<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Fabio Marcelli</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fmarcelli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Spazzare via il partito trasversale degli affari</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/spazzare-partito-trasversale-degli-affari/239116/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/spazzare-partito-trasversale-degli-affari/239116/#comments</comments> <pubDate>Wed, 23 May 2012 15:10:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[art.49]]></category> <category><![CDATA[astensionismo]]></category> <category><![CDATA[elezioni]]></category> <category><![CDATA[Federico Pizzarotti]]></category> <category><![CDATA[gaetano azzariti]]></category> <category><![CDATA[Leoluca orlando]]></category> <category><![CDATA[Luigi De Magistris]]></category> <category><![CDATA[Marco Doria]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Paolo Berdini]]></category> <category><![CDATA[partiti]]></category> <category><![CDATA[Simone Petrangeli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=239116</guid> <description><![CDATA[Due elementi emergono dal turno di ballottaggio delle elezioni amministrative di domenica scorsa. 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L&#8217;<strong>astensionismo</strong> esprime una sfiducia diffusa che può tradursi in un fattore di crisi per la democrazia.</p><p>Positiva è invece l&#8217;affermazione di candidati come Leoluca Orlando, Simone Petrangeli, Marco Doria e Federico Pizzarotti.  Pur diversi tra di loro essi esprimono un desiderio di cambiamento che va nella giusta direzione.  Ha ragione <a href="http://www.dailymotion.com/video/xqsg6o_napoli-luigi-de-magistris-su-grillo-napolitano-e-il-movimento-5-stelle_news" target="_blank">De Magistris</a> a richiamare le ragioni comuni tra sinistra e Movimento 5 stelle. Queste ragioni comuni risiedono in un lavoro da svolgere sul territorio e nella <strong>costruzione di momenti di democrazia diretta</strong> da affiancare all&#8217;operato delle autorità locali elette.</p><p>Solo in questo modo si potrà porre un argine ai fenomeni di disgusto nei confronti della politica, che sono giustificati dall&#8217;esistenza di un ceto politico mediamente pessimo e totalmente subalterno al potere economico. I  peggiori esemplari di questo ceto sono gli esponenti della destra e del centro, da Alfano a Casini, passando per i leghisti, che giustamente il popolo italiano ha individuato come<strong> i suoi peggiori nemici</strong>. Lo sgretolamento di questa area politica va convertito in <strong>frana irreversibile</strong>, mettendo a tacere i settori consociativi del PD che continuano a invocare irresponsabilmente l&#8217;unità con UDC e simili. Da questo punto di vista appare particolarmente significativa la vittoria di Leoluca Orlando a Palermo che ha sbaragliato, come già fece De Magistris a Napoli, i sostenitori del patto con il centro anche laddove esso assume, come in Sicilia, coloriture di stampo mafioso.</p><p>Ma parliamoci chiaro. Il problema del connubio fra <strong>affari e politica</strong> riguarda a fondo settori che vanno ben al di là della destra uscita sconfitta dalle elezioni. In un Paese come il nostro, dove il consumo di territorio ha raggiunto dimensioni oramai intollerabili per l&#8217;ambiente, il paesaggio e la salute fisica e mentale dei cittadini, deve essere attuata una vera e propria<strong> rivoluzione copernicana oltreché sociale</strong>, rimettendo al centro la base e spodestando definitivamente rappresentanti privi di ogni autorevolezza e succubi dei poteri forti. I principi del bene comune e della democrazia devono tornare ad orientare l’azione delle forze politiche effettivamente orientate verso il futuro.</p><p>Ricordo a tale proposito l’eccellente opera d’analisi compiuta da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/PBerdini/" target="_blank">Paolo Berdini</a>, autore con Daniele Nalbone, del libro <a href="http://romalibera.altervista.org/blog/le-mani-sulla-citta/" target="_blank">“Le mani sulla città. Da Veltroni ad Alemanno storia di una città in vendita”</a>. E lo stesso Berdini sarà candidato a <strong>sindaco della capitale</strong> per uno schieramento che si vuole il più ampio e qualificato possibile, in modo tale che il necessario cambiamento raggiunga anche<strong> la nostra millenaria città</strong> che oggi soffre bestialmente per colpa dell’incompetente e clientelare Alemanno ma sopporta da tempo l’impatto dei poteri forti, specie i palazzinari, che vanno frenati con determinazione.</p><p>Sul piano nazionale, in vista di elezioni politiche oramai prossime ed inevitabili, è bene che si abbandoni e fallisca definitivamente ogni velleitario proposito di riforma costituzionale ed elettorale basato, come spiega egregiamente Gaetano Azzariti sul <em>manifesto</em> di oggi sul mito della governabilità anziché sul principio democratico di rappresentanza, rimettendo in discussione la retorica del maggioritario e l’ossessione governista.</p><p>Sono infine necessari <strong>gesti concreti da parte dei partiti</strong>. Assolutamente inefficiente l<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/camera-bocciati-emendamenti-stop-finanziamento-partiti/238458/" target="_blank">a riformicchia del finanziamento pubblico dei partiti appena varata</a>. Sia fatto immediatamente  <strong>un decreto d’urgenza</strong> per devolvere ad esodati e terremotati tutto l’ammontare della prossima rata! E si discuta quanto prima <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/lidv-consegna-alla-camera-valanga-firme-contro-soldi-partiti/197331/" target="_blank">l</a><a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/lidv-consegna-alla-camera-valanga-firme-contro-soldi-partiti/197331/" target="_blank">a proposta di legge d&#8217;iniziativa popolare promossa dall&#8217;Italia dei Valori</a><strong> per l&#8217;abolizione di una legge infame</strong> che ha trasformato i partiti, che secondo l&#8217;<a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131328/131330/articolo.htm" target="_blank">art. 49 della Costituzione</a> dovrebbero costituire gli strumenti per determinare democraticamente la politica nazionale, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/07/parlamento-caro-costa-e-poco-rende/202874/" target="_blank">in squalificate e giustamente disprezzate holding </a>dove allignano e prosperano parassiti e faccendieri di ogni specie.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/spazzare-partito-trasversale-degli-affari/239116/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le volpi a guardia del pollaio?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/volpi-guardia-pollaio/231527/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/volpi-guardia-pollaio/231527/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 May 2012 08:46:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[corrado passera]]></category> <category><![CDATA[Elsa Fornero]]></category> <category><![CDATA[Fondo monetario internazionale]]></category> <category><![CDATA[Giuliano Amato]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Vegas]]></category> <category><![CDATA[Jamie Dimon]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=231527</guid> <description><![CDATA[Se ne è accorto anche il presidente di Consob, Giuseppe Vegas, uno che se ne intende, che ha affermato che occorre porre fine alla dittatura dello spread. Ma lo spread è solo un numero, che esprime la differenza fra i tassi di rendimento dei buoni del tesoro. Quella che c&#8217;è dietro e va combattuta seriamente,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Se ne è accorto anche il presidente di Consob, Giuseppe Vegas, uno che se ne intende, che ha affermato che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/vegas-alla-assemblea-consob-basta-dittatura-dello-spread/228882/" target="_blank">occorre porre fine alla dittatura dello spread</a>. Ma lo <em>spread</em> è solo un numero, che esprime la differenza fra i tassi di rendimento dei buoni del tesoro. Quella che c&#8217;è dietro e va combattuta seriamente, è <strong>la dittatura dei cosiddetti mercati, in realtà poteri finanziari</strong>. Tema al quale ho dedicato <a href="http://www.amazon.it/diritto-contro-crisi-Analisi-proposte/dp/8854845736" target="_blank">il mio ultimo libro</a>.</p><p>Due brutte notizie, fra le tante, da questo punto di vista, negli ultimi giorni. La prima riguarda le lodi attribuite all&#8217;Italia e al governo Monti da parte del Fondo monetario internazionale. Mi è capitato sotto gli occhi un articolo scritto nel 1997, il cui autore, entusiasta per le politiche di privatizzazione e di liberalizzazione portate avanti all&#8217;epoca dall&#8217;Argentina, affermava testualmente che &#8220;oggi la Repubblica è una delle beniamine del Fondo monetario internazionale&#8221;. Quattro anni dopo si verificava il terribile <em>default</em>. E&#8217; peraltro noto che <strong>i peggiori regimi</strong>, come ad esempio la Tunisia di Ben Ali, riscuotevano elogi incondizionati da parte del Fondo.</p><p>La seconda brutta notizia riguarda invece <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/vera-storia-buco-morgan/231879/" target="_blank">l&#8217;ennesimo buco</a>, stavolta di due miliardi di dollari, da parte della banca JP Morgan. Ora colpisce fra le altre la circostanza che il responsabile del buco, tale Jamie Dimon, sia al tempo stesso membro della Commissione cui è attribuito il compito di vigilare negli Stati Uniti sulla finanza, la mitica (o famigerata) Fed.</p><p>Basta del resto leggere un interessante articolo pubblicato nel numero de <a href="http://www.monde-diplomatique.it/" target="_blank"><em>Le monde diplomatique</em></a> in edicola, per rendersi conto di quanto sia forte<strong> l’intreccio fra controllati e controllori</strong>, fra banche e governi, tra potere finanziario e potere politico. L’articolo si intitola “Il volto dei signori del debito” ed è scritto da Geoffrey Geuens, professore all’Università di Liegi. Mi limiterò a citarne un breve ma significativo passaggio: “da Paul Volker (JP Morgan Chase) a Mario Draghi (Goldman Sachs) passando per Jacques de Larosière (AIG, BNP Paribas), lord Adair Turner (Standard Chartered Bank, Merrill Lynch Europe) o il barone Alexandre Lamfalussy (CNP Assurances, Fortis) tutti i coordinatori incaricati di dare risposte alla crisi finanziaria intrattengo legami stretti con i più importanti operatori del settore”. Un caso particolarmente evidente di commistione è poi <strong>quello del governo italiano</strong> dove spiccano i nomi di Mario Monti, Elsa Fornero, Corrado Passera, Francesco Profumo, Piero Gnudi e Piero Giarda. Tutti titolari di cariche direttive e di cospicue consulenze da parte di banche e società finanziarie. Fra i membri italiani della consorteria (non so perché ma mi viene di chiamarla così) spicca anche il nome di Giuliano Amato, cui di recente è stato affidato dal governo Monti un importante incarico di consulenza.</p><p>Così va il mondo. <strong>Davvero geniale affidare il compito di trovare le soluzioni a chi ha creato i problemi</strong>. Un po’ come mettere la volpe a guardia del pollaio. O no?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/volpi-guardia-pollaio/231527/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Liberare l&#8217;Italia da mafiosi assassini e sponsor politici</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/liberare-litalia-mafiosi-assassini-sponsor-politici/233760/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/liberare-litalia-mafiosi-assassini-sponsor-politici/233760/#comments</comments> <pubDate>Sat, 19 May 2012 10:08:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Armando Sorrentino]]></category> <category><![CDATA[Bernardo Provenzano]]></category> <category><![CDATA[Comiso]]></category> <category><![CDATA[Giulio Andreotti]]></category> <category><![CDATA[Leoluca orlando]]></category> <category><![CDATA[Paolo Mondani]]></category> <category><![CDATA[pio la torre]]></category> <category><![CDATA[Rosario Di Salvo]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Totò Riina]]></category> <category><![CDATA[trame nere]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=233760</guid> <description><![CDATA[Le bombe di stamattina a Brindisi ripropongono in modo drammatico il legame fra eversione e mafia, ovvero di una mafia che non esita di ricorrere alla strage pur di riaffermare il proprio sistema di potere legato alla politica e agli affari. Questo ci riporta indietro negli anni al quinquennio 1978-1982, dall&#8217;uccisione di Aldo Moro a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Le <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/brindisi-ordigno-esplode-scuola-cinque-studenti-feriti-gravi/234446/" target="_blank">bombe di stamattina a Brindisi</a> ripropongono in modo drammatico<strong> il legame fra eversione e mafia</strong>, ovvero di una mafia che non esita di ricorrere alla strage pur di riaffermare il proprio sistema di potere legato alla politica e agli affari. Questo ci riporta indietro negli anni al quinquennio 1978-1982, dall&#8217;uccisione di Aldo Moro a quella di Pio La Torre. Anche allora, come oggi, si trattava di imporre al Paese scelte difficili e indigeste. Ne seguirono il CAF e poi Berlusconi. E oggi? Fare luce sui delitti di trent&#8217;anni fa può servire anche a capire meglio la situazione odierna.</p><p><strong>Chi ha ucciso Pio La Torre, dunque?</strong> Se lo chiedono in <a href="http://rx.castelvecchieditore.com/?q=node/132" target="_blank">un avvincente libro</a> Armando Sorrentino e Paolo Mondani. Paolo è giornalista d&#8217;inchiesta, ha lavorato con Santoro e ora con Milena Gabanelli. Armando è avvocato e dirigente dei giuristi democratici palermitani. E&#8217; stato avvocato di parte civile per il PCI.</p><p>La domanda non è banale. Sono stati condannati, per l&#8217;uccisione di Pio La Torre e del suo autista Rosario Di Salvo, i componenti della <strong>cupola mafiosa storica</strong>: Totò Riina, Bernardo Provenzano e altri. Il movente viene fatto coincidere con l&#8217;intento di La Torre di promuovere una legge, poi approvata con il suo nome, per la confisca dei beni appartenenti ai mafiosi.</p><p>Tutti contenti e soddisfatti, quindi? Il caso è risolto? <strong>Neanche per sogno</strong>, rispondono gli autori. E mettono all&#8217;attenzione l&#8217;impegno di Pio La Torre contro il terrorismo, le trame nere, i missili a Comiso, le ingerenze statunitensi nella politica italiana e soprattutto la sua visione affatto riduttiva del fenomeno  che lo spingeva a parlare di <strong>sistema di potere affaristico-politico-mafioso</strong>.</p><p>Messi a tacere per sempre Pio La Torre e tutti gli altri che si opponevano, dai vertici delle Forze dell&#8217;ordine (Dalla Chiesa, Giuliano)  a quelli della magistratura (Chinnici e Costa e poi, dopo il maxiprocesso, Falcone e Borsellino), ai giornalisti (Francese, così come Fava e Alfano), ai politici (come Terranova, autore proprio con La Torre di una memorabile relazione di minoranza alla Commissione parlamentare antimafia), <strong>quel sistema ha dilagato a livello nazionale e internazionale</strong> trovando nuovi referenti politici, dopo la DC di Lima, Gioia e Andreotti, ed economico-finanziari, dopo i fratelli Salvo e Michele Sindona.</p><p>Acqua passata? Non proprio, se è vero che oggi più che mai si ripropongono <strong>le stesse tematiche</strong>: quelle della lotta per la pace e contro la finanza che vede una crescente partecipazione della mafia e una compenetrazione con la stessa. E si rivedono purtroppo le stesse scene di stragi.