<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ffabbretti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Ipocrisia di Stato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/ipocrisia-stato/239243/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/ipocrisia-stato/239243/#comments</comments> <pubDate>Wed, 23 May 2012 12:45:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[57 giorni]]></category> <category><![CDATA[Giovanni Falcone]]></category> <category><![CDATA[istituzioni]]></category> <category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category> <category><![CDATA[segreto di Stato]]></category> <category><![CDATA[strage di capaci]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=239243</guid> <description><![CDATA[Ho visto, come credo tanti altri italiani, il film sugli ultimi 57 giorni di Paolo Borsellino ieri sera. Luca Zingaretti è uno dei miei attori preferiti, per la bravura nel recitare ma anche nello scegliere ruoli sempre interessanti da interpretare. Purtroppo, avendo sotto gli occhi costantemente i video di Paolo, i suoi modi di dire,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto, come credo tanti altri italiani, il film sugli <strong>ultimi 57 giorni di Paolo Borsellino</strong> ieri sera. Luca Zingaretti è uno dei miei attori preferiti, per la bravura nel recitare ma anche nello scegliere ruoli sempre interessanti da interpretare. Purtroppo, avendo sotto gli occhi costantemente i video di Paolo, i suoi modi di dire, le sue inflessioni, i suoi sguardi, non mi è stato facile rivederlo in Zingaretti. Ma devo dire che per la prima volta in televisione si è parlato espressamente di<strong> trattativa</strong>, di servizi segreti deviati, di<strong> tradimento delle Istituzioni</strong> e della famosa agenda rossa e questa è una vittoria non indifferente per tutti gli italiani che aspettano la verità e che cercano di informare i propri ragazzi il cui unico mezzo di informazione sono le fictions e i film. Io stessa ho conosciuto la storia di Peppino Impastato attraverso il film &#8220;I cento passi&#8221; o quella di Giorgio Perlasca in &#8220;Un eroe italiano&#8221;.</p><p>Poi oggi vedo tutto questo <strong>caos di commenti</strong> e di servizi e di video sulla ricorrenza della strage di Capaci, tutti questi attestati di solidarietà e di stima nei confronti di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. E mi è salita una gran rabbia. E la voglia gridare una parola: ipocriti.</p><p>Uso le parole di Ilda Bocassini: &#8220;Non c’è stato uomo in Italia che ha accumulato nella sua vita più sconfitte di <strong>Falcone</strong>: bocciato come consigliere istruttore, bocciato come procuratore di Palermo, bocciato come candidato al CSM e sarebbe stato bocciato anche come procuratore nazionale antimafia se non fosse stato ucciso. Eppure ogni anno si celebra l’esistenza di Giovanni come fosse stata premiata da pubblici riconoscimenti o apprezzata nella sua eccellenza. Un altro paradosso. Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità.&#8221;</p><p>E uso le parole di Paolo Borsellino: &#8220;Un amico mi ha tradito. (&#8230;) Sto vedendo la mafia in diretta.&#8221;</p><p>Non abbiamo bisogno di parole false e vuote o di presenze due giorni l&#8217;anno da parte delle istituzioni. L&#8217;unico modo che hanno per rendere omaggio alla vita e al valore di questi due magistrati è quello d<strong>i far luce sulle stragi.</strong> Togliete i segreti di Stato sulle loro morti e raccontate quello che sapete e tenete nascosto da più di vent&#8217;anni. Come sulla morte di Nino Agostino e di sua moglie. O di Attilio Manca. O di Adolfo Parmaliana. O sulle stragi del &#8217;93.</p><p>Vogliamo la verità. E la vogliamo una volta per tutte. Altrimenti rimanete nei vostri palazzi d&#8217;oro e state zitti.</p><p>La vera Italia, le vere Istituzioni, quelle con la I maiuscola, erano ieri sera al Palazzo di Giustizia di Palermo. Qui.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/-aGIFt8oB4E" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div> </p><p>Federica Fabbretti</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/ipocrisia-stato/239243/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Una vergogna nel calendario della Polizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/vergogna-calendario-della-polizia/231086/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/vergogna-calendario-della-polizia/231086/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 May 2012 08:02:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category> <category><![CDATA[calendario Polizia 2012]]></category> <category><![CDATA[Porta a porta]]></category> <category><![CDATA[testimonial]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=231086</guid> <description><![CDATA[Ho visto questa foto oggi.  &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Clicca qui per ingrandire la foto Prima ho sperato fosse un fotomontaggio, poi che fosse una foto tratta da una trasmissione televisiva e buttata là su facebook. Alla fine ho dovuto accettare che si trattasse proprio della pagina del mese di maggio del calendario...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto questa foto oggi. </p><p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/calendario.jpg?47e3a5" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-231087" title="calendario" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/calendario-300x182.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="182" /></a></p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/calendario.jpg?47e3a5" target="_blank">Clicca qui per ingrandire la foto</a></p><p>Prima ho sperato fosse un fotomontaggio, poi che fosse una foto tratta da una trasmissione televisiva e buttata là su facebook. Alla fine ho dovuto accettare che si trattasse proprio della pagina del mese di maggio del <strong>calendario ufficiale della Polizia di Stato.</strong></p><p>Porta a Porta e i plastici di Bruno Vespa. In un calendario della Polizia di Stato.</p><p>Quest&#8217;anno, per dare un volto alla professionalità e all&#8217;impegno degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, si sono scelti attori, showgirls e presentatori televisivi, come se <strong>i veri visi </strong>delle persone che, tra le altre cose, sono i responsabili della scorta non soltanto di Emilio Fede o di Filippo Facci ma anche di alcuni dei giudici e dei giornalisti antimafia più a rischio del Paese, non fossero sufficienti.</p><p>E per aggiungere insulto a lesioni gravi, eccoli lì, due poliziotti e una poliziotta della scientifica ad aiutare Bruno Vespa nella costruzione e/o comprensione del suo prezioso modellino della casa di Cogne o di Garlasco o di chissà quale altra abitazione abbia fatto eccitare la più famosa voce dei potenti di turno, primo su tutti il caro Berlusconi.</p><p>Guardando quella <strong>foto scandalosa</strong> mi è venuta in mente l&#8217;immagine che descrive sempre Salvatore Borsellino nei suoi incontri in giro per l&#8217;Italia, cioè delle decine e decine di persone, tra poliziotti e carabinieri, che, il 24 maggio 1992, il giorno dopo la strage di Capaci, si misero<strong> in fila davanti alla porta di Paolo Borsellino</strong>, pronti ad offrirsi volontari per fare la scorta al giudice che, sapevano tutti, sarebbe stato il prossimo ad essere fatto saltare in aria. </p><p>Forse l&#8217;immagine di quei ragazzi, in fila per sacrificarsi per lo Stato, sarebbe stata più adatta e significativa -e meno mortificante- nel calendario ufficiale della Polizia di Stato, a maggior ragione nel mese di maggio 2012.</p><p><em>Federica Fabbretti</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/vergogna-calendario-della-polizia/231086/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>In bocca al lupo, Palermo!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/bocca-lupo-palermo/218651/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/bocca-lupo-palermo/218651/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 14:46:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[agende rosse]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[elezioni comunali Palermo]]></category> <category><![CDATA[elezioni Palermo]]></category> <category><![CDATA[rita borsellino]]></category> <category><![CDATA[via d'amelio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=218651</guid> <description><![CDATA[Oggi farò una dichiarazione di voto. Di un voto ideale, non essendo residente a Palermo, ma credo abbia ugualmente lo stesso valore. Anzi, farò una dichiarazione un po&#8217; diversa dal solito, perché non mi metterò ad indicare nessun partito, nessun simbolo vuoto e inanimato, ma delle persone vere. Dei visi puliti. Dei cittadini che conosco...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi farò una dichiarazione di voto. Di un voto ideale, non essendo residente a Palermo, ma credo abbia ugualmente lo stesso valore. Anzi, farò una dichiarazione un po&#8217; diversa dal solito, perché non mi metterò ad indicare nessun partito, nessun simbolo vuoto e inanimato, ma delle <strong>persone</strong> vere. Dei visi puliti. Dei cittadini che conosco da anni e per i quali voterei ad occhi chiusi.</p><p>I ragazzi del Movimento Cinque Stelle di Palermo.</p><p>Li ho conosciuti per la prima volta quando scesi a Palermo nel 2009, l&#8217;anno in cui Salvatore Borsellino chiamò a raccolta per la prima volta le sue “Agende Rosse” per impedire la profanazione di quella via d&#8217;Amelio dove, anno dopo anno, gli “avvoltoi” si presentavano puntualmente a <strong>depositare</strong> corone di Stato non volute e non apprezzate.</p><p>Erano tutti lì, ad aiutare, a farsi in quattro, e così è stato per gli anni <strong>successivi</strong> e per tutte le altre iniziative antimafia organizzate con noi. E probabilmente di questo particolare pochi erano a conoscenza, perché questi ragazzi sono sempre dietro le quinte, dietro il palco e mai sopra. Anzi, a volte il palco lo montano proprio.</p><p>Sono ragazzi fuori da tutte quelle logiche politiche a cui ci hanno abituati da decenni, e non parlo solo della scelta democratica con la quale hanno deciso il loro leader, Riccardo Nuti, (ben diversa dal clima di “guerra” che si è respirato in altre sedi), ma dei loro <strong>comportamenti</strong> quotidiani. Oggi ho visto, per fare un esempio, una di loro che pubblicizzava il nome di un&#8217;altra sua “contendente” di lista sulla sua pagina facebook. Esempio evidente di come le idee e le proposte contino più delle persone, in quel gruppo.</p><p>Ognuno di noi si sarà sicuramente fatto una <strong>precisa opinione</strong> su Beppe Grillo e sul suo movimento ma che questa sia positiva o negativa non cambia il fatto che nel Comune di Palermo non entreranno Grillo o Casaleggio ma ragazzi come Giorgio Ciaccio, Azzurra Cancelleri, Samantha Dru Busalacchi, Riccardo Nuti, Giulia Di Vita, Maria Rita Rigogliuso e che saranno loro a proporre, a discutere e a votare nel consiglio. Sarà tutto, e solamente, nelle mani di questi ragazzi pieni di ideali e di idee, che hanno dimostrato in più di un&#8217;occasione la loro onestà e indipendenza da ogni comando precostituito.</p><p>Invidierò molto i palermitani domenica e lunedì prossimi. Perché, se avessi avuto la residenza a Palermo, sarei sicuramente rientrata in possesso di quella voglia di tirar fuori di nuovo dal <strong>comodino</strong> la mia tessera elettorale e di quell&#8217;eccitazione propria dei momenti in cui si è certi di star contribuendo a migliorare questo mondo. O, in questo caso, la propria città.</p><p>In bocca al lupo, ragazzi.</p><p>di Federica Fabbretti</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/bocca-lupo-palermo/218651/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Non diamo tregua  a Dell&#8217;Utri</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/diamo-tregua-dellutri/196491/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/diamo-tregua-dellutri/196491/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Mar 2012 10:31:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196491</guid> <description><![CDATA[Oggi ho poco da dire. Sono passate nemmeno due ore dal pronunciamento della sentenza di Cassazione sul processo Dell&#8217;Utri, pronunciamento che mostra ancora una volta come la giustizia sia forte con i deboli e debole con i forti. “La mafia non esiste”, diceva Dell&#8217;Utri 15 anni fa circa. Forse la frase più giusta sarebbe dovuta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho poco da dire. Sono passate nemmeno due ore dal pronunciamento della sentenza di Cassazione sul processo Dell&#8217;Utri, pronunciamento che mostra ancora una volta come la giustizia sia forte con i deboli e debole con i forti.</p><p>“La mafia non esiste”, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=WQ2NdOMBss0" target="_blank">diceva Dell&#8217;Utri 15 anni fa</a> circa. Forse la frase più giusta sarebbe dovuta essere “la mafia che da gli ordini non esiste”. Sui trascorsi del procuratore generale Iacoviello potete leggere <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/andreotti-squillante-gennaro-tutte-richieste-assoluzione-iacoviello/196394/" target="_blank">questo articolo</a> de Il Fatto Quotidiano e, scommetto, tanti altri che compariranno oggi, quindi non mi dilungo sui tanti casi dove il Pg, come dice appunto il Fatto, ha ribaltato i verdetti di secondo grado. E non sto nemmeno qui a ribadire per l&#8217;ennesima volta i trascorsi, le intercettazioni, le dichiarazioni del senatore Marcello Dell&#8217;Utri, basta <strong>immettere il suo cognome</strong> (magari dopo la parola mafia) in un motore di ricerca qualsiasi.