<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Eleonora Massari</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/emassari/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Amori e dipendenze ai tempi delle chat</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/26/amori-e-dipendenze-ai-tempi-delle-chat/193995/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/26/amori-e-dipendenze-ai-tempi-delle-chat/193995/#comments</comments> <pubDate>Sun, 26 Feb 2012 19:18:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Eleonora Massari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[anima gemella]]></category> <category><![CDATA[chat]]></category> <category><![CDATA[dipendenza]]></category> <category><![CDATA[eleonora massari]]></category> <category><![CDATA[iad]]></category> <category><![CDATA[linguaggio]]></category> <category><![CDATA[realtà virtuale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193995</guid> <description><![CDATA[Internet – il mondo in una scatola – ne ha davvero per tutti i gusti, e in tanti ci si ambientano bene. Nel 2012 si fa sempre più fatica a parlare a “vis à vis”, oggi si “chatta”. Nel 1962 Mina cantava “Se telefonando io potessi dirti addio, ti chiamarei”, adesso per dirselo bisogna chattare....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Internet – il mondo in una scatola – ne ha davvero per tutti i gusti, e in tanti ci si ambientano bene. Nel 2012 si fa sempre più fatica a parlare a “vis à vis”, oggi si “chatta”. Nel 1962<strong> Mina</strong> cantava “Se telefonando io potessi dirti addio, ti chiamarei”, adesso per dirselo bisogna chattare.  Il fenomeno della “chat” è diventato una moda, un trend che negli ultimi anni ha catturato persone di tutto il mondo. Il bello è che nel mondo virtuale si abbattono i confini, si può contattare qualsiasi individuo del pianeta. Nel caso di perfetti sconosciuti, si possono persino abbattere i confini dell’identità e delle inibizioni, e un corpulento settantenne può pretendere di essere un aiutante trentenne o, perché no, una ragazzina appena maggiorenne. L’entusiasmante<strong> viaggio virtuale</strong> nei meandri della “chat-line” si affaccia su un cortile di tipo tematico, gremito di persone desiderose di comunicare, aprirsi e magari innamorarsi che scatena emozioni di tristezza, sorriso, rabbia, delusione e gioia che porta ad una riflessione nei confronti di questo fenomeno.</p><p>Chi popola il mondo della chat? Gli habituè virtuali sono uomini e donne di tutte le età in cerca di contatto, un pianeta di persone desiderose di far sentire la propria voce e di esprimere le proprie emozioni. Ma è davvero possibile innamorarsi di frasi scritte su un video? L’innamorato virtuale ha la sensazione di leggere tra le righe quello che l’altro pensa, pensa di conoscere tutti i risvolti della sua vita, presente e passato, ma si invaghisce per lo più dell’idea, del sogno e della speranza di aver trovato <strong>l’anima gemella</strong>. Molto spesso, purtroppo, questi amori nati via chat, assomigliano soltanto vagamente a quello vero. Nonostante scambi di promesse di fedeltà e così via il delirio finisce presto e oltretutto finisce male, la maggior parte delle volte animato da rancore seguito dal solito scambio di scuse e accuse. Anche se lo scambio rimane incorporeo, le ferite narcisistiche possono essere fin troppo vere.</p><p>Nel labirinto di anime che popolano l’universo delle chat ci si butta molto spesso giovani che vengono adescati dalla “rete dei sentimenti” al riparo di una realtà ostile e difficile da accettare: cadono in una dimensione che viaggia tra i confini del sogno e della realtà in cui tutto sembra possibile. La paura e la diffidenza iniziali lasciano presto il posto ad un bisogno di darsi ed essere capiti dall’altro facendo nascere uno scambio interattivo.  E così si ritrovano con un bicchiere in mano, ognuno a casa sua davanti al<strong> computer</strong>. Non possono fare a meno di quello scambio continuo di parole che &#8211; se ne rendono ben conto &#8211; riguardano solo il loro mondo interno.</p><p>I risvolti dell’uso della chat possono rivelarsi positivi se utilizzata in modo responsabile, ma nei casi più gravi la dipendenza da internet può finire in <strong>Iad (Internet Addiction Disorder)</strong>. Tale disturbo induce la persona a trascurare famiglia, lavoro, hobby per dedicare la maggior parte del tempo ed energie al mondo virtuale, scatenando dunque sensi di colpa e sensazione di solitudine.