<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Il Fatto Quotidiano &#187; Diego Finelli</title> <atom:link href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/dfinelli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ilfattoquotidiano.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Sat, 26 May 2012 20:00:11 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Morire di fame e avere la bomba atomica</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/29/morire-fame-avere-bomba-atomica/180430/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/29/morire-fame-avere-bomba-atomica/180430/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Dec 2011 09:18:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[corea del nord]]></category> <category><![CDATA[guido ceronetti]]></category> <category><![CDATA[Kim Jong-il]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=180430</guid> <description><![CDATA[Ricordo un pezzo di Guido Ceronetti di alcuni anni fa, l&#8217;invito a fare un piccolo esperimento con le notizie riportate dai giornali. Diceva una cosa di questo tipo: provate a leggere le pagine di cronaca di un quotidiano qualunque e ogni volta che trovate la parola &#8220;extracomunitario&#8221; sostituitela con la parola &#8220;italiano&#8221;. Provate fastidio? Ripetete...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo un pezzo di <strong>Guido Ceronetti</strong> di alcuni anni fa, l&#8217;invito a fare un piccolo esperimento con le notizie riportate dai giornali. Diceva una cosa di questo tipo: provate a leggere le pagine di cronaca di un quotidiano qualunque e ogni volta che trovate la parola &#8220;extracomunitario&#8221; sostituitela con la parola &#8220;italiano&#8221;.</p><p>Provate fastidio? Ripetete l&#8217;esperimento ogni volta che trovate scritto marocchino, rumeno, albanese, eccetera.</p><p>Mi è tornato in mente stamane, con le dovute differenze, ascoltando il giornale radio. Parlavano della morte di <strong>Kim Jong-Il</strong>, il dittatore coreano, del suo funerale di stato con migliaia di persone in lacrime, del corteo lungo 40 chilometri, del figlio che prenderà il suo posto alla guida del paese.<br /> Hanno detto che nei primi anni di governo lo aiuterà suo zio perché lui, molto giovane, non ha l&#8217;esperienza necessaria.</p><p>La <strong>Corea del Nord</strong>, hanno concluso, è una nazione in cui migliaia di persone <strong>muiono di fame</strong>, dotato, però, di un suo <strong>arsenale nucleare</strong>.</p><p>Ora rileggete le ultime righe sostituendo a<em> &#8220;la Corea del Nord&#8221; </em>le parole <strong><em>&#8220;il Pianeta Terra</em></strong>&#8220;, al posto di &#8220;migliaia di persone&#8221; leggete &#8220;milioni&#8221; (o miliardi). &#8220;Arsenale nucleare&#8221; lasciatelo.<br /> Provate fastidio?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/29/morire-fame-avere-bomba-atomica/180430/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Demenza televisiva</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/18/demenza-televisiva/178460/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/18/demenza-televisiva/178460/#comments</comments> <pubDate>Sun, 18 Dec 2011 15:36:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[610]]></category> <category><![CDATA[Lillo e Greg]]></category> <category><![CDATA[Televisione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=178460</guid> <description><![CDATA[Circostanze particolari mi hanno portato in questi ultimi pomeriggi a assumere insoliti quantitativi di televisione. Insoliti sia per qualità che per quantità. Parlo di quei contenitori in cui sedicenti giornalisti-conduttori intrattengono e si intrattengono in una sorta di salotto artificiale a parlare di, e a parlare con, un preteso Paese reale, alla (pancia della) gente....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Circostanze particolari mi hanno portato in questi ultimi pomeriggi a assumere insoliti quantitativi di <strong>televisione</strong>. Insoliti sia per qualità che per quantità. Parlo di quei contenitori in cui sedicenti giornalisti-conduttori intrattengono e si intrattengono in una sorta di salotto artificiale a parlare di, e a parlare con, un preteso <strong>Paese reale</strong>, alla (pancia della) gente. Preferibilmente con <strong>l’occhio umido</strong>, la voce accorata, oppure, un istante dopo, col sorrisetto ammiccante, e un instante ancora dopo con sguardo e tono di riprovazione o di indignazione. A volte sguardi e toni si mescolano senza soluzione di continuità, a dettare e inseguire contemporaneamente (si fa per dire) contenuti. Quali contenuti? Vediamo.</p><p><strong>L’amore tra persone molto anziane</strong>, ospite in studio una coppia di ultraottantenni, pare ancora attivi sessualmente (sguardi divertiti e sorrisi ammiccanti). Il numero incredibile di bambini che scompaiono ogni giorno a questo mondo (tono accorato e sguardo lacrimoso). Marcella Bella che, in collegamento da casa sua, fa vedere la spallina del reggiseno viola e il doppio mento (sorrisi compiaciuti e complici). La piaga dell’abusivismo edilizio in Campania, con in collegamento cittadini rumoreggianti (tono di riprovazione e indignazione multipla). Il ritrovamento di alcuni capelli sul luogo di un delitto consumatosi questa estate in centro Italia: di chi saranno questi capelli? Cosa dirà l’esame del DNA? (sguardo serio-accorato-indagatore). La maratona TV di raccolta fondi per la ricerca scientifica: nella prima ora di trasmissione abbiamo raccolto più di un milione! (voce entusiasta, applausi, gioia, quasi commozione mista a italico orgoglio). Una famosa cantante neomelodica, compagna di un ancor più famoso cantante neomelodico, ci informa che il figlio, che non ha ancora compiuto due anni, manifesta significativi segni di indipendenza, perché già rifiuta il ciuccio; si viene anche a sapere che la cantante purtroppo quest’anno non sarà a Sanremo; ci dice infine che non è contraria all’idea di fare un altro figlio col celebre cantante neomelodico: non subito però, tra un paio d’anni (applausi, gioia e complimenti alla cantante che pare cucini anche molto bene).<br /> In un altro posto, <strong>in un’altra trasmissione televisiva</strong>, poi, ho intravisto un collegamento in diretta da davanti la pasticceria dentro cui una giovane, che ha appena finito di scontare anni di detenzione per omicidio, si incontrava per la prima volta da quando è in libertà, con il padre. Da davanti alla pasticceria la telecamera riusciva a riprendere il profilo, un pò  sfocato, dei due attraverso la vetrina. In studio c’era una giornalista in collegamento telefonico con un <strong>esperto</strong> (non ho capito se di carceri o di pasticcerie).</p><p>Ora, la mia prima reazione di fronte a roba di questo genere oscilla tra la noia, il disgusto e l’indifferenza. Poi penso che mi basta ignorare il tutto, spegnere. Anzi, <strong>basta</strong> <strong>non accenderla proprio la tv</strong>. Ma c’è qualcosa che non va, che rode, che non mi lascia tranquilla la coscienza. Io posso decidere se e quando spegnere la tv, o di non accenderla proprio, magari di non tenerla neanche in casa. E quelli che non possono? Quelli che non hanno mezzi, capacità, occasioni, alternative? Se io spengo la tv per loro cambia qualcosa?</p><p>Riesco solo a consolarmi con quel po&#8217; di<strong> servizio pubblico</strong> che ancora passa, prevalentemente in radio. Per esempio gli spot dei giocattoli di <strong><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/610/" target="_blank">610</a></strong>: Pasquale, il bambolotto che risponde male e Addolorata, la bambola che fa la piazzata. Demenza, ma questa volta <strong>demenza felice</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/18/demenza-televisiva/178460/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>M&#8217;occupai di Wall Street</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/moccupai-wall-street/173580/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/moccupai-wall-street/173580/#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:32:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Banche]]></category> <category><![CDATA[bond argentini]]></category> <category><![CDATA[borsa]]></category> <category><![CDATA[Occupy Wall Street]]></category> <category><![CDATA[wall street]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=173580</guid> <description><![CDATA[Mi occupai di Wall Street e di Piazza Affari. Erano gli anni in cui in banca entravano pensionati, casalinghe, liberi professionisti, dipendenti pubblici in mutua, studenti fuoricorso, commercianti in pausa pranzo, geometri, impiegati rampanti e non, astenersi perditempo, gente di tutti tipi, insomma. Entravano in banca, qualcuno già con Il Sole 24 Ore o Milano...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mi <strong>occupai</strong> di <strong>Wall Street</strong> e di Piazza Affari. Erano gli anni in cui in banca entravano pensionati, casalinghe, liberi professionisti, dipendenti pubblici in mutua, studenti fuoricorso, commercianti in pausa pranzo, geometri, impiegati rampanti e non, astenersi perditempo, gente di tutti tipi, insomma.</p><p>Entravano in banca, qualcuno già con <em>Il Sole 24 Ore </em>o <em>Milano Finanza</em> sottobraccio, qualcuno che invece te lo chiedeva: <em>&#8220;C’ha </em>Milano Finanza<em>? C’ha </em>Il Sole 24 Ore<em>?&#8221; </em>Poi aprivano la pagina delle <strong>quotazioni </strong>e puntavano il dito, i più con atteggiamento da esperto, da intenditore, forti di ore di duro lavoro davanti al televideo, o di professionali conversazioni col cognato, il genero, il suocero, eccetera. Alcuni, i più onesti, puntavano il dito anche loro a caso, ma lo dicevano che era a caso, e ridevano. Poi tornavano qualche giorno dopo e vendevano e guadagnavano.</p><p>Anche io una volta l’ho fatto, ho comprato delle azioni senza sapere quello che facevo, consigliato da un amico che se ne intendeva, lui sì, veramente (infatti di solito non dava mai consigli a nessuno). Quelle azioni, quotate sul <strong>Nasdaq</strong>, le comprai spendendo due milioni e mezzo. Dopo pochi mesi (un paio se non ricordo male) valevano ventotto milioni. Lo raccontai a un collega che mi disse: <em>&#8220;Vendile!&#8221; </em>Ma io, atteggiandomi da esperto, rispondevo: <em>&#8220;Le venderò quando arriveranno a cento&#8221;</em>.</p><p>E mi sentivo come se avessi avuto in mano i numeri giusti del Superenalotto, senza i soldi per giocare la schedina però, che volevo comprarne ancora di quelle <strong>azioni</strong>, volevo comprarne di più. Così chiesi a mia moglie cosa ne pensava: mi disse di no, mi disse di vendere quello che avevamo e basta, che lei non ne voleva sapere dei <strong>soldi che portano soldi</strong> senza fare niente.</p><p>Così chiesi all’amico che me le aveva consigliate se era il caso di comprarne altre: mi disse di no, mi disse che i fondamentali di quel titolo continuavano a essere buoni, ma era il <strong>mercato</strong> a preoccuparlo.</p><p>Io ne comprai delle altre. Da allora hanno iniziato a scendere e non sono mai più risalite.  Sono passati undici anni e ce le ho ancora lì.