<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Francesco Aliberti</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/faliberti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Equitalia, un decreto che cambi le regole di riscossione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/equitalia-decreto-cambi-regole-riscossione/225694/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/equitalia-decreto-cambi-regole-riscossione/225694/#comments</comments> <pubDate>Thu, 10 May 2012 14:06:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesco Aliberti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[appello Equitalia]]></category> <category><![CDATA[Elena Polidori]]></category> <category><![CDATA[Equitalia]]></category> <category><![CDATA[ipoteche equitalia]]></category> <category><![CDATA[regole riscossione Equitalia]]></category> <category><![CDATA[resistere a equitalia]]></category> <category><![CDATA[suicidi imprenditori]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=225694</guid> <description><![CDATA[Ricevo e pubblico.  C’era davvero bisogno che il sistema Equitalia diventasse un’emergenza nazionale per cominciare a domandarsi cosa davvero non funziona nel sistema di riscossione fiscale e, soprattutto, nei modi in cui viene condotta la lotta all’evasione? C’era la necessità di veder scorrere, come un bollettino di guerra quotidiano, un’angosciante sequenza di morti senza più...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Ricevo e pubblico. </em></strong></p><p>C’era davvero bisogno che il sistema Equitalia diventasse un’emergenza nazionale per cominciare a domandarsi cosa davvero non funziona nel sistema di <strong>riscossione fiscale</strong> e, soprattutto, nei modi in cui viene condotta la lotta all’evasione? C’era la necessità di veder scorrere, come un bollettino di guerra quotidiano, un’angosciante sequenza di morti senza più speranza nel futuro per riuscire a far sentire le voci di un <strong>disagio</strong> che la crisi economica ha reso ancor più angosciante e disperato?</p><p>Adesso che il dramma sociale è conclamato e che il meccanismo infernale messo in atto da Equitalia sembra sfuggito di mano anche a chi lo muove, si assiste con<strong> sbogottimento</strong> ad una classe politica che gioca allo scarico di responsabilità senza trovare il coraggio di ammettere errori e intervenire con urgenza per cambiare in corsa le regole mettendo un freno ai suicidi. Il tutto mentre la protesta sale e si alimenta, con la vita di impiegati e funzionari delle filiali di Equitalia nel mirino dei <strong>disperati</strong>, in una guerra tra poveri che rende tutti vittime innocenti di una morsa creata dall’eccesso di zelo di dirigenti del fisco, sempre troppo in carriera, e da un governo incapace di prendere decisioni coraggiose cambiando rotta.</p><p>Ci avevamo provato, con il nostro libro, a spiegare che si poteva “Resistere a Equitalia” semplicemente cercando un dialogo con il fisco e il suo Ente riscossore e seguendo le norme scritte nel codice civile sui ricorsi amministrativi e sulle prescrizioni. Siamo stati tra i primi a denunciare gli errori commessi da Equitalia sull’imposizione delle<strong> ipoteche</strong> sulle case per debiti inferiori agli 8 mila euro e tante altre storture mese in campo dall’Ente per fare cassa in barba ad ogni buon senso e coscienza civile. Così come abbiamo denunciato quanto fosse illogico e pericoloso che ad Equitalia fossero state date armi ispettive (e altro) che non hanno neppure i magistrati inquirenti. Detto questo, adesso che l’emergenza è conclamata, la nostra richiesta è che il governo, anziché dilettarsi in un osceno scarico di responsabilità politiche in cui sta diventando vittima – paradossalmente – proprio Equitalia, si faccia carico di portare in Parlamento un <strong>decreto</strong> che riveda le regole di riscossione per dare un minimo di sollievo ai cittadini italiani in un momento tra i più drammatici degli ultimi anni. Prima dell’Europa, dell’Euro e della solidità del Paese davanti ai<strong> mercati internazionali</strong> ci sono sempre gli italiani. Che da sempre sono un popolo di eroi, ma hanno bisogno anche di un governo che li aiuti a trovare la forza per continuare ad avere speranza nel futuro.