<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Elisabetta Reguitti</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ereguitti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Una Ombretta di decenza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/ombretta-decenza/206931/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/ombretta-decenza/206931/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Apr 2012 17:50:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Daccò]]></category> <category><![CDATA[Formigoni]]></category> <category><![CDATA[L'Infedele]]></category> <category><![CDATA[Lombardia]]></category> <category><![CDATA[ombretta colli]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=206931</guid> <description><![CDATA[“Alzi la mano chi non è mai stato su di una barca a fare le vacanze”. 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Tanto di cappello alla signora <strong>Ombretta Colli</strong> (che fu moglie di Giorgio Gaber) ora sottosegretario alla presidenza del consiglio regionale della Lombardia che con i suoi nove indagati si vanta di essere la  locomotiva d&#8217;Italia.</p><p>Tutto è avvenuto durante la trasmissione <em>L&#8217;Infedele</em> quando la stessa Colli dice come stanno le cose per il perseguitato governatore di Cl <strong>Roberto Formigoni</strong>: &#8220;Almeno in vacanza si concede qualche piccola eccezione&#8221; come del resto buona parte degli italiani (cassaintegrati compresi) che mangiano aragosta in esclusivi resort. Insomma, quisquilie, direbbe qualcuno che la pensa come la signora Ombretta Colli che seduta in studio sputa il rospo pure contro quell&#8217;altra donna (Carla Vites moglie dell&#8217;ex assessore Antonio Simone ciellino in carcere). “Quando due persone si separano anche gli amici della coppia subiscono una separazione”. E quando Gad Lerner obietta che non sono separati Colli, imperterrita, persevera: “Non sono separati? Magari però hanno problemi. Io lo deduco da come l&#8217;ho vista in sofferenza”.</p><p>L&#8217; imbarazzante intervento della Colli raggiunge l&#8217;apice quando da <strong>sottosegretario alla presidenza del consiglio </strong>assicura di non sapere e essere tenuta a sapere se la gestione del bar all&#8217;ultimo piano del Pirellone è stata affidata alle due figlie del faccendiere Daccò (altro ciellino incarcerato).  Signora Colli per cortesia, almeno una Ombretta di decenza.</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1580146391001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1580146391001" /> </object></div><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/ombretta-decenza/206931/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>C&#8217;è del marcio in Padania, si era già capito ad Adro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/c-del-marcio-in-padania-si-era-gi-capito-ad-adro/204402/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/c-del-marcio-in-padania-si-era-gi-capito-ad-adro/204402/#comments</comments> <pubDate>Sat, 14 Apr 2012 13:13:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Adro]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[Oscar Lancini]]></category> <category><![CDATA[Rosi Mauro]]></category> <category><![CDATA[Silvano Lancini]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/c-del-marcio-in-padania-si-era-gi-capito-ad-adro/204402/</guid> <description><![CDATA[Il 12 aprile 2010, in una lettera*, qualcuno aveva già anticipato il carrozzone del circo leghista esattamente come lo vediamo passare in questi giorni. Era Silvano Lancini l’imprenditore di Adro (il benefattore della mensa) che pur lavorando e abitando in un contesto pressoché impermeabile a critiche alla Lega non aveva risparmiato parole e considerazioni. Oggi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 aprile 2010, in una lettera*, qualcuno aveva già anticipato il carrozzone del circo leghista esattamente come lo vediamo passare in questi giorni. Era<strong> Silvano Lancini</strong> l’imprenditore di Adro (il benefattore della mensa) che pur lavorando e abitando in un contesto pressoché impermeabile a critiche alla Lega non aveva risparmiato parole e considerazioni. Oggi può dire di aver avuto ragione: la crisi morale e politica del partito di Bossi allora e in quei luoghi, aveva il faccione del sindaco <strong>Oscar Lancini</strong> (solo omonimo di Silvano) che nella sua arroganza aveva deciso di far saltare il pasto ai figli delle famiglie che non avevano pagato la quota mensa di quella stessa scuola che mesi dopo venne tappezzata con centinaia di simboli del Sole delle Alpi della Lega. Tutto avvenne nell’assoluto silenzio delle istituzioni.</p><p>Silvano Lancini riuscì a descrivere ciò che sarebbe accaduto oggi. Nella lettera, in cui spiegava il perché avesse deciso di mettere di tasca propria quei famosi 10 mila euro che mancavano, aveva anticipato l’atteggiamento che ritroviamo nei personaggi della <strong>tragicommedia leghista</strong>. Lui oggi conferma tutto e rilancia parlando di Lega soprattutto da imprenditore: “<em>Come detto tante volte il mio pensiero era in quello che ho scritto. Non volevo e non voglio farmi trascinare in analisi politiche perché ciò confonderebbe quanto ho scritto, a cui tengo molto</em>”. In questi giorni la stessa gente che governava l’Italia solo quattro mesi fa <strong>si rimpalla a scaricare responsabilità</strong> così come nella lettera c’era scritto. “<em>Dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia? So per certo che non sono tutti ottusi ma non si devono nascondere dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni ’70 chiamavano i brigatisti compagni che sbagliano</em>”. La Lega (la stessa che ha fatto del cappio contro i corrotti il suo manifesto) implode sui magheggi di finanziamenti e l’imprenditore commentava: “<em>Se credono davvero al federalismo che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie degli ultimi dieci anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle case</em>”.</p><p>Il Carroccio delle inchieste sprofonda nei buchi neri di bilanci che nessuno vede, di soldi che vengono presi e fatti girare di mano in mano? Ma c’è anche la Lega delle piccole sedi che si auto-tassano per pagare l’affitto. E Lancini, che di professione progetta software, nella sua lettera pubblica che per giorni divenne un caso mediatico chiedeva: “<em>Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione pubblica per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono e dove vanno a finire?</em>”. Infine quel passaggio: “<em>Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti</em>”.</p><p>Lancini non vuole parlare di Lega ma di lavoro. Parte dai <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/tasse-burocrazia-poco-credito-inizio-anno-sono-imprenditori-suicidi/204444/" target="_blank">suicidi dei suoi colleghi</a></span>, tanti dei quali avvengono proprio nel profondo nord dove spadroneggia il movimento padano e magari pure il fantomatico Sinpa (Sindacato padano) diretto da <strong>Rosi Mauro</strong>. “<em>Se un imprenditore onesto è in difficoltà merita il rispetto di tutti. Io penso che dobbiamo immaginare e costruire un mondo diverso anche di fare impresa. Tenendo conto di principi come la solidarietà. Esercitandola vivi con la percezione di avere il diritto ad averne. Ad un recente incontro con clienti e amici, invece di parlare di software e strategie ho deciso di parlare di civiltà dell’empatia. Sono convinto che le cose importanti della vita siano tutte gratis</em>”.</p><p>*Il testo integrale della lettera di Silvano Lancini</p><p><strong>Io non ci sto</strong></p><p>Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità.</p><p>Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”.</p><p>Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene.</p><p>E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.</p><p>A scanso di equivoci, premetto che:</p><p>-  Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.</p><p>-  So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.</p><p>Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.</p><p>Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.</p><p>I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.</p><p>Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri , ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)</p><p>Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.</p><p>Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.</p><p>Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).</p><p>Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?  Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.</p><p><strong>Il sonno della ragione genera mostri.</strong></p><p>Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.</p><p><strong>E chi semina vento, raccoglie tempesta!</strong></p><p>I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso.</p><p>E’ anche per questo che non ci sto.</p><p>Voglio urlare che io non ci sto.  Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.</p><p>Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione. In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico.  Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.</p><p>Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.</p><p>Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.</p><p>Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.</p><p>Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.</p><p>Un cittadino di Adro</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/c-del-marcio-in-padania-si-era-gi-capito-ad-adro/204402/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;infermiera nera? Mai pervenuta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/linfermiera-nera-mai-pervenuta/203851/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/linfermiera-nera-mai-pervenuta/203851/#comments</comments> <pubDate>Thu, 12 Apr 2012 07:10:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[Forrest Bossi]]></category> <category><![CDATA[infermiera]]></category> <category><![CDATA[italialand]]></category> <category><![CDATA[Rosi Mauro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/linfermiera-nera-mai-pervenuta/203851/</guid> <description><![CDATA[Al momento l’unica infermiera “nera” pervenuta è quella della panchina di Forrest Bossi nell’Italialand del geniale Maurizio Crozza. Che poi in realtà era una dottoressa. Tutto ciò, in effetti, potrebbe aver confuso Rosi Mauro che durante “Porta a Porta”, martedì, aveva detto che la “Nera” citata in un’intercettazione – a proposito di una consegna di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Al momento l’unica infermiera “nera” pervenuta è quella della panchina di Forrest Bossi nell’<em>Italialand</em> del geniale <strong>Maurizio Crozza</strong>. Che poi in realtà era una dottoressa. Tutto ciò, in effetti, potrebbe aver confuso <strong>Rosi Mauro</strong> che durante “Porta a Porta”, martedì, aveva detto che la “Nera” citata in un’intercettazione – a proposito di una consegna di 29 mila euro –, non sarebbe lei ma l’infermiera svizzera che ha in cura Bossi da quando è stato male.