<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Eva Macali</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/emacali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Lettera a Babbo Mario sui regali a Equitalia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/lettera-babbo-mario-regali-equitalia/232683/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/lettera-babbo-mario-regali-equitalia/232683/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 May 2012 15:13:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[cartelle equitalia]]></category> <category><![CDATA[Equitalia]]></category> <category><![CDATA[feder-consumatori]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[multe equitalia]]></category> <category><![CDATA[ricorso equitalia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=232683</guid> <description><![CDATA[Caro Babbo Mario,ti scrivo perchè ieri ho ricevuto due cartelle esattoriali di Equitalia e così ho pensato che ero stata cattiva, e mi è venuta paura che mi stavo giocando il regalo di Natale di quest&#8217;anno. Le cartelle dicevano che ero stata cattiva nel 2008 per due volte, perchè non avevo pagato un&#8217;imposta e una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/lettera-babbo-mario-regali-equitalia/232683/regalo/" rel="attachment wp-att-232687"><img class="aligncenter size-medium wp-image-232687" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/regalo-252x300.jpg?47e3a5" alt="" width="252" height="300" /></a></p><p>Caro Babbo Mario,<br />ti scrivo perchè ieri ho ricevuto due cartelle esattoriali di Equitalia e così ho pensato che ero stata cattiva, e mi è venuta paura che mi stavo giocando il regalo di Natale di quest&#8217;anno.</p><p>Le cartelle dicevano che ero stata cattiva nel 2008 per due volte, perchè non avevo pagato un&#8217;imposta e una multa.<br />Allora sono andata a controllare e così ho scoperto che quei soldini li avevo pagati. Ho scritto una letterina email all&#8217;indirizzo di Equitalia e poi ho provato a chiamare Equitalia al numero che c&#8217;era scritto. Mi hanno detto che anche se ho i tagliandi dei pagamenti non basta. Allora sono andata in un posto che sono esperti, si chiama FederConsumatori. E mi hanno detto che i casi sono due:</p><p>- <strong>se ho pagato i soldini devo fare ricorso al Giudice, così facciamo pace con lo Stato</strong>. Però per fare pace devo pagare una cosa che si chiama Contributo Unificato (dai 37 ai 200 euro) e se non sono capace a scrivere bene sul foglio protocollo devo pagare un signore avvocato.</p><p>- se per caso ho pagato i soldini anche solo un giorno in ritardo, è come se non avessi pagato. Perchè <strong>allo Stato non gli piace per niente se i bambini ritardano</strong>.</p><p>Allora mia sorella Caterina che quest&#8217;anno si toglie i peli mi ha chiesto: e quindi? E quindi, <strong>Babbo Mario, a me mi sa che i regalini di Natale allo Stato li faccio io</strong>. <br />Allo Stato ci dò i soldi in mano con il Contributo Unificato. Lo so che neanche i nonni fanno così e almeno i soldi li mettono in una busta. Ma allo sportello delle poste la busta non la vogliono, al massimo il bancomat. <br /> Poi, un po&#8217; del mio regalino se lo prende Equitalia perchè Equitalia per sbrigare la mia pratica chiede dei soldini che glieli dà lo Stato.</p><p>In più, se per caso ho pagato la multa in ritardo, allo Stato gli ho regalato 47,05 euro già nel 2008, come se gli avevo dato una paghetta. E così con la multa notificata gli faccio un regalino totale di 125 euro.</p><p>Babbo Mario a me mi sembra che <strong>le cartelle di Equitalia sono delle letterine di Natale per avere i regali</strong>. Io però quando scrivo la letterina non mi regalano tutto quello che chiedo. L&#8217;anno scorso ho ricevuto solo i videogiochi e la felpa di Hannah Montana. Caterina e le sue amiche che sono invidiose dicono che è Equitalia birichina che prende i regalini dallo Stato in ogni caso. Per questo manda tante letterine, così lei e lo Stato ricevono tanti doni.</p><p>Tanti saluti e guarda se puoi dare a mamma e papà quei regali, che ci hanno l&#8217;azienda e dicono che lo Stato ci deve dare dei soldi da tanti anni, ma poi sotto l&#8217;albero non c&#8217;è niente.<br />Ti saluta anche Toby</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/lettera-babbo-mario-regali-equitalia/232683/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il capitano Kirk sbarca sul pianeta Padania</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/capitano-kirk-sbarca-pianeta-padania/202731/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/capitano-kirk-sbarca-pianeta-padania/202731/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 10:59:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[Bossiani]]></category> <category><![CDATA[capitano Kirk]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[maroniani]]></category> <category><![CDATA[padania]]></category> <category><![CDATA[signor Spok]]></category> <category><![CDATA[star trek]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202731</guid> <description><![CDATA[In questo episodio l&#8217;Enterprise si trova a fronteggiare la bufera magnetica del pianeta Padania, piccolo corpo celeste color verde marcio circondato dalla nebbia. Il popolo padano pratica un variegato culto primordiale. I padani si bagnano nel fiume principale del pianeta e ne raccolgono l&#8217;acqua in apposite ampolle. Loro capo è il guru Umberto, che professa...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In questo episodio l&#8217;Enterprise si trova a fronteggiare la bufera magnetica del pianeta Padania,  piccolo corpo celeste color verde marcio circondato dalla nebbia.</p><p>Il popolo padano pratica un variegato culto primordiale. I padani si bagnano nel fiume principale del pianeta e ne raccolgono l&#8217;acqua in apposite ampolle. Loro capo è il guru Umberto, che professa <strong>il mito ancestrale </strong><strong>dei cazzi duri</strong>, secondo cui su Padania, al contrario che negli altri pianeti, tutti gli organi sessuali maschili sono perennemente alzati. Nell&#8217;osservanza del mito, i padani si salutano facendo il gesto della leva col braccio.</p><p>La spedizione del capitano Kirk è chiamata a pacificare i disordini nati tra le due popolazioni padane:<strong> i Bossiani e i Maroniani</strong>. I Maroniani, che prendono il nome dall&#8217;altra parte dell&#8217;organo genitale maschile, non condividono il culto della personalità del guru Umberto e del <strong>gruppo dei suoi delfini</strong><strong>, chiamati Cerchio Magico</strong>. Era dai tempi di Tagus III che l&#8217;equipaggio dell&#8217;Enterprise non si trovava davanti a una civiltà umanoide così tribale.</p><p>I Maroniani condividono con i Bossiani la pratica devozionale dei cazzi duri ma rifiutano il culto del Cerchio Magico. Sono contrari, ad esempio, all&#8217;<strong>adorazione del Trota</strong>, personaggio padano che si dice per metà uomo e per metà animale, a cui è stata portata in offerta una navicella spaziale pagata con risorse della comunità. Ne&#8217; sono d&#8217;accordo a pagare, senza dirglielo, una nuova reggia per il guru Umberto.</p><p>Il Signor Spock cercherà di dirimere i contrasti di Padania contenendo gli effetti generati dalla bufera magnetica. Il popolo padano è disperato e <strong>il rischio è che Padania si trasformi in un</strong><strong> buco nero di anti-materia</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/capitano-kirk-sbarca-pianeta-padania/202731/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Riforma del lavoro. Ridiamo insieme</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/riforma-lavoro-ridiamo-insieme/200533/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/riforma-lavoro-ridiamo-insieme/200533/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Mar 2012 08:47:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[articolo 18]]></category> <category><![CDATA[Elsa Fornero]]></category> <category><![CDATA[finte partite Iva]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[partite iva]]></category> <category><![CDATA[riforma del lavoro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=200533</guid> <description><![CDATA[All&#8217;inizio non mi veniva da ridere perchè la prendevo sul serio la riforma del lavoro. Poi ho cambiato angolatura e ho visto che stava tutto lì, come in uno sketch girato in bianco e nero con i Monty Python però anziani. Sull&#8217;articolo 18 c&#8217;è poco da dire e tanto da ridere. A me personalmente non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;inizio non mi veniva da ridere perchè la prendevo sul serio la riforma del lavoro. Poi ho cambiato angolatura e ho visto che stava tutto lì, come in uno sketch girato in bianco e nero con i Monty Python però<strong> anziani</strong>.</p><p>Sull&#8217;articolo 18 c&#8217;è poco da dire e tanto da ridere. A me personalmente non mi ha mai riguardato e sono fuori da tutte le categorie socio-demografiche che ne sono interessate. Provo un rispetto al limite dell&#8217;idolatria per la storia <strong>sindacale</strong>, italiana e internazionale. Ma l&#8217;età mi ha insegnato a contenere gli idealismi. Mi affido ciecamente a coloro che lo difendono con competenza e abnegazione. Nel professarmi fatalista rispetto al suo destino mi faccio una grassissima e interminale risata di perfida rassegnazione.</p><p>Sul congedo di paternità obbligatorio rido sobriamente perchè in molti si dicono presi per i fondelli, e non ridono quanto si dovrebbe. Si lamentano che 3 giorni sono pochi perchè hanno la mente <strong>piccola</strong>. Non capiscono che questa norma vuole segnare un cambiamento culturale. Per questo si è adoperato il 3, che è un numero simbolico e rappresenta la perfezione.</p><p>Sulle partite Iva cammuffate il divertimento nasce dalla commozione. Il tentativo di difesa dei poveri finti dipendenti con partita Iva è toccante. Si vede che dietro tanta accademica <strong>saggezza</strong> c&#8217;è un cuore che batte forte. Purtroppo noi diversamente giovani siamo diventati cinici a forza di fare la guerra agli altri poveri e non riusciamo a riconoscere la buona volontà del ministro Fornero. Per la proprietà transitiva rido talmente tanto che mi vengono le lacrime agli occhi.</p><p><strong>La più grassa e lunga risata viene</strong><strong> dai tempi della riforma:</strong> le iniziative vagamente più interessanti entreranno in vigore a partire dal 2017, ovvero tra 5 anni. 5 anni prima di vedere una parvenza di luce in fondo al tunnel, una fiammella, cosa dico? un tremulo bagliore. Il Vaticano, tipicamente scaltro sull&#8217;argomento, sta realizzando una  campagna marketing su questo tema per guadagnare nuovi<strong> fedeli</strong>. Ma, anche se a forza di ridere ci vengono i singhiozzi, siamo mica i più fessi della terra vé? 5 anni sono ovviamente una valutazione ottimistica.