<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Fabio Balocco</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fbalocco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Quale legalità è vicina a chi soffre?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/quale-legalita-vicina-soffre/238608/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/quale-legalita-vicina-soffre/238608/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 May 2012 11:42:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[attentato]]></category> <category><![CDATA[Brindisi]]></category> <category><![CDATA[Falcone]]></category> <category><![CDATA[giustizia]]></category> <category><![CDATA[karl marx]]></category> <category><![CDATA[legalità]]></category> <category><![CDATA[Morvillo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=238608</guid> <description><![CDATA[Di seguito ritengo utile riportare un interessante intervento su legalità e giustizia, particolarmente opportuno nel momento che stiamo vivendo. E&#8217; un contributo dell&#8217;avvocato Enzo Pellegrin, del Foro di Torino. La rudimentale bomba esplosa alla scuola Morvillo e Falcone di Brindisi rischia di deflagrare una seconda volta in tutto il Paese, portandosi dietro quello che le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito ritengo utile riportare un interessante intervento su legalità e giustizia, particolarmente opportuno nel momento che stiamo vivendo. E&#8217; un contributo dell&#8217;avvocato <strong>Enzo Pellegrin</strong>, del Foro di Torino.</p><p><em>La rudimentale bomba esplosa alla scuola Morvillo e Falcone di Brindisi rischia di deflagrare una seconda volta in tutto il Paese, portandosi dietro quello che le stragi &#8220;anomale&#8221; -il termine di moda è oggi questo- sono solite recapitare: irrigidimento dei già pesanti meccanismi repressivi, indebolimento del dissenso alla compagine governativa.</em></p><p><em>Con il fumo ancora nell&#8217;aria, si sono sprecati i commenti che paventavano una nuova stagione dell&#8217;eversione, necessità di leggi preventive, ritorno degli anni di piombo.</em></p><p><em>La scuola Morvillo e Falcone aveva appunto vinto il &#8220;premio per la legalità” ma è proprio l’allargamento improprio di tale concetto che impone una riflessione. Dal teatrino di tangentopoli in poi, la pubblica discussione è incorsa nella <strong>confusione</strong> di due fondamentali concetti<strong>: legalità e giustizia.</strong></em></p><p><em>La legalitá è infatti un requisito formale: significa agire come le leggi esistenti consentono o comandano.</em></p><p><em>La giustizia è giudizio di valore e di equità sulle leggi che esistono. Difficile dire che siano giuste le leggi del centrosinistra che hanno introdotto la precarietà del lavoro, oppure le leggi ad personam. Ma sono, per l&#8217;appunto, legalità.</em></p><p><em>Legali erano anche  le leggi &#8220;fascistissime&#8221; che istituzionalizzarono la dittatura tra il 1925 e il &#8217;26.</em></p><p><em>Si è del tutto perso un concetto fondamentale di Karl Marx: <strong>il sistema giuridico </strong>è sovrastruttura attraverso la quale si impongono gli interessi ed i rapporti di produzione voluti dalla<strong> classe dominante.</strong> Il nostro sistema giuridico nello specifico e negli ultimi tempi è quello di una borghesia sempre più ristretta e fedele ad interessi di capitale di dimensione sovranazionale.</em></p><p><em>La legalità non è solamente costituita dalle leggi antimafia.</em></p><p><em>Legalità è altresì l&#8217;accordo &#8220;fiscal compact&#8221; che sposta sui singoli stati il costo della crisi finanziaria obbligandoli a pagare un debito continuamente rivalutato ed aumentato da organismi privati, vincola gli stati al versamento periodico di ingentissime risorse nel fondo MES, gestito parimenti da organi non legittimati dal basso.</em></p><p><em>Con voto quasi unanime, le nostre Camere hanno ratificato la modifica dell’art. 81 Cost, vincolando le istituzioni anno per anno al pareggio del loro bilancio, rendendo illegittime tutte le politiche di spesa ed automatizzando il rigore. <strong>Tutto ciò è legale, ma è difficile convenire che sia giusto</strong>. La modifica è avvenuta con una maggioranza tale per cui viene esclusa la consultazione referendaria, mentre in altri paesi &#8211; in Irlanda avverrà alla fine di maggio- il popolo si esprimerà.</em></p><p><em>Sono le leggi, non l&#8217;illegalità, che spostano sulle classi deboli il costo della crisi e salvano banche e ricchi: più tardi in pensione con assegni ridotti, stangata sulla casa con nuova Ici e rivalutazione degli indici catastali, nuovi sgravi fiscali per le imprese (Irap), imposta ridicola sui capitali rientrati in Italia, rilancio dell’inflazione con l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti, niente patrimoniale e prelievi sui grandi capitali.</em></p><p><em>Tutte le volte che noi trasciniamo ogni battaglia per l&#8217;equità sociale nell&#8217;ambito del concetto di legalità, perdiamo la possibilità di fare la domanda fondamentale: quale legalità? Quale democrazia? Quale è il sistema di leggi che desideriamo: quella delle banche e dei grandi capitali che realizzano uno strumentario come quello sopra descritto?</em></p><p><em>Se la risposta è negativa, ne dobbiamo dedurre che la battaglia per l&#8217;astratta legalità ha poco significato, mentre hanno maggiore importanza le battaglie che discutono e contestano se tali leggi sono giuste ed anche in che modo i giudici le applicano.</em></p><p><em>I principi che presiedono alla tutela del territorio, le leggi urbanistiche ed ambientali, sono sicuramente un presidio di legalità che tutti condividono.</em></p><p><em>Ciò non toglie che sia criticabile il fatto che il processo tra i più veloci per questo tipo di reati si stia celebrando proprio nei confronti del movimento no Tav: i Valsusini avevano costruito un manufatto dimostrativo (la baita Clarea) in un territorio che poche settimane più tardi sarebbe comunque stato dilaniato da un cantiere col crisma della legalità. Tutto ciò nel paese in cui i manufatti abusivi nascono a migliaia ogni giorno e ben pochi ne vengono perseguiti.</em></p><p><em>Anche la critica all&#8217;applicazione della legge fa parte del reale confronto democratico.</em></p><p><em>Quando poi la legalità possiede automatismi che esulano da questo stesso confronto, finisce per tendere alla segregazione delle istanze sociali deboli: si pensi alla legge obiettivo, di nuovo al fiscal compact o alle conseguenze automatiche del patto di stabilità sui comuni, alla legislazione sul lavoro e alla leggi sull&#8217;immigrazione, da ultimo l&#8217;iniqua tassa sul permesso di soggiorno.</em></p><p><em>La perdita di questo terreno di confronto impedisce anche di mettere in discussione se siano ancora condivisi i rapporti di produzione capitalistici: è ancora accettabile suddividere e distribuire le risorse scarse del mondo secondo la concorrenza tra individui e l&#8217;assegnazione del vantaggio a chi prevale? Non è meglio applicare il principio di distribuzione: a ciascuno secondo le sue necessità ed i suoi bisogni?</em></p><p><em>Oggi, chi ci governa si congratula col paese che è vicino a chi soffre: <strong>ci si dovrebbe chiedere per quale motivo </strong>il Paese soffre così tanto<strong>.</strong> Da pochi giorni, con tragico tempismo, è stato eliminato o ridotto il risarcimento pubblico per calamità naturali e vittime della criminalità.</em></p><p><em>L&#8217;esplosivo deflagrato a Brindisi è comunque il segno di una società profondamente malata ed in disgregazione<strong>, </strong>lasciata sola dallo Stato e dallo Stato ogni giorno perseguita<strong> più che </strong>aiutata<strong>.</strong> Accanto al morto pugliese si affiancano i suicidi per la crisi, gli atti dimostrativi nelle sedi di raccolta delle tasse, gli operai sulle gru, le quotidiane manifestazioni di genitori, insegnanti, lavoratori, studenti cui il potere ormai non dà più ascolto.</em></p><p><em>Occorre una cultura alternativa che non si arresti allo sdegno, ma usi la ragione.</em></p><p><em>Si chieda di non utilizzare le stragi per beneficiare della loro tensione, ancor prima di comprenderne il significato.</em></p><p><em>Si cominci a vedere il volto totale dell&#8217;insieme di leggi che governa il nostro paese, anche perchè le norme cattive finiscono per scacciare od annullare quelle buone.</em></p><p><em>Si chieda all&#8217;immigrato, al lavoratore licenziato, al piccolo commerciante cacciato sul lastrico dalle <strong>tasse</strong> e dalle <strong>banche</strong> se condividono le leggi che li portano in rovina e li escludono dalla società.</em></p><p><em>Legalità vuol dire nel nostro mondo 600 arresti a Francoforte: difficile pensare si tratti di ben seicento persone pericolose se non andando colla memoria a Genova 2001 od agli stadi di Pinochet.</em></p><p style="text-align: right;">Enzo Pellegrin</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/quale-legalita-vicina-soffre/238608/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Gerani sui balconi? Macché: pomodori!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/gerani-balconi-macche-pomodori/237481/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/gerani-balconi-macche-pomodori/237481/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 May 2012 07:48:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Confederazione Italiana Agricoltori]]></category> <category><![CDATA[orti urbani]]></category> <category><![CDATA[orto]]></category> <category><![CDATA[pomodoro]]></category> <category><![CDATA[terrazzo]]></category> <category><![CDATA[tetto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=237481</guid> <description><![CDATA[Adesso non si parla neanche più di orti urbani, ma di orti sui balconi o sui terrazzi, sì, proprio in casa. E così, mentre sempre più Comuni accedono alle richieste della cittadinanza di mettere a disposizione aree dismesse per la coltivazione, molti altri abitanti, subiscono il fascino di averlo addirittura a casa propria l’orto, coltivando...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Adesso non si parla neanche più di orti urbani, ma di <strong>orti sui balconi o sui terrazzi, sì, proprio in casa</strong>. E così, mentre sempre più Comuni accedono alle richieste della cittadinanza di mettere a disposizione aree dismesse per la coltivazione, molti altri abitanti, subiscono il fascino di averlo addirittura a casa propria l’orto, coltivando appunto su terrazzi, balconi, o tetti. Complice magari anche la tecnica di recente adozione di coltivare addirittura in verticale, anziché in orizzontale, in modo da sfruttare maggiormente i piccoli spazi.</p><p><a href="http://www.ecoblog.it/post/15617/urban-farming-e-boom-45milioni-di-italiani-hanno-lorto-in-citta" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Secondo la Confederazione Italiana Agricoltori, sono addirittura 4,5 milioni questi italiani coltivatori diretti in casa propria.</span> </a>La cifra ha dello strabiliante, facciamole pure la tara, ma sempre altissima rimane. L’analisi dice che trattasi di persone in media di 45 anni, con “buona istruzione, sensibilità ambientale e una buona dose di tempo libero”.</p><p>Certo, che se ci pensate è davvero bello questo piccolo, minimo ritorno alla terra, alle origini di ciascuno di noi. E’ terribilmente bella questa natura che si fa strada in mezzo al cemento, questo verde che si riprende spazio in mezzo al grigio. Ed è splendido pensare a chi ha dei <strong>bimbi in famiglia che vedono crescere i frutti che poi mangeranno</strong>!</p><p>E, se ci pensate, non è certo la convenienza a muovere l’operazione. Probabilmente un chilo di pomodori al mercato li pagherete di meno che a coltivarli in casa. Ma è proprio il piacere arcaico del coltivare, così come del produrre qualcosa di proprio e di sano (compatibilmente con l’aria cittadina…) che muove all’azione.