</p><p><em>di Elena Polidori</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/equitalia-decreto-cambi-regole-riscossione/225694/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Un piccolo ricordo di Antonio Tabucchi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/26/piccolo-ricordo-antonio-tabucchi/200187/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/26/piccolo-ricordo-antonio-tabucchi/200187/#comments</comments> <pubDate>Mon, 26 Mar 2012 13:39:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesco Aliberti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Antonio Tabucchi]]></category> <category><![CDATA[Francesco Aliberti]]></category> <category><![CDATA[morte]]></category> <category><![CDATA[ricordo]]></category> <category><![CDATA[Saudade di libertà]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200187</guid> <description><![CDATA[A volte le normalissime giornate possono essere stravolte da un avvenimento &#8220;straordinario&#8221;. Così può accadere che alla fine di una giornata di lavoro, quando ormai si sta per spegnere il computer e riporre le biro nel portapenne, arrivi una telefonata da un numero sconosciuto alla quale si risponde anche controvoglia. Ad alzare la cornetta è una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A volte le normalissime giornate possono essere stravolte da un <strong>avvenimento &#8220;straordinario&#8221;</strong>. Così può accadere che alla fine di una giornata di lavoro, quando ormai si sta per spegnere il computer e riporre le biro nel portapenne, arrivi una telefonata da un numero sconosciuto alla quale si risponde anche controvoglia.</p><p>Ad alzare la cornetta è una mia collaboratrice della casa editrice:  &#8221;Pronto&#8230;&#8221; &#8220;Buonasera sono Antonio Tabucchi&#8221;. Un salto dalla sedia e una camminata nervosa avanti e indietro lungo il corridoio descrivono l&#8217;agitazione di trovarsi un interlocutore telefonico non proprio ordinario.</p><p><strong>Antonio Tabucchi </strong>fece quella telefonata da Lisbona per congratularsi con me per la pubblicazione di <em><strong>Saudade di libertà</strong></em><a href="http://www.ibs.it/code/9788874248643/tabucchi-antonio-alloni-marco/saudade-di-libert-agrave.html?SHOP=5277" target="_blank">,</a> libro che raccoglie una conversazione sui temi della scrittura e del romanzare fatta con Marco Alloni e uscita in libreria circa tre mesi fa. In particolare l&#8217;aveva colpito la confezione ma spende parole di complimenti anche per il lavoro di redazione.</p><p>Racconta di essere fermo a letto per un incidente che gli ha provocato la rottura del femore e che in quella condizione passava molto tempo a leggere. Richiede alla mia collaboratrice dell&#8217;ufficio stampa di tenerlo costantemente aggiornato sulla rassegna stampa di <em>Saudade di libertà</em> e addirittura <strong>si scusa per non aver trovato il tempo di telefonare prima</strong>.</p><p>Un episodio che merita di essere raccontato perché manifesta la grandezza d&#8217;animo e la cordialità che solo certi grandi personaggi sanno avere.</p><p>Mi aveva colpito una frase del libro: <strong>sul perché si scrive</strong> Antonio Tabucchi risponde così a Marco Alloni:<br /> &#8220;Si scrive perché si ha paura della morte? È possibile. O non si scrive piuttosto perché si ha paura di vivere? Anche questo è possibile.&#8221;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/26/piccolo-ricordo-antonio-tabucchi/200187/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Una mattina con Loris Mazzetti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/07/una-mattina-con-loris-mazzetti/80656/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/07/una-mattina-con-loris-mazzetti/80656/#comments</comments> <pubDate>Tue, 07 Dec 2010 08:57:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesco Aliberti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[epurazione]]></category> <category><![CDATA[Loris Mazzetti]]></category> <category><![CDATA[Rai]]></category> <category><![CDATA[regime]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=80656</guid> <description><![CDATA[Ieri in casa editrice è venuto a trovarci Loris Mazzetti. Una sorpresa felicissima. Abbiamo brindato agli straordinari riscontri che sta ottenendo &#8220;Sono venuto per servire&#8221;, il bellissimo libro scritto a quattro mani da Loris e da Don Gallo. Però l&#8217;atmosfera non era festosa, né poteva esserlo. Loris ci è apparso pensieroso, come frastornato dal trambusto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri in casa editrice è venuto a trovarci Loris Mazzetti.