</p><p>Quello che voglio condividere è questo status che Salvatore Borsellino ha scritto sulla sua pagina Facebook pochi minuti fa: “Mi è mancato il respiro quando ho sentito la sentenza della Corte di Cassazione su Dell&#8217;Utri, mi si è fermato il cuore. Dopo la sentenza sull&#8217;Agenda Rossa non posso accettare anche questo, non può essere negata a tal modo la Giustizia. Ricordatevi dell<a href="http://www.youtube.com/watch?v=VI3ykz1vXcs#!" target="_blank">&#8216;intervista a Paolo su Dell&#8217;Utri</a> . Chiedo a tutte le <strong>Agende Rosse </strong>di non dargli tregua, di gridargli il nostro disprezzo e la nostra rabbia ovunque si trovi, di impedirgli di ricordarci, mostrando la sua faccia, che che cosa sia veramente la mafia.”</p><p>Ed io il suo grido lo giro a tutti coloro che, Agende rosse o non, sentono di condividere le nostre battaglie e sentono in loro la voglia di dire basta. Domani si scoprirà chi è dalla parte della giustizia. Mi rivolgo ai giornalisti, agli intellettuali, agli artisti e soprattutto ai politici. Prendete una posizione chiara su questa vicenda. E fatelo pubblicamente.</p><p>Aiutateci a far capire al signore in questione che noi <strong>sappiamo leggere</strong> gli incartamenti delle sentenze, che sappiamo fare due più due, che faremo sapere a tutto il mondo, possibilmente con lui davanti, chi è e quello che ha fatto.</p><p><em>di Federica Fabbretti</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/diamo-tregua-dellutri/196491/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Un suicidio per arrivare alla verità</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/suicidio-arrivare-alla-verita-2/194555/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/suicidio-arrivare-alla-verita-2/194555/#comments</comments> <pubDate>Wed, 29 Feb 2012 10:22:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Adolfo Parmaliana]]></category> <category><![CDATA[Alfio Caruso]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[Salvatore Borsellino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194555</guid> <description><![CDATA[Ho letto oggi un articolo sul sito di Salvatore Borsellino scritto dall&#8217;avvocato Fabio Repici, intitolato “Adolfo, perdonami, non mi fanno testimoniare”. E&#8217; iniziato infatti a gennaio il processo contro il Procuratore generale di Messina, Antonio Franco Cassata, imputato per diffamazione a danno del professor Adolfo Parmaliana, commessa attraverso la divulgazione di un dossier anonimo scritto per infamare la memoria...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto oggi un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=5155:processo-cassata-fapio-repici-qadolfo-perdonami-non-mi-fanno-testimoniareq&amp;catid=42:documenti" target="_blank">articolo</a></span> sul sito di Salvatore Borsellino scritto dall&#8217;avvocato <strong>Fabio Repici</strong>, intitolato “Adolfo, perdonami, non mi fanno testimoniare”.</p><p>E&#8217; iniziato infatti a gennaio il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=4942:franco-cassata-a-giudizio-la-rivincita-di-adolfo-parmaliana&amp;catid=42:documenti" target="_blank">processo</a></span> contro il Procuratore generale di Messina, Antonio Franco Cassata, imputato per diffamazione a danno del professor <strong>Adolfo Parmaliana</strong>, commessa attraverso la divulgazione di un dossier anonimo scritto per infamare la memoria di Parmaliana e per evitare la pubblicazione del libro <strong>“Io che da morto vi parlo” </strong>di <strong>Alfio Caruso</strong>.</p><p>Quel libro, che racchiudeva la storia di Adolfo e i motivi della sua morte, faceva paura a certi signori.</p><p>Come faceva paura Adolfo stesso, che anni prima denunciò proprio Cassata al Consiglio Superiore della Magistratura. E faceva talmente tanta paura che cercarono in tutti i modi di abbatterlo, con tutti i mezzi a loro disponibili e che vanno tanto per la maggiore in questi ultimi anni, perché sono mezzi che non fanno scalpore, che non suscitano rabbia e voglia di cambiamento, ma solo sospetto: la denigrazione e la diffamazione. E infatti Parmaliana da denunciante diventò denunciato, da accusatore diventò accusato, finché non ebbe altra scelta che quell&#8217;ultimo gesto estremo.</p><p><strong>Si suicidò</strong>.</p><p>Ora tutti penseranno che si è tolto la vita perché non sopportava più il peso di quelle accuse infamanti, perché non riusciva più a vivere con la delusione datagli dalle istituzioni che non l&#8217;avevano mai ascoltato, perché era arrivato allo sfinimento fisico, mentale ed emotivo.</p><p>Ed anche questa è la verità. Ma la sua morte è stata anche l&#8217;ultimo tentativo per arrivare alla verità: infatti Adolfo non si è ucciso a casa sua o nel suo ufficio o nella sua città. Ha preso la sua macchina, ha percorso chilometri e chilometri e si è ucciso appena entrato nel territorio del tribunale di Patti, lasciando dietro di sé <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2044785" target="_blank">una lettera di forte denuncia</a></span> e un dossier. Sulla sua morte avrebbe indagato la procura di quel distretto e non quella di <strong>Barcellona Pozzo di Gotto</strong>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=4249:barcellona-impiccata-alla-corda-fratres&amp;catid=19:i-mandanti-occulti&amp;Itemid=20" target="_blank">città simbolo del patto mafia-antistato</a></span>. La sua morte sarebbe stata la scintilla per far riaprire le indagini sulle sue denunce. Con la sua morte avrebbe perso una battaglia ma, era sicuro, avrebbe vinto la guerra.</p><p>Ora il Procuratore Antonio Franco Cassata, membro del circolo para-massonico barcellonese “<strong>Corda Fratres</strong>”, frequentato da mafiosi e amici di mafiosi (come riferito in Parlamento dall&#8217;onorevole Antonio Di Pietro e dal senatore Giuseppe Lumia), è sotto processo.</p><p>E l&#8217;unica cosa che mi sento di dire a <strong>Fabio Repici</strong>, avvocato di alcune delle famiglie migliori che conosco, Salvatore Borsellino, gli Alfano, i Manca, i Campagna, i Parmaliana, è che forse la sua mancata deposizione sarà un&#8217;altra battaglia persa, ma è una battaglia di una guerra che alla fine vinceremo.</p><p>di Federica Fabbretti</p><p>PS: per approfondire la storia del professor Adolfo Parmaliana consiglio la visione di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2417:dedicato-ad-adolfo-parmaliana&amp;catid=32:reportages" target="_blank">questo breve video</a></span> prodotto dalla redazione di <a href="http://www.illume.it/" target="_blank">www.illume.it</a>, che aprì la prima commemorazione della sua scomparsa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/suicidio-arrivare-alla-verita-2/194555/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Paolo Borsellino, un ricordo e un fatto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/paolo-borsellino-ricordo-fatto/185201/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/paolo-borsellino-ricordo-fatto/185201/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:06:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[compleanno]]></category> <category><![CDATA[fiducia]]></category> <category><![CDATA[Giovani]]></category> <category><![CDATA[Ingroia]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category> <category><![CDATA[umiltà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=185201</guid> <description><![CDATA[19 gennaio 2012. Ieri Paolo Borsellino avrebbe compiuto 72 anni. Le commemorazioni, come anche i ricordi &#8220;forzati&#8221; da un giorno preciso, mi fanno venire in mente lacrime e rassegnazione, per questo vorrei ricordare questo giorno con un sorriso e con la speranza, rappresentati da un ricordo del giudice Paolo che ho avuto indirettamente grazie ad...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>19 gennaio 2012. Ieri <strong>Paolo Borsellino</strong> avrebbe compiuto 72 anni. Le  commemorazioni, come anche i ricordi &#8220;forzati&#8221; da un giorno preciso, mi  fanno venire in mente lacrime e rassegnazione, per questo vorrei  ricordare questo giorno con un sorriso  e con la speranza, rappresentati da un ricordo del giudice Paolo che ho  avuto indirettamente grazie ad <strong>Antonio Ingroia</strong> e che, forse, è il mio  preferito, e da un fatto che è accaduto martedi scorso.</p><p>Il  ricordo che regalo a tutti quelli che ancora non lo conoscono è  questo: &#8220;(&#8230;) <strong>l&#8217;umiltà che gli vidi </strong>quando riuscì con semplicità a  sedare l&#8217;inizio di una rivolta in un carcere dove ci trovammo per un  interrogatorio. Si sentì un gran trambusto dal cortile del carcere.  C&#8217;era un uomo, un marocchino immigrato, che aveva iniziato una rivolta, a  suo modo, con uno sgabello di ferro che brandiva contro gli agenti  della polizia penitenziaria che non sapevano che fare. Arrivò Borsellino  e lo affrontò, tra lo stupore di tutti, prendendo di sorpresa quel  detenuto chiedendogli di che si lamentasse, perché si stesse ribellando.  E quell&#8217;uomo, che improvvisamente riconobbe il procuratore Paolo  Borsellino, abbassò la sedia e si fece prendere sotto braccio da  Borsellino che lo ascoltò. Nessuno aveva ascoltato quell&#8217;uomo prima.  Paolo capì che aveva solo bisogno di essere ascoltato. Quindi lo prese  sotto braccio, lo ascoltò e si appartarono per qualche minuto, poi  l&#8217;uomo tornò in cella. Ma Borsellino diede disposizioni perché alcuni  comportamenti di trattamento non adeguati per quel detenuto finissero&#8221;.  Antonio Ingroia (minuto 05.01 )</p><p>Il  fatto che vi racconto, e che rappresenta il <strong>piccolo fiore di speranza</strong> che vi dono oggi, è successo nella <strong>cittadina di Osimo, in provincia di  Ancona</strong>, dove martedì scorso Salvatore Borsellino aveva in programma due  incontri, il primo in mattinata con i ragazzi delle scuole medie e il  secondo in serata, con gli adulti e i professori. Abbiamo sempre un po&#8217;  di remore a parlare a  dei ragazzi così giovani, sia a causa dell&#8217;argomento sia per il  linguaggio che andrebbe adattato a quell&#8217;età e che non sempre è una cosa  così facile da riuscire a fare. E invece quei ragazzi non solo hanno  ascoltato in silenzio e attentamente Salvatore Borsellino ma sono anche  tornati a casa ed hanno convinto i loro genitori a partecipare  all&#8217;incontro serale, cosa che gli adulti hanno tenuto a sottolineare a  fine incontro.</p><p>Ecco,  questo è il modo in cui voglio ricordare questo giorno. Ricordando due  caratteristiche di Paolo Borsellino, che oggi servirebbero tanto alla  nostra classe dirigente, politica e non: <strong>la sua umiltà e la fiducia  immensa che aveva nei  giovani</strong>.</p><p>di Federica Fabbretti</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/FQ6EHfkH4nI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/20/paolo-borsellino-ricordo-fatto/185201/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Napoli, noi cosa proponiamo?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/napoli-cosa-proponiamo/183356/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/napoli-cosa-proponiamo/183356/#comments</comments> <pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:19:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[amministrazione comunale]]></category> <category><![CDATA[De Magistris]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category> <category><![CDATA[rifiuti]]></category> <category><![CDATA[rossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=183356</guid> <description><![CDATA[Oggi vorrei dire la mia su un po&#8217; di cose dette e scritte nelle ultime settimane su Luigi de Magistris e su questioni a lui collegate.Mi informo come tutti voi su internet, principalmente su Il Fatto, su Repubblica e il Corriere e, dopo tanti tentativi, ancora non ho capito nulla del perché Raphael Rossi non è più...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vorrei dire la mia su un po&#8217; di cose dette e scritte nelle ultime settimane su <strong>Luigi de Magistris</strong> e su questioni a lui collegate.Mi informo come tutti voi su internet, principalmente su <em>Il Fatto, </em>su <em>Repubblica </em>e il <em>Corriere</em> e, dopo tanti tentativi, ancora non ho capito nulla del perché <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/06/avevo-pieni-poteri-ma-il-consiglio-mi-ha-isolato/181897/" target="_blank">Raphael Rossi non è più il presidente di Asìa</a>, tanto per fare un esempio. E questa cosa mi ha fatto abbastanza arrabbiare, perché non è accettabile, dal mio punto di vista, così poca chiarezza da parte di un&#8217;amministrazione su questioni così importanti. E come questo potrei sottolineare altri errori più piccoli che non mi sono andati a genio.</p><p>Ma non lo farò, e sapete perché? Perché vi basterà digitare il  nome di De Magistris nei motori di ricerca delle varie testate on line per leggere ogni singola stupidaggine commessa, ogni suo piccolo errore di valutazione, ogni sua smorfia facciale o verbo sbagliato usati in diretta o in differita. C&#8217;è tutto e di più. E quando le motivazioni di certe scelte fatte non escono fuori del tutto (e ho scritto sopra cosa ne penso) arrivano anche le solite illazioni e supposizioni fatte da tutti. &#8216;Avrà litigato con Rossi? Ah no, è stato Sodano a farlo fuori, non si sopportavano. Ma no, la verità è che Rossi è rimasto retto e onesto e non voleva assumere certi personaggi nel Comune, mentre de Magistris si è piegato e non poteva continuare a lavorare con uno più onesto e retto di lui&#8217;.