<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Elena Valdini</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/evaldini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Incidenti stradali, un sito per testimoniare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/incidenti-stradali-sito-testimoniare/241432/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/incidenti-stradali-sito-testimoniare/241432/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 May 2012 08:53:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[incidenti stradali]]></category> <category><![CDATA[pirateria stradale]]></category> <category><![CDATA[testimoni]]></category> <category><![CDATA[vittimaetestimone]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=241432</guid> <description><![CDATA[Da Firenze arriva una nuova storia che parla di strada, di scontri, di vittime e di proposte concrete. Una storia che ci parla anche di testimoni, di come mettere in contatto vittime e testimoni e ancora, e molto, di come sviluppare la cultura della testimonianza. Cinque giovani uomini, &#8220;amici di vecchia data&#8221;, hanno messo testa...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da Firenze arriva <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/05/23/Contro-pirati-strada-vittime-testimoni-contatto-web_6918222.html" target="_blank">una nuova storia</a> che parla di strada, di scontri, di vittime e di proposte concrete. Una storia che ci parla anche di testimoni, di come <strong>mettere in contatto vittime e testimoni</strong> e ancora, e molto, di come sviluppare la <strong>cultura della testimonianza</strong>. Cinque giovani uomini, &#8220;amici di vecchia data&#8221;, hanno messo testa sul tema partendo dall’esperienza personale di uno di loro, David Di Pirro, ideatore del progetto, rimasto coinvolto in uno scontro &#8220;per il quale mi fu impossibile trovare testimoni nonostante gli innumerevoli tentativi. Il web è pieno di blog e annunci di vittime alla disperata ricerca di qualcuno che possa aver assistito. Da qui <strong>l’idea del sito</strong> condivisa con i miei amici Daniele Scagli, Christian De’ Tomassi, Simone Lottini e Giacomo Mattioli&#8221;.</p><p align="JUSTIFY">Si chiama <a href="http://www.vittimaetestimone.com/Account/LogOnRegister" target="_blank"><strong>vittimaetestimone.com</strong></a>, è già stato tradotto in inglese (<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.victimandwitness.com/">www.victimandwitness.com</a></span></span>) ed entro fine anno sarà anche in francese, tedesco, russo e spagnolo. È stato pensato perché vi si possano rivolgere tutti, non solo italiani ed europei.</p><p align="JUSTIFY">Un servizio, gratuito: basta registrarsi e digitare data, luogo e ora dello scontro, specificando se si è “vittima” o “testimone”. Da qui il sistema fornirà un elenco dettagliato degli eventi, se presenti, o fornirà una pagina per inserirlo. Nel caso poi figurassero “eventi già registrati e si volesse contattare l’utente in questione (che rimane sempre completamente anonimo), il programma provvederà a scambiare automaticamente l’indirizzo email fra gli utenti”.</p><p align="JUSTIFY">L’idea è intelligente e potrebbe davvero essere di grande aiuto alle vittime della<strong> pirateria stradale</strong> in particolare. Certo, il banco di prova sarà proprio vedere in quanti si raccoglieranno intorno a quella voce, “testimone”, che sta al nostro senso civico, al nostro sguardo sugli altri, alla giustizia, <strong>al nostro senso di giustizia</strong>.</p><p align="JUSTIFY">Parallelamente al portale, da una manciata di giorni, i cinque amici hanno fondato un’omonima associazione onlus proprio con lo scopo di diffondere la cultura del testimone.</p><p align="JUSTIFY">Cosa ne pensate? Perché è così difficile trovare testimoni? Testimoniereste?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/incidenti-stradali-sito-testimoniare/241432/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Omicidio stradale,  una vera occasione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/omicidio-stradale-vera-occasione/194592/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/omicidio-stradale-vera-occasione/194592/#comments</comments> <pubDate>Wed, 29 Feb 2012 14:29:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[associazioni]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[omicidio stradale]]></category> <category><![CDATA[passera]]></category> <category><![CDATA[petizione]]></category> <category><![CDATA[reato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194592</guid> <description><![CDATA[Per alcuni sarà stato come respirare, fosse durato anche solo il tempo di un apprendere vorace per quanto alta è l’attesa; altri avranno invece trattenuto il respiro, forse per la stessa ragione, o forse perché pare che la stretta si avvicini. Ma il nostro non è il paese del “detto, fatto”, quindi non sappiamo se...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per alcuni sarà stato come respirare, fosse durato anche solo il tempo di un apprendere vorace <strong>per quanto alta è l’attesa</strong>; altri avranno invece trattenuto il respiro, forse per la stessa ragione, o forse perché pare che la stretta si avvicini. Ma il nostro non è il paese del “detto, fatto”, quindi non sappiamo se e quando<strong> il reato di omicidio stradale entrerà in vigore</strong>.</p><p><a href="http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/ansa/dettaglio.html?newsId=349228" target="_blank">È solo un annuncio</a> o, finalmente, ci siamo? Potrà un governo tecnico fare ciò che i partiti non sono ancora riusciti? Potranno le <a href="http://omicidiostradale.it/" target="_blank">migliaia di firme raccolte dalle associazioni</a> portare a un cambiamento? E ancora, una volta anche entrata in vigore questa <strong>legge sacrosanta</strong>, chi di competenza si sarà sincerato che i protocolli per accertare l’assunzione di alcol e droghe potranno (come già si dovrebbe) essere applicati in tutte le strutture sanitarie secondo<strong> procedura inattaccabile</strong> in sede di processo penale?</p><p>Le premesse credo ora ci siano perché la consapevolezza che si tratti di una battaglia di civiltà, che dovrebbe riguardare tutti, è aumentata e si sono raccolte migliaia di firme. Allora forse un governo di tecnici, in quanto tale, potrebbe.</p><p>Misurarci con chi avrà come respirato sentendo che a Roma si pensa di nuovo di introdurre il reato di omicidio stradale, dovrebbe farci capire che, nel dolore, la loro speranza dovrebbe essere la nostra. Quella di chi <strong>ancora chiede e attende giustizia</strong>. Perché senza giustizia anche ogni composizione è più difficile. E alle molte ingiustizie davvero non dovrebbero sommarsi quelle parole che poi potrebbero apparirci essere state scritte sull’acqua.