</p><p>In attesa della smentita di Crozza arrivano le reazioni. L’assessore regionale alla Sanità <strong>Luciano Bresciani </strong>(medico di Bossi): “Infermiera nera? Mai vista, mi sono occupato di lui per più di un anno e mezzo ma non l’ho conosciuta”. Smentite arrivano anche dai vertici della clinica in Canton Ticino dove Bossi ha effettuato la riabilitazione. Ma, d’altro canto, quelli stanno in Svizzera non in <em>Italialand</em>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/tAhOsv05Sfk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/linfermiera-nera-mai-pervenuta/203851/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Haiti: dopo il sisma e la pioggia di aiuti, ora regna l&#8217;indifferenza. E si continua a morire</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/haiti-confine-invisibile-vivi-morti-ferite-anche-psicologiche-sisma-2010/203273/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/haiti-confine-invisibile-vivi-morti-ferite-anche-psicologiche-sisma-2010/203273/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 06:07:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Caraibi]]></category> <category><![CDATA[eduardo galeano]]></category> <category><![CDATA[francesca di cosmo]]></category> <category><![CDATA[francesca rava]]></category> <category><![CDATA[haiti]]></category> <category><![CDATA[lyonel trouillot]]></category> <category><![CDATA[marcel daniel]]></category> <category><![CDATA[michel martelly]]></category> <category><![CDATA[port-au-prince]]></category> <category><![CDATA[terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203273</guid> <description><![CDATA[Sul confine di Jimani, lungo la strada meridionale che collega Port-au-Prince a Santo Domingo si apre il cancello arrugginito. Separa l’altra faccia della luna dell’isola Hispaniola: la turistica Repubblica Dominicana da Haiti, il Paese più povero dell’emisfero occidentale, a soli 50 minuti di aereo da Miami, di fronte a Cuba. La puzza si avverte prima...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/haiti-interna.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-203274" title="haiti interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/haiti-interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>Sul confine di Jimani, lungo la strada meridionale che collega <strong>Port-au-Prince</strong> a Santo Domingo si apre il cancello arrugginito. Separa l’altra faccia della luna dell’isola Hispaniola: la turistica Repubblica Dominicana da Haiti, il Paese più povero dell’emisfero occidentale, a soli 50 minuti di aereo da Miami, di fronte a Cuba. La puzza si avverte prima ancora di camminare in strada. Il confine è solcato da un lago in cui galleggia un’enormità di bottiglie vuote di Sprite, Coca Cola, plastica e animali in putrefazione. I ragazzi in quella grande pozza lavano auto e moto, mentre maiali e capre si abbeverano e gli uomini vi pescano i pesci che mangeranno. Le pareti degli stanzoni dalla dogana sono scrostate, le file per il controllo dei passaporti ordinate. Nello spiazzo del parcheggio i bambini vendono carte telefoniche haitiane, poi corrono verso una lurida tenda dove grassi uomini cambia-valuta maneggiano fruscianti mazzette di denaro dominicano e dollari americani. Le uniformi dei due poliziotti che presidiano il cancello richiamano quelle dei legionari. Sono impolverati come del resto tutto attorno.</p><p>Il viaggio era iniziato quattro ore prima nel quartiere Million di Santo Domingo. Sono le 7 di mattina quando l’addetta della<strong> Capital Coach Line</strong> apre lo sportello davanti al quale si forma un’altra fila, quella degli haitiani che tornano a casa. Portano televisori e valigie piene zeppe di tutto. Ci sono suore, giovani atleti, un allegro donnone regge nelle braccia il suo piccolo che dorme beato, avvolto e stretto come un baco in una coperta leggera. Prima il controllo dei biglietti poi l’assegnazione dei posti e infine la partenza per quel viaggio che terminerà 8 ore dopo a <strong>Tabarre</strong>, a pochi metri dall’ambasciata americana di Haiti. 75 dollari andata e ritorno dal luogo dove vivono 9 milioni di abitanti, su di una superficie di circa 30 mila chilometri quadrati. Dove il terremoto del 12 gennaio 2010 provocò la morte di 300mila persone, dove oggi sopravvivono un milione e mezzo di sfollati, alcuni dei quali nei 660 campi profughi.</p><p>Al sisma otto mesi dopo era seguita l’epidemia di colera che ha ucciso oltre 7 mila persone. I “colerati” rimasti ora vegetano nelle baraccopoli sorte su entrambi i lati di una grande strada nel centro di Port-au-Prince; in creolo quel luogo lo chiamano <strong>Dwouya</strong>. Ma il colera è sempre in agguato. Perché ad Haiti ogni corso d’acqua, ogni fiume, ogni sorgente sono putridi, sporchi spesso contenitori di feci. Pericolosi anche perché, come mi spiegheranno successivamente, alle sorgenti possono esserci ancora cadaveri. Ad Haiti il confine tra vita e morte è labile. “Io descrivo ciò che sembra inaccettabile”, disse lo scrittore haitiano <strong>Lyonel Trouillot</strong>. Intanto sul torpedone la hostess consegna un panino, un succo e una bottiglia di acqua che diventerà un bene molto prezioso nei giorni a seguire persino per lavarsi i denti. Sul bus viaggiano solo haitiani che da Santo Domingo tornano a casa. In bus il biglietto costa meno della metà di un volo che arriva all’aeroporto <strong>Duvalier </strong>(il dittatore conosciuto come <strong>Papa Doc</strong> che governò dal 1957 al 1964, al quale succedette il figlio Jean-Claude).</p><p><strong>L’indifferenza dopo la pioggia di aiuti</strong></p><p>Con gli aerei nei giorni dell’emergenza sull’isola giungevano i reporter e i volontari delle ong, ora non ci arriva più nessuno, così le organizzazioni umanitarie si sono ridotte e chi rimane ha il doppio del lavoro. Haiti non va più di moda e non ne parla più nessuno. <strong>Silvia Valigi</strong> della Fondazione <strong>Francesca Rava</strong> Onlus Nph in un messaggio da Milano scrive: “Grazie per esserti ricordata di Haiti e voler condividere il nostro impegnativo, ma appassionante lavoro in prima linea”. Sul fronte di Tabarre all’Hospital Pediatrique Npfs (Nph) <strong>Saint Damien</strong>,dove gli operatori Rava curano gratuitamente circa 30 mila bambini l’anno, avviene l’incontro con <strong>Francesca Di Cosmo</strong> ostetrica e infermiera che dopo 40 anni di ospedale ha deciso di partire per Haiti. Unica italiana circondata da americani racconta di come sia difficile ingegnarsi per risolvere piccoli problemi che qua diventano drammatici. Lavora nella neonatologia “questa è l’unica che può definirsi davvero tale”, precisa Francesca spiegando della malnutrizione di mamme e bambini, della tubercolosi e della sieropositività, del confronto quotidiano tra la medicina e le tradizioni locali. “Spesso le madri dopo essere state dimesse e suturate dopo il parto ricorrono allo Sciud; fanno impacchi di acqua bollente che scioglie i fili di sutura provocando emorragie”. Peggio va a quelle che decidono di abortire non affidandosi ai medici. “Abbiamo una madre di 19 anni alla quale oltre che a distruggere l’utero hanno perforato altri organi interni. Non sappiamo se riuscirà a sopravvivere”.</p><p>Ad Haiti– un tempo “perla dei Caraibi” – l’unica cosa che si può fare “è fare”. Scuole di strada, ambulatori, villaggi dei mestieri, tutto serve in questo paese in cui la gente vive con meno di un dollaro al giorno. Il 70% della popolazione è disoccupata, il 53% ha meno di 16 anni e un bambino su 3 muore prima dei 5 anni. Vita e morte insieme. Lo sa bene padre <strong>Rick Frechette </strong>direttore di Nph Haiti che da 25 anni si occupa anche dei morti. Ogni mattina di quelli dell’ospedale di Saint Damien e una volta alla settimana dei cadaveri dell’ospedale generale. I funerali ad Haiti sono rari e le cremazioni costano.Cosìilsacerdoteprelevai corpi senza vita, li benedice durante una messa e li conserva nelle celle frigorifere, in attesa che le famiglie si facciano avanti, salvo poi occuparsi in prima persona della cremazionenell’impiantocostruito accanto all’ospedale.</p><p><strong>Padre Dick</strong> è americano come quelli che sfrecciano lungo le strade impolverate di Tabarre. Colonne di camionette bianche che trasportano uomini in divisa delle Nazioni Unite (peacekeeping) ma che imbracciano fucili. Sono oltre 12 mila tra militari e personale civile inviati dall’Onu dopo il terremoto sull’isola, per i quali vengono spesi 850 milioni di dollari l’anno. A ottobre alcune personalità di spicco, tra i quali anche dei premi Nobel, hanno firmato una petizione internazionale per chiedere la fine della missione di stabilizzazione dell’Onu perché Haiti ha bisogno di solidarietà, medici, scuole, tecnici dell’acqua e di collaborazione per ritrovare la sua sovranità uscendo dalla militarizzazione in atto. All’ingresso del Musée du panthéon national (il museo delle “catene” della schiavitù haitiana e unico edificio pubblico rimasto intatto nel centro di Port-au-Prince) c’è la fotografia del presidente <strong>Michel Martelly</strong>, (nominato più che eletto e che ha prestato giuramento proprio un anno fa) l’uomo su cui sta lavorando una speciale commissione del Senato di Haiti, istituita per indagare sulla nazionalità dei funzionari di governo. Martelly è accusato di avere ben 5 passaporti tra cui anche quello statunitense sul quale risulterebbe una falsa identità. I 6 senatori che stanno svolgendo l’inchiesta – secondo il quotidiano<em> Listin Diario</em> –avrebbero chiesto anche all’Italia di fornire documenti per dimostrare la vera nazionalità del presidente e gli eventuali legami con l’Italia.</p><p><strong>L’area più pericolosa e i senzatetto</strong></p><p>La notte arriva presto nella zona rossa, la più pericolosa, dicono, al mondo, di Port-au-Prince. I francescani della comunità di Saint Alexander si occupano e preoccupano dei bambini che ogni giorno arrivano davanti al loro cancello. I padri Columbano, Victor e Daniel insieme ai postulanti, prossimi ai voti, tentano di dare normalità alla vita di chi dorme per strada, respirando e vendendo pezzi di carbone, non ha famiglia e ricordi, porta le ferite nell’anima e sul corpo di malattie o aggressioni. Di chi ha tanta fame. Studiare ad Haiti costa caro, circa trecento dollari americani all’anno. Sono inoltre inavvicinabili le scuole cattoliche, in particolare quelle dei <strong>salesiani</strong> dove si impara un mestiere. Dalla terrazza della casa assai mal messa dei francescani si intravedono i fuochi accesi per strada. Sono solo le sette di sera, dalle sei è in atto una sorta di coprifuoco, ma sembra notte fonda, senza alcuna luce, tra le grida e i canti della strada.