<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Davide Vecchi</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/dvecchi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Lega Nord, Leoni: &#8220;Bossi si ricandiderà contro Maroni. Il partito è nostro&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/leoni-bossi-ricandidera-contro-maroni-partito-nostro/241503/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/leoni-bossi-ricandidera-contro-maroni-partito-nostro/241503/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 May 2012 11:00:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[giuseppe leoni]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=241503</guid> <description><![CDATA[&#8220;Bossi si ricandida, figurarsi se lascia la Lega. Aspetta solo l’ultimo minuto”. Giuseppe Leoni conosce bene il vecchio Capo. Insieme hanno dato vita al movimento e, da cofondatore, possiede con il senatur il simbolo del partito e tutto ciò che è riconducibile al Carroccio: dalla sede alle società. Leoni è da sempre l’amico e consigliere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Bossi</strong> si ricandida, figurarsi se lascia la <strong>Lega</strong>. Aspetta solo l’ultimo minuto”. <strong>Giuseppe Leoni</strong> conosce bene il vecchio Capo. Insieme hanno dato vita al movimento e, da cofondatore, possiede con il senatur il simbolo del partito e tutto ciò che è riconducibile al <strong>Carroccio</strong>: dalla sede alle società. Leoni è da sempre l’amico e consigliere fidato. Uno dei pochissimi rimasti sempre al fianco di Bossi, anche ora, in pieno scandalo <strong>Belsito</strong> e con l’avanzata di Maroni nel partito. Per capire: nel 1987 quando Bossi scelse di andare al Senato, costrinse Leoni a occupare lo scranno conquistato anche alla Camera. Oggi è lui che per conto del Capo tiene i rapporti con Maroni nel tentativo di non dover arrivare all’inevitabile: rivendicare la proprietà di simbolo, sede, società e partito lasciando gli altri, i Barbari Sognanti di fede maroniana, a crearsi un nuovo movimento. “Ma farò di tutto per evitarlo e rimanere uniti”, garantisce Leoni.</p><p>“Del resto noi vogliamo il federalismo e il federalismo cos’è? È riuscire a tenere insieme entità fra loro diverse, quindi se non riusciamo noi non ci riesce nessuno”. Rientrando a Varese da Roma, dove ieri è intervenuto a Palazzo Madama sull’articolo 18 proponendo di “trasformare gli operai in capitalisti”, Leoni si rilassa (dice) alla guida del suo Fiorino Fiat. E concede qualche “perla che rimarrà nella storia della Lega, vedrai”, dice serioso. “Perché una cosa è chiara a tutti: senza Bossi il partito non esiste. L’ho ricordato anche a Maroni l’altro giorno”.</p><p><strong>Quando?</strong></p><p>Quando Tosi se ne è uscito dicendo che voleva cacciare Bossi. Ho chiamato Maroni e gli ho detto di ricordare al sindaco lì di rileggersi lo Statuto perché i fondatori della Lega sono divinità, come i santi per la Chiesa: non si possono toccare. Quindi si dia una regolata. Ma Maroni mi ha garantito che lo aveva già chiamato e che era tutto a posto, che gli ha detto di smetterla. Se lo chiama significa che la Lega è nelle sue mani. La Lega è di Bossi, punto. Questo è un periodo di passaggio, tra poco ci saranno i congressi nazionali e poi il federale e lì vedremo.</p><p><strong>Maroni ieri ha detto che deciderete anche se presentarvi o meno alle politiche 2013.</strong></p><p>Lui dirà la sua e io la mia. Lui dice no? E io magari dico il contrario, è un congresso e lì decideremo. Ma io sono l’unico ad aver rinunciato per due volte, anche se socio fondatore, di andare a Roma. Quando Bossi chiese tra gli eletti chi era disposto a rinunciare per rimanere sul territorio si nascosero tutti, ripeto: tutti.</p><p><strong>Lei no.</strong></p><p>Certo che no. Mi creda: non andare a Roma è il minore dei mali. I problemi sono ben altri. Io domani devo alzarmi all’alba perché per fortuna c’è da lavorare e tra i soldi che devo al partito e quelli per la mia famiglia son tempi difficili.</p><p><strong>Soldi alla Lega?</strong></p><p>Certo, tutti noi li diamo ed è normale. Non c’è niente di strano come volete far credere voi giornalisti. E chi ha creduto e crede davvero nel nostro movimento sa che senza Lega nessuno di noi sarebbe qui e la Lega senza Bossi non sarebbe esistita. Quindi&#8230;</p><p><strong>Quindi?</strong></p><p>Ma come quindi? Le ho già dato parecchi spunti di analisi, mi creda e vedrà che sarà come dico io. Vedrà che tutti riconosceranno la necessità di riavere il Capo alla guida, altro che storie e barbari sognanti o menate varie. Lasci perdere. Noi ora ricostruiamo l’unità, dobbiamo restare uniti.</p><p><strong>Maroni che dice?</strong></p><p>Stiamo cercando la quadra e poi per litigare bisogna essere in due. E io non litigo con nessuno, io sono un cattolico: porgo sempre l’altra guancia.</p><p><strong>Scusi: quante guance ha?</strong></p><p>Ne ho ancora una e basterà per riuscire a tornare uniti e metterci d’accordo, poi potrà esserci la corrente di Maroni e quella di Bossi; potremo discutere, pensarla in modo diverso e confrontarci ma non dobbiamo dividerci: sarebbe un errore. Vedrà che rimarremo uniti, riusciremo per forza.</p><p><strong>Ne è certo?</strong></p><p>È quello che chiede Bossi. Quindi non ci sono molte altre strade da percorrere. A meno che non decidano di dare vita a qualche scissione o cose strane, ma non conviene a nessuno.</p><p><strong>Finirete come gli ex Dc a litigare tra di voi per la proprietà e l’uso del simbolo?</strong></p><p>Quel simbolo ha un solo nome sopra e dei proprietari. Lo sanno bene tutti. E il Capo tornerà, ora osserva e aspetta il momento giusto. Ma senza di lui la Lega non esiste. All’ultimo, quando nessuno se l’aspetta, si candiderà. Guardi, io sono un ciclista. Se voglio vincere la Milano-Sanremo parto dal poggio, all’ultimo, mica da Pavia, altrimenti alla fine non c’arrivo neanche. Ed è così che si vince.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/leoni-bossi-ricandidera-contro-maroni-partito-nostro/241503/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Viaggio attraverso il Paese delle bombe e del terremoto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/viaggio-attraverso-paese-delle-bombe-terremoto/235500/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/viaggio-attraverso-paese-delle-bombe-terremoto/235500/#comments</comments> <pubDate>Sun, 20 May 2012 10:22:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[attentato]]></category> <category><![CDATA[bombe]]></category> <category><![CDATA[Brindisi]]></category> <category><![CDATA[emilia romagna]]></category> <category><![CDATA[informazione ai passeggeri]]></category> <category><![CDATA[terremoto]]></category> <category><![CDATA[treni notte]]></category> <category><![CDATA[viaggio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=235500</guid> <description><![CDATA[Alla stazione di Bologna la carrozza numero sei del treno notte che attraversa da sud a nord l&#8217;Italia si apre proprio di fronte alla piccola lapide che al binario uno ricorda le vittime della strage. Sono le cinque del mattino e non dovremo essere qui ma già verso Milano. Siamo fermi ma nessuno sa perché,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alla stazione di Bologna la carrozza numero sei del treno notte che attraversa da sud a nord l&#8217;Italia si apre proprio di fronte alla piccola lapide che al <strong>binario uno</strong> ricorda le vittime della strage. Sono le cinque del mattino e non dovremo essere qui ma già verso Milano.</p><p>Siamo fermi ma nessuno sa perché, nessuno lo spiega. E così tra quanti si svegliano il pensiero va immediato <strong>a Brindisi</strong>. Sale la preoccupazione che dopo la sfiorata strage di ieri ci sia stato un altro attentato. Treni e stazioni del resto, nella storia di questo strano Paese, sono sempre stati obiettivi sensibili. Il bar è ancora chiuso, gli schermi luminosi elencano i ritardi e le cancellazioni. <strong>L&#8217;Italia ferroviaria è spaccata in due</strong>.</p><p>Una signora rassicura la figlia adolescente. Ha gli occhi stropicciati dal sonno ma velati di paura, chissà se ieri si è immedesimata in Melissa.  Ci sono stranieri, molti stranieri. Cercano informazioni tra i presenti. Ma presto si rassegnano, il capotreno ha problemi con inglese e francese. Solo alle sei e cinquanta, quando il treno dovrebbe essere arrivato a Milano e tutti si svegliano convinti di essere a destinazione, ai passeggeri viene spiegato che siamo fermi<strong> da oltre tre ore</strong> perché c&#8217;è stato un terremoto.</p><p>Il capotreno mima un balletto per spiegarlo a un gruppo di ragazze spagnole, chissà cosa avranno capito. Questo è un treno vecchio, spiegano gli uomini delle FS, quindi viaggia piano e appena la locomotiva che è stata mandata avanti fino a Reggio Emilia per verificare i danni sui binari avrà finito noi potremo ripartire. L&#8217;alta velocità no, quei binari sono tutta un&#8217;altra storia e molto probabilmente non partiranno.</p><p>Per molti la notizia del terremoto sembra un sollievo, almeno per quanti avevano immaginato il peggio. Ma poi ci si accorge che sarà un evento naturale ma anche il terremoto è un dramma. Le notizie sono poche. Epicentro, intensità. Qualcuno parla di morti. Il treno riparte dopo le otto. Ed è surreale viaggiare su un convoglio partito lasciandosi alle spalle un attentato, poi bloccato da un terremoto e arrivare a Milano sfilando <strong>sotto la torretta</strong> dove da mesi vivono per protesta gli ex addetti ai treni notte cancellati dalle FS. Uno degli ultimi rimasti è questo qui.</p><p>Quattordici ore di viaggio nel Paese delle bombe e del terremoto, in cui tutto sembra incontrollabile, in cui tutti sembrano rassegnati a tutto.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/viaggio-attraverso-paese-delle-bombe-terremoto/235500/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;Bossi voleva cacciare Belsito ma chi comanda è la moglie&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/bossi-voleva-cacciare-belsito-comanda-moglie/225909/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/bossi-voleva-cacciare-belsito-comanda-moglie/225909/#comments</comments> <pubDate>Thu, 10 May 2012 17:40:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[autista]]></category> <category><![CDATA[Belsito]]></category> <category><![CDATA[marrone]]></category> <category><![CDATA[Mauro]]></category> <category><![CDATA[Renzo Bossi]]></category> <category><![CDATA[Trota]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=225909</guid> <description><![CDATA[&#8220;Il Capo aveva capito tutto e mi diceva di voler cacciare Belsito già nell&#8217;estate 2010, ma non poteva perché il tesoriere se ne fregava avendo il sostegno di Rosi Mauro e soprattutto di Manuela Marrone&#8221;. La saga familiare di casa Bossi che ha portato alla distruzione della Lega ha avuto un testimone: Oscar Morando. &#8220;Era...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il Capo aveva capito tutto e mi diceva di voler cacciare <strong>Belsito</strong> già nell&#8217;estate 2010, ma non poteva perché il tesoriere se ne fregava avendo il sostegno di <strong>Rosi Mauro</strong> e soprattutto di<strong> Manuela Marrone&#8221;</strong>. La saga familiare di casa <strong>Bossi</strong> che ha portato alla distruzione della Lega ha avuto un testimone: <strong>Oscar Morando</strong>. &#8220;Era facile comprendere quanto poi è successo, io mi ci sono trovato in mezzo e anche io sono rimasto travolto dal loro sistema: quando non sono più stato utile mi hanno cacciato a pedate, fregandosene di me e della mia famiglia&#8221;. Morando è stato reclutato da <strong>Rosi Mauro</strong> ben distante dal partito: viveva a Tenerife e non aveva avuto mai alcun contatto con la Lega. Assunto come autista per <strong>Umberto Bossi</strong>, dopo pochi mesi si è dovuto prendere cura di Renzo. &#8220;Un badante, mi definisco il suo giocattolo, così mi hanno trattato&#8221;.</p><p><strong>È il titolo del suo libro: “Il giocattolo del Trota”?<br /></strong> Sì, ho scritto e raccontato tutto quello che ho visto e vissuto sulla mia pelle. Ed è solo l’inizio della mia battaglia. <strong>Belsito</strong> mi ha lasciato senza lavoro, senza casa. Io ho trasferito la mia famiglia da Tenerife a Gemonio per loro e mi hanno lasciato su una strada dopo tutto quello che ho fatto. E sa perché?<br /> <strong>No, me lo dica Lei</strong>.<br /> Il Trota si lamentava di me con la madre. Diceva che non gli lasciavo fare quello che voleva. Ma io eseguivo solo gli ordini che avevo ricevuto: trasformare Renzo in un uomo o, comunque, tenerlo lontano dai guai. Un incarico che mi hanno assegnato la<strong> Marrone</strong> e <strong>Rosi Mauro</strong> dicendomi &#8220;lui è il futuro del partito, puntiamo tutto su di lui: sarà il nuovo capo&#8221;.<br /> <strong>È andata in modo diverso</strong>.<br /> Non poteva essere altrimenti. Era un ragazzino ma si era montato la testa. Parecchie volte gli ho dovuto dire &#8220;guarda che tu non sei tuo padre&#8221;. Trattava tutti come fosse il Re Sole, si sentiva potente. Io e Luca, l&#8217;altro autista, ma anche la sua assistente: trattava tutti da schifo, da mettergli le mani addosso. Ha fatto dei danni enormi e l&#8217;Italia gli ha pagato 600 mila euro. Aveva tutto quello che voleva ma non ha capito la sua fortuna; pensava solo a feste, donne e vita facile. Il suo unico obiettivo: non fare niente pensando che tanto con i soldi si può comprare tutto e tutti. Guardi, anche della laurea in Albania non mi sono stupito.<br /> <strong>Secondo i documenti dell’università Kristal, Renzo ha discusso la tesi il 29 settembre e l’8 ottobre ha ritirato l’attestato. Lei in quel periodo era il suo autista, l’ha portato a Tirana?</strong> <br />Ma figurarsi: lui non ha mai messo piede in Albania. Anzi, ricordo che in quei giorni era tutto preso dall&#8217;intervista che ha fatto il primo ottobre con la <strong>Bignardi</strong> (Invasioni Barbariche, <em>ndr</em>) e si preparava il bigliettino da portare con sé. Anche li, come in Regione. Ogni volta c&#8217;era qualcuno che gli preparava il compitino e lui spesso li dimenticava pure in giro. Ho visto delle cose. Sa che una volta è sparito per sei ore e ha staccato i telefonini? O quando mi ha fatto arrivare fino a Bratislava in macchina per andare a una festa.<br /> <strong>A Bratislava?