</p><p>Ed è una tendenza non solo italiana, se si pensa al <a href="http://www1.inea.it/culturacontadina/OrtiUrbanianticrisidoc.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">boom di orti sui tetti che ha contagiato persino la metropoli di New York.</span></a></p><p>Un piccolo segnale in controtendenza di naturalità e di umanità in <strong>un mondo sempre più “disumano e disumanizzante.”</strong></p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/JaHUKBlX3ls" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/gerani-balconi-macche-pomodori/237481/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le carissime mentine e il tonno in saldo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/carissime-mentine-tonno-saldo/227778/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/carissime-mentine-tonno-saldo/227778/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 May 2012 13:58:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[pesce]]></category> <category><![CDATA[prezzi]]></category> <category><![CDATA[supermercato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=227778</guid> <description><![CDATA[Ero in coda al supermercato, e questa volta (con buona pace dei miei detrattori) non ho guardato se nel carrello davanti a me c’erano dei frutti fuori stagione. No, questa volta non mi sono fatto gli affari altrui. Ho invece buttato l’occhio sui prezzi dei piccoli dolciumi che astutamente i gestori piazzano vicino alla cassa,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ero in coda al supermercato, e questa volta (con buona pace dei miei detrattori) non ho guardato se nel carrello davanti a me c’erano dei frutti fuori stagione. No, questa volta non mi sono fatto gli affari altrui. Ho invece buttato l’occhio sui <strong>prezzi dei piccoli dolciumi</strong> che astutamente i gestori piazzano vicino alla cassa, auspicando il loro acquisto da parte della gente che attende in coda. Per chi non lo sapesse, ma certamente saranno in pochi, esiste una tecnica sofisticatissima per indurre la gente ad acquistare, e cosa c’è di più inutile, di più futile, di più appetibile solo al termine della spesa delle chewing-gum o delle caramelle?</p><p>Come dicevo, ero lì in coda e ho gettato appunto l’occhio sui prezzi non tanto delle confezioni dei dolciumi, quanto sui prezzi al chilogrammo, che sono scritti con caratteri davvero minuscoli. Sicuramente alti, in generale, ma davanti a un prezzo in particolare sono trasecolato e l’ho letto e riletto perché non riuscivo a capacitarmi: <strong>200 euro al chilo</strong>. Per cosa? Una confezione minuscola di mentine. Cosa ci può essere nel prodotto in sé per “giustificare” un costo così elevato? Un po’ di zucchero (che magari non è neppure zucchero, ma qualche succedaneo chimico), un po’ di menta piperita (vi assicuro che la menta è una pianta infestante: provate a piantarla in giardino), e qualche altra diavoleria.</p><p>Duecento euro al chilogrammo. Non costano tanto neppure, nel reparto pescheria, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/15/la-nuova-politica-europea-sulla-pescanon-piace-ai-gruppi-ambientalisti/145675/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">animali in drastica riduzione, se non addirittura a rischio in tutto il mondo</span></a>: il pesce spada, il tonno pinne gialle, la cernia. Eppure, non ci dovrebbe essere prezzo per animali a rischio. Invece no, li trovi tranquillamente esposti per la gioia dei buongustai a trenta, quaranta euro al chilo. Gli stessi buongustai che probabilmente senza neppure rendersene conto poi acquistano per il fine pasto o per il dopo sigaretta le mentine che invece sono ripetibili all’infinito e che costano 200, diconsi duecento, euro al chilogrammo.</p><p>Anche questo mi pare la dica lunga sulla<strong> follia</strong> del mondo in cui viviamo.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/PIAslZVHvIg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/carissime-mentine-tonno-saldo/227778/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I blogger, che danno fastidio al potere</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/blogger-danno-fastidio-potere/228880/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/blogger-danno-fastidio-potere/228880/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 May 2012 11:09:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[blogger]]></category> <category><![CDATA[corte di cassazione]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[libertà di informazione]]></category> <category><![CDATA[Paola Severino]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=228880</guid> <description><![CDATA[Internet, si sa, procura molto fastidio al potere: non lo farà ammalare, ma un certo prurito glielo procura. Soprattutto perché tramite internet vengono veicolate notizie che l’informazione ufficiale spesso non fornisce. Ed in questo quadro un ruolo talvolta fondamentale viene esercitato dai blogger. Non è perciò un caso che, di recente, intervenendo al Festival Internazionale...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Internet, si sa, procura molto fastidio al potere</strong>: non lo farà ammalare, ma un certo prurito glielo procura. Soprattutto perché tramite internet vengono veicolate notizie che l’informazione ufficiale spesso non fornisce. Ed in questo quadro un ruolo talvolta fondamentale viene esercitato dai blogger. Non è perciò un caso che, di recente, intervenendo al Festival Internazionale del Giornalismo, <a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=17401" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">il Ministro della Giustizia, Paola Severino abbia espresso tutte le sue preoccupazioni per i blog:</span></a></p><p><em>«Il giornale ha una sua consistenza cartacea. Il giornalista è individuabile e l&#8217;editore anche ed è dunque possibile intervenire. Il blog ha invece una diffusione assolutamente non controllata e non controllabile. È in grado di provocare dei danni estremamente più diffusi. Ecco perché bisogna vederne anche la parte oscura. È un fenomeno certamente positivo per certi aspetti ma nel quale si possono annidare anche cose negative (può essere un punto criminogeno). Questo mondo va regolamentato»</em>.</p><p>E’ chiaro che quando fa queste considerazioni, il Ministro si riferisce alla cosiddetta “<a href="http://internetepolitica.blogosfere.it/2012/04/torna-la-legge-ammazza-blog-e-nel-nuovo-disegno-di-legge-sulle-intercettazioni.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">legge ammazza-blog</span></a>”, che lei stessa ha ripresentato in Parlamento, e che prevede l’obbligo di rettifica da parte del blogger entro 48 ore su semplice richiesta di chi si senta &#8220;parte lesa&#8221;, senza la necessità di intervento di un giudice per valutare la fondatezza della richiesta, pena una multa pari, al massimo, a 12.000 euro. <strong>Quasi che non fosse già più che sufficiente la normativa penale in materia di diffamazione per proteggere le persone offese nei blog</strong>.</p><p>Certo che la cosa fa un po’ sorridere. Da un lato i blog, secondo il ministro, dovrebbero essere più regolamentati, perché sono troppo liberi. Dall’altro invece abbiamo una informazione pubblica in mano alla RAI che libera non è per nulla e costantemente <strong>fa invece passare notizie e ne occulta altre</strong>, esercitando quindi un tipo di informazione che con l’oggettività e la trasparenza nulla ha a che fare. Ma su questa il ministro Severino tace. Informazione talmente di regime che lo stesso Festival del Giornalismo ha registrato il netto aumento della fiducia degli italiani verso l’informazione online rispetto a quella tradizionale, rappresentata da televisioni e carta stampata. Un brutto colpo per il potere…</p><p>Ed un altro brutto colpo è venuto proprio in questi giorni dalla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=17460" target="_blank">Corte di Cassazione che, in data 10 maggio, ha pronunciato una fondamentale sentenza</a></span> con cui ha fissato il principio secondo cui i blog, anche di informazione, non rientrano nei prodotti editoriali della legge sull&#8217;editoria, non devono essere registrati e non sono stampa clandestina.</p><p>Talvolta la giustizia sembra difendere maggiormente la libertà di informazione di quanto sappiano o vogliano fare i nostri politici.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/blogger-danno-fastidio-potere/228880/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Un anno di blog</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/12/anno-blog/225577/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/12/anno-blog/225577/#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 May 2012 08:43:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[blog]]></category> <category><![CDATA[sensibilità ambientale]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=225577</guid> <description><![CDATA[Dopo un anno di collaborazione con Il Fatto Quotidiano, vorrei stendere una breve nota sui commenti che ho ricevuto, perché mi pare che qualcosa, nel loro piccolissimo, possano dire sulla sensibilità degli italiani riguardo al tema dell’ambiente. Iniziamo dal basso. Ci sono innanzitutto quelli che commentano con delle battutacce, magari in stile romanesco, per accentuare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un anno di collaborazione con Il Fatto Quotidiano, vorrei stendere una breve nota sui commenti che ho ricevuto, perché mi pare che qualcosa, nel loro piccolissimo, possano dire sulla sensibilità degli italiani riguardo al tema dell’ambiente.</p><p>Iniziamo dal basso. Ci sono innanzitutto quelli che commentano con delle <strong>battutacce</strong>, magari in stile romanesco, per accentuare la volgarità, e per quelli, scusate, ma vale il motto “de minimis non curat praetor”.<br />Poi, ci sono quelli, per fortuna anch’essi una ristretta minoranza, che non capiscono il tenore del post, oppure estrapolano una parte di esso per criticare, spesso aspramente. Inviterei questi ad essere meno superficiali nella lettura.<br />Poi ci sono quelli che per partito preso ce l’hanno con me. Parlassi bene della Juventus mi criticherebbero ugualmente, anche se fossero juventini. Ritengo che a queste persone dell’ambiente non gliene freghi proprio nulla. Resta il mistero del perché farsi del male leggendo ogni cosa che scrivo, anziché evitare di leggermi e farla finita.</p><p>Ci sono, sempre della stessa risma, anche quelli che ce l’hanno invece apertamente con gli ambientalisti. <strong>Sono quelli che  credono ancora alle favole: </strong>che sia possibile uno sviluppo infinito in un mondo finito. Poi ci sono quelli che ho già definito i<strong> menopeggisti</strong>. Io parlo di un problema, e loro svicolano dicendo “Eh, facile parlare di questo, ma perché non parli piuttosto di…che è ben più grave?” <br />E ci sono addirittura i <strong>chiaroveggenti</strong>, che se io dico che non bisogna mangiare carne, mi accusano di incoerenza perché non sono vegetariano. Ma diavolo, che ne sanno di cosa mangio?</p><p>Ci sono però anche quelli che mi muovono critiche costruttive, che mi fanno rilevare errori ed imprecisioni: con quelli si instaura un dialogo, e ciò è positivo.</p><p>Sul fronte degli apprezzamenti, ce ne sono tanti sul fronte TAV (il post su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/ricordo-sole-baleno/173614/" target="_blank">Sole e Baleno</a> è stato uno di quelli più apprezzati): molti sono sicuramente della Val Susa, ma tanti capisco che vengono da tutta Italia, e questo non posso nascondere che mi faccia piacere. Il tema TAV – lo si è capito &#8211; mi è troppo caro perché non ha un carattere localistico, ma ha un significato generale di lotta contro il potere economico/politico, ed intorno ad esso sta crescendo una significativa porzione di italiani. Nel contempo, però mi spiace la scarsa sensibilità verso temi relativi ad altre grandi opere, come la <strong>Diga delle Tre Gole,</strong> solo evidentemente perché sono lontani da noi. In teoria bisognerebbe “<strong>pensare globalmente ed agire localmente</strong>.”