<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Davide Turrini</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/dturrini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Bé 2012: gli eventi a Bologna nell’estate dei tagli alla cultura (gallery)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/2012-eventi-bologna-nell%e2%80%99estate-tagli-alla-cultura-gallery/242197/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/2012-eventi-bologna-nell%e2%80%99estate-tagli-alla-cultura-gallery/242197/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 May 2012 08:53:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Alberto Ronchi]]></category> <category><![CDATA[biografilm festival]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[cinema ritrovato]]></category> <category><![CDATA[Combat rock]]></category> <category><![CDATA[cultura]]></category> <category><![CDATA[Patti Smith]]></category> <category><![CDATA[radiohead]]></category> <category><![CDATA[Virginio Merola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=242197</guid> <description><![CDATA[Non solo Radiohead e Patti Smith. Questo il messaggio alla presentazione di Bè 2012, il cartellone culturale estivo del Comune di Bologna, nell’anno orribile ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/2012-eventi-bologna-nell%e2%80%99estate-tagli-alla-cultura-gallery/242197/be_er/" rel="attachment wp-att-242079"><img class="alignleft size-full wp-image-242079" title="bé_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/bé_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>Non solo <strong>Radiohead</strong> e <strong>Patti Smith</strong>. Questo il messaggio alla presentazione di Bè 2012, il cartellone culturale estivo del Comune di Bologna, nell’anno orribile dei tagli finanziari del governo ai comuni. In prima fila sindaco<strong> Virginio Merola</strong> e assessore alla cultura Alberto Ronchi per presentare un programma esteso sui tre mesi (giugno-luglio-agosto) con decine di eventi musicali, teatrali e cinematografici pronti ad impegnare, a costi non proibitivi, le calde serate dei bolognesi.</p><p>Così al concerto dei Radiohead in piazza Maggiore (3 luglio, già sold out, ma qualche ticket poi si trova ancora) e a quello di Patti Smith and her band (15 luglio al Parco della Zucca nel giardino della memoria di Ustica, 10 euro) vanno messi in conto almeno tre luoghi per la musica all’aperto: <strong>Bolognetti Rocks, BOtanique 3.0</strong> e il ritorno in grande stile di Piazza Verdi. Musica rock e i suoi derivati con alcuni grandi nomi come <strong>Anna Calvi, Il Parto delle Nuvole Pesanti</strong> (20 giugno), A Toys Orchestra, <strong>Nada</strong> e i Massimo Volume (16 luglio). Appendice jazz alla Montagnola dove il 12 giugno suonerà il quartetto di Scott Hamilton, e musica classica al San Giacomo festival nell’oratorio di Santa Cecilia.</p><p>Poi spazio al cinema in Piazza Maggiore con il <strong>Cinema ritrovato</strong> (23-30 giugno), Cinema sotto le stelle (dal 4 luglio, post Radiohead)  e Biografilm Festival ai giardini del Cavaticcio (8-18 giugno). E ancora tanto, tantissimo, teatro con il festival perAspera (dal 14 al 23 giugno), la rassegna dei Teatri della Memoria (sempre al parco della Zucca), La scena dell’incontro (6-22 luglio), gli spettacoli alla cupola Dom del Pilastro e a settembre il TRENO Fringe Festival nel quartiere Barca.  </p><p><object width="400" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629891926842%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629891926842%2F&amp;set_id=72157629891926842&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629891926842%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629891926842%2F&amp;set_id=72157629891926842&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p><p>“Vogliamo ridare a Bologna il suo ruolo di centralità culturale nazionale”, afferma Ronchi, “e soprattutto questa è la prima estate di eventi organizzata dalla nostra amministrazione. Torniamo alla normalità con un accordo tra comune, cittadini e operatori: la musica dal vivo finisce alle 23.30 e quella diffusa verrà sensibilmente abbassata”. Allora basta seguire il ritorno della pecora nel logo, idea del fu assessore Angelo Guglielmi, che per una volta s’infila un salvagente, a dire il vero graficamente un po’ sgonfio, e affronta le turbolenze dei tagli alla cultura con l’intervento robusto, nonostante i tagli del 40-50% previsti in generale nel settore cultura dal 2013 per le fondazioni bancarie, dei partner <strong>Carisbo </strong>e<strong> Unipol</strong>: “Il Comune ha messo 155mila euro, Carisbo 80mila, Unipol 20mila, più gli sponsor minori, per un totale di quattro volte il contributo pubblico”.</p><p>Un arzigogolo economico tutto da interpretare anche perché le polemiche per il programma che a parte le due punte di diamante risulta “tutto da scoprire”, partono proprio dagli sponsor minori. Il concerto del gruppo reggae <strong>Alborosie</strong> (14 luglio) risulta interamente finanziato dalla produzione dell’evento e dal pub Zammù (diverse decine di migliaia di euro) che offre la sua versione estiva gestendo il Parco di villa Angeletti con concerti musicali (Reunion Raiz &amp; Almamegretta &#8211; 16 giugno; 99 posse &#8211; 22 giugno).</p><p>Insomma il contributo dei privati pare oramai più che <strong>determinante</strong>, anche se provoca un corto circuito di senso di difficile comprensione per il pubblico. Così se il sindaco Merola parla di “esempi di <strong>sussidiarietà</strong> nel settore culturale”, poi si corregge e cita l’articolo 118 della Costituzione (“Comuni favoriscono l&#8217;autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”) che non vuole dire per nulla esternalizzazione dei servizi culturali: “Se Ronchi è l’assessore rock, allora io sono un sindaco <strong>combat rock</strong> (il quinto album dei Clash, nd.r.) perché faccio in modo che con la sussidiarietà non si tagli nella cultura a Bologna”.</p><p>Infine la protesta durante la conferenza stampa del comico<strong> Paolo Maria Veronica</strong> da diverse estati impegnato con il compagno Roberto Malandrino nello spettacolo Visitors, allo scoperta di luoghi inesplorati di Bologna: “L’anno scorso siamo stati sold out tutte le sere e quest’anno ripetiamo l’esperimento. Allora capisco che il Comune non abbia un euro e non ce li dia, ma nemmeno citarci o mostrare una foto del nostro spettacolo durante la presentazione, come del resto hanno fatto l’anno scorso, lo trovo un gesto di grande maleducazione. Da politici di sinistra un po’ di umiltà e riconoscenza sarebbero gradite”.</p><p>L’intero programma è su: http://www.bolognaestate.it/</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/2012-eventi-bologna-nell%e2%80%99estate-tagli-alla-cultura-gallery/242197/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il documentarista Maccioni, dalle stragi naziste alle carceri: “Inferno quotidiano dimenticato”</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/regista-maccioni-dalle-stragi-naziste-alle-carceri-%e2%80%9cinferno-quotidiano-dimenticato%e2%80%9d/241916/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/regista-maccioni-dalle-stragi-naziste-alle-carceri-%e2%80%9cinferno-quotidiano-dimenticato%e2%80%9d/241916/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 May 2012 14:03:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[carcere]]></category> <category><![CDATA[Cose naturali]]></category> <category><![CDATA[festival Poiesis]]></category> <category><![CDATA[francesco maisto]]></category> <category><![CDATA[Germano Maccioni]]></category> <category><![CDATA[istituto penitenziario di Lodi]]></category> <category><![CDATA[Lo stato d’eccezione - Processo per Monte Sole 62 anni dopo]]></category> <category><![CDATA[Monte Sole]]></category> <category><![CDATA[My main man. Appunti per un film sul jazz a Bologna]]></category> <category><![CDATA[sovraffollamento]]></category> <category><![CDATA[Stefania Mussio]]></category> <category><![CDATA[tossicodipendenti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=241916</guid> <description><![CDATA[Dopo aver diretto tra il 2007 e il 2008 Lo stato d’eccezione - Processo per Monte Sole 62 anni dopo, il documentario sul processo per la strage di Monte Sole, e dopo la regia nel 2009 di un altro documentario come My main man. Appunti per un ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/regista-maccioni-dalle-stragi-naziste-alle-carceri-%e2%80%9cinferno-quotidiano-dimenticato%e2%80%9d/241916/germano_maccioni_er/" rel="attachment wp-att-239271"><img class="alignleft size-full wp-image-239271" title="Germano_Maccioni_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/Germano_Maccioni_er.jpg?47e3a5" alt="" width="620" height="240" /></a>Dopo aver diretto tra il 2007 e il 2008 <em><strong>Lo stato d’eccezione &#8211; Processo per Monte Sole 62 anni dopo</strong></em>, il documentario sul processo per la strage di Monte Sole, e dopo la regia nel 2009 di un altro documentario come <em><strong>My main man. Appunti per un film sul jazz a Bologna</strong></em>, Germano <strong>Maccioni,</strong> bolognese, classe ’78, torna dietro la macchina da presa per affrontare un tema di cogente attualità come la condizione dei detenuti nelle carceri italiane.</p><p>E lo fa partendo dall<strong>’istituto penitenziario di Lodi</strong>, sorta di carcere “modello”, la cui direttrice ha voluto fortemente la realizzazione del progetto per raccontare come un luogo di detenzione possa anche non essere quell’inferno quotidiano, spesso dimenticato, che si racconta ad ogni rapporto di sovraffollamento e di condizioni inumane, o da qualche lancio d’agenzia su un suicidio dietro le sbarre.</p><p>“Fui contattato direttamente dalla direttrice dell’istituto Stefania Mussio” racconta il regista bolognese che con il suo <strong><em>I giorni scontati</em></strong> avrà un’anteprima nazionale al <strong>festival Poiesis</strong> di Fabriano, sabato 25 maggio, “aveva visto il mio Lo stato di eccezione durante una lezione universitaria. Stavo per iniziare un progetto di finzione, <em>Cose naturali</em>, e di primo acchito ero perplesso. Poi sono andato a Lodi, sono entrato nel carcere e ne sono uscito con un senso enorme di oppressione e ho capito che c’era materia su cui lavorare”.</p><p>Una produzione ridotta all’osso,  soltanto Maccioni e il direttore della fotografia tra i corridoi e le celle, e l’idea che per l’ennesima volta lo sguardo documentaristico avrebbe potuto cogliere un particolare, un dettaglio che avrebbe potuto ribaltare i confini dell’etica e della morale dello spettatore: “Volevo stare dentro le celle, vivere quello spazio e quel tempo, scontare le ore e i giorni insieme, volevo creare qualcosa di “<strong>intimo”</strong> con i detenuti che vivono dentro. Allo stesso tempo ho cercato di fare emergere la condizioni degli agenti della polizia penitenziaria: a parte le mee marce, un esercito di persone che in fondo sono i veri punti di riferimento dei detenuti, tra loro ci sono alcuni che fanno questo mestiere da 30 anni e vivono dentro le carcere per intere giornate”.</p><p><strong>Quale lo scopo di questo nuovo lavoro documentario?</strong></p><p>“Volevo partire da una realtà piccola, che apparentemente funziona meglio, come quella di Lodi, per poi fare un discorso generale sulla realtà nazionale. Intanto emerge la realtà descritta a Lodi, diretta mirabilmente da Stefania Mussio, che funziona meglio ma che rimane un inferno. Ci sono celle di 4 metri per 3 con sei persone. La quotidianità è già un inferno: non hai più intimità, un momento per stare solo, i corpi si compenetrano, per andare al terzo piano del letto, bisogna mettere un piede sul corpo dell’altro. Sicuramente il sovraffollamento è il dato che ti colpisce di più”.</p><p><strong>Tra gli intervistati nel film c’è anche Francesco Maisto, presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna, che hai definito il tuo Virgilio…</strong></p><p>“Volevo qualcuno che avesse cognizione di causa e Maisto fa questo lavoro in tutta Italia da 40 anni. Il film però si alterna tra dentro il carcere di Lodi e l’ufficio di Maisto: diciamo che è stato un Virgilio esterno che mi ha aiutato a porre l’attenzione su questioni che potrebbero cambiare e che cambiando attenuerebbero tantissimo il peso della situazione carceraria”.</p><p><strong>Un esempio?</strong></p><p>“La domanda da porsi non è “che fare”, ma “cosa siamo disposti a fare”. Diamo per scontata l’esistenza delle prigioni, ma non vogliamo affrontare le realtà che producono e le condizioni di coloro che le vivono. Siccome sarebbe troppo penoso accettare l’eventualità che capitasse a noi stessi, tendiamo a considerare il carcere come qualcosa di avulso dalla nostra vita, una sorte riservata ad altri, un luogo ideologico per generici individui indesiderabili. Il che ci solleva dalla responsabilità di riflettere sulle problematiche concrete che affliggono i funzionamenti su queste strutture. Ma il carcere è parte integrante della nostra società. Tre secoli fa Voltaire disse: “Non mostratemi i vostri palazzi, ma le vostre carceri, poiché è da essi che si misura il grado di civiltà di una nazione”.</p><p><strong>Oltre al sovraffollamento, quale altra certezza hai acquisito visitando un carcere?</strong></p><p>“Se metti in galera un tossicodipendente non lo guarisci e i tossicodipendenti sono il 30% della popolazione carceraria. Se hai quei problemi non puoi scontare la pena in un carcere. Perché se oggi finisci “dentro” la maggiore parte degli istituiti di pena italiani in fondo generano nuovo crimine: cosa fai tutto il giorno se non del parlare di perché sei finito dentro o di come potrai non finirci una volta uscito fuori? Il carcere di Lodi è un eccezione, un esempio positivo fatto apposta. Facile sparare sulla croce rossa. A San Vittore o Poggio Reale sarebbe stato difficile girare un documentario così”.</p><p><strong>O anche alla Dozza di Bologna, una delle carceri più problematiche del paese…</strong></p><p>“Certo, non l’avrei fatto come l’ho fatto lì. Dopo la terza, quarta visita l’angoscia si allevia e ho iniziato a conoscere le persone e seguirle. Sono diventato parte integrante dello spazio carcerario, ho instaurato rapporto con le persone. In un carcere ancor più sovraffollato, forse ce l’avrei fatta lo stesso, ma avrei avuto difficoltà a creare vicinanza con i protagonisti. A Lodi la direttrice ha seguito la storia di ogni detenuto, tutti sapevano che giravo documentario. Alla Dozza sarebbe stata più dura. Se avessi ricevuto un invito da lì, ancora meglio, è nella mia città. Ma l’inferno di un carcere qui sarebbe stato molto più amplificato”.</p><p><strong>I fratelli Taviani con un film girato dentro un carcere romano hanno vinto l’orso d’oro a Berlino; cosa ne pensi del loro film?</strong></p><p>“Abbiamo girato nello stesso periodo. L’ho letto sul giornale. Il loro sarà un gran film, però mi sono imposto di non vederlo fino a che il mio lavoro non è stato chiuso, anche se il mio lavoro è totalmente diverso. Lo vedrò sabato al festival di Fabriano dove sono ospite”.</p><p><strong>Ti ostini ad usare il cinema documentario per raccontare il reale. Come mai ti fidi di questo mezzo espressivo che con il web e i reportage online sembra subire frenate d’arresto?