<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Elena Kokkinomagoulos</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ekokkinomagoulos/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>L’ideologia gender secondo Radio Maria</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/25/l%e2%80%99ideologia-gender-secondo-radio-maria/147650/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/25/l%e2%80%99ideologia-gender-secondo-radio-maria/147650/#comments</comments> <pubDate>Mon, 25 Jul 2011 14:04:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Kokkinomagoulos</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Chirurgia]]></category> <category><![CDATA[ideologia gender]]></category> <category><![CDATA[Kinsey]]></category> <category><![CDATA[lobby gender]]></category> <category><![CDATA[moralità]]></category> <category><![CDATA[nuova evangelizzazione]]></category> <category><![CDATA[omosessualità]]></category> <category><![CDATA[radio maria]]></category> <category><![CDATA[riassegnazione del sesso]]></category> <category><![CDATA[transessualismo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=147650</guid> <description><![CDATA[“Bzzz…bzzz… vorrei rispondere a una domanda un po’ particolare… una famiglia si trova di fronte alla situazione di un ragazzo che crede o sente di essere una femmina e chiede di essere aiutato a diventare una donna. Questa famiglia mi chiede se è etico effettuare la chirurgia per la riassegnazione del sesso”. Tra un waka...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Bzzz…bzzz…  vorrei rispondere a una domanda un po’ particolare… una famiglia si  trova di fronte alla situazione di un ragazzo che crede o sente di  essere una femmina e chiede di essere aiutato a diventare una donna.  Questa famiglia mi chiede se è etico effettuare la chirurgia per la <strong>riassegnazione del sesso</strong>”.</p><p>Tra  un waka waka e una rassegna stampa, facendo zapping alla radio, queste  sono le parole su cui inciampo lo scorso 13 luglio. Controllo la  frequenza: 90.5, è <strong>Radio Maria</strong>. Incuriosita dal gesto di una famiglia che, avendo<strong> dubbi sull’eticità </strong>del cambiamento di sesso, si sarebbe rivolta alla radio della nuova evangelizzazione, rimango in ascolto.</p><p>Nell’<strong>ora e mezzo</strong> a seguire, la dottoressa (infettivologa presso un ospedale di Milano) e  conduttrice del programma radiofonico &#8220;<strong>Il medico in diretta</strong>&#8220;, ci  intrattiene con un&#8217;approfondita <a href="http://www.radiomaria.it/archivio_audio/popup.php?id=5188&amp;browser=0">campagna informativa sull’ideologia  gender</a> &#8211; mischiando come al solito il tema dell&#8217;identità di genere (cioè  il genere con cui una persona si identifica) con quello  dell&#8217;orientamento sessuale.</p><p>“Patologia”,  “attrazione erotica”, “confusione dell’identità”, “violenza sulla  natura” sono i termini più ricorrenti, ripetuti in maniera martellante  con l&#8217;obiettivo di <strong>istruire le migliaia di fedeli in ascolto</strong>. Al  contrario, la dottoressa fa molta attenzione a non usare mai il termine  “amore”. Parla di Kinsey – l’autore dei <em>rapporti</em> sui  comportamenti sessuali maschili e femminili &#8211; come la “vittima di una  educazione sessuofobica, e di un padre che non aveva una visione sana  della sessualità” (lui, il padre di Kinsey!). Il  concetto è sempre lo stesso: la differenza uomo donna è dimostrata  scientificamente dalla biologia. “La moralità va intesa come il rispetto  del biologico sotteso”, dice, lasciando completare agli ascoltatori il  ragionamento: “Allora ciò che va contro la biologia è immorale”.</p><p>Verso  la fine del programma, veniamo messi in guardia sulle <strong>&#8220;pretese della  lobby gender&#8221;</strong>. Poi, per ribadire il concetto del transessualismo come  fenomeno contro natura facendo leva sull&#8217;impressionabilità degli  ascoltatori, intraprende una descrizione scrupolosa degli interventi  chirurgici praticati per cambiare il sesso di una persona, scandendo  bene, ad esempio, le parole “castrazione” o “asportazione dei  testicoli”. Morale della storia, “bisogna accettare il dono di essere maschio o femmina, rinunciando al delirio di onnipotenza”.</p><p>L&#8217;invito  della dottoressa è alla &#8220;tolleranza&#8221; e alla &#8220;delicatezza&#8221; verso chi è  &#8220;affetto da disforia di genere&#8221; &#8211; tranello diplomatico per una  demolizione dell&#8217;altro: io che sono sano, tollero, compatisco e curo te  che sei malato.