<br /></strong> Sì, era previsto un balletto slovacco in suo onore organizzato dal presidente del Parlamento lì ma siamo arrivati tardi perché lui non ha voluto prendere l&#8217;aereo. Gli hanno organizzato una serata il giorno dopo, una delle tante di Renzo: cena e discoteca.<br /> <strong>E poi siete tornati?<br /></strong> Il giorno dopo la festa siamo andati a visitare la centrale nucleare. Il dirigente che ci ha accolti sembrava deluso dal nostro arrivo. Ci ha liquidati con il pranzo. Poi gli è stato consegnato un pacchetto, un regalo ma nulla di che e non credo fossero soldi.<br /><strong>Ma Renzo Bossi in che veste era lì?<br /></strong> In veste di bighellonaggio. In giacca e cravatta ma per bighellonaggio. In un&#8217;intervista ha detto che adesso andrà a fare il contadino o il muratore. Ma non riesce a fare neanche quello. Ha avuto un cane per fare l&#8217;animalista in campagna elettorale e quel povero animale è finito investito da un&#8217;auto nella casa del suo caro amico Alessandro. Non credo sia in grado di fare granché. Poi tutto può accadere, per carità, magari troverà la sua strada e diventerà bravissimo. A oggi però le sue capacità, si fa per dire, sono sotto gli occhi di tutti. Quello che è successo nella Lega è partito proprio per difendere lui e garantirgli un futuro. Pura follia. <br /><strong>Mi costringe a prendere le difese di Renzo. La prego.<br /></strong> È un ragazzino, certo, gli è stato dato sicuramente troppo potere. A me è stato ordinato dalla madre di farlo rigare dritto. Davanti a me la madre gli disse, testuali parole: &#8220;Ti ho dato i voti e te li tolgo, se vuoi continuare a fare il pirla lo fai altrove&#8221;. Capito? Ecco. Però quando poi ho tentato di eseguire gli ordini lui mi ha fatto licenziare. E io non sono andato a parlare con lui ma ho cercato Belsito. A marzo comandava lui.<br /> <strong>Comandava Belsito?<br /></strong> Con <strong>Mauro</strong> e <strong>Marrone</strong>. A settembre 2010 il Capo, lui sì un gigante, mi disse in macchina riferendosi a <strong>Belsito</strong>: &#8220;Gli ho dato un dito e s’è preso il braccio, è uno stronzo, va cacciato&#8221;. Ma <strong>Belsito</strong> ne rideva e poi mi disse: &#8220;<strong>Bossi</strong> non conta più un cazzo, mica comanda lui&#8221;.<br /> <strong>Lei ne ha viste un po’</strong>. <br />Sì, parecchie. Per questo ho scritto il libro che prestò uscirà e ci sarà tutto.<br /><strong>Il giocattolo del Trota?<br /></strong> Sì, ma se ci pensa il giocattolo che si è rotto perché hanno tentato di affidarlo a Renzo è stato la Lega.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/bossi-voleva-cacciare-belsito-comanda-moglie/225909/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Consulenze esterne, 700 milioni spesi nel 2011. &#8220;Situazione allarmante&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/06/consulenze-esterne-milioni-spesi-2011-patroni-griffi-situazione-allarmante/219980/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/06/consulenze-esterne-milioni-spesi-2011-patroni-griffi-situazione-allarmante/219980/#comments</comments> <pubDate>Sun, 06 May 2012 10:51:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[compensi]]></category> <category><![CDATA[consulenze]]></category> <category><![CDATA[incarichi]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Patroni Griffi]]></category> <category><![CDATA[spending review]]></category> <category><![CDATA[sprechi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=219980</guid> <description><![CDATA[I dati sulle consulenze della Pubblica amministrazione evidenziano ancora una situazione allarmante”. Filippo Patroni Griffi mette le mani avanti: i circa 700 milioni erogati per incarichi esterni nel corso 2011 non sono una cifra da mostrare con orgoglio. Agli occhi del Paese reale le consulenze del governo equivalgono a sprechi. Il fenomeno “continua ad essere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I dati sulle <strong>consulenze della Pubblica amministrazione</strong> evidenziano ancora una situazione allarmante”. <strong>Filippo Patroni Griffi</strong> mette le mani avanti: i circa <strong>700 milioni </strong>erogati per incarichi esterni nel corso 2011 non sono una cifra da mostrare con orgoglio. Agli occhi del Paese reale le consulenze del governo equivalgono a sprechi. Il fenomeno “continua ad essere eccessivo e forse in certi casi anche di dubbia utilità”, secondo il ministro della Funzione pubblica che ne parla quasi con distacco. Del resto il dato si riferisce agli incarichi affidati dall’esecutivo di <strong>Silvio Berlusconi</strong> nel suo ultimo anno di vita e non dai tecnici guidati da <strong>Mario Monti</strong>. Ma Patroni Griffi si spinge a sottolineare che il fenomeno “si è notevolmente ridotto” (8,52% gli affidamenti e -4,53% i compensi liquidati) seppur i dati siano parziali perché le amministrazioni devono ancora comunicare i dati del secondo semestre 2011, quindi il totale è inesorabilmente destinato ad aumentare.</p><p>È facile prevedere che entro giugno, quando si conoscerà il dato definitivo, questi <strong>689.642.907,91</strong> euro avranno raggiunto, se non superato, il tetto del 2010:<strong> 722.401.576,53</strong>. Per ora dunque il risparmio è minimo ed è stato registrato grazie ai tagli apportati alle consulenze affidate dalle forze di polizia, enti di vigilanza, scuola e servizio sanitario nazionale. In pratica ciò che riguarda i cittadini. Quasi nulla invece la riduzione per gli <strong>incarichi dei ministeri</strong> mentre Regioni e Province hanno addirittura aumentato gli affidamenti esterni: le prime hanno elargito 9 milioni in più di euro (da 18 milioni 546 mila euro del 2010 hanno raggiunto i 27.452.106), le Province, invece, nell’anno in cui dovevano essere cancellate, sono riuscite a distribuire consulenze per 78 milioni di euro contro i 62 del 2010.</p><p>Le <strong>forze di polizia</strong>, invece, hanno registrato una diminuzione del 55,59% delle consulenze affidate per appena 339.139,10 euro. La <strong>scuola</strong> è passata dai 68 milioni del 2010 ai 60 del 2011 mentre il servizio sanitario ha apportato tagli agli incarichi esterni per 22 milioni di euro. I <strong>ministeri</strong> invece hanno risparmiato 400 mila euro dei 15 milioni spesi nel 2010, mentre la <strong>Presidenza del Consiglio</strong> ha ridotto di quasi un terzo le consulenze passando da tre a due milioni.</p><p>Basta questo, in tempi di <strong>spending review</strong>, quando ogni angolo della spesa pubblica viene setacciato a caccia di sprechi, per Patroni Griffi a gridare al “risultato positivo”. Il ministro va oltre e indicare un obiettivo ambizioso: una riduzione del 20%. “Attendiamo a fine giugno che il monitoraggio sia completato ma possiamo sin d’ora affermare che nel 2012 dovranno scendere del 20% rispetto alle consulenze dell&#8217;anno precedente”. Un impegno che si va aggiungere alla già lunga lista delle promesse fatte dall’esecutivo Monti sul fronte tagli. “Il ricorso alle professionalità esterne continua ad essere eccessivo e forse in certi casi anche di dubbia utilità”, aggiunge Patroni Griffi. Scorrendo rapidamente le circa diecimila pagine pubblicate sul sito del ministero, si incrociano anche i nomi di <strong>Giovanni Pitruzzella</strong> e<strong> Andrea Zoppini</strong>, consulenti del governo Berlusconi nel 2011 e poi diventati nell’era Monti presidente dell’Antitrust e sottosegretario alla giustizia.</p><p>da<em> Il Fatto Quotidiano</em> del 6 maggio 2012</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/06/consulenze-esterne-milioni-spesi-2011-patroni-griffi-situazione-allarmante/219980/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Grillo e gli alieni della politica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/05/alieni-della-politica/219651/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/05/alieni-della-politica/219651/#comments</comments> <pubDate>Sat, 05 May 2012 17:19:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[calise]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative 2012]]></category> <category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012 Genova]]></category> <category><![CDATA[Federico Pizzarotti]]></category> <category><![CDATA[Gianni Benciolini]]></category> <category><![CDATA[grillo]]></category> <category><![CDATA[Luca Ceruti]]></category> <category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category> <category><![CDATA[Paolo Putti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=219651</guid> <description><![CDATA[Paolo Putti, Luca Ceruti, Gianni Benciolini, Federico Pizzarotti: sono alcuni dei candidati sindaco del Movimento 5 Stelle. Loro, non Beppe Grillo. Lui è solo la lente d&#8217;ingrandimento per garantire visibilità al progetto. Il movimento è nato sulla spinta delle iniziative del comico genovese e grazie ai suoi interventi è riuscito a diffondere il nome e la...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Paolo Putti, Luca Ceruti, Gianni Benciolini, Federico Pizzarotti: sono alcuni dei candidati <strong>sindaco</strong> del Movimento 5 Stelle.</p><p>Loro, non Beppe Grillo. Lui è solo la lente d&#8217;ingrandimento per garantire visibilità al progetto. Il movimento è nato sulla spinta delle iniziative del comico genovese e grazie ai suoi interventi è riuscito a diffondere il nome e la “legge M5S”. Ma Grillo è stato solo il mezzo utile ad avere spazio sui media che difficilmente si sarebbero interessati a dei cittadini sconosciuti che si candidano promettendo, in prima istanza, di rendere trasparenti le amministrazioni in cui riescono a essere eletti e a farsi concretamente portavoce nelle istituzioni delle istanze di chi li ha votati. Ma si impegnano anche a lasciare la politica dopo il <strong>secondo mandato</strong>, a confrontarsi costantemente con i cittadini, a rinunciare ai rimborsi elettorali e altro. Tutti comportamenti scontati nei paesi con una classe politica responsabile. Quindi nel nostro Paese appaiono straordinari. Per questo i candidati del Movimento 5 Stelle mietono consensi e rischiano di sbaragliare i vecchi partiti, perché possono permettersi di apparire semplici, seri, responsabili. Apparire, perché per ottenere il <strong>riconoscimento</strong> di esserlo dovranno dimostrarlo nei fatti. Qualche esperienza positiva nelle Regioni c&#8217;è già stata. I candidati eletti nel 2010 in Lombardia e Piemonte, ad esempio, hanno finora mantenuto le promesse fatte. Come il 20enne Mattia Calise, entrato in Comune a Milano nel 2011.</p><p>Alle<strong> amministrative di domenica e lunedì</strong> il Movimento 5 Stelle per la prima volta presenta i suoi candidati in 102 degli oltre 800 Comuni. C&#8217;è Paolo Putti a Genova, Luca Ceruti a Como, Gianni Benciolini a Verona, Federico Pizzarotti a Parma, Alessandro Furnari a Taranto. E poi Angelo Malerba (Alessandria), Enza Blundo (L&#8217;Aquila), Riccardo Nuti (Palermo). Altri? Federico Costamagna, Marco Marrocco, Gregorio Mammì, Luisa Sabbadini, Giovanna Mineo, Giacomo Del Bino, Paolo Nugnes. Tutti sconosciuti, senza partiti. Tutti “diversi”.</p><p>Questo non è un semplice sostegno al Movimento. E&#8217; la speranza che questi alieni della politica possano essere messi alla prova, che possano dare la <strong>scossa definitiva</strong> agli apparati partitici che si sono sostituiti allo Stato e ne hanno fatto roba loro. E poi si vedrà. Si vedrà come agiranno. Si vedrà come arriveranno alle politiche del 2013, se diventeranno un partito e si lasceranno scivolare nel blob della sprecopoli dei Palazzi diventando come gli altri. Ora una possibilità se la sono guadagnata. Piazza per piazza, città per città. Hanno riavvicinato le persone alla forma più pura di politica, ricostruendo quel <strong>rapporto diretto</strong> (e sano) tra elettori e candidati. Certo, il nostro è il Paese degli imbonitori, di quelli che promettono un milione di posti di lavoro e meno tasse per tutti, ma poi si dimenticano dei programmi usati solo come propaganda elettorale. Si vedrà. Ma credo che per il momento, questi cittadini normali e anonimi candidati abbiano conquistato il diritto di essere messi alla prova.</p><p>Anche solo per il fatto di aver messo d&#8217;accordo tutti: dal Pd al Pdl, da La Destra agli eredi dei komunisti leninisti-marxisti e filo maoisti (esistono ancora pare). Tutti d&#8217;accordo nell&#8217;attaccare e criticare il Movimento 5 Stelle, il diavolo Beppe Grillo. E se l&#8217;usato sicuro Pierluigi Bersani si scaglia con veemenza pari se non superiore a quella usata dagli Angelino Alfano-Daniela Santanché-Sandro Bondi, se tutti ma tutti i politici si trasformano e aggrediscono quelli dei 5 Stelle significa che ne hanno paura, una paura fottuta di essere spazzati via. Gridano all&#8217;antipolitica, ma l&#8217;antipolitica esiste solo se c&#8217;è la <strong>percezione</strong> nei cittadini che ci sia una politica negativa da eliminare: i vermicidi si usano solo quando le piante non sono sane. E guardando le piazze piene del Movimento 5 Stelle sembra proprio che gli elettori vogliano piantare semi nuovi. O almeno provare, poi si vedrà.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/CFImKBQYrMQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/05/alieni-della-politica/219651/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>&#8220;I leader della Lega sapevano della Tanzania&#8221;. Parla Lubiana Restaini</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/parla-limpiegata-della-camera-leader-carroccio-sapevano-della-tanzania/209244/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/parla-limpiegata-della-camera-leader-carroccio-sapevano-della-tanzania/209244/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 Apr 2012 12:42:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Belsito]]></category> <category><![CDATA[Bonet]]></category> <category><![CDATA[Castelli]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[restaini]]></category> <category><![CDATA[Stiffoni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=209244</guid> <description><![CDATA[&#8220;I vertici della Lega hanno saputo dello scandalo Tanzania prima che uscisse sui giornali&#8221;. Lubiana Restaini non ha dubbi. Non può averne: è la &#8220;dama bionda&#8221;, la donna che ha messo in contatto l&#8217;imprenditore veneto Stefano Bonet con i capi del Carroccio, a partire da Roberto Castelli e Piergiorgio Stiffoni. Lei ha organizzato gli incontri,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I vertici della Lega hanno saputo dello scandalo Tanzania prima che uscisse sui giornali&#8221;. <strong>Lubiana Restaini</strong> non ha dubbi. Non può averne: è la &#8220;dama bionda&#8221;, la donna che ha messo in contatto l&#8217;imprenditore veneto <strong>Stefano Bonet</strong> con i capi del Carroccio, a partire da <strong>Roberto Castelli</strong> e <strong>Piergiorgio Stiffoni</strong>. Lei ha organizzato gli incontri, smistato le comunicazioni e fatto recapitare in via Bellerio la relazione di Bonet su i fondi usati da <strong>Francesco Belsito</strong>. Ed è lei che, intercettata dalla Dia mentre parla con l&#8217;amica e deputata del Carroccio <strong>Erica Rivolta</strong>, il 23 gennaio anticipa quello che poi è accaduto: &#8220;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/segretarie-confermano-tutto-magistrati-avevo-avvisato-bossi-delle-irregolarita/202800/">Tutti sarebbero finiti nella corrente di Maroni</a>&#8220;.