<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Debora Serracchiani</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/dserracchiani/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Bossi, i simboli e il popolo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/bossi-simboli-popolo/202824/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/bossi-simboli-popolo/202824/#comments</comments> <pubDate>Fri, 06 Apr 2012 15:48:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[cerchio magico]]></category> <category><![CDATA[dimissioni]]></category> <category><![CDATA[elettori]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Maroni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=202824</guid> <description><![CDATA[Negli ultimi giorni si va diffondendo la sensazione o addirittura l’idea che le dimissioni di Bossi rappresentino per la Lega e più in generale per la politica italiana un episodio storico. Un passaggio destinato a erodere le fondamenta stesse del movimento padano di cui il senatùr ha rappresentato quasi l’incarnazione mitica, oltre che il condottiero carismatico....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni si va diffondendo la sensazione o addirittura l’idea che le<strong> dimissioni di Bossi</strong> rappresentino per la Lega e più in generale per la politica italiana un <strong>episodio storico</strong>. Un passaggio destinato a erodere le fondamenta stesse del movimento padano di cui il senatùr ha rappresentato quasi l’incarnazione mitica, oltre che il condottiero carismatico. La malattia ha aumentato anziché incrinare la potenza della sua suggestione, allontanando Bossi e la sfera del suo potere dalla quotidianità a una dimensione quasi sacerdotale di <strong>custode del verbo leghista</strong>. In questo non ci sono paralleli con la caduta di Craxi, con le dimissioni di Berlusconi, o con vicende apparentemente analoghe. Perciò, le dimissioni di Bossi possono forse segnare il crollo del sistema di potere che lo circondava più direttamente, il cosiddetto <strong>“cerchio magico”</strong>, ma lasciano pressoché intatta la struttura della Lega Nord che si appresta ad affrontare, primo dal 2002, un congresso nazionale che può riservare molte sorprese. Non esclusa una qualche forma di riconsacrazione dello stesso Bossi.</p><p>Lo specifico politico della Lega presenta un altissimo gradiente simbolico, e i simboli possono essere abbattuti solo da simboli più potenti. <strong>Maroni </strong>chiaramente non lo è: al massimo può ambire ad essere il tecnocrate del leghismo, non certo il nuovo profeta.</p><p>Ciò che invece potrebbe davvero incrinare il rapporto tra Bossi e il “suo” popolo sarebbe la scoperta &#8211; provata e acclarata &#8211; non solo di una distrazione di denari proveniente dal rimborso elettorale pubblico, ma soprattutto di una commistione con quella <strong>criminalità organizzata meridionale</strong> vista e denunciata come demoniaca antitesi alla sana, laboriosa e onesta gente del nord.</p><p>Al di là degli effetti simbolici, rimane da farci una domanda. Bossi e la Lega hanno intercettato e imbrigliato un sentire, discutibile fin che si vuole ma vero e profondo di milioni di cittadini, che in vent’anni non si è esaurito. Siamo sicuri che quel sentire svanirà al dissolversi del cerchio magico o sotto i colpi delle intercettazioni e dei provvedimenti giudiziari?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/06/bossi-simboli-popolo/202824/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>I punti deboli di una manovra necessaria</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/i-punti-deboli-di-una-manovra-necessaria/175615/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/i-punti-deboli-di-una-manovra-necessaria/175615/#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Dec 2011 15:15:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[cei]]></category> <category><![CDATA[manovra]]></category> <category><![CDATA[monti]]></category> <category><![CDATA[Nunzia De Girolamo]]></category> <category><![CDATA[Serracchiani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=175615</guid> <description><![CDATA[Davanti a certi provvedimenti della manovra, si manifesta un malessere che merita una risposta. Prima però di qualsiasi altra considerazione, dobbiamo avere chiaro un punto: la gravità della situazione finanziaria del nostro Paese e il rischio assai concreto che le conseguenze possano essere disastrose per milioni di cittadini. Quella parola che abbiamo imparato a conoscere e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Davanti a certi provvedimenti della <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/manovra-cosa-prevede-pacchetto-salva-italiadal-superbollo-alle-detrazioni-imprese/175557/" target="_blank">manovra</a>, si manifesta un malessere che<strong> merita una risposta</strong>. Prima però di qualsiasi altra considerazione, dobbiamo avere chiaro un punto: la <strong>gravità</strong> della situazione finanziaria del nostro Paese e il rischio assai concreto che le conseguenze possano essere disastrose per milioni di cittadini. Quella parola che abbiamo imparato a conoscere e a temere nelle scorse settimane – <em>spread </em>– non esprime un concetto astratto, ma rappresenta il livello di rischio che un investitore, privato o istituzionale, sa di affrontare quando acquista titoli del debito pubblico italiano rispetto a quello tedesco. L’impennarsi dello <em>spread </em>è stato il segno dell’affanno crescente dell’Italia a finanziare il suo debito, cioè dello Stato a trovare le risorse, in quanto la fiducia nel nostro sistema Paese è debole. Lo spettro del fallimento prende corpo quando l’insolvenza da rischio si trasforma in certezza. Da qui in poi, è una strada in discesa verso l’impoverimento dell’intero Paese, con i <strong>drammi sociali </strong>che si possono immaginare guardando all’esperienza di altri.</p><p>Per evitare il fallimento dello Stato italiano, dopo anni di opposizione dura e <strong>solo dopo che Berlusconi si è dimesso</strong>, il Partito democratico si è assunto la responsabilità di sostenere un governo tecnico che fronteggiasse l’emergenza, assieme a quasi tutti gli altri partiti presenti in Parlamento. Siamo convinti che aver affidato a Mario Monti la guida di questo governo tecnico sia stata una scelta saggia.