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/29/omicidio-stradale-vera-occasione/194592/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Asaps: 20 anni per la sicurezza stradale</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/30/ventanni-di-battaglie-contro-le-stragi-della-strada/114702/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/30/ventanni-di-battaglie-contro-le-stragi-della-strada/114702/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 May 2011 14:51:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[asaps]]></category> <category><![CDATA[Giordano Biserni]]></category> <category><![CDATA[incidenti stradali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=114702</guid> <description><![CDATA[&#8220;Eh già noi siamo ancora qua&#8221;. Usa le parole di Vasco, Giordano Biserni, per rispondere, a vent&#8217;anni di distanza, a chi nel 1991 diede a quell&#8217;allora piccola associazione di amici e sostenitori della polizia stradale non più di sei mesi di vita. Sabato l&#8217;Asaps ha festeggiato i suoi primi 20 anni e ha scelto di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Eh già noi siamo ancora qua&#8221;. Usa le parole di Vasco, <strong>Giordano Biserni</strong>, per rispondere, a vent&#8217;anni di distanza, a chi nel 1991 diede a quell&#8217;allora piccola associazione di amici e sostenitori della polizia stradale non più di sei mesi di vita.</p><p>Sabato <strong>l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.asaps.it" target="_blank">Asaps</a></span> </strong><strong>ha festeggiato i suoi primi 20 anni</strong> e ha scelto di farlo con un convegno dedicato al “ruolo della comunicazione per una più efficace sicurezza stradale”, convegno a cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito una propria medaglia di rappresentanza.</p><p>Biserni mette sul piatto i capelli bianchi, dice che “la passione affatica”, ma &#8211; a detta di tutti &#8211; non perde smalto, e naturalmente non solo per quell&#8217;accento romagnolo e per quelle sue sempre pronte battute, che poi sono metafore e paragoni che bene ci danno la misura di cosa parliamo quando parliamo di strage stradale.</p><p>É il 1991 quando un gruppo di agenti (sedici, precisamente) sceglie di dire basta: troppi campanelli suonati, troppe patenti tornate a casa senza figli &#8211; per dirla con uno dei motti dell&#8217;associazione: &#8220;è meglio che torni a casa un figlio senza patente che una patente senza figlio&#8221;. Biserni ricorda di quella casa con le luci accese nelle stanze, di quella casa in cui avevano capito già prima che si presentassero loro, gli uomini della Polstrada. L&#8217;Asaps è nata perché campanelli come quello potessero suonare sempre meno, &#8220;per dare un contributo al senso civico quando sembrava dilagare solo un senso cinico&#8221;.</p><p>Dà alcuni dati: <strong>dal 1950 in Italia 400 mila morti e 14 milioni di feriti</strong>.</p><p>Parla di comunicazione anche negli spot tv: “Guardate le pubblicità di quelle macchine che viaggiano su strade a zero traffico, sui tornanti alpini e sulle coste amalfitane con asfalto super levigato senza una buca e segnaletica orizzontale perfetta. Ma dove le trovate quelle strade?”.</p><p>Su quest&#8217;onda pone l&#8217;accento su una <strong>comunicazione che sottostima la strage stradale</strong>, ma non ci molla un secondo con servizi sui delitti del momento, ieri Cogne oggi Avetrana. Ricorda che dal rapporto Istat “sono scomparsi i dati riguardanti gli scontri causati da consumo di alcol e droga”, come aveva già scritto lo scorso 17 novembre sul sito dell’associazione commentando i <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=30094&amp;cat=&amp;sezione=Statistiche&amp;pubblicazione=29.11.2010" target="_blank">dati relativi al 2009</a>.</span></p><p>&#8220;<strong>Ma in questi 20 anni non abbiamo giocato solo in difesa, qualche goal l&#8217;abbiamo fatto</strong>: i cavalcavia numerati, la battaglia contro l’abuso di alcol e droghe e per l’incentivazione degli etilometri, la segnaletica maggiorata per evitare i contromano, la battaglia contro l&#8217;innalzamento dei limiti a 150 in autostrada e quella per la patente a punti” e a questo proposito sfodera una di quelle battute che bene rappresentano il suo stile: “Siamo gli unici che guadagnano punti semplicemente per aver fatto il nostro dovere, seguendo questo ragionamento se andiamo in metro senza borseggiare nessuno dopo due anni dovrebbero regalarci due portafogli&#8221;.</p><p>Negli uffici di via Consolare a Forlì ragionano sui contenuti con serietà, passione, competenza: &#8220;<strong>Il nostro patrimonio è la credibilità</strong>&#8220;.</p><p>Dice bene Biserni, e questo gli viene riconosciuto dai giornalisti chiamati a intervenire al convegno, dall’ex direttore di “Quattroruote” Tedeschini a Borgomeo di “Repubblica”, dalla giornalista Rai Emanuela Falcetti al direttore del QN (Carlino, Nazione, Giorno) Visci, dal responsabile della pagina Motori di Virgilio.it Morosini ai direttori Lanzetti (Corriere di Romagna) e Fregni (La Voce di Romagna).</p><p>Lo sottolinea anche la presidente dell&#8217;Aifvs, Giuseppa Cassaniti Mastrojeni &#8211; arrivata apposta da Messina perché &#8220;è essenziale essere presenti&#8221;. Così le autorità intervenute tra cui il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi.</p><p>Biserni sottolinea: &#8220;Nel 1991 le vittime della strada erano ottomila, oggi la proiezione relativa ai dati del 2010 parla di 4000. In questo dato c&#8217;è la nostra impronta, eccome. Di questo siamo molto orgogliosi!&#8221;.</p><p>Durante il convegno sono stati consegnati i riconoscimenti ai familiari di alcune vittime della strada, come Antonella Savi, infermiera di Tivoli morta mentre di notte e sotto la pioggia soccorreva gli occupanti di una vettura coinvolta in uno scontro sulla A24 il 7 settembre 2010. Riconoscimenti anche ai familiari di caduti della Polstrada, come il maresciallo Luigi D’Andrea, medaglia d’oro al valor civile alla memoria, ucciso dalla banda Vallanzasca a Dalmine il 7 febbraio 1977, la vedova del sovraintendente Pierluigi Giovagnoli investito in servizio da un ubriaco il 24 maggio a Imola, e i genitori dell’agente Stefano Biondi, medaglia d’oro alla memoria, ucciso il 20 aprile 2004 da una banda di corrieri della droga sulla A1 a Reggio Emilia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/30/ventanni-di-battaglie-contro-le-stragi-della-strada/114702/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>All’uscita da scuola</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/24/all%e2%80%99uscita-da-scuola/93774/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/24/all%e2%80%99uscita-da-scuola/93774/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 Feb 2011 