<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Frediano Manzi</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fmanzi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 14:37:16 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Quando lo Stato abbandona i suoi figli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/19/quando-lo-stato-abbandona-i-suoi-figli/87211/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/19/quando-lo-stato-abbandona-i-suoi-figli/87211/#comments</comments> <pubDate>Wed, 19 Jan 2011 15:46:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Giulio Cavalli]]></category> <category><![CDATA[Scorte]]></category> <category><![CDATA[Servizio di Protezione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=87211</guid> <description><![CDATA[La notizia della revoca della scorta al mio amico Giulio Cavalli, consigliere regionale lombardo e artista in prima linea nella lotta contro la mafia, mi è arrivata ieri sera come un pugno nello stomaco. All&#8217;improvviso. Proprio ieri quando Giulio era impegnato su un fronte importante, la mozione da lui presentata in regione, per chiedere la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La notizia della revoca della scorta al mio amico Giulio Cavalli, consigliere regionale lombardo e artista in prima linea nella lotta contro la mafia, mi è arrivata ieri sera come un pugno nello stomaco. All&#8217;improvviso. Proprio ieri quando Giulio era impegnato su un fronte importante, la mozione da lui presentata in regione, per chiedere la revoca della nomina di Pietrogino Pezzano, recentemente nominato dalla giunta Formigoni, a capo dell&#8217; ASL Milano 1. Ieri è stato convocato dal Prefetto di Lodi, che gli ha comunicato informalmente la decisione. <strong>Solo una coincidenza?</strong> Non so, ma il sospetto è forte.</p><p>Poche sere fa, a Paderno Dugnano, in una delle tantissime serate passate insieme a parlare di mafia ai cittadini lombardi, le parole che ha pronunciato Luigi De Magistris mi hanno emozionato: “<em>Quando lo Stato mette sotto scorta attori, consiglieri comunali, sindaci e presidenti di associazioni anti racket, vuol dire che in Italia il cancro della mafia è pesantemente insediato</em>”.</p><p>E poi ci sono le altre verità, quelle che fanno più male, quando lo Stato abbandona i suoi figli e li lascia soli. Io sono certo che il lavoro di Giulio, come il mio e quello di tanti altri valorosi combattenti dell&#8217;antimafia dei fatti non cambierà. Dobbiamo andare avanti lo stesso, con le nostre mille difficoltà, le nostre paure e le angosce, e tante rinunce che imponiamo per le nostre scelte ai nostri figli e alle nostre mogli. Ma quando lo Stato abbandona i suoi figli in questa terra di &#8216;ndrangheta che è la nostra Regione Lombardia, allora lo schiaffo che ci arriva fa male davvero.</p><p>La scellerata decisione di revocare la scorta a Giulio Cavalli <strong>è un insulto</strong>. E&#8217; un insulto a un uomo simbolo della lotta alla mafia, che parla di crimine organizzato alla gente, ridicolizzando i boss e i loro arcaici rituali. E&#8217; un insulto a tutta la società civile e alla parte sana del nostro paese, governato da &#8220;un uomo ridicolo&#8221;.</p><p>E allora dobbiamo resistere e andare avanti lo stesso.</p><p>Sto scrivendo queste poche righe con rabbia di chi ha provato sulla propria pelle quanto sia pericolosa l&#8217;assenza dello Stato. Più pericolosa delle intimidazioni che quotidianamente subiamo. Lo Stato si prende i meriti dei tanti latitanti arrestati, che in realtà sono frutto del lavoro dei valorosi uomini delle forze dell&#8217;ordine e della magistratura che pagano ogni giorno il prezzo di questa guerra con il sangue dei suoi morti lasciati nelle strade.</p><p>Ora capiamo perché questo Stato abbandona i suoi figli migliori, si indigna perché si parla della verità, <strong>quella verità scomoda che non deve essere raccontata</strong>, derisa e denunciata.</p><p>E allora io dico a questo Stato che noi continueremo tutti a combattere insieme a Giulio la mafia, gli uomini di mafia e i metodi mafiosi che sono abbondantemente rappresentati all&#8217;interno delle nostre istituzioni.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/19/quando-lo-stato-abbandona-i-suoi-figli/87211/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>41</slash:comments> </item> <item><title>Alloggi popolari, il racket è in famiglia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/12/aloggi-popolari-racket-in-famiglia/86067/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/12/aloggi-popolari-racket-in-famiglia/86067/#comments</comments> <pubDate>Wed, 12 Jan 2011 20:15:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Aler]]></category> <category><![CDATA[Alloggi Popolari]]></category> <category><![CDATA[Associazione Sos Racket e usura]]></category> <category><![CDATA[Comune]]></category> <category><![CDATA[Milano]]></category> <category><![CDATA[Racket]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=86067</guid> <description><![CDATA[Oggi a Milano è andata in scena la terza operazione di Polizia nata dalle denunce presentate dall&#8217;Associazione Sos racket e usura contro il fenomeno del racket degli alloggi. Sono finiti dietro le sbarre Antonio Paduano e Michele Tommasello che gestivano l&#8217;assegnazione delle case popolari nelle vie Cirié e Racconigi, nel quartiere Niguarda. A quanto risulta alla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Milano è andata in scena la terza operazione di Polizia nata dalle denunce presentate dall&#8217;Associazione Sos racket e usura contro il fenomeno del <strong>racket degli alloggi</strong>. Sono finiti dietro le sbarre Antonio Paduano e Michele Tommasello che gestivano l&#8217;assegnazione delle case popolari nelle vie Cirié e Racconigi, nel quartiere Niguarda. A quanto risulta alla nostra associazione i due personaggi gestivano in totale impunità, oltre <strong>70 appartamenti dell&#8217;Aler</strong>.</p><p>Gli arresti di stamattina sono l&#8217;ennesima dimostrazione della presenza di organizzazioni criminali che da decenni gestiscono in totale impunità interi quartieri di Milano. <em>&#8220;La causa del dilagare del fenomeno del racket degli alloggi è dovuto alla <strong>inerzia del Comune di Milano</strong>&#8220;</em>. Queste le parole pronunciate dal pubblico ministero Antonio Sangermano in occasione della requisitoria durante il processo contro Giovanna “Gabetti” Pesco e sua figlia Anna Cardinale (entrambe condannate), responsabili di aver gestito in via Padre Luigi Monti per oltre 20 anni le assegnazioni delle case popolari.</p><p>La stessa frase che ha ripetuto ieri durante le richieste di condanna nei confronti di 5 persone arrestate nel maggio del 2009 a Quarto Oggiaro per aver gestito lo stesso fenomeno nel quartiere. In quell&#8217;occasione fu arrestato anche Marco Veniani, ispettore della Gefi, la società che gestiva l&#8217;edilizia popolare per conto del comune di Milano. Secondo le denunce, Veniani aveva l&#8217;abitudine di richiedere <strong>prestazioni sessuali e denaro</strong> in cambio di un alloggio.</p><p>La cosa più inquietante dell&#8217;operazione di oggi è che a partire dal 2005 l&#8217;amministratore dei palazzi dove il gruppo criminale operava è <strong>Antonio De Luca</strong>, marito di Anna Bubbico, dell&#8217;ufficio di presidenza dell&#8217;Aler e responsabile della lotta all&#8217;abusivismo.</p><p>L&#8217; 8 Gennaio del 2010 in un articolo pubblicato sul sito dell&#8217;associazione, dal titolo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sos-racket-usura.org/index.asp?pagina=newsart&#038;idarticolo=407" target="_blank">Carriere e misteri dell&#8217;Aler</a></span>, chiedevamo a De Luca come mai non avesse mai dato seguito alle <strong>decine di segnalazioni </strong>che i suoi inquilini gli avevano fatto negli ultimi 5 anni. I condomini avevano fatto anche nomi e cognomi di chi gestiva da 15 anni gli ingressi nelle case popolari. Peccato che De Luca non abbia mai inoltrato niente all&#8217;Aler (quindi a sua moglie). Non ci fu mai data una risposta.</p><p>Alla luce di quanto successo oggi, chiediamo che l&#8217; Aler <strong>revochi </strong>per motivi di opportunità il mandato ad amministrare gli stabili di via Ciriè allo studio De Luca. Chiediamo anche che venga aperta una <strong>commissione di inchiesta comunale</strong> che verifichi le responsabilità politiche di chi ha permesso il dilagare di questo fenomeno. Nonostante l&#8217;enorme lavoro fatto dalla nostra associazione, con decine di presidi nelle vie dove ci veniva segnalata la presenza delle organizzazioni criminali e dove abbiamo distribuito migliaia di questionari, <strong>nessuna istituzione</strong> di questa città ha mai collaborato con noi. Né l&#8217;Aler, né il Comune e tantomeno l&#8217;assessorato alla Casa, hanno mai ritenuto opportuno incontrarci. Anzi in più occasioni hanno parlato di &#8220;fenomeno inesistente”. E nonostante l&#8217;amministrazione cittadina per oltre vent&#8217;anni abbia ignorato le nostre denunce, oggi si costituisce parte civile nei processi. <strong>Facendo cassa</strong>, in ogni procedimento penale aperto in seguito alle nostre denunce.</p><p>L&#8217;unica spiegazione che troviamo a questo atteggiamento è che questi quartieri abbandonati sono un enorme enorme <strong>serbatoio di voti </strong>per i vari potentati di Milano.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/12/aloggi-popolari-racket-in-famiglia/86067/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>14</slash:comments> </item> <item><title>Sindaci passate all&#8217;antimafia dei fatti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/08/cari-sindaci-passate-dall-antimafia-delle-parole-a-quella-dei-fatti/85399/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/08/cari-sindaci-passate-dall-antimafia-delle-parole-a-quella-dei-fatti/85399/#comments</comments> <pubDate>Sat, 08 Jan 2011 14:30:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Asl]]></category> <category><![CDATA[Bollate]]></category> <category><![CDATA[Desio]]></category> <category><![CDATA[Frediano Manzi]]></category> <category><![CDATA[Milano]]></category> <category><![CDATA[nava]]></category> <category><![CDATA[Pietrogino Pezzano]]></category> <category><![CDATA[Roberto Formigoni]]></category> <category><![CDATA[Sindaci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=85399</guid> <description><![CDATA[Io non ci sto, ha urlato Roberto Nava, il sindaco di Vanzago quando è stato chiamato a dare parere sulla nomina a direttore generale dell&#8217; ASL 1 Milano di Pietrogino Pezzano. Si è dimesso per protesta dal consiglio di rappresentanza della conferenza dei sindaci dei 73 comuni che fanno capo all&#8217; ASL Milano 1, chiamati...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Io non ci sto, ha urlato <strong>Roberto Nava</strong>, il sindaco di Vanzago quando è stato chiamato a dare parere sulla nomina a direttore generale dell&#8217; ASL 1 Milano di <strong>Pietrogino Pezzano</strong>. Si è dimesso per protesta dal consiglio di rappresentanza della conferenza dei sindaci dei 73 comuni che fanno capo all&#8217; ASL Milano 1, chiamati a dare parere su questa nomina. Pietrogino Pezzano 62 anni, nato a Palizzi in provincia di Reggio Calabria, era già direttore generale dell&#8217; ASL Monza e Brianza quando fu fotografato l&#8217; 11 luglio 2009 dai carabinieri di Desio in compagnia dei boss della &#8216;ndrangheta Saverio Moscato e Candeloro Polimeno. Si giustificò dicendo che &#8220;la moglie di Polimeno stava male ed io come medico sono andato a casa sua a visitarla facendo il mio dovere&#8221;.