<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Elisabetta Reguitti</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ereguitti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description>News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia</description> <lastBuildDate>Fri, 24 May 2013 20:29:27 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Berlusconi a Brescia. Il refuso della verità</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/berlusconi-a-brescia-il-refuso-della-verita/591213/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/berlusconi-a-brescia-il-refuso-della-verita/591213/#comments</comments> <pubDate>Sat, 11 May 2013 18:11:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category> <category><![CDATA[Brescia]]></category> <category><![CDATA[Congresso PD]]></category> <category><![CDATA[Guglielmo Epifani]]></category> <category><![CDATA[PD]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=591213</guid> <description><![CDATA[Cosa resterà dell’adunata di Berlusconi a Brescia? La rassegna delle frasi proferite dal palco?  “Questo governo è un fatto storico, epocale perché per la prima volta nella storia della nostra Repubblica il centrodestra e il centrosinistra sono riusciti a mettersi assieme per fare il bene del Paese e mettere mano a quelle riforme necessarie”. Poi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Cosa resterà dell’<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/manifestazione-pdl-brescia-piazza-spaccata-fischi-e-applausi-per-berlusconi/591135/" target="_blank">adunata di Berlusconi a Brescia?</a> La <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/manifestazione-pdl-a-brescia-berlusconi-io-non-mi-spavento-resto-qui/591096/" target="_blank">rassegna delle frasi proferite dal palco</a>?  “Questo governo è un fatto storico, epocale perché per la prima volta nella storia della nostra Repubblica il <strong>centrodestra</strong> e il <strong>centrosinistra</strong> sono riusciti a mettersi assieme per fare il bene del Paese e mettere mano a quelle riforme necessarie”. Poi si contraddice: “&#8217;Vogliono eliminarmi perché da 20 anni sono l’unico ostacolo tra la sinistra e il potere”.</p><p>La gente fischia e applaude. Specchio della sua totale confusione, travolta nella bolgia di una politica farneticante, schizofrenica, sempre molto abile nei suoi <strong>accordi sottobanco</strong> e in certi casi anche violenta.</p><p>Oppure l’ipocrisia di B. con frasi come: &#8220;Ogni famiglia che non ce la fa rappresenta per me uno struggimento, un dolore e solo stando al governo possiamo mettere in campo quelle politiche necessarie&#8221;. Poi le parole che più gli stanno a cuore: “L’assurda condanna su <strong>Mediaset</strong> non mi farà fare un fallo di reazione, come qualcuno ha sperato,continuerò a sostenere il governo”.</p><p>Poi si fa scudo persino con i morti e cita il <strong>caso Tortora</strong> invocando la responsabilità civile anche per i Pm.</p><p>Infine: “Ai magistrati voglio dire una cosa: potrete farmi di tutto ma non potete impedirmi di essere il leader del <strong>Popolo delle libertà</strong>”.</p><p>Ma ciò che è sfuggito ai più arriva alle 18.39 via Adn Kronos:<em> &#8220;Io sono una persona leale. Quando stringo la mano a una persona e la guardo negli occhi è come se firmassi un contratto&#8221;. E’ quanto ha sottolineato il leader del Pd Silvio Berlusconi nel suo intervento a piazza del Duomo a Brescia.  </em></p><p>Per quel refuso che sa di <strong>verità</strong>, Berlusconi è già leader del <strong>Pd</strong>. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/assemblea-pd-epifani-niente-paura-del-governo-letta-mettiamoci-faccia/590609/" target="_blank">A insaputa di <strong>Epifani</strong></a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/berlusconi-a-brescia-il-refuso-della-verita/591213/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caso Uva: un altro passo indietro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/11/caso-uva-altro-passo-indietro/559001/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/11/caso-uva-altro-passo-indietro/559001/#comments</comments> <pubDate>Thu, 11 Apr 2013 09:24:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Carabinieri]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Uva]]></category> <category><![CDATA[Lucia Uva]]></category> <category><![CDATA[Processo Penale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=559001</guid> <description><![CDATA[La procura generale della Corte di Appello di Milano ha bocciato la richiesta dei familiari di Giuseppe Uva di togliere al pm Agostino Abate di Varese l’indagine per affidarla ad un altro magistrato. All&#8217;indomani della richiesta presentata da Fabio Anselmo legale della famiglia, Angela De Milato, figlia di Lucia Uva e nipote di Giuseppe, ha però presentato anche una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La procura generale della Corte di Appello di Milano ha bocciato la richiesta dei familiari di <strong>Giuseppe Uva</strong> di togliere al <strong>pm Agostino Abate di Varese</strong> l’indagine per affidarla ad un altro magistrato.</p><p>All&#8217;indomani della richiesta presentata da Fabio Anselmo legale della famiglia, Angela De Milato, figlia di Lucia Uva e nipote di Giuseppe, ha però presentato anche una denuncia contro lo stesso pm per favoreggiamento e abuso atti d’ufficio. “Dovrà processare tutta la nostra famiglia per farci tacere, sono stanca delle vessazioni che subisce mia mamma di fronte all&#8217;indifferenza di tutti coloro che dovrebbero intervenire”, aveva scritto la giovane donna nipote del 43enne morto a Varese, nel giugno del 2008, dopo essere stato fermato e trattenuto nella caserma dei carabinieri di Varese.</p><p>La procura sulla morte di Uva fino ad oggi ha indagato per omicidio colposo i tre medici che quella notte ebbero in cura Uva, sottoposto a Tso (Trattamento sanitario obbligatorio). Lucia Uva chiede però che venga sentito il testimone di quella notte e vengano messe a verbale alcune <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/04/giuseppe-uva-e-i-due-carabinieri-che-se-la-ridono/551286/" target="_blank">registrazioni telefoniche partite dalla caserma dei carabinieri verso il 118</a>; tutto al fine di verificare l’ipotesi del pestaggio.</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/28/morte-di-giuseppe-uva-sorella-e-indagata-per-diffamazione/545604/" target="_blank">Al momento l’unica denunciata è Lucia Uva per i suoi commenti scritti su Fb</a>. Parole disperate dopo aver visto suo fratello morto all&#8217;obitorio il cui corpo presentava ferite sospette.</p><p>Ora dopo la bocciatura della richiesta di trasferimento, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/morte-resta-senza-colpevoli-torna-indagare-carabinieri/206764/" target="_blank">il processo è a rischio di prescrizione</a>. Sarà una corsa contro il tempo per riuscire a <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/23/giuseppe-uva-1742-giorni-senza-giustizia/540008/" target="_blank">scoprire cosa sia davvero accaduto quella notte in cui è morto Giuseppe Uva.</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/11/caso-uva-altro-passo-indietro/559001/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Giuseppe Uva e i due carabinieri che se la ridono</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/04/giuseppe-uva-e-i-due-carabinieri-che-se-la-ridono/551286/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/04/giuseppe-uva-e-i-due-carabinieri-che-se-la-ridono/551286/#comments</comments> <pubDate>Thu, 04 Apr 2013 11:02:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Carabinieri]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Uva]]></category> <category><![CDATA[Lucia Uva]]></category> <category><![CDATA[Processo Penale]]></category> <category><![CDATA[Varese]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=551286</guid> <description><![CDATA[Quando ho sentito questa registrazione telefonica ho pensato al terremoto dell’Aquila. Risate sulla pelle dei morti. Ma quelle dei due carabinieri su Giuseppe Uva, già cadavere, sono  precedenti a quelli della protezione civile. Eppure l’unico procedimento  avviato non è tanto sulla morte dell’uomo avvenuta a Varese il 14 giugno 2008quanto piuttosto sulla sorella che su...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho sentito questa registrazione telefonica ho pensato <strong>al terremoto dell’Aquila</strong>. Risate sulla pelle dei morti. Ma quelle dei due carabinieri su<strong> Giuseppe Uva</strong>, già cadavere, sono  precedenti a quelli della protezione civile. Eppure l’unico procedimento  avviato non è tanto sulla morte dell’uomo avvenuta a Varese i<strong>l 14 giugno 2008</strong>quanto piuttosto sulla sorella che su Facebook ha insultato quegli uomini che ridevano del fratello che lei ha visto in un obitorio con un pannolone e 78 macchie di sangue a cavallo dei pantaloni.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/l51-cy72f38" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>In questo stesso <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/29/caso-uva-e-pm-che-fa-giochi-di-prestigio/546399/" target="_blank">blog Lucia ha scritto il suo appello,</a> il 16 aprile a Varese, ci sarà una manifestazione di protesta per il magistrato, titolare dell’inchiesta che nelle sue conclusioni sul caso Uva ha scritto: “ La conclusione naturale di questa indagine doveva essere quindi la richiesta di archiviazione al competente Giudice, non emergendo ipotesi di reato di responsabilità oltre a quelle per le quali si è già proceduto a carico dei medici…”.</p><p>Poi ha smentito se stesso poche righe più avanti scrivendo: “Essendo quindi emerse ipotesi di reato a carico delle persone indicate in rubrica non si procede alla richiesta di archiviazione e si formalizza il presente avviso di conclusione delle indagini ai sensi dell’articolo 415bis”.