</p><p>Detto ciò, e chiarito ancora una volta che questo governo deve varare una manovra che deve essere approvata non solo con i voti nostri ma anche con quelli del Pdl, i contenuti di alcune misure <strong>lasciano l’amaro in bocca</strong>. Non possiamo infatti restare <strong>indifferenti</strong><strong> </strong>a quanti, titolari di pensioni certo non ricche, saranno esclusi dall’indicizzazione, né pensare che chi ha rimpatriato capitali frutto di evasione fiscale se la cavi con percentuali irrisorie, tantomeno è giusto che ci sia una franchigia così bassa sulla prima casa. Lo stesso per i lavoratori precoci e per il tetto alla tracciabilità. Insomma, ci sono elementi che sbilanciano la manovra e sui quali penso sia necessario intervenire.</p><p>Ci sono però anche altre cose su cui riflettere. Per esempio bisogna pensare, e magari metterci un provvedimento ad hoc quando si vareranno le misure per il lavoro, a quanti sono rimasti disoccupati a pochi anni dalla pensione e rischiano di veder sfumare anni di contributi. Oppure al doloroso e davvero iniquo capitolo dei contributi silenti versati da parasubordinati, atipici e professionisti non ordinistici: che rispondere loro quando ci dicono di essere stufi di contribuire all’erogazione di baby-pensioni? Stiamo creando uno <strong>squilibrio sociale</strong>, una vera e propria ingiustizia, almeno pari a quelle che ora ci sembrano insostenibili.</p><p>Tra coloro che hanno rilevato il peso della manovra per famiglie e lavoratori c’è stata la <strong>Cei</strong>, assieme ad organizzazioni come il Movimento cristiano lavoratori e le Acli. L’attenzione al sociale della Chiesa e del mondo cattolico è una delle risorse di coesione del nostro Paese, e quando arrivano segnali così precisi da quel mondo bisogna pensare che ci sono buone ragioni. Eppure, tra gli altri segnali, in molti si sarebbero aspettati che dalle gerarchie giungesse anche un altro segnale, questa volta di <strong>solidarietà</strong>. Diventa infatti sempre più difficile comprendere le ragioni per cui attività commerciali vere e proprie (non certo quelle benefiche!) esercitate da ordini religiosi possano essere esentate dal pagamento dell’Ici, una volta che l’imposta sia reintrodotta. Sono lieta che di questa opinione sia anche di una deputata del Pdl con cui mi sono confrontata più volte, <strong>Nunzia De Girolamo</strong>, perché se riusciamo a condividere alcuni elementi basilari di solidarietà, forse la strada sarà meno in salita.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/i-punti-deboli-di-una-manovra-necessaria/175615/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Senatore Tedesco, fughi ogni dubbio</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/21/senatore-tedesco-fughi-ogni-dubbio/146896/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/21/senatore-tedesco-fughi-ogni-dubbio/146896/#comments</comments> <pubDate>Thu, 21 Jul 2011 15:09:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Alberto Tedesco]]></category> <category><![CDATA[Alfonso Papa]]></category> <category><![CDATA[dimissioni]]></category> <category><![CDATA[Lucio D’Ubaldo]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=146896</guid> <description><![CDATA[I voti di ieri sulle autorizzazioni all&#8217;arresto dell&#8217;onorevole Papa e del senatore Tedesco hanno avuto un esito discordante, nonostante i gruppi politici presenti alla Camera e al Senato avessero dato indicazioni identiche. I due gruppi del Pd hanno indicato il voto favorevole all&#8217;arresto per i due parlamentari seguendo una linea politica chiara: nessun cittadino è...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>I <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/20/papa-pdl-alla-camera-tedesco-pd-al-senato-doppio-voto-sulle-richieste-di-arresto/146681/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">voti di ieri</span></a> sulle autorizzazioni all&#8217;arresto dell&#8217;onorevole <strong>Papa </strong>e del senatore <strong>Tedesco </strong>hanno avuto un esito discordante, nonostante i gruppi politici presenti alla Camera e al Senato avessero dato indicazioni identiche. I due gruppi del Pd hanno indicato il voto favorevole all&#8217;arresto per i due parlamentari seguendo una linea politica chiara: nessun cittadino è più uguale degli altri.</p><p>Registriamo la <strong>spaccatura della Lega</strong>. Rimangono infatti pochi dubbi sul fatto che dentro alla Lega si è consumata una “conta” i cui preliminari sono cominciati sul palco di Pontida e che sta andando verso lo showdown: è la prova di forza per la leadership tra Bossi e Maroni, in cui quest’ultimo ieri ha avuto la meglio.</p><p>Ma dubbi sono stati insinuati anche sulle <strong>posizioni del Pd </strong>e sulla sua compattezza nel seguire le indicazioni di voto al Senato. I numeri danno adito a cattivi pensieri, e le <a href="http://www.iltempo.it/politica/2011/04/08/1249173-resta_appeso_alle_manette.shtml" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">affermazioni del senatore <strong>Lucio D’Ubaldo</strong></span></a> hanno – diciamo così per non infierire &#8211; lasciato di stucco tanti di noi. Mentre stiamo mettendo un grande impegno per recuperare il terreno sul centrodestra, mentre stiamo ottenendo risultati tangibili sui territori e proprio mentre tanti militanti stanno ritrovando l’orgoglio dell’appartenenza, questa brutta ombra di sospetto bisognava evitarla. Non possiamo permetterci che il Pdl abbia la più piccola scusa per risucchiarci nel perverso gioco del “sono tutti uguali”.</p><p>Bisogna <strong>fugare ogni dubbio</strong>, sgombrare il campo dai sospetti, rassicurare i nostri militanti ed elettori. C’è una persona che può fare tutto ciò, e per questo gli chiedo se non ritenga giusto fare un grande sacrificio per il suo partito, per la fiducia di milioni di persone nella politica, per la saldezza delle istituzioni democratiche in questo momento pericolosamente corrose nella credibilità.</p><p>Chiedo al senatore Tedesco se la sua coscienza non gli imponga di <strong>dimettersi</strong>. Ha pronunciato nella solenne aula di Palazzo Madama alte parole che chiedono sia dato loro seguito, e sia fatto in modo che il permanere nel seggio parlamentare non <em>“adombri il dubbio che in favore di qualcuno si assuma un atteggiamento che non sia assolutamente fondato su ragioni nobili”</em>. So che il sacrificio è grande, ma la causa della democrazia non è forse più grande?