</p><p>Haiti, sullo scacchiere geopolitico, è in una posizione cruciale. Sulle direttrici da Nord a Sud è punto di transito del traffico di armi dagli Usa a tutta l’America Latina. Da Sud a Nord è invece sulla rotta del traffico di sostanze stupefacenti che, dalla Colombia prosegue nella Repubblica Domenicana – ponte per l’Europa – o verso gli Stati Uniti. La notte è lungaenonpassamaiadHaiti,più perlapercezionedipauraindotta da ciò che si è letto prima di partire che da altro. Poi quando si fa giorno appare anche la bellezza. In strada lungo main Salomon tra le botteghe e le ferramenta spuntano i sapienti artigiani del legno. Il mare di sporcizia e rifiuti delle baraccopoli di Citè Soleil dove vivono 300 mila persone, schiave della mafia che impone regole anche alla povertà più assoluta, lascia lo spazio ai colorati dipinti e aicartellonipubblicitarirealizzati a mano dagli artisti. Si cammina lungo la recinzione del palazzo presidenziale sfondato dal terremoto. Più avanti si aprono Place Petion e Place Costitution, affollate da bambini, che fanno capolino da tende e baracche.</p><p>Haiti è la storia di una catastrofe, quattro uragani del 2008. I dominicani non vedono di buon occhio la manovalanza haitiana, sostengono che tutta la sfortuna di Haiti è provocata dalla magia neraedairitiwoodo,celebratinei quartieri dove le case hanno pavimenti di terra battuta e in baracche di legno in cui vengono fatti sacrifici rituali. Nella cultura e nella vita religiosa dell’isola stretto è l’intreccio fra sacro e profano, dove l’iconografia religiosa è rappresentata da bottiglie di plastica, teschi, scatole di latta e ciocche di capelli. Chi parla è un uomo di mezza età dal collo taurino.Indossa una maglia taroccata dell’Inter, è circondato e venerato da donne e bambini. Le macerie del terremoto ad Haiti sono state sostituite dalle tende e la ricostruzione è inesistente. Intanto però, proprio in questi giorni, 50 militari hanno occupato la sede del ministero dell’Agricoltura. A capo si è auto-proclamato il “comandante Mosé” <strong>Marcel Daniel</strong>, uno degli autori del golpe del 2004. Si teme possa accadere di nuovo.</p><p>Alle 5 della mattina riprende il viaggio di ritorno verso il terminal dell’autobus per Santo Domingo. Si varcherà di nuovo il cancello arrugginito del confine di Jimani. Sul bus collettivo cittadino, stile America anni ’50, affollato di persone che viaggiano verso il lavoro, la radio trasmette la gioiosa e ritmata musica di questo popolo dimenticato. È ancora buio quando davanti all’ambasciata americana si forma la coda di persone che intendono chiedere asilo politico. “La storia dell’assedio contro Haiti,che ai giorni nostri assume le dimensioni della tragedia, è anche una storia di razzismo della civiltà occidentale”, ha scritto il premio Nobel uruguaiano <strong>Eduardo Galeano</strong>.</p><p><strong><em>da Il Fatto Quotidiano dell&#8217;8 aprile 2012</em></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/haiti-confine-invisibile-vivi-morti-ferite-anche-psicologiche-sisma-2010/203273/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Stasera a Bergamo l&#8217;orgoglio leghista. E su Radio Padania è processo al &#8216;cerchio magico&#8217;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/i-bossi-come-i-craxi-e-a-bergamo-arrivano-le-scope/203345/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/i-bossi-come-i-craxi-e-a-bergamo-arrivano-le-scope/203345/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 01:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Belsito]]></category> <category><![CDATA[bergamo]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[Calderoli]]></category> <category><![CDATA[Caparini]]></category> <category><![CDATA[iezzi]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[Mauro]]></category> <category><![CDATA[orgoglio leghista]]></category> <category><![CDATA[pontida]]></category> <category><![CDATA[Radio Padania Libera]]></category> <category><![CDATA[rizzi]]></category> <category><![CDATA[Trota]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/i-bossi-come-i-craxi-e-a-bergamo-arrivano-le-scope/203345/</guid> <description><![CDATA[&#8220;E&#8217; ora di scopare fuori il pollaio&#8221;: è la traduzione dello slogan bergamasco che scandirà l&#8217;orgoglio padano in scena stasera alla fiera nuova in via Lunga a Bergamo. 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Agiteranno le scope di saggina che si sono portati per dimostrare che i militanti della <strong>Lega </strong>sono altra cosa rispetto a quelli delle inchieste, quelli che non hanno ricevuto investitura ufficiale nei congressi e che, quindi, se ne devono andare.</p><p>Ieri su <strong>Radio Padania Libera</strong> sono piovute le reazioni del popolo della Lega. Piovute come monetine, le stesse del paragone tra Renzo (<strong>Trota</strong>) Bossi e <strong>Craxi</strong>. Un confronto che ha scatenato la reazione della frangia innocentista. Un ascoltatore da Sesto San Giovanni ribatte che &#8220;Craxi ha preso le tangenti, quelli della Lega sono finanziamenti che teoricamente sono proprietà della Lega stessa, non sono soldi sfilati dalle tasche dei cittadini con tangenti occulte. Noi abbiamo usato male i soldi &#8211; aggiunge &#8211; ma non abbiamo preso le tangenti&#8221;. Rispondono che Bossi da padre doveva verificare quello che faceva il figlio. Giovanna da Torino: &#8220;La Lega non può smentire il <strong>Roma</strong> ladrona, a meno che non siamo contenti che rubino tutti&#8221;.</p><p>Intanto a Bergamo l&#8217;attesa cresce. Soprattutto perché, come dice il presidente della Provincia <strong>Ettore Pirovano, </strong>&#8220;le cose nella Lega si sanno solo dopo che sono accadute&#8221; quindi nessuna notizia certa su chi salirà sul palco. Di certo il triumvirato, forse amministratori locali e giovani Padani. Stasera il palcoscenico sarà loro per cercare di tenere unito lo smembramento in atto nel partito. La Lega, per salvarsi da se stessa, si aggrappa ai militanti. Dalla radio, Giorgio da<strong> Monte Brianza</strong> in mattinata aveva chiesto: &#8220;Chi l&#8217;ha nominato <strong>Belsito</strong>? Onore delle armi a Bossi, ma stiamo attenti perché c&#8217;è molto scontento in giro. L&#8217;unica soluzione è <strong>Maroni </strong>segretario&#8221;.</p><p>Alcuni stasera attendono l&#8217;acclamazione di <strong>Roberto Maroni </strong>un po&#8217; come era stato il giugno scorso a Pontida. Nei giorni scorsi, tuttavia, sempre sui muri attorno al pratone erano comparse scritte di altro tipo: &#8220;Maroni traditore&#8221; e &#8220;Maroni iscariota&#8221;. Sempre a <strong>Pontida </strong>poi ieri si è verificato il <em>déjà vu</em> della scritta. Quella grande, verde, che campeggia sul muro dello storico pratone. Da &#8220;Padroni a casa nostra&#8221; a &#8220;Ladroni a casa nostra&#8221;. Era già accaduto all&#8217;indomani dell&#8217;avvio dell&#8217;inchiesta a carico di <strong>Davide Boni</strong> ed è accaduto ieri (poi la scritta è stata ripristinata nella versione ufficiale) alla vigilia dell&#8217;orgoglio padano.</p><p>Lo stesso <strong>Pirovano </strong>non se la sente di dire che gli autori non siano stati leghisti. &#8220;Non mi stupisco con quello che sta accadendo. Un tempo per essere cacciati dalla Lega bastava dire qualcosa che non piacesse al capo. Ora invece dobbiamo aspettare che <strong>Rosy Mauro </strong>decida di dimettersi&#8221;. Lei, che da vicepresidente del Senato ha garantito lo stipendio al fidanzato-poliziotto (in aspettativa) canterino, non è molto amata all&#8217;interno del partito, dove i militanti hanno una buona memoria come dimostra l&#8217;ascoltatrice che durante la trasmissione aveva commentato: &#8220;Ho sempre votato un po&#8217; per la Lega e un po&#8217; per il Pdl. Oggi ho sentito che la <strong>Angela Merkel</strong> è in Italia, lei è venuta col volo di Stato, ma il marito con volo low cost. Come mai <strong>Calderoli </strong>quando era ministro andò a Disneyland con 8 persone di scorta?&#8221;. Poi il commento su il Trota: &#8220;Se <strong>Renzo Bossi</strong> ha sbagliato restituirà i soldi &#8211; chiude un altro ascoltatore &#8211; ma Maroni non deve fare processi prima dei giudici&#8221;.</p><p>Ora il figlio del capo non è davvero più l&#8217;intoccabile dei bei tempi della campagna elettorale con esito certo e blindato grazie alla tutor <strong>Monica Rizzi</strong> ed al vecchio, storico amico di Umberto: quel <strong>Bruno Caparini </strong>che, anni prima, aveva ottenuto dal Senatur il favore di fare entrare in politica il figlio Davide. In tanti avevano lavorato per l&#8217;elezione blindata, certa e con molti voti dell&#8217;allora oracolo Renzo Bossi oggi tornato ad essere quasi uno come tanti. Lo stesso segretario provinciale di Milano <strong>Igor Iezzi </strong>sul suo profilo <em>Facebook</em> compare mentre pesca una trota. Ogni riferimento a fatti e persone non è puramente casuale.</p><p><strong><em>da Il Fatto Quotidiano del 10 aprile 2012</em></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/10/i-bossi-come-i-craxi-e-a-bergamo-arrivano-le-scope/203345/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Ricatto pasquale. Diario dalla torre-faro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/08/ricatto-pasquale/203095/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/08/ricatto-pasquale/203095/#comments</comments> <pubDate>Sun, 08 Apr 2012 10:55:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Binario 21]]></category> <category><![CDATA[licenziamenti]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[occupazione]]></category> <category><![CDATA[Torre]]></category> <category><![CDATA[treni notte]]></category> <category><![CDATA[Trenitalia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/08/ricatto-pasquale/203095/</guid> <description><![CDATA[Noi siamo ancora sulla torre-faro della stazione centrale di Milano. La nostra protesta di ferrovieri dei treni notte iniziata l’ 8 dicembre prosegue. La sorpresa pasquale a noi è arrivata in anticipo di qualche settimana. Ad alcuni colleghi che si sono recati al colloquio di lavoro promosso dal gruppo Trenord (società mista che gestisce il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/torrefaro.jpeg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-203132" title="torrefaro" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/torrefaro-227x300.jpg?47e3a5" alt="" width="227" height="300" /></a>Noi siamo ancora sulla torre-faro della stazione centrale di Milano. La nostra protesta di ferrovieri dei treni notte iniziata l’ 8 dicembre prosegue. La<strong> sorpresa pasquale</strong> a noi è arrivata in anticipo di qualche settimana.