<br /> Una sorpresa felicissima. Abbiamo brindato agli straordinari       riscontri che sta ottenendo &#8220;Sono venuto per servire&#8221;, il       bellissimo libro scritto a quattro mani da Loris e da Don Gallo.</p><p>Però l&#8217;atmosfera non era festosa, né poteva esserlo.<br /> Loris ci è apparso pensieroso, come frastornato dal <strong>trambusto       mediatico</strong> che si è scatenato attorno al suo nome.<br /> Il suo nome è il più cliccato oggi sulla pagina del <em>corriere.it</em>.       Ce lo diceva lui stesso, stupito e perplesso. Più cliccato delle       notizie drammatiche di cronaca, tipo il caso di Yara o quello dei       ciclisti travolti a Lamezia.</p><p>Questo è uno strano Paese, si sa. Un Paese in cui può capitare a       un uomo che lavora da sempre dietro le quinte della tv pubblica di       diventare improvvisamente protagonista della cronaca. Non ci       risulta che succeda da nessun&#8217;altra parte.</p><p>Non vorremmo che la ragione di questa curiosa popolarità di Loris       fosse la stessa che noi sospettiamo. Cioè che dietro la sua       &#8220;sospensione&#8221; si nasconda semplicemente il primo passo di una       nuova, ennesima epurazione. Di un altro <strong>editto bulgaro</strong>, per capirci.</p><p>La storia antica ci racconta che gli ultimi giorni degli       imperatori furono sempre i più folli e cruenti, quelli in cui si       consumarono le vendette più assurde, anche verso uomini lontani       dal Palazzo, colpevoli solo di fare il loro mestiere con <strong>dignità</strong>.</p><p>L&#8217;auspicio che facciamo a Loris è quello di tornare al più presto       al proprio posto di lavoro, come sempre dietro le quinte, a       reggere il timone della nave nella tempesta.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/07/una-mattina-con-loris-mazzetti/80656/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>39</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;arte satirica delle intercettazioni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/30/larte-satirica-e-involontaria-delle-intercettazioni/34731/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/30/larte-satirica-e-involontaria-delle-intercettazioni/34731/#comments</comments> <pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:54:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesco Aliberti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Domiziano]]></category> <category><![CDATA[Giovenale]]></category> <category><![CDATA[intercettazioni]]></category> <category><![CDATA[Sandro Bondi]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=34731</guid> <description><![CDATA[Ma un editore col bavaglio, con questo bavaglio, ci spiegate che razza di editore potrebbe mai essere? Della grande questione di libertà e di giustizia rappresentata dalla possibilità o meno di fare conoscere ai cittadini il contenuto delle intercettazioni in cui emergono profili di reato, talora gravi o gravissimi, si è già detto – e giova comunque sempre ripeterlo, anzi gridarlo forte.  Una parte...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ma un editore col <strong> bavaglio</strong>, con questo bavaglio, ci  spiegate che razza di editore potrebbe mai essere? Della grande questione di  libertà e di giustizia rappresentata dalla possibilità o meno di fare  conoscere ai cittadini il contenuto delle  intercettazioni in cui emergono profili di <strong>reato</strong>, talora  gravi o gravissimi, si è già detto – e giova comunque sempre  ripeterlo, anzi gridarlo <strong>forte</strong>.  Una parte cospicua della  produzione editoriale italiana di questi ultimi  difficili anni, in cui anche la casa editrice <strong>Aliberti </strong>ha fatto il suo, oggi  con questa legge sarebbe non solo azzoppata, ma letteralmente oscurata,  quasi cancellata dal panorama <strong>letterario</strong>.