</p><p>Incredibile questa sua giustificazione. Provate a pensare che se mia moglie dovesse stare male, io invece di chiamare il mio medico chiamo l&#8217; assessore alla Sanità della Regione Lombardia. Inoltre il nome di Pezzano viene affiancato ad appalti sospetti per i lavori di condizionamento di alcuni edifici ASL. Appalti da lui concessi a uomini vicini alle cosche. Ecco perché Roberto Nava sindaco di Vanzago ha dato via alla protesta, alla quale si stanno unendo decine di Sindaci del centrosinistra, che reputano giustamente inopportuna la nomina del manager, avvenuta pochi mesi dopo la colossale operazione antimafia Infinito e Crimine, diretta dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Milano e Reggio Calabria e che ha portato all&#8217; arresto di oltre trecento persone tra cui Saverio Moscato e Candeloro Polimeno.</p><p>Che questa nomina stia creando un forte imbarazzo lo si capisce anche dalle parole di <strong>Davide Boni</strong>( Lega Nord), Presidente del Consiglio della Regione Lombardia, che ha dichiarato &#8220;scelta inoppurtuna, la nomina di Pietrogino Pezzano&#8221;. Le parole di Boni hanno creato una spaccatura all&#8217; interno della Lega Nord, in quanto l&#8217; assessore alla Sanità, il leghista <strong>Luciano Bresciani</strong>, non ha per niente condiviso le parole di Boni. E&#8217; arrivato anche l&#8217; altolà rivolto ai sindaci del PDL da parte di <strong>Mario Mantovani</strong>, sottosegretario alle Infrastrutture,  facendo chiaramente comprendere che la nomina di Pietrogino Pezzano non deve essere messa in discussione.</p><p>Intanto le associazioni antiracket stanno aderendo in massa alla consultazione popolare, promossa dalla nostra associazione, il 29 gennaio 2011, dove dinanzi a tutti i 73 Comuni di competenza dell&#8217; ASL 1 Milano, verranno allestiti dei banchetti e distribuito un questionario ai cittadini, ai quali verrà chiesto se sono d&#8217;accordo della sua nomina. Ecco perché mi rivolgo direttamente ai Sindaci del PDL, soprattutto a quelli che hanno dato vita all&#8217; indomani della maxi operazione contro la mafia, all&#8217; osservatorio sulla criminalità organizzata. In testa il sindaco di Bollate <strong>Stefania Lorusso</strong>, ed altri, hanno voluto dare un segnale forte che la politica locale sa reagire. Bollate dove l&#8217; infiltrazione della &#8216;ndrangheta è particolarmente attiva, dove gli uomini al servizio del boss latitante <strong>Vincenzo Mandalari</strong>, hanno ancora il controllo del movimento terra. Ecco perchè io chiedo a tutti voi per coerenza, per lealtà, visto che nella vostra campagna elettorale quando siete stati eletti, avete promesso ai vostri elettori, di combattere l&#8217; infiltrazione criminale. Adesso è arrivato il momento di passare dall&#8217; antimafia delle parole a quelle dei fatti, come ha fatto Roberto Nava, esprimendovi pubblicamente, come faranno martedì 11 gennaio a Vanzago i Sindaci del centro sinistra, se ritenete che a capo della più grande ASL italiana sia stato nominato un manager, amico dei boss. Ne dovrete dare conto ai vostri elettori.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/08/cari-sindaci-passate-dall-antimafia-delle-parole-a-quella-dei-fatti/85399/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>26</slash:comments> </item> <item><title>Lettera aperta al sindaco di Garbagnate</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/04/lettera-aperta-al-sindaco-di-garbagnate/84773/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/04/lettera-aperta-al-sindaco-di-garbagnate/84773/#comments</comments> <pubDate>Tue, 04 Jan 2011 16:51:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=84773</guid> <description><![CDATA[Il 24 maggio scorso ho scritto la prima lettera aperta al sindaco di Garbagnate Milanese, Leonardo Marone. Contestavo il fatto che non trovava tempo per ricevere un&#8217;associazione antiracket. Con lui avrei voluto discutere sulle strategie da intraprendere insieme per monitorare il fenomeno del racket e dell&#8217;usura su questo territorio, contando sulla sua sensibilità, sul desiderio...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 24 maggio scorso ho scritto la prima lettera aperta al sindaco di Garbagnate Milanese, <strong>Leonardo Marone</strong>. Contestavo il fatto che non trovava tempo per ricevere un&#8217;associazione antiracket. Con lui avrei voluto discutere sulle strategie da intraprendere insieme per monitorare il fenomeno del racket e dell&#8217;usura su questo territorio, contando sulla sua sensibilità, sul desiderio comune di contrastare la pesante infiltrazione da parte della criminalità organizzata in tutta la Lombardia ma soprattutto nell&#8217;hinterland milanese.</p><p>Dopo mesi di inutile attesa durante un burrascoso consiglio comunale, Marone ha dichiarato quanto segue: &#8220;L&#8217;amministrazione di Garbagnate si rapporta già con associazioni serie&#8221;. Come se le associazioni antiracket, come la mia, non lo fossero. Solo pochi giorni dopo una operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e Milano, faceva emergere un controllo pressoché totale della &#8216;ndrangheta sugli imprenditori dell&#8217;hinterland. Furono arrestate, tra la Calabria e la Lombardia, oltre 300 persone, che attraverso usura, estorsione e il controllo capillare del &#8220;movimento terra&#8221;, avevano consolidato il proprio dominio.</p><p>Alla luce della incredibile nomina di Pietrogino Pezzano a Direttore Generale della più grande ASL Italiana, vorrei chiederLe se le è sembrata una scelta opportuna. Lo chiedo a lei, Signor Sindaco, in quanto presiede la Conferenza dei Sindaci, l&#8217;organismo composto dai sindaci dell&#8217;ambito territoriale dell&#8217;ASL e che ha voce in capitolo nelle scelte dei dirigenti. A lei che ha approvato politicamente la nomina  di un uomo fotografato e intercettato con personaggi legati alla &#8216;ndrangheta.</p><p>E&#8217; singolare, inoltre, che il suo vicesindaco, l&#8217; uomo della Lega, <strong>Davide Barletta</strong>, in un momento in cui risuonano ancora le parole di <strong>Roberto Saviano</strong> (&#8221; La &#8216;ndrangheta in Lombardia interloquisce con la Lega Nord&#8221;), non abbia contestato per opportunità e buon senso questa nomina da Lei avvallata. Altrettanto stravagante è che il Presidente del Consiglio Regionale <strong>Davide Boni</strong> (che ha querelato il consigliere Regionale dell&#8217;Italia dei Valori Giulio Cavalli per aver letto alcune intercettazioni), non abbia trovato quantomeno singolare la nomina di Pezzano.</p><p>Perché il Sig. vicesindaco Barletta non segue l&#8217;esempio del sindaco di Vanzago, <strong>Roberto Nava? </strong>Colui che con grande senso di  responsabilità politica e coraggio ha annunciato le sue dimissioni dal Consiglio dei Sindaci perché preoccupato e sconcertato da questa incredibile nomina? Perché, uomini della Lega nord non vi indignate adesso? La Sua scelta, a mio modo di vedere, è un esempio di malapolitica. Sicuramente dettata da ordini di scuderia, da forti pressioni ricevute, dal fatto che non poteva rifiutarsi. Chissà se il vicesindaco Davide Barletta ne ha parlato con il presidente Boni di questa nomina, se anche lui fosse in sintonia con questa scellerata scelta, che avrà il merito di gettare sempre più ombre sulla &#8220;promozione&#8221;  di Pietrogino Pezzano.</p><p>Pensavo che Lei dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per abuso di potere da parte della procura di Milano, per senso di responsabilità, si sarebbe dimesso dando un buon esempio. Ma mi illudevo. In fondo si sa, noi poveri sognatori, abbiamo un&#8217;altra visione della politica. Pensiamo sempre che ogni azione di un eletto dal popolo debba essere condivisa con esso. Sarebbe bello, ma so che Lei non lo farà. Allora le chiedo: sulla nomina di Pezzano perché non chiede il parere ai suoi cittadini, magari attraverso una raccolta di firme?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/04/lettera-aperta-al-sindaco-di-garbagnate/84773/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>18</slash:comments> </item> <item><title>La criminalità milanese esiste eccome</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/31/la-criminalita-milanese-esiste-eccome/84410/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/31/la-criminalita-milanese-esiste-eccome/84410/#comments</comments> <pubDate>Fri, 31 Dec 2010 17:13:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Alessandro Marangoni]]></category> <category><![CDATA[Criminalità]]></category> <category><![CDATA[Denuncia]]></category> <category><![CDATA[Emanuele Fiano]]></category> <category><![CDATA[Milano]]></category> <category><![CDATA[Omertà]]></category> <category><![CDATA[Usura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=84410</guid> <description><![CDATA[Alessandro Marangoni, neo questore di Milano dice che nel 2010 sono stati denunciati solo cinque episodi di usura. Peccato che nello stesso anno si sia verificata un&#8217;impennata delle estorsioni (+ 38%), fenomeni criminali che, secondo la Questura di Milano, nulla hanno a che vedere con la criminalità organizzata. Marangoni dimentica un punto importante. E cioè che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro Marangoni, neo <strong>questore di Milano</strong> dice che nel 2010 sono stati denunciati solo cinque episodi di usura. Peccato che nello stesso anno si sia verificata un&#8217;impennata delle estorsioni (+ 38%), fenomeni criminali che, secondo la Questura di Milano, nulla hanno a che vedere con la <strong>criminalità organizzata</strong>.</p><p>Marangoni dimentica un punto importante. E cioè che a Milano e a Busto Arsizio sono in corso tre procedimenti cha hanno dimostrato che il fenomeno dell&#8217;<strong>usura</strong> e delle <strong>estorsioni </strong>legato alle grandi organizzazioni criminali esiste eccome. Dal processo “Infinito”, quello contro la &#8216;ndrangheta a Nord, a quello contro il clan Valle, famiglia di usurai legata ai De Stefano, fino all&#8217;inchiesta “Bad Boys”, le intercettazioni telefoniche e ambientali dimostrano che gli imprenditori sotto scacco sono oltre duecento. Solo per fare un esempio, le carte dell&#8217;inchiesta sui Valle hanno dimostrato che nella villa bunker di Cisliano (Mi) era abitudine degli affiliati al clan picchiare selvaggiamente chi non pagava il pizzo e chi si rifiutava di cedere la propria attività alla cosca.</p><p>Se il questore, dati alla mano, ha ragione nell&#8217;affermare che nell&#8217;anno che sta per concludersi le denunce sono state solo cinque, non può non dire che il fenomeno è incredibilmente <strong>più grande</strong>.</p><p>Secondo i dati raccolti dalla mia associazione, i casi di racket e usura, a Milano e provincia, sono circa <strong>20mila ogni anno</strong>. Tante sono le segnalazioni che arrivano all&#8217;indirizzo di Sos racket e usura. E fra 5 e 20mila c&#8217;è una grossa differenza. I motivi di questa enorme discrepanza, come se si stesse parlando di due città diverse, sono molteplici. Innanzitutto la paura. Spesso gli usurai, come dimostrano le tante inchieste in corso, sono affiliati a importanti e pericolose organizzazioni criminali. Come ha recentemente denunciato il pm Ilda Bocassini, a Milano il <strong>muro dell&#8217;omertà</strong> è cresciuto a livelli inimmaginabili. Un mese e mezzo circa dopo la maxioperazione di questo luglio che fra Calabria e Lombardia ha visto finire dietro le sbarre più di 300 affiliati alla &#8216;ndrangheta, il pool di Milano ha arrestato un imprenditore di Legnano, vittima di usura ed estorsione, che si è rifiutato di denunciare il pizzo. Anzi, consigliava molti suoi colleghi nella stessa sua situazione di non dire niente alle autorità. Un segnale forte che condivido in pieno.</p><p>Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. Gli imprenditori non denunciano perché non hanno più <strong>fiducia in quelle istituzioni</strong> che avrebbero il dovere di assisterli. Innanzitutto il fondo antiusura che la Legge 108/96 mette a disposizione delle vittime esclude dall&#8217;accesso ai fondi tutti coloro che non sono in possesso di una partita Iva. Inoltre per quei pochi professionisti che hanno coraggio e carte in regola (la famosa partita Iva) per fare richiesta entrano in un tunnel che può durare dai tre ai cinque anni di attesa.