<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Emanuele Fucecchi</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/efucecchi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Grillo a destra</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/grillo-destra/240335/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/grillo-destra/240335/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 May 2012 11:23:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconismo]]></category> <category><![CDATA[craxi]]></category> <category><![CDATA[grillismo]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[pizzarotti]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Tv commerciale]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=240335</guid> <description><![CDATA[E&#8217; divertente vedere acuti commentatori di “sinistra” riservare al grillismo epiteti come “politica spettacolo” (Ceccarelli) oppure “politica degli stracci” (Giannini), mentre “antipolitica” comincia rapidamente a tramontare. 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Quasi tutti i commentatori però hanno un desiderio: che Grillo faccia politica “vera”, che venga in parlamento.</p><p>Purtroppo è il contrario di quello che sperano gli elettori di Grillo e magari alla fine la maggioranza del paese, di sinistra e di destra, per quanto questi termini abbiano ancora un senso. Non solo per il vecchio motivo che la politica fatta dai partiti negli ultimi anni si può raramente definire tale. Ma perchè tutti hanno intuito che stiamo vivendo la fine di un sistema e di un&#8217;era, anche gli elettori <strong>ex-berlusconiani</strong>. Che non hanno votato Grillo per dispetto, come dicono molti, ma per convinzione. Questi elettori orfani del sogno berlusconiano non sono neanche più interessati a essere definiti di centrodestra, né tantomeno moderati. Lo stesso Berlusconi non lo è mai stato e lui lo sapeva.</p><p>Diventa ormai coscienza collettiva, stavolta anche tra gli elettori del Pdl, che pure<strong> il berlusconismo </strong>è stato l&#8217;ennesimo fenomeno gattopardesco, da accomunare alla politica della prima-seconda repubblica, collegate da una sostanziale, sotterranea continuità. In qualche modo anche a destra si percepisce che il sultano di <strong>Arcore</strong> ha cambiato tante cose nella nostra società, ma non la politica. Anzi ha incistato e incancrenito la corruzione.</p><p>In Grillo gli elettori votano perciò tutto quello che non c&#8217;è stato in questa ventina d&#8217;anni. Il suo crisma di profeta infatti se lo è guadagnato anche lui due decenni fa, quando Craxi lo cacciò dalle Tv. Nello stesso momento in cui ci entrava il Cavaliere. Grillo infatti saggiamente lancia fatwe contro la televisione. Perchè quella è la garanzia che in questi anni di finta seconda repubblica lui non c&#8217;è stato in nessun modo, neanche dalla parte della satira televisiva. Il M<strong>ovimento 5 stelle</strong> è molto altro ovviamente, rispetto a Grillo. E&#8217; politica dal basso e in rete soprattutto, con nuovi mezzi e senza ideologia, ma di questo sono soprattutto consapevoli i giovani e gli ex-elettori di sinistra. Quelli di destra invece, altro tipo di elettorato, votano più per <strong>il leader, </strong>che rimane uno specchietto per allodole<strong>,</strong> anche per gli acuti politicisti.</p><p>La vera novità come sappiamo è la normalità di<strong> Pizzarotti.</strong> Cosa di cui fatica ad accorgersi anche la sinistra storica sia in parlamento che fuori. Compresa La Repubblica. Che è nata nella prima e prosperata sulla seconda, vivendo di antiberlusconismo moralista e radical chic. Descrivendo un&#8217; ideale società italiana fatta di una minoranza colta ed etica. In cui i due termini coincidono. Con un desiderio quasi religioso di educare (le riunioni diffuse sul web della redazione di Mauro hanno qualcosa del monastero zen: silenziose, bianche, disciplinate). Grillo invece grida la sua missione in modo volgare ed eccitato come faceva la <strong>Tv commerciale</strong> negli anni ottanta rispetto alla Rai dello stesso periodo. Ed è come se<strong> il comico genovese </strong>svegliasse il paese da due lunghi sonni antitetici di destra e di sinistra<strong>.</strong> E ne saziasse il disperato bisogno di verità, restituendo il senso alle parole. Partendo da un popolarissimo vaffanculo in piazza, redento dall&#8217;alone di falsa rissa-tv in cui era finito.</p><p>E se questa crepa nel sistema politico e mediatico è sacrosanta, molto meglio che avvenga attraverso le parole di un comico che non si può candidare piuttosto che nella testa di qualche fanatico armato non solo di parole. </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/grillo-destra/240335/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>De Pedis e la cripta della memoria</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/pedis/229441/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/pedis/229441/#comments</comments> <pubDate>Mon, 14 May 2012 16:28:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Calvi]]></category> <category><![CDATA[de pedis]]></category> <category><![CDATA[emanuela orlandi]]></category> <category><![CDATA[i banchieri di Dio]]></category> <category><![CDATA[sant'apollinare]]></category> <category><![CDATA[tomba De Pedis]]></category> <category><![CDATA[Vaticano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=229441</guid> <description><![CDATA[Il Vaticano scopre un sepolcro imbiancato. L&#8217;emersione dalla cripta della memoria che si compie oggi sulla tomba in Sant&#8217;Apollinare è difficile che abbia soddisfacenti esiti investigativi. Solo nei film il colpevole lascia dentro le bare degli indizi, per essere scoperto dagli spettatori. Nella realtà la normalità dei criminali generalmente li induce a compiere banali opere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il Vaticano scopre un sepolcro imbiancato. L&#8217;emersione dalla cripta della memoria che si compie oggi <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/riesumata-tomba-pedis-allinterno-suoi-resti/228896/" target="_blank">sulla tomba in Sant&#8217;Apollinare</a> è difficile che abbia soddisfacenti <strong>esiti investigativi</strong>.</p><p>Solo nei film il colpevole lascia dentro le bare degli indizi, per essere scoperto dagli spettatori. Nella realtà la normalità dei criminali generalmente li induce a compiere <strong>banali</strong> opere di cancellazione delle prove. Tuttavia è un&#8217;operazione dal grande significato simbolico. Il benefattore De Pedis, capo della Banda della Magliana, ucciso a Campo De Fiori nel 1990, viene portato alla luce, o si direbbe meglio, agli altari della cronaca. Ormai, se non altro per necessità <strong>mediatiche</strong>, non si poteva fare altrimenti. E con lui viene fuori, se non il colpevole, la coscienza delle autorità pontificie. Una pista investigativa accreditata, formulata per primo dal <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/caso-orlandi/intervista-priore/intervista-priore.html " target="_blank">giudice Priore</a>, disegna per questi fatti la cornice degli anni di guerra fredda e segreta.</p><p>Si suppone che i soldi investiti nello Ior attraverso il Banco Ambrosiano, denari appartenenti a varie entità, da Sindona, alla mafia, alla chiesa cattolica stessa, siano stati utilizzati dal Vaticano per <strong>operazioni</strong> internazionali e non siano stati più restituiti ai legittimi proprietari. Da qui il rapimento ritorsivo e ricattatorio di Emanuela, terminata con la mediazione “ad silentium” di De Pedis. In particolare si sospetta che queste risorse siano state investite nel finanziamento dell&#8217;anticomunismo, tema notoriamente caro a Papa Giovanni Paolo II. Di lui in questi giorni ricorre provvidenzialmente l&#8217;anniversario dell&#8217;attentato, di matrice internazionale, avvenuto il 13 maggio del 1981. Vale la pena ricordare che questi plausibili avvenimenti finanziari e politici sono supportati, seppur non da prove, vista la refrattarietà vaticana alle rogatorie, almeno da svariate <strong>testimonianze</strong>.</p><p>Francesco Pazienza, il faccendiere dei servizi segreti, parlò addirittura di <strong>lingotti</strong> portati oltre confine per finanziare Solidarnosc. Ma basti comunque ricordare l&#8217;epistolario “privato” di <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/04/21/gelo-in-vaticano-lettere-di-calvi.html" target="_blank">Calvi</a> (M. Almerighi, I banchieri di Dio, Editori Riuniti, 2007), agli atti della storia e di un processo infinito e senza colpevoli. Riportiamo qui alcuni brani che parlano più di tutto il resto. Se non altro perchè il suo autore li ha certificati con la morte. Sono neanche velate minacce alle autorità vaticane e al Papa. Il banchiere cercava <strong>protettori</strong> facendo presente che sapeva molte cose: <em>“Ora che sono stato abbandonato e tradito dai miei più sicuri alleati non posso non ricordare [il ruolo] che ho svolto, di concerto con i rappresentanti di piazza San Pietro&#8230; mi prodigai nell&#8217;America Latina e in ogni senso arrivando persino ad occuparmi di forniture di navi militari e di altro materiale bellico pur di favorire chi poteva efficacemente contrastare l&#8217;avanzata di ben organizzate forze comuniste. Grazie a questi interventi oggi la chiesa può valutare una sua autorevole presenza in paesi come l&#8217;Argentina, la Colombia, il Perù, il Nicaragua ecc&#8230;”. Poco dopo, denunciando la sua estrema stanchezza, espone precise richieste. “&#8230; che mi siano restituite tutte le somme da me devolute per i progetti riguardanti l&#8217;espansione politica ed economica della Chiesa; che mi siano restituiti i mille milioni di dollari che, per espressa volontà del Vaticano ho devoluto in favore di Solidarnosc”.</em></p><p>Gli stessi concetti vengono espressi in una lettera al papa dieci giorni prima che compaia il suo cadavere, impiccato sotto il ponte dei Frati Neri. Il nome è un caso, provvidenzialmente. Calvi dice chiaro a Karol Wojtyla: <em>“Molti sono coloro che mi fanno allettanti promesse di aiuto a condizione che io parli delle attività da me svolte nell&#8217;interesse della Chiesa; sono proprio molti coloro che vorrebbero sapere da me se ho fornito armi od altri mezzi ad alcuni regimi di Paesi del Sud America per aiutarli a combattere i nostri comuni nemici e se ho fornito mezzi economici a Solidarnosc od anche armi e finanziamenti ad altre organizzazioni dell&#8217;Est&#8230;. Ora altro non rimane che sperare in una sua sollecita chiamata che mi consenta di mettere a Sua disposizione importanti documenti in mio possesso”.</em></p><p><strong>La telefonata</strong> ovviamente non giunse mai all&#8217;estensore di queste lettere. Un anno dopo venne rapita <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sparizione_di_Emanuela_Orlandi" target="_blank">Emanuela Orlandi.</a> L&#8217;apertura della tomba di oggi, di Renatino benefattore della Chiesa, è un piccolo velo che si alza su una storia di cui sentiremo parlare ancora a lungo. Almeno c&#8217;è da sperarlo. Una speranza cristiana, direbbe Benedetto XVI.