</p><p>La chat ha anche un suo linguaggio: LOL (laughing out loud) che testualmente vuol dire “ridere a crepapelle”, ROTFL (rolling on the floor laughing), ovvero “rotolarsi a terra dalle risate”, OMG (oh my God) e sul WTF (what the fuck), lascio a voi l’immaginazione. Perché di questo si tratta, e non potrà mai sostituire, ma al limite completare, il contatto diretto tra persone vere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/26/amori-e-dipendenze-ai-tempi-delle-chat/193995/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Instagram, la app che cattura l&#8217;anima</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/instagram-cattura-lanima/192554/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/instagram-cattura-lanima/192554/#comments</comments> <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 17:58:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Eleonora Massari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192554</guid> <description><![CDATA[Devo ammetterlo: anche io sono stata catturata da Instagram, la Polaroid virtuale che cattura l’anima delle persone. E non sono la sola. Questa applicazione in breve tempo è stata dichiarata da iTunes l’applicazione dell’anno, dopo aver sedotto oltre 15 milioni di utenti e 230 gruppi in tutto il mondo. In Italia ce ne sono una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Devo ammetterlo: anche io sono stata catturata da <strong>Instagram</strong>, la Polaroid virtuale che cattura l’anima delle persone. E non sono la sola. Questa applicazione in breve tempo è stata dichiarata da<em><strong> iTune</strong></em><em>s</em> l’applicazione dell’anno, dopo aver sedotto oltre <strong>15 milioni di utenti</strong> e <strong>230 gruppi in tutto il mondo</strong>. In Italia ce ne sono <strong>una trentina</strong>, radicati soprattutto nelle città <strong>di Milano, Venezia, Bologna, Torino, Modena, Ascoli Piceno e Catania.</strong></p><p lang="it-IT"><p>In un’era in cui non avere l’iPhone fa sentire inadeguati, l’applicazione che mi sento di mettere sul podio tra tutte quelle scaricabili dalla <em>boutique</em> prestigiosa <strong>Apple Store</strong> è senza dubbio questa e per più di un motivo. Il primo aspetto positivo è che è gratis. Come ho già detto, Instagram è un’applicazione per lo smartphone <em>Apple </em>che consente di scattare foto e di condividerle anche su <strong>Twitter</strong>,<strong> Facebook </strong>e <strong>Flickr</strong>. È dotata di 16 filtri diversi, in grado di rendere spettacolari e particolari le immagini, grazie a una vasta scelta di combinazioni.</p><p lang="it-IT"><p>Ritengo che il motivo di un così grande successo sia dato proprio dalla sua semplicità d’uso: si scatta una foto (o la si recupera dalla libreria <em><strong>iP</strong></em><em><strong>hone</strong></em>), si seleziona l’immagine da salvare, si sceglie il filtro adeguato e la si pubblica.</p><p>Si possono seguire altri utenti chiedendone l’amicizia, mettere la privacy alle proprie foto, votare le foto altrui con il bottone <em>like</em>, lasciare commenti e guardare le foto più popolari. Non esiste il messaggio in posta privata, questo fa sì che sia tutto pubblico, utile per mantenere una sorta di distanza tra gli utenti… io lo chiamo il “Bon Ton” di <strong>Instagram</strong>.</p><p lang="it-IT"><p>“Storie di tutti i giorni” raccontate dalle fotografie made in <strong>Instagram</strong>, una vera e propria dipendenza. Tanto che ormai si è trasformata in una sorta di mania tra il popolo degli <em><strong>Instagramers</strong></em> quella di condividere la vita di tutti i giorni in istantanea.</p><p>Gli assuefatti di questa applicazione hanno ideato una social community famosa ormai in tutto il mondo. Tramite questo link <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://instagramers.com/"><em><strong>http://instagramers.com/</strong></em></a></span> hanno creato un vero e proprio spazio virtuale in cui organizzano mostre, concorsi ed eventi con tanto di premiazione per la foto migliore.</p><p>Anche gli <em><strong>Instagrameers</strong></em> italiani hanno creato un loro link <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://instagramersitalia.it/"><em><strong>http://instagramersitalia.it/</strong></em></a></span> e sono ormai schiavi di questa applicazione: proprio a <strong>Roma</strong> in questi giorni hanno organizzato la loro prima mostra nella quale sono state selezionate le migliori 35 foto taggate #igersroma. A <strong>Milano</strong> proprio stasera gli <em><strong>Instagramers </strong></em>parteciperanno all&#8217;evento di un noto brand scattando foto della serata. La migliore verrà premiata.