</p><p>Per fortuna anche a Milano e a livello nazionale <strong>qualcosa si muove</strong>. In città sono sempre puntuali le denunce di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/gcavalli/" target="_blank">Giulio Cavalli</a></span>, consigliere regionale lombardo dell&#8217;Italia dei valori. E a Roma Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Partito democratico, è riuscito a inserire nel decreto Milleproroghe una serie di normative che andranno a cambiare le procedure farraginose per accedere al fondo antiusura.</p><p>Sono certo che, dopo anni di proteste, una volta approvate, queste modifiche causeranno <strong>un&#8217;impennata enorme di denunce</strong> che andranno a colpire soprattutto le grosse organizzazioni criminali.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/31/la-criminalita-milanese-esiste-eccome/84410/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>Una domanda per Umberto Bossi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/13/una-domanda-per-umberto-bossi/81642/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/13/una-domanda-per-umberto-bossi/81642/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 Dec 2010 10:39:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Cosa Nostra]]></category> <category><![CDATA[Giovanni Brusca]]></category> <category><![CDATA[Giulio Cavalli]]></category> <category><![CDATA[Marcello Dell’Utri]]></category> <category><![CDATA[Moncalvo]]></category> <category><![CDATA[Padania]]></category> <category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category> <category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=81642</guid> <description><![CDATA[Il 22 ottobre 2003, il quotidiano la Padania esce con un articolo in prima pagina dal titolo:&#8221;Un ufologo di Gallipoli sta prendendo in giro tutto il Ticino&#8221; a firma dell&#8217;allora direttore Gigi Moncalvo. Quel giorno segna l&#8217;inizio di una campagna stampa contro il sottoscritto, perché avevo denunciato unitamente al Corriere della sera e alla TSI(...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 22 ottobre 2003, il quotidiano la Padania esce con un articolo in prima  pagina dal titolo:&#8221;Un ufologo di Gallipoli sta prendendo in giro tutto il Ticino&#8221; a firma dell&#8217;allora direttore <strong>Gigi Moncalvo</strong>. Quel giorno segna l&#8217;inizio di una campagna stampa contro il sottoscritto, perché avevo denunciato unitamente al <em>Corriere della sera</em> e alla TSI( televisione Svizzera Italiana), che all&#8217;interno del Casinò di Lugano vi era la presenza di numerosi personaggi pluripregiudicati, che avevano aperto un ufficio all&#8217;interno del casinò. Premesso che la legge Svizzera vieta categoricamente ai casinò di avere rapporti di affari con persone che hanno subito condanne definitive fino a dieci anni prima, l&#8217; associazione <a href="http://www.sos-racket-usura.org/" target="_blank"><strong>Sos racket e usura</strong></a> fece un esposto alla procura Ticinese il 16 ottobre del 2003 in cui veniva spiegato che all&#8217; interno del casinò di Lugano vi era la presenza di numerosi prestasoldi (i cosidetti cambisti), già più volte arrestati nei casinò di mezza Italia e condannati per i reati di usura, riciclaggio, associazione a delinquere, ed altri gravi reati.</p><p>Denunciammo anche la presenza di una società denominata Fun Time, la cui direttrice era <strong>Enrica Franca Carcano</strong>, moglie di <strong>Ilario Legnaro</strong>. La Fun Time stipulò con il casinò di Lugano un contratto il 5 agosto del 2003 in cui garantiva che avrebbe portato dei giocatori, i quali avrebbero portato alle casse del casinò l&#8217; equivalente stratosferico di 25 milioni di franchi svizzeri all&#8217;anno, mediante le loro giocate. Ma chi è <strong>Ilario Legnaro</strong>? Fù arrestato nel blitz della notte di San Martino l&#8217; 11 novembre del 1983, insieme ad una quarantina di persone. Coinvolto anche <strong>Claudio Scaiola</strong> ex Ministro del Governo nominato da Silvio Berlusconi, allora sindaco di Imperia (fece 77 giorni di carcere poi fu prosciolto). L&#8217;indagine durò 4 anni e mezzo azzerando il monopolio messo in essere dagli uomini legati al clan mafioso di <strong>Nitto Santapaola</strong>, con la partecipazione di <strong>Gaetano Corallo</strong>. Ilario Legnaro fu condannato nel 1999 a 9 anni e 4 mesi con sentenza definitiva per il reato di associazione a delinquere. La Fun Time viene fondata nel 1982 nelle isole caraibiche di San Marten. I soci sono Gaetano Corallo per il 75% e Ilario Legnaro per il 25%. Secondo gli investigatori Gaetano Corallo è il collegamento tra <strong>Saro Spadaro</strong> e <strong>Felice Cuntrera</strong> fedelissimi uomini del boss catanese Nitto Santapaola che ha da sempre la passione dei casinò.</p><p>In un verbale di interrogatorio reso il 7 maggio del 2001, alla dottoressa <strong>Zanetti</strong> della Dda di Milano, il pentito di mafia <strong>Giovanni Brusca</strong> disse:&#8221; Legnaro Ilario, mi disse esplicitamente che per fargli ottonere la gestione del casinò di Campione d&#8217; Italia si era mosso in prima persona <strong>Nitto Santapaola</strong>. Voglio anche aggiungere che senza l&#8217; appoggio di Santapaola Legnaro non avrebbe mai ottenuto la gestione del casinò&#8221;. Infatti una foto, sequestrata dalla magistratura la notte del suo arresto, ritrae Ilario Legnaro e sua moglie, unitamente al boss mafioso catanese Nitto Santapaola, durante una cena nelle isole di Saint Marten.  Nel 2003 la Fun TIme gestiva anche due uffici all&#8217; interno dei casinò di Las Vegas, ed esattemente il Caesar Palace e l&#8217; Hollywood delle isole di San Marten. In seguito alla denuncia da noi presentata il casinò di Lugano, una settimana dopo, con molto imbarazzo rescisse il contratto con la Fun Time e  il 4 maggio del 2006 è stato condannato alla multa di 668.913,30 di franchi svizzeri dalla Commissione Federale Case da Gioco di Berna, perchè non comunicò di aver stipulato un contratto con la Fun Time.</p><p>Nel 2007 a Varese una mega villa di 30 stanze con giardino e depandance, fu sequestrata a Ilario Legnaro in base alla legge antimafia. E cosa fece la Padania, organo ufficiale del partito politico Lega Nord, che da sempre dice e si vanta si contrastare la mafia? Prese una posizione netta in difesa di questi pluripregiudicati. Così Gigi Moncalvo difendeva i coniugi Legnaro:&#8221; Portati via di notte davanti alle loro bimbe per aver osato contrastare la cordata legata a Craxi&#8221;. Moncalvo si stà riferendo all&#8217;ingiustificato motivo degli arresti, che hanno portato in carcere i coniugi Legnaro, ed inizia ad attaccare pesantemente la mia persona e la mia associazione. In una serie di articoli a piena pagina, mi indica come uomo appartenente ai Servizi Segreti, nazista, truffatore ed offese di ogni tipo e genere. Chiede attraverso i suoi articoli alla Procura Ticinese che io venga arrestato, pur di fermarmi.</p><p>Queste sue gravissime affermazioni lo porteranno a essere condannato in primo grado per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa il 22 maggio 2006 dal tribunale di Desio, in secondo grado dalla Corte di Appello di Milano il 21 maggio 2008 e in via definitiva in data 21 ottobre 2008 <a href="http://www.sos-racket-usura.org/index.asp?pagina=sentenze&#038;tipo=16" target="_blank"><strong>(leggi le sentenze)</strong></a>. Protestai più volte allora, per questo immotivato comportamento del quotidiano politico La Padania nei miei confronti, dopo che pubblicò il mio indirizzo di casa, i miei numeri di telefono, il luogo di lavoro di mia moglie, l&#8217; indirizzo dei miei suoceri, le targhe delle autovetture in possesso alla nostra famiglia, chiedendo spiegazioni direttamente al direttore politico del giornale di allora, il capo della Lega Nord, l&#8217; Onorevole Umberto Bossi. Non mi fu mai data una risposta. Nel frattempo abbiamo scoperto che Gigi Moncalvo, assieme alla moglie, è un tesserato della Fun Time. A questo punto dopo 7 anni mi rivolgo ancora all&#8217; Onorevole Umberto Bossi, ora Ministro della Repubblica Italiana, di spiegare per quale motivo essendo il direttore politico della Padania, ha permesso al suo direttore Gigi Moncalvo, che fossero scritti simili infamanti articoli che offendevano pesantemente l&#8217; associazione sos racket e usura che da sempre contrasta i sistemi criminali, prendendo invece le difese di persone condannate per gravi reati e legati alla grande criminalità organizzata. In un momento dove la Lega Nord, si indigna per le parole pronunciate da <strong>Roberto Saviano</strong> e dal consigliere Regionale IDV <strong>Giulio Cavalli</strong>, mi rivolgo direttamente agli elettori della Lega Nord: perchè non vi indignate adesso&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/13/una-domanda-per-umberto-bossi/81642/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Una domanda per Maroni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/08/una-domanda-per-maroni/80838/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/08/una-domanda-per-maroni/80838/#comments</comments> <pubDate>Wed, 08 Dec 2010 12:42:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Associazione Sos Racket e usura]]></category> <category><![CDATA[Frediano Manzi]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Milano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=80838</guid> <description><![CDATA[Il 27 Maggio del 2009, alle ore 12.36, una email firmata viene inviata a numerosi esponenti politici del Comune di Milano tra cui Matteo Salvini, europarlamentare della Lega Nord, nonché capogruppo del suo partito nel Consiglio comunale di Milano. La scrive una abitante di via Padre Luigi Monti, territorio del clan Pesco-Priolo-Cardinale che, in seguito...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 27 Maggio del 2009, alle ore 12.36, una email firmata viene inviata a numerosi esponenti politici del Comune di Milano tra cui <strong>Matteo Salvini</strong>, europarlamentare della Lega Nord, nonché capogruppo del suo partito nel Consiglio comunale di Milano. La scrive una abitante di <strong>via Padre Luigi Monti</strong>, territorio del clan <strong>Pesco-Priolo-Cardinale</strong> che, in seguito alle indagini della magistratura partite dalla video-denuncia dell&#8217;associazione <strong>Sos-racket e usura</strong>, saranno arrestati e condannati. Nell&#8217;email si legge: &#8220;Vivo nelle case popolari da 25 anni, la situazione in generale è molto drammatica e vi elenco quello che di fatto succede.</p><p>1- Abusivi che non pagano.<br /> 2- Abusivi con più alloggi ad uso personale e subaffittati anche ad uso magazzino.<br /> 3-Abusivi che dietro compenso di denaro segnalano abitazioni vuote ed aiutano altri ad occupare riscuotendone poi l&#8217; affitto.<br /> 4- Appartamenti di persone anziane occupati mentre sono ricoverati in ospedale.<br /> 5- La maggior parte degli abusivi sono attaccati alla rete elettrica condominiale.<br /> 6- Devo forse dare adito alle voci che girano nel quartiere che l&#8217; obbiettivo del Comune di Milano di creare delle zone ghetto?<br /> 7-Ma visto che vantate di rappresentare il popolo vorrei ricordarvi che il popolo siamo anche noi e come voi dobbiamo vivere dignitosamente.