</p><p>Ora, sono contenta della minuziosità dell&#8217;informazione corretta (<strong>corretta</strong> non supposta!) riguardo qualsiasi persona, senza eccezioni di sorta, de Magistris incluso. Però mi aspetto un&#8217;informazione che copra<strong> gli sbagli come anche i successi</strong> di queste persone, soprattutto se sono persone che possono rappresentare davvero una speranza di cambiamento per questo paese.<br /> Perché mai non c&#8217;è stata una  troupe televisiva a seguire la campagna elettorale napoletana, vera e <strong>unica eccezionale novità</strong> nel panorama politico, civico e partecipativo italiano? Perché si è messa sullo stesso piano l&#8217;elezione di Pisapia (appoggiato dal Pd) e quella di de Magistris (ostacolato in tutti i modi dal Pd)? Perché non si è seguita adeguatamente la vicenda dei rifiuti a Napoli? Che ostacoli sono stati incontrati? E&#8217; vero, de Magistris ha sparato una cazzata durante le elezioni riguardo la tempistica. Ma poi? Una volta accusatolo, giustamente, di questo si vuole parlare della città non più in emergenza rifiuti? Si vuol parlare delle cose che sono state fatte? Si vuol parlare del fatto che de Magistris e il Comune si ritrovano ora con<strong> “tesoretto” di 70 milioni di euro</strong>, frutto del rispetto del patto di stabilità, quando al suo insediamento c&#8217;era un buco di 63 milioni? E potrei andare avanti ma credo di aver espresso al meglio il mio pensiero rivolto a chi viene pagato per dare notizie vere, sì, ma <strong>complete</strong>.</p><p>Ed ora passerei ai <strong>lettori</strong> di questi giornali e ai cittadini in generale. Ho letto alcuni commenti sulla <a href="http://www.facebook.com/demagistrisluigi/posts/113063998814312" target="_blank">pagina Facebook</a> di Luigi de Magistris, ne cito alcuni:<br /> “<em>Purtroppo al buono non si è arrivato ancora in tutte le municipalità, venire a Fuorigrotta, X municipalità, per credere.”<br /> “Caro sindaco predichi bene e razzoli male sui marciapiedi di Napoli e del Corso Umberto in particolare sono tornati gli ambulanti.I vigili dove sono? Mi hanno detto che l&#8217;organico è insufficiente allora perchè non assumi gli idonei al concorso? Proclami solo slogan ma i fatti dove sono? Io vedo sempre la stessa città. Credo in te e mi aspetto molto di più soprattutto per i giovani”.<br /> “Ciao sindaco, io ieri sera ho parcheggiato di fronte al municipio con l&#8217;aiuto di un parcheggiatore abusivo. Non mi ha chiesto neanche molto. Complimenti!”<br /> </em><br /> Vero, ci sono i parcheggiatori abusivi. Vero, ci sono gli ambulanti. Può essere vero tutto, ma io mi chiedo: <strong>cosa proponiamo noi?</strong> Sappiamo tutti che un&#8217;amministrazione ha delle <strong>priorità</strong>, e sappiamo tutti che Napoli ne ha più di altre. E una di queste priorità, relative a problemi che non si possono affrontare senza i meri e schifosi soldi &#8211; che mancano-, è stata appunto quella di andarli a cercare, quei soldi. Da tutti i commenti che ho letto in questi ultimi mesi non ho visto una proposta fattibile, fatta con cognizione di causa, non con proclami che sarebbero capaci tutti a fare. &#8220;<em>Le strade fanno schifo, 5 mesi e ancora non lei hai rimesse a posto</em>!&#8221;. Ecco qual è la media dei commenti.</p><p>E&#8217; giusto criticare e far notare gli sbagli, la consapevolezza dell&#8217;aver commesso un errore è il primo passo per correggerlo e non ripeterlo in futuro, ma <strong>vogliamo anche inziare ad essere propositivi?</strong> Ad affiancare alla critica un paio di suggerimenti <strong>realistici</strong> per aiutare quelle persone che sono animate da tanta buona volontà e onestà ma che, oggettivamente, non hanno ancora l&#8217;esperienza necessaria per occuparsi di tutto in tempi assurdamente brevi e nel migliore dei modi? E vogliamo, <strong>realisticamente</strong>, considerare il tempo necessario per realizzare certi obiettivi? E vogliamo chiederci <strong>quali</strong> siano le priorità?</p><p>Anni fa, era il 2008 se non sbaglio, andai a sentire Marco Travaglio alla presentazione de “<em>Se li conosci li eviti</em>” a Poggio Moiano, in provincia di Rieti. Dopo il suo coinvolgente e interessante intervento, un ragazzo gli pone la solita domanda che tanti nostri ragazzi si pongono ogni giorno: ma noi che possiamo fare? Lui rispose che non era compito suo dirlo, che lui era un giornalista e che il suo compito era informare. E basta. Lì per lì convenni con lui ma oggi non sono affatto d&#8217;accordo con quella risposta. In una situazione normale, in un paese normale, il ragionamento non farebbe una piega, perché il compito di trovare risposte spetterebbe alla <strong>classe politica</strong>. Ma noi non siamo un paese normale, non possiamo aspettare che sia la classe politica a darci delle risposte. Ciascuno di noi, nel suo piccolo, deve fare un piccolo sforzo per uscire dal proprio piccolo campo di competenza, informarsi e dare una piccola risposta, una piccola soluzione e insieme aiutare a crescere e a migliorare quelle amministrazioni che hanno la voglia e l&#8217;onestà per cambiare le cose.<br /> Per il nuovo anno mi piacerebbe vedere, accanto alle nuove inchieste sulla casta, sugli sprechi, sulla malapolitica, inchieste su amministrazioni virtuose e buona politica; accanto alla lista di evasori di piccolo e grande calibro e di mafiosi, una lista di cittadini impegnati e associazioni antimafia; accanto alle lamentele dei cittadini, proposte degli stessi.</p><p><em>Federica Fabbretti</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/napoli-cosa-proponiamo/183356/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il questore, lo striscione e la coerenza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/08/questore-roma-coerenza/176144/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/08/questore-roma-coerenza/176144/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Dec 2011 15:21:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[agende rosse]]></category> <category><![CDATA[Francesco Tagliente]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[questore]]></category> <category><![CDATA[Salvatore Barbera]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176144</guid> <description><![CDATA[E&#8217; di un giorno la notizia che il Questore di Roma Francesco Tagliente ha imposto il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Roma per due anni a Salvatore Barbera, Responsabile della Campagna Clima ed Energia di Greenpeace, che ha organizzato una protesta srotolando davanti Montecitorio uno striscione con una foto di Genova colpita...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; di un giorno la <a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/bandito-da-roma-il-responsabile-della-campagna-clima/" target="_blank">notizia</a> che il Questore di Roma <strong>Francesco Tagliente</strong> ha imposto<strong> il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno</strong> nel Comune di Roma per due anni a <strong>Salvatore Barbera</strong>, Responsabile della Campagna Clima ed Energia di Greenpeace, che ha organizzato una protesta srotolando davanti Montecitorio uno striscione con una foto di Genova colpita dall&#8217;alluvione del mese scorso e chiedendo al nuovo esecutivo di cambiare la politica climatica del Paese. <strong>Via da Roma per due anni</strong>, quindi. Una<strong> punizione</strong> che nemmeno il più accanito ultras plurifermato è solito avere.</p><p>E a proposito di ultras e del Questore Tagliente, era la<strong> finale di Coppa Italia</strong>, fine maggio di quest&#8217;anno a Roma, giocavano Inter e Palermo, le squadre di <strong>due delle città italiane con più infiltrazioni mafiose</strong>. Avevamo saputo che uno dei procuratori antimafia di Palermo sarebbe stato presente allo stadio Olimpico, così come il Presidente del Senato Renato Schifani, noto per le sue passate <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/18/la-loggia-e-schifani-mi-hanno-voltato-le-spalle/171485/" target="_blank">frequentazioni</a> con gentaglia legata più o meno direttamente alla mafia. Come <a href="http://www.19luglio1992.com/" target="_blank">Movimento delle Agende Rosse</a> decidemmo di comprare (a nostre spese ovviamente) due biglietti per la partita per portare un messaggio di sostegno a quei magistrati coraggiosi e di posizione ferma contro chiunque provasse a tagliare loro le gambe, fisicamente o figurativamente che fosse. Portammo con noi<strong> due striscioni</strong>, uno con su scritto <em>Trattativa Stato-Mafia, fuori la verità</em>, l&#8217;altro <em>Stragi &#8217;92-&#8217;93: giù le mani da chi indaga</em>.</p><p>Il primo lo lasciammo in bella vista, il secondo invece lo nascondemmo arrotolandolo intorno al busto di Angelo, perché come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. E infatti il primo striscione, che avevo in mano io, fu sequestrato. Un agente mi fermò, lesse lo striscione, chiamò tramite radio il suo superiore, che chiamò il suo superiore e così via di grado in grado (ad un certo punto dalla radio chiesero anche che mestiere facesse Salvatore Borsellino&#8230;) fino ad arrivare al Questore in persona, che impose al suo sottoposto (persona che ancora ricordo con un sorriso per la sua gentilezza) di portarmi<strong> </strong><strong>nel</strong> <strong>distaccamento della Questura di Roma </strong>sotto lo stadio per identificarmi. Non sapevo che per identificare una persona servisse essere in un posto preciso, oltre che mostrare il proprio documento. Quindi andammo nella sede preposta e lì avvenne l&#8217;incontro con il dottor Tagliente. Che nemmeno mi guardò e fece: “ah, è lei, eh&#8230;.”, parlando al collega.</p><p>Io: “Buonasera, mi dica, qual&#8217;è il problema? Ci siamo informati e ci hanno detto che sarebbe stato autorizzato qualsiasi striscione tranne quelli a sfondo politico o con insulti”.<br /> “Ah, e questo non le sembra politico?”<br /> “Vede simboli partitici? Da quando in qua l&#8217;antimafia è politica?”<br /> “Signorina, non faccia la furba&#8230; mi dia i documenti”. E dopo averli letti: “Ah è di Roma&#8230; e che le interessa Inter-Palermo? E fa la fisioterapista&#8230; e perché si occupa di queste cose?”<br /> “Perché mi interessano. Collaboro con Salvatore Borsellino&#8230; sa, il fratello del giudice Paolo&#8230; abbiamo fondato un&#8217;associazione antimafia.”<br /> E lui: “Questa è una manifestazione sportiva. E si parla solo di calcio. E ora vada, va&#8230; lo striscione rimane qui.”</p><p>Certo non lo si può tacciare di incoerenza, perché la decisione di <strong>espellere da una città</strong> una persona che lotta per un mondo migliore sul piano ecologico è in perfetta linea con il suo precedente comportamento tenuto con noi. Eppure le forze dell&#8217;ordine seguono lo <strong>stesso codice penale</strong> che dice che se qualcuno commette un reato per salvare un bene supremo come la vita, il fatto non costituisce reato&#8230;</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/TDHG4goSOzc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/08/questore-roma-coerenza/176144/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>15 ottobre: tocca all&#8217;Italia?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/02/15-ottobre-tocca-allitalia/161595/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/02/15-ottobre-tocca-allitalia/161595/#comments</comments> <pubDate>Sun, 02 Oct 2011 07:48:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[15 ottobre]]></category> <category><![CDATA[indignados]]></category> <category><![CDATA[Occupy Wall Street]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=161595</guid> <description><![CDATA[Io non ero nata e a scuola i libri di storia sembravano volerti trasmettere solo date e nomi freddi e incolori. Non che ci si arrivi mai a studiare quegli anni, se ti va bene vieni a sapere le due alleanze che si sono affrontate nella seconda guerra mondiale. Quindi vi chiedo, era mai successo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/brooklynbridge.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-161610" title="brooklynbridge" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/brooklynbridge-300x168.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="168" /></a>Io non ero nata e a scuola i libri di storia sembravano volerti trasmettere solo date e nomi freddi e incolori. Non che ci si arrivi mai a studiare quegli anni, se ti va bene vieni a sapere le due alleanze che si sono affrontate nella seconda guerra mondiale.</p><p>Quindi vi chiedo, era mai successo che dei semplici cittadini, tra cui reduci di guerra e professori, <strong>occupassero il ponte di Brooklyn a New York?</strong> Era mai successo per dire no a una chiara politica capitalista e miope che vuole far pagare debiti a chi non li ha mai contratti? Ho visto foto e video di studenti e &#8220;hippies&#8221; manifestare per la pace e per la libertà di pensiero, ma per una diversa politica economica?</p><p>Ed era mai successo in contemporanea con altre piazze in tutto il mondo, quella greca &#8211; dove i cittadini hanno occupato alcuni ministeri -, quella degli inidignados spagnoli, quella israeliana di Tel Aviv, per finire alle piazze delle rivolte nordafricane e dei paesi ancora sotto dittatura come l&#8217;Iran e la Siria.</p><p>Non so se sia mai successo prima d&#8217;ora. Sicuramente negli anni &#8217;70 non avete avuto la possibilità di <strong>seguirle in diretta</strong> tutte queste cose. Ora è possibile. Per vedere la rivolta dei cittadini statunitensi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.adbusters.org/campaigns/occupywallstreet" target="_blank">potete andare qui</a></span>.