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/25/l%e2%80%99ideologia-gender-secondo-radio-maria/147650/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Sexgate e ragù: Bologna sul New York Times</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/19/sexgate-e-ragu-bologna-sul-new-york-times/120007/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/19/sexgate-e-ragu-bologna-sul-new-york-times/120007/#comments</comments> <pubDate>Sun, 19 Jun 2011 15:05:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Kokkinomagoulos</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cinzia-gate]]></category> <category><![CDATA[delbono]]></category> <category><![CDATA[denaro pubblico]]></category> <category><![CDATA[due torri]]></category> <category><![CDATA[folklore]]></category> <category><![CDATA[Le Monde]]></category> <category><![CDATA[New york times]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[ragù]]></category> <category><![CDATA[sindaco]]></category> <category><![CDATA[tortellini]]></category> <category><![CDATA[Virginio Merola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=120007</guid> <description><![CDATA[Rossa di politica e di ragù: così il New York Times presenta in due parole Bologna, in un inserto dello scorso 9 giugno in cui invita gli americani a trascorrerci almeno “36 hours”. La città delle Due Torri è descritta come “vivace, indipendente e sede di una delle più antiche università europee”. Ma questa volta,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Rossa di <strong>politica </strong>e di<strong> ragù</strong>: così il <em>New York Times</em> presenta in due parole Bologna,<a href="http://travel.nytimes.com/2011/06/12/travel/36-hours-in-bologna.html" target="_blank"> in un inserto dello scorso 9 giugno</a> in cui invita gli americani a trascorrerci almeno “<em>36 hours</em>”. La città delle <strong>Due Torri</strong> è descritta come <em>“</em>vivace,  indipendente e sede di una delle più antiche università europee”. Ma  questa volta, oltre a dipingere il solito idillio culinario e  architettonico, il <strong>quotidiano americano </strong>si sofferma anche sulle sue recenti<strong> avventure politiche</strong>, indicandole come ulteriore elemento di attrattiva (…per non dire folklore).</p><p>Nella premessa, infatti, tra i venditori di fave e asparagi, i macellai e gli osti che servono pasta al ragù, ci ritroviamo l&#8221;inorgogliente&#8217;<strong> vicenda Delbono</strong>, <em>“</em>l’ultimo sindaco, dimessosi dopo essere stato accusato di aver usato <strong>denaro pubblico </strong>per la sua<em><strong> </strong>mistress</em>” (termine che in inglese indica sia una donna con incarichi di potere, sia una con abitudini sessuali libertine).</p><p>Ma soprattutto, ci ritroviamo<strong> l’elezione di Virginio Merola</strong>, come occasione per il rilancio della città. <em>“</em>Ora i cittadini aspettano di vedere se il nuovo <strong>sindaco</strong> manterrà la promessa di rinvigorire il centro storico – cosa che non fa che aggiungere <em>excitement</em> alla visita”, dice il <em>NY-Times</em>. Un po’ come quando il quotidiano francese <em>Le Monde</em>, il 2 febbraio 2010, in un memorabile articolo intitolato “<strong>Bologna la rossa</strong>, vetrina rotta della sinistra italiana”, dopo il <strong>“Cinzia-gate”</strong>, scrisse che il <strong>Pd</strong> era<em> “</em>in cerca di un nuovo candidato capace di restaurarne l’immagine stropicciata”.</p><p>Insomma, il tumulto politico che fa tremare le Due Torri, e che come sottolinea il <em>NY-Times</em>, è più acceso di quello di molte altre città del Nord, fa ufficialmente concorrenza ai tortellini e ai portici nell’<strong>immagine di Bologna all’estero</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/19/sexgate-e-ragu-bologna-sul-new-york-times/120007/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bologna, la carica dei 2000 fuori sede</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/05/bologna-la-carica-dei-2000-fuori-sede/115984/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/05/bologna-la-carica-dei-2000-fuori-sede/115984/#comments</comments> <pubDate>Sat, 04 Jun 2011 22:58:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Kokkinomagoulos</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[diritto al voto]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category> <category><![CDATA[Propaganda]]></category> <category><![CDATA[rappresentante di lista]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category> <category><![CDATA[studenti