</p><p>Questa la drammatica richiesta di aiuto è stata inviata alla Lega Nord, che quindi sapeva e non è intervenuta. Come sapeva delle minacce, delle violenze, del racket delle case abusive in via Padre Luigi Monti grazie a un articolo datato 23 ottobre del 2005 del <em>Corriere Della Sera</em> a firma di <strong>Michele Focarete</strong> e <strong>Gloria Pozzi</strong>. Esposti e denunce degli inquilini regolari diedero seguito ad una Commissione di Controllo istituita dal Comune di Milano che si concluse con un nulla di fatto. Ovviamente nel 2005 la Lega ne era a conoscenza visto che era presente con molti Consiglieri comunali a Palazzo Marino. L&#8217; associazione Sos racket e usura raccolse, invece, il disperato appello lanciato da questo abitante di via Padre Luigi Monti, appello ignorato da tutti. Quello che successe dopo è cosa nota a tutti: fu dimostrato dalle indagini di Polizia Giudiziaria l&#8217; esistenza del racket degli alloggi che ha portato all&#8217; arresto e alla condanna di Giovanna Pesco, Anna Cardinale ed altre 12 indagati. Per anni gli abitanti di via Padre Luigi Monti hanno inviato esposti e richieste di aiuto ad ogni forza politica. Fino ad arrivare a una sentenza di condanna e una motivazione del Giudice lapidaria: &#8220;Il racket degli alloggi è stato di fatto favorito per l&#8217; inerzia del Comune di Milano.</p><p>Eppure, alle parole di <strong>Saviano</strong> a <em>Vieni via con me</em> (la &#8216;ndrangheta nel Nord Italia, per meglio infiltrarsi ha cercato contatti con esponenti politici della Lega), la risposta della politica è stata una reazione &#8220;indignata&#8221; (ministro <strong>Maroni</strong>). Dopo le affermzioni del Consigliere regionale IdV <strong>Giulio Cavalli</strong>, il Presidente del Consiglio regionale, <strong>Davide Boni</strong>, è stata quella di minacciare querele. Nella trasmissione televisiva l&#8217;<em>Infedele</em>, Giulio Cavalli aveva dichiarato: &#8220;<em> la &#8216;ndrangheta nomina e fa riferimento a uomini politici, più o meno consapevoli, all&#8217; interno delle amministrazioni locali e del Consiglio regionale</em>&#8220;. A questo punto, visto i  due episodi, l&#8217;Associazione Sos racket e usura pone una semplice domanda al ministro dell&#8217;Interno: &#8220;Come mai il Carroccio non è intervenuto a Milano, dopo avere ricevuto questa email, arrivata sul tavolo dell&#8217; europarlamentare Matteo Salvini?&#8221;. Aspettiamo, smentite, risposte e querele.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/08/una-domanda-per-maroni/80838/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>42</slash:comments> </item> <item><title>Io do ragione a Cantona</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/06/io-do-ragione-a-cantona/80496/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/06/io-do-ragione-a-cantona/80496/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Dec 2010 13:27:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Banche]]></category> <category><![CDATA[Eric Cantona]]></category> <category><![CDATA[Finanziarie]]></category> <category><![CDATA[Lobby]]></category> <category><![CDATA[Movimenti]]></category> <category><![CDATA[Usura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=80496</guid> <description><![CDATA[Facciamo nascere anche in Italia un Movimento Economico Rivoluzionario, ritirando i nostri risparmi dalle banche, così come affermato dal giocatore francese Cantona. &#8220;Il sistema che è costruito dalle banche collasserebbe e quindi verrebbe distrutto&#8221;. Ovviamente l&#8217;invito è rivolto a chi i soldi li ha e vi assicuro che sono in molti. Pensate se solo il 10% accettasse l&#8217;invito, gli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo nascere anche in Italia un <strong>Movimento Economico Rivoluzionario</strong>, ritirando i nostri risparmi dalle banche, così come <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/30/rivoluzione-basta-ritirare-i-soldi-dalle-banchelidea-di-eric-cantona-spopola-sul-web/79561/" target="_blank">affermato dal giocatore francese <strong>Cantona</strong></a></span>. <em>&#8220;Il sistema che è costruito dalle banche collasserebbe e quindi verrebbe distrutto&#8221;</em>. Ovviamente l&#8217;invito è rivolto a chi i soldi li ha e vi assicuro che sono in molti. Pensate se solo il 10% accettasse l&#8217;invito, gli istituti bancari italiani affonderebbero nel panico. Crollerebbero le loro azioni, la borsa andrebbe pesantemente giù trascinando giù tutti i titoli collegati al sistema bancario.</p><p>Con questo sistema tutti coloro che sino ad ora sono stati esclusi e di fatto rifiutati dal sistema creditizio perché non portavano sufficienti garanzie si prenderebbero una bella rivincita, una grande soddisfazione. L&#8217;usura in Italia è causata dalle<strong> lobby bancarie</strong>, che costringono con i loro sempre più rigidi criteri di valutazione le piccole e medie aziende a ricorrere agli strozzini quando si trovano in difficoltà. Centinaia di migliaia di imprenditori ogni anno finiscono nelle loro mani per queste ragioni: salvare la propria azienda e i posti di lavoro dei dipendenti. Soprattutto negli ultimi due anni. Un momento storico in cui la crisi economica ha investito tutti paesi del mondo e in cui l&#8217;irrigidimento delle banche sta di fatto attuando una selezione naturale per eliminare dal mercato tutti coloro che non riescono a superare questa durissima contingenza.</p><p>Si sa, le banche prestano soldi a chi li ha e non ai poveri cristi. Ma non pagano mai: pensate allo scandalo dei Bond Argentini, al crak della Parmalat di <strong>Callisto Tanzi</strong>, alla Cirio e a tanti altri. Grossi gruppi bancari italiani negli ultimi tre anni hanno escogitato un lucroso sistema per far danaro due volte. Hanno creato delle società finanziarie di loro proprietà con le quali prestano danaro a tassi altissimi che vanno dal 20%  al 30% all&#8217;anno, perché i tassi di interesse che possono applicare le finanziarie, senza commettere il reato di usura, sono il triplo di quelle degli istituti di credito. La <strong>legge 108/96</strong> sull&#8217;usura ha di fatto agevolato le società finanziarie e le banche ne hanno prontamente approfittato. Il sistema è semplice: io banca ti do il 3% (magari), se tu mi lasci i tuoi soldi bloccati almeno un anno. E con i soldi che tu mi hai dato, come banca ti presto altro danaro al 10% e come finanziaria al 30% all&#8217;anno. Caspita che bel guadagno che fanno questi signori, vero? Ebbene il meccanismo è proprio questo.</p><p>Ecco perché do ragione a Cantona, perché per la prima volta nella storia <strong>voi </strong>avete il potere di far tremare e collassare il sistema bancario, ritirando i vostri soldi. Acquistereste di fatto il potere di far riscrivere le regole abnormi che regolano le lobby bancarie, i cartelli da loro costruiti, gli escamotage da loro creati. Obbligando il governo a equiparare il tasso di interesse delle società finanziarie a quello delle banche. Ma se ritiriamo i soldi, direte voi, <strong>dove li mettiamo? </strong>Domanda lecita, a cui suggerisco alcune soluzioni o consigli: reinvestite con i soldi ritirati dalle banche comperando immobili, comperando oro, dandoli ai vostri figli per costruire magari una piccola azienda, oppure andate semplicemente a farvi una bella crociera. Avete il potere di far ripartire l&#8217;economia, di terrorizzare le banche, di essere voi per una volta a dettare le regole. Quelle regole da troppo tempo in mano a chi determina l&#8217;economia. Meditate gente: il Movimento Economico Rivoluzionario può cambiare la vita di molti . Meditate!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/06/io-do-ragione-a-cantona/80496/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>108</slash:comments> </item> <item><title>Forza Nuova sì, l&#8217;Antiracket no</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/29/forza-nuova-si-lantiracket-no/79404/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/29/forza-nuova-si-lantiracket-no/79404/#comments</comments> <pubDate>Mon, 29 Nov 2010 18:32:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[antiracket]]></category> <category><![CDATA[Associazione Sos Racket e usura]]></category> <category><![CDATA[Forza Nuova]]></category> <category><![CDATA[Letizia Moratti]]></category> <category><![CDATA[Mafia]]></category> <category><![CDATA[Milano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=79404</guid> <description><![CDATA[Finalmente ci siamo: dopo la Milano da bere, la Milano della moda, La Milano dello shopping, la Milano dell&#8217;Expo, la Milano del gioco d&#8217;azzardo, finalmente arriva anche la Milano dei neofascisti. Il sindaco Letizia Moratti ha infatti deciso di assegnare ai “fascisti del terzo millennio” di Forza Nuova una sede nel centralissimo Corso Buones Aires....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13.2px;">Finalmente ci siamo: dopo la Milano da bere, la Milano della moda, La Milano dello shopping, la Milano dell&#8217;Expo, la Milano del gioco d&#8217;azzardo, finalmente arriva anche la <strong>Milano dei neofascisti</strong>. Il sindaco <strong>Letizia Moratti </strong>ha infatti deciso di assegnare ai “fascisti del terzo millennio” di Forza Nuova una sede nel centralissimo Corso Buones Aires.</span></p><p>Grazie Sindaco. La sua decisione darà ancora più lustro alla città. Ma, signor sindaco Mazza di Scopa (definizione di Vittorio Sgarbi), esiste anche un&#8217;altra Milano che Lei non conosce. E&#8217; quella delle <strong>periferie</strong>, dove Lei dice di aggirarsi di notte travestita per non farsi riconoscere, dove la criminalità imperversa, dove migliaia di onesti cittadini vivono ostaggio di delinquenti, boss e spacciatori. Dove, dopo trent&#8217;anni di assenza colpevole delle istituzioni e della politica, una piccola associazione come la nostra ha <strong>smascherato il racket degli alloggi</strong>.</p><p>C&#8217;era una grandissima urgenza che Lei autorizzasse l&#8217;apertura della <strong>casa da gioco d&#8217;azzardo</strong> di piazza Diaz, in una città dove ogni anno 20mila persone finiscono in mano agli usurai. Dove, in via Piero della Francesca, ad ovest della città, c&#8217;è il <strong>ristorante di un boss</strong> della &#8216;ndrangheta, il latitante Vincenzo Mandalari, capo della cosca di Bollate. O dove i boss mafiosi della famiglia Famà tuttora assegnano gli <strong>alloggi popolari</strong> del quartiere Corvetto dietro compenso di denaro, sostituendosi all&#8217;Aler, l&#8217;Istituto milanese delle case popolari.</p><p>Avevamo bisogno anche di una sede per i neofascisti e perché no, diamola anche ai Lupi Grigi turchi ed alle Tigri di Arkan, magari in Piazzale Loreto.</p><p>Ma per favore non diamola all&#8217;<strong>associazione antiracket</strong>, quella proprio non se la merita. Perché assegnarla? La mafia a Milano non esiste, non c&#8217;è bisogno neppure della commissione d&#8217;inchiesta Antimafia. Lo dice anche il Prefetto, quindici giorni esatti dopo l&#8217;arresto in via Marghera di <strong>Gaetano Fidanzati</strong>.</p><p>Quindi perché assegnare una sede all&#8217;antiracket? A cosa serve la presenza dell&#8217;antimafia dove essa non c&#8217;è?</p><p>In fondo il paladino della sicurezza c&#8217;è già: il nostro beneamato vicesindaco <strong>Riccardo De Corato</strong>. Pensa lui a tutto. Come quando ha cacciato gli ambulanti dalla Fiera degli Oh bej! Oh bej! O quando ha cacciato i nomadi dai campi rom.</p><p>Ecco perché non bisogna dare ad una piccola associazione antiracket una <strong>sede</strong>. Ma è giusto darla ai militanti neofascisti. In modo che tutti possano sempre ricordare il loro valoroso contributo dato negli ultimi ottant&#8217;anni alla nostra storia, tenendoli il più vicino possibile a Piazzale Loreto.