</p><p>I cittadini che si aggiungono sul ponte di Brooklyn sono sempre di più, vengono da tutti gli Stati Uniti, nonostante le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/02/new-york-indignados-bloccano-il-ponte-di-brooklyn-centinaia-di-arresti/161591/" target="_blank">centinaia di arresti</a></span> attuati dalla polizia di New York dall&#8217;inizio della protesta, che oggi festeggia il suo 15° giorno. Quindici giorni.</p><p>Michael Moore e Susan Sarandon sono già scesi a supportare i loro connazionali, tanti cittadini newyorkesi passano di lì per applaudire, molti ristoranti donano loro del cibo.</p><p><strong>15 ottobre: tocca all&#8217;Italia? </strong></p><p><strong>Tocca a noi?</strong></p><p>di Federica Fabbretti</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://twitter.com/?lang=it&amp;logged_out=1#!/search?q=%23OccupyWallStreet" target="_blank">La protesta su Twitter</a></span></p><p><em>Nella foto: Manifestanti della &#8220;Occupy Wall Street&#8221; protest in marcia sul ponte di Brooklyn (tratta da <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://agreatbigcity.com/occupy-wall-street-on-the-brooklyn-bridge" target="_blank">agreatbigcity.com</a></span>)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/02/15-ottobre-tocca-allitalia/161595/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>29</slash:comments> </item> <item><title>Forse siamo meglio della Tv: verso il 15 ottobre</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/forse-siamo-meglio-della-tv-verso-il-15-ottobre/160015/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/forse-siamo-meglio-della-tv-verso-il-15-ottobre/160015/#comments</comments> <pubDate>Mon, 26 Sep 2011 07:11:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[15 ottobre]]></category> <category><![CDATA[diffidenza]]></category> <category><![CDATA[egoismo]]></category> <category><![CDATA[ulivo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=160015</guid> <description><![CDATA[Avete presente quei ragazzi di colore che vanno in giro a vendere calzini? A roma ce ne sono tantissimi. Non fanno del male a nessuno, non sono maleducati o prepotenti, danno solo &#8220;fastidio&#8221; perché a volte non demordono dopo il primo secco &#8220;no&#8221; e spesso insistono per farti comprare la loro merce. E la gente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente quei ragazzi di colore che vanno in giro a vendere calzini? A roma ce ne sono tantissimi. Non fanno del male a nessuno, non sono maleducati o prepotenti, danno solo &#8220;fastidio&#8221; perché a volte non demordono dopo il primo secco &#8220;no&#8221; e spesso insistono per farti comprare la loro merce. E la gente non li sopporta, non perché rubino il lavoro agli italiani o perché siano insistenti, ma perché <strong>ti fanno sentire in colpa</strong>. Perché ti mettono di fronte alla realtà di dover guardare negli occhi una persona più sfortunata di te e girarti dall&#8217;altra parte. La gente li odia perché tira fuori l&#8217;egoismo che c&#8217;è in loro.</p><p>Due giorni fa stavo scendendo dalla macchina dopo una veloce visita al supermercato. Avevo una busta di plastica alla quale si erano rotti i manici e dovevo contemporaneamente reggere la portiera della macchina che altrimenti, avendo parcheggiato in discesa, correva il rischio di graffiarsi sul marciapiedi ovviamente troppo alto. Tra la borsa, la busta della spesa con delle bottiglie pesanti dentro, la forza di gravità che voleva vincere sulla mia portiera, le chiavi della macchina e la giornata schifosa che avevo avuto, <strong>potevo dire di essere in seria difficoltà</strong>. A quel punto si avvicina questo ragazzo, tutto sorridente con una lattina di chinotto in mano e i suoi calzini in bella vista e mi fa: &#8220;ciao bellaaa! Aspetta, aiuto!&#8221; e mi tiene la portiera della macchina. La prima cosa che ho pensato, chiudendo un attimo gli occhi, è stata: &#8220;no, ti prego, non oggi&#8230;&#8221;. Invece riapro gli occhi e con un sorriso gli dico, &#8220;no, grazie, faccio da sola&#8230; ma grazie lo stesso&#8221;.</p><p>Lui: &#8220;non hai qualche monetina?&#8221;<br /> Io: &#8220;no, mi dispiace, niente spicci&#8221;.<br /> Lui: &#8220;non vuoi aiutarmi un pochino?&#8221;<br /> Ed io: &#8220;mi dispiace&#8230;&#8221;<br /> Lui mi fa un sorrisetto rassegnato e mi dice: &#8220;mi chiamo Emanuel&#8221; e mi porge la sua mano. Io gliela stringo e gli faccio ripetere il nome una seconda volta perché ha un accento strano e non lo capisco al primo tentativo. Poi mi presento anche io.<br /> Sempre sorridendomi prosegue,<strong> &#8220;come va il lavoro?&#8221;</strong><br /> Sento un sincero interesse in quella domanda e quindi alzo lo sguardo e gli rispondo, con lo stesso sorrisetto rassegnato: &#8220;è un anno che non lavoro.&#8221;<br /> A quel punto lui si ferma, il sorriso non c&#8217;è più, mi guarda negli occhi per qualche secondo e mi fa: &#8220;mi dispiace&#8221;.<br /> Poi mi prende la mano libera, mi sfiora il dorso con le labbra in un gesto gentilissimo e se ne va, dopo avermi detto con un altro sorriso, &#8220;buona fortuna&#8221;.</p><p>Sono rimasta un bel po&#8217; ferma lì, sotto il sole, con la busta rotta e gli occhi lucidi, prima di dirigermi verso casa, e ho pensato alle tante volte che la televisione ci racconta di quanto siano pericolosi questi &#8220;stranieri&#8221;, di quanto sia colpa loro se siamo senza lavoro e senza sicurezza&#8230; eppure nessuno sconosciuto italiano mi aveva trattata con questa gentilezza prima di allora. <strong>Nessuno ti guarda più negli occhi ormai</strong>, non so se per mancanza di tempo o di interesse.</p><p>Poi ieri mattina sono stata all&#8217;assemblea per l&#8217;organizzazione della <strong>manifestazione mondiale del 15 ottobre</strong> e c&#8217;era così tanta gente&#8230; bella gente, piena di idee, di voglia di cambiare, gente che non voleva cedere alla rassegnazione, gente che ha applaudito<strong> Maurizio Landini </strong>e<strong> Luigi de Magistris</strong> come segnali importanti di cambiamento, un cambiamento possibile anche in questa Italia e allora, mentre tornavo a casa, mi è venuto spontaneo pensare a Emanuel.</p><p>Ho pensato che forse la televisione &#8220;vuole&#8221; convincerci che la maggioranza degli italiani siano della stessa pasta di Berlusconi e D&#8217;Alema proprio come vuole convincerci che ragazzi come Emanuel siano pericolosi, perché l&#8217;unica cosa che può continuare a tenerli al potere è la diffidenza che abbiamo l&#8217;uno nei confronti dell&#8217;altro, la diffidenza che allontana la condivisione e l&#8217;unione, che sono le uniche cose che possono portare davvero al cambiamento.</p><p><strong>Ma il cambiamento vero, non quello del nuovo ulivo, che di nuovo ha solo l&#8217;aggettivo.</strong></p><p>Spero di vedere tante belle persone il 15 ottobre a Roma.</p><p>di Federica Fabbretti</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/forse-siamo-meglio-della-tv-verso-il-15-ottobre/160015/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>30</slash:comments> </item> <item><title>Via D&#8217;Amelio, il ricordo da domani a Palermo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/16/via-damelio-il-ricordo-da-domani-a-palermo/145585/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/16/via-damelio-il-ricordo-da-domani-a-palermo/145585/#comments</comments> <pubDate>Sat, 16 Jul 2011 16:04:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[19 luglio]]></category> <category><![CDATA[agende rosse]]></category> <category><![CDATA[Palermo]]></category> <category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category> <category><![CDATA[rita borsellino]]></category> <category><![CDATA[Salvatore Borsellino]]></category> <category><![CDATA[strage]]></category> <category><![CDATA[via d'amelio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=145585</guid> <description><![CDATA[Il 17, 18 e 19 luglio 2011, nel diciannovesimo anniversario per la strage di via D&#8217;Amelio, tutti gli appartenenti al Movimento delle Agende Rosse e tutti quelli che vogliono fare memoria del sacrificio di Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Walter Eddie Cosina, uccisi per mano della mafia e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/FBNmaL00EZY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> Il 17, 18 e 19 luglio 2011, nel diciannovesimo anniversario per la <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_via_d'Amelio" target="_blank">strage di via D&#8217;Amelio</a></span></strong>, tutti gli appartenenti al <strong>Movimento delle Agende Rosse</strong> e tutti quelli che vogliono fare memoria del sacrificio di Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Walter Eddie Cosina, uccisi  per mano della mafia e di schegge deviate di quello Stato che con la  mafia aveva scelto di venire a patti piuttosto che combatterla, sono  chiamati a Palermo per partecipare alla nostra lotta.</p><p>Quest&#8217;anno il presidio in via D&#8217;Amelio durerà<strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.facebook.com/event.php?eid=103926403032920" target="_blank">l&#8217;intera giornata del 19</a></span></strong>: dall&#8217;alba alla notte staremo accanto all&#8217;ulivo di Paolo  e dei suoi ragazzi, per impedire che questo luogo sacro venga  profanato. Quest&#8217;anno non permetteremo a nessun avvoltoio di avvicinarsi  al luogo della strage. Non vogliamo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/15/corone-di-stato-per-una-strage-di-stato/145625/" target="_blank">corone di Stato per una strage di  Stato</a></span>. Vorremmo che al centro di questa giornata fossero i familiari dei  ragazzi morti insieme a Paolo, che Paolo hanno difeso fino all&#8217;ultimo  con il loro stesso corpo e che, come Paolo, sono stati fatti a pezzi.</p><p><strong>Programma della tre giorni</strong><br /> <strong><br /> Domenica 17 luglio<br /> </strong>16.30 &#8211; Via D&#8217;Amelio: Marcia simbolica delle Agende Rosse al Castello Utveggio<br /> 21.00 &#8211; Casa Professa: &#8220;Legami di memoria&#8221; evento organizzato dall&#8217;Arci Sicilia nell&#8217;atrio della biblioteca comunale a Casa Professa.</p><p><strong>Lunedì 18<br /> </strong>9.00 &#8211; Piazza Ve. E. Orlando: Presidio di solidarietà ai Magistrati<br /> 18.00 &#8211; Via M. D&#8217;Amelio: partenza del corteo attraverso le vie principali della città fino alla Facoltà di Giurisprudenza (via Maqueda n° 172)<br /> 20.30 &#8211; Facoltà di Giurisprudenza: incontro organizzato da Antimafia Duemila:<em> &#8220;Quinto Potere. Le finalità dello stragismo tra depistaggi e verità storiche&#8221;</em>. Intervengono: <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/sborsellino/" target="_blank">Salvatore Borsellino</a></span></strong>, <strong>Antonio Ingroia</strong>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/GChiesa" target="_blank"><strong>Giulietto Chiesa</strong></a></span>, <strong>Roberto Scarpinato</strong>, <strong>Antonino Di Matteo</strong>, <strong>Giorgio Bongiovanni</strong>. Modera: Anna Petrozzi (a cura di Antimafia Duemila).<br /> 22.00 &#8211; Via M. D&#8217;Amelio: Veglia laica e momenti di riflessione (a cura di Agesci).<br /> 24.00 &#8211; Via M. D&#8217;Amelio: Santa Messa.<br /> <strong><br /> Martedì 19<br /> </strong>8.00 &#8211;  Via Mariano D&#8217;Amelio: Presidio delle Agende Rosse &#8211; Iniziative della società civile.<br /> 9.00 &#8211;  Aula Magna del Palazzo di Giustizia: Commemorazione Paolo Borsellino (a cura della sezione ANM di Palermo).<br /> 9.30 - Via Mariano D&#8217;Amelio: Animazione e Percorsi di Legalità per bambini  (a cura del circolo Arci Blow up e di Agesci).<br /> 14.30: Lettura brani da parte di giovani.<br /> 16.00: Lettere dei familiari degli Agenti di Polizia della Scorta.<br /> 16.58: Minuto di silenzio &#8211; Marilena Monti recita <em>&#8220;Giudice Paolo&#8221;</em>.<br /> 17.15: &#8220;Lettere a Paolo&#8221; con Antonino Di Matteo, Leonardo Guarnotta, Antonio Ingroia e Vittorio Teresi.<br /> 21.00: &#8220;Quel fresco Profumo di Libertà&#8221; (Laboratorio Novamusica) con Alberto  Collodel (clarinetto basso), Ilich Fenzi (tromba), Giovanni Mancuso  (sintetizzatore) e Peter Gallo (batteria). Proiezione del documentario <em>Palermo, via D&#8217;Amelio</em> con regia di Emanuele Varone.</p><p style="text-align: justify;">La manifestazione nasce dalla  collaborazione tra le <strong>Agende Rosse, Rita Borsellino, Antimafia Duemila </strong>e  il <strong>Comitato Cittadinanza per la Magistratura.</strong></p><p>Preghiamo le altre associazioni della società civile di Palermo di  volerci contattare per eventuali contributi e di tenere conto del  programma esposto per evitare sovrapposizioni nei programmi. E&#8217; possibile confermare la propria presenza sulla pagina dell&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.facebook.com/event.php?eid=103926403032920" target="_blank"><strong>evento Facebook</strong></a></span>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/16/via-damelio-il-ricordo-da-domani-a-palermo/145585/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;alternativa all&#8217;austerity greca: l&#8217;Islanda</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/02/lalternativa-allausterity-greca-lislanda/136104/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/02/lalternativa-allausterity-greca-lislanda/136104/#comments</comments> <pubDate>Sat, 02 Jul 2011 11:30:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Banche]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[crowdsourcing]]></category> <category><![CDATA[God bless Iceland]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[Islanda]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=136104</guid> <description><![CDATA[Ieri mi è arrivata una mail da un caro amico che ho conosciuto in un&#8217;assemblea sulla decrescita&#8230; raccontava di un evento eccezionale, specialmente se inquadrato nel periodo storico che stiamo vivendo: l&#8217;alternativa pratica alle scelte del governo greco di far pagare ai cittadini e alle fasce più deboli le colpe dei grandi della finanza e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Ieri mi è arrivata una mail da un caro amico che ho conosciuto in un&#8217;assemblea sulla decrescita&#8230; raccontava di un evento eccezionale, specialmente se inquadrato nel periodo storico che stiamo vivendo: l&#8217;alternativa pratica alle scelte del governo greco di far pagare ai cittadini e alle fasce più deboli le colpe dei grandi della finanza e della politica. Cioè la <strong>rivoluzione islandese</strong>.