</p><p>Le registrazioni che abbiamo sentito<strong> non sono state messe agli atti</strong>. Così come non è stato ascoltato <strong>Alberto Biggiogero</strong> condotto in caserma insieme all’amico Giuseppe Uva, e che ha sempre raccontato di aver sentito le grida atroci di Uva provenire dalla stanza dove era stato rinchiuso, tanto da chiamare dalla stessa caserma dei Carabinieri di Varese il centralino del 118 per chiedere un intervento. Circostanza che ha trovato piena conferma dalla registrazione della telefonata e dai successivi contatti del 118 con la caserma.</p><p>La famiglia Uva ha presentato richiesta di avocazione al procuratore Generale della Corte d’Appello di Milano del procedimento penale (5509/09) della procura delle Repubblica di Varese.</p><p>E la storia continua&#8230;<br /> </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/04/giuseppe-uva-e-i-due-carabinieri-che-se-la-ridono/551286/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Saggi, scazzi padani e il cerchio magico risorge</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/03/saggi-scazzi-padani-e-cerchio-magico-risorge/549858/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/03/saggi-scazzi-padani-e-cerchio-magico-risorge/549858/#comments</comments> <pubDate>Wed, 03 Apr 2013 07:09:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Cerchio Magico]]></category> <category><![CDATA[Giancarlo Giorgetti]]></category> <category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category> <category><![CDATA[I 10 saggi]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Marco Reguzzoni]]></category> <category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=549858</guid> <description><![CDATA[Giancarlo Giorgetti segretario della Lega lombarda dal 2002, fra i dieci saggi del Paese. Un incarico “eccessivo ed improprio” secondo l’ex parlamentare Marco Reguzzoni già baluardo del fantomatico “cerchio magico”, che ieri è risorto dal silenzio tombale attaccando il collega di partito Giorgetti: “Una nomina che lo stesso Bossi non avrebbe mai condiviso se fosse...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/30/dieci-saggi-nominato-da-napolitano-schede/547507/" target="_blank"><strong>Giancarlo Giorgetti</strong> segretario della Lega lombarda dal 2002, fra i <strong>dieci saggi</strong> del Paese.</a> Un incarico “eccessivo ed improprio” secondo l’ex parlamentare Marco Reguzzoni già baluardo del fantomatico “<strong>cerchio magico</strong>”, che ieri è risorto dal silenzio tombale attaccando il collega di partito Giorgetti: “Una nomina che lo stesso Bossi non avrebbe mai condiviso se fosse ancora alla guida della Lega” ha poi  proseguito Reguzzoni. </p><p>Da ricordare che solo nel giugno 2012 lo stesso Giorgetti, aprendo il <strong>congresso</strong> delle Lega Lombarda aveva esordito dicendo: “L<strong>’</strong>esperienza di governo a vari livelli non ha prodotto i risultati che ci aspettavamo ma soprattutto ha cambiato i leghisti”.</p><p>Come ad auspicare un ritorno alle origini per il partito, magari anche e proprio lontano dai palazzi del potere. Detto, fatto. Giorgetti non ha saputo dire di no. Stringe la mano a Napolitano tra i sei saggi che si occuperanno anche delle questioni “<strong>sociali</strong>”. Come a dire: il partito giusto per il giusto incarico.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/03/saggi-scazzi-padani-e-cerchio-magico-risorge/549858/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il caso Uva e il pm che fa giochi di prestigio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/29/caso-uva-e-pm-che-fa-giochi-di-prestigio/546399/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/29/caso-uva-e-pm-che-fa-giochi-di-prestigio/546399/#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 Mar 2013 14:25:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Diffamazione]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Uva]]></category> <category><![CDATA[Lucia Uva]]></category> <category><![CDATA[Varese]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=546399</guid> <description><![CDATA[Giuseppe Uva è morto il 14 giugno 2008 dopo aver passato una notte nella caserma dei carabinieri di Varese. Lucia Uva ieri ha ricevuto un avviso di garanzia e dunque è  indagata per diffamazione. Oggi scrive un appello,  chiede di essere aiutata,  cercando di spiegare  cosa sta vivendo. ER Il fascicolo 5509/09 Rgnr è stato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Giuseppe Uva è morto il 14 giugno 2008 dopo aver passato una notte nella caserma dei carabinieri di Varese. Lucia Uva ieri ha ricevuto un avviso di garanzia e dunque è  indagata per diffamazione. Oggi scrive un appello,  chiede di essere aiutata,  cercando di spiegare  cosa sta vivendo. ER</em></p><p>Il fascicolo 5509/09 Rgnr è stato aperto dal Procuratore capo di Varese dott. Grigo, su mia denuncia sui fatti avvenuti all’interno della caserma dei Carabinieri di Varese e che hanno portato a morte mio fratello.</p><p>Più di un anno fa <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/morte-resta-senza-colpevoli-torna-indagare-carabinieri/206764/" target="_blank">il Tribunale di Varese ha ordinato al Pm di indagare sui fatti</a>.</p><p><span>Il pm dott. Agostino Abate ha dichiarato, nell’atto di appello contro la sentenza del Tribunale di Varese, che non lo avrebbe mai fatto.</span></p><p><span>Ora per paura che il Procuratore generale di Milano gli porti via l’inchiesta, usa proprio quel fascicolo per <strong>processare me per diffamazione</strong>.</span></p><p><span>Il pm Abate fa giochi di prestigio giudiziario sulla pelle di mio fratello.</span></p><p><span>Io voglio patteggiare subito, in modo che quel fascicolo aperto per una morte di un uomo che chiede giustizia si chiuda con la diffamazione commessa dalla sorella.</span></p><p><span>Chiedo aiuto a tutti i cittadini italiani che vogliono bene a mio fratello affinché chiedano al Procuratore generale presso la Corte di cassazione di fermare questo scempio, di impedire al pm Abate di farsi gioco della giustizia.</span></p><p><span>Grazie,</span></p><p><span>Lucia Uva</span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/29/caso-uva-e-pm-che-fa-giochi-di-prestigio/546399/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Patrizia Moretti Aldrovandi, la lezione ad un magistrato</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/28/patrizia-moretti-aldrovandila-lezione-ad-magistrato/544782/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/28/patrizia-moretti-aldrovandila-lezione-ad-magistrato/544782/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Mar 2013 08:19:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Federico Aldrovandi]]></category> <category><![CDATA[Magistrati]]></category> <category><![CDATA[Patrizia Moretti Aldrovandi]]></category> <category><![CDATA[Querela]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=544782</guid> <description><![CDATA[Mariaemanuela Guerra è il pm che ha querelato la mamma di Federico Aldrovandi per aver criticato il suo operato nell’inchiesta poi passata al collega Nicola Proto. La Guerra accusava Patrizia Moretti Aldrovandi di aver dichiarato alla stampa che il fascicolo era rimasto vuoto quasi per quattro mesi dopo le violenze di via Ippodromo. Fermo restando...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: left;"><strong>Mariaemanuela Guerra</strong> è il pm che ha querelato la mamma di <strong>Federico Aldrovandi</strong> per aver criticato il suo operato nell’inchiesta poi passata al collega Nicola Proto. La Guerra accusava Patrizia Moretti Aldrovandi di aver dichiarato alla stampa che il fascicolo era rimasto vuoto quasi per quattro mesi dopo le violenze di via Ippodromo. Fermo restando che rimane senza risposta il perché Guerra – allora pm di turno &#8211; non si recò sulla scena del delitto, ho chiesto all’avvocato <strong>Fabio Anselmo</strong> di Ferrara (legale anche dei casi Cucchi, Uva e Ferulli oltre che Aldrovandi) di scrivermi un post sulla piena, immediata assoluzione di Patrizia (e dei giornalisti del <em>la Nuova Ferrara</em> Alessandra Mura e Marco Zavagli) dall&#8217;accusa di diffamazione decisa in questi giorni dal Tribunale di Mantova. Di seguito l&#8217;intervento di Anselmo: </div><div style="text-align: left;"><em>In questi giorni a Mantova è stata fatta Giustizia. Francamente mai capirò i motivi che hanno indotto la pm Guerra a querelare Patrizia Moretti. Le polemiche che hanno caratterizzato le sue indagini sul caso Aldrovandi non possono certo essere addebitate alla madre di quel ragazzo, appena 18enne, morto per colpa e responsabilità di quattro agenti di polizia di </em><br /><em>Stato.</em></div><div style="text-align: left;"><em>Ma la mia è una visione di parte e quindi opinabile. Difatti un Gip l’aveva rinviata a giudizio ed al processo era sempre stato presente il Procuratore capo della Repubblica di Mantova. Raramente, quasi mai, un Procuratore capo partecipa personalmente alle udienze. In questo caso sì.</em></div><div style="text-align: left;"><em>Eppure il giudice ha ritenuto che non vi fosse nemmeno il bisogno di andare avanti nel processo. Ha assolto subito Patrizia da ogni addebito con formula piena. Allora, forse, avevo ragione a chiedermi il perché di quell’ azione così poco rispettosa del senso delle cose e del dolore di una madre così duramente provata.</em></div><div style="text-align: left;"><em>Il giudice ha comunque reso Giustizia in serena coscienza. Non è poco. Ma forse ora qualcuno dovrà fare una approfondita riflessione anche e soprattutto per rispetto del proprio ruolo ed appartenenza. Non è tecnicismo ma semplice umanità.