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/pedis/229441/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il segreto è potere</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/15/segreto-potere/204647/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/15/segreto-potere/204647/#comments</comments> <pubDate>Sun, 15 Apr 2012 14:40:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[assoluzione]]></category> <category><![CDATA[de pedis]]></category> <category><![CDATA[piazza della loggia]]></category> <category><![CDATA[segreto]]></category> <category><![CDATA[sentenza]]></category> <category><![CDATA[stato.]]></category> <category><![CDATA[stragi]]></category> <category><![CDATA[Vaticano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=204647</guid> <description><![CDATA[La trasparenza assoluta è un&#8217;utopia. Non siamo trasparenti a noi stessi, figuriamoci quando mettiamo su una società. Bisogna accettare un certo grado di segretezza nelle istituzioni che ci rappresentano. Una quota minima che permette di tutelare informazioni sensibili. É la stessa responsabilità della verità, cioè non dire tutto e subito, che ci troviamo a praticare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La trasparenza assoluta è un&#8217;utopia. Non siamo trasparenti a noi stessi, figuriamoci quando mettiamo su una società. Bisogna accettare un certo <strong>grado di segretezza nelle istituzioni </strong>che ci rappresentano. Una quota minima che permette di tutelare informazioni sensibili. É la stessa <strong>r</strong><strong>esponsabilità della verità</strong>, cioè non dire tutto e subito, che ci troviamo a praticare tutti i giorni per tutelare noi stessi e a volte il bene degli altri. La qualità e la quantità di questo segreto però ne determinano la tollerabilità. Qual è il fine per cui non parlo e quante cose non dico.</p><p>L&#8217;Italia degli anni settanta era un crocevia geografico economico e militare. La quota di segretezza era oltre una soglia accettabile. Siamo stati in buona parte eterodiretti economicamente e politicamente per molti anni, sicuramente e in modo provato dal 1969 al 1982. E il piano Marshall sull&#8217;Italia durerà ancora a lungo, fino a tangentopoli e alle stragi di Mafia del &#8217;92, ultime convulsioni sotto il crollo del muro di Berlino. Gli anni di piombo sono stati l&#8217;apice di questo fenomeno, come già detto bene da altri, <strong>una guerra civile a bassa intensità.</strong> Un mattatoio in cui si sono macellati italiani per mano di concittadini, spesso manovrati da forze esterne, anche internazionali. É quello che adombra “<em>Romanzo di una strage</em>” e che ha numerosi appigli nella storia se non nella verità giudiziaria.</p><p>Il nodo è forse questo: un processo, anche se fa il suo dovere e quello di piazza della Loggia non l&#8217;ha fatto, purtroppo non basta a comprendere cosa è successo. <strong>lo Stato non riesce a processare se stesso</strong>. Questi poveri morti sono in quella vasta zona grigia dalla quale nessuno ha la voglia o la forza di tirarli fuori. Parlarne è un modo per lenire il dolore dei familiari e dei superstiti; capire è il mod<a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/laloggiasito-1.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-204649" title="laloggiasito (1)" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/laloggiasito-1-300x122.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="122" /></a>o giusto per dare un senso al loro dolore. Nella stessa zona grigia, ma paradossalmente in quella onorata e benedetta, è stato sepolto anche De Pedis, boss della Magliana. Il Vaticano ha grandemente contribuito in Italia a popolare questa terra di nessuno, a<strong> incrementare l&#8217;opacità</strong>. Il simpatico e onesto <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/14/caso-orlandi-santa-sede-vaticano-nessun-segreto-rivelare/204523/" target="_blank">Padre Lombardi</a> che ha un compito davvero immane, cioè comunicare l&#8217;incomunicabile, dovrebbe dirci non perchè De Pedis può essere tirato fuori ma perchè era stato messo dentro. Troveremmo forse qualche bandolo della matassa perchè le zone grigie che ci portiamo dal nostro recente passato hanno lo stesso indirizzo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/15/segreto-potere/204647/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le dimissioni del papà re</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/dimissioni-papa/202756/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/dimissioni-papa/202756/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 11:55:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[autorità]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[Chiesa]]></category> <category><![CDATA[consenso]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[democrazia]]></category> <category><![CDATA[dimissioni]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202756</guid> <description><![CDATA[La cosa antipatica della resurrezione è che bisogna morire. Assistiamo in questi giorni al dolore di due anziani importanti che non vogliono morire: Bossi e il Papa. La chiesa è sofferente ha detto il papa. Giusto: I dati sulla pratica religiosa sono tremendi. La percentuale di chi si dichiara cattolico in Italia è scesa per...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/bossitesta.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-202757" title="bossitesta" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/bossitesta-138x300.jpg?47e3a5" alt="" width="138" height="300" /></a>La cosa antipatica della resurrezione è che bisogna morire</strong>. Assistiamo in questi giorni al dolore di due anziani importanti che non vogliono morire: Bossi e il Papa.</p><p>La chiesa è sofferente ha detto il papa. Giusto: I dati sulla pratica religiosa sono tremendi. La percentuale di chi si dichiara cattolico in Italia è scesa<strong> per la prima volta dopo secoli sotto la metà della popolazione (46%)</strong>. I bambini battezzati sono scesi dall&#8217;80% al 45% in appena un decennio. Per non parlare del <a href="http://www.ilfazioso.com/possiamo-ancora-dirci-cristiani-crollano-praticanti-matrimoni-e-vocazioni.html" target="_blank">declino delle vocazioni</a>, ormai fenomeno di lunga data, arginato solo dalle deprecabili ordinazioni terzomondiste di massa. La Chiesa Spagnola in uno <a href="http://qn.quotidiano.net/esteri/2012/03/22/685490-spagna-chiesa-pubblicita-per-reclutare-nuovi-preti.shtml" target="_blank">spot</a> ha addirittura pubblicizzato il sacerdozio come posto fisso incarnando perfettamente il geniale <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5JESGmwY7Y4" target="_blank">padre Pizzarro</a> </strong>di Guzzanti. Le chiese si svuotano come <strong>i concetti che il catechismo propone</strong>.<br /> La disobbedienza in questi casi è una grande virtù. Il consenso si forma sulla quota di autorevolezza che ha la persona che parla. Questo è sacrosanto ed è un frutto meraviglioso anche se combattuto della nostra epoca superinformata e livellante. <strong>Internet e la democrazia virtuale</strong> non sono giochi per adolescenti e pensionati, sono davvero un nuovo luogo di formazione del rapporto tra <strong>consenso e autorità</strong>.</p><p>Un riposizionamento che dura da molto tempo e ha radici profonde nella nostra storia. Questi due poli si avvicinano fortunatamente sempre di più grazie alla disponibilità immediata dell&#8217;informazione, nel tempo e nello spazio. La chiesa soffre semplicemente questa dialettica a cui è aliena, da società “ancien regime” quale è. La libertà di disobbedire è merce rara in molti ambienti, anche quello giornalistico, a volte anche a “Il Fatto Quotidiano”, ma è indispensabile per essere uomini e godere dell&#8217;intelligenza e delle capacità proprie e altrui.</p><p>La gratuità di riconoscere la<strong> forza delle argomentazioni dell&#8217;altro </strong>è il sale della democrazia e probabilmente dell&#8217;esistenza. Per questo la disobbedienza è garanzia di salvezza anche per la chiesa. Fa impressione che questa gratuità rispetto alla verità ci tocca impararla da uno come Bossi. Commovente la sua tristezza e la sua ammissione di colpa. Ha immediatamente capito che <strong>difendere se stesso significava uccidere il movimento</strong>, l&#8217;idea, la verità che riteneva di aver vissuto in questi anni. Non ha avuto dubbi che morendo politicamente poteva dare nuova vita alla sua creatura. Minuti da grande leader che forse possono mettere in crisi tutta la prima repubblica borbonica che è ancora in parlamento.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/dimissioni-papa/202756/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Una storia che Lega</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/storia-lega/202309/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/storia-lega/202309/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 13:50:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202309</guid> <description><![CDATA[Belsito, il tesoriere-buttafuori, è un prototipo italiano, efficienza e ottusità leghista su cuore culturalmente mafioso. Una storia perfettamente italiana che attraversa la lega e la politica degli ultimi decenni. La percorre sui due binari paralleli delle risorse economiche e dell&#8217;ispirazione valoriale. La gestione privatistica dei partiti, l&#8217;opacità dei bilanci, il familismo amorale sono caratteristiche che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/03/lega-guardia-finanza-bellerio/201964/" target="_blank">Belsito</a>, il tesoriere-buttafuori, è un prototipo italiano, efficienza e ottusità leghista su cuore  culturalmente mafioso. Una storia perfettamente italiana che attraversa la lega e la politica degli ultimi <strong>decenni</strong>.</p><p>La percorre sui due binari paralleli delle risorse economiche e dell&#8217;ispirazione valoriale. La gestione privatistica dei partiti, l&#8217;opacità dei bilanci, il familismo amorale sono caratteristiche che fanno parte di questa politica del &#8217;900. E ne rappresentano la fine, perchè la lega era l&#8217;ultima illusione idealistica per molti poveri elettori. Tutto questo ha origine, contrariamente a quello che spesso si pensa, nella <strong>persistenza dell&#8217;ideologia</strong> e non nella sua fine. Anche in questo la storia padana di oggi è esemplare. In nome dell&#8217;ideologia leghista che il leader può gestire come roba sua i soldi del partito. Il depositario del verbo, a lui è permesso tutto.</p><p>La stessa ideologia che permette ai tesorieri, pure in presenza di leader meno carismatici, di avere comunque una motivazione etica anche quando finanziano con la corruzione le campagne elettorali e l&#8217;oligarchia partitica se non addirittura il patrimonio familiare. Sorto per la tessa causa anche il malaffare prosperato sotto l&#8217;ombrello anti-comunista e pseudo-liberistico di Berlusconi. la stessa ideologia che fa malinconicamente rimanere agganciati al voto da prima repubblica per il Pd. Quella <strong>nostalgia di casa e di chiesa</strong> che non esiste più. Destra-sinistra-centro-pd-pdl-lega e così via sono fortini  nominalistici, roccaforti vuote, da demolire. Non hanno più alcun legame con la realtà che sta cambiando troppo velocemente.