<br /> </em><em><br /> Ma è possibile che la televisione non ne abbia mai parlato? I giornali? Fatevi la vostra opinione.</em></p><p>Cara Federica,<br /> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://vimeo.com/11130527" target="_blank"><br /> </a></span><strong><em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.imdb.com/title/tt1520322/" target="_blank">God bless Iceland</a></span></em></strong> (Dio benedica l&#8217;Islanda) è sia un augurio, sia un documentario, girato per mostrare la reazione indignata del popolo islandese di fronte alla bancarotta del proprio Paese. L&#8217;Islanda non è abituata certo a vedere i propri cittadini &#8220;infuocarsi&#8221;, così tutti sono stati colti di sorpresa dalle pacifiche <strong>proteste di piazza</strong> a Reykjavìk che hanno avuto gli effetti eclatanti di far dimettere il governo al completo, e di far nazionalizzare le principali banche commerciali, rifiutando il pagamento di un debito ingiusto.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/KMvekzd-Vfg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> In questo momento in Islanda stanno avvenendo <strong>cambiamenti e decisioni straordinarie </strong>e io mi domando come mai non se ne sappia nulla, se non tramite filmati dalla scarsa distribuzione al pubblico o attraverso Internet. Perché i mass media non se ne occupano? E&#8217; scarsa attenzione o censura per l&#8217;argomento? Forse non è interessante sapere che dopo il crac finanziario è stato indetto un referendum popolare dove il 93% ha deciso di<strong> non pagare i debiti delle banche?</strong> A differenza di tutti gli altri Paesi del mondo, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://pressenza.com/npermalink/icelandx-a-country-that-wants-to-punish-the-bankers-responsible-for-the-crisis" target="_blank">l&#8217;Islanda ha detto “No!”</a></span>. E chi paga? La risposta è ovvia: chi ha fatto danni! Così sono stati emessi mandati di cattura internazionali per i banchieri ritenuti responsabili della <em>débâcle </em>economico-finanziaria, secondo giustizia.</p><p>Non è finita qui: tenendo conto degli errori compiuti, ma proiettata verso il futuro, l&#8217;Islanda dà prova di essere un laboratorio di democrazia e infatti in questi giorni social networks come Facebook o Twitter vengono utilizzati dai cittadini per proporre idee e dare opinioni al progetto di una <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/jun/09/iceland-crowdsourcing-constitution-facebook" target="_blank">nuova Costituzione</a></span></strong>, ottenendo così anche l&#8217;effetto “collaterale” di avere degli abitanti partecipi alla vita politica del proprio Paese.</p><p>Questo processo, che unisce le potenzialità della Rete con la partecipazione di una cittadinanza attiva prende il nome di <em><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing" target="_blank">crowdsourcing</a></span></strong></em>: <em>«Credo che questa sia la prima volta in cui una Costituzione viene abbozzata principalmente su Internet»</em>, ha riferito Thorvaldur Gylfason, membro del consiglio per la Costituzionale islandese, l&#8217;organo collegiale che ha un sito web aggiornato ogni settimana così che tutti possano vedere i progressi del nuovo documento con un click. Il <em>crowdsourcing </em>va oltre i referendum: dà vita a un percorso che coinvolge tutta la popolazione, fin dal principio, per un progetto di legge che, a tutt&#8217;ora, include controlli e responsabilizzazione per il Parlamento e l’introduzione di una più netta separazione dei poteri per prevenire il ripetersi della crisi finanziaria, oltre a cambiamenti significativi riguardanti le elezioni dei parlamentari e le nomine dei giudici.</p><p>Gli islandesi hanno dato una lezione di democrazia e di sovranità popolare e monetaria a tutto l&#8217;Occidente, opponendosi pacificamente ed esaltando il potere della società civile e del diritto di cittadinanza di fronte agli occhi indifferenti del mondo. Di tutto questo <strong>in Italia non se ne parla</strong>, ma per una volta mi piacerebbe vedere in tv, sentire alla radio o leggere sui nostri giornali di storie avventurose e coraggiose come quelle dell&#8217;Islanda, per apprendere che non di sole storie si tratta, ma di vere e proprie notizie, di fatti quotidiani.</p><p>Alessio Fabrizi</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/02/lalternativa-allausterity-greca-lislanda/136104/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>76</slash:comments> </item> <item><title>Basta con il &#8220;meno peggio&#8221;!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/08/basta-con-il-meno-peggio/116671/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/08/basta-con-il-meno-peggio/116671/#comments</comments> <pubDate>Wed, 08 Jun 2011 07:48:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Amministrative 2011]]></category> <category><![CDATA[Luigi De Magistris]]></category> <category><![CDATA[Napoli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=116671</guid> <description><![CDATA[Oggi ho un paio di cose da dirvi e non sono mai stata così contenta di poterle condividere con le persone che navigano su questo sito. Mi sento un po&#8217; tra amici qui, anche quegli amici con i quali ti scontri brutalmente ma poi si finisce sempre con un sorriso e una pacca sulla spalla....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho un paio di cose da dirvi e non sono mai stata così contenta di poterle condividere con le persone che navigano su questo sito. Mi sento un po&#8217; tra amici qui, anche quegli amici con i quali ti scontri brutalmente ma poi si finisce sempre con un sorriso e una pacca sulla spalla.<br /> Inizio con una meravigliosa, divertente e azzeccatissima poesia scritta, dopo gli ultimi risultati elettorali, dal mio amico scrittore<strong> Gianni Ialongo </strong>(del quale vi consiglio caldamente l&#8217;ultimo libro* “Dov&#8217;è finito il signor B.?”):</p><p>La sora Vittoria</p><p>La sora Vittoria<br /> di noi disgustata<br /> sbattendo la porta<br /> se n&#8217;era scappata.</p><p>Invan la cercammo<br /> per monti e per mari.<br /> Passarono gli anni<br /> per noi sempre amari.</p><p>Ci giunse notizia<br /> che un demone nano<br /> l&#8217;avea incatenata<br /> in un borgo padano.</p><p>Il fiero D&#8217;Alema<br /> partì alla riscossa<br /> ma cadde di sella<br /> sbagliando la mossa.</p><p>Un Prodi guerriero<br /> cercò la battaglia<br /> ma tutto si perse<br /> in un fuoco di paglia.</p><p>Bersani l&#8217;astuto<br /> tentò la spallata<br /> ma il demon con l&#8217;oro<br /> comprossi un&#8217;armata.</p><p>Noi mesti e divisi<br /> perdemmo memoria<br /> perfin di sognare<br /> la sora Vittoria.</p><p>Ma un vento gentile<br /> soffiando impetuoso<br /> travolse a sorpresa<br /> il nano bilioso.</p><p>E un grido di festa<br /> squarciò la nottata:<br /> la sora Vittoria<br /> è tornata, è tornata!</p><p>Parlando sempre di elezioni. Premetto che, come sapete già, sono di parte. E che sono stata contentissima che Pisapia abbia vinto a Milano, perché sicuramente non potrà fare peggio della Moratti e perché è un segnale più che positivo che anche la città natale del presidente del Consiglio si sia stufata di lui. Detto questo&#8230; come è possibile paragonare la vittoria di Giuliano Pisapia a quella di Luigi de Magistris? Come??? <strong>Luigi de Magistris ha corso da solo</strong>. Gli hanno voltato tutti le spalle, a cominciare dal Pd e da Sinistra ecologia e libertà per finire con molti esponenti del suo stesso partito (qualcuno si ricorda ancora del documento firmato contro Luigi, Sonia Alfano e Giulio Cavalli dove venivano chiamati, se non ricordo male, “traditori” per aver chiesto pulizia all&#8217;interno del partito?). Ed ora, tutti sul carro dei vincitori. Proprio due giorni fa leggevo di un post sul blog dell&#8217;onorevole <strong>Borghesi</strong>, quello che aveva denunciato de Magistris al direttivo del partito, intitolato “ed ora con De Magistris tornerà la legalità a Napoli!!!”. Come, non era un uomo da allontanare?</p><p>Ma passiamo oltre. Passiamo invece all&#8217;importanza storica della vittoria di Luigi. Passiamo all&#8217;energia, alla passione, alla positività, all&#8217;entusiasmo che si respirava nel suo comitato il giorno del ballottaggio, ma anche in tutti i giorni precedenti, dove si sono camminati centinaia di chilometri a piedi e in bicicletta per le vie di Napoli per far capire ai napoletani che un cambiamento<strong> era possibile</strong>. Passiamo ad un ragazzo napoletano, Marco Ceglia, conosciuto il 16 maggio scorso, che mi ha raccontato di essere tornato appositamente dalla Spagna, dove lavorava, per aiutare Luigi a diventare sindaco della sua città. A persone che si sono avvicinate a Luigi per “lavoro” e che sono rimaste anche dopo che il loro lavoro era finito, convinte da lui e dal suo staff, e dalle decine e decine di persone che lavoravano disinteressatamente per arrivare all&#8217;obiettivo comune.</p><p>Passiamo al giorno dello scrutinio. Al viso di Maria, 25 anni, che passava da lacrime di tensione a lacrime di speranza e alla fine di gioia, alle centinaia di telefonate arrivate al comitato in quelle tre ore, telefonate dai seggi miste a quelle di semplici cittadini che chiamavano per sapere se fosse vero, se fosse “vero che sta vincendo??” e “ma i dati di Mentana sono veri?!?”, ai passaggi trafelati di Tonia, 23anni, che veniva dalla sala stampa e che voleva, anche per poco, condividere quelle ore con i suoi compagni, alle urla di Cinzia, Sarah e Consuelo che non riuscivano a sentire la persona all&#8217;altro capo del telefono che provava a passare loro i dati dei seggi, agli abbracci tra sconosciuti ad ogni seggio vinto, per finire alla festa fatta in strada, con i vigili urbani che non sapevano da che parte guardare e con le macchine che, invece di infastidirsi, suonavano il clacson per festeggiare con noi. Un vecchietto è addirittura sceso dall&#8217;autobus che passava di là per venire a “saltare” con noi, per poi dirci, sorridendo: “Ora aspetto il prossimo bus. Sperammo ca &#8216;o sinnaco nuovo &#8216;e ffà passà cchiù ampresso!”.  Speriamo che il nuovo sindaco li faccia passare più velocemente.</p><p>Ragazzi. Giovani. Anziani. In una parola, <strong>società civile</strong>. Ci hanno creduto tutti, loro sì. Un po&#8217; meno i partiti che hanno snobbato, forse per sfiducia, forse per paura del cambiamento drastico che avrebbe potuto portare, Luigi de Magistris. Quindi non mi si venga a dire che la vittoria di Milano sia paragonabile a quella di Napoli. Sono entrambe vittorie contro Berlusconi, contro il partito della spesa pubblica e, anche se non lo si vuole dire ad alta voce, un voto di totale sfiducia a questo PD. Ma a Napoli è stata anche la vittoria della politica che non scende a compromessi, che non si arrende allo status quo nazionale, che non si fa mettere i piedi in testa e che non si fa imprigionare nella teoria del voto al “meno peggio”.</p><p>E soprattutto, a mio parere, è stata la più grande dimostrazione che i napoletani non sono menefreghisti, camorristi, “terroni” e ignoranti. Ma che se si da loro la possibilità di scegliere, se si da loro la possibilità di una scelta <strong>credibile</strong>, la faccia &#8211; e la speranza &#8211; ce la mettono tutti. E sanno perfettamente cosa fare.</p><p>Per questo Luigi de Magistris ha vinto. Per questo la sua è stata una vittoria storica. Perché se davvero, come ha già iniziato a fare, riuscirà a far uscire una Napoli diversa, se davvero darà prova di come si può amministrare una città senza vendersi, facendo il bene dei cittadini e non delle tasche dell&#8217;amministrazione, allora avrà lanciato la scintilla di un fuoco che si espanderà necessariamente in tutta Italia, perché a quel punto saranno tutti i cittadini delle altre città <strong>a pretendere un sindaco come lui</strong>, a non accontentarsi più del “meno peggio”.</p><p>In bocca al lupo Luigi.</p><p>di Federica Fabbretti</p><p>*Per informazioni hedrok@fastwebnet.it</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/08/basta-con-il-meno-peggio/116671/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>22</slash:comments> </item> <item><title>La “primavera spagnola” arriverà in Italia?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/28/la-%e2%80%9cprimavera-spagnola%e2%80%9d-arrivera-in-italia/114375/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/28/la-%e2%80%9cprimavera-spagnola%e2%80%9d-arrivera-in-italia/114375/#comments</comments> <pubDate>Sat, 28 May 2011 08:35:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[primavera]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=114375</guid> <description><![CDATA[“Quando si inizierà a dire basta in Italia? Quando?!?” Questo è quello che da un po&#8217; di tempo si chiedono molti italiani, giovani e non. Tra loro c&#8217;è anche Johanna, 29 anni, una ragazza originaria del Trentino Alto Adige che lavora a Valencia da più di un anno. Johanna sta vivendo in prima persona la cosiddetta “primavera spagnola”...