10:50:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Scuola]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Gec]]></category> <category><![CDATA[guida sicura]]></category> <category><![CDATA[incidenti stradali]]></category> <category><![CDATA[Montecchio Maggiore]]></category> <category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=93774</guid> <description><![CDATA[Ieri l’altro a Montecchio Maggiore, nel Vicentino, un nonno-vigile (anzi, il fondatore e presidente delle Gec &#8211; Gruppo di educazione civica) è morto perché investito da un’auto che viaggiava a folle velocità. Stava aiutando i bambini che uscivano da scuola ad attraversare la strada. È successo intorno alle 13. Poche ore prima, nel vicino Istituto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri l’altro a Montecchio Maggiore, nel Vicentino, un nonno-vigile (anzi, il fondatore e presidente delle Gec &#8211; Gruppo di educazione civica) è morto perché investito da un’auto che viaggiava a folle velocità. Stava aiutando i bambini che uscivano da scuola ad attraversare la strada. È successo intorno alle 13. Poche ore prima, nel vicino Istituto Superiore Ceccato, si stava parlando di <strong>sicurezza stradale</strong>. Ero lì, insieme al Sap (Sindacato autonomo di polizia di Vicenza) e ad altri esperti, per discutere con i ragazzi, in odore di patente o già patentati, dei rischi che si corrono in strada e di quello che possono fare loro per cambiare le cose, per proteggere loro stessi, i loro amici e rispettare la vita delle persone che incontreranno ogni volta che andranno in macchina, in bicicletta, a piedi o in motorino.</p><p>Be’, oggi pensavo di scrivere un post per raccontarvi quanto erano belli i loro visi, con quanta attenzione hanno seguito l’incontro; volevo raccontarvi l’entusiasmo della loro preside e degli insegnati; del loro giornalino, <em>Fatti nostri</em>, dove raccontano che per il secondo anno consecutivo sono stati ricevuti dal presidente Napolitano. Avrei voluto raccontarvi quanto è stato prezioso conoscere la comunità di Montecchio, quell’angolo del Nordest che si è tanto impegnato per organizzare al meglio questa due giorni sulla “<strong>Guida sicura</strong>: istruzioni per l’uso”, un doppio incontro scrupolosamente curato dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune e cominciato la sera prima in Sala civica.</p><p>Avrei voluto raccontarvi questo senza aggiungere altro. Proporlo come esempio. Invece ieri mattina in cronaca nazionale ho trovato la notizia in breve, poi ho aperto la posta e ho trovato un’e-mail che confermava quanto letto nel giornale. Una lettera molto bella in cui giustamente ci si chiedeva che senso ha parlare per due giorni di sicurezza stradale se poi non hai neanche il tempo per essere contento di ciò che hai vissuto perché una terribile notizia si abbatte sulla tua comunità e sembra svuotare di significato tutto il lavoro fatto. Ma nella lettera si dice anche che <em>“la via dello sconforto e della rassegnazione è quella sbagliata”</em>. Ne sono convinta anch’io. Parlare di forza di reazione, addirittura di <strong>speranza</strong>, in momenti come questo sembra strano, quasi forzato, sicuramente faticoso. Un amico, anche a questo proposito, recentemente mi ha fatto conoscere questa frase di John Berger: <em>“Non è che abbiamo speranza – la proteggiamo”</em>. Vorrei che i ragazzi del Ceccato continuassero a crederci.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/24/all%e2%80%99uscita-da-scuola/93774/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Siamo tutti pedoni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/02/siamo-tutti-pedoni/89796/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/02/siamo-tutti-pedoni/89796/#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 Feb 2011 17:09:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Andrée Ruth Shammah]]></category> <category><![CDATA[pedoni]]></category> <category><![CDATA[vittime della strada]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=89796</guid> <description><![CDATA[“Storditi dalla banalità di tante notizie ci stiamo dimenticando dei numeri di una strage sotto i nostri occhi” ha scritto ieri Giangiacomo Schiavi in prima pagina su il Corriere della Sera. È la strage dei pedoni, che conta due morti ogni giorno, 667 nel 2009. È la storia di Sonia su cui oggi ci chiede...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Storditi dalla banalità di tante notizie ci stiamo dimenticando dei numeri di una strage sotto i nostri occhi</em>” ha scritto ieri Giangiacomo Schiavi in prima pagina su il <em>Corriere della Sera</em>. È la strage dei pedoni, che conta due morti ogni giorno, 667 nel 2009.</p><p>È la storia di Sonia su cui oggi ci chiede di riflettere, nella sua lettera al <em>Corriere</em>, anche la regista <strong>Andrée Ruth Shammah</strong>: “<em>Chiedo solo un giorno, un giorno in cui tutti saremo pedoni</em>”. <strong>Due pedoni che muoiono ogni giorno</strong>. Dodici morti al giorno sulle strade italiane.</p><p>È l’insopportabile storia di migliaia di vittime, la cui vita viene interrotta perché spesso c’è chi non rispetta le regole. È l’inaccettabile realtà di migliaia di famiglie, lasciate sole davanti a questo dolore: ancora oggi in Italia <strong>non esistono centri di assistenza per le vittime</strong>.</p><p>Il rispetto delle regole. Siamo tutti chiamati a occuparci di questo. E farlo significa<strong> fare la legalità</strong>.</p><p>Spesso parliamo di legalità come di un superarcangelo da contrapporre alla criminalità organizzata, quasi dimenticassimo che la legalità la facciamo, la proteggiamo, anche rispettando chi sta attraversando la strada sulle strisce. Ci sono regole che sembrano più semplici da seguire, ma questo non ci affranca dallo scegliere la legalità quando ci fa comodo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/02/siamo-tutti-pedoni/89796/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>71</slash:comments> </item> <item><title>In ricordo delle vittime della strada</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/in-ricordo-delle-vittime-della-strada/77723/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/in-ricordo-delle-vittime-della-strada/77723/#comments</comments> <pubDate>Fri, 19 Nov 2010 12:35:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[auto]]></category> <category><![CDATA[Brescia]]></category> <category><![CDATA[incidenti]]></category> <category><![CDATA[strade]]></category> <category><![CDATA[valdini]]></category> <category><![CDATA[vittime]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=77723</guid> <description><![CDATA[Dopodomani sarà domenica, sarà la terza domenica di novembre e non sarà una domenica come le altre, almeno per certe famiglie. Perché dopodomani sarà la giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada – è stata istituita il 26 ottobre del 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. In piazza Zamara a Palazzolo, in provincia di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopodomani sarà domenica, sarà la terza domenica di novembre e non sarà una domenica come le altre, almeno per certe famiglie. Perché dopodomani sarà<a href="http://www.vittimestrada.org/articles.php?lng=it&amp;pg=14860" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"> <strong>la giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada</strong></span></a> – è stata istituita il 26 ottobre del 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.