</p><p><strong>Preveggente?<br /></strong>No, era facile capirlo perché ero al corrente di tutto. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/ecco-carte-dellinchiesta-caso-belsito-accusano-bossi-parenti-cerchio-magico/202594/">Sapevo quello che era successo con Belsito, conoscevo la situazione interna al partito </a>e leggendo i giornali vedevo cosa passava all&#8217;esterno; quindi ho fatto due più due.</p><p><strong>Sapeva anche chi era stato informato?<br /></strong>Io so che il compito di seguire la vicenda è stato affidato a Castelli che poi è stato affiancato da Stiffoni.</p><p><strong>Calderoli?<br /></strong>No, a lui non ne ho mai parlato. Lui era all&#8217;oscuro di tutto. Così come Umberto Bossi, tant&#8217;è che fu Castelli a raccontarmi di aver dovuto spiegare tutto al senatore; deve essere stato un momento davvero difficile. Anche perché inizialmente Bossi chiedeva spiegazioni a Belsito ma lui, invece di ammettere le sue responsabilità, gli diceva che Castelli voleva diventare amministratore al suo posto e per questo lo accusava.<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/dalle-multe-soste-vietate-dentista-fatture-uscite-dalla-cartellina-della-family/203782/"> Certo i fondi della Lega in <strong>Tanzania</strong> potevano anche sembrare una barzelletta</a>, invece era tutto vero.</p><p><strong>Maroni sapeva?<br /></strong>So che è stato informato sin da subito. Io con lui non ho mai parlato direttamente, ma ricordo di avergli mandato un messaggio per dirgli che la relazione era pronta e di guardarla il prima possibile.</p><p><strong>Ma lei perché era a conoscenza della relazione di Bonet? Che ruolo ha avuto nella vicenda e perché?<br /></strong>Per fare una cortesia a un amico,<strong> Filippo Ascierto</strong> (deputato del Pdl, ndr). Lo consideravo un fratello, non doveva mettermi in questa cosa. Comunque a fine dicembre mi chiama e mi dice che c&#8217;è un suo amico, Bonet, che lamenta di essere stato truffato dalla Lega.</p><p><strong>Perché chiama lei?<br /></strong>Ascierno sa che ho rapporti professionali con alcuni esponenti del Carroccio, per questo si rivolge a me. Così incontro Bonet nella sede di Andromeda in via Cesi a Roma e lui mi spiega che mentre era in India l&#8217;aveva chiamato la banca di <strong>Cipro</strong> dicendogli di aver bloccato due versamenti: uno di 1,2 milioni di euro fatto personalmente da Belsito, l&#8217;altro di 4,5 milioni arrivati dalla Lega. Era preoccupato perché aveva cercato Belsito ma gli diceva di tenerli e aspettare, lui invece voleva liberarsene: &#8220;Che me ne faccio se non mi dicono come riceverli e in cosa investirli?&#8221;. Aveva capito che Belsito non era affidabile, gli aveva chiesto soldi personali e fuggiva di fronte alle richieste di spiegazioni. Visto che erano soldi della Lega ha deciso di rivolgersi direttamente al partito. Io gli dico di fare una relazione di quanto accaduto e mandarmela che io l&#8217;avrei fatta avere in via Bellerio. Così è stato.</p><p><strong>Cosa conteneva?<br /></strong>Tutto. L&#8217;ho messo in contatto con Castelli, anche lui voleva capire così ho organizzato il primo incontro a Como per fine gennaio e poi altri due incontri al Senato per far sì che Bonet restituisse i soldi e che tutto si risolvesse al meglio. A metà febbraio la questione sembrava risolta. Consideri che con Bonet aveva iniziato a collaborare per alcuni convegni. Il 17 Bonet mi invia una mail in cui mi aggiorna sullo stato dell&#8217;arte spiegando che i 4,5 milioni sono rientrati e che la documentazione per chiudere la seconda tranch da 1,2 era prossima alla soluzione. Bonet chiede però di trattenere i soldi anticipati a Belsito: 200 mila euro, di cui 100 mila versati in contanti a dicembre che erano serviti , aveva detto Belsito, per le spese di Bossi.</p><p><strong>L’accordo va in porto?<br /></strong>No. Ma io ho sentito l&#8217;ultima volta Bonet dopo il secondo incontro in Senato. Mi ha chiamato per dirmi che non era servito a nulla, a quel punto gli ho risposto che doveva vedersela con loro, io non sapevo più come aiutarlo.</p><p><strong>Ricorda che giorno era?<br /></strong>Metà marzo. Da allora non ne ho più voluto sapere nulla.</p><p><strong>Dopo poche settimane arrivano gli avvisi di garanzia e il suo ruolo di raccordo emerge dalle carte delle procure.<br /></strong>Ripeto: ho solo fatto una cortesia a un amico. Ad Ascierto ho chiesto spiegazioni, ho cercato di incontrarlo e lui mi ha solo mandato un sms dicendomi di stare tranquilla. Tranquilla? Ho preso un&#8217;aspettativa non retribuita dal lavoro (ministero sviluppo economico, <em>ndr</em>) per potermi difendere.</p><p><strong>Da cosa? Non è indagata.<br /></strong>No e non ho nulla da temere, ma devo tutelarmi con le persone che stimo e conosco personalmente, una su tutte il prefetto Procaccini. L&#8217;ho citato in merito a un progetto sulla sicurezza che stavamo organizzando per il <strong>Vaticano</strong> e la cosa è stata travisata.</p><p><strong>Conosce Nadia Dagrada?<br /></strong>No. Ne ho letto sui giornali. Spero tutto finisca bene.</p><p><strong>Come aveva detto: con la Lega nelle mani di Maroni?<br /></strong>Guardi, non lo so. Vediamo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/27/parla-limpiegata-della-camera-leader-carroccio-sapevano-della-tanzania/209244/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Maroni e la Lega degli onesti</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/maroni-lega-degli-onesti/203705/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/maroni-lega-degli-onesti/203705/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Apr 2012 13:27:28 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[Rosi Mauro]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=203705</guid> <description><![CDATA[E adesso che succede? Adesso che Bossi ha consegnato la Lega a Roberto Maroni. che i Barbari Sognanti di Bobo hanno sconfitto il Cerchio Magico, dopo due anni in cui hanno dovuto subire di tutto dalla banda Reguzzoni-Mauro. Adesso che è il sobrio, schivo ex titolare del Viminale, in giacche su misura e occhialini rossi,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/maroni.jpg?47e3a5"><img class="size-medium wp-image-203706 alignleft" title="Manifestazione &quot;Orgoglio leghista&quot; alla Fiera di Bergamo" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/maroni-199x300.jpg?47e3a5" alt="" width="199" height="300" /></a>E adesso che succede? Adesso che <strong>Bossi </strong>ha consegnato la Lega a <strong>Roberto Maroni</strong>. che i Barbari Sognanti di Bobo hanno sconfitto il Cerchio Magico, dopo due anni in cui hanno dovuto subire di tutto dalla banda Reguzzoni-Mauro. Adesso che è il sobrio, schivo ex titolare del Viminale, in giacche su misura e occhialini rossi, a parlare al popolo Padano e che non ci sono più nemici da elminiare ma un partito da ricostruire, cosa succede? <strong>I militanti se lo chiedono</strong>. L&#8217;uscita di scena scelta da Bossi è un insegnamento a tutta la classe politica nostrana, aggrappata alle poltrone e ai privilegi e che, quando pizzicati in errore, pronti a negare e rebeccare il così fan tutti. Bossi no. Il Senatur non solo ha lasciato il partito dicendo che era di intralcio ma si è presentato a Bergamo, davanti ai suoi militanti, quei leghisti duri e puri che lo seguono fedelmente da ventisei anni ormai, e si è scusato con loro: &#8220;Scusate se ho candidato mio figlio&#8221;.</p><p>Una eredità difficile quella che Maroni è chiamato ad accettare e che lo costringerà a un<strong> costante banco di prova</strong> perché il confronto con il Capo sarà impietoso e continuo. Anche per questo Maroni fa bene adesso a voler accelerare i tempi dei congressi nazionali, a chiudere la partita della segreteria federale: &#8220;tutto il prima possibile, subito, entro giugno&#8221;, ha detto dal palco di Berghem.</p><p>Questo è il momento dell&#8217;entusiasmo, quindi ora si può fare pulizia, che servirà anche a distinguersi da tutti gli altri partiti alle prossime elezioni al grido &#8220;noi abbiamo cacciato tutti, voi no&#8221;. Maroni sarà l&#8217;uomo della pulizia, sarà il capo della <strong>Lega degli onesti</strong>, sarà il Robin Hood del carroccio che finalmente promette di aiutare economicamente le sezioni (fino a oggi mantenute dai militanti per lo più) e adottare la meritocrazia, sarà il leader della ritrovata unità interna. Maroni regala una nuova verginità alla Lega corrotta e ladrona, può permettersi di arrivare alle politiche come l&#8217;uomo nuovo della Padania e tentare così di convogliare a sé i voti dei tantissimi elettori lombardi, veneti, piemontesi, liguri, emiliani, delusi dal Pdl, traditi dal Pd, stanchi dell&#8217;Idv. Insomma Maroni ha la possibilità reale di dare vita al partito del Nord. E&#8217; sempre stato considerato un bravo titolare del viminale, persino Monti ha confidato che l&#8217;avrebbe voluto con lui al governo. Ma è per questo che con Maroni nasce una nuova Lega,<strong> quella di Bossi è morta ieri</strong>.</p><p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/04/maroni.jpg?47e3a5" target="_blank"><em>Foto Lapresse</em></a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/11/maroni-lega-degli-onesti/203705/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I boys del Senatur tra asine, multe e denunce</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/i-boys-del-senatur-tra-asine-multe-e-denunce/202172/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/i-boys-del-senatur-tra-asine-multe-e-denunce/202172/#comments</comments> <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 08:50:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/i-boys-del-senatur-tra-asine-multe-e-denunce/202172/</guid> <description><![CDATA[Riccardo, Renzo, Roberto Libertà e Sirio Eridano. I quattro rampolli di casa Bossi vivono all’ombra del padre ed escluso il Trota, che ha deciso di seguirne le orme in politica, gli altri hanno preferito imitarne le gesta giovanili: non fare nulla. L’unico dei quattro che ha uno stipendio fisso è Renzo. Percepisce 12 mila euro “guadagnati”...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Riccardo, Renzo, Roberto Libertà e Sirio Eridano. I quattro rampolli di casa Bossi vivono all’ombra del padre ed escluso il Trota, che ha deciso di seguirne le orme in politica, gli altri hanno preferito imitarne le gesta giovanili: non fare nulla. L’unico dei quattro che ha uno <strong>stipendio</strong> fisso è Renzo. Percepisce 12 mila euro “guadagnati” con l’elezione in Regione Lombardia.</p><p>Ma con Nicole Minetti è l’unico dei consiglieri a non aver presentato la dichiarazione dei redditi. Le spese, invece, sono recapitate con estrema puntualità a Nadia Dagrada, la segretaria amministrativa del Senatùr, che le accumula sulla <strong>scrivania</strong> nel suo ufficio in via Bellerio. Multe, fatture di ristoranti, feste in discoteca, biglietti aerei, estratti conto delle carte di credito. Si deve pur riempire il tempo libero. E di passioni i rampolli di casa Bossi ne hanno diverse e particolari. Riccardo, ad esempio, il primogenito del Capo avuto dalla prima moglie, Gigliola Guidali, si diletta nei rally e nelle gare di off-shore in giro per il mondo. L’ultima l’ha disputata in dicembre a Dubai, dove è arrivato a bordo di un <strong>elicottero </strong>assieme all’assessore regionale lombarda, Monica Rizzi. Mentre l’ormai famosissimo Trota ha un debole per i Suv, possiede una Audi Q 7 e ha in uso anche una Bmw X 5. Renzo, inoltre, dopo aver lasciato la casa paterna di Gemonio, il paesino perso tra le colline di Varese, si è trasferito a Milano. E qui si è perso lui, tra discoteche e donne.</p><p>Una su tutte: Eliana Cartella, biondissima bresciana aspirante Miss Padania, che mentre usciva con il Trota venne sorpresa in auto con Mario Balotelli. Seppur lombardo Renzo non apprezzò e rilasciò un’intervista in cui diceva di essere diventato <strong>single</strong>. Nell’estate 2010, forse per dimenticare l’amore finito male, Renzo scopre la passione per i quad e la notte di ferragosto a Ponte di Legno finisce in un campo agricolo. Migliaia di euro di danni e una denuncia in procura presentata dal contadino. Meglio la città, Milano. Per festeggiare la sua elezione organizza una festa alla discoteca Old Fashion: “Qui siamo in mille, ma ne ho presi 14 mila” esulta il Trota riferendosi ai voti. I mille ospiti? Spese di <strong>rappresentanza</strong> politica. Tra i quattro il più riservato e schivo è Roberto Libertà, si affaccia timidamente alla politica ma si tiene distante da feste e raduni vari. Il padre gli ha regalato una fattoria vicino Gemonio. E ha dovuto comprargli un’asina: nella proprietà, infatti, c’erano due asini e lui ha avuto da ridire. La cosa ha colpito papà Umberto che lo ha raccontato più volte con tono greve ai giornalisti.</p><p>Bossi senior riporta con assiduità ciò che riguarda i figli. Di Renzo disse che era stato l’unico, in occasione della visita di Hillary Clinton, a parlare in inglese. Cuor di padre. Anche lui da giovane tendeva a romanzare. Festeggiò due lauree senza averne presa mezza e la prima moglie lo lasciò quando scoprì che per <strong>sei mesi</strong> era uscito da casa ogni mattina dicendo che andava in ospedale a lavorare: era medico, diceva. Poi è arrivata la politica, il vento del Nord, i soldi ai partiti, i regali. Come quello che Berlusconi gli inviò nel 1994: orecchini tanto preziosi quanto <strong>vistosi</strong>. E quando pochi mesi dopo Bossi decise di staccare la spina al governo di Arcore, tra il restituirli o l’usarli, decise: “Intanto li mettiamo in cassaforte”. La moglie Manuela approvò, l’importante è il futuro dei figli. A cui vorrebbe lasciare anche il partito. Oltre che gli orecchini.