</p><p>Anche il tema animalista raccoglie molti consensi (a parte i non pochi commenti favorevoli alla caccia, che francamente non mi attendevo, vista la percentuale italica dei contrari), anche se non mancano quelli che parli di salvare gli agnelli e ti dicono che “l’abbacchio è buono”, ma per questi vale quanto dicevo più sopra. Perché non si astengono dal commentare? Un blog auspicabilmente dovrebbe essere un luogo di costruzione, di approfondimento. I gusti alimentari non alimentano un blog, per lo meno non il mio!</p><p>Infine, vedo che ci sono molti lettori che auspicano come me la morte dei partiti tradizionali. <strong>Stiamo seduti lungo il fiume: vedremo passare i cadaveri.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/12/anno-blog/225577/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La follia di bruciare i rifiuti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/follia-bruciare-rifiuti/222857/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/follia-bruciare-rifiuti/222857/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 May 2012 09:25:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Brescia]]></category> <category><![CDATA[danno]]></category> <category><![CDATA[Davide Bono]]></category> <category><![CDATA[Gerbido]]></category> <category><![CDATA[inceneritore]]></category> <category><![CDATA[pro Natura]]></category> <category><![CDATA[Salute]]></category> <category><![CDATA[TAR]]></category> <category><![CDATA[termovalorizzatore]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=222857</guid> <description><![CDATA[Le politiche degli enti pubblici talvolta sono schizofreniche. Come si fa a puntare su una riduzione generalizzata dei rifiuti e, nel contempo, autorizzare un inceneritore? È quello che hanno fatto la Provincia di Torino ed il Comune di Torino, sul cui territorio (località “Gerbido”, da cui il nome) l’inceneritore sta infatti sorgendo. Inceneritore per il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le politiche degli enti pubblici talvolta sono schizofreniche</strong>. Come si fa a puntare su una riduzione generalizzata dei rifiuti e, nel contempo, autorizzare un inceneritore? È quello che hanno fatto la Provincia di Torino ed il Comune di Torino, sul cui territorio (località “Gerbido”, da cui il nome) l’inceneritore sta infatti sorgendo.</p><p>Inceneritore per il quale è stato disposto il rinnovo dell’ autorizzazione integrata ambientale (Aia), che è stata impugnato al Tar dal <a href="http://www.noinctorino.org/" target="_blank"><strong>Movimento Rifiuti Zero di Torino</strong></a>, Pro Natura e privati cittadini chiedendone la sospensiva.</p><p>Ma abbandoniamo il linguaggio avvocatesco per scendere nel pratico.</p><p>L’aspetto che sovente caratterizza le procedure autorizzative in materia ambientale è quello di seguire decisioni già assunte dallo stesso ente che le deve poi rilasciare l’autorizzazione : la Provincia incentra tutto il piano di gestione dei rifiuti &#8211; come nel caso di Torino &#8211; sull’incenerimento, dopo di ché è la stessa Provincia che deve rilasciare l’Autorizzazione Integrata Ambientale a chi si occuperà di costruire e gestire l’inceneritore. <strong>Con tali premesse l’esame di soluzioni alternative non è destinato ad essere altro che una pura formalità.</strong> Ma diciamo anche che nel caso di un inceneritore non valutare seriamente le alternative è molto grave. Perché, checché ne dicano i proponenti, <a href="http://www.girasoleonline.org/articolo.asp?id=459" target="_blank"><strong>l’incenerimento dei rifiuti fa male</strong></a>, e ci sono nel mondo fior di studi che dimostrano come nella popolazione che vive nelle vicinanze degli inceneritori aumentino malformazioni genetiche, neoplasie, patologie cardiorespiratorie e disturbi endocrini. Basti guardare Brescia, con il suo inceneritore più grande d’Europa, ed il suo <a href="http://rovato5stelle.wordpress.com/2010/08/23/area-inceneritore-di-brescia-eccesso-di-ricoveri-e-di-mortalita/" target="_blank"><strong>eccesso di ricoveri e di mortalità per patologie respiratorie.</strong></a></p><p>Costruire un inceneritore però non solo è dannoso, ma è anche <strong>sciocco</strong> per almeno due motivi.  Primo motivo. Se davvero vuoi sempre più aumentare la raccolta differenziata, non vai a realizzare un inceneritore, perché, come dicevo nell’esordio, allora sei schizofrenico, in quanto l’inceneritore non potrà che far diminuire la raccolta differenziata, altrimenti, se differenzi drasticamente, come lo alimenti? Secondo motivo: l’inceneritore è carissimo (<strong>costo previsto per quello del Gerbido: circa 530 milioni di euro</strong>) sia nella costruzione che nella gestione, ed è talmente caro che necessita di contributi pubblici per coprire i buchi. Tra l’altro, parentesi, strano modo questo di essere liberisti. Viviamo in uno stato liberista che copre i buchi delle stazioni invernali dovuti all’innevamento artificiale, finanzia gli inceneritori, costruisce la Tav: un<strong> liberismo strabico</strong>, si direbbe (chiusa parentesi). Così, anziché investire soldi pubblici ad esempio nella raccolta</p><p>Ma allora, perché costruire un inceneritore? Che diavolo, l’ho appena detto: proprio perché costa tanto, perché viviamo in un paese in cui si fanno le grandi opere, anche se sono buchi neri, anche se dissanguano le finanze pubbliche, anche se danneggiano la popolazione. Altra parentesi: al cantiere dell’inceneritore di Torino <strong>ci sono già state due morti bianche.</strong> Fa già morti prima di entrare in funzione (chiusa parentesi). Mi sono quasi perso. Dov’ero rimasto? Ah, sì, le grandi opere, dietro ci sono sempre i grandi interessi privati, se non per la gestione, almeno per la costruzione. A cui i nostri partiti, si sa, sono così sensibili.</p><p>Ecco, non troverete propriamente queste parole nell’impugnativa dell’autorizzazione ambientale dell’inceneritore di Torino. Ma la sostanza è questa. Adesso vedremo cosa dirà il Tar, perché ormai è facile trovare illegittimità nell’azione della pubblica amministrazione e, come dice il consigliere regionale Davide Bono: “<strong>l’Italia è una repubblica fondata sul Tar</strong>.”</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/follia-bruciare-rifiuti/222857/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Referendum caccia: senza parole</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/06/referendum-caccia-senza-parole/220075/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/06/referendum-caccia-senza-parole/220075/#comments</comments> <pubDate>Sun, 06 May 2012 16:05:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[caccia]]></category> <category><![CDATA[Luca Pedrale]]></category> <category><![CDATA[Piemonte]]></category> <category><![CDATA[Piero Belletti]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=220075</guid> <description><![CDATA[Questo vuole essere solo un’appendice a quanto comunicato dall’amico Belletti all’interno del mio ultimo post. Adesso vi prego, confrontate quanto detto da Belletti con quanto comunicato alla stampa dal capogruppo PDL in Regione, Luca Pedrale, che riporto di seguito. Io non commento. Sono senza parole. Voglio solo annunciare che lo scippo perpetrato avrà come conseguenza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Questo vuole essere solo un’appendice a quanto comunicato dall’amico Belletti all’interno del mio ultimo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/referendum-caccia-scippo-compiuto/218425/" target="_blank">post</a>. Adesso vi prego,<strong> confrontate quanto detto da Belletti con quanto comunicato alla stampa dal capogruppo PDL in Regione, Luca Pedrale,</strong> che riporto di seguito. Io non commento. <strong>Sono senza parole.</strong></p><p>Voglio solo annunciare che lo scippo perpetrato avrà come conseguenza che gli sforzi in ogni direzione del comitato referendario saranno moltiplicati. <strong>Non ci prenderanno certo per stanchezza, poveri illusi!</strong></p><p><em><span style="text-decoration: underline;">Comunicato Stampa</span></em></p><p><em>CACCIA,  PEDRALE (PDL): “ CONCILIATE LE ESIGENZE TRA CHI E’ A FAVORE E CHI E’ CONTRARIO ALLA CACCIA, FACENDO RISPARMIARE ALLA REGIONE RISORSE PER 22 MILIONI DI EURO”</em></p><p><em>“Abbiamo cercato di conciliare esigenze tra chi è a favore e chi è contrario alla caccia, portando avanti un ordine del giorno che noi riteniamo equilibrato e che offre garanzie politiche. Chi già annuncia ricorsi amministrativi lo fa perché non accetta il confronto ma cerca la battaglia politica”.</em></p><p><em>Con queste parole il presidente del Gruppo consiliare regionale del Pdl Luca Pedrale è intervenuto, nell’Aula di Palazzo Lascaris, durante il dibattito sulla caccia, che si è concluso con il voto favorevole all’abrogazione della legge regionale attualmente in vigore, e quindi evitando la consultazione referendaria programmata per il 3 giugno.</em></p><p><em>“Siamo finalmente arrivati – ha spiegato Pedrale – al termine di una vicenda tormentata, che si è trascinata per troppo tempo.  La stragrande maggioranza dei piemontesi non riesce a capire perché si dovrebbe procedere con un referendum che quasi certamente non raggiungerà il quorum e che comunque avrà un costo, per la comunità piemontese, di 22 milioni di euro: uno spreco di risorse che, in un momento difficile quale quello attuale, ferisce e colpisce”.</em></p><p><em>“Parte di opinione pubblica vicino a noi – ha proseguito Pedrale – è molto favorevole alla caccia. Noi abbiano però preferito, con senso di responsabilità, perdere  qualche voto ma andare incontro alle esigenze dei referendari. In questo modo, evitando il referendum, il Gruppo consiliare regionale del Pdl  ha già chiesto che le risorse risparmiate vengano destinate agli anziani non autosufficienti, ai disabili e ai malati di Alzheimer”.</em></p><p><em>Torino, 3 maggio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/06/referendum-caccia-senza-parole/220075/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Referendum caccia: lo scippo è compiuto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/referendum-caccia-scippo-compiuto/218425/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/referendum-caccia-scippo-compiuto/218425/#comments</comments> <pubDate>Fri, 04 May 2012 13:58:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[caccia]]></category> <category><![CDATA[cacciatori]]></category> <category><![CDATA[Claudio Sacchetto]]></category> <category><![CDATA[Piemonte]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category> <category><![CDATA[Roberto Cota]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=218425</guid> <description><![CDATA[Piero Belletti è uno dei tre primi firmatari della richiesta di referendum caccia risalente al lontano 1987. Ho ritenuto opportuno ospitare un suo intervento dopo quanto accaduto ieri in sede di Consiglio regionale piemontese. Quello che sta succedendo in questi giorni in Piemonte è indegno non solo di uno Stato democratico, ma addirittura di un...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Piero Belletti è uno dei tre primi firmatari della richiesta di referendum caccia risalente al lontano 1987. Ho ritenuto opportuno ospitare un suo intervento dopo quanto accaduto ieri in sede di Consiglio regionale piemontese.</p><p><em>Quello che sta succedendo in questi giorni in Piemonte è <strong>indegno</strong> non solo di uno Stato democratico, ma addirittura di un Paese che si ritiene civile e ricorda l’aspetto peggiore delle dittature dei Paesi sudamericani o centroafricani.