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Quando si inizierà a </em><em><strong>dire</strong></em><em> </em><em><strong>basta</strong></em><em> in Italia? Quando?!?</em>”</p><p>Questo è quello che da un po&#8217; di tempo si chiedono molti italiani, giovani e non. Tra loro c&#8217;è anche <strong>Johanna</strong>, 29 anni, una ragazza originaria del Trentino Alto Adige che lavora a Valencia da più di un anno. Johanna sta vivendo in prima persona la cosiddetta <strong>“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/19/italian-revolution-e-la-primavera-europea/112311/" target="_blank">primavera spagnola</a></span>”</strong> e quindi, più di altri, non può fare a meno di porsi questa domanda, di desiderare la stessa “primavera” per la sua nazione di origine.</p><p>Non è un&#8217;attivista politica Johanna, all&#8217;inizio non si era quasi nemmeno resa conto della protesta del 15 maggio, è andata a vedere di cosa si trattasse solo cinque giorni più tardi, di giovedì. Non ha trovato tantissime persone quel giorno, poche rispetto alla moltitudine che si vede nei telegiornali di tutto il mondo in quest&#8217;ultima settimana, c&#8217;erano persone sedute che parlavano, discutevano e c&#8217;erano&#8230; tanti <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/27/siamo-indignados-le-parole-per-dirlo/113767/" target="_blank">post-it</a></span></strong>. E&#8217; questo quello che l&#8217;ha colpita, i tanti foglietti riempiti dei desideri, delle proposte, delle idee delle persone passate di lì. E dei cartelli con gli appuntamenti successivi.</p><p>E il giorno seguente, dopo il lavoro, Johanna è tornata nella piazza di Valencia. Perché è tornata? Cosa l&#8217;ha spinta a tornare là? La sua risposta è, credo, il motivo per cui ancora possiamo <strong>sperare nel cambiamento</strong> di questa società: “<em>Perché mi è sembrata una cosa diversa dalle solite manifestazioni di protesta, qui c&#8217;erano proposte oltre alle critiche e poi&#8230; perché era necessario per me trovare gente che aveva voglia di fare, di cambiare, di crederci&#8230; per me è stato un vero e proprio </em><em><strong>richiamo</strong></em>”.</p><p>E il secondo giorno la sorpresa: il numero delle persone nella piazza era cresciuto a livello esponenziale, c&#8217;era tantissima gente. “<em>Era </em><em><strong>impressionante</strong></em><em>. La cosa che mi ha colpita di più è stato il dialogo&#8230; la gente è in piazza, seduta, non è una marcia, si discute davvero, si lanciano proposte di cambiamento, proposte reali</em>”.</p><p>Il terzo giorno Johanna si è seduta con loro, ha partecipato al suo primo incontro, il tema era la <strong>violenza contro le donne</strong>. E poi diretta all&#8217;assemblea generale. “<em>E&#8217; alle 20, ce n&#8217;è una tutte le sere, dove si riassumono i vari incontri e si cerca di tirare fuori delle proposte</em>”. E ci va proprio tutte le sere, dopo il lavoro.</p><p>Mi ha parlato del rapporto tra i giovani e i meno giovani, di come a volte sia stato difficile <strong>dialogare </strong>per via di modi di pensare e di parlare molto diversi, per via dell&#8217;idealismo giovanile che spesso viene frenato dal realismo degli adulti, e di come però i giovani abbiano capito l&#8217;importanza delle persone più anziane, della loro esperienza, di come possono aiutarli a non commettere gli errori del passato.</p><p>“<em>Mi ricordo di questo signore abbastanza avanti con l&#8217;età&#8230; di come abbia chiesto di intervenire durante una delle assemblee generali e di come abbia concluso dicendoci &#8216;tanto è tutto inutile, tra un po&#8217; diventerete tutti capitalisti&#8217;. Lo hanno fischiato sia i giovani che gli adulti che i vecchi&#8230; alla fine &#8211; </em>sorride Johanna - <em>anche se con modi diversi, </em><em><strong>vogliamo tutti la stessa cosa</strong></em><em>, qualsiasi sia la nostra età</em>”.</p><p>Ma quell&#8217;anziano così disilluso e cinico avrà avuto poi così torto? Forse quei ragazzi non diventeranno tutti capitalisti, ma saranno davvero in grado di <strong>mettere in crisi un sistema </strong>economico intero, un sistema sul quale si reggono i governi di tutta Europa e, più in generale, di mezzo mondo? Non sarà solo l&#8217;ennesima protesta idealistica che avrà una sua fine per tornare poi alla solita realtà?</p><p>“<em>Ancora non sappiamo cosa succederà, sia a breve che a lungo termine, non sappiamo cosa farà la polizia ora che sono finite le elezioni e non sappiamo cosa faranno le persone, se continueranno a protestare e, se così sarà, se il governo prima o poi ci ascolterà&#8230; non possiamo saperlo, nessuno può saperlo. Quello che so è che questa protesta </em><em><strong>non è come le altre</strong></em><em>. Non è contro questo partito o quell&#8217;altro, destra o sinistra, è contro un sistema economico sul quale si sono basati </em><em><strong>tutti</strong></em><em> i governi europei, con le varie differenze certo, ma tutti, destra e sinistra, Spagna, Inghilterra o Italia. E&#8217; una protesta contro lo sfruttamento di qualsiasi categoria sociale, uno sfruttamento che è intrinseco, necessario, a questo sistema. </em><em><strong>E&#8217; questa la forza di questo movimento</strong></em><em>. Non potrà mai tornare tutto come prima. E sai perché? Perché la gente non ce la fa più. Potrà succedere che queste proteste finiranno, ma sarà solo una pausa, perché i motivi che vi sono alla base non saranno spariti. La gente starà sempre peggio. E si rinizierà di nuovo. Purtroppo per loro, e per fortuna per noi, è solo questione di tempo, è solo questione di attendere il momento in cui la gente si renderà conto che non ha senso farsi sfruttare da pochi potenti, il momento in cui la gente scoppierà. Forse non sarà oggi per la Spagna, forse sarà domani, forse per l&#8217;Italia sarà dopodomani, ma ci si arriverà.<br /> </em><em><br /> E il bello di tutto questo è che la gente <strong>si sta unendo</strong>. La forza di &#8216;quelli là&#8217; sta nell&#8217;isolamento del singolo cittadino. E non c&#8217;è niente di meglio che un nemico comune per far unire le persone</em>”.</p><p>Soprattutto, mi vien da aggiungere, se quel nemico rappresenta la sopraffazione, l&#8217;arroganza, lo sfruttamento. In una parola, la <strong>mancanza del rispetto</strong> per l&#8217;essere umano.</p><p><em>di Federica Fabbretti</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/28/la-%e2%80%9cprimavera-spagnola%e2%80%9d-arrivera-in-italia/114375/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>64</slash:comments> </item> <item><title>Lettera ai napoletani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/17/lettera-ai-napoletani/111773/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/17/lettera-ai-napoletani/111773/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 May 2011 11:35:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2011 Napoli]]></category> <category><![CDATA[idv]]></category> <category><![CDATA[Luigi De Magistris]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[SeL]]></category> <category><![CDATA[sindaco]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=111773</guid> <description><![CDATA[Cari napoletani, non sono nessuno. Sono solo una ragazza piena di sogni e di speranze per questo nostro Paese. Conosco Luigi de Magistris da un paio di anni e mi sento di dire che questo è un privilegio. E&#8217; un privilegio perché Luigi è una persona onesta, genuina, preparata, che ama profondamente e incondizionatamente la sua...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/GL3xoO30pCo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Cari napoletani, non sono nessuno. Sono solo una ragazza piena di sogni e di speranze per questo nostro Paese.</p><p>Conosco<strong> Luigi de Magistris</strong> da un paio di anni e mi sento di dire che questo è un privilegio. E&#8217; un privilegio perché Luigi  è una persona onesta, genuina, preparata, che ama profondamente e incondizionatamente la sua città, una persona e un politico che può dare tanto a questa Italia in rapido declino, trascinata a fondo da scandali, corruzione, mafia, affari sporchi, politica degli interessi e degli “amici degli amici”.</p><p>Quando ho conosciuto Luigi, per lui era un periodo di grande sofferenza, voleva fare il <strong>magistrato </strong>e voleva continuare a farlo con grande serietà e dedizione. Non gliel’hanno permesso perché aveva toccato poteri forti, perché in modo integerrimo aveva portato avanti le sue inchieste soltanto in base alla legge e non a strani giri di potere, infatti centrodestra e centrosinistra venivano coinvolti senza sconti per nessuno. Solo la legge a guidare il suo percorso e l&#8217;amore per quella professione. Quando è entrato in <strong>politica</strong>, costretto dalle circostanze, ma con grande entusiasmo, molti erano scettici, io ero fiduciosa e credevo che potesse veicolare la sua onestà e il suo entusiasmo in questo nuovo cammino. Si è impegnato nella lotta alla mafia, agli sprechi, alla corruzione e al malaffare della politica, l&#8217;ho visto in piazza tra la gente, l&#8217;ho visto parlare con loro e ascoltarli, accettare consigli e critiche da parte di chi lo ha sempre seguito, dimostrando una grande umiltà e semplicità.</p><p>Ieri ero all&#8217;università a sostenere un esame: mentre attendevo che chiamassero il mio nome, ricevevo messaggi sul risultato parziale delle elezioni a <strong>Napoli </strong>e ho sentito che il sogno poteva davvero diventare realtà. L&#8217;entusiasmo e le capacità di Luigi hanno coinvolto in questi due anni molti ragazzi giovanissimi che hanno visto in lui la speranza di cambiare a piccoli passi questo Paese e ieri questi ragazzi hanno stretto i denti fino all&#8217;ultimo, riuniti attorno a lui emozionato ma lucido, pronto ad affrontare il ballottaggio per far sì che questo sogno non rimanga solo un ricordo di un attimo di gioia vissuto e poi soffocato.</p><p>Dopo le elezioni ieri, molti tra i vincitori hanno parlato di partiti, di punti e percentuali, Luigi ha parlato di progetti, dei cittadini napoletani, dei problemi della città, non ha distolto l&#8217;attenzione dal suo vero sogno che non è la poltrona di sindaco, come per tanti altri, ma è <strong>lavorare</strong>, avere la possibilità di lavorare per riportare Napoli alla bellezza che l&#8217;ha sempre caratterizzata ma che da qualche anno, grazie alla malapolitica di Bassolino e della Iervolino, è  quasi svanita.</p><p>Ieri Luigi de Magistris ha vinto davvero, <strong>ha vinto da solo</strong>, senza il Pd e Sel che hanno preferito appoggiare Morcone (se avessero sostenuto de Magistris avrebbero vinto al primo turno), trainando tutta l&#8217;Idv e prendendo il 20% in più di voti rispetto al partito, che a Napoli ha preso l&#8217;8,4%: perché non è l&#8217;Idv che conta, ma è la persona, è Luigi de Magistris.</p><p>Cari napoletani, vi chiedo solo di non mettere fine a questo sogno, solo voi potete realizzarlo, solo voi potete cambiare la vostra città, solo voi potete finalmente dargli un sindaco, un vero sindaco.</p><p>Luigi de Magistris si è messo in gioco, adesso tocca a voi dimostrare di voler bene a Napoli.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/17/lettera-ai-napoletani/111773/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>15</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Vieni fuori a picchiarci tutti se hai il coraggio!&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/17/vieni-fuori-a-picchiarci-tutti-se-hai-il-coraggio/105130/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/17/vieni-fuori-a-picchiarci-tutti-se-hai-il-coraggio/105130/#comments</comments> <pubDate>Sun, 17 Apr 2011 13:15:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=105130</guid> <description><![CDATA[Doveva essere la giornata del film sul divano dopo un bel piatto di lasagne per cena. Il prescelto era un film di fantascienza del 2005, Serenity, che risulta difficilmente reperibile se non in questi grandi negozi come Fnac o Mediaworld. Ed è proprio da Mediaworld che sono andata ieri, nel grande centro commerciale vicino casa,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/04/tez.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-105133" title="volantino " src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/04/tez-211x300.jpg?47e3a5" alt="" width="211" height="300" /></a>Doveva essere la giornata del film sul divano dopo un bel piatto di lasagne per cena. Il prescelto era un film di fantascienza del 2005, Serenity, che risulta difficilmente reperibile se non in questi grandi negozi come Fnac o Mediaworld. Ed è proprio da Mediaworld che sono andata ieri, nel grande centro commerciale vicino casa, Porte di Roma.</p><p>Doveva essere una “toccata e fuga”, giusto dieci minuti per prendere il film, pagare e tornare a casa, ma il caso ha voluto diversamente e i dieci minuti sono diventati tre ore. Infatti non appena uscita dal negozio con il mio dvd nella borsa, mi trovo di fronte una marea di gente ammassata davanti a un altro negozio a una cinquantina di metri. Saranno state 300 persone. Il mio primo pensiero è stato “ma i saldi non erano finiti?” ma dopo qualche secondo capisco che i vestiti non c&#8217;entrano proprio niente. Dal gruppo iniziano a sollevarsi <strong>cori da stadio</strong>: “Vergogna, vergogna!” e “Fascista, fascista!” e “In galera!”