</p><p>Battere la mafia, che non è solo un&#8217;organizzazione criminale, richiede  <strong>un profondo rinnovamento della politica</strong>,tenendo presente che il consociativismo oggi più che mai in auge ne è il brodo di cultura per eccellenza.Così come richiede una mobilitazione  sociale, come quella che <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/05/alla-torre-galfa-milano-nasce-macao/196680/" target="_blank">ha sottratto a  Ligresti il grattacielo milanese</a>. E richiede una forte consapevolezza culturale, rivolta contro la cultura mafiosa e <strong>contro il liberismo selvaggio che, come affermava proprio Pio La Torre, è la base stessa dell&#8217;ideologia mafiosa</strong>.</p><p>La mafia quindi, irrobustita dalla globalizzazione  neoliberista, è oggi un fenomeno nazionale, europeo e mondiale. Tanto più importante appare batterla in quella che fu una delle sue culle rieleggendo in questi giorni a sindaco di Palermo <strong>Leoluca Orlando</strong>, il politico che più di ogni altro simboleggia lo spirito della primavera palermitana e il ripudio senza compromessi di ogni consociativismo, <a href="http://www.italiadeivalori.it/orlandosindaco/appello-leoluca-orlando-sindaco-di-palermo-crescono-adesioni-fra-firmatari-fo-franca-rame-tano-grasso/" target="_blank">come chiede un appello</a> firmato fra gli altri da Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Gianni Ferrara e Gaetano Azzariti.</p><p>Ma soprattutto, rilanciare un movimento di massa contro il sistema politico-affaristico-mafioso,<strong> contro i padrini assassini e i loro <em>sponsor</em> politici</strong>, facilmente identificabili mentre ipocritamente partecipano alle commemorazioni e ai funerali delle nuove vittime innocenti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/liberare-litalia-mafiosi-assassini-sponsor-politici/233760/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Equitalia che di equo non ha nulla</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/equitalia-equo-nulla/229243/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/equitalia-equo-nulla/229243/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 May 2012 13:59:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[debito estero]]></category> <category><![CDATA[Equitalia]]></category> <category><![CDATA[Giuliano Pisapia]]></category> <category><![CDATA[lex poetelia-papiria]]></category> <category><![CDATA[luca telese]]></category> <category><![CDATA[Luigi De Magistris]]></category> <category><![CDATA[Pierluigi Bersani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=229243</guid> <description><![CDATA[Parole chiare le hanno dette al riguardo Luigi De Magistris, Giuliano Pisapia ed altri sindaci, che non rinnoveranno alcun contratto con Equitalia, sottolineandone il modo di procedere assolutamente in contrasto con i minimi principi di umanità. Alcuni recenti fatti di cronaca sembrano potersi ricondurre alla ricezione delle famose cartelle. Certe cose capitano solo in Italia. Si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Parole chiare le hanno dette al riguardo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/metodi-riscossione-umani-crociata-contro-equitalia-arriva-fino-milano/218091/" target="_blank">Luigi De Magistris, Giuliano Pisapia ed altri sindaci</a>, che non rinnoveranno alcun contratto con Equitalia, sottolineandone il modo di procedere assolutamente in contrasto con i minimi principi di umanità.</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/ennesimo-suicidio-imprenditore-stremato-equitalia/206928/" target="_blank"><strong>Alcuni recenti fatti di cronaca</strong></a> sembrano potersi ricondurre alla ricezione delle famose cartelle. Certe cose capitano solo in Italia. Si riesce ad abbinare l&#8217;assoluta inefficienza con sacche enormi di evasione e di sommerso e la persecuzione contro singoli contribuenti che giungono alla disperazione. Per non parlare degli errori inescusabili, dell&#8217;ignobile approfittarsi di soggetti incapaci e delle speculazioni e conflitti di interesse, come nel caso <a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/2011/08/21/news/il_conflitto_della_manager_equitalia_la_sua_societ_compra_case_ipotecate-20679372/" target="_blank">di quella dirigente che aveva messo in piedi una propria società per acquisire gli immobili ipotecati</a>. Una vicenda inquietante che ha messo in evidenza torbidi legami con settori della casta.</p><p><strong>E&#8217; quindi il caso di</strong><strong> fare i conti con Equitalia,</strong> organizzazione che di equo non ha nulla, ristrutturando il potere di riscossione in modo da garantire al tempo stesso umanità ed efficienza. Organizzandolo su base locale, mediante la partecipazione dei cittadini che valga ad individuare le sacche di evasione e di illegalità che sottraggono ingenti risorse alle casse pubbliche.</p><p>Ogni rapporto debitorio, che riguardi singoli o,  a maggior ragione, entità collettive, va reso compatibile con il rispetto dei diritti umani. Come ricordo nel mio libro <a href="http://www.ibs.it/code/9788814111785/marcelli-fabio/debito-estero-dei.html" target="_blank"><em>Il debito estero dei Paesi in via di sviluppo nel diritto internazionale</em></a>, quello relativo all&#8217;indebitamento è un percorso giuridico di civiltà, che nasce con l&#8217;abolizione del carcere per debiti da parte della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schiavit%C3%B9_nell%27antica_Roma" target="_blank"><em>lex Poetelia Papiria</em></a> del 313 a. C. Tutte le religioni hanno sempre condannato l&#8217;usura, ma da un po&#8217; di tempo a questa parte stiamo tornando indietro per effetto dell&#8217;ignobile dittatura dei poteri finanziari. E&#8217; bene invece che gli usurai di ogni genere e chiunque li favorisca e li protegga, come quei funzionari di banca che segnalano i propri amici e compari cravattari, siano denunciati e puniti in modo esemplare. Anche da questo punto di vista l&#8217;entità dei tassi di interesse praticati da Equitalia suscita varie perplessità. Così come il suo modo di procedere non trasparente e non suscettibile di rimedi legali, così come ha rivelato Luca Telese in un suo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/come-difendersi-equitalia/228742/" target="_blank">recente post</a>. Dimenticavo, il buon Bersani non ha perso occasione per esternare <a href="http://www.nanopress.it/politica/2012/05/15/equitalia-bersani-si-pagano-troppe-tasse-perche-le-pagano-in-pochi_P7809725.html" target="_blank">la sua solita banalità priva di significato</a>, è evidente che non sono gli impiegati i colpevoli, ma responsabilità ce ne sono e grosse, specie da parte del mondo politico di cui lo stesso Bersani fa inequivocabilmente parte.</p><p>Così non si può andare avanti. E&#8217; tutto l&#8217;ambiente istituzionale che va reso più <em>user-friendly</em>, individuando nel cittadino non un nemico da massacrare ma un <em>partner</em> da capire e aiutare. Così come le organizzazioni creditizie vanno <strong>restituite al loro ruolo istituzionale</strong>: permettere ed agevolare la libera impresa tenendone presente, qualora sussista, la funzione sociale e non mettersi a speculare nel casinò della finanza globale che va chiuso al più presto. E va istituita immediatamente la possibilità di compensare debiti e crediti nei confronti dello Stato.</p><p><strong>Siamo stanchi di dover piangere imprenditori e cittadini onesti che uno Stato disumano e inefficiente non riesce a tutelare</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/equitalia-equo-nulla/229243/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Imparare dagli indigeni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/imparare-dagli-indigeni-2/228877/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/imparare-dagli-indigeni-2/228877/#comments</comments> <pubDate>Mon, 14 May 2012 13:23:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[A Sud]]></category> <category><![CDATA[carlo petrini]]></category> <category><![CDATA[CRIC]]></category> <category><![CDATA[Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni]]></category> <category><![CDATA[Fabio Nobile]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe De Marzo]]></category> <category><![CDATA[Guido Viale]]></category> <category><![CDATA[ONIC]]></category> <category><![CDATA[slow food]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=228877</guid> <description><![CDATA[Il mio primo incontro con il movimento indigeno risale al dicembre 2007, quando mi recai in Colombia sulle montagne del Cauca e prima ancora partecipai, con gli amici di A Sud, al congresso dell&#8217;Organizzazione indigena di Colombia (Onic), che si tenne ad Ibagué, capitale del Tolima. L’organizzazione indigena del Cauca, il Cric  (Consejo regional indígena...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il mio primo incontro con il movimento indigeno risale al dicembre 2007, quando mi recai in Colombia sulle montagne del Cauca e prima ancora partecipai, con gli amici di <a href="http://www.asud.net/" target="_blank">A Sud</a>, al congresso dell&#8217;Organizzazione indigena di Colombia (<a href="http://cms.onic.org.co/" target="_blank">Onic</a>), che si tenne ad Ibagué, capitale del Tolima.</p><p>L’organizzazione indigena del Cauca, il <em><a href="http://www.cric-colombia.org/" target="_blank">Cric  (</a>Consejo regional indígena del Cauca</em>), costituisce la più antica organizzazione indigena dell’America Latina e probabilmente del mondo. Il Cric organizza in modo capillare <strong>decine di migliaia di indigeni</strong> che vivono in una zona montagnosa, alle prese con le multinazionali, l’esercito, la polizia, i paramilitari, i narcotrafficanti e in alcuni casi anche la guerriglia delle Farc. L’autodifesa è garantita dalla <a href="http://www.youtube.com/watch?v=db6lMX8zmNM&amp;feature=related" target="_blank">guardia indigena</a> che raccoglie tutti gli appartenenti alla comunità e si basa non sugli armamenti ma sull’autorevolezza sociale simboleggiata dai bastoni del comando. Gli indigeni sono organizzati su base territoriale con i <em>cabildos,</em> strutture di autogoverno che elaborano i piani di vita e amministrano la giustizia.</p><p>Dal mio incontro con gli indigeni colombiani è scaturito un lavoro scientifico, <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/diritti-popoli-indigeni-aracne/libro/9788854827356" target="_blank"><em>I diritti dei popoli indigeni</em></a>, pubblicato nel 2009 e  poi anche in spagnolo in Colombia. Abbiamo celebrato a Roma, un anno fa, il quarantesimo anniversario del Cric, con la partecipazione della Regione Lazio grazie all’interessamento del consigliere della Federazione della sinistra Fabio Nobile, e contiamo di portare avanti la cooperazione con questa ed altre organizzazioni indigene e in particolare con l&#8217;Università indigena autonoma e interculturale.</p><p>Vari sono <strong>gli insegnamenti che si possono trarre</strong> dall’esperienza millenaria dei popoli indigeni. Insegnamenti che riguardano anche e soprattutto noi uomini e donne più o meno “civili”. Innanzitutto, la capacità di portare avanti una <strong>resistenza che dura ormai da vari secoli</strong>. Poi il <strong>profondo rispetto nei confronti della natura (Pachamama)</strong>. Quindi<strong> il senso della collettività</strong>. Basti ricordare che nella lingua degli indigeni Nasa, la più grande etnia del Cauca, non esiste alcuna parola per indicare “io”. O la medicina indigena, basata su di una <strong>considerazione olistica</strong> dell’essere vivente. O infine la giustizia, che vede come principale sanzione <strong>la disapprovazione da parte della comunità</strong>, anche attraverso sistemi per noi discutibili, come la gogna o le nerbate in pubblico, che tuttavia potrebbero essere utilmente applicate a politici e amministratori corrotti.</p><p>La <strong><a href="http://www.un.org/esa/socdev/unpfii/documents/DRIPS_it.pdf" target="_blank">Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni</a></strong>, approvata nel settembre 2007 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con il voto contrario solo di Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda, rappresenta un netto avanzamento nella tutela dei diritti degli indigeni ma viene disapplicata sistematicamente da parte di molti Stati.</p><p>Portati in molti casi sull’orlo dell’estinzione da parte di politiche statuali di vero e proprio genocidio, gli indigeni continuano la loro lotta per la sopravvivenza e a <strong>offrirci un contributo</strong>, in termini di diversità culturale, che andrebbe attentamente meditato ed elaborato.</p><p>L’importanza di tale contributo viene giustamente sottolineata da un significativo articolo di Carlo Petrini, presidente di <a href="http://www.slowfood.it/" target="_blank">Slow Food</a>, pubblicato oggi su “La repubblica”.</p><p>I principi fondamentali del Cric sono <strong>unità, terra, cultura e autonomia</strong>, e non c’è chi non veda che si tratti di principi pregnanti anche per una società fortemente diversa come la nostra, in preda a una grave crisi, dalla quale si può uscire sulla base di nuove idee regolatrici come il <em>buen vivir</em> indigeno, oggetto fra l&#8217;altro di un <a href="http://asud.net/it/news/6-italia/964-il-libro-buen-vivir-per-una-nuova-democrazia-della-terra.html" target="_blank">interessante libro di Giuseppe De Marzo</a>, e dell’affermazione della sovranità ambientale, energetica e finanziaria dei territori, come propone <a href="http://www.guidoviale.it/?p=551" target="_blank">Guido Viale</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/imparare-dagli-indigeni-2/228877/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Questo governo se ne deve andare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/questo-governo-deve-andare/224176/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/questo-governo-deve-andare/224176/#comments</comments> <pubDate>Thu, 10 May 2012 16:49:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Abel Prieto]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Merkel]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category> <category><![CDATA[Palmiro Togliatti]]></category> <category><![CDATA[passera]]></category> <category><![CDATA[Pomicino]]></category> <category><![CDATA[Sbilanciamoci!]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=224176</guid> <description><![CDATA[Il &#8220;risanamento&#8221; sbandierato dal governo Monti sta costando caro al nostro Paese. E non è detto che poi si risani un gran che. Quello che è certo che nulla viene fatto per risanare le gravi e inique diseguaglianze che costituiscono, oltre che un elemento di ingiustizia, un freno dal punto di vista economico. E&#8217; bene...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;risanamento&#8221; sbandierato dal governo Monti sta costando caro al nostro Paese. E non è detto che poi si risani un gran che. Quello che è certo che nulla viene fatto per risanare <strong>le gravi e inique diseguaglianze</strong> che costituiscono, oltre che un elemento di ingiustizia, un freno dal punto di vista economico.