</p><p>Erano gli anni, poco dopo, in cui in banca facevano dei corsi per dirci che noi italiani eravamo sbagliati, perché rispetto agli altri popoli ci indebitavamo troppo poco, avevamo questa<strong> mania del risparmio.<br /> </strong>I paesi anglosassoni erano molto più avanti di noi. Dovevamo vendere tanti prestiti, quindi.<br /> Io un anno ne ho venduti abbastanza, così la banca mi ha regalato un cellulare e un ombrello pieghevole.</p><p>Erano gli anni in cui una collega in pensione, una vecchia compagna del sindacato, mi chiese cosa ne pensassi dell’idea di investire metà della sua liquidazione in <strong>bond argentini</strong>. No, le dissi io, perché se rendono così tanto è perché sono rischiosi, e poi sinceramente non mi sembra una gran cosa speculare su un paese in difficoltà.<br /> Lei, vecchia compagna del sindacato, si fece una risata e mi disse se credevo che la rivoluzione si faceva ancora con quelle cose lì, e comprò i bond argentini.</p><p>Erano gli anni in cui in certe banche le obbligazioni della<strong> Parmalat</strong> c’era scritto su dei bollettini interni che avevano un rischio medio basso, poi due settimane dopo la Parmalat è fallita.</p><p>Erano gli anni in cui quelli che avevano giocato a mettere il dito a caso sui listini di <em>MF </em>e del <em>Sole </em>adesso facevano causa alla banca, mentre quelli che il dito sul listino non l’avevano mai messo e pensavano di avere un <strong>investimento sicuro</strong>, ora scoprivano che avevano perso un sacco di soldi, ma scuotevano la testa e non facevano causa a nessuno.</p><p>Adesso che è venuto giù tutto, che si è capito che era tutto un inganno, che sono scoppiate tutte le bolle speculative, adesso che il debito pubblico, le borse, la finanza, lo spread, i derivati, le opzioni put e call, la curva dei tassi, il credito al consumo, le stock option, sono parole vuote. <strong>Adesso che le banche hanno smesso di comandare</strong>. Adesso va tutto bene. Buonanotte.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/moccupai-wall-street/173580/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>15 luglio 2012: corteo NO RAV a Roma</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/15-luglio-2012-corteo-no-rav-a-roma/164949/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/15-luglio-2012-corteo-no-rav-a-roma/164949/#comments</comments> <pubDate>Thu, 20 Oct 2011 07:48:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[corteo]]></category> <category><![CDATA[fidejussione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=164949</guid> <description><![CDATA[Fa estremamente caldo in questa domenica di luglio e l’asfalto della capitale cuoce a fuoco lento le suole della gente. Il cordone di polizia è discreto, quasi non si vede. Il figlio di Giangi toglie per un attimo l’auricolare dall’I-pod e dice che è per via dei tagli del governo alle forze dell’ordine, poi rimette...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Fa estremamente caldo in questa domenica di luglio e l’asfalto della capitale cuoce a fuoco lento le suole della gente.<br /> Il <strong>cordone di polizia</strong> è discreto, quasi non si vede. Il figlio di Giangi toglie per un attimo l’auricolare dall’I-pod e dice che è per via dei tagli del governo alle forze dell’ordine, poi rimette gli auricolari.<br /> Il nostro corteo procede compatto e silenzioso per le strade di <strong>Roma</strong>; silenzioso ma colorato, dalle bandiere del movimento. Silenzioso ma inframezzato dagli slogan che l’altoparlante in testa al corteo diffonde.  Le bandiere sono quelle blu e oro del congresso del movimento <strong>NO RAV</strong>.  Le bandiere e gli striscioni con le scritte nere. Bordate oro.</p><p>Il leader del movimento, <strong>LCdM</strong>, ha lanciato ieri sera l’ultimo messaggio in Tv, l’ultimo invito a <strong>scendere in piazza</strong>.<br /> Il movimento NO RAV è stufo, il movimento NO RAV è pronto, il movimento NO RAV chiede visibilità, ha detto. Poi ha consegnato la <strong>fideiussione </strong>rilasciata da un primario istituto di credito al notaio presente in studio, mostrando bene alle telecamere il logo della banca e la firma dell’ad (si dice che quest’ultimo stia per entrare nel direttivo del movimento). Il notaio ha raccolto, verbalizzato sigillato e consegnato a un funzionario del Comune di Roma. In diretta. Tutto è andato per il meglio, come si conviene tra <strong>gentiluomini</strong>, così oggi possiamo essere qui, a sfilare e protestare. Io con la Sally e Giangi con il figlio. Sally quest’anno ha dato la maturità e tra due settimane parte per gli States: vuole fare il <em>coast to coast</em> e essere di ritorno per i primi di settembre, per passare un po’ di tempo con la madre in Svizzera, prima dell’anno sabbatico in sud Africa e India, prima di iscriversi all’università (Harvard o quello che è). Il figlio di Giangi fa la quinta ginnasio e si guarda attorno come se gli esseri umani che lo circondano lo facessero vomitare, a cominciare da me e da suo padre. Gli dico di tirare su il finestrino che se no tanto vale spegnere l<strong>’aria condizionata</strong>: non mi degna di risposta. Giangi parla al telefono.</p><p>Il megafono, montato su un Hammer nero quattro macchine davanti a noi, ora diffonde un pezzo del discorso di LCdM, quello in cui cita l’ex Governatore della Banca Centrale. Gran bel discorso: abbasso un po’ il finestrino anche dalla mia parte per sentire meglio e alzo l’aria condizionata. Il figlio di Giangi si volta a guardarmi e sembra sorridere. Sally dice qualcosa a mezza voce ma colgo solo quattro parole: ozono, Rifkin, olistico e weltanschauung.</p><p>Quando il discorso trasmesso dal tetto dell’Hammer finisce parte una salva di clacson <strong>da tutte le auto del corteo</strong>. Un brivido mi sale lungo la schiena. Abbasso l’aria condizionata, chiudo il finestrino e dico all’autista di accostare alla prima occasione. Alla sera, in albergo, sono stanco ma soddisfatto: la lotta è dura ma i NO RAV non mollano.</p><p>Diciamo no alla speculazione selvaggia, diciamo no a una finanza padrona dell’economia, diciamo no all’arricchimento facile, alle regole su misura per i furbetti. <strong>E’ ora che in Italia anche i ricchi possano dire la loro</strong>: basta tagli, basta sacrifici, basta tasse, basta discriminazioni per chi porta il doppio cognome. Chiediamo leggi speciali a tutela delle minoranze linguistiche che pizzicano la “r”, chiediamo di poter portare il ciuffo lungo senza sentire sempre su di noi lo sguardo vessatorio dell’operaio. Vogliamo la <strong>cassa integrazione per i miliardari</strong>. E poi basta con le facili battute su aragosta e caviale.</p><p>Chiediamo, rivendichiamo il diritto sacrosanto di non sottostare al principio di causa e conseguenza, di azione e reazione.<br /> Perché se una banca froda il fisco l’impiegato di quella banca non viene neanche multato, mentre il suo ad rischia la galera?<br /> Perché un operaio in catena di montaggio può tranquillamente far finta che lui delle scelte strategiche, industriali, commerciali fatte dalla sua azienda negli anni passati non ha colpa, mentre il manager, il dirigente, il presidente del cda rischia di doverne rispondere?</p><p>E’ ora di dire basta, di dire un no forte e chiaro, senza se e senza ma.<br /> Siamo i NO RAV, <strong>NO Responsabilità Al Vertice</strong>: il paese ha bisogno di noi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/20/15-luglio-2012-corteo-no-rav-a-roma/164949/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>La ballata del quando (walzer lento)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/la-ballata-del-quando-walzer-lento/159201/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/la-ballata-del-quando-walzer-lento/159201/#comments</comments> <pubDate>Thu, 22 Sep 2011 14:24:25 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[pd]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=159201</guid> <description><![CDATA[Quando si chiuderanno i sondaggi e si apriranno le urne, quando quelli del Pd si tireranno davvero su le maniche, e quelli del Pdl i pantaloni, quando chi si vuole candidare lo dirà senza giri di parole, candidamente, quando dire a uno “imprenditore di successo” sarà solo un complimento sincero, quando sarà chiara a tutti...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando si chiuderanno i sondaggi e si apriranno le urne,<br /> quando quelli del <strong>Pd </strong>si tireranno davvero su le maniche, e quelli del <strong>Pdl </strong>i pantaloni,<br /> quando chi si vuole candidare lo dirà senza giri di parole, candidamente,<br /> quando dire a uno “imprenditore di successo” sarà solo un complimento sincero,<br /> quando sarà chiara a tutti la differenza tra decrescita felice e felicità decrescente,<br /> quando <strong>Marchionne </strong>se ne andrà su Marte,<br /> quando i politici, gli industriali, i comici,<br /> quando ne avremo abbastanza,<br /> quando smetteremo di dire cose come economia reale, tempo reale, realtà virtuale,<br /> quando finiranno gli <strong>anni Ottanta</strong>,<br /> quando dire a uno “operaio di successo” non sarà più una presa per il culo,<br /> quando gli utilizzatori finali dell’Italia pagheranno la prestazione, contro regolare ricevuta fiscale,<br /> quando si parlerà solo di <strong>Bil</strong>, benessere interno lordo,<br /> quando i pubblici ministeri, i poliziotti, i testimoni di giustizia,<br /> quando daranno le partite di rugby alla Rai,<br /> quando ne avremo abbastanza,<br /> quando <strong>Padania </strong>vorrà dire solo <em>pà d’ània</em>, &#8220;non di anatra&#8221; in piemontese,<br /> quando l’elettorato moderato la pianterà lì con la moderazione,<br /> quando “credere, obbedire, battere” non sarà più un motto calzante,<br /> quando un capo di stato, per essere tale, dovrà osservare – sempre &#8211; questa regola: <em>“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uomo_Ragno" target="_blank">Da un grande potere derivano grandi responsabilità</a></span>”</em>,<br /> quando i pensionati, i giornalisti, gli impiegati,<br /> quando a parlare alla pancia della gente saranno i cuochi, e basta,<br /> quando finisce la <strong>campagna elettorale</strong>,<br /> quando ne avremo abbastanza,<br /> quando sentir parlare di rating, spread e outlook sarà come sentir parlare di bungee jumping: rischia (e va in ansia) solo chi decide di buttarsi,<br /> quando <strong>l’industria della sfiga</strong> (indotto compreso) non converrà più a nessuno,<br /> quando le pistole fumanti e le scie chimiche saranno metafore prive di senso,<br /> quando troveremo Antigua e Hammamet sulla stessa pagina del sussidiario (ma esistono ancora i sussidiari?),<br /> quando smetteremo di dire cose come inflazione percepita, bisogno latente, propensione al consumo,<br /> quando gli operai, i professori, gli artigiani,<br /> quando ci accorgeremo che la maggioranza degli italiani non ha<strong> mai votato per Berlusconi</strong>,<br /> quando ne avremo abbastanza?