</em></p><p><em>Il Consiglio Regionale, su proposta dell’Assessore leghista Sacchetto (in pieno accordo con il Presidente Cota), ha infatti approvato un emendamento alla Legge Finanziaria, mediante il quale è stata abrogata la Legge Regionale sulla caccia. In questo modo sarà possibile cancellare il referendum del prossimo 3 giugno, visto che riguarda una legge non più in vigore. Referendum che, ricordiamo, era stato richiesto nel lontano 1987 da 60.000 elettori, ma che non si è mai potuto svolgere per la politica ostruzionistica adottata fino ad ora dalla Regione, indipendentemente dalla parte politica di appartenenza dei suoi vertici. Solo ad inizio dell’anno il Tar aveva imposto alla Regione l’indizione del referendum, a conclusione di una estenuante battaglia legale che si è trascinata attraverso ben 9 gradi di giudizio.</em></p><p><em>La gravità dell’atto della Regione è evidente. Pur di evitare un referendum e sotto l’ipocrita paravento del risparmio delle spese che questo avrebbe comportato, si calpestano in modo indegno i diritti della cittadinanza. Le discussioni sull’iniziativa sono infatti quasi sempre ruotate intorno ai costi della consultazione. O meglio, questa è l’informazione che, salvo qualche rara eccezione, è stata fornita dai <strong>media, come al solito molto più attenti alle dichiarazioni di chi detiene il potere che non a quelle di chi questo potere vorrebbe gestirlo in modo partecipativo e democratico.</strong> Così, la proposta del Comitato referendario di abbinare la consultazione alle elezioni amministrative che si tengono in questi giorni è passata sotto silenzio, così come la più ovvia delle soluzioni in grado di consentire un risparmio totale: il recepimento per legge dei quesiti referendari. Inoltre, con riferimento ai costi del referendum, diciamo che sarebbe stata una spesa (o, meglio, un investimento) e non certo uno spreco. Le iniziative che favoriscono la democrazia e la partecipazione diretta del popolo alla gestione dei beni comuni non possono essere semplicemente liquidate come “uno spreco”. Se così fosse, cosa dovremmo allora dire del finanziamento pubblico (scusate, rimborso elettorale…) che viene concesso ai partiti politici? Tra l’altro per importi ben superiori a quelli di cui si parla nel caso del referendum. Si dirà: perché i partiti sono uno strumento fondamentale nell’esercizio democratico. Già, e invece il referendum no? E addirittura, perché fare le elezioni? Anche loro sono uno “spreco”? Potremmo risolvere il problema della rappresentanza del popolo nelle istituzioni ad esempio con un <strong>sondaggio</strong>. Ci costerebbe molto di meno! Non si capisce poi perché le risorse necessarie per il referendum debbano sempre essere poste in alternativa alle spese per l’assistenza sociale. Sembra quasi che o si fa il referendum o si interviene a favore dei disoccupati, degli anziani, dei malati, ecc. Perché non si può invece dire che per il referendum vengono utilizzate risorse altrimenti destinate alle spese di rappresentanza della Regione, oppure ai viaggi all’estero dei consiglieri, oppure ancora al funzionamento dei Gruppi Consiliari? Per non parlare, ovviamente, dei compensi che vengono elargiti ai Consiglieri e al nutrito stuolo di loro collaboratori… Gli sprechi nella gestione delle risorse economiche da parte degli Enti Pubblici sono sotto gli occhi di tutti e, pare, assolutamente incontrollabili. Eppure qui va tutto bene: la causa dell’eventuale tracollo finanziario della Regione sarebbe il referendum…</em></p><p> <em>E poi non si capisce perché debba essere solo il Comitato promotore il referendum il responsabile della spesa. Il Comitato ha promosso un referendum, applicando e rispettando in modo rigoroso le leggi esistenti. Tutto ciò che è successo in seguito è una conseguenza automatica: dire che la spesa è colpa dei promotori è come accusare di omicidio chi denuncia un assassino, nei Paesi in cui vige la pena di morte!</em></p><p><em>Nemmeno una proposta di mediazione approvata recentemente dalla Terza Commissione del Consiglio pare verrà tenuta in considerazione. Sacchetto e i suoi non sono disposti a concedere nulla pur di compiacere a una frangia del tutto minoritaria della popolazione: ricordiamo che<strong> i cacciatori rappresentano solo lo 0,6% dei piemontesi.</strong></em></p><p><em>Da rimarcare come il Comitato Promotore del referendum aveva dichiarato la propria disponibilità a trovare una soluzione “politica” alla vicenda, in grado di consentire il risparmio delle spese necessarie per indire la consultazione popolare. Ma la Giunta ha rifiutato ogni possibile dialogo ed ha proseguito imperterrita nella propria strada.</em></p><p><em>Abrogando la legge regionale, in Piemonte entrerà automaticamente in vigore quella nazionale, che però ne è molto più permissiva. Non solo quindi il popolo viene scippato del suo sacrosanto diritto di esprimere il proprio parere sulla caccia, ma addirittura si opera in modo diametralmente opposto a quella che è la richiesta referendaria. Insomma, <strong>un vero scandalo</strong>, che ci stupisce abbia scatenato le ire dei piccoli partiti di opposizione, ma non del PD, che anzi ha fornito sostegno e supporto alla maggioranza fino alla vigilia del colpo di mano di questi ultimi momenti.</em></p><p><em>Il Comitato del Referendum attiverà immediatamente i propri avvocati per chiedere il ripristino della legalità e denuncerà l’atteggiamento di quei consiglieri regionali che si sono dichiarati favorevoli all’<strong>aberrante e liberticida proposta</strong> di Sacchetto. Esistono dei diritti dei cittadini, riconosciuti anche dalla Costituzione: non possiamo permettere che vengano calpestati in modo così ignobile senza reagire. Anche perché <strong>oggi tocca al referendum sulla caccia, domani magari a qualche altra regola democratica.</strong></em></p><p style="text-align: right;">Piero Belletti</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/referendum-caccia-scippo-compiuto/218425/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tav: adesso parla Alberto Perino</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/adesso-parla-alberto-perino/214153/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/adesso-parla-alberto-perino/214153/#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 May 2012 07:48:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[accordo]]></category> <category><![CDATA[accordo Italia-Francia]]></category> <category><![CDATA[Alberto Perino]]></category> <category><![CDATA[Maddalena di Chiomonte]]></category> <category><![CDATA[militarizzazione]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=214153</guid> <description><![CDATA[Ho ritenuto opportuno lasciare spazio ad un interessante intervento di Alberto Perino, No Tav. &#8220;Alcune cose che non si debbono sapere in merito al Tav Torino Lione&#8221; &#8220;Intanto non si deve sapere, e non si deve dire, che grazie al progetto (che non esiste) cosiddetto Low Cost, sbandierato dal commissario governativo Virano e dallo stesso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho ritenuto opportuno lasciare spazio ad un interessante intervento di Alberto Perino, No Tav.</p><p><strong>&#8220;Alcune cose che non si debbono sapere in merito al Tav Torino Lione&#8221;</strong></p><p>&#8220;Intanto non si deve sapere, e non si deve dire, che grazie al <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/03/29/la-torino-lione-low-cost-anticipa-virano-sara.html" target="_blank">progetto (che non esiste) cosiddetto <strong>Low Co</strong>st</a></span>, sbandierato dal commissario governativo Virano e dallo stesso primo ministro Monti, la nuova linea non sarebbe più Torino – Lyon, ma molto più modestamente Susa – Saint-Jean-de-Maurienne, tutta in galleria profonda con una velocità massima di circa 200 km/h. Non solo, ma non si deve sapere e non si deve dire che all’imbocco di Susa la galleria incontrerebbe uno strato di rocce zeppe di <strong>amianto</strong> che non si sa minimamente come trattare vista la normativa in vigore. Infatti, sempre in Valle di Susa, tra Cesana e Claviere c’è una galleria in costruzione di circa un km. che è ferma dal 2005 perché si è incontrata una vena di amianto e non si sa come trattarla in sicurezza!</p><p> Non si deve sapere e non si deve dire, perché è un segreto, che <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-30/italia-francia-ratificano-accordo-182628.shtml?uuid=Aar0FmkE" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">l’accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per la realizzazione e l’esercizio di una nuova linea ferroviaria Torino-Lione  firmato a Roma il 30 gennaio 2012</span></a> tra il ministro dei trasporti e infrastrutture francesi e il viceministro italiano Ciaccia all’articolo 1 terzo comma recita testualmente: <em>“Il presente Accordo non costituisce uno dei protocolli addizionali previsti dall’articolo 4 dell’Accordo firmato a Torino tra i governi italiano e francese il 29 gennaio 2001. In particolare<strong>, non ha come oggetto di permettere l’avvio dei lavori definitivi della parte comune</strong> italo –francese, che <strong>richiederà l’approvazione di un protocollo addizionale separato</strong>, tenendo conto in particolare <strong>della partecipazione definitiva dell’Unione europea al progetto</strong>.”</em></p><p>Il testo di questo accordo in Italia è tenuto ben nascosto (ma i No Tav ne hanno avuto una copia) per non turbare le coscienze, mentre <a href="http://www.developpement-durable.gouv.fr/IMG/pdf/Accord_en_francais.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">in Francia il governo l’ha pubblicato sul suo sito internet.</span></a></p><p>Dunque non si deve sapere e non si deve dire che NON E’ VERO che in Francia stanno per iniziare i lavori per il tunnel della tratta internazionale! Non si deve sapere e non si deve dire che l’Unione europea non ha ancora deciso se e quanto finanziare della Torino – Lyon.</p><p>Non si deve sapere (e infatti nessuno ne parla) che a Chiomonte, alla Maddalena, le Forze dell’Ordine e i militari <strong>hanno requisito e blindato senza alcun documento autorizzativo</strong> il Museo Archeologico (facendolo diventare una caserma), <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/448924/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">l’area archeologica (che hanno provveduto a distruggere nei giorni compresi tra il 27 giugno ed il 3 luglio 2011 e che è tutt’ora utilizzata come parco per la manovra dei mezzi operativi)</span></a>, il piazzale antistante il museo e quello antistante la cooperativa vinicola di Chiomonte impedendole di fatto l’attività economica. E soprattutto non si deve far sapere che il sito divenuto di <em>interesse strategico nazionale </em>riguarda soltanto l’area di cantiere delimitata dai documenti approvati con la delibera del CIPE del 18/11/2010 pubblicata sulla G.U. il 6/4/2011, la quale si trova a circa 100 metri da queste aree requisite senza autorizzazioni, solo grazie alla forza ed alla prepotenza.</p><p> Non si deve far sapere in giro che i fondi per il cunicolo esplorativo della Maddalena di Chiomonte sono stati stornati dai fondi FAS destinati alla messa in sicurezza degli edifici scolastici e per l’edilizia carceraria (delibera del CIPE del 18/11/2010 pubblicata sulla G.U. il 6/4/2011).</p><p> Non si deve far sapere alla gente che fino ad oggi l’apparato militare per la “difesa” del cantiere non ancora iniziato per il cunicolo esplorativo della Maddalena di Chiomonte è costato la bella cifra di oltre 27 milioni di euro (fonte sindacati di polizia che parlano di un costo medio di 90.000 euro al giorno).