</strong></p><p>“Il documentario è il cinema del reale. Ed è proprio lo strumento con cui un cineasta si può confrontare e mettere in gioco. Non smetterò mai fare documentario, anche se ho provato a lavorare con il cinema di finzione. Lavorare con le immagini è eccezionale: quando lavori su soggetti forti ti accorgi che le persone diventano personaggi, e di fronte a loro mi pongo sempre in un’ottica cinematografica. Anche nel documentario io racconto una storia e non mi approccio mai al modello dell’inchiesta o del reportage. Significa avere pazienza, osservare e ascoltare. Il cinema per questo è un mezzo privilegiato”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/regista-maccioni-dalle-stragi-naziste-alle-carceri-%e2%80%9cinferno-quotidiano-dimenticato%e2%80%9d/241916/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Jennifer Lopez ad ottobre 2012 in esclusiva all’Unipol Arena</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/jennifer-lopez-ottobre-2012-esclusiva-all%e2%80%99unipol-arena/238816/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/jennifer-lopez-ottobre-2012-esclusiva-all%e2%80%99unipol-arena/238816/#comments</comments> <pubDate>Wed, 23 May 2012 08:43:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Dance Again World Tour]]></category> <category><![CDATA[J.Lo]]></category> <category><![CDATA[jennifer lopez]]></category> <category><![CDATA[Let's get loud]]></category> <category><![CDATA[love]]></category> <category><![CDATA[Marc Anthony]]></category> <category><![CDATA[On the floor]]></category> <category><![CDATA[Papi]]></category> <category><![CDATA[pop]]></category> <category><![CDATA[Portorico]]></category> <category><![CDATA[ricky martin]]></category> <category><![CDATA[Spice Girls]]></category> <category><![CDATA[unipol arena]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=238816</guid> <description><![CDATA[A noi piace ricordarla rinchiusa nel bagagliaio di un auto, avvinghiata a un George Clooney appena evaso di prigione, in quello straordinario glamour]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/jennifer-lopez-ottobre-2012-esclusiva-all%e2%80%99unipol-arena/238816/j_lo_er/" rel="attachment wp-att-238647"><img class="alignleft size-full wp-image-238647" title="j_lo_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/j_lo_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>A noi piace ricordarla rinchiusa nel bagagliaio di un auto, avvinghiata a un <strong>George Clooney</strong> appena evaso di prigione, in quello straordinario glamour autoriale che fu Out of sight, diretto da <strong>Steven Soderbergh</strong>. Invece, <strong>Jennifer Lopez,</strong> 43 anni, dal ghetto portoricano di New York, ogni tre quattro anni, più che darsi al cinema da vera star, ricade nel trappolone musicale.</p><p>Regina assoluta di un pop commerciale fatto di percussioni ed elettronica, ammiccamenti da palco e video Mtv, suono tipico dei favolosi anni novanta, da condividere con <strong>Ricky Martin</strong> e le Spice Girls, la senorita di Porto Rico ricaccia ogni velleità recitativa e preferisce recitare la sua musica sul palco. In vesti, anche se poco svestita, di cantante la vedremo per la prima volta in Italia all’<strong>Unipol Arena</strong> di Casalecchio di Reno (Bologna) l’11 ottobre 2012.</p><p>Un evento di quelli epocali, anche se un po’ in ritardo rispetto ai tempi di massimo fulgore commerciale di J.Lo. Basta ricordare che nel 1999 con l’album d’esordio <strong><em>On the 6</em></strong> (dentro c’è Let’s get loud, scritto da Gloria Estefan, che è pietra miliare del pop made in Lopez) si arriva a 9.500.000 copie vendute e nel 2001 con J.Lo si toccano i 12 milioni. A cavallo del nuovo del secolo la Lopez è una sorta di brand imitato ed imitabile, spettacolarizzante e ballereccio (Britney l’ha copiata ed è esplosa in un amen), contraddizione culturale e linguistica assoluta di un’America impaurita dagli immigrati centroamericani tanto da erigere barriere tra il Messico e la California.</p><p>J.Lo, poi, sensibile com’è alle cause umanitarie si perfino spesa in prima persona, come attrice, nel film <em><strong>Bordertown</strong></em> (2006) di Gregory Nava sul dramma delle donne assassinate dai narcotrafficanti a Ciudad Juarez. Sembra una sciocchezza, ma la Lopez alle origini latine ci tiene e non poco. Tanto che il rebirth musicale, dopo la ciucca dei milioni di copie vendute, passa sia da un album discutibile come<em><strong> Brave</strong></em> (2007) ma anche da un più casalingo e tradizionalista<strong><em> Como ama una mujer</em></strong> (2007), senza dimenticare il coevo film <strong><em>El cantante</em></strong> (2006), dove si fa ritrarre in scene di vita familiare portoricana con il marito (già ex) Marc Anthony (alias il cantante portoricano Hector Lavoe) nella parte della moglie Puchi.</p><p>Fermo restando che i fasti d’inizio secolo sono un lontano ricordo, attenuati dal successo economico proveniente da linee di abbigliamento e profumi, J.Lo arriverà a Casalecchio di Reno dopo aver fatto partire il <em><strong>Dance Again World Tour</strong></em> a Panama City il prossimo 14 giugno, poi 7 show in Sud America e 19 date attraverso il Nord America.</p><p>L’occasione è ghiotta per un revival completo e per l’approfondimento dell’ultimo album<strong><em> Love?</em></strong>, rigorosamente con punto interrogativo che ha la sua hit radiofonica in On the floor e un pezzo da urlo come <strong><em>Papi</em></strong>, il cui video riporta in auge la camminata sculettante di Jennifer con pantaloncini inguinali e una ridda di uomini che per correrle dietro si scontrano a morte l’uno con l’altro in mezzo alla strada.</p><p>Evento in tutti i sensi perché i prezzi sono parecchio esosi, da pranzo di gala: 120 euro per la Tribuna Gold, 90 per quella numerata e ben 45 euro per stare in piedi. Le prevendite, si paga il costo aggiuntivo of course, iniziano dalla mattina del 23 maggio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/jennifer-lopez-ottobre-2012-esclusiva-all%e2%80%99unipol-arena/238816/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Terremoto, il governo stanzia 50 milioni di euro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/terremoto-governo-stanzia-milioni-euro/238287/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/terremoto-governo-stanzia-milioni-euro/238287/#comments</comments> <pubDate>Tue, 22 May 2012 15:15:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[contestazioni a Monti]]></category> <category><![CDATA[finale emilia]]></category> <category><![CDATA[franco gabrielli]]></category> <category><![CDATA[Governo Monti]]></category> <category><![CDATA[Protezione Civile]]></category> <category><![CDATA[scosse]]></category> <category><![CDATA[sisma]]></category> <category><![CDATA[stato d'emergenza]]></category> <category><![CDATA[terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=238287</guid> <description><![CDATA[E’ stato d’emergenza per i prossimi sessanta giorni nelle provincie di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova. Lo ha stabilito il governo Monti dopo un consiglio dei ministri ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/?attachment_id=238318"><img class="alignleft size-full wp-image-238318" title="terremoto3_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/terremoto3_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>E’ <strong>stato d’emergenza</strong> per i prossimi sessanta giorni per le provincie di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova. Lo ha stabilito il <strong>governo Monti</strong> dopo un consiglio dei ministri straordinario e dopo che il presidente del consiglio in mattinata aveva visitato le zone terremotate, non senza incorrere in feroci contestazioni.</p><p>La competenza a coordinare gli interventi è stata attribuita al capo del dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, che avrà a disposizione un fondo di <strong>50 milioni di euro</strong>. Successivamente il coordinamento spetterà alle regioni Emilia Romagna e Lombardia, ciascuna per i &#8220;territori di propria competenza&#8221;. I Comuni colpiti avranno diritto a un allentamento del patto di stabilità interno. Rinviato il pagamento dell&#8217;Imu per le abitazioni e gli stabilimenti industriali che saranno dichiarati inagibili.</p><p>Il fabbisogno finanziario per far fronte allo stato di emergenza verrà coperto utilizzando le risorse del fondo nazionale per la protezione civile. Le risorse stanziate serviranno a coprire <strong>tutte le spese</strong> per i soccorsi, l&#8217;assistenza e la messa in sicurezza provvisoria dei siti pericolanti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/22/terremoto-governo-stanzia-milioni-euro/238287/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Terremoto: fabbriche sotto sequestro, 500 operai non possono lavorare (video)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/terremoto-emilia-fabbricati-crollati-erano-nuovi-avevano-sostegni/236469/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/terremoto-emilia-fabbricati-crollati-erano-nuovi-avevano-sostegni/236469/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 May 2012 17:00:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Catricalà]]></category> <category><![CDATA[crollate costruzioni nuove]]></category> <category><![CDATA[edifici crollati]]></category> <category><![CDATA[finale emilia]]></category> <category><![CDATA[morti]]></category> <category><![CDATA[sicurezza]]></category> <category><![CDATA[terremoto]]></category> <category><![CDATA[vittime terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=236469</guid> <description><![CDATA[''Bisognerà capire cosa è accaduto sulla base delle verifiche". Il presidente della Regione Emilia Romagna, e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, interviene così a Radio Anch’io sulla questione delle fabbriche...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/?attachment_id=237307"><img class="alignleft size-full wp-image-237307" title="industrie_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/industrie_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>500 operai rischiano di rimanere a casa dopo il terremoto di sabato notte. A <strong>Sant’Agostino</strong> sono stati messi sotto sequestro i <strong>capannoni</strong> che hanno ceduto sotto l’ondata sussultoria del terremoto di 5.9. della scala Richter. Poco fuori il paese, le macerie della <strong>Tecnopress spa</strong>: 220 dipendenti, <strong>produzione di macchinari e pezzi di ricambio</strong> per l’industria della ceramica. Una parte della fabbrica si è sbriciolata alle 4.04 di domenica 20 maggio e sotto le macerie è rimasto Gerardo Cesaro, da un paio d’anni operaio in quello stabilimento. Oggi l’azienda è rimasta chiusa, l’intera <strong>area di crollo è stata posta sotto sequestro</strong> e nessuno può più avvicinarsi ai detriti. I colleghi di Cesaro però si assiepano fuori dalle rete che contornano la grande fabbrica tra i campi di barbabietole e asparagi. “Nella parte caduta si facevano pezzi più piccoli e c’erano circa 13 presse”, spiega un ragazzo che da una decina d’anni lavora per Tecnopress, “quel capannone lì che ha ceduto è stato costruito tra gli anni sessanta e settanta. Non ci spieghiamo come possa aver ceduto così. Ora però il problema si allarga anche a noi, perché rischiami di rimanere a casa per almeno sei mesi”.</p><p>Dello stesso tenore le parole che si registrano fuori dall’imponente stabilimento delle<strong> Ceramiche Sant’Agostino: 360 dipendenti</strong> e un volume d’affari molto elevato. Il magazzino bianco e blu che ha inghiottito i corpi di Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni, e la cui immagine ha fatto il giro del mondo, è stato costruito non più di otto anni fa. Anche qui il rischio è che tra sequestro delle autorità e ripresa dei lavori in sicurezza, per gli operai si dovranno attendere parecchi mesi. Del resto, anche il sindaco di Sant’Agostino ha dichiarato: “Il vero problema per il nostro comune sono le aziende. Gli imprenditori rischiano di saltare in aria e i lavoratori di non venire pagati”.</p><p>“Sono caduti i<strong> palazzi storici</strong> costruiti oltre 300 anni fa e i <strong>capannoni </strong>costruiti negli anni più recenti”, lamenta un ragazzo davanti ad uno dei centri della Protezione Civile a Finale Emilia. E l’impatto visivo proprio nei luoghi dove hanno perso la vita Tarik Naouch, Nicola Cavicchi, Leonardo Ansaloni e Gerardo Cesaro, sembra davvero da fine del mondo. “In molti fabbricati non c’erano nemmeno le travi centrali”, si dispera un ragazzo che conosceva una delle vittime dei crolli. Altrimenti un terremoto che nella scala Richter si è avvicinato ai valori di quello de L’Aquila, qui nella bassa padana non avrebbe mietuto vittime. “La rabbia è quella di non avere interrotto questi maledetti turni di notte dopo la prima avvisaglia dell’una e trenta”, spiega una ragazza di Finale.</p><p>&#8221;Bisognerà capire cosa è accaduto sulla base delle verifiche&#8221;. Il presidente della Regione Emilia Romagna, e della Conferenza delle Regioni, <strong>Vasco Errani</strong>, è intervenuto così a Radio Anch’io sulla questione delle fabbriche crollate per il terremoto che ha colpito la zona di <strong>Modena e di Ferrara</strong>. &#8220;Dovremo fare delle valutazioni &#8211; ha aggiunto &#8211; ma sulla base di dati reali. Ci saranno delle verifiche e solo così si capirà cosa è successo veramente&#8221;.</p><p>Errani lo dice tra le macerie di <strong>Finale Emilia, San Felice sul Panaro e Sant’Agostino, </strong>i tre paesi, dove ogni passante per far capire cos&#8217;è successo dice: &#8220;Il rumore del terremoto non ce lo dimenticheremo per il resto della vita”. Un suono grave che arriva dalle viscere della terra e in piena notte ti sveglia lasciandoti incredulo ed impaurito. Le scosse di assestamento dopo il grande boato di domenica notte (<strong>5.9 Richter, 6 chilometri di profondità)</strong> stanno lentamente attenuandosi, ma il timore che si legge nei volti tirati degli abitanti della bassa modenese e ferrarese non lascia dubbi.</p><p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/terremoto-richter-alle-emilia-romagna/235305/">Sette il bilancio ormai definitivo delle vittime e danni evidenti  agli edifici più antichi </a>come a qualche casolare di campagna. Il terremoto del<strong> 20 maggio 2012</strong> lascia profonde ferite esteriori e anche parecchi dubbi rispetto alle morti che per molti abitanti di questo spicchio di Pianura Padana potevano essere evitate. Perché a parte le lesioni gravissime al patrimonio architettonico (la rocca di San Felice sul Panaro è quasi del tutto distrutta) la polemica è montata attorno al fatto che oltre alle tre donne morte di malore per lo spavento della scossa, i quattro uomini deceduti sono tutti operai rimasti sotto le macerie di capannoni industriali che si sono letteralmente sbriciolati.</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1648390887001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1648390887001" /> </object></div><div class="clear"></div></p><p><strong>Nuove scosse nel pomeriggio.</strong> Scosse di assestamento sono proseguite per tutta la nottata e anche nel pomeriggio. Violente, ma non hanno comunque provocato ulteriori danni alle strutture. </p><p><strong>5 mila sfollati: la situazione.</strong> I 5 mila sfollati che sono suddivisi in<strong> sei centri di accoglienza</strong> montati a tempo record dalla Protezione Civile tra San Felice (con due campi) e Finale (quattro) hanno passato la prima notte senza troppi problemi, se non quello della paura di non riuscire a tornare nelle proprie cose in tempi brevi. “Questa è una piccola cittadella”, spiega un responsabile della Protezione Civile di via Montegrappa a Finale &#8211; 250 persone in tenda e oltre 200 nella grande struttura agibile del campo sportivo, “ognuno ha il suo compito ed è chiaro chi comanda, qui non c’è caos”.</p><p>Ed è con orgoglio che si portano avanti i soccorsi e l’erogazione dei beni di prima necessità come cibo, acqua, coperte e soprattutto ombrelli e mantelle perché una fastidiosa pioggia cade ininterrottamente da stanotte. “Sono venuto a prestare opera di volontariato”, spiega un quarantenne che arriva da un paese vicino Bondeno assieme a sua moglie, “Oggi le scuole sono chiuse ed io sono un insegnante. Mi sembra giusto dare una mano in questo momento di difficoltà”.</p><p>Perché tra Finale e San Felice è evidente un senso di <strong>collettività</strong> spesso dimenticato dai media. La parola &#8220;aiuto&#8221; non sembra estranea. Infatti in questi paesi di campagna si uniscono naturalmente le forze degli abitanti storici del luogo e quelle dei nuovi migranti: pakistani, maghrebini e arabi che affollano le tendopoli e gli edifici agibili ritenuti tali dalla protezione civile, come un’intera scuola di San Felice sul Panaro che funge anche da mensa.