</em></div><div style="text-align: left;"><em>Fabio Anselmo</em></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/28/patrizia-moretti-aldrovandila-lezione-ad-magistrato/544782/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Giuseppe Uva, 1742 giorni senza giustizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/23/giuseppe-uva-1742-giorni-senza-giustizia/540008/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/23/giuseppe-uva-1742-giorni-senza-giustizia/540008/#comments</comments> <pubDate>Sat, 23 Mar 2013 14:58:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Carabinieri]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Uva]]></category> <category><![CDATA[Ilaria Cucchi]]></category> <category><![CDATA[Stefano Cucchi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=540008</guid> <description><![CDATA[Cari amici di questo blog, oggi vi chiedo di leggere le parole di un’amica, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, che scrive della morte di un altro uomo che attende  giustizia. Grazie, Elisabetta Giuseppe Uva è morto a Varese 1742 giorni fa, dopo aver trascorso una notte nella caserma dei Carabinieri. Nessuna indagine è stata fatta su...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em></em><em>Cari amici di questo blog, oggi vi chiedo di leggere le parole di un’amica, <strong>Ilaria Cucchi</strong>, sorella di Stefano, che scrive della morte di un altro uomo che attende  giustizia. </em><em>Grazie,</em> <em></em><em>Elisabetta</em></p><p><strong>Giuseppe Uva è morto a Varese 1742 giorni fa</strong>, dopo aver trascorso una notte nella caserma dei Carabinieri. Nessuna indagine è stata fatta su quanto accaduto quella maledetta notte. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/morte-resta-senza-colpevoli-torna-indagare-carabinieri/206764/" target="_blank">Si va incontro alla prescrizione</a>. È ora che quel fascicolo venga tolto dal cassetto del pm Abate e dato a qualcuno che abbia voglia di scoprire cosa è successo a Giuseppe Uva&#8230; 1742 giorni fa. Lucia, sua sorella, aspetta pazientemente risposte. È stata umiliata, sbeffegggiata&#8230;<br />Ma nessuna risposta le è stata data sulla morte di Giuseppe.<br />È arrivato il momento che qualcuno si faccia carico della sua dignitosa e composta richiesta di verità e giustizia.</p><p>Anche un giudice lo ha ordinato, invano.</p><p>Altrimenti si abbia il coraggio di dire a Lucia di voltare pagina e di far finta che nulla sia successo.<br />1742 giorni fa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/23/giuseppe-uva-1742-giorni-senza-giustizia/540008/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Papa Francesco, nel buio della vigilia la piazza ripulita dai senzatetto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/20/papa-francesco-nel-buio-della-vigilia-piazza-ripulita-dai-senzatetto/536118/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/20/papa-francesco-nel-buio-della-vigilia-piazza-ripulita-dai-senzatetto/536118/#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Mar 2013 10:39:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Conclave 2013]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Jorge Mario Bergoglio]]></category> <category><![CDATA[Papa Francesco]]></category> <category><![CDATA[Senzatetto]]></category> <category><![CDATA[Vaticano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=536118</guid> <description><![CDATA[La messa per il nuovo pontificato è iniziata la sera prima con uno sgombero proprio sotto le finestre del Papa. “Dobbiamo ripulire la piazza”, aveva detto un poliziotto in borghese rivolgendosi a una donna che come ogni notte aveva trovato rifugio davanti all&#8217;ingresso di un negozio di oggetti religiosi, di fianco alla grande impalcatura dalla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/19/papa-francesco-messa-di-inaugurazione-lappello-custodire-creato/534961/">messa per il nuovo pontificato</a> è iniziata la sera prima con uno <strong>sgombero</strong> proprio sotto le finestre del <strong>Papa</strong>. “Dobbiamo ripulire la piazza”, aveva detto un poliziotto in borghese rivolgendosi a una donna che come ogni notte aveva trovato rifugio davanti all&#8217;ingresso di un negozio di oggetti religiosi, di fianco alla grande impalcatura dalla quale ormai da settimane, i giornalisti del mondo intero raccontano il Papa dei poveri che l’altra sera aveva le sembianze di Patrizio, <strong>guardia</strong> di una società privata pagata 80 euro in nero per 13 ore di lavoro davanti al <strong>Vaticano</strong>. Patrizio l’ha curata, accudita e accompagnata mentre l’agente ha preteso che la donna uscisse dalla “zona rossa” del Vaticano portando con sé i cartoni e il suo sacco. <div style="display:none"></div><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience2238255229001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="2238255229001" /> </object></div><div class="clear"></div><script async="async" type="text/javascript">brightcove.createExperiences();</script></p><p>Il seguito è poi avvenuto ieri con i malati dell&#8217;<strong>Unitalsi</strong> pressati tra le transenne e la calca dei fedeli disposti a tutto per uno scatto a Papa Francesco. Seduti sulle loro carrozzine arrivano da tutta Italia, abbracciano tutte le fasce d’età e di tanto in tanto cercano lo sguardo dei loro accompagnatori che devono fare a botte per fendere la folla spingendo i malati quando hanno bisogno del bagno. L’auto che porta il pontefice passa molto vicino e loro sperano si fermi. Lo farà poco più avanti per quel lungo striscione con i colori della squadra del <strong>San Lorenzo</strong> scatenando un tifo da stadio. Monica è medico e viene dalla provincia di Vercelli “diocesi di Novara” ci tiene a sottolineare. Giovedì ha deciso di prendersi due giorni di ferie e partire in treno insieme ad altri amici per assistere alla messa per la quale è riuscita a conquistare un posto vicino al colonnato. La donna però, così come i malati portati dai volontari, dovrà accontentarsi di ascoltare la cerimonia perché i <strong>mega schermi</strong> risultano inaccessibili da quella postazione.</p><p>“<strong>Papa Francisco</strong>, orgullo de San Lorenzo” campeggia su uno striscione portato da giovani suore. È un arcobaleno di colori dei molti sai indossati da religiose e religiosi di chissà quali ordini. Grigio, bianco-blu, azzurro, bianco e l’immancabile marrone: tutti festeggiano il loro confratello che sentono così vicino. Scuri, quasi neri in volto invece alcuni rappresentanti <strong>politici italiani</strong> (Cesa, Bindi e Gasparri) che accelerano il passo guadagnando l’uscita pronti a salire a bordo delle loro auto blu. Il cielo è rimasto azzurro per l’intera durata della liturgia forse in omaggio d’omaggio a Papa Bergoglio. Tripudio cromatico anche per le numerose bandiere sventolate da comitive o indossate sulle spalle come mantelli. Le tifose più scatenate del nuovo Papa sembrano proprio le religiose. Dalla scuola materna Benedetto di Santa Marinella è giunta una delegazione di 4 Madri capeggiata da suor Rosalia. E scatta la rima: “San Benedetto, la rondine è sotto il tetto. È arrivata la primavera religiosa” esclama sorridendo.</p><p>A pochi metri da lei c’è un cartello con la scritta “La herida esta abierta” (la ferita resta aperta); spiegano di essere i rappresentanti dell’associazione per i <strong>diritti umani</strong> nelle cause contro gli abusi sessuali compiuti dal clero. Per loro purtroppo è ancora pieno inverno e la primavera sempre troppo lontana.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/20/papa-francesco-nel-buio-della-vigilia-piazza-ripulita-dai-senzatetto/536118/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Beppino Englaro, piccolo grande uomo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/09/beppino-englaro-piccolo-grande-uomo/494165/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/09/beppino-englaro-piccolo-grande-uomo/494165/#comments</comments> <pubDate>Sat, 09 Feb 2013 13:06:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Beppino Englaro]]></category> <category><![CDATA[Eluana Englaro]]></category> <category><![CDATA[Eutanasia]]></category> <category><![CDATA[Fine Vita]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=494165</guid> <description><![CDATA[Quando incontro Beppino Englaro vedo un piccolo (minuto), grande uomo che non si è fatto mai tirare per la giacchetta da nessuno. Che non ha permesso a nessun politico di impadronirsi della sua storia per conquistare consenso tra gli elettori. Beppino non fa sconti neppure ai giornalisti con i quali è severo rispetto a quello...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando incontro <strong>Beppino Englaro</strong> vedo un piccolo (minuto), grande uomo che non si è fatto mai tirare per la giacchetta da nessuno. Che non ha permesso a nessun politico di impadronirsi della sua storia per conquistare <strong>consenso</strong> tra gli elettori. Beppino non fa sconti neppure ai <strong>giornalisti</strong> con i quali è severo rispetto a quello che scrivono. Chiede di poter leggere sempre tutto prima della pubblicazione e sono sempre più i “no” che i “sì” che concede a chi vuole intervistarlo. In un mondo di gente che parla, parla, parla senza dire nulla alla costante  ricerca del proprio quarto d’ora di celebrità il piccolo, grande uomo chiede di fare silenzio. Di seguito il testo integrale dell’agenzia di stampa con le sue dichiarazioni:</p><p>Oggi l’attività dell’associazione <em>Per Eluana</em>, nata nei giorni successivi alla morte della donna, prosegue la sua attività. &#8220;Fa informazione sul fine vita &#8211; spiega Englaro – E’ necessaria, visto per esempio il disegno di legge <strong>incostituzionale</strong> prodotto dal Parlamento. Sono state dette tante bugie, ma la gente non se le lascia raccontare. Certo ancora oggi c&#8217;è tanta <strong>disinformazione</strong>&#8220;. Alle persone che stanno vivendo una situazione simile alla sua, famiglie che hanno persone care in <strong>stato vegetativo</strong>, appese alla vita attraverso un sondino che le nutre, &#8220;nessuno può né deve dire qualcosa. Nessuno&#8221;, osserva Englaro. <strong>Eluana</strong>, la figlia che lui ha più volte definito un &#8220;purosangue della libertà&#8221;, con la sua storia sfortunata, &#8220;ha mostrato all’Italia, nella trasparenza e nella legalità, un problema reale fino ad allora rimasto nell&#8217;ombra. Nessuno prima di Eluana sapeva a cosa si va incontro in queste situazioni. Ora tutti hanno potuto vederlo&#8221;, conclude.