<strong> </strong>Nessuno, neanche nonno Mario, si prende la briga di dirci in faccia che ci vorranno 10 anni prima di una ripresa. Io ci ho messo un po&#8217; a capirlo ma c&#8217;è già chi va in farmacia con la carriola per fare scorta di antidepressivi.</p><p>Anche chi non è andato alla Bocconi sta aspettando che il governo Monti cominci a parlare di regolamentazione del mercato finanziario, del sistema bancario e proponga un piano di sviluppo. Viene il dubbio che a Bruxelles si vedano per fare tornei di <strong>sudoku</strong> o giocare al  fanta-spread delle nazioni. Molti forse non sono pronti per il governo Monti, ma lo sono per smettere di ridere e diventare gente seria. Che è l’Europa che ce lo chiede.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/28/riforma-lavoro-ridiamo-insieme/200533/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>8 marzo. E&#8217; qui la festa?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/marzo-festa/196101/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/marzo-festa/196101/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Mar 2012 10:12:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[8 marzo]]></category> <category><![CDATA[discriminazioni]]></category> <category><![CDATA[mimosa]]></category> <category><![CDATA[sessismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196101</guid> <description><![CDATA[Ai tempi dell&#8217;università avevo un&#8217;idea molto precisa della Festa della Donna. Rametto di mimosa? No grazie. Amici e fidanzato lo sapevano bene e quando la casa si riempiva di pallini profumati sfoderavo la pazienza rassegnata di chi guarda le persone anziane, affezionate a un&#8217;abitudine antica che non ha più senso di esistere. Su questo tema...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ai tempi dell&#8217;università avevo un&#8217;idea molto precisa della Festa della Donna. Rametto di mimosa? No grazie. Amici e fidanzato lo sapevano bene e quando la casa si riempiva di pallini profumati <strong>sfoderavo la pazienza rassegnata</strong> di chi guarda le persone anziane, affezionate a un&#8217;abitudine antica che non ha più senso di esistere.</p><p>Su questo tema avevo elaborato <strong>la teoria della Festa del Negro</strong>. M&#8217;immaginavo di andare in un giorno prestabilito dal fruttivendolo pakistano e regalargli un ferrero rocher. Un gesto di gratitudine per il suo stato di soggezione permanente, come dire: “ehi negro, oggi possiamo guardarci nelle palle degli occhi. E guarda qui, c&#8217;è un cioccolatino per te. Che tra l&#8217;altro siete un po&#8217; dello stesso colore”.</p><p>La teoria della Festa del Negro la serbo ancora adesso in un posto caldo e morbido del cuore, ma la conoscenza della realtà mi ha spinta a moltiplicare i punti di vista. Ho imparato a riconoscere un universo quasi inesauribile di trasparenze e <em>non detti</em>. Non solo il famigerato soffitto di cristallo* ma anche tutte le altre barriere sparpagliate in ogni dove. Muretti, pareti divisorie, paraventi, tramezzi, pannelli e paratie abbondantemente distribuite che neanche al Mercatone del Mobile. Ad esempio, nelle orchestre sinfoniche sono presenti molti più musicisti maschi che femmine. Un po&#8217; di tempo fa negli Stati Uniti hanno incominciato a fare le cosiddette <em>audizioni cieche</em>, non si sapeva se chi suonava era uomo o donna. Guarda caso la presenza di musiciste donne nelle orchestre è salita vertiginosamente. Quelli che ancora nutrono dubbi sul fatto che queste barriere stiano dentro le teste delle persone o fuori, tanto vale aprirgli direttamente il cervello e farci una pista da pattinaggio.</p><p>Come tutte le feste comandate, l&#8217;8 marzo continua ad avere su di me l&#8217;effetto esaltante di un piatto di pastina in brodo a Santo Stefano. Ma dovendo elencare i motivi per cui ha ancora senso parlare della libertà delle donne non saprei neanche da dove cominciare, tanti ce ne sono. Per sceglierne uno segnalerei il rapporto con l&#8217;altro, l&#8217;uomo, che bisogna diventi un <strong>interlocutore consapevole </strong>della trasformazione in corso. E&#8217; una trasformazione culturale ormai ineluttabile che alcuni per fortuna stanno già assecondando. Quando si parla di questi argomenti però molti altri si guardano intorno spaesati: “chi, io? Dici a me?”.</p><p>Si uomo, ragazzo, maschio insomma. <strong>Proprio a te</strong>.</p><p>*Il soffitto di cristallo è un&#8217;espressione che indica situazioni in cui l&#8217;avanzamento di una persona in una qualsiasi organizzazione lavorativa o sociale viene impedito per discriminazioni, prevalentemente di carattere sessuale o razziale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/marzo-festa/196101/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Monti e il mobbing governativo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/monti-mobbing-governativo/189772/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/monti-mobbing-governativo/189772/#comments</comments> <pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:42:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[cancellieri]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[Martone]]></category> <category><![CDATA[mobbing]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=189772</guid> <description><![CDATA[I primi segnali li capisci quando arrivi in ufficio e non ti saluta nessuno. Alle macchinette del caffé c&#8217;è un deserto che potrebbero rotolarti vicino le palle d&#8217;erba di un film western. Quando vai in mensa si consuma l&#8217;apoteosi: sei lì da solo a mangiare con il tuo vassoio e ti senti un appestato. Il...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I primi segnali li capisci quando arrivi in ufficio e non ti saluta    nessuno. Alle macchinette del caffé c&#8217;è un deserto che potrebbero    rotolarti vicino le palle d&#8217;erba di un film western. Quando vai in    mensa si consuma l&#8217;apoteosi: sei lì da solo a mangiare con il  tuo   vassoio e ti senti un appestato. Il fatto è che in azienda nessuno  si   cura del lavoro che fai. <strong>Ti fai il mazzo? Non te lo fai? Non importa.</strong></p><p>La naturale evoluzione sono le battute dei colleghi. Cominciano i  colleghi più alti in grado. Non sono mai riferimenti diretti a quanto  sei sfigato, come fa un professionista e cattedratico del calibro di <strong>Michel  Martone</strong>. Nel mobbing aziendale le battute sono più triviali. Bisogna  essere un accademico per insultarti in faccia come si deve.</p><p>Sembrano spiritosaggini, ma fioccano quando i segni premonitori   diventano eclatanti: il tuo computer è rotto, ma l&#8217;assistenza  tarda a   riparartelo. O per te non c&#8217;è nessuna assistenza e rimani  senza   computer. Un po&#8217; come con gli <strong>ammortizzatori sociali</strong>. Non è  che tardano ad arrivare, è proprio che non ci sono.</p><p>Magari sei lì, praticamente fai solo fotocopie, e passa  qualcuno a   dirti <em>&#8220;bella la vita vero?&#8221;</em>. Ma potrebbe anche essere: <em>&#8220;Non è    monotono?&#8221;</em><br /> Nel governo Monti sono professori, le cose le fanno bene  perchè le   hanno studiate alla Columbia, mica all&#8217;università di Catanzaro. Niente a   che vedere con un Brunetta  qualunque che in tempi non sospetti diceva   ai precari:<em> &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/14/lavoro-il-ministro-brunetta-ai-precari-siete-litalia-peggiore-e-scoppia-il-finimondo/118203/" target="_blank">Siete l&#8217;Italia peggiore</a></span>&#8220;</em>. Bamboccioni tutti posto fisso e   famiglia: vuoi mettere che  stile? Se la classe non è acqua, c&#8217;è un <strong>ministro Cancellieri</strong> a  ricordarcelo.</p><p>Rimane un dubbio. In azienda si sa come va a finire. Si comincia con   il  computer rotto e a un certo punto ti ritrovi che quella non è più  la  tua  azienda.</p><p>Nel  caso del governo Monti, invece, c&#8217;è uno spaesamento generale. Lo  sfottò quotidiano desta grandi preoccupazioni. Se è l&#8217;<strong>azienda Italia</strong> che ti mobbizza, dove dovresti andare quando ti sbatteranno fuori?</p><p>Forse il mobbing governativo vuole che emigri. <strong>Devi scomparire. </strong>Accettare un contratto a tempo determinato a 900 euro al mese senza il paracadute familista significa fare una vita di <strong>ascetismo</strong>. Nell&#8217;attesa che si chiariscano le reali intenzioni del governo Monti, sperando di poter rimanere cittadini italiani, in molti si riascoltano la canzone che ha reso celebre Beck, il cantante americano diventato famoso con la canzone <em>Loser</em>. Il ritornello, con straodinaria lungimiranza, già negli anni &#8217;90 diceva</p><p><em>I&#8217;m a loser baby, so why don&#8217;t you kill me?</em></p><p>che in italiano sarebbe:</p><p><em>Sono un perdente tesoro, allora perchè non mi fai fuori?</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/08/monti-mobbing-governativo/189772/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Natale con gli Assalti Frontali</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/25/natale-con-gli-assalti-frontali/179840/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/25/natale-con-gli-assalti-frontali/179840/#comments</comments> <pubDate>Sun, 25 Dec 2011 10:30:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[carpooling]]></category> <category><![CDATA[Eva Macali]]></category> <category><![CDATA[Natale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=179840</guid> <description><![CDATA[Per le feste devo tornare a Genova dalla famiglia e decido di viaggiare con il sistema del carpooling che, per chi non lo sa, serve a trovare un passaggio in macchina a chi deve percorrere una certa distanza. O serve a trovare passeggeri per chi ha spazio in macchina e vuole dividere le spese di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per le feste devo tornare a Genova dalla famiglia e decido di viaggiare con il sistema del <strong>carpooling</strong> che, per chi non lo sa, serve a trovare un passaggio in macchina a chi deve percorrere una certa distanza. O serve a trovare passeggeri per chi ha spazio in macchina e vuole dividere le spese di viaggio.</p><p>Un sistema per me sublime, ancora di più adesso che è Natale e ci sono i rincari della benzina. Il carpooling risponde al mio modo di concepire una società sostenibile e con un <strong>senso di comunità</strong> ora assente. Anzi, forse risponde alla mia visione di un mondo luminoso e accogliente e di come potrebbero evolvere gli esseri umani se si amassero e rispettassero di più.