</p><p>Ad esempio gli unici bar dove questa mattina presto sia la popolazione locale che le forze dell’ordine, che i volontari e anche gli stessi operatori dei media hanno potuto consumare una bevanda calda, sono due bar gestiti da immigrati <strong>cinesi</strong>: uno situato alle porte del centro storico di Finale Emilia l’altro proprio di fronte al Palazzo Municipale gravemente danneggiato a Sant&#8217;Agostino.</p><p>La compostezza la si rileva anche a Finale Emilia proprio davanti ad un mezzo dei vigili del fuoco dove attendono in fila almeno cento persone in attesa di lasciare i propri recapiti e sapere se la propria casa è <strong>agibile</strong> e se ci si può al più presto fare ritorno. “Ingegneri civili e vigili del fuoco stanno lavorando velocemente per capire la gravità delle lesioni nei muri interni delle case”, spiega un volontario della protezione civile dell’unità cinofila di Modena, “A mio avviso in una decina di giorni il grosso delle richieste verrà licenziato e probabilmente in molti potranno fare ritorno nelle loro abitazioni”.</p><p><strong>Catricalà: &#8220;Situazione seria&#8221;.</strong> Oggi pomeriggio a Marzaglia è arrivato il sottosegretario alla presidenza del consiglio, <strong>Antonio Catricalà</strong>, mentre domani si terrà un consiglio dei ministri per dichiarare ufficialmente lo stato di emergenza nazionale per la regione Emilia Romagna. &#8221;Valuteremo tutte le richieste di sospensione di tributi e contributi e sulla derogabilità del patto di stabilità, anche se c&#8217;è il problema delle coperture finanziarie&#8221;, così ha affermato Catricalà subito dopo il vertice al centro unificato provinciale della protezione civile nel modenese. Con lui e con il capo della protezione civile Franco Gabrielli hanno parlato tutti i sindaci dei territori colpiti dal sisma, il presidente della regione Vasco Errani e il presidente della provincia di Modena Emilio Sabattini. “Il quadro della situazione&#8221;, ha aggiunto Catricalà, “è serio perché si registrano ancora a distanza di oltre un giorno nuove scosse”. La speranza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, è quella che si possa tornare al più presto alla &#8220;normalità&#8221; anche se &#8220;non abbiamo previsioni&#8221;.</p><p><strong>Monti a Bologna.</strong> Intanto il presidente del consiglio Mario Monti è atteso a Bologna per un vertice in prefettura alle 19.30: non è ancora chiaro se Monti, dopo aver visto il prefetto, rientrerà a Roma o si fermerà a Bologna per poi andare a visitare le zone più colpite dal terremoto.</p><p>Infine la polemica divampata sul web legata al problema dei risarcimenti dello stato in caso di disastri naturali, visto che da recente decreto governativo, per essere rimborsati dei danni subiti dalle proprie abitazioni, da pochi mesi a questa parte i cittadini necessiterebbero di un’assicurazione privata, altrimenti il risarcimento non scatta. E anche se dalla presidenza del consiglio rassicurano che per i cittadini colpiti dal sisma dell&#8217;altra notte sono ancora in regime transitorio, quindi con la vecchia legge, il malumore serpeggia tra blog e social network. Ed è proprio il governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani, a lamentare il problema ai microfoni di RadioUno: “Il costo di questa tragedia non può essere tutto sulle spalle del territorio, deve scattare una solidarietà da tutto il paese”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/terremoto-emilia-fabbricati-crollati-erano-nuovi-avevano-sostegni/236469/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il documentario sull’antiracket a Bologna. Protagonista l&#8217;ex deputato Tano Grasso</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/documentario-sull%e2%80%99antiracket-bologna-protagonista-deputato-antimafia-tano/236152/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/documentario-sull%e2%80%99antiracket-bologna-protagonista-deputato-antimafia-tano/236152/#comments</comments> <pubDate>Sun, 20 May 2012 23:10:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Antimafia]]></category> <category><![CDATA[antiracket]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[estorsione]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[ministro Scajola]]></category> <category><![CDATA[Pds]]></category> <category><![CDATA[pizzo]]></category> <category><![CDATA[Tano Grasso]]></category> <category><![CDATA[Vincenzo Vasile]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=236152</guid> <description><![CDATA[“Il governo mi ha delegittimato, sono quindi stato costretto a dimettermi”. Echeggiano ancora le parole di Tano Grasso rivolte al ministro Scajola il 30 ottobre 2001]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/documentario-sull%e2%80%99antiracket-bologna-protagonista-deputato-antimafia-tano/236152/tano-grasso_er/" rel="attachment wp-att-235914"><img class="alignleft size-full wp-image-235914" title="tano grasso_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/tano-grasso_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>“Il governo mi ha delegittimato, sono quindi stato costretto a dimettermi”. Echeggiano ancora le parole di <strong>Tano Grasso</strong> rivolte al ministro Scajola il 30 ottobre 2001. Il sessantaquattrenne imprenditore di <strong>Capo d’Orlando</strong> che nel 1990 aveva promosso la Fondazione Antiracket e poi da parlamentare dell’allora Pds (eletto nel ’92 e rieletto nel ’94) era diventato nel ’99 primo commissario antiracket.</p><p>E’ lui il protagonista del documentario girato da Maria Martinelli e Vincenzo Vasile, il capitolo uno (<strong>L’antiracket)</strong> di <strong>Viaggio nel mondo dell’estorsione,</strong> che lunedì 21 maggio alle ore 17.30 sarà al cinema Lumiere di Bologna e lunedì 28 maggio alle ore 21 al cinema Nosadella sempre a Bologna.</p><p>Cinquantadue minuti che prendono vita nel novembre 2009 concentrandosi sul lavoro di Tano Grasso, ideatore dell&#8217;associazionismo Antiracket in Italia e per molti anni Presidente nazionale della Federazione delle Associazioni antiracket e antiusura italiane. Di seguito, nel suo sviluppo, il progetto incontra le realtà delle Associazioni di <strong>Lamezia Terme</strong> in Calabria e di Libero Futuro e Addio Pizzo a Palermo, per poi ritornare cronologicamente agli inizi dell&#8217;associazionismo negli anni novanta.</p><p>Al centro del racconto la battaglia compiuta ogni giorno contro l&#8217;estorsione e l’idea di un possibile futuro senza <strong>mafia</strong>. &#8220;Mentre lavoravo alla realizzazione del documentario mi rendevo conto che la novità del racconto stava nella lucidità e determinatezza con cui un collettivo, l&#8217;associazionismo anti-racket, formulava la sua strategia, come in una guerra”, ha spiegato Maria Martinelli, “Guerra che una parte del nostro paese è costretta a combattere mentre l&#8217;altra, troppo spesso, rischia di viverla come una problematica a lei estranea e si limita a guardare&#8221;.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=ZTqXQmOjAyo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>“C&#8217;è un anno alfa dell&#8217;antiracket. E&#8217; il 1991, l&#8217;anno in cui Libero Grassi, un industriale palermitano, si dissocia clamorosamente dalla normalità dei comportamenti dell&#8217;imprenditoria palermitana, sfida il suo estortore con una lettera aperta: &#8220;non ti pago&#8221;, scrive, va in tv e ripete il suo rifiuto, viene ucciso dalla mafia, vilipeso dai suoi colleghi in vita e in morte, &#8220;condannato&#8221; da Confindustria”, si legge tra gli appunti a margine del regista Vasile, “In quel 1991 prende corpo sempre in Sicilia il primo movimento organizzato contro il pizzo. In un&#8217;altra Sicilia, a Capo d&#8217;Orlando, un centro turistico bellissimo in provincia di Messina, fino ad allora considerato immune dalla mafia, anzi immunizzato da una vivace attività economica, commercianti, imprenditori, assaltati in quell&#8217;anno a colpi di bombe omicidi e intimidazioni da una organizzazione mafiosa che ha sede in un paese vicino, aggrappato alle montagne che sovrastano la costa”.</p><p>“In questo luogo simbolo le scorrerie degli estortori vengono respinte perché i commercianti e gli imprenditori orlandini si ribellano, trovano il coraggio di denunciare con nomi e cognomi chi vuol imporre la legge dell&#8217;estorsione mafiosa”, chiosa Vasile, “Al processo, il primo nella storia giudiziaria italiana che abbia origine dalla denuncia di imprenditori associati, questi sconosciuti commercianti e imprenditori siciliani segnano a dito e fanno condannare i mafiosi. Si uniscono nella prima organizzazione antiracket, l&#8217;Acio, creata da Tano Grasso, uno di quei commercianti che diventerà per un breve periodo commissario nazionale antiracket, con un ufficio di coordinamento al Viminale. Verrà cacciato da Berlusconi. E costruirà una rete nazionale di associazioni antiracket”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/21/documentario-sull%e2%80%99antiracket-bologna-protagonista-deputato-antimafia-tano/236152/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Terremoto in Emilia: 7 morti, 50 feriti e 5 mila  sfollati. Ancora scosse nella notte</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/terremoto-richter-alle-emilia-romagna/235305/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/terremoto-richter-alle-emilia-romagna/235305/#comments</comments> <pubDate>Sun, 20 May 2012 02:36:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Cento]]></category> <category><![CDATA[emilia romagna]]></category> <category><![CDATA[epicentro]]></category> <category><![CDATA[finale emilia]]></category> <category><![CDATA[ipocentro]]></category> <category><![CDATA[l'Aquila]]></category> <category><![CDATA[richter]]></category> <category><![CDATA[san felice sul panaro]]></category> <category><![CDATA[scala Richter]]></category> <category><![CDATA[scosse assestamento]]></category> <category><![CDATA[Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs)]]></category> <category><![CDATA[sisma]]></category> <category><![CDATA[terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=235305</guid> <description><![CDATA[E’ di sette morti il bilancio oramai definitivo della forte scossa di terremoto avvertita nella notte tra il 19 e il 20 maggio in tutto il Nord Italia. Le vittime sono tutte in...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/terremoto-richter-alle-emilia-romagna/235305/pompiere_pp_play/" rel="attachment wp-att-236161"><img class="alignleft size-full wp-image-236161" title="pompiere_pp_play" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/pompiere_pp_play.jpg?47e3a5" alt="" width="620" height="240" /></a>E’ di <strong>sette morti</strong> il bilancio oramai definitivo della forte scossa di terremoto avvertita nella notte tra il 19 e il 20 maggio in tutto il Nord Italia. Le vittime sono tutte in <strong>Emilia Romagna</strong>, dove si è registrato l’epicentro del sisma di magnitudo <strong>5.9</strong>, tra le provincie di <strong>Modena, Ferrara e Bologna. </strong>Intanto la notte apenna trascorsa ci sono state altre quattro scosse violentissime tra Finale Emilia, San Felice e Mirandola: la prima è stata registrata 22 minuti dopo la mezzanotte, poi alle 1.04, alle 3 e alle 4 del mattino. Ma in totale i sismografi ne hanno contate 24. Il tutto sotto una pioggia (prevista fino a domani) che non ha mai dato tregua.</p><p><strong></strong>Le vittime sono Tarik Naouch (29 anni) un operaio marocchino rimasto schiacciato sotto le travi della sua fabbrica, l’Ursa di Bondeno; di Nicola Cavicchi (un delegato Cisl), 35 anni, e Leonardo Ansaloni, di 50, che stavano lavorando nei forni della Ceramiche Sant’Agostino; infine Gerardo Cesaro, 54 anni, travolto dal crollo del tetto della fonderia di alluminio Tecopress, sempre a Sant’Agostino, dove stava svolgendo come le altre vittime del terremoto, il turno di notte. La quinta e la sesta vittima sono state uccise da un malore. Si tratta di Gabi Ehsemann, nata nel 1973 in Germania, morta nell&#8217;appartamento in cui risiedeva a Sant&#8217;Alberto di San Pietro in Casale e di Nerina Balboni, anziana invalida di 103 anni, che è stata mortalmente colpita alla testa dalla sua casa nel bassa ferrarese. A Vigarano Mainarda, nel Ferrarese, una donna di 86 anni, Anna Abeti, ha avuto un ictus dopo il sisma ed è deceduta dopo il ricovero all&#8217;ospedale. Circa cinquanta i <strong>feriti</strong> accertati fino ad ora. Inoltre anche il meteo non promette nulla di buono. Già in tarda mattinata la <strong>pioggia</strong> ha colpito i paesi coinvolti dal sisma e non dovrebbe diminuire fino almeno a lunedi mattina. Quasi cinquemila, infine, sono gli sfollati, secondo l&#8217;ultimo bilancio della protezione civile.</p><p><object width="400" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629809909226%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629809909226%2F&amp;set_id=72157629809909226&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629809909226%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629809909226%2F&amp;set_id=72157629809909226&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p><p>&nbsp;</p><p>La prima scossa è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle <strong>4.04 della mattina del 20 maggio</strong>, seguita da almeno sei repliche: tra cui quella delle<strong> 5.02</strong> da 5 gradi Richter. L’ipocentro nella pianura padana emiliana, a una decina di chilometri di profondità dal suolo, sempre nella stessa zona, in provincia di Modena, dove secondo le forze dell’ordine, dove si sono registrati una<strong> cinquantina</strong> di feriti non gravi.</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1647766456001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1647766456001" /> </object></div><div class="clear"></div></p><p><strong>Nuova scossa 5.1 alle 15.30: un pompiere ferito.</strong> Nelle stesse zone in cui è avvenuto il terremoto questa notte tra le oltre ottanta scosse di assestamento verificatesi in nemmeno venti ore, un altro forte sisma è avvenuto nel pomeriggio di oggi con magnitudo 5.1 della scala Richter. La scossa è stata avvertita di nuovo a Bologna, Ferrara e perfino a Milano. A Finale Emilia un pompiere che stava lavorando vicino ad un edificio in pericolo di crollo è stato travolto dai calcinacci ed è rimasto ferito in modo grave e subito trasportato all&#8217;ospedale. In serata una scossa di magnitudo 3.6 ha colpito Ferrara.</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1647815465001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1647815465001" /> </object></div><div class="clear"></div></p><p><strong>San Felice sul Panaro, distrutta la rocca medievale.</strong> I danni principali si sono verificati a <strong>San Felice sul Panaro</strong>, dove è crollata la chiesa e si è distrutta la storia Rocca Estense risalente all&#8217;epoca alto medioevale. Non solo i monumenti simbolo della città sono stati gravemente danneggiati, la torre dell’orologio e la rocca, ma due palazzine del centro, una in via Frassoni e una in via Miari, sono state abbattute dal terremoto. L’intervento tempestivo di carabinieri, polizia e pompieri ha permesso di trarre in salvo tutti i residenti, che non hanno riportato gravi lesioni. Tra i superstiti anche una bambina, che è stata estratta viva dalle macerie della casa in cui viveva con la famiglia dopo che la madre aveva chiamato l’ospedale per chiedere aiuto, subito dopo la prima scossa di terremoto.</p><p><strong>Finale Emilia, tutto il paese in strada.</strong> In strada anche gli abitanti di Finale Emilia, evacuati dalle proprie abitazioni dalla protezione civile. Molti di loro erano in lacrime davanti alle macerie del centro storico, altri al telefono nel tentativo di contattare i propri cari. “Ci siamo svegliati di soprassalto, con gli oggetti che ci crollavano addosso – ha raccontato un residente di Sorbara, paesino limitrofo, giunto in città per avere informazioni – la casa sembrava un castello di carta”. La terra ha continuato a tremare regolarmente per diverse ore, micro scosse di assestamento secondo i carabinieri, mentre la sirena d’allarme ancora suonava e i pompieri spegnevano l’incendio provocato dal crollo della torre dell’orologio, che ha investito alcune auto parcheggiate. Il<strong> sindaco di Finale</strong> ha dichiarato ai microfoni di Sky i punti in cui gli sfollati possono essere registrati e aiutati: il Palareno. Per gli attuali 500 sfollati del paese sono a disposizione <strong>1200 post</strong>i. Intanto Federalberghi Emilia Romagna sta mettendo insieme la disponibilità di diverse strutture ricettive della regione per mettere insieme circa 5mila posti letto per gli sfollati della zona colpita dal sisma.