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/09/beppino-englaro-piccolo-grande-uomo/494165/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Aldrovandi, se per il Coisp la sentenza è funzionale al bisogno di vendetta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/29/aldrovandi-se-per-coisp-sentenza-e-funzionale-al-bisogno-di-vendetta/483513/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/29/aldrovandi-se-per-coisp-sentenza-e-funzionale-al-bisogno-di-vendetta/483513/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Jan 2013 17:42:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Coisp]]></category> <category><![CDATA[Federico Aldrovandi]]></category> <category><![CDATA[Franco Maccari]]></category> <category><![CDATA[Luca Pollastri]]></category> <category><![CDATA[Monica Segatto]]></category> <category><![CDATA[Omicidio Aldrovandi]]></category> <category><![CDATA[Paolo Forlani]]></category> <category><![CDATA[Patrizia Moretti Aldrovandi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=483513</guid> <description><![CDATA[“Più pericolosi di mafiosi, stupratori, spacciatori. Tre poliziotti sono finiti in carcere per scontare una pena di sei mesi ricevuta per una contestazione a titolo di mera colpa. Siamo allibiti, ed è inutile fare gli ipocriti e tentare la strada della finta diplomazia. Troppo spesso non capita di finire in carcere neppure ai mafiosi, ai...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Più pericolosi di mafiosi, stupratori, spacciatori. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/29/aldrovandi-carcere-per-tre-dei-quattro-agenti-condannati/482247/" target="_blank">Tre poliziotti sono finiti in carcere per scontare una pena di sei mesi ricevuta per una contestazione a titolo di mera colpa</a>. Siamo allibiti, ed è inutile fare gli ipocriti e tentare la strada della finta diplomazia. Troppo spesso non capita di finire in carcere neppure ai mafiosi, ai delinquenti della peggiore specie, o ai condannati per delitti gravissimi, o a chi ha subito una condanna magari non pesantissima, ma per reati di forte allarme sociale come stupri o maltrattamenti in famiglia, o molto altro ancora”.</p><p>Firmato <strong>Franco Maccari</strong>, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia ripresa alle 18.05 dall’agenzia Adnkronos.</p><div>Per la cronaca stiamo parlando della decisione del  Tribunale di sorveglianza di Bologna che ha stabilito il carcere per Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri, tre dei quattro poliziotti  già condannati in via definitiva a tre anni e sei mesi per l&#8217;uccisione di Federico <strong>Aldrovandi</strong>, il 18 enne morto nel 2005 a Ferrara in un controllo di polizia. Ma per Maccari questa è una decisione  “estremamente funzionale al bisogno di vendetta dei protagonisti di questa drammatica storia. Sappiamo che è funzionale anche alle campagne d’odio e denigrazione delle forze dell’ordine. Sappiamo che è funzionale a chi sull&#8217;emotività scatenata dalle vicende umane altrui ci marcia e ci racimola consensi, lettori, ascoltatori e candidature”.</div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/29/aldrovandi-se-per-coisp-sentenza-e-funzionale-al-bisogno-di-vendetta/483513/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Aldrovandi, lettera di una madre</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/26/aldrovandi-lettera-di-madre/480614/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/26/aldrovandi-lettera-di-madre/480614/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 Jan 2013 08:22:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[enzo pontani]]></category> <category><![CDATA[Federico Aldrovandi]]></category> <category><![CDATA[Luca Pollastri]]></category> <category><![CDATA[Monica Segatto]]></category> <category><![CDATA[Omicidio Aldrovandi]]></category> <category><![CDATA[Paolo Forlani]]></category> <category><![CDATA[Patrizia Moretti Aldrovandi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=480614</guid> <description><![CDATA[Ieri la mamma di Federico Aldrovandi mi ha risposto dal tribunale di  Mantova dove si è dovuta  presentare da imputata, con l’accusa di diffamazione. Carcere, arresti domiciliari o servizi sociali invece per i quattro agenti che il 25 settembre 2005, a  Ferrara, hanno ucciso suo figlio: Paolo Forlani, Luca Pollastri e Monica Segatto. Udienza e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri la mamma di <strong>Federico Aldrovandi</strong> mi ha risposto dal tribunale di  Mantova dove si è dovuta  presentare da imputata, con l’accusa di <strong>diffamazione</strong>. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/31/omicidio-aldrovandi-poliziotti-colpevoli-assegnati-ai-servizi-socialmente-utili/311733/" target="_blank">Carcere, arresti domiciliari o servizi sociali invece per i quattro agenti che il 25 settembre 2005, a  Ferrara, hanno ucciso suo figlio</a>: Paolo Forlani, Luca Pollastri e Monica Segatto. Udienza e decisione rinviate  per Enzo Pontani, il capo pattuglia. L’obiettivo resta  il licenziamento degli agenti che uccisero Federico (non hanno mai scontato alcun giorno di sospensione rimanendo sempre regolarmente in servizio). “Lasciare quella divisa a chi ne è degno”  ripetono Patrizia e il marito  Lino insieme alle migliaia di persone che hanno firmato una petizione lanciata da Articolo 21 e Amnesty International.</p><p>Questo è il testo della lettera di una madre.  </p><p>&#8220;Caro Presidente</p><p>Mi chiamo Patrizia Moretti.<br />Lei non mi può conoscere ma il suo ministro degli Interni mi conosce eccome!<br />Io ho il grande torto, la grandissima colpa di avere avuto un figlio, appena maggiorenne, incensurato ucciso da 4 agenti di polizia di Stato.<br />Ecco io ho <strong>la grande colpa di essere la madre di Federico Aldrovandi</strong>, morto a Ferrara mentre chiedeva e supplicava aiuto a 4 agenti di polizia che con ferocia disumana si stavano accanendo su di lui, inerme a terra.<br />Io ho questa colpa.<br />É per questo motivo che il Pm di turno ha lasciato solo il mio ragazzo, cadavere, sull’asfalto di via Ippodromo, non degnandosi di intervenire per rendergli giustizia.<br />È per questo motivo che le prime indagini di quella terribile mattina sono state lasciate in mano ai colleghi di quegli agenti.<br />È per questo motivo che poi, alcuni di loro, sono stati a loro volta processati e condannati per i <strong>depistaggi</strong> compiuti proprio in quelle ore, rendendo così particolarmente difficile e doloroso il percorso della giustizia per fare verità.<br />È per questo motivo che se non fosse stato per me ed il mio avvocato mai si sarebbe potuta conoscere la verità sulla morte di mio figlio.<br />Io sono colpevole di questo.<br />Sono responsabile della condanna di Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani, Monica Segatto a tre anni e sei mesi di reclusione .<br />Questa è la mia colpa.<br />Allora, Presidente, <strong>lo Stato deve fare qualcosa</strong>! Deve intervenire per rimediare a questa Giustizia!<br />Occorre restituire dignità al pm che ha sbagliato terribilmente quella mattina promuovendola ad un prestigioso incarico romano.<br />Ma non basta! Bisogna anche processare la madre di colui che dal procuratore capo di Ferrara venne definito ”un povero disgraziato”, per aver osato criticare quella pm nello stesso modo con il quale lo avevano già fatto i giudici.<br />Ma non basta!<br />Occorre risolvere il <strong>problema del lavoro e della libertà di quei quattro poveri poliziotti</strong> che in fin dei conti cosa poi avevano fatto di così male.<br />Allora le chiedo, Presidente un ultimo sforzo:<br />Faccia in modo che i due ministeri interessati (Giustizia e Interni) agiscano di concerto ed in sintonia!<br />Faccia sì che appena il tribunale di Sorveglianza giustamente conceda a quei condannati ogni beneficio alternativo alla galera, la commissione interna di disciplina li sospenda immediatamente per tutta la durata e non oltre della pena, onde evitare assolutamente che possano perdere il loro sacrosanto posto di lavoro.<br />Quando terminerà con la mia condanna il processo contro di me , allora potremmo finalmente dire che Giustizia sarà fatta.<br />Federico Aldrovandi non sarà mai esistito.<br />Grazie Presidente! Confido in lei.&#8221;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/26/aldrovandi-lettera-di-madre/480614/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Caso Sallusti, che voleva dire Mariastella?