</p><p>Non m&#8217;importa se sei mesi fa ho usato il carpooling e mi hanno sfan&#8230;to. Già, perchè l&#8217;estate scorsa Manolo di Castellamare di Stabia si era presentato all&#8217;appuntamento a Roma con una Escort dell&#8217;89 che non faceva più degli 80 all&#8217;ora e ogni 100 km dovevamo fermarci ad aprire il cofano e mettere l&#8217;acqua nel radiatore (durata complessiva del viaggio 8 ore). Manolo aveva poi chiesto un contributo di viaggio enorme e avevo avuto la netta sensazione che carpooling = <strong>beneficenza</strong>.</p><p>Accecata dagli ideali, questo Natale ci riprovo. Cerco in rete e trovo che tale Gianluca parte da Largo Preneste per Genova nel giorno che mi interessa. Mi dice che ha una Punto con 30.000 chilometri e l&#8217;ha appena fatta controllare per il viaggio. Mi sembra che la Punto sia fuori produzione, ma <strong>Gianluca </strong>pare affidabile e quindi mi presento all&#8217;appuntamento abbastanza tranquilla.</p><p>Alle 8.30 incontro Gianluca e la fidanzata, <strong>Monica</strong>, che mi vengono incontro con sigaretta di tabacco pendula sul labbro inferiore e treccine rasta lunghe a metà schiena, imbacuccati in giacche a vento nere, svariati piercing tra labbro, naso, incavo delle sopraciglia e lobi delle orecchie. Mi dicono che dovremo fare una deviazione lungo il percorso per accompagnare Monica e andiamo verso la macchina piena zeppa di bagagli. Sul sedile di dietro l&#8217;unico posto libero è occupato da un boxer gigante con il collare borchiato. Se quello è un cucciolo di boxer io ho la stessa taglia di Keira Knightley.</p><p>Chiedo: “E io dove mi metto?”.</p><p>“Ah giusto!” Fanno smammare il cane, che scopro subito chiamarsi <strong>Sclero</strong>, e io mi siedo nel sedile di dietro, tenendo in braccio borsa e sacchetto con i regali di Natale per i familiari. Dentro la macchina c&#8217;è un odore penetrante di cane, umido, sporco e fumo.</p><p>La coppia fuma ininterrottamente quindi si sta in macchina con i finestrini mezzi abbassati e la giacca abbottonata. Ma capisco che sono nella merda fino al collo quando accendono la radio. Monica si gira a farmi un sorriso e mi dice che hanno solo il cd degli Assalti Frontali, e che funzionano solo le casse di dietro, di cui una proprio dietro al mio orecchio destro. Penso tra me e me “sono fot&#8230;”. Ascolteremo il disco degli <em>Assalti</em> <strong>almeno 6 volte</strong> durante il viaggio. La mia canzone preferita è ufficialmente <em>Profondo Rosso</em> e so quasi tutto il testo a memoria (<em>“i banchieri fanno crack gli economisti fanno flop” </em>etc).</p><p>Gianluca lavora a intermittenza per delle subappaltatrici di Ferrovie dello Stato e fa quadri elettrici. Monica sta facendo un corso. Lui e Monica condividono un appartamento con altre 3 persone in zona Prenestina a Roma. Per mantenersi, visto che con i quadri elettrici non ci campano, nella loro stanza hanno sistemato un <strong>pensionato per cani</strong>. Dormono con 4 cani (Sclero incluso) e mi dicono che hanno dei problemi con Bobo, un pastore tedesco di 3 anni troppo vivace che aggredisce gli altri cani e forse lo dovranno dare indietro. Gianluca e Monica sono persone gradevolissime e girano sigarette a una velocità impressionante.</p><p>Arrivo a Genova dopo<strong> 7 ore</strong>, la deviazione a Chiusi (baci e abbracci con la famiglia di Monica), un&#8217;uscita verso Viareggio mancata di 30 chilometri buoni e 3 soste in piazzola a far pisciare Sclero.</p><p>Mentre ci avviciniamo al casello di Genova Nervi tiro fuori i soldi del mio contributo per il viaggio e ovviamente gli metto in mano il doppio del pattuito. <strong>E Buon Natale.</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/25/natale-con-gli-assalti-frontali/179840/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il metodo Monti: pagare alla romana</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/09/metodo-monti-pagare-alla-romana/176155/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/09/metodo-monti-pagare-alla-romana/176155/#comments</comments> <pubDate>Fri, 09 Dec 2011 08:43:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[sacrifici]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=176155</guid> <description><![CDATA[Il Presidente Monti risponde alle domande dei giornalisti dopo aver illustrato la manovra: - Presidente Monti, quindi si può dire che il suo metodo per far quadrare i conti è: facciamo alla romana? - Non è che siamo al ristorante. Ma detto in parole povere, sì. - Scusi presidente, con che altre parole lo dobbiamo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente Monti risponde alle domande dei giornalisti dopo aver illustrato la manovra:</p><p>- Presidente Monti, quindi <strong>si può 	dire che il suo metodo </strong><strong>per far quadrare i conti è: facciamo alla 	romana?<br /> </strong>- Non è che siamo al ristorante. Ma detto in parole povere, sì.<br /> - Scusi presidente, con che altre 	parole lo dobbiamo dire?<br /> - Ma sì infatti, così la smettiamo 	con questa storia del governissimo super partes, come se i voti in 	Parlamento non dovessimo prenderli. Avanti con la prossima domanda.</p><p>- Presidente Presidente, una domanda 	per il mensile Madre di Dio!<br /> - Dica<br /> - Lei si considera un<strong> fervente 	cattolico?</strong><br /> - Sì, dentro di me arde perpetua la 	fiamma della fede. Dove vuole arrivare?<br /> - Lei ha parlato spesso di sacrifici 	in questi giorni. Dobbiamo fare i sacrifici del decreto salva-Italia 	per entrare nuovamente in contatto con Nostro Signore o per placare 	il giudizio di Dio, adirato per la nostra condotta peccaminosa?<br /> - Guardi, se mai i sacrifici sono 	per entrare in contatto con i mercati finanziari, comunque se si 	guarda la parte sull&#8217;Ici vede che nelle alte sfere celesti non 	abbiamo scontentato nessuno. Prossima Domanda.</p><p>- Presidente Monti, all&#8217;inizio del 	suo mandato ha detto che avrebbero pagato quelli che hanno dato 	meno. E che la manovra avrebbe messo giovani e donne al primo posto. 	Ci chiediamo:<strong> gli ultimi saranno anche i primi?<br /> <span style="font-weight: normal;">- Mi scusi non capisco la domanda.<br /> </span></strong>- Sì era un po&#8217; sottile. Non è che il vostro programma è 	un po&#8217; vorrei-ma-non-posso?<br /> - Continuo a non afferrare.<br /> - Passiamo oltre&#8230; Alcuni 	economisti sostengono che <strong>i sacrifici potrebbero essere inutili, </strong><strong>se 	il problema non si risolve in sede europea</strong>.<br /> - E&#8217; una tesi fantasiosa ma le rispondo subito che non è con 	la fantasia che si costruiscono i modelli macro-economici necessari a 	salvare un Paese dal rischio default.<br /> - E cosa si usa allora?<br /> - Vede qui, tengo una catenina sotto 	la camicia, ci ho appena messo un cornino che mi hanno portato da 	Napoli. Ne metta uno anche lei, guardi è anche grazioso, ai miei 	nipotini piace un sacco&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/09/metodo-monti-pagare-alla-romana/176155/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Mutazioni genetiche e uomini-poltrona</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/07/litalia-e-lepidemia-degli-uomini-poltrona/168861/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/07/litalia-e-lepidemia-degli-uomini-poltrona/168861/#comments</comments> <pubDate>Mon, 07 Nov 2011 08:51:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[pianura padana]]></category> <category><![CDATA[politici]]></category> <category><![CDATA[poltrone]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=168861</guid> <description><![CDATA[Sgominato da un&#8217;indagine della Guardia di Finanza un maxi-traffico di pellame di vacca selvatica padana con proprietà incollanti. Il pellame, trattato in numerosi centri di conciatura, serviva per la fabbricazione di poltrone di alta gamma. &#8220;Si tratta di un pellame particolare, che tende ad attaccarsi al sedere di chi si ci si siede sopra&#8220; ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sgominato da un&#8217;indagine della Guardia di Finanza un<strong> </strong>maxi-traffico di pellame di vacca selvatica padana con proprietà incollanti. Il pellame, trattato in numerosi centri di conciatura, serviva per la fabbricazione di poltrone di alta gamma. <em>&#8220;Si tratta di <strong>un pellame particolare, che tende ad</strong><strong> attaccarsi al sedere </strong><strong>di chi si ci si siede sopra</strong>&#8220;</em> ha spiegato il generale della Guardia di Finanza <em>&#8220;e che <strong>genera organismi geneticamente modificati detti </strong><strong>uomini-poltrona</strong>&#8220;</em>.</p><p>Da tempo immemorabile la pelle del vitello della Pianura Padana viene utilizzata per <strong>scranni e poltrone presidenziali</strong> in tutta Europa e nel mondo. Lo stesso Benito Mussolini ne era un grande estimatore, oltre che collezionista. Dopo la Seconda guerra mondiale l&#8217;utilizzo del pellame appiccicoso è stato vietato da una risoluzione delle Nazioni Unite, ma un vasto mercato illegale ha continuato a prosperare e pare si sia ramificato anche nelle capitali europee.</p><p>Gli intenditori la definiscono con grottesca simpatia &#8220;la poltrona che ti bacia il culo&#8221;. La produzione della poltrona di vacca padana produce una modificazione del patrimonio genetico di chi si siede e lo rende <strong>un uomo-poltrona, essere che si dichiara ossessivamente </strong><strong>inseparabile dalla sua poltrona</strong> e sulla cui natura raccapricciante i servizi segreti mantengono il più ampio riserbo. L&#8217;uomo-poltrona presenta anche alcune mutazioni evidenti che lo rendono ancora più riconoscibile, tra tutte la crescita di<strong> capelli posticci</strong> e la pelle indurita che rende il <strong>volto simile a una maschera</strong>.</p><p>Con l&#8217;operazione della GdF conclusasi oggi, si auspica che presto l&#8217;Italia rinunci a questa pratica barbarica. Oltre a recare un danno ingente sul piano faunistico, l&#8217;uso della vacca padana negli ultimi decenni <strong>ha moltiplicato i fenomeni di uomini-poltrona</strong>. La comunità scientifica internazionale guarda con preoccupazione al fenomeno italiano e ancora si interroga su come isolare gli uomini-poltrona e riportarli al loro habitat e nelle riserve naturali a loro riservate. Ovviamente staccandogli la poltrona dal deretano.