</p><p>Sono tante le cose che in questo Paese non si devono far sapere al popolo…&#8221;</p><p style="text-align: right;">Alberto Perino</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/adesso-parla-alberto-perino/214153/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Piemonte: attentato alla Costituzione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/piemonte-attentato-alla-costituzione/211408/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/piemonte-attentato-alla-costituzione/211408/#comments</comments> <pubDate>Sat, 28 Apr 2012 08:26:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[caccia]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[diritto di voto]]></category> <category><![CDATA[napolitano]]></category> <category><![CDATA[Piemonte]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category> <category><![CDATA[Roberto Cota]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=211408</guid> <description><![CDATA[In Piemonte è in queste ore in atto un vero e proprio attentato alla Costituzione, ed in particolare al suo articolo 48, relativo al diritto/dovere di voto. Come i lettori del mio blog sapranno, la Giunta regionale, retta dal governatore Cota, dopo 25 anni di battaglie legali, è stata costretta dal Tar Piemonte ad indire...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In Piemonte è in queste ore in atto un vero e proprio <strong>attentato alla Costituzione</strong>, ed in particolare al suo articolo 48, relativo al diritto/dovere di voto.</p><p>Come i lettori del mio blog sapranno, la Giunta regionale, retta dal governatore Cota, dopo 25 anni di battaglie legali, è stata costretta dal Tar Piemonte ad indire il referendum per limitare sensibilmente la caccia in Piemonte. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/30/caccia-data-fatidica-giugno/201021/" target="_blank">In pratica, tra l’altro, si chiede di limitare la caccia a sole quattro specie, di non andare la caccia alla domenica, e di non poter cacciare su terreni innevati.</a></p><p>Da quando <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/roberto-cota-molto-arrabbiato-allora/194382/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">il governatore è stato costretto ad indire il referendum</span></a>, è iniziata un’<strong>indegna campagna</strong> (non la si può definire diversamente) volta ad evitare in extremis la celebrazione, con la scusa che il referendum costerebbe ai cittadini piemontesi 22 milioni di euro (<strong>la Tav costa circa 20 miliardi di euro, ma nessuno è contrario</strong>). Artefici della campagna, la stessa giunta (Lega e Pdl), <a href="http://www.stefanoesposito.net/blog/2012/04/24/caccia-merlo-ed-esposito-pd-evitare-a-tutti-i-costi-il-referendum/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">sorretta, manco a dirlo, dal Pd</span></a>. Ovviamente nessuno nella maggioranza e nel maggior partito di opposizione che accenni a parlare di una legge che recepisca i quesiti referendari, posto anche che i nostri politici sanno benissimo come la stragrande maggioranza della popolazione ne abbia le scatole piene di un di un’esigua minoranza di persone sempre più anziane che spara a destra e a manca, per puro e semplice divertimento. E allora qual è lo stratagemma studiato proprio in queste ore dalla maggioranza? <strong>Abrogare la legge attualmente in vigore in Piemonte, e sulla quale i cittadini sarebbero chiamati a votare</strong>. E così il referendum non si dovrebbe celebrare.</p><p>Successivamente approvare una nuova legge che recepisca in parte i quesiti referendari. E sapete in che modo? Si sancirebbe la non cacciabilità di cinque specie (anziché venticinque), che sarebbero gazza, cornacchia grigia, cornacchia nera, coniglio selvatico e quaglia; si chiuderebbe la caccia alla domenica da marzo a settembre, però tranne che per gli ungulati (unici cacciabili in quel periodo); e verrebbe praticamente lasciata intatta la possibilità di cacciare su terreni innevati.</p><p>Tutto questo risulta da un ordine del giorno della Commissione approvato in data 27 aprile da Lega, Pdl, Udc e Gruppo Misto. Contrari Idv, Sel e Federazione della Sinistra. Movimento 5 Stelle non ha partecipato al voto, in segno di protesta, ritenendo illegittimo l&#8217;odg in questione, e Pd neanche.</p><p>Ora la palla torna al Consiglio, il quale, nelle intenzioni della maggioranza, lunedì dovrebbe inserire in Legge Finanziaria una norma che recepisca le indicazioni della Commissione.</p><p>Come si può ben capire, la situazione, oltre che grottesca, è drammatica, nel senso che qui, come dicevo, è palese l’attentato al diritto/dovere di voto dei cittadini. E probabilmente ci sono anche gli estremi di cui all’art. 294 Codice Penale &#8211; <strong>Attentati contro i diritti politici del cittadino</strong>.</p><p><em>Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l&#8217;esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà, è punito con la reclusione da uno a cinque anni</em>.</p><p>E tutto questo mentre il Capo dello Stato, nel discorso pronunciato ilo scorso XXV aprile ha difeso il sistema della partitocrazia…</p><p>Concludo con una mia personale considerazione. In Italia, e non solo in Piemonte,<strong> la democrazia sta vivendo un ben brutto periodo</strong>, con le banche al governo, l’aumento del potere dei privati, la restrizione dei diritti della popolazione e la contrazione sempre più marcata dei servizi resi alla popolazione stessa. La sensazione è che aumenterà sempre più il dissenso, così come aumenteranno i poveri. E lo Stato risponderà sempre più con l&#8217;autorità.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/piemonte-attentato-alla-costituzione/211408/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>E domandarsi dove vanno i nostri soldi?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/domandarsi-dove-vanno-nostri-soldi/208503/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/domandarsi-dove-vanno-nostri-soldi/208503/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 09:00:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[borsa]]></category> <category><![CDATA[consumo territorio]]></category> <category><![CDATA[finmeccanica]]></category> <category><![CDATA[Guerra]]></category> <category><![CDATA[Impregilo]]></category> <category><![CDATA[mercato azionario]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=208503</guid> <description><![CDATA[L’altro giorno ascoltavo casualmente alla radio una trasmissione economica. C’era un esperto che dava consigli sulle azioni: quali acquistare, quali vendere, quali tenersi strette. Telefonavano degli ascoltatori. C’era da rabbrividire. C’era chi aveva Impregilo, c’era chi aveva Finmeccanica, e si preoccupavano solo che i loro titoli potessero migliorare la propria resa. Sembrava una recita surreale....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’altro giorno ascoltavo casualmente alla radio una trasmissione economica. C’era un esperto che dava consigli sulle azioni: quali acquistare, quali vendere, quali tenersi strette.</p><p>Telefonavano degli ascoltatori. C’era da rabbrividire. C’era chi aveva <strong>Impregilo</strong>, c’era chi aveva <strong>Finmeccanica</strong>, e si preoccupavano solo che i loro titoli potessero <strong>migliorare la propria resa</strong>. Sembrava una recita surreale. Possibile che non si preoccupassero invece queste persone del perché un titolo migliorava la propria performance, e davvero volevano essere complici di questa eventuale crescita?</p><p>Impregilo: da Google “quotata alla Borsa Italiana, è uno dei principali player a livello mondiale nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali”. Guardatevi le opere realizzate da Impregilo e quelle in corso di realizzazione. Da rabbrividire. Dalle autostrade italiane alle <a href="http://www.gfbv.it/3dossier/h2o/dighe.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">grandi dighe finanziate dalla Banca Mondiale.</span></a></p><p>Finmeccanica: da Google “Holding italiana nei settori dell&#8217;aeronautica, dell&#8217;elicotteristica, dello spazio e della difesa”. Da Wikipedia: “Finmeccanica è attiva nella progettazione, sviluppo e produzione di sistemi missilistici, siluri, artiglieria navale e veicoli corazzati tramite le sue controllate <span style="color: #000000;"><a title="WASS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/WASS"><span style="color: #000000;">WASS</span></a>, <a title="Oto Melara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oto_Melara"><span style="color: #000000;">Oto Melara</span></a> e la joint venture <a title="MBDA" href="http://it.wikipedia.org/wiki/MBDA"><span style="color: #000000;">MBDA</span></a> (<a title="BAE Systems" href="http://it.wikipedia.org/wiki/BAE_Systems"><span style="color: #000000;">Bae System</span></a> 37,5%, <a title="EADS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/EADS"><span style="color: #000000;">EADS</span></a></span> 37,5% e Finmeccanica 25%)”.</p><p>Capisco che il meccanismo azionario sembri così asettico: compro Il Sole 24 Ore e vedo chi sale e chi scende e mi decido di conseguenza a comprare o a vendere. Ma la borsa non è quello che si dice “un gioco”. Dietro ci sono opere come la Pedementana Lombarda, o la Tangenziale est di Milano, che <strong>trasformeranno per sempre il territorio</strong>; ci sono <strong>aerei da combattimento </strong>che porteranno la morte; oppure, più semplicemente, ci sono i <strong>licenziamenti</strong> di personale per razionalizzare la produzione e migliorare le rese.</p><p>E pensarlo tutto questo prima di mettere mano al portafoglio? Domandarsi dove vanno i nostri investimenti? No, eh, meglio fare come le scimmiette. “Ecco com’è che va il mondo”.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/3-3cq_mi0cc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/domandarsi-dove-vanno-nostri-soldi/208503/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L’Italia: uno strano paese per la giustizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/l%e2%80%99italia-strano-paese-giustizia/206566/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/l%e2%80%99italia-strano-paese-giustizia/206566/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 Apr 2012 10:40:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[abuso edilizio]]></category> <category><![CDATA[Alberto Perino]]></category> <category><![CDATA[Campania]]></category> <category><![CDATA[legambiente]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[Procura Repubblica]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category> <category><![CDATA[Vladimiro Zagrebelsky]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206566</guid> <description><![CDATA[Strano paese l’Italia. Si dice da tempo che al settore della giustizia mancano uomini e mezzi. Ed è vero. Conosco magistrati che si sono comprati la carta per le fotocopie, perché da Roma non arrivavano i fondi. So di istituti penitenziari che hanno accumulato debiti per energia elettrica, sempre perché da Roma non arrivavano i...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Strano paese l’Italia. Si dice da tempo che al settore della giustizia mancano uomini e mezzi. Ed è vero. Conosco magistrati che si sono comprati la carta per le <strong>fotocopie</strong>, perché da Roma non arrivavano i fondi. So di istituti penitenziari che hanno accumulato debiti per energia elettrica, sempre perché da Roma non arrivavano i fondi.</p><p>La situazione è drammatica da molto tempo, e non è solo colpa dei governi Berlusconi.</p><p>Diversi anni fa, alla fine del 1990, ben prima dell’avvento del nano, Vladimiro Zagrebelsky, allora Procuratore della Repubblica a Torino, emanò una circolare interna all’ufficio che stilava un elenco di gravità dei reati, giusto nell’intento di razionalizzare l’attività dei magistrati inquirenti, concentrando le forze sul piano oggettivo della lesione cagionata all’interesse protetto, e sul piano soggettivo della pericolosità del soggetto agente. <strong>Tradotto</strong> in parole povere: <strong>abbiamo </strong><strong>pochi mezzi, c</strong><strong>oncentriamoci sui reati di maggiore</strong><strong> </strong><strong>allarme sociale.