</p><p>La Sua pregevole decisione riporterà Milano al centro dell&#8217;universo, vedrà&#8230;</p><p>Leggi anche:  <span style="font-size: 13.2px;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/27/sos-racket-stop-sciopero-della-fame-pd-un-emendamento-per-le-vittime-di-usura/79146/" target="_blank">Sos Racket: “Stop sciopero della fame”. </a></span><span style="font-size: 13.2px;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/27/sos-racket-stop-sciopero-della-fame-pd-un-emendamento-per-le-vittime-di-usura/79146/" target="_blank">Pd: “Un emendamento per le vittime di usura”</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/29/forza-nuova-si-lantiracket-no/79404/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>198</slash:comments> </item> <item><title>Io, Bollate e la &#8216;ndrangheta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/20/io-bollate-e-la-ndrangheta/77916/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/20/io-bollate-e-la-ndrangheta/77916/#comments</comments> <pubDate>Sat, 20 Nov 2010 11:31:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA['ndrangheta]]></category> <category><![CDATA[Bollate]]></category> <category><![CDATA[Cava]]></category> <category><![CDATA[Discarica]]></category> <category><![CDATA[Frediano Manzi]]></category> <category><![CDATA[Giulio Cavalli]]></category> <category><![CDATA[Milano]]></category> <category><![CDATA[Rifiuti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=77916</guid> <description><![CDATA[La squadra mobile di Catanzaro ieri ha sequestrato a Bollate due ville appartenenti a Francesco Corapi, 63 anni, personaggio vicino ai clan calabresi di Soverato, arrestato per estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso il 6 settembre 2010. Il Francesco Corapi secondo le indagini della squadra mobile, svolgeva da tempo attività estorsiva insieme ad altre...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La squadra mobile di Catanzaro ieri ha sequestrato a Bollate due ville appartenenti a <strong>Francesco Corapi</strong>, 63 anni, personaggio vicino ai clan calabresi di Soverato,  arrestato per estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso il 6 settembre 2010. Il Francesco Corapi secondo le indagini della squadra mobile, svolgeva da tempo attività estorsiva insieme ad altre 4 persone appartenenti alla cosca mafiosa dei Gallace di Guardavalle. Avevano imposto il pizzo per mille euro al mese a un villaggio turistico di Sant&#8217; Andrea Apostolo dello Jonio, dove imponevano anche la fornitura di merci e servizi. Di qui l&#8217; indagine patrimoniale che ha portato al sequestro delle due ville di sua proprietà a Bollate. Le ville in questione sono abitate dai figli Pietro e Maria Teresa. <strong>Maria Teresa Corapi</strong> è titolare, assieme al marito, di una società che si occupa di movimento terra denominata SDS s.r.l.. Questa società più volte ha scaricato nella discarica di Bollate. Quella stessa discarica  dove vengono portati rifiuti di ogni tipo. A testimoniarlo <a href="http://www.sos-racket-usura.org/index.asp?pagina=newsart&#038;idarticolo=445&#038;titolo=Video%20denuncia%20dell%27Associazione%20sulla%20cava%20dei%20veleni%20di%20Bollate,%20dove%20abbiamo%20filmato%20lo%20scarico%20di%20materiale%20tossico." target="_blank"><strong>un clamoroso video pubblicato il 22 luglio scorso</strong></a> sul sito di <a href="http://www.sos-racket-usura.org/" target="_blank"><strong>Sos Racket e usura</strong></a>.</p><p>In questa stessa cava, precisamente la ex cava Bossi, abbiamo potuto vedere decine di camion della SDS che scaricavano terra. Recentemente, uno dei soci dell&#8217;impresa, assieme al boss latitante Vincenzo Mandalari sono stati denunciati per estorsione da un imprenditore dell&#8217; hinterland Milanese. Denuncia regolarmente depositata alla stazione dei carabinieri di Caronno Pertusella. Intanto nell&#8217; ex cava Bossi si continua a scaricare veleni, e rifiuti di ogni tipo come hanno accertato i Vigili della Polizia Provinciale intervenuti sia il 24 luglio 2010, due giorni dopo la diffusione del nostro video, si lo scorso mercoledì. In entrambi i casi è stato accertato che sono stati scaricati rifiuti di ogni sorta senza documentazione. Tanto che l&#8217;assessore provinciale alla Sicurezza <strong>Stefano Bolognini</strong> dice: &#8220;Vista la vicinanza della cava a case e scuola, non dà la garaizia per la tranquillità dei cittadini. Per questo stiamo lavorando per la revoca dell&#8217;autorizzazione&#8221;.</p><p>Ma l&#8217;ex cava Bossi già nel 1987 fu protagonista di una clamorosa inchiesta. Al settore ecologia del comune di Bollate si accorsero che all&#8217; interno della cava si stava eseguendo un&#8217; escavazione abusiva, in quanto avevano asportato 70.000 metri cubi di ghiaia. Fu chiamata la Finanza di Rho che accertò la gravissima irregolarità, ed emise un verbale di per un miliardo e 600 milioni di lire. Racconta l&#8217;allora assessore alle Finanze Carlo Galimberti: &#8220;Negli uffici del settore ecologia, per 15 anni, ha lavorato un parente di Vincenzo Mandalari. A un certo punto la multa sparì dai cassetti&#8221;. Il documento fu ritrovato grazie all&#8217; ostinazione dello stesso Galimberti e della geometra Elena Feleppa, che riuscirono a fare emergere questo scandalo, ripescando la multa su cui era stata apposta da funzionari del Comune di Bollate la richiesta di archiviazione. Esplose lo scandalo che portò all&#8217; apertura di una commissione di inchiesta comunale. Prosegue Galimberti: &#8220;Si trovò l&#8217; accordo per ottenere il pagamento della multa attraverso la cessione dell&#8217; area stessa, ma a una condizione: era necessario il parere dell&#8217; ASL che dovesse certificare che sotto non vi erano rifiuti tossici o dannosi. L&#8217; ASL non ha mai dato nessun tipo di parere e di fatto il Comune di Bollate tuttora non ha mai incassato il 1.600.000.ooo di lire&#8221;.</p><p>Questa è la cronaca di uno scandalo, uno scandalo che in questa cava va avanti dal 1980 e che si intreccia con brutte ombre di mafia. Dimostrazione perfetta di quanto sostenuto da <strong>Roberto Saviano</strong>. Vale a dire che la &#8216;ndrangheta sta infiltrando l&#8217;economia lombarda.</p><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 185px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;"><div id=":sk" class="ii gt"><div id=":f"><div><div><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Titolo articolo:  Io, Bollate e la N&#8217;  drangheta, e la sorella di Vincenzo Mandalari</span></div><div><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Testo articolo:La squadra mobile di Catanzaro ieri  ha sequestrato a Bollate due ville appartenenti a Francesco Corapi, 63 anni,  elemento di spicco della N&#8217; drangheta di Soverato,  arrestato per  estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso il 6 settembre 2010. Il  Francesco Corapi secondo le indagini della squadra mobile, svolgeva da  tempo attività estorsiva insieme ad altre 4 persone appartenenti alla cosca  mafiosa dei Gallace di Guardavalle. Avevano imposto il pizzo per mille euro al  mese a un villaggio turistico di Sant&#8217; Andrea Apostolo dello Jonio, dove  imponevano anche la fornitura di merci e servizi. Di qui l&#8217; indagine  patrimoniale che ha portato al sequestro delle due ville di sua proprietà a  Bollate. Le ville in questione sono abitate dai figli Pietro e Maria Teresa.  Maria Teresa Corapi è sposata con Nicola Grillo,e sono entrambi titolari di  una società che si occupa di movimento terra denominata SDS s.r.l.. Questa  società come è scritto ampiamente sul nostro sito, in data 22 luglio 2010, dove  attraverso un clamoroso video avevamo dimostrato che all&#8217; interno della cava di  Bollate potevamo scaricare rifiuti di ogni tipo, è presente proprio la  società della figlia di Corapi e Nicola Grillo, la SDS s.r.l..</span></div><div><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Nicola Grillo e suo fratello Stefano vengono  chiamati 20 anni fà da un paesino della provincia di Catanzaro, Davoli (dove è  stata sequestrata la terza villa ieri a Francesco Corapi), da Vincenzo  Mandalari, boss latitante della N&#8217; drangheta, a capo della Locale di Bollate e  sfuggito all&#8217; arresto nell&#8217; operazione crimine del 15 luglio  2010. Gli  dice Vincenzo Mandalari:&#8221; Venite su, che qui di lavoro al  nord ce nè tanto&#8221;. Stefano e Nicola Grillo sono amici anche di altri  boss, i fratelli Pietro e Santo Maviglia di Nova Milanese che, guarda caso,  hanno un magazzino difronte ad un&#8217; altra cava di Nova Milanese.</span></div><div><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Ma ritorniamo alla cava di Bollate, precisamente la  ex cava Bossi, ora gestita dalla società RIPAM s.r.l., dove all&#8217; interno abbiamo  potuto vedere decine di camion della SDS che scaricavano terra ed i frantoi  sempre di proprietà di Nicola Grillo. Recentemente nel mese di agosto Nicola  Grillo, e il suo amico Vincenzo Mandalari sono stati denunciati per estorsione  da un imprenditore dell&#8217; Hinterland Milanese. Intanto nell&#8217; ex cava Bossi si  continua a scaricare veleni, e rifiuti di ogni tipo come hanno accertato i  Vigili della Polizia Provinciale intervenuti sia il 24 luglio 2010, due giorni  dopo la diffusione del video che mercoledì scorso, ed in entrambi i casi è stato  accertato che sono stati scaricati rifiuti di ogni sorta senza documentazione,  reiterando quindi il reato, come se godessero di una sorta di impunità, tanto  che la provincia di Milano che ha concesso l&#8217; autorizzazione alla RIPAM stà  lavorando per la revoca della stessa. Ma l&#8217;ex cava Bossi nel 1987 fù  protagonista di una clamorosa inchiesta. Al settore ecologia del comune di  Bollate si accorsero che all&#8217; interno della cava si stava eseguendo un&#8217;  escavazione abusiva, in quanto avevano asportato 70.000 metri cubi di ghiaia. Fù  chiamata la Finanza di Rho che accertò la gravissima irregolarità, ed emise un  verbale di 1.600.000 di lire. In quegli stessi uffici ha lavorato per 15 anni  Maria Mandalari sorella del boss latitante Vincenzo Mandalari. Fatto stà che a  un certo punto la multa sparì dai cassetti e solo per l&#8217; ostinazione dell&#8217; ex  assesore alle finanze Carlo Galimberti e della geometra Elene Feleppa, che  riuscirono a fare emergere questo scandalo, trovando la multa originale su cui  era stata apposta da funzionari del Comune di Bollate la richiesta di  archiviazione. Esplose lo scandalo che portò all&#8217; apertura di una commissione di  inchiesta comunale, dove si trovò l&#8217; accordo per ottenere il pagamento della  multa attraverso la cessipone dell&#8217; area stessa, ma ad una condizione: era  necessario il parere dell&#8217; ASL che dovesse certificare che sotto non vi erano  rifiuti tossici o dannosi. L&#8217; ASL non ha mai dato nessun tipo di parere e di  fatto il Comune di Bollate tuttora non ha mai incassato il 1.600.000 di lire.  Questa è la cronaca di uno scandalo, uno scandalo che in questa cava in odore di  N&#8217; drangheta va avanti dal 1980, dove mafiosi di ogni tipo si sono succeduti  all&#8217; interno della stessa, seppellendo tuttora tonnellate di rifiuti tossici. </span></div><div><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Milano 20 novembre 2010</span></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/20/io-bollate-e-la-ndrangheta/77916/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Io presidente antiusura in mano agli usurai</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/16/io-presidente-antiusura-in-mano-agli-usurai/77170/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/16/io-presidente-antiusura-in-mano-agli-usurai/77170/#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Nov 2010 13:19:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Frediano Manzi]]></category> <category><![CDATA[Usura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=77170</guid> <description><![CDATA[Arriva il momento in cui alcune verità vanno raccontate superando la vergogna e l&#8217;imbarazzo. Ecco la storia di chi per 18 anni ha diretto una delle più importanti associazioni antiusura in Italia, facendo della lotta alla criminalità organizzata uno stile di vita. La mia è una storia come tante altre. E&#8217; la storia di un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Arriva il momento in cui alcune verità vanno raccontate superando la vergogna e l&#8217;imbarazzo. Ecco la storia di chi per 18 anni ha diretto una delle più importanti associazioni antiusura in Italia, facendo della lotta alla criminalità organizzata uno stile di vita.