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/07/litalia-e-lepidemia-degli-uomini-poltrona/168861/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>Giulio e il gioco di Vaffanculopoli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/giulio-e-il-gioco-di-vaffanculopoli/151416/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/giulio-e-il-gioco-di-vaffanculopoli/151416/#comments</comments> <pubDate>Sat, 13 Aug 2011 08:11:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[barrette al cioccolato]]></category> <category><![CDATA[creatività]]></category> <category><![CDATA[manovra aggiuntiva]]></category> <category><![CDATA[monopoli]]></category> <category><![CDATA[Robin Hood Tax]]></category> <category><![CDATA[Tremonti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=151416</guid> <description><![CDATA[A tutti piace che d&#8217;estate le riviste sono piene di quiz e articoli d&#8217;intrattenimento sul genere &#8220;Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei&#8221; oppure &#8220;Il tuo costume da bagno parla delle tue vite precedenti&#8221; etc. Questo filone ha ispirato un&#8217;indagine nelle abitudini dell&#8217;attuale Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, per rispondere alla domanda &#8220;Capisci chi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A tutti piace che d&#8217;estate le riviste sono piene di quiz e articoli d&#8217;intrattenimento sul gener<em>e &#8220;Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei&#8221;</em> oppure &#8220;<em>I</em><em>l tuo costume da bagno parla delle tue vite precedenti</em>&#8221; etc. Questo filone ha ispirato un&#8217;indagine nelle abitudini dell&#8217;attuale Ministro delle Finanze <strong>Giulio Tremonti</strong>, per rispondere alla domanda &#8220;<em>Capisci chi hai di fronte a seconda dei giochi che fa con i suoi figli</em>&#8220;. Domanda che ha avuto risposte illuminanti se si pensa che i figli di Giulio Andreotti giocavano a <em>Conclave</em> mentre i figli di Togliatti giocavano a <em>Ospedale Psichiatrico</em>.</p><p>Nell&#8217;intimità domestica Giulio gioca con i suoi figli a un gioco da tavola, una variante sostanzialmente uguale a Monopoli dove i soldi del Monopoli sono sostituiti da delle barrette di cioccolato al latte kinder. Questa innovazione di straordinaria creatività lo ha spinto a cambiare nome al gioco e a chiamarlo <strong>Vaffanculopoli</strong>. E infatti il Vaffanculopoli è il gioco su cui è incardinata la vita domestica della famiglia Tremonti, dove i rampolli ricordano con divertimento come Giulio li redarguisse fin da piccoli: &#8220;<em>Finisci quella minestva se no sta seva niente Vaffanculopoli</em>&#8221; oppure &#8220;<em>Questo vitavdo ti costevà ben due bavvette di cioccolato, cavo mio</em>&#8220;.</p><p>E&#8217; grazie al genio creativo alimentato dal gioco del Vaffanculopoli che Giulio elabora le miracolose manovre finanziarie che ci hanno portato fin qua. Nello scorso Consiglio dei Ministri Giulio ha impegnato i colleghi per 3 delle 4 ore di riunione affinchè gli si concedesse di imperniare la manovra aggiuntiva intorno alla <strong>Robin Hood Tax</strong>, una genialata creativa che non sposta di una virgola i termini della situazione ma vuoi mettere come suona creativa e divertente. L&#8217;ultima mezz&#8217;ora del Consiglio dei Ministri Giulio ha scassato le balle ai colleghi per potersi presentare in conferenza stampa con l&#8217;arco e le frecce ma ancora una volta in pochi hanno capito il suo genio.</p><p>Giulio si è quindi presentato in conferenza con il suo amuleto di sempre: le tasche piene del bottino di barrette kinder vinte ai suoi stessi figli nella partita a Vaffanculopoli del giorno prima.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/13/giulio-e-il-gioco-di-vaffanculopoli/151416/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Se non ora quando? Mai</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/08/se-non-ora-quando-mai/144062/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/08/se-non-ora-quando-mai/144062/#comments</comments> <pubDate>Fri, 08 Jul 2011 16:49:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[flexicurity]]></category> <category><![CDATA[manifestazione]]></category> <category><![CDATA[maternità]]></category> <category><![CDATA[se non ora quando]]></category> <category><![CDATA[Siena]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=144062</guid> <description><![CDATA[Un sacco di gente si sta per riunire a Siena sabato 9 e domenica 10 luglio, in gran parte donne, dopo aver manifestato con urgenza, il 13 febbraio scorso, il desiderio di cambiare le cose in Italia. Infervorate, sono tornate sugli stessi argomenti con nuova ostinazione. Sembra l&#8217;ingenuità dei bambini a farle insistere, manco fossero una Brambilla qualunque attaccata al...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/Se-non-ora-quando-Siena.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-144066" title="Se non ora quando Siena" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/Se-non-ora-quando-Siena-214x300.jpg?47e3a5" alt="La locandina della manifestazione Se non ora quando di Siena" width="214" height="300" /></a>Un sacco di gente si sta per riunire a <strong>Siena </strong>sabato 9 e domenica 10 luglio, in gran parte donne, dopo aver manifestato con urgenza, il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/13/da-trieste-a-palermo-da-bari-a-pesaro-sono-gia-decine-di-migliaia-le-donne-in-piazza/91829/" target="_blank">13 febbraio scorso</a></span>, il desiderio di cambiare le cose in Italia. Infervorate, sono tornate sugli stessi argomenti con nuova ostinazione.</p><p>Sembra l&#8217;ingenuità dei bambini a farle insistere, manco fossero una Brambilla qualunque attaccata al polpaccio. Pare che ci sia un collegamento conclamato tra sviluppo economico di un paese e occupazione femminile. E tra l&#8217;occupazione femminile e il tasso di natalità. Sono tanti bei paroloni che servono a chiedere il<strong> sussidio di maternità</strong> per tutte le donne. Ma chi lo chiede si è guardato intorno? Perchè forse pensa di essere in Finlandia, o in Norvegia, che tra l&#8217;altro ci hanno pure il petrolio. No, per curiosità, intorno al Colosseo si vedono slitte con le renne o gente vestita da antichi romani che fa le foto con i giapponesi? Garantire il contratto part-time a lavoratori e lavoratrici con responsabilità familiari che ne fanno richiesta? Im-pos-si-bi-le. Chi vuole realizzare un moderno sistema di <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flexicurity" target="_blank"><strong>flexicurity</strong></a></span></em>, per dare sostegno alle nuove modalità professionali e ai progetti familiari di giovani e meno giovani, ha visto troppi film di Harry Potter. Non ci vuole l&#8217;incarnazione di Voldemort per capire che sono proposte campate in aria.</p><p>Scherzetto! Non è vero niente! A Siena sabato 9 e domenica 10 ci si riunisce per parlare di quello che si può fare per <strong>cambiare veramente le cose</strong>, in Italia, partendo dalla situazione di donne, giovani e famiglie. Chi dice che sono quattro<em> &#8220;radical chic&#8221; </em>vada a farsi un giro sul sito di <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/" target="_blank">Se Non Ora Quando</a></span></strong>. Ci troverà la diretta degli interventi dell&#8217;incontro di Siena e altre informazioni che stanno bene sia in un libro di Harry Potter che nella realtà.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/08/se-non-ora-quando-mai/144062/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>28</slash:comments> </item> <item><title>Se il mondo va così è tutta colpa di Barbie</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/se-il-mondo-va-cosi-e-tutta-colpa-di-barbie/117003/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/se-il-mondo-va-cosi-e-tutta-colpa-di-barbie/117003/#comments</comments> <pubDate>Thu, 09 Jun 2011 13:07:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[Barbie]]></category> <category><![CDATA[Deforestazione]]></category> <category><![CDATA[greenpeace]]></category> <category><![CDATA[Ken]]></category> <category><![CDATA[Mattel]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=117003</guid> <description><![CDATA[Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dirlo forte e chiaro, strappare il velo dell&#8217;ipocrisia e raccontare le cose come stanno. E chi meglio di Greenpeace lo poteva fare? Gente che si è piazzata per anni intorno agli atolli dove scoppiavano le bombe atomiche, che si è fatta speronare da baleniere assassine di ogni bandiera,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/e8HlCPal2Ww" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div><br /> Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dirlo forte e chiaro, strappare il velo dell&#8217;ipocrisia e raccontare le cose come stanno. E chi meglio di <strong>Greenpeace </strong>lo poteva fare? Gente che si è piazzata per anni intorno agli atolli dove scoppiavano le bombe atomiche, che si è fatta speronare da baleniere assassine di ogni bandiera, che si è piazzata in pianta stabile sugli iceberg dell&#8217;Antartide. Insomma, gente che <em>non </em>passa il tempo a mettere lo smalto alle bambole.</p><p>E infatti per protestare contro la deforestazione in Indonesia ad opera della Mattel, storica multinazionale del giocattolo, Greenpeace ha tirato in mezzo<strong> Barbie e Ken</strong>, protagonisti indiscussi del passatempo ludico di più generazioni di fanciulle. Giocattoli che vivono di vestitini rosa, diademi sberluccicanti e accessori da piscina. Finalmente si scopre che Barbie è un&#8217;omicida assetata di sangue e Ken un cripto-gay ossessionato dalla depilazione.</p><p>Lungi dal difendere il mondo di villette e decapottabili color pervinca di Barbie, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://giovannacosenza.wordpress.com/2011/06/09/la-barbie-assassina-di-greenpeace/" target="_blank">qualcuno</a></span> si è chiesto come mai Greenpeace non abbia messo in mezzo anche i tanti altri giocattoli per maschietti della Mattel. Tra questi il mitico <strong>Big Jim</strong>, che a questo punto nel mondo reale dev&#8217;essere un saggio padre di famiglia dedito alla coltivazione orticola, o gli altri guerrieri delle collezioni Mattel come <strong>Masters of the Universe</strong> e compari, dediti per antonomasia a guerra, distruzione e annientamento del prossimo.</p><p>Ma questo dev&#8217;essere tutto un discorso di facciata, perché fuori dalla finzione <strong>Superman </strong>e i<strong> Cavalieri dello Zodiaco</strong> vivono in campagna e si occupano di agricoltura biodinamica all&#8217;interno di tranquille comunità omosessuali. Chissà se Greenpeace lo racconterà nel suo prossimo spot.