</strong></p><p>Da allora, sicuramente, la situazione della giustizia italiana e torinese è ancor più peggiorata, anche e altrettanto sicuramente per un marcato disinteresse di chi ha avuto l’onere di governare il paese.</p><p>Mi è venuto in mente quanto sopra in questo periodo in cui a Torino la magistratura sembra avere un solo interesse: <strong>colpire i presunti reati commessi dai</strong><strong> </strong><strong>No Tav</strong>. Difficile dire quanti siano gli avvisi di reato emessi nei confronti di appartenenti al variegato movimento, ma sicuramente sono tanti. Alcuni attivisti sono già finiti in carcere, altri sono agli arresti domiciliari, altri ancora avranno già il <strong>dibattimento </strong>a breve, come quelli che vengono accusati di aver realizzato la baita presunta abusiva in Val Clarea ed avere rimosso i sigilli della stessa quando fu posta sotto sequestro perché presunta abusiva (inizio il 3 maggio prossimo). Come dice ironicamente Alberto Perino: “saremo gli unici (NdA inteso come <em>movimento</em>) a venire condannati in Italia per un abuso edilizio&#8221;. Sempre il giorno 3 ci sarà l’interrogatorio di un ragazzo, allora minorenne, accusato di aver partecipato al blocco dell’autostrada Torino – Bardonecchia a dicembre. Solo alcuni esempi fra i tanti.</p><p>Posto che, rispetto a quando fu emanata la “grida” di Zagrebelsky, la situazione della Procura di Torino, come accennavo, è certamente<strong> peggiorata</strong>, e di molto, è davvero singolare questoa solerzia verso presunti autori di reati di davvero scarso allarme sociale. Con questo &#8211; e qui anticipo i soliti che, lo so già, mi diranno che io giustifico i reati – non voglio giustificare proprio nulla, dico solo che con tutti i reati che vengono commessi nell’ambito della competenza della Procura di Torino, si assiste attualmente ad una sollecita repressione in particolare di quelli assertivamente commessi dai No Tav.</p><p>Ma voglio chiudere anche con un’altra considerazione. Torniamo alla baita Clarea, realizzata sì senza permesso a costruire, ma alla luce del sole, su un terreno di proprietà di una attivista No Tav ed esclusivamente per realizzare un punto d’appoggio e di <strong>riunione</strong> dei movimentisti. Non viene da fare un parallelo con altre costruzioni notoriamente abusive realizzate per fini speculativi in giro per il nostro ex belpaese? Nella sola Campania,<a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/28-gennaio-2010/legambiente-16-case-abusive-giorno--1602366801059.shtml" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"> Legambiente denunciava nel 2010 la realizzazione di sedici case abusive al giorno, per un totale di circa 60.000 in dieci anni</span></a>. Sarebbe carino sapere quanti sono i procedimenti penali iniziati e quante le case abbattute. <strong>Davvero uno</strong><strong> </strong><strong>strano paese</strong><strong> </strong><strong>l’Italia</strong><strong>.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/23/l%e2%80%99italia-strano-paese-giustizia/206566/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Antipolitica i 5 Stelle? Ridicolo!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/antipolitica-stelle-ridicolo/205679/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/antipolitica-stelle-ridicolo/205679/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Apr 2012 07:28:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[antipolitica]]></category> <category><![CDATA[beppe grillo]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205679</guid> <description><![CDATA[I politici di regime si sono scatenati in una campagna mediatica contro il Movimento 5 Stelle, attaccando pesantemente Beppe Grillo, che ne fu l’ideatore. Innanzitutto, sbagliano ad attaccare Grillo come se fosse il Movimento. Il Movimento oramai vive di vita propria. Se Grillo morisse domani (e non glielo auguro), il Movimento camminerebbe comunque con le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I politici di regime si sono scatenati in una campagna mediatica contro il Movimento 5 Stelle, attaccando pesantemente Beppe Grillo, che ne fu l’ideatore.</p><p>Innanzitutto, sbagliano ad attaccare Grillo come se fosse il Movimento. <strong>Il Movimento oramai vive di vita propria. </strong>Se Grillo morisse domani (e non glielo auguro), il Movimento camminerebbe comunque con le proprie gambe. Certo, i suoi comizi fanno ancora presa, ha indubbiamente una verve comunicativa notevole, ma poi nei consigli comunali e regionali, ci sono altre persone che operano, e lui come candidato, coerentemente, non si presenterà mai.</p><p>Secondariamente, con il loro atteggiamento violento e denigratorio, dimostrano di patire moltissimo il Movimento, dimostrano di averne una paura boia. Ed hanno ragione ad averne paura.</p><p>La frase che più mi colpisce pronunciata da questi politici &#8211; che si distinguono solo dal fatto che uno ha l’orecchino, un altro i baffetti, un altro ancora parla con accento emiliano – è che Grillo (e anche qui lo confondono col Movimento)<strong> sarebbe l’</strong><strong>antipolitica</strong>. Frase da incorniciare. È probabile che questa gente non sappia cosa significa politica. Del resto, io conosco un eminente politico di un grande partito italiano che a scuola gli passavano i compiti&#8230; La parola deriva da <em>politikòs</em>, che a sua volta deriva da <em>pòlis</em>, città, in greco. In pratica, il politico amministra la città per il bene di tutti coloro che la abitano.</p><p>Alzi la mano di voi lettori chi crede che quelli che ci governano a diversi livelli lo facciano per amministrare l’Italia per il bene degli italiani!</p><p>Personalmente, io mi occupo di ambiente e ho vissuto in Liguria trent’anni o giù di lì. Una classe politica minimamente avveduta avrebbe preservato quella che era la Liguria del dopoguerra, puntando decisamente sulla tutela del territorio e il turismo. Sicuramente <strong>era</strong> uno degli angoli più belli del Mediterraneo. Invece si puntò su cemento e industria (la zona intorno a Vado Ligure, grazie all’industria, si segnalò per il deciso aumento di tumori alle vie aeree). Guardate cos’è diventata la Liguria oggi, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YcyO7kFGvYs" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">oggi che ha perso, dopo il boom edilizio degli anni sessanta, ancora il 50% del territorio libero dal 1990 al 2005</span></a>. Guardate quegli alveari, guardate i corsi d’acqua intubati o comunque cementificati, guardate le spiagge che non ricevono più materiale litoide, guardate i porti turistici, con i loro alloggi vista barca. <strong>Il risultato è che oggi la Liguria ha perso buona parte della sua ricchezza e ha perso pure le industrie</strong>. Questo sarebbe il buon governo, evidentemente, per i nostri politici, sarebbe la Politica, con la P maiuscola…</p><p>Se andate a spulciare i programmi del Movimento 5 Stelle troverete che riguardo al governo del territorio si afferma lo stop a nuova edilizia che non sia di riqualificazione dell’esistente, e tante altre idee interessanti, che, se attuate, sicuramente migliorerebbero la vita dei cittadini. Non sono d’accordo su alcune scelte, come quella di principio dello sviluppo sostenibile, ma se governassero loro e se governassero, certo, come da programma, l’Italia ci guadagnerebbe.</p><p>E poi devo dire: io vedo come operano a livello locale gli eletti dei 5 Stelle, conosco i consiglieri regionali: sono corretti, sono coerenti, sono collaborativi, sono preparati. Sarebbe questa l’antipolitica? Sapete cosa vi dico politici dei miei stivali, fatevi un esame di coscienza prima di dire min&#8230; In una sola cosa siete nel giusto e l’ho anticipato: nell’<strong>avere paura del nuovo che avanza.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/20/antipolitica-stelle-ridicolo/205679/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I cani ucraini e gli Europei di calcio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/cani-ucraini-europei-calcio/205019/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/cani-ucraini-europei-calcio/205019/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Apr 2012 11:22:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[cani]]></category> <category><![CDATA[capitalismo]]></category> <category><![CDATA[Comunismo]]></category> <category><![CDATA[povertà]]></category> <category><![CDATA[strage]]></category> <category><![CDATA[ucraina]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=205019</guid> <description><![CDATA[Andai in Ucraina insieme ad amici due anni fa e mi ci fermai due settimane. Ne ricavai l’impressione di un popolo con gravi ingiustizie sociali, con pochissimi ricchi e tantissimi poveri. Il posto dove eravamo era una località moderatamente turistica e la gente metteva in mostra per le strade la sua umile roba in vendita...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Andai in Ucraina insieme ad amici due anni fa e mi ci fermai due settimane.</p><p>Ne ricavai l’impressione di un popolo con gravi ingiustizie sociali, con<strong> pochissimi ricchi e tantissimi poveri</strong>. Il posto dove eravamo era una località moderatamente turistica e la gente metteva in mostra per le strade la sua umile roba in vendita oppure mirtilli e funghi. I visi rivelavano un&#8217;immensa tristezza.</p><p>Anche i cani non erano messi bene. Ricordo che ce n&#8217;erano tantissimi, molti incrociati con lupi tedeschi. Erano magrissimi ed era come se tendessero la mano. Ti venivano vicino, ti guardavano supplicanti e ti chiedevano da mangiare.</p><p>Ricordo che un giorno uscii dall’albergo e portai degli avanzi di cibo dentro dei tovaglioli di carta. <strong>Il cane si mangiò tutto, carta compresa</strong>. Ho ancora una foto di lui accanto a me.</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/ucraina-strage-randagi-europei-calcio-uefa-fatto-tutto-possibile/191777/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Ora leggo della strage di cani in Ucraina</span></a>. Gli organizzatori degli Europei di Calcio non devono far vedere la povertà, evidentemente, devono coprire con delle pezze tutto il brutto che il capitalismo ha portato con sé. La fame, in primis.</p><p>Chi andrà in Ucraina sicuramente non vedrà quelle povere signore ai lati della strada che espongono le loro misere cose, è facile immaginare che metteranno dei divieti visto che non le possono sopprimere, e non vedrà neanche i cani perché quelli invece si possono sopprimere. <strong>E li stanno sopprimendo.</strong></p><p>Un&#8217;ultima considerazione. Uno degli amici che erano con me in Ucraina era una signora che dall’Ucraina era fuggita. Prima dell’avvento del capitalismo aveva un lavoro in una fabbrica e guadagnava discretamente. Poi, con l’avvento del capitalismo la fabbrica è stata letteralmente requisita <em>manu militari</em> ed i dipendenti licenziati in tronco.<strong> Sicuramente il comunismo non era un granché, ma il capitalismo per lei è stato peggio</strong>. E rimpiange gli anni passati. “E’ il capitalismo, bellezza, il capitalismo, e tu non ci puoi far niente”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/17/cani-ucraini-europei-calcio/205019/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La follia degli sprechi alimentari</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/15/follia-degli-sprechi-alimentari/204601/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/15/follia-degli-sprechi-alimentari/204601/#comments</comments> <pubDate>Sun, 15 Apr 2012 15:08:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[carne]]></category> <category><![CDATA[cereali]]></category> <category><![CDATA[freeganesimo]]></category> <category><![CDATA[pesce]]></category> <category><![CDATA[povertà]]></category> <category><![CDATA[sprechi alimentari]]></category> <category><![CDATA[Tristram Stuart]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204601</guid> <description><![CDATA[Ho letto il libro di Tristram Stuart, “Sprechi”, e sono rimasto scioccato. Il libro non è di facile lettura, perché è un concentrato di dati, soprattutto riferiti al mondo occidentale, ed in particolare la Gran Bretagna, dati relativi agli sprechi alimentari. A tale proposito, ricordo come l’autore sia l’alfiere del freeganesimo, ossia la pratica di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto il libro di <a href="http://www.brunomondadori.com/scheda_opera.php?ID=3522" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Tristram Stuart, “Sprechi”</span></a>, e sono rimasto scioccato.