</p><p>E&#8217; bene quindi interrogarsi, oltre che sulle motivazioni che hanno portato alla crisi attuale, anche sulle vie migliori per uscirne. Quanto alle prime, <strong>è una bella lotta</strong> quella fra Berlusconi e Monti. Se infatti è noto quanto ci sia costato e continui a costarci il primo, colpevole di politiche dissennate e di una grave sottovalutazione dei pericoli della crisi, il secondo non è certo da meno. Basti ricordare che Monti è stato a lungo un uomo di Goldman Sachs, la società privata che <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/09/02/goldman-sachs-regista-anti-euro.html" target="_blank">qualche mese fa consigliava ai suoi clienti più ragguardevoli di speculare sull&#8217;euro</a>. E anche il consulente di Cirino Pomicino, un nome che suona come debito pubblico. E non certo dei migliori. Acqua passata, si dirà, ora è dei nostri. Voi ci credete? Io no, e basta vedere le sue scelte di politica economica per rendersene conto. Ad esempio, tanto per dirne una, lo strenuo tentativo di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/governo-chiede-reinserire-norma-sulle-pensioni-doro-pietro-consentiremo/224185/" target="_blank">difendere le pensioni d&#8217;oro</a>. Tecnico non mangia tecnico&#8230; banchiere non mangia banchiere&#8230; speculatore non mangia speculatore. <strong>E allora, come uscire dalla crisi?</strong></p><p>Se <a href="http://www.ilpost.it/2012/03/05/processo-islanda-haarde/p://" target="_blank">in Islanda è stato messo sotto processo il primo ministro</a> ritenuto responsabile del <em>crack</em> finanziario, qui da noi gli stessi figuri di prima continuano per il momento a governare, per interposti tecnici. &#8220;Bastonare il Berlusconi che affoga&#8221; è certamente un imperativo urgente, ma non si può certo pensare che Monti e i suoi accoliti ne abbiano la benché minima intenzione o che possano trovare un&#8217;idonea soluzione ai nostri problemi. Come vado ripetendo da tempo, questo governo <strong>ha un preciso segno di classe, bastona solo i poveri</strong>, a tal punto che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/passera-disagio-ampio-rischio-tenuta-sociale-paese/225503/" target="_blank">perfino Passera comincia a capire che in Italia è a rischio la &#8220;coesione sociale&#8221;</a>.</p><p><strong>Ci vuole più, non meno democrazia</strong>. La <em>spending review</em> va fatta dal basso. Sbilanciamoci ha formulato <a href="http://www.ilcorsaro.info/palazzo/525-spending-review" target="_blank">varie proposte che vanno nella giusta direzione</a>: imposta patrimoniale, ripristino e accentuazione del carattere progressivo del sistema fiscale, tassazione uniforme delle rendite finanziarie, tassazione della pubblicità e dei diritti televisivi per lo sport spettacolo, tassazione dei veicoli più inquinanti ed energivori, misure fiscali sul traffico di armi, riduzione degli stanziamenti per le grandi opere, eliminazione del sostegno all&#8217;autotrasporto delle merci, riduzione delle spese militari, eliminazione e riduzione dei programmi d&#8217;arma, fine della presenza dei militari nelle città, eliminazione della parata del 2 giugno, ritiro dall&#8217;Afghanistan, cancellazione del programma &#8220;Vivi le Forze armate. Militare per tre settimane&#8221;, chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione, abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole private, adozione del <em>software</em> libero da parte delle pubbliche amministrazioni. <a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf" target="_blank">Altre proposte condivisibili le ha formulate il Movimento 5 stelle</a> per colpire a fondo i privilegi iniqui della casta ottenendo anche notevoli risparmi. A mio avviso vanno abolite anche completamente le auto blu. Ministri, funzionari e deputati facciano come Abel Prieto, che quando era ministro della cultura a Cuba andava in giro con la sua vecchia milleecento personale.</p><p>E&#8217; anche urgente una <strong>Commissione d&#8217;inchiesta sul debito pubblico</strong>, che consenta di capire come siamo arrivati a questi livelli di indebitamento e chi ci guadagna. Un essenziale esercizio di conoscenza e di trasparenza che non può certo essere delegato a qualche tecnico, ma richiede un impegno ampio e diffuso.</p><p>Giustamente, l&#8217;ultima direzione di Sinistra e libertà ha messo l&#8217;accento sui contenuti rispetto agli schieramenti. Se necessario occorre <strong>stracciare da sinistra la foto di Vasto</strong>. Il nostro Paese ha bisogno di risposte precise e di cure radicali. Ma non delle ricette di Monti, Passera e C,. che, pur di restare fedeli alla Merkel, aggravano la recessione in atto. Su queste ed altre proposte va creato un fronte alternativo che vada dal Movimento 5 stelle alla Federazione della sinistra a SeL all&#8217;Idv, ai settori del Pd che non accettano la deriva reazionaria di Veltroni e D&#8217;Alema.</p><p><strong>Questo governo se ne deve andare se davvero vogliamo salvare l&#8217;Italia</strong>. E presto se ne andrà anche il nostro imbarazzante presidente della Repubblica, che si è rifiutato di incontrare i no-TAV per non invadere lo spazio decisionale del governo e poi non si perita di appoggiare le modifiche costituzionali sul pareggio del bilancio e formulare commenti puntuali, oltretutto infondati, sull&#8217;andamento delle elezioni. A lui ed altri voglio ricordare una frase di Palmiro Togliatti: &#8220;I governi cosiddetti tecnici o amministrativi sono i peggiori governi politici che si possa immaginare, il loro scopo è quello di fare il contrario di ciò che la sovranità popolare ha indicato, sono antipopolari e reazionari&#8221;. Giudizio la cui esattezza appare oggi confermata in modo irrefutabile dai fatti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/questo-governo-deve-andare/224176/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tra Gelmini e Fornero, preferisco Don Milani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/gelmini-fornero-preferisco-milani/222646/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/gelmini-fornero-preferisco-milani/222646/#comments</comments> <pubDate>Tue, 08 May 2012 14:42:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[don milani]]></category> <category><![CDATA[Elsa Fornero]]></category> <category><![CDATA[Francesco Sylos Labini]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Sirilli]]></category> <category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=222646</guid> <description><![CDATA[Una delle prime cose che dovrebbe fare la nuova maggioranza che prima o poi è destinata ad uscire dalle urne è certamente l&#8217;istituzione di una Commissione d&#8217;inchiesta sui danni fatti da Berlusconi al nostro Paese. E fra tali danni uno dei più cospicui e in certa misura irreparabili è costituito dal progressivo dissanguamento di  istruzione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Una delle prime cose che dovrebbe fare la nuova maggioranza che prima o poi è destinata ad uscire dalle urne è certamente l&#8217;istituzione di una<strong> Commissione d&#8217;inchiesta sui danni fatti da Berlusconi al nostro Paese</strong>. E fra tali danni uno dei più cospicui e in certa misura irreparabili è costituito dal progressivo dissanguamento di  istruzione e ricerca pubblica.</p><p>Secondo l&#8217;ineffabile signora Fornero, <em>nonplusultra</em> del tecnicismo d&#8217;<em>élite</em> di questo Paese, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/07/fonero-nostri-giovani-sanno-lingue-litaliano-fare-conto/221199/" target="_blank">i giovani non conoscono l&#8217;italiano e non sanno fare di conto</a>. Ma di chi è la colpa, egregia signora, se non della trascuratezza con la quale i vari governi, nei quali siedeva fra l&#8217;altro una certa Gelmini hanno affrontato il tema dell&#8217;istruzione pubblica? Basta guardare le cifre contenute nel recente <a href="http://ec.europa.eu/education/lifelong-learning-policy/doc/report10/report_en.pdf" target="_blank">Rapporto dell&#8217;Unione europea sull&#8217;istruzione</a> che attestano livelli di spesa nel nostro Paese inferiori a quelli della media europea. O quelle, che cita la stessa Fornero, sulla percentuale di persone laureate anch&#8217;esse notevolmente più basse della media europea. La colpa sarebbe, secondo la Thatcher de noantri, degli studenti che &#8220;non studiano abbastanza&#8221;. Non già di un sistema che fa di tutto per incentivare l&#8217;abbandono scolastico e scoraggiare gli studi. Per non parlare della vera e propria opera di diseducazione portata avanti da Berlusconi e dal suo apparato mediatico, che si è accompagnata a una politica di autentica demolizione delle strutture pubbliche delegate all&#8217;istruzione e alla ricerca, di cui è responsabile Berlusconi ma non solo lui.</p><p>Basti ricordare che  Monti, fra le prime cose si premurò, al tempo dell&#8217;assunzione del suo incarico, di elogiare proprio la Gelmini e la sua lungimirante politica in materia di università. O vedere  le <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/scuola-salta-lassunzione-diecimila-docenti-nuovo-scontro-democratici-governo/196176/" target="_blank">scelte concretamente perseguit</a>e dal governo della recessione e del massacro sociale in tema di stabilizzazione degli insegnanti.</p><p>L&#8217;unica soluzione che la Fornero si sente di proporre è la trita e ritrita<strong> invocazione dell&#8217;impresa</strong>. L&#8217;antidoto all&#8217;ignoranza è l&#8217;apprendistato.  Davvero un pensiero originale e profondo.</p><p>Della stessa sciattezza questo governo dà prova  in materia di valutazione della ricerca, introducendo un procedimento che è stato criticato con argomentazioni condivisibili da, fra gli altri,  <a href="http://www.slideshare.net/redazione_roars/giorgio-sirilli-valutazione-vqr-cgil-24-4-2012" target="_blank">Giorgio Sirilli</a> e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Kf5UKaKejsM" target="_blank">Francesco  Sylos Labini,</a> e che vede fortunatamente  il crescente dissenso della categoria con la decisione di molti di <a href="http://www.articolo33.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=129:anvurposizionecongiunta&amp;catid=49:sospensioneanvur&amp;Itemid=2" target="_blank">autosospendere la valutazione</a>. La protesta investe del resto anche altri temi come la diminuzione dei finanziamenti o l&#8217;offesa alla dignità dei ricercatori consistente nel fatto che essi vengono  costantemente esclusi dal governo del proprio settore, in netto contrasto, fra l&#8217;altro, con quanto affermato dalla <a href="http://ec.europa.eu/eracareers/pdf/eur_21620_en-it.pdf" target="_blank">Carta europea del ricercatore</a>.</p><p>Continuano a diminuire, nel frattempo, i finanziamenti destinati alla ricerca e all&#8217;istruzione pubblica, mentre invece se ne destinano molti  alla scuola privata e alle imprese per l&#8217;effettuazione di attività di ricerca non sempre convincenti. </p><p><strong>E&#8217; tempo di scelte</strong>.  Questo Paese ha bisogno di giovani motivati e dotati di adeguata cultura critica. Bisogna riportare in auge il pensiero di uno dei più grandi pedagoghi che la storia italiana ricordi, Don Milani, il quale affermava che l&#8217;obbedienza non è più<strong> una virtù</strong>. Se questo era già vero ai suoi tempi, lo è ancora più oggi. Meglio giovani critici, consapevoli e ribelli che aspiranti rotelle di un ingranaggio che gira sempre più a vuoto, producendo solo disperazione, frustrazione e miseria..</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/08/gelmini-fornero-preferisco-milani/222646/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Parigi, Atene, Palermo ed altri per una nuova Europa&#8230;.</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/06/parigi-atene-palermo-altri-nuova-europa/219333/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/06/parigi-atene-palermo-altri-nuova-europa/219333/#comments</comments> <pubDate>Sun, 06 May 2012 15:28:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Angela Merkel]]></category> <category><![CDATA[francois hollande]]></category> <category><![CDATA[Joseph Stiglitz]]></category> <category><![CDATA[Leoluca orlando]]></category> <category><![CDATA[Manolis Glezos]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category> <category><![CDATA[Papademos]]></category> <category><![CDATA[Raffaele Lombardo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=219333</guid> <description><![CDATA[Guai a sottovalutare l&#8217;importanza che possono avere, in determinate circostanze, i test elettorali. Soprattutto, ovviamente, se la gente non si limiti a mettere la scheda nell&#8217;urna ma si mobiliti e partecipi per cambiare nei fatti la società con tutti i mezzi ammissibili e necessari. Ma questo è un altro discorso, ben più ampio. Torniamo alle...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Guai a sottovalutare l&#8217;importanza che possono avere, in determinate circostanze, i<em> test</em> elettorali. Soprattutto, ovviamente, se la gente non si limiti a mettere la scheda nell&#8217;urna ma si mobiliti e partecipi per cambiare nei fatti la società con tutti i mezzi ammissibili e necessari. Ma questo è un altro discorso, ben più ampio.</p><p>Torniamo alle <strong>elezioni di questa domenica</strong>. Occhi puntati sulla Francia, ovviamente. Dove la probabile vittoria di Hollande potrebbe costituire l&#8217;inizio di un argine alle follie neoliberiste e monetariste di Frau Merkel, costringendo perfino Monti a variare un poco il suo monotono e deprimente registro. Ma su quest&#8217;ultimo non c&#8217;è ovviamente da fare affidamento. Nonostante D&#8217;Alema si sia sforzato a metterlo<a href="http://video.virgilio.it/monti-stiglitz-d-alema-confronto-su-crescita-in-tempo-di-crisi__1619776973001.html" target="_blank"> a confronto addirittura con Stiglitz</a>, resta un abisso fra le posizioni critiche del Premio Nobel statunitense e la pedissequa osservanza merkeliana del nostro premier, confermando l&#8217;urgente necessità di liberarsi di questo governo di &#8220;tecnici&#8221; che proliferano e aggiungono il loro costo a quello dei partiti, compreso ovviamente il PD, che non hanno alcuna intenzione di &#8220;mollare l&#8217;osso&#8221;.</p><p>Ma elezioni oggi anche in <strong>Grecia</strong>, situazione che, ben più di quella francese, presenta analogie, dal punto di vista intanto politico, con quella italiana, data l&#8217;esistenza di una sacra alleanza di partiti (Nuova Democrazia e Partito socialista), fedeli esecutori ad ogni costo delle massacranti direttive del potere finanziario, gli stessi partiti che peraltro sono in buona misura responsabili del disastro e oggi sostengono il signor Papademos, una sorta di Monti in salsa ellenica. Bisogna quindi augurarsi che <strong>l&#8217;alternativa di sinistra</strong>, che poggia su partiti anche diversi fra loro come il KKE, <em>Syriza</em> e Sinistra democratica, prevalga, dando una speranza di futuro alla Grecia e anche all&#8217;Europa. Anche per dare una lezione al TG1 che, con la consueta miscela fra ignoranza pura e tendenza a mistificare la realtà parla di &#8220;forze nazionaliste&#8221; senza fare cenno alla sinistra. L&#8217;importante è che nel Paese cavia delle sperimentazioni animali senza analgesici messe in piedi sull&#8217;intera popolazione dai criminali neoliberisti si affermi una maggioranza contraria al <em>Memorandum</em> con la <em>troika</em>, che costitusice la pietra tombale dello Stato sociale e della stessa democrazia. Emblematica la candidatura dell&#8217;eroe della Resistenza <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manolis_Glezos" target="_blank">Manolis Glezos</a>, a testimoniare la continuità ideale fra lotta al nazifascismo ieri e al neoliberismo alla tedesca oggi.</p><p><strong>E in Italia?