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/se-il-mondo-va-cosi-e-tutta-colpa-di-barbie/117003/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>26</slash:comments> </item> <item><title>Odissey Dawn va che è una bomba</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/21/odissey-dawn-va-che-e-una-bomba/99049/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/21/odissey-dawn-va-che-e-una-bomba/99049/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 Mar 2011 13:14:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[armi]]></category> <category><![CDATA[Francia]]></category> <category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category> <category><![CDATA[Guerra]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[Odissey Dawn]]></category> <category><![CDATA[Russia]]></category> <category><![CDATA[Usa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=99049</guid> <description><![CDATA[Era dai tempi di We are the world che non si riunivano insieme tante celebrità della musica per scopi umanitari. Questa volta lo slancio benefico è rivolto alla Libia, un piccolo paese nel cuore di tutti per le sue ricchezze naturali. Odissey Dawn (&#8220;Odissea all&#8217;alba&#8221;) è il titolo del nuovo inno internazionale concepito dal supergruppo United...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Era dai tempi di <em>We are the world</em> che non si riunivano insieme tante celebrità della musica per scopi umanitari. Questa volta lo slancio benefico è rivolto alla Libia, un piccolo paese nel cuore di tutti per le sue ricchezze naturali.<strong> <em>Odissey Dawn</em> </strong>(&#8220;Odissea all&#8217;alba&#8221;) è il titolo del nuovo inno internazionale concepito dal supergruppo United Nations. E&#8217; in corso di registrazione da sabato scorso 17 marzo ed è sempre più difficile mantere il top secret sul testo della canzone<em>, </em>anche se rumours dicono che è una celebrazione della pace e delle risorse energetiche dentro a ognuno di noi.</p><p>La gestazione del brano è stata lunga e faticosa. Il progetto è partito ufficialmente nel 2004 quando le star della canzone sono riuscite a revocare alla Libia l&#8217;embargo sulle forniture belliche cominciato nel 1986. Proprio come per <em>We are the world</em>, che fu scritta da Michael Jackson e Lionel Richie, la composizione di <em>Odissey Dawn</em> è straordinariamente orchestrale, anche se si deve a <strong>Nicholas Sarkozy </strong>e <strong>David</strong><strong> Cameron </strong>il ruolo di coordinamento dell&#8217;iniziativa. Sono davvero tanti i mostri sacri della musica che hanno partecipato a questa impresa.</p><p>Per l&#8217;Italia possiamo contare sulla potenza performativa di <strong>Silvio Berlusconi</strong>,<strong> </strong>che nel 2009 ha offerto alla Libia di Gheddafi 11.000 tra <strong>carabine, fucili e pistole</strong>, oltre alle decine di elicotteri militari e le centinaia di cannoni semoventi. Gli artisti italiani sono voci soliste ma non si tirano indietro se c&#8217;è da fare il coro, e infatti fino all&#8217;altro ieri facevano anche la manutenzione e l&#8217;addestramento degli equipaggi dei velivoli.</p><p><strong>Vladimir Putin</strong> ha voluto strafare con aerei da combattimento, carri armati e complessi antiaerei, nonché sistemi missilistici Tor-M1, Buk e Grad. Gli <strong>Usa</strong>, i più impegnati insieme a <strong>Russia </strong>e <strong>Cina</strong>, tra le altre cose hanno equipaggiato Gheddafi con i sistemi di comunicazione e puntamento, fondamentali per la costruzione della linea melodica. Siccome è il tono che fa la musica, mitragliatrici, granate e munizioni sono arrivati anche da artisti meno alla ribalta come <strong>Belgio </strong>e <strong>Sud Africa</strong>. Hanno fatto molto <strong>Germania </strong>e <strong>Regno Unito</strong>, per non parlare della <strong>Francia</strong>, che ha provveduto con quelle centinaia di missili anticarro e antiaerei che potevano mancare. Nessuno può dire che per <em>Odissey Dawn </em>non sia stata messa insieme un&#8217;orchestra sinfonica di tutto riguardo.</p><p>Dallo studio di registrazione è trapelato che<em> Odissey Dawn</em> avrà un arrangiamento pop per andare incontro a un pubblico il più ampio possibile. Pare che inizialmente il titolo del brano fosse<em> I play and sing it myself</em> (in italiano “Me la suono e me la canto”), da eseguirsi con arrangiamento <strong>death metal</strong>, il genere musicale preferito dai big della canzone internazionale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/21/odissey-dawn-va-che-e-una-bomba/99049/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>Una mimosa per laFesta degli Uomini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/una-mimosa-per-la-festa-degli-uomini/91094/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/una-mimosa-per-la-festa-degli-uomini/91094/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Feb 2011 19:36:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[8 marzo]]></category> <category><![CDATA[donne]]></category> <category><![CDATA[Festa degli Uomini]]></category> <category><![CDATA[Uomini]]></category> <category><![CDATA[violenza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=91094</guid> <description><![CDATA[Si avvicina anche quest&#8217;anno l&#8217;8 marzo, la Festa degli Uomini, istituita dal presidente Marina Berlusconi nel 2023, dopo che l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che nell&#8217;arco di 500 anni il sesso maschile scomparirà e ci saranno soltanto esseri umani di genere femminile. Al centro della festa sarà come sempre il ramo di mimosa, regalato...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina anche quest&#8217;anno l&#8217;8 marzo, la <strong>Festa degli Uomini</strong>, istituita dal presidente Marina Berlusconi nel 2023, dopo che l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che nell&#8217;arco di 500 anni il sesso maschile scomparirà e ci saranno soltanto esseri umani di genere femminile.</p><p>Al centro della festa sarà come sempre il ramo di mimosa, regalato dalle donne agli uomini in segno di solidarietà ed empatia. Nonostante sulla carta la parità tra i due sessi sia da tempo garantita, molti uomini cosiderano le donne come animali da compagnia o personale di servizio. I più fragili e <strong>privi di autocontrollo</strong> si ostinano ad ammazzare, violentare, picchiare e compiere gli altri atti che li rendono il sesso debole. Genetisti e biologi non sanno spiegare questo mistero evolutivo.</p><p>Annamaria, una giovane impiegata, racconta con trasporto la sua esperienza diretta: <em>&#8220;I</em><em>n ufficio capita che gli uomini si mettono a parlare di succhiac&#8230; e culi di marmo nel bel mezzo di una riunione. Allora io e le mie colleghe offriamo loro una mentina. E&#8217; per dargli un <strong>supporto emotivo</strong>. Il problema è che tra mentine, chewing gum e saccottini mi va via una fortuna ogni mese.</em></p><p>La sua compagna di scrivania Caterina aggiunge: &#8220;<em>I saccottini li regalo quando mi danno su con la voce o mi trattano come un animale impagliato. Addirittura una volta, per scherzare, un collega mi ha colpito con una bottiglietta d&#8217;acqua in testa durante un meeting. Quel giorno avevo soltanto un bastoncino di liquirizia e gliel&#8217;ho offerto per fargli capire che <strong>gli ero vicina</strong>, ma lui si è messo a ridere con gli occhi fuori dalle orbite&#8221;.</em></p><p>Laconico il commento di un loro collega, che ha scelto di rimanere anonimo:<em> &#8220;T</em><em>ra di noi non ne parliamo di queste cose, è un argomento tabù. Non ci interessa fare squadra con le femmine. Voglio bene a mia moglie, ma siamo<strong> pur sempre maschi</strong>, e a noi piace così&#8221;.</em></p><p>Secondo Humbert van Perfidiaar, antropologo dell&#8217;Università di Amsterdam, è il loro <strong>patrimonio genetico</strong> a rendere gli uomini irrispettosi e prevaricatori. Rimane però incomprensibile come mai se ne infischiano se il loro sesso sta andando in estinzione. Quando si ricordano che tra una decina di generazioni le donne si faranno i figli da sole reagiscono con sgomento, ma non fanno nulla per cambiare prospettiva.</p><p>Le loro compagne vanno avanti a offrire mentine e a regalare <strong>mimose </strong>l&#8217;8 marzo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/09/una-mimosa-per-la-festa-degli-uomini/91094/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>176</slash:comments> </item> <item><title>Capitani d&#8217;industria supereroi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/20/capitani-dindustria-supereroi/87436/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/20/capitani-dindustria-supereroi/87436/#comments</comments> <pubDate>Thu, 20 Jan 2011 13:06:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=87436</guid> <description><![CDATA[&#8220;Capitano d&#8217;industria&#8221; è un termine nato in Inghilterra nell&#8217;800 per indicare un uomo d&#8217;affari che accumula una considerevole ricchezza personale contribuendo al suo paese tramite: incremento della produttività, espansione dei mercati, creazione di nuovi posti di lavoro e atti di filantropia. Il concetto di capitano d&#8217;industria ha avuto un successo enorme. La DC Comics, uno...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/01/farfallina.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-87439" title="fumetto" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/01/farfallina-300x244.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="244" /></a>&#8220;Capitano d&#8217;industria&#8221; è un termine nato in Inghilterra nell&#8217;800 per indicare un uomo d&#8217;affari che accumula una considerevole ricchezza personale <strong>contribuendo al suo paese</strong> tramite: incremento della produttività, espansione dei mercati, creazione di nuovi posti di lavoro e atti di filantropia.</p><p>Il concetto di capitano d&#8217;industria ha avuto un successo enorme. La DC Comics, uno degli editori di fumetti più prolifici negli Stati Uniti, nel 1988 creò un gruppo di supereroi chiamati <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capitani_d%27Industria" target="_blank">Capitani d&#8217;Industria</a></span>: superuomini e superdonne di business che però, col proseguire della storia, confluivano in un altro gruppo di supereroi detto Squadra Suicida, fino ad estinguersi dalle pubblicazioni DC Comics.</p><p>La realtà è che i capitani d&#8217;industria costituiscono la classe dirigente, anche e soprattutto <strong>per scelta dei cittadini</strong>, che hanno visto in loro i promotori del vero progresso.</p><p>Ecco nel dettaglio le caratteristiche dei<strong> capitani d&#8217;industria italiani</strong>, visto che in ogni nazione i capitani d&#8217;industria hanno sviluppato superpoteri diversi e specifici.