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/la-ballata-del-quando-walzer-lento/159201/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>Il cielo sopra di te, se&#8230;</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/05/il-cielo-sopra-di-te-se/155291/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/05/il-cielo-sopra-di-te-se/155291/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Sep 2011 13:26:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Piacere quotidiano]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Taizé]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=155291</guid> <description><![CDATA[La pioggia sotto il tendone [il rumore della] L’odore dei piedi La sveglia alle 7.30 La gente colorata che cammina, vista di spalle Ragazzi in mezzo alla strada Cantare parole di cui afferri il significato solo in parte, di lato Voci maschili intonate Le tuniche bianche, le maniche lunghe L’impossibilità di spiegare a chi non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La pioggia sotto il tendone [il rumore della]<br /> L’odore dei piedi<br /> La sveglia alle 7.30<br /> La gente colorata che cammina, vista di spalle<br /> Ragazzi in mezzo alla strada<br /> Cantare parole di cui afferri il significato solo in parte, di lato<br /> Voci maschili intonate<br /> Le tuniche bianche, le maniche lunghe<br /> L’impossibilità di spiegare a chi non c’è<br /> Le lingue, gli accenti<br /> Il caldo, il sole a picco, il sole da mattino a sera senza tregua<br /> Un frate che recita<br /> La pioggia, il vento, il sole, la pioggia, il vento, il sole, la pioggia<br /> Le preghiere inutili<br /> Entrare in una piccola chiesa romanica a prendere il fresco<br /> Il treno veloce, da lontano<br /> mangiare difficile<br /> La polvere, il fango<br /> Camminare, otto chilometri al giorno<br /> Birra poco alcolica la sera<br /> La preghiera di chi non sa, di chi non è convinto<br /> Un alano gigantesco al di là della siepe<br /> Urla di ragazzi la sera<br /> Capelli biondi fini<br /> Le ragazze che si coprono le spalle<br /> Un grande cartello bianco con scritto &#8220;Stille&#8221;<br /> Nessun frate con la barba<br /> Le traduzioni simultanee<br /> L’intransigenza dei permanenti<br /> Profumo di bosso nella chiesa della riconciliazione<br /> Male al sedere<br /> Piangere in chiesa e non è un funerale<br /> Diecimila passi al giorno, avanti e indietro<br /> In coda per mangiare<br /> Respirare pregare<br /> I vestiti e le scarpe che non asciugano<br /> I masnà che cantano, anche in polacco<br /> Una sola birra per sera<br /> Welcome on the field<br /> Un altissimo, scuro, frate meccanico<br /> Tutta quella gente con i sandali<br /> Gli spagnoli, i tedeschi, gli italiani<br /> Pulire i bagni, lavare i piatti, distribuire il cibo<br /> Il panachè<br /> Ringraziare in italiano<br /> I vestiti che asciugano subito<br /> Le suore in bicicletta<br /> Le spezie nel puré di patate<br /> Continuare a cantare anche quando sei uscito<br /> I bambini in braccio<br /> Ringraziare in tedesco<br /> Applaudire senza battere le mani<br /> In chiesa tre volte al giorno<br /> Raccontarsi a un estraneo<br /> Le docce, che adesso sono calde<br /> Vassoi marroni, di plastica<br /> Lo stupore di capire l’inglese<br /> Fidarsi a cantare parole che non capisci<br /> Le spezie nella past<br /> I ciondoli, le cartoline, la ceramica<br /> Stare in ginocchio, i dorsi delle mani a terra, la fronte appoggiata ai palmi<br /> Grandi teli arancioni e una croce di metallo<br /> Basse panche di legno<br /> Pregare respirare<br /> Partita di pallone al buio, nel parcheggio<br /> Le famiglie numerose<br /> Tutti seduti a terra<br /> Partager les questions<br /> I bambini che distribuiscono il cibo<br /> I polacchi, gli olandesi, i portoghesi<br /> I frati anziani che stanno seduti sulle sedie<br /> Tremilacinquecento persone da dargli da mangiare<br /> Quel canto a tre voci, in una lingua che non ho capito: russo?<br /> Le spezie nel riso e fagioli<br /> La preghiera del mattino la gente ha la tosse<br /> Solo i cucchiai, come i matti<br /> Grandi vele arancioni e un timone di legno, sulla destra<br /> La luce, lieve, sotto le icone<br /> Il modo di camminare che qui hanno tutti; poi quando vai via cammini così ancora per un po’<br /> Le campane<br /> Imburrare il pane col manico del cucchiaio<br /> Duratha’s<br /> 337 – Hvalite imia Gospodne [o qualcosa del genere: non me lo sono scritto]<br /> Quelli che a leggere non si capisce<br /> Il cielo sopra <strong>Taizé</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/05/il-cielo-sopra-di-te-se/155291/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Cronaca, diritto e fantascienza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/14/cronaca-diritto-e-fantascienza/151594/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/14/cronaca-diritto-e-fantascienza/151594/#comments</comments> <pubDate>Sun, 14 Aug 2011 16:33:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[banlieue]]></category> <category><![CDATA[Inghilterra]]></category> <category><![CDATA[lusso]]></category> <category><![CDATA[Mathieu Kassovitz]]></category> <category><![CDATA[shteyngart]]></category> <category><![CDATA[Vincent Cassel]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=151594</guid> <description><![CDATA[Mentre in Inghilterra gruppi di ragazzi giovani, anche molto giovani, bambini, saccheggiano negozi e centri commerciali facendo incetta di telefoni cellulari, computer, smartphone e simili, probabile che anche sui muri di Londra, come in quelli delle città italiane, campeggi la gigantografia di Vincent Cassel che ti guarda con le mani in mano e le maniche...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in <strong>Inghilterra</strong> gruppi di ragazzi giovani, anche molto giovani, bambini, saccheggiano negozi e centri commerciali facendo incetta di telefoni cellulari, computer, smartphone e simili, probabile che anche sui muri di Londra, come in quelli delle città italiane, campeggi la gigantografia di <strong>Vincent Cassel</strong> che ti guarda con le mani in mano e le maniche della camicia tirate su, e per invogliarti a comprare (una macchina) dice: <strong>&#8220;il lusso è un diritto&#8221;.</strong></p><p>(Mia moglie dice che Cassel fa sangue; a me in quella foto sembra che stia per prendermi a pugni se non gli do retta.)</p><p>Poi fai mente locale su chi è Cassel e cosa ha girato &#8211; o fai un giro di wikipedia &#8211; e ti ricordi che uno dei film con cui ha ottenuto la notorietà è “<strong>L&#8217;odio”</strong>, di Kassovitz. Ricordarti che quel film parla dei disordini nelle <strong>banlieue parigine</strong>, degli scontri tra i giovani e la polizia e dell&#8217;uccisione di un ragazzo da parte di un poliziotto, è un attimo.</p><p>E si crea in testa uno strano cortocircuito.</p><p>Poi pensi a un libro che hai appena letto, <strong>“Storia d&#8217;amore vera e supertriste”</strong> di Gary Shteyngart, un romanzo simil fantascientifico, proiettato in un futuro prossimo che in realtà sembra scartare di pochissimi anni dal presente, forse mesi, settimane: è la storia di Lenny Abramov, quarantenne ebreo americano, impiegato nel comparto <em>vita eterna</em> di una potentissima multinazionale  (si occupa, cioè, di vendere sistemi di <em>proroghe di vita a tempo indeterminato</em> a persone molto facoltose). Nel mondo in cui si muove la gente spende la quasi totalità del tempo e delle relazioni attraverso accessori tecnologici dotati di schermo,webcam e software sofisticati, dai quali non si separa mai. Gli Stati Uniti in cui vive sono in guerra con il Venezuela per il petrolio, sono sull’orlo del default e vengono presto smembrati e venduti a pezzi, parte ai cinesi, parte ai norvegesi, parte a alcuni fondi di investimento. New York diventa un’attrazione per turisti stranieri in cerca di emozioni forti e le immagini, le storie, i luoghi delle rivolte popolari soffocate nel sangue dal governo, vengono digeriti in tempo reale e riciclati come prodotto socio-culturale da vendere o esporre.</p><p>A questo punto il cortocircuito si chiude: Vincent Cassel è un diritto; gli Stati Uniti sono in vendita; le rivolte popolari vengono bene per farci i film; i libri di fantascienza sono dei documentari; <strong>il diritto è un lusso</strong>.</p><p>E adesso basta, devo chattare con l’i-phone.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/14/cronaca-diritto-e-fantascienza/151594/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>15</slash:comments> </item> <item><title>Grigliata padana</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/27/grigliata-padana-2/147972/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/27/grigliata-padana-2/147972/#comments</comments> <pubDate>Wed, 27 Jul 2011 07:11:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Archivio]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Società]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[miss padania]]></category> <category><![CDATA[Roberto Cota]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=147972</guid> <description><![CDATA[E’ tutta la sera che cerco di mettere insieme due parole di commento. Niente. Avete visto la foto di questo manifesto della Lega? Non riesco a aggiungere niente. Niente che faccia ridere, voglio dire. Riesco solo a pensare che tra tutti gli incroci partitici di PdL, Pd meno L e PdL meno Pd, da queste...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/cota1.jpg?47e3a5"><img class="aligncenter size-medium wp-image-147973" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/07/cota1-218x300.jpg?47e3a5" alt="" width="218" height="300" /></a></p><p>E’ tutta la sera che cerco di mettere insieme due parole di commento. Niente. Avete visto la foto di questo manifesto della Lega? <strong>Non riesco a aggiungere niente.</strong> Niente che faccia ridere, voglio dire.</p><p>Riesco solo a pensare che tra tutti gli incroci partitici di PdL, Pd meno L e PdL meno Pd, da queste parti, fra le ridenti vallate che circondano Torino, ci è toccato il peggio: uno dei giovani uomini di punta del partito che vanta tra le sue fila personaggi del calibro di <strong>Borghezio</strong>, uno con una faccia che spinge anche i più scettici a rivalutare certe reminescenze lombrosiane.</p><p>Grigliata di carne, con foto della carne stessa medesima a fianco. E’ proprio vero, la Lega parla alla “pancia” dei suoi elettori: sia al il ventre che al <strong>bassoventre</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/27/grigliata-padana-2/147972/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>58</slash:comments> </item> <item><title>No Tav oppure No Tv?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/07/no-tav-oppure-no-tv/143554/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/07/no-tav-oppure-no-tv/143554/#comments</comments> <pubDate>Thu, 07 Jul 2011 08:11:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[informazione]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[televisione italiana]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=143554</guid> <description><![CDATA[C’è una partita di coppa stasera, diciamo di Champions League, ma non della fase finale. Gioca una squadra italiana a caso, fate voi: Juve, Inter, Roma non ha importanza. La partita non è decisiva: diciamo che a prescindere dal risultato finale la situazione non sarà né del tutto compromessa, né risolta favorevolmente. L’evento sportivo coinvolge...