</p><p>Ad alcuni colleghi che si sono recati al colloquio di lavoro promosso dal gruppo Trenord (società mista che gestisce il servizio regionale) sono state promesse assunzioni a tempo determinato per un anno. In cambio però è stato chiesto loro di <strong>rinunciare a qualsiasi vertenza legale </strong>contro Trenitalia. Che dire?</p><p><strong>Un anno di lavoro in cambio della rinuncia a un proprio diritto</strong>. Dovremmo forse aggiungere che sempre da qualche settimana gira la voce che da giugno alcuni treni notte verranno ripristinati ma su di noi lavoratori lombardi pende ancora l’accordo firmato dai sindacati per ricollocarci in non ben definiti posti di lavoro per non ben definiti periodi di tempo.<br /> Insomma la nostra vicenda lavorativa viene gestita <strong>ad personam anziché come vertenza collettiva</strong>.<br /> La solidarietà della società civile continua a farsi sentire. Grazie a tutti, continuate a ricordavi di noi.</p><p>Buona Pasqua.<br /> Stanisalo Focarelli e Rocco Minutolo</p><p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/torrefaro.jpeg?47e3a5"></a></p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 8 Aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/08/ricatto-pasquale/203095/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Italia, dove il bacio saffico è una patologia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/07/litalia-dove-il-bacio-saffico-una-patologia/202655/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/07/litalia-dove-il-bacio-saffico-una-patologia/202655/#comments</comments> <pubDate>Sat, 07 Apr 2012 07:45:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[balduzzi]]></category> <category><![CDATA[classificazione Icd]]></category> <category><![CDATA[lesbismo]]></category> <category><![CDATA[ministero Salute]]></category> <category><![CDATA[patologia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/litalia-dove-il-bacio-saffico-una-patologia/202655/</guid> <description><![CDATA[In Italia l’omosessualità è una patologia. La codifica del “lesbismo” è infatti presente nella classificazione Icd-9 con il codice: 302. 0 alla voce “omosessualità egodistonica o disturbo di conflitto omosessuale o lesbismo egodistonico”. Sarà pure una vecchia classificazione ma le cose, secondo lo stesso ministero della Salute stanno così: “L’orientamento sessuale egodistonico si ha quando...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In Italia l’omosessualità è una patologia. La codifica del “lesbismo” è infatti presente nella classificazione Icd-9 con il codice: 302. 0 alla voce “omosessualità egodistonica o disturbo di conflitto omosessuale o lesbismo egodistonico”.<br /> <strong><br /> Sarà pure una vecchia classificazione</strong> ma le cose, secondo lo stesso ministero della Salute stanno così: “L’orientamento sessuale egodistonico si ha quando l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale) non è in dubbio, ma l’individuo desidererebbe che fosse diversa a causa di disordini psicologici e del comportamento associati”. Il tutto è contenuto nel fatidico modulo “Icd 9-cm della classificazione internazionale utilizzata per la definizione delle diagnosi e dei traumatismi nei ricoveri. La questione è spiegata nel servizio sull’omofobia pubblicato dal settimanale l’<em>Espresso </em>anche se il <strong>dicastero di Balduzzi</strong> è corso ai ripari, definendo fuorviante l’articolo e precisando nel dettaglio il contenuto del fantomatico Icd (International classification of diseases) che comunque è l’unico usato per le schede di dimissione ospedaliera e che contempla l’elenco ufficiale delle patologie e dei traumatismi.</p><p>Un documento che, a cascata, viene poi usato<strong> da tutti i Comuni e tutte le organizzazioni sanitarie nazionali e locali.</strong> Lo stesso Inps, sulla base di questi elenchi, certifica disabilità e invalidità per i Comuni e Regioni, ospedali e istituti di previdenza. La questione, manco a dirlo, ha suscitato reazioni a catena a cominciare da Franco Grillini per cui “il fatto è di una gravità inaudita perchè l’Italia non si è ancora adeguata all’elenco internazionale che aveva risolto questo problema cancellando definitivamente l’omosessualità dalle patologie cosa che, peraltro, l’Oms ha già addirittura attuato a partire dal 17 maggio 1990” aggiungendo che oltre all’orientamento sessuale egodistonico il documento ministeriale contemplerebbe anche il termine “transessualismo”. Anna Paola Concia, deputata del Partito democratico, spiega di aver già chiesto al ministro Fornero di varare immediatamente un decreto legge con il quale poterci<strong> liberare di questa vergogna</strong>. “Mi ha risposto che si attiverà subito per farlo, di concerto con il ministro Balduzzi”. Dal canto suo il ministero, sulla questione del mancato adeguamento della versione italiana dell’Icd-9 (che secondo il ministero recepirebbe comunque la classificazione internazionale attualmente in uso negli Stati Uniti fino al 2013) assicura invece che “sta avvenendo secondo la tempistica ordinaria e senza alcun ritardo burocratico”.<br /> <em><br /> Il Fatto Quotidiano, 6 Aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/07/litalia-dove-il-bacio-saffico-una-patologia/202655/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Don Gallo e Alba Parietti. Diario dalla torre-faro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/gallo-alba-parietti-diario-dalla-torre-faro/196504/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/gallo-alba-parietti-diario-dalla-torre-faro/196504/#comments</comments> <pubDate>Sat, 10 Mar 2012 12:02:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196504</guid> <description><![CDATA[Don Gallo sulla torre-faro di Milano nella giornata in cui si è diffusa la notizia che Trenitalia avrebbe revocato la gara d’appalto. Stanislao e Rocco ci raccontano una nuova pagina della loro storia. Don Gallo è unico. Ci ha riempito di felicità vederlo sotto la nostra torre. 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Ha ricordato il <strong>fallimento del capitalismo</strong> proprio nella  giornata  in cui è iniziata a girare la notizia che Trenitalia avrebbe revocato il bando di gara di appalto. Per chi non ha seguito le nostra vicende questo significherebbe che potrebbe venire meno la ragione  dei nostri licenziamenti.</p><p>Rimane però  tutto da chiarire. Al momento non abbiamo alcuna indicazione precisa stiamo tutti con il fiato sospeso e attaccati ad internet per capirne di più. Certo non ci aspettiamo – o illudiamo -  che in <strong>questo fine settimana</strong> qualche sindacalista si dia da fare facendo il proprio dovere. Nella stessa giornata della visita di don Gallo, a Roma c’è stata la manifestazione della Fiom alla quale eravamo stati invitati. Prosegue la solidarietà della società civile. Il comune di Milano continua a fornirci i pasti e i passeggeri a firmare per la nostra causa. Grazie a tutti!</p><p>Stanislao e Rocco</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/gallo-alba-parietti-diario-dalla-torre-faro/196504/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il senso della parola &#8220;giornalismo&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/senso-della-parola-giornalismo/195544/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/senso-della-parola-giornalismo/195544/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 08:26:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[articolo 21]]></category> <category><![CDATA[Englaro]]></category> <category><![CDATA[giornalismo]]></category> <category><![CDATA[Graziella Marota]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195544</guid> <description><![CDATA[Il premio per la libera informazione che porta il nome del giornalista e scrittore Paolo Giuntella (1948-2008) per Articolo21 è sempre stato il modo con il quale l&#8217;associazione del portavoce Beppe Giulietti dimostra la sua gratitudine verso coloro che con le loro storie – spesso oscurate dai media  – danno un senso alla parola “giornalismo”....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il premio per la libera informazione che porta il nome del giornalista e scrittore Paolo Giuntella (1948-2008) per Articolo21 è sempre stato il modo con il quale l&#8217;associazione del portavoce Beppe Giulietti dimostra la sua gratitudine verso coloro che con le loro storie – spesso oscurate dai media  – danno un senso alla parola “giornalismo”. Nella lunga lista figurano nomi come <strong>Beppino Englaro</strong> e, da questa edizione che si è svolta nelle due giornate di assemblea nazionale (per i video e gli atti <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.articolo21.info" target="_blank">clicca qui</a></span>), si aggiungono i nomi di <strong>Graziella Marota</strong> – la mamma blogger di un ragazzo di 23 anni morto sul lavoro &#8211; il giornalista <strong>Albino Longhi</strong> (simbolo della Rai che tutti vorremmo) oltre alla famiglia di <strong>Silvano Lancini</strong> l&#8217;imprenditore di Adro che ha pagato di tasca sua la retta della mensa dei bambini cancellati dal sindaco perché le famiglie non l&#8217;avevano pagata. Lancini è un personaggio atipico. Perché nell&#8217;era della  visibilità  a tutti i costi lui, al contrario, prosegue nel voler spersonalizzare il suo gesto dalla sua faccia. Di seguito leggiamo cosa ha scritto all&#8217;assemblea di Articolo21 in occasione dell&#8217;assemblea nazionale che si è conclusa domenica.</p><p><em>Vivo ad Adro. Il paese della “Padania” dove qualcuno ha cercato di imporre un simbolo di partito sui banchi delle scuole elementari. Alcuni mesi prima volevano espellere i bambini le cui famiglie non erano in regola con i pagamenti. Io ho scritto una lettera che avevo intitolato “DIGNITA’”. Ne riporto solo due frasi:   “Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani… Ho deciso di rilevare il debito dei genitori che non pagano” </em></p><p><em>“Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo.”  Ovviamente è difficile scrivere a coloro che non sapevano e volevano leggere e vedere i fatti.  Alcuni hanno deciso che quelli che non pagavano erano “furbetti”. Dovrebbero avere almeno la faccia di entrare nelle case di questi furbetti. Recitano tutti i giorni il PadreNostro ma non colgono l’analogia con il concetto di “rimettere il debito”.  Mi hanno detto che la carità si fa in silenzio. Io sono d’accordo ma non volevo proprio fare la carità, volevo scandalizzare.  