</p><p><em>Il Fatto Quotidiano, 4 Aprile 2012</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/04/i-boys-del-senatur-tra-asine-multe-e-denunce/202172/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Per Formigoni meglio pirla che politico</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/quel-pirla-formigoni/199162/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/quel-pirla-formigoni/199162/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Mar 2012 17:48:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Di Pietro]]></category> <category><![CDATA[Formigoni]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[pirla]]></category> <category><![CDATA[regione lombardia]]></category> <category><![CDATA[zamponi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=199162</guid> <description><![CDATA[Dopo la trota e la sexysuora arriva il pirla. Nella folla di presunti tangentisti, corrotti e corruttori che occupa i banchi della maggioranza in Regione Lombardia spunta il pirla. Secondo Roberto Formigoni il termine non è lesivo della persona, quindi non è un insulto né un&#8217;offesa ma semplicemente un intercalare. Per questo lui ha così...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo la trota e la sexysuora</strong> <strong>arriva il pirla</strong>. Nella folla di presunti tangentisti, corrotti e corruttori che occupa i banchi della maggioranza in Regione Lombardia spunta il pirla. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/lombardia-formigoni-dibattito-caso-boni-dire-pirla-reato/198889/">Secondo<strong> Roberto Formigoni </strong>il termine non è lesivo della persona, quindi non è un insulto né un&#8217;offesa ma semplicemente un intercalare. Per questo lui ha così apostrofato ieri in aula il capogruppo dell&#8217;Idv, <strong>Stefano Zamponi</strong>: “Pirla, informati, pirla”</a>. Se non avesse saputo che il Tribunale ordinario di Milano con “ben due sentenze ha ritenuto non lesivo della persona” l&#8217;epiteto, sicuramente si sarebbe trattenuto dal recapitare il pirla all&#8217;esponente dipietrista.</p><p>Il Governatore a vita (è al Pirellone dal 1995 e nel 2008, ormai al suo terzo mandato consecutivo e dopo 13 anni, ha riscritto lo Statuto riconoscendosi il diritto a poter essere rieletto presidente per altri due mandati) stamani si è detto “gravemente offeso” dal capogruppo dell’Idv, tanto da invocarne le “scuse”. La colpa di <strong>Zamponi</strong> è quella di aver ricordato a Formigoni di essere un politico di professione. Con i tempi che corrono è comprensibile e condivisibile ritenere <strong>molto più offensivo</strong> dare del politico a qualcuno piuttosto che del pirla. O meglio: è offensivo per chi non lo è davvero. Se qualcuno gridasse a <strong>Mario Monti</strong> “sei un politico”, lui potrebbe giustamente averne a male e adire le vie legali.</p><p>Quindi, secondo il Celeste, pirla è meglio. Sarebbe troppo facile e scontato adeguarsi per un giorno allo stile del Governatore e scrivere “Formigoni pirla”. O inventarsi infinite variabili. Da “quel pirla di Formigoni” al “formipirla”. Le rime poi sarebbero esageratamente semplici. “Formigoni quel pirlone che guida il Pirellone”, tanto per dirne una. Ma no: neanche per un giorno prenderemo per buoni i precetti del Celeste. Se qualcuno lo incontra per strada può chiamarlo “pirla”. E magari risponde. Forse se lo dice anche da solo, guardandosi allo specchio. Gli piace proprio la parola, il suono, quella erre che lui rrrrriesce ad arrrrotolarrrrre senza imbarazzo alcuno. Con la stessa disinvoltura con cui indossa magliette di paperino e camice a fiori. <strong>La vergogna è un caposaldo della cultura formigoniana</strong>.</p><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fWqb-1IQnEg&amp;feature=player_embedded" target="_blank">Il governatore riesce a lanciare moniti agli italiani sulla necessità di fare sacrifici perché c&#8217;è la crisi economica parlando da un porto della Sardegna, bello abbronzato e con alle spalle yacht milionari.</a> Funambolo della fuga verbale, gli arrestano e inquisiscono amici, colleghi consiglieri, assessori, braccio destro e sinistro, ma lui imperterrito si professa estraneo. <strong>A prescindere</strong>. Ha quasi disconosciuto persino Don Verzè, figurarsi se non scarica in tre secondi i suoi fedelissimi assessori. A chi gli ricorda dell&#8217;ormai corposo partito degli inquisiti che sostiene la sua maggioranza e rappresenta il 10% del consiglio regionale, lui risponde dando del comunista o ricordando il caso Penati, nel solco del così fan tutti tanto caro ai suoi padri politici.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/uyh9xCoSVy8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>L&#8217;apice però l&#8217;ha raggiunto con <strong>Antonio Di Pietro</strong>. L&#8217;ex pm gli ha detto “dimettiti, sei in una giunta di inquisiti” e lui ha risposto: “Zitto tu che hai usato la sanità lombarda”. Che c&#8217;azzecca? Sì, è vero: il leader dell&#8217;Idv si è curato agli ospedali Riuniti di Bergamo. E&#8217; che proprio ci vive, da circa trent&#8217;anni, in un paese alle porte della città orobica. Ma tant&#8217;è. Formigoni è così. Gli dai del ladro e lui ti rimbecca  stizzito “vergognati tu, che cammini con due gambe”. Gli dai del politico e ti becchi del pirla.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/quel-pirla-formigoni/199162/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il Pdl corteggia la Lega e spera nelle alleanze Ma contro Tosi si presenta con Udc e Fli</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/lega-pdl/196821/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/lega-pdl/196821/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Mar 2012 08:29:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[cicchitto]]></category> <category><![CDATA[galan]]></category> <category><![CDATA[La Russa]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[Salvini]]></category> <category><![CDATA[tosi]]></category> <category><![CDATA[Zaia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=196821</guid> <description><![CDATA[&#8220;Ce ne faremo una ragione&#8221;. Ancora ci sperano, in casa Pdl, che ci sia un margine per presentarsi con la Lega alle amministrative. Il rischio è il suicidio. Nonostante il tentativo, quasi disperato, di camuffarsi in improponibili liste civiche o lanciare iniziative politiche che sanno di vecchio, come Forza Lecco di Michela Vittoria Brambilla. &#8220;Noi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/bossimaroni_INTERNA.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-196871" title="bossimaroni_INTERNA" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/03/bossimaroni_INTERNA.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>&#8220;Ce ne faremo una ragione&#8221;. Ancora ci sperano, in casa Pdl, che ci sia un margine per presentarsi  con la Lega alle amministrative. Il rischio è il suicidio. Nonostante il tentativo, quasi disperato, di camuffarsi in improponibili liste civiche o lanciare iniziative politiche che sanno di vecchio, come <strong>Forza Lecco</strong> di <strong>Michela Vittoria Brambilla</strong>. &#8220;Noi saremo pronti fino alla fine a trovare alleanze con la Lega, il danno non è a noi, è alle città del nord&#8221;, tenta <strong>Ignazio La Russa</strong>. &#8220;Siamo convinti che i cittadini ci ripagheranno e puniranno la Lega&#8221;, stuzzica <strong>Maurizio Lupi</strong>. I vertici del Pdl, quasi in coro, continuano ad allungare la mano, lanciare segnali di fumo in direzione via Bellerio. Ma dal fortino Padano ogni proposta ritorna al destinatario.</p><p>&#8220;Berlusconi mi fa pena&#8221; è l&#8217;affettuosità più recente di <strong>Umberto Bossi</strong> nei confronti dell&#8217;ex alleato. Che gentilmente ricambia a mezzo stampa, dedicando la prima pagina de <em>Il Giornale</em> di famiglia con un cordiale &#8220;Bossi suicida la Lega&#8221; vergato da <strong>Vittorio Feltri</strong>. Al quale <strong>Roberto Maroni</strong> ribatte: &#8220;Sognare la morte di qualcuno porta lunga vita e così sarà anche questa volta. Viva la Lega e abbasso i gufacci”, scrive l&#8217;ex titolare del Viminale. Il dialogo tra Arcore e via Bellerio è a questi livelli. Il Carroccio ha ben altri problemi da affrontare e l&#8217;unica cosa certa sembra essere proprio la volontà di correre da soli. La guerra interna tra i <strong>Barbari Sognanti</strong> di Maroni e i cerchisti integralisti bossiani è ormai deflagrata a ogni latitudine della Padania e la resa dei conti si avrà ai congressi nazionali, che in gergo leghista sono regionali. Si salva solo il Piemonte, dove ieri è stato riconfermato segretario <strong>Roberto Cota</strong>, per il resto, dalla Lombardia all&#8217;Emilia, giorno dopo giorno si contano le “truppe” elette ai congressi e l&#8217;esercito più consistente è quello dei maroniani.</p><p>A Bergamo il rapporto dei delegati è <strong>65 a 5</strong> per i seguaci di <strong>Bobo</strong>, in Valtellina addirittura 26 a zero. Anche a Como, città dove si rinnoverà Provincia e Comune (entrambi oggi a guida leghista) il risultato è impietoso per i bossiani: 27 a 1. Infine Milano, dove ieri è stato nominato segretario <strong>Igor Iezzi</strong>, la partita è finita 16 a 5. Un rapporto di forza impietoso a favore dei Barbari Sognanti.  Ma i congressi si terranno solo a giugno, prima ci sono le amministrative. Per tentare di riequilibrare i rapporti di forza il Cerchio Magico ha in mente di far candidare sindaco tutti i parlamentari maroniani espressione del territorio in cui si vota, così da lasciarli fuori dalle politiche del 2013. A partire da <strong>Nicola Molteni</strong>, a Cantù. Ma la sorta dovrebbe toccare anche ad alcuni uomini forti del cerchio, come Marco Desiderati, infaticabile braccio operativo di <strong>Marco Reguzzoni</strong> (nemico di Maroni che educatamente ricambia) e sindaco di Lesmo. C&#8217;è poi un problema di precedenti: come introdurre l&#8217;incompatibilità tra l&#8217;incarico di sindaco e quello di parlamentare finora non prevista? Certo, il segretario federale è Bossi e quello che decide lui è (ancora) per tutti legge. Ma la mossa sarebbe una palese ritorsione contro i “dissidenti” e inasprirebbe ulteriormente gli animi scatenando nuove contestazioni al Capo.</p><p>La figura del Senatùr è già stagliata sul tramonto. Il problema per Bossi non è dunque il Pdl, ma la sua stessa sopravvivenza politica. O almeno questo è il quadro che gli prospettano i soliti cerchisti, a partire da <strong>Rosi Mauro</strong> che, per quanto le sia stato revocato il ruolo di legato (così i leghisti chiamano il commissario politico), rimane la fidata ombra del Capo su ordine della moglie, <strong>Manuela Marrone</strong>. Il braccio di ferro con<strong> Flavio Tosi </strong>a Verona sulla lista civica del sindaco uscente, finora miseramente fallito, è stato suggerito come prova di forza indispensabile per fermare l&#8217;avanzata dei maroniani. Che in realtà tutto vogliono tranne che &#8220;eliminare&#8221; Bossi. Tutt&#8217;altro. E il divieto del Senatùr, ormai ripetuto tre volte, è caduto inascoltato semplicemente perché incomprensibile. Il primo cittadino ha ribadito anche oggi che una lista per le amministrative è “assolutamente indispensabile” ma, garantisce, ci sarà “un confronto su come chiamare la lista”, perché “di possibilità ce ne sono tante”. Al fianco di Tosi si sono schierati prima <strong>Luca Zaia</strong>, che oggi è tornato ad auspicare una soluzione perché &#8220;l&#8217;obiettivo è quello di portare a casa il comune&#8221;, sia <strong>Matteo Salvini</strong> che in un&#8217;intervista a <em>La Stampa</em> ha definito il sindaco di Verona “è il più amato d&#8217;Italia e di conseguenza anche della Padania”. Se dentro la Lega “c&#8217;è qualcuno, e questo qualcuno non è certo Umberto Bossi, che perde e fa perdere tempo a tutti prendendosela con Tosi e con chi amministra bene mi spiace, però sappia che è un problema suo”, ha aggiunto Salvini. Certo però &#8220;è strano che nella Lega ci si metta a dibattere di nomi, cognomi, aggettivi e avverbi&#8221;.</p><p>A Verona la partita è cruciale. Tosi rischia di vincere a mani basse al primo turno, la sua lista civica è data al 30%. E qui si assiste in anteprima a quello che saranno le prossime amministrative in buona parte del Nord: per tentare di limitare i danni il Pdl ha sperimentato una alleanza con Futuro e Libertà e Udc proprio per sbarrare il passo alla Lega.  Testa d’ariete in riva all’Adige  è<strong> Luigi Castelletti</strong>, 57 anni, avvocato, ex presidente di Veronafiere e vicepresidente vicario di Unicredit. Sulla sua lista civica hanno deciso di convergere Fli, che proprio sabato scorso ha eletto in città il coordinatore veneto, alla presenza del presidente<strong> Gianfranco Fini </strong>e del suo vice <strong>Italo Bocchino</strong>, l’Udc ma soprattutto il Pdl, pronto a dare battaglia all’ex alleato di governo. Castelletti, già in lizza cinque anni fa per le amministrative e bruciato misteriosamente all&#8217;ultimo momento, rappresenta per il partito di Berlusconi una sorta di riscatto dopo “anni di bocconi amari ingoiati in ragione del matrimonio con il Senatùr”, dice l&#8217;ex ministro azzurro e governatore veneto <strong>Giancarlo Galan</strong>. “Abbiamo fatto tutto per la Lega. Rinunciato alle nostre battaglie, concesso tutto quello che si doveva concedere in sede governativa, regalato la Regione del Veneto”. Il teatro dello scontro tra ex alleati sarà dunque Verona. E ora che la particolare alleanza ha trovato un candidato, il Carroccio deve risolvere le beghe interne il prima possibile. Maroni spinge per il dialogo. “Bossi ha anche detto che si troverà una soluzione quindi sono certo che così sarà”, ha detto.