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/01/caso-sallusti-che-voleva-dire-mariastella/432928/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/01/caso-sallusti-che-voleva-dire-mariastella/432928/#comments</comments> <pubDate>Sat, 01 Dec 2012 16:48:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Alessandro Sallusti]]></category> <category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=432928</guid> <description><![CDATA[Ammettiamolo, alcune volte i testi battuti dalle  agenzie non sono sempre  proprio perfetti ma in questo caso chiedo a voi, cari lettori, di aiutarmi a decifrare cosa intendesse l&#8217;onorevole Gelmini con queste parole. Se non altro,  il fantomatico comunicato sui neutrini e il tunnel era chiaro&#8230;   (AGI) - Roma, 1 dic. &#8211; &#8220;Nella vicenda Sallusti, che ha oggi il suo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr"><div dir="ltr">Ammettiamolo, alcune volte i testi battuti dalle  agenzie non sono sempre  proprio perfetti ma in questo caso chiedo a voi, cari lettori, di aiutarmi a decifrare cosa intendesse<strong> l&#8217;onorevole Gelmini</strong> con queste parole. Se non altro,  il fantomatico comunicato sui neutrini e il tunnel era chiaro&#8230;</div><div dir="ltr"> </div><div dir="ltr"><em>(AGI) </em>- Roma, 1 dic. &#8211; &#8220;Nella vicenda Sallusti, che ha oggi il suo epilogo annunciato, si condensa la malattia del nostro sistema politico: polverizzato in Parlamento, nega nell&#8217;inconcludenza e nei fatti &#8211; ma anche nello spirito di fazione &#8211; quei valori universali che richiama a parole; piange lacrime di coccodrillo perché in realta&#8217; consuma la sua vendetta contro la libera stampa. Che non è certo irresponsabile ma che, se colpevole, non va mai punita con la privazione della liberta&#8217;&#8221;. Lo afferma Mariastella Gelmini.</div></div><p dir="ltr"> </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/01/caso-sallusti-che-voleva-dire-mariastella/432928/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Aldrovandi: ordinaria ingiustizia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/30/aldrovandi-ordinaria-ingiustizia/398571/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/30/aldrovandi-ordinaria-ingiustizia/398571/#comments</comments> <pubDate>Tue, 30 Oct 2012 15:46:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Anna Maria Cancellieri]]></category> <category><![CDATA[Federico Aldrovandi]]></category> <category><![CDATA[Polizia]]></category> <category><![CDATA[Poliziotti Arrestati]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=398571</guid> <description><![CDATA[Quanto tempo serve per avviare un immediato provvedimento disciplinare annunciato da un ministro dell’Interno? Il 26 giugno Anna Maria Cancellieri, con un nota, prendeva posizione rispetto al poliziotto che su Facebook aveva dato della “faccia di culo” alla mamma di Federico Aldrovandi per aver “allevato un maiale”. Non è dato sapere quanto tempo serva per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quanto tempo serve per avviare un immediato provvedimento disciplinare annunciato da un ministro dell’Interno? Il 26 giugno <strong>Anna Maria Cancellieri</strong>, con un nota, prendeva posizione rispetto al poliziotto che su Facebook aveva dato della “faccia di culo” alla mamma di <strong>Federico Aldrovandi</strong> per aver “allevato un maiale”. Non è dato sapere quanto tempo serva per quel provvedimento “immediato”. Il Fatto Quotidiano lo ha chiesto con mail e telefonate senza però ottenere ancora una risposta.</p><p>Ad aspettare è anche Patrizia, mamma di <strong>Federico ammazzato a soli 18 anni in un’azione di polizia</strong>. Scambiato per un extracomunitario, viene fermato all&#8217;alba a Ferrara mentre torna da una notte passata con gli amici. Secondo Alessandro Gamberini legale della famiglia: “Il processo ha illuminato le bugie della versione degli agenti di polizia, ma cosa sia successo realmente è ancora una supposizione. L’ unica cosa certa è l’inaudita violenza con la quale i quattro poliziotti hanno infierito su di lui fino a piegarlo a terra mettendolo in una situazione di difficoltà respiratoria”. Federico ormai cadavere giace in un angolo ancora ammanettato perché nessuno si è più curato di lui; così lo trovano i carabinieri chiamati dalle volanti.</p><p>Gli agenti sono stati incriminati e condannati per avere <strong>utilizzato la forza in modo colposamente spropositato</strong> come scritto nella sentenza di primo grado (confermata in appello e in Cassazione). Si parla di “eccesso colposo nell&#8217;adempimento del dovere e nell&#8217;uso legittimo delle armi”. Non solo non c’è alcun esito sul procedimento disciplinare per gli insulti, Monica Segatto, Paolo Forlani, Enzo Pontani e Luca Pollastri, i quattro poliziotti condannati, continuano a fare il loro mestiere. Il ministero scrive: “Gli operatori condannati in via definitiva per la morte di Aldrovandi sono sottoposti a procedimento disciplinare così come previsto dalla normativa vigente. Il procedimento è stato avviato dopo la sentenza di condanna e il ricevimento, da parte dell’Amministrazione di appartenenza, delle relative motivazioni”. Patrizia Moretti Aldrovandi continua a chiedere al ministro di far seguire alle parole anche i fatti.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 29 ottobre 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/30/aldrovandi-ordinaria-ingiustizia/398571/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Eluana e la &#8216;peste del linguaggio&#8217;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/12/eluana-e-peste-del-linguaggio/349710/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/12/eluana-e-peste-del-linguaggio/349710/#comments</comments> <pubDate>Wed, 12 Sep 2012 08:10:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Beppino Englaro]]></category> <category><![CDATA[Eluana Englaro]]></category> <category><![CDATA[Fine Vita]]></category> <category><![CDATA[Gaetano Quagliariello]]></category> <category><![CDATA[L'Infedele]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=349710</guid> <description><![CDATA[La domanda non era poi così difficile e sarebbe bastato scegliere tra un &#8216;sì&#8217;o un &#8216;no&#8217;, ma il senatore Quagliariello non ne ha avuto il coraggio quando Gad Lerner gli ha chiesto: &#8216;Lo ripeterebbe?&#8217;. Era la sera del 9 febbraio 2009, dagli scranni del Senato Quagliariello dichiarava: “Eluana non è morta, Eluana è stata ammazzata”....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>La domanda non era poi così difficile e sarebbe bastato scegliere tra un &#8216;sì&#8217;o un &#8216;no&#8217;, ma il<strong> senatore Quagliariello</strong> non ne ha avuto il coraggio quando Gad Lerner gli ha chiesto: &#8216;Lo ripeterebbe?&#8217;.</div><p>Era la sera del <strong>9 febbraio 2009</strong>, dagli scranni del Senato Quagliariello dichiarava: “Eluana non è morta, Eluana è stata ammazzata”. Senatore, lo ripeterebbe? <a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50280550" target="_blank">Lunedì sera, all’Infedele, per la prima volta Gaetano Quagliariello e Beppino Englaro si sono trovati uno di fronte all’altro</a>. Il politico inizia un monologo quasi incomprensibile, dice che le sue parole non erano rivolte <strong>alla mamma e al papà della ragazza</strong>, che in aula il clima era concitato, confuso e troppo difficile da capire dall’esterno.</p><p>Papà Beppino, seduto in studio lo ascolta attentamente, sembra impassibile. Il conduttore non ripete la domanda e il senatore procede nel suo <strong>politichese</strong> senza dare una risposta.</p><p>Englaro invece risponde leggendo una <strong>lettera scritta da sua figlia</strong> e gela tutti definendo la non-risposta del rappresentante politico: “La peste del linguaggio”. Poi spiega il significato della sua espressione usando la parola “rispetto” verso se stessi, nei confronti di Eluana, dei suoi genitori ma anche verso un’istituzione come la <strong>Suprema Corte di Cassazione</strong>. Englaro accusa il senatore di voler far passare una libertà di scelta come eutanasia o, peggio, di aver sotteso – così come altri parlamentari – che si è lasciato morire una giovane donna di fame e di sete. A Beppino non resta che continuare ad aspettare un &#8216;sì&#8217;, o un &#8216;no&#8217;.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 12 Settembre 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/12/eluana-e-peste-del-linguaggio/349710/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bolzano, training anti-violenza nel consultorio per soli uomini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/04/bolzano-training-anti-violenza-nel-consultorio-per-soli-uomini/316856/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/04/bolzano-training-anti-violenza-nel-consultorio-per-soli-uomini/316856/#comments</comments> <pubDate>Sat, 04 Aug 2012 14:56:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Donne di Fatto]]></category> <category><![CDATA[Passate parola]]></category> <category><![CDATA[Bolzano]]></category> <category><![CDATA[Centro Antiviolenza]]></category> <category><![CDATA[Femminicidio]]></category> <category><![CDATA[Violenza sulle Donne]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=316856</guid> <description><![CDATA[Sandro quando sta per arrabbiarsi comincia dagli oggetti. Racconta che mentre “monta la rabbia” lui inizia a spostare con una certa irruenza tutto quello che gli sta attorno. Le posate, i bicchieri o anche i giochi dei suoi tre bambini che adora. Giuseppe, quando ha saputo che la sua ex compagna aveva fatto battezzare la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sandro quando sta per arrabbiarsi comincia dagli oggetti. Racconta che mentre “<strong>monta la rabbia</strong>” lui inizia a spostare con una certa irruenza tutto quello che gli sta attorno. Le posate, i bicchieri o anche i giochi dei suoi tre bambini che adora. Giuseppe, quando ha saputo che la sua ex compagna aveva fatto battezzare la loro figlia senza dirglielo, non ha capito più niente. Ha tentato di trattenersi durante quella telefonata in cui le ha anche chiesto se la festa era stata bella poi, però, è finito al pronto soccorso con un attacco di panico provocato dalla rabbia. “Non ho mai alzato le mani su una donna. Ma se in quel momento avessi avuto davanti qualcuno sarei finito in questura” ammette. L’altra faccia della <strong>violenza domestica e familiare</strong> ha la voce di quegli uomini che svelano la loro storia; lo fanno con grande fatica e profonda vergogna di se stessi. “Un sentimento che provano immediatamente dopo il loro atto di rabbia”, assicura <strong>Massimo Mery</strong>, psicologo della squadra dell’unico consultorio per soli uomini attivato dalla <strong>Caritas</strong> della diocesi di Bolzano-Bressanone.