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>C’è una partita di coppa stasera, diciamo di <strong>Champions League</strong>, ma non della fase finale. Gioca una squadra italiana a caso, fate voi: Juve, Inter, Roma non ha importanza. La partita non è decisiva: diciamo che a prescindere dal risultato finale la situazione non sarà né del tutto compromessa, né risolta favorevolmente. L’evento sportivo coinvolge dal vivo diciamo trenta, quarantamila persone.</p><p>Tutti gli altri possono agevolmente seguire per televisione.</p><p>C’è un problema, però. La partita non viene data in diretta, neanche su Sky. E non viene data nemmeno in differita. Va bè, guardiamo i goal e le azioni più importanti. Sbagliato, non si possono vedere neanche quelle.</p><p>La Tv ha ripreso solo una delle due porte, neanche tutta intera e inquadra solo quattro giocatori su ventidue. Dell’arbitro si sente il fischietto e dei guardalinee viene inquadrata, per alcuni istanti, la bandierina.</p><p>Il giorno dopo telegiornali e giornali parlano del match ma non dicono il risultato. Non dicono chi ha segnato di preciso ma fanno dure e articolate reprimende sul catenaccio della squadra di casa, sull’arbitraggio a senso unico, sull’inaccettabile atteggiamento del portiere dopo il primo goal annullato.</p><p>Cambio di scenario, siamo al <strong>Tour de France</strong>, tappone di montagna. Stavolta la diretta televisiva c’è, però non ci sono le riprese dall’alto, e neanche quelle dalle moto o dalle auto che seguono i corridori. Ci sono solo alcune camere fisse lungo il percorso. La gara deve essere molto interessante e lungo i tornanti ci deve essere un sacco di gente perché quando vostro cugino vi telefona per dirvi che è andato a vedere la tappa sentite le urla in sottofondo.</p><p>Di cosa succede al traguardo, alla fine, non vedete nulla, ma alcuni corridori a fine gara dichiarano che lungo il percorso ci sono state irregolarità, incidenti, qualcuno ha preso delle scorciatoie, sfido che è arrivato prima.</p><p>I notiziari della sera spiegano chi ha vinto, ma non danno i tempi di arrivo, dicono che ci sono stati alcuni incidenti e mostrano alcuni fermo immagine a documentarli. Stop.</p><p>Cambio di scenario, siamo in una regione del nord Italia, una a caso, fate voi. Domenica mattina è stata organizzata una <strong>manifestazione popolare </strong>di protesta, sono attese diverse <strong>migliaia di persone</strong> provenienti anche da altre regioni, qualcuno fino dall’estero. Sono attesi pullman, treni, automobili in gran numero. Alcune centinaia di persone campeggiano in zona già dal giorno prima.</p><p>Voi siete interessati alla protesta, ne condividete le istanze, ma non potete andare. Oppure non condividete (magari non conoscete a fondo) le ragioni della protesta e perciò non andate alla manifestazione. Pazienza: seguirete la diretta televisiva. Sbagliato.</p><p>Va bè, seguirete le sintesi audio e video che ne dettaglieranno lo svolgimento. Sbagliato.</p><p>Saprete che alla manifestazione c’è stato un gran casino, che sono volate pietre, bastoni e tanti, tanti lacrimogeni; i notiziari della sera e del giorno dopo e i quotidiani in edicola vi spiegheranno che cosa è successo e vi spiegheranno che cosa dovete pensare,<strong> chi è colpevole di cosa</strong>, per cosa ci si deve scandalizzare e perché, per cosa ci si deve indignare. Fine.</p><p>Come dite? Non è possibile.</p><p>E’ vero, era tutto uno scherzo. Non è possibile che a una partita di coppa non corrisponda una diretta televisiva, con quaranta telecamere a riprendere stadio, campo, giocatori, prima durante e dopo la partita da tutte le angolazioni, a documentare quello che accade, a far vedere, magari dall’alto – che bel colpo d’occhio! – lo stadio e le curve gremite.</p><p>Altrimenti ci sarebbe un’insurrezione, un ammutinamento popolar-televisivo.</p><p>Non è possibile poi che una tappa di montagna del Tour venga data in Tv senza le riprese dall’elicottero, suvvia, se ne perderebbe il senso, e gli spazi pubblicitari poi a chi li vendi.</p><p>Non è possibile che una manifestazione a cui partecipavano migliaia di persone, un corteo per cui si temevano disordini e polemiche a mai più finire<strong> non abbia avuto copertura televisiva</strong>. Figuriamoci.</p><p>Probabilmente erano finiti gli elicotteri per le riprese dall’alto (e quelle che sentivo girare in cielo domenica mattina non erano le pale del rotore, sarà stato il ventilatore del vicino); probabilmente è talmente scontato che le forze di polizia non adottino mai strategie volte a provocare disordini, anziché prevenirli; probabilmente ci sarà stato un errore di scrittura: avranno dimenticato la lettera “A” e anziché manifestazione <strong>No Tav</strong> qualche agenzia deve aver battuto manifestazione <strong>No Tv</strong>.</p><p>E nessuna Tv si è presentata all’appuntamento con mezzi adeguati.</p><p>Potenza di un <strong>refuso</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/07/no-tav-oppure-no-tv/143554/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>38</slash:comments> </item> <item><title>I No-Tav nel paese di cartone</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/27/i-no-tav-nel-paese-di-cartone/126467/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/27/i-no-tav-nel-paese-di-cartone/126467/#comments</comments> <pubDate>Mon, 27 Jun 2011 07:21:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Cronaca]]></category> <category><![CDATA[No Tav]]></category> <category><![CDATA[Val di Susa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=126467</guid> <description><![CDATA[Qualche settimana fa la nipote di un famoso capo di governo italiano defunto, per qualcuno un grande statista, per i più un dittatore che ha preso per i fondelli gli italiani per un ventennio, la nipote, dicevo, ha baciato la sagoma di cartone in scala uno a uno di un famoso capo di governo italiano,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa la nipote di un famoso capo di governo italiano defunto, per qualcuno un grande statista, per i più un dittatore che ha preso per i fondelli gli italiani per un ventennio, la nipote, dicevo, ha baciato la sagoma di cartone in scala uno a uno di un famoso capo di governo italiano, per qualcuno un grande statista, per i più un dittatore che ha preso per i fondelli gli italiani per un ventennio. Non era suo nonno, era un cartonato a grandezza – si fa per dire – naturale dell’attuale premier italiano. Un governante di cartone.</p><p>Forse la soluzione è quella: il cartone.</p><p><strong>Un governo di cartone</strong>, fatto di ministri di cartone, in materiale riciclabile.</p><p>Poi un’<strong>opposizione di cartone</strong> e un parlamento tutto di cartone, a grandezza – si fa per dire – naturale.</p><p>Che il cartone da molti meno problemi: è sagomabile a piacere, lo puoi bucare, tagliare, pressare, dipingere, incollare. Poi costa poco e se per caso un ministro di cartone ti è venuto male lo butti via, nel contenitore giallo della carta che passano giovedì a ritirarlo, e con pochi euri ti fai un ministro nuovo.</p><p>E l’opposizione di cartone, anche, non sarebbe più facile? <strong>Un po’ di vinavil e non si dividono più</strong>. Però si può sempre strappare. Va bè, fa niente.</p><p>Anche per le amministrazioni locali si potrebbe pensare a dei bei modelli di cartone: dai presidenti di regione ai presidenti di circoscrizione, fino ai sindaci dei piccoli paesi di montagna. Dei cartonati solidi, però, mica roba che si imbarca alla prima pioggia.</p><p>Sarebbe un bel risparmio per la collettività, tra l’altro.</p><p>Tornando un attimo al premier, poi, averlo di cartone, da mandare in giro ai congressi internazionali, ci metterebbe anche al riparo dalle brutte figure: un premier cartonato non fa gestacci, non importuna gli altri premier, cartonati e non, non racconta barzellette. Tutto si svolgerebbe con tranquillità e decoro. Un premier di cartone per un paese di cartone.</p><p>Di cartone le case, le strade, gli uffici.</p><p>Sembrerebbe quasi di stare in un racconto di <strong>Gianni Rodari.</strong></p><p>Il ministro dell’istruzione, di cartone, favorirebbe la costituzione di un corpo insegnati di cartone, dentro scuole di cartone.</p><p>E il <strong>ministro della difesa</strong> comanderebbe un <strong>esercito di cartone</strong>, molto adatto, peraltro, alle missioni di pace di cartone.</p><p>Sul fronte interno, poi, il ministro della difesa di cartone, coadiuvato dal ministro dei trasporti di cartone, sotto lo sguardo vigile del ministro dell’ambiente di cartone, manderebbe i suoi soldati di cartone a cercare di sgomberare la <strong>Val di Susa</strong>.</p><p>E a quel punto i <strong>No-Tav</strong>, che non sono un’opposizione di cartone – <em>loro</em> – avrebbero la meglio e di quello scempio economico e ambientale che è la Tav non rimarrebbe che il ricordo scritto su qualche cartellone, di cartone.</p><p>Ma purtroppo non siamo in una storia di Gianni Rodari, io sono solo uno scrittore – si fa per dire – di cartone e mentre lo scontro a Chiomonte si consuma, riesco solo a inventarmi questa storiella per tenere lontana la tristezza che monta insieme all’avvicinarsi dell&#8217;apertura (forse&#8230;) dei cantieri.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/27/i-no-tav-nel-paese-di-cartone/126467/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>33</slash:comments> </item> <item><title>Cetrioli e quorum: consigli per il governo</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/04/cetrioli-e-quorum-suggerimenti-per-il-governo/115733/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/04/cetrioli-e-quorum-suggerimenti-per-il-governo/115733/#comments</comments> <pubDate>Sat, 04 Jun 2011 11:00:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[batterio killer]]></category> <category><![CDATA[cetrioli]]></category> <category><![CDATA[Gianfranco Rotondi]]></category> <category><![CDATA[quorum]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=115733</guid> <description><![CDATA[Suggerimento n. 1: Penso che ormai non ci sia più scampo: l&#8217;unica possibilità di sopravvivenza per questo governo è sconfiggere quel personaggio rigido e verde che ossessiona telegiornali e rotocalchi da un po&#8217; di giorni, in particolar modo dopo i risultati dei ballottaggi. No, questa volta non parlo in modo irriverente del leader della Lega:...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Suggerimento n. 1:</strong></p><p>Penso che ormai non ci sia più scampo: l&#8217;unica possibilità di sopravvivenza per questo governo è sconfiggere quel personaggio <strong>rigido e verde</strong> che ossessiona telegiornali e rotocalchi da un po&#8217; di giorni, in particolar modo dopo i risultati dei ballottaggi.</p><p>No, questa volta non parlo in modo irriverente del leader della Lega: il nemico rigido e verde non è <strong>Bossi</strong>, bensì un nemico d&#8217;importazione. Parlo del <strong>Cetriolo Killer</strong>.