</p><p>Drammatica anche la situazione a <strong>Sant&#8217;Agostino</strong> vicino Ferrara: lesionato gravemente il palazzo comunale e altri edifici storici, una fuga di gas ha tagliato a metà  il paese, decine gli sfollati a cui la protezione civile sta cercando di dare riparo. A <strong>Mirandola</strong> ingenti i danni al duomo ed evacuato per precauzione l’ospedale cittadino, mentre i pazienti sono stati condotti a Carpi insieme ai feriti per ricevere assistenza. Nella storica piazza centrale di <strong>Crevalcore</strong> l&#8217;orologio si è fermato alle 4.06 e il campanile ha subito seri danni. A Galeazza è caduta la parte superiore della Torre del castello. </p><p>Intanto il governatore dell&#8217;Emilia Romagna <strong>Vasco Errani</strong>, giunto sui luoghi del sisma, ha chiesto lo stato d&#8217;emergenza sul quale si esprimerà il consiglio dei ministri domani. </p><p>Intanto il presidente del consiglio Mario Monti ha conferito a Franco Gabrielli, capo della protezione civile, pieni poteri per coordinare l&#8217;emergenza. Monti rientrerà in oggi dagli Stati Uniti in anticipo rispetto a quanto era previsto, soprattutto per partecipare alla riunione di domani e accertarsi di persona su quanto accaduto.</p><p><iframe style="margin-top: 10px;" width="630" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/m1nWeE2kQCg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><div class="clear"></div></p><p>Mentre i treni stanno lentanemente tornando alla normalità, con ritardi, ma nessuna cancellazione, il maltempo ha ostacolato i lavori per tutta la notte. E continuerà almeno fino a domani mattina, con le temperature in forte calo.</p><p><strong>Scuole chiuse.</strong> Nella giornata di oggi rimarranno chiuse le scuole di Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Mirandola, Castello d&#8217;Argine, San Pietro in Casale, Sant&#8217;Agostino.</p><p><strong>I precedenti.</strong>  Due forti scosse di terremoto, che non avevano provocato vittime ma danni e molta paura, avevano già colpito l’Emilia a fine gennaio, mercoledì 25 e venerdì 27. Nel primo caso l’epicentro del sisma, di magnitudo 4.9, era stato localizzato tra Brescello, Poviglio e Castelnovo Sotto, nel Reggiano; due giorni dopo, alle 15.53, un sisma di magnitudo 5.4 aveva avuto per epicentro l’Alto Appennino parmense, tra Corniglio, Berceto e Monchio delle Corti.</p><p><object width="400" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629818208442%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629818208442%2F&amp;set_id=72157629818208442&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629818208442%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629818208442%2F&amp;set_id=72157629818208442&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p><p>Due scosse forti, dunque, ma anche profonde, molto più di quella principale della scorsa notte: 33 chilometri la prima, ben 60,8 chilometri la seconda. Tra gli edifici più danneggiati da quelle due scosse ravvicinate ci fu la Reggia di Colorno; nella prima scossa rimase danneggiata anche la chiesa di Brescello, il paese di Peppone e don Camillo nella Bassa reggiana, dove alcuni calcinacci caddero in chiesa. Per verificare un sisma di notevoli proporzioni nella zone coinvolte ieri notte dobbiamo risalire ad episodi storici di metà &#8217;700 o del 1570. </p><p><strong><br /></strong></p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/terremoto-richter-alle-emilia-romagna/235305/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A Cannes la versione di C&#8217;era una volta in America restaurata dalla Cineteca (gallery)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/cera-volta-america-risplende-cannes-grazie-restauro-della-cineteca/233770/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/cera-volta-america-risplende-cannes-grazie-restauro-della-cineteca/233770/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 May 2012 14:55:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[C'era una volta in America]]></category> <category><![CDATA[Cineteca di Bologna]]></category> <category><![CDATA[director's cut]]></category> <category><![CDATA[extended version]]></category> <category><![CDATA[Noodles]]></category> <category><![CDATA[Robert De Niro]]></category> <category><![CDATA[Sergio Leone]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=233770</guid> <description><![CDATA[Eccolo come nuovo C’era una volta in America. L’imponente film che Sergio Leone girò nel 1984, restaurato dal laboratorio de L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, verrà presentato oggi, 18 maggio 2012, al Festival di Cannes nella sezione Cannes Classic... ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/cera-volta-america-risplende-cannes-grazie-restauro-della-cineteca/233770/leone2_er/" rel="attachment wp-att-233772"><img class="alignleft size-full wp-image-233772" title="leone2_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/leone2_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>Eccolo come nuovo C’era una volta in America. L’imponente film che Sergio Leone girò nel 1984,<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/2012-cineteca-portera-piazza-restauro-cera-volta-america/177676/"> restaurato dal laboratorio de L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna</a> verrà presentato oggi, 18 maggio 2012, al Festival di Cannes nella sezione Cannes Classic.</p><p>Una <strong>extended version</strong> di ventisei minuti (la durata del film diventa quindi di 4 ore e 19 minuti, con sei blocchi di scene ritrovate e reinserite esattamente dove furono tagliate. Ecco l’elenco delle “aggiunte” originali, prima che la nuova versione possa essere vista il 22 giugno in <strong>piazza Maggiore a Bologna</strong> all’interno della prossima edizione del Cinema Ritrovato.</p><p>La prima è il dialogo tra Noodles, interpretato da <strong>Robert De Niro</strong>, e la direttrice del cimitero, interpretata da Louise Fletcher (scena ambientata nel 1968); la seconda è la sequenza muta in cui l’auto con Noodles e Max (interpretato da James Woods) affonda e l’ansia dei compagni che non vedono riemergere Noodles (1933); la terza dove il produttore del film <strong>Arnon Milchan</strong> nei panni dello chauffeur dialoga con Noodles (1933); la quarta ovvero la scena d’amore (a pagamento) tra Noodles e Eve, interpretata da Darlenne Fluegel (1933); la quinta, di nuovo nel ’68, con Deborah, interpretata da Elizabeth McGovern, interpreta la Cleopatra shakespeariana a teatro; infine, la sesta sempre nel ’68 in cui il senatore Bailey (nuova identità di Max), interpretato da James Woods, ha un colloquio nel suo studio privato con il sindacalista protagonista in passato di un “salvataggio” da parte della banda di Noodles e Max (1968).</p><p><object width="400" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629785661126%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629785661126%2F&amp;set_id=72157629785661126&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629785661126%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629785661126%2F&amp;set_id=72157629785661126&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p><p>Ridotto dallo stesso Sergio Leone per la prima al <strong>Festival di Cannes nel 1984</strong> e per il mercato europeo a 3 ore e 49 minuti, C’era una volta in America venne ulteriormente tagliato – per l’uscita sul mercato statunitense – a 2 ore e 19 minuti. Ecco allora una nuova versione che metterà d’accordo tutti, estimatori e non, di uno dei più importanti registi del cinema italiano.</p><p>Perché la <strong>Cineteca di Bologna</strong> ha lavorato con la famiglia Leone, storici del cinema, e la troupe originaria (il co-sceneggiatore Franco Ferrini, il produttore esecutivo Claudio Mancini, i montatori Patrizia Ceresani e Alessandro Baragli, il montatore del suono Fausto Ancillai) per recuperare e reinserire i 26 minuti di materiali aggiuntivi dove Leone li aveva pensati, utilizzando la sceneggiatura originale e i fotogrammi in testa e in coda delle scene tagliate per identificare esattamente il luogo da cui erano state eliminate.</p><p>La Cineteca di Bologna, dopo l’annoso e contestato passaggio a fondazione nell’inverno scorso, sarà presente in questi giorni sulla Croisette anche con altri titoli restaurati. Per il Progetto Rossellini (promosso da Istituto Luce Cinecittà, Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale e Coproduction Office) tocca a Viaggio in Italia firmato da Roberto Rossellini nel 1954 con una monumentale Ingrid Bergman.</p><p>Non mancano poi le rarità proposte dalla <strong>World Cinema Foundation</strong>, creata e presieduta da Martin Scorsese (nonché finanziatrice principale assieme alla fondazione Gucci del restauro di C’era una volta in America) sempre restaurati dalla Cineteca di Bologna come Lewat Djam Malam (titolo inglese: After the Curfew) diretto nel 1954 dall’indonesiano Usmar Ismail (restauro promosso dal Museo Nazionale di Singapore e WCF in collaborazione con Fondation Konfiden e Kineforum du Jakarta Arts Council) e Kalpana, unico film realizzato nel 1948 dal danzatore indiano Uday Shankar, fratello del musicista Ravi Shankar.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/cera-volta-america-risplende-cannes-grazie-restauro-della-cineteca/233770/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>C&#8217;era una volta in America restaurato. A Cannes rivive il mito di Sergio Leone</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/cannes-restauro-cera-volta-america-cineteca-rivivere-cinema-leone/233794/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/cannes-restauro-cera-volta-america-cineteca-rivivere-cinema-leone/233794/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 May 2012 13:08:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[C'era una volta in America]]></category> <category><![CDATA[cinema ritrovato]]></category> <category><![CDATA[director's cut]]></category> <category><![CDATA[extended version]]></category> <category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category> <category><![CDATA[James Woods]]></category> <category><![CDATA[Martin Scorsese]]></category> <category><![CDATA[restauro]]></category> <category><![CDATA[Robert De Niro]]></category> <category><![CDATA[Sergio Leone]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=233794</guid> <description><![CDATA[Eccolo come nuovo C’era una volta in America. L’imponente film che Sergio Leone girò nel 1984, restaurato dal laboratorio de L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna verrà presentato oggi, 18 maggio 2012, al Festival di Cannes nella sezione Cannes Classic]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/cannes-restauro-cera-volta-america-cineteca-rivivere-cinema-leone/233794/leone_er-2/" rel="attachment wp-att-233771"><img class="alignleft size-full wp-image-233771" title="leone_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/leone_er1.jpg?47e3a5" alt="" width="620" height="240" /></a>Eccolo come nuovo C’era una volta in America. L’imponente film che Sergio Leone girò nel 1984,<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/15/2012-cineteca-portera-piazza-restauro-cera-volta-america/177676/"> restaurato dal laboratorio de L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna</a> verrà presentato oggi, 18 maggio 2012, al Festival di Cannes nella sezione Cannes Classic.</p><p>Una <strong>extended version</strong> di ventisei minuti (la durata del film diventa quindi di 4 ore e 19 minuti, con sei blocchi di scene ritrovate e reinserite esattamente dove furono tagliate. Ecco l’elenco delle “aggiunte” originali, prima che la nuova versione possa essere vista il 22 giugno in <strong>piazza Maggiore a Bologna</strong> all’interno della prossima edizione del Cinema Ritrovato.</p><p>La prima è il dialogo tra Noodles, interpretato da <strong>Robert De Niro</strong>, e la direttrice del cimitero, interpretata da Louise Fletcher (scena ambientata nel 1968); la seconda è la sequenza muta in cui l’auto con Noodles e Max (interpretato da James Woods) affonda e l’ansia dei compagni che non vedono riemergere Noodles (1933); la terza dove il produttore del film <strong>Arnon Milchan</strong> nei panni dello chauffeur dialoga con Noodles (1933); la quarta ovvero la scena d’amore (a pagamento) tra Noodles e Eve, interpretata da Darlenne Fluegel (1933); la quinta, di nuovo nel ’68, con Deborah, interpretata da <strong>Elizabeth McGovern</strong>, interpreta la Cleopatra shakespeariana a teatro; infine, la sesta sempre nel ’68 in cui il senatore Bailey (nuova identità di Max), interpretato da James Woods, ha un colloquio nel suo studio privato con il sindacalista protagonista in passato di un “salvataggio” da parte della banda di Noodles e Max (1968).</p><p>Ridotto dallo stesso <strong>Sergio Leone</strong> per la prima al <strong>Festival di Cannes nel 1984</strong> e per il mercato europeo a 3 ore e 49 minuti, C’era una volta in America venne ulteriormente tagliato – per l’uscita sul mercato statunitense – a 2 ore e 19 minuti. Ecco allora una nuova versione che metterà d’accordo tutti, estimatori e non, di uno dei più importanti registi del cinema italiano.</p><p>Perché la Cineteca di Bologna ha lavorato con la famiglia Leone, storici del cinema, e la troupe originaria (il co-sceneggiatore <strong>Franco Ferrini</strong>, il produttore esecutivo Claudio Mancini, i montatori Patrizia Ceresani e Alessandro Baragli, il montatore del suono Fausto Ancillai) per recuperare e reinserire i 26 minuti di materiali aggiuntivi dove Leone li aveva pensati, utilizzando la sceneggiatura originale e i fotogrammi in testa e in coda delle scene tagliate per identificare esattamente il luogo da cui erano state eliminate.</p><p>La Cineteca di Bologna, dopo l’annoso e contestato passaggio a fondazione nell’inverno scorso, sarà presente in questi giorni sulla Croisette anche con altri titoli restaurati. Per il <strong>Progetto Rossellini</strong> (promosso da Istituto Luce Cinecittà, Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale e Coproduction Office) tocca a Viaggio in Italia firmato da Roberto Rossellini nel 1954 con una monumentale Ingrid Bergman.