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/21/senatore-tedesco-fughi-ogni-dubbio/146896/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>202</slash:comments> </item> <item><title>Il boomerang della Lega sta tornando indietro</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/11/svizzera-il-boomerang-della-lega-torna-indietro/103660/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/11/svizzera-il-boomerang-della-lega-torna-indietro/103660/#comments</comments> <pubDate>Mon, 11 Apr 2011 15:28:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Bala i ratt]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[immigrati]]></category> <category><![CDATA[Lega dei Ticinesi]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Svizzera]]></category> <category><![CDATA[Xenofobia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=103660</guid> <description><![CDATA[L’Europa sta mutando volto. Eravamo convinti di costruire una terra di libertà, tolleranza, accoglienza, ma anche di maggiori opportunità di lavoro per tutti. Invece, gli steccati che credevamo già abbattuti sembrano ricrescere sulle frontiere, quasi animati da una forza propria, incontenibile. Lasciamo per un secondo la notizia del momento, la follia del Governo italiano nella...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/04/bala-i-ratt.jpg?47e3a5"><img class="alignnone size-medium wp-image-103673" title="bala i ratt" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/04/bala-i-ratt-300x143.jpg?47e3a5" alt="Le immagini promozionali della campagna &quot;Bala i ratt&quot; dell'Udc Ticino" width="300" height="143" /></a>L’Europa </strong>sta mutando volto. Eravamo convinti di costruire una terra di libertà, tolleranza, accoglienza, ma anche di maggiori opportunità di lavoro per tutti. Invece, gli steccati che credevamo già abbattuti sembrano ricrescere sulle frontiere, quasi animati da una forza propria, incontenibile. Lasciamo per un secondo la notizia del momento, la follia del Governo italiano nella gestione dell’emergenza immigrati, e allunghiamo lo sguardo.</p><p>C’è un germe che sta lavorando più in profondità, e che intacca le nostre certezze sull’identità dell’Europa, instillando la <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/11/immigrazione-napolitano-non-scherziamo-sulleuropa/103595/" target="_blank">tentazione della via autoritaria</a></span></strong> alla soluzione dei problemi più urgenti. E’ possibile che la comparsa di un paesaggio antropologico e culturale sempre meno omogeneo e rassicurante, combinato con gli effetti insidiosi della crisi economica, sia un fenomeno che non ha ancora ricevuto risposte adeguate dall’elaborazione teorica e politica del riformismo europeo. Ne sta ricevendo invece, grossolane e pericolose fin che si vuole ma chiare e comprensibili, dai partiti della<strong> destra estrema</strong>, che non a caso sono in crescita in tutta Europa, in particolare in quel nord Europa che eravamo abituati a considerare la culla del welfare universale.</p><p>In Italia l’esperienza della Lega nord dura da vent’anni, e non sembra affatto esaurita. Anzi, ha fatto scuola al di là della frontiera con la Svizzera. Sembra una beffa, ma sono proprio gli svizzeri italiani del Canton Ticino ad aver premiato un partito che si chiama <strong>“Lega dei Ticinesi”</strong>, che con la Lega nostrana non condivide solo il nome ma anche l’inclinazione xenofoba. La maggiore, non irrilevante, differenza è data dal fatto che gli invasori stavolta non sono marocchini, tunisini o meridionali, ma gente come il &#8220;piastrellista di Verbania&#8221; o &#8220;l’avvocato lombardo&#8221; portatore di uno scudo con disegnati “Tre monti”. Ovviamente, tanto dovrebbe bastare a far capire a chiunque che le posizioni della Lega, se solo raccolte oltre la Padania, rappresenterebbero un <strong>clamoroso boomerang</strong>.</p><p>Ma forse vale la pena andare oltre. E riflettere invece sull’iconografia della campagna <strong><em>“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.balairatt.ch/" target="_blank">Bala i ratt</a></span>”</em> </strong>(i topi ballano, come nel proverbio) lanciata da un altro partito svizzero, l&#8217;Udc Ticino. Perché sono proprio le immagini a dirci che gli spettri del passato più buio stanno resuscitando. Gli <strong>invasori italici</strong>, infatti, sono rappresentati come tre topi, due con la bandiera italiana e uno con quella europea e mascherina sugli occhi, che ballano mangiando il formaggio svizzero. Se è dai simboli scelti che emerge l’intenzione più profonda, c’è da preoccuparsi molto quando un partito, per individuare e attaccare il &#8220;nemico&#8221;, comincia a utilizzare le metafore con cui il regime hitleriano definiva gli ebrei.</p><p><em>Per ingrandire l&#8217;immagine <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/04/bala-i-ratt.jpg?47e3a5" target="_blank">clicca qui</a></span> </em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/11/svizzera-il-boomerang-della-lega-torna-indietro/103660/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>90</slash:comments> </item> <item><title>La febbre africana brucia l&#8217;Europa</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/la-febbre-africana-brucia-leuropa/89522/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/la-febbre-africana-brucia-leuropa/89522/#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 Feb 2011 10:51:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Africa]]></category> <category><![CDATA[Egitto]]></category> <category><![CDATA[franco frattini]]></category> <category><![CDATA[Giordania]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[marocco]]></category> <category><![CDATA[Siria]]></category> <category><![CDATA[sudan]]></category> <category><![CDATA[Tunisia]]></category> <category><![CDATA[Turchia]]></category> <category><![CDATA[Ue]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category> <category><![CDATA[Yemen]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=89522</guid> <description><![CDATA[Tra la più sovrana indifferenza dell’Europa, in Africa è nato ufficialmente un nuovo Stato, dopo che un referendum ha sancito la secessione della regione meridionale del Sudan. Doveva sancire la fine di una guerra civile costata due milioni di morti, e invece a Khartoum scendono in piazza quindicimila persone per chiedere che Omar El-Bashir, &#8220;presidente&#8221; da...