</p><p>Oltre 3500 richieste di aiuto in <strong>undici anni di attività</strong> svolta nel cuore della città. “La violenza può nascondersi in qualsiasi casa – assicura Mery – anche dietro le costose montature di occhiali neri indossate da signore benestanti che preferiscono celare i segni dei maltrattamenti”. Sandro, a causa della crisi, ha dovuto chiudere la sua attività e a 52 anni si trova disoccupato. Ha tre figli piccoli avuti dalla sua seconda compagna che svolge più lavori, per poter portare avanti la famiglia. “La mia è una violenza solo verbale ma inarrestabile”, ammette l’uomo di corporatura esile che sembra perdersi nei jeans e nella maglietta che indossa. Quando descrive le sue sfuriate gli occhi diventano lucidi e il suo pallore viene incendiato dalla reazione della pelle. Sandro partecipa alle sedute-laboratorio del primo “<strong>Training anti-violenza</strong>”(modello europeo chiamato Change) per <strong>uomini violenti</strong> – denominati<strong> offender</strong> – promosso a Rovereto e Bolzano (proprio nel Consultorio per soli uomini) e al quale si è iscritto volontariamente su consiglio della psicologa.</p><p>Angelo, 46 anni, professione militare, è separato e al progetto Training si è iscritto per decisione del Tribunale dei minori dopo che la ex moglie lo ha denunciato per <strong>maltrattamenti</strong>. Lui però ripete di averlo fatto per difendere se stesso e i loro due bambini dalla furia della donna. In autunno lo attende la prima udienza del processo. I <strong>28 incontri</strong> del corso rivolto alla violenza di genere sono bisettimanali. Prima di accedervi l’uomo che abbia usato violenza domestica deve firmare <strong>un contratto</strong> con il quale si impegna a cessare immediatamente qualsiasi forma di prevaricazione, sia psicologica che fisica. Chi si iscrive impara a “guardarsi nello specchio” dei racconti di altri uomini perché, secondo gli esperti, “non è facile per nessun maschio ammettere un atteggiamento sbagliato”. L’obiettivo dell’iniziativa della Caritas di Bolzano è imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni che provocano reazioni violente. Dal gruppo, al quale si può accedere in ogni momento, sono esclusi soggetti con gravi problemi psicologici o dipendenze. I conduttori sono due esperti della materia, un uomo e una donna. <strong>Michela Bonora</strong>, 26 anni e una tesi di laurea sugli<strong> uomini violenti</strong>, conduce il gruppo assieme a Massimo. Michela è una sorta di elemento di disturbo, in quanto donna. “Nel nostro percorso non parliamo mai di colpe ma di <strong>responsabilità</strong>. All’inizio i maltrattanti non sanno neppure definire la loro violenza, tendono a minimizzare e a difendersi. Poi però basta che uno di loro ammetta che gli altri proseguono”.</p><p>Secondo l&#8217;<strong>Istat</strong>, il 31,95 per cento delle donne in Italia ha subito almeno una volta una violenza, ma il 93% non la denuncia e sono decisamente in aumento i<strong> “femminicidi”</strong>. “Perché nessuno va a indagare i motivi per i quali avvengono? – interviene Angelo che poi prosegue – <strong>Non è sempre colpa dell’uomo</strong>, ma intanto noi passiamo per quelli che in qualsiasi modo hanno torto. In alcuni casi siamo i mostri da sbattere in prima pagina”. Età media 40 anni, buona scolarizzazione, stranieri ma anche madre lingua italiana e diversi madre lingua tedesca, queste sono le caratteristiche del profilo di chi ha seguito e segue il corso iniziato nel 2011 il cui presupposto è: la violenza non è una patologia ma un <strong>atteggiamento</strong> che può essere modificato. “Ti rovino la vita, avrai paura per sempre, ti distruggo con la tua macchina” sono esempi di minacce e intimidazioni raccontate dagli stessi autori che in alcuni casi, secondo Massimo e Michela, si giustificano poi dicendo “se solo sapesse cosa ho dovuto sopportare, io l’ho fatto per difendermi”, mentre nei casi di <strong>violenza fisica</strong> gli uomini innescano meccanismi difensivi adducendo scuse come “ho risposto ad una sua provocazione, è scivolata da sola, non sono stato io”.</p><p>Il metodo Change utilizzato a Bolzano, prevede la tecnica del<strong> Time out</strong>: in caso di tensione nella coppia uno dei due dice una <strong>parola-codice</strong> concordata e che identifica, come un campanello di allarme, lo stato emotivo oltre i limiti. L’uomo esce di casa per un periodo di tempo prestabilito e al ritorno si recupera il discorso. Spiegano Michela e Massimo come sia importante riuscire a trasmettere concetti come ad esempio <strong>il ciclo della violenza</strong>: la tensione iniziale rivolta alla compagna, alla moglie, alcune volte alla suocera, molto raramente contro i figli, poi <strong>l’esplosione</strong> con le azioni violente e le vessazioni. Infine la “luna di miele” del pentimento, magari l’impegno a non comportarsi più allo stesso modo. Ma troppo spesso, quelle della luna di miele, rimangono solo promesse, disattese.</p><p>da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 4 agosto 2012</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/04/bolzano-training-anti-violenza-nel-consultorio-per-soli-uomini/316856/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Morire sul lavoro a 14 anni</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/04/avere-14-anni-non-basta-per-non-morire-sul-lavoro/316651/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/04/avere-14-anni-non-basta-per-non-morire-sul-lavoro/316651/#comments</comments> <pubDate>Sat, 04 Aug 2012 12:04:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Marco Bazzoni]]></category> <category><![CDATA[Morti Bianche]]></category> <category><![CDATA[Sicurezza sul Lavoro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=316651</guid> <description><![CDATA[A tutti i naviganti di questo blog, oggi anzichè scrivere di persona voglio lasciare che siano altri a raccontare. Marco Bazzoni è quell&#8217;operaio di Firenze che ha fatto della campagna sulla sicurezza sul lavoro una sua ragione di vita. Riempie la posta elettronica dei giornalisti di quasi tutte le testate con le sue lettere e i suoi appelli e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div>A tutti i naviganti di questo blog, oggi anzichè scrivere di persona voglio lasciare che siano altri a raccontare. Marco Bazzoni è quell&#8217;operaio di Firenze che ha fatto della campagna sulla sicurezza sul lavoro una sua ragione di vita. Riempie la posta elettronica dei giornalisti di quasi tutte le testate con le sue lettere e i suoi appelli e petizioni come l&#8217;ultima alla quale tuti possiamo aderire perché venga rivisto il testo unico (1124/1965) che regola il risarcimento per gli infortuni e le morti sul lavoro. Per aderire basta inviare un&#8217;email, con nominativo, azienda, qualifica e città a: <strong><a href="mailto:bazzoni_m@tin.it" target="_blank">bazzoni_m@tin.it</a></strong></div><div>Oggi Marco mi ha scritto allegandomi anche un articolo.</div><div>Grazie</div><div>Elisabetta</div><div> </div><div>&#8220;In questa Italia, è <strong>possibile morire sul lavoro a solo 14 anni</strong>, senza che nessuno se ne accorga, quasi fosse una cosa normale?<br />Dove è l&#8217;indignazione politica?<br />Dove sono i richiami delle Istituzioni e del Presidente della Repubblica, perchè ci sia più <strong>sicurezza sul lavoro</strong>?<br />Dove sono gli scioperi dei sindacati di fronte a queste tragedie?<br />Non si dovrebbe mai morire sul lavoro, perchè a tutti i lavoratori dovrebbe essere garantito il diritto al lavoro sicuro e che possano ritornare a casa vivi la sera dopo una giornata di lavoro.<br />Ma quando queste tragedie accadono a ragazzini di 14 anni, si rimane profondamente sconcertati&#8221;. </div><div>Marco Bazzoni</div><div><strong><br />Avere quattordici anni non basta per non morire sul lavoro</strong></div><div>di Carmine Tomeo</div><div><strong><br />Si può morire anche a 14 anni sul lavoro</strong>. È successo ieri, in un cantiere nel leccese, dove un masso ha schiacciato un ragazzino di 14 anni e l’ha <a href="http://www.leggo.it/articolo.php?id=190683&#038;sez=NEWS" target="_blank">ucciso</a>. Quindi, vedi che si può morire sul lavoro a 14 anni, anche in Italia? Non lo sapevi? Ed invece è così. <br />Che dici, che <strong>a 14 anni si dovrebbe giocare a pallone?</strong> Certo, si dovrebbe. Però c’è pure chi a 14 anni sta in cantiere, mentre altri giocano a pallone. E poi, scusa, non lo sai che a 14 anni si è ragazzini proprio quando si gioca a pallone, mica quando si lavora in cantiere. Là, in cantiere e a quell’età, di solito sei un manovale, e comunque un irregolare, un <strong>lavoratore in nero</strong>. Me lo racconta pure mio padre, che ha cominciato ad andare in cantiere a 12 anni. Lui era manovale di “mastr’ Andrè” o di “mastr’ Peppe” o di qualche altro mastro… 45 anni fa. Che faceva mio padre in cantiere, ragazzino di 12 anni, 45 anni fa? Preparava la calce, portava sacchi da 50 chili di cemento sulle spalle, si arrampicava sui ponteggi. È pericoloso, sì è vero. E pericolo è pure, ad esempio, lavorare dove ci sono degli scavi, come stava facendo quel ragazzino di 14 anni nel leccese. Ché ci si può cadere dentro, ci si può rimanere <strong>seppelliti per uno smottamento</strong>, ci si possono respirare vapori tossici, ci si può saltare in aria per la presenza di gas infiammabili o esplosivi. Ma come dicevo, in cantiere mica si è ragazzini di 12 o 14 anni. In cantiere di solito ci sono paia di braccia che sollevano materiali, paia di gambe che spingono, schiene che si piegano, mani che afferrano. E poi ci sono massi che cadono e che sfracassano teste costole braccia schiene gambe&#8230; <em><a href="http://www.agoravox.it/Avere-14-anni-non-basta-per-non.html" target="_blank">continua a leggere</a></em></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/04/avere-14-anni-non-basta-per-non-morire-sul-lavoro/316651/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Istat, arrivano i Lat: &#8220;Ecco le nuove forme di convivenza legate alla crisi&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/17/istat-arrivano-lat-ecco-le-nuove-forme-di-convivenza-legate-alla-crisi/296443/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/17/istat-arrivano-lat-ecco-le-nuove-forme-di-convivenza-legate-alla-crisi/296443/#comments</comments> <pubDate>Tue, 17 Jul 2012 14:18:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Donne di Fatto]]></category> <category><![CDATA[Passate parola]]></category> <category><![CDATA[Convivenza]]></category> <category><![CDATA[Divorzio]]></category> <category><![CDATA[Figli]]></category> <category><![CDATA[Istat]]></category> <category><![CDATA[Matrimonio]]></category> <category><![CDATA[Sesso]]></category> <category><![CDATA[Tradimento]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=296443</guid> <description><![CDATA[La differenza la fanno i figli: aumentano quelli che nascono fuori dal matrimonio (oggi uno su quattro mentre un secolo fa erano uno su 20) e crescono anche gli affezionati al Lat, acronimo italiano di Living apart together (vivere insieme a parte o vivere non insieme). Ovvero: figli ormai adulti che pur avendo un legame...