</p><p>C&#8217;è un momento per tutto e questo è il momento di aprire, di scardinare, di decostruire. La poltica, la rappresentanza e la <strong>professione</strong> politica non saranno mai più come prima, stanno cercando dolorosamente forme nuove. Cosa c&#8217;è dopo? Non lo sappiamo ancora ma sicuramente c&#8217;è una comunità di italiani in crisi, che si guarda allo specchio e ha la possibilità di fare qualche passo <strong>verso l&#8217;età adulta</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/storia-lega/202309/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La chiesa casta</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/chiesa-casta/199853/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/chiesa-casta/199853/#comments</comments> <pubDate>Sat, 24 Mar 2012 13:05:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Chiesa preti pedofili]]></category> <category><![CDATA[Mary Collins]]></category> <category><![CDATA[milena gabanelli]]></category> <category><![CDATA[padre Mangiacasale]]></category> <category><![CDATA[pedofilia]]></category> <category><![CDATA[preti pedofili]]></category> <category><![CDATA[Università Gregoriana]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=199853</guid> <description><![CDATA[Si moltiplicano le denunce di abusi. Appena pochi giorni fa la triste vicenda di padre Mangiacasale, economo della diocesi di Como. L&#8217;ultima poche ore fa raccolta e pubblicata dal team Gabanelli, particolarmente intensa. Per le testimonianze dirette (voci registrate dei protagonisti), la dinamica &#8220;realistica&#8221; delle circostanze, la riconoscibilità degli attori. Il prete raccoglie intimità e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/fucecchi.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-199854" title="fucecchi" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/fucecchi-222x300.jpg?47e3a5" alt="" width="222" height="300" /></a>Si moltiplicano le denunce di abusi. Appena pochi giorni fa la triste vicenda di padre <a href="http://www.crimeblog.it/post/9307/don-marco-mangiacasale-incastrato-da-autoscatti-e-filmati-hard" target="_blank">Mangiacasale</a>, economo della diocesi di Como. L&#8217;ultima poche ore fa  raccolta e pubblicata dal <a href="http://www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/index.shtml" target="_blank">team Gabanelli</a>, particolarmente intensa. Per le testimonianze dirette (voci registrate dei protagonisti), la dinamica &#8220;realistica&#8221; delle circostanze, la riconoscibilità degli attori. Il prete raccoglie intimità e alla fine conduce l&#8217;adolescente all&#8217;abuso, la vittima dopo pochi anni torna a parlarne, a parlargli e riesce a liberarsi. Perchè in qualche modo <strong>vede il suo aguzzino come un uomo</strong>. Non come un criminale ma neanche come un inviato di Dio.</p><p>E&#8217; la stessa esperienza raccontata da <a href="http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/pedofilia-pedophilia-12402/" target="_blank">Mary Collins</a> ad un  simposio promosso dalla Università Gregoriana. L&#8217;abuso subito da bambina gli ha portato una vita di errori e<strong> depressione</strong>. La liberazione come lei racconta, è avvenuta quando ha superato lo stesso bivio: &#8211; uomo di Dio o persecutore &#8211; davanti al quale si trovano tutte le vittime di abusi, generalmente fedeli cattolici. Presentare i sacerdoti come mediatori di Dio sulla terra è il peccato originale. Che impedisce a loro e agli altri di essere uomini. É un&#8217;altra declinazione della deviazione antropologica della chiesa di questa età. E&#8217; il pensiero sull&#8217;uomo che è inadeguato e a volte perverso come abbiamo detto spesso.</p><p>Al centro di questa visione c&#8217;è <strong><a href="http://www.cadoinpiedi.it/2012/03/22/pedofilia_nella_chiesa_una_sporca_storia_siciliana_-_video.html" target="_blank">un uomo bambino</a></strong> che demanda ad altri le sue responsabilità, che è sempre in attesa di un magistero per sapere cosa fare, che non sa stare da solo. É un uomo che balbetta sui due problemi basilari della vita: la sessualità e il sostentamento economico. Non misurarsi “ab imis” come direbbe un prete, con la materialità dell&#8217;essere compromette una spiritualità sana. Cresce un albero senza radici che ha rami nodosi e sterili, senza foglie. Anche per una “vocazione” mistica in cui esista una feconda scelta di castità, occorre tanto più un&#8217;intima connessione con la propria identità sessuale. La maggior parte dei sacerdoti che si formano, educati ad eludere questi due temi, crescono come perenni adolescenti, vittime dei loro stessi impulsi.</p><p>Quelli che resistono e sono tanti, sono degli eroi voluti da Dio. Si manifesta una comunità fragile, appesa, senza fondamenta. Una chiesa che più difende i suoi uomini e più fa arretrare Dio. <strong>Una vecchia bambina del medioevo</strong> impaurita e attaccata alle sue immaginette e ai suoi merletti. Qualche segnale di lieve risveglio si avverte ma la strada è lunghissima e molto dolorosa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/chiesa-casta/199853/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La dieta Monti prima del collasso</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/dieta-monti-prima-collasso/199112/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/dieta-monti-prima-collasso/199112/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Mar 2012 16:35:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[articolo 18]]></category> <category><![CDATA[democrazia]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[Poteri Forti]]></category> <category><![CDATA[rappresentanza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=199112</guid> <description><![CDATA[Siamo un paese metà africano e metà bavarese, in cui i bavaresi vorrebbero leggi da suk e gli africani ricchezza da bavaresi. Una schizofrenia etnico-culturale ci dissocia da secoli. I nodi sul nostro crine di gitani sembrano ormai venuti al pettine. Da una parte abbiamo un&#8217;economia che produce ancora molta ricchezza, lavorando all&#8217;estero, senza ridistribuirla; dall&#8217;altra...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/sudmalaffare.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-199164" title="sudmalaffare" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/sudmalaffare-300x174.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="174" /></a>Siamo un paese metà africano e metà bavarese, in cui i bavaresi vorrebbero leggi da suk e gli africani ricchezza da bavaresi. <strong>Una schizofrenia etnico-culturale ci dissocia da secoli</strong>.</p><p>I nodi sul nostro crine di gitani sembrano ormai venuti al pettine. Da una parte abbiamo un&#8217;economia che produce ancora molta ricchezza, lavorando all&#8217;estero, senza ridistribuirla; dall&#8217;altra una situazione da tragedia greca. Gli essenziali servizi pubblici sono sull&#8217;orlo di un imminente collasso in buona parte del territorio: le sanità regionali hanno debiti finanziari miliardari che non si sa neanche dove sono perchè i bilanci sono indecifrabili, come accade in tutte le aziende in default. Al contrario ad esempio il Signor Ferrero ha un patrimonio stimato in 19 miliardi di dollari, uno staterello a parte praticamente. Nessuno sulla scena ha la forza e la voglia di interrompere questa marcia verso il crepaccio sociale. Non è ovviamente soluzione di continuità <strong>la dieta Monti.</strong><br /> Lui è una brava persona che ha soldi, potere e fascino di un altro secolo. Le sue parole sulla Fiat e l&#8217;ottusità sull&#8217;articolo 18 sanciscono di nuovo, ce ne fosse stato bisogno, che non ha altre chiavi se non quelle del decrepito liberalismo novecentesco. Che però in Italia non c&#8217;è mai stato: questo infatti è il pregio maggiore di super Mario, aver chiamato ad un grado maggiore di trasparenza <strong>poteri finora opachi</strong>. Comunque un passo avanti. Da qui lo spread che scende e gli altri Stati europei che applaudono.</p><p>Ma la calma è solo apparente e la situazione è davvero incendiaria, gli isolati e insensati episodi di violenza come quello di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/torino-consigliere-comunale-delludc-alberto-musy-ferito-colpi-pistola/199044/" target="_blank">Torino</a>, sono scintille in un pagliaio. La democrazia non è mai donata, è sempre conquistata. Nei paesi più sani questo avviene con il voto ma come sappiamo i nostri rappresentanti sono parte essenziale del problema. Non riescono a guarire da nulla se non sotto estenuante <strong>chirurgia giudiziaria</strong>. La forbice, ormai un trinciapolli, tra consenso e rappresentanza, tra indigenti in vertiginoso aumento ed elìte privilegiata sta diventando insopportabile. Monti scivola esile sulle trame dei partiti che per ora hanno convenienza a cucire. A breve la tornata elettorale amministrativa invece farà tremare le mani ai tessitori.</p><p>Ed è in fondo l&#8217;unica speranza: che questo parlamento sia azzerato dalle elezioni. Che si corra un rischio democratico ma dentro la rappresentanza. Che quel senso di impotenza<strong> trovi sfogo in qualcuno che lo esprime</strong>. Che il <strong>Pd, sentinella buona del sistema</strong>, quella rassicurante che parla con la gente, sia rovesciato come un calzino, a cominciare dalle facce pulite con le mani in pasta. Come quei giovani sereni e presentabili che però hanno assimilato già tutti i riti e le litanie, alla Francesco Boccia. Non c&#8217;è alcuna speranza di autoriforma. Mai visto un cancro pentirsi e uscire contrito da un corpo malato.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/dieta-monti-prima-collasso/199112/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Una fiaccolata per la Siria</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/una-fiaccolata-per-la-siria/179089/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/una-fiaccolata-per-la-siria/179089/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Dec 2011 09:16:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Emanuele Fucecchi]]></category> <category><![CDATA[Hamza al-Khateeb]]></category> <category><![CDATA[Primavera Araba]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category> <category><![CDATA[Tortura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=179089</guid> <description><![CDATA[Hamza al-Khateeb ha tredici anni. E’ un piccolo manifestante per le vie di Damasco. Viene fermato dalla polizia siriana, trattenuto, torturato fino all’evirazione. Viene restituito cadavere alla famiglia un mese dopo. Il papà decide di mettere in rete un video raccapricciante con il suo giovane corpo martoriato. Anche lui sarà arrestato. Come in Tunisia, è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.aljazeera.com/indepth/features/2011/05/201153185927813389.html" target="_blank">Hamza al-Khateeb</a></span></strong> ha tredici anni. E’ un piccolo manifestante per le vie di Damasco. Viene fermato dalla polizia siriana, trattenuto, <strong>torturato fino all’evirazione</strong>. Viene restituito cadavere alla famiglia un mese dopo. Il papà decide di mettere in rete un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hsevie-iAAA" target="_blank">video raccapricciante</a></span> con il suo giovane corpo martoriato. Anche lui sarà arrestato.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/18/anno-moriva-sidi-bouzid-tunisino-dato-alla-primavera-araba/178497/" target="_blank">Come in Tunisia</a></span>, è un minimo e inerme martire ad accendere una rivolta che non ha ancora manifestato tutta la sua violenza. La <strong>Siria</strong> è già dentro una guerra civile: <span style="text-decoration: underline;">solo il 19 dicembre <a href="http://www.unita.it/mondo/siria-cento-morti-in-24-ore-br-lega-araba-osservatori-entro-2-giorni-1.364327" target="_blank">cento morti</a></span> per le strade. Ma noi non lo sappiamo. Alle prese con feste più ardue e anestetizzati dal pacchetto “primavera araba” preferiamo fare lo slalom tra i preoccupanti distinguo di Monti e le battute di Berlusconi.