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tra la più sovrana indifferenza dell’Europa, in Africa è nato ufficialmente <strong>un nuovo Stato</strong>, dopo che un referendum ha sancito la secessione della regione meridionale del Sudan. Doveva sancire la fine di una guerra civile costata due milioni di morti, e invece a Khartoum scendono in piazza quindicimila persone per chiedere che Omar El-Bashir, &#8220;presidente&#8221; da vent’anni, se ne vada.</p><p>La<strong> febbre africana</strong> corre veloce, e dopo aver infiammato le rive del Mediterraneo si insinua nel cuore del continente. Si moltiplicano le analisi che tentano di interpretare la catena delle rivolte, evocando un temibile &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/29/leffetto-slavina-del-maghreb/89146/" target="_blank">effetto domino</a></span>&#8221; che non si sa dove potrebbe far cadere il suo ultimo tassello. Si evoca, con giustificato timore, l’ipotesi di una <strong>regia occulta</strong> e potente che governa il timing delle rivolte. Ciò che non si fa è chiedersi come l’Europa sia riuscita a farsi cogliere impreparata dagli eventi, com’è possibile che ci stia andando a fuoco la porta di casa e prima non abbiamo provato nemmeno a buttarci sopra un secchio d’acqua. Perché non è pensabile che vengano abbattuti i governi della <strong>Tunisia </strong>e dell’<strong>Egitto</strong>, e che non solo scricchiolino dittature come <strong>Siria</strong>, <strong>Libia </strong>e <strong>Yemen</strong>, ma che il malessere fermenti addirittura in <strong>Marocco </strong>e <strong>Giordania</strong>. Non è pensabile che tutto questo possa accadere in poche settimane senza che il terreno sociale di quei paesi fosse pronto ad accogliere e far fruttificare il seme della ribellione.</p><p><strong>Lo sapevamo qui in Europa?</strong><strong style="font-weight: bold;"> </strong>Grave sarebbe, se la risposta fosse “non sapevamo”, perché in quel caso dovremmo chiederci quanto lunghi, o meglio quanto corti, siano i recettori delle nostre diplomazie rispetto a quanto accade sulla sponda meridionale del “mare nostrum”. <span>Più grave sarebbe, però, se la risposta fosse “sapevamo”, perché allora saremmo semplicemente complici di un disastro annunciato, di fronte al cui annuncio abbiamo preferito affidarci alla buona sorte. Anzi, nel frattempo abbiamo stretto vigorosamente la mano ai signori che ora finiscono nella polvere.</span></p><p>L’Ue continua a non dimostrarsi all’altezza del compito geopolitico, ma anche storico, che dovrebbe assolvere. <strong>L’incapacità europea</strong> di pesare sullo scacchiere globale non è una novità, ma l’assoluta irrilevanza espressa nell’azione di stabilizzazione e apertura rispetto al mondo arabo è di una gravità allarmante. Pari solo probabilmente alla colpevole inerzia con cui stiamo lasciando senza interlocutore la <strong>Turchia</strong>. Dovremmo ricordare che quando non si è capaci di esercitare un’influenza, è molto probabile che la si subisca.</p><p>Nello sconforto generale, il clima si incupisce se puntiamo l’obiettivo sull’Italia, che continua a dimostrarsi il ventre molle, per non dire molliccio, dell’Ue. La totale assenza di una nostra vera iniziativa diplomatica è pareggiata solo dalle tristi uscite del<strong> ministro Frattini</strong>, celerissimo, dopo le rivolte di Tunisi, a dare l’endorsement italiano a Gheddafi, offrendogli il riconoscimento di essere <em>&#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interviste/2011/01/20110117_FrattiniTunisia.htm" target="_blank">argine al fondamentalismo islamico</a></span>&#8220;</em>. Per tacere del tempo che spreca in conto terzi quando si occupa degli affari immobiliari di Santa Lucia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/01/la-febbre-africana-brucia-leuropa/89522/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>208</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Ue bacchetta l&#8217;Italia sull&#8217;ambiente. Più volte</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/24/lue-bacchetta-litalia-sullambiente-piu-volte/78574/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/24/lue-bacchetta-litalia-sullambiente-piu-volte/78574/#comments</comments> <pubDate>Wed, 24 Nov 2010 18:03:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[inquinamento]]></category> <category><![CDATA[rifiuti]]></category> <category><![CDATA[Unione Europea]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=78574</guid> <description><![CDATA[L&#8217;altra sera, nel corso di un confronto televisivo, la deputata Pdl Nunzia De Girolamo non la smetteva di ripetermi che Silvio ha salvato Napoli e la Campania dai rifiuti, e che &#8220;la sinistra&#8221; è colpevole di tutto il peggio. Avrei voluto risponderle che invece di rinfacciarci le responsabilità del suo e del mio partito, meglio sarebbe stato tirare una riga e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra sera, nel corso di un confronto televisivo, la deputata Pdl <strong>Nunzia De Girolamo</strong> non la smetteva di ripetermi che Silvio ha salvato Napoli e la Campania dai rifiuti, e che &#8220;la sinistra&#8221; è colpevole di tutto il peggio. Avrei voluto risponderle che invece di rinfacciarci le responsabilità del suo e del mio partito, meglio sarebbe stato tirare una riga e cominciare a risolvere i problemi, che forse è quello che interessa ai napoletani. Ma purtroppo sembra che il <strong>muro contro muro</strong> sia la tattica che rende di più in tv.</p><p>Renderà in tv, ma non certo nel Paese. Sono andata a tirarmi giù le ultimissime <strong>notizie &#8220;made in UE&#8221; </strong>relative a fatti italiani d&#8217;argomento ambientale. E’ sicuramente un elenco lacunoso.</p><p>La Commissione europea ha deferito alla Corte di giustizia europea l&#8217;Italia, insieme a Cipro, Portogallo e Spagna per &#8220;il mancato rispetto delle norme dell&#8217;Ue&#8221; in tema di inquinamento, sollecitando i paesi interessati a rispettare i valori limite di qualità dell&#8217;aria dell&#8217;Ue per il particolato fine o <strong>Pm10</strong>&#8220;. Da Bruxelles ci spiegano che i quattro paesi sono stati deferiti in quanto non hanno finora affrontato in modo efficace il problema delle emissioni eccessive di PM10.