</p><p>Non mancano poi le rarità proposte dalla <strong>World Cinema Foundation</strong>, creata e presieduta da Martin Scorsese (nonché finanziatrice principale assieme alla fondazione Gucci del restauro di C’era una volta in America) sempre restaurati dalla Cineteca di Bologna come Lewat Djam Malam (titolo inglese: After the Curfew) diretto nel 1954 dall’indonesiano Usmar Ismail (restauro promosso dal Museo Nazionale di Singapore e WCF in collaborazione con Fondation Konfiden e Kineforum du Jakarta Arts Council) e <strong>Kalpana</strong>, unico film realizzato nel 1948 dal danzatore indiano Uday Shankar, fratello del musicista<strong> Ravi Shankar</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/18/cannes-restauro-cera-volta-america-cineteca-rivivere-cinema-leone/233794/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bologna, in piazza contro Green Hill. E al Senato rinviato il voto sulla vivisezione</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/bologna-piazza-contro-green-hill-senato-rinviato-voto-contro-vivisezione/232617/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/bologna-piazza-contro-green-hill-senato-rinviato-voto-contro-vivisezione/232617/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 May 2012 22:14:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[arresti]]></category> <category><![CDATA[articolo 14]]></category> <category><![CDATA[brambilla]]></category> <category><![CDATA[Green Hill]]></category> <category><![CDATA[lav]]></category> <category><![CDATA[occupy green hill]]></category> <category><![CDATA[senato]]></category> <category><![CDATA[vivisezione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=232617</guid> <description><![CDATA[Sono scesi in piazza ancora una volta per dire no alla vivisezione su cani, gatti e scimmie per esperimenti scientifici. Circa centocinquanta persone]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/bologna-piazza-contro-green-hill-senato-rinviato-voto-contro-vivisezione/232617/greenhill2_er/" rel="attachment wp-att-232546"><img class="alignleft size-full wp-image-232546" title="greenhill2_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/greenhill2_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="221" /></a>Sono scesi in piazza ancora una volta per dire no alla <strong>vivisezione</strong> su cani, gatti e scimmie per esperimenti scientifici. Circa centocinquanta persone hanno attraversato ieri pomeriggio il centro di Bologna, in contemporanea con analoghe manifestazioni a Milano, Torino e Roma, chiedendo la chiusura dello stabilimento di<strong> Green Hill</strong> a Montichiari (Brescia) da dove il 28 aprile sono stati “liberati” una trentina di cani beagle, e a cui hanno fatto seguito una dozzina di arresti tra gli oltre mille manifestanti.</p><p>Una manifestazione nata anche con l’intento di mostrare come il movimento di opinione attorno al tema si sia quantitativamente allargato per influire su quei parlamentari che ieri si sono riuniti al <strong>Senato</strong> per approvare l’<strong>articolo 14</strong> della legge comunitaria 3129 del 2011 riguardante la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici.</p><p>Un’approvazione che ha però subito un ulteriore slittamento in avanti per una questione <strong>procedurale</strong> che pare però derivare anche dalla difficile gestione dello scontro pro/contro vivisezione, trasversale rispetto ai classici schieramenti partitici in Parlamento. A determinare il rinvio al 3 giugno prossimo non sono state le discussioni in merito agli emendamenti da discutere in Commissione sull’articolo 14, ma rispetto all’articolo 25 della stessa legge e dei relativi emendamenti.</p><p>Infatti il presidente della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) <strong>Filippo Berselli</strong> (Pdl) ha rimandato l’approvazione congiunta degli emendamenti sull’<strong>art. 25</strong>, ovvero quello inerente i temi riguardanti l’ambito della “giustizia”, e quelli sull’articolo 14, ponendo come data ultima per la discussione di questi il 6 giugno. A ciò seguirà una discussione unitaria del pacchetto emendativo. Probabile che la tempistica per il voto sull’articolo 14, quindi, possa arrivare a fine giugno, se non addirittura a luglio.</p><p>Un articolo delicatissimo, il 14, detto anche emendamento Brambilla, che se votato senza troppe modifiche sostanziali significherebbe un cambiamento radicale per il mondo della sperimentazione medico-sanitaria in ambito animale. Il comma B, infatti, delinea uno scenario nuovo a partire dal mondo della cosmesi: “ <strong>vietare</strong> l’utilizzo di scimmie antropomorfe, cani, gatti ed esemplari di specie in via d’estinzione a meno che non risulti obbligatorio in base a legislazioni o farmacopee nazionali o internazionali o non si tratti di ricerche finalizzate alla salute dell’uomo o delle specie coinvolte, condotte in conformità ai princìpi della direttiva 2010/63/UE, previa autorizzazione del Ministero della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità”.</p><p>Il corteo di protesta bolognese con in testa i componenti di<strong> Occupy Green Hill</strong>, <strong>Lav (</strong>Lega Anti Vivisezione) e <strong>Salviamo gli orsi della Luna</strong>, ha anche ricordato i tre arrestati emiliano romagnoli dopo il blitz animalista del 28 aprile scorso: “Per noi sono eroi che hanno liberato esseri viventi da immotivate torture”. Sui tre fermati e poi rilasciati dopo due giorni passati in carcere (una ragazza di Ferrara, una di Bologna e un signore di Argelato &#8211; Bo -) pendono ancora accuse pesanti come rapina, aggressione a pubblico ufficiale e violazione di domicilio.</p><p>Per il movimento animalista c&#8217;è già un nuovo appuntamento di protesta, questa volta nazionale e concentrato in una sola città, il 16 giugno a Roma, in attesa del verdetto del Senato.</p><p><strong>La foto è di Daniele Aversano</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/17/bologna-piazza-contro-green-hill-senato-rinviato-voto-contro-vivisezione/232617/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Ue indaga sul nuovo Passante Nord. I comitati: “C’è un progetto alternativo”</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/apre-fascicolo-nuovo-passante-nord-comitati-%e2%80%9cc%e2%80%99e-progetto-alternativo%e2%80%9d/231806/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/apre-fascicolo-nuovo-passante-nord-comitati-%e2%80%9cc%e2%80%99e-progetto-alternativo%e2%80%9d/231806/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 May 2012 16:46:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Commissione europea]]></category> <category><![CDATA[giacomo venturi]]></category> <category><![CDATA[Gianni Galli]]></category> <category><![CDATA[Passante Nord]]></category> <category><![CDATA[passantino]]></category> <category><![CDATA[Società Autostrade]]></category> <category><![CDATA[Ue]]></category> <category><![CDATA[variante]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=231806</guid> <description><![CDATA[Si complica la faccenda del Passante Nord, secondo per quantità di investimenti solo al ponte sullo stretto di Messina con oltre un miliardo e mezzo di euro, e che dovrebbe aggirare]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/27/la-strana-alleanza-tra-favia-e-lega-nord-contro-la-nuova-autostrada/160351/passantenord_er/" rel="attachment wp-att-160357"><img class="alignleft size-full wp-image-160357" title="passantenord_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/passantenord_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>Si complica la faccenda del <strong>Passante Nord</strong>, secondo per quantità di investimenti solo al ponte sullo stretto di Messina con oltre un miliardo e mezzo di euro, e che dovrebbe aggirare lo snodo autostradale/tangenziale di Bologna, partendo da Ponte Rizzoli a Est della città per arrivare a Lavino di Mezzo a ovest, programmato fin dall’agosto del 2002.</p><p>Il nuovo progetto, il<strong> “passantino”</strong>, porterebbe il tracciato iniziale dai 41,4 chilometri a circa 30, partendo e concludendosi da due nuove città (San Lazzaro e Borgo Panigale) e interessando nuovi comuni. Ed è su questo nuovo documento che si sono riattivate le schermaglie tra Regione e Provincia da una parte e il Comitato di Cittadini proponenti un’alternativa al Passante dall’altra. Dato che proprio questi ultimi hanno fatto richiesta di “accesso agli atti” presentando un esposto a<strong> Bruxelles</strong> per far sapere alla Ue che la “variante” al Passante di cui si è sentito parlare sarebbe chiusa in cassetto e che i tutti i relativi cambiamenti di tracciato non sarebbero stati discussi in sede pubblica, come vuole la legge regionale 3 del 2010 sulla trasparenza e la partecipazione dei cittadini.</p><p>“La Comunità Europea aveva già correttamente bloccato il tentativo di affido diretto della realizzazione dell’opera a Società Autostrade che spacciava il tracciato di 40 km come potenziamento e non nuova opera”, spiega <strong>Gianni Galli</strong> portavoce del comitato, “sorte molto controversa sta avendo anche il cosiddetto “passante corto” bloccato non solo dai cittadini ma anche dai sindaci e pensato per eludere i tre no già incassati dal primo progetto”.</p><p>“Sia chiaro: noi del comitato non siamo pregiudizialmente contrari a un’opera infrastrutturale che riduca il congestionamento del traffico sulla quadrupla bretella autostrada/tangenziale bolognese tanto che fin dal 2004 abbiamo proposto un’alternativa fattibile e poco dispendiosa come <strong>impatto ambientale</strong>”, prosegue Galli, “intervenire sul tracciato dell’asse tangenziale attualmente esistente sfruttando le scarpate laterali a fianco dell’attuale infrastruttura, già di proprietà per il 90% di Autostrade, da cui si potrebbero ricavare due corsie per senso di marcia con rispettive corsie di emergenza”.</p><p>Ma il comitato proprio di fronte al “passantino” non si è fermato e ha rilanciato con un nuovo progetto in supporto a quello già presentato anni fa indicando la possibilità di un percorso a pochi chilometri dalla periferia, da Castenaso a Trebbo di Reno, e su tracciati <strong>già presenti</strong> solo da allargare e a cui aggiungere la costruzione di un paio di ponti: “facciamo un passo per volta, potenziamo le strade già esistenti, un passo indietro per Regione e Provincia non sono una sconfitta ma un ripensamento logico visto che i dati della Società Autostrade indicano che le stime di afflusso dei veicoli previsti nel 2003, e su cui si fondava l’urgenza e la dimensione del Passante Nord, si sono ampiamente ridimensionati”.</p><p>Dati che però non convincono il vicepresidente della Provincia, <strong>Giacomo Venturi</strong>, “stiamo parlando del terzo snodo più trafficato d’Italia e lo risolviamo con due ponti e due strade nuove? Dubito che possa bastare. Ad ogni modo non esiste nessun “passantino”. L’unico progetto è quello iniziale a cui la Ue ha dato il via libera nel luglio 2010. Siamo comunque consapevoli che lo studio fatto a suo tempo non potrà essere realizzabile in quanto tale e siamo quindi disponibili ad una discussione condivisa con cui razionalizzare e modificare il percorso. Basta che le proposte siano corrispondenti alla versione del Passante previsto nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale”.</p><p>“Il “passantino” esiste ed è stato discusso all’hotel <strong>Green Park</strong> di Quarto Inferiore il 3 marzo 2012 presenti i preoccupati sindaci di Argelato e Castenaso”, chiosa Galli, “Semmai qui non si vuole dire che l’unico futuro possibile per chi abita nella pianura bolognese proposto dal vicepresidente Venturi e dall’assessore regionale <strong>Alfredo Peri</strong> è quello di mangiare non più frutta e verdura raccolte nei campi ma soltanto asfalto e pietre. Questi amministratori pubblici sono proprio fuori dal mondo”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/apre-fascicolo-nuovo-passante-nord-comitati-%e2%80%9cc%e2%80%99e-progetto-alternativo%e2%80%9d/231806/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Festa del Cinema a Bologna. Per 12 giorni le sale del centro fanno la guerra ai multiplex</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/festa-cinema-bologna-giorni-sale-centro-fanno-guerra-multiplex/230998/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/festa-cinema-bologna-giorni-sale-centro-fanno-guerra-multiplex/230998/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 May 2012 23:06:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[agis]]></category> <category><![CDATA[Bastardi senza gloria]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[capitol]]></category> <category><![CDATA[Cinema in Festa]]></category> <category><![CDATA[Circuito Cinema]]></category> <category><![CDATA[Claudio Reginelli]]></category> <category><![CDATA[esercenti]]></category> <category><![CDATA[gianluca farinelli]]></category> <category><![CDATA[Il Gattopardo]]></category> <category><![CDATA[Lezioni di piano]]></category> <category><![CDATA[multiplex]]></category> <category><![CDATA[Parma]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=230998</guid> <description><![CDATA[Meglio tardi che mai. Dopo la moria di sale cinematografiche nel centro storico, ecco il colpo d’ala che da Bologna non t’aspetti. Cinema in Festa, dal 18 al 30 maggio 2012]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/festa-cinema-bologna-giorni-sale-centro-fanno-guerra-multiplex/230998/cinema_er/" rel="attachment wp-att-230997"><img class="alignleft size-full wp-image-230997" title="cinema_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/cinema_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>Meglio tardi che mai. Dopo la moria di sale cinematografiche nel centro storico, ecco il colpo d’ala che da Bologna non t’aspetti. <em><strong>Cinema in Festa</strong></em>, dal 18 al 30 maggio 2012, diventa un’iniziativa unica a livello nazionale, sulla falsariga di diverse esperienze di città europee. Tant’è che da venerdì prossimo ogni volta che si acquisterà un biglietto a prezzo pieno in un cinema di<strong> Bologna</strong> verranno regalati due coupon da 3 euro che potranno essere utilizzati tra le quattordici sale del centro città dal giorno successivo, e che saranno validi come un biglietto normale.</p><p>Inoltre ogni pomeriggio, a rotazione nelle medesime sale, vedremo gratuitamente capolavori del cinema mondiale come <em><strong>Il Gattopardo, Lezioni di piano, La dolce vita, E.T, Tempi moderni, L’infernale Quinlan, Bastardi senza gloria</strong></em> (versione originale) e tanti altri.</p><p>I nomi dei cinema vanno elencati con cura visto che da qui parte la riscossa delle superstiti sale del centro (e non) contro i <strong>multiplex</strong>, che a Bologna sono soltanto due (The Space e Uci), ma che hanno provocato in nemmeno dodici anni di attività sconquassi non da poco: <strong>Capitol</strong>, Circuito Cinema (<strong>Odeon, Rialto, Roma d’Essai, Europa</strong>), Arlecchino, Bristol, Chaplin, Fossolo, Jolly, Medica Palace, Nosadella, Smeraldo e la sala della Cineteca, il Lumiere.</p><p>“Dopo il calo del 22% del primo trimestre 2012, aprile ha avuto un segno ampiamente positivo con un più 32% di spettatori”, spiega Alessandro Morandi Berselli, proprietario del Capitol, “vogliamo quindi con questa Festa rilanciare l’<strong>esclusività</strong> delle nostre sale che non hanno nulla da invidiare ai multiplex: la maggior parte di noi ha le proiezioni digitalizzate, molti servizi sono informatizzati e nel caso di persone anziane che ne hanno bisogno il nostro personale le accompagna a sedere”.</p><p>“Vogliamo che questa Festa sia il primo appuntamento di una serie di occasioni in cui il cinema nelle sale del centro città torna ad essere protagonista”, prosegue Morandi, “stiamo pensando a una <strong>Notte Bianca del cinema</strong> da tenersi tra settembre e ottobre prossimi, con la riedizione degli spettacoli della mezzanotte e delle due. E ricordiamoci che tutto questo avviene solo perché tra noi esercenti è nata una sinergia: in questo momento di crisi economica lo scontro non conviene più”.</p><p>Un ritorno ad un sistema <strong>collettivo</strong>, segno che il neoliberismo con la sua concorrenza senza regole ha fatto più male che bene, almeno nel settore della visione dei film: “In Europa una Festa come questa è normale. L’investimento nella “formazione” dello spettatore è un dato di fatto”, aggiunge il direttore della Cineteca, Gianluca Farinelli, “in Italia poi al male del download gratuito si è associato il grande male di fine secolo: la distruzione della produzione cinematografica a favore del prodotto televisivo”.</p><p>Bologna tenta di resistere al peggio, poco prima che anche le rimanenti storiche sale soccombano ai multiplex della prima periferia: “L’idea è quella di organizzare anche una Festa del Cinema regionale, ma ammetto che la situazione di Bologna è unica”, spiega il segretario Agis Emilia Romagna, <strong>Claudio Reginelli</strong>, “a <strong>Parma</strong>, ad esempio, i danni sono pressoché irreparabili: le sale del centro città sono state totalmente svuotate dai multiplex e ne sono rimaste soltanto due”.