</p><p>Ma la Siria è un paese particolare per la sua posizione geografica e per il ruolo nella regione. Nonostante la sua laicità &#8211; vi convivono infatti finora pacificamente cristiani, ebrei e musulmani -il regime di Assad è ferocemente <strong>anti-israeliano</strong>. Il suo destino cambierà in modo decisivo l’equilibrio del medio oriente.</p><p>Il mondo vicino a noi brucia, forse è anche egoisticamente utile capire di più e  influire sul corso degli eventi nel nostro microcosmo. Per allargare il nostro sguardo e sensibilizzare chi non ne sa nulla è stata organizzata dal liceo Tasso di Roma e da altre scuole romane una <strong>fiaccolata </strong>per il popolo siriano. Partirà <strong>stasera alle 19.30</strong> dalla chiesa di SS. Apostoli. Lo sguardo aperto di ragazzi italiani attenti a quelli che succede nel mondo può spiazzare le nostre sere depresse in attesa di un Babbo Natale magro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/una-fiaccolata-per-la-siria/179089/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La fine del Cainonno</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/15/fine-cainonno/170717/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/15/fine-cainonno/170717/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 Nov 2011 07:34:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Caimano]]></category> <category><![CDATA[Cainano]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[Mario Monti]]></category> <category><![CDATA[Politica]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=170717</guid> <description><![CDATA[Un esito triste e scilipotico. Da italiano vero che pensa alla “robba”, senza alcuna grandezza mefistofelica. Che implora dalla tv un minimo di comprensione per il preteso bel gesto. Sorprende non vedere le scalinate e gli incendi del finale Morettiano. E ci fa riflettere su quello che è stato il berlusconanismo e il nostro prossimo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/Berlusconi-Cainonno.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-170718" title="Berlusconi Cainonno" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/11/Berlusconi-Cainonno.jpg?47e3a5" alt="" width="226" height="154" /></a>Un esito triste e scilipotico. Da italiano vero che pensa alla “robba”, senza alcuna grandezza mefistofelica. Che implora dalla tv un minimo di comprensione per il preteso bel gesto. Sorprende non vedere le scalinate e gli incendi del finale <strong>Morettiano</strong>. E ci fa riflettere su quello che è stato il berlusconanismo e il nostro prossimo futuro. Silvione è stato un fenomeno molto più endogeno di quello che pensiamo. Il Berlusconi arci-italiano ora possiamo tirarlo fuori e riconoscerlo senza conseguenze. Questo è il vero armistizio. Non quello ipocrita di chi si scandalizza per il lancio di <strong>monetine</strong> (volevano fiori dopo il “coglioni” dichiarato ai suoi avversari per 15 anni?), come ha fatto il <em>Corriere</em> e parecchi del Pd. Ma neanche il proclamo di vittoria estetica de “<em>la Repubblica</em>” che celebra un 25 aprile culturale.</p><p>Non è così. Il berlusconismo paradossalmente ci sarebbe stato anche senza berlusca, come ci sarebbe stato “Drive in” anche senza canale 5. Il <strong>sessantotto</strong> pecoreccio delle reti mediaset era l’unico che potevamo permetterci, vista la nostra arretratezza su famiglia e i rapporti tra i sessi. Il ciarlatano di Arcore per lungo tempo è stato scritto nel dna sociologico della nazione, ancora immatura dal punto di vista civile e a responsabilità limitata. Dobbiamo riconoscere che pure nel degrado della sua era, nella colpa politica, giudiziaria e mediatica che si è cucito addosso, il berlusconismo ha portato qualche inconsapevole seme di trasparenza. Le balle con cui ha stregato metà della nazione (e già questa quantità basterebbe a spiegarlo) avevano un oscuro lato di verità.</p><p>Assediato dalle inchieste ha finito sempre per rivendicare pubblicamente i suoi conflitti e le sue porcherie, di ogni tipo. In questo modo ci ha rivelato un’identità profonda, che appartiene a tutti, anche alla sinistra che non paga le tasse e scrive programmi berlusconiani. Ripercorrere la linea che dalla Prima Repubblica porta alla terza, significa fare un’analisi accurata dell’era<strong> Cainana</strong>, che urge non considerare come una parentesi storica. Incalzati dalla crisi, non siamo più quell’Italia che lui ha rappresentato, nepotista, arrogante e intrallazzona. Ma neanche quella del professor <strong>Monti</strong>, vivaddio sobrio ma anche troppo riservato su di sé e sulle sue amicizie. “Grigio” sul potere che frequenta e sulla sua provenienza. Non affrettiamoci a celebrare il ritorno del gessato e della first lady che fa volontariato in un’Italia settantenne <strong>tecnodemocristiana</strong>, come fa il giornale di Scalfari. Non gettiamo subito via tutto il nano con l’acqua sporca. In questo limaccioso periodo di transizione,  lo vediamo ancora tristemente allo specchio, dirci qualcosa.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/15/fine-cainonno/170717/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>La morte come valore</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/22/la-morte-come-valore/165676/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/22/la-morte-come-valore/165676/#comments</comments> <pubDate>Sat, 22 Oct 2011 13:18:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category> <category><![CDATA[Gheddafi]]></category> <category><![CDATA[violenza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=165676</guid> <description><![CDATA[Siamo una piccola oasi di benestanti nel corso della storia che può guardare la guerra dalle rive del fiume. Abbiamo benessere e pace come nessuno mai. Per questo trovo immorali le letture politically correct della morte di Gheddafi. Sinceramente per un dittatore orrendo come lui ci si poteva aspettare una fine diversa? Si poteva chiedere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/gloriam.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-165669" title="Vignetta di Emanuele Fucecchi" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/gloriam-298x300.jpg?47e3a5" alt="Vignetta di Emanuele Fucecchi" width="298" height="300" /></a>Siamo una piccola oasi di benestanti nel corso della storia che può guardare la guerra dalle rive del fiume. Abbiamo benessere e pace come nessuno mai. Per questo trovo immorali le letture politically correct della morte di Gheddafi. Sinceramente per un dittatore orrendo come lui ci si poteva aspettare una fine diversa? Si poteva chiedere nel corso di una guerra civile e dopo tante torture una <strong>saggezza benpensante </strong>ai libici straziati e vessati? Questo non significa che sia giusto. In termini astratti sarebbe stato meglio giudicarlo. Ma lo diciamo da qui, davanti alle nostre tv. La morte e la violenza fanno parte della vita, siamo noi che ce ne siamo dimenticati. Le esorcizziamo su Fox Crime e nel Morta a Morta di Bruno Vespa.</p><p>Nel nostro radical way of life dobbiamo ricomprenderle non per giustificarle ma per raggiungere una sintesi migliore, più realistica della nostra visione etica troppo intellettualizzata del mondo. Dovremo farlo per forza se non per scelta. Alle nostre frontiere, anche culturali, premono visioni del mondo diverse, impellenti, più ferine e meno contraddittorie della nostra. Dovremmo essere capaci di difendere la nostra visione solidale dell’umanità anche di fronte ai nostri paradossi esistenziali.  Il nostro benessere ha campato per decenni su questa violenza <strong>alle periferie dell’impero</strong>. Lo facciamo anche oggi sperando di brindare a  petrolio per la fine del tiranno.  Se sappiamo questo non abbiamo neanche bisogno di vedere quelle immagini in modo morboso, da guardoni. “Non adatto ad un pubblico sensibile”, la frase che si trova in testa a questi filmati di horror globale. Dovrebbe essere sostituita da “non adatto a un pubblico normale”. Un pubblico che ha presente il valore della vita e della morte non ha bisogno di compiacersi di questa esotica truculenza.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/gloriam.jpg?47e3a5" target="_blank">Clicca qui per ingrandire l&#8217;immagine</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/22/la-morte-come-valore/165676/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>16</slash:comments> </item> <item><title>Padre Paolo, padre davvero</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/padre-paolo-padre-davvero/163549/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/padre-paolo-padre-davvero/163549/#comments</comments> <pubDate>Thu, 13 Oct 2011 11:58:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Federico Bollettin]]></category> <category><![CDATA[figli]]></category> <category><![CDATA[Giuseppe Cionfoli]]></category> <category><![CDATA[Paolo Spoladore]]></category> <category><![CDATA[preti]]></category> <category><![CDATA[Sante Sguotti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=163549</guid> <description><![CDATA[Si è conclusa dopo molti mesi una singolare vicenda giudiziaria. Don Paolo Spoladore, prete e cantante, autore per il suo pubblico di molti pezzi di successo, fondatore di una casa discografica che ha fatturato 900 mila euro in un anno, trascinatore di folle cattoliche, adorato dai suoi parrocchiani, è padre di un bambino di nove...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/gattolicesimo-contemporaneo1.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-163553" title="gattolicesimo contemporaneo" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/gattolicesimo-contemporaneo1-300x224.jpg?47e3a5" alt="La vignetta &quot;Gattolicesimo contemporaneo&quot; di Emanuele Fucecchi" width="300" height="224" /></a>Si è conclusa dopo molti mesi una singolare vicenda giudiziaria. <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Spoladore" target="_blank">Don Paolo Spoladore</a></span></strong>, prete e cantante, autore per il suo pubblico di molti pezzi di successo, fondatore di una casa discografica che ha fatturato 900 mila euro in un anno, trascinatore di folle cattoliche, adorato dai suoi parrocchiani, è <strong>padre di un bambino</strong> di nove anni. Lo ha accertato il tribunale dei minori di Venezia attraverso la prova del dna. E’ la prima volta in Italia che la giustizia civile dribbla il concordato e  certifica una paternità ecclesiastica.</p><p>“Donpa” è l’epigono di una generazione di sacerdoti-rock che hanno tentato di vivere la propria missione al tempo dei media commerciali. Il primo fu il cosiddetto <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giuseppecionfoli.it/biografia.htm" target="_blank">Padre Cionfoli</a></span></strong> (in realtà mai ordinato) al festival di San Remo del 1982. Le canzoni di Spoladore sono effettivamente più moderne rispetto a quel pop parrocchiale anni Settanta e le sue <em>lectio </em>hanno sicuramente ispirazione e profondità. E anche la sua vicenda umana forse è un passo avanti rispetto a quell’epoca. Come sempre, molti hanno consigliato alla madre del bambino di vivere nel silenzio e nella preghiera la sua maternità. Di non aprire lo scandalo, di non squarciare il velo che protegge il recinto sacro dall’umano fallibile e incontrollabile. Lei invece ha seguito il vangelo alla lettera:<em> “Non c’è nulla di segreto che non debba essere rivelato, quello che udite nelle orecchie predicatelo sui tetti”</em>.