Chi vuole 100 euro da un povero, almeno non abbia alle spalle debiti per importi 1000 volte superiori.  Io mi rivolgevo agli altri. Ai miei colleghi che mi hanno regalato una targa con la famosa frase di Don Milani:</em></p><p><em>“E’ inutile avere le mani pulite se poi si tengono in tasca” Alle tante persone per bene che mi sono state vicine. Spero a voi.  Vi ringrazio dell’invito e della possibilità che mi date di esprimere le mie idee e mi scuso se non sono presente. Non ho alcun pudore o paura a metterci la faccia. Sono molto orgoglioso delle mie idee, mi piace però disgiungerle dalla persona e prima ancora dalla faccia. Specialmente in questo mondo che confonde le idee con la faccia di chi le esprime.  Mi interessa molto il tema della libertà di informazione. Io stesso avevo sottovalutato gli effetti di medio lungo termine derivanti dal controllo dell’informazione. Al nostro paese (intendo ADRO, eventuali generalizzazioni le lascio a voi) se qualcuno dice bianco trova subito un altro che dice nero.</em></p><p><em>A questo punto tante persone perbene fanno la media e ritengono che la verità sarà grigia.  Per aver regalato un po’ di soldi mi sono preso pagine dei peggiori insulti. Il presidente Napolitano mi ha voluto premiare e il Sindaco oltre ad insultare me si è messo ad insultare il presidente dicendo letteralmente. “Si deve vergognare..” “Se si danno queste onorificenze a cani e porci allora diventano ingiustamente porci e cani anche coloro che le hanno meritate”.   A quel punto mi sono preoccupato. Se mi presentavo qui, il mio sindaco dichiarava direttamente guerra agli Stati Uniti. Ve la immaginate Padania contro America. Ma io non amo la guerra: sono un uomo di pace.  Infine la cosa che mi sta più a cuore. Potete dimenticarvi di me ma non di noi. La comprensione di quanto è avvenuto nel nostro paese attraverso il controllo dell&#8217;informazione, l&#8217;occupazione degli spazi e delle associazioni è una esperienza che può essere utile a tutti per costruire difese per tempo.</em></p><p>Silvano Lancini</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1487139035001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1487139035001" /> </object></div><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/senso-della-parola-giornalismo/195544/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I sindacati si svegliano? Diario dalla torre-faro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/03/sindacati-svegliano-diario-dalla-torre-faro/195352/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/03/sindacati-svegliano-diario-dalla-torre-faro/195352/#comments</comments> <pubDate>Sat, 03 Mar 2012 16:14:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Cgil]]></category> <category><![CDATA[Comunicato ufficiale Cgil]]></category> <category><![CDATA[Francesco Guccini]]></category> <category><![CDATA[licenziati presidio Milano]]></category> <category><![CDATA[Susanna Camusso]]></category> <category><![CDATA[torre faro milano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195352</guid> <description><![CDATA[Anche Francesco Guccini è salito sulla torre-faro di Milano. Lo ha fatto virtualmente portando la sua solidarietà e incontrando i licenziati in presidio a Milano dall&#8217;8 dicembre.  Guccini lo  ha fatto senza alcun clamore, senza annunci o comunicati stampa ai quali &#8211; invece &#8211; sono tanto affezionati i politici che hanno fatto la loro passerella sotto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Anche <a href="https://www.facebook.com/Binario21chiamaItalia" target="_blank">Francesco Guccini</a> è salito sulla torre-faro di Milano. Lo ha fatto virtualmente portando la sua solidarietà e incontrando i licenziati in presidio a Milano dall&#8217;8 dicembre.  Guccini lo  ha fatto senza alcun clamore, senza annunci o comunicati stampa ai quali &#8211; invece &#8211; sono tanto affezionati i politici che hanno fatto la loro passerella sotto la  struttura in ferro salvo poi non alzare neppure un dito per questa vertenza. Che prosegue. Stanislao ci racconta come.</em></p><p>Dopo quasi novanta giorni di protesta dalla torre-faro di Milano ieri è arrivato il primo <strong>comunicato ufficiale</strong> della segreteria nazionale dei sindacati (tutti tranne la Fit-Cisl). Cosa vuol dire? Vuol dire che chi ci dovrebbe rappresentare si è accorto solo ora che: dall&#8217;8 dicembre è in corso l&#8217;occupazione a Milano, Roma, Torino, Messina e anche a Venezia Santa Lucia. Dove la situazione è anche peggio visto che i colleghi sono stati licenziati nonostante non si<a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/torre-faro.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-195359" title="torre faro" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/torre-faro-227x300.jpg?47e3a5" alt="" width="227" height="300" /></a>a stato soppresso il loro servizio. Bene, allora speriamo che oltre a scrivere venga fissata la data del benedetto tavolo nazionale della famosa promessa fatta anche dal segretario della Cgil Susanna Camusso il 26 dicembre scorso.</p><p>Intanto le società coinvolte nell&#8217;accordo siglato<strong> in regione Lombardia continuano a fare colloqui</strong>. Siamo in una situazione paradossale in cui ci vengono offerti lavori ex-novo di cui non conosciamo la vera natura, i garanti e soprattutto la durata. E non ci dicano che sono ricollocazioni. Io non ho ancora una famiglia mia ma se penso ai colleghi con figli che si sentono dire che: “Questo è l&#8217;ultimo treno per voi”, mi chiedo se questo è ancora un paese “fondato sul lavoro”.</p><p>Stanislao Focarelli</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/03/sindacati-svegliano-diario-dalla-torre-faro/195352/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le sabbie mobili. Diario dalla torre-faro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/sabbie-mobili/194816/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/sabbie-mobili/194816/#comments</comments> <pubDate>Thu, 01 Mar 2012 12:17:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Binario21]]></category> <category><![CDATA[diario]]></category> <category><![CDATA[ferrovie]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[torre-faro]]></category> <category><![CDATA[treni notte]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=194816</guid> <description><![CDATA[Stanislao Focarelli e le sabbie mobili che circondano la torre-faro di Milano. Una vera denuncia per chi prosegue la protesta. Per chi continua la battaglia dei licenziati del servizio treni notte. Ora sulla struttura è salito anche Rocco. Elisabetta Sabbie mobili. Dalla torre faro di Milano io vedo solo sabbie mobili e non parlo della...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/logotorretreni.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-194817" title="logotorretreni" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/logotorretreni-227x300.jpg?47e3a5" alt="" width="227" height="300" /></a><em>Stanislao Focarelli e le sabbie mobili  che circondano la torre-faro di Milano. Una vera denuncia per chi  prosegue la protesta. Per chi continua la battaglia dei licenziati del  servizio treni notte. Ora sulla struttura è salito  anche Rocco.<br /> Elisabetta</em></p><p>Sabbie mobili. Dalla torre faro di Milano  io vedo solo sabbie mobili e non parlo della politica ma di un<strong> sindacato inerme</strong> che non solo non avrà mai la forza di chiedere che  venga istituito un tavolo nazionale sulla vertenza dei  treni notte ma che,  soprattutto, non ha il coraggio di dire ai suoi  iscritti che sebbene non abbia firmato l&#8217;accordo regionale di dicembre  nella pratica lo avalla. Ora vi spiego meglio come stanno andando le  cose: ogni giorno qualcuno di noi viene chiamato  dalle varie aziende in appalto e che hanno firmato l&#8217;accordo il 30  dicembre in regione Lombardia.</p><p>Chi si presenta al colloquio viene quindi  messo davanti ad una scelta o se preferite,<strong> con le spalle al muro</strong>. E&#8217;  molto semplice: o accetti quello che ti offriamo  oppure rimani a casa. Ad alcuni di noi che hanno risposto alla chiamata  è stato espressamente detto: “Questo è l&#8217;ultimo treno per te”.</p><p>Riusciamo a immaginare cosa significhino queste parole magari per un  padre di famiglia? Come può sentirsi? Cosa dovrebbe  fare? Il problema è che anche accettare significa fare <strong>un salto nel  buio</strong>. Perché l&#8217;accordo è impreciso, vago e non garantisce nulla in  particolare per quelli delle cooperative di pulizia e in regime di  subappalto. Nessuno di noi sa a cosa potrebbe andare  incontro. Ecco perché noi non possiamo abbandonare il presidio della  torre.</p><p>Stanislao</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/sabbie-mobili/194816/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Wagon Lits, scende dalla torre Oliviero Cassini, simbolo della protesta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/wagon-lits-scende-dalla-torre-oliviero-cassini-simbolo-della-protesta/193551/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/wagon-lits-scende-dalla-torre-oliviero-cassini-simbolo-della-protesta/193551/#comments</comments> <pubDate>Fri, 24 Feb 2012 11:05:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Binario 21]]></category> <category><![CDATA[Carmine Rotatore]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Gison]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[Oliviero Cassini]]></category> <category><![CDATA[Stanislao Focarelli]]></category> <category><![CDATA[Wagon Lits]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193551</guid> <description><![CDATA[Se non fosse stato per tornare da sua figlia Oliviero Cassini dalla torre-faro non sarebbe sceso. Da oggi, dopo quasi 80 giorni, lui tornerà a dormire in un letto anziché avvolto in tre sacchi a pelo. Ciò che non è destinato a tornare, al momento, è il suo lavoro da dipendente dei servizi treni notte. Ora...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/wagonlits_rullo.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-193553" title="wagonlits_rullo" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/wagonlits_rullo.jpg?47e3a5" alt="" width="190" height="130" /></a>Se non fosse stato per tornare da sua figlia <strong>Oliviero Cassini</strong> dalla torre-faro non sarebbe sceso. Da oggi, dopo quasi 80 giorni, lui tornerà a dormire in un letto anziché avvolto in tre sacchi a pelo. Ciò che non è destinato a tornare, al momento, è il suo lavoro da dipendente dei servizi treni notte. Ora a presidiare la struttura in ferro della stazione centrale di Milano – dall&#8217;8 dicembre luogo simbolo della protesta degli 800 licenziati – c&#8217;è <strong>Stanislao Focarelli</strong>.</p><p><strong>E&#8217; servito a qualcosa salire sulla torre?