</p><p>La guerra ai multiplex è ufficialmente aperta, in attesa che anche la <strong>digitalizzazione</strong> di tutte la sale cinematografiche regionali, ovvero l’ultimo tassello dell’ennesimo cambiamento imposto dalle grandi multinazionali che governano in modo dispotico produzione e distribuzione della settima arte, arrivi a conclusione: “Le amministrazioni regionali di Piemonte, Lombardia e Toscana stanno già provvedendo a sovvenzionare la trasformazione delle sale sul territorio agevolandole fiscalmente ed economicamente entro il primo gennaio 2014, data ultima che le grandi major hanno imposto”, spiega ancora Morandi, “noi abbiamo richiesto alla Regione Emilia Romagna più volte un incontro su questo, ma non abbiamo ancora ottenuto risposta”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/16/festa-cinema-bologna-giorni-sale-centro-fanno-guerra-multiplex/230998/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ecco perché Guaraldi non vende il Bologna: costruirà un centro sportivo a Granarolo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/ecco-perche-guaraldi-vende-bologna-costruira-centro-sportivo-granarolo/230643/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/ecco-perche-guaraldi-vende-bologna-costruira-centro-sportivo-granarolo/230643/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 May 2012 13:08:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Albano Guaraldi]]></category> <category><![CDATA[Alfredo Cazzola]]></category> <category><![CDATA[area edificabile]]></category> <category><![CDATA[centro sportivo]]></category> <category><![CDATA[diamanti]]></category> <category><![CDATA[Futura Costruzioni]]></category> <category><![CDATA[giacomo venturi]]></category> <category><![CDATA[Granarolo]]></category> <category><![CDATA[protocollo d'intesa]]></category> <category><![CDATA[Ramirez]]></category> <category><![CDATA[rimondi]]></category> <category><![CDATA[romilia]]></category> <category><![CDATA[volpi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=230643</guid> <description><![CDATA[Ventidue ettari, dodici campi da calcio, strutture per ospitare i giocatori, ampi parcheggi e la Piazza degli Scudetti dove un maxischermo potrà mostrare i match di calcio]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/ecco-perche-guaraldi-vende-bologna-costruira-centro-sportivo-granarolo/230643/guaraldi_er/" rel="attachment wp-att-230472"><img class="alignleft size-full wp-image-230472" title="Guaraldi_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/Guaraldi_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>Ventidue ettari, dodici campi da calcio, strutture per ospitare i giocatori, ampi parcheggi e la Piazza degli Scudetti dove un maxischermo potrà mostrare i match di calcio più avvincenti di campionati e coppe. Inizia così l’avventura dell’imponente <strong>Centro Sportivo</strong> che il Bologna F.C.1909 intende costruire tra Quarto Inferiore e Granarolo dell’Emilia, a circa quattro chilometri dalla prima periferia di Bologna.</p><p>Per questo è stato simbolicamente firmato il<strong> Protocollo d’Intesa</strong> tra Provincia di Bologna, Comune di Granarolo e Bologna Calcio dove si indicano le linee di massima con cui ricostruire l’intera area entro e non oltre l’estate del 2014. “Come abbiamo guarito il Bologna Calcio dalla sindrome del fallimento, ci accingiamo a darle un futuro positivo e appassionato”, ha spiegato il presidente <strong>Albano Guaraldi</strong>, che con la squadra da lui voluta è appena finito nono in classifica a 51 punti come non succedeva da anni, “oltre alla prima squadra abbiamo venti squadre giovanili con oltre 500 ragazzi che si allenano in vari punti della città e della provincia, con questo centro sportivo si alleneranno insieme”.</p><p>Operazione che sembra solo attendere la posa della prima pietra dopo anni in cui si sono susseguiti, e arenati, diversi presidenti del Bologna F.c. che, oltre al centro sportivo, avrebbero voluto costruire anche uno stadio nuovo (la<strong> Romilia</strong> di Alfredo Cazzola, n.d.r.), progetti poi cassati dalle amministrazioni pubbliche locali.</p><p>Istituzioni che si sono improvvisamente convinte del progetto Guaraldi e che hanno già messo a disposizione il terreno, rendendolo area edificabile: “Riconosciamo il ruolo privato con finalità pubbliche dell’operazione”, ha spiegato il vicepresidente della Provincia di Bologna, <strong>Giacomo Venturi</strong>.</p><p>Una presentazione che è però stata accompagnata da parecchie polemiche. In primo luogo perché una piccola porzione dell’area, che in totale è piuttosto ampia (224.641 metri quadrati), è di proprietà di uno dei soci del Bologna Calcio e del Bologna 2010, l’imprenditore<strong> Giampaolo Rimondi</strong> e perché diversi interventi edilizi verranno svolti dalla <strong>Futura Costruzioni</strong> s.r.l. di proprietà dello stesso presidente Guaraldi: “Trovo che siano polemiche sterili, la mia azienda lavorerà per un ritorno economico davvero irrisorio, dov’è il problema?”, ha chiesto piuttosto incollerito il massimo dirigente del Bologna Calcio, “anche per il nostro socio Rimondi stiamo seguendo i massimi criteri di trasparenza e di sua proprietà è solo un piccolo appezzamento di terreno su cui edificheremo il centro”.</p><p>Altro punto dirimente sta nel Protocollo d’Intesa appena firmato dalle istituzioni e Bologna calcio, dove si cita “la riqualificazione di superfici esistenti (…) anche a <strong>scopi residenzial</strong>i” e “la cessione gratuita da parte  dell’amministrazione comunale al Bfc di una superficie territoriale adeguata nel rispetto degli indici di<strong> edificabilità</strong>”. Provincia di Bologna e Comune di Granarolo gettano acqua sul fuoco, anche se per molti il fatto che Futura Costruzioni s.r.l. di cui è proprietario Albano Guaraldi, abbia <a href="http://www.futuracostruzioni.it/it/interventi.php">in progetto numerose ville ed edifici proprio nei pressi dell’area dove sorgerà il centro sportivo</a> (Quarto Inferiore, Granarlo, Castenaso) rimane un caso piuttosto singolare di scelta del territorio su cui impiantare la nuova grande opera.   </p><p>Infine rimane un’incognita il <strong>prezzo</strong> dell’operazione. Cifra che non dovrebbe essere solo all&#8217;inizio dei lavori inferiore agli otto milioni di euro, ovviamente da chiedere come prestito bancario per accedere a un mutuo e in parte anche come credito sportivo per la costruzione dell’impianto: “Non ho ancora idea di quanto spenderemo e non ve lo dico adesso. Diciamo che il primo step per il centro sportivo mi costerà meno di quanto hanno influito a bilancio i giocatori fuori rosa”. Prezzo top secret su cui si scaldano gli animi di società, giornalisti e tifosi che con un blitz sono entrati nella sala della provincia dove si presentava il Centro Sportivo chiedendo perché investire così tanti quattrini in questo progetto quando non si ha idea se ci saranno gli euro per trattenere a Bologna campioncini come<strong> Ramirez </strong>e<strong> Diamanti</strong>: “Le due operazioni sono separate, sono due economie parallele”.</p><p>Un Bologna Calcio che con questa nuova “propaggine” aumenterà il suo valore patrimoniale e quindi per chi cercherà d’ora in avanti di acquistarlo varrà ben di più di quei 30-35 milioni di euro che si dice siano l’offerta che si cela dietro la lettera dell’advisor Tamburi, dietro cui si dovrebbe nascondere il petroliere <strong>Volpi</strong>: “Se rispondo a Volpi? Quando riceverò la lettera originale vi saprò dire”. </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/15/ecco-perche-guaraldi-vende-bologna-costruira-centro-sportivo-granarolo/230643/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Patti Smith a Bologna il 15 luglio per presentare l’album Banga</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/patti-smith-bologna-luglio-presentare-l%e2%80%99album-banga/229186/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/patti-smith-bologna-luglio-presentare-l%e2%80%99album-banga/229186/#comments</comments> <pubDate>Mon, 14 May 2012 14:35:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Banga]]></category> <category><![CDATA[Because the night]]></category> <category><![CDATA[Bologna]]></category> <category><![CDATA[Horses]]></category> <category><![CDATA[New York]]></category> <category><![CDATA[pacifismo]]></category> <category><![CDATA[Patti Smith]]></category> <category><![CDATA[Ustica]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=229186</guid> <description><![CDATA[L’album di inediti uscirà solo il 5 giugno 2012, ma Patti Smith ha già pronto il tour europeo che partirà subito dopo e comprenderà ancora una volta nove tappe italiane]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/patti-smith-bologna-luglio-presentare-l%e2%80%99album-banga/229186/patti-smith_er/" rel="attachment wp-att-229095"><img class="alignleft size-full wp-image-229095" title="Patti Smith_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/Patti-Smith_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>L’album di inediti uscirà solo il 5 giugno 2012, ma<strong> Patti Smith</strong> ha già pronto il tour europeo che partirà subito dopo e comprenderà ancora una volta nove tappe italiane, tra cui il 15 luglio Bologna.</p><p>Patti Smith and her band è uno degli appuntamenti di Bolognaestate 2012 ed è inserito nelle attività programmate per celebrare il XXXII anniversario della Strage di Ustica. Sensibile alle tematiche politiche e sociali, la rocker originaria di <strong>Chicago, </strong>vita artistica formatasi sulla Est Coast tra il New Jersey e New York, sessantasei anni il prossimo dicembre, proporrà il suo undicesimo album<em><strong> Banga</strong></em>, a distanza di 37 anni dallo storico esordio con Horses.</p><p>Il clima musicale e la (contro)cultura non sono più gli stessi, e non lo sono da tempo, ma il rock ruvido e doloroso della Smith sembra aver attraversato i lustri con una carismatica e vibrante forza d’urto. Lei sa ancora cantare declamando versi come gli amici della Beat generation sapevano fare. Un marchio di fabbrica che non ha subito scossoni o revisioni nelle centinaia di date di tournée in giro per il mondo, ma che ha anzi rafforzato la coerenza di una rocker americana pacifista senza se e senza ma, nonostante le mode guerrafondaie di un ventennio di guerre diventate improvvisamente giuste o umanitarie.</p><p>La tracklist di Banga che circola in rete sarebbe composta da dodici brani: Amerigo, Fuji-san, April Fool (l’unica anticipazione che circola sul web), This is the Girl, Banga, Maria, Tarkovsky (The Second Stop is Jupiter), Mosaic, Nine, Seneca, Constantine’s Dream, After the Gold Rush. Un lavoro complesso, che parte da sogni e osservazioni maturate in questi anni dalla cantante-poetessa declinate nei diversi momenti della tracklist: <strong>Amerigo</strong> ispirato al viaggio in America di Vespucci nel 1497, un pezzo ispirato dal recente tragico terremoto in Giappone <strong>Fuji-san</strong>, fino alla canzone dedicata alla memoria di Amy Winehouse <strong><em>This is the girl</em></strong> e al compleanno del suo amico Johnny Depp, <strong><em>Nine</em></strong>.</p><p>Il disco è stato registrato agli Electric Lady Studios di New York con la band attuale (Lenny Kaye alla chitarra, Jay Dee Daugherty alla batteria, Tony Shanahan al basso e tastiere, il figlio Jackson Smith alla chitarra) e alcuni ospiti speciali tra cui Tom Verlaine.</p><p>La data di Bologna è la seconda tra quella italiane, prima ancora di quella di Roma del 20 luglio e di Milano del 23 luglio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/14/patti-smith-bologna-luglio-presentare-l%e2%80%99album-banga/229186/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Romanzo di una strage, Giordana a Bologna. Si torna a discutere di Piazza Fontana</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/romanzo-strage-giordana-bologna-torna-discutere-piazza-fontana/228371/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/romanzo-strage-giordana-bologna-torna-discutere-piazza-fontana/228371/#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 May 2012 22:23:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[12 dicembre 1969]]></category> <category><![CDATA[Cinema]]></category> <category><![CDATA[Cineteca di Bologna]]></category> <category><![CDATA[Elio Petri]]></category> <category><![CDATA[I cento passi]]></category> <category><![CDATA[Lotta Continua]]></category> <category><![CDATA[Luigi Calabresi]]></category> <category><![CDATA[Lumiere]]></category> <category><![CDATA[marco tullio giordana]]></category> <category><![CDATA[Paolo Cucchiarelli]]></category> <category><![CDATA[piazza fontana]]></category> <category><![CDATA[pier paolo pasolini]]></category> <category><![CDATA[pierfrancesco favino]]></category> <category><![CDATA[romanzo di una strage]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=228371</guid> <description><![CDATA[Da quando Marco Tullio Giordana si è messo in testa che il suo cinema, o meglio il suo tocco d’autore cinematografico, dovesse essere quello di ri-raccontare molti episodi oscuri ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/romanzo-strage-giordana-bologna-torna-discutere-piazza-fontana/228371/romanzo-di-una-strage_er/" rel="attachment wp-att-228323"><img class="alignleft size-full wp-image-228323" title="romanzo-di-una-strage_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/romanzo-di-una-strage_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>Da quando <strong>Marco Tullio Giordana</strong> si è messo in testa che il suo cinema, o meglio il suo tocco d’autore cinematografico, dovesse essere quello di ri-raccontare molti episodi oscuri della storia italiana post ’68, il dibattito politico attorno al cinema italiano non è stato più lo stesso. Non che l&#8217;autore de La meglio gioventù si sia messo a sentenziare colpe e colpevoli alla maniera di un Renzo Martinelli qualsiasi, ma questa sorta di nebulosa e volontaria riapertura del caso <strong>Piazza Fontana</strong> con <strong><em>Romanzo di una strage</em></strong> (la tesi della doppia bomba, per intenderci) ha creato più clamore di quanto potesse provocarlo il tradizionale script del duo Rulli&amp;Petraglia, fin dal &#8217;69 sulla cresta dell&#8217;onda nel cinema &#8220;politico&#8221; italiano, attenti in questo caso a costruire una drammaturgia attorno al rapporto umano tra l&#8217;anarchico Pinelli (Favino) e il commissarrio Calabresi (Mastandrea).</p><p>Anche per questo la discesa di Giordana a Bologna, lunedì 14 maggio ore 21.15 al cinema Lumiere di Bologna per la proiezione di Romanzo di una strage con relativo <strong>dibattito</strong> a fine film, diventerà l’ennesimo capitolo per i commenti storici-politici-giudiziari attorno ad una pellicola con cui si è voluto ostinatamente tornare alle origini dello stragismo nero in Italia, ricostruendo cronaca, dinamiche ideologiche e percorsi giudiziari della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969.</p><p>Forte di tre David di Donatello appena vinti, <strong>Pierfrancesco Favino e Michela Cescon</strong> come attori non protagonisti nei panni dei coniugi Pinelli, e Stefano Marinoni e Paola Trisoglio per i migliori effetti speciali visivi (?), il film di Giordana verrà anticipato sempre al Lumiere alle ore 18 sia da Ipotesi attorno alla morte di Pinelli – d<strong>i Elio Petri,</strong> 1970 – che da 12 Dicembre &#8211; di Giovanni Bonfanti con la collaborazione di <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, 1972. Due esempi di cinema militante che da un lato, con quel geniaccio di Petri e il corpicione di Gian Maria Volonté, ripercorrono in modo a tratti grottesco gli eventi di quei giorni del ’69 ricostruendo tra teatro civile e cinéma-verité le tre versioni dei fatti fornite dalle autorità; dall’altro dove l’attenzione si sposta sui conflitti sociali che laceravano il paese in quegli anni grazie al fatto che il documentario è il risultato della collaborazione tra Lotta Continua e Pier Paolo Pasolini.</p><p>Successivamente sarà la volta di Romanzo di una strage alla presenza di Giordana, dello scenografo pugliese <strong>Giancarlo Basili</strong> oramai trapiantato da anni nel buen ritiro di Calderara di Reno in provincia di Bologna, e dal presidente della Fondazione Cineteca, il regista Carlo Mazzacurati.