</p><p>E’ una storia esemplare, anche per il carisma del personaggio, ma tante sono quelle che non conosciamo. Tanti preti, misconosciuti dalla Chiesa, hanno avuto il coraggio di vivere fino in fondo la loro storia. La diocesi della cattolicissima Padova in particolare ha contato negli ultimi  anni due casi eclatanti di preti, oltre a quello di Don Paolo: <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_27/sguotti_sospeso_divinis.shtml" target="_blank">Don Sante Sguotti</a></span></strong> e <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2008/11/06/news/don-federico-don-sante-e-l-amoredue-preti-e-due-scelte-diverse-1.1187751" target="_blank">Don Federico Bollettin</a></span></strong> che  si sono assunti le proprie responsabilità di fronte alla comunità.</p><p>Questa è la parola chiave di questa storia, <strong>responsabilità</strong>, davanti  a Dio e davanti agli uomini. Concetto indebolito e giunto cadavere nella teologia morale della chiesa attuale. Perchè, come accade spesso di constatare, il fedele cattolico di questi tempi, pur non volendolo, è chiamato a cedere quote della propria consapevolezza morale. Al momento della sua formazione demanda senza volerlo ad un mediatore, prete o papa che sia, la <em>golden share </em>della propria coscienza. Salvo poi ritrovarsi nella sua vita adulta e personale in una inestricabile selva di contraddizioni etiche che hanno come uniche vie di fuga la santità o l’ipocrisia. Doppia morale di cui è piena, non a caso la politica. L’assenza di questo “primato dell’individuo” mina alle fondamenta il messaggio ostacolando a priori un pieno rapporto personale con Dio e provoca le convulsioni di una chiesa in crisi morale e di consenso. Quello che si predica sull’uomo in parte non è vero, o almeno è  reticente. La chiesa adotta un’ antropologia distorta, su alcuni temi perversa.</p><p>Ai tanti amici smarriti di &#8220;Donpa&#8221; bisognerebbe dire che non ha senso dubitare dell’autenticità  delle sue parole  e delle sue canzoni, e comunque per fortuna a noi non è dato sapere il grado di verità con cui le ha pronunciate e cantate. Ma è necessario anche sapere che questa storia è più vera ancora di qualsiasi preghiera. <strong>L’amore per quel bambino</strong>, figlio di Dio e figlio di un uomo,  ha più significato di tutta la teologia del mondo e di qualsiasi libro sacro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/13/padre-paolo-padre-davvero/163549/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>26</slash:comments> </item> <item><title>Radical Jobs</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/07/radical-jobs/162720/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/07/radical-jobs/162720/#comments</comments> <pubDate>Fri, 07 Oct 2011 09:49:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Tecno]]></category> <category><![CDATA[apple]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[radical chic]]></category> <category><![CDATA[sinistra]]></category> <category><![CDATA[steve jobs]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=162720</guid> <description><![CDATA[Non era Leonardo. Sappiamo che la vera genialità di Steve Jobs è stata mettere insieme buoni prodotti commerciali e una persuasiva brand identity. La chiave del successo, vestire e identificare il cliente vendendogli l’illusione dell’originalità. Quello che vorrebbero fare tutte le “marche”. E come accade tra un prodotto da supermercato rispetto a uno firmato, sappiamo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/jobs-copia.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-162725" title="Radical Jobs" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/10/jobs-copia-300x224.jpg?47e3a5" alt="Vignetta &quot;Radical Jobs&quot; di Emanuele Fucecchi" width="300" height="224" /></a>Non era Leonardo. Sappiamo che la vera genialità di <strong>Steve Jobs </strong>è stata mettere insieme buoni prodotti commerciali e una persuasiva <em>brand identity</em>. La chiave del successo, vestire e identificare il cliente vendendogli l’illusione dell’originalità. Quello che vorrebbero fare tutte le “marche”. E come accade tra un prodotto da supermercato rispetto a uno firmato, sappiamo che spesso la differenza tra un non-Apple e un I-product è nel surplus comunicativo.</p><p>Mi sembra tuttavia più interessante collocare meglio l’azienda di Cupertino nel nostro immaginario, cercando di arrivare fino al posizionamento politico del consumatore-tipo. I prodotti Apple sono sempre stati ritenuti simbolo di creatività e diversità. Valori tendenzialmente di <strong>“sinistra”</strong>. E’ curioso che questo faccia a pugni con il marketing selvaggio, la pubblicità implacabile e la commercializzazione coatta. Ingredienti di successo che Steve usava al massimo grado e con intelligenza unica, demonizzati invece in ambito progressista.</p><p>Questo conflitto culturale, valori di sinistra versus consumo di massa è forse una faglia che attraversa tutto il <em><strong>radical</strong></em> internazionale. Ma in Italia si declina in modo capillare. Arriva a segnare la distanza tra i consumi del popolo e quelli delle <em>élite</em>,  tra negozio <em>local </em>e centro commerciale. Conosco persone di sinistra che hanno mobili Ikea e negano di esserci stati perchè se ne vergognano. O autori Mediaset di sinistra che non guarderebbero mai i prodotti che scrivono. Nel <strong>Partito democratico</strong>, ad esempio, questo corto circuito provoca schizofreniche campagne comunicative, tristemente mistiche (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/10/oltre-ogni-comprensione/96444/" target="_blank">Bersani e il suo <em>“oltre”</em></a></span>), oppure ottusamente piacione (l’ultima <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/23/cambia-il-vento-il-maschilismo-del-pd/123117/" target="_blank">gonna della festa dell’Unità</a></span> a Roma).</p><p>In realtà, forse, l’omogeneizzazione culturale e commerciale è un fenomeno con aspetti deprecabili ma ha caratteri sicuramente più di sinistra che di destra. Indica un<strong> accesso generalizzato ed egualitario  a beni e saperi</strong>. Pesa indubbiamente il fatto che in Italia i più grandi fenomeni di massa siano stati prima il fascismo e poi la tv berlusconiana. Agli oppositori è rimasto un Aventino permanente dalla realtà. La sinistra insegue da sempre una rivoluzione mancata di cui si è costretti in eterno a immaginare, un dover essere che distanzia dall’esistente.</p><p>Certo, forse sognare quello che non c’è è per sua stessa essenza progressista. Qui da noi però, senza vera alternanza,  si è cristallizzato in un <strong>atteggiamento morale ed estetico prima che politico</strong>. E siccome i progressisti, pur non avendo mai avuto davvero in mano lo scettro, il potere l’hanno assai praticato, è diventato stile di vita <em>upper class</em>. E’ volgare e sfigato usare Windows e pascolare all’outlet. Ormai solo il mercato, l’ultima pilastro culturale occidentale, può davvero convertirci: il mio ultimo Mac non l’ho comprato in un Apple store, ma in un supermercataccio dell’elettronica, sicuramente di destra.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/07/radical-jobs/162720/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>71</slash:comments> </item> <item><title>Cattolicesimo per adulti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/27/cattolicesimo-per-adulti/160298/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/27/cattolicesimo-per-adulti/160298/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Sep 2011 12:09:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[angelo bagnasco]]></category> <category><![CDATA[cattolicesimo]]></category> <category><![CDATA[cei]]></category> <category><![CDATA[Chiesa]]></category> <category><![CDATA[destra]]></category> <category><![CDATA[Nicole Minetti]]></category> <category><![CDATA[sinistra]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=160298</guid> <description><![CDATA[C’è voluta la Minetti col velo di fuori per convincere la Cei. Come se da anni Silvione non pubblicizzasse, non senza qualche merito, un’idea della vita lontana dall’omiletica tradizionale cattolica. Non contento, il flautato cardinale ha dato la stoccata al toro ormai agonizzante. Ma si sa che la Chiesa in Italia si comporta come una lobby...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/betori.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-160304" title="Betori" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/betori-300x228.jpg?47e3a5" alt="Betori" width="300" height="228" /></a>C’è voluta la <strong>Minetti </strong>col velo di fuori per convincere la <strong>Cei</strong>. Come se da anni Silvione non pubblicizzasse, non senza qualche merito, un’idea della vita lontana dall’omiletica tradizionale cattolica. Non contento, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/bagnasco-grave-questione-morale-bisogna-bonificare-laria/160096/" target="_blank">il flautato cardinale ha dato la stoccata al toro</a></span> ormai agonizzante. Ma si sa che la Chiesa in Italia si comporta come una lobby che difende i suoi interessi con un certo cinismo.</p><p>Certo, sullo sfondo, assai sullo sfondo, c’è il messaggio evangelico. Molti pastori in buona fede pensano che difendere gli hotel delle suore serva alla causa di Cristo. Così come forse <strong>Bagnasco </strong>pensa in cuor suo che difendere l’otto per mille e l’esenzione dall’Ici serva per diffondere la buona novella. E che per farlo occorra un partito cattolico, per l’ennesima volta. E con lui tanti veri profeti, come <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Riccardi" target="_blank">Andrea Riccardi</a></span> di Sant’Egidio.  Molte sante persone che però hanno la vista corta: la direzione corretta è quella opposta,  la diaspora. Per un motivo semplice: fortunatamente sono finite le ideologie e quindi anche il <strong>cattolicesimo </strong>come progetto culturale. C’è la possibilità di pensare cose opposte ed essere ugualmente cattolici. Anzi è auspicabile, dovrebbe essere benedetto.</p><p>Destra e sinistra sono fasi della vita, sono dati del 740, sono contingenze dettate dai programmi elettorali. Non sistemi di pensiero. <strong>La Chiesa in Italia è di destra </strong>perchè conserva interessi e posizioni. Così come lo è il Pd quando tutela poteri consolidati. Intenzioni che possono essere anche nobili, basta che siano dichiarate in modo pubblico e  trasparente. Cosa che la Cei non fa nel nostro paese. A parte tutta la catena degli opportunismi, il motivo antropologico di fondo è, ahimè molto banalmente, che combatte da secoli contro i mostri invincibili della libertà di coscienza e del secolarismo. Dal rapporto con Dio fino alle scelte politiche e culturali.</p><p>L’Italia è l’ultima trincea. Piuttosto che elaborare una nuova sintesi culturale e una nuova antropologia in cui trovino spazio una sessualità integrata e un pensiero economico convincente, è costretta ad una fangosa battaglia di retroguardia. Non a caso in <strong>Germania </strong>il papa ha detto cose molto più condivisibili del solito. Era per necessità e di fatto in una situazione di maggiore libertà dai propri interessi. Lo ha ammesso lui stesso, quando ha celebrato meravigliosamente i nemici storici della Chiesa che l’hanno sollevata dalle sue proprietà. In Italia, invece, un&#8217;élite politica di pastori ostinati sequestra un popolo-gregge sempre più raccogliticcio e impaurito piuttosto che donargli la libertà di pensare, questa sì davvero un frutto dal Vangelo.