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La differenza la fanno i<strong> figli</strong>: aumentano quelli che nascono<strong> fuori dal matrimonio</strong> (oggi uno su quattro mentre un secolo fa erano uno su 20) e crescono anche gli affezionati al Lat, acronimo italiano di <strong>Living apart together</strong> (vivere insieme a parte o vivere non insieme). Ovvero: figli ormai adulti che pur avendo un legame rimangono a vivere in famiglia. Secondo<strong> Chiara Saraceno</strong>, sociologa della famiglia – lei stessa per anni “nonna di fatto” – sono dunque i figli l’autentica spia delle <strong>trasformazioni sociali e familiari</strong>. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/17/istat-l111-delle-famiglie-italiane-e-povero-otto-milioni-di-persone/295978/" target="_blank">Secondo l’<strong>Istat</strong>, la famiglia italiana dura in media 15 anni</a>. Nel 2010 su mille matrimoni 307 sono finiti con una separazione di cui 182 con un divorzio, nello stesso anno le separazioni sono state 88.191 e i divorzi 54.160. Rispetto all’anno precedente <strong>le separazioni</strong> hanno registrato un incremento del 2,6% mentre<strong> i divorzi</strong> un decremento pari allo 0,5%. “La famiglia non è un fatto naturale e dunque non è strano che cambi”, commenta la docente per la quale sono le persone a subire mutamenti, tanto che, il matrimonio “da rito di iniziazione e di passaggio è diventato <strong>un rito di conferma</strong>”.</p><p>COSÌ, entrano in scena i <strong>Lat</strong>, quelli che rimangono nella famiglia d’origine il più a lungo possibile. Spesso per<strong> impossibilità economica</strong> ad iniziare una <strong>vita di coppia</strong>, ma anche per un’abitudine culturale tutta italiana. L’esempio della Saraceno è calzante: nel resto d’Europa, se un figlio ha superato i 25 anni e vive con i genitori ci si chiede cosa non vada nel ragazzo. In Italia, al contrario, se uno di 30 decide di andare a vivere da solo, la domanda è quali possano essere i problemi di quella famiglia. Tra i Lat ci sono anche coloro che, separati e divorziati con figli, preferiscono mantenere un rapporto a distanza con il nuovo partner. Ci si separa intorno ai 45 anni per gli uomini e 42 per le donne.</p><p>A parte la specificità dei Lat “tardivi”, secondo l’esperta, sovente la famiglia si “impara a farla” proprio dopo avere avuto il primo figlio nato durante una convivenza. “L’aumento dell’<strong>instabilità coniugale</strong> non è una novità; in Italia è in crescita semplicemente perché siamo in ritardo rispetto ad alcuni fenomeni. In altri paesi i dati si sono assestati”.</p><p>È VENUTO MENO il termine <strong>“capo famiglia”</strong> e non viene più considerato “irresponsabile e senza un progetto di vita” chi sceglie di convivere. Chi, insomma, vuole che la coppia sopravviva pone avanti a tutto principi come identità, valore dell’unione (il pieno convincimento), solidarietà e anche <strong>il sesso</strong>.</p><p>“Quando si è sposata mia madre i valori erano prima il rispetto e poi l&#8217;affetto – confida la docente –. Quando mi sono sposata erano <strong>il rispetto, l’affetto</strong> e se il sesso andava bene era anche meglio. Alle mie figlie quando si sono sposate non ho detto niente”. Ciò che ci si aspetta oggi dal matrimonio è reciprocità , parità e benessere nel senso pieno del termine. “Non più come un tempo per acquisire uno status bensì per sedimentare il <strong>rapporto di coppia</strong>”. L’<strong>occupazione lavorativa femminile</strong> ha grande rilievo. “Un tempo le donne si rassegnavano alle situazioni ora non più e decidono per la separazione”. Nell’epoca “post-matrimoniale” si ritiene sempre di più che se un matrimonio si trasforma in separazione non sia tanto perché uno dei due “ha sbagliato” quanto piuttosto che le persone sono cambiate in modo disuguale. Se<strong> le coppie “scoppiano”</strong> è sempre più una scelta consensuale: nel 2010 le separazioni di questo genere sono state l&#8217;85,5% e il 72,4% dei divorzi. Secondo l’Istat la quota di separazioni giudiziali (14,5%) è più alta nel Mezzogiorno (21,5%) e nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano un basso livello di istruzione (20,7%). Il 68,7% delle separazioni e il 58,5% dei divorzi hanno riguardato invece coppie con figli avuti durante il matrimonio. L’89,8% delle separazioni di<strong> coppie con figli</strong> ha previsto l’affido condiviso, modalità ampiamente prevalente dopo l’introduzione della Legge 54/2006.</p><p>da Il Fatto Quotidiano del 17 luglio 2012</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/17/istat-arrivano-lat-ecco-le-nuove-forme-di-convivenza-legate-alla-crisi/296443/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Treni notte, dopo il licenziamento la beffa del corso farlocco</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/treni-notte-dopo-il-licenziamento-la-beffa-del-corso-farlocco/268162/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/treni-notte-dopo-il-licenziamento-la-beffa-del-corso-farlocco/268162/#comments</comments> <pubDate>Tue, 19 Jun 2012 11:11:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Binario 21]]></category> <category><![CDATA[Licenziamenti]]></category> <category><![CDATA[Milano]]></category> <category><![CDATA[Treni Notte]]></category> <category><![CDATA[Trenitalia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=268162</guid> <description><![CDATA[Dopo 140 giorni Stanislao Focarelli ha deciso di scendere dalla torre faro di Milano per proseguire la protesta lungo il binario. La vicenda dei licenziati dei treni notte rimane quindi aperta nonostante il ripristino di alcune tratte. Le carrozze letto partono tutte da Milano, ma nessuno dei ferrovieri del capoluogo potrà lavorarci. 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La vicenda dei <strong>licenziati dei treni notte</strong> rimane quindi aperta nonostante il ripristino di alcune tratte. Le carrozze letto partono tutte da Milano, ma nessuno dei ferrovieri del capoluogo potrà lavorarci. In compenso, è stato offerto loro di imparare a pulire i bagni. Costo delle lezioni oltre 4 mila euro al giorno per due unici partecipanti. <strong>Claudio Odierna</strong>, 31 anni, è uno degli iscritti all’iniziativa per la quale sono stati investiti complessivamente 150 mila euro per la “riqualificazione professionale di personale addetto alle operazioni di pulizia e decoro”, 35 giorni fra teoria e pratica, partecipanti previsti 60, ma nella realtà due per un unico giorno di corso voluto da Regione Lombardia, Trenitalia e Rfi. “Ma alla fine poi ci prende qualche azienda per <strong>lavorare</strong>?” aveva chiesto Claudio. “La <strong>Regione</strong> ci paga per fare il corso, se poi verrete assunti e per quale altro scopo noi non lo sappiamo” gli è stato risposto.</p><p> <div style="display:none"></div><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1696097017001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1696097017001" /> </object></div><div class="clear"></div><script async="async" type="text/javascript">brightcove.createExperiences();</script></p><p>Oltre al<strong> corso farlocco</strong> ora spunta anche la nota dei <strong>sindacati</strong> che rivolgendosi ai ministri Passera e Fornero scrivono: “La società <strong>Trenitalia</strong> ha deciso di affidare le attività di accompagnamento sui treni a una società che non ha effettuato in maniera regolare e secondo la prassi la procedura di cambio appalto e ha assunto solo parte dei lavoratori del precedente appalto e senza criteri di trasparenza”. Non hanno brindato quelli della <strong>protesta</strong> della torre di Milano leggendo la lettera firmata dalle segreterie nazionali dei sindacati Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Salpas Orsa e Fast Ferrovie. Non hanno festeggiato perché è da dicembre (giorno in cui è iniziata la loro protesta) che denunciano diverse anomalie. Ora Trenitalia viene pubblicamente accusata di non rispettare “i <strong>diritti</strong> acquisiti dai lavoratori e di gestire il personale con modalità discutibili”. Per questo motivo Stanislao e i suoi ex compagni di lavoro intendono proseguire la loro protesta per riavere il proprio <strong>posto di lavoro</strong> tanto più ora che è emerso come la vicenda degli appalti dei treni notte sia stata gestita omettendo criteri di trasparenza.