</p><p>Ma a <strong>Bologna</strong> non siamo certo da meno: pochi mesi fa infatti, gli <em><strong>Instagramers </strong></em>bolognesi, hanno organizzato una mostra evento alle Officine Minganti, come se fosse un vero e proprio concorso ed è stato coronato da grande successo.</p><p lang="it-IT">Must have:</p><p lang="it-IT"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://instagramers.com/category/italia/"><em><strong>http://instagramers.com/category/italia/</strong></em></a></span></p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://instagramersitalia.it/"><em><strong>http://instagramersitalia.it/</strong></em></a></span></p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.facebook.com/igersbologna"><em><strong>https://www.facebook.com/igersbologna</strong></em></a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/instagram-cattura-lanima/192554/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>E&#8217; la città dei fiori. E al limite di Belén</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/17/citta-fiori-limite-belen/191794/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/17/citta-fiori-limite-belen/191794/#comments</comments> <pubDate>Fri, 17 Feb 2012 09:15:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Eleonora Massari</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Belen]]></category> <category><![CDATA[Canalis]]></category> <category><![CDATA[Celentano]]></category> <category><![CDATA[Morandi]]></category> <category><![CDATA[Papaleo]]></category> <category><![CDATA[sanremo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191794</guid> <description><![CDATA[E&#8217; la città dei fiori, cantava De Gregori. E&#8217; la città del non festival della canzone italiana: tutti attenti a non farci scappare il “pelo nell’uovo” con la consapevolezza che la gara si giocherà su due categorie: i comizi di Celentano, e le Vallette con la V maiuscola. La canzone non è contemplata (ma ormai...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la città dei fiori, cantava De Gregori. E&#8217; la città del <strong>non festival </strong>della canzone italiana: tutti attenti a non farci scappare il “pelo nell’uovo” con la consapevolezza che la gara si giocherà su due categorie: i comizi di Celentano, e le Vallette con la V maiuscola. La canzone non è contemplata (ma ormai si sa, fa parte del pacchetto). Se <strong>Celentano</strong> è garanzia, anche quando tace e se la ride in attesa dell&#8217;ultima serata, Morandi, sempre uguale dal tempo in cui si faceva mandare dalla mamma (ma come fa? Esce dal sarcofago solo per Sanremo?), fa gli onori di casa con finta disinvoltura come se in platea fossero tutti suoi compaesani di <strong>Monghidoro</strong> e conduce il festival con <em>“Grand Umilté”</em>. Al suo fianco un <strong>Rocco Papaleo</strong> che lo aiuta nelle traduzioni in inglese è al limite dell&#8217;avanspettacolo.</p><p>Resta poco, in realtà.<strong> </strong>Nemmeno la gara tra le vallette, che ha sempre appassionato. Ma <strong>Canalis e Belén</strong>,<strong> </strong>oltre a essere un derby già visto, è da 2 fisso in schedina. La ormai ex aspirante star holliwoodiana Canalis ha l’aria di essere un bel po’ annebbiata, forse un po’ emozionata, e ci sta anche. Si presenta vestita con tubino d’oro corto sopra al ginocchio, ma i tempi in cui sgambettava sulle scrivanie di Striscia sono lontani e si vede. Belén così mette la freccia e la sorpassa. Ma non le bastava, è voluta andare in fuga: così apre la gonna lunga per far vedere la gamba e le si vedono i polmoni. Infarto del direttore d’orchestra che aveva una visuale ancora più privilegiata e titoli sui giornali. Ha vinto per dispersione.</p><p>La povera <strong>Ivanka</strong>, terza scelta, arranca. Cosa c’entra in tutto ciò? Nulla, ma è la città dei fiori. A proposito, hanno anche cantato, ma non ci ricordiamo il perché. Aspettiamo con ansia di sapere il vincitore, giusto per perdere qualche minuto di conversazione. A meno che Belén non decida di mostrare più di quello che non abbiamo già visto. A quel punto probabile che la premiazione venga rinviata a data da destinarsi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/17/citta-fiori-limite-belen/191794/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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