<br /> </strong>Nessuno di noi quattro (oltre a Oliviero e Stanislao c&#8217;erano anche <strong>Carmine Rotatore</strong> e <strong>Giuseppe Gison</strong>) che abbia vissuto sulla torre ha mai pensato di essere l&#8217;ombelico del mondo e che stando lassù il nostro lavoro e nostri stipendi sarebbero tornati.</p><p><strong>Quindi?</strong><br /> Quindi la vertenza prosegue. Stanislao rimane sulla torre e rimangono naturalmente anche i presidi sul <strong>binario 21</strong>. Quello con le tende dove cucinano e dormono gli altri colleghi e l&#8217;altro dove si raccolgono le firme dei cittadini che dimostrano la loro solidarietà. Li abbiamo soprannominati il presidio del coraggio (la torre) del cuore (dove vivono gli altri) e della conoscenza (la raccolta firme).</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/ALEadYO7Ia8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p><strong>Ma voi cosa volete?<br /> </strong>Che vengano ripristinati i treni notte che c&#8217;erano prima dell&#8217;11 dicembre. Che venga restituito questo servizio universale che paghiamo tutti in quanto cittadini. Fino a prova contraria le ferrovie si chiamo ancora &#8220;dello Stato&#8221;. E chiediamo che la nostra vertenza venga affrontata da un tavolo nazionale, che se ne occupi il governo con le parti sociali e non solo le regioni.</p><p><strong>Voi eravate lavoratori di ditte in appalto e &#8220;in perdita&#8221; secondo l&#8217;amministratore delegato di Fs Moretti. A dicembre in Lombardia hanno firmato un accordo regionale con la possibilità di altri posti di lavoro. </strong><br /> L&#8217;accordo regionale? Come una pastiglia che non cura bensì prolunga la sofferenza di una malattia mortale. Dovremmo accettare di finire nelle scatole cinesi di privati che non sono in grado di assicurare nessuna certezza? I numeri dei viaggiatori dei treni notte non sono cambiati. Certo che se le carrozze vengono lasciate sporche e senza manutenzione le persone preferiscono viaggiare con altri mezzi. Quello che oggi stiamo vivendo noi, domani potrebbe accadere a qualsiasi operatore del servizio ferroviario. Nessuno consideri il suo posto di lavoro sicuro.</p><p><strong>Qualcuno sostiene che non siete ferrovieri.<br /> </strong>Vero, ci hanno definito in tanti modi ma noi siamo ferrovieri a tutti gli effetti. Indossavamo la divisa, utilizzavamo il palmare ed effettuavamo il controllo del biglietto. Certo è più comodo farci passare per dei &#8220;semplici&#8221; operai per non rischiare di danneggiare l&#8217;immagine dell&#8217;intera categoria la quale, se non per noi licenziati, ma almeno per un difendere il diritto alla mobilità sancito dall&#8217;art 16 della Costituzione e il contratto delle attività ferroviarie doveva e poteva almeno proclamare uno sciopero. Anziché starsene zitta.</p><p><strong>Dovesse riassumere i suoi 79 giorni?<br /> </strong>La solidarietà della società civile, gli amici di &#8220;Binario 21 chiama Italia&#8221;, tutti coloro che pubblicamente si sono spesi per noi una lista infinita che fa il pari con le assurdità di quei politici che magari dopo essere passati a salutarci si sono lamentati perché i giornalisti non li hanno citati negli articoli. Tutti coloro che sostenevano che non dormissimo sulla torre ma nelle tende di sotto lungo il binario o che perfino andassimo a casa a dormire dopo una doccia calda. Insomma quanti hanno cercato di farci passare per esibizionisti in cerca di visibilità.</p><p><strong>Invece?<br /> </strong>Invece siamo solo persone che hanno perso la loro dignità di lavoratori ma non quella umana e personale. Siamo soli a combattere contro un potere certamente grande. Ma noi proseguiamo sperando che magari qualcuno più potente di noi voglia vederci chiaro in tutta questa faccenda. L&#8217;Italia è più divisa senza i treni notte.</p><p><strong>Da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 24 febbraio 2012</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/24/wagon-lits-scende-dalla-torre-oliviero-cassini-simbolo-della-protesta/193551/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grazie Celentano. Diario dalla torre-faro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/grazie-celentano-diario-dalla-torre-faro/192168/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/grazie-celentano-diario-dalla-torre-faro/192168/#comments</comments> <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 10:45:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Binario21]]></category> <category><![CDATA[Celentano]]></category> <category><![CDATA[milano centrale]]></category> <category><![CDATA[occupazione]]></category> <category><![CDATA[sanremo]]></category> <category><![CDATA[treni notte]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192168</guid> <description><![CDATA[I lavoratori della torre-faro di Milano ringraziano Adriano Celentano che nel suo intervento a Sanremo non si è dimenticato di loro e della loro vertenza iniziata l&#8217;8 dicembre 2010. Oliviero Cassini è ancora lassù da quel giorno. Nel video,  realizzato da Alessando del sito Frastornante,  ci sono anche gli altri colleghi di protesta: Beppe, Carmine...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/torrefaro2.jpeg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-192169" title="torrefaro" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/torrefaro2-227x300.jpg?47e3a5" alt="" width="227" height="300" /></a>I lavoratori della torre-faro di Milano ringraziano<strong> Adriano Celentano</strong> che nel suo intervento a Sanremo non si è dimenticato di loro e della loro vertenza iniziata l&#8217;8 dicembre 2010. <strong>Oliviero Cassini </strong>è ancora lassù da quel giorno.</p><p>Nel video,  realizzato da Alessando del sito <a href="http://frastornante.wordpress.com/" target="_blank">Frastornante</a>,  ci sono anche gli altri colleghi di protesta: <strong>Beppe, Carmine e Stanislao</strong> ora sulla torre insieme a Oliviero. Noi de Il Fatto Quotidiano che sulla <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/siamo-saliti-sulla-torre-faro/185970/" target="_blank">torre ci siamo saliti</a> e tornati, abbiamo raccolto il sentito ringraziamento e l&#8217;invito ad andare a trovare l&#8217;universo del Binario21 alla stazione centrale di Milano che non è poi così tanto lontano dalla  sua <strong>amata via Gluck</strong>.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/-cB7wvjlE3M" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/18/grazie-celentano-diario-dalla-torre-faro/192168/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I barbari sognanti di Maroni assaltano la Lega</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/i-barbari-sognanti-di-maroni-allassalto-della-lega/191357/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/i-barbari-sognanti-di-maroni-allassalto-della-lega/191357/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 12:58:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Barbari sognanti]]></category> <category><![CDATA[Fabio Rolfi]]></category> <category><![CDATA[flavio tosi]]></category> <category><![CDATA[gianluca pini]]></category> <category><![CDATA[Giovanni Fava]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[Matteo Salvini]]></category> <category><![CDATA[Paolo Grimoldi]]></category> <category><![CDATA[Velina Verde]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/i-barbari-sognanti-di-maroni-allassalto-del-cerchio-magico/191357/</guid> <description><![CDATA[Dal braccialetto di gomma bianca, distribuito in semiclandestinità, al giornale on line il passo è breve. I “barbari sognanti” escono allo scoperto dopo che Roberto Maroni, a cui i barbari fanno riferimento, ha ammesso l’esistenza della nuova corrente interna alla Lega di Bossi martoriata dagli strattoni di quelli del Cerchio magico preoccupati per come accasarsi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/Barbari-sognanti.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-191424" title="Barbari sognanti" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/Barbari-sognanti.jpg?47e3a5" alt="Il braccialetto dei barbari sognanti distribuito da Paolo Grimoldi" width="259" height="230" /></a>Dal braccialetto di gomma bianca, distribuito in semiclandestinità, al giornale on line il passo è breve. I <strong>“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/09/lega-campagna-elettorale-maroni-parte-profilo-facebook-barbari-sognanti/182532/" target="_blank">barbari sognanti</a></span>”</strong> escono allo scoperto dopo che <strong>Roberto Maroni</strong>, a cui i barbari fanno riferimento, ha ammesso l’esistenza della nuova corrente interna alla Lega di Bossi martoriata dagli strattoni di quelli del Cerchio magico preoccupati per come accasarsi al meglio. La comunicazione al momento però viaggia sulla pagina facebook logata con l’attuale simbolo del gruppo: Obelix intendo a scolpire un grande “sole delle Alpi” osservato da Asterix, l’altro popolare gallico dei fumetti francesi di Goscinny e Uderzo. L’idea sarebbe venuta ad un militante leghista di Fusignano in provincia di Ravenna.</p><p>Il Big Bang della <strong>secessione (successione) nel Carroccio</strong> era avvenuto all’indomani della fatwa lanciata dal Senatùr contro il fido Bobo a cui era stato fatto divieto di fare comizi. I militanti si erano scatenati contro le parole del capo invitando Maroni ovunque. E lui, cogliendo la palla al balzo si è fatto avanti ammettendo l’esistenza della nuova compagine barbarica il cui nome sarebbe stato ispirato dal romanzo <em>Il mio Carso</em> dello scrittore irredentista triestino Scipio Slapater.</p><p>Fin qui i sogni dei “barbari” maroniani che per ora continuano a stare sotto l’ombrello di via Bellerio guardando con attenzione ai prossimi congressi provinciali in Lombardia e Veneto snodi cruciali dal punto di vista politico. Nel frattempo <strong>Paolo Grimoldi</strong> (padre costituente dei Giovani padani e dell’interrogazione parlamentare contro la lettura del <em>Diario di Anna Frank </em>nelle scuole) regala quel famoso <strong>braccialetto bianco</strong> con la scritta “barbari sognanti” con a fianco il “sole delle Alpi”.</p><p>Il gadget viene chiamato il simbolo della Lega “degli onesti” anche se tra di loro compare il nome di <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/pini-evasore-a-sua-insaputa/188987/" target="_blank">Gianluca Pini</a></span></strong> (autore dell’emendamento sulla responsabilità civile dei giudici) che, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/indagato-lonorevole-pini/191356/" target="_blank">come ha ricostruito Sandra Amurri</a></span> per <em>il Fatto Quotidiano</em>, ha qualcosa da spiegare su alcune fatturazioni, oltre ad aver richiesto all’allora ministro dell’Interno Maroni il trasferimento del questore di Forlì Calogero Germanà, già collaboratore di Paolo Borsellino.