</p><p>L&#8217;altro giorno, sempre da Bruxelles, siamo venuti a sapere che nei rubinetti di 128 comuni italiani c&#8217;è rischio che scorra <strong>acqua all&#8217;arsenico</strong>. La Commissione Ue ha già detto che, dopo aver beneficiato di due deroghe, l&#8217;Italia ne avrà ancora solo una parziale, perché &#8220;gli orientamenti dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, il parere del Comitato scientifico dei rischi sanitari e ambientali, consentono deroghe temporanee fino a 20 microgrammi il litro, mentre valori di 30, 40, 50 microgrammi il litro determinerebbero rischi sanitari superiori, in particolare talune forme di cancro&#8221;. Ricordiamoci che in alcuni comuni del Lazio arrivano a 50 microgrammi per litro.</p><p>Non è finita. Oggi, su raccomandazione del commissario per l&#8217;Ambiente, Janez Potocnik, la Commissione europea ha deciso di sollecitare l&#8217;Italia a &#8220;conformarsi&#8221; a una sentenza della Corte di giustizia europea relativa al trattamento delle <strong>acque di scarico del fiume Olona</strong>, in provincia di Varese. La normativa Ue, infatti, prevede che tutte le acque di scarico urbane provenienti da agglomerati con più di 10 mila abitanti debbano essere raccolte e trattate prima dello scarico. A quattro anni dalla sentenza della Corte di Giustizia europea, non è ancora stato precisato quando verrà raggiunta la piena conformità.</p><p>A <strong>Napoli</strong>, tremila tonnellate di rifiuti giacciono abbandonate sulle strade, in primo piano sui teleschermi degli italiani, e all&#8217;ultimo posto tra le priorità del governo. Anche qui fanno la loro parte gli ispettori dell&#8217;Unione europea, che sono andati sul posto e hanno detto chiaramente che di risorse europee non se ne parla, finché &#8221; la Campania avrà approvato un piano per i rifiuti credibile che individui anche le soluzioni transitorie nelle more dell&#8217;entrata in funzione degli impianti necessari per lo smaltimento dei rifiuti, che richiederanno almeno due-tre anni&#8221;.</p><p>Non so se da questa sfilata di immondizie potremmo anche, smossi dallo schifo, farci venire lo stimolo e decidere che questo non è il Paese in cui vogliamo vivere. So sicuramente che <strong>l&#8217;Italia dovrebbe ogni giorno ringraziare chi le ha permesso di essere oggi in Europa</strong>. E non mi pare si chiami Silvio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/24/lue-bacchetta-litalia-sullambiente-piu-volte/78574/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>134</slash:comments> </item> <item><title>Berezovka, una domanda alla Ue</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/19/berezovka-una-domanda-alla-ue/72486/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/19/berezovka-una-domanda-alla-ue/72486/#comments</comments> <pubDate>Tue, 19 Oct 2010 11:12:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Berezovka]]></category> <category><![CDATA[Eni]]></category> <category><![CDATA[gas]]></category> <category><![CDATA[Russia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=72486</guid> <description><![CDATA[Ci sono diversi motivi per cui il servizio del Fatto Quotidiano sui cittadini kazaki di Berezovka avvelenati dalle emanazioni di gas è degno di attenzione. Sono motivi di metodo e di merito. Intanto ci dice che la buona pratica del giornalismo d’inchiesta e di denuncia non è stata del tutto anestetizzata dalla cappa del conformismo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono diversi motivi per cui<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/15/il-gas-che-avvelena-il-kazakistan/71741/"><span style="text-decoration: underline;"><strong> il servizio del <em>Fatto Quotidiano</em> </strong></span></a>sui cittadini kazaki di <strong>Berezovka</strong> avvelenati dalle emanazioni di gas è degno di attenzione. Sono motivi di metodo e di merito. Intanto ci dice che la buona pratica del giornalismo d’inchiesta e di denuncia non è stata del tutto anestetizzata dalla cappa del <strong>conformismo berlusconiano</strong>, e che c’è ancora chi riesce a buttarci giù dal letto la mattina con una notizia che ti obbliga a riflettere almeno un momento in più del solito, ti interpella direttamente e ti chiede di <strong>prendere una posizione</strong>. Intendiamoci, non è un’esclusiva dei giornalisti del Fatto. Per non far torto a nessuno, vado indietro nel tempo e ricordo gli scritti di <strong>Andrea Purgatori</strong> su Ustica, oppure, se vengo alla stretta attualità, penso ai reportage di <strong>Milena Gabanelli</strong>, divenuta famosa in modo che non credo abbia desiderato. C’è anche chi, come <strong>Giancarlo Siani</strong>, ha pagato il prezzo più alto.</p><p>Insomma, pur declassati al 73mo posto da “Freedom House” nella classifica mondiale sulla libertà di informazione nel mondo, se siamo in un Paese che non vuole smettere di essere civile, dobbiamo dire grazie anche alla <strong>stampa libera</strong>.</p><p>Ma c’è anche una questione di merito che si apre su Berezovka, enorme. Dobbiamo deciderci a fare i conti con il<strong> senso d’imbarazzo</strong>, (e dovrebbe essere qualcosa di più), che proviamo quando veniamo a sapere della sovrana indifferenza con cui le aziende europee, e quelle italiane, estendono le loro operazioni in Stati in cui il diritto e i diritti sono merce rara o sconosciuta. Perché tutto sommato siamo abituati a sapere che le nostre risorse energetiche vengono da Paesi come la <strong>Libia</strong> e l’<strong>Iran</strong>, ma siamo anche ormai abituati a censurarci la <strong>scomodità morale</strong> di certi affari.</p><p>La politica, se vuole avere un ruolo riformatore e progressivo, non può limitarsi a prendere atto di uno stato di cose, e accompagnarne asetticamente il corso solo guardando ai bilanci delle multinazionali. Tolte le lenti colorate dell’ideologia, oggi dobbiamo rivendicare alla politica uno sguardo più lungo, sapendo che con tutti gli squilibri che ci teniamo fuori dalla porta di casa, prima o poi si ha da fare i conti. Non so se <strong>Gheddafi</strong> e <strong>Nazarbaiev</strong> si somigliano, ma circola un’aria di famiglia.