</p><p>Ma non c’è solo questo  aspetto drammatico e oggettivamente favoreggiatore dell’<strong>illegalità</strong>. Nella vita della  letteratura, che ha tempi più lunghi di quelli della  pagina di giornale e un passo diverso, anche le notizie apparentemente  più “<strong>futili</strong>”, gli episodi minori, i casi di piccolo  orrore quotidiano hanno un valore non  indifferente. A volte simbolico ed esemplare quant’altri  mai. Il grande <strong>Giovenale </strong>– che  non è un terzino brasiliano, come molti della  cerchia di Silvio forse penseranno, ma un sommo poeta <strong> satirico </strong>dell’antichità – si era spinto – pensa te,  caro <strong>Bondi</strong>!, che ardire – a pubblicare nientemeno che  una “intercettazione” dalle segrete stanze della  residenza dell’imperatore <strong>Domiziano</strong>, uno che non era proprio  modello di tolleranza, fra l’altro.</p><p>Il <strong>Capo </strong>(che dai sudditi era stato  ribattezzato calvo Nerone: ricorda  qualcosa?) aveva convocato in gran fretta il  suo stuolo di consiglieri per decidere di una questione  vitale: la cottura di un <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rombo_%28pesce%29%20/o%20Rombo%20%28pesce%29" target="_blank">rombo</a> </strong>di enormi dimensioni, che  un pescatore aveva appena portato. Pensa  che scena, si sarà detto <strong>Giovenale </strong>quando qualcuno  della cerchia imperiale gliel’ha raccontata.  Non posso non scriverla. I “consiglieri” che fanno a  gara a chi spara le più grosse <strong>stronzate </strong>adulatorie, le  piaggerie più idiote, con il terrore di essere spediti dritti a  far spettacolino al Colosseo coi leoni. E  tutto per un pesce, un rombo. Il rombo di Domiziano, <strong>Satira Quarta</strong>. Puro gossip da  cortigiani.</p><p>Eppure, uno dei più straordinari pezzi di <strong>satira</strong>,  e soprattutto di storia dell’<strong>Impero </strong>romano, della  letteratura occidentale. L’essenza del potere che si  rivela, nuda e spudorata, nell’episodio-<strong>pettegolezzo</strong>.  Come non pensare (e scusate l’autocitazione e l’autopubblicità verso  un libro che nonostante le tante perplessità abbiamo voluto fortemente  pubblicare, quello di Patrizia <strong>Daddario</strong>) a  quel meraviglioso trascorrere fra il letto e la doccia (gelata!), la  doccia gelata e il letto, nel cuore della notte, di  un Capo non meno assoluto del buon Domiziano alle  prese con la sua <strong>cortigiana</strong>… A quella scena da seduttore  anni Cinquanta, con lui instancabile grillo che  saltella fra il <strong>cesso </strong>e la camera, mentre lei spera che quella sia  l’ultima doccia gelata che le tocca fare insieme al suo principe, e  già paventa il raffreddore e il mal di gola del giorno dopo.</p><p>Ma è <strong>privacy</strong>, questa? E’  un fatto solo ed esclusivamente privato, che i sudditi non hanno  il diritto in alcun modo di sapere? Per Giovenale  evidentemente no. E neanche per noi può esserlo. Quando le voci dei  cortigiani avvertono il Capo che il Paese più potente della <strong> Terra </strong>ha appena eletto il suo Presidente, e  che bisognerebbe che anche Lui si facesse sentire,  magari con un messaggino di auguri e una dichiarazione; e  Lui non può, perché è impegnato nel “<strong>letto grande</strong>” con la favorita  di cui sopra… Questa è storia, che ci piaccia o no. Storia  con la esse minuscola, ma che più minuscola non si può. Storia con la  esse <strong>infima</strong>. Nella sua ridicola  follìa, signori, questa è storia. E’ il  tratto grottesco, deformato del potere. Forse oggi non c’è un  Giovenale, o un <strong>Brecht</strong>, a ritrarli con cruda genialità. Ma a volte, le intercettazioni,  nel loro squallido iper-realismo, sanno riprodurre  perfettamente il clima, la temperatura di un’epoca. Sono  quasi arte; arte involontaria. Purtroppo per noi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/30/larte-satirica-e-involontaria-delle-intercettazioni/34731/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>13</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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