</p><p>Barbaro è l’eurodeputato <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/milano-lega-contro-libro-bambini-parla-coppia-toglierlo-dalla-biblioteca/190682/" target="_blank">Matteo Salvini</a></span></strong> (che a Milano aveva proposto carrozze tram separate tra italiani e stranieri oltre al testo della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/11/si-lavano-poco-i-soldi-pero-non-puzzano/110291/" target="_blank">canzone</a></span> sulla <em>“puzza dei napoletani da cui scappano pure i cani”</em>) il sindaco di Varese <strong>Attilio Fontana</strong>, il presidente del consiglio regionale della Lombardia<strong> Davide Boni </strong>e il deputato mantovano <strong>Giovanni Fava</strong> che presiede la Commissione d’inchiesta sul fenomeno della pirateria in campo commerciale. Una carica che deporrebbe a suo favore se non fosse che lo stesso Fava è stato relatore di un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/01/liberta-internet-camera-boccia-lemendamento-fava-bavaglio/188317/" target="_blank">emendamento (bocciato)</a></span> della versione italiana della legge Sopa (Stop Online Piracy Act) il cui testo in pratica prevedeva la rimozione di qualsiasi contenuto pubblicato online sulla base del “semplice sospetto” non accertato da alcuna autorità, un passaggio certamente poco coerente con la sua carica parlamentare.</p><p>Barbaro è pure il vicesindaco di Brescia <strong>Fabio Rolfi</strong>, degno rappresentante di parentopoli per aver sistemato la moglie, per un periodo, contemporaneamente in un’Asl milanese e nella segreteria regionale del collega Belotti. I Caparini hanno pensato bene di tenere il piede in due scarpe tra il padre Bruno Bossiano (membro del consiglio federale) e il deputato &#8211; “barbaro” &#8211; Davide. Anche <strong>Emanuela Munerato</strong>, la leghista operaia che durante il voto di fiducia sulla manovra si è presentata in Aula in tenuta da lavoro, indossa il braccialetto, così come i parlamentari<strong> Nicola Molteni</strong>, <strong>Davide Cavalletto</strong>, il bergamasco <strong>Giacomo Stucchi</strong>,<strong> </strong>oltre a <strong>Massimiliano Fedriga </strong>che punta alla conquista leghista di Gorizia alle prossime amministrative.</p><p>In tutto sarebbero circa duecento (tra deputati e amministratori) i “barbari” pronti a sostenere Maroni, che in questi giorni deve risolvere anche la grana della <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.lavelinaverde.org/" target="_blank">Velina Verde</a></span> </strong>(blog anonimo il cui dominio sembra registrato alle Bahamas pare da un braccio operativo padano sull’asse Brescia-Bergamo) che di lui scrive: <em>“Dopo aver sistemato al Milan la sua ex portavoce Isabella Votino ha la moglie (dirigente del personale) alla Aermacchi, gruppo Finmeccanica”</em>. Nella pagina web vengono sollevati dubbi anche sulla vicenda Nicola Cosentino che di Maroni è stato sottosegretario.</p><p>Nonostante questo, i “barbari sognanti” sono pronti alla guerra. Come nel Veneto di <strong>Flavio Tosi</strong>, sindaco di Verona che gioca su due tavoli puntando anche alla segreteria della Liga Veneta, feudo del bossiano <strong>Gianpaolo Gobbo</strong>, che dopo quasi quindici anni di guida non ha nessuna intenzione di mollare. Ma Maroni non lascerà che l’amico Tosi si candidi da solo a maggio a Verona (lanciando la sfida a Bossi) se questo non porterà acqua al progetto dei suoi “barbari”, sognanti o no che siano.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/i-barbari-sognanti-di-maroni-allassalto-della-lega/191357/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Lettera dalla torre-faro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/lettera-dalla-torre-faro/191245/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/lettera-dalla-torre-faro/191245/#comments</comments> <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 18:05:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[camusso]]></category> <category><![CDATA[Cgil]]></category> <category><![CDATA[torre-faro]]></category> <category><![CDATA[treni notte]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191245</guid> <description><![CDATA[Alla vigilia dell&#8217;incontro tra il segretario generale della Cgil Susanna Camusso e il primo ministro Mario Monti i licenziati dei servizi notte hanno scritto e inviato una lettera aperta. Questo è il testo: Siamo i lavoratori licenziati dei Treni notte e, come ben sa, da oltre due mesi siamo su di una torre della Stazione...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/Lettera.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-191246" title="Lettera dalla torre faro" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/Lettera-225x300.jpg?47e3a5" alt="" width="225" height="300" /></a>Alla vigilia dell&#8217;incontro tra il segretario generale della Cgil Susanna Camusso e il primo ministro Mario Monti i licenziati dei servizi notte hanno scritto e inviato una lettera aperta. Questo è il testo:</p><p>Siamo i lavoratori licenziati dei <strong>Treni notte </strong>e, come ben sa, da oltre due mesi siamo su di una torre della Stazione centrale di Milano a 40 metri d’altezza per difendere il nostro posto di lavoro e per chiedere il ripristino di un bene comune che a appartiene a tutte le persone che vivono e lavorano in questo Paese, il servizio universale dei treni notte. Domani mercoledì 15 febbraio, incontrerà il nostro presidente del Consiglio Mario Monti per discutere la riforma del mercato del lavoro.</p><p>Noi crediamo che questa riforma <strong>debba partire dalla difesa</strong> dei diritti di lavoratrici e lavoratori e dalla salvaguardia dei beni comuni, uniche condizioni per cui questo Paese possa riprendere il suo sviluppo.</p><p>Per questo le chiediamo di porre sul tavolo la questione del diritto alla mobilità e della difesa dei posti di lavoro che questa crisi sta mettendo a rischio.</p><p>Un Paese civile non dovrebbe permettere che dei lavoratori mettano a rischio la propria vita e sacrifichino le loro relazioni familiari per difendere i propri diritti.</p><p>L’apertura di un tavolo nazionale per il ripristino dei treni notte è una condizione minima per sbloccare questa situazione.</p><p>Coscienti della difficoltà del momento, siamo determinati a proseguire la nostra lotta fino al raggiungimento di questo obiettivo che riteniamo importante per tutti.</p><p>In attesa di un vostro riscontro, continuiamo a guardarvi dalla nostra torre.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/lettera-dalla-torre-faro/191245/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Diritti, non solo salute. Diario dalla torre-faro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/pensate-ai-diritti-non-alla-salute/190528/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/pensate-ai-diritti-non-alla-salute/190528/#comments</comments> <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 13:50:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Binario 21]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[occupazione]]></category> <category><![CDATA[torre-faro]]></category> <category><![CDATA[treni notte]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/pensate-ai-diritti-non-alla-salute/190528/</guid> <description><![CDATA[Sessantaquattresimo giorno “Tutti sembrano preoccupati per la nostra salute, ma nessuno per il lavoro che non abbiamo più e per la violazione di un diritto costituzionale di tutti i cittadini soprattutto i meno abbienti. La soppressione dei treni notte, diritto universale, vincola infatti la libera circolazione in questo paese. Non a caso cercheremo di fare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/torrefaro1.jpeg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-190649" title="torrefaro" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/torrefaro1-227x300.jpg?47e3a5" alt="" width="227" height="300" /></a></p><p><strong>Sessantaquattresimo giorno<br /> </strong> “Tutti sembrano preoccupati per la nostra salute, ma nessuno per il lavoro che non abbiamo più e per la violazione di un <strong>diritto costituzionale di tutti i cittadini</strong> soprattutto i meno abbienti. La soppressione dei treni notte, diritto universale, vincola infatti la<strong> libera circolazione </strong>in questo paese.</p><p>Non a caso cercheremo di fare arrivare la nostra voce anche in sede di<strong> Unione europea</strong>. Nel frattempo rimaniamo dove siamo. Ieri sono venuti a trovarci alcuni consiglieri del Comune di Milano. Anche a loro abbiamo affidato la nostra unica richiesta: che venga cioè fissata la data di un<strong> tavolo nazionale</strong> al quale partecipino governo, parti sociali e tutti gli attori di questa vertenza che non deve essere trattata sul piano regionale proponendo accordi ‘tampone’ per inserire alcuni di noi da una parte all’altra. La vertenza riguarda<strong> 800 ferrovieri</strong> di uno specifico settore e noi chiediamo che si parli di quello.</p><p>Il nostro grazie va a tutti coloro che stanno sostenendo la nostra lotta. Anche alla cooperativa del Comune che ogni giorno garantisce i pasti dei colleghi licenziati che fanno parte dei due presidi sotto la torre”.</p><p><em>Oliviero Cassini e Stanislao Focarelli</em></p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 11 Febbraio 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/11/pensate-ai-diritti-non-alla-salute/190528/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Gelo e silenzio. Diario dalla torre-faro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/gelo-silenzio-diario-dalla-torre-faro/190034/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/gelo-silenzio-diario-dalla-torre-faro/190034/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:06:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Lavoro & precari]]></category> <category><![CDATA[Binario 21]]></category> <category><![CDATA[diario]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[occupazione]]></category> <category><![CDATA[torre-faro]]></category> <category><![CDATA[treninotte]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190034</guid> <description><![CDATA[Cosa sono due mesi? Un breve lasso di tempo per qualcuno. Un tempo lunghissimo per chi, come i ferrovieri licenziati, è dovuto salire a 50 metri da terra per tentare di farsi ascoltare. Leggiamo insieme cosa ci vogliono dire. Elisabetta Diario Sessantunesimo giorno. Gelo ovunque e non ci riferiamo solo a quello meteo. Gelo assoluto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Cosa sono due mesi? Un breve lasso di tempo per qualcuno. Un tempo lunghissimo per chi, come i ferrovieri licenziati, è dovuto salire a 50 metri da terra per tentare di farsi ascoltare. Leggiamo insieme cosa ci vogliono dire.