</p><p>La parola chiave è trattativa. “Quel che conta è chiudere in tempi brevi &#8211; sottolinea <strong>Gianni Fava </strong>- perché Verona è tra le città più importanti e non possiamo perdere tempo e dividerci su queste questioni. Tosi vada da Bossi a trattare e faccia in fretta. Del resto se a Verona abbiamo possibilità di vincere è merito della Lega ed è merito di Tosi. Le modalità di soluzione non mi appartengano, ci pensi la segreteria federale ma non si perda tempo”. Ma anche Fava è certo che “il Carroccio non possa privarsi di una risorsa come Tosi e credo che il primo cittadino non abbia interesse e volontà a dividersi dalla Lega”.</p><p>Normale dunque che nel fortino di via Bellerio nessuno si accorga dei messaggi di fumo che arrivano dal Pdl. Messaggi che a volte assumono tratti quasi comici. Fabrizio Cicchitto si appella ai sindaci leghisti affinché “facciano riflettere i vertici della Lega”. Massimo Corsaro rispolvera la memoria e ricorda a Bossi che “l&#8217;alleanza ha sempre vinto” ed è quindi “una assurdità interromperla”.  E poi La Russa, Marco Mantovani, Guido Podestà, Anna Maria Bernini, Maria Stella Gelmini, <strong>Roberto Formigoni</strong>. Tutti a invitare al dialogo, a difendere <strong>Davide Boni </strong>(presidente leghista del consiglio regionale indagato per corruzione), a cercare di salvarsi aggrappandosi alla Lega.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/13/lega-pdl/196821/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Legge elettorale, accordo Pdl-Pd-Terzo Polo Bonus sopra l&#8217;11%, penalizzati i partiti minori</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/legge-elettorale-accordo-pdl-pd-terzo-polo-bonus-sopra-penalizzati-partiti-minori/195801/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/legge-elettorale-accordo-pdl-pd-terzo-polo-bonus-sopra-penalizzati-partiti-minori/195801/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Mar 2012 09:00:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Belisario]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[Casini]]></category> <category><![CDATA[Gaetano Quagliariello]]></category> <category><![CDATA[La Russa]]></category> <category><![CDATA[legge elettorale]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[riforma elettorale]]></category> <category><![CDATA[storace]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195801</guid> <description><![CDATA[La proposta di riforma elettorale è pronta. Pdl, Pd e Terzo Polo stanno trovando l&#8217;accordo per un sistema di tipo tedesco, con sbarramento al cinque per cento, introducendo dei correttivi mutuati dalla legge in vigore in Spagna e inserendo un bonus in termini di seggi per i partiti che superano l&#8217;11%. Obiettivo dichiarato e comune...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La proposta di riforma elettorale è pronta. <strong>Pdl, Pd e Terzo Polo</strong> stanno trovando l&#8217;accordo per un sistema di tipo tedesco, con sbarramento al cinque per cento, introducendo dei correttivi mutuati dalla legge in vigore in <strong>Spagna</strong> e inserendo un bonus in termini di seggi per i partiti che superano l&#8217;11%. Obiettivo dichiarato e comune è quello di limitare la frammentazione parlamentare. Un ritorno al proporzionale, dunque, che cancella il premio di maggioranza ma riconosce un bonus di seggi ai partiti che incassano più dell&#8217;11% a scapito di quelli che superano il 5%: in base al numero di voti conquistati, infatti, alle forze minori vengono assegnati meno seggi, redistribuiti ai partiti maggiori. Il sistema è stato proposto da Pdl e Pd che possono così liberarsi dalla necessità di presentarsi con alleanze. Fortemente voluta da <strong>Silvio Berlusconi</strong>, dopo la rottura con la Lega Nord. Mentre <strong>Fli, Api e Udc</strong> nutrono dei dubbi. Marginali, in realtà. <strong>Pierferdinando Casini</strong>, del resto, sta tentando di avvicinare a sé parte di moderati delusi dal berlusconismo, quindi reputa possibile superare l&#8217;11%. E anche Futuro e Libertà spinge affinché l&#8217;iter sia portato a termine il prima possibile. &#8220;La riforma elettorale, dopo un buon lavoro dei partiti con la regia di Luciano Violante, si è fermata e l’impressione è adesso che ci siano forze che remano contro. Insomma questo stallo fa pensare a un tentativo di perpetuare il Porcellum, magari confidando nell’affievolimento dei poteri del Presidente Napolitano coincidente col semestre bianco&#8221;, ha detto <strong>Carmelo Briguglio</strong>, vicepresidente vicario di Fli alla Camera. &#8220;Siamo certi che il Capo dello Stato che ha incalzato con molta determinazione le forze politiche, è vigile e darà l&#8217;impulso finale perché sia varata una nuova legge elettorale che restitusca agli elettori il diritto di scegliere gli eletti&#8221;. In allarme, invece, l&#8217;Idv e il Carroccio. “Far fuori le forze politiche che non sono in maggioranza con i tecnicismi della legge elettorale non è mai un buon esercizio di democrazia”, ha detto il presidente dei senatori dell&#8217;Italia dei Valori,<strong> Felice Belisario</strong>, che ha definito “il nuovo patto tra Pd, Pdl e Terzo polo per spartirsi i posti in Parlamento, iniquo e antidemocratico. Per fortuna i cittadini non sono stupidi e non si lasceranno ingannare dal nuovo porcellum”.</p><p>Il percorso per arrivare a un accordo è ancora lungo e così il Pdl interviene per tenere calmi gli animi. <strong>Ignazio La Russa</strong> mette le mani avanti: “Voglio rassicurare Lega e Storace sul fatto che ci sia già un accordo, non c&#8217;è nessun complotto contro i piccoli né una bozza pronta”.  Il cammino di questa riforma &#8220;non è legato alle amministrative ma all&#8217;iter delle riforme costituzionali”. Che, come precisa<strong> Lorenzo Cesa</strong>, “devono essere affrontate con un giusto timing: prima la riforma dei regolamenti parlamentari, poi la riforma delle Camere e poi la riforma elettorale, non si può fare una riforma elettorale se non sappiamo che tipo di riforma istituzionale faremo”, ha detto il segretario dell&#8217;Udc.  Ma è necessario “attuare la riforma elettorale, in senso proporzionale&#8221; e soprattutto, restituite &#8220;ai cittadini la possibilità di scegliersi l&#8217;eletto”.  Il percorso di riforma deve necessariamente partire dalla bozza dei tecnici <strong>Luciano Violante</strong> (Pd), <strong>Gaetano Quagliariello</strong> (Pdl), <strong>Ferdinando Adornato </strong>(Udc),<strong> Italo Bocchino</strong> (Fli), <strong>Pino Pisicchio</strong> (Api) che prevede, fra l&#8217;altro, la riduzione del numero dei parlamentari. I deputati sarebbero <strong>508</strong>, 8 dei quali nella circoscrizione Estero, mentre il Senato sarebbe eletto su base regionale, salvo i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e composto da 254 senatori (4 all’Estero); elettorato attivo per Camera e Senato a 18 anni, mentre quello passivo sarà per la Camera a 21 anni e per Palazzo Madama a 35. E’ prevista una riduzione da 7 a 5 del numero minimo di senatori per regione.</p><p>Questa almeno la bozza di riforma che è stata consegnata ai segretari di partito, che si incontreranno in settimana. I tempi sono serrati e l&#8217;accordo politico deve essere trovato in tempi brevi se si vuole davvero dar vita alle riforme costituzionali. Tempi veramente stretti comunque, come sostenuto da Luciano Violante, perché l&#8217;obiettivo è di fare il primo giro di boa entro l&#8217;estate. L&#8217;approvazione delle riforme a Camera e Senato prima di agosto consentirebbe infatti di occuparsi della legge elettorale e poi, entro la fine della legislatura, ci sarebbe il tempo per il secondo doppio passaggio parlamentare per le riforme.  Violante ha invitato a non far circolare i “testi ancora in via di definizione&#8221; perché questo &#8220;danneggia il lavoro comune e la stessa prospettiva di riforma&#8221;. Sulla stessa linea <strong>Quagliariello</strong>, che sottolinea come la diffusione di &#8220;bozze provvisorie&#8221; non aiuti &#8220;un lavoro serio&#8221;, e invita a fare attenzione anche sul fronte della legge elettorale su cui si “mischiano elementi di realtà con elementi di fantasia”. Per quanto riguarda la riforma della legge elettorale, però, lacosa certa è l&#8217;accettazione da parte di Pdl, Pd e Terzo Polo del sistema tedesco che per metà prevede collegi uninominali e per metà liste proporzionali.</p><p><strong>Il sistema proporzionale</strong> è l&#8217;unico che garantisce a ognuno di portarsi “a casa” quello che ha. Su questo, quindi, sarebbero d&#8217;accordo Pdl, Pd e Terzo Polo anche se si temono i “bipolaristi ad oltranza” che sono presenti sia nel Pdl sia nel Pd e che potrebbero portare elementi di disturbo e qualche difficoltà nel raggiungimento dell&#8217;intesa. C&#8217;è chi invece invita ad affrontare subito la riforma elettorale. “Bene l&#8217;accordo sul sistema istituzionale, ma la legge elettorale va fatta subito perché altrimenti, aspettando il lungo iter delle riforme costituzionali, vince il Porcellum”, afferma <strong>Enrico Letta</strong>. Ma Pisicchio, uno dei &#8216;saggi&#8217; al lavoro, garantisce che i tempi non saranno lunghi: “Questa volta si fa sul serio, sono ottimista”. Del resto il margine d&#8217;azione è minimo, considerando che al più tardi nella primavera 2013 l&#8217;Italia sarà chiamata alle urne. Del resto Berlusconi lo ha detto chiaramente di voler evitare la frammentazione ai partiti minori e il Pd lo segue a ruota. L’assetto politico ideale per il 2013, secondo Enrico Letta, è quello che &#8220;consenta una competizione elettorale come in tutti i paesi europei in cui competono un centrodestra e un centrosinistra non condizionati dalle due estreme, come invece è stato in questi 17 anni in Italia quando le estreme hanno avuto un ruolo rilevante&#8221;. Con l&#8217;addio al Porcellum si saluteranno anche molti piccoli partiti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/07/legge-elettorale-accordo-pdl-pd-terzo-polo-bonus-sopra-penalizzati-partiti-minori/195801/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lega, Reguzzoni: &#8220;Alleati con Idv? Fantasia&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/lega-reguzzoni-alleati-idv-fantasia/195636/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/lega-reguzzoni-alleati-idv-fantasia/195636/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 16:54:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[albertini]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[feltri]]></category> <category><![CDATA[Gente del Nord]]></category> <category><![CDATA[idv]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[Reguzzoni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195636</guid> <description><![CDATA[Pensare che la Lega possa allearsi con l&#8217;Idv è una &#8220;cosa fantasiosa&#8221;. E la volontà di Flavio Tosi, di voler fare una lista con il suo nome, appare come una  &#8221;inutile impuntatura incomprensibile&#8221;. Marco Reguzzoni risponde con disponibilità alle domande. Non si tira indietro neanche quando gli viene chiesto come vive l&#8217;ascesa nel partito dell&#8217;acerrimo nemico...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Pensare che la Lega possa allearsi con l&#8217;Idv è una &#8220;cosa fantasiosa&#8221;. E la volontà di <strong>Flavio Tosi,</strong> di voler fare una lista con il suo nome, appare come una  &#8221;inutile impuntatura incomprensibile&#8221;. <strong>Marco Reguzzoni</strong> risponde con disponibilità alle domande. Non si tira indietro neanche quando gli viene chiesto come vive l&#8217;ascesa nel partito dell&#8217;acerrimo nemico<strong> Roberto Maroni</strong>. &#8220;Quando ho visto che potevo essere un problema ho fatto un passo indietro&#8221;, dice l&#8217;ex capogruppo a Montecitorio. Ma certo, quando gli si ricorda che il progetto federalista è fallito, tradito dall&#8217;ex alleato <strong>Silvio Berlusconi</strong>, non può che annuire e allargare le braccia. E a <strong>Vittorio Feltri</strong> che gli fa notare come non si possa invocare al Nord la secessione e poi mostrarsi ben attovagliati ai banchetti romani, Reguzzoni ribatte con uno sguardo di quasi rassegnazione. Come negarlo? Poi certo lo scambio va in scena in una sala privata del Circolo della Stampa milanese, lontano dagli occhi dei militanti e del partito. L&#8217;occasione è la presentazione del libro di Reguzzoni, Gente del Nord. Oltre all&#8217;ex capogruppo alla Camera, presenti Feltri e l&#8217;eurodeputato, ex sindaco di Milano, <strong>Gabriele Albertini</strong>. Anche il leader dell&#8217;Idv <strong>Antonio Di Pietro</strong> era stato invitato ma non ha potuto partecipare per un problema di salute e, considerate le recenti polemiche (<strong>Massimo Donadi </strong>dell&#8217;Idv ha paragonato le camicie verdi al fascismo scatenando la reazione del Carroccio),  la sua assenza per Reguzzoni ha rappresentato un problema in meno. Già due giorni fa si era dovuto giustificare: &#8220;L&#8217;ho invitato perché è un simbolo di Milano&#8221;, ha detto.</p><p>Nella piccola sala riservata all&#8217;evento al Circolo della Stampa milanese c&#8217;erano per lo più giornalisti, fotografi e operatori televisivi. Una ventina appena di persone comuni, di cui la metà simpatizzanti o elettori leghisti. Una platea strana per un evento del partito. Solitamente il movimento occupa e segue gli appuntamenti degli uomini del Carroccio. E <strong>Reguzzoni </strong>è l&#8217;ex capogruppo a Montecitorio, già presidente della Provincia di Varese conquistata con il 69,8% delle preferenze. Insomma, mica uno qualunque. Eppure in sala non c&#8217;è neanche uno degli oltre venti consiglieri regionali della Lega. Un&#8217;assenza vistosa e pesante che, considerati i tempi di guerra interna tra maroniani e bossiani, si traduce in un chiaro messaggio politico: &#8220;Anche il fantomatico Cerchio Magico ha abbandonato Reguzzoni&#8221;, bofonchiano gli esperti legologhi. E di fatto l&#8217;appuntamento della giornata su cui sono state concentrate le truppe è per questa sera a Piacenza, dove è previsto un comizio di <strong>Umberto Bossi </strong>organizzato all&#8217;ultimo minuto. A pochi decine di chilometri, a Cremona, è previsto in concomitanza un comizio di <strong>Roberto Maroni</strong>. Una &#8220;coincidenza&#8221; impensabile fino a pochi mesi fa. Segno che non solo il Carroccio è ormai diviso in due ma che stanno prendendo forma due partiti quasi distinti.</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1489990717001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1489990717001" /> </object></div><div class="clear"></div></p><p>Lui non fa una piega. Presenta il suo libro, risponde alle domande, è disponibile.  