</em></p><p>La mia è una storia come tante altre. E&#8217; la storia di un imprenditore che finisce in mano agli usurai per salvare la propria azienda. Come me, ogni anno 200.000 imprenditori in tutta Italia, sono costretti a rivolgersi agli strozzini. Come tutte le imprese che negli ultimi due anni stanno subendo la crisi, anche l&#8217;azienda di famiglia che io dirigo si è trovata un anno fa in un momento difficilissimo. “Grazie” alla mediazione di un funzionario di banca, sono finito in mano agli usurai. Non ci sono minacce, né intimidazioni. In questa storia, l&#8217; usura è portata avanti da <strong>colletti bianchi</strong>, persone che ricoprendo un ruolo finanziario primario, erano a conoscenza delle difficoltà della  mia azienda. Così, un anno fa mi furono prestati 20mila euro, restituiti in due mesi al tasso di interesse del 20% ogni 12 mesi. Ho dovuto fare regalie di ogni tipo ai vari funzionari di banca perché mi concedessero altro tempo. A luglio di quest&#8217; anno ho avuto ancora bisogno di denaro: per 4mila euro chiesti, in un mese ne ho dovuiti restituire 5mila con un tasso di interesse del 240% l&#8217;anno. E poi ancora ad agosto: a fronte di 4mila euro presi, ho restituito 7mila a fine ottobre sempre con un tasso del<strong> 240%</strong>.</p><p>Fin qui la storia, il dramma e la vergogna. Una storia che ho interamente videoregistrato in tutti i suoi passaggi, dall&#8217; incontro con il direttore di banca, il primo a mettermi in contatto con l&#8217;usuraio. L&#8217;usuraio che mi consegna i soldi, io stesso che emetto gli assegni. Questo video non verrà mai divulgato da me, né lo userò per fare denuncia. La storia avevo però il diritto morale di raccontarla. Ecco perchè mi sono dimesso da presidente dell&#8217;associazione “S.o.s racket e usura”. Non ero più credibile nel ruolo che ho ricoperto per 18 anni: convincere e spronare le centinaia di vittime che ogni mese si rivolgono alla mia associazione a denunciare quanto accade loro.</p><p>Io ora ho finito di pagare i miei usurai. Il 4 novembre di quest&#8217;anno sono stato invitato alla Commissione affari istituzionali della Regione Lombardia per un&#8217;audizione. Volevano che esprimessi il mio parere su una legge in materia di usura in Lombardia che dovrebbe essere approvata. In quella sede ho ripetuto quello che sostengo da 18 anni:<strong> in Italia non c&#8217;è alcuna volontà politica e istituzionale di combattere seriamente questo fenomeno</strong>.</p><p>Le persone non denunciano perchè non hanno più fiducia nelle istituzioni. Non denunciano perchè passano anni prima di riuscire ad accedere ai fondi messi a disposizione. Non denunciano perchè chi non ha la partita Iva non può accedere al fondo. Non denunciano perchè non hanno i soldi per pagarsi gli avvocati. Non denunciano perchè quei pochi che lo fanno, sono lasciati soli. Intanto sono nate un gran numero di associazioni antiusura che beneficiano di milioni di euro l&#8217;anno e che si possono permettere di organizzare (sabato prossimo a Roma in un lussuoso hotel) un cocktail party. Nel frattempo le persone vittime di usura si ammazzano per disperazione. Nel 2008 ci sono stati <strong>600 suicidi</strong>, quasi 2mila l&#8217;anno seguente.</p><p>In Italia c&#8217;è una massiccia campagna pubblicitaria sui <strong>nuovi giochi d&#8217;azzardo</strong>. La gente è invitata, spronata, incitata  a indebitarsi sempre di più. Aumenta il numero delle sale da gioco. Intorno ad esse prolifera un sottobosco di usurai. Nessun aiuto concreto però arriva a chi è vittima degli strozzini. Ecco perchè non sono più nella posizione di convincere gli altri a denunciare. Il mio è un atto di lealtà e coerenza, di rispetto della giustizia e delle sue istituzioni, nelle quali finora avevo sempre creduto.</p><p>Milano 16-11-2010</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/16/io-presidente-antiusura-in-mano-agli-usurai/77170/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>119</slash:comments> </item> <item><title>Lettera aperta per un movimento antimafia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/05/lettera-aperta-ai-cittadini-lombardi-per-costituire-un-movimento-antimafia/68052/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/05/lettera-aperta-ai-cittadini-lombardi-per-costituire-un-movimento-antimafia/68052/#comments</comments> <pubDate>Tue, 05 Oct 2010 13:30:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=68052</guid> <description><![CDATA[Mai avrei pensato di lanciare un appello disperato rivolto alle coscienze degli abitanti della Lombardia, per scuoterli dal torpore, affinché loro possano decidere se un&#8217;associazione antimafia di frontiera come la nostra debba definitivamente cessare di esistere. Ma questa volta non abbiamo scelta, ecco perché voi e solo voi dovete darci delle risposte. Mi ha molto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mai avrei pensato di lanciare un appello disperato rivolto alle coscienze degli abitanti della Lombardia, per scuoterli dal torpore, affinché loro possano decidere se un&#8217;associazione antimafia di frontiera come la nostra debba definitivamente cessare di esistere. Ma questa volta non abbiamo scelta, ecco perché voi e solo voi dovete darci delle risposte. Mi ha molto colpito la bella manifestazione di Reggio Calabria, dove in 40.000 spontaneamente sono scesi in strada, raccogliendo l&#8217;appello del <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/index.html" target="_blank">Quotidiano della Calabria</a></span></strong>. Mi ha disgustato invece vedere le 5.000 persone ai funerali di <strong>Angelo Vassallo</strong>, sindaco di Pollica, a fare presenzialismo a un omicidio mafioso, per manifestare la solidarietà, quando invece è stato ammazzato perchè era da solo.</p><p>Ho recentemente scritto che i cittadini lombardi non hanno avuto le palle per sfidare la mafia, i sistemi mafiosi e gli uomini di mafia, e vorrei che dopo quanto scriverò, fossi da voi smentito. C&#8217;è molto da fare ancora in questa nostra regione devastata dalla &#8216;ndrangheta, che nella nostra Provincia ha addirittura inquinato la politica locale, dove il boss latitante <strong>Vincenzo Mandalari</strong>, ha la faccia tosta, di chiedere addirittura, alla procura di Milano il dissequestro dei beni a lui confiscati.</p><p>Nella nostra Provincia, alcuni sindaci, hanno scritto al prefetto di Milano per costituire un osservatorio sulla criminalità organizzata, che da il mio punto di vista non serve a niente se non a lavare le loro coscienze disattente e cieche che non vedevano quello che succedeva sul loro territorio. Come il comune di Legnano che ha avuto paura persino di fare un comunicato stampa quando fu arrestato a luglio il capo della Locale, l&#8217;ignorante fruttivendolo <strong>Vincenzo Rispoli</strong>. O la città di Busto Arsizio che ha permesso a un candidato di Gela di fare la propria campagna elettorale nella cittadina suddetta e che ha visto in concomitanza alla sua votazione una migrazione di residenze da Busto Arsizio a Gela. La stessa città di Bollate, che ha permesso per anni e permette ancora di tenere aperta la discarica dove &#8220;noi &#8221; abbiamo scaricato rifiuti tossici, dove gli ominicchi mafiosi scaricano la merda da tutta Italia.</p><p>Amnesie, dunque. Le stesse della città di Lainate che permette al boss <strong>Gaetano Bandiera</strong> di tenere aperta una sala giochi, dove nessuno, tranne i compari, va a giocare. Cittadini distratti. Come quelli di Lonate Pozzolo per i quali la mafia non esiste e il vero problema sono gli extracomunitari. E c&#8217;è anche il comune di Buccinasco che ci ha preso in giro aderendo alla nostra iniziativa il 22 aprile di questo anno per la distribuzione dei questionari sul racket, sul loro territorio, che non hanno avuto il coraggio di divulgare.</p><p>E poi il sindaco di Milano, <strong>Letizia Moratti</strong>, che per visitare i propri quartieri si deve travestire di notte e permette nel luogo dove viene commemorato ogni anno, il Generale Dalla Chiesa, l&#8217; apertura di un locale dove si gioca d&#8217;azzardo, negando una commissione d&#8217;inchiesta sulla Mafia. E il vicesindaco, <strong>Riccardo De Corato</strong>, il &#8220;vero&#8221; paladino della sicurezza nella città di Milano, che inonda le redazioni della stampa con decine di comunicati al giorno, e che ha fatto cassa con 100.000 euro grazie alla sentenza di condanna di <strong>Giovanna Pesco</strong>. E, infiene, al prefetto di Milano, <strong>Gian Valerio Lombardi</strong>, che ha negato l&#8217; esistenza della mafia a Milano.</p><p>Noi chiudiamo per questa gente; chiudiamo per l&#8217;omertà, chiudiamo per l&#8217; indifferenza e le assenze della politica e della società civile. Ecco perchè dovete decidere voi cittadini di questa terra di Lombardia, se siamo dei condannati a morte, oppure la vostra risposta ci permetterà di continuare a lottare per i più deboli e per gli ultimi, da tutti dimenticati. Mi rivolgo all&#8217; amico <strong>Giulio Cavalli</strong>, a <strong>Carlo Dalla Chiesa</strong>, a suo papà <strong>Nando</strong>, a <strong>Pippo Civati</strong>, a <strong>Salvatore Borsellino</strong>, al sindaco di Cesate, <strong>Roberto Della Rovere</strong>, all&#8217;assessore di Senago, <strong>Giuseppe Sofo,</strong> a Gianni Barbacetto, a <strong>Massimo Brugnone</strong>, a <strong>Jole Garuti</strong>, e a tutti coloro che ritengono con questo mio appello, di lanciare pubblicamente in una piazza, la costituzione di un movimento antimafia che raccolga l&#8217;eredità dell&#8217; associazione Sos racket e usura, con lo scopo di lavorare nelle strade e nelle piazze, al fianco degli ultimi in questa nostra regione Lombardia. Tutti sono i ben venuti, a una condizione: che ci mettano la faccia e che insieme a noi si espongano pubblicamente, passando dalla politica parolaia a quella del fare e non per raccogliere voti, ma perché credono in quegli ideali per cui sono morti <strong>Peppino Impastato</strong>, <strong>Giovanni Falcone</strong>, <strong>Paolo Borsellino</strong>, <strong>Angelo Vassallo</strong> e molti altri. Quello sarà il momento in cui si farà la conta e dove voi deciderete del nostro futuro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/05/lettera-aperta-ai-cittadini-lombardi-per-costituire-un-movimento-antimafia/68052/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>63</slash:comments> </item> <item><title>Antimafia a Milano, ma il Pd non c&#8217;è</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/14/antimafia-a-milano-ma-il-pd-non-ce/60604/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/14/antimafia-a-milano-ma-il-pd-non-ce/60604/#comments</comments> <pubDate>Tue, 14 Sep 2010 14:29:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=60604</guid> <description><![CDATA[In una lettera firmata da Mariangela Rustico, coordinatrice dei Circoli del P.D. di zona 9, il centrosinistra rivendica il merito di essere stato l&#8217;unico a sostenere con fatti concreti, l&#8217;associazione Sos racket e usura. Testualmente viene detto: &#8221; Il Consiglio di zona 9 lo scorso luglio ha deliberato l&#8217;assegnazione di una sede in zona 9...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In una lettera firmata da Mariangela Rustico, coordinatrice dei Circoli del P.D. di zona 9, il centrosinistra rivendica  il merito di essere stato l&#8217;unico a sostenere con fatti concreti, l&#8217;associazione Sos racket e usura. Testualmente viene detto: &#8221; Il Consiglio di zona 9 lo scorso luglio ha deliberato l&#8217;assegnazione di una sede in zona 9 e insieme a Manzi ha condiviso i criteri di individuazione della sede. Certamente i problemi da lui denunciati sono enormi, e la politica deve affrontarli a viso aperto. Le delibere di zona 9 a favore di Manzi e della sua battaglia, testimoniano i nostri sforzi, e l&#8217; attività di informazione sono il segno, certamente non sufficente, di quale sia la nostra battaglia politica. Come Partito Democratico di zona 9, la decisione di Manzi ci dispiace e ancor di più ci colpisce, la solitudine che lui denuncia.