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Francesca Borri Francesca Borri

Francesca Borri

Corrispondente di guerra

Non amo la definizione di giornalista di guerra, anche se scrivo soprattutto di Siria, in questi mesi, vivo in Medio Oriente, e in quello che scrivo, in genere, qualcosa esplode, qualcuno muore. Ma le guerre, alla fine, non sono solo quelle con i missili e i carrarmati – quelle sono solo le guerre più facili da vedere. L’unica cosa che mi guida, in realtà, è la curiosità. E l’unica cosa che le mie storie hanno in comune, è che sono storie a km zero. Storie, cioè, non raccontate con un copia&incolla da internet, con telefonate, voci, pezzi di facebook, pezzi di altri, ma toccate con mano, fango alle caviglie: storie raccontate dalle vene del mondo. Perché il mondo sembra in bianco e nero, amici e nemici, torto e ragione, solo a guardarlo a distanza. Da vicino, tutto è molto più complesso, più sfumato, i ruoli spesso si ribaltano – e i confini si sgranano: perché quando entri in una sperduta casa africana, e ti parlano in perfetto francese, non puoi non capire quanta parte di noi c’è in questo mondo che crediamo lontano. Che crediamo estraneo.
E spesso non è la nostra parte migliore.
E non sei più tu, allora, all’improvviso, quello che fa le domande. A volte, a guardare da vicino, tu sei quello chiamato a rispondere.

Francesca Borri, 1980, studi in relazioni internazionali, dopo una prima esperienza nei Balcani ha lavorato in Medio Oriente, e in particolare in Israele e Palestina, come specialista di diritti umani. Nel 2012 ha deciso di raccontare la guerra di Siria come reporter freelance. Da allora, i suoi articoli sono stati tradotti in 15 lingue.

Il suo libro più recente, La guerra dentro, attualmente disponibile in Italia e Norvegia, uscirà in Gran Bretagna la prossima primavera.

I feel uneasy with the definition of war journalist, even if I have been writing mostly about Syria, in the last months, I live in the Middle East, and in what I write usually something explodes, someone dies. But wars, in the end, are not just the ones fought with jets and tanks – those are simply the easiest to notice. The only thing I am moved by, actually, is curiosity. And the only thing that my pieces share, is that they are zero-mile stories. I mean, stories told not through a copy&paste from the web, through phone interviews, rumors, Facebook stuff, others’ stuff, but experienced at first hand, your ankles deep in mud: stories told from the veins of the world. Since the world looks black and white, friends and enemies, right and wrong, only if you watch it from the distance. Close up, everything becomes more complex, more blurred, the roles often reverse – and the borders crumble: because when you enter a remote African house, and you are talked to in perfect French, you can’t miss how much of us resides in this world that we believe to be far away. That we believe to be foreign.
And often isn’t the best of us.
And isn’t you anymore, then, suddenly, the one that asks questions. Sometimes, looking from close up, you are the one called to answer.

Francesca Borri, 1980, a background in International Relations, after a first experience in the Balkans worked in the Middle East, and especially in Israel and Palestine, as human rights officer. In 2012 she decided to cover the war in Syria as a freelance reporter. Since then, her articles have been translated into 15 languages.

Her last book, La guerra dentro, currently available in Italy and Norway, will be out in English next spring.

Blog di Francesca Borri

Mondo - 29 aprile 2015

Appunti dal mondo a km zero – Auschwitz Birkenau

English version Piove. Acqua mista a neve. C’è questo vento gelido. E semplicemente, questa distesa di erba. Prima dell’arrivo degli alleati, i nazisti, per cancellare ogni prova, bruciarono tutto. I forni crematori. Le camere a gas. E quindi oggi non rimane che questa distesa di erba. Questa distesa di cenere. Mi è venuto in mente […]
Archivio - 29 aprile 2015

Auschwitz Birkenau – A photo

It’s raining. There is this freezing wind. And simply, this stretch of grass. With the Allies on the doorstep, Nazis tried to suppress any evidence of crimes by setting all on fire. The crematoria. The gas chambers. And so there’s nothing left, today, but this stretch of grass. This stretch of ashes. It comes to […]
Mondo - 24 aprile 2015

Appunti dal mondo a Km zero – Varsavia

I sovietici, che in realtà volevano conquistare la Polonia, non liberarla, rimasero a guardare di là dal fiume. Né consentirono agli inglesi di usare le loro basi aeree. Ma né gli inglesi, onestamente, insistettero troppo, perché era già il momento di pensare al dopo, ai negoziati, ai nuovi assetti internazionali: e Stalin era indispensabile. Era […]
Archivio - 24 aprile 2015

Warsaw – a photo

The Soviets, actually, aimed at conquering Poland, rather than liberating it, and stood by on the other bank of the river. Nor they allowed the Britons to use their air bases nearby. Nor the Britons, truthfully, insisted too much, because they were already focused on the aftermath, on a new international order: and they needed […]
Mondo - 16 aprile 2015

Appunti dal mondo a km zero – Kirkuk  

[English version] Pensavo – pensavo fosse un mendicante, onestamente. Gli ho anche lasciato due monete. Pensavo fosse uno dei mille sfollati che ormai vivono accampati tra le strade del Medio Oriente e delle sue mille guerre. E invece dormiva accanto a un distributore di benzina: per essere il primo della fila, domani mattina – perché […]
Archivio - 16 aprile 2015

Kirkuk – a photo

[Italian version] I believed him a beggar, truthfully. I handed him some money, I believed him one of the thousands displaced by the Middle East’s thousands of wars. It turned out he was sleeping next to a gas station to be the first in line, the next morning: there would be fuel enough only for […]
Mondo - 15 marzo 2015

Appunti dal mondo a Km 0 – 15 marzo

Quando il sole, contro un vetro, si riflette improvviso in un guizzo di luce. In casa, per strada: mi getto a terra, di istinto – quello è il lampo prima dell’esplosione. O un’auto che frena, strana, che sgomma: è l’Isis: ora ci scoppia addosso. Il 15 marzo 2011, mentre la Tunisia celebrava la caduta di […]
Archivio - 15 marzo 2015

15 marzo – a photo

A ray of sunshine suddenly bounces off a glass. At home, in the street, I see the jolt of light and instinctively throw myself to the ground – that’s the flash before the blast. Or a car screeches its tyres: that’s ISIS, about to blow us away. On March 15, 2011, while Tunisia was celebrating […]
Mondo - 4 marzo 2015

Appunti dal mondo a km 0 – Erbil

English version Non so chi sia stato a definire Erbil “la Dubai dell’Iraq”. In teoria, è una capitale. La capitale del Kurdistan, che sta a nord, ed è autonomo, ha il suo parlamento e il suo governo – ma non è neppure una città: non è che un susseguirsi insensato di case, case basse, a […]
Archivio - 4 marzo 2015

Erbil – a photo

Hard to imagine who could have declared Erbil “Iraq’s Dubai”. In theory, this is a capital city. The capital of Kurdistan, in the north, an autonomous region, with its own parliament and its own government – but it isn’t even a city: it’s just a senseless succession of buildings, short buildings, one-story, two-story, without any […]
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