A partire dall&#8217;Idv. &#8220;L&#8217;unica vicinanza che c&#8217;è fra Lega e Idv è che entrambi siamo all’opposizione di questo governo. Siamo vicini anche sul tema della legalità, ma su molti altri siamo distanti anni luce&#8221;. L’ex pm di Mani Pulite, ha spiegato, era stato invitato come gli altri relatori per la sua testimonianza dell’ultimo ventennio di storia milanese. Per il momento Reguzzoni ha detto comunque di vedere ancora difficile anche l&#8217;alleanza con il Pdl. E ha ricordato la storia della Lega: “Bossi non può né deve condurre una strada lineare, deve schivare i colpi e fare alleanze con chi garantisce” di arrivare all’obiettivo dello Stato federale. Di Pietro ha comunque inviato un messaggio di saluto, promettendo di partecipare a una delle prossime presentazioni del libro di Reguzzoni. Lega e Idv, ha scritto il leader dell’Italia dei Valori, &#8220;sono gli unici due partiti presenti in Parlamento che sono nati tra la gente in modo spontaneo, come forza d&#8217;opinione, due realtà nuove, che hanno risposto alle istanze del territorio&#8221;.</p><p>Poi su Tosi. &#8220;Non capisco perché debba esserci questa impuntatura, dopodiché deciderà Umberto Bossi&#8221;. E aggiunge: &#8220;Se è narcistico dire &#8216;no&#8217; a chi vuole presentare una lista personale, è ancora più narcisistico impuntarsi e fare la lista&#8221;. L&#8217;ex capogruppo alla Camera ha poi ricordato che per anni Bossi non volle mettere il suo nome sul simbolo elettorale, e che alla fine cedette solo quando <strong>Silvio Berlusconi</strong> mise il suo. &#8220;Fu costretto, ma prima non ha mai voluto metterlo, neanche quando gli elettori potevano confondersi con altri movimenti territoriali&#8221;.  Infine l&#8217;argomento Maroni, la lite interna. &#8220;Io ho sempre lavorato per l&#8217;unità della Lega, anche facendo un passo indietro quando era necessario&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/lega-reguzzoni-alleati-idv-fantasia/195636/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Monza, la Lega in piazza contro Monti. Bossi attacca Berlusconi: &#8220;Delinquente prescritto&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/03/bossi-berlusconi-ragiona-come-mussolini/195385/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/03/bossi-berlusconi-ragiona-come-mussolini/195385/#comments</comments> <pubDate>Sat, 03 Mar 2012 18:20:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=195385</guid> <description><![CDATA[&#8220;Se Monti non ci ascolta portiamo a Roma centinaia di migliaia di persone e facciamo saltare il suo scranno&#8221;. Umberto Bossi rispolvera i fucili padani e, in un revival anni novanta, torna a definire Silvio Berlusconi un &#8220;delinquente&#8221;. Che non sarà incisivo come &#8220;il mafioso di Arcore&#8221; che usò nel 1995 per indicare il Cavaliere,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Se Monti non ci ascolta portiamo a Roma centinaia di migliaia di persone e facciamo saltare il suo scranno&#8221;. <strong>Umberto Bossi</strong> rispolvera i fucili padani e, in un revival anni novanta, torna a definire <strong>Silvio Berlusconi</strong> un &#8220;delinquente&#8221;. Che non sarà incisivo come &#8220;il mafioso di Arcore&#8221; che usò nel 1995 per indicare il Cavaliere, ma conferma come il Sènatur tenti di prendere le distanze in ogni modo dall&#8217;ex amico. Ma per cancellare quasi venti anni di alleanza e governi non basta qualche vecchio slogan. E di fatto alla fiaccolata organizzata a Monza contro il governo guidato da <strong>Mario Monti</strong> partecipano poche decine di militanti. Le centinaia di migliaia di persone di cui parla Bossi sono lontane da qui e, forse, anche dal partito. La Lega sta infatti vivendo una profonda lacerazione interna. La base da mesi invoca con forza l&#8217;incoronazione di <strong>Roberto Maroni</strong> alla guida del movimento.  A deludere i militanti è stato proprio il sostegno che Bossi ha dato al governo Berlusconi, arrivando persino a salvare dal carcere <strong>Nicola Cosentino</strong>, coordinare campano del Pdl accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. E oggi Bossi tuona anche contro la mafia. Il via libera al trasferimento della sorveglianza speciale per Salvatore Riina junior a Padova &#8220;è un attentato contro il nord, che il nord dovrebbe punire con la pena di morte per le conseguenze che avrà nella nostra società: rapine, violenze e mafia&#8221;. Della decisione Bossi ha incolpato il governo Monti che a suo dire “ha fatto tornare il soggiorno obbligato&#8221;, ma &#8220;non accetteremo di essere invasi ancora una volta dai mafiosi&#8221;. Qualche slogan, forse, non basta.  Ma il Sènatur ci prova.</p><p>Berlusconi, dice il leader del Carroccio, sostiene il governo in loden perché prima &#8220;era un delinquente, ora è stato improvvisamente assolto (prescritto, ndr) in tribunale&#8221; al processo Mills. &#8220;E&#8217; poco ma sicuro&#8221; che sta con Monti per interesse, aggiunge. E ragiona &#8220;come <strong>Benito Mussolini</strong>&#8220;. Perché &#8220;dire &#8217;facciamo l&#8217;accordo fra le forze maggiori e cancelliamo quelle minori&#8217; per non disperdere i voti è un ragionamento che fece Mussolini, ma sono cose che non portano da nessuna parte&#8221;. Pochi minuti dopo però il Carroccio dimostra di ragionare come Berlusconi: <strong>Roberto Calderoli</strong>, con ritrovato slancio padano, afferma che &#8220;quando si paga il 50% di tasse l&#8217;evasione fiscale è legittima difesa&#8221;. Dichiarazione di cui il Cavaliere detiene il copyright. Ma capita di far confusione.  &#8221;In questo momento ce l&#8217;abbiamo con tutti e due&#8221;, dice Calderoli. Con Monti e Berlusconi, &#8220;perché uno è l’assassino e l’altro il palo, il complice&#8221;. Poi certo, che &#8220;il complice&#8221; sia stato un amico fino a tre mesi fa, poco conta.</p><p>A Bossi e Calderoli lo ricorda <strong>Sandro Bondi</strong>. &#8220;Vorrei dire agli amici della Lega,con i quali fino a pochi mesi fa abbiamo lavorato con spirito di collaborazione e amicizia, che non risponderemo a toni polemici che sono lontani dai bisogni e dagli interessi veri degli italiani&#8221;. Il coordinatore del Pdl mostra il nuovo corso del partito di Arcore e senza imbarazzo alcuno si spinge a sottolineare come &#8220;la politica deve cambiare, e deve cambiare anche nel modo di parlare”. Poche ore prima il presidente del suo partito, Berlusconi, ha definito la &#8220;Corte Costituzionale un organo politico&#8221; occupata &#8220;da giudici di sinistra&#8221; che rendono &#8220;ingovernabile il Paese&#8221;. Un ravvedimento pomeridiano? Possibile. &#8221;La polemica fine a sé stessa e imparentata alla propaganda di partito &#8211; aggiunge &#8211; non interessa più gli italiani, che al contrario sono interessati a conoscere le proposte del governo e delle singole forze politiche, se ne hanno&#8221;, conclude Bondi rivolgendosi agli &#8220;amici della Lega&#8221;.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/03/bossi-berlusconi-ragiona-come-mussolini/195385/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Lega, Bossi: &#8220;Tosi non può fare una sua lista&#8221;Si apre la guerra in Veneto</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/lega-bossi-tosi-fare-listasi-apre-guerra-veneto/193280/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/lega-bossi-tosi-fare-listasi-apre-guerra-veneto/193280/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Feb 2012 12:50:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[Calderoli]]></category> <category><![CDATA[gobbo]]></category> <category><![CDATA[Rosi Mauro]]></category> <category><![CDATA[tosi]]></category> <category><![CDATA[tremolada]]></category> <category><![CDATA[verona]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=193280</guid> <description><![CDATA[Il sindaco di Verona Flavio Tosi &#8220;non può fare una lista personale&#8221;. Alla fine è arrivata la voce del Capo, Umberto Bossi, per stoppare il primo cittadino scaligero. Ma la volontà del Senatùr questa volta potrebbe cadere nel vuoto. Tosi non ha alcuna intenzione di rinunciare alla sua lista. Lo ripete da un mese, da...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco di Verona <strong>Flavio Tosi</strong> &#8220;non può fare una lista personale&#8221;. Alla fine è arrivata la voce del Capo,<strong> Umberto Bossi</strong>, per stoppare il primo cittadino scaligero. Ma la volontà del Senatùr questa volta potrebbe cadere nel vuoto. Tosi non ha alcuna intenzione di rinunciare alla sua lista. Lo ripete da un mese, da quando cioè la segreteria nazionale, guidata dal bossiano<strong> Gian Paolo Gobbo</strong>, ha emesso il verdetto: divieto categorico di liste nominali. Lui prima ha tentato la mediazione, poi ha minacciato di ritirarsi, infine è andato a In Onda a garantire che la sua lista &#8220;ci sarà&#8221;. Ricordando che &#8220;già nel 2007 presentammo una lista Tosi che ottenne il 17%&#8221;, più di quella della Lega. E concludendo: &#8220;Il punto è riuscire a vincere e la Lega da sola non raggiunge il 50%&#8221;. Al suo fianco si è schierato da subito il sindaco di Varese, <strong>Attilio Fontana</strong>, che ha definito Tosi &#8220;indispensabile&#8221; per il Carroccio, e il governatore <strong>Luca Zaia</strong> che, in un&#8217;intervista al quotidiano veronese l&#8217;Arena ha definito Tosi &#8220;Leghista vero e nostro uomo di punta&#8221;.</p><p>Caduto nel vuoto dunque il diktat della segreteria nazionale, rimasto inascoltato il monito di <strong>Roberto Calderoli </strong>(che ha anche cacciato Tosi dalla vicepresidenza del Parlamento Padano), adesso è intervenuto il Capo, Bossi. E la parola del Senatùr, per i leghisti, è legge. O almeno lo è stata fino a oggi. Perché il partito è letteralmente spaccato in due: da una parte i Barbari Sognanti, che invocano il passaggio del Carroccio nelle mani di <strong>Roberto Maroni</strong>, dall&#8217;altra i cosiddetti cerchisti, i &#8220;badanti&#8221; che hanno accerchiato Bossi manipolandolo (secondo la base) in funzione del proprio tornaconto. E dopo gli scontri in Lombardia, con il congresso di Varese finito tra contestazioni al Senatùr, il repulisti fatto in Emilia e Liguria, commissariate da <strong>Rosi Mauro</strong>, ora la battaglia arriva in Veneto. A Verona, in particolare, dove il sindaco Tosi, convinto e fedele maroniano, rischia di vincere le prossime elezioni a mani basse. Ma per gli ortodossi bossiani una sua vittoria equivarrebbe alla presa del potere da parte dei Barbari Sognanti.</p><p>La guerra interna ha ormai raggiunto l&#8217;apice, tanto che Calderoli (da sempre acerrimo nemico di Tosi) e gli altri colonnelli di via Bellerio, sono propensi a commissariare Verona fino a cacciare dal partito lo stesso Tosi. La filosofia dei talebani bossiani la riassume chiaramente <strong>Flavio Tremolada</strong>, &#8220;l&#8217;assessore sceriffo&#8221; alla sicurezza del comune di Lesmo, guidato dal cerchista <strong>Marco Desiderati</strong>. &#8220;Non mi interessa vincere le elezioni o conquistare un Comune, noi bossiani non ce ne facciamo niente: si deve ripulire il partito, anche se questo significa tornare al 2, 3 per cento&#8221;.  Le parole di Tremolada lasciano intravede il commissariamento di Verona come una necessità e un plauso all&#8217;annuncio di Bossi sulla possibilità di lasciare la giunta di <strong>Roberto Formigoni</strong> in Regione Lombardia. &#8220;Prima di tutto bisogna ripulire in casa nostra&#8221;. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/21/maroni-pace-fatta-bossi-caso-tosi-film-visto-solo-giornalisti/192587/">Dovrà ricredersi dunque Maroni che lunedì scorso, durante un comizio a Parma, aveva archiviato lo scontro sulla lista di Tosi come &#8220;un film visto solo dai giornalisti&#8221;</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/23/lega-bossi-tosi-fare-listasi-apre-guerra-veneto/193280/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Amministrative, Berlusconi nasconde il Pdl e pensa di presentare liste civiche</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/19/amministrative-berlusconi-nasconde-pdl-pensa-presentare-liste/192402/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/19/amministrative-berlusconi-nasconde-pdl-pensa-presentare-liste/192402/#comments</comments> <pubDate>Sun, 19 Feb 2012 19:54:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alfano]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[Calderoli]]></category> <category><![CDATA[Formigoni]]></category> <category><![CDATA[La Russa]]></category> <category><![CDATA[lesmo]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[micciché]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[nuovo partito]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[scajola]]></category> <category><![CDATA[tosi]]></category> <category><![CDATA[Verdini]]></category> <category><![CDATA[Villa Gernetto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=192402</guid> <description><![CDATA[Cancellare il Pdl e presentarsi alle prossime amministrative con delle liste civiche, tentando così di avvicinare anche l&#8217;Udc e l&#8217;elettorato moderato. Ed evitare soprattutto il paragone con i risultati delle ultime elezioni: i sondaggi più recenti, infatti, danno il partito di Arcore intorno al 20%. Silvio Berlusconi sa che al voto di primavera ci sarà...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Cancellare il Pdl e presentarsi alle prossime amministrative con delle liste civiche, tentando così di avvicinare anche l&#8217;Udc e l&#8217;elettorato moderato. Ed evitare soprattutto il paragone con i risultati delle ultime elezioni: i sondaggi più recenti, infatti, danno il partito di Arcore intorno al 20%. <strong>Silvio Berlusconi</strong> sa che al voto di primavera ci sarà un bagno di sangue ovunque, da Palermo a Verona. Così ha intenzione di far sparire il Pdl e archiviarlo. Poi, al congresso nazionale che si svolgerà presumibilmente in autunno, prenderà vita un nuovo partito come il Cavaliere vuole da tempo. Anche per questo il Cavaliere ha convocato tutti gli amministratori locali e vertici del Pdl domani sera a Lesmo, nella villa Gernetto sede dell&#8217;università del pensiero liberale. Appuntamento ore 20.30 per una cena tutti insieme, poi una riunione ristretta con <strong>Angelino Alfano</strong>, i coordinatori<strong> Denis Verdini</strong> e <strong>Ignazio La Russa</strong>, alcuni amministratori  tra cui <strong>Roberto Formigoni</strong>, i capigruppo e pochi altri per stabilire come muoversi per non rischiare di sparire dalle amministrazioni. I nodi da sciogliere sono molti. Primo fra tutti l&#8217;alleanza con la Lega ormai “morta e sepolta”, come ha ribadito ieri <strong>Roberto Calderoli</strong>. Il Cavaliere si è infatti definitivamente rassegnato: l&#8217;asse con il caro amico <strong>Umberto Bossi</strong> non esiste più. Berlusconi ha temporeggiato fin quando ha potuto, ma Alfano e in particolare Verdini sono riusciti a convincerlo che è arrivato il momento di muoversi per limitare i danni.