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 19 giugno 2012</em></p><p>(Foto:LaPresse)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/treni-notte-dopo-il-licenziamento-la-beffa-del-corso-farlocco/268162/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Una Ombretta di decenza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/ombretta-decenza/206931/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/ombretta-decenza/206931/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Apr 2012 17:50:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[L'Infedele]]></category> <category><![CDATA[Lombardia]]></category> <category><![CDATA[Ombretta Colli]]></category> <category><![CDATA[PDL]]></category> <category><![CDATA[Pierangelo Daccò]]></category> <category><![CDATA[Roberto Formigoni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206931</guid> <description><![CDATA[“Alzi la mano chi non è mai stato su di una barca a fare le vacanze”. 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Tanto di cappello alla signora <strong>Ombretta Colli</strong> (che fu moglie di Giorgio Gaber) ora sottosegretario alla presidenza del consiglio regionale della Lombardia che con i suoi nove indagati si vanta di essere la  locomotiva d&#8217;Italia.</p><p>Tutto è avvenuto durante la trasmissione <em>L&#8217;Infedele</em> quando la stessa Colli dice come stanno le cose per il perseguitato governatore di Cl <strong>Roberto Formigoni</strong>: &#8220;Almeno in vacanza si concede qualche piccola eccezione&#8221; come del resto buona parte degli italiani (cassaintegrati compresi) che mangiano aragosta in esclusivi resort. Insomma, quisquilie, direbbe qualcuno che la pensa come la signora Ombretta Colli che seduta in studio sputa il rospo pure contro quell&#8217;altra donna (Carla Vites moglie dell&#8217;ex assessore Antonio Simone ciellino in carcere). “Quando due persone si separano anche gli amici della coppia subiscono una separazione”. E quando Gad Lerner obietta che non sono separati Colli, imperterrita, persevera: “Non sono separati? Magari però hanno problemi. Io lo deduco da come l&#8217;ho vista in sofferenza”.</p><p>L&#8217; imbarazzante intervento della Colli raggiunge l&#8217;apice quando da <strong>sottosegretario alla presidenza del consiglio </strong>assicura di non sapere e essere tenuta a sapere se la gestione del bar all&#8217;ultimo piano del Pirellone è stata affidata alle due figlie del faccendiere Daccò (altro ciellino incarcerato).  Signora Colli per cortesia, almeno una Ombretta di decenza.</p><p><div style="display:none"></div><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1580146391001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1580146391001" /> </object></div><div class="clear"></div><script async="async" type="text/javascript">brightcove.createExperiences();</script></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/ombretta-decenza/206931/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>C&#8217;è del marcio in Padania, si era già capito ad Adro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/c-del-marcio-in-padania-si-era-gi-capito-ad-adro/204402/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/c-del-marcio-in-padania-si-era-gi-capito-ad-adro/204402/#comments</comments> <pubDate>Sat, 14 Apr 2012 13:13:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Adro]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Oscar Lancini]]></category> <category><![CDATA[Rosi Mauro]]></category> <category><![CDATA[Silvano Lancini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/c-del-marcio-in-padania-si-era-gi-capito-ad-adro/204402/</guid> <description><![CDATA[Il 12 aprile 2010, in una lettera*, qualcuno aveva già anticipato il carrozzone del circo leghista esattamente come lo vediamo passare in questi giorni. Era Silvano Lancini l’imprenditore di Adro (il benefattore della mensa) che pur lavorando e abitando in un contesto pressoché impermeabile a critiche alla Lega non aveva risparmiato parole e considerazioni. Oggi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 aprile 2010, in una lettera*, qualcuno aveva già anticipato il carrozzone del circo leghista esattamente come lo vediamo passare in questi giorni. Era<strong> Silvano Lancini</strong> l’imprenditore di Adro (il benefattore della mensa) che pur lavorando e abitando in un contesto pressoché impermeabile a critiche alla Lega non aveva risparmiato parole e considerazioni. Oggi può dire di aver avuto ragione: la crisi morale e politica del partito di Bossi allora e in quei luoghi, aveva il faccione del sindaco <strong>Oscar Lancini</strong> (solo omonimo di Silvano) che nella sua arroganza aveva deciso di far saltare il pasto ai figli delle famiglie che non avevano pagato la quota mensa di quella stessa scuola che mesi dopo venne tappezzata con centinaia di simboli del Sole delle Alpi della Lega. Tutto avvenne nell’assoluto silenzio delle istituzioni.</p><p>Silvano Lancini riuscì a descrivere ciò che sarebbe accaduto oggi. Nella lettera, in cui spiegava il perché avesse deciso di mettere di tasca propria quei famosi 10 mila euro che mancavano, aveva anticipato l’atteggiamento che ritroviamo nei personaggi della <strong>tragicommedia leghista</strong>. Lui oggi conferma tutto e rilancia parlando di Lega soprattutto da imprenditore: “<em>Come detto tante volte il mio pensiero era in quello che ho scritto. Non volevo e non voglio farmi trascinare in analisi politiche perché ciò confonderebbe quanto ho scritto, a cui tengo molto</em>”. In questi giorni la stessa gente che governava l’Italia solo quattro mesi fa <strong>si rimpalla a scaricare responsabilità</strong> così come nella lettera c’era scritto. “<em>Dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia? So per certo che non sono tutti ottusi ma non si devono nascondere dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni ’70 chiamavano i brigatisti compagni che sbagliano</em>”. La Lega (la stessa che ha fatto del cappio contro i corrotti il suo manifesto) implode sui magheggi di finanziamenti e l’imprenditore commentava: “<em>Se credono davvero al federalismo che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie degli ultimi dieci anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle case</em>”.</p><p>Il Carroccio delle inchieste sprofonda nei buchi neri di bilanci che nessuno vede, di soldi che vengono presi e fatti girare di mano in mano? Ma c’è anche la Lega delle piccole sedi che si auto-tassano per pagare l’affitto. E Lancini, che di professione progetta software, nella sua lettera pubblica che per giorni divenne un caso mediatico chiedeva: “<em>Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione pubblica per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono e dove vanno a finire?</em>”. Infine quel passaggio: “<em>Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti</em>”.</p><p>Lancini non vuole parlare di Lega ma di lavoro. Parte dai <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/tasse-burocrazia-poco-credito-inizio-anno-sono-imprenditori-suicidi/204444/" target="_blank">suicidi dei suoi colleghi</a></span>, tanti dei quali avvengono proprio nel profondo nord dove spadroneggia il movimento padano e magari pure il fantomatico Sinpa (Sindacato padano) diretto da <strong>Rosi Mauro</strong>. “<em>Se un imprenditore onesto è in difficoltà merita il rispetto di tutti. Io penso che dobbiamo immaginare e costruire un mondo diverso anche di fare impresa. Tenendo conto di principi come la solidarietà. Esercitandola vivi con la percezione di avere il diritto ad averne. Ad un recente incontro con clienti e amici, invece di parlare di software e strategie ho deciso di parlare di civiltà dell’empatia. Sono convinto che le cose importanti della vita siano tutte gratis</em>”.</p><p>*Il testo integrale della lettera di Silvano Lancini</p><p><strong>Io non ci sto</strong></p><p>Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità.</p><p>Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”.</p><p>Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene.</p><p>E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.</p><p>A scanso di equivoci, premetto che:</p><p>-  Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.</p><p>-  So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.</p><p>Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.</p><p>Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.</p><p>I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.</p><p>Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri , ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)</p><p>Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.</p><p>Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.</p><p>Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).</p><p>Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?  Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.</p><p><strong>Il sonno della ragione genera mostri.</strong></p><p>Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.</p><p><strong>E chi semina vento, raccoglie tempesta!</strong></p><p>I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso.</p><p>E’ anche per questo che non ci sto.</p><p>Voglio urlare che io non ci sto.  Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.</p><p>Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione. In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico.  Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.</p><p>Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.</p><p>Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.</p><p>Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.</p><p>Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.</p><p>Un cittadino di Adro</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/c-del-marcio-in-padania-si-era-gi-capito-ad-adro/204402/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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