</p><p>Proprio perché credo in questo ruolo della politica, ho voluto investire del caso Berezovka l’Unione europea, nel cui Parlamento siedo. Ho perciò indirizzato un’interrogazione con cui chiedo alla Commissione che la Direttiva comunitaria in materia sia estesa anche in Paesi non UE dove le compagnie europee operano nell&#8217;estrazione del gas o in altre concessioni minerarie. E in ogni caso, che si prendano misure per affrontare l’emergenza sanitaria. Un’interrogazione non basta, nemmeno a lavarsi la coscienza, ma ogni cammino comincia dal primo passo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/19/berezovka-una-domanda-alla-ue/72486/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>70</slash:comments> </item> <item><title>Il nucleare russo e i &#8216;pompieri&#8217; italiani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/09/il-nucleare-russo-e-i-pompieri-italiani/49009/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/09/il-nucleare-russo-e-i-pompieri-italiani/49009/#comments</comments> <pubDate>Mon, 09 Aug 2010 17:56:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[centrali]]></category> <category><![CDATA[incendi]]></category> <category><![CDATA[mosca]]></category> <category><![CDATA[Nucleare]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=49009</guid> <description><![CDATA[In queste ore la Russia è flagellata da un&#8217;ondata di incendi che stanno distruggendo foreste e torbiere. Conseguenze? Intanto la mortalità a Mosca è raddoppiata. Poi, la previsione del raccolto di grano per il 2010 è stata ridotta di circa 10 milioni di tonnellate, da 70-75 a 60-65. Ma ciò che preoccupa e che dovrebbe...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In queste ore la Russia è flagellata da un&#8217;ondata di incendi che stanno distruggendo foreste e torbiere. Conseguenze? Intanto la mortalità a Mosca è raddoppiata. Poi, la previsione del raccolto di grano per il 2010 è stata ridotta di circa 10 milioni di tonnellate, da 70-75 a 60-65. Ma ciò che preoccupa e che dovrebbe far meditare è il rischio che siano coinvolte delle centrali nucleari. E’ stato dichiarato lo stato di emergenza per il grande impianto nucleare di Mayak negli Urali minacciato dalle fiamme, che è usato principalmente per il trattamento e lo stoccaggio di scorie nucleari. In precedenza altri due impianti erano stati circondati dalle fiamme ma i vigili del fuoco erano riusciti a circoscrivere l&#8217;incendio.</p><p>Varrebbe la pena ricordare che gli incendi non sono un’esclusiva dei russi. Vorrei ricordarlo a chi parla, a sproposito, di nucleare sicuro e senza rischi, e dimentica spesso e soprattutto volentieri le specificità e i rischi ambientali del nostro territorio. Le scene degli incendi russi, su scala diversa, le abbiamo viste in Italia nelle estati passate. Non basta che oltre il 50% del nostro territorio sia classificato come zona a medio o alto rischio di incendio boschivo: siccome noi ci aggiungiamo un’attitudine speciale al dolo, all’illegalità e alla speculazione, ogni anno mani criminali appiccano il fuoco.</p><p>Mi aspetto si dica che le situazioni sono incomparabili, che la tecnologia russa è vecchia, che da noi non potrebbe succedere, e così via almanaccando. Il fatto è piuttosto questo: la previsione più attendibile sembra essere quella che conferma la difficoltà di ogni previsione. In questi giorni tocca a Russia, Pakistan, India, Cina essere sconvolti da un clima ormai irriconoscibile e sempre più ostile. Siamo sicuri che la strada giusta per avere l’energia che ci serve è quella di forzare la mano alla sorte e all’ambiente?</p><p>L’Italia, dopo che aveva rinunciato al nucleare, doveva essere un’antesignana sulla strada delle energie rinnovabili e compatibili. Niente da fare, se non perdiamo occasioni non siamo veri italiani. Perciò il Governo ha deciso che abbiamo bisogno delle nostre centrali nucleari, piazzate in luoghi sicurissimi s’intende.</p><p>Non credo occorra ripetere che sono contro questa opzione, per i motivi che ci siamo ripetuti tante volte. Mi piace credere che la prossima auspicata caduta di Berlusconi possa avere, tra gli altri effetti positivi, anche quello di far impantanare il nucleare made in Italy.</p><p>E spero che quanto sta succedendo in questi giorni faccia fermare per un istante i russi, e faccia rimetter loro in discussione un progetto che, solo a descriverlo in breve, sembra una follia. Qualcuno ha pensato infatti di costruire centrali nucleari galleggianti da 70 MW, la cui energia dovrebbe servire ad alimentare nell’Artico le trivelle della Gazprom, per ricavare minerali, gas e petrolio… Immagino che anche quelle centrali siano a prova d’incidente.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/09/il-nucleare-russo-e-i-pompieri-italiani/49009/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>311</slash:comments> </item> <item><title>Il principe è rauco, il Pd inserisca la marcia</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/30/il-principe-e-rauco/45872/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/30/il-principe-e-rauco/45872/#comments</comments> <pubDate>Fri, 30 Jul 2010 13:37:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Berlusconi]]></category> <category><![CDATA[bossi]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[Fini]]></category> <category><![CDATA[rottura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=45872</guid> <description><![CDATA[Era ora. Vengono finalmente alla luce tutte le insanabili contraddizioni racchiuse in un partito che non è mai stato partito ma piuttosto un’ibrida via di mezzo tra il carrozzone conservatore, la lobby ramificata e il sultanato. Fini ci ha messo quasi tre anni a trarre le conclusioni concrete di quello che aveva detto nel 2007,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Era ora.</strong> Vengono finalmente alla luce tutte le insanabili contraddizioni racchiuse in un partito che non è mai stato partito ma piuttosto un’ibrida via di mezzo tra il carrozzone conservatore, la lobby ramificata e il sultanato.<strong> Fini</strong> ci ha messo quasi tre anni a trarre le conclusioni concrete di quello che aveva detto nel 2007, quando dichiarava solennemente: “non esiste alcuna possibilità che Alleanza nazionale si sciolga e confluisca nel nuovo partito di <strong>Berlusconi</strong>, del quale non si capiscono valori, programmi, classe dirigente. Non ci interessa la prospettiva di entrare in un indistinto partito delle libertà”. Lo ricordo perché Fini, che ora è tanto popolare a sinistra, in questi tre anni e prima ancora, non è stato uno spettatore, ma un leader del Pdl, anzi il ‘cofondatore’. Adesso ha deciso che non ne può più di essere una delle comparse alla corte di Cesare. Bene. E’ positivo tutto ciò che contribuisce ad allontanare il nostro Paese dall’anomalia del leaderismo carismatico, ma vedremo sul serio alla prova <strong>&#8216;Futuro e Libertà&#8217;</strong> (così si chiameranno), non solo sulle leggi ad personam ma anche sulle grandi riforme e sulle emergenze più gravi del Paese. E l’ultima manovra finanziaria i finiani l’hanno votata obbedienti.