fuori sede]]></category> <category><![CDATA[urna]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=115984</guid> <description><![CDATA[Tra gli studenti fuori sede a Bologna si sgomita per l&#8217;assegnazione di uno dei circa duemila posti &#8211; già esauriti &#8211; come rappresentante di lista, visto che per il momento in Italia il diritto di voto del cittadino in mobilità non viene tutelato. Su Facebook gli utenti dedicano il proprio status all&#8217;evento, spediscono inviti a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli studenti fuori sede a Bologna si sgomita per <strong>l&#8217;assegnazione di  uno dei circa duemila posti &#8211; già esauriti &#8211; come rappresentante di  lista</strong>, visto che per il momento in Italia il diritto di voto del  cittadino in mobilità non viene tutelato. Su Facebook gli utenti  dedicano il proprio status all&#8217;evento, spediscono inviti a raffica con  data 12 e 13 giugno, sostituiscono la propria foto del profilo per  imprimere nella mente di più persone possibile l&#8217;immagine del Sì. La  tentata riesumazione della legge del 1956 secondo la quale a trenta  giorni da un <strong>referendum </strong>non si può fare propaganda alla fine non ha  intimidito nessuno.</p><p>Il dovere civico che <strong>ne</strong>l <strong>maggio 1974 portava  ad esprimersi ben l&#8217;88.1% degli aventi diritto al voto</strong> sembra si stia  risvegliando. Anzi, non è (solo) dovere civico. E&#8217; che per la prima  volta dopo molto tempo si percepisce l&#8217;importanza del proprio voto.</p><p>Parlo  per me. Personalmente non mi ero mai sentita così coinvolta,  possibilmente complice di un primo passo verso qualcosa di meglio. Non  avevo mai avvertito un fermento del genere. Io negli anni settanta non  esistevo ancora. Non sono una giovane attivista politica. Sono una  studentessa lavoratrice tra i tanti studenti lavoratori che in questi  anni hanno respirato una crescente e globale disillusione.<br /> Ma  ultimamente, soprattutto dopo l&#8217;esito delle elezioni amministrative, ho  cominciato a sentire che <strong>tracciare una croce sulla scheda e inserirla  nell&#8217;urna </strong>è un gesto potente<strong>.</strong></p><p><a href="../wp-content/uploads/2011/06/quorum.jpeg"><img src="../wp-content/uploads/2011/06/quorum-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/05/bologna-la-carica-dei-2000-fuori-sede/115984/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Referendum: bandiere, punizioni e &#8220;spioni&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/21/referendum-bandiere-punizioni-e-spioni/112813/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/21/referendum-bandiere-punizioni-e-spioni/112813/#comments</comments> <pubDate>Sat, 21 May 2011 14:03:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Kokkinomagoulos</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[bandiera]]></category> <category><![CDATA[Ovra]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[referendum acqua pubblica]]></category> <category><![CDATA[regime]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=112813</guid> <description><![CDATA[Una volta si denunciava il proprio vicino di casa perché ascoltava Radio Londra (l’emittente più amata dai comunisti durante il Ventennio). Si andava dall’Ovra e si segnalava il traditore. La polizia del regime non se lo faceva dire due volte: armata di manganello e olio di ricino, bussava alla porta del vicino. In altre parole,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Una  volta si denunciava il proprio vicino di casa perché ascoltava Radio  Londra (l’emittente più amata dai comunisti durante il Ventennio). <strong>Si  andava dall’Ovra e si segnalava il traditore.</strong> La polizia del regime non  se lo faceva dire due volte: armata di manganello e olio di ricino,  bussava alla porta del vicino.</p><p>In altre parole, una volta si faceva la spia.</p><p>Settant’anni  dopo<strong> </strong>(cioè oggi)<strong>, </strong>si denuncia il vicino perché <strong>appende al balcone la  bandiera del referendum per l’acqua pubblica</strong>. E’ successo pochi giorni  fa in <strong>provincia di</strong> <strong>Reggio Emilia</strong>, in un comune di appena 13 mila  abitanti. Uno di quei paesi dove si conosce il fornaio e in cui bambini  vanno a scuola a piedi. Ebbene qui, una donna, o meglio, <strong>una consigliera  del Pdl, si è messa a denunciare i propri concittadini</strong>. Ha preso carta e  penna, si è annotata gli indirizzi delle finestre da cui pendevano le  bandiere “Sì all’acqua pubblica”, e uno ad uno li ha denunciati alla  polizia. Non contenta, si è presa la briga di suggerire ai vigili  l’importo della multa (svariate centinaia di euro) con cui ‘omaggiare’  le famiglie indisciplinate.