</p><p>Il libro non è di facile lettura, perché è un concentrato di dati, soprattutto riferiti al mondo occidentale, ed in particolare la Gran Bretagna, dati relativi agli sprechi alimentari. A tale proposito, ricordo come l’autore sia l’alfiere del <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/11/rifiuti-e-chi-l%E2%80%99ha-detto-i-freegan/156784/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>freeganesimo</strong></span></a>, ossia la pratica di recuperare ed utilizzare i rifiuti alimentari ancora utili dai depositi di immondizia di vario tipo.</p><p>In qualche modo per adeguarmi allo stile del libro, di seguito vi fornisco alcuni dati <strong>raccapriccianti</strong>.</p><p>Gli inglesi gettano via ogni anno 4,1 milioni di tonnellate di cibo che potrebbe invece essere consumato, se conservato e trattato correttamente. Fra questi, 484 milioni di vasetti di yogurt non aperti; 1,6 miliardi di mele integre (27 mele a persona); 370 milioni di sterline di banane; 2,6 miliardi di fette di pane;  1,7 milioni di tonnellate di sole patate.</p><p>Sempre in <strong>Gran Bretagna</strong>, una percentuale compresa tra il 25 ed il 40 per cento della frutta e degli ortaggi coltivati nel paese vengono respinti dai supermercati in quanto non rispondenti agli standard estetici richiesti. Nell’estate del 2008, un grossista inglese è stato costretto a<strong> gettare via 4000 kiwi </strong>perché più leggeri di 4 grammi rispetto al peso richiesto dagli standard europei, pari a 62 grammi cadauno.</p><p>Nel mondo una percentuale tra il 20 ed il 40 per cento del totale delle banane prodotte vengono gettate via perché non rispondono agli <strong>standard richiesti dalla grande distribuzione</strong>: o sono troppo curve o troppo dritte, o troppo piccole o troppo grandi.<br /> Nelle acque occidentali di Irlanda e Scozia nel 1999, le flotte di pescherecci irlandese, francese, spagnola e britanniche hanno <strong>scartato l’80 per cento del pesce bianco che hanno pescato</strong>.<br /> In India si calcola che una percentuale variabile tra il 35 ed il 40 per cento degli ortaggi e della frutta  viene sprecata ogni anno.<br /> In Giappone, la massa di cibo sprecato ogni anno per persona equivale a 151 chilogrammi.</p><p>In aggiunta ai paesi ricchi che buttano via quasi la metà delle forniture di cibo, il 40 per cento dei cereali, compresi  frumento, riso e granoturco, prodotti nel mondo vengono usati per nutrire gli animali d’allevamento. Quasi un terzo della terra arabile a livello mondiale viene usata per coltivare mangime per il bestiame e la percentuale è in crescita.</p><p><strong>In totale, diamo al bestiame tre volte il cibo </strong><strong>che esso ci restituisce sotto forma di latte, uova e carne</strong>.</p><p>Nella sola Gran Bretagna, 4 milioni di individui non possono permettersi una dieta adeguata. Negli Stati Uniti 35 milioni di persone non hanno un accesso garantito al cibo e nell’Unione Europea si calcola che siano <strong>43 milioni le persone a rischio di povertà alimentare.</strong></p><p>Se lo spreco di patate nel Regno Unito fosse dimezzato, si libererebbero 5400 ettari di buona terra arabile. Se questi fossero convertiti alla coltivazione di grano, il raccolto potenziale potrebbe raggiungere le 36.000 tonnellate, abbastanza per salvare dalla fame 1,2 milioni di individui malnutriti.</p><p>Secondo “Nature” gli oceani hanno già perduto più del 90 per cento dei grossi predatori ed un gruppo di 14 accademici ha pubblicato su “Science” un articolo in cui si sostiene che <strong>entro il 2048 tutte le specie attualmente pescate saranno estinte.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/15/follia-degli-sprechi-alimentari/204601/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Aree attrezzate e &#8220;merenderos&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/aree-attrezzate-merenderos/203664/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/aree-attrezzate-merenderos/203664/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Apr 2012 10:49:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Ambiente]]></category> <category><![CDATA[area attrezzata]]></category> <category><![CDATA[grigliata]]></category> <category><![CDATA[sensibilità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203664</guid> <description><![CDATA[A Pasquetta, come ogni anno, si è consumato il rito della grigliata: braciere, carbonella, e alé, tonnellate di carne di vitello, di maiale, di agnello (meno) consumate, no, forse è meglio dire “divorate” da migliaia di italiani. Divertirsi facendosi del male. La carne alla brace, a parte il prioritario discorso etico, può portare il cancro....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A Pasquetta, come ogni anno, si è consumato il rito della<strong> grigliata</strong>: braciere, carbonella, e alé, tonnellate di carne di vitello, di maiale, di agnello (meno) consumate, no, forse è meglio dire “divorate” da migliaia di italiani. Divertirsi facendosi del male. <a href="http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2011/11/29/news/carne_tumore_prostata-25617611/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">La carne alla brace, a parte il prioritario discorso etico, può portare il cancro</span></a>. Ma adesso mi accorgo che forse sto esagerando. E, tutto sommato, non è lì che voglio andare a parare.</p><p>Voglio andare a parare sulla considerazione che buona parte di queste migliaia di italiani il predetto  rito lo consumano nelle aree attrezzate dei/dai Comuni. Non sono comuni mortali, questi, hanno una ben definita etichetta: “merenderos”. E cominciano all’incirca a Pasquetta, poi vanno avanti più o meno ogni domenica di bel tempo fino all’autunno inoltrato, magari ferie <strong>escluse</strong>, ma non è detto. Ed eccoli lì, talvolta già alle 8 di mattina ad occupare una “piazzola” con barbecue, pallone, vino per i grandi, Coca Cola per i piccini, a grigliare carne e verdure, per poi arrivare alla sera sudati e un po’puzzolenti e riferire il lunedì sul lavoro della bella giornata trascorsa.</p><p>Lo so, il mio discorsa puzza a sua volta. Puzza di razzismo, o quanto meno di snobismo.</p><p>Ma non crediate, razzista no, e snob lo è solo in parte. Nel senso che sono molto contento non tanto ovviamente che esistano queste persone, quanto che ci siano le aree attrezzate, perché così i merenderos si concentrano  lì. Visto che <strong>la stragrande </strong><strong>maggioranza degli italiani non ha una cultura ambientale</strong>, va benissimo che si riuniscano in aree a loro dedicate. Altrimenti si rischierebbe seriamente ben che vada il calpestio dei prati, ed i fiori strappati, mal che vada anche gli incendi.</p><p>Certo che, a vederli fanno un po’ impressione, tutti riuniti in questi piccoli campi di concentramento volontario, da mane a sera, mangiare, parlare del più e del meno e – accidenti, dimenticavo &#8211; magari fare anche il bagno. Perché non so altrove, ditemi voi, ma qui al nord buona parte delle aree attrezzate sono vicino a dei corsi d’acqua. Dove, dopo essersi satollati, mettersi a mollo nell’acqua fredda rischiando ben che vada l’indigestione.</p><p>Un rito. Una volta c’erano quelli religiosi. Oggi, a religione oramai in declino, restano quelli più terreni, prosaici, laici. <strong>Il</strong><strong> riempirsi </strong><strong>la pancia è uno di questi</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/aree-attrezzate-merenderos/203664/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tav: il re è nudo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/09/nudo-2/203189/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/09/nudo-2/203189/#comments</comments> <pubDate>Mon, 09 Apr 2012 06:56:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Albanese]]></category> <category><![CDATA[francois hollande]]></category> <category><![CDATA[investimenti Italia]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category> <category><![CDATA[tav]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203189</guid> <description><![CDATA[Il candidato socialista all’Eliseo, tale Hollande, afferma che c’è bisogno della Tav:  “per rilanciare l’attività economica in Europa e bloccare l’aumento della disoccupazione, abbiamo bisogno di questo tipo di investimenti, che rendano il nostro continente più attrattivo e coeso”. La dichiarazione fa il paio con quella recente della Camusso che, dicendosi favorevole alla Tav affermava:...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/449421/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/image0011.png?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-203200" title="image001" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/image0011.png?47e3a5" alt="" width="259" height="194" /></a>Il candidato socialista all’Eliseo, tale Hollande, afferma che c’è bisogno della Tav</span></a>:  “per rilanciare l’attività economica in Europa e bloccare l’aumento della disoccupazione, abbiamo bisogno di questo tipo di investimenti, che rendano il nostro continente più attrattivo e coeso”.</p><p>La dichiarazione fa il paio con quella <strong>recente</strong> della Camusso che, dicendosi favorevole alla Tav affermava: &#8220;In Italia c&#8217;è un bisogno disperato di investimenti&#8221;</p><p>Da sempre, fin dagli anni novanta, abbiamo sostenuto che la Tav non serve ad una beata m&#8230;., come direbbe Albanese, se non a far <strong>girare</strong> dei soldi. Adesso, ingenuamente, ma sinceramente, ecco da autorevoli fonti di Francia e Italia ci arriva la conferma. Quasi che ancora ce ne fosse bisogno. Finalmente il re è nudo!</p><p>Ma non fermiamoci alla Tav, santo iddio. Ci sono un sacco di <strong>occasioni</strong> per creare lavoro. Perché ad esempio affossare il Ponte sullo Stretto? È utile tanto quanto la Tav E perché non puntare decisamente sugli inceneritori, che ogni città ne abbia uno? E che dire poi delle centrali nucleari? Quelle sì che sono un bel business: i lavori durano un sacco di anni e ci lavorano un sacco di persone.</p><p>E poi ancora, quelle belle commesse militari? Dai su, non ci vuole molta fantasia, basta guardarsi attorno e le occasioni non <strong>mancano</strong> al partito del fare e degli affari.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/09/nudo-2/203189/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tav: una giornata di ordinario digiuno</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/giornata-ordinario-digiuno/202535/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/giornata-ordinario-digiuno/202535/#comments</comments> <pubDate>Thu, 05 Apr 2012 16:35:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[digiuno]]></category> <category><![CDATA[fiat]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202535</guid> <description><![CDATA[Non sono un pacifista. L‘ambientalismo ha un’essenza rivoluzionaria e quasi sempre le rivoluzioni sono state violente. Detto questo, quando mi hanno proposto di aderire al digiuno di Ascoltateli!, ho accettato immediatamente. Mi era subito sembrata una buona idea rispondere con la tipica forma di non-violenza alla violenza perpetrata dallo Stato sull’ambiente e sulla gente della...