito di cittadinanza, da finanziare mediante drastica riduzione dei privilegi, delle grandi opere inutili e delle spese militari;</p><p>5. annullamento delle grandi opere inutili, a cominciare dal TAV e delle spese militari inutili a cominciare dagli F-35.</p><p>Su questi cinque temi vanno a mio avviso accolti pienamente <a href="http://www.beppegrillo.it/2013/02/lettera_agli_italiani.html#commenti" target="_blank">i venti sacrosanti punti enunciati dal Movimento Cinque Stelle</a>, che vanno integrati con altri di grande urgenza, come <a href="http://www.litaliasonoanchio.it/" target="_blank">la concessione della cittadinanza ai migranti stabiliti in Italia</a>, <a href="http://www.cir-onlus.org/PROPOSTA%20CIR%20LEGGE%20ASILO.htm" target="_blank">l&#8217;asilo</a> e <a href="http://www.legalizziamolacanapa.org/?p=5207" target="_blank">misure per lo svuotamento delle carceri</a> mediante abolizione delle leggi Fini-Giovanardi, Bossi-Fini e Cirielli che le hanno riempite di disperati di scarsa o nulla nocività sociale, lasciando ingiustamente a piede libero molti veri criminali, ivi compresi i cosiddetti &#8220;colletti bianchi&#8221;.</p><p>E&#8217; quindi necessario non gettare al vento tale occasione. Bisogna al tempo stesso tener conto della giusta preoccupazione, espressa da Beppe Grillo, da Casaleggio e da gran parte del loro movimento, di non impantanarsi in un rapporto che potrebbe rivelarsi frustrante con il sistema dei partiti, andando alla formalizzazione di un accordo con il Pd.</p><p><strong>La soluzione a questo dilemma apparentemente insolubile è in realtà facile</strong>. Affidare la guida del governo a una personalità indicata dal Movimento Cinque Stelle ma dotata al tempo stesso dei requisiti di indipendenza e competenza necessari a realizzare il programma di cui sopra. </p><p>Ai partiti, a cominciare dal Pd, considerati giustamente responsabili dell&#8217;attuale situazione di crisi che vive il Paese, va imposto un passo indietro e un periodo di sana lontananza dal potere politico.</p><p>Chi potrebbe essere tale personalità? Come ho indicato più volte, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/03/per-esecutivo-a-cento-stelle-con-landini-premier/516622/" target="_blank">ce ne sono varie</a>, sia di competenza specifica che generale. Non sembri settario, visto che sono stato candidato di Rivoluzione Civile, indicare una figura come quella di <strong>Antonio Ingroia</strong>, che secondo me si pone alla giuntura ideale fra le istanze di fondo avanzate dal Movimento Cinque Stelle e le migliori energie presenti, nonostante tutto, nel Pd-Sel. Il fatto che Rivoluzione Civile non abbia ottenuto un buon risultato alle recenti elezioni non dovrebbe costituire un ostacolo in questo senso date le caratteristiche di garanzia sia politica che tecnica che verrebbe ad assumere la figura di Ingroia a prescindere dai voti presi dalla sua formazione.</p><p>Se Napolitano vuole salvare questa legislatura neonata si assuma le sue responsabilità incaricando una personalità di questo tipo che può realizzare l&#8217;autentico e radicale programma di rinnovamento di cui la democrazia italiana ha bisogno per sopravvivere. Altrimenti siamo condannati a sopravvivere a fatica in attesa di un Renzi e di un D&#8217;Alema o chissà chi altro, rimedi con ogni evidenza peggiori dei mali e destinati in ogni caso a perpetuarli condannando la democrazia e la società italiana a una lunga agonia. </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/11/elezioni-2013-napolitano-incarichi-ingroia/526710/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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