.</p><p>Ovviamente mi avvicino e non faccio in tempo a chiedere spiegazioni che mi arriva in mano <a href="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/207845_1814440974655_1648984743_1683469_5136775_n.jpg" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">un volantino</span></a>.</p><p>Leggo e rimango sconvolta. La titolare del negozio in questione, Tezenis, a Porte di Roma (ma ne possiede anche un altro in via Ugo Ojetti, sempre della stessa catena di intimo) ha picchiato senza pietà una giovane commessa, Sara, per ben 50 minuti, nel magazzino dietro il negozio, sotto gli occhi delle colleghe, e alle suppliche della ragazza rispondeva frasi come “non mi fanno pena neanche i cani, mi inchino solo davanti al Duce”. Tutto perché si era rifiutata di firmare una lettera di dimissioni richiesta per aver osato chiedere spiegazioni sulle circa <strong>50 ore di straordinari non pagati</strong>.</p><p>E per aggiungere offesa a lesioni gravi (questa frase è un modo di dire ma oggi calza talmente a pennello che vengono i brividi), le colleghe in questione hanno fatto capire a Sara che non hanno intenzione di testimoniare la verità nel processo che sarà istituito dopo che, con coraggio, la ragazza ha denunciato la violenza fisica e psicologica alla polizia.</p><p>Fortunatamente la storia ha raggiunto il programma “Le Iene” che hanno girato <a href="http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/220812/calabresi-botte-sul-posto-di-lavoro.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">un servizio</span></a> con interviste e telecamere nascoste, mostrando le minaccie della titolare, Vera Emilio, verso le commesse, e con le dichiarazioni delle ragazze testimoni oculari dell&#8217;accaduto.</p><p>La verità è praticamente saltata fuori ed ora attende solo di essere confermata in un giusto processo.</p><p>Dopo aver visto il servizio, un gruppo di cittadini ha aperto una pagina facebook chiamata “<a href="http://www.facebook.com/pages/Tutti-uniti-contro-Vera-Emilio-difendiamo-Sara/181848278529878?sk=wall" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Tutti uniti contro Vera Emilio</span></a>”, ha lanciato un sit-in al quale hanno aderito via via sempre più persone.</p><p>Ma la maggioranza delle persone fuori il negozio sono capitate lì per caso, che si sono fermate prima incuriosite e poi, come me, arrabbiate.</p><p>La folla è pacifica ma inferocita e non smette di gridare ed è aumentata notevolmente. Ci sono tre uomini del servizio di vigilanza del centro commerciale a guardia del locale che, dopo un&#8217;ora circa, non può far altro che chiudere. All&#8217;abbassarsi delle saracinesche parte un lungo applauso e qualche grido come “questa è la fine che deve fare il tuo negozio, chiuso per sempre!” e il mai interrotto “Sara! Sara! Sara!”.</p><p>Sulla pagina facebook si sono dati <strong>appuntamento a sabato prossimo</strong>, alle ore 16.00, per far chiudere di nuovo le saracinesche e far perdere ancora una volta gli incassi del sabato pomeriggio ad una persona che, se il processo dovesse confermare quello che la televisione ha già dimostrato, dovremmo smettere di chiamare “persona” per non offendere il genere umano.</p><p>Sara ha avuto dai medici 15 giorni di prognosi e a seguito della violenza subita ha iniziato a soffrire di stati di ansia, di depressione e attacchi di panico (tutti documentati da un neurologo) eppure tutto questo non le ha impedito di trovare il coraggio di denunciare i soprusi.</p><p>Sara si è trovata sola contro tutti, contro la donna che la picchiava e contro le colleghe che le hanno voltato le spalle nei giorni a seguire e ieri le persone che si sono riunite davanti Tezenis erano là proprio per quello, per mandare un messaggio alla signora (“vieni fuori a picchiarci tutti se hai il coraggio”) e soprattutto a Sara: “non sei sola, siamo con te”.</p><p>di Federica Fabbretti</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/17/vieni-fuori-a-picchiarci-tutti-se-hai-il-coraggio/105130/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>56</slash:comments> </item> <item><title>La riforma dell&#8217;ingiustizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/la-riforma-dellingiustizia/96623/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/la-riforma-dellingiustizia/96623/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 Mar 2011 14:11:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[angelino alfano]]></category> <category><![CDATA[assoluzione]]></category> <category><![CDATA[magistrati]]></category> <category><![CDATA[responsabilità civile]]></category> <category><![CDATA[riforma della giustizia]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=96623</guid> <description><![CDATA[Quando sono nata c&#8217;era già Berlusconi e ne ho viste davvero di tutti i colori, dalla depenalizzazione dei reati commessi da lui, al lodo Alfano per impedire i suoi processi, ma non avrei mai immaginato qualcosa come la riforma della giustizia varata il 10 marzo dal Consiglio dei ministri. Se questa riforma venisse approvata, cosa...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando sono nata c&#8217;era già Berlusconi e ne ho viste davvero di tutti i colori, dalla depenalizzazione dei reati commessi da lui, al lodo Alfano per impedire i suoi processi, ma non avrei mai immaginato qualcosa come la <strong>riforma della giustizia</strong> varata il 10 marzo dal Consiglio dei ministri. Se questa riforma venisse approvata, cosa alquanto improbabile, la democrazia sarebbe in pericolo perché non esisterebbe più un potere giudiziario autonomo ed indipendente dall&#8217;influenza della politica.</p><p>Mi voglio soffermare solo su due punti che secondo me già bastano per evidenziare lo <strong>squallore </strong>di questa riforma: la responsabilità civile dei magistrati per gli errori giudiziari e l&#8217;inappellabilità delle sentenze di assoluzione.</p><p>La riforma della giustizia prevede il principio di <strong>responsabilità civile per i magistrati </strong>che commettono un errore giudiziario, una sciagura per il nostro sistema processuale. I nostri padri costituenti non introdussero nel &#8217;48 questo principio per tutelare l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza dei magistrati, per permettergli di valutare i casi senza alcuna pressione che potrebbe turbare l&#8217;esercizio imparziale della loro funzione. L&#8217;introduzione di questo principio rappresenta un&#8217;<strong>abrogazione implicita dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;azione penale </strong>(art. 112 Cost.) per un motivo molto semplice: quale giudice affronterebbe con tranquillità un processo sapendo che se “sbagliasse” (termine molto relativo visto che due giudici potrebbero interpretare lo stesso caso in due modi completamente differenti) sarebbe soggetto a risarcimento? Come la mettiamo poi nei casi di assoluzione per insufficienza probatoria? Non ci sono prove sufficienti per una condanna che deve essere <em>“al di là di ogni ragionevole dubbio” </em>(art. 533 cpp), ma ci sono delle prove. Anche qui il giudice sarebbe tenuto al risarcimento, nonostante sia stato corretto nel rispetto del principio espresso dall&#8217;art. 533 cpp.?</p><p>Le vittime di errori giudiziari tra l&#8217;altro vengono già<strong> risarcite dallo Stato</strong> ed è giusto così perché, a differenza di quello che vanno blaterando Alfano e Berlusconi, il pm non è l&#8217;avvocato dell&#8217;accusa, ma il rappresentante dello Stato in giudizio (infatti il pm può anche chiedere l&#8217;assoluzione dell&#8217;imputato).</p><p><strong>L&#8217;inappellabilità delle sentenze di assoluzione</strong>, invece, comporta la disparità tra accusa e difesa. Dopo tante puntate nei salotti della politica a raccontare balle sulle minori prerogative della difesa rispetto all&#8217;accusa, hanno trovato il modo per farlo davvero, ma naturalmente a parti invertite. Se l&#8217;imputato viene condannato, può ricorrere in appello e in Cassazione, della serie “ritenta sarai più fortunato”. Se l&#8217;imputato viene assolto, invece, il pm non può fare appello e la sentenza definitiva è quella di assoluzione. Alla faccia della “parità delle armi” e in barba all&#8217;articolo 111 della Costituzione che stabilisce, appunto, la parità delle parti a livello processuale.</p><p>Berlusconi ha detto che con questa riforma<strong> Mani pulite non ci sarebbe stata</strong>, ma inavvertitamente si è dimenticato di spiegare la motivazione. Non ci sarebbero stati i ladri o sarebbero rimasti impuniti?</p><p><em>di Martina Di Gianfelice</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/11/la-riforma-dellingiustizia/96623/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>29</slash:comments> </item> <item><title>Il contagio delle menti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/il-contagio-delle-menti/90244/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/il-contagio-delle-menti/90244/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 Feb 2011 18:12:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[agende rosse]]></category> <category><![CDATA[cambiamento]]></category> <category><![CDATA[dvd]]></category> <category><![CDATA[futuro e libertà]]></category> <category><![CDATA[Giovani]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=90244</guid> <description><![CDATA[“Sai, ho fatto vedere a mio papà il film&#8230;”. Questo è quello che mi ha detto Lidia, la ragazza delle Agende Rosse che si è occupata dell&#8217;organizzazione della presentazione a Palermo del nostro Dvd, che uscirà con Il Fatto Quotidiano l&#8217;8 febbraio prossimo. Lei e la sua famiglia sono nati a Palermo e questioni come...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>“Sai, ho fatto vedere a mio papà il film&#8230;”. </em>Questo è quello che mi ha detto Lidia, la ragazza delle <strong>Agende Rosse</strong> che si è occupata dell&#8217;organizzazione della presentazione a Palermo del nostro <strong>Dvd</strong>, che uscirà con<em> Il Fatto Quotidiano</em> l&#8217;8 febbraio prossimo.</p><p>Lei e la sua famiglia sono nati a Palermo e questioni come la mafia e la morte di Paolo Borsellino le sentono più vicine di altri. Tutto quello che puoi vedere negli occhi della gente onesta nelle diverse parti d&#8217;Italia a Palermo è quadruplicato. Ci sono i <strong>giovani </strong>come Lidia, che si battono strenuamente contro il sistema mafioso, ormai evidentemente non solo peculiarità siciliana, e ci sono i giovani la cui più grande aspirazione è diventare Nicole Minetti o un/una tronista di Amici di Maria De Filippi.</p><p>E poi ci sono gli <strong>adulti</strong>, quelli che appoggiano la mafia, anche solo assecondando un sistema dove i “favori” e le raccomandazioni sono all&#8217;ordine del giorno, e dall&#8217;altra parte quelli che guardano con tenerezza e con un po&#8217; di condiscendenza i ragazzi come Lidia, perché una volta <em>erano</em> ragazzi come Lidia, e poi&#8230; e poi la vita ha insegnato loro che probabilmente hanno sempre combattuto contro i mulini a vento, che forse l&#8217;Italia non vuole proprio cambiare. Sono quelle persone che quando vedono le manifestazioni si affacciano ai balconi e guardano i cortei con un sorriso triste,  convinti razionalmente che non cambierà mai niente. Una piccola speranza, nel profondo della loro anima, ce l&#8217;hanno ancora ma non hanno nessuna intenzione di farla venire in superficie, di riconoscerla, per non rischiare di esporla all&#8217;ennesima delusione.</p><p><em>“Si vedeva che era commosso&#8230; mi ha parlato molto di Salvatore, mi ha raccontato, quasi come  fosse un dovere, che quando sono morti Falcone e Borsellino lui è andato a tutti i funerali e alle manifestazioni&#8230; ha fatto rivivere in lui quella <strong>rabbia </strong>che a Palermo avevamo perso&#8230; ha fatto pure volantinaggio!”</em></p><p>Sì, perché per organizzare le tre <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/25/19-luglio-1992-una-strage-di-stato/88264/" target="_blank">presentazioni</a></span> </strong>(domani ci sarà quella di Torino, che potrete seguire in diretta su <em>Ilfattoquotidiano.it</em>, cosa che vi consiglio caldamente, e venerdi prossimo sarà la volta di Roma) ci hanno aiutato i piccoli gruppi delle Agende Rosse locali, tutto lavoro volontario, e questi gruppetti sono stati fantastici, per impegno, perseveranza e volontà: hanno trovato le sale adatte, chiesto i permessi, lottato contro la burocrazia italiana che, se vuoi fare le cose secondo le regole, il 90% delle volte non te lo permette proprio.</p><p><em>“Eh sì&#8230; sai, non avevo ancora condiviso questo mio impegno con i miei e vedere mio padre che collabora con così tanto entusiasmo è per me un grande onore&#8230; anche in areoporto li ha portati! Lui lavora lì, ve lo presenterò a tutti un giorno&#8230; lui rappresenta quella Palermo onesta che ha smesso di indignarsi per assuefazione. Ora si è risvegliato e <strong>sta trasmettendo la stessa emozione </strong>alle persone che conosce a Palermo&#8230; Pensa se questa cosa diventasse una catena, Fede, tra la gente comune che ha dimenticato&#8230;”</em></p><p>Pensate se davvero fosse possibile&#8230; come un virus che infetta una persona e poi quella persona propaga il <strong>contagio </strong>prima ai suoi parenti e amici, poi ai conoscenti, poi al quartiere, poi alla città e alla regione, e poi quegli amici si sposteranno e infetteranno altre regioni, e via dicendo. Non sarà certamente una cosa facile e questa convinzione si rafforza ancora di più quando sei testimone di scene come quella che ho vissuto pochi minuti fa mentre aspettavo di imbarcarmi sull&#8217;aereo che mi porterà a Torino per la presentazione del dvd di domani pomeriggio. Non ho mai incontrato tanti “vip” su un volo (forse perché non avevo mai volato con Alitalia prima) e tra questi c&#8217;era un parlamentare di <strong>Futuro e Libertà</strong>. Era ad un metro e mezzo da me e si vantava di come non avesse votato per l&#8217;autorizzazione a procedere per la perquisizione dell&#8217;ufficio del ragionier Spinelli ieri pomeriggio.