</p><p>C&#8217;è il nodo dei candidati sindaci che il Pdl non riesce a individuare, in particolare nei comuni strategici come Palermo, Genova e Verona.<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/tesse-false-pdl-caso-scoppia-anche-nella-terra-silvio-berlusconi/191244/"> Inoltre il caos più totale delle tessere false non aiuta a migliorare il clima di confusione che regna nel partito in vista delle amministrative</a>. Alfano tenta di tenere insieme i pezzi e ripete che con oltre un milioni di iscritti, è possibile che ci siano casi isolati di irregolarità, ma “i furbetti non passeranno”, ripete il segretario nazionale. Ma c&#8217;è il rischio che possano essere invalidati anche i congressi già celebrati. L&#8217;ordine di scuderia è ritrovare l&#8217;unità e agire compatti. “E&#8217; il momento di rimboccarsi le maniche e di lavorare ventre a terra per evitare una debacle elettorale, che in tanti prevedono al voto di maggio”, riferisce un ex ministro azzurrro. Si voterà in molti centri di piccola e media dimensione, ma gli occhi sono puntati su 5 città considerate strategiche per i futuri assetti politici, tutti comuni dove il Terzo Polo ha stabilito di correre in modo unitario: Palermo, Genova, Verona, L’Aquila e Lecce. E se nel capoluogo ligure c&#8217;è ancora un margine d&#8217;azione, mentre a Verona si attende che la Lega risolva lo scontro con <strong>Flavio Tosi</strong> per una lista civica che il Carroccio invece vuole vietargli, le attenzioni si concentrano sulla Sicilia, la terra dove il delfino del Cavaliere rischia di cadere in mano nemica.</p><p>Allo stato, la discesa in campo del 34enne <strong>Massimo Costa</strong> per Palazzo delle Aquile (sostenuta da Api, Fli, Udc e l&#8217;Mpa di <strong>Raffaele Lombardo</strong>), fa ancora sbandare i vertici azzurri locali. E imbarazza Alfano, che non può fare a meno dell’appoggio di <strong>Gianfranco Miccichè</strong>. Ma il leader del Grande Sud non intende apparentarsi con il Pdl e minaccia di correre da solo o di dare il suo appoggio al candidato terzopolista. Alla fine, il Pdl potrebbe puntare su Francesco Cascio, presidente dell’Ars, che avrebbe il gradimento dei big del partito. Raccontano che in questi giorni il Terzo Polo stia cercando un accordo con Miccichè per incassare il suo sostegno a Costa, in modo da replicare poi l’intesa alle Regionali proprio su un candidato del Grande Sud, magari lo stesso Miccichè. La trattativa ha messo in allerta Alfano, cui spetterà trovare presto un’alternativa, magari attraverso le primarie. Ci sono poi altri comuni dell&#8217;isola che preoccupano il Pdl: Trapani, dove l’Udc e Fli si alleeranno con il Pd, e Agrigento, la terra natia di Alfano. Qui il sindaco uscente è targato Udc e probabilmente sarà sostenuto dall’ex Guardasigilli, non dal resto del Terzo Polo che stringerà un’intesa con i democratici.</p><p>A Lecce il rebus è molto difficile da risolvere. <strong>Adriana Poli Bortone</strong> di Grande Sud sarà l’ago della bilancia: da lei (che ha ricevuto un’apertura da Gianfranco Fini) dipenderanno le mosse di Pdl e Terzo Polo. A Genova, la lista civica di Enrico Musso, sostenuta dal Terzo Polo con l’apporto determinante dell’Udc, ha sparigliato le carte e messo nell’angolo i vertici azzurri, visto che la Lega correrà per conto proprio. <strong>Claudio Scajola</strong> ha proposto primarie aperte alla società civile per individuare un unico candidato dell’area moderata, ma difficilmente si eviterà una sfida Terzo Polo-Pdl. Circolano vari nomi,  da Roberta Ogliaro, presidente di Spediporto Genova, a Beppe Costa imprenditore e amministratore dell’Acquario della città, e Pierluigi Vinai. Ma la caccia al candidato è ancora tutta aperta.</p><p>L&#8217;unica certezza è dunque che il partito di Berlusconi correrà da solo ovunque. Così domani a villa Gernetto si metteranno le basi per quello che sarà il nuovo movimento di Arcore che si presenterà in campo alle prossime amministrative. E partirà proprio dai nuovi candidati. Lo conferma <strong>Roberto Formigoni</strong>, parlando in merito alla situazione lombarda. “La Lega ha detto” che andrà da sola “quindi  si tratta di presentare dei candidati, nelle diverse situazioni, che possano essere vincenti. E il Pdl sta lavorando per questo. Domani sera ne parleremo in dettaglio”, ha spiegato. L&#8217;obiettivo, al dì la della possibilità di liste civile, “è di dare buoni governi alle città scegliendo le persone giuste. Poi la formula una o più liste può essere decisa caso per caso”, aggiunge Formigoni.  E a Lesmo si parlerà anche della “sua” Regione. Il governatore, infatti, guarda con crescente interesse a Roma e si è detto disponibile a lasciare il Pirellone prima della scadenza naturale del suo mandato prevista per il 2015. La poltrona lombarda è da sempre nel mirino della Lega e Berlusconi sta ancora tentando di usarla come merce di scambio con Bossi in cambio di una rinnovata alleanza. Il Senatùr vorrebbe insediare qui il “barbaro sognante” <strong>Roberto Maroni</strong>, risolvendo così in parte anche la lite interna che si sta consumando tra Cerchio Magico e maroniani. Ma i militanti vogliono l&#8217;ex titolare del Viminale candidato premier alle prossime politiche. Inoltre lo stesso Bobo è stato chiaro sul tema alleanze: mai più insieme al Pdl fino a quando Berlusconi sosterrà il governo guidato da<strong> Mario Monti</strong>. Per il momento, dunque, è tutto rimandato a dopo le amministrative. Poi si vedrà. Del resto, dice Formigoni, “la stagione di Monti si conclude con le prossime elezioni amministrative, dopo di che i partiti dovranno essere in grado di presentare dei programmi e delle persone credibili”. E soprattutto si comincerà a lavorare alle politiche del 2013: il congresso nazionale dell&#8217;attuale Pdl si terrà il prossimo autunno e lì, conferma Formigoni, prenderà vita il nuovo partito di Arcore. Quello attuale, spiega, “non è che sia un brutto nome, ma certamente non è evocativo come Forza Italia e ci sono stati dei problemi perché quando si dice Pdl la gente fa fatica a ricordare. Probabilmente nel congresso che terremo in autunno cambieremo anche il nome”. In quel “anche” c&#8217;è tutto. E le basi del futuro partito saranno gettate domani a Lesmo, sotto la guida di Berlusconi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/19/amministrative-berlusconi-nasconde-pdl-pensa-presentare-liste/192402/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Primarie, Bersani si ruba il pallone</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/bersani-ruba-pallone/191426/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/bersani-ruba-pallone/191426/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 13:36:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[primarie]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191426</guid> <description><![CDATA[Bersani è come quell&#8217;amico che quando la partita è sul 70 a zero propone: “Chi fa gol vince”. Il segretario del Pd fa la stessa cosa quando annuncia la volontà di rivedere le regole delle primarie. Ma come? Le ha inventate il suo partito&#8230; E per loro natura le primarie sono state pensate per far...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Bersani è come quell&#8217;amico che quando la partita è sul 70 a zero propone: “Chi fa gol vince”. Il segretario del Pd fa la stessa cosa quando annuncia la volontà di <strong>rivedere le regole delle primarie</strong>. Ma come? Le ha inventate il suo partito&#8230; E per loro natura le primarie sono state pensate per far scegliere il candidato agli elettori. Come ha giustamente detto <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/genova-renzi-colpa-partito-pd-tocchi-primarie/191015/" target="_blank"><strong>Matteo Renzi</strong>: &#8220;Se non ti votano non ti votano, non ce n&#8217;è; inutile lamentarsi&#8221;</a>. Figurarsi cambiare le regole del gioco.</p><p>Alle primarie la partecipazione del centrosinistra è massiccia proprio perché militanti e simpatizzanti si sentono coinvolti nella scelta del candidato comune. Poi certo, a volte vincono quelli di altri partiti. Anzi, per lo più a conquistarsi le primarie nell&#8217;ultimo anno sono stati i cosiddetti outsider. <strong>Giuliano Pisapia</strong> a Milano, ad esempio, era sostenuto da Sel. Come <strong>Marco Doria </strong>a Genova. Capita, le cose vanno così. Si gioca, si vince o si perde. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/boomerang-primarie-basta-guerre-fratricide/191090/" target="_blank">Ma proprio quello che è successo nel capoluogo Ligure ha convinto Bersani a correggere il sistema</a>. E così, invece di ascoltare quanti gli ricordano che lo spirito delle primarie è proprio questo, lui pensa di cambiare le regole. Per vincere facile le primarie e continuare a perdere comunque le elezioni. Perché sul 70 a zero, l&#8217;ultimo gol è solo di consolazione. Ma certo, può anche decidere di portarsi a casa il pallone.</p><p>“<em>Quando discuteremo di statuto, qualche rifinitura del meccanismo credo che ci vorrà, senza escludere casi in cui il Pd si presenta con più candidati, ma rimettendo anche agli organismi dirigenti la valutazione. Ci sono casi in cui questo è accettabile e positivo e casi in cui forse la preselezione del candidato del Pd sarebbe più utile</em>”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/bersani-ruba-pallone/191426/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I redditi dei ministri rimangono segretiMa entro martedì devono essere pubblici</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/redditi-ministri-rimangono-segretima-entro-martedi-devono-essere-pubblici/191374/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/redditi-ministri-rimangono-segretima-entro-martedi-devono-essere-pubblici/191374/#comments</comments> <pubDate>Wed, 15 Feb 2012 08:57:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[barca]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[passera]]></category> <category><![CDATA[Patroni Griffi]]></category> <category><![CDATA[Profumo]]></category> <category><![CDATA[redditi]]></category> <category><![CDATA[situazione patrimoniale]]></category> <category><![CDATA[trasperenza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191374</guid> <description><![CDATA[“Le dichiarazioni patrimoniali per i componenti del Governo saranno disponibili dal prossimo martedì sui siti istituzionali”. La nota del Consiglio dei Ministri è perentoria. L&#8217;invocata trasparenza sui redditi dei componenti dell&#8217;esecutivo guidato da Mario Monti in 90 giorni non ha ottenuto alcun risultato. Tra i ministri solamente Francesco Profumo ha pubblicato sul sito del ministero...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/MontiCdm_interna.jpg?47e3a5"><img class="alignleft size-full wp-image-185343" title="MontiCdm_interna" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/01/MontiCdm_interna.jpg?47e3a5" alt="" width="295" height="152" /></a>“Le dichiarazioni patrimoniali per i componenti del Governo saranno disponibili dal prossimo martedì sui siti istituzionali”. La nota del Consiglio dei Ministri è perentoria. L&#8217;invocata trasparenza sui redditi dei componenti dell&#8217;esecutivo guidato da <strong>Mario Monti</strong> in 90 giorni non ha ottenuto alcun risultato. Tra i ministri solamente <strong>Francesco Profumo</strong> ha pubblicato sul <a href="http://www.istruzione.it" target="_blank">sito del ministero dell&#8217;Istruzione</a> la sua posizione patrimoniale. <a href="http://www.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/e1e55594-5466-4f3f-b740-d8e33f051307/scheda_patrimoniale_ministro.pdf" target="_blank">Ma solamente una parte: abitazioni e auto di proprietà, partecipazioni azionarie. Nessun riferimento ai redditi percepiti</a>. L&#8217;unico dato economico comunicato è il compenso che percepisce occupando la poltrona a Palazzo Chigi. Stesso dato comunicato,<a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/ministri/Barca_fabrizio.html" target="_blank"> in maniera a dir poco stringata, dai colleghi </a><strong><a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/ministri/Barca_fabrizio.html" target="_blank">Fabrizio Barca</a> </strong>e <a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/chi-e-chi/il-ministro-filippo-patroni-griffi.aspx" target="_blank"><strong>Patroni Griffi</strong>.</a> Inoltre rintracciare i dati è piuttosto complesso. Si deve andare sul sito di ogni ministero e scandagliare le biografie dei membri dell&#8217;esecutivo, uno a uno. Non è dato sapere se saranno poi riuniti tutti nel sito di Palazzo Chigi così da facilitarne la consultazione. Ma, secondo quanto comunicato dal Consiglio dei ministri riunito ieri, i redditi saranno disponibili entro martedì prossimo. Quindi basta aspettare una settimana. E si potrà conoscere la posizione patrimoniale dei tecnici. Ma forse è necessario il condizionale, visto che non è specificato che i ministri sono tenuti a pubblicare tutti i dati che li riguardano. Quindi è plausibile che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/lha-pagata-meno-di-scajola/182142/"><strong>Patroni Griffi</strong> possa omettere la sua abitazione vista Colosseo</a>. O <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/31/passera-vende-azioni-intesa-sanpaolo-sgombera-campo-conflitti-diteresse/180987/"><strong>Corrado Passera</strong> sorvolare su qualche partecipazione azionaria o compartecipazione in odor di conflitto d&#8217;interesse</a>.