</p><p>Le ultime vicende riportate dai giornali descrivono capitani d&#8217;industria che tengono in mano le redini del paese e portano avanti progetti di sviluppo, presiedono comitati e consigli di amministrazione, gestiscono iniziative editoriali e dirigono organi d&#8217;informazione nazionali, in alcuni casi hanno ruoli istituzionali con necessità di partecipare ad assemblee e oneri di rappresentanza. Come trovano il tempo per fare tutte queste cose al meglio? Ci riescono.<br /> Non solo, oltre a tutti questi impegni sono in grado di gestire alla perfezione anche il loro tempo libero.</p><p>Nel tempo libero i capitani d&#8217;industria italiani amano decomprimersi con attività di gruppo che necessitano di un&#8217;organizzazione fitta e continuativa. Ci sono holding finanziarie da gestire, approfondimenti giornalistici da portare avanti per, a titolo di esempio, il telegiornale del canale TV Rete4, impegni istituzionali di ogni sorta, assemblee da presiedere. Ci sono soprattutto progetti a medio-lungo periodo fondamentali per l&#8217;Italia, come il Ponte sullo Stretto di Messina. Nonostante questo carico di lavoro, grazie ai loro superpoteri, i capitani d&#8217;industria riescono a passare il loro tempo al telefono a rispondere a persone che hanno bisogno di aiuto. Sono tante, <strong>per lo più ragazze giovani</strong>, visti i tempi di crisi che colpiscono l&#8217;occupazione giovanile e femminile.</p><p>Un vero capitano d&#8217;industria italiano, con i superpoteri che si ritrova, trascorre le giornate a rassicurare le ragazze, che chiamano chiedendo di ricevere somme che vanno dai 500 euro ai 10.000 euro e più. Sono ragazze che hanno bisogno di aiuto e che toccano le corde della filantropia dei nostri supereroi. Alcune chiamano per dire che la sera prima non hanno ricevuto soldi, altre per dire che ne vogliono di più o che non è stato sufficiente il braccialettino con la farfallina.</p><p>Loro, i capitani d&#8217;industria, le ascoltano, poi chiamano i vertici e poi le richiamano. Decine e decine di chiamate al giorno che, con autentici superpoteri, i capitani riescono ad accordare ad una vita di profonda concentrazione, fatta di impegni per creare valore, generare occupazione, incrementare la ricchezza complessiva del paese. Del tutto al di fuori delle ridicole accuse di rendita di posizione e di cura dell&#8217;interesse personale che vengono mosse dagli invidiosi perdenti dell&#8217;opposizione. Gente che superpoteri di questo genere passa la notte a sognarseli. E si vede.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/20/capitani-dindustria-supereroi/87436/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>No dai, non smettere. Ancora un pochino</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/14/no-dai-non-smettere-ancora-un-pochino/81917/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/14/no-dai-non-smettere-ancora-un-pochino/81917/#comments</comments> <pubDate>Tue, 14 Dec 2010 18:23:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[14 dicembre]]></category> <category><![CDATA[fiducia]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[sindrome di stoccolma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=81917</guid> <description><![CDATA[E&#8217; come con le fidanzate. C&#8217;è chi usa il chiodo schiaccia chiodo, ma se un&#8217;alternativa non ce l&#8217;hai cosa fai? Ti tieni la fidanzata che hai. Questa mattina ci siamo trovati nell&#8217;emiciclo ed è bastato uno sguardo d&#8217;intesa. Si perchè alla fine, dopo tanti dissapori, ci piace ancora stare tutti insieme. Condividiamo tante storie, tanti...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; come con le <strong>fidanzate</strong>. C&#8217;è chi usa il chiodo schiaccia chiodo, ma se un&#8217;alternativa non ce l&#8217;hai cosa fai? Ti tieni la fidanzata che hai.</p><p>Questa mattina ci siamo trovati nell&#8217;emiciclo ed è bastato uno sguardo d&#8217;intesa. Si perchè alla fine, dopo tanti dissapori, ci piace ancora <strong>stare tutti insieme</strong>. Condividiamo tante storie, tanti ricordi. Non sembra, ma quando stai tanto tempo insieme a una persona questi sono patrimoni che non vuoi che vadano perduti.</p><p>Per non parlare degli <strong>amici in comune</strong>. Non importa se i colori di uno non sono quelli dell&#8217;altro. A noi, alla fine, piace così. Stare insieme, in compagnia. Siamo persone gioviali noi.</p><p>Qualcuno per ridere dice pomposamente <strong>“sindrome di Stoccolma”</strong>. E&#8217; quando sei constretto a stare tanto tempo con uno, controvoglia. Questo magari ti dice 1000 cazzate, ti ruba i soldi, ti rifila le peggio fregature e ti ride pure in faccia. Però ti ci affezioni e non vuoi più separarti.</p><p>E&#8217; stato così anche questa mattina. I malintesi rovinano sempre le situazioni. Ma per fortuna alla fine c&#8217;è qualcuno pronto a <strong>tendere una mano</strong>. Questa mattina non c&#8217;è voluto molto, sono bastati tre volenterosi. Hanno teso la mano e così siamo ancora uniti. Basta poco, e ci si ritrova ancora vicini.</p><p>Perchè poi, diciamoci la verità, se ci separavamo e si andava alle elezioni, come ci saremmo sentiti? Sperduti, avviliti, con un profondo <strong>senso di vuoto</strong>.<br /> E&#8217; vero, il capo ci fa arrabbiare un giorno sì e l&#8217;altro pure. Ma senza di lui che silenzio insopportabile! Che sensazione di spaesamento!</p><p>Non è un caso che a fare il primo passo stamattina sia stata la parte più severa e brontolona. Si sa, i più <strong>intransigenti </strong>sono quelli con il cuore grande. Non te lo aspetti ma alla fine sono loro che tengono di più agli affetti.</p><p>E siamo di nuovo qui, tutti insieme. Chi se ne frega se, come dice qualcuno, a questo punto le palle ci sono cascate a terra. Stiamo insieme ancora un pochino. Perchè <strong>in fondo ci piace</strong>. La festa, i colori, ogni giorno una sorpresa. Magari non sembra, ma queste piccole cose sono il sale della vita.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/14/no-dai-non-smettere-ancora-un-pochino/81917/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>17</slash:comments> </item> <item><title>Wikileaks conferma la teoria dei Rettiliani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/03/wikileaks-conferma-la-teoria-dei-rettiliani/80098/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/03/wikileaks-conferma-la-teoria-dei-rettiliani/80098/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Dec 2010 11:12:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[diplomazia]]></category> <category><![CDATA[leader mondiali]]></category> <category><![CDATA[rettiliani]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[wikileaks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=80098</guid> <description><![CDATA[Sono trascorsi pochi giorni dalla pubblicazione dei 250.000 documenti diplomatici USA su WikiLeaks. Alla luce di questi contenuti sensazionali trova conferma definitiva la teoria dei Rettiliani. Una teoria il cui studio assorbe il 90% delle risorse umane dei servizi segreti globali, tra spie, informatori e politici italiani del terzo polo. Ahmadinejad delirante, Gheddafi ipocondriaco feticista,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sono trascorsi pochi giorni dalla pubblicazione dei 250.000 documenti diplomatici USA su <em>WikiLeaks</em>. Alla luce di questi contenuti sensazionali trova conferma definitiva la teoria dei <strong>Rettiliani</strong>. Una teoria il cui studio assorbe il 90% delle risorse umane dei servizi segreti globali, tra spie, informatori e politici italiani del terzo polo.</p><p><strong>Ahmadinejad </strong>delirante, <strong>Gheddafi </strong>ipocondriaco feticista, <strong>Berlusconi </strong>affetto da disturbo narcisistico, <strong>Karzai</strong> in preda alla paranoia, <strong>Mugabe </strong>vecchio pazzo, <strong>Kim-Jong-il </strong>flaccido, <strong>Sarkozy </strong>re ma nudo, <strong>Merkel </strong>noiosa da latte alle ginocchia. Qual è il comune denominatore in queste informazioni riservate? Una psicologia da quattro soldi? Il gusto morboso per il pettegolezzo? O si tratta di un linguaggio cifrato condiviso da pochi eletti?</p><p>Nella conferenza stampa di questa mattina il Capo dei servizi segreti del mondo ha rilasciato la seguente dichiarazione: <em>&#8220;Secondo i documenti divulgati da Julian Assange più della metà dei leader mondiali sono da mandare in una casa di cura (fatta eccezione per Kim-Jong-il, che è stato definito flaccido e data l&#8217;età non è neanche colpa sua). Ovviamente questo non è plausibile e quindi nelle rivelazioni di </em>WikiLeaks <em>siamo tenuti a leggere tra le righe&#8221;</em>.<br /> Anche un bambino assonnato ne deduce che i leader mondiali sono in realtà tutti amici tra loro e che questi messaggi in codice servono per scambiarsi istruzioni operative.</p><p>Ma veniamo alla teoria. Grazie a un progetto che impegna il 56% dei fondi della C.I.A. da 15 anni, è stato dimostrato che <strong>&#8220;migliori amici&#8221;</strong> è la definizione in cui si riconoscono i Rettiliani. La dichiarazione di Hillary Clinton: <em>&#8220;Berlusconi nostro migliore amico&#8221;</em> ha quindi convinto i servizi di essere sulla strada giusta.</p><p>Gli studi ci dicono che i Rettiliani sono <strong>rettili umanoidi</strong> di origine extraterrestre che tengono in mano le redini del mondo. In pratica tutte le posizioni di potere, sul pianeta terra, sono occupate da lucertoloni provenienti da altre galassie. Non tutti i Rettiliani sono uguali. I leader indiscussi come la <strong>Regina Elisabetta</strong>, <strong>Hillary Clinton</strong> e <strong>Lady Gaga</strong> sono originari della costellazione del Drago, mentre altre eminenze grigie vengono da Bellatrix o addirittura da Orione.</p><p>In questa chiave si comprende il messaggio in codice lanciato della ex moglie del premier italiano, <strong>Veronica Lario</strong>, originaria di Zeta Reticuli, rettiliana di serie B. Lario parlò di vergini che si offrono al drago e di bambini che possono vincere il drago, un linguaggio cifrato indirizzato ai Rettiliani vicini al premier, che si circonda di gente che, come lui, viene dalla costellazione del Drago.</p><p>Ma non basta, per verificare se gli esseri umani fossero in grado di accettare la dominazione aliena, negli anni &#8217;80 fu trasmessa in tutte le televisioni del mondo una serie TV chiamata <strong><em>Visitors</em></strong>. In questa serie una stirpe di alieni giunti sulla terra si presentava esteriormente con le fattezze umane. Nel corso delle puntate si scopriva che si nutrivano di criceti, topi e altri roditori, veniva svelata a poco a poco la loro natura rettile e le loro intenzioni.