</p><p><em>“Io quello lo conosco bene, ti pare che l&#8217;avrei pugnalato alle spalle in questo modo?”</em>, e poi <em>“Mi sembrava di stare in un tribunale&#8230; io non posso fare il giudice, tantomeno con un amico”</em>. E ancora <em>“Non si può fare così, che li facessero gli altri i processi in Parlamento se ne hanno il coraggio”</em>. Ecco chi ci rappresenta. E questo dovrebbe far parte del nuovo partito&#8230; il problema è sempre lo stesso, possono fondare tutti i nuovi partiti che vogliono ma, finché le persone che ne entrano a far parte saranno<strong> sempre le stesse</strong>, i risultati non cambieranno.</p><p>Non ho ben capito, ascoltando, se il signore in questione abbia votato “no” o se si sia astenuto, ma per quanto mi riguarda la sostanza non cambia. Destra, sinistra, centro, lo scopo principale della politica è mantenere lo stato delle cose. Io credo che dovremo davvero preparaci a contagiare. Questo è un periodo di cambiamenti, se tutto va bene tra qualche mese ci toglieremo dai piedi Berlusconi e dovremo stare attenti che, una volta mandato a casa il sovrano di turno, non ne arrivi <strong>un altro ancora più pericoloso</strong>, uno meno eclatante e spudorato, uno che magari non si iscrive alla P2 ma che ne segue le direttive.</p><p>Quello che mi ha raccontato Lidia può essere un evento insignificante agli occhi di molti, uno su 50 milioni, ma in un paese dove gli adulti non credono più nel cambiamento ed i giovani non lo cercano neppure, questa secondo me è l&#8217;unica strada possibile per risollevare le sorti del nostro paese. <strong>Ridare speranza</strong> ai suoi cittadini. Far loro credere che è possibile.</p><p><strong>di Federica Fabbretti</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/il-contagio-delle-menti/90244/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>29</slash:comments> </item> <item><title>De Magistris come Berlusconi?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/23/de-magistris-come-berlusconi/78205/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/23/de-magistris-come-berlusconi/78205/#comments</comments> <pubDate>Tue, 23 Nov 2010 08:28:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[autosospensione]]></category> <category><![CDATA[codice etico]]></category> <category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category> <category><![CDATA[Luigi De Magistris]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=78205</guid> <description><![CDATA[Abbiamo conosciuto Luigi de Magistris all&#8217;inizio del 2009. Lo seguivamo da tempo, sin dalla sua prima “apparizione” sui giornali, passando per la partecipazione ad Annozero e per le manifestazioni in sua difesa sotto il CSM a Roma. C&#8217;è sempre stato qualcosa in quell&#8217;uomo che ci ispirava fiducia, forse la stima di persone che a nostra...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo conosciuto Luigi de Magistris all&#8217;inizio del 2009. Lo seguivamo da tempo, sin dalla sua prima “apparizione” sui giornali, passando per la partecipazione ad <em>Annozero</em> e per le manifestazioni in sua difesa sotto il CSM a Roma. C&#8217;è sempre stato qualcosa in quell&#8217;uomo che ci ispirava fiducia, forse la stima di persone che a nostra volta stimavamo e stimiamo, come Marco Travaglio, forse le parole in sua difesa di Clementina Forleo, forse le centinaia di migliaia di firme raccolte dai calabresi in suo sostegno. Forse ci è subito stato simpatico per via dei suoi “nemici”. Un saggio diceva che <strong>un uomo si definisce anche dai nemici che ha</strong>.</p><p>E&#8217; stato grazie a Luigi de Magistris che ci conoscemmo, in una giornata con tutte le caratteristiche di un film. Non dimenticheremo mai quell&#8217;ora passata in macchina in viaggio da Rieti verso Roma, a notte fonda, noi che parlammo ininterrottamente come se ci conoscessimo da sempre e Luigi che, sfinito dai 5 incontri che aveva sostenuto quel giorno, dormiva sul sedile di fronte.</p><p>E&#8217; stato anche grazie a Luigi de Magistris che abbiamo avuto l&#8217;onore di conoscere tanti ottimi ragazzi che si sono avvicinati alla politica, quella con la P maiuscola, quella che da troppo tempo aspettiamo in Italia, per seguire il suo esempio e per dargli una mano “dall&#8217;interno”.</p><p>Ed ora leggiamo frasi come “De Magistris come Berlusconi” oppure “La legge non era uguale per tutti?” o anche “De Magistris, non eri diverso dagli altri?”.</p><p>Il perché, un rinvio a giudizio per omissioni di atti d&#8217;ufficio. Quindi, <strong>il magistrato accusato di avere la penna troppo facile</strong> nello scrivere persone nel registro degli indagati, qualche volta aveva crisi di doppia personalità e finiva addirittura per nasconderla quella penna.</p><p>Certo, in uno Stato ideale se un personaggio pubblico venisse rinviato a giudizio per un reato commesso nell&#8217;esercizio delle proprie funzioni, la sospensione dalla professione sarebbe l&#8217;unica opzione possibile, a maggior ragione se quest&#8217;uomo fosse un giornalista, un rappresentante delle forze dell&#8217;ordine o, soprattutto, un politico. Ma<strong> l&#8217;Italia è uno Stato ideale forse</strong>? Ci siamo dimenticati di Carnevale, dei giudici che attaccavano quotidianamente Falcone e Borsellino, degli abusi di potere che si perpetuano nelle strade, nei tribunali, nelle caserme, della trattativa tra Mafia e Stato che sembra stia venendo fuori dopo 18 anni di silenzio?</p><p>No, l&#8217;Italia non è un Paese ideale. L&#8217;Italia è il paese dove un condannato con sentenza definitiva per corruzione in atti giudiziari<span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span> può vincere una causa contro Marco Travaglio. L&#8217;Italia è il paese dove ragazzi inermi possono subire torture da regime cileno in un carcere di Genova e non avere giustizia.</p><p>Stiamo dicendo tutto questo per sostenere e appoggiare de Magistris contro un effettivo rinvio a giudizio, disposto da un pubblico ministero e accolto da un giudice? Assolutamente sì.<br /> E allora <strong>dove sta la differenza tra de Magistris e Berlusconi?</strong><br /> La domanda che ci facciamo noi invece è un&#8217;altra: ma davvero la gente si sta ponendo questa domanda? La differenza sta nella vita di queste due persone. Sta nel fatto che finora de Magistris è risultato innocente in tutti i processi intentati contro di lui, senza arrivare all&#8217;assoluzione, o all&#8217;insufficienza di prove, o alla prescrizione corrompendo avvocati inglesi, modificando leggi per far cadere il reato ascrittogli o sottraendosi al processo con “legittimi impedimenti” vari. La differenza sta nel fatto che de Magistris si sottoporrà a testa alta a tutti questi processi e non dirà mai “da quei giudici non mi faccio processare!”, perché lui ancora crede nella giustizia.</p><p>La differenza sta nel passato di queste due persone e nei valori che stanno portando avanti. Questi due uomini non potrebbero essere più diversi e lo sanno tutti, non prendiamoci in giro.</p><p>Alcune persone hanno chiamato in causa il<strong> codice etico</strong> di Italia dei Valori ed il suo mancato rispetto da parte di de Magistris. E, tralasciando il fatto che l&#8217;accusa di &#8220;poca eticità&#8221; fa veramente sorridere, visto il suo passato, siamo davvero convinte che codici etici e regolamentazioni varie servano e che non sia corretto aggirarli quando fa comodo, ma qualsiasi codice etico o regola dovrebbe sapersi adattare alle situazioni e ai casi. E&#8217; quello che abbiamo sempre pensato definisse la differenza tra legge e giustizia dove la prima è soltanto uno strumento che si è dato l&#8217;uomo per affermare la seconda.</p><p>Ma chi decide la linea di demarcazione nei vari casi tra legge burocratica e giustizia? Questa domanda non ha una risposta facile, potremmo scriverne per pagine e pagine, quello che sappiamo però è che far autosospendere o addirittura dimettere Luigi de Magistris <strong>non sarebbe giustizia</strong>.</p><p>Purtroppo la direzione verso la quale sta andando l&#8217;Italia non è delle migliori. Siamo ogni giorno più consapevoli di quanto le carceri si stiano riempiendo di ladruncoli, ragazzini fumatori di spinelli e di immigrati e di come ladri miliardari condannati in appello per aggiotaggio (colpevoli della rovina di tanta povera gente) come Calisto Tanzi e imputati per mafia come Dell&#8217;Utri siano ancora a capo di società o addirittura in Parlamento. L&#8217;abbiamo visto due giovedi fa ad Annozero la differenza tra legge e giustizia (e se non l&#8217;avete visto e volete farvi un&#8217;idea, guardatevi qui il bellissimo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=VNTuGfL-gVs" target="_blank">video di Tony Troja</a></span>): il vicequestore <strong>Emanuele Ricifari</strong> poteva essere un rappresentate della legge (forse nemmeno quello) ma certo non della giustizia.<strong></strong></p><p><strong>Antonio Gramsci finì sotto processo durante il regime mussoliniano. Nessuno, dei sostenitori di Gramsci, si sarebbe mai sognato di chiedergli le dimissioni</strong>.</p><p>George Orwell diceva: “<em>nel tempo dell&#8217;inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario</em>”. A volte, se sei in Italia, diventa anche un atto potenzialmente portatore di rinvii a giudizio, se non di vere e proprie condanne. Che ne dite, facciamo autosospendere anche George Orwell?</p><p>di Federica Fabbretti</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/23/de-magistris-come-berlusconi/78205/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>319</slash:comments> </item> <item><title>Basta &#8220;sparare&#8221; sui Magistrati</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/06/basta-sparare-sui-magistrati/75378/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/06/basta-sparare-sui-magistrati/75378/#comments</comments> <pubDate>Sat, 06 Nov 2010 15:10:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[agende rosse]]></category> <category><![CDATA[antonino di matteo]]></category> <category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[legalità]]></category> <category><![CDATA[magistrati]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=75378</guid> <description><![CDATA[L’illegalità crescente nella politica, nell’economia e in alcuni pezzi dello Stato sta determinando un livello di crisi inaccettabile in tutti i principali ambiti della vita del paese. 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In questo contesto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi pone in essere una violenta campagna denigratoria contro la magistratura che va ad alimentare quel pericoloso clima di isolamento che già condusse Giovanni Falcone e Paolo Borsellino alla morte.<br /> <strong>Non possiamo e non dobbiamo lasciarli soli</strong>: il nostro ed il loro futuro dipende dalla capacità di restare uniti e di difenderci a vicenda.</p><p>Invitiamo singoli cittadini e associazioni ad unirsi a noi per lanciare un messaggio forte, chiaro e deciso a chi ha intenzione di portare definitivamente alla deriva il nostro Paese: gli italiani difenderanno i propri magistrati e non si realizzerà alcun isolamento. <strong>Saremo la loro scorta</strong>.</p><p>A tal fine, abbiamo messo in programma due tipi di iniziative:</p><p>- una grande giornata di manifestazione nazionale, e cioè un <strong>sit-in davanti alle procure di Palermo, Roma, Firenze e Milano alle ore 10.00 di sabato 20 novembre 2010;</strong></p><p>- una serie di iniziative, anche simboliche, da attuare nell’arco di brevissimo tempo nel caso in cui prima del giorno 20 novembre si mettesse in atto un provvedimento disciplinare contro il giudice Di Matteo.</p><p>E’ importante tenere presente che queste iniziative saranno identificate solo ed esclusivamente con le associazioni che vorranno partecipare, nel senso che non ci sarà alcuna riconducibilità a partiti o personaggi politici, che, se vorranno e come spesso accade, parteciperanno così come qualsiasi altro cittadino. Pertanto, non ci sarà alcuna forma di personalizzazione che possa consentire alla criminalità e ai mezzi di informazione di ridurre la portata e il significato della mobilitazione.</p><p>Gli esponenti politici potranno ovviamente aderire spontaneamente all’evento con la loro presenza davanti ai tribunali o con altre forme di solidarietà (comunicati ecc…).</p><p>Per la prima volta, forse, riusciremo noi a disorientare Cosa Nostra e a indebolire i suoi intenti criminali. In altri termini, dobbiamo presentarci come una massa di persone “in prima linea” identificabile solo nei valori di Legalità e Giustizia.</p><p><strong>MOVIMENTO AGENDE ROSSE – COMITATO SCORTA CIVICA</strong></p><p><a href="mailto:19luglio1992@gmail.com">19luglio1992@gmail.com</a> – <a href="mailto:scortacivicapalermo@gmail.com">scortacivicapalermo@gmail.com</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/06/basta-sparare-sui-magistrati/75378/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>15</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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