<br /> </em><em>Elisabetta</em></p><p><strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/torrefaro.jpeg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-190035" title="torrefaro" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/torrefaro-227x300.jpg?47e3a5" alt="" width="227" height="300" /></a>Diario<br /> Sessantunesimo giorno</strong>. Gelo ovunque e non ci riferiamo solo a quello meteo. Gelo assoluto nelle coscienze politiche. Tutti quelli che passano da queste parti sanno solo chiederci quando scendiamo. Non sanno chiedere, o non vogliono farlo, la data in cui venga convocato un <strong>tavolo nazionale sulla nostra vertenza</strong> come lavoratori e cittadini utenti dei treni notte. Solo un politico, <strong>l&#8217;ex ministro Ronchi</strong>, ha chiesto esplicitamente conto o ragione dell&#8217;uso dei soldi che le regioni danno alle ferrovie per il trasporto locale visto il disastro di questi giorni.<br /> Allora noi chiediamo a Ronchi di chiedere ragione anche della<strong> fine che ha fatto un servizio universale</strong> (e pubblico) come i collegamenti ferroviari diretti tra nord e sud. In questi giorni poi è venuto a farci visita anche <strong>Nichi Vendola</strong>. Chiediamo anche a lui di non dimenticare quello che ci ha detto e cioè che la nostra questione riguarda Monti e il ministro Passera. Quini il Governo tutto. Per il resto dobbiamo, ancora una volta, ringraziare tutti (e sono tanti) coloro che dal primo giorno ci stanno davvero accanto, chi anche solo passando dalla stazione centrale viene a farci un saluto. La società civile, i cittadini che hanno aperto la pagina fecebook “<a href="http://www.facebook.com/Binario21chiamaItalia" target="_blank"><strong>Binario 21 chiama Italia</strong></a>” che rappresenta il nostro più importante canale di comunicazione con il resto del mondo. Grazie anche a tutti i colleghi che da sotto riescono a riscaldare le nostre giornate. Grazie a tutti.</p><p>Oliviero Cassini e Stanislao Focarelli</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/09/gelo-silenzio-diario-dalla-torre-faro/190034/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le favorite di B.: il ritorno di Mariastella</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/le-favorite-di-b-il-ritorno-di-mariastella/189463/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/le-favorite-di-b-il-ritorno-di-mariastella/189463/#comments</comments> <pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:23:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alfano]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[biancofiore]]></category> <category><![CDATA[gelmini]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/le-preferite-il-ritorno-di-marystar/189463/</guid> <description><![CDATA[Nonostante i suoi precedenti poco rassicuranti Mariastella Gelmini sarà il capo della macchina elettorale per le prossime amministrative nonché responsabile della “formazione degli amministratori” nel settore “Enti locali” del Pdl. Pensare che la stessa (tra le preferite di B.) era stata sfiduciata per la “scarsa sollecitudine nell’adempimento dei suoi doveri istituzionali” proprio nel suo mandato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante i suoi precedenti poco rassicuranti <strong>Mariastella Gelmini </strong>sarà il capo della macchina elettorale per le prossime amministrative nonché responsabile della “formazione degli amministratori” nel settore “Enti locali” del Pdl.</p><p>Pensare che la stessa (tra le preferite di B.) era stata sfiduciata per la<em> “scarsa sollecitudine nell’adempimento dei suoi doveri istituzionali” </em>proprio nel suo mandato in una macchina amministrativa locale. Ma il segretario <strong>Angelino Alfano</strong>, volente o nolente (sembra che B. avesse tentato di piazzarla anche nel passaggio di consegne a Monti) l’ha premiata con il delicato incarico.</p><p>Di contro, la signora, ha già messo le mani avanti dichiarando a Tgcom 24: <em>“Per le elezioni amministrative però siamo in difficoltà perché è fondamentale tentare un riavvicinamento alla <strong>Lega</strong>, anche se le divergenze politiche esistono. La fase è difficile”</em>. Come a dire: <em>”Comunque vada io l’avevo detto”</em>.</p><p>Non a caso, la collega <strong>Michaela Biancofiore</strong> parlando di lei l’ha definita <em>“tra le migliori espressioni della Berlusconi generation”</em>.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 7 febbraio 2012 </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/07/le-favorite-di-b-il-ritorno-di-mariastella/189463/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Il cappio del cottimismo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/cappio-cottimismo/189242/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/cappio-cottimismo/189242/#comments</comments> <pubDate>Sun, 05 Feb 2012 15:42:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[artigiano]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[Monselice]]></category> <category><![CDATA[suicidio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189242</guid> <description><![CDATA[E&#8217; entrato nella legnaia e si è tolto la vita impiccandosi. Aveva 52 anni l&#8217;uomo (padre e marito) che non è più riuscito ad andare avanti. A sopportare le sue giornate che trascorrevano senza che nessuno lo chiamasse. Non aveva un posto fisso l&#8217;imbianchino, titolare di una ditta individuale, di Monselice che ha appeso la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; entrato nella legnaia e si è tolto la vita impiccandosi. Aveva<strong> 52 anni</strong> l&#8217;uomo (padre e marito) che non è più riuscito ad andare avanti. A sopportare le sue giornate che trascorrevano senza che nessuno lo chiamasse. Non aveva un <strong>posto fisso</strong> l&#8217;imbianchino, titolare di una ditta individuale, di Monselice che ha appeso la sua vita al cappio fissato tra solide, vecchie assi di legno.</p><p>Che ne sanno gli “annoiati” del posto sicuro delle lunghe giornate e delle interminabili nottate di chi <strong>lavora a cottimo?</strong> Che ne sanno loro del telefono muto, quando nessuno chiama per fare anche solo un piccolo lavoro? Quando la vita perde significato e sotto i piedi si apre il baratro dell&#8217;incertezza di ogni singolo secondo vissuto che rintocca  nella testa. La moglie, al ritorno dal lavoro, ha trovato il corpo senza vita del marito.</p><p>La <strong>vicenda di Monselice</strong>, della disperazione esistenziale dell&#8217;artigiano, diventa una distratta notizia di cronaca nera e il modesto post di questo blog. Meditate super tecnici, meditate.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/cappio-cottimismo/189242/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Vittoria Romana di Adro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/vittoria-romana-adro/189019/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/vittoria-romana-adro/189019/#comments</comments> <pubDate>Sat, 04 Feb 2012 08:28:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Elisabetta Reguitti</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Adro]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[Oscar Lancini]]></category> <category><![CDATA[Romana Gandossi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189019</guid> <description><![CDATA[Oggi dedico questo spazio post a Vittoria Romana di Adro. Ebbene sì. Chi frequenta questo blog non potrà aver dimenticato Romana Gandossi, l&#8217;insegnante (ora pensionata) insultata e aggredita da una “fan” del sindaco padre-padrone, il leghista Oscar Lancini, quello che recentemente ha anche ragliato contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma veniamo alla notizia...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/Ponte-di-Legno-20120203-00088.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-189022" title="Ponte di Legno-20120203-00088" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/Ponte-di-Legno-20120203-00088-300x225.jpg?47e3a5" alt="Il manifesto  della Lega affisso ad Adro contro Romana Gandossi" width="300" height="225" /></a>Oggi  dedico questo spazio post a Vittoria Romana di Adro. Ebbene sì. Chi frequenta questo blog non potrà aver dimenticato <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/06/adro-una-storia-tra-le-storie/37000/" target="_blank">Romana Gandossi</a></span></strong>, l&#8217;insegnante (ora pensionata) insultata e aggredita da una “fan” del sindaco padre-padrone, il leghista Oscar Lancini, quello che recentemente ha anche <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/sindaco-adro-scrive-napolitanoci-vergogniamo-averla-come-presidente/186437/" target="_blank">ragliato contro il presidente della Repubblica</a></span> Giorgio Napolitano.</p><p>Ma veniamo alla notizia di ieri e la condanna inflitta dal   Tribunale di Brescia alla  Lega nord di Adro per un <strong>manifesto </strong>-  affisso nella propria sede &#8211;  proprio contro Romana. Quei “signori”, per attaccare la donna  avevano scritto:<em> “Cara la me romana</em> (con la lettera minuscola, <em>ndr</em>) <em>sono tutti bravi a fare i culattoni con il culo degli altri”</em>. Una frase che il giudice ha definito  “atto ritorsivo” contro chi, aiutando una famiglia di origine marocchina minacciata di essere sfrattata, avrebbe contrastato il principio tutto leghista del “prima i nostri”.</p><p>Inoltre, come contenuto nella sentenza,  la vicenda è da inquadrare nell’ambito delle <strong>molestie</strong>, definite come<em> “comportamento che lede la dignità della persona e crea un clima degradante, umiliante o offensivo”</em>.  Per la prima volta poi, a livello nazionale,  viene affermato il concetto di molestia per ragioni di <strong>etnia </strong>anche se la persona non appartiene a una etnia particolare, bensì viene <em>“molestata per aver difeso gli appartenenti a un determinata etnia o gruppo extra nazionale”</em>.</p><p>Vittoria Romana, insieme a (tante) altre<strong> brave persone</strong> di Adro, continua a correre come una matta per dare una mano alle famiglie (straniere e non) in difficoltà. Perché anche se si sono spenti tutti i  riflettori su quel paese  i problemi restano e c&#8217;è qualcuno che non le tiene le mani in tasca.</p><p><em>In alto, il manifesto della Lega affisso ad Adro contro Romana Gandossi.<br /> Per ingrandire <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/02/Ponte-di-Legno-20120203-00088.jpg?47e3a5" target="_blank">clicca qui</a></span> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/vittoria-romana-adro/189019/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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