</strong> E&#8217; importante che vincano candidati come Doria a Genova, Petrangeli a Rieti, Marina Kovari a Frosinone, e altri,  a condizione che sappiano declinare con efficacia localmente il no al taglio della spesa pubblica e al saccheggio dei beni comuni che si preannunciano. Così com è importante  una chiara affermazione delle forze di sinistra alternativa (IdV, SeL, FdS),  del Movimento Cinque Stelle, che con tutti i suoi limiti, costituisce oggi una chiara risposta alla partitocrazia agonizzante, e delle liste del Bene Comune che cominciano a diffondersi in varie situazioni.</p><p>Ma la scadenza più importante di oggi è a mio avviso <strong>quella di Palermo</strong>, che vede a confronto il nuovismo di Ferrandelli, scialba figura di &#8220;giovane&#8221; legato ai dirigenti locali del PD che sostengono Lombardo, il presidente della Regione<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/concorso-esterno-imputazione-coatta-governatore-della-sicilia-raffaele-lombardo/200952/" target="_blank"> inquisito per mafia</a>, e la sperimentata e carismatica figura di <strong>Leoluca Orlando</strong>. E&#8217; importante che quest&#8217;ultimo vinca per almeno tre motivi:</p><p>a) dare un forte segnale contro il governo dei tecnici e la coalizione variegata che lo sostiene, premiando le forze alternative;<br />b) affermare con nettezza la necessità di tagliare ogni collegamento fra mafia e strutture pubbliche;<br />c) affermare quindi una discontinuità che è anche una continuità, quella con la primavera siciliana rimasta incompiuta, come parte di una primavera italiana rimasta a sua volta incompiuta, già ai tempi di Tangentopoli per le strumentalizzazioni operate dalla destra che seppe impadronirsi all&#8217;epoca della giusta rivolta contro i partiti, e poi più di recente, per il furto della vittoria contro Berlusconi da parte dei poteri forti spalleggiati dalla partitocrazia.</p><p>In conclusione, Parigi, Atene e Palermo, così come tutti gli altri luoghi dove si vota oggi, anche lo Schleswig Holstein ovviamente, devono vedere una forte affermazione dello <strong>schieramento alternativo</strong> che si oppone all&#8217;attuale massacro neoliberista dell&#8217;Europa e un netto spostamento verso Sud, verso il Mediterraneo, del suo baricentro. Perché la salvezza dell&#8217;Europa non è nell&#8217;arroccamento stoltamente perseguito dalla destra identitaria ma nella ricerca di un rapporto diverso col resto del mondo, a cominciare dalle regioni più vicine<strong>.</p><p> </strong>Forse siamo ancora in tempo a salvarci. Ma sbrighiamoci a buttare la zavorra e ad eliminare i parassiti.<strong><br /></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/06/parigi-atene-palermo-altri-nuova-europa/219333/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il vero crimine è la vivisezione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/vero-crimine-vivisezione/214388/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/vero-crimine-vivisezione/214388/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 16:21:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[beagle]]></category> <category><![CDATA[dichiarazione universale dei diritti degli animali]]></category> <category><![CDATA[direttiva europea]]></category> <category><![CDATA[Green Hill]]></category> <category><![CDATA[ricerca scientifica]]></category> <category><![CDATA[vivisezione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=214388</guid> <description><![CDATA[La coscienza di un destino comune e di una solidarietà tra le specie viventi costituisce un&#8217;acquisizione spirituale importante di molte civiltà,  dall&#8217;induismo al buddhismo, al pensiero religioso dei nativi americani al cristianesimo di San Francesco. Oggi molte di queste filosofie tornano di attualità di fronte ai danni arrecati all&#8217;ambiente dallo sviluppo capitalistico. E&#8217; stata quindi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La coscienza di un destino comune e di una <strong>solidarietà tra le specie viventi</strong> costituisce un&#8217;acquisizione spirituale importante di molte civiltà,  dall&#8217;induismo al buddhismo, al pensiero religioso dei nativi americani al cristianesimo di San Francesco. Oggi molte di queste filosofie tornano di attualità di fronte ai danni arrecati all&#8217;ambiente dallo sviluppo capitalistico.</p><p>E&#8217; stata quindi elaborata e proclamata presso l&#8217;UNESCO il 15 ottobre 1978  una <a href="http://www.mclink.it/assoc/lida/carta.htm" target="_blank">Dichiarazione universale dei diritti degli animali</a>, della quale vale la pena riprodurre l&#8217;art. 2, che afferma quanto segue: &#8220;a) Ogni animale ha diritto al rispetto; b) l&#8217;uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali; c) ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell&#8217;uomo&#8221;.</p><p>E l&#8217;art. 3: &#8220;a) Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli; b) se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, nè angoscia&#8221;.</p><p>Viene ovviamente in considerazione la pratica della vivisezione, della quale è stata fortemente contestata, oltre che la crudeltà, <a href="http://www.ecplanet.com/node/2763" target="_blank">la stessa utilità scientifica</a>.</p><p>Si aprono con ciò complesse problematiche scientifiche ed etiche che non possono certo essere trattate nel breve spazio di un <em>blog</em>.</p><p>Quello che è certo è che la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/blitz-centro-beagle-vivisezione-quattro-arrestati-cominciano-sciopero-della-fame/213723/" target="_blank">liberazione di molti cuccioli di <em>beagle</em></a> destinati ad un&#8217;orrenda morte per sperimentare prodotti cosmetici, avvenuta la scorsa settimana a Green Hill, suscita simpatia e solidarietà. Le imprese che effettuano tali esperimenti sono del resto in determinati casi le stesse che si sono rese colpevoli di gravi attentati alla salute umana, dal talidomide all&#8217;aspartame. E ciò non stupisce, la logica infatti è sempre la stessa: ottenere profitto economico <strong>a qualsiasi costo</strong>.</p><p>Deludente l&#8217;azione svolta in materia dai legislatori europei e nazionali. La <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/08/vivisezione-approvata-nuova-direttiva-ue-animalisti-critici-piu-crudelta-di-prima/58003/">direttiva europea adottata nel 2010</a> costituisce certamente un&#8217;occasione mancata per limitare davvero il ricorso alla vivisezione. In questo come molti altri casi le <em>lobbies</em> sono risultate determinanti. <strong>Ma non è certo venuta meno la necessità di porre fine a certe pratiche crudeli</strong>.</p><p>Occorre perciò augurarsi che i giovani che hanno liberato i cuccioli siano assolti per aver agito in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_di_necessit%C3%A0" target="_blank">stato di necessità</a>, concetto che l’art. 54 del nostro codice penale definisce nei termini seguenti: &#8220;<em>Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo</em>&#8220;. Occorrerebbe certo un&#8217;interpretazione estensiva del termine &#8220;persona&#8221;, operazione peraltro non vietata trattandosi di esimente penale. Certo si tratterebbe di sentenza di rilievo davvero storico&#8230;</p><p>Bisogna altresì operare <strong>affinché vengano chiusi i luoghi di tortura</strong> nei confronti degli animali, eliminando la vivisezione e gli altri maltrattamenti, a partire da quelli finalizzati a prodotti voluttuari (cosmetici, pellicce, ecc.).</p><p>Un&#8217;altra cosa da fare è poi senz&#8217;altro il<a href="http://www.gattolandia.com/portale/forum/index.php?s=16c95cbb71dd54e5dbf7ae9b2a4abe88&amp;showtopic=11867" target="_blank"> boicottaggio delle aziende alimentari, farmaceutiche, chimiche ecc. che si avvalgono della vivisezione</a>.</p><p>In conclusione, è possibile oggi immaginare un modello di sviluppo che, oltre che dallo sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo, possa e debba prescindere da violenze e torture nei confronti degli animali, a partire da quelli, come i cani, con i quali condividiamo oramai da vari millenni un percorso comune. Una sfida di civiltà da affrontare e vincere, in nome della <strong>superiore umanità</strong> che deriva dalla considerazione dei legami fra esseri umani ed altre specie animali.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/vero-crimine-vivisezione/214388/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ma con la mafia non si scherza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/mafia-scherza/214003/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/mafia-scherza/214003/#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 May 2012 15:50:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Cosentino]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Impastato]]></category> <category><![CDATA[Leoluca orlando]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[Piersanti Mattarella]]></category> <category><![CDATA[pio la torre]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=214003</guid> <description><![CDATA[Mi dispiace Beppe, ma stavolta non ci siamo&#8230;La tua affermazione secondo il quale la mafia è meglio dei partiti è gravemente sbagliata per almeno tre motivi. Primo, perché costituisce un insulto alle vittime della mafia alludendo, sia pure con l&#8217;intenzione sarcastica che ti è usuale,  a una sua presunta maggiore bonarietà o minore nocività rispetto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span>Mi dispiace Beppe, ma stavolta non ci siamo&#8230;La tua affermazione secondo il quale <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/beppe-grillo-politica-strangola-mafia-parla-come-mafioso-senza-essere-originale/213609/" target="_blank">la mafia è meglio dei partiti</a> è gravemente sbagliata per <strong>almeno tre motivi</strong>.</span></p><p><span>Primo, perché costituisce un insulto alle vittime della mafia alludendo, sia pure con l&#8217;intenzione sarcastica che ti è usuale,  a una sua presunta maggiore bonarietà o minore nocività rispetto ad altri fenomeni. La mafia ha ucciso politici, magistrati, membri delle forze dell&#8217;ordine, imprenditori, sindacalisti, giornalisti, semplici cittadini. Ed ha ucciso perché<strong> l&#8217;assassinio fa parte del suo modo di agire.</strong></span></p><p><span>Secondo, perché oscura la circostanza che, in molte circostanze, <strong>mafia e settori dei partiti sono stati una cosa sola</strong>, nel senso che, come oramai acclarato sia dall&#8217;analisi degli storici che da numerosi accertamenti operati in sede giudiziale la mafia si è sempre giovata e continua a giovarsi di precise complicità politiche.</span></p><p><span>Terzo, perché la mafia, come pure gli analoghi fenomeni esistenti in altre regioni, è forte finanziariamente e <strong>può giocare un ruolo di importanza e pericolosità crescente nell&#8217;attuale contesto</strong>, grazie anche a politiche sbagliate e complici condotte dal governo Berlusconi e non corrette finora in modo adeguato da quello Monti.</span></p><p><span>Le recenti &#8220;rivelazioni&#8221; sul fatto che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/marcello-dellutri-mediatore-berlusconi-mafia/206848/" target="_blank">Berlusconi pagava i mafiosi</a> &#8220;per stare tranquillo&#8221; confermano quanto già sapevamo da tempo e cioè che esistono precise complicità di settori politici e imprenditoriali con la mafia. </span></p><p><span>La stessa esistenza del governo Monti e la sua timidezza nei confronti del &#8220;lascito&#8221; del precedente governo, per non parlare degli scandalosi voti con i quali questo Parlamento delegittimato ha salvato dal carcere  <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2009/12/10/paolo-borsellino/12547/" target="_blank">Cosentino</a>, dimostra che non si potrà eliminare la mafia fino a che si continueranno a fare accordi e compromessi con chi a sua volta da sempre fa accordi e compromessi con la mafia.</span></p><p><span>Anche da questo punto di vista le tue esternazioni sono gravemente sbagliate e controproducenti. E non mi pare possano essere minimizzate.</span></p><p><span>Oltretutto esse evidenziano, caro Beppe, tutti i limiti delle tue analisi. Se a volte hai colto il bandolo della matassa denunciando determinati aspetti del sistema ti sfugge tuttavia che</span></p><p><span>1. esistono ragioni profonde di classe dei fenomeni. Anche la mafia in fondo è un <strong>fenomeno di classe</strong>, che non a caso fece il suo esordio con il massacro dei contadini in lotta il primo maggio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Portella_della_Ginestra">Portella della Ginestra</a>, esattamente sessantacinque anni fa.</span></p><p><span>2.<strong>non tutti i partiti e i politici sono uguali</strong>. Alcuni infatti, come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pio_La_Torre">Pio La Torre</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piersanti_Mattarella" target="_blank">Piersanti Mattarella</a> e <a href="http://www.peppinoimpastato.com/" target="_blank">Peppino Impastato,</a> sono stati assassinati dalla mafia perché si opponevano ad essa in nome dei diritti dei cittadini e della democrazia.</span></p><p>3. riappropriarsi dei beni della mafia e sconfiggerla rappresenta oggi un&#8217;importante opportunità per il superamento dell&#8217;attuale crisi e il consolidamento della democrazia. A tale scopo vanno appoggiate <a href="http://www.italiadeivalori.it/orlandosindaco/2012/04/appoggio-la-proposta-sui-beni-confiscati-alla-mafia/" target="_blank">proposte come quella su cui si è trovato ultimamente d&#8217;accordo Leoluca Orlando</a>, unica candidatura seria a sindaco di Palermo, di ottimizzare la gestione dei beni sottratti alla mafia. Ma va intensificata anche la lotta <strong>contro la crescente presenza della mafia e di organizzazioni analoghe nell&#8217;economia</strong>, travolgendo ogni complicità con il fenomeno mafioso esistente a livello politico. A tal fine va rilanciato il protagonismo delle popolazioni del Mezzogiorno, vittime sia della mafia che delle attuali oligarchie partitocratiche.</p><p>Da un <em>leader</em> alternativo si aspetterebbero proposte del genere, caro Beppe e non battute paradossali sulla mafia.<span> Ma tu probabilmente devi ancora decidere se vuoi diventare effettivamente tale o restare un comico. <strong>Basta che ti decidi e che ce lo fai sapere&#8230;</strong></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/mafia-scherza/214003/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Scatenare i giovani!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/scatenare-giovani/213570/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/scatenare-giovani/213570/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Apr 2012 14:30:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[alba]]></category> <category><![CDATA[Angela Merkel]]></category> <category><![CDATA[disoccupazione giovanile]]></category> <category><![CDATA[Franklin Delano Roosevelt]]></category> <category><![CDATA[john maynard keynes]]></category> <category><![CDATA[Luciano Gallino]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[New deal]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=213570</guid> <description><![CDATA[Ci sono ogni giorno episodi che confermano la natura fortemente di classe del governo Monti, espressione piena delle classi dominanti del nostro Paese. Uno di questi, denunciato oggi dal Fatto, è il rifiuto di stipulare un accordo con la Svizzera che permetterebbe di mettere le mani su 150 miliardi di euro di evasione fiscale. Ma...