</p><p><em>Nell&#8217;illustrazione, Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. Per ingrandire <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/betori.jpg?47e3a5" target="_blank">clicca qui</a></span> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/27/cattolicesimo-per-adulti/160298/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>33</slash:comments> </item> <item><title>Pirluigi e ProsiVendola</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/14/pirluigi-e-prosivendola/157395/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/14/pirluigi-e-prosivendola/157395/#comments</comments> <pubDate>Wed, 14 Sep 2011 15:44:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[Pierluigi Bersani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=157395</guid> <description><![CDATA[Fa tenerezza vedere il Pirlu fuggire dagli incontri con Nichi. Accade un po’ ovunque, agli incontri di Sel e a quelli dell’Idv. Peccato rappresenti il maggior partito di opposizione e coltivi ancora le imminenti speranze elettorali di qualche milionata di italiani. Sembra ormai simbolo perenne del Pd il Fassino di qualche anno fa che sull’orlo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/bersanpenato.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-157397" title="bersanpenato" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/bersanpenato-300x190.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="190" /></a>Fa tenerezza vedere il Pirlu fuggire dagli incontri con Nichi. Accade un po’ ovunque, agli incontri di Sel e a quelli dell’Idv. Peccato rappresenti il maggior partito di opposizione e coltivi ancora le <strong>imminenti speranze elettorali </strong>di qualche milionata di italiani. Sembra ormai simbolo perenne del Pd il Fassino di qualche anno fa che sull’orlo delle dimissioni implorava “ditemi vi prego se sono ancora una risorsa”.</p><p>Sulla <strong>vacua identità</strong> dei democratici ormai sono stati scritti fiumi. Che questo determini una penosa oscillazione tra il casinismo e il vendolismo ormai lo sappiamo a memoria. E sappiamo anche quale sarebbe la medicina: scegliere un’identità e trattare con la realtà per imporla. Il problema è chiarissimo: non c’è l’identità laica, egualitaria e legalitaria invocata dai più (Penati indagato e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/14/bologna-dalema-media-per-evitare-i-fischi-frainteso-sui-gay/157209/" target="_blank">D&#8217;Alema omofobo</a></span> sono solo gli ultimi due episodi della saga\sega) ma ormai è scomparsa anche la realtà. Non hanno più alcuna lontana idea di cosa sia la vita reale e il lavoro.</p><p>Tendenzialmente non hanno mai lavorato, in questo ha ragione Silvione. E’ proprio quell’idea di <em>piddì</em> che non ha più motivo di esistere. Semplicemente perché è inefficace e non rappresenta più nessuno. Quella forma-partito deriva da <strong>un’idea non laica</strong> della rappresentanza. Da dove vengono i tanti “errori” dei vari Penati in tutta Italia? Dal fatto che il partito viene prima dello Stato. Da una sottile, chiesastica sfiducia nei confronti delle istituzioni che devono essere prima circuite che servite. L’affare Milano Serravalle non è buono per la comunità? Non importa, intanto ci finanziamo il partito e magari ci facciamo una banca nostra. <strong>Poi una volta preso il potere gli facciamo il c&#8230;o a quei ladroni della destra</strong>.</p><p>Questa forse è una tentazione che ammalia tutti. In fondo “partito” significa proprio interessi di parte. Il problema è che se la democrazia interna ed esterna funzionano c’è un ricambio naturale delle acque scure che causano l’intasamento della fogna. Questa generazione politica di sinistra è incistata da decenni, insieme al porcellum che non si sa ancora se bisogna combatterlo. A volte è quasi sorprendente come non siano più fangosi di quello che sono per quanto hanno rimestato nelle stesse acque. Questo va detto soprattutto per i tanti elettori che ancora si appellano alla ragion di partito e in fondo applaudono ancora l’arguzia sagrestana di D’alema. Quest’estate un anziano sindacalista  toscano mi apostrofava: <em>“</em>Bravi voi del<em> Fatto: </em>continuate a dissacrare il partito, vedrete che fine faremo!”. E’ un vero e proprio morbo del passato che ancora <strong>contagia tanta brava gente</strong> e fa sprecare tante belle energie alle feste dell’unità. Il partito-comunità si può coltivare ugualmente ma per favore mettiamo il pannolone a questi dirigenti malati di parkinson identitario.</p><p>Cosa ha in più ProsiVendola? Due fattori fondamentali: una visione un po’ più avanzata della società (lui direbbe una narra<em>tt</em>ione) e il fatto che è stato più lontano dal potere vero. Certo non ha dato una prova lucente nell’amministrazione della Puglia, ha protetto <strong>Tedesco </strong>e ha scodellato un paio di prove pubbliche da brivido (Milano ad esempio). Però è almeno un metro più in là. Magari regge poco ma ci fa da stampella per muovere un passo fuori dalla palude. E’ la paura di quel passo che fa arretrare l’amabilissimo Bersani, asciugatore di scogli suo malgrado.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/bersanpenato.jpg?47e3a5" target="_blank">Clicca qui per ingrandire l&#8217;immagine</a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/14/pirluigi-e-prosivendola/157395/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>23</slash:comments> </item> <item><title>Blinkedin</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/31/blinkedin/154470/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/31/blinkedin/154470/#comments</comments> <pubDate>Wed, 31 Aug 2011 16:07:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Tecno]]></category> <category><![CDATA[linkedin]]></category> <category><![CDATA[morte]]></category> <category><![CDATA[social network]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=154470</guid> <description><![CDATA[La rete è cieca. Mi arrivano aggiornamenti continui da Linkedin anche se ho un profilo “di vita riflessa”, nel senso che alligno negli altrui contatti e non ho mai scritto un rigo. Frequentemente mi arrivano negli ultimi tempi avvisi di un mio amico, ottimo regista di documentari e grande persona, Marcellino De Baggis. Molto intensi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/08/misteroesgomentodvd.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-medium wp-image-154472" title="Mistero e sgomento" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/08/misteroesgomentodvd-218x300.jpg?47e3a5" alt="La locandina del documentario &quot;Mistero e sgomento&quot; di Marcellino De Baggis" width="218" height="300" /></a>La rete è cieca. Mi arrivano aggiornamenti continui da <strong>Linkedin </strong>anche se ho un profilo “di vita riflessa”, nel senso che alligno negli altrui contatti e non ho mai scritto un rigo. Frequentemente mi arrivano negli ultimi tempi avvisi di un mio amico, ottimo regista di documentari e grande persona, <strong>Marcellino De Baggis</strong>. Molto intensi i suoi contributi su Ercolano e sui <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Settimana_Santa_di_Taranto#I_Perdoni" target="_blank">Perdoni</a></span> di Taranto. Insieme abbiamo fatto una miniclip con inserti di animazione su via Fani, il luogo in cui fu rapito Moro.  Ha vinto anche vari premi nazionali e internazionali. Insomma Marcellino (un sensibile videomaker alto tra l’altro più di due metri) è il classico professionista che in altri paesi che si occupano minimamente di cultura verrebbe coltivato e promosso. Qui in Italia invece ha lavorato molto nella pubblicità per finanziarsi e autoprodursi.</p><p>Linkedin continua a testimoniarmene la fama tra gli addetti, postandomi i suoi link internazionali. L’ultimo oggi, 31 agosto. C’è un solo particolare: Marcellino è morto il 7 di questo mese, improvvisamente, all’età di 40 anni. Eppure per la rete c’è ancora. Mai come in questo caso la parola <strong>“comunità virtuale”</strong> mi sembra adatta. Getta in un vuoto universo parallelo quel calore, affettivo o professionale, che spesso cerchiamo nei nostri contatti elettronici.</p><p><em>In alto, la locandina del documentario </em>Mistero e sgomento <em>di Marcellino De Baggis </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/31/blinkedin/154470/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>Il ministro tramonti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/15/il-ministro-tramonti/145723/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/15/il-ministro-tramonti/145723/#comments</comments> <pubDate>Fri, 15 Jul 2011 16:45:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Martino]]></category> <category><![CDATA[Milanese]]></category> <category><![CDATA[Tremonti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=145723</guid> <description><![CDATA[Freud lo definerebbe un temperamento anale. Parsimonioso, monacale, attento alla pulizia, tendente all’accumulo di denari. E ancora, cultore del dulcis in fundo, con un’inclinazione sado maso. Ed è un dulcis in fundo quello che ci sta regalando il ministro più allodola della seconda repubblica. Berlusconiano, leghista, no global, solo per citare alcune dei travestimenti che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/tremontidestro.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-145726" title="tremontidestro" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/tremontidestro.jpg?47e3a5" alt="" /></a><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/tremontidestro3.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-145730" title="tremontidestro" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/tremontidestro3.jpg?47e3a5" alt="" /></a><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/tremontidestro4.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-145731" title="tremontidestro" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/tremontidestro4.jpg?47e3a5" alt="" width="2077" height="1545" /></a>Freud</strong> lo definerebbe un temperamento anale. Parsimonioso, monacale, attento alla pulizia, tendente all’accumulo di denari. E ancora, cultore del<em> dulcis in fundo</em>, con un’inclinazione sado maso. Ed è un <em>dulcis in fundo </em>quello che ci sta regalando il ministro più allodola della seconda repubblica. <strong>Berlusconiano, leghista, no global,</strong> solo per citare alcune dei travestimenti che ha indossato. In realtà ha ragione chi lo definisce un sempiterno socialista craxiano. <strong>Socializzare le perdite e privatizzare le rendite.</strong></p><p>Il ministro è ormai un morto cha cammina e non solo per quello che scopriremo a breve dall’inchiesta su <strong>Milanese</strong>. Il <em>de profundis </em>politico glielo dà oggi sul <em>Corriere</em> l’ex ministro <strong>Martino</strong>: “<em>quando il genio di Sondrio aprì il suo studio di tributarista, solo nel primo anno fece erodere ai suoi clienti, in modo legale, base imponibile per 600 miliardi di lire. Tradotto in parcelle, tre miliardi</em>”. Uno così dovrebbe fare una manovra equa, dalla parte dello stato, attenta ai pensionati e al ceto medio impoverito? Oppure dovrebbe essere uno che fa qualcosa di liberale? E sì perché questa classe politica (Sacconi, Brunetta, Tremonti su tutti) della seconda repubblica è diventata liberale solo dopo aver mangiato da socialista.