</p><p>L<strong>’ambiguit</strong>à della fitta trama storica di Romanzo di una strage tradisce le migliori intenzioni divulgative di Giordana, abbonato per un certo periodo a ricostruzioni più sensibili al proprio cuore e alla propria pancia (Pasolini – un delitto italiano, 1995; <em><strong>I cento passi</strong></em>, 2000), poi sfociate in grossolane calligrafie sul razzismo “padano” (Quando sei nato non puoi più nasconderti, 2005) e su un tetro melò dei fascistissimi Valenti-Ferida che grida ancora una storica e cinematografica vendetta (Sanguepazzo, 2008).</p><p>Ciò che più ha fatto <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/09/lettera-aperta-paolo-cucchiarelli/203282/">discutere attorno al nuovo film </a>del sessantaduenne regista milanese è però stata la scelta di avere <strong>Paolo Cucchiarelli</strong> come soggettista del film, ovvero l’autore del criticato saggio Il segreto di Piazza Fontana, e quindi della messa in scena come incontrovertibile dato storico, la tesi della doppia valigia e della doppia bomba come spiegazione plausibile di quello che avvenne nel salone della Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano, in quel fosco pomeriggio del 1969.  </p><p>Una scelta che da cinematografica si è fatta subito etica e che racchiude una sorta di <strong>parificazione</strong>, o per molti altri storici un vero e proprio sbilanciamento, di responsabilità politiche più sul versante dell’anarchismo e della violenza dell’estrema sinistra piuttosto che della nascente e sanguinaria pista dello stragismo neofascista, poi subito diventato vero e proprio cancro che ha saputo mandare in mille pezzi il delicato equilibrio costituzionale italiano negli anni settanta.</p><p>Per porre dubbi e riferire perplessità, come sperticarsi in elogi e ringraziamenti a Marco Tullio Giordana, bisogna mettersi in coda alla cassa del Lumiere aggiungendosi agli spettatori che in un mese di programmazione hanno fornito alla produzione Cattleya circa due milioni di euro d’incassi (68esimo posto nella classifica stagionale italiana).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/romanzo-strage-giordana-bologna-torna-discutere-piazza-fontana/228371/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Formato ridotto, il nuovo cinema in Super 8 con testi di Brizzi, Cavazzoni e Wu Ming 2</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/12/formato-ridotto-nuovo-cinema-super-testi-brizzi-cavazzoni-ming/227380/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/12/formato-ridotto-nuovo-cinema-super-testi-brizzi-cavazzoni-ming/227380/#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 May 2012 00:11:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[bologna calcio]]></category> <category><![CDATA[Enrico Brizzi]]></category> <category><![CDATA[Ermanno Cavazzoni]]></category> <category><![CDATA[Formato Ridotto]]></category> <category><![CDATA[Home Movies]]></category> <category><![CDATA[Paolo Simoni]]></category> <category><![CDATA[riviera romagnola]]></category> <category><![CDATA[Super 8]]></category> <category><![CDATA[Ugo Cornia]]></category> <category><![CDATA[wu ming]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=227380</guid> <description><![CDATA[Al cinema pensavamo di aver visto tutto, ma da oggi in Emilia Romagna possiamo vedere qualcosa in più. Formato ridotto, ovvero il capolavoro cinematografico dell’anno. All’apparenza un giochino da ragazzi, nella sostanza un lavoro memore della lezione della Nouvelle Vague più teorica]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/12/formato-ridotto-nuovo-cinema-super-testi-brizzi-cavazzoni-ming/227380/formato-ridotto2_er/" rel="attachment wp-att-227368"><img class="alignleft size-full wp-image-227368" title="formato ridotto2_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/formato-ridotto2_er.jpg?47e3a5" alt="" width="620" height="240" /></a>Al cinema pensavamo di aver visto tutto, ma da oggi in Emilia Romagna possiamo vedere qualcosa in più. <em><strong>Formato ridotto</strong></em>, ovvero il capolavoro cinematografico dell’anno. All’apparenza un giochino da ragazzi, nella sostanza un lavoro memore della lezione della Nouvelle Vague più teorica e dell’avanguardia americana (Jonas Mekas?) più sperimentale</p><p>O forse straordinariamente niente di tutto questo nei 52 minuti di Formato ridotto,<strong>film collettivo</strong> che segna l’incontro tra l’associazione Home Movies e un gruppo di scrittori emiliano romagnoli come <strong>Enrico Brizzi, Ermanno Cavazzoni, Emidio Clementi, Ugo Cornia </strong>e<strong> Wu Ming 2</strong> (Giovanni Cattabriga). Una truppa eterogenea di scrivani artefice di testi originali elaborati di fronte alle immagini dell’Archivio Nazionale dei film di Famiglia.</p><p>Un piccolo passo indietro, per capire meglio. <strong>Home Movies</strong> è un associazione bolognese coordinata da Paolo Simoni: enorme archivio di super8 registrati per temi, memoria storica del cinema amatoriale che altrimenti finirebbe in qualche cantina come spurio ricordo impolverato.</p><p>Invece con Formato Ridotto, non il primo lavoro cinematografico che esce da Home Movies, anzi, si inaugura una formula nuova che sa tanto di sperimentazione andata a buon fine: <strong>filmati amatoriali</strong> e testo di finzione scritto ispirandosi alle immagini d’epoca.</p><p><object width="400" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629689515242%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629689515242%2F&amp;set_id=72157629689515242&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629689515242%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629689515242%2F&amp;set_id=72157629689515242&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p><p>Ecco allora il primo corto, <strong><em>Il mare d’inverno</em></strong> con testo e lettura di Ermanno Cavazzoni, sorta di comica divagazione attorno al tema della vacanza al mare, guarda caso l’invadente riviera romagnola. Proprio perché è lì che forse più che in ogni altro litorale vacanziero gli umani si sono “mangiati” il mare. Scorrono i mesi e si susseguono canottiere anni settanta, cemento sulla riva, e invasioni di spiaggia che dalla voce di Cavazzoni diventano innaturali protuberanze del vivere umano.<a href="http://www.formatoridotto.com/?p=63"> (trailer del primo corto)</a></p><p>Secondo corto è <em><strong>Uomini la domenica</strong></em> di Emidio Clementi, il rito della partita di calcio vissuto da un gruppo di amici sulla metà degli anni cinquanta. I match dell’anno ’56-’57 e sono Bologna Palermo (1-1, gol di Cervellati) e Inter-Bologna 2-2, fino all’apoteosi fugace dello scudetto del ’64. Le immagini che nel primo corto venivano tratte da almeno una decina di fonti private, qui arrivano soltanto dalle riprese amatoriali di Vittorio Cavina. Un tour amichevole, tra paltò e sigarette senza filtro, sugli spalti dei distinti del Dall’Ara dove si distinguono, tra gli altri, il critico cinematografico Renzo Renzi e una trasferta milanese a trafiggere le nebbie e gli sfavori del pronostico.<a href="http://www.formatoridotto.com/?p=79"> (trailer di Uomini la domenica)</a></p><p>Terzo episodio, <strong><em>Uomo donna pietra</em></strong>. Il miglior Enrico Brizzi dai tempi di Bastogne. Poesia pura, storia d’amore insicura barattata nei tempi e nella durata grazie alle potenti dosi magnetiche della pietra di Bismantova sugli Appennini reggiani (quattro i proprietari d’immagini saccheggiati, n.d.r.). <a href="http://www.formatoridotto.com/?p=77">(trailer di Uomo donna pietra)</a></p><p>Quarto episodio è <strong><em>51</em></strong> di Wu Ming 2. Baldanzoso saggio/comizio che Cattabriga dedica alla prima festa dell’Unità che si svolse alla Montagnola di Bologna nel 1951. Il comunismo in salsa italiana, con profondo stupore del Wu Ming non era fatto di bandiere rosse e pugni chiusi, ma all’insegna della pace nel mondo, di gare di miss Unità e sfilate di operai e donne a bloccare i viali per oltre tre ore. <a href="http://www.formatoridotto.com/?p=75">(trailer di 51)</a></p><p>Quinto ed ultimo corto di Formato Ridotto è <em><strong>Strade</strong></em> di Ugo Cornia, improvvisazione jazzistica che si mescola al viaggio personalissimo tra parole e battistrada dell’Emilia Romagna su dei camera car ante litteram. <a href="http://www.formatoridotto.com/?p=62">(trailer di Strade)</a></p><p>“Il valore principale del film è nel metodo e nella<strong> diversità</strong> d’approccio” ha spiegato Simoni, “non è lavoro volontario ma pagato come professione di regia e scrittura vuole, oltre a mirare ad essere il primo esperimento che va in direzione di una nuova a fluida forma cinematografica tutta ancora da scoprire”.</p><p>Producono la Kinè di <strong>Claudio Giapponesi</strong> (anche montatore) e la Regione Emilia Romagna con proiezioni il 12 maggio alle 18 al Cinema Corso di Reggio Emilia, sabato 26 maggio alle 21 nella Cineteca di Rimini e martedì 5 giugno al<strong> cinema Lumiere</strong> di Bologna.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/12/formato-ridotto-nuovo-cinema-super-testi-brizzi-cavazzoni-ming/227380/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Formato ridotto, il nuovo cinema in Super 8 con testi di Brizzi, Cavazzoni e Wu Ming 2</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/cinema-nuovo-formato-ridotto-super8-d%e2%80%99epoca-script-brizzi-cavazzoni-ming/226960/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/cinema-nuovo-formato-ridotto-super8-d%e2%80%99epoca-script-brizzi-cavazzoni-ming/226960/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 May 2012 17:59:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[bologna calcio]]></category> <category><![CDATA[Enrico Brizzi]]></category> <category><![CDATA[Ermanno Cavazzoni]]></category> <category><![CDATA[Formato Ridotto]]></category> <category><![CDATA[Home Movies]]></category> <category><![CDATA[Paolo Simoni]]></category> <category><![CDATA[riviera romagnola]]></category> <category><![CDATA[super8]]></category> <category><![CDATA[Ugo Cornia]]></category> <category><![CDATA[wu ming]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=226960</guid> <description><![CDATA[Al cinema pensavamo di aver visto tutto, ma da oggi in Emilia Romagna possiamo vedere qualcosa in più. Formato ridotto, ovvero il capolavoro ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/cinema-nuovo-formato-ridotto-super8-d%e2%80%99epoca-script-brizzi-cavazzoni-ming/226960/formato-ridotto1_er/" rel="attachment wp-att-227367"><img class="alignleft size-full wp-image-227367" title="formato ridotto1_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/formato-ridotto1_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>Al cinema pensavamo di aver visto tutto, ma da oggi in Emilia Romagna possiamo vedere qualcosa in più. <em><strong>Formato ridotto</strong></em>, ovvero il capolavoro cinematografico dell’anno. All’apparenza un giochino da ragazzi, nella sostanza un lavoro memore della lezione della Nouvelle Vague più teorica e dell’avanguardia americana (Jonas Mekas?) più sperimentale</p><p>O forse straordinariamente niente di tutto questo nei 52 minuti di Formato ridotto, <strong>film collettivo</strong> che segna l’incontro tra l’associazione Home Movies e un gruppo di scrittori emiliano romagnoli come <strong>Enrico Brizzi, Ermanno Cavazzoni, Emidio Clementi, Ugo Cornia </strong>e<strong> Wu Ming 2</strong> (Giovanni Cattabriga). Una truppa eterogenea di scrivani artefice di testi originali elaborati di fronte alle immagini dell’Archivio Nazionale dei film di Famiglia.</p><p>Un piccolo passo indietro, per capire meglio. <strong>Home Movies</strong> è un associazione bolognese coordinata da Paolo Simoni: enorme archivio di super8 registrati per temi, memoria storica del cinema amatoriale che altrimenti finirebbe in qualche cantina come spurio ricordo impolverato.</p><p>Invece con Formato Ridotto, non il primo lavoro cinematografico che esce da Home Movies, anzi, si inaugura una formula nuova che sa tanto di sperimentazione andata a buon fine: <strong>filmati amatoriali</strong> e testo di finzione scritto ispirandosi alle immagini d’epoca.</p><p><object width="400" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629689515242%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629689515242%2F&amp;set_id=72157629689515242&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629689515242%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629689515242%2F&amp;set_id=72157629689515242&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p><p>Ecco allora il primo corto, <strong><em>Il mare d’inverno</em></strong> con testo e lettura di Ermanno Cavazzoni, sorta di comica divagazione attorno al tema della vacanza al mare, guarda caso l’invadente riviera romagnola. Proprio perché è lì che forse più che in ogni altro litorale vacanziero gli umani si sono “mangiati” il mare. Scorrono i mesi e si susseguono canottiere anni settanta, cemento sulla riva, e invasioni di spiaggia che dalla voce di Cavazzoni diventano innaturali protuberanze del vivere umano. <a href="http://www.formatoridotto.com/?p=63">(qui il trailer del primo corto)</a></p><p>Secondo corto è <em><strong>Uomini la domenica</strong></em> di Emidio Clementi, il rito della partita di calcio vissuto da un gruppo di amici sulla metà degli anni cinquanta. I match dell’anno ’56-’57 e sono Bologna Palermo (1-1, gol di Cervellati) e Inter-Bologna 2-2, fino all’apoteosi fugace dello scudetto del ’64. Le immagini che nel primo corto venivano tratte da almeno una decina di fonti private, qui arrivano soltanto dalle riprese amatoriali di Vittorio Cavina. Un tour amichevole, tra paltò e sigarette senza filtro, sugli spalti dei distinti del Dall’Ara dove si distinguono, tra gli altri, il critico cinematografico Renzo Renzi e una trasferta milanese a trafiggere le nebbie e gli sfavori del pronostico. <a href="http://www.formatoridotto.com/?p=79">(trailer di Uomini la domenica)</a></p><p>Terzo episodio, <strong><em>Uomo donna pietra</em></strong>. Il miglior Enrico Brizzi dai tempi di Bastogne. Poesia pura, storia d’amore insicura barattata nei tempi e nella durata grazie alle potenti dosi magnetiche della pietra di Bismantova sugli Appennini reggiani (quattro i proprietari d’immagini saccheggiati, n.d.r.). <a href="http://www.formatoridotto.com/?p=77">(trailer di Uomo donna pietra)</a></p><p>Quarto episodio è <strong><em>51</em></strong> di Wu Ming 2. Baldanzoso saggio/comizio che Cattabriga dedica alla prima festa dell’Unità che si svolse alla Montagnola di Bologna nel 1951. Il comunismo in salsa italiana, con profondo stupore del Wu Ming non era fatto di bandiere rosse e pugni chiusi, ma all’insegna della pace nel mondo, di gare di miss Unità e sfilate di operai e donne a bloccare i viali per oltre tre ore. <a href="http://www.formatoridotto.com/?p=75">(trailer di 51)</a></p><p>Quinto ed ultimo corto di Formato Ridotto è <em><strong>Strade</strong></em> di Ugo Cornia, improvvisazione jazzistica che si mescola al viaggio personalissimo tra parole e battistrada dell’Emilia Romagna su dei camera car ante litteram. <a href="http://www.formatoridotto.com/?p=62">(trailer di Strade)</a></p><p>“Il valore principale del film è nel metodo e nella<strong> diversità</strong> d’approccio” ha spiegato Simoni, “non è lavoro volontario ma pagato come professione di regia e scrittura vuole, oltre a mirare ad essere il primo esperimento che va in direzione di una nuova a fluida forma cinematografica tutta ancora da scoprire”.</p><p>Producono la Kinè di <strong>Claudio Giapponesi</strong> (anche montatore) e la Regione Emilia Romagna con proiezioni il 12 maggio alle 18 al Cinema Corso di Reggio Emilia, sabato 26 maggio alle 21 nella Cineteca di Rimini e martedì 5 giugno al<strong> cinema Lumiere</strong> di Bologna.