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono ogni giorno episodi che confermano l<strong>a <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/03/professor-monti-lotta-classe/174970/" target="_blank">natura fortemente di classe del governo Monti</a></strong>, espressione piena delle classi dominanti del nostro Paese. Uno di questi, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/nelle-banche-svizzere-cinquanta-miliardi-monti-vuole/213260/" target="_blank">denunciato oggi dal Fatto</a>, è il rifiuto di stipulare un accordo con la Svizzera che permetterebbe di mettere le mani su 150 miliardi di euro di evasione fiscale. Ma questo governo non vuole. Perché? Per rispondere a questa domanda bisognerebbe sapere esattamente i nomi e cognomi di tali evasori. E probabilmente ci sarebbero delle sorprese. Ma neanche tante, perchè è evidente che sarebbero tutti esponenti di quella borghesia italiana nella sua grande maggioranza infedele e, come dicono in America Latina, <em>vendepatria</em>, di cui questo governo è il portabandiera ufficiale.</p><p>Nel frattempo la crisi continua, la gente continua a suicidarsi, piccoli imprenditori, pensionati e lavoratori che non ce la fanno più. <strong>E un&#8217;intera generazione <a href="http://www.fanpage.it/la-disoccupazione-giovanile-in-italia-continua-a-crescere/" target="_blank">non farà, nella sua gran parte, l&#8217;esperienza del lavoro</a></strong>, se non in forme precarie, servili e dequalificate.</p><p>Questa è probabilmente la cosa peggiore. Infatti la Repubblica <strong>fondata sul lavoro</strong>, senza lavoro è destinata a morire. Cosa che già sta avvenendo, esecutore testamentario il lugubre Monti con l&#8217;appoggio della peggiore classe politica che abbia avuto l&#8217;Italia nel corso della sua storia, fatta eccezione forse solo per la Repubblica di Salò.</p><p>Eppure, nonostante le litanie dei finti penitenti che ci continuano a ripetere che non ci sono più soldi,  le risorse ci sono. I capitali illecitamente parcheggiati in Svizzera che Monti non vuole riprendersi sono solo una delle molte possibilità. Ci sono poi i capitali inutilizzati della Cassa Depositi e Prestiti, i proventi di imposte patrimoniali e sui redditi più alti che vanno assolutamente istituite al più presto, i fondi europei che perfino il mefitico duo Monti-Merkel si starebbe finalmente decidono a sbloccare, ecc.</p><p>Né ovviamente  mancano<strong> le occasioni di lavoro</strong>. Proviamo ad elencarne qualcuna, sulla scorta delle<a href="http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/7233/" target="_blank"> proposte formulate domenica a Firenze da  Luciano Gallino</a>, all&#8217;assemblea fondatrice del soggetto politico nuovo che è stato denominato <a href="http://www.soggettopoliticonuovo.it/">ALBA</a> (Alleanza lavoro beni comuni e ambiente &#8211; una sigla che di buon auspicio anche perché riprende quello dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alleanza_Bolivariana_per_le_Americhe" target="_blank">Alleanza bolivariana per l&#8217;America Latina</a> formata da Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador ed altri Stati):</p><p>1. Anagrafe dei patrimoni esistenti.</p><p>2. Messa in sicurezza delle scuole.</p><p>3. Messa in sicurezza degli ospedali.</p><p>4. Messa in sicurezza del territorio.</p><p>5. Valorizzazione e utilizzo del patrimonio edilizio sfitto.</p><p>6. Valorizzazione del patrimonio culturale.</p><p>7. Istituzione di strutture locali responsabili per la sicurezza dei più deboli e la solidarietà nei loro confronti.</p><p>Sono solo alcune delle proposte che sarebbe possibile fare per dare lavoro ai giovani e al tempo stesso salvare il nostro Paese dalla catastrofe nella quale prima Berlusconi e poi Monti lo stanno facendo rovinare. Ma ci vuole uno sforzo di mobilitazione senza precedenti e sopratutto la consapevolezza che non tutti saranno d&#8217;accordo. Ci sarà infatti sempre una parte, numericamente irrilevante ma politicamente, economicamente e socialmente potente che si opporrà fino alla morte alla trasformazione dell&#8217;Italia in un Paese equo, sostenibile e solidale. Ecco, questi li manderemmo volentieri a svernare alle Antille o da qualche altra parte. E potrebbe essere l&#8217;ottava iniziativa. <strong>Quella decisiva</strong>.</p><p>Se è vero che per rispondere alla crisi Keynes propose di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_generale_dell%27occupazione,_dell%27interesse_e_della_moneta" target="_blank">far scavare e riempire buche</a>, e fu il <em>New Deal</em> di Franklin Delano Roosevelt,  in Italia ci troviamo di fronte alla possibilità di rilanciare l&#8217;economia alimentando la domanda e migliorando nettamente la situazione per noi e per le generazioni future. Solo il miope egoismo di una borghesia gretta e ignorante e dei suoi sciocchissimi e ignorantissimi servi politicanti ci impedisce di raggiungere quest&#8217;obiettivo. <strong>Togliamoli di mezzo!</strong> Vogliamo almeno <strong>un milione di posti di lavoro pubblici</strong> per salvare davvero il nostro Paese. L&#8217;Italia si sottragga alla schiavitù della finanza indicando all&#8217;Europa e al mondo intero la strada da seguire!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/30/scatenare-giovani/213570/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Europa, verso il punto di rottura</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/europa-verso-punto-rottura/202113/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/europa-verso-punto-rottura/202113/#comments</comments> <pubDate>Sat, 28 Apr 2012 11:04:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Federazione della sinistra]]></category> <category><![CDATA[Fondo monetario internazionale]]></category> <category><![CDATA[francois hollande]]></category> <category><![CDATA[govern Monti]]></category> <category><![CDATA[Naomi Klein]]></category> <category><![CDATA[Nikos Polibos]]></category> <category><![CDATA[Pierluigi Bersani]]></category> <category><![CDATA[piscicelli]]></category> <category><![CDATA[Processo di Norimberga]]></category> <category><![CDATA[Sabbas Metoikidis]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202113</guid> <description><![CDATA[Che succede quando un governo condanna a morte la società? La Grecia costituisce da questo punto di vista un laboratorio e un terreno di sperimentazione. Due suicidi nei giorni scorsi: Nikos Polibos, 38 anni,che si era stancato di aspettare il posto universitario che aveva vinto due anni fa, e Sabbas Metoikidis, 45anni, maestro e militante...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che succede quando un governo condanna<strong> a morte la società</strong>? La Grecia costituisce da questo punto di vista un laboratorio e un terreno di sperimentazione. Due suicidi nei giorni scorsi: Nikos Polibos, 38 anni,che si era stancato di aspettare il posto universitario che aveva vinto due anni fa, e Sabbas Metoikidis, 45anni, maestro e militante sindacale.</p><p>La responsabilità di queste ed altre morti, come dello stato di recessione che colpisce la crisi e il resto d&#8217;Europa, è della <em>troika</em> Unione europea &#8211; Banca centrale europea &#8211; Fondo monetario internazionale. Quest&#8217;ultimo è da anni colpevole di milioni e milioni di morti evitabili e prima poi sarà realizzata <strong>una nuova Norimberga</strong> per giudicare e punire i suoi capi.</p><p>La <em>troika</em> sperimenta<em> in corpore vili</em> le sue dissennate politiche di morte economica e sociale. Come insegna<a href="http://www.ibs.it/code/9788817017183/klein-naomi/shock-economy-ascesa.html" target="_blank"> Naomi Klein</a>,siamo nell&#8217;era del<strong> capitalismo dei disastri</strong>: &#8220;raid orchestrati contro la sfera pubblica in seguito a eventi catastrofici, legati a una visione dei disastri come splendide opportunità di mercato&#8221;.  A volte c&#8217;è il cataclisma, come per l&#8217;inondazione a New Orleans o il terremoto in Abruzzo e più di un infame<a href="http://www.youtube.com/watch?v=V9pzr0jE7Jw" target="_blank"> ride nel suo letto</a> mentre altri piangono i figli morti. A volte il cataclisma viene fabbricato ad arte, come in Europa dove i &#8220;mercati&#8221; approfittano della crisi per realizzare speculazioni e superprofitti finanziari sulla pelle dei cittadini. La catastrofe è anche un&#8217;occasione d&#8217;oro per fare <em>tabula rasa</em> e cambiare le abitudini della gente. Siamo tutti le cavie di questi dottori Mengele del terzo millennio.</p><p>La Grecia viene trattata duramente anche per dare un esempio. La logica è in fondo la stessa delle Fosse ardeatine. Spezzare<strong> le reni </strong>alla Grecia è oggi un imperativo per le classi dominanti europee. Altrimenti non potrebbero ripetere fino alla nausea che potremmo fare la stessa fine, evocando lo spauracchio verso il quale ci stanno portando con le loro politiche dissennate.</p><p>Come ai tempi del secondo conflitto mondiale, il potere della Germania si giova delle complicità di un alleato italiano. E infatti Monti si affretta a deprecare la possibilità dell&#8217;avvento di François Hollande e a scongiurare ogni attentato al <em>fiscal compact</em>. Che ne dice Bersani? Nulla come sempre&#8230;</p><p>Tre sono i <em>mantra</em> che questo governo continua a ripetere come un<strong> disco rotto</strong>, con la complicità dei partiti, non a caso oggi assolutamente impopolari: 1. fate come diciamo noi altrimenti farete la fine della Grecia; 2. ce lo chiede l&#8217;Europa; 3. abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi.</p><p>Quest&#8217;ultima, in particolare, è una balla colossale. Mentre continuano a sperperare denaro pubblico si permettono di fare la morale a un Paese dove dilaga la disoccupazione e ci sono i salari e le pensioni più bassi d&#8217;Europa. <strong>I soldi ci sono</strong>, basta andarli a prendere con una tassazione finalmente equa che colpisca redditi e patrimoni di chi è ricco sul serio, con l&#8217;emersione del sommerso malavitoso, con una vera lotta agli sprechi, con un&#8217;inchiesta a fondo sulle origini del debito pubblico e le sue dinamiche.</p><p>Ma non sarà una passeggiata. Abbiamo bisogno di un cambiamento di<strong> sistema</strong>. L&#8217;alternanza, specie se realizzata da partiti che sono in fondo la fotocopia l&#8217;uno dell&#8217;altro con qualche variante tutto sommato secondaria, come Pd, Pdl e Udc, è del tutto illusoria e non porterà alcun beneficio reale. Ci vuole l&#8217;alternativa, perché siamo oramai vicini al<strong> punto di rottura</strong>.</p><p>Intanto scendiamo<strong> in piazza</strong> con la Federazione della sinistra <a href="http://web.rifondazione.it/home/index.php/organizzazione-e-tesseramento/5968-manifestazione-sabato-12-maggio-a-roma-contro-il-governo-monti" target="_blank">il 12 maggio a Roma</a>. Affinché possa tornare a esprimersi <a href="http://www.sanbenedetto.org/index.php?Itemid=106&amp;id=20&amp;layout=blog&amp;option=com_content&amp;view=category&amp;limitstart=27" target="_blank">la collera dei poveri</a> contro un sistema iniquo e che non funziona più.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/europa-verso-punto-rottura/202113/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il cinema che resiste, l&#8217;Italia che resiste</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/cinema-resiste-litalia-resiste/206787/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/cinema-resiste-litalia-resiste/206787/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 07:05:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Alberto Antonio Dandolo]]></category> <category><![CDATA[alberto sordi]]></category> <category><![CDATA[Enzo de Camilllis]]></category> <category><![CDATA[federico fellini]]></category> <category><![CDATA[Gianluca Belei]]></category> <category><![CDATA[Luchino Visconti]]></category> <category><![CDATA[Marcello Mastroianni]]></category> <category><![CDATA[Nino Manfredi]]></category> <category><![CDATA[sabina guzzanti]]></category> <category><![CDATA[ugo Tognazzi]]></category> <category><![CDATA[Vittorio Gassman]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206787</guid> <description><![CDATA[Per lunghi anni il cinema italiano è stato un punto di riferimento mondiale insuperabile. Ricordo lunghe conversazioni con delegati sindacali brasiliani fuori dell&#8217;hotel Guaporense, piccolo alberghetto di quarta categoria dove ero alloggiato in occasione del Foro sociale mondiale di Porto Alegre nel 2005 e la notte non riuscivo a dormire per il caldo soffocante e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per lunghi anni il cinema italiano è stato un punto di riferimento mondiale insuperabile. Ricordo <strong>lunghe conversazioni </strong>con delegati sindacali brasiliani fuori dell&#8217;hotel Guaporense, piccolo alberghetto di quarta categoria dove ero alloggiato in occasione del Foro sociale mondiale di Porto Alegre nel 2005 e la notte non riuscivo a dormire per il caldo soffocante e il continuo e fragoroso ronfare degli attempati venezolani con i quali condividevo i letti a castello. O una volta alla stazione dei pullman di Valencia, la terza città del Venezuela, mentre facevamo uno spuntino e bevevamo una birra con un medico uruguyano che prestava servizio volontario nella <em>mision</em> sanitaria collocata nel quartiere più degradato e pericoloso della città dove eravamo andati a realilzzare un <em><a href="http://ladif.it/ladif/photographers/gianluca-belei/" target="_blank">reportage</a></em> con l&#8217;amico fotografo Gianluca Belei. O ancora, con una simpatica e briosa dottoressa cubana cui ero ricorso dopo che le pulci di mare mi avevano massacrato sulle belle spiagge di Maria La Gorda.</p><p>Si parlava di <strong>cinema italiano</strong>. Fellini, Visconti, Tognazzi, Mastroianni, Sordi, Manfredi, Gassman e tanti altri. <strong>Un patrimonio di cui andare orgogliosi</strong>. Ma che è rimasto di tutto questo? La tradizione certo e un enorme arsenale di professionalità, mortificato dalla crisi e dalle politiche di taglio della spesa pubblica, dalle delocalizzazioni e dalla subalternità culturale allo <em>show business</em> di matrice statunitense, ammannito in varia salsa dalle televisioni, berlusconiane e non. Un piano demoniaco per distruggere quanto di bello e positivo l&#8217;Italia ha dato al mondo negli ultimi sessant&#8217;anni.</p><p><strong>Ma c&#8217;è chi resiste</strong>. E qui voglio citare tre esempi.</p><p>Il primo è l’<strong>attività dell’associazione<a href="http://www.sascinema.com/" target="_blank"> S</a></strong><a href="http://www.sascinema.com/" target="_blank">.<strong>A.S. – Scuola delle Arti dello Spettacol</strong>o </a> attiva nel campo della formazione grazie all’operato del regista-scenografo Enzo De Camillis e dei suoi collaboratori. Tale associazione  ha organizzato sabato scorso alla Casa del Cinema di Roma con la seconda edizione de &#8220;La Pellicola D&#8217;oro&#8221;  <a href="http://www.unmondoditaliani.com/si-e-svolta-a-roma-la-seconda-edizione-del-premio-la-pellicola-doro.htm" target="_blank">la premiazione dei lavoratori e delle lavoratrici </a>che, a vario titolo, hanno contribuito in quest’ultimo anno alla continuazione della tradizione gloriosa cui ho fatto riferimento. Mi ha colpito l’affermazione, fatta da qualcuno di essi, dell’importanza del lavoro<strong> collettivo e corale</strong> che sta dietro i grandi film. Si ricordano, e giustamente, i grandi nomi dei registi e degli attori ma non si parla di tanti altri, dai costumisti agli scenografi agli autori degli effetti speciali, che egualmente hanno contribuito e continuano a contribuire a piccoli e grandi capolavori.