</p><p>Ho ripetuto più volte, e ne sono convinta, che il Partito democratico è attrezzato per svolgere il suo compito, di opposizione seria nelle istituzioni e sui territori, e di fondamentale incubatore per l’alternativa. Nonostante le lentezze e i mal di pancia, infatti, il <strong>Pd </strong>resta l’unica grande proposta riformista di questo Paese, capace di raccogliere consenso e aggregare intorno a sé uno schieramento ampio. Resto altrettanto convinta, però, che il Pd deve innestare una marcia in più, evitare qualche sbandata e riuscire a comunicare meglio quello che fa, e a toccare più intimamente le corde degli italiani. Lo so che abbiamo di fronte il principe dei comunicatori, ma forse anche lui comincia ad essere rauco. Quello che parla poco, o a gestacci, ma che ha sempre più in mano le sorti del Governo è invece<strong> Bossi</strong>. E dunque bisogna metterlo nell’angolo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/30/il-principe-e-rauco/45872/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>663</slash:comments> </item> <item><title>A Vendola auguro di non bruciarsi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/a-vendola-auguro-di-non-bruciarsi/42013/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/a-vendola-auguro-di-non-bruciarsi/42013/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Jul 2010 09:44:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[polemiche]]></category> <category><![CDATA[Serracchiani]]></category> <category><![CDATA[Vendola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=42013</guid> <description><![CDATA[Oggi può essere utile gettare lo sguardo su una sintetica rassegna di commenti al “caso Vendola”. Il verde Bonelli dice che “prima di qualsiasi primaria sui leader è necessario fare le primarie sul programma”. Diliberto considera l’autocandidatura di Vendola “un&#8217;esercitazione tanto fastidiosa quanto inutile”. Si aggiunge Di Pietro, che dichiara: “il governatore Vendola, anche oggi, ha...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi può essere utile gettare lo sguardo su una sintetica rassegna di commenti al “caso Vendola”. Il verde Bonelli dice che “prima di qualsiasi primaria sui leader è necessario fare le primarie sul programma”. Diliberto considera l’autocandidatura di Vendola “un&#8217;esercitazione tanto fastidiosa quanto inutile”. Si aggiunge Di Pietro, che dichiara: “il governatore Vendola, anche oggi, ha passato il tempo a fare dichiarazioni e a partecipare a trasmissioni” e lo invita a “fare il suo dovere di presidente della Regione Puglia, motivo per il quale lo abbiamo votato”.</p><p>I commenti dal Pd sono variegati come d’uso, condizionati dall’onnipresente e autofagico ‘dibattito interno’, con una tendenza al freddino. Nel Pdl stanno per lo più a guardare e non mi sembrano troppo emozionati. Muto, ovviamente, l’Udc.</p><p>Rispondendo a una domanda, mi è capitato di dire che il Pd non può ignorare le tematiche e il modo di fare politica di Vendola, i cui risultati si sono visti nelle elezioni in Puglia, a cominciare dalle primarie. Ho aggiunto però di essere convinta che in questo momento è prematuro cercare un leader per la coalizione che dovrà sfidare Berlusconi, dato che adesso non è affatto chiaro da chi quella coalizione sarà composta, e soprattutto quando sarà messa alla prova. Ho la viva impressione che la caduta di Berlusconi, se ci sarà, non lascerà spazio all’interludio di un governo tecnico o di larghe intese: l’uomo di Arcore o arriverà alla scadenza naturale o ci porterà al voto come e quando vorrà lui.</p><p>In questo scenario, il nostro compito principale è quello di inchiodare Berlusconi alle sue responsabilità, dimostrando la sua totale inadeguatezza al governo del Paese attraverso un’opposizione implacabile, continua, convinta. E che possibilmente riesca a trovare anche i canali di comunicazione che in questo momento nel Pd sembrano ancora inadeguati, come da ultimo ci dice il carteggio Ichino-Ricolfi.</p><p>Se vorremo scalzare il centrodestra dal governo dovremo fare i conti con questi problemi, perciò guardiamo in faccia la realtà e cominciamo con l’evitare di dare ancora una volta l’immagine di un centrosinistra irrimediabilmente diviso.</p><p>La priorità è pensare e costruire – non ri-costruire – lo schieramento d’opposizione che si possa dimostrare maggioritario. E dobbiamo farlo in modo nuovo, perché le formule anche di pochi anni fa sono inefficaci e forse controproducenti. Di questa nuova opposizione, Nichi Vendola può essere un protagonista importante, a cominciare dalla capacità che dimostrerà di catalizzare e unire. Gli auguro di non bruciarsi prima.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/a-vendola-auguro-di-non-bruciarsi/42013/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>651</slash:comments> </item> <item><title>Il Parlamento europeo e il no alla C.E.</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/07/il-parlamento-europeo-e-il-no-alla-c-e/37481/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/07/il-parlamento-europeo-e-il-no-alla-c-e/37481/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Jul 2010 15:31:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[euopea]]></category> <category><![CDATA[finanza]]></category> <category><![CDATA[lisbona]]></category> <category><![CDATA[Strasburgo]]></category> <category><![CDATA[trattato]]></category> <category><![CDATA[unione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=37481</guid> <description><![CDATA[Mentre in Italia si va verso la fiducia sulla manovra, a Strasburgo si vota un accordo con gli Stati Uniti che chiedevano all&#8217;Unione Europea, per fini di sicurezza, il trasferimento in blocco dei dati relativi alle transazioni finanziarie fatte dai cittadini europei. Il Parlamento europeo, per la prima volta, in applicazione del Trattato di Lisbona...