</p><p>E&#8217; che da lunedì sera non riesco a pensare ad altro; da quando, cioè, ho commesso l&#8217;imprudenza di guardare un pezzo di <strong>Tg1</strong> per vedere cosa dicevano dei risultati elettorali e sono rimasto rapito da un servizio lungo svariati minuti dedicato all&#8217;ortaggio eversivo, proveniente guarda caso dalla Spagna, come Zapatero (ormai sconfitto da tempo) e <em>Los Indignados</em> (sconfiggeremo anche quelli!).</p><p>Insomma, perché mai un Tg così filogovernativo avrebbe dedicato tutto quello spazio al Cetriolo il giorno della sconfitta elettorale del Cavaliere? Escluderei scurrili allusioni falliche e allo stesso modo non posso pensare che lo scopo fosse quello di distrarre le masse teleguidate creando allarmismi e fobie (giammai!). No, no. Niente di tutto questo. Ci ho pensato su e ho capito che Minzolini voleva suggerire al premier un diversivo: “Morte al Cetriolo Killer e lunga vita al <strong>Cavalier-antibiotico</strong>!”.</p><p>Un fulgido esempio di servizio (al) pubblico.</p><p><strong>Suggerimento n. 2:</strong></p><p>Il governo potrebbe fare qualcosa di ancora più efficacie della lotta al mortal batterio. L&#8217;idea mi è venuta sentendo, al Gr2 di ieri mattina, una dichiarazione del <strong>ministro Rotondi</strong> il quale, riguardo ai <strong>referendum del 12 giugno</strong>, ha detto che siccome i referendum sono il fallimento dei legislatori e siccome lui non si sente un fallito, non andrà a votare.</p><p>Bene: seguendo fino in fondo il ragionamento, il governo si potrebbe spendere per fare in modo che anche nelle elezioni politiche venga richiesto il raggiungimento di un <strong>quorum</strong>, e già che ci siamo questo quorum potremmo portarlo al 70 o all&#8217;80%. Sì, perchè in fin dei conti le elezioni sono la sconfitta dei governanti e se questi non si considerano degli sconfitti è quanto meno <strong>fuori luogo pretendere di andare a votare</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/04/cetrioli-e-quorum-suggerimenti-per-il-governo/115733/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>Referendum: mangiare, bere, votare</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/23/referendum-mangiare-bere-votare/112985/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/23/referendum-mangiare-bere-votare/112985/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 May 2011 07:38:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[12 giugno 2011]]></category> <category><![CDATA[privatizzazione dell'acqua]]></category> <category><![CDATA[referendum]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=112985</guid> <description><![CDATA[Esattamente venti anni fa, in occasione di un famoso referendum, c’era chi invitava a andare al mare anziché votare. Qualche sera prima in piazza San Carlo a Torino in un grande concerto aperto, gratuito, Francesco De Gregori invitava a fare il contrario. Un bel concerto, una delle poche occasioni live, credo, in cui tra l’altro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Esattamente venti anni fa, in occasione di un famoso referendum, c’era chi invitava a <strong>andare al mare</strong> anziché votare. Qualche sera prima in piazza San Carlo a Torino in un grande concerto aperto, gratuito, Francesco De Gregori invitava a fare il contrario. Un bel concerto, una delle poche occasioni live, credo, in cui tra l’altro De Gregori non faceva l’antipatico, anzi: parlava col pubblico, lasciava che la gente cantasse insieme a lui.</p><p>Il concerto andò bene.</p><p>Anche il <strong>referendum</strong>.</p><p>Più gente andò a votare di quanta fosse andata al mare, nonostante i richiami quasi irridenti di un certo <strong>Craxi</strong> e di un certo <strong>Bossi</strong>.</p><p>La faccenda mi torna in mente ora, che neanche più si prendono la briga di dirci di andare al mare il prossimo <strong>12 giugno</strong>.</p><p>Non ci dicono niente, o il meno possibile. Perché dirci di <em>non</em> andare a votare, richiama comunque la parola <strong><em>voto</em></strong>, e certe parole si sa sono pericolose, rimandano alla mente strane idee, associazioni deleterie (<em>voto? … diritto di voto? … diritto?</em>), concimano deprecabili abitudini. Meglio niente, meglio tacere.</p><p>Comunque.</p><p>Nel caso il passaparola sotterraneo insistito telematico riuscisse a avere la meglio sul <em>meglio niente, meglio tacere; </em>nel caso, a dispetto dell’oblio mediatico, ciascuno di noi faziosi referendari, riuscisse a far sapere cosa succede il 12 giugno 2011 al vicino di casa che non sa cos’è internet (<em>una squadra di calcio?</em>) e che per dire <em>no-global</em> dice <em>sglobal</em>, o a ricordare alla vecchia zia che succede qualcosa anche prima, dopo e durante la programmazione di Retequattro e Italiauno.</p><p>Se riusciamo, insomma, a comunicare non solo tra noi che non abbiamo bisogno di essere convinti, c’è il rischio che tornino a dirci di non andare a votare, di andare al mare. Non c’è più quel grande statista di Craxi, ma Bossi è più che mai sulla breccia, e il simpatico Bettino ha trovato degni eredi, non solo tra i consanguinei.</p><p>Allora, bisogna inventarsi situazioni, eventi, occasioni che invoglino il vicino di casa e la zia, il cognato disimpegnato e i genitori dei compagni di scuola dei masnà, la collega indaffarata e il cugino camperista, a restare nei paraggi del seggio elettorale, nonostante il <strong>12 giugno 2011</strong>, come già il <strong>9 giugno 1991</strong>, si presti così bene alle gite fuori porta.</p><p>E quindi: Torino per me è vicina, ma troppo grossa e poi non ho il cellulare di De Gregori; però nel nostro piccolo, nel minuscolo paese in cui mi capita di abitare, abbiamo pensato di creare un presidio, in un giardino pubblico, e di trovarci e di invitare tutta la comunità a trovarsi per esercitare funzioni essenziali a una vita sana, sia a livello individuale che collettivo. Che si fa? Si mangia, si beve, si vota. L’abbiamo chiamato <a href="http://www.lacassa.net/succede-a-La-Cassa/eventi/Buffet-Spontaneo-Referendario/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>buffet referendario</strong></span></a>. Si porta da mangiare, da bere (rigorosamente vino, birra e acqua del rubinetto) e si va a votare (per l’<strong>acqua del rubinetto</strong>).</p><p>Semplice e divertente.</p><p>Inviterei tutti a venire a mangiare con noi sotto l’ippocastano, ma gli spazi sono quel che sono e soprattutto cesserebbe lo scopo: ognuno faccia il suo buffet referendario, ognuno scenda in strada, nei giardini, nelle piazze a prendersi (o a riprendersi) ciò che è (o era) già suo. Mangiare, bere, votare.</p><p>Oppure ci si rivede tra vent’anni al referendum sulla <strong>privatizzazione dell’aria</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/23/referendum-mangiare-bere-votare/112985/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>Bossi e la sottile metafora del Viagra padano</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/05/bossi-e-la-sottile-metafora-del-viagra-padano/109168/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/05/bossi-e-la-sottile-metafora-del-viagra-padano/109168/#comments</comments> <pubDate>Thu, 05 May 2011 14:43:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[celodurismo]]></category> <category><![CDATA[Lega Nord]]></category> <category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category> <category><![CDATA[viagra]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=109168</guid> <description><![CDATA[Il vostro vicino di casa ultrasessantenne vi fa un cenno di saluto e dalla mimica, un po’ irrigidita dai postumi dell’ictus che ha avuto qualche anno fa, intuite che deve dirvi qualcosa ma vuole che vi avviciniate perché se no non riesce a farsi sentire bene. Voi vi avvicinate e lui dice: “Ce l’ho sempre...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il vostro vicino di casa ultrasessantenne vi fa un cenno di saluto e dalla mimica, un po’ irrigidita dai postumi dell’ictus che ha avuto qualche anno fa, intuite che deve dirvi qualcosa ma vuole che vi avviciniate perché se no non riesce a farsi sentire bene. Voi vi avvicinate e lui dice: <em><strong>“<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/04/libia-la-camera-vota-le-mozioni-bossi-trovata-la-quadra/108889/" target="_blank">Ce l’ho sempre duro!</a></span>”</strong></em>. Come reagite?</p><p>Non so voi, ma io, nell’ordine:</p><p>Proverei un moto di <strong>pietà </strong>per la povera consorte del vicino di casa, non tanto per la probabile persistenza delle molestie che le tocca ancora subire nonostante la consunzione dell’età, quanto per le conseguenze devastanti che questa patologia deve avere sulle condizioni della tavoletta del water e piastrelle limitrofe.</p><p>Penserei che, se me l’avessero chiesto, mai avrei saputo dire che tra le conseguenze di quel genere di accidente che è venuto al mio vicino ci potesse essere anche la paresi e l’irrigidimento perenne dei corpi cavernosi.</p><p>Mi chiederei se esiste uno <em><strong>s-Viagra</strong></em>, un farmaco da consigliargli per lenire gli effetti di cotanto fastidioso turgore.</p><p>Poi, dopo un attimo di imbarazzata esitazione, cercherei una scusa qualsiasi tipo il cellulare che vibra nella tasca o una manata sulla fronte seguita da un’esclamazione tipo<em> “Oh no… sono già le quattro… i bambini escono da scuola…”</em> e con un mezzo sorriso ebete sulla faccia costernata mi allontanerei il più velocemente possibile dal pianerottolo, pensando che quando esco di casa d’ora in avanti tengo la testa bassa e <strong>scappo </strong>giù per le scale e la prossima volta che il vicino sembra mi voglia parlare faccio finta di non aver capito.</p><p>Ora, siccome non stiamo parlando del pianerottolo di casa, ma della nostra fulgida centocinquantenaria nazione, e non stiamo parlando del vicino di casa in precarie condizioni di salute, ma di un <strong>ministro della Repubblica</strong> con molta influenza sulla condotta del governo, purtroppo  non ce la possiamo cavare con una scusa per scappare (o forse sì, ma espatriare è una faccenda un po’ più complicata e dolorosa).</p><p>E allora, per adesso, non mi rimane che spendere qualche altra parola sulla viril metafora a cui <strong>Bossi </strong>continua a ricorrere.</p><p>Signor ministro, basta. Basta perché a rimanere in erezione permanente, in fin dei conti, non si fanno proprio delle belle figure. Vuol dire che si è <strong>malati</strong>, o che si fa un uso smodato di quelle pastigliette azzurre, con conseguenze poco auspicabili. Si diventa molesti, si sporca, si prova malessere, si pensa sempre e solo alla stessa cosa.</p><p>A proposito di conseguenze mi vengono in mente tre suggestioni, una simpaticamente letteraria, una  giornalistica e una clinica, che forse potrebbero contribuire a fare in modo che la piantino lì con questa storia di avercelo sempre duro.</p><p>Suggestione letteraria: nel romanzo <strong><em>La magnitudo della tragedia</em></strong> di Quim Monzò, al protagonista capita di punto in bianco proprio quella roba che piace tanto ai leghisti. Lui rimane sorpreso, subito un po’ imbarazzato, ma poi si diverte un mondo e si toglie anche qualche soddisfazione. Il romanzo è divertente  e originale, solo che alla lunga per il protagonista si mette male: quella sua rigida e costante prontezza si rivela conseguenza di una inesorabile malattia che lo conduce alla morte.