</p><p>Il secondo esempio è quello del <a href="http://www.nuovocinemapalazzo.it/"><strong>cinema Palazzo</strong></a>, occupato ormai da un anno (dieci giorni fa si è celebrato appunto il primo anniversario) e sottratto alla speculazione di chi voleva trasformarlo in una sala da bingo. Un movimento che ha visto la partecipazione di semplici cittadini ma anche di persone impegnate nello spettacolo come Sabina Guzzanti, un’altra comica che non si accontenta di far ridere ma vuole anche far pensare e contribuire al cambiamento concreto delle cose.</p><p>Il terzo esempio è quello del <a href="http://www.thecubanwives.com/" target="_blank"><strong>docufilm &#8220;The Cuban Wives&#8221;</strong></a>, dedicato alle spose e alle madri dei<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/09/lo-strano-caso-dei-cinque-cubani/96248/" target="_blank"> cinque agenti cubani </a>ingiustamente detenuti da oramai quasi quattordici anni negli Stati Uniti per essersi opposti al terrorismo contro il loro Paese. Un film del giovane regista Alberto Antonio Dandolo, che mostra come il cinema possa svolgere un&#8217;importante opera di sensibilizzazione, unendo informazione e sentimenti.</p><p>Contrariamente a quanto una volta disse il non sempre lucido Tremonti, non è vero che con la <strong>cultura</strong> non si fa crescere l&#8217;economia. Si tratta anzi di un settore fondamentale per il nostro Paese, che ospita com’è noto gran parte del patrimonio culturale mondiale ed è all’avanguardia anche in settori di più recente sviluppo come per l&#8217;appunto il cinema e lo spettacolo in genere, ma anche molti altri.</p><p>Solo la disattenzione, scarsa sensibilità e, in ultima analisi, <strong>profonda incultura</strong> dei governi, dal grottesco Burlesconi al triste Monti, ma bisognerebbe parlare anche delle numerose occasioni perdute da Rutelli e simili, sta finora impedendo di cogliere tutte le potenzialità esistenti in questo ramo. Sarebbe ora di voltare pagina e fortunatamente le iniziative della base stanno indicando <strong>la direzione giusta</strong>.</p><p>Oggi è il 25 aprile. Ricordiamolo, attraverso il cinema, con tre belle sequenze: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=QC_qST0APuI" target="_blank">Achtung banditen</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=H-57_13ShkM" target="_blank">Le quattro giornate di Napoli</a>. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mViOpM8gEkc" target="_blank">C&#8217;eravamo tanto amati</a>. Molte altre ce ne sarebbero. Perché il cinema è anche <strong>memoria storica</strong> di una nazione, e probabilmente anche per questo certi governi lo trascurano&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/cinema-resiste-litalia-resiste/206787/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Europa: o destra  o sinistra!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/europa-destra-sinistra/206349/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/europa-destra-sinistra/206349/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:19:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[antonio di pietro]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[elezioni francesi]]></category> <category><![CDATA[francois hollande]]></category> <category><![CDATA[Gennaro Carotenuto]]></category> <category><![CDATA[Gianni Ferrara]]></category> <category><![CDATA[Guido Carandini]]></category> <category><![CDATA[Jean-Luc Mélenchon]]></category> <category><![CDATA[Pierre Rosanvallon]]></category> <category><![CDATA[rivoluzione francese]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206349</guid> <description><![CDATA[L&#8217;Europa, si sa, è nata con un&#8217;operazione e un&#8217;ottica essenzialmente economica, ma che guardava più lontano. Infatti mettere in comune le risorse di carbone ed acciaio con la creazione della Ceca nel 1953, ha voluto anche significare mettersi alle spalle quasi un secolo di guerre fra Germania e Francia per il controllo di tali risorse....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Europa, si sa, è nata con <strong>un&#8217;operazione e </strong><strong>un&#8217;ottica essenzialmente economica</strong>, ma che guardava più lontano. Infatti mettere in comune le risorse di carbone ed acciaio con la creazione della Ceca nel 1953, ha voluto anche significare mettersi alle spalle quasi un secolo di guerre fra Germania e Francia per il controllo di tali risorse.</p><p>Benefici ne abbiamo tratto tutti, per un periodo abbastanza lungo che però ha coinciso con i cosiddetti &#8220;trenta gloriosi&#8221;, dal 1945 al 1975. Poi il progetto europeo ha cominciato a <strong>battere</strong><strong> in testa</strong>, per la sua subalternità agli interessi e alle decisioni delle classi dominanti.</p><p>Una bella<strong> definizione </strong><strong>di capitalismo</strong><strong> </strong>l&#8217;ho letta recentemente su di un bel libro di Guido Carandini, <a href="http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788842098317" target="_blank"><em>Racconti della civiltà capitalista</em>,</a> Laterza, Bari,2012, a p. 24: “il fine sociale che caratterizza la produzione nella società capitalista non è direttamente il consumo, ma piuttosto il <em>guadagno sistematico e reiterato</em> ai fini dell’<em>accumulazione della ricchezza</em>. La soddisfazione dei bisogni viene in secondo ordine, cioè non è più il <em>fine</em> principale ma, eventualmente un <em>mezzo</em> per stimolare il processo dell’accumulazione e offrirgli sempre maggiori sbocchi” (corsivi originali).</p><p>L&#8217;avvento e la resistibile ascesa del capitale finanziario hanno ovviamente costituito un’accelerazione e un potenziamento dello <strong>snaturamento </strong><strong>economico e sociale</strong> indotto dal capitalismo, venendo fra l&#8217;altro a cozzare contro l&#8217;ordinamento giuridico internazionale esistente e i suoi principi fondamentali come ho scritto  nel saggio &#8220;Capitalismo finanziario e diritto internazionale: una partita aperta&#8221; pubblicato in<em> <a href="http://www.avvocati.it/9788854845732/diritto-contro-crisi-analisi-proposte-marcelli-fabio-tagliamonte-irene" target="_blank">Il diritto contro la crisi: analisi e proposte</a></em>, (Roma, Aracne,2012). E&#8217; infatti evidente la contraddizione tra un ordinamento che si propone il soddisfacimento dei diritti umani e un sistema economico e sociale che tale soddisfacimento ritiene solo alla stregua di possibile effetto collaterale del tutto eventuale.</p><p>L’Europa è in crisi proprio per effetto di tale ascesa. E’ anzi divenuta ostaggio del capitalismo finanziario cui ha saputo opporre ben deboli anticorpi, tramutandosi, ancora più degli Stati Uniti, nel <strong>laboratorio del neoliberismo più esasperatamente</strong><strong> monetarista.</strong></p><p>Contrariamente a quanto pensano gli stupidotti disinformati e un po’ razzisti sempre pronti a dare la colpa al popolo mediterraneo spendaccione, <strong>nessuno Stato europeo </strong><strong>è oggi esente dalla minaccia del potere finanziario</strong>. E la spada di Damocle dei &#8220;mercati&#8221; è sempre lì, a condizionare ogni possibile mutamento politico, come si vede oggi con la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/tensione-mercati-spread-sfonda-quota-punti/206537/" target="_blank">reazione alla vittoria di François Hollande al primo turno delle presidenziali francesi</a>.</p><p>Né lo è ovviamente l’Europa nel suo complesso, <strong>costruzione ancor</strong><strong>a fragile</strong> e in buona misura artificiosa. Come scrive Claudio de Fiores sul manifesto di domenica, “ciò che negli anni scorsi è stato definito ‘processo costituente europeo’ altro non è stato che un espediente retorico”.</p><p>Ecco perché oggi la salvezza dell’Europa è legata al recupero delle sue<strong> </strong><strong>radici culturali</strong><strong> comuni vere</strong>. Quelle storiche e  reali della Rivoluzione francese: libertà, fraternità ed uguaglianza, lette nella loro reciproca e stretta connessione.</p><p><strong>Uguaglianza</strong><strong> soprattutto</strong>. Ora che, per effetto dei processi di finanziarizzazione, si approfondiscono le disparità e le ingiustizie, bisogna riportare in auge questa idea che è la base di ogni vera democrazia, come hanno argomentato <a href="http://www.ciao.it/La_democrazia_alla_fine_del_secolo_Diritti_eguaglianza_nazione_Europa_Robert_A_Dahl_Gianni_Ferrara_Peter_Haberle__2057637" target="_blank">Gianni Ferrara</a> e <a href="http://bibliobs.nouvelobs.com/essais/20110902.OBS9677/pierre-rosanvallon-pour-une-societe-des-egaux.html" target="_blank">Pierre Rosanvallon</a>.</p><p>Come ci dimostrano le elezioni francesi, o trionfa questo ideale di uguaglianza oppure vincerà la destra peggiore. O si riprendono le redini del capitalismo finanziario selvaggio oppure la gente, terrorizzata e sfiduciata, sarà pronta ad avallare <strong>le peggiori</strong><strong> avventure</strong>. Ricordiamo che dalla crisi del 1929 nacquero il nazismo e la guerra.</p><p>A tale proposito, l&#8217;affermazione di Jean-Luc Mélenchon, che ha preso comunque quattro milioni di voti e l&#8217;11%, non è poi così male, anche perché dimostra <strong>la possibilità di un&#8217;inversione di</strong><strong> tendenza</strong> rispetto a quella alla polverizzazione che ha contrassegnato finora la sinistra. Condivido l&#8217;analisi svolta in merito da <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/" target="_blank">Gennaro Carotenuto</a>.</p><p>E in Italia? Speriamo che i leader della nostra sinistra e dello schieramento alternativo (includendo Grillo e  ovviamente Di Pietro), abbandonando personalismi, narcisismi e puzze sotto al naso,  si mettano finalmente a <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/elezioni-perdere/196422/http://" target="_blank"><strong>lavorare insieme per il bene comune</strong></a>. A partire da una bella imposta patrimoniale e dalla tassazione al cento per cento dei redditi superiori a una data cifra.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/europa-destra-sinistra/206349/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Giù le mani da Beppe Grillo!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/21/mani-beppe-grillo/205678/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/21/mani-beppe-grillo/205678/#comments</comments> <pubDate>Sat, 21 Apr 2012 15:00:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Altero Matteoli]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[Boeri]]></category> <category><![CDATA[don gallo]]></category> <category><![CDATA[giuliano ferrara]]></category> <category><![CDATA[Luttwak]]></category> <category><![CDATA[Marco Revelli]]></category> <category><![CDATA[niki vendola]]></category> <category><![CDATA[Paolo Berdini]]></category> <category><![CDATA[sallusti]]></category> <category><![CDATA[Ugo Mattei]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205678</guid> <description><![CDATA[Beppe Grillo l&#8217;ho criticato quando serviva, attirandomi addosso varie contumelie dei suoi incondizionati e a volte un po&#8217; primitivi seguaci. Ma quando lo vedo attaccato, con argomentazioni inammissibili, da vari membri della casta. E lo vedo difeso da una persona che stimo profondamente come Don Gallo, un prete degno che da giovane ha fatto il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Beppe Grillo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/beppe-grillo-cattivismo-razzista/186998/" target="_blank">l&#8217;ho criticato quando serviva</a>, attirandomi addosso varie contumelie dei suoi incondizionati e a volte un po&#8217; primitivi seguaci. Ma quando lo vedo attaccato, con argomentazioni inammissibili, da vari membri della casta. E lo vedo difeso da una persona che stimo profondamente come Don Gallo, un prete degno che da giovane ha fatto il partigiano e che vedrei volentieri sedere sul trono papale. Beh, allora, mi girano le scatole e dico: <strong>giù le mani da Beppe Grillo!</strong></p><p>Ma vediamole nel merito, queste accuse. Giuliano Ferrara, grande esempio di civismo e di coerenza politica, dice che Beppe Grillo è il <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/ferrara-beppe-grillo-male-assoluto/194965/" target="_blank">&#8220;male assoluto&#8221;</a>. Altero Matteoli, un altro campione di democrazia e serietà, lo definisce un guitto. Niki Vendola, <em>dulcis in fundo</em>, si dichiara preoccupato del populismo.</p><p>Anche l&#8217;altra sera a Italia 7 si sono dati raccolta un insieme di personaggi alquanto eterogenei fra loro ma tutti uniti contro Beppe. Dal tuttologo supergettonato Luttwak che ripeteva in continuazione l&#8217;esempio dell&#8217;Irlanda che tassa i lavoratori e fa ponti d&#8217;oro alle imprese, a zio Tibia Sallusti che diceva che tutto sommato è meglio che la gente vada in piazza a sentire Grillo che non &#8220;a tirare le bombe&#8221; come nel sessantotto, all&#8217;economista <em>neoliberal</em> Boeri, secondo il quale l&#8217;unica via d&#8217;uscita è il taglio della spesa pubblica e la ripresa delle esportazioni perché oramai il mercato interno italiano è morto (e grazie, finiamo di ucciderlo e infieriamo anche sul cadavere&#8230;).</p><p>Di fronte a tale accolita di geni viene davvero voglia di gridare: <strong>viva Beppe Grillo e viva la verità! </strong>Non credo che personalmente voterò per il Movimento 5 stelle alle prossime elezioni. Ma penso che questo Movimento, anche al di là della figura di Beppe Grillo, porti avanti dei contenuti positivi come ad esempio la non professionalità della politica. E mi auguro che una valanga di voti a questo Movimento, unitamente a un netto rafforzamento di chi, come l&#8217;<strong>Italia dei Valori</strong>, ha assunto posizioni avanzate su vari temi, dall&#8217;art. 18 al pareggio di bilancio al no al finanziamento pubblico dei partiti, e al successo di liste civiche espressione della volontà popolare, come quella che stiamo preparando a Roma attorno al bravo urbanista Paolo Berdini, consenta al nostro Paese di rottamare, ma sul serio, una classe di politici e di tecnici che davvero non conosce la vergogna.</p><p>E dato il livello grottesco che ha raggiunto la situazione italiana non c&#8217;è poi da stupirsi troppo se un comico sagace e geniale che sa mettere alla berlina come si deve la classe politica divenga fortemente popolare. Ma Grillo non si limita a questo, appoggiando lotte di portata fondamentale come quella contro il TAVo quella sul <a href="http://www.beppegrillo.it/" target="_blank">debito pubblico</a>.</p><p>Ma sia anche chiara un&#8217;altra cosa. <strong>La vera antipolitica</strong> è quella portata avanti dal diabolico terzetto Alfano-Bersani-Casini, i tre aspiranti rottamatori della democrazia italiana, che stanno portando il discredito verso le istituzioni a un punto di non ritorno. Per contrastare questa deriva occorre fare ogni sforzo affinché i cittadini italiani possano riprendere la parola. Per questo occorre tener presente due circostanze:</p><p>1. Non è vero che tutti i partiti sono uguali. In Italia c&#8217;è un&#8217;area che i sondaggi preelettorali stimano attorno al 27% (più un&#8217;altro 4% di grillini) che fa capo a forze di sinistra (IdV, SeL, FdS) che si oppongono al governo Monti e alle politiche che questo porta avanti.</p><p>2. Devono procedere la ricerca e l&#8217;iniziativa per forme di partecipazione politica permanente ed organizzata dei cittadini, al cui interno si collocano tentativi come quello del manifesto per un soggetto politico nuovo, promosso fra gli altri da Revelli e Mattei, che terrà il 28 aprile a Firenze il suo incontro nazionale.