</p><p>I lacci e lacciuoli volevano toglierli sì, ma solo a panza cresciuta. Il conflitto di interesse Tremonti l’ha rappresentato benissimo. In questo, come il berlusconismo, ha rappresentato anche buona parte degli italiani. Una parte di paese che però sta morendo, se non per motivi etici, che da soli non fanno mai le rivoluzioni, quanto meno per<strong> cause economiche</strong>. <strong>Il sistema non conviene</strong> più a nessuno, ormai neanche ai concussi, la seconda fascia di quelli che ne approfittavano.</p><p>L’organismo sta schiantando. Purtroppo però bisogna anche sperare che l’agonia non sia troppo breve, perché i parenti onesti possano dare un senso a questo decesso e  seppellirlo bene prenotandosi una luminosa resurrezione. <strong>Senza notti dei Tremorti viventi</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/15/il-ministro-tramonti/145723/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>18</slash:comments> </item> <item><title>La pochezza di Fini e la finezza di pochi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/08/la-pochezza-di-fini-e-la-finezza-di-pochi/143997/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/08/la-pochezza-di-fini-e-la-finezza-di-pochi/143997/#comments</comments> <pubDate>Fri, 08 Jul 2011 13:16:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[destra]]></category> <category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[liberale]]></category> <category><![CDATA[Montecarlo]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=143997</guid> <description><![CDATA[Indiscrezioni gossip danno Fini in crisi di coppia per scoperte sentimentali legate alla più triste casa del catasto di Montecarlo. Questo giustificherebbe assai la sua assenza e bisognerebbe fargli gli auguri. Certo una cosa ormai è certa: la sue separazioni politiche e personali non hanno generato quei frutti che si attendeva la destra e che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/finone-1.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-full wp-image-143998" title="finone (1)" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/finone-1.jpg?47e3a5" alt="" width="1074" height="818" /></a>Indiscrezioni gossip danno Fini in crisi di coppia per scoperte sentimentali legate alla più triste casa del catasto di <strong>Montecarlo</strong>.  Questo giustificherebbe assai la sua assenza e bisognerebbe fargli gli auguri. Certo una cosa ormai è certa: la sue separazioni politiche e personali non hanno generato quei frutti che si attendeva la destra e che ci aspettavamo anche noi che non la votiamo.</p><p>Berlusconi decede (meraviglioso Silvio ieri mentre ascoltava ossequioso Scilipoti!) e non è nata una <strong>destra laica, liberale, legalitaria</strong>. Questo progetto è morto quando Gianfrancuccio ha deciso di entrare nel <strong>terzo polo che è chiaramente il contrario</strong> di questi tre magici termini. In quel momento abbiamo scoperto che oltre ad essere un delfino spiaggiato non aveva neanche strategia sui tempi medi. Il 14 dicembre poi abbiamo saputo che era una sega pure in tattica.</p><p>È molto triste perché il progetto rimane valido e appena il nano verrà lanciato dal cannone del circo nei cieli del ricordo si aprirà uno spazio enorme.  Tonino l’ha intuito alla grande e non vuole presentarsi ai prossimi elettori di destra come quello che odiava Berlusconi. È una cosa saggia che però non avrà esiti perchè quelle praterie a destra le invaderà la <strong>Lega</strong>. A due condizioni:  se riuscirà a sfilarsi in tempo da questa tangentopoli della libertà. E soprattutto se riuscirà a conciliare di nuovo il leghismo Maronita con quello scissionista e a darla  a bere ancora una volta che si può <strong>mandare l’esercito in val di Susa</strong> e difendere nello stesso tempo le valli dal tirannico Stato Italiano. Operazione difficile ma non impossibile, visto il deserto attorno. Alfano e il pdl invece confermeranno quello che sono da anni: un pallido ricordo di politica e democrazia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/08/la-pochezza-di-fini-e-la-finezza-di-pochi/143997/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>27</slash:comments> </item> <item><title>Sali e Tabacci</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/23/sali-e-tabacci/123136/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/23/sali-e-tabacci/123136/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Jun 2011 15:41:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bruno Tabacci]]></category> <category><![CDATA[doppio incarico]]></category> <category><![CDATA[Piero Fassino]]></category> <category><![CDATA[pisapia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=123136</guid> <description><![CDATA[Il neo assessore al bilancio della giunta di Pisapia punta i piedini: non vuole dimettersi da deputato. Dovrebbe farlo e i Pisapii dovrebbero pressarlo. Altrimenti il lucido Tabacci potrebbe diventare più Neo che assessore. Anche se l’incompatibilità non fosse scritta nero su bianco (ma questo è davvero discutibile tanto che giustamente Pisapia lo ha impedito...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/06/tabacci.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-123137" title="Bruno Tabacci visto da Emanuele Fucecchi" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/06/tabacci-262x300.jpg?47e3a5" alt="Bruno Tabacci visto da Emanuele Fucecchi" width="262" height="300" /></a>Il neo assessore al bilancio della giunta di Pisapia punta i piedini: <strong>non vuole dimettersi da deputato</strong>.</p><p>Dovrebbe farlo  e i Pisapii dovrebbero pressarlo. Altrimenti il lucido <strong>Tabacci</strong> potrebbe diventare più Neo che assessore. Anche se l’incompatibilità non fosse scritta nero su bianco (ma questo è davvero discutibile tanto che giustamente Pisapia lo ha impedito a tutti gli altri assessori). Il parlamento è lastricato di buone intenzioni sulle incompatibilità. “Non si può combattere contro i mulini a vento, devo mettere un occhio alla commissione bilancio” ha dichiarato il già Bruno assessore. Molti hanno cominciato con un occhio e hanno finito per metterci le mani. Non è questo il caso sia per il tipo di incompatibilità sia perché Tabacci è di provata, anche sulla sua pelle,<strong> onestà</strong>. Ma leggi, regolamenti e codici etici servono proprio a disegnare opportuni confini <em>per tutti</em>, onesti e disonesti.</p><p>La battaglia sarà lunga, questi mesi di amministrazione a Napoli e Milano saranno molto dolorosi. L’alito di vittoria potrebbe diventare una pestilenziale fiatella in poco tempo. Sarebbe bene che si cominciasse con un piede libero. Anche perché non è l’unico caso di incompatibilità in agenda. Attendiamo infatti trepidanti anche<strong> Fassino</strong>, che per fine mese ha annunciato le sue dimissioni. Sarebbe bene che <em>Pirluigi Bersani</em> oltre che inseguire Crozza cominciasse ad essere più esplicito su questi temi, necessari e oltretutto utili per il consenso quanto asciugare gli scogli o smacchiare i giaguari.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/23/sali-e-tabacci/123136/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>26</slash:comments> </item> <item><title>Papa WojtyLenin (la Chiesa bara)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/03/papa-wojtylenin-la-chiesa-bara/108654/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/03/papa-wojtylenin-la-chiesa-bara/108654/#comments</comments> <pubDate>Tue, 03 May 2011 10:21:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[beatificazione]]></category> <category><![CDATA[Chiesa]]></category> <category><![CDATA[dio]]></category> <category><![CDATA[giovanni paolo II]]></category> <category><![CDATA[Papa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=108654</guid> <description><![CDATA[Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi. Specie se morti da tempo. Oggi invece molti sono i naufraghi nel mare del non senso che si aggrappano a una reliquia. É bastata una classica suora nana miracolata a dichiarare beato un papa grande e contraddittorio. Comunque il problema non è lui, ma il senso...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Beato quel popolo che non ha bisogno di <strong>eroi</strong>. Specie se morti da tempo. Oggi invece molti sono i naufraghi nel mare del non senso che si aggrappano a una reliquia. É bastata una classica suora nana miracolata a <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/01/beatificazione-piazza-stracolma-i-pellegrini-dirottati-veros-i-maxischermi/108302/" target="_blank">dichiarare beato un papa</a></span> grande e contraddittorio.</p><p>Comunque il problema non è lui, ma il senso che gli si dà. Il tradimento della parte buona della sua lezione, quello che lo metteva a parlare di speranza con <strong>inedita umanità papalina</strong>, è tutto nell&#8217;ampolla e nella bara baciati con voluttà da monache e cardinali. Sono gesti che congelano nel momento della morte il senso delle parole e dei fatti. La devozione che suscitano le reliquie, da sempre, è quella in cui <strong>non c&#8217;è spazio per un dio vivo e personale</strong> ma solo una presenza &#8220;mediata&#8221; operata da un tramite indispensabile: il santo, la Chiesa, il guru, attraverso gli oggetti.</p><p>Non è un caso che di Dio si sia parlato davvero poco in questi giorni. L&#8217;argomento &#8220;Cristo&#8221; non va d&#8217;accordo con la <strong>papolatria</strong>, con la celebrazione dell&#8217;idolo umano.  Sono riti da Antico Regime, ce lo segnala anche la contemporaneità del matrimonio reale. Due corti, due sovrani in crisi che suscitano un popolo che ha bisogno di feticci. Una moltitudine che non sa prendersi in solitudine la responsabilità di un <strong>senso per la vita</strong>.</p><p>In questa manifestazione <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thanatos_(Freud)" target="_blank"><em>Eros </em>e </a></span><em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thanatos_(Freud)" target="_blank">Thanatos</a></span> </em>nel fenomeno religioso sono  spesso legati. La suora con  l&#8217;ampolla e il feticista delle mutandine sono molti vicini. <strong>Scambiano la persona con l&#8217;oggetto</strong> che la rappresenta. Attribuiscono a uomini e oggetti poteri magici, per incapacità di trattare gli uomini da uomini e Dio da Dio.</p><p>Ho incontrato più volte Giovanni Paolo II e sono fiero di non avergli mai baciato la mano. Coltivo l&#8217;idea che apprezzasse di essere <strong>trattato da uomo</strong> e non da Dio. L&#8217;altro giorno comunque mi è apparso e me l&#8217;ha confermato.