</p><p>Suggestione giornalistica: sempre duro pare ce l’abbiano anche certi soldati, laddove la <strong>violenza sessuale </strong>viene usata per terrorizzare e brutalizzare le popolazioni dei paesi in guerra: di recente è stato detto che <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/30/rappresentante-onu-denuncia-soldati-libici-imbottiti-di-viagra-per-stupri-di-massa/108181/" target="_blank">vi hanno fatto ricorso le truppe di Gheddafi</a></span>, ma di Viagra come ignobile arma non convenzionale si è sentito purtroppo parlare anche in altre occasioni.</p><p>Suggestione clinica: il priapismo cronico è un disturbo che causa nell&#8217;uomo una permanente erezione. Questa condizione, oltre a provocare imbarazzo e fastidio, alla lunga può causare <strong>danni alla salute</strong> come disfunzioni erettili o addirittura cancrena all&#8217;organo genitale. L&#8217;erezione che si ottiene con il priapismo è del tutto involontaria e indipendente dall&#8217;eccitazione sessuale</p><p>E allora, in conclusione, amici padani: <strong>cambiate metafora</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/05/bossi-e-la-sottile-metafora-del-viagra-padano/109168/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>17</slash:comments> </item> <item><title>Lillo, Greg e Giovanardi</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/02/lillo-greg-e-giovanardi/108431/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/02/lillo-greg-e-giovanardi/108431/#comments</comments> <pubDate>Mon, 02 May 2011 11:04:34 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Media & regime]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[Carlo Giovanardi]]></category> <category><![CDATA[costituzione]]></category> <category><![CDATA[Famiglia]]></category> <category><![CDATA[Greg]]></category> <category><![CDATA[ikea]]></category> <category><![CDATA[Lillo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=108431</guid> <description><![CDATA[Al centro della società c’è la famiglia; al centro della famiglia ci sei tu: l’uomo. Non lasciare che la donna prenda decisioni, prevarichi, comandi.  Lei deve cucinare, occuparsi della casa, al massimo può prendersi cura dei figli… Comincia più o meno così – vado a memoria -  uno degli spot che passano in questi giorni...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Al centro della società c’è la famiglia; al centro della famiglia ci sei tu: l’uomo. </em><em>Non lasciare che la donna prenda decisioni, prevarichi, comandi.  Lei deve cucinare, occuparsi della casa, al massimo può prendersi cura dei figli…</em></p><p>Comincia più o meno così – vado a memoria -  uno degli spot che passano in questi giorni a <strong>Sei Uno Zero</strong>, straordinaria, demenziale trasmissione radiofonica condotta e ideata da tre signori che si fanno chiamare Lillo, Greg e Alex Braga. Poi continua invitando a votare il <em>Pmi, Partito Maschilista Italiano</em>.</p><p>Un altro signore, <strong>Carlo Giovanardi</strong>, che di mestiere fa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Politiche della famiglia, della droga, e del servizio civile nazionale (lavora per Berlusconi, insomma), Giovanardi, che si propone come <em>&#8220;uomo politico di orientamento cristiano&#8221;</em>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.carlogiovanardi.it/sito/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=1507" target="_blank">dichiara all&#8217;Ansa</a></span>: <em>“Dopo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/24/buona-pasqua-collega-giovanardi/106696/" target="_blank">quella dell&#8217;Ikea</a></span>, l&#8217;iniziativa di Eataly di Oscar Farinetti dimostra quello che da tempo denunciamo con forza, e cioè che la vera dimenticata e discriminata in Italia è la famiglia della Costituzione”</em>. Parla di due pubblicità uscite in questi giorni: nella prima due uomini si tengono per mano mentre vanno a comprare i mobili, nella seconda due donne si tengono per mano mentre vanno a comprare da mangiare. Lo slogan è<em> <strong>“Siamo aperti a tutte le famiglie”</strong></em>. Roba forte.</p><p>Giovanardi &#8211; ho sentito anche lui alla radio qualche giorno fa &#8211; in sostanza dice che a chiamare famiglie quelle lì con gli uomini che si tengono per mano e le donne che si tengono per mano tocca<strong> riscrivere la Co</strong><strong>stituzione </strong>Italiana. Costituzione e Famiglia. Son parole grosse. Costituzione e lavoro, Costituzione e guerra, Costituzione e separazione dei poteri, quelle sono associazioni di idee che invece sembrano non interessarlo. Diversamente non si spiegherebbe il suo permanere nella squadra di governo (e a farsi un giro sul suo sito si trova un campionario di cerchiobottismo a dir poco grottesco).</p><p>Oppure tocca riscrivere i dizionari alla voce <em>coerenza.</em></p><p>Oppure Giovanardi va a lavorare con Lillo e Greg e fa la sua porca figura.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/02/lillo-greg-e-giovanardi/108431/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>26</slash:comments> </item> <item><title>Da Sodoma a Hollywood, da Coppola a Cota</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/19/da-sodoma-a-hollywood-da-coppola-a-cota/105362/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/19/da-sodoma-a-hollywood-da-coppola-a-cota/105362/#comments</comments> <pubDate>Tue, 19 Apr 2011 11:08:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Diritti]]></category> <category><![CDATA[Terza pagina]]></category> <category><![CDATA[Elezioni 2011 Torino]]></category> <category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category> <category><![CDATA[Fassino]]></category> <category><![CDATA[Festival Cinema Gay]]></category> <category><![CDATA[Michele Coppola]]></category> <category><![CDATA[Roberto Cota]]></category> <category><![CDATA[Torino]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=105362</guid> <description><![CDATA[Mi si perdoni il chiasmo del titolo, ma la tentazione era troppo forte. Il chiasmo è quella figura retorica che dispone due coppie di termini, o di frasi, in modo che si corrispondano tra loro per assonanza o per significato, formando un incrocio. Da buon ragioniere io mi ricordo sempre e solo quello che citano...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mi si perdoni il chiasmo del titolo, ma la tentazione era troppo forte. Il chiasmo è quella figura retorica che dispone due coppie di termini, o di frasi, in modo che si corrispondano tra loro per assonanza o per significato, formando un incrocio.</p><p>Da buon ragioniere io mi ricordo sempre e solo quello che citano dappertutto, l’inizio de L’Orlando Furioso: <em>“le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,</em><em> le cortesie, l’audaci imprese io canto”.</em></p><p>E quindi cos’hanno in comune <strong>Sodoma Hollywood Coppola Cota</strong>?</p><p>(Di questa faccenda del chiasmo i leghisti, se la capiscono, non saranno tanto contenti).</p><p>Hanno in comune il comune. Altro gioco di parole piuttosto banale, ma a scrivere i post mentre viaggio sulla metro non mi viene di meglio.</p><p>Dicevo che Sodoma Hollywood Coppola Cota hanno come denominatore comune il comune di Torino e la <strong>volata elettorale finale</strong>.</p><p>Da Sodoma a Hollywod, infatti, è il &#8220;titolo&#8221; del <a href="http://www.tglff.com/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Festival del cinema gay</strong></span> </a> (per l&#8217;esattezza <strong>Torino GLBT Film Festival</strong>) che tra pochi giorni apre la sua ventiseiesima edizione nell’urbe sabauda, e in queste ultime settimane di campagna elettorale <strong>Michele </strong><strong>Coppola</strong>, il candidato sindaco del centrodestra, con quel suo nome così hollywoodiano (ecco il primo dei due incroci del chiasmo), ha pensato bene di fare una bella mossa di propaganda <em>celoduristica</em>, che sicuramente piace tanto al Governatore della Regione Piemonte Cota e al suo viril elettorato.</p><p>Ovvero: in qualità di assessore alla cultura ha tolto il patrocinio della Regione al Festival del cinema gay. Poi ha anche dichiarato che non era il caso di fare tante storie per una roba così, che tanto i soldi della Regione al Festival arrivano lo stesso, perché è finanziato dal Museo Nazionale del Cinema che a sua volta viene finanziato dalla Regione.</p><p>E allora, dove andiamo a parare in questa kermesse elettoral-cinematografica?</p><p>(Tra l’altro, per rimanere in tema, i manifesti elettorali di Fassino che tappezzano la città giocano con l’eastwoodiano titolo: <em><strong>Gran Torino</strong></em>)</p><p>Dove andiamo a parare, dicevo. Niente di originale: <strong>replichiamo su scala locale</strong> l’ipocrisia, l’arroganza, l’ignoranza e i diritti di veto nazionali della Lega. Punto.</p><p>Se non altro è probabile che il centrodestra da queste parti non vincerà, e sindaco dovrebbe diventare quell’outsider della politica di <strong>Fassino</strong> …</p><p>Mi sa che è meglio andare al cinema.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/19/da-sodoma-a-hollywood-da-coppola-a-cota/105362/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>14</slash:comments> </item> <item><title>Su Berlusconi ha ragione Caparezza</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/04/su-berlusconi-ha-ragione-caparezza/102065/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/04/su-berlusconi-ha-ragione-caparezza/102065/#comments</comments> <pubDate>Mon, 04 Apr 2011 16:04:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[caparezza]]></category> <category><![CDATA[leggi ad personam]]></category> <category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=102065</guid> <description><![CDATA[Ho capito. Ho capito in che direzione dobbiamo andare. Fino ad ora abbiamo sbagliato direzione, come quando spingi sulla maniglia della porta e spingi e spingi e poi ti accorgi che c&#8217;è un cartello sopra che dice tirare. Tanto per cambiare mi ha aperto gli occhi uno dei miei figli: da quaranta giorni Il Rosso sta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ho capito. Ho capito <strong>in che direzione dobbiamo andare</strong>. Fino ad ora abbiamo sbagliato direzione, come quando spingi sulla maniglia della porta e spingi e spingi e poi ti accorgi che c&#8217;è un cartello sopra che dice <em>tirare</em>.</p><p>Tanto per cambiare mi ha aperto gli occhi uno dei miei figli: da quaranta giorni Il Rosso sta ascoltando, con perizia da filologo, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/25/rime-eretichecontroi-casta-man/93891/" target="_blank">l&#8217;ultimo album di <strong>Caparezza</strong></a></span>, in preparazione del concerto del 14 aprile, e tra i vari brani, ascoltati <em>n</em> volte e ricantati <em>n</em> volte dal Rosso, in special modo mi è rimasto in testa <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=e8aYKfj3j8w" target="_blank">Legalize the premier</a></span></em>.