</p><p>Io penso che Beppe Grillo e il movimento Cinque stelle possano e debbano divenire parte integrante dello schieramento alternativo del quale il nostro Paese e il nostro popolo hanno oggi bisogno come dell’acqua da bere. Non mi spaventano certo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/16/populismo-sinistra/178039/" target="_blank">le accuse di populismo</a> che i cantori del capitalismo morente avanzano nei confronti di chiunque abbia idee realmente innovative. E di questo popolo, dobbiamo esserne coscienti, caro Beppe, fanno parte anche i sempre più numerosi nuovi Italiani che reclamano giustamente la cittadinanza e che costituiscono altrettanti ponti umani con un mondo sconfinato a sua volta in fermento e tumulto contro la barbarie del neoliberismo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/21/mani-beppe-grillo/205678/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bersani e il suicidio del pareggio di bilancio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/bersani-e-il-suicidio-del-pareggio-di-bilancio/203996/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/bersani-e-il-suicidio-del-pareggio-di-bilancio/203996/#comments</comments> <pubDate>Thu, 19 Apr 2012 16:21:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[corrado passera]]></category> <category><![CDATA[Gianni Ferrara]]></category> <category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[paul krugman]]></category> <category><![CDATA[Pierluigi Bersani]]></category> <category><![CDATA[Richard Koo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203996</guid> <description><![CDATA[I livelli di incostanza intellettuale e bieco trasformismo dimostrati dalla nostra pessima classe  politica sfiorano talvolta livelli da vera e propria patologia mentale. Come spiegare, altrimenti, il fatto che Pierluigi Bersani, il quale poco più di otto mesi fa dichiarava che introdurre il pareggio di bilancio in Costituzione sarebbe stato equivalente a castrarsi, privandosi di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I livelli di incostanza intellettuale e bieco trasformismo dimostrati dalla nostra pessima classe  politica sfiorano talvolta livelli da vera e propria patologia mentale. Come spiegare, altrimenti, il fatto che Pierluigi Bersani, il quale poco più di otto mesi fa dichiarava che introdurre il pareggio di bilancio in Costituzione sarebbe stato <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/no-al-pareggio-di-bilancio-in-costituzione/" target="_blank">equivalente a castrarsi</a>, privandosi di ogni strumento di politica economica, abbia invece deciso di votare tale norma?  E con lui, ahinoi, praticamente tutti i partiti  presenti in Parlamento <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/pareggio-bilancio-entra-costituzione-servira-referendum-confermativo/205094/" target="_blank"><strong>con l&#8217;unica eccezione, ancora una volta, dell&#8217;Italia dei Valori</strong>?</a> Ansia di autoevirazione per timore di provocare chissà quali disastri con un membro virile fuori controllo? Effetti assolutamente irresistibili dei <em>mantra</em> costantemente salmodiati con voce metallica e aspetto lugubre dal gran sacerdote del capitale finanziario Monti: <strong>&#8220;altrimenti faremo la fine della Grecia&#8221;</strong> e <strong>&#8220;ce lo chiede l&#8217;Europa&#8221;</strong>? Un caso di ipnosi collettiva? O, più semplicemente, inadeguatezza scientifica, intellettuale e morale di un gruppo di politicanti attenti solo alle fortune della casta e alle proprie possibilità di sopravvivenza finanziaria ed organizzativa?</p><p>Si sarebbe tentati di dare per buona quest&#8217;ultima risposta, vista anche la davvero <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/06/alla-camera-discute-pareggio-bilancio-nella-costituzione-presenti-assenti/195896/" target="_blank">scarsa partecipazione</a> al dibattito in materia. Inutile quindi, ripetere ad orecchie sorde od occluse da appositi otturatori acustici che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/14/cinque-nobel-pareggio-bilancio-camicia-forza-economica-sbagliato-metterlo-nella/197071/" target="_blank">cinque premi Nobel per l&#8217;economia</a> hanno dichiarato che l&#8217;introduzione di una simile norma in Costituzione è cosa assolutamente insensata, che di <a href="http://www.controlacrisi.org/notizia/Economia/2012/4/16/21712-paul-krugman-leuropa-si-sta-suicidando/" target="_blank">suicidio (termine oramai ricorrente e non solo metaforicamente purtroppo nelle cronache della crisi) dell&#8217;Europa</a> abbia parlato, a proposito di scelte di questo tipo,  il premio Nobel per l&#8217;economia Paul Krugman, che il prestigioso banchiere giapponese Richard Koo invochi sul supplemento economico di <em>Repubblica</em> di lunedì scorso  il <em>deficit spending</em> ricordando che &#8220;in Giappone il governo intervenne attraverso nuova spesa pubblica nel periodo post bolla per non fare crollare il Pil e non far salire la disoccupazione oltre il 5,5%&#8221;, che il candidato favorito alla presidenza della Repubblica francese <a href="http://www.wallstreetitalia.com/article/1363105/hollande-minaccia-la-germania-blocchero-il-fiscal-compact.aspx" target="_blank">François Hollande</a> abbia a sua volta dichiarato la sua contrarietà al <em>fiscal compact</em>.</p><p>Tutto inutile. Come <strong>un branco </strong><strong>di pecore impazzite</strong> i mediocri politicanti di questo disgraziato Paese si apprestano a buttarsi dalla rupe. Fin qui nulla di male. Il problema è che loro atterreranno sul morbido e stanno già predisponendo idonei paracadute sotto forma di una riforma fasulla del finanziamento pubblico dei partiti che non ne intacca privilegi e prebende. Tanto a governare oramai ci pensano i banchieri Passera e Monti con il loro codazzo di tecnici veri e presunti.</p><p><strong>Quello che deve preoccuparci è che chi si farà</strong><strong> del male </strong><strong>e già se lo sta facendo è il popolo italiano.</strong></p><p><strong>Le forme giuridiche </strong><strong>racchiudono contenuti politici e sociali precisi.</strong> Come non condividere a tale riguardo, il giudizio espresso dal grande costituzionalista Gianni Ferrara, il quale sul manifesto del 18 aprile ha affermato quanto segue:</p><p>&#8220;Con tale approvazione la nostra Costituzione non è più nostra. È stata trasformata in strumento giuridico funzionale ad un feticcio, quello neoliberista, che la tecnocrazia finanziaria europea interpreterà volta a volta dettando le misure che dispiegheranno la mistica del feticcio&#8221;.</p><p><strong>Che fare, di fronte a questo disastro? </strong>Dal punto di vista delle contromisure giuridiche è degna di nota la proposta che lo stesso Ferrara ha formulato di raccogliere le firme su di un progetto di revisione costituzionale il quale preveda che &#8220;nei bilanci di previsione dello stato, delle regioni, dei comuni, il cinquanta per cento della spesa risulti complessivamente <strong>destinato a garantire direttamente o anche indirettamente i diritti</strong>: alla salute, all&#8217;istruzione, alla formazione e all&#8217;elevazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, alla retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro, all&#8217;assistenza sociale, alla previdenza, all&#8217;esistenza dignitosa ai lavoratori e delle loro famiglie&#8221;.</p><p>Il cinquanta per cento è, sia detto per inciso, <strong>davvero il minimo.</strong> Oggi peraltro sono di molto inferiori le somme destinate a soddisfare tali esigenze, essenziali anche per dare basi solide allo Stato, all&#8217;economia  e alla collettività,  e ben maggiori quelle spese per armamenti, per interessi sul debito o per saziare in parte gli smodati appetiti delle varie caste.</p><p>Tutto questo ovviamente non ci sarà regalato da nessuno e tantomeno da questa politica fatta da persone che hanno perso ogni senso comune e ogni ragionevolezza. <strong>Il popolo italiano reclami con forza e determinazione  la realizzazione dei suoi diritti  o soccomberemo alla dittatura della finanza!</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/19/bersani-e-il-suicidio-del-pareggio-di-bilancio/203996/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il governo israeliano non vuole testimoni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/governo-israeliano-vuole-testimoni/204831/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/governo-israeliano-vuole-testimoni/204831/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 Apr 2012 15:52:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Angela Lano]]></category> <category><![CDATA[Bibi Netanyahu]]></category> <category><![CDATA[Charlotte Gaudreau]]></category> <category><![CDATA[Gideon Levy]]></category> <category><![CDATA[josé saramago]]></category> <category><![CDATA[Luca Bauccio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204831</guid> <description><![CDATA[Domenica mattina alcune persone sono state bloccate da Alitalia all&#8217;aeroporto di Fiumicino ed è stato impedito loro di volare a Tel Aviv, perché incluse in una lista nera approntata dal governo israeliano di Bibi Netanyahu con vari nomi di indesiderabili, in quanto ritenuti sospetti di solidarietà nei confronti del popolo palestinese. Grave crimine davvero. Ogni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Domenica mattina alcune persone sono state <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/tag/flytilla/" target="_blank">bloccate da Alitalia </a>all&#8217;aeroporto di Fiumicino ed è stato impedito loro di volare a Tel Aviv, perché incluse in <strong>una lista nera</strong> approntata dal governo israeliano di Bibi Netanyahu con vari nomi di indesiderabili, in quanto ritenuti sospetti di solidarietà nei confronti del popolo palestinese. <strong>Grave crimine davvero</strong>.</p><p>Ogni Stato ha diritto di escludere dall&#8217;accesso al proprio territorio gli stranieri indesiderabili. Ma il modo in cui esercita tale potere la dice lunga sulla sua natura. Temendo come la peste l&#8217;arrivo dei pacifisti, imprigionandoli, come la diciottenne canadese <a href="http://quebec.huffingtonpost.ca/2012/04/17/palestine-quebecoise-isral-charlotte-gaudreau-majeau_n_1433026.html" target="_blank">Charlotte Gaudreau</a>, e maltrattandoli, come <a href="http://video.repubblica.it/mondo/israele-soldato-colpisce-al-volto-attivista-ism/92820/91214" target="_blank">il giovane norvegese aggredito</a> a freddo da un ufficiale, Israele conferma <strong>la sua mutazione</strong> da Stato democratico a regime autoritario, tendenzialmente fascista e fortemente militarista.</p><p>Uno Stato che, come afferma i<a href="http://www.internazionale.it/opinioni/gideon-levy/2012/01/15/israele-minaccia-una-nuova-guerra/" target="_blank">l giornalista israeliano Gidéon Levy</a>, direttore di <em>Ha&#8217;aretz</em>, <strong>&#8220;sta mettendo a rischio la pace mondiale&#8221;</strong> (<em>Internazionale</em> del 13 aprile 2012). Né vale la trita accusa di antisemitismo contro chiunque osi criticare Israele. Come ricorda lo stesso Levy, citando Saramago: &#8220;vivere all&#8217;ombra della Shoah e aspettarsi di essere perdonati per tutto quello che si fa in nome delle proprie sofferenze mi sembra indecente. Ciò significa non aver imparato nulla dalle sofferenze dei propri genitori e nonni&#8221;.</p><p>L&#8217;avvocato Luca Bauccio nel suo recente libro <a href="http://www.primonondiffamare.it/author/studiobauccio" target="_blank">&#8220;Non diffamare&#8221;</a>, parla del caso della giornalista Angela Lano, che partecipò alla <em>Freedom Flotilla</em> destinata a portare soccorsi alla popolazione di Gaza, che è stata indebitamente trasformata in antisemita dalla stampa di destra. Oltretutto abusando di tale appellativo si finisce per togliere forza alla sacrosanta lotta contro i veri antisemiti.</p><p><strong>Nessuno Stato deve considerarsi al di sopra della legalità internazionale. </strong>La Corte internazionale di giustizia ha accertato, con il suo<a href="http://www.icj-cij.org/docket/index.php?pr=71&amp;code=mwp&amp;p1=3&amp;p2=4&amp;p3=6&amp;ca" target="_blank"> Parere del 9 luglio 2004</a>, che con la costruzione del muro in Palestina Israele ha violato in vario modo il diritto internazionale. Altri gravi crimini sono stati commessi in occasione dell&#8217;operazione &#8220;piombo fuso&#8221; contro la popolazione civile di Gaza anche se di recente la Corte penale internazionale ha rifiutato di occuparsene con un <a href="http://www.icc-cpi.int/NR/rdonlyres/C6162BBF-FEB9-4FAF-AFA9-836106D2694A/284387/SituationinPalestine030412ENG.pdf" target="_blank">ragionamento alquanto capzioso</a> basato sulla circostanza che la Palestina non sarebbe uno Stato.</p><p>Occorre sperare che il popolo palestinese sappia imboccare con decisione sempre maggiore le vie della<strong> protesta pacifica e di massa</strong> contro l’oppressione cui è soggetto ed estendere la solidarietà internazionale nei suoi confronti, per dare una soluzione positiva, basata sul dialogo, la convivenza e il riconoscimento reciproco, a parità di diritti, a tutte le persone che vivono sul territorio di Israele e Palestina.</p><p>Tutti devono capire che un regime, come quello israeliano, fondato sulla negazione dei diritti di buona parte della popolazione è destinato a fare la fine che fece quello dell’<strong><em>apartheid</em> in Sudafrica</strong>. La società civile deve dare vita a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OC6Z8BOkw78" target="_blank">forme di pressione</a> nei confronti del governo israeliano, stando ben attenta a non confondere quest&#8217;ultimo con il popolo, al cui interno esistono fortunatamente anche settori in disaccordo con le politiche oppressive nei confronti dei Palestinesi.</p><p>I veri amici del popolo israeliano sono coloro che non risparmiano <strong>le giuste critiche</strong> e denunciano la pericolosa direzione imboccata dal governo di Israele. Non già <a href="http://www.difesa.it/Ministro/Compiti_e_Attivita/Eventi11/2009-11/Pagine/Il_Ministro_La_Russa_in_visita_i_6450Israele.aspx" target="_blank">gli adulatori interessati</a> che sono oggi disposti a giustificare ogni cosa, i cui diretti progenitori, qualche decennio fa, applicarono entusiasticamente le leggi razziali del regime fascista e fornirono ogni appoggio agli assassini nazisti e alla loro opera genocida.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/governo-israeliano-vuole-testimoni/204831/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tonì, ma tu ti fidi della Fornero?