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/03/papa-wojtylenin-la-chiesa-bara/108654/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>40</slash:comments> </item> <item><title>A Bologna Pd in crisi, ma anche il Pdl non se la passa bene</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/24/a-bologna-pd-in-crisi-ma-anche-il-pdl-non-se-la-passa-bene/83093/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/24/a-bologna-pd-in-crisi-ma-anche-il-pdl-non-se-la-passa-bene/83093/#comments</comments> <pubDate>Fri, 24 Dec 2010 15:10:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Emanuele Fucecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[Cencellieri]]></category> <category><![CDATA[Frascaroli]]></category> <category><![CDATA[Guazzaloca]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=83093</guid> <description><![CDATA[Non ha torto Michele Serra quando dice che a Bologna di &#8220;rosso è rimasto pochino, quasi niente. Forse vent&#8217;anni fa&#8221;. Niente di rosso, poco di Pd. Sì, perché se il centrosinistra ha un epicentro della propria crisi politica e culturale è proprio Bologna, 390 mila abitanti e spiccioli, la più grande tra le metropoli di...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p lang="en-US">Non ha torto <strong>Michele Serra</strong> quando dice che a Bologna di &#8220;rosso è rimasto pochino, quasi niente. Forse vent&#8217;anni fa&#8221;. Niente di rosso, poco di Pd. Sì, perché se il <strong>centrosinistra</strong> ha un epicentro della propria crisi politica e culturale è proprio <strong>Bologna</strong>, 390 mila abitanti e spiccioli, la più grande tra le metropoli di provincia. Non bastò la sconfitta contro l&#8217;emerito (quasi) sconosciuto candidato civico <strong>Giorgio Guazzaloca</strong>, il bis è probabile che si ripeta. E&#8217; vero, Guazzaloca veniva dal mondo del commercio, era un bottegaio che nella città delle botteghe aveva presa, troppo in confronto al filo di perle di una sconosciuta davvero come <strong>Silvia Bartolini</strong>, ma questa volta la sconfitta avrebbe radici diverse, che maturerebbe nelle stanze del partito. E a dirla tutta il colpo da ko per il centrosinistra è già iniziato con le dimissioni del sindaco <strong>Flavio Delbono</strong> e una brutta vicenda di spese allegre per sé e quella che era la sua compagna.</p><p lang="en-US">La sinistra dopo aver visto sfilare e sfumare una serie di candidati forti, prima <strong>Prodi</strong>, che ha rispedito al mittente gli inviti fatti più per forma che per convinzione, poi <strong>Maurizio Cevenini</strong>, mister preferenze, costretto a lasciare per problemi di salute, è tutta un&#8217;incognita. Non solo, il segretario del Pd, <strong>Pierluigi Bersani</strong>, teme e non poco le primarie che, invece, a Bologna le vogliono a tutti i costi. Perché Bersani ha paura? Perché la sconfitta potrebbe nascere in casa, come avvenuto a Bari (Nichi Vendola) e a Milano (Giuliano Pisapia): se vincesse <strong>Amelia Frascaroli</strong>, una &#8220;civica&#8221; candidata alle primarie contro <strong>Virginio Merola</strong>, già assessore e uomo più strutturato dentro al partito, la strada si presenterebbe tutta in salita. C&#8217;è chi dice che una eventualità del genere potrebbe portare Bersani alle dimissioni. E Amelia, come la chiamano i bolognesi, i numeri è probabile che li abbia. Non solo fa una campagna elettorale senza risparmiare colpi all&#8217;avversario, ma ha arruolato nella sua squadra addirittura <strong>Flavia Prodi</strong>, non solo la moglie di Romano, ma una donna che in certi ambienti di Bologna ha presa, raccoglie consensi. E comunque si chiama Prodi.</p><p lang="en-US">Un pantano nel quale il Pd avrebbe evitato di infilarsi, questo. Al punto che più di una volta ha pensato di corteggiare anche il commissario prefettizio, <strong>Anna Maria Cancellieri</strong>. Ma anche lei, negli ultimi mesi, ha perso la spinta che l&#8217;aveva contraddistinta i primi mesi. Cancellieri è alla ricerca di 50 milioni di euro per far quadrare il bilancio e un giorno taglia i compensi a consiglieri, assessori, sindaci del futuro, un altro aumenta la Tarsu e taglia gli stipendi ai dipendenti comunali che come augurio di Natale le hanno fatto recapitare un biglietto per Milano, da dove è arrivata.</p><p lang="en-US">Poco chiara poi la vicenda che ha portato a un esposto contro la Cancellieri alla Corte dei Conti. Un fascicolo in Procura &#8211; e uno alla Corte dei conti &#8211; al momento conto ignoti, sulle assunzioni a termine fatte da Comune di Bologna durante il mandato di Flavio Delbono e, successivamente, da Cancellieri. L&#8217;ipotesi di accusa potrebbe essere quella di abuso d&#8217;ufficio e riguarderebbe la violazione alla legge Brunetta. In sostanza, sia Delbono che Cancellieri, avrebbero rinnovato contratti a tempo determinato a 22 dirigenti comunali quando, secondo la legge, il tetto massimo sarebbe stato di 9. Brunetta, infatti, nelle norme contro gli sprechi, avrebbe fissato all&#8217;8 per cento sul totale dei funzionari in pianta stabile come quota massima il numero massimo dei dirigenti precari da poter assumere. A Bologna i dirigenti sono 94, di conseguenza i contratti a tempo determinato non avrebbero potuto essere più di 8 quando, invece, tutt&#8217;ora, toccano quota 22. Inoltre gli incarichi dirigenziali e di alta specializzazione a tempo determinato, sempre secondo la legge, “non possono avere durata superiore al mandato elettivo del sindaco” (come dal comma 3 dell’articolo 110 del Tuel), come spiegato anche dalla <strong>Corte dei Conti</strong>, sezione regionale di controllo della Puglia nella deliberazione n. 44/PAR/2010. Ma gli incarichi dei dirigenti bolognesi sono stati prorogati nonostante tutto al 30 ottobre 2011. In sostanza sarebbero dovuti cessare all&#8217;atto di dimissioni di Delbono e invece sono stati prorogati  addirittura oltre anche la durata dell&#8217;attuale commissariamento.</p><p lang="en-US">I documenti che proverebbero la leggerezza commessa nelle assunzioni sono arrivati in forma anonima al blogger bolognese Antonio Amorosi che si è presentato in Procura e ha fornito tutti gli elementi prima di pubblicare sul suo sito le delibere con le quali le assunzioni sono state fatte e i parametri che dovrebbero essere rispettati. L&#8217;entourage del commissario smentisce al Fatto qualsiasi abuso. &#8220;Sono dirigenti che già c&#8217;erano, non nuovi assunti. Non potevamo lasciarli per strada. E poi sulla norma della Legge Brunetta anche l&#8217;Anci non ha ancora dato un&#8217;interpretazione chiara&#8221;.</p><p lang="en-US">E allora per il Pd non resterebbero che le primarie. &#8220;Uno strumento che va ripensato&#8221;, dice però oggi Bersani riferendosi proprio alla questione bolognese. E a Bologna, invece, sono già pronti per farle entro breve termine, col rischio che se non ci fosse un&#8217;ampia partecipazione, sarebbe una sconfitta in partenza. Se poi il candidato forte del partito, Merola, perdesse sarebbe una Caporetto. Merola, contro di sé, ha il passato da assessore con <strong>Cofferati</strong>. Il cinese, come lo chiamavano quando era in auge (dopo la <strong>Cgil</strong> e prima di spedirlo in Emilia aveva sfiorato la candidatura a premier) a Bologna non è mai stato amato. Per nulla. Girava poco e sempre con la scorta e alcuni provvedimenti lo avevano fatto soprannominare il sindaco sceriffo, come un leghista qualsiasi.</p><p lang="en-US">L&#8217;unica fortuna è che se il centrosinistra il Pd ha le idee confuse non vanno meglio le cose dall&#8217;altra parte. Il primo a creare scompiglio si chiamerebbe <strong>Renzo Bossi</strong>, meglio conosciuto come Trota. E&#8217; lui che lavora all&#8217;interno della Lega: sostiene che sono maturi i tempi per &#8220;padanizzare di Bologna&#8221;. Vorrebbe un candidato dalla camicia verde, con l&#8217;appoggio scontato del Pdl, ma dopo aver sondato il terreno con <strong>Alfredo Cazzola</strong> e ricevuto un no, il Trota ha per il momento riposto le armi ed è tornato alle notti meneghine.</p><p lang="en-US">Ma se il Trota molla, dietro l&#8217;angolo è appostato <strong>Pierferdinando Casini</strong>, che a Bologna tiene famiglia, compreso la cognata seduta in consiglio regionale. Sono mesi e mesi che Casini non manca di intervenire ovunque. Per primo ha fiutato la campagna elettorale e da qui potrebbe ripartire la sua corsa, magari proprio accanto a Silvio Berlusconi. &#8220;A Bologna servirebbe un Obama al cubo&#8221;, ha detto l&#8217;altro giorno. &#8220;E&#8217; una città finita, non ha un sindaco dai tempi di Guazzaloca, perché sia i cinque anni di Sergio Cofferati che la breve stagione di Flavio Delbono, non possono essere presi in considerazione. La città non è stata amministrata&#8221;.</p><p lang="en-US">Il nome, almeno quello, Casini lo ha già pronto. E&#8217; Gian<strong> Luca Galletti</strong>, classe 1961, commercialista, già consigliere regionale da 5.474 preferenze, oggi vice presidente del gruppo Udc alla Camera. Convincere Berlusconi ad appoggiarlo, in questo momento non è difficile, un cambio consistente per un appoggio, anche esterno, al governo centrale, sarebbe più che sufficiente. E Casini non nasconde l&#8217;ipotesi di riavvicinarsi a Berlusconi. E&#8217; stato così che l&#8217;aria, anche a Bologna, è cambiata dalla sera alla mattina. Il dialogo tra Pd e Udc si è improvvisamente interrotto. La dichiarazione non l&#8217;ha fatta Casini, ma il segretario del partito bolognese. Insomma, come se l&#8217;avesse fatta Casini. &#8220;Difficilissima una alleanza con i Democratici, perché il loro sistema di potere va superato&#8221; dice non più tardi di ieri la segretaria Udc <strong>Maria Cristina Marri</strong>. Pesa soprattutto la &#8220;continuità politica&#8221; di Merola, quello che oggi come oggi è il candidato forte alle primariue del Pd, sempre che ci siano, con la giunta Cofferati, di cui il fu assessore all&#8217;Urbanistica. E pesa pure la presenza dell&#8217;Idv: &#8220;Non staremo mai insieme ai dipietristi&#8221;.</p><p lang="en-US">Ma hanno i numeri, senza la Lega, Udc e Pdl? Forse no, ma convincere il Trota a prendersi ancora un po&#8217; di tempo prima di padanizzare Bologna non è impegno arduo. Con questi presupposti non sarebbe escluso un finale al fotofinish. Anzi, al momento una quasi vittoria, viso che il centrosinistra trasferisce da Roma a Bologna tutti i propri malumori e le divisioni interne.</p><p lang="en-US">Ma di cosa avrebbe bisogno Bologna? Forse semplicemente di un sindaco, senza stare a scomodare personaggi inarrivabili come <strong>Giuseppe Dozza </strong>(21 anni di governo comunista, il più lungo del dopoguerra) o <strong>Renato Zangheri</strong>,13 stagioni, incluso il &#8217;77, le stragi di Natale, la bomba alla stazione. Perché se Casini dice che l&#8217;ultimo sindaco è stato Guazzaloca, i bolognesi di sinistra (non rossi, perché come dice Serra, di quelli ce ne sono pochi) sono convinti che la città non sia amministrata dai tempi di <strong>Renzo Imbeni</strong>. In effetti Imbeni, arrivato con la fama di burocrate del Pci, riuscì a conquistare tutti. Dagli orchestrali ai titolari delle osterie del centro che lo ricordano ancora quando passava a far visita e, rigorosamente in dialetto, chiedeva come andavano le cose. Era arrivato da burocrate di partito, finì i dieci anni da sindaco della gente. Amato a Bologna, ma anche fuori dai confini. Le dediche che gli riservava la grande Luce Irigary, una delle più grandi pensatrici del Novecento, erano talvolta quasi imbarazzanti. Ma all&#8217;orizzonte di Imbeni non ce ne sono. Forse non ci sono nemmeno le primarie, dunque non c&#8217;è un candidato.</p><p lang="en-US"><strong><em>di Emiliano Liuzzi</em></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/24/a-bologna-pd-in-crisi-ma-anche-il-pdl-non-se-la-passa-bene/83093/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>44</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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