</p><p>La reazione del pubblico di fronte ai criceti ingoiati vivi è stata pessima. I telespettatori erano disgustati, indipendentemente dagli altri messaggi degli alieni. Va bene tutto. Ma ingoiare topi senza masticare no. Questo ha convinto i Rettiliani a tenere gli umani <strong>all&#8217;oscuro della verità</strong>, rinunciando alla possibilità di far evolvere la specie terrestre al loro rango.<br /> Grazie alle<strong> rivelazioni di </strong><em><strong>WikiLeaks</strong> </em>però la verità sta venendo fuori e gli esseri umani sono pronti per una nuova consapevolezza delle sorti del mondo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/03/wikileaks-conferma-la-teoria-dei-rettiliani/80098/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>128</slash:comments> </item> <item><title>Prepara il Bunga Bunga a casa tua</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/28/prepara-il-bunga-bunga-a-casa-tua/74113/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/28/prepara-il-bunga-bunga-a-casa-tua/74113/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Oct 2010 15:38:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[a casa tua. italia]]></category> <category><![CDATA[bunga bunga]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=74113</guid> <description><![CDATA[Chiunque può preparare un Bunga Bunga in casa sua. Gli elementi necessari sono pochi e facilmente reperibili: un gruppo di amici e una piscina. E&#8217; il Bunga Bunga una di quelle consuetudini presenti a tutte le latitudini, come la cottura dei cibi e la costruzione di ripari dalle intemperie. Già praticato dai monici buddhisti tibetani...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Chiunque può preparare <strong>un Bunga Bunga in casa sua</strong>. Gli elementi necessari sono pochi e facilmente reperibili: un gruppo di amici e una piscina.</p><p>E&#8217; il Bunga Bunga una di quelle consuetudini presenti a tutte le latitudini, come la cottura dei cibi e la costruzione di ripari dalle intemperie. Già praticato dai monici buddhisti tibetani di scuola tantrica a partire dal XII secolo, da noi è arrivato da poco, tramite i fortunati rapporti di <strong>cooperazione Italia-Libia</strong>, che ce lo hanno portato nella versione musulmana tipica dell&#8217;ambiente dell&#8217;harem.</p><p>L&#8217;Italia democratica e figlia del pensiero illuminista l&#8217;ha tradotto in una variante gioviale e apollinea, libera da condizionamenti sociali o religiosi altrove presenti. Nella versione italiana la presenza di un numero di femmine è comunque superiore ai maschi. Le femmine possono essere donne già &#8220;sviluppate&#8221; o meno, anzi ai fini rituali è meglio se sono ancora alla fine della fase puberale. Dopo la libagione il gruppo di amici si dedica alla danza cerimoniale e, nell&#8217;abbandono dei freni inibitori, i partecipanti smettono i vestiti e si mostrano come natura li ha fatti.La danza, che può anche essere sfrenata, finisce con un bagno in piscina, come si nota anche nei rituali anabattisti dove l&#8217;acqua lava via i peccati del mondo.</p><p>Proporzioni e quantità possono variare a seconda dei casi. Ognuno può preparare un Bunga Bunga anche all&#8217;ultimo minuto adattandosi a quello che ha in casa. La festa è assicurata anche se si è in pochi e se si unisce un vicino di casa all&#8217;ultimo momento, come si suol dire aggiungi un posto a tavola.</p><p>La piscina può essere rimodulata a seconda dello spazio necessario. Non tutti hanno una piscina interrata. Andrà bene anche una vasca con struttura in acciaio e pareti plastificate, che oltretutto dona un&#8217;aria festosa al soggiorno.  La piscinetta gonfiabile va bene uguale, avendo l&#8217;accortezza di non superare la misura dei 10 metri cubi d&#8217;acqua altrimenti si rischia lo sfondamento del pavimento. Stesso discorso vale per i balconi. Un balcone di normali dimensioni può ospitare fino una piscinetta a due posti e ad alcuni piace molto, piccolo è bello e aiuta a stare vicini vicini.</p><p>Nelle grandi città si possono trovare su internet servizi di <strong>Bunga Bunga catering</strong>. Gente che viene a casa con la piscinetta e, all&#8217;occorrenza, con qualche amica in più se il gruppo è sguarnito. Ma è bello anche farlo in famiglia, senza badare troppo all&#8217;ortodossia. E chi non si toglie il costume è proprio un bietolone!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/28/prepara-il-bunga-bunga-a-casa-tua/74113/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>73</slash:comments> </item> <item><title>Scarpe Hogan: non è solo filosofia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/17/scarpe-hogan-non-e-solo-filosofia/72134/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/17/scarpe-hogan-non-e-solo-filosofia/72134/#comments</comments> <pubDate>Sun, 17 Oct 2010 13:59:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[altezza]]></category> <category><![CDATA[Hogan]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=72134</guid> <description><![CDATA[E&#8217; arrivato il momento di parlare delle scarpe Hogan. Negli anni &#8217;80 gli italiani all&#8217;estero si riconoscevano per lo zainetto Invicta, frotte di italiani erano individuabili da lontanissimo per i loro zainetti colorati. Oggi sono le Hogan a rappresentare il distintivo internazionale della specie italica. Il fenomeno non è ancora dilagante ma manca poco. Mentre...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; arrivato il momento di parlare delle scarpe <em>Hogan</em>. Negli anni &#8217;80 gli italiani all&#8217;estero si riconoscevano per lo zainetto <em>Invicta</em>, frotte di italiani erano individuabili da lontanissimo per i loro zainetti colorati. Oggi sono le <em>Hogan</em> a rappresentare il distintivo internazionale della specie italica. Il <strong>fenomeno non è ancora dilagante</strong> ma manca poco.</p><p>Mentre lo zaino <em>Invicta</em> si è diffuso in maniera capillare e acritica, per ora le <em>Hogan</em> non sono state accolte in maniera indiscriminata. Ogni giorno le <em>Hogan</em> scatenano una battaglia che sembra passare attraverso le lande sterminate e spesso intricate dell&#8217;estetica e del buon gusto. Chi le ama ne ha anche 10 paia di diversi colori. Chi le odia le addita come un esempio di decadimento dei costumi.</p><p>Di fatto le <em>Hogan</em> hanno creato un universo estetico nel gusto di molte persone, lasciando che il mercato si riempisse di <strong>imitazioni di ogni tipo</strong> e foggia. Tra <em>Hogan</em> originali e declinazioni varie possiamo dire che siano ovunque.</p><p>Basta salire su un autobus qualsiasi per trovarsi circodati da quello che è il modello di <em>Hogan</em> più sofisticato e in qualche modo grottesco: l&#8217;Interactive da donna. Una calzatura, come la sua omonima per uomo, ispirata alle scarpe da cricket inglesi degli anni &#8217;30. Che per foderare il piede femminile si trasforma in una zeppa da 7-8 centimetri di <strong>identità incerta</strong>.</p><p>Ma cosa c&#8217;è dietro a una scarpa <em>Hogan</em>? Lungi dall&#8217;essere un fatto di costume, alla base del suo successo ci sono tante motivazioni che dall&#8217;estetica portano in ben altre direzioni.</p><p>La scarpa <em>Hogan</em> è comoda, sta bene con tutto, ad esempio con il vestito da lavoro, crea un effetto business casual facile e confortevole. Per le donne, è come una scarpa da ginnastica con il benefit del sostegno.</p><p>Nel modello da uomo, il tacco, tra solette e altre &#8216;taroccature&#8217; può raggiungere anche i 5 centimetri. Non è poca cosa per un mondo difficile come quello dei tacchi da uomo. Niente a che vedere con le meraviglie consentite alle donne.</p><p>L&#8217;esistenza di un <strong>tacco cammuffato</strong> da suola di gomma viene minimizzata dai possessori. In realtà è probabilmente l&#8217;elemento determinante di un successo commerciale che Diego della Valle tutti i giorni accende una candelina davanti alla sua scarpa <em>Hogan</em> scolpita in marmo di Carrara in proporzione 4:1 posizionata su un capitello etrusco originale in un apposito altare votivo.</p><p>Data la loro diffusione, si può dire che le <em>Hogan</em> rispondano ad un&#8217;esigenza oramai ben chiara nella nostra società: <strong>essere più alti</strong>.</p><p>Una tendenza questa dell&#8217;altezza che ha numerosi indicatori. E&#8217; scontato andare a ravanare nella politica nostrana (anche in Francia qualcosina da dire ce l&#8217;hanno) che è come sparare sulla Croce Rossa. E&#8217; più interessante l&#8217;incredibile successo di un espediente calzaturiero detto “<strong>platform</strong>”, una specie di minizeppa piazzata sotto la suola di molte decolletes. Si somma lo spessore del platform a quello di un tacco posteriore, e una donna può farsi rialzare di 10 centimetri e più, conservando un&#8217;ottima deambulazione per tutto il giorno.</p><p>Volenti o nolenti, le <em>Hogan</em> sono il mezzo per combattere nel proprio piccolo una gara inconscia ad essere più alti, non importa da quanti centimetri si parte. Che significa essere più attraenti, più desiderabili. E, non bisogna essere Willy Pasini per capirlo, significa anche essere <strong>più amati</strong>.</p><p>Ma torniamo a Diego della Valle. Egli sa attraverso i suoi esperti di marketing che c&#8217;è un botto di gente che le <em>Hogan</em> non le concepisce neanche sotto forma di modellini in pasta di pane (li ho visti con i miei occhi in più esemplari nella mostra di una scuola media).</p><p>Tutt&#8217;altro che scoraggiato Diego, amante delle sfide, ha chiamato qualche esperto del settore per ricondurre a sè i dissidenti. L&#8217;esperto, che si sposta dalla sua baita in mezzo ai boschi con un ultraleggero e vive tra Tokyo e New York, ha ispirato le scarpe di una nuova collezione. Si chiamano <em>Hogan Rebel</em> e sono delle imitazioni delle <em>Converse All Star</em>, blockbuster del segmento, con la H di <em>Hogan</em> in bella mostra e un po&#8217; più economiche delle originali con zeppa. Già popolarissime tra liceali e altre persone catalogate come <strong>alternative</strong> oppure fantomaticamente ribelli.</p><p>Come dire, quello che non può il Partito dell&#8217;Amore può comunque un buon ufficio comunicazione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/17/scarpe-hogan-non-e-solo-filosofia/72134/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>64</slash:comments> </item> <item><title>Gioca e scopri la parola magica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/04/gioca-e-scopri-la-parola-magica/67651/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/04/gioca-e-scopri-la-parola-magica/67651/#comments</comments> <pubDate>Mon, 04 Oct 2010 13:11:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[gioco]]></category> <category><![CDATA[parole]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=67651</guid> <description><![CDATA[Intorno agli 11 anni ho cominciato a maturare una specie di inclinazione, una propensione a percepire i fremiti che attraversano le coscienze della gente. All&#8217;inizio subivo questa sensibilità come qualcosa di invadente e non gradito. Crescendo ho cominciato a figurarmi le intuizioni che avevo come se fossero spiritelli che saltellano qua e là da una...