</p><p>Stamattina poi, mentre andavo al lavoro, è giunta la folgorazione sentendo le parole di uno dei leader (sic) dell&#8217;<strong>opposizione</strong> (sic): <em>&#8220;Basta con le leggi per una sola persona&#8221;</em>,<em> </em>ha detto.</p><p>No, ho gridato e battevo i pugni sul volante. No! Ho capito, ho capito!</p><p>Poi ho smesso di tirare pugni al volante e di gridare come un balengo, anche perchè il vicino di macchina, al semaforo, mi guardava male.</p><p>Ho capito, dicevo. Quello che dobbiamo fare non è resistere (in questo i leader dell&#8217;opposizione, bisogna dargliene atto, si sono già portati avanti), <strong>non è indignarci</strong>, non è opporci alla realizzazione di un progetto per paura che favorisca una sola persona.</p><p>Al contrario: <strong>legalizziamolo</strong>.</p><p>Lasciamo che realizzi per sè un <strong>disegno legislativo a tutto tondo</strong>, onnicomprensivo, che lo salvi e lo protegga, che gli consenta (<em>&#8220;Mi consenta!&#8221;</em> ve lo ricordate?) di promuovere e usufruire dei benefici della prostituzione senza limiti di età (suoi e altrui), di corrompere, di inquinare, di falsificare bilanci, di ricusare giudici, di colludere, concupire, abusare, trafugare. Liberalizziamolo.</p><p>Legalizziamolo, ma<strong> solo lui</strong>. Ho la sensazione che sia l&#8217;unico modo per evitare che roba come la prescrizione lampo, la depenalizzazione del falso in bilancio, la corruzione, la concussione, il favoreggiamento, l&#8217;abuso di potere, la violazione delle leggi anti trust, l&#8217;evasione fiscale (e molto altro ancora: provate a digitare su un motore di ricerca &#8220;elenco leggi ad personam berlusconi&#8221;), diventino patrimonio comune, beneficio per molti, occasione per tutta la sua corte, in senso stretto e in senso lato, di andare allegramente (metaforicamente e non) a puttane.</p><p>Viva la riduzione del <strong>nano</strong>* **! &#8230; ops, del danno &#8230;</p><p><em>* si parla sempre e solo di statura morale</em></p><p><em>** Starebbe bene anche tra quelli di Biancaneve, al posto di Dotto, che non faceva neanche rima: Brontolo, Eolo, Cucciolo, Pisolo, Mammolo, Gongolo&#8230; Legalizziamolo</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/04/su-berlusconi-ha-ragione-caparezza/102065/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>49</slash:comments> </item> <item><title>Tendopoli ad personam</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/26/tendopoli-ad-personam/100226/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/26/tendopoli-ad-personam/100226/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 Mar 2011 14:02:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Misfatto]]></category> <category><![CDATA[clandestini]]></category> <category><![CDATA[Lampedusa]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[Luca Zaia]]></category> <category><![CDATA[muammar gheddafi]]></category> <category><![CDATA[rifugiati]]></category> <category><![CDATA[tendopoli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=100226</guid> <description><![CDATA[Per un intervento mirato, certo non risolutivo del problema nel suo complesso, ma comunque di una qualche efficacia, io un’idea ce l’avrei: la tendopoli che i lampedusani, giustamente, non possono ospitare a casa loro, mettiamola a Villa Pamphili, o a Villa Borghese o insomma dove di volta in volta abbiamo accolto le tende di Gheddafi a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per un intervento mirato, certo non risolutivo del problema nel suo complesso, ma comunque di una qualche efficacia, io un’idea ce l’avrei: la tendopoli che i lampedusani, giustamente, non possono ospitare a casa loro, mettiamola a Villa Pamphili, o a Villa Borghese o insomma dove di volta in volta abbiamo accolto le tende di Gheddafi a suo tempo. Perché la <strong>tendopoli di Gheddafi </strong>e della sua corte sì e quest’altra no?</p><p>Poi però <strong>Zaia</strong> dice che sono dei <strong>finti rifugiati</strong>, gente furba, delinquenti, terroristi. Talmente furbi che, pur essendo scaltri criminali che possono permettersi il lusso di un paio di occhiali da sole e le scarpe da tennis, rischiano la vita su malferme imbarcazioni e a volte fanno anche finta di morire annegati, trascorrono una notte dopo l’altra all’addiaccio e se ne stanno lì, giorni e giorni, in condizioni igieniche precarie, per fregare noi onesti lavoratori-contribuenti-votanti, in particolare quelli del nord. Veramente furbi.</p><p>Allora anche qui proporrei un intervento mirato: prenderei a campione una decina di lavoratori-contribuenti-votanti, preferibilmente con incarichi politico-amministrativi, anche a livello locale, in qualcuno degli schieramenti politici che indefessamente cercano di proteggere la nostra bella penisola dall’invasione magrebina; prenderei queste dieci persone, dicevo, e offrirei loro un <strong>viaggio aereo sola andata</strong> per una località a caso della costa del nord Africa, gli darei dei soldi per pagarsi un passaggio su una delle imbarcazioni piene di quei furbastri finti rifugiati - in cambio dei documenti di identità, naturalmente - e poi darei loro anche un bel paio di Ray Ban e delle Nike nuove di pacca.</p><p>Dite che funziona?</p><p>Poi però c’è chi dice che così <strong>si semplifica troppo</strong>, che il problema dell’immigrazione, al di là degli estremismi leghisti, esiste, e  “prenditelo te un immigrato a casa tua, che sei tanto bravo a fare della sottile ironia, và!”.</p><p>E qui chiudiamo un piccolo cerchio (a tirarsela c&#8217;è chi la chiama &#8220;ring composition&#8221;): io la disponibilità la posso dare, ma caldeggio soprattutto l&#8217;utilizzo delle risorse personali e istituzionali del premier, che si sa è particolarmente incline a far del bene alle persone bisognose, anche extracomunitarie, in special modo magrebine. E allora <strong>tendopoli a Villa San Martino e a Villa Certosa</strong>!</p><p>Sto continuando a semplificare, a fare battute troppo facili? Forse avete ragione, ma non è colpa mia, è colpa dell&#8217;<em><strong>effetto-Lucia</strong></em>.</p><p><strong>Lucia </strong>era la fidanzata di un mio amico che viveva in un appartamento all&#8217;interno dell&#8217;ex Ospedale Psichiatrico di Collegno (per un certo periodo l&#8217;ho frequentato con assiduità e questo secondo alcuni spiega molte cose). Lucia era un po&#8217; matta &#8211; è chi non lo è d&#8217;altronde &#8211; e molto spesso credeva di essere la Madonna. Scriveva delle belle poesie e dipingeva. In certi periodi particolarmente movimentati andava in giro con un lenzuolo dell&#8217;Asl sulla testa , come fosse un velo, e in quei periodi diceva più o meno ogni dodici minuti al suo fidanzato, il mio amico Michele, che lui era Gesù Cristo tornato sulla terra.</p><p>Il mio amico <strong>Michele </strong>anche lui era un po&#8217; matto  &#8211; e chi non lo è d&#8217;altronde &#8211; ma meno di Lucia, e soleva dire di se stesso che lui era matto ma non scemo. In base a questo assunto, continuava, nei periodi in cui Lucia ogni dodici minuti gli diceva che lui era Gesù Cristo tornato sulla terra, lui se la rideva e manteneva la consapevolezza che questa cosa non fosse vera. Poi però chiudeva il ragionamento dicendo:<em> &#8220;Io lo so che non sono Gesù Cristo, però a forza di sentirmelo ripetere delle volte qualche dubbio mi viene.&#8221;</em> E scoppiava a ridere. Come un matto.</p><p>Ecco, con le dichiarazioni delle forze di governo e con gli accadimenti del quotidiano a me capita di essere colto dall&#8217;<em>effetto-Lucia</em>: a forza di sentir ripetere <em>gavade </em>(in vernacolo pedemontano subalpino: errore, sbaglio, stupidaggine, ndt), di ogni ordine e grado,<strong> finisce delle volte che ci credo </strong>e applico il gioioso metodo che le genera a qualsiasi argomento mi capiti a tiro.</p><p>Così è successo in questi giorni dopo che ho sentito un&#8217;esponente del Pdl dire che quando si parla, ingiustamente, di <strong>leggi ad personam</strong> a beneficio del presidente del consiglio, ci si dimentica sempre di dire che di quelle leggi può beneficiare qualsiasi altro cittadino. E a me, colto da un folgorante effetto-Lucia, è venuto da applicare lo stesso ragionamento ad altri ambiti: quello che serve al premier può servire anche a chiunque altro. Quello che vale per pochi vale per molti.</p><p>Ma forse è meglio chiudere qui o finisce che dall&#8217;ex Ospedale Psichiatrico mi ritirano di nuovo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/26/tendopoli-ad-personam/100226/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Per un italiano postumo (aprire il 17 marzo 2161)</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/per-un-italiano-postumo-aprire-dopo-il-17-marzo-2161/98120/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/per-un-italiano-postumo-aprire-dopo-il-17-marzo-2161/98120/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 Mar 2011 08:04:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[unità d'Italia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=98120</guid> <description><![CDATA[Caro amico compatriota, ti scrivo questo post da 150 anni fa, precisamente dal 17 marzo 2011, 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Si tratta di un post minimo, di superficie, perché scrivo da luoghi e tempi in cui sembra indispensabile rimanere in superficie: vuoi per la limitatezza dei mezzi di chi scrive, vuoi perché sembra di camminare...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Caro amico compatriota, ti scrivo questo post da 150 anni fa, precisamente dal 17 marzo 2011, 150° anniversario dell’<strong>Unità d’Italia</strong>.</p><p>Si tratta di un post minimo, di superficie, perché scrivo da luoghi e tempi in cui sembra indispensabile <strong>rimanere in superficie</strong>: vuoi per la limitatezza dei mezzi di chi scrive, vuoi perché sembra di camminare sulle sabbie mobili: come ti muovi, come dici qualcosa, rischi di <em>sprofondare </em>invece di <em>approfondire</em> e a differenza che nei film di avventura, dove il malcapitato che ci finisce dentro viene aiutato a uscirne da qualcuno che gli getta una fune o gli porge un bastone a cui appigliarsi, qui il bastone lo usano per dartelo sulla testa.</p><p>E dunque, ti lascio solo qualche suggestione da questa data remota, un assaggio di quelli che sono gli argomenti del momento.</p><ul><li>Siccome      un fortissimo terremoto ha devastato il <strong>Giappone </strong>e causato un terribile      incidente nucleare, in Italia si levano forti le voci dei nuclearisti che      ci ammoniscono a non lasciarci prendere dall’<em>onda emotiva</em> del momento, ma a ragionare in una <em>prospettiva storica</em>.</li></ul><ul><li>Il      nostro attuale capo del governo, <strong>Silvio Berlusconi</strong>, è un uomo di 74 anni,      di statura molto bassa, e in questi giorni compare in pubblico con un      grosso cerotto bianco sulla faccia, cosa che sembra un po’ strana visto      che ha subito un intervento dentro la bocca, non fuori. Quest’uomo, in      politica ai massimi (o minimi) livelli da oltre sedici anni, nelle ultime settimane si sta occupando in      modo particolare di una <strong>riforma della giustizia</strong> che lo solleverebbe da una      serie di processi a suo carico; quello di cui si parla di più riguarda numerosi      rapporti sessuali a pagamento consumati con una ragazza di sedici anni.