</p><p>In piazza Zamara a Palazzolo, in provincia di <strong>Brescia</strong>, compariranno 112 croci, tante sono state le vittime della strada nel bresciano lo scorso anno.</p><p>E’ stato <strong>Roberto Merli</strong> “a inventarsi” questa manifestazione, la manifestazione delle croci, allestita ogni anno in un centro della provincia lombarda.</p><p>Roberto Merli è un papà che ha perso suo figlio sulla strada e che da quando è successo ha scelto di mettere il suo dolore al servizio degli altri, perché ciò che è successo alla sua famiglia non accada ad altre.</p><p>Da allora Roberto Merli è diventato il responsabile dell’<strong>Associazione italiana familiari e vittime della strada </strong>(AIFVS) a Brescia. Oggi l’associazione conta in Italia 118 sedi e dopodomani in molte città d’Italia saranno celebrate messe, distribuiti materiali informativi, organizzate fiaccolate e dibattiti.</p><p>E’ la società civile che reagisce. Ogni giorno. Non solo dopodomani.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/in-ricordo-delle-vittime-della-strada/77723/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>23</slash:comments> </item> <item><title>Posso correre perché tanto so frenare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/23/posso-correre-perche-tanto-so-frenare/63957/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/23/posso-correre-perche-tanto-so-frenare/63957/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Sep 2010 15:52:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[asaps]]></category> <category><![CDATA[Giordano Biserni]]></category> <category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category> <category><![CDATA[velocità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=63957</guid> <description><![CDATA[Quando si parla di velocità, la verità sembra non venire mai a galla. Sarà anche perché di velocità, intesa come fattore di rischio legato alla guida, si parla un po’ pochino – si parla più di alcol e di droga, se vogliamo. Ma quando si parla di velocità, mi sembra si tenda un po’ ad...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di velocità, la verità sembra non venire mai a galla. Sarà anche perché di velocità, intesa come fattore di rischio legato alla guida, si parla un po’ pochino – si parla più di alcol e di droga, se vogliamo. Ma quando si parla di velocità, mi sembra si tenda un po’ ad arginare il problema, a sottovalutare la cosa perché, comunque, <strong>la si crede sotto controllo</strong>. Facilmente controllabile. <strong>Quasi a dire: posso correre perché tanto so frenare</strong>.</p><p>Così per questo post ho chiesto aiuto ancora una volta a <strong>Giordano Biserni</strong>, presidente dell’<strong>Asaps</strong>. Una breve intervista sulla velocità, blindata dalla fisica.</p><p><strong>Quanto è pericoloso non rispettare i limiti di velocità e questo quanto pesa come causa negli scontri stradali?</strong></p><p>Ultimamente è emersa prepotente l’idea che la velocità non sia la causa primaria degli incidenti stradali. Si tratta di una voluta distorsione informativa. Se la velocità non è da sola la prima causa degli incidenti stradali è sicuramente la causa o concausa primaria delle conseguenze dei sinistri. Tanto che recenti studi dell’UE hanno evidenziato che una diminuzione della velocità media di soli 3 km (su tutte le strade) avrebbe fatto risparmiare diverse migliaia di vite*.</p><p><strong>Può precisare che cosa intende quando parla di “voluta distorsione informativa”?</strong></p><p>La distorsione informativa è quella di una comunicazione che sa celebrare sempre le gesta dei piloti, senza mai evidenziare i rischi della strada. E’ quella che permette di vedere riviste specializzate che annunciano l’arrivo sul mercato di moto che raggiungono i 311 orari, esattamente scritti in evidenza sulla copertina! Come se fosse una velocità praticabile su strada. E’ quella che vede risaltare sui blog la logica dei 150 in autostrada. Senza spiegare affatto le conseguenze. E’ quella che riconduce ormai tutto alla sola distrazione alla guida, che è una componente importante, ma non può essere considerata da sola la causa principale. Insomma è quella distorsione che continua a evidenziare la forte attrazione della velocità costruendovi intorno anche dei totem da adorare (i campioni), senza nessun filtro formativo/informativo che sappia costituire un giusto contrappeso. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.</p><p><strong>I rischi legati alla velocità sono sufficientemente noti in Italia? </strong></p><p>No, non sono sufficientemente noti. Ad esempio se una persona si getta dal 3° piano lo fa sicuramente per ammazzarsi e se si fracassa solo le ossa senza uccidersi rimane sorpresa. In quanti sanno che quella caduta corrisponde a uno scontro a 50 km/h con la propria auto contro un albero, e con le cinture allacciate? In quanti sanno che su 10 pedoni investiti alla velocità di 30 km/h 9 rimangono in vita, mentre a 50 km/h ne rimangono in vita 3? Viaggiare a 130 o a 150 km/h fa una differenza del 15%. Però lo spazio di arresto, fra tempo di reazione di un secondo e spazio di frenata, aumenta del 28%. A 130 (con strada asciutta) ci serviranno 129 metri, mentre a 150 ce ne serviranno 166. Mettiamo anche sul piatto un po’ di fisica, come dice il mio amico Franco Taggi dell’I.S.S., l’energia da assorbire in caso d’impatto a 130 è di 16.900 punti (130&#215;130), mentre a 150 è di 22.500 punti (150&#215;150). La differenza come si vede è +33%! Quella da qualche parte deve finire (a volte nel di dietro di un camion). Come si vede la velocità cambia notevolmente i fattori di rischio.</p><p><strong>L’Asaps dall’estate scorsa (2009) in poi si è fortemente battuta perché i limiti di velocità in autostrada non venissero elevati (da 130 a 150, nei tratti controllati dal Tutor). Che cosa prevede oggi la normativa?</strong></p><p>I motivi del nostro no li ho spiegati in parte sopra. Ma potrei argomentarli meglio con <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.asaps.it/showpage.php?id=26145&amp;categoria=Comunicati%20stampa&amp;pubblicazione=29.04.2010." target="_blank">questo file</a></span></strong>. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.asaps.it/showpage.php?id=26145&amp;categoria=Comunicati%20stampa&amp;pubblicazione=29.04.2010. "> </a></span> La normativa relativa all’ipotesi dei 150 in sostanza è rimasta quella introdotta nel CdS nel 2006. Anzi, alle condizioni relative, al traffico, alla incidentalità e alle condizioni atmosferiche, si è aggiunto un elemento in più. Lo si vede indicato in rosso**. Per quanto riguarda invece il sistema sanzionatorio, voglio ricordare che per la fascia cha va da 10 a 40 km/h oltre il limite, la sanzione è rimasta la stessa, 155 euro, mentre i punti prelevati sono passati da 5 a 3. Per la fascia che va da 41 a 60 km/h oltre il limite, la sanzione è passata da 370 a 500 euro, ma i punti prelevati calano da 10 a 6. Per chi supera di oltre 60 km/h il limite, la sanzione passa da 500 a 779 euro e si prelevano sempre 10 punti. Come dire che chi viaggia fino a 95 km/h (con la tolleranza del 5% sul misurato) in pieno centro abitato se la cava con 155 euro e 3 punticini, lo stesso per chi viaggia fino a una media di 178 in autostrada. Sanzioni che non terrorizzano nessuno.</p><p>* Chi ha voglia di approfondire può cliccare <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.asaps.it/showpage.php?id=921" target="_blank">qui</a></span></strong></p><p>** Art.142 comma 1° CdS:</p><p><em>Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, <strong>dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, </strong>gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempreché lo consentano l&#8217;intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell&#8217;ultimo quinquennio. In caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non può superare i 110 km/h per le autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane principali</em>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/23/posso-correre-perche-tanto-so-frenare/63957/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>30</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;incoerenza del nuovo Codice della strada</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/03/nuovo-codice-della-strada-la-coerenza-che-ancora-manca/56289/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/03/nuovo-codice-della-strada-la-coerenza-che-ancora-manca/56289/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:33:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[codice della strada]]></category> <category><![CDATA[incidenti stradali]]></category> <category><![CDATA[limiti di velocità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=56289</guid> <description><![CDATA[Da quest’estate abbiamo un nuovo Codice della strada, un provvedimento che contiene modifiche importanti, come l’azzeramento del valore alcolemico per i neopatentati e per i professionisti della guida, come camionisti, tassisti e conducenti di pullman. Peccato però che, sempre parlando di alcol, lo stop alla vendita di alcolici nei locali (questa volta però tutti, non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da quest’estate abbiamo un nuovo Codice della strada, un provvedimento che contiene modifiche importanti, come l’azzeramento del valore alcolemico per i neopatentati e per i professionisti della guida, come camionisti, tassisti e conducenti di pullman.</p><p>Peccato però che, sempre parlando di alcol, <strong>lo stop alla vendita di alcolici nei locali</strong> (questa volta però tutti, non solo quelli di “pubblico intrattenimento e spettacolo”) <strong>sia passato dalle 2 alle 3 del mattino</strong>. Non basta: <strong>il divieto va in vacanza due notti l’anno, quelle di Ferragosto e Capodanno</strong>. Domanda: perché allora non anche per Carnevale? Almeno avremmo capito, o sperato, che si trattava di uno scherzo.</p><p>A me non piace fare del sarcasmo quando si parla di questo tema, però davvero non capisco…: <strong>a voi non sembra un controsenso?</strong> In che maniera queste due notti possono essere diverse dalle altre? Ci vedo una mancanza di coerenza. Ma sono pronta a essere smentita dai fatti, anzi: ne sarei contenta.</p><p>C’è poi un comma (il 2 quinquies dell’art.54 della legge 120/2010) “che <strong>liberalizza in pratica gli Happy Hour sulle spiagge, tutti i santi giorni, dalle 17 alle 20</strong>” come scrive Giordano Biserni sul sito dell’Asaps.</p><p>Riporto parte del suo articolo: “<em>Insomma si potrà celebrare il rito delle &#8220;Ore felici&#8221; sulle spiagge senza che i sindaci possano seriamente intervenire con divieti e opportune limitazioni. Di più, la nuova norma si premura anche di specificare che &#8216;Per lo svolgimento delle forme di intrattenimento di cui al presente comma non si applica l’articolo 80 del citato testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931&#8242;.  Insomma il Testo Unico delle Leggi di PS stia alla larga.  Per carità qui nessuno vuole fare il fustigatore dei (liberi) costumi. Lo sappiamo, <strong>in spiaggia non si guida. Ma subito dopo sì</strong>.  E comunque diciamolo chi voleva bere alcolici li beveva poi comunque. Quindi non cambierà molto, forse. Magari l&#8217;Happy Hour induce più in tentazione&#8230; Ma è quello che molti vogliono no?  Alla fine &#8211; lo sappiamo &#8211; i problemi seri, visto che in pochi scivoleranno dal pedalò affogandosi nell&#8217;acqua (sarebbe il colmo), li vedremo comunque tutti sulla strada. Il guaio è che in questo caso ci andranno di mezzo anche quelli che dell&#8217;Happy Hour non gliene frega niente, che magari alloggiano alla pensione Giannina a 1 stella e mezza, con acqua naturale ai pasti</em>”.</p><p><strong>Alla voce velocità invece la novità è questa: diminuiscono i punti prelevati per chi supera i limiti di velocità</strong>, da 5 a 3. Multa invariata: 155 euro. Questo per chi supera di oltre 10 fino a 40 km il limite. Per chi lo supera invece da 40 a 60 km, la sanzione aumenta da 370 a 500 euro, ma i punti prelevati scendono da 10 a 6. Per chi infine lo supera di 60 km, i punti prelevati restano 10 e la multa sale da 500 a 779 euro.</p><p>Il fatto è che la violazione più frequente è la prima, quella (ex) da &#8211; 5 punti, oggi – 3.</p><p>Tradotto in chilometri orari, significa che chi viaggia fino a 95 in centro abitato, a 136 su statali e provinciali (dove il limite è 90), e fino a 178 in autostrada rischia di vedersi tolti dalla patente 3 punti e di pagare 155 euro di multa.</p><p>Il problema è che ormai tutti sappiamo (o dovremmo sapere) che <strong>la velocità è la principale causa di scontri stradali e che l’alcol pesa per il 30-40% negli scontri stradali gravi.