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/cinema-nuovo-formato-ridotto-super8-d%e2%80%99epoca-script-brizzi-cavazzoni-ming/226960/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;addio di Bologna a Maurizio Cevenini (video e gallery)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/laddio-bologna-maurizio-cevenini-video-gallery/227073/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/laddio-bologna-maurizio-cevenini-video-gallery/227073/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 May 2012 16:46:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[bar ciccio]]></category> <category><![CDATA[bologna calcio]]></category> <category><![CDATA[dall'ara]]></category> <category><![CDATA[daniele carella]]></category> <category><![CDATA[Filippo Cotti]]></category> <category><![CDATA[Guido Fanti]]></category> <category><![CDATA[Maurizio Cevenini]]></category> <category><![CDATA[Merola]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[renzo imbeni]]></category> <category><![CDATA[sergio cofferati]]></category> <category><![CDATA[sindaco]]></category> <category><![CDATA[suicidio]]></category> <category><![CDATA[Unità]]></category> <category><![CDATA[virtus]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=227073</guid> <description><![CDATA[E’ una Bologna composta e silenziosa quella che si mette in fila per entrare nella Sala Rossa di palazzo d’Accursio, in un caldissimo venerdì]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/laddio-bologna-maurizio-cevenini-video-gallery/227073/cev3_er/" rel="attachment wp-att-227097"><img class="alignleft size-full wp-image-227097" title="Cev3_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/Cev3_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>E’ una Bologna composta e silenziosa quella che si mette in fila per entrare nella Sala Rossa di palazzo d’Accursio, in un caldissimo venerdì pomeriggio che sa già di afa agostana, per dare l’ultimo saluto a <strong>Maurizio Cevenini,</strong> suicidatosi due giorni fa lanciandosi dal settimo piano del Palazzo della Regione di viale Aldo Moro.</p><p>Mondo della politica e mondo dello sport, i giornalisti di palazzo d’Accursio e i fotografi che l’hanno immortalato con grembiule alla festa de l’Unità o con lo sciarpone rossoblu tra i milordini del <strong>Dall’Ara</strong>, a darsi il cambio per il picchetto accanto alla bara. E poi tanta, tantissima gente comune che passa fugace di fianco al feretro avvolto dalla fascia tricolore, ricoperto di sciarpe e maglie rossoblu, per lasciare un fiore o depositare un biglietto.</p><p>Lì, dentro a quella sala dove Cevenini ha sposato circa 5mila coppie, oggi si è compiuto il rito dell’addio. L’addio che in quella solenne e storica stanza comunale è stato dato a <strong>Renzo Imbeni e Guido Fanti</strong>, i sindaci della città. Sindaco mancato e sindaco che sarebbe potuto essere, Cevenini ora riposa tra l’affetto dei suoi cari.</p><p><div style="display:none"></div><script type="text/javascript" src="http://admin.brightcove.com/js/BrightcoveExperiences.js"></script><div class="videoplayer" style="margin-top: 10px;"> <object id="myExperience1634170924001" class="BrightcoveExperience"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="width" value="630" /><param name="height" value="375" /><param name="playerID" value="1476763779001" /><param name="playerKey" value="AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCFS8ojoLW1Z6aFUpF_RsG9O" /><param name="isVid" value="true" /><param name="isUI" value="true" /><param name="dynamicStreaming" value="true" /><param name="@videoPlayer" value="1634170924001" /> </object></div><div class="clear"></div></p><p>La moglie Rossella defilata a sedere in un angolo è come assente. Il fratello Gabriele alto alto ha gli occhi pieni di lacrime. La figlia Federica, invece, rimane in piedi in mezzo alla calca di persone che tentano di incrociare il suo sguardo per poterla abbracciare e darle la mano. Con lei papà Maurizio aveva scritto a quattro mani il libro <em><strong>Bologna nel cuore</strong></em>, proprio durante i giorni della convalescenza, dopo l’ischemia che l’aveva colto nell’ottobre 2010 e costretto a ritararsi dalla corsa a sindaco. Federica raccoglie il testimone generazionale e con una grazia e levità da donna adulta è come se prendesse in carico il ricordo e l’immagine del padre da tramandare ai bolognesi che verranno e che non l’hanno conosciuto.</p><p>Lungo è il serpentone che corre per il cortile di palazzo d’Accursio, dove è stata parcheggiata la mini auto elettrica con cui Cevenini girava per la città, e su per lo scalone dei Cavalli. In fila si mettono fin da subito <strong>Romano Prodi</strong> e la moglie Flavia: “Se avesse pensato all’affetto che aveva attorno a sé”, dirà all’uscita l’ex presidente del consiglio. Poi arrivano i giocatori del Bologna Calcio che si stringono attorno alla bara, picchetto d’onore in rossoblù con capitan <strong>Marco Di Vaio</strong> e <strong>Daniele Portanova</strong> davanti agli altri. E ancora la Virtus Pallacanestro al completo e i giornalisti sportivi, come Filippo Cotti, che con Cevenini hanno condiviso emozioni da stadio.</p><p>Successivamente è stato il turno di tutto lo stato maggiore del Pd e della maggioranza di governo della città e della regione: <strong>Vasco Errani</strong>, Raffaele Donini, Vittorio Prodi, Marco Macciantelli, Marco Monari. Stefano Caliandro, Walter Vitali, Simona Lembi e Matteo Richetti. Gli assessori comunali della nuova generazione <strong>Luca Rizzo Nervo</strong> e Matteo Lepore, l’assessore alla scuola Marilena Pillati visibilmente commossa.</p><p><object width="400" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629681029256%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629681029256%2F&amp;set_id=72157629681029256&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629681029256%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629681029256%2F&amp;set_id=72157629681029256&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p><p>Passano veloci anche Mauro Zani (senza fermarsi tra gli ex colleghi), i cosiddetti avversari politici che sembrano essere stati vicini a Cevenini quasi più dei suoi stessi compagni di partito: <strong>Daniele Carella</strong>, Manes Bernardini, Patrizio Gattuso, Alfredo e Giuliano Cazzola. Attorno alle 17 è arrivato anche l’ex sindaco <strong>Sergio Cofferati</strong>.</p><p>La <strong>camera ardente</strong> rimarrà aperta fino alle 23 di questa sera, venerdì 11 maggio, e riaprirà domattina dalle 7 alle 9. Alle 9e30 la cerimonia civile in sala d’Ercole con il sindaco Merola e poi il funerale religioso nella chiesa di San Francesco. Il feretro verrà sepolto nel cimitero di San Lazzaro di Savena nella prima periferia di Bologna.</p><p><strong>Il video è di Giulia Zaccariello</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/laddio-bologna-maurizio-cevenini-video-gallery/227073/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>James Taylor Quartet a Reggio Emilia. The template live per i 25 anni di carriera</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/james-taylor-quartet-reggio-emilia-template-live-anni-carriera/227174/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/james-taylor-quartet-reggio-emilia-template-live-anni-carriera/227174/#comments</comments> <pubDate>Fri, 11 May 2012 14:47:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[acid jazz]]></category> <category><![CDATA[Alfie]]></category> <category><![CDATA[Crossing over]]></category> <category><![CDATA[hammond]]></category> <category><![CDATA[James Taylor Quartet]]></category> <category><![CDATA[Jtq]]></category> <category><![CDATA[Starsky & Hutch]]></category> <category><![CDATA[The template]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=227174</guid> <description><![CDATA[Venticinque anni e provare a non sentirli. Nel 2011 i James Taylor Quartet hanno festeggiato le nozze d’argento. Due decadi e mezzo di acid jazz]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/james-taylor-quartet-reggio-emilia-template-live-anni-carriera/227174/jtq_er/" rel="attachment wp-att-227170"><img class="alignleft size-full wp-image-227170" title="Jtq_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/Jtq_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>Venticinque anni e provare a non sentirli. Nel 2011 i James Taylor Quartet hanno festeggiato le nozze d’argento. Due decadi e mezzo di acid jazz, o quasi, dentro al grande calderone di un genere che ha sofferto terribilmente gli influssi elettronici computerizzati e una sorta di improvvisa e inutile fortuna da discoteca. I Jtq erano, e forse, non sono più da tempo.</p><p>Sabato 12 maggio suoneranno in Piazza San Prospero a Reggio Emilia per proporre i nuovi brani dell’album The template, uscito proprio un anno fa. Disco che non è proprio il più ispirato del quartetto/quintetto (James Taylor Hammond, Andrew McKinney basso, Mark Cox chitarra, Pat Illingworth batteria, Yvonne Yanney voce) oramai finito tra le secche di un funk che non prorompe e si sviluppa più in ritornelli dagli accordi memorabili.</p><p>Diciamolo subito. Dell’ultimo cd salviamo Crossing Over, l’unico brano strumentale dell’opera. Saremo nostalgici ma lì c’è il groove viscerale di mister James a picchettare i tasti bianchi e neri dell’hammond. Il resto è qualcosa che in alcuni momenti sa perfino d’imbarazzante (Koko). Insomma, parliamoci chiaro ma brani come The stretch, Electric boogaloo, Fat boy stomp o il cavernicolo suono di The money spider che ha un’adrenalina imprescindibile dal magma sonoro che sul finire degli anni ottanta sconvolse mezzo mondo del acid jazz, dove li abbiamo ritrovati già sul finire degli anni novanta?</p><p>Senza dimenticare, proprio perché non vogliamo essere banali che il tema di Starsky &amp; Hutch o l’assoluta verticalizzazione di un brano come Alfie sono storia e rimangono stampati a caratteri cubitali, quest’ultimo con buona pace di Burt Bucharach e Sonny Rollins, nell’olimpo del jazz.</p><p>Poi sarà stato che una decina d’anni fa, dopo anni e anni di concerti al Vox Club di Nonantola, abbiamo ascoltato i James Taylor Quartet in un palazzetto dello sport di Pieve di Cento e il nostro amore è finito praticamente lì. Un’ora e mezza di ritardo (uscita prevista le 22.30 live partito dopo mezzanotte) e insana voglia di finire al dodicesimo brano in scaletta (Starsky &amp; Hutch) suonato ad occhi chiusi e con un piedi già sul furgoncino che li avrebbe riportati nella notte sulla terra d’Albione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/11/james-taylor-quartet-reggio-emilia-template-live-anni-carriera/227174/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L’ultimo saluto a Tassinari, tra Internazionale, Rolling Stones e De André (gallery)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/l%e2%80%99ultimo-saluto-tassinari-internazionale-rolling-stones-andre-gallery/225988/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/l%e2%80%99ultimo-saluto-tassinari-internazionale-rolling-stones-andre-gallery/225988/#comments</comments> <pubDate>Thu, 10 May 2012 18:44:03 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Turrini</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Alberto Ronchi]]></category> <category><![CDATA[camera ardente]]></category> <category><![CDATA[Claudio Lolli]]></category> <category><![CDATA[fabrizio de andré]]></category> <category><![CDATA[Funerali]]></category> <category><![CDATA[massimo carlotto]]></category> <category><![CDATA[Merola]]></category> <category><![CDATA[Pino Cacucci]]></category> <category><![CDATA[Ricky Gianco]]></category> <category><![CDATA[Stefano Tassinari]]></category> <category><![CDATA[wu ming]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=225988</guid> <description><![CDATA[Sono arrivati in tanti nella sala d'Ercole del comune di Bologna per l'ultimo saluto a Stefano Tassinari, morto due giorni fa dopo una lunga malattia]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/l%e2%80%99ultimo-saluto-tassinari-internazionale-rolling-stones-andre-gallery/225988/tassinari3_er-2/" rel="attachment wp-att-225911"><img class="alignleft size-full wp-image-225911" title="Tassinari3_er" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/Tassinari3_er.jpg?47e3a5" alt="" width="300" height="220" /></a>Sono arrivati in tanti nella sala d&#8217;Ercole del comune di Bologna per l&#8217;ultimo saluto a <strong>Stefano Tassinari</strong>, morto due giorni fa dopo una lunga malattia. Un andirivieni che è stato ben poco istituzionale e parecchio fraterno. Gli amici, i colleghi, i &#8220;compagni&#8221; di una vita politica e intellettuale vissuta con intensità, passione e generosità.</p><p>Il feretro avvolto dalle bandiere rosse, uno stendardo della fu Democrazia Proletaria, una timida sciarpa interista e un fazzoletto depositato dall&#8217;amico Pino Cacucci a richiamare il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale in Nicaragua. Il &#8220;Tas&#8221; è stato ricordato così, con una cerimonia laica fatta di parole e musiche, di compostezza e pugni chiusi, oltremodo &#8220;laica&#8221;. Tanto che uno come <strong>Ricky Gianco</strong>, che di Pugni chiusi musicali se ne intende, se n&#8217;è rimasto in fondo alla sala ricordando che &#8220;per una volta non ci sarà un prete a benedire chi non c&#8217;è più&#8221;.</p><p>Convenevoli istituzionali ridotti al minimo (presenti il sindaco di Bologna, Virginio Merola, e l&#8217;assessore alla cultura, ferrarese come Tassinari, Alberto Ronchi) e una vibrante sequenza di versi e di note: Dandy Bestia che suona gli Stones, Mauro Pagani che fa balenare il ricordo di <strong>Fabrizio De Andrè</strong> con le strofe di <strong><em>Creuza de ma</em></strong> e la scuola di canto popolare Ivan Ilich che intona l<strong>&#8216;Internazionale</strong> con testo di Franco Fortini fino a sciogliere le due-trecento persone in un commosso applauso.</p><p>Il <strong>&#8217;77</strong> bolognese al completo, o quasi, e tanti giovanissimi che da Tassinari devono aver raccolto la passione per la lettura tra un suo romanzo letto e una serata de<strong> La Parola Immaginata</strong>. Al completo anche la compagnia del teatro dell&#8217;Argine che gestisce il teatro Itc di San Lazzaro di Savena, legame indissolubile tra lo scrittore ferrarese e la sua letteratura spiegata agli altri.</p><p><object width="400" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629667452688%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629667452688%2F&amp;set_id=72157629667452688&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629667452688%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filfattoquotidiano%2Fsets%2F72157629667452688%2F&amp;set_id=72157629667452688&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p><p>&#8220;Borsa di iuta a tracolla, quotidiani sottobraccio, sigaretta rollata tra le labbra, un libro da scrivere e l&#8217;amore per i libri scritti dagli altri&#8221;, ha raccontato una delle attrici dell&#8217;Argine ricordando l&#8217;autore de <strong><em>I segni sulla pelle</em></strong>, lui che si era prodigato nell&#8217;opera di divulgazione letteraria contemporanea più affascinante e completa ridisegnando la forma del reading teatrale, scaldando le platee nei freddi autunni della bassa emiliana.</p><p>&#8220;Poteva affondare il Titanic, ma andava dritto dove voleva andare a parare&#8221;, hanno spiegato gli amici scrittori e attori che come<strong> Marco Baliani, Claudio Lolli, Massimo Carlotto</strong>, Wu Ming, Grazia Verasani e Giampiero Rigosi erano presenti in sala d&#8217;Ercole. Tra loro anche <strong>Mario Dondero</strong>, l&#8217;84enne fotoreporter milanese, amico di Tassinari, scatti venduti a l&#8217;Unità e l&#8217;Espresso, frequentatore di set cinematografici e luoghi inesplorati come gli ampi scenari africani ritratti con puntuale estemporaneità fino a pochi anni fa. A febbraio scorso Tassinari l&#8217;aveva invitato ad un suo spettacolo per parlare di Dino Buzzati e Dondero, fedele fino all&#8217;ultimo alla sua professione, si era portato nel taschino, quasi fosse un blocknotes la sua vecchia macchina fotografica con cui ancora ritrae rapito la realtà. Gesto naturale ed istintivo compiuto anche oggi, declinazione dal professionale all&#8217;umano che a Tassinari sarebbe piaciuta molto. </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/10/l%e2%80%99ultimo-saluto-tassinari-internazionale-rolling-stones-andre-gallery/225988/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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