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non sono un pacifista. L‘ambientalismo ha un’essenza rivoluzionaria e quasi sempre le rivoluzioni sono state violente.</p><p>Detto questo, quando mi hanno proposto di aderire al digiuno di <a href="http://www.ascoltateli.org/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Ascoltateli!</span></a>, ho accettato immediatamente. Mi era subito sembrata una buona idea rispondere con la tipica forma di non-violenza alla violenza <strong>perpetrata</strong> dallo Stato sull’ambiente e sulla gente della mia valle.</p><p>Così eccomi qui lunedì pomeriggio che, guardando uno <strong>storno</strong> passeggiare nell’erba, risalgo la strada dei Giardini Reali per recarmi alla tenda issata in Piazza Castello, in pieno centro di Torino, dove dormirò questa notte e mi fermerò fino a domani sera. Se qualcuno solo un mese fa mi avesse detto che avrei dormito in Piazza Castello gli avrei risposto “ehi, non sono ricco, ma non sono neanche ancora un barbone…”.</p><p>Alla tenda, Claudio Serra. Ci abbracciamo ricordando <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2011/06/27/no-tav-la-polizia-sfonda-il-presidio-dei-manifestanti/127611/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">la tremenda giornata del 27 giugno scorso</span></a>. Ma solo lui conosco. Gli altri <strong>digiunanti </strong>non so chi siano, ma subito familiarizziamo. Qui sì che ha un senso darsi del  tu, questo “tu” abusato anche dai politici. Ognuno faccia il suo mestiere: datemi del “lei”, prego.</p><p>Siamo al diciottesimo giorno di digiuno e stanotte si raggiunge l’apice dei digiunanti. Nella tenda otto <strong>brande</strong>, ma i digiunanti sono almeno dodici. A malincuore si allontanano quelli in eccesso. Digiuneranno a casa. Edoardo Acotto mi avverte che sì, ci sono i digiunanti, ma ci sono anche i veglianti: quelle persone che trascorrono la notte fuori dalla tenda a presidiare. Complimenti, ragazzi, sarà lunga…Ma non sembrano essere preoccupati.</p><p>La sera trascorre chiacchierando: sembra che ci conosciamo da sempre. Poi in<strong> tenda</strong>, ci tuffiamo dentro ai sacchi a pelo, ché la temperatura si è abbassata parecchio da ieri. La notte trascorre col sottofondo delle fontane, e vari rumori e chiacchiericci. Quando l’edicolante alza le saracinesche è indice che è quasi mattina.</p><p>Alle otto siamo tutti fuori. Claudio è l’unico che non ha dormito granché: la sua branda ha ceduto nel mezzo. <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/448924/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Alle 10 conferenza stampa davanti alla tenda sulla distruzione del sito archeologico della Maddalena</span></a>. Ci sono un bel po’ di giornalisti. L’impressione è che adesso la lotta No Tav “buchi” di più. Poi volantinaggio fra i passanti che si fermano incuriositi da questi digiunanti che “hanno fame di democrazia”. Tante scolaresche e tanti turisti di ogni <strong>nazionalità</strong>. Già, Torino oggi punta sul turismo. E penso sorridendo che si punta sul turismo se non si hanno più le fabbriche. Fra qualche anno, magari non ci sarà nemmeno più la Fiat Chissà, a Mirafiori faranno alloggi, multisale e ipermercati?</p><p>Alle 20 il digiuno finisce: ci salutiamo dicendoci che ci rivedremo. Passa mio figlio Jacopo per andarci a mangiare una <strong>pizza</strong>. Andandomene mi volto verso la tenda. Tornerò. Il digiuno è stato deciso che andrà avanti ad oltranza. Troverà lungo il partito degli affari. “A sarà dura”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/giornata-ordinario-digiuno/202535/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caccia, la fatidica data del 3 giugno</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/30/caccia-data-fatidica-giugno/201021/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/30/caccia-data-fatidica-giugno/201021/#comments</comments> <pubDate>Fri, 30 Mar 2012 08:33:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[caccia]]></category> <category><![CDATA[Gianluca Vignale]]></category> <category><![CDATA[Piemonte]]></category> <category><![CDATA[quorum]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category> <category><![CDATA[Roberto Cota]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=201021</guid> <description><![CDATA[Per l’ambientalismo italiano la data del 3 giugno prossimo ha un carattere fatidico. Potrebbe essere la prima volta che in una regione italiana, il Piemonte, viene, di fatto, abolita la caccia. Infatti, se passasse il sì ai quesiti referendari, rimarrebbero solo quattro specie cacciabili (peraltro immesse abitualmente a scopi venatori), e cioè il cinghiale, il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per l’ambientalismo italiano la data del 3 giugno prossimo ha un carattere fatidico. Potrebbe essere la prima volta che in una regione italiana, il Piemonte, viene, di fatto, abolita la caccia.</p><p>Infatti, se passasse il sì ai quesiti referendari, rimarrebbero <strong>solo quattro specie cacciabili </strong>(peraltro immesse abitualmente a scopi venatori), e cioè il cinghiale, il fagiano, la lepre e la minilepre; non si potrebbe più cacciare su terreni innevati; non si potrebbe più cacciare la domenica; ed altro ancora.</p><p>Ma il problema non riguarda tanto “se vincono i sì”, quanto “<strong>se la gente va a votare</strong>”. <a href="http://www.eurispes.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2236:rapporto-italia-2011&amp;catid=47:rapporto-italia&amp;Itemid=222" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">In Italia (ed il Piemonte non fa eccezione), la percentuale dei votanti contrari alla caccia è schiacciante: circa l’83%.</span></a> Ma le due tornate referendarie nazionali precedenti riguardanti l’attività venatoria non videro il raggiungimento del quorum (<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/11/Caccia_referendum_Piemonte_via_libera_co_9_1202113497.shtml" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">nel 1990 il 43,4%, nel 1997 appena il 30,2</span></a>), anche se ì sì ebbero percentuali bulgare.</p><p>Posto che però la percentuale di coloro che non vanno a votare non è determinata tanto dalla pigrizia o dalla giornata al mare, quanto dal fatto che non hanno nemmeno notizia del referendum, in quanto i partiti in generale non fanno pubblicità al riguardo e gli elettori non ricevono alcuna comunicazione, diciamo che c’è da essere moderatamente ottimisti oggi, in quanto, rispetto agli anni novanta dello scorso secolo, <strong>c’è uno strumento formidabile in più: internet.</strong> Lo stesso che sto usando io in questo momento.</p><p>La conferma la si è avuta con i referendum su acqua e nucleare, e speriamo tanto che la storia si ripeta.</p><p>Un sintomo del fatto che il mondo politico tema molto che oggi si raggiunga il quorum e vinca la democrazia dal basso è del resto testimoniato sia dalla<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/roberto-cota-molto-arrabbiato-allora/194382/" target="_blank"> dichiarazione video molto preoccupata a suo tempo rilasciata dal <strong>governatore Cota</strong></a>, sia da altre più recenti. Su tutte, singolare quella del consigliere regionale Gianluca Vignale (già Fronte della Gioventù, poi Alleanza nazionale, ed ora Popolo delle Libertà), il quale ha testualmente affermato: “è giusto che si sappia che se passasse il referendum, le riduzioni alla pratica venatoria causerebbero un aumento ai danni da nocivi agli agricoltori e ai sinistri automobilistici per tutti i cittadini automobilisti.”</p><p>Allora, secondo il politico di turno, la caccia avrebbe uno <strong>scopo sociale</strong>: eviterebbe danni alle colture ed eviterebbe collisioni di auto con animali selvatici. Da notare che Vignale è lo stesso che propose nel 2010 un emendamento (purtroppo passato) che prevede che i Comuni e le Province lascino libero accesso sulle proprie strade (altrimenti vietate) ai cacciatori, giustificandolo in tal modo: &#8220;<a href="http://www.bighunter.it/Caccia/ArchivioNews/tabid/204/newsid730/6257/Default.aspx" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">E&#8217; evidente che permettere la caccia in territori non raggiungibili se non a piedi è come porre un divieto di caccia. E&#8217; come se non si permettesse ad un dottore di raggiungere l&#8217;ospedale</span></a>.&#8221;</p><p>Insomma, questi cacciatori sarebbero dei veri e propri benefattori per l’ambiente e per la collettività, addirittura paragonabili ai medici.<br /> L’83% degli italiani questa cosa evidentemente non l’ha capita.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/FxA26mQQ5tM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/30/caccia-data-fatidica-giugno/201021/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Basta con l&#8217;eccidio degli agnelli!</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/basta-leccidio-degli-agnelli/200425/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/basta-leccidio-degli-agnelli/200425/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Mar 2012 14:54:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Fabio Balocco</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Agnelli]]></category> <category><![CDATA[allevamenti]]></category> <category><![CDATA[boicottaggio]]></category> <category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category> <category><![CDATA[Pasqua]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200425</guid> <description><![CDATA[Qualche giorno fa, al ritorno da una gita in montagna, ho visto dei tenerissimi agnelli pascolare in un prato insieme alle loro madri. Ieri ho visto fuori da una macelleria la scritta “si vendono agnelli interi o a pezzi”. Ogni anno a Pasqua, secondo l’organizzazione animalista Agire Ora, in Itala vengono uccisi qualcosa come novecentomila...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, al ritorno da una gita in montagna, ho visto dei tenerissimi agnelli pascolare in un prato insieme alle loro madri. Ieri ho visto fuori da una macelleria la scritta “<strong>si vendono agnelli interi o a pezzi</strong>”.</p><p>Ogni anno a Pasqua, <a href="http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1267" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">secondo l’organizzazione animalista Agire Ora, in Itala vengono uccisi qualcosa come novecentomila tra agnelli, pecore e capre.</span></a></p><p>Mi vengono in mente molte considerazioni quando penso a tanta efferatezza gratuita (non ce l’ha ordinato il medico di cibarci di agnelli): si deve proprio festeggiare la Pasqua uccidendo? In un paese sedicente cattolico ha senso festeggiare la rinascita di Cristo con un eccidio? E, tra l’altro, con l’uccisione proprio di quell’animale che rappresenta Cristo? “<strong>Agnello di Dio che togli i peccati dal mondo</strong>”…</p><p>Ma penso anche quanto potrebbe fare un boicottaggio collettivo: talvolta le azioni di boicottaggio nel mondo hanno prodotto effetti. Se non ci fosse più domanda di agnelli, il mercato dovrebbe adattarsi e risparmiarli.</p><p>D’altra parte penso anche la sterminata insensibilità che ci circonda, e che fa sì che la gente mangi la carne senza porsi minimamente il problema riguardo alle condizioni di vita negli allevamenti ed alla uccisione (che poi è <strong>una liberazione</strong>) degli animali allevati. Sicuramente fanno così anche con gli agnelli: ne apprezzano la carne, non pensano che qualche giorno prima pascolavano insieme alla madre.</p><p>Ma torniamo al boicottaggio, io rilancio l’idea. E comunque, almeno voi che mi leggete, vi prego, <strong>niente agnelli a Pasqua, ve lo chiedo per favore</strong>!</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/gYYSMuqq9Zc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/27/basta-leccidio-degli-agnelli/200425/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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