</p><p>A  prescindere dalla validità della <strong>legge del 1956 rispolverata</strong> (con tanto  di starnuto) dall’esponente del Pdl, secondo la quale <strong>a trenta giorni  dal referendum non si può fare propaganda</strong>, salta all’occhio il gesto:  mandare i vigili a casa delle persone – e ci sono andati – per delle  bandiere appese in mezzo ai gerani del balcone. Chiedere che vengano  puniti con una multa da 700 euro o più. I tuoi vicini di casa. Ecco  l&#8217;aspetto più agghiacciante di questa vicenda.</p><p>La spia qualcuno la fa ancora oggi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/21/referendum-bandiere-punizioni-e-spioni/112813/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Erezioni&#8221; comunali 2011</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/09/erezioni-comunali-2011/109929/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/09/erezioni-comunali-2011/109929/#comments</comments> <pubDate>Mon, 09 May 2011 10:55:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Kokkinomagoulos</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[consiglio comunale]]></category> <category><![CDATA[orientamento sessuale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=109929</guid> <description><![CDATA[“Cambia Bologna”, recita lo slogan stampato su cartoncino ripiegato, consegnatomi casualmente durante un ritaglio di mondanità. Apro il cartoncino e la prima cosa che leggo è: “Come procedere quando il pene è eretto”. Nel frattempo, un preservativo sigillato cade a terra. Subito mi domando se si tratti di una trovata spiritosa della Durex, o piuttosto...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Cambia Bologna”, recita lo slogan stampato su  cartoncino ripiegato, consegnatomi casualmente durante un ritaglio di  mondanità. Apro il cartoncino e la prima cosa che leggo è: “Come  procedere quando il pene è eretto”. Nel frattempo, un <strong>preservativo</strong> sigillato cade a terra.</p><p>Subito  mi domando se si tratti di una trovata spiritosa della Durex, o  piuttosto di propaganda politica da latte alle ginocchia. Indago, e  scopro che chi mi ha consegnato il preservativo con <em>packaging</em> rivoluzionario è un <strong>candidato del Pd al</strong> <strong>Consiglio comunale</strong> di Bologna.</p><p>Tanto  per cambiare si fa leva sul sesso &#8211; sfera che sarebbe forse più  opportuno lasciare a discrezione del singolo (e non del sindaco). Un  conto è sollevare la questione della libera espressione di sé e della  tutela dei diritti dei cittadini a prescindere dell&#8217;<strong>orientamento  sessuale</strong>, un altro è andare a caccia di consensi utilizzando come  biglietto da visita un preservativo. Un gesto del genere, più che  libertà suggerisce squallore.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/09/erezioni-comunali-2011/109929/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>Bologna tra tori e mo-torini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/28/bologna-tra-tori-e-mo-torini/107691/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/28/bologna-tra-tori-e-mo-torini/107691/#comments</comments> <pubDate>Thu, 28 Apr 2011 17:26:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Kokkinomagoulos</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[ecologia]]></category> <category><![CDATA[morìtorini]]></category> <category><![CDATA[saldi]]></category> <category><![CDATA[via bassi]]></category> <category><![CDATA[via Rizzoli]]></category> <category><![CDATA[via Ugo Bassi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=107691</guid> <description><![CDATA[Sospetto che le strisce pedonali e il primo giorno dei saldi di gennaio sollecitino le stesse aree del cervello. Per verificare in prima persona, si percorrano ad esempio via Ugo Bassi e via Rizzoli in sella a un ciclomotore: donne, uomini, giovani scalpitanti che si gettano in mezzo alla strada come rincorressero un amore fuggente,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sospetto che le strisce pedonali e il primo giorno dei saldi di gennaio sollecitino le stesse aree del cervello.<br /> Per verificare in prima persona, si percorrano ad esempio <strong>via Ugo Bassi</strong> e<strong> via Rizzoli</strong> in sella a un ciclomotore: donne, uomini, giovani scalpitanti che si gettano in mezzo alla strada come rincorressero un amore fuggente, o, più realisticamente, come gli avessero appena rubato il portafoglio.