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Intorno agli 11 anni ho cominciato a maturare una specie di inclinazione, una propensione a percepire i fremiti che attraversano <strong>le coscienze</strong> della gente.</p><p>All&#8217;inizio subivo questa sensibilità come qualcosa di invadente e non gradito. Crescendo ho cominciato a figurarmi le intuizioni che avevo come se fossero spiritelli che saltellano qua e là da una persona all&#8217;altra, senza che se nessuno li veda.</p><p>Ad oggi, mi sento di dire che spesso si tratta di folletti di poco conto (le cosiddette tendenze), a volte genietti meno frivoli (i costumi). Da diversi anni questa propensione si è evoluta e ha assunto anche un carattere sinistro. E&#8217; diventata una luccicanza che mi fa comparire in testa delle <strong>strane parole</strong> Povero che s&#8217;inseriscono nei miei pensieri allo stesso modo dei mitici fotogrammi porno piazzati in mezzo alle pubblicità della Coca Cola. Le parole non mi compaiono davanti allo specchio come per il figlio di Jack Nicholson in Shining, ma più o meno funziona uguale.</p><p>Queste parole che mi compaiono in testa sono quelle che le persone <strong>non vogliono sentire</strong>.</p><p>Sì, perchè ci sono un sacco di parole, immagini e idee di cui le persone non vogliono sapere.</p><p>Nel corso degli anni ho percepito diverse di queste parole, ma la prima esperienza risale al 2001. Era una parola scomoda, e anche Povero poco piacevole foneticamente. Qualcuno s&#8217;era divertito a scriverla su uno striscione di una parata del May Day, a Milano.</p><p>Nel 2004 è nato San Precario e da allora la parola Precario è entrata nella hall of fame dei termini scomodi, senza mai riscattarsi ma raggiungendo incredibile diffusione.</p><p>Precario è una parola che continua a stare sulle palle a tutti per ovvii motivi. Sfido chiunque a farsi piacere parole come Rogna, Lebbra, Cassintegrato, Appestato, Alieno, Piaga. Se fossero odori sarebbero zaffate di quelle Povero che uno si guarda circospetto e fa finta di avere il polpaccio addormentato per cambiare posizione e spostarsi due metri più in la&#8217;.</p><p>Precario, come le altre parole che la gente non vuole sentire, prima o dopo doveva uscire allo scoperto. Questa storia Povero delle parole scomode è un po&#8217; come Gianfranco Fini: da quanto tempo è scomodo alla maggioranza? Un&#8217;infinità. E nessuno lo voleva dire chiaro e tondo. Inevitabile che si dovessere lasciar descrivere in barba alla Povero sua scomodità. Alcuni sostengono che la precarietà sia un&#8217;interpretazione sbagliata della flessibilità, altri sostengono che anche Gianfranco Fini in quanto a interpretazioni sia piuttosto confuso rispetto al fare o meno opposizione. Incrociamo le dita che Povero comincino a circolare parole più adatte a definire entrambi i casi.</p><p>Da un po&#8217; di tempo mi saltella in testa un&#8217;altra parola di quelle che la gente non Povero vuole sentire. E&#8217; una parolina magica ben più seccante di Precario. Per alcuni angosciante. Perchè quando verrà fuori sarà difficilissima da tollerare. Roba che Precario è stato come darsi una spruzzata di deodorante. E chi tiene le antenne dritte la parola l&#8217;ha già capita.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/04/gioca-e-scopri-la-parola-magica/67651/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>37</slash:comments> </item> <item><title>Famiglia Cristiana. Gesù la comprerebbe?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/26/famiglia-cristiana-gesu-la-comprerebbe/53338/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/26/famiglia-cristiana-gesu-la-comprerebbe/53338/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Aug 2010 13:23:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Eva Macali</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[consumismo]]></category> <category><![CDATA[Famiglia Cristiana]]></category> <category><![CDATA[relativismo]]></category> <category><![CDATA[reverendo billy]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=53338</guid> <description><![CDATA[Al ritorno dalle vacanze, brevi o lunghe che siano state, vicine o lontane, avventurose o sonnacchiose, le vicende della politica italiana appaiono colorate di sfumature sinistre, più simili a un&#8217;allucinazione che al semplice delirio delle personalità cui eravamo abituati. E&#8217; che questa classe politica è, per vocazione italica, un gruppo di creativi e artisti più...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53687" class="wp-caption alignnone" style="width: 368px"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/08/locandina_ok.jpg?47e3a5"><img class="size-full wp-image-53687" title="locandina_ok" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/08/locandina_ok.jpg?47e3a5" alt="Locandina del film What would Jesus buy" width="358" height="531" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: www.cinemapolitica.org</p></div><p>Al ritorno dalle vacanze, brevi o lunghe che siano state, vicine o lontane, avventurose o sonnacchiose, le vicende della politica italiana appaiono colorate di sfumature sinistre, più simili a un&#8217;allucinazione che al semplice delirio delle personalità cui eravamo abituati.</p><p>E&#8217; che questa classe politica è, per vocazione italica, un gruppo di creativi e artisti più o meno rotondi e lo stress da crisi di governo è un incredibile corroborante. Ecco quindi che qualche giorno fa il vicepresidente della Camera <strong>Maurizio Lupi</strong> s&#8217;inserisce nel coro, e aggirando ogni artificio retorico afferma che il settimanale <em>Famiglia Cristiana</em> è diventato la fotocopia de <em>Il Fatto</em> e de <em>L&#8217;Unità</em>.</p><p>Ho trovato questa dichiarazione talmente fantasiosa che mi ispira una lunga, generosa e al limite sfiancante premessa.</p><p>Vorrei cominciare dal fatto che fin dal suo insediamento<strong> Joseph Ratzinger</strong> si è manifestato in maniera netta e ripetuta contro il relativismo del pensiero occidentale, e poche omelie hanno omesso quest&#8217;argomento, un tarlo personale che già tormentava le notti da porporato dell&#8217;ex cardinale tedesco. E&#8217; una battaglia, questa del relativismo, che affonda le radici lontanissimo nel tempo, perchè su come devono funzionare le teste della gente la religione ha sempre voluto decretare, soprattutto se c&#8217;è di mezzo la salvezza eterna.</p><p>A me invece il<strong> relativismo </strong>piace per il suo lato funzionale, è come un coltellino svizzero. Sei nella bratta e quel semplice utensile da tasca ti salva la vita. Un aggeggio d&#8217;importanza vitale per l&#8217;economia delle idee, indispensabile per non lasciare che le opinioni scivolino alle periferie del buon senso. Già la visione del TG1 ci spinge ogni giorno più in la&#8217;, dove c&#8217;è spazio solo per la reazione triviale e per la risata con lacrimuccia, a denti stretti o peggio ancora con bava da esasperazione (però ho sentito anche gente bestemmiare, questo Famiglia Cristiana dovrebbe prenderlo in cosiderazione). Roba che ha pari soltanto nella fantascienza, quando i personaggi parlano di bastioni di Orione e porte di Tannhäuser.</p><p>Servano quindi da paragone le gesta del <strong>Reverendo Billy </strong>nei lontani Stati Uniti. Spiace un po&#8217; andar sempre a parare la&#8217;, dove cominciano ad avere più magagne che qui da noi, ma la Chiesa della Vita Dopo lo Shopping ha da esser raccontata.</p><p>La &#8216;<strong>Church of Life After Shopping</strong>&#8216; è un gruppo di attivisti e performer che girano, capeggiati dal Reverendo Billy, per centri commerciali e catene di multinazionali come McDonald&#8217;s, Wal Mart e simili. Sono dotati di abiti talari, megafono e intonano cori gospel per strada e davanti ai negozi Starbucks di turno. Lungi da essere un fricchettone fuori dalla realtà (o un disturbatore fancazzista rubato all&#8217;agricoltura), il Reverendo Billy si è candidato sindaco 2009 con i Verdi per la città di New York. La Chiesa della Vita Dopo lo Shopping ha realizzato il film documentario “What Would Jesus Buy?” (“Gesù Cosa Comprerebbe?”) prodotto dallo stesso produttore di “Super Size Me”, ha una band che si chiama “Questo non comprarlo”, si esibisce in svariati tour ed è presente in ogni occasione in cui c&#8217;è da dimostrare per la giustizia sociale, la protezione ambientale, l&#8217;anti-militarismo, il controllo sociale da parte delle multinazionali e dei mezzi di comunicazione di massa. Si scaglia contro il consumismo e la propensione allo shopping compulsivo come cifra del torpore critico nelle persone. E&#8217; un&#8217;interessante satira politica che non prende di mira la classe dirigente o la politica fatta dai professionisti ma, come una religione che si rispetti, parla all&#8217;intimità delle persone.</p><p>Potrebbe esistere il Reverendo Billy nell&#8217;Italia degli anni 2010? Qualcuno potrebbe avere l&#8217;ardire di inventarsi una chiesa simile, ma probabilmente soltanto sulle pagine del &#8216;<em>Il Fatto</em>&#8216;, de &#8216;<em>L&#8217;Unità</em>&#8216; e in poche altre riserve indiane (salvo poi attribuirsi il merito di averla concepita, come è accaduto a qualche nostro comico geniale e intellettualissimo). Sarebbe a onor del vero stupendo se in uno slancio di autoironia e sapienza suprema <em>Famiglia Cristiana</em> ospitasse una simile parodia di se stessa. E&#8217; probabile invece che un esperimento simile farebbe imbracciare i forconi a un inaspettato numero di connazionali.</p><p>Ai fuoriclasse ipercreativi della classe di governo, invece, potrebbe giovare una vacanzina esotica, senza paura di relativizzare. Operazione che, come la fotografia, è provato che non ruba l&#8217;anima.</p><p>Fonte immagine: <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.cinemapolitica.org/films/474" target="_blank">www.cinemapolitica.org</a></span></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/26/famiglia-cristiana-gesu-la-comprerebbe/53338/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>19</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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