</li></ul><ul><li>Abitano      in Italia poco più di 60.500.000 persone; secondo il Ministero degli      Interni dall’inizio di quest’anno, in conseguenza di una serie di <strong>rivolte </strong> verificatesi in paesi nordafricani contro regimi totalitari, circa <strong>11.000      persone</strong> hanno attraversato il Mar Mediterraneo per cercare conforto sulle      nostre coste. Il ministro e il suo partito di provenienza sono molto      preoccupati su come fermare questi sbarchi: in questo caso non si hanno      notizie della <em>prospettiva storica</em>.</li></ul><ul><li>Oltre      che delle abitudini sessuali del premier, delle partite di calcio, dei      casi di cronaca nera, da queste parti si parla sempre molto anche del      tempo: adesso, per esempio, piove da giorni e sale il rischio di <strong>frane e      alluvioni</strong>, praticamente l’anniversario dell’Umidità d’Italia.</li></ul><ul><li>Anche      io, come molti, ho messo la <strong>bandiera tricolore </strong>fuori dal balcone. Non ho      ancora capito se l’ho fatto per dispetto ai razzisti settentrionali (pensa      che hanno un partito tutto loro), per toglierne il monopolio ai  sedicenti patrioti di destra, o perché      un comico (sì, un comico) ne ha parlato così bene alla televisione. Brutta      storia.</li></ul><p>Insomma, caro compatriota, non so se da dove leggi tu quello che ho scritto abbia un senso, anche perché non so <strong>cosa resterà di questa Italia</strong> e delle stupidaggini che ho elencato dopo un secolo e mezzo. Probabilmente poco o niente. Un po’ quasi lo spero.</p><p>Spero cioè che a sentir parlare di centrali nucleari tu abbia la reazione che potrei avere io ora a sentir parlare dei dirigibili.<br /> Spero che a sentir parlare di comici ti venga da ridere e a sentir parlare di politici no.<br /> Spero che lì, oggi, ci sia il sole.<br /> Spero nell’onda della storia.</p><p>Ah, dimenticavo: siccome il nano col cerotto di cui ti ho parlato poco sopra è stato, a suo dire, il miglior statista dei primi 150 anni dall’Unità d’Italia, <strong>spero che a te vada un po’ meglio</strong>.</p><p>Saluti</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/per-un-italiano-postumo-aprire-dopo-il-17-marzo-2161/98120/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>20</slash:comments> </item> <item><title>Stop al fotovoltaico?</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/01/stop-al-fotovoltaico/94511/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/01/stop-al-fotovoltaico/94511/#comments</comments> <pubDate>Tue, 01 Mar 2011 12:05:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Ambiente & Veleni]]></category> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Politica & Palazzo]]></category> <category><![CDATA[conto energia]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[Governo]]></category> <category><![CDATA[incentivi]]></category> <category><![CDATA[lettera]]></category> <category><![CDATA[Nucleare]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=94511</guid> <description><![CDATA[Forse si è fatta un po’ di confusione e nel clima, come si dice, concitato, di queste settimane, il Governo, sentendosi in dovere di prendere provvedimenti drastici per ridurre la dipendenza del nostro paese dai paesi produttori di petrolio, sta pensando bene di dare una mano al nucleare. Solo che, per usare una metafora forbita, la sta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Forse si è fatta un po’ di confusione e nel clima, come si dice, concitato, di queste settimane, il Governo, sentendosi in dovere di prendere provvedimenti drastici per ridurre la dipendenza del nostro paese dai paesi produttori di petrolio, sta pensando bene di dare una mano al <strong>nucleare</strong>. Solo che, per usare una metafora forbita, <em>la sta facendo fuori dal vaso</em>. Sì perché per dare una mano al nucleare finiscono per <strong>affossare il fotovoltaico</strong>. La faccio breve, anche perché non c’è molto da aggiungere, ma solo da sperare in una smentita, in un nulla di fatto, in un cambio di rotta. E soprattutto c’è da mobilitarsi e <strong>diffondere l’informazione</strong>.</p><p>Di cosa parliamo? Del fatto che nella bozza del decreto legislativo per il recepimento della direttiva rinnovabili 2009/28/CE c’è un comma che dice così: <em>“A decorrere dal 1 gennaio 2014 viene <strong>abrogato il conto energia</strong>. Nel caso di raggiungimento anticipato dell’obiettivo specifico per il solare fotovoltaico, fissato a 8.000 Mw per il 2020 è sospesa l’assegnazione di incentivi per ulteriori produzioni da solare fotovoltaico fino alla determinazione, con decreto del ministro dello Sviluppo economico, da adottare di concerto con il ministro dell’Ambiente e della tutela del mare, sentita la Conferenza unificata, di nuovi obiettivi programmatici e delle modalità di perseguimento”</em></p><p>Cosa significa questo? Basta fare un giro veloce sulle pagine web degli addetti ai lavori: significa che già quest’estate potrebbe arrivare lo <strong>stop agli</strong> <strong>incentivi</strong> previsti per chi si mette un impianto fotovoltaico sul tetto di casa, perché gli 8.000 Mw  è pressoché certo che nel giro di pochi mesi verranno raggiunti. E quindi? Quindi, come corollario, <strong>migliaia di lavoratori</strong> e di imprese operanti nel settore delle energie rinnovabili rischiano di rimanere a piedi.</p><p>Un altro passo avanti del <strong>G</strong><strong>overno del fare</strong>.</p><p>(Noialtri che siamo degli scansafatiche, invece, possiamo almeno scrivere: in rete gira una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://energymaster.it/senza-lavoro-per-decreto-150-000-famiglie-a-rischio-nel-fotovoltaico/" target="_blank"><strong>lettera da mandare al Governo</strong></a></span>; penso valga la pena dedicare due minuti a sottoscriverla e spedirla. Qui, invece, la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.petizionionline.it/petizione/senza-lavoro-per-decreto-15000-famiglie-a-rischio/3548" target="_blank">petizione</a></span>.)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/01/stop-al-fotovoltaico/94511/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>134</slash:comments> </item> <item><title>Se noi fossimo una banca</title><link>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/25/se-noi-fossimo-una-banca/93953/</link> <comments>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/25/se-noi-fossimo-una-banca/93953/#comments</comments> <pubDate>Fri, 25 Feb 2011 10:18:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Diego Finelli</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Economia & Lobby]]></category> <category><![CDATA[Mondo]]></category> <category><![CDATA[Banche]]></category> <category><![CDATA[Eni]]></category> <category><![CDATA[finmeccanica]]></category> <category><![CDATA[interessi]]></category> <category><![CDATA[Juventus]]></category> <category><![CDATA[Libia]]></category> <category><![CDATA[mediobanca]]></category> <category><![CDATA[povertà]]></category> <category><![CDATA[Unicredit]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.ilfattoquotidiano.it/?p=93953</guid> <description><![CDATA[Ahi, ahi, mi scappa di scrivere un post serio, o serioso, che è peggio. Mi scappa di fare il tuttologo-superficial-moralista. Vabbè, chi teme reazioni di tipo allergico, lette queste prime tre righe si fermi e passi a blogger più qualificati. Se invece volete andare avanti cercherò, perlomeno, di essere breve. Parliamo di soldi. E di responsabilità....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ahi, ahi, mi scappa di scrivere un <strong>post serio, o serioso</strong>, che è peggio. Mi scappa di fare il tuttologo-superficial-moralista. Vabbè, chi teme reazioni di tipo allergico, lette queste prime tre righe si fermi e passi a blogger più qualificati. Se invece volete andare avanti cercherò, perlomeno, di essere breve.</p><p>Parliamo di soldi. E di responsabilità. E di <strong>Libia</strong>.</p><p>Leggo e sento un po&#8217; ovunque di <strong>indignazioni</strong>, di prese di posizione, di proteste per quelle che nel migliore dei casi possiamo definire come relazioni internazionali poco attente al rispetto dei diritti civili più elementari tra i cosiddetti paesi democratici sviluppati e quelli <strong>ricchi di risorse</strong> naturali ma <strong>poveri di democrazia</strong>. All&#8217;onore (o al disonore) della cronaca più attuale la Libia, ma l&#8217;elenco di regimi dittatoriali con cui facciamo affari, con o senza cerone e parrucchino, sarebbe drammaticamente lungo. Sacrosanta l&#8217;indignazione, dunque, sacrosanto stigmatizzare in special modo il talento tutto particolare di scegliersi le amicizie del nostro premier (sarà una questione di cerone e parrucchino).</p><p>Però. Però, con tutti i distinguo del caso, con tutte le eccezioni e le attenuanti, a leggere, per esempio, quanto denaro ha pompato nelle casse di società molto italiane il dittatore libico, e soprattutto in quali e quante casse &#8211; citiamone solo alcune: <strong>Mediobanca, Eni, Juventus, Finmeccanica, Unicredit -</strong> a leggere questi nomi, non sentite anche voi, da lontano, una vocina (vi avevo avvisato che avrei sconfinato nel moralismo&#8230;) che ci chiede se per caso, in qualche modo, per qualche verso, <strong>anche noi</strong>, ciascuno di noi, fornisce un qualche obolo, qualche supporto, anche solo per omissione, per ignavia, per pigrizia, per abitudine, per piccole convenienze, un sostegno anche indiretto a un sistema che si nutre in modo consistente di situazioni come quella che la rivolta libica ha scoperchiato?</p><p>Tutto questo giro per concludere con una considerazione nient&#8217;affatto originale, ma più che mai attuale: da queste parti si vota sì nelle urne, ma soprattutto <strong>si vota con il portafoglio</strong> (anche quando è vuoto).</p><p>E finirei riprendendo una <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/17/politiche-sociali-sviluppo-e-giustizia-fiscalea-roma-litalia-del-terzo-settore/92656/" target="_blank">dichiarazione  del portavoce di Social Watch Italia</a></span> che di recente ci ricordava come con uno sforzo economico ben minore di quello sostenuto in due anni dai governi mondiali per salvare le banche, si potrebbe <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.onuitalia.it/events/mdg_ob_08.php" target="_blank"><strong>sconfiggere la povertà</strong></a></span> a livello planetario, dichiarazione che esordiva con un efficace paradosso: <em>&#8220;Se i poveri fossero una banca sarebbero stati salvati.&#8221;</em></p><p><strong>E se noi fossimo una banca? </strong>Se ciascuno di noi fosse una piccola, scalcagnata banca, a chi deciderebbe di prestare i propri soldi (o di chiederne), con chi sceglierebbe di fare affari ?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/25/se-noi-fossimo-una-banca/93953/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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