</p><p>Faccio spesso questa riflessione mentre dribblo tra la gente per le strade di Bologna. Soprattutto in centro, è facile che il pedone medio attraversi un po&#8217; dove capita. Ma il  &#8220;capita&#8221; di solito è preceduto da una valutazione sulla pericolosità dell&#8217;impresa. Nella <strong>famosa T</strong> invece, soprattutto in prossimità delle strisce, non ci si concede neanche un&#8217;occhiata furtiva. In quanto a impeto, è roba che tra il pedone medio che attraversa e un toro che si lancia verso il mantello rosso, vince il pedone medio.</p><p>Poi parcheggio, sfilo il casco, comincio a passeggiare, e ogni due per tre, coi motorini che sbucano da tutte le parti sfrecciandomi davanti, comincio a domandarmi che bisogno ci sia di guidare a quelle velocità. Improvvisamente il trasporto motorizzato sembra nato per impaurire il candido pedone che, &#8220;poverino&#8221;, sta solo cercando di spostarsi &#8211; per di più in modo <strong>ecologicamente sostenibile</strong>. Mi viene da sospettare che i viaggi in motorino e i saldi di gennaio sollecitino le stesse aree del cervello.</p><p>Dunque inizio a riflettere genericamente sulla legittimità dei diversi punti di vista.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/28/bologna-tra-tori-e-mo-torini/107691/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ti laurei in America, e ti tirano le pietre</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/22/ti-laurei-in-america-e-ti-tirano-le-pietre/106384/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/22/ti-laurei-in-america-e-ti-tirano-le-pietre/106384/#comments</comments> <pubDate>Fri, 22 Apr 2011 13:30:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Elena Kokkinomagoulos</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[laurea]]></category> <category><![CDATA[lavoro]]></category> <category><![CDATA[Stati Uniti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=106384</guid> <description><![CDATA[La “levigatrice di pietre”, da scagliare una a una in età senile: questa è la mia ambizione lavorativa più recente in un’Italia che sembra non dar valore, se non sul piano della gloria, a un titolo universitario preso all’estero. Laurea quadriennale statunitense ottenuta a seguito di una borsa di studio vinta a diciotto anni, possibilità d’impiego reali che mi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La “levigatrice di pietre”, da scagliare una a una in età senile: questa è la mia ambizione lavorativa più recente in un’Italia che sembra non dar valore, se non sul piano della gloria, a un titolo universitario preso all’estero. <strong>Laurea quadriennale statunitense</strong> ottenuta a seguito di una borsa di studio vinta a diciotto anni, possibilità d’impiego reali che mi permettono di non gravare troppo sulla famiglia all’interno di un sistema che, magicamente, prevede che uno studente possa, anzi, debba conciliare studio e lavoro durante tutto il periodo universitario.</p><p>Piccolo particolare: un <em>Bachelor of Arts</em> in canto lirico, con minors in pianoforte e spagnolo, è una laurea<strong> inesistente in Italia</strong>. Terminati gli studi e rientrata in patria con gli occhioni spalancati, ecco cosa mi accade. Ogni volta che compilo un qualsiasi curriculum online, “laurea estera” non compare neanche tra le opzioni. L’area occupata dagli occhioni comincia a diminuire, e l’idea di levigare pietre per mestiere comincia a farsi largo tra le mie ambizioni da soffitta polverosa.</p><p>La speranza di convertire il mio B.A. in una triennale è fantascienza, mi dicono. Dovrei trovare un percorso simile a quello che ho seguito, per poi sostenere gli esami che mancano. Tradotto, devo <strong>ricominciare tutto da capo</strong> – cosa che, &#8220;lungimirando&#8221;, scelgo di fare. Un lavoro comunque mi serve, così mi candido senza pretese particolari (visto il momento storico) dichiarando di essere laureata. Ma puntualmente, dopo l’iniziale interesse suscitato nel potenziale datore di lavoro, mi sento rispondere che il mio titolo, nonostante l’autenticazione del tribunale, qui non ha valore.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/22/ti-laurei-in-america-e-ti-tirano-le-pietre/106384/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>58</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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