&#8221;</p><p>Tutto vero quanto da loro scritto, ma la verità è un&#8217; altra, e sono quì a spiegarvela. Perchè non dicono che la sede che ci &#8220;avrebbero&#8221; assegnato, l&#8217; avremmo potuta usufruire solo un periodo di 90 giorni, eventualmente rinnovabili? Perché non dicono che l&#8217;avremmo dovuta condividere con l&#8217; associazione pensionati C.G.I.L.? Perché non dicono che si sono rifiutati di prendere una posizione politica sul fatto da noi denunciato che ad amministrare il super condominio di via Ciriè, fosse il marito di una importante dirigente Aler addetta proprio alla lotta all&#8217; abusivismo? Nulla, ancora, è stato detto sul grave conflitto di interessi che in maniera palese vi era?Perché non spiegano che già due anni prima della nostra denuncia sul racket degli alloggi, il Partito Democratico era a conoscenza del fatto che il clan Pesco-Priolo-Cardinale, si occupava del racket degli alloggi? Perché non ci dicono per quale motivo hanno taciuto ed ignorato le decine di segnalazioni firmate a loro giunte dai residenti di via Padre Luigi Monti e mai inoltrate all&#8217; Autorità Giudiziaria?</p><p>Il Partito Democratico milanese da anni sapeva quello che succedeva e succede ancora nei quartieri popolari di Milano; conoscono i nomi dei signori del racket degli alloggi. Lo sapeva anche Aldo Ugliano, che già nel 2005 chiedeva su via Padre luigi Monti una commissione di inchiesta conoscitiva. Dove era il Partito Democratico,quando nei nostri presidi nei quartieri venivamo insultati e minacciati dai clan che gestivano e gestiscono il racket degli alloggi? Perché il Segretario generale del Sunia, uomo del P.D. Stefano Chiappelli,non spiega pubblicamente il motivo per il quale dopo avere annunciato molti mesi fa la distribuzione dei nostri questionari agli oltre 80.000 intestatari degli alloggi di edilizia popolare,ha inspiegabilmente fatto marcia indietro? Forse perche&#8217; poteva emergere il fatto che i residenti da anni segnalano a tutte le forze politiche di milano (quindi compreso il partito democratico) che vivono ostaggi della criminalita&#8217; organizzata e che nessuno ha mai fatto nulla di concreto?Nei nostri presidi regolarmente ci hanno messo la faccia solo pochissimi esponenti dell&#8217;opposizione,come i consiglieri Franco Tucci o Giorgio Poidomani, del Consiglio di zona 9, Giulio Cavalli Consigliere Regionale I.D.V e Carmela Rozza del Pd. Questa e&#8217; la verita&#8217; che la nostra asociazione ha vissuto sopratutto in quest&#8217;ultimo anno.Quando si fa della lotta alla mafia la propia campagna elettorale ,bisogna metterci la faccia,cari dirigenti del partito democratico milanese, non esprimere solidarieta&#8217;,perche&#8217; di quella la nostra associazione ed i cittadini non ne hanno bisogno.Alle persone anziane che da anni  vi scrivono,che hanno paura,che non vanno in vacanza o in ospedale per paura che gli occupano la casa, non importa nulla.Se pensavate che con l&#8217;assegnazione della sede alla nostra associazione,vi sareste lavati le coscienze su quello che sapevate e taciuto,avete miseramente fallito.Se pensavate di raccogliere voti sfruttando la nostra associazione,nei quartieri dove noi e ripeto solo noi abbiamo fatto emergere questo scandalo,avete sbagliato.Che queste mie parole amare facciano comprendere alle nuove leve del P D ,che non sto dando lezioni di moralita&#8217;,ma soltanto raccontando quello che abbiamo vissuto nella solitudine istituzionale nella nuova terra della N&#8217;drangheta,la Regione Lombardia,dove oramai si raccontano le menzogne.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/14/antimafia-a-milano-ma-il-pd-non-ce/60604/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>55</slash:comments> </item> <item><title>Avevo un sogno nel cassetto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/09/avevo-un-sogno-nel-cassetto/58624/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/09/avevo-un-sogno-nel-cassetto/58624/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Sep 2010 14:42:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA['ndrangheta]]></category> <category><![CDATA[Giustizia]]></category> <category><![CDATA[Mafia]]></category> <category><![CDATA[Racket]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=58624</guid> <description><![CDATA[Ho deciso di chiudere la mia associazione contro il racket e l&#8217;usura per due motivi. Sono qui a scriverlo con rabbia e amarezza. E con la certezza che quel sogno è finito in una discarica. Noi non abbiamo chiuso per mafia, non abbiamo chiuso per le intimidazioni ricevuto né tanto meno per paura. Abbiamo deciso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di chiudere la mia <strong>associazione contro il racket e l&#8217;usura</strong> per due motivi. Sono qui a scriverlo con <strong>rabbia</strong> e <strong>amarezza</strong>. E con la certezza che quel sogno è finito in una discarica.</p><p>Noi non abbiamo chiuso per mafia, non abbiamo chiuso per le intimidazioni ricevuto né tanto meno per paura. Abbiamo deciso di chiudere per le <strong>indifferenze</strong>: quelle istituzionali ma soprattutto per quella della <strong>società civile</strong>. La stessa che a <strong>Milano</strong>, terra di <strong>&#8216;ndrangheta</strong>, sonnecchia e finge di non vedere, che sfila alle manifestazioni antimafia del sabato ma il resto della settimana fa finta di nulla. Come succedeva dieci anni fa a <strong>Palermo</strong> o a <strong>Reggio Calabria</strong>. Lo abbiamo verificato quando per mesi chiavavamo i cittadini a sostegno dei nostri presidi nei quartieri popolari di Milano, quando lanciavamo i nostri inutili appelli per dare un segnale di solidarietà a tutte quelle persone che hanno vissuto per anni in ostaggio della criminalità organizzata. E&#8217; vero qualche volta sono venuti sette, otto, forse dieci persone. Mentre tutti gli altri guardavano altrove.</p><p>Per troppo tempo abbiamo creduto che la gente avrebbe reagito, ma poi man mano che giravamo nei quartieri <strong>dimenticati</strong> dalla politica, abbiamo capito che eravamo degli arlecchini. Tutto questo, vi assicuro, fa male. Come fa male la scontata assenza istituzionale e politica che da sempre ha accompagnato le nostre comiche denunce. Sì, perché evidentemente la nostra associazione è stata ed è considerata da molti comica. Sto leggendo su vari <strong>blog</strong> i commenti di <strong>solidarietà</strong> che ci stanno arrivando, ma non era la solidarietà che avevamo chiesto quando lanciavamo i nostri inutili appelli. Noi chiedevamo la <strong>presenza fisica</strong>, volevamo le facce della gente, per dimostrare che in <strong>Lombardia</strong> la società civile aveva le palle di <strong>schierarsi</strong>. Abbiamo fallito, non siamo riusciti a portare la gente nelle strade e nelle piazze a sfidare la mafia, i sistemi mafiosi e gli uomini di mafia. Volevamo dimostrare che, grazie ai cittadini, con la loro voce e le loro facce, il <strong>cancro mafioso</strong> non si sarebbe radicato nella nostra terra, perché ci temevano.</p><p>L&#8217;assenza delle istituzioni e il mancato sostegno della società civile unita alle intimidazioni sono una miscela esplosiva che ci ha fatto collassare. Ha ragione <strong>Giulio Cavalli</strong> quando scrive: “Vedrai Frediano adesso che incomincia la campagna elettorale tutti ti chiameranno per sostenerti, quelli di destra e quelli di sinistra”. Infatti, caro Giulio, lo hanno già fatto.</p><p>Abbiamo inoltrato un appello a <strong>400 comuni</strong> della provincia di Milano e Varese affinché distribuissero ai loro commercianti i nostri comici questionari sul racket, affinché&#8217; potessero verificare sul loro territorio quanto radicata e diffusa fosse la presenza mafiosa. Ci risposero in 13, ma, ad oggi, solo in <strong>tre</strong> lo hanno fatto. Avevamo chiesto a <strong>Provincia</strong> e al <strong>Sunia</strong>, il sindacato degli inquilini, di distribuire agli 80.000 residenti delle case popolari di Milano altri ridicoli questionari sul fenomeno da noi e ripeto solo da noi denunciato e scoperto sul racket degli alloggi. Ma ci hanno ignorato.</p><p>Adesso con questa scelta dell&#8217;abbandono cesseranno anche le intimidazioni, perché, come ha scritto qualcuno, la mafia ha vinto e noi poveri comici mentecatti siamo usciti dal palcoscenico in sordina.</p><p>Sognavo la nostra sede con le foto delle facce sorridenti di <strong>Giovanni Falcone</strong> e <strong>Paolo Borsellino</strong>, sotto quella di <strong>Peppino Impastato</strong>. Da un lato le foto di tutte le vittime di mafia e dall&#8217;altro quella dei mafiosi imprigionati che si guardavano gli uni con gli altri. Anche questo sogno è finito nella stessa discarica. Oggi mi ha telefonato <strong>Salvatore Borsellino</strong> e gli ho spiegato la mia rabbia, la mia amarezza ed il mio sogno finito e lui ha capito.</p><p>Sognavo di andare a <strong>Scampia</strong> a fare quello che ho fatto a Milano in via Padre Luigi Monti per dare fiducia alla gente e per dirgli che noi c&#8217;eravamo e che eravamo al loro fianco. Sognavo di andare a <strong>Palermo</strong> fuori dai negozi dove gli ominicchi dei mafiosi impongono il pizzo ai commercianti, per dare loro il coraggio di sfidarli. Ma tutto questo ormai è un sogno infranto da quelle indifferenze e da quelle coscienze che non siamo riusciti a scuotere. Allora chiedo scusa a tutti quelli che non potremmo più aiutare, a tutti coloro che con questa nostra scelta dobbiamo abbandonare.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/09/avevo-un-sogno-nel-cassetto/58624/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>64</slash:comments> </item> <item><title>Torna il racket delle pompe funebri</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/04/torna-il-racket-delle-pompe-funebri/56669/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/04/torna-il-racket-delle-pompe-funebri/56669/#comments</comments> <pubDate>Sat, 04 Sep 2010 16:54:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56669</guid> <description><![CDATA[Lorenzo Toselli conferma che quanto denunciato dall&#8217;Associazione Sos Racket e Usura corrisponde alla realtà. Da alcuni anni l&#8217;imprenditore gestisce una società di servizi che ha in carico numerose camere mortuarie negli ospedali piemontesi. Nell&#8217;ottobre 2008, in seguito all&#8217;operazione denominata Caronte sul “racket del caro estinto”, a Toselli viene affidata la gestione delle camere mortuarie degli...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo Toselli conferma che quanto denunciato dall&#8217;Associazione Sos Racket e Usura corrisponde alla realtà. Da alcuni anni l&#8217;imprenditore gestisce una società di servizi che ha in carico numerose camere mortuarie negli ospedali piemontesi.</p><p>Nell&#8217;ottobre 2008, in seguito all&#8217;operazione denominata Caronte sul “racket del caro estinto”, a Toselli viene affidata la gestione delle camere mortuarie degli ospedali milanesi Niguarda e San Carlo. A differenza di quanto accadeva prima dell&#8217;operazione di polizia, la gestione dell&#8217;imprenditore è impeccabile. Le aziende di pompe funebri che prima riuscivano ad entrare nelle camere mortuarie per dare “la caccia al morto”, grazie alla connivenza degli infermieri corrotti, ora vengono lasciate fuori dagli ospedali. Ed è lì che iniziano i suoi guai.</p><p>Una serie di minacce, intimidazioni e danneggiamenti ai suoi mezzi lo costringono a una vita d&#8217;inferno e a cambiare continuamente abitazione. &#8220;Mi hanno individuato anche qui – dice –  alcuni giorni fa si sono presentate delle persone chiedendomi se potevo assumerle, perché già sapevano che dal primo ottobre di quest&#8217;anno,avrei gestito le camere mortuarie di Garbagnate Milanese, Bollate, Rho, Passirana. A breve dovrò ancora cambiare casa&#8221;. Toselli conferma che alcune imprese di onoranze funebri, attraverso una serie di società, hanno trovato il modo di continuare il traffico illegale dei funerali continuando ad arricchirsi sul commercio delle persone defunte.