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/toni-fidi-della-fornero/204459/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/toni-fidi-della-fornero/204459/#comments</comments> <pubDate>Mon, 16 Apr 2012 12:59:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Di Pietro]]></category> <category><![CDATA[esodati]]></category> <category><![CDATA[Fornero]]></category> <category><![CDATA[Larussa]]></category> <category><![CDATA[maurizio landini]]></category> <category><![CDATA[razzi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204459</guid> <description><![CDATA[Ho grande stima e simpatia per Antonio Di Pietro. Lo ritengo infatti un autentico figlio del popolo. Una persona schietta, onesta e generosa che, partendo da posizioni non certo di sinistra, ha maturato una grande consapevolezza della necessità per il nostro Paese di una radicale rigenerazione. Facendo scelte coerenti,come quella di stare al fianco di lavoratrici e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho grande stima e simpatia per Antonio Di Pietro. Lo ritengo infatti un autentico <strong>figlio del popolo</strong>. Una persona schietta, onesta e generosa che, partendo da posizioni non certo di sinistra, ha maturato una grande consapevolezza della necessità per il nostro Paese di <strong>una radicale rigenerazione</strong>. Facendo scelte coerenti,come quella di stare al fianco di lavoratrici e lavoratori in lotta per la difesa dell&#8217;art. 18 e dei loro posti di lavoro. O quella di promuovere il sacrosanto <em>referendum</em> per l&#8217;abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti, che, se andasse in porto, provocherebbe fenomeni positivi ed auspicabili come, stando ai diretti interessati,<a href="../2012/04/14/i-milioni-di-luglio-ci-servono-senn-i-partiti-chiudono/204361/" target="_blank"> l&#8217;estinzione del PD</a> e di altri finti partiti.</p><p>Però a volte anche le qualità, se portate all’eccesso, rischiano di trasformarsi in difetti. Mi riferisco, caro Tonino, al tuo eccesso di fiducia nel genere umano.Va bene essere generosi e a tutti noi può capitare, ad esempio di prestare soldi a qualche amico che poi non li restituisce. Ma avere fiducia in due individui  come Scilipoti e Razzi, per non parlare di <a href="../2012/04/16/valter-lavitola-torna-italia-subito-arrestato-sara-trasferito-poggioreale/204695/" target="_blank">De Gregorio</a>, al punto di farli eleggere in Parlamento è troppo. So che sei d&#8217;accordo perché una volta in televisione ti sei preso simpaticamente a schiaffi al riguardo.</p><p>Vabbé, Tonì, acqua passata. Accetto la tua doverosa autocritica. Ma adesso, <a href="../2012/04/13/idv-lega-nord-rinunciano-rimborsi-2008-pietro-faro-assegno-alla-fornero/204320/" target="_blank">dare alla Fornero</a> i soldi residui del finanziamento dei partiti? Come la mettiamo Tonì? <strong>Ci vogliamo fidare della piagnona?</strong> E chi ci garantisce che non vadano a finire in qualche <em>Rotary Club</em> o in qualche fondo di salvataggio per banchieri? O in qualche buco nero della finanza pubblica? Siamo poi sicuri che le alte burocrazie del Ministero del lavoro siano così degne di fiducia? E i dirigenti dell&#8217;INPS? Non è che ne approfitteranno per accreditarsi <a href="../2009/07/21/inps-e-inail-leggine-ad-person/11881/" target="_blank">qualche altra gratifica</a>? Ma, se, fra tutti quanti, ancora non sono riusciti a stabilire neanche quanti effettivamente siano gli &#8220;esodati&#8221;? Ricordiamoci che sono stati proprio questi &#8220;tecnici&#8221; scarsi di cuore e di cervello a creare il problema!</p><p>No Tonì. In nome dei nostri antenati contadini e della loro infinita saggezza, ricordiamoci che &#8220;fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio&#8221;. E se proprio dobbiamo fidarci di qualcuno fidiamoci della FIOM di Maurizio Landini e di strutture analoghe. Mettiamo su un bel fondo trasparente ed efficiente. <strong>Magari autogestito</strong>. Il che ovviamente non ci esime dal chiedere ai funzionari pubblici di fare il loro dovere nel miglior modo possibile. E ai &#8220;tecnici&#8221; un po&#8217; arrafazzonati che li guidano di sforzarsi di essere effettivamente tali, in attesa di togliere presto il disturbo, prima di fare ulteriori danni al nostro Paese.</p><p>Ad ogni modo in fondo sono dettagli.  <strong>Hai indicato la giusta direzione</strong>. Dare i soldi a chi ne ha effettivamente bisogno perché frodato da un governo di cinici  incompetenti. Lavoriamo insieme per un <strong><a href="../2011/10/19/per-un-reddito-minimo-garantito/164648/" target="_blank">reddito di cittadinanza</a></strong> alimentato dai soldi sottratti alla casta e ai profittatori di ogni genere, nonché da una consistente imposta patrimoniale che restringa il baratro fra pochi ricchi e molti poveri che si sta aprendo nel nostro Paese!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/toni-fidi-della-fornero/204459/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A Genova si mettono all&#8217;asta i malati psichici&#8230;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/genova-mettono-allasta-malati-psichici/204236/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/genova-mettono-allasta-malati-psichici/204236/#comments</comments> <pubDate>Sat, 14 Apr 2012 08:02:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Basaglia]]></category> <category><![CDATA[Emilio Robotti]]></category> <category><![CDATA[Fornero]]></category> <category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category> <category><![CDATA[Kafka]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[passera]]></category> <category><![CDATA[pirandello]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204236</guid> <description><![CDATA[La liquidazione di beni e servizi pubblici che, sotto l&#8217;egida della troika europea e con l&#8217;appoggio degli ex-partiti, il Governo Monti sta portando avanti con solerzia e caparbietà, produce a volte effetti paradossali, degni di un racconto di Kafka o di una commedia di Pirandello. Se ne potrebbero raccontare tante e l&#8217;elenco si allunga purtroppo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>liquidazione di beni e servizi pubblici</strong> che, sotto l&#8217;egida della<em> troika</em> europea e con l&#8217;appoggio degli <strong>ex-partiti, </strong>il Governo Monti sta portando avanti con solerzia e caparbietà, produce a volte effetti paradossali, degni di un racconto di Kafka o di una commedia di Pirandello.</p><p>Se ne potrebbero raccontare tante e l&#8217;elenco si allunga purtroppo ogni giorno. Qui alludo a una vicenda assurda e amara al tempo stesso, che mi è stata riferita da Emilio Robotti, uno dei pilastri dei giuristi democratici genovesi, avvocato e candidato alle prossime elezioni comunali. Emilio ha per l’appunto redatto e patrocinato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Liguria contro la scandalosa decisione assunta in materia. Si tratta della vicenda degli ospiti del manicomio di Quarto a Genova, struttura già venduta al miglior offerente. E i ricoverati? Vengono <a href="http://genova.repubblica.it/cronaca/2012/04/05/news/quarto_malati_psichiatrici_all_asta-32785100/" target="_blank">appaltati a lotti di venti</a>, quasi si trattasse a loro volta di merci o immobili. Solo che, in questo caso, vince la gara chi offre il prezzo più basso.</p><p>Il <strong>rispetto dei diritti della persona</strong> non è evidentemente una priorità nel capitalismo in fase morente &#8220;governato&#8221; da personaggi degni di Bram Stoker, l&#8217;autore di <a href="https://www.facebook.com/pages/Monti-come-Dracula/296739993679784" target="_blank">Dracula</a>.  La catena di comando parte dalla<em> troika</em> (Banca centrale europea, Commissione, Fondo monetario internazionale), passa per il governo &#8220;tecnico&#8221; di Monti, Passera e Fornero e approda ad amministrazioni locali incapaci di reagire e completamente sottomesse ai ricatti, che non solo tagliano del 5% i servizi offerti ai settori più deboli e disagiati della popolazione, ma indicono un&#8217;asta &#8220;al massimo ribasso&#8221; per l&#8217;assegnazione dei degenti. Il relativo bando va annullato per la sua chiara contrarietà ai diritti umani e al minimo etico esigibile anche in epoca di Monti e c.  Nessuno infatti garantisce che ai degenti sia erogata un&#8217;assistenza sanitaria che presenti l&#8217;indispensabile livello di qualità. Se il criterio è quello del massimo ribasso, possiamo infatti ben immaginare a che tipo di destino possano andare incontro gli assistiti.</p><p>Del resto di che stupirsi. Nella<em> troika</em> c&#8217;è pure quel Fondo monetario internazionale, composto da <a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/ar/2011/eng/pdf/webtable54.pdf" target="_blank">&#8220;tecnici&#8221; ultrastipendiati</a> che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/vita-media-2050-allunghera-anni-addio-welfare/203744/" target="_blank"><strong>si lamentano del fatto che cominciamo a vivere troppo a lungo</strong></a>. E se cominciassero loro a togliere il disturbo?</p><p>L&#8217;Italia, un tempo famosa per una riforma psichiatrica all&#8217;avanguardia come quella del grande <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Basaglia" target="_blank">Basaglia</a>, mette oggi all&#8217;asta le persone affette da disagio mentale. Colpa di un sistema disumano e di una classe politica mediocre che dovrebbe essere mandata non in manicomio, anche perché si tratta di persone mediamente furbette, ma sicuramente a zappare la terra, in caso con pesanti palle di piombo incatenate al piede per prevenire il pericolo di fuga. Questa, sia ben chiaro, <strong>non è antipolitica</strong>. E&#8217; il tentativo di salvare la politica annientando un ceto di parassiti e incapaci che da molti anni la sta screditando e affossando. Il peggiore servizio che si possa rendere oggi alla politica è infatti quello di identificarla con gli attuali partiti. Con l&#8217;eccezione, per quanto riguarda le forze rappresentate in Parlamento, dell&#8217;<strong>Italia dei Valori,</strong> che ha promosso il <em>referendum</em> per l&#8217;abolizione del finanziamento pubblico. Un passo indispensabile verso la moralizzazione della vita pubblica e la ripresa in Italia di una democrazia che possa essere definita tale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/genova-mettono-allasta-malati-psichici/204236/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Art. 18: vicende esemplari</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/vicende-esemplari/203474/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/vicende-esemplari/203474/#comments</comments> <pubDate>Thu, 12 Apr 2012 13:32:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Marcelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[art. 18]]></category> <category><![CDATA[art. 18 Statuto dei lavoratori; Berlusconi; Monti]]></category> <category><![CDATA[art. 21 della Costituzione]]></category> <category><![CDATA[art.21]]></category> <category><![CDATA[corruzione]]></category> <category><![CDATA[Dante De Angelis]]></category> <category><![CDATA[diritto di critica]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Molé]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[Panorama]]></category> <category><![CDATA[Paola Ciccioli]]></category> <category><![CDATA[Riccardo Antonini]]></category> <category><![CDATA[statuto dei lavoratori]]></category> <category><![CDATA[strage di Viareggio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203474</guid> <description><![CDATA[Ci sono vicende che più di ogni altra cosa illustrano in modo davvero chiaro quale sia la posta in gioco attorno all&#8217;art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Una di queste è senza dubbio quella di Paola Ciccioli, giornalista di Panorama, licenziata per aver esercitato il proprio legittimo diritto di critica nei confronti del direttore di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono vicende che più di ogni altra cosa illustrano in modo davvero chiaro quale sia la posta in gioco attorno all&#8217;<strong>art. 18</strong><strong> dello Statuto dei</strong><strong> lavoratori</strong>.</p><p>Una di queste è senza dubbio quella di Paola Ciccioli, giornalista di Panorama, licenziata per aver esercitato il proprio legittimo diritto di critica nei confronti del direttore di questa rivista. Messa da molto tempo ai margini della redazione nonostante le sue indubbie capacità professionali, questa giornalista è stata licenziata in tronco dopo vent&#8217;anni di servizio per criticato le scelte organizzative del  direttore della rivista, Giorgio Molé, affermando, in una <strong>comunicazione</strong> rivolta alle strutture sindacali interne all&#8217;azienda, che costui  &#8220;non conosce la vergogna&#8221;. La <a href="http://www.fnsi.it/Esterne/Fvedinews.asp?AKey=14325" target="_blank">Federazione  nazionale della stampa </a> ha giustamente condannato il licenziamento,  affermando trattarsi di <strong>iniziativa sconcertante</strong><strong>, </strong><strong>inaudita </strong><strong>e </strong><strong>paradossale</strong>.</p><p>Una vicenda che  illustra qual è la vera posta in gioco attorno all&#8217;art. 18 e alle garanzie contro i licenziamenti. Abolire ogni possibile libertà di opinione di lavoratrici e lavoratori trasformandoli in <strong>sudditi silenziosi</strong><strong> </strong><strong>ed</strong><strong> impauriti</strong>.</p><p>Il <strong>diritto </strong><strong>di critica</strong> deve spettare ad ogni lavoratore e lavoratrice. Infatti gli abiti di cittadino non si dismettono per indossare la casacca dello schiavo quando si mette il piede in azienda, quale che essa sia. E a maggior ragione valgono quando si esercita tale diritto a tutela della collettività, come nel caso del macchinista <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_16/macchinista_licenziato_083087e2-6b7c-11dd-872d-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Dante de Angelis</a> licenziato dalle Ferrovie dello Stato per avere attirato l’attenzione su talune circostanze suscettibili di mettere a repentaglio la pubblica incolumità, come la carenza di manutenzioni e l’usura di talune linee ferroviarie. E del suo collega <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/licenziato-giusta-causa-riccardo-antonini-preannuncia-battaglia/170132/" target="_blank">Riccardo Antonini</a>, vittima di analoga sorte per aver svolto opera di consulenza tecnica alle famiglie delle vittime della <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/16/strage-di-viareggio-indagato-mauro-moretti/82286/" target="_blank">strage di Viareggio</a>. Licenziamenti che paiono dare dignità di principio non scritto alla <strong>legge </strong><strong>dell’</strong><strong>omertà</strong>, nel Paese noto nel mondo per aver inventato la mafia.</p><p>Nel caso dei giornalisti, poi, tale diritto di critica è addirittura insito nella funzione stessa, dato che l&#8217;indipendenza e la libertà di parola degli stessi sono <em>immediatamente</em> necessari all&#8217;applicazione e al funzionamento di una norma fondamentale come<a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131290/131299/articolo.htm" target="_blank"><strong> l&#8217;art. 21 della Costituzione</strong></a>.</p><p>E&#8217; ad ogni modo oggetto di un interesse comune dei cittadini limitare l&#8217;arbitrio delle gerarchie per affermare, con la libertà di opinione e di critica e la garanzia del posto di lavoro, il diritto a una <strong>democrazia </strong><strong>partecipativa</strong> che non si ferma di fronte alle mura dell&#8217;azienda, quale che essa sia. Un&#8217;altra dimostrazione della stretta connessione esistente fra diritti civili e politici, da un lato, e diritti economici, sociali e culturali, dall&#8217;altro. Diritti rispetto ai quali il nostro Paese sta precipitando, come già per la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_percezione_della_corruzione" target="_blank">corruzione</a>, la <a href="http://www.disinformazione.it/libertadistampa.htm" target="_blank">qualità dell&#8217;informazione </a>e altri aspetti,<strong> </strong><strong>verso i</strong><strong> posti </strong><strong>più bassi delle classifiche mondiali</strong><strong>.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/vicende-esemplari/203474/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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