</strong></p><p>Infine, chi magari si vedrà ritirata la patente per gravi violazioni, potrà provare a richiedere al prefetto (entro il quinto giorno dal ritiro) il permesso di guidare tre ore al giorno per motivi lavorativi o per particolari problemi di carattere sociale. <strong>Una sorta di sospensione della sospensione, </strong>introdotta da un emendamento chiamato “emendamento grappino”. E penso che a questo punto non ci sia bisogno di aggiungere altro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/03/nuovo-codice-della-strada-la-coerenza-che-ancora-manca/56289/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>71</slash:comments> </item> <item><title>Non mi disturbi&#8230;altri video</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/02/non-mi-disturbi-altri-video/47024/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/02/non-mi-disturbi-altri-video/47024/#comments</comments> <pubDate>Mon, 02 Aug 2010 18:16:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[incidenti stradali]]></category> <category><![CDATA[pubblicità progresso]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=47024</guid> <description><![CDATA[Sì, in rete si possono trovare molti altri spot. Campagne di prevenzione che non girano tanto intorno al problema e che vanno dritte al nocciolo della questione: mettono sul piatto quali sono i reali rischi che si corrono in strada. Mettono sul piatto gli effetti. L’Asaps, vale a dire il più puntuale osservatorio sulla sicurezza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sì, in rete si possono trovare molti altri spot. Campagne di prevenzione che non girano tanto intorno al problema e che vanno dritte al nocciolo della questione: mettono sul piatto quali sono i reali rischi che si corrono in strada. Mettono sul piatto gli effetti.</p><p>L’Asaps, vale a dire il più puntuale osservatorio sulla sicurezza stradale che abbiamo in Italia, ne ha selezionati alcuni.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.asaps.it/?url=showpage.php?id=22587&amp;categoria=Editoriali&amp;sottocategoria=&amp;pubblicazione=01.07.2010" target="_blank">http://www.asaps.it/?url=showpage.php?id=22587&amp;categoria=Editoriali&amp;sottocategoria=&amp;pubblicazione=01.07.2010</a></span></p><p><strong>Ricordiamo che sono filmati spesso molto crudi, che possono contenere materiale inappropriato per alcuni utenti e persone particolarmente sensibili.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/02/non-mi-disturbi-altri-video/47024/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>No che non mi disturbi, sto guidando</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/27/no-che-non-mi-disturbi-sto-guidando/44606/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/27/no-che-non-mi-disturbi-sto-guidando/44606/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:36:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[esodo]]></category> <category><![CDATA[incidenti]]></category> <category><![CDATA[sicurezza]]></category> <category><![CDATA[stradale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=44606</guid> <description><![CDATA[Vi sarà capitato di vedere o ascoltare uno spot della Fondazione Ania che dice proprio questo: “No che non mi disturbi, sto guidando”. Segue lo scontro. Seguono le vittime. La stazione centrale di Milano è tappezzata di cartelloni pubblicitari con questa campagna. Spot che passano in tv e in radio. Spot che questa volta si...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Vi sarà capitato di vedere o ascoltare uno spot della<span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.fondazioneania.it/Fondazione_Ania/PENSA_A_GUIDARE.html" target="_blank"> Fondazione Ania</a></strong></span> che dice proprio questo: “<strong>No che non mi disturbi, sto guidando</strong>”. Segue lo scontro. Seguono le vittime.</p><p>La stazione centrale di Milano è tappezzata di cartelloni pubblicitari con questa campagna. Spot che passano in tv e in radio. Spot che questa volta si concentrano su <strong>quanto può costare la distrazione alla guida</strong>, come quel gesto all’apparenza tanto innocuo: “<strong>Un ritocco al rossetto non ha mai ucciso nessuno</strong>”. Segue lo scontro. Seguono le vittime.</p><p>Chi lo ha ideato ha trasferito in pubblicità progresso un’espressione che la stragrande maggioranza usa. Suona il telefono e si risponde rassicurando l’educato interlocutore con una frase che sembra lì da sempre: “No che non mi disturbi, sto guidando”.</p><p>E se per una volta l’educato interlocutore fosse più accorto dell’amico e dicesse: “Allora ci sentiamo quando ti fermi”?</p><p>Quando lavoravo a “Strage continua” <strong>per provare a esaminare i rischi che corrono in strada ho chiesto aiuto a un fisico</strong>: Franco Taggi, direttore del reparto “ambiente e traumi” dell’Istituto Superiore di Sanità.</p><p>Taggi mi ha spigato che “con un grammo/litro di alcol nel sangue si è visto che il rischio relativo è quattro – come rischio relativo s’intende il rapporto tra il rischio che uno corre avendo bevuto e un altro che non ha bevuto – cioè colui che guida con un’alcolemia di un grammo/litro, mediamente, ha quattro volte la probabilità di provocare uno scontro stradale grave o mortale rispetto a un conducente sobrio. Cosa molto curiosa, <strong>si è visto pure che chi telefona al cellulare ha lo stesso rischio relativo</strong>. Pensiamo allora a un soggetto che sta a un grammo/litro di alcol nel sangue e che in più sta parlando al cellulare, verrebbe da pensare che il rischio relativo è otto: non è vero. Perché <strong>i rischi relativi interagiscono e l’effetto è moltiplicativo</strong>: il rischio relativo quindi è da sedici in su.”. L’effetto è moltiplicativo.</p><p><strong>Gli inglesi, che fanno spesso scuola in fatto di sicurezza stradale,</strong> hanno messo a punto <strong>uno spot choc di circa tre minuti; molto duro, molto crudo</strong>.</p><p>Una campagna gallese contro gli sms alla guida. <strong>Si trova facilmente in rete, anche su YouTube*.</strong></p><p>In una macchina ci sono delle ragazze: ridono spensierate. Quella al volante sta rispondendo a un sms. Poi lo scontro. Le vittime. Una delle ragazze muore. Il grido dell’amica quando si rende conto di che cosa è successo è quanto di più vicino al vero si potesse inscenare. È fiction, eppure ogni dettaglio corrisponde a ciò che succede nella realtà. Così il silenzio, e poi l’arrivo dei soccorsi; le pale dell’elicottero, e le sirene delle polizia.