</p><p>Sicuramente hanno avuto ben altro cui pensare in questi primi 90 giorni di lavoro. Come confezionare il decreto Salva-Italia, che già nel nome ha l&#8217;implicita fatica (tentata) dall&#8217;esecutivo. Ma la trasparenza era uno dei punti più battuti da Monti. E lui è il primo dei ritardatari. <a href="http://www.governo.it/Presidente/Biografia/biografia_it.html" target="_blank">Nella sua pagina ci sono appena due righe</a> di biografia: &#8220;Nato il 19 marzo 1943 a Varese. Il 9 novembre 2011 è nominato Senatore a vita dal Presidente della Repubblica&#8221;. Punto. Eppure Monti era stato chiaro al suo insediamento: &#8220;Renderemo pubblici i redditi e i patrimoni entro la scadenza di legge&#8221;. Cioè 90 giorni dal 17 novembre 2011, data in cui i tecnici sono entrati a Palazzo Chigi. Il sottosegretario <strong>Antonio Catricalà</strong> si è preoccupato di avvisare i componenti dell&#8217;esecutivo con una circolare che comunicava come il 14 febbraio il tempo scadesse. &#8220;Il prossimo 14 febbraio scade il termine di 90 giorni che ci siamo prefissati per dare pubblicità alla nostra situazione patrimoniale. Il presidente del Consiglio mi ha incaricato di chiedervi di pubblicare ciascuno sul proprio sito istituzionale tutti i dati che possono dar conto della vostra, anche al di là di quanto si è tenuti per legge a fare&#8221;. Era il 9 febbraio. E, come detto, solamente Profumo ha in parte rispettato la scadenza indicata. Ieri così il Cdm si è riconosciuto un&#8217;altra settimana di tempo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/15/redditi-ministri-rimangono-segretima-entro-martedi-devono-essere-pubblici/191374/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Genova, Renzi: &#8220;Non si dia la colpa al Pd ma il partito non tocchi le primarie&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/genova-renzi-colpa-partito-pd-tocchi-primarie/191015/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/genova-renzi-colpa-partito-pd-tocchi-primarie/191015/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 19:34:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[Boeri]]></category> <category><![CDATA[Di Pietro]]></category> <category><![CDATA[doria]]></category> <category><![CDATA[genova]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[pisapia]]></category> <category><![CDATA[primarie]]></category> <category><![CDATA[Renzi]]></category> <category><![CDATA[Scilipoti]]></category> <category><![CDATA[vincenzi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=191015</guid> <description><![CDATA[“E&#8217; insopportabile l&#8217;elenco di quelli che cercano i responsabili, ora l&#8217;obiettivo fondamentale da perseguire è far vincere Doria. 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Il sindaco di Firenze, <strong>Matteo Renzi</strong>, è da sempre uno dei più convinti sostenitori delle primarie nonché attento critico dell&#8217;operato dei vertici, tanto da finire spesso in pesanti polemiche con il segretario <strong>Pier Luigi Bersani</strong>. L&#8217;ultimo la scorsa estate, proprio sulla necessità di prevedere le primarie per tutti, non solo per i candidati sindaci. “Le primarie servono affinché qualcuno si prenda la responsabilità della tua candidatura”, spiega Renzi. “Io ogni mattina mi sento male a pensare che in parlamento c&#8217;è gente come <strong>Scilipoti</strong> che se non fosse stato anche per noi <strong>Di Pietro </strong>non l&#8217;avrebbe portato lì. Se ci fossero state le primarie non ci arrivava a Montecitorio”. Per questo, dice, “oggi la priorità deve essere non mettere in discussione le primarie, con le primarie vincono sempre i cittadini”.</p><p>Quindi nessuno tocchi le primarie. Ma nemmeno il partito. “Io non so se davvero, come dicono alcuni, a Genova il Pd ha perso perché era diviso. Non è che se hai un solo candidato vinci, a Milano avevamo solo <strong>Stefano Boeri </strong>eppure ha vinto <strong>Giuliano Pisapia</strong>”, aggiunge Renzi. “Quando fai le primarie affidi ai cittadini la scelta. Ora se il sindaco uscente non ha vinto significa che i cittadini non la vogliono più. E&#8217; facile&#8221;. Il riferimento è a<strong> Marta Vincenzi</strong>, sindaco di Genova, candidata sostenuta dal Pd sconfitta alle primarie che si è scagliata contro il partito incapace, a suo dire, &#8220;di accettarla e sostenerla&#8221;. Per Renzi &#8220;non è accettabile dare la colpa al partito di quanto accaduto. Non è colpa dei dirigenti del partito se i cittadini non ti rivogliono come sindaco. Non ti hanno rivotato? Punto. Non è colpa del partito, non puoi lamentarti. Trovo imbarazzante la difesa a riccio del Pd che sta dicendo addirittura di fare prima una sorta di primarie interne e poi quelle vere, una sorta di preliminare del preliminare di Champions: una cosa assurda”.</p><p>Quindi ribadisce l&#8217;invito a non toccare le primarie. “Dobbiamo uscire dal modello di partiti pesanti che decidono la linea da Roma: stanno in questa filiera le proposte fatte a ottobre alla Leopolda, dall&#8217;abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (quantomai attuale, visto ciò che è accaduto in questi giorni) al dimezzamento di numero e indennità dei parlamentari regionali e nazionali”. E in questo solco si inserisce anche la necessità di una nuova legge elettorale perché, aggiunge Renzi, “il porcellum ha tolto ai cittadini la libertà di scelta. Ma niente scherzi, per favore: non si tolga il diritto di scegliere il candidato premier e la coalizione. Certe cose le deve decidere l&#8217;elettore nell&#8217;urna, non il partito in aula. Io almeno la penso così: bipolarismo, coalizioni serie, primarie a tutti i livelli per la classe dirigente”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/genova-renzi-colpa-partito-pd-tocchi-primarie/191015/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Civati: &#8220;La confusione genovese del Pdnon ha neanche scelto un candidato&#8221;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/primarie-genova-civati-confusione-pd-aveva-scelto-neanche-candidato/190930/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/primarie-genova-civati-confusione-pd-aveva-scelto-neanche-candidato/190930/#comments</comments> <pubDate>Mon, 13 Feb 2012 11:26:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bersani]]></category> <category><![CDATA[Civati]]></category> <category><![CDATA[doria]]></category> <category><![CDATA[genova]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[pinotti]]></category> <category><![CDATA[pisapia]]></category> <category><![CDATA[SeL]]></category> <category><![CDATA[vincenzi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=190930</guid> <description><![CDATA[“Chi dice che il Pd avrebbe vinto con un candidato unico dice una fesseria; se avesse candidato Doria avrebbe vinto”. Giuseppe Civati scherza sulla debacle genovese del suo partito, ma è chiaro che quanto accaduto nel capoluogo ligure conferma che i problemi interni sono tutti ancora ben lontani dall&#8217;essere non solo risolti, ma affrontati. “Le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Chi dice che il Pd avrebbe vinto con un candidato unico dice una fesseria; se avesse candidato Doria avrebbe vinto”. <strong>Giuseppe Civati</strong> scherza sulla debacle genovese del suo partito, ma è chiaro che quanto accaduto nel capoluogo ligure conferma che i problemi interni sono tutti ancora ben lontani dall&#8217;essere non solo risolti, ma affrontati. “Le primarie servono proprio per mettersi in discussione”, aggiunge il consigliere regionale della Lombardia, ma la discussione per il Pd sembra infinita. “Sicuramente questo deve essere l&#8217;ultimo insegnamento utile per i vertici perché a sentire <strong>Bersani </strong>a breve le primarie dovrebbero esserci a livello nazionale per tutti, quindi forse conviene imparare da quanto accaduto prima di stupirsi di nuovo”. E dopo l&#8217;esperienza di Milano, dove <strong>Giuliano Pisapia</strong> vinse sul candidato del Pd <strong>Stefano Boeri</strong>, lo stupore non dovrebbe essere previsto.</p><p>“Io non ho partecipato alle primarie genovesi ma credo che gli errori commessi dal partito siano stati diversi. Non si è capita la posizione sul sindaco uscente, <strong>Marta Vincenzi</strong>. Per quanto fosse stata recentemente oggetto di diverse polemiche sul suo operato, il Pd doveva scegliere se sostenerla oppure no. Invece si è diviso tra lei e un&#8217;altra candidata, <strong>Roberta Pinotti</strong>. Infine le due candidate sono apparse rancorose, arrabbiate, in continuo e costante conflitto tra loro. Per questo, a mio avviso, è emerso a sorpresa l&#8217;outsider Doria, uomo legato a nessun partito ma sostenuto da Sel, come con Pisapia a Milano”, aggiunge Civati. Questo per quanto concerne l&#8217;esperienza genovese.</p><p>Riportando la questione su un piano di analisi politica “si conferma la mobilità dell&#8217;elettorato: per quanto i dirigenti diano indicazioni chiare non possono guidare il voto e le preferenze, puoi tentare di orientarlo ma è evidente, a Genova come a Milano, che una parte dell&#8217;elettorato del Pd ha scelto di sostenere il candidato più radicale”. Per carità “non è un dato sconvolgente”, secondo Civati, ma certo è evidente come il Pd non riesca a “sentire il polso del proprio elettorato” e, in particolare,   “a uscire dalle logiche partitocratiche per cui i risultati delle primarie siano una vittoria o una sconfitta: sono sempre una vittoria”, dice Civati. Lo sono “perché servono proprio a cambiare le cose già decise, metterle in discussione. E non si può dire che a Genova ha perso Bersani” ma certo, ammette, il risultato “deve servire come insegnamento” anche perché “è andata peggio che a Milano”. Quindi per Civati è importante analizzare le ragioni di quanto accaduto, partendo da un punto: “Moltissimi elettori del Pd, nonostante ci fossero due candidature del Pd, hanno scelto il candidato non del Pd”. Il messaggio, in effetti, è fin troppo chiaro.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/primarie-genova-civati-confusione-pd-aveva-scelto-neanche-candidato/190930/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Addio Lega, arriva il Partito del Nord</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/addio-lega-arriva-il-partito-del-nord/188826/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/addio-lega-arriva-il-partito-del-nord/188826/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:32:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Vecchi</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category> <category><![CDATA[Molgora]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[tosi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=188826</guid> <description><![CDATA[O Daniele Molgora ritira il ricorso contro i tagli ai vitalizi oppure finisce fuori dal partito, espulso. E&#8217; l&#8217;ultimo dei tanti segnali di quella che potrebbe diventare la nuova Lega: il Partito del Nord, per dirla con Roberto Maroni. Certo, l&#8217;ex ministro amato dalla base non ha né avrà vita facile. In questo periodo di tour da...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>O Daniele Molgora <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/camera-contro-tagli-vitalizi-presentati-ricorsi/188534/" target="_blank">ritira il ricorso contro i tagli ai vitalizi</a> oppure finisce fuori dal partito, espulso. E&#8217; l&#8217;ultimo dei tanti segnali di quella che potrebbe diventare la nuova Lega: il Partito del Nord, per dirla con <strong>Roberto Maroni</strong>. Certo, l&#8217;ex ministro amato dalla base non ha né avrà vita facile. In questo periodo di tour da rockstar in giro per il Nord (con oltre duecento appuntamenti in due mesi) Bobo è sopportato e assecondato dallo stesso <strong>Umberto Bossi</strong>. Ma certo il fantomatico Cerchio Magico è pronto alle ritorsioni. O, almeno, tenterà di attuarle. Forse saranno inutili. Dipende ovviamente dall&#8217;eterno delfino, Maroni. Se riuscirà a mostrare che la sua Lega non è quella che negli ultimi dieci anni ha accompagnato a braccetto <strong>Silvio Berlusconi</strong>.</p><p>Con <strong>Flavio Tosi </strong>e l&#8217;esercito di barbari sognanti, Maroni sta portando avanti una sfida che non è solamente interna al Carroccio ma all&#8217;intero quadro politico: il calo di consensi drammatico del Pdl e del centrodestra, l&#8217;assoluta incapacità del centrosinistra di salire sull&#8217;onda smossa da Giuliano Pisapia e cavalcarla, l&#8217;antipolitica crescente che ingrossa movimenti minori e il fiume sempre più colmo dell&#8217;astensionismo, sono tutti segnali che rendono evidente come il panorama attuale non va più bene. E&#8217; vecchio. Inutile. Volgare. Il governo di <strong>Mario Monti </strong>sta inoltre mostrando con una nitidezza assoluta quanto i parlamentari possano essere inutili. Appaiono, i nostri deputati e senatori, dei tutori dei propri privilegi. Niente di più niente di meno. Con i dovuti distinguo, certo. Ma non è forse questa la foto del Palazzo che emerge oggi?</p><p>Maroni in tutto questo ha la possibilità di infilarsi come elemento di assoluta e profonda rottura con un vero partito del Nord. Dimenticare il secessionismo (bocciato anche da Tosi), puntare al federalismo; chiudere nel passato il folklore di corna e ampolle, insulti vari e dito medio puntando a sobrietà e concretezza. Un<strong> partito pulito e costruttivo</strong>, in sintesi, che riesca a mostrare un volto migliore di tutti gli altri. E l&#8217;impresa non sembra difficile. Un partito che difende gli interessi territoriali (quindi di cittadini e amministratori locali) e ha un volto moderato è l&#8217;alternativa naturale al centrodestra. E non solo al Nord. Almeno sulla carta.</p><p>La strada che Maroni sembra voler seguire è questa. E anche la decisione di <strong>cacciare Molgora </strong>dal partito rientra nelle “nuove” regole: manette anche ai parlamentari, rispetto della legge e lotta all&#8217;evasione fiscale (<em>“ma anche al Sud”</em>, dicono i leghisti) e nessuna difesa dei privilegi della Casta. Ed è proprio Bobo a scagliarsi contro Molgora: <em>“E&#8217; stato un errore opporsi allo slittamento dei vitalizi, una scelta personale che non condivido. Siamo in politica per la Padania, non per il nostro portafoglio”</em>. Il passaggio dal turarsi il naso a credere alla Padania potrebbe essere minimo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/03/addio-lega-arriva-il-partito-del-nord/188826/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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