</p><p>La testimonianza di Toselli è confermata da decine di segnalazioni che continuano ad arrivare alla nostra associazione, tutte denunciate in numerosi esposti all&#8217;autorità giudiziaria che ha deciso di aprire un&#8217;inchiesta. Forte e&#8217; il rischio che dietro questo business da 500 milioni di euro all&#8217;anno,vi sia l&#8217;infiltrazione della criminalità organizzata che sta prendendo progressivamente il controllo del mercato delle pompe funebri.<br /> A Milano il business è gestito da due cartelli di imprese che, con metodi illegali, da anni si spariscono il territorio. Difficile pensare che tutto ciò non goda di coperture politiche. Se non fosse così il sistema sarebbe stato interrotto da tempo.</p><p>L&#8217;Associazione sos racket e usura rivolge un appello a tutti i titolari onesti delle imprese di pompe funebri (che sono la maggioranza) a seguire l&#8217;esempio di Lorenzo Toselli nel denunciare quello che tutti sanno. La diffusa illegalità e corruzione del settore. Solo così, si potranno cacciare gli operatori disonesti e ripristinare la legalità.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/04/torna-il-racket-delle-pompe-funebri/56669/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>12</slash:comments> </item> <item><title>La faccia tosta delle pompe funebri</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/30/la-faccia-tosta-delle-pompe-funebri/54619/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/30/la-faccia-tosta-delle-pompe-funebri/54619/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Aug 2010 14:10:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[pompe funebri]]></category> <category><![CDATA[Racket]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=54619</guid> <description><![CDATA[Non c’è più limite alla decenza, adesso le 41 persone coinvolte nell’operazione milanese Caronte sul racket del caro estinto, tra cui 19 titolari di imprese di onoranze funebri, si permettono di impartire lezioni di moralità, correttezza, trasparenza. 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Parte delle aziende che componevano il cartello che monopolizzava illegalmente il ricco <strong>business dei funerali milanesi</strong>, stroncato appunto dalla procura, tornano oggi all’arrembaggio per controllare nuovamente la compravendita dei morti. E lo fanno attraverso un <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://ia360707.us.archive.org/13/items/nonsoloracket_30/nonsoloracket.jpg" target="_blank">annuncio pubblicitario</a></strong></span> su una pagina di un noto free press nazionale.</p><p>&#8220;<em>Non solo racket del caro estinto, ma anche imprese di pompe funebri attente alle complesse esigenze delle famiglie</em>”. Questo è il titolo della pagina pubblicitaria apparsa lunedì 26 luglio 2010. “<em>I noti e deprecabili scandali che hanno interessato alcune delle imprese funebri milanesi nell’autunno del 2008, impongono uno sforzo da parte di tutti noi per recuperare un’immagine positiva</em>”. E ancora prosegue la pubblicità “<em>si registra, oramai, con troppa frequenza sia nelle strutture sanitarie pubbliche che in quelle private, la segnalazione di fatti inaccettabili e da sanzionare: segnalazioni e consigli sull’impresa funebre da scegliere, da parte del personale delle camere mortuarie, stazionamento di impresari funebri nei pressi delle camere mortuarie…</em>” . Ed inoltre cita la pubblicità “<em>se le strutture sanitarie accetteranno il suggerimento di adottare un regolamento delle camere mortuarie, si farà un grande passo avanti verso lo sviluppo della correttezza e della trasparenza</em>”. Ed infine leggiamo ancora “<em>anche per quanto attiene al prezzo dei servizi proposti dai comuni, i cosiddetti servizi calmierati, prestate attenzione al fatto che, a dispetto della bassa cifra promozionata, mancano una serie di forniture ed adempimenti essenziali per il servizio funebre, quali fiori, addobbi, diritti comunali,…</em>” .</p><p>Questo è il testo della pubblicità. Nulla di strano penserete voi, se non fosse che parte delle aziende di onoranze funebri citate in fondo alla pagina pubblicitaria e promotrici dell’iniziativa, siano quelle coinvolte appunto nel cosiddetto <strong>racket del caro estinto</strong>. Ma che faccia tosta che hanno a impartire lezioni di moralità alla cittadinanza, ad attaccare i comuni che invece stanno tentando di spezzare il loro monopolio, a erigersi i paladini della correttezza e trasparenza.</p><p>L’associazione <strong>Sos racket e usura</strong> attraverso una <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.sos-racket-usura.org/index.asp?pagina=newsart&#038;idarticolo=447&#038;titolo=CLAMOROSA%20VIDEO%20DENUNCIA%20DELL%27ASSOCIAZIONE%20S.O.S.%20RACKET%20E%20USURA%20CHE%20DIMOSTRA%20CHE%20IL%20RACKET%20DEL%20CARO%20ESTINTO%20%C8%20ANCORA%20ATTIVO%20IN%20MOLTI%20OSPEDALI%20DI%20MILANO%20E%20PROVINCIA:%20VE%20NE%20FORNIAMO%20%20LE%20PROVE" target="_blank">video-inchiesta</a></strong></span> pubblicata il 9 agosto 2010 sul proprio sito ha dimostrato ampiamente che il racket del caro estinto è ancora attivo nella città di Milano e nel suo hinterland. In conseguenza a quanto da noi pubblicato la Procura della Repubblica di Milano ha ufficialmente aperto un&#8217;inchiesta affidandola ai Nas dei Carabinieri. Decine e decine sono le segnalazioni giunte al nostro sito da tutta la Regione Lombardia, ma anche dal Piemonte, Liguria, Lazio, Marche, Campania. Decine sono le testimonianze rese in questi giorni alla Autorità Giudiziaria da parte di infermieri, imprese di pompe funebri, semplici cittadini che hanno confermato, che quanto da noi descritto corrisponde alla realtà. Stanno emergendo anche collusioni politico istituzionali, che coinvolgono pesantemente i vertici di alcune direzioni sanitarie nonché i rapporti ambigui con esponenti politici di primo piano della politica Lombarda.</p><p>Alla luce di quanto sta continuamente emergendo rinnovo l&#8217;appello a tutti coloro che hanno subìto interferenze nella scelta dell’impresa di pompe funebri, nelle strutture sanitarie nei momenti successivi al decesso del proprio caro, di <strong>segnalare tempestivamente alla Autorità Giudiziaria o al nostro sito quanto accaduto</strong>. Solo con le attente segnalazioni dei cittadini si potrà tornare al ripristino della legalità.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://ia360707.us.archive.org/13/items/nonsoloracket_30/nonsoloracket.jpg" target="_blank">Clicca qui per ingrandire l&#8217;annuncio</a></strong></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/30/la-faccia-tosta-delle-pompe-funebri/54619/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>29</slash:comments> </item> <item><title>Usura questa conosciuta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/25/usura-questa-conosciuta/52883/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/25/usura-questa-conosciuta/52883/#comments</comments> <pubDate>Wed, 25 Aug 2010 09:45:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Frediano Manzi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Milano]]></category> <category><![CDATA[Racket]]></category> <category><![CDATA[Usura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=52883</guid> <description><![CDATA[Proprio mentre viene lanciato l&#8217;allarme per l&#8217;aumento dei casi di usura saliti, al sud, addirittura del 118 % quest&#8217; anno rispetto all&#8217; anno scorso, cercherò di spiegarvi le principali motivazioni per cui una piaga sociale come questa non si riesce a sconfiggere. Al di là dei proclami del Governo dove viene continuamente sostenuto che la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Proprio mentre viene lanciato l&#8217;allarme per l&#8217;aumento dei casi di usura saliti, al sud, addirittura del 118 % quest&#8217; anno rispetto all&#8217; anno scorso, cercherò di spiegarvi le principali motivazioni per cui una piaga sociale come questa non si riesce a sconfiggere.</p><p>Al di là dei proclami del Governo dove viene continuamente sostenuto che la crisi non c&#8217;è e che l&#8217; economia va bene, che esistono decreti anticrisi per aiutare le aziende in difficoltà, noi dell&#8217; associazione che ci confrontiamo quotidianamente con questo tipo di realtà, diciamo che è falso.</p><p>Lo sanno bene i 1.600 suicidi che ha causa della crisi economica ci sono stati nel 2009 in Italia, lo sanno bene le 80.000 aziende che quest&#8217; anno hanno già chiuso i battenti, ma sopratutto lo sanno bene le organizzazioni criminali che in questa fase critica stanno facendo affari d&#8217; oro.</p><p>La legge 108/96, approvata dopo un&#8217;ondata di suicidi di imprenditori vittime di usura, contiene una discriminante: tutti coloro che non sono in possesso di una partita iva non possono accedere ai fondi messi a disposizione, dopo avere denunciato l&#8217; usuraio.</p><p>Ogni 100 casi di usura 30 riguardano impiegati, casalinghe, pensionati, dipendenti pubblici, e di fatto questi ultimi sono considerati degli usurati di serie B. Pertanto questa fascia di popolazione per motivi a noi occulti non ha diritto a niente. Lo sa bene Claudia Canavesi casalinga di Locate Varesino, che ha denunciato il proprio usuraio. Ora il signore vive nella sua casa. Claudia Canavesi non ha diritto ai fondi, mentre gli altri 50 imprenditori che con coraggio dopo la sua denuncia hanno inchiodato lo stesso usuraio, loro questi fondi li avranno. Claudia Canavesi per vivere dopo la denuncia è costretta a prostituirsi per sfamare i propri figli. Questa è una delle cause della mancanza di denunce.</p><p>Il restante 70%, composto da imprenditori, artigiani, liberi professionisti, piccole e medie imprese e che ha la fortuna di possedere una partita iva, può accedere ai fondi previsti dalla legge 108/96. Ma ci accede con tempi biblici: mediamente dai 2 ai 5 anni. Secondo effetto della mancanza di denunce. In Italia non esiste nessun organismo istituzionale in grado di sostenere economicamente un imprenditore o un impiegato che decide con coraggio di denunciare i propri usurai. Di fatto queste persone che sono devastate da anni di fuoriuscite indebite di denaro e si ritrovano nel momento in cui decidono coraggiosamente di affrontare la denuncia da soli, senza soldi, senza mangiare e con la solitudine istituzionale che li circonda.</p><p>Nel nostro paese non vi è un&#8217;adeguata campagna di informazione e di incentivo alla denuncia. Di contro c&#8217;è una continua pubblicità per i nuovi giochi del lotto. Conclusione: viene fatto passare il messaggio mediatico che va tutto bene e che si può anche arriavare a proporre un casinò in ogni regione italiana.</p><p>Intanto la gente muore, muore di solitudine, muore di fame e muore di vergogna. L&#8217; usura in Italia è causata dalla lobby affaristica delle banche. Loro sono la causa principale di questa piaga sociale. E sempre loro sono che con parametri da loro stessi inventati come il rating, il crif, Basilea 2 e Basilea 3, stanno facendo una selezione naturale delle nostre aziende, soffocando di fatto l&#8217; economia e spingendo sempre di più le aziende in difficoltà a rivolgersi a canali alternativi illegali per sopravvivere.</p><p>La rivoluzione che dobbiamo fare, la strada da percorrere è far comprendere ai nostri politici devono cambiare le regole e le leggi e imporre alle banche che i soldi non si danno a chi li ha ma a chi vuole costruire con il proprio lavoro un&#8217;Italia produttiva. Solo così forse i morti diminuiranno e i 200.000 italiani che ogni anno sono ostaggio dei propri aguzzini finalmente riusciranno a riappropiarsi della loro dignità salvando la propria azienda,la propia vita,la propia famiglia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/25/usura-questa-conosciuta/52883/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>25</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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