</p><p>*<strong> Questo video o gruppo potrebbe contenere materiale inappropriato per alcuni utenti e persone particolarmente sensibili, come segnalato dalla community di YouTube. </strong></p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/yVWYlIa81d4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/27/no-che-non-mi-disturbi-sto-guidando/44606/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>36</slash:comments> </item> <item><title>Con che parole fare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/con-che-parole-fare/37699/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/con-che-parole-fare/37699/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Jul 2010 10:24:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[codice]]></category> <category><![CDATA[incidenti]]></category> <category><![CDATA[reato]]></category> <category><![CDATA[strada]]></category> <category><![CDATA[stradali]]></category> <category><![CDATA[vittime]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=37699</guid> <description><![CDATA[Qualche anno fa, è domenica, è mattina, sono a casa e accendo la televisione. In un salotto del servizio pubblico si sta parlando di vittime della strada. C’è una ragazza, avrà più o meno 20 anni. Sta dicendo che parlare di “incidente” non è sempre corretto, quindi descrive la dinamica dello scontro in cui sono...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Qualche anno fa, è domenica, è mattina, sono a casa e accendo la televisione. In un salotto del servizio pubblico si sta parlando di vittime della strada.</p><p>C’è una ragazza, avrà più o meno 20 anni. <strong>Sta dicendo che parlare di “incidente” non è sempre corretto,</strong> quindi descrive la dinamica dello scontro in cui sono morti i suoi amici. Ricorda la compresenza di cause che l’hanno provocato, velocità e alcol, mi sembra. Allora <strong>dice il caso qui non c’entra</strong>. Dice che parlare di incidente nel “suo” caso è sbagliato. Lo dice anche il dizionario. Infatti, per capire bene, è andata a rileggersi il significato di quella parola, incidente. Il dizionario parla di <strong>“evento inatteso che interrompe…”</strong>, così lei chiosa: inatteso, no! No, perché se ti metti alla guida dopo aver assunto alcol e/o sostanze e magari pigi pure l’acceleratore e investi qualcuno, e quel qualcuno magari muore, non si può parlare di “evento inatteso”. <strong>Caso e responsabilità personale non sono nemmeno lontani parenti.</strong></p><p>Ero sostanzialmente d’accordo, ma da un lato temevo che il ragionamento fosse viziato dal coinvolgimento emotivo, dall’altro – anche volendo – mi sembrava che, anche a confronto impostato, un secolo (o giù di lì) di – come dire? – convenzione lessicale avrebbe avuto comunque la meglio.</p><p>Poi, la svolta.</p><p>Qualche anno dopo m’imbatto in un documento importante. Si chiama: <strong>“Preventing road traffic injury: a public health perspective for Europe”</strong>. È una relazione preparata dal Regional Office for Europe dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità. In quel rapporto si dice che il numero dei morti e dei disabili sono un problema di salute predominante. E poi, che i morti e le ferite non sono solo eventi casuali, cioè: non sempre e non solo sono incidenti: <strong>“E’ arrivato il momento di smettere di considerare le morti e le ferite da traffico come eventi inevitabili dell’utilizzo delle strade: tali eventi sono prevenibili”. </strong></p><p>Da qui, scopro, leggo e studio il “Programma d’azione europeo per la sicurezza stradale”, redatto nel 2001 dall’Unione europea che (appunto nel 2001) decide di darsi l’obiettivo di dimezzare il numero delle vittime della strada nell’Unione europea entro il 2010. <strong>Il Programma parla di “responsabilità condivisa”. È scritto anche nel titolo.</strong></p><p>Come svolgere il Programma? <strong>La Francia, per esempio, da allora parla di “violenza stradale”</strong> – e ha tradotto le parole in fatti.</p><p>E noi?</p><p><strong>Questo è un post sulle parole</strong>. Solo sulle parole. Perché le parole, quelle precise, possono invertire le logiche su cui si basa il Sistema – che ha braccia, occhi, gambe e cervello.</p><p>Spesso, quando il lessico fallisce, si perdono le battaglie.</p><p>Penso che un incidente sia un cinghiale che mi salta sul cofano della macchina, quindi sbando e finisco a canale. Penso che<strong> incidente sia una parola che risolve</strong> perché porta in sé una risposta che rimanda alla fatalità. Penso che <strong>scontro sia invece una buona parola</strong>: è asettica, non risolve, non assolve. Magari ha un suono meno dolce e magari chi la usa come sinonimo all’inizio farà un po’ fatica a spenderla come prima scelta.</p><p>Magari invece <strong>di parole ce ne sono altre: proposte? </strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/con-che-parole-fare/37699/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Giustizia per le vittime</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/21/giustizia-per-le-vittime/28511/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/21/giustizia-per-le-vittime/28511/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 Jun 2010 19:41:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[Giovanna Corsetti]]></category> <category><![CDATA[incidenti stradali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=28511</guid> <description><![CDATA[Giustizia per le vittime. Giustizia per le vittime degli scontri stradali; giustizia per i loro familiari. Anche volendo, sarebbe impossibile parlare d’altro perché nelle stesse ore in cui nasce questa pagina, c’è un gruppo di persone che ha scelto di trovarsi a Roma per fare il punto sullo stato della giustizia in Italia, per capire...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/06/lapresse_mi250208cro_00121.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-28894" title="Gravi incidenti stradali sull'autostrada A4" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/06/lapresse_mi250208cro_00121-300x195.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="195" /></a>Giustizia per le vittime. <strong>Giustizia per le vittime degli scontri stradali; </strong>giustizia per i loro familiari. Anche volendo, sarebbe impossibile parlare d’altro perché nelle stesse ore in cui nasce questa pagina, c’è un gruppo di persone che ha scelto di trovarsi a Roma per fare il punto sullo stato della giustizia in Italia<strong>, per capire cosa si può fare per dare voce alle vittime</strong>.</p><p>Queste persone – magistrati, avvocati, parlamentari e, per la prima volta, anche alcuni familiari di vittime che avranno la possibilità di essere ascoltati da quei magistrati dinanzi ai quali difficilmente arrivano – sono state chiamate a discutere di procedure, reato e pena (tra resistenze e cambiamento) da un’associazione che si chiama Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus, guidata da una minuta ma tenace donna di Messina, <strong>Giuseppa Cassaniti Mastrojeni</strong>, che ha perso una figlia sulla strada e da oltre dieci anni ha scelto di lottare insieme a molti altri genitori per fermare la strage stradale e dare giustizia ai superstiti. Perché giustizia spesso non c’è.</p><p>Se è vero che anni di sentenze, tutto sommato miti, hanno prodotto un dilagante senso d’impunità, non è esatto <strong>credere che il nodo giustizia stia tutto in quella domanda: colpa o dolo</strong>?