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in Italia si va verso la fiducia sulla manovra, a Strasburgo si vota un accordo con gli Stati Uniti che chiedevano all&#8217;Unione Europea, per fini di sicurezza, il trasferimento in blocco dei dati relativi alle transazioni finanziarie fatte dai cittadini europei.</p><p>Il Parlamento europeo, per la prima volta, in applicazione del Trattato di Lisbona e in contrasto con la Commissione europea, ha detto no, richiamandosi alla necessità di tutela della privacy dei propri cittadini.</p><p>In questi giorni é stato raggiunto un accordo per cui si potrà accedere ai dati sotto il controllo e la vigilanza di un&#8217;autorità che avrà anche il potere di negare l&#8217;accesso se necessario. Nessun accesso automatico dei dati quindi.</p><p>Ritengo che cause anche nobili, come la lotta al terrorismo, vadano sempre condotte entro i limiti che la democrazia impone: in democrazia i fini non giustificano i mezzi, ma i mezzi, le procedure, sono strutture portanti al punto che, entro certi limiti, determinano i fini. Vale anche per il nostro governo. Vale anche per la nostra Costituzione.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/07/il-parlamento-europeo-e-il-no-alla-c-e/37481/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>28</slash:comments> </item> <item><title>Gli abruzzesi come i miei friulani</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/19/gli-abruzzesi-assomigliano-ai-miei-friulani/27168/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/19/gli-abruzzesi-assomigliano-ai-miei-friulani/27168/#comments</comments> <pubDate>Sat, 19 Jun 2010 16:47:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Debora Serracchiani</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Giustizia & impunità]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[l'Aquila]]></category> <category><![CDATA[Serracchiani]]></category> <category><![CDATA[terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=27168</guid> <description><![CDATA[All&#8217;Aquila ci sono stata in marzo. 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Eravamo in campagna elettorale e dal centrodestra ci hanno detto che eravamo degli sciacalli, perché ci siamo permessi di denunciare quello che i telegiornali non facevano vedere: centinaia di case gravemente lesionate o distrutte, l’accesso al centro storico completamente chiuso al transito e vigilato dall’esercito, nel complesso un sistema che ha tamponato le emergenze immediate ma che non ha allungato lo sguardo alla ricostruzione vera. Solo da pochi giorni avevano cominciato a portar via un po’ di materiale, dopo le proteste del popolo delle carriole.</p><p><strong>Tre mesi dopo, </strong>gli amici dell’Aquila mi raccontano che i mucchi sono in buona parte ancora là e che il silenzio spettrale di notte è sempre lo stesso. E la gente è di nuovo in strada a manifestare, per chiedere che lo Stato non dichiari archiviato il terremoto d’Abruzzo, magari nella fretta di seppellire anche gli scandali della Protezione civile. Anche la televisione ha conservato la stessa distrazione.</p><p>Intanto i destini dell’Aquila si decidono in Commissione al Senato, dove si sta discutendo la &#8220;manovrina&#8221; finanziaria, in cui <strong>all&#8217;articolo 39 </strong>si parla della proroga della sospensione delle tasse per le popolazioni colpite dal sisma. Un provvedimento su cui ci sarebbe parecchio da dire, dato che quell’art. 39 dispone che la sospensione delle tasse sia prorogata fino al 15 dicembre solo per i lavoratori autonomi con volume d’affari fino a € 200.000 su base 2008.</p><p>A parte il fatto che i lavoratori autonomi pagano le tasse con l&#8217;Unico a maggio del 2011, e quindi la proroga al 15 dicembre è una solenne presa in giro. Ma comunque, sarebbero realmente interessati solo i professionisti con un buon reddito e un certo numero di esercizi commerciali, e si andrebbe a creare una terribile disuguaglianza, dato che a volumi d’affari uguali corrispondono redditi estremamente diversificati. Se c’è una proroga da fare, bisogna farla in base al reddito e non al volume d&#8217;affari, dato che in Italia vige la norma che a parità di reddito c&#8217;è parità di tasse, e a prescindere da come si produca il reddito.</p><p>Poco saggia anche l’esclusione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati dalla proroga, perché azzera una possibilità di rilanciare l&#8217;economia del cratere. I soldi “freschi”, infatti, sono quelli degli stipendi e delle pensioni e se questi sono chiamati a pagare le tasse correnti, le tasse non versate nei primi sei mesi del 2010 e 1/60 delle tasse sospese nel 2009, più i mutui e le utenze, ben poco rimane per far “girare l’economia”, come diceva lo spot del Governo.</p><p><strong>Ancora? </strong>Dal 1° luglio si riattivano mutui, contributi, finanziamenti, leasing, cartelle esattoriali. Quanti saranno a dover chiudere per impossibilità di accesso al credito? Quali garanzie immobiliari può offrire un imprenditore quando gli immobili non ci sono più? La stessa &#8216;zona franca&#8217; crea concorrenza sleale, in quanto chi va a l’Aquila e apre un&#8217;attività non paga tasse e contributi per cinque anni, poi ne comincia a pagare il 60%, poi il 40% per un totale di 14 anni. Ma questa regola non si applica a chi l&#8217;attività già ce l’aveva.</p><p>Gli abruzzesi assomigliano ai miei friulani: gente che lavora e che vorrebbe ricostruire le sue fabbriche, le sue case, le sue chiese. Ma in Abruzzo non si è voluto fare come in Friuli, non si sono dati poteri e risorse ai sindaci, tutto è stato centralizzato e al posto di un solidale impegno finanziario dello Stato per la ricostruzione, sono state fatte comparsate televisive. Per fortuna almeno queste ora le evitano.<br /> Ora, dall’assemblea cittadina dell’Aquila sono state fatte delle proposte precise per ricostruire l’economia della città. Credo sarebbe ora che il Governo cominciasse ad ascoltare questa gente civile e laboriosa che, nelle condizioni in cui si trova, tutto dovrebbe fare e di tutto dovrebbe aver voglia meno che di manifestare e di occupare le autostrade.<br /> <strong><em> </em></strong></p><p><strong><em></em></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/19/gli-abruzzesi-assomigliano-ai-miei-friulani/27168/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>37</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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