</p><p>Sono molti altri gli aspetti che ignoriamo – anche perché non siamo stati sufficientemente informati in materia. Tra questi spicca la <strong>richiesta di modifica all’articolo 111 della Costituzione</strong> che chiede di riconoscere i diritti e le facoltà delle vittime perché, ad oggi, <strong>la vittima nell’ambito del procedimento penale non può parlare.</strong></p><p>Anche sulla base di questo (cui venne dedicato un altro importante convegno nell’ottobre 2007) si sta sviluppando il confronto di oggi a palazzo Marini – moderato da <strong>Giovanna Corsetti</strong>, una dei pochi giornalisti italiani impegnati sul tema della sicurezza stradale, dalla campagna “Mettici la testa” ai servizi per “Report”.</p><p>L’obiettivo di oggi è quindi individuare, soprattutto grazie ai magistrati presenti, i limiti nelle procedure così da mettere a punto proposte di legge.</p><p>Non si tratta di tecnica. Discutere di questo significa guadagnare qualche metro in scalata.</p><p>In vetta non sta solo la creazione di leggi ad hoc, ma ci sta tanto anche il famigerato “<strong>cambiamento di mentalità</strong>”, che prevede, per esempio, un uso corretto dei termini. In questa direzione l’associazione propone di non parlare più di “incidenti” ma di “crimini”.</p><p>Che il convegno raggiunga gli obiettivi che l’associazione si è data dipende molto anche dal coraggio degli interventi. Certo non abbiamo bisogno di impegni scritti sull’acqua. Piuttosto, tanto per cominciare, abbiamo bisogno che di questi contenuti venga data notizia.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.vittimestrada.org/">Scarica il programma del convegno</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/21/giustizia-per-le-vittime/28511/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Sicurezza stradale: con una mano si mette e con l’altra si toglie.</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2009/07/16/sicurezza-stradale-con-una-man/11863/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2009/07/16/sicurezza-stradale-con-una-man/11863/#comments</comments> <pubDate>Thu, 16 Jul 2009 09:12:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Valdini</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=11863</guid> <description><![CDATA[Ci risiamo: con una mano si mette e con l’altra si toglie, e questo alla sicurezza stradale non fa bene, come non fa bene al nostro Paese che tra poco più di sei mesi dovrà dire all’Unione Europea se è riuscito o no a dimezzare il numero delle vittime – dal 2001 tutti i paesi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci risiamo: con una mano si mette e con l’altra si toglie, e questo alla sicurezza stradale non fa bene, come non fa bene al nostro Paese che tra poco più di sei mesi dovrà dire all’Unione Europea se è riuscito o no a dimezzare il numero delle vittime – dal 2001 tutti i paesi dell’Unione sono impegnati a raggiungere il medesimo obiettivo entro il 2010.</p><p>Ci risiamo perché nel disegno di legge sul nuovo codice della strada in discussione in Parlamento da un lato s’interviene sull’abuso di alcol e droghe, mentre dall’altro si parla di elevare i limiti di velocità in autostrada (da 130 a 150), ma solo dove è presente il Tutor (l’unico strumento che ha dato risultati tangibili); giusto per capirci: nei tratti in cui è entrato in vigore i morti sono calati del 50%.</p><p>La domanda è: che cosa dovrebbe pensare il familiare di una vittima della strada (o anche un tecnico della sicurezza stradale) che ogni giorno si batte perché finalmente l’Italia scelga di lavorare in modo organico per fermare gli scontri stradali? La risposta molto probabilmente s’intreccerebbe con una storia personale che parla del vuoto dell’anima e dell’assenza istituzionale.</p><p>Non è la prima volta che accade: un anno fa il Governo con l’inasprimento penale del “pacchetto sicurezza” diceva ai cittadini che interveniva per combattere la strage stradale, contemporaneamente però trovava le risorse per detassare l’Ici sulla prima casa dimezzando i fondi al Piano nazionale di sicurezza stradale (decreto fiscale).</p><p>Un mese fa centinaia, fra cittadini e associazioni, hanno scritto lettere ai senatori per chiedere loro di non cancellare il divieto di vendere gli alcolici dopo le due di notte (come fatto dalla Camera in modo bipartisan), risultato: il divieto ha tenuto, ma non si sa ancora per quanto, visto quanto detto dal ministro <strong>Brambilla</strong> a Rimini qualche settimana fa: “Dobbiamo mettere mano al provvedimento che vieta la vendita di alcolici dopo le 2, altrimenti i giovani e i turisti andranno da altre parti”. E vista anche la crociata a favore del consumo di alcol portata avanti dal Carroccio (battaglia persa ieri nel braccio di ferro in Commissione Trasporti alla Camera).</p><p>E poi, diciamo la verità: il divieto è scomodo per molti, così come da altrettanti è accolta con allegria la notizia del possibile elevamento dei limiti di velocità (come dice <strong>Giordano Biserni presidente dell’Asaps</strong>: “Si potrà correre tranquilli a 200 all’ora con una sanzione di soli 155 euro e appena tre punti di patente. Se ci fate i conti alla fine costa quasi di più andare con la famiglia Gardaland o Mirabilandia. Uno schiaffo alla patente a punti, al Tutor e alla sicurezza”). Un passaparola neanche tanto bisbigliato, del resto se è lo Stato a dirti che puoi premere il pedale (certo, non dappertutto, solo dove c’è il Tutor, mi raccomando) significherà pure che si può fare. Allo stesso modo qualcuno potrebbe anche pensare che allora, forse, se prima li mettono e poi li tolgono, vorrà dire che questi limiti non sono poi così importanti… Dov’è allora la verità? Per quanto ne so io la velocità è, e resta, la principale causa degli scontri stradali mortali.</p><p>Esiste qualcosa che si chiama responsabilità, dei segnali e delle parole. Esiste qualcosa che si chiama “responsabilità condivisa”, delle azioni e degli strumenti d’intervento. Esiste qualcosa che si chiama credibilità, e mi hanno insegnato che si ottiene con la sobrietà, la precisione e il rispetto delle regole. <br />Ma, ancora di più, la speranza è che anche in Italia possa esistere un intervento organico (e pazienza se non troverà il plauso nelle immediate ventiquattrore), l’unico capace di dare delle risposte, e non solo all’Europa. Prima di tutto dovrebbe darle ai familiari delle vittime, e a noi con loro.&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2009/07/16/sicurezza-stradale-con-una-man/11863/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> </channel> </rss>
<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using memcached
